Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 Liceo Classico e Linguistico "V. Gioberti" Via S. Ottavio 9/11 - 10124 - Torino Chiara Giraudo Id'Italia 150 dell'Unita' Quest’anno l’Italia intera festeggia i suoi 150 anni dall’Unità. Ma siamo veramente così uniti? Politicamente, purtroppo, no. Perché? Una delle tante risposte si può trovare nella lettera del governatore del Trentino Alto Adige al Presidente della Repubblica, nella quale rivela di non voler festeggiare l’Unità [...] CONTINUA A PAG. 4 Tommaso Pirfo La rivoluzione in Egitto Il popolo egiziano, esasperato dal suo raìs, muove i primi passi verso la democrazia. Scende in piazza, animato dall’ideale puro della libertà, ridotto allo stremo da un governo cieco e corrotto che non tutela i diritti delle persone e non garantisce loro alcun futuro. La rivolta di febbraio, scatenatasi al Cairo inizialmente per i rincari dei generi alimentari, ha in realtà motivazioni ben più profonde[...] CONTINUA A PAG. 14 Anno 6 - Numero 4 in questo numero I 150 anni dell’Unità d’Italia Mi hai rovinato il centocinquantesimo 150 anni dell’Unità d’Italia: quali responsabilità per i giovani? Discorsi Se Non Ora Quando? Come no La rivoluzione in Egitto L’uomo: una specie in via d’estinzione La scuola di ieri La libertà di dissentire Eventi di marzo In bacheca: Dillo a Joe Lettera alla TV Violenza mediatica La vignetta L’oroscopo Accadde a Marzo Marzo 2011 Chiara Giraudo Renato Leoni Giulietta de Luca cura di Giulietta de Luca Aurora Romanucci Alessandro Brizzi Tommaso Pirfo Federica Messina Filippo Ascolani Giuliana Cassia a cura di Alessandro Brizzi gestita da Giulietta de Luca Sofia Ferrara Daniele Bringhenti Federica Messina Federica Messina & Giuliana Cassia Giulietta de Luca Pag.4 Pag.5 Pag.7 Pag.9 Pag.11 Pag.12 Pag.14 Pag.15 Pag.16 Pag.18 Pag.19 Pag.20 Pag.22 Pag.24 Pag.26 Pag.27 Pag.28 coordinatori della redazione Giulietta de Luca Lara Saccani redazione Federica Messina Tommaso Pirfo Giuliana Cassia Filippo Ascolani Alessandro Brizzi Fotografa: Valeria Bianchi Vignettista: Federica Messina [email protected] [email protected] www.joeberti.wordpress.com Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 In questo numero L'editoriale Le previsioni dissero neve, e neve a marzo fu. Poi sole, pioggia, sole. Ecco. I corridoi si dividono tra chi dice primavera e chi dice inverno. Chi dice che il sole durerà e chi dice che è momentanea confusione delle nuvole. Confusione che impregna tutto. E così, insieme a quei graditi fiocchi domenicali, è arrivato Gheddafi, che forse a punto se ne dovrebbe andare; sono arrivati anche, con grande sorpresa di tutti, due anni in più per Ruby, che ora è maggiorenne. Berlusconi che in conferenza stampa invita tutti al Bunga Bunga. Lele Mora che vuole entrare nel Pd, le navi da guerra che si aggirano nel Mediterraneo, il temutissimo Maltempo che inonda le città. Sono arrivati in migliaia a Lampedusa, è arrivato Travaglio a scuola. Arrivano 19.700 cattedre “tagliate”. E in Germania il ministro della difesa si dimette perché aveva copiato la sua tesi di dottorato. Situazione comica, in confronto alle migliaia di vicissitudini del nostro premier. Da un lato la Germania, dall’altro la Libia; da un lato il Pd che continua a far primarie, dall’altro Fini che fallisce e la maggioranza che è più forte; da un lato Saviano da Fazio, dall’altro il Bunga Bunga. È in questa confusione che viviamo, non sapendo se aspettarci una nevicata o un picnic primaverile. Dopo 150 anni non sappiamo neanche se siamo uniti oppure se siamo solo una ” accozzaglia” di regioni . Bisogna solo accettare la nostra confusione, sapendo di poter trovare l’unità solo nei contrasti che ci rendono noi stessi. Ringraziamo coloro che ci hanno dato le basi per poter essere Italia. Ringraziamo chi scrive, chi partecipa e invitiamo chiunque abbia un’idea, un pensiero, un disegno, una foto, una frase a condividerla sul Joe. Ringraziamo il calendario delle attività, la professoressa Genta, la professoressa Boggio, la signora Raffaella De Chirico, la signora Teresa Marsicano e la professoressa Palombino. Infine, dedichiamo questo numero a 150 anni di spensierata confusione. Docente referente Maria Luisa Genta Editoriale a cura di Lara Saccani Impaginazione a cura di Giulietta de Luca La redazione 3 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 il centocinquantesimo IChiara 150Giraudo anni dell'Unita' d'Italia [...] perché la sua regione è entrata a far parte dell’Italia dopo il 1861 e non è mai stata completamente unita allo Stato. Tutti sono stati scioccati nel venire a conoscenza del contenuto della lettera ed i telegiornali ne hanno parlato per giorni. Questo, però, non è stato l’unico dissenso nel festeggiare i 150 anni, infatti molti altri politici erano contrari e si sono svolti grandi dibattiti per venire ad una conclusione, ma alla fine è stato proclamato che il 17 marzo sarà festa nazionale dell’Unità, naturalmente solo per quest’anno. Rimane una domanda: perché i politici in un anno così importante non possono mettere da parte le loro opinioni di partito vincente o meno e concentrarsi su questa festività, facendo così vedere che il nostro Paese è veramente democratico? Non possiamo dare una risposta, ma possiamo descrivere l’organizzazione per il festeggiamento che sta avendo luogo in ogni regione. Parlando del Piemonte, si può dire che sia stato organizzato efficientemente: viene riproposto anche quest’anno il PASS 15 creato per ogni ragazzo che compia, appunto, 15 anni nel 2011. I beneficiari di tale pass possono usufruire di agevolazioni per la partecipazione a vari corsi, mostre e proiezioni di film, ecc. I castelli di tutta la regione sono stati aperti al pubblico con nuove mostre riguardanti la storia d’Italia e molti magazzini antichi ed edifici sono stati ristrutturati come, per esempio, le officine Grandi Riparazioni fuori Torino che saranno il principale posto in cui verranno esposte le maggiori mostre di scienza, arte e commercio seguite da numerosi studiosi ed esperti. Le scuole, invece, partecipano ai festeggiamenti con le esposizioni dei migliori disegni creati dagli allievi riguardanti l’Unità d’Italia.Come si è potuto vedere alla televisione in questi giorni, persino al festival di Sanremo hanno dedicato un’intera serata alle canzoni riguardanti il nostro Paese. Durante la trasmissione è arrivato Benigni su un cavallo bianco per richiamare la figura di Garibaldi ed ha spiegato il significato di ogni singola parola dell’inno “Fratelli d’Italia” di Mameli. A Torino si stanno cercando dei volontari per distribuire gadget, volantini e per l’assistenza al pubblico 4 durante le mostre e le visite guidate. I personaggi più importanti nella storia dei 150 anni dell’Unità, raffigurati in cartelloni, manifesti e souvenir, sono Vittorio Emanuele II, Mazzini, Cavour e Garibaldi. Infatti la loro rappresentazione su qualsiasi oggetto venduto quest’anno per l’importante ricorrenza permette a tutti di tenere a mente le grandi imprese che hanno compiuto per l’Italia e rende gli animi italiani più uniti. Nella nostra regione si stanno vendendo molte specialità come i Gianduiotti e la Nutella grazie anche all’aumento del turismo straniero dovuto al centocinquantesimo anniversario. Si può dire che l’intera Italia stia trovando giovamento dalla crisi guadagnando nel campo turistico e questa è sicuramente una buona notizia. Se Vittorio Emanuele II, Cavour, Mazzini e Garibaldi fossero ancora vivi sarebbero soddisfatti dei festeggiamenti in loro onore e per l’Italia in quanto avevano cercato di realizzare con ogni mezzo un Paese UNITO. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 il centocinquantesimo Mi hai rovinato il centocinquantesimo Renato Leoni L'Italia è un paese straordinario. Vorrei tanto che fosse normale. 'Scrivi qualcosa sui 150 anni', m'han detto. Facile dirlo. Io non ho visto neanche 50 anni di persona, come posso esprimermi senza esitazioni su tant'anni di storica madre patria? Ho deciso di affrontare il compito con metodo e rigore, analiticamente, ho lanciato un sondaggio: Domanda: Tu come vedi i 150? Risultato: il 50 % s'è espresso con "mah”, il restante 50% con "bah". Tanta loquacità mi ha fatto comprendere che sarebbe stato più facile scrivere un articolo esplicativo sulla fenomenologia heideggeriana... A onor del vero c'è stata anche una piccolissima, minuscola, insignificante percentuale di persone che si sono mal espresse a proposito in idiomi 5 sicuramente al di fuori dal ceppo neo latino, pertanto ho rinunciato e li ho classificati come 'astenuti', come si fa alle urne. Ma alla fine, cosa potrei dire? S'è detto già di tutto. Ho sentito esagerazioni sulla grandezza della nostra Patria e gratuite offese a tutto quello che si lega ad essa. A me piace guardare la realtà. Non so come siamo riusciti ad arrivare ai 150 anni, Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 il centocinquantesimo quando ogni 5 anni c'è qualcuno che minaccia rivoluzioni a destra e a manca. Dubito che si arriverà comodamente ai 200 anni d'unità nazionale, figuriamoci ai 300. Ed è anche giusto. Come si può pretendere uno spirito d'appartenenza nazionale in un paese dove l'educazione civica è demandata ai pochi sventurati che debbono sbrogliarsela per conquistare le quattro nozioni giuridiche? A scuola a stento insegnano cos'è lo Statuto Albertino, figuriamoci se si possono creare dei cittadini. E già. Non so voi, ma il condominio dove vivo io è lo scenario di una infinita guerra (in)civile. E non ditemi che anche voi non vorreste federalizzarvi per non sentire più la vicina del piano superiore che fa 3 ore di step al giorno. Del resto c'è solo un modo per vivere bene insieme: ognuno su un pianeta diverso. Secondo me, contrariamente a ciò che dicono gli storici, l'Italia non esiste ma gli italiani sì. La prova è che all'estero la gente li individua sempre. Però gli italiani non hanno il coraggio d'ammettere d'essere tali, vorrebbero tanto essere d’altre nazioni (tranne quando si tratta d’una vittoria ai mondiali). Poi, vivono in un paese bellissimo. Paesaggi stupendi, mare, laghi, montagne, clima per tutti i gusti. In fondo, l’essere italiani se lo meritano, non si può avere tutto nella vita. Per entrare in paradiso bisogna penare. E anche l’italiano meno patriota, appena è all’estero inizia ad elencare lo schifo del posto in cui si trova più i grandi pregi della terra natia. E te lo ritrovi a mangiare la pizza più schifosa del mondo con gli adattamenti meno probabili, tre volte più cara che a casa, con l’accompagnamento di tutte le bestemmie bestemmiabili verso i cuochi esteri e vivace augurio di morte per inedia alla popolazione tutta, che non capisce un mazzo di dieta e che ci ruba le ricette. Che poi quando sono a casa gli italiani mica si permettono di declamare la bontà della propria cucina, sarebbe troppo provinciale. E’ più chic ingozzarsi di sushi dal pesciarolo di porta palazzo figlio di cinesi, che fa il finto nipponico e ti spilla dalle tasche quello che spenderesti per il cenone di capodanno. La cultura? Stessa cosa. In patria, vanno al cinema a vedere solo l’ultimo film in bianco e nero del regista norvegese o la commedia hollywoodiana (e guardano di nascosto i cinepanettoni). All’estero, stanno 30 ore col 6 pc acceso per scaricarsi le sitcom più demenziali e guardarle senza pudore, perché tanto nessuno capisce. Come mai non si riesce a far nascere negli italiani, non dico un patriottismo, ma una forma di rispetto verso se stessi? Chiedo poco. Quel che basta per non trasformare il tricolore in carta igienica. Non sarà la riscoperta dell’inno di Mameli, del glorioso Risorgimento, del rinascimento e della tradizione artistica a risolvere tutto. Un grande passato di fronte serve a poco, soprattutto quando è un alibi per non fare nulla nel presente. Meritiamo di tornare sotto gli Asburgo. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 il centocinquantesimo 150 anni dell'Unita' d'Italia: quali responsabilita' per i giovani? Giulietta de Luca Il 4 marzo, presso il cinema Lumière di Asti, si è tenuto il XVIII CONVEGNO INTERREGIONALE DELLA STAMPA STUDENTESCA, avente come tema generale il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. L’inusuale location, il cinema dell’oratorio Don Bosco, accoglieva giovani da Torino, Alessandria, Casalpusterlengo, Brescia, Piacenza e, naturalmente, Asti, che è stata ampiamente celebrata grazie ad un video – un po’ fuori luogo? ‐ girato per illustrarne tutte le principali meraviglie. Gli argomenti principali della giornata sono stati introdotti da una serie di astigianissimi ospiti, tra cui Giuseppe Cardona, vicepresidente della Provincia, Giorgio Galvagno, sindaco, Don Roberto e Francesco Contino, Provveditore agli Studi, che, citando le parole di un imprecisato ministro, ha consigliato ai giovani di “pensare a studiare, che per far soldi si è sempre in tempo”. Dopo questi brevi interventi e dopo un video intitolato “Il sonno della nazione”, il cui interrogativo senza risposta era:“Cosa manca per sentirsi italiani?”, i partecipanti si sono divisi in gruppi ed è iniziato il lavoro delle commissioni dai temi più variegati, del centocinquantesimo alle redazioni dei giornalini scolastici. Al termine di questa fase, i presidenti di commissione hanno esposto quelli che si potrebbero definire i “risultati finali”, uno più interessante dell’altro: festeggiare i centocinquant’anni è un dovere, soprattutto per i giovani; il paese è scisso in molte Italie, ma dobbiamo ritrovare il nostro patriottismo; il federalismo può essere positivo, ma necessita di regole e controlli perché non crei una maggiore spaccatura e non porti ad una regressione; per essere liberi è fondamentale la comunicazione in quanto “l’ignoranza affoga la libertà” ed un’altra serie di pensieri più o meno maturi. A seguire c’è stato un breve intermezzo per ribadire l’importanza di Asti in Piemonte e nel mondo, durante il quale sono intervenuti il professor Schinardi e Monsignor Francesco Rinale, della Diocesi di Asti. Il convegno è proseguito con gli interventi delle redazioni, dalle testimonianze di ragazzi che 7 hanno partecipato ad eventi culturali o politici fino ai commenti sui giornalini scolastici. Si è parlato di alcune interessanti iniziative come la Nave della legalità: il viaggio in nave per commemorare la morte di Falcone e Borsellino, che è stata riproposta anche quest’anno, in quanto, come disse lo stesso Borsellino, i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia, è compito delle scuole istruire i giovani. Altrettanto significativo è stato il resoconto dei ragazzi che durante l’estate hanno lavorato nei compi sottratti alla mafia, dai quali si può capire che bastano azioni semplici per combattere questa piaga, oppure quello dei partecipanti al Festival del diritto, una rassegna dedicata a temi giuridici che si svolge ogni anno a Piacenza. Illuminante è stato l’intervento di una ragazza che ha usato la metafora della redazione del proprio giornalino scolastico, che avrebbe dovuto abbandonare in quanto maturanda, per mostrare il quadro della situazione italiana, giungendo alla conclusione che non bisogna lasciare che un’eredità Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 il centocinquantesimo costruita con fatica venga sperperata in poco tempo. L’ultimo a prendere la parola è stato l’attesissimo ospite d’onore, Oscar Giannino, editorialista per Panorama, Il Messaggero e Il Mattino. Ha esordito affermando che non aveva intenzione di fare paragoni tra la sua generazione e quella dei giovani presenti in sala, contraddicendosi subito dopo, in quanto ha parlato per un buon quarto d’ora delle abissali differenze fra noi, dipendenti dalle tecnologie e facilitati in tutto grazie ad esse, e i giornalisti della sua epoca, costretti a lavorare con tecniche risalenti al Mesozoico. Ha parlato di furto di futuro, quello che si sta verificando a discapito delle nuove generazioni, e ha sottolineato ciò che secondo lui è fondamentale, ovvero avere un forte senso di ciò che si può leggere negli occhi altrui e rendersi conto del fatto che il mondo non cambierà ed appartiene a chi ha voglia di fare un passo in più, chi ha fame di apprendimento. Infine ha risposto alle domande del pubblico, esponendo la sua teoria sui centocinquant’anni, che secondo lui rappresentano una data storica in cui bisogna pensare soprattutto ai giovani, alle donne e agli immigrati. Inoltre, il programma di storia nelle scuole va rivisto e gli studenti hanno bisogno di esplicitare punti di vista diversi per poter formare un proprio punto critico. E’ importante vivere in un mondo pluralista ed imparare a distinguere le diverse scuole di pensiero, si deve diffidare sempre di chi afferma di avere una verità personale ed è necessario scegliere nel rispetto degli altri. Ha terminato rispondendo alla domanda:”Si può fare qualcosa per far sì che a scuola si abbiano le idee politicamente più chiare per 8 poter formare un futuro governo?” e affermando che l’informazione è molto adulterata nella descrizione dei fenomeni, ma, ricollegandosi a quanto detto prima, tutto passa attraverso alla nostra capacità critica di analizzare e saper distinguere i vari punti di vista. Ha lasciato poi la sala dicendo:”Tutto quello che non vi ha convinto è quello che vi resterà di più.” Nonostante non si sia potuto paragonare al convegno dell’anno passato, al quale avevano partecipato Gian Carlo Caselli, Davide Mattiello, Vera Schiavazzi e molti altri, è stato comunque istruttivo, soprattutto per i contenuti inerenti ai centocinquant’anni dell’Unità e, in termini di patriottismo, possiamo sicuramente dire che gli astigiani abbiano capito di cosa si tratta. il centocinquantesimo Disse... a cura di Giulietta de Luca Piero Calamandrei, padre costituente: "C'è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono... Il mondo è così bello, vero? Ci ono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica... Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica, rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo è solo, non è solo, che siamo in più. Che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell'Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli, e, a sapere intendere, dietro a questi articoli ci si sentono delle voci lontane..." "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione." 9 il centocinquantesimo Giuseppe Mazzini, patriota: "La Giovine Italia è reppublicana e unitaria. Reppublicana: ‐ perché, teoricamente, tutti gli uomini d'una nazione sono chiamati, per la legge di Dio e dell'umanità, ad esser liberi, eguali e fratelli, e l'istituzione repubblicana è la sola che assicuro a questo avvenire; ‐ perché la sovranità risiede essenzialmente nella nazione, sola interprete, progressiva e continua della legge morale suprema; ‐ ‐ perché, dovunque il privilegio è costituito a sommo dell'edificio sociale, vizia l'eguaglianza dei cittadini, tende a diramarsi per le membra e minaccia la libertà del paese; ‐ perché dovunque la sovranità è riconosciuta esistente in più poteri distinti, è aperta una via alle usurpazioni, la lotta riesce inevitabile tra questi poteri e all'armonia, ch'è legge di vita alla società, sottentra necessariamente la diffidenza e l'ostilità organizzata [...] La Giovine Italia è unitaria: ‐ perché senza unità non v'è veramente nazione; ‐ perché senza unità non v'è forza, e l'Italia, circondata da nazioni unitarie, potenti e gelose, ha bisogno anzi tutto d'essere forte; ‐ perché il federalismo, condannandola all'impotenza della Svizzera, la porrebbe sotto l'influenza necessaria d'una o d'altra delle nazioni vicine; ‐ perché il federalismo, ridando vita alle rivalità locali oggimai spente, spingerebbe l'Italia a retrocedere verso il medioevo; ‐ perché il federalismo, sembrando in molte piccole sfere la sfera nazionale, cederebbe il campo alle piccole ambizioni e diverrebbe sorgente d'aristocrazia; ‐ perché, distruggendo l'unità della grande famiglia italiana, il federalismo distruggerebbe dalle radici la missione che l'Italia è destinata a compiere nell'umanità [...]" "La nazione è l'universalità degli Italiani, affratellati in un patto e viventi sotto una legge comune." 10 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero Se Non Ora Quando? Aurora Romanucci Domenica 13 febbraio 2011. Torino, Piazza San Carlo. Uomini, donne, bambini, anziani, giovani, studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati, ma soprattutto cittadini stufi di vedere calpestata la dignità delle donne si riuniscono per far sentire la propria voce, una voce apartitica, apolitica, al contrario di ciò che è stato sostenuto. Laura Onofri, sull'invito all'evento divulgato su facebook scrive: "Ribadiamo che non ci saranno né palchi né interventi. E che la manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive" e ancora: "la manifestazione è fatta per esprimere la forza e l'indignazione delle donne". Ombrelli colorati aperti sulle teste dei manifestanti per "proteggersi dal fango che cade dall'alto" e poi la rete, l'immensa rete di fili di lana colorati che ha unito tutti i manifestanti, che ha fatto sentire tutti un po' meno soli in questa protesta, che ha fatto capire che eravamo tanti e tutti avevamo in gola lo stesso grido, un grido pieno di sdegno e di irritazione. Quando alcuni manifestanti stavano ancora tentando di venire fuori dalla ragnatela in Piazza San Carlo, l'inizio del corteo era già circa a metà di Via Po (se non più avanti addirittura), perciò non si può esattamente dire che di gente non ce ne fosse, eravamo tanti, tanti e stanchi, tanti e stufi. Il corteo procedeva calmo e pacifico in mezzo a striscioni e cartelli sarcastici che tentavano di rendere comica la tragica situazione della donna italiana. E poi la musica, le risate, il chiacchericcio. Poteva quasi 11 sembrare che un enorme gruppo di amici si fosse ritrovato in centro per fare una passeggiata, un gruppo di amici con uno stesso pensiero che tenta di farsi ascoltare e di far capire che anche loro sono degni di essere ascoltati. Quello era lo Stato, lo Stato era in quelle piazze colme a gridare lo sdegno, noi eravamo lo Stato, noi siamo lo Stato, ma questo, evidentemente, non è ancora ben chiaro a chi porta avanti il paese. Personalmente sono convinta che questa manifestazione non abbia toccato minimamente chi avrebbe dovuto realmente infastidire, ma trovo sia stato un segnale forte da parte del paese, finalmente ho visto l'Italia fare qualcosa e smettere di tenere il proprio sdegno dentro le quattro mura di casa, mi è sembrato di vedere per la prima volta un paese vivo e unito e questo, per quanto non mi abbia pienamente restituito le speranze di vedere un'Italia diversa, mi ha almeno un po' rincuorata. Ora non ci resta che rimboccarci le maniche e dar vita ad altre manifestazioni belle e sentite come questa per far sentire che ci siamo in attesa di un cambiamento forte e significativo. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero Come no Alessandro Brizzi Pochi sono gli ingredienti del successo dei gruppi secessionisti. Prendiamo una nazione, 150 anni di storia, malversazioni e divisioni linguistiche, un regno e tre repubbliche e mescoliamo tutto; aggiungiamo un pizzico di revisionismo storico e di ignoranza popolare et voilà: ecco a voi la medicina contro anni di soprusi e di ingiustizie, una rivalsa su chi – secondo noi – non ha mai riconosciuto i nostri innegabili meriti. Incredibilmente non si sta parlando della Lega Nord, ma di un movimento ai suoi antipodi, che però ne condivide in parte gli intenti, ovvero la Lega Sud. Pochi la ricordano per la sua ferma opposizione alla commemorazione di Garibaldi, ribadita in Parlamento da un evidente caso di braccia sottratte all’agricoltura; i più, invece, possono vedere in loro coloro che hanno – responsabilmente, sia chiaro – salvato dalla destituzione il nostro amatissimo Presidente del Consiglio. Dunque, se nel panorama politico italiano andiamo alla ricerca di un partito più ridicolo della Lega Nord e dei loro sgargianti fazzolettini verdi, troveremo solo gli audaci secessionisti della Lega Sud Ausonia. Questo movimento nasce in Campania nella metà degli anni ’90 e appoggia la causa immortale della libertà degli Ausoni, l’ennesimo popolo italico noto unicamente per aver tentato di opporsi al dominio romano. Dopo aver ottenuto qualche migliaio di voti alle elezioni politiche del 2008, sono entrati a far parte del partito Noi Sud, costituitosi da poco gruppo parlamentare per motivi già menzionati. Il loro manifesto programmatico si può riassumere in poche parole: si stava meglio quando si stava peggio. Infatti, dopo accurate ricerche storiche (probabilmente i racconti della nonna) essi riescono ad imputare al Nord e all’Unità d’Italia ogni male del Mezzogiorno, dall’arretratezza economica ai disastri ambientali, dallo spreco di fondi a nientemeno che la Mafia stessa. I nuovi padrini sono di certo disonesti imprenditori brianzoli che, abilmente camuffati, si esercitano costantemente nell’apprendimento del dialetto campano, per fingersi membri dell’onesta famiglia dei Casalesi. Se però ci si chiede quale sia il personaggio storico nei confronti del quale i sedicenti membri di Noi Sud nutrono il maggior astio, vi 12 è un’unica risposta: Giuseppe Garibaldi. L’eroe dei due mondi, infatti, non è particolarmente apprezzato presso una parte della popolazione del Mezzogiorno, probabilmente a causa del suo luogotenente, Nino Bixio, colpevole della “strage” di Bronte (un eccidio di ben cinque morti). Che uomo turpe, ha osato liberarci mentre vivevamo nella prosperità e nella libertà. Ad alcuni di questi cosiddetti meridionalisti piace molto anche inquinare le fonti storiografiche con i loro sogni e delle loro frustrazioni. Se capita di svolgere ricerche sul Regno delle Due Sicilie, infatti, ci si imbatterà in lodi ai Borbone e sviolinate sulla fiorente economia del Sud, sia dal punto di vista agricolo (nulla di strano) che da quello industriale (sic), con particolare lodi alla finanza che, grazie alla sua semplicità, sottraeva i felici cittadini alle tasse e ai balzelli. Si parla addirittura di un patrimonio statale di circa 400 milioni di lire d’oro, corrispondenti a un’altissima percentuale della moneta attualmente circolante in Italia. Peccato che il prode Nitti (autore di questa falsificazione Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero storica) non abbia considerato che i dati da lui assunti a sostegno della sua tesi provenivano da un rapporto della zecca, che indicava il denaro ricevuto durante la conversione della lira; insomma, i prodi signori dell’economia del Mezzogiorno tenevano i soldi sotto il materasso. In quanto ai soprusi dei Savoia, sorge spontaneo un dubbio: non sono stati domini piemontesi anche la Sardegna e il Lombardo – Veneto, senza contare i regni dell’Italia centrale annessi poco prima dell’Unità? E non sono forse noti a tutti i crimini perpetrati dal governo sabaudo a danno di questi popoli? Furono i Milanesi a subire le cannonate dell’esercito del generale Bava Beccaris, mentre i Sardi non avevano ottenuto una rappresentanza a Torino nonostante il loro impegno nella difesa del Regno di Sardegna; eppure non mi sembra che attualmente in una di queste due regioni ci si lamenti dell’Unità d’Italia o del Piemonte per eventuali danni all’economia: in Lombardia, evidentemente, non ci si può lamentare, ma la Sardegna conta su un infimo PIL pro capite. Mi chiedo dunque perché, come Italiani, siamo costantemente costretti a questi ragionamenti, a valutare il “What if” della secessione, o del federalismo più estremo: desideriamo veramente l’Italia divisa in Padania, Etruria ed Ausonia? Voglio proprio vedere Torino svuotata degli Italiani di 13 origine meridionale, Roma che si accinge a eliminare tutte le istituzioni ormai inutili o Napoli e Palermo che fronteggiano da sole il mercato internazionale: auguri a tutti. Quando capiremo che sono inutili i lamenti e i rimpianti? Siamo un popolo ridicolizzato anche perché non riusciamo mai ad affrontare i nostri problemi, limitandoci a fare tanto chiasso contro l’unica cosa di cui dovremmo andare fieri, e abbiamo bisogno di un comico per ricordare le nostre origini! Forse erano biasimevoli Garibaldi, Mazzini e Cavour per il loro comune sogno di un’Italia unita, dato che si sono prodigati per donarci una storia che oggi è alla mercé di qualunque frustrato. Grazie, almeno ci avete provato. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero La rivoluzione in Egitto Tommaso Pirfo [...] e affonda le sue radici nella povertà e nella frustrazione del popolo. La corruzione, i soprusi, le violenze e le ingiustizie che hanno caratterizzate la trentennale dittatura di Mubarak hanno costretto le genti, esasperate ed affamate, a ribellarsi, costringendo il raìs alla fuga. Chi ha visitato il Cairo avrà sicuramente avvertito nelle persone il bisogno e la necessità di un cambiamento radicale, che possa a portare alla nascita di uno stato democratico in cui la sovranità popolare appartiene al popolo. Uno stato dove possa regnare l’uguaglianza, termine che come dice Rousseau ne “ Il contratto sociale” non comporta che i gradi di ricchezza e potere debbano essere gli stessi tra i cittadini, ma comporta che il potere non debba giungere ad alcuna violenza e debba sempre esercitarsi sulla base del grado e delle leggi. Un paese quindi in cui la legge sia uguale per tutti: dal più ricco al più povero. Chi ha preso parte alle manifestazioni, chi ha guidato la rivolta e occupato piazza Tahrir ha lottato per questo tipo di uguaglianza, esprimendo anche la propria frustrazione per le attuali condizioni di miseria dell’Egitto. Osservare le Piramidi e la Sfinge che si stagliano sullo sfondo del Cairo, in contrasto con i vecchi palazzi fatiscenti, è certamente simbolo della decadenza di una nazione che un tempo poteva essere considerato centro culturale del mondo. Chi ha manifestato lo ha fatto per denunciare anche questo: è necessario un rinnovamento strutturale. Con le dimissioni di Mubarak e la conseguente fine della dittatura l’Egitto ha dato il via a un processo storico che, dopo un periodo di transizione in cui il potere sarà nelle mani dei militari, porterà alla nascita di una democrazia. N.Bobbio in “IL futuro della democrazie” afferma che essa “deve essere caratterizzata da un’insieme di regole che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure”. Il grande sforzo compiuto dal popolo egiziano per spodestare il rais è solo l’inizio del tortuoso percorso volto a formare una democrazia. Sarà lo stesso popolo attraverso il voto a riconoscere nuovamente degli individui le cui decisioni potranno essere accettate come decisioni collettive soltanto se prese rispettando le leggi e le procedure. L’Egitto dopo anni di 14 dittatura riscopre che il pensiero, come afferma Alexis De Tocqueville “è un potere invisibile e quasi inafferrabile, che si prende gioco di ogni tirannide. Ai nostri giorni i sovrani più assoluti d’Europa non saprebbero impedire ad alcuni pensieri ostili alle loro autorità di circolare liberamente nei loro stati e fino in seno alle corti”. La rivoluzione è stata possibile soltanto grazie all’intento e alla volontà comune del popolo: dopo aver abbattuto la tirannide e dimostrato che il Paese egiziano appartiene al popolo è necessario dare avvio al processo di ricostruzione politica del paese. Il vento di rivoluzione che ha investito l’ex colonia inglese soffia ora sugli altri stati del Nord Africa: Libia, Tunisia... ed è ora giunto fino al Golfo Persico, in Bahrein, e da alcuni giorni anche in Iran. Le dittature tunisine e libiche di Ben Ali e Gheddafi tremano al pensiero che la rivoluzione possa investire anche i paesi da loro governati e ricorrono a qualsiasi forma di repressione pur di fermare la rivolta. È la primavera dell’Africa, ed è appena iniziata. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero L'uomo: una specie in via d'estinzione Federica Messina “May we Live Long and Die Out.” è il motto del Movimento per l'Estinzione Umana Volontaria, altrimenti chiamato VHEMT (Voluntary Human Extinction MovemenT). Come si può facilmente intuire dal nome, questo movimento si è posto come obiettivo l'estinzione della razza umana per risolvere il problema della sovrappopolazione e di conseguenza fare meno uso delle risorse naturali in esaurimento. L'estinzione della specie umana consentirà una lenta guarigione dell'ecosistema terrestre dai danni causati dell'uomo. Non c'è bisogno di lasciarsi trasportare dalla fantasia e immagini da scene di film con un suicidio di massa in una piazza o armi di distruzione lanciate contro i cittadini terrorizzati. Ciò che questa organizzazione intende fare è piuttosto semplice e quasi ironico: evitare di riprodursi. Non esiste propriamente un fondatore del VEHMT, ma Les U. Knight fu il primo a dare nome a questa filosofia di vita che probabilmente esisteva già da anni, ma che non è mai stata registrata nella storia. Les U. Knight con una semplice deduzione logica giunse alla conclusione che il pianeta in cui viviamo e di cui siamo la specie dominante starebbe molto meglio senza di noi; la cosa migliore da fare per aiutare la Terra sarebbe quindi estinguersi, o perlomeno ridurre il numero delle persone che la abitano. Perciò Knight si sottopose ad un intervento di vasectomia a soli vent'anni, impedendosi così di procreare. L'organizzazione non obbliga nessuno dei suoi membri alla sterilizzazione, né appoggia l'aborto. Il VEHMT agisce per la protezione del pianeta, ma non odia la razza umana in sé; ritiene solo che questa abbia un comportamento autodistruttivo, danneggiando oltre a sé stessa anche l'ambiente in cui vive. Inoltre è troppo prolifica. Chi aderisce diventa Volontario rinuncia spontaneamente ad avere figli; una persona che ne ha già avuti può in ogni caso diventare un Volontario e decidere di non averne più, senza per questo dover subire operazioni o arrivare ad altri metodi drastici. Diversi dai Volontari sono i Simpatizzanti, che sostengono l'iniziativa dell'estinzione umana volontaria cosicché si possa arginare la crescita demografica. I Simpatizzanti promuovono il concetto di 15 ridurre il numero della razza umana in modo che il pianeta possa sostenere adeguatamente sia l'uomo che le altre forme di vita senza esaurire le risorse vitali. La principale differenza tra Volontari e Simpatizzanti è che questi ultimi non credono sia concretamente fattibile l'estinzione, né che sia auspicabile. Ammettono che questo non è il tempo giusto in cui far nascere i propri figli, con le guerre, l'inquinamento e le catastrofi naturali recentemente aumentate a sconvolgere il mondo, ma sono pronti a prendersene la responsabilità. I sostenitori del VEHMT non si aspettano di vedere la razza umana scomparire da un giorno all'altro, ovviamente. Considerano già un successo quando qualcuno decide volontariamente di aderire alle loro idee. Godono di questi piccoli successi in quanto sanno bene che l'obiettivo prefissatosi è quasi impossibile da ottenere, ma il pensiero di poter salvar la Terra e con essa molti animali minacciati dall'uomo li fa andare avanti nella loro campagna verso l'estinzione della loro stessa specie. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero La scuola di ieri Filippo Ascolani In questi ultimi mesi ( e anni), durante le discussioni riguardo la riforma Gelmini e l’ educazione in generale, è stata piú volte citata la fantomatica “ Scuola di ieri “, in cui gli studenti erano piú educati, gli insegnanti meglio preparati e via discorrendo. Nel tentativo di scoprire se tutto ció fosse vero, siamo arrivati fino ad Alessandria, dove un’ insegnante ora in pensione ci ha accolto a braccia aperte. Prima di tutto grazie per aver accettato questo colloquio. Lei è stata studentessa dal 1931 fino al 1949 e insegnante dal 1954 al 1991. Giusto? Esatto. Ero docente di lettere prima alle scuole medie e poi all’ ITIS di Alessandria. Da quello che ha saputo, cosa pensa della riforma Gelmini? Riguardo all’ Universitá ritengo che sia una riforma giusta perché si è rimediato a una serie di grossi errori del passato, eliminando alcune cattedre e corsi che venivano assegnati a professori che si trovavano ad avere un numero modestissimo di alunni, con il conseguente spreco di denaro. Allora perché i ragazzi hanno protestato? Credo che molti si siano trovati a credere di avere meno possibilità, senza pensare che molte facoltá non davano effetive speranze di lavoro. Inoltre penso che alcuni abbiano partecipato alle manifestazioni per ragioni politiche. Passiamo alla scuola di ieri: lei pensa che sia possibile fare un confronto con la scuola di cinquanta o ottanta anni fa? I confronti si possono sempre fare, tenendo conto dei grandi cambiamenti anche culturali e strutturali della societá; per esempio allora, quando ho cominciato il mio processo d’ istruzione soltanto le scuole elementari erano obbligatorie, non esistevano le scuole medie, ma, dopo uno specifico esame di ammissione, si poteva accedere alla scelta definitiva del proprio corso di studi; si sceglieva giá a dieci anni l’ eventuale indirizzo della scuola che sarebbe terminato con la maturitá, suddiviso in classi Inferiori e poi Superiori; oppure esisteva un corso di tre anni denominato “ Avviamento al lavoro”, in cui i ragazzi, oltre a qualche nozione culturale, imparavano come inserirsi molto presto in qualche piccolo impiego; oppure erano presenti le Magistrali, in cui si diventava maestri 16 di scuola, e gli istituti tecnici, per ragionieri, geometri e periti industriali, in cui si otteneva un diploma. Quante facoltá erano allora disponibili ? Innanzitutto si poteva accedere all’ Universitá soltanto tramite i Licei; ora tramite qualunque tipo di scuola superiore. Il numero di indirizzi era molto piú esiguo, circa una decina. Per esempio la facoltà di lettere presentava due opzioni: Lettere Antiche o Lettere Moderne. Non c’erano tutte quelle ramificazioni disponibili adesso, alcune delle quali rischiano di essere inutili per studenti in cerca di lavoro. Ora sussiste il problema degli immigrati, pensa che sia veramente grave, o sia come il problema, presente in quegli anni, dei ragazzi provenienti dalle campagne? Prima di tutto quando ho cominciato a frequentare le scuole superiori, specialmente nei Licei, gli alunni erano molto pochi, perlopiú maschi, e quindi era una scuola molto selettiva e in genere frequentata da chi aveva spiccate attitudine allo studio. Oggigiorno la frequenza è molto aumentata ( complice l’obbligo fino ai sedici Anno 6 - Numero 4 liberopensiero anni); è un fatto positivo, ma è piú difficile il lavoro dell’ insegnante, che spesso deve adattare il proprio lavoro al grado di preparazione della scolaresca, in cui si trovano spesso ragazzi stranieri. Riguardo i ragazzi delle campagne, nelle scuole elementari, i maestri insegnavano contemporaneamente a ragazzi di prima e quinta elementare, problema che si aggiungeva a quello naturale dell’ ignoranza. Pensa che veramente i ragazzi allora fossero piú educati, o il problema della condotta sussistesse anche allora? Da quello che vedo, che sento e che mi è riferito dai miei ex colleghi, il problema si è molto aggravato e ci vorrebbe un’altra lunga Marzo 2011 intervista per trovare le ragioni di questo peggioramento. Per esempio il non aver piú dato nessun valore al voto di condotta, che e´stato reintrodotto da poco; esso infatti frenava molto i comportamenti non a norma degli studenti. Inoltre si dovrebbe indagare sul perché i ragazzi ancora all’Universitá commettano gravi errori di ortografia, ma anche per questo ci vorrebbe un altro discorso. Dopo tante critiche, cosa si puó dire di buono sulla scuola di oggi? Oggigiorno i giovani posseggono fonti di informazioni che prima non esistevano, sempre che siano utilizzati in maniera corretta e senza impigrire o addirittura danneggiare i ragazzi. Inoltre è confortante che una persona, di qualunque ceto o etá sia, possa avvicinarsi agli studi e avere scambi con le scuole e le culture straniere. Molto importanti e lodevoli le gite di istruzione, perché allora o non c’erano o erano pochissime. Inviateci i vostri articoli, m o c . l i a m g @ i t r e m b o e c . o j . s s o e n i l r a p n d r r o o i g .joeberti.w www disegni, vignette, poesie o semplici suggerimenti all'indirizzo: Per commentare o semplicemente rileggere gli articoli del Joe Berti, vai sul blog: 17 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 liberopensiero La liberta' di dissentire Giuliana Cassia Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica la sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare (Antonio Gramsci) «Chi sono i tuoi miti?» « August Landmesser e Stan Cullis» «No, scusa, non ci siamo capiti, chi sono i tuoi miti?» «August Landmesser e Stan Cullis» Veramente, ma chi sono? E perché si possono assumere a buon diritto il titolo di "mito"? Un operaio di Amburgo e un calciatore‐ allenatore inglese possono diventare dei miti? Sì. E non solo il secondo, perché per un calciatore è facile diventare un mito, mentre per un operaio no. Una foto. Una fotografia fantastica testimonia in tutta la sua semplicità il coraggio di un uomo. Un uomo, solo in mezzo alla massa, nel 1936 ha avuto la forza di non fare quello che gli chiedevano di fare ben sapendo verso cosa andava incontro. Infatti non è passato inosservato questo gesto al contempo ingenuo, semplice e coraggioso , e il signor Landmesser è stato condannato per Rassenschande, per aver disonorato la razza, ed è stato mandato nel campo di prigionia di Börgermoor, nel quale erano presenti numerosissimi prigionieri politici e le condizioni erano molto simili a quelle dei campi di concentramento. Chissà cos'avranno pensato i suoi colleghi vedendolo, chissà se erano profondamente convinti di fare la cosa giusta, chissà perché non si sono ammutinati anche loro, chissà. E Cullis, Cullis cosa ha fatto di notevole oltre ad aver avuto una sorprendente carriera calcistica sia nei panni di giocatore (capitano dei Wolverhampton Wanderers e della nazionale inglese) sia in quella di allenatore (sempre dei Wolves)? Ha scelto. Ecco cosa ha fatto di notevole. Berlino 1938, amichevole Germania‐Inghilterra, ai calciatori inglesi viene imposto di fare il saluto nazizta davanti a Adolf Hitler e Cullis si rifiuta. Lui viene cacciato dalla squadra, l'Inghilterra vince 6 a 3. Ma chi ha vinto realmente? Quelli che hanno abdicato ancora una volta la loro volontà o chi ha avuto una reazione di orgoglio e ha perso per molto tempo la possibilità di giocare per la sua nazionale? Cosa avreste fatto voi che 18 vivete e siete cresciuti in democrazia, voi uomini liberi in queste situazioni? Avreste assecondato la pancia, la testa o la vostra dignità? C'è ancora posto per un po' di coraggio in questo mondo indifferente? Certo, i plateali gesti di Landmesser e Cullis non possono essere paragonati all'azione di coloro che, per liberarci dalla tirannia, hanno fisicamente combattuto rischiando e perdendo la vita e forse, parlando di loro, la parola "eroe" è fuori luogo. Ma io faccio un'altra considerazione: se ci fossero state più persone come loro dall'inizio, è lecito pensare che forse non saremmo mai giunti alla catastrofe del nazismo? Ecco il dilemma: se massa degli uomini non abdicasse la sua volontà, non avremmo poi bisogno di contare milioni di morti per distruggere i mostri creati dal sonno della ragione. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 eventi Eventi di marzo aChiara cura Giraudo di Alessandro Brizzi 1 marzo – Assemblea studentesca pomeridiana. 1 marzo – Incontro sul bullismo e l’abuso di alcol e droga nell’aula magna della sede dalle 9 alle 12, rivolto alle classi 2F, 2I, VD, 2G, VA e VB. 2 marzo – 3° incontro del progetto cinema su “Lo stile del moderno: il cinema tra narrazione e rappresentazione. Problemi teorici e analisi di sequenze” , che si tiene nell’aula video della succursale dalle 14:45 alle 16:45. 4 marzo ‐ Conferenza stampa di presentazione del programma di Biennale Democrazia 2011 presso il Foyer del Toro del Teatro Regio di Torino. Sono previsti progetti per le scuole, dunque le classi che desiderano iscriversi possono farne domanda al proprio coordinatore. 4 marzo ‐ XVIII Convegno interregionale della stampa studentesca presso il cinema Lumière di Asti 14 marzo – termine ultimo per le iscrizioni alle Olimpiadi di Filosofia. 14, 15 e 16 marzo – udienza parenti in sede dalle 16 alle 19. 16 marzo – Incontro con Andrea Bajani alle ore 14:30 nell’ambito delle attività del Circolo di Lettura. 17 marzo – Festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia. 19 marzo – Manifestazione in ricordo delle vittime di mafia a Potenza: i rappresentanti richiedono la partecipazione di una delegazione del Gioberti. 19 marzo – Olimpiadi di Filosofia. 20 marzo – Termine ultimo per l’iscrizione al concorso “Hermes”. 23 e 24 marzo – Giochi Sportivi Studenteschi di badminton presso il liceo Giordano Bruno. Fine marzo – Concerto del Gioberti: per proporre dei gruppi, contattare i rappresentanti. E' nato il blog del Joe Berti! Ogni mese oltre alla copia cartacea è ora disponibile la versione online del nostro giornalino. Hai letto un articolo e vuoi commentarlo? Vuoi complimentarti con un autore? Vuoi criticare qualcosa che non ti è piaciuto del Joe Berti? Vai all'indirizzo: www.joeberti.wordpress.com 19 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 in bacheca Dillo a Joe gestita da Giulietta de Luca Laconsiglia redazione Una questione privata di Beppe Fenoglio Tommaso Consiglio questo libro perchè raccoglie tutti quegli sragionamenti, supposizioni campate per aria, "e se" che nessuno scrive su carta. E sono comicamente fantastiche. Lara Lo consiglio a tutti gli amanti del teatro perché è un'appassionante storia d'amore e onore tipicamente barocca. Federica Alessandro TOLLERANZA ZORO Operette Ipotetiche di Ugo Cornia Le cid di Pierre Corneille Consiglio rivolto a tutti coloro che sono stanchi di subire citazioni da Wikipedia, come se esse fossero fondate su una pur minima fonte attendibile: abbandoniamo l'enciclopedia aperta a tutti, proprio perché è aperta a tutti. Checché ne dica Grillo, il Web mente allo stesso modo della carta; ci si mette solo più tempo ad accorgersene. perché perché perché perché è romano è opinione satirica è tanto simpatico sto andando avanti a pane e zoro Giuliana Incantesimo a orologeria di Vivian Vande Velde Una ragazzina americana di 15 anni è in vacanza da alcuni parenti nel sud della Francia. L’estate trascorre tranquilla e lei inizia ad annoiarsi fino a quando un giorno trova uno strano pozzo in cui le cade l’orologio e lei lo segue. Attraverso quel magico passaggio si ritroverà, al suo risveglio, nell’antico Medioevo e per tornare nel mondo reale evitandone la distruzione dovrà trovare il suo orologio. Consiglio questo libro perché accosta la realtà alla magia e all’antichità rendendo la storia molto interessante. Chiara [email protected] 20 Anno 6 - Numero 4 in bacheca Marzo 2011 BookCrossing Giornalino del volontariato Giulietta Filippo Perché è una pratica utile e salutare; è completamente gratuito e nell'atrio della nostra scuola una montagna di libri aspettano di fare amicizia con voi. Approfittatene. Vorrei consigliare il film Il pianista sull'oceano, di Giuseppe Tornatore, perché tutti lo possono capire ed è pieno di filosofia. Gaia Consigliato a chiunque voglia tuffarsi in una nuova esperienza e abbia la capacitá e la voglia di scrivere o filmare dei video. Sarà ben accetto in un giornalino solamente online! Per informazioni chiedere a Filippo Ascolani, 5A. Cercasi bassista per un gruppo hard rock/metal. Per informazioni, contattare Nicolò, 5A. Inviateci i vostri articoli, m o c . l i a m g @ i t r e m b o e c . o j . s s o e n i l r a p n d r r o o i g .joeberti.w www disegni, vignette, poesie o semplici suggerimenti all'indirizzo: Per commentare o semplicemente rileggere gli articoli del Joe Berti, vai sul blog: 21 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 scrittura creativa Lettera alla TV Sofia Ferrara Cara Televisione, Ho 15 anni, e vengo da una famiglia di tuoi grandi ammiratori. La sera dopo cena ci piace (I'm lovin it; Lidl ogni giorno è speso bene; Wolkswagen das Auto)sederci tutti insieme sul divano, premere il pulsantino rosso e guardarti. (Olaz. Perchè voi valete; ...questo è il mio mulino; Svizzero? No, Novi). Ma non appena posiamo il didietro sui cuscini bianco‐ grigini del nostro obsoleto divano, iniziamo a discutere. (Passa a Vodafone; Rocchetta e Uliveto sono acque della salute; Viakal agisce contro il calcare). Innanzi tutto c'è il povero sfigato che arriva troppo tardi, spesso io, e si deve accontentare del pavimento a causa delle ridotte dimensioni del divano. (Sky liberi di...; Media Shopping, lo shopping direttamente a casa tua; Kinder bueno bontà a cuor leggero); mio fratello è puntualmente stravaccato sulla poltrona (Activia con bifidus actiregularis; Redbull ti mette le aliii; Mielpops bzz bzz bzz ) e mia sorella puntualmente gli urla dietro per esprimere la sua volontà di occupare il privilegiato posto. Mio padre sovrasta le proteste zittendoli “..shhh che inizia il tg!” ( Bastoncini Findus per i capitani di domani; Fiat Panda l'auto ufficiale per fare quello che ti pare; Ti piace vincere facile? Gioca al lotto). Mia sorella accantona l'ascia di guerra per il momento, ma lancia un'ultima micidiale occhiata al suo eterno nemico e si sistema tra me e la mamma. (Listerine una bomba per la tua igiene orale; Quando non c'è lo spazzolino c'è Daygum protex; Le nouveau parfume 22 de Christian Dior) Ma il più grande e problematico dilemma nella nostra famiglia è sempre stato decidere che cosa guardare. Era un problema di quando eri ancora analogica, pensa ora che hai più di 200 canali! (Viakal agisce contro il calcare; AB Rocket per rendere più divertenti quei noiosi esercizi; Hiphopize yourself) Mio padre riafferma il suo ruolo di capofamiglia e proclama “ ....si guarda Ballarò voi bimbi dovete andare a dormire!” (Mediashopping lo shopping a casa tua; Banca Mediolanum, tutto intorno a te; Gocciole partire con più gusto!), essendo ancora padrone del telecomando ha il potere, e schiaccia 3. ( Con Tantum Verde siamo tutti Boccasana; PoltroneSofà beato chi se lo fa il sofà; Garnier prenditi cura di te) Ma io e i miei fratelli siamo creature pazienti, attendiamo la pubblicità, che arriva dopo poco, e zac! Il magico oggetto è mio! (Contro i sintomi dell'influenza c'è Zerinol o Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 scrittura creativa ZerinolFlu; La prima uscita a soli 99 centesimi; Rii‐co‐ laa). Scattante come tigre metto su 8, MTV. Proteste, lamentele, una piccola lotta per il telecomando, che difendo strenuamente. Ma mio padre non tarda a ricordarci che lui è il più grosso e riporta l'ordine. Cambia su 3. (Rotoloni Regina non finiscono mai!; Finish la brillantezza del diamante; Solo con A, questo mese, la coloratissima shopping bag). Dato che la pubblicità persiste, su insistenza del mio fissato fratello, il gran capo gira su Sportitalia. (Nel mio intimo c'è Chilly; GrissinBon stuzzica l'appetito e la fantasia; Whirlpool sensing the difference) La curva delle donne si rivolta, e impedisce alla componente maschile della famiglia di sentire le concitate parole del telecronista (non c'è 12 senza 88; Opel wir leben Autos; Dove c'è Barilla c'èInaspettatamente, mia madre, afferra il nero scettro, e spegne la meravigliosa scatola nera. “Bimbi a nanna! Forza!” (BMW il piacere di guidare; Tuborg ma light; Contro il malditesta Moment) Sappiamo bene che la mamma è irremovibile, e rassegnati ci avviamo verso le nostre camere. Alla fine se ci chiedessero mai cosa vediamo la sera in tv, (Vitasnella l'acqua che elimina l'acqua; Una soluzione Sanofi Aventis; di citazione in citazione Vodafone tutto intorno a te) penso che la nostra risposta potrebbe variare parecchio da persona a persona. Ma se facessimo un calcolo preciso la risposta sarebbe una sola: pubblicità. Tutto era perduto? Era inevitabile che fosse cambiato? Dovevo dimenticare? Dobbiamo chiudere gli occhi? Dobbiamo perdonare, poiché ognuno vive di briciole? Dobbiamo pensare che tutto ciò che ci tormenta è ben piccola cosa visto dalle lontanissime stelle, Altazor, Grapatax, Mab, Zelda e Dandelion? Oppure, proprio perché siamo piccola cosa, dobbiamo combattere per la nostra briciola di giustizia, o le stelle crolleranno? Da Margherita Dolcevita, Stefano Benni, 2005 Lara Saccani 23 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 sport Violenza mediatica Daniele Bringhenti Ieri, mentre ritornavo a casa, ho gettato lo sguardo fuori dal finestrino della auto; senza avere il tempo di volgere gli occhi in altre direzioni, nel cortile recintato di un condominio ho visto una madre giocare con il proprio bambino, all’incirca di 5 anni, e due ragazzi adolescenti divertirsi contemporaneamente allo sport più bello e più seguito del mondo: il calcio. Questo sport appassiona tutti, dal momento in cui si vede una partita di calcio, amatoriale o professionista, istantaneamente ce ne se innamora; viene praticato da tutti e in svariati modi, dai semplici calci di rigore tirati con lo scopo di segnare al proprio migliore amico alle partite di calcio a 5 alle partita di Serie A, della Liga Spagnola, della Premier League, dell’Eredivisie o di qualsiasi altro campionato del mondo. Il calcio è un evento che permette alle persone di radunarsi, è una passione che coinvolge gli animi e scaturisce i sentimenti; le partite della Nazionale uniscono l’intero popolo, le partite dei singoli Club uniscono bambini, ragazzi, adulti e anziani caratterizzati da una fede calcistica sorta nei modi più impensabili: tramandata di padre in figlio, per passione verso un calciatore, o talvolta semplicemente per casualità, senza che nessun fattore esterno agisca su di noi. Ci si può innamorare di una squadra senza alcuna determinata ragione o per futili motivazioni, ma dal momento in cui si diventa veri tifosi si comincia ad assaporare il vero calcio: mentre la propria squadra gioca si provano tutti i sentimenti dell’animo umano, dalla tensione, alla paura, all’ansia, alla tristezza, alla gioia, alla rassegnazione, alla speranza. Quei 90 minuti settimanali di partita sono un lasso di tempo sicuramente minimo in confronto ai 10080 minuti che compongo una settimana; eppure per un appassionato di calcio tutto ruota intorno a quest’ora e mezza, dall’attesa fino al post‐partita. E tra una sfida e l’altra naturalmente è naturale che un tifoso di calcio legga giornali, guardi programmi sportivi , discuta con altri tifosi su forum su Internet; tutto ciò di cui desidera informarsi nel momento in cui vuole leggere notizie calcistiche è solamente il calcio, non altri 24 argomenti, ugualmente assai importanti, talvolta anche di più, ma che è necessario distinguere e separare dallo sport, come la politica. Eppure, inspiegabilmente, negli ultimi tempi ciò non si sta più verificando; giornali e programmi sportivi inseriscono la politica in mezzo a notizie sportive, quasi fossero la stessa cosa. Un esempio citabile, riferito alla Gazzetta dello Sport, il più letto dagli Italiani, è la prima pagina de La Gazzetta dello Sport del 31 ottobre 2010, il cui titolo risulta essere “Bunga Bunga Juve”. Penso che non sia necessario spiegare il significato dell’espressione “Bunga Bunga” utilizzata frequentemente dai media negli ultimi mesi. E con ciò naturalmente non mi riferisco soltanto alla Gazzetta, tanto che lo stesso titolo fu riportato nella prima pagina di Tuttosport lo stesso giorno 31 ottobre 2010. Ironia della sorte. Sembrerebbe quasi che fosse stato stipulato un accordo, ma in buona fede si spera piuttosto che la co‐ presenza dello stesso titolo su entrambi i quotidiani sportivi più letti in Italia sia dovuta a posizione politiche o in ogni caso opinioni su Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 sport su determinate persone. Opinioni e posizioni, che sono comunque ampiamente condivisibili, ma che non dovrebbero interferire però nel calcio. La “violenza mediatica” si rivolge perciò evidentemente ad una o più squadre del nostro campionato, con l’unico scopo di preservare una squadra, onesta per eccellenza dopo Calciopoli 2006, su cui ci sarebbe tanto da dire, magari in un futuro articolo. Esempio evidentissimo di questa affermazione riguarda, nuovamente, la Gazzetta dello Sport; vi riporto dunque due citazioni dal loro sito web: ‐ “L’Inter passa in vantaggio presto (7’), con un gol veloce come la punizione battuta al limite delll'area da Eto’o. La difesa del Cagliari è sorpresa, Kharja è libero in area: primo tiro ribattuto, sul secondo prima deviazione ininfluente di Ranocchia, poi anche quella di Canini. Il gol è del difensore interista, non tanto perché se lo merita (altra gran partita per lui), serve di testa il brasiliano nell'area piccola; evidente il controllo con il braccio sinistro e la girata che batte Sorrentino. Il Chievo urla di rabbia.” (Chievo‐Milan 1‐2 del 21/02/2011). Da notare la differenza di termini adoperati, nonostante il fuorigioco di Ranocchia fosse più che evidente e il fallo di Robinho inesistente o nei limiti del regolamento, poiché a contatto con la spalla o il petto. ma perché così dice la regola Fifa. Una deviazione (che c'è) di un giocatore in attacco cambia il marcatore, quella di un giocatore difendente no. Fanta‐possessori di Kharja, mettetevi l’anima in pace. Per eventuali reclami rivolgersi a Sepp Blatter. Più che del marcatore ci sarebbe da discutere sulla posizione di Ranocchia, che probabilmente è in fuorigioco.” (Inter‐Cagliari 1‐0 del 20/02/2011); ‐ “Al 25' la superiorità territoriale del Milan si trasforma nel gol di Robinho. Cassano pennella dalla destra per Ibra che 25 Nonostante tutto ciò, nessuno dice niente. Domani 21/02/2011, la maggior parte dei tifosi di calcio italiani si alzerà da letto, andrà al bar davanti ad una copia della Gazzetta dello Sport e discuterà sul fallo di Robinho, dimentica, o meglio, non informata riguardo al fuorigioco evidente di Ranocchia, addirittura più avanti del portiere. Così va il mondo del calcio al giorno d’oggi. Ma la speranza nella giustizia è l’ultima a morire. Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 LA VIGNETTA Lotta all'ultimo pacchetto Federica Messina 26 Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 svago/l'oroscopo L'oroscopo Federica Messina e Giuliana Cassia Ariete Marzo è un mese pazzerello e l'avrete notato già dai primi mesi. La vostra salute va su e giù come i vostri voti, sembrate delle montagne russe impazzite! Fortuna che ci sono amici speciali come il vostro cane a tirarvi su! Toro Venere vi assiste in amore però attenzione alla scuola! Il vostro essere perennemente con la testa fra le nuvole potrebbe distogliervi dallo studio. Certo è difficile non sonnecchiare guardando fuori dalla finestra nella speranza di vedere chissà chi, si sta avvicinando la primavera e tutte queste belle scuse: provateci almeno, magari i professori saranno clementi. Gemelli Il vostro cielo è splendido come sempre. L'unico rischio è che tutta questa perfezione innervosisca chi vi circonda. Fate attenzione a non esagerare: potrebbe esserci un acquario nei paraggi pronto a buttarvi giù dalla finestra. Cancro Avete un carattere sensibilissimo in questo periodo. Al solo sentir parlare di interrogazioni o voti vi coglie l'ansia. Cercate di darvi un contegno, smettetela di stringere spasmodicamente la mano del vostro compagno di banco e vedrete che presto arriveranno risultati inaspettati! Leone Febbraio è stato faticoso tra ostacoli imprevisti, grande nervosismo e idee confuse. Si sa che non siete tipi da abbattervi facilmente, ma se non vedrete dei buoni risultati in fretta potreste seriamente mettervi a piangere. Quindi scuotete la criniera e datevi da fare. Vergine Non riuscirete a gestire le marce della vostra vita in questo periodo. Sul vostro percorso incontrerete numerosi ostacoli: frenate prima di scontrarvici. Date la precedenza ai buoni sentimenti: essere acidi pagherà meno del solito. Bilancia Non è proprio il vostro mese. L'influenza di Saturno condizionerà fortemente la vostra vita portandoti a dolorose scoperte: state attenti particolarmente alle persone che vi stanno accanto perchè potrebbero nascondervi un passato inimmaginabile. Almeno nella sfera sentimentale i vostri sdolcinati paraklausithyron finalmente verranno accettati, è tempo di dimenticare il freddo e la pioggia, ormai sono passati! Scorpione Lasciatevi alle spalle il pessimismo che vi ha portato la pioggia e il freddo di Febbraio e schiudetevi ai tiepidi raggi del sole di Marzo: è tempo per voi di fare nuove esperienze e nuovi incontri. Ottimo periodo per la scuola, se riuscirete a sfruttarlo. Occhio alle distrazioni nelle materie letterarie. 27 Sagittario Avete voglia di cambiamenti, di novità. Siete un mix di esuberanza ed eccitazione che vi renderanno impazienti e un po' bruschi. Non abbiate fretta davanti alla macchinetta, ricordatevi anche delle povere persone che, come voi, devono mangiare. Capricorno Stress in famiglia? Succede a tutti. Riguardo alla scuola, fatevi avanti in tutti i sensi! Cercano volontari per le interrogazioni? Alzate la mano! Sono finiti i gessetti? Andateli a prendere! Premunitavi però di umiltà e ricontrollate più volte ciò che fate in modo che non ci siano errori. Aquario Fate metaforicamente pulizia nella vostra testa in modo da avere una mente acuta e pronta a qualsiasi genere di test i professori vi mettano davanti. Avrete un dialogo migliore con il partner e con le persone in generale: il nuovo cellulare funziona proprio bene! IL SEGNO DEL MESE: Pesci storia + filosofia = amore. Si può sintetizzare così il vostro oroscopo, infatti Giove favorevole vi porterà un netto miglioramento in queste materie. Sarete spensierati e la vostra immancabile creatività farà sì che verrete notati; chissà che in coda alle macchinette non troviate un nuovo amore? Anno 6 - Numero 4 Marzo 2011 accadde a marzo Giulietta de Luca 1 marzo 1912 ‐ Albert Berry copie il primo lancio col paracadute da un aereo in movimento 2 marzo 1998 ‐ I dati della sonda Galileo indicano che la luna di Giove Europa ha oceani liquidi sotto una spessa crosta di ghiaccio 3 marzo 1974 ‐ Funzionari cattolici e luterani raggiungono un accordo per un eventuale riconciliazione in una comunione, segnando il primo accordo tra le due chiese dai tempi della riforma 4 marzo 1877 ‐ Emile Berliner inventa il microfono 5 marzo 1936 ‐ Primo volo del caccia Spitfire Type 300 6 marzo 1975 ‐ In Italia la maggiore età viene abbassata da 21 a 18 anni 7 marzo 1933 ‐ Nasce il gioco da tavolo più diffuso al mondo: Il Monopoli 8 marzo 1950 ‐ L'Unione Sovietica annuncia di possedere la bomba atomica 9 marzo 1959 ‐ Debutta la bambola Barbie 10 marzo 1302 ‐ Dante Alighieri viene esiliato da Firenze 11 marzo 2004 ‐ Una serie di attentati a treni sconvolge Madrid. Il bilancio in termini di vittime è di 191 morti e circa 1.500 feriti 12 marzo 515 a.C. ‐ Viene completata la costruzione del Tempio di Gerusalemme 13 marzo 1943 ‐ le truppe tedesche deportano o uccidono gli ebrei del ghetto di Cracovia 14 marzo 1861 ‐ Il tricolore diviene la bandiera del Regno d'Italia 15 marzo 44 a.C. ‐ Idi di marzo ‐ Giulio Cesare viene assassinato da un gruppo di senatori romani 16 marzo 1966 ‐ Viene lanciata da John F. Kennedy Space Center la missione spaziale Gemini 8, che nello stesso giorno effettua il primo aggancio nella storia dei voli umani dello spazi 17 marzo 180 ‐ Commodo viene proclamato imperatore di Roma 18 marzo 1989 ‐ In Egitto, una mummia vecchia di 4.400 anni viene trovata nella Piramide di Cheope 19 marzo 1915 ‐ Plutone è fotografato per la prima volta, ma non ancora riconosciuto come un nuovo pianeta 20 marzo 1800 ‐ Alessandro Volta rende pubblica l'invenzione della sua pila 21 marzo 1935 ‐ La Persia viene rinominata Iran 22 marzo 1457 ‐ Johannes Gutenberg completa la stampa del primo libro: la Bibbia 23 marzo 1919 ‐ Benito Mussolini fonda a Milano i Fasci italiani di Combattimento 24 marzo 1973 ‐ Viene pubblicato The Dark Side of the Moon, l'album più venduto dei Pink Floyd 25 marzo 421 ‐ Fondazione leggendaria di Venezia 26 marzo 1923 ‐ L'Italia inizia la costruzione di quella che sarà la prima autostrada del mondo, la Milano‐Laghi 27 marzo 1994 ‐ In Italia si svolgono le elezioni politiche che vedono la vittoria di Silvio Berlusconi e della coalizione di centrodestra, sulle due coalizioni di centro e di sinistra 28 marzo 1930 ‐ Costantinopoli ed Angora cambiano i loro nomi rispettivamente in Istanbul ed Ankara 29 marzo 1139 ‐ Ufficializzazione dell'Ordine Templare 30 marzo 1993 ‐ Charlie Brown batte un home run vincente per la prima e unica volta in vita sua 31 marzo 1966 ‐ L'Unione Sovietica lancia Luna 10, il primo velivolo spaziale ad entrare nell'orbita lunare 28