COMUNE DI RUSSI
Venerdì, 16 maggio 2014
Venerdì, 16 maggio 2014
Prime Pagine
16/05/2014 Prima Pagina
1
Il Resto del Carlino (ed. Ravenna)
16/05/2014 Prima Pagina
2
La Voce di Romagna
cronaca
16/05/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 3
3
«Macabra foto con un paziente appena morto» Una collega lancia...
cultura e turismo
16/05/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 6
CORRADO ANNAMARIA
Quell' incidente di percorso divenuto Genio delle acque
5
politica locale
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 15
7
Ma possibile che paghi uno solo?
15/05/2014 RavennaNotizie.it
9
Buco del Consorzio per i servizi sociali, archiviata la posizione dell' ex...
15/05/2014 Ravenna24Ore.it
11
Elezioni, Pd nelle piazze per le europee e le amministrative
15/05/2014 RavennaNotizie.it
13
Elezioni: per il Pd tre giorni di mobilitazione politica in tutto il...
pubblica amministrazione
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 10
15
Le misure sotto la lente di Rating24 Il decreto Poletti convertito ieri in...
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 12
GIORGIO POGLIOTTI
Su Electrolux la parola ai lavoratori
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 15
19
Cisl, una sigla unica della Pa
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 23
20
Rai, tetto di 240mila euro ai compensi
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 24
CORRADO SFORZA FOGLIANI
Ma chi controllerà i controllori?
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 39
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 39
25
Tasi, per ora niente proroga
NEVIO BIANCHI
STIPENDIO RIDOTTO PER LE ORE DI STUDIO
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 41
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 41
30
Termine di 45 giorni per l' offerta regionale
SIMONA D' ALESSIO
Irap, nuovo taglio nel 2015
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 32
STEFANO PIZZUTELLI ­ COMMISS. REVISIONE ADC
Il revisore è strategico
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 32
MATTEO BARBERO
Input a forme associative da risorse per i dipendenti
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 35
MATTEO BARBERO
Piccoli comuni, Patto più lieve
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 37
LUIGI OLIVERI
Bonus 80 ​ ma meno servizi
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 38
PAGINA A CURA DI ROBERTO LENZI
Cultura, due canali per i fondi
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 39
FABIANO CROVETTI
Enti, mobilità senza forzature
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 40
EUGENIO PISCINO
Programmazione cerca schema di Documento
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 41
Rimpolpati gli straordinari
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 42
Accorpamenti coatti I comuni dicono no
36
38
40
43
45
Relazione, niente sconti
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 40
32
42
agevolazioni in pillole
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 38
31
35
Normativa, documenti e principi
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 35
27
29
Penalità pesanti per chi non «forma»
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 25
22
24
In sintesi 01 | LA TASSA La Tasi è la tassa comunale sui servizi...
16/05/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 40
17
ROMANO MINARDI
47
49
51
53
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 42
54
Codice degli appalti da abolire
16/05/2014 Italia Oggi Pagina 42
56
Rete di committenza a misura di ente
sport
16/05/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 42
57
Rimini ­Godo non è mai scontata
16/05/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 43
59
Sara Errani abbatte un altro tabù
16/05/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna­Imola) Pagina 45
61
La Cava presenta ricorso al Tar
16/05/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
Russi salvo solo se vince È lo spareggio verità
16/05/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
Baseball Ibl 1 Ostacolo Rimini sul cammino dei Cavalieri
16/05/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8
Il Fosso Ghiaia risorge: prima retrocesso, ora può giocarsela
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 22
A Lugo si riparte da Bezzi e Angolani: "E si ritorna al Baracca"
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 25
Chiarini sprona i Pirati: "Sono otto finali"
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 25
Col Città di Nettuno la T&A punta alla cinquina
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 25
Godo Knights con Galeotti e Calero ma senza il rilievo portoghese...
16/05/2014 La Voce di Romagna Pagina 29
I risultati delle Giovani Promesse
SILVESTRI MARIO
62
63
64
65
67
68
69
70
16 maggio 2014
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
1
16 maggio 2014
La Voce di Romagna
Prima Pagina
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
2
16 maggio 2014
Pagina 3
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
cronaca
«Macabra foto con un paziente appena morto» Una
collega lancia nuove accuse sull ' infermiera
RAVENNA. Si cerca una foto nel cellulare sotto
sequestro d e l l ' infermiera indagata con l ' accusa di
omicidio volonta ­ rio dalla procura di Ravenna, ed è una
foto a dir poco scioc ­ cante: è un ' immagine in cui la
donna comparirebbe in una posa sconveniente insieme
al cadavere di un paziente appe ­ na deceduto all '
Umberto I di Lugo.
Quella foto sarebbe però sta ­ ta scattata non dall '
infermiera indagata, ma da una sua col ­ lega. La stessa
che nei giorni scorsi (molto probabilmente s u ll ' onda
dell ' eco mediatica della vicenda) ha spontanea ­ mente
raccontato l ' episodio ai suoi superiori i quali hanno poi
allertato anche la procura.
La foto ­ stando al racconto fat ­ to ai primi di maggio all
' Ausl dalla collega dell ' in fer mie ra sotto indagine ­
sarebbe stata scattata per una forma (depre ­ cabile) di
scherzo con il suo cellulare e poi inviata alla col ­ lega
(oggi indagata). Quest ' u l ­ tima aveva poi chiesto di
can ­ cellare entrambi i file onde e ­ vitare problemi. Ed
è proprio alla luce di queste dichiarazio ­ ni ­ che
faranno inevitabilmen ­ te scattare un nuovo procedi ­
mento disciplinare dell ' Ausl a carico dell ' infermiera e
della sua collega ­ gli inquirenti de ­ cisero di
sequestrare il telefo ­ no della donna che, a differen ­ za del suo computer, in un pri ­ mo momento non
era stato por ­ tato via dai carabinieri.
Ora quel cellulare (così come il pc) si trova nello studio del ­ l ' ingegnere Nicola Buffadini, incaricato
dalla procura (l ' 8 maggio scorso) di recuperare quella foto. Foto che gettereb ­ be una luce tetra sull '
intera vi ­ cenda, indipendente dall ' esito finale dell ' inchiesta.
Ma quando è stata scattata quella macabra foto ricordo? E chi è la persona che ha da poco perso la vita
all ' ospedale? E ' forse una delle 38 persone mor ­ te dall ' inizio dell ' anno in quel reparto per le quali
sono state sequestrate le cartelle clini ­ che? Oppure si tratta di un ge ­ sto di cattivo gusto anteceden ­
te a quei fatti e che non ha nul ­ la a che vedere con l ' indagine in corso?
Queste le domande che si stanno ponendo in questi gior ­ ni il pm Angela Scorza e il pro ­ curatore
capo Alessandro Mancini che sta seguendo in prima persona la delicatissi ­ ma inchiesta partita lo
scorso 8 aprile all ' indomani dell ' i m ­ provvisa morte di Rosa Calde ­ roni la pensionata 80enne di
Russi ricoverata per un malo ­ re che non sembrava partico ­ larmente grave all ' ospedale di Lugo e poi
morta pochi giorni dopo per un problema cardia ­ co. Ma all ' infermiera indagata ­ come riferito nei
giorni scorsi ­ è stato notificato anche un av ­ viso di conclusione indagine per un presunto furto di dieci
euro che sarebbe avvenuto nel ­ l ' ottobre scorso ai danni di un paziente ottantenne ricovera ­ to nel suo
reparto. Prima l ' a c ­ cusa di omicidio volontario, poi quella di furto e ora anche quella di una macabra
foto. Ac ­ cuse pesantissime, ma che in attesa del lavoro dei periti so ­ no comunque da considerarsi
solo ipotesi. Carmelo Domini Giacomo Bedeschi
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
3
16 maggio 2014
Pagina 3
<­­ Segue
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
cronaca
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
4
16 maggio 2014
Pagina 6
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
cultura e turismo
Quell' incidente di percorso divenuto Genio delle
acque
TAMO si arricchisce di un nuovo allestimento
archeologico: ?Il genio delle acque'. Così è
stato soprannominato il volto in mosaico
rinvenuto nell' estate del 2011 in piazza Anita
Garibaldi all' interno del cantiere allestito da
Hera per la realizzazione dell' isola interrata.
Insieme al volto barbuto furono ritrovati
frammenti di altri mosaici pavimentali del I e II
secolo provenienti da una Domus di epoca
imperiale. Ora quei mosaici hanno trovato una
sistemazione permanente a Tamo, nel
complesso monumentale di San Nicolò di
RavennAntica.
«Attorno a questo rinvenimento ­ ha spiegato
ieri Elsa Signorino, presidente di
RavennAntica ­ si è creato un percorso
virtuoso partito tre anni fa con la scoperta e
giunto fino ad oggi con la restituzione della
d o m u s a l pubblico». L' inaugurazione, in
programma oggi pomeriggio, ieri è stata
anticipata da una lectio magistralis di Vittorio
Sgarbi.
«IL RINVENIMENTO ? ha sottolineato ieri
Chiara Guarnieri, della soprintendenza per i
Beni archeologici dell' Emilia Romagna ? è stato in parte inaspettato. Si sa che in questi casi può essere
necessario uno scavo, preventivo o contestuale. La sorpresa è stata la quantità e la qualità dei
ritrovamenti». L' allestimento ripropone la domus così com' è apparsa agli archeologi subito dopo il
ritrovamento. La casa, in uno spazio di dieci metri per sei, era formata da due ambienti che davano su
un' area cortilizia. In seguito è stata ampliata e gli ambienti sono diventati quattro. «Si tratta ? ha detto l'
archeologa Giovanna Montevecchi ? di mosaici tipici dell' epoca imperiale con motivi geometrici ed
abbiamo confronti specifici con altri siti, come la Villa romana di Russi. Più particolare invece il volto
della divinità barbuta».
I ritrovamenti, ha aggiunto l' archeologa, «hanno fornito una visione più ampia della residenzialità
privata di inizio età repubblicana. Sapevamo che la città si era espansa oltre il perimetro delle vecchie
mura repubblicane verso la campagna circostante.
Ora sappiamo che si era sviluppata anche verso il mare».
Sì, perché la domus di età augustea di piazza Anita Garibaldi, era molto vicina alla linea di costa e a
poche centinaia di metri dal mare.
L' ALLESTIMENTO è riuscito a riproporre fedelmente il rinvenimento nel cantiere. «Abbiamo avuto una
fortuna incredibile ­ ha dichiarato Paolo Bolzani, l' architetto direttore dei lavori nel cantiere dell' isola
ecologica, e curatore dell' allestimento museale ­ perché l' ambiente di San Nicolò ha quasi le stesse
misure dello scavo». Accanto al ?genio delle acque' trovano posto gli altri mosaici, parte dell' area
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
5
16 maggio 2014
Pagina 6
<­­ Segue
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
cultura e turismo
cortilizia con il pozzo e anche una parte del muro di epoca tardo­antica. È in una posizione rialzata
rispetto ai mosaici, per far capire al pubblico la stratificazione cronologica dei ritrovamenti. Il restauro e
la restituzione alla città dei reperti è stata finanziata da Hera con un investimento di 100.000 euro. Altri
10.000 euro verranno utilizzati per una pubblicazione. «Dopo i ritrovamenti nel 2011 ­ ha dichiarato
Tiziano Mazzoni, direttore di Hera Spa ­ ci siamo posti il problema e abbiamo sentito l' obbligo morale,
oltre che sociale, di trasformare un incidente di percorso in opportunità».
Annamaria Corrado.
CORRADO ANNAMARIA
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
6
16 maggio 2014
Pagina 15
La Voce di Romagna
politica locale
Ma possibile che paghi uno solo?
Si intitola "L' incredibile storia del disavanzo
del Consorzio per i servizi sociali" la nota di
Alvaro Ancisi che, due mesi dopo la notizia
dell' archiviazione dell' ex presidente Aldo
Preda, ripercorre una delle questioni più
controverse della legislatura Matteucci: "Del
buco da 9 milioni e mezzo con cui si chiuse nel
2009 l' avventura del Consorzio per i servizi
sociali ­ spiega il capogruppo di LpRa ­
risponderà penalmente solo l' ex direttore
Carlo Savorelli, unico rinviato a giudizio.
Impossibile credere che un uomo solo sia
stato capace di falsarli per sette anni
consecutivi, all' insaputa di tutti. Col massimo
rispetto per la magistratura, ritengo che una
maggiore opportunità di approfondimento
delle corresponsabilità sarebbe venuta dall'
esame non solo delle risultanze finali di tale
commissione approvate solo dalla
maggioranza, ma di quella di minoranza,
contenente, in particolare, la relazione del
sottoscritto e di Gianfranco Spadoni. Lo
spettro ­ secondo Ancisi ­ sarebbe stato
allargato, al di là degli accertamenti effettuati,
che si sono concentrati, sia pure giustamente,
sui crediti inesigibili o inesistenti. Cito, ad
esempio, le fatture trasferite da un anno all'
altro o vidimate irregolarmente e la regolarità
di volumi consistenti di denaro erogati dal Consorzio o da erogare per le fatture sospese in applicazione
dei contratti poliennali in vigore con le maggiori cooperative. È dunque interessante riportare, in
estrema sintesi, l' ultima parte della relazione Ancisi/Spadoni, che metteva a fuoco, corposamente, le
corresponsabilità sul 'buco'.
'...Sono certe le responsabilità del direttore, che elabora lo schema dei bilanci ed esprime i pareri di
regolarità su tutte le proposte di deliberazione di competenza degli organi politici. Ma le decisioni sui
bilanci erano adottate in prima battuta dal CdA e i bilanci stessi erano approvati dall' assemblea dei
soci, sotto la loro responsabilità. Il presidente e gli altri 4 membri del CdA da una parte, e il presidente e
gli altri tre membri dell' assemblea, dall' altra, avevano l' obbligo di conoscere tutto quello che votavano,
possedendo tutti gli strumenti per ogni verifica... Il presidente del Consorzio aveva per statuto l' obbligo
di vigilare 'sul buon andamento del Consorzio e sull' operato del direttore'. Inoltre, il consiglio approvava
all' inizio di ogni anno il piano esecutivo di gestione, fissando obiettivi, compiti e risorse assegnati ad
ogni responsabile dei vari servizi, e approvandone l' assestamento. Ogni andamento anomalo della
gestione avrebbe dovuto essere rimosso dal CdA. I bandi delle gare d' appalto erano sottoposti a
preventiva deliberazione del CdA su come venivano confezionati. Gli amministratori non sapevano che
il bilancio del Consorzio navigava i cattive acque?... noi abbiamo visto coi nostri occhi 11 lettere, tra il
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
7
16 maggio 2014
Pagina 15
<­­ Segue
La Voce di Romagna
politica locale
2006 e il 2009, quasi tutte protocollate, indirizzate dal presidente del CdA o dal direttore al sindaco o all'
assessore ai servizi sociali, a volte coindirizzate al direttore generale e alla dirigente dell' area politiche
di sostegno del Comune, in cui si segnalavano, spesso con toni allarmati, i buchi di bilancio. Il
Consorzio gestiva servizi per conto dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi e dell' AUSL, i cui costi
avrebbero dovuto essere ripartiti secondo le rispettive competenze. Il rendiconto del dovuto da parte di
Cervia e Russi e dell' AUSL veniva correttamente compiuto, ma nessun rendiconto veniva fatto per il
Comune di Ravenna, a cui venivano attribuiti i propri oneri 'per differenza'...a nessuna pubblica
amministrazione è concesso di pagare al buio le proprie forniture. Forniture pagate annualmente, per
importi tra 9 e 10 milioni di euro, all' insaputa, dunque, dei buchi che nascondevano".
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
8
15 maggio 2014
RavennaNotizie.it
politica locale
Buco del Consorzio per i servizi sociali, archiviata la
posizione dell' ex presidente Aldo Preda
Sscrive Ancisi: "Del buco da 9 milioni e mezzo
con cui si chiuse nel 2009 l' avventura del
Consorzio per i servizi sociali risponderà
penalmente solo l' ex direttore Carlo Savorelli,
unico rinviato a giudizio. Archiviata la
posizione degli altri 13 indagati. Impossibile
credere che un uomo solo, con responsabilità
solo propositive e nessuna decisionale sui
bilanci dell' ente, sia stato capace di falsarli
per sette anni consecutivi, all' insaputa di
quanti avrebbero avuto il dovere e la
possibilità di accorgersene e porvi rimedio".
"Col massimo rispetto per l' obiettiva serietà
con cui la magistratura inquirente ha operato ­
prosegue l' esponente di Lista per Ravenna ­
ritengo, avendo esaminato la perizia
commissionata al riguardo, e alla luce della
funzione che ho svolto di presidente della
commissione consiliare d' indagine costituita
del Comune di Ravenna, che una maggiore
opportunità di approfondimento delle
corresponsabilità sarebbe venuta dall' esame
non solo delle risultanze finali di tale
commissione approvate solo dalla
maggioranza (evidentemente interessata ad
addebitare ogni colpa al capro espiatorio di
turno), ma di quella di minoranza, contenente,
in particolare, la relazione del sottoscritto e di
Gianfranco Spadoni. Lo spettro sarebbe stato notevolmente allargato, al di là degli accertamenti
effettuati, che si sono concentrati sostanzialmente, sia pure giustamente, sui crediti inesigibili o
inesistenti. Cito, ad esempio, le fatture trasferite da un anno all' altro o vidimate irregolarmente e la
regolarità di volumi consistenti di denaro erogati dal Consorzio o da erogare per le fatture sospese in
applicazione dei contratti poliennali in vigore con le maggiori cooperative di servizio. È dunque
interessante riportare, in estrema sintesi, l' ultima parte della relazione Ancisi/Spadoni, che metteva a
fuoco, corposamente, le corresponsabilità sul "buco". "...Sono certe le responsabilità del direttore, che
elabora lo schema dei bilanci ed esprime i pareri di regolarità tecnica su tutte le proposte di
deliberazione di competenza degli organi politici. Ma le decisioni sui bilanci preventivi e consuntivi
erano adottate in prima battuta dal consiglio di amministrazione e i bilanci stessi erano approvati dall'
assemblea dei soci, sotto la loro diretta responsabilità. Il presidente e gli altri quattro membri del
consiglio di amministrazione da una parte, e il presidente e gli altri tre membri dell' assemblea, dall'
altra, avevano il dovere e l' obbligo di conoscere tutto quello che votavano, possedendo tutti gli
strumenti per ogni necessario controllo o verifica...Il presidente del Consorzio aveva per statuto l'
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
9
15 maggio 2014
<­­ Segue
RavennaNotizie.it
politica locale
obbligo di vigilare "sul buon andamento del Consorzio e sull' operato del direttore". Inoltre, il consiglio
approvava all' inizio di ogni anno il piano esecutivo di gestione, fissando dettagliatamente obiettivi,
compiti e risorse assegnati ad ogni responsabile dei vari servizi, e approvandone, verso la fine, sulla
base dell' andamento gestionale, l' assestamento. Ogni andamento anomalo o scorretto della gestione
avrebbe dovuto essere immediatamente intercettato e rimosso dal consiglio di amministrazione. I bandi
delle gare d' appalto, che abbiamo visto quanto peso abbiano avuto sull' intero sistema di gestione dei
servizi e a quali perplessità e dubbi siano esposti riguardo anche alla loro incidenza sui costi, erano
sottoposti a preventiva deliberazione del consiglio di amministrazione su come venivano confezionati.
Gli amministratori non sapevano che il bilancio del Consorzio navigava i cattive acque?...noi abbiamo
visto coi nostri occhi 11 lettere, tra il 2006 e il 2009, quasi tutte protocollate, indirizzate dal presidente
del consiglio di amministrazione o dal direttore al sindaco o all' assessore ai servizi sociali (in un solo
caso all' AUSL), a volte coindirizzate al direttore generale e alla dirigente dell' area politiche di sostegno
del Comune, in cui si segnalavano, spesso con toni allarmati e dettagliatamente, i buchi di bilancio che
si andavano profilando nella gestione dei servizio per mancati trasferimenti: lettere tutte inascoltate...Il
Consorzio gestiva servizi per conto dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi e dell' AUSL, i cui costi
avrebbero dovuto essere ripartiti a fine anno secondo le rispettive competenze. Il rendiconto del dovuto
da parte di Cervia e Russi e dell' AUSL veniva correttamente compiuto, ma nessun rendiconto veniva
fatto per il Comune di Ravenna, a cui venivano attribuiti i propri oneri "per differenza"...a nessuna
pubblica amministrazione è concesso di pagare al buio le proprie forniture...". Forniture pagate
annualmente, per importi tra 9 e 10 milioni di euro, all' insaputa, dunque. dei buchi che nascondevano".
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
10
15 maggio 2014
Ravenna24Ore.it
politica locale
Elezioni, Pd nelle piazze per le europee e le
amministrative
Appuntamenti nel fine settimana in tutta la
provincia Fine settimana di mobilitazione
politica del Pd, impegnato per le Europee e
per la sfida delle amministrative. 'L' Italia sta
cambiando verso. Ora tocca all' Europa' e lo
slogan: e anche nel Ravennate il Partito
Democratico sarà in piazza per un fine
settimana di mobilitazione politica. Fra venerdì
e domenica saranno così impegnati oltre
cinquecento volontari, in decine e decine di
eventi e incontri con gli elettori. Ecco il quadro.
Alfonsine. Banchetto in piazza, in occasione
della sagra, le sere di venerdì, sabato,
domenica. Bagnacavallo . Venerdì 16 maggio,
banchetto al mercato di Villanova di
Bagnacavallo. Sabato 17 maggio, alle 9
presenza al mercato con Eleonora Proni
(candidata Sindaco); alle 13, in Piazza Nuova,
iniziativa con Debora Serracchiani . Alle 16,
banchetto alle Fonti di Tiberio a Bagnacavallo
(vicino al Supermercato Conad); alle 16.30
iniziativa con Eleonora Proni e i candidati della
frazione a Glorie alle sede del Pd. Domenica
18 maggio, alle 9 banchetto in Piazza a
Villanova; alle 12.30 alla Cà di Pré a Villa Prati,
pranzo di autofinanziamento con Eleonora
Proni e i candidati del Pd. Brisighella. Venerdì
16 maggio, 'porta a porta' dalle famiglie;
sabato banchetto in piazza a Brisighella; domenica banchetto a Fognano. Casola Valsenio. Sabato 17
maggio, dalle 9.30 alle 12, banchetto in Piazza Oriani; domenica 18 maggio dalle 9.30 alle 12,
banchetto in piazza Oriani; alle 14.30, incontro pubblico con Paolo De Castro al Giardino delle Erbe, su
'Nuova PAC e PSR 2014/20: l' agricoltura per lo sviluppo dell' Italia e dell' Europa'; interverrà il
candidato sindaco Nicola Iseppi e i candidati della lista Centro­Sinistra Uniti per Casola. Castel
Bolognese . Venerdì 16 maggio, dalle 9.30 alle 12.30 banchetto in piazza in occasione del mercato
settimanale; sabato 17 maggio, dalle 9.30 alle 12.30 presenza del candidato sindaco Daniele Meluzzi, e
dei candidati alle amministrative davanti a tutti i supermercati di Castello; dalle 16.00 alle 18.00 incontro
con i cittadini al Centro Sociale. Sarà presente il senatore Stefano Collina . Domenica 18 maggio, alle
10.15 nella sala Europa del Municipio, in Piazza Bernardi incontro sul tema 'La Cooperazione in Europa'
con l' onorevole Paolo De Castro , candidato al Parlamento Europeo per il Pd. Cervia. Sabato 17
maggo, banchetti dalle 10 alle 12 davanti a Coop viale Roma, Conad Cervia, via Caduti, Conad
Pinarella, Coop 'G. di Vittorio'; a Pisignano davanti al supermercato SISA dalle 9 alle 10.30. Alle 14.30
Debora Serracchiani al bar Sale Dolce di Cervia. Domenica 18 maggio, il candidato sindaco Luca
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
11
15 maggio 2014
<­­ Segue
Ravenna24Ore.it
politica locale
Coffari parteciperà a una biciclettata organizzata dal Comune. Conselice. Sabato 17 maggio, banchetti
dalle 9 alle 12 nelle piazze di Conselice, Lavezzola, San Patrizio: saranno presenti i candidati del Pd;
domenica 18 maggio, alle 10.30 in piazza Foresti, manifestazione con il ministro Giuliano Poletti e la
candidata sindaco Paola Pula Cotignola. Venerdì 16 maggio banchetto in piazza; sabato 17 nuovo
banchetto in piazza e presenza anche davanti ai supermercati della città. Faenza. Sabato 17 maggio,
dalle 10 alle 12 banchetto in piazza con la candidata elle elezioni europee, Cécile Kyenge ; alle al
Novecento Caffe incontro con Isabella del Monte e il senatore Stefano Collina. Domenica 18 maggio al
Circolo Arci di Santa Lucia (ore 19.30) incontro con il candidato alle Europee, Paolo De Castro.
Fusignano. Venerdì 16 maggio, banchetto dalle 9 alle 12 in piazza e nei supermercati; alle 20.30 al
Circolo Brainstorm, cena di auto finanziamento con il candidato sindaco Nicola Pasi. Lugo. Sabato 17
maggio, banchetti ai negori Conad e Crai, a Voltana, dalle 10 alle 12; banchetto in piazza anche a Lugo,
alle 10. Alle 11, in Largo della Repubblica, iniziativa con Debora Serracchiani, Vasco Errani, e il
candidato sindaco, Davide Ranalli. Alle 16.00 volantinaggio centro storico a Lugo. Domenica 18
maggio, a Voltana banchetto davanti alla Casa del popolo dalle 10 alle 12; a Lugo alle 16 visita alla
Fattoria Donati; a Giovecca, alle 18, aperitivo con il candidato sindaco, Davide Ranalli. Massa
Lombarda . Venerdì 16 maggio, banchetto al mercato; sabato 17, banchetto ai supermercati Coop e
Conad, mattina e pomeriggio; domenica 18 pranzo di autofinanziamento al Club 91 con il ministro
Giuliano Poletti e l' europarlamentare Salvatore Caronna . Sara presente il candidato sindaco Daniele
Bassi. Ravenna. Venerdì 16 maggio, banchetti al mercato rionale di piazza medaglie d' oro dalle 9.30
alle 12, al mercato rionale di S.P. in Vincoli dalle 8.30 alle 12, al mercato rionale di Savarna dalle 9.30
alle 12. In serata Festa PD a Roncalceci; Sabato 17 maggio, presenza al mercato dalle 9 alle 13 col
sindaco Fabrizio Matteucci e il segretario comunale Pd, Gianandrea Baroncini; presenza Coop via
Faentina dalle 9.30 alle 12; banchetti al Centro commerciale San Biagio dalle 9.30 alle 12; al centro
commerciale La Fontana dalle 9.30 alle 12; in piazza Costa dalle 15 alle 18; al mercato rionale di Marina
di Ravenna dalle 15 alle 17.30. E in serata festa Pd a Roncalceci, che prosegue anche domenica 18
maggio. Riolo Terme . Sabato 17 Maggio alle 9.45 Cecile Kyenge e il senatore Stefano Collina
incontrano i cittadini al mercato. Domenica 18 Maggio alle 12.30 aperitivo con Paolo De Castro , al Bar
Tannino. Russi. Venerdì 16 maggio cena di autofinanziamento a San Pancrazio con i candidati del Pd;
sabato 17 e domenica 18 maggio, alla mattina, banchetto in piazza. Solarolo . Domenica 18 maggio alle
18, al bar pasticceria 'Anna', incontro con l' europarlamentare Paolo De Castro e il candidato sindaco
Fabio Anconelli.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
12
15 maggio 2014
RavennaNotizie.it
politica locale
Elezioni: per il Pd tre giorni di mobilitazione politica
in tutto il ravennate
Alfonsine . Banchetto in piazza, in occasione
della sagra, le sere di venerdì, sabato,
domenica. Bagnacavallo . Venerdì 16 maggio,
banchetto al mercato di Villanova di
Bagnacavallo. Sabato 17 maggio, alle 9
presenza al mercato con Eleonora Proni
(candidata Sindaco); alle 13, in Piazza Nuova,
iniziativa con Debora Serracchiani. Alle 16,
banchetto alle Fonti di Tiberio a Bagnacavallo
(vicino al Supermercato Conad); alle 16.30
iniziativa con Eleonora Proni e i candidati della
frazione a Glorie alle sede del Pd. Domenica
18 maggio, alle 9 banchetto in Piazza a
Villanova; alle 12.30 alla Cà di Pré a Villa Prati,
pranzo di autofinanziamento con Eleonora
Proni e i candidati del Pd. Brisighella . Venerdì
16 maggio, 'porta a porta' dalle famiglie;
sabato banchetto in piazza a Brisighella;
domenica banchetto a Fognano. Casola
Valsenio . Sabato 17 maggio, dalle 9.30 alle
12, banchetto in Piazza Oriani; domenica 18
maggio dalle 9.30 alle 12, banchetto in piazza
Oriani; alle 14.30, incontro pubblico con Paolo
De Castro al Giardino delle Erbe, su 'Nuova
PAC e PSR 2014/20: l' agricoltura per lo
sviluppo dell' Italia e dell' Europa'; interverrà il
candidato sindaco Nicola Iseppi e i candidati
della lista Centro­Sinistra Uniti per Casola.
Castel Bolognese . Venerdì 16 maggio, dalle 9.30 alle 12.30 banchetto in piazza in occasione del
mercato settimanale; sabato 17 maggio, dalle 9.30 alle 12.30 presenza del candidato sindaco Daniele
Meluzzi, e dei candidati alle amministrative davanti a tutti i supermercati di Castello; dalle 16.00 alle
18.00 incontro con i cittadini al Centro Sociale. Sarà presente il senatore Stefano Collina. Domenica 18
maggio, alle 10.15 nella sala Europa del Municipio, in Piazza Bernardi incontro sul tema 'La
Cooperazione in Europa' con l' onorevole Paolo De Castro, candidato al Parlamento Europeo per il Pd.
Cervia . Sabato 17 maggo, banchetti dalle 10 alle 12 davanti a Coop viale Roma, Conad Cervia, via
Caduti, Conad Pinarella, Coop 'G. di Vittorio'; a Pisignano davanti al supermercato SISA dalle 9 alle
10.30. Alle 14.30 Debora Serracchiani al bar Sale Dolce di Cervia. Domenica 18 maggio, il candidato
sindaco Luca Coffari parteciperà a una biciclettata organizzata dal Comune. Conselice . Sabato 17
maggio, banchetti dalle 9 alle 12 nelle piazze di Conselice, Lavezzola, San Patrizio: saranno presenti i
candidati del Pd; domenica 18 maggio, alle 10.30 in piazza Foresti, manifestazione con il ministro
Giuliano Poletti e la candidata sindaco Paola Pula Cotignola . Venerdì 16 maggio banchetto in piazza;
sabato 17 nuovo banchetto in piazza e presenza anche davanti ai supermercati della città. Faenza .
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
13
15 maggio 2014
<­­ Segue
RavennaNotizie.it
politica locale
Sabato 17 maggio, dalle 10 alle 12 banchetto in piazza con la candidata elle elezioni europee, Cécile
Kyenge; alle al Novecento Caffe incontro con Isabella del Monte e il senatore Stefano Collina. Domenica
18 maggio al Circolo Arci di Santa Lucia (ore 19.30) incontro con il candidato alle Europee, Paolo De
Castro. Fusignano . Venerdì 16 maggio, banchetto dalle 9 alle 12 in piazza e nei supermercati; alle
20.30 al Circolo Brainstorm, cena di auto finanziamento con il candidato sindaco Nicola Pasi. Lugo .
Sabato 17 maggio, banchetti ai negori Conad e Crai, a Voltana, dalle 10 alle 12; banchetto in piazza
anche a Lugo, alle 10. Alle 11, in Largo della Repubblica, iniziativa con Debora Serracchiani, Vasco
Errani, e il candidato sindaco, Davide Ranalli. Alle 16.00 volantinaggio centro storico a Lugo. Domenica
18 maggio, a Voltana banchetto davanti alla Casa del popolo dalle 10 alle 12; a Lugo alle 16 visita alla
Fattoria Donati; a Giovecca, alle 18, aperitivo con il candidato sindaco, Davide Ranalli. Massa
Lombarda . Venerdì 16 maggio, banchetto al mercato; sabato 17, banchetto ai supermercati Coop e
Conad, mattina e pomeriggio; domenica 18 pranzo di autofinanziamento al Club 91 con il ministro
Giuliano Poletti e l' europarlamentare Salvatore Caronna. Sara presente il candidato sindaco Daniele
Bassi. Ravenna . Venerdì 16 maggio, banchetti al mercato rionale di piazza medaglie d' oro dalle 9.30
alle 12, al mercato rionale di S.P. in Vincoli dalle 8.30 alle 12, al mercato rionale di Savarna dalle 9.30
alle 12. In serata Festa PD a Roncalceci; Sabato 17 maggio, presenza al mercato dalle 9 alle 13 col
sindaco Fabrizio Matteucci e il segretario comunale Pd, Gianandrea Baroncini; presenza Coop via
Faentina dalle 9.30 alle 12; banchetti al Centro commerciale San Biagio dalle 9.30 alle 12; al centro
commerciale La Fontana dalle 9.30 alle 12; in piazza Costa dalle 15 alle 18; al mercato rionale di Marina
di Ravenna dalle 15 alle 17.30. E in serata festa Pd a Roncalceci, che prosegue anche domenica 18
maggio. Riolo Terme . Sabato 17 Maggio alle 9.45 Cecile Kyenge e il senatore Stefano Collina
incontrano i cittadini al mercato. Domenica 18 Maggio alle 12.30 aperitivo con Paolo De Castro, al Bar
Tannino. Russi . Venerdì 16 maggio cena di autofinanziamento a San Pancrazio con i candidati del Pd;
sabato 17 e domenica 18 maggio, alla mattina, banchetto in piazza. Solarolo . Domenica 18 maggio alle
18, al bar pasticceria 'Anna', incontro con l' europarlamentare Paolo De Castro e il candidato sindaco
Fabio Anconelli.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
14
16 maggio 2014
Pagina 10
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Le misure sotto la lente di Rating24 Il decreto Poletti
convertito ieri in legge modifica la ...
Le misure sotto la lente di Rating24 Il decreto
Poletti convertito ieri in legge modifica la
disciplina dei contratti a t e r m i n e e d e l l '
apprendistato, dopo gli irrigidimenti operati
dalla legge Fornero (e i primi, timidi, correttivi
varati da Enrico Giovannini). Si estende l'
acausalità dei contratti a termine fino a 36
mesi. Ma si introduce un tetto del 20% di
utilizzo del lavoro a tempo: se viene superato
scatta una multa pecuniaria. Si riducono (ma
rimangono) le quote di stabilizzazione
obbligatoria di apprendisti (20%), anche se si
applicano solo alle aziende con oltre 50 addetti
(prima il vincolo si riferiva alle imprese con
oltre 30 addetti). Si rifinanziano i contratti d i
solidarietà, e si "smaterializza" il Durc. Ecco le
principali misure del dl 34, con un giudizio
sulla loro efficacia ACAUSALITÀ Si passa da
1 2 a 3 6 m e s i I contratti a t e r m i n e n o n
richiedono più una "giustificazione" per 36
mesi (prima il limite era 12 mesi e solo per il
primo rapporto). Così l' acausalità coincide
con la durata massima dei rapporti a tempo,
con l' obiettivo di ridurre il contenzioso
EFFICACIA ALTA PROROGHE E RINNOVI Le
proroghe scendono a 5 Scendono da 8 a 5 le
proroghe dei contratti a termine. Il dl Poletti precisa che le 5 proroghe sono nell' arco dei complessivi 36
mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi (che quindi non hanno vincoli e restano normati dalle
regole attuali) EFFICACIA MEDIA Introdotto un nuovo limite Viene fissato un nuovo tetto legale del 20%
di utilizzo dei contratti a termine. Tale limite va calcolato sul numero dei lavoratori a tempo
indeterminato in forza al 1° gennaio. L' azienda fino a 5 dipendenti può comunque assumere un
lavoratore a tempo EFFICACIA BASSA SANZIONE PECUNIARIA APPRENDISTI STAGIONALI Oltre
soglia scatta la multa Chi supera il nuovo tetto del 20% dovrà pagare una sanzione economica. La multa
è del 20% della retribuzione per il primo "sforamento", che aumenta al 50% per i casi successivi. I
maggiori introiti della sanzione pecuniaria vanno al fondo per l' occupazione EFFICACIA MEDIA
REGIME TRANSITORIO Vale la deroga dei contratti Le imprese oltre il tetto del 20% debbono mettersi
in regola entro l' anno. A meno che un contratto collettivo applicabile nell' azienda disponga un limite
percentuale o un termine più favorevole. In caso contrario, dal 2015, non si potranno fare nuove
assunzioni a tempo EFFICACIA ALTA ENTI DI RICERCA Eccezioni per i ricercatori Dal nuovo tetto
legale del 20% sono esonerati i contratti di lavoro stipulati dagli enti di ricerca (pubblici e privati) con
ricercatori e personale tecnico. I contratti di ricerca scientifica «in via esclusiva» possono avere durata
pari a quella del progetto di ricerca TETTO DEL 20% EFFICACIA ALTA STABILIZZAZIONE 20%
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
15
16 maggio 2014
Pagina 10
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Obbligo sopra i 50 addetti Si abbassano le quote di stabilizzazione di apprendisti (per poterne
assumere di nuovi) introdotte dalla legge Fornero. Ora il limite è del 20% e vale sole per le imprese con
oltre 50 dipendenti (prima tale obbligo riguardava le imprese con oltre 30 addetti) EFFICACIA MEDIA
PIANO FORMATIVO In forma scritta semplificata Resta l' obbligo del piano formativo scritto nel
contratto di apprendistato, anche se ora in forma semplificata. Può essere cioè definito anche sulla base
di moduli e formulari stabili dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali EFFICACIA MEDIA
FORMAZIONE PUBBLICA Spazio alle imprese Le regioni, entro 45 giorni, dovranno comunicare all'
azienda le modalità di svolgimento della formazione di base, anche indicando sedi e calendario delle
attività previste. Ci si può avvalere, in via sussidiaria, delle imprese. Ma solo se disponibili EFFICACIA
MEDIA Ok se c' è l' alternanza Si prevede che nelle regioni o province autonome con un sistema di
alternanza scuola­lavoro i contratti collettivi possano prevedere l' utilizzo del contratto di apprendistato,
anche a tempo determinato, per lo svolgimento di attività stagionali EFFICACIA ALTA SOLIDARIETÀ
Contributi giù del 35% Si uniforma al 35% la riduzione contributiva per le imprese.
Confermato il ri­finanziamento del fondo sociale per l' occupazione con 15 milioni per alimentare la
decontribuzione. Da definire con un decreto interministeriale i criteri per la concessione del beneficio
EFFICACIA ALTA DURC ONLINE Verifiche in tempo reale Si semplifica il Documento unico di
regolarità contributiva (Durc).
Verifiche in tempo reale della posizione dei contribuenti presso Inps, Inail e, per i datori di lavoro
interessati, Casse edili. La risultanza dell' interrogazione avrà validità di 120 giorni EFFICACIA ALTA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
16
16 maggio 2014
Pagina 12
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Industria. Con la firma del premier Renzi si ufficializza l' accordo per rilanciare i siti italiani del
gruppo: ora i referendum nelle fabbriche.
Su Electrolux la parola ai lavoratori
Giorgio Pogliotti ROMA Con la firma del
presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si
ufficializza la chiusura dell' accordo su
Electrolux, che passa all' esame dei lavoratori:
giovedì prossimo è previsto lo scrutinio in
contemporanea nei 4 stabilimenti del
referendum promosso da Fiom, Fim e Uilm.
A Palazzo Chigi ieri per la firma erano presenti
i protagonisti della conclusione di questa
vertenza che si trascina dallo scorso autunno,
ovvero i ministri dello Sviluppo economico,
Federica Guidi e del Lavoro, Giuliano Poletti, i
rappresentanti degli enti locali, i v e r t i c i
aziendali e gli esponenti nazionali e locali dei
sindacati. «Dopo Ansaldo Energia e
Fincantieri, oggi abbiamo firmato l' accordo,
importantissimo, su Electrolux» ha postato il
premier su Twitter, aggiungendo l' hashtag
#nonfiniscequi.
Nella conferenza stampa il ministro Guidi ha
confermato che «si conservano tutti i posti di
lavoro per tutta la durata del piano», ovvero al
2017, «non vi sarà nessun licenziamento e
nessun esubero».
Considerando che si partiva dalle 1.700
eccedenze previste originariamente dalla
multinazinale svedese, pari a circa un quarto degli occupati nei quattro stabilimenti italiani, il ministro
Guidi non ha potuto che «elogiare il senso di responsabilità mostrato dalle parti sociali in una trattativa
che ha avuto momenti drammatici», spingendosi fino a considerare l' accordo come «un nuovo
approccio alle relazioni industriali, moderno».
La vertenza, peraltro, si è chiusa in contemporanea con la conversione in legge del Dl Poletti che porta
dal 25% al 35% la riduzione della contribuzione previdenziale per i datori di lavoro che utilizzano i
contratti di solidarietà, lo strumento sul quale punta l' accordo per evitare i licenziamenti. E Renzi fa
notare come «senza questo decreto, Electrolux non avrebbe firmato». Per Poletti «i contratti d i
solidarietà sono una buona soluzione» perché «ridistribuiscono il lavoro tra i lavoratori, nessuno viene
mandato a casa, ma si condivide un sacrificio». Per rilanciare i quattro stabilimenti italiani il colosso
degli elettrodomestici investirà 150 milioni di euro che, secondo il ministro Guidi, «per circa due terzi si
stima siano legati all' innovazione tecnologica», sarà quindi possibile «accedere al sostegno che Mise e
Regioni potranno dare, con una forma che decideremo insieme all' azienda, che può variare tra
contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato».
L' accordo che prevede una riduzione del costo per ora lavorata mantenendo inalterati i livelli salariali,
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
17
16 maggio 2014
Pagina 12
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
taglia del 60% i permessi sindacali, inoltre per lo stabilimento di Porcia la pausa aggiuntiva rispetto agli
altri impianti è stata ridotta da 10 a 5 minuti, mentre per Solaro, Susegana e Forlì è previsto un aumento
dei pezzi prodotti per ora. «Il governo vuole creare le condizioni perché le imprese restino e investano in
Italia» ha aggiunto il sottosegretario Graziano Delrio.
Oggi inizieranno le assemblee unitarie: si parte da Forlì, lunedì toccherà a Porcia, martedì Susegana e
mercoledì Solaro. Di «accordo innovativo» raggiunto attraverso «uno strumento classico: la
mobilitazione dei lavoratori», parla il leader della Fiom, Maurizio Landini. Per Gianluca Ficco (Uilm) «è
stato prezioso il sostegno offerto dalle istituzioni, in particolare dal ministro Guidi che si è impegnata in
prima persona nella mediazione», l' auspicio è che «sia il primo segno della consapevolezza dell'
importanza dell' industria per rilanciare l' economia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
GIORGIO POGLIOTTI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
18
16 maggio 2014
Pagina 15
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Sindacato. Accorpate sei categorie: nasce la federazione più numerosa con 585mila iscritti e
25mila delegati Rsu.
Cisl, una sigla unica della Pa
ROMA La Cisl dà il via al nuovo sindacato del
lavoro pubblico, frutto dell' accorpamento di
sei categorie del pubblico impiego (funzione
pubblica, scuola, sicurezza, medici, università,
innovazione e ricerca).
Quella nata ieri è la federazione di lavoratori
attivi più numerosa d' Italia, con 585mila iscritti
e 25mila delegati Rsu. Con questa
riorganizzazione interna che avrà un impatto
sul contenimento dei costi e sul taglio di
poltrone, secondo quanto ha spiegato il leader
Raffaele Bonanni, la Cisl vuole lanciare un
messaggio alla pubblica amministrazione,
affinchè in tempi di spending review si muova
nella stessa direzione. Dopo l' operazione
sulle province, la Cisl sollecita il governo a
ridurre anche il numero di comuni, regioni e
partecipate , a tagliare gli sprechi per ottenere
risparmi da destinare alla contrattazione, visto
che il rinnovo è congelato ormai da cinque
anni. Al premier Renzi il nuovo sindacato dice:
«non ci interessano le liturgie, l' innovazione
che vogliamo non è aprire un tavolo, ma
arrivare al risultato».
Con l' unificazione di tutti i lavoratori del
settore pubblico la Cisl è convinta di creare un
soggetto «più forte nel ruolo di rappresentanza e tutela» per poter giocare «da protagonisti» nella
riforma della Pa. A coordinare il nuovo soggetto è Francesco Scrima (Cisl Scuola), affiancato da
Pompeo Mannone (Fns­Cisl), Biagio Papotto (Cisl­Medici), Antonio Marsilia (Cisl università), Giuseppe
De Biase (Fir­Cisl) e Giovanni Faverin (Cisl­Fp). Ieri è stata deliberata l' adesione al nuovo soggetto
delle sei categorie che verranno sciolte successivamente con i rispettivi congressi.
«Lo faremo anche per altre categorie ­ ha aggiunto Bonanni ­ passeremo a regime da 17 a 7 categorie.
Vorrei che tutti i parolai facessero lo stesso per le materie di loro competenza». Tra i prossimi passi c' è
la creazione della federazione delle reti (unificando Fistel, trasporti ed elettrici), la federazione del
territorio (accorpando edili e agroalimentari), dell' industria (Fim e chimici), del terziario (commercio e
somministrati), dei servizi (poste e bancari), accanto ai pensionati.
G. Pog.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
19
16 maggio 2014
Pagina 23
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Viale Mazzini. Ok del cda al taglio dello stipendio del presidente ­ Dai dirigenti, non obbligati, l'
impegno a ridursi le buste paga.
Rai, tetto di 240mila euro ai compensi
ROMA Il Cda Rai approva una delibera sui
compensi aziendali, adeguandosi al tetto
imposto dal Governo. La misura, per ora, è
definitiva per il presidente Anna Maria
Tarantola mentre i dirigenti e le altre figure
professionali si sono impegnati ad autoridursi
il proprio compenso sotto tale soglia in via
cautelare.
Il Cda sta ancora valutando, dopo i primi
pareri legali ricevuti, se e come presentare un
eventuale ricorso contro il provvedimento dell'
esecutivo. La situazione, infatti, è in piena
evoluzione. Al Senato, intanto, sono stati
presentati emendamenti per eliminare, in tutto
o in parte, il "taglio" di 150 milioni, per il 2014,
su quanto lo Stato dovrà riversare all' azienda
pubblica del canone pagato dai cittadini. Li
hanno presentati quasi tutti i partiti, da Forza
Italia al Movimento 5 Stelle, dal Pd alla Lega
Nord. Un emendamento del Pd propone di
destinare allo Stato il 50% di quanto ricavato
dalla lotta all' evasione del canone (era un'
ipotesi che circolava nei giorni di approvazione
del decreto Irpef). Il Governo, nell' audizione
del viceministro dell' Economia Enrico
Morando davanti alla commissione di
Vigilanza, ha chiarito che alla Rai non si applicherà l' articolo 20 del decreto, quello sui tagli obbligati ai
costi operativi del 2,5% per il 2014 e del 4% per l' anno successivo. Quanto al canone, Morando ha
detto: «Non vogliamo arretrare sull' obiettivo», ma ha aggiunto: «Si tratta di una norma complessa. Un'
imposta è una cosa, una tassa è un' altra, ci sono problemi giuridici da affrontare. La Consulta ha detto
due volte che si tratta di un' imposta, la discussione è aperta». Interessante la visione di Morando sulla
cessione di quote di RaiWay: «È un asset strategico non solo per la Rai, ma per il Paese. Vogliamo
procedere con modalità analoghe agli interventi sulle altre reti, che hanno portato alla costruzione di
grandi player, come Terna, valorizzando l' asset con capitali e investimenti, anche privati. Occorre
separare le reti, che utilizzano una risorsa pubblica, l' etere, dai contenuti: gli editori devono potersi
concentrare su questi ultimi».
Quanto alle misure sulle sedi regionali, che Morando ha giudicato convergenti con quanto previsto nel
contratto di servizio Rai­Ministero, con le modifiche richieste dalla Vigilanza, la Conferenza delle
Regioni mette i suoi paletti. La Conferenza, infatti, «ritiene necessaria un' articolazione territoriale» dell'
informazione Rai, «garantendo la presenza di redazioni in ciascuna Regione e provincia autonoma». La
Conferenza chiede anche «una ricezione del digitale terrestre della terza rete» per consentire un'
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
20
16 maggio 2014
Pagina 23
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
effettiva visione dei «Tg regionali in ciascuna regione». Anche le Regioni chiedono il recupero dell'
evasione del canone. Problema sul quale Morando, in Vigilanza, ha ipotizzato la possibilità di dover
dichiarare il pagamento dell' abbonamento nella dichiarazione dei redditi, con modalità da definire.
Dentro Viale Mazzini, intanto, il presidente Anna Maria Tarantola ha accettato il taglio del proprio
stipendio da 366mila euro lordi a 240mila euro, sempre lordi. Vi sarebbero una quarantina di dirigenti e
giornalisti sopra il tetto imposto dal governo Renzi. Si attendono approfondimenti giuridici, essendoci
dei contratti in essere con l' azienda. La riduzione sarà fatta, per ora, in via cautelare.
Ma.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
21
16 maggio 2014
Pagina 24
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Per una riforma delle autonomie locali.
Ma chi controllerà i controllori?
Corrado Sforza Fogliani Il Governo si pone,
giustamente, il problema di una riforma della
"macchina" dello Stato. Ma forse, oggi, occorre
anche una rivisitazione del sistema delle
Autonomie locali. A favore della stessa (e,
quindi, di un equilibrato rapporto Stato­
Autonomie) militano l' insostenibilità del debito
pubblico e la crisi fiscale.
Nel campo degli enti locali, in un volger d' anni
di alcuni decenni si è passati dal sistema dei
controlli esterni nato con lo Stato unitario, al
sistema dei controlli interni, alla presa d' atto
del sostanziale fallimento di quest' ultimo
sistema, al tentativo di rimediarvi ­ come
scrive uno studioso, e un pratico, della materia
(C.
Pronti, La Regione Emilia­Romagna e i
controlli sugli enti locali, ed. Parallelo 24,
2014) ­ «con la moltiplicazione degli
adempimenti e la procedimentalizzazione
della trasparenza, a costi, in termini di tempi di
esecuzione e di spesa effettiva, non calcolati
ma sicuramente crescenti». Lo stesso studioso
giunge, al termine della sua chiara disamina,
ad augurarsi «un anno sabbatico degli
adempimenti, da utilizzare per una riflessione
collettiva su ciò che si sta facendo».
Il problema non è nuovo. Con la consueta lucidità, lo poneva già anni fa Giovanni Sartori (Corriere della
Sera, 24.4.2010, Ma resta il nodo dei controlli) sostenendo ­ a proposito di Regioni e di federalismo ­
che il controllo elettorale ci vuole, «ma oggi e sempre più dovrebbe essere integrato da "autorità di
controllo" davvero indipendenti». E, pochi giorni dopo (28.4.'10), sullo stesso quotidiano Linda
Lanzillotta evidenziava che, anche dove la sanzione politica aveva funzionato, la spesa non era
diminuita. Su come si costruiscano «maggioranze elettorali di ferro» lo ha del resto dettagliatamente
spiegato Ernesto Galli della Loggia (Rossi per sempre, a cura di Stella Carnevali, Confraternita delle
Foglie­Spello di Perugia, 2004). E già dieci anni fa, sia il presidente del Senato Marcello Pera che il
presidente della Corte dei conti Francesco Staderini sottolineavano, l' uno l' assurdità di certe spese
degli enti locali, e l' altro che in tutti i Paesi europei all' infuori dell' Italia «si riscontrano restrizioni
specifiche all' autonomia contabile­finanziaria» degli stessi enti (Odissea dello spreco, Confedilizia
edizioni, 2005).
Nonostante tutto questo, la situazione è rimasta immutata (salvo sia la spesa pubblica sia le imposte,
che ­ correlate come sono l' una alle altre ­ hanno entrambe segnato una intollerabile crescita). Per il
futuro, anzi, il Governo pensa (disegno di legge n. 1429, Senato) a un Senato delle Autonomie che ­
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
22
16 maggio 2014
Pagina 24
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
integralmente sostituito l' art. 70 della Costituzione ­ potrà, in buona sostanza e in varie forme (richiesta
di riesame, proposte di modifiche ecc.), esercitare un diretto potere di sindacato sull' attività legislativa
della Camera dei deputati, congiuntamente a questa svolgendo anche la stessa attività legislativa in
specifiche materie. Ma, a questo punto, chi controllerà i controllori?
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
CORRADO SFORZA FOGLIANI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
23
16 maggio 2014
Pagina 39
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
In sintesi 01 | LA TASSA La Tasi è la tassa
comunale sui servizi indivisibili come illuminazione ...
In sintesi 01 | LA TASSA La Tasi è la tassa
comunale sui servizi indivisibili come
illuminazione pubblica e manutenzione delle
strade e insieme all' Imu e e alla Tari, forma l'
Imposta Unica Comunale (Iuc) 02 | BRACCIO
DI FERRO La proroga dal 16 giugno al 16
settembre del pagamento dell' acconto Tasi,
chiesta dalla maggioranza e dalle opposizioni
non piace all' Anci: secondo i Comuni spostare
il pagamento del tributo avrebbe delle
conseguenze sui bilanci degli enti locali, come
ha spiegato ieri il presidente Piero Fassino.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
24
16 maggio 2014
Pagina 39
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
Fisco e immobili. L' Economia resta in attesa delle delibere dei sindaci che vanno pubblicate
entro la fine di maggio.
Tasi, per ora niente proroga
ROMA Sulla Tasi primo round ai Comuni. La
proroga dal 16 giugno al 16 settembre del
versamento dell' acconto Tasi, chiesta a gran
voce dalla stessa maggioranza e dalle
opposizioni con una lunga serie di
emendamenti anche al decreto Irpef, non
piace all' Anci. E per questo il ministero dell'
Economia ha deciso di non intervenire, almeno
nell' immediato. Tanto da voler accantonare
anche l' ipotesi di una curiosa e quanto mai
inutile mini­proroga di un mese (dal 16 giugno
al 16 luglio) su cui i tecnici di Via XX settembre
e quelli di Palazzo Chigi avevano iniziato a
ragionare. I comuni, infatti, possono chiudere i
bilanci entro il 31 luglio e dunque il problema
di oggi sulla difficoltà per i cittadini di
conoscere aliquote e detrazioni Tasi si
riproporrebbe tale e quale anche con uno
spostamento di soli 30 giorni del pagamento
dell' acconto di metà giugno.
A frenare i tecnici e il gabinetto dell' Economia
su una possibile proroga è stato ieri il
presidente dell' Anci, Piero Fassino. Il
presidente, a margine del convegno con cui la
Cna sull' osservatorio permanente sulle tasse
di artigiani e piccole imprese, ha spiegato che
spostare il pagamento del tributo avrebbe delle conseguenze sui bilanci degli enti locali: «Non sono
favorevole perché non ci si pone il problema della liquidità dei comuni».
E nel pomeriggio al termine della Conferenza unificata Fassino ha precisato che la Tasi e l' Imu «sono le
principali fonti di finanziamento per i servizi che vengono erogati dai Comuni e un eventuale slittamento
del pagamento creerebbe un buco di liquidità drammatico e l' impossibilità per i comuni di continuare a
erogare i servizi». Fassino ha poi concluso spiegando che «non è serio continuare a parlare di
slittamento perché Comuni e cittadini hanno bisogno di certezze».
Ma proprio sull' esigenza di certezze dei cittadini ha posto l' accento "il partito della proroga", che ormai
comprende anche una buona parte della stessa maggioranza di Governo. Scelta civica ­ fin da subito
promotrice di uno spostamento in avanti della scadenza Tasi di metà giugno sottoscritto dal
sottosegretario all' Economia, Enrico Zanetti ­ ha stigmatizzato la posizione dell' Anci. La contrarietà di
Piero Fassino alla proroga della scadenza Tasi del 16 giugno è assolutamente legittima, ma ­ ha
spiegato in una nota il capogruppo alla Camera Andrea Romano (Sc)­ «così come bisogna porsi il
problema delle esigenze di liquidità dei Comuni, i Comuni a loro volta devono porsi il problema delle
esigenze dei cittadini di avere un quadro normativo definito». Rinviare, fino al termine ultimo concesso
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
25
16 maggio 2014
Pagina 39
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
dalla legge per fissare aliquote e detrazioni, ha aggiunto Romano, «è una scelta, non una prescrizione
del medico». Se la grande maggioranza dei Comuni compie questa scelta, per le più varie ragioni, «è
inevitabile e doveroso, ha concluso il capogruppo di Scelta civica, che ci si metta anche nei panni dei
contribuenti».
La posizione del Governo, al momento, sulla proroga della Tasi resta quella espressa nel question time
di mercoledì alla camera (si veda Il Sole 24 Ore di ieri), con cui ha invitato «espressamente i sindaci a
emanare in tempo utile la delibera di approvazione delle aliquote Tasi, da inviare entro il 23 maggio per
la pubblicazione entro il 31 maggio prossimo». Ma al momento solo poco più del 10% dei sindaci ha
reso note ai loro cittadini aliquote, detrazioni e modalità di versamento della Tasi 2014.
Non solo. Per 4.100 Comuni le decisioni sulla Tasi sono in stand by per non far pesare le tasse sul
mattone sulla tornata elettorale amministrativa del prossimo 25 maggio.
M. Mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
26
16 maggio 2014
Pagina 40
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
SPECIALE JOBS ACT.
STIPENDIO RIDOTTO PER LE ORE DI STUDIO
PAGINE A CURA DI Nevio Bianchi Barbara
Massara Ennesimo maquillage per il contratto
di apprendistato. Da quando la sua disciplina
è stata completamente azzerata e riscritta
(decreto legislativo 167/2011) si sono
succeduti tre governi (Monti, Letta, Renzi) e
ognuno ha apportato al decreto modifiche più
o meno significative, a volte contraddittorie,
con l' obiettivo dichiarato, ma finora non
raggiunto, di farlo diventare veramente la
tipologia contrattuale attraverso la quale tutti i
giovani entrano nel mondo del lavoro.
Le ultime novità sono contenute nell' articolo 2
del decreto legge 34/2014 convertito in legge
ieri dalla Camera e incidono non poco sulla
gestione del contratto. Il primo gruppo di
modifiche riguarda l' articolo 2 del Dlgs
167/2011, contenente i principi base che
regolano questo istituto e ai quali devono
conformarsi gli accordi collettivi nazionali.
Nella lettera a) del comma 1 viene confermato
l ' o b b l i g o d e l l a f o r m a s c r i t t a d e l piano
individuale formativo, sebbene in forma
sintetica. Si ricorda che nella prima versione
del decreto l' obbligo era stato soppresso.
Modificata la clausola della stabilizzazione,
anch' essa originariamente soppressa. Dopo aver comunque fatte salve le eventuali previsioni dei Ccnl,
che quindi, se esistenti, prevalgono, l' obbligo di confermare i contratti di apprendistato viene ripristinato
solo per i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti.
Con riferimento alla seconda tipologia di contratto di apprendistato, quello cosiddetto di mestiere o
professionalizzante, maggiormente utilizzato dai datori di lavoro, la modifica apportata riguarda la
formazione di base e trasversale di cui all' articolo 4 comma 3) lettera c) del Testo unico.
Dopo una prima formulazione che sembrava aver escluso le Regioni da questa specifica competenza, il
nuovo testo subordina l' obbligo della formazione a una comunicazione che la Regione dovrà fare al
datore di lavoro entro 45 giorni dall' assunzione, proponendo le attività formative organizzate, compresa
l' indicazione delle sedi e dei relativi calendari. Viene in pratica riproposta quella che era la regola
vigente all' epoca del pacchetto Treu.
In aggiunta, però, viene previsto che la Regione può «avvalersi» dei datori di lavoro o delle
«associazioni», se «disponibili».
Questa previsione dovrebbe intendersi nel senso che per garantire l' erogazione della formazione, la
Regione che non dispone di propri mezzi può chiedere allo stesso datore di lavoro o alle associazioni di
categoria a cui aderisce, compatibilmente con le regole contenute nell' accordo Stato­Regioni del 20
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
27
16 maggio 2014
Pagina 40
<­­ Segue
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
febbraio 2014, se sono disponibili a erogare i corsi (ad esempio in materia di capacità formativa
interna). Nulla viene detto con riferimento alla mancanza di tale disponibilità, cioè che cosa succede se
dalla Regione non arriva questa comunicazione. L' interpretazione più logica porta a ritenere che l'
obbligo non dovrebbe sussistere.
C' è più di una modifica invece che riguarda il contratto di apprendistato di primo tipo, cioè quello per la
qualifica e per il diploma professionale finalizzato al completamento dell' obbligo scolastico e
disciplinato dall' articolo 3 del Testo unico.
Un primo intervento riguarda la retribuzione delle ore di formazione. È stato sempre pacifico, fino ad
oggi, che nell' apprendistato le ore di formazione sono ore di lavoro e di conseguenza devono essere
retribuite come tali. Va però tenuto conto che la regolamentazione regionale della formazione nella
prima tipologia di apprendistato prevede, giustamente, un numero di ore che varia in media da 400 a
800 all' anno. Un datore di lavoro, se deve pagare normalmente tutte queste ore che per lui sono di
mancata prestazione, non si sente molto incentivato a stipulare questi contratti. Questo dovrebbe
giustificare la misura adottata e cioè che i contratti collettivi potranno rideterminare il trattamento
economico del tempo di formazione, fermo restando che non potrà essere inferiore a quella
corrispondente al 35% del monte ore complessivo.
Inoltre, sempre per questa tipologia di apprendistato, viene introdotto dal nuovo comma 2 quater la
possibilità che i Ccnl prevedano, per lo svolgimento di attività stagionali, forme speciali di utilizzo dell'
apprendistato, compreso quello a termine, così come per l' apprendistato professionalizzante.
Con riguardo al programma sperimentale per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda per gli
studenti degli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado per il triennio 2014­2016,
previsto dall' articolo 8 bis comma 2 del Dl 104/2013, che sarà avviato con apposito decreto
interministeriale, il Dl 34/2014 integra la disciplina, prevedendo la possibilità di stipulare contratti in
deroga ai limiti di età previsti dalla legge.
Infine anche per il contratto di apprendistato vale la disciplina transitoria prevista dall' articolo 2 bis del
decreto 34/2014, secondo cui le nuove regole si applicano solo ai contratti stipulati a decorrere dalla
data di entrata in vigore del decreto stesso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
NEVIO BIANCHI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
28
16 maggio 2014
Pagina 41
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
6 | SANZIONI.
Penalità pesanti per chi non «forma»
Sanzioni rilevanti per chi non rispetta gli
obblighi formativi. L' articolo 7 del decreto
legislativo 167/2011 definisce le conseguenze,
sul piano sanzionatorio, del mancato rispetto
da parte del datore di lavoro delle disposizioni
che disciplinano l' apprendistato. Si tratta di
misure abbastanza pesanti, che spesso
costituiscono un deterrente alla stipula del
contratto stesso.
Le sanzioni più gravi riguardano, ovviamente,
il mancato rispetto degli obblighi formativi. Il
primo comma dell' articolo 7 stabilisce, infatti,
che se il datore di lavoro è l' unico
responsabile della mancata erogazione della
formazione necessaria per consentire il
raggiungimento degli obiettivi individuati nel
piano formativo, lo stesso è tenuto a pagare la
differenza tra la contribuzione versata e quella
dovuta con riferimento al livello di
inquadramento contrattuale superiore che
sarebbe stato raggiunto dal dipendente al
termine del periodo di apprendistato,
maggiorata del 100%, con esclusione di
qualsiasi altra sanzione per omessa
contribuzione.
Con riferimento al concetto di «esclusivamente
responsabile», il ministero del Lavoro (circolare 5/2013) ha fatto presente che il datore di lavoro non
potrà essere considerato «unico responsabile» solo in riferimento alla «formazione di base e
trasversale» di competenza delle Regioni. Vale a dire che se le Regioni non attivano i percorsi formativi
esterni all' azienda, non sarà possibile applicare la sanzione prevista dall' articolo 7, comma 1, del Dlgs
167/2011. Viceversa la sanzione sarà applicabile nel caso in cui in cui lo stesso non effettui la
formazione interna in termini di quantità, contenuti e modalità previsti dal contratto collettivo e declinati
nel piano formativo individuale.
Il secondo comma dell' articolo 7 prevede altre sanzioni, di tipo amministrativo, nel caso in cui ci sia una
violazione di disposizioni contrattuali. Si tratta, in particolare, della violazione dei principi indicati nell'
articolo 2, la cui definizione è demandata ai contratti collettivi, tra cui la forma scritta del contratto, del
patto di prova e del relativo piano formativo individuale, il divieto di retribuzione a cottimo, la presenza
di un tutore o referente aziendale. In questi casi il datore di lavoro è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro che in caso di recidiva varia da 300 a 1.500 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
29
16 maggio 2014
Pagina 41
Il Sole 24 Ore
pubblica amministrazione
2 | FORMAZIONE.
Termine di 45 giorni per l' offerta regionale
La formazione è l' elemento che distingue l'
apprendistato professionalizzante dagli altri
tipi di contratti di lavoro, qualificandolo come
contratto a causa mista, in cui all' obbligo
retributivo si affianca quello formativo. Posto
che l' articolo 117 della Costituzione include la
formazione tra le materie di competenza
regionale, lo sforzo effettuato dal Dlgs 167/11
fu proprio quello di rinviare ai Ccnl la disciplina
della formazione per le competenze tecnico
professionali e specialistiche, la cosiddetta
formazione pratica svolta in azienda (on the
job) ma anche fuori (modalità Fad).
I contratti collettivi definiscono il monte ore da
dedicare a questa formazione e le competenze
tecnico professionali che l' apprendista deve
c o n s e g u i r e i n funzione d e i p r o f i l i
professionali/formativi di riferimento previsti
dallo stesso Ccnl, dalla normativa regionale o,
in mancanza, dall' Isfol. La formazione di base
e trasversale, cioè quella teorico formale, che
rappresenta la base di conoscenze comuni ai
diversi profili professionali, è quella che invece
è stata oggetto negli ultimi anni di numerose
modifiche normative, proprio per la rispettiva
competenza regionale.
L' articolo 4 del Testo unico, dopo la recente modifica, attribuisce alla Regioni il ruolo di proporre al
datore di lavoro l' offerta formativa pubblica entro 45 giorni dall' instaurazione del rapporto di lavoro,
avvalendosi eventualmente del datore di lavoro e delle associazioni di categoria se disponibili. In pratica
è stato conservato il principale ruolo della Regione nell' offerta della formazione di base e trasversale,
subordinandolo però all' obbligo propositivo dell' ente stesso, fermo restando che in mancanza di quest'
ultimo, la formazione potrà essere garantita direttamente dal datore di lavoro o dalle associazioni di
categoria se tali soggetti si dimostrano disponibili (e se sono in possesso dei requisiti standard minimi
per la capacità formativa interna).
Continuano, poi, ad essere validi i principi base in materia di formazione trasversale stabiliti dalla
Conferenza Stato Regioni in data 20 febbraio 2014, in cui le 120 ore nel triennio, originariamente
previste dall' articolo 4 del Testo unico, sono ridotte a 80 ore se l' apprendista è in possesso del diploma
di scuola secondaria di secondo grado o di diploma professionale, o a 40 ore se l' apprendista possiede
una laurea. Tra le competenze elencate nell' accordo sono tra l' altro compresi i comportamenti sicuri
sul lavoro, l' organizzazione aziendale, le competenze digitali, sociali e civiche.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
30
16 maggio 2014
Pagina 25
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Enrico Morando, viceministro all' economia, annuncia l' intervento al convegno Cna.
Irap, nuovo taglio nel 2015
Possibile intervenire sull' Irap, «riducendo
drasticamente l' imposta societaria» nel 2015.
A patto, però, che la spending review abbia
«successo» e si recuperino grazie ad essa
risorse necessarie, mentre dal prossimo
biennio si potrà ragionare anche sull'
eliminazione del Patto di stabilità interno per le
amministrazioni comunali del nostro paese. È
quanto annuncia Enrico Morando, viceministro
all' economia, dinanzi alla platea della Cna a
Roma, in occasione della presentazione di uno
studio sulla tassazione di artigiani e pmi in 112
comuni italiani, precisando che «se
realizzeremo 17 miliardi nel 2015 e 32 miliardi
nel 2016 il bonus Irpef (da 80 euro, ndr)
diventerà strutturale» e, sempre il prossimo
anno, ci sarà la copertura giusta per diminuire
il peso fiscale complessivo sulle realtà
produttive. Secondo il numero due del
dicastero di via XX Settembre, infatti, «se l'
obiettivo è la crescita con occupazione, è
difficile dire che la misura sull' Irpef è
esaustiva ed efficace in termini di»
abbattimento del carico tributario, tuttavia è
prevedibile, alle condizioni evidenziate di un
buon risultato dell' azione di revisione della
spesa, un «intervento massiccio sull' Irap, a
partire dalla franchigia per le pmi, per un entità
non ai margini», ma per un contenimento significativo. A iniziare dal 2016, inoltre, si può immaginare,
prosegue l' esponente governativo alla presenza, fra gli altri, del sindaco di Torino e presidente dell'
Anci, Piero Fassino, di «togliere il Patto di stabilità interno per i comuni, avendo affidato loro una base
imponibile», poiché a quel punto i trasferimenti dall' amministrazione centrale «non esisteranno più»,
pertanto «si dovrà rispettare il pareggio di bilancio strutturale, esattamente come fa lo stato». E non è
tutto, considerato che si aggiungerà «la perequazione per i comuni che non hanno sufficiente capacità
fiscale, ma non sulla base della spesa storica, bensì» in virtù dei «fabbisogni standard». E, in
conclusione, interpellato sull' ipotesi di una crescita del prodotto interno lordo dello 0,8% quest' anno, il
viceministro si spinge a dire che possa avvenire.
SIMONA D' ALESSIO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
31
16 maggio 2014
Pagina 32
Italia Oggi
pubblica amministrazione
ENTI LOCALI/Le istruzioni operative dell' Adc per i commercialisti.
Il revisore è strategico
Nell' ambito dei sempre più ampi ruoli del
revisore degli enti locali, assume forte
rilevanza l' attività concernente i cosiddetti
organismi partecipati.
Nell' alveo degli organismi partecipati,
definizione che si deve alla Corte dei conti,
ricadono innanzitutto società di capitali,
controllate direttamente o indirettamente
(anche per il tramite di una holding, controllata
dall' ente), istituzioni, fondazioni, aziende
speciali, consorzi.
Nel corso degli anni gli organismi partecipati
sono stati additati tra le principali cause dei
dissesti degli enti: è di sovente accaduto che
gli enti utilizzassero gli organismi partecipati
per poter realizzare ciò che agli enti era
impedito, come le assunzioni, ovvero per
migliorare, fittiziamente, i conti, e soprattutto,
le spese correnti, mediante la stipula di
contratti di servizio con condizioni
particolarmente sfavorevoli per gli organismi
partecipanti, condannati in tal modo a perdite
croniche strutturali.
Gli organismi partecipati sono dotati di propri
organi di controllo, che dovrebbero assicurare
la vigilanza richiesta dalle legge, tipica della
natura dell' entità stessa. Una società per
azioni interamente controllata da un ente
locale sarà per esempio dotata di un proprio collegio sindacale, che svolgerà l' attività di controllo di
legalità sull' attività societaria e di un proprio organo di revisione che eseguirà i controlli richiesti dal
dlgs 39/2010. Il fatto che vi siano organi di controllo previsti dal codice civile o dal Testo unico enti locali
(Tuel) all' interno degli organismi partecipati non esime il revisore dell' ente locale dall' esercizio di una
propria attività di vigilanza e controllo, che si esprime sin dal momento della costituzione dell'
organismo partecipato e si esplica in connessione ai tipici atti di controllo del revisore. Il controllo del
revisore dell' ente locale, infatti, inizia al momento della costituzione dell' organismo partecipato: la
costituzione di società partecipate, di istituzioni e di aziende speciali è soggetta alla preventiva
autorizzazione dell' organo consiliare, che deve individuarne le motivazioni della loro nascita, mediante
una delibera che deve inoltre contenere l' atto costitutivo e lo statuto e un piano industriale.
Al revisore è richiesto, ai sensi dell' art. 239, primo comma, lett. b), n. 3 del Tuel, l' emissione del
parere, in generale, sulle modalità di gestione dei servizi e in specifico, sulle proposte di costituzione o
di partecipazione a organismi esterni.
Il giudizio del revisore dell' ente locale appare quindi decisivo sia per la costituzione di un organismo
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
32
16 maggio 2014
Pagina 32
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
partecipate, sia per l' acquisto (e anche sul mantenimento) delle partecipazioni in società.
Qualora l' organismo partecipato sia stato costituito con lo scopo di gestire servizi pubblici locali, il
controllo del revisore dell' ente locale, sempre in ossequio al medesimo articolo del Tuel, sarà diretto a
verificare le modalità di gestione dei servizi e quindi sarà oggetto del controllo il contratto di servizio. Il
revisore deve porre particolare attenzione al contenuto del contratto di servizio, innanzitutto in
connessione alla circostanza che, come accennato, potrebbe essere convenuto un corrispettivo tale da
apportare benefici al bilancio dell' ente, a scapito dell' equilibrio economico dell' organismo partecipato.
È evidente che una situazione di perdita sistematica, per effetto di un contratto di servizio con
corrispettivi insufficienti, si ripercuoterà presto o tardi nel bilancio dell' ente, magari sotto forma di debiti
fuori bilancio per la copertura di perdite o di disavanzi di gestione.
In correlazione all' assegnazione di servizi a organismi partecipati, il revisore dell' ente locale deve
asseverare il trasferimento delle risorse umane, strumentali e finanziarie dall' ente locale all' organismo
partecipato, in modo, da una parte, da verificare che le risorse trasferite siano adeguate per l'
espletamento del servizio pubblico assegnato e, dall' altra, di vagliare che l' operato dell' ente locale non
abbia quale scopo precipuo l' elusione delle norme del patto di stabilità.
Nel corso dell' attività degli organismi partecipati, il revisore dell' ente locale deve comunque esercitare
il controllo sul rispetto dei limiti di composizione e di remunerazione dei consigli di amministrazione, tra
cui il divieto per un amministratore di un ente locale, che sia anche amministratore di un organismo
partecipato, di ricevere compensi per tale seconda carica È di recente istituzione e di incombente
applicazione l' art. 147­quater del Tuel, che prevede come l' ente locale debba definire un sistema di
controlli sulle società non quotate, partecipate dallo stesso ente locale. Tali controlli sono esercitati dalle
strutture proprie dell' ente locale, che ne sono responsabili.
Tale sistema parte dalla definizione degli obiettivi gestionali delle società partecipate e dalla creazione
di un sistema informativo per la rilevazione dei rapporti tra l' ente e la società partecipata nonché della
situazione contabile, gestionale ed organizzativa e dei contratti di servizio; il sistema si completa poi
con un esame degli scostamenti tra risultati ottenuti e obiettivi assegnati, con evidenziazione delle azioni
correttive.
Tutt' altro che da trascurare la previsione normativa secondo la quale i risultati complessivi della
gestione dell' ente locale e delle aziende non quotate partecipate sono rilevati mediante bilancio
consolidato, secondo la competenza economica.
È evidente che quando tale sistema di controllo andrà a regime, l' attività del revisore dell' ente locale
sarà di assistenza, supporto e verifica e quello esercitato dall' ente potrà somigliare moltissimo al
cosiddetto controllo analogo.
Allo stato attuale, comunque, il revisore deve attestare, ai sensi dell' art. 6, comma 19 della legge
122/2010 come l' ente non abbia disposto aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di
credito, o rilasciato garanzie a favore di società partecipate non quotate, che abbiano registrato, per tre
esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il
ripianamento di perdite anche infrannuali Nell' ambito dei pareri inerenti i bilanci preventivi e consuntivi,
nonché all' interno del sistema dei questionari da inviare alla Corte dei Conti, enfasi è data alla
questione dei rapporti con gli organismi partecipati.
Innanzitutto, a decorrere dall' esercizio 2012, l' art.
6, comma 4, della legge 135/2012, richiede che venga allegata al rendiconto una nota informativa
inerente i rapporti di credito/debito tra l' ente e gli organismi partecipati, asseverata dai rispettivi organi
di revisione, dalla quale emergano, in caso di mancata conciliazione, le ragioni e le motivazioni delle
differenze.
In sede di parere, il revisore deve dare svariate informazioni in connessione agli organismi partecipati,
principalmente esponendo i risultati e la situazione economica e finanziaria degli organismi: ciò appare
tanto più importante, nella considerazione che principalmente in tal modo può essere data informativa
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
33
16 maggio 2014
Pagina 32
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
agli organi consiliari. L' informativa principale è quella della sussistenza di perdite e soprattutto di
perdite rilevanti ai sensi dell' art. 2447 c.c., che quindi richiedano eventuali ricapitalizzazioni.
Di questi ultimi giorni sono gli annunci della volontà della chiusura del maggior numero possibile di
partecipate.
Lungi dall' esprimere riflessioni politiche e non tecniche, è evidente che lo strumento degli organismi
partecipati può raggiungere uno scopo di efficace ed efficiente gestione dei servizi pubblici, laddove
non venga utilizzato esclusivamente o quasi esclusivamente per eludere vincoli o migliorare bilanci
degli enti.
Fondamentale in questa selezione, si spera naturale, degli organismi partecipati, sarà l' opera di
vigilanza, controllo e verifica, stringente e profonda, dei revisori degli enti locali.
STEFANO PIZZUTELLI ­ COMMISS. REVISIONE ADC
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
34
16 maggio 2014
Pagina 32
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Normativa, documenti e principi
Il revisore dell' ente locale per svolgere la
propria attività di revisione in relazione agli
organismi partecipati dovrà avere come
riferimento il principio di vigilanza e controllo
n. 14 emanato dal Consiglio nazionale dei
dottori commercialisti e degli esperti contabili
nel novembre 2011 dal titolo «L' organo di
revisione: controlli sugli organismi
partecipati», nonché la normativa oggi in
vigore. A tal proposito si richiama: la Parte I ­
Titolo V del Tuel; l' art. 3, comma 27, della
legge n. 244/2007 (legge finanziaria 2008); l'
art. 13 del dl n. 223/2006 convertito nella legge
n. 248/2006; l' art. 4 del dl n. 138/2011
convertito nella legge n. 148/2011; l' art. 14,
comma 32, del dl n.
78/2010 convertito nella legge n. 122/2010; l'
art. 6, comma 4, del dl 95/2012 convertito nella
legge n. 135/2012. La normativa sopra
enucleata deve essere considerata alla luce
delle successive modifiche e integrazioni per
evitare di prendere come riferimento delle
disposizioni superate. Gli interventi legislativi
in materia, infatti, sono stati molteplici e si
sono susseguiti nel tempo. Secondo i recenti
orientamenti interpretativi per la revisione degli
enti locali, inoltre, i principi di revisione
ratificati dal Consiglio nazionale dei dottori
commercialisti e dal Consiglio nazionale dei ragionieri possono essere considerati un valido strumento
di riferimento.
Potrà allora essere utile per il revisore tener presenti, tra gli altri, il documento 250 «Gli effetti connessi
alla conformità a leggi e regolamenti», il documento 501 «Gli elementi probativi ­ considerazioni
addizionali per casi specifici», il documento 550 «Le parti correlate», il documento 600 «L' utilizzo del
lavoro di altri revisori». Il revisore, infine, terrà in considerazione quanto previsto dalle norme statutarie
dell' ente e verificherà il rispetto delle procedure previste nei regolamenti di quest' ultimo. Per ciò che
concerne l' aspetto fiscale può essere utile consultare il documento «Il trattamento fiscale dei rapporti
finanziari intercorrenti tra i comuni e gli enti (Società ­ Aziende speciali) gestori di servizi pubblici locali»
redatto dai Consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei ragionieri nel novembre 2007. La
Commissione nazionale Adc sta predisponendo un documento di indirizzo da mettere a disposizione
per il controllo tra enti locali e partecipate.
di Valeria Fazi ­ dottore commercialista e revisore legale, Componente Commissione Revisione Adc
Nazionale.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
35
16 maggio 2014
Pagina 35
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Input a forme associative da risorse per i dipendenti
In caso di trasferimento di personale da un
comune a un' unione di comuni, le risorse già
quantificate sulla base degli accordi decentrati
e destinate nel precedente anno a finanziare
istituti contrattuali collettivi ulteriori rispetto al
trattamento economico fondamentale
confluiscono nelle corrispondenti risorse dell'
unione. Lo prevede l' art. 1, comma 114, della
legge 56/2014 (c.d. legge Delrio), con l'
evidente obiettivo di agevolare il percorso di
costituzione delle forme associative che
(insieme alla convenzioni) dovranno svolgere,
entro fine anno, quasi tutte le funzioni
fondamentali (restano fuori solo anagrafe,
stato civile e servizi elettorali) spettanti ai
piccoli comuni. Per la verità, la norma non
distingue e, quindi, si applica a tutte le unioni,
comprese quelle di cui fanno o faranno parte
comuni con popolazione superiore alle soglie
demografiche sotto le quali scatta l' obbligo di
gestione associata (5.000 abitanti in pianura,
3.000 per quelli appartenenti o appartenuti a
comunità montane, salvo diversa decisione
assunta dalle regioni). Viene così introdotta
una modifica alla disciplina contrattuale che
regola il passaggio di personale dai comuni
alle unioni: in particolare, ad essere superata è
la disciplina di cui all' art. 13, comma 4, lett. a),
del Ccnl del 22/1/2004, in base alla quale, in sede di prima applicazione, le unioni definiscono le risorse
finanziarie destinate a compensare le prestazioni di lavoro straordinario e a sostenere le politiche di
sviluppo delle risorse umane e della produttività, relativamente al personale assunto direttamente
(anche per mobilità), sulla base di un valore medio pro capite ricavato dai valori vigenti presso gli enti
aderenti per la quota di risorse aventi carattere di stabilità e di continuità. Relativamente al personale
temporaneamente messo a disposizione dai medesimi comuni, invece, il Ccnl prevede un trasferimento
di risorse per il finanziamento degli istituti tipici del salario accessorio e con esclusione delle
progressioni orizzontali, dagli stessi enti, in rapporto alla classificazione dei lavoratori interessati e alla
durata temporale della stessa assegnazione; l' entità delle risorse viene periodicamente aggiornata in
relazione alle variazioni intervenute nell' ente di provenienza a seguito dei successivi rinnovi contrattuali.
La novella legislativa è sicuramente migliorativa, ma non basta a risolvere tutte le problematiche che la
costituzione delle unioni pone rispetto al passaggio delle risorse umane coinvolte nell' esercizio delle
funzioni da trasferire. In molti casi, infatti, il fondo per la contrattazione decentrata delle costituende
unioni rischia di non essere abbastanza capiente per coprire tutte le esigenze del nuovo ente e garantire
l' ottimale riorganizzazione del personale. L' ostacolo principale deriva dai restrittivi vincoli di spesa
previsti dalla legge statale, che al 31 dicembre 2014 impone il blocco del fondo all' importo dell' anno
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
36
16 maggio 2014
Pagina 35
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
2010 (oltre all' automatica riduzione dello stesso in misura proporzionale alla riduzione del personale in
servizio). Per esemplificare quali criticità possano emergere nella pratica, si pensi al caso di tre comuni
di 4.500, 1.000 e 800 abitanti che intendano mettere in gestione associata le funzioni relative alla polizia
locale. Se l' ente più grande ha cinque vigili che lavorano per turni, percependo la relativa indennità,
quest' ultima non potrà essere estesa anche agli agenti degli altri due comuni se essi hanno (come di
norma accade nei piccoli comuni) un orario normale. Quindi, il servizio dovrà essere completamente
riorganizzato, con non poche difficoltà.
MATTEO BARBERO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
37
16 maggio 2014
Pagina 35
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Il decreto predisposto dalla Ragioneria sotto i riflettori della Conferenza unificata.
Piccoli comuni, Patto più lieve
Un bonus da 47 milioni di euro per alleggerire
gli obiettivi di Patto d i stabilità i n t e r n o e
consentire lo sblocco di debiti di parte
capitale. La buona notizia riguarda i comuni
con popolazione compresa fra 1.001 e 5.000
abitanti, che a breve (il decreto predisposto
dalla Ragioneria generale dello Stato è stato
portato ieri all' attenzione della Conferenza
Unificata) riceveranno le quote residue messe
a disposizione dalle regioni attraverso il cd
Patto verticale incentivato. Non tutti gli enti,
però, beneficeranno del riparto, ma solo quelli
che, dopo la rimodulazione disposta a marzo
dai governatori, hanno ancora un saldo
obiettivo maggiore di 0.
Il meccanismo trova la sua disciplina nell' art.
1, commi 122 e seguenti, della l 228/2012
(legge di stabilità 2013), in base al quale le
regioni, entro il 15 marzo, potevano ridurre il
target di Patto assegnato agli enti locali del
proprio territorio per dare un po' di ossigeno
alle spese di investimento. L' operazione è
incentivata dallo Stato, che concede a
ciascuna regione un contributo in conto
riduzione del debito proporzionale all' entità
degli spazi finanziari ceduti (nei limiti di un
massimale).
In base al comma 123, la metà degli spazi
finanziari concessi dai governatori ai comuni era riservata a quelli sotto i 5.000 abitanti, cui potevano
essere assegnate quote solo fino all' azzeramento del rispettivo saldo Gli spazi finanziari eventualmente
eccedenti dovevano essere comunicati da ciascuna regione, entro il 10 aprile, al Mef affinché le
redistribuisse a favore dei mini enti di tutte le regioni che avessero ancora un saldo obiettivo positivo.
Nel complesso, tali "resti" ammontano, appunto, a 47 milioni di euro, che il decreto in arrivo ripartisce
fra i beneficiari in proporzione al somma dei rispettivi saldi: ogni comune interessato, quindi, riceverà
una quota pari al 9,2% del proprio saldo obiettivo, che potrà essere utilizzata esclusivamente per
disporre maggiori pagamenti in conto capitale.
Vale la pena precisare che non occorre presentare nessuna richiesta, poiché l' assegnazione verrà
effettuata in automatico e troverà riscontro nel prospetto di determinazione degli obiettivi. Nessuna
assegnazione e' prevista per i comuni piu' grandi e per le province.
Tutti gli enti locali, invece, sono alle prese con la certificazione sui tempi di pagamento e sull' entità
degli acquisti centralizzati di beni e servizi prevista dal dl 66/2014 per orientare la distribuzione dei
nuovi tagli da esso imposti (si veda ItaliaOggi del 9 maggio).
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
38
16 maggio 2014
Pagina 35
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
I tempi stringono (il documento deve essere inviato entro il 31 maggio), ma gli uffici sono ancora elle
prese con diversi dubbi e stanno tempestando di quesiti il Viminale. Nei prossimi giorni, quindi, forse
già il prossimo venerdì, sarà diffusa un' ulteriore circolare a firma congiunta dei dirigenti del Ministero
dell' Interno e del Mef.
© Riproduzione riservata.
MATTEO BARBERO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
39
16 maggio 2014
Pagina 37
Italia Oggi
pubblica amministrazione
La spending review prevista dal dl 66 ha effetti non solo sulle spese improduttive.
Bonus 80 ​ ma meno servizi
Servizi ai cittadini ridotti per effetto del dl
66/2014. Si era detto che nel decreto
«spending review» i tagli alla spesa delle
amministrazioni avrebbero dovuto riguardare i
cosiddetti «servizi intermedi».
Si tratta, cioè, delle spese che la pubblica
amministrazione s o s t i e n e p e r i l p r o p r i o
funzionamento: per esemplificare, carta,
cancelleria, pulizie, noleggi di auto o di
computer, proprie manutenzioni, calore,
utenze telefoniche.
Queste spese si distinguono da quelle «finali»,
destinate ai cittadini, utenti «finali» appunto
delle attività svolte.
Il «taglio» previsto dal dl 66/2014 per
acquisizioni di beni e servizi delle pubbliche
amministrazioni ammonta a 2,1 miliardi (700 a
carico dello Stato, 700 delle regioni, 340 delle
province e 360 dei comuni), ma a ben vedere
non riguarda solo i servizi intermedi.
Per individuare i beni e servizi oggetto dell'
intervento, il Governo si è basato sui codici del
Siope (Sistema informativo sulle operazioni
degli enti pubblici): si tratta di un sistema di
rilevazione telematica degli incassi e dei
pagamenti effettuati dai tesorieri delle p.a.,
gestito dalla Ragioneria generale dello stato,
c h e r i l e v a c o m e i s o l d i pubblici s o n o
materialmente spesi. Il decreto autorizza le amministrazioni a ridurre del 5% gli importi dei contratti in
essere per beni e servizi, indicando effettivamente alcuni codici Siope riferiti a servizi intermedi: ad
esempio materiale informatico, acquisto di beni per spese di rappresentanza, materiali e strumenti per
manutenzione. Tuttavia, nell' ambito delle spese da tagliare si riscontrano anche i codici Siope riferiti a
contratti di servizio per trasporto, contratti di servizio per smaltimento rifiuti, rette di ricovero in strutture
per anziani/minori/handicap ed altri servizi connessi, mense scolastiche, servizi scolastici.
Che il trasporto pubblico o le mense o il pagamento di rette per disabili ricoverati siano spese per
«servizi intermedi», cioè relative a fabbisogni dell' ente e non della comunità amministrata è facilmente
intuibile per chiunque sia un' aberrazione. Si tratta di servizi e beni con ogni evidenza rivolti
esclusivamente e direttamente a beneficio dei cittadini.
Dunque, il rischio, come sempre, è che la manovra, pur qualificata come revisione della «spesa
improduttiva», finisca per ridurre le prestazioni che la pubblica amministrazione deve assicurare alla
comunità amministrata.
Cosa ulteriormente rimarchevole è, poi, che a questa rilevante riduzione dei servizi finali e non
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
40
16 maggio 2014
Pagina 37
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
intermedi, non corrisponda a ben vedere una riduzione delle imposte, tale da liberare imprese e
lavoratori da un simmetrico gravame fiscale. Si prenda il caso delle province: sono chiamate a tagliare
340 milioni dalle spese. In realtà, tuttavia, alla riduzione della spesa imposta dalla norma non
corrisponderà una simmetrica riduzione delle entrate, tale da incidere positivamente sulla pressione
fiscale. Infatti, semplicemente la norma impone alle province di versare al bilancio dello Stato la somma
di 340 milioni.
Laddove qualche provincia non provveda, sarà lo Stato a trattenere la corrispondente quota parte del
gettito dell' imposta provinciale sulle trascrizioni per l' acquisto di automobili (Ipt). Analogamente si
procederebbe nei confronti dei comuni, agendo sulle entrate derivanti da Imu.
© Riproduzione riservata.
LUIGI OLIVERI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
41
16 maggio 2014
Pagina 38
Italia Oggi
pubblica amministrazione
agevolazioni in pillole
Liguria, 400 mila euro per i porti ­ Scadrà il 2
giugno 2014 il bando relativo alla misura 3.3
«Porti, luoghi di sbarco e ripari di pesca» del
Fondo europeo per la pesca 2007­2013.
Gli enti locali possono finanziare la costruzione
e l' ammodernamento delle aree di sbarco al
servizio della pesca. Il contributo può coprire
fino al 100% dei costi ammissibili.
Piemonte, 360 mila euro per la connessione
nelle aree rurali ­ La Regione Piemonte
concede contributi a fondo perduto del 100%
fino a 400 euro per ridurre il digital divide nelle
aree rurale. Le pubbliche amministrazioni
possono finanziare l' acquisto, installazione e
attivazione di parabole e modem per la
connessione ad internet via satellite. Il bando
relativo alla misura 321 del Psr 2007­20103
scade il 15 settembre 2014.
Marche, fondi per la promozione dello sport ­
È attivo il bando del Programma annuale 2014
degli interventi di promozione sportiva di cui
all' art. 7, lr n. 5/2012.
G l i enti locali possono finanziare attività di
promozione dello sport tra i disabili,
divulgazione della pratica sportiva, sviluppo
degli impianti sportivi, manifestazioni ed
eventi. Le domande di contributo devono
essere presentate entro il 30 maggio 2014.
FVG, tre bandi per ricordare la prima guerra mondiale ­ La Regione FVG ha lanciato tre bandi per
celebrare il ricordo della prima guerra mondiale. Sono previsti contributi per la realizzazione di studi e
ricerche storiche, per la realizzazione di eventi e manifestazioni, per la realizzazione di progetti
educativi e didattici. Gli enti pubblici possono ottenere contributi fino al 90% della spesa ammissibile. Le
richieste devono essere presentate entro il 23 maggio 2014.
Ministero dell' interno, rimborsi per il mancato incasso dell' Imu ­ Il Ministero dell' interno ha pubblicato
la circolare n. 5/2014 con la quale disciplina la modalità di invio della certificazione relativa al rimborso
degli oneri per l' attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla abolizione della
seconda rata dell' anno 2013 dell' Imposta municipale. I comuni possono presentare la richiesta entro il
30 maggio 2014.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
42
16 maggio 2014
Pagina 38
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Programma Ue per le capitali europee mentre la Toscana concede sgravi tributari.
Cultura, due canali per i fondi
I fondi per la cultura arrivano dalle Regioni e
dalla Comunità europea. Sono molteplici le
soluzioni che i comuni possono adottare per
sostenere le attività culturali sia di livello locale
che a più ampio respiro. Organizzare una
mostra o un evento culturale, ristrutturare un
bene culturale, promuovere il proprio
patrimonio culturale sono solo alcune delle
questioni che gli enti locali s i t r o v a n o a d
affrontare quotidianamente in ambito culturale.
Spesso sono le Regioni a dare le risposte in
termini di risorse a cui attingere, altre strade
sono quelle dei bandi delle fondazioni
bancarie oppure dei bandi comunitari qualora
il livello dell' iniziativa vada oltre l' ambito
locale.
Di seguito si riportano in dettaglio alcuni
strumenti attualmente operativi, sia a livello
comunitario che a livello regionale, che gli enti
locali possono sfruttare e che si ripetono
generalmente di anno in anno.
Il programma «Capitali europee della cultura»
L' Unione europea ha lanciato il nuovo
programma comunitario «Capitali europee
della cultura» valido per gli anni dal 2020 al
2033. Nei prossimi anni sarà quindi aperta alle
città europee la possibilità di candidarsi a
capitale europea della cultura, con la
possibilità di accedere a premi in denaro e di ottenere una forte visibilità che attragga prestigio e
turismo.
Ogni anno sarà possibile candidarsi a tale riconoscimento, con un massimo di tre città a livello europeo
per anno. Ogni candidatura dovrà basarsi su un programma culturale caratterizzato da una forte
dimensione europea.
Lombardia, 3,4 milioni di euro dall' avviso unico 2014 La Regione Lombardia ha pubblicato l' avviso
unico 2014 «Interventi per attività culturali» di cui alle llrr 9/1993, 81/1985, 39/1974, 21/2008. L' avviso
contiene un invito per la presentazione di progetti di promozione educativa e culturale di preminente
interesse regionale, un invito per la presentazione di progetti per la valorizzazione di biblioteche e
archivi storici di enti locali o di interesse locale, nonché del patrimonio librario e documentario. Inoltre,
contiene un invito per la presentazione di progetti per la valorizzazione di musei di enti locali o d i
interesse locale, sistemi museali locali e reti regionali di musei e per la catalogazione del patrimonio
culturale, nonché un invito per la presentazione di progetti per la promozione della musica, della danza,
della cultura cinematografica e audiovisiva. Le candidature devono essere presentate entro il 9 giugno
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
43
16 maggio 2014
Pagina 38
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
2014. Un parallelo bando della Regione finanzia invece progetti di catalogazione del patrimonio
culturale in ambito SIRBeC con uno stanziamento di 100 mila euro per il 2014. Le candidature vanno
presentate entro il 30 maggio 2014.
La Toscana concede agevolazioni fiscali Gli enti locali toscani possono utilizzare lo strumento dell'
agevolazione Irap come leva per raccogliere fondi da destinare a scopi culturali. È stato recentemente
approvato il regolamento della lr n.
45/2012 che prevede agevolazioni fiscali per le imprese ed i liberi professionisti che contribuiscono alla
valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio in Toscana attraverso una donazione ad enti
pubblici.
Fvg, 800 mila euro per la cultura Sono stati approvati gli avvisi pubblici relativi alla lr 23/2013, art. 6,
comma 64, e dpreg 69/2014 che prevedono incentivi per iniziative progettuali riferite ad attività culturali.
I bandi finanziano iniziative progettuali riguardanti la gestione di strutture teatrali di livello
comprensoriale o la programmazione di stagioni di spettacoli teatrali e musicali, nonché per iniziative
progettuali riguardanti l' organizzazione di festival, rassegne o altre manifestazioni. Sono anche
finanziabili la formazione di complessi orchestrali a carattere cameristico, le iniziative culturali o di
divulgazione della cultura umanistica e letteraria e la gestione da parte delle scuole di musica
stabilmente organizzate sul territorio regionale di progetti di rete e di integrazione con il sistema dell'
istruzione pubblica. Le richieste vanno presentate entro il 13 giugno 2014.
PAGINA A CURA DI ROBERTO LENZI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
44
16 maggio 2014
Pagina 39
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Nessuna esclusione per le situazioni antecedenti al dlgs 149/2011.
Relazione, niente sconti
L' obbligo di redigere, secondo le modalità di
cui al decreto interministeriale del 26 aprile
2013, la relazione di fine mandato, sussiste
anche per i comuni i cui mandati siano iniziati
antecedentemente all' entrata in vigore dell'
art. 4 decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
149?
Risposta Nelle more dell' adozione del decreto
interministeriale con il quale sono stati
approvati gli schemi tipo di relazione, nelle
diverse forme previste, l' art. 4 del decreto
legislativo n. 149/20111 è stato modificato, con
dl n.
174/2012, proprio al fine di rendere
immediatamente applicabile la disposizione
normativa, anche in caso di mancata adozione
del provvedimento interministeriale.
Peraltro, il comma 6 dell' art.
4 citato prevede rilevanti sanzioni a carico
degli amministratori, del responsabile del
servizio finanziario e del segretario generale,
in caso di inadempimento e di mancata
pubblicazione nel sito istituzionale dell' ente
del documento. Ciò premesso, si ritiene che l'
obbligo si estenda anche alle amministrazioni
il cui mandato è iniziato prima dell' 8 dicembre
2012, data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui si sta trattando.
AMMINISTRATORI E SPESE IN GIUDIZIO È possibile rimborsare le spese e le competenze
legali ad amministratori comunali assolti in sede penale con sentenza passata in giudicato
«perché il fatto non costituisce reato»?
Risposta Nell' ordinamento corrente non è possibile rinvenire norme che prevedono la possibilità di
rimborsare agli amministratori locali le spese legali sostenute per giudizi instaurati in relazione a fatti
asseritamente posti in essere nell' esercizio delle proprie funzioni.
In passato, parte della giurisprudenza aveva ritenuto di poter estendere in via analogica agli
amministratori locali la normativa che consente tale rimborso per i dipendenti degli enti locali, sulla base
dell' avverarsi di alcuni presupposti, quali la sussistenza di una connessione con i compiti d' ufficio dei
fatti oggetto del processo penale, la mancanza di conflitto di interessi con l' amministrazione d i
appartenenza, nonché la conclusione del processo penale con una sentenza di assoluzione.
Secondo altri indirizzi ermeneutici, la possibilità di tale ricorso all' analogia nella materia in questione è
preclusa.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
45
16 maggio 2014
Pagina 39
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Infatti, è stato ritenuto non pertinente il richiamo all' analogia, che risulta correttamente evocabile quando
emerga un vuoto normativo nell' ordinamento, vuoto che nella specie non è apparso configurabile,
atteso che il legislatore si è limitato a dettare una diversa disciplina per due situazioni non identiche fra
loro, e tale diversità non si presenta priva di razionalità, atteso che gli amministratori pubblici non sono
dipendenti dell' ente ma sono eletti dai cittadini, ai quali rispondono (e quindi non all' ente) del loro
operato (cfr: sent. Cass. civ. sez. I n.
12645 del 25/5/2010).
Anche la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Basilicata, con la sentenza n. 165 del 15 ottobre
2012, ha confermato tale orientamento, al quale ha aderito anche questo ministero, escludendo un'
interpretazione estensiva della relativa disciplina prevista per i dipendenti e ritenendo anche non
condivisibile la tesi dell' applicabilità, con il ricorso al procedimento analogico, dell' art. 1720 del codice
civile nella parte in cui dispone che «il mandato deve inoltre risarcire i danni che il mandatario ha subito
a causa dell' incarico».
Da ultimo, nella specifica materia è intervenuta la Corte dei conti, sezione regionale per il Veneto la
quale, con il parere reso in data 6 novembre 2013, ha ritenuto che debba essere rimesso al prudente
apprezzamento dell' amministrazione ogni valutazione circa la sussistenza, nel caso concreto, dei
presupposti per procedere al rimborso delle predette spese legali nei confronti dei propri
amministratori.
La scelta delle modalità con le quali applicare tale beneficio, secondo la citata sezione regionale, rientra
nell' ambito dell' esercizio della discrezionalità dell' amministrazione comunale e, pertanto, la decisione
di provvedere o meno al rimborso dovrà essere frutto di una valutazione propria dell' ente medesimo,
nel rispetto delle previsioni legali e contrattuali, rientrante nelle prerogative esclusive dei relativi organi
decisionali, trattandosi di ambito riservato alle scelte dell' ente che deve osservare accorte regole di
sana gestione finanziaria e contabile.
Tuttavia, pur prendendo atto di detta recente pronuncia della Sezione regionale per il Veneto della Corte
dei conti, questa amministrazione, in assenza di un dirimente intervento legislativo, non ravvisa motivi
per discostarsi dal proprio precedente orientamento, sia in considerazione dell' attuale situazione
economica che induce ad adottare ogni possibile misura contenitiva della spesa pubblica, sia per l'
ampio dibattito giurisprudenziale che, allo stato, non sembra aver prodotto un indirizzo consolidato.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
46
16 maggio 2014
Pagina 40
Italia Oggi
pubblica amministrazione
La proposta di riforma del governo deve tenere conto di una pluralità di profili.
Enti, mobilità senza forzature
È da molto tempo che la classe dirigente
italiana (politica, imprenditoriale e sociale)
dibatte sulla necessità di riformare la pubblica
amministrazione con lo scopo di adeguarla ai
tempi e alle sfide della realtà contemporanea.
La proposta di riforma elaborata dal governo si
sviluppa su tre distinti fronti: 1) innovazioni
strutturali; 2) tagli agli sprechi e
riorganizzazione dell' Amministrazione; 3)
ricorso allo strumento Open Data e, più in
generale, alle nuove tecnologie. Nell' ambito
delle innovazioni strutturali, un ruolo
importante è conferito allo strumento della
mobilità dei dipendenti pubblici.
Il ricorso a tale strumento, in via di principio,
rappresenta un' adeguata soluzione al
problema del disequilibrio degli organici della
pubblica amministrazione.
Il riferimento agli enti locali è fin troppo facile.
Negli ultimi anni i comuni soggetti al patto di
stabilità sono stati il bersaglio preferito di
numerosi interventi volti a razionalizzare e a
tagliare le spese dello Stato per raggiungere
gli obiettivi di bilancio con il risultato di rendere
sempre più difficoltoso il funzionamento degli
stessi e sempre meno facile offrire i servizi
previsti dalle norme vigenti in favore dei
cittadini e delle imprese. Il ricorso alla mobilità
può rappresentare una soluzione in grado di favorire un riequilibrio degli organici della p.a. senza
gravare ulteriormente sul bilancio pubblico.
Tuttavia, questa proposta di riforma deve tenere in considerazione il complesso di norme applicabili agli
enti locali in tema di mobilità, con particolare riferimento a quella volontaria, e agli orientamenti della
magistratura contabile. In primo luogo, l' art. 30 del dlgs n. 165/2000 e s.m.i. stabilisce che la mobilità
volontaria dei dipendenti della p.a. tra un ente e l' altro della stessa è configurabile, come risaputo, alla
stregua di una cessione del contratto di lavoro e non è riconducibile alla fattispecie della cessazione del
rapporto di lavoro.
Il predetto orientamento legislativo trova conferma in quanto disposto dall' art, 1, comma 47, della legge
n.
311/2004 che ammette la mobilità intercompartimentale tra pubbliche amministrazioni sottoposte a
regimi giuridici differenziati in tema di spesa per il personale.
Pertanto, la mobilità dei dipendenti conserva il suo profilo di «cessione» in quanto essa non è
considerata come una nuova assunzione con l' effetto di avere un carattere di neutralità rispetto ai
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
47
16 maggio 2014
Pagina 40
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
vincoli imposti in tema di assunzione del personale sia per gli enti locali sottoposti al patto di stabilità sia
per gli enti ancora sottratti al rispetto dei citati obblighi.
In ogni caso, la mobilità deve rispettare alcune prescrizioni frutto dell' elaborazione giurisprudenziale. In
argomento, la Sezione autonomie della Corte dei conti con le deliberazioni n. 21/2009 e n. 59/2010
nonché la Sezione regionale della Corte dei conti della Lombardia, con parere n. 373/2012, hanno
chiarito come «la mobilità... si configura in termini di neutralità di spesa solo se si svolge tra
amministrazioni entrambe sottoposte a vincoli in materia di assunzioni a tempo indeterminato. In tal
caso, non si qualifica come assunzione da parte dell' Amministrazione ricevente». A conferma di ciò, l'
art. 14, comma 7, del dl n. 95/2012 prevede che «le cessazioni dal servizio per processi di mobilità non
possono essere calcolate come risparmio utile per definire l' ammontare delle disponibilità finanziarie
da destinare alle assunzioni o il numero delle unità sostituibili in relazione alle limitazioni del turnover».
Ne segue che l' istituto della mobilità volontaria tra dipendenti della p.a. assume il carattere di neutralità
ove ricorrano i seguenti requisiti: 1)rispetto della disciplina in tema di patto di stabilità interno per gli enti
pubblici; 2)rispetto delle limitazioni in tema alla spesa per il personale sia per gli enti sottoposti a patto
di stabilità sia per gli enti non soggetti a tali vincoli; 3)rispetto del limite del 50% della spesa per il
personale in rapporto alla spesa corrente.
Come si è sopra illustrato, il tema della mobilità dei dipendenti in favore degli enti locali presenta
molteplici profili normativi in tema di spesa del personale che dovranno essere tenuti in adeguato conto
in sede di riforma. In caso contrario l' applicazione di tale istituto non consentirà di raggiungere gli
obiettivi sperati e resterà come l' ennesima occasione persa per la modernizzazione della pubblica
amministrazione.
FABIANO CROVETTI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
48
16 maggio 2014
Pagina 40
Italia Oggi
pubblica amministrazione
CONTABILITÀ/2 La norma indica solo contenuti minimi.
Programmazione cerca schema di Documento
Il Documento unico di programmazione, Dup,
sostituisce la Relazione previsionale e
programmatica nel nuovo contesto della
contabilità armonizzata, non rappresentando
più un semplice allegato al bilancio di
previsione, ma costituendo un atto
presupposto e indispensabile per l'
approvazione del bilancio stesso.
Lo schema di decreto legislativo correttivo al
dlgs n. 118/2011, presentato dal consiglio dei
ministri, contiene, tra le altre, una serie di
modifiche al Tuel e, in particolare all' articolo
170.
Questo è direttamente rubricato Documento
unico di programmazione, che va presentato
dalla giunta al consiglio entro il 30 giugno di
ogni anno e adottato entro il 31 luglio. Entro il
15 novembre, con lo schema di bilancio di
previsione, la giunta presenta la nota di
aggiornamento al Documento.
Il Dup precede, pertanto, l' elaborazione del
bilancio di previsione e contiene le scelte
strategiche, i dati e le analisi ai fini della
destinazione delle risorse disponibili. Nella
novella legislativa il documento non è più un
semplice allegato al bilancio, come la Rpp,
ma, ai sensi del nuovo comma 5,costituisce
atto presupposto indispensabile per l'
approvazione del bilancio di previsione.
Il Dup ha carattere generale e rappresenta la guida dell' ente locale, componendosi di due sezioni:
quella strategica e quella operativa. La prima, Se.S., ha un orizzonte temporale pari a quello del
mandato amministrativo, individua gli indirizzi, per ogni missione di bilancio, da raggiungere entro il
termine del mandato stesso.
La sezione trae elementi di valutazione con riferimento a condizioni esterne, quali gli obiettivi del
governo, le linee di indirizzo regionali, la situazione economica del territorio di riferimento, il Def e a
condizioni interne, quali l' organizzazione e la modalità di gestione dei servizi pubblici, l' impiego delle
risorse e sostenibilità dei programmi e progetti di investimento, i tributi e le tariffe dei servizi, la spesa
corrente, la sostenibilità dell' indebitamento, la valutazione delle spese di personale e la compatibilità
con le disposizioni sul patto di stabilità interno.
La sezione operativa, Se.O. ha, invece, un carattere generale, contenuto programmatorio ed è lo
strumento di supporto al processo decisionale, sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi
strategici, indicati nella Se.S.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
49
16 maggio 2014
Pagina 40
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Il contenuto minino è costituito da dati, in parte analoghi a quella della prima sezione, ma con un livello
maggiore di dettaglio, e in parte diversi, quali l' analisi e valutazione degli impegni pluriennali già
assunti, la programmazione del fabbisogno del personale e il piano delle alienazioni e valorizzazioni dei
beni patrimoniali.
La difficoltà degli operatori che stanno sperimentando il nuovo sistema contabile, è data dalla mancanza
di uno schema di Documento unico di programmazione, in quanto, come visto, la norma indica soltanto
i suoi contenuti minimi, in attuazione di quanto previsto dal principio applicato della programmazione di
cui all' allegato n. 4/1 al novellato dlgs n.
118/2011.
© Riproduzione riservata.
EUGENIO PISCINO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
50
16 maggio 2014
Pagina 41
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Anche l' Aran conferma (rispondendo a una lettera Anci) la tesi sostenuta da Anusca.
Rimpolpati gli straordinari
Il presidente dell' Aran, in risposta a una lettera
dell' Anci, ha fornito importanti precisazioni in
merito alla possibilità di integrazione del fondo
di cui all' art. 14 del Ccnl dell' 1/4/1999 con
risorse proprie, finalizzate a compensare le
ore di lavoro straordinario prestate in
occasione delle elezioni comunali.
La nota del presidente dell' Aran, datata 29
aprile 2014, pubblicata sul sito ufficiale dell'
Agenzia, smentisce i precedenti pareri forniti,
quanto meno incautamente, da esperti che
avevano ignorato la chiara disposizione
contrattuale dell' art. 39 del Ccnl 14/9/2000,
che dispone: 1. Il lavoro straordinario prestato
in occasione di consultazioni elettorali o
referendarie e quello prestato per fronteggiare
eventi straordinari imprevedibili e per calamità
naturali non concorre ai limiti di cui all' art.
14 del Ccnl dell' 1/4/1999.
2. Gli enti provvedono a calcolare ed acquisire
le risorse finanziarie collegate allo
straordinario per consultazioni elettorali o
referendarie anche per il personale incaricato
delle funzioni dell' area delle posizioni
organizzative di cui all' art. 8 e ss. del Ccnl del
31/3/1999.
I commi 1 e 2 di questa disposizione vanno
letti in stretta correlazione fra loro. Infatti, la
nota del presidente dell' Aran che consente l' utilizzo di risorse proprie del comune per il pagamento
dello straordinario elettorale, assume una valenza indiretta anche sulla questione dei compensi
aggiuntivi spettanti alle P.O. (uno specifico commento è pubblicato sul numero di ItaliaOggi del 18
aprile scorso). Anche la giurisprudenza si è espressa, ma in modo non univoco. In merito al parere della
Corte dei conti ­ Sezione regionale di controllo per la Lombardia ­ del 13 ottobre 2009, si sottolinea che
non appare corretto il concetto di «spesa comprimibile» a fronte di attività che la stessa Corte riconosce
come «obbligatorie»; l' affermazione secondo cui la spesa per l' erogazione dello straordinario elettorale
sarebbe «vincolata nell' an e invece variabile nel quantum, essendo dipendente da una serie di fattori e
circostanze che possono essere influenzati da scelte discrezionali dell' ente locale», non rispecchia la
realtà dei fatti. Si tratta di affermazioni vere solo in minima parte, considerato anche che l' ente locale
possiede una discrezionalità ridottissima, come ben sanno tutti coloro che conoscono il complesso,
dispendioso e farraginoso procedimento elettorale (procedimento che va riformato radicalmente). La
Corte dei conti ­ Sezione regionale di controllo per la Toscana ­ con il parere n. 111/2010, si è espressa
in senso diametralmente opposto.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
51
16 maggio 2014
Pagina 41
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
In risposta alla richiesta di un comune in merito all' applicazione dell' art. 14, comma 9, dl n. 78/2010
(limite del 40% nel rapporto fra spesa di personale e spesa corrente), ha risposto: «Le componenti da
considerare escluse dalla determinazione della spesa sono: le spese di personale completamente a
carico di altri enti o di soggetti privati; spesa per straordinario e altri oneri in caso di elezioni; spese per
la formazione e rimborsi di missioni; spese del personale trasferito dalla regione per funzioni delegate;
oneri derivanti dai rinnovi contrattuali; spese per il personale appartenente alle categorie protette; spese
del personale comandato in altre amministrazioni per il quale sia previsto il rimborso; spese per il
personale a progetto assunto con contratti di tipo flessibile e finanziato con proventi derivanti dalle
violazioni al codice della strada; incentivi per la progettazione; incentivi per il recupero Ici; diritti di
rogito». La Corte non fa alcuna distinzione fra elezioni comunali ed elezioni per le quali è previsto il
rimborso ai comuni delle spese sostenute; peraltro sono incluse non solo spese oggetto di rimborso da
parte di altri enti, bensì anche spese che sono a carico del bilancio comunale.
Infine, ci sembra molto significativo l' orientamento espresso con decisione del 24 maggio 2013 dalla
Procura regionale della Corte dei conti della Campania, chiamata ad esprimersi in merito ad una
vertenza relativa all' assunzione di alcune maestre ed educatrici a tempo determinato da parte di un
comune che non aveva rispettato i limiti di spesa di personale.
La Corte ha ritenuto non sussistenti «i presupposti dell' azione di responsabilità» in quanto appaiono
legittime alcune deroghe ai vincoli di spesa di personale, in presenza di ragioni di somma urgenza
ovvero della necessità di assolvere a funzioni fondamentali, infungibili ed essenziali. Si deve ritenere
prevalente il diritto all' istruzione rispetto ai limiti di natura finanziaria che, quindi, non possono
comprimere i diritti fondamentali costituzionalmente tutelati. Nel bilanciamento degli interessi in gioco, l'
aspetto economico finanziario è stato ritenuto recessivo rispetto ai diritti fondamentali della persona.
Questo preciso orientamento della Corte dei conti della Campania sembra scritto su misura anche in
relazione alle spese necessarie a garantire il regolare svolgimento delle elezioni comunali e , d i
conseguenza, il diritto di voto: diritto fondamentale della persona costituzionalmente tutelato.
In conclusione, la questione pare conclusa positivamente e nel senso da sempre indicato da Anusca; la
nota del 29 aprile 2014 del presidente dell' Aran afferma: «In proposito, vista la necessità di garantire il
regolare svolgimento delle consultazioni elettorali, l' avviso della scrivente Agenzia è nel senso che, solo
per questa particolare ipotesi, i comuni possano procedere, nel caso di comprovata insufficienza delle
risorse già destinate al finanziamento del lavoro straordinario, all' integrazione delle stesse con risorse
proprie, per compensare le ore di lavoro straordinario prestate in occasione delle elezioni del corrente
anno per il rinnovo dei loro organi e che non sia possibile remunerare con le risorse del fondo per il
lavoro straordinario già definite per il 2014 o con riposi compensativi».
Riteniamo sia una notizia e un' indicazione operativa per i comuni da evidenziare, che sottolinea anche l'
attenzione e l' impegno di Anusca, a favore della categoria.
ROMANO MINARDI
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
52
16 maggio 2014
Pagina 42
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Biodiversità istituzionale, valore da difendere.
Accorpamenti coatti I comuni dicono no
L' Assemblea Asmel invoca il superamento
della norma che impone l' accorpamento
coatto ai comuni al di sotto di 5.000 abitanti
(3.000 se rientranti nelle comunità montane). In
pratica, la norma li obbliga alla gestione in
forma associata con i comuni vicini di tutte le
attività e tutte le funzioni di loro competenza
per raggiungere una soglia minima di
popolazione assistita di almeno 10 mila
abitanti.
Per Asmel, la norma è incostituzionale e
impraticabile. Essa prevede infatti l'
azzeramento della potestà comunale di gestire
in autonomia tutte le funzioni più importanti
dell' ente. Si tratta di un diritto fondamentale
d e l l e comunità locali, costituzionalmente
garantito. Non a caso è necessario un
referendum popolare se viene proposta la
fusione tra due o più comuni. Mentre per le
forme di cooperazione sovraccomunale (le
u n i o n i o c o n v e n z i o n i i m p o s t e a i comuni
minori), il Testo unico sugli enti locali prescrive
la volontarietà e richiede che si esprimano i
consigli comunali. Per Asmel cozza contro il
comune buon senso, oltre che con la
Costituzione, una norma che imponga ai
consigli il testo della delibera da adottare.
Riguardo alle esigenze di contenimento della
spesa pubblica, basta notare che la spesa media dei comuni italiani è stata, fonte Istat, nel 2011 pari ad
euro 910 per abitante. I comuni sotto i 5.000 abitanti risultano virtuosi con i loro 852 euro grazie al
volontariato degli amministratori ed all' abnegazione dei dipendenti. Per Asmel, la norma è stata
concepita dai soliti mandarini romani che nulla conoscono del resto del territorio e considerando i
comuni alla stregua di filiali delle prefetture. È come costringere i produttori di vino ad accorparsi con i
vicini se mettono sul mercato meno di 5.000 bottiglie. Si otterrà un vino peggiore a prezzo più caro. La
biodiversità è un valore da difendere, non un problema.
Al convegno è intervenuto, tra gli altri, il professore Giuseppe Abbamonte, presidente degli
amministrativisti italiani, che ha assicurato il proprio sostegno ai piccoli comuni nell' azione
«incidentale» per l' affermazione presso la Consulta dell' incostituzionalità della normativa sulle gestioni
associate obbligatorie dei piccoli comuni.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
53
16 maggio 2014
Pagina 42
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Da Pinto (presidente Asmel) idea shock contro la corruzione e per rilanciare l' economia.
Codice degli appalti da abolire
L' idea è stata lanciata dal presidente Asmel,
Francesco Pinto, durante l' assemblea dell'
associazione che raggruppa 1861 enti locali in
tutt' Italia svoltasi presso la sede del Tar
Campania e che ha visto la presenza attiva di
o l t r e 4 0 0 comuni. Nel corso della tavola
rotonda su «Appalti e Legalità», cui hanno
partecipato, tra gli altri, il presidente dell' Avcp
Santoro e quello del Tar Campania
Mastrocola, è stata proposta l' integrale e
immediata abolizione del Codice degli appalti.
Una ragnatela di norme (vedi riquadro) che
rendono la vita difficile, se non impossibile,
alle stazioni appaltanti e che, anziché
contrastare corruttela e malaffare di fatto li
«coprono». D' altra parte, l' integrale
abolizione di questa giungla di disposizioni,
non creerebbe un vuoto normativo. Le stazioni
appaltanti sarebbero chiamate ad applicare le
direttive sugli appalti appena entrate in vigore
a livello europeo, di fatto già autoapplicative
(cosiddette self­executive) senza attendere il
loro recepimento nella legislazione italiana,
previsto entro due anni. Si tratta di testi scritti
in un italiano fluente e già tradotti in inglese
con gran soddisfazione di operatori e
investitori esteri che, come noto, si tengono
alla larga dal mercato italiano, principalmente,
a causa della farraginosità della nostra normativa. Una miriade di precetti bizantini e prescrittivi capaci
di produrre solo deresponsabilizzazione e smarrimento negli uffici acquisti. La loro abolizione, assieme
all' introduzione delle nuove norme sulla centralizzazione delle committenze, porterebbe gli uffici
comunali, composti per la stragrande maggioranza da persone perbene e motivate, a impegnarsi solo
sui risultati. In questo senso con Asmel la possibilità di costituire centrali di committenza tra comuni
mediante «accordi consortili avvalendosi dei competenti uffici» viene declinata lasciando ampia
autonomia agli stessi nei compiti da delegare alla centrale, che possono essere limitati a «pezzi» dell'
attività o prevedere la delega completa. Esattamente come previsto dalle nuove direttive europee che
lasciano libere le stazioni appaltanti di affidarsi alle centrali di committenza anche limitatamente a
funzioni «ausiliarie».
Una simile proposta è in grado di ridurre drasticamente il contenzioso. Le statistiche dimostrano che
esso è alimentato per la gran parte proprio dalle intricatissime norme che regolano le cosiddette «buste
amministrative», e di dare una forte accelerazione agli investimenti pubblici e privati. Tenuto conto che il
volume annuo degli appalti pubblici in Italia ammonta a circa 100 miliardi di euro, pari a circa l' 8% del
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
54
16 maggio 2014
Pagina 42
<­­ Segue
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Pil, è sufficiente un' accelerazione della spesa nel settore pari al 15 per cento annuo per raddoppiare il
tasso di crescita della nostra economia attualmente stimato per il 2015 nell' 1,2%.
Di certo, una simile proposta andrà corredata dal rafforzamento del ruolo di vigilanza sull' attività delle
Stazioni appaltanti già oggi svolto dall' Avcp in maniera incisiva, ma che, liberata dai vari orpelli, avrà
maggiori poteri per perseguire i comportamenti dolosi. Nei comuni andrà rafforzato, invece, il ruolo dei
segretari comunali, per affiancare gli uffici acquisti orfani della normativa di riferimento.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
55
16 maggio 2014
Pagina 42
Italia Oggi
pubblica amministrazione
Intervento del presidente Avcp Sergio Santoro.
Rete di committenza a misura di ente
«La centralizzazione della committenza può
avvenire anche in via telematica senza che sia
necessario sopprimere centinaia di stazioni
appaltanti». È quanto affermato dal presidente
Avcp, Sergio Santoro, intervenendo al dibattito
su «Appalti e legalità» promosso da Asmel. L'
autorevole contributo del presidente Santoro
ha contribuito a fugare ogni dubbio in merito al
modello operativo delle centrali di
committenza telematiche. La tavola rotonda ha
permesso di sviluppare le novità normative
introdotte dalla direttiva 2014/24/Ue e dal
decreto «Spending» e i profondi caratteri di
innovazione che riguarderanno la pubblica
amministrazione attraverso l' obbligatorietà
delle centrali e degli appalti telematici.
Pierluigi Sabbatini, in rappresentanza dell'
autority Antitrust, ha rimarcato l' importanza
strategica dello sviluppo di «buone pratiche»
volte ad arginare e contrastare eventuali
accordi anticoncorrenziali che falsano il
mercato e creano danni enormi alle finanze
pubbliche. L' incontro è stato anche l'
occasione per mettere a confronto le soluzioni
telematiche più innovative presenti nel
panorama nazionale: Antonio Bertelli ha
raccontato la pionieristica esperienza del
comune di Livorno, mentre il pomeriggio è
stato dedicato alle sessioni operative sui servizi della piattaforma di committenza www.
asmecomm.it promossa da Asmel.
Grande interesse ha destato il nuovo Mepal (Mercato elettronico della pubblica amministrazione locale)
che si propone di garantire ai comuni una piattaforma di acquisto in rete per rispondere maggiormente
alle esigenze quotidiane degli enti locali. Tra le novità più importanti di questo sistema di acquisto la
facilità di reperimento dei prodotti, un processo di abilitazione dei fornitori che non «tagli» dal mercato
elettronico le piccole­medie imprese locali e una gestione degli ordinativi non vincolata a quantitativi
«minimi», improponibili per le realtà locali di minore dimensione demografica.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
56
16 maggio 2014
Pagina 42
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
sport
Rimini ­Godo non è mai scontata
RIMINI. Due sconfitte per manifesta inferiorità
nell' arco di quattro giorni. Il tutto a causa di
una serie di aspetti da rivedere che hanno
accompagnato i Pirati verso un paio di risultati
poco consoni a una squadra che si propone
come candidata per la vittoria finale. Il
problema principale sembra essere la
rotazione italiana. Infatti i lanciatori Asi
neroarancio, nell' attesa del rientro di
Corradini, sono finiti nell' occhio del ciclone
dato che dall' avvio del torneo vengono colpiti
con costanza dalle mazze rivali.
Tonfo. Ultima a banchettare contro i pitcher
italiani del Rimini la T&A, che si è imposta nel
recupero di inizio settimana. Dopo il sonoro ko
i riminesi sono stati tenuti a rapporto nello
spogliatoio, a porte chiuse, da Chris Catanoso.
«Ho parlato con la squadra e dopo sono
andato a vedere Corradini che stava lanciando
nel bull­penn ­ commenta il manager
statunitense ­. Purtroppo col San Marino non
abbiamo giocato bene in nessuna delle tre
fasi».
Per rialzarsi l' unica via percorribile è quella
del duro allenamento. «Dobbiamo cambiare e
migliorare. Con tutto il coaching staff
dobbiamo lavorare forte con l' obiettivo di far
funzionare gli aspetti che non stanno andando
come dovrebbero.
Dobbiamo crescere al di là della valutazione di una singola partita».
ni ospiterà i sorprendenti Knights per dar vita a un imprevedibile derby di Romagna. «Godo è una
squadra molto pericolosa che può contare su pitcher stranieri molto bravi. E' necessario stare molto
attenti perché l' avversario è forte».
Nonostante le insidie Chiarini e compagni non hanno più margini di errore ampi. «Non possiamo
sbagliare niente e per farlo occorre migliorare nello specifico, giocando secondo quelle che sono le
nostre potenzialità perché disponiamo di battitori, difensori e lanciatori che sanno esprimere bene i loro
compiti. La classifica non conta niente se non facciamo il nostro lavoro ottimale».
sulla serie che vede opposte Pirati e Knights si alzerà stasera alle 20.30, con la seconda sfida prevista
per domani alla stessa ora. Le rotazioni che verranno proposte dipendono solo dalla scelta che
effettuerà Godo che di solito adotta lo switch.
Matteo Petrucci GODO. Ultimo turno di Intergirone e altro impegno decisamente ostico per i Godo
Knights, in campo oggi e domani su un diamante abitato da Pirati molto combattivi in quanto parecchio
arrabbiati per gli ultimi risultati.
Rimpianti. Se Rimini è reduce da due sconfitte nelle ultime tre uscite, parecchio pesanti in termini
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
57
16 maggio 2014
Pagina 42
<­­ Segue
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
sport
numerici peraltro, i Knights arrivano a disputare questo derby con parecchi rimpianti, dovuti alle
occasioni malamente sprecate contro Parma nello scorso week­end.
Il confronto con i ducali, tra l' altro, ha lasciato anche lo spiacevole strascico della squalifica per un turno
di Ribeiro, che costringerà così il manager Daniele Fuzzi a una rotazione obbligata che vedrà quindi
questa sera sul monte il roster dei pitcher italiani, capitanato da Galeotti partente e Bassani probabile
primo rilievo (Casalini e Cadoni gli altri nomi), mentre scontato il turno di sospensione nella gara
odierna, domani sera Ribeiro sarà il rilievo di Calero e cercherà di riscattare la brutta serata che è
costata ai Knights la seconda sconfitta contro Parma.
Non ci saranno novità, per il resto, in uno schieramento godese che potrà alternare solo D' Amico, Luca
Servidei e Gerali in due ruoli, mentre proporrà Silvestri, Bucchi e Molina sulle basi, Monari battitore
designato e Meriggi, Tanesini e inizialmente Gerali sugli esterni.
«Quella di Riminispiega il manager godese Fuzzi ­ è sempre una trasferta molto difficile e anche questa
volta sarà così nonostante i Pirati siano reduci da alcuni risultati deludenti.
Loro vorranno riscattarsi prontamente, soprattutto per la classifica, ma dal canto nostro pure noi saremo
determinati a fare qualcosa di buono dopo che ci siamo ritrovati in pochi giorni dal secondo al quarto
posto del nostro girone. Come sempre le prove dei lanciatori saranno importanti ma non del tutto
decisive, visto che nelle ultime gare il nostro maggiore problema è stato quello di battere molto ma non
nei momenti ­chiave di partite che abbiamo terminato con tanti uomini lasciati in base e questo non fa
che accrescere i nostri rimpianti».
Sandro Camerani passare il turno dobbiamo restare concentrati».
di sfide che vede affrontarsi T&A e Nettuno si svolgerà a Serravalle a partire da questa sera (ore 20.30)
mentre l' incontro conclusivo è previsto per domani alla stessa ora. Difficile intuire le rotazioni delle due
squadre ma Bindi potrebbe schierare subito Junior Guerra (0.89 di pgl) per poi affidarsi nel match
seguente all' ex Valerio Simone (6.35). I laziali risponderanno, switch permettendo, con Lorenzo (2.79) e
Morellini (5.40). (ma.pe.
)
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
58
16 maggio 2014
Pagina 43
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
sport
Sara Errani abbatte un altro tabù
di ALESSANDRO GIULIANI A fianco ROMA. Il
Foro Italico è davvero un bel posto per
abbattere i propri tabù, per aggiornare i propri
limiti. Sara Errani ci è riuscita ancora una
volta, battendo ieri una giocatrice non
trascendentale, ma contro la quale ci aveva
perso due volte su due, la ceca Petra
Cetkovska.
La classica "bestia nera", domata con grande
disinvoltura davanti a un pubblico
straordinario, che ha accompagnato
letteralmente la massese nei quarti degli
Internazionali d' Italia Bnl. La romagnola, con
un inedito servizio, ha giocato un match senza
sbavature, di grande solidità da fondo, di
grande corsa e tante soluzioni per mettere in
crisi il tambureggiamento della Cetkovska.
Sara si è imposta 6­4, 7­6 (3) entrando, per il
secondo anno consecutivo, nei quarti degli
Internazionali d' Italia dove però l' anno scorso
raggiunse le semifinali, quindi sono in
scadenza un bel po' di punti.
Avanti 4­1 nel primo set, con due break di
vantaggio, Sara si è bloccata, il suo tennis di
pressione è diventato meno fluido ed è stata
ripresa sul 4­4. Qui la romagnola ha piazzato
un altro break e questa volta è stato decisivo.
Secondo set difficile, senza una direzione,
brava Sara a rimanere sempre dentro il match, come quando ha salvato due pericolose palle break per
il 5­3 Cetkovska. Poi, dopo aver servito inutilmente per il match sul 6­5, ha trascinato il match al tie­
break dove e ra nettamente la più lucida e determinata. Oggi l' aspetta la cinese Li Na, n.2 del ranking
mondiale e n.2 del torneo romano.
Al termine Sara era molto soddisfatta della vittoria sulla Cetkovska. «E' una giocatrice durissima, mi dà
molto fastidio, ha un gioco che è di difficile lettura. Faccio molta fatica a gestirla come vorrei, ma è
andata bene. Il servizio?
Prima del torneo ho provato questo nuovo accorgimento, con il braccio che carica da dietro la testa
prima del lancio della palla, secondo me è più efficace anche se forse è maggiormente adatto sul
veloce. Mi servirà in futuro, mi aiuta a non scoordinarmi nel movimento totale».
Li Na? «Non ci ho mai vinto, è una giocatrice forte, toglie molto il tempo, è aggressiva».
La buona giornata è proseguita nel pomeriggio quando, insieme alla Vinci, ha esordito nel doppio con
un facile 6­1, 6­0 su Jurak­Moulton Levy. Oggi nei quarti contro le specialiste Mirza­Black.
Licciardi esce nei quarti del torneo Itf Men' s Future di Santa Margherita di Pula. Il ravennate è stato
battuto 7­6, 6­3 dal brasiliano Pedro Sakamoto dopo aver sprecato un vantaggio di 5­1 nel primo set.
Nel torneo femminile l' imolese Camilla Scala ha battuto al 1° turno la slovacca Natalia Zorgovska 6­4,
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
59
16 maggio 2014
Pagina 43
<­­ Segue
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
sport
6­3, poi al 2° ha ceduto 6­1, 3­6, 6­1 alla svizzera Sugnaux.
Doppio, Clerici­Marchetti b.
Guidetti­Scala 7­5, 4­6, 10­7.
Il ravennate Enrico Dalla Valle, in coppia con Gian Marco Moroni (wild­card), nei quarti in doppio nel
torneo Itf Junior' s Tour di Santa Croce sull' Arno (Grade 1, terra) dopo la vittoria per 6­4, 6­3 su
Alvarez­Zukas (Per­Arg, n.3). Ora contro i russi Bublik­Medvedev (n.6).
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
60
16 maggio 2014
Pagina 45
Corriere di Romagna
(ed. Ravenna­Imola)
sport
Calcio Promozione girone D. In vista dello spareggio con il Fosso Ghiaia.
La Cava presenta ricorso al Tar
FORLÌ. Cava, pronto il ricorso al Tar. Dopo il
dietrofront della Federazione, che prima ha
ufficializzato i play ­out col Classe per poi
comunicare lo spareggio col Fosso Ghiaia, la
società forlivese si tutela attraverso la giustizia
ordinaria.
«Purtroppo, la decisione del consiglio direttivo
del Crer non è impugnabile, l' unica è strada è
questaspiega Gabriele Gugnoni, avvocato del
club ­ tuttavia, sarà una sorta di clausola di
salvaguarda: il ricorso è già predisposto, ma lo
notificheremo solo se le cose andranno male».
La Cava si sente presa in giro e la rabbia è
tanta.
«Per noi è stata una mazzata ­ racconta il
presidente Demis Amadori ­ martedì abbiamo
pensato di chiuderla lì: né il mister né i ragazzi
volevano allenarsi né tanto meno giocare. Ci
siamo sentiti calpestati».
La Figc ha combinato un pasticcio. «A livello
normativo, la decisione non ha alcun appiglio ­
riprende Gugnoni ­ l' articolo 12 delle Noif,
emanato dallo stesso Crer, prevede che in
caso di parità tra due o più squadre al termine
del campionato, per individuare chi ha titolo a
partecipare ai play ­out si tenga conto del
risultato degli scontri diretti, in base alla
deroga annualmente concessa dalla Figc».
Intanto, domenica, alle 16.30, a Russi, la Cava se la vedrà col Fosso Ghiaia. «Non so con che spirito
riusciremo a scendere in campo ­ conclude Amadori ­ questa vicenda peserà parecchio; noi chiediamo
rispetto e certezza delle norme».
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
61
16 maggio 2014
Pagina 8
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Russi salvo solo se vince È lo spareggio verità
Russi LA PERMANENZA del Russi in
Eccellenza in 90 minuti (al più 120 in caso di
supplementari), nella sfida in trasferta sul
terreno della Copparese. La sfida playout sarà
appunto disputata in una gara secca. E in caso
di ulteriore parità dopo i supplementari, si
salverebbero i ferraresi in virtù della migliore
classifica. I ?falchetti' sono concentrati e
cercano di giocarsi le ultime carte, anche se in
caso di sconfitta punterebbero poi al
ripescaggio. Le due formazioni si trovarono di
fronte anche nella scorsa stagione nella sfida
playout e il Russi ebbe la meglio, poi la
Copparese fu ripescata. In campionato risultati
speculari: 1­0 casalingo nelle sfide fra le due
società.
L' allenatore del Russi, Paolo Bagnara, carica
l' ambiente: «I ragazzi ce la metteranno tutta
contro una formazione che fa del contropiede
un' arma letale. Per l' impresa completa ci
occorrevano tre vittorie e fermarsi proprio
vicino al traguardo mi dispiacerebbe».
Bagnara dovrà fare i conti con qualche
problema di formazione: Tassinari non sarà
sicuramente della gara, poche le possibilità di recuperare il difensore centrale Filippo Pezzi e capitan
Rinaldini non si è allenato, ancora alle prese con un fastidioso risentimento muscolare. «Confido di
recuperare entrambi i giocatori ­ conclude Bagnara ­, il capitano contro il Misano era in panchina e farà
il possibile per esserci». Rinaldini era rientrato dalla squalifica di due turni, ma è stato tenuto
prudentemente in panchina. A Russi non vogliono lasciare nulla di intentato per conservare la categoria
e così i ?falchetti', onde evitare faticose e stancanti trasferimenti, prima dell' inizio del confronto, hanno
optato per andare a Ferrara fin dal pomeriggio di sabato.
CIÒ DETTO, questa è stata una stagione a corrente alternata dove il Russi ha lasciato parecchi punti
soprattutto fra le mura amiche. I tifosi potrebbero storcere il naso per la stagione che sta volgendo al
termine, ma se si pensa come era iniziata l' avventura nel mese di luglio scorso, allora si può dire che il
Russi ha fatto un mezzo miracolo. Ora manca l' altro mezzo.
Mario Silvestri.
SILVESTRI MARIO
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
62
16 maggio 2014
Pagina 8
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Baseball Ibl 1 Ostacolo Rimini sul cammino dei
Cavalieri
Russi L' ULTIMA partita dell' intergirone per i
knights Godo (5 vittorie e 7 sconfitte) ha in
calendario un' ostica trasferta sul terreno dei
cugini del Rimini (6/6) oggi e domani con inizio
alle 20,30.
Entrambe le squadre hanno il dente
avvelenato il Godo per la doppia sconfitta
casalinga col Parma ed i Pirati per aver perso
il recupero infrasettimanale col San Marino.
Catanoso per il Rimini avrà l' intero organico a
disposizione. Più complessa la situazione sul
monte godese con Ribeiro che deve scontare
un turno di squalifica. Il manager Fuzzi si
affiderà come partente all' italiano Galeotti non
escludendo l' utilizzo di Calero in caso di
necessità.
m. s.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
63
16 maggio 2014
Pagina 8
Il Resto del Carlino (ed.
Ravenna)
sport
Promozione Pasticcio della Federazione, che con un giro di fax modifica i piani per la corsa
salvezza. A Forlì volano i ricorsi.
Il Fosso Ghiaia risorge: prima retrocesso, ora può
giocarsela
Forlì A CAMBIARE le carte in tavola a stagione
iniziata si rischia di creare qualche
incomprensione. Ecco allora che la Cava,
squadra forlivese, convinta di essersi
guadagnata con il pareggio contro il
Forlimpopoli domenica scorsa, l' accesso ai
playout e di avere come avversario per la
salvezza il Classe si ritrova smentito. Con un
giallo: la sfida prima è stata confermata e poi
annullata, in una situazione quasi comica. Il
mezzo scelto dalla federazione è il fax, e il
testo conferma quello che tutti domenica al
termine della partita già sapevano, ossia che
lo spareggio si sarebbe disputato contro il
Classe, in virtù del comunicato che ­ titolo II all'
articolo 12 ­ spiega che, in caso di parità fra
due squadre, per stilare la classifica avulsa si
decide in base al punteggio conseguito negli
incontri diretti: la Cava è in vantaggio rispetto
al Fosso Ghiaia (vinto 2­0 all' andata e 1­0 al
ritorno), assicurandosi quindi il terzultimo
posto: Fosso Ghiaia retrocesso e Cava agli
spareggi. Poi il colpo di scena: non è così.
E LA SMENTITA arriva il giorno dopo, sempre
via fax. La cosa curiosa è che il fax del martedì è identico in tutto e per tutto a quello del giorno prima,
solo con una correzione a penna che annulla la gara con il Classe e decreta invece che «domenica 18
maggio in campo neutro sarà fatto lo spareggio tra Cava Saiv e Fosso Ghiaia». La sfida è prevista a
Russi. Chi perderà sarà retrocesso in Prima categoria, chi vincerà potrà a quel punto affrontare davvero
il Classe. Immediato lo sdegno dei dirigenti della Cava, che si sono subito affidati a un avvocato per far
partire immediatamente il ricorso.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
64
16 maggio 2014
Pagina 22
La Voce di Romagna
sport
PRIMA La dirigenza guarda al futuro con ottimismo: "Dopo una stagione in cui non si poteva
fare molto di più, vogliamo ufficializzare la domanda di ripescaggio"
A Lugo si riparte da Bezzi e Angolani: "E si ritorna al
Baracca"
LUGO Che il calcio lughese non stia vivendo il
suo momento migliore nella propria storia già
lo si sapeva ma, finalmente, sembra che una
ventata di aria nuova stia soffiando. Le prime
basi sono state gettate negli ultimi giorni del
2013 e in questi primi mesi del 2014 si sta
provando a rimettere in piedi una situazione
che aveva portato, anno dopo anno, il calcio a
Lugo ai margini non solo del panorama italiano
ma anche di quello romagnolo.
Vedere paesi con un decimo della popolazione
lughese due ­tre categorie sopra faceva porre
molte domande. A prendere in mano questa
"patata bollente" ci hanno pensato Claudio
Bezzi, ex dirigente anche del Russi, e Claudio
Angolani. "Il nostro primo obiettivo era quello
di fermare questa situazione in una piazza
storica e blasonata come quella di Lugo ­
racconta il presidente Bezzi ­. Abbiamo, in
primo luogo, salvato il marchio, e iniziato a
pianificare una ricostruzione ad ogni livello,
logistico, organizzativo, calcistico, cittadino.
Anche se, oggettivamente, il lavoro non è
facile".
Avete voluto dare un taglio netto rispetto
alla precedente gestione?
"Per guardare al futuro abbiamo voluto iniziare
a tornare alle origini, quindi la squadra toglierà il nome Stuoie e riavrà quello di Baracca Lugo, con il suo
simbolo storico e giocherà in bianco e nero ­ racconta ­. In secondo luogo, dopo una stagione davvero
negativa e nella quale non si poteva fare molto di più, vogliamo ufficializzare la domanda di ripescaggio
in Prima Categoria, per dare un segnale a tutti: noi ci siamo".
L' annata, in effetti, ha riservato ben pochi sorrisi.
"Sappiamo bene come era iniziata (la squadra venne allestita all' ultimo minuto per una mancata
cessione societaria, ndr) ma contavamo quantomeno di arrivare ai play ­out. Purtroppo ciò non è
avvenuto ma non solo per colpa nostra.
Ad un certo punto della stagione, per rapporti complicati tra giocatori e allenatore, abbiamo assistito ad
un vero e proprio ammutinamento che ha visto andarsene diversi ragazzi. Senza tutto questo sono
convinto che saremmo arrivati almeno agli spareggi".
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
Continua ­­>
65
16 maggio 2014
Pagina 22
<­­ Segue
La Voce di Romagna
sport
Quali sono i problemi maggiori?
"Purtroppo ce ne sono tanti. Da quelli logistici, in quanto il terreno di gioco è inadatto al gioco del calcio
e le nostre strutture non possono essere sfruttate a pieno perchè l' amministrazione comunale negli anni
precedenti ha preferito non dare una mano al calcio ma ai dirimpettai. Di soldi, ovviamente ce ne sono
pochi ma uno sponsor l' abbiamo già trovato. Il nostro auspicio sarebbe quello di poter gestire tutto il
nostro potenziale di strutture per aumentare i ricavi, e qui entra in gioco il comune che, per una volta,
potrebbe dare una mano alla propria società calcistica. Il fatto che ci saranno le elezioni rallenterà tutto l'
iter ma confidiamo che capiscano la situazione".
Il settore giovanile?
"Dopo che negli ultimi anni abbiamo visto la diaspora di tutti i ragazzi nei paesi vicini abbiamo la volontà
di rilanciare le nostre giovanili. Da quest' estate inizieremo a pubblicizzare la ripartenza del settore
giovanile del Baracca Lugo e siamo sicuri che oltre ai nuovi, molti torneranno nella propria città".
E' vero che a Lugo non si può più fare calcio?
"Ho letto alcune dichiarazioni di addetti ai lavori lughesi che non mi sono affatto piaciute. Nel nostro
caso la voglia di tornare a fare calcio c' è, e seriamente, perchè siamo persone con enorme voglia di far
bene. Tutto il resto non fa bene al movimento".
Alessandro Passanti.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
66
16 maggio 2014
Pagina 25
La Voce di Romagna
sport
Chiarini sprona i Pirati: "Sono otto finali"
RIMINI (pep) Ci sono una maglia da onorare e
un futuro da scrivere. Le recenti figuracce
hanno fato imbestialire Rino Zangheri,
rientrato ieri dall' Africa: due 'manifeste' in
cinque giorni il Rimini Baseball era abituato a
darle, non a prenderle. Stasera il mitico "pres"
dei Pirati sarà li, nel tunnel, a seguire i suoi
ragazzi nell' ultima di Intergirone: in via
Monaco arriva Godo (ore 20.30, si replica
domani alla stessa ora), che ha poco da
perdere e un carico di entusiasmo pazzesco.
Rimini deve vincere, possibilmente entrambe:
lo obbliga la classifica del gruppo B.
"E' così e nessuno si tira indietro ­ lo dice forte
capitan Mario Chiarini ­. Bisogna buttare giù il
rospo e migliorare sotto tutti gli aspetti. Io vado
al campo tutti i giorni, ci alleniamo
duro,vogliamo solo passare la prima fase.
Non stiamo giocando al 100% delle nostre
possibilità, è lampante, quando una squadra
non va le critiche in primis vengono mosse all'
allenatore e poi a giocatori, a Rimini poi si
tende sempre a esagerare i problemi e a
minimizzare le cose buone. Una soluzione
immediata non c' è, bisogna lavorare per
entrare in forma il prima possibile".
Analizza i fatti in maniera concreta, 'Marione': i
problemi dei Pirati sono al momento la scarsa
tenuta del monte di lancio Asi (50 punti subiti in 6 partite, quasi 10 a gara...) e la non costanza del box di
battuta. "Non è che si può puntare il dito contro qualcuno in particolare ­ continua il 45 ­.
Stiamo facendo fatica nella partita dei pitcher Asi, il nostro partente (Corradini, ndc) purtroppo si è
infortunato nella prima giornata e ha condizionato il lavoro degli altri, tra i quali non c' è nessuno abituato
a fare lo starter. Le due manifeste sono sconfitte brutte, nessuno lo nega.
Nessuno va nel box per farsi eliminare o con poca voglia, purtroppo per prendere confidenza con la
battuta bisogna girare la mazza spesso e questa formula non te lo consente. L' unico team senza
problemi è Bologna perché il loro monte italiano tiene, nel baseball il 90% lo fanno i lanciatori. Vincere
16­15 è possibile ma altamente improbabile, non.
Detto questo, sia a Padova che soprattutto a San Marino avremmo potuto e dovuto fare di più, anche in
difesa dove abbiamo commesso errori evitabili". Stasera lancerà Ekstrom, domani probabile Patrone
ma non si esclude la sorpresa Corradini per 2­3 inning dall' inizio. Il resto della formazione è confermato
con Mazzanti in terza e Salazar dh.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
67
16 maggio 2014
Pagina 25
La Voce di Romagna
sport
IBL1 Reduci da tre hurrà di fila, i Titani ricevono la squadra laziale. Bindi lancia Guerra e
Simone.
Col Città di Nettuno la T&A punta alla cinquina
SAN MARINO (mp) Vincere aiuta a vincere. E,
nel caso dei campioni d' Italia, è un bellissimo
ritorno alle abitudini. Tre successi di fila la
T&A non li aveva ancora centrati, in stagione,
e la manifesta rifilata a Rimini ha consentito l'
aggancio in seconda posizione nel gruppo A al
Padova. I Bindi boys sentono che il ferro è
caldo e lo vogliono battere: a Serravalle
(stasera e domani alle 20.30) arriva però il
Città di Nettuno di Scerrato (squalificato per 6
giornate dopo la mega­rissa col Bologna...),
una delle sorprese di questo inizio di stagione
considerando tutte le partenze dopo il cambio
di rotta. Bindi non fa pretattica, lancia Guerra
in gara1 e Simone nella seconda, mentre
Nettuno risponderà, non si sa in che ordine,
con José Lorenzo (1­2, 2.79 di pgl) e l' ex
Rodney Rodriguez (30, 2.08) a livello di
stranieri e Yuri Morellini (0­3, 5.40) nel match
Asi.
Loro potrebbero optare per lo switch ­ ne è
consapevole Bindi ­.
Hanno azzeccato i lanciatori stranieri e
puntano ai playoff, bisogna stare attenti".
Sempre assenti Bittar e Pantaleoni, la
formazione sarà la stessa vista contro Rimini
con Morreale in prima, Albanese che torna
dietro al piatto e Macaluso esterno destro.
"Ancora non tutti sono al massimo della condizione, ma le cose vanno meglio e stiamo entrando in
forma ­ continua Doriano ­ In gara2 col Nettuno2 si sono viste buone cose contro un lanciatore
eccellente, con Rimini abbiamo avuto conferme. Quando le cose vanno male bisogna cercare di stare
tranquilli, arrabbiarsi e deprimersi non serve a nulla ­ sembra dare un consiglio ai cugini, Bindi ­. Se si
perde la colpa va ricercata in sé stessi, non negli arbitri o in altri fattori esterni".
PROGRAMMA Quarta giornata Intergirone: Lino' S Coffee ParmaTommasin Padova, T &A San Marino ­
Città di Nettuno, Baseball Rimini ­ Godo Knights, Unipol Bologna ­ Nettuno2.
CLASSIFICHE Girone A: Bologna 916 (11­1), Padova e San Marino 500 (6­6), Godo 416 (5­7). Girone
B: Rimini, Parma e Nettuno 500 (66), Nettuno2 166 (2­10).
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
68
16 maggio 2014
Pagina 25
La Voce di Romagna
sport
Godo Knights con Galeotti e Calero ma senza il
rilievo portoghese Ribeiro
GODO (mp) La doppietta al contrario con
Parma è ancora li, a infastidire l' entusiasmo di
un gruppo che comunque, fino a qui, ha fatto
ottime cose e anche oggi, a Rimini, può
tranquillamente giocare leggero, senza
eccessive pressioni.
Le possibilità di accedere alla seconda fase, a
dire il vero, non sono scemate di così tanto: il
bilancio di 5 vittorie e 7 ko relega i Knights si
all' ultimo posto del gruppo A, ma a una sola
vittoria dalla coppia di seconde formata da
T&A e Padova e con gli scontri diretti del
girone di ritorno che saranno a questo punto
determinanti per tentare qualcosa di
inimmaginabile a inizio stagione. Più che altro,
a preoccupare il manager Daniele Fuzzi sono
le assenze di Bucci, che si è infortunato in
gara1 con Parma e lascerà la prima base a
Silvestri, e soprattutto di Yulman Ribeiro,
espulso per proteste in gara2 (fra l' altro persa
proprio dal pitcher di passaporto portoghese)
e quindi squalificato. Ecco perché è pressoché
certo che stasera i Goti partiranno con Matteo
Galeotti (foto) sul monte, poi rilevato dai vari
Cadoni, Bassani e Casalini. Fuzzi affiderà la
pallina di gara2 invece al venezuelano ex
Novara Calero, sin qui davvero ottimo (4 vinte
­ 1 persa, 2.31 di pgl), che però non avrà le
spalle coperte da Ribeiro. Per il resto, formazione confermata: Sanchez (.269, 1 fuoricampo e 6 rbi)
ricevitore, Rolexis Molina (.364 e 4 rbi) in terza, Bucchi in seconda, D' Amico interbase gli interni con il
trio Meriggi ­ Tanesini ­ Gerali agli esterni e Monari da battitore designato.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
69
16 maggio 2014
Pagina 29
La Voce di Romagna
sport
ATLETICA Giovani Promesse.
I risultati delle Giovani Promesse
BELLARIA Questi i risultati della tappa del
calendario delle Giovani Promesse che si è
svolta domenica scorsa a Igea Marina (20 in
totale le gare) parallelamente alla Maratonina
dei Laghi. Sono stati 88 i giovani atleti
coinvolti.
RAGAZZI (2001 ­ 2002): 1 Buda Sebastiano
(Seven Savignano) 15 punti; 2 Babini Matteo
(Pod. Cervese) 13 ; 3 El Kheir (Sofian Avis
Fano) 11.
RAGAZZE (2001 ­ 2002) 1 Ragazzini Alice
(Lamone Russi) 15; 2 Righetti Alessia (Misano
Podismo) 13; 3 Palmisano Marta (Libertas
Rimini) 11 PULCINI (2005 ­ 2006) 1 Mecca
Federico (Golden Club Rimini) 15; 2 Belletti
Emanuele (Golden Club Rimini) 13; 3 Zoffoli
Mattia (Seven Savignano) 11 PULCINI
FEMMINE (2005 ­ 2006) 1 Ioli Camilla (Seven
Savignano) 15; 2 Aghilar Irene (Chivasso) 13;
3 Bucci Emma (Dinamo Sport) 11.
PROMESSE MASCHILE (20072008) 1
Liverani Marco (Avis Forlì); 2 Bartolini Andrea
(Pod.
Cervese) 13; 3 Medoro Samuele
(Marecchiese) 11 PROMESSE FEMMINE
(20072008) 1 Collini Sofia (Pod.
Cervese) 15; 2 Collini Angelica (Pod. Cervese)
13; 3 Belletti Allegra (Golden Club Rimini) 11
PRIMI PASSI FEMMINE 1 El Kheir Amira (Avis Fano); 2 Fidelibus Maria (Marecchiese) 3 Savelli Lavinia
(Seven Savignano); 4 Zoffoli Linda (Seven Savignano).
PRIMI PASSI MASCHI (DAL 2009 IN POI) 1 Corgnoli Mattia (Running Club Rimini); 2 Crociati Matteo
(Dinamo Sport); 3 Lipoma Andrea (Libero) ESORDIENTI MASCHI (2003 ­ 2004) 1 Bartolini Alexander
(Pod. Cervese) 15; 2 Balducci Cristian (Running Club Rimini) 13; 3 Gasperoni Matteo (Gpa San Marino)
11 ESORDIENTI FEMMININILE (2003 ­ 2004) 1 Corbeddu Alessia (Sanges Rimini) 15; 2 Fabbri Perla
(Pod. Cervese) 13; 3 El Kheir Nora (Avis Fano) 11 CADETTI 1999 ­ 2000 1 Okaj Mitosz (Ginn. Kostrzyn
Polonia) 15; 2 Szterew Eryk (Ginn. Kostrzyn Polonia) 13; 3 Klebieko Gracjan (Ginn. Kostrzyn Polonia)
11.
CADETTE (1999 ­ 2000) 1 Gasperoni Giulia (Gpa San Marino) 15; 2 Bernardi Ilaria (Olimpus S.Marino)
13.
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
70
Scarica

Rassegna stampa 16-05-2014