IdrosaniTaria
Giornale dei Distributori Idrotermosanitari Italiani
GIUGNO/LUGLIO 2008
Idrosanitaria - 5/2008. Multiplex Editrice. Direttore E. Iannuccelli. Aut. Trib. RE n° 1030 del 28/02/2001
Poste Italiane S.p.A. - Spedizioni in abbonamento postale - 70% - DCB - Reggio Emilia
Showroom di Genova Fegino: stand Falper e Vitruvit
Il design applicato al mondo del bagno
Proposta studio recupero Eremo S. Antonio di Niasca
Convegno Villa Durazzo
Santa Margherita Ligure
N
ella prestigiosa sede della Villa
Durazzo Pallavicini, di Santa
Margherita (GE), venerdì 9 maggio
si è tenuto un convegno, durato
l’intera giornata, nel quale sono
state ampiamente argomentate
la storia dell’Eremo di S. Antonio,
in località Niasca nel comune di
Portofino (GE), il contesto di ubi­
cazione di questo edificio, che si
trova in uno dei siti più “preziosi”
e forse più conosciuti della Liguria:
il Monte di Portofino, che costitui­
sce area protetta sotto il Governo
dell’Ente Parco. Al Convegno hanno
partecipato circa 70 persone tra ar­
chitetti, studiosi, rappresentanti del
Governo del territorio: rappresen­
tanti del Comune, della Provincia di
Genova e della Regione.
La mattina studiosi della So­prin­
tendenza ai Beni Ambientali della
Liguria hanno sviluppato la parte
storica, seguita, poi, dall’intervento,
applauditissimo, della “nostra rela­
trice”, l’Architetto Alessandra
ROTTA, la quale ha proposto, un
recupero “sostenibile” dell’Edificio,
grazie alla preziosa consulenza ed
alla professionalità del nostro Ter­
motecnico Daniele GALLESIO.
Ferma restando la tipologia d’inter­
vento, tipicamente di restauro con­
servativo, la stessa può essere co­
niugata con un riutilizzo del monu­
mento come struttura polivalente
dal Salone del Mobile di Milano,un
attualissimo laccato bianco lucido
proposto per elementi contenito­
ri, mobile sospeso e completati da
lampade a sospensione di grande
effetto.
Per quanto riguarda
VITRUVIT,
marchio
partner Casabagno, lo
stand molto articolato
con struttura di colo­
re scuro, presenta una
selezione dei sanitari
più innovativi, essen­
ziali nelle forme e ve­
ramente unici nelle fi­
niture: lavabi bacinella
di colori originali: effetto pitone,
leopardo, tigre: proposte deriva­
te insomma dallo “stile animalier”
lanciato nel mondo della moda dal­
lo stilista Roberto Cavalli!
per scopi educativi rivolti al mondo
della scuola, al cittadino, al turista.
La proposta dell’Arch. Rotta, con
un singolare approccio marketing
oriented, ha sottolineato la possibi­
lità di una ristrutturazione e di una
successiva gestione ecosostenibile.
Partendo dalla natura di un vecchio
mulino si è pensato alla realizzazio­
ne di un impianto miniidroelettri­
co, mediante lo sfruttamento della
ruota del mulino per generare bas­
sa tensione abbinata ad adeguato
impianto, nonchè alla realizzazione
di un impianto fotovoltaico a celle
policristallino.
Per quanto concerne la produzio­
ne di acqua calda termosanitaria si
propone anche qui la co-generazio­
ne mettendo in vicendevole sup­
porto e interscambio, un sistema
solare, un impianto geotermico a
serpentina orizzontale a gas inerte
e una caldaia a biomassa.
A fine lavori del mattino è seguito
un piacevole ed elegante rinfresco
servito nelle prestigiose sale della
Villa.
Il pomeriggio ha rappresentato mo­
mento di confronto e scambio di
vedute tra i partecipanti con nume­
rosi interventi che hanno mostrato
l’interesse e la viva partecipazio­
ne di relatori e uditori, sia tecnici
che semplici cittadini, desiderosi di
esprimersi su un tema così inte­
ressante. A tutti gli intervenuti, poi,
sono state consegnate le brochure
istituzionali Borea.
E’ opportuno rilevare che del con­
vegno verrà data ampia informazio­
ne sul numero di settembre della
rivista ECO (www.educazioneso­
stenibile.it)
ALL’INTERNO
ella nostra show room più
rappresentativa, per lo meno
per quanto concerne la struttura
e l’ampia superficie destinata alla
presentazione dei nostri prodotti,
i due stand, che si trovano a piano
terra, riescono a proporre in ma­
niera essenziale e contemporanea
il design applicato al mondo del ba­
gno che sempre di più diventa ar­
redamento al pari delle zone living
della casa; questo vale soprattutto
per FALPER, azienda di sicura per­
sonalità, che produce mobili da
bagno completi di sistemi di illu­
minazione: sono presenti soluzioni
in finitura legno, e, direttamente
ALL’INTERNO
N
I reclami.
Problemi o
opportunità
PAG.
7
La ripartizione
delle spese
dalla
contabilizzazione
del calore
PAG.
10, 11
IdrosaniTaria
Musica, birra e promozioni!
Grigliata estiva
Borea Junkers
I
l 27 giugno scorso, presso il
Ad attenderli specialità di carne
in omaggio, un carrello Bosch,
magazzino centrale di Sanremo
alla griglia, birra, vino, intratteni­
con una caldaia, invece, in dono
Valle Armea, Borea e Junkers
mento musicale e tante promo­
una powerbox radio/charger
hanno organizzato un simpatico
zioni da non perdere!
GML24V, dal design solido e
ed ormai tradizionale appunta­
Durante la serata, un buon nu­
originale. Agli installatori che
mento: “La Grigliata estiva”!
mero di installatori ha sotto­
hanno acquistato due caldaie è
L’evento, dedicato agli installa­
scritto le promozioni dedicate
stato dato in omaggio un cellu­
tori, che sono accorsi numerosi,
all’evento!
lare Samsung, mentre è bastato
ha riscosso, ancora una volta, un
Infatti bastava acquistare uno
comprare tre caldaie per porta­
notevole successo di pubblico.
scaldabagno a gas per ricevere
re a casa un TV LCD 19”.
Dal 2 al 6 settembre - Club Baia Samuele
Borea e Vaillant ti regalano
un viaggio in Sicilia!
B
orea e Vaillant regalano a tut­
ti gli installatori un fantastico
viaggio in Sicilia, dal 2 al 6 settembre
2008 presso il Club Baia Samuele a
Scicli (RG).
Per partire gratis basta un impegno
d’acquisto per dieci caldaie, di cui
quattro ritirate entro il 15 luglio
2008.
E con 2 impegni d’acquisto da 10
caldaie, il viaggio è gratis anche per
la moglie! E se un installatore non
raggiunge le 20 caldaie acquistate,
ma vuole portare, comunque, sua
moglie con sè, può farlo, pagando la
differenza sul prezzo del viaggio.
Due ristoranti, quattro bar,
pizzeria, ampia hall con di­
vani e sala TV, piano-bar, di­
scoteca, anfiteatro, cinema
- teatro, due piscine per
adulti (con acqua dolce),
terrazze e solarium, ba­
zaar, boutique, artigia­
nato, giornali e tabacchi, fotografo,
parrucchiere e profumeria, gioielle­
ria, galleria d’arte, nursery, mini club,
junior club, servizio medico e pe­
diatrico ambulatoriale, parcheggio
interno non custodito. A pagamen­
to: centro benessere Abadir, centro
congressi, noleggio auto, servizio
lavanderia, diving (nelle vicinanze),
escursioni, palestra. Questo e non
solo è Baia Samuele.
Una spiaggia di sabbia fine prece­
duta da dune di tipo africano, at­
trezzata con ombrelloni, lettini e
sdraio, centro velico, gazebo mini
club, ristorante e bar. Dista dal cen­
tro del villaggio 400 metri circa ed
è raggiungibile con una passeggiata
a piedi o con navette in servizio dal­
le ore 9 alle 19 “non stop”. Il mare
degrada dolcemente consentendo
a tutti di immergersi con serena
tranquillità.
E, inoltre, è prevista una fantastica
escursione in pullman e con guida
a Modica.
Modica, in provincia di Ragusa,
è tra le più pittoresche città della
provincia e di tutta la Sicilia. . Ciò
che rende la città così unica e affa­
scinante è, prima di tutto, l’aspetto
barocco, di cui il disegno urbano
e centro storico di
Modica abbondano;
inoltre la presenza
di pittoreschi violet­
ti e stradine, ricche
di vecchie botteghe,
casupole o ricchi
palazzi. Vieni con noi
alla scoperta della
magica Sicilia!
IdrosaniTaria
Impianti a biomasse legnose
Costante sviluppo tecnologico
L
a tecnologia del “calore”, nell’ultimo decennio, ha indirizzato i suoi sforzi alla ricerca
dell’aumento dell’efficienza degli
impianti e della riduzione delle emissioni incombuste, con lo
scopo di rendere competitivi, dal
punto di vista energetico ed economico, gli impianti a biomassa.
A livello domestico - potenza impianti da 10-35 kW - la messa a
punto degli impianti a focolare
chiuso permette di sostenere una
combustione secondaria dei gas,
rilasciati nella combustione primaria della biomassa, che consentono
l’aumento dei redimenti, vale a dire
un aumento del calore utilizzabile, l’abbattimento delle emissioni
nocive e la riduzione delle ceneri.
A livello di impianti con potenze
più elevate - 35-100 kW - sempre
per uso domestico o aziendale, la
tecnologia di combustione a fiamma inversa,
il controllo remoto da
parte degli installatori
e l’automatizzazione dei
carichi di biocombustibili, della pulizia degli
scambiatori di calore e
della rimozione delle ceneri offrono un servizio
all’utenza positivamente
comparabile a quello
degli impianti a metano o gasolio, ma con il
valore aggiunto di non
contribuire alle emissioni in atmosfera di carbonio fossile e di utilizzare
fonti energetiche locali.
La diffusione di grandi
impianti - potenze che
vanno dai 100 ai 500
kW - si è affermata per
la fornitura di calore a
grandi edifici, a minireti
di teleriscaldamento o
per usi industriali. Anche in questi casi la tecnologia sviluppata
ha portato ad alti rendimenti e
ad una buona facilità di utilizzo.
Infine per impianti di grande taglia
- oltre i 500 KW -, destinati a fornire calore a un insieme di diverse utenze disperse sul territorio,
la tecnologia e la ricerca hanno
permesso di rendere economico
il riscaldamento centralizzato per
interi paesi e frazioni, garantendo
costi di fornitura competitivi rispetto al gas e al gasolio e sostenendo una filiera di utilizzazione e
approvvigionamento di notevole
interesse su scala locale. In queste
soluzioni impiantistiche, inoltre, la
stessa fonte di calore può essere
utilizzata, attraverso un sistema
di cogenerazione, per produrre
energia elettrica.
Una chiara distinzione va fatta per
conoscere meglio queste metodologie impiantistiche per la generazione del calore. Ci sono i piccoli
impianti di applicazione domestica
(stufe, caminetti e piccole caldaie),
ci sono i grandi impianti per il
riscaldamento centralizzato (impianti condominiali, impianti per
reti di teleriscaldamento e impianti industriali).
Piccoli impianti: stufe e caminetti, sistemi di combustione moderni, che combinano la loro elevata
tecnologia con design adatti a tutte le case. Caldaie, veri e propri
impianti di riscaldamento, che si
adattano, in funzione della loro
potenza, alle esigenze sia di singole abitazioni sia di un condominio.
Sono impianti altamente automatizzati che richiedono solo una minima manutenzione annua.
Il sistema più affermato è quello
della combustione a fiamma inversa, che consiste in un sistema
a due camere di combustione per
mezzo delle quali si ha la combustione completa dei gas oltre che
della biomassa, innalzando il rendimento della caldaia fino all’85%.
Grandi impianti: impianti con caldaie di elevata potenza per la
produzione di calore da destinare
ad una rete di teleriscaldamento,
oppure impianti termo-elettrici
per la produzione di energia elettrica (impianti con ciclo a vapore),
che attraverso un recupero dell’energia termica avanzata, possono immettere calore in una rete di
teleriscaldamento (questi impianti
vengono chiamati impianti di cogenerazione). Alcuni sono idonei
solo per legno già abbastanza secco (per esempio quello proveniente dalle industrie del legno), altri
possono usare legno un po’ più
umido. Questi impianti, appositamente sviluppati per la combustione di biomasse, si basano su sistemi a griglie fisse, oppure mobili,
sistemi che riducono al minimo la
quota di materiale incombusto e
contemporaneamente la riduzione degli inquinanti gassosi.
Facot Chemicals
S
ilicon Sealing Tape è un nastro sigillante innovativo ed universale per raccordi idraulici,
proposto da Facot Chemicals, azienda produttrice
dal 1956 di prodotti chimici e tecnici per la termoidraulica e la manutenzione industriale e civile.
SST riassume i vantaggi dei prodotti tradizionali
utilizzati fino ad ora. I limiti dei vari sistemi di
sigillatura, infatti, sono ben noti agli impiantisti
idraulici, che devono utilizzare più prodotti al fine
di creare diverse soluzioni personalizzate, con il
rischio di cattiva tenuta. Silicon Sealing Tape si
applica come un comune nastro di tenuta, esercitando una leggera tensione sul nastro stesso,
senza una particolare preparazione dei raccordi.
Una volta applicato, sarà sufficiente farlo aderire
bene con le dita e poi stringere normalmente il
raccordo. In caso di necessità, si può riposizionarlo orientandolo a piacimento senza rischi di
perdite.
Questo nastro sigillante è conforme a tutte le normative per il gas e l’acqua ed è utilizzabile con
tutti i metalli, compreso acciaio inox e materiali plastici, fra cui Pvc rigido. I raccordi possono
essere sia di tipo conico che parallelo, secondo
gli standard tradizionali, e anche di notevoli dimensioni. Silicon Sealing Tape è conforme alle
norme europee UNI En 751/2 per le classi A e
Arp, relativamente a sigillanti che consentono il
riposizionamento dei raccordi e certificato Aga
(Australian Gas Association) secondo AG 208/98.
Facot Chemicals lavora in sistema di qualità secondo ISO9001:2000, certificato da TÜV HESSEN.
IdrosaniTaria
Le canne fumarie
Alcune conseguenze
e problemi di installazione
L
e conseguenze dei problemi riguardanti le canne fumarie (inappropriata gestione della condensa,
mancato rispetto delle distanze
dai materiali combustibili e scarsa
tenuta dei condotti) possono essere molto pesanti. Nel peggiore dei
casi possono scatenare un incendio
e/o provocare il crollo parziale di
elementi dell’edificio. È quindi necessario dedicare
particolare attenzione alla progettazione e alla
realizzazione dei
condotti di evacuazione dei fumi
nel rispetto delle
normative tecniche vigenti UNI
CIG ed UNI CTI.
La canna fumaria
deve consentire
l’evacuazione dei
gas combusti, il
più rapidamente
possibile, evitando che la temperatura dei fumi si
abbassi in modo
Esempio di installazione terminale di scarico in posizione
considerevole
NON IDONEA all’interno delle zone di riflusso
rendendo il meccanismo di estrazione
naturale
Condotto
inefficiente.
primario
La funzione di una
canna fumaria è di
consentire quindi
l’evacuazione dei
gas di combustione a partire
5
da un generatore
sino all’ambien4
te esterno, dove
Caldaia
tipo B
verranno poi dispersi. La loro
3
fuoriuscita avviene, nel caso di
tiraggio naturale,
Condotto
2
secondario
per effetto della
diversa densità
1
tra l’aria esterna e la “vena”
ascendente dei
fumi
combusti.
Esempio di setto secondario “sfondato” con inserimento
Ciò significa che
diretto del canale da fumo nel condotto principale: innesto
i gas di combuvietato dalla norma UNICIG 10640:1997
stione s’innalzano
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PROFESSIONE
INDIRIZZO
CAP
COMUNE
PROVINCIA
E-MAIL
Il mio abituale distributore idrotermosanitario è:
In conformità al D. Lgs. 196/2003 sulla tutela dei dati personali, Multiplex garantisce la massima riservatezza dei dati da lei forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione
scrivendo a Multiplex via Monti Urali, 56 42100 Reggio Emilia RE. I dati da lei forniti sono custoditi nel
2/08
nostro archivio elettronico e verranno utilizzati solo per inviarle corrispondenza Multiplex.
DATA
FIRMA
Idrosanitaria viene inviata in omaggio
perché la loro temperatura è superiore a quella ambiente, e se detta
temperatura si abbassa, l’efficacia
della convezione naturale diminuisce. È quindi fondamentale che il
percorso dei gas sia il più diretto
possibile e che la temperatura dei
gas durante questo percorso si abbassi il meno possibile.
La regola della buona tecnica vuole
che le canne fumarie debbano essere verticali, in modo da offrire la
minore resistenza possibile all’evacuazione dei gas (limitando al minimo le perdite di carico). Tuttavia,
sono consentite deviazioni dalla
verticale (variazione d’angolo dell’asse del condotto) sia in casi di
camini singoli che canne fumarie
collettive. In particolare, l’angolo di
deviazione dalla verticale è riportato nelle norme di riferimento UNI
CIG 10641 ed UNI CIG 10845.
Esistono comunque casi che non ammettono disas­samento dalla verticale
quali le canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B (UNI
CIG 10640). La sezione dei condotti
può essere quadrata, rettangolare o
di sezione circolare. Nel caso di una
sezione rettangolare, il lato maggiore può essere al massimo due volte
più grande del lato minore e deve
essere raccordata con raggi opportuni (il riferimento è riportato nella
UNI CIG 7129 ed UNI CIG
10640).
Dal momento in cui i gas sono fuoriusciti dal generatore, la loro temperatura comincia ad abbassarsi.
Se i gas si raffreddano troppo il
vapore acqueo che contengono si
condensa e questa condensa carica
di incombusti e di catrami contenuti nei fumi (nel caso di combustione
da combustibile solido o biocombustibili) si deposita sulle pareti del
condotto sotto forma di “morchia”
oppure fuoriesce dal condotto andando ad intaccare le pareti della muratura. La “morchia”, frutto
come detto della combustione di
biocombustibili o combustibili solidi, in generale è infiammabile ed è
all’origine degli incendi che divampano nei camini per effetto della
combustione degli stessi (condizione di sootfire).
Nel caso di caldaie a condensazione
la condensa prodotta, che non contiene incombusti, è in questo caso
ad elevata acidità (pH = 4.5 – 5.0)
e può essere prodotta in quantità
che arrivano anche a 15 – 20 litri al
giorno. Per evitare che la temperatura dei gas diminuisca troppo rapidamente, dando origine a questi fenomeni di condensa, è importante
che il condotto sia opportunamente coibentato in tutte quelle zone
dove attraversa locali freddi o si
sviluppa completamente all’esterno
dei locali stessi, così come a livello
del fusto sul tetto (estremità superiore del camino che supera il livello del tetto). In una canna fumaria il
tiraggio è funzione sia della sezione
del condotto che della sua altezza.
Più aumenta la sezione, o l’altezza,
o entrambe, più aumenta il tiraggio.
Così, un condotto di 7 m di altezza
con una sezione circolare di diametro 200 mm ha lo stesso tiraggio di
un condotto di 15 m di altezza con
una sezione circolare di 150 mm.
Con un maggior tiraggio aumenta
anche la velocità di evacuazione
dei gas; così si riducono i rischi di
raffreddamento dei gas, di effetti di
condensa del vapore acqueo presente nei fumi e di comparsa della
“morchia” sulle pareti oppure nel
caso di combustibili gassosi, la fuo- stato e della sua compatibilità con il
riuscita della condensa dal condot- generatore che de­ve essere instalto con conseguente deterioramen- lato (bruciatore o camino).
to della muratura.
Se necessario, deve essere eseguito
La sezione di una canna fumaria un test funzionale co­me previsto
deve essere uniforme su tutta l’al- dalla norma UNI CIG 10845 (verifitezza, anche a livello del fusto sul ca di tiraggio, fuoriuscita dei fumi
tetto.
dal canale da fumo e corretta ventiI gas e i fumi, fuoriuscendo dal termi- lazione del locale). La frequenza
nale del camino, devono disperdersi della manutenzione è funzione del
nell’atmosfera; è quindi necessario tipo di combustibile utilizzato.
che il comignolo sia posizionato in E’ possibile trovare un riferimento
modo da agevolare la dispersione. tecnico specifico per quanto conNon deve trovarsi in zone soggette cerne la manutenzione nella norma
a perturbazioni ventose, deve esse- tecnica UNI 10847: 2000 “Impianti
re posizionato al di fuori delle zone fumari singoli per generatori alidi riflusso così come riportato nella mentati con combustibili liquidi e
UNI CIG 7129. Nel caso di un tet- solidi - Manutenzione e controllo
to a terrazza o con una pendenza - Linee guida e procedure”.
inferiore a 15°, la bocca deve so- Occorre provvedere, almeno una
vrastare di almeno 1,20 m il livello volta all’anno, ad un’operazione di
del tetto. La corretta progettazione pulizia e di esame del condotto.
della sezione del condotto fumario In una canna fumaria progettata e
in funzione del tipo di generatore realizzata a regola d’arte, e in buoe di combustibile è delegata alla no stato, in linea di massima non
UNI EN 13384-1 nel caso di singo- devono divampare incendi.
lo generatore oppure alla UNI EN Tuttavia una simile eventualità non
13384-2 nel caso di canali da fumo deve essere completamente ignocollettore. La progettazione può rata ed è proprio questo il motivo
essere eseguita mediante soluzioni per cui devono essere rispettate le
ad estrazione naturale oppure in distanze dai materiali combustibili
pressione (solitamente asservita a che il costruttore del sistema cageneratori a con­
densazione). I materiali che costituiscono il condotto
devono garantire
un isolamento termico soddisfacente,
ma devono anche
essere
resistenti
all’azione
chimica dei prodotti di
combustione nonché all’azione della
temperatura degli
stessi (nel dettaglio
relativo ai condotti
per caldaie a condensazione la norma di riferimento è
la UNI CIG 11071).
Le canne fumarie
possono
essere
realizzate con materiali diversi scelti
in funzione dell’applicazione: acciaio
inossidabile, calcestruzzo, ceramica,
Esempi di installazione
cotto e plastica.
In funzione delle
diverse tipologie di
materiale, ad oggi
esistono
norme
tecniche specifiche
che definiscono i
criteri prestazionali,
le prove iniziali di
tipo e le procedure per la marcatura
CE di prodotto.
Tra le diverse norme di prodotto ricordiamo: UNI EN
1856-1 e UNI EN
1856-2 per condotti e camini metallici,
UNI EN 14471 per
condotti in plastica,
UNI EN 13063-2
per camini con condotti in ceramica e
terracotta.
Si riscontrano sempre con maggiore
frequenza condotti
metallici a parete
semplice o dop­pia. I condotti metal- mino indica nel libretto di installalici con intercapedine comprendo- zione (e riporta a chiare lettere sui
no tra le due pareti un isolante (che propri prodotti).
esso sia lana minerale o aria stati- Concludendo, l’insegnamento che
ca), e rispondono in modo soddisfa- si può allora trarre è che una cancente alle esigenze di coibentazione na fumaria asservita all’evacuazione
e di resistenza al calore e alla cor- dei fumi non deve e non può esrosione. Quando un generatore sere considerata come un’opera
viene raccordato a un condotto accessoria. Deve essere progettata
esistente, è necessario procedere a e realizzata a regola d’arte secondo
una verifica preliminare. Prima di le norme tecniche di settore UNI
eseguire un qualsiasi raccordo su CIG ed UNI CTI, previa un’attenta
un con­dotto esistente, è indispen- riflessione.
sabile che quest’ultimo venga ispeIng. Damiano Crescini - Poliedra s.r.l.
zionato, al fine di accertarsi del suo
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IdrosaniTaria
Pompe e sorgenti
di calore
Continua su Idrosanitaria la collaborazione editoriale con Caleffi SpA
pubblicando alcune pagine dalla rivista Idraulica 33 - Le pompe di calore.
La Redazione ringrazia la disponibilità dell’Editore, Caleffi SpA, e degli
Autori, gli Ingg. Marco e Mario Doninelli dello Studio S.T.C.
PRESTAZIONI
DELLE POMPE DI CALORE
E DEI RELATIVI IMPIANTI
È questo un argomento da considerare con molta attenzione perché,
in merito, è facile trovare indicazioni poco chiare e, anche fuorvianti
(vedi note nel box in basso). Di seguito esamineremo le prestazioni
relative al riscaldamento. Per il raffrescamento, le grandezze in gioco
sono sostanzialmente simili.
PRESTAZIONI ISTANTANEE
DELLE POMPE DI CALORE
Sono riferite a ben determinate
condizioni di prova e individuate
con i seguenti coefficienti:
Coefficiente [ε] relativo al solo
compressore (Figura 1)
È dato dal rapporto fra il calore
ceduto al fluido caldo e l’energia
richiesta dal compressore.
Qc
ε=
W compressore
In pratica, indica la potenza termica ottenibile assorbendo 1 kW
Contatore elettrico
di elettricità per far funzionare il
compressore. Ad esempio, se ε è
uguale a 4, vuol dire che da 1 kW
elettrico se ne ottengono 4 di potenza termica. I valori di ε dipendono principalmente dal salto termico
fra sorgente fredda e fluido caldo:
più piccolo è tale salto e maggiore è il valore di ε, cioè la resa della
pompa di calore. Cosa d’altra parte
assai ovvia in quanto è certamente
più facile trasportare calore da 10 a
30°C, piuttosto che da10 a 50°C.
Coefficiente [COP: Coefficient Of
Performance] relativo al compressore e ai mezzi ausiliari (Figura 2)
ll suo valore (definito dalla norma
EN 255) è dato dal rapporto fra calore ceduto al fluido caldo e l’energia richiesta sia dal compressore
sia dai mezzi ausiliari integrati nella
pompa di calore: dispositivi antigelo, apparecchiature di regolazione e
controllo, circolatori, ventilatori.
Qc
COP =
W compressore
+
W mezzi ausiliari
PRESTAZIONI ANNUALI DEGLI
IMPIANTI
A POMPA DI CALORE
Tali prestazioni sono individuate
col coefficiente COPA, che significa
COP annuale. Il suo valore è dato
dal rapporto fra il calore ceduto al
fluido caldo in un anno e l’energia
totale richiesta per far funzionare
l’impianto (Figura 3).
Contatore calore
COPA =
W
Qf
Qc
Q utile
(annuale)
W totale consumata
(annuale)
È quindi un coefficiente
che dipende non solo dalle
SORGENTI DI CALORE UTILIZZABILI
Per alimentare il lato freddo delle pompe di calore si
possono utilizzare diversi tipi di sorgente. La scelta
dipende essenzialmente dai seguenti aspetti e fattori:
- le caratteristiche dell’ambiente esterno,
- le possibili limitazioni d’ordine normativo,
- le prestazioni richieste,
- il costo dell’impianto,
- i tempi di ritorno del maggior investimento.
Di seguito esamineremo le sorgenti normalmente
utilizzate e le loro caratteristiche principali.
Aria
Come sorgente di calore può essere utilizzata sia
l’aria esterna sia l’aria interna di ricambio. L’aria
e­sterna è sempre disponibile, non richiede mezzi di
captazione costosi e per il suo uso non servono autorizzazioni. Tuttavia con temperature al di sotto dei
5-6°C, le prestazioni delle pompe di calore si abbassano molto e può essere necessario adottare sistemi
integrativi del calore. Per l’aria
di ricambio (normalmente di­
sponibile a circa 20°C) non
esistono gli inconvenienti di
cui sopra, è però disponibile
solo in quantità limitate.
Grandezze relative alla
definizione del coefficiente ε
Contatore elettrico
Contatore calore
Grandezze relative alla
FIGURA 2 definizione del coefficiente COP
Sottosuolo
Nel sottosuolo si trova accumulata una notevole
quantità di energia, di origine soprattutto solare e
geotermica. L’energia solare è accumulata a bassa
profondità, mentre l’energia geotermica è prevalentemente accumulata nelle zone più profonde. L’energia
del sottosuolo può essere utilizzata con l’aiuto dei
seguenti mezzi:
- Acque di falda
- Collettori orizzontali sono realizzati con tubi in materiale plastico e derivano calore da bassa profondità.
- Sonde verticali sono realizzate inserendo tubi in
materiale plastico in fori profondi 100-200 m.
- Pali energetici sono realizzati inserendo tubi in materiale plastico nei pali di cemento delle fondazioni.
Acque di superficie
Anche le acque del mare, dei
laghi, dei corsi d’acqua e degli
stagni possono essere utilizzate come sorgenti di calore.
Va però considerato che, nei
mesi più freddi, queste acque
possono trovarsi a temperature molto basse e anche gelare. Pertanto, come nel caso
prestazioni della pompa di calore,
ma anche dalle specifiche caratteristiche dei vari sistemi di regolazione e di distribuzione dell’e­nergia
termica.
Ed è questo, e solo questo, il coefficiente che va considerato nel calcolare i costi di gestione di un impianto
a pompa di calore nonché i relativi
tempi di ammortamento. Non è facile comunque determinare i valori
del coefficiente COPA in quanto dipendono da diverse variabili spesso
assai indefinite, quali ad esempio:
- le variazioni di temperatura della
sorgente fredda;
Note in merito ai valori di ε e COP
FIGURA 1
dell’aria esterna, il loro uso può richiedere sistemi
integrativi del calore.
I valori di ε e COP devono essere forniti dai Produttori delle
pompe di calore. Il loro valore può essere dato anche mediante
le due grandezze che li determinano indirettamente, vale a dire:
l’energia utile e quella richiesta. Il diagramma sotto riportato
rappresenta i valori del COP relativi ad una pompa di calore
acqua-acqua.
Per evitare forme
di
concorrenza
slea­le, diversi Produttori Europei
han­no adottato si­
stemi di prova comuni ed affidato
le relative misure
a laboratori indi­
pen­denti.
- il sistema di distribuzione e i terminali utilizzati;
- il tipo di regolazione che gestisce
l’impianto;
- il tipo di regolazione che gestisce
la pompa di calore.
Ha un ruolo molto importante anche il numero di attivazioni e disattivazioni del compressore.
Nelle fasi di attivazione, infatti, la
pompa di calore si comporta come
un motore che deve scaldarsi.
Pertanto, in tali fasi, i suoi COP sono
assai inferiori a quelli di riferimento, ottenuti con prove di laboratorio svolte a regime e in condizione
ideali. Per determinare i valori del
coefficiente COPA sono attualmente disponibili formule e software che
tuttavia qui non riporteremo per la
loro complessità.
È auspicabile, in ogni caso, che presto si possa contare su un metodo
di valutazione ufficialmente riconoContatore elettrico
sciuto ed è indispensabile per poter evitare valutazioni soggettive, e,
quindi contestabili, nel redigere la
certificazione energetica degli edifici con pompe di calore.
Per un approfondimento di questo
tema, e nello stesso tempo, per un
salutare confronto con dati reali,
può essere significativo consultare
il sito www.wallonie.be: sito della
Vallonia (regione del Belgio) dedicato all’uso razionale delle energie
alternative.
In tale sito è possibile trovare misure
dirette e continuamente aggiornate
di coefficienti COPA relativi ad impianti di riscaldamento che servono
complessi edilizi ad uso civile.
La campagna di misure, condotta
dalla Faculté Polytechnique di Mons,
è un ottimo esempio di didattica ancorata a problemi concreti ed attuali,
nonché di collaborazione fra il mondo della scuola e quello del lavoro.
FIGURA 3
Contatore calore
Grandezze relative
alla definizione
del coefficiente COPA
IdrosaniTaria
La gestione dei reclami
Problema o opportunità
L
o confermano le statistiche: la
percentuale dei clienti insoddisfatti dopo l’acquisto non è irrilevante, a causa di loro dirette e
autonome scelte. Non bisogna mai
perdere di vista l’accertarsi che
il cliente abbia preso la decisione
giusta. Il solo fatto di sottovalutare il valore e l’importanza dell’assistenza alla vendita e di una precisa
e puntuale informazione al cliente
può avere ricadute pesanti e causare un deterioramento notevole del
rapporto commerciale instaurato.
Ed ecco “i resi”: prodotti non più
integri, manipolati o addirittura
utilizzati in modo improprio e così
via.
Oggi diventa importante gestire
i reclami in modo tale da creare
un’opportunità per la fidelizzazione
della clientela. Nell’attuale congiuntura l’eventuale perdita di clienti
per questa motivazione può essere
veramente deleteria.
Quali regole dovrebbe seguire il
personale addetto alle vendite nella
gestione dei reclami per sorprendere positivamente chi li fa?
Chi se ne intende afferma:
di guadagnare clienti e non perderli in seguito. Il reclamo del cliente,
quindi, può essere vissuto non solo
come un problema, ma anche come
un’opportunità, sia per recuperare
la fiducia del cliente sia per la sua
fidelizzazione.
Da un reclamo, inoltre, l’azienda
può individuare delle strade per
migliorarsi.
Certo sono diversi gli approcci per
affrontare e risolvere i reclami.
Alcuni sono ispirati da un autentico
orientamento al cliente. Altri un po’
meno.
C’è chi nega l’esistenza del problema e cerca di convincere se stesso
che il problema non esiste. Probabile conseguenza di quest’approccio:
il problema si ingrandisce sino a divenire ingestibile.
C’è chi aspetta che, col tempo, il
problema si risolva da solo.
Oppure attende che si ripresenti:
“Perché se è veramente un problema importante, mi verrà segnalato
nuovamente!”.
Probabile conseguenza: l’irritazione
del cliente.
Agendo in questo modo talvolta
- Trattare il reclamo rapidamente,
in tutte le sue fasi: rapidità nell’accettarlo e rapido coinvolgimento
del personale aziendale addetto
per ottenere la migliore soluzione
al problema.
- Concentrarsi sul cliente, ascoltare
con attenzione, mettersi nei suoi
panni. Mostrarsi come suoi alleati e
non giudici istruttori del reclamo.
- Prevenire le situazioni a rischio.
La scoperta di un errore commesso
dall’azienda va anticipato: è inutile e
rischioso attendere che il cliente se
ne accorga. Meglio avvisarlo prima
che sia lui a farsi vivo: il cliente apprezzerà la correttezza e la capacità
di prevenire i reclami.
- Coinvolgere il cliente nella soluzione del problema. Porre domande del tipo ‘Cosa sarebbe giusto, da
parte nostra, fare per lei?’.
Evidenziare sempre ciò che è possibile fare, non ciò che è impossibile.
- Il trattamento dei reclami è una
delle strade per conquistarsi la fedeltà del cliente: la tanto ricercata
soddisfazione del cliente dipende
anche dal modo in cui viene trattato un suo reclamo.
- Non dimenticare mai che i clienti
osservano l’azione di recupero con
maggior attenzione e coinvolgimento che non il rapporto commerciale
di routine. Il modo in cui un’azienda
gestisce e risolve i problemi influenza pertanto in misura enormemente più significativa il giudizio della
clientela sulla qualità del servizio
ricevuto.
- La combinazione di un’azione correttiva eccellente e di una preesistente buona reputazione dei servizi offerti dall’azienda costituisce
una strategia utilissima allo scopo
il problema non si ripresenta più.
Ma non si ripresenta più neppure
il cliente.
C’è chi riconosce l’esistenza del
problema e prepara una risposta,
intesa come difesa o come giustificazione. “Non è colpa nostra, sa...”
oppure “Abbiamo seguito le istruzioni fornite e quindi...”.
Punto debole di quest’approccio è il
voler reagire alla rabbia del cliente,
anziché preoccuparsi di intervenire
prima che il cliente si irriti.
C’è infine chi, non appena emerge
la possibilità di un problema, inizia
un processo di comunicazione col
cliente. Questo può evitare il problema, certamente ridurlo o addirittura trasformare positivamente
una situazione negativa.
E’ stato promesso a un cliente la
consegna per il giorno 15. Oggi è il
12 e si sa che l’ordine fatto non può
partire per arrivare in tempo a destinazione. Si può far finta di niente.
Si può pensare che non sorge alcun
problema. Si può anche attendere
la telefonata del cliente. Oppure,
addirittura, aspettare che “lui” chiami una seconda volta per fornirgli
la risposta che avete preparato: “La
caldaia non è stata consegnata nel
nostro magazzino, ci sono stati problemi di trasporto...”.
E’ meglio sicuramente essere voi,
per primi, a contattare il cliente:
“E’ sorto un problema di consegna. Purtroppo la caldaia arriverà in
cantiere in ritardo, ma vorremmo
sapere se questo è per voi un grosso danno e se è possibile trovare
insieme una soluzione...”.
Questa è l’ottica di autentico
orientamento al cliente. I problemi
andrebbero naturalmente affrontati
con queste modalità.
Quante volte si ascoltano frasi che
invece di soddisfare le esigenze del
cliente che reclama, contribuiscono ad aumentare la sua insoddisfazione. Particolarmente indisponente è la risposta “È sempre stato
cosi!”.
È la tipica risposta del venditore
che non ha alcuna intenzione di
mettere in discussione alcune procedure aziendali. Questa frase è
adottata laddove i comportamenti
sono guidati dall’abitudine o dalla
burocrazia. Questo capita, soprattutto, in certi uffici pubblici, ma, per
la verità, anche in alcune aziende
private. E quando il cliente osa lamentarsi per una procedura lunga,
complessa e snervante la risposta
viene automatica: “È sempre stato
così”.
C’è anche un’altra risposta particolarmente irritante per un cliente
che espone un reclamo o che pone
un problema: “Lei è il primo che ci
dice questo!”. A questo punto la
situazione diventa insopportabile.
Il cliente si sente trattato come un
alieno; più che essere visto come
qualcuno che espone un problema
e cerca una soluzione condivisa ha
la sensazione di essere considerato
lui stesso il problema.
Alcune situazioni concorrenziali
rendono necessario andare al di là
dei motivi del reclamo esposti dal
cliente, cercando di capire il ‘non
detto’. Le lamentele sul prezzo.
Spesso il prezzo è la prima cosa di
cui il cliente si lamenta. Attenzione
però a non sopravvalutare il ruolo
del prezzo oppure pensare che, comunque, il prezzo è tutto.
Spesso, infatti, chi si lamenta del
prezzo in realtà si lamenta del valore ottenuto in cambio. Del resto
lo dimostrano alcune linee strategiche tenute da molte aziende che
mirano prima di tutto alla soddisfazione e alla fedeltà della clientela e che possono essere così sintetizzate: “Quello che il cliente si
ricorda nel tempo è la qualità, non
il prezzo”.
Poi ci sono quelli che non reclamano. Talvolta ricevere pochi reclami da parte della clientela non
sempre può significare che la maggior parte di loro sia soddisfatta,
perché solo una piccola parte dei
clienti insoddisfatti reclama, l’altra
parte, la maggiore, non dice nulla.
Si limita a cambiare fornitore.
Perché questo capita?
Le motivazioni più frequenti sono:
- penso che all’azienda non importi
nulla dei miei reclami;
- ritengo che l’azienda non meriti le
mie segnalazioni, quando potrebbero essere utili per migliorare;
- l’azienda mi rende difficile reclamare; sono troppi moduli da riempire;
- perché, oggi, in una situazione di
mercato sempre più competitivo,
diventa più semplice cambiare fornitore piuttosto che reclamare.
Ecco, quindi, un obbligo in più per il
venditore: dover incentivare questa
‘maggioranza silenziosa’, vale a dire
quei clienti insoddisfatti che non reclamano, a parlare, a manifestarsi.
Le aziende, nel contempo, paradossalmente, dovrebbero essere
preoccupate quando diminuisce il
numero dei reclami fatti dalla clientela.
IdrosaniTaria
Sentinel
S
entinel Performance Solutions ha lanciato sul mercato la soluzione definitiva che libera dal calcare tutte
le utenze domestiche di un appartamento o negozio per
dieci anni. Si tratta di SESI, all’apparenza una semplice
cartuccia che andrà installata sul montante dell’acqua di
Unità anticalcare SESI
SESI agisce nel modo seguente: gli ioni zinco legandosi
al carbonato di calcio modificano la struttura cristallina
e ritardano la formazione del calcare.
rete, almeno tre metri a monte della prima utenza domestica. SESI è un trattamento elettrolitico dell’acqua non
inquinante, che protegge l’intero impianto idrico domestico dalla formazione di incrostazioni di calcare senza
l’utilizzo di magneti o additivi chimici e senza la necessità di alimentazione elettrica. Si basa infatti sul processo
elettrolitico naturale che si verifica quando due metalli
diversi entrano in contatto grazie a un flusso d’acqua.
L’involucro di rame del SESI fa da catodo e il flusso dell’acqua dura lo fa interagire con un anodo che rilascia una
minuscola quantità di ioni zinco. Questi vengono incorporati nel cristallo di carbonato di calcio in formazione,
ritardando la precipitazione e modificandone la struttura
cristallina: in questo modo i sali di durezza sono tenuti in
soluzione o sospensione invece di aderire alle tubazioni,
agli elementi scaldanti negli elettrodomestici, eccetera.
L’unità non richiede alimentazione elettrica. L’unità funzionerà con efficienza per dieci anni, dopo di che dovrà
essere sostituita. Disponibile nei formati per tubi da 16
e 22 mm, SESI è una soluzione rapida ed economica al
problema del calcare che eviterà le antiestetiche incrostazioni sui bordi di lavabi e rubinetti, il bucato rigido e le
incrostazioni che compromettono serpentine e scambiatori di calore. Il suo rapporto prezzo-prestazioni è ottimo,
quando si pensi che una sola unità tratta un’unità abitativa e che può durare fino a dieci anni, senza bisogno di
alcun intervento di manutenzione.
A differenza dei magneti, inoltre, SESI funziona bene anche in condizioni di flusso intermittente o mancante, il
che lo rende adatto a proteggere fra l’altro i serbatoi di
accumulo.
Sentinel Performance Solutions è un produttore leader in
Europa nel campo degli additivi chimici per pulire e pro-
teggere gli impianti di riscaldamento domestici.
I prodotti Sentinel migliorano
l’efficienza energetica degli
impianti e aiutano a ridurre i
consumi di combustibile e la
formazione di anidride carbonica, prolungando la vita dei
componenti.
Calcare senza l’intervento
Sentinel continua a lanciare di SESI
sul mercato prodotti esclusivi, la cui provata efficacia
è testata in laboratori indipendenti, che semplificano il
lavoro dell’installatore e gli
permettono di intervenire con
professionalità anche nelle situazioni più difficili.
Per i prossimi mesi Sentinel
Aragonite: calcare con
sta preparando una gamma
i cristalli modificati
che riprende le sue esclusive,
dall’intervento di SESI
efficaci formulazioni di pulie quindi aghiformi, non
tori, inibitori e riduttori del
facilmente depositabili
rumore per impianti di riscaldamento in una forma nuova e brevettata affinchè immetterli nell’impianto sia veramente questione di pochi
secondi, senza sporcare e senza rischi. Il contenitore del
prodotto si potrà collegare direttamente al radiatore con
un piccolo adattatore e si scaricherà da solo, grazie ad
aria compressa che non pone rischi, non inquina e rimane
del contenitore, non mescolandosi al prodotto ma limitandosi a spingerlo nell’impianto in pochi secondi.
La gamma Rapid Dose sarà pronta per questa estate.
Ad Acquaviva delle Fonti
Gara nazionale per
allievi termotecnici
N
ei giorni 6-7-8 maggio l’Istituto
Professionale “Nicola Chiarulli”
di Acquaviva delle Fonti (BA) ha ospitato l’edizione 2008 della Gara Nazionale tra alunni che hanno conseguito
il Diploma di Qualifica di “Operatore
termico” nell’anno scolastico 20062007. Alla gara hanno partecipato 19
allievi, accompagnati dal proprio docente, in rappresentanza di 19 Istituti
provenienti da tutta Italia. Gli allievi
hanno affrontato 5 prove: una teorica
(quiz su argomenti di termotecnica e
macchine); una grafica (dimensionamento di un impianto di riscaldamento e disegno in Autocad); tre pratiche
(installazione di un impianto frigorifero,
di un impianto idrico e termico, accensione e collaudo di un motore). Come
previsto dal programma, l’Istituto Italiano del Rame ha incontrato i docenti, ai quali ha anche consegnato la più
recente documentazione sulle applicazioni del tubo del rame nell’impiantistica idrotermosanitaria. Questa gara
- ottimamente organizzata dall’IPSIA di
Acquaviva delle Fonti - ha visto tra i
collaboratori alcune aziende associate
all’Istituto Italiano del Rame che hanno
messo a disposizione parte dei materiali di consumo necessari allo svolgimento delle prove. I risultati della Gara
saranno comunicati successivamente
dal Ministero della Pubblica Istruzione;
ricordiamo che l’Istituto vincitore avrà
il compito di ospitare l’edizione 2009.
IdrosaniTaria
Giornale dei Distributori
Idrotermosanitari Italiani
GIUGNO - LUGLIO 2008
Redazione e pubblicità:
MULTIPLEX
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42100 Reggio Emilia RE
Tel. 0522 334094 - Fax 0522 393560
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In redazione:
Stefania Saldi
Loredana Bertolani
Alessandra Aleotti
Consulente legale:
Avv. Matteo Gaccioli
Stampa:
F. STAMPA srl
48014 Castel Bolognese (RA) Italy
Ai sensi e per gli effetti del D. Lgs. 196/2003 che
riunisce in unico contesto la Legge 675/96 e gli
altri decreti legislativi, regolamenti e codici
deontologici Multiplex dichiara che le liste, usate per l’invio in abbonamento postale del giornale Idrosanitaria, provengono da pubblichi
elenchi, conoscibili da chiunque, e che il trattamento dei dati in esse contenuti (art. 12) non
necessita del consenso dell’interessato potrà
chiedere l’aggiornamento, lo verifica o la cancellazione dei suoi dati in ogni momento, scrivendo al titolare dell’archivio c/o: Multiplex - via
Monti Urali, 56 - 42100 Reggio Emilia RE
IdrosaniTaria
Tipologie ed usi degli impianti
Distribuzione del gas
Energia elettrica del sole Migliora la sicurezza
L
a tecnologia fotovoltaica trasforma, in modo diretto, l’energia associata alla radiazione solare
in energia elettrica. I necessari impianti fotovoltaici, in funzione della
loro configurazione elettrica vengono chiamati come:
- Stand Alone, i sistemi autonomi;
- Grid Connected, i sistemi allacciati alla rete elettrica nazionale.
Gli impianti stand alone sono impiegati in caso di utenze a bassissimi consumi energetici e per edifici
ubicati in zone poco accessibili dalla
rete elettrica e, quindi, difficilmente collegabili. Questa tipologia di
soluzione impiantistica prevede la
necessità di ricorrere all’utilizzo di
batterie per accumulare l’energia
elettrica e garantire, di conseguenza, la continuità dell’erogazione anche in quei periodi temporali in cui
il generatore non produce corrente. Un altro componente essenziale
in caso di sistemi autonomi è il regolatore di carica, la cui installazione preserva le batterie da eccessi
di carica ed impedisce la scarica
eccessiva.
MODULO FV
REGOLATORE
DI CARICA
12V
230V
INVERTER
CARICO
BATTERIA
Nei sistemi Grid Connected è la
rete elettrica usuale a fornire
l’energia sufficiente a coprire la
richiesta quando questa non viene
prodotta dal generatore fotovoltaico – accade nei periodi di scarsa o nulla insolazione – mentre la
stessa rete elettrica riceve il surplus di elettricità che il sistema
genera nelle ore di massima incidenza solare. I grid connect sono
impiegati nelle centrali fotovoltaiche e negli impianti inseriti negli
edifici.
M
INVERTER
MODULO FV
QUADRO
ELETTRICO
RETE
ELETTRICA
CONTATORE
BIDIREZIONALE
CARICO
UTENTE
L’integrazione dei moduli fotovoltaici negli edifici offre una serie di
vantaggi:
- riduzione delle perdite dovute alla
distribuzione;
- riduzione della domanda di picco
nei mesi estivi, conseguente ad un
sempre un maggior impiego di condizionatori;
- risparmio nei materiali di investimento degli edifici;
- recupero dell’energia termica;
- utilizzazione come frangisole per
le superfici vetrate esposte a sud. I
moduli fotovoltaici stanno, inoltre,
ottenendo sempre più impieghi, soprattutto in tutti quei casi in cui l’allaccio alla rete nazionale comporterebbe costi sproporzionati rispetto
alle ridotte richieste di energia.
Questa soluzione permette l’economico funzionamento di punti di
illuminazione e segnaletica stradale,
ponti radio e ripetitori televisivi, stazioni per la raccolta dati, batterie di
servizio di roulotte ed imbarcazioni.
La quantità di energia prodotta da
un sistema fotovoltaico è legata ad
una serie di fattori che variano da
impianto ad impianto, ed i più importanti sono:
• latitudine del sito;
• area dell’impianto;
• angolo di inclinazione della superficie colpita dalla radiazione solare ed
angolo d’orientamento rispetto al
sud;
• efficienza e grado di pulizia dei
moduli;
• temperatura delle celle fotovoltaiche;
• rendimento dell’inverter e degli
altri componenti elettrici convenzionali (cavi, interruttori etc.)
igliora la sicurezza nella distribuzione del gas: negli ultimi 5
anni le dispersioni sono diminuite
del 27%, le chiamate al pronto intervento dell’11% e la tempestività di
arrivo sul luogo di chiamata è scesa sotto i 35 minuti. Sono alcuni dei
dati illustrati in occasione del primo
Forum Sicurezza Gas dal Presidente
dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis: “i positivi risultati ottenuti nel quinquennio 2002-2007 per
effetto della regolazione introdotta
toporre ad ispezione, fissati dal Testo
integrato della qualità dei servizi gas,
emesso dall’Autorità.
Dai dati presentati al ‘Forum sicurezza gas’ si legge, in particolare,
che il “numero medio nazionale” di
dispersioni individuate su parti interrate, a seguito di segnalazioni, è
diminuito di oltre il 27%, passando
da 1,24 (per migliaio di clienti) nel
2002 a 0,90 nel 2007, con un miglioramento medio annuo di oltre il 6%
(vedi grafico 1).
GRAFICO 1
Grafico 1: Andamento delle dispersioni localizzate su parti interrate a seguito di
segnalazioni di terzi (ogni 1000 clienti finali)
nel settore, hanno consentito un sostanziale e significativo miglioramento della sicurezza. Si tratta di risultati
raggiunti anche grazie a regole più
severe nella registrazione delle segnalazioni e alle iniziative sviluppate.
In ogni caso l’impegno della Autorità
a favore della sicurezza avrà tutta la
necessaria continuità”.
Nel periodo considerato, il numero
dei controlli, da parte dei distributori, sulla corretta odorizzazione del
gas risulta superiore al minimo obbligatorio fissato dall’Autorità, anche
per effetto degli incentivi introdotti
al numero dei controlli: questi sono
infatti aumentati di oltre il 33% dal
2003 al 2007, passando da un numero medio di 1,38 (ogni mille clienti)
nel 2003 a 1,83 controlli nel 2007.
Emerge anche un più diffuso rispetto
da parte degli esercenti degli obblighi sulle percentuali di rete da sot-
In parallelo, si riscontra una più
puntuale “registrazione delle segnalazioni” anche da parte dei piccoli
esercenti con meno di 10.000 clienti;
nell’insieme, i livelli di sicurezza sono
diventati più omogenei tra distributori di diverse dimensioni.
Nello stesso periodo, il numero
medio nazionale di “chiamate al
pronto intervento” per problemi
dell’impianto di distribuzione, sono
diminuite di circa l’11%, passando da
15,5 (per migliaio di clienti) nel 2002
a 13,8 nel 2007 (vedi grafico 2).
Inoltre, nonostante l’aumento in valore assoluto del numero delle chiamate (oltre 260mila), continua a migliorare la tempestività nell’arrivo sul
luogo di chiamata, scesa a meno di 35
minuti. Il numero medio nazionale di
dispersioni localizzate su parti interrate a seguito di ispezione programmata (per km di rete ispezionata) è
diminuito di oltre il 33%, passando da
0,09 nel 2002 a 0,06 nel 2007.
L’attività di regolazione dell’Autorità,
in questi ultimi anni, si è concentrata
anche sulla qualità del servizio di distribuzione del gas ed in particolare
sulla sicurezza, anche post-contatore. Fra i provvedimenti più recenti:
l’introduzione di un’assicurazione na­­
zionale a favore dei clienti finali coinvolti in un incidente da gas; il rafforzamento delle attività di controllo
della qualità del gas erogato, con particolare riferimento al grado di odorizzazione, con l’ausilio della Guardia
di Finanza e della Stazione Sperimentale per i Combustibili. L’Autorità ha
anche inviato alcune segnalazioni, a
Parlamento e Governo, su temi rilevanti per la sicurezza, con particolare
riferimento all’attuazione della legge
n. 46/90, all’impatto sui consumatori
di canoni eccessivamente onerosi
per l’affidamento del servizio, all’ancor mancante definizione dei tempi
di vita utile dei misuratori del gas.
GRAFICO 2
Grafico 2: Numero di chiamate per pronto intervento su impianto di distribuzione
(ogni 1000 clienti finali)
10
IdrosaniTaria
La regola dell’arte nella realizzazione degli impianti
La ripartizione delle spese
dalla contabilizzazione del calore
R% = (C1+…C8) x 100 /Ct
Dove:
Ct= contabilizzazione del calore
rilevata sulla linea di distribuzione
generale dell’impianto
C1..C8 contabilizzazione del calore rilevata presso le Utenze.
Il consumo complessivo Ct è uguale a:
(c1+c2+c3+c4+c5+c6+c7+c8) x K
PROSPETTO
SPESSORE DI ISOLANTE DA PORRE IN OPERA IN
FUNZIONE DELLA PROPRIA CONDUTTIVITA’ E
DEL DIAMETRO DELLA TUBAZIONE
Conduttività dell’isolante
Condiz.
Riscald.
Con la contabilizzazione del calore si devono raggiungere i seguenti
obiettivi:
a - verifica del rendimento dell’impianto di distribuzione;
b - verifica del sistema di produzione;
c - riparto costi energetici.
Con la verifica del sistema di distribuzione il rendimento è stabilito
dal rapporto fra la sommatoria di
tutte le singole letture delle Utenze
diviso il valore del consumo energetico rilevato alla base del sistema
generale.
Il rendimento dell’impianto è in relazione alle particolari attenzioni
con cui è stato realizzato l’impianto
stesso.
Fattori riduttivi del rendimento
medesimo sono da ricercarsi:
- sulla tipologia delle coibentazioni
delle tubazioni;
- sul dimensionamento degli spessori in relazione alla collocazione
delle tubazioni: sotto traccia nel pavimento; sotto traccia nelle pareti
interne; sotto traccia o nelle camere d’aria delle murature confinanti
con l’esterno;
- dallo schiacciamento della guaina coibente durante la posa del
pavimento.
Osservando correttamente la scelta del coibente termico e la corretta posa delle tubazioni il rendimento di distribuzione può mantenersi
nell’intorno del 95%.
Nell’esemplificazione della fig.1
Il rendimento risulterà da:
diametro della tubazione mm
W / m °C <20 20-3940-59 60-79 80-99 >100
0,030
13 19
26333740
0,032
14 21
29364044
0,034
15 2331394448
0,036
17 25344347
52
0,038
18 283746
51
56
0,040
0,042
0,044
0,046
0,048
203040
223243
243546
2638
50
2841
54
50
54
58
62
66
55
59
63
68
72
60
64
69
74
79
I montanti verticali delle tubazioni devono essere posti al di qua dell’isolamento termico dell’involucro edilizio, verso l’interno del fabbricato, ed i relativi spessori minimi dell’isolamento che risultano da
questo Prospetto devono essere
moltiplicati per 0,5
Per tubazioni correnti, entro strutture non affacciate, nè all’esterno
nè su locali non riscaldati, gli spessori che risultano da questo Prospetto devono essere
moltiplicati per 0,3
Nei sistemi di riscaldamento con
radiatori la “regola dell’arte” pone,
come condizione, affinché si abbia
il massimo rendimento dei corpi
scaldanti, l’interposizione fra il radiatore e l’involucro edilizio di una
pannello di materiale coibente e ri-
flettente (con la parte volta verso
l’interno) in sottile laminato di alluminio, come indicato nella fig. 4.
In mancanza di questa particolare
attenzione avremo una dispersione
volta verso l’esterno di circa il 25%
della potenza erogabile dal radiato-
Predisposizione della copertura
della tubazione con malta cementizia prima di effettuare il
livellamento del pavimento
Livellamento pavimento
Posa tubazione direttamente
sulla caldana senza aver effettato la copertura della tubazione
coibentata con malta cementizia
FIGURA 2
FIGURA 3
re medesimo (fig. 5).
Nei sistemi radianti a pavimento
una particolare attenzione deve essere posta allo spessore del coibente termico a supporto degli anelli
di distribuzione e del massetto
radiante: in presenza di uno spessore del pannello coibente di 25
mm abbiamo una dispersione verso
il basso di circa 7% della potenza
complessiva erogata.
Evidenziamo nelle figure 7 - 8 due
esempi significativi, che fanno alquanto meditare quando vengono
sottovalutati i consumi energetici.
La tendenza è quella di evitare la
disposizione del coibente termico
sotto il massetto radiante per contenere i costi di realizzazione del
sistema radiante.
Come risultato avremo:
- il raddoppio dei costi energetici;
- il raddoppio del sistema erogante
della potenza termica (caldaia e relativi accessori).
Con una valutazione tecnica elementare sul consumo energetico,
si riscontrerebbe che in due stagioni si ammortizza completamente
il prezzo del coibente termico e
si godono i conseguenti risparmi
energetici per gli anni successivi.
FIGURA 6
Queste esemplificazioni pongono in
evidenza come il contenimento dei
consumi energetici dipende esclusivamente dal sistema progettuale.
Una particolare voluta cecità nel
corretto rispetto delle situazioni
sopra esposte ha come conseguenza un sensibile abbassamento del
rendimento energetico.
Un’ultima condizione per finalizzare un corretto contenimento energetico riguarda il bilanciamento dei
sistemi radianti.
Ne segue che il rendimento di distribuzione si pone, per quanto
esposto fra il 95 e il 50%.
Sarebbe opportuno che nella valutazione della “certificazione ener(continua a pagina 11)
FIGURA 7
Massetto di calcestruzzo
Polestirene
Sottofondo di magrone
W emissione verso l’alto
W dispersione verso il basso
15cm kg/cm2 350 λ=1,16
2,5 cm
λ=0,034
kg/cm2 200
λ=1,00
W/m2= 60
W/m2=12
Potenza complessiva erogante W/m2 72
FIGURA 8
Massetto di calcestruzzo
15cm kg/cm2 350 λ=1,16
Sottofondo di magrone
kg/cm2 250 λ=1,05
W emissione verso l’alto
W/m2= 60
W dispersione verso il basso W/m2=70
Potenza complessiva erogante W/m2 130
FIGURA 1
Lo strato della malta cementizia
disposta intorno alla tubazione
per uno spessore variabile da
1,5-2 cm evita la compressione della coibentazione termica
favorendo la massima conducibilità termica entro il circuito
riscaldante o di raffreddamento
nel condizionamento
Lo schiacciamento della coibentazione termica crea una sensibile dispersione del calore nella
fase riscaldamento o del freddo
nella fase condizionamento verso il solaio e nella caldana
FIGURA 4
FIGURA 5
11
IdrosaniTaria
(segue da pagina 10)
getica” si ponesse in risalto la corretta valutazione del rendimento di
distribuzione.
Rendimento di produzione:
Il rendimento di produzione assume una maggiore veridicità del sistema adottato.
Abbiamo quindi:
Caldaie ad alta temperatura 89-91%
Caldaia a condensazione 99-105%
Pompa di calore 95-98%
Sistemi centralizzati urbani (teleriscaldamento) 95-98%
grafico illustrato nella fig. 9 dove
permane ancora un fermo al limite del 60% del rendimento totale
dell’impianto fluidotermico.
Sussistono comunque evidenti segnali che detto limite possa salire al
70-80 % con un’accurata informazione non solo verso le imprese installatrici ma anche verso le singole
Utenze.
Ripartizione costi d’esercizio:
Riportiamo nel presente articolo
una scheda tipo (tab. 1) che evidenzia il sistema di ripartizione spese
costi energetici con riferimento al
Il contenimento dei consumi
energetici:
Fattori che favoriscono il corretto
contenimento energetico:
a - l’involucro edilizio sufficientemente coibentato, conforme alla
normativa di Legge;
b - i doppi vetri;
c - l’applicazione delle valvole termostatiche;
d - l’applicazione delle valvole bypass;
e - la regolazione dei corpi scaldanti;
f - il bilanciamento globale dell’impianto;
g - la termoregolazione.
Con la sensibilità indotta dagli organi di controllo che hanno favorito
l’introduzione della contabilizzazione del calore è aumentata anche la
professionalità delle imprese.
Rimane comunque un’alto residuo
concettuale, come evidenziato nel
contabilizzazione interna
contatore generale CT
rend.to sistema interno
rend.to con rifer Soc distr.
A
Utenza:
n°1
n°2
n°3
n°4
n°5
n°6
n°7
n°8
n°9
n°10
n°11
n°12
n°13
n°14
n°15
n°16
n°17
n°18
n°19
n°20
complessivo kWt utenze =
FIGURA 9
1970
1985
2000
2005
l’impianto.
La ripartizione dei costi è stata eseguita con un’elementare proporzione fra i consumi individuali ed il
totale del sistema.
In altre occasioni detta ripartizione
può seguire altre linee da stabilirsi
nel regolamento condominiale con
l’approvazione da parte del consiglio assembleare come consentito
dalle normative di Legge.
Potremo avere quindi una ripartizione più complessa con:
a - Ripartizione costi relativi al rendimento di produzione con una
suddivisione per valore di proprietà
o per volumetria ambienti.
b - Ripartizione costi relativi al rendimento impianto per volumetria
ambienti.
c - Ripartizione costi in funzione
dei consumi effettivi.
Costo complessivo gestione impianto = (a) + (b) + (c).
Una volta presa visione dei rendimenti è sempre opportuno provvedere, per le gestioni successivi a
graduali miglioramenti.
Il rendimento di produzione può
subire un lieve innalzamento operando sulla termoregolazione di
centrale.
Sarà in ogni modo possibile intervenire per migliorare il rendimento di distribuzione valutando, ambiente per ambiente, ogni singola
termoregolazione e bilanciamento
impianto.
Ing. G. Loffredo
2010
€
m3
kW
84000,00
75000
552801,7
B
C
D
TABELLA 1
kW cons.
kW cons.
%
%
70005,00
82000,00
0,85
0,93
E
F
G
H
Esempio ripartizione costi
riscaldamento ambienti
acqua
riscaldamento
ambienti
B
kW.*
I
€ senza
acqua calda
sanitaria
C = ( €* / kWt) x kW*
2400
2700
3100
2400
6000
3699
4300
3100
3400
4300
3000
2300
1700
4600
5000
3006
4900
5000
3200
1900
70005
2879,8
3239,8
3719,7
2879,8
7199,5
4438,5
5159,6
3719,7
4079,7
5159,6
3599,7
2759,8
2039,9
5519,6
5999,6
3606,9
5879,6
5999,6
3839,7
2279,8
84000,0
Costo Energetico per Utenza
fattura società del gas
gas riscaldamento
equivalenza in
solo riscaldamento. Successivamente verranno riportate altre schede
con: costi complessivi con acqua
sanitaria, pannelli solari ecc.
Le schede evidenziano una ripartizione costi energetici partendo da una
fattura fornita dall’Ente Gestore.
Si evidenziano anche : il rendimento
di produzione e di distribuzione.
Una particolare attenzione deve
essere volta al rendimento di produzione legato a fattori di centrale
termica, mentre al rendimento di
distribuzione competono le dispersioni termiche inerenti alla professionalità con cui è stato realizzato
Officine
Rigamonti
Nome tedesco e
tecnologia tutta
piemontese:
così nasce
un vero Teuton
I
l nome è tedesco, ma la tecnologia è tutta piemontese:
sono le Officine Rigamonti a
dare vita e forma a Teuton,
un riduttore di pressione con
filtro incorporato. Una novità
assoluta per l’azienda di Valduggia (VC), che produce una
vasta gamma di prodotti per
impianti sanitari, riscaldamento, irrigazione ed acquedottistica, e che aggiunge, oggi,
un altro pezzo da novanta alla
sua produzione. Una produzione che da anni vanta standard
qualitativi eccellenti improntati al made in Italy. Ma veniamo a Teuton: un riduttore
di pressione a membrana PN40
adatto per ridurre 40 Bar.
L’elevata precisione delle lavorazioni interne ne garantisce
ottime portate e basse perdite di carico anche con basse
pressioni medie in entrata.
LEGENDA:
( A ) nominativi delle utenze
( B ) trascrizione importo fattura Soc. fornitrice gas
( C ) consumi tecnici indicati nella bolletta
( D ) consumi tecnici rapportati ai Kw complessivi
( E ) contabilizzazione interna utenze
( F ) rilievi dal contatore generale della CT Utenza
( G ) rendimento del sistema interno
( H ) rendimento del sistema rapportato al
contatore del Gestore ( se applicato)
( I ) suddivisione importi per Utenza
Rendimenti significativi utilizzando:
-caldaia ad alta temperatura 78%
-caldaia a condensazione
85%
-teleriscaldamento
95%
Certamente assicura una bella
convenienza questo riduttore di pressione, composto da
un filtro integrato da 500 mk
in entrata al riduttore, a celle
quadre intrecciate a “seta” e
il cestello interno estraibile.
Il suo corpo-Vitone in ottone
e gli altri componenti sempre
in ottone testimoniano la robustezza e la compattezza di
questo pezzo. Inoltre, la guarnizione toroidale del pistone,
in elastomero autolubrificante
a bassissimo attrito, è stata
appositamente formulata per
evitare il cosiddetto stick-slip
all’avvio. E’ arrivato Teuton,
è arrivato il momento di scegliere la tecnologia italiana
dal nome tedesco e dall’anima
piemontese.
Puoi leggere in formato digitale
collegandoti ai seguenti siti internet:
www.multiplexnet.it
www.beltrami.sm
www.borea.it
www.fadalti.it
www.idrosanitariachiari.it
www.sir.it
12
IdrosaniTaria
Classificazione e danni generati
Esplosioni di gas
I
llustrare la pericolosità indotta da
un’esplosione di gas e le conseguenze che possono verificarsi in un edificio in termini strutturali è l’obiettivo di
questo articolo.
Un gas è classificato come un aeriforme caratterizzato da una temperatura critica inferiore alla temperatura ambiente. La natura del gas
fa sì che è disponibile ad una reazione di combustione già nel suo
stato. Il verificarsi di questo fenomeno dipende esclusivamente dalla
concentrazione di gas nella miscela
con l’aria e dall’energia minima di
attivazione della reazione.
Il fenomeno della combustione, talvolta, in dovute condizioni, può degenerare in una esplosione, accompagnata da notevoli aumenti di pressione, calore ed energia cinetica.
Tali aumenti di energia cinetica favoriscono scambi di quantità di
moto, inducendo notevoli danni all’ambiente circostante.
L’esplosione è, di fatto, una reazione della combustione di un gas, rilasciato accidentalmente, in ambiente
che, miscelato in aria libera, può
essere avvertito come un rilascio
di una enorme quantità di energia
sottoforma di calore e luce e/o un
aumento della pressione.
Le esplosioni possono essere classificate come:
1. Esplosioni Confinate;
2. Esplosioni Semi Confinate;
3. Esplosioni Non Confinate.
La prima tipologia è definita come
tale se si realizza all’interno di un
ambiente chiuso, senza superfici di
sfogo.
Le esplosioni semiconfinate, invece,
sono esplosioni inizialmente confinate che hanno uno sfogo attraverso una parete: diversamente dalle
esplosioni confinate dipendono dal­
la geometria interna e dalla velocità
di combustione. Tali parametri influenzano la pressione di picco.
La terza tipologia avviene quando la
miscela di aria gas è in atmosfera
libera, il processo è abbastanza veloce e genera un onda di pressione,
che dipende dalla velocità con cui la
fiamma brucia nella miscela. La pro-
Tabella riepilogativa dei valori delle pressioni
che portano al cedimento degli elementi strutturali
Elemento Strutturale
Pressione di cedimento
(mbar)
Vetri
20-70
Porte
20-30
Tramezzi
20-50
Muri di blocchi
40-50
Muri di mattoni semplici
70-150
pagazione ondosa avviene secondo
un fronte sferico.
L’impatto che può avere un esplosione sulle strutture costruttive
- edifici, parti di impianti industriali,
ecc. - è tale che poche di esse sono
in grado di resistere, a meno che
non siano state progettate specifi-
catamente per tale scopo.
La risposta delle strutture e dei
componenti strutturali ad una sollecitazione, causata da un evento
esplosivo, naturalmente, è da ricercarsi nella durata dell’evento, nella
frequenza propria del sistema e nelle frequenze di risonanza.
Fimi
S1 Solar Protector
Liquido a scambio
termico specifico per
sistemi termosolari ad
elevata temperatura
F
IMI spa ha lanciato, sul mercato nazionale, l’innovativo
liquido inibitore a scambio termico per pannelli solari “S1 SOLAR PROTECTOR”, prodotto dall’azienda leader del settore FERNOX. La maggior parte degli anticongelanti per pannelli solari
presenti sul mercato non sopporta le alte temperature e questo
comporta un degrado più o meno
rapido del prodotto all’interno
del circuito con conseguente
formazione di dannosi depositi
simili a catrame. La formulazione
specifica del nuovo prodotto, invece, ne permette l’impiego in
tutti i sistemi solari ad elevata
temperature: contiene inibitori
di corrosione di tipo volatile, che
proteggono le installazioni sia
quando il prodotto è allo stato
liquido sia quando è allo stato
gassoso a temperature che superano i 180°C. Pronto all’uso protezione contro il gelo fino a
-28°C - non deve essere miscelato con altri liquidi oppure diluito
con acqua o glicole. E’ indicato
per l’uso in applicazioni termosolari con temperature di ristagno che superano i 360°C a condizione che il sistema sia installato e dimensionato correttamente per consentire al liquido
di defluire completamente dai
collettori al raggiungimento della temperatura statica massima.
E’ consigliabile non sottoporlo a
temperature pari o superiori a
180°C per periodi prolungati:
temperature superiori a 200°C
provocano una lenta degradazione del liquido che può causare la
riduzione della vita del prodotto.
S1 SOLAR PROTECTOR offre una
protezione contro la corrosione a
tutti i metalli comunemente utilizzati nelle installazioni termosolari, è compatibile con tutte le
parti non metalliche comunemente presenti ed è compatibile
con tutte le marche e modelli di
pannelli solari. Viene fornito in
confezioni da 10, 20 e 25 litri di
prodotto premiscelato pronto all’uso. Ulteriori informazioni su
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13
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IdrosaniTaria
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14
IdrosaniTaria
Il filtro autopulente di sicurezza che sa quando deve lavarsi
L
e norme tecniche UNI CTI 9182 e UNI
CTI 8065 prevedono l’installazione di
filtri di sicurezza a protezione delle reti di
distribuzione acqua sanitaria per impedire
l’ingresso di corpi estranei quali particelle di
sabbia, scaglie di ruggine e di calcare provenienti dall’acquedotto in grado di danneggiare il funzionamento delle valvole, elettrovalvole e dei miscelatori, nonché talvolta anche
di diminuire l’efficienza dei corpi scaldanti.
Inoltre la presenza di corpi estranei all’interno dell’impianto è in grado di innescare
di frequente temibili processi di corrosione
che possono manifestarsi anche a breve distanza di tempo con la perforazione in più
punti della rete di distribuzione e conseguenti perdite di acqua dal circuito; ma ben
pochi sanno che la presenza di questi corpi
estranei corrodendo le tubazioni è in grado
di favorire il rilascio all’interno del circuito di
metalli pesanti, pericolosi per la salute umana, quali ferro, zinco, nichel e in alcuni casi
piombo, che possono arrivare a superare i
limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di qualità dell’acqua ad uso potabile.
Questo problema può costituire un grave
danneggiamento per il proprietario della
struttura, in quanto nel caso in cui le analisi effettuate dagli organi sanitari competenti
accertino il superamento dei limiti previsti,
l’erogazione dell’acqua deve essere sospesa
e si rende necessario un intervento di pulizia
e sanificazione dell’impianto con successivo
dosaggio di prodotti anticorrosivi in modo
tale da arrestare i fenomeni di corrosione in
atto. Per ovviare a queste problematiche il
buon senso, nonché come sopra anticipato
le norme tecniche di settore, prescrivono
l’installazione in ingresso al circuito di un filtro di sicurezza in grado di impedire l’introduzione di particelle solide.
Senza voler soffermarci sul principio di funzionamento dei filtri di sicurezza, possiamo
per semplicità suddividere i filtri attualmente
in commercio in tre diverse tipologie:
- I filtri manuali: nei filtri manuali l’elemento
filtrante deve essere periodicamente lavato
manualmente (o meglio sostituito) in modo
tale da eliminare le particelle trattenute
durante la filtrazione. Questi filtri, durante
l’operazione di pulizia del filtro richiedono
di interrompere l’erogazione di acqua filtrata
alle utenze.
- I filtri autopulenti semiautomatici: questa tipologia di filtri prevede
la possibilità di effettuare un lavaggio se­mi­
automatico: ovverossia
l’operazione di lavaggio
viene avviata dall’utente
manualmente, ma senza
la necessità di aprire il
filtro e quindi interrompere l’invio di acqua filtrata alle utenze.
- I filtri automatici:
l’evoluzione dei filtri
di sicurezza ha portato
a realizzare negli anni
filtri in cui il lavaggio
viene effettuato completamente in modo
automatico o a intervalli di tempo impostabili dall’utente o, nel
caso di filtri di ultima
generazione, con avvio del lavaggio comandato da un sensore di
pressione differenziale.
Come l’esperienza di molti conferma, spesso
l’utente richiede con quale frequenza debba
essere sostituito o pulito l’elemento filtrante; a questa domanda certo non è facile dare
una risposta univoca in quanto la sostituzione o pulizia dell’elemento filtrante dipende
dalla quantità delle impurità presenti nell’acqua, nonché dalla qualità dell’acqua a monte
del filtro.
Nella pratica purtroppo la sostituzione dell’elemento filtrante, nel caso di filtri manua-
li, finisce per essere effettuata di frequente
quando l’elemento stesso è già oltremodo
sporco e non più in grado di erogare la quantità di acqua richiesta.
Sono presenti sul mercato, per ovviare a
questa situazione, prodotti da un’azienda
leader mondiale, filtri autopulenti automatici
nei quali la pulizia dell’elemento filtrante viene avviata da temporizzatore senza che sia
necessario l’intervento
dell’operatore.
In questa tipologia di
filtri è possibile impostare l’intervallo fra
due lavaggi da minimo
una volta all’ora ad un
massimo di una volta ogni 56 giorni ed in
questo modo adattare
la frequenza dei lavaggi
alla quantità d’acqua in
ingresso, permettendo
un sensibile risparmio
dell’acqua.
Questa linea di filtri peraltro, durante la fase
di lavaggio automatico,
garantisce comunque
l’erogazione di acqua
filtrata all’utenza, evitando in questo modo
di dover far fronte a
fastidiose interruzioni nella distribuzione
d’acqua.
Capita, tuttavia, che l’acqua in alimento agli
impianti possa talvolta presentare improvvisi
carichi di impurità dovuti, ad esempio, a manutenzioni delle reti di distribuzione a monte dell’impianto; in questi casi può capitare
anche nei filtri automatici che l’elemento
filtrante si sporchi anzi tempo e che, quindi,
l’utenza possa disporre di minor acqua temporaneamente fino all’avvio del successivo
lavaggio programmato dal temporizzatore.
Questo inconveniente, seppur con un cer-
to disagio, può essere ancora tollerato se
l’impianto è di ridotte dimensioni come ad
esempio in un’abitazione privata, dove le conseguenze causate dalla ridotta erogazione di
acqua sono di minor entità, salvo comunque
la necessità di provvedere quanto prima a lavare o sostituire l’elemento filtrante.
Ma nel caso di acqua distribuita ad uso pubblico, come ad esempio in alberghi, ospedali
o attività industriali la mancata erogazione
d’acqua, anche se temporanea, può creare
gravi disagi ad individui o a processi di produzione o impianti tecnologici quali circuiti
di raffreddamento o generatori di vapore.
Per far fronte anche ad questo ulteriore inconveniente è stata realizzata una linea di filtri autopulenti automatici nei quali l’avvio del
lavaggio avviene in automatico, ad intervalli di
tempo impostabili, ma ad ulteriore sicurezza è stato previsto un sensore di pressione
differenziale in grado di avviare un lavaggio
supplementare qualora l’elemento filtrante
venga sporcato anzitempo.
Il sensore di pressione è in grado di verificare la corretta esecuzione del lavaggio con
possibilità di ripetere il lavaggio fino ad un
massimo di nove volte; inoltre è stata prevista la possibilità di collegare elettricamente
più filtri in parallelo in modo tale da inibire il
lavaggio contemporaneo di più filtri.
E’ importante segnalare che caratteristica
unica di questi filtri è quella che durante la
fase di lavaggio comunque l’erogazione di acqua filtrata non viene mai interrotta.
La certificazione di questi apparecchi non
si limita solamente a controlli riguardanti la
qualità ed efficienza del prodotto, ma comprende anche il controllo dell’idoneità dei
materiali utilizzati per il consumo umano,
per poter garantire all’utenza un’acqua non
solo semplicemente filtrata, ma anche priva
di rilasci di sostanze indesiderate ed igienicamente sicura.
Cillichemie Italiana - Milano
15
IdrosaniTaria
Simpatia e competenza al vostro servizio
Vi presentiamo la filiale di Albisola
L
a filiale di Albisola (SV) si con­
traddistingue per la facile rag­
giungibilità; è infatti situata a 500
metri dal casello autostradale ed a
100 metri dalla via Aurelia. Buona
la possibilità di parcheggio.
La posizione privilegiata rende il
bacino di utenza della filiale estre­
mamente eterogeneo: artigiani e
privati provengono dalle vallate
circostanti e dalle due riviere da
Arenzano a Vado Ligure.
Un magazzino ben fornito ed in
grado di soddisfare velocemente
le richieste di materiale immedia­
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tela è l’altra carta vincente della
filiale di Albisola.
La squadra di vendita è simpatica
ed affiatata. Questi i sette compo­
nenti: Claudio Gerosa, Domenico
La Rosa (detto Mimmo), addetti
al banco, Samuele Viano, respon­
sabile vendite ingrosso/dettaglio,
Massimo Balocco, addetto ma­
gazzino carico/scarico/consegne,
Claudio Panerati, addetto vendite
sala mostra, Erminia Tanteri (Emy),
in amministrazione, ed ultimo ma
fondamentale, Alessio Viano, re­
sponsabile di Filiale e Sala Mostra.
C’è anche la mascotte: Ombra, un
bellissimo cane lupo!
Il personale addetto alla vendita
è altamente specializzato e tec­
nicamente preparato, forte della
propria esperienza pluridecenna­
le nel settore. Chi meglio di loro
potrà consigliarvi?
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Amministrazione
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