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Anno XXXIIi, num. 11. (Conto corrente colla Posta)
PUBBLICAZIONE:
Nei giorno di GIOVEDI d' ogni settima.na.
Un
numero. centesimi 10.
DIREZIONE:
Nella Tipografia Vannucchi, via del Monte. 12, Pisa.
AV VERTENZE:
L'Amministrazione. F.11i Vannucchi. risponde dei
soli incassi di cui ha emesso ricevuta.
l manoscritti non si restituiscono.
Le lettere non lidi-nocete si reapin£otio.
IN ITALIA E ALL' ESTERO
— Furono nominati aiutanti di
campo onorari di S. M. il colonnello
di Maio, addetto militare a Pietroburgo,
il colonnello Prudente addetto militare
a Berlino e il tenente colonnello Trombi, addetto militare a Costantinopoli.
— 11 ministro Gianturco — esaminata bene la questione della tessera
col ritratto, provvedimento da lungo
tempo invocato dalla studentesca, ed
avendo constatato essere un semplice
e regolare contrassegno indipendente
affatto dal libretto d' iscrizione — fa
sapere ch' egli non trova ostacolo ad
accordarla, qualora gli studenti si mettano d' accordo coi rettori delle università.
— Telegrafano da Suda che domenica tutti gli ammiragli delle flotte
estere ed i comandanti le navi ancorate a Suda si recarono a bordo della
nave ammiraglia italiana Sicilia per
presentare al vice ammiraglio Canevaro gli auguri della flotta internazionale pel geuetliaco del re Umberto.
Il vice ammiraglio Canevaro offrì
un lunch e brindò a tutti i capi degli
stati rappresentati.
— I provvedimenti a favore della
marina mercantile, coi quali è concesso
l'aumento del 50 per cento sui premi
di navigazione ai piroscafi di costruzione nazionale, saranno applicati per
decreto ministeriale.
Le condizioni alle quali dovranno
soddisfare i piroscafi per concorrere ai
premi suddetti sono le seguenti :
Suddivisione dello scafo in compartimenti stagni; apparato motore di due
eliche indipendenti; capacità delle carbonaie di contenere carbone per percorrere 5000 miglia alla velocità di 10
miglia; protezione interna; mezzi di
esaurimento e di prosciugamento; armamento guerresco di 4 cannoni da
120 e 8 da 57; velocità non inferiore
ai 16 nodi; luce elettrica.
— Il re, volendo dare un attestato
della propria ammirazione per l'opera
compiuta dalla Croce rossa durante la
campagna d' Affrica, nominò di motuproprio il conte Taverna, presidente
della Croce rossa, gran cordone della
corona d'Italia.
— Il maggiore Nerazzini partirà il
23 corrente per Zeila, ove giungerà
verso la metà di aprile.
Egli conta di incontrarsi col generale Albertone che rimpatrierà coll'ultimo scaglione dei prigionieri.
— Le spese incontrate per l'armamento della squadra d'oriente e per
la sua permanenza in quelle acque superando di molto quelle stanziate nel
bilancio della marina, capitolo navi armate, il ministro Brin chiederà i crediti necessari per colmare il vuoto che
si verificherà.
EUDI
(Conto corrente colla Posta)
M1111111 III
GIORNALE POLITICO-AMMINISTRATI VO
GIA UFFICIALE PER GLI ATTI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE E COMUNALE
— Appena sarà giunta la Sardegna
nelle acque di Candia, rimpatrierà la
Ruggero di Lauria, cori i marinai che
hanno terminato la ferma.
L' Eridano imbarcherà, oltre al materiale, 200 mila razioni.
L' ambasciata di Persia al Quirinale
Ha avuto luogo, a corte, il solenne
ricevimento dell'ambasciata di Persia,
venuta a Roma per annunziare ai sovrani l'avvenimento al trono del nuovo scià.
Il principe Monteroduni-Pignatelli,
maestro di cerimonie, si recò al Grand'Hotel con tre berline di gala per
prendere ambasciata e condurla al
Quirinale.
L'ambasciata, composta da S. E.
Mirza Beza Khan Manid-el-Saltanè,
inviato straordinario e ministro pienipotenziavi() di Persia a Berlino, da
Mina Mahun Khau, cons. dell'ambasciata, Serbib Suleiman Khan addetto
militare e Mirza Ismai, fu ricevuta in
cima allo scalone, adorno di piante e
fiori, dal conte Giannotti, prefetto di
palazzo in uniforme e decorazioni.
Questi accompagnò l'ambasciata da
S. M. il re, nella sala del trono, passando per quella degli svizzeri ove si
trovavano schierati i corazzieri in grande uniforme per rendere gli onori.
Nella camera precedente a quella
del trono si trovavano le case civile
e militare di S. M.
S. M. il re dopo aver ricevuto l'alinunzio dell'avvento al trono del nuovo
scià di Persia, si trattenne circa inezz'ora con i componenti l' ambasciata,
che furono poi presentati a S. M. la
regina.
A Quirinale, i sovrani dettero un
pranzo in onore dell' ambasciata persiana.
11 ritorno dei primi scaglioni di prigionieri
Massaua, 14, ore 4,20. — Venerdì,
col piroscafo Africa, è giunto il secondo scaglione di prigionieri. Novantuno soldati, quattro sott' ufficiali e il
tenente Cartegni partirono il primo
febbraio dal Cercer ; giunti in Harrar
presero l'ingegnere Capucci e il tenente Pini, già colà presso la Croce
rossa per rimettersi delle ferite.
Partirono il 5 marzo dopo rivestiti
e confortati; giunsero a Zeila il giorno
9, ricevuti con onori militari dalle
truppe inglesi. Il presidente Harrington, premuroso, offerse un pranzo.
S'imbarcarono l'indomani.
I prigionieri partono per l' Italia
col piroscafo diretto.
Annunziasi il ritorno di altri due
scaglioni con i tenenti Scala e Gambi
e col sottotenente Garibaldi reduci dal
Mingiar.
Stanotte parte l' Africa per Zeila
zel attenderli. I prigionieri sono giunti
in buona salute; quasi tutti riportarouo ferite in Adua; confermano i maltrattamenti, le bastonate e le ingiurie
durante la marcia per Socota, la morte
di parecchi dì farne e di stenti, le
scene orribili di evirazioni dopo la battaglia. Dei prigionieri rimasti allo Sci oa,
molti Fon° affetti da scabbia per il sudiciume degli alloggi.
Ora sono trattati meglio, grazie ai
talleri a loro distribuiti, ma sempre
ingiuriati.
Prima soffersero molto specie per
gli orribili alloggi e per la mancanza
di abiti, la deficenza di vitto limitato
a lenticchie e patate.
Il Pini patì assai della ferita alla
spalla sinistra, portante ancora la traccia di un buco profondo, e per la distorsione del ginocchio che gli impediva di marciare.
Fu tra i più maltrattati.
Capucci, confinato sopra un' amba
presso Uoroielu, tentò di evadere, ma
ripreso, incatenato p3r 14 mesi.
Smentite che si spezzò le gambe.
Pini, Capucci e i prigionieri 'dicono
molto bene del servizio della Croce
rossa.
Smentite che Maconnen sia stato
ferito in Adua.
30.Dottor ANTONIO FEROCI
DEGLI ANTICHI SPEDALI
IN PISA.
Quantunque si procedesse verso
un'era nella quale si andavano a dileguare le tenebre della barbarie, e
nella Toscana le lettere, le arti, le
scienze s'incamminassero verso un progresso reale, nullameno gli uomini rimanevano gli stessi. Per il proposito
a cui mirano questi ricordi, può asserirsi che i commissari fiorentini continuavano con i loro numerosi arbitrii e
prepotenze. Tale fu quella di togliere
ai priori del comune il diritto di nominare il rettore o governatore dello
spedale. Furono certamente i commissari fiorentini, che posero alla direzione
del medesimo un tale Giovanni Battista Salviati fiorentino, che viene qualificato come chierico. Prendendo nelle
sue mani le redini della importante
amministrazione, commise subito un
cumulo di fatti veramente scandalosi
e poco onesti. Bisogna sperare che
fosse persona che vestiva l' abito sacerdotale senza avere ricevuto gli ordini sacri, poichè quando fosse sta to
diversamente, meritava di essere sconsacrato in vita, per venir dopo morte
condannato alla geenna del fuoco penace. Questo poco reverendo signore
per favorire i fiorentini, non si fece
18 marzo 1197.
ABBUONAMECNTI:
Un anno. lire 5: un semestre. lire 2,50: per
fuori
tiano stato ai aggiungono le macgiori !TOSO postah
INSERZIONI:
In quarta pagina, centesimi 30 per linea.
In terza pagina, :ire 1,50 per linea.
Nel corpo del giornale, lire 2
per linee
o spazio
di linea.
scrupolo di conceder loro a livello perpetuo per canoni meschinissimi, quasi
per nulla, i poderi e le terre coltivate,
che lo speciale possedeva nel territorio pisano, privandolo in cotal modo
delle sue rendite maggiori, indispensabili per poter continuare l' assi
stenza dei poveri ammalati. La frode
e la ruberia apparvero così manifeste,
che iniziati dei reclami, vennero dal
giudice delegato annullati tutti i contratti uei quali si mostrò patente la
lesione. Oltre di che una ragione per
cui venne dichiarata la nullità dei medesimi, fu ancora la mancanza della
autorizzazione pontificia. Come couseguenza di quella sentenza, lo spedale
potette tornare a godere la rendita di
molte terre coltivate, e in special modo
rientrò nel possesso di due famose fattorie, uua presso S. Casciauo nel piano
di Pisa, e l'altra nel paese di Peccioli.
Questo chierico Salviati, il quale pare
che considerasse come roba propria il
patrimonio dello spedele, e di poterne
fare tuAo quanto gli piaceva, non occupandosi minimamente del diritto che
avevano i rappresentanti del comune,
rivolgevasi al pontefice Leone X, perchè volesse concedere il patronato del
pio ospizio a qualcheduno della sua
famiglia. Quel pontefice ha pagine
gloriose nella storia, ma è pur vero
che 1u, Clemente VII, e tutti di quella
famiglia, mostrarono apertamente il
desiderio di arricchire, far grandi,
favorire in ogni modo i parenti, e i
pontefici nominati non fureno alieni
dalla colpa del nipotisnio. Avuta quella
domanda, è facile comprendere come
date le speciali disposizioni, Leone X
non si facesse troppo pregare per annuire alle preghiere del Salviati. Nella
bolla data da Roma li 8 settembre
1518, il pontefice espone che ade-endo
alle istanze di don Giovanni Battista
Salviati maestro e governatore dello
spedale di Pisa, vuole che il medesimo
spedale divenga patronato di Lorenzo
dei Medici duca d' Urbino suo nipote,
aggiungendo la comminazione della
scomunica a tutte quelle persone che
ritenessero indebitamente beni mobili
ed immobili, di qualsivoglia natura ed
entità, la cui proprietà e dominio appartenessero allo speciale di Pisa. (D.
S. R. 8 settembre 1518. Doc. 126.
bene conosciuto che Leone X,
dopo ch'ebbe spogliati i Della Rovere
della signoria d'Urbino, investiva del
ducato il suo nipote Lorenzo nell'anno
1516. Costui non godette a lungo i
favori che lo zio gli aveva accordati,
perchè la morte lo coglieva nella fioridezza della gioventù, inviandolo a
trovare i suoi illustri antenati l'a. 1520,
quattro anni soltanto dopo che si era
posta sul capo la corona ducale. Tale
morte arrecò non poco sconforto al
pontefice, ma non alle popolazioni e
in special modo ai fiorentini, i quali
non sentivano affetto per questo gio-
vine nel quale erano maggiori le cattive delle buone qualità. E poichè la
morte non garantisce nessuno, 1:1, vi
è dispensa che valga contro di lei, così
essa presto venne a visitare il pontefice, che dopo una breve malattia di
quattro giorni dovette seguirla. Giunto
a soli 46 anni, nel 1521, abbandonò
questo mondo, e la gente stupefatta
della rapida fine d'un pontefice il quale
erasi mostrato così largo fautore per
il progresso delle scienze, delle leq ere,
delle arti, sospettò che gli fosse propinato il veleno da coloro che si rentivano turbati da tanta luce, e ne temevano i tristi effetti. A Leone X succedeva Adriano VI, che ebbe brevissimo regno, prendendo il suo posto
altro cardinale di casa Medici il quale
assunse il nome di Clemente VII, che
montato il soglio pontificio il 18 novembre 1523 lo abbandonava per sempre nel 1534. La vita di questo pontefice ha un interesse grande nella
storia, ma non posso occuparmi delle
vicende nelle quali si trovò, delle leghe politiche alle quali prese parte,
delle guerre in cui si vide impegnato.
Ciò costituisce la materia di molti volumi, nè devo per nulla occuparinene.
Ricorderò soltanto che le forze unite
di Carlo V e di Clemente VII produssero la caduta della repubblica fiorentina, che fu resa facile per il tradimento perpetrato da Malatesta Baglioni,
senza del quale è concesso di credere
che gli alleati avrebbero avuta la
peggio.
In mezzo alle gravissime cure di
governo, in giorni di avvenimenti gravissimi come si trovò Clemente VII,
il patronato dello spedale di Pisa aveva una importanza lievissima, nè doveva passargli davvero per la mente.
Qualcuno deve averglielo rammentato,
e il suo diritto gli si presentava • alla
memoria come un fatto del quale si
era infievolito il ricordo. Nullameno il
santo padre con sua bolla data in Roma
il 15 marzo .1528, mentre nomina rettore e governatore dello spedale il sacerdote Ranieri Urbani canonico della
chiesa primaziale pisana, dichiarava
compatroni dello spedale medesimo il
cardinale Ippolito, e Alessandro dei
Medici duca di Firenze. È però importante tener conto della incertezza con
la quale l'autore del breve ricordato
si esprime quando cerca d'investigare
la origine del patronato, che si riconosceva avere appartenuto un tempo ai
rappresentanti del comune, i quali si
diceva che se ne erano spogliati per
farne donazione a qualcuno della casa
Medici. Nel documento indicato nominandosi lo spedale viene detto: « Ex
donatione duduin per dilectorum filiorum communitatem pisanorum olmi ipsius hospitalis patronorum quondam
Cosmo, seu Petro ejus filio, sive Laurentio seniori, ipsius Petri nato ac Julian° etiam de Medicis secundurn carnetn Genitori nostro aut uni eorurn
facto dignosciter ». Dalla quale esposizione si comprende che il S. Padre era
nella maggiore incertezza intorno al
tempo nel quale era stata fatta la donazione, e alla persona a cui vantaggio veniva diretta. (D. S. R. 15 marzo
1528, D. 128). La quale incertezza autorizza a credere che una donazione
vera e propria del comune pisano non
avvenne mai, e quel supposto diritto
tli un arbitrio nato in conseguenza
delle istanze avanzate dal chierico Salviati, il quale come donava ai fiorentini l' usufrutto del patrimonio dello
-
spedale, faceva lo stesso coi Medici
per il patronato del medesimo. Le incertezze che si trovano nella bolla di
Clemente VII, autorizzano a credere
che non venne mai d al comune fatta
la donazione, che re sultò come un atto
arbitrario di quel poco scrupoloso rettore.
( continua).
.1 n oriente
Ecco il testo della risposta della
Turchia alla nota collettiva delle potenze:
« La sublime Porta ha ricevuto la
nota che le potenze si compiacquero
di dirigerle relativa mente alla questione di C reta. Il governo prende
quindi atto con soddisfazione della dichiarazione che le potenze ebbero la
bontà di fare circa il ritiro delle truppe
greche, confidando nelle intenzioni pacifiche e nel fermo proposito delle potenze di non toccare la sovranità del
sultano.
« La Porta, desiderosa essa stessa
di veder conservata la pace, accetterà
il progetto di au tonomia da concedersi
a Creta ».
Il blocco di Creta qui si considera
come già effettuato.
Le grandi potenze decisero di proclamarlo tutte nello stesso giorno, avvertendone anche tutte le altre nazioni.
Ai commercianti non sarà permesso
di fare scalo nei porti greci che verranno designati.
Le potenze hanno voluto compiacere il governo francese, mitigando la
forma delle misure coercitive contro la
Grecia, anche per non rendere ad Hanotaux troppo difficile la sua posizione
rispetto alla camera.
Non dubitasi punto che la deliberazione presa dalle potenze eserciterà
una forte impressione sulla Grecia.
Assicurasi che re Giorgio attende
solo l'applicazione del blocco per uscire
con onore dalla situazione difficile in
cui trovasi ora la Grecia.
Da fonte autorevole assicurasi
che la Grecia già all'epoca della prima
notizia della mobilizzazione turca fece a
Sofia e in Serbia passi confidenziali per
indurre i due stati balcanici ad assumere nell'eventualità di un serio conflitto fra la Greci a e la Turchia un
atteggiaineuto tale verso la Turchia,
da indurla a fornire i confini serbi o
bulgari di truppe per premunirsi contro ogni eventualità.
La Grecia motivò i suoi passi additando la comunanza degli interessi
bulgari, serbi e greci.
Assicurasi che nessuno dei due governi diede alla Grecia risposta soddisfacente, prevalendo tanto a Sofia
quanto a Belgrado l'opinione che agli
interessi di ambedue gli stati si addice
maggiormente la politica delle mani
libere.
Le tendenze dei due governi sono
oggidì perfettamente pacifiche e contrarie alla politica di avventure.
Gli emissari greci tentarono di influire in Macedonia affinchè a un dato
momento avvenisse una sollevazione;
però anche questi tentativi sembrano
falliti.
Generalmente si può rilevare che
le autorità e i relativi comandanti
turchi seppero agire con grande celerità.
Tutti i punti più importanti sono
ormai forniti di forti presidi; e molto
probabilmente ogni tentativo di sollevazione verrebbe in breve completamente represso.
— Il corrispondente del Daily Telegraph a Canea, invia una notizia impressionante.
Egli ha visitato due incrociatori
greci nella baia di Suda, ed i comandanti di questi gli hanno riferito che
in caso di dichiarazione di blocco, essi
hanno ordine per iscritto, che gli hanno
mostrato, di resistere colla forza, sino
a che siano sommersi dalle corazzate
europee.
Gli ufficiali e gli uomini aspettano
quindi la morte da un momento all' altro, in una eroica rassegnazione ed
hanno già scritte lettere di addio ai
loro parenti.
Gli ammiragli non permettono ai
due incrociatori di approssimarsi e le
ciurme vivono da alcuni giorni di solo
biscotto.
— L'Agenzia Stefani comunica:
Il blocco dei porti candiotti non fu
ancora proclamato dagli ammiragli.
Intanto la squadra greca si è allontanata. Nelle acque di Candia non
vi sono ancora che due piccoli legni
da guerra greci che, a quanto si assicura, si preparano però anch'essi a
partire.
Assicurasi che i 3600 soldati europei c he arriveranno bentosto a Creta
opereranno in sei zone separate, onde
evitare i froissetnents fra i soldati delle
varie nazioni.
Ignorasi quale sarà la zona destinata ai 600 francesi, dei quali 150 imbarcansi immediatamente sul Lautoche
a Trouville.
Si stanno prendendo le necessarie
misure per vettovagliare il piccolo esercito europeo, le risorse dell' isola
impedendolo di farlo sul posto.
Ufficiali, soldati e marinai avranno
il soprassoldo di guerra.
Ricevesi da Londra, che la Francia
e l' Italia governeranno provvisoriamente isola essendo le più accette
alla popolazione.
Torn a a rigalleggiare la candidatura del principe Danilo, poi governatorato dell'isola, candidatura che sarebbe favorita dall'Italia e dalla Russia.
— Per il natalizio di re Umberto,
il comandante italiano dette un ricevimento alla caserma di La Canea.
V intervennero gli ammiragli europei e le autorità turche, si bevve alla
salute del sovrano dell'isola e dei sovrani delle potenze.
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«11111
41111[.»1■111;
FU.
— Ricorrendo domenica scorsa il
genetliaco di sua maestà il re Umberto,
la città fu imbandierata fino dalle prime
ore della mattina.
Alle ore 10,30 il generale comandante il presidio passò in rivista le
truppe fuori della barriera alle Piaggie.
Assistevano alla rivista il prefetto,
il sindaco, altre autorità, buon numero
di cittadini e di signore.
Al R. teatro nuovo ci fu serata di
gala e la marcia reale, eseguita dalla
orchestra, fu vivamente applaudita.
— Il presidente della deputazione
provinciale inviava il seguente tele-
gramma:
Primo aiutante di campo S. M. il Re
Roma
In nome della deputazione provinciale di
Pisa prego vostra eccellenza presentare angusto sovrano in questo giorno fausto del
genetliaco reale la espressione più viva dei
sentimenti di devozione e di affetto.
Il presidente
Avv. Amerigo Lecci.
Veniva risposto col seguente:
Presidente deputazione provinciale - Pisa.
S. M. il re sensibile alli atto di omaggio
offertogli da codesta deputazione provinciale
ringrazia la onorevole rappresentanza che gli
dava novella prova della sua affettuosa devozione.
Reggente M.° R. Casa
Tenente gen Ponzio
— In occasione del compleanno di
di S. M. il re il sindaco della nostra
città inviò il seguente telegramma:
S. E. tenente generale Ponzio Vaglia
primo aiutante campo generale S M. il re
Roma.
Quale riverente affettuoso omaggio Pisa
invia augusto sovrano, suo genetliaco, fervidi
auguri perenne felicita. bene prosperità dinastia patria.
GarnbiniSindaco.
A cui venne così risposto:
Sindaco — Pisa.
S. M. il re mi incarica ringraziarla di
essersi resa interprete dei voti di cotesta cit tadinanza in occasione augusto genetliaco.
Primo aiutante di campo di S. M il re
tenente generale Ponzio Vaglia.
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— Il 4 aprile prossimo verrà inaugurato il congresso universitario che
si chiuderà il 9.
Il comitato degli studenti ha pubblicato i seguenti manifesti:
Alla cittadinanza:
« Cittadini!
« Orgogliosi e lieti della deferenza
dimostrataci dai colleghi di tutta Italia, che hanno proclamato Pisa sede
del IV congresso universitario, noi li
abbiamo invitati nella città nostra per
il 4 del prossimo aprile. La studiosa
gioventù ha già in gran numero aderito all'appello ed altre adesioni giungeranno. È necessario osservare che
agli ospiti graditi si debbono preparare
accoglienze festose ? Le nobili tradizioni della pisana ospitalità, la gloriosa
fama del nostro vetusto ateneo, i vin coli di amorevole fratellanza fra cittadini e studenti ci dimostrano inutile
ogni parola di eccitamento e ci rendono fiduciosi e sicuri che i compagni nostri troveranno le accoglienze
oneste e liete che a voi, non men che
ad essi, si addicono.
« A fare sì che i festeggiamenti che
si apprestano, non riescano per nulla
inferiori e quelli in simili occasioni
istituiti nelle città consorelle, il comitato, il comune, la provincia, la benemerita società del bene economico e
gli altri enti locali ci hanno già fatto
larghe promesse di aiuti; ma non cessa
per questo di esser necessario e indispensabile anche il vostro concorso, ed
a tal uopo, speciali commissioni di cittadini e studenti saranno incaricate di
raccogliere offerte.
« Cittadini!
« Non crediamo opportuno insistere
sui vantaggi che possono derivare a
Pisa dalla riunione della più eletta
gioventù italiana: a spingervi ad aiutare nel modo più largo possibile questa festa della intelligenza e della
giovinezza, basta solo il sentimento, in
voi innato, della ospitalità più cortese ».
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Agli studenti delle università italiane:
« Compagni,
« In conformità della nostra precedente circolare vi annunziamo che
il IV congresso universitario italiano
si adunerà in Pisa dal quattro al nove
del primo aprile.
« Lo scopo eminentemente nobile e
pratico che il congresso si propone,
di discutere i problemi che interessano
lo insegnamento universitario e di stringere sempre più i vincoli di solidarietà
tra gli studenti degli atenei italiani
nel culto di ogni più alto ideale, ci dispensa da ogni eccitamento a che
conveniate numerosi e questa festa
della intelligenza e della giovinezza.
« Compagni,
« Pisa, che ha sì grandi tradizioni
di cortese ospitalità e gli studenti di
questo vetusto e glorioso ateneo, vi
attendono.
« Non mancate all'appello!
« Il comitato ».
politiche, alla successiva domenica 28;
nel qual giorno verranno eseguite la
prima e seconda lezione del tiro preparatorio.
— Per disposizione del ministero
della istruzione pubblica le elezioni
artistiche per la designazione di tre
membri della giunta superiore di belle
arti, indette pel giorno 21 marzo sono
rimandate al giorno 4 aprile.
Portoferraio — Gasperi Maria, da Chiari —
Ivaldi Amelia, da Alessandria — Valentini
Giulio, da Montalto di Castro.
(Emigrati).
Fosi Carlo, a Sarzana — Butteri Giuseppe,
a Siena.
'll` 112. A_ rr
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Sabato scorso andava in iscena al
R. teatro nuovo l'opera La Bohème
del maestro Puccini, e l' aspettativa,
gio
che era grande, fu coronata da un vero
li
successo, rimanendo oon fermato nel
— Ecco il resultato delle corse che
lemaggior teatro della città nostra quel
domenica scorsa ebbero luogo a san
giudizio che ne era stato finora dato
Rossore:
Prima corsa — Premio della Ver- in Italia e fuori.
La bella musica del maestro Pucruca L. 1500 — Cavalli inscritti 8,
cini è stata ascoltata col più grande
ritirati 5.
di
interesse dal nostro pubblico che ha
1. Walton di Teodorico Cacace. 2.
,ra
Go/doni di T. Rook (senior). 3. Varesa aggiunto un altro trionfo a quelli dalla
di C. Sinesi.
Bohètne fin qui riportati.
Seconda corsa — Premio di TomGli applausi, fino dalla prima sera,
re
bolo a vendere — L. 1000. — Cavalli I sono stati continui tanto per la musica
inscritti 7 ritirati 4.
quanto per gli esecutori, e nel com>isa
1. Waterloo scuderia San Fermo. plesso può dirsi che il successo sia stato
idi
2. Coronet razza Casilina. 3. Califor- completo e sincero e nelle rappresenAgli studenti dell' università di
nania conte della Gherardesca.
tazioni successive alla prima si é noPisa:
Terza corsa — Premio del Serchio
tato un crescendo di entusiasmo nel
« Corni agni della università di Pisa.
I,. 1000 — Cavalli inscritti 8, ritirati 5.
che vi accorre numeroso.
« Superati tutti gli ostacoli, siamo
1. Oak Leof razza Casilina. 2. Dru- pubblico
questo splendido
Ad
interpretare
silla razza di Carmignano. 3. Giania
lieti di potervi finalmente annunziare
di
lavoro del maestro Puccini sono stati
che il IV congresso universitario ita- di T. Rook senior.
Quarta corsa (corsa a vendere) — chiamati artisti eletti ai quali il publiano, a sede del quale fu scelta la nostra città dai colleghi delle altre uni- Premio della Pista L. 1000 — Cavalli blico ha fatto quella festosa accoglienza
'e
inscritti 3, corrono tutti.
di cui sono meritevoli.
versità, riuniti a Torino nel 1894, si
1.
Kronstadt
di
Rook
senior.
2.
La signora Maria Stuarda Savelli
adunerà. in Pisa dal quattro al nove
Mosquito razza Volta. 3. Ulverston (Minii)è una distinta ed egregia artista
del prossimo aprile.
Subinaghi e Mazzoni.
ula quale emerge per la buona scuola,
« Pisa, memore sempre delle traQuinta corsa — Premio di MigliaC he
per la bella voce e per la corretta adizioni vetuste che la legano con tanti
rino corsa di hacks a vendere L. 500 —
Cereali
zione
drammatica.
vincoli ai suoi studenti, parteciperà Cavalli inscritti 3, corrono tutti.
bSi distingue pur l'altra prima donna
largamente, ne siamo sicuri, al fausto
1. Pace di San Fermo. 2. Raniinga signora Maria Martelli (Musetta), aravvenimento, che mostrerà una volta C. G. della Gherardesca. 3. Solone
tista buona e corretta dall'ottima voce
Subinaghi e Mazzoni.
di più come l'unione fra cittadini e
e dal buon metodo di canto.
Il ritorno fu animatissimo.
studenti saldata col sangue a Gridaiza
La parte di Rodolfo è sostenuta
tone, non mai per volger di tempo si
taegregiamente dal sig. Silvio Panbiansciolga, ma anzi vie maggiormente si
S'JCA:.ec, C31
Ae
chi
che è un tenore distintissimo, un
stringa. Voi, dal canto vostro, orgoDal dì 10 al di 16 marzo 1897 inclusive.
i li
artista corretto e sotto ogni rapporto
gliosi di ospitare i compagni che da
NASCITIC DICN ILINZ I ATM:
per
pregevole.
tutte le città universitarie verranno
Maschi n. 21 — Femmine n. 14.
)sa
Il sig. Enrico Broggi-Muttini (Marfra noi, loro farete le accoglienze più
Nati morti n I.
deceno) è un tenore che si distingue per
calorose e gioconde.
A 'MI NIONI
la voce buona e per l'arte del canto
Lucchesi Giovanni, scultore in legno, con
« Compagni,
he
che possiede.
« Crediamo inopportuno eccitarvi Cini Ardelia, attendente a casa, celibi, di Pisa
re
La parte di Schaunard è molto
—
Mazzoni
Emilio,
fabbro,
con
Sbrana
Eua prender parte con entusiasmo al
dibene
sostenuta dal sig. Francesco Barfemia
attendente
a
casa,
vedovi,
di
Pisa
congresso. Il sentimento di solidarietà
Butazzi Giuseppe, meccanico, con Pezzi Ce tolomasi, artista egregio e valoroso che
fra gli studenti da cui esso é inspirato
in sira, attendente a casa, celibi, di S. Marco
sa far valere i bei mezzi che lo rence ne dispensa. Confidiamo quindi pietaalle Cappelle.
dono gradito al pubblico e distinto nelnamente che risponderete caldamente
PUBBLICAZIONI DI MATRIMONIO.
i le
arte.
l'
all'appello nostro, e che ci sorreggeGiannessi Pasquale, bracciante, con PieIl sig. Cervi Natale è un Colline
rete, come ci avete sorretto fin qui, raffini Italia, attendente a casa, celibi, di Bar>adotato di mezzi artistici distinti e corcol vostro appoggio morale e ma- baricina — Solferetti Dante, bracciante, con
ize
retti che lo rendono un artista pregeGalletti Assira, attendente a casa, celibi, di
teriale.
,he
volissimo e distinto.
Putignano.
N101,131
Il sig. Frigiotti Giuseppe si sa far
Gagliardi Alfonso, celibe, di anni 58, di
— Al poligono del tiro a segno na!ho
distinguere nelle parti di Benoit e di
zionale verrà inaugurata la lapide coni- Pisa — Garzella Luigi, vedovo, 74, di Poti- Alcindoro.
Ila
mernorativa della vittoria riportata dai gnano — Salvadori Attilio, celibe, 25, di Ca■ni
Non mancano agli egregi artisti
scina — Belliiii Santi, coniugato, 83, di San
tiratori pisani alla gara nazionale di
Bi—
applausi
sinceri e ripetute chiamate al
Giovanni a. Gatano — Germain vedova MeRoma. Questa lapide è dono dei marmi- snier Maria, 53, di Vernon — Cartoni Anle—
p
roscenio.
qua
sti di Pietrasanta.
) e
gioia, nubile, 72, di • Pisa — Grazzini CesaDi alcuni pezzi si vuole la replica.
tto
La iscrizione è del seguente tenore: rina, 6, di S. Erinete — Tanzini vedova RenAl successo della Bohème ha gran;sa
A ricordare il trionfo e il nome dei Pisani
zoni Teresa, 67, di S. Michele degli Scalzi
demente contribuito il maestro Antonio
che
di— Giorgi vedova Balestri Elettra, 43, di Sau
Palminteri
che ha concertato l' opera
nella gara del tiro a segno indetta in Roma
Marco alle Cappelle — Marini Giuseppe, veed
nel giorno I ottobre 1895
con amore e con coscienza di eletto
fra tutte le regioni d'Italia riportarono in premio
dovo, 67, di Pisa — Dyer dott. Giovanni Edell'arte
musicale: esso dirige l'orchele nazionali insegne
doardo, coniugato, 64, di Londra —
, di
questa pietra offerse
stra ed è applaudito.
sa.
cy
la Società (lei Marmisti di Pietrasanta
augurando che l' amor di patria rinnovelli
il forte carattere e l' ardimento romano
re
a
tta
Carlo Riccetti
Giovanni Saettone
Umberto Luca relliVittorio Ascani
IL'-
teha
in
)»•
Le esercitazioni regolamentari di
tiro che dovevano aver principio domenica prossima 21, sono rinviate, a
causa della votazione per le elezioni
doni vedova Del Nero Maddalena, 52, di San
Marco alle Cappelle — Merletti Bartolornmeo,
vedovo, 79, di S. Marco alle Cappelle —
Bernardeschi Lorenzo, coniugato, 78, di Rosignano — Poli Secondo, vedovo, 60, di Pisa.
E più n. 12 al disotto di 5 anni.
CAMBIA MENTI DI RICSIDENZA.
(Immigrati).
Zappolerti Giovanni, da S. Pier d' Arena
— Sereni Palmiro e Pardini Giovanni da Bagni S. Giuliano — Balestrieri Lazzero, da
Nella stessa sera di sabato, andò
in iscena al R. teatro nuovo, oltre l'opera, anche il ballo Coppelia.
Non è un ballo grandioso, ma come
accessorio venne favorevolmente accolto e tutte le sere successive è stato
applaudito.
La prima ballerina signora Norina
Danieli è di buona scuola e si distin-
gue moltissimo non solo nel passo a
due ma pure nella scena dell'automa
che essa disimpegna a perfezione ed è
applauditissima. Anche il primo ballerino signor Faraboni piace ed è applaudito.
Il ballo é egregiamente riprodotto
dal coreografo sig. Lodovico Saracco.
ATTI GIUDIZIARII
Sunto degli atti legali inseriti nel n. 73
(12 marzo 1897) del supplemento al foglio
periodico della R. prefettura dì
— L'ufficio del registro in Piombino rende
noto che nel di 5 aprile p. v., saranno tenuti pubblici incanti per l' affitto del terreno
palustre sotto colmata denominato « padule
di Piombino » e diviso in due lotti : il 1°
lotto ha una superficie di ettari 1(30,68 ed
il prezzo d'incanto è di lire 1403, il 2° lotto
ha una superficie dì ettari 264,21 ed il prezzo
d'incanto è di lire 2710: i' affitto comincierà
il I° dicembre 1897 e terminerà il 30 novembre 1903.
Supplemento al n. 7.9 di venerdì 12 marzo
1897 del supplemento al foglio stesso (13
marzo 1897).
— Bilancio consuntivo 1896 della banca
popolare di Ponsacco.
— Avvisi di convocazione, ie assemblea
generale ordinaria, della cassa agricola industriale di Pisa e della banca provinciale cooperativa pisana.
Prezzi delle grane° vendute in Pisa
nel mercato del 17 marzo 1897.
N B.
prezzi segnati nella I .a colonna san)
relativi ai generi venduti in partita fuori ildnio.
I prezzi segnati nella 2.a colonna riguardano
I generi venduti in dettaglio (1..40
L. e C. L. e C.
Grano gentile 1.8 q. l' ett. . 19, 8520,55
Detto 2 n il. 19, 5019, 85
Detto di Maremma il quintale. . . 24,25 a 24,75 »
Orzo nostrale A vena di Maremma morella
il (pfintale
14,50 a 15,25
a
Granturco La uj . nuovo l ett. 8, 959, 05
Detto di 2.a nuovo . . . • 8, 558, 75
Detto Mazzocchio 1.a quel. .
»
.
.
a
Detto 2.a
Fave nostrali l' ett. . • • 11,30
Fagiuoli bianchi grossi nuovi
La quanta l'ett. . •
•
18,50
Detto di 2.a q.
17,80
•
Farina
Farina marca A netta da tela
il quintale da
33,00
»
»
» Il idem.
32, 00 a 34,20
»
» C idem.
31,00
»
•
» D ideni.
Semole . .
11,00
Segale l' ett Detta inista o bianca del
piano di l'isa .
Semolino di I.a i
da paste
da minestra netto 33, 50 a 33,75
Detto I .a q. da ingr.
11, 50
it s o
Riso 1 a qualita, il (iiiitita!a
60,00
•
»
2.a»
•
54,00
Olio d' o/in,
Olio d'oliva 1.a qualita,
26,— 138,50
Detto di 2 a
108,— 118,50
Vin,
Vino di 1.a qualità ,lei piano
di Pisa, l' ett 19,— 25,50
Detto di 2.a qualità
.10, — 18.50
Detto di collisi
li tai 35, — 41, 50
Detto di 2.a ..
19,
25,50
Foraci gi
Fieno l .a q. nuovo il quintale 6, 50
Detto di 2a 4,00
Paglia2
50 a 3, 00
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I
I
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-
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N. 76, 1892
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tlkb eor ofiri udtetl i G
feiarii;p0Ange ruLm iA ija•oucnc ho i, Casi:al ; izigei i,ag
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I manos<
Le letiee
,
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imboschimento
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onie p er i v
ppoecanstta
viali
li ini,
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I rciNe,TREobiRit
QP.A
Frassini ,
Platani Ptperpii.,
e
Acacie,
or e, Tigli.
PIANT
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gb uias ntrcee; ib
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Spisiene, Crisi,,
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-
E»
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PATATE di
Patata Gigante di Paulsen
I (garantita esente di grongo), Lupinella Sanofieno o crocetta (seme sgusciato>, •a
di grandi›sinia produzione.
CAVOLO
RAPA
Diffidare di altri Chlorphémol Vbe
" Crediamo che, allo stato attuale della Scienza, nessun' altra
medicazione , , ,per le , Malattie di
Petto posa competere con qiiesta potente Inalazione antisettica,
e ne diamo ampia lode ai suo
lE MI r« 'X' jir
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t
tui r
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18 marzo 1197. IN ITALIA E ALL` ESTERO DEGLI ANTICHI