Anno I – Numero 8 Dicembre 2010 – Gennaio 2011 L’ANTIVIRUS Pe r i o d i c o d i s a t i ra , c ro n a c a , e a tt u a l i t à a Fo n t a n a f re d d a La cura alternativa per la politica priva di etica ed estetica IL FIGLIO DELL’UOMO La vita dovrebbe essere vissuta al contrario Editoriale SE RINUNCIAMO A GUARDARE LE STELLE di Adriano Bomben È Natale: innanzitutto è una festa religiosa. In questo numero tanti ne sottolineano il valore, ciascuno con la propria sensibilità. Il Natale è un invito alla poesia, che non è solo una forma letteraria. La poesia dà stimolo agli affetti, alle emozioni, ci fa meglio capire il valore delle tradizioni e ci aiuta a trovare il filo della speranza, quella che ci apre agli altri nelle forme della pace e della comprensione. Sono “cose” che non compriamo girovagando per supermercati, dove invece troviamo tanti oggetti che ci sono superflui quando non inutili. Mi sovviene un racconto di Kafka. Un uomo entra in una città deserta e non sa dove andare. Trova un altro uomo e gli chiede la via dove orientarsi. L’altro gli risponde: Rinuncia. Ecco quel che non dobbiamo fare, continua a pag.6 di A.S. Koenigsberg T anto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così... tricchete tracchete... il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizia la scuola, giochi con gli amici senza alcun tipo di obblighi e responsabilità finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con servizio in camera e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa le scatole. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo! Qui sopra: Senza titolo, opera di Stefano Moras, olio su tela, 90x70cm - 2010 (dettaglio) È L’ULTIMO NUMERO DELL’ANNO 1 Per l’ultimo numero del 2010, abbiamo voluto proporre qualcosa di speciale, etico ed estetico. Da una parte, con l’ausilio di immagini provenienti dal suo repertorio pittorico, Stefano Moras ha interpretato il Natale de “L’Antivirus”, dall’altra, abbiamo raccolto sedici riflessioni delle firme che hanno collaborato con la Redazione, sull’anno che finisce e il nuovo che comincia. Purtroppo, non abbiamo avuto spazio per tutti. Sedici “pacchi” di Natale (numerati) come dono per i nostri lettori: apriteli e leggeteli con calma, per scoprire cosa c’è dentro. La scelta dei singoli contenuti è stata lasciata alla libertà di chi li ha scritti. Il tema che ha caratterizzato questo numero è Gesù, “Il Figlio dell’Uomo”. La consueta linea editoriale riprenderà col numero di La 2011, color crema Redazione Febbraio caffè. Auguriamo buone feste a tutti! 3 2 mere i miei desideri per i regali. Giuro di essere stata una bimba buona. Vorrei delle piste per gli aspiranti maratoneti: ho notato che siamo un paese di persone attente alla salute. Sarebbe davvero un peccato che qualcuno venisse investito da una bicicletta! Potrei sembrare sfacciata, ma vorrei un po’ di pista ciclabile, quei 10-15 km che mancano ancora per completare tutta la viabilità di Fontanafredda. Babbo caro, sarei anche felice di ricevere un nuovo piano edilizio per abbattere tutti gli alberi che sono rimasti in piedi. Ti pare giusto che siano più belli del nostro vecchio e smorto albero, decorato con addobbi degli anni ‘80? Desidererei anche, caro omone, un autodromo tutto per me. Hai mai pensato alla sua utilità? No, eh? Sinceramente, neanch’io. Sai come siamo noi bimbi, facciamo sempre i capricci. Ti rinnovo il desiderio della lettera passata: una bella piscina. Potrebbe sembrare frivola e inutile... ma ti voglio semplificare il lavoro: l’edificio esiste già! L’ultima cosa cui dovrai badare, caro il mio Babbo, è che tutti smettano di fare promesse che poi non possono mantenere, anche se dopo giureranno di non averle mai fatte (purtroppo ci sono i loro stessi cartelli che lo provano). Grazie, Babbo mio, per avermi ascoltato. N.B.= Hai visto i cartelloni con su scritto “Buone Feste”? Dai, per di PVC questa volta il carbone non se lo meritano... Oggi si vive veramente bene, abbiamo e possiamo avere tutto. Ma tutto cosa? Beh, i beni di prima necessità: abbiamo il telefonino, la tivù LCD gigante, la fotocamera digitale e tanto altro. Questo è proprio quanto ci serve per sentirci completi, appagati e, forse, felici. Allora, adesso che sta per arrivare il Natale, con i suoi valori e le sue tradizioni, possiamo finalmente esternare la voglia di fare del bene, di stare insieme, di condividere emozioni e sentimenti o, magari, di cogliere una preziosa opportunità per riflettere sui rapporti umani, sul vivere quotidiano, sull’amicizia e sull’indifferenza verso gli altri. Quale modo migliore per fare tutto ciò se non quello di.... affollare i centri commerciali? Per passare così una giornata intera all’affannosa ricerca dell’ultimo modello di telefonino, televisore, forno a microonde o altro (per poter buttare quelli che abbiamo già). Se rimane di Roberto tempo, poi, per regalare tanta magnifiPigliafiori cenza alle persone a noi più care. Ecco, per condividere i veri valori del Natale, le istruzioni sono queste. 2 Caro Babbo Natale, anche se un po’ grandicella, vorrei espri- Un Natale di stelle... cadenti. Siamo già a fine anno e non ci sono state convocazioni per il comitato dei “Giochi delle Stelle”. Entro ottobre, infatti, bisognava già rinnovare la carica di Presidente del Comitato, valida per un anno. La sensazione è che l’Amministrazione Comunale, attraverso l’Assessore allo Sport, non intenda portare avanti questa bella iniziativa: giochi popolari, anche legati alla tradizione contadina, che, nelle due edizioni precedenti, avevano richiamato oltre mille persone. Nonostante sotto Natale dovremmo essere più buoni, vien quasi da pensare che non sia soltanto una dimenticanza... Dopo aver ridotto il contributo comunale, l’Amministrazione non ha più fatto parola a riguardo. In questi ultimi mesi, infatti, l’attuale Presidente ha cercato più volte di avere delucidazioni sul futuro dell’iniziativa, ma non si sa ancora nulla. Non si capisce questo silenzio. Nella serenità del clima festivo, anche le notizie “meno buone” vengono sopportate meglio: se non si di Matteo vuole più sostenere questa festa lo si dica chiaramente! Come regalo per questo Natale, ci aspettiamo un cariDel Tedesco tatevole atto di sincerità. 4 ARRIVANO I PACCHI DONO 5 Se fossi stato buono quest’anno tanto da meritare i doni di Babbo Natale, chiederei un po’ meno lavoro per “Il Pessimista”. Chiederei riduzioni sulle bollette e sui trasporti o, almeno, di evitare gli aumenti generali (tra cui i rincari Trenitalia, che sempre più chiede e sempre meno offre). Chiederei che l’acqua rimanga un bene pubblico disponibile, libero dall’interesse del privato. Chiederei di non investire soldi in malattie respiratorie, costruendo inceneritori tecnologicamente arretrati per essere sicuri, efficienti e utili; almeno quanto il riciclo, che dà molte soddisfazioni. Chiederei che le riforme come quella sulla scuola venissero fatte con un po’ più di criterio, che si provasse a fare un passo avanti e non due indietro. Chiederei che chi ci governa, dopo aver promesso riforme tanto importanti, non si prendesse due settimane di ferie alla faccia di chi in ferie ci va solo da pensionato... Insomma, caro Babbo Natale, ti chiederei un anno migliore del 2010. Sempre che il meglio non sia già passato... Chiedo scusa, tu fai solo regali: per i miracoli ci sono i tuoi superiori. “Caro Gesù, Figlio dell’Uomo, quest’anno...”. di Davide Piccinin 6 La natività, al di là del suo significa- to religioso, ha qualcosa da dire anche al mondo laico e, in tal senso, ci appartiene profondamente tanto da agire sulle nostre aspettative. Il valore augurante del periodo è testimonianza del nostro pensare positivo: un impegno per migliorare il nostro vivere. Con analisi e proposte concrete, possiamo entrare nell’ottica di affrontare con motivazione e speranza i molti problemi del nostro tempo. La società, negli anni scorsi, ha conosciuto uno sviluppo notevole nell’economia, nelle tecnologie, nell’organizzazione sociale e nei consumi. Queste condizioni di crescita sono originate da scelte che superano le nostre competenze locali, ad un livello internazionale. Un processo sociale ed economico che ci ha condotto verso una globalizzazione più forte, impostata sullo scambio delle merci, per arrivare a un mercato finanziario purtroppo sfuggito di mano, al punto da mettere in crisi il modello di vita occidentale. L’augurio che faccio alla nostra Comunità, come consigliere comunale e rappresentante del Partito Democratico a Fontanafredda, è quello di esser sempre più presenti e attivi in questa realtà articolata: deve partire da noi un contributo positivo. L’auspicio è rivolto anche alle nostre istituzioni, all’Amministrazione Comunale per prima, perché intraprenda un percorso capace di attraversare tutti gli spazi del fare sana politica amministrativa. Senza farsi sopraffare dal senso d’impotenza o, peggio, dall’attendere che altri trovino la soluzione. di Franco Anese Il tempo fugge. Dante Alighieri nel Canto IV del Purgatorio recita: “Vassene il tempo e l’uom non se n’avvede.” Pertanto, la festività della nascita del Cristo, Figlio dell’Uomo, non ci faccia dimenticare la fragilità della nostra esistenza umana. Quanto bene potremmo dare, quante buone azioni potremmo ancora intraprendere per aiutare il prossimo... Ricordo, con piacere, il Natale della mia infanzia, la letterina sotto il piatto, l’emozione di papà che leggeva i miei bravi e spontanei propositi. Vorrei che tutti noi, uomini di buona volontà, tornassimo un po’ bambini per creare quella serena atmosfera di vera festa, dove in una girandola di colori, luci e musica, torni a partorire quello spirito di umanità che va scomparendo nell’abbruttimento dei costumi, dei valori, della cultura e di Gianfranco della mancanza di dialogo quotidiano. Silverii Buone Feste a tutti. 7 Sarà un Natale coi fiocchi. Indubbiamente. Fiocchi sui pacchi e, magari, fiocchi di neve. Un Natale delle opportunità, fra tagli di nastri e tagli di posti di lavoro. Così, se per qualcuno Babbo Natale passerà prima, per altri non passerà affatto. Subisce anche lui gli aumenti dei carburanti. O, semplicemente, ha perso il navigatore della slitta... Chissà come vede la terra da lassù. Noi così piccoli nelle nostre piccole case. Con i giardini tutti intorno: gli alberi sono punti verdi, le auto no. Sono trattini neri. E tutti i campi, i terreni squadrati, rigati e separati. Passati al pettine dal nostro lavoro. Riderà vedendo come ci azzuffiamo per un metro di terra, come ci azzuffiamo per niente. Eppure, quando tutto è ricoperto di neve, non esistono confini, si annullano le differenze: tutto è bianco. Chissà i fiumi, sembreranno nastri azzurri. Quando esondano comporranno fiocchi blu sui nostri prati, attorno alle nostre case. Interessi e malizie scompaiono dal cielo. C’è da sperarlo: Babbo Natale, benché ci guardi di Paolo dall’alto, è forse l’unico che conosce le profonZoia dità del nostro cuore. 8 3 APRITELI E LEGGETELI CON CALMA 9 A Kangqin Zhou. La tua non era più la Cina dei draghi e degli ori imperiali, Kangqin Zhou, e quindi Fontanafredda non ti sarà sembrato un posto più “bastardo” di tanti altri: gente normale, che si fa i fatti propri, ormai abituata a trovarsi col cinese, l’africano, l’indiano o il rumeno come vicino di casa. Chi l’avrebbe mai detto, una ventina d’anni fa, che in centro al paese l’antica Locanda Aurora un giorno avrebbe servito ai suoi clienti gli spaghetti di soia o il pollo tandoori; che in via Pastrengo sarebbero stati ad asciugare al balcone tutti i colori dell’Africa; che nelle nostre edicole si sarebbero venduti settimanali in lingua russa; e che in via Carducci saresti arrivata tu, col tuo sorriso timido di mamma-bambina? Ma di te ci siamo accorti poco, piccola Kangqin Zhou, della tua poca salute, delle difficoltà per il lavoro, dei disagi in famiglia. Fino a quando, una mattina d’autunno, hai atteso che i tuoi figli fossero a scuola e ti sei squarciata la gola col coltello, togliendoti di mezzo e lasciandoci il brivido della tua disperazione. I tempi sono grami per uscire dall’indifferenza, ma chi passa davanti la tua casa o nota il tuo bel volto sulla lapide, può serbare nel cuore la fragilità della tua anima, troppo delicata per questa vita estranea. Per ognuno di noi giunge il momento delle scelte di vita e professionali. In ambito familiare, si pone la necessità di scegliere per i propri figli in età prescolare una scuola che dia garanzia di buona educazione. Educazione rivolta ai veri valori: amicizia, condivisione, accettazione del diversamente abile, rispetto per culture, religioni e fedi diverse, rispetto per la Vita; ribadendo, però, la vocazione ad essere una scuola cattolica di intima ispirazione Cristiana. Tutto ciò si può trovare alla Scuola dell’Infanzia “Giovanni Giol” di Vigonovo. Manca poco alle feste natalizie e mi piacerebbe, come regalo di Natale, che questi punti fondanti per una buona società fossero sempre più presenti nelle nostre famiglie. È quasi il momento di iscrivere i vostri figli alla scuola dell’infanzia: come Presidente dell’“Associazione Asilo di Romano”, il giorno 12 Gennaio 2011, dalle 9.30 alle 11.00, vi invito all’appuntamento “Scuola Aperta”, ricordandovi che le iscrizioni sono aperte dal 10 al 30 gennaio 2011. Per il nuovo anno, auguro la migliore realizzazione delle vostre aspettative. 10 di Valerio Cimolai di Mariarosa Da Pieve A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai. Quest’anno Babbo Natale, per qualcuno, è passato con largo anticipo. Pace è fatta sul Laghetto Zilli, dice “Il Gazzettino”. Il Comune di Fontanafredda, colpevole d’inquinamento, era stato condannato a risarcire con 552 mila euro il proprietario, ma gli avvocati hanno trovato una soluzione extragiudiziale. Le parti, infatti, si sono accordate per la metà del risarcimento stabilito dal Tribunale, contro la cui sentenza l’Amministrazione, per guadagnare tempo, aveva presentato ricorso in Appello. Oltretutto, rimarrà a carico del privato qualsiasi opera di bonifica del laghetto (quando il Tribunale aveva stabilito il contrario), per un importo di 2.380.000€! Perchè dovrei dimezzare ciò che mi spetta? Perchè dovrei accollarmi gli oneri di bonifica e inquinamento che spettano al Comune? Perchè perdere tempo e denaro in tribunali L’Antibiotico e avvocati? È proprio vero, a Natale siamo tutti più buoni... 11 4 Sono amareggiato. 50 anni di vita, 33 di lavoro: per la prima volta mi sento inutile e deluso. Per tante ragioni. Come la politica, che dovrebbe essere soprattutto morale e rimane, invece, un teatrino vergognoso; i politici, piuttosto d’occuparsi dei problemi del Paese, distolgono l’attenzione verso cose inutili. Subiamo l’inefficienza delle (in)decisioni che non vengono mai prese: vivono per il consenso elettorale. Chi comanda non può fingere di subire gli errori degli altri solo per scaricare i propri. I governanti devono prendere decisioni concrete, anche a costo di mettersi contro i “poteri forti”: hanno accettato loro di andare là. Chi ha colpa della crocifissione di Gesù Cristo non era il popolo che ha scelto Barabba o Giuda (che l’ha venduto), ma Pilato che ha rifiutato di decidere, lavandosene le mani. Non abbiano paura di perdere le elezioni la volta dopo, ma decidano! La mia speranza è che, il prossimo anno, questi si mettano finalmente in testa di fare qualcosa. Di dare respiro a noi, lavoratori e artigiani, che soffochiamo fra tasse e sberleffi. Ci vogliono fare un bel regalo di Natale? La smettano di di Loris farsi gli affari loro e comincino a fare i nostri. Moro 12 CI RIVEDREMO A FEBBRAIO 13 Distribuire “L’Antivirus” sul territorio comunale è un compito impegnativo: con dicembre sono 40 i punti che espongono le copie; fra commercianti, liberi professionisti e medici. Sono 1500 i pezzi che vengono distribuiti mensilmente, (più le ristampe dei numeri precedenti) e, a supporto di ogni uscita, vengono affisse 30 locandine che anticipano i titoli dei temi trattati all’interno del periodico. Vi segnalo il fatto che, in alcuni casi, nel prendere le copie dagli espositori vengono dimenticati gli inserti, perché tendono a scivolare. Chi desideri le copie arretrate può richiederle: telefonando al numero 0434 99324; inviando una e-mail a [email protected]; scrivendo un post sulla pagina Facebook; oppure scaricandole dal sito www.fontanaantivirus.it. Nello svolgere il ruolo di responsabile alla distribuzione, ho il privilegio di un di Herbert contatto immediato ed umano con chi ha Dal Cin la cortesia di ospitarci e con il pubblico, sempre più attento e pronto a fornire importanti segnalazioni. Grazie a tutti e buone feste! 14 Oro, incenso e mirra sono i doni portati dai Re Magi duemila anni fa al Figlio dell’Uomo. Anche ai nostri giorni, la società offre gli stessi doni: ma il loro significato è profondamente cambiato. Quella volta erano un gesto di umiltà, ora sono sinonimi di denaro, potere ed egoismo. La nostra società è basata sulle relazioni e le relazioni sono fondate sulla fiducia. Se la fiducia viene meno, le relazioni si interrompono con conseguenze pericolose per la società stessa. È quello che accade oggi. Non ci fidiamo dei parenti, dei vicini e tanto meno delle istituzioni e delle amministrazioni, pubbliche o private. Immaginiamo che ognuno di noi abbia un conto corrente aperto presso ogni persona con cui ha una qualsiasi relazione. Se il conto va in rosso perché non soddisfiamo le attese del nostro prossimo, viene chiuso e perdiamo fiducia. Prima o poi, tutti preleviamo da questo conto. L’unica soluzione è quella di incrementare il deposito. Ciò dipende solo da noi. I versamenti li possiamo fare tutti i giorni partendo dai piccoli gesti quotidiani: un sorriso, un saluto, saper ascoltare preoccupandoci di far capire all’altro il nostro interessamento, essere positivi e non criticare solo per pigrizia, essere pronti a chiedere consigli invece di dispensarne a destra e a manca. “Che cosa ti aspetti da me? Cosa posso fare per te?” Semplici domande che ci possono aiutare in questo cammino. Vale per i singoli, ma anche per le Amministrazioni Pubbliche (vista la loro responsabilità sociale), le aziende e le società in genere. Il mio augurio per questo Natale, è che ci si fermi almeno cinque minuti per riflettere su che cosa significhi per noi la parola fiducia. di Michele Bressan 15 Lavoro e occupazione sono stati quest’anno il riflesso della crisi economica che ha investito anche Fontanafredda. Alcune cifre in termine di perdita di posti di lavoro: Revi 35, Rotocrom 22, Euroform 38, SFS Intec 50. Totale: 145 persone. Aziende a cui si aggiungono nomi come Fadalti e altre realtà del mobile. La volontà di far emergere la gravità della situazione e soprattutto di coinvolgere il Comune nella ricerca di quelle misure utili a sollevare le famiglie dagli effetti della crisi, non ha avuto alcun riscontro. Al di là delle buone intenzioni e di qualche dichiarazione d’effetto, l’Amministrazione è stata latitante al riguardo. Peccato. L’argomento lavoro dovrebbe superare gli schieramenti e i colori politici. Prova concreta: la bocciatura della proposta del consigliere Anese per un congiunto intervento presso tutti i parlamentari del Friuli Venezia-Giulia. Obiettivo era sanare un’incongruenza tra la Finanziaria nazionale e parte degli accordi sindacali, già applicabili ai nostri lavoratori in mobilità in tema di pre-pensionamento. Un voto contrario tristemente modi Adriana tivato dalla “non volontà di andare contro il goDel Tedesco verno centrale”. Quasi ci fosse un fatidico “Asse Fontanafredda-Roma” da rispettare! Quando si dice fare l’interesse dei propri concittadini... “Ghi manciava ancia el (de)codér!” Io che la televisione la guardo un’ora al giorno per il meteo sul TgFriuli e Di Meo, non so che farmene di mille canali. Poi, due telecomandi: impintha co un, cambia con chel altre. In pratica, della mia pensione, mi son mangiato la tredicesima! Perché il mio televisore (preso nel 1989) col decoder non funziona. Allora, compra tutto nuovo da Cancian. Fortuna che Duilio mi ha fatto un buon prezzo! Non bastava. Ho dovuto chiamare il tecnico per l’antenna: altri 280 euro. Quanti soldi per addormentarmi sul divano! Per quest’anno regali “brisa”: solo ai nipotini. La Redazione mi ha supplicato di non essere polemico come al solito, almeno per ‘sta volta; ma se non la dico non dormo. Son davvero contento per l’architetto che ha disegnato la Sala in centro a Fontanafredda. Il progetto gli frutterà una parcella di 300mila euro. Mio figlio, che ha studiato tanto per diventare ragioniere, tra Il Lapidario stipendio e assegni familiari (1360,00€ mese), deve lavorare diciassette anni per guadagnare una somma del genere... E allora, buon Natale a tutti! 16 5 BUONE FESTE A TUTTI rinunciare. Dobbiamo invece cercare e cercare ancora. L’uomo deve aprirsi alla speranza, che dà senso alla vita, che è insieme razionalità e intelligenza. C’è una massima di Einstein che ci aiuta nel cammino della speranza: “Meglio essere ottimisti ed aver torto che essere pessimisti ed aver ragione.” Se rinunciamo a guardare le stelle, rischiamo di somigliare al Macbeth di Shakespeare: “L’uomo scoraggiato è un’ombra che passeggia.” Puoi credere e sei fortunato. Puoi non credere e sei meno fortunato, ma devi continuare a cercare, nei silenzi e nelle solitudini della tua vita, fra i tanti perché che apparentemente non trovano risposta. Alle volte, abbandonata una esistenza vissuta in superficie, puoi trovare risorse importanti nelle motivazioni che affondano profondamente le loro radici nella spiritualità. Il Natale è anche questo, i suoi colori ci trasmettono allegria, la sua essenza ci aiuti a pensare e a cercare. Buon Natale a tutti voi che ci seguite con attenzione e con entusiasmo. L’ANTIVIRUS Pubblicazione Mensile Stampato in proprio Tiratura: 1500 copie Sede Redazionale: Via Stellini, 8 Fontanafredda - 33074 (PN) E-mail:[email protected] Portale: www.fontanaantivirus.it Pagina Facebook: L’Antivirus Direttore editoriale: Claudio Peruch Direttore responsabile: Adriano Bomben Coordinatore: Michele Bressan Caporedattore: Vanni Zandonà Redazione: Davide Piccinin, Luca Santarossa, Roberto Pigliafiori, Matteo Del Tedesco (webmaster). Consulenza grafica: Claudio Gasparollo Resp. Distribuzione: Herbert Dal Cin Registrazione Tribunale Ordinario di Pordenone: Num. R.G 170/2010, Num. Reg. Stampa 19. Autor. del 07/04/2010. “Se la verità può generare uno scanda- lo, meglio affrontare lo scandalo che abbandonare la verità.” Questa massima di Papa Gregorio Magno suscitava inquietudini già nel Medioevo, figurarsi ai giorni nostri. Per la ragion di stato, meglio non far sapere! Le verità scottanti non emergono mai. In politica sapere è potere. Ma è un sapere da non divulgare. Un sapere per condizionare, per trattare, per mediare, per ottenere favori, mentre la gente lavora e suda, presa in giro, sfruttata per pagare ciò che deve. C’è un limite oltre il quale non si può andare: la dignità. Impegnarsi come amministratori o serve alla collettività o non serve a nessuno. Sicuramente non deve servire a se stessi. Lo stesso vale per “L’Antivirus”, mensile nato a Fontanafredda nel 2010, del quale sono il Direttore Editoriale: la nostra attività, benché piccola, viene, comunque, premiata dai fontanafreddesi con partecipazione e apprezzamento. Un progetto costoso - nello spirito come nelle tasche - che nessuno ci obbliga a fare. D’altra parte, ci mettiamo sempre in discussione dando la parola a chi desidera collaborare con noi a questo progetto. Un mensile frutto di un progetto corale, elaborato a lungo e con attenzione, che sta riscuotendo largo consenso. La tiratura complessiva dei nove numeri usciti ha raggiunto le 14.000 copie distribuite sul territorio comunale. Una grande soddisfazione per tutti. Per me, per il Direttore Responsabile Adriano Bomben, per il Caporedattore Vanni Zandonà, e per tutta la Redazione che in breve tempo è diventata competente e professionale, pur operando gratuitamente. L’obiettivo è dare informazione. Le notizie taciute, gli atti comunali, gli appalti, la spesa pubblica, le varianti urbanistiche, le proposte dei cittadini, le criticità del territorio… Un passo in avanti. Ringrazio tutti i proprietari dei punti di distribuzione (commercianti, esercenti e medici) tutti i lettori, i tanti collaboratori che ci hanno aiutato. Per il numero di dicembre, abbiamo voluto sviluppare qualcosa di nuovo, grazie alla creatività ed alla fantasia di Stefano Moras, giovane artista fontanafreddese. Buon Natale a tutti! Continuate a (in)seguirci. Non è stato un anno facile. Confrontarsi con la crisi economica, la perenne instabilità politica e la crisi sociale è motivo comune di stress e paura. Lavorare come Caporedattore ha significato misurarsi anche con questo. Chi fa giornalismo - che è inchiesta, indagine - si confronta con la realtà e con i fatti, alla ricerca di nuove prospettive. Affrontiamo il nostro lavoro con ironia e serietà: taglienti e pungenti, ma sempre attenti a verificare ogni notizia. Fornire un’informazione ancora nei toni logori della cronaca “nera” è insopportabile: ormai ne siamo inondati. Bombardati ogni giorno da una televisione insaziabile. Per prendere la parola sul nostro territorio, per condurlo nelle case dei nostri lettori, abbiamo scelto una linea editoriale diversa, adeguata anche ai limiti naturali di un mensile. Ogni scelta è comunque un taglio. E la satira deve pur rompere: non tutti hanno apprezzato. Non si può e non si deve piacere a tutti, a tutti i costi. Vorremmo, col tempo, arrivare a tanto. “L’Antivirus” è autofinanziato e autonomo: quasi lo facciamo più per noi stessi che per gli altri. Non è certo espressione d’egoismo, piuttosto la coscienza sempre presente di chi, lavorando bene sulle proprie cose, lavora con maggior rispetto su quelle degli altri: conosce la difficoltà con cui si guadagnano. D’altronde l’impegno crea risultati; ottenerli ci ripaga. “L’Antivirus” è un’esperienza più generale, che ci ha fatto maturare tanto nella competenza in questo mestiere, quanto a livello personale. Sì, facciamo “politica”, in questa logica. In effetti, il confronto continuo con i soggetti politici e con i cittadini è uno stimolo importante ed essenziale. Ci sforziamo, maniacalmente, di leggere fra le righe gli eventi, di approfondirli, per meglio condividere le nostre riflessioni con il lettore. È ancora un esperimento, un embrione. “L’Antivirus” è un’idea diversa d’informazione che promuove un coinvolgimento più salubre nelle istituzioni democratiche. Una spinta alla responsabilità condivisa, ad una partecipazione creativa: per chi pretende e spera in una politica più etica ed estetica. Un anno è passato. di Claudio Peruch di Vanni Zandonà Stefano Moras Nato a Pordenone nel 1985. Diplomato in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo di primo livello, frequenta ora i corsi di specializzazione in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.Vive e lavora tra Fontanafredda e Venezia. Nel 2009 ha partecipato a “Workshop Paesaggio” del prof. Carlo di Raco, a Forte Marghera e alla collettiva Atelier F. all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2009/2010 ottiene una borsa di studio Erasmus per la Finlandia, presso l’Università delle Belle Arti di Lahti. Fra le altre, ha partecipato alle seguenti esposizioni: La creazione del mondo, Venezia, Chiesa di S.Barnaba; Canvas!, a cura di Carlo Sala nella sede storica di Casa Cima di Conegliano; Contaminazioni, presso lo spazio eventi Orler a Marcon (VE); Phada Murgania - Imaginary Landscapes (Paesaggi Immaginari), Morgano (TV). www.fontanaantivirus.it