UNI EN ISO 19011:2003 Linee guida per gli audit dei sistemi di gestione per la qualità e/o di gestione ambientale 1 Verifiche Ispettive Interne L'organizzazione deve effettuare ad intervalli pianificati verifiche ispettive interne per stabilire se il sistema di gestione per la qualità • è conforme ai requisiti della norma e del sistema di gestione per la qualità, • è stato efficacemente attuato e mantenuto aggiornato. Deve essere pianificato un programma di verifiche ispettive che tenga conto dello stato e dell'importanza dei processi e delle aree oggetto di verifica, oltre che dei risultati di precedenti verifiche ispettive. Devono essere stabiliti i criteri, l'estensione, la frequenza e le modalità delle verifiche ispettive. La scelta dei valutatori e la conduzione delle verifiche ispettive devono assicurare l'obiettività e l'imparzialità del processo di verifica. I valutatori non possono effettuare verifiche sul proprio lavoro. 2 Verifiche Ispettive Interne Le responsabilità ed i requisiti per la pianificazione e per la conduzione delle verifiche ispettive, per la documentazione dei loro risultati e la conservazione delle relative registrazioni, devono essere precisate su una procedura documentata. • I responsabili delle aree sottoposte a verifica ispettiva devono assicurare che vengano adottate, senza indebiti ritardi, le azioni necessarie per eliminare le non conformità rilevate e le loro cause. Le azioni successive devono prevedere la verifica dell'attuazione delle azioni predisposte e la comunicazione dei risultati di questa verifica. 3 UNI EN ISO 19011:2003 La norma UNI EN ISO 19011:2003 Sostituisce le seguenti norme: UNI EN ISO 14010:1996 UNI EN ISO 14011:1996 Sistemi Gestione Ambientale UNI EN ISO 14012:1996 UNI EN 30011 parte 1° - 2° - 3° Sistemi Gestione Qualità Il comitato tecnico che ha redatto la presente norma e: ISO/TC 176 “Gestione per la qualità ed assicurazione della qualità” ISO/TC 207 “Gestione Ambientale”. 4 UNI EN ISO 19011:2003 Questa norma internazionale costituisce: • Una linea guida per la gestione dei programmi di audit, la conduzione degli audit interni o esterni di SGQ e SGA • Una linea guida per la definizione delle competenze e le modalità di valutazione degli auditor • Una linea guida sui principi delle attività di audit • Una linea guida applicabile a tutte le organizzazioni che hanno l’esigenza di eseguire audit sia di SGQ che di SGA 5 La struttura della norma UNI EN ISO 19011:2003 • 1 “ Scopo e campo di applicazione” • 2 “Riferimenti normativi” • 3 “ Termini e definizioni” • 4 “ Principi dell’attività di audit” • 5 “Gestione di un programma di audit • 6 “Attività di audit” • 7 “Competenza e valutazione degli auditor” 6 AUDIT 3 Termini e definizioni Processo sistematico, indipendente e documentato per ottenere evidenze dell’audit e valutare con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri dell’audit sono stati soddisfatti CRITERI DI AUDIT Insieme di politiche, procedure o requisiti 7 3 Termini e definizioni PROGRAMMA DI AUDIT Insieme di uno o più audit pianificati per un arco di tempo definito ed orientati verso uno scopo specifico PIANO DI AUDIT Descrizione delle attività e delle disposizioni per la conduzione di un audit AUDIT COMBINATO Quando SGQ e SGA vengono sottoposti contemporaneamente all’audit questo viene definito combinato AUDIT CONGIUNTO Quando due o più organismi eseguono congiuntamente un audit 8 Audit Interni (di 1° parte) Audit interni: o “Audit di prima parte” sono eseguiti periodicamente dalla Direzione Aziendale o per conto della stessa da personale che abbia idonee competenze e che sia indipendente dall’attività sottoposta ad audit. Sono eseguiti a fronte di: • Norma di riferimento • Prescrizioni aggiuntive del sistema di gestione 9 Audit Esterni (di 2° parte) Audit esterni “Audit di seconda parte" sono effettuati sul sistema di gestione qualità di un fornitore al fine del suo inserimento tre i fornitori qualificati o del mantenimento di tale condizione. Sono eseguiti a fronte: • Della norma di riferimento concordata contrattualmente • Di specifiche prescrizioni contrattuali 10 Audit Esterni (di 3° parte) Audit esterni “Audit di terza parte” sono effettuati da organismi di audit esterni indipendenti, quali quelli che rilasciano certificazioni di conformità ai requisiti della ISO 9001 e della ISO 14001 su un SGQ ai fini della certificazione del sistema stesso o di sorveglianza per il mantenimento della certificazione o dell’accreditamento. Sono eseguiti a fronte: • Della norma di riferimento 11 Obiettivi degli Audit Interni • Valutare se le attività attinenti alla qualità sono svolte coerentemente a quanto pianificato nel sistema di gestione per la qualità CONFORMITA’ • Valutare l’efficacia del sistema di gestione a raggiungere gli obiettivi fissati dalla Direzione EFFICACIA • Migliorare il sistema di gestione per la qualità MIGLIORAMENTO 12 4 I principi dell’attività di Audit Novità: vengono definiti i 5 principi fondamentali dell’attività di audit: 3 relativi al comportamento degli auditor: • Comportamento etico • Presentazione imparziale • Adeguata professionalità 2 relativi al processo di audit: • Indipendenza • Approccio basato sull’evidenza 13 I principi dell’attività di Audit COMPORTAMENTO ETICO il fondamento della professionalità Fiducia, integrità, riservatezza e discrezione PRESENTAZIONE IMPARZIALE i rilievi emersi, i rapporti di verifica e le conclusioni devono necessariamente rispecchiare quanto avvenuto nell’attività di verifica ADEGUATA PROFESSIONALITA’ l’applicazione di accuratezza e discernimento nell’attività di audit. In linea con il requisito 6.1 della norma ISO 9001:2008 “gestione delle Risorse” gli auditor devono possedere LA COMPETENZA NECESSARIA nel settore in cui opera l’Organizzazione ovvero conoscerne i processi 14 I principi dell’attività di Audit INDIPENDENZA La base per l’imparzialità e l’obiettività per le conclusioni dell’Audit. È necessario che l’Auditor sia indipendente dall’attività oggetto di verifica, libero da qualsiasi pregiudizio e conflitto di interessi. È necessario l’obiettività che i rilievi emersi e le conclusioni della verifica Ispettiva siano basate su “evidenze oggettive” EVIDENZA La base razionale per raggiungere conclusioni dell’audit affidabili e riproducibili in un processo di audit sistematico Il principio dell’evidenza oggettiva è alla base del processo di audit. La verifica ispettiva si svolge a campione e quanto emerso in tale attività deve necessariamente poter essere 15 VERIFICABILE. Procedure E’ necessario creare une o più procedure che tengano conto di: - la pianificazione e la programmazione degli audit; - l’assicurazione della competenza degli auditor e dei responsabili del gruppo di audit; - la costituzione di appropriati gruppi di audit e l’assegnazione dei rispettivi ruoli e responsabilità; - la conduzione degli audit; - l’esecuzione delle azioni successive all’audit, se necessarie; - la conservazione delle registrazioni del programma di audit; - il controllo delle prestazioni e dell’efficacia del programma di audit; 16 Registrazioni del programma di audit È NECESSARIO CONSERVARE REGISTRAZIONI CHE L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI AUDIT OVVERO: ATTESTINO Le registrazioni relative ai singoli audit ossia: i Piani di Audit i rapporti di audit i rapporti di non conformità i rapporti di azioni correttive i rapporti di azioni preventive i risultati dei riesami degli audit 17 Registrazioni del programma di audit È NECESSARIO CONSERVARE REGISTRAZIONI L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI AUDIT OVVERO: CHE ATTESTINO le registrazioni relative al personale coinvolto nell’audit riguardanti argomenti quali: la valutazione delle competenze e delle prestazioni dell’auditor la composizione del gruppo di audit Il mantenimento ed il miglioramento delle competenze Le registrazioni dovrebbero essere conservate e conservate con adeguata sicurezza. 18 6 Attività di audit AVVIO AUDIT RIESAME DOC. PREPARAZIONE EFFETTUAZIONE REDAZ E DISTRIB. RAPP. DI AUDIT CHIUSURA DELL’ AUDIT 19 Avvio dell’Audit Nomina responsabile gruppo di audit Definizione obiettivi . Conformità a criteri audit . Conformità a requisiti contrattuali o cogenti . Raggiungimento obiettivi . Identificazione aree miglioramento Costituzione gruppo di audit Definizione Campo Estensione e limiti audit spaziali e temporali Definizione Criteri Politiche, procedure, norme, leggi, regolamenti, requisiti del sistema di gestione Determinazione della fattibilità dell’audit Disponibilità informazioni, collaborazione organizzazione auditata, tempi e risorse Contatto iniziale con l’organizzazione oggetto dell’audit Stabilire canale di comunicazione, fornire informazioni, richiedere documenti e registrazioni, determinare le regole di sicurezza 20 Gruppo di audit Prestare attenzione a: • Dimensioni del gruppo • Competenza complessiva necessaria • Necessità di indipendenza di tutti i membri del gruppo • Capacità di guida da parte di RGV • Assenza di conflitti tra membri gruppo e valutato • Capacità organizzativa dei membri del gruppo • Rapporti gerarchici tra membri del gruppo • Autorità ed autorevolezza del gruppo 21 Conduzione del riesame della documentazione La documentazione oggetto dell’audit deve essere riesaminata e valutata prima dell’inizio dell’audit sul campo. Quali documenti? -I rapporti degli audit precedenti -I documenti e registrazioni del sistema di gestione pertinenti. Il riesame può essere condotto anche all’inizio della verifica sul posto, se non risulta dannoso per il raggiungimento degli obiettivi dell’audit. 22 Preparazione dell’audit sul posto Piano di audit Comprende: gli obiettivi - i criteri - il campo - le date ed i luoghi la stima della durata temporale – i ruoli e le responsabilità – le risorse necessarie –la lingua utilizzata – le indicazioni per la logistica - gli aspetti soggetti a vincoli di riservatezza Assegnazione dei compiti al gruppo di audit Preparazione dei documenti di lavoro Liste di riscontro e/o moduli di registrazione 23 Svolgimento dell’audit Riunione di apertura Raccolta e verifica delle informazioni Elaborazione delle risultanze dell’audit Preparazione delle conclusioni dell’audit Conduzione della riunione di chiusura Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di audit 24 Riunione di apertura Ha rilievo marginale negli audit di prima parte. E’ importante comunque per: confermare il piano di audit o apportare modifiche fornire una breve sintesi di come si eseguono le attività di audit spiegare i criteri di conduzione dell’audit concordare gli aspetti logistici 25 Raccolta e verifica delle informazioni Le informazioni inerenti gli obiettivi, il campo ed i criteri dell’audit dovrebbero essere raccolte mediante un opportuno campionamento e dovrebbero essere verificate. Solo le informazioni che è possibile verificare possono costituire evidenze oggettive dell’audit e pertanto registrate. Le evidenze raccolte costituiscono un campione delle informazioni disponibili per cui vi è sempre un elemento di incertezza di cui è necessario tenerne conto: è necessario approfondire le evidenze per attribuire una NC. 26 Raccolta delle informazioni I metodi per raccogliere informazioni comprendono • Interviste: • N.B. Durante l’orario di lavoro e sul luogo di lavoro abituale Mettendo a proprio agio le persone Spiegando le ragioni dell’intervista Evitando di influenzare le risposte Ringraziando per la partecipazione • osservazione di attività – osservazione dell’ambiente di lavoro • riesame dei documenti – Procedure, istruzioni – Registrazioni – Informazioni di ritorno 27 Processo Raccolta delle informazioni Fonti di informazioni Raccolta evidenze Valutazione rispetto ai criteri dell’audit Risultanze Riesame Conclusioni dell’audit 28 Elaborazione delle risultanze dell’audit Le evidenze raccolte dell’audit devono essere sempre confrontate con i criteri dell’audit per dare luogo alle risultanze. Le risultanze indicano conformità, non conformità e se previsto opportunità di miglioramento. È necessario che il gruppo di verifica si riunisca per discutere ed esaminare le risultanze dell’audit. Il piano di verifica potrebbe contenere all’interno la possibilità di registrare le risultanze dell’audit. Le non conformità devono essere riesaminate con l’organizzazione oggetto dell’audit per far si che quest’ultima abbia la consapevolezza che le evidenze dell’audit sono accurate e le NC capite. Si devono cercare di risolvere le divergenze di opinione e segnalare i punti non risolti. 29 Preparazione delle conclusioni dell’audit Il gruppo di VI, prima della chiusura, si confronta al fine di : riesaminare le risultanze dell’audit a fronte degli obiettivi prefissati concordare le conclusioni preparare raccomandazioni, se richiesto dagli obiettivi dell’audit discutere sulle azioni successive da intraprendere. 30 Conduzione della riunione di chiusura Nella riunione di chiusura tra team di V.I. e organizzazione auditata: -si presentano le risultanze dell’audit - si concorda il tempo per la definizione delle azioni correttive Qualora emergano delle divergenze tra i partecipanti alla riunione circa le risultanze dell’audit, queste dovrebbero essere risolte e, in caso contrario, documentate tutte le opinioni. Se comprese negli obiettivi dell’audit, si dovrebbero presentare anche le raccomandazioni. 31 Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di audit La preparazione del rapporto di audit spetta al RGVI. Il rapporto di audit include: gli obiettivi dell’audit il campo di applicazione dell’audit l’identificazione del committente dell’audit l’identificazione del team di audit le date e i luoghi dove è stato condotto l’audit i criteri dell’audit Le risultanze dell’audit Le conclusioni dell’audit 32 Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di audit Il rapporto di audit può includere: l’elenco dell’audit dei rappresentanti dell’organizzazione oggetto la conferma che gli obiettivi dell’audit sono stati raggiunti eventuali aree non coperte anche se facenti parte del campo dell’audit eventuali divergenze emerse in sede di audit le raccomandazioni emerse per il miglioramento i piani delle azioni emerse a seguito di audit La lista di distribuzione del rapporto 33 Preparazione, approvazione e distribuzione del rapporto di audit Il rapporto di audit dovrebbe essere emesso nei tempi concordati, datato, riesaminato e firmato. Lo stesso deve essere distribuito ai destinatari designati dal committente dell’audit. Il rapporto di audit è di proprietà del committente dell’audit. Il team di audit e tutti i destinatari del rapporto sono tenuti alla riservatezza del documento 34 Chiusura dell’audit L’audit si considera completato quando tutte le attività previste nel piano di audit sono completate ed il rapporto di audit è approvato e distribuito. I documenti inerenti l’audit dovrebbero essere conservati o distrutti in accordo alle procedure del programma di audit. Il team di verifica ed i responsabili del programma di audit non dovrebbero divulgare i contenuti dei documenti né informazioni scaturite dalla verifica. 35 Conduzione di azioni successive all’audit Le conclusioni dell’audit possono richiedere all’organizzazione valutata l’attuazione di azioni correttive, preventive e/o di miglioramento Tali azioni non sono considerate facenti parte dell’audit e sono di competenza dell’organizzazione auditata che deve definirle ed applicarle nei tempi concordati, oltre a rendere noto al committente dell’audit il relativo stato di attuazione. Il completamento e l’efficacia di tali azioni deve essere sempre verificato. 36 Competenza e valutazione degli auditor La buona riuscita dell’audit dipende competenza degli auditor incaricati. dalla Tale competenza è basata: sul possesso di caratteristiche personali dalla capacità di applicare le conoscenze delle competenze ottenute mediante l’istruzione, l’esperienza di lavoro, la formazione e l’addestramento come auditor e l’esperienza di audit 37 Competenze degli auditor QUALITA’ CONOSCENZE ED ESPERIENZE ISTRUZIONE CONOSCENZE ED ESPERIENZE GENERICHE ESPERIENZA DI LAVORO AMBIENTE CONOSCENZE ED ESPERIENZE FORMAZIONE SUGLI AUDIT ESPERIENZA DI AUDIT ATTRIBUTI PERSONALI 38 Caratteristiche personali Un auditor dovrebbe essere: • giusto, veritiero, sincero, onesto e riservato • di mentalità aperta • diplomatico • dotato di spirito di osservazione • perspicace • versatile • tenace • risoluto • sicuro di sé 39 Conoscenze e competenze generali Novità: divisione in competenze generiche, specifiche qualità, specifiche ambiente. Generali: • Principi, procedure e tecniche di audit • Sistema di gestione e documenti di riferimento • Situazioni organizzative Novità: • Leggi e regolamenti applicabili – Sicurezza del posto di lavoro – Tutela dell’ambiente – Contratti e convenzioni nazionali ed internazionali 40 Qualità conoscenze e competenze Metodi e tecniche relativi alla qualità: • la terminologia della qualità • i principi di gestione per la qualità • gli strumenti di gestione per la qualità E novità: le caratteristiche tecniche dei processi e dei prodotti le prassi del settore specifico 41 Ambiente conoscenze ed esperienze Metodi e tecniche di gestione ambientale: valutazione degli impatti ambientali, valutazione dei cicli di vita, valutazione delle performance ambientali, etc. Scienze e tecnologie ambientali: problematiche legate all’utilizzo di acqua, aria, suolo, gestione delle risorse energetiche naturali. Aspetti tecnici e ambientali delle attività:tecniche di prevenzione dell’inquinamento 42 Istruzione esperienza, formazione, addestramento Gli auditor dovrebbero avere: 1. istruzione 2. esperienza di lavoro 3. formazione e addestramento come auditor 4. esperienza di audit. Il responsabile del gruppo di audit dovrebbe avere: esperienza aggiuntiva di audit nel ruolo da responsabile. L’auditor di SGQ e SGA dovrebbe avere: formazione addestramento esperienza di lavoro nella seconda disciplina esperienza di audit nella seconda disciplina. 43 Indicatori di istruzione, esperienza e formazione per gli auditor Auditor Auditor q&a Team leader Istruzione Scuola secondaria Nessun requisito addizionale Nessun requisito addizionale Esperienza lavorativa complessiva 5 anni Nessun requisito addizionale Nessun requisito addizionale Esperienza lavorativa in qualita’ O ambiente Almeno 2 anni dei 5 anni 2 anni nella seconda disciplina Nessun requisito addizionale Formazione sugli audit 40 ore di training sugli audit 24 ore di training sulla seconda disciplina Nessun requisito addizionale Esperienza nell’audit 4 audit e non meno di 20 gg di esperienza in training 3 audit e non meno di 15 gg di esperienza in training della 2 disciplina 3 audit e non meno di 15 gg di esperienza nel ruolo di team leader 44 Mantenimento e miglioramento Continuo sviluppo professionale attraverso: esperienze di lavoro formazione convegni e seminari e regolare partecipazione ad audit di sistemi di gestione per la qualità e/o di gestione ambientale. Lo sviluppo professionale continuo deve essere dimostrabile. 45 Valutazione degli auditor La valutazione degli auditor è un processo Va pianificato, attuato e registrato: Determinazione caratteristiche conoscenze e competenze necessarie per il programma di audit Valutazione iniziale degli auditor Attività di audit Mantenimento e miglioramento delle competenze Valutazione continua delle prestazioni 46 Metodo di valutazione Metodo di valutazione Obiettivi Esempi Revisione delle registrazioni Verificare il curriculum di esperienze e conoscenze dell’auditor Analisi delle registrazioni di istruzione, formazione ed esperienza di audit Intervista Valutare gli attributi personali, capacità comunicative, conoscenza ed ulteriori informazioni Faccia a faccia o intervista telefonica Osservazione Valutare gli attributi personali e l’uso di esperienza e conoscenza Role-playing, assistere ad audit, monitoraggio in campo Revisione dopo gli audit Fornire informazioni non altrimenti ricavabili con osservazioni dirette Revisione dei rapporti di audit e discussione con colleghi, clienti, auditati Verifiche Valutare attributi personali professionalità Esami scritti ed orali verifiche psicometriche Ritorni Fornire informazioni sulle performance dell’auditor così come sono percepite Indagini, questionari, referenze personali, attestati reclami 47 Conclusioni La nuova norma UNI EN ISO 19011:2003 è: • Più completa dei documenti precedenti – Incorpora i contenuti delle tre norme ISO 1001-1,-2,-3. – Incorpora i contenuti delle ISO 14010,14011,14012. – Integra in un unico documento ambiente e qualità • Più facile da utilizzare, con struttura logica e molti diagrammi ed esempi • Focalizzata sul miglioramento continuo e sul valore aggiunto dell’audit più che sulla ricerca delle non conformità • Più significativa sia per gli audit interni che per gli audit esterni • Promotrice degli audit integrati 48 Grazie per la partecipazione CISQCERT S.P.A. Viale Sarca, 336 - 20126 MILANO Tel. 02.661543.1 Fax 02.64109432 E-mail: [email protected] 49