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Anno 7 - n° 13 - Distribuzione Gratuita
ATTUALITA’
A
KI S
K ULTURA
INFORMAZIONE
16 Luglio 2011
SPORT & TURISMO
Marino Giuseppe
C.so Italia, 96 - ACIREALE
IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI
IL “VIOLINISTA” DEL CARNEVALE TORNA A CASA
Acquisito al patrimonio della Fondazione del Carnevale lo storico logo della “violinista” che per
anni fu l’emblema della manifestazione acese. L’autore, professore Adolfo Edmondo
Mastriani, impossibilitato a partecipare alla simpatica cerimonia per ragioni di età (93 anni) e
di salute realizzò il disegno nel 1953. Nelle foto di Fabio Consoli alcuni momenti dell’incontro
ed il prof.Mastriani.
Un Grazie...
BUON LAVORO AL NUOVO QUESTORE DI CATANIA
DOTT. ANTONINO CUFALO
C’è da essere contenti?
Naturalmente a sentire e assistere alla presentazione dei
programmi dello “Sviluppo
Urbano Sostenibile”che sono
stati portati alla evidenza da
una assemblea di sindaci,
quasi sindaci, assessori provinciali e comunali, deputati e
amministratori di varie specie
della coalizione di Comuni
denominata
“Aci
Jonica”
(Acireale, Aci Catena, Aci S.Antonio, Calatabiano,
Fiumefreddo, Giarre, Mascali, Riposto, Santa
Venerina, Valverde e Zafferana); si tratta di progetti
presentati ed ammessi a finanziamento da parte del
Dipartimento Regionale della Programmazione. Per
quanto ci interessa più da vicino una parte abbastanza rilevante è relativa a “Le Porte di Aci” (non è un
centro commerciale!) , un project financing che prevede la realizzazione di un nuovo accesso alla città
con parcheggio scambiatore, stazione ferroviaria,
funivia di collegamento con le frazioni a mare, centro
espositivo/congressuale….Ripeto: c’è da essere contenti? Ripeto: naturalmente…se Iddio assisterà benevolmente i nostri amministratori, anche se, considerati i trascorsi progetti, c’è da restare molto, molto scettici e dubbiosi.
Dappertutto
MAL D’ACI
ACIREALE, NASCE L’UNITÀ OPERATIVA
COMPLESSA DI GASTROENTEROLOGIA
E ENDOSCOPIA DIGESTIVA
Nasce l’Unità Operativa Complessa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva all’interno del presidio
ospedaliero di Acireale. Presso la direzione generale
dell’Asp Catania, alla presenza del manager
Giuseppe Calaciura e del direttore sanitario
Domenico Barbagallo, la firma del contratto da parte
di Giovanni Magrì quale direttore di struttura.
ph Fabio Consoli
Registriamo con particolare compiacimento la nomina a Presidente del
Rotary Club di Acireale del dott.
Luciano Privitera che ha ricevuto il
“collare” dal prof. Stefano Savoca. Il
nuovo C.D. del Rotary acese è inoltre composto dal vice Paolo
Nicolosi, dal segretario Giuseppe Di
Prima, dal tesoriere Fabrizio Leotta
e dai Consiglieri Angelo Pennisi,
Sandro Pistarà, Pippo Licciardello,
Enzo carbonaro e Daniela Franchina, nonché dal past presidente Stefano Savoca, prefetto Ketty Torrisi
e presidente incoming Alfio Grassi. Gli auguri più vivi da Turi Consoli e da tutta la redazione di Akis.
ph Fabio Consoli
Un Benvenuto...
2 Sabato 16 Luglio 2011
Lions,
AKIS
Tanti addii con molti rimpianti...
costituito il Forum sulle Terme
Il Lions Club di Acireale ha mantenuto la promessa che
aveva fatto alla città, in occasione del convegno del 9
aprile scorso. Si è infatti costituito il Forum permanente
sulle Terme, attivo dal 1 giugno scorso, affidato al coordinamento dei soci Rosario Faraci e Mario Scandura, i
responsabili del comitato Lions “Per l’economia di
Acireale” che negli anni scorsi ha promosso altre interessanti iniziative a carattere informativo e propositivo
sulle prospettive di rilancio dell’economia cittadina. Il
Forum è stato concepito come un presidio attivo di informazione, di documentazione e di studio sulle Terme di
Acireale. Opera attraverso un sito, www.termediacireale.it, che ha già registrato 3500 visite in pochissimi
mesi; in parallelo, è stata promossa una pagina
Facebook che ha registrato l’impressionante numero di
oltre 15.000 visualizzazioni in un mese di operatività.
Sul sito si trovano notizie storiche, informazioni economiche, documenti di studio e una rassegna stampa di
articoli giornalistici apparsi negli anni e riguardanti le
vicende dei due complessi di Santa Venera e Santa
Caterina, gli stabilimenti produttivi delle Terme. Allo
stesso tempo, il Forum assolve alla funzione di piattaforma di raccordo fra enti, movimenti, associazioni,
comitati e gruppi di impegno nel territorio, interessati a
seguire da vicino l’evoluzione del processo di liquidazione in atto e la genesi di quello di privatizzazione, più
volte preannunciato dalla Regione Siciliana. Ad oggi, il
Forum ha registrato diciannove adesioni. In poco
tempo, il Forum è diventato un grande movimento di
opinione, con una squadra di supporter ampia e diversificata. Vi fanno parte testate giornalistiche che hanno
ospitato nei mesi scorsi articoli e contributi sul termalismo: il settimanale di informazione I Vespri, il settimanale telematico L’Eco delle Aci, i periodici locali AKIS e
La Voce dell’Jonio. Hanno aderito associazioni ed istituzioni del mondo culturale acese: il Cinefotoclub
Galatea, il Premio Aci e Galatea e la storica casa editrice Galatea della famiglia Maugeri. Ha formalizzato la
sua adesione il Movimento civico, il primo che, a partire
dalla fine dello scorso anno, ha sollevato in città la questione delle Terme. Hanno supportato l’iniziativa, in
modo convinto, le organizzazioni di categoria dei comparti turistico, commerciale e artigianale, a tutti i livelli:
quello locale (il Consorzio Albergatori Acesi,
l’Associazione Acireale Bed & Breakfast, l’Unione
Artigiani Acesi e la storica Associazione dei
Commercianti di Acicatena), quello provinciale
(Confcommercio Catania e Federalberghi Catania),
quello regionale (Federalberghi Sicilia). Hanno aderito
pure alcuni club service (il Serra Club e i giovani del
Rotaract), associazioni di professionisti (l’Adocec, l’assocaziazione dei commercialisti delle Aci) e una nutrita
rappresentanza del mondo giovanile che fa parte della
Consulta Giovanile di Acireale. Le iniziative portate
avanti dal Forum, nelle prime settimane di attività, sono
state tre. La prima è la campagna di informazione e di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla vicenda
delle Terme portata avanti attraverso la stampa e di cui
si è perfino occupata la RAI. La seconda è la missiva
indirizzata dai coordinatori del Forum alla dott.ssa Maria
Filippa Palagonia, la Dirigente del Servizio
Partecipazioni e Liquidazioni del Dipartimento Bilancio
e Tesoro della Regione Siciliana e all’on. Riccardo
Savona, presidente della Commissione Bilancio
all’Assemblea Regionale Siciliana. Si è così portato a
conoscenza delle istituzioni regionali che esiste un
Forum in città che vigila attentamente sulle scelte che
opera la Regione. L’ultima iniziativa, in ordine di tempo,
è la lettera inviata al Presidente del Consiglio Comunale
di Acireale, ai Vice Presidenti, ai capigruppo consiliari e
per conoscenza al Sindaco avv.Nino Garozzo. In relazione all’ordine del giorno votato all’unanimità dal
Consiglio comunale il 01.02.2011, il Forum ha fatto
richiesta al Presidente Pietro Filetti di verificare se
l’Amministrazione comunale si sia attivata per richiedere un tavolo di confronto permanente con la Regione
Siciliana per le finalità richiamate nel suddetto ordine
del giorno, in primis monitorare tutte le fasi del processo di liquidazione e vigilare sull’impostazione che si
intende dare all’intero processo di apertura ai privati Nel
contempo si è fatta richiesta al Presidente di conoscere
quali siano gli atti finora adottati per non pregiudicare le
previsioni e i vincoli urbanistici contenuti nel PRG in
ordine alla riqualificazione ed allo sviluppo del termalismo nella nostra Città.
Saro Faraci
Eliminati due incroci pericolosi
Più sicurezza per gli automobilisti e pedoni che percorrono via Michele La Spina e via Felice Paradiso.
ph Fabio Consoli
Hanno guidato con coscienza e dedizione le comunità
scolastiche affidategli, hanno infuso lo spirito di saggezza che nel corso degli anni ha ispirato maestri ed allievi, d’ora in poi privi, forse di un vero punto di riferimento. Ora giunge per loro il tempo del meritato riposo,
anche se non potersi dedicare anima e corpo alla “loro”
scuola costerà tanto, forse perché il rapporto con un
mondo in cui hanno vissuto a lungo non potrà più ripagarli, almeno giornalmente, dei sorrisi, dei consigli chiesti e dati, e dell’amore per l’insegnamento ereditato da
tanti anni di esperienza al servizio della scuola. Da tutti
noi di “Akis” voglia giungere ai neo “vecchietti” prof. Alfio
Mazzaglia, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Regina
Elena”, prof. Lorenzo Marotta, dirigente scolastico del
Liceo Scientifico “Archimede” e prof. Giuseppe
Massimino, dirigente scolastico dell’I.C. “G. B. Arista”, i
più fervidi auguri e le più sentite felicitazioni per il meritato traguardo raggiunto. Felicitazioni particolari anche
ad uno di questi neo-pensionati, vale a dire il decano
dei presidi degli istituti scolastici di Acireale: dopo ben
18 anni trascorsi a capo dell’istituto, con qualche lacrima che ha solcato il viso, anche il prof. Rosario
Musmeci, dirigente scolastico della gloriosa “Paolo
Vasta” ha salutato amici, colleghi, personale docente e
Ata, unitamente ad i ragazzi, con una sentitissima cerimonia di commiato tenutasi presso il salone “prof. M.
Arcidiacono” della stessa Scuola. A presenziare il
Sindaco Nino Garozzo, l’Assessore Nives Leonardi ed
il dirigente dell’Uff. Scol. Provinciale Raffaele Zanoli,
tutti concordi nello spendere parole di grandissimo elogio ed apprezzamento al preside “alpino”, vedi foto.
Auguri!
Riccardo Anastasi
Associazione Arma Aeronautica Acireale
Gita Sociale a Palermo
per ammirare le esibizioni delle
FRECCE TRICOLORI
7 Agosto 2011
Prenotazioni ed informazioni:
Cusmano 095 606642 - 328 4043779
via Alliotta 14 (h. 10/12 e 17/19)
Garozzo Orazio (interno base Sigonella) 2226 -2224
L’inversione del senso di marcia del tratto di via Felice
Paradiso a sud dell’incrocio con via Michele La Spina ha
eliminato la pericolosità del sito teatro di continui incidenti a causa della curva di Via Michele La Spina in prossimità dell’incrocio. Ad aggravare il pericolo vi era il frequente posteggio di furgoni, a causa delle attività commerciali della zona, che rendeva completamente “cieca”
la visione della carreggiata trasformando il predetto
incrocio in una sorta di “roulette russa” con il malcapitato
guidatore che, già al centro dell’incrocio, si vedeva
“piombare” addosso vetture guidati da automobilisti incoscienti che considerando le vie cittadine alla stregue di
autostrade. Il più delle volte il problema si limitava a brusche frenate per evitare l’impatto, tuttavia numerosi sono
stati gli incidenti che si sono verificati nel suddetto incrocio al punto tale da danneggiare la segnaletica verticale,
la centralina del metanodotto e perfino la targa toponomastica in gres porcellanato con la dicitura “Via Michele
La Spina” che non è stata ancora ripristinata. A nulla
sono valsi i due dissuasori di sosta in cemento giallo
sulle strisce pedonali a ridosso della famigerata curva: la
soluzione era “raddrizzare” la strada” ma siccome ciò
non è agevole da attuare è meglio cercare soluzioni più
semplici e pratiche come quella di cambiare il senso di
marcia. Pericoloso era anche il tratto sud senza sbocco
di via Felice Paradiso per via delle auto provenienti da
via Grassi Bertazzi che a velocità s’immettevano in via
CAMILLA MUSMARRA IN LAURIA
Addolorati ne danno il triste annuncio il Marito, i
Figli, I nipoti, le nuore e i parenti tutti.
Un sentito abbraccio dalla redazione.
Il sindaco Pippo Cutuli, l’on.le Nino D’Asero, l’assessore Pippo Distefano, il consigliere provinciale Enzo
D’Agata, autorità ecclesiali, consiglieri e assessori
hanno partecipato alla inaugurazione dell’Agenzia
Automobilistica “AB SERVICE” di Antonio Bella ubicata nella via Marchese di Casalotto 19B, ad Aci
S.Antonio. Una nuova e moderna struttura ON LINE,
dove è possibile espletare diverse attività con collegamenti diretti con A.C.I., STA, Motorizzazione Civile e
attività camerali. Una grande partecipazione di amici,
pubblico e simpatizzanti ha dato l’augurio per l’inizio
Un incontro al quale
ha partecipato un
folto pubblico interessato alla tematica
illustrata
“Le
Imprese Produttive”
si è tenuto nel salone
dell’Excelsior
Palace Terme a cura di “Forza del Sud”. Convocati dal
coordinatore del Collegio di Acireale, Giuseppe Torrisi e
dal Coordinatore cittadino, Francesco Fichera, si sono
avuti, dopo i saluti dei due padroni di casa, gli ottimi
interventi di Nello Catalano e del sen.Salvo Fleres.
ph Fabio Consoli
Da registrare, nella telenovela “Terme”, solo per
dovere di cronaca, la roboante (ri)apertura del
reparto di otorinolaringoiatria (dopo circa 4 mesi
dalla chiusura!!!) e l’arrivo previsto dei fruitori dei
servizi termali oltre ad un congruo numero di turisti
stranieri (2 per la cronaca!). Inoltre il PD cittadino,
con rinforzi nazionali, ha effettuato un dibattitoincontro con tema riapertura dei reparti e centro
polifunzionale (altra cattedrale nel deserto che nessuna potenza umana o divina – scusate la poco felice espressione – riuscirà mai a definire positivamente nell’interesse della Città).
delle attività di “AB SERVICE” esternando grande
apprezzamento e ammirazione per l’iniziativa intrapresa dal giovane Antonio Bella che, supportato e
spionato dal proprio padre, ha saputo trovare e creare i presupposti per svolgere un’attività interessante,
impegnativa che gli potrà garantire, nel tempo, un
roseo futuro lavorativo. Da parte della proprietà e
redazione di Akis giungano le felicitazioni più vive.
Aci S. Antonio
via Spirito Santo, 82
Richiedi l’amicizia su facebook
Tel. 095 6784585 - 373 7105353
Paradiso. Molti sono i dipendenti dell’Istituto I.R.M.A. che
ogni giorno dovevano percorrere il tratto che sono incappati in “incontri ravvicinati” con altre autovetture ed anche
la mia auto porta ancora i segni di un impatto verificatosi
in tale sito. Ritengo sia giusto constatare che la variazione del senso di marcia costituisce un’attenzione dell’amministrazione comunale nei confronti della pubblica incolumità ed in tal senso anche a nome dello staff
dell’I.R.M.A. ringrazio il Sindaco ed il Comandante del
VV.UU.
Giovanni Tringali, direttore dell’I.R.M.A.
Nella foto: l’incrocio pericoloso prima della variazione del senso di marcia. E’ evidente la pericolosità
per gli automobilisti provenienti da destra a causa
della curva e delle auto in sosta che nascondono la
visuale della via Michele La Spina.
Ancora un progetto condotto magistralmente
dal Dott. Salvo Noè (psicologo) ad Aci S. Antonio.
Questo progetto, ha proposto un approccio globale alla
comunicazione tra genitori, figli e la scuola. La triade
educativa per eccellenza. È stata un’esperienza straordinaria per il clima e la partecipazione che si è avuta
durante i vari incontri che si sono svolti con due gruppi di
20 genitori. Si è avuta ancora più contezza di quanto
bisogno c’è di conoscenza e formazione in questo settore. Infatti è proprio dal contesto familiare che provengono conseguenze di relazioni disturbate: esasperata conflittualità tra i genitori, situazioni di disgregazione del
nucleo familiare, di devianza, di dipendenze, convivenze
promiscue, situazioni di maltrattamento e perfino di
abuso. È dal contesto familiare che provengono le conseguenze di un pericoloso permissivismo che consente
tutto, compresi i lunghi tempi passati davanti alla tv in
balia di programmi diseducativi.
È dal contesto familiare che provengono certe esasperate tendenze narcisistiche di genitori che proiettano sui
figli aspettative irrealistiche. Abbiamo compreso che è
attraverso la relazione educativa che si realizzano i processi di insegnamento e apprendimento, processi che
implicano da parte dei genitori capacità di motivare, di
coinvolgere, di comunicare, di far acquisire un metodo di
studio (apprendere ad apprendere) e soprattutto saper
essere: autorevoli, flessibili ed empatici. La peculiarità
della metodologia adottata è stata quella di dare messaggi importanti con un linguaggio semplice, di fare
esempi pratici, utilizzando anche immagini e video che
hanno favorito
la partecipazione attiva, la
meraviglia della
scoperta, l’entusiasmo. Poi
un’attenta organizzazione
della scuola,
dei vari incontri
e di tutte le
singole mansioni ha fatto sì
che tutto avesse un maggiore
pregnanza ed
efficacia, e ha
permesso di far
uscire fuori in
ognuno la propria umanità, la
propria spontaneità, il proprio bagaglio valoriale. I vari
argomenti affrontati, hanno creato nei partecipanti tante
domande e riflessioni. La paura di sbagliare nell’educare
i figli, le difficoltà relazionali con il partner, le punizioni, le
ribellioni, le regole, l’assunzione di responsabilità…
Dai questionari proposti ai genitori è emersa:
- l’elevata utilità degli incontri svolti, - l’efficacia del confrontarsi con altri genitori, - il sentirsi a proprio agio per il
clima sereno e amichevole creato, - nella esemplificazione delle esperienze, sentirsi partecipi e protagonisti,
- il condividere con l’esperto difficoltà e problematiche e
comprendere l’efficacia di “mettersi insieme” per un
comune percorso educativo, - il bisogno/richiesta di continuare questa esperienza di confronto e riflessione.
Come ci dice il Dr Noè – “Questo progetto è stato molto
importante e sono stato contento di parteciparvi come
esperto, innanzitutto perché ho incontrato genitori meravigliosi con tanta voglia di apprendere e migliorarsi, e poi
perché mi ha arricchito come uomo e come professionista. Grazie per aver condiviso con me questa esperienza di vita. Siamo straordinari se solo crediamo di più
nella bellezza e nelle potenzialità che abbiamo dentro”.
I genitori hanno molto apprezzato i vari incontri tenuti dal
Dott. Noè, che conferma ancora una volta, la sua elevata professionalità e competenza nel settore della psicologia.
AKIS
Sabato 16 Luglio 2011
“L’uno specchio dell’altra”
E’ stato presentato nella sala
teatro San Paolo di Acireale il
libro “L’uno specchio dell’altra.
Corrispondenza spirituale di
una coppia”, che raccoglie
buona parte delle lettere tra
Orazio Vecchio e Maria
Musumeci durante il secondo
conflitto mondiale. I due, allora fidanzati, ma forzatamente
separati dal richiamo alle armi
di Orazio, si scambiano delle missive “private”, ovvero
diverse da quelle ufficiali per i familiari e tramite di esse
si confrontano e nello stesso tempo esprimono i loro
stati d’animo rafforzando la loro spiritualità con l’esempio della “piccola via” di Santa Teresa di Lisieux e la
guida spirituale di Don Giovanni Raciti. Si formano e si
arricchiscono reciprocamente: “Questo canale di comunicazione riservato si rivelò ben presto ai loro occhi
assai più di uno scambio epistolare e acquistò piuttosto
la natura di uno strumento di crescita e di formazione
reciproca” (Dalla “Premessa”). Alla presentazione del
volume erano presenti i sei figli (foto sotto) della coppia
che a causa della guerra convolò a nozze soltanto nel
1944: nell’ordine Alfio, Giovanni, Giuseppe (Peppino),
Caterina, Sebastiano (Nello) e Cetta. L’introduzione è
stata curata da Alfio, primogenito e presidente
dell’Associazione di volontariato “Orazio Vecchio”, l’impostazione del libro da Nello, i valori e i significati spirituali da Don Giovanni, sacerdote attualmente in missione in Brasile, mentre la funzione di moderatore è stata
Sparate sull'autore !!
Nella splendida cornice della Villa Carcaci di Viagrande,
si è tenuto il dibattito “Sparate sull’autore” sul libro
ASTRAR 107 VIAGGIO NEL MULTIVERSO,
di Giuseppe Di Mauro. Visto l'argomento trattato nel
In una cornice particolarmente
accattivante, il cortile del
Palazzo Cantarella, alla presenza di un folto pubblico e
con la presentazione di
Angelo Scandurra, del sindaco Pippo Cutuli, del prof. Alfio
Stefano Di Mauro, è stato presentato il nuovo libro del dott.
Ignazio La Spina “Il merlo
della Bungavillea”, disperata
storia d’amore di Laura e
Alfredo, ispirata ad un fatto
realmente accaduto in un piccolo paese etneo durante la Grande Guerra e narrata
sullo sfondo particolareggiato dei primi del Novecento;
la storia è inserita in un vivace affresco della vita sociale, degli usi e dei costumi dell’epoca. Il profilo psicologi-
La mia cara professoressa di Scienze Naturali
svolta dal nipote, il giornalista Orazio Vecchio. Un pubblico numeroso ed attento ha seguito l’incontro durante
il quale hanno preso la parola l’arcivescovo mons. Pio
Vigo, tanti amici della coppia e in modo particolare di
Orazio ( Maria morì in giovane età nel 1960), con il
quale avevano collaborato nella redazione del periodico
“La Voce dell’Jonio”, dal suo fondatore considerato
come “un settimo figlio”, come è stato sottolineato nel
corso della presentazione. Il libro è costituito da ben 448
pagine fitte ed è senza immagini, salvo la copertina che
ritrae di due protagonisti in un incontro del 31 luglio
1941, in occasione della visita di Maria alla postazione
antiaerea di Orazio a San Giuseppe La Rena, nei pressi di Catania. Nel volume, che è stato distribuito gratuitamente ai presenti, troviamo non solo “una storia d’amore” all’insegna della fede, ma anche i riflessi delle
vicende belliche sull’esperienza militare di Orazio in
varie parti d’Italia e di Maria nel nostro territorio. Un libro
edificante.
Giovanni Vecchio
libro si è parlato di Fisica,
Matematica,
Astronomia,
Teologia e quindi di Alieni e
UFO.
L’autore, Puccio Di
Mauro, ha risposto a tutte le
domande con preparazione e
disinvoltura, lasciando l'auditorio soddisfatto e sempre più
interessato a tutti gli argomenti. Dopo l’incontro, conclusosi
in tarda serata, tutti si sono
dati appuntamento alla prossima riunione per approfondire
sempre più gli argomenti che si
sono rivelati di grande attualità
ed estremamente affascinanti.
Il libro era stato recentemente
recensito dal nostro giornale.
Nella foto un momento dell’incontro.
co del dramma, innestato sull’influenza che il sentimento esercita da sempre nell’animo umano, attualizza e
rende universale il racconto, coinvolgendo il lettore e
trasportandolo nel fascino di un tempo passato in cui
però i palpiti del cuore sono gli stessi di sempre. Il
romanzo è corredato da immagini dell’epoca tra cui
molte delle lettere autentiche della corrispondenza epistolare che lo ha ispirato. “Il Merlo della Bungavillea” è
un nostalgico ritorno ai valori di un tempo di cui oggi si
sente, sempre più, la mancanza.
Ignazio La Spina (1930), dal 1964 esercita la professione medica. Con la maturità, sull’onda di ricordi
vissuti con sentimento e commozione, si dedica
all’attività letteraria pubblicando nel 2001 “Un medico, un tempo, una storia” dedicato alla figura del
padre e offrendo nel
contempo un’interessante
testimonianza sulla medicina nei primi decenni
del secolo scorso.
Cultore e appassionato collezionista di
oggetti appartenenti
a quel periodo, pubblica “Echi del Novecento”interessante opera che
offre un suggestivo sguardo sul nostro passato più
recente, arricchita da una pregevole documentazione iconografica (recensito dal nostro giornale, a
cura di Antonio Pagano, nella “Terza Pagina” del 9
aprile 2005).
Sostanziali conferme dall’Assemblea dei Soci del CineFotoClub “Galatea” di Acireale che, nella seduta
dello scorso 2 Luglio, ha ratificato le nuove nomine del Consiglio di Presidenza, oltre a deliberare alcuni aspetti relativi all’allestimento del Premio “Aci e Galatea” 2011. A capo del il sodalizio culturale acese, è stato rieletto all’unanimità il presidente uscente prof. Turi Consoli, mentre ulteriori conferme sono giunte, poi, dalle nomine del nuovo
Consiglio di Presidenza che resta così composto:
PRESIDENTE: prof. TURI CONSOLI
VICE PRESIDENTE: dott.ssa VALERIA CASTORINA
SEGRETERIA: sig. RICCARDO ANASTASI, sig.ra NUCCIA LEOTTA
CONSIGLIERI: avv. SALVATORE TROVATO, geom. GRAZIA VINCI
La seduta ha rappresentato un’importante
occasione per fare il punto sull’allestimento dell’edizione 2011 del Premio “Aci e Galatea”, il
Premio di Acireale ai Siciliani. I vertici del sodalizio e la segreteria della manifestazione, che
verrà curata da Riccardo Anastasi, stanno,
difatti, lavorando alacremente in sinergia con
l’Amministrazione Comunale Acese e la
Provincia Regionale di Catania per l’approntamento di una scaletta di grande prestigio con
nomi di prim’ordine nel campo dello spettacolo,
delle arti e dell’imprenditoria locale, maggiormente distintisi nel panorama nazionale ed
internazionale. I particolari della serata, anche quest’anno in programma il prossimo 10 Agosto
nello
scenario della barocca Piazza del Duomo di Acireale, saranno svelati nella conferenza stampa di presentazione
dell’evento, la cui data verrà comunicata a breve.
È una mostra "a tesi" quella che la Fondazione Gruppo
Credito Valtellinese proporrà, dal 22 luglio al 2 ottobre
ad Acireale, nella sede espositiva del Credito Siciliano
e, successivamente nel periodo autunnale a Milano
nella Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio
delle Stelline. "A tesi" perché origina da un'ipotesi, tendendo a dimostrarla: in Sicilia sta nascendo una riconoscibile "Scuola Siciliana" di fotografia. Non solo perché qui si sono formati ed operano artisti oggi tra i maggiori in Italia, ma perché in loro, pur nella diversità e originalità di stili e poetiche, si possono individuare linee
in qualche modo riconducibili ad un medesimo, vitalissimo "terreno di coltura e di cultura". La mostra, ideata
da Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, responsabili
delle scelte espositive della Fondazione, è da loro
curata insieme a Giovanni Chiaramonte, autore di origini siciliane ma di tradizione europea e docente presso la Facoltà di Architettura di Palermo. La "Scuola" fa
riferimento alle figure e al lavoro di tre fotografi siciliani
- Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia, Sandro Scalia
- appartenenti alla generazione di autori nati in Sicilia
fra il 1950 e il 1960, in quell'isola operanti. I tre ricoprono ruoli di docenza presso le accademie di Belle Arti di
Catania (Bongiorno e Nicosia, che ne è preside) e
Palermo (Scalia) e sono per questo, letteralmente, dei
"capiscuola" in una disciplina a forte vocazione tecnica
ma dagli spiccati accenti poetici. "Questa caratteristica
è rinvenibile - affermano i commissari dell'esposizione
- dietro il duplice profilo della loro attività: da un lato il
loro svolgere un ruolo critico verso la fotografia "neooggettiva", di pura registrazione meccanica o a scopo
classificatorio, proponendo una versione nebulosa e
immaginifica della loro realtà, dall'altro, sottraendosi
all'azione meramente professionale del lavoro, si spingono verso la codificazione di un linguaggio nuovo, elaborato in stretta connessione con gli esiti attuali di autori di altra provenienza e cultura". In ambito formativo è
evidente la loro predisposizione sperimentale ad assorbire stilemi, inclinazioni poetiche e soluzioni tecniche
da cinema, teatro, letteratura, video-arte, ecc. Alla sicilianità di origine e di appartenenza s'aggiungono importanti esperienze "esterne": tutti e tre hanno condiviso
infatti, in maniera indipendente, significativi periodi di
lavoro lontano dall'isola, maturando un'attitudine al
confronto e al collegamento con le innumerevoli avanguardie, interconnessioni e individualità in fase di maturazione in ambito italiano ed europeo, tra la fine degli
anni '70 e gli zero. In senso strettamente cronologico,
al lavoro di Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia e
Sandro Scalia, si contrappone quello degli esponenti di
spicco della generazione precedente, tutti autori siciliani con all'attivo significative esperienze professionali di
rilievo internazionale come Ferdinando Scianna, Enzo
Sellerio, Nicola Scafidi e Letizia Battaglia. Ognuno, con
la propria vicenda storica ed espressiva, ha finito, più o
meno consapevolmente, con l'influenzare generazioni
di fotografi. Certo non sono accomunabili in una
"Scuola" nel senso tradizionale del termine, ma è fuor
di dubbio che con il loro lavoro e la loro sperimentazione hanno effettivamente fatto scuola. A costoro la
mostra dedica un'ampia panoramica che non li propone come puro punto di snodo per l'affermarsi delle
identità individuali, ma evidenzia aspetti, tecniche,
situazioni che nelle opere dei tre protagonisti riconducono alla generazione dei "padri". Dall'emergere di particolari tecniche di saturazione o distorsione dell'immagine, all'applicazione di uno o più meccanismi analogici nella definizione del campo visivo, o la scelta dei
supporti di stampa, del formato, ecc. La contro-copertina della mostra è affidata ad uno sguardo esterno,
quello di uno "straniero": Richard Avedon. Con un unico
scatto, un combat-shot dedicato alla Cripta dei
Cappuccini rubato a Palermo durante la campagna di
liberazione della Sicilia nel 1944 al seguito della V
Armata. La mostra sarà completata da due talks presso le Accademie di Belle Arti di Catania e Palermo, a
conferma di come anche questa esposizione sia un
tassello del "fare scuola", stavolta in senso letterale, dei
tre maestri.
347 1433135
[email protected]
E’ trascorso un anno dalla scomparsa della signora
Maria Blanco Marranzano. E’ stata nei lontani anni quaranta mia professoressa di “Scienze naturali”
nell’Istituto Magistrale “Regina Elena” di Acireale al
tempo del mitico Preside don Giuseppe Maugeri.
Ricordo che il primo giorno venne accompagnata dal
Preside che la presentò agli alunni facendo le raccomandazioni di rito. Era la prima volta che il Preside
scendeva a pianterreno per la presentazione della
nuova insegnante; non si era mai verificato prima: ogni
insegnante, sia uomo che donna, si presentava da
solo. Ricordo la prof.ssa Maria Blanco con immenso
affetto e gratitudine per la preparazione, la nobiltà d’animo, per il tratto signorile, lo squisito senso di umanità
nei confronti degli alunni, per avere onorato la Scuola e
amato maternamente i “suoi” ragazzi. Per tesserne l’elogio ci vorrebbe un “peana”, ma siccome non sono
poeta, mi limito a dire che è stata una delle donne più
intelligenti, più affabili e squisite che si trovino sul pianeta terra. Aveva un metodo di insegnamento tutto particolare: ci faceva innamorare della materia. Siamo stati
in tanti che abbiamo scelto per merito suo facoltà ad
indirizzo scientifico. E diversi alunni hanno fatto carriera come Presidi o Professori Universitari. Ricordo Nino
Micalizzi, Mario Lomeo, Nino Grasso,
Paolo cavallaro, Arturo pennisi, Ciccio
Florio,
Luigi
Fichera,
Cosimo
Pulvirenti, Carmelo Sparti, Carmela
Pennsi (oggi vice Superiora della
Suore di Maria Ausiliatrice). Io, nel mio
piccolo, debbo dire che ero affascinato
dalle sue lezioni ed ho avuto diverse soddisfazioni negli
anni. All’esame finale per il conseguimento del Diploma
di Abilitazione Magistrale, con commissione esterna,
ebbi la gradita sorpresa di ricevere l’unico “9” in scienze naturali con la “terribile” professoressa Maria Di
Marco. Raccontavano gli alunni che durante l’anno agli
impreparati scriveva sul registro “UNO” a lettere maiuscole. Nel corso degli studi universitari per gli esami di
Chimica Biologica. Con il “tremendo” prof. Clementi,
ebbi la soddisfazione di fare un grosso regalo alla mia
professoressa: entro nella stanza per gli esami in piena
tensione, rispondo alle prime domande e vengo indirizzato alla lavagna per scrivere la formula dell’acido
omo-gentisinico. Appena finito vedo che il professore si
alza di scatto e, mettendomi una mano sulla spalla, mi
fa i complimenti a non finire e mi chiede: “+Lei come si
chiama?” Rispondo timidamente, incredulo, balbettando…”Bravo, bravo”, mi sento rispondere. Mi porge il
libretto: “Trenta e lode”(unico della mia carriera universitaria!). Mi è stato riferito che nella stessa mattinata
aveva afatto la stessa domanda a tutti gli altri studenti
e nessuno aveva risposto esattamente. Durante gli
anni della mia attività al Laboratorio Provinciale
d’Igiene e Profilassi conobbi tutti gli Ufficiali sanitari dei
58 Comuni della Provincia catanese. Un ricordo particolare: l’anno in cui mi incontrai con il dott. Marranzano,
a Caltagirone; conobbi un uomo di rara signorilità,
galantuomo di vecchio stampo ed insigne funzionario.
Venni a sapere, con il tempo, che era il marito della mia
professoressa di Scienze Naturali. “L’uomo giusto al
posto giusto”, fu il mio pensiero.
Ciao, mia cara professoressa Maria Blanco, riposa in
pace.
Antonino Arcidiacono.
“ROMPIAMO IL MURO DEL SILENZIO”
Si è tenuto l’ incontro pubblico sul tema: “Droga e
Criminalità nei nostri territori”. L’ evento è stato organizzato dalla Diocesi di Acireale, con la collaborazione dell’
Ufficio Pastorale Sociale, del Servizio diocesano per la
Pastorale Giovanile e con il patrocinio della Provincia
Regionale di Catania. Per l’ occasione sono intervenuti il
dott. Vittorio Fontana, Procuratore Generale Aggiunto
presso la Suprema Corte di Cassazione, padre
Francesco Zambotti dell’ Associazione “La Tenda di
Cristo” che si occupa dell’ accoglienza dei tossicodipendenti e il dott. Fabio Brogna, Responsabile SER.T – ASP
n.3 di Acireale. Dopo i saluti di don Marcello Pulvirenti e
la proiezione di un video introduttivo riguardo il citato
argomento, la parola è passata ai qualificati relatori. Il
problema della droga, interessa tutto il mondo e rappresenta una delle grandi piaghe sociali del terzo millennio.
Negli ultimi anni il consumo di droga e sostanze stupefacenti è aumentato sensibilmente rispetto a qualche
decennio fa. Infatti essa è diventata non solo una problematica sociale, ma anche un’ emergenza sanitaria di rilievo, poiché l’ assunzione di tali sostanze può provocare
con il tempo molti danni agli organi vitali e alla psicologia
di una persona. Di tutto questo ne approfitta la criminalità
organizzata, la quale guadagna un notevole profitto dallo
smercio della droga. Molti tossicodipendenti per acquistare delle dosi o per pagare i propri debiti, sono portati a
compiere dei reati e finiscono in carcere. Questo problema è anche familiare, poiché spesso i giovani che utilizzano droghe, non hanno la dovuta attenzione ed affetto
da parte delle proprie famiglie, in cui si registra una mancanza di dialogo fra genitori e figli. La partecipata iniziativa ha visto una marcia da Piazza Indirizzo a Piazza
Duomo intitolata “Rompiamo il muro del silenzio”, preceduta da una messa per le vittime della droga e della criminalità. Hanno aderito all’ evento le comunità parrocchiali del territorio acese e numerose associazioni di
volontariato. Registrata anche la presenza del Sindaco
Garozzo.
Davide Sirna
4
AKIS
Sabato 16 Luglio 2011
Un desiderio... esaudito!
Il paroliere Alberto Testa, Soverato, “Renato” di Mina e Acireale
L’assemblea ordinaria delle socie
di Acireale ha proceduto
alle votazioni per le elezioni delle cariche di sezione per il biennio
2011/2013. Il nuovo organigramma risulta così costituito: presidente, Pina
Consoli Calì; vicepresidente, Rosa Barbagallo; segretaria, Rosa Pandolfini;
tesoriera, Mirella Zappalà. Collegio Revisori dei conti: Franca Aricò
Leonardi; Lucia Licciardello Vera Petralia. Consigliere: Lina Paradiso; Tullia
Cortegiani; Elena Strano; Liliana Vitullo; Maria Rita Pennisi; Daniela Simon.
Pochi sanno che ad Acireale è sorta nel febbraio 2011 un’associazione culturale denominata “Remebering Alberto Testa”, presieduta da Daniela
Colamasi, docente di Lettere nel Liceo Scientifico “Archimede” dall’anno
scolastico 2007/08, ma vissuta a Roma accanto al famoso paroliere Alberto
Testa, autore dei testi di canzoni famosissime in tutto il mondo, quali
“Quando, quando, quando”, “Io ti darò di più”, “La Notte dell’addio”, “Carina”
“Grande, grande, grande”, “Un anno d’amore” e tantissime altre, tra le quali
due vincitrici del Festival di Sanremo: “Uno per tutte” nel 1963 (cantata da
Tony Renis ed Emilio Pericoli” e “Non pensare a me” nel 1967 (cantata da
Claudio Villa e Iva Zanicchi). Decine le canzoni per lo “Zecchino d’oro” e
anche per i festival di canzoni per bambini che si svolgevano negli anni sessanta nell’acese, come “Il Festival della Stella d’oro” a Santa Maria La Stella
e al Festival “Sicilia d’oro” di Acireale, manifestazioni alle quali Alberto Testa
inviò alcune canzono musicate da Eros Sciorilli. E’ in corso una ricognizione fonografica e di immagini delle canzoni di Alberto, che è scomparso nel
2009, operazione alla quale la presidente Colamasi si sta dedicando con
grande impegno. Ma in questa prima informazione vorrei dedicare una particolare attenzione ad una canzone del 1962, cantata da Mina e che ebbe
uno straordinario successi: si intitola “Renato”. Vi ricordate: “Renato Renato
Renato a casa tua mi hai invitato e ci ho trovato papà e mammà, Renato
Renato Renato così carino così educato mi porti al cinema e guardi il film
…”? Ebbene, quel Renato non è frutto della fantasia di Alberto testa, è una
persona in carne ed ossa, tanto gentile, appassionato di motonautica e del
suo paese Soverato nel cuore del Golfo di Squillace in provincia di
Catanzaro. Testa
passava spesso
le sue vacanze
con Daniela in
questa splendida
cittadina marinara
calabrese
e
divenne grande
amico di Renato,
che lo immortalò
con la sua canzone. Il nome completo è Renato
Alecci ed è socio
dell’Associazione “Rembering Alberto Testa” di Acireale. Come se non
bastasse, dalla conversazione con Alecci, appassionato storico della sua
città ( titolo concesso al suo paese dal Presidente della Repubblica il 9 ottobre 1974) e presidente dell’associazione nautica “Poseidone”, ho appreso
che Soverato è sorta ad opera dei pescatori acesi che lì si recavano
nell’Ottocento. Molti di loro sono rimasti in questo posto incantevole, tanto
è vero che ricorrono cognomi “acesissimi” come Arcidiacono, Musmeci,
Liotta, Pennisi,. Dai due volumi di Alecci “Emozioni” si ricavano tante foto
d’epoca che presentano alcune figure di soveratesi di origine acese come
il cap. Filippo Arcidiacono. Renato Alecci mi dice per telefono che un certo
Vanni di Acireale, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, partiva da Acireale con
la barca a remi per recarsi a Soverato e ci impiegava circa tre mesi. Ci ripromettiamo di riprendere e sviluppare questo discorso e di avviare una collaborazione tra le due città, magari all’insegna di un revival delle canzoni di
Alberto Testa..
Giovanni Vecchio
Associazione Cristo Nuova Speranza
Riprese del film “Baci salati” in cui comparirà anche Nhora Caggegi, nostra collaboratrice
Da sempre l’uomo ha amato muoversi e scoprire luoghi e persone diverse.
Sembra connaturato in noi il desiderio di viaggiare e scoprire angoli del
mondo incantevoli: solo che noi viviamo in un luogo incantevole e baciato
dagli dei! Non per nulla la mitologia, Polifemo, Ulisse… vivono proprio qui,
vicini a noi. Possiamo benissimo dire che in qualsiasi luogo andiamo, da
qualsiasi parte ci giriamo, mare o montagna, qui tutto è meraviglioso. Il
nostro mare è divino, che siano le spiagge bianche catanesi o rosse del sud
della Sicilia, oppure gli angoli magici che solamente la scogliera ionica può
dare. Io da qualche anno ne ho riscoperto uno delizioso, si trova a S. Tecla,
vicino allo Scalo Pennisi, ha una scaletta ripidissima che porta ad uno dei
posti più belli della costa. I suoi frequentatori, tanti e provenienti anche da
Catania, l’hanno
ribattezzata “la
baietta”, i nativi
del posto gli
hanno da sempre attribuito un
nome più “folkloristico”! L’acqua
è gelata ma
sempre pulitissima, gli scogli,
alti e frastagliati
che cadono a
strapiombo sul
mare in modo
selvaggio,
ti
fanno, spesso, dimenticare di essere a pochi passi da casa. Certi pomeriggi, se si è fortunati, si vedono passare delle anatre che determinate si
dirigono chissà dove! E i gabbiani? Si, ci sono, si tengono lontani dalla folla
e scelgono di sostare in scogli di più difficile approdo.
Peccato, però, che quest’anno, contrariamente agli altri anni, non c’è la
passerella che oltrepassava numerosi scogli aguzzi e inospitali, e portava i
bagnanti direttamente, grazie ad una scaletta finale, nelle acque profonde
e limpidissime, attorniate da scogli che pullulano di granchi di un insolito
colore bluastro, di “scecchi di mare” di uno strano ma stupefacente colore
nero bordato di fucsia acceso, e del buonissimo “mauro” così difficile da trovare altrove… Speriamo proprio che chi di competenza possa ridarci la possibilità di poter usufruire nel modo migliore della nostra scogliera.
"Per la cronaca, chi di competenza ha provveduto e la passerella è
stata fatta. Grazie di cuore da tutti i bagnanti"
Mariella Di Mauro
FIDAPA
Nell’intento di contribuire al rilancio e alla
valorizzazione della poesia, nell’ambito
delle attività di promozione della cultura e
del volontariato, l’Associazione Cristo
Nuova Speranza ha bandito il IV°
Concorso letterario in lingua italiana
“Poeta per caso”, concorso che ha inteso
mettere al centro dell’ attenzione i valori
dell’amore, della solidarietà, della pace,
del rispetto, della fratellanza, dell’amore
per la natura, della democrazia e non ultima la dolcezza dell’animo umano. Il concorso era articolato in due sezioni:Lingua italiana e Dialetto siciliano Di seguito i nomi dei vincitori relativamente al I° Premio: CREDO di Maria Rita Celestino – IL VALORE DELL’AMICIZIA di Lucia Greco - L’AMICIZIA: UNA COSA SPECIALE di Mariangela
Giuffrida Durante la serata si è esibito il chitarrista classico M° Agatino
Scuderi.
"Cogliere le vibrazioni e trasformarle in Versi è far poesia" Questo il tema del fortunato incontro che ha registrato la presenza della poetessa
Maria
Grazia
Falsone, dell’attore Davide
Giuseppe Spoto e del giornalista e critico letterario
Carmelo Di Mauro che si
sono incrociati in un percorso umano e poetico
all’insegna di "Note di
...versi" ...in una atmosfera
particolare che la Villa
Cosentino di Valverde ha
regalato al pubblico presente. Un’altra serata di
poesia, un’altra serata
magica.
.
Si sono svolte a Fondachello di Mascali le riprese del film “Baci salati” con
Sandra Milo, Monica Scattini, Clayton Nordcross e tanti altri, tra i quali
Angelo Russo “Catarella”, Pippo Barone, Gaetano Lembo e Roberto
Brunetti, diretti dal regista Johnny Marino. Trattasi di un film ambientato negli
anni Sessanta, pieno di brio e situazioni comiche, che vedremo forse sugli
schermi entro l’anno. Circa un mese fa ad Etnapolis è stata fatta una selezione per altri personaggi da inserire nel contesto della produzione cinematografica. Tra i selezionati la nostra collaboratrice nonché affermata scrittrice Nhora Caggegi (a sx nella foto con Monica Scattini), che sarà, anche se
soltanto come “comparsa”, a fianco dei principali protagonisti in diverse
scene.- Che ne dici di questa nuova esperienza? -E’ un campo nel quale mi
ero accostata seguendo un corso di cinematografia con il noto regista Nello
Correale, ma mi ero cimentata nelle tecniche di ripresa, senza mai stare
dall’altra parte della macchina
da presa. Negli anni scorsi, tuttavia, avevo già calcato le
scene teatrali in diverse occasioni. -Che impressione ti ha
fatto essere ripresa? - All’inizio
mi ero un po’ irrigidita per l’emozione inevitabile, ma poi mi
sono sciolta totalmente. Tra l’altro mi sono ritrovata in un contesto simpatico e accogliente. Sei stata a contatto diretto con
attori e attrici del teatro e del
cinema. Con chi in particolare ti
sei trovata a tuo agio? -Direi con tutti, anche se in modo più diretto con
Pippo Barone e Gaetano Lembo. -Come ti sei sentita con addosso abbigliamenti degli anni Sessanta, ormai “superati”? - Molto strana – a dire il vero perché non li avevo mai indossati, ma poi l’ho vissuto come un gioco simpatico e mi sono immersa nell’atmosfera del film.-Pensi di proseguire su
questa strada?-Innanzitutto sono interessata alla scrittura di racconti e
romanzi (in questi giorni sta uscendo una edizione nazionale con la casa
editrice Il Filo Albatros di Roma del mio romanzo “Ora sono un uomo … Il
silenzio del salice piangente”), ma mi interessa molto anche la scrittura giornalistica, infatti ho concluso da qualche settimana un corso professionale in
questo settore condotto da giornalisti professionisti. Mi interessa molto concludere il corso di studi con il conseguimento della laurea in scienze della
comunicazione. Tuttavia non disdegnerò di cimentarmi in altre opere cinematografiche, se ne avrò l’occasione.
Giovanni Vecchio
Il Coro “Le Piccole Voci dell’Etna” di Santa Venerina vincitore della Rassegna Nazionale “S. Percacciolo”
Il Coro “Le Piccole Voci dell’Etna” del Circolo Didattico di Santa Venerina ,
patrocinato dal Comune, ha conquistato il primo premio per la sezione
Scuola dell’Infanzia e Primaria alla XVI Rassegna Musicale Scolastica
Nazionale “Salvuccio Percacciolo”, organizzata dai Comuni di Mirto e Capo
d’Orlando in collaborazione con l’Unione dei Comuni dei Nebrodi, la
Presidenza dell’Agimus di Roma e con il patrocinio della Provincia
Regionale di Messina e della Regione Siciliana. I piccoli cantori, diretti dal
M° Salvatore Musumeci, sono stati giudicati da una commissione costituita
da docenti dei Conservatori della Sicilia e della Calabria conseguendo, tra
i venti cori partecipanti, 96 punti su cento, ovvero il punteggio più alto. Una
grande soddisfazione per il direttore del coro e per gli amministratoti di
Santa Venerina,
sindaco in testa,
presenti alla cerimonia di premiazione, assieme al
baby sindaco. I
brani
eseguiti
nella Rassegna
sono stati: la
Meditazione con
testo originale del
M° Musumeci e la
musica dell’aria
sulla quarta corda
di
Bach
e
Souvenirs d’Italie, un insieme di canti popolari delle varie regioni italiane,
con arrangiamenti dei Maestri Salvo e Giuseppe Musumeci. La Direzione
Didattica ha espresso tutta la sua soddisfazione per il raggiungimento degli
obiettivi prefissati e ha ringraziato per la sinergica collaborazione i docenti
Anna Bonaccorsi, Maria Teresa Pagliuca, Cinzia Magnera, Cettina Russo,
Venera Licciardello, Rosaria Gigante, Gaia Paola Aleo, Miranda Ester
Grasso e i tirocinanti Giuseppe Musumeci e Carmen Damusco. Il dirigente
scolastico ff. Salvatore Musumeci ha ribadito inoltre l’aspetto educativo dell’esperienza corale dei fanciulli in quanto “il linguaggio dei suoni è unico e
universale, pone tutti sullo stesso piano, i timidi e gli estroversi e tutti in questo dialogo hanno un ruolo importante ed insostituibile”.
Giovanni Vecchio
Concluso il primo corso di aggiornamento sull’insegnamento della storia e della letteratura siciliana
Si è concluso il corso di aggiornamento e formazione per docenti di scuola
primaria “Conoscere per riconoscersi”, un approccio tematico e metodologico per la “Promozione, valorizzazione e insegnamento della Storia, della
Letteratura e del Patrimonio Linguistico siciliano nelle scuole” di cui alla L.R.
18 maggio 2011. Il corso, iniziato il 23 giugno, ha avuto la durata di 30 ore
ed è stato il primo dopo l’approvazione della legge regionale. Vi hanno
preso parte una trentina di insegnanti, che hanno seguito il percorso presso la “Casa del Vendemmiatore” di Santa Venerina. I primi due moduli vertevano sull’origine identitaria del popolo siciliano, sul periodo storico dalla
costituzione del Regno di Sicilia alla Guerra del Vespro, e, a seguire, sulla
Sicilia a cavallo del 1860 nel racconto del Gattopardo di G.Tomasi di
Lampedusa, di cui sono state messe a confronto pagine del romanzo e
scene del film di Visconti. Queste tematiche sono state affrontate dal prof.
Salvatore Musumeci, sicilianista e dirigente scolastico facente funzione del
Circolo Didattico locale, mentre l’esposizione dei contenuti della nuova
legge regionale è stata affidata al relatore della stessa on. Nicola
D’Agostino, accompagnata dalla proiezione di un’intervista al filosofo Pietro
Barcellona e al giornalista Pino Aprile, autore del bestseller “I Terroni”. Il
prof. Salvatore Di Mauro, già docente di lettere negli istituti superiori, ha trattato dell’evoluzione della letteratura siciliana prendendo in esame autori e
aspetti linguistici. Il dott. Augusto Lucchese si è soffermato sulla Sicilia dal
10 luglio 1943 e sui ricordi di guerra. Le conclusioni sono state tratte nella
sala consiliare “Maria Grazia Cutuli” del Comune, dal prof. Salvatore
Musumeci che ha incentrato la sua relazione sulle vicende storiche dal
fascismo all’arrivo degli anglo-americani e sullo Statuto Speciale di
Autonomia del 1946. Particolare attenzione l’oratore ha rivolto ai fatti di
Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, che determinarono una svolta
nella Storia d’Italia.
Giovanni Vecchio
Al “Torneo Nazionale delle Polizie Locali” svoltosi a Siracusa c’era
anche una squadra acese Nella foto di Fabio Consoli un momento dell’incontro di presentazione a Palazzo di Città: con da sx Salvo Puglisi, Ass.
Giuseppe Calì, Salvatore Tudisco, Orazio Puglisi, Ass. Nino Sorace, Mario
Finocchiaro, Delfo Granata
AKIS
XXI RADUNO STORICO NAZIONALE
Anche quest'anno
l'Associazione
N a z i o n a l e
Carabinieri di Aci
Sant'Antonio ha
partecipato
allo
storico
raduno
nazionale. Il XXI
raduno per la precisione che quest'anno si è svolto
recentemente a
Torino . I partecipanti, accompagnati dal presidente
Antonino
Finocchiaro, hanno sfilato portando alti gli onori dell'associazione e della
cittadina cui la stessa ha sede. Unica associazione presente a rappresentare anche la Provincia di Catania. Gli applausi, segno di apprezzamento
per la partecipazione, nonostante la distanza, hanno commosso i presenti.
Il gruppo santantonese, ormai conosciuto in tutta Italia per i continui
impegni nelle varie emergenze, con l'occasione del raduno nazionale ha
avuto modo di scambiare con molti altri gruppi opinioni ed esperienze maturate nel corso di varie calamità.
Una Parrocchia di….cartapesta
Una scuola di “cartapesta” artistica nella parrocchia Sacratissimo Cuore di
Gesù? E perché no! Padre Orazio Greco non smentisce, ma per il momento non conferma.
Tutto nasce da
un
corso
di
Cartapesta che
si è svolto nella
p r e d e t t a
Parrocchia e culminato nella riuscitissima Mostra
inserita
nei
festeggiamenti
annuali
della
comunità.
Il
primo corso (25
allievi) non si
proponeva certo di sfornare la “solita” mascherina di carnevale ma creare
“l’altra cartapesta”: oggetti artistici, farfalle, prodotti peseudogastronomici,
vasi finemente decorati. L’entusiasmo dei parrocchiani e non, la loro collaborazione, talora professionale, perché figli e nipoti di Maestri artisti della
cartapesta, ha contribuito alla riuscita dell’esperimento. N.L.
UN CENTRO CHE “ATTENZIONA” LA CELLULA FONDAMENTALE DELLA SOCIETA'
Alla presenza di molti intervenuti, tra cui autorità civili e religiose, la famiglia
Garozzo-Grasso ha inaugurato il “Centro Ricreativo Delfino” sito in via San
Nicolò, 131 S. Nicolò – Acicatena L'obiettivo del Centro Ricreativo Delfino
è quello di accogliere le famiglie, cellule fondamentali della società, per promuoverne i valori e tutelarne la dignità in collaborazione con tutti gli organismi, le associazioni e le istituzioni di carattere pubblico o privato, che sono
in relazione con le tematiche della famiglia. Durante l'inaugurazione, particolare commozione hanno suscitato i racconti di quanti hanno vissuto la loro
infanzia e/o giovinezza nei luoghi dell'odierno Centro Ricreativo Delfino, ex
palmento del borgo ristrutturato con interventi di tipo conservativo. I racconti hanno fatto rivivere a tutti i presenti la magia del “tempo passato in un
ambiente rurale”: - davanti alla legna che “ardeva”nel forno a pietra; - intorno al falò acceso al centro del cortile, sul basalto ancora esistente, dove “i
grandi” raccontavano esperienze e storie mentre i bambini giocavano e nella
cenere calda venivano arrostite
fave, castagne, ceci, uova, _ _ _
_ da sgranocchiare durante la
serata; - con i bracieri le
mamme e le nonne venivano a
prelevare un pò di “brace” dal
falò o dal forno per riscaldare
le loro case; - la condivisione
dei pasti preparati “da 'za
Pippina a trizzota (originaria di
Acitrezza) e da Teresa; - l'allegria, la disponibilità e l'accoglienza “du 'zu Tanu” che distribuiva, a grandi e piccini, caramelle, cotognata, mostarda, frutta e tutto ciò che possedeva; - l'ascolto delle canzoni e le
danze, al suono del primo giradischi del borgo; - il conforto morale e l'aiuto materiale donato a tutta la comunità da “Pippina e Teresa” In occasione
dell'inaugurazione, la famiglia ha dedicato la sala del Centro Ricreativo
Delfino alla figlia Teresa morta prematuramente ed a nonna Teresa, figura
esemplare di donna, di madre e di sorella per tutta la comunità, ancora viva
nel ricordo di quanti l'hanno stimata ed amata. Il Centro Ricreativo Delfino è
aperto da Lunedì a Venerdì dalle ore 18,30 alle ore 20 (orario estivo) per
accogliere quanti sentono il bisogno di uscire dalla solitudine generata dalla
frenetica e stressante vita odierna e trascorrere con altre persone momenti
sereni e costruttivi in un ambiente “a misura di uomo”. La Domenica, alle ore
19, le famiglie si riuniscono presso il Centro per condividere la cena e
momenti di fraternità, salvo diversa programmazione. Per informazioni: tel.
095/897537 (dopo le ore 21)
dott.ssa Maria Grasso
Sabato 16 Luglio 2011
PIAZZE APERTE AL CINEMA 2011
Un contesto sobrio ed elegante, aggregazione, degustazioni ed un occhio
di riguardo per gli amanti del buon cinema. Il chiostro dell’ex Liceo Classico
“Gulli e Pennisi” di Acireale ha ospitato l’edizione 2011 di “Piazze Aperte al
Cinema” la rassegna cinematografica promossa dalla cooperativa Lemon
Tour con il fattivo apporto di Lucia Calderone. Quattro le pellicole proiettate,
apprezzate dal pubblico accorso che ha avuto la possibilità di intrattenersi
cordialmente con attori e registi intervenuti nel corso delle serate.
Particolare apprezzamento per la prima serata del cartellone, con le degustazioni delle primizie siciliane promosse dall’Associazione Italiana
Sommelier, tra cui il Vino “Fratelli d’Italia” ed il marsala “Garibaldi”, in omaggio alla ricorrenza
del 150° dell’Unità
d’Italia, sorseggiato sullo sfondo
della proiezione
della pellicola “Noi
Credevamo”,
diretto da Mario
Martone e vincitore del David di
Donatello e del
Nastro d’Argento
2011. Di grande
interesse anche
gli altri film proiettati, tra cui “Fuga dal Call Center”, diretto da Federico Rizzo ed incentrato
sullo scottante tema del precariato, “L’amore di Marja”, con la partecipazione di David Coco e Lucia Sardo, ed il “Discorso del Re”, vincitore del
Premio David di Donatello 2011 e del Nastro d’Argento quale migliore film
europeo. Sulla buona riuscita della rassegna, parole di soddisfazione sono
state espresse dalla promotrice dell’evento Lucia Calderone, a sx nella foto
di Fabio Consoli, dall’Assessore Nives Leonardi e dal Sindaco Nino
Garozzo che, nonostante i tagli resisi necessari a causa del bilancio dell’ente comunale non proprio in floride condizioni, hanno deciso di scommettere sulla manifestazione, puntando sul grande richiamo che essa ha esercitato nei confronti dei tanti appassionati di cinema intervenuti.
Riccardo Anastasi
Collettiva
di pittura scultura poesia fotografia
I COLORI DELL'ESTATE NELL’ARTE
ph Fabio Consoli
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I problemi di Aci Platani
Tanti sono i problemi che da anni affliggono la comunità platanese, tra questi quello che sembra essere più urgente è costituito dall’assenza di un
luogo d’incontro che può definirsi “Piazza”. In passato quello che gli abitanti di Aci Platani hanno chiamato “Piazza 4 Settembre” in realtà è stato un
mini posteggio, dimenticando che la “piazza” dovrebbe servire a ben altri
scopi. Lo spazio antistante al sacrato della Chiesa Madre, infatti, rimane
giornalmente soffocato da una sosta selvaggia in seconda e terza fila, che
costringe quanti devono recarsi in Chiesa a camminare schiacciati tra una
macchina e l’atra, rischiando spesso di cadere. E poi non si può accettare
che uno spazio così piccolo sia continuamente soffocato da una sosta selvaggia che in alcune ore della giornata impedisce ai pedoni anche il sicuro
attraversamento della strada per portarsi da una parte all’altra della piazza.
Certo, questo problema ne pone un altro altrettanto grave ed urgente: dove
posteggiare le macchine? Aci Platani risente, in maniera particolare, del
disorganico sviluppo edilizio della nostra città. Troppo spesso si è pensato
di costruire palazzi riempiendo ogni spazio a disposizione senza tenere
conto del fatto che la crescita organica di una città a misura d’uomo ha bisogno anche di luoghi d’incontro, piazze, parchi e giardini pubblici. Resta,
quindi, il problema delle aree adibite a posteggio. E’ bene convincersi (qualora ce ne fosse bisogno) che facendo posteggiare una decina di macchine
nella piazza non si risolve l’annoso problema. Da più parti si chiede che
nello spazio antistante la chiesa, come anche in tutta la zona adiacente l’ingresso del Circolo Lavoratori Cattolici sia impedita la sosta, ridando così
maggiore dignità a questo unico e vitale luogo d’incontro della frazione
acese. Sarebbe bello, inoltre, se si potesse abbellire il suddetto spazio con
piante ornamentali cosi da renderlo gradevole ed armonioso. Chiediamo a
quanti sono competenti in materia, all’Assessore alla Polizia Urbana del
nostro Comune Nino Sorace, sempre molto attento ai problemi di Aci
Platani, al delegato Sindaco Sebastiano Di Mauro, al Consigliere Comunale
Roberto Barbagallo, di farsi carico di questa istanza, affinchè la piazza
venga al più presto liberata dalla sosta selvaggia così da renderla vivibile,
dando a quanti vogliono intrattenersi la possibilità di farlo comodamente e
nel contempo ai tanti fedeli, che ogni giorno si recano in chiesa, di attraversare con più serenità. Vogliamo, infine, rivolgere un sentito invito a quanti purtroppo hanno la cattiva abitudine di recarsi in piazza in macchina:
posteggiate l’auto nelle traverse vicine e raggiungete il bar e gli altri esercizi commerciali a piedi, contribuendo così non solo allo smaltimento del traffico, ma anche ad evitare il tanto praticato parcheggio selvaggio.
Giovanni Centamore
AQUILIA E PALLAVOLO ACIREALE FESTEGGIANO INSIEME LA PROMOZIONE IN SERIE C Tempo di festeggiamenti, e di
vacanze, per le
formazioni acesi
(maschile e femminile) dirette dal
prof. Saro Raneri.
Dopo la doppia
promozione
in
serie C, i ragazzi
dell'AQUILIA guidati
da
Alessandro
Giuffrida e le
ragazze
della
PALLAVOLO ACIREALE guidate
dal duo Liliana Pizzo e Salvo Gorgone, nei giorni scorsi si sono riuniti per
brindare insieme ai rispettivi campionati vinti. Per i granata un motivo in più
per festeggiare: la conquista della Coppa Trinacria. Insieme alle due formazioni e ai rispettivi staff tecnici, anche i vertici societari ed una nutrita rappresentanza
degli sponsor
che hanno
scommesso,
a ragione, di
abbinare il
nome della
loro attività
ad una stagione trionfale e ricca di
successi. “E'
stato davvero
un
anno
d'oro -ha commentato Saro Raneri-. Ci eravamo prefissati traguardi importanti ma il bilancio finale è andato oltre ogni più rosea aspettativa; ciò dimostra che la programmazione compiuta insieme ai tecnici ha prodotto frutti
importanti. Desidero ringraziare atleti, tecnici e dirigenti, per il grande lavoro svolto e per la speciale stagione disputata. Adesso ci metteremo subito al
lavoro per preparare i campionati di serie C, che si annunciano particolarmente impegnativi”. E a proposito di futuro, arriva subito una prima importante notizia: quella relativa a coach Giuffrida, riconfermato alla guida
dell'Aquilia Acireale anche per la prossima stagione.
Un goal per Marco Salvo
ph Fabio Consoli
6
AKIS
Sabato 16 Luglio 2011
Correva l’anno 211 a.C.
I cittadini di Siracusa avevano vissuto molte avversità: tra di loro c’era chi
voleva la democrazia e chi prediligeva la tirannide. Tra i primi c’erano due
personaggi:Ippocrate ed Epicide, siracusani, ma nati a Cartagine, nettamente ostili ai Romani; si erano fatti eleggere “pretori”, carica con cui divennero
arbitri di Siracusa. I romani che c’erano già in Sicilia, chiamati dai mamertini, in loro soccorso dall’aggressione dei siracusani e dei cartaginesi, mal
sopportavano la decisione dei siracusani di essere contro Roma, mentre,
prima, erano stati alleati sotto il governo di Dionisio. La guerra dei romani
contro Siracusa è stata inevitabile. A questo punto entra in gioco un grande
siciliano: Archimede, a difesa della Patria, con le sue armi capaci di arrecare moltissimi danni e immenso spavento ai romani. Erano armi esiziali. Le
navi dei romani vennero “sconquassate”, sollevate e affondate, i soldati ed i
marinai vinti e capovolti in mare, una tempesta di sassi, saette ed altre piccole armi caddero contro il nemico. I romani rimasero sbigottiti da tanto fragori e decisero di sospendere l’assedio, continuando a rimanere attorno alla
città, allo scopo di prenderla per fame.
Correva l’anno 212 a.C.
La città assediata dava segni di volere
resistere, allorquando il console
Marcello si accorse che un muro nel
porto di Tragile (quartiere di Siracusa)
era molto basso, e saputo che la Sicilia,
in quel tempo, celebrava la festa di
Diana, con mille soldati scelti, uccise le
sentinelle, ed entrò in città dove nulla
potevano fare i cittadini che per l’occasione si ubriacavano e si davano alla
crapula. La città cadde definitivamente sotto il dominio di Roma e vi rimase
tutto il tempo in cui i romani hanno dominato la Sicilia. I conquistatori misero a morte molti cittadini tra cui Archimede che non hanno voluto perdonare
in nome della scienza: correva l’anno 212 a.C. Archimede era un grande
matematico che non disdegnava le applicazioni pratiche della matematica.
La data di nascita è incerta, si fa risalire al 287 a.C e morendo ci lasciò, fra
l’altro, la famosa proposizione “un corpo solido immerso in un fluido riceve
una spinta verso l’alto uguale al peso del fluido spostato”. Con la morte di
Archimede morirono pure la libertà e la democrazia di Siracusa e della
Sicilia.
Camillo Barbagallo
Le Salinelle: i geyser dell’Etna
Le salinelle sono fenomeni
di vulcanismo secondario Continente Sicilia
che si manifestano con
emissioni di gas e piccoli
getti di fanghiglia che ricordano i geyser. In Sicilia esistono tre siti nel territorio
adiacente alla collina di
Paternò dove possiamo
ammirare questo affascinante evento della natura.
La collina, che domina con
il suo castello normanno
l’omonima cittadina, è in
di Giovanni Musumeci
realtà un antichissimo vulcano pre-etneo il cui bacino
magmatico in lento raffreddamento origina questo fenomeno. I gas caldi che
si liberano, risalendo attraverso le faglie, incontrano i vari strati formati da
argilla,rocce gessose solfifere,sabbie ed acqua di falda di cui è ricca la zona.
I gas sciogliendosi nella falda acquifera solubilizza i vari strati trascinando
nella sua risalita i sali ed il limo argilloso. In superficie si formano dei crateri di fango in “ebollizione” per l’emissione di gas, attorno ad essi la vegetazione stenta a crescere a causa dell’alto tasso salino. Questo effetto collaterale ha dato origine al toponimo di Salinelle. Le più famose sono quelle dei
Cappuccini,adiacenti allo stadio di calcio di Paternò, che sono delimitati da
un’ampia recinzione. Questo sito naturalistico risente negativamente del
contesto urbano, in passato
qualcuno lo ha
usato
come
discarica abusiva,
mentre
andrebbe
opportunamente valorizzato. Il
secondo sito, le
“salinelle
di
fiume”, si trova
a Passo D’Ispi
nei pressi del
fiume Simeto.
Andremo alla
scoperta delle
“salinelle di S.
Biagio” che raggiungeremo percorrendo tutta la via Balatelle che inizia nei
pressi del mercato di piazza Carlo Alberto di Paternò. Dopo aver superato il
cartello stradale “Paternò” continuiamo per la S.P. 135, percorsi circa 800
metri deviamo a destra in leggera discesa per uno sterrato che inizia ad
angolo acuto. Posteggiata l’auto proseguiamo a piedi lungo lo sterrato per
circa 1 Km immerso fra gli agrumeti. Superate delle case notiamo sulla sinistra un poggio privo di vegetazione: le Salinelle di S. Biagio. Diversi rivoli di
fanghiglia grigio verde, riunendosi alimentano un ruscello di fango finissimo
che dopo un centinaio di metri si perde nel vallone. Risalendo il declivio per
osservare da vicino il vulcanetto procediamo con cautela per evitare di scivolare o impantanarsi nella fanghiglia. Lo spettacolo che ci appare in tutta la
sua arcana bellezza merita questa piccola fatica. Anticamente questa finissima fanghiglia veniva utilizzata dai contadini per curare i traumi articolari
degli armenti, in particolare le slogature dei cavalli..
Gianni Musumeci
Gli “AMARCORD” di Pino Corazzato
L’Acireale nel cuore: viaggio tra i personaggi
che hanno fatto la storia del calcio granata.
METTEO SIMEON, ATLETA SIMBOLO DEGLI ANNI SESSANTA
In un periodo in cui il calcio acese vive tra mille incertezze, fa sicuramente
piacere tornare indietro nel tempo alla ricerca di quei personaggi che hanno
lasciato una forte impronta nella storia dell’Acireale calcio. Matteo Simeon è
stato sicuramente uno degli atleti simbolo del calcio acese, una di quelle
bandiere che ormai sono corso di estinzione. Per parlarne bisogna andare
negli anni sessanta, quasi mezzo secolo fa , stagione 63/64 ,quando l’ex
portiere granata Trinelli , che militava assieme a lui nel Siracusa,lo suggerì
alla società acese. Friulano, classe 1937, Simeon, prima di approdare
all’Acireale, era stato a Menfi , Barletta e a Siracusa, facendo il titolare in D
e C. Interno, laterale, o centromediano faceva sempre la sua bella figura,
ma fu Vaccari, che allora allenava la compagine acese, ad avere la grande
idea di trasformarlo a libero . E fu una idea clamorosa ed indovinata perché
Simeon, messo alle spalle di tutti , anche per il sopraggiungere di una maturità atletica, subì una positiva metamorfosi tecnica e stilistica a tal punto che
ogni tanto si concedeva delle pericolose libertà: in questi casi il pubblico, che
verso il capitano aveva ammirazione ed affetto sinceri, andava in bestia, ma
solo per poco, fino a quando un tunnel o un colpo di tacco o una diavoleria
che mandava in tilt l’avversario lo faceva andare in delirio. Abbiamo rivisto il
buon Matteo poche settimane fa proprio ad Acireale assieme alla sua famiglia, moglie e due figli, in un incontro tra vecchie glorie e sportivi acesi organizzato da Nino Pennisi. Al termine della serata abbiano scambiato quattro
chiacchiere con l’ex capitano granata , raro esempio di coerenza a professionalità: L’emozione è stata straordinaria, esordisce Simeon, nel vero senso
della parola: tant’è che è stato difficile gestirla nel momento in cui mi sono
ritrovato circondato da affetti e ricordi ritrovati dopo tanto, forse troppo
tempo.
- Mi sembra, appunto, che sia da molto che manchi dalla nostra città o
sei tornato altre volte?
In effetti sì, manco da molto tempo da Acireale; In verità ci sono tornato dai
memorabili anni, poche e sempre per pochissimi giorni e in genere limitatamente ad eventi familiari che quindi non mi concedevano tempo per cercare
vecchi amici e trovarmi con loro.
- Che ricordo conservi dei trascorsi ad Acireale?
Ricordi bellissimi di grande affetto, stima e rispetto da parte di tutti gli Acesi:
ad Acireale mi sentivo a “casa”, seppure fossi a 1500 Km di distanza dalla
mia terra (Il Friuli n.d.r.).
- Parlaci un po’ di ciò che ti è rimasto più impresso nella memoria.
Di tutti conservo dei ricordi bellissimi, eravamo come fratelli nella squadra.
Avevo per la squadra lo stesso attaccamento che si ha in una famiglia, lo
stesso senso di responsabilità che mi ha portato a non mancare mai ad alcuna partita per motivi che dipendessero dalla mia volontà. Mancare a una partita era per me tradire la squadra. Ricordo che in occasione di un incontro,
avevo grosse difficoltà a camminare per via di uno strappo inguinale. Ero
molto restio, da sempre, a farmi trattare e accelerare i recuperi con modi
poco naturali. Mi rivolsi allora ad una anziana signora dell’entroterra acese,
che mi disse di applicare alla parte infortunata una foglia di fico d’india aperta a metà, dopo averla scaldata sul fuoco. Ero molto perplesso, peraltro non
conoscendo per nulla queste pratiche e nemmeno la pianta. Ma così feci e
riuscii a giocare ancora una volta!, come voleva il grande Marsico, che ci
urlava, ormai senza più voce, a fine partita “Se avete sangue nelle vene,
resistete! Morite in campo, ma resistete!”.
- Com’è cambiato il calcio cosiddetto minore (a livello cioè di terza e
quarta serie) dai tempi in cui tu giocavi?
Purtroppo prendo atto che è cambiato in peggio, specialmente a discapito
della “educazione sportiva” in cui ho sempre creduto e con la quale sono cresciuto individualmente e professionalmente. Oggi non c’è più la passione
che guida le società, ma altri interessi che sono molto, troppo lontani dallo
sport e che lo stanno rovinando.
Il cortile di Palazzo Cantarella ha ospitato una festa per salutare due dipendenti comunali andati in pensione. Si tratta di
Milla Chiarenza,
Ufficiale di Stato Civile che ha maturato ad Aci S. Antonio 33 anni di servizio
e
Francesco Luppino, prima Vigile Urbano e quindi respon-
sabile dell’Ufficio Commercio, per un’attività totale di ben 37 anni. Alla cerimonia hanno partecipato tutti i dipendenti comunali dell’Ente (anche quelli
già andati in pensione), oltre a vecchi e nuovi amministratori comunali.
Visibilmente commossi i due neo pensionati hanno voluto ringraziare gli
ormai ex colleghi ricordando il cammino personale compiuto nel corso dei
lunghi anni di attività lavorativa svolta. E’
toccato quindi al sindaco, dott. Pippo
Cutuli, e al presidente del Consiglio
Comunale, dott. Nuccio Raneri, ringraziare a nome di tutto l’Ente, Chiarenza e
Luppino per il lavoro svolto negli anni
con “grande impegno, dedizione e professionalità”. La consegna di alcuni doni
e delle pergamene ricordo ha preceduto
un momento conviviale con i neo pensionati che hanno voluto offrire ai presenti un rinfresco, a base di un’insolita
quanto originale crispellata oltre che degli immancabili torta e spumante.
Nel cortile di Palazzo Cantarella si è conclusa “Sequenze Siciliane”,
rassegna cinematografica. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Aci
S. Antonio in collaborazione con la Regione Siciliana, la Provincia Regionale
di Catania e la Pro Loco. Sono intervenuti il sindaco, dott. Pippo Cutuli; i registi Guglielmo Ferro e Pasquale Scimeca; l’attrice Lucia Sardo; il poeta
Angelo Scandurra. Il programma della manifestazione ha previsto la proiezione di sei importanti pellicole: “I Viceré” di Roberto Faenza, “Rosso
Malpelo” di Pasquale Scimeca, “Angela” di Roberta Torre, “L’uomo di vetro”
di Stefano Incerti, “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore. Nel corso delle proiezioni molti ospiti attori e registi si sono alternati a discutere con il folto pubblico intervenuto.
- Sii sincero, senti un po’ di nostalgia del passato tornando ad
Acireale?
La nostalgia per Acireale e tutti i miei trascorsi ad Acireale con amici, colleghi e il calore della popolazione, certo la sento: sono emozioni che non
saranno mai cancellate e che torneranno a scaldarmi il cuore ogni volta che
tornerò ad Acireale. Ma stiamo parlando di altri tempi, altri modi di intendere
il calcio come “sport” prima di tutto.
Il matrimonio tra Matteo Simeon e l’Acireale durò sette anni (dal 63/64 al
69/70) con 225 presenze e 3 gol in maglia granata.
Una stagione davvero esaltante quella della promozione in C del 68/69 con
successiva salvezza l’anno successivo dopodiché, inaspettatamente e con
grande sorpresa, si interruppe il rapporto con l’Acireale calcio.
-Matteo, cosa è successo?
Si è interrotto sicuramente non per mia volontà, e soprattutto con modalità
poco trasparenti e tali da non farmi mai capire realmente quale fosse il disegno della società allora. Era settembre del 1970 e io non avevo ancora ricevuto alcuna convocazione. Il 10 settembre ricevetti una raccomandata con
un’offerta di contratto per la stagione già avviata (70-71) nella quale mi proponevano un trattamento economico 6 volte inferiore a quello che mi era
stato applicato fino alla stagione precedente, con la minaccia di deferimento alla Federazione qualora non
mi fossi presentato per l’accettazione
entro il 16 settembre, offrendomi la
“possibilità” di riscatto del cartellino
per la somma non indifferente di un
milione di Lire. Era evidente la pretestuosità dell’offerta, un invito burocratico a non presentarmi. E così fu, non
mi potevo presentare a quelle inique
condizioni. Ricevetti una raccomandata il giorno 17 settembre, che mi deferiva alla FIFA. Mai nessuno mi parlò direttamente o mi spiegò che cosa stesse succedendo. A prescindere dal merito, per cui potremmo discutere a
lungo dal punto di vista calcistico quanto fosse strategica e lungimirante la
scelta di non riconvocarmi, il modo con cui sono stato trattato alla fine è stata
l’unica grande amarezza che mi ha lasciato l’Acireale calcio.
-Dove vivi attualmente e che attività hai svolto dopo esser andato via
da Acireale?
Vivo a Visco, mio paese natale, in provincia di Udine, dove tornai dopo avere
lasciato Acireale. Trovai impiego in un’azienda metalmeccanica e continuai
ad alimentare la passione per il calcio allenando il settore giovanile, nel tentativo di valorizzare i giovani e cercando di trasmettere loro quei valori che
mi avevano cresciuto ed accompagnato dal Cervignano fino ad Acireale, cercando soprattutto di coltivare la cultura dell’investimento nel settore giovanile quale vivaio indispensabile per un calcio vincente e soprattutto pulito e
genuino.
-Ti riprometti di ritornare e in tempi sicuramente più ristretti ad
Acireale?
Sicuramente sì. Grazie a mia figlia, che si è interessata per cercare i contatti giusti per ritrovare il “mio vecchio Acireale”, aiutata in questo dal prezioso
e generoso Nino Pennisi, che ringrazio sentitamente a nome di tutta la famiglia, si è creata l’occasione di rivedere molti vecchi amici lo scorso 4 giugno.
Se ci saranno altre occasioni per estendere la “rimpatriata”, sarò più che felice di tornare ad Acireale.
E noi saremo sempre pronti ad accoglierti a braccia aperte, così come merita un campione con la C maiuscola.
Pino Corazzato
Una cittadina chiede giustizia
Finalmente opera a Catania una delegazione provinciale di PrimoConsumo
con l’intento di sostenere il cittadino in problematiche sulle inefficienze o
abusi della Pubblica Amministrazione come multe illegittime, comportamento vessatorio delle banche, conseguenze sul malato della malasanità e
altro. Quello della malasanità costituisce un problema sociale molto sentito specie per le fasce più deboli della popolazione e spesso non è facile
ottenere un giusto risarcimento. Nessuna associazione, per il momento,
tutela il cittadino dalla “malagiustizia” in un Paese dove la sfiducia nella giustizia è diffusa, sofferta, frustrante. L’impegno dei Radicali con il risultato
referendario sulla giustizia giusta e la responsabilità civile dei magistrati
venne vanificato dalla anticostituzionale “legge Vassalli” avallata dal
Presidente Cossiga. Ed è merito dei Radicali non avere fatto morire in carcere “da camorrista” Enzo Tortora. Per l’emergenza giustizia si aspetta
soprattutto una riforma dove non prevalga l’aspetto dogmatico e assolutista
di una casta che non ammette l’errore umano sempre doverosamente corregibile, e che porti ad una democratizzazione del potere della giustizia il
cui compito è quello di assolvere un servizio sociale. Anche per costi e lungaggini degli iter processuali, specie per i più deboli, rimane utopica l’asserzione de “la legge è uguale per tutti” che campeggia nelle aule dei tribunali. Sul fenomeno della “malagiustizia” in Italia che stravolge l’esistenza
di chi ne rimane vittima, esiste un lungo elenco di libri. Tra i volumi più
recenti ricordo quello della giornalista Ilaria Cavo e quello di Luciano
Livadotti dal titolo “Magistrati, l’ultra casta”. Ma l’opera fondamentale sul
caso tutto italiano della giustizia ingiusta rimane quella di Sergio Zavoli (edizioni ERI 1997). Un’opera che nelle intenzioni dell’autore aveva la finalità
di smuovere l’indifferenza delle masse ed utilizzare, seguendo l’invito di M.
Luther King, l’arma pacifica dell’indignazione perché nella giustizia si misura il grado di libertà, di civiltà, di democrazia di una nazione. Come libera
cittadina sono indignatissima e profondamente amareggiata per un palese
e ignobile raggiro che attraverso la malagiustizia riconosce ad un ingegnere, ammanigliato con la politica e portatore di voti, una abnorme parcella di
600 milioni più IVA (nel 1993) per un megaprogetto improponibile e inapprovabile come confermato dalla relazione del CTU. Quindi il caso doveva
essere di facile e immediata soluzione. Avevo inviato una petizione al Capo
dello Stato dove spiegavo tutti i passaggi dell’allucinante e torbida vicenda
giudiziaria che proprio per l’entità della indebita parcella ha posto sotto
sequestro tutti i beni compresa la casa d’abitazione che presto verrà messa
all’asta. Condizione terribile, equivalente a una condanna a morte, per una
anziana che pur avendo collaborato con giornali e riviste dal 1971, non ha
una pensione, nessun reddito e per questo ha avanzato la richiesta della
pensione sociale. In un precedente esposto al Procuratore della
Repubblica D’Agata, esponendo una particolare situazione ambientale di
mafia, politica e affarismo, avevo denunciato un delitto coperto dall’omertà.
Anche questa povere vittima aspetta giustizia. Mi chiedo se bisogna ancora credere nel principio etico della giustizia. Prima che Giorgio Napolitano
parta per una meritata vacanza nelle splendide isole Eolie, gli farò giungere, quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il dono di
un paladino di latta. Nel teatro siciliano dei “pupi” si offriva al popolo analfabeta, piegato da miseria e soprusi il consolante trionfo della giustizia sulle
sconnesse tavole del palcoscenico.
Per info: www.primoconsumo.it - oppure [email protected]
Erika Abramo
AKIS
7
Sabato 16 Luglio 2011
La Basilica dei SS.Apostoli Pietro e Paolo di Acireale ha accolto il matrimonio di Carmelo Sardella e Veronica Russo che si sono sposati il 16 giugno scorso. Le nozze sono state celebrate da don Vittorio Pappalardo e
don Francesco Panebianco mentre i testimoni sono stati Antonio Grassi,
Amare significa accogliere “un altro”
con il suo modo di essere,
la sua diversità, i suoi difetti,
non la copia di qualche nostro stupido sogno.
Il marito perfetto è quello
che non vuole una moglie perfetta.
Domenico
Sudano,
Roberto De Donato e
Eleonora Russo. Molto
partecipato il rito nuziale
che si è avvalso anche
delle letture di Agata Barbagallo e di Salvatore Licciardello, mentre le musiche in chiesa sono state eseguita da Caterina Coco (al violino) e Carmelo
Falcotti (all’organo).Gli sposi, nostri carissimi amici, ai quali formuliamo una
lunga e serena vita insieme, hanno poi salutato i parenti e gli intervenuti
presso il “Parco Dafne” di S.Maria Ammalati.
In una atmosfera di gioia
e profonda commozione
sono state celebrate le
Nozze d’Oro di Nino
Grasso
Atlante
e
Mariuccia Mineo. La
suggestiva Chiesa di
Santa Maria del Suffragio,
impreziosita dalle pitture
di Pietro Paolo Vasta, ha
fatto da sfondo al rito religioso celebrato da don
Salvatore Alberti, coadiuvato, nell’occasione, da don Giovanni Cavallaro. Accabto a loro i figli
Vincenzo e Tiana, la nuora Isabella, il genero Giuseppe ed i nipoti Paola,
Antonio, Francesco, Alessia e Claudia.Ai due splendidi protagonisti di una
storia d’amore che dura da sempre, da parte di Turi Consoli, della redazione di Akis e del Cine Foto Club “Galatea” giungano gli auguri più affettuosi
per una ancora lunga e felice vita insieme.
Ha ricevuto il Sacramento della
Prima
Comunione
Mattia
Pulvirenti nel Santuario di Maria
SS. di Loreto. Ai genitori Roberto
Pulvirenti e Giovanna Consoli ed al
piccolo Mattia i più sentiti auguri da
parte della redazione di Akis.
Torneo Rapid “Angelo D’Arrigo”
Si è svolto il 2° Rapid “Angelo D’Arrigo”, organizzato dalla Società Galatea
Scacchi ed inserito nel calendario delle manifestazioni del Comitato
Scacchistico Siciliano, facente parte del circuito “Rapid Play Sicilia” come
quinta tappa. Il torneo “D’Arrigo” è stato anche inserito nel calendario delle
manifestazioni sportive cittadine predisposto dall’Assessorato allo Sport retto
dall’avv. Alessandro Patanè. Ben 46 giocatori, provenienti anche dalle province di Messina, Enna e Siracusa, hanno dato vita alla competizione scacchistica, finora quella in Sicilia con il maggior numero di partecipanti, giocata dentro la sede del 52° Club Frecce Tricolori, gentilmente messa a disposizione dal Presidente Nino Zangrì. La direzione arbitrale è stata del prof.
Dante Finocchiaro di Giarre. Il trofeo è stato vinto dal Maestro Alessandro
Santagati di Catania, che bissa il successo dello scorso anno. Secondo
assoluto si è classificato Alexiei Bottino di Catania (Candidato Maestro),
terzo Fabio Battaglia di Catania (Prima Nazionale), quarto il giovane acese
Gaetano Grasso (Candidato Maestro) e quinto Maurizio Tomaselli di Catania
(Candidato Maestro). La Coppa al primo classificato nella categoria 2^
(seconda) Nazionale è stata vinta da Marco Marzaduri di Catania, quella per
il
primo
classificato
3^
Nazionale è andata a Marco
Signorelli di Catania. Il giovane
Pietro Pisacane di Giarre si è
aggiudicato per il secondo
anno consecutivo la coppa per
il miglior Under 16, Carmelo
Blandini di Siracusa ha vinto
quella per il miglior Over 60,
mentre Erika Licciardello di
Giarre ha conquistato la coppa
per la migliore giocatrice femminile. Il miglior classificato della Galatea Scacchi è stato Giovanni Sposito
(Seconda Nazionale), 12° assoluto, che ha ottenuto un più che lusinghiero
risultato. Alla premiazione è intervenuto l’allora assessore allo Sport della
Città di Acireale, avv. Patanè, che ha portato i saluti del Sindaco, Avv. Nino
Garozzo, e si è complimentato con gli organizzatori per l’ottima riuscita della
manifestazione alla quale è stato concesso il patrocinio del Comune. Il torneo è stato intitolato ad Angelo D’Arrigo di cui quest'anno ricorre il quarantennale dalla morte (Castiglione di Sicilia 11.08.1905 – Acireale 11.06.1971),
giocatore di ottimo livello, che insegnò il gioco degli scacchi a numerosi
ragazzi acesi. D’Arrigo, che si esibiva anche alla cieca contro due o tre giocatori per volta, durante l’occupazione britannica giocò con posta in danaro
con ufficiali inglesi, riuscendo a batterli quasi sempre. Frequentò dapprima il
RACI (Real Automobili Club Italiano), poi il Circolo Universitario, dove il gioco
degli scacchi si è sempre praticato. Fu anche Direttore Tecnico della sezione autonoma scacchistica del circolo “La Grande Aci”. Ad Angelo D’Arrigo
venne intitolata nel 1998 la neonata Associazione Scacchistica, che nel 2002
cambiò denominazione nell’attuale Galatea Scacchi.
Rodolfo Puglisi
La consegna dei Premi alla Sezione Arbitri
Il 24 giugno si è tenuta la consueta cerimonia di consegna dei premi di fine
anno alla Sezione di Acireale. Una ricca serata condotta egregiamente da
Enrico Pappalardo ed organizzata nei minimi dettagli dal Presidente Olindo
Ausino e dai suoi Vice, Giovanni Greco e Francesco Antonio Grasso.
Cinque sono i premi istituiti già durante la guida sezionale di Rosario
D’Anna, attuale Presidente regionale, dei quali ben due hanno raggiunto
quest’anno la decima edizione: il premio “Alfio Messina” per il miglior Arbitro
OTS e quello “Angelo Pulvirenti” per il miglior Osservatore Arbitrale. Ad
aggiudicarseli sono stati rispettivamente il giovane Marco Mirabella ed
Alessandro Greco. Gli altri premi sono il “Memorial Stelle” consegnato al
Presidente CRA D’Anna, il
“Sezione A.I.A Acireale” andato a Christian Citraro ed il
“Fedeltà” destinato agli associati benemeriti con maggior
numero di anni di tessera che
è
stato
assegnato
al
Presidente Ausino. Altri importanti
riconoscimenti
per
Carmelo Giammillaro, Orazio
Fichera e Mario Romeo per il
traguardo raggiunto dei 25
anni di tessera, e ad altri associati
per
il
passaggio
all’Organo Tecnico superiore: all’osservatore Massimo Spoto alla CAN PRO,
all’arbitro Giovanni Messina ed all’assistente Giuseppe Miuccio alla CAN D,
agli arbitri Alfio La Vaccara e Giuseppe Lizzio alla CAI ed a Vincenzo
Brischetto alla CAN 5. Hanno altresì ricevuto un premio per il debutto nella
categoria superiore avvenuto durante l’anno i direttori di gara Salvatore
Panebianco (Serie A2 C5), Francesco Guarrera ed Adriano Grasso
(Eccellenza), Rosario Antonio Grasso, Salvatore Maccarrone e Salvatore
Monaco (Promozione), Riccardo Leotta, Massimiliano Mola, Salvatore
Musumeci ed Alfio Selmi (Prima Categoria), Salvatore Battiato, Pierluigi
Polignano, Marco Puglisi, Michele Tomarchio, Rinaldo Saab e Michael
Carpinato (Seconda Categoria), Steve Rosario Greco ed Angelo Puglisi
(Calcio a 5 regionale) e gli assistenti Luigi Barbagallo, Alfio Conti e Salvatore
Mobilia (Eccellenza). Altri riconoscimenti il Presidente Ausino li ha poi voluto assegnare a quanti lo hanno fattivamente collaborato, iniziando dai due
vice, Greco e Grasso. E poi Carmelo Caruso, Giuseppe Finocchiaro,
Carmelo Bruno, Salvatore Spina, Tarcisio Maugeri, Mario Mascimino,
Mariano Previtera, Enrico Pappalardo, Giuseppe Bella, Paolo La Vaccara,
Camillo Tropea e Domenico D’Arrigo.
Alla serata sono intervenuti i Delegati della FIGC di Catania ed Enna,
Carmelo Pergolizzi e l’associato acese Salvatore Marano, i Presidenti delle
Sezioni di Agrigento, Catania, Enna, Marsala e Siracusa, Armando
Salvaggio, Cirino Longo, Biagio Girlando e Giuseppe Abbate, il componente CRA Salvatore Contino e l’arbitro CAN PRO Michele Gallo di Barcellona
Pozzo di Gotto. La cena di gala al suggestivo parco di Palazzo Romeo ha
concluso in bellezza la manifestazione.
Nella foto: il Presidente reg. D’Anna premia il Presidente Ausino.
Rodolfo Puglisi
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Scipione Porzio, filosofo e scacchista In occasione del “Diamante Peperoncino Festival” che
si terrà a Diamante (Cosenza) il 10 e 11 settembre si
comunica che sono aperte le iscrizioni per partecipare
alla
gita:
rivolgersi
a
Giovanni
Marino
([email protected]) : 3498407204
Nell’Istituto “Fanciulli” (prof.ssa Concetta Scalia) e nella S.M.S. “Galileo
Galilei” (prof. Franco Romeo) si sono svolti gli esami per il passaggio di
cintura del corso di Karate svolto dall’istruttore federale Maria
Mangano, davanti al M° Pippo Fichera. (ph Fabio Consoli)
AK IS
Restaurata la statua di Santa Margherita
Pozzillo – E’ tornata più bella di prima nella sua
Pozzillo la statua di Santa Margherita, Patrona del
paese rivierasco. Una gran folla è accorsa sulle banchine del porticciolo del paese per accogliere la sua
Santa, giunta a bordo di un peschereccio. Il simulacro
è stato oggetto di un restauro, offerto dal Club Sportivo
Culturale Pozzillese presieduto da Rito Greco di concerto con il parroco don Giuseppe Cicala, magistralmente eseguito dal restauratore (ma anche musicista
e grande cartapestaio) Antonio Papa di Surano in provincia di Lecce. La statua, eseguita nel 1785 dal grande artista acese Ignazio Castorina, subì circa mezzo
secolo fa un tentativo di restauro che ne stravolse
anche i tratti somatici. Papa ha adesso eseguito una
grande azione di recupero di un’opera d’arte cara a
numerose generazioni di pozzillesi. Anche i colori degli abiti tornano quelli
originali: il bianco della veste, simbolo della verginità, ed il rosso del mantello che richiama il martirio. A questi due si unisce la doratura dell’interno
del mantello che fa riferimento alla divinizzazione perché la fanciulla nata ad
Antiochia di Pisidia (Siria) nella seconda metà del III secolo viene associata a Gesù. Don Giuseppe Cicala, giovane e dinamico parroco della frazione rivierasca, ha espresso tutta la propria contentezza per un restauro
necessario e voluto dall’intera comunità e perfettamente riuscito. Peraltro
sia don Cicala che i parrocchiani hanno avuto già modo di apprezzare l’opera del maestro Antonio Papa, che realizzò pochi anni orsono una pregevole e particolare statua in cartapesta di San Pio da Pietrelcina, che è custodita in chiesa.
Rodolfo Puglisi
Nell’ambito della cultura catanese del
primo Seicento una figura di spicco fu
quella di Scipione Porco, medico e filosofo
molto celebre, che poi modificò il suo
cognome in Porzio. Nel 1561 si laureò in
Medicina e Arti presso l’università di
Catania; nell’ateneo cittadino tenne l’insegnamento di filosofia per circa sessant’anni: ancora nell’anno accademico 1618-9
risultava “promotore”. Conservò lucidissimo l’intelletto e la salute fino all’estrema
vecchiaia. La sua data di morte è ancora
incerta: prima del 1624 per il Marletta, nel
1627 per il Mongitore. Come ricorda il
Carrera ne Il Mongibello (Catania, per
Giov. Rossi, 1636) studiò con approccio
scientifico e tramite osservazione diretta i
fenomeni eruttivi dell’Etna; infatti si faceva beffe di coloro che, insensatamente, ritenevano che il fuoco del vulcano fosse quello dell’inferno. La voce
recentemente dedicata al suddetto filosofo sulla rubrica «NOMI & LUOGHI»
(in «La Sicilia», 9 maggio, p. 45) a cura di Claudia Pace, per correttezza di
informazione, merita alcune precisazioni. In primo luogo la data di nascita di
Porzio non è certa, ma costituisce allo stato attuale degli studi un problema
aperto e necessita di ulteriori ricerche di archivio. A tal riguardo importante
fonte è l’«Opus physiologum», che si apre con una lode all’autore grazie ad
una frase anagrammata in latino dedicatagli da un tal don Agatino Margarita:
«Hoc opvs sophos svscipit, propvit aliena», le cui lettere si ricompongono in
«Scipio Portivs vir philosophvs Catanaevs». L’opera preserva un ritratto del
filosofo dalla cui leggenda si apprende che nel 1618 era definito «octoginarius». Dunque ipoteticamente la sua data di nascita si può porre con molta
probabilità nel 1538 o qualche anno più indietro. In secondo luogo la passione di Scipione per il gioco degli scacchi, non è «leggenda», ma è documentata grazie a Pietro Carrera che nel suo celebre trattato del 1617 così
scrisse di lui: «Scipione Portio Siciliano della Città di Catania eccellentissimo
Filosofo, e celebre, come le opere di lui ne fan fede, riceveva in vantaggio il
Roccone dal Baron del Biscari, co’l quale usò di giocarci gran tempo; vive
hoggidì assai vecchio di età, ma giovine di salute».
Prof. Santo Daniele Spina, storico degli scacchi
AKIS: Anno VII, numero 13 del 16 Luglio 2011 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania
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AKIS
Sabato 16 Luglio 2011
L’uccellino sull’antenna
Il sottoscritto Sherpa, aspirante guida nelle impervie vette della vita, nonché portatore di carichi
familiari e utente televisivo, con la presente vuole
rendere omaggio al piccolo PETTIROSSO che,
con la puntualità di uno svizzero e con l’animo del
tenore verace, ha dato vita ad una serie di concerti
di alta musicalità, degni della London Symphony
Orchestra. La posizione scelta dal pettirosso di cui
sopra è stata sempre la stessa: l’antenna TV del
pensionato del 6° piano. Appollaiato su di essa,
con la codina ritta e il cipiglio altero, non ha badato ai rischi ai quali si esponeva. Non tanto per la
perigliosità dell’altezza, ma per la contaminazione
che poteva subire dai messaggi inaffidabili e precari che la succitata antenna andava raccogliendo in lungo e in largo nell’etere. L’inerme creaturina
non si è lasciata distrarre dalla overdose di scemenze che passavano sotto
le sue zampine, sentenziate dal solito intellettuale più preoccupato di sembrare intelligente, alla moda o impegnato a deliziare nani e ballerine, piuttosto che saggio o anche solo umano. Parimenti, ha dato poco peso a
quei conduttori televisivi sfacciatamente di parte che, suffragati da compiacenti esperti (buoni per tutte le stagioni e per tutti gli argomenti: gli acclamati tuttologi), riescono a fare stare in piedi i classici sacchi vuoti e nel contempo sono capaci di beffeggiare e rendere ridicoli (in diretta) coloro che la
pensano diversamente. Il pennuto non è neppure entrato nel merito se, nell’ultima manovra del Governo, il tentativo di fare passare una disposizione
spudoratamente “ad personam”, doveva essere una trovata per colmare il
deficit dello Stato o il colmo per una trovata da defici-enti. Non si è soffermato ad attenzionare quell’altra norma della citata manovra che, vergognosamente, ha preferito ridurre la misera rivalutazione delle pensioni anziché
i ricchi privilegi dei parlamentari. Così come non si è curato delle grida di
“secessione” del presunto popolo padano, forse perché gli è sembrata una
bella pensata della Lega
per combattere la calura
estiva. Il pettirosso,
imperterrito,
senza
avanzare diritti sindacali,
seguendo il repertorio
scritto dal buon Dio, ha
allietato il cuore del sottoscritto esibendosi in
assòli d’alto livello interpretativo e sublimi gorgheggi: il tutto senza
badare all’indice di gradimento, senza la pretesa del compenso o di
applausi gratificanti. Si è
limitato a ricamare,
rinunciando con orgoglio al play-back, quanto lo spartito Celeste richiedeva, confermando il livello assoluto dell’Autore. Altro che il bello della diretta
TV! Altro che scoop sensazionale!
Parola di Sherpa.
Farmacia Cipriani
Acireale - C.so Umberto 130
IL SOLE….IL NOSTRO MIGLIOR “NEMICO”.
Il sole è un elemento fondamentale alla vita del nostro pianeta, riscalda il
nostro corpo e stimola la produzione di melanina, è quindi un vero errore
demonizzarlo, tuttavia l’abuso sconsiderato senza regole, che se ne fa, lo
rende a volte un “nemico molto pericoloso”. L’abbronzatura da un’aria più
sana, fa sentire più in forma ed anche più seducenti, ma è pur sempre la
risposta fisiologica ad un’aggressione ambientale. Purtroppo l'esposizione
eccessiva al sole, ripetuta per anni, lascia segni indelebili anche sulla pelle
più perfetta. L’UVB è la radiazione che ci scotta e che danneggia di più l’epidermide, ma il fotoinvecchiamento è figlio soprattutto dell’UVA che, seppur
meno dotato di energia dell’UVB, è il più abbondante nella luce solare e, per
le sue caratteristiche
penetra nella pelle più in
profondità. Nei nostri tessuti l’UVA produce radicali
liberi, molecole instabili
che si legano con molecole costituenti le cellule e le
strutture cutanee, danneggiandole, spesso in
modo irreversibile. Il bersaglio delle radiazioni
solari è il DNA cellulare,
se la quantità di raggi è
superiore alla propria tolleranza si può avere l’interruzione della doppia
elica, con notevole quantità di lesioni. L'aggressione dell'energia fisica ripetuta della luce del sole si ripercuote sull'elastina e sulle fibre di collagene; la
cute inizia ad ispessirsi dalla superficie in profondità, compaiono rughe sempre più accentuate ed alterazioni di pigmentazione, fenomeno denominato
foto-aging. Il fotoinvecchiamento non è la conseguenza peggiore dell’irradiazione solare, a lungo termine i danni indotti dai raggi ultravioletti provocano anche alterazioni del genoma cellulare, che si traducono nella formazione di lesioni precancerose che possono, col passare del tempo, evolvere in tumori cutanei. Non tutte le pelli sono uguali e reagiscono in modo
diverso alle radiazioni solari, le varie tipologie sono dette "fototipi" e tengono conto del colore della pelle, dei capelli e degli occhi, e della potenziale
reazione al sole. Finché il sole, da potenziale nemico della pelle, si trasformi in un valido alleato della nostra salute, è bene tenere a mente alcuni
accorgimenti fondamentali:
1. Applicare la protezione solare prima di uscire e di esporsi al sole
2. Scegliere la giusta crema protettiva in base al proprio fototipo; l'efficacia
dei filtri solari nei confronti dei raggi UVB si valuta con il fattore di protezione (Sun Protection Factor: SPF), bassa quando è tra 6 e10; media se da 15
a 25; alta da 30 a 50; molto alta se superiore. Riapplicare dopo il bagno e
anche dopo una sudata.
Non esporsi al sole nelle ore più calde (tra le 12 e le 16);
3. Meglio mettersi cappello e maglietta se si gioca sotto il sole;
4. Bere adeguatamente, farà bene alla pelle ed aiuterà a prevenire colpi di
sole e di calore;
5. I raggi solari arrivano anche quando il tempo è nuvoloso e sotto l’ombrellone la protezione solare non deve mai mancare.
La fotoprotezione è dunque l’arma più efficace per la prevenzione e la farmacia ha un ruolo fondamentale nel contribuire a diffondere i corretti stili di
vita e abitudini virtuose.
La parola d’ordine è, dunque, prendere il sole con moderazione e stop all’esposizioni selvagge!
Dott. A. Cipriani
Dott.ssa M. Valastro
Corso Savoia, 111 c
95024 ACIREALE (CT)
Tel. 095 7649590
Tel./fax: 095 7647733
LA NOSTRA DOLCE SANTA - VIVA SANTA VENERA
Nel lontano 10 luglio del 1650, l’allora sindaco di Acireale, don Francesco
Cantarella, riunì in assemblea i magnifici giurati e le rappresentanze della
città per comunicare loro, tra l’altro in occasione dell’imminente festa di
Santa Venera, la necessità di far costruire una statua d’argento per porvi la
reliquia della gloriosa Patrona, in modo che ogni anno si potesse esporla e
portarla in processione per le vie della città. Essendo privi di contanti utili al
pagamento degli artisti, il sindaco pensò di utilizzare, una tantum, gli introiti della Fiera franca del 1651. La proposta fu accolta con enorme entusiasmo dai rappresentanti cittadini. Per la costruzione della statua, a mezzo
busto dalla cintola in su, fu dato incarico ad un maestro argentiere di
Messina, Mario D’Angelo, il quale elaborò un’opera di grande bellezza: il
busto era fatto di lamine d’argento cesellato, la testa e le mani di bronzo
dorato. Per il volto, “la facci a dipintura”, fu incaricato il pittore “Acitano”
Giacinto Platania, il quale diede alle guance della Santa, colore di giovinezza che si evince dal rosato dei pomelli, dallo sguardo dolce e pietoso, e
dalla piccola bocca che sembra sussurrare parole materne al popolo fedele, quando esce in trionfo sul suo fercolo e attraversa le vie di Aci. Ma la
dolcezza dell’espressione venne contrapposta da una spada, che Santa
Venera tiene in mano, tersa e lucente come a significare la vecchia anima
guerriera di questa gente che, nei secoli passati, coltivò i mercati, dissodò
la terra, costruì la città, bellissima ancor oggi, e seppe difenderla in ogni
tempo con armi alla mano. Per onorare la statua nuova, nel luglio del 1655,
ci fu grande festa. Il 25, alla vigilia, si portò il busto in processione. Prima
lo spostarono dalla sacrestia all’altare maggiore e qui furono cantati i vespri
solenni della Santa, dopo, uscendo dalla porta centrale prima i tamburi e gli
stendardi delle confraternite di S. Sebastiano e San Pietro, poi le maestranze, i Religiosi e il Clero, fu portato a San Rocco, ai Cappuccini, e
quindi alla Fiera. A tarda sera rientrata in chiesa dalla porta principale, la
Santa fu condotta nuovamente in sacrestia. Il giorno della festa, Santa
Venera, fu sistemata sull’altare maggiore, e per tutto il giorno vi fu un continuo susseguirsi di canti e messe. La sera, prima fu portata in processione
e dopo si benedisse il popolo e le reliquie. Il tutto contornato, soprattutto,
da un grande fede generale. E oggi? E’ ancora così viva la devozione
verso Santa Venera? Spesso sorge qualche dubbio e si vedono i fedeli e le
maestranze “distratti” da altre manifestazioni: fuochi pirotecnici, musica,
chiacchiere … Eppure, ogni anno, quando la Santa viene portata fuori dalla
Cattedrale e si affaccia sulla splendida piazza, dove lo stile architettonico è
reso più vivo e più caldo dal passare degli anni dalla patina biondastra
della pietra calcarea, tutto sembra fermo e immutato come se il tempo si
fosse fermato a quel lontano 1655 quando la gente acclamava all’uscita
con quel grido unanime che echeggiava di omaggio e d’amore: viva Santa
Venera.
Mariella Di Mauro
La antica statua di Santa Venera fu fatta costruire da P. Serafino di Aci,
Carmelitano, che la fece eseguire in Palermo, ed ottenne anche la prima
reliquia della Santa dal Vicario di Roma, Cardinale Giannetto. Queste “... il
6 giugno 1649 furono donate al municipio di Aci, con la pretesa che la festa
della Santa fosse celebrata nella chiesa del Convento del Carmine della
città...”. La statua quindi fu custodita presso il convento del Carmine anche
se i giurati della città ottennero che la festa si celebrasse nel Duomo. La
statua era riposta in una cappellina “serrata con cinque chiavi” che custodivano cinque personalità diverse: il Vicario, il Priore del convento, il
Patrizio, il Giurato più anziano e il Sindaco. Il patto fatto tra tutti si mise in
atto il giorno 25 di luglio dello stesso anno quando “si andao la mattina a
pigliare la Santa per portarla alla Matrice Chiesa e ci intervennero tutto il
Clero con li Religiosi e le Compagnie e tutte le Maestranze con gli intorci;
et anco le persone onorate e di penna”. La sera, poi, dopo i Vespri si fece
la processione per le vie del centro storico, che il Lo Bruno descrive esattamente, nella varetta del SS. Sacramento. Il giorno seguente, il 26 luglio,
solennità della Santa, la statua rimase l'intera giornata sull'altare maggiore,
da dove la sera, dopo i Vespri, fu riportata nel convento del Carmine e “...si
serrao sotto l'altare maggiore con le sopradette cinque chiavi, e così si terminao la festa et anco la fiera”. L'anno seguente però la processione non
si tenne perchè il municipio ebbe un disguido con i monaci Carmelitani, i
quali pretendevano dal municipio che venisse stilato un atto dal notaio
come garanzia della restituzione della statua a fine festa. Il municipio, di
contro, non volendo fare tale atto, si rifiutarono e quindi non fecero la processione. Nel 1651 si determinò di costruire la nuova statua di argento, per
questo fu costituita una deputazione che pensasse a gestire gli introiti della
fiera per la costruzione della stessa. Il 31 luglio 1654 fu fatto il contratto con
l'argentiere Mario D'Angelo, il quale consegno la nuova statua l'anno
seguente in modo che fosse portata in processione la prima volta il 25 luglio
1655. La vecchia statua rimase nella chiesa del Carmine; subì il terremoto
del 1693, la chiesa ha cambiato volto e forma, ma la statua restò sempre
custodita lì. Poi, passando il tempo se ne persero le tracce, anche se la
memoria di Santa Venera in quella chiesa non è mai svanita. Infatti nel settecento fu eseguito il quadro dove la nostra Santa vi è raffigurata in abiti
carmelitani, e nei giorni nostri è stata realizzata una vetrata che raffigura
Santa Venera. Con l'arrivo del nuovo parroco, don Salvatore Scalia, immediatamente mi precipitai da lui per avvisarlo che in fase di pulizie poteva
avere la fortuna di imbattersi in un antica statuetta a mezzo busto, possibilmente dimenticata in un angolo sperduto nei locali abbandonati del convento o in un sottotetto, visto che prima di allora, nonostante le mie numerose e a volte pedanti richieste mi era stato sempre risposto che quella
staua in quella chiesa non c'era più. Non mi sono mai arreso, e alla fine la
mia caparbietà è stata premiata. Mi chiamò un giorno p. Scalia, e mi fece
vedere quello che aveva trovato: non sapevo se ridere o piangere. Una statua totalmente distrutta, sfigurata, apparentemente senza forma e senza
speranze di poterla ricostruire. Ma ero felice, era lei, non avevo dubbi, finalmente quattro secoli di storia venivano nuovamente alla luce. Tra il parroco e Mons. Chiarenza fu stilato un comodato d'uso con cui si affidava la statua al museo di San Sebastiano, di cui sono il curatore, con l'impegno da
parte nostra di poterla restaurare. Ci credevo, quel pezzo informe di legno
ormai fradicio poteva tornare ad essere la statua di Santa Venera descritta
dalle cronache del sacerdote Tommaso Lo Bruno; raccolsi tutto, frammenti, pezzi piccoli e grandi, anche le briciole di colore antico e li portai via con
me. Sono passati diversi anni, adesso la statuetta, grazie alla mia testardaggine, al sostegno morale di Mons. Chiarenza e all'interessamento delle
dottoresse Agata Blanco e Carmela Cappa, è nelle sapienti mani del bravo
restauratore Angelo Trovato, che, come una fenice, ha fatto risorgere dalle
sue ceneri quello che restava dell'antica statuetta di Santa Venera in abiti
carmelitani. Il lavoro purtroppo non è ancora completo perchè il finanziamento erogato dalla soprintendenza non era sufficiente ma siamo speranzosi che presto, molto presto, la statua potrà essere riconsegnata alla città.
Fabio Grippaldi
Fonti: Cronaca del Sac. Dott. Tommaso Lo Bruno
in Per la storia di Acireale del Can. Vincenzo Raciti Romeo.
AAA, CERCASI SENSO DI CIVILTA’!!!
Quanto è durata la voglia e l’esigenza di
civiltà del cittadino acese dopo la giusta ( e
lo ribadisco: giustissima!) installazione
delle colonnine per la distribuzione dei
sacchetti per la raccolta delle deiezioni
canine? È durata quanto è bastato ai politicanti di turno a gonfiarsi il petto davanti a
televisioni e giornali locali sulla tanto
declamata pubblicizzazione di quella che
loro hanno sentito come una “loro” iniziativa. Intendiamoci: non v’è nessuna colpa
per nessuno se l’incivile di turno, dopo
forse aver mirato le colonnine con tanta curiosità, con l’ardire di vedere di
che stranezza si trattasse, non solo non ne ha fatto il giusto uso, ma l’ha
anche distrutta, ma di qui a divulgare pubblicamente i propri piagnistei per
una iniziativa che ha lasciato il tempo che ha trovato (scusando il gioco di
parole), questo mi sembra eccessivo. Direte voi perché? Ma vi pare, cari
lettori, che se ad Acireale ci fosse stata la cultura del rispetto e dell’educazione all’ambiente e alla civiltà gli utenti avrebbero avuto bisogno della
colonnina? Non mi pare. Gira che ti rigira si torna sempre lì, perché anche
questo esempio mi è sembrato come un tentativo riuscitissimo di rendere
sempre calda “l’Ars Pilorum”, ovvero il gioco di ricercarsi ad arte lo spazio
per dire: “Eccomi!!!Tutto questo è merito mio!!!!”. Oscurantismo e pessimismo cronico? No, se tanto è sempre attuale la convinzione che prima di
installare colonnine e quant’altro, l’acese avrebbe bisogno di un corso
accelerato di CIVILTA’. QUESTA TRISTE SCONOSCIUTA!
Il Grillo Parlante
RESTAURATI I DUE QUADRI DELLA CHIESA DI SAN MARTINO
Sono tornati al loro antico splendore, nella
chiesa di San Martino di Acireale, i due
quadri raffiguranti “San Martino con la
Madonna”, opera di Giovanni Lo Coco
(1667-1721), e “I Santi Nicola, Mattia e
Mauro” di Giacinto Patania (1612-1691).
Su sollecitazione della locale comunità e
grazie all’interessamento della dott.ssa
Agata Blanco, dell’ufficio diocesano per i
beni culturali, la Soprintendenza di
Catania ha provveduto al restauro delle
due tele, che si trovavano in pessimo
stato di conservazione. Al primo dei due
quadri è stata pure aggiunta una nuova
cornice, realizzata a spese dei fedeli che,
attraverso il comitato di quartiere, presieduto dal sig. Francesco Foti, hanno
manifestato la loro soddisfazione per questo importante intervento di recupero del patrimonio storico-artistico. La chiesa di San Martino è piccola, ma
ricca di storia. Nasce come chiesa privata di patronato della famiglia De
Maria. Al suo interno si trova la tomba del sacerdote fra Martino De Maria,
figlio del fondatore (il barone Marcantonio), il quale, a proprie spese, la edificò nel 1660 e, due anni dopo, vi istituì una cappellanìa (in sagrestia si conserva il suo ritratto, restaurato di recente). Nei pressi si trovava, anticamente, uno dei quattro accessi alla città di Acireale, quello detto “delle cerze di
San Martino”, con l’antica guardiola doganale, dove - come ha scritto la
prof.ssa Pinella Musmeci nel suo volume “La Città e il suo testimone”
(Acireale, 2006) - “veniva esercitato sia il controllo e la difesa del territorio,
sia la riscossione del dazio sulle merci in entrata e in uscita”. Dopo i decenni di abbandono in cui l’avevano lasciata gli ultimi privati proprietari, la chiesa è “rinata” negli anni ’80 del secolo scorso, grazie all’encomiabile contributo dei fedeli, che ne intrapresero la ristrutturazione e l’abbellimento interno. Oggi, oltre alle due antiche tele
restaurate, vi si possono ammirare un
grande crocifisso del XVIII secolo (posto
sulla parete centrale del presbiterio), la
moderna statua di San Martino (1986),
opera
dello
scultore
altoatesino
Giuseppe Flesser, autore anche della Via
Crucis, e un interessante esemplare di
sonagliera circolare in ferro, con molti
campanelli, detta in siciliano “ciancianiddaru”. Passata in proprietà alla Curia
diocesana nel 1984, venne riaperta al
culto, sotto l’episcopato di mons.
Giuseppe Malandrino, il 3 ottobre 1986,
come ci ricorda un’epigrafe apposta sulla
facciata. Rettore della chiesetta, fino alla
morte (2007), è stato don Filippo Cutuli. Da allora, la celebrazione delle sacre
funzioni e del sacramento della riconciliazione vengono assicurate quotidianamente, con generosa disponibilità ed encomiabile dedizione, da don
Salvatore Arcifa (la Santa Messa viene celebrata alle ore 8).
Guido Leonardi
La parrocchia “Maria SS.Annunziata” di Acireale
ha festeggiato con gioia il primo anniversario di ordinazione sacerdotale del vicario parrocchiale, Don
Francesco Mazzoli. Con una Santa Messa solenne di
ringraziamento la comunità dei fedeli – parrocchiani, giovani dell’azione cattolica, membri della conferenza di
S.Vincenzo de Paoli – ha manifestato la sua vicinanza a
don Francesco, ringraziando insieme il Signore per l’incommensurabile dono del sacerdozio. Nel corso della
sua omelia Don Roberto Strano, arciprete-parroco della
chiesa Cattedrale, lo ha ringraziato per il servizio che
svolge con grande dedizione ed ha sottolineato come,
per una singolare coincidenza, don Francesco ha reso
lode al Signore, ad un anno di distanza, proprio nello
stesso luogo in cui, il 10 giugno 2010 – al termine
dell’Anno Sacerdotale indetto da papa Benedetto XVI – riceveva il sacramento dell’Ordine per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria
del Vescovo di Acireale, mons. Pio Vittorio Vigo. Al termine della funzione
religiosa, don Francesco ha ricevuto personalmente gli auguri da parte di
parenti e amici, che hanno organizzato per lui un piacevole momento di convivialità, con tanto di torta celebrativa.
Guido Leonardi
Corso Savoia, 111 c
95024 ACIREALE (CT)
Tel. 095 7649590
Tel./fax: 095 7647733
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IL “VIOLINISTA” DEL CARNEVALE TORNA A CASA