CORSO DI
AGGIORNAMENTO
PER MANUTENTORI E
INSTALLATORI
2014 UNI 11528
Regione Lombardia
UNI 11528 FEBBRAIO 2014
La norma fornisce i criteri per la
progettazzione,, l’installazzione
progettazzione
l’installazzione e la
messa in servizio degli impianti civili
extradomestici a gas della 1,2,3,
famiglia. La norma si applica anche
ai rifacimenti o parte di essi. La
norma non si applica agli impianti
inseriti in processo industriale
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INDICE
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INTRODUZIONE art 0
SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE art 1
RIFERIMENTI NORMATIVI art 2
TERMINI E DEFINIZIONI art 3
UBICAZIONI E INSTALLAZIONIE DEGLI APPARECCHI art 4
IMPIANTO INTERNO art 5
CARATTERISTICHE DEI LOCALI art 6
EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE art 7
SISTEMA DI SCARICO DELLE CONDENSE art 8
MESSA IN SERVIZIO DELL’IIMPIANTO art 9
APPENDICE A calcolo delle perdite di carico
APPENDICE B classi di resistenza alla corrosione per i
sistemi di evacuazione
APPENDICE C gestione del condensato
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D.G.R. 1118
INTRODUZIONE
La UNI 7129 copriva per gli aspetti del suo scopo, anche gli
apparecchi alimentati a gas con portata termica nominale
maggiore di 35kW
La presente norma aggiorna pertanto la parte della UNI 7129
relativa alla installazione di impianti gas asserviti ad
apparecchi aventi portata termica nominale massima
maggiore di 35 kw
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Scopo e campo di applicazione art 1
La presente norma fornisce i criteri per la progettazione,
l’installazione e la messa in servizio degli impianti civili
extradomestici a gas ad apparecchi singoli avanti portata termica
nominale maggiore di 35kW , nonché alla installazione di
apparecchi installati in batteria o in cascata qualora la portata
termica complessiva risulti maggiore di 35 kW.
La norma si applica inoltre ai collettori di evacuazione dei prodotti
della combustione atti a raccogliere e convogliare verso un
condotto i prodotti della combustione provenienti da due o più
apparecchi con potenza complessiva maggiore di 35kW.
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SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
Rientrano nell’ambito di applicazione della presente Norma gli impianti
civili exstradomestici alimentati a gas asserviti a:
A) Impianti di climatizzazione di edifici ed ambienti
B) Impianti per la produzione di acqua calda sanitaria
La presente norma non si applica agli impianti inseriti in cicli di
lavorazione industriale trattati dalla Norma UNI 8723.
La presente Norma non si applica nel caso di più apparecchi installati nello
stesso locale, o in locali direttamente comunicanti anche se la potenza
complessiva superi i 35kW
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DEFINIZIONI art 3
• Alloggiamento tecnico: Manufatto atto a contenere tubazioni gas
all’interno di un volume. Il manufatto può contenere anche altri
servizi ( reti idriche, elettriche o telefoniche) e può essere suddiviso
in zone.
Esempi di alloggiamenti
a) Asole di servizio
b) Canalette
c) Cunicoli tecnici
d) Appositi alloggiamenti ( aventi protezione antincendio,
rispondenti ai requisiti prescritti dalle regole tecniche di
prevenzione incendi).
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DEFINIZIONI
BATTERIA DI GENERATORI: complesso costituito da più generatori di
calore inseriti in unico circuito idraulico.
IMPIANTO CIVILE EXTRADOMESTICO: Impianto gas asservito ad
almeno un apparecchio avente singola portata termica nominale
massima maggiore di 35kW oppure apparecchi installati in batteria
con portata termica complessiva maggiore di 35kW.
Rientrano anche la cottura cibi ( con esclusione dell’ospitalità
professionale, di comunità e ambienti similari).
PUNTO DI INZIO: primo componente dell’impianto soggetto
all’applicazione della norma di installazione.
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DEFINIZIONI
POSA SOTTO TRACCIA: Insatallazioni delle tubazioni del gas e dei
loro accessori all’interno di strutture edili quali muri, pavimenti,
ecc.
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UBICAZIONE E INSTALLAZIONE DEGLI
APPARECCHI art 4
L’ubicazione e la relativa installazione degli apparecchi devono
essere effettuate nel rispetto della legislazione vigente.
In ogni caso l’ubicazione degli apparecchi deve consentire una
idonea evacuazione dei prodotti della combustione, l’eventuale
scarico delle condense e il facile accesso per la manutenzione.
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IMPIANTO INTERNO art 5
Il collegamento tra impianto interno e gruppo di misura deve essere
realizzato in modo tale da evitare sollecitazioni meccaniche al
gruppo stesso.
Gli impianti interni devono essere dotati di una o più prese di
pressione accessibili e ad uso esclusivo dei singoli impianti.
La presa di pressione deve essere posta a valle del dispositivo
d’intercettazione che costituisce il punto di inizio.
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DIMENSIONAMENTO DELL’IMPIANTO
INTERNO art 5
Il dimensionamento delle tubazioni di adduzione dei combustibili
gassosi, degli accessori, dei dispositivi , dei pezzi speciali e degli
eventuali riduttori di pressione, facente parte dell’impianto interno,
deve essere tale da garantire il corretto funzionamento degli
apparecchi di utilizzazione, nel rispetto delle pressioni stabilite per
ciascun apparecchio dal rispettivo fabbricante.
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MATERIALI
I materiali utilizzabili per la realizzazione degli impianti a gas ,
devono fare riferimento a norme tecniche di prodotto e dichiarati
idonei dal fabbricante.
I materiali da utilizzare per la realizzazione degli impianti devono
essere integri, privi di danni visibili cagionati dal trasporto,
stoccaggio o da particolari eventi.
DIVIETI:
-È vietato materiali non integri
-È vietato utilizzare componenti in cui manchi l’elemento di tenuta
-È vietato manomettere l’elemento di tenuta
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MATERIALI
-È vietato usare raccordi/ componenti a pressare diversi da quelli
forniti o dichiarati compatibili dal fabbricante del sistema stesso.
-È vietato sottoporre i raccordi7componenti muniti di elementi di
tenuta non metallici a sollecitazioni termiche dovute a operazioni di
saldatura o brasatura effettuate nelle vicinanze.
-E’ vietato installare raccordi filettati, meccanici e a pressare
all’interno di locali non areati o non areabili.
-E’ vietato utilizzare giunzioni non saldate per tubazioni interrate
convoglianti gas combustibile con densita’ relativa maggiore di 0,80
-E’ vietato installare tubi per adduzioni di gas combustibili con
densita’ relativa maggiore di 0,80 in locali con il pavimento al
disotto del piano di campagna.
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MATERIALI
-E’ vietata la posa sottotraccia della tubazione in diagonale ed
obliqua.
-E’ vietato posare le tubazioni sottotraccia sia nelle parti esterne
dell’edificio sia nelle parti ad uso o accesso comune di un edificio.
-E’ vietata la posa a pavimento delle tubazioni nei locali costituenti
le parti comuni dell’edificio.
-E’ vietata la collocazione delle tubazioni nelle intercapedini delle
pareti, nei camini e canne fumarie, asole tecniche utilizzate per
l’intubamento di sistemi fumari, nei condotti per lo scarico delle
immondizie, nei vani per accessori, nei condotti e nelle aperture di
ventilazione.
-E’ vietato il sottopasso degli edifici nei vespai e simili
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MATERIALI
-E’ vietato in ogni caso l’utilizzo come materiali di tenuta di biacca,
minio e materiali simili.
-E’ vietato l’uso di fibre di canapa, anche se impregnate del
composto di tenuta, su filettature di tubazioni convoglianti GPL o
miscele GPL- aria.
-E’ vietato l’uso delle tubazioni del gas come dispersori, conduttori
di terra o conduttori di protezione di impianti e apparecchiature
elettriche, telefono compreso.
-E’ vietato l’utilizzo di tubi, rubinetti, accessori, ecc rimossi da altri
impianti.
- E’ vietata la posa delle tubazioni nel volume occupato dei giunti
sismici e dai giunti di dilatazione siano essi orizzontali o verticali,
mentre è ammesso l’attraversamento di tali giunti purchè
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MATERIALI
In corrispondenza dei giunti stessi sia previsto un sistema che
consenta alla tubazione un adeguato grado di flessibilita’ che ne
riduca le eventuali sollecitazioni meccaniche.
Allo scopo possono essere utilizzati, per esempio, giunti
flessibili/elastici.
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TUBAZIONI
Le tubazioni che costituiscono la parte fissa
dell’impianto possono essere:
- Acciaio
- Rame
- Polietilene
- Multistrato
- Plt-csst
- Altro materiale purchè idoneo all’uso del gas, in
conformità alla norma di prodotto
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Guinzioni e rubinetti tubi di acciaio
Le giunzioni dei tubi d’acciaio possono essere realizzate
utilizzando:
- Parti e raccordi con estremità filettate
- Saldatura di testa per fusione
- Flangiatura
- Raccordi a pressare
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Tubi di rame
Giunzioni e rubinetti
I tubi di rame devono essere conformi alla UNI EN 1057
Le giunzioni dei tubi di rame possono essere realizzate
mediante:
-Raccordi adatti per la brasatura
-Raccordi misti per le giunzioni di tubo rame con tubo in acciaio
ed anche per il collegamento ai rubinetti.
-Raccordi meccanici a compressione.
-Raccordo a pressare di rame o leghe di rame
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TUBI DI POLIETILENE
I tubi di polietilene devono essere conformi alla UNI EN 1555-2 e
possono essere soltanto installati in tratti interrati.
Le giunzioni dei tubi in polietilene possono essere realizzate
mediante:
-raccordi di polietilene con saldatura per elettrofusione
-raccordi di polietilene con saldatura per fusione
-raccordi meccanici con giunzioni miste polietilene, metallo
I raccordi meccanici devono essere installati in pozzetti di
ispezione
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TUBAZIONE IN MULTISTRATO
I sistemi di tubazione metallo-plastiche multistrato devono
essere conformi alla UNI/TS 11344
-devono essere utilizzati nel campo di temperature di esercizio
previste dalla Norma di prodotto ( da -20°C a + 70°C )
-devono essere installate tenendo conto degli sbalzi termici e
delle relative dilatazioni termiche.
-non è consentita l’installazione a vista.
-quando interrate le tubazioni multistrato devono essere
inserite in guaina polimerica o metallica.
-quando installate fuori terra le tubazioni possono essere
collocate sotto traccia in canaletta metallica, e protetti da UV
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TUBI PLT-CSST
I sistemi di tubazione semi rigide di acciaio inossidabile rivestito
( plt-csst) devono essere conformi alla UNI EN 15266
• Non è consentita l’installazione a vista
• Quando interrate le tubazioni devono essere inserite in guina
polimerica o metallica
• Quando installate fuori terra le tubazioni possono essere
collocate sotto traccia, in canaletta metallica, in alloggiamenti
tecnici, o in guaina metallica di spessore non minore a 2mm.
• Devono essere protetti da raggi UV
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CRITERI GENERALI SI POSA IN OPERA
Allegare tabella pag. 17 prospetto 7a
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Inserire tabella pag 17 prospetto 7B
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PERCORSO DELLE TUBAZIONI
Il percorso tra punto di inizio e gli apparecchi utilizzatori deve
essere individuato in modo tale da non consentire
danneggiamenti per urti accidentali o altre cause.
Le tubazioni devono distare almeno 50cm da eventuali
elementi la cui temperatura superficiale superi i 70°C.
Le tubazioni possono essere installate:
a) all’esterno dei fabbricati:
- interrato
- a vista
- in canaletta
- in alloggiamento tecnico
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PERCORSO DELLE TUBAZIONI
b) all’interno dei fabbricati
- a vista
- in canaletta
- in appositi all’ oggiamenti antincendio in caso di
attraversamento di locali soggette a VVF
- in guaina ( controtubo) in caso di percorrenza o
attraversamento di locali non ricompresi precedentemente:
androni non areati intercapedini , a condizione che il percorso
sia ispezionabile.
- sotto traccia ( solo in guaina)
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POSA IN OPERA
Durante la posa in opera delle tubazioni e necessario verificare
l’idonietà delle caratteristiche fisiche e meccaniche delle
strutture scelte, per il contenimento e il sostegno della
tubazione, valutare la necessità di adottare eventuali protezioni.
I rubinetti devono essere installati in modo da risultare
accessibili e manovrabili indipendentemente dai materiali e dalla
soluzione di posa, e possono essere installati:
- A vista
- In canaletta
- In pozzetti ispezionabili
- In scatole incassate
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POSA IN OPERA
Le tubazioni metalliche installate all’esterno e a vista devono
essere collocate in posizione tale da essere protette da urti e
danneggiamenti.
In particolare per esempio zone di transito o stazionamento
veicoli a motore, le tubazioni, devono essere protette con
guaina di acciaio , di spessore non minore di 2mm, per
un’altezza non minore di 1,5mt. In alternativa alla guaina
possono essere utilizzati elementi o manufatti aventi
caratteristiche di resistenza meccanica equivalente.
Per le tubazioni installate all’interno degli edifici, all’interno di
canalette, deve essere garantita l’evacuazione all’esterno di
eventuali trafilamenti di gas.
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POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Deve essere garantita l’accessibilità alle
tubazioni per eventuali interventi di ispezioni o
manutenzioni/ sostituzioni.
Per le tubazioni interrate, non è richiesta
l’accessibilità, per contro è indispensabile
individuare il percorso.
Si deve tenere inoltre in considerazione:
-le tubazioni devono esser protette contro la
corrosione
-eventuali riduttori di pressione devono essere
collocati all’esterno dell’edificio
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POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
-
-
-
All’esterno dei locali contenenti gli apparecchi deve
essere installata in posizione individuabile e accessibile
una valvola di intercettazione manuale.
Nell’attraversamento di muri la tubazione non deve
presentare giunzioni o saldature e deve essere protetta
da guaina. Nell’attraversamento di muri perimetrali
esterni, l’intercapedine fra guaina e tubazione deve
essere sigillata con materiali adatti.
Le tubazioni installate a vista devono distare almeno 2 cm
dal rivestimento della parete o dei solai
Fra le tubazioni e i cavi o tubi di altri servizi deve essere
adottata una distanza minima di 20 cm, nel caso questa
distanza non possa essere rispettata deve comunque
essere evitato il contatto diretto ponendo opportuni setti
separatori
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POSA IN OPERA INTERRATA
Tutti i tratti interrati delle tubazioni metalliche devono essere
provvisti di un adeguato rivestimento / trattamento protettivo
contro la corrosione.
Tutti i tratti di tubazione con sviluppo interrato maggiore di 3mt,
devono essere dotati di un giunto isolante ( giunto dielettrico)
posato in prossimità della fuoriuscita del terreno sul lato delle
utenze, ad un’altezza compresa tra 30/50 cm dal piano di
calpestio.
L’installazione del giunto può essere emessa quando il tratto
interrato, di tubazione metallica, riguardi il solo collegamento a
tubazione di polietilene.
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POSA IN OPERA INTERRATA
Le tubazioni devono essere posate su un letto di sabbia di
spessore minimo di 10cm, e ricoperte, per altri 10cm di
materiale dello stesso tipo. È inoltre necessario provvedere a
circa 30cm sopra la tubazione, la sistemazione di nastri di
segnalazione.
L’interramento della tubazione, misurato fra la generatrice
superiore del tubo ed il livello superiore del terreno , deve
essere non minore di 60cm. Nel caso questa misura non possa
essere rispettata, provvedere ad inserire una protezione
meccanica della tubazione
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Inserire esempi pag 22
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POSA IN OPERA INTERRATE
Le tubazioni interrate in polietilene, devono essere collegate alle
tubazioni metalliche, per mezzo di giunto di transizione, prima
della fuoriuscita del terreno e prima del loro ingresso nel
fabbricato. Il giunto deve essere posato sul tratto orizzontale
della tubazione.
Qualora in adiacenza di parallelismi e incroci con altri servizi e
necessario prevedere una distanza tra i due servizi non inferiore
ad 1 mt . Nel caso non fosse possibile rispettare la distanza
prescritta utilizzare una guaina metallica o polimerica che
consenta eventuale perdite di gas di essere convogliare
all’esterno.
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POSA IN OPERA A VISTA
Le tubazione installate a vista devono essere adeguatamente
ancorate per evitare scuotimenti, vibrazioni e oscillazioni. Inoltre
devono distare non meno di 50 cm da canali da fumo/condotti di
scarico fumi.
Le tubazioni di metano devono essere contraddistinte con il
colore giallo, continuo o in bande da 20 cm, posate ad un
adistanza non maggiore di 1 mt l’una dall’altra.
Le tubazioni di GPL colore giallo a bande alternate di 20cm di
colore arancione.
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POSA IN OPERA IN CANALETTA
Le canalette devono possedere le seguenti caratteristiche
- Essere ricavate nell’estradosso delle pareti, oppure
prefabbricate di materiale metallico.
- Quelle ricavate nell’estradosso delle pareti devono essere
stagne verso l’interno delle pareti , mediante rinforzatura di
malta di cemento.
- Le dimensioni e la copertura della canaletta devono
consentire l’ispezione, la manutenzione o l’eventuale
sostituzione.
- Nel caso di canalette chiuse devono essere almeno dotate di
due aperture di areazione verso l’esterno di 100cm2
cadauna.
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POSA IN OPERA IN CANALETTA
Qualora non fosse possibile possibile realizzare la doppia
apertura è consentita una di 200cm2
- Deve essere ad uso esclusivo
- Le canalette non devono consentire il ristagno di acqua e
neppure di gas.
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POSA IN OPERA IN ALLOGGIAMENTI
TECNICI
L’alloggiamento tecnico a come scopo primario la protezione
meccanica delle tubazioni.
L’alloggiamento tecnico può essere interrato oppure realizzato
all’esterno ad esempio per attraversare un vialetto condominiale
o marciapiede.
Nel caso in cui sotta la tubazione siano presenti locali adibiti a
box, autorimesse, o altri locali con pericolo di incendio, e non sia
possibile rispettare le condizioni viste al punto precedente (
tabella pag22
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MODALITA’ DI POSA IN OPERA
ALL’INTERNO DEI FABBRICATI
Le tubazioni devono essere mantenute all’esterno dei muri
perimetrali e il tracciato all’interno dell’edificio deve interessare,
prevalentemente, i locali da servire.
Ove non sia possibile il collegamento diretto, dall’esterno
all’interno del locale da servire, attraverso i muri perimetrali, è
ammesso attraversare i locali ad uso comune operando nel
rispetto delle disposizioni antincendio.
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POSA IN OPERA IN APPOSITI
ALLOGGIAMENTI
-Gli alloggiamenti devono essere realizzati in materiale
incombustibile e di resistenza al fuoco non inferiore e EI 30
-Le canalizzazioni no presentino giunti meccanici all’interno degli
alloggiamenti non ispezionabili
- Le pareti degli alloggiamenti siano impermeabili ai gas
- Siano ad uso esclusivo
- Gli alloggiamenti siano permanentemente areati con apertura
alle due estremità.
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POSA IN OPERA IN GUAINA
Le guaine devono essere
- A vista
- Di acciaio di spessore non inferiore a 2mm e di diametro
interno maggiore di 20mm rispetto al diametro esterno della
tubazione contenuta.
- Dotate di almeno uno sfiato verso l’esterno
Inoltre devono rispettare i seguenti requisiti
- Le tubazioni no devono presentare giunti meccanici
all’interno delle guaine
- Nell’attraversamento di muri o solai esterni sono consentite
guaine metalliche o di plastica, non propagante la fiamma
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POSA IN OPERA IN GUAINA
- Nell’attraversamento di solai, il tubo deve essere protetto da una
guaina sporgente almeno 20mm dal pavimento e l’intercapedine
fra il tubo r il tubo guaina deve essere sigillata.
- Nel caso di attraversamento di androni fuori terra e non
sovrastanti piani cantinati è ammessa la posa in opera delle
tubazioni interrate sotta la pavimentazione, protette da guaine in
acciaio
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POSA IN OPERA SOTTO TRACCIA
La posa in opera sotto traccia è consentita soltanto all’interno dei
locali da servire.
Le tubazioni sotto traccia possono essere installate nelle strutture in
muratura purchè abbiano un andamento rettilineo
Le tubazioni posate sotto traccia devono essere posate
parallelamente agli spigoli ad una distanza non maggiore di 20cm.
Nel caso non sia rispettare la distanza degli spigoli il percorso deve
essere indicato su elaborati grafici ( esempio foto)
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VERIFICA DI TENUTA DLL’IMPIANTO
INTERNO
La verifica di tenuta deve essere eseguita prima di mettere in servizio l’impianto interno e di
collegarlo al contatore.
Se qualche parte dell’impianto non è a vista la verifica di tenuta deve precedere la copertura
della tubazione.
La prova deve effettuata seguendo le seguenti modalità:
- Tappare tutti i raccordi di collegamento e il contatore
- Immettere nell’impianto aria o altro gas inerte fino al raggiungimento di un pressione
pari a :
- A ) impianti di 6 specie 1 bar
- B) impianti di 7 specie 0,1 bar ( tubazioni non interrate), 1bar ( tubazioni interrate)
- Dopo il tempo di attesa necessario 15 min si effettua una prima lettura mediante un
manometro ad acqua o apparecchio equivalente
- La verifica deve avere la durata di :
a) 24H per tubazioni interrare di 6 specie
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VERIFICA DI TENUTA IMPIANTO
INTERNO
B) 4 H per tubazioni di 6 specie non interrate
C) 30 min per tubazioni di 7 specie
Per impianti realizzati con sistemi di giunzione a tenuta
elastomerica, la verifica di tenuta dell’impianto interno deve essere
effettuata:
- Ove il sistema lo richiede, una prima prova ad alta pressione, con
valori definiti dal fabbricante, in assenza di tali indicazioni a 5 bar
- Una seconda prova con le indicazioni sopra citate
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COLLEGAMENTO DEGLI APPARECCHI
ALL’IMPIANTO INTERNO
Gli apparecchi possono essere collegati all’impianto interno, per
mezzo di tubo metallico rigido e raccordi filettati/flangiati, oppure
con tubo flessibile di acciai inossidabile.
A monte di ogni apparecchio deve essere sempre inserito un
rubinetto di utenza, posto in posizione accessibile, se il rubinetto non
può essere installato in posizione accessibile potrà essere installato a
valle del collegamento.
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VERIFICHE PERIODICHE DELL’IMPIANTO
INTERNO
Periodicamente deve essere verificata l’idoneità della tenuta
dell’impianto interno e lo stato di conservazione.
Le modalità di periodicità devono essere forniti dal costruttore/
fabbricanti dell’intero impianto.
In ogni caso ove non disponibile la periodicità la verifica di tenuta
deve essere effettuata ogni 10 anni.
CARATTERISTICHE DEI LOCALI
IL POSIZIONAMENTO DEGLI APPARECCHI E L’AREAZIONE DEI LOCALI
DEVONO ESSERE ESEGUITI NEL RISPETTO DELLA LEGISLAZIONE
VIGENTE IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI.
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EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA
COMBUSTIONE
L’evacuazione dei prodotti della combustine deve avvenire a tetto.
In particolare per gli apparecchi di tipo B e C è ammesso:
a) Realizzare nuovi sistemi fumari
b) Utilizzare sistemi fumari esistenti , verificati secondo la UNI 10845
c) Nel caso di impossibilità di scarico a tetto, ove consentito dalle
legislazioni vigenti gli apparecchi a gas a condensazione di portata
termica nominale non maggiore di kW 70 possono evacuare
direttamente all’esterno ( attraverso un terminale a parete).
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EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA
COMBUSTIONE
L’evacuazione dei prodotti della combustione può essere realizzata in
uno dei seguenti modi:
a) Evacuazione in camino operante in depressione
b) Evacuazione in camino operante con pressione positiva rispetto
all’ambiente di installazione
c) Evacuazione tramite un condotto per intubamento funzionante
con pressione positiva
d) Evacuazione evacuazione tramite un condotto per intubamento
operante in depressione.
e) Evacuazione diretta a mezzo di terminale
NON E’ AMMESSO L’UTILIZZO DI CANNE FUMARIE COLLETIVE
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SCARICO CONDENSA
Quando si prevede che il sistema per l’evacuazione dei prodotti della
combustione possa operare in condizioni di umido , è necessaria la
realizzazione di un sistema di scarico della condensa.
VERIFICA DELL’ANTICONGELAMENTO
A FINE DI EVITARE LA FORMAZIONE DI GHIACCIO LA TEMPERATURA
DELLA PARETE INTERNA IN OGNI PUNTO DEL SISTEMA PER
L’EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE LUNGO TUTTA
LA SUA LUNGHEZZA NON DEVE ESSERE MINORE DI 0°C
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TENUTA DEL SISTEMA DI EVACUAZIONE
La tenuta della parete del sistema di evacuazione, deve essere
garantita da fabbricante attraverso la dichiarazione delle norme di
prodotto.
In tutti i casi al termine del montaggio deve essere verificata
dall’installatore la tenuta e riportare il risultato sulla placca fumi del
camino.
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ADDUZZIONE DI ARIA COMBURENTE
Il sistema di adduzione dell’aria comburente deve essere realizzato in
modo tale da evitare l’aspirazione dei prodotti della combustione al
suo interno.
Il sistema si aspirazione aria comburente deve essere portato
all’esterno dell’edificio. Tranne che sulla scheda tecnica del
generatore il costruttore dichiari diversamente.
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COLLEGAMENTO TRA APPARECCHIO E
CAMINO/CONDOTTO INTUBATO
Il raccordo degli apparecchi ad un camino o ad un condotto intubato
può essere effettuato a mezzo di:
- Canale da fumo
- Condotto di evacuazione
- Collettore fumi
CARATTERISTICHE DEL CANALE DA FUMO
-Essere dotato a resistere nel tempo alle sollecitazioni meccaniche e
ai prodotti della combustione
-Essere installato conformemente
-Essere collocato a vista o comunque essere ispezionabile
-Essere installato da garantire la tenuta
-Essere insatallato con andamento tale da garantire il funzionamento
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CARATTERISTICHE DEL CANALE DA FUMO
I canali da fumo devono avere un andamento sub-orizzontale pari ad
almeno il 5%.
Inoltre deve essere saldamente fissato a tenuta all’imbocco del
camino o condotto intubato, senza sporgere all’interno del né
indurre o trasmettere vibrazioni.
Inoltre deve avere per tutta la sua lunghezza una sezione non minore
di quella dell’attacco del tubo di scarico dell’apparecchio.
Non avere dispositivi di intercettazione
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CARATTERISTICHE GENERALI DEL
COLLETTORE DI EVACUAZIONE FUMI
Il collettore di evacuazione fumi, ha il compito di raccogliere e
convogliare i prodotti della combustione prodotti da due o più
apparecchi verso un camino.
A un collettore fumi possono essere collegati solo apparecchi dello
stesso tipo, alimentati dallo stesso combustibile.
- Non devono avere intercettazioni
- Devono essere installati seguendo le indicazioni del fabbricante
- Gli apparecchi collegati devono essere installati nello stesso
locale
- Nel caso di attraversamento di altri locali, non devono essere
adibiti ad abitazione ed il canale da fumo deve essere
compartimentato
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CARATTERISTICHE DI UN CAMINO
Il sistema di evacuazione fumi deve essere correttamente
dimensionato sia in riferimento alla sezione, al percorso, al
posizionamento ed all’altezza.
CAMERA DI BASE
La camera di base è obbligatoria
- Essere realizzata in modo che eventuali condensanti vengano
raccolti
- Essere munita di un’apertura di ispezione
- Avere un’altezza pari a 0,50m
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INSERIMENTO DI PUU’ CONDOTTI NELLA
STESSA ASOLA TECNICA
E’ consentito realizzare sistemi multipli mediante l’inserimento di più
condotti nella stessa asola tecnica purchè:
- Tra la parete esterna di ciascun condotto e la parete interna
dell’asola tecnica esistente, si deve mantenere una distanza non
minore di 20 mm
- Tra la parete esterna di ciascun condotto e quella di ogni altro
condotto si deve mantenere una distanza non minore di 20 mm.
E’ CONSENTITO REALIZZARE SISTEMI MULTIPLI SOLO PER APPARECCHI
ALIMENTATI CON COMBUSTIBILI GASSOSI.
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QUOTE DI SBOCCO
Per una corretta evacuazione de prodotti della combustione la quota
di sbocco in atmosfera deve essere posizionata al di fuori delle zone
di rispetto degli edifici.
La quota di sbocco si determina misurando l’altezza minima che
intercorre tra il manto di copertura e la sezione terminale del camino,
escluso l’eventuale comignolo.
INSERIRE ESEMPIO pag 39/40
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TERMOREGOLAZIONE CONTABILIZZAZIONE
Specifiche tecniche
Gli impianti collegati alle reti di teleriscaldamento sono anch’essi
obbligati all’installazione di tali dispositivi con le medesime
tempistiche previste per gli impianti tradizionali, basandosi sulla
vetustà e sulla potenza degli scambiatori di calore installati.
Nel caso in cui il circuito di distribuzione ed utilizzazione del calore
sia composto da corpi scaldanti di diversa tipologia, si dovrà
procedere all’installazione di contatori di energia termica utile di tipo
diretto per suddividere l'energia utilizzata per le singole zone e
successivamente dotare le diverse zone di sistemi di contabilizzazione
per ogni singola unità immobiliare compatibili con i corpi scaldanti
della zona specifica.
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D.G.R. 1118
TERMOREGOLAZIONE CONTABILIZZAZIONE
Specifiche tecniche
•Eventuali casi di impedimento tecnico alla installazione dei suddetti
sistemi devono essere riportati in una relazione tecnica a cura del
progettista o del tecnico abilitato, da allegare al libretto di impianto.
L’impedimento tecnico può riguardare solo gli impianti esistenti,
anche se in corso di ristrutturazione, o le sole sostituzioni di
generatori di calore.
•L’obbligo di installazione dei contatori divisionali per l’acqua calda
sanitaria prodotta centralmente viene derogato qualora siano
necessarie opere di demolizione edile in un numero di unità
immobiliari superiore al 30% del totale che costituiscono l’edificio o
gli edifici serviti dall’impianto.
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TERMOREGOLAZIONE CONTABILIZZAZIONE
Specifiche tecniche
Gli Enti proprietari di immobili di edilizia residenziale pubblica
procedono, in alternativa a quanto disposto ai commi precedenti, alla
riqualificazione energetica degli edifici ed all'adeguamento
impiantistico degli stessi, predisponendo programmi di intervento per
la riduzione delle dispersioni termiche degli edifici e l’educazione
dell'utenza all’uso razionale dell’energia.
Nei programmi può essere inserita anche la previsione di interventi
finanziati in conto terzi attraverso le ESCO (Energy Service
Companies) e forme di sperimentazione di intervento sulle diverse
tipologie impiantistiche ed edilizie presenti nel patrimonio del singolo
Ente proprietario, anche al fine di definire modalità di intervento,
utilizzabili quali buone pratiche.
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RESPONSABILITA’
DELL’ESERCIZIO
E
DELLA MANUTENZIONE
DELL’IMPIANTO TERMICO
IL RESPONSABILE dell’IMPIANTO
Art.11
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RESPONSABILE DELL’ESERCIZIO E DELLA
MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO TERMICO
L’esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell’impianto
termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza
energetica in edilizia sono affidati al Responsabile dell’impianto, che
può delegarle ad un terzo.(Terzo responsabile )
La delega al Terzo responsabile non è consentita nel caso di singole
unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non
siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato.
In caso di condominio dotato di impianto termico centralizzato in cui
non viene nominato un Amministratore, i proprietari (condomini)
mantengono in solido il ruolo di Responsabile dell’impianto termico
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Evacuazione dei prodotti della combustione
diretta all’esterno
L’evacuazione diretta all’esterno deve essere sempre effettuata in
modo tale che:
- I prodotti della combustione non possano arrecare alcun danno a
persone, cose e animali
- Le condense dei prodotti della combustione eventualmente
precipitate al suolo non possano creare potenziali situazioni di
pericolo
- La sezione di sbocco deve rispettare le zone individuate
precedentemente
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POSIZIONAMENTO DEI TERMINALI
INSERIRE TABELLA PG.46/47
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SISTEMA DI SCARICO CONDENSE
Nel caso in qui si prevede la produzione di condensa, è necessario
smaltirla in apposito sistema di raccolta/evacuazione nel rispetto
della legislazione vigente in materia e tenendo in considerazione i
regolamenti locali.
L’impianto deve essere dimensionato e installato in modo da
garantire la corretta evacuazione dei reflui.
Questa tipologia di impianto non fa parete dell’impianto a gas
A fine di garantire i necessari requisiti di sicurezza ed il corretto
funzionamento dell’impianto gas, il sistema di scarico delle condense
deve essere realizzato in modo tale da:
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SISTEMA DI SCARICO CONDENSE
A) Impedire la fuoriuscita dei prodotti gassosi della combustione in
fogna, dovute a non corrette condizioni di tiraggio.
B) Compensare eventuali variazioni di pressioni all’interno della rete
fognaria stessa tali da influire sulle condizioni di funzionamento
dell’apparecchio.
Inserire tabella pag 49
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POSA IN OPERA ( SCARICHI SINGOLI
CONDENSE)
Il collegamento fra apparecchio con l’impianto smaltimento acque
reflue domestiche deve:
-essere realizzato avendo l’accortezza di impedire l’utilizzo delle
condense prodotte da parte dell’utenza
-essere effettuato seguendo le indicazioni del fabbricante
Operare una disgiunzione ispezionabile tra l’apparecchio e l’impianto
smaltimento acque reflue domestiche
Aggiungere figura 18 pag 51
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POSA IN OPREA ( SCARICHI SINGOLI DELLE
CONDENSE)
-Consentire il corretto deflusso degli scarichi liquidi dell’apparecchio
prevenendo eventuali perdite.
-essere privo di strozzature
-essere installato in maniera tale da evitare congelamenti
L’impianto di scarico condense, deve essere realizzato nel rispetto
delle Norme Vigenti, in assenza di tali regole devono essere
rispettate le seguenti prescrizioni:
- Nel caso di collegamento all’impianto di smaltimento acque reflue
domestiche deve essere utilizzato un opportuno sifone per
prevenire ritorni di esalazioni dalla rete fognaria.
- Essere dimensionato in modo da consentire il corretto deflusso
- Essere installato in modo tale da evitare il congelamento
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SCARICHI COLLETTIVI DELLA CONDENSA
Lo scarico della condensa viene definito collettivo quando asservito a
più apparecchi a condensazione o a bassa temperatura quando
installati:
- In uno stesso locale o in locali direttamente comunicanti
- All’esterno, installate su un comune piano di calpestio
Per la realizzazione valgono le stesse disposizioni degli scarichi
singoli.
Aggiungere figura 19/a pag 53
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PRESCRIZIONI PARTICOLARI PER GLI SCARICI
DI APPARECCHI ALIMENTATI CO gpl
Nel caso particolare di scarichi asserviti ad impianti alimentati con gas
avente densità relativa maggiore di 0,8, il posizionamento del
dispositivo di disgiunzione funzionale quando installato:
- Nello stesso locale d’installazione degli apparecchi
- In un locale ad esso direttamente comunicante
DEVE ESSRE A QUATA SUPERIORE DELL’APERTURA DI AREAZIONE
DEL LOCALE STESSO
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SISTEMA DI NEUTRALIZZAZIONE DI
CONDENSA
INSTALLAZIONE
Il dispositivo di neutralizzazione della condensa, deve essere posto a
valle , in modo tale da poter neutralizzare sia la condensa prodotta
dall’apparecchio che quella prodotta dal sistema evacuazione fumi.
CONTROLLO E VERIFICA
Le operazioni di manutenzione del sistema di neutralizzatore delle
condense devono essere condotte in conformità alle istruzioni forniti
dal fabbricante.
In ogni caso con cadenza annuale
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MESSA IN SERVIZIO DEL SISTEMA DI
SCARICODELLA CONDENSA
Per la messa in servizio degli apparecchi di utilizzazione si deve
procedere:
- Verificare il corretto collegamento dell’apparecchio all’impianto
dei scarico delle condense
- Accertarsi della funzionalità del sistema scarico condense
Accertare che il sistema sia in grado di scaricare entro 5 mini.
Aggiungere tabella pag 57 prospetto 18
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TRATTAMENTO DEL CONDENSATO
I reflui ottenuti dalla condensazione dei prodotti della combustione
delle caldaia a gas, hanno un certo grado di acidità quantificabile con
un valore medio del pH pari a circa 4.
La legislazione vigente in materia di tutela dei corpi idrici e di
disciplina degli scarichi, ammette la possibilità di scarico di reflui nella
rete fognaria,
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IL MANUTENTORE
i controlli di efficienza energetica
In occasione degli interventi di controllo ed eventuale manutenzione
e verifica, si effettua un controllo di efficienza energetica
riguardante:
1. il controllo del sottosistema di generazione (misura del
rendimento di combustione)
2. la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di
regolazione della temperatura centrale e locale nei locali
climatizzati;
3. la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di
trattamento dell’acqua, dove previsti (> 350 kW).
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IL MANUTENTORE
Il rendimento di combustione UNI10389
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IL MANUTENTORE
In caso di rendimento inferiore
I generatori di calore per i quali, durante le operazioni di controllo e
manutenzione, siano stati rilevati rendimenti di combustione inferiori
ai limiti fissati, non adeguabili mediante ulteriori manutenzioni,
devono essere sostituiti entro 180 giorni dalla data del controllo.
Ove il Responsabile si avvalga della facoltà di richiedere, a sue spese,
un’ulteriore verifica da parte dell’Autorità competente, tale scadenza
viene sospesa fino all’ottenimento delle risultanze di tale verifica.
I generatori di calore per i quali, durante le operazioni di controllo,
siano stati rilevati rendimenti di combustione inferiori a quelli fissati
sono comunque esclusi dalla conduzione in esercizio continuo
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IL MANUTENTORE
macchine frigorifere
Le macchine frigorifere e le pompe di calore per le quali nel corso
delle operazioni di controllo sia stato rilevato che i valori dei
parametri che caratterizzano l’efficienza energetica (COP / GUE / EER)
sono inferiori del 15 per cento rispetto a quelli misurati in fase di
collaudo o primo avviamento riportati sul libretto di impianto,
devono essere riportate alla situazione iniziale, con una tolleranza
del 5 per cento.
Qualora i valori misurati in fase di collaudo o primo avviamento non
siano disponibili, si fa riferimento ai valori di targa
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RESPONSABILITA’
DELL’ESERCIZIO
E
DELLA MANUTENZIONE
DELL’IMPIANTO TERMICO
IMPIANTO A BIOMASSA LEGNOSA
ART. 15
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IMPIANTO A BIOMASSA LEGNOSA
installatore
L’installazione di generatori di calore a biomassa legnosa, inseriti o
meno in impianti termici deve rispettare:
•D.M. 37/2008 e s.m.i
•UNI 10683
•D.Lgs 28/2011 (comunicazione in comune)
Al termine delle operazioni di installazione, l’installatore deve
effettuare una verifica di corretto funzionamento dell’impianto e
rilasciare le dichiarazioni di conformità riferite ai vari componenti
dell’impianto, compreso il sistema di evacuazione dei prodotti della
combustione, come previsto dal D.M. n.37 del 2008 e dalla norma
UNI 10683.
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IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
produttore
Il produttore del generatore di calore a biomassa legnosa dovrà
indicare nel libretto per la corretta installazione, l’uso e la
manutenzione dell’apparecchio tutte le informazioni necessarie
affinché possano essere rispettati i livelli di efficienza e di emissione
dichiarati, con riferimento anche :
•alle caratteristiche del combustibile,
•alle corrette modalità di gestione del generatore,
•al regime di funzionamento ottimale,
•ai sistemi di regolazione presenti e alle configurazioni impiantistiche
più idonee,
•ivi compreso il limite minimo e massimo del tiraggio del sistema di
evacuazione dei fumi
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IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
produttore
Il produttore del generatore di calore a biomassa legnosa deve
indicare il valore nominale del rendimento dell’apparecchio. I nuovi
apparecchi installati a partire dal 1 agosto 2014 dovranno rispettare i
valori minimi di rendimento riportati nella tabella
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IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
Il manutentore
Le attività di controllo, manutenzione e verifica dell’efficienza dei
generatori di calore a biomassa legnosa e del sistema di evacuazione
dei prodotti della combustione, devono essere eseguite da soggetti
abilitati lettera c) D.M. 37/08
Tali attività devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni
tecniche indicate nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione
rese disponibili dal produttore del generatore e/o dall’impresa
installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente.
Qualora non disponibili, le operazioni di manutenzione devono
essere eseguite conformemente alle prescrizioni tecniche indicate dal
produttore. In assenza di istruzioni specifiche seconda la normativa
tecnica di riferimento
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IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
Il manutentore
Periodicità delle manutenzioni:
A. Per generatori di calore di potenza termica nominale inferiore a
15 kW ogni 2 anni;
B. Per apparecchi di potenza termica nominale superiore o uguale a
15 kW ogni anno.
C.
Per generatori di calore di potenza termica nominale inferiore a 15 kW ogni 2 anni;
D.
Per apparecchi di potenza termica nominale superiore o uguale a 15 kW ogni anno.
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IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
Il manutentore
E’ inoltre richiesta la pulizia dei sistemi di evacuazione dei fumi con
periodicità almeno biennale
La fuliggine derivante dalla pulizia deve essere smaltita come rifiuto
solido urbano e non deve essere dispersa nell’ambiente.
Gli impianti termici, anche se costituiti esclusivamente da apparecchi
alimentati da biomassa legnosa, devono essere muniti di un “Libretto
di impianto”.
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D.G.R. 1118
IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA
Il manutentore
Al termine delle operazioni, l’Operatore provvede a redigere e
sottoscrivere lo specifico Rapporto, secondo un modello ancora da
approvare con provvedimento del Dirigente regionale competente.
Una copia del Rapporto è rilasciata al Responsabile dell’impianto, che
lo conserva e lo allega ai libretti
una copia è conservata a cura del Manutentore o Terzo responsabile
per un periodo non inferiore a 5 anni, per eventuali verifiche da parte
delle Autorità competenti.
In ogni caso il Rapporto redatto deve essere registrato a CURIT entro
la fine del mese successivo alla data di controllo. La manutenzione si
intende conclusa al momento in cui tutti i componenti dell’impianto
sono stati sottoposti a manutenzione.
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GESTIONE CURIT
Art. 16
Regione Lombardia
D.G.R. 1118
Gestione CURIT
Gestione del Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici (CURIT)
2. Nel CURIT devono confluire anche le informazioni relative
all’installazione di impianti alimentati da fonte di energia rinnovabile,
allo scopo di conoscere tutti i fattori che compongono l’offerta del
sistema energetico regionale e che devono confluire nella
predisposizione del Programma Energetico Ambientale Regionale
(PEAR) e della relativa attività di monitoraggio.
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D.G.R. 1118
DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
ART. 17
Regione Lombardia
D.G.R. 1118
DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Dichiarazione di avvenuta manutenzione“DAM” è il rapporto
redatto dal manutentore, da trasmettere all’Autorità competente,
necessariamente corredato dai contributi economici previsti per la
copertura dei costi di accertamento ed ispezione da parte
dell’Autorità competente e di gestione del CURIT.
Tale dichiarazione è valida per due stagioni termiche a partire
dall’1 agosto successivo alla data della manutenzione, salvo nei casi
in cui la manutenzione degli impianti sia prevista ad intervalli
temporali più ampi.
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
I modelli ( 1,2,3,4) al momento risultano ancora da approvare,
(come pure il nuovo modello di libretto di impianto). Fino alla
adozione formale, saranno utilizzati i rapporti conformi agli allegati
“G” e “F” del D.D.U.O. n. 6260
Gli apparecchi non collegati tra di loro a servizio di un’unica unità
immobiliare (moduli radianti a gas, generatori d’aria calda e
termoconvettori) rappresentano un unico impianto ma sono soggetti
a manutenzione differenziata, in base alla potenza nominale al
focolare, salvo diverse indicazioni del costruttore. Il modello di
Rapporto di controllo tecnico da utilizzare è quello per impianti di
potenza pari alla somma delle potenze di tutti gli apparecchi.
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Al termine delle operazioni di controllo, l’operatore provvede a
redigere lo specifico Rapporto di controllo tecnico (2 copie)
Una copia è rilasciata al Responsabile dell’impianto, che lo conserva
e lo allega ai libretti di cui al comma 8;
Una copia è conservata a cura del Manutentore o Terzo responsabile
per un periodo non inferiore a 5 anni per eventuali verifiche
documentali da parte delle Autorità competenti.
Regione Lombardia
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
La trasmissione delle dichiarazioni deve essere fatta esclusivamente
in via telematica al Catasto Unico Regionale Impianti Termici (CURIT).
L’informatizzazione dei dati riguarda tutta la documentazione
inerente la gestione degli impianti termici, riportando in modo fedele
quanto indicato sui rispettivi modelli cartacei.
La trasmissione delle dichiarazioni redatte nell’arco di un mese
solare, deve avvenire entro e non oltre la fine del mese successivo.
La medesima scadenza è prevista nei casi di consegna
delledichiarazioni al CAIT.
Nel caso in cui vi siano prescrizioni, le stesse devono essere
prioritariamente segnalate all’Autorità competente o al CAIT.
Regione Lombardia
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Al fine di attestare il rispetto dei termini di presentazione delle
dichiarazioni, la consegna delle stesse in formato cartaceo ai CAIT
deve essere accompagnata da apposita distinta di trasmissione, come
da modello “C” allegato al D.D.U.O. n. 6260
E’ facoltà dell’Autorità competente e della Regione effettuare
controlli a campione sui soggetti tenuti alla trasmissione delle
dichiarazioni richiedendo la documentazione cartacea originale dei
rapporti trasmessi telematicamente
L’Autorità che accerta una registrazione non corretta e ripetuta di
singoli manutentori o del CAIT, può richiedere la sospensione
dell’accesso al Catasto
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
La validità della dichiarazione è subordinata alla corresponsione del
contributo all’Autorità competente e alla Regione nonché alla
rilevazione dei valori dei prodotti della combustione, ove previsto o
di eventuali altri controlli di efficienza energetica secondo la tipologia
dell’apparecchio
Per i casi in cui sono previsti interventi di manutenzione con una
frequenza maggiore rispetto alla misurazione in opera del
rendimento, è obbligatorio presentare la dichiarazione di avvenuta
manutenzione nell’anno in cui viene effettuata tale misurazione.
Sui modelli adottati per la dichiarazione di avvenuta manutenzione
deve essere sempre riportato il codice identificativo dell’impianto a
cui è riferita.
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Ai fini dell’individuazione dell’importo dei contributi previsti per la
presentazione della Dichiarazione di avvenuta manutenzione, in
presenza di impianti costituiti da più apparecchi a servizio di un’unica
unità immobiliare, la fascia di potenza è determinata dalla somma
della potenza nominale al focolare di tutti gli apparecchi a servizio
della stessa unità immobiliare, purché abbiano una potenza nominale
al focolare superiore ai 5 kW ciascuno.
Nel caso di impianti composti da più generatori alimentati da fonti
energetiche differenti, la determinazione del contributo si basa sulla
potenza del generatore alimentato da combustibile fossile, seguendo
il seguente ordine di priorità: gas metano, GPL, gasolio.
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INTERVENTI DI MANUTENZIONE
STRAORDINARIA
In occasione di interventi di manutenzione straordinaria che possano
modificare l’efficienza energetica dell’impianto, devono essere
effettuati anche i controlli previsti per la manutenzione ordinaria.
Pertanto deve essere compilato un nuovo rapporto di controllo
tecnico, completo laddove previsto della misurazione in opera del
rendimento, del tiraggio o di eventuali altri controlli di efficienza
energetica secondo la tipologia dell’apparecchio. Lo stesso dovrà
essere trasmesso, con i relativi contributi, all’Autorità competente
secondo le modalità individuate aggiornando i dati dell’impianto per i
componenti eventualmente sostituiti e la tempistica della successiva
manutenzione e la relativa scadenza della dichiarazione.
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INTERVENTI DI MANUTENZIONE
STRAORDINARIA
Definizione manutenzione straordinaria:
gli interventi atti a ricondurre il funzionamento dell’impianto termico
a quello previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente mediante il
ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni,
riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di
apparecchi o componenti dell’impianto termico; gli esiti delle
operazioni di manutenzione vengono riportati nel relativo rapporto di
controllo tecnico e sulla dichiarazione di conformità ove prevista.
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
In caso di rifiuto del Responsabile dell’impianto a corrispondere i
contributi il Manutentore è tenuto a:
- informare il Responsabile dell’impianto del rischio di sanzione per
mancata presentazione della dichiarazione;
- esplicitare il mancato pagamento nelle osservazioni del rapporto di
controllo tecnico;
- consegnare comunque la versione cartacea dei Rapporti di controllo
tecnico all’Autorità competente agli accertamenti e alle ispezioni
senza provvedere alla trasmissione telematica, allegando una propria
dichiarazione sulla base del modello “O” allegato al D.D.U.O. n. 6260
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Nel Rapporto di controllo tecnico va riportato:
il codice fiscale del Soggetto responsabile indispensabile per la
registrazione nel CURIT
i dati dei consumi dell’impianto, distinti per i due periodi di
riscaldamento precedenti alla data della manutenzione, comunicati
obbligatoriamente dal responsabile dell’impianto
Laddove non si riesca a reperire i valori dei consumi di combustibile
riferiti alle due stagioni termiche precedenti, devono essere indicati i
consumi presunti dalla lettura del contatore o in alternativa dalla
fatturazione del combustibile, anche se l’impianto di adduzione del
combustibile è a servizio di più apparecchi non esclusivamente
destinati al riscaldamento.
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DICHIARAZIONE DI AVVENUTA
MANUTENZIONE
Gli impianti, i cui Rapporti di controllo tecnico trasmessi non
riportino i dati relativi ai consumi, dovranno essere oggetto di
ispezione in modo prioritario rispetto a quelli per cui tali dati sono
correttamente riportati.
La trasmissione della dichiarazione di avvenuta manutenzione deve
essere effettuata dal Manutentore per impianti di potenza nominale
al focolare inferiore a 35 kW, mentre per impianti di potenza
superiore o uguale a 35 kW dal Terzo responsabile o, ove questi non
sia stato nominato, dall’Amministratore di condominio. Negli edifici in
cui non è presente la figura del Terzo responsabile o
dell’Amministratore di condominio, la trasmissione della
dichiarazione di avvenuta manutenzione compete al Manutentore.
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NUOVA INSTALLAZIONE:
RAPPORTO DI CONTROLLO TECNICO
+
SCHEDA IDENTIFICATIVA
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RAPPORTO DI CONTROLLO TECNICO +
SCHEDA IDENTIFICATIVA DELL’IMPIANTO
Per i nuovi impianti o nei casi di sostituzione dei generatori di calore
deve essere trasmessa al Catasto il rapporto di controllo tecnico e la
scheda identificativa dell’impianto
La scheda identificativa è quella previsti dal D.D.U.O. n. 6260 del 13
luglio 2012 e ss.mm.ii.;
Il rapporto di controllo tecnico deve attestare l’avvenuta prova di
combustione all’attivazione dell’impianto, per generatori a
combustione dove è possibile effettuare tale prova, e deve essere
trasmesso entro la fine del mese successivo alla data
dell’installazione, senza il pagamento dei contributi economici
previsti per le Dichiarazioni di avvenuta manutenzione.
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CONTRIBUTO
PORTAFOGLIO DIGITALE
art. 18
Regione Lombardia
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CONTRIBUTO REGIONALE
il Responsabile dell’impianto termico deve riconoscere un contributo
a Regione Lombardia e all’Autorità competente mediante il
Portafoglio digitale gestito da Finlombarda spa.
Sono esclusi dal suddetto riconoscimento le seguenti tipologie di
impianti:
Gli impianti di climatizzazione estiva;
Gli impianti e gli apparecchi alimentati con biomassa legnosa;
Gli impianti e gli apparecchi alimentati da pompe di calore;
Gli impianti allacciati a reti di teleriscaldamento.
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CONTRIBUTO REGIONALE
Calcolo del contributo
POTENZA
CONTRIBUTO
REGIONALE
CONTRIBUTO
REGIONALE
Regione Lombardia
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CONTRIBUTO REGIONALE
Il portafoglio digitale
Sistemi di recupero dei contributi per le Autorità competenti diversi
dal “Portafoglio Digitale” sono validi per interventi di manutenzione
eseguiti fino al 31 luglio 2014.
Per tutte le manutenzioni degli impianti termici eseguite a far data
del 1° agosto 2014, il recupero di entrambi i contributi viene eseguito
esclusivamente da Finlombarda S.p.A. attraverso lo strumento di
“Portafoglio Digitale”. Il riconoscimento delle quote destinate alle
Autorità competenti avviene mensilmente e secondo le modalità e le
specifiche comunicate da Finlombarda S.p.A. alle Autorità stesse.
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CONTRIBUTO REGIONALE
Il portafoglio digitale
Al fine di poter operare sul Catasto Unico Regionale degli Impianti
Termici (CURIT) per la trasmissione delle dichiarazioni è necessario
essere regolarmente registrati e disporre di un credito residuo
positivo sul proprio “Portafoglio digitale” assegnato all’atto della
registrazione, pena la non trasmissibilità
I contributi sono automaticamente addebitati sul “Portafoglio
digitale” del soggetto demandato alla trasmissione della
dichiarazione di avvenuta manutenzione operante sul Catasto
Il credito presente sul “Portafoglio digitale” può essere utilizzato
senza limiti di scadenza temporale. La ricarica del “Portafoglio
digitale” è assicurata attraverso le modalità illustrate sul portale
CURIT.
Regione Lombardia
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
Art. 19
Regione Lombardia
D.G.R. 1118
ATTIVITA’ ISPETTIVA
Le Autorità competenti sono tenute all’effettuazione degli
accertamenti e delle ispezioni volte alla verifica dell’osservanza delle
norme relative al contenimento dei consumi energetici, della
manutenzione e dell’esercizio degli impianti di climatizzazione
“Accertamento”: l’insieme delle attività di controllo pubblico diretto
ad accertare in via documentale o attraverso il sistema informativo
del CURIT, la conformità alle norme vigenti e il rispetto delle
prescrizioni e degli obblighi stabiliti.
“Ispezione degli impianti termici”: il complesso degli interventi di
controllo tecnico e documentale in situ, svolti da ispettori, mirato a
verificare l’osservanza alle norme relative al contenimento dei
consumi energetici nell’esercizio e manutenzione degli impianti
termici degli edifici.
Regione Lombardia
D.G.R. 1118
ATTIVITA’ ISPETTIVA
L’Autorità competente deve effettuare ispezioni annuali su almeno il
5% degli impianti ai fini del riscontro della rispondenza alle norme di
legge e della veridicità delle dichiarazioni trasmesse.
Per gli impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile
nominale compresa tra 5 e 116,3 kW alimentati a gas metano o gpl e
per gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile
nominale compresa tra 12 e 100 kW, l’accertamento da parte
dell’Autorità competente può considerarsi sostitutivo dell’ispezione.
Tuttavia le ispezioni in situ non possono essere inferiori al 3% degli
impianti presenti sul territorio di competenza.
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
I criteri di programmazione delle ispezioni presso gli utenti finali
devono considerare prioritariamente i seguenti casi:
impianti per i quali non sia pervenuto il rapporto di controllo tecnico
e che non sono ancora stati accatastati;
impianti per i quali dalla fase di accertamento siano emersi elementi
di criticità e di registrazione
incompleta degli allegati;
impianti con generatore di calore installato da oltre 15 anni;
impianti alimentati da combustibile liquido e solido;
tutti gli altri impianti.
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
Rendimento non rispettato
Qualora in sede di ispezione l’impianto non raggiunga i limiti minimi
di rendimento di combustione previsti per legge, il Responsabile
dovrà inviare all’Autorità competente una copia del rapporto di
controllo tecnico, redatto in data successiva all’ispezione e nei tempi
previsti dall’Autorità stessa da un tecnico abilitato che attesti il rientro
nei limiti previsti. Ove ciò non accada, il Responsabile sarà tenuto a
sostituire il generatore di calore entro 180 giorni dall’ispezione.
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
> 116,3 kW
Per gli impianti termici di potenza nominale al focolare complessiva
superiore o uguale a 116,3 kW con uno o più generatori di calore di
età superiore a quindici anni, l’attività di ispezione da parte delle
Autorità competenti avverrà in due fasi:
la prima fase mediante l’ispezione
la seconda fase mediante la consegna all’Autorità competente, da
parte del Responsabile dell’impianto di una relazione asseverata da
parte di un tecnico abilitato in cui si dimostri che l’efficienza globale
media stagionale dell’impianto termico centralizzato è superiore al
valore limite di 65+3 log Pn.
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
> 116,3 kW
Nel caso in cui l’efficienza globale media stagionale risulti inferiore il
Responsabile di impianto dovrà provvedere entro il termine del 31
luglio della stagione termica successiva a:
sostituire il/i generatore/i di calore di età superiore ai 15 anni e
darne comunicazione all’Ente Locale competente
oppure
dimostrare la diseconomicità della sostituzione del generatore di
calore individuando e realizzando interventi diversi che consentano il
rientro nei limiti dell’efficienza globale media stagionale dell’impianto
termico. Tale indicazione dovrà essere contenuta nella relazione
tecnica prima richiamata. Il limite di convenienza economica è
determinato dal recupero entro dieci anni dei costi dell’intervento.
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
> 116,3 kW
A fronte di una dichiarazione scritta con un impegno formale da parte
del Responsabile di impianto di sostituire il generatore di calore entro
un termine prestabilito, soggetta all’approvazione dell’Autorità
competente, la presentazione della relazione asseverata può essere
omessa
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ATTIVITA’ ISPETTIVA
Ulteriori verifiche
L’ Autorità competente effettua le ispezioni anche sui sistemi per la
termoregolazione degli ambienti e la contabilizzazione autonoma
del calore al fine di verificare l’ottemperanza alle disposizioni
regionali in materia di uso razionale dell’energia. Tale ispezione
comporterà la visita dell’ispettore incaricato dall’Autorità competente
anche presso le unità immobiliari riscaldate dall’impianto termico
centralizzato. Il controllo sarà di tipo visivo e documentale e potrà
essere effettuata anche non contemporaneamente alle ispezioni
tradizionali sull’efficienza dell’impianto.
E’ facoltà dell’Autorità competente, effettuare ispezioni a campione
sul rispetto dei limiti delle temperature in ambiente
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SANZIONI
Art. 23
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SANZIONI
Responsabile dell’impianto
Assenza del libretto e mancata compilazione o compilazione
Mancato invio della scheda identificativa
Mancata comunicazione nomina o revoca incarico Terzo
responsabile.
Sanzione amministrativa da Euro 100,00 a Euro 600,00
Mancato invio della dichiarazione di avvenuta manutenzione
Sanzione amministrativa da Euro 50,00 a Euro 300,00
Mancato
rispetto
del
divieto
di
utilizzo
di
combustibile/carbone
Sanzione amministrativa da Euro 5.000,00 a Euro 10.000,00
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olio
SANZIONI
Responsabile dell’impianto
Mancato rispetto delle limitazioni all’utilizzo di biomasse: dal 15
ottobre al 15 aprile divieto di utilizzo di apparecchi obsoleti utilizzati
per il riscaldamento domestico alimentati a biomassa legnosa (camini
e stufe con rendimento < 63%), nelle zone A1 e nei comuni sotto i
300 m slm;
Sanzione amministrativa da Euro 500,00 a Euro 5.000,00
Mancata effettuazione delle operazioni di controllo e
manutenzione Sanzione amministrativa da Euro 500,00 a Euro 3000
Mancato contenimento dei consumi energetici (mancato rispetto
valori rendimento di combustione) e conduzione errata
Sanzione amministrativa da Euro516,00 a Euro 2582,00.
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SANZIONI
Responsabile dell’impianto
Mancato rispetto del divieto di riscaldamento di locali non abitati.
Sanzione amministrativa da da € 250,00 a € 2.500,00, oltre ad
ulteriori € 10,00 per ciascun metro cubo di volume lordo climatizzato.
Rifiuto pagamento contributi previsti per la dichiarazione.
Sanzione amministrativa da € 50,00 a € 300,00.
Mancato rispetto dell’obbligo di installazione sistemi di
contabilizzazione e termoregolazione ( o errato utilizzo)
Sanzione amministrativa da € 500,00 a € 3000,00 per ogni unità
immobiliare dell’edificio servita dall’impianto;
L’applicazione della presente sanzione è sospesa fino al 31/12/2016
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SANZIONI
Conduttore >232kW
Mancato rispetto delle norme in materia di conduzione degli
impianti termici civili. Chi effettua la conduzione di un impianto
termico civile di potenza termica nominale superiore a 232kW senza
essere munito, ove prescritto, del patentino di abilitazione.
sanzione amministrativa pecuniaria da 15 Euro a 46 Euro
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SANZIONI
Installatore
Mancato invio della scheda identificativa - Mancata comunicazione
collaudo: tale sanzione si applica agli installatori nel caso di impianti
collaudati senza che sia stata trasmessa la documentazione prevista
entro i 6 mesi dall’installazione e per gli impianti posti in esercizio
senza collaudo Sanzione amministrativa da Euro 100,00 a Euro
600,00:
Mancato invio della documentazione prevista dal D.lgs 152/06
da Euro 516,00 a Euro 2.582,00: in caso di mancanza redazione (o
incompleta ) dell’atto di cui all’art. 284 D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. o
non lo mette a disposizione del Responsabile dell’impianto (o del
committente) o non lo trasmette unitamente alla dichiarazione di
conformità (entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori)
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SANZIONI
installatore
art. 284 D.Lgs 152/06 (articolo così sostituito dall'art. 3, comma 17,
d.lgs. n. 128 del 2010)
Nel corso delle verifiche finalizzate alla dichiarazione di conformità,
per gli impianti > 35 kW, l'installatore verifica e dichiara anche che
l'impianto è conforme alle caratteristiche tecniche di cui all'articolo
285 ed è idoneo a rispettare i valori limite di cui all'articolo 286. Tali
dichiarazioni devono essere espressamente riportate in un atto
allegato alla dichiarazione di conformità. L'installatore indica al
responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto
l'elenco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie necessarie ad
assicurare il rispetto dei valori limite di cui all'articolo 286.
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SANZIONI
installatore
art. 285 D.Lgs 152/06 (articolo così sostituito dall'art. 34, comma 52,
legge n. 221 del 2012)
Gli impianti termici civili devono essere adeguati alle disposizioni del
titolo II entro il 1° settembre 2017 purché sui singoli terminali, siano e
vengano dotati di elementi utili al risparmio energetico, quali valvole
termostatiche e/o ripartitori di calore. L’installatore produce, quali
atti autonomi, le dichiarazioni previste dall'articolo 284 nei novanta
giorni successivi all'adeguamento ed effettua le comunicazioni
previste da tale articolo nei tempi ivi stabiliti.
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SANZIONI
manutentore
Mancato rilascio del rapporto di controllo tecnico da parte
dell’operatore incaricato. Sanzione amministrativa Euro 1.000,00 e
non superiore a Euro 6.000,00 .
L’autorità che applica la sanzione deve darne comunicazione alla
Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di
appartenenza per i provvedimenti disciplinari conseguenti.
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ESEMPI
DI CASI REALI
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GRAZIE
PER SUCCESSIVI CHIARIMENTI O INFO:
E.M. ALESSANDRA’ FABIO
VIA DELL’ISOLA, 6 - 23900 LECCO (LC)
TEL/FAX 0341 - 255058
CELL. 338 - 8508977
e-mail: [email protected]
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