Anno I – Numero 8
Dicembre 2010 – Gennaio 2011
L’ANTIVIRUS
Pe r i o d i c o d i s a t i ra , c ro n a c a , e a tt u a l i t à a Fo n t a n a f re d d a
La cura alternativa per la politica priva di etica ed estetica
IL FIGLIO DELL’UOMO
La vita dovrebbe essere vissuta al contrario
Editoriale
SE RINUNCIAMO
A GUARDARE
LE STELLE
di Adriano Bomben
È
Natale: innanzitutto è una festa
religiosa. In questo numero tanti ne sottolineano il valore, ciascuno
con la propria sensibilità.
Il Natale è un invito alla
poesia, che non è solo una
forma letteraria. La poesia
dà stimolo agli affetti, alle
emozioni, ci fa meglio capire il valore delle tradizioni
e ci aiuta a trovare il filo
della speranza, quella che
ci apre agli altri nelle forme
della pace e della comprensione. Sono “cose” che non
compriamo
girovagando
per supermercati, dove invece troviamo tanti oggetti
che ci sono superflui quando non inutili.
Mi sovviene un racconto
di Kafka. Un uomo entra in
una città deserta e non sa
dove andare. Trova un altro uomo e gli chiede la via
dove orientarsi. L’altro gli
risponde: Rinuncia. Ecco
quel che non dobbiamo fare,
continua a pag.6
di A.S.
Koenigsberg
T
anto per cominciare si
dovrebbe iniziare morendo, e così... tricchete tracchete... il trauma è bello
che superato.
Quindi ti svegli in un letto di
ospedale e apprezzi il fatto che
vai migliorando giorno dopo
giorno.
Poi ti dimettono perché stai
bene e la prima cosa che fai è
andare in posta a ritirare la tua
pensione e te la godi al meglio.
Col passare del tempo le tue
forze aumentano, il tuo fisico
migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo
giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni
finché non sei così giovane da
sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti
prepari per iniziare a studiare.
Poi inizia la scuola, giochi
con gli amici senza alcun tipo
di obblighi e responsabilità finché non sei bebè.
Quando sei sufficientemente
piccolo, ti infili in un posto che
ormai dovresti conoscere molto bene.
Gli ultimi nove mesi te li
passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con
servizio in camera e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa
le scatole.
E alla fine abbandoni questo
mondo in un orgasmo!
Qui sopra: Senza titolo, opera di Stefano Moras, olio su tela, 90x70cm - 2010 (dettaglio)
È L’ULTIMO NUMERO DELL’ANNO
1
Per l’ultimo numero
del 2010, abbiamo voluto proporre qualcosa di speciale, etico ed estetico. Da una parte, con
l’ausilio di immagini provenienti
dal suo repertorio pittorico, Stefano
Moras ha interpretato il Natale de
“L’Antivirus”, dall’altra, abbiamo
raccolto sedici riflessioni delle firme che hanno collaborato con la Redazione, sull’anno che finisce e il
nuovo che comincia. Purtroppo, non abbiamo avuto
spazio per tutti. Sedici “pacchi” di Natale (numerati)
come dono per i nostri lettori: apriteli e leggeteli con
calma, per scoprire cosa c’è dentro. La scelta dei singoli contenuti è stata lasciata alla libertà di chi li ha
scritti. Il tema che ha caratterizzato questo numero è
Gesù, “Il Figlio dell’Uomo”.
La consueta linea editoriale riprenderà col numero di
La
2011, color crema
Redazione Febbraio
caffè. Auguriamo buone feste
a tutti!
3
2
mere i miei desideri per i regali. Giuro di essere stata una bimba buona. Vorrei delle piste per gli aspiranti maratoneti: ho notato che siamo
un paese di persone attente alla salute. Sarebbe davvero un peccato che
qualcuno venisse investito da una bicicletta! Potrei sembrare sfacciata, ma vorrei un po’ di
pista ciclabile, quei 10-15 km che mancano ancora per completare tutta la viabilità di Fontanafredda. Babbo caro, sarei anche felice di ricevere un nuovo piano edilizio per abbattere
tutti gli alberi che sono rimasti in piedi. Ti pare giusto che siano più belli del nostro vecchio e
smorto albero, decorato con addobbi degli anni ‘80?
Desidererei anche, caro omone, un autodromo tutto per me. Hai mai pensato alla sua utilità?
No, eh? Sinceramente, neanch’io. Sai come siamo noi bimbi, facciamo sempre i capricci.
Ti rinnovo il desiderio della lettera passata: una bella piscina. Potrebbe sembrare frivola
e inutile... ma ti voglio semplificare il lavoro: l’edificio esiste già! L’ultima cosa cui dovrai
badare, caro il mio Babbo, è che tutti smettano di fare promesse che poi non possono mantenere, anche se dopo giureranno di non averle mai fatte (purtroppo
ci sono i loro stessi cartelli che lo provano). Grazie, Babbo mio, per
avermi ascoltato.
N.B.= Hai visto i cartelloni con su scritto “Buone Feste”? Dai, per
di PVC
questa volta il carbone non se lo meritano...
Oggi si vive veramente bene,
abbiamo e possiamo avere tutto. Ma tutto cosa? Beh, i beni di prima necessità:
abbiamo il telefonino, la tivù LCD gigante, la fotocamera digitale e tanto altro.
Questo è proprio quanto ci serve per sentirci completi, appagati e, forse, felici. Allora,
adesso che sta per arrivare il Natale, con i suoi valori e le sue
tradizioni, possiamo finalmente esternare la voglia di fare del
bene, di stare insieme, di condividere emozioni e sentimenti o,
magari, di cogliere una preziosa opportunità per riflettere sui
rapporti umani, sul vivere quotidiano, sull’amicizia e sull’indifferenza verso gli altri. Quale modo migliore per fare tutto
ciò se non quello di.... affollare i centri commerciali? Per passare così una giornata intera all’affannosa ricerca dell’ultimo
modello di telefonino, televisore, forno
a microonde o altro (per poter buttare quelli che abbiamo già). Se rimane
di Roberto
tempo, poi, per regalare tanta magnifiPigliafiori
cenza alle persone a noi più care. Ecco,
per condividere i veri valori del Natale,
le istruzioni sono queste.
2
Caro Babbo Natale, anche se un po’ grandicella, vorrei espri-
Un Natale di stelle...
cadenti. Siamo già
a fine anno e non ci sono state convocazioni per il
comitato dei “Giochi delle Stelle”. Entro ottobre,
infatti, bisognava già rinnovare la carica di Presidente del Comitato, valida per un anno. La sensazione è
che l’Amministrazione Comunale, attraverso l’Assessore allo Sport, non intenda portare avanti questa bella
iniziativa: giochi popolari, anche legati alla tradizione
contadina, che, nelle due edizioni precedenti, avevano
richiamato oltre mille persone. Nonostante sotto Natale
dovremmo essere più buoni, vien quasi da pensare che
non sia soltanto una dimenticanza...
Dopo aver ridotto il contributo comunale, l’Amministrazione non ha più fatto
parola a riguardo. In questi ultimi mesi, infatti, l’attuale Presidente ha cercato
più volte di avere delucidazioni sul futuro dell’iniziativa, ma non si sa ancora
nulla. Non si capisce questo silenzio.
Nella serenità del clima festivo, anche le notizie
“meno buone” vengono sopportate meglio: se non si
di Matteo
vuole più sostenere questa festa lo si dica chiaramente!
Come regalo per questo Natale, ci aspettiamo un cariDel Tedesco
tatevole atto di sincerità.
4
ARRIVANO I PACCHI DONO
5
Se fossi stato buono
quest’anno
tanto da meritare i doni di Babbo Natale,
chiederei un po’ meno lavoro per “Il Pessimista”. Chiederei riduzioni sulle bollette e
sui trasporti o, almeno, di evitare gli aumenti
generali (tra cui i rincari Trenitalia, che sempre più chiede e sempre meno offre). Chiederei che l’acqua rimanga un bene pubblico
disponibile, libero dall’interesse del privato. Chiederei di non investire soldi in malattie respiratorie, costruendo inceneritori tecnologicamente arretrati per essere sicuri, efficienti e utili; almeno quanto il riciclo, che dà molte soddisfazioni. Chiederei che le riforme
come quella sulla scuola venissero fatte con un po’ più di criterio,
che si provasse a fare un passo avanti e non due indietro. Chiederei
che chi ci governa, dopo aver promesso riforme tanto importanti,
non si prendesse due settimane di ferie alla faccia di chi in ferie ci
va solo da pensionato... Insomma, caro Babbo Natale, ti chiederei
un anno migliore del 2010. Sempre che il meglio non sia già passato... Chiedo scusa, tu fai solo regali: per i miracoli ci sono i tuoi
superiori. “Caro Gesù, Figlio dell’Uomo, quest’anno...”.
di Davide
Piccinin
6
La natività, al di là del suo significa-
to religioso, ha qualcosa da dire anche al mondo
laico e, in tal senso, ci appartiene profondamente
tanto da agire sulle nostre aspettative. Il valore
augurante del periodo è testimonianza del nostro
pensare positivo: un impegno per migliorare il nostro vivere. Con
analisi e proposte concrete, possiamo entrare nell’ottica di affrontare con motivazione e speranza i molti problemi del nostro tempo.
La società, negli anni scorsi, ha conosciuto uno sviluppo notevole
nell’economia, nelle tecnologie, nell’organizzazione sociale e nei
consumi. Queste condizioni di crescita sono originate da scelte che
superano le nostre competenze locali, ad un livello internazionale.
Un processo sociale ed economico che ci ha condotto verso una globalizzazione più forte, impostata sullo scambio delle merci, per arrivare a
un mercato finanziario purtroppo sfuggito di mano, al punto da mettere
in crisi il modello di vita occidentale. L’augurio che faccio alla nostra
Comunità, come consigliere comunale e rappresentante del Partito Democratico a Fontanafredda, è quello di esser sempre più presenti e attivi
in questa realtà articolata: deve partire da noi un contributo positivo.
L’auspicio è rivolto anche alle nostre istituzioni, all’Amministrazione
Comunale per prima, perché intraprenda un percorso capace di attraversare tutti gli spazi del fare sana politica amministrativa. Senza farsi sopraffare dal senso d’impotenza o,
peggio, dall’attendere che altri trovino
la soluzione.
di Franco
Anese
Il tempo fugge.
Dante Alighieri
nel Canto IV del Purgatorio recita: “Vassene il tempo e l’uom non se n’avvede.”
Pertanto, la festività della nascita del Cristo,
Figlio dell’Uomo, non ci faccia dimenticare la fragilità della nostra esistenza umana.
Quanto bene potremmo dare, quante buone
azioni potremmo ancora intraprendere per
aiutare il prossimo... Ricordo, con piacere,
il Natale della mia infanzia, la letterina sotto il piatto, l’emozione
di papà che leggeva i miei bravi e spontanei propositi.
Vorrei che tutti noi, uomini di buona volontà, tornassimo un po’
bambini per creare quella serena atmosfera di vera festa, dove
in una girandola di colori, luci e musica,
torni a partorire quello spirito di umanità
che va scomparendo nell’abbruttimento
dei costumi, dei valori, della cultura e
di Gianfranco
della mancanza di dialogo quotidiano.
Silverii
Buone Feste a tutti.
7
Sarà un Natale
coi fiocchi. Indubbiamente. Fiocchi sui pacchi e, magari, fiocchi di neve.
Un Natale delle opportunità, fra tagli di nastri e
tagli di posti di lavoro.
Così, se per qualcuno Babbo Natale passerà prima, per altri non passerà affatto. Subisce anche lui
gli aumenti dei carburanti. O, semplicemente, ha perso il navigatore
della slitta... Chissà come vede la terra da lassù. Noi così piccoli nelle
nostre piccole case. Con i giardini tutti intorno: gli alberi sono punti
verdi, le auto no. Sono trattini neri. E tutti i campi, i terreni squadrati,
rigati e separati. Passati al pettine dal nostro lavoro. Riderà vedendo
come ci azzuffiamo per un metro di terra, come ci azzuffiamo per
niente. Eppure, quando tutto è ricoperto di neve, non esistono confini,
si annullano le differenze: tutto è bianco. Chissà i fiumi, sembreranno
nastri azzurri. Quando esondano comporranno fiocchi blu sui nostri
prati, attorno alle nostre case.
Interessi e malizie scompaiono dal cielo. C’è
da sperarlo: Babbo Natale, benché ci guardi
di Paolo
dall’alto, è forse l’unico che conosce le profonZoia
dità del nostro cuore.
8
3
APRITELI E LEGGETELI CON CALMA
9
A Kangqin Zhou. La tua non era più la Cina
dei draghi e degli ori imperiali, Kangqin Zhou, e
quindi Fontanafredda non ti sarà sembrato un
posto più “bastardo” di tanti altri: gente normale,
che si fa i fatti propri, ormai abituata a trovarsi col
cinese, l’africano, l’indiano o il rumeno come vicino di casa.
Chi l’avrebbe mai detto, una ventina d’anni fa, che in centro
al paese l’antica Locanda Aurora un giorno avrebbe servito ai
suoi clienti gli spaghetti di soia o il pollo tandoori; che in via
Pastrengo sarebbero stati ad asciugare al balcone tutti i colori
dell’Africa; che nelle nostre edicole si sarebbero venduti settimanali in lingua russa; e che in via Carducci saresti arrivata tu,
col tuo sorriso timido di mamma-bambina? Ma di te ci siamo
accorti poco, piccola Kangqin Zhou, della tua poca salute, delle
difficoltà per il lavoro, dei disagi in famiglia.
Fino a quando, una mattina d’autunno, hai atteso che i tuoi figli
fossero a scuola e ti sei squarciata la gola col coltello, togliendoti
di mezzo e lasciandoci il brivido della tua disperazione. I tempi
sono grami per uscire dall’indifferenza, ma chi passa davanti
la tua casa o nota il tuo bel volto sulla lapide, può serbare nel
cuore la fragilità della tua anima, troppo delicata per questa vita
estranea.
Per ognuno di noi
giunge il momento delle
scelte di vita e professionali. In ambito familiare,
si pone la necessità di scegliere per i propri figli
in età prescolare una scuola che dia garanzia
di buona educazione. Educazione rivolta ai veri
valori: amicizia, condivisione, accettazione del diversamente abile, rispetto per culture, religioni e
fedi diverse, rispetto per la Vita; ribadendo, però, la
vocazione ad essere una scuola cattolica di intima
ispirazione Cristiana. Tutto ciò si può trovare alla
Scuola dell’Infanzia “Giovanni Giol” di Vigonovo. Manca poco alle feste natalizie e mi piacerebbe, come regalo di Natale, che questi punti fondanti per
una buona società fossero sempre più presenti nelle nostre famiglie. È quasi
il momento di iscrivere i vostri figli alla scuola dell’infanzia: come Presidente
dell’“Associazione Asilo di Romano”, il giorno 12 Gennaio 2011, dalle 9.30
alle 11.00, vi invito all’appuntamento “Scuola Aperta”,
ricordandovi che le iscrizioni sono aperte dal 10 al 30
gennaio 2011. Per il nuovo anno, auguro la migliore
realizzazione delle vostre aspettative.
10
di Valerio
Cimolai
di Mariarosa
Da Pieve
A Natale puoi
fare quello che non
puoi fare mai. Quest’anno Babbo Natale, per qualcuno, è passato con largo
anticipo. Pace è fatta sul Laghetto Zilli,
dice “Il Gazzettino”.
Il Comune di Fontanafredda, colpevole d’inquinamento, era stato condannato a
risarcire con 552 mila euro il proprietario,
ma gli avvocati hanno trovato una soluzione extragiudiziale. Le
parti, infatti, si sono accordate per la metà del risarcimento stabilito dal Tribunale, contro la cui sentenza l’Amministrazione,
per guadagnare tempo, aveva presentato ricorso in Appello. Oltretutto, rimarrà a carico del privato qualsiasi opera di bonifica
del laghetto (quando il Tribunale aveva stabilito il contrario), per
un importo di 2.380.000€! Perchè dovrei dimezzare ciò che mi
spetta? Perchè dovrei accollarmi gli
oneri di bonifica e inquinamento
che spettano al Comune? Perchè
perdere tempo e denaro in tribunali L’Antibiotico
e avvocati? È proprio vero, a Natale
siamo tutti più buoni...
11
4
Sono amareggiato.
50 anni di vita, 33 di lavoro: per la prima volta mi sento inutile e deluso. Per
tante ragioni. Come la politica, che dovrebbe essere
soprattutto morale e rimane, invece, un teatrino vergognoso; i politici, piuttosto d’occuparsi dei problemi
del Paese, distolgono l’attenzione verso cose inutili. Subiamo l’inefficienza delle (in)decisioni che non vengono
mai prese: vivono per il consenso elettorale. Chi comanda non può fingere di subire gli errori degli altri solo per
scaricare i propri. I governanti devono prendere decisioni
concrete, anche a costo di mettersi contro i “poteri forti”: hanno accettato loro di andare là. Chi ha colpa della
crocifissione di Gesù Cristo non era il popolo che ha scelto Barabba o Giuda (che
l’ha venduto), ma Pilato che ha rifiutato di decidere, lavandosene le mani. Non
abbiano paura di perdere le elezioni la volta dopo, ma decidano! La mia speranza è
che, il prossimo anno, questi si mettano finalmente in
testa di fare qualcosa. Di dare respiro a noi, lavoratori
e artigiani, che soffochiamo fra tasse e sberleffi. Ci
vogliono fare un bel regalo di Natale? La smettano di
di Loris
farsi gli affari loro e comincino a fare i nostri.
Moro
12
CI RIVEDREMO A FEBBRAIO
13
Distribuire “L’Antivirus”
sul
territorio comunale è un compito impegnativo:
con dicembre sono 40 i punti che espongono le
copie; fra commercianti, liberi professionisti e
medici. Sono 1500 i pezzi che vengono distribuiti mensilmente, (più
le ristampe dei numeri precedenti) e, a supporto di ogni uscita, vengono affisse 30 locandine che anticipano i titoli dei temi trattati all’interno del periodico. Vi segnalo il fatto che, in alcuni casi, nel prendere le
copie dagli espositori vengono dimenticati gli inserti, perché tendono
a scivolare. Chi desideri le copie arretrate può richiederle: telefonando
al numero 0434 99324; inviando una e-mail a [email protected]; scrivendo un post sulla pagina Facebook; oppure scaricandole dal sito www.fontanaantivirus.it.
Nello svolgere il ruolo di responsabile
alla
distribuzione, ho il privilegio di un
di Herbert
contatto immediato ed umano con chi ha
Dal Cin
la cortesia di ospitarci e con il pubblico,
sempre più attento e pronto a fornire importanti segnalazioni.
Grazie a tutti e buone feste!
14
Oro, incenso e mirra sono i doni portati
dai Re Magi duemila anni fa al Figlio dell’Uomo. Anche ai nostri giorni, la società offre gli stessi doni: ma il
loro significato è profondamente cambiato. Quella volta erano un gesto di umiltà, ora sono sinonimi di denaro, potere ed egoismo. La nostra società è basata sulle relazioni e le relazioni sono fondate sulla
fiducia. Se la fiducia viene meno, le relazioni si interrompono con conseguenze pericolose per la società stessa. È quello che accade oggi. Non ci fidiamo
dei parenti, dei vicini e tanto meno delle istituzioni e delle amministrazioni,
pubbliche o private. Immaginiamo che ognuno di noi abbia un conto corrente
aperto presso ogni persona con cui ha una qualsiasi relazione. Se il conto va
in rosso perché non soddisfiamo le attese del nostro prossimo, viene chiuso
e perdiamo fiducia. Prima o poi, tutti preleviamo da questo conto. L’unica
soluzione è quella di incrementare il deposito. Ciò dipende solo da noi. I versamenti li possiamo fare tutti i giorni partendo dai piccoli gesti quotidiani:
un sorriso, un saluto, saper ascoltare preoccupandoci di far capire all’altro il
nostro interessamento, essere positivi e non criticare solo per pigrizia, essere
pronti a chiedere consigli invece di dispensarne a destra e a manca. “Che cosa
ti aspetti da me? Cosa posso fare per te?” Semplici domande che ci possono
aiutare in questo cammino. Vale per i singoli, ma anche per le Amministrazioni Pubbliche (vista la loro responsabilità sociale), le aziende e le società in
genere. Il mio augurio per questo Natale, è che ci
si fermi almeno cinque minuti per riflettere su che
cosa significhi per noi la parola fiducia.
di Michele
Bressan
15
Lavoro e occupazione sono stati
quest’anno il riflesso della crisi economica
che ha investito anche Fontanafredda. Alcune
cifre in termine di perdita di posti di lavoro:
Revi 35, Rotocrom 22, Euroform 38, SFS Intec 50. Totale: 145 persone. Aziende a cui si aggiungono nomi come Fadalti e altre realtà del mobile. La volontà
di far emergere la gravità della situazione e soprattutto di coinvolgere
il Comune nella ricerca di quelle misure utili a sollevare le famiglie
dagli effetti della crisi, non ha avuto alcun riscontro. Al di là delle
buone intenzioni e di qualche dichiarazione d’effetto, l’Amministrazione è stata latitante al riguardo. Peccato.
L’argomento lavoro dovrebbe superare gli schieramenti e i colori
politici. Prova concreta: la bocciatura della proposta del consigliere Anese per un congiunto intervento presso tutti i parlamentari del
Friuli Venezia-Giulia. Obiettivo era sanare un’incongruenza tra la Finanziaria nazionale e parte degli accordi sindacali, già applicabili ai
nostri lavoratori in mobilità in tema di pre-pensionamento. Un voto contrario tristemente modi Adriana tivato dalla “non volontà di andare contro il goDel Tedesco verno centrale”. Quasi ci fosse un fatidico “Asse
Fontanafredda-Roma” da rispettare! Quando si
dice fare l’interesse dei propri concittadini...
“Ghi manciava ancia el (de)codér!”
Io che la televisione la guardo un’ora al giorno
per il meteo sul TgFriuli e Di Meo, non so che farmene di mille canali. Poi, due telecomandi: impintha co un, cambia con chel altre. In pratica, della mia
pensione, mi son mangiato la tredicesima! Perché il
mio televisore (preso nel 1989) col decoder non funziona. Allora, compra tutto nuovo da Cancian. Fortuna che Duilio mi ha fatto un buon prezzo! Non bastava. Ho dovuto chiamare il tecnico per l’antenna:
altri 280 euro. Quanti soldi per addormentarmi sul
divano! Per quest’anno regali “brisa”: solo ai nipotini. La Redazione mi ha supplicato di non essere polemico come al solito,
almeno per ‘sta volta; ma se non la dico non dormo. Son davvero contento per l’architetto che ha disegnato la Sala in
centro a Fontanafredda. Il progetto gli frutterà
una parcella di 300mila euro. Mio figlio, che
ha studiato tanto per diventare ragioniere, tra
Il Lapidario
stipendio e assegni familiari (1360,00€ mese),
deve lavorare diciassette anni per guadagnare
una somma del genere... E allora, buon Natale
a tutti!
16
5
BUONE FESTE A TUTTI
rinunciare. Dobbiamo invece cercare e cercare ancora. L’uomo deve aprirsi
alla speranza, che dà senso
alla vita, che è insieme razionalità e intelligenza.
C’è una massima di Einstein che ci aiuta nel cammino della speranza: “Meglio essere ottimisti ed aver
torto che essere pessimisti
ed aver ragione.”
Se rinunciamo a guardare le stelle, rischiamo di
somigliare al Macbeth di
Shakespeare: “L’uomo scoraggiato è un’ombra che
passeggia.” Puoi credere e
sei fortunato. Puoi non credere e sei meno fortunato,
ma devi continuare a cercare, nei silenzi e nelle solitudini della tua vita, fra i
tanti perché che apparentemente non trovano risposta.
Alle volte, abbandonata una esistenza vissuta in
superficie, puoi trovare risorse importanti nelle motivazioni che affondano profondamente le loro radici
nella spiritualità.
Il Natale è anche questo,
i suoi colori ci trasmettono
allegria, la sua essenza ci
aiuti a pensare e a cercare.
Buon Natale a tutti voi
che ci seguite con attenzione e con entusiasmo.
L’ANTIVIRUS
Pubblicazione Mensile
Stampato in proprio
Tiratura: 1500 copie
Sede Redazionale:
Via Stellini, 8
Fontanafredda - 33074 (PN)
E-mail:[email protected]
Portale: www.fontanaantivirus.it
Pagina Facebook: L’Antivirus
Direttore editoriale: Claudio Peruch
Direttore responsabile: Adriano Bomben
Coordinatore: Michele Bressan
Caporedattore: Vanni Zandonà
Redazione: Davide Piccinin, Luca
Santarossa, Roberto Pigliafiori, Matteo Del Tedesco (webmaster).
Consulenza grafica: Claudio Gasparollo
Resp. Distribuzione: Herbert Dal Cin
Registrazione Tribunale Ordinario
di Pordenone: Num. R.G 170/2010,
Num. Reg. Stampa 19. Autor. del
07/04/2010.
“Se la verità può generare uno scanda-
lo, meglio affrontare lo scandalo che abbandonare la verità.” Questa massima di Papa
Gregorio Magno suscitava inquietudini già
nel Medioevo, figurarsi ai giorni nostri. Per la
ragion di stato, meglio non far sapere! Le verità
scottanti non emergono mai. In politica sapere
è potere. Ma è un sapere da non divulgare. Un
sapere per condizionare, per trattare, per mediare, per ottenere favori, mentre la gente lavora e
suda, presa in giro, sfruttata per pagare ciò che
deve. C’è un limite oltre il quale non si può andare: la dignità. Impegnarsi come amministratori o serve alla collettività o non serve a nessuno. Sicuramente non deve servire a se stessi.
Lo stesso vale per “L’Antivirus”, mensile nato a
Fontanafredda nel 2010, del quale sono il Direttore Editoriale: la nostra attività, benché piccola,
viene, comunque, premiata dai fontanafreddesi
con partecipazione e apprezzamento. Un progetto costoso - nello spirito come nelle tasche - che
nessuno ci obbliga a fare. D’altra parte, ci mettiamo sempre in discussione dando la parola a chi
desidera collaborare con noi a questo progetto.
Un mensile frutto di un progetto corale, elaborato a lungo e con attenzione, che sta riscuotendo largo consenso. La tiratura complessiva dei
nove numeri usciti ha raggiunto le 14.000 copie
distribuite sul territorio comunale. Una grande
soddisfazione per tutti. Per me, per il Direttore
Responsabile Adriano Bomben, per il Caporedattore Vanni Zandonà, e per tutta la Redazione
che in breve tempo è diventata competente e professionale, pur operando gratuitamente.
L’obiettivo è dare informazione. Le notizie
taciute, gli atti comunali, gli appalti, la spesa
pubblica, le varianti urbanistiche, le proposte dei
cittadini, le criticità del territorio… Un passo in
avanti. Ringrazio tutti i proprietari dei punti di
distribuzione (commercianti, esercenti e medici)
tutti i lettori, i tanti collaboratori che ci hanno
aiutato. Per il numero di dicembre, abbiamo voluto sviluppare qualcosa di nuovo, grazie alla
creatività ed alla fantasia di Stefano Moras, giovane artista fontanafreddese. Buon Natale a tutti!
Continuate a (in)seguirci.
Non è stato un
anno facile. Confrontarsi con la crisi economica, la perenne instabilità politica e la crisi sociale è motivo comune di stress e paura.
Lavorare come Caporedattore ha significato
misurarsi anche con questo. Chi fa giornalismo
- che è inchiesta, indagine - si confronta con la
realtà e con i fatti, alla ricerca di nuove prospettive. Affrontiamo il nostro lavoro con ironia e
serietà: taglienti e pungenti, ma sempre attenti a
verificare ogni notizia. Fornire un’informazione
ancora nei toni logori della cronaca “nera” è insopportabile: ormai ne siamo inondati. Bombardati ogni giorno da una televisione insaziabile.
Per prendere la parola sul nostro territorio, per
condurlo nelle case dei nostri lettori, abbiamo
scelto una linea editoriale diversa, adeguata anche ai limiti naturali di un mensile. Ogni scelta è
comunque un taglio. E la satira deve pur rompere: non tutti hanno apprezzato. Non si può e non
si deve piacere a tutti, a tutti i costi. Vorremmo,
col tempo, arrivare a tanto.
“L’Antivirus” è autofinanziato e autonomo:
quasi lo facciamo più per noi stessi che per gli altri. Non è certo espressione d’egoismo, piuttosto
la coscienza sempre presente di chi, lavorando
bene sulle proprie cose, lavora con maggior rispetto su quelle degli altri: conosce la difficoltà con cui si guadagnano. D’altronde l’impegno
crea risultati; ottenerli ci ripaga.
“L’Antivirus” è un’esperienza più generale,
che ci ha fatto maturare tanto nella competenza
in questo mestiere, quanto a livello personale. Sì,
facciamo “politica”, in questa logica. In effetti, il
confronto continuo con i soggetti politici e con i
cittadini è uno stimolo importante ed essenziale. Ci sforziamo, maniacalmente, di leggere fra
le righe gli eventi, di approfondirli, per meglio
condividere le nostre riflessioni con il lettore.
È ancora un esperimento, un embrione. “L’Antivirus” è un’idea diversa d’informazione che
promuove un coinvolgimento più salubre nelle
istituzioni democratiche. Una spinta alla responsabilità condivisa, ad una partecipazione creativa: per chi pretende e spera in una politica più
etica ed estetica.
Un anno è passato.
di Claudio Peruch
di Vanni Zandonà
Stefano Moras
Nato a Pordenone nel 1985. Diplomato in Arti Visive e Discipline
dello Spettacolo di primo livello, frequenta ora i corsi di specializzazione in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.Vive
e lavora tra Fontanafredda e Venezia. Nel 2009 ha partecipato a
“Workshop Paesaggio” del prof. Carlo di Raco, a Forte Marghera e
alla collettiva Atelier F. all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel
2009/2010 ottiene una borsa di studio Erasmus per la Finlandia, presso l’Università delle Belle Arti di Lahti. Fra le altre, ha partecipato
alle seguenti esposizioni: La creazione del mondo, Venezia, Chiesa
di S.Barnaba; Canvas!, a cura di Carlo Sala nella sede storica di Casa
Cima di Conegliano; Contaminazioni, presso lo spazio eventi Orler a
Marcon (VE); Phada Murgania - Imaginary Landscapes (Paesaggi
Immaginari), Morgano (TV).
www.fontanaantivirus.it
Scarica

Gennaio 2011 - ideeincomune.org