IdrosaniTaria Giornale dei Distributori Idrotermosanitari Italiani GIUGNO/LUGLIO 2008 Idrosanitaria - 5/2008. Multiplex Editrice. Direttore E. Iannuccelli. Aut. Trib. RE n° 1030 del 28/02/2001 Poste Italiane S.p.A. - Spedizioni in abbonamento postale - 70% - DCB - Reggio Emilia Showroom di Genova Fegino: stand Falper e Vitruvit Il design applicato al mondo del bagno Proposta studio recupero Eremo S. Antonio di Niasca Convegno Villa Durazzo Santa Margherita Ligure N ella prestigiosa sede della Villa Durazzo Pallavicini, di Santa Margherita (GE), venerdì 9 maggio si è tenuto un convegno, durato l’intera giornata, nel quale sono state ampiamente argomentate la storia dell’Eremo di S. Antonio, in località Niasca nel comune di Portofino (GE), il contesto di ubi cazione di questo edificio, che si trova in uno dei siti più “preziosi” e forse più conosciuti della Liguria: il Monte di Portofino, che costitui sce area protetta sotto il Governo dell’Ente Parco. Al Convegno hanno partecipato circa 70 persone tra ar chitetti, studiosi, rappresentanti del Governo del territorio: rappresen tanti del Comune, della Provincia di Genova e della Regione. La mattina studiosi della Soprin tendenza ai Beni Ambientali della Liguria hanno sviluppato la parte storica, seguita, poi, dall’intervento, applauditissimo, della “nostra rela trice”, l’Architetto Alessandra ROTTA, la quale ha proposto, un recupero “sostenibile” dell’Edificio, grazie alla preziosa consulenza ed alla professionalità del nostro Ter motecnico Daniele GALLESIO. Ferma restando la tipologia d’inter vento, tipicamente di restauro con servativo, la stessa può essere co niugata con un riutilizzo del monu mento come struttura polivalente dal Salone del Mobile di Milano,un attualissimo laccato bianco lucido proposto per elementi contenito ri, mobile sospeso e completati da lampade a sospensione di grande effetto. Per quanto riguarda VITRUVIT, marchio partner Casabagno, lo stand molto articolato con struttura di colo re scuro, presenta una selezione dei sanitari più innovativi, essen ziali nelle forme e ve ramente unici nelle fi niture: lavabi bacinella di colori originali: effetto pitone, leopardo, tigre: proposte deriva te insomma dallo “stile animalier” lanciato nel mondo della moda dal lo stilista Roberto Cavalli! per scopi educativi rivolti al mondo della scuola, al cittadino, al turista. La proposta dell’Arch. Rotta, con un singolare approccio marketing oriented, ha sottolineato la possibi lità di una ristrutturazione e di una successiva gestione ecosostenibile. Partendo dalla natura di un vecchio mulino si è pensato alla realizzazio ne di un impianto miniidroelettri co, mediante lo sfruttamento della ruota del mulino per generare bas sa tensione abbinata ad adeguato impianto, nonchè alla realizzazione di un impianto fotovoltaico a celle policristallino. Per quanto concerne la produzio ne di acqua calda termosanitaria si propone anche qui la co-generazio ne mettendo in vicendevole sup porto e interscambio, un sistema solare, un impianto geotermico a serpentina orizzontale a gas inerte e una caldaia a biomassa. A fine lavori del mattino è seguito un piacevole ed elegante rinfresco servito nelle prestigiose sale della Villa. Il pomeriggio ha rappresentato mo mento di confronto e scambio di vedute tra i partecipanti con nume rosi interventi che hanno mostrato l’interesse e la viva partecipazio ne di relatori e uditori, sia tecnici che semplici cittadini, desiderosi di esprimersi su un tema così inte ressante. A tutti gli intervenuti, poi, sono state consegnate le brochure istituzionali Borea. E’ opportuno rilevare che del con vegno verrà data ampia informazio ne sul numero di settembre della rivista ECO (www.educazioneso stenibile.it) ALL’INTERNO ella nostra show room più rappresentativa, per lo meno per quanto concerne la struttura e l’ampia superficie destinata alla presentazione dei nostri prodotti, i due stand, che si trovano a piano terra, riescono a proporre in ma niera essenziale e contemporanea il design applicato al mondo del ba gno che sempre di più diventa ar redamento al pari delle zone living della casa; questo vale soprattutto per FALPER, azienda di sicura per sonalità, che produce mobili da bagno completi di sistemi di illu minazione: sono presenti soluzioni in finitura legno, e, direttamente ALL’INTERNO N I reclami. Problemi o opportunità PAG. 7 La ripartizione delle spese dalla contabilizzazione del calore PAG. 10, 11 IdrosaniTaria Musica, birra e promozioni! Grigliata estiva Borea Junkers I l 27 giugno scorso, presso il Ad attenderli specialità di carne in omaggio, un carrello Bosch, magazzino centrale di Sanremo alla griglia, birra, vino, intratteni con una caldaia, invece, in dono Valle Armea, Borea e Junkers mento musicale e tante promo una powerbox radio/charger hanno organizzato un simpatico zioni da non perdere! GML24V, dal design solido e ed ormai tradizionale appunta Durante la serata, un buon nu originale. Agli installatori che mento: “La Grigliata estiva”! mero di installatori ha sotto hanno acquistato due caldaie è L’evento, dedicato agli installa scritto le promozioni dedicate stato dato in omaggio un cellu tori, che sono accorsi numerosi, all’evento! lare Samsung, mentre è bastato ha riscosso, ancora una volta, un Infatti bastava acquistare uno comprare tre caldaie per porta notevole successo di pubblico. scaldabagno a gas per ricevere re a casa un TV LCD 19”. Dal 2 al 6 settembre - Club Baia Samuele Borea e Vaillant ti regalano un viaggio in Sicilia! B orea e Vaillant regalano a tut ti gli installatori un fantastico viaggio in Sicilia, dal 2 al 6 settembre 2008 presso il Club Baia Samuele a Scicli (RG). Per partire gratis basta un impegno d’acquisto per dieci caldaie, di cui quattro ritirate entro il 15 luglio 2008. E con 2 impegni d’acquisto da 10 caldaie, il viaggio è gratis anche per la moglie! E se un installatore non raggiunge le 20 caldaie acquistate, ma vuole portare, comunque, sua moglie con sè, può farlo, pagando la differenza sul prezzo del viaggio. Due ristoranti, quattro bar, pizzeria, ampia hall con di vani e sala TV, piano-bar, di scoteca, anfiteatro, cinema - teatro, due piscine per adulti (con acqua dolce), terrazze e solarium, ba zaar, boutique, artigia nato, giornali e tabacchi, fotografo, parrucchiere e profumeria, gioielle ria, galleria d’arte, nursery, mini club, junior club, servizio medico e pe diatrico ambulatoriale, parcheggio interno non custodito. A pagamen to: centro benessere Abadir, centro congressi, noleggio auto, servizio lavanderia, diving (nelle vicinanze), escursioni, palestra. Questo e non solo è Baia Samuele. Una spiaggia di sabbia fine prece duta da dune di tipo africano, at trezzata con ombrelloni, lettini e sdraio, centro velico, gazebo mini club, ristorante e bar. Dista dal cen tro del villaggio 400 metri circa ed è raggiungibile con una passeggiata a piedi o con navette in servizio dal le ore 9 alle 19 “non stop”. Il mare degrada dolcemente consentendo a tutti di immergersi con serena tranquillità. E, inoltre, è prevista una fantastica escursione in pullman e con guida a Modica. Modica, in provincia di Ragusa, è tra le più pittoresche città della provincia e di tutta la Sicilia. . Ciò che rende la città così unica e affa scinante è, prima di tutto, l’aspetto barocco, di cui il disegno urbano e centro storico di Modica abbondano; inoltre la presenza di pittoreschi violet ti e stradine, ricche di vecchie botteghe, casupole o ricchi palazzi. Vieni con noi alla scoperta della magica Sicilia! IdrosaniTaria Impianti a biomasse legnose Costante sviluppo tecnologico L a tecnologia del “calore”, nell’ultimo decennio, ha indirizzato i suoi sforzi alla ricerca dell’aumento dell’efficienza degli impianti e della riduzione delle emissioni incombuste, con lo scopo di rendere competitivi, dal punto di vista energetico ed economico, gli impianti a biomassa. A livello domestico - potenza impianti da 10-35 kW - la messa a punto degli impianti a focolare chiuso permette di sostenere una combustione secondaria dei gas, rilasciati nella combustione primaria della biomassa, che consentono l’aumento dei redimenti, vale a dire un aumento del calore utilizzabile, l’abbattimento delle emissioni nocive e la riduzione delle ceneri. A livello di impianti con potenze più elevate - 35-100 kW - sempre per uso domestico o aziendale, la tecnologia di combustione a fiamma inversa, il controllo remoto da parte degli installatori e l’automatizzazione dei carichi di biocombustibili, della pulizia degli scambiatori di calore e della rimozione delle ceneri offrono un servizio all’utenza positivamente comparabile a quello degli impianti a metano o gasolio, ma con il valore aggiunto di non contribuire alle emissioni in atmosfera di carbonio fossile e di utilizzare fonti energetiche locali. La diffusione di grandi impianti - potenze che vanno dai 100 ai 500 kW - si è affermata per la fornitura di calore a grandi edifici, a minireti di teleriscaldamento o per usi industriali. Anche in questi casi la tecnologia sviluppata ha portato ad alti rendimenti e ad una buona facilità di utilizzo. Infine per impianti di grande taglia - oltre i 500 KW -, destinati a fornire calore a un insieme di diverse utenze disperse sul territorio, la tecnologia e la ricerca hanno permesso di rendere economico il riscaldamento centralizzato per interi paesi e frazioni, garantendo costi di fornitura competitivi rispetto al gas e al gasolio e sostenendo una filiera di utilizzazione e approvvigionamento di notevole interesse su scala locale. In queste soluzioni impiantistiche, inoltre, la stessa fonte di calore può essere utilizzata, attraverso un sistema di cogenerazione, per produrre energia elettrica. Una chiara distinzione va fatta per conoscere meglio queste metodologie impiantistiche per la generazione del calore. Ci sono i piccoli impianti di applicazione domestica (stufe, caminetti e piccole caldaie), ci sono i grandi impianti per il riscaldamento centralizzato (impianti condominiali, impianti per reti di teleriscaldamento e impianti industriali). Piccoli impianti: stufe e caminetti, sistemi di combustione moderni, che combinano la loro elevata tecnologia con design adatti a tutte le case. Caldaie, veri e propri impianti di riscaldamento, che si adattano, in funzione della loro potenza, alle esigenze sia di singole abitazioni sia di un condominio. Sono impianti altamente automatizzati che richiedono solo una minima manutenzione annua. Il sistema più affermato è quello della combustione a fiamma inversa, che consiste in un sistema a due camere di combustione per mezzo delle quali si ha la combustione completa dei gas oltre che della biomassa, innalzando il rendimento della caldaia fino all’85%. Grandi impianti: impianti con caldaie di elevata potenza per la produzione di calore da destinare ad una rete di teleriscaldamento, oppure impianti termo-elettrici per la produzione di energia elettrica (impianti con ciclo a vapore), che attraverso un recupero dell’energia termica avanzata, possono immettere calore in una rete di teleriscaldamento (questi impianti vengono chiamati impianti di cogenerazione). Alcuni sono idonei solo per legno già abbastanza secco (per esempio quello proveniente dalle industrie del legno), altri possono usare legno un po’ più umido. Questi impianti, appositamente sviluppati per la combustione di biomasse, si basano su sistemi a griglie fisse, oppure mobili, sistemi che riducono al minimo la quota di materiale incombusto e contemporaneamente la riduzione degli inquinanti gassosi. Facot Chemicals S ilicon Sealing Tape è un nastro sigillante innovativo ed universale per raccordi idraulici, proposto da Facot Chemicals, azienda produttrice dal 1956 di prodotti chimici e tecnici per la termoidraulica e la manutenzione industriale e civile. SST riassume i vantaggi dei prodotti tradizionali utilizzati fino ad ora. I limiti dei vari sistemi di sigillatura, infatti, sono ben noti agli impiantisti idraulici, che devono utilizzare più prodotti al fine di creare diverse soluzioni personalizzate, con il rischio di cattiva tenuta. Silicon Sealing Tape si applica come un comune nastro di tenuta, esercitando una leggera tensione sul nastro stesso, senza una particolare preparazione dei raccordi. Una volta applicato, sarà sufficiente farlo aderire bene con le dita e poi stringere normalmente il raccordo. In caso di necessità, si può riposizionarlo orientandolo a piacimento senza rischi di perdite. Questo nastro sigillante è conforme a tutte le normative per il gas e l’acqua ed è utilizzabile con tutti i metalli, compreso acciaio inox e materiali plastici, fra cui Pvc rigido. I raccordi possono essere sia di tipo conico che parallelo, secondo gli standard tradizionali, e anche di notevoli dimensioni. Silicon Sealing Tape è conforme alle norme europee UNI En 751/2 per le classi A e Arp, relativamente a sigillanti che consentono il riposizionamento dei raccordi e certificato Aga (Australian Gas Association) secondo AG 208/98. Facot Chemicals lavora in sistema di qualità secondo ISO9001:2000, certificato da TÜV HESSEN. IdrosaniTaria Le canne fumarie Alcune conseguenze e problemi di installazione L e conseguenze dei problemi riguardanti le canne fumarie (inappropriata gestione della condensa, mancato rispetto delle distanze dai materiali combustibili e scarsa tenuta dei condotti) possono essere molto pesanti. Nel peggiore dei casi possono scatenare un incendio e/o provocare il crollo parziale di elementi dell’edificio. È quindi necessario dedicare particolare attenzione alla progettazione e alla realizzazione dei condotti di evacuazione dei fumi nel rispetto delle normative tecniche vigenti UNI CIG ed UNI CTI. La canna fumaria deve consentire l’evacuazione dei gas combusti, il più rapidamente possibile, evitando che la temperatura dei fumi si abbassi in modo Esempio di installazione terminale di scarico in posizione considerevole NON IDONEA all’interno delle zone di riflusso rendendo il meccanismo di estrazione naturale Condotto inefficiente. primario La funzione di una canna fumaria è di consentire quindi l’evacuazione dei gas di combustione a partire 5 da un generatore sino all’ambien4 te esterno, dove Caldaia tipo B verranno poi dispersi. La loro 3 fuoriuscita avviene, nel caso di tiraggio naturale, Condotto 2 secondario per effetto della diversa densità 1 tra l’aria esterna e la “vena” ascendente dei fumi combusti. Esempio di setto secondario “sfondato” con inserimento Ciò significa che diretto del canale da fumo nel condotto principale: innesto i gas di combuvietato dalla norma UNICIG 10640:1997 stione s’innalzano Vuoi ricevere “IDROSANITARIA” per posta al tuo domicilio? L’indirizzo sull’etichetta va modificato? Compila, in ogni parte, questo tagliando e spediscilo a: MULTIPLEX - Via Monti Urali, 56 42100 Reggio Emilia RE Oppure invialo tramite Fax: 0522 393560 o tramite E-mail: [email protected] NOMINATIVO PROFESSIONE INDIRIZZO CAP COMUNE PROVINCIA E-MAIL Il mio abituale distributore idrotermosanitario è: In conformità al D. Lgs. 196/2003 sulla tutela dei dati personali, Multiplex garantisce la massima riservatezza dei dati da lei forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a Multiplex via Monti Urali, 56 42100 Reggio Emilia RE. I dati da lei forniti sono custoditi nel 2/08 nostro archivio elettronico e verranno utilizzati solo per inviarle corrispondenza Multiplex. DATA FIRMA Idrosanitaria viene inviata in omaggio perché la loro temperatura è superiore a quella ambiente, e se detta temperatura si abbassa, l’efficacia della convezione naturale diminuisce. È quindi fondamentale che il percorso dei gas sia il più diretto possibile e che la temperatura dei gas durante questo percorso si abbassi il meno possibile. La regola della buona tecnica vuole che le canne fumarie debbano essere verticali, in modo da offrire la minore resistenza possibile all’evacuazione dei gas (limitando al minimo le perdite di carico). Tuttavia, sono consentite deviazioni dalla verticale (variazione d’angolo dell’asse del condotto) sia in casi di camini singoli che canne fumarie collettive. In particolare, l’angolo di deviazione dalla verticale è riportato nelle norme di riferimento UNI CIG 10641 ed UNI CIG 10845. Esistono comunque casi che non ammettono disassamento dalla verticale quali le canne fumarie collettive ramificate per apparecchi di tipo B (UNI CIG 10640). La sezione dei condotti può essere quadrata, rettangolare o di sezione circolare. Nel caso di una sezione rettangolare, il lato maggiore può essere al massimo due volte più grande del lato minore e deve essere raccordata con raggi opportuni (il riferimento è riportato nella UNI CIG 7129 ed UNI CIG 10640). Dal momento in cui i gas sono fuoriusciti dal generatore, la loro temperatura comincia ad abbassarsi. Se i gas si raffreddano troppo il vapore acqueo che contengono si condensa e questa condensa carica di incombusti e di catrami contenuti nei fumi (nel caso di combustione da combustibile solido o biocombustibili) si deposita sulle pareti del condotto sotto forma di “morchia” oppure fuoriesce dal condotto andando ad intaccare le pareti della muratura. La “morchia”, frutto come detto della combustione di biocombustibili o combustibili solidi, in generale è infiammabile ed è all’origine degli incendi che divampano nei camini per effetto della combustione degli stessi (condizione di sootfire). Nel caso di caldaie a condensazione la condensa prodotta, che non contiene incombusti, è in questo caso ad elevata acidità (pH = 4.5 – 5.0) e può essere prodotta in quantità che arrivano anche a 15 – 20 litri al giorno. Per evitare che la temperatura dei gas diminuisca troppo rapidamente, dando origine a questi fenomeni di condensa, è importante che il condotto sia opportunamente coibentato in tutte quelle zone dove attraversa locali freddi o si sviluppa completamente all’esterno dei locali stessi, così come a livello del fusto sul tetto (estremità superiore del camino che supera il livello del tetto). In una canna fumaria il tiraggio è funzione sia della sezione del condotto che della sua altezza. Più aumenta la sezione, o l’altezza, o entrambe, più aumenta il tiraggio. Così, un condotto di 7 m di altezza con una sezione circolare di diametro 200 mm ha lo stesso tiraggio di un condotto di 15 m di altezza con una sezione circolare di 150 mm. Con un maggior tiraggio aumenta anche la velocità di evacuazione dei gas; così si riducono i rischi di raffreddamento dei gas, di effetti di condensa del vapore acqueo presente nei fumi e di comparsa della “morchia” sulle pareti oppure nel caso di combustibili gassosi, la fuo- stato e della sua compatibilità con il riuscita della condensa dal condot- generatore che deve essere instalto con conseguente deterioramen- lato (bruciatore o camino). to della muratura. Se necessario, deve essere eseguito La sezione di una canna fumaria un test funzionale come previsto deve essere uniforme su tutta l’al- dalla norma UNI CIG 10845 (verifitezza, anche a livello del fusto sul ca di tiraggio, fuoriuscita dei fumi tetto. dal canale da fumo e corretta ventiI gas e i fumi, fuoriuscendo dal termi- lazione del locale). La frequenza nale del camino, devono disperdersi della manutenzione è funzione del nell’atmosfera; è quindi necessario tipo di combustibile utilizzato. che il comignolo sia posizionato in E’ possibile trovare un riferimento modo da agevolare la dispersione. tecnico specifico per quanto conNon deve trovarsi in zone soggette cerne la manutenzione nella norma a perturbazioni ventose, deve esse- tecnica UNI 10847: 2000 “Impianti re posizionato al di fuori delle zone fumari singoli per generatori alidi riflusso così come riportato nella mentati con combustibili liquidi e UNI CIG 7129. Nel caso di un tet- solidi - Manutenzione e controllo to a terrazza o con una pendenza - Linee guida e procedure”. inferiore a 15°, la bocca deve so- Occorre provvedere, almeno una vrastare di almeno 1,20 m il livello volta all’anno, ad un’operazione di del tetto. La corretta progettazione pulizia e di esame del condotto. della sezione del condotto fumario In una canna fumaria progettata e in funzione del tipo di generatore realizzata a regola d’arte, e in buoe di combustibile è delegata alla no stato, in linea di massima non UNI EN 13384-1 nel caso di singo- devono divampare incendi. lo generatore oppure alla UNI EN Tuttavia una simile eventualità non 13384-2 nel caso di canali da fumo deve essere completamente ignocollettore. La progettazione può rata ed è proprio questo il motivo essere eseguita mediante soluzioni per cui devono essere rispettate le ad estrazione naturale oppure in distanze dai materiali combustibili pressione (solitamente asservita a che il costruttore del sistema cageneratori a con densazione). I materiali che costituiscono il condotto devono garantire un isolamento termico soddisfacente, ma devono anche essere resistenti all’azione chimica dei prodotti di combustione nonché all’azione della temperatura degli stessi (nel dettaglio relativo ai condotti per caldaie a condensazione la norma di riferimento è la UNI CIG 11071). Le canne fumarie possono essere realizzate con materiali diversi scelti in funzione dell’applicazione: acciaio inossidabile, calcestruzzo, ceramica, Esempi di installazione cotto e plastica. In funzione delle diverse tipologie di materiale, ad oggi esistono norme tecniche specifiche che definiscono i criteri prestazionali, le prove iniziali di tipo e le procedure per la marcatura CE di prodotto. Tra le diverse norme di prodotto ricordiamo: UNI EN 1856-1 e UNI EN 1856-2 per condotti e camini metallici, UNI EN 14471 per condotti in plastica, UNI EN 13063-2 per camini con condotti in ceramica e terracotta. Si riscontrano sempre con maggiore frequenza condotti metallici a parete semplice o doppia. I condotti metal- mino indica nel libretto di installalici con intercapedine comprendo- zione (e riporta a chiare lettere sui no tra le due pareti un isolante (che propri prodotti). esso sia lana minerale o aria stati- Concludendo, l’insegnamento che ca), e rispondono in modo soddisfa- si può allora trarre è che una cancente alle esigenze di coibentazione na fumaria asservita all’evacuazione e di resistenza al calore e alla cor- dei fumi non deve e non può esrosione. Quando un generatore sere considerata come un’opera viene raccordato a un condotto accessoria. Deve essere progettata esistente, è necessario procedere a e realizzata a regola d’arte secondo una verifica preliminare. Prima di le norme tecniche di settore UNI eseguire un qualsiasi raccordo su CIG ed UNI CTI, previa un’attenta un condotto esistente, è indispen- riflessione. sabile che quest’ultimo venga ispeIng. Damiano Crescini - Poliedra s.r.l. zionato, al fine di accertarsi del suo pubb_IDROSANITARIA-finita.qxp IdrosaniTaria 08/04/2008 16.10 Pagina 1 Dall’esperienza EDILKAMIN, la gamma più completa di GENERATORI di ACQUA CALDA. IDROKIT: per un’installazione di qualità, in meno tempo e con acqua calda sempre disponibile! • GESTIONE ELETTRONICA • CAPACITÀ 50 LITRI Caldaie a legna in ghisa: acqua calda per tutta la casa con meno emissioni e più rendimento. Termocamini: un cuore tecnologico in diversi modelli, con tanti rivestimenti disponibili. Termostufe a legna: riscaldare con la legna, l’energia a basso costo e rinnovabile. Termostufe a pellet: potenti, ecologiche e automatiche. In tanti modelli e colori. 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PRESTAZIONI ISTANTANEE DELLE POMPE DI CALORE Sono riferite a ben determinate condizioni di prova e individuate con i seguenti coefficienti: Coefficiente [ε] relativo al solo compressore (Figura 1) È dato dal rapporto fra il calore ceduto al fluido caldo e l’energia richiesta dal compressore. Qc ε= W compressore In pratica, indica la potenza termica ottenibile assorbendo 1 kW Contatore elettrico di elettricità per far funzionare il compressore. Ad esempio, se ε è uguale a 4, vuol dire che da 1 kW elettrico se ne ottengono 4 di potenza termica. I valori di ε dipendono principalmente dal salto termico fra sorgente fredda e fluido caldo: più piccolo è tale salto e maggiore è il valore di ε, cioè la resa della pompa di calore. Cosa d’altra parte assai ovvia in quanto è certamente più facile trasportare calore da 10 a 30°C, piuttosto che da10 a 50°C. Coefficiente [COP: Coefficient Of Performance] relativo al compressore e ai mezzi ausiliari (Figura 2) ll suo valore (definito dalla norma EN 255) è dato dal rapporto fra calore ceduto al fluido caldo e l’energia richiesta sia dal compressore sia dai mezzi ausiliari integrati nella pompa di calore: dispositivi antigelo, apparecchiature di regolazione e controllo, circolatori, ventilatori. Qc COP = W compressore + W mezzi ausiliari PRESTAZIONI ANNUALI DEGLI IMPIANTI A POMPA DI CALORE Tali prestazioni sono individuate col coefficiente COPA, che significa COP annuale. Il suo valore è dato dal rapporto fra il calore ceduto al fluido caldo in un anno e l’energia totale richiesta per far funzionare l’impianto (Figura 3). Contatore calore COPA = W Qf Qc Q utile (annuale) W totale consumata (annuale) È quindi un coefficiente che dipende non solo dalle SORGENTI DI CALORE UTILIZZABILI Per alimentare il lato freddo delle pompe di calore si possono utilizzare diversi tipi di sorgente. La scelta dipende essenzialmente dai seguenti aspetti e fattori: - le caratteristiche dell’ambiente esterno, - le possibili limitazioni d’ordine normativo, - le prestazioni richieste, - il costo dell’impianto, - i tempi di ritorno del maggior investimento. Di seguito esamineremo le sorgenti normalmente utilizzate e le loro caratteristiche principali. Aria Come sorgente di calore può essere utilizzata sia l’aria esterna sia l’aria interna di ricambio. L’aria esterna è sempre disponibile, non richiede mezzi di captazione costosi e per il suo uso non servono autorizzazioni. Tuttavia con temperature al di sotto dei 5-6°C, le prestazioni delle pompe di calore si abbassano molto e può essere necessario adottare sistemi integrativi del calore. Per l’aria di ricambio (normalmente di sponibile a circa 20°C) non esistono gli inconvenienti di cui sopra, è però disponibile solo in quantità limitate. Grandezze relative alla definizione del coefficiente ε Contatore elettrico Contatore calore Grandezze relative alla FIGURA 2 definizione del coefficiente COP Sottosuolo Nel sottosuolo si trova accumulata una notevole quantità di energia, di origine soprattutto solare e geotermica. L’energia solare è accumulata a bassa profondità, mentre l’energia geotermica è prevalentemente accumulata nelle zone più profonde. L’energia del sottosuolo può essere utilizzata con l’aiuto dei seguenti mezzi: - Acque di falda - Collettori orizzontali sono realizzati con tubi in materiale plastico e derivano calore da bassa profondità. - Sonde verticali sono realizzate inserendo tubi in materiale plastico in fori profondi 100-200 m. - Pali energetici sono realizzati inserendo tubi in materiale plastico nei pali di cemento delle fondazioni. Acque di superficie Anche le acque del mare, dei laghi, dei corsi d’acqua e degli stagni possono essere utilizzate come sorgenti di calore. Va però considerato che, nei mesi più freddi, queste acque possono trovarsi a temperature molto basse e anche gelare. Pertanto, come nel caso prestazioni della pompa di calore, ma anche dalle specifiche caratteristiche dei vari sistemi di regolazione e di distribuzione dell’energia termica. Ed è questo, e solo questo, il coefficiente che va considerato nel calcolare i costi di gestione di un impianto a pompa di calore nonché i relativi tempi di ammortamento. Non è facile comunque determinare i valori del coefficiente COPA in quanto dipendono da diverse variabili spesso assai indefinite, quali ad esempio: - le variazioni di temperatura della sorgente fredda; Note in merito ai valori di ε e COP FIGURA 1 dell’aria esterna, il loro uso può richiedere sistemi integrativi del calore. I valori di ε e COP devono essere forniti dai Produttori delle pompe di calore. Il loro valore può essere dato anche mediante le due grandezze che li determinano indirettamente, vale a dire: l’energia utile e quella richiesta. Il diagramma sotto riportato rappresenta i valori del COP relativi ad una pompa di calore acqua-acqua. Per evitare forme di concorrenza sleale, diversi Produttori Europei hanno adottato si stemi di prova comuni ed affidato le relative misure a laboratori indi pendenti. - il sistema di distribuzione e i terminali utilizzati; - il tipo di regolazione che gestisce l’impianto; - il tipo di regolazione che gestisce la pompa di calore. Ha un ruolo molto importante anche il numero di attivazioni e disattivazioni del compressore. Nelle fasi di attivazione, infatti, la pompa di calore si comporta come un motore che deve scaldarsi. Pertanto, in tali fasi, i suoi COP sono assai inferiori a quelli di riferimento, ottenuti con prove di laboratorio svolte a regime e in condizione ideali. Per determinare i valori del coefficiente COPA sono attualmente disponibili formule e software che tuttavia qui non riporteremo per la loro complessità. È auspicabile, in ogni caso, che presto si possa contare su un metodo di valutazione ufficialmente riconoContatore elettrico sciuto ed è indispensabile per poter evitare valutazioni soggettive, e, quindi contestabili, nel redigere la certificazione energetica degli edifici con pompe di calore. Per un approfondimento di questo tema, e nello stesso tempo, per un salutare confronto con dati reali, può essere significativo consultare il sito www.wallonie.be: sito della Vallonia (regione del Belgio) dedicato all’uso razionale delle energie alternative. In tale sito è possibile trovare misure dirette e continuamente aggiornate di coefficienti COPA relativi ad impianti di riscaldamento che servono complessi edilizi ad uso civile. La campagna di misure, condotta dalla Faculté Polytechnique di Mons, è un ottimo esempio di didattica ancorata a problemi concreti ed attuali, nonché di collaborazione fra il mondo della scuola e quello del lavoro. FIGURA 3 Contatore calore Grandezze relative alla definizione del coefficiente COPA IdrosaniTaria La gestione dei reclami Problema o opportunità L o confermano le statistiche: la percentuale dei clienti insoddisfatti dopo l’acquisto non è irrilevante, a causa di loro dirette e autonome scelte. Non bisogna mai perdere di vista l’accertarsi che il cliente abbia preso la decisione giusta. Il solo fatto di sottovalutare il valore e l’importanza dell’assistenza alla vendita e di una precisa e puntuale informazione al cliente può avere ricadute pesanti e causare un deterioramento notevole del rapporto commerciale instaurato. Ed ecco “i resi”: prodotti non più integri, manipolati o addirittura utilizzati in modo improprio e così via. Oggi diventa importante gestire i reclami in modo tale da creare un’opportunità per la fidelizzazione della clientela. Nell’attuale congiuntura l’eventuale perdita di clienti per questa motivazione può essere veramente deleteria. Quali regole dovrebbe seguire il personale addetto alle vendite nella gestione dei reclami per sorprendere positivamente chi li fa? Chi se ne intende afferma: di guadagnare clienti e non perderli in seguito. Il reclamo del cliente, quindi, può essere vissuto non solo come un problema, ma anche come un’opportunità, sia per recuperare la fiducia del cliente sia per la sua fidelizzazione. Da un reclamo, inoltre, l’azienda può individuare delle strade per migliorarsi. Certo sono diversi gli approcci per affrontare e risolvere i reclami. Alcuni sono ispirati da un autentico orientamento al cliente. Altri un po’ meno. C’è chi nega l’esistenza del problema e cerca di convincere se stesso che il problema non esiste. Probabile conseguenza di quest’approccio: il problema si ingrandisce sino a divenire ingestibile. C’è chi aspetta che, col tempo, il problema si risolva da solo. Oppure attende che si ripresenti: “Perché se è veramente un problema importante, mi verrà segnalato nuovamente!”. Probabile conseguenza: l’irritazione del cliente. Agendo in questo modo talvolta - Trattare il reclamo rapidamente, in tutte le sue fasi: rapidità nell’accettarlo e rapido coinvolgimento del personale aziendale addetto per ottenere la migliore soluzione al problema. - Concentrarsi sul cliente, ascoltare con attenzione, mettersi nei suoi panni. Mostrarsi come suoi alleati e non giudici istruttori del reclamo. - Prevenire le situazioni a rischio. La scoperta di un errore commesso dall’azienda va anticipato: è inutile e rischioso attendere che il cliente se ne accorga. Meglio avvisarlo prima che sia lui a farsi vivo: il cliente apprezzerà la correttezza e la capacità di prevenire i reclami. - Coinvolgere il cliente nella soluzione del problema. Porre domande del tipo ‘Cosa sarebbe giusto, da parte nostra, fare per lei?’. Evidenziare sempre ciò che è possibile fare, non ciò che è impossibile. - Il trattamento dei reclami è una delle strade per conquistarsi la fedeltà del cliente: la tanto ricercata soddisfazione del cliente dipende anche dal modo in cui viene trattato un suo reclamo. - Non dimenticare mai che i clienti osservano l’azione di recupero con maggior attenzione e coinvolgimento che non il rapporto commerciale di routine. Il modo in cui un’azienda gestisce e risolve i problemi influenza pertanto in misura enormemente più significativa il giudizio della clientela sulla qualità del servizio ricevuto. - La combinazione di un’azione correttiva eccellente e di una preesistente buona reputazione dei servizi offerti dall’azienda costituisce una strategia utilissima allo scopo il problema non si ripresenta più. Ma non si ripresenta più neppure il cliente. C’è chi riconosce l’esistenza del problema e prepara una risposta, intesa come difesa o come giustificazione. “Non è colpa nostra, sa...” oppure “Abbiamo seguito le istruzioni fornite e quindi...”. Punto debole di quest’approccio è il voler reagire alla rabbia del cliente, anziché preoccuparsi di intervenire prima che il cliente si irriti. C’è infine chi, non appena emerge la possibilità di un problema, inizia un processo di comunicazione col cliente. Questo può evitare il problema, certamente ridurlo o addirittura trasformare positivamente una situazione negativa. E’ stato promesso a un cliente la consegna per il giorno 15. Oggi è il 12 e si sa che l’ordine fatto non può partire per arrivare in tempo a destinazione. Si può far finta di niente. Si può pensare che non sorge alcun problema. Si può anche attendere la telefonata del cliente. Oppure, addirittura, aspettare che “lui” chiami una seconda volta per fornirgli la risposta che avete preparato: “La caldaia non è stata consegnata nel nostro magazzino, ci sono stati problemi di trasporto...”. E’ meglio sicuramente essere voi, per primi, a contattare il cliente: “E’ sorto un problema di consegna. Purtroppo la caldaia arriverà in cantiere in ritardo, ma vorremmo sapere se questo è per voi un grosso danno e se è possibile trovare insieme una soluzione...”. Questa è l’ottica di autentico orientamento al cliente. I problemi andrebbero naturalmente affrontati con queste modalità. Quante volte si ascoltano frasi che invece di soddisfare le esigenze del cliente che reclama, contribuiscono ad aumentare la sua insoddisfazione. Particolarmente indisponente è la risposta “È sempre stato cosi!”. È la tipica risposta del venditore che non ha alcuna intenzione di mettere in discussione alcune procedure aziendali. Questa frase è adottata laddove i comportamenti sono guidati dall’abitudine o dalla burocrazia. Questo capita, soprattutto, in certi uffici pubblici, ma, per la verità, anche in alcune aziende private. E quando il cliente osa lamentarsi per una procedura lunga, complessa e snervante la risposta viene automatica: “È sempre stato così”. C’è anche un’altra risposta particolarmente irritante per un cliente che espone un reclamo o che pone un problema: “Lei è il primo che ci dice questo!”. A questo punto la situazione diventa insopportabile. Il cliente si sente trattato come un alieno; più che essere visto come qualcuno che espone un problema e cerca una soluzione condivisa ha la sensazione di essere considerato lui stesso il problema. Alcune situazioni concorrenziali rendono necessario andare al di là dei motivi del reclamo esposti dal cliente, cercando di capire il ‘non detto’. Le lamentele sul prezzo. Spesso il prezzo è la prima cosa di cui il cliente si lamenta. Attenzione però a non sopravvalutare il ruolo del prezzo oppure pensare che, comunque, il prezzo è tutto. Spesso, infatti, chi si lamenta del prezzo in realtà si lamenta del valore ottenuto in cambio. Del resto lo dimostrano alcune linee strategiche tenute da molte aziende che mirano prima di tutto alla soddisfazione e alla fedeltà della clientela e che possono essere così sintetizzate: “Quello che il cliente si ricorda nel tempo è la qualità, non il prezzo”. Poi ci sono quelli che non reclamano. Talvolta ricevere pochi reclami da parte della clientela non sempre può significare che la maggior parte di loro sia soddisfatta, perché solo una piccola parte dei clienti insoddisfatti reclama, l’altra parte, la maggiore, non dice nulla. Si limita a cambiare fornitore. Perché questo capita? Le motivazioni più frequenti sono: - penso che all’azienda non importi nulla dei miei reclami; - ritengo che l’azienda non meriti le mie segnalazioni, quando potrebbero essere utili per migliorare; - l’azienda mi rende difficile reclamare; sono troppi moduli da riempire; - perché, oggi, in una situazione di mercato sempre più competitivo, diventa più semplice cambiare fornitore piuttosto che reclamare. Ecco, quindi, un obbligo in più per il venditore: dover incentivare questa ‘maggioranza silenziosa’, vale a dire quei clienti insoddisfatti che non reclamano, a parlare, a manifestarsi. Le aziende, nel contempo, paradossalmente, dovrebbero essere preoccupate quando diminuisce il numero dei reclami fatti dalla clientela. IdrosaniTaria Sentinel S entinel Performance Solutions ha lanciato sul mercato la soluzione definitiva che libera dal calcare tutte le utenze domestiche di un appartamento o negozio per dieci anni. Si tratta di SESI, all’apparenza una semplice cartuccia che andrà installata sul montante dell’acqua di Unità anticalcare SESI SESI agisce nel modo seguente: gli ioni zinco legandosi al carbonato di calcio modificano la struttura cristallina e ritardano la formazione del calcare. rete, almeno tre metri a monte della prima utenza domestica. SESI è un trattamento elettrolitico dell’acqua non inquinante, che protegge l’intero impianto idrico domestico dalla formazione di incrostazioni di calcare senza l’utilizzo di magneti o additivi chimici e senza la necessità di alimentazione elettrica. Si basa infatti sul processo elettrolitico naturale che si verifica quando due metalli diversi entrano in contatto grazie a un flusso d’acqua. L’involucro di rame del SESI fa da catodo e il flusso dell’acqua dura lo fa interagire con un anodo che rilascia una minuscola quantità di ioni zinco. Questi vengono incorporati nel cristallo di carbonato di calcio in formazione, ritardando la precipitazione e modificandone la struttura cristallina: in questo modo i sali di durezza sono tenuti in soluzione o sospensione invece di aderire alle tubazioni, agli elementi scaldanti negli elettrodomestici, eccetera. L’unità non richiede alimentazione elettrica. L’unità funzionerà con efficienza per dieci anni, dopo di che dovrà essere sostituita. Disponibile nei formati per tubi da 16 e 22 mm, SESI è una soluzione rapida ed economica al problema del calcare che eviterà le antiestetiche incrostazioni sui bordi di lavabi e rubinetti, il bucato rigido e le incrostazioni che compromettono serpentine e scambiatori di calore. Il suo rapporto prezzo-prestazioni è ottimo, quando si pensi che una sola unità tratta un’unità abitativa e che può durare fino a dieci anni, senza bisogno di alcun intervento di manutenzione. A differenza dei magneti, inoltre, SESI funziona bene anche in condizioni di flusso intermittente o mancante, il che lo rende adatto a proteggere fra l’altro i serbatoi di accumulo. Sentinel Performance Solutions è un produttore leader in Europa nel campo degli additivi chimici per pulire e pro- teggere gli impianti di riscaldamento domestici. I prodotti Sentinel migliorano l’efficienza energetica degli impianti e aiutano a ridurre i consumi di combustibile e la formazione di anidride carbonica, prolungando la vita dei componenti. Calcare senza l’intervento Sentinel continua a lanciare di SESI sul mercato prodotti esclusivi, la cui provata efficacia è testata in laboratori indipendenti, che semplificano il lavoro dell’installatore e gli permettono di intervenire con professionalità anche nelle situazioni più difficili. Per i prossimi mesi Sentinel Aragonite: calcare con sta preparando una gamma i cristalli modificati che riprende le sue esclusive, dall’intervento di SESI efficaci formulazioni di pulie quindi aghiformi, non tori, inibitori e riduttori del facilmente depositabili rumore per impianti di riscaldamento in una forma nuova e brevettata affinchè immetterli nell’impianto sia veramente questione di pochi secondi, senza sporcare e senza rischi. Il contenitore del prodotto si potrà collegare direttamente al radiatore con un piccolo adattatore e si scaricherà da solo, grazie ad aria compressa che non pone rischi, non inquina e rimane del contenitore, non mescolandosi al prodotto ma limitandosi a spingerlo nell’impianto in pochi secondi. La gamma Rapid Dose sarà pronta per questa estate. Ad Acquaviva delle Fonti Gara nazionale per allievi termotecnici N ei giorni 6-7-8 maggio l’Istituto Professionale “Nicola Chiarulli” di Acquaviva delle Fonti (BA) ha ospitato l’edizione 2008 della Gara Nazionale tra alunni che hanno conseguito il Diploma di Qualifica di “Operatore termico” nell’anno scolastico 20062007. Alla gara hanno partecipato 19 allievi, accompagnati dal proprio docente, in rappresentanza di 19 Istituti provenienti da tutta Italia. Gli allievi hanno affrontato 5 prove: una teorica (quiz su argomenti di termotecnica e macchine); una grafica (dimensionamento di un impianto di riscaldamento e disegno in Autocad); tre pratiche (installazione di un impianto frigorifero, di un impianto idrico e termico, accensione e collaudo di un motore). Come previsto dal programma, l’Istituto Italiano del Rame ha incontrato i docenti, ai quali ha anche consegnato la più recente documentazione sulle applicazioni del tubo del rame nell’impiantistica idrotermosanitaria. Questa gara - ottimamente organizzata dall’IPSIA di Acquaviva delle Fonti - ha visto tra i collaboratori alcune aziende associate all’Istituto Italiano del Rame che hanno messo a disposizione parte dei materiali di consumo necessari allo svolgimento delle prove. I risultati della Gara saranno comunicati successivamente dal Ministero della Pubblica Istruzione; ricordiamo che l’Istituto vincitore avrà il compito di ospitare l’edizione 2009. IdrosaniTaria Giornale dei Distributori Idrotermosanitari Italiani GIUGNO - LUGLIO 2008 Redazione e pubblicità: MULTIPLEX Via Monti Urali, 56 42100 Reggio Emilia RE Tel. 0522 334094 - Fax 0522 393560 E-mail: [email protected] In redazione: Stefania Saldi Loredana Bertolani Alessandra Aleotti Consulente legale: Avv. Matteo Gaccioli Stampa: F. STAMPA srl 48014 Castel Bolognese (RA) Italy Ai sensi e per gli effetti del D. Lgs. 196/2003 che riunisce in unico contesto la Legge 675/96 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici Multiplex dichiara che le liste, usate per l’invio in abbonamento postale del giornale Idrosanitaria, provengono da pubblichi elenchi, conoscibili da chiunque, e che il trattamento dei dati in esse contenuti (art. 12) non necessita del consenso dell’interessato potrà chiedere l’aggiornamento, lo verifica o la cancellazione dei suoi dati in ogni momento, scrivendo al titolare dell’archivio c/o: Multiplex - via Monti Urali, 56 - 42100 Reggio Emilia RE IdrosaniTaria Tipologie ed usi degli impianti Distribuzione del gas Energia elettrica del sole Migliora la sicurezza L a tecnologia fotovoltaica trasforma, in modo diretto, l’energia associata alla radiazione solare in energia elettrica. I necessari impianti fotovoltaici, in funzione della loro configurazione elettrica vengono chiamati come: - Stand Alone, i sistemi autonomi; - Grid Connected, i sistemi allacciati alla rete elettrica nazionale. Gli impianti stand alone sono impiegati in caso di utenze a bassissimi consumi energetici e per edifici ubicati in zone poco accessibili dalla rete elettrica e, quindi, difficilmente collegabili. Questa tipologia di soluzione impiantistica prevede la necessità di ricorrere all’utilizzo di batterie per accumulare l’energia elettrica e garantire, di conseguenza, la continuità dell’erogazione anche in quei periodi temporali in cui il generatore non produce corrente. Un altro componente essenziale in caso di sistemi autonomi è il regolatore di carica, la cui installazione preserva le batterie da eccessi di carica ed impedisce la scarica eccessiva. MODULO FV REGOLATORE DI CARICA 12V 230V INVERTER CARICO BATTERIA Nei sistemi Grid Connected è la rete elettrica usuale a fornire l’energia sufficiente a coprire la richiesta quando questa non viene prodotta dal generatore fotovoltaico – accade nei periodi di scarsa o nulla insolazione – mentre la stessa rete elettrica riceve il surplus di elettricità che il sistema genera nelle ore di massima incidenza solare. I grid connect sono impiegati nelle centrali fotovoltaiche e negli impianti inseriti negli edifici. M INVERTER MODULO FV QUADRO ELETTRICO RETE ELETTRICA CONTATORE BIDIREZIONALE CARICO UTENTE L’integrazione dei moduli fotovoltaici negli edifici offre una serie di vantaggi: - riduzione delle perdite dovute alla distribuzione; - riduzione della domanda di picco nei mesi estivi, conseguente ad un sempre un maggior impiego di condizionatori; - risparmio nei materiali di investimento degli edifici; - recupero dell’energia termica; - utilizzazione come frangisole per le superfici vetrate esposte a sud. I moduli fotovoltaici stanno, inoltre, ottenendo sempre più impieghi, soprattutto in tutti quei casi in cui l’allaccio alla rete nazionale comporterebbe costi sproporzionati rispetto alle ridotte richieste di energia. Questa soluzione permette l’economico funzionamento di punti di illuminazione e segnaletica stradale, ponti radio e ripetitori televisivi, stazioni per la raccolta dati, batterie di servizio di roulotte ed imbarcazioni. La quantità di energia prodotta da un sistema fotovoltaico è legata ad una serie di fattori che variano da impianto ad impianto, ed i più importanti sono: • latitudine del sito; • area dell’impianto; • angolo di inclinazione della superficie colpita dalla radiazione solare ed angolo d’orientamento rispetto al sud; • efficienza e grado di pulizia dei moduli; • temperatura delle celle fotovoltaiche; • rendimento dell’inverter e degli altri componenti elettrici convenzionali (cavi, interruttori etc.) igliora la sicurezza nella distribuzione del gas: negli ultimi 5 anni le dispersioni sono diminuite del 27%, le chiamate al pronto intervento dell’11% e la tempestività di arrivo sul luogo di chiamata è scesa sotto i 35 minuti. Sono alcuni dei dati illustrati in occasione del primo Forum Sicurezza Gas dal Presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis: “i positivi risultati ottenuti nel quinquennio 2002-2007 per effetto della regolazione introdotta toporre ad ispezione, fissati dal Testo integrato della qualità dei servizi gas, emesso dall’Autorità. Dai dati presentati al ‘Forum sicurezza gas’ si legge, in particolare, che il “numero medio nazionale” di dispersioni individuate su parti interrate, a seguito di segnalazioni, è diminuito di oltre il 27%, passando da 1,24 (per migliaio di clienti) nel 2002 a 0,90 nel 2007, con un miglioramento medio annuo di oltre il 6% (vedi grafico 1). GRAFICO 1 Grafico 1: Andamento delle dispersioni localizzate su parti interrate a seguito di segnalazioni di terzi (ogni 1000 clienti finali) nel settore, hanno consentito un sostanziale e significativo miglioramento della sicurezza. Si tratta di risultati raggiunti anche grazie a regole più severe nella registrazione delle segnalazioni e alle iniziative sviluppate. In ogni caso l’impegno della Autorità a favore della sicurezza avrà tutta la necessaria continuità”. Nel periodo considerato, il numero dei controlli, da parte dei distributori, sulla corretta odorizzazione del gas risulta superiore al minimo obbligatorio fissato dall’Autorità, anche per effetto degli incentivi introdotti al numero dei controlli: questi sono infatti aumentati di oltre il 33% dal 2003 al 2007, passando da un numero medio di 1,38 (ogni mille clienti) nel 2003 a 1,83 controlli nel 2007. Emerge anche un più diffuso rispetto da parte degli esercenti degli obblighi sulle percentuali di rete da sot- In parallelo, si riscontra una più puntuale “registrazione delle segnalazioni” anche da parte dei piccoli esercenti con meno di 10.000 clienti; nell’insieme, i livelli di sicurezza sono diventati più omogenei tra distributori di diverse dimensioni. Nello stesso periodo, il numero medio nazionale di “chiamate al pronto intervento” per problemi dell’impianto di distribuzione, sono diminuite di circa l’11%, passando da 15,5 (per migliaio di clienti) nel 2002 a 13,8 nel 2007 (vedi grafico 2). Inoltre, nonostante l’aumento in valore assoluto del numero delle chiamate (oltre 260mila), continua a migliorare la tempestività nell’arrivo sul luogo di chiamata, scesa a meno di 35 minuti. Il numero medio nazionale di dispersioni localizzate su parti interrate a seguito di ispezione programmata (per km di rete ispezionata) è diminuito di oltre il 33%, passando da 0,09 nel 2002 a 0,06 nel 2007. L’attività di regolazione dell’Autorità, in questi ultimi anni, si è concentrata anche sulla qualità del servizio di distribuzione del gas ed in particolare sulla sicurezza, anche post-contatore. Fra i provvedimenti più recenti: l’introduzione di un’assicurazione na zionale a favore dei clienti finali coinvolti in un incidente da gas; il rafforzamento delle attività di controllo della qualità del gas erogato, con particolare riferimento al grado di odorizzazione, con l’ausilio della Guardia di Finanza e della Stazione Sperimentale per i Combustibili. L’Autorità ha anche inviato alcune segnalazioni, a Parlamento e Governo, su temi rilevanti per la sicurezza, con particolare riferimento all’attuazione della legge n. 46/90, all’impatto sui consumatori di canoni eccessivamente onerosi per l’affidamento del servizio, all’ancor mancante definizione dei tempi di vita utile dei misuratori del gas. GRAFICO 2 Grafico 2: Numero di chiamate per pronto intervento su impianto di distribuzione (ogni 1000 clienti finali) 10 IdrosaniTaria La regola dell’arte nella realizzazione degli impianti La ripartizione delle spese dalla contabilizzazione del calore R% = (C1+…C8) x 100 /Ct Dove: Ct= contabilizzazione del calore rilevata sulla linea di distribuzione generale dell’impianto C1..C8 contabilizzazione del calore rilevata presso le Utenze. Il consumo complessivo Ct è uguale a: (c1+c2+c3+c4+c5+c6+c7+c8) x K PROSPETTO SPESSORE DI ISOLANTE DA PORRE IN OPERA IN FUNZIONE DELLA PROPRIA CONDUTTIVITA’ E DEL DIAMETRO DELLA TUBAZIONE Conduttività dell’isolante Condiz. Riscald. Con la contabilizzazione del calore si devono raggiungere i seguenti obiettivi: a - verifica del rendimento dell’impianto di distribuzione; b - verifica del sistema di produzione; c - riparto costi energetici. Con la verifica del sistema di distribuzione il rendimento è stabilito dal rapporto fra la sommatoria di tutte le singole letture delle Utenze diviso il valore del consumo energetico rilevato alla base del sistema generale. Il rendimento dell’impianto è in relazione alle particolari attenzioni con cui è stato realizzato l’impianto stesso. Fattori riduttivi del rendimento medesimo sono da ricercarsi: - sulla tipologia delle coibentazioni delle tubazioni; - sul dimensionamento degli spessori in relazione alla collocazione delle tubazioni: sotto traccia nel pavimento; sotto traccia nelle pareti interne; sotto traccia o nelle camere d’aria delle murature confinanti con l’esterno; - dallo schiacciamento della guaina coibente durante la posa del pavimento. Osservando correttamente la scelta del coibente termico e la corretta posa delle tubazioni il rendimento di distribuzione può mantenersi nell’intorno del 95%. Nell’esemplificazione della fig.1 Il rendimento risulterà da: diametro della tubazione mm W / m °C <20 20-3940-59 60-79 80-99 >100 0,030 13 19 26333740 0,032 14 21 29364044 0,034 15 2331394448 0,036 17 25344347 52 0,038 18 283746 51 56 0,040 0,042 0,044 0,046 0,048 203040 223243 243546 2638 50 2841 54 50 54 58 62 66 55 59 63 68 72 60 64 69 74 79 I montanti verticali delle tubazioni devono essere posti al di qua dell’isolamento termico dell’involucro edilizio, verso l’interno del fabbricato, ed i relativi spessori minimi dell’isolamento che risultano da questo Prospetto devono essere moltiplicati per 0,5 Per tubazioni correnti, entro strutture non affacciate, nè all’esterno nè su locali non riscaldati, gli spessori che risultano da questo Prospetto devono essere moltiplicati per 0,3 Nei sistemi di riscaldamento con radiatori la “regola dell’arte” pone, come condizione, affinché si abbia il massimo rendimento dei corpi scaldanti, l’interposizione fra il radiatore e l’involucro edilizio di una pannello di materiale coibente e ri- flettente (con la parte volta verso l’interno) in sottile laminato di alluminio, come indicato nella fig. 4. In mancanza di questa particolare attenzione avremo una dispersione volta verso l’esterno di circa il 25% della potenza erogabile dal radiato- Predisposizione della copertura della tubazione con malta cementizia prima di effettuare il livellamento del pavimento Livellamento pavimento Posa tubazione direttamente sulla caldana senza aver effettato la copertura della tubazione coibentata con malta cementizia FIGURA 2 FIGURA 3 re medesimo (fig. 5). Nei sistemi radianti a pavimento una particolare attenzione deve essere posta allo spessore del coibente termico a supporto degli anelli di distribuzione e del massetto radiante: in presenza di uno spessore del pannello coibente di 25 mm abbiamo una dispersione verso il basso di circa 7% della potenza complessiva erogata. Evidenziamo nelle figure 7 - 8 due esempi significativi, che fanno alquanto meditare quando vengono sottovalutati i consumi energetici. La tendenza è quella di evitare la disposizione del coibente termico sotto il massetto radiante per contenere i costi di realizzazione del sistema radiante. Come risultato avremo: - il raddoppio dei costi energetici; - il raddoppio del sistema erogante della potenza termica (caldaia e relativi accessori). Con una valutazione tecnica elementare sul consumo energetico, si riscontrerebbe che in due stagioni si ammortizza completamente il prezzo del coibente termico e si godono i conseguenti risparmi energetici per gli anni successivi. FIGURA 6 Queste esemplificazioni pongono in evidenza come il contenimento dei consumi energetici dipende esclusivamente dal sistema progettuale. Una particolare voluta cecità nel corretto rispetto delle situazioni sopra esposte ha come conseguenza un sensibile abbassamento del rendimento energetico. Un’ultima condizione per finalizzare un corretto contenimento energetico riguarda il bilanciamento dei sistemi radianti. Ne segue che il rendimento di distribuzione si pone, per quanto esposto fra il 95 e il 50%. Sarebbe opportuno che nella valutazione della “certificazione ener(continua a pagina 11) FIGURA 7 Massetto di calcestruzzo Polestirene Sottofondo di magrone W emissione verso l’alto W dispersione verso il basso 15cm kg/cm2 350 λ=1,16 2,5 cm λ=0,034 kg/cm2 200 λ=1,00 W/m2= 60 W/m2=12 Potenza complessiva erogante W/m2 72 FIGURA 8 Massetto di calcestruzzo 15cm kg/cm2 350 λ=1,16 Sottofondo di magrone kg/cm2 250 λ=1,05 W emissione verso l’alto W/m2= 60 W dispersione verso il basso W/m2=70 Potenza complessiva erogante W/m2 130 FIGURA 1 Lo strato della malta cementizia disposta intorno alla tubazione per uno spessore variabile da 1,5-2 cm evita la compressione della coibentazione termica favorendo la massima conducibilità termica entro il circuito riscaldante o di raffreddamento nel condizionamento Lo schiacciamento della coibentazione termica crea una sensibile dispersione del calore nella fase riscaldamento o del freddo nella fase condizionamento verso il solaio e nella caldana FIGURA 4 FIGURA 5 11 IdrosaniTaria (segue da pagina 10) getica” si ponesse in risalto la corretta valutazione del rendimento di distribuzione. Rendimento di produzione: Il rendimento di produzione assume una maggiore veridicità del sistema adottato. Abbiamo quindi: Caldaie ad alta temperatura 89-91% Caldaia a condensazione 99-105% Pompa di calore 95-98% Sistemi centralizzati urbani (teleriscaldamento) 95-98% grafico illustrato nella fig. 9 dove permane ancora un fermo al limite del 60% del rendimento totale dell’impianto fluidotermico. Sussistono comunque evidenti segnali che detto limite possa salire al 70-80 % con un’accurata informazione non solo verso le imprese installatrici ma anche verso le singole Utenze. Ripartizione costi d’esercizio: Riportiamo nel presente articolo una scheda tipo (tab. 1) che evidenzia il sistema di ripartizione spese costi energetici con riferimento al Il contenimento dei consumi energetici: Fattori che favoriscono il corretto contenimento energetico: a - l’involucro edilizio sufficientemente coibentato, conforme alla normativa di Legge; b - i doppi vetri; c - l’applicazione delle valvole termostatiche; d - l’applicazione delle valvole bypass; e - la regolazione dei corpi scaldanti; f - il bilanciamento globale dell’impianto; g - la termoregolazione. Con la sensibilità indotta dagli organi di controllo che hanno favorito l’introduzione della contabilizzazione del calore è aumentata anche la professionalità delle imprese. Rimane comunque un’alto residuo concettuale, come evidenziato nel contabilizzazione interna contatore generale CT rend.to sistema interno rend.to con rifer Soc distr. A Utenza: n°1 n°2 n°3 n°4 n°5 n°6 n°7 n°8 n°9 n°10 n°11 n°12 n°13 n°14 n°15 n°16 n°17 n°18 n°19 n°20 complessivo kWt utenze = FIGURA 9 1970 1985 2000 2005 l’impianto. La ripartizione dei costi è stata eseguita con un’elementare proporzione fra i consumi individuali ed il totale del sistema. In altre occasioni detta ripartizione può seguire altre linee da stabilirsi nel regolamento condominiale con l’approvazione da parte del consiglio assembleare come consentito dalle normative di Legge. Potremo avere quindi una ripartizione più complessa con: a - Ripartizione costi relativi al rendimento di produzione con una suddivisione per valore di proprietà o per volumetria ambienti. b - Ripartizione costi relativi al rendimento impianto per volumetria ambienti. c - Ripartizione costi in funzione dei consumi effettivi. Costo complessivo gestione impianto = (a) + (b) + (c). Una volta presa visione dei rendimenti è sempre opportuno provvedere, per le gestioni successivi a graduali miglioramenti. Il rendimento di produzione può subire un lieve innalzamento operando sulla termoregolazione di centrale. Sarà in ogni modo possibile intervenire per migliorare il rendimento di distribuzione valutando, ambiente per ambiente, ogni singola termoregolazione e bilanciamento impianto. Ing. G. Loffredo 2010 € m3 kW 84000,00 75000 552801,7 B C D TABELLA 1 kW cons. kW cons. % % 70005,00 82000,00 0,85 0,93 E F G H Esempio ripartizione costi riscaldamento ambienti acqua riscaldamento ambienti B kW.* I € senza acqua calda sanitaria C = ( €* / kWt) x kW* 2400 2700 3100 2400 6000 3699 4300 3100 3400 4300 3000 2300 1700 4600 5000 3006 4900 5000 3200 1900 70005 2879,8 3239,8 3719,7 2879,8 7199,5 4438,5 5159,6 3719,7 4079,7 5159,6 3599,7 2759,8 2039,9 5519,6 5999,6 3606,9 5879,6 5999,6 3839,7 2279,8 84000,0 Costo Energetico per Utenza fattura società del gas gas riscaldamento equivalenza in solo riscaldamento. Successivamente verranno riportate altre schede con: costi complessivi con acqua sanitaria, pannelli solari ecc. Le schede evidenziano una ripartizione costi energetici partendo da una fattura fornita dall’Ente Gestore. Si evidenziano anche : il rendimento di produzione e di distribuzione. Una particolare attenzione deve essere volta al rendimento di produzione legato a fattori di centrale termica, mentre al rendimento di distribuzione competono le dispersioni termiche inerenti alla professionalità con cui è stato realizzato Officine Rigamonti Nome tedesco e tecnologia tutta piemontese: così nasce un vero Teuton I l nome è tedesco, ma la tecnologia è tutta piemontese: sono le Officine Rigamonti a dare vita e forma a Teuton, un riduttore di pressione con filtro incorporato. Una novità assoluta per l’azienda di Valduggia (VC), che produce una vasta gamma di prodotti per impianti sanitari, riscaldamento, irrigazione ed acquedottistica, e che aggiunge, oggi, un altro pezzo da novanta alla sua produzione. Una produzione che da anni vanta standard qualitativi eccellenti improntati al made in Italy. Ma veniamo a Teuton: un riduttore di pressione a membrana PN40 adatto per ridurre 40 Bar. L’elevata precisione delle lavorazioni interne ne garantisce ottime portate e basse perdite di carico anche con basse pressioni medie in entrata. LEGENDA: ( A ) nominativi delle utenze ( B ) trascrizione importo fattura Soc. fornitrice gas ( C ) consumi tecnici indicati nella bolletta ( D ) consumi tecnici rapportati ai Kw complessivi ( E ) contabilizzazione interna utenze ( F ) rilievi dal contatore generale della CT Utenza ( G ) rendimento del sistema interno ( H ) rendimento del sistema rapportato al contatore del Gestore ( se applicato) ( I ) suddivisione importi per Utenza Rendimenti significativi utilizzando: -caldaia ad alta temperatura 78% -caldaia a condensazione 85% -teleriscaldamento 95% Certamente assicura una bella convenienza questo riduttore di pressione, composto da un filtro integrato da 500 mk in entrata al riduttore, a celle quadre intrecciate a “seta” e il cestello interno estraibile. Il suo corpo-Vitone in ottone e gli altri componenti sempre in ottone testimoniano la robustezza e la compattezza di questo pezzo. Inoltre, la guarnizione toroidale del pistone, in elastomero autolubrificante a bassissimo attrito, è stata appositamente formulata per evitare il cosiddetto stick-slip all’avvio. E’ arrivato Teuton, è arrivato il momento di scegliere la tecnologia italiana dal nome tedesco e dall’anima piemontese. Puoi leggere in formato digitale collegandoti ai seguenti siti internet: www.multiplexnet.it www.beltrami.sm www.borea.it www.fadalti.it www.idrosanitariachiari.it www.sir.it 12 IdrosaniTaria Classificazione e danni generati Esplosioni di gas I llustrare la pericolosità indotta da un’esplosione di gas e le conseguenze che possono verificarsi in un edificio in termini strutturali è l’obiettivo di questo articolo. Un gas è classificato come un aeriforme caratterizzato da una temperatura critica inferiore alla temperatura ambiente. La natura del gas fa sì che è disponibile ad una reazione di combustione già nel suo stato. Il verificarsi di questo fenomeno dipende esclusivamente dalla concentrazione di gas nella miscela con l’aria e dall’energia minima di attivazione della reazione. Il fenomeno della combustione, talvolta, in dovute condizioni, può degenerare in una esplosione, accompagnata da notevoli aumenti di pressione, calore ed energia cinetica. Tali aumenti di energia cinetica favoriscono scambi di quantità di moto, inducendo notevoli danni all’ambiente circostante. L’esplosione è, di fatto, una reazione della combustione di un gas, rilasciato accidentalmente, in ambiente che, miscelato in aria libera, può essere avvertito come un rilascio di una enorme quantità di energia sottoforma di calore e luce e/o un aumento della pressione. Le esplosioni possono essere classificate come: 1. Esplosioni Confinate; 2. Esplosioni Semi Confinate; 3. Esplosioni Non Confinate. La prima tipologia è definita come tale se si realizza all’interno di un ambiente chiuso, senza superfici di sfogo. Le esplosioni semiconfinate, invece, sono esplosioni inizialmente confinate che hanno uno sfogo attraverso una parete: diversamente dalle esplosioni confinate dipendono dal la geometria interna e dalla velocità di combustione. Tali parametri influenzano la pressione di picco. La terza tipologia avviene quando la miscela di aria gas è in atmosfera libera, il processo è abbastanza veloce e genera un onda di pressione, che dipende dalla velocità con cui la fiamma brucia nella miscela. La pro- Tabella riepilogativa dei valori delle pressioni che portano al cedimento degli elementi strutturali Elemento Strutturale Pressione di cedimento (mbar) Vetri 20-70 Porte 20-30 Tramezzi 20-50 Muri di blocchi 40-50 Muri di mattoni semplici 70-150 pagazione ondosa avviene secondo un fronte sferico. L’impatto che può avere un esplosione sulle strutture costruttive - edifici, parti di impianti industriali, ecc. - è tale che poche di esse sono in grado di resistere, a meno che non siano state progettate specifi- catamente per tale scopo. La risposta delle strutture e dei componenti strutturali ad una sollecitazione, causata da un evento esplosivo, naturalmente, è da ricercarsi nella durata dell’evento, nella frequenza propria del sistema e nelle frequenze di risonanza. Fimi S1 Solar Protector Liquido a scambio termico specifico per sistemi termosolari ad elevata temperatura F IMI spa ha lanciato, sul mercato nazionale, l’innovativo liquido inibitore a scambio termico per pannelli solari “S1 SOLAR PROTECTOR”, prodotto dall’azienda leader del settore FERNOX. La maggior parte degli anticongelanti per pannelli solari presenti sul mercato non sopporta le alte temperature e questo comporta un degrado più o meno rapido del prodotto all’interno del circuito con conseguente formazione di dannosi depositi simili a catrame. La formulazione specifica del nuovo prodotto, invece, ne permette l’impiego in tutti i sistemi solari ad elevata temperature: contiene inibitori di corrosione di tipo volatile, che proteggono le installazioni sia quando il prodotto è allo stato liquido sia quando è allo stato gassoso a temperature che superano i 180°C. Pronto all’uso protezione contro il gelo fino a -28°C - non deve essere miscelato con altri liquidi oppure diluito con acqua o glicole. E’ indicato per l’uso in applicazioni termosolari con temperature di ristagno che superano i 360°C a condizione che il sistema sia installato e dimensionato correttamente per consentire al liquido di defluire completamente dai collettori al raggiungimento della temperatura statica massima. E’ consigliabile non sottoporlo a temperature pari o superiori a 180°C per periodi prolungati: temperature superiori a 200°C provocano una lenta degradazione del liquido che può causare la riduzione della vita del prodotto. S1 SOLAR PROTECTOR offre una protezione contro la corrosione a tutti i metalli comunemente utilizzati nelle installazioni termosolari, è compatibile con tutte le parti non metalliche comunemente presenti ed è compatibile con tutte le marche e modelli di pannelli solari. Viene fornito in confezioni da 10, 20 e 25 litri di prodotto premiscelato pronto all’uso. Ulteriori informazioni su www.fimi.net 13 ARMANDO TESTA IdrosaniTaria Thom Mayne for Cersaie 2008 30 SETTEMBRE - 4 OTTOBRE 2008 w w w. c e r s a i e . i t Organizzato da EDI.CER. spa Promosso da ConfInDustRIa CERamICa In collaborazione con segreteria operativa: PROMOS srl - P.O. Box 103 - 40050 CENTERGROSS BOLOGNA - Tel. 051.6646000 - Fax 051.862514 ufficio stampa: EDI.CER. spa - Viale Monte Santo 40 - 41049 SASSUOLO (Modena) - Tel. 0536.804585 - Fax 0536.806510 Pagina Cersaie MULTIPLEX 270x397.indd 1 10-04-2008 13:17:15 14 IdrosaniTaria Il filtro autopulente di sicurezza che sa quando deve lavarsi L e norme tecniche UNI CTI 9182 e UNI CTI 8065 prevedono l’installazione di filtri di sicurezza a protezione delle reti di distribuzione acqua sanitaria per impedire l’ingresso di corpi estranei quali particelle di sabbia, scaglie di ruggine e di calcare provenienti dall’acquedotto in grado di danneggiare il funzionamento delle valvole, elettrovalvole e dei miscelatori, nonché talvolta anche di diminuire l’efficienza dei corpi scaldanti. Inoltre la presenza di corpi estranei all’interno dell’impianto è in grado di innescare di frequente temibili processi di corrosione che possono manifestarsi anche a breve distanza di tempo con la perforazione in più punti della rete di distribuzione e conseguenti perdite di acqua dal circuito; ma ben pochi sanno che la presenza di questi corpi estranei corrodendo le tubazioni è in grado di favorire il rilascio all’interno del circuito di metalli pesanti, pericolosi per la salute umana, quali ferro, zinco, nichel e in alcuni casi piombo, che possono arrivare a superare i limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di qualità dell’acqua ad uso potabile. Questo problema può costituire un grave danneggiamento per il proprietario della struttura, in quanto nel caso in cui le analisi effettuate dagli organi sanitari competenti accertino il superamento dei limiti previsti, l’erogazione dell’acqua deve essere sospesa e si rende necessario un intervento di pulizia e sanificazione dell’impianto con successivo dosaggio di prodotti anticorrosivi in modo tale da arrestare i fenomeni di corrosione in atto. Per ovviare a queste problematiche il buon senso, nonché come sopra anticipato le norme tecniche di settore, prescrivono l’installazione in ingresso al circuito di un filtro di sicurezza in grado di impedire l’introduzione di particelle solide. Senza voler soffermarci sul principio di funzionamento dei filtri di sicurezza, possiamo per semplicità suddividere i filtri attualmente in commercio in tre diverse tipologie: - I filtri manuali: nei filtri manuali l’elemento filtrante deve essere periodicamente lavato manualmente (o meglio sostituito) in modo tale da eliminare le particelle trattenute durante la filtrazione. Questi filtri, durante l’operazione di pulizia del filtro richiedono di interrompere l’erogazione di acqua filtrata alle utenze. - I filtri autopulenti semiautomatici: questa tipologia di filtri prevede la possibilità di effettuare un lavaggio semi automatico: ovverossia l’operazione di lavaggio viene avviata dall’utente manualmente, ma senza la necessità di aprire il filtro e quindi interrompere l’invio di acqua filtrata alle utenze. - I filtri automatici: l’evoluzione dei filtri di sicurezza ha portato a realizzare negli anni filtri in cui il lavaggio viene effettuato completamente in modo automatico o a intervalli di tempo impostabili dall’utente o, nel caso di filtri di ultima generazione, con avvio del lavaggio comandato da un sensore di pressione differenziale. Come l’esperienza di molti conferma, spesso l’utente richiede con quale frequenza debba essere sostituito o pulito l’elemento filtrante; a questa domanda certo non è facile dare una risposta univoca in quanto la sostituzione o pulizia dell’elemento filtrante dipende dalla quantità delle impurità presenti nell’acqua, nonché dalla qualità dell’acqua a monte del filtro. Nella pratica purtroppo la sostituzione dell’elemento filtrante, nel caso di filtri manua- li, finisce per essere effettuata di frequente quando l’elemento stesso è già oltremodo sporco e non più in grado di erogare la quantità di acqua richiesta. Sono presenti sul mercato, per ovviare a questa situazione, prodotti da un’azienda leader mondiale, filtri autopulenti automatici nei quali la pulizia dell’elemento filtrante viene avviata da temporizzatore senza che sia necessario l’intervento dell’operatore. In questa tipologia di filtri è possibile impostare l’intervallo fra due lavaggi da minimo una volta all’ora ad un massimo di una volta ogni 56 giorni ed in questo modo adattare la frequenza dei lavaggi alla quantità d’acqua in ingresso, permettendo un sensibile risparmio dell’acqua. Questa linea di filtri peraltro, durante la fase di lavaggio automatico, garantisce comunque l’erogazione di acqua filtrata all’utenza, evitando in questo modo di dover far fronte a fastidiose interruzioni nella distribuzione d’acqua. Capita, tuttavia, che l’acqua in alimento agli impianti possa talvolta presentare improvvisi carichi di impurità dovuti, ad esempio, a manutenzioni delle reti di distribuzione a monte dell’impianto; in questi casi può capitare anche nei filtri automatici che l’elemento filtrante si sporchi anzi tempo e che, quindi, l’utenza possa disporre di minor acqua temporaneamente fino all’avvio del successivo lavaggio programmato dal temporizzatore. Questo inconveniente, seppur con un cer- to disagio, può essere ancora tollerato se l’impianto è di ridotte dimensioni come ad esempio in un’abitazione privata, dove le conseguenze causate dalla ridotta erogazione di acqua sono di minor entità, salvo comunque la necessità di provvedere quanto prima a lavare o sostituire l’elemento filtrante. Ma nel caso di acqua distribuita ad uso pubblico, come ad esempio in alberghi, ospedali o attività industriali la mancata erogazione d’acqua, anche se temporanea, può creare gravi disagi ad individui o a processi di produzione o impianti tecnologici quali circuiti di raffreddamento o generatori di vapore. Per far fronte anche ad questo ulteriore inconveniente è stata realizzata una linea di filtri autopulenti automatici nei quali l’avvio del lavaggio avviene in automatico, ad intervalli di tempo impostabili, ma ad ulteriore sicurezza è stato previsto un sensore di pressione differenziale in grado di avviare un lavaggio supplementare qualora l’elemento filtrante venga sporcato anzitempo. Il sensore di pressione è in grado di verificare la corretta esecuzione del lavaggio con possibilità di ripetere il lavaggio fino ad un massimo di nove volte; inoltre è stata prevista la possibilità di collegare elettricamente più filtri in parallelo in modo tale da inibire il lavaggio contemporaneo di più filtri. E’ importante segnalare che caratteristica unica di questi filtri è quella che durante la fase di lavaggio comunque l’erogazione di acqua filtrata non viene mai interrotta. La certificazione di questi apparecchi non si limita solamente a controlli riguardanti la qualità ed efficienza del prodotto, ma comprende anche il controllo dell’idoneità dei materiali utilizzati per il consumo umano, per poter garantire all’utenza un’acqua non solo semplicemente filtrata, ma anche priva di rilasci di sostanze indesiderate ed igienicamente sicura. Cillichemie Italiana - Milano 15 IdrosaniTaria Simpatia e competenza al vostro servizio Vi presentiamo la filiale di Albisola L a filiale di Albisola (SV) si con traddistingue per la facile rag giungibilità; è infatti situata a 500 metri dal casello autostradale ed a 100 metri dalla via Aurelia. Buona la possibilità di parcheggio. La posizione privilegiata rende il bacino di utenza della filiale estre mamente eterogeneo: artigiani e privati provengono dalle vallate circostanti e dalle due riviere da Arenzano a Vado Ligure. Un magazzino ben fornito ed in grado di soddisfare velocemente le richieste di materiale immedia tamente non disponibile alla clien tela è l’altra carta vincente della filiale di Albisola. La squadra di vendita è simpatica ed affiatata. Questi i sette compo nenti: Claudio Gerosa, Domenico La Rosa (detto Mimmo), addetti al banco, Samuele Viano, respon sabile vendite ingrosso/dettaglio, Massimo Balocco, addetto ma gazzino carico/scarico/consegne, Claudio Panerati, addetto vendite sala mostra, Erminia Tanteri (Emy), in amministrazione, ed ultimo ma fondamentale, Alessio Viano, re sponsabile di Filiale e Sala Mostra. C’è anche la mascotte: Ombra, un bellissimo cane lupo! Il personale addetto alla vendita è altamente specializzato e tec nicamente preparato, forte della propria esperienza pluridecenna le nel settore. Chi meglio di loro potrà consigliarvi? Punto Vendita Alb isola (SV) Via Garibaldi, 35 Tel. 019.480960 Fax 019.488533 Team Punto Vendi ta e Show Room Responsabile Alessio Viano Responsabile Vend ite ingrosso/detta glio Samuele Viano Responsabile Vend ite Show Room Claudio Panerati Addetti al banco Claudio Gerosa e Domenico La Rosa Dove siamo Addetto magazzino Massimo Balocco Amministrazione Erminia Tanteri