De Giuli Michela
GENERALE
ATTUALITA’
Michela De Giuli
4°A ITER
IL PRINCIPIO
DI LIBERA
CONCORRENZA
LE LIMITAZIONI
DELLA
CONCORRENZA
LA
CONCORRENZA
SLEALE
AZIONI A
TUTELA DELLA
CONCORRENZA
LA DISCIPLINA
ANTIMONOPOLISTICA
Michela De Giuli
4°A ITER
Il principio della libera
concorrenza
La disciplina della concorrenza tra
imprenditori è basata in linea di massima
sulla libera concorrenza, non essendo
essa altro che una manifestazione del
principio della libertà d’iniziativa
economica.
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Si ha concorrenza sleale quando la concorrenza di un
imprenditore viola le norme di correttezza
professionale e tenta di sviare a proprio vantaggio la
clientela di altre imprese.
Atti di concorrenza sleale:
PER
CONFUSIONE
PER
DENIGRAZIONE
O PER
VANTERIA
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PER
DIFFORMITA’
DAI
PRINCIPI
La concorrenza sleale
per confusione
E’ il caso in cui un’impresa usa un marchio o
un’insegna simile a quello di un’altra impresa,
oppure con l’imitazione servile dei suoi prodotti,
cioè l’imitazione della politica di quell’impresa, ad
esempio fare gli sconti nello stesso periodo,
oppure in generale il compimento di atti che
possano creare confusione.
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La concorrenza sleale
per denigrazione
o per vanteria
E’ il caso in cui un’impresa diffonda notizie sull’attività di
un concorrente che tendono a screditarlo.
Spesso si può avere nel campo della pubblicità, e quindi
avremo:
LA PUBBLICITA’
COMPARATIVA
LA PUBBLICITA’
INGANNEVOLE
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LA PUBBLICITA’
PER
RIFERIMENTO
La pubblicità comparativa è quella che mette a confronto
il proprio prodotto con quello del concorrente,
facendo risaltare i motivi per cui bisognerebbe
preferire il proprio.
Questo tipo di pubblicità adesso è lecita.
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La pubblicità ingannevole è quella con cui un’impresa
mette in risalto il proprio prodotto attribuendogli
false caratteristiche.
Non è considerata concorrenza sleale in quanto, pur
ingannando i consumatori, non reca nessun danno ad
un’altra impresa.
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La pubblicità per riferimento è quella con cui si sfrutta
la notorietà di un prodotto per reclamizzare il
proprio, ad esempio dicendo che sono simili.
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La concorrenza sleale
per difformità dai principi
Questo tipo di concorrenza sleale si divide in tre “casi”:
 Lo storno dei dipendenti (cioè indurre i dipendenti
altrui a passare alla propria impresa)
 Lo spionaggio industriale
 Il boicottaggio (indurre il consumatore allo sciopero)
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Le azioni a tutela
della concorrenza
L’imprenditore che si ritiene danneggiato da atti di
concorrenza sleale può esercitare:
L’AZIONE
INIBITORIA
L’AZIONE
DI RIMOZIONE
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L’azione inibitoria
Volta a ottenere che il tribunale vieti al
concorrente di continuare nella sua
azione di concorrenza sleale.
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L’azione di rimozione
Tende a rimuovere gli effetti dell’atto di
concorrenza sleale.
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ARTICOLO DEL NY TIMES
GOOGLE ACCUSA
MICROSOFT
DI
CONCORRENZA
SLEALE
Michela De Giuli
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La ricerca su internet è ormai il punto
strategico del business: lo ha capito bene
Microsoft che sta spingendo al massimo il
suo Windows Live Search, anche soffiando
clienti prestigiosi a Google.
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Google intanto non sta certo alla finestra e ha
presentato al Dipartimento di Giustizia
americano e alla Commissione europea le
proprie perplessità nei confronti del nuovo
browser di Microsoft, Internet Explorer 7 (di
cui è disponibile ora il download della beta 2).
Il browser più diffuso al mondo e che essendo
distribuito con il sistema operativo rimarrà
sempre la prima scelta per moltissimi utenti,
utilizzerà come motore di ricerca predefinito
quello di Microsoft:
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l'accusa di Google è che in questo
modo Microsoft dirotterà, con una
pratica sleale e non rispettosa della
concorrenza, un'enorme mole di
utenti verso il proprio servizio.
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Microsoft dal canto suo risponde che gli utenti
possono facilmente scegliere il motore di
ricerca che più preferiscono.
Vorrei aggiungere che da parte di Microsoft,
nè da Yahoo! nessuno aveva mai criticato il
fatto che Firefox e Opera (browser) avessero
Google come motore di ricerca predefinito.
Michela De Giuli
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Michela De Giuli
4°A ITER
“la concorrenza sleale”
Prodotto da
De Giuli Michela
Classe 4° A ITER
Anno scolastico 2006/07
Michela De Giuli
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Una presentazione sulla tutela della concorrenza