RASSEGNASTAMPA RASSEGNASTAMPA 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA OCCUPAZIONE OSPEDALE SAN CARLO Social forum e tv conquistano la sinistra La politica diventa format Domani lo sciopero Cgil per difendere il lavoro La Uil si dissocia e fa da sè Assoluzione bis: illegittima la punizione al dr Strangio alle pagine 6 e 7 I sindacati: ora clima di serenità ANTONIO LIOTTA a pag. 15 Anno 11. n. 314 € 1.20 in abbinata obbligatoria con il Domani dello Sport a pagina 18 Martedì 13 novembre 2012 www.ilquotidianodellabasilicata.it Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, cap 85100, tel. 0971-69309, fax 0971-601064; MATERA, Piazza Mulino 15, cap 75100, tel. 0835-256440, fax 0835-256466 Notificati ulteriori avvisi a comparire nell’indagine per mafia a carico del consigliere regionale Udc Mancusi, nuovi testi dal pm Portaborse fantasma: altro filone d’inchiesta sulla casta della Regione Provincia, una corteo troppo istituzionale Potenza Scanzano ma non solo: ecco quando la piazza ha partecipato davvero Ennesima frana a Sant’ Antonio Lamacchia Esposto in Procura LEO AMATO alle pagine LORUSSO a pagina 27 Matera Conferenza stampa Rosa (Pdl) all’attacco contro il progetto salva Asi «Porcherie la regione bancomat brucerà 33 milioni» LABANCA a pagina 17 SPORT Basket Dna La Bawer torna capolista Matera La terza via Il prossimo (Domenica) va’dove ti porta dell’opzione passo saranno e l’isola il cuore zero le regioni del tesoro di ANTONELLA PELLETTIERI di ANTONIO RIBBA di MARIA ANTEZZA di VITO BUBBICO Le analisi e i commenti sono nelle pagine 20 e 21. Il pezzo di cronaca è di Margherita Agata a pag. 12 CIERVO a pagina 31 Da ieri niente più cause civili nel palazzo di giustizia materano. Per quello potentino la Regione assicura le spese Pisticci, tribunale deserto. Melfi, si spera ancora LA vicenda dei tribunali registra la chiusura di Pisticci. Su Melfi si recupera il tempo perduto con i fondi stanziati dalla Regione per tenerlo aperto. Basterà? Potenza FIDANZIO E D’ALESSANDRO alle pagine 29 e 34 Il crac del calcio raddoppia Azienda di Vietri Dalla Basilicata alla Toscana per illuminare le vetrine Padra Basket Donne La Basilia pensa in grande Piano casa 2 Parla Adduce «Più verde» a pagina 19 21113 9 771128 022007 E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro PRIMARIE RASSEGNASTAMPA www.lagazzettadelmezzogiorno.it Martedì 13 novembre 2012 La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,20 LA GAZZETTA (in abbin. con La Stampa) DI PUGLIA - CORRIERE DELLE Quotidiano fondato nel 1887 PUGLIE B A S I L I C ATA Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l’Africano 264 - 70124 Bari. 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Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 125° Numero 314 I CARABINIERI NELLE STRUTTURE DI FOGGIA E BISCEGLIE Don Uva di Potenza paura dopo il blitz dei Nas in Puglia SERVIZI IN GAZZETTA DI BASILICATA A PAGINA V >> L’Ilva all’esame dell’Aia Reggina piccola piccola È scontro Clini-Vendola mette nel sacco il Bari TARANTO Battaglia sul dissequestro degli impianti per poter procedere alla bonifica DON UVA La sede di Potenza SERIE B Nel posticipo casalingo i biancorossi battuti per 1-0 dalla Reggina [Foto Luca Turi] MAZZA A PAGINA 14 >> SERVIZI NELLO SPORT >> LE SFIDE ANCHE I MEDIA STRANIERI CONCENTRATI SULLO SCONTRO TV. LEGGE ELETTORALE: MURO CONTRO MURO. GRILLO CACCIA UN ALTRO DISSIDENTE L’INCHIESTA PER SETTE ALTI DIRIGENTI DI S&P E DI FITCH di rating I 5 del Pd divisi sugli alleati Agenzie la Procura di Trani Vendola e Renzi chiudono a Casini. Bersani: le primarie ci fanno forti E Monti parla della patrimoniale, ma poi precisa: non è un annuncio LEGGE DI STABILITÀ LA «TASSA SUL BENESSERE» CHE TANTO PIACE A MISTER MONTI Sciolto il nodo esodati finalmente la copertura Detrazioni per i figli fino a 1.080 euro di GIANFRANCO SUMMO P retendere una discussione serena, quasi accademica, sulla «patrimoniale» a sei mesi dalle elezioni, in Italia, è pura follia. Forse è l’unico vero appunto che si può muovere al professor Monti a proposito delle dichiarazioni di ieri. Ha risposto in inglese a domande fatte in inglese nel corso di un forum organizzato dal Financial Times e questo già da solo spiega il clima «british» che può aver indotto il presidente del Consiglio a sentirsi più bocconiano che premier, più professore che politico. Tuttavia, se entriamo nel merito del suo discorso complessivo, le frecciate politiche non sono mancate intorno alla parola «patrimoniale». Una scudisciata al Pdl: «Ad alcune componenti della nostra maggioranza multicolore quella parola non piace proprio». SEGUE A PAGINA 23 >> chiede il processo l Legge di Stabilità in dirittura d’arrivo: giovedì dovrebbe essere approvato in aula un testo stravolto rispetto alla proposta del governo ma sul quale c’è un nuovo accordo con i partiti. Cancellata la riduzione delle aliquote Irpef ma arrivano detrazioni da 800 a 1.080 euro per i figli e sgravi Irap dal 2014. Esodati, via libera alla bozza finale: dalla copertura (il fondo è di nove miliardi) restano fuori solo i licenziati prima del 2011. SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 4 E 6 >> TRANI La conferenza stampa del procuratore [foto Calvaresi] SERVIZI ALLE PAGINE 4 E 5 >> APPELLO A STATO E FAMIGLIE. GLI AUGURI A UNA CENTENARIA Il papa va dagli anziani «Mi sento come voi» NORSCIA CON ALTRI SERVIZI A PAGINA 7 >> QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL DDL SULLA DIFFAMAZIONE di MICHELE PARTIPILO O ggi torna in Aula al Senato il disegno di legge sulla diffamazione, approntato in fretta e furia per salvare da una condanna a 14 mesi di carcere il giornalista Alessandro Sallusti, direttore del «Giornale». Il testo è quello riscritto dal presidente della Commissione giustizia, Filippo Berselli, dopo lo sfortunato iter del ddl orginario presentato dai senatori Gasparri e Vita. SERVIZIO A PAGINA 16 >> SEGUE A PAGINA 23 >> MALTEMPO FIUMI IN PIENA NAPOLI ROMA Il papa saluta una delle anziane ospiti della Casa Famiglia ONORA IL PADRE E LA MADRE di ONOFRIO PAGONE F a tenerezza questo Papa anziano, ultraottantenne, che va a trovare suoi coetanei in una casa di riposo e, congedandosi da loro, fuori dal protocollo si lascia andare e ammette: «Esco ringiovanito da questa visita». È stato un inno alla terza età l’incontro di ieri di Benedetto XVI nella casa famiglia gestita dalla Comunità di Sant’Egidio sul Gianicolo, a Roma. È stata l’esaltazione degli anni della saggezza e della fragilità del corpo, ma non della tristezza. SEGUE A PAGINA 23 >> Of0l17FbcY8lAOpz/WmELRRuar9ZrqZcvIdhhZ11y6U= Studenti e disoccupati L’Italia divisa in due assediano la Fornero un morto e gravi danni A PAGINA 8 >> Roma teme il Tevere STATI UNITI Diventa un «giallo» la relazione di Petraeus A PAGINA 17 >> NUOVO ANNO Università del Salento Laforgia: basta corrotti TONDO A PAGINA 10 >> l Italia divisa dal maltempo con il Centro-Nord in piena emergenza allagamenti. In Toscana le situazioni più gravi, tanto da far intervenire l’esercito. Si conta anche una vittima. Tutti i corsi d’acqua sono a rischio esondazione: osservato speciale l’Arno a Firenze, mentre a Roma è attesa per oggi fra mille ansie l’ondata di piena del Tevere. Collegamenti difficili e paesi sott’acqua anche in Veneto. SERVIZI A PAGINA 15 >> RASSEGNASTAMPA Martedì 13 novembre 2012 LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887 www.lagazzettadelmezzogiorno.it LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATERA Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: [email protected] Redazione Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/251311 - Fax: 080/5502350 - Email: [email protected] Pubblicità-Publikompass. Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418536 - Fax: 0971/274883; Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/331548 - Fax: 0835/251316 Necrologie: www.gazzettanecrologie.it - Gazzetta Affari: 800.659.659 - www.gazzettaffari.com LE ALTRE REDAZIONI Bari: Barletta: 080/5470430 0883/341011 Foggia: Brindisi: 0881/779911 0831/223111 Lecce: Taranto: 0832/463911 099/4580211 Tirana (Albania): 00355/4257932 ABBONAMENTI: tutti i giorni esclusi i festivi: ann. Euro 260,00; sem. Euro 140,00; trim. Euro 80,00. Compresi i festivi: ann. Euro 290,00; sem. Euro 160,00; trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel. 080/5470205, dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/5470227, e-mail [email protected]. Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/5470213 I COSTI DELLA POLITICA PASSATI AL SETACCIO DELIBERE E FINANZIAMENTI. OCCHI PUNTATI SU QUELLE CHE SONO CONSIDERATE SPESE ECCESSIVE INCHIESTA SANITÀ TRUFFA E ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE dei carabinieri Il Pdl accusa il Consorzio Asi Blitz al Don Uva di Foggia «Un ente inutile e sprecone» Bloccati i pagamenti Un debito di 37 milioni di euro e troppe consulenze esterne Polemica su un contributo per la mostra sulle Regioni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia Oggi l’ente aveva promesso di versare il secondo acconto degli stipendi di agosto l Ha debiti per 37 milioni di euro. Il Consorzio industriale di Potenza è sotto accusa per la gestione dei suoi conti. La denuncia è del Pdl che ha sferrato un duro attacco contro l’Asi di Potenza. Per i pidiellini, che hanno passato al setaccio delibere e provvedimenti, nonostante la pesante posizione debitoria, l’ente abbonda in consulenze esterne, spese legali, premi di produttività ai dirigenti e varie spese. Costi che si aggiungono a quelli del personale. l Blitz dei Nas alla Casa della Divina Provvidenza di Foggia e Bisceglie. I reati contestati: associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle Stato e peculato. Quali possibili riflessi sul Don Uva di Potenza? I lavoratori continuano a non percepire lo stipendio nonostante le promesse dell’ente che aveva comunicato il pagamento della seconda parte della mensilità di agosto nella giornata di oggi. Si chiede la revoca della convenzione con Bisceglie. INCISO NELLE PAGINE II E III >> UFFICI La sede del consorzio industriale di Potenza [foto Tony Vece] SERVIZIO A PAGINA V >> IL CASO MANCUSI FERROVIE: DISAVVENTURA SULL’INTERCITY L’ex boss autorizzato dalla ‘ndrangheta a trattare con politici e con la massoneria Sul biglietto ha il posto 101 ma in treno ce ne sono solo 90 l Era stato autorizzato dalla ‘ndrangheta a trattare con politici, servizi segreti e ambienti della massoneria. Lo rivela Tonino Cossidente, ex boss dei basilischi ora collaboratore di giustizia, che avrebbe avuto rapporti con Agatino Mancusi, con Roberto Galante e con Luigi Scaglione. La Procura antimafia sta approfondendo le dichiarazioni del pentito sui presunti rapporti tra la famiglia mafiosa dei basilischi e il mondo della politica. Intanto in questi giorni altri collaboratori dell’assessore Mancusi saranno ascoltati dal pm Basentini. L’indagine è alle battute finali. l Dopo il treno che arranca in salita, nei pressi della stazione di Baragiano, ora è il turno di quello con i posti assicurati, perché prenotati online, ma di fatto inesistenti. Uno dei passeggeri di una carrozza aveva acquistato il biglietto con il numero 101, ma quel posto non c’era, semplicemente perché la carrozza quattro aveva posti a sedere fino al numero 90. MIOLLA A PAGINA IV >> LAVELLO TAGLIANDO Il biglietto con il posto assegnato n. 101. Che non esiste MALTEMPO LA REGIONE È RIUSCITA AD OTTENERE I FONDI DA ROMA La rivolta dei pensionati «Imu troppo alta per noi» Sette milioni per l’alluvione e ora serve più sicurezza SIT-IN Il presidio [foto Tony Vece] BRANCATI A PAGINA VII >> POTENZA SERVIZIO A PAGINA VI >> POTENZA CHIESTA LA RIMODULAZIONE IN BASE AL REDDITO l I pensionati scendono in piazza per chiedere una rimodulazione dell’Imu sulla prima casa. Ieri hanno manifestato davanti alla sede del Municipio di Potenza. I sindacati di categoria rivendicano una detrazione dell’Imu sulla prima casa in relazione al reddito. In Basilicata le pensioni da contributi erogate dall’Inps sono oltre 148mila. INDAGINI I carabinieri del Nas Lettera-denuncia alla Polizia locale per le multe che «ritornano» SERVIZIO A PAGINA IV >> Of0l17FbcY8lAOpz/WmELaYF+I1ElpqN3j544Pka4Sw= ai lavoratori lucani DANNI L’alluvione del 2011 l La Regione ha ottenuto dal Governo sette milioni di euro, per finanziare interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell’alluvione del marzo 2011, e in attuazione dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 novembre 2011. I fondi saranno impiegati per le operazioni di messa in sicurezza degli argini dei fiumi Bradano, Basento, Sinni e Ofanto. SERVIZIO A PAGINA IX >> Assegnatari di case popolari Lunga attesa e ipotesi sfratto RUSSO A PAGINA VIII >> RASSEGNASTAMPA Nell’immaginario americano il mondo arabo ha preso il posto del comunismo. Ora che il muro di Berlino è caduto, ci si è rivolti a un nuovo diavolo: l’arabo, il musulmano. Tahar Ben Jelloun 1,20 Anno 89 n. 314 Martedì 13 Novembre 2012 Cinema italiano nel pallone Gallozzi pag. 20 Psicoanalisi e crisi: gratis sul lettino Scateni pag. 17 Pennac: «Scritto sul corpo» Lorenzetti pag. 19 U: Sfida tv, il bello delle primarie ● Il confronto di Sky tra i cinque candidati ● Scontro Alleati, nozze gay costi della politica: sale la tensione Renzi-Vendola su lavoro e patrimoniale ● Bersani: no ai condoni e «lenzuolate» su moralità ● Le proposte di Tabacci e Puppato BUCCIANTINI COLLINI FANTOZZI FRULLETTI ZEGARELLI A PAG. 2 Ha vinto il centrosinistra Blog, tv e ritocchi: è polemica prima del match PIETRO SPATARO ● chi il più aggressivo, chi il più mediatico. Si OGGI SI DISCUTERÀ SU CHI È STATO IL PIÙ BRAVO, CHI IL PIÙ AFFIDABILE, LOMBARDO VENTIMIGLIA A PAG. 3-4 discuterà e ci si dividerà, com'è normale. Ma al di là delle pagelle, il confronto tv di ieri sera tra i cinque candidati alla premiership del centrosinistra è stata una grande prova di vitalità politica in uno dei momenti più confusi dell'Italia. In un paesaggio nel quale ogni singolo elemento del sistema è sottoposto a una micidiale forza centrifuga, la sfida delle primarie diventa quasi un fattore di sicuSEGUE A PAG. 2 rezza democratica. Troppa ansia da X Factor IL COMMENTO MARIA NOVELLA OPPO Tutti in piedi, dietro cinque leggii, preceduti da brevi cenni biografici. Aprendo le danze, Bruno Tabacci dichiara che le tasse sono troppe, bella scoperta, ma ha appena iniziato a parlare e già, visibili sullo schermo alle sue spalle, sono passati 30 secondi, un terzo del tempo assegnato. Che stress. Laura Puppato spara subito la patrimoniale, ma, zac, tempo scaduto. Renzi dice di voler cambiare le regole del gioco e già passa la palla a Vendola. SEGUE A PAG.4 Sondaggio Tecné Bersani primo con ogni platea CIARNELLI A PAG. 5 Corriere e Stampa promessi sposi ● Nella ristrutturazione Rcs ipotesi di alleanze e concentrazioni editoriali Staino STABILITÀ Esodati, arriva la copertura Monti «parla» di patrimoniale RINALDO GIANOLA Un’alleanza, un matrimonio tra la Stampa e il gruppo Rcs Mediagroup, la creazione del più grande polo di quotidiani, con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello sport. È l’ipotesi che nasce tra le pieghe del piano di ristrutturazione di via Solferino e il prossimo aumento di capitale di Rcs che potrebbe riaprire la battaglia per il controllo della società. Dopo l’idea di fusione tra Intesa SanPaolo e Unicredit, sull’asse Torino-Milano il capitalismo italiano valuta un’altra ipotesi clamorosa. ● Fornero contestata a Napoli: lancio di petardi, la polizia carica ANDRIOLO DI GIOVANNI A PAG. 8-9 A PAG.7 Il pescatore che forniva il tritolo a Cosa Nostra È un pescatore l’uomo che procurò alla mafia l’esplosivo usato per uccidere Falcone e Borsellino, ma anche per le stragi del ’93 a Milano, Firenze e Roma. Si chiama Cosimo D’Amato, 57 anni, ed è stato arrestato ieri dopo le dichiarazioni fornite da Gaspare Spatuzza. L’uomo recuperava il tritolo dagli ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale trovati in fondo al mare al largo di Palermo. BIONDO GIANNOTTI A PAG. 11 WH112C7qxbDJG+9O9hIFyS6mX9HgXLZbkmQdubAc2LQ= A PAG. 2-3 Cattolici e dna democratico L’INTERVENTO STEFANO FASSINA Come Francesco Garofani e Antonello Giacomelli (l’Unità, 9 novembre), anche il sottoscritto è «profondamente convinto che senza l’apporto della cultura politica dei cattolici democratici, senza la loro attitudine riformatrice, il Pd non sarebbe SEGUE A PAG. 16 mai nato». Maltempo, allarme Toscana Rossi: mandate l’esercito Treni fermi, bloccata l’Aurelia, chiusa l’autostrada del Sole. Il maltempo flagella il centro dell’Italia e le maggiori difficoltà si registrano in Toscana e Umbria. In una frazione della Maremma un uomo di 73 anni è morto in auto dopo essere stato travolto da un’ondata di piena; grave un’anziana a Orbetello. A Orvieto molte persone hanno passato la notte sul tetto delle case. Il governatore della Toscana chiede l’invio RICCIARELLI A PAG. 13 dei militari. Il Tar a Polverini: data del voto entro 5 giorni FANTOZZI A PAG. 6 RASSEGNASTAMPA 4 PRIMO PIANO Martedì 13 novembre 2012 LEGGE DI STABILITÀ I LAVORI IN COMMISSIONE Le risorse derivate dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle imprese andranno alla ricerca e al taglio del cuneo fiscale Più detrazioni e meno Irap nell’emendamento fiscale Per i figli sgravi fino a 1.080 euro. Giovedì il via libera in aula l ROMA. Sciolti, si spera, i nodi esodati, fondo calo tasse, non autosufficienze e calamità naturali la Legge di Stabilità si avvia all’approvazione della commissione Bilancio di Montecitorio anche se probabilmente con un giorno di ritardo. Il Ddl atteso per domani in aula arriverebbe invece giovedì. Ma su questo è attesa una decisione della capigruppo ancora non convocata. E un pezzo importante della manovra manca ancora all’appello (ma sarebbe questione di ore spiegano dal Governo): l’emendamento fiscale che cancella l’intervento Irpef e – oramai è certo – aumenta le detrazioni per i figli a carico (passano da 800 a 900 euro, e quello per i bimbi sotto i 3 anni da 900 a 1.080) e avvia la riduzione dell’Irap (con l’aumento dal 2014 delle deduzioni forfettarie per le assunzione a tempo indeterminate e per quelle dei giovani). In attesa delle ultime novità (alcuni argomenti come la sicurezza sarebbero lasciati all’intervento di Palazzo Madama) la giornata in commissione alla Camera è stata comunque produttiva: domenica in tarda serata via libera ad un emendamento dei relatori (Pier Paolo Baretta del Pd e Renato Brunetta del Pdl) che stabilisce che le risorse che arriveranno dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle imprese saranno destinate alla ricerca e al cuneo fiscale. Poi il Belice: ok al al finanziamento di 10 milioni nel 2013 per le zone colpite dal terremoto avvenuto più di quaranta anni fa. E sempre in tema FIGLI A CARICO Detrazioni fino a 1.080 euro fiscale ok ieri in mattinata all’emendamento che istituisce dal 2013 un fondo per il calo delle tasse che sarà alimentato con le maggiori entrate dalla lotta all’evasione, dal calo dei fondi per il servizio al debito e dalla riduzione degli sconti fiscali. Si scioglie («speriamo», commentano molti parlamentari mentre la Cgil parla di soluzione «parziale») anche il nodo esodati: i relatori presentano un nuovo emendamento con una copertura adeguata che è stata «certificata» dalla Ragioneria: o si risparmia dai 9 miliardi già stanziati (ad esempio con il reinserimento al lavoro) oppure si prevede la deindicizzazione delle pensioni sei volte superiori al minimo (3.000-3.500 euro). Cam- bia anche la platea e scompare il riferimento ai lavoratori licenziati prima del 2011 per il fallimento della propria società. Al loro posto c'è invece la categoria di chi è entrato in mobilità entro il 4 dicembre 2011. Ok infine anche all’emendamento che ripartisce le cifre all’interno del fondo sociale (l'ex fondo Letta), cioè 900 milioni. Di questi, 200 milioni sono destinati alle spese del fondo per le non autosufficienze (anche Sla quindi) mentre complessivi 35 milioni andranno per interventi a l’Aquila. Inoltre 50 sono stati destinati alle borse di studio e altri fondi serviranno ad affrontare le recenti calamità naturali. L'attesa è ora concentrata sull'emendamento fiscale: scomparirà il taglio di due punti alle prime due aliquote Irpef e aumenteranno le detrazioni per i figli a carico. Si inizia inoltre a delineare il calo dell’imposta regionale sulle attività produttive, la famigerata Irap. Infine la scuola: nonostante la retromarcia del Governo sull'orari dei Prof i sindacati confermano lo sciopero mentre la Cgil protesta sugli ammortizzatori: neanche l’ombra del rifinanziamento nella Legge di Stabilità. Ma restano i finanziamenti per l’acquisto dei caccia F35: bocciato un emendamento dell’Idv che li tagliava. Ma almeno saranno contente le minoranze italiane in Slovenia e Croazia e gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia: rifinanziati con emendamento Lega. Francesco Carbone Terremoti, scuola fondo sociale: le novità l Dagli esodati al Belice, passando per le tasse: la commissione Bilancio della Camera sta continuando a esaminare gli emendamenti alla Legge di Stabilità. Superati gli scogli delle misure sul fronte del welfare e della scuola, resta ancora da mettere nero su bianco la riscrittura annunciata del pacchetto fiscale. Di seguito le novità finora approvate dal Parlamento. ESODATI - Trovata la copertura: i nove miliardi già stanziati verranno usati tutti per garantire questa categoria di lavoratori. Se non bastassero, oltre i 100 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità, scatterà la deindicizzazione alle pensioni oltre i 3mila euro lordi. FONDO CALO TASSE - Si parte con il 2103. E fanno parte del fondo anche le «risorse derivanti dalla riduzione delle spese fiscali», le cosiddette tax expenditures. Un contributo arriverà anche dal calo degli spread, anche se la valutazione è rinviata al Def. FONDO GIAVAZZI - Le risorse che arriveranno dalla razionalizzazione dei trasfe- Of0l17FbcY8lAOpz/WmELYFciAMxlTnFXmYEDihQJgM= rimenti alle imprese siano destinate alla ricerca e al cuneo fiscale. della pubblica amministrazione e delle Autorità indipendenti. ORARIO PROFESSORI, STOP A 24ORE - Niente allungamento dell’orario dei professori, come inizialmente previsto dalla Legge di Stabilità. LSU - Arriva un milione di euro per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili nei comuni con meno di 50mila abitanti. FONDO SOCIALE - Ok all’ex Fondo Letta da 900 milioni (nel 2013) ora destinati in gran parte al sociale. 200 milioni vanno alle non autosufficienze (leggi Sla). Nelle voci finanziate c'è però un pò di tutto: si va dalle borse di studio all’Università, dagli ospedali allo sport senza dimenticare le missioni di pace. TERREMOTI, DAL BELICE ALL'AQUILA - 10 milioni per i territori colpiti dal sisma del Belice del 1968 ma anche 35 milioni per l'Aquila. SALTA LA STRETTA SU IMMOBILI ENTI PREVIDENZA - Gli enti previdenziali pubblici e privati potranno acquistare immobili e stipulare contratti di affitto. SPESE ARREDI, DIETA P.A. MENO RIGIDA - Si allenta la stretta sulle spese per acquisto di mobili e arredi COMUNI E TASSE - I Comuni possono continuare a trattenere i tributi statali. ESULI ISTRIA - Arrivano i fondi per rifinanziare la minoranza italiana in Slovenia e Croazia e gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia nel nostro Paese. INTERVISTA DEL MINISTRO IN GERMANIA Grilli: «Sud, fallito il modello di crescita» l Vittorio Grilli lo dice in modo netto: il modello di crescita del Sud Italia è fallito. Mentre, in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung di oggi assicura che la tabella di marcia di Angela Merkel non è affatto troppo veloce per l’Italia. Per la quale le riforme erano necessarie, esattamente come «la velocita» con cui sono state affrontate. Risponde anche a una domanda sulla Fiat: l'Italia deve diventare più attrattiva, e questo anche per il gruppo delle auto di Torino. «Noi italiani abbiamo trascurato a lungo l’esigenza di rendere competitivo il nostro Paese. Eravamo in una cattiva situazione. La disciplina di bilancio è urgentemente necessaria. E an- che la velocità con la quale al momento riformiamo il Paese lo è, ha spiegato, sottolineando che in passato è stato «sprecato troppo tempo». Merkel e Schaeuble non sono troppo veloci per Roma? «No, assolutamente – è la risposta -. Io sono sicuro che se tra un paio di anni guarderemo indietro alla crisi saremo sorpresi di quanto velocemente gli europei abbiano saputo reagire. E sono sicuro che l’Europa in dieci anni sarà leader. Altri Paesi che oggi portano avanti enormi deficit di bilancio saranno lasciati indietro». Non fa i nomi. Grilli illustra il percorso di riforme affrontato dal governo Monti, e spiega che il progetto – nel clima di una sostanziale comprensione dimostrata dagli RASSEGNASTAMPA PRIMO PIANO 5 Martedì 13 novembre 2012 Solo oggi il voto sull’ultima soluzione sulla quale c’è una convergenza trasversale. Parzialmente soddisfatta anche la Cgil Se dovessero scattare nuove necessità i fondi si preleverebbero dalle pensioni superiori ai 3mila euro Esodati, accordo con il governo fuori i licenziati prima del 2011 Sulla bozza finale c’è il visto della Ragioneria: basteranno i nove miliardi Le cifre sugli esodati Per il Ministro Fornero «Nel Meridione l’economia è attaccata alla flebo degli investimenti statali» italiani – è quello di rendere l'Italia più attrattiva nel panorama internazionale. E a chi gli ricorda che la Fiat ha sostenuto che «senza l’Italia» le cose andrebbero «meglio», replica: «Non ascolto con piacere affermazioni del genere, ovviamente. Il nostro compito è però rendere l’Italia più attrattiva possibile. Anche per la Fiat». E' sul Sud-Italia che il ministro esprime le sue preoccupazioni: «Si deve ammettere che il modello della crescita del Sud è fallito. L’economia è attaccata alla flebo degli investimenti statali e con le nostre riforme possiamo solo tentare di domare il settore statale. Dobbiamo rendere più efficiente gli enti pubblici e e ampliare l’industria». Of0l17FbcY8lAOpz/WmELa8scgZ//tuzfunifK0n9mw= 130.000 già salvaguardati dal ’Salva-Italia” 9 mld giàdistanziati euro 39 PE 0.2 00 RL ’IN PS 10.000 nel prossimo biennio maturano il diritto a essere salvaguardati 100 mln di euro necessari arriveranno dagli eventuali risparmi dei 9 miliardi già stanziati, con una sorta di “autocopertura” ANSA-CENTIMETRI l ROMA. E questa dovrebbe essere la volta buona. Governo (Ragioneria dello Stato compresa) e maggioranza dopo giorni di stop and go trovano l’intesa per dare risposta ai cosiddetti «esodati». Per far quadrare i conti però dall’ultima versione dell’emendamento presentato alla Legge di Stabilità in commissione alla Camera restano fuori i lavoratori licenziati prima del 2011 per il fallimento della propria società. «E' la risposta alle esigenze che ho posto di salvaguardia per le persone che nel 2013 e 2014 rischiavano di trovarsi senza reddito», afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Ma la decisione non accontenta tutti. «Soluzione parziale, il problema resta aperto», afferma la Cgil. La novità verrà messa ai voti solo oggi ma la soddisfazione, seppure con sfumature diverse, a Montecitorio è trasversale. Il sottosegretario al Welfare Michel Martone, che ha seguito l’intera vicenda, definisce l’accordo un «importante passo avanti» e d’accordo si dice il deputato del Pd Cesare Damiano che però non nasconde che avrebbe voluto una soluzione più ampia. Ma in Parlamento c'è anche chi non ci sta come l'Italia dei Valori, convinta che l’accordo escluda «il 90%» dei potenziali richiedenti. Al di là delle posizioni dei partiti, che trovare una soluzione non sia stato affare facile è agli atti. Solo ieri mattina, al termine dell’ennesima riunione sul tema e alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Eco- nomia Vittorio Grilli, il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo si affannava a spiegare l’importanza di «scrivere la norma in modo da circoscrivere la platea per evitare che diventi un vaso di Pandora». E in effetti, rispetto alle versioni presentate in precedenza in Parlamento, la proposta di modifica firmata dai relatori cambia la platea dei lavoratori tutelati, escludendo dalle garanzie quanti abbiano perso il lavoro a causa di «fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell’attività dell’impresa». Per una «famiglia» di lavoratori che esce, una però entra: chi infatti è stato autorizzato alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011 e collocato in mobilità ordinaria sarà tutelato. La scelta di chi includere nell’elenco è stata ovviamente dettata dalle coperture: le risorse per offrire una soluzione al nodo esodati arrivano dal fondo da 9 miliardi già stanziato e i cui eventuali risparmi non potranno essere utilizzati per altre esigenze (come inizialmente invece previsto) e al quale si devono aggiungere i 100 milioni previsti dalla Legge di Stabilità. Qualora poi dal monitoraggio che viene previsto per legge dovesse emergere la necessità di ulteriori risorse scatta una sorta di clausola di salvaguardia, che pesca dalle pensioni oltre i 3mila euro lordi bloccandone la deindicizzazione. Chiara Scalise RASSEGNASTAMPA 8 martedì 13 novembre 2012 L’ITALIA E LA CRISI Patrimoniale? Monti ci prova ma si ritira ● Un incidente di traduzione apre una polemica sulla tassa sui patrimoni fino alla rettifica di palazzo Chigi ● Vorrebbe restare premier? «No, ad alcuni questo scenario piace, ad altri no» NINNI ANDRIOLO ROMA Monti parla di «patrimoniale», rivelando che il governo «sta studiando» l’eventualità di introdurla, e si scatena la reazione del centrodestra. Un putiferio tale che costringe l’ufficio stampa di Palazzo Chigi - mentre è in corso l’intevento del premier al forum milanese promosso dal Financial Times - a precisare che iniziative del governo sui grandi patrimoni non sono «affatto» all’ordine del giorno. Nel frattempo anche Confedilizia spara ad alzo zero sull’ipotesi di una tassa tanto «inquietante». E c’è chi prende di mira la cattiva traduzione delle parole del premier - che si esprimeva in inglese - per giustificare l’equivoco. O il giallo. La patrimoniale «generalizzata», secondo Monti (successivamente precisato o corretto), «non sarà introdotta nottetempo», ma dopo gli opportuni «passi» che l’esecutivo sta «verificando» con l’obiettivo di «non incentivare la fuga dei capitali» all’estero. «Del resto - insiste il presidente del Consiglio - questa misura (la patrimoniale, ndr.) esiste già in alcuni paesi estremamente capitalisti», mentre in Italia non è ben vista da alcune forze politiche. «Il governo ha valutato non molto tempo fa la possibilità» di introdurla, riassume il premier, ma si è dovuto fermare di fronte ai niet di «alcune componenti della nostra maggioranza multicolore» alle quali «quella parola non piace proprio». Monti non cita esplicitamente il Cavaliere, ma è anche a lui che si riferisce. E’ stato Berlusconi a mettersi di traverso quando il Pd - con altre forze politiche e sociali - ha proposto di tassare i grandi patrimoni. E il Pdl, ieri, ha suonato lo stesso spartito dei mesi scorsi. «Mi auguro che si tratti solo di materia di studio e non di una proposta operatività, visto che abbiamo già dato», avverte Cicchitto. «Siamo francamente sorpresi», fa eco Gasparri. L’annuncio di Monti? «Una tassa psicologica», sottolinea Napoli. E Tremonti cita Voltaire. All’ex superministro «la nuova forma di imposta patrimoniale a cui il professor Monti riserva la sua non pregiudiziale contrarietà» ricorda la «tassa sull'intelligenza». PALAZZO CHIGI CORREGGE Il governo, nel frattempo, nasconde la mano, dopo aver lanciato il sasso. Il tema «non è mai stato discusso e nemmeno sollevato in Consiglio dei ministri», mette in chiaro il ministro Severino. «Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario a una modesta tassazione generalizzata del patrimonio - recita la nota ufficiale di Palazzo Chigi - il presidente del Consiglio ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all' NUOVE IMPRESE Trento, 20 milioni per lanciare start-up innovative Si chiama 103 Startup, è un progetto che punta a creare in Trentino, nei prossimi 4 anni, oltre 100 nuove aziende innovative nel settore delle Itc-tecnologie della comunicazione e informazione. Il progetto segna un ulteriore passo avanti nel percorso del Trentino per trasformarsi in uno dei primi "smart territory" d’Italia. Al progetto contribuisce il Gruppo Earlybird Venture Capital, nato in Germania nel 1997. "Il Trentino ha una base produttiva solida - ha detto il presidente della Provincia Lorenzo Dellai - e di questo siamo contenti: ma è necessario consolidarla con robuste iniezioni di innovazione. La Provincia ha già stanziato 20 milioni di euro. estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, l’esecutivo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile. Tutto ciò Monti ha chiarito come spiegazione delle decisioni allora adottate, non come premessa di futuri interventi». Ma non era stato lo stesso premier ad annunciare che il governo studia la materia e a garantire che non ci saranno blitz da scatenare «nottetempo»? Monti, ieri, ha anche utilizzato parole forti contro l’evasione fiscale e la corruzione, paragonando «gli interventi» del governo a una «guerra». IL FUTURO Non poteva mancare, durante il forum di ieri, la domanda sul futuro politico del professore. «Le piacerebbe continuare a fare il premier»?», chiede il vice direttore del Financial times. «No», risponde Monti. «Ad alcuni questo scenario piace, ad altri no», precisa successivamente. «Grillo come reazione populista contro l’Euro?». Il premier approfitta della domanda per lanciare una nuova stilettata a Berlusconi. «Non so se questo sia l’obiettivo di Grillo, ma quel che dice sembra raccogliere consensi e questo è parte della democrazia». Il leader del Movimento cinque stelle, tuttavia, è in buona compagnia a proposito di attacchi all’Unione. «Questo signore ha in molti casi parlato contro le misure stringenti che l'Europa impone - sottolinea Monti - Ma altre parti politiche italiane hanno fatto lo stesso...». Il riferimento alle ultime esternazioni del Cavaliere è evidente. «In alcuni giorni abbiamo avuto difficoltà - insiste il professore - Sono stato anche accusato di essere un servo sottomesso della cancelliera Merkel». Ma una crisi di governo «avrebbe significato abbandonare il Fiscal compact, aumentare il deficit e il debito». .. . Quel che Grillo dice raccoglie consensi e questo è parte della democrazia Scontri a Napoli Fornero contestata Elsa Fornero scende a Napoli per incontrare la sua omologa tedesca e presentare un progetto di scambio sull’apprendistato. E nella città che ha il record di disoccupazione giovanile tra le metropoli italiane, le manifestazioni di protesta di precari e studenti fanno esplodere la rabbia di chi il lavoro non ce l’ha e lo vede sempre più come una chimera. La città si era mobilitata da giorni in vista della due giorni che oggi porterà un altro ministro, Profumo dell’Istruzione. Ad «assediare» la Fornero gli universitari napoletani della rete “Studenti precari e precarie”: a piazzale Tecchio, nel quartiere Fuorigrotta, hanno forzato l’alt delle forze dell’ordine dando vita a un fitto lancio di sassi e bottiglie contro poliziotti e carabinieri, i quali hanno replicato con lacrimogeni e con una carica. Negli scontri sono rimasti feriti almeno una ventina di ragazzi, un ufficiale dei carabinieri e due poliziotti. Due giovani, di 19 e 20 anni, sono stati denunciati a Napoli per resistenza a pubblico ufficiale. Le iniziative di protesta sono incominciate ieri mattina con l’occupazione dell’università Orientale di Napoli, dati ora bisognerà aggiungere 15 miliardi di euro per il 2014 e 17,6 miliardi per il 2015-2016. Più che le cifre per il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble il problema è dover chiedere il voto a quelli che in Germania sostengono da tre anni che la Grecia va lasciata fallire e usci- re dall'euro perché è un pozzo senza fondo. Schauble ha ammonito: “prima di prendere decisioni è necessario che il Bundestag sia consultato”. Per questo le consultazioni continueranno in settimana. L'importante, ha sottolineato la direttrice dell'Fmi Christine Lagarde, “è trovare soluzioni a lungo termine”. VALERIO RASPELLI ROMA Aiuti all’Emilia, oggi si decide ● Vertice dei ministri Ue per lo sblocco dei fondi per il terremoto ● Grecia, mancano miliardi MARCO MONGIELLO BRUXELLES Servono soldi. Dopo la difficile riunione di ieri sulla Grecia oggi i ministri delle Finanze europei terranno una difficilissima riunione sulle modifiche al bilancio 2012-2013, a cui è legato lo sblocco dei fondi Ue per il terremoto in Emilia. Il problema è lo stesso: servono soldi, ma con la crisi in corso gli Stati membri temono le critiche degli euroscettici, soprattutto in Germania dove si vota a settembre dell'anno prossimo. Ieri il presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, ha bollato come “cinica esitazione” l'intransigenza di cinque Stati membri che venerdì scorso nel negoziato sul bilancio ha portato al blocco dei 670 milioni di euro già stanziati per la ricostruzione in seguito al terremoto di maggio in Emilia Romagna. “Fare giochi politici con la possibilità delle perso- ne di riprendersi da una terribile catastrofe è qualcosa che il Parlamento europeo non può accettare”, ha denunciato Schulz, che domenica ne ha parlato con il presidente del Consiglio Mario Monti. Anche il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso si è sentito con Monti nel weekend, ha fatto sapere la sua portavoce. Il capo dell'esecutivo comunitario ha rassicurato il premier sul fatto che c'è già un accordo politico e quindi “l'Emilia Romagna avrà i fondi”, ha riferito la portavoce, “il resto è solo un problema tecnico”. Resta il fatto però che lo sblocco degli aiuti è appeso ad un accordo sul bilancio 2012 e a Bruxelles tutti prevedono che la riunione di oggi dei 27 ministri delle Finanze finirà a notte fonda. Già ieri l'incontro dei 17 ministri dell'Eurogruppo sulla Grecia ha lasciato aperte la maggior parte delle questioni da risolvere. In teoria si doveva decidere lo sblocco dell'ultima tranche di aiuti da oltre 31 miliardi di euro. In pratica bisognava constatare il fallimento di tre anni di austerità imposta ad Atene e prendere atto che le misure richieste non stanno dando i risultati previsti. Eppure questa volta la Grecia aveva fatto diligentemente i suoi compiti a casa. La settimana scorsa il Parlamento di Atene è riuscito ad approvare tra le proteste l'ennesima manovra di tagli da 13,5 miliardi. Tra le nuove misure imposte dalla troika Ue, Bce e Fmi, c'erano riduzioni delle pensioni e dei salari del settore pubblico tra il 5 e il 35%, innalzamento delle tasse su carburanti e sigarette, fatture più salate per la sanità e aumento dell'età della pensione da 65 a 67 per i lavoratori più giovani. Ma tre anni di austerità hanno gettato il Paese in una recessione che si scopre ogni giorno più profonda, peggiorata anche del deterioramento della situazione economica dell'Europa. Le ultime stime della stessa Commissione hanno certificato che il debito pubblico di Atene quest'anno sforerà il 190 per cento del Pil, contro l'obiettivo stabilito a marzo di contenerlo al 167 per cento. Tradotto in soldoni secondo i funzionari della Troika significa che agli aiuti già concor- RASSEGNASTAMPA 9 martedì 13 novembre 2012 C’è la soluzione per gli esodati: 500 milioni in più fino al 2020 ● Ok della Ragioneria ● Esclusi i lavoratori di aziende fallite ● Per le emergenze si congelano gli assegni d’oro ● Sì ai fondi «taglia-tasse» e per il sociale ● Summit su cuneo fiscale e Tobin Tax BIANCA DI GIOVANNI ROMA Due maschere della ministra Fornero alle testa del corteo che si è svolto a Napoli FOTO INFOFOTO Nuovo e definitivo passo avanti sulla questione esodati, stavolta con il «placet» della Ragioneria e del governo. Arriva mezzo miliardo in più per tutelare i lavoratori rimasti senza reddito per via dell’introduzione della riforma Fornero. Dopo lo stop dei tecnici del Tesoro alla proposta dei due relatori alla legge di Stabilità (Pier Paolo Baretta e Renato Brunetta), ieri si è arrivati a una nuova versione, che mantiene gran parte dell’impianto originario, ma con specificazioni ulteriori soprattutto sulla platea degli interessati. Per raggiungere l’obiettivo ci è voluto un incontro dei relatori con Vittorio Grilli e il sottosegretario Michel Martone, e poi lunghe ore di lavoro. Nella serata invece si è svolto un summit relatori-governo-Ragioneria sul pacchetto fiscale. Sul tavolo gli sgravi Irpef, che nel 2013 andranno alle famiglie, e la Tobin Tax, per cui si discute l’ipotesi del modello francese. Pier Paolo Baretta FOTO ANSA I NUMERI poi sono proseguite con le manifestazioni che hanno l’obiettivo di «assediare il vertice» in programma oggi e domani alla Mostra d’Oltremare, «per fermarli e contestare i diktat dell’austerity». «Why so choosy? Jatevenne!» è la locandina dell’iniziativa organizzata dagli universitari, con riferimento all’espressione utilizzata recentemente dal ministro nei confronti dei giovani. Molti manifestanti indossavano le maschere della Fornero. Assente al vertice, in esplicita polemica con il governo, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris: «Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli - afferma il primo cittadino -, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola». «Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema dei giovani è molto forte» ha detto la Fornero parlando con un gruppo di studenti di una scuola del- la città, aggiungendo che «bisogna puntare sull’apprendistato, che vuol dire apprendere perché a volte quando si esce dalla scuola e si va in una azienda si può avere un momento di difficoltà». Sul tema della disoccupazione giovanile è intervenuto con un messaggio anche il presidente della Repubblica. «Non posso che sottolineare la tassativa priorità delle politiche volte a combattere la piaga della disoccupazione giovanile, che mina alle basi la speranza e l'obiettivo di costruire una società più giusta e inclusiva» scrive Giorgio Napolitano. Nel suo messaggio, invece, il premier Mario Monti sottolinea che «un programma di lavoro congiunto tra l'Italia e la Germania che ha per oggetto un tema essenziale per il futuro dei nostri due Paesi come l'occupazione dei giovani, costituisce un'iniziativa di altissimo valore sociale ed economico». Dal canto suo, il ministro tedesco Van Der Leyen ha espresso «grande rispetto per i passi coraggiosi avviati dal governo italiano». Sulle risorse per gli esodati il testo assegna ulteriori 333 milioni nel triennio 2013-15 al fondo esodati. In particolare la norma prevede 64 milioni nel 2013, 134 nel 2014 e altri 135 nel 2015, mentre per il 2016 sono previsti 107 milioni, 46 nel 2017, 30 nel 2018, 28 nel 2019 e 10 a partire dal 2020. In totale, dal 2013 al 2020, saranno messi a disposizione altri 554 milioni, che sono coperti per 100 milioni con lo stanziamento già previsto nella legge, per il resto dai risparmi attesi dai circa 9 miliardi già stanziati per le precedenti platee. Resta in piedi anche il meccanismo che colpisce gli assegni più ricchi. Se queste somme dovessero rivelarsi insufficienti, infatti, si procederà con la deindicizzazione delle pensioni pari a 6 volte il minimo (cioè circa tremila euro al mese). In sostanza verrebbero congelati gli assegni più ricchi. La verifica si farà alla fine del prossimo anno, per far scattare l’ulteriore erogazione nel 2014. «Il governo è soddisfatto - dichiara il sottosegretario Michel Martone - CRISI Gli operai Rockwell occupano la galleria I ministri in Sardegna Un gruppo di operai della Rockwell ha deciso di occupare ieri una galleria proprio alla vigilia della visita della delegazione del governo guidata dal ministro Corrado Passera in Sardegna per valutare la drammatica crisi industriale, occupazione e sociale dell’isola. Una crisi confermata negli ultimi giorni con la fine della produzione all’Alcoa di Portovesme. «Abbiamo uno stanziamento di fondi importante quasi 350 milioni di euro per il Sulcis: 130 milioni dal governo, e i restanti dalla Regione Sardegna. Andiamo nel Sulcis per dare un segnale dell'impegno straordinario». ha detto il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti Diamo un segnale positivo ai lavoratori». «Un passo avanti frutto di una lunga battaglia - dichiara Cesare Damiano - Il risultato non era per nulla scontato, tant’è che ancora una volta abbiamo dovuto fare i conti con i vincoli finanziari. Al tempo stesso non è la soluzione che noi desideravamo, perché non tutti i lavoratori vengono salvaguardati. In ogni caso è importante che ci sia un fondo, e che ogni sei mesi il governo è obbligato a verificare la situazione dei lavoratori». I lavoratori esclusi dalla platea rispetto alla prima stesura sono quelli licenziati prima del 2011 perché l'impresa è fallita. Saranno salvaguardati invece quelli entrati in mobilità ordinaria entro il 4 dicembre 2011. Tutelati anche quelli «collocati in mobilità ordinaria o in deroga - si legge nel testo - a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti per la pensione entro il periodo di fruizione della mobilità». Altre categorie prese in considerazione sono i lavoratori autorizzati a proseguire volontariamente la contribuzione entro il 4 dicembre dell’anno scorso, anche se hanno proseguito a svolgere un’altra attività, a condizione che il loro reddito annuo non superi i 7.500 euro. Stessa condizione per chi ha cessato l’attività a seguito di accordi individuali. I «paletti» sono stati inseriti per uniformare le nuove platee alle prime due. Per Vera Lamonica (Cgil) la soluzione resta «molto parziale perché non assume il principio che il diritto deve essere definito ed uguale per tutti». Ieri la commissione Bilancio ha anche approvato il fondo per la riduzione delle tasse che partirà dal 2013, proposta dei relatori. Il fondo sarà alimentato con le maggiori entrate dovute alla lotta all'evasione, al calo degli spread e alle entrate derivanti dalla riduzione degli sconti fiscali. «Il fondo varato da Tremonti l'anno scorso restava appeso per aria - osserva Marco causi (Pd) - con l’emendamento di oggi viene stabilita una procedura per il suo funzionamento; vengono definite le fonti da cui trarre le risorse (lotta all'evasione, riduzione delle spese per interessi, riduzioni dei sistemi di agevolazione tributaria); soprattutto si stabilisce che il funzionamento del fondo parte dal 2013 anziché dal 2014 come previsto inizialmente. Il passo avanti è notevole e frutto del buon lavoro del Parlamento che ha convinto il governo a dare un segnale di speranza». Via libera anche al fondo sociale di 900 milioni, con le relative ripartizioni. Tra i beneficiari, i malati di Sla, le borse di studio, e per le calamità. D’Alema: «Solo una mente malata può licenziare i 19» ● Ieri l’ex premier a Pomigliano. Affollata assemblea alla sede del Pd ● Per la prima volta dopo il referendum del 2010 si sono confrontati i segretari dei sindacati divisi da quel voto MASSIMO FRANCHI Twitter @MasssimoFranchi «Solo una mente malata può aver pensato che per attuare la sentenza della Corte d'Appello di Roma si dovevano licenziare altri lavoratori per assumere quelli discriminati». Da Pomigliano Massimo D’Alema attacca Sergio Marchionne. A quasi due anni e mezzo dal traumatico referendum che divise in due i lavoratori della fabbrica e il mondo sindacale (un referendum in cui lo stesso D’Alema sostenne che «la priorità è la difesa del lavoro» e il salvataggio di «una realtà produttiva»), l’ex premier è tornato nella cittadina campana e ha incontrato i lavoratori dello stabilimento che produce la Panda. Proprio ieri sono tornati al lavoro i 2.146 riassunti della newco Fabbrica Italia Pomi- gliano dopo lo stop per la cassa integrazione (che tornerà comunque dal 26 novembre al 9 dicembre). Un piccolo miracolo la visita di Massimo D’Alema a Pomigliano l’ha prodotto. Nella sala strapiena della ex Casa del Popolo, ora sede del Pd, invitato dal giovanissimo segretario cittadino Michele Tufano, per la prima volta dai giorni del referendum che ha diviso la città, in un incontro pubblico non televisivo sono tornati a confrontarsi i sindacalisti di parti avverse. Se nei giorni scorsi la sede della Uilm è stata oggetto di due diversi attacchi (sabato scorso durante la manifestazione di studenti e Cobas è stata imbrattata di scritte con spray rosso), ieri pomeriggio sono intervenuti il segretario Uilm della Campania Giovanni Sgambati, il responsabile Mezzogiorno della Fiom Massimo Brancato e il segretario della Cisl Napoli Giampiero Tibaldi. Le posizioni sono ancora lontanissime, ma già il fatto di essersi confrontati con rispetto è un passo avanti rispetto al clima di grande tensione che si vive in città. «SERVE L’UNITÀ SINDACALE» Massimo D’Alema a Pomigliano FOTO ANSA E proprio all’unità sindacale D’Alema ha dedicato un passaggio del suo intervento. «Auspico che si ritrovi perché le sfide cui si va incontro, richiedono l’unità sindacale e dei lavoratori per incalzare l’azienda in attesa della scadenza di luglio della cassa integrazione per i lavoratori dello stabilimento Fiat». Tornando ai giorni del referendum, D’Alema ha detto: «Sia chi ha firmato l’accordo, sia chi non l’ha fatto, ha agito in buona fede, nell'interesse dei lavoratori», ma «solo uniti si può affrontare il futuro pieno di sfide». Per il futuro «la Fiat deve dire cosa vuole fare: non si può interferire con gli investimenti di un'azienda privata, ma il Lingotto ha un debito di riconoscenza verso questo Paese». , mentre sulla situazione industriale del Sud, D’Alema ha rilanciato: «Quanto si investe nel Mezzogiorno è un tema essenziale, abbiamo un apparato industriale da salvare. O c’è capacità di promuovere nuovi investimenti, non solo pubblici e non solo nei settori industriali oppure i dati della disoccupazione saliranno e dovremo cercare solo di difenderci». Il deputato del Pd è il primo politico sceso a Pomigliano. «Non sono qui per le primarie ma per i lavoratori. Ho già incontrato i lavoratori della Fincantieri, dell'Irisbus - ha aggiunto - è da quando faccio politica che incontro i lavoratori. Per me - ha concluso - è una cosa normale». Domani invece a Pomigliano è prevista la manifestazione della Fiom in occasione dello sciopero generale nell’ambito della protesta del sindacato europeo. Diversa, ma non in contrapposizione con quella fissata in precedenza a Napoli con la segretaria conferale Elena Lattuada, davanti allo stabilimento Giambattista Vico si ritroveranno Maurizio Landini, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Stefano Fassina e il professor Stefano Rodotà, che dopo il corteo, parlerà dal palco in piazza Primavera, nel centro città. RASSEGNASTAMPA 6 PRIMO PIANO Martedì 13 novembre 2012 Professore ieri ha ribadito «guerra IL GOVERNO E LE TASSE Iltotale» all’evasione fiscale. E di non POLEMICA SULL’USCITA DEL PREMIER voler restare al governo dopo le elezioni Patrimoniale, per Monti è un’opzione possibile «Dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata» MONTI In serata la precisazione di Palazzo Chigi: «Nessun annuncio» l ROMA. Il premier Mario Monti apre alla pacui si ricordano ben pochi precedenti» nella storia gliata» e Fabrizio Cicchitto che auspica si tratti trimoniale «dipenderà da come funzionerà e da della Repubblica. «solo materia di studio». E prima che la polemica si come sarà utilizzata», ma subito dopo frena, e «Siamo stati in difficoltà», «sono stato accusato infiammi, Palazzo Chigi precisa i termini della precisa di essersi riferito a considerazioni fatte dal di essere il servo sottomesso della cancelliera Merquestione in una nota. «Nessun annuncio di pagoverno tecnico in passato. kel» e abbiamo rischiato «di arrivare ad un certo trimoniale» – si evidenzia – solo considerazioni su L'occasione per dire cosa pensi dell’introduzione punto ad una crisi di governo» che avrebbe dequanto fatto. Data «la mancanza di una base codella tassa sulla ricchezza, al Professore viene ofterminato «l'abbandono del fiscal compact e l’aunoscitiva sufficientemente dettagliata e la necesferta da una domanda rivoltagli al convegno Italy mentare del deficit e del debito» rivela il Professità di evitare massicce fughe di capitali all’estero. Summit 'New Routes for Growth', organizzata dal sore, attribuendo la causa agli «euroscettici» che Non essendo perciò realizzabile una tassazione Financial Times, a Milano, al siedono in Parlamento. Invegeneralizzata del patrimoquale partecipa prima di parce l’Italia «ha fatto molto per nio, il Governo nel dicemtire per Parigi dove in serata creare il meccanismo di stabre 2011 è intervenuto, con ha incontrato il primo minibilizzazione a livello eurol'approvazione di tutti i parstro francese Jean-Marc peo», tanto che il Paese «non titi della maggioranza, su Ayrault. ha comunque, e non contemvarie componenti della ricL'esecutivo aveva pensato pla in questa fase, una richiechezza patrimoniale sepaall’introduzione della patrista per l’uso» dell’Esm. ratamente, con un risultato moniale nel dicembre scorso Più tardi, da Parigi, dopo effettivo in qualche modo – spiega -. Ma l’ipotesi era l’incontro con Ayrault col paragonabile». stata accantonata, sotto la quale ha parlato dei temi che Tant'è, ma il messaggio del Professore, che ieri ha pressione «di 1,5 delle forze verranno affrontati al vertiribadito di non voler restare GASPARRI «Sbagliato» politiche» che sostengono CICCHITTO «Solo studi» ce intergovernativo Itaalla guida del governo dopo l’esecutivo, e per mancanza lia-Francia del 3 dicembre a le elezioni di aprile, appare oltremodo chiaro. Così di informazioni sulla proprietà dei beni». L’apLione ma anche al «contributo» che i due Paesi com'è chiara l'indicazione per curare la piaga proccio di Monti è «laico», senza «pregiudiziali» possono dare alla crescita in Europa, il premier ha dell’evasione fiscale, alla quale il suo esecutivo ha aggiunge, ma «dipenderà da come funzionerà e da spiegato che il bilancio Ue, all’attenzione del prosdichiarato «guerra» totale. come sarà utilizzata», se «come strumento fiscale o simo vertice straordinario europeo del 22 e 23 Il premier torna così sulla «necessaria durezza» come misura una tantum da parte di governi che novembre, è «centrale» per lo sviluppo in Europa. con cui il governo tecnico ha intrapreso la lotta vogliono dare un taglio al passato». Comunque «la Italia e Francia, «tra le quali esiste una forte contro gli evasori. Per Monti è una questione di cosa peggiore sarebbe dire che vogliamo introidentità di vedute» lavoreranno affinchè le pros«equità» e di «rispetto» verso tutti quegli italiani durla, senza gli strumenti per farlo. Farebbe emisime prospettive finanziarie dell’Ue diventino «un che hanno dato prova di non aver voglia di pargrare i capitali», afferma. elemento centrale per promuovere la crescita e lo tecipare «ad un processo collettivo di elusione dei Una dichiarazione che scatena subito reazioni, sviluppo» in Europa. Patrizia Antonini problemi», misurandosi in uno «sforzo collettivo di con Maurizio Gasparri che parla di «scelta sba- «Nessun passo indietro» E Palazzo Chigi ribadisce resta ferma l’Imu alla Chiesa «Nessun blitz, nessun arretramento, ma conferma della linea di assoluto rigore e trasparenza». La data per il pagamento del saldo dell’Imu si avvicina e il governo conferma la sua intenzione di arrivare al più presto alle norme che introducono la tassabilità degli immobili della Chiesa. Il tentativo di cambiare la norma per alleggerirla, in realtà, c'era stato la scorsa settimana durante l’iter del decreto sui costi della politica degli enti locali. Ma, vincolato dagli accordi Europei per evitare sanzioni in seguito ad una procedura d’infrazione che è stata aperta, è stato proprio il governo a sventare questa possibilità, facendo modificare la norma prima di apporre la fiducia. Palazzo Chigi ha comunque voluto smentire la ricostruzione, definita «errata e destituita di ogni fondamento» sulla volontà del governo di fare qualche passo indietro. «La disposizione, in linea con gli orientamenti più volte espressi dal governo e con le richieste dell’Unione europea, – è scritto nella nota diffusa dallo staff di Mario Monti – non è stata modificata in alcuna parte dall’esecutivo durante l’esame alla Camera. Il testo approvato coincide esattamente con quello già deliberato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 ottobre». ferma prezzo sconta prezzo luce e gas luce e gas RASSEGNASTAMPA 8 PRIMO PIANO IL SUD CHE PROTESTA I GIOVANI CHIEDONO LAVORO Martedì 13 novembre 2012 In città il vertice italo-tedesco su apprendistato e occupazione.Tremila sfilano in corteo a Fuorigrotta Protesta anche dal sindaco, Luigi de Magistris, che non si è presentato perchè « la città è stata lasciata sola» NAPOLI I manifestanti con maschere sul viso raffiguranti il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, protestano contro il precariato. La protesta è stata caratterizzata anche da scontri con la polizia NAPOLI Un momento degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante la protesta contro il precariato. Tra i feriti anche un ufficiale dei carabinieri La Fornero a Napoli, scontri e feriti Assediata da studenti e disoccupati. Lancio di pietre e bottiglie. Cariche dalla polizia l NAPOLI. E dire che a Napoli il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, era venuta per annunciare un’intesa con la Germania con un obiettivo ben preciso: promuovere l’occupazione giovanile. Opportunità, insomma. Invece tutto questo ai «choosy» è apparsa come una beffa in una città, come Napoli, che ha il primato della disoccupazione. Lo avevano detto, giorni fa, alla notizia del vertice: 'Jatevennè, andatevene. E oggi lo hanno ribadito con scontri, lanci di pietre, feriti, slogan durissimi contro la Fornero con i precari, e gli studenti, che chiedevano «risposte non solo Of0l17FbcY8lAOpz/WmELXopsQjeS2VFMcQRAxRR5us= annunci», come hanno urlato in piazza. Il Ministro poi ha incassato anche un’altra protesta: quella del sindaco, Luigi de Magistris, che, al vertice, non si è presentato perchè «sul tema del lavoro – ha spiegato – a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di Governo». Di più: «Napoli è stata lasciata sola». 'Ha perso un’occasione, pazienza – ha commentato il ministro - Napoli città sola? L’incontro di oggi è la dimostrazione che non è vero. Era l’occasione per dimostrare che non è vero». E così, ieri, per tutta la giornata si sono alternati progetti e futuro, nei saloni degli incontri internazionali; critiche e scontri in piazza, con tre feriti fra le forze dell’ordine (compreso un ufficiale dei Carabinieri) e una ventina fra i manifestanti. Questi ultimi, alla Fiera della Mostra d’Oltremare, che ospitava il vertice italo-tedesco, si sono presentati con il volto coperto con una maschera: il viso della Fornero. A lei, in qualche modo hanno chiesto: «Hai mai provato a vivere con 600 euro al mese?». Poi, la rabbia e la violenza. Lanci di pietre contro le forze dell’ordine, lacrimogeni contro i manifestanti. Feriti dall’una e dall’altra parte. «Io mi sono anche offerta di parlare con chi protestava ma mi è stato detto che non erano interessati a incontrarmi. Non impongo il dialogo quando non è gradito», ha bollato la Fornero. E dire che la giornata napoletana, per il Ministro, era cominciata con questa frase: «Voglio far fare una bella figura al nostro Paese». L'intesa prevede l’utilizzo di risorse del Fondo sociale europeo per favorire la formazione e l’occupazione giovanile, con la prospettiva di arrivare a un’agenda con le tappe di una collaborazione binaria tra aziende e scuole per ragazzi che potranno partecipare a forme di apprendistato nei due Paesi Sul memorandum – firmato con il ministro del lavoro tedesco Ursula von der Leyen, che ha espresso «grande rispetto per i passi coraggiosi del Governo italiano sul tema del lavoro» – è arrivato anche il convinto apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del Presidente del Consiglio, Mario Monti. Intanto i precari 'choosy' avvertono: non ci fermiamo. Il vertice italo-tedesco con- tinua domani e loro, annunciano, ci saranno. «Qui stiamo parlando del nostro futuro, della nostra vita, non possiamo e non dobbiamo arrenderci», è la promessa. Per il cardinale Sepe, i giovani sono la nostra vera e grande risorsa su cui investire, con chiarezza e senza riserve mentali, perchè la loro intelligenza li fa volare e li fa essere più immediati di noi adulti, per cui bisogna ascoltarli, capirli, aiutarli nella maturazione e a non spegnere i loro sogni, senza mai tradirli, perchè questo sarebbe la nostra sconfitta, la sconfitta della nostra società». RASSEGNASTAMPA Legge di stabilità Al vaglio della Camera gli emendamenti Trovati fondi per il Belice e il calo tasse Sciolto il nodo esodati La Ragioneria di Stato dopo la riunione con Grilli conferma la copertura | IL CASO | | LA POLEMICA | Il premier Monti apre Sulla produttività alla patrimoniale Squinzi ottimista ma niente condizioni accordo anche con Cgil di CHIARA SCALISE ROMA –Sciolti, si spera, i nodi esodati, fondo calo tasse, non autosufficienze ecalamità naturali la Legge di Stabilità si avvia all’approvazione della commissione Bilancio di Montecitorio anche se probabilmente con un giorno di ritardo. Il Ddl atteso per mercoledì in aula arriverebbe invece giovedì. Un pezzo importante della manovra manca ancora all’appello (ma sarebbe questione di ore spiegano dal Governo): l’emendamento fiscale che cancella l’intervento Irpef e – oramai è certo – aumenta le detrazioni per i figli a carico e avvia la riduzione dell’Irap. In attesa delle ultime novità (alcuni argomenti come la sicurezza sarebbero lasciati all’intervento di Palazzo Madama) la giornata in commissione alla Camera è stata comunque produttiva: ieri in tarda serata via libera ad un emendamento dei relatori (Pier Paolo Baretta del Pd e RenatoBrunettadel Pdl)chestabilisce che le risorse che arriveranno dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle imprese saranno destinate alla ricerca e al cuneo fiscale. Poi il Belice: ok al al finanziamento di 10 milioni nel 2013 per le zone colpite dal terremoto avvenuto più di quaranta anni fa. Esempre intema fiscaleok ieri all’emendamento che istituiscedal2013 unfondoperil calo delle tasse che sarà alimentato con le maggiori entrate dalla lotta all’evasione. ESODATI - E questa dovrebbe essere la volta buona. Governo (Ragioneria dello Stato compresa) e maggioranza dopo giorni di stop and go trovano l’intesa per dare risposta ai cosiddetti “esodati”. Per far quadrare i conti però dall’ultima versione dell’emendamento presentato alla Legge di Stabilità in commissione alla Camera restano fuori i lavoratori licenziati prima del 2011 per il fallimento della propria società. «È la risposta alle esigenze che ho posto di salvaguardia per le persone che nel 2013 e 2014 rischiavano di trovarsi senza reddito», afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Ma la decisione non accontenta tutti. «Soluzione parziale, il problema re- sta aperto», afferma la Cgil. La novità verrà messa ai voti solo oggi ma la soddisfazione, seppure con sfumature diverse, a Montecitorio è trasversale. Il Sottosegretario al Welfare Michel Martone, che ha seguito l’intera vicenda, definisce l’accordo un «importante passo avanti» e d’accordo si dice il deputato del Pd Cesare Damiano che però non nasconde che avrebbe voluto una soluzione più ampia. Ma in Parlamento c’è anche chi non ci sta come l’Italia dei Valori, convinta che l’accordo escluda «il 90%“dei potenziali richiedenti. Al di là delle posizioni dei partiti, che trovare una soluzione non sia stato affare facile è agli atti. Solo stamattina, al termine dell’ennesima riunione sul tema e alla quale ha partecipato anche il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, il Sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo si affannava a spiegare l’importanza di «scrivere la norma in modo da circoscrivere la platea per evitare che diventi un vaso di Pandora». E in effetti, rispetto alle versioni presentate in precedenza in Parlamento, la proposta di modifica firmata dai relatori cambia la platea dei lavoratori tutelati, escludendo dalle garanzie quanti abbiano perso il lavoro a causa di «fallimento o di altra procedura concorsuale nonchè di cessazione dell’attività dell’impresa». Per una “famiglia” di lavoratori che esce, una però entra: chi infatti è stato autorizzato alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011 e collocato in mobilità ordinaria sarà tutelato. La scelta di chi includere nell’elenco è stata ovviamente dettata dalle coperture: le risorse per offrire una soluzione al nodo esodati arrivano dal fondo da 9 miliardi già stanziato e i cui eventuali risparmi non potranno essere utilizzati per altre esigenze (come inizialmente invece previsto) e al quale si devono aggiungere i 100 milioni previsti dalla Legge di Stabilità. Qualora poi dal monitoraggio che viene previsto per legge dovesse emergere la necessità di ulteriori risorse scatta una sorta di clausola di salvaguardia, che pesca dalle pensioni oltre i 3mila euro lordi bloccandone la deindicizzazione. di PATRIZIA ANTONINI di PAOLO RUBINO ROMA – Il premier Mario Monti apre alla patrimoniale «dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata», ma subito dopo frena, e precisa di essersi riferito a considerazioni fatte dal governo tecnico in passato. L’occasione per dire cosa pensi dell’introduzione della tassa sulla ricchezza, al Professore viene offerta da una domanda rivoltagli al convegno Italy Summit “New Routes for Growth”, organizzata dal Financial Times, a Milano, al quale partecipa prima di partire per Parigi dove in serata ha incontrato il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault. L’esecutivo aveva pensato all’introduzione della patrimoniale nel dicembre scorso – spiega -. Ma l’ipotesi era stata accantonata, sotto la pressione «di 1,5 delle forze politiche» che sostengono l’esecutivo, e per mancanza di informazioni sulla proprietà dei beni. L’approccio» di Monti è «laico», senza “pregiudiziali” aggiunge, ma «dipenderà da come funzioMario Monti nerà e da come sarà utilizzata», se «come strumento fiscale o come misura una tantum da parte di governi che vogliono dare untaglio al passato». Comunque «la cosa peggiore sarebbe dire che vogliamo introdurla, senza gli strumenti per farlo. Farebbe emigrare i capitali», afferma. Una dichiarazione che scatena subito reazioni, con Maurizio Gasparri che parla di «scelta sbagliata» e Fabrizio Cicchitto che auspica si tratti «solo materia di studio». E prima che la polemica si infiammi, Palazzo Chigi precisa i termini della questione in una nota. «Nessun annuncio di patrimoniale» –si evidenzia –solo considerazioni su quanto fatto. Data «la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all’estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il Governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile». Tant'è, ma il messaggio del Professore, che oggi ha ribadito di non voler restare alla guidadelgovernodopo leelezionidiaprile,appare oltremodo chiaro. Così com’è chiara l'indicazione per curare la piaga dell’evasione fiscale, alla quale il suo esecutivo ha dichiarato «guerra» totale. L’approccio è laico e senza pregiudiziali ROMA – Diplomazie al lavoro, ma ancora distanze ampie da colmare. Sul fronte della produttività in queste ore il confronto resta a livello tecnico tra le imprese e i sindacati. Le prime (Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese e Alleanza delle Cooperative) che hanno raggiunto una posizione comune e hanno poi rimesso a punto la loro proposta per rispondere alle obiezioni delle controparti; e le organizzazioni sindacali chiamate ora dare la risposta definitiva, con la Cgil che resta lontana da una intesa, la Uil che mostra scetticismo sulla possibilità che si arrivi solo ad un «accordicchio», la Cisl che spinge perchè non vengano perse le risorse messe sulpiatto dal governo:1,2 miliardi per il 2013, 400 milioni per il 2014. «Spero che l’accordosi faccia e si faccia in tempi molto ravvicinati», dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero: «È un forte auspicio – sottolinea –ma anche un invito: abbiamo bisogno di costruire perchè abbiamo Giorgio Squinzi bisogno di crescere». Il ministro ha ricordato che «il Governo ha messo risorse importanti», ed ha rilevato che ilpercorso fattodalle partisociali, e probabilmente anche il rapporto con un governo in forte pressing, «ha generato dei problemi fino ad ora, dei malintesi», da superare perchè «penso – ha aggiunto – sia nell’interesse di tutti fare un buon accordo». Non sarebbe stata ancora fissata in agenda,al momento, la dataper la prossima riunione del tavolo con tutti i leader delle parti sociali, che segnerà il momento di tirare le somme. Nessun incontro a livello di vertici dovrebbe essere convocato prima della seconda metà della settimana, dopo lo sciopero generale della Cgil di mercoledì. Filtra comunque ottimismo dal mondo delle associazioni imprenditoriali. Con il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che non esclude passi avanti decisivi già «tra oggi e domani», ed ha «buone speranze che si possa arrivare ad un firma unitarià», con il sì anche della Cgil di Susanna Camusso. Il leader degli industriali lo ha detto da Charleroi, dove ha partecipato all’inaugurazione del nuovo consolato d’Italia. Dalle banche, anche il dg dell’Abi Giovanni Sabatini è “ottimista” e crede «nella possibilità di arrivare a un accordo»; l’obiettivo, dice, «è quello di lavorare tutti insieme per arrivare a un accordo che sia utile per il paese». Il confronto con i sindacati è ancora sul piano tecnico Il presidente della Repubblica Napolitano nel messaggio inviato a Napoli al vertice italo-tedesco «Priorità alla lotta contro la disoccupazione giovanile» Nel momento più acuto della crisi si misura quanto la coperta sia corta per reperire le risorse di FRANCESCA CHIRI ROMA – La disoccupazione giovanile è una “piaga” e combatterla non solo è una «priorità», è un obiettivo «tassativo». Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, pesa esattamente le espressioni che utilizza nel messaggio che invia al vertice italo-tedesco di Napoli sull’occupazione giovanile dove, come già si immagina dalla vigilia, il clima sarà nervoso e foriero di contestazioni. Perchè sarà, come dice il premier, chelariformadel mercatodellavoroè stata varata proprio per superare quella “marginalizzazione”dei giovani dal mercato del lavoro. E sarà anche vero, come dice il Ministro del Lavoro, che la lotta contro la disoccupazione giovanile è uno degli obiettivi primari della riforma del lavoro varata dal governo. Ma la verità è che nel momento più acuto della crisi e con la legge di stabilità che misura quanto la coperta sia corta per reperire quelle risorse necessarie ad alleviare le conseguenze della perdita del lavoro, risulta sempre più arduo convincere gli italiani che il diritto ad avere un’occupazione non è solo un privilegio per pochi e un miraggio per i più giovani. «Non posso che sottolineare la tassativa priorità delle politiche volte a combattere la piaga della disoccupazione giovanile, che mina alle basi la speranza e l’obiettivo di costruire una società più giusta e inclusiva» è infatti il monito che lancia Napolitano ricordando che «il perseguimento degli impegni di rigore e risanamento finanziarionon èin contraddizione,come mostrano proprio diverse esperienze di Paesi europei, con gli indispensabili investimenti miranti a sostenere formazione, innovazione e ricerca». E questo è quello che prova a spiegare il governo. «Tutta lariforma del mercatodel lavoro, da poco adottata dal Parlamento italiano, ambisce a creare un contesto più inclusivo e dinamico, atto a superare le segmentazioni che tendono a escludere omarginalizzare igiovani» spiega Monti ed anche il ministro del Lavoro, appena contestata a Napoli, si rivolge ai giovani contestatori per spiegare di aver «scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema del giovani è molto forte». Sapendo, prova a di- fendersi Fornero, che «il problema della creazione di opportunità di lavoro peri giovaninon èun problemacircoscritto all’Italia, essendo ampiamente dibattuto nelle sedi internazionali». La riforma del mercato del lavoro fatta in Italia, tuttavia, ha «tra i suoi obiettivi primari il contrasto alla disoccupazione dei giovani» e, allo stesso tempo, «l’instaurazionedi rapporti di lavoro più stabili». In questo contesto uno strumento come quello dell’apprendistato è quello che rispecchia lo spirito della riforma, dovendorappresentare «daun lato, la tipica modalità di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, dall’altro, uno strumento per lo sviluppo professionale dei lavoratori». Così come l’accordo sulla produttività che il Ministro sollecita ancora una volta come volano per riavviare il Paese verso la crescita, senza la quale nuovi posti di lavoro di certo non si produrrano. NAPOLI Scontri e cortei contro la Fornero NAPOLI – E dire che a Napoli il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, era venuta per annunciare un’intesa con la Germania con un obiettivo ben preciso: promuovere l’occupazione giovanile. Opportunità, insomma. Invece tutto questo ai “choosy” è apparsa come una beffa in una città, come Napoli, che ha il primato della disoccupazione. Lo avevano detto, giorni fa, alla notizia del vertice: “Jatevenne”, andatevene. E ieri lo hanno ribadito con scontri, lanci di pietre, feriti, slogan durissimi contro la Fornero con i precari, e gli studenti, che chiedevano «risposte non solo annunci», come hanno urlato in piazza. Il Ministro poi ha incassato anche un’altra protesta: quella del sindaco, Luigi de Magistris, che, al vertice, non si è presentato. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Primo piano 13 Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA 19 Martedì 13 novembre 2012 ECONOMIA&FINANZA «In Italia crescita bassa e incertezza politica» Bankitalia: non esiste alcuna bolla per il settore immobiliare l ROMA. L'Italia è in sicurezza e, grazie alle azioni messe in campo a livello nazionale con le riforme ed internazionale soprattutto con gli interventi della Bce, il Paese sta riguadagnando la fiducia dei mercati e degli investitori stranieri. Su un quadro che potrebbe volgere al meglio pesa però l’incertezza politica, sommata ad una crescita economica che resta ancora bassa. L'ultima indagine di Bankitalia sulla stabilità finanziaria del Paese in tutte le sue componenti – debito sovrano, famiglie, banche, imprese e assicurazioni – evidenzia i passi avanti rispetto alla crisi più nera, con un’attenuazione delle tensioni sia a livello pubblico che privato. Ma allo stesso tempo mette in guardia di fronte ai rischi che incombono: la crescita ancora debole, il costo del finanziamento del debito tuttora alto nonostante i progressi fatti e la debole dinamica dei redditi, vera minaccia per le famiglie che hanno finora mantenuto una condizione finanziaria sostanzialmente equilibrata. «In Italia – dice il rapporto – si registra un calo dello spread sovrano e il ritorno degli investitori esteri sul mercato dei titoli di Stato. La debolezza della domanda interna sta favorendo un significativo miglioramento dei conti con l'estero. Malgrado il peggioramento del quadro economico, la politica di bilancio resta orientata al risanamento finanziario». Insomma, come sottolineato anche dal direttore generale dell’Economia, Maria Cannata, «il clima è migliorato», con un ritorno degli investitori istituzionali sul nostro mercato, tanto che, ha assicurato anche il premier Mario Monti, l’Italia non contempla allo stato dei fatti il ricorso all’Esm. Tuttavia, prosegue l’analisi di Bankitalia, «i timori circa i progressi nell’azione di riforma, legati all’incertezza sull'evoluzione del quadro politico, rappresentano un rischio per il costo del debito». Non sono del tutto rosee anche le prospettive per le famiglie che fino ad oggi hanno resistito alla crisi. Le loro condizioni finanziarie «rimangono nel complesso equilibrate», con un livello «relativamente contenuto dell’indebitamento». Anche in questo caso il rischio però c'è ed è rappresentato «dalla debole dinamica del reddito che potrebbe rendere gravoso il servizio del debito». Al momento gli italiani restano comunque al riparo, così come le banche che, spiegano a Via Nazionale, «sono ancora perfettamente in piedi» e, così come l’Italia, hanno riconquistato l’accesso ai mercati finanziari internazionali. Un po’ meglio va anche nella concessione del credito, anche se si è ancora lontani dalle condizioni ottimali. Segnali di tenuta arrivano infine dal mercato immobiliare: scambi diminuiti, ma i prezzi non sono in caduta libera, come sono stati invece in altri Paesi come Spagna, Irlanda o Stati Uniti, a dimostrazione che nel nostro Paese non c'è alcuna bolla. La situazione finanziaria Attuali giudizi di Bankitalia Condizione dei mercati finanziari mondiali MIGLIORATA Rischi stabilità finanze in Europa PERMANENTI Crisi dirompente in Area Euro SCONGIURATA Tensione sui titoli di Stato italiani Acquisti investitori esteri Tassi nuove emissioni Prospettive di ripresa economica Domanda interna Conti con l'estero Mercato immobiliare Finanze delle famiglie ALLENTATA IN RIPRESA GROSSO CALO INCERTE DEBOLE MIGLIORI DEBOLE EQUILIBRATE Indebitamento delle famiglie Investimenti a basso rischio Dinamica del reddito RIDOTTO ELEVATI DEBOLE Finanze delle imprese IN TENSIONE Accesso al credito Offerta rispetto a inizi 2011 credito da banche rispetto a inizi 2012 Evoluzione del quadro politico DIFFICILE RESTRITTIVA MIGLIORE INCERTA PREZZI DELLE CASE Bankitalia: non c’è alcun crollo L’iniziativa della banca Oltre 150 imprenditori pugliesi all’Ubi international Open Day Oltre duecento imprenditori di cui 150 pugliesi hanno partecipato ieri all’Ubi international Open Day con una serie di desk informativi dedicati a Cina e Far East, Russia, Brasile, Paesi del Maghreb, Medio Oriente ed Europa. «Quello che stiamo assistendo in Italia è un cambiamento dell'assetto economico, con il baricentro che si sta spostando soprattutto verso Est, verso l'Asia con la sola eccezione del Sud America, è veramente uno spostamento che va da Occidente verso Est – ha sottolineato Flavio Caricasole responsabile estero commerciale di Ubi Banca - sono mercati che stanno assorbendo tanto, una metà delle imprese italiane è già internazionalizzata, l'altra metà, che prima lavorava col mercato domestico, adesso si trova a guardare verso l'estero, spesso non sapendo come affrontare questi mercati». L'obiettivo , è stato sottolineato nel corso dell’iniziativa a cui ha partecipato anche Massimo Amato amministratore delegato di Ubi Banca International, è stato quello di accompagnare le piccole e medie imprese che hanno potuto incontrare specialisti ed esperti come se fossero a Mumbay o a San Paolo del Brasile. «Sul tema delle esportazioni – ha spiegato Raffaele Avantaggiato direttore generale di Ubi Banca Carime - è compito anche delle banche fare tutto quanto è possibile per sostenere e promuovere l'internazionalizzazione e la conquista di nuovi mercati da parte delle nostre imprese. Ci sono nel mondo contesti che, pur in una congiuntura internazionale indebolita, continuano a crescere a ritmi impensabili per noi europei (Brics e non solo)». ANSA-CENTIMETRI CAMBIO MARCHIONNE: SI DEFINISCE INTEGRAZIONE INDUSTRIAL-CNH INTERVISTA «LA SITUAZIONE AGRICOLA PUGLIESE È STAGNANTE. L’ITALIA HA BISOGNO DI UN GOVERNO POLITICO CHE VENGA FUORI DALLE URNE» Fiat, il tarantino Altavilla nuovo responsabile dell’attività Europa auto «Meno tasse , più consumi» l TORINO. Il tarantino Alfredo Altavilla sarà nominato Chief operating officer della regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). Altavilla sostituisce Gianni Coda che ha raggiunto i limiti d’età dopo 33 anni di servizio in diverse aree di business di Fiat e Fiat Industrial. Altavilla continuerà anche a coordinare le attività di Business Development nel Gruppo. «Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento – ha commentato Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Spa – per il servizio e per la grande edizione a Fiat e Fiat Industrial che Gianni ha dimostrato nel corso dei lunghi anni all’interno dei due gruppi. Ha esercitato una leadership esemplare nei diversi ruoli che ha ricoperto nel mondo e, in particolare negli ultimi 8 anni, con me come capo del Group Purchasing e più recentemente come Chief operating officer della regione Emea. Gli uomini e le donne di Fiat-Chrysler hanno un grande debito di gratitudine verso di lui». «Mi unisco a Sergio Marchionne nell’esprimere la mia gratitudine, anche a nome della mia famiglia, per il conFIAT Alfredo Altavilla tributo e la dedizione che Gianni Coda ha fornito nelle società del gruppo», ha aggiunto John Elkann, presidente di Fiat Spa. Intanto, Fiat Industrial annuncia cambiamenti della sua organizzazione che hanno effetto immediato. Al fine di sostenere l’integrazione tra Fiat Industrial e Cnh Global N.V., la società annuncia la formazione del Group Executive Council (Gec), la creazione di quattro posizioni di Chief Operating Officer Regionali e di un Chief financial officer che riporteranno al Group chief operating officer. Richard Tobin è stato nominato Group Chief operating officer di Fiat Industrial. Manterrà inoltre il ruolo attuale di Ceo e president di Cnh Global N.V. Il Group executive council (Gec) è il più alto organismo decisionale in Fiat Industrial dopo il Consiglio di amministrazione. Of0l17FbcY8lAOpz/WmELdAa8b+C2q846DFZ7TY0iL8= De Castro: la domanda alimentare è frenata dalle misure recessive MARCO MANGANO l «Drammatica la situazione per i consumi alimentari interni: il cedimento cui assistiamo in Italia potrebbe aumentare». A lanciare l’allarme - all’indomani del tracollo (-5,7%) di settembre - è Paolo De Castro (Pd), brindisino, presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, già ministro delle Politiche agricole e presidente di Nomisma. Per quali ragioni i listini potrebbero aumentare? «Perché non tengono ancora conto della crescita dei prezzi delle materie prime e cioè di mais, grano, mangimi e via do le imprese avrebbero costi dicendo. Le tredicesime più meno elevati e una maggiore leggere e il potere d’acquisto competitività». sempre più compresso, somIn Puglia, come definisce mati all’aumento dei listini, la situazione in cui si troprodurranno una miscela va l’agricoltura, il prinesplosiva». cipale volano economico Qual è la sua «terapia» regionale? per far ripartire la do«Stagnante: un autentico manda, per stimolare i peccato se si considera che il consumi? settore è in «Bisogna controtenincrementadenza rispetre i consumi to agli altri. senza auL’occupaziomentare la ne, infatti, pressione finon solo tiescale. All’Itane ma aulia non ocmenta. Ritencorrono solo go che l’Italia misure reabbia bisocessive: rigno di un goschiamo di verno politicreare un co, che venga circuito vifuori dalle zioso che ur ne». porterebbe a A livello un ulteriore comunitacalo del Pil. rio, cosa si È necessario sta faceninvertire la do per stispirale remolare i BRINDISINO Paolo De Castro (Pd) cessiva». consumi? I costi «Mi chiedo previdenziali per l’ag ri- dove sia finito il piano ancoltura italiana restano nunciato dal presidente franmolto elevati. Cosa pro- cese Francois Hollande all’inpone? domani della sua elezione «Si possono ridurre. Si do- all’Eliseo: un pacchetto di 100 vrebbe partire alleggerendo le miliardi finalizzato a far ritasse sui salari: in questo mo- partire la domanda». RASSEGNASTAMPA 13 martedì 13 novembre 2012 VINCENZO RICCIARELLI ROMA L’Italia resta sotto l'ondata di maltempo che si è abbattuta sulle regioni del centronord, provocando disastri e timori tra la popolazione. C’è anche una vittima, il cadavere di un uomo è stato trovato all'interno di un'auto travolta dall'acqua in località Chiarone, nel comune di Capalbio, in provincia di Grosseto. Secondo quanto si apprende, l'uomo non avrebbe avuto scampo: la strada avrebbe ceduto e l'auto sarebbe stata sommersa. A recuperare il cadavere dell'uomo, sembra un anziano, nel comune di Capalbio sono stati i carabinieri. A loro era arrivata la segnalazione dell'auto sommersa improvvisamente dalle acque del torrente Chiarone. Una donna di 73 anni di Orbetello è stata ricoverata in rianimazione all'ospedale Misericordia di Grosseto dopo essere stata travolta da un'onda d'acqua mentre si trovava in auto. In Toscana diverse persone sono rimaste bloccate per ore sui tetti delle proprie case dove sono salite per sfuggire alle inondazioni tra Albinia e Marsiliana, e molte sono state evacuate e ora alloggiate nel palazzetto dello sport di Orbetello. A Montepulciano, nel senese, il torrente Salcheto è esondato rendendo impraticabili alcune strade e lasciando isolate alcune case. Molti disagi anche in Umbria, soprattutto a Orvieto, a causa delle forti piogge e delle esondazioni del fiume Paglia e del torrente Chiavi. In allerta la zona di Marsciano, Deruta, Città di Castello, Citerna, località dove la Croce rossa ha distribuito sacchetti di sabbia alla popolazione. In Liguria già ieri erano state evacuate circa un centinaio di persone nelle località più critiche come Borghetto Vara, Ameglia, Sesta Godano e Beverino, nello spezzino, da cui partirà la richiesta di Stato di emergenza al governo e alla Protezione civile firmata dal presidente della Regione Claudio Burlando. Analoga richiesta da Enrico Rossi: «In Toscana la situazione si sta aggravando e interessa, oltre alla provincia di Massa Carrara, tutto il Sud: Grosseto, Siena ed Arezzo. Ho chiesto l`intervento immediato dell`Esercito». Il presidente della Regione Toscana ha incontrato a Roma il capo della Protezione civile Franco Gabrielli per concordare gli interventi necessari per la situazione di emergenza .. . Il ministro Clini: all’Italia servono 40 miliardi in quindici anni Un cantiere sommerso dall'acqua ad Orvieto FOTO ANSA Maltempo, è un disastro La Toscana chiede aiuto ● Ancora pioggia e allagamenti, soprattutto al Centro ● Una vittima a Capalbio, un uomo travolto con la sua auto ● Il presidente Rossi al governo: «Modifiche alla legge di Stabilità per trovare risorse e strumenti» creatasi nel fine settimana. «Stanzieremo subito 5 milioni per gli interventi urgenti necessari a rispondere alle prime necessità in tutte le zone alluvionate, colpite dalle piogge torrenziali di questi ultimi due giorni», ha detto Rossi. «La Toscana non è una Regione piagnona ma solidale e che oggi ha bisogno della solidarietà degli altri». E se non ci saranno interventi adeguati c'è il rischio che, nonostante le «solide tradizioni democratiche» si possa aprire una crisi «che potrebbe sfociare in tensioni, proteste e in una preoccupante caduta di fiducia verso tutte le istituzioni democratiche». Così il presidente Rossi che ha aggiunto: «Bisogna che siano messi a disposizione risorse per la ricostruzione di ponti, argini e strade e, per le opere strategiche, garantire un flusso di spesa costante annuale per un decennio, in modo da affrontare seriamente il rischio idraulico e idrogeologico in Toscana. C’è un solo modo per assicurare alla Toscana la dovuta attenzione: introdurre subito nella legge di stabilit finanziamenti per affrontare sia l'emergenza che i compiti di medio periodo». Finanziamenti che il ministro dell’Ambiente Clini ha quantificato il 40 miliardi per i prossimi 15 anni. Non è migliore la situazione al nord. Il Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità. A Venezia ancora acqua alta (102 centimetri sul medio mare la massima di marea) a a Padova resta l'allerta per la piena fiume Bacchiglione. In Toscana, come detto, permangono forti difficoltà. In provincia di Massa il Corpo forestale dello Stato ha attivato un servizio antisciacallaggio degli immobili abbandonati perché invasi dall'acqua. E ieri è toccato al grossetano. La forte pioggia ha provocato lo straripamento dell'Albegna e dei torrenti Elsa e Osa. Attivate le procedure di sicurezza per l'Ombrone. I vigili del fuoco hanno compiuto salvataggi utilizzando i mezzi anfibi, in particolare nella zona di Manciano dove sono state chiuse le scuole, provvedimento che starebbe valutando anche il comune di Scansano. Paura per gli occupanti di due auto trascinate via dalle acque dell’Elsa: sono stati tratti in salvo dai pompieri. Critica la situazione ad Albinia (Orbetello) dove sono state sfollate alcune famiglie. In Umbria, numerosi gli allagamenti in provincia di Perugia. Alcune famiglie sono state precauzionalmente evacuate nel marscianese per l'esondazione del fiume Nestore. Diversi i corsi d'acqua già usciti dagli argini o ormai prossimi al livello di guardia. Nell'Alto Tevere umbro è stata superata la soglia di pre-allarme. Evacuate diverse famiglie anche nell'orvietano a causa dell'esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di tutte le scuole nell'intero comune. Chiuso per gli allagamenti il casello di Orvieto dell'Autosole. Disagi pure nel Lazio. Completamente allagati alcuni tratti di Montalto Marina e di Tarquinia Lido, sul litorale nord, e decine di ettari di terreno a Montalto di Castro. A Roma per l'innalzamento del livello delle acque del Tevere i Vigili del Fuoco, su disposizione della Protezione civile, stanno chiudendo gli accessi alle banchine. Blitz di Forza Nuova alla festa per i bimbi immigrati MASSIMO SOLANI Twitter@massimosolani Non hanno avuto rispetto neanche per i bambini o per la festa che era stata preparata proprio per loro. Per farli sentire italiani davvero, loro che in Italia sono nati e cresciuti. Che hanno imparato la nostra lingua prima ancora di quelle dei paesi di provenienza dei genitori, che hanno studiato la nostra storia a scuola e che, nonostante questo, sono costretti da una legge assurda ad essere italiani di serie B. Sabato pomeriggio erano 603 quelli riuniti insieme alle proprie famiglie al teatro Era di Pontedera, in provincia di Pisa, per ricevere dal Comune la cittadinanza italiana. Una festa, appunto, rovinata da una decina di militanti di Forza Nuova che hanno fatto irruzione in sala gridando slogan contro l’immigrazione e lanciando in aria volantini che riportavano una frase di Platone: «Quando il cittadino accetta che chiunque gli capiti in casa, da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato - c’era scritto - quando i capi .. . tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine: così muore la democrazia, per abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo». Qualche minuto di scompiglio, poi è stata la sicurezza e alcune delle persone presenti in platea, fra cui i genitori di alcuni bambini e l’ex sindaco di Pontedera Paolo Marconcini, a respingere il gruppetto di neofascisti e a costringerli a lasciare il teatro assieme ai loro striscioni. Pochi minuti di gazzarra che hanno lasciato però una ferita profonda alla città e l’indignazione di una intera comunità. In lacrime il sindaco Simone Millozzi che ha stigmatizzato «l’atteggiamento squadrista e nazista di pochi idioti contro una cerimonia che, riunendo italiani e stranieri, adulti e bambini, dava un forte senso di comunità». Solidarietà al sindaco è stata espressa dal collega di Pisa Marco Filippeschi: «si è voluto sporcare una cerimonia che celebrava il sacrosanto diritto di questi bambini a sentirsi ed essere italiani - ha commentato - Ma queste azioni non devono intimidire, bensì spingere ad andare avanti nella tutela dei diritti». Da parte sua, travolta dalle polemiche, Forza Nuova ha provato a spiegare il senso della propria iniziativa parlando di una protesta «assolutamente platonica e .. . Hanno fatto irruzione a Pontedera durante la cerimonia organizzata per 603 bambini non violenta» non diretta contro gli immigrati «e men che meno contro dei bambini» ma rivolta ad una «classe politica che sta portando l’Italia alla rovina sociale». «Nessuno - spiegava la nota - è stato minimamente aggredito dai militanti di Fn nonostante i patetici e isterici tentativi di provocazione da parte di alcuni presenti. Abbiamo la coscienza a posto». Parole che non spostano di un millimetro la questione relativa alle scorribande neofasciste che si ripetono sempre più spesso in Italia. Per Gianluca Mengozzi, presidente di Arci Tosca- na, e Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, è infatti arrivata «l’ora di affermare senza reticenze che Forza Nuova è un’organizzazione fascista, agli antipodi della democrazia», e che «va contrastata l’agibilità politica di forze che si ispirano a parole e messaggi di chiara marca fascista». Ieri intanto il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, che per domani ha indetto un consiglio comunale aperto su quanto accaduto, ha presentato una denuncia al commissariato di polizia per i fatti di sabato. «L'iniziativa bellissima ROMA Frasi antisemite e svastiche sui muri di due licei «Viva Hitler», «Noi la partigiana la sodomizziamo» e «Collettivo ve lamamo» (cioè vi accoltelliamo). Il tutto firmato con due croci uncinate. Sono le scritte comparse sui muri esterni del liceo Manara a Monteverde, a Roma, dove sono molti gli iscritti di religione ebraica e per il prossimo 19 novembre, giorno della promulgazione delle leggi razziali, è in programma un incontro sul negazionismo. «Non è la prima volta che subiamo minacce», hanno raccontato i ragazzi del Manara, che hanno indetto una colletta per comprare la vernice che servirà a cancellare le scritte. Scritte simili, poi, ieri sono apparse anche sui muri del Mamiani, a Prati. «Frasi in due colori, il che significa che sono state fatte da un gruppo organizzato, che inneggiano all'Olocausto con espressioni tremende oppure minacce come “Il Mamiani brucerà”», hanno raccontato gli studenti che già sabato scorso avevano provveduto a cancellare inni al Duce scritti nel cortile interno della scuola. di sabato pomeriggio ci dice che il percorso è quello giusto. Si tratta di una grande battaglia di civiltà e di dignità che deve provare unito tutto il Paese», ha commentato il primo cittadino. Che ha invitato tutti i sindaci a seguire l’esempio di Pontedera e ad organizzare iniziative analoghe. Un invito condiviso anche dal presidente dell’Arci, e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Del Rio. «Quanto avvenuto sabato scorso è un attacco alla convivenza pacifica, all’idea stessa di futuro dell’Italia - ha spiegato - Lo dico come cittadino, come sindaco e presidente dell’Anci, ma anche in nome della campagna “L’Italia sono anch’io”, di cui ho l’onore di presiedere il Comitato promotore». «Manifestare in forma violenta la propria chiusura di fronte ad una società che cambia, e farlo coinvolgendo i bambini, è semplicemente vergognoso- aggiunge Delrio - sono segnali che non vanno in alcun modo sottovalutati, e ai quali le istituzioni devono saper rispondere con determinazione, coraggio e tempestività». .. . Il sindaco Millozzi sporge denuncia. Fn: «Non c’è stata violenza, la nostra coscienza è a posto» RASSEGNASTAMPA 16 martedì 13 novembre 2012 COMUNITÀ L’intervento Il commento Cattolici e sinistra nel dna democratico Perché in Lombardia servono le primarie Stefano Fassina SEGUE DALLA PRIMA Come loro, anche il sottoscritto è convinto che «il Pd che abbiamo costruito è ancora troppo lontano dall’ambizione che lo ha fatto nascere». Come loro è convinto che il cattolicesimo democratico e la sua distintiva lettura della dottrina sociale della Chiesa, lo ha ricordato bene Massimo D’Antoni in un recente commento per Leftwing, siano fonte preziosa di pensiero critico verso il paradigma economico ancora oggi dominante, sebbene non più egemone dati gli evidenti fallimenti. Infine, come loro, il sottoscritto è preoccupato dei tentativi, interni e esterni, di rappresentare attratta da una irresistibile deriva socialdemocratica una parte del Pd impegnata, certamente con limiti e errori, in una ricerca di autonomia culturale e politica per il nostro partito. Pertanto, vorrei provare a dare un contributo ad «accelerare il lavoro di consolidamento del progetto democratico». Per il bene del Pd e per il bene dell’Italia. Sempre più spesso ho la sensazione che con lo sbrigativo richiamo alla socialdemocrazia si intenda liberarsi della critica a quello che viene considerato l’unico paradigma possibile, nonostante l’aggravamento della malattia delle economie e delle democrazie europee e la storica sconfitta subita nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Il problema di fondo è di ordine filosofico (se non fosse un termine rischioso, diremmo ideologico). Ma ha poco a che vedere con la socialdemocrazia. Il paradigma dominante può essere criticato? La critica implica, inevitabilmente, la ricaduta nel Novecento? Nell’euro-zona e nell’Unione europea, la Commissione, la Bce e il Consiglio definiscono specificazioni tecniche, articolazione deterministica dell’unico paradigma possibile, oppure fanno scelte politiche? A volte è evidente il fastidio intellettuale di fronte alla pretesa di dare il nome alle cose: il paradigma dominante non va battezzato. È oggettivo, assoluto. Definire «liberista» la visione prevalente e le policy da essa prescritte rompe l’incantesimo. Il battesimo la de-oggettivizza e rende il re nudo: espressione di interessi di parte. Legittimi, certo, ma di parte. La parte degli interessi più forti. E poi, che vuol dire socialdemocrazia? I manuali di scienza della politica e di storia ne offrono esempi variegati nello spazio e nel tempo. Qual è il denominatore comune dell’universo socialdemocratico? La visione della società quale organismo semplice, strutturato in poche classi sociali rigide e omogenee, definite sul piano economico, della condizione lavorativa, del connesso reddito e della collocazione urbana? L’antagonismo capita- La lettera Lotta al caporalato Cgil in prima fila Gino Rotella Segretario Flai Cgil ● VORREI ESPORRE POCHE CONSIDERAZIONI IN RAPPORTO ALLA PUNTATA DI «CHE TEMPO CHE FA» DEL 5 NOVEMBRE, dove Rober- to Saviano ha posto il tema del caporalato e dello sfruttamento schiavistico nel settore agricolo. Grazie a quella trasmissione, il tema dello sfruttamento nelle campagne italia- Questo giornale è stato chiuso in tipografia alle ore 21.30 le-lavoro? L’identificazione della persona, dei suoi valori, dei suoi interessi, dei suoi desideri, delle sue aspettative, con la sua condizione professionale? L’ancoraggio di una forza politica a riferimenti sociali esclusivi, in particolare, per quanto riguarda le forze della sinistra, al lavoro dipendente delle grandi imprese? L’organizzazione della politica attraverso partiti strutturati? È evidente che l’universo socialdemocratico è irriproducibile. Per una ragione intuitiva: mancano i presupposti economici, sociali, culturali e istituzionali per la sua riproduzione. È finita la centralità del modo di produzione fordista (tra l’altro mai prevalente nell’Italia delle micro imprese e dei distretti), è in crisi la sovranità dello Stato-nazione, la dimensione sociale della persone è molto più articolata. Quindi, liberiamoci da equivoci fuorvianti. Oggi il segno della grande transizione in corso è la regressione, avvenuta e prospettica, delle classi medie sul terreno del lavoro. Oggi compito distintivo delle forze progressiste europee e occidentali della cultura, della politica, della società non è riconquistare quote di valore aggiunto per il lavoro dipendente, sebbene sia stato il più penalizzato dalla redistribuzione degli ultimi tre decenni. Oggi la priorità è definire e costruire, attraverso un’alleanza tra produttori, una regolazione dell’economia, almeno a scala dell’euro-zona, in grado di evitare lo schiacciamento delle democrazie delle classi medie tra populismi e tecnocrazie. Siamo attenti ai «moderati» perché siamo attenti al lavoro, in tutte le sue forme, subordinate e autonome, quale fondamento della democrazia. Per contribuire a costruire una cultura politica progressista adeguata alle sfide del XXI secolo dobbiamo identificare chi vogliamo rappresentare e per quali obiettivi. A me pare che nostro distintivo compito sia rappresentare la persona che lavora. La persona che lavora in tutte le articolazioni dell’attività creativa. Senza, tuttavia, perdere di vista le asimmetrie di potere, quindi di libertà, di possibilità di affermare la propria irriducibile individualità, tra le persone nella dimensione della produzione e le differenze di interessi (da portare a incontrarsi, non a confliggere). La persona che lavora, non il lavoratore, perché «la condizione per una nuova stagione del lavoro è che esso superi la pretesa di esaurire la totalità dell’umano e si metta al servizio della fioritura dell’intera persona», come abbiamo affermato con le parole di Franco Totaro sin dalla prima Conferenza nazionale per il lavoro del Pd. L’obiettivo di fondo della nostra sfida ambiziosa è ridefinire i connotati dello sviluppo, quale condizione per rispondere all’«emergenza antropologica» segnalata da osservatori dislocati su un ampio spettro culturale. Quindi, uno «sviluppo umano integrale» che ricomprenda e vada oltre la «semplice» riconversione ecologica dell’economia. È una ricerca difficile, a rischio di sbandamenti. Per il sottoscritto, come tutti prigioniero del proprio linguaggio, è una ricerca avviata grazie all’aiuto di alcuni testimoni della dottrina sociale della Chiesa: nel confronto quotidiano con Emilio Gabaglio, negli incontri ricorrenti con Franco Marini, nelle rarefatte, ma sempre illuminati, conversazioni con Pierre Carniti. Sono sicuro che tra chi ha radici nel groviglio socialdemocratico e chi ha respirato la declinazione progressista della dottrina sociale della Chiesa, come Garofani e Giacomelli, vi sono straordinarie potenzialità di sintonia innovativa. Se non ci fosse, il Pd lo dovremmo inventare per rispondere alle sfide, drammatiche ma affascinanti, del presente. Maramotti ne è stato riportato all’attenzione del grande pubblico. In effetti, pochi sanno che dal 24 gennaio del 2011 la Federazione dei lavoratori del settore agroalimentare della Cgil ha sviluppato una vasta mobilitazione, denominata «Stop al caporalato», a sostegno di una proposta di legge presentata al Senato il 26 luglio da trenta senatori (prima firmataria la senatrice Mongiello del Pd) di tutti gli schieramenti politici, per incardinare nel codice penale l’attività di caporalato quale reato penale. Una parte della stessa proposta è stata poi accolta dal governo e inclusa nel D.L. 138 del 13 Agosto. Dalla stessa data il caporalato è reato penale. Abbiamo comunque deciso di continuare la mobilitazione con le iniziative (coordinate da Yvan Sagnet) su «Gli invisibili in agricoltura» tuttora in corso. Siamo ritornati a Boncuri dove, per ordine del prefetto di Lecce, la masseria che accoglieva centinaia di migranti è stata chiusa. Siamo ritornati nel triangolo Casal di Principe-Castelvolturno-Villa Li- terno con il sindacalismo di strada. Siamo ritornati a Nardò e in Puglia dove, con l’impegno della giunta regionale, in particolare degli assessori all’Agricoltura e al Lavoro è in atto un’interessante sperimentazione per responsabilizzare le imprese escludendole dagli incentivi quando non rispettano le leggi e i diritti dei lavoratori. Così come siamo ritornati un po’ ovunque, passando anche da Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, nel profondo Nord, dove i lavoratori marocchini, in condizioni di semischiavitù, pretenziosi nel richiedere «anche» la retribuzione, sono stati sostituiti dalla manovalanza indiana al soldo di un caporale di Brescia. Il 23 novembre prossimo torneremo a Rosarno dopo essere stati in Sicilia, nel Veneto ecc. È un impegno continuo, il nostro, fatto di vincoli antichi che si rinnovano nell’agire quotidiano. Peccato che nella trasmissione di Fazio, pur rimanendo una tra le poche che prestano attenzione ai temi della cultura e dei diritti, questa parte sia mancata. La tiratura del 12 novembre 2012 è stata di 83.610 copie Antonio Panzeri Europarlamentare Pd ● COMMENTANDO LA CANDIDATURA DI UMBERTO AMBROSOLI A PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA, BERSANI HA DETTO CHE SI TRATTA di una buona notizia. E infatti lo è. Chi offre la disponibilità a guidare un progetto di rinascita in una regione così importante come quella lombarda, devastata da vicende che ne hanno deturpato l'immagine in Italia e all'estero, non può che essere visto positivamente. E da qui anche l'urgenza di procedere speditamente verso le elezioni regionali. Certo, il lavoro di ricostruzione non sarà semplice e avrà bisogno di un clima nuovo e di un grande spirito di collaborazione e partecipazione. E, soprattutto, di un progetto per la Lombardia frutto di un confronto serio tra chi si candida e le forze che lo sostengono. Il contrario dell'idea dell'uomo solo al comando. C'è consapevolezza di tutto questo? A tratti non sembra. Leggendo le tante dichiarazioni rilasciate, in questi giorni, dopo la notizia della disponibilità di Ambrosoli, alcune riflessioni si impongono. I me.. . dia locali hanno intervistato alpersonaggi descritti, non La candidatura cuni si sa a che titolo, come playdi Ambrosoli maker della candidatura, che hanno spiegato la bontà di queè una buona sta scelta, chiedendo ai partiti notizia di fare passi indietro e di lasciar perdere le primarie. Anzi ma occorre c'è stato chi, come Piero Basun confronto setti, dopo aver difeso nelle settimane scorse l'esperienza di tra le diverse Formigoni, ha subito appogforze giato Ambrosoli e si è spinto a dire, a chi nel Pd voleva le primarie, di farle pure, ma per eleggere il capolista del partito e non il candidato presidente. Si tratta ovviamente di persone perbene, che hanno, diciamo così, un'idea un po' originale della democrazia e delle sue regole e che alla fine non aiutano (ma forse non è nel loro interesse) lo sviluppo di una discussione serena. Tutto ciò chiama in causa l'altro elemento sul quale riflettere, che riguarda il Pd e la funzione che intende svolgere da qui in avanti. Il Pd è oggi in Lombardia senza dubbio il primo partito. Ad esso spetta un ruolo primario per portare il centrosinistra a vincere. Perché ciò si realizzi c'è bisogno da un lato, di un atteggiamento generoso e aperto, perché solo così sarà possibile coinvolgere una parte rilevante dell'opinione pubblica lombarda nel quadro di un rinnovato patto civico; dall'altro, serve anche, come si dice, «schiena dritta». Essere un partito «al servizio» non può essere confuso con un partito «di servizio» e privo di legittimità. É del tutto evidente che in Lombardia il tema non può essere solo quello dell'onestà. Comprendiamoci bene: l'onestà è un'infrastruttura immateriale importantissima e dovrebbe essere alla base .. . dell'impegno politico di tutti e in tutti gli schieramenti. Ma alIl Pd deve trettanto importante è la visiocoinvolgere ne politica e programmatica che si deve avere per la Loml’opinione bardia di oggi e di domani. E pubblica qui il Pd può e deve essere immediatamente rilevante, sia regionale nel programma che nelle perin un sone che dovranno essere individuate per il governo della Rerinnovato gione. Insomma, il Pd non può patto civico sciogliersi nel patto civico, ma deve anzi ambire ad esserne la struttura portante. Se questo è lo scenario, allora anche lo svolgimento delle primarie diventa più semplice da affrontare, perché alla possibile domanda se si deve, prima del voto, far conoscere chi si candida e il programma che propugna attraverso una partecipazione popolare, la risposta viene da sé. Bene dunque il percorso avviato. Sarà utile a tutti. Del resto come fare altrimenti, dopo che a Milano le primarie si sono fatte e soprattutto oggi, in presenza di quelle nazionali per scegliere chi guiderà l’Italia? AI LETTORI Per mancanza di spazio rinviamo la rubrica di Luigi Cancrini «Dialoghi». Chiediamo scusa ai lettori e all’autore. RASSEGNASTAMPA 23 Martedì 13 novembre 2012 SUMMO La patrimoniale all’inglese >> CONTINUA DALLA PRIMA E poi, giusto per non scontentare nessuno, una sferzata al Pd: «Molto dipende da come la patrimoniale viene concepita e da come viene utilizzata, cioé se viene usata come componente ordinaria del sistema di tassazione oppure come misura punitiva una tantum da certi governi entranti che vogliano rompere con il passato». Allora se ha torto il Pdl a dire «no» a priori e ha torto il Pd a promettere il «sì» alla patrimoniale, chi ha ragione? Monti, naturalmente. Che si rifugia nell’inglese preferendo la denominazione «wealth tax», tassa sulla ricchezza o tassa sul benessere, se proprio si vuole tradurre in qualche modo l’intraducibile regime fiscale già presente in gran parte dei paesi capitalisti, ha spiegato il professor Monti che di sicuro non può (e non vuole) essere etichettato come un pericoloso marxista leninista. E quando parla tiene ben presente la differenza tra l’Italia e gli altri Paesi di riferimento visto che dice: «La cosa peggiore sarebbe dire “sì, vogliamo la patrimoniale” senza avere gli strumenti per introdurla». Insomma, siamo italiani e invece la wealth tax è roba da nazioni serie. Intanto in Italia pronunci la parola «patrimoniale» e tutti pensano istantaneamente alla ricchezza immobiliare, alle case degli italiani. E invece «la tassa patrimoniale che i nostri amici inglesi e americani chiamerebbero “wealth tax” è una tassazione sugli asset complessivi, mobiliari e immobiliari posseduti dal contribuente. Non ho nulla contro tale tassa sulla ricchezza». E ancora, dice Monti: «Abbiamo trovato delle difficoltà poiché, a differenza di altri Paesi, non erano disponibili in Italia informazioni su asset specifici che ci consentissero di costruire una tassa patrimoniale. Ciò che abbiamo fatto è avvicinarci ad essa, estendendo la tassazione ad asset che prima non erano soggetti ad imposta o aumentare le aliquote su altri asset che erano già tassati, come quelli finanziari». Insomma, tirando le somme: la wealth tax di fatto l’abbiamo già introdotta, ma senza chiamarla patrimoniale. Anzi, quasi senza dirlo. Sbaglia, Monti, probabilmente, la considerazione fina- le: «Mi piacerebbe sdrammatizzare l’argomento della tassa sulla ricchezza». Sbaglia perché in Italia solo lo 0,5% dei contribuenti dichiara più di 150mila euro di reddito all’anno e sono quasi tutti lavoratori dipendenti o pensionati. Sbaglia perché solo in Svizzera ci sono circa cento miliardi di euro (e la stima è per difetto) di capitali esportati illegalmente sui quali non è mai stato pagato un centesimo di tasse. Sbaglia perché il Fisco chiude transazioni da decine di milioni di euro con banche e assicurazioni che evadono le tasse per centinaia di milioni di euro e invece è un cane da caccia infaticabile contro gli errori dei piccoli contribuenti. Una patrimoniale, anzi una wealth tax vera non sarebbe più scandalosa della tassa sulla prima casa o dell’incremento dell’Iva sui beni di prima necessità o delle gabelle sulla benzina, tutte tasse che spennano il già malandato pollo medio italiano. Ma che almeno serva a stanare gli evasori fiscali e ad abbassare la pressione sui tartassati, altrimenti lasciamo stare. Continuiamo a parlarne in inglese. Gianfranco Summo PARTIPILO Quel pasticciaccio brutto >> CONTINUA DALLA PRIMA L’ anomalo e travagliato percorso del ddl è forse il segnale che si sta combinando un pasticcio, seppur con la nobile motivazione di salvare dal carcere i giornalisti. E in effetti i due articoli che compongono il testo Berselli cancellano la detenzione e fissano la multa fra 5mila e 50mila euro per chi commetta il reato di diffamazione a mezzo stampa. Se il ddl dovesse riguardare solo Sallusti, potremmo dire che va bene. Purtroppo, sono in ballo le sorti di tutta la stampa, che in un paese democratico - forse - dovrebbe essere trattata almeno in maniera più consapevole. Un primo problema riguarda le rettifiche, la cui pubblicazione comporta una diminuzione fino a due terzi della sanzione e, al contrario, un aggravio della pena in caso di omissione. Cosa buona e giusta. Solo che le rettifiche non hanno più il limite delle 30 righe, devono essere pubblicate senza commento, con lo stesso rilievo e nella medesima collocazione dell’articolo diffamatorio. D’accordo che è scandaloso inserire le rettifiche nella rubrica delle lettere, come fanno oggi i maggiori quotidiani italiani, però non si può neppure immaginare che debbano essere pubblicate lenzuolate di precisazioni in prima pagina. È noto che la maggior parte degli avvocati scrive una rettifica come se fosse un atto giudiziario, quindi in stretto giuridichese e senza limiti di spazio: mai meno di 5-6 cartelle dattiloscritte. Come si potrà pubblicare un testo così? Perché accantonare il saggio limite delle 30 righe, fermi restando gli altri parametri? La rettifica deve essere pubblicata anche dalle «relative edizioni telematiche» del giornale e del periodico. Ma nulla si dice a proposito delle testate telematiche «autonome», cioè presenti solo on line. Stante il testo Berselli, esse sfuggono alle norme sulla diffamazione contenute nella legge sulla stampa e rientrerebbero nell’ambito della diffamazione aggravata prevista dal terzo comma dell’art. 595 del codice penale, punita con una multa da 5.000 a 30.000 euro. Le testate on line non avrebbero quindi obbligo di rettifica, il cui mancato rispetto costa ai giornali a stampa e alla radiotelevisione una multa da 8mila a 16mila euro. Il che è francamente incomprensibile, vista la potenzialità offensiva di una notizia diffamatoria diffusa attraverso la rete e una diffusa magari attraverso un giornalino di paese. Già i costituenti 60 anni fa, quando scrissero l’art. 21 della nostra Carta fondamentale e poi la legge sulla stampa, furono accusati di aver guardato la realtà con gli occhi rivolti al passato, proprio perché avevano considerato solo la stampa. E oggi dove stanno guardando i nostri legislatori? È chiaro che non si tratta di mettere il bavaglio alla Rete, come si sostiene in affrettate analisi, ma perché un sito giornalistico, cioè con una testata registrata e un giornalista come direttore responsabile, deve avere un trattamento diverso rispetto a una testata cartacea, il cui potere di offendere è enormemente più limitato nello spazio e nel tempo? Altra curiosità contenuta nel testo Berselli è una modifica all’art. 57 del codice penale riguardante la responsabilità del direttore. In particolare si afferma che la pena per l’omesso controllo «è aumentata qualora l’autore sia un giornalista professionista sospeso o radiato dall’ordine». Il riferimento al caso Sallusti è evidente quanto ridicolo. Primo, perché sui giornali scrivono anche i giornalisti pubblicisti che - messe così le cose - sarebbero fuori da questa norma; secondo, perché c’è in questo passaggio qualche dubbio di costituzionalità. L’art. 21 garantisce infatti a tutti la manifestazione del pensiero e non solo (per fortuna) ai giornalisti. Per cui il «professionista» radiato o sospeso dal suo Ordine, non può svolgere attività professionale, ma può certamente manifestare il proprio pensiero sul giornale in forma di lettera, commento, intervento, insomma nei mille modi che sostanziano la libertà di espressione. Guardando al percorso di questo disegno di legge, caratterizzato da fretta e da approssimazione, si ha la chiara sensazione che si stia approntando un rimedio peggiore del male e che, visto anche il tempo a disposizione, non si riuscirà neppure a salvare Sallusti dalle patrie galere. Michele Partipilo PAGONE Onora il padre e la madre >> CONTINUA DALLA PRIMA A nche se talvolta le giornate sembrano lunghe e vuote non bisogna scoraggiarsi mai, ha raccomandato il pontefice. Il Papa ha parlato come vescovo di Roma ma anche come anziano. Ha raccontato di conoscere i problemi e i limiti dell’età, ha precisato le difficoltà che per molti sono pure aggravate dalla crisi economica, ed ha dettato i tre punti cardine del suo pensiero. Primo: «Noi anziani - proprio così, ha parlato al plurale comprendendo anche se stesso - noi anziani abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri». Secondo: «Gli anziani sono un valore per la società, soprattutto per i giovani». Terzo: «Penso che si dovrebbe operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle loro case». La teologia della terza età sta in questi tre passaggi: la immedesimazione nel bisogno e il riconoscimento di questo bisogno, il legame valoriale tra generazioni e l’esigenza di non trapiantare la persona anziana costringendola ad abbandonare la propria casa per vivere gli ultimi anni di vita in strutture anonime ma soprattutto estranee. Ha ragione il Papa, ma meno male che ci sono queste strutture, queste case di riposo. In una Of0l17FbcY8lAOpz/WmELVf2OYy3LjDRTcjQZ4NWzig= società che invecchia e che ha sempre fretta, in un Paese che non investe in politiche sociali e dimentica i bambini come gli anziani, un Paese che non ha cura degli asili come dell’assistenza ai nonni, in questo Paese il monito del Papa fa arrossire. Benedetto XVI ieri ha indicato una strada che non è proprio prevista dallo stradario della politica: in questo Paese si discute addirittura di «esodati», cioé di persone considerate troppo giovani per andare in pensione e ritenute troppo anziane per continuare a lavorare: persone, uomini e donne che costituiscono il collante tra generazioni e che invece vengono espulse, emarginate, umiliate per via dell’età. Persone che meritano rispetto, come i bambini e come i nonni, e che all’improvviso la società dominata dalla logica del profitto e dell’efficienza - sono parole del Papa - vedono stracciata la loro capacità lavorativa e la vita stessa. In questo Paese, che il papa venga a raccontare che l’esistenza degli anziani è come un libro aperto nel quale le giovani generazioni possono trovare preziose indicazioni per il cammino della vita ha lo stesso effetto di una bomba atomica. «Noi anziani, fragili sì ma non inutili né tristi», ha detto il pontefice. Un altro papa, il beato Giovanni Paolo II, nella sua «Lettera agli anziani» del primo ottobre 1999 quindi alle soglie del nuovo millennio - citò il quarto comandamento per esprimere il forte legame che esiste tra generazioni. «Onora il padre e la madre», perché il padre e la madre indicano il passato, la condizione che rende possibile l’esistenza di un popolo. E solo se il precetto viene accolto e osservato, gli anziani non vengono considerati un peso inutile e ingombrante. Così scriveva Wojtyla. Oggi siamo oltre. Oggi ci troviamo a dover fare i conti con una indicazione pontificia sulla politica del welfare: un appello alle famiglie ma anche alle istituzioni pubbliche perché gli anziani restino in casa. Magari potesse essere sempre così... E come si fa? Come regge una struttura famigliare alle prese con i tempi sociali a governare anche le difficoltà di un anziano? Non ce la fa e si affida, si fa aiutare non riuscendo ad aiutare. Un aiuto peraltro non basato sulla solidarietà ma sul profitto della casa di riposo, che in effetti molto spesso rende poveri i suoi ospiti oltre che tristi. Ma come si fa, altrimenti? E’ l’intero impianto sociale che andrebbe ricalibrato. Onora il padre e la madre, ma anche i bambini, gli anziani e gli esodati, i precari e i disoccupati. Il Papa ha chiesto che lo Stato si impegni per gli anziani: sarebbe sufficiente mettere mano, finalmente, a una politica per la famiglia. Onofrio Pagone CHE AMBIENTE FA di GIORGIO NEBBIA Scaldacqua solari a volte ritornano C hi si rivede: gli scaldacqua solari, resuscitati da un lungo oblio grazie ad un decreto che promette soldi pubblici a chi li compra e li installa nelle proprie abitazioni o officine. Gli scaldacqua solari sono costituiti da sottili lastre di metallo annerito su cui sono stesi o in cui sono incorporati dei tubi, il tutto coperto con una lastra di vetro e appoggiato su uno strato isolante di resina espansa o di altro materiale. I pannelli sono inclinati con la faccia che guarda a sud in modo da raccogliere la massima quantità di calore solare. Nei tubi circola dell’acqua che entra dal basso fredda, si scalda per esposizione al calore solare, raggiungendo anche 80 gradi Celsius, e sale in un serbatoio isolato termicamente, posto ad un livello superiore a quello del pannello. A mano a mano che l’acqua calda viene prelevata per l’uso di cucina, bagni, eccetera, nella parte bassa del pannello entra altra acqua fredda che a sua volta si riscalda. Gli scaldacqua solari sono stati inventati innumerevoli volte. La prima descrizione di un collettore solare di calore fu fatta nel 1767 dallo svizzero Horace de Saussure (1740-1799), geologo, botanico, alpinista, che capì che «da questo dispositivo un giorno può venire qualcosa di buono perché è piccolo, poco costoso e facile da costruire». Un simile collettore solare fu costruito e utilizzato nel 1830 dall’inglese John Herschel (1792-1871), chimico, astronomo, viaggiatore. Nel 1891 l’americano Clarence Kemp di Baltimore brevettò un collettore solare adatto a scaldare l’acqua per uso domestico. Kemp vendette il brevetto a vari imprenditori e agli inizi del Novecento gli scaldacqua solari erano diffusi negli Stati Uniti. Dall’America l’invenzione passò in Europa: alcune notizie si trovano nel libro: «L’energia solare e le sue applicazioni» del 1966, ristampato di recente. Una nuova età dell’oro degli scaldacqua solari si ebbe negli anni settanta del Novecento, dopo il primo aumento del prezzo del petrolio. Su alcune scuole ci sono ancora i ruderi dei pannelli di quegli anni, abbandonati quando diminuì il prezzo dei più comodi prodotti petroliferi. «SOLARE TERMICO» DI NUOVO -Dopo un lungo sonno i riscaldatori solari di acqua sembrano destinati ad una nuova diffusione. Finora solo i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche (che producono soltanto elettricità) hanno goduto di finanziamenti statali che consentono un certo guadagno a chi li costruisce, li vende e li acquista. Molti altri costruttori di impianti solari, soprattutto adatti a produrre calore, anziché elettricità, il cosiddetto «solare termico», da tempo chiedevano anche loro incentivi pubblici per poter vendere i propri prodotti. Il «solare termico» comprende, oltre agli scaldacqua solari, anche dispositivi con i quali è possibile scaldare l’aria nelle abitazioni mediante il calore solare raccolto in pareti o pannelli. Anche di queste applicazioni di riscaldamento solare nell’edilizia ci sono molti esempi che risalgono per lo più agli anni cinquanta del Novecento; la storia dell’energia solare, a cui si dedica un gruppo presso la Fondazione Micheletti di Brescia, dove esiste anche un vasto archivio di pubblicazioni solari del passato, offre molti esempi di dispositivi di solare termico che potrebbero ispirare nuove applicazioni, perfezionate grazie a nuovi materiali e tecniche. Sfortunatamente la radiazione solare è intensa d’estate quando non c’è richiesta di riscaldamento, ma piuttosto richiesta di raffreddamento che può essere ottenuto con le pompe di calore, macchine descritte nel 1852 dal grande fisico Lord Kelvin (1824-1907). Le pompe di calore permettono, grazie all’energia elettrica, di estrarre calore da una fonte a bassa temperatura e portarlo a temperatura maggiore per scaldare una stanza o, viceversa, di estrarre calore da una stanza, raffreddandola; un frigorifero è sostanzialmente una pompa di calore. Anche per le pompe di calore sono previsti incentivi dal nuovo decreto sulle fonti rinnovabili. Col calore solare, portato ad alta temperatura mediante dispositivi a specchi, è possibile azionare dei motori; altra idea sperimentata già nell’Ottocento in Francia, in Egitto, anche in Italia. Oggi esistono nel mondo alcuni impianti solari che concentrano mediante specchi il calore in caldaie che generano poi vapore e energia meccanica; i risultati sono controversi mentre sarebbe auspicabile che fossero progettati e costruiti impianti di piccole dimensioni adatti ad azionare pompe per sollevare l’acqua; pompe solari di semplice funzionamento potrebbero anche essere esportate nei paesi poveri dove è intensa la radiazione solare ma mancano altre fonti di energia. Gli incentivi del nuovo decreto sono previsti anche per le stufe alimentate con «biomassa», come residui legnosi o pellets (cubetti di segatura compressa), una resurrezione delle stufe a legna usate per decenni nell’Ottocento e nel Novecento, e per un migliore isolamento termico degli edifici. L’erogazione di questi nuovi soldi ha il fine di dar vita a imprese, di creare occupazione, di diminuire la richiesta di combustibili fossili e soprattutto di diminuire l’inquinamento con un miglioramento delle condizioni ambientali. RASSEGNASTAMPA PUGLIA E BASILICATA 11 Martedì 13 novembre 2012 BASILICATA L’AREA INDUSTRIALE POTENTINA LE CONSULENZE LEGALI Contratti esterni da 20mila euro, pur con un avvocato tra i dipendenti. E finanziamenti per mostre e illuminazioni sul ponte Musumeci IN DISSESTO I CONTI E I SERVIZI Con 46 dipendenti, 7 milioni di deficit l’anno: nelle zone industriali restano le strade-tratturo. Il Pdl: basta, va chiuso Spese pazze e debiti al Consorzio Asi Potenza, il «Bengodi» dei dirigenti: stipendi d’oro e premi, con un «buco» di 37,6 milioni ANTONELLA INCISO l Fondi per la partecipazione alla mostra delle Regioni fatta in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e stanziamenti per un progetto di illuminazione scenografica del Ponte Musumeci, alla periferia di Potenza. Convenzione con uno studio legale che dura sei mesi pur avendo in organico un avvocato ed altri stanziamenti per pagarne un terzo. E poi ancora consulenze esterne e premi di produttività ai dirigenti. Sono alcune delle voci di spesa del Consorzio Asi di Potenza, l’ente sub regionale che deve occuparsi delle aree industriali del Potentino. Spese fatte nonostante il Consorzio navighi in cattive acque del punto di vista economico con un deficit di oltre 37 milioni di euro e le aree industriali siano abbandonate a se stesse, con strade-tratturo, illuminazione carente e verde che lascia a desiderare. Così mentre in Regione è stato aperto un I VENDOLIANI: NOI CON NICHI Il Pdl Puglia si mobilita alle primarie l BARI. Si sono riuniti, con la partecipazione del parlamentare Raffaele Fitto e con il coordinatore regionale Francesco Amoruso i coordinatori provinciali del Pdl per dare avvio alle procedure delle primarie per l’elezione del candidato-Premier del centrodestra. Nonostante i dissidi interni al vertice nazionale del partito, da tutti gli esponenti pugliesi è stato espressa «viva soddisfazione per l’accoglimento di un’istanza da tempo lanciata e sperimentata con successo dal Pdl di Puglia». Nei prossimi giorni si terranno riunioni operative a livello provinciale per definire i dettagli organizzativi, che culmineranno in un nuovo incontro regionale fissato per il 30 novembre. Fitto e Amoruso hanno parlato di «un rinnovato slancio in vista di una nuova stagione del centrodestra italiano in cui la Puglia sarà di traino e di esempio». A sostegno delle primarie del centrosinistra del 25 novembre e, in particolare, della discesa in campo del governatore Nichi Vendola, l’incontro indetto ieri dal movimento regionale della «Puglia per Vendola». Anche in questo caso allo scopo di «rilanciare e spiegare che la Puglia in queste competizioni elettorali debba assumere il ruolo di traino per tutto il Paese». Il capogruppo alla Regione Angelo Disabato, i consiglieri Anna Nuzziello, Francesco Laddomada e Giovanni Brigante, insieme al presidente del movimento regionale Sebastiano Leo e all’assessore regionale alle Politiche agricole Dario Stefàno, hanno esaltato «il modello Puglia». «Le nostre politiche di governo sono riuscite a conciliare rigore, crescita e occupazione» ha detto Stefàno. Disabato ha ricordato il piano straordinario del lavoro e le politiche anti-crisi di sostegno alle imprese, «scelte coraggiose che sicuramente - ha detto Leo - Bersani e Renzi non possono rappresentare». Of0l17FbcY8lAOpz/WmELZUepQphfshUC3NH4mD+CN0= tavolo per affrontare le problematiche dell’area industriale di Melfi e dall’analisi finanziaria viene fuori che c’è un deficit di 37,6 milioni di euro, a cui si aggiungono necessità finanziarie imminenti per circa 22 milioni, e un deficit reale, cioè senza plusvalenze, di sette milioni di euro l’anno, sulle spese dell’ente si scoprono non poche novità. Come i 10mila euro erogati per l’adesione alla mostra delle Regioni fatta a Roma in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia o lo stanziamento di 170mila euro (soldi trasferiti dalla stessa Regione per la verità) per la valorizzazione illuminotecnica scenografica del ponte Musumeci nel capoluogo. Ma non solo. Perchè c’è l’ incarico professionale per una consulenza specialistica legale di 20mila euro, affidata «con l’obiettivo di risanare e riorganizzare il consorzio, compresa la stesura del bando per la concessione della gestione delle aree industriali» e il rinnovo dell’affidamento di una consulenza legale in materia penale, civile ed amministrativa di 20mila euro per sei mesi ad uno studio legale. Questo nonostante il consorzio abbia tra i suoi dipendenti proprio un avvocato e abbia liquidato, nei primi mesi di ottobre, ad un altro legale oltre 17mila e 500 euro per un procedimento penale nei confronti dell’ex commissario dell’ente. Costi a cui si aggiungono quelli per il personale, con 46 dipendenti di cui tre dirigenti ed altri dieci funzionari, oltre al commissario. Dirigenti che percepisicono oltre a retribuzioni che variano da un minimo di 98mila euro ad un massimo di 120mila euro lordi l’anno, anche un premio di produzione che varia tra i 27mila ed i 21mila euro lordi l’anno (che era stato sospeso sino a poco tempo fa ed è stato pagato in parte solo recentemente). «Il Consorzio è un ente inutile. Per questo va chiuso» tuonano i consiglieri regionali del Pdl, Gianno Rosa e Nicola Pagliuca, in una conferenza stampa mentre il commissario dell’ente Donato Salvatore ribatte: «Se si chiude lo decide il Consiglio regionale». IL 15 ADDIO A MONTEFORTE Aqp, il Pd a Vendola «subito le nomine» PD Antonio Decaro e Sergio Blasi l Bene il riequilibrio economico finanziario e il recupero di efficienza nell’operatività aziendale, ma «con altrettanta nettezza» vanno evidenziate le «persistenti criticità nell’azione di Aqp» per la «evidente sopravvalutazione degli aspetti economici e finanziari rispetto alla qualità ed efficienza del servizio». Il segretario e il capogruppo regionale del Pd, Sergio Blasi e Antonio Decaro, hanno tenuto ieri una riunione sul caso Aqp all’indomani del «licenziamento» dell’amministratore unico Monteforte. Una riunione dalla quale, ancora una volta, è venuto fuori il malessere per talune scelte adottate dai vertici uscenti dell’Aqp e invise ai Democratici, a cominciare dai «frequenti contrasti con le amministrazioni locali per le gravi disfunzioni degli impianti». Quanto alla vicenda della stabilizzazione del contratto a termine del direttore generale Bianco, il Pd punta l’indice sul mancato rispetto «della imparzialità e pubblicità degli atti di amministrazione». Quindi il monito indirizzato a Vendola: il governo si muova «con tempestività» nell’individuare «quale nuovo amministratore di Aqp una figura di assoluto prestigio e di riconosciuta competenza tecnica». Parole, queste, che potrebbero suonare come uno sdoganamento della volontà di Vendola di scegliere un tecnico (si parla di Maselli) fuori dalle trattative politiche. Ma anche come un invito a sedersi al tavolo per discuterne con il principale «azionista» del centrosinistra. Vendola «dovrà garantire una scelta di eccellenza del nuovo management che continui nella valorizzazione e potenziamento di Aqp ed in particolare delle maestranze» dice la Filctem-Cgil. Piano industriale e capacità di spesa, sostiene il sindacato, devono poter proseguire, ma andrà anche potenziato il «Protocollo di Relazioni Industriali» interno all’Aqp. Per la Cgil «vanno definite regole più incisive nel rispetto di tutte le sigle sindacali con un equilibrio in relazione ai consensi ottenuti dai lavoratori» e «va incentivato un sistema di Relazioni Industriali sintetico e produttivo». Per questi motivi la Filctem-Cgil «ritiene che non si debba perdere tempo e che vadano calendarizzati gli argomenti pendenti a livello aziendale (reperibilità, missioni, inquadramenti, ecc.) con spirito costruttivo e unitario». In attesa dell’insediamento del nuovo manager unico, che avverrà giovedì prossimo in occasione della riunione dell’assemblea dei soci, «ci dichiariamo disponibili al confronto immediato con l’Azienda». RASSEGNASTAMPA II I BASILICATA PRIMO PIANO I COSTI DELLA CASTA REGIONE E FONDI PUBBLICI Martedì 13 novembre 2012 LE SPESE Dal contributo per partecipare alla mostra sulle Regioni, alle consulenze esterne per il piano di riorganizzazione dell’ente Studi legali e illuminazione le spese del Consorzio Asi Pdl: «Con 37 milioni di debiti ha dato soldi per i 150 anni dell’Unità» «È un ente inutile e va chiuso» denunciano i consiglieri regionali del Pdl, Gianni Rosa e Nicola Pagliuca ANTONELLA INCISO l C’è il contributo per le iniziative per i 150 anni dell’Unità d’Italia e c’è il progetto di illuminazione del Ponte Musumeci. Ci sono le consulenze esterne e i premi di produttività ai dirigenti. Ci sono le convenzioni con uno studio legale e nello stesso tempo la liquidazione delle spese legali ad un altro avvocato. Ma soprattutto ci sono i debiti. I tanti debiti che si sono accumulati nel tempo e che oggi sono di 37,6 milioni di euro, a cui si aggiungono necessità finanziarie imminenti per circa 22 milioni, e un deficit reale, cioè senza plusvalenze, di sette milioni di euro l’anno. È quanto emerge spulciando i dati del Consorzio Asi di Potenza presentati ieri nel corso di una conferenza stampa del Pdl. Tra delibere e provvedimenti, nonostante la crisi ed i tagli ai fondi, ad esempio, vengono fuori i 10mila euro spesi per l’adesione alla mostra delle Regioni fatta a Roma in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. E poi uno stanziamento di 170mila euro (soldi trasferiti dalla Regione per la verità con una delibera dello scorso mese di maggio) per la valorizzazione illuminotecnica scenografica del ponte Musumeci di Potenza. Ma non solo. Tra le diverse spese, ci sono quelle legate ai consulenti esterni con un incarico professionale per una consulenza specialistica legale di 20mila euro, affidata «con l’obiettivo di risanare e riorganizzare il consorzio, compresa la stesura del bando per la concessione della gestione delle aree industriali». E ancora il rinnovo dell’affidamento di una consulenza legale in materia penale, civile ed amministrativa di 20mila euro per sei mesi ad uno studio legale, nonostante il consorzio abbia tra i suoi dipendenti proprio un avvocato e abbia liquidato, nei primi mesi di ottobre, ad un altro legale oltre 17mila e 500 euro per un procedimento penale nei confronti dell’ex commissario dell’ente. E se le consulenze sono un aspetto dei costi dell’ente di Tito scalo, è altrettanto vero che una voce importante delle spese riguarda anche quella del personale. In particolare, l’ente ha 46 dipendenti oltre al commissario nominato dalla Giunta regionale. Di questi 46 dipendenti, tre sono dirigenti ed altri dieci sono funzionari. In tutto il personale costa oltre 2 milioni e 600mila euro l’anno, e di queste somme al dirigente amministrativo (il geometra Alfredo Rocco) - secondo i dati pubblicati sul sito - vanno oltre 117mila e 400 euro, mentre al dirigente tecnico (l’ingegnere Guido Bonifacio) vanno oltre 98mila 900 euro. Entrambi i dirigenti, poi, percepiscono un premio di produzione di 21mila euro l’anno (premio che è stato prima sospeso e che ora il Consorzio ha dato loro solo in acconto a causa dei problemi economici dell’ente) ed al primo è stata concessa anche un’integrazione di mille euro al mese per aver svolto le funzioni di direttore generale sino alla nomina del Of0l17FbcY8lAOpz/WmELcQ4JLJ6GDQZqJKzdbOlOoU= nuovo direttore, Più sostanziosa, invece, la retribuzione del direttore generale (l’avvocato Rocco Liccione) che allo stipendio di 120mila euro lordo l’anno aggiunge un premio di produzioni di 27mila euro. A guadagnare di meno, invece, il commissario Donato Salvatore a cui per legge spetta il 70 per cento dell’indennità di un direttore generale ossia oltre 89mila euro lordi l’anno. Insomma, spese varie. Ma se i costi ed i debiti rappresentano un aspetto non trascurabile delle voci economiche per il Consorzio, un’altra particolarità è legata al telelavoro. L’ente, infatti, con due delibere di giugno e di ottobre di quest’anno ha concesso ad un funzionario consortile la possibilità «di espletare il telelavoro presso la propria abitazione di Ferrandina» motivando la concessione «a causa della distanza e delle precarie condizioni in cui versa la rete viaria per il raggiungimento della sede consortile, la cui percorrenza quotidiana costituisce motivo di disagio psicofisico al funzionario». Una motivazione che non può non sembrare un paradosso agli addetti dell’area industriale di San Nicola di Melfi che lamentano proprio tra le carenze infrastrutturali quella delle strade in pessime condizioni. LA SEDE Nelle foto alcune immagini della sede del Consorzio industriale di Potenza al centro di un pesante attacco del Pdl L‘ATTACCO CHIESTA DAL CENTRODESTRA UNA DISCUSSIONE ORGANICA SULLE POLITICHE INDUSTRIALI IN BASILICATA LA REPLICA IL COMMISSARIO SALVATORE «Sul piano economico finanziario dell’ente indaghi la Corte dei Conti» È quanto sollecitano i consiglieri regionali Pdl, Rosa e Pagliuca l «Un ente inutile», «un ente che andrebbe chiuso». Non usano mezzi termini i consiglieri regionali del Popolo delle Libertà parlando del Consorzio Asi di Potenza. Nei tempi della spending review, della razionalizzazione della spesa e dei tagli generalizzati, il Consorzio tra costi e debiti «non è un esempio positivo». I consiglieri del Pdl lo dicono a chiare lettere nel corso di una conferenza stampa. Un incontro voluto non solo per evidenziare le difficile situazione economica dell’Asi ma soprattutto per ribadire che si tratta di un ente «inutile e che per questo va soppresso». Risanamento economico e personale i settori su cui i consiglieri Gianni Rosa e Nicola Pagliuca, hanno puntato il dito. «Il Consorzio ha debiti per 37,6 milioni, necessità finanziarie imminenti per circa 22 milioni, e un deficit reale, cioè senza plusvalenze, di sette milioni di euro l’anno sottolineano - ma nonostante ciò, accanto a un commissario, ha 46 dipendenti, di cui quattro dirigenti e dieci funzionari». Tanti per il Pdl, tanti da dimostrare come «in maniera pesante si sia strutturato l’organismo». Rosa e Pagliuca, poi, si sono soffermati sul ruolo svolto dal commissario dell’Asi. «Avrebbe dovuto completare in un anno la riforma del Consorzio e il risanamento economico, ma anche questo, dal 2011 a oggi, non è avvenuto anche se entro il 2013 c’è l’obiettivo di ridurre le spese dagli attuali 1,3 milioni euro al mese a circa 600 mila euro. Il 2013 è vicino vedremo cosa accadrà». Gli esponenti del Pdl, poi, hanno spiegato il meccanismo legato alla cessione di alcuni immobili alla Regione, che ha «fruttato circa 16,7 milioni di euro all’Asi, che doveva farne punti di ricerca e di innovazione». «Oggi quei capannoni sono ancora vuoti pur essendo stati pagati con fondi Ue che dovevano essere utilizzati per fare ricerca ed innovazione - sostengono ancora. - A questo si aggiunge un mutuo di 15 milioni contratto dal Consorzio e finanziato dalla Regione per un milione l’anno. Il mutuo ha gli interessi al quattro per cento, quindi circa 600 mila euro, che però nel piano economico finanziario vengono indicati come spese per soli 300 mila euro». Elementi secondo il Pdl, sui quali la Corte dei Conti dovrebbe «indagare» così come «le cessioni dei depuratori di Melfi e Viggiano con una prima gara andata deserta, e un rapporto tra costi e ricavi che difficilmente potrebbe essere preso in carico da un imprenditore privato». I consiglieri d’opposizione, poi, si sono soffermati sul personale evidenziando la «presenza di un direttore generale, nonostante un commissario, che guadagna 150 mila euro lordi l’anno. «Per questo il Consorzio va chiuso e contemporaneamente va affrontata in modo organico una discussione sulle politiche industriali in questa regione», hanno [a.i.] concluso Rosa e Pagliuca. «Un ente inutile? Lo deve decidere il Consiglio regionale» l «Il Consorzio un ente inutile? Non devono dirlo i consiglieri del Popolo delle Libertà. Lo deve decidere il Consiglio regionale». Donato Salvatore, commissario del Consorzio Asi di Potenza, replica così alle accuse rivolte dagli esponenti del Pdl sulla situazione dell’ente di Tito scalo. «Quella sul Consorzio è una decisione di valore politico che spetta al consiglio regionale», sottolinea. Aggiungendo, poi, valutazioni sui singoli casi. «Sulla questione dei depuratori e sulle cifre per la gara devo dire che per la prima volta è stata fatta una gara che produrrà utili per il Consorzio sottolinea - così come abbiamo dimostrato ed inserito nel piano di risanamento una novità positiva, quella che mette insieme la concessione e i lavori sui depuratori che vengono efficientati e sui quali non si interveniva da anni. Dopo di che è la prima volta che spendiamo sull’efficientamento energetico. Noi spendiamo 2 milioni e 400mila euro su tutte le aree, ora sulla bolletta produrremo un beneficio economico rilevante sul costo attuale della bolletta energetica». Il commissario Salvatore, poi, è intervenuto anche sulle consulenze legali. «La convenzione l’abbiamo fatta perchè abbiamo un ufficio legale che ha un solo legale e che segue il recupero crediti - ribatte. - Lui si occupa del contenzioso e questo ci ha ridotto i costi perchè prima avevamo decine di avvocati che se ne occupavano, facendosi pagare». Sul fronte del progetto del ponte Musumeci, invece, il commissario ha ribadito che «il lavoro è stato finanziato dalla Regione», mentre sul versante personale il costo «è di 2 milioni e 800mila euro l’anno», «La mia proposta è di ridurre il personale del 30 per cento attraverso la mobilità verso gli altri enti - conclude. - il costo dei dirigenti, invece, [a.i.] deriva dal contratto». RASSEGNASTAMPA BASILICATA PRIMO PIANO I III Martedì 13 novembre 2012 SEGNALETICA IN TILT Tra le questioni, le difficoltà legate alla segnaletica orizzontale e verticale e alle strade in pessime condizioni L’INCONTRO Il 21 novembre fissato un incontro con l’assessore regionale Pittella. Gli operai dell’indotto e i pericoli lungo i viali Troppe buche e poca luce un tavolo per l’area di Melfi Sulla zona industriale la Regione avvia un confronto con Asi e Comune FRANCESCO RUSSO l I problemi legati alle infrastrutture nell’area industriale di San Nicola di Melfi sono tutt'altro che risolti, tanto che il sindaco di Melfi, Livio Valvano - che a settembre aveva sollevato la questione richiamando l’attenzione della Regione Basilicata e del Consorzio Asi - è tornato alla carica per trovare una soluzione. Pochi giorni fa, al termine di un vertice istituzionale tra l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marcello Pittella, il commissario straordinario del Consorzio industriale, Donato Salvatore, e lo stesso Valvano, si è deciso di incontrare i rappresentanti delle imprese dell’area di San Nicola di Melfi, «per mettere a fuoco - ha spiegato il primo cittadino di Melfi - le necessità del territorio industriale al fine di approfondire le carenze infrastrutturali e le misure concretamente possibili che le istituzioni potranno mettere in campo». Un nuovo incontro si terrà il 21 novembre, e nel frattempo si avvierà un confronto con le aziende. L’obiettivo è quello di creare un tavolo che possa incentivare investimenti da de- Of0l17FbcY8lAOpz/WmELTG3BRxZYyrMOj7wISA4fI8= stinare al polo industriale, per quanto riguarda le infrastrutture. Le difficoltà nell’area in questione sono tante. C'è da risolvere la questione depuratore, e nel frattempo alcune migliaia di lavoratori sono costretti a fare i conti con scarsa segnaletica orizzontale e verticale, impianti di illuminazione carenti e non sempre funzionanti, strade ridotte male e mancanza di cura del verde. I lavoratori dell’indotto Fiat, segnalano anche scarsa igiene (immondizia che spesso rimane nei bidoni per la raccolta), ma soprattutto la pericolosità lungo i viali, dal momento che le bande di rallentamento sono divelte o inesistenti; per non parlare delle cattive condizioni delle pensiline, che servono agli operai per ripararsi dalle intemperie quando attendono gli autobus. Il sindaco Valvano, ricordiamo, dopo un sopralluogo nei primi giorni di settembre nell’area industriale di San Nicola di Melfi, aveva parlato «di inefficienza e mancanza di cura delle infrastrutture esistenti», sollecitando il governo regionale «ad intervenire», e reclamando «investimenti per rendere il territorio competitivo, più attraente e conveniente, a fronte degli oneri di concessione pagati dalle aziende al Consorzio Asi». Il presidente del consorzio, Salvatore, nel replicare a Valvano aveva ricordato «i significativi interventi di sistemazione della viabilità a servizio dell’area industriale di Melfi» messi in campo, nonostante «le difficoltà finanziarie» dell’ente. «Le aziende dell’indotto - dice il rappresentante Fiom per l’area industriale, Vittorio Cilla - stanno già attraversando molte difficoltà a livello economico. In tre stabilimenti ci sono anche problemi nel pagare gli stipendi. A tutto questo continua - si aggiunge la situazione delle infrastrutture, che crea malessere non solo tra i lavoratori, ma anche nelle stesse aziende». Secondo Marco Roselli, della Fismic «il degrado in cui versa l’area industriale di San Nicola di Melfi la rende poco degna della sua fama. Sembra che gli amministratori di questa regione non si rendano conto della drammatica situazione in cui versano quelle infrastrutture a servizio delle aziende e delle migliaia di lavoratori che, quotidianamente, si trovano ad avere a che fare con strade dissestate, segnaletica inadeguata o illuminazione insufficiente». I SINDACATI IL DEPURATORE Le carenze infrastrutturali creano danni ad addetti e aziende Tra le problematiche evidenziate anche quelle legate al depuratore RASSEGNASTAMPA 17 24 ore in Basilicata Trentatre milioni dalla Regione in meno di 5 anni: il Pdl contro la nuova operazione bancomat Piano “salva Asi”, «una porcheria» «Un carrozzone senza mission che brucia risorse pubbliche. Va eliminato» IL “piano salva Asi” è una «porcheria»: nuovi trasferimenti pubblici per «l’ennesima operazione bancomat» a vantaggio di un carrozzone «senza mission». Per i consiglieri regionali del Pdl tenere in vita il Consorzio di Potenza significa buttare via risorse senza creare alcun vantaggio ad aree industriali ormai semi desertificate. Quindi la proposta: il Consorzio va abolito, la gestione delle aree deve passare ai comuni. Più di cinque anni di gestione commissariale «non hanno prodotto nessun riequilibrio di bilancio». In tutto questo tempo «non si è riusciti neanche a rinnovare gli organismi». E questa è la prova che «la Regione non ha la benché minima idea - nè tantomeno la volontà - di politiche industriali degne di tale nome». E’ stata dedicata a uno dei più grandi paradossi del “sistema Basilicata” l’ultima puntata dell’operazione verità promossa dal gruppo consiliare d’opposizione. Perché se ormai non vi è alcun dubbio sulla quella cattiva gestione che negli anni addietro ha determinato il tracollo finanziario dell’ente, il rischio che si corre oggi è di continuare ad alimentare una lunga storia di sprechi. Il consigliere Gianni Rosa numeri alla mano - sintetizza così la situazione: la Regione mette i soldi, il Consorzio sperpera, le aree industriali muoiono. Era il 2009 quando la Regione si è “inventata”il primo tentativo di salvataggio dell’ente: un acquisto di immobili di proprietà dell’Asi per un valore di oltre 16 milioni di euro. In teoria in quei spazi dovevano trovare sede un polo destinato alla ricerca e un’area “fiera Basilicata”. Nella pratica i capannoni sono rimasti vuoti. Una bella occasione perduta visto che l’operazione è stata finanziata con risorse europee destinate alla ricerca e all’innovazione. Anzi, le cose sono andate ancora peggio. Uno di quegli immobili venduto dall’Asi alla Regione è stato preso in fitto dalla stessa Asi. A distanza di tre anni «il commissario torna a bussare alle porte di “mamma Regione”». Nuova richiesta: 15 milioni. Totale: 33 milioni di euro in meno di cinque anni per appianare i debiti di un ente che ogni anno chiude il bilancio con un deficit di quasi sette milioni. Ma il peggio arriva dall’analisi del piano di risanamento frutto della collaborazione del commissario Salvatore e l’assessorato alle Attività produttive guidato da Marcello Pittella. «Il risanamento immaginato non è credibile», sentenzia Rosa. Tralasciando l’analisi precisa dei numeri il concetto è questo: «nessuna impresa potrebbe trarre profitto dalla gestione esterna dei depuratori dei rifiuti speciali di Melfi e Viaggiano e dalle aree industriali alle condizioni indicate dal bando, se non commettendo gravi illeciti ambientali». Nei documenti di pre- Il Commento/ Enti: un debito sempre più fuori controllo Pace ad Al: prosegue la linea del partito dell’indebitamento La conferenza stampa del Pdl visione finanziaria - inoltre sarebbe stato sottistimato il tasso d’interesse del mutuo da 15 milioni che il Consorzio si appresta ad accendere. Se l’Asi di Potenza non produce vantaggi per le imprese, molti utili li porta invece alla politica. Sotto accusa la nomina del direttore generale Rocco Liccione, a dissesto già bell’e consolidato. Il direttore costa all’ente 150.000 euro all’anno. Cosa se ne faccia poi una struttura di 46 dipendenti di ben quattro dirigenti e dieci funzionari è tutto da capire. Senza tener conto che ai dirigenti è riconosciuto un pre- mio di risultato che arriva fino a 21 mila euro. Ma nel capitolo degli sprechi, quella per il personale non è l’unica voce. Nonostante il disastro finanziario in corso, «l’Asi ha continuato a spendere, nel 2011, 170 mila euro per rifare l’illuminazione del ponte Musumeci, di cui non c’è traccia, e altri 150.000 in occasione dei 150 anni di Unità d’Italia». Neanche per le consulenze legali si bada a spese: nonostante la convenzione da 20.000 euro in sei mesi, l’Asi si è rivolta a un altro avvocato per risolvere il contenzioso con il Comune di Potenza. La conclusione è una sola ed è affidata al capogruppo Nicola Pagliuca: «Così com’è il Consorzio non serve. Nelle aree del Nord Italia dove le industrie esistono veramente le Asi non ci sono. Al contrario di quello che accade da noi dove i consorzi ci sono mentre le industrie muoiono». Anche il consigliere comunale Pdl, Nicola Becce, mette il suo carico: «In tutto questo tempo non sono riusciti neanche a trovare una soluzione per l’area industriale di Potenza tenendo bloccato lo sviluppo della città». Mariateresa Labanca Il Consorzio industriale di Potenza è una idrovora che si nutre di contributi, variamente somministrati e di perdite per effetto di pessime gestioni ma non solo. In questo periodo si presentano piani di risanamento fondati sul muto e sul carico ai cittadini e agli utenti.La stradadell'unico consorzio in Basilicata e la gestione condominiale, come nel Veneto e' ancora ignorata. Nel contempo rientra in scena Acquedotto lucano, alcune decine di milioni di debito e altrettanti di mutuo presso banche per coprire le perdite ed altro. Una grave situazione emersa nelle ultime settimane e sostanzialmente tenuta nascosto per molto tempo. E' chiaro che sulle tariffe dell'acqua all'utenza incidono gli oneri finanziari sul debito. Ma incide anche la forte spesa per le duplicazioni remunerative per funzionari e dirigenti incardinati in piu' societa'. Sperperi e lauti compensi ai valvassori dei signori dei gruppi dominanti che si spartiscono quello che rimane della Regione. In questo quadro pensare a dare ruolo di dirigente, area finanziaria, all'attuale assessore al Bilancio del Comune di Potenza, il più indebitato del Sud, il sesto in Italia, (112milioni di euro con tendenza all'aumento) e' coerente con la linea del partito dell'indebitamento. La logica dell'indebitamento funziona molto bene in Basilicata, più che in altre regioni. La tecnica e' la seguente: il consorzio industriale di Potenza deve diversi milioni al Consorzi di bonifica, all'Enel ad altri. Bene. Facciamo un sontuoso mutuo con la solita banca e risaniamo a spese della Regione che ci mette i soldi del contribuente che paga due volte lo stesso prodotto con la bolletta dei servizi e con il tasso del mutuo. Sono risorse sottratte ad altre attività, a partire dai giovani e dal lavoro. Nel contempo anche il Consorzio di Bonifica e' indebitato nello stesso filone di prestazione Pietro Simonetti Centro studi e ricerche economico e sociali ALCUNE PRECISAZIONI Io estraneo a quella cattiva gestione di GIOVANNI DI PILATO* EGREGIO Direttore Leporace, ho letto con attenzione l'articolo “Piano salva Asi la Giunta dà l'OK” apparso sul tuo giornale sabato scorso a firma di Mariateresa Labanca ed essendo in qualche modo chiamato in causa in qualche modo anche da successive altre prese di posizione (ho avuto l'onore di presiedere l'Asi di Potenza dal 2000 al 2003) sotto la mia esclusiva responsabilità per l'integrale veridicità di quanto segue, vorrei precisare qualche aspetto. In quell'articolo si parla, giustamente ma genericamente, di pregressa “cattiva gestione e sprechi”:a tali pecche, per convincimento personale, sono del tutto estraneo, basta controllare gli atti di quell'Ente o la stessa relazione dell'at-tuale Commissario che correttamente fa riferimento a quanto accaduto dal 2004 in poi. Specie quando si gestisce la cosa pubblica ho sempre ritenuto si dovesse essere particolarmente attenti e rigorosi (si veda anche la mia breve direzione all'Ardsu che mi è costata, unico, la prospettiva, un bel po' di ferie non potute godere, soldi stupidamente anticipati e, da ultimo, anche l'imboscamento in chi sa quale cassetto della relazione finale della Commissione reg.le d'indagine). Per questo ho posto in essere all'A.S.I. provvedimenti allora “impopolari” e su cui ora l'opinione pubblica anche lucana è particolarmente attenta e sensibile: già 10 anni fa intendevo incamminarmi sulla strada del risanamento che ora vede impegnato, con encomiabile perseveranza, il Commissario Donato Salvatore, tant'è che per primo: a) ho conseguito la certificazione del bilancio (perché poi non si è seguita quella strada ?) "ripulendo" con tagli consistenti molte voci, a cominciare dai crediti, e rimuovendo quella ipocrita patina di perbenistico equilibrio tra entrate ed uscite; b) dopo numerosi solleciti e vani tentativi di mediazione innanzitutto con le associazioni datoriali più interessate, ho iniziato persino a "chiudere i rubinetti" ad aziende morose, anche riconducibili ad imprenditori blasonati, che non pagavano nemmeno l'acqua (ed oggi, purtroppo, pare sia ancora così); c) a proposito di acqua, ho iniziato a rimediare alle incongruenze rilevate anche ora con prezzi di vendita addirittura inferiori ai costi di approvvigionamento (si veda il contratto da me riformulato con il Comune di Potenza); d) ho spinto (ma non so se poi si è continuato) a far firmare alle aziende insediate i contratti di servizi, avendone stranamente trovati ben pochi regolarizzati; e) ho fatto verificare, con intento non punitivo ma semplicemente, di buona amministrazione, la situazione contabile di ogni azienda prima di portare in c.d.a. (peraltro più numeroso della stessa Giunta Regionale) qualsiasi deliberato, subordinandone l'operatività alla regolarizzazione delle eventuali pendenze contabili; f) ho conseguito l'inserimento del- la vasta area Liquichimica a Tito (cimitero industriale simbolo da almeno 20 anni) tra i siti da bonificare di interesse nazionale, adoperandomi per un tempestivo avvio delle molteplici azioni di bonifica (ma non mi pare che poi si siano fatti grandi passi avanti); g) mi sono fortemente adoperato a predisporre, avvalendomi di competenze professionali esterne di alto profilo, un dettagliato Piano di analisi delle criticità dell'Ente e di possibili opzioni per un suo rilancio su cui, però, non vi fu alcun pronunciamento della Regione, come invece positivamente avvenuto in questi giorni; h)mi sonoinogni modoadoperato per ridare vita ai tanti lotti tristemente abbandonati della 219 e per sollecitare una puntuale attuazione del contratto d'area, in quanto le aziende beneficiarie di consistenti finanziamenti pubblici tardavano a concretizzare i previsti investimenti produttivi con i posti di lavoro che la comunità lucana si aspettava; i) senza costi aggiuntivi per consulenze a giornalisti di comodo e non certo per vanità, ho costantemente informato tutti i player individuali e collettivi oltre che la stampa sull'azione che l'A.S.I. poneva in essere quotidianamente, per il controllo pubblico a cui ritenevo giusto sottoporsi, innovando rispetto al silenzio sia precedente che successivo; j) ho portato a termine con professionisti esterni già incaricati un interessante studio per la riqualificazione dell'area industriale di Poten- za, da tempo al centro di tanti dibattitisia perlapresenzadi industrie(poche purtroppo) a forte impatto che per l'esi-stenza di aree (che triste spettacolo vedere alle porte del capoluogo di regione il suolo ex Cip Zoo, di proprietà regionale del valore di vari milioni di euro, ancora abbandonato !!!) suscettibili, invece, di vari usi come la recente proposta per aree a verde; k) infine, non ho io incrementato il personale di quell'Ente (che ci si accorge oggi che tanto pesa in termini economici); le consistenti ulteriori assunzioni, tra il silenzio assordante innanzitutto delle Associazioni imprenditoriali attente a giorni alterni alla sostenibilità dei costi, sono evidentemente avvenute in periodo successivo. Non voglio annoiare teed i tuoi lettori, né esaltare la mia azione (potrei con pari franchezza parlare dei miei errori) ma vorrei solo evitare la beffa di ritrovarmi ingiustamente coinvolto in apprezzamenti spiacevoli (ma fondati) sulle varie discutibili pregresse gestioni di quell'Ente. Va dato merito all'attuale Commissario Salvatore se ora lui riesce ad invertire definitivamente una rotta che, non fosse altro per necessità, non può sostenere più, e men che meno, giustificare disamministrazioni e squilibri strutturali. Grazie per l'ospitalità e, da costante lettore, esprimo apprezzamento per la non facile azione di informazione che porti avanti. *Ex presidente del Consorzio industriale di Potenza E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA PUGLIA E BASILICATA 13 Martedì 13 novembre 2012 DIVINA PROVVIDENZA LE CLINICHE PSICHIATRICHE OPERAZIONE «SPENDING REVIEW» Da quell’inchiesta è scaturito il nuovo filone: pilotate gare d’appalto con la complicità di imprenditori. Le casse dell’Ente in dissesto Truffa all’Asl, indagati i vertici del «Don Uva» Prezzi degli acquisti gonfiati. Perquisita la casa del manager Rizzi l Che «piova sul bagnato» sulla Casa della Divina provvidenza non c’è dubbio (basta guardare alla pesante debitoria cui si dovrà far fronte in sede di concordato preventivo), ma che ci si dovesse imbattere anche in inchieste penali nessuno lo avrebbe previsto. Ieri mattina un plotoncino di carabinieri è tornato a presentarsi negli uffici, acquisendo atti e delibere e perquisendo anche abitazioni dei vertici amministrativi del «Don Uva». Morale della favola: quattro avvisi di garanzia all’indirizzo del direttore generale, Dario Rizzi, da due anni alla guida, e di altri tre dipendenti amministrativi. I reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e peculato. Il blitz dei carabinieri scaturisce dall’inchiesta della Procura di Foggia, che da anni segue il filone della sanità: in particolare, il nuovo filone nasce da una precedente inchiesta che, un anno fa, portò al coinvolgimento di una decina di persone tra dipendenti Asl, fornitori e medici. Sotto i fari degli inquirenti, i rapporti con l’Asl da parte della Casa della Divina provvidenza. I carabinieri del Nas hanno perquisito gli uffici del Don Uva e le case dei vertici amministrativi dell’Ente ecclesiastico. Nello sfondo contatti, connessioni con l’inchiesta del giugno scorso nell’ambito dell’operazione «Spending review» che tendeva a disarticolare un sodalizio criminoso (10 ordinanze di custodia cautelare, sequestro di conti correnti per circa 500mila euro ed accertamento di un danno erariale di circa 1,5 milioni di euro). Un gruppo - a giudizio dell’ac- PD E PDL CONCORDANO Boccia: revocare ogni incarico agli indagati. Marmo e Amoruso: commissariamento cusa - che, pilotando gare di appalto per la fornitura alle Asl di dispositivi medici, commetteva sistematiche truffe ai danni del servizio sanitario nazionale. Accertato il coinvolgimento - in ulteriori affari illeciti - di imprenditori del settore delle forniture sanitarie nonché il loro legame con i vertici amministrativi dell’ente ecclesiastico, oggi in condizioni di gravissimo dissesto economico e che amministra strutture di riabilitazione psichiatrica nelle provincie di Po- tenza, Barletta-Trani e Foggia, convenzionate e finanziate dal servizio sanitario nazionale. Gli accertamenti dei militari dei Nas hanno permesso di rilevare i continui contatti tra il direttore generale ed i funzionari amministrativi dell’Ente con imprenditori già implicati nella precedente indagine ed in altre per i medesimi reati (tutti perpetrati nei confronti dell’Asl foggiana), per la fornitura di arredi ed attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato (con pagamenti anche su conti correnti esteri). Contestualmente alle operazioni sono stati altresì notificate 4 informazioni di garanzia. Duri i commenti dal mondo politico. «Venga immediatamente revocato ogni incarico agli indagati» dice il deputato Pd Francesco Boccia, mentre la senatrice Pd Colomba Mongiello si appella alla «sensibilità e oculatezza» delle gerarchie ecclesiastiche. Chiede il «commissariamento dell’Ente» il vicepresidente del consiglio regionale Nino Marmo (Pdl). «È l’unica strada per tentare di salvare l’Ente da una rovinosa deriva - aggiunge il senatore Pdl Francesco Amoruso - altrimenti irreversibile». L’ENTE ECCLESIASTICO La sede dell’ente a Bisceglie Sanitaservice «Entro il 14 i piani di assetto per il commissario Bondi i manager Asl si muovano». Entro giovedì prossimo le Sanitaservice pugliesi dovranno essere regolamentate da un nuovo piano di ristrutturazione ed è compito delle Asl provvedervi. Lo ricorda in una nota il sindacato Usppi, dopo che è stato modificato, in sede di conversione, l’art. 4 del decreto sulla spending review che ne lasciava presagire lo scioglimento. Il segretario Nicola Brescia ricorda che l’assessore alla Salute Ettore Attolini, nelle scorse settimane, ha inviato una circolare ai direttori generali delle Asl per «impartire indispensabili direttive e portare il percorso a buon fine». Tra i criteri che ne tutelano la sopravvivenza vi è, infatti, quello che entro il 14 novembre gli enti controllanti (le Asl ) adottino piani di ristrutturazione delle società controllate da inviare al commissario per la spendig review, Enrico Bondi, perché emetta il proprio parere vincolante. Piani che, ricorda l’Usppi, dovranno «contenere informazioni su assetto societario, governante, gestione operativa, risorse umane e finanziarie, investimenti, formazione. Il commissario Bondi dovrà esprimersi sulla congruità del piano e dare il via libera definitivo. Ora la partita è nelle mani dei manager delle Asl». CONSIGLIO, POLEMICHE TRA PDL E ASSESSORATO. INDUSTRIALI E SINDACATI: MILLE ESUBERI l BARI. Aiop, Confindustria Puglia,Cimop, Cgil, Cisl e Uil, Ugl e Confsal, sfilano in audizione nella commissione Sanità presieduta da Dino Marino per denunciare i gravi effetti determinati dalla rimodulazione dei badget (i rimborsi per le cliniche accreditate) e il taglio di 300 posti letto nel sistema accreditato previsto dalla fase due del piano di rientro. Timori anche per la nuova soglia, prevista dalla bozza del decreto sugli standard qualitativi, strutturali e tecnologici per l’assistenza ospedaliera, all’esame della Conferenza Stato Regioni: minimo 80 posti letto per ottenere l’accreditamento e gli accordi contrattuali annuali. Una soglia, dicono, che comporterebbe la chiusura di diverse case di cura in Puglia. Di qui la proposta degli operatori del Of0l17FbcY8lAOpz/WmELbi9jxekwD82436vn0n+5/w= Sanità privata, allarme per la crisi Tagli ai posti letto e revisione dei criteri di accreditamento settore di puntare sull’aumento dei posti letto per post-acuti, previsto dal decreto Balduzzi, per «compensare» i tagli nel sistema privato, in modo da scongiurare gli esuberi previsti nel prossimo anno, che secondo le cliniche superano le 1000 unità. Indice puntato dalle organizzazioni datoriali anche sui costi del sistema: i posti letto nel privato, sostiene Confindustria, costano notevolmente di meno rispetto al pubblico. «La sanità privata in Puglia sta morendo e, con essa, migliaia di famiglie dei professionisti che quo- tidianamente vi operano» , ha tuonato l’Ugl. «I continui interventi della magistratura su taluni aspetti legislativi, a cominciare dai regolamenti della Regione del 2010 e 2011, dimostrano come il settore sia nel caos», cui si aggiungono «i mancati adeguamenti tariffari». Di qui la richiesta di un tavolo specifico. «Ascolteremo assessore e task force regionale sul lavoro» ha assicurato Marino, mentre dal centrodestra sono partiti gli spari ad alzo zero sulla governance del sistema. «Sono più di mille i dipen- denti di cliniche private che presto resteranno senza lavoro a causa delle riduzioni dei tetti di spesa imposti dalla Regione per il piano di riordino» ha detto Massimo Cassano, vicecapogruppo del Pdl, attaccando la giunta per la mancata integrazione pubblico/privato e per un «approccio zeppo di ideologia». Replica a stretto giro l’assessore alla Salute, Ettore Attolini: «La riduzione dei posti letto e dei tetti di spesa per i privati, previste non solo dal piano di rientro ma anche dalla spending review e dal recente regolamento sui criteri di accreditamento delle strutture, non comportano in automatico licenziamenti o disservizi per i cittadini. L’assessorato è al lavoro, insieme a imprenditori e sindacati, per individuare insieme soluzioni». ANELLI CONTRO-REPLICA A COLASANTO Discriminazioni all’Asl di Bari l’Ordine insiste l «La risposta del direttore generale alla mia lettera aperta è la prova provata, offerta a tutti i cittadini pugliesi, dell’imbarbarimento dei rapporti tra istituzioni e, soprattutto, tra colleghi». Il presidente dell’Ordine dei medici di Bari Filippo Anelli torna ad accusare Regione e Asl per le presunte discriminazioni dei medici in maternita con contratto a termine. «La situazione è, con tutta evidenza, davvero delicata e richiede la massima concertazione tra tutti gli operatori del sistema per far sì che non saltino le regole più elementari del vivere civile. Ed invece il dg Colasanto scrive Anelli in una nuova lettera al presidente Vendola non riesce a tollerare che un organo ausiliario dello Stato, il ConsiFilippo Anelli glio dell’Ordine, svolga esattamente il compito per cui esiste e cioè vigilare sulla dignità e sul rispetto della professione». Al di là delle sentenze del Tar, secondo Anelli è un fatto che «alcune colleghe siano state lasciate a casa e altre no. E questo non sulla base dei criteri di trasparenza e di equità, ma sulla base dello stato di salute e comunque all’interno di una spirale di rinnovi, proroghe e incarichi vari o addirittura stabilizzazioni». Per Anelli, presto «ci sarà una nuova proroga o un rinnovo da cui le colleghe saranno escluse». Per questo l’Ordine «respinge al mittente» le risposte del manager Asl e chiede un’intervento della politica. RASSEGNASTAMPA POTENZA CITTÀ I V Martedì 13 novembre 2012 INCHIESTA SANITÀ PERQUISITI UFFICI E ABITAZIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA Il direttore generale dell’ente ecclesiastico Dario Rizzi e altri tre dirigenti amministrativi della Casa della divina provvidenza AFFIORATI DA INTERCETTAZIONI Contatti tra il direttore generale e i funzionari amministrativi dell’Ente con imprenditori già implicati nella precedente indagine Blitz dei Nas al Don Uva di Foggia Si ipotizzano reati di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato e peculato l Che piova sul bagnato sulla Casa della Divina provvidenza non c’è dubbio (basta guardare alla pesante debitoria cui si dovrà far fronte in sede di concordato preventivo...), ma che ci si dovesse imbattere anche in inchieste penali probabilmente questo in pochi l’avevano previsto anche se era nell’aria. Così ieri mattina un plotoncino di carabinieri è tornato a presentarsi negli uffici acquisendo atti e delibere e perquisendo anche abitazioni dei vertici amministrativi del Don Uva. Morale della favola: quattro avvisi di garanzia all’indirizzo del direttore generale, Dario Rizzi, da due anni alla guida e di altri tre dipendenti amministrati. I reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e peculato. A compiere gli accertamenti un gruppo del Comando carabinieri per la tutela della salute venuti di Bari guidati dal colonnello Alessandro Lombardi dietro indicazioni scaturite dall’inchiesta del pm foggiano Antonio Laronga della Procura del capoluogo dauno che da anni segue il filone della sanità. Si tratterebbe, stando a quanto è dato sapere, di una seconda tranche, un ramo che ha preso lo spunto a una precedente inchiesta che un anno fa porto al coinvolgimento di una decina di persone, tra cui, come si ricorderà, dipendenti Asl, fornitori e medici. Stavolta è stato setacciato il filone che porta ai rapporti con l’Asl da parte della Casa della Divina provvidenza. I carabinieri del Nas hanno perquisito gli uffici del Don Uva e le case dei vertici amministrativi dell’Ente eccle- FILONE APPALTI Pagamenti anche su conti correnti esteri per forniture a prezzi maggiorati siatsico. Nello sfondo contatti, connessioni con l’inchiesta del giugno scorso nell’ambito dell’operazione «Spending review» che tendeva a disarticolare un sodalizio criminoso (10 ordinanze di custodia cautelare, sequestro di conti correnti per circa 500mila euro ed accertamento di un danno erariale di circa 1,5 milioni di euro). Un gruppo - a giudizio dell’accusa - che pilotando gare di appalto per la fornitura alle Asl di dispositivi medici commetteva sistematiche truffe ai danni del servizio sanitario nazionale. Accertato il coinvolgimento - in ulteriori affari illeciti - di imprenditori del settore delle forniture sanitarie nonché il loro legame con i vertici amministrativi dell’ente ecclesiatsico Casa divina provvidenza in condizioni di gravissimo dissesto economico che amministra strutture di riabilitazione psichiatrica nelle provincie di Potenza, Barletta-Trani e Foggia, convenzionate e finanziate dal servizio sanitario nazionale. Gli Of0l17FbcY8lAOpz/WmELV+zbOIu365W07WtWVSDNoo= INDAGINI Il direttore generale del Don Uva e i Nas durante la visita al complesso ecclesiastico accertamenti dei militari dei Nas hanno infatti permesso di rilevare i continui contatti tra il direttore generale ed i funzionari amministrativi dell’Ente con imprenditori già implicati nella precedente indagine ed in altre per i me- I RIFLESSI Ancora niente stipendi per i lavoratori lucani del Don Uva desimi reati (tutti perpetrati nei confronti dell’Asl foggiana), per la fornitura di arredi ed attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato (con pagamenti anche su conti correnti esteri). E proprio sulla «E ora la Basilicata revochi la convenzione siglata con Bisceglie» l «Ancora nessun salario in Basilicata per i lavoratori del Don Uva. Le strutture pugliesi e le abitazioni dei vertici amministrativi nelle prime ore di questa mattina sono state oggetto di perquisizione da parte dei Nas dei carabinieri di Bari. Eppure tutti i lavoratori del Don Uva di Potenza speravano di prendere una boccata di ossigeno proprio domani poichè l'Ente aveva comunicato il pagamento della seconda parte della mensilità di agosto proprio per la giornata di oggi. Si apprende che contestualmente alle operazioni sembrerebbe che ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico siano stati notificati reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle Stato e peculato». È quanto dichiara la Fials che, sulla scia di quanto è accaduto a Foggia, chiede alla Regione l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie per una garanzia più volte enunciata nei numerosi incontri fatti dalla Regione con i vertici della Congregazione Casa Divina della Provvidenza e l' attivazione delle procedure per la creazione di un nuovo soggetto a cui affidare i servizi attualmente gestiti dal- ALLARME A sinistra la sede del Don Uva di Potenza al centro di un acceso dibattito sulla richiesta di «sganciarsi» da Bisceglie . l'Ente. Solo così facendo - a parere della Fials - si potrà salvare l'immaturato economico del personale di Potenza riguardante agosto, settembre ed ottobre che non è stato percepito a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia. Solo così si garantirà un servizio necessario ed indispensabile per la nostra Regione che necessita di ciò in virtù della crescente richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili». Per la Fials, a nome della segretaria aziendale Filomena Monaco, «urge che le istituzioni lucane in primis il governatore lucano e l'assessore Martorano diano una chiara svolta alla vertenza Don Uva. È giunta l'ora di un assunzione di responsabilità delle istituzioni lucane a tutti i livelli e di tutti gli schieramenti politici per tutelare e salvaguardare gli oltre 400 posti di lavoro. Una questione ora davvero non più rinviabile». base dei risultati delle indagini, la Procura della Repubblica di Foggia ha disposto la perquisizione delle sedi dell’ente ecclesiastico e delle abitazioni del direttore generale e di alcuni dipendenti amministrativi, eseguite nelle prime ore della mattinata di ieri da personale dei Nas di Bari, in collaborazione con Carabinieri del Gruppo Tutela Salute di Napoli e dei Comandi Provinciali di Foggia e Bari. Contestualmente alle operazioni sono stati altresì notificate 4 informazioni di garanzia. Come si ricorderà nel luglio scorso beni mobili, immobili e conti correnti, beni che costituivano profitto dei reati di corruzione e truffa ai danni dello Stato per un ammontare di 470mila euro furono sequestrati a sei delle dieci persone arrestate nell'ambito del blitz Spending Review che il 7 giugno scorso aveva scoperto gare di appalto pilotate che avevano causato un danno erariale al Servizio sanitario nazionale per il circa un milione e mezzo di euro. I risultati degli accertamenti patrimoniali hanno consentito al gip del tribunale di Foggia, Rita Curci, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Laronga, di emettere 6 decreti di sequestro preventivo nei confronti degli indagati tra i quali il noto imprenditore Enzo Nuzziello attualmente ai domiciliari. L'operazione venne eseguita in diverse città pugliesi, marchigiane e romagnole, dove i militari sequestrarono somme depositate su conti correnti, due appartamenti, un garage e due autovetture di notevole valore. [er. tar.] L’appello «Spostare i pazienti». Le segreterie provinciali e cittadine di Potenza della Destra denunciano lo stato di assoluto silenzio riguardo alla situazione che si protrae oramai da troppo tempo nel centro di riabilitazione Casa della Divina Provvidenza opera Don Uva di Potenza . I dipendenti pur continuando ad effettuare con impegno e devozione l'assistenza a malati bisognosi di cure mediche e di attenzione ai bisogni primari, continuano a non percepire gli stipendi di agosto, settembre ed ottobre. La situazione per molte famiglie è diventata veramente insostenibile. Sulla scia dell’inchiesta dei Nas alla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie e di Foggia, la Destra chiede e alla Regione Basilicata l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie e lo spostamento immediato dei pazienti e degli operatori verso strutture sanitarie appartenenti alla nostra regione anche in virtù della dismissione di molti di questi: «Solo così facendo si può salvare l'immaturato economico del personale di Potenza riguardante agosto settembre ed ottobre che non è stato percepito a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia ed inoltre solo così si garantirà un servizio necessario ed indispensabile per la Basilicata che necessita di ciò in virtù della crescente richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili». RASSEGNASTAMPA Martedì 13 novembre 2012 22 REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309 Inchiesta della Procura di Foggia su spese fasulle. Spuntano anche conti esteri Don Uva, fatture gonfiate Notificati avvisi di garanzia. L’accusa è di associazione per delinquere AVREBBERO fatto acquistare arredi e attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato, con pagamenti anche su conti correnti esteri, e avrebbero anche effettuato spese private addebitando tutti sui conti correnti dell’ente. È quanto scoperto dai carabinieri del Nas, il nucleo antisofisticazione e sanità di Bari e della Procura di Foggia che hanno effettuato ieri mattina perquisizioni nelle sedi della “Casa della Divina Provvidenza” che amministra strutture di riabilitazione a Potenza, a Bisceglie e a Foggia. Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e peculato. Sono attualmente indagate 6 persone: la legale rappresentante dell'ente, suor Marcella Cesa, il direttore generale dell'epoca, Antonio Albano, i vecchi direttori sanitari di Bisceglie, Antonino Riggio, Francesco Russo e Nicola Liso, e la direttrice sanitaria della struttura di Foggia, in carica nel 2008, Carmela Robustelli. Gli indagati, “con artifici e raggiri costituiti dall'indicazione d'importi superioria quellieffettivi nellefatture relative ai ricoveri presso le unità operative Alzheimer - inducevano in errore le Aziende sanitarie che corrispondevano importi non dovuti”. Quindi, stando alle ipotesi, di soldi dalle Regioni - Basilicata e Puglia - la “Divina Provvidenza” ne avrebbe presi anche più del dovuto, fatto che incrementai dubbisu qualesia ilmotivo per cui l'azienda non paghi regolarmente dipendenti e fornitori, e abbia debiti, solo verso l’Inps, per 380 milioni di euro. Il Nas di Bari, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia (che nel giugno 2012 - nell'ambito dell'operazione “Spending Review” - ha disarticolato un sodalizio criminoso con 10 ordinanze di custodia cautelare, sequestro di conti correnti per circa 500.000 euro e l’accertamento diun dannoerariale dicirca 1,5 milioni di euro, che pilotando gare di appalto per la fornitura alle Aziende sanitarie di dispositivi medici commetteva sistematiche truffe ai danni del Sistema sanitario nazionale)ha accertatoil coinvolgimentoin ulteriori affari illeciti - di imprenditori del settore “forniture sanitarie”nonché il loro legame con i vertici amministrativi dell’ente ecclesiastico “Casa della Divina Provvidenza che da tempo versa in uno stato di dissesto economico. Divina Provvidenza su cui pendeva una richiesta di fallimento anche se il Tribunale di Trani, solo l’altro giorno, ha optato per un concordato. Gli accertamenti dei militari del Nas hanno permesso di rilevare i “contatti continui”tra il direttore generale e i funzionari amministrativi dell'Ente con imprenditorigià implicati nell’ indagine “Spending review” e in altre per i medesimi reati per la fornitura di arredi e attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato (con pagamenti anche su conti correnti esteri). Sulla base dei risultati delle indagini, la Procura della Repubblica di Foggia ha disposto la perquisizione delle sedi dell'ente ecclesiastico e delle abitazioni dei vertici amministrativi dello stesso, eseguite ieri mattina da personale del Nas di Bari, in collaborazione con i Carabinieri del Gruppo Tutela salute di Napoli e dei Comandi provinciali di Foggia e Bari. Contestualmente ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico sonostati notificati informazioni di garanzia nelle quali vengono ipotizzati reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e peculato. L’INTERVENTO /1 La “Destra” condanna il silenzio Suor Marcella Cesa e nelle altre due foto i lavoratori del “Don Uva” di Potenza durante i due cortei organizzati per protestare contro la gestione dell’ente e i mancati pagamenti dei salari L’inchiesta è partita nel 2007 dalla Procura di Foggia e riguarda una presunta truffa da un milione e mezzo di euro a danno del Servizio sanitario nazionale. Gliindagati avrebberoancheeffettuato spese private addebitandole tutte sui conti dell'ente. Un blitz analogo fu compiuto il 7 giugno scorso quando in Puglia furono arrestati imprenditori, funzionari e dipendenti delle aziende biomediche con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa e al falso. Gli accertamenti dei militari del Nas barese hanno permesso di rilevare i“contatti continui”trail direttore generale ed i funzionari amministrativi dell'Ente con imprenditori già implicati nell’ indagine “Spending rewiev” e in altre per la fornitura di arredi ed attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato. al.g. [email protected] L’INTERVENTO / 2 Lavoratori ancora senza soldi ANCORA nessun salario in Basilicata per i lavoratori del Don Uva. Le strutture pugliesi e le abitazioni dei vertici amministrativi nelle prime ore di ieri mattina sono state oggetto di perquisizione da parte dei Nas dei carabinieri di Bari. Eppure tutti i lavoratori del Don Uva di Potenza speravano di prendere una boccata di ossigeno ppoichè l'Ente aveva comunicato il pagamento della seconda parte della mensilità di agosto proprio per martedì (oggi per chi legge n.d.r.). Oggi, invece, si apprende che contestualmente alle operazioni sembrerebbe che ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico siano stati notificati reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle Stato e pecu- lato In virtù di questi ultimi avvenimenti chiediamo alla Regione Basilicata l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie per una garanzia più volte enunciata nei numerosi incontri fatti dalla Regione con i vertici della Congregazione Casa Divina della Provvidenza e l' attivazione delle procedure per la creazione di un nuovo soggetto a cui affidare i servizi attualmente gestiti dall'Ente. Solo così facendo si potrà salvare l'immaturato economico del personale di Potenza riguardante agosto, settembre e ottobre che non è stato percepito a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia. Solo così si garantirà un servi- zio necessario ed indispensabile per la nostra Regione che necessita di ciò in virtù della crescente richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili. Per la Fials urge che le istituzioni lucane in primis il governatore lucano, De Filippo, e l'assessore regionale alla sanità, Martorano diano una chiara svolta alla vertenza Don Uva. E' giunta l'ora di un assunzione di responsabilità delle istituzioni lucane a tutti i livelli e di tutti gli schieramenti politici per tutelare e salvaguardare gli oltre 400 posti di lavoro. Una questione ora davvero non più rinviabile. Filomena Monaco Segretaria aziendale Fials LE segreterie provinciali e cittadine della “Destra” denunciano lo stato di assoluto silenzio riguardo alla situazione che si protrae oramai da troppo tempo nel centro di riabilitazione “Casa della Divina Provvidenza”. I dipendenti di Potenza pur continuando ad effettuare con impegno e devozione l'assistenza a malati bisognosi di cure mediche e di attenzione ai bisogni primari, continuano a non percepire gli stipendi di agosto, settembre ed ottobre. La situazione per molte famiglie è diventata veramente insostenibile. Intanto ieri mattina i Nas dei Carabinieri di Bari hanno varcato i cancelli della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie e di Foggia nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Foggia al fine di rilevare la fornitura di arredi e di attrezzaturebiomedicali aprezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato con pagamenti anche su conti correnti esteri. Contestualmente alle operazioni ,ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico, sono state altresì notificate informazioni di garanzia nelle quali vengono ipotizzati reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e peculato. In virtù di questi ultimi avvenimenti le segreterie provinciale e cittadina della Destra chiedono e alla Regione Basilicata l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie , garanzia più volte enunciata nei numerosiincontri fatti dalla Regione con i vertici della Congregazione Casa Divina della Provvidenza (opera Don Uva) e lo spostamento immediato dei pazienti e deglioperatori verso strutture sanitarie appartenenti alla nostra Regione anche in virtù della dismissione di molti di questi, solo così facendo si può salvare l'immaturato economico del personale di Potenza riguardante agosto settembre ed ottobre che non è stato percepito a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia ed inoltre solo così si garantirà un servizio necessario ed indispensabile per la nostra Regione che necessita di ciò in virtù della crescente richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili. La Segretaria della “Destra” E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Potenza RASSEGNASTAMPA POTENZA CITTÀ E PROVINCIA I VII Martedì 13 novembre 2012 I NOSTRI SOLDI ASPETTANDO LA NUOVA PIAZZA BONAVENTURA IMPOSTE E TASSE: UNA VERA «GIUNGLA» -74 PRESIDIO Sit-in in piazza Matteotti davanti alla sede del Municipio [servizio fotografico di Tony Vece] CANTIERE Qui si stanno realizzando box-auto interrati [foto Tony Vece] I pensionati lucani e l’Imu «Noi, i più colpiti dall’imposta» Chiesta una rimodulazione in base al reddito. Appello all’Anci Basilicata CISL Antonio Verrastro CGIL Maria Lorusso l Pensioni sempre più magre. Le tasche si svuotano e la pressione fiscale aumenta. L’Imu (imposta comunale sulla casa) è l’ennesimo esempio di questa corrispondenza inversamente proporzionale che da sempre «travolge» la terza età. Ecco perché i pensionati lucani chiedono di rimodulare l’imposta sulla prima casa in base al reddito. Una proposta che è stata formalizzata ieri, dai sindacati di categoria, nel corso del direttivo dell’Anci Basilicata che si è svolto a Potenza. «Con l’introduzione dell’Imu sulla prima casa - spiegano Maria Lorusso della Cgil, Antonio Verrastro della Cisl e Mario Capece della Uil - è stata prevista una detrazione base pari a 200 euro e una detrazione aggiuntiva di 50 euro per ogni figlio di età non superiore a 26 anni. Requisito irrilevante per i nuclei familiari di pensionati. Al fine di introdurre un principio di equità, chiediamo in favore dei pensionati, un’ulteriore detrazione dell’Imu in relazione al reddito». Sarebbe un modo per evitare di colpire ulteriormente un segmento della popolazione lucana già penalizzato dalle pensioni tra le più basse d’Italia: oltre l’80 per cento dei pensionati Inps, come ricorda Alessandro Calabrese, percepisce un asse- gno fino a un massimo di 750 euro mensili». L’appello dei sindacati è stato raccolto dall’Anci che spiega: «Si conferma un sistema impositivo locale che a causa del forte prelievo dello Stato non consente ai Comuni di avere le necessarie flessibilità ed i margini di bilancio per soddisfare adeguatamente le esigenze delle fasce sociali più deboli, degli anziani e dei pensionati in particolare». Lorusso, Verrastro, Capece e Nicola Allegretti per i Confederali Cgil, che sono intervenuti durante il direttivo Anci, hanno chiesto un «significativo abbattimento dell’Imu per la prima casa o comunque un meccanismo di detrazioni che tuteli anziani e pensionati soprattutto con fasce di reddito molto basse che oggi non godono di alcuna tutela». Il Consiglio direttivo Anci valuterà con attenzione le richieste per il prossimo anno. In ogni caso chiederà, con l’Anci nazionale, di attestare l’intera Imu ai Comuni e di rivederne le regole per avere margini reali per poter intervenire a tutela di soggetti particolarmente svantaggiati. «Come era facile immaginare – ha detto il presidente Anci Basilicata, Vito Santarsiero - i Comuni ed i sindaci oggi sono costretti a farsi carico del forte carico fiscale sui cittadini. L’essere diventati gabellieri dello Stato ci ha trasformato in controparte dei cittadini che non comprendono il perché di imposte così alte che gravano su di loro senza una equivalente qualità dei servizi locali». Il direttivo Anci Basilicata ha anche incontrato il presidente della Fism, Edmondo Soave, per discutere della presenza nel territorio lucano delle scuole paritarie e della necessità di garantire, nei limiti dei bilanci, i servizi di mensa e trasporto scolastico. L’associazione, infine, ha dato pieno sostegno ai rappresentanti della associazione culturale universitaria Geobas che chiedono il ripristino del corso di Laurea magistrale in Scienze e Tecnologie geologiche per l’Ambiente alla Università degli Studi di Basilicata. «La richiesta è quanto mai legittima – hanno detto i sindaci lucani - alla luce della conformazione geografica e fisica della Basilicata che da una parte offre al tessuto socio economico enormi risorse naturali e dall’altro riserva grande pericolosità. La presenza di un percorso di studi in scienze geologiche consentirebbe una forte interazione con le Istituzioni e gli enti di ricerca [ma.bra.] presenti in Basilicata». le altre notizie CAMERA DI COMMERCIO Gestione dei rifiuti seminario a Potenza n La Camera di commercio di Potenza, in collaborazione con l’Albo Gestori Ambientali e l’azienda speciale Forim organizza, per il 15 novembre, a partire dalle 9, nella Sala Economia di Corso XVIII Agosto, un seminario su «La gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee)». Si torna a parlare di un sistema che nei primi quattro anni di attività, in tutta Italia, è riuscito a raccogliere quasi un milione di tonnellate di rifiuti. REGIONE Terza commissione via libera al piano casa n La terza Commissione consiliare dà il via libera al Piano Casa. Tra gli obiettivi la possibilità di ampliamenti entro il limite massimo del 20% delle superfici esistenti, il cambio di destinazione d’uso di alcune strutture, la delocalizzazione di attività non più compatibili con il contesto urbano di riferimento. Approvato all’unanimità anche la delibera di Giunta regionale di riparto dei fondi 2012 per gli anni 2008/2009 per la eliminazione delle barriere architettoniche. SCUOLA E COSTI INDAGINE DI CITTADINANZATTIVA. IN BASILICATA LA SPESA È DI 313 EURO AL MESE Asili nido, rette invariate ma sono le più care d’Italia UIL Mario Capece APPELLO Alessandro Calabrese Of0l17FbcY8lAOpz/WmELWi9ywwlTMdUzbgKMpVa4QU= l In Basilicata costa di più, rispetto alla media italiana, mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale. Secondo una statistica di Cittadinanzattiva, infatti, nella nostra regione la spesa è di 313 euro al mese a fronte di una media nazionale di 302 euro. Dura la vita, dunque, per le giovani coppie, fra difficoltà nel far accedere i propri figli ad asili comunali, alti costi e disparità anche all’interno della stessa regione: a Potenza il servizio costa meno rispetto a Matera e comprende anche il costo dei pannolini. In positivo, da registrare che nell’ultimo anno non si sono registrati incrementi tariffari. L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana. In Basilicata, secondo la banca dati del Ministero dell'Interno sulla fiscalità locale aggiornata al 2010, ci sono 20 asili nido comunali per 713 posti disponibili. Il maggior numero di asili è presente in provincia di Potenza (17, con 513 posti), mentre la provincia di Matera ne conta solo 3, con 200 posti. In Basilicata il 30% dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una media nazionale del 23,5%. «Dall’indagine effettuata - dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - è evidente che ancora oggi manca nel nostro Paese un sistema di servizi per l’infanzia equamente diffuso ed accessibile su tutto il territorio e adeguate agevolazioni fiscali a sostegno dei nuclei familiari con bambini piccoli. Le misure a favore di tali servizi rappresentano un investimento intergenerazionale che produce effetti nel lungo periodo e quindi di scarso «appeal» per una classe politica poco lungimirante e concentrata sul consenso immediato. D’altro canto la riduzione delle risorse a disposizione degli enti locali e la rigidità del patto di stabilità non aiutano a far ripartire gli investimenti in tal senso anzi contribuiscono a tagliare sempre di più le risorse destinate alla spesa sociale. Di questo passo difficilmente riusciremo a colmare il gap nei confronti dell’Europa e centrare la copertura del servizio del 33% già prevista per il 2010». Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in Basilicata la copertura potenziale del servizio è del 3,8%, a fronte di una media in Italia del 6,5%. BAMBINI Alti costi e disparità anche all’interno della stessa regione: a Potenza il servizio costa meno rispetto a Matera [foto Tony Vece] . RASSEGNASTAMPA La protesta dei sindacati Una delegazione Fiom davanti alla Fiat di Pomigliano In piazza contro il rigore Ue Domani lo sciopero di 4 ore indetto dalla Cgil per difendere il lavoro in Basilicata di ANTONIO LIOTTA POTENZA - Una mobilitazione per dire no alle politiche di austerity imposte dall'Europa e ad altri sacrifici sulla pelle dei cittadini e per far capire che proprio quelle scelte apparentemente lontane potrebbero avere ricadute pesanti sull'economia lucana e sulla tenuta sociale della regione. Alla Cgil non piace la ricetta a colpi di tagli e razionalizzazione della spesa dettata da Bruxelles e dal Fondo monetario internazionale e per questo domani sarà in piazza, alle 11, con due presìdi paralleli a Potenza, in piazza Mario Pagano, e a Matera, in piazza Vittorio Veneto. Una protesta di ampio respiro, votata da 52 organizzazioni sindacali che aderiscono alla Confederazione europea dei sindacati, tra cui anche la Cisl e Uil. Eppure il fronte sindacale non sarà compatto, con la Uil che, pur aderendo alla mobilitazione della Ces, non ha condiviso lo sciopero di 4 ore indetto dalla Cgil e ha deciso di optare per iniziative diverse: un volantinaggio, a partire dalle 8, davanti alla Regione e gli istituti scolastici Liceo classico “O. Flacco” e Ipias “Giorgi” di Potenza, e un documento da consegnare al prefetto in cui si invitano le autorità europee a invertire le politiche di rigore adottate fino ad oggi. INIZIATIVE AUTONOME DELLA UIL A Potenza un documento al prefetto ALLA mobilitazione organizzata dalla Ces (Confederazione europea dei sindacati) parteciperà anche la Uil ma con iniziative distinte rispetto allo sciopero proclamato dalla Cgil. Alle 8 davanti la Regione Basilicata, il liceo classico “O. Flacco” e Ipias “Giorgi” di Potenza, la Uil di Basilicata e le categorie del Pubblico Impiego e Scuola, effettueranno un volantinaggio e consegneranno al prefetto di Potenza un documento da trasmettere alle autorità europee affinché invertano le politiche di rigore adottate fino ad oggi e che hanno dimostrato di essere inefficaci per combattere la crisi. IL TRAMONTO DI FABBRICA ITALIA Incontro del Pd di Oppido Lucano Da sinistra: Manuela Taratufolo, Alessandro Genovese e Angelo Summa La piattaforma programmatica della mobilitazione è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa a Potenza dal segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovese, e dai segretari Potenza e Matera, Angelo Summa e Manuela Taratufolo. «Le scelte della commissione europea, come il fiscal compact - ha detto Genovesi - impattano fortemente sulla nostra regione. Basti pensare agli enti locali che non possono sbloccare i cantieri o alle risorse per i 3mila lavoratori che percepiscono ammortizzatori sociali in deroga. L'obiettivo immediato è la modifica della legge di stabilità di cui discute in queste ore il Parlamento e che prevede l'aumento dell'Iva. Una legge che è figlia degli impegni presi con l'Europa e che rischia di pesare ancor di più | L’INTERVENTO | Digilio (Fli): «Wolkswagen scommette sui laureati e la Fiat li lascia andar via» «MENTRE in Italia si chiudono stabili- detto che la nuova sfida è rappresentata menti e si produce all'estero pagando da Basilicata Innovazione caricandola agli operai salari sino ad un terzo infe- di aspettative non solo per le imprese, riori ai nostri ed imponendo orari di la- che hanno assoluto bisogno di tecnolovoro impossibili, la Volkswagen an- gia e in tanti casi di riconversione pronuncia un programma di assunzioni di duttiva, ma per la formazione e l'occugiovani ingegneri italiani. È un ulterio- pazione. Siamo in attesa dei risultati. E per restare al comre schiaffo alle politiparto dell'auto, una che industriali del prima risposta alla nostro Paese e nello domanda di lavoro di specifico al settore ingegneri lucani saautomotive che, norebbe dovuta venire, nostante le recenti già da tempo, dal buone notizie di Campus tecnologico Marchionne con la voluto da Regione e conferma degli inveFiat a San Nicola di stimenti già previsti Melfi». da Programma ItaPer il coordinatore lia, continua a rapregionale di Fli, «si presentare il “punto accumulano ancora più debole” dell'inritardi e che ci si sta dustria made in Itadividendo tra sindaly». cati su chi pensa al È quanto sostiene Campus di ricerca il senatore Egidio non tanto finalizzato Digilio, coordinatoall'innovazione orgare regionale di Fli. nizzativa quanto «Il messaggio che proiettato ai nuovi arriva ai giovani laumateriali, chi invece reati della nostra reai nuovi modelli di gione - continua - è auto e alla componendunque quello di fare le valigie e tentare Egidio Digilio, coordinatore regionale di tistica. Sarebbe utile in proposito - conclula fortuna in Germa- Futuro e Libertà per l’Italia de Digilio - conoscere nia come è accaduto il pensiero della giunper i propri nonni con l'ondata migratoria del dopoguer- ta regionale insieme alle iniziative che ra. Non possiamo rassegnarci a questo e intende svolgere nei confronti di Martanto meno avallare l'idea che le uniche chionne e della Fiat, tenuto conto che prospettive di lavoro per i giovani lau- una quota di finanziamento è a carico della Regione e che, come sostiene l'Ugl, reati disoccupati siano all'estero». «Nei giorni scorsi - continua Digilio - la Sata ha capacità produttive e lavorada parte del governo regionale è stato tive inespresse». SEMPRE domani, alle 18.30, presso la sala consiliare del Comune, il circolo Pd di Oppido Lucano ha organizzato un pubblico incontro dal titolo “Dopo il tramonto di Fabbrica Italia quale futuro per la Fiat”, a cui parteciperanno Emanuele De Nicola, segretario regionale Fiom, Vincenzo Tortorelli, segretario provinciale Uilm, Leonardo Burmo (Fim Cisl), Piero Lacorazza, presidente della Provincia di Potenza e Marcello Pittella, assessore regionale alle Attività Produttive” su disoccupati, pensionati e lavoratori dipendenti sotto i 28mila euro annui, che tra l’altro sono la maggioranza». Tra le parole d’ordine della mobilitazione c’è l’allentamento del Patto di stabilità, «da cui vanno sottratti i fondi per il terremoto che ha colpito il Pollino» e le cui maglie troppo strette rischiano di avere effetti recessivi sui consumi, «che invece biso- gna rilanciare». La strada da percorrere, secondo la Cgil, per imboccare di nuovo la strada della crescita è fatta di investimenti in ricerca e innovazione nei settori strategici per l’economia regionale. «Non serve più una politica di incentivi pubblici generici - ha aggiunto Summa - bisogna saper scegliere su cosa investire. Anche alla Regione chiediamo un utilizzo più razionale delle ri- sorse pubbliche». Tutt’altro che velate le frecciate alla Fiat e alle scelte di Marchionne. «Ci sono case automobilistiche che hanno investito nell’innovazione - ha detto ancora il segretario della Cgil potentina - e scommesso su nuovi modelli, a differenza della ricetta Marchionne». Ad ogni modo, la difesa dei livelli occupazionali in Basilicata resta la priorità da gridare a gran voce anche durante lo sciopero di domani. Da una parte la Regione - sostiene il sindacato deve destinare risorse certe per gli ammortizzatori sociali, strumenti essenziali per contrastare il disagio sociale, dall’altra all’Ue bisogna chiedere una legislazione minima sul lavoro, per contrastare operazioni di delocalizzazione produttiva verso i paesi emergenti per l’Est Europa. La partita è aperta e la Cgil è pronta a dire la sua: a Potenza, con un presidio in piazza prefettura, dove dovrebbe confluire anche il corteo degli studenti, e a Matera, con un volantinaggio per sensibilizzare la cittadinanza e un incontro col prefetto. Ma la protesta arriverà anche davanti allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, dove una delegazione della Fiom lucana parteciperà al sit-in dove è previsto l’intervento del segretario nazionale, Maurizio Landini. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Primo piano 15 Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA MATERA CITTÀ I IX Martedì 13 novembre 2012 POTENZA I SINDACATI DENUNCIANO I RITARDI DELLA REGIONE BASILICATA SUI FUTURI ASSETTI ISTITUZIONALI Ex comunità montane per la destinazione si naviga ancora nel buio l Le organizzazioni sindacali denunciano, ancora una volta, gli incomprensibili ritardi della Regione Basilicata in merito alla situazione relativa alle ex Comunità Montane ed, in particolare, di quelli che saranno i futuri assetti istituzionali anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di assestamento di bilancio lo scorso agosto. Le modifiche apportate dalla L. R. n. 16/ 2012, volte al superamento delle fallimentari aree di programma, indicano quale alternativa da definirsi entro il prossimo 30 novembre la costituzione delle unioni di comuni. Come Organizzazioni Sindacali avevamo chiesto e chiediamo di confrontarci sui «bacini ottimali» a garanzia dei servizi sul territorio che i comuni dovranno garantire, non solo in virtù di quelle che saranno nuove funzioni e deleghe, ma anche del nuovo ruolo che è necessario dare ai comuni in un contesto di forzato abbandono dello stato dal territorio per effetto delle soppressioni volute dalla spending review. Oltre alle questioni connesse agli assetti istituzionali è necessario affrontare la questione del personale delle ex Comunità Montane nonché quella dei lavoratori precari, il cui futuro è ancora più incerto, anche in merito agli effetti che la spending review avrà sulle dotazioni organiche dei comuni e sui rischi connessi agli esuberi. A questo punto come Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl ci chiediamo se la Regione Basilicata ha davvero maturato un'idea su quali dovranno essere gli assetti di go- vernance per questa regione, continuando ad essere convinti che il progetto mai realizzato delle Comunità Locali può ancora essere una soluzione da cui far partire un processo democratico di associazionismo e/o di Unioni di Comuni. Difesa dei servizi sul territorio e salvaguardia dei livelli occupazionali sono, in questo difficile momento, le due parole d'ordine a cui la Regione deve dare risposte riaprendo da subito il confronto con le Organizzazioni Sindacali. LAGOPESOLE PRECEDUTO DA GRANDI ANNUNCI SI È RIVELATO UN VERO FLOP POTENZA DOMANI PRESIDI CGIL NEI 2 CAPOLUOGHI Digitale terrestre un disastro Contro l’austerità cittadini sempre più infuriati sciopero di 4 ore È diventata un’impresa la ricezione di canali Rai e delle pay-tv ANTONIO PACE l Digitale Terrestre: chi l’ha visto ? Con l’arrivo del digitale terrestre non ci sarebbero stati più problemi di ricezione delle televisioni, sia quelle locali che quelle nazionali ( Rai, Mediaset, La7, ecc.) e invece è successo proprio l’opposto. Ci era stato presentato come la panacea per tutti i mali, indicandoci i principali benefici del passaggio dall’analogico al digitale che ci dava la possibilità di avere un maggior numero di programmi, una maggiore qualità sia di immagini che di suono, la possibilità di interazione e un minore inquinamento elettromagnetico. Invece i programmi sono sempre di meno e quando arrivano la qualità è pessima. Le interruzioni video e audio sempre più frequenti con gli snervanti ferma-immagine che fanno perdere sia il filo del discorso del programma che si stava seguendo sia il sonoro che si «spegne» anticipato da un fastidiosissimo «zip metallico». Insomma, il Dgt è stato, almeno per una buona parte della nostra regione un vero e proprio flop. In ogni paese arrivano programmi deversi, anche tra quelli che distano pochi chilometri fra loro e addirittura anche nello stesso paese esistono differenze di ricezione tra un rione e l’altro, Se l’abitazione è ubicata in periferia si riceve per esempio la7, se invece si abita nel centro storico la stessa emittente non arriva. Anche gli operatori del settore come gli antennisti non riescono più a «stare dietro» ai continui cambiamenti, figuriamoci gli utenti che sono costretti giornalmente a riprogrammare il decoder o il televisore se il decoder è incorporato, per «rincorrere» l’emittente preferita. Un caso, per altro comune a numerosissimi cittadini dell’intera regione, è stato segnalato da Vito Samela, amministratore del condominio di via Giacomo Leopardi a Lagopesole. Nel condominio, sin dal momento dello switch-off, si è verificata una pessima ricezione della nuova tec- nologia e nonostante le continue sintonizzazioni il problema non è stato risolto. L’amministratore ha scritto al sindaco di Avigliano lamentandosi dei disagi derivati dal cattiva ricezione del Dgt. A sua volta il primo cittadino ha interessato il Co.Re.Com. (Comitato regionale Cominicazioni) ma fino a questo momento, nonostante numerosi solleciti e assicurazioni, il Digitale terrestre non arriva. Dalla prima richie- sta datata agosto 2012 sono passati circa tre mesi, ma del segnale si sono perse tutte le tracce! I cittadini, stufi del disservizio hanno minacciato di non voler pagare più il canone, visto che per vedere i programmi tv si sono dovuti «abbonare» alla piattaforma Ski, dalla quale i segnali arrivano perfettamente, anche se non si può ricevere il Trg Basilicata. Ma, tant’è! FERMO IMMAGINE Difficoltà a seguire i programmi con l’arrivo del digitale terrestre POTENZA DELEGAZIONE GUIDATA DA ANTONIO POTENZA I Popolari Uniti lucani a Roma all’incontro con Bersani con i gruppi del centrosinistra l Con una folta delegazione guidata dal segretario Antonio Potenza, i Popolari Uniti hanno preso parte a Roma all’incontro con l’On. Bersani dei partiti e movimenti di ispirazione cattolico-moderata che si riconoscono nel Centrosinistra. Potenza ha osservato che «è sbagliato il tentativo di Bersani di agganciare a tutti i costi il vagone dei moderati di Casini: non si è chiesto che cosa rappresenta veramente quel partito: il residuo del doroteismo democristiano, tutto proiettato alla propria sopravvivenza ora negandosi, ora proponendosi, ora alleandosi con un polo e il suo contrario». Per il segretario lucano dei Popolari uniti «ha ragione Vendola nel chiedere una alleanza omogenea, che sia percepita dagli elettori come argine al degrado di quella cattiva politica fatta di inciuci, di accordi sottobanco, di do ut des, di organigrammi». Meglio perdere che continuare a scivolare lungo il versante di comportamenti che in nome del potere tutto consente. Non va dimenticato, per Potenza che «i movimenti civici ed i partiti locali sono i veri competitori di Grillo: non i personaggi del varietà politico, non i partiti di plastica, non Di Pietro, non Casini, non i partiti leaderistici, ma quelli che, nonostante la scarsa convenienza, lo scarso ricavato, continuano a stare in mezzo alla gente come tante bottegucce aperte in tempo di crisi. Ecco la ricchezza del centro sinistra può partire dal riconoscimento di queste realtà, dal loro utilizzo, da una pacca sulle spalle a quei movimenti che sono presenti sui temi, da quelli sociali a quelli ambientali. Da qui una esigenza ineludibile: le alleanze debbono essere alla luce del sole». in tutta la Basilicata l Si svolgeranno domani 14 novembre dalle 11 a Potenza, in piazza Mario Pagano, e a Matera, in piazza Vittorio Veneto, i presidi organizzati dalla Cgil nell’ambito dello sciopero nazionale di quattro ore indetto dal sindacato: la protesta – che si svolgerà anche in altri Paesi dell’Unione europea – riguarda le politiche di austerità adottate in tutta Europa e la richiesta «di un cambio di rotta sulle politiche sociali». È quanto è emerso ieri, a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovese, e dai segretari di Potenza e Matera del sindacato, Angelo Summa e Manuela Taratufolo. In piazza saranno portate anche vertenze lucane, tra cui la richiesta di incentivi per le politiche di sviluppo e di ricerca nel settore industriali, lo sblocco dei cantieri pubblici e la questione che riguarda i fondi per il terremoto del Pollino, «da sottrarre dal patto di stabilità», ha spiegato Genovese. Lo sciopero è stato votato a livello europeo da 52 organizzazioni aderenti alla Ces (Confederazione europea dei sindacaCGIL Conferenza stampa [foto Vece] ti), tra cui «anche la Cisl e la Uil – ha concluso Genovese – ma nonostante gli inviti non parteciperanno alla manifestazione». La Uil fa sapere che lo stesso giorno, in occasione della giornata europea di azione e solidarietà, alle 8, davanti la Regione Basilicata, gli istituti scolastici liceo Classico «O. Flacco» e Ipias «Giorgi» di Potenza, effettuerà un volantinaggio e consegnerà al Prefetto di Potenza un documento da trasmettere alle autorità europee affinchè «invertano le politiche di rigore adottate fino ad oggi e che hanno dimostrato di essere inefficaci per combattere la crisi». RITARDI E COMUNITÀ MONTANE Sopra la sede della Regione a sinistra lavoratori precari le altre notizie TERREMOTO Nell’area del Pollino la terra trema ancora n Continua a tremare la terra nella zona del Pollino, tra la Calabria e la Basilicata. Quattro scosse di terremoto, la notte scorsa, sono state registrate dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La più forte, di magnitudo 2.8 è avvenuta alle 4.03. LIBERA BASILICATA Oggi presidio in ricordo di Giuseppe Forastieri n «Due anni fa, il 13 novembre 2010, venne barbaramente ucciso Giuseppe Forastieri. Non solo la famiglia, non solo la comunità di Lauria, ma la Basilicata intera, attende di sapere la verità». Così don Marcello Cozzi (Libera). Oggi il presidio di Libera del Lagonegrese invita la cittadinanza presso la Scuola Elementare di Pecorone (Lauria) alle ore 18.30. CONFAGRICOLTURA «No all’aumento dei canoni irrigui» n La Confagricoltura dice di no all’ipotesi del Consorzio di Bonifica Vulture-Alto Bradano di aumentare i canoni irriguo e di bonifica. «Sono già troppi i disservizi per i consorziati –spiega il presidente Antonio Sonnessa- E’ impensabile un aggravio del tributo» . POTENZA DECIDE IL TRIBUNALE DEL LAVORO DOPO AZIONE DELLA DIREZIONE DEL S. CARLO Neonatologia: annullato provvedimento disciplinare a carico del dottor Strangio. Soddisfatti i sindacati l Confermata dalla Sezione del Lavoro del Tribunale di Potenza la sentenza di prima istanza, emanata dallo stesso tribunale (nello scorso mese di settembre) - sentenza che fu impugnata dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera San Carlo annullando la sanzione disciplinare a carico del medico neonatologo, Giulio Strangio. Nel darne notizia i sindacati (quelli della dirigenza medica e le Aor San Carlo di Potenza) esprimono «compiacimento per l’esito positivo della vicenda». Un compiacimento affiancato però dalla «triste riflessione che, sempre più spesso, il sistema tende a esaltare i poteri monocratici delle varie direzioni e questo, a volte, può comportare la perdita della consapevolezza di avere a che fare con dei professionisti che sono “in trincea” tutti i giorni, in continuo contatto con le sofferenze altrui, lavorando spesso in condizioni di “alta tensione”». Sono coloro che, «tra innumerevoli difficoltà, portano avanti la sanità reale». «Le disfunzioni, che ci possono anche stare (e sono amplificate dai media) - dicono i sindacati - nella stragrande maggioranza dei casi sono determinate dalla carenza di adeguate risorse». E non sono addebitabili, come spesso invece accade, «a chi sta in trincea». Per i sindacati, i conflitti interni si devono prevenire e vanno superati pacificamente. Non certo con «provvedimenti sanzionatori». RASSEGNASTAMPA VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA Martedì 13 novembre 2012 LAVELLO DUE FAMIGLIE SONO COSTRETTE AD ABITARE IN APPARTAMENTI IN AFFITTO. I PROPRIETARI RECLAMANO LE CASE Assegnatari di alloggi Ater vivono con l’incubo sfratto Non sono ancora stati eseguiti gli interventi di ristrutturazione POTENZA IL PIANO VIARIO PRESENTATO IN REGIONE Uno studio di fattibilità per eliminare l’isolamento tra Corleto e Laurenzana l Eliminare l’isolamento dell’area tra Corleto Perticara e Laurenzana, ampliare la sede stradale per aumentare la velocità media di percorrenza e la sicurezza, e progettare varianti dei tratti in cui il progetto non consente miglioramenti: è quanto prevede uno studio di fattibilità per il miglioramento di un tratto della strada statale «92», tra Corleto Perticara, Laurenzana, e il bivio della strada provinciale per Calvello presentato ieri, a Potenza, nella sede della Regione. L'attuale tratto stradale è stato realizzato 80 anni fa, e non è più adatto alle esigenze degli automobilisti e agli standard di sicurezza: lo studio di fattibilità – è scritto in una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – individua quindi alcune soluzioni tecniche che dovranno essere valutate dalla Conferenza di servizio. Secondo il governatore lucano, Vito De Filippo, «abbiamo fatto un passo in avanti in un clima di piena convergenza tra le parti. Intendiamo superare velocemente tutte le fasi propedeutiche alla definizione degli interventi di adeguamento di questa importante arteria facendo leva proprio sul clima di collaborazione con le amministrazioni interessate e sulle necessarie fasi di condivisione con le popolazioni interessate dei vari interventi. Restano ancora le variabili dei possibili vincoli paesistici e archeologici ma la piena condivisione di obiettivi che tutti gli interlocutori, Anas compresa, fanno registrare è di buon auspicio per una rapida definizione del percorso definitivo». FRANCESCO RUSSO l LAVELLO. Nonostante abbiano ottenuto in assegnazione un alloggio, per aver partecipato ad un bando pubblico, due famiglie sono costrette ad abitare in appartamenti in affitto, con il rischio di trovarsi da un momento all’altro senza un tetto sulla testa, perché i proprietari rivendicano i propri immobili. E’ quanto sta avvenendo a Lavello, e lo apprendiamo su segnalazione dell’assessore comunale alle Politiche sociali e abitative, Angela Romano. «Luigi Caione e Mauro Policastro - racconta la rappresentante dell’esecutivo lavellese - sono vincitori di un bando del Comune, e quindi hanno ottenuto un alloggio Ater: ad oggi però, non sono ancora riusciti ad ottenerlo. La case in questione infatti - spiega - necessitano di interventi strutturali, e sono al momento inabitabili. L’Ater si era riservata di fare i lavori in quegli appartamenti: questo avveniva in primavera, alcuni mesi fa. Le famiglie nel frattempo hanno versato anche 480 euro per stipulare il contratto, ma sono ancora costrette ad abitare in appartamenti in affitto». Il problema, dicevamo, è che i proprietari stanno reclamando le case date locazione alle famiglie Policastro e Caione. «I proprietari, per loro esigenze - continua la Romano - vogliono riavere indietro le loro case. Per quanto riguarda Policastro, il proprietario sta portando pazienza, anche se ha necessità di riappropriarsi dell’immobile: ci sta anche rimettendo, perché il canone che il Comune paga per la famiglia, che vive in condizioni di difficoltà, è certamente basso. Le difficoltà maggiori - dice ancora - esistono per la famiglia Caione, che ha ricevuto uno sfratto esecutivo. Il giudice, data la situazione, ha concesso una proroga, ma il proprietario, legittimamente, rivuole il suo appartamento. Tutto questo - sottolinea l’assessore - non sarebbe successo se l’Ater avesse fatto nei termini i lavori di ristrutturazione delle case assegnate alle due famiglie. Quelle case non sono abitabili, sono prive di ogni servizio. E le due famiglie non vi si possono trasferire. Ho più volte contattato l’Ater, e più volte ho ricevuto in cambio solo promesse. Ma ad oggi - mette in chiaro non ho ottenuto nulla. Siamo di fronte a famiglie deboli socialmente, con invalidità, ma dall’Ater non ci danno risposte concrete. Ci avviciniamo all’inverno, e c'è il rischio che i due nuclei familiari finiscano in mezzo a una strada, nonostante abbiano ottenuto in assegnazione un’abitazione». AVIGLIANO NON SI CONOSCONO ANCORA I RISULTATI DEI SONDAGGI PER CAPIRE LE CAUSE DELLO SMOTTAMENTO Frana, tempi lunghi e disagi Grandi difficoltà per gli automobilisti costretti a lunghe e tortuose deviazioni SANDRA GUGLIELMI l A oltre tre settimane dal cedimento che ha inghiottito il «curvone» della Sp6 all’ingresso della cittadina, sembrano ancora lunghi i tempi per conoscere il risultato dei sondaggi per capire le cause della frana che sta creando enormi disagi in considerazione della centralità dell’arteria che collega il centro al resto del territorio. Solo una congiuntura favorevole ha evitato nel momento dello sprofondamento dell’asfalto, che passassero veicoli o pedoni. Pare ci vogliano ancora un paio di settimane per aver chiaro il quadro dell’accaduto e, solo a quel punto, si potrà capire il tipo di intervento per ripristinare la viabilità. A valle della strada, proprio nel punto della frana, infatti, erano in corso lavori di costruzione di una cooperativa edilizia e tra le ipotesi fatte dai tecnici nell’imminenza dello scivolamento c’era anche quella di una correlazione tra i lavori di scavo e la frana. La zona era stata da poco riclassificata, proprio in quell’area, a basso rischio idrogeologico dall’Autorità di bacino e ciò amplia gli interrogativi su cosa sia potuto realmente accadere. Fatto sta che, mentre sono ancora in corso per gli ultimi «ritocchi» i lavori di ammodernamento dell’Appula, che non pochi disagi hanno creato ai cittadini, la strada è ora completamente in- Of0l17FbcY8lAOpz/WmELRGEr+0Qmy9yNE6LMhWV3Bs= terrotta e, nella speranza che in tempi ragionevoli si possa aprire per lo meno una carreggiata, appurata la stabilità, gli automobilisti sono costretti a lunghe e disagevoli deviazioni. Che si tratti di percorrere la strada di contrada Spinamara o quella della frazione di Bruciate dalle quali imboccare nuovamente la Sp 6 se diretti a Potenza o dover ripercorrere la provinciale verso Avigliano per poi prendere la sp 30 che collega con le più grandi frazioni della cittadina e con la Potenza – Melfi, le alternative, oltre ad allungare il tragitto, costringono a vere e proprie gimkane per evitare buche e importanti dissesti di un asfalto dimenticato a se stesso da anni. Il timore maggiore è che nulla si smuova prima dell’arrivo del cattivo tempo, che renderà davvero complicata la percorrenza delle strade ora utilizzate a causa delle loro proibitive pendenze. SP 6 La curva mangiata dalla frana ABITAZIONI Nella foto d’archivio alloggi Ater MELFI DISAGI NELLA ZONA DI SOSTA A PAGAMENTO Bidoni di spazzatura nell’area dei parcheggi MARCO TUCCI l MELFI. Semplicemente sbagliata l’idea di collocare quattro bidoni per la raccolta differenziata di rifiuti solidi urbani, nel bel mezzo di piazza Umberto I. Chi ha pensato di attuare questa scelta errata, infatti, non si è curato, innanzi tutto, di trovarsi in una zona riservata ai parcheggi a pagamento, quindi non proprio dove si può immaginare un’azione del genere. E, appunto, gli automobilisti continuano ad operare il loro diritto di sosta, perché sono i bidoni che non dovrebbero trovarsi lì. Succede, pertanto, che i contenitori sono quasi inutilizzabili per una sorta di faccia a faccia con il muso delle vetture e, per giunta, avendo tolto spazio ai metri, calcolati a dedicati al parcheggio obliquo di una macchina, causano disagio al transito laterale, se l’auto stessa è DISAGI Bidoni in piazza Umberto I [foto m.t.] più lunga della media. Peggio ancora se si tratta di furgoni, perché anche a questo tipo di mezzi è concesso, regolarmente, di fermarsi in quel perimetro. Inoltre, casomai si vogliano superare concrete difficoltà fisiche per buttare l’immondizia, è legittimo il cattivo odore che si propagherebbe in un luogo molto trafficato, anche da pedoni. A pochi centimetri, in particolare, c’è la pensilina che rappresenta un capolinea della linea urbana dei pullman. Facile pensare che non sarebbe salubre, per i cittadini, attendere di salire sui torpedoni, oppure scendere e trovarsi a stretto contatto con la puzza di spazzatura. «Specialmente se la situazione resta in questo statohanno riferito i melfitani che hanno segnalato la vicenda alla Gazzetta- ed arriva la prossima estate con le temperature che fanno deteriorare presto, il contenuto di quei cassonetti. Senza pensare, in ultima analisi, l’operazione di raccolta, praticamente impossibile da parte dei mezzi incaricati, per la presenza di ostacoli oggettivi». Insomma, c’è stata poca riflessione, sull’allocazione dei bidoni in quel posto del centro storico. Non si è rispettata la mappa degli appositi rettangoli dipinti di giallo e, per esempio, nell’adiacente corso Vittorio Emanuele, sono stati appoggiati, in discesa, allo storico palazzo Aquilecchia, magari in attesa che un temporale li faccia cadere verso il basso. Bisogna porre rimedio. MOLITERNO ABBANDONATO, FINISCE SOTTO UN’AUTO. MORENTE GLI VIENE AMPUTATA UNA ZAMPA. SI SALVA. OGGI VIVE FELICE CON I SIGNORI ALBANO Storia di Glenda cane a 3 zampe SOCCORRITORI La famiglia che ha preso il cane in cura l Storia di «Glenda», cane a tre zampe. Il cane, forse solo perchè femmina abbandonato 4 anni fa nei pressi di Moliterno. La cagnetta smarrita, impaurita, viene investita da un’auto, Rimedia una bruttissima ferita ad una gamba. Dolorante fa perdere le sue tacce. Viene ritrovata dopo qualche giorno grazie al cane randagio «Joy», stranamente irrequieto che aveva intuito che nella zona nel garage dei signori Albano c’era una cagnetta che stava morendo. «Joy - ci racconta Il delegato Oipa, guardie eco-zoofile Roberto Tedesco - allevia le sofferenze di Glenda leccandola tutta. Una straordinaria solidarietà fra animali». I soc- corritori, non si scoraggiano portano Glenda dal veterinario. Il moncone scoperto aveva una bruttissima infezione. Il dottor Garone dice «che per salvarla bisognava asportare del tutto la zampa rotta». La signora Silvia Tempone decide di pagare l'intervento di Glenda. Oggi Glenda è un cane a tre zampe, ma lei sembra non accorgersene salta e corre felice.. Vive felice con i signori Albano Nunzia, Pasquale, Federica e Annavittoria che l'anno presa con loro. Ha una potrona tutta sua dove Federica e Annavittoria la coccolano, la pettinano le mettono i fiocchi , le bandane e anche gli occhiali. Insomma storia a lieto fine nonostante tutto. IN SALVO Glenda oggi RASSEGNASTAMPA 18 24 Ore in Basilicata A lato Catherine Shola Olomu, in alto Rina Cosentino, presidente della Wtc Basilicata mo effettuato uno scouting di aziende interessate e individuato un consorzio di nove aziende nel materano che dimostrano quanto sia importante, in un momento economico così difficile, mettersi insieme facendo network e creando la filiera". Affascinata dal modo in cui le aziende visitate, dalla componente elettrica alla robotica, l'arredo, i salotti, le porte, inffissi, vetri, tendaggi, l'hanno accolta Catherine si è mostrata molto interessata prendendo già da subito i nominativi, promettendo di avviare i contratti e di ritornare in Basilicata per stipularne degl'altri. "Fare trade all'estero dipende molto da come le nostre aziende si pongono con il potenziale cliente - ci spiega la dott.ssa Cosentino- e le nostre, ad onor del vero, in questa occasione si sono poste in modo molto collaborativo invogliando a stipulare contratti. Addirittura un'azienda si è proposta di for- mare, per un periodo, ragazzi nigeriani per il montaggio di attrezzature specifiche. E' la legge dell'economia: più l'offerta è stimolante e più c'è domanda. Puntiamo sul trade oltre i confini per valorizzare il made in Basilicata. Molte imprese sono impreparate e molte impaurite quando si chiede di internazionalizzare il prodotto, ma la nostra struttura non li lascia mai soli". Infatti il Wtc Basilicata, che nasce nel 2011 in regione, è l'anello costitutivo della più importante organizzazione al mondo per il commercio internazionale, il network del WTC Association con trecento sedi sparse in olte 100 paesi. La mission è facilitare il bussiness promuovendo relazione tra i vari soci Wtc del mondo, sviluppando reciproci interessi all'investimento e tutto questo “accompagnando" i soggetti interessati in tutte le fasi del bussiness, a 360gradi. "Abbiamo stipulato diversi protocolli d'intesa con il Sudafrica, la Russia. Molte richieste ci arrivano dall'America Latina, sia per il settore della logistica che dell'agroalimentare, o dalla Turchia per il turismo itinerante. Quindi c'è molta più L’ospedale San Carlo l'offerta che domanda - ci POTENZA - Ora lo ha conspiega la Cosentino - questo fermato anche la sezione perchè la maggior parte delLavoro del Tribunale di le aziende, soprattutto nel Potenza: la sanzione discipotentino, sono poco pro13 novembre plinare adottata 2012 nei conpense a dialogare con realtà Martedì fronti del neonatolo del estere, hanno molti pregiuSan Carlo, Luigi Strandizi soprattutto sui paesi in gio, è illegittima. IL dottovia di sviluppo come ad re era stato “punito” per esempo la Nigeria nonoavere espresso un giudistante oggi ci siano validi zio non positivo sul diretstrumenti finanziari a suptore geneporto per tutte le verifiche rale del caso. Una cosa è certa, se dell’aziensi vuole fare internazionalizda ospezazione in Basilicata, di cui daliera, oggi i dati della Svimez ci colGianpiero lacano agli ultimi posti, le Maruggi. imprese devono metter da Qualcuno parte ogni forma di preconaveva recetto e in questo forse, noi lugistrato cani, abbiamo ancora molto quello sfoda imparare dagli stessi nigo e ne geriani" aveva porLoredana Vaccaro tato adicoSan Carlo , i sindacati: «Ora clima serenità» noscenza il dg. La commissione disciplinare interna aveva così deciso: il medico andava sanzionato. Ma già la sentenza di prima istanza, lo scorso settembre, aveva annullato il procedimento disciplinare. Confermata oggi dalla nuova decisione del giudice del lavoro. I sindacati - questa volta uniti (a settembre a cantare vittoria era stata la sola Cisl) esultano per un “verdetto” che mette la parola fine «a una incresciosa vicenda che non doveva mai iniziare». E non risparmiano le critiche a un sistema Imprenditrice africana in Basilicata per visitare le aziende di un consorzio materano Dalla Nigeria lezione di “trade” Grande soddisfazione per la Wtc Basilicata che ha siglato il protocollo d’intesa TACCUINO alla mano riempito di appunti, brochure e biglietti da visita di aziende lucane e tanta voglia di ritornare al più presto in Basilicata. Lei è Catherine Shola Olomu, elegante e giovane imprenditrice nigeriana, con alle spalle una carriera professionale importante, mamma di tre figli e un marito che lei ama definire "partner in affari". Lei esempio di un’Africa che sta sempre più investito, negl’ultimi anni, nella formazione delle ragazze. Proprio in Nigeria, infatti, il tasso di analfabetismo è del 71,5% tra gli uomini, ma del 48,8% tra le donne le quali ricoprono, attualmente, ruoli di spicco sempre più importanti anche in politica, e dove si è maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna ogni cinque anni. Catherine ne è la prova vivente. Per la prima volta in Italia per affari, grazie alla Wtc Basilicata, l'impreditrice nigeriana ha apprezzato non solo le bellezze paessaggistiche della regione, totalmente differente dalla sua, ma soprattutto l'ospitalità delle aziende, i prodotti, di cui ne ha richiesto epressamente il Made in Italy, e i sapori della terra. "Lo scouting informativo e produttivo dell'imprenditrice Catherine Shola- ci spiega Cosentino, presidente della Wtc Basilicata- è il risultato del protocollo d'intesa siglato a maggio dell'anno scorso con il presidente del World Trade Center di Lagos ed è stato già da subito operativo all'indomani della stipula. A giugno abbiamo effettuato un trade esplorativo in Nigeria incontrando operatori del posto, esponenti del governo e intercettando le esigenze di approvvigionamento di prodotti italiani nel settore dell'arredo d'interno ed esterno. Al ritorno dalla missione in Nigeria abbia- Medico punito dall’azienda Si aggiungeranno ai fondi già stanziati dalla Regione Il giudice conferma: la sanzione disciplinare Alluvione 2011, arrivano va annullata i sette milioni del Governo SONO arrivati a un anno di distanza dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministro del novembre dello scorso anno: sette milioni che il governo nazionale ha accreditato alla Regione Basilicata per finanziare interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell'alluvione del marzo 2011. A lato Catherine Shola Olomu, Lo ha comunicato, ieri, il capo della in alto Rina Cosentino, Protezione Civile, Franco Gabrielli, presidente della Wtc Basilicata con una nota inviata al presidente MAESTRI DI SCI della Regione e Commissario delegato, Vito De Filippo. In particolare, i fondi saranno imIl nuovo consiglio piegati per le operazioni di messa in argini dei mare, fiumi per BraNel pomeriggio di sabato 10 noun periodo, ragaz- con il Sudafrica, la Russia. mo sicurezza effettuato degli uno scouting dano, Basento, Sinni e Ofanto, danvembre, si è tenuta a Viggiano di aziende interessate e indi- zi nigeriani per il montaggio Molte richieste ci arrivano neggiati dagli eccezionali eventi mel'assemblea elettiva per il rinnoattrezzature specifiche. E' dall'America Latina, sia per viduato un consorzio di nove di teorologici che hanno il terrivo delle cariche del Collegio rela legge dell'economia: più il settore della logistica che aziende nel materano che di-colpito torio lucano febbraio al 1 margionale Maestri di Sci della Basil'offerta è stimolante e più c'è dell'agroalimentare, o dalla mostrano quantodal sia18 imporzo in 2011. licata, l'organo di autogoverno e tante, un momento econo- domanda. Puntiamo sul tra- Turchia per il turismo itinePer queste opere, i fondide a oltre disposiautodisciplina della professione i confini per valoriz- rante. Quindi c'è molta più mico così difficile, mettersi L’ospedale San Carlo zionefacendo sono 14,5 milioniedi euro, di made cui in Basilicata. l'offerta che domanda - ci del Maestro di Sci in Basilicata. zare il insieme network 7 assegnati dal Governo nazionale e L'assemblea costituita a esaltare i po-da 28 POTENZA - Ora lo ha con- che «tende creando la filiera". 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Wtc estere, hanno molti pregiusi, vetri, tendaggi, l'hanno attesa dei fondi nazionali, la Rete sollecitato in quest'ultimo anno dal che «In tà,inè possibile, però, lavorare per limi-no in sidente), Giovanni (Segrecondizioni diIzzi alta San Carlo, Luigi Strandizi soprattutto sui paesi Basilicata, nasce nel accolta gione - ha cocommentato il goverpresidente Regione,2011 nella come nel caso delle al-tensione». tario), Giulio Ruggieri dei (TesorieNell’analisi gio, è illegittima. 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I sinda- tori che, per la loro stessa cati - questa volta uniti (a natura, possono comporSONO arrivati a un anno di distanza settembre a cantare vitto- tare motivazioni artificiodall’ordinanza del presidente del ria era stata la sola Cisl) - se e controproducenti inConsiglio dei ministro del novembre esultano per un “verdet- terpretazioni delle norme dello scorso anno: sette milioni che il to” che mette la parola fine contrattuali, con possibili governo nazionale ha accreditato al«a una incresciosa vicen- serie ricadute sul clima la Regione Basilicata per finanziare da che non doveva mai ini- aziendale e sull’importaninterventi urgenti di protezione civiziare». E non risparmiano te lavoro da svolgere ogni le in conseguenza dell'alluvione del le critiche a un sistema giorno e a tutti i livelli». marzo 2011. Lo ha comunicato, ieri, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, con una nota inviata al presidente MAESTRI DI SCI della Regione e Commissario delegato, Vito De Filippo. In particolare, i fondi saranno imIl nuovo consiglio piegati per le operazioni di messa in sicurezza degli argini dei fiumi BraNel pomeriggio di sabato 10 nodano, Basento, Sinni e Ofanto, danvembre, si è tenuta a Viggiano neggiati dagli eccezionali eventi mel'assemblea elettiva per il rinnoteorologici che hanno colpito il terrivo delle cariche del Collegio retorio lucano dal 18 febbraio al 1 margionale Maestri di Sci della Basizo 2011. licata, l'organo di autogoverno e Per queste opere, i fondi a disposiautodisciplina della professione zione sono 14,5 milioni di euro, di cui del Maestro di Sci in Basilicata. 7 assegnati dal Governo nazionale e L'assemblea costituita da 28 adesso materialmente trasferiti alla Il Materano colpito dalle alluvione di marzo 2011 maestri, 15 di sci alpino e 13 di Regione. fondo, ha eletto il nuovo consiL'accreditamento alla Basilicata gionale ha stanziato un milione di eu- territori a rischio esondazione. glio direttivo, composto da: Dodelle risorse stanziate dalla legge 14 ro, risorse aggiuntive rivenienti dal Se non è possibile anticipare o prevenato Castronuovo (Presidente), dere fenomeni naturali di forte entisettembre 2011 n. 148 è stato più vol- bilancio regionale. Michele Conversano (Vice Pre«In attesa dei fondi nazionali, la Re- tà, è possibile, però, lavorare per limite sollecitato in quest'ultimo anno dal sidente), Giovanni Izzi (Segrepresidente della Regione, nella sua gione - ha commentato ieri il gover- tarne i danni, come nel caso delle altario), Giulio Ruggieri (Tesorienatore De Filippo - ha anticipato le po- luvioni che, per i cambiamenti climaveste di Commissario Delegato. re). Per le famiglie e le imprese danneg- ste finanziarie, consentendo l'avvio tici, si stanno verificando sempre più giate del Metapontino la Giunta re- delle opere di messa in sicurezza dei frequentemente». Si aggiungeranno ai fondi già stanziati dalla Regione Alluvione 2011, arrivano i sette milioni del Governo che «tende a esaltare i poteri monocratici delle varie direzioni perdendo il contatto con i professionisti che stanno in trincea tutti i giorni e che lavorano in condizioni di alta tensione». Nell’analisi dei sindacati le disfunzioni sono frutto della «carenza di adeguate risposte». Ed ora cosa succede? I sindacati aprono a una collaborazione per un clima aziendale «quanto più sereno possibile». Anche se, in caso di diverso avviso, «saremo pronti a fare la nostra parte». «Nel rapporto con l’azienda concludono - restiamo però convinti che bisogna puntare sulla prevenzione e sul superamento pacifico degli elementi conflittuali». E ancora: «Non sono quasi mai necessari provvedimenti sanzionatori che, per la loro stessa natura, possono comportare motivazioni artificiose e controproducenti interpretazioni delle norme contrattuali, con possibili serie ricadute sul clima aziendale e sull’importante lavoro da svolgere ogni giorno e a tutti i livelli». E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro pre più importanti anche in politica, e dove si è maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna ogni cinque anni. Catherine ne è la prova vivente. Per la prima volta in Italia per affari, grazie alla Wtc Basilicata, l'impreditrice nigeriana ha apprezzato non solo le bellezze paessaggistiche della regione, totalmente differente dalla sua, ma soprattutto l'ospitalità delle aziende, i prodotti, di cui ne ha richiesto epressamente il Made in Italy, e i sapori della terra. "Lo scouting informativo e produttivo dell'imprenditrice Catherine Shola- ci spiega Cosentino, presidente della Wtc Basilicata- è il risultato del protocollo d'intesa siglato a maggio dell'anno scorso con il presidente del World Trade Center di Lagos ed è stato già da subito operativo all'indomani della stipula. A giugno abbiamo effettuato un trade esplorativo in Nigeria incontrando operatori del posto, esponenti del governo e intercettando le esigenze di approvvigionamento di prodotti italiani nel settore dell'arredo d'interno ed esterno. Al ritorno dalla missione in Nigeria abbia- RASSEGNASTAMPA X I MATERA CITTÀ Martedì 13 novembre 2012 EMERGENZA MALTEMPO L’ASSESSORE CAPPELLA «Siamo pronti all’intervento in situazioni di emergenza» IL DISSESTO IDROGEOLOGICO ALLUVIONI Nel 2011 il territorio di Matera è stato colpito da pesanti nubifragi nel mese di marzo mentre a novembre un fiume di fango e detriti inghiottì a Venusio, Carlo e Rosa Masiello [foto Genovese] l «Il Comune dispone del Piano di Protezione civile che è stato peraltro già inviato alla Prefettura». Lo sostiene il vice sindaco, con delega alla Protezione civile, Sergio Cappella. «Il Piano – dichiara Cappella – è perfettamente funzionante. Quindi l’Amministrazione comunale dispone dello strumento per poter intervenire in caso di situazioni di emergenza conseguenti al maltempo. Ovviamente il Piano necessiterebbe di un aggiornamento. C’è da fare un plauso al prefetto Luigi Pizzi che ha chiesto ed ottenuto dai 31 comuni della provincia di Matera i Piani di Protezione civile entro lo scorso ottobre. Ciò che a mio avviso andrebbe fatto a livello di Amministrazione locale, invece, attiene una maggiore informazione e sensibilizzazione della cittadinanza su queste tematiche. Comunque disponiamo già di un coordinamento di Protezione civile. VICE SINDACO Sergio Cappella, con delega alla Protezione civile [foto Genovese] L’esperienza delle alluvioni dello scorso anno si è rivelata positiva. Al Comune abbiamo istituito una squadra di pronto intervento composta da tecnici e altre professionalità. Un gruppo che interviene appunto in casi di emergenza. L’obiettivo – conclude l’assessore Cappella – è di perfezionare questa unità di intervento incrementandola con altre persone». [d.mas.] Frane e alluvioni ecco i siti a rischio Una mappa delle aree potenzialmente più fragili DONATO MASTRANGELO l La tragedia di Venusio del 6 novembre 2011 quando in contrada Ciccolacane persero la vita inghiottiti da acqua e fango Carlo e Rosa Masiello di Altamura ma anche altre fenomeni alluvionali e di dissesto più o meno rilevanti, testimoniano la fragilità di un territorio, sotto il profilo idrogeologico, che necessiterebbe sicuramente di maggiori interventi di consolidamento e prevenzione. Qual è la mappa del rischio idrogeologico nell’area urbana ed extraurbana? Ne abbiamo discusso con Pio Acito, disaster manager con una significativa esperienza sul campo anche a livello nazionale. «Partendo dal presupposto che le attività di Protezione civile andrebbero pianificate adeguatamente in modo non farsi trovare impreparati in situazioni di emergenza - afferma l’esperto del Grup- po Volontari per l’Ambiente non va sottaciuto che Matera presenta numerose situazioni potenzialmente a rischio. Una delle aree certamente più soggette a fenomeni di dissesto è la collina di Serra Rifusa dove il movimento franoso è testimoniato anche da quanto si sta verificando negli ultimi anni. PUNTI CRITICI L’esperto Pio Acito indica tra le zone calde Serra Rifusa e Venusio Questa, secondo, la mappa del rischio idrogeologico elaborata dall’Autorità di Bacino della Basilicata è una delle zone con il più elevato indice di rischio ma non andrebbe sottovalutato neppure il versante lungo il Bradano, da Lanera-Aia del Ca- vallo a Serra Venerdì. Anche in questo caso parliamo di aree a rischio frana. Ci sono poi altri punti dove l’eventualità che si verifichino colate di fango e la tracimazione di canali e torrenti e questo vale per l‘area situata tra contrada Pantano, Venusio e Rondinelle. Per intenderci, una delle zone da tenere sotto osservazione è proprio quella di Venusio dove, purtroppo, si consumò la tragedia della famiglia Masiello di Altamura un anno fa. E poi c’è la zona più a valle, quella appunto di Pantano, dove fu rinvenuto nel torrente Gravina il corpo di Rosa Masiello proprio dai nostri giovani volontari». E i Sassi? «Negli antichi rioni - evidenzia Acito - potrebbero determinarsi situazioni di criticità soprattutto in alcune strade come via Buozzi e via Fiorentini ma, in questo caso, per la presenza delle automobili, che potrebbero ostacolare in ca- le altre notizie BASILICATA DUE PROVINCE L’Anci ha approvato il documento di Matera TRAGEDIA Ricerca dei due dispersi a Venusio [foto Genovese] so di forti piogge, il deflusso delle acque deviandone il corso». Resta poi una situazione critica anche in provincia soprattutto in alcuni centri delle aree interne e nel Metapontino «dove - afferma Acito - nonostante una consolidata letteratura in proposito - i comuni tendono ad aumentare la presenza PREVENZIONE «Normative cambiate. Si aggiorni il Piano di emergenza del 2004» antropica in aree a rischio, attuando lottizzazioni in aree ciclicamente inondate». Così come già sottolineato qualche anno fa, Acito ritorna sulla necessità di aggiornare e dare compiuta attuazione al Piano comunale di emergenza corre- dato da relativa cartografia con la mappa del rischio idrogeologico e gli eventuali ambiti di intervento e soccorso. «Un aspetto importante del Piano di emergenza riguarda la sensibilizzazione e l’informazione alla popolazione in ordine alla esposizione dei rischi da eventi calamitosi. Ebbene, il Piano che ho redatto nel 2004 andrebbe aggiornato anche perchè sono trascorsi 8 anni e, nel frattempo sono state ridefinite numerose normative. Al momento, però, le amministrazioni locali non investono nessuna risorsa nè sulla informazione ai cittadini, nè sul capitolo relativo alla prevenzione e riduzione della esposizione dei rischi. Sarebbe opportuno - conclude Acito - dotarsi degli opportuni strumenti di prevenzione ma anche formare e dare le giuste competenze in materia ad alcune figure professionali dell’ente locale». n Il consiglio direttivo Anci ha fatto proprio il documento approvato a Matera al termine della manifestazione promossa contro la soppressione della Provincia. Recependo il documento il direttivo ha ribadito la necessità di mantenere in un territorio vasto come quello della Basilicata le due Province ed ha espresso pertanto la netta contrarietà alla soppressione della Provincia di Matera. L’Anci inoltre, per voce del presidente Vito Santarsiero e del vice presidente Vincenzo Francomano, ha sottolineato l’importanza di dover operare in un momento così delicato a favore dell’unità e della coesione regionale garantendo tutti i territori rispetto alle esigenze di servizi e rappresentanze territoriali. ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA Il prefetto incontra i segretari comunali n Convocato dal prefetto un incontro, alle 10.30, con i segretari comunali in servizio presso gli enti locali della provincia, per una più intensa cooperazione e per meglio agevolare lo svolgimento delle attività amministrative. SEGNALAZIONE DEI CITTADINI FORSE C’È BISOGNO DI ALTRI CONTENITORI PER I RIFIUTI SOLIDI URBANI? Rifiuti, è una lotta continua Torna il problema di sempre tra le vie Umbria e Cererie PASQUALE DORIA l Dacci oggi il nostro degrado quotidiano. Al rione Piccianello è in corso da anni una affannosa battaglia contro «l’angolo della spazzatura». Lo chiamano anche così. Si tratta in realtà di rifiuti urbani tra i più svariati abbandonati spesso e volentieri a terra alla confluenza tra le vie, Umbria e via Cererie. Attenzione, i cassonetti cis sono. Con ogni probabilità non sono sufficienti. Così, a parte il tanfo insopportabile, i residenti, con molto garbo, periodicamente tornano a segnalare un disagio, in gran parte parte mitigato da quando l’area verde antistante un immobile dell’Alsia, praticamente abbandonato, è stata recintata. Su questo fazzoletto di terra, fino a qualche tempo fa, si accumulava di tutto. La mole della spazzatura è diminuita rispetto al passato, ma il malcostume rimane e, di tanto in tanto, quando il volume dei rifiuti solidi urbani supera la soglia delle decenza, scatta puntuale le segnalazioni. Un modo come un altro per sensibilizzare la comunità dei residenti e l’ente locale, facendo ricorso anche agli organi di informazione. A questo proposito, nella stessa zona, a pochi metri di distanza, viene segnalata la presenza di un piccola stazione di servizio per la vendita di carburanti. Da qualche mese a questa parte è completamente fuori servizio. Chi abita da quelle parti ha fatto ripetutamente notare che non garantisce il massimo della sicurezza la convivenza forzata di un distributore di benzina a ridosso delle case popolari del rione Piccianello. Sarebbe preferibile una buona ri- SPETTRALE Cos si vuole fare con quel distributore di benzina chiuso? Of0l17FbcY8lAOpz/WmELU5zfQ3CNaUsWXNhR+1U1Hc= qualificazione di quella piccola superficie, realizzando una zona di sosta a disposizione delle varie funzioni che si svolgono intorno al sagrato della vicina parrocchia. In ogni caso, lo stato di degrado, l’aspetto spettrale del luogo, specialmente quando tramonta il sole, oggi, non sembra a nessuno dei residenti la soluzione tra le migliori possibili. Ovviamente si stratta di problemi di non difficile soluzione. Quello che preoccupa, però è l’incedere implacabile del tempo e la permanenza di tutto ciò che è provvisorio a scapito della qualità della vita di tutti, che troppo spesso diventa regola. QUARTIERE PICCIANELLO A sinistra, il solito cumulo di rifiuti tra le vie Umbria e Cererie. Sopra, il distributore di benzina abbandonato . RASSEGNASTAMPA Potenza e Provincia 27 Dopo due anni dalla prima segnalazione al Comune, i cittadini hanno depositato un esposto in Procura Frana a Sant’Antonio La Macchia Il terreno ha intaccato la fognatura, il liquame si riversa in superficie «LA strada continua a franare». Che altro aggiungere? «Basta arrivarci, fermarsi un secondo». L’odore è terribile, terribile davvero. E capita di vederlo di tanto in tanto il liquido di fogna riversarsi sull’asfalto. In contrada Sant’Antonio LaMacchiadavvero non ne possono più. Sono due anni che va avanti così: pericolo di incidenti e pericolo igienico-sanitario. Ma il Comune non ha fatto nulla, se non un intervento di tamponamento dell’emergenza, tempo fa. Ma non è servito a molto. La quindici famiglie che abitano nei dintorni dopo diverse segnalazioni ora hanno depositato un esposto in procura. Due anni fa, Michela Arcieri, l’avvocato che le rappresenta, si era già premurata di scrivere al Comune. Da residente, prima ancora che da legale, viveva sulla propria quotidianitàildisagio: lafranaaveva aperto una grande frattura nell’asfalto. Con la stagione invernale alle porte, sarebbe stato altissimo il rischio di isolamento per la sua famiglia. I vigili del fuoco che erano intervenutisu suasegnalazione, avevano fatto presente il caso all’amministrazione comunale. Ma l’intervento del Municipio si è limitato al posizionamento di alcune transennee delpietriscopertentare diarginare (inutilmente) lo scivolamento del terreno. Dueanni dopo,lasituazionesi èaggravata. La frattura è sempre più profonda, l’asfalto è tagliato da un ampio smottamento e il terreno,muovendosi, deve aver creato qualche problema alla fognatura che scorre sotto la strada, visto che i liquidi salgono in superficie, tra cattivo odore e pessime condizioni igieniche. Arcieri ha accettato di rappresentare anche le altre famiglie che vivono analogo disagio. Dopo la segnalazione protocollata in Comune, hanno depositato l’esposto in Procura. Sperando che l’amministrazione non aspetti un fatto grave per prestare finalmente soccorso. sa.lo. Il Municipio ha messo le transenne e il pietrisco. Poi più nulla La frana in contrada Sant’Antonio La Macchia continua a scivolare lungo la collina, con grave situazione di pericolo per i residenti e chiunque vi transiti. Nella foto in basso è evidente il liquame della fognatura che scorre sotto il manto stradale che si riversa in superficie. I residenti, tutelati da un legale, si sono rivolti all’autorità giudiziaria, intimando più volte al Comune di ripristinare la sicurezza dei luoghi. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA Indagine di Cittadinanza Attiva: poche le strutture comunali, solo 713 i posti disponibili Il caro retta negli asili nido Tra le piscine, l’offerta cresce nell’hinterland: corsi con due lezioni a settimana Ogni mese una coppia giovane può spendere fino a 310 euro L’offerta per il nuoto dei bimbi Quasi sempre serve l’iscrizione LISTE DI ATTESA PER I BIMBI LA cifra non è proprio abbordabile, non per tutti. 310 euro al mese. Tanto costa mediamente a Potenza mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale. La spesa è superiore rispetto alla media nazionale (che è pari a 302 euro). Ildatoemerge daunaindaginesvolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva e pubblicata interamente online sul sito dell’osservatorio (www.cittadinanzattiva.it). L’osservatorio, per fare valutazioni e mettere insieme alcuni dati, ha considerato una famiglia “tipo” di tre persone, ipotizzando un nucleo familiare composto dai due genitori e da un figlio con età compresa i pochi mesi e i tre anni). La famiglia utilizzata come esempio è quella il cui reddito lordo si aggira sui 44 mila euro, con conseguente Isee (indicatore della situazione economica equivalente) di 19.900 euro. Quella che emerge è una situazione difficile per le giovani coppie. Il quadro proposto da Cittadinanza Attiva dimostra come le famiglie debbano fare i conti con un difficile accesso agli asili comunali, alti costi e disparità anche all’interno della stessa regione. A Potenza, per esempio, pur superando la media nazionale, il servizio costa meno rispetto a Matera e comprende anche il costo dei pannolini. Il dato positivo che l’indagine fa registrare è il mancato aumento, nell’ultimo anno, del tariffario. La retta in città è superiore a quella nazionale ma comprende anche il costo dei pannolini I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state e rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana. Qualche cifra arriva pure sulle liste d’attesa. In Basilicata, secondo la banca dati del ministero degli Interni sulla fiscalità locale aggiornata al 2010, ci sono 20 asili nido comunali per 713 posti disponibili. Il maggior numero di asili è presente in provincia di Potenza (17, con 513 posti), mentre la provincia di Matera ne conta solo 3, con 200 posti. In Basilicata il 30 per cento dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una media nazionale del 23,5 per cento. Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in Basilicata la copertura potenziale del servizio è del 3,8 per cento, a fronte di una media in Italia del 6,5 per cento. «Dall’indagine effettuata è evidente che ancora oggi manca nel nostro Paese un sistema di servizi per l’infanzia equamente diffuso ed accessibile su tutto il territorio e adeguate agevolazioni fiscali a sostegno dei nuclei familiari con bambini piccoli - dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - Le misure a favore di tali servizi rappresentano un investimento intergenerazionale che produce effetti nel lungo periodo e quindi di scarso “appeal” per una classe politica poco lungimirante e concentrata sul consenso immediato». Una media di 45 euro al mese Ma esistono pacchetti annuali GLI IMPIANTI SPORTIVI COME scegliere l’attività sportiva da far praticare ai propri figli? Molti genitori abbinano al criterio della salute e del divertimento dei più piccoli, anche quello economico. Sul sito “Città dei bimbi” è stata pubblicata una guida utile per le famiglie di Potenza. Anche grazie alle segnalazioni dei cittadini, su Cittadeibimbi.it, sarà aggiornata giorno dopo giorno la tabella che propone un dettaglio ampio di strutture e tariffe disponibili a Potenza a seconda del tipo di sport a cui si è pensato. La prima panoramica ha buttato lo sguardo su orari e tariffe delle piscine di Potenza e dintorni. La piscina Riviello è l’unica comunale. Si trova a Parco Montereale, è costituita da due vasche di cui una per attività sportive/agonistiche e una didattica (la profondità non supera gli 80 centimetri). «Prima dei 12 anni dei bambini bisogna rivolgersi alle diverse società che hanno la possibilità di usufruire della struttura - dettaglia il sito - Dai 12 anni in poi, invece, ci si può iscrivere ai corsi comunali che, sicuramente, hanno tariffe più basse rispetto alle altre strutture cittadine. Due volte alla settimana (orari 19-20/2021) hanno un costo di 44 euro al mese». L’offerta comprende anche alcune strutture private, ma in alcuni casi sarà necessario spostarsi fuori Potenza. A Pantano di Pignola c’è la Piscina Aqua- Nella Riviello due vasche Ma c’è chi prevede di far entrare anche il papà in acqua tica che garantisce corsi a partire dai 3 anni e mezzo. La spesa di 45 euro mensili copre l’attività di due giorni a settimana. In questa struttura c’è una discreta flessibilità sull’orario di frequenza che può essere scelto a partire dalle 16 del pomeriggio. E’necessaria uan spesa aggiuntiva (si fa una volta all’anno) che copre l’iscrizione alla struttura: la prova gratuita si può prenotare. A contrada Bucaletto, invece, si trova la piscina Elixia che propone sempre un pacchetto di frequenza di due giorni a settimana, dal lunedì al venerdì (ma si può derogare e far lezione anche nella mattina del sabato). In questa struttura si possono frequentare corsi ogni ora. Ma il sito di Città dei bimbi consiglia di far presto perché su alcuni orari sembra sia stato già raggiunto il numero massimo. Il costo, in questo caso, è annuale: si pagano 359 euro, con possibilità di far lezioni fino a fine giugno. Sono previsti 15 euro come quota da destinare al Coni. Ancora fuori poco Potenza c’è anche la piscina Le Sirene che si trova in contrada Tora. La lezione gratuita di prova è prevista. Per i più piccoli (dai 3 ai 36 mesi) gli istruttori prevedono un “ambientamento”che si sviluppa con al presenza di un genitore in acqua. la scuola nuoto, invece, comincia dai tre anni. La frequenza si può strutturare su diverse offerte. Il sito segnala tutti i pacchetti disponibili: un pacchetto di 10 lezioni costa 80 euro (8 euro a lezione); un pacchetto da 20 lezioni costa 140 euro (7 euro a lezione); un pacchetto da 40 lezioni costa 240 euro (6 euro a lezione) un pacchetto da 60 lezioni costa 330 euro (5.50 euro a lezione) e infine c’è il pacchetto da 80 lezioni che costa 392 euro. Va aggiunta l’iscrizione di 20 euro. Collegamento tra Corleto Perticara e Laurenzana Come smaltire gli apparecchi elettronici? Sicurezza, costi e tempi nello studio di fattibilità Normative e buone pratiche delle aziende COSA bisogna fare per eliminare l’isolamento tra Corleto e Laurenzana, regolarizzare? E quanto costerà ampliare la sede stradale per aumentare la velocità media di percorrenza? Inoltre, se questo l’obiettivo, bisogna tener conto anche di comfort di guida e sicurezza. Di questi parametri si tiene conto nello studio di fattibilità per il miglioramento del collegamento stradale Corleto Perticara - Laurenzana - Bivio strada provinciale per Calvello della Strada Statale 92, presentato ieri mattina in Regione. Alla riunione, che si è tenuta alla presenza del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, hanno preso parte, tra gli altri: una delegazione di tecnici Anas guidata dal responsabile del Compartimento Basilicata Vincenzo Marsi, il direttore generale del dipartimento regionale alle Infrastrutture Mario Cerverizzo e i sindaci di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Laurenzana Rosaria Vicino, Massimo Caporeale e Domenico Urga. Il tratto attuale, vecchio di ottant'anni, segue la geometria del versante ed ha caratteristiche non corrispondenti alle classi stradali vigenti. In alcuni tratti manca del tutto una geometria stradale ottimale e risulta una tortuosità che rende la guida difficoltosa, poco intuitiva ed eccessivamente faticosa. Per attenuare questi problemi lo studio di fattibilità individua una serie di soluzioni tecniche che dovranno essere oggetto di valutazione in sede di Conferenza di servizio. Soddisfatto al termine della riunione De Filippo. «Abbiamo fatto un passo in avanti in un clima di piena convergenza tra le parti interessate. Intendiamo superare velocemente tutte le fasi propedeutiche alla definizione degli interventi di adeguamento di questa importante arteria - ha detto - facendo leva proprio sul clima di collaborazione con le amministrazioni interessate e sulle necessarie fasi di condivisione con le popolazioni interessate dei vari interventi. Restanoancorale variabilideipossibili vincoli paesistici e archeologici, ma la piena condivisione di obiettivi che tutti gli interlocutori, Anas compresa, fanno registrare è di buon auspicio per una rapida definizione del percorso definitivo». Smaltire correttamente i rifiuti elettrici ed elettronici porta benefici all’ambiente, alla salute e all’economia. E’ il tema attorno a cui ruota un seminario della Camera di commercio, organizzato in collaborazione con l'Albo Gestori Ambientali e l'azienda speciale Forim organizza. L’appuntamento è per il 15 novembre, a partire dalle ore 9.00, nella sala Economia di corso XVIII Agosto. Titolo dell’iniziativa, “La gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE)”. «La cultura del corretto smaltimento sta crescendo un po’ ovunque, sia da parte delle imprese che dei cittadini, a beneficio dell'am- biente e della salute», conferma il presidente della Cciaa potentina, Pasquale Lamorte. «Occorre comunque insistere sulla via dell'informazione e della formazione, rafforzando la rete interistituzionale e puntare l’attenzione sul rimpiego, riciclaggio e recupero delle materie prime (vetro, plastica e metalli) derivanti dal trattamento di questi rifiuti speciali, che può creare ricadute sul piano economico e produttivo», aggiunge ancora il presidente. A Potenza, per esempio, spesso capita di osservare in giro rifiuti speciali, abbandati magari in strada, nonostante in città ci sia la piattaforma dedicata alla loro raccolta. Bene, dun- que, parlarne. Anche per costruire cultura del riciclo e buone pratiche. Il seminario si aprirà con i saluti e l'introduzione ai lavori da parte di Margherita Perretti, presidente della Sezione Regionale della Basilicata dell'Albo Gestori Ambientali. A seguire, Emma Schembari, di Ecocerved Scrl, presenterà una panoramica su questi temi, con uno sguardo dettagliato alla normativa. Si discuterà anche “Lo stato dell'arte della gestione dei RAEE e dei Centri di raccolta comunali in Basilicata” e delle “Prospettive future ed evoluzione del sistema RAEE: la nuova direttiva RAEE, il nuovo Accordo ANCI - CdC RAEE”. E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Potenza 23 Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA MATERA CITTÀ I XI Martedì 13 novembre 2012 LA BUFERA LA STIMA DELLA FP CGIL Gli effetti della spending review faranno perdere in qualche anno, soltanto alla città dei Sassi, 15mila abitanti UFFICI E POSTI A RISCHIO CONVOCATI DAL GOVERNO Ieri, a Roma, incontro al ministero dei Beni culturali anche con i responsabili delle sedi territoriali della Basilicata Soprintendenze, tocca anche a loro tremare Accorpamenti in vista, non solo a Matera ma anche a Potenza NEL CICLONE In alto, la sede della Soprintendenza architettonica. Di lato, Palazzo Lanfranchi che ospita i Beni artistici e storici. Per loro si parla di accorpamento nell’ambito delle manovre per la riduzione della spesa EMILIO SALIERNO l C’è chi prevede una «botta» sul territorio di quelle epocali. E questo a causa delle manovre governative per la razionalizzazione della spesa. «Solo nella città di Matera, nel giro di qualche anno, si perderanno 15mila abitanti in conseguenza del taglio dei posti di lavoro e dei trasferimenti degli uffici pubblici». La proiezione è della Cgil Funzione pubblica. Così sale la tensione. Oramai si sprecano le voci sui tagli indotti dalla spending review. È di ieri l’ultima iniziativa che fa tremare ancora di più i lucani e riguarda le soprintendenze, non solo di Matera, ma anche di Potenza. In mattinata, a Roma, nella sede del ministero dei Beni culturali, alcuni soprintendenti della Basilicata, insieme ad altri delle province italiane, sono stati convocati per una riunione in cui si è affrontato il tema della riorganizzazione delle sedi territoriali. Si ipotizza un piano di accorpamento delle soprintendenze di Matera e Bari. Quelle potentine andrebbero con la Campania. Un “soluzione” che inciderebbe sugli assetti territoriali complessivi delle due province, confermando in tal senso che il “giro di vite” innescato dai provvedimenti governativi non salverà nemmeno Potenza. Del resto, è già noto che a livello nazionale verranno meno trenta posizioni dirigenziali solo per quanto riguarda il Mibac, il 20 per cento della dirigenza. Il processo di accorpamento riguarderebbe le direzioni dei Beni artistici e storici, dei Beni architettonici e di quelli archeologici. E salterebbero, se il piano di riordino delle Province venisse confermato nella sua integrità, l’Archivio di Stato, la Prefettura e la Questura che diventerebbero presidi territoriali. La Camera di commercio di Matera potrebbe trasformarsi in ufficio decentrato dell’ente camerale di Potenza. Vito Maragno, segretario della Fp Cgil, commenta amaramente la prospettiva: «Prendiamo atto che questa operazione andrà ad impoverire il tessuto sociale ed economico materano. Questa pseudo riorganizzazione governativa lascerà sul campo morti e feriti e la Basilicata si disgregherà, anche se LA RIORGANIZZAZIONE Assottigliamento della dirigenza e conseguenziale riduzione degli assetti locali non possiamo dire in quanto tempo». Per quanto concerne le soprintendenze, non bisogna dimenticare che il processo di riorganizzazione si è avviato già nel 2008 con la prima riduzione degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni voluta dalle Forte mobilitazione della Cisl Fp contro i provvedimenti governativi, che denuncia il rischio di chiusura dell'Inps. l'ultimo baluardo dello stato sociale. Domani, alle 11, presidio davanti alla Prefettura. Roberto Taratufolo, coordinatore regionale della Cisl Fp, dice che «siamo di fronte a un paradosso: il ddl di stabilità chiede agli enti previdenziali di risparmiare altri 300 milioni di euro, e dove li vanno a cercare, dove li vanno a togliere? Dal salario dei lavoratori e dai progetti speciali che sono serviti in questi anni ad aumentare la produttività e a sveltire i servizi. Occorre fare due conti chiarificatori ed esemplicativi. Il solo costo annuale delle consulenze esterne del super-Inps è di 60 milioni di euro, a cui purtroppo bisogna aggiungere gli oltre 200 milioni di euro destinati agli appalti esterni. Se a cioò aggiungiamo la mancata valorizzazione della vendita degli immobili il risultato è chiaro: il serbatoio degli sprechi da cui recuperare risorse economiche è molto, molto più ricco delle tasche dei lavoratori vessate ormai da anni da inaudite sottrazioni». Le nuove misure di stabilità, secondo la Cisl, «fanno drammaticamente il paio con quelle precedenti che prevedono tagli agli organici ingenti per il super-Inps e Inail, tagli che rischiano di compromettere il funzionamento del sistema di previdenza e assistenza. Siamo pronti a sostenere una riorganizzazione del sistema "a somma positiva", che mantenga il livello dei servizi, una riorganizzazione che inizi proprio dal taglio di incarichi esterni, appalti e pagamenti impropri». UN CAMMINO COMUNE LA PROGRAMMAZIONE AVVIATA CI ACCOMUNA ALLA CITTÀ DI FERRARA LOPERFIDO SI PRESENTA UN’INIZIATIVA SPERIMENTALE Smart Cities, candidati anche due nostri progetti Promuovere i lavoro e le pari opportunità l Il Comune ha deciso di aderire a due progetti candidati al bando “Avviso per la presentazione di idee progettuali per Smart Cities and Communities and Social Innovation” pubblicato dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca con l’obiettivo di promuovere, soprattutto nel Mezzogiorno, l’utilizzo evoluto delle tecnologie da parte di cittadini, imprese ed amministrazioni. Lo rendono noto il sindaco, Salvatore Adduce, e l’assessore alle Politiche per la sostenibilità ambientale, Rocco Rivelli. Il perimetro applicativo è quello delle Smart Cities & Communities, ovvero dello sviluppo di modelli innovativi finalizzati a dare soluzione a problemi di scala urbana, metropolitano e più in generale territoriale tramite un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di integrazione e inclusione. Il primo progetto vede coinvolto un partenariato misto pubblico-privato composto da centri di ricerca operanti sul territorio nazionale, università e Pmi, e dai Comuni di Matera e Ferrara, che ha ideato la pro- posta progettuale “Smart Underground Cities” finalizzata allo sviluppo di prodotti e servizi innovativi di “Diagnostica per immagini del sottosuolo e delle strutture”. «L’ambito prioritario dell’iniziativa – spiega Rivelli – è quello della “Sicurezza del Territorio” con particolare attenzione alla mitigazione delle conseguenze di eventi naturali estremi». «Il progetto – aggiunge Rivelli – individua due siti principali di sperimentazione. Il primo a Ferrara per la mitigazione del rischio sismico, il monitoraggio di possibili inquinamenti industriali e la corretta gestione della risorsa rinnovabile. Il secondo a Matera, con il suo centro storico dei Sassi patrimonio mondiale dell’Unesco, esposto ad una serie di fenomeni di dissesto idrogeologico, e già selezionata quale area test per il progetto Smart Basilicata nel settore “Smart Culture and Tourism”. La seconda proposta progettuale è denominata “Smart maintenance, conservation and restauration of cultural heritage”. Tre sono i principali obiettivi: ottenere nuo- A COSA SI PUNTA Modelli innovativi per risolvere problemi su scala urbana Of0l17FbcY8lAOpz/WmELRzdzK9rv9rco7Lokg/5S9I= direttive del Governo Berlusconi. E nel 2009 c’è stata l’approvazione della riforma del ministero dei Beni e delle attività culturali. Non sanno che fine faranno i 21 dipendenti del Provveditorato alle opere pubbliche (ex Genio civile) di Matera. Stando al piano ministeriale dovrebbero essere spostati nella sede di Bari, o di Potenza. Si sta cercando di trovare una soluzione più ovvia ed equilibrata, per sistemarli negli uffici della Motorizzazione civile di Matera, che fanno parte dello stesso ministero. Sulla questione dell’ex Genio civile, i sindacati hanno chiesto un incontro con il provveditore alle opere pubbliche di Puglia e Basilicata, Francesco Musci, per fargli presente una serie di incongruenze di questa vicenda e ribadire la contrarietà al piano di dimensionamento. Ma Musci sta rimandando il confronto. L’ultima data fornita è quella del 15 novembre. Vedremo che cosa accadrà. Il ddl sulla stabilità «Vogliono chiudere l’Inps» la Cisl lancia l’allarme e avvia presidio di protesta FINALITÀ Per l’utilizzo evoluto delle tecnologie da parte di cittadini, imprese ed amministrazioni vi prodotti e sistemi innovativi per il restauro non solo focalizzato all'architettura, o materiali lapidei, bensì alle opere d'arte in generale, siano esse architettoniche, pittoriche, scultoree, librarie, e potranno essere utilizzati per il consolidamento di altri supporti e materiali; la implementazione e adozione di tecniche recupero del biodegradamento mediante microrganismi antagonisti, e metodi di micro-ricostruzione di calcareniti attraverso microrganismi; implementazione e adozione di protocolli per la manutenzione di edifici storici tramite software tecnologici che consentano di avviare azioni di restauro/manutenzione a basso impatto per l'ambiente con bassi costi di realizzazione. Con i ferri del mestiere nella scuola l «Promuovere il lavoro e le pari opportunità nella rete educativa attraverso azioni concrete». Appuntamento, alle 9.30, all’Istituto tecnico commerciale Loperfido per conoscere un progetto programmato e finanziato dall’Ufficio della consigliera nazionale di parità, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in convenzione con il Formez, e con la collaborazione delle consigliere di parità delle 13 province pilota, tra le quali la città di Matera. Si tratta di un’iniziativa rivolta in via sperimentale a istituti tecnici e professionali dislocati su tutto il territorio nazionale, prevede il coinvolgimento di almeno 2.500 studenti. L’ultima rilevazione Istat nel contesto di un quadro economico segnato ancora dalla crisi e, dunque, da una scarsa crescita, segna un dato preoccupante che riguarda i giovani il cui tasso di disoccupazione nella popolazione tra i 15 e 24 anni è pari al 29,5% con un aumento di 4,5 punti ri- spetto al 2009. «L’intento – evidenzia la consigliera di parità della Provincia, Stefania Draicchio – è quello di far vivere a una parte sempre più consistente di ragazze e ragazzi, impegnati nel percorso scolastico, la prima esperienza di conoscenza del lavoro in un contesto educativo in cui deve essere strettissima la relazione tra formazione, probabilità di occupazione, qualità del lavoro, adeguatezza dei trattamenti retributivi, parità nelle opportunità di crescita professionale, produttività del lavoro e capacità di innovazione». Il progetto intende offrire un accompagnamento informativo agli studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado, anche con l’intervento di testimoni privilegiati quali giovani imprenditori, individuati con l’ausilio della consigliera di Parità, che illustreranno il proprio background formativo e lavorativo per fornire stimoli e suggerimenti agli studenti». RASSEGNASTAMPA 29 Presso gli ospedali di Melfi, Rionero e Venosa si potrà sostenere la visita medica VENOSA Medicina dello sport, ripristinato il servizio Sindaco audito in III Commissione VENOSA - Finalmente anche presso gli ospedali di Melfi, Rionero e Venosa si potrà nuovamente sostenere la visita per il rilascio del certificato medico di abilitazione alla pratica della attività sportiva agonistica. Il servizio era stato sospeso per esigenze di riorganizzazione dell'azienda sanitaria di Potenza. I disagi procurati agli sportivi della zona del Vulture si era subito rivelato evidente. La certificazione oggi e' diventata indispensabile per chiunque intenda praticare sport agonistici e rimanendo l'ospedale regionale, San Carlo l'unico nosocomio autorizzato ad effettuare le visite necessarie, i tempi di attesa si erano prolungati oltre modo. Grazie alla sensibilità dimostrata dal L’ospedale di Melfi direttore generale della Asp, Marra del direttore sanitario, D'Angola e del dirigente di presidio, Cugno, tuttavia, dall'inizio del mese di novembre tutti gli atleti che intendono praticare sport agonistico e che risiedono nel comprensorio del Vulture potranno sostenere la visita o presso il poliambulatorio di Rionero, o presso l'ambulatorio di cardiologia del San Giovanni di Dio a Melfi, oppure presso l'ospedale di Venosa. Sarà l'esperto dottor, Fabio Grieco a verificare lo stato di salute degli atleti per un lavoro che si preannuncia intenso e delicato. Nel solo mese di novembre, infatti, sono già state prenotate circa seicento visite. Alcune informazioni confermano la grande vocazione sportiva dell'area del melfese. Basti il dato che dal 2001 e fino ad oggi sono state oltre diecimila le visite effettuate. Fabio Grieco, già medico del Melfi calcio, con la sua esperienza resta ga- ranzia assoluta per tutti coloro che aspirano all'idoneita' agonistica sportiva. Sono ben sei le prestazioni cui ci si sottopone: ECG, visita cardiologia, eco cardiogramma, step test, spirometria, certificazione e si può così comprendere la complessità dell'esame. La lungimiranza dei dirigenti Asp Marra, D'Angola e Cugno eviterà tempi di attesa spropositati e scomode trasferte a Potenza per chiunque risieda nei centri del Vulture. Se si aggiunge che nei casi di emergenza il medico sportivo, Fabio Grieco potrà operare anche nei presidi di Lavello e Genzano si comprende come inquesta circostanzasi èlavorato per garantire un ottimo servizio . Vittorio Laviano VENOSA - Nella giornata di ieri il sindaco della città di Orazio, Bruno Tamburiello è stato sentito sulla revoca di un finanziamento al Comune nell'ambito del programma innovativo in ambito urbano (Legge 8.2.2001, n. 21). In merito, il primo cittadino ha spiegato che il finanziamento nella città oraziana, sulla base di quanto stabilito dall'art. 4 delle legge n. 21 del 2001, che prevede la promozione di programmi in quartieri degradati di comuni e città con la partecipazione di investimenti privati, era inizialmente destinato alla realizzazione di un centro polivalente a carico di un privato concessionario, unitamente ad interventi di riqualificazione a carico del pubblico. Tale progetto, ha spiegato il Sindaco, avrebbe alterato la natura di un parco, per cui venute meno le condizioni per l'attuazione dell'intero programma si è deciso di avanzare una nuova proposta progettuale.L''intento del Comune, ha sottolineato Tamburiello, va nella direzione di utilizzare i fondi per la riqualificazione urbana dei rioni Lombardia e Cappuccini. Prossimamente sarà audito il dipartimento competente per aggiuntivi approfondimenti. Melfi L’ente potrebbe accollarsi le spese per mantenere in vita il palazzo di giustizia Tribunale, De Filippo si impegna La Regione pronta a mettere a disposizione le risorse utili per il suo mantenimento MELFI - «Si, fortissimamente si, assolutamente si». Queste le parole pronunciate da Vito De Filippo, nell'ambito dell'incontro tenutosi nell'aula consiliare del palazzo di città a Melfi, nel contesto dell'assemblea promossa dall'Ordine degli avvocati del Foro. Frasi importanti che tengono accesavivamente la speranza di evitare la soppressione del Tribunale di Melfi. La richiesta avanzata da Dino Di Ciommo, presidente del Foro federiciano, era esplicita chiara. Sottoscrivere un impegno preciso e limpido, da parte della Regione Basilicata. Oltre alle parole, questa volta ci sono anche i fatti. E' notizia ufficiale infatti, pervenuta direttamente dal Presidente della Giunta Regionale, che il massimo ente Lucano, attraverso un articolo specifico, metterà a disposizione le risorse utili e necessarie per il mantenimento dell'importante presidio di giustizia, punto di riferimento dell'area Nord della Regione. In parole povere, la Regione Basilicata, tramite il concreto impegno del Presidente De Filippo De Filippo, mette in campo i soldi per consentire di non sopprimere il Tribunale di Melfi. L'operazione taglio, avanzata dal Governo Nazionale nei mesi scorsi, potrà essere evitata, con la Regione Basilicata che si assume l'onere di mantenere in vita il Presidio federiciano, evitando di fatto, una profonda ingiustizia. Il tutto rientrerà nella prossima finanziaria che la giunta regionale, approverà nei prossimi giorni. Sicuramente una notizia positiva, che potrebbe indurre il Governo Nazionale ha rivedere i suoi piani iniziali, avendo garantito comunque la copertura economica per una operazione del genere. Lo Stato si troverà di fronte la decisione della Regione di assumersi la responsabilità economica per il mantenimento del Tribunale di Melfi, e potrebbe decidere di non sopprimere il Presidio di giustizia, anche in base a quanto sostiene la Legge Delega. Per i prossimi cinque anni, l'impossibilità di allocare le funzioni adesso svolte dal Tribunale di Melfi, presso quello di Potenza, renderà possibile il mantenimento e la sopravvivenza del Tribunale normanno. Operazione ovviamente garantita in relazione alla necessità di non pesare sulle casse dello Stato, il famoso non aggravio. Non essendoci più un aggravio sulle finanze dello Stato, la scelta operata dalla Regione Basilicata e l'impegno concreto di De Filippo, rappresentano una nota positiva. Un deciso passo avanti che è in grado di portare a casa il risultato sperato, vale a dire garantire alla nostra regione, il mantenimento ditutti iTribunali esistenti. La battaglia ha concrete possibilità di essere vinta, a patto che si evitino strumentalizzazioni inutili e facili protagonismi di parte, che non hanno nessun motivo di esistere. La sopravvivenza del Tribunale di Melfi, e' una cosa troppo importante e seria, perché qualcuno ne faccia un uso improprio, a fini propagandistici ed elettorali. Un aspetto rimarcato espressamente nell'ambito dell'assemblea tenutasi sabato scorso, che è parso più di un invito esplicito a chi è alla ricerca di capri espiatori e facile populismo. Emilio Fidanzio Melfi Il consigliere regionale critica l’operato di Valvano Navazio presenta mozione MELFI - «Sabato abbiamo avuto conferma della vicinanza delle istituzioni regionali. La mozione che sarà presentata in aula, a firma del sottoscritto e dei colleghi Mollica e Pagliuca, sono certo troverà accoglimento. Non si tratta di ricercare solo delle disponibilità finanziarie utili a mantenere in piedi il nostro tribunale, chiederemo di più: l’adozione di un ricorso che sollevi la questione di legittimità costituzionale del provvedimento adottato nei nostri confronti. Sabato abbiamo avuto conferma della lontananza dei cittadini ai quali probabilmente non è stato ancora fatto comprendere ciò che realmente stiamo perdendo e il cui interesse dobbiamo necessariamente recuperare. Il tempo ci dirà …ma la rassegnazione può arrendere solo gli animi più inquieti e noi non lo siamo». E’ quanto sostiene in una nota il consigliere di “Io amo la Lucania” Ernesto Navazio, in merito all’incontro sul tribunale che si è svolto sabato scorso. «Sabato scorso, - spiega - nella sala consiliare della città di Melfi, l’Ordine degli avvocati ha cercato di mantenere viva una battaglia ma, assenze non meglio giustificate (forse, perchè, sono più importanti e prestigiose le riunioni di partito nella città di Roma), messaggi papalini e la scarsa partecipazione dei cittadini oltre che dei rappresentanti del foro, di certo non ci hanno fatto fare una buona im- pressione agli occhi degli ospiti istituzionali. Ci appelliamo - continua - a De Filippo, Lacorazza, Santarsiero; a loro chiediamo difesa, sostegno, impegni. A loro chiediamo di metterci la faccia. Per il consigliere regionale «ci sono volute le parole del presidente De Tilla, dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, infatti, perché alcune questioni venissero alla luce! “Rassegnate le dimissioni sindaci!”…la sua imprecazione !Un’imprecazione coltada Tamburiello, sindaco di Venosa il quale, nella autenticità dei comportamenti che lo caratterizzano, ha svelato all’intera assise che: l’assemblea di luglio dell’Area programma (assente, ancora una volta, come sabato, il sindaco Valvano) le aveva deliberate queste dimissioni, addirittura con tanto di firme su un verbale in bianco! Dimissioni che a sera, o peggio a notte fonda, la telefonata del collega di Melfi, Livio Valvano, ha di fatto annullato. Perché quel dietro front ?» «L’espoliazione subita - conclude - non è dovuta al caso o alla fatalità, ne siamo convinti ed il tempo non ci farà cambiare opinione ma oggi non possiamo accettare appelli stucchevoli. Oggi non possiamo condividere quel ricercare la collaborazione non finalizzata, quel tentare di fatto di non parlare per cercare una zona franca per la prossima competizione elettorale!» Melfi, la scuola Berardi si dà alla musica MELFI - A partire dall'anno scolastico 2012-2013 l'Istituto Comprensivo Berardi-Nitti, con la nuova sigla Smim offre, oltre alle numerose opportunità di apprendimento nei vari campi, la possibilità di frequentare i corsi di strumento musicale, nei quali i ragazzi, accanto alle materie tradizionali e alle due ore di Educazione musicale curricolari antimeridiane, frequentano altre due ore curricolari pomeridiane di strumento musicale e musica d'insieme. Si tratta di un particolare piano di studi nel quale l'area espressiva diventa punto di riferimento privilegiato attraverso il dialogo con tutte le discipline. Le attività del corso costituiscono un ulteriore momento di formazione globale dell'individuo, fornendo attraverso un'esperienza musicale resa più completa dallo studio dello strumento, occasioni di maturazione logica, espressiva, comunicativa, per la ricerca di un corretto assetto psicofisico: postura, percezione corporea, rilassamento, coordinazione. Non è un laboratorio, vale a dire che la disciplina Strumento musicale fa parte del curricolo di ogni ragazzo che desideri sceglierla e non comporta costi aggiuntivi per le famiglie; gli strumenti insegnati sono quattro: sassofono, tromba, pianoforte e clarinetto. L'idea di offrire un'educazione musicale completa, non solo di tipo teorico o storico, ma fondata su un rapporto concreto e personale con la musica ha conquistato non solo le famiglie, ma anche l'Istituzione. I corsi ad indirizzo musicale sono principalmente finalizzati a promuovere la formazione globale della persona, offrendo al preadolescente significative esperienze di maturazione espressiva, comunicativa, relazionale e logico-formale. L'impegno ed il coinvolgimento nello studio di uno strumento musicale e nel far musica d'insieme rappresenta una significativa esperienza umana e sociale, nonché un ulteriore fattore di crescita nella capacità di operare scelte consapevoli e di impegnarsi per realizzarle. Suonare uno strumento deve rappresentare una importante occasione per realizzare esperienze ed attività interdisciplinari. Promuovere la relazione persona-musica, con esperienze estetiche e affettive gratificanti: lo stare bene con sé e con gli altri deve rappresentare un valore da persegui- re attraverso una visione unitaria di corpo-mente. Sostenere nel preadolescente, in coerenza con i suoi bisogni formativi, l'acquisizione del piacere di esprimersi e di proporsi musicalmente, la maturazione di un personale gusto estetico, la capacità di esercitare un giudizio critico, sviluppando le competenze in direzione della progettazione-produzione-esecuzione individuale e collettiva di esperienze musicali significative e la fruizione e comprensione della musica nelle sue varie forme, funzioni e contesti socio-culturali., è tra i prioritari scopi dei corsi. Durante l'anno scolastico saranno organizzati delle lezioni-concerto all'interno della scuola e in strutture esterne all'istituto, in occasioni di scambio culturale con altre scuole. Scuola Berardi E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Martedì 13 novembre 2012 RASSEGNASTAMPA XII I MATERA PROVINCIA Martedì 13 novembre 2012 POLICORO «LA LOTTA ALL’ILLEGALITÀ NON HA BISOGNO DI FALSI MITI», AFFERMA L’ESPONENTE DEL MOVIMENTO GRANDE SUD «Criminalità, serve la guardia alta Attenti all’antimafia di facciata» L’ex sindaco Lopatriello teme ripercussioni sullo sviluppo del territorio FILIPPO MELE l POLICORO. «Attenti ad equiparare il Metapontino ad aree veramente infettate dalla criminalità organizzata. Il voler collegare quanto verificatosi da noi non fa altro che denigrare un territorio ed allontanare forme di investimento». È il richiamo dell’ex sindaco Nicola Lopatriello, seguito alla manifestazione di sabato, “Io non ho paura”. Per Lopatriello, ora esponente del movimento “Grande Sud”, «nessuno dice che certe questioni vanno sottovalutate, ma anche l’esagerazione spropositata ha un limite. Da tempo, io stesso, le istituzioni, le forze dell’ordine, i rappresentanti di governo come i prefetti Monteleone e Pizzi, abbiamo affermato che il verificarsi di fenomeni pur penalmente gravi e numerosi non hanno mai avuto nella maggiore parte dei casi collegamenti fra loro, episodi non riconducibili a strategie criminali mafiose o ‘dranghetiste, ed il tempo stà dando ragione a questa tesi». Ma non è finita. Per l’ex primo cittadino è ora di dire «basta, con l’anticriminalità fatta di retorica, con i traffichini della politica ed i fasulli anti malavitosi; la lotta alla criminalità deve essere lotta di tutti senza attribuzioni di paternità e casacche politiche o sociali, lotta del popolo che non ha bisogno di portatori di campane, novelli cantamesse o falsi miti. Ci sono in giro troppi politicanti, creatori di carrozzoni illegali, false associazioni, mestieranti che fanno in questa nostra terra l’antimafia di facciata». Sin qui Lopatriello che, tuttavia, era stato citato durante il corteo quando il suo successore, Rocco Leone, in merito alla presenza di tanti sindaci ed al loro ruolo contro le illegalità, aveva dichiarato: «Se un primo cittadino continua ad amministrare se arrestato od indagato per reati gravi indebolisce la legalità». Spontanea la domanda sul fatto che egli, da vice sindaco, aveva continuato ad amministrare quando scoppiò, il 13 gennaio 2011, la presunta tangentopoli al Comune con il sindaco allora in carica, Lopatriello, finito agli arresti domiciliari. Leone aveva tagliato corto: «Io non sono un giustizialista e non posso rispondere dei comportanti altrui. Io mi dimetterei nel caso ricevessi un avviso di garanzia con l’accusa di tangenti». Ricordiamo, a proposito, che Lopatriello ha sempre smentito le accuse mossegli e che ha chiesto a più riprese lo svolgimento del processo da cui, a suo parere «verranno fuori verità e giustizia». I sacerdoti in prima linea «Don Puglisi e don Diana morti per la verità» POLICORO. «La Chiesa si schiera contro ogni forma di violenza mettendosi in prima linea. Quando ci mettiamo nelle mani di Dio la paura scompare». Lo hanno dichiarato unitariamente, dopo la manifestazione, don Antonio Mauri, con il diacono don Luciano Labanca, don Salvatore De Pizzo e don Nicola Modarelli, parroci della Chiesa Madre, del Buon Pastore e di San Francesco. Don Antonio ha citato «il servo di Dio, Pino Puglisi, e don Peppe Diana, barbaramente uccisi dalla mafia e dalla camorra per aver gridato in nome della Verità del Vangelo, l’amore dei diseredati e la condanna dei prepotenti. Ma – ha concluso – possono bruciare case o capannoni, o macchine o camion, possono sparare o uccidere, Dio è il sommo bene, il male non prevarrà». [fi.me.] LA CRITICA Per l’ex primo cittadino di Policoro è ora di dire basta all’anticriminalità fatta di retorica, con traffichini della politica e fasulli antimalavitosi MARCONIA SECONDO LE PRIME RICOSTRUZIONI DEGLI INVESTIGATORI L’ACCOLTELLATO AVREBBE ALLUNGATO LE MANI SULLA GIOVANE DONNA Importuna una ragazza, accoltellato Dal litigio alla rissa che sfiora la tragedia. In ospedale un uomo di 50 anni ferito all’addome l MARCONIA. Non ha per niente gradito la particolari attenzioni riservate alla sua giovane compagna da un signore di circa cinquanta anni ed ha reagito ferendolo, in modo non grave all’addome, con un coltello. È accaduto nella centralissima piazza Elettra, nella notte tra sabato e domenica dove quello che sembrava un banale litigio si è ben presto trasformato in una vera e propria rissa e si è sfiorata la tragedia. Protagonisti una coppia di giovani ed un signore attempato, che ne ha fatto le spese. Il fatto, a quanto pare, sembra sia nato dalle attenzioni particolari riservate da un uomo ad una ragazza che era in compagnia del suo fidanzato: il 50enne, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, avrebbe addirittura allungato una mano alla giovane, scatenando l’ira del fidanzato. Dalle parole si è subito passati agli spintoni e, in men che non si dica, il giovane avrebbe estratto un DOVE È ACCADUTO Suggestiva veduta dall’alto di piazza Elettra, luogo di incontro più frequentato dalla comunità [foto Grieco] . coltello con il quale ha colpito l’uomo, che è rimasto lievemente ferito al quadrante destro dell’addome. La ferita, pur non essendo grave, ha comunque reso necessario il ricovero in ospedale per il 50enne, mentre l’intervento di una pattuglia degli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pisticci ha ripor- tato la calma in piazza: sul posto, infatti, si era creato un vero e proprio capannello di gente, intervenuta anche per tentare di calmare gli animi ormai esacerbati. Per il giovane è scattata la denuncia a piede libero ma l’accaduto ripropone il tema delle problematiche sociali nel centro jo[p.miol.] nico. PISTICCI IL RESPONSABILE DELL’UFFICIO LEGALE DEL COMUNE E EX AMMINISTRATORI POMARICO INAUGURAZIONE CON VITO DE FILIPPO Condannati a rimborsare le spese legali dei processi l PISTICCI. Quattro condanne della Corte dei conti, sezione giurisdizionale della Basilicata, per l’avvocato Anio D’angella, responsabile dell’ufficio legale del Comune e dei procedimenti all’esame della Corte contabile, e per ex amministratori comunali. Oggetto delle quattro sentenze il riconoscimento da parte del Consiglio comunale, il 30 giugno del 2008, di debiti fuori bilancio a titolo di rimborso spese legali sostenute da ex assessori municipali per procedimenti penali a loro carico da cui erano stati, peraltro, assolti. Ma andiamo con ordine. Gli ex consiglieri in carica il 30 giugno 2008 condannati ai diversi rimborsi sono Rosa Maria Anna Gallo, Renato Rago, Rosa Panetta, Giuseppe Iannuzziello, Leonardo Calciano, Massimo Dimo, Paolo Giannasio, Leonardo Giuseppe Scazzariello, Mariano Caravita, Rosa Prezioso, Giovanni Oliva, Salvatore Romano e Rocco Salvatore Grieco. Per la Procura della Corte dei conti, che aveva aperto le istruttorie, i rimborsi in questione erano da configurare come danno erariale. Posizione opposta avevano i difensori dei chiamati in causa. Ma la Sezione, presieduta da Luciano Calamaro, ha dato ragione all’accusa. La prima condanna riguarda 3.845,97 euro pagati a titolo di rimborso spese legali sostenute da Giuseppe Farina e Piermichele Rinaldi. D’Angella è stato condannato al pagamento in favore del Comune di 500 euro. I consiglieri, invece, ne dovranno versare 76,92 ciascuno. La seconda sentenza è quella relativa al rimborso delle spese legali sostenute da Francesco Mazzei. D’Angella dovrà versare 1.333,33, i consiglieri 205,12 euro ciascuno. La terza condanna è relativa al riconoscimento del debito fuori bilancio di 16.681,68 euro per rimborso spese legali sostenute per la propria difesa da Antonio Donato. Per D’Angella, nel caso, sono da rimborsare al Comune 4.000 euro, per i consiglieri 615,38 euro ciascuno. L’ultima decisione della Sezione riguarda 10.684,15 euro a titolo di rimborso spese legali sostenute per la propria difesa da Michele Sisto. Per D’Angella sono 2.000 euro di rimborso, per i consiglieri 307,69 [fi.me.] euro ciascuno. LE SENTENZE La Corte dei conti ha contestato il riconoscimento di debiti fuori bilancio La Casa della cultura a Palazzo Marchesale MICHELE SELVAGGI l POMARICO. Sarà il presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, ad inaugurare oggi la Casa della cultura a Pomarico. Un progetto che mira alla creazione di «un nuovo contenitore culturale inteso come laboratorio di esperienze e luogo ideale in grado di favorire lo sviluppo di idee e progetti di qualità – dice il presidente del Gal Bradanica, Leonardo Braico – la casa della Cultura ha già trovato una sede di prestigio in un locale dello storico Palazzo Marchesale recuperato con l'intervento progettuale del Gal Bradanica che si propone di continuare nel percorso di recupero di beni e contenitori culturali di qualità, intrapreso con il Piot "Matera e Collina" e di integrato con interventi di piena fruibilità e di promozione della cultura locale. Con questo progetto – ha concluso Braico – vogliamo ricercare per poi e rendere fruibile l'enorme patrimonio immateriale della nostra area per un centro di documentazione della storia e della cultura locale». Da parte sua il sindaco Giuseppe Casolaro, Pdl, ha sottolineato come il progetto rappresenti «un ulteriore tassello di riqualificazione e valorizzazione di un contenitore storico e culturale di enorme prestigio che stiamo recuperando attraverso una attenta strategia progettuale di integrazione tra i diversi fondi strutturali. Su questo e sulle potenzialità del binomio cultura-turismo – ha concluso il primo cittadino – mi soffermerò in occasione della visita del predidente De Filippo». Come si ricorderà, sono sei i comuni del Materano che aderiscono al Gruppo di azione locale: Montescaglioso, Irsina, Grottole, Pomarico, Grassano e Miglionico. le altre notizie PISTICCI IL CASO DEL TRIBUNALE Trasferiti i fascicoli «Chi l’ha autorizzato?» n «Chi ha autorizzato il trasferimento» di circa 200 fascicoli del settore civile da Pisticci a Matera e «perché non c’erano ufficiali di polizia giudiziaria a sorvegliare?». Lo chiede l’on. Giovanni Burtone, Pd, in una interrogazione rivolta al ministro della Giustizia. Burtone, inoltre, chiede se il ministro «intenda verificare la possibilità di una road map più elastica ed estesa su un arco temporale in grado di utilizzare i 5 anni previsti per legge». [p.miol.] METAPONTO AZIENDA PANTANELLO Agrumicoltura, giornata organizzata dall’Alsia n Organizzata dall’Alsia, l’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, si terrà oggi, nell’Azienda agricola sperimentale dimostrativa “Pantanello” a Metaponto, la XVI giornata di agrumicoltura. In programma una mostra pomologica e l’illustrazione delle attività del progetto Agritrasferinsud. Le conclusioni sono affidate al commissario straordinario dell’Alsia, [fi.me.] Andrea Freschi. ROTONDELLA SALA ANTONIO BIANCO Consiglio comunale convnocato per oggi n Riunione del Consiglio comunale oggi, a Rotondella, dalle 17, nella sala consiliare “Antonio Bianco” del Municipio. Due gli argomenti all’ordine del giorno: aggiornamento degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione; conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini e agli adolescenti nati in Italia da ge[fi.me.] nitori stranieri. RASSEGNASTAMPA Martedì 13 novembre 2012 31 REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440 Ieri l’audizione. Alle voci critiche risponde: «Sono concentrati a guardarsi l’ombelico» Piano Casa 2, parla Adduce Ascoltato in III Commissione: «Norme più severe per costruire in zone verdi» «Sono tutti concentrati a guardarsi l’ombelico, piuttosto che alzare lo sguardo per osservare ciò che accade intorno». E’ la risposta del sindaco Salvatore Adduce, ascoltato ieri in III commissione consiliare “Attività produttive e territorio” a chi, finora, ha contestato lo scarso interesse, quand’anche la complicità dell’amministrazione comunale in quelle che sono state considerate scelte discutibili in tema di urbanistica. Pochi minuti prima che il provvedimento, il cosiddetto Piano Casa 2, andasse in aula, Adduce ha potuto confermare ai componenti della commissione regionale l’intenzione dell’amministrazione comunale per norme più restrittive in tema di edificazione in zone verdi di margine urbano. «Il tema fondamentale riguarda il metodo. L’ho sostenuto già in consiglio comunale: ero sorpreso che la discussione sulla legge 106 fosse cominciata con un anno e mezzo di ritardo quando le forze in campo, così attente alla nobile urbanistica ammette sarcasticamente - sapevano bene cosa comportava una legge di quel tipo, quando alla scadenza dei 120 giorni dava alle Regioni la possibilità di deliberare. Che di tutto ciò venisse fatto carico al sindaco di Matera, sembrava un po’ incongruo, sproporzionato. Nel passaggio finalmente conclusivo dell’iter - aggiunge - abbiamo potuto far osservare alcuni aspetti». Il nodo centrale, ovvero la tutela delle aree verdi a ridosso del perimetro del piano regolatore, è stato al centro dell’audizione di Adduce. Spending review e territori Si punta sull’autosostentamento Il sindaco Adduce ieri è stato ascoltato in III commissione attività produttive alla Regione «Tutti i Comuni saranno più tutelati» «Le aree potrebbero diventare, per un particolare della legge, immediatamente edificabili con cubature ampie. Per questo ci siamo voluti assicurare che le nostre osservazioni venissero tenute in considerazione. Con le norme più restrittive che verranno approvate, tutte le am- ministrazioni comunali saranno più tutelate quando verrà approvato il regolamento urbanistico». Nei giorni scorsi Adduce aveva inviato una lettere al presidente della commissione, Giannino Romaniello, di essere ascoltato sui limiti di edificabilità. [email protected] AUTONOMIA, autosostentamento e allargamento delle competenze al mondo imprenditoriale in un comprensorio più vasto dell'attuale territorio provinciale sono le tre “A'' che caratterizzano le decisioni del Consiglio della Camera di commercio di Matera , contenute in un ordine del giorno approvato all'unanimità nel corso di una seduta aperta, per concretizzare le indicazioni previste nello schema di razionalizzazione degli enti e delle altre forme rappresentative del sistema camerale, approvato da Unioncamere nazionale. E per attuare tale percorso, garantendo continuità all'azione dell'Ente, i consiglieri hanno ribadito che esistono le condizioni per autosostenersi impegnandosi «Al raggiungimento degli equilibri di bilancio e a produrre una riduzione dei costi pari al 20% nel biennio (in linea con quanto preventivato dal documento del Comitato Esecutivo Unioncamere) per lo svolgimento di “eventuali nuove funzioni al servizio delle imprese senza ulteriori oneri per lo Stato». Un percorso già avviato tre anni fa con la riduzione delle aziende speciali da tre a una, con l'ottimizzazione delle risorse e con una programmazione efficace e produtti- va che ha coinvolto altri enti camerali nei processi di promozione e di internazionalizzazione. Le Camere di commercio, infatti, sono autonomie funzionali che svolgono funzioni di interesse generale in favore del sistema delle imprese, assicurando e promuovendo il loro sviluppo nell'ambito delle economie locali. Va tenuto presente, tra l'altro - si legg enella nota dell’ente camerale che l'autonomia finanziaria, basata sul diritto annuale a carico delle imprese, consente al sistema di non gravare sul bilancio dello Stato. “I consiglieri cameraliconclude l'ordine del giorno-rivendicano e ribadiscono così, con le azioni concrete, che la passione per un'idea può comportare sacrifici e comportamenti consequenziali per chi assume di essere classe dirigente. Se questo non fosse sufficiente ad invertire il percorso intrapreso in sede nazionale, si avrebbe il legittimo motivo di sospettare concludono - che dietro l'alibi della competitività e dello sviluppo del Paese, dietro il paravento della virtuosità di ciascuno, si cela esclusivamente una deleteria volontà politica di spoliazione del territorio». [email protected] PEEP SAN GIACOMO LA PROTESTA Appello di Adiconsum ai cittadini tartassati Le decisioni del Governo mettono in ginocchio anche la sede Inps di via Cappelluti ANCORA una volta - ha affermato Marina Festa, Segretario Provinciale dell'Adiconsum - i cittadini materani devono preoccuparsi di richieste di pagamento provenienti dal Comune di Matera. Infatti, nei giorni, scorsi sono stati notificati migliaia di atti di ingiunzione relativi a sanzioni amministrative, per violazione del Codice della Strada, risalenti ad anni addietro. Considerata che anche questa azione del Comune di Matera, che è stata dettata forse dalla necessità di recuperare denaro su ogni fronte, presenta aspetti poco chiari e molto nebulosi, l'Adiconsum di Materasi legge nella nota del presidente Marina Festa - è a disposizione di tutti coloro i quali avessero la necessità di chiarimenti e di verifica circa la legittimità delle azioni intraprese dal Comune. Il problema legato al versamento dei canoni per le aree Peep è al centro di un contenzioso fra i cittadini e l’amministrazione comunale che ha portato anche ad un ricorso al Tar. La battaglia sta andando avanti a forza di carte bollate e non sembra essere ancora giunta ad un punto fermo. Per ulteriori informazioni Adiconsum è a disposizione nella sede che si trova in Via Ettore Maiorana n. 31, tel. 0835330538, e-mail a [email protected]. [email protected] Presidio contro il rischio chiusura DOMANI saranno in presidio davanti alla Prefettura per protestare contro i provvedimenti governativi che stanno mettendo in ginocchio enti previdenziali come l’Inps, l’ex Inpdap e l’Inail attraverso la spending review. Il coordinatore della Cisl-Fp, Rpberto Taratufolo ha annunciato in un comunicato «Il paradosso del decreto di stabilità che chiede agli enti previdenziali di risparmiare altri 300 milioni di euro. E dove li va a cercare ? - prosegue Dove li va a togliere? Dal salario dei lavoratori, dai progetti speciali che sono serviti in questi anni ad aumentare la produttività e a sveltire i servizi». Il rischio di chiusura cui va incontro anche la sede dell’Inps di Matera, in via Cappelluti, ha motivato la manifestazione che si terrà in piazza Vittorio Veneto. Nella nota di Taratufolo, l’esponente sindacale pone una serie di riflessioni: «Occorre fare due conti chiarificatori - spiega - Il solo costo annuale delle consulenze esterne del Super-Inps è di 60 milioni di euro, a cui purtroppo bisogna aggiun- Sui cancelli della sede Inps di via Cappelluti ci sono le bandiere dei sindacati gere gli oltre 200 destinati agli appalti esterni. se a ciò - prosegue - aggiungiamo la mancata valorizzazione della vendita degli immobili, il risultato è chiaro: il serbatoio degli sprechi da cui recuperare le risorse economiche è molto, molto più ricco delle tasche dei lavoratori vessate ormai da anni da inaudite sottrazio- ni». La Cisl Fp si dice pronta a «Sostenere una riorganizzazione del sistema a somma positiva che mantenga il livello dei servizi, una riorganizzazione che inizi proprio dal taglio di incarichi esterni, appalti e pagamenti impropri». matera @luedi.it E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro Matera RASSEGNASTAMPA Martedì 13 novembre 2012 PROSEGUE il percorso nel’ambito del progetto sulle smart cities a cui Matera ha aderito. Sono due, infatti, i progetti candidati al bando “Avviso per la presentazione di idee progettuali per Smart Cities and Communities and Social Innovation” pubblicato dal ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR) che promuovono , soprattutto nel Mezzogiorno, l'utilizzo evoluto delle tecnologie da parte di cittadini, imprese ed amministrazioni. Il primo progetto vede coinvolto un partenariato misto pubblicoprivato composto da centri di ricerca operanti sul territorio nazionale, università e Pmi, e dai Comuni di Matera e Ferrara, che ha ideato la proposta progettuale Matera sarà impegnata in due progetti anche con la città di Ferrara Territorio e cultura per le smart cities “Smart Underground Cities”. «L'ambito prioritario dell'iniziativa - spiega l’assessore Rocco Rivelli - è quello della “Sicurezza del Territorio” con particolare attenzione alla mitigazione delle conseguenze di eventi naturali estremi. Il progetto individua due siti principali di sperimentazione. Il primo è a Ferrara, il secondo nella Città di Matera, con il suo centro storico dei Sassi patrimonio mondiale dell'Unesco, esposto ad una serie di fenomeni di dissesto idrogeologico, e già selezionata quale area test per il progetto Smart Basilicata nel settore “Smart Culture and Tourism”. I partner di questo progetto sono: Ogs, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale; Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche (Imaa ed Irea); Unife, Università di Ferrara; Gruppo Hera; TeRn, Consorzio Tecnologie per le Osservazioni della Terra ed i Rischi Naturali; Ids; Rotas; Teconinn; Ifm Ferrara. La seconda proposta progettua- le è denominata “Smart maintenance, conservation and restauration of cultural heritage”. Tre sono i principali obiettivi: ottenere nuovi prodotti e sistemi innovativi per il restauro non solo focalizzato all'architettura, o materiali lapidei, bensì alle opere d'arte in generale, siano esse architettoniche, pittoriche, scultoree, librarie, e potranno essere utilizzati per il consolidamento di altri supporti e materiali; la implementazione e adozione di tecniche recupero del biodegradamento mediante mi- crorganismi antagonisti, e metodi di micro-ricostruzione di calcareniti attraverso microrganismi; implementazione e adozione di protocolli per la manutenzione di edifici storici tramite software tecnologici che consentano di avviare azioni di restauro/manutenzione a basso impatto per l'ambiente con bassi costi di realizzazione. Elenco Partecipanti: Icap Leather Chem spa; Biofarm Italia spa: Sky Technology srl; Eedwt (ICT); Consorzio Exo, consorzio aziendale non-profit per la ricerca industriale; Università di Roma La Sapienza; Università della Basilicata; Università de L'Aquila; Università di Venezia Cà Foscari; Comune di Matera. [email protected] Tra i temi sollevati, quello della distribuzione equa degli alunni per evitare le classi-pollaio Via Bramante, via al dialogo Il Comune avvierà un tavolo di lavoro allargato ai genitori del Comitato DISCUTERANNO in un tavolo di lavoro i problemi dei loro figli, trasferiti in altre due scuole dopo la chiusura dell’edificio che ospitava la scuola di via Bramante. I genitori, riuniti del comitato che prende il nome da quella strada, diventata famosa con il passare dei mesi, hanno sottolineato in una nota la necessità di avviare un confronto che, concretmente scongiuri i rischi legati alla programmazione del prossimo anno scolastico. Solo pochi giorni fa si erano riuniti di nuovo di fronte alla ex scuola ormai chiusa e avevano chiesto risposte all’amministrazione comunale, colpevole di non aver saputo individuare soluzioni idonee alle esigenze di genitori e bambini e di aver chiuso una struttura che rappresentava la realtà più ampia del territorio in termini di presenze. Un incontro con l’assessore comunale Simona Guarini ha consentito di registrare un passo avanti nei rapporti all’insegna del dibattito aperto. In una nota, il comitato dei genitori guarda avanti e scrive in una nota: «Dall’apertura delle iscrizioni alle prime classi della scuola dell’infanzia, primaria e scuola secondaria di primo grado, dipenderà il mantenimento dell’organico e della continuità didattica oltre che il destino identitario del VI istituto comprensivo». I rapporti fra amministrazione comunale e genitori erano cominciati in modo particolarmente duro quando, all’apertura dell’anno scolastico, i bambini furono costretti a tra- Franco Palumbo celebrato a un anno dalla morte sferirsi alla scuola Marconi e a quella di piazza degli Olmi. La proposta del comitato è di individuare un unica struttura, per così dire comprensoriale, nella quale ospitare sia la scuola elementare che gli altri ordini attualmente trasferiti in altri plessi. Alla manifestazione di protesta dei genitori aveva partecipato anche il parroco della chiesa di S. Paolo, il quale aveva sottolineato il ruolo importante del quartiere che vedeva nella scuola uno dei presìdi più importanti. In quella occasione era stato chiesto un segnale da parte dell’amministrazione comunale che, a quanto pare, è arrivato. [email protected] I genitori riuniti davanti all’ex scuola, nei giorni scorsi. Il Comune avvierà un tavolo di lavoro allargato sulla vicenda Nominato il comitato di tappa del Giro d’Italia a Matera CONSIDERATO che il giorno 8 maggio Matera sarà sede di tappa del 96° Giro Ciclistico d'Italia, la giunta comunale ha costituito un comitato esecutivo per il miglior coordinamento delle attività programmate per questa importante manifestazione sportiva. Lo rendono noto il sindaco, Salvatore Adduce, e l'assessore comunale allo Sport, Sergio Cappella. Il comitato di tappa è così composto: Antonio Fasanella, presidente, Roberto Cifarelli, vicepresidente, Carmine Acquasanta, delegato arrivo, Domenico Popolizio, delegato quartiere tappa, Serafino Paternoster, delegato stampa, Luca Gagliardi, delegato marketing, comunicazione e logistica, Bruno D'Amelio, delegato Polizia locale, Antonio Vammacigno, delegato settore Lavori pubblici, Fedele Braia, delegato settore traffico, Anna Schiuma, dele- gato settore igiene. L'unico esterno è Carmine Acquasanta inserito nel comitato in quanto presidente del comitato provinciale della federazione ciclistica. La Giunta comunale ha inoltre istituito un gruppo di consultazione presieduto dall'assessore comunale allo sport e traffico, Sergio Cappella, e formato dal presidente del comitato provinciale della federazione ciclistica e dai presidenti delle società affiliate. L'obiettivo del gruppo di consultazione è quello di promuovere e organizzare iniziative in tema di mobilità sostenibile e di uso della bicicletta in occasione della tappa materana del Giro d'Italia. “La costituzione del comitato tappa afferma l'assessore Cappella - è un primo passo obbligato per cominciare ad avviare tutta la macchina organizzativa per la tappa materana del Giro d'Ita- lia. Già nei prossimi giorni il comitato avvierà una serie di sopralluoghi in alcune zone della città. Subito dopo il Comitato tappa accoglierà a Matera alcuni rappresentanti della organizzazione nazionale del Giro al fine di effettuare nuovamente i sopralluoghi nelle zone nel frattempo individuate”. «UN esercizio di memoria nel solco delle passioni che lo hanno mosso per tutta la vita». Con questo pensiero la famiglia del compianto Franco Palumbo, scomparsopoco piùdi unanno fa,organizza la manifestazione “Abbarabbiss - E' nato Franco”. Il 16 novembre, giorno della sua nascita, nella chiesa della Madonna del Carmine - Palazzo Lanfranchi, alle 18 sarà ricordato con una serata tra musica, disegno, fotografia, tradizione, religiosità e fiabe. L'ospite d'onore sarà Lucio del Pezzo, un grande artista legato a Matera e a Franco Palumbo da lunghissima data, che sarà affiancato dal critico d'arte Giuseppe Appella, dagli amici del circolo culturale “La scaletta”, da don Angelo Tataranni e da tanti altri che lo ricorderanno nei suoi molteplici aspetti di “uomo di fede e di passioni per l'arte e per la sua città”. La serata sarà allietata dalla chitarra di Felice Lionetti, che presenterà le sue composizioni, interpretate da Antonella Palumbo; dalla musica popolare, interpretata da Adele Caputo, accompagnata da Piero Pacione (chitarra e voce), da Gregorio Giamba (violino), Daniele Gagliardi (tamburello) e Massimo Colucci (cupacupa). Durante la manifestazione avrà luogo la drammatizzazione de “La formica che si voleva maritare”, fiaba tradizionale, trascritta da Franco Palumbo, realizzata dai bambini della sezione B della scuola per l'Infanzia “Padre Giovanni Minozzi”, coordinati dalla maestra Teresa Dimatteo. Infine, sarà proiettato un video di Luca Acito, con i disegni di Giuseppe Palumbo e la voce recitante di Franco Palumbo, di cui per tutta la durata della festa saranno proiettate diapositive e disegni che illustrano i suoi libri e le sue fiabe; l'audio del video “F'rnit d'fatie”è stato curato da Alberto Casati. Francesco Paolo Palumbo, nato a Matera il 16 novembre 1930, è stato socio fondatore del Circolo Culturale “La Scaletta” di Matera (aprile 1959), nel quale è stato responsabile del settore arti visive, organizzando mostre e ricercando giovani talenti lucani. Presidente dello stesso sodalizio per vari anni, dal 1978 ha collaborato all'allestimento delle “Grandi mostre”di scultura nel Sassi. Negli anni 70 ha rappresentato il Circolo La Scaletta nella Commissione Giudicatrice del Premio Basilicata - Sezione Saggistica. E' stato socio del “Touring Club Italiano”per il quale ha ricoperto l'incarico di console regionale per la Basilicata. In questa veste si è impegnato per far conoscere ai soci del Tci le valenze turistiche dei paesi del retroterra di Basilicata, tenendo anche incontri sull'importanza del turismo nei piccoli centri lucani eorganizzando visite per scoprire le bellezze del territorio. Tra il 2000 e il 2006 è stato docente presso l'Università della Terza Età (Unitep) con lezioni sul dialetto materano, lingua parlata e scritta, storia e fonetica e ha tenuto lezioni in corsi di formazione della Regione Basilicata per operatori del turismo culturale. Ha collaborato a varie pubblicazioni e, in particolare, nel 1972 al volume “La festa del 2luglio aMatera”, incollaborazione con Mauro Padula; nel 1990 al volume “La murgia materana, testimonianza della cultura subalterna” ; nel 1966 al volume “Le chiese rupestri di Matera”; nel 1975 al volume “Matera immagini e documenti”; tra il 1988 e il 1990 si è dedicato alla realizzazione di sei quaderni per le scuole su Matera e sulsuo patrimonio storico, archeologico e artistico. Ha collaborato, inoltre, con alcuni saggi tra il 1980 ed il 1990 sulla rivista “Beni culturali e ambiente”e la rivista “Qui touring”. Ha pubblicato, tra il 2000 ed il 2006, dodici libretti di fiabe materane in dialetto e in lingua. E' stato presidente del consiglio di amministrazione dell'Associazione “Maria Santissima della Bruna”. [email protected] E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro 32 Matera RASSEGNASTAMPA Corriere.it Esodati, la Ragioneria dello Stato: «Platea più ampia, servono più fondi» Trovate invece le risorse per evitare l’aumento delle ore di lavoro dei professori Si riapre il nodo degli esodati nella legge di Stabilita. La Ragioneria avrebbe evidenziato una estensione della platea nell’emendamento dei relatori che renderebbe carente la copertura. Il confronto è aperto con la volontà di trovare una soluzione. Tra le ipotesi una maggiore stretta sull’indice di rivalutazione di pensioni ricche. L’ EMENDAMENTO - I relatori hanno depositato sabato l’emendamento che include nella platea dei lavoratori da salvaguardare come ‘esodatì anche «i lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonchè di cessazione dell’attività dell’impresa, purchè privi di occupazione, che maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi». Le risorse individuate, invece, poggiano su un meccanismo di «autocopertura» - cioè di utilizzo delle risorse già stanziate - considerando di scontare dal computo degli esodati i periodi di «non lavoro» coperti finanziarimente grazie agli scivoli economici presi dal lavoratori come buonuscita dall’impiego. A settembre - come una sorta di clausola di salvaguardia - è prevista nell’emendmento la possibilità, se le risorse non saranno sufficienti, di rivedere in maniera restrittiva «l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato». L’ALLALRME - La Ragioneria avrebbe evidenziato domenica mattina che la copertura, vista l’estensione della platea, non è più sufficiente. Sul tavolo del confronto ci sarebbe quindi un sub-emendamento del governo che proporrebbe l’utilizzo della stretta sulle pensioni più alte non più come clausola di salvaguardia ma come copertura tout court da subito. Su questo tema il confronto sarebbe però ancora aperto anche se l’obiettivo è quello di arrivare concretamente ad una soluzione il prima possibile. DOCENTI - Arriva invece la soluzione sui tagli al settore scolastico che evita così di aumentare l’orario di lavoro dei docenti. Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, sta ora illustrando in commissione Bilancio l’emendamento che trova risorse da alcuni micro-capitoli come i distacchi dei docenti e da vecchi accantonamenti. L’emendamento, in particolare, raggiunge le risorse programmate dal taglio della spending review per il ministero dell’Istruzione attraverso diverse misure: 1,8 milioni dal taglio dei distacchi sindacali e dei comandi dei docenti del personale scolastico al ministero e ad altri enti; 6 milioni dalla dismissione immobile di piazzale Kennedy, a Roma, utilizzato come sede del ministero dell’Università prima dell’accorpamento con il ministero dell’Istruzione; 20 milioni dai tagli per i bandi dei fondi First e Trin; 30 milioni di tagli sul progetto Smart City nel centro nord; 47,5 milioni dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa «senza pregiudicare l’offerta»;e ulteriori maggiori risorse da un fondo alimentato nel passato dagli accantonamenti di risorse raccolte con vecchi tagli. Profumo nel corso della commissione ha ringraziato il ministero dell’Economia per l’aiuto nell’identificare le nuove risorse che hanno consentito di cancellare la norma che prevedeva l’aumento dell’orario per i professori. Redazione Online