230 Anno 7 - n° 13 - Distribuzione Gratuita ATTUALITA’ A KI S K ULTURA INFORMAZIONE 16 Luglio 2011 SPORT & TURISMO Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI IL “VIOLINISTA” DEL CARNEVALE TORNA A CASA Acquisito al patrimonio della Fondazione del Carnevale lo storico logo della “violinista” che per anni fu l’emblema della manifestazione acese. L’autore, professore Adolfo Edmondo Mastriani, impossibilitato a partecipare alla simpatica cerimonia per ragioni di età (93 anni) e di salute realizzò il disegno nel 1953. Nelle foto di Fabio Consoli alcuni momenti dell’incontro ed il prof.Mastriani. Un Grazie... BUON LAVORO AL NUOVO QUESTORE DI CATANIA DOTT. ANTONINO CUFALO C’è da essere contenti? Naturalmente a sentire e assistere alla presentazione dei programmi dello “Sviluppo Urbano Sostenibile”che sono stati portati alla evidenza da una assemblea di sindaci, quasi sindaci, assessori provinciali e comunali, deputati e amministratori di varie specie della coalizione di Comuni denominata “Aci Jonica” (Acireale, Aci Catena, Aci S.Antonio, Calatabiano, Fiumefreddo, Giarre, Mascali, Riposto, Santa Venerina, Valverde e Zafferana); si tratta di progetti presentati ed ammessi a finanziamento da parte del Dipartimento Regionale della Programmazione. Per quanto ci interessa più da vicino una parte abbastanza rilevante è relativa a “Le Porte di Aci” (non è un centro commerciale!) , un project financing che prevede la realizzazione di un nuovo accesso alla città con parcheggio scambiatore, stazione ferroviaria, funivia di collegamento con le frazioni a mare, centro espositivo/congressuale….Ripeto: c’è da essere contenti? Ripeto: naturalmente…se Iddio assisterà benevolmente i nostri amministratori, anche se, considerati i trascorsi progetti, c’è da restare molto, molto scettici e dubbiosi. Dappertutto MAL D’ACI ACIREALE, NASCE L’UNITÀ OPERATIVA COMPLESSA DI GASTROENTEROLOGIA E ENDOSCOPIA DIGESTIVA Nasce l’Unità Operativa Complessa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva all’interno del presidio ospedaliero di Acireale. Presso la direzione generale dell’Asp Catania, alla presenza del manager Giuseppe Calaciura e del direttore sanitario Domenico Barbagallo, la firma del contratto da parte di Giovanni Magrì quale direttore di struttura. ph Fabio Consoli Registriamo con particolare compiacimento la nomina a Presidente del Rotary Club di Acireale del dott. Luciano Privitera che ha ricevuto il “collare” dal prof. Stefano Savoca. Il nuovo C.D. del Rotary acese è inoltre composto dal vice Paolo Nicolosi, dal segretario Giuseppe Di Prima, dal tesoriere Fabrizio Leotta e dai Consiglieri Angelo Pennisi, Sandro Pistarà, Pippo Licciardello, Enzo carbonaro e Daniela Franchina, nonché dal past presidente Stefano Savoca, prefetto Ketty Torrisi e presidente incoming Alfio Grassi. Gli auguri più vivi da Turi Consoli e da tutta la redazione di Akis. ph Fabio Consoli Un Benvenuto... 2 Sabato 16 Luglio 2011 Lions, AKIS Tanti addii con molti rimpianti... costituito il Forum sulle Terme Il Lions Club di Acireale ha mantenuto la promessa che aveva fatto alla città, in occasione del convegno del 9 aprile scorso. Si è infatti costituito il Forum permanente sulle Terme, attivo dal 1 giugno scorso, affidato al coordinamento dei soci Rosario Faraci e Mario Scandura, i responsabili del comitato Lions “Per l’economia di Acireale” che negli anni scorsi ha promosso altre interessanti iniziative a carattere informativo e propositivo sulle prospettive di rilancio dell’economia cittadina. Il Forum è stato concepito come un presidio attivo di informazione, di documentazione e di studio sulle Terme di Acireale. Opera attraverso un sito, www.termediacireale.it, che ha già registrato 3500 visite in pochissimi mesi; in parallelo, è stata promossa una pagina Facebook che ha registrato l’impressionante numero di oltre 15.000 visualizzazioni in un mese di operatività. Sul sito si trovano notizie storiche, informazioni economiche, documenti di studio e una rassegna stampa di articoli giornalistici apparsi negli anni e riguardanti le vicende dei due complessi di Santa Venera e Santa Caterina, gli stabilimenti produttivi delle Terme. Allo stesso tempo, il Forum assolve alla funzione di piattaforma di raccordo fra enti, movimenti, associazioni, comitati e gruppi di impegno nel territorio, interessati a seguire da vicino l’evoluzione del processo di liquidazione in atto e la genesi di quello di privatizzazione, più volte preannunciato dalla Regione Siciliana. Ad oggi, il Forum ha registrato diciannove adesioni. In poco tempo, il Forum è diventato un grande movimento di opinione, con una squadra di supporter ampia e diversificata. Vi fanno parte testate giornalistiche che hanno ospitato nei mesi scorsi articoli e contributi sul termalismo: il settimanale di informazione I Vespri, il settimanale telematico L’Eco delle Aci, i periodici locali AKIS e La Voce dell’Jonio. Hanno aderito associazioni ed istituzioni del mondo culturale acese: il Cinefotoclub Galatea, il Premio Aci e Galatea e la storica casa editrice Galatea della famiglia Maugeri. Ha formalizzato la sua adesione il Movimento civico, il primo che, a partire dalla fine dello scorso anno, ha sollevato in città la questione delle Terme. Hanno supportato l’iniziativa, in modo convinto, le organizzazioni di categoria dei comparti turistico, commerciale e artigianale, a tutti i livelli: quello locale (il Consorzio Albergatori Acesi, l’Associazione Acireale Bed & Breakfast, l’Unione Artigiani Acesi e la storica Associazione dei Commercianti di Acicatena), quello provinciale (Confcommercio Catania e Federalberghi Catania), quello regionale (Federalberghi Sicilia). Hanno aderito pure alcuni club service (il Serra Club e i giovani del Rotaract), associazioni di professionisti (l’Adocec, l’assocaziazione dei commercialisti delle Aci) e una nutrita rappresentanza del mondo giovanile che fa parte della Consulta Giovanile di Acireale. Le iniziative portate avanti dal Forum, nelle prime settimane di attività, sono state tre. La prima è la campagna di informazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla vicenda delle Terme portata avanti attraverso la stampa e di cui si è perfino occupata la RAI. La seconda è la missiva indirizzata dai coordinatori del Forum alla dott.ssa Maria Filippa Palagonia, la Dirigente del Servizio Partecipazioni e Liquidazioni del Dipartimento Bilancio e Tesoro della Regione Siciliana e all’on. Riccardo Savona, presidente della Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana. Si è così portato a conoscenza delle istituzioni regionali che esiste un Forum in città che vigila attentamente sulle scelte che opera la Regione. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, è la lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale di Acireale, ai Vice Presidenti, ai capigruppo consiliari e per conoscenza al Sindaco avv.Nino Garozzo. In relazione all’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale il 01.02.2011, il Forum ha fatto richiesta al Presidente Pietro Filetti di verificare se l’Amministrazione comunale si sia attivata per richiedere un tavolo di confronto permanente con la Regione Siciliana per le finalità richiamate nel suddetto ordine del giorno, in primis monitorare tutte le fasi del processo di liquidazione e vigilare sull’impostazione che si intende dare all’intero processo di apertura ai privati Nel contempo si è fatta richiesta al Presidente di conoscere quali siano gli atti finora adottati per non pregiudicare le previsioni e i vincoli urbanistici contenuti nel PRG in ordine alla riqualificazione ed allo sviluppo del termalismo nella nostra Città. Saro Faraci Eliminati due incroci pericolosi Più sicurezza per gli automobilisti e pedoni che percorrono via Michele La Spina e via Felice Paradiso. ph Fabio Consoli Hanno guidato con coscienza e dedizione le comunità scolastiche affidategli, hanno infuso lo spirito di saggezza che nel corso degli anni ha ispirato maestri ed allievi, d’ora in poi privi, forse di un vero punto di riferimento. Ora giunge per loro il tempo del meritato riposo, anche se non potersi dedicare anima e corpo alla “loro” scuola costerà tanto, forse perché il rapporto con un mondo in cui hanno vissuto a lungo non potrà più ripagarli, almeno giornalmente, dei sorrisi, dei consigli chiesti e dati, e dell’amore per l’insegnamento ereditato da tanti anni di esperienza al servizio della scuola. Da tutti noi di “Akis” voglia giungere ai neo “vecchietti” prof. Alfio Mazzaglia, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Regina Elena”, prof. Lorenzo Marotta, dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Archimede” e prof. Giuseppe Massimino, dirigente scolastico dell’I.C. “G. B. Arista”, i più fervidi auguri e le più sentite felicitazioni per il meritato traguardo raggiunto. Felicitazioni particolari anche ad uno di questi neo-pensionati, vale a dire il decano dei presidi degli istituti scolastici di Acireale: dopo ben 18 anni trascorsi a capo dell’istituto, con qualche lacrima che ha solcato il viso, anche il prof. Rosario Musmeci, dirigente scolastico della gloriosa “Paolo Vasta” ha salutato amici, colleghi, personale docente e Ata, unitamente ad i ragazzi, con una sentitissima cerimonia di commiato tenutasi presso il salone “prof. M. Arcidiacono” della stessa Scuola. A presenziare il Sindaco Nino Garozzo, l’Assessore Nives Leonardi ed il dirigente dell’Uff. Scol. Provinciale Raffaele Zanoli, tutti concordi nello spendere parole di grandissimo elogio ed apprezzamento al preside “alpino”, vedi foto. Auguri! Riccardo Anastasi Associazione Arma Aeronautica Acireale Gita Sociale a Palermo per ammirare le esibizioni delle FRECCE TRICOLORI 7 Agosto 2011 Prenotazioni ed informazioni: Cusmano 095 606642 - 328 4043779 via Alliotta 14 (h. 10/12 e 17/19) Garozzo Orazio (interno base Sigonella) 2226 -2224 L’inversione del senso di marcia del tratto di via Felice Paradiso a sud dell’incrocio con via Michele La Spina ha eliminato la pericolosità del sito teatro di continui incidenti a causa della curva di Via Michele La Spina in prossimità dell’incrocio. Ad aggravare il pericolo vi era il frequente posteggio di furgoni, a causa delle attività commerciali della zona, che rendeva completamente “cieca” la visione della carreggiata trasformando il predetto incrocio in una sorta di “roulette russa” con il malcapitato guidatore che, già al centro dell’incrocio, si vedeva “piombare” addosso vetture guidati da automobilisti incoscienti che considerando le vie cittadine alla stregue di autostrade. Il più delle volte il problema si limitava a brusche frenate per evitare l’impatto, tuttavia numerosi sono stati gli incidenti che si sono verificati nel suddetto incrocio al punto tale da danneggiare la segnaletica verticale, la centralina del metanodotto e perfino la targa toponomastica in gres porcellanato con la dicitura “Via Michele La Spina” che non è stata ancora ripristinata. A nulla sono valsi i due dissuasori di sosta in cemento giallo sulle strisce pedonali a ridosso della famigerata curva: la soluzione era “raddrizzare” la strada” ma siccome ciò non è agevole da attuare è meglio cercare soluzioni più semplici e pratiche come quella di cambiare il senso di marcia. Pericoloso era anche il tratto sud senza sbocco di via Felice Paradiso per via delle auto provenienti da via Grassi Bertazzi che a velocità s’immettevano in via CAMILLA MUSMARRA IN LAURIA Addolorati ne danno il triste annuncio il Marito, i Figli, I nipoti, le nuore e i parenti tutti. Un sentito abbraccio dalla redazione. Il sindaco Pippo Cutuli, l’on.le Nino D’Asero, l’assessore Pippo Distefano, il consigliere provinciale Enzo D’Agata, autorità ecclesiali, consiglieri e assessori hanno partecipato alla inaugurazione dell’Agenzia Automobilistica “AB SERVICE” di Antonio Bella ubicata nella via Marchese di Casalotto 19B, ad Aci S.Antonio. Una nuova e moderna struttura ON LINE, dove è possibile espletare diverse attività con collegamenti diretti con A.C.I., STA, Motorizzazione Civile e attività camerali. Una grande partecipazione di amici, pubblico e simpatizzanti ha dato l’augurio per l’inizio Un incontro al quale ha partecipato un folto pubblico interessato alla tematica illustrata “Le Imprese Produttive” si è tenuto nel salone dell’Excelsior Palace Terme a cura di “Forza del Sud”. Convocati dal coordinatore del Collegio di Acireale, Giuseppe Torrisi e dal Coordinatore cittadino, Francesco Fichera, si sono avuti, dopo i saluti dei due padroni di casa, gli ottimi interventi di Nello Catalano e del sen.Salvo Fleres. ph Fabio Consoli Da registrare, nella telenovela “Terme”, solo per dovere di cronaca, la roboante (ri)apertura del reparto di otorinolaringoiatria (dopo circa 4 mesi dalla chiusura!!!) e l’arrivo previsto dei fruitori dei servizi termali oltre ad un congruo numero di turisti stranieri (2 per la cronaca!). Inoltre il PD cittadino, con rinforzi nazionali, ha effettuato un dibattitoincontro con tema riapertura dei reparti e centro polifunzionale (altra cattedrale nel deserto che nessuna potenza umana o divina – scusate la poco felice espressione – riuscirà mai a definire positivamente nell’interesse della Città). delle attività di “AB SERVICE” esternando grande apprezzamento e ammirazione per l’iniziativa intrapresa dal giovane Antonio Bella che, supportato e spionato dal proprio padre, ha saputo trovare e creare i presupposti per svolgere un’attività interessante, impegnativa che gli potrà garantire, nel tempo, un roseo futuro lavorativo. Da parte della proprietà e redazione di Akis giungano le felicitazioni più vive. Aci S. Antonio via Spirito Santo, 82 Richiedi l’amicizia su facebook Tel. 095 6784585 - 373 7105353 Paradiso. Molti sono i dipendenti dell’Istituto I.R.M.A. che ogni giorno dovevano percorrere il tratto che sono incappati in “incontri ravvicinati” con altre autovetture ed anche la mia auto porta ancora i segni di un impatto verificatosi in tale sito. Ritengo sia giusto constatare che la variazione del senso di marcia costituisce un’attenzione dell’amministrazione comunale nei confronti della pubblica incolumità ed in tal senso anche a nome dello staff dell’I.R.M.A. ringrazio il Sindaco ed il Comandante del VV.UU. Giovanni Tringali, direttore dell’I.R.M.A. Nella foto: l’incrocio pericoloso prima della variazione del senso di marcia. E’ evidente la pericolosità per gli automobilisti provenienti da destra a causa della curva e delle auto in sosta che nascondono la visuale della via Michele La Spina. Ancora un progetto condotto magistralmente dal Dott. Salvo Noè (psicologo) ad Aci S. Antonio. Questo progetto, ha proposto un approccio globale alla comunicazione tra genitori, figli e la scuola. La triade educativa per eccellenza. È stata un’esperienza straordinaria per il clima e la partecipazione che si è avuta durante i vari incontri che si sono svolti con due gruppi di 20 genitori. Si è avuta ancora più contezza di quanto bisogno c’è di conoscenza e formazione in questo settore. Infatti è proprio dal contesto familiare che provengono conseguenze di relazioni disturbate: esasperata conflittualità tra i genitori, situazioni di disgregazione del nucleo familiare, di devianza, di dipendenze, convivenze promiscue, situazioni di maltrattamento e perfino di abuso. È dal contesto familiare che provengono le conseguenze di un pericoloso permissivismo che consente tutto, compresi i lunghi tempi passati davanti alla tv in balia di programmi diseducativi. È dal contesto familiare che provengono certe esasperate tendenze narcisistiche di genitori che proiettano sui figli aspettative irrealistiche. Abbiamo compreso che è attraverso la relazione educativa che si realizzano i processi di insegnamento e apprendimento, processi che implicano da parte dei genitori capacità di motivare, di coinvolgere, di comunicare, di far acquisire un metodo di studio (apprendere ad apprendere) e soprattutto saper essere: autorevoli, flessibili ed empatici. La peculiarità della metodologia adottata è stata quella di dare messaggi importanti con un linguaggio semplice, di fare esempi pratici, utilizzando anche immagini e video che hanno favorito la partecipazione attiva, la meraviglia della scoperta, l’entusiasmo. Poi un’attenta organizzazione della scuola, dei vari incontri e di tutte le singole mansioni ha fatto sì che tutto avesse un maggiore pregnanza ed efficacia, e ha permesso di far uscire fuori in ognuno la propria umanità, la propria spontaneità, il proprio bagaglio valoriale. I vari argomenti affrontati, hanno creato nei partecipanti tante domande e riflessioni. La paura di sbagliare nell’educare i figli, le difficoltà relazionali con il partner, le punizioni, le ribellioni, le regole, l’assunzione di responsabilità… Dai questionari proposti ai genitori è emersa: - l’elevata utilità degli incontri svolti, - l’efficacia del confrontarsi con altri genitori, - il sentirsi a proprio agio per il clima sereno e amichevole creato, - nella esemplificazione delle esperienze, sentirsi partecipi e protagonisti, - il condividere con l’esperto difficoltà e problematiche e comprendere l’efficacia di “mettersi insieme” per un comune percorso educativo, - il bisogno/richiesta di continuare questa esperienza di confronto e riflessione. Come ci dice il Dr Noè – “Questo progetto è stato molto importante e sono stato contento di parteciparvi come esperto, innanzitutto perché ho incontrato genitori meravigliosi con tanta voglia di apprendere e migliorarsi, e poi perché mi ha arricchito come uomo e come professionista. Grazie per aver condiviso con me questa esperienza di vita. Siamo straordinari se solo crediamo di più nella bellezza e nelle potenzialità che abbiamo dentro”. I genitori hanno molto apprezzato i vari incontri tenuti dal Dott. Noè, che conferma ancora una volta, la sua elevata professionalità e competenza nel settore della psicologia. AKIS Sabato 16 Luglio 2011 “L’uno specchio dell’altra” E’ stato presentato nella sala teatro San Paolo di Acireale il libro “L’uno specchio dell’altra. Corrispondenza spirituale di una coppia”, che raccoglie buona parte delle lettere tra Orazio Vecchio e Maria Musumeci durante il secondo conflitto mondiale. I due, allora fidanzati, ma forzatamente separati dal richiamo alle armi di Orazio, si scambiano delle missive “private”, ovvero diverse da quelle ufficiali per i familiari e tramite di esse si confrontano e nello stesso tempo esprimono i loro stati d’animo rafforzando la loro spiritualità con l’esempio della “piccola via” di Santa Teresa di Lisieux e la guida spirituale di Don Giovanni Raciti. Si formano e si arricchiscono reciprocamente: “Questo canale di comunicazione riservato si rivelò ben presto ai loro occhi assai più di uno scambio epistolare e acquistò piuttosto la natura di uno strumento di crescita e di formazione reciproca” (Dalla “Premessa”). Alla presentazione del volume erano presenti i sei figli (foto sotto) della coppia che a causa della guerra convolò a nozze soltanto nel 1944: nell’ordine Alfio, Giovanni, Giuseppe (Peppino), Caterina, Sebastiano (Nello) e Cetta. L’introduzione è stata curata da Alfio, primogenito e presidente dell’Associazione di volontariato “Orazio Vecchio”, l’impostazione del libro da Nello, i valori e i significati spirituali da Don Giovanni, sacerdote attualmente in missione in Brasile, mentre la funzione di moderatore è stata Sparate sull'autore !! Nella splendida cornice della Villa Carcaci di Viagrande, si è tenuto il dibattito “Sparate sull’autore” sul libro ASTRAR 107 VIAGGIO NEL MULTIVERSO, di Giuseppe Di Mauro. Visto l'argomento trattato nel In una cornice particolarmente accattivante, il cortile del Palazzo Cantarella, alla presenza di un folto pubblico e con la presentazione di Angelo Scandurra, del sindaco Pippo Cutuli, del prof. Alfio Stefano Di Mauro, è stato presentato il nuovo libro del dott. Ignazio La Spina “Il merlo della Bungavillea”, disperata storia d’amore di Laura e Alfredo, ispirata ad un fatto realmente accaduto in un piccolo paese etneo durante la Grande Guerra e narrata sullo sfondo particolareggiato dei primi del Novecento; la storia è inserita in un vivace affresco della vita sociale, degli usi e dei costumi dell’epoca. Il profilo psicologi- La mia cara professoressa di Scienze Naturali svolta dal nipote, il giornalista Orazio Vecchio. Un pubblico numeroso ed attento ha seguito l’incontro durante il quale hanno preso la parola l’arcivescovo mons. Pio Vigo, tanti amici della coppia e in modo particolare di Orazio ( Maria morì in giovane età nel 1960), con il quale avevano collaborato nella redazione del periodico “La Voce dell’Jonio”, dal suo fondatore considerato come “un settimo figlio”, come è stato sottolineato nel corso della presentazione. Il libro è costituito da ben 448 pagine fitte ed è senza immagini, salvo la copertina che ritrae di due protagonisti in un incontro del 31 luglio 1941, in occasione della visita di Maria alla postazione antiaerea di Orazio a San Giuseppe La Rena, nei pressi di Catania. Nel volume, che è stato distribuito gratuitamente ai presenti, troviamo non solo “una storia d’amore” all’insegna della fede, ma anche i riflessi delle vicende belliche sull’esperienza militare di Orazio in varie parti d’Italia e di Maria nel nostro territorio. Un libro edificante. Giovanni Vecchio libro si è parlato di Fisica, Matematica, Astronomia, Teologia e quindi di Alieni e UFO. L’autore, Puccio Di Mauro, ha risposto a tutte le domande con preparazione e disinvoltura, lasciando l'auditorio soddisfatto e sempre più interessato a tutti gli argomenti. Dopo l’incontro, conclusosi in tarda serata, tutti si sono dati appuntamento alla prossima riunione per approfondire sempre più gli argomenti che si sono rivelati di grande attualità ed estremamente affascinanti. Il libro era stato recentemente recensito dal nostro giornale. Nella foto un momento dell’incontro. co del dramma, innestato sull’influenza che il sentimento esercita da sempre nell’animo umano, attualizza e rende universale il racconto, coinvolgendo il lettore e trasportandolo nel fascino di un tempo passato in cui però i palpiti del cuore sono gli stessi di sempre. Il romanzo è corredato da immagini dell’epoca tra cui molte delle lettere autentiche della corrispondenza epistolare che lo ha ispirato. “Il Merlo della Bungavillea” è un nostalgico ritorno ai valori di un tempo di cui oggi si sente, sempre più, la mancanza. Ignazio La Spina (1930), dal 1964 esercita la professione medica. Con la maturità, sull’onda di ricordi vissuti con sentimento e commozione, si dedica all’attività letteraria pubblicando nel 2001 “Un medico, un tempo, una storia” dedicato alla figura del padre e offrendo nel contempo un’interessante testimonianza sulla medicina nei primi decenni del secolo scorso. Cultore e appassionato collezionista di oggetti appartenenti a quel periodo, pubblica “Echi del Novecento”interessante opera che offre un suggestivo sguardo sul nostro passato più recente, arricchita da una pregevole documentazione iconografica (recensito dal nostro giornale, a cura di Antonio Pagano, nella “Terza Pagina” del 9 aprile 2005). Sostanziali conferme dall’Assemblea dei Soci del CineFotoClub “Galatea” di Acireale che, nella seduta dello scorso 2 Luglio, ha ratificato le nuove nomine del Consiglio di Presidenza, oltre a deliberare alcuni aspetti relativi all’allestimento del Premio “Aci e Galatea” 2011. A capo del il sodalizio culturale acese, è stato rieletto all’unanimità il presidente uscente prof. Turi Consoli, mentre ulteriori conferme sono giunte, poi, dalle nomine del nuovo Consiglio di Presidenza che resta così composto: PRESIDENTE: prof. TURI CONSOLI VICE PRESIDENTE: dott.ssa VALERIA CASTORINA SEGRETERIA: sig. RICCARDO ANASTASI, sig.ra NUCCIA LEOTTA CONSIGLIERI: avv. SALVATORE TROVATO, geom. GRAZIA VINCI La seduta ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sull’allestimento dell’edizione 2011 del Premio “Aci e Galatea”, il Premio di Acireale ai Siciliani. I vertici del sodalizio e la segreteria della manifestazione, che verrà curata da Riccardo Anastasi, stanno, difatti, lavorando alacremente in sinergia con l’Amministrazione Comunale Acese e la Provincia Regionale di Catania per l’approntamento di una scaletta di grande prestigio con nomi di prim’ordine nel campo dello spettacolo, delle arti e dell’imprenditoria locale, maggiormente distintisi nel panorama nazionale ed internazionale. I particolari della serata, anche quest’anno in programma il prossimo 10 Agosto nello scenario della barocca Piazza del Duomo di Acireale, saranno svelati nella conferenza stampa di presentazione dell’evento, la cui data verrà comunicata a breve. È una mostra "a tesi" quella che la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese proporrà, dal 22 luglio al 2 ottobre ad Acireale, nella sede espositiva del Credito Siciliano e, successivamente nel periodo autunnale a Milano nella Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline. "A tesi" perché origina da un'ipotesi, tendendo a dimostrarla: in Sicilia sta nascendo una riconoscibile "Scuola Siciliana" di fotografia. Non solo perché qui si sono formati ed operano artisti oggi tra i maggiori in Italia, ma perché in loro, pur nella diversità e originalità di stili e poetiche, si possono individuare linee in qualche modo riconducibili ad un medesimo, vitalissimo "terreno di coltura e di cultura". La mostra, ideata da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, responsabili delle scelte espositive della Fondazione, è da loro curata insieme a Giovanni Chiaramonte, autore di origini siciliane ma di tradizione europea e docente presso la Facoltà di Architettura di Palermo. La "Scuola" fa riferimento alle figure e al lavoro di tre fotografi siciliani - Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia, Sandro Scalia - appartenenti alla generazione di autori nati in Sicilia fra il 1950 e il 1960, in quell'isola operanti. I tre ricoprono ruoli di docenza presso le accademie di Belle Arti di Catania (Bongiorno e Nicosia, che ne è preside) e Palermo (Scalia) e sono per questo, letteralmente, dei "capiscuola" in una disciplina a forte vocazione tecnica ma dagli spiccati accenti poetici. "Questa caratteristica è rinvenibile - affermano i commissari dell'esposizione - dietro il duplice profilo della loro attività: da un lato il loro svolgere un ruolo critico verso la fotografia "neooggettiva", di pura registrazione meccanica o a scopo classificatorio, proponendo una versione nebulosa e immaginifica della loro realtà, dall'altro, sottraendosi all'azione meramente professionale del lavoro, si spingono verso la codificazione di un linguaggio nuovo, elaborato in stretta connessione con gli esiti attuali di autori di altra provenienza e cultura". In ambito formativo è evidente la loro predisposizione sperimentale ad assorbire stilemi, inclinazioni poetiche e soluzioni tecniche da cinema, teatro, letteratura, video-arte, ecc. Alla sicilianità di origine e di appartenenza s'aggiungono importanti esperienze "esterne": tutti e tre hanno condiviso infatti, in maniera indipendente, significativi periodi di lavoro lontano dall'isola, maturando un'attitudine al confronto e al collegamento con le innumerevoli avanguardie, interconnessioni e individualità in fase di maturazione in ambito italiano ed europeo, tra la fine degli anni '70 e gli zero. In senso strettamente cronologico, al lavoro di Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia e Sandro Scalia, si contrappone quello degli esponenti di spicco della generazione precedente, tutti autori siciliani con all'attivo significative esperienze professionali di rilievo internazionale come Ferdinando Scianna, Enzo Sellerio, Nicola Scafidi e Letizia Battaglia. Ognuno, con la propria vicenda storica ed espressiva, ha finito, più o meno consapevolmente, con l'influenzare generazioni di fotografi. Certo non sono accomunabili in una "Scuola" nel senso tradizionale del termine, ma è fuor di dubbio che con il loro lavoro e la loro sperimentazione hanno effettivamente fatto scuola. A costoro la mostra dedica un'ampia panoramica che non li propone come puro punto di snodo per l'affermarsi delle identità individuali, ma evidenzia aspetti, tecniche, situazioni che nelle opere dei tre protagonisti riconducono alla generazione dei "padri". Dall'emergere di particolari tecniche di saturazione o distorsione dell'immagine, all'applicazione di uno o più meccanismi analogici nella definizione del campo visivo, o la scelta dei supporti di stampa, del formato, ecc. La contro-copertina della mostra è affidata ad uno sguardo esterno, quello di uno "straniero": Richard Avedon. Con un unico scatto, un combat-shot dedicato alla Cripta dei Cappuccini rubato a Palermo durante la campagna di liberazione della Sicilia nel 1944 al seguito della V Armata. La mostra sarà completata da due talks presso le Accademie di Belle Arti di Catania e Palermo, a conferma di come anche questa esposizione sia un tassello del "fare scuola", stavolta in senso letterale, dei tre maestri. 347 1433135 [email protected] E’ trascorso un anno dalla scomparsa della signora Maria Blanco Marranzano. E’ stata nei lontani anni quaranta mia professoressa di “Scienze naturali” nell’Istituto Magistrale “Regina Elena” di Acireale al tempo del mitico Preside don Giuseppe Maugeri. Ricordo che il primo giorno venne accompagnata dal Preside che la presentò agli alunni facendo le raccomandazioni di rito. Era la prima volta che il Preside scendeva a pianterreno per la presentazione della nuova insegnante; non si era mai verificato prima: ogni insegnante, sia uomo che donna, si presentava da solo. Ricordo la prof.ssa Maria Blanco con immenso affetto e gratitudine per la preparazione, la nobiltà d’animo, per il tratto signorile, lo squisito senso di umanità nei confronti degli alunni, per avere onorato la Scuola e amato maternamente i “suoi” ragazzi. Per tesserne l’elogio ci vorrebbe un “peana”, ma siccome non sono poeta, mi limito a dire che è stata una delle donne più intelligenti, più affabili e squisite che si trovino sul pianeta terra. Aveva un metodo di insegnamento tutto particolare: ci faceva innamorare della materia. Siamo stati in tanti che abbiamo scelto per merito suo facoltà ad indirizzo scientifico. E diversi alunni hanno fatto carriera come Presidi o Professori Universitari. Ricordo Nino Micalizzi, Mario Lomeo, Nino Grasso, Paolo cavallaro, Arturo pennisi, Ciccio Florio, Luigi Fichera, Cosimo Pulvirenti, Carmelo Sparti, Carmela Pennsi (oggi vice Superiora della Suore di Maria Ausiliatrice). Io, nel mio piccolo, debbo dire che ero affascinato dalle sue lezioni ed ho avuto diverse soddisfazioni negli anni. All’esame finale per il conseguimento del Diploma di Abilitazione Magistrale, con commissione esterna, ebbi la gradita sorpresa di ricevere l’unico “9” in scienze naturali con la “terribile” professoressa Maria Di Marco. Raccontavano gli alunni che durante l’anno agli impreparati scriveva sul registro “UNO” a lettere maiuscole. Nel corso degli studi universitari per gli esami di Chimica Biologica. Con il “tremendo” prof. Clementi, ebbi la soddisfazione di fare un grosso regalo alla mia professoressa: entro nella stanza per gli esami in piena tensione, rispondo alle prime domande e vengo indirizzato alla lavagna per scrivere la formula dell’acido omo-gentisinico. Appena finito vedo che il professore si alza di scatto e, mettendomi una mano sulla spalla, mi fa i complimenti a non finire e mi chiede: “+Lei come si chiama?” Rispondo timidamente, incredulo, balbettando…”Bravo, bravo”, mi sento rispondere. Mi porge il libretto: “Trenta e lode”(unico della mia carriera universitaria!). Mi è stato riferito che nella stessa mattinata aveva afatto la stessa domanda a tutti gli altri studenti e nessuno aveva risposto esattamente. Durante gli anni della mia attività al Laboratorio Provinciale d’Igiene e Profilassi conobbi tutti gli Ufficiali sanitari dei 58 Comuni della Provincia catanese. Un ricordo particolare: l’anno in cui mi incontrai con il dott. Marranzano, a Caltagirone; conobbi un uomo di rara signorilità, galantuomo di vecchio stampo ed insigne funzionario. Venni a sapere, con il tempo, che era il marito della mia professoressa di Scienze Naturali. “L’uomo giusto al posto giusto”, fu il mio pensiero. Ciao, mia cara professoressa Maria Blanco, riposa in pace. Antonino Arcidiacono. “ROMPIAMO IL MURO DEL SILENZIO” Si è tenuto l’ incontro pubblico sul tema: “Droga e Criminalità nei nostri territori”. L’ evento è stato organizzato dalla Diocesi di Acireale, con la collaborazione dell’ Ufficio Pastorale Sociale, del Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile e con il patrocinio della Provincia Regionale di Catania. Per l’ occasione sono intervenuti il dott. Vittorio Fontana, Procuratore Generale Aggiunto presso la Suprema Corte di Cassazione, padre Francesco Zambotti dell’ Associazione “La Tenda di Cristo” che si occupa dell’ accoglienza dei tossicodipendenti e il dott. Fabio Brogna, Responsabile SER.T – ASP n.3 di Acireale. Dopo i saluti di don Marcello Pulvirenti e la proiezione di un video introduttivo riguardo il citato argomento, la parola è passata ai qualificati relatori. Il problema della droga, interessa tutto il mondo e rappresenta una delle grandi piaghe sociali del terzo millennio. Negli ultimi anni il consumo di droga e sostanze stupefacenti è aumentato sensibilmente rispetto a qualche decennio fa. Infatti essa è diventata non solo una problematica sociale, ma anche un’ emergenza sanitaria di rilievo, poiché l’ assunzione di tali sostanze può provocare con il tempo molti danni agli organi vitali e alla psicologia di una persona. Di tutto questo ne approfitta la criminalità organizzata, la quale guadagna un notevole profitto dallo smercio della droga. Molti tossicodipendenti per acquistare delle dosi o per pagare i propri debiti, sono portati a compiere dei reati e finiscono in carcere. Questo problema è anche familiare, poiché spesso i giovani che utilizzano droghe, non hanno la dovuta attenzione ed affetto da parte delle proprie famiglie, in cui si registra una mancanza di dialogo fra genitori e figli. La partecipata iniziativa ha visto una marcia da Piazza Indirizzo a Piazza Duomo intitolata “Rompiamo il muro del silenzio”, preceduta da una messa per le vittime della droga e della criminalità. Hanno aderito all’ evento le comunità parrocchiali del territorio acese e numerose associazioni di volontariato. Registrata anche la presenza del Sindaco Garozzo. Davide Sirna 4 AKIS Sabato 16 Luglio 2011 Un desiderio... esaudito! Il paroliere Alberto Testa, Soverato, “Renato” di Mina e Acireale L’assemblea ordinaria delle socie di Acireale ha proceduto alle votazioni per le elezioni delle cariche di sezione per il biennio 2011/2013. Il nuovo organigramma risulta così costituito: presidente, Pina Consoli Calì; vicepresidente, Rosa Barbagallo; segretaria, Rosa Pandolfini; tesoriera, Mirella Zappalà. Collegio Revisori dei conti: Franca Aricò Leonardi; Lucia Licciardello Vera Petralia. Consigliere: Lina Paradiso; Tullia Cortegiani; Elena Strano; Liliana Vitullo; Maria Rita Pennisi; Daniela Simon. Pochi sanno che ad Acireale è sorta nel febbraio 2011 un’associazione culturale denominata “Remebering Alberto Testa”, presieduta da Daniela Colamasi, docente di Lettere nel Liceo Scientifico “Archimede” dall’anno scolastico 2007/08, ma vissuta a Roma accanto al famoso paroliere Alberto Testa, autore dei testi di canzoni famosissime in tutto il mondo, quali “Quando, quando, quando”, “Io ti darò di più”, “La Notte dell’addio”, “Carina” “Grande, grande, grande”, “Un anno d’amore” e tantissime altre, tra le quali due vincitrici del Festival di Sanremo: “Uno per tutte” nel 1963 (cantata da Tony Renis ed Emilio Pericoli” e “Non pensare a me” nel 1967 (cantata da Claudio Villa e Iva Zanicchi). Decine le canzoni per lo “Zecchino d’oro” e anche per i festival di canzoni per bambini che si svolgevano negli anni sessanta nell’acese, come “Il Festival della Stella d’oro” a Santa Maria La Stella e al Festival “Sicilia d’oro” di Acireale, manifestazioni alle quali Alberto Testa inviò alcune canzono musicate da Eros Sciorilli. E’ in corso una ricognizione fonografica e di immagini delle canzoni di Alberto, che è scomparso nel 2009, operazione alla quale la presidente Colamasi si sta dedicando con grande impegno. Ma in questa prima informazione vorrei dedicare una particolare attenzione ad una canzone del 1962, cantata da Mina e che ebbe uno straordinario successi: si intitola “Renato”. Vi ricordate: “Renato Renato Renato a casa tua mi hai invitato e ci ho trovato papà e mammà, Renato Renato Renato così carino così educato mi porti al cinema e guardi il film …”? Ebbene, quel Renato non è frutto della fantasia di Alberto testa, è una persona in carne ed ossa, tanto gentile, appassionato di motonautica e del suo paese Soverato nel cuore del Golfo di Squillace in provincia di Catanzaro. Testa passava spesso le sue vacanze con Daniela in questa splendida cittadina marinara calabrese e divenne grande amico di Renato, che lo immortalò con la sua canzone. Il nome completo è Renato Alecci ed è socio dell’Associazione “Rembering Alberto Testa” di Acireale. Come se non bastasse, dalla conversazione con Alecci, appassionato storico della sua città ( titolo concesso al suo paese dal Presidente della Repubblica il 9 ottobre 1974) e presidente dell’associazione nautica “Poseidone”, ho appreso che Soverato è sorta ad opera dei pescatori acesi che lì si recavano nell’Ottocento. Molti di loro sono rimasti in questo posto incantevole, tanto è vero che ricorrono cognomi “acesissimi” come Arcidiacono, Musmeci, Liotta, Pennisi,. Dai due volumi di Alecci “Emozioni” si ricavano tante foto d’epoca che presentano alcune figure di soveratesi di origine acese come il cap. Filippo Arcidiacono. Renato Alecci mi dice per telefono che un certo Vanni di Acireale, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, partiva da Acireale con la barca a remi per recarsi a Soverato e ci impiegava circa tre mesi. Ci ripromettiamo di riprendere e sviluppare questo discorso e di avviare una collaborazione tra le due città, magari all’insegna di un revival delle canzoni di Alberto Testa.. Giovanni Vecchio Associazione Cristo Nuova Speranza Riprese del film “Baci salati” in cui comparirà anche Nhora Caggegi, nostra collaboratrice Da sempre l’uomo ha amato muoversi e scoprire luoghi e persone diverse. Sembra connaturato in noi il desiderio di viaggiare e scoprire angoli del mondo incantevoli: solo che noi viviamo in un luogo incantevole e baciato dagli dei! Non per nulla la mitologia, Polifemo, Ulisse… vivono proprio qui, vicini a noi. Possiamo benissimo dire che in qualsiasi luogo andiamo, da qualsiasi parte ci giriamo, mare o montagna, qui tutto è meraviglioso. Il nostro mare è divino, che siano le spiagge bianche catanesi o rosse del sud della Sicilia, oppure gli angoli magici che solamente la scogliera ionica può dare. Io da qualche anno ne ho riscoperto uno delizioso, si trova a S. Tecla, vicino allo Scalo Pennisi, ha una scaletta ripidissima che porta ad uno dei posti più belli della costa. I suoi frequentatori, tanti e provenienti anche da Catania, l’hanno ribattezzata “la baietta”, i nativi del posto gli hanno da sempre attribuito un nome più “folkloristico”! L’acqua è gelata ma sempre pulitissima, gli scogli, alti e frastagliati che cadono a strapiombo sul mare in modo selvaggio, ti fanno, spesso, dimenticare di essere a pochi passi da casa. Certi pomeriggi, se si è fortunati, si vedono passare delle anatre che determinate si dirigono chissà dove! E i gabbiani? Si, ci sono, si tengono lontani dalla folla e scelgono di sostare in scogli di più difficile approdo. Peccato, però, che quest’anno, contrariamente agli altri anni, non c’è la passerella che oltrepassava numerosi scogli aguzzi e inospitali, e portava i bagnanti direttamente, grazie ad una scaletta finale, nelle acque profonde e limpidissime, attorniate da scogli che pullulano di granchi di un insolito colore bluastro, di “scecchi di mare” di uno strano ma stupefacente colore nero bordato di fucsia acceso, e del buonissimo “mauro” così difficile da trovare altrove… Speriamo proprio che chi di competenza possa ridarci la possibilità di poter usufruire nel modo migliore della nostra scogliera. "Per la cronaca, chi di competenza ha provveduto e la passerella è stata fatta. Grazie di cuore da tutti i bagnanti" Mariella Di Mauro FIDAPA Nell’intento di contribuire al rilancio e alla valorizzazione della poesia, nell’ambito delle attività di promozione della cultura e del volontariato, l’Associazione Cristo Nuova Speranza ha bandito il IV° Concorso letterario in lingua italiana “Poeta per caso”, concorso che ha inteso mettere al centro dell’ attenzione i valori dell’amore, della solidarietà, della pace, del rispetto, della fratellanza, dell’amore per la natura, della democrazia e non ultima la dolcezza dell’animo umano. Il concorso era articolato in due sezioni:Lingua italiana e Dialetto siciliano Di seguito i nomi dei vincitori relativamente al I° Premio: CREDO di Maria Rita Celestino – IL VALORE DELL’AMICIZIA di Lucia Greco - L’AMICIZIA: UNA COSA SPECIALE di Mariangela Giuffrida Durante la serata si è esibito il chitarrista classico M° Agatino Scuderi. "Cogliere le vibrazioni e trasformarle in Versi è far poesia" Questo il tema del fortunato incontro che ha registrato la presenza della poetessa Maria Grazia Falsone, dell’attore Davide Giuseppe Spoto e del giornalista e critico letterario Carmelo Di Mauro che si sono incrociati in un percorso umano e poetico all’insegna di "Note di ...versi" ...in una atmosfera particolare che la Villa Cosentino di Valverde ha regalato al pubblico presente. Un’altra serata di poesia, un’altra serata magica. . Si sono svolte a Fondachello di Mascali le riprese del film “Baci salati” con Sandra Milo, Monica Scattini, Clayton Nordcross e tanti altri, tra i quali Angelo Russo “Catarella”, Pippo Barone, Gaetano Lembo e Roberto Brunetti, diretti dal regista Johnny Marino. Trattasi di un film ambientato negli anni Sessanta, pieno di brio e situazioni comiche, che vedremo forse sugli schermi entro l’anno. Circa un mese fa ad Etnapolis è stata fatta una selezione per altri personaggi da inserire nel contesto della produzione cinematografica. Tra i selezionati la nostra collaboratrice nonché affermata scrittrice Nhora Caggegi (a sx nella foto con Monica Scattini), che sarà, anche se soltanto come “comparsa”, a fianco dei principali protagonisti in diverse scene.- Che ne dici di questa nuova esperienza? -E’ un campo nel quale mi ero accostata seguendo un corso di cinematografia con il noto regista Nello Correale, ma mi ero cimentata nelle tecniche di ripresa, senza mai stare dall’altra parte della macchina da presa. Negli anni scorsi, tuttavia, avevo già calcato le scene teatrali in diverse occasioni. -Che impressione ti ha fatto essere ripresa? - All’inizio mi ero un po’ irrigidita per l’emozione inevitabile, ma poi mi sono sciolta totalmente. Tra l’altro mi sono ritrovata in un contesto simpatico e accogliente. Sei stata a contatto diretto con attori e attrici del teatro e del cinema. Con chi in particolare ti sei trovata a tuo agio? -Direi con tutti, anche se in modo più diretto con Pippo Barone e Gaetano Lembo. -Come ti sei sentita con addosso abbigliamenti degli anni Sessanta, ormai “superati”? - Molto strana – a dire il vero perché non li avevo mai indossati, ma poi l’ho vissuto come un gioco simpatico e mi sono immersa nell’atmosfera del film.-Pensi di proseguire su questa strada?-Innanzitutto sono interessata alla scrittura di racconti e romanzi (in questi giorni sta uscendo una edizione nazionale con la casa editrice Il Filo Albatros di Roma del mio romanzo “Ora sono un uomo … Il silenzio del salice piangente”), ma mi interessa molto anche la scrittura giornalistica, infatti ho concluso da qualche settimana un corso professionale in questo settore condotto da giornalisti professionisti. Mi interessa molto concludere il corso di studi con il conseguimento della laurea in scienze della comunicazione. Tuttavia non disdegnerò di cimentarmi in altre opere cinematografiche, se ne avrò l’occasione. Giovanni Vecchio Il Coro “Le Piccole Voci dell’Etna” di Santa Venerina vincitore della Rassegna Nazionale “S. Percacciolo” Il Coro “Le Piccole Voci dell’Etna” del Circolo Didattico di Santa Venerina , patrocinato dal Comune, ha conquistato il primo premio per la sezione Scuola dell’Infanzia e Primaria alla XVI Rassegna Musicale Scolastica Nazionale “Salvuccio Percacciolo”, organizzata dai Comuni di Mirto e Capo d’Orlando in collaborazione con l’Unione dei Comuni dei Nebrodi, la Presidenza dell’Agimus di Roma e con il patrocinio della Provincia Regionale di Messina e della Regione Siciliana. I piccoli cantori, diretti dal M° Salvatore Musumeci, sono stati giudicati da una commissione costituita da docenti dei Conservatori della Sicilia e della Calabria conseguendo, tra i venti cori partecipanti, 96 punti su cento, ovvero il punteggio più alto. Una grande soddisfazione per il direttore del coro e per gli amministratoti di Santa Venerina, sindaco in testa, presenti alla cerimonia di premiazione, assieme al baby sindaco. I brani eseguiti nella Rassegna sono stati: la Meditazione con testo originale del M° Musumeci e la musica dell’aria sulla quarta corda di Bach e Souvenirs d’Italie, un insieme di canti popolari delle varie regioni italiane, con arrangiamenti dei Maestri Salvo e Giuseppe Musumeci. La Direzione Didattica ha espresso tutta la sua soddisfazione per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e ha ringraziato per la sinergica collaborazione i docenti Anna Bonaccorsi, Maria Teresa Pagliuca, Cinzia Magnera, Cettina Russo, Venera Licciardello, Rosaria Gigante, Gaia Paola Aleo, Miranda Ester Grasso e i tirocinanti Giuseppe Musumeci e Carmen Damusco. Il dirigente scolastico ff. Salvatore Musumeci ha ribadito inoltre l’aspetto educativo dell’esperienza corale dei fanciulli in quanto “il linguaggio dei suoni è unico e universale, pone tutti sullo stesso piano, i timidi e gli estroversi e tutti in questo dialogo hanno un ruolo importante ed insostituibile”. Giovanni Vecchio Concluso il primo corso di aggiornamento sull’insegnamento della storia e della letteratura siciliana Si è concluso il corso di aggiornamento e formazione per docenti di scuola primaria “Conoscere per riconoscersi”, un approccio tematico e metodologico per la “Promozione, valorizzazione e insegnamento della Storia, della Letteratura e del Patrimonio Linguistico siciliano nelle scuole” di cui alla L.R. 18 maggio 2011. Il corso, iniziato il 23 giugno, ha avuto la durata di 30 ore ed è stato il primo dopo l’approvazione della legge regionale. Vi hanno preso parte una trentina di insegnanti, che hanno seguito il percorso presso la “Casa del Vendemmiatore” di Santa Venerina. I primi due moduli vertevano sull’origine identitaria del popolo siciliano, sul periodo storico dalla costituzione del Regno di Sicilia alla Guerra del Vespro, e, a seguire, sulla Sicilia a cavallo del 1860 nel racconto del Gattopardo di G.Tomasi di Lampedusa, di cui sono state messe a confronto pagine del romanzo e scene del film di Visconti. Queste tematiche sono state affrontate dal prof. Salvatore Musumeci, sicilianista e dirigente scolastico facente funzione del Circolo Didattico locale, mentre l’esposizione dei contenuti della nuova legge regionale è stata affidata al relatore della stessa on. Nicola D’Agostino, accompagnata dalla proiezione di un’intervista al filosofo Pietro Barcellona e al giornalista Pino Aprile, autore del bestseller “I Terroni”. Il prof. Salvatore Di Mauro, già docente di lettere negli istituti superiori, ha trattato dell’evoluzione della letteratura siciliana prendendo in esame autori e aspetti linguistici. Il dott. Augusto Lucchese si è soffermato sulla Sicilia dal 10 luglio 1943 e sui ricordi di guerra. Le conclusioni sono state tratte nella sala consiliare “Maria Grazia Cutuli” del Comune, dal prof. Salvatore Musumeci che ha incentrato la sua relazione sulle vicende storiche dal fascismo all’arrivo degli anglo-americani e sullo Statuto Speciale di Autonomia del 1946. Particolare attenzione l’oratore ha rivolto ai fatti di Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, che determinarono una svolta nella Storia d’Italia. Giovanni Vecchio Al “Torneo Nazionale delle Polizie Locali” svoltosi a Siracusa c’era anche una squadra acese Nella foto di Fabio Consoli un momento dell’incontro di presentazione a Palazzo di Città: con da sx Salvo Puglisi, Ass. Giuseppe Calì, Salvatore Tudisco, Orazio Puglisi, Ass. Nino Sorace, Mario Finocchiaro, Delfo Granata AKIS XXI RADUNO STORICO NAZIONALE Anche quest'anno l'Associazione N a z i o n a l e Carabinieri di Aci Sant'Antonio ha partecipato allo storico raduno nazionale. Il XXI raduno per la precisione che quest'anno si è svolto recentemente a Torino . I partecipanti, accompagnati dal presidente Antonino Finocchiaro, hanno sfilato portando alti gli onori dell'associazione e della cittadina cui la stessa ha sede. Unica associazione presente a rappresentare anche la Provincia di Catania. Gli applausi, segno di apprezzamento per la partecipazione, nonostante la distanza, hanno commosso i presenti. Il gruppo santantonese, ormai conosciuto in tutta Italia per i continui impegni nelle varie emergenze, con l'occasione del raduno nazionale ha avuto modo di scambiare con molti altri gruppi opinioni ed esperienze maturate nel corso di varie calamità. Una Parrocchia di….cartapesta Una scuola di “cartapesta” artistica nella parrocchia Sacratissimo Cuore di Gesù? E perché no! Padre Orazio Greco non smentisce, ma per il momento non conferma. Tutto nasce da un corso di Cartapesta che si è svolto nella p r e d e t t a Parrocchia e culminato nella riuscitissima Mostra inserita nei festeggiamenti annuali della comunità. Il primo corso (25 allievi) non si proponeva certo di sfornare la “solita” mascherina di carnevale ma creare “l’altra cartapesta”: oggetti artistici, farfalle, prodotti peseudogastronomici, vasi finemente decorati. L’entusiasmo dei parrocchiani e non, la loro collaborazione, talora professionale, perché figli e nipoti di Maestri artisti della cartapesta, ha contribuito alla riuscita dell’esperimento. N.L. UN CENTRO CHE “ATTENZIONA” LA CELLULA FONDAMENTALE DELLA SOCIETA' Alla presenza di molti intervenuti, tra cui autorità civili e religiose, la famiglia Garozzo-Grasso ha inaugurato il “Centro Ricreativo Delfino” sito in via San Nicolò, 131 S. Nicolò – Acicatena L'obiettivo del Centro Ricreativo Delfino è quello di accogliere le famiglie, cellule fondamentali della società, per promuoverne i valori e tutelarne la dignità in collaborazione con tutti gli organismi, le associazioni e le istituzioni di carattere pubblico o privato, che sono in relazione con le tematiche della famiglia. Durante l'inaugurazione, particolare commozione hanno suscitato i racconti di quanti hanno vissuto la loro infanzia e/o giovinezza nei luoghi dell'odierno Centro Ricreativo Delfino, ex palmento del borgo ristrutturato con interventi di tipo conservativo. I racconti hanno fatto rivivere a tutti i presenti la magia del “tempo passato in un ambiente rurale”: - davanti alla legna che “ardeva”nel forno a pietra; - intorno al falò acceso al centro del cortile, sul basalto ancora esistente, dove “i grandi” raccontavano esperienze e storie mentre i bambini giocavano e nella cenere calda venivano arrostite fave, castagne, ceci, uova, _ _ _ _ da sgranocchiare durante la serata; - con i bracieri le mamme e le nonne venivano a prelevare un pò di “brace” dal falò o dal forno per riscaldare le loro case; - la condivisione dei pasti preparati “da 'za Pippina a trizzota (originaria di Acitrezza) e da Teresa; - l'allegria, la disponibilità e l'accoglienza “du 'zu Tanu” che distribuiva, a grandi e piccini, caramelle, cotognata, mostarda, frutta e tutto ciò che possedeva; - l'ascolto delle canzoni e le danze, al suono del primo giradischi del borgo; - il conforto morale e l'aiuto materiale donato a tutta la comunità da “Pippina e Teresa” In occasione dell'inaugurazione, la famiglia ha dedicato la sala del Centro Ricreativo Delfino alla figlia Teresa morta prematuramente ed a nonna Teresa, figura esemplare di donna, di madre e di sorella per tutta la comunità, ancora viva nel ricordo di quanti l'hanno stimata ed amata. Il Centro Ricreativo Delfino è aperto da Lunedì a Venerdì dalle ore 18,30 alle ore 20 (orario estivo) per accogliere quanti sentono il bisogno di uscire dalla solitudine generata dalla frenetica e stressante vita odierna e trascorrere con altre persone momenti sereni e costruttivi in un ambiente “a misura di uomo”. La Domenica, alle ore 19, le famiglie si riuniscono presso il Centro per condividere la cena e momenti di fraternità, salvo diversa programmazione. Per informazioni: tel. 095/897537 (dopo le ore 21) dott.ssa Maria Grasso Sabato 16 Luglio 2011 PIAZZE APERTE AL CINEMA 2011 Un contesto sobrio ed elegante, aggregazione, degustazioni ed un occhio di riguardo per gli amanti del buon cinema. Il chiostro dell’ex Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale ha ospitato l’edizione 2011 di “Piazze Aperte al Cinema” la rassegna cinematografica promossa dalla cooperativa Lemon Tour con il fattivo apporto di Lucia Calderone. Quattro le pellicole proiettate, apprezzate dal pubblico accorso che ha avuto la possibilità di intrattenersi cordialmente con attori e registi intervenuti nel corso delle serate. Particolare apprezzamento per la prima serata del cartellone, con le degustazioni delle primizie siciliane promosse dall’Associazione Italiana Sommelier, tra cui il Vino “Fratelli d’Italia” ed il marsala “Garibaldi”, in omaggio alla ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia, sorseggiato sullo sfondo della proiezione della pellicola “Noi Credevamo”, diretto da Mario Martone e vincitore del David di Donatello e del Nastro d’Argento 2011. Di grande interesse anche gli altri film proiettati, tra cui “Fuga dal Call Center”, diretto da Federico Rizzo ed incentrato sullo scottante tema del precariato, “L’amore di Marja”, con la partecipazione di David Coco e Lucia Sardo, ed il “Discorso del Re”, vincitore del Premio David di Donatello 2011 e del Nastro d’Argento quale migliore film europeo. Sulla buona riuscita della rassegna, parole di soddisfazione sono state espresse dalla promotrice dell’evento Lucia Calderone, a sx nella foto di Fabio Consoli, dall’Assessore Nives Leonardi e dal Sindaco Nino Garozzo che, nonostante i tagli resisi necessari a causa del bilancio dell’ente comunale non proprio in floride condizioni, hanno deciso di scommettere sulla manifestazione, puntando sul grande richiamo che essa ha esercitato nei confronti dei tanti appassionati di cinema intervenuti. Riccardo Anastasi Collettiva di pittura scultura poesia fotografia I COLORI DELL'ESTATE NELL’ARTE ph Fabio Consoli 5 I problemi di Aci Platani Tanti sono i problemi che da anni affliggono la comunità platanese, tra questi quello che sembra essere più urgente è costituito dall’assenza di un luogo d’incontro che può definirsi “Piazza”. In passato quello che gli abitanti di Aci Platani hanno chiamato “Piazza 4 Settembre” in realtà è stato un mini posteggio, dimenticando che la “piazza” dovrebbe servire a ben altri scopi. Lo spazio antistante al sacrato della Chiesa Madre, infatti, rimane giornalmente soffocato da una sosta selvaggia in seconda e terza fila, che costringe quanti devono recarsi in Chiesa a camminare schiacciati tra una macchina e l’atra, rischiando spesso di cadere. E poi non si può accettare che uno spazio così piccolo sia continuamente soffocato da una sosta selvaggia che in alcune ore della giornata impedisce ai pedoni anche il sicuro attraversamento della strada per portarsi da una parte all’altra della piazza. Certo, questo problema ne pone un altro altrettanto grave ed urgente: dove posteggiare le macchine? Aci Platani risente, in maniera particolare, del disorganico sviluppo edilizio della nostra città. Troppo spesso si è pensato di costruire palazzi riempiendo ogni spazio a disposizione senza tenere conto del fatto che la crescita organica di una città a misura d’uomo ha bisogno anche di luoghi d’incontro, piazze, parchi e giardini pubblici. Resta, quindi, il problema delle aree adibite a posteggio. E’ bene convincersi (qualora ce ne fosse bisogno) che facendo posteggiare una decina di macchine nella piazza non si risolve l’annoso problema. Da più parti si chiede che nello spazio antistante la chiesa, come anche in tutta la zona adiacente l’ingresso del Circolo Lavoratori Cattolici sia impedita la sosta, ridando così maggiore dignità a questo unico e vitale luogo d’incontro della frazione acese. Sarebbe bello, inoltre, se si potesse abbellire il suddetto spazio con piante ornamentali cosi da renderlo gradevole ed armonioso. Chiediamo a quanti sono competenti in materia, all’Assessore alla Polizia Urbana del nostro Comune Nino Sorace, sempre molto attento ai problemi di Aci Platani, al delegato Sindaco Sebastiano Di Mauro, al Consigliere Comunale Roberto Barbagallo, di farsi carico di questa istanza, affinchè la piazza venga al più presto liberata dalla sosta selvaggia così da renderla vivibile, dando a quanti vogliono intrattenersi la possibilità di farlo comodamente e nel contempo ai tanti fedeli, che ogni giorno si recano in chiesa, di attraversare con più serenità. Vogliamo, infine, rivolgere un sentito invito a quanti purtroppo hanno la cattiva abitudine di recarsi in piazza in macchina: posteggiate l’auto nelle traverse vicine e raggiungete il bar e gli altri esercizi commerciali a piedi, contribuendo così non solo allo smaltimento del traffico, ma anche ad evitare il tanto praticato parcheggio selvaggio. Giovanni Centamore AQUILIA E PALLAVOLO ACIREALE FESTEGGIANO INSIEME LA PROMOZIONE IN SERIE C Tempo di festeggiamenti, e di vacanze, per le formazioni acesi (maschile e femminile) dirette dal prof. Saro Raneri. Dopo la doppia promozione in serie C, i ragazzi dell'AQUILIA guidati da Alessandro Giuffrida e le ragazze della PALLAVOLO ACIREALE guidate dal duo Liliana Pizzo e Salvo Gorgone, nei giorni scorsi si sono riuniti per brindare insieme ai rispettivi campionati vinti. Per i granata un motivo in più per festeggiare: la conquista della Coppa Trinacria. Insieme alle due formazioni e ai rispettivi staff tecnici, anche i vertici societari ed una nutrita rappresentanza degli sponsor che hanno scommesso, a ragione, di abbinare il nome della loro attività ad una stagione trionfale e ricca di successi. “E' stato davvero un anno d'oro -ha commentato Saro Raneri-. Ci eravamo prefissati traguardi importanti ma il bilancio finale è andato oltre ogni più rosea aspettativa; ciò dimostra che la programmazione compiuta insieme ai tecnici ha prodotto frutti importanti. Desidero ringraziare atleti, tecnici e dirigenti, per il grande lavoro svolto e per la speciale stagione disputata. Adesso ci metteremo subito al lavoro per preparare i campionati di serie C, che si annunciano particolarmente impegnativi”. E a proposito di futuro, arriva subito una prima importante notizia: quella relativa a coach Giuffrida, riconfermato alla guida dell'Aquilia Acireale anche per la prossima stagione. Un goal per Marco Salvo ph Fabio Consoli 6 AKIS Sabato 16 Luglio 2011 Correva l’anno 211 a.C. I cittadini di Siracusa avevano vissuto molte avversità: tra di loro c’era chi voleva la democrazia e chi prediligeva la tirannide. Tra i primi c’erano due personaggi:Ippocrate ed Epicide, siracusani, ma nati a Cartagine, nettamente ostili ai Romani; si erano fatti eleggere “pretori”, carica con cui divennero arbitri di Siracusa. I romani che c’erano già in Sicilia, chiamati dai mamertini, in loro soccorso dall’aggressione dei siracusani e dei cartaginesi, mal sopportavano la decisione dei siracusani di essere contro Roma, mentre, prima, erano stati alleati sotto il governo di Dionisio. La guerra dei romani contro Siracusa è stata inevitabile. A questo punto entra in gioco un grande siciliano: Archimede, a difesa della Patria, con le sue armi capaci di arrecare moltissimi danni e immenso spavento ai romani. Erano armi esiziali. Le navi dei romani vennero “sconquassate”, sollevate e affondate, i soldati ed i marinai vinti e capovolti in mare, una tempesta di sassi, saette ed altre piccole armi caddero contro il nemico. I romani rimasero sbigottiti da tanto fragori e decisero di sospendere l’assedio, continuando a rimanere attorno alla città, allo scopo di prenderla per fame. Correva l’anno 212 a.C. La città assediata dava segni di volere resistere, allorquando il console Marcello si accorse che un muro nel porto di Tragile (quartiere di Siracusa) era molto basso, e saputo che la Sicilia, in quel tempo, celebrava la festa di Diana, con mille soldati scelti, uccise le sentinelle, ed entrò in città dove nulla potevano fare i cittadini che per l’occasione si ubriacavano e si davano alla crapula. La città cadde definitivamente sotto il dominio di Roma e vi rimase tutto il tempo in cui i romani hanno dominato la Sicilia. I conquistatori misero a morte molti cittadini tra cui Archimede che non hanno voluto perdonare in nome della scienza: correva l’anno 212 a.C. Archimede era un grande matematico che non disdegnava le applicazioni pratiche della matematica. La data di nascita è incerta, si fa risalire al 287 a.C e morendo ci lasciò, fra l’altro, la famosa proposizione “un corpo solido immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto uguale al peso del fluido spostato”. Con la morte di Archimede morirono pure la libertà e la democrazia di Siracusa e della Sicilia. Camillo Barbagallo Le Salinelle: i geyser dell’Etna Le salinelle sono fenomeni di vulcanismo secondario Continente Sicilia che si manifestano con emissioni di gas e piccoli getti di fanghiglia che ricordano i geyser. In Sicilia esistono tre siti nel territorio adiacente alla collina di Paternò dove possiamo ammirare questo affascinante evento della natura. La collina, che domina con il suo castello normanno l’omonima cittadina, è in di Giovanni Musumeci realtà un antichissimo vulcano pre-etneo il cui bacino magmatico in lento raffreddamento origina questo fenomeno. I gas caldi che si liberano, risalendo attraverso le faglie, incontrano i vari strati formati da argilla,rocce gessose solfifere,sabbie ed acqua di falda di cui è ricca la zona. I gas sciogliendosi nella falda acquifera solubilizza i vari strati trascinando nella sua risalita i sali ed il limo argilloso. In superficie si formano dei crateri di fango in “ebollizione” per l’emissione di gas, attorno ad essi la vegetazione stenta a crescere a causa dell’alto tasso salino. Questo effetto collaterale ha dato origine al toponimo di Salinelle. Le più famose sono quelle dei Cappuccini,adiacenti allo stadio di calcio di Paternò, che sono delimitati da un’ampia recinzione. Questo sito naturalistico risente negativamente del contesto urbano, in passato qualcuno lo ha usato come discarica abusiva, mentre andrebbe opportunamente valorizzato. Il secondo sito, le “salinelle di fiume”, si trova a Passo D’Ispi nei pressi del fiume Simeto. Andremo alla scoperta delle “salinelle di S. Biagio” che raggiungeremo percorrendo tutta la via Balatelle che inizia nei pressi del mercato di piazza Carlo Alberto di Paternò. Dopo aver superato il cartello stradale “Paternò” continuiamo per la S.P. 135, percorsi circa 800 metri deviamo a destra in leggera discesa per uno sterrato che inizia ad angolo acuto. Posteggiata l’auto proseguiamo a piedi lungo lo sterrato per circa 1 Km immerso fra gli agrumeti. Superate delle case notiamo sulla sinistra un poggio privo di vegetazione: le Salinelle di S. Biagio. Diversi rivoli di fanghiglia grigio verde, riunendosi alimentano un ruscello di fango finissimo che dopo un centinaio di metri si perde nel vallone. Risalendo il declivio per osservare da vicino il vulcanetto procediamo con cautela per evitare di scivolare o impantanarsi nella fanghiglia. Lo spettacolo che ci appare in tutta la sua arcana bellezza merita questa piccola fatica. Anticamente questa finissima fanghiglia veniva utilizzata dai contadini per curare i traumi articolari degli armenti, in particolare le slogature dei cavalli.. Gianni Musumeci Gli “AMARCORD” di Pino Corazzato L’Acireale nel cuore: viaggio tra i personaggi che hanno fatto la storia del calcio granata. METTEO SIMEON, ATLETA SIMBOLO DEGLI ANNI SESSANTA In un periodo in cui il calcio acese vive tra mille incertezze, fa sicuramente piacere tornare indietro nel tempo alla ricerca di quei personaggi che hanno lasciato una forte impronta nella storia dell’Acireale calcio. Matteo Simeon è stato sicuramente uno degli atleti simbolo del calcio acese, una di quelle bandiere che ormai sono corso di estinzione. Per parlarne bisogna andare negli anni sessanta, quasi mezzo secolo fa , stagione 63/64 ,quando l’ex portiere granata Trinelli , che militava assieme a lui nel Siracusa,lo suggerì alla società acese. Friulano, classe 1937, Simeon, prima di approdare all’Acireale, era stato a Menfi , Barletta e a Siracusa, facendo il titolare in D e C. Interno, laterale, o centromediano faceva sempre la sua bella figura, ma fu Vaccari, che allora allenava la compagine acese, ad avere la grande idea di trasformarlo a libero . E fu una idea clamorosa ed indovinata perché Simeon, messo alle spalle di tutti , anche per il sopraggiungere di una maturità atletica, subì una positiva metamorfosi tecnica e stilistica a tal punto che ogni tanto si concedeva delle pericolose libertà: in questi casi il pubblico, che verso il capitano aveva ammirazione ed affetto sinceri, andava in bestia, ma solo per poco, fino a quando un tunnel o un colpo di tacco o una diavoleria che mandava in tilt l’avversario lo faceva andare in delirio. Abbiamo rivisto il buon Matteo poche settimane fa proprio ad Acireale assieme alla sua famiglia, moglie e due figli, in un incontro tra vecchie glorie e sportivi acesi organizzato da Nino Pennisi. Al termine della serata abbiano scambiato quattro chiacchiere con l’ex capitano granata , raro esempio di coerenza a professionalità: L’emozione è stata straordinaria, esordisce Simeon, nel vero senso della parola: tant’è che è stato difficile gestirla nel momento in cui mi sono ritrovato circondato da affetti e ricordi ritrovati dopo tanto, forse troppo tempo. - Mi sembra, appunto, che sia da molto che manchi dalla nostra città o sei tornato altre volte? In effetti sì, manco da molto tempo da Acireale; In verità ci sono tornato dai memorabili anni, poche e sempre per pochissimi giorni e in genere limitatamente ad eventi familiari che quindi non mi concedevano tempo per cercare vecchi amici e trovarmi con loro. - Che ricordo conservi dei trascorsi ad Acireale? Ricordi bellissimi di grande affetto, stima e rispetto da parte di tutti gli Acesi: ad Acireale mi sentivo a “casa”, seppure fossi a 1500 Km di distanza dalla mia terra (Il Friuli n.d.r.). - Parlaci un po’ di ciò che ti è rimasto più impresso nella memoria. Di tutti conservo dei ricordi bellissimi, eravamo come fratelli nella squadra. Avevo per la squadra lo stesso attaccamento che si ha in una famiglia, lo stesso senso di responsabilità che mi ha portato a non mancare mai ad alcuna partita per motivi che dipendessero dalla mia volontà. Mancare a una partita era per me tradire la squadra. Ricordo che in occasione di un incontro, avevo grosse difficoltà a camminare per via di uno strappo inguinale. Ero molto restio, da sempre, a farmi trattare e accelerare i recuperi con modi poco naturali. Mi rivolsi allora ad una anziana signora dell’entroterra acese, che mi disse di applicare alla parte infortunata una foglia di fico d’india aperta a metà, dopo averla scaldata sul fuoco. Ero molto perplesso, peraltro non conoscendo per nulla queste pratiche e nemmeno la pianta. Ma così feci e riuscii a giocare ancora una volta!, come voleva il grande Marsico, che ci urlava, ormai senza più voce, a fine partita “Se avete sangue nelle vene, resistete! Morite in campo, ma resistete!”. - Com’è cambiato il calcio cosiddetto minore (a livello cioè di terza e quarta serie) dai tempi in cui tu giocavi? Purtroppo prendo atto che è cambiato in peggio, specialmente a discapito della “educazione sportiva” in cui ho sempre creduto e con la quale sono cresciuto individualmente e professionalmente. Oggi non c’è più la passione che guida le società, ma altri interessi che sono molto, troppo lontani dallo sport e che lo stanno rovinando. Il cortile di Palazzo Cantarella ha ospitato una festa per salutare due dipendenti comunali andati in pensione. Si tratta di Milla Chiarenza, Ufficiale di Stato Civile che ha maturato ad Aci S. Antonio 33 anni di servizio e Francesco Luppino, prima Vigile Urbano e quindi respon- sabile dell’Ufficio Commercio, per un’attività totale di ben 37 anni. Alla cerimonia hanno partecipato tutti i dipendenti comunali dell’Ente (anche quelli già andati in pensione), oltre a vecchi e nuovi amministratori comunali. Visibilmente commossi i due neo pensionati hanno voluto ringraziare gli ormai ex colleghi ricordando il cammino personale compiuto nel corso dei lunghi anni di attività lavorativa svolta. E’ toccato quindi al sindaco, dott. Pippo Cutuli, e al presidente del Consiglio Comunale, dott. Nuccio Raneri, ringraziare a nome di tutto l’Ente, Chiarenza e Luppino per il lavoro svolto negli anni con “grande impegno, dedizione e professionalità”. La consegna di alcuni doni e delle pergamene ricordo ha preceduto un momento conviviale con i neo pensionati che hanno voluto offrire ai presenti un rinfresco, a base di un’insolita quanto originale crispellata oltre che degli immancabili torta e spumante. Nel cortile di Palazzo Cantarella si è conclusa “Sequenze Siciliane”, rassegna cinematografica. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Aci S. Antonio in collaborazione con la Regione Siciliana, la Provincia Regionale di Catania e la Pro Loco. Sono intervenuti il sindaco, dott. Pippo Cutuli; i registi Guglielmo Ferro e Pasquale Scimeca; l’attrice Lucia Sardo; il poeta Angelo Scandurra. Il programma della manifestazione ha previsto la proiezione di sei importanti pellicole: “I Viceré” di Roberto Faenza, “Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca, “Angela” di Roberta Torre, “L’uomo di vetro” di Stefano Incerti, “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore. Nel corso delle proiezioni molti ospiti attori e registi si sono alternati a discutere con il folto pubblico intervenuto. - Sii sincero, senti un po’ di nostalgia del passato tornando ad Acireale? La nostalgia per Acireale e tutti i miei trascorsi ad Acireale con amici, colleghi e il calore della popolazione, certo la sento: sono emozioni che non saranno mai cancellate e che torneranno a scaldarmi il cuore ogni volta che tornerò ad Acireale. Ma stiamo parlando di altri tempi, altri modi di intendere il calcio come “sport” prima di tutto. Il matrimonio tra Matteo Simeon e l’Acireale durò sette anni (dal 63/64 al 69/70) con 225 presenze e 3 gol in maglia granata. Una stagione davvero esaltante quella della promozione in C del 68/69 con successiva salvezza l’anno successivo dopodiché, inaspettatamente e con grande sorpresa, si interruppe il rapporto con l’Acireale calcio. -Matteo, cosa è successo? Si è interrotto sicuramente non per mia volontà, e soprattutto con modalità poco trasparenti e tali da non farmi mai capire realmente quale fosse il disegno della società allora. Era settembre del 1970 e io non avevo ancora ricevuto alcuna convocazione. Il 10 settembre ricevetti una raccomandata con un’offerta di contratto per la stagione già avviata (70-71) nella quale mi proponevano un trattamento economico 6 volte inferiore a quello che mi era stato applicato fino alla stagione precedente, con la minaccia di deferimento alla Federazione qualora non mi fossi presentato per l’accettazione entro il 16 settembre, offrendomi la “possibilità” di riscatto del cartellino per la somma non indifferente di un milione di Lire. Era evidente la pretestuosità dell’offerta, un invito burocratico a non presentarmi. E così fu, non mi potevo presentare a quelle inique condizioni. Ricevetti una raccomandata il giorno 17 settembre, che mi deferiva alla FIFA. Mai nessuno mi parlò direttamente o mi spiegò che cosa stesse succedendo. A prescindere dal merito, per cui potremmo discutere a lungo dal punto di vista calcistico quanto fosse strategica e lungimirante la scelta di non riconvocarmi, il modo con cui sono stato trattato alla fine è stata l’unica grande amarezza che mi ha lasciato l’Acireale calcio. -Dove vivi attualmente e che attività hai svolto dopo esser andato via da Acireale? Vivo a Visco, mio paese natale, in provincia di Udine, dove tornai dopo avere lasciato Acireale. Trovai impiego in un’azienda metalmeccanica e continuai ad alimentare la passione per il calcio allenando il settore giovanile, nel tentativo di valorizzare i giovani e cercando di trasmettere loro quei valori che mi avevano cresciuto ed accompagnato dal Cervignano fino ad Acireale, cercando soprattutto di coltivare la cultura dell’investimento nel settore giovanile quale vivaio indispensabile per un calcio vincente e soprattutto pulito e genuino. -Ti riprometti di ritornare e in tempi sicuramente più ristretti ad Acireale? Sicuramente sì. Grazie a mia figlia, che si è interessata per cercare i contatti giusti per ritrovare il “mio vecchio Acireale”, aiutata in questo dal prezioso e generoso Nino Pennisi, che ringrazio sentitamente a nome di tutta la famiglia, si è creata l’occasione di rivedere molti vecchi amici lo scorso 4 giugno. Se ci saranno altre occasioni per estendere la “rimpatriata”, sarò più che felice di tornare ad Acireale. E noi saremo sempre pronti ad accoglierti a braccia aperte, così come merita un campione con la C maiuscola. Pino Corazzato Una cittadina chiede giustizia Finalmente opera a Catania una delegazione provinciale di PrimoConsumo con l’intento di sostenere il cittadino in problematiche sulle inefficienze o abusi della Pubblica Amministrazione come multe illegittime, comportamento vessatorio delle banche, conseguenze sul malato della malasanità e altro. Quello della malasanità costituisce un problema sociale molto sentito specie per le fasce più deboli della popolazione e spesso non è facile ottenere un giusto risarcimento. Nessuna associazione, per il momento, tutela il cittadino dalla “malagiustizia” in un Paese dove la sfiducia nella giustizia è diffusa, sofferta, frustrante. L’impegno dei Radicali con il risultato referendario sulla giustizia giusta e la responsabilità civile dei magistrati venne vanificato dalla anticostituzionale “legge Vassalli” avallata dal Presidente Cossiga. Ed è merito dei Radicali non avere fatto morire in carcere “da camorrista” Enzo Tortora. Per l’emergenza giustizia si aspetta soprattutto una riforma dove non prevalga l’aspetto dogmatico e assolutista di una casta che non ammette l’errore umano sempre doverosamente corregibile, e che porti ad una democratizzazione del potere della giustizia il cui compito è quello di assolvere un servizio sociale. Anche per costi e lungaggini degli iter processuali, specie per i più deboli, rimane utopica l’asserzione de “la legge è uguale per tutti” che campeggia nelle aule dei tribunali. Sul fenomeno della “malagiustizia” in Italia che stravolge l’esistenza di chi ne rimane vittima, esiste un lungo elenco di libri. Tra i volumi più recenti ricordo quello della giornalista Ilaria Cavo e quello di Luciano Livadotti dal titolo “Magistrati, l’ultra casta”. Ma l’opera fondamentale sul caso tutto italiano della giustizia ingiusta rimane quella di Sergio Zavoli (edizioni ERI 1997). Un’opera che nelle intenzioni dell’autore aveva la finalità di smuovere l’indifferenza delle masse ed utilizzare, seguendo l’invito di M. Luther King, l’arma pacifica dell’indignazione perché nella giustizia si misura il grado di libertà, di civiltà, di democrazia di una nazione. Come libera cittadina sono indignatissima e profondamente amareggiata per un palese e ignobile raggiro che attraverso la malagiustizia riconosce ad un ingegnere, ammanigliato con la politica e portatore di voti, una abnorme parcella di 600 milioni più IVA (nel 1993) per un megaprogetto improponibile e inapprovabile come confermato dalla relazione del CTU. Quindi il caso doveva essere di facile e immediata soluzione. Avevo inviato una petizione al Capo dello Stato dove spiegavo tutti i passaggi dell’allucinante e torbida vicenda giudiziaria che proprio per l’entità della indebita parcella ha posto sotto sequestro tutti i beni compresa la casa d’abitazione che presto verrà messa all’asta. Condizione terribile, equivalente a una condanna a morte, per una anziana che pur avendo collaborato con giornali e riviste dal 1971, non ha una pensione, nessun reddito e per questo ha avanzato la richiesta della pensione sociale. In un precedente esposto al Procuratore della Repubblica D’Agata, esponendo una particolare situazione ambientale di mafia, politica e affarismo, avevo denunciato un delitto coperto dall’omertà. Anche questa povere vittima aspetta giustizia. Mi chiedo se bisogna ancora credere nel principio etico della giustizia. Prima che Giorgio Napolitano parta per una meritata vacanza nelle splendide isole Eolie, gli farò giungere, quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il dono di un paladino di latta. Nel teatro siciliano dei “pupi” si offriva al popolo analfabeta, piegato da miseria e soprusi il consolante trionfo della giustizia sulle sconnesse tavole del palcoscenico. Per info: www.primoconsumo.it - oppure [email protected] Erika Abramo AKIS 7 Sabato 16 Luglio 2011 La Basilica dei SS.Apostoli Pietro e Paolo di Acireale ha accolto il matrimonio di Carmelo Sardella e Veronica Russo che si sono sposati il 16 giugno scorso. Le nozze sono state celebrate da don Vittorio Pappalardo e don Francesco Panebianco mentre i testimoni sono stati Antonio Grassi, Amare significa accogliere “un altro” con il suo modo di essere, la sua diversità, i suoi difetti, non la copia di qualche nostro stupido sogno. Il marito perfetto è quello che non vuole una moglie perfetta. Domenico Sudano, Roberto De Donato e Eleonora Russo. Molto partecipato il rito nuziale che si è avvalso anche delle letture di Agata Barbagallo e di Salvatore Licciardello, mentre le musiche in chiesa sono state eseguita da Caterina Coco (al violino) e Carmelo Falcotti (all’organo).Gli sposi, nostri carissimi amici, ai quali formuliamo una lunga e serena vita insieme, hanno poi salutato i parenti e gli intervenuti presso il “Parco Dafne” di S.Maria Ammalati. In una atmosfera di gioia e profonda commozione sono state celebrate le Nozze d’Oro di Nino Grasso Atlante e Mariuccia Mineo. La suggestiva Chiesa di Santa Maria del Suffragio, impreziosita dalle pitture di Pietro Paolo Vasta, ha fatto da sfondo al rito religioso celebrato da don Salvatore Alberti, coadiuvato, nell’occasione, da don Giovanni Cavallaro. Accabto a loro i figli Vincenzo e Tiana, la nuora Isabella, il genero Giuseppe ed i nipoti Paola, Antonio, Francesco, Alessia e Claudia.Ai due splendidi protagonisti di una storia d’amore che dura da sempre, da parte di Turi Consoli, della redazione di Akis e del Cine Foto Club “Galatea” giungano gli auguri più affettuosi per una ancora lunga e felice vita insieme. Ha ricevuto il Sacramento della Prima Comunione Mattia Pulvirenti nel Santuario di Maria SS. di Loreto. Ai genitori Roberto Pulvirenti e Giovanna Consoli ed al piccolo Mattia i più sentiti auguri da parte della redazione di Akis. Torneo Rapid “Angelo D’Arrigo” Si è svolto il 2° Rapid “Angelo D’Arrigo”, organizzato dalla Società Galatea Scacchi ed inserito nel calendario delle manifestazioni del Comitato Scacchistico Siciliano, facente parte del circuito “Rapid Play Sicilia” come quinta tappa. Il torneo “D’Arrigo” è stato anche inserito nel calendario delle manifestazioni sportive cittadine predisposto dall’Assessorato allo Sport retto dall’avv. Alessandro Patanè. Ben 46 giocatori, provenienti anche dalle province di Messina, Enna e Siracusa, hanno dato vita alla competizione scacchistica, finora quella in Sicilia con il maggior numero di partecipanti, giocata dentro la sede del 52° Club Frecce Tricolori, gentilmente messa a disposizione dal Presidente Nino Zangrì. La direzione arbitrale è stata del prof. Dante Finocchiaro di Giarre. Il trofeo è stato vinto dal Maestro Alessandro Santagati di Catania, che bissa il successo dello scorso anno. Secondo assoluto si è classificato Alexiei Bottino di Catania (Candidato Maestro), terzo Fabio Battaglia di Catania (Prima Nazionale), quarto il giovane acese Gaetano Grasso (Candidato Maestro) e quinto Maurizio Tomaselli di Catania (Candidato Maestro). La Coppa al primo classificato nella categoria 2^ (seconda) Nazionale è stata vinta da Marco Marzaduri di Catania, quella per il primo classificato 3^ Nazionale è andata a Marco Signorelli di Catania. Il giovane Pietro Pisacane di Giarre si è aggiudicato per il secondo anno consecutivo la coppa per il miglior Under 16, Carmelo Blandini di Siracusa ha vinto quella per il miglior Over 60, mentre Erika Licciardello di Giarre ha conquistato la coppa per la migliore giocatrice femminile. Il miglior classificato della Galatea Scacchi è stato Giovanni Sposito (Seconda Nazionale), 12° assoluto, che ha ottenuto un più che lusinghiero risultato. Alla premiazione è intervenuto l’allora assessore allo Sport della Città di Acireale, avv. Patanè, che ha portato i saluti del Sindaco, Avv. Nino Garozzo, e si è complimentato con gli organizzatori per l’ottima riuscita della manifestazione alla quale è stato concesso il patrocinio del Comune. Il torneo è stato intitolato ad Angelo D’Arrigo di cui quest'anno ricorre il quarantennale dalla morte (Castiglione di Sicilia 11.08.1905 – Acireale 11.06.1971), giocatore di ottimo livello, che insegnò il gioco degli scacchi a numerosi ragazzi acesi. D’Arrigo, che si esibiva anche alla cieca contro due o tre giocatori per volta, durante l’occupazione britannica giocò con posta in danaro con ufficiali inglesi, riuscendo a batterli quasi sempre. Frequentò dapprima il RACI (Real Automobili Club Italiano), poi il Circolo Universitario, dove il gioco degli scacchi si è sempre praticato. Fu anche Direttore Tecnico della sezione autonoma scacchistica del circolo “La Grande Aci”. Ad Angelo D’Arrigo venne intitolata nel 1998 la neonata Associazione Scacchistica, che nel 2002 cambiò denominazione nell’attuale Galatea Scacchi. Rodolfo Puglisi La consegna dei Premi alla Sezione Arbitri Il 24 giugno si è tenuta la consueta cerimonia di consegna dei premi di fine anno alla Sezione di Acireale. Una ricca serata condotta egregiamente da Enrico Pappalardo ed organizzata nei minimi dettagli dal Presidente Olindo Ausino e dai suoi Vice, Giovanni Greco e Francesco Antonio Grasso. Cinque sono i premi istituiti già durante la guida sezionale di Rosario D’Anna, attuale Presidente regionale, dei quali ben due hanno raggiunto quest’anno la decima edizione: il premio “Alfio Messina” per il miglior Arbitro OTS e quello “Angelo Pulvirenti” per il miglior Osservatore Arbitrale. Ad aggiudicarseli sono stati rispettivamente il giovane Marco Mirabella ed Alessandro Greco. Gli altri premi sono il “Memorial Stelle” consegnato al Presidente CRA D’Anna, il “Sezione A.I.A Acireale” andato a Christian Citraro ed il “Fedeltà” destinato agli associati benemeriti con maggior numero di anni di tessera che è stato assegnato al Presidente Ausino. Altri importanti riconoscimenti per Carmelo Giammillaro, Orazio Fichera e Mario Romeo per il traguardo raggiunto dei 25 anni di tessera, e ad altri associati per il passaggio all’Organo Tecnico superiore: all’osservatore Massimo Spoto alla CAN PRO, all’arbitro Giovanni Messina ed all’assistente Giuseppe Miuccio alla CAN D, agli arbitri Alfio La Vaccara e Giuseppe Lizzio alla CAI ed a Vincenzo Brischetto alla CAN 5. Hanno altresì ricevuto un premio per il debutto nella categoria superiore avvenuto durante l’anno i direttori di gara Salvatore Panebianco (Serie A2 C5), Francesco Guarrera ed Adriano Grasso (Eccellenza), Rosario Antonio Grasso, Salvatore Maccarrone e Salvatore Monaco (Promozione), Riccardo Leotta, Massimiliano Mola, Salvatore Musumeci ed Alfio Selmi (Prima Categoria), Salvatore Battiato, Pierluigi Polignano, Marco Puglisi, Michele Tomarchio, Rinaldo Saab e Michael Carpinato (Seconda Categoria), Steve Rosario Greco ed Angelo Puglisi (Calcio a 5 regionale) e gli assistenti Luigi Barbagallo, Alfio Conti e Salvatore Mobilia (Eccellenza). Altri riconoscimenti il Presidente Ausino li ha poi voluto assegnare a quanti lo hanno fattivamente collaborato, iniziando dai due vice, Greco e Grasso. E poi Carmelo Caruso, Giuseppe Finocchiaro, Carmelo Bruno, Salvatore Spina, Tarcisio Maugeri, Mario Mascimino, Mariano Previtera, Enrico Pappalardo, Giuseppe Bella, Paolo La Vaccara, Camillo Tropea e Domenico D’Arrigo. Alla serata sono intervenuti i Delegati della FIGC di Catania ed Enna, Carmelo Pergolizzi e l’associato acese Salvatore Marano, i Presidenti delle Sezioni di Agrigento, Catania, Enna, Marsala e Siracusa, Armando Salvaggio, Cirino Longo, Biagio Girlando e Giuseppe Abbate, il componente CRA Salvatore Contino e l’arbitro CAN PRO Michele Gallo di Barcellona Pozzo di Gotto. La cena di gala al suggestivo parco di Palazzo Romeo ha concluso in bellezza la manifestazione. Nella foto: il Presidente reg. D’Anna premia il Presidente Ausino. Rodolfo Puglisi CompuTecnica Riparazione computer a domicilio 338 2071014 Scipione Porzio, filosofo e scacchista In occasione del “Diamante Peperoncino Festival” che si terrà a Diamante (Cosenza) il 10 e 11 settembre si comunica che sono aperte le iscrizioni per partecipare alla gita: rivolgersi a Giovanni Marino ([email protected]) : 3498407204 Nell’Istituto “Fanciulli” (prof.ssa Concetta Scalia) e nella S.M.S. “Galileo Galilei” (prof. Franco Romeo) si sono svolti gli esami per il passaggio di cintura del corso di Karate svolto dall’istruttore federale Maria Mangano, davanti al M° Pippo Fichera. (ph Fabio Consoli) AK IS Restaurata la statua di Santa Margherita Pozzillo – E’ tornata più bella di prima nella sua Pozzillo la statua di Santa Margherita, Patrona del paese rivierasco. Una gran folla è accorsa sulle banchine del porticciolo del paese per accogliere la sua Santa, giunta a bordo di un peschereccio. Il simulacro è stato oggetto di un restauro, offerto dal Club Sportivo Culturale Pozzillese presieduto da Rito Greco di concerto con il parroco don Giuseppe Cicala, magistralmente eseguito dal restauratore (ma anche musicista e grande cartapestaio) Antonio Papa di Surano in provincia di Lecce. La statua, eseguita nel 1785 dal grande artista acese Ignazio Castorina, subì circa mezzo secolo fa un tentativo di restauro che ne stravolse anche i tratti somatici. Papa ha adesso eseguito una grande azione di recupero di un’opera d’arte cara a numerose generazioni di pozzillesi. Anche i colori degli abiti tornano quelli originali: il bianco della veste, simbolo della verginità, ed il rosso del mantello che richiama il martirio. A questi due si unisce la doratura dell’interno del mantello che fa riferimento alla divinizzazione perché la fanciulla nata ad Antiochia di Pisidia (Siria) nella seconda metà del III secolo viene associata a Gesù. Don Giuseppe Cicala, giovane e dinamico parroco della frazione rivierasca, ha espresso tutta la propria contentezza per un restauro necessario e voluto dall’intera comunità e perfettamente riuscito. Peraltro sia don Cicala che i parrocchiani hanno avuto già modo di apprezzare l’opera del maestro Antonio Papa, che realizzò pochi anni orsono una pregevole e particolare statua in cartapesta di San Pio da Pietrelcina, che è custodita in chiesa. Rodolfo Puglisi Nell’ambito della cultura catanese del primo Seicento una figura di spicco fu quella di Scipione Porco, medico e filosofo molto celebre, che poi modificò il suo cognome in Porzio. Nel 1561 si laureò in Medicina e Arti presso l’università di Catania; nell’ateneo cittadino tenne l’insegnamento di filosofia per circa sessant’anni: ancora nell’anno accademico 1618-9 risultava “promotore”. Conservò lucidissimo l’intelletto e la salute fino all’estrema vecchiaia. La sua data di morte è ancora incerta: prima del 1624 per il Marletta, nel 1627 per il Mongitore. Come ricorda il Carrera ne Il Mongibello (Catania, per Giov. Rossi, 1636) studiò con approccio scientifico e tramite osservazione diretta i fenomeni eruttivi dell’Etna; infatti si faceva beffe di coloro che, insensatamente, ritenevano che il fuoco del vulcano fosse quello dell’inferno. La voce recentemente dedicata al suddetto filosofo sulla rubrica «NOMI & LUOGHI» (in «La Sicilia», 9 maggio, p. 45) a cura di Claudia Pace, per correttezza di informazione, merita alcune precisazioni. In primo luogo la data di nascita di Porzio non è certa, ma costituisce allo stato attuale degli studi un problema aperto e necessita di ulteriori ricerche di archivio. A tal riguardo importante fonte è l’«Opus physiologum», che si apre con una lode all’autore grazie ad una frase anagrammata in latino dedicatagli da un tal don Agatino Margarita: «Hoc opvs sophos svscipit, propvit aliena», le cui lettere si ricompongono in «Scipio Portivs vir philosophvs Catanaevs». L’opera preserva un ritratto del filosofo dalla cui leggenda si apprende che nel 1618 era definito «octoginarius». Dunque ipoteticamente la sua data di nascita si può porre con molta probabilità nel 1538 o qualche anno più indietro. In secondo luogo la passione di Scipione per il gioco degli scacchi, non è «leggenda», ma è documentata grazie a Pietro Carrera che nel suo celebre trattato del 1617 così scrisse di lui: «Scipione Portio Siciliano della Città di Catania eccellentissimo Filosofo, e celebre, come le opere di lui ne fan fede, riceveva in vantaggio il Roccone dal Baron del Biscari, co’l quale usò di giocarci gran tempo; vive hoggidì assai vecchio di età, ma giovine di salute». Prof. Santo Daniele Spina, storico degli scacchi AKIS: Anno VII, numero 13 del 16 Luglio 2011 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania IL GIORNALE Sede: via M. di Casalotto 68 - 95025 Aci S.Antonio Redazione: via Alliotta, 14 - 95024 Acireale - Tel.- Fax 095 7921059 – 347 5382517 - [email protected] - Site: www.akis-aci.com DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: “TM” di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 953455 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814 DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 230 8 AKIS Sabato 16 Luglio 2011 L’uccellino sull’antenna Il sottoscritto Sherpa, aspirante guida nelle impervie vette della vita, nonché portatore di carichi familiari e utente televisivo, con la presente vuole rendere omaggio al piccolo PETTIROSSO che, con la puntualità di uno svizzero e con l’animo del tenore verace, ha dato vita ad una serie di concerti di alta musicalità, degni della London Symphony Orchestra. La posizione scelta dal pettirosso di cui sopra è stata sempre la stessa: l’antenna TV del pensionato del 6° piano. Appollaiato su di essa, con la codina ritta e il cipiglio altero, non ha badato ai rischi ai quali si esponeva. Non tanto per la perigliosità dell’altezza, ma per la contaminazione che poteva subire dai messaggi inaffidabili e precari che la succitata antenna andava raccogliendo in lungo e in largo nell’etere. L’inerme creaturina non si è lasciata distrarre dalla overdose di scemenze che passavano sotto le sue zampine, sentenziate dal solito intellettuale più preoccupato di sembrare intelligente, alla moda o impegnato a deliziare nani e ballerine, piuttosto che saggio o anche solo umano. Parimenti, ha dato poco peso a quei conduttori televisivi sfacciatamente di parte che, suffragati da compiacenti esperti (buoni per tutte le stagioni e per tutti gli argomenti: gli acclamati tuttologi), riescono a fare stare in piedi i classici sacchi vuoti e nel contempo sono capaci di beffeggiare e rendere ridicoli (in diretta) coloro che la pensano diversamente. Il pennuto non è neppure entrato nel merito se, nell’ultima manovra del Governo, il tentativo di fare passare una disposizione spudoratamente “ad personam”, doveva essere una trovata per colmare il deficit dello Stato o il colmo per una trovata da defici-enti. Non si è soffermato ad attenzionare quell’altra norma della citata manovra che, vergognosamente, ha preferito ridurre la misera rivalutazione delle pensioni anziché i ricchi privilegi dei parlamentari. Così come non si è curato delle grida di “secessione” del presunto popolo padano, forse perché gli è sembrata una bella pensata della Lega per combattere la calura estiva. Il pettirosso, imperterrito, senza avanzare diritti sindacali, seguendo il repertorio scritto dal buon Dio, ha allietato il cuore del sottoscritto esibendosi in assòli d’alto livello interpretativo e sublimi gorgheggi: il tutto senza badare all’indice di gradimento, senza la pretesa del compenso o di applausi gratificanti. Si è limitato a ricamare, rinunciando con orgoglio al play-back, quanto lo spartito Celeste richiedeva, confermando il livello assoluto dell’Autore. Altro che il bello della diretta TV! Altro che scoop sensazionale! Parola di Sherpa. Farmacia Cipriani Acireale - C.so Umberto 130 IL SOLE….IL NOSTRO MIGLIOR “NEMICO”. Il sole è un elemento fondamentale alla vita del nostro pianeta, riscalda il nostro corpo e stimola la produzione di melanina, è quindi un vero errore demonizzarlo, tuttavia l’abuso sconsiderato senza regole, che se ne fa, lo rende a volte un “nemico molto pericoloso”. L’abbronzatura da un’aria più sana, fa sentire più in forma ed anche più seducenti, ma è pur sempre la risposta fisiologica ad un’aggressione ambientale. Purtroppo l'esposizione eccessiva al sole, ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle più perfetta. L’UVB è la radiazione che ci scotta e che danneggia di più l’epidermide, ma il fotoinvecchiamento è figlio soprattutto dell’UVA che, seppur meno dotato di energia dell’UVB, è il più abbondante nella luce solare e, per le sue caratteristiche penetra nella pelle più in profondità. Nei nostri tessuti l’UVA produce radicali liberi, molecole instabili che si legano con molecole costituenti le cellule e le strutture cutanee, danneggiandole, spesso in modo irreversibile. Il bersaglio delle radiazioni solari è il DNA cellulare, se la quantità di raggi è superiore alla propria tolleranza si può avere l’interruzione della doppia elica, con notevole quantità di lesioni. L'aggressione dell'energia fisica ripetuta della luce del sole si ripercuote sull'elastina e sulle fibre di collagene; la cute inizia ad ispessirsi dalla superficie in profondità, compaiono rughe sempre più accentuate ed alterazioni di pigmentazione, fenomeno denominato foto-aging. Il fotoinvecchiamento non è la conseguenza peggiore dell’irradiazione solare, a lungo termine i danni indotti dai raggi ultravioletti provocano anche alterazioni del genoma cellulare, che si traducono nella formazione di lesioni precancerose che possono, col passare del tempo, evolvere in tumori cutanei. Non tutte le pelli sono uguali e reagiscono in modo diverso alle radiazioni solari, le varie tipologie sono dette "fototipi" e tengono conto del colore della pelle, dei capelli e degli occhi, e della potenziale reazione al sole. Finché il sole, da potenziale nemico della pelle, si trasformi in un valido alleato della nostra salute, è bene tenere a mente alcuni accorgimenti fondamentali: 1. Applicare la protezione solare prima di uscire e di esporsi al sole 2. Scegliere la giusta crema protettiva in base al proprio fototipo; l'efficacia dei filtri solari nei confronti dei raggi UVB si valuta con il fattore di protezione (Sun Protection Factor: SPF), bassa quando è tra 6 e10; media se da 15 a 25; alta da 30 a 50; molto alta se superiore. Riapplicare dopo il bagno e anche dopo una sudata. Non esporsi al sole nelle ore più calde (tra le 12 e le 16); 3. Meglio mettersi cappello e maglietta se si gioca sotto il sole; 4. Bere adeguatamente, farà bene alla pelle ed aiuterà a prevenire colpi di sole e di calore; 5. I raggi solari arrivano anche quando il tempo è nuvoloso e sotto l’ombrellone la protezione solare non deve mai mancare. La fotoprotezione è dunque l’arma più efficace per la prevenzione e la farmacia ha un ruolo fondamentale nel contribuire a diffondere i corretti stili di vita e abitudini virtuose. La parola d’ordine è, dunque, prendere il sole con moderazione e stop all’esposizioni selvagge! Dott. A. Cipriani Dott.ssa M. Valastro Corso Savoia, 111 c 95024 ACIREALE (CT) Tel. 095 7649590 Tel./fax: 095 7647733 LA NOSTRA DOLCE SANTA - VIVA SANTA VENERA Nel lontano 10 luglio del 1650, l’allora sindaco di Acireale, don Francesco Cantarella, riunì in assemblea i magnifici giurati e le rappresentanze della città per comunicare loro, tra l’altro in occasione dell’imminente festa di Santa Venera, la necessità di far costruire una statua d’argento per porvi la reliquia della gloriosa Patrona, in modo che ogni anno si potesse esporla e portarla in processione per le vie della città. Essendo privi di contanti utili al pagamento degli artisti, il sindaco pensò di utilizzare, una tantum, gli introiti della Fiera franca del 1651. La proposta fu accolta con enorme entusiasmo dai rappresentanti cittadini. Per la costruzione della statua, a mezzo busto dalla cintola in su, fu dato incarico ad un maestro argentiere di Messina, Mario D’Angelo, il quale elaborò un’opera di grande bellezza: il busto era fatto di lamine d’argento cesellato, la testa e le mani di bronzo dorato. Per il volto, “la facci a dipintura”, fu incaricato il pittore “Acitano” Giacinto Platania, il quale diede alle guance della Santa, colore di giovinezza che si evince dal rosato dei pomelli, dallo sguardo dolce e pietoso, e dalla piccola bocca che sembra sussurrare parole materne al popolo fedele, quando esce in trionfo sul suo fercolo e attraversa le vie di Aci. Ma la dolcezza dell’espressione venne contrapposta da una spada, che Santa Venera tiene in mano, tersa e lucente come a significare la vecchia anima guerriera di questa gente che, nei secoli passati, coltivò i mercati, dissodò la terra, costruì la città, bellissima ancor oggi, e seppe difenderla in ogni tempo con armi alla mano. Per onorare la statua nuova, nel luglio del 1655, ci fu grande festa. Il 25, alla vigilia, si portò il busto in processione. Prima lo spostarono dalla sacrestia all’altare maggiore e qui furono cantati i vespri solenni della Santa, dopo, uscendo dalla porta centrale prima i tamburi e gli stendardi delle confraternite di S. Sebastiano e San Pietro, poi le maestranze, i Religiosi e il Clero, fu portato a San Rocco, ai Cappuccini, e quindi alla Fiera. A tarda sera rientrata in chiesa dalla porta principale, la Santa fu condotta nuovamente in sacrestia. Il giorno della festa, Santa Venera, fu sistemata sull’altare maggiore, e per tutto il giorno vi fu un continuo susseguirsi di canti e messe. La sera, prima fu portata in processione e dopo si benedisse il popolo e le reliquie. Il tutto contornato, soprattutto, da un grande fede generale. E oggi? E’ ancora così viva la devozione verso Santa Venera? Spesso sorge qualche dubbio e si vedono i fedeli e le maestranze “distratti” da altre manifestazioni: fuochi pirotecnici, musica, chiacchiere … Eppure, ogni anno, quando la Santa viene portata fuori dalla Cattedrale e si affaccia sulla splendida piazza, dove lo stile architettonico è reso più vivo e più caldo dal passare degli anni dalla patina biondastra della pietra calcarea, tutto sembra fermo e immutato come se il tempo si fosse fermato a quel lontano 1655 quando la gente acclamava all’uscita con quel grido unanime che echeggiava di omaggio e d’amore: viva Santa Venera. Mariella Di Mauro La antica statua di Santa Venera fu fatta costruire da P. Serafino di Aci, Carmelitano, che la fece eseguire in Palermo, ed ottenne anche la prima reliquia della Santa dal Vicario di Roma, Cardinale Giannetto. Queste “... il 6 giugno 1649 furono donate al municipio di Aci, con la pretesa che la festa della Santa fosse celebrata nella chiesa del Convento del Carmine della città...”. La statua quindi fu custodita presso il convento del Carmine anche se i giurati della città ottennero che la festa si celebrasse nel Duomo. La statua era riposta in una cappellina “serrata con cinque chiavi” che custodivano cinque personalità diverse: il Vicario, il Priore del convento, il Patrizio, il Giurato più anziano e il Sindaco. Il patto fatto tra tutti si mise in atto il giorno 25 di luglio dello stesso anno quando “si andao la mattina a pigliare la Santa per portarla alla Matrice Chiesa e ci intervennero tutto il Clero con li Religiosi e le Compagnie e tutte le Maestranze con gli intorci; et anco le persone onorate e di penna”. La sera, poi, dopo i Vespri si fece la processione per le vie del centro storico, che il Lo Bruno descrive esattamente, nella varetta del SS. Sacramento. Il giorno seguente, il 26 luglio, solennità della Santa, la statua rimase l'intera giornata sull'altare maggiore, da dove la sera, dopo i Vespri, fu riportata nel convento del Carmine e “...si serrao sotto l'altare maggiore con le sopradette cinque chiavi, e così si terminao la festa et anco la fiera”. L'anno seguente però la processione non si tenne perchè il municipio ebbe un disguido con i monaci Carmelitani, i quali pretendevano dal municipio che venisse stilato un atto dal notaio come garanzia della restituzione della statua a fine festa. Il municipio, di contro, non volendo fare tale atto, si rifiutarono e quindi non fecero la processione. Nel 1651 si determinò di costruire la nuova statua di argento, per questo fu costituita una deputazione che pensasse a gestire gli introiti della fiera per la costruzione della stessa. Il 31 luglio 1654 fu fatto il contratto con l'argentiere Mario D'Angelo, il quale consegno la nuova statua l'anno seguente in modo che fosse portata in processione la prima volta il 25 luglio 1655. La vecchia statua rimase nella chiesa del Carmine; subì il terremoto del 1693, la chiesa ha cambiato volto e forma, ma la statua restò sempre custodita lì. Poi, passando il tempo se ne persero le tracce, anche se la memoria di Santa Venera in quella chiesa non è mai svanita. Infatti nel settecento fu eseguito il quadro dove la nostra Santa vi è raffigurata in abiti carmelitani, e nei giorni nostri è stata realizzata una vetrata che raffigura Santa Venera. Con l'arrivo del nuovo parroco, don Salvatore Scalia, immediatamente mi precipitai da lui per avvisarlo che in fase di pulizie poteva avere la fortuna di imbattersi in un antica statuetta a mezzo busto, possibilmente dimenticata in un angolo sperduto nei locali abbandonati del convento o in un sottotetto, visto che prima di allora, nonostante le mie numerose e a volte pedanti richieste mi era stato sempre risposto che quella staua in quella chiesa non c'era più. Non mi sono mai arreso, e alla fine la mia caparbietà è stata premiata. Mi chiamò un giorno p. Scalia, e mi fece vedere quello che aveva trovato: non sapevo se ridere o piangere. Una statua totalmente distrutta, sfigurata, apparentemente senza forma e senza speranze di poterla ricostruire. Ma ero felice, era lei, non avevo dubbi, finalmente quattro secoli di storia venivano nuovamente alla luce. Tra il parroco e Mons. Chiarenza fu stilato un comodato d'uso con cui si affidava la statua al museo di San Sebastiano, di cui sono il curatore, con l'impegno da parte nostra di poterla restaurare. Ci credevo, quel pezzo informe di legno ormai fradicio poteva tornare ad essere la statua di Santa Venera descritta dalle cronache del sacerdote Tommaso Lo Bruno; raccolsi tutto, frammenti, pezzi piccoli e grandi, anche le briciole di colore antico e li portai via con me. Sono passati diversi anni, adesso la statuetta, grazie alla mia testardaggine, al sostegno morale di Mons. Chiarenza e all'interessamento delle dottoresse Agata Blanco e Carmela Cappa, è nelle sapienti mani del bravo restauratore Angelo Trovato, che, come una fenice, ha fatto risorgere dalle sue ceneri quello che restava dell'antica statuetta di Santa Venera in abiti carmelitani. Il lavoro purtroppo non è ancora completo perchè il finanziamento erogato dalla soprintendenza non era sufficiente ma siamo speranzosi che presto, molto presto, la statua potrà essere riconsegnata alla città. Fabio Grippaldi Fonti: Cronaca del Sac. Dott. Tommaso Lo Bruno in Per la storia di Acireale del Can. Vincenzo Raciti Romeo. AAA, CERCASI SENSO DI CIVILTA’!!! Quanto è durata la voglia e l’esigenza di civiltà del cittadino acese dopo la giusta ( e lo ribadisco: giustissima!) installazione delle colonnine per la distribuzione dei sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine? È durata quanto è bastato ai politicanti di turno a gonfiarsi il petto davanti a televisioni e giornali locali sulla tanto declamata pubblicizzazione di quella che loro hanno sentito come una “loro” iniziativa. Intendiamoci: non v’è nessuna colpa per nessuno se l’incivile di turno, dopo forse aver mirato le colonnine con tanta curiosità, con l’ardire di vedere di che stranezza si trattasse, non solo non ne ha fatto il giusto uso, ma l’ha anche distrutta, ma di qui a divulgare pubblicamente i propri piagnistei per una iniziativa che ha lasciato il tempo che ha trovato (scusando il gioco di parole), questo mi sembra eccessivo. Direte voi perché? Ma vi pare, cari lettori, che se ad Acireale ci fosse stata la cultura del rispetto e dell’educazione all’ambiente e alla civiltà gli utenti avrebbero avuto bisogno della colonnina? Non mi pare. Gira che ti rigira si torna sempre lì, perché anche questo esempio mi è sembrato come un tentativo riuscitissimo di rendere sempre calda “l’Ars Pilorum”, ovvero il gioco di ricercarsi ad arte lo spazio per dire: “Eccomi!!!Tutto questo è merito mio!!!!”. Oscurantismo e pessimismo cronico? No, se tanto è sempre attuale la convinzione che prima di installare colonnine e quant’altro, l’acese avrebbe bisogno di un corso accelerato di CIVILTA’. QUESTA TRISTE SCONOSCIUTA! Il Grillo Parlante RESTAURATI I DUE QUADRI DELLA CHIESA DI SAN MARTINO Sono tornati al loro antico splendore, nella chiesa di San Martino di Acireale, i due quadri raffiguranti “San Martino con la Madonna”, opera di Giovanni Lo Coco (1667-1721), e “I Santi Nicola, Mattia e Mauro” di Giacinto Patania (1612-1691). Su sollecitazione della locale comunità e grazie all’interessamento della dott.ssa Agata Blanco, dell’ufficio diocesano per i beni culturali, la Soprintendenza di Catania ha provveduto al restauro delle due tele, che si trovavano in pessimo stato di conservazione. Al primo dei due quadri è stata pure aggiunta una nuova cornice, realizzata a spese dei fedeli che, attraverso il comitato di quartiere, presieduto dal sig. Francesco Foti, hanno manifestato la loro soddisfazione per questo importante intervento di recupero del patrimonio storico-artistico. La chiesa di San Martino è piccola, ma ricca di storia. Nasce come chiesa privata di patronato della famiglia De Maria. Al suo interno si trova la tomba del sacerdote fra Martino De Maria, figlio del fondatore (il barone Marcantonio), il quale, a proprie spese, la edificò nel 1660 e, due anni dopo, vi istituì una cappellanìa (in sagrestia si conserva il suo ritratto, restaurato di recente). Nei pressi si trovava, anticamente, uno dei quattro accessi alla città di Acireale, quello detto “delle cerze di San Martino”, con l’antica guardiola doganale, dove - come ha scritto la prof.ssa Pinella Musmeci nel suo volume “La Città e il suo testimone” (Acireale, 2006) - “veniva esercitato sia il controllo e la difesa del territorio, sia la riscossione del dazio sulle merci in entrata e in uscita”. Dopo i decenni di abbandono in cui l’avevano lasciata gli ultimi privati proprietari, la chiesa è “rinata” negli anni ’80 del secolo scorso, grazie all’encomiabile contributo dei fedeli, che ne intrapresero la ristrutturazione e l’abbellimento interno. Oggi, oltre alle due antiche tele restaurate, vi si possono ammirare un grande crocifisso del XVIII secolo (posto sulla parete centrale del presbiterio), la moderna statua di San Martino (1986), opera dello scultore altoatesino Giuseppe Flesser, autore anche della Via Crucis, e un interessante esemplare di sonagliera circolare in ferro, con molti campanelli, detta in siciliano “ciancianiddaru”. Passata in proprietà alla Curia diocesana nel 1984, venne riaperta al culto, sotto l’episcopato di mons. Giuseppe Malandrino, il 3 ottobre 1986, come ci ricorda un’epigrafe apposta sulla facciata. Rettore della chiesetta, fino alla morte (2007), è stato don Filippo Cutuli. Da allora, la celebrazione delle sacre funzioni e del sacramento della riconciliazione vengono assicurate quotidianamente, con generosa disponibilità ed encomiabile dedizione, da don Salvatore Arcifa (la Santa Messa viene celebrata alle ore 8). Guido Leonardi La parrocchia “Maria SS.Annunziata” di Acireale ha festeggiato con gioia il primo anniversario di ordinazione sacerdotale del vicario parrocchiale, Don Francesco Mazzoli. Con una Santa Messa solenne di ringraziamento la comunità dei fedeli – parrocchiani, giovani dell’azione cattolica, membri della conferenza di S.Vincenzo de Paoli – ha manifestato la sua vicinanza a don Francesco, ringraziando insieme il Signore per l’incommensurabile dono del sacerdozio. Nel corso della sua omelia Don Roberto Strano, arciprete-parroco della chiesa Cattedrale, lo ha ringraziato per il servizio che svolge con grande dedizione ed ha sottolineato come, per una singolare coincidenza, don Francesco ha reso lode al Signore, ad un anno di distanza, proprio nello stesso luogo in cui, il 10 giugno 2010 – al termine dell’Anno Sacerdotale indetto da papa Benedetto XVI – riceveva il sacramento dell’Ordine per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo di Acireale, mons. Pio Vittorio Vigo. Al termine della funzione religiosa, don Francesco ha ricevuto personalmente gli auguri da parte di parenti e amici, che hanno organizzato per lui un piacevole momento di convivialità, con tanto di torta celebrativa. Guido Leonardi Corso Savoia, 111 c 95024 ACIREALE (CT) Tel. 095 7649590 Tel./fax: 095 7647733