SCAMBIATORI DI CALORE A PIASTRE ISPEZIONABILI
(art. PHE)
SCAMBIATORI DI CALORE A PIASTRE SALDOBRASATI
(art. SB)
ISTRUZIONI TECNICHE
1
ISTRUZIONI PER IL CLIENTE.
Gentile cliente,
La ringraziamo per la fiducia accordataci nello scegliere un prodotto OMB,
OMB che avrà
modo di apprezzare per lungo tempo.
La preghiamo di leggere attentamente queste poche note predisposte al fine di
utilizzare in modo ottimale l’apparecchio OMB da Lei scelto.
ISTRUZIONI PER IL TECNICO INSTALLATORE.
Egregio Sig. Tecnico,
Le porgiamo un ringraziamento particolare per aver scelto ed installato un articolo
della nostra gamma di prodotti.
Ci permettiamo di sottoporre alla sua cortese attenzione, le istruzioni necessarie per
una corretta messa in opera benché a Lei già note e collaudate.
Nel caso in cui si riscontrassero problemi non risolvibili con la consultazione del presente
scritto, La preghiamo di contattarci:
Via C. Diana, 6 PMI - 44044 CASSANA (Ferrara) ITALY
Tel. +39.0532.73.23.31 - Fax +39.0532.73.23.28
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2
INDICE
SCAMBIATORI A PIASTRE ISPEZIONABILI.
1. Composizione della fornitura.
Pag. 4
2. Caratteristiche costruttive.
Pag. 4
3. Installazione.
Pag. 5
4. Avviamento.
- Colpo d’ariete.
Pag. 5
5. Schema connessioni idrauliche.
Pag. 5
6. Smontaggio e pulizia.
Pag. 6
7. Sostituzione delle guarnizioni.
8. Assemblaggio.
Pag. 7
Pag. 7
9. Caratteristiche dimensionali e quote di serraggio.
Pag. 7
SCAMBIATORI A PIASTRE SALDOBRASATE.
1. Scambiatori di calore a piastre.
2. Caratteristiche scambiatore a piastre saldobrasate mod. SB.
Pag. 8
Pag. 8
3. Funzionamento.
Pag. 8
4. Caratteristiche dimensionali e circuito idraulico.
Pag. 9
5. Avviamento.
Pag. 10
6. Operazioni di messa in servizio.
Pag. 10
7. Esercizio.
Pag. 10
8. Antigelo.
9. Pulizia.
Pag. 10
- Calcare.
Pag. 10
3
SCAMBIATORI A PIASTRE ISPEZIONABILI
1. Composizione della fornitura (fig. 1).
Gli scambiatori a piastre O.M.B. sono costituiti da:
− No. 02 fusti di contenimento del “pacco piastre”,
− guide di allineamento,
− set di tiranteria,
− attacchi o bocchelli per le connessioni idrauliche,
− “pacco piastre”.
2. Caratteristiche costruttive.
fig. 1
Fusto o telaio.
Il fusto è costituito da un piastrone piano fisso, dove trovano alloggiamento gli attacchi
idraulici di entrata e di uscita dei circuiti primario e secondario, e da un piastrone piano
mobile.
Completa il fusto (solo nei mod. S04 e S06) il piede di appoggio o la barra di supporto.
I piastroni sono costruiti in acciaio di qualità S235JR EN10025 con differenti spessori in
funzione della pressione di esercizio dello scambiatore e vengono forniti con trattamento
esterno di verniciatura (di serie).
Gli attacchi idraulici ed il piede di appoggio sono costruiti in acciaio inox di qualità AISI
316 Ti.
Guide di allineamento.
La perfetta centratura delle piastre sul fusto ed il corretto montaggio del “pacco piastre”,
viene assicurato dalle due guide di allineamento (superiore ed inferiore) che consentono
anche, in fase di ordinaria manutenzione, lo scorrimento e l’apertura del piastrone piano
mobile. Le guide sono costruite in alluminio ANTICORODAL.
Set di tiranteria.
Il serraggio del “pacco piastre” sul fusto viene assicurato dal set di tiranteria composto da
barre filettate, dadi, dadi autobloccanti e rosette piane di diverso diametro in funzione dello
scambiatore.
Il set di tiranteria è costruito in acciaio trattato con procedimento di zincatura.
Connessioni idrauliche.
Le connessioni idrauliche che si trovano sul piastrone fisso sono formate da bocchelli filettati
in acciaio inossidabile di qualità AISI 316 Ti.
Pacco piastre.
Il pacco piastre costituisce la superficie di scambio termico e rappresenta la parte più
importante dello scambiatore, formato da un insieme di piastre adatto alla richiesta
termodinamica.
Le piastre sono costruite in acciaio inox di qualità AISI 316 Ti.
4
3. Installazione.
Installazione ed avviamento.
Per il montaggio e l’avviamento di uno scambiatore a piastre ispezionabili O.M.B., è
necessario seguire i seguenti consigli:
− lasciare attorno allo scambiatore uno spazio di manovra sufficiente per le normali
operazioni di manutenzione e controllo;
− il pacco piastre deve essere installato in posizione verticale
verticale;
− l’apparecchio deve essere installato su una superficie piana in modo che il piastrone
fisso ed il piede di appoggio siano sullo stesso livello;
− le tubazioni di allacciamento devono essere corredate di valvole di intercettazione e
devono essere montate in modo che le loro dilatazioni termiche non si ripercuotano
sullo scambiatore; inoltre, non devono ostruire lo spazio necessario per intervenire
sui tiranti e sulla piastra mobile per la manutenzione;
− installare una valvola di sicurezza se la pressione statica del circuito è prossima alla
pressione di esercizio dello scambiatore.
4. Avviamento.
1. Assicurarsi che la quota minima di serraggio sia corretta (vedere pag. 7).
2. Chiudere completamente la valvola di scarico della pompa dello scambiatore.
3. Aprire lentamente e contemporaneamente i due circuiti per evitare sovrapressioni in
un circuito rispetto all’altro e per evitare eventuali colpi d’ariete.
4. Sfiatare lo scambiatore soprattutto nei casi di velocità dei fluidi molto basse e dei
fluidi viscosi.
5. Nei casi di alte pressioni ed alte temperature, è consigliabile che la pressione
d’esercizio venga raggiunta quando lo scambiatore è a temperatura d’esercizio.
Colpo d’ariete.
È un picco di pressione che attraversa il tubo dovuto ad una repentina decelerazione o
accelerazione di un fluido all’interno di un sistema chiuso.
L’onda d’urto del colpo d’ariete può essere (a volte) anche molto più grande della pressione
di esercizio del sistema.
È per questi motivi che consigliamo la chiusura e l’apertura dell’impianto in maniera
graduale.
5. Schema connessioni.
1
3
Connessioni:
1.
2.
3.
4.
2
Entrata circuito primario
Uscita circuito primario
Uscita circuito secondario
Entrata circuito secondario
4
5
6. Smontaggio e pulizia.
Se dalla verifica delle prestazioni si riscontra che l’apparecchio non riesce
più a fornire le temperature iniziali del circuito primario e del secondario,
le perdite di carico diventano elevate, procedere con lo smontaggio e con
la pulizia dello scambiatore.
Seguire attentamente le fasi di seguito.
fig. 2
FASE 1. diminuire la pressione contemporaneamente e lentamente nei due circuiti, per
evitare eventuali colpi d’ariete.
FASE 2. movimentare lo scambiatore sollevandolo dalle guide e dal piede di appoggio, in
nessun caso NON sollevarlo dalle connessioni idrauliche o dai tiranti filettati.
Operare come da figura a fianco (fig. 2).
FASE 3. attendere che lo scambiatore si sia raffreddato prima di procedere all’apertura dei
tiranti e del pacco piastre, con l’avvertenza di mantenere in condizioni parallele le
due testate in fase di svitamento.
FASE 4. qualora le piastre rimanessero aderenti per la presenza di incrostazioni, forzare
leggermente le piastre con un cacciavite avendo cura di non danneggiare le
guarnizioni (accertandosi che rimangano nella propria sede) e le piastre stesse.
FASE 5. togliendo le piastre dal fusto è preferibile contrassegnarle, in modo da facilitare
l’operazione di assemblaggio e la ricollocazione nello stesso ordine e posizione.
FASE 6. pulire le superfici di scambio con un getto d’acqua e spazzolare con una spazzola
morbida prestando la massima attenzione a non danneggiare le superfici della
guarnizione. In presenza di incrostazioni di composti di calcio, preparare una
soluzione di acqua ed acido nitrico concentrato (HNO3) al 7% ad una temperatura
di 70°C, oppure usando acido nitrico commerciale al 34% avente densità 1,21
con 100 litri d’acqua, con l’avvertenza di non spruzzare la soluzione direttamente
sulle guarnizioni, aiutandosi con una spazzola morbida e facendo attenzione che i
cristalli o altre incrostazioni vengano rimosse anche dalle guarnizioni.
FASE 7. Neutralizzare l’acido della soluzione con soda caustica (NaOH) al 1%÷2%, alla
temperatura di 40°C (100 litri d’acqua con 1-2 kg di soda caustica); in alternativa
alla soda caustica è anche possibile usare detergenti alcalini contenenti fosfati.
FASE 8. risciacquare abbondantemente con acqua pulita.
FASE 9. riassemblare lo scambiatore montando il pacco piastre con la sequenza della
piastra iniziale e come contrassegnato nello smontaggio.
Usare, nel riassemblare la stessa tecnica indicata nel paragrafo “Assemblaggio”,
tenendo in considerazione che la distanza di serraggio indicata è la distanza
minima per evitare la deformazione delle piastre, che porterebbe ad una
sostanziale modifica delle caratteristiche di funzionamento dello scambiatore.
IMPORTANTE! maneggiare con attenzione soluzioni chimiche nelle operazioni di pulizia,
poiché possono provocare (con il contatto) disturbi all’operatore. Si
consiglia l’uso di guanti e di occhiali protettivi e, in generale, di seguire
tutte le indicazioni di sicurezza indicate sulle confezioni dei prodotti.
6
7. Sostituzione della guarnizione.
Per la sostituzione della guarnizione eventualmente danneggiata, è consigliabile seguire le
seguenti istruzioni (fig. 3).
1. togliere la vecchia guarnizione danneggiata, avendo cura di non
rigare o piegare la piastra su cui è montata.
2. pulire completamente la sede della guarnizione da eventuali
sporcizie utilizzando, se necessario, dei solventi (es. acetone,
ketone o simili).
3. preparare la nuova guarnizione da alloggiare nella sede della
piastra, facendo attenzione ad installarla nel verso giusto e con i
ganci per il fissaggio ben saldi alla piastra.
4. riassemblare lo scambiatore seguendo con estrema cura le
istruzioni citate nel capitolo precedente.
(fig. 3)
8. Assemblaggio
Previsto il circuito idraulico dello scambiatore da costruire, si esegue il
montaggio sul fusto del pacco piastre in sequenza. Le piastre presenteranno le guarnizioni
di tenuta sui fori di ingresso e di uscita su diagonali alterne ad eccezione della prima piastra
avente la guarnizione su entrambe le diagonali.
9. Caratteristiche dimensionali e quote di serraggio.
A
(mm)
B
(mm)
C
(mm)
D
(mm)
E max
(mm)
F
(mm)
G
(mm)
H
(mm)
S1 / S2
(mm)
S02-PN16
200
86
480
381
290
N × 2,65
S03-PN16
200
86
840
657
735
N × 2,65
1”¼
50
15/15
1”¼
128,5
S05-PN16
320
140
963
690
960
N × 3,50
15/15
2”
185
25/25
S07-PN10
455
230
1091
720
2000
N × 3,10
DN100
200
30/30
S07-PN16
468
230
1091
720
2000
N × 3,10
DN100
200
40/35
S08-PN10
582
296
1394
973
2010
N × 3,10
DN150
225
40/35
S08-PN16
600
296
1394
973
2010
N × 3,10
DN150
225
50/45
S09-PN10
455
230
1735
1364
2000
N × 3,10
DN100
200
35/30
S09-PN16
468
230
1735
1364
2000
N × 3,10
DN100
200
40/35
S10-PN10
582
296
1994
1573
2010
N × 3,10
DN150
225
40/35
S10-PN16
600
296
1994
1573
2010
N × 3,10
DN150
225
50/45
Sup. Unit.
Piastra
(m2)
Volume
canale
(litri)
Peso
piastra
(kg)
Spessore
piastra
(mm)
Peso
telaio
(kg)
S02-PN16
0,048
0,102
0,20
0,5
30
n°8 × M12
S03-PN16
0,091
0,168
0,49
0,5
50
n°12 × M12
S05-PN16
0,169
0,425
0,8
0,5
180
n°12 × M20
S07-PN10
0,224
0,58
1,35
0,5
285
n°10 × M20
S07-PN16
0,224
0,58
1,35
0,5
360
n°10 × M24
S08-PN10
0,425
1,1
2,4
0,5
540
n°12 × M24
S08-PN16
0,425
1,1
2,4
0,5
700
n°12 × M30
S09-PN10
0,487
1,1
2,4
0,5
475
n°16 × M20
S09-PN16
0,487
1,1
2,4
0,5
565
n°16 × M24
S10-PN10
0,756
1,7
3,5
0,5
765
n°16 × M24
S10-PN16
0,756
1,7
3,5
0,5
1000
n°16 × M30
N. = Numero
delle piastre
Tiranti
7
SCAMBIATORI A PIASTRE SALDOBRASATE
1. Scambiatori di calore a piastre.
Gli scambiatori di calore a piastre
sono componenti fondamentali
nella climatizzazione degli impianti
civili e nella termoregolazione degli
impianti industriali in cui si realizza
uno scambio di energia termica tra
due fluidi a diversi livelli di
temperatura.
In generale, uno scambiatore non
produce energia, ma è un mezzo
per consentire il transito di energia
termica da un fluido ad un livello di
temperatura ad un altro che si trova
ad un livello differente.
Nella maggior parte delle applicazioni vengono utilizzati gli scambiatori "a superficie",
superficie" nei
quali due fluidi (uno caldo e uno più freddo) sono separati da una sottile parete metallica (o
in altro materiale).
L'energia termica viene così trasferita (scambiata) da un fluido all'altro.
2. Caratteristiche scambiatori a piastre saldobrasate mod. SB
Scambiatore di calore a piastre in acciaio inox AISI 316 L saldobrasate con rame al 99,9%.
La serie di scambiatori SB,
SB per la loro particolare costruzione, risulta essere adatta a
numerose applicazioni, tra le quali:
- Riscaldamento per circuiti a bassa temperatura;
- Disaccoppiamento circuiti termici;
- Impianti solari;
- Riscaldamento piscine;
- Teleriscaldamento.
3. Funzionamento.
Lo scambiatore è formato da un numero variabile di piastre in acciaio inox AISI 316 L.
Ogni piastra funziona da “trasmettitore” di calore; da un lato di essa troviamo il fluido
riscaldante, mentre dall’altra troviamo quello da riscaldare. Il compito della piastra è quello
di tenere i fluidi (e quindi i circuiti) separati, ma allo stesso momento trasmettere il calore da
uno all’altro.
Di seguito forniamo un semplice schema delle connessioni dei due circuiti dello
scambiatore.
8
4. Caratteristiche dimensionali e circuito idraulico.
SB16 SB20 SB30 SB40
Spessore scambiatore mm
48
58
83
108
Peso a vuoto
1,6
2,0
3,0
4,0
16
20
30
40
kg
Numero piastre
Potenza scambiatore*
kW
30
50
80
110
Temp. max d’esercizio
°C
110
110
110
110
* Dati calcolati con le seguenti temperature d’esercizio:
primario (85/65)°C;
(85/65)°C secondario (12/50)°C
(12/50)°C
Connessioni:
1.
2.
3.
4.
Entrata circuito primario
Uscita circuito primario
Uscita circuito secondario
Entrata circuito secondario
Attenzione! Le connessioni idrauliche dello scambiatore in esercizio, non
devono MAI essere rivolte verso il basso.
9
5. Avviamento.
Prima dell’avviamento controllare che le specifiche d’esercizio dello scambiatore siano
idonee ai dati riportati sulla targhetta identificativa dello stesso.
Assicurarsi che i circolatori installati nell’impianto non aspirino aria, questo, per evitare colpi
d’ariete allo scambiatore.
Tutti i circolatori devono prevedere valvole d’arresto rapido ed una valvola di sicurezza
(soprattutto nel caso in cui il circolatore lavori ad una pressione d’esercizio superiore a
quella indicata sullo scambiatore).
6. Operazioni di messa in servizio.
1. Avviare i circolatori con le valvole a monte dello scambiatore chiuse.
2. Aprire lentamente le valvole di mandata e ritorno fino al raggiungimento della
temperatura d’esercizio.
3. Sfiatare completamente lo scambiatore da tutta l’aria presente all’interno. La
presenza di aria nello scambiatore può pregiudicarne il rendimento e la resistenza
alla corrosione.
4. Avviare i flussi contemporaneamente e lentamente; se non fosse possibile, partire dal
lato riscaldante.
5. Se dovesse essere necessario un lungo periodo di fermo, svuotare completamente lo
scambiatore.
7. Esercizio.
Controllare che lo scambiatore non sia soggetto a nessun tipo di vibrazione o
sollecitazione, vuoti di pressione o tutte le eventuali variazioni di condizioni di esercizio non
previste per lo scambiatore.
8. Antigelo.
Se il luogo di installazione dello scambiatore, oppure un periodo di fermo, possono
provocare la formazione di ghiaccio all’interno del prodotto, prevedere l’uso di glicole da
miscelare al fluido vettore.
ATTENZIONE! Non miscelare MAI glicole antigelo NEL LATO SANITARIO.
SANITARIO.
La formazione di ghiaccio all’interno dello scambiatore è particolarmente pericolosa e può
provocare un danneggiamento strutturale allo stesso, con conseguente inutilizzazione del
prodotto.
9. Pulizia.
Molti fattori influenzano la formazione di incrostazioni o la contaminazione dello
scambiatore, ad esempio: velocità del fluido, temperatura, turbolenza, qualità del fluido,
distribuzione nello scambiatore.
Con l’uso di fluidi che possono sporcarsi facilmente, quali: acqua di processo, acqua di un
circuito aperto, acqua di riscaldamento (vecchi impianti), si consiglia l’installazione di un
filtro prima dello scambiatore.
Se la portata del fluido viene ridotta, la turbolenza diminuirà con conseguente aumento
delle incrostazioni e dello sporcamento.
Attenzione! Una cattiva qualità dell’acqua, comporta un aumento dei rischi legati alla
corrosione.
10
Calcare.
La precipitazione del calcare avviene di solito a temperature superiori ai 60°C.
Un’alta turbolenza e temperature inferiori riducono la formazione di ostruzioni calcaree.
Quando si arresta l’impianto, chiudere prima il circuito caldo e poi quello freddo (il
contrario dell’avviamento). Questo è per evitare che lo scambiatore si surriscaldi.
Attenzione! Una regolare pulizia dello scambiatore, riduce lo sporcamento e di
conseguenza il pericolo di corrosione.
Se a causa della qualità dell’acqua (durezza, temperatura o impurità) è prevedibile un alto
sporcamento, effettuare le operazioni di pulizia regolarmente.
Al fine di eliminare le incrostazioni, è possibile risciacquare lo scambiatore con detergenti
compatibili con acciaio inox, rame e nichel.
Dopo aver fatto circolare il detergente, risciacquare lo scambiatore con acqua dolce al fine
di rimuovere eventuali residui dello stesso.
11
Tutti i dati e le dimensioni riportati nel presente libretto non sono da considerarsi vincolanti,
O.M.B. Srl si riserva la facoltà di apportare eventuali varianti o modifiche, al fine di migliorare il prodotto, senza obbligo di preavviso.
12
via Cesare Diana, 6 PMI - 44100 FERRARA ITALY
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