giovani scienziati
i nostri cervelli non sono in fuga, ma molto ambiti e sempre pronti a cogliere
le migliori occasioni per proseguire ricerche, comunque made in Friuli.
35
il portiere dell’Udinese
simone scuffet è diventato
protagonista tra i pali
a soli 17 anni: un vero
talento nato
a Remanzacco
51
Dal 1849 la voce Dei friulani
Direttore giovanni Bertoli
supplemento a cura di valentina viviani e Maria Ludovica schinko
30 maggio 2014 | n.21
lodovica
comello
conquista
l’universo:
dopo ‘violetta’
decolla la
sua carriera
solista
pagina 8
Scuole da 10 e lode
sono molti gli istituti
friulani a meritare il podio
per la qualità dell’offerta
didattica: ecco solo
alcuni esempi
9
eCoNomIA
la vetrina delle eccellenze della nostra terra
SUI BANCHI
Orgoglio friulano
la regina dei mari
Fincantieri sceglie
Monfalcone per varare
la nuova ammiraglia
della Princess
cruises
AlpINI
17
adunata col botto
oltre mille volontari hanno
contribuito al grande
successo della tre
giorni di Pordenone
33
copia di cortesia - Redazione: Piazza 1° Maggio, 4 – Udine - Tel: 0432 21922/229685 – Fax: 0432 25058 - e-mail: [email protected] - PUBBliCiTà: euronews - Piazza 1° Maggio, 4 – Udine - Tel: 0432 512270 - Fax: 0432 512271 - e-mail: [email protected]
ilFrIulI
orgoglio friulano | 3
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
>> SOMMARIO
le scuole
Editoriale
6
Friulani eccellenti: esempi positivi per
le nuove generazioni. >> di GIOVANNI BERTOLI
T
Eccellenze all’Università
5 La ‘Normale’ di Udine attira
gli studenti migliori.
6 Un milione di euro per l’Ateneo
La Fondazione Crup ha stanziato
i fondi per il 2014.
9 Malignani ‘pigliatutto’
i ragazzi dell’istituto tecnico
salgono sempre sul podio più alto.
le IstItuzIonI
10
Una difesa davvero speciale
10 La Provincia difende l’autonomia
del Friuli
Appello in favore degli enti locali
più virtuosi.
12 La creatività al potere
Gli allievi del liceo artistico Sello
puntano sulle nuove tendenze.
15 La Cina entra in classe
dal prossimo anno l’Uccellis
propone corsi di lingua orientale.
ra noi possiamo dircelo: i
friulani hanno tante qualità, ma non si mettono volentieri in vetrina. In molti casi,
invece, potrebbero e dovrebbero farlo. Perché se lo meritano.
E perché la loro riuscita, specie
in tempi difficili come questi,
può suscitare sentimenti di ammirazione, infondere un po’ di
ottimismo e, lo speriamo, innescare pure qualche sano spirito
di emulazione.
Ecco, questa vetrina di eccellenze che abbiamo titolato
‘Orgoglio friulano’ – e che pubblichiamo ogni anno - vuole
essere un modo per tributare il
giusto riconoscimento a chi non
si arrende. A chi ce l’ha fatta. A
chi, nonostante tutto, investe su
se stesso e sul futuro.
Storie positive e straordinarie, che raccontano persone capaci di ottenere successo negli
tutti
possono
realizzare i
propri sogni:
le storie che
abbiamo
raccolto
in questo
numero
speciale lo
dimostrano
ambiti più diversi: dall’impresa
alla cultura, dallo sport alle arti,
dalla ricerca alle realizzazioni pratiche. Friulani, uomini e
donne, che si sono costruiti una
professione (e in alcuni casi se
la sono addirittura inventata)
puntando sul proprio talento e
sulle proprie energie.
Ai tanti ragazzi che ascoltano
continuamente la litania del paese senza opportunità, ci piace
proporre una musica diversa. E
ricordare loro che i nostri nonni, meno istruiti e sicuramente
più poveri, hanno saputo costruire quel benessere diffuso e
le opportunità che oggi più che
mai devono saper cogliere.
A loro, dunque, un caloroso in
bocca al lupo, affinché possano
realizzare i propri sogni. E a tutti voi, buona lettura.
[email protected]
ilfriuli.it
>> SOMMARIO
la rIcorrenza
25
Cinquant’anni in autonomia
25 La Regione ha commemorato
la prima seduta del Consiglio.
26 Un impegno ‘speciale’
iacop ricorda la storia del Fvg.
28 Pronti per il futuro
debora Serracchiani sottolinea le
questioni politiche ancora aperte.
31 Una risorsa da valorizzare
Specialità e solidarietà per il presidente della Corte Costituzionale.
i personaGGI
36
Nessun miracolo, tanto lavoro
36 Miran Skrap opera al cervello più
di 1000 pazienti all’anno.
37-39 Cervelli che emigrano
Molti giovani scienziati friulani si
affermano in Europa e negli Usa.
41 Il gusto del successo
Chef stellati cucinano la tradizione.
Cronaca, cultura, sport, spettacoli,
giochi e foto, per conoscere tutto
ciò che accade in regione.
42-43 Una regione da Oscar
il cinema del Fvg conquista
pubblico e critica.
45 Star da red carpet
Anita Kravos da Gorizia a Los
Angeles grazie a Paolo Sorrentino.
l ’economIa
18
46 Il re del Polo Nord
Michele Pontrandolfo ha sfidato
per primo i ghiacci perenni.
47 Per piano solo
Remo Anzovino: tour in tutta italia.
18 Le ‘4 gocce’ in tour con i blogger
più famosi.
20 Friuli Innovazione
Bilancio in pareggio per la nuova
impresa friulana.
21 Realtà in espansione
Zanutta Fadalti è leader
nell’edilizia e nell’arredo.
22 Alta qualità di famiglia
La Tipografica da 60 anni punta su
innovazione e affidabilità.
Tutte le news in un click!
O
gni settimana l’informazione corre veloce sul sito www.ilfriuli.
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Cronaca, approfondimenti, speciali e
inchieste, ma anche sport - con udineseglog.it, spettacoli e una ricca sezione
dedicata agli speciali, che ogni settima-
24
Ali che emozionano
24 La Pattuglia acrobatica nazionale
rappresenta al massimo i valori
cari ai friulani.
ilFrIulI
le Frecce
SETTIMANALE d’INFORMAzIONE REGIONALE
Alla scoperta della Carnia
la cultura
na accompagnano in edicola il giornale
e che si possono scaricare dal sito. Infine, uno spazio fotografico dedicato ai
lettori che in ‘Gente del Friuli’ possono
ritrovarsi, il calendario degli eventi, il
meteo e la briscola on-line per distrarsi
un po’. Volete ricevere la newsletter? Inviate semplicemente la vostra richiesta
a [email protected].
Direttore responsabile: Giovanni Bertoli – Vice Direttore: Andrea ioime – Registrazione
Tribunale di Udine n. 8 del 12.05.95 – Registro nazionale della stampa n. 5223 – reDazione:
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Maggio 4, Udine – Responsabile trattamento – dati d.Lgs 196/2003 Alessia Piasenzotto - © Tutti i
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48
Cappello, poeta del mondo
48 dopo i versi, arriva il romanzo.
49 L’arte come pane quotidiano
Francesca Bacci al Mart di Rovereto.
lo sport
54
Cinque cerchi targati Fvg
53 da Sochi a Rio chi conquista
la ribalta internazionale.
54 Il ‘mostro’ del Giro
Lo Zoncolan è la tappa decisiva.
55 La favola del Pordenone
dopo 50 anni i neroverdi ritornano
in Lega Pro.
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ilfriuli
universitÀ | 5
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
le Due Classi
ComPosiZione
2004/2005
CLASSE UMANISTICA: 9
CLASSE SCIENTIFICA: 11
TOTALE: 20
2005/2006
CLASSE UMANISTICA: 13
CLASSE SCIENTIFICA: 25
TOTALE: 38
2006/2007
CLASSE UMANISTICA: 25
CLASSE SCIENTIFICA: 30
TOTALE: 55
2007/2008
Attivata nel 2004/2005, la Scuola Superiore dell’Università di Udine ha visto, a oggi, 41 diplomati. Sono
70 i super studenti iscritti nell’anno in corso, provenienti da tutta Italia.
Udine laurea l’eccellenza
la storia
■ tutti i numeri
Dal sogno alla realtà
studenti
a lezione
1992
Anno dell'istituzione
2004
Anno di attivazione
2005
Primi allievi in erasmus
2006
Prime conferenze
2007
Apertura della biblioteca
2013
Apertura nuova sede
toppo Wassermann
L
a Scuola Superiore dell’Uni- vi, un auditorium, una mensa, 10
versità di Udine è un istituto aule, una palestra, un salone per
di eccellenza che si affian- esposizioni. La Scuola Superiore
ca ai corsi universitari diretti al dell’Università di Udine si pone
conseguimento del diploma di l’obiettivo di creare una comunità
laurea. Per favorire una più quali- di giovani studiosi di tutte le proficata preparazione degli studenti venienze, e di docenti, niti nel proorganizza corsi avanzati e inte- getto di approfondire le proprie
grativi rispetto ai normali corsi competente scientifiche e cultuuniversitari.La Scuola persegue rali in un quadro di interdisciplile sue finalità integrando gli studi narietà. La Scuola permette queldei rispettivi corsi di laurea, con la maturazione delle idee e dei
corsi interni a carattere di appro- concetti necessari per raggiunfondimento disciplinare e con gere i livelli più alti di creatività e
corsi di carattere culturale inter- di originalità nella scienza, nella
disciplinare, cui si aggiungono cultura e anche nell’organizzacorsi di lingue, attività di labora- zione moderna della società e del
supe- lavoro. La Scuola è organizzata in
torio, seminari. La Scuola supe
riore infatti affianca e inteclassi:scientifico-ecodue classi:scientifico-eco
gra, ma non sostituisce
nomica che comprende
l’Università, w gli stuAgraria, Economia, InIn
denti devono comungegneria, Area medica,
que iscriversi all’AteVeterinaria,
Scienze
neo friulano.L'ingresso
matematiche, fisiche
41
Diplomati
nella Scuola è riservato
e naturali; umanistica,
ai vincitori di un conGiuriche comprende Giuri
corso bandito annualmenfilososprudenza, Lettere e filoso
te dall’Università.La Scuola
fia, Lingue e letterature stranieSuperiore,attivata nel 2004, è stata re, Formazione insegnanti. Dal
istituita con lo Statuto di autono- 2011 inoltre è attiva l'Associazione
mia dell’Università di Udine che, Alumni della Scuola Superiore
nel 1992, ha sentito l’esigenza di dell'Università di Udine, fondaarricchire la propria offerta didat- ta da un gruppo di ex-allievi per
tica in varie direzioni. La Scuola mantenere i contatti con la Scuola
permette di seguire gli studenti anche dopo essersi trasferiti, per
di particolare capacità, metten- studio o per lavoro, in altre città in
doli in grado di usare le loro doti Italia o all'estero.Tramite l'orgaattraverso curricula di studio più nizzazione di incontri e di eventi
impegnativi. La Scuola ha sede in culturali, l'Associazione si propovia Gemona 92 a Udine, nel set- ne di coinvolgere la cittadinanza
tecentesco Palazzo Garzolini – di nel progetto della Scuola e di rafToppo Wassermann.I numeri del forzare i rapporti fra gli Allievi e
Toppo Wassermann: 7000 metri gli ex-Allievi in un'ottica di cresciquadrati, 84 stanze per gli allie- ta personale e professionale.
fino al
2013
CLASSE UMANISTICA: 31
CLASSE SCIENTIFICA: 32
TOTALE: 63
2008/2009
CLASSE UMANISTICA: 34
CLASSE SCIENTIFICA: 36
TOTALE: 70
2009/2010
CLASSE UMANISTICA: 27
CLASSE SCIENTIFICA: 36
TOTALE: 63
2010/2011
CLASSE UMANISTICA: 26
CLASSE SCIENTIFICA: 40
TOTALE: 66
2012/2013
CLASSE UMANISTICA: 25
CLASSE SCIENTIFICA: 44
TOTALE: 69
2013/2014
CLASSE UMANISTICA: 25
CLASSE SCIENTIFICA:45
TOTALE: 70
ProVenienZa DeGli
stuDenti Dell'anno
2013/14
Friuli v.G
veneto
sicilia
Puglia
Lombardia
emilia romagna
toscana
sardegna
Piemonte
umbria
Campania
29
23
4
3
2
2
2
2
1
1
1
6 | fondazione crup
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
la scuola
■ il bando
Progetti per arricchire
le conoscenze
D
a sempre attenta ai
giovani e sensibile alla
necessità di sostenere in
modo continuativo le iniziative volte ad innalzare il
loro livello di conoscenza
e competenza, la Fondazione Crup stanzia, per il
secondo anno consecutivo, un plafond di 500 mila
euro attraverso il bando
‘Arricchimento offerta formativa’.
il bando è rivolto a tutte le 41
istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado
statali e paritarie del territorio delle province di Udine e
Pordenone. Il contributo di
co-finanziamento non potrà
superare il 60% dei costi preventivati e 20 milaeuro come
quota massima assegnata ad
ogni domanda. In presenza
di accordi di rete tra due o
più istituzioni scolastiche,
sia statali che paritarie, il
limite massimo di 20mila
euro verrà raddoppiato.
Tramite il bando, gli istituti secondari superiori potranno richiedere
contributi per realizzare
iniziative, da concludersi entro il 31 agosto 2015,
che
siano
finalizzate
all’ampliamento della conoscenza della storia,
delle scienze, delle lingue e dei linguaggi propri
dell’espressione umana in
campo umanistico, artistico e tecnico/scientifico.
Il bando è disponibile sul sito
www.fondazionecrup.it/domande/bandi. Affinché la richiesta
sia valida, i documenti compilati online dovranno essere
stampati ed inviati presso la
sede della Fondazione Crup di
via Manin 15, a Udine, entro e
non oltre le ore 13 del 1 luglio
2014.
palazzo florio
La Fondazione Crup ha stanziato per il 2014 a favore dell’Ateneo friulano un contributo di un milione di euro.
Ricerca, trasferimento tecnologico e internazionalizzazione sono le attività su cui si è concentrato l’ente.
Più risorse per i giovani
E
’ pari a un milione
di euro il contributo che la Fondazione Crup ha stanziato
per l’anno 2014 a favore
dell’Università di Udine.
Le risorse saranno ripartire secondo il modello
di finanziamento messo a punto fra l’Ateneo e
la Fondazione Crup nel
2009, che prevede il sostegno di interventi e
iniziative strategiche. In
particolare, 500 mila euro
saranno destinati a ricerca e trasferimento tecnologico, 250 mila euro a
iniziative di internazionalizzazione e mobilità
studentesca e 250 mila
euro ad attività di didattica finalizzate principalmente all’orientamento e
al placement.
crescita continua
Soddisfatto il rettore Alberto Felice De Toni, che
ha rimarcato come la Fondazione Crup rappresenti
una risorsa fondamentale
per lo sviluppo delle attività dell’Università del
Friuli, in un’ottica strategica e condivisa di continuo
rafforzamento del sistema
territoriale, che passa, anche, attraverso il sostegno
della ricerca e dell’alta
formazione.
Lionello
d’agostini
Il nostro
supporto
s’inserisce
nelle
iniziative che
fanno capo
a istruzione
e formazione
suPPorto ‘da lode’
Anche il presidente della
Fondazione Crup, Lionello D’Agostini, ha sottolineato l’importanza di fare
coesione e di mettere in
atto strategie comuni, per
agevolare progetti che tendono ad una formazione
aperta all’innovazione.
D’agostini ha inoltre ag-
giunto che “Il nostro Ente
interviene convintamente a sostegno di iniziative
che fanno capo all’istruzione, alla formazione
e alla ricerca. In questo
contesto si inserisce il
supporto all’Ateneo udinese - polo di eccellenza
riconosciuto - in particolar modo concentrando
l’attenzione su attività di
ricerca e di trasferimento
tecnologico, su progetti di
internazionalizzazione e
sulla didattica.”
[email protected]
■ Presentazione ufficiale
A Roma, i ‘Friulani delle idee’
D
opo aver riscosso grande interesse la sede principale del Fogolâr furlan. Era
a Udine, Pordenone e, in generale, stato proprio adriano degano, il presidente del Fogolar di Roma, venuto
in tutto il Friuli, il volume ‘Friulani
a mancare nei giorni scorsi, ad
delle idee. Dieci dialoghi con
avere un ruolo fondamentale
il mondo’ è stato presentato
nel coordinamento dell’inconanche a Roma, negli Uffici di
tro romano. Alla presentaRappresentanza della Regiozione sono intervenuti anche
ne Autonoma Friuli Venezia
lionello d’agostini, presidente
Giulia.
della Fondazione Crup, e uno dei
La presentazione nella città capitolina ha trovato una sua logi- pietro enrico dici protagonisti del volume, Pieca nel forte legame che unisce il di prampero tro enrico di Prampero dell’Università degli Studi di Udine.
Friuli con Roma, dove è collocata
ph. mario verin
Da quarant’anni
una di famiglia
Unica, pura, buona.
Dal 1972 Goccia di Carnia arriva sulla
tua tavola esattamente come sgorga alla
fonte a 1370 mt di altitudine nel cuore
incontaminato delle Alpi Carniche.
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gocciadicarnia.it
8 | LA STORIA DI COPERTINA: LODOvICA COmELLO
lo show dei record
■ a udine
il grande abbraccio
dei piccoli fan
rano migliaia, lo scorso dicembre, i giovani e
giovanissimi fan friulani di
Lodovica Comello che hanno atteso la loro beniamina
all’incontro
organizzato
dall’Angolo della musica di
Udine. Tutta via Aquileia era
letteralmente invasa da una
festosa folla di bambini e
ragazzi che hanno stretto in
un grande abbraccio la loro
diva. Ma l’appuntamento
friulano non è stato che la
cigliegina sulla torta di un
successo che, nel mondo, ha
conquistato milioni di fan.
Qualche esempio? Basta
guardare i numeri.
1
la
serie ‘Violetta’ ha
conquistato nella classifica
dei programmi più visti in
Italia nell’autunno 2013.
30
160
milioni sono gli
spettatori che hanno
seguito la serie nel mondo.
mila i biglietti
venduti nelle otto
città italiane che hanno
ospitato i 32 concerti live.
145
mila sono invece
le copie delle
compilation ‘Violetta’ e
‘Violetta – La musica è il mio
mondo’ e ‘Hoy Somos Mas’
che hanno fruttato grandi
risultati: un disco di platino
e alcuni dischi d’oro.
1
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
La stella di Lodovica
conquista l’Universo
vanissimi fan. Per chi si fosse
perso l’evento, le 27 canzoni e
la contagiosa energia del live
si ritrovano nel Cd ‘Violetta
– Il Concerto’, registrazione
ufficiale della performance di
Milano da sold-out. Il Cd, distribuito in Italia da Universal
Music, contiene anche parte
dei dialoghi dello spettacolo live, per condivivere tutti
i momenti più emozionanti
dello show.
Dopo il successo planetario
con la serie Disney ‘Violetta’, la
Comello raggiunge il successo
anche come solista, senza mai
dimenticare le sue radici.
E
a è la posizione che
www.ilfriuli.it
milione 991 mila sono
i ‘Mi piace’ cliccati
sulla fan page ufficiale di
Lodovica su Facebook.
B
ambine e adolescenti
fanno a gara per accaparrarsi l’ultima rivista
che racconta i segreti del cast,
per riempire il diario con
frasi delle canzoni che conoscono a memoria, per
improvvisarsi cantanti,
o per copiare il look
delle loro beniamine.
‘Violetta’, la serie
tv argentina targata
Disney che spopola in tutto il mondo è
l’ultimo - in ordine di
tempo - fenomeno mediatico che coinvolge le
giovanissime. Le ragazzine tra
gli 8 e i 14 anni seguono con
passione le vicende del gruppo di protagonisti, coinvolti in
intricate vicende sentimentali in cui il romanticismo fa la
parte del leone.
star di casa nostra
a portata di mano
L’evento tanto atteso dalle giovani fan è stato il tour
live, che ha registrato il tutto
esaurito in Italia con 160 mila
biglietti venduti nelle otto
città in cui ha fatto tappa per
un totale di 32 concerti. Coinvolgenti coreografie, favolosi
costumi ed effetti speciali della serie hanno estasiato i gio-
il primo album della Comello,
‘Universo’, contiene alcuni brani in
spagnolo, una cover in inglese e una
versione voce e piano del primo singolo,
nonché title-track del disco
■ in giro per il mondo
Tra le star nate sul
set di ‘Violetta’, anche la friulana Lodovica Comello, che dopo
una breve, ma intensa gavetta,
è finalmente arrivata a coronare il suo sogno nel cassetto:
la registrazione di un disco solista che è uscito nei negozi lo
scorso novembre e si è sentito
molto anche nelle radio.
‘Universo’ - questo il titolo
dell’album - contiene brani
cantati in spagnolo, una cover
in inglese e una versione voce
e piano del primo singolo. L’album uscirà in contemporanea
in Italia, Argentina e Spagna.
Ma Lodovica, pur vivendo
da anni in Argentina dove si
svolgono le riprese di ‘Violetta’ e girando il mondo per gli
eventi live, guarda con orgoglio al ‘suo’ Friuli. “Per me il
Friuli è ‘casa’. Lo guardo con
orgoglio e con nostalgia. C’è
la mia famiglia, ci sono i miei
amici. Non vedo l’ora di poterci tornare per riabbracciare
tutti”.
www.ilfriuli.it
Nel 2015 la consacrazione di un tour mondiale
un palco tutto per se’. Lodovica Comello, la
star del telefilm Disney ‘Violetta’, darà presto il via al suo tour mondiale che farà
tappa anche in Italia nel 2015.
Uno solo, al momento, il concerto annunciato nel nostro paese, al sud della
penisola. Ad ospitare l’evento sarà la
città di Napoli, dove Lodovica si esibirà dal vivo il prossimo 28 febbraio con
un’unica tappa al Teatro Palapartenope.
Tre le fasce di prezzo e i settori disponibili per l’acquisto dei biglietti. Si parte dai 29
euro per un posto di terzo settore numerato e
si arriva ai 39 euro per un posto nel primo
settore numerato. Il secondo settore numerato è in vendita a 34 euro.
per lodovica comello la tappa di napoli
potrebbe, però, non essere l’unica:
in rete si parla di primo concerto
annunciato ma è aperto un concorso
per votare la città dove i fan vorrebbero
applaudirla. In lizza, in Italia, anche Milano, Roma e Padova.
ilfriuli
scuole| 9
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Gli studenti dell’Istituto udinese si fanno onore nel mondo grazie ai progetti scientifici che portano avanti in aula.
verso taiwan
■ giovani talenti
Mazzetto in gara
alle olimpiadi
A
Malignani sempre in vetta
S
ono utili i diserbanti
per salvaguardare e
migliorare la produzione agricola? Certamente sì,
se impiegati con cognizione
di causa. Peccato che molti
erbicidi risultino attivi anche
dopo l’intervallo di tempo indicato dalle case produttrici.
E’ questa la conclusione del
lavoro di Maddalena Bucchi,
Maria Veronica Di Lenardo
e Federico Buttò del Liceo
Scientifico Tecnologico Isis
Malignani, che hanno avuto
modo di distinguersi aggiudicandosi il primo premio al
concorso nazionale ‘I giovani
e le scienze’.
traMpolino di lancio
Indetto dalla Fast (Federazione delle associazioni
scientifiche e tecniche), il
concorso è un trampolino
di lancio per la partecipazione ad altri ambiti concorsi
A sinistra
il gruppo
‘Diserbanti’,
a destra
‘Freezer
Keeper’
Ben due
studi condotti
dagli allievi
sono arrivati
in finale al
concorso
nazionale
‘I giovani e
le scienze’,
trampolino
di lancio per
più ambiti
traguardi
scientifici internazionali e
offre ai vincitori udinesi l’opportunità di rappresentare
l’Italia il prossimo settembre
a Varsavia nell’ambito del
concorso europeo Eucys. Da
15 anni l’Isis Malignani di
Udine partecipa al concorso.
Per 14 volte ne ha conquistato
il podio. “E’ una grande soddisfazione - afferma Alberto
Pieri, segretario generale di
Fast e ‘anima’ del concorso
–. Gli studenti del Malignani
testimoniano ogni anno il
livello di eccellenza dell’Istituto di cui fanno parte”.
colpo doppio
Quest’anno oltre al primo premio con il protocollo
sui trattamenti di diserbo
del suolo da infestanti, un
secondo progetto (‘Freezer Keeper’) presentato da
Emanuele Fornasier, Mattia Gamboso e Giulia Pe-
los del Liceo Scientifico del
Malignani relativo ad un
dispositivo per la determinazione dell’interruzione
della catena del freddo nei
surgelati, è stato selezionato dalla giuria e permetterà
ai 3 studenti che vi hanno lavorato di partecipare all’Olimpiade
per la sostenibilità,
I- Sweep, in programma a Houston
(Usa) nel maggio
2015”.
Entrambi i gruppi del Malignani sono
stati seguiti dai docenti
Eliana Ginevra (biologia) e
Giuseppe Motisi (chimica),
con il contributo dell’Arpa
(dott.ssa Marinella Franchi
e Chiara Suraci) e del prof.
Ceccon del Dipartimento di
Scienze Agrarie dell’Università di Udine.
[email protected]
ilfriuli.it
Innovazione nei campi
Freddo e sicuro
nuovo protocollo. Si tratta di un nuovo protocollo per
diserbare suoli agricoli da infestanti. Attualmente le colture di mais e soia sono trattate con interventi di diserbo
post emergenza (dopo la germinazione) e con mix di erbicidi. Per eliminare la conseguente tossicità dal suolo
ed evitare un bioaccumulo dei diserbanti i ragazzi propongono l’implementazione del modello delle micorriza
(associazione tra miceli di fungo e la pianta), affiancato
dal trattamento anche in pre-emergenza. Impiegando
questa metodologia i tre studenti constatano che: le piante sono meno vulnerabili e migliorano la loro produttività, la micorriza assorbe metalli pesanti e i metaboliti
secondari dei diserbanti e svolge un riciclo degli elementi azoto e fosforo presenti nel suolo, aumentano la compattezza del terreno evitando fenomeni di dilavamento.
FreeZer Keeper, il progetto presentato da Emanuele Fornasier, Mattia Gamboso, Giulia Pelos
del Liceo Scientifico, ha lo scopo di sviluppare
un indicatore atossico dal costo contenuto da
applicare sulla confezione del surgelato, in grado di fornire la certezza che il cibo sia stato conservato correttamente. Si tratta di una soluzione
acquosa pigmentata, che fondendosi alla temperatura stabilita, copre il codice a barre, impedendone la lettura e rendendo quindi il prodotto surgelato invendibile. L’indicatore realizzato
dai tre studenti ha tutti i requisiti necessari per
poter essere impiegato su larga scala in quanto
il suo costo è irrisorio e l’applicazione sulle confezioni risulta semplice ed efficace.
lessio
Mazzetto,
l’allievo della 5a D
del Liceo Scientifico
Tecnologico
dell’Isis
Malignani dopo aver
conquistato la medaglia
d’argento nel 2013 alle
Olimpiadi nazionali di
informatica, è stato selezionato dal Comitato
tecnico e parteciperà
quale componente della
squadra italiana alle 26a
edizione delle Olimpiadi Internazionali di Informatica in programma a Taipei, Taiwan dal
13 al 20 luglio prossimi.
Come gli altri studenti
della squadra olimpica
italiana, Alessio Mazzetto, dopo l’ottimo piazzamento nella competizioni nazionale lo scorso
settembre 2013, è risupe
uscito a superare i test di
selezione
en
per entrare a
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nazionale.
A quel punto
Alessio Alessio ha ini
iniMazzetto ziato una formazione specifica e si è sottoposto a
vari stage e test presso la
scuola di specializzazione della Normale di Pisa
fino ad entrare nella rosa
dei quattro ragazzi che
formeranno la Squadra
Olimpica pronta a volare
a Taiwan. Alessio è stato
seguito anche dalla prof.
ssa Nicoletta Negrello
docente di informatica
e matematica del Malignani, responsabile di
progetto e coordinatrice
della squadra FVG.
Non pago dei successi informatici Mazzetto per Los
Angeles dove è stato invitato a presentare “SpuntiNO” il progetto di una pillola bloccafame, realizzato
insieme ai colleghi Alberto
Agnoletti e Alessandra
Motisi, con cui ha partecipato al premio “I Giovani e
le Scienze” lo scorso anno.
10 | ProvinCiA di udine
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Più spazi finanziari
agli enti locali virtuosi
“R
ilanciare gli investimenti in capo agli enti
Locali per far ripartire
l’economia e quindi l’occupazione, perché solo se c’è lavoro
c’è speranza, c’è futuro”. Non
c’è altra via d’uscita alla crisi secondo Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine
che, guardando in prospettiva,
prevede un continuo aggravarsi
per una situazione già di grande
emergenza. “E’ necessario creare posti di lavoro. La formazione
per riqualificare i lavoratori da
sola non è sufficiente – commenta Fontanini, facendo riferimento al recente piano ‘Garanzia
Giovani’ -, sono indispensabili
misure per sostenere le imprese
e rilanciare l’occupazione”.
le soluzioni
Per il presidente Fontanini le
strade sono due: incrementare
il plafond delle agevolazioni o
gli sgravi per le aziende che assumono e consentire agli enti
pubblici di sbloccare i cantieri
in stand by e avviare nuove infrastrutture. Tra il dire e il fare,
tante difficoltà. Le risorse per le
aziende non sono sufficienti a
soddisfare i fabbisogni e i margini d’azione degli enti locali del
Fvg sono bloccati da un anno e
mezzo. L’ostacolo principale si
chiama ‘Patto di Stabilità’ che
ha provocato un’insurrezione
a livello regionale per le conseguenze devastanti sull’operatività di Province e Comuni e
sull’economia. Se le condizioni
non cambiano, secondo Fontanini lo scenario potrebbe ulteriormente compromettersi. “Se
non vengono prese adeguate misure, se non viene concesso agli
enti locali virtuosi, con i conti in
regola come lo sono quelli delle
nostre amministrazioni – spiega
Avanzamento lavori
nel cantiere
di Santa Caterina
(Pasian di Prato)
Per il presidente della Provincia, Pietro Fontanini, il sistema Fvg
rischia di dissolversi. “Bisogna far valere l’autonomia e rilanciare
gli investimenti delle pubbliche amministrazioni”.
Fontanini – di investire la liquidità giacente nelle casse, pagando le imprese e immettendo così
denaro nel circuito economico,
questa crisi rischia di far scomparire quel sistema Regione che,
facendo perno sul principio di
autonomia, ha reso il Friuli Venezia Giulia un’eccellenza, un
esempio per il resto dell’Italia”.
Fontanini fa riferimento a
un mix di fattori: una sanità
all’avanguardia e autofinanziata
dai cittadini; una rete viaria in
buone condizioni e in ulteriore
sviluppo per ottimizzare i collegamenti di una Regione posta al
centro dell’Europa; un sistema di
trasporti efficiente; scuole di ottimo livello che formano studenti
in grado di confrontarsi con i loro
coetanei a livello internazionale;
Università di prim’ordine; un’intensa attività di ricerca e innovazione. “Tutto questo e quanto
altro di buono il Fvg in questi
anni è stato in grado di costruire
in virtù della sua autonomia, gestendo direttamente e in modo
virtuoso le finanze pubbliche –
precisa Fontanini – è destinato
a svanire. Le amministrazioni
locali possono arrestare questo
processo. Le risorse ci sono - diversamente da altri casi in cui la
situazione debitoria è alle stelle -,
i progetti pure. Deve esserci concessa la possibilità di trasformarli
in realtà ricalibrando i limiti del
Patto”.
diFFicolta’ da suPerare
I numeri evidenziano lo stallo
e, di riflesso, le difficoltà per le
imprese ad ottenere le commesse e quindi i pagamenti, con conseguenze che si riflettono sull’indotto, sulle famiglie e più in
generale sul circuito economico.
Per il 2014 la Provincia di Udine ha in programma pagamenti
per spese in conto capitale pari
a 9,2 milioni di euro, quando in
un solo quadrimestre, in media,
si pagavano importi per complessivi 15 milioni di euro e si
finanziava complessivamente
in un anno l’economia locale
con pagamenti sull’ordine dei
40 milioni di euro. L’edilizia
scolastica è ai minimi storici e
anche i cantieri stradali hanno
subito una forte battuta d’arresto. L’intervento più importante riguarda la realizzazione
delle opere sostitutive al passaggio a livello di Santa Caterina (Pasian di Prato); nei prossimi mesi l’avvio dei cantieri per
due rotonde sulla Tresemane/
Pontebbana.
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ilfriuli
provincia di udine | 11
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L‘intervento, cominciato nell’ottobre 2013, è costato 300mila euro e non ha interferito con il regolare svolgimento delle lezioni.
Liceo Sello: nuova vita ai laboratori
R
estyling ultimato per il tetto
del fabbricato sede dei laboratori del liceo Sello. 300mila
euro il costo dell’intervento realizzato dalla Provincia di Udine, che
ha effettuato una vera e propria
operazione di restauro conservativo tale da consentire il mantenimento della struttura d’epoca e la
conservazione di tutti gli elementi
storici. E’ dei giorni scorsi il sopralluogo di fine lavori da parte del
presidente della Provincia di Udine,
Pietro Fontanini, e dell’assessore
all’edilizia scolastica, Carlo Teghil,
accompagnati dalla dirigente Rossella Rizzatto.
recupero indispensabile
L’intervento di recupero della
copertura si era reso urgente e indifferibile, dal momento che il deterioramento delle travi, nel corso
dei decenni, stava per compromettere l’intera struttura. Il tetto del
corpo laboratori risale all’epoca di
costruzione dell’edificio che ospita la sede scolastica, ovvero il 1914.
Sono state eseguite campionature
sulle travi in cui l’usura era più critica e preoccupante: il degrado della
massa lignea, anche per effetto delle infiltrazioni d’acqua, ha causato
una diminuzione del 30-40% dello
sviluppo lineare della struttura tale
da porre seri problemi alle capacità
statiche con il rischio di possibili cedimenti. Per questo non era più rinviabile l’intervento, indispensabile
per garantire la manutenzione e la
sicurezza dell’edificio.
Sono state quindi recuperate le
travi marcescenti mediante fresatura, fino al raggiungimento delle
parti sane con successivo ripristino
della sezione originaria mediante
un impasto di legno misto a resine e l’applicazione, lungo tutta la
lunghezza, di elementi in acciaio.
Le operazioni sono state eseguite
dall’alto rimuovendo e ricollocando
le finiture e le sezioni del manto di
copertura. Anche alcune superfici
interne nell’occasione, sono state rimosse e rinnovate; sono state rifatte
le pitture, sostituiti gli elementi di
controsoffitto ammalorati, rimontati e adeguati gli impianti elettrici
e di ventilazione, le lattonerie di copertura. L’intervento manutentivo
non ha comportato modifiche agli
aspetti tutelati dalla dichiarazione
di interesse culturale dell’intero
complesso decretata dal Ministero
province
Fine lavori
al Sello
■ rispetto della storia
spada tratta a difesa
dell’autonomia
O
dei Beni culturali nel 2009 in con- per la realizzazione del parcheggio
siderazione della rilevanza tecnico di piazza Primo Maggio. La scuola
costruttiva quale testimonianza sta già utilizzando i laboratori del
singolare di archeologia industria- primo piano dove sono stati esele.
guiti gli interventi; le varie fasi del
Le attività di restauro sono inizia- cantiere sono state realizzate in acte nell’ottobre 2013 e sono andate cordo con le esigenze della scuola,
avanti abbastanza speditamente, interferendo così al minimo sul rein funzione delle condizioni mete- golare programma didattico.
orologiche e in base alle condizioni
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[email protected]
di accesso,
visto il cantiere allestito
ltre a rivendicare una
maggiore
operatività
sul fronte degli investimenti a beneficio dell’economia
locale, la Provincia di Udine
è impegnata in un’altra importante battaglia: la difesa
dell’Ente dal rischio chiusura e quindi dal rischio che
“la minoranza friulana, sulla
quale si basa la nostra specialità e quindi la nostra autonomia - osserva Fontanini
- non abbia un’istituzione
che la rappresenti e la tuteli”.
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Fontanini
“in questo difficile momento
economico che interessa anche la nostra Regione – evidenzia Fontanini – la prospettata chiusura delle Province e,
nello specifico quella di Udine, priva il popolo friulano
del suo ente amministrativo
di riferimento. Un’operazione
elettorale, propagandistica
e frettolosa che impoverirà
questo territorio.
le riforme vanno attuate ma nel
rispetto della storia della nostra terra e delle capacità di
buona gestione dimostrate
dalla nostra gente. Il Friuli
deve essere tutelato altrimenti rischia di perdere la
specialità ed essere assimilata a regioni ordinarie senza
tener conto di come il principio di autonomia sia stato sin
qui ben applicato”.
12 | scuole
cuore di udine
■ piazza san giacomo
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Sono nati nelle aule e nei laboratori dei Liceo Sello i progetti che
cambieranno l’aspetto dei sedili su cui viaggeremo in Italia e in Europa.
il nuovo volto
del ‘salotto buono’
C
ome arredare piazza San
Giacomo a Udine? Ce lo
dicono gli studenti del Sell che
hanno partecipato al concorso d’idee ‘Protezione del luogo’,
indetto dal liceo artistico cittadino e dall’azienda Practic
dei fratelli Orioli, con il quale a
27 ragazzi della scuola è stato
chiesto d’immaginare un dehor adatto al ‘salotto’ udinese.
Un tema molto delicato, visto
le ‘battaglie’ tra Soprintendenza e gestori dei locali sugli
spazi esterni di bar e pub della
piazza.
La giuria ha nominato vincitore il
progetto di Francesco Saverio
Costanzo per il modo maturo con cui ha interpretato il
tema. Due ragazze, Pamela
Marcolin e Sara Fuccaro, si
sono aggiudicate rispettivamente il secondo e il terzo gradino del podio: la prima per
la semplicità e l’eleganza del
progetto, la seconda per l’idea
poetica e molto femminile.
Sul treno
della creatività
S
i chiamano Francesca
Ghilardi e Martina Picotti
le studentesse che hanno
vinto il primo premio del concorso di idee Fisa-Sello ‘La creatività viaggia su binari’.
L’iniziativa, lanciata da Fisa –
azienda con sede a Osoppo specializzata nella progettazione e
produzione di sedili per i veicoli
di trasporto pubblico – e organizzata in collaborazione con
l’istituto udinese, ha coinvolto
gli studenti delle classi quarte
e quinte delle sezioni moda e
costume, e design industriale.
L’obiettivo del concorso, che ha
avuto inizio nell’autunno dello
scorso anno, era il restyling del
sedile passeggeri modello Scooter di Fisa.
Ancora una volta quindi, la
creatività e la capacità progettuale dei ragazzi del liceo artistico udinese Giovanni Sello
sono protagoniste del panorama
industriale nazionale e internazionale. I progetti vincitori
saranno presentati a Innotrans
(Berlino, 23-26 settembre 2014),
la più importante fiera internazionale del settore dei trasporti.
i progetti vincitori
“Considerato che gli studenti
sono molto spesso anche pendolari, chi meglio di loro poteva
affrontare questo concorso di
idee? - ha sostenuto l’architetto
e consulente Fisa Gaetano Valli
-. I ragazzi hanno dato prova di
chiara creatività dando grande
soddisfazione a questa giuria,
ma soprattutto ai loro insegnanti e a se stessi.” Ecco quindi
spiegato perché, dei 52 progetti
presentati, la giuria ha ritenuto doveroso premiare, in egual
modo, sia gli studenti della sezione di moda e costume, sia
quelli di design industriale.
Il progetto più coerente con il
brief fornito dall’azienda perché,
pur non stravolgendo la struttura del sedile, lo ha innovato
è risultato quello di Francesca
Ghilardi (per la sezione design),
che ha vinto per la funzionalità.
È stata ritenuta esteticamente
interessante la fascia decorativa
riportata perimetralmente.
Per la sezione moda e costume,
invece, il primo premio è stato
assegnato a Martina Piccotti,
per la capacità di sapersi calare
all’interno delle problematiche
del prodotto sedile. In particolare si è ritenuta valida la soluzione
del poggiatesta intercambiabile
e personalizzato e con sistema di
aggancio a calamita.
Si sono aggiudicati il secondo
premio: Irene Milan (sezione
design industriale), per un progetto in cui spicca l’idea della
maniglia con doppia funzionalità integrata ad appendiabiti, e
Serena Pertoldi (sezione moda
e costume), per l’interpretazione grafica e l’ottima capacità di
rielaborare la medesima texture con variabili cromatiche e di
forma.
suL podio con onore
Il terzo premio è andato a
Giuditta Mauro (sezione design
industriale), per l’inventiva, la
razionalità e per la buona azione
di comunicazione del marchio
aziendale; terzo premio anche
per Ernesto Mattiacci (sezione
moda e costume), per le capacità
compositive. Un terzo premio ex
aequo è andato ad Anna Trantino Sevin (sezione moda e costume), per l’originalità della tecnica industriale proposta per il
recupero di una tipologia tessile
desueta. Particolare attenzione
all’industrializzazione, nel progetto di Anna è stato ritenuta interessante l’idea applicativa che
ottimizza i consumi.
La giuria ha inoltre voluto
assegnare quattro menzioni
d’onore: per la sezione design,
Benedetta Giacomello e Ilaria
Nonino sono stati segnalate per
l’accuratezza nella grafica e nella presentazione del progetto,
mentre per la classe di moda e
costume hanno ricevuto la menzione d’onore Mauro Samuele,
per il livello di approfondimento
intellettuale e l’ottima resa plastica, e Martina Caporale per la
coerenza con le problematiche
della seduta e la visione ampia
del progetto e per la capacità di
approfondimento delle problematiche del prodotto
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La lunga marcia comincia in classe
te sulla loro preparazione.
Il liceo classico Uccellis abbatte l’ultima frontiere e apre ai suoi
studenti le porte dell’Estremo
Oriente.
Non è un caso che l’Educandato Uccellis sia il primo Liceo
classico europeo a offrire questa
possibilità. Recentemente, infatti,
presso l’istituto è stata inaugurata
la ‘Classe Confucio’, autorizzata dal dall’Hanban di Pechino e
coordinata dall’Istituto Confucio
dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Dal 2014-2015 l’Educandato statale Uccellis attiverà
una nuova sezione del liceo classico europeo, che
comprenderà lo studio della lingua e della cultura cinesi.
opportunità anche per esterni
shangai
D
are la possibilità ai giovani
di guardare più lontano, ben
oltre l’Europa. E’ questa la grande
opportunità che offre l’Educandato statale Uccellis di Udine,
che dal prossimo anno scolastico
2014-2015 attiverà una nuova sezione del Liceo classico europeo.
Oltre all’insegnamento del latino
e del greco, dell’inglese e del tedesco, della biologia e della geografia in inglese, offerta dal liceo
Classico europeo, la nuova proposta comporterà lo studio della
lingua e della cultura cinesi. Non
una scelta facoltativa, quindi, ma
un vero corso curricolare, che,
già dal primo anno, comprenderà
sette ore di lingue e cultura cinesi e un’ora di geostoria dell’Asia e
della Cina in lingua cinese.
porte aperte
Alla fine del liceo, gli studenti
conseguiranno, quindi, oltre
alla maturità classica, anche la
preparazione per ottenere la cer-
tificazione internazionale Hsk per
la lingua cinese e, ovviamente,
quelle per le lingue inglese e tedesco, che già qualificano il liceo
europeo dell’Uccellis, unico classico a garantire la massima attenzione anche alle lingue straniere.
La certificazione internazionale Hsk per la lingua cinese aprirà
ai giovani le porte della Cina, Paese molto attento e disponibile ad
accogliere e sostenere i giovani
stranieri, impegnati nello studio
del cinese, ma altrettanto esigen-
L’autorizzazione dell’Hanban
cinese riconosce l’attività svolta
dall’Uccellis per l’apprendimento
della lingua e la diffusione della
civiltà cinesi attraverso manifestazioni e corsi facoltativi di lingua già a partire della scuola primaria. Opportunità che l’Uccellis
dà anche agli adulti, interessati
a imparare la ligua con corsi che
spaziano dal principiante fino al
Business Chinese.
Non bisogna dimenticare, infatti, che il Friuli Venezia Giulia è
legato da anni alle realtà imprenditoriali della Cina, quindi lo studio della lingua e delle tradizioni
e cultura cinesi è utile sia agli
adulti già occupati, sia ai giovani
in procinto di entrare nel mondo
del lavoro. Con una marcia in più.
Lezione
sulle punte
I
l liceo delle Scienze Umane affianca alle
discipline di formazione generale lo studio delle Scienze Umane. Attraverso lo studio interdisciplinare della psicologia, pedagogia, sociologia e antropologia, guidare gli
studenti alla conoscenza delle esigenze della società contemporanea, delle caratteristiche psicologiche di ogni fase della crescita,
delle dinamiche dell’apprendimento e della
trasmissione culturale.
mens sana
L’insegnamento di queste materie è approfondito con attività incentrate su temi
sociali rilevanti come la comunicazione,
la multimedialità, l’integrazione delle persone diversamente abili, con l’apporto di
qualificati operatori esterni operanti in ambito pedagogico e sanitario.
Il liceo Coreutico, attivo dal 2010, è più
comunemente noto come il ‘liceo della danza’. Il percorso di studi affianca alle materie
umanistico-scientifiche comuni a tutti i licei, l’apprendimento tecnico-pratico della
danza e lo studio del suo ruolo nella storia
e nella cultura. L’iscrizione al Liceo coreutico prevede il superamento di un esame di
ammissione per verificare le competenze
specifiche e le potenzialità necessarie ad
intraprendere lo studio della danza. Il piano
di studi si articola in un primo biennio e in
un triennio che prevede l’opzione fra i due
indirizzi di danza classica e danza contemporanea. L’accesso ai due diversi indirizzi
avviene attraverso un esame con il quale si
evidenziano le attitudini dei singoli allievi, al
fine di indirizzarli a proseguire gli studi nella
disciplina artistica più consona.
www.uccellis.ud.it
[email protected]
tel. 0432 501833
14 | confartigianato pordenone
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La grinta di chi crede
ancora nell’impresa
Grido d’allarme delle imprese
artigiane. Silvano Pascolo,
presidente di Confartigianato
Pordenone, indica le priorità per
farle sopravvivere.
“S
e parliamo di imprese, qualcosa è stato
fatto ma molto è ancora lontano dall’essere avviato».
Silvano Pascolo, presidente di
Confartigianato
Pordenone,
riconosce al governo di essersi
«mosso in una corretta direzione» ma i «lacci e lacciuoli che
attanagliano le imprese sono
ancora tanti. Troppi per far sì
che questo Paese sia competitivo”.
“Per evidenziare uno dei
paradossi di questo Paese –
spiega Pascolo – mi rifaccio a
qualcosa che è avvenuto a Pordenone durante quell’evento
magnifico che è stata l’Adunata nazionale degli Alpini. Diverse imprese di tanti settori
sono incappate in sanzioni per
mancata emissione di scontrini, anche se in diversi casi so
che non c’era alcuna volontà di
“evadere” ma solo l’incapacità
di stare dietro alle ordinazioni. Non volendo cercare giustificazioni di nessun tipo, diciamo che l’applicazione della
norma è stata corretta. Ma non
è accettabile, e ripeto non è
accettabile, che questo rigore
sia stato applicato nei confronti di imprenditori che si sono
sobbarcati i costi di allestire
stand, quelli per l’assunzione
del personale, abbiano pagato
le varie tasse e gabelle imposte
per aver occupato il suolo pubblico, nello stesso momento e
Silvano Pascolo, presidente
di Confartigianato Pordenone
di fronte a centinaia e centinaia di venditori abusivi che hanno letteralmente “assediato” il
centro della città di Pordenone. Abbiamo avuto la sensazione che evidentemente è più
facile colpire sempre e comunque chi svolge regolarmente
la propria attività, e quindi si
giro lo sguardo di fronte a chi
viola qualsiasi regola perché,
tanto, lì non c’è nulla da notificare perché non c’è nulla da
“incassare”. Questo – dichiara
Pascolo – è il Paese delle regole
“elastiche” che non vogliamo!
Se è corretto che chi sbaglia
debba pagare, non è accettabile che esista un’economia sommersa come quella evidente a
Pordenone, come in tante città
e spiagge, che viene tollerata”.
Men che meno “oggi che
le imprese regolari sono alle
prese con una crisi senza precedenti ed un’imposizione fiscale e normativa, spesso ingiustificata e ingiustificabile,
che non ha eguali in Europa”.
Ricorda Pascolo che “la recessione ha continuato a caratterizzare buona parte del 2013.
La caduta dei consumi delle famiglie, anche di quelli fonda-
mentali, non si è arrestata. La
disoccupazione ha raggiunto
livelli che non si vedevano da
molti decenni. L’80% dell’occupazione privata in Italia è
garantita dalle PMI, che assicurano anche la maggior parte
delle esportazioni nonostante
lacci, lacciuoli ed un sistema
penalizzante sul fronte del
credito, della burocrazia, del
fisco. Chi apre un’impresa è un
coraggioso, uno che ci prova e
che investe nel Paese, ma che
fin troppo spesso invece di essere sostenuto è penalizzato”
ancora il presidente di Confartigianato Pordenone
Un pizzico di fiducia arriva
dai timidi segnali di ripresa di
inizio anno, un segnale “timidissimo – chiarisce Pascolo –
perché parliamo di un Pil che
cresce dello zero virgola, di un
leggero calo dello spread, di un
ritorno, pur modesto, degli investimenti internazionali”.
Gli 80 euro in più in busta
paga per i lavoratori dipendenti “non determinerà certo
una consistente ripresa dei
consumi interni. E’ comunque
– riconosce Pascolo – un elemento positivo, sempre a patto
che non derivi da un aumento
dell’imposizione fiscale. Ci auguriamo che il governo mantenga tutte le sue promesse
sulla riduzione dei costi della
politica, il contenimento della
spesa pubblica, le riforme istituzionali e la semplificazione
dei processi decisionali, la riforma della burocrazia, la semplificazione del mercato del
lavoro, la riduzione del cuneo
fiscale e dell’IRAP, il pagamento dei debiti della P.A.”.
“Queste - conclude Pascolo –
sono infatti le condizioni che
servono per creare un sistema
Italia, snello, meno costoso e
orientato alla crescita e riuscire a ridurre l’insopportabile
pressione fiscale, a sostenere
i processi di sviluppo e di crescita dell’economia, a rilanciare la domanda interna ed i
consumi, a rimettere in moto
gli investimenti e l’occupazione»”.
il­friuli
ECONOMIA | 15
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
nostri clienti un vantaggio significativo”.
“L’accordo con PMP è la perfetta azione strategica per il nostro
gruppo. Ci permetterà di offrire
soluzioni complete ai nostri clienti
che potranno beneficiare di una
qualità superiore e di una tecnologia di prim’ordine altamente competitiva, anche commercialmente,
e offrire ai loro clienti prodotti con
sempre crescente valore aggiunto.
PMP darà a questa partnership un
fondamentale apporto in termini
di esperienza e conoscenza tecnologica che aprirà le porte a ulteriori opportunità di sviluppo”, ha
dichiarato Thorsten Van der Tuuk,
PMP Industries, azienda di Coseano, e la tedesca Linde Hydraulics firmano un accordo di collaborazione Executive Vice President Sales,
Marketing, Research & Developstrategica nel settore delle trasmissioni idrostatiche.
ment at Linde Hydraulics.
Chi sono Linde Hydraulics e
PMP Industries S. p. A.
Linde Hydraulics è una storica azienda tedesca con più di 60
anni di esperienza nei sistemi di
trasmissione modulari idrostatici,
elettrici ed elettronici, impiega cirl gruppo italiano PMP Industririspettivi settori di appartenenza, ca 1400 dipendenti, principalmente in Germania. La gamma proes S.p.A., con sede a Coseano
già nei prossimi tre anni.
(UD), annuncia la firma di un
“Questo accordo strategico dotti comprende: pompe e motori
importante accordo strategico con
non solo supporterà il raggiungi- idraulici per applicazioni “Heavy
la Linde Hydraulics Gmbh, azienmento dei nostri obiettivi già am- Duty”, valvole, controlli elettronici,
da tedesca con sede ad Aschafbiziosi, ma ci aiuterà addirittura motori elettrici ed altre apparecfenburg. L’accordo prevede l’allara superarli” ha affermato Luigino chiature ausiliarie. Linde Hydraugamento delle rispettive gamme
Pozzo, presidente e fondatore di lics è leader di mercato nei settori
prodotto con il completamento
PMP Industries. “Il portafoglio dell’idraulica ad alta tecnologia e
reciproco del portafoglio prodotto
prodotti di Linde Hydraulics partner dei più importanti costruttori di macchine da costruzione,
e lo sfruttamento dei reciproci cacon suoi standard di proda miniera, agricole, forestali e
nali di vendita.
duttività ed efficienmunicipali e nonché applicazioni
I clienti delle rispettive aziende,
za ai massimi livelli
industriali.
ovvero i produttori di macchinari
completerà la nostra
PMP Industries S.p.A. è un
da costruzione, macchine agricogamma prodotti e
Co
azienda italiana con sede a Cole, forestali, da miniera e altro, po- produttività e rappresenta il top ci darà un ulteriore
este
seano (UD) e cinque filiali estetranno beneficiare a livello globale della tecnologia attuale che verrà vantaggio competire, che impiega circa 1000
della possibilità di approvvigionar- valorizzata grazie all’abbinamen- tivo. Il pacchetto
dipendenti in tutto il
si da un unico partner per i sistemi to coi motoriduttori PMP, noti in completo si
mondo. Attraverso le
di trasmissione idrostatica sia per tutto il mondo per il loro elevato configurerà
sue divisioni “Power
circuito chiuso che aperto.
contenuto tecnologico e per esse- come una
Transmission” e
PMP aggiungerà alla propria re progettati e realizzati per appli- s o l u z i o n e
“Fluid Power”, è in
gamma prodotto, già ampiamen- cazioni speciali.
tecnologisoddisfa
grado di soddisfate diversificata, anche prodotti
Entrambe le aziende sfrutte- ca
unica
re globalmente
Linde quali le pompe a pistoni ranno le rispettive reti di vendita n e l l ’ i n le necessità di
assiali per circuito aperto e i si- per i prodotti inclusi nell’accor- dustria e
gam
una vasta gamstemi di controllo e distribuzione; do, facendo leva sulle le proprie fornirà ai
ma di settori
Linde completerà la sua gamma specificità: Linde Hydraulics è
industriali:
con prodotti PMP quali i moto- particolarmente affermata nel
da quello dei
riduttori per il comando cingolo, mercato Tedesco ed Europeo in
macchinari da
comando ruota, rotazione torret- generale, mentre PMP Industries
costruzione a
ta e motori idraulici a cartuccia. è ben inserita anche nei mercati
quello dei pro
proL’accordo farà in particolare leva di grande sviluppo.
mac
duttori di macsulla tecnologia Load Sensing
Attraverso questo accordo PMP
chinari per i settori
(LSC) impiegata nella gamma di e Linde puntano a consolidare
Agricolo e Forestale
valvole di distribuzione di Linde ed espandere significativamente
dell‘indu
a quelli dell‘induche offre massima efficienza e le proprie quote di mercato nei
stria Mineraria e al
pro
settore Marino. I prodotti di punta PMP
tra
sono i sistemi di trasmissione idrostatica
ad alta pressione acac
Luigino Pozzo,
coppiati a riduttori ad
presidente e
alte prestazioni.
fondatore di PMP
L’unione fa la forza
I
Industries
www.pmp-industries.com
16 | economia
nicchie trainanti
■ data center
così ai ‘cervelloni’
non viene la febbre
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
I signori del freddo
G
ià prima dell’inizio della
crisi, la strategia aziendale di Refrion ha riguardato sia lo sviluppo di prodotto, ampliando l’offerta
di impianti al settore industriale e ai data center, sia la
diversificazione dei mercati.
Oltre allo sbarco in Oriente,
infatti, Refrion si sta rafforzando in Europa. Ha da poco
creato una nuova azienda
commerciale con sede ad
Andover in Inghilterra, che
va ad aggiungersi a quelle
in Svizzera e Russia, e che
opera anche a livello internazionale per la sua particolare vocazione industriale. A
Londra la società friulana,
infatti, ha già firmato prestigiosi impianti come l’energy
centre del Parco olimpico
e quello del Sea Containers
House, uno dei più imponenti edifici situati sulla riva
sud del Tamigi.
sotto l’aspetto dell’innovazione
di prodotto, poi, Refrion è
impegnata per esempio nella
sostituzione dei gas Hfc dannosi per l’atmosfera, utilizzando per esempio l’anidride
carbonica, come anche
nell’ottimizzazione
della
gestione degli impianti attraverso il controllo da remoto.
Uno dei fronti di maggiore
interesse è, poi, il contenimento del consumo energetico degli scambiatori di calore, visto che l’interesse per
queste soluzioni sta crescendo anche in quei Paesi che
fino a oggi hanno goduto di
un basso costo dell’energia,
fattore che sta venendo sempre meno.
refrion - Prodotti innovativi e soluzioni personalizzate sono le chiavi del
successo del gruppo, ‘front runner’ nel settore del condizionamento.
S
oluzioni tecnologiche innovative e personalizzate per
consentire risparmi energetici e minore impatto ambientale. Tutto questo nel mercato del
condizionamento industriale si
traduce da molti anni con una
sola parola: Refrion. È il nome del
gruppo, con quartier generale a
Flumignano e sedi produttive
anche a Villa Santina ed Hermagor, che si conferma front runner
sulla scena internazionale, tanto
da prevedere quest’anno una crescita dei volumi attorno al 25 per
cento.
strategia di espansione
“Realizziamo macchinari ad
alto valore aggiunto per mercati
e clienti che vogliono la massima
■ commessa in giappone
Daniele Stolfo e
massimo De marco
patrimonio umano
Il gruppo Refrion, attivo dal
2002 inizialmente con il marchio
X-Change, attualmente occupa
quasi un centinaio di dipendenti.
Ha chiuso il 2013 con un fatturato
vicino ai 21 milioni di euro, mentre l’obiettivo per l’anno appena
iniziato è di raggiungere i 26 milioni, con un incremento quindi
del 25%, trend che nel primo trimestre è già stato confermato.
la forza di una media azienda
efficienza dagli impianti di condizionamento – spiega l’amministratore Daniele Stolfo – questa
strategia, sostenuta da forti invewww.ilfriuli.it
Un pezzo di Friuli sui tetti di Tokyo
R
efrion, già protagonista di
importanti commesse in Europa, ha messo a segno recentemente anche un importante
risultato in Estremo Oriente. Ha,
infatti, realizzato gli scambiatori
industriali di calore per la sede a
Tokyo della compagnia telefonica giapponese Ntt. Oltre a quello
del condizionamento, il settore
industriale si sta rivelando un
mercato interessante da aggredire, tanto che l’azienda friulana
ha messo in catalogo nuovi macchinari di potenza e dimensioni
adeguate alle richieste dei grossi
committenti orientali.
“Questo a conferma – commenta
l’amministratore Daniele Stolfo
stimenti nella ricerca e sviluppo
e la costante collaborazioni con
laboratori accademici, ci consente oggi di proseguire una strategia
di espansione”.
- che l’Oriente non va visto solo
come un territorio da temere,
ma come un’opportunità. A dimostrazione, inoltre, che l’industria italiana, nonostante tutte le difficoltà interne, rimane
competitiva nel mondo, a patto
del costante impegno sul fronte
dell’innovazione, come Refrion
fa da sempre”.
“Il successo della nostra azienda - aggiunge Stolfo, affiancato
dal direttore commerciale Massimo De Marco – è frutto dello spirito di squadra e di adattamento che siamo riusciti a
costruire all’interno del gruppo.
Essere proattivi e confezionare
soluzioni su misura è da sempre
la nostra carta vincente. Questo
vantaggio competitivo può essere mantenuto, però, solo se il
territorio, in particolare la pubblica amministrazione, prende
coscienza del ruolo oggi strategico svolto dalle medie imprese,
come la nostra, e agevola in ogni
maniera un percorso di crescita
internazionale”.
il [email protected]
ilfriuli
economia | 17
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
fincantieri - Continua il successo del gruppo, che ha presentato la nuova ammiraglia della flotta Princess
Cruises. Regal Princess consolida il primato dell’azienda di Monfalcone nel settore crocieristico.
nuove alleanze
■ altra (s)Commessa
la crociera
continua con msc
D
Principesse dei mari
E
’ pronta per solcare i mari
“Regal Princess”, la nuova
ammiraglia della flotta di
Princess Cruises, brand del Gruppo Carnival, primo operatore al
mondo del settore crocieristico.
Presentata l’11 maggio scorso,
presso lo stabilimento Fincantieri
di Monfalcone, con la costruzione di “Regal Princess” Fincantieri consolida il suo primato nella
realizzazione delle navi passeggeri più grandi della storia della
cantieristica italiana. Conta ben
1.780 cabine, di cui 1.438 dotate di
balcone (l’81% del totale), potendo
ospitare a bordo 4.200 passeggeri, per una capacità totale di oltre
5.600 persone, compreso l’equipaggio.
sono innovative per il lay-out e le
performance d’avanguardia, ma
anche perché recepiscono tutti i
più recenti regolamenti in mate-
dall’alaska all’australia
La nave potrà adattarsi a tutti i possibili profili di crociera,
operando dall’Alaska all’Australia, anche in aree a navigazione limitata per la salvaguardia
dell’ambiente. ‘Regal Princess’ è
la trentaduesima nave da crociera
costruita dal cantiere di Monfalcone e la quattordicesima per il
solo brand Princess Cruises.
a prova di futuro
Con le sue 141.000 tonnellate
di stazza lorda, 330 metri di lunghezza e oltre 38 di larghezza, la
nuova unità è infatti la più grande
nave mai costruita da Fincantieri,
insieme alla gemella “Royal Princess”, consegnata lo scorso anno
sempre dallo stabilimento di
Monfalcone, e rientrano entrambe nella “top ten” mondiale delle
navi da crociera più grandi.
“Regal”, come “Royal”, rientra
in una classe di navi prototipali
che guarda al domani. Caratterizzate innanzitutto da un
nuovo approccio progettuale “a
prova di futuro” (“future-proof
design”), queste navi non solo
ria di grandi navi da crociera. Tra
i capisaldi di questa tendenza ci
sono l’utilizzo razionale degli
spazi, con l’obiettivo di evitare
ogni spreco di stazza che porterebbe a un aumento dei costi di
esercizio, e il risparmio energetico per la riduzione delle emissioni in aria e in acqua.
[email protected]
al 1990 a oggi Fincantieri
ha costruito 65 navi da
crociera, di cui 42 dal 2002.
Anche questi numeri fanno di
Fincantieri, erede della grande tradizione italiana in campo navale, uno dei gruppi cantieristici più grandi al mondo.
In questi giorni MSC Crociere
e Fincantieri hanno presentato i dettagli di una commessa
per la costruzione di due nuove navi da crociera, più un’ulteriore unità in opzione.
‘Seaside’, così si chiama il
nuovo prototipo di nave, sarà
la più grande nave da crociera
mai costruita da Fincantieri
e presenterà caratteristiche
all’avanguardia e uniche nel
panorama della cantieristica
navale nel mondo. Sarà dato
così il via ad una vera e propria
generazione di navi da crociera capaci di riscrivere le regole
dell’architettura del settore.
le due nuove navi prevedono
un investimento di 700 milioni
di euro ciascuna. La consegna
all’armatore Gianluigi Aponte avverrà in due momenti diversi: la prima a novembre del
2017, la seconda a maggio del
2018. Lunghe 323 metri, larghe 41 e alte 70, le nuove unità
avranno una stazza lorda di
154mila tonnellate, potranno ospitare quasi 5mila e200
passeggeri più 1.413 membri
dell’equipaggio e saranno dotate di 2mila e 70 cabine per gli
ospiti, 759 per lo staff di bordo
e 43mila e 500 mq di aree pubbliche a disposizione.
Grazie alla struttura innovativa e alla versatilità, le nuove
unità potranno attraccare nei
porti di tutto il mondo.
■ la presentazione
Tutti i vip a bordo
E
’ stata da tappeto rosso la
sfilata di notabili che ha
partecipato alla presentazione della “Regal Princess”.
Alla cerimonia erano presenti
tra gli altri, il Presidente del
Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, il Presidente della
Regione Friuli Venezia Giulia,
Debora Serracchiani, il Vice
Ministro allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, il
Sottosegretario di Stato alla
Giustizia, Cosimo Maria Ferri, e per Fincantieri l’Amministratore Delegato Giuseppe
Bono e il Presidente Vincenzo
Petrone.
L’ad Giuseppe Bono, matteo
Renzi e Debora Serracchiani
18 | economia
le proprietà
■ fonte di benessere
Un vero prodotto
della natura
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
Primo blog tour
dentro l’azienda
Goccia di carnia - Grande successo
per la tappa inaugurale dell’iniziativa
‘4gocce in tour’, che ha portato
15 visitatori alla scoperta dello
stabilimento e del territorio.
“Q
G
occia di Carnia è
un prodotto della natura di altissima
qualità, fonte di salute e
benessere che viene bevuta pura, esattamente
come all’origine. Sgorga a 1.370 metri di quota nel cuore delle Alpi
Carniche dalla fonte di
Fleons, riparata da estesi boschi di larici che ne
proteggono l’equilibrio
ambientale e la purezza.
Grazie alle proprietà naturali
e organolettiche, Goccia
di Carnia contribuisce
al benessere. Goccia di
Carnia, infatti, disseta perfettamente
l’organismo,
favorisce la diuresi
e l’eliminazione
delle tossine, ha
un bassissimo
contenuto
di
sodio (1,0 mg/l)
ed un livello di
nitrato molto
basso (soli 2,0
mg/l). E questo
è un importan-te indicatore di
assenza di inquinamento.
uando dici Goccia di
Carnia, dici Friuli Venezia Giulia”: le ormai storiche “4 gocce di salute” non sono
solo simbolo della purezza e della
bontà dell’acqua ma anche del radicamento dell’azienda con il proprio territorio.
bloGGer a forni avoltri
Goccia di Carnia ha recentemente organizzato la prima tappa di
#4gocceintour: 15 persone tra blogger, igers e giornalisti hanno potuto
conoscere da vicino azienda e prodotto e hanno vissuto i luoghi, il territorio e la tipicità del Friuli Venezia
Giulia. Non solo una visita guidata
allo stabilimento immerso nei boschi sopra Forni Avoltri e alla linea
di imbottigliamento, ma un’esperienza alla scoperta della Carnia.
L’azienda si è trasformata così
primo in primo attore per la valo
valorizzazione del territorio: Goccia di
Carnia ha coinvolto i blogger (che
arrivavano dalla regione e soprat
soprattutto da Lombardia e Veneto) e ha
fatto loro vivere la montagna in tutti
i suoi aspetti e quindi natura, storia,
ospitali
sentieri, rifugi, ma anche ospitaligior
tà, piatti e prodotti tipici che i giornalisti hanno raccontato in tempo
reale con l’ashtag#4gocceintour
sui canali social, sui loro blog che
parlano di turismo, enogastronomia, viaggi, attualità e sul magazine online PaperProject che raccoglierà l’intera storia.
Nell’organizzazione del tour è
stata coinvolta l’Agenzia regionale TurismoFVG che, da sem-
pre molto attiva per la promozione
turistica su tutti i canali online, ha
contribuito alla scelta dei blogger.
La collaborazione con Goccia
di Carnia è ormai radicata visto
che l’azienda di Forni è stata la
prima ad avere su ogni etichetta
di prodotto il logo “FriuLIVEnezia Giulia”, strumento strategico
e innovativo di marketing territoriale e di promozione del territorio dentro e fuori la regione.
“Il blogtour è un’attività di
comunicazione in cui crediamo
molto proprio per le caratteristiche del marchio – spiega il presidente Lorenzo Snaidero –. La
ricchezza di Goccia, infatti, non
è racchiusa solo nelle proprietà
dell’acqua, ma anche nell’attaccamento fortissimo tra il prodotto e la terra, tra il marchio e
le persone che lo scelgono. Volevamo trovare nuovi modi per
raccontare Goccia di Carnia: la
via più giusta per farlo è raccontare il suo territorio”.
attenzione ai clienti
Inoltre, accanto al vino, il Fvg è anche tanti altri prodotti: cereali, formaggi, salumi, ortaggi. Quest’evento
vuole essere un ulteriore step verso
il passaggio di consegne al Consorzio delle Doc del Fvg che sempre
più spesso si troverà a coordinare
manifestazioni di questo genere.
Attualmente la Regione e il Consorzio sono al passo con i mercati e
l’imperativo è ora non fermarsi: forse, anche per i produttori è arrivato
il momento di mettere al centro dei
discorsi non solo la cantina, l’uva o
l’etichetta delle proprie bottiglie, ma
le potenzialità dei loro clienti”.
[email protected]
■ partner importante
Grandi eventi, sport e salute in primo piano
G
occia di Carnia c’è e intende essere sempre più attiva
per rafforzare quella relazione
unica con il consumatore fatta di immediata condivisione,
fedeltà e coinvolgimento emotivo.
Goccia di Carnia è partner
di importanti eventi in regione
come il Friuli DOC, il Far East
Film Festival, la Maratonina di
Udine, il Rally delle Alpi Oriental; è partner e fornitore ufficiale di Azalea Promotion, la più
importante società del nordest
che organizza concerti e grandi
eventi e del CSS Teatro Stabile
di Innovazione FVG per la produzione di Topochef, l’applauditissimo spettacolo che insegna l’educazione alimentare ai
bambini.
e ovviamente, secondo il perfetto
binomio acqua e salute, Goccia di Carnia sostiene lo sport
con importanti partnership: è
mainsponsor di Udinese Aca-
La fonte
demy, il progetto di Udinese
Calcio che mira a prendere per
mano i giovani calciatori sin
dal loro primo approccio e a
farli crescere attraverso allenatori altamente qualificati. È
sponsor di Daniele Molmenti,
il canoista campione olimpico alla 30a Olimpiade (Londra
2012), di Giuseppe Montello,
giovane promessa e campione
italiano juniores di biathlone
della Polisportiva Graphistudio
Tavagnacco (calcio femminile).
PERCHÉ MERITA
ARIA DI QUALITÀ
ReliaSENS, IL SISTEMA DI MONITORAGGIO
AMBIENTALE IN CLOUD COMPUTING
ambientale che utilizza strumentazione tecnica di
• Ideale per il monitoraggio di aree urbane,
vie di traffico e cantieri
ultima generazione e ad alta precisione.
• Compatto, adatto ad ogni tipo di installazione
Questo sistema raccoglie ed analizza i parametri
• Disponibile in soluzione a noleggio
Eurotech ha realizzato un sistema di monitoraggio
dell’aria e, grazie alla tecnologia Cloud, crea
un’efficiente rete di monitoraggio.
• Gestione dati in tempo reale
Grazie alle sue dimensioni compatte (18x36x15 cm),
l’installazione è possibile su pali della luce e
strutture esistenti.
Per maggiori informazioni visitare il sito
www.eurotech.com
20 | economia
Il bIlancIo
■ I datI
I numeri del pareggio
www.ilfriuli.it
Il futuro comincia
dalla tecnologia
Friuli Innovazione è il serbatoio
ideale per ospitare nuove imprese
e supportare la nascita di startup.
I
dati recentemente presentati all’Assemblea dei soci
evidenziano un sostanziale
pareggio finanziario e una
crescita dei ricavi da contributi su bandi europei (+ 11%)
rispetto all’anno precedente. In contrapposizione si è
invece registrato un -23% di
ricavi da progetti regionali,
in assenza di nuovi bandi
su cui Friuli Innovazione
potesse presentare proposte
per iniziative di trasferimento tecnologico, ricerca industriale e supporto all’imprenditorialità. In aumento
anche i ricavi per servizi agli
insediati (+18%) e i ricavi da
commesse per consulenze
e incarichi al Laboratorio di
Metallurgia (+16%).
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
I
l Parco Scientifico e Tecnologico Luigi Danieli di Udine è una
realtà dinamica che è stata creata nel 2005 all’interno della Ziu per
ospitare imprese innovative e supportare la nascita di startup ad alto
contenuto tecnologico, avendone
create finora quasi una quarantina,
che impiegano quasi 200 persone
altamente qualificate.
Negli anni, Friuli Innovazione,
che è l’ente gestore del Parco, ha
ampliato l’offerta di servizi rivolti sia alle imprese residenti – oggi
24 – che a quelle del territorio, che
possono rivolgersi all’ente di ricerca friulano per trovare competenze specifiche, attivare progetti di
ricerca congiunti con l’università,
cercare finanziamenti e avere un
supporto nella stesura di idee progettuali da presentare su bandi regionali, nazionali o europei.
I dati di bilancio del 2013 sono
particolarmente significativi e fotografano una situazione di continua
crescita delle iniziative attivate a favore delle imprese e soprattutto degli aspiranti imprenditori, che con
l’aiuto dell’incubatore Techno Seed
posso intraprendere un percorso in
cui vengono affiancati da esperti
che li aiutano nella creazione della
propria startup.
un anno ImpegnatIvo
“ Il 2013 è stato un anno estremamente impegnativo – sottolinea
il direttore Fabio Feruglio –: abbiamo accresciuto le attività svolte
a favore delle imprese, abbiamo finito i collaudi e inaugurato i nuovi
edifici del Parco con cui arriviamo
a 6.400 mq di superficie coperta
e siamo stati tra i primi in Italia
a certificare il nostro incubatore
d’impresa Techno Seed in base alla
legge 221/12. Negli ultimi giorni il
Comune di Udine, che è tra i nostri
soci, ha approvato l’abbattimento
dell’Imu per le startup innovative
e gli incubatori certificati. Si tratta
di un’iniziativa che apprezziamo
molto, che dà forza all’auspicato
processo di rendere maggiormente
competitivo il nostro territorio facendo di Udine un hub del capitale
intellettuale e dell’innovazione”.
ilfriuli
economia | 21
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
ta nelle provincie di Pordenone,
Udine, Trieste, Venezia, Belluno e
Treviso. Il gruppo commercializza articoli per imprese ma anche
indirizzate all’acquirente privato
come finiture, arredo bagno, ceramiche, rivestimenti, ferramenta,
serramenti e porte, stufe e caminetti, con marchi tra i più prestigiosi del settore.
zanutta Fadalti - L’azienda familiare nata negli anni ’50
a Carlino è oggi il più grande gruppo del Triveneto per la
produzione e vendita di materiali per l’edilizia e l’arredo.
divisioni specializzate
Realtà in espansione
D
a piccola azienda familiare attiva nel commercio di
prodotti agricoli, a leader
nella fornitura di materiali per
l’edilizia, con 19 sedi tra Friuli Venezia Giulia e Veneto per un totale
di 250 dipendenti e un fatturato di
60 milioni di euro.
La storia della Zanutta srl comincia negli anni Cinquanta a Carlino,
in provincia di Udine, con la vendita di concimi, sementi e solfati per
conto del Consorzio agrario. Nel
corso degli anni l’impresa si converte al mercato dell’edilizia, diventando produttore e rivenditore
di articoli per le costruzioni e per
l’arredo. Aprono le sedi di Muzzana del Turgnano, Pocenia, Trieste e
Feletto, l’azienda si specializza nella
produzione di solai e tetti in legno,
nella lavorazione del ferro per costruzioni edili e nella fornitura di
finiture per la casa.
Nel 2012 la Zanutta realizza un
ulteriore balzo in avanti con l’acquisto della Fadalti spa, storica impresa sacilese specializzata nello
stesso settore.
per imprese e privati
Oggi la Zanutta-Fadalti è una
realtà solida e in continua espansione, leader in Triveneto dove è
presente con filiali e punti vendi-
Ha divisioni specializzate dedicate alla termoidraulica, all’impiantistica, ai sistemi di riscaldamento e di condizionamento che
raccolgono alcuni dei prodotti oggi
più all’avanguardia sul mercato.
Nel campo dell’edilizia ZanuttaFadalti è produttrice certificata
di coperture in legno e di gabbie
e armature in ferro. Con la recente acquisizione della Prebag srl di
Treviso, azienda specializzata nella costruzione di case in legno, il
gruppo punta a crescere anche nel
settore della bioedilizia, un comparto molto promettente nell’ambito del mercato abitativo. Nel
frattempo proseguono i piani di
allargamento del gruppo che prevede di aprire un’altra nuova filiale
a Venezia entro poche settimane.
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MESSAGGIO PROMOZIONALE. IN CASO DI SOSPENSIONE, LA DURATA DEL FINANZIAMENTO VERRÀ AUMENTATA PER UN NUMERO DI MESI PARI A QUELLI DI SOSPENSIONE. TALE MAGGIORE DURATA IMPLICA UN MAGGIOR ESBORSO COMPLESSIVO DI INTERESSI; IN CASO DI VARIAZIONE DELLA RATA, LA RIDUZIONE DELLA RATA MENSILE DETERMINA UN ALLUNGAMENTO DEL PIANO DI AMMORTAMENTO INIZIALE, IMPLICANDO UN MAGGIOR ESBORSO COMPLESSIVO DI INTERESSI. L’OPZIONE DI VARIAZIONE DELLA RATA PUÒ ESSERE ESERCITATA SOLO DECORSI
12 MESI DALL’AVVIO DELL’AMMORTAMENTO. PUÒ ESSERE ESERCITATA SOLO UNA DELLE DUE OPZIONI E UNA SOLA VOLTA NEL CORSO DEL FINANZIAMENTO. PER TUTTE LE ALTRE CONDIZIONI RELATIVE AL FINANZIAMENTO E ALLE CONZIONI DI FLESSIBILITÀ CONSULTARE I FOGLI
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22 | la tipografica
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | il­friuli
la tipografica - Da quasi sessant’anni l’azienda di
Campoformido si occupa di stampa. Oggi sfida la crisi
puntando su innovazione e affidabilità.
Famiglia in alta qualità
C
orreva l’anno 1957 quando nasceva a Basaldella
di Campoformido La Tipografica, per volontà dei due
soci fondatori - Enzo e Adelchi
Coloricchio - che iniziavano la
nuova attività con i mezzi d’allora: i caratteri mobili e la stampa
tipografica. Da allora – l’azienda
si prepara a festeggiare i 60 anni
– il testimone è passato ai figli
Antonio, Alessandro e Anna.
La filosofia che guida La Tipografica nel mercato del lavoro,
però, è rimasta immutata: rispetto del cliente, affidabilità e
risultati eccellenti sono i punti
di forza irrinunciabili.
La Tipografica è specializzata nella stampa, dalle brochure
agli annual report per le aziende, ma anche i classici depliant,
mailing e libri, cataloghi, listini, manifesti e stampa digitale.
Non mancano poi i servizi di
prestampa grafica e fotoritocco
delle immagini.
progetti in rete
“Oggi la passione e l’etica
professionale sono le stesse di
un tempo, mentre i costanti aggiornamenti tecnologici ci con-
sentono di rimanere sempre al
passo coi tempi – commentano
i titolari -. A tal proposito la nostra scelta lavorativa si è orientata verso una macchina da
stampa a 10 colori Heidelberg,
di nuova generazione. Riusciamo inoltre ad ottenere una gamma cromatica molto più vasta,
prercisa ed ineccepibile, incontrando ogni esigenza del cliente: anche il più scrupoloso. Abbiamo voluto sfidare i momenti
di crisi, per essere competitivi
economicamente e tempestivi nelle realizzazioni dei lavori
commissionati. Sempre attenti
all’evoluzione del mercato, abbiamo oggi un supporto in più:
la nuova Heidelberg Linoprint,
una macchina digitale in grado
di poter dare un servizio a 360°,
sia nelle grandi tirature che nelle piccole”.
La nuova frontiera dell’attività
de La Tipografica sta sulla Rete,
sia sotto forma di e-commerce
sia come Social Media Marketing. L’azienda perciò mette a
disposizione un servizio web,
per poter soddisfare ogni esigenza di comunicazione aziendale, con l’intenzione di dare
una coerenza grafica (una sorta
di ‘filo conduttore’) a tutti i progetti di ogni singolo utente.
[email protected]
amici dell’ambiente
■ bollino verde
materie prime certificate
La Polismedica di San Vito al Tagliamento
(PN) è uno dei primi poliambulatori a livello nazionale ad aver investito sulla medicina sociale ovvero ad aver impostato i
tariffari di alcune specialistiche accessibili a tutte le fasce di reddito.
Effettuare alcune visite specialistiche presso le strutture pubbliche comporta spesso
attese importanti per il paziente mentre le
stesse prestazioni superano abbondantemente i 100 euro di costo optando per
una visita specialistica privata.
Polismedica, mantenendo i livelli della
qualità e della professionalità raggiunti,
ha deciso di allineare il proprio tariffario
delle VISITE OCULISTICHE all’esborso previsto per il ticket, 39 euro, garantendo nel
contempo liste d’attesa estremamente
brevi grazie al coinvolgimento di più professionisti del settore.
Il progetto nasce per rispondere al bisogno crescente di una medicina specialistica a costi accessibili in un momento
storico in cui la crisi economica ha pesantemente colpito i bilanci familiari. A
coordinare il progetto in Oculistica (dalla
visita specialistica alla perimetria, dalla
visita oculistica pediatrica alla visita ortottica) è il dott. Maurizio Della Sala.
Considerato l’elevato gradimento dell’
utenza che si rivolge al Poliambulatorio
un po’ da tutta la Regione, al progetto
“medicina sociale” si affiancheranno
presto altre specialistiche a partire dalla
Dermatologia i cui tariffari saranno allineati al ticket ospedaliero dal 1° luglio.
Via Rosa, 18/1 San Vito al Tagliamento (PN) Tel. 800 589 700
[email protected] - www.polismedica.it
Negli ultimi anni cresce
ovunque la sensibilità per i
temi ambientali e
si guarda con maggiore
attenzio-ne alle iniziative
messe in atto dalle
imprese per con-servare le risorse
della Terra.
La volontà della Tipografica è
quella di mettere
in atto un programma
completo di supporti cartacei,
risorse e strumenti web per
aiutare i clienti a identificare
le carte più idonee e il modo
più corretto per poter stampare nel rispetto dell’ambien-
te. Grazie a queste scelte, La
Tipografica ha ottenuto due
importanti certificazioni. La
più importante è la FSC, Forest Stewardship Council, è il
principale meccanismo di garanzia sull’origine
del legno o della
carta, che attesta
che la materia prima usata proviene
da foreste dove
sono rispettati dei
rigorosi standard
ambientali, sociali
ed economici. Con
la
certificazione
F S C le tipografie – solo 15
in Italia hanno ottenuto l’importante risultato - possono
dimostrare ai clienti il proprio
impegno verso la salvaguardia ambientale.
24 | fRecce TRicoLoRi
le novità
■ sullo smartphone
Dopo Rivolto
e Pordenone, potremo
vedere piloti e aerei
in azione a Lignano,
Trieste e Grado
L
■ entro il 2017
aermacchi va
in pensione
N
ovità in arrivo nel prossimo
futuro per la Pan, anche se
per vederle all’opera si dovrà
attendere il 2017. L’Aermacchi MB-339, il velivolo in dotazione alle Frecce Tricolori,
infatti, andrà in pensione tra
quattro anni. Lo ha annunciato a Rivolto l’ex-ministro
della Difesa, Mario Mauro,
che ha precisato che l’attuale velivolo delle Frecce ‘’sarà
sostituito entro il 2017 con il
nuovo M-345 HET che consentirà alla nostra Pattuglia
di continuare a fare meraviglie in giro per il mondo’’. Il
nuovo modello è costruito
sempre dall’azienda Alenia
Aermacchi, del gruppo Finmeccanica, ed è quindi sempre degna rappresentazione
della produzione industriale
italiana.
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
La Pattuglia acrobatica nazionale, con base a Rivolto, rappresenta al massimo i valori di professionalità
e dedizione cari a tutti i friulani.
tutto in un’app
a Pattuglia acrobatica nazionale fa ufficialmente il
suo ingresso nel mondo delle
applicazioni per dispositivi
mobili: è stata infatti pubblicata l’App gratuita “Frecce
Tricolori” per smartphone,
iPhone, iPad e tablet, che
permetterà di ricevere informazioni sul Team acrobatico,
dalla descrizione del velivolo alle schede piloti, fino alle
news. L’app include tutte le
ultime notizie sull’Aeronautica militare e le informazioni
sulle esibizioni e i sorvoli che
vedranno impegnate le Frecce. Una scheda è interamente
dedicata all’aereo, mentre i
piloti sono presentati, uno per
uno, in un’altra sezione. Molto
bella e completa la parte dedicata alle figure che permette
al visitatore di accedere agli
schemi di volo e alle informazioni sugli aerei impegnati,
con tanto di collegamento ai
video. In un’altra sezione sono
segnalati gli eventi che vedono protagonista la Pan e tutte
le news sul team acrobatico.
www.ilfriuli.it
Sulle ali dell’emozione
P
ordenone, Lignano Sabbiadoro, Trieste e Grado.
Sono le quattro località
nella nostra regione che, nel cor
corso di quest’anno, potranno gode
godeofferre dello spettacolo offer
to dalle Frecce tricolori,
comandate dal maggiore
Jan Slangen. Si tratta di un vero motivo
d’orgoglio per il Friuli
PatVenezia Giulia ospitare la Pat
tuglia Acrobatica Nazionale, che
rappresenta la massima espressione di quei valori di professionalità, spirito di squadra e dedizione che sono quotidianamente
incarnati da tutti gli uomini e le
donne dell’Aeronautica Militare
che operano al servizio del Paese. Valori che la Pattuglia, vero e
proprio simbolo dell’identità nazionale, contribuisce a diffondere attraverso le sue spettacolari
esibizioni in campo nazionale
ed estero.
volare in italia...
“Le Frecce Tricolori, grazie ad
un intenso e continuo addestramento, costituiscono un insieme
armonico nel quale tutte le componenti si muovono ed interagiscono all’unisono per eseguire
il programma di volo alla per-
fezione e in piena sicurezza” ha adunata nazionale degli alpini.
detto il generale di brigata aerea Il 31 maggio ci sarà un’esibiClaudio Salerno, Capo dell’Uf- zione a Lignano Sabbiadoro e,
ficio Generale per la Comunica- il giorno successivo, è prevista
zione dell’Aeronautica Militare. partecipazione al Trieste air
“In tal senso, esse rappresentano show. L’ultimo appuntamento
le capacità e l’impegno di tut- per vendere le Frecce Tricolori
to il personale e i reparti
nei cieli della regione sarà
dell’Aeronautica Militail 17 agosto, in occasiore, un’unica squadra
ne del Gorizia Grado
che si addestra e
Air Show.
opera ogni giorno
...e in europa
per garantire la
sicurezza dei citLe tappe eurotadini italiani.”
pee degli Mb 339
Il programma
Pan serviranno
della
Pattuglia
a rappresentare
acrobatica naziol’eccellenza
itanale per il 2014 è staliana nel settore aeto ufficializzato dallo
ronautico nell’ambito
Stato maggiore dell’AeJan
ronautica militare: 20 gli
Slangen di reciproci scambi con
le altre Nazioni. Francia,
appuntamenti, tra sorvoli
ed esibizioni vere e proprie, che Regno unito, Belgio e Svizzera
si dipaneranno soprattutto in sono le tappe previste in occaItalia con 15 date, mentre altre sione delle celebrazioni per la
cinque esibizioni si terranno in fondazione delle rispettive forze
altrettanti Paesi europei. Dopo aeree o di eventi internazional’evento del I° maggio, quando li di altissimo livello, come nel
la formazione ha effettuato l’ul- caso dell’esibizione del 9 luglio
timo addestramento acrobatico a Fairford, in Gran Bretagna, per
prima dell’inizio della stagio- Royal international air tattoo, a
ne, sul prato dell’Aeroporto di conferma di quanto sia elevato il
Rivolto, gli aerei della Pan han- livello della Pattuglia.
no volato sopra Pordenone l’11
[email protected]
maggio in occasione della 87a
ilfriuli
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consiglio regionale | 25
Cinquant’anni di autonomia
Un viaggio che dura da mezzo
secolo e che ha la sua prima origine
nel Patriarcato di Aquileia
A Palazzo Oberdan a Trieste si è celebrato
il cinquantesimo anniversario della prima
seduta dell’Assemblea regionale, per
onorare l’Istituzione e coloro che
l’hanno incarnata nei vari ruoli e livelli
di responsabilità, costruendo una
preziosa eredità.
vano le cronache. I 61 neoeletti
consiglieri giurarono nella sala
del Consiglio comunale di Trieste,
sotto la presidenza temporanea del
più anziano, il socialista De Sandre di Sacile, che fu affiancato
dal iberale Trauner di Trieste e il
comunista Jarc di Gorizia. Doro
desi
De Rinaldini, il candidato desiCristia
gnato dalla Democrazia Cristiana, triestino, con 34 voti ottenne
la presidenza e pronunciò un
discorso poco politico, ma molto
umano, col quale egli richiamò
l’attenzione dell’Assemblea sui doveri fondamentali dei consiglieri.
“Ricordiamoci di essere uomini
- disse -. Rispettiamoci. Ci troviamo divisi da molte cose, ma siamo
tutti, indistintamente, la risultante
della volontà politica espressa dai
concittadini della nostra regione. È
per il bene di questa che dobbiamo
lavorare”.
N
ell’Aula del Consiglio regionale, nel palazzo di
piazza Oberdan 6 a Trieste, il presidente Franco Iacop
- leggendo il messaggio inviato
dal presidente della repubblica
Giorgio Napolitano - ha aperto
la cerimonia per il cinquantesimo anniversario della prima seduta dell’Assemblea regionale,
che si tenne nella sala del Consiglio comunale del capoluogo il 26
maggio 1964. Un anniversario per
celebrare, alla presenza del presidente della Corte costituzionale
Gaetano Silvestri, un’Istituzione
e coloro che l’hanno incarnata nei
vari ruoli e livelli di responsabilità,
costruendo una preziosa eredità.
radici lontane
ospiti illustri
Il presidente Iacop, per l’esordio
del suo intervento, ha scelto le parole pronunciate quel 26 maggio
1964 dal primo presidente, Doro
de Rinaldini, e ha concluso richiamando il messaggio augurale del
vescovo di Trieste, mons. Santin,
alla vigilia dell’insediamento. Due
parentesi di cronaca storica entro
le quali il presidente ha ripercorso
i passi di un viaggio che dura da 50
anni, ma che ha radici lontane, in
Aquileia romana e nel Patriarcato,
antesignano della dimensione europea e internazionale di queste
terre, senza dimenticare il Parlamento del Friuli.
Nell’Aula, insieme ai presidenti del Consiglio e della Corte costituzionale sedevano anche la
presidente della Regione Debora
Serracchiani, Rino Bianchini che
fu consigliere regionale di quella
prima legislatura, e il rappresentante della Consulta degli studenti Francesco Togniato. Durante
la cerimonia sono stati ricordati
quei fondamentali momenti di 50
anni fa che sancirono la nascita
effettiva della Regione Autonoma
Friuli Venezia Giulia. Dopo Sicilia, Sardegna, Trentino-Alto Adige
e Valle d’Aosta, cominciava “un
nuovo capitolo di storia al confine
orientale d’Italia”, come riporta-
[email protected]
■ il messaggio
www.ilfriuli.it
Il Presidente Napolitano saluta la nostra storia
la partecipazione. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, attraverso
il Segretario generale della
presidenza della Repubblica,
Donato Marra, ha inviato al
presidente del Consiglio regionale un telegramma nel quale
rivolge “un cordiale partecipe
saluto” indirizzato anche “a
tutti i membri del Consiglio,
alle autorità e a tutti i cittadini
intervenuti alla celebrazione”.
nel testo del messaggio si ricorda
che “le comunità della vostra
regione sono state particolarmente segnate dalla lunga
stagione dell’emigrazione e
dagli esiti dell’ultimo conflitto
mondiale, che ha portato una
dolorosa divisione nel terri-
torio e ha ritardato la stessa
definizione
dell’autonomia
speciale”.
“Grazie a essa e all’impegno
delle popolazioni della Regione è stato possibile superare le
tragedie e le difficoltà del passato e instaurare un dialogo
costruttivo e una felice convivenza tra le diverse comunità
etniche e linguistiche”.
giorgio
napolitano
26 | consiglio regionale
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La StorIa
Franco Iacop, presidente del
Consiglio regionale, ha commentato
passato, presente e futuro di una
regione ‘speciale’.
■ daL 26 maggIo 1964
a ogni epoca
la sua caratteristica
I
l presidente Franco Iacop
nel suo intervento durante la
celebrazione dei 50 anni dalla
prima seduta del Consiglio regionale, ha fatto riferimento
al discorso pronunciato dal
primo presidente, Doro de Rinaldini. Il presidente Jacop ha
ripercorso i passi di un viaggio
che dura da cinquant’anni,
ma che ha radici lontane, nel
Patriarcato aquileiese, antesignano della dimensione europea e internazionale di queste
terre, senza dimenticare il Parlamento del Friuli. Un percorso
delineato per sottolineare che
l’autorevolezza dell’istituzione
regionale non può alimentarsi
solo dei successi del passato,
ma va costruita disegnando e
gestendo un quadro moderno
di riforme che siano espressione autentica dell’autonomia e
della specialità.
“La nostra forza
sta nell’impegno”
P
“Negli ann ’60 - ha detto Jacop
- sono stati creati gli strumenti per togliere questa regione
da situazioni di forte disagio
economico e sociale, per farla
divenire una delle più avanzate in campo nazionale ed
europeo, con il concorso del
mondo economico e imprenditoriale, delle istituzioni, di
tutte le parti sociali, delle minoranze etnico-linguistiche,
delle comunità religiose, del
grande mondo delle associazioni e del volontariato. Lo
spirito unitario e cooperativo
in ambito locale e regionale e
nel rapporto leale e costruttivo tra Comuni, Regione, Stato
e Comunità internazionale ha
reso possibile gestire l’emergenza del terremoto del 1976
e, negli anni successivi, quella
che a buon diritto potremmo
chiamare l’epopea della ricostruzione, e poi consolidare il
processo di sviluppo economico e dei servizi alla persona,
collocare stabilmente la Regione sulla scena internazionale,
esercitare con responsabilità
e sussidiarietà l’autonomia, la
specialità e il federalismo”.
er celebrare il cinquantesimo anniversario della prima
seduta del Consiglio regionale, il presidente Franco Iacop ha
ripercorso i passi di un viaggio che
dura da cinquant’anni. “Ma l’autorevolezza dell’istituzione regionale
non può alimentarsi solo dei successi del passato – ha sottolineato
Jacop -, va invece costruita disegnando e gestendo un quadro moderno di riforme che siano espressione autentica dell’autonomia e
della specialità; per chiedere infine
che lo Stato consenta di esprimere
tutte le nostre potenzialità”.
Presidente Iacop, qual è il filo che unisce questi 50 anni di attività del Consiglio regionale?
“Sono stati anni durante i quali
con impegno, lungimiranza, passione, senso di responsabilità, spirito riformatore, senso della comunità sono stati affrontati i problemi
veri del confine orientale della Venezia Giulia e le laceranti divisioni
ricomposte con il diffondersi dello
spirito europeista”.
Qual è il presente dell’autonomia?
“In questa Aula abbiamo sempre
creduto nei principi fondamentali
della Carta costituzionale: l’autonomia, le minoranze linguistiche
e la sovranità nazionale limitata
dai trattati internazionali come il
trattato di Lisbona, che considera la sussidiarietà, la potestà legislativa regionale, le autonomie
territoriali e locali elementi costitutivi delle politiche nazionali ed
europee. L’autonomia, in quanto
principio fondamentale, non è
negoziabile. Essa, con le forme e
condizioni particolari che costituiscono la specialità, contribuisce a
perseguire gli interessi nazionali.
Nessun privilegio, quindi, bensì
applicazione avanzata dei principi
di sussidiarietà e della governance
multilivello”.
scussione sul piano costituzionale e
istituzionale?
“Pochi mesi fa, l’Aula si è espressa
in modo unitario in merito al processo riformatore in atto. Abbiamo
affermato che l’esigenza di riformare il quadro ordinamentale complessivo è ormai ineludibile; che
come regione Friuli Venezia Giulia
vogliamo contribuire allo sviluppo
del nostro Paese; che è possibile utilizzare bene l’autonomia e la specialità, ma che molto resta ancora
da fare; che non ci sono privilegi
da proteggere, ma solo voglia di lavorare e di crescere; che abbiamo
l’ambizione di essere un esempio
come tante volte è accaduto in questi primi cinquant’anni e chiediamo solo di essere messi nelle condizioni di farlo”.
Ci sono stati momenti in cui il Consiglio
regionale ha corso il rischio di ripiegarsi su se stesso?
“È successo quando forza innovativa, spinta riformatrice e lungimiranza hanno lasciato il passo
alla quotidianità e alla miopia e
quando l’interesse per la collettività è stato offuscato. E’ arrivato
il momento di scrivere un nuovo capitolo della storia di questa
Regione, rilanciando i valori di
cinquant’anni fa sul piano della modernità, dell’efficacia, della
semplificazione e della qualità della nostra azione”.
Non si tratta di un carico maggiore per
lo Stato, dunque?
“Condividiamo la necessità di
cooperare tra i diversi livelli di governo, però registriamo una situazione paradossale per cui, con legislazione statale ordinaria, per far
fronte alla grave crisi economica
e della finanza pubblica, vi è una
progressiva riduzione dei margini
di autonomia finanziaria regionale, che si traduce in forti vincoli
all’azione politica, mentre è proprio l’autonomia, se ben esercitata,
a contribuire al risanamento della
finanza pubblica, perché fa gravare su di sé oneri e responsabilità e
salvaguarda i principi della democrazia rappresentativa”.
Le opportunità che furono offerte alla
nostra regione più che ad altre, e che
oggi sono oggetto di grandi discussioni,
sono state messe a frutto?
“Tali opportunità erano e sono
preziose e, poiché il Paese si è profondamente trasformato rispetto
ad allora, può essere ragionevole affermare che tutte le Regioni
potrebbero avere una loro quota
di specialità, intesa come esercizio differenziato ed esclusivo di
funzioni sulla base di strumenti
pattizi con lo Stato, che esaltino il
principio di sussidiarietà secondo
il quale le decisioni, con connesse responsabilità, vanno prese al
livello più efficace e più vicino ai
cittadini. Assieme all’Amministrazione regionale siamo pronti ad accettare le sfide del tempo presente
con la nostra specialità da attuare
pienamente, ma anche da espandere: in questo è grande e decisivo
l’impegno della Commissione paritetica”.
Cosa pensa riguardo alle riforme in di-
[email protected]
28 | conSiglio Regionale
egionale
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| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
il nodo
La presidente della Regione,
debora
Serracchiani,
ha
partecipato alla celebrazione
dei 50 anni della specialità del
Fvg invitando a riflettere sui
cambiamenti che ci aspettano.
■ finanza pubblica
Stato-fvg: la partita
dei trasferimenti
I
l discorso della presidente Serracchiani ha spiegato i termini della finanza
del Friuli Venezia Giulia,
tra tributi propri, quote
erariali e contributi statali
speciali, e come la caduta
dei confini politici europei
imponga specifici strumenti di intervento. “Le nostre
imprese - ha detto - subiscono la concorrenza dei
Paesi vicini, dove vigono
regimi di tassazione più favorevoli”. Da ciò nasce l’importanza dell’introduzione
della cosiddetta fiscalità di
vantaggio.
“purtroppo negli ultimi anni
- ha proseguito il Govenatore - abbiamo assistito al
deteriorarsi del rapporto di
leale collaborazione con lo
Stato, con il mantenimento
in capo alla Regione delle
funzioni attribuite e una
contestuale ingente diminuzione delle entrate e della
capacità di spesa, conse-
Ovvero non fu solo la presenza
di tre ceppi linguistici a giustificare la scelta della specialità,
ma la particolare collocazione
geopolitica e la situazione economica. Ecco che l’autonomia
speciale dava la possibilità a coloro che avrebbero amministrato la Regione, di organizzarla
con maggiore elasticità di quella
derivante dagli Statuti di tutte le
altre Regioni italiane.
Debora
Serracchiani
“Pronti alle
sfide del futuro”
I
n occasione del cinquantenario del Friuli Venezia Giulia,
la presidente della Regione,
Debora Serracchiani, in Aula ha
pronunciato un discorso in cui ha
esortato a trasformare l’appuntamento dell’anniversario in un intenso momento di riflessione sul
passato, ma al contempo in uno
schietto esame delle sfide che ci
attendono.
tappe della Storia
Serracchiani con
il premier Renzi
guente alle manovre statali
di stabilizzazione della finanza pubblica. È stato così
violato il principio del congruo finanziamento della funzione da svolgere. Il
contributo richiesto al Friuli
Venezia Giulia per il risanamento della finanza pubblica è divenuto negli anni
sempre più rilevante”. Tanto
che la presidente è arrivata
ad affermare che le imposizioni statali “non son state
ragionevoli, perché sviluppate per tagli lineari e senza
la necessaria condivisione,
violando quindi il principio
di equità e di leale collaborazione”.
E del passato la Serracchiani
ha ripercorso le tappe che hanno
portato all’elaborazione prima e
all’approvazione poi del nostro
Statuto di specialità e autonomia.
geStione elaStica
“Quando si giunse all’adozione
dello Statuto, ci si rese conto che
non era solo la protezione delle
minoranze linguistiche a richiedere la specialità, ma che bisognava far riferimento agli interventi sociali ed economici che si
rendevano necessari per gestire
la nuova unità della Regione”.
SenSo di reSponSabilità
“Ma sia chiaro che la specialità
non va intesa come il godimento di un privilegio, bensì come
l’esercizio di una responsabilità: gestire meglio le competenze
contenendo la spesa. Cosa che la
Regione ha sempre fatto con virtuosità, come ad esempio dimostra il fare riferimento a un proprio Sistema sanitario regionale.
E secondo una vocazione europea riconosciuta a livello statale
con la legge n. 91 del 1991, che ci
ha dotati di strumenti che permettono di sviluppare la cooperazione economica e finanziaria
con l’Austria, i Paesi dell’Europa
centrale e balcanica, nonché con
l’Unione sovietica. La presidente
pensa che l’ampliamento “degli
indirizzi di quanto contenuto
nella legge 19/1991 possa costituire un importante e non formale aggiornamento della specialità regionale”.
■ eSempio concreto
La lezione del post-terremoto
Semplificazione. Oggi, ai tavoli
aperti con il Governo, la Regione
siede con lo spirito di chi vuole
chiarire quali siano gli strumenti di intervento attuali. “La Corte
costituzionale - ha sottolineato la
Serracchiani - ha ribadito la necessità che le misure di contenimento
della spesa per le autonomie speciali abbiano carattere transitorio”.
Dall’esperienza pur tragica del
terremoto del ‘76, infine, l’esempio concreto che il “federalismo
solidale” e responsabile funzio-
na. Lì dove lo Stato ha demandato
alla Regione che, a sua volta, ha
attribuito ai sindaci la competenza di “funzionari delegati”, con la
semplificazione delle procedure
di spesa e più rapide erogazioni dei
finanziamenti.
“Il federalismo, la devoluzione,
il decentramento politico - ha
concluso la presidente - devono
essere realizzati dando spazio al
dialogo, nel rispetto reciproco e
nella leale collaborazione tra i
poteri pubblici”.
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Specialità e solidarietà
A
chiudere la seduta celebrativa dei 50 anni dell'Assemblea regionale, si è tenuta
la lectio magistralis del presidente
della Corte costituzionale Gaetano
Silvestri, che ha sviluppato il tema
dell'autonomia speciale come risorsa costituzionale da valorizzare.
Silvestri ha quindi ripercorso la
storia della nostra Regione, ricordando come il primo periodo della
sua vita sembri essere contrassegnato da una prassi abbastanza
coerente al modello statutario e
che la specialità del Friuli Venezia
Giulia abbia giovato allo sviluppo dell'autonomia. Ma vent'anni
dopo, si osserva l’affermarsi di una
dannosa "filosofia dell'emarginazione" oscillante in modo ambiguo
tra la lamentosa protesta e un orgoglioso senso di separatezza. Un
atteggiamento abbastanza diffuso
tra le Regioni a Statuto speciale,
che vedevano ogni giorno decadere i titoli della loro antica nobiltà in
un presente "ordinario", poco rispettoso del loro lignaggio e che le
costringeva a confrontarsi con uno
Stato sempre centralista.
più politica, meno diritto
Nel periodo successivo, indicato come l'orizzonte di una nuova
specialità, sono state fatte molte riflessioni, sono state emanate molte
leggi, il Titolo V della Parte seconda
della Costituzione è stato profondamente modificato, gli stessi Sta-
oggettivo, le ragioni della specialità;
la diversificazione delle forme istituzionali, delle diverse normative e
delle organizzazioni amministrative
trova pertanto giustificazione nelle
peculiarità di ciascun territorio e di
ciascuna popolazione.
difendere il futuro
“Se le Regioni speciali e le Province autonome vogliono avere
un futuro, come è giusto che sia
- questo il monito del presidente
della Corte costituzionale - è necessario che valorizzino le loro
peculiarità, facendole diventare
componenti della ricchezza cultu
culturale e sociale della Nazione.
Il carattere fondamentale
democra
della nostra democrazia costituzionale è il
pluralismo, che riflette
isti
nell'ambito delle isticomposi
tuzioni una composizione complessa della
L'intervento del Presidente della Corte Costituzionale
la
società, che non si laha evidenzito il tema dell'autonomia come risorsa da
Gaetano
scia ridurre a uniformità
valorizzare.
Silvestri
pensate dall'alto, reclama
il riconoscimento dei diritti
tuti speciali hanno subito rilevanti la politica nella prevenzione dei fondamentali delle comunità e
modifiche, ma i problemi degli conflitti tra Stato e Regioni po- dei gruppi sociali, che si affiancaanni '80 sono rimasti aperti.
trebbe trovare un terreno di pri- no e integrano i diritti fondamenSenza soffermarsi nella riparti- vilegiata efficacia nel lavoro delle tali delle persone.
zione di competenza per materie, Commissioni miste paritetiche.
Come per le persone, i diritSilvestri si è limitato a rilevare la
“Le autonomie speciali - ha affer- ti fondamentali devono trovare
mancanza nell'ordinamento di mato Silvestri - proprio per la loro corrispondenza nei doveri, altretstrumenti preventivi di composi- peculiarità storica, per la particola- tanto fondamentali, di solidarietà
zione delle divergenze. Quale che re posizione e conformazione dei politica, economica e sociale sansia la sorte delle attuali proposte di territori, per la composizione etnica citi dalla Costituzione.
revisione costituzionale, è necessa- e linguistica delle comunità locaSpecialità - ha concluso Silverio che nei rapporti tra Stato e Re- li, non sono frutto di pura volontà stri riprendendo una citazione - fa
gioni vi sia in futuro più politica e politica o di accordi conclusi per rima con solidarietà”.
meno diritto.
ragioni contingenti e [email protected]
Una funzione più incisiva del- che. Esse contengono in sé, in modo
ilfriuli.it
La forza di una regione che
sta al centro dell'Europa
Fotografie e immagini che
ricordano le radici del Fvg
rapporti internazionali. Al termine della
solenne seduta si è svolto un breve momento
protocollare tra i vertici della Regione, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop
e la presidente della Regione Debora Serracchiani, e il presidente della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri. Al presidente Silvestri
è stata donata, tra gli altri presenti protocollari, anche la medaglia del Consiglio regionale
raffigurante la fondazione di Aquileia.
Il presidente Silvestri ha poi potuto incontrare le rappresentanze
delle Assemblee delle Regioni croate di Istria e litoreaneo-montana,
rispettivamente la vicepresidente Tamara Brussich e il presidente
Erik Fabijanic. Con loro anche Furio Radin, presidente dell'Unione
italiana, deputato al Sabor, il parlamento unicamerale croato, quale massimo rappresentante della Comunità Nazionale Italiana nel
seggio specifico ad essa riservato. In questa occasione, i vertici della
Banca Popolare di Cividale hanno invece donato a Serracchiani, Iacop
e Silvestri, la riproduzione della croce longobarda di Gisulfo, copia del
prezioso monile longobardo dell'VII secolo, coniata dalla banca nel
1986 in occasione del suo centenario di fondazione.
la mostra. Prima dell'apertura della seduta solenne il presidente del Consiglio Iacop, insieme al vicepresidente della Giunta Sergio Bolzonello, aveva inaugurato
la mostra "La Comunità regionale 19641968", organizzata dal Consiglio regionale
con la collaborazione del Craf di Lestans,
curatore Walter Liva. "Una mostra da vedere e far vedere", per la presidente del
Craf, Lucia D'Andrea. Un auspicio anche
di Bolzonello, che ha evidenziato quanto la mostra racconti di una
storia di gloriosa rinascita della nostra regione, che ha davanti a
sé molte prospettive. Come evidenziato dal curatore Liva, ciò si
rispecchia già nelle prime due foto dell'esposizione. La prima è
sul giorno subito successivo al disastro del Vajont, la seconda racconta la nascita della Zanussi. La mostra resterà aperta al pubblico
fino 30 settembre, dopo di che è auspicio di tutti, possa essere vista anche in altre prestigiose sedi. Si può visitare nei giorni feriali
dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, il
venerdì dalle 9.30 alle 13, con l'esclusione delle giornate in cui si
svolgono le sedute del Consiglio regionale.
ilfriuli
alPini | 33
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Il cuore del Friuli
batte per gli alpini
a pordenone
■ adunata col botto
più di mille volontari
“A
Grande partecipazione, sfilate, cerimonie, discorsi, dimostrazioni e brindisi: l’adunata di Pordenone è stata un successo di tutti
l disopra dei numeri, che da soli hanno
decretato il successo della
manifestazione, la gioia e la
soddisfazione più grande è
stata quella di vedere i pordenonesi attaccati alle transenne, sotto la pioggia, ad
applaudire il passaggio dei
loro alpini della sezione della provincia di Pordenone”.
Così il presidente del Comitato organizzatore dell’Adunata Nino Geronazzo ha
voluto sintetizzare ciò che
rimane del raduno nazionale delle penne nere che
ha animato la città e l’intero
Friuli Occidentale.
Come ha ricordato il sindaco di Pordenone Claudio
Pedrotti insieme all’assessore delegato all’Adunata
Bruno Zille, è stata la risposta della città ciò che più meravigliato in positivo. “Noi
non siamo abituati a questo
calore – hanno detto – ma
qui c’è stato qualcosa che è
molto di più di un simbolico
abbraccio verso gli Alpini.
Ed è per questo che ringrazio tutti i pordenonesi per
l’affetto e la partecipazione
che hanno dimostrato”.
Grande soddisfazione del presidente
tutte le
foto su
ilfriuli.it
della sezione Ana di Pordenone Giovanni Gasparet,
per il quale l’adunata è stata
fortemente voluta ed è stata
una battaglia vinta grazie
anche alle sollecitazioni e
il supporto delle istituzioni
cittadine, provinciali e regionali. “Non è stato facile
portare a Pordenone questo
evento – ha detto Gasparet
– ma abbiamo potuto contare su una valida squadra
composta da più di mille
persone che hanno svolto
il proprio ruolo con grande
professionalità.
34 | CONSORZIO DI PORDENONE
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | il­friuli
Il Consorzio Universitario è un importante punto
di riferimento per i giovani, che hanno a propria
disposizione grande scelta e servizi innovativi
Tutte le immagini della struttura
A Pordenone studiare
conviene di più
I
mportante punto di riferimento per i giovani studenti,
il Consorzio Universitario di
Pordenone supporta i corsi di
laurea triennali e magistrali attivati nel capoluogo del Friuli occidentale dagli Atenei di Udine e
Trieste, dall’ISIA Roma Design e
i corsi di Tecnico Superiore della
Fondazione ITS Kennedy.
L’obiettivo del Consorzio è recepire le esigenze di alta formazione
espresse dal tessuto socio-economico di cui è espressione per
implementare e gestire un’offerta
formativa adeguata, fortemente
orientata all’innovazione tecnologica e ai servizi alla persona, in
strutture all’avanguardia.
La sede del Consorzio Universitario di Pordenone è organizzata
modernamente come un campus
universitario. Tutte le strutture
per la didattica, le segreterie, la
mensa e gli alloggi studenteschi
sono razionalmente organizzati in un’area dedicata della città,
principalmente in Borgomeduna.
TUTTI I VANTAGGI DELLO STUDIARE A
PORDENONE:
- Le classi poco numerose, che
garantiscono una docenza di
qualità. La dimostrazione è l’ alta
percentuale di laureati in breve
tempo e con ottimi risultati
- La grande attenzione all’inserimento nel mondo lavorativo:
gli studenti, infatti, collaborano con le aziende già durante il
percorso universitario
- Il “Campus” è di recentissima
costruzione e con dotazioni
all’avanguardia
- Da non sottovalutare è la grande convenienza logistica ed
economica
GRANDI OPPORTUNITÀ
A Pordenone sono erogati i
corsi di Magistrale in Comunicazione Multimediale e Tecnologie dell‘Informazione e, Double
Degree con Università di Lippe
(Germania) in “Production Engineering and Management”.
I corsi di Laurea Triennale in:
Economia Aziendale, Infermieristica, Scienze e Tecnologie Multimediali e Industrial Design.
Questi ultimi due corsi rappresentano delle vere eccellenze,
nati a Pordenone e ancor oggi
unici in regione.
In particolare S.T.M. premette
di sviluppare competenze di tipo
informatico-tecnologico per formare figure professionali capaci
di comprendere i più avanzati
aspetti tecnologici legati alle nuove forme della comunicazione e
interazione digitale, operando nei
differenti settori dell’area quali
siti web, content management
system (CMS), social network, applicazioni digitali, forme di intrattenimento interattivo, forme audiovisive e cinematografiche, etc.
Industrial Design rappresenta, invece, un corso di eccellenza nel Design, che si interfaccia
perfettamente con un potenziale
rilevante espresso dal territorio
in tema di cultura materiale e di
tradizioni industriali, ove la valorizzazione del “Made in Italy”
può rappresentare una chiave di
successo per il futuro. ISIA Roma
Design, a stretto contatto con il
Consorzio, sta creando a Pordenone un Polo Internazionale del
Design per accogliere professionisti e studenti di tutto il mondo
Un Progetto fondato su Ricerca,
Formazione, Relazione, Accoglienza, Convegni, Editoria e Seminari,
utilizzando i propri canali e il proprio network internazionale.
Per quanto riguarda l’ ITS
“Tecnico Superiore per i metodi
e le tecnologie per lo sviluppo
di sistemi software”i corsi erogati sono: Architetture e servizi
cloud, e Intelligent Data Analysis
I NUMERI DELLE DOTAZIONI INFRASTRUTTURALI:
4 aule “magne”
10.000 mq a disposizione per
aule e laboratori
Aule per più di 2mila posti a sedere, dotate di lavagne interattive
7 laboratori informatici (tot. 200
postazioni), di cui uno Apple
iMac e uno “virtualizzato”
Segreterie e uffici docenti
Mensa e bar interni al Campus
Aule studio e connessioni wireless
Residenza Universitaria con 96
posti letto
www.UNIPORDENONE.IT
ilfriuli
PERSONAGGI | 35
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 3 | www.ilfriuli.it
Gabriele
Cirulli
Parte da Gorizia
la potenza di 2
in francia
■ controcorrente
Premio alle scelte
coraggiose
Pamela
Puntel
Gabriele cirulli, a soli 19 anni, ha conquistato la fama sul
Web grazie a ‘2048’, gioco matematico che si basa sullo
spostamento di tessere uguali in modo che si sommino.
site. La versione mobile, almeno quella su Android, ha
totalizzato oltre un milione
di download, senza alcun
battage pubblicitario. Ma non
è finita qui, perché il gioco è finito anche sulle pagine del Wall
Street Journal (In tre settimane, è
stato provato da 9 milioni di persone, 7 delle quali americane).
E
’ bastato un mese perché il
gioco si guadagnasse una
propria voce su Wikipedia
in lingua inglese. Stiamo parlando di 2048, il rompicapo matematico basato sulle potenze di
2 che ha conquistato il mondo:
in meno di una settimana, il sito
ha ricevuto oltre 4 milioni di vi-
a inventare 2048 è stato il 19enne
della provincia di Gorizia, Gabriele Cirulli. Le regole sono
semplici: in una griglia 4x4 (simile a quella dell’antico gioco
del 15, tanto per intenderci), si
devono spostare le tessere uguali (su ognuna delle quali c’è una
potenza di 2) in modo che si som-
mino. Lo scopo è arrivare a creare la tessera con il 2048, appunto.
Va detto che il giovane programmatore e web designer (Gabriele
si è diplomato all’Isis Galilei del
capoluogo isontino lo scorso
anno) ha rilasciato il gioco con
la licenza open source. Ciò significa che chiunque può giocarci
(http://gabrielecirulli.github.
io/2048/), o scaricarlo gratuitamente (ma le donazioni sono ben
accette), modificarlo, o migliorarlo. Anche se non sono mancate le critiche, perché 2048 risulta
agli appassionati molto simile ad
altri giochi di grande successo.
D’altronde, le note sono 7.
[email protected]
ilfriuli.it
Sotto il vestito...
un futuro nella moda
Dal Friuli ad Amsterdam
per amore di una bionda
N
A
el 2011 si Margherita
è diplo- Zilli
mata al liceo
artistico Sello
di Udine. Poi
ha frequentato l’indirizzo
fashion designer all’Istituto di Moda
Burgo di Milano, dove si
è specializzata in modellista di abbigliamento
intimo. Nell’estate 2013 la prima soddisfazione: vincitrice nella sezione ‘intimo’ al XXIII
Concorso nazionale professione moda giovani stilisti di Riccione. Margherita Zilli, allora
22enne di Rive d’Arcano, ha sbaragliato la concorrenza di 24 giovani stilisti, selezionati tra le
centinaia di domande pervenute all’organizzaione.
il suo sogno? “aprire un negozio nel quale creare
l’intimo su misura per qualsiasi donna. La
donna deve sentirsi bella fin dal primo capo
che le accarezza il corpo”.
E il sogno ha cominciato a realizzarsi: la giovane stilista friulana, infatti, ha dato vita al
marchio ‘Zilliz’, che si sta facendo strada tra
passerelle e concorsi.
d ‘appena’ 27
Andrea
anni progetta la
Menegon
strategia di sviluppo mondiale di una
multinazionale del
calibro di Heineken.
Andrea Menegon,
originario di Colugna di Tavagnacco,
da tre anni lavora
nel quartier generale ad Amsterdam.
“Non mi sento affatto un cervello in fuga – commenta -. Se vuoi fare strada e vali, l’opportunità te la
puoi creare anche in Italia”.
il suo percorso di studi lo ha portato, dopo la laurea all’ateneo
friulano, a perfezionarsi in Svezia e in Francia. Ad
‘appena’ 24 anni, così, è entrato per uno stage in Heineken. “Oggi, al mio terzo anno in azienda, mi occupo della strategia del brand a livello mondiale: come
riprodurre, cioè, il nostro modello su nuovi mercati
e, naturalmente, come sviluppare nuovi modelli per
rimanere competitivi sul lungo termine”.
Menegon ha maturato esperienze diverse e può
fare, così, un confronto tra il Friuli e l’estero. “Per
ogni Paese in cui sono stato – conclude - vorrei fare
tre esempi quotidiani che rendono bene l’idea di
come si lavori. Organizzazione svedese, metodo di
studio francese ed efficienza olandese”.
N
on rinunciare alla propria
passione, anche se la strada è impervia: è stata la scelta
di Pamela Puntel, originaria di Paluzza, anzi di Cleulis, come ci tiene a precisare.
Iscritta alla facoltà di Lingue
e letterature straniere all’Università di Udine, ha preferito
laurearsi in Francese, lingua
colta, ma poco appetibile
dal punto di vista lavorativo,
mettendo in secondo piano il
tedesco, tanto più utile per chi
vive in Friuli, e l’inglese. Inoltre, ha scritto la tesi di laurea
triennale, ‘Georges Leygues.
Lo scrigno spaccato’, su un
autore ottocentesco, più conosciuto come politico che come
poeta. Decisioni difficili, ma
che hanno ripagato la coraggiosa studentessa, vincitrice
del Premio Lauzun Bonnat,
assegnatole dalla prestigiosa
Accademia di scienze, lettere
e arti di Agen.
“Devo tutto al mio relatore, il
professor Bernard Gallina
– spiega Puntel -, che mi ha
sempre sostenuta. Il mio senso di appartenenza all’Ateneo di Udine si è rafforzato e
mi sono sentita valorizzata,
nonostante il difficile percorso che ho avuto”. Pamela,
infatti, colpita da una brutta
malattia, ha dovuto superare
momenti difficili, ma non si
è scoraggiata ed è stata doppiamente premiata.
Adesso è di nuovo in Francia, ad Alvernia, per finire i
suoi studi. “Cammino sempre
coi piedi di piombo, ma dopo
questo riconoscimento spero
di poter vincere un dottorato e
rimanere all’interno dell’Università. Anche la mia famiglia
mi appoggia e devo moltissimo al mio fidanzato”. Che
l’aspetta a casa con la nonna.
“Interromperò i miei studi solo
a Natale e tornerò a Cleulis
proprio per abbracciarla”.
36 | personaggi
www.ilfriuli.it
friuli
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilil­friuli
Nessun miracolo,
solo duro lavoro
drone con fotocamera
occhio volante
sui cieli del friuli
S
e vi capita di vedere volare
a bassa quota una specie
di Ufo munito di fotocamera, sappiate che a ‘inventarlo’,
in Italia, è stato uno spilimberghese. Stefano De Toni,
47enne tecnico elettronico,
cinque anni fa ha avuto l’idea:
realizzare un drone, montarci una macchina fotografica
e farlo volare sopra i cieli del
Friuli per immortalare il paesaggio da una quota inedita.
Miran
skrap
miran Skrap,, direttore del reparto di neurochirurgia di Udine, opera
più di mille pazienti all’anno con tecniche uniche e innovative.
“Q
“L’ispirazione – spiega – mi è
uello che mi interessa è
poter svolgere il mio lavoro. La neurochirurgia,
per la patologia che tratta ed il risvolto che può avere nella qualità
di vita del paziente, non consente
molti compromessi, funziona secondo il principio on/off, per cui o
si mantiene l’eccellenza oppure è
addirittura meglio chiudere”.
A parlare così è Miran Skrap, dirigente medico del Soc di Neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero
universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine e chirurgo noto
a livello nazionale e internazionale
per i complessi interventi che esegue, spesso in casi altrove giudicati
‘senza speranza’.
L’equipe di Skrap è così composta: “Ci sono nove medici e circa
42 persone tra infermieri e personale di supporto”.
venuta vedendo degli aeromodelli in volo. Ho pensato che
con una fotocamera avrebbero offerto immagini mai viste.
Mi sono quindi messo alla ricerca su Internet e procurato i
pezzi per costruire il drone da
varie parti del mondo. Poi ho
montato una macchina fotografica”. De Toni ha immortalato la sua Spilimbergo, il lago
di Barcis, Travesio, Castelnovo, Pinzano, Maniago, Ragogna, San Daniele, Fagagna.
www.fly.stebo.it
a
quadr
di S
Spirito
Per quanto riguarda il
tempo che richiede un
intervento, “c’è una variabilità che dipende
da ogni singolo
caso, ovviamente.
Però in media, la
fase centrale chirurgica dura da una a circa
tre ore, a cui si devono aggiungere quella pre operatoria, di
preparazione del paziente, e quella post operatoria, che comprende
il risveglio dopo l’anestesia”.
Sono mille e cento gli interventi
che esgue il chirurgo all’anno e “la
maggior parte sono tumori endocranici”.
Per farsi operare da Skrap, i pazienti arrivano anche da fuori
“Circa il 40 per cento non è del
Friuli Venezia Giulia e riusciamo a
operare un paziente con un tumo-
re benigno al cervello, non urgente, al massimo entro sei mesi dalla
diagnosi”.
Si dice che il chirurgo riesca a
risolvere anche i casi disperati,
che altrove non hanno speranza.
“Sicuramente - conclude Skrap
-, come reparto ci siamo dedicati
allo studio e all’esecuzione di interventi molto particolari con tecniche spesso innovative”.
[email protected]
il­friuli
PERSONAGGI | 37
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Andrea Stocco, ricercatore di Castions di Strada, studia negli Stati Uniti modelli
computazionali nel centro per le Neuroscienze di Washington.
Il buco nero
della ricerca
L
a ricerca in Italia? Un buco
nero. Ci ha risposto
così il trentacinquenne Andrea Stocco, di Castions di Strada, ricercatore che
negli Stati Uniti a
Seattle sta studiando modelli computazionali, nel Centro
per le neuroscienze
integrative dell’Università di Washington.
Si tratta, in pratica, di programmi informatici molto
evoluti, capaci di replicare il funzionamento del cervello umano.
Laureato a Trieste nel 2002 in
Scienze della comunicazione, si
appassiona di intelligenza artificiale tanto da dedicare all’argomento una tesi e da iniziare
il dottorato su tali studi, avviando poi una ricerca dedicata ai
pazienti affetti dal morbo di Parkinson e
lesioni al midollo, in collaborazione con il
Gervasutta di Udine.
“Nel 2005 ho chiesto dei finanziamenti
per poter andare avanti su queste ricerche,
ma furono negati e mi sono trovato letteralmente sulla strada. Ho quindi
ricevuto offerte da Londra e
dall’Università Carnegie
Mellon di Pittsburg
per un dottorato
sugli studi di neuroimmagine. Da
un anno sono
arrivato a Seattle
dove proseguo
queste ricerche”.
Alla domanda
se spera di tornare
in Italia, Stocco spieAndrea
ga tutta la sua profonStocco
da disillusione: “Ormai
lavoro negli Usa da cinque
anni. Ho ricevuto offerte
L’Italia è l’unico
anche da altri centri statunitensi ed europei, ma non
Paese che non mi
dall’Italia, l’unico Paese che
ha offerto alcuna
possibilità di proseguire non mi ha offerto alcuna possibilità”.
i miei studi. Non penso
proprio di tornare
■ in pennSylvAniA
Piccole particelle, ma
grandi soddisfazioni
N
anoparticelle e grandi soddisfazioni.
Può essere riassunta così la storia di
Matteo Cargnello, ricercatore originario
di Pocenia, classe 1984, che lo scorso anno
ha vinto il Premio ‘Debutto nella ricerca’
- riservato agli under 30 - dell’Eni Award,
dedicato all’innovazione legata alle energie sostenibili.
Laureato
in
chimica all’Università di Trieste, nel 2012
ha conseguito
il dottorato in
nanotecnologie
(sotto la guida Matteo
del
professor Cargnello
Paolo Fornasiero) con una tesi proclamata la migliore in
chimica inorganica di quell’anno da parte
della Società chimica italiana.
Oggi, Cargnello sta seguendo un post
dottorato all’Università della Pennsylvania, a Filadelfia, dove studia “metamateriali ottici regolabili con basse perdite,
nonché materiali catalitici e fotocatalitici basati su nanocristalli e nonostrutture
uniformi”.
[email protected]
Dal 1966 guardiamo al futuro
La Pezzutti Aldo S.r.l. è stata fondata nel 1966 come realtà produttrice di stampi per materie plastiche e grazie
alle capacità tecniche ed imprenditoriali si sviluppa per oltre 45 anni divenendo un Gruppo ed una tra le più
importanti realtà industriali del settore nel Nord Est.
Oggi più che mai il Gruppo PEZZUTTI è apprezzato dai propri clienti quale partner strategico nell’ideazione,
sviluppo, progettazione, produzione e fornitura in serie di prodotti in plastica utilizzando svariati polimeri in molteplici settori industriali tra cui spiccano Packaging Alimentare, Componenti d’Arredo, Meccanico di Precisione,
Meccano-Tessile, Elettrico, Idrosanitario, Climatizzazione, Aspirazione Industriale, Elettrodomestico.
Il Gruppo PEZZUTTI conta su un organico di
circa 150 collaboratori distribuiti in 3
siti produttivi ed uffici centralizzati per
un’area complessiva di oltre 23.000
mq coperti.
L’ampio parco di macchinari ed
impianti ad elevata automazione è
costituito da circa 100 Presse ad
iniezione con tonnellaggi variabili
tra le 35 e 1.100 ton operanti a ciclo
continuo 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana non-
ché di una Attrezzeria per produzione e manutenzione Stampi.
Guardando al futuro il
Gruppo PEZZUTTI, grazie alla sua consolidata
struttura ed alle nuove
risorse impiegate,
punta a nuovi obiettivi di
crescita sia per espansione
in settori esistenti che per approccio a nuovi clienti e segmenti di mercato.
Via Fratte di Fiume, 22
33080 Fiume Veneto (PN) Italy
Tel +39 0434 959114
Fax +39 0434 959002
[email protected] - www.pezzutti.it
Sede in via Fratte di Fiume, 22 - 33080 Fiume Veneto (PN)
Capitale Sociale € 1.800.000,00 interamente versato
Partita IVA, Codice Fiscale e Reg. Imprese di Pordenone 00300430931
Società Unipersonale soggetta a direzione e coordinamento dal Socio Unico “Selini srl”
Con sede in Pordenone, iscritta al n° 01678880939 del registro imprese di Pordenone
38 | personaggi
cro di aviano
due decenni di progressi
nel campo dei tumori
U
n quarto di secolo di ricerche non è bastato
a sconfiggere il
cancro, la malattia che oggi colpiUmberto
sce un milione e
Tirelli
mezzo di italiani,
circa 250 mila
l’anno. Però in questi 25 anni di
lavoro (appena festeggiati), il Cro
di Aviano ha contributo in maniera determinante a far alzare
la percentuale di coloro che al tumore sono sopravvissuti. La figura
di riferimento per l’oncologia in
Italia è senza dubbio il professor
Umberto Tirelli, colui che della
lotta al cancro (e non solo) ha fatto
una ragione di vita. Il suo ufficio,
è tappezzato di fotografie che lo
ritraggono nei salotti televisivi,
perché la lotta si fa anche con la
comunicazione e di volti dei suoi
pazienti. “Questa, oggi, l’avremmo salvata”, spiega guardano una
signora che non c’è più. La ricerca
ha fatto progressi nel campo dei
tumori in poco più di due decenni.
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
Nello spazio viaggio
come un orologio
Miglior studente dell’anno al Politecnico di Milano, il bujese Giulio Molinari
ha lasciato l’Italia per lavorare nel Centre Structure Technologies di Zurigo.
L
aureato con il massimo dei
voti in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano, dove nel 2009 è stato premiato anche come miglior studente
dell’anno, Giulio Molinari,
27 anni di Buja, da
poco più di tre
anni fa parte
di un gruppo internazionale
di
ricerca sulle
ali a struttugiulio
ra adattiva nel
Molinari
Centre of Structure Technologies
del prestigioso Politecnico di Zurigo.
Lo hanno chiamato gli svizzeri, dopo aver letto il suo curriculum pubblicato sull’apposito
sito dell’università milanese,
mentre in Italia non c’era modo
di andare avanti, nonostante
vari contatti con ditte del settore
aerospaziale.
Anzi, in un caso, durante un
colloquio, si è sentito rispondere da un funzionario che era
addirittura
troppo qualificato: “Non
sono il solo,
purtroppo a
sentirsi dare
- spiega Molinari - una risposta del genere nel
nostro Paese. Ho fatto
per cinque mesi il ricercatore
al Politecnico di Milano, dove
la qualità dell’insegnamento
è molto alta, ma dovevo fare i
conti con continui problemi di
giulio
Molinari
burocrazia, la scarsità di fondi e
l’evidente difficoltà nel collaborare con le aziende”.
Poi è arrivata la chiamata da
Zurigo “dove ho incontrato culture e mentalità nuove e un’organizzazione del lavoro e della
ricerca decisamente più avanzate. Credo che in futuro resterò in
Svizzera, dove ho già avviato dei
contatti con società del settore,
nelle quali mettere a frutto le
mie ricerche e i miei studi”.
[email protected]
il­friuli
PERSONAGGI | 39
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Francesco Ghezzi, originario di Paluzza, è in forza al SciLifeLab di Stoccolma, dove lavora su
progetti di ricerca senza preoccuparsi di recuperare fondi e combattere contro la burocrazia.
In Svezia i sogni
si coronano
D
aPaluzzaaStoccolma,
appena terminato il
dottorato, per lavorareinunteaminternazionale
diricercatori.E’lafolgorante
carriera di Francesco Vezzi,
ricercatore di Paluzza, che
vive in Svezia dal 2011 dove
operacomebioinformatico.
Nato a Tolmezzo nel febbraio del 1984 nel 2003 si è
iscrittoallafacoltàdiinformatica a Udine. Dove completa
gli studi rapidamente sia in
triennale che in specialistica
ed entrambe le volte si laureaconilmassimodeivotie
la lode. E’ durante gli studi
universitaricheVezzicompie
le prime esperienze all’estero, a Helsinki in Finlandia e
a Trondheim, nel nord della
Svezia; complice il docente
dell’università di Udine Alberto Policriti che lo segue
I
Ogni volta che leggo
notizie sull’Italia mi sembra
che il mio soggiorno qui si
allunghi. Prima di tornare,
dovrò capire come si
evolverà la situazione
torato
hocominciato
toratohocominciatoanche
per le tesi di
di laurea
laurea si
si
aa collaborare
collaborare con il
appassiona della
della
progetto
progetto di sebioinformatica
bioinformatica
quenziamento
quenziamentodel
tantochelatesi
tesi
NorwaySpruce,
NorwaySpruce,
specialistica
specialistica
l’abete di Natal’abete
s i i n c e n t r aa
le.Alla fine del
sulle nuove
mio dottorato
tecnologiedi
ho iniziato un
sequenziapostdoct in
mento neSvezia,aStoccessarieper
colma, sotto la
“leggere” il
Francesco
Ghezzi
super v isione
Dna.
del
professor
del
“Ho avuto la
la
Lars Arvestad.
fortuna di lavo
lavorare con i primissimi dati di Nel novembre dello scorso
questotipoprodottiinItalia. anno ho deciso di cambiare
Poi Policriti mi ha convinto ancora e sono stato assuna intraprendere la strada del to dal Ngi svedese (National
dottorato e ho iniziato a fare GenomicInfrastructure) con
ricercaassiemeallaprofesso- sede allo SciLifeLab dove laressa Michela Morgante, co- voro sui progetti di ricerca
fondatoreconPolicritidell’Iga svedesi”.
(IstitutodiGenomicaapplica
[email protected]
ta).Duranteitreannideldot-
l "Borgo dei Conti della Torre" ha ritrovato il suo antico splendore sulle
rive del Fiume Tagliamento,non lontano dal paese di Morsano, nella
patria del Friuli ,dopo un lungo e sapiente restauro.
All'interno del Borgo, domina sontuosamente la dimora padronale, di origine settecentesca ,decorata all'interno con graziosi affreschi,si presta
per i vostri eventi,feste,meeting..
La chiesetta,dentro il Borgo dedicata a S.Pietro e Paolo, è disponibile per
le vostre cerimonie religiose.
Una deliziosa dependance chiamata "la Gastaldia"utilizzata fino a pochi
anni fa come dimora del "gastaldo",colui che dirigeva tutta l'attività agricola dei 160 ettari che circondano la proprietà, è stata trasformata con
stile in B&B dove la semplicità ,la cura nei particolari delle 11 camere,
tutte diverse tra loro, dotate di tutti i conforts rivelano il gusto e lo stile
raffinato caratteristico di una residenza di campagna.
Ma il desiderio principale dei padroni di casa è di affascinare gli ospiti
e farli vivere nella antica atmosfera di un tempo, dove nulla è trascurato
perchè il benesssere e il relax di chi soggiorna sia totale.
Quando il caldo del periodo estivo vi farà sognare un tuffo in
piscina,dovrete solo camminare in mezzo al giardino all'italiana,con le
fontane che creano dei piacevoli giochi d'acqua ,per poi vedere i lettini
a bordo vasca....e allora vi aspettiamo?
■ Famoso Nel moNdo
Il cardiologo di papi,
regine e presidenti
L
a sua fama
accademica lo precede
ovunquevada.
Il cardiologo
Attilio
Maseri, dopo la
Attilio
laurea a pieni
Maseri
voti a Padova
e la specializzazioneallaNormalediPisa,halavoratoa
Londra,hainsegnatoall’UniversitàCattolicaedèstatodirettoredell’IstitutodicardiologiadelPoliclinicoGemellidiRomaprima
didiventareprofessoreordinariodicardiologia e direttore del Dipartimento cardiotoraco-vascolarealSanRaffaeleaMilano.
Nel triennio 2004-2007 è stato presidente
della Federazione italiana di cardiologia.
Nella lista dei suoi pazienti, troviamo i
nomidellareginaElisabetta,dipapaWoitylaediOscarLuigiScalfaro.Dadueanni
è tornato a tempo pieno in Friuli, nominato presidente dell’organo di indirizzo
dell’Azienda ospedaliera di Udine, con il
gravosoincaricodiindicarelelineeguida
diriformadellasanitàregionale.
Borgo dei Conti della Torre
Via Ponte Madrisio 13
Morsano al Tagliamento PN
www.borgodeicontidellatorre.it
ilfriuli
personaggi | 41
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Le stelle friulane
fanno brillare Milano
la fabbrica di cioccolato
■ da pordenone a trieste
f
faggiotto
è meglio
di Johnny
depp
I
andrea Berton
Lo chef sandanielese andrea berton continua la scalata al successo, aprendo nuove ‘cucine’ e facendo
conoscere i suoi piatti ben oltre i confini della regione.
U
na gavetta nella cucina
della mamma e poi alla
corte di grandi maestri,
Gualtiero Marchesi in primis e
poi Carlo Cracco. Andrea Berton lascia ben presto il Friuli
alla ricerca del suo stile in cucina. Nato a San Vito al Tagliamento nel 1970, Berton cresce
a San Daniele del Friuli, la terra del prosciutto crudo. Sin da
bambino si appassiona alla cucina, guardando la madre che
lavora dietro ai fornelli. Dopo il
diploma di maturità alberghiera, sbarca a Milano alla corte di
Marchesi e più tardi si sposta a
Firenze, all’ ‘Enoteca Pinchiorri’, con Carlo Cracco, appunto.
Ma in mezzo, dal 1997 al 2001,
■ subito un libro
Dopo le esperienze di
‘Prisacco’ e ‘Dry’, lo chef Berton
non si è più fermato, aprendo un
ristorante che porta il suo nome e
propone menu da 40 a 130 euro
c’è la Taverna di Colloredo di
Monte Albano, ristorante che,
sotto la sua guida, guadagna
una stella Michelin. Dopo un
breve passaggio a Montecarlo alla corte di Alan Ducasse,
Berton torna in Italia, a Erbusco, nuovamente insieme a
Marchesi. Poco dopo, spicca il
volo, aprendo il ‘Trussardi alla
Scala’, ristorante a cinque stelle nel pieno centro di Milano
di cui dal 2007 dirige la cuci-
na, guadagnandosi due stelle
Michelin e ‘tre forchette’ della
Guida del Gambero Rosso per
l’altissima qualità dell’offerta,
per l’eccellenza del servizio e
per l’accoglienza ed eleganza
dello spazio.
tradizione e semplicità
Il suo piatto preferito – ammette - sono i risotti, in particolare la sua creazione più particolare (il risotto al gambero crudo
capace di esaltare il sapore del
mare di un ingrediente di eccellente qualità.), ma i ricordi del
Friuli sono legati alla semplicità
di una fetta di pane all’olio abbrustolita su una stufa.
www.ilfriuli.it
E’ di Aviano il master chef americano
H
a lasciato l’Italia all’età di vent’anni ed è
successo”. Manfé, infatti, lo scorso anno ha
arrivato “negli Stati Uniti per insevinto la quarta edizione di Master Chef
guire il sogno americano”. Quandò è
Usa, il reality culinario più seguito nel
sbarcato nel Nuovo mondo (prima di
mondo, arrivando in finale dopo aver
arrivare nella Grande Mela, aveva
preparato il friulanissimo frico.
lavorato in Australia e in Florida),
l’avianese Luca Manfè non aveva anricco il premio: 250 mila dollari e la
cora le idee chiare, ma ben presto ha
possibilità di scrivere e pubblicare un
realizzato un sogno. Ora, come scrive
libro di cucina, ‘My Italian Kitchen: Fasul suo sito (http://lucamanfe.com) non
vorite Family Recipes’, uscito il 13 margli resta che “diventare un grande marito,
zo scorso, dove si trovano anche diverse
un buon padre e un ristoratore di grande
ricette della nostra regione.
Luca Manfè
l maitre chocolatieres
Giuseppe
Faggiotto,
produttore del cioccolato Peratoner, marchio
dell’omonima pasticceria
di Pordenone, in vita dal
1873, è l’artefice del recente rilancio dello storico
locale (definito dai sempre critici triestini, “mai
così bello da trent’anni”).
La passione di Giuseppe
Faggiotto per il cioccolato
nasce nel 1974. Un entusiasmo crescente che lo ha
portato alla ricerca e alla
scoperta dei migliori cioccolati e ad apprendere i
segreti dei grandi Maitres
Chocolatières. Il cioccolato
Peratoner è la sintesi di una
attentissima selezione delle
materie prime, di una lavorazione artigianale, di una
fantasia senza limiti. Tavolette, praline, sculture...tutto quello che la tua immaginazione ti suggerisce lo
puoi trovare da Peratoner.
faggiotto è l’emblema del
commerciante di successo:
prima di investire studia la
situazione, si documenta e
poi cura i dettagli. “Se non
fai così – esordisce – sei destinato a sparire”. In tempi
come questi, insomma, vietato improvvisare.
Al Caffè degli specchi artisti, musicisti, politici regionali e nazionali sono di
casa. “Da noi hanno - racconta - perfino girato alcune scene del film ‘La storia
segreta di Lady D’, trasformando il nostro locale nel
Ritz di Parigi. Ma accanto ai
vip c’è la gente comune, che
fa i lavori più umili. Questo
è bellissimo: è ‘il caffè dei
caffè’, come recita il nostro
slogan e, soprattutto, è il
caffè di tutti. Da noi si paga
lo stesso prezzo dei locali
vicini, non è un posto esclusivo”.
42 | personaggi
il PreMio
■ david di donatello
sfida per la vittoria
A
incorniciare una stagione
entusiasmante manca,
però, un tassello: il regista
Matteo Oleotto e il protagonista, Giuseppe Battiston, ancora insieme sotto il segno
di Zoran, sono candidati alla
vittoria del David di Donatello (la cui consegna è prevista
il prossimo 10 giugno).
Battiston, il nostro attore più
famoso, poi, fa addirittura
la doppietta, visto
che rischia di
vincere anche come
protagonista de
‘La sedia
della felicità’, ultiMatteo
mo film gioleotto
rato da Carlo
Mazzacurati. La
sfida, però, è aperta e si giocain casa: in lizza tra i migliori produttori c’è anche
Francesca Cima.
www.ilfriuli.it
| 31 0 m a g g i o 2 0 1 43 | N . 21 18 | ilfriuli
La ‘grande bellezza’
del cinema nostrano
I film targati Fvg sono apprezzati in Italia e all’estero. Basta
guardare al successo della produttrice Premio Oscar Francesca
cima e ai riconoscimenti internazionali di un ‘gioiellino’ come
‘Zoran il mio nipote scemo’.
S
uccesso entro i confini nazionali e anche all’estero,
premi e riconoscimenti
a registi, attori, produttori, un
territorio scoperto recentemente come location, ma già molto
apprezzato da cineasti celebri, l’apprezzamento di pubblico e di critica: il cinema,
in Friuli Venezia Giulia, sta
vivendo davvero un momento d’oro.
vittoria a los angeles
Ma andiamo per ordine e cominciamo dalla vetta, anzi, dalla cima. Francesca Cima, per
la precisione, una delle anime
della Indigo Film, che ha pro-
dotto niente meno che il più bel
film straniero del 2014 secondo
i severi giudici dell’Academy
Awards a Los Angeles: ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, recente vincitore dell’Oscar.
E’ stata proprio Francesca
cima a scoprire per prima il talento del regista partenopeo: ‘Il
Divo’, il film che lo ha rivelato al
grande pubblico come un autore
contemporaneo, è stato prodotto sempre dalla Indigo Film.
una location da oscar
Ma c’è di più: la stessa casa di
produzione ha finanziato il nuovo film di Gabriele Salvatores,
Premio Oscar anche lui, che ha
girato a Trieste il suo ‘Il ragazzo
invisibile’, presto nelle sale.
La presenza della troupe di
Salvatores nella nostra regione
è solo la più recente conferma
dell’importante attività della
Fvg Film Commission, ente
che ha svolto efficacemente la
propria attività di promozione
ilfriuli
PERSONAGGI | 43
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Giuseppe Battiston
e Rok Prasnikar,
protagonisti di ‘Zoran,
il mio nipote scemo’
Ma il cinema del Friuli piace
anche quando non è mainstream. ‘Zoran, il mio nipote scemo’,
prodotto dalla friulana Tucker
Film e di cui è stato appena stato pubblicato anche il romanzo,
firmato da Gianmatteo Pellizzari, fin dalla sua uscita nelle
sale lo scorso autunno, ha conquistato pubblico e critica. Basti
pensare che si è aggiudicato ben
12 vittorie ai festival europei a
cui ha partecipato.
‘piccoli’ capolavori
Francesca
Cima
del territorio dal punto di vista
cinematografico. Per esempio,
aveva portato a girare in Friuli anche Giuseppe Tornatore
(altro Oscar) per il suo giallo
‘La migliore offerta’. Tre premi
Oscar, dunque, hanno avuto a
vario titolo a che fare con il Fvg.
E scusate se è poco.
Ma l’orgogliocinematografico
friulano non si ferma qui.
E’ firmato da un altro autore
corregionale, Alberto Fasulo, ‘Tir’, il film-documentario
che ha conquistato l’ambitoMarc’Aurelio d’oro al Festival
del cinema di Roma. E la processione di premi e vittorie
sembra proseguire con un altro
gioiellino nato in casa Tucker, ‘A
special need’ di Carlo Zoratti,
storia on the road di amicizia e
disabilità, è stato premiato, tra
gli altri, al Trieste Film Festival e
al SXSW Film Festival di Austin
(Usa).
[email protected]
■ Tucker film
Il vento d’oriente
soffia in Friuli
F
inalmente il Friuli conquista un
pezzo di Asia. ‘Fukuchan of FukuFuku
Flats’, visto al Feff
2014, è stato il primo
film nipponico che
ha visto coinvolta
una cordata produttiva e distributiva
internazionale, dove
spicca un nome tutto
italiano: quello della Tucker Film. Casa di produzione friulana
(nata dal sodalizio tra Cec e Cinemazero), Tucker film ha cominciato proprio distribuendo
in Italia film orientali, a cominciare da ‘Departures’, delicato film giapponese che vinse
l’Oscar nel 2009. Altri titoli in catalogo sono
‘Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma’, ‘Il buono il matto il cattivo’, ‘A Simple
Life’, ‘La congiura della pietra nera’ (prodotto
e co-diretto da John Woo) fino all’ultima fatica, in ordine di tempo: la distribuzione nelle
sale italiane di ‘Thermae Romae’, peplum fantasy nipponico di Takeuchi Hideki, tratto dal
manga di Yamazaki Mari.
Sabrina
Baracetti
44 | personaggi
momenti di gLoria
■ i suCCessi
giovani allievi
si fanno strada
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| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | il­friuli
‘Le’ Ceron da mezzo secolo insegnano a stare sulle punte a generazioni di friulani.
Una danza lunga 50 anni
vere i primi passi in calzamaglia e tutù
o a perfezionare tecnica ed espressività,
sono passati non meno di 11 mila allievi.
storia di famigLia
Matilde (a sinistra) ed elisabetta Ceron
A
nche in termini di risultati,
la scuola Ceron si fa onore
a livello internazionale: Matilde
Moretti Ceron è tra le dieci ammesse al Conservatorio di danza
dell’Università di Vienna, mentre Maria Anna Deidda, vincendo lo Jesolo Dance Contest, si è
aggiudicata una borsa di studio
per l’Alvin Ailey American Dance Theater di New York.
Mattia Iacuzzi e Andrea Comuzzi hanno superato le selezioni di ‘Amici di Maria’ con
l’IDA ip hop Company e hanno
registrato la prima puntata del
programma su canale 5.
C
he la danza sia una disciplina in
cui passione e dedizione, fino al
sacrificio, siano fondamentali,
è fuor di dubbio. Lo conferma. la scuola di danza Ceron di Udine, che taglia
l’importante traguardo dei 50 anni di
attività: nelle sue aule di danza, a muo-
paola galliussi
Ceron durante
una lezione nel
1974
La scuola, fondata nel 1964 da Paola
Galliussi Ceron con il marito Bruno, ha
avuto il merito di promuovere sul nostro
territorio la danza, importando, sin dagli anni ‘80, nuovi linguaggi disciplinari
come la tecnica Graham e la danza modern-jazz e organizzando iniziative di
perfezionamento, spettacoli, gemellaggi
e collaborazioni con tutte le più importanti strutture e istituzioni regionali.
“Quello che abbiamo cercato di far
capire, in tutti questi anni, è stato il fatto che l’arte ci accompagna per tutta la
vita – commenta Elisabetta Ceron, oggi
a capo della scuola a fianco della figlia
Matilde Moretti Ceron -. Non tutti i nostri allievi faranno i ballerini di professione, ovvio, ma porteranno dentro una
passione che non cancelleranno mai”.
[email protected]
ilfriuli
PERSONAGGI | 45
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
A LOs AnGELEs
Anita Kravos, nata a
Gorizia, è nel cast del
film di Sorrentino fresco
di Oscar. Dai primi passi
in palcoscenico alla
carriera internazionale,
ha puntato sempre su
progetti di qualità.
■ nOTTE MAGICA
“Quell’emozione
l’ho guardata in tv”
Toni Servillo
e Paolo Sorrentino
dopo la premiazione
U
Diva da red carpet
N
on è proprio una novellina,
quando si parla di premi e
riconoscimenti, anche se
l’Oscar è tutta un’altra storia. Anita
Kravos, nata a Trieste e cresciuta
a Gorizia, fa parte del cast de ‘La
grande bellezza’, opera di Paolo
Sorrentino premiato come ‘miglior
film straniero’ dall’Academy Award
di Los Angeles, lo scorso 2 marzo.
Cosa si prova ad aver vinto l’Oscar?
“Una grande euforia, gioia: è
un’emozione fortissima. E un immenso orgoglio di fare parte di un
progetto e di un prodotto che porta
l’Italia al primo posto nel mondo”.
È cambiata la sua vita dopo la vittoria a
Los Angeles?
“Già da quando il film è stato
presentato a Cannes è stata come
un’ondata inarrestabile: Golden
Globe, Bafta e Oscar come una
corsa senza fiato. Per me è stata
una soddisfazione incredibile”.
Per il personaggio di Talia Concept a chi
si è ispirata?
“A un mio maestro russo, che
parlava sempre con questo tono
ideale, ispirato, ma che era un po’
difficile da comprendere. Quando
ho letto il copione, al provino, mi è
subito venuto in mente lui”.
Come ha cominciato la sua carriera, a
Gorizia?
“Per la precisione sono di Savogna d’Isonzo. Ci tengo a dirlo, perché mi sento di far parte di questa
terra multiculturale. È anche grazie alla mia formazione europea
che adesso parlo cinque lingue.
Ho iniziato a recitare 16 anni, in
un laboratorio diretto da Walter
Mramor e nel 1998 ho frequentato
l’Ecole des maistres”.
I suoi due lavori più recenti sono anch’essi legati al Friuli. ‘La corsa’ è un corto diretto dal friulano Renzo Carbonera, l’altro è ‘My name is Ernest. Hemingway e
l’Italia’, in cui interpreta il ruolo di Adria-
na Ivancich, ultima fiamma italiana del
grande scrittore americano.
“Quello è un personaggio romantico, sognatore, molto diverso
da Talia Concept, ma ho amato anche questo ruolo”.
[email protected]
n ampio affresco cinematografico come ‘La
grande bellezza’ prevede un
cast molto ricco a costruire
una galleria di personaggi
che rimangono impressi negli spettatori. Succede così
per Talia Concept, la performer interpretata da Anita
Kravos, che ha un ruolo breve ma significativo.
non a caso, a differenza di
Sabrina Ferilli, coprotagonista della pellicola, la Kravos
era a Hollywood durante la
notte degli Oscar. “È vero –
racconta l’attrice goriziana -,
ma non ero in platea al Dolby Theatre, bensì a casa del
console italiano. Ero arrivata una settimana prima, per
partecipare a una rassegna
dedicata al cinema del nostro
Paese e ho atteso il verdetto.
C’era un clima molto bello:
siamo stati in tanti a eseguire
la cerimonia, lunghissima.
L’annuncio dell’Oscar per il
miglior film straniero è arrivato molto tardi. Alla fine
abbiamo festeggiato tutti insieme, ci ha raggiunto anche
Sorrentino”. Niente red carpet, allora? “A Hollywood no,
però sono stata sul red carpet a Cannes e su quello più
grande del mondo, al Festival
del cinema di Roma”.
46 | personaggi
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
Nonostante i problemi che gli hanno impedito
di realizzare la sua avventura tra i ghiacci,
l’esploratore pordenonese michele
Pontrandolfo rimane un modello unico
nel suo genere.
G
ame over. Ma non è proprio la fine di un gioco.
Michele Pontrandolfo
ci ha creduto fino alla fine. Ci
ha provato con tutte le sue forze. Fisiche e mentali. Era pronto
a sfidare le distese ghiacciate
dell’Oceano Artico in condizioni da Mission Impossible:
45 giorni per attraversarlo, invece dei 60 canonici, e per di
più senza rifornimenti esterni.
Problemi di budget l’avevano
anche costretto ad accelerare
l’acclimatamento: 20 giorni anziché un mese di permanenza a
Resolute Bay, il villaggio eschimese nell’Isola Cornwallis nel
Nunavut, in Canada.
Cambio di... rotta
Avrebbe dovuto partire a inizio marzo da Cape Discovery,
all’83° di latitudine nord per raggiungere il Polo Nord Geografico. La meta ambita, desiderata a
Re del Polo Nord
lungo, già tentata nel 2010 e 2011.
Non c’è due senza tre: purtroppo
anche questa volta non è andata.
Il 42enne esploratore di Pordenone ha dovuto alzare bandiera
bianca di fronte all’improvviso
cambio di rotta della compagnia
aerea canadese: la fideiussione
bancaria non bastava più. Per
garantirsi gli interventi aerei
era diventato necessario versare
l’ingente somma richiesta. Una
mossa che ha preso in contropiede Michele.
La sua banca, la Friuladria, ha
provato fino all’ultimo a mediare
ma non c’è stato nulla da fare: la
Kenn Borek è rimasta inflessibile
nelle sue posizioni.
il sogNo resta
Tentativo fallito e fine delle
speranze di diventare il primo
italiano della storia dell’esplorazione polare ad alzare la bandiera tricolore al 90°. E ora? Alla
vigilia della partenza, il pordenonese aveva dichiarato che questa
era l’ultima prova alla conquista
del suo “chiodo fisso”, ma di fatto non c’è stata. Ripartirà? Chi lo
conosce bene propende per il sì.
Giusto il tempo di metabolizzare e poi Pontranfolfo si metterà
nuovamente al lavoro.
La storia italiana delle esplorazioni polari parte da lontano
ma, complessivamente, è molto
corta. La prima avventura artica
risale al 1898 con la spedizione
guidata da Luigi Amedeo, duca
degli Abruzzi, seguita negli
Anni ’20 dai voli in dirigibile di
Umberto Nobile; si passa poi al
1971 con la grande missione guidata da Guido Monzino, seguita
nel 1982 dalla quella di Ambrogio Fogar e, nel 1995, dal tentativo di Reihold e Hubert Messner,
fallito dopo soli due giorni. Il sogno del friulano, però, è quello
di consegnare agli annali il primo storico viaggio in solitario,
condotto secondo la più rigida
etica di esplorazione. E non è
detto che, tra qualche mese, non
decida di provare ancora a realizzarlo.
[email protected]
oltre i limiti
max Calderan, l’uomo dei deserti
A
ttraversare a piedi, in solitaria, alcuni dei luoghi più
inospitali del mondo, sopravvivendo in condizioni considerate oltre i
limiti umani. E’ questa la
missione-professione,
di Max Calderan, esploratore desertico estremo e
trainer pordenonese. Classe 1967, la sua vita è una costante lotta contro i paletti imposti dall’esterno. Ex manager di una multinazionale
farmaceutica, laureato in Scienze motorie con 110 e lode e decorato
al valore civile, è stato campione nazionale di pentathlon militare,
prima di ‘votarsi’ alla sfida alla medicina sportiva e alla biologia.
“Non ho mai accettato che qualcuno stabilisse a priori fin dove mi
potevo spingere” racconta Calderan. “E nel 2006 ho deciso di
dimostrare, sul campo, che i limiti non esistono. Così, mi sono
lanciato nella prima esplorazione in solitaria. Arrivando a firmare imprese estreme, finora mai ripetute, nelle zone desertiche di
Qatar, Oman, Palestina, Egitto ed Emirati Arabi”.
ilfriuli
PERSONAGGI | 47
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Un piano per tutti
a pordenone
■ premio san marCo
L’omaggio della
sua città natale
L
o scorso 25 aprile è stato
conferito ad Anzovino il
Premio San Marco 2014 nel
consiglio comunale di Pordenone. Massima onorificenza
che la città attribuisce, per
la mani del Sindaco, su indicazione della prestigiosa Accademia San Marco e della
benemerita Propordenone, “a
quei cittadini che si siano talmente distinti nei vari campi
dell’attività umana da dar risalto al nome della città e da
poter essere proposti come
esempio sopratutto delle giovani generazioni”.
remo anzovino - Dal Friuli a un
tour live che tocca tutta Italia e
che si conclude a Verona con
un concerto in cui suona con
Uri Caine: la favola bella di un
musicista nato in provincia e
apprezzato da pubblico e critica.
I
n meno di un decennio, è diventato uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana, grazie a una proposta di
qualità che non rinuncia ad esplorazioni tra i generi. Il pordenonese
Remo Anzovino, tra i più originali
pianisti compositori in circolazione porta in tournèe il suo ultimo
album ‘Vivo’, registrato a Roma e
integrato da un Dvd con un irripetibile live sulla diga del Vajont. Tra
le date già fissate, una prestigiosa
– con orchestra – all’Università di
Firenze (il 22 giugno) e una a Verona (il 25 giugno), dove suonerà
con uno dei ‘mostri’ mondiali del
pianoforte, Uri Caine.
Che cosa prova all’idea di suonare con
Caine?
“E’ un’emozione fortissima: è il
più grande architetto sonoro, oltre
che uno dei miei miti, e le sue rielaborazioni sono fantastiche. Per
me è un premio di qualità, visto
che ho sempre cercato collaborazioni trasversali, da Franz Di
Cioccio a Gino Paoli”.
L’album dal vivo è un punto d’arrivo o di
partenza?
“Per me è un punto d’arrivo insperato, dopo 8 anni e 5 album,
ma anche di partenza, perché alle
spalle c’è un linguaggio solido con
identità forte. Io credo che la musica debba entrare bel cuore degli altri, diventare proprietà delle
persone che la scelgono come colonna sonora della loro vita. Ogni
sera è diversa perché la musica si
fa insieme al pubblico”
Che sorprese ha inserito?
“Intanto l’ingresso di Valeria
Sturba, polistrumentista bolognese classe ’91, sul palco con mio
fratello Marco, Alberto Milani e
Vinceenzo Vasi. Poi ci saranno
sicuramente due-tre inediti e una
scelta delle mie composizioni per
abbracciare tutti quelli che mi
ascoltano da anni”.
Tante soddisfazioni: ti manca ancora
qualcosa professionalmente?
“Come ascoltatore, una Tv che
faccia conoscere veramente la
musica di oggi e non solo i talent
show”.
[email protected]
La motivazione: “Compositore e
pianista, classe 1976, nonostante la giovane età ha già
dimostrato notevole talento
con ottimi risultati in campo nazionale ed internazionale, ove si è fatto apprezzare per le sue doti artistiche
ed umane. Ha composto le
musiche per i maggiori capolavori del cinema muto e
per importanti opere teatrali. Prestigiosi i suoi concerti
che hanno riscosso notevole
successo, fra tutti basti ricordare il concerto del 2013
alla diga del Vajont nel 50°
anniversario della tragedia.
E’ stato definito un musicista straordinario, un maestro della descrizione delle
emozioni, che ha la magia di
Rota e Morricone. Anche se
i sempre maggiori successi
lo conducono spesso fuori dalla sua città, rimane
fortemente legato alla sua
terra nei confronti della
quale mantiene un forte
legame affettivo”.
Contestualmente è stato nominato accademico
dall’Accademia San Marco
assieme ai suoi più illustri
concittadini quali Lino Zanussi, Aldo Savio, Armando Cimolai.
48 | culturA
www.ilfriuli.it
il documentario
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | ilfriuli
cappello durante
la consegna
del Premio
terzani 2014
■ ‘parole povere’
una biografia intima
per immagini
Francesca Archibugi
N
ato dal felicissimo incontro tra la regista
romana Francesca Archibugi e Cappello, ‘Parole
povere’ è un documentario
particolare: lei offre il suo
sguardo, lui la sua identità
per una narrazione che è
biografia più spirituale che
concreta.
la macchina da presa cerca
risposte con affettuoso
pudore, il montaggio racconta, senza estetizzare, la
musica diventa scansione
narrativa e la storia di Pierluigi scorre sullo schermo
così come nella quotidianità: le radici friulane e le
testimonianze degli amici;
i luoghi e i ricordi; l’ombra
scura del ‘76 e il profilo
delle montagne; la sedia a
rotelle che spezza la libertà
di un sedicenne e disegna,
millimetro dopo millimetro, la libertà di un uomo.
Di un poeta. Di un guerriero mite e gentile che abita
“tra l’ultima parola detta e
la prima nuova da dire”.
Il poeta che racconta
il mondo
pierluigi cappello, già noto e amato per i suoi versi, ha
debuttato nella narrativa con il suo primo romanzo, apprezzato
da pubblico e critica e vincitore del Premio Terzani 2014.
N
on è un reporter né un filosofo: è ‘solo’ un poeta a
raccogliere il testimone
di Tiziano Terzani. A dieci anni
dalla scomparsa del giornalista
toscano, celebre per i suoi reportage dall’Asia, il premio che porta il
suo nome e che viene consegnato
a Udine, nell’ambito della manifestazione Vicino/Lontano, è stato assegnato a quello che, oggi, è
l’autore più significativo del Friul
e uno dei maggiori poeti in Italia:
Pier Luigi Cappello.
la voce del friuli
Nato nel 1967, Cappello è vissuto
a lungo a Chiusaforte prima di trasferirsi a Tricesimo.
La sua vita è stata segnata da un
incidente che lo ha costretto su una
sedia a rotelle dall’età di 16 anni,
ma Cappello, che ha superato quel
dramma prorpio grazie alla scrittura (come spiega nel suo primo
romanzo, ‘Questa libertà’, pubblicato da Rizzoli) non ci sta a farsi
definire ‘poeta disabile’.
‘azzurro elementare’
“Mi pare riduttivo parlare di letteratura in questi termini” commenta, tra l’ironico e il sornione,
quando riceve il premio, sul palco
del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. E prosegue “Non so se, sulle
mie gambe, sarei diventato un poeta o un giornalista, un reporter o
un narratore. Certo è che la scrittura è un’urgenza così forte in me,
che non avrei comunque potuto
fare altro”.
E’ assai difficile non amare le poesie di Cappello, oggi raccolte in un
unico volume pubblicato anch’esso da Rizzoli – ‘Azzurro elementare’
-, ci riconciliano col mondo perché
ne ispezionano i recessi più intimi
e gli aspetti più nobili e ci mostrano che, se lo desideriamo davvero,
la banalità non esiste più. Svelano
sentimenti lievi e alti, affetti nuovi
e intonsi, gioie minime e intense, sofferenze acute e travolgenti
trionfi.
E’ ancora più difficile non amare
Cappello, uno sguardo così disarmante e limpido da far intravedere
orizzonti sereni, un sorriso giovanile e buono, una voce lenitrice e
forte capace di andar oltre le ordinarie miserie.
[email protected]
■ in prosa
‘Questa libertà’ di amare la vita con le parole
libertà’, il primo ro‘Q uesta
manzo di Pier Luigi Cap-
scelta di ogni singola parola, eppure fluida da sembrare semplice
pello, racconta il processo di e immediata.
una conquista personale che,
per le sue valenze esistenziali il paese di montagna e i suoi abitanti
e per il suo connettersi con un sono descritti in tutta la loro dipreciso contesto storico e ge- gnitosa e semplice naturalezza e
ografico, collega una vicenda sono i protagonisti di un mondo
individuale con l’esperienza di vissuto con quella pienezza che è
un’intera collettività.
destinata a farsi emozione fortisPaesaggi, situazioni e personaggi sima. La rievocazione del passato,
si delineano con una forte com- senza mai smarrire la dimensioponente lirica e prendono corpo ne lirica, assume così il carattere
in una scrittura rigorosa nella epico del racconto che illustra i
mutamenti fisici e culturali di un
microcosmo e di un intero territorio. “Libertà” è la conquista di chi
non cede allo sconforto e sa reagire, abbracciando la vita per quello
che essa può ancora dare anche
quando, per un incidente, un ragazzo di sedici anni non riconosce come suo il corpo che occupa.
Il grande amore per la letteratura
ha fatto di quel ragazzo, assiduo
lettore di poesie e di romanzi fin
dall’adolescenza, un artista della parola.
ilfriuli
cultura | 49
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
villa MaNiN
Francesca Bacci, pordenonese,
dopo la laurea a Udine e la
specializzazione negli Usa, è
responsabile dei Progetti speciali
al Mart di Rovereto.
■ traMe di CiNeMa
il successo cucito
su misura
C
ome a dire: ‘Con la cultura si può mangiare’. Non
solo: si può anche costruire una brillante carriera tra Italia
e Stati Uniti. Francecsa Bacci,
nata a Pordenone, si è laureata in
Conservazione dei beni culturali a Udine, ha studiato negli Usa,
dove ha anche insegnato, collaborando anche con blasonati
musei (il Guggenheim di Venezia
e New York, il Brooklyn Museum
of Art, il Centre Pompidou e il
Museo Rodin di Parigi). Attualmente lavora come curatore dei
Progetti speciali al Mart di Rovereto, e collabora alla ricerca con
il Centro Interdipartimentale
Mente e Cervello dell’Università
di Trento.
Si è laureata a Udine e poi ha frequentato anche università americane. È
stata dura?
“Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, nel
1997, con 110 e lode, ho ottenuto
una borsa di studio Fulbright,
per frequentare un Master alla
Rutgers University per un anno.
Dopo poche settimane di lezione, però, mi sono accorta che
ne sapevo molto di più dei miei
colleghi. Attraverso un iter burocratico, ho avuto la possibilità
di frequentare un dottorato di ricerca. Ho stretto la cinghia, ma
ce l’ho fatta”.
Cosa dovremmo “rubare” dagli Usa
e quali invece sono i nostri punti di
forza?
“I loro college sono luoghi ideali per studiare. Le biblioteche
sono sempre aperte, l rapporto
coi docenti è più diretto: tutto
molto più semplice”.
luigi
Piccolo
C
“Arte: il mio
pane quotidiano”
Qual è il segreto del successo del
Mart?
“Aver trovato il coraggio di
dare una svolta decisa alla gestione della struttura, puntando su una sensibilità molto contemporanea. In tempi di crisi
siamo stati in grado di tagliare
le consulenze esterne e di prendere in mano mostre ed esposizioni, ottimizzando le nostre
risorse”.
È un modello replicabile?
“Certo. Basterebbe che musei
e gallerie puntassero sui giova-
ni, che possono portare idee ed
energie nuove”.
Nella nostra regione su cosa dovremmo puntare per incentivare il turismo
culturale?
“Nel sistema museale sono stati già compiuti passi da gigante
rispetto a 20, 30 anni fa. Adesso è il momento di puntare sui
progetti culturali di alto livello,
come ‘Pordenonelegge’, le ‘Giornate del cinema muto’, il festival
‘Il volo del jazz’ a Sacile”.
[email protected]
ilfriuli.it
Zigaina: maestro del Novecento
MoStra itiNeraNte. È dedicata
ai 90 anni del più significativo
artista friulano del Novecento
la mostra itinerante ‘Giuseppe
Zigaina. Paesaggio come anatomia. Opera grafica: 19652014’.
Si tratta di un’antologia di 60 opere che ripercorre la storia inventiva e tecnica del grande autore,
imperniata sul rapporto con
l’origine, il territorio, la laguna,
il Redipuglia e il padre, spesso
soggetto della riflessione arti-
arlo Goldoni definì Villa Manin e il suo maestoso Parco un “soggiorno
degno di un re” e lo stupore
che provoca è rimasto intatto fino a oggi, che la dimora
dogale è considerata un prezioso gioiello di cui andare
giustamente fieri. Ecco perché la Villa ha trovato anche una nuova dimensione
diventando polo culturale
in grado di ospitare mostre
ed esposizioni di vario tipo.
Negli anni, si sono succedute varie gestioni e scelte
artistiche differenti sono
state fatte a proposito delle
opere ospitate. Le più recenti
esposizioni sono state una
retrospettiva dedicata alla
fotografia di Robert Capa e
l’esposizione attualmente in
corso.
stica e umana di Zigaina. Realizzata con il sostegno della Regione e del Consiglio regionale,
del Comune di Cervignano terra natale di Zigaina -, della
Fondazione Crup e dell’Accademia udinese di Scienze Lettere ed Arti, la mostra – ospitata
nel centro civico di Cervignano
fino al 2 giugno e poi a Udine,
alla Stamperia d’arte Albicocco
- è curata da Francesca Agostinelli. Fra i contributi, nel catalogo, il testo di Claudio Magris
e le foto di Danilo De Marco.
‘trame di cinema’, questo il titolo,
la straordinaria collezione
di costumi disegnati da Danilo Donati, nel corso della
sua carriera di scenografo e
costumista, e realizzati dalla
storica Sartoria Farani, oggi
diretta dal friulano Luigi
Piccolo.
Nelle 18 stanze sono presenti 111 abiti, perfettamente restaurati, commissionati
da alcuni dei più importanti
maestri del cinema italiano,
da Fellini a Pasolini, da Zeffirelli a Lattuada, a Faenza.
ilfriuli
sport | 51
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Scuffet, talento
‘fatto in casa’
N
iente Europa per l’Udinese
alla quinta stagione con
Guidolin al timone: un risultato che di questi tempi in Friuli
fa storcere il naso, ma che, a detta
del tecnico, ci sta pienamente. “La
stagione non è proprio da buttare”
va ripetendo l’allenatore veneto
che snocciola con convinzione
gli episodi positivi: la finale
di Coppa Italia sfuggita immeritatamente, la salvezza
conquistata virtualmente
con un mese e mezzo di
anticipo dalla fine del campionato e i vari talenti fatti
emergere anche quest’anno.
Effettivamente, nella stagione più nera che bianca
dell’Udinese versione 2013/14,
una delle note più positive è stata senz’ombra di dubbio l’esordio
di un giocatore friulano in prima
squadra (l’ultimo è stato il pordenonese Fabio Rossitto nel lontano
1990, anche lui contro il Bologna).
chiamata in Nazionale Under 19.
Il primo febbraio 2014 è una
data che rimarrà impressa indeinde
lebilmente nella testa e nel cuore
di Scuffet. A 17 anni, 8 mesi e 1
giorno l’esordio in A: più giovane
del grande Buffon. Esattamente
predestina
come Buffon pare un predestinacir
to, a giudicare dalle medesime circostanze dell’esordio: out il primo
du
portiere (Brkic diede forfait dul’allenato
rante il riscaldamento), l’allenatore scelse di scommettere su di lui,
scavalcando il secondo nella scala
gerarchica (l’Under 21 croato Kelava Scuffet esordì con una prepre
lava).
ziosissima vittoria (0-2) in cui riu
riuscì a mantenere la porta inviolata.
Quella prestazione è stata solo la
prima di una serie che nessuno
ha interrotto, facendo arrivare
il portiere non ancora mag
maggiorenne (il 31 maggio com
compirà 18 anni) a totalizzare
16 presenze in campionato
(e un passivo di 22 reti) e 2
in Coppa Italia (con il ‘bat
‘battesimo’ a San Siro).
Simone, ragazzo ‘tipica
‘tipicamente friulano’ per profilo,
temperamento e professiona
professionalità, ha saputo reggere anche
all’assalto dei riflettori costan
costantemente puntati su di lui, man
mantenendo quell’umiltà che ha con
conquistato da subito i tifosi friulani.
Il primo aprile ha già inaugurato
l’Udinese Club a lui dedicato
dai ragazzi della Fai Sport.
Un riconoscimento che fa
sentire il talento friulano
ancor più ‘uno di noi’
“uno di noi”
Il nome di Simone Scuffet è
stato negli ultimi mesi quello più
citato in casa Udinese: a suon di
prestazioni e personalità il 17enne
di Remanzacco si è guadagnato il
grande palcoscenico. Dal 1° febbraio 2014, giorno del suo esordio
nella sfida salvezza a Bologna,
Scuffet ha sempre protetto i
pali della porta bianconera, restituendo il compito a
Zeljko Brkic solo in occasione
dell’ultima di campionato che il
numero 22 ha dovuto disertare
per cause di forza maggiore: la
Il giovane portiere di Remanzacco
è diventato protagonista tra i pali
dell’Udinese, esordendo in serie
A a soli 17 anni.
Il numero uno bianconero
compie 18 anni il 31 maggio
[email protected]
No al Mondiale, sì all’Europeo
S
imone Scuffet alla fine, al
Mondiale ci sperava davvero. Dopo le convocazioni agli
ultimi due stage della squadra
maggiore (in marzo e in aprile)
era stato indicato dagli addetti
ai lavori come il probabile terzo
portiere in Brasile. Le prestazioni sue, di Perin e di Mirante
nelle ultime gare di campionato
hanno però convinto Prandelli
ad affidarsi al giovane portiere
del Genoa, che come il friulano,
non ha ancora vestito la maglia
della Nazionale maggiore (per
lui 27 presenze nelle giovanili tra l’Under 17 e ‘lUnder 21).
Scuffet si può però consolare
con la convocazione di mister
Pane per il Campionato Europeo Under 19 in programma
dal 24 al 29 maggio. Lo aspettano le gare contro Repubblica
Ceca (il 24), Svezia (il 26) e Bulgaria (il 29). Una competizione
che il beniamino bianconero
potrà vivere da protagonista e
non da semplice spettatore.
L’abbraccio con Buffon
la squadra
■ i protagonisti
sorprese e conferme
di stagione
di natalE - L’esplosione del
talentuoso Scuffet non ha
messo in ombra il campione
più importante della storia
dell’Udinese: Totò Di Natale.
Dopo un inizio davvero sottotono, in cui è diventato persino capro
espiatorio
delle ‘malefatte’ della squadra,
il capitano
si è rialzato
e ha ripreso
a meravigliare con
la sua clas- totò Di Natale
se. Solo 4 centri nel girone di
andata, ma 13 nel girone di
ritorno con la tripletta finale
che lo avvicina terribilmente
all’ obiettivo delle 200 reti in
serie A: adesso che è salito a
quota 193, sarebbe un delitto
fermarsi a 7 passi dal traguardo. Per fortuna, anche lui
pare pensarla così.
Bruno FErnandEs – Il portoghese arrivato da Novara ha
saputo convincere Guidolin
delle sue qualità grazie anche alla dedizione e all’impegno costante. In pochi
mesi ha scalzato i compagni
di reparto (Zielinski è colui
che più di tutti ha sofferto la
sua esplosione), diventando
il punto fermo alle spalle di
Di Natale.
WidMEr – L’Udinese lo
ha aspettato quando lui,
nell’estate del 2012, ha chiesto
di rimanere all’Aarau per terminare la carriera scolastica
in Svizzera. E’ arrivato al momento opportuno, colpendo
da subito Guidolin anche per
la padronanza della lingua
italiana, studiata proprio in
previsione dell’approdo in
Friuli. Importante segnale di
quella professionalità che ha
dimostrato anche sul campo,
appropriandosi della fascia
destra che era di pertinenza
assoluta di Basta.
pErEYra – Non è più una
sorpresa, ma ha saputo confermarsi nonostante l’andamento altalenante della
squadra. Ormai è lui l’uomo
mercato.
Gruppo
Gruppoferri
ferriti
tiGuida.
Guida.
decidi
deciditu
tudove
doveandare.
andare.
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ilfriuli
sport | 53
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Michele
pittacolo
stefano scaini e Anna Incerti,
coppia nella corsa e nella vita
L
a medaglia non è arrivata.
Ma le emozioni non sono
mancate. Si potrebbe riassumere così l’avventura regionale
alle Olimpiadi di Sochi che, dopo
ben sei edizioni dei Giochi invernali con gli atleti Fvg sempre sul
podio, ha lasciato i tifosi friulani
‘a bocca asciutta’. In due ci sono
andati vicinissimi. Si tratta della
snowboardista Corinna Boccacini, quarta nello slalom parallelo,
e del combinatista Alessandro
Pittin che, nella prova dal trampolino corto, si è visto strappare
il terzo posto quasi sul traguardo. Nel fondo, Giorgio Di Centa,
nonostante un’ernia alla schiena,
ha archiviato la sua quinta Olimpiade: un dato che, già da solo,
lo iscrive nella storia del sport
azzurro. Debutto positivo per la
sappadina Marina Piller e per
il portacolori dell’Aldo Moro Paluzza Giacomo Matiz, vicino alla
finale nelle gobbe. Ricordi a Cinque Cerchi anche per Sebastian
Colloredo e Giuseppe Michielli
che, proprio dopo Sochi, ha dato
l’addio all’agonismo.
Anche se l’Olimpiade invernale non ci ha regalato medaglie, lo sport
regionale continua a darci grandi soddisfazioni. Tra i volti nuovi,
conferme e talenti pronti a esplodere sulla ribalta internazionale.
Cinque Cerchi
da Sochi a Rio
La neomamma
Chiara Cainero
Verso il Brasile
Se gli sport invernali sono stati
avari di podi, non si può dire altrettanto delle discipline ‘estive’.
Che, con un occhio già rivolto a
Rio 2016, vedono i nostri atleti ai
Daniele
Molmenti
L’ondina
Alice Mizzau
Corinna
Boccacini
Alessia
trost
massimi livelli. Tra le citazioni
d’obbligo, la neomamma Chiara
Cainero che, a pochi mesi dalla nascita del suo Edoardo, è già
tornata ai vertici del tiro a volo.
Sempre più icona del riscatto e
vera ispirazione anche per chi non
pratica sport è l’olimpionico di paraciclismo Michele Pittacolo che,
dopo un infortunio, è tornato a
ruggire come e più di prima sui pedali. Voglia di rivivere le gioie delle medaglie pesanti anche per un
altro protagonista di Londra 2012,
Daniele Molmenti che, dopo un
anno ‘sabbatico’, si appresta a lottare di nuovo tra i big del kayak.
Nell’atletica, in vetrina la coppia
della corsa Stefano Scaini – Anna
Incerti, testimonial vincente
della recente Bavisela. Senza dimenticare la saltatrice Alessia
Trost, una dei gioiellini più attesi
in Brasile. Nel nuoto, continua il
percorso di maturazione di Alice
Mizzau che, in vasca, ormai tiene
testa anche all’ondina azzurra per
eccellenza, Federica Pellegrini.
Infine, in una stagione complessivamente non entusiasmante per
gli sport di squadra, va sottolineato l’exploit del calcio femminile
con quattro friulane - Lisa Boattin (capitano), Sara Mella e Manuela Giugliano del Pordenone e
Nicole Peressotti del Tavagnacco
– salite sul terzo gradino del podio
al Mondiale U17.
Alessandro
pittin
54 | sport
www.ilfriuli.it
| 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | N . 2 1 | il­friuli
Per la quinta volta, la carovana rosa
scala il ‘mostro’ Zoncolan. E in questa
edizione della corsa la tappa friulana
sarà quanto mai decisiva.
Il Giro
si decide
in Friuli
L
a passione del Giro d’Italia per il Friuli non si era
maisopita.E,anchedopoi
momentididifficoltàdelCrostis
nel2011,lacarovanarosanonha
mai smesso di amare le nostre
salite–tralepiùdurealmondo
– e i panorami offerti dalle strade regionali. La prova, qualora
ce ne fosse stato bisogno, arriva
dall’edizione2014dellacorsaattraverso lo Stivale. Per la quinta
volta, infatti, una tappa del Giro
si concluderà con l’arrivo sul
Monte Zoncolan, scalato una
voltadalversantediSutrio(2003)
e altre tre da quello di Ovaro. I
vincitori:nel2003e2007Gilberto Simoni,nel2010Ivan Bassoe
nel2011Igor Anton.
zie all’impegno del patron delle
tapperegionali,Enzo Cainero,e
dell’organizzazione targata Rcs,
l’ascesa all’inferno, come è stata
ribattezzata la Maniago-Monte
Zoncolan, al via sabato 30 maggio,saràdecisivaperlaclassifica
generale, trattandosi della pebenvenuti... all’inferno!
nultima tappa del programma,
primadelgranfinaledella97esiMa la novità è che, mai come maedizione,coni169chilometri
quest’anno,lamagliarosaside- della Gemona-Trieste, con arriciderà sulle nostre salite. Gra- votrionfaleinpiazzaUnitàd’Ita-
liadomenica1°giugno.
Un’occasione unica, insomma,perscoprireorivederetanti meravigliosi scorci del nostro
territorio, che saranno seguiti
in tutto il mondo, oltre che da
moltissimi aficionados dislocati
lungoilpercorsodelleduetappe
regionali.Emozionianonfinire,
dunque, e non solo per gli appassionatidiciclismo!
[email protected]
ilfriuli
sport | 55
| N . 2 1 | 3 0 m a g g i o 2 0 1 4 | www.ilfriuli.it
Il gran ritorno del Pordenone
Dopo cinquant’anni, i neroverdi
ritrovano la Lega Pro. Una corsa
da favola che porta pure la firma
di un friulano doc, Denis Maccan.
B
entornato Pordenone! Il
club neroverde si è ripreso il
calcio che conta, la Lega Pro.
Dalla stagione 2014/2015 in versione unica, che mancava in città da
50 anni. Dalla serie D (ieri quinta
serie), dunque, la società del presidente Mauro Lovisa, che dal 2007
molto ha investito (denaro ma
anche tantissima passione), è ora
in terza fila, a ridosso dell’Olimpo
rappresentato da A e B. Da favola
(e thrilling assieme) il finale, con la
vittoria di Este (2-1 con gol a 5 minuti dalla fine) arrivata per mano,
o meglio per... testa, la sua specialità, di Denis Maccan. Pordenonese, figlio del socio di minoranza
Ezio, ha lasciato proprio il professionismo l’estate scorsa per riportare in alto la squadra del suo territorio. Missione compiuta con lode.
Come quella di Giampaolo Zuzzi,
imprenditore naoniano doc (suo il
Molino) che nel 2004 ha sacrificato
il ‘suo’ Don Bosco per rifondare il
Pordenone.
marcia trionfale
Il trionfo neroverde, giunto
dopo un estenuante duello con i
vicentini del Marano (85 punti a
83), ha ‘risvegliato’ la città. Di partita in partita è aumentato il pubblico sugli spalti del Bottecchia,
avvicinandosi a quota 2 mila nelle
sfide di cartello. ‘Numeroni’ per
queste latitudini. Il tifo dei ramarri si è riscoperto vincente dopo il
secondo posto dello scorso anno,
esperienza servita per porre le
basi del successo. Si è riscoperto
orgoglioso di una squadra di fioretto e martello, di singoli (Emil
Zubin, 27 centri in 28 partite su
tutti) e collettivo, che ha battuto
tutti i record. Si è riscoperto fiero
di mostrare i propri colori: dalla
trasferta magica di Este (4 maggio), alla doppia festa in piazza
XX settembre (la sera del 4 e il 16
maggio).
Il futuro è una splendida storia tutta da scrivere. Da scrivere
(anche) in casa: il Settore giovanile del Pordenone è oramai un
punto di riferimento in regione
e oltre. Al bellissimo centro De
Marchi sta crescendo proprio il
Pordenone di domani, che sforna talenti e risultati. La Juniores
è a un passo dalla final four scudetto, gli Allievi hanno vinto il
titolo Fvg per il quarto anno di
fila. Doppietta negli sperimentali: campioni sia gli Allievi sia i
Giovanissimi.
ATTIVITA’
TAGLIO
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Sviluppo
Da € 500.000 a € 5.000.000
PMI già attive nel mercato ed in fase di crescita
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Fino a € 5.000.000
PMI e aziende più grandi con solida presenza sul mercato
Processi di Merger&Acquisition (MBO, MBI)
Replacement capital, successione familiare ed imprenditoriale
Preparazione alla quotazione in Borsa ed al “trade sale”
Finanziamenti di
accompagnamento alle
partecipate
Fino a € 5.000.000
Prestiti obbligazionari ordinari e convertibili
Mutui ibridi e convertibili
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