RASSEGNASTAMPA
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13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
OCCUPAZIONE
OSPEDALE SAN CARLO
Social forum e tv
conquistano la sinistra
La politica diventa format
Domani lo sciopero Cgil
per difendere il lavoro
La Uil si dissocia e fa da sè
Assoluzione bis: illegittima
la punizione al dr Strangio
alle pagine 6 e 7
I sindacati: ora clima di serenità
ANTONIO LIOTTA a pag. 15
Anno 11. n. 314 € 1.20
in abbinata obbligatoria con il Domani dello Sport
a pagina 18
Martedì 13 novembre 2012
www.ilquotidianodellabasilicata.it
Direzione e Redazioni: POTENZA, via Nazario Sauro 102, cap 85100, tel. 0971-69309, fax 0971-601064; MATERA, Piazza Mulino 15, cap 75100, tel. 0835-256440, fax 0835-256466
Notificati ulteriori avvisi a comparire nell’indagine per mafia a carico del consigliere regionale Udc
Mancusi, nuovi testi dal pm
Portaborse fantasma: altro filone d’inchiesta sulla casta della Regione
Provincia, una corteo troppo istituzionale
Potenza
Scanzano ma non solo: ecco quando
la piazza ha partecipato davvero
Ennesima frana
a Sant’ Antonio
Lamacchia
Esposto in Procura
LEO AMATO
alle pagine
LORUSSO a pagina 27
Matera
Conferenza stampa
Rosa (Pdl)
all’attacco
contro il progetto
salva Asi
«Porcherie
la regione
bancomat
brucerà
33 milioni»
LABANCA a pagina 17
SPORT
Basket Dna
La Bawer
torna
capolista
Matera
La terza via Il prossimo (Domenica)
va’dove ti porta dell’opzione passo saranno
e l’isola
il cuore
zero
le regioni
del tesoro
di ANTONELLA PELLETTIERI
di ANTONIO RIBBA
di MARIA ANTEZZA
di VITO BUBBICO
Le analisi e i commenti sono nelle pagine 20 e 21. Il pezzo di cronaca è di Margherita Agata a pag. 12
CIERVO a pagina 31
Da ieri niente più cause civili nel palazzo di giustizia materano. Per quello potentino la Regione assicura le spese
Pisticci, tribunale deserto. Melfi, si spera ancora
LA vicenda dei tribunali registra la chiusura di Pisticci. Su
Melfi si recupera il tempo perduto con i fondi stanziati dalla
Regione per tenerlo aperto.
Basterà?
Potenza
FIDANZIO E D’ALESSANDRO
alle pagine 29 e 34
Il crac
del calcio
raddoppia
Azienda di Vietri
Dalla Basilicata
alla Toscana
per illuminare
le vetrine Padra
Basket Donne
La Basilia
pensa
in grande
Piano casa 2
Parla Adduce
«Più verde»
a pagina 19
21113
9
771128
022007
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
PRIMARIE
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Martedì 13 novembre 2012
La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,20
LA GAZZETTA
(in abbin. con La Stampa)
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
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Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l’Africano 264 - 70124 Bari. Sede centrale di
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Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 125° Numero 314
I CARABINIERI NELLE STRUTTURE DI FOGGIA E BISCEGLIE
Don Uva di Potenza
paura dopo il blitz
dei Nas in Puglia
SERVIZI IN GAZZETTA DI BASILICATA A PAGINA V >>
L’Ilva all’esame dell’Aia Reggina piccola piccola
È scontro Clini-Vendola mette nel sacco il Bari
TARANTO
Battaglia sul
dissequestro
degli impianti
per poter
procedere
alla bonifica
DON UVA La sede di Potenza
SERIE B
Nel posticipo
casalingo i
biancorossi
battuti per 1-0
dalla Reggina
[Foto Luca Turi]
MAZZA
A PAGINA 14 >>
SERVIZI
NELLO SPORT >>
LE SFIDE ANCHE I MEDIA STRANIERI CONCENTRATI SULLO SCONTRO TV. LEGGE ELETTORALE: MURO CONTRO MURO. GRILLO CACCIA UN ALTRO DISSIDENTE
L’INCHIESTA PER SETTE ALTI DIRIGENTI DI S&P E DI FITCH
di rating
I 5 del Pd divisi sugli alleati Agenzie
la Procura di Trani
Vendola e Renzi chiudono a Casini. Bersani: le primarie ci fanno forti
E Monti parla della patrimoniale, ma poi precisa: non è un annuncio
LEGGE DI STABILITÀ
LA «TASSA
SUL BENESSERE»
CHE TANTO PIACE
A MISTER MONTI
Sciolto il nodo esodati
finalmente la copertura
Detrazioni per i figli fino a 1.080 euro
di GIANFRANCO SUMMO
P
retendere una discussione serena, quasi
accademica,
sulla
«patrimoniale» a sei
mesi dalle elezioni, in Italia, è
pura follia. Forse è l’unico vero
appunto che si può muovere al
professor Monti a proposito
delle dichiarazioni di ieri. Ha
risposto in inglese a domande
fatte in inglese nel corso di un
forum organizzato dal Financial Times e questo già da solo
spiega il clima «british» che
può aver indotto il presidente
del Consiglio a sentirsi più bocconiano che premier, più professore che politico. Tuttavia,
se entriamo nel merito del suo
discorso complessivo, le frecciate politiche non sono mancate intorno alla parola «patrimoniale». Una scudisciata al
Pdl: «Ad alcune componenti
della nostra maggioranza multicolore quella parola non piace proprio».
SEGUE A PAGINA 23 >>
chiede il processo
l Legge di Stabilità in dirittura d’arrivo: giovedì
dovrebbe essere approvato in aula un testo stravolto
rispetto alla proposta del governo ma sul quale c’è un
nuovo accordo con i partiti. Cancellata la riduzione
delle aliquote Irpef ma arrivano detrazioni da 800 a
1.080 euro per i figli e sgravi Irap dal 2014. Esodati, via
libera alla bozza finale: dalla copertura (il fondo è di
nove miliardi) restano fuori solo i licenziati prima del
2011.
SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 4 E 6 >>
TRANI La conferenza stampa del procuratore [foto Calvaresi]
SERVIZI ALLE PAGINE 4 E 5 >>
APPELLO A STATO E FAMIGLIE. GLI AUGURI A UNA CENTENARIA
Il papa va
dagli anziani
«Mi sento
come voi»
NORSCIA CON ALTRI SERVIZI A PAGINA 7 >>
QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO
DEL DDL SULLA DIFFAMAZIONE
di MICHELE PARTIPILO
O
ggi torna in Aula al Senato il disegno di legge sulla diffamazione, approntato in fretta e furia per salvare da una
condanna a 14 mesi di carcere il giornalista Alessandro
Sallusti, direttore del «Giornale». Il testo è quello riscritto dal presidente della Commissione giustizia, Filippo Berselli, dopo lo sfortunato iter del ddl orginario presentato dai senatori Gasparri e Vita.
SERVIZIO A PAGINA 16 >>
SEGUE A PAGINA 23 >>
MALTEMPO FIUMI IN PIENA
NAPOLI
ROMA Il papa saluta una delle anziane ospiti della Casa Famiglia
ONORA IL PADRE E LA MADRE
di ONOFRIO PAGONE
F
a tenerezza questo Papa anziano, ultraottantenne, che
va a trovare suoi coetanei in una casa di riposo e,
congedandosi da loro, fuori dal protocollo si lascia
andare e ammette: «Esco ringiovanito da questa visita».
È stato un inno alla terza età l’incontro di ieri di Benedetto
XVI nella casa famiglia gestita dalla Comunità di Sant’Egidio
sul Gianicolo, a Roma. È stata l’esaltazione degli anni della
saggezza e della fragilità del corpo, ma non della tristezza.
SEGUE A PAGINA 23 >>
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Studenti e disoccupati L’Italia divisa in due
assediano la Fornero un morto e gravi danni
A PAGINA 8 >>
Roma teme il Tevere
STATI UNITI
Diventa un «giallo»
la relazione di Petraeus
A PAGINA 17 >>
NUOVO ANNO
Università del Salento
Laforgia: basta corrotti
TONDO A PAGINA 10 >>
l Italia divisa dal maltempo
con il Centro-Nord in piena
emergenza allagamenti. In Toscana le situazioni più gravi, tanto da far intervenire l’esercito. Si
conta anche una vittima. Tutti i
corsi d’acqua sono a rischio
esondazione: osservato speciale
l’Arno a Firenze, mentre a Roma
è attesa per oggi fra mille ansie
l’ondata di piena del Tevere. Collegamenti difficili e paesi
sott’acqua anche in Veneto.
SERVIZI A PAGINA 15 >>
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Martedì 13 novembre 2012
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
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I COSTI DELLA POLITICA PASSATI AL SETACCIO DELIBERE E FINANZIAMENTI. OCCHI PUNTATI SU QUELLE CHE SONO CONSIDERATE SPESE ECCESSIVE
INCHIESTA SANITÀ TRUFFA E ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
dei carabinieri
Il Pdl accusa il Consorzio Asi Blitz
al Don Uva di Foggia
«Un ente inutile e sprecone» Bloccati i pagamenti
Un debito di 37 milioni di euro e troppe consulenze esterne
Polemica su un contributo
per la mostra sulle
Regioni in occasione dei
150 anni dell’Unità d’Italia
Oggi l’ente aveva
promesso di versare il
secondo acconto degli
stipendi di agosto
l Ha debiti per 37 milioni di
euro. Il Consorzio industriale di
Potenza è sotto accusa per la gestione dei suoi conti. La denuncia è del Pdl che ha sferrato un
duro attacco contro l’Asi di Potenza. Per i pidiellini, che hanno
passato al setaccio delibere e
provvedimenti, nonostante la
pesante posizione debitoria,
l’ente abbonda in consulenze
esterne, spese legali, premi di
produttività ai dirigenti e varie
spese. Costi che si aggiungono a
quelli del personale.
l Blitz dei Nas alla Casa della
Divina Provvidenza di Foggia e
Bisceglie. I reati contestati: associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle
Stato e peculato. Quali possibili
riflessi sul Don Uva di Potenza?
I lavoratori continuano a non
percepire lo stipendio nonostante le promesse dell’ente che
aveva comunicato il pagamento
della seconda parte della mensilità di agosto nella giornata di
oggi. Si chiede la revoca della
convenzione con Bisceglie.
INCISO NELLE PAGINE II E III >>
UFFICI La sede del consorzio industriale di Potenza [foto Tony Vece]
SERVIZIO A PAGINA V >>
IL CASO MANCUSI
FERROVIE: DISAVVENTURA SULL’INTERCITY
L’ex boss autorizzato
dalla ‘ndrangheta
a trattare con politici
e con la massoneria
Sul biglietto
ha il posto 101
ma in treno
ce ne sono solo 90
l Era stato autorizzato dalla ‘ndrangheta a
trattare con politici, servizi segreti e ambienti
della massoneria. Lo rivela Tonino Cossidente, ex
boss dei basilischi ora collaboratore di giustizia,
che avrebbe avuto rapporti con Agatino Mancusi,
con Roberto Galante e con Luigi Scaglione. La
Procura antimafia sta approfondendo le dichiarazioni del pentito sui presunti rapporti tra la
famiglia mafiosa dei basilischi e il mondo della
politica. Intanto in questi giorni altri collaboratori dell’assessore Mancusi saranno ascoltati
dal pm Basentini. L’indagine è alle battute finali.
l Dopo il treno che arranca in
salita, nei pressi della stazione di
Baragiano, ora è il turno di quello
con i posti assicurati, perché prenotati online, ma di fatto inesistenti. Uno dei passeggeri di una
carrozza aveva acquistato il biglietto con il numero 101, ma quel
posto non c’era, semplicemente
perché la carrozza quattro aveva
posti a sedere fino al numero 90.
MIOLLA A PAGINA IV >>
LAVELLO
TAGLIANDO Il biglietto con il posto assegnato n. 101. Che non esiste
MALTEMPO LA REGIONE È RIUSCITA AD OTTENERE I FONDI DA ROMA
La rivolta dei pensionati
«Imu troppo alta per noi»
Sette milioni per l’alluvione
e ora serve più sicurezza
SIT-IN Il presidio [foto Tony Vece]
BRANCATI A PAGINA VII >>
POTENZA
SERVIZIO A PAGINA VI >>
POTENZA CHIESTA LA RIMODULAZIONE IN BASE AL REDDITO
l I pensionati scendono in
piazza per chiedere una rimodulazione dell’Imu sulla
prima casa. Ieri hanno manifestato davanti alla sede del
Municipio di Potenza. I sindacati di categoria rivendicano una detrazione dell’Imu
sulla prima casa in relazione
al reddito. In Basilicata le
pensioni da contributi erogate dall’Inps sono oltre
148mila.
INDAGINI I carabinieri del Nas
Lettera-denuncia
alla Polizia locale
per le multe
che «ritornano»
SERVIZIO A PAGINA IV >>
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ai lavoratori lucani
DANNI L’alluvione del 2011
l La Regione ha ottenuto dal
Governo sette milioni di euro,
per finanziare interventi urgenti di protezione civile in
conseguenza dell’alluvione del
marzo 2011, e in attuazione
dell’ordinanza del Presidente
del Consiglio dei ministri del 25
novembre 2011. I fondi saranno
impiegati per le operazioni di
messa in sicurezza degli argini
dei fiumi Bradano, Basento,
Sinni e Ofanto.
SERVIZIO A PAGINA IX >>
Assegnatari
di case popolari
Lunga attesa
e ipotesi sfratto
RUSSO A PAGINA VIII >>
RASSEGNASTAMPA
Nell’immaginario americano
il mondo arabo ha preso
il posto del comunismo.
Ora che il muro di Berlino
è caduto, ci si è rivolti
a un nuovo diavolo: l’arabo,
il musulmano.
Tahar Ben Jelloun
1,20 Anno 89 n. 314
Martedì 13 Novembre 2012
Cinema
italiano
nel pallone
Gallozzi pag. 20
Psicoanalisi e crisi:
gratis sul lettino
Scateni pag. 17
Pennac:
«Scritto
sul corpo»
Lorenzetti pag. 19
U:
Sfida tv, il bello delle primarie
● Il confronto di Sky tra i
cinque candidati ● Scontro
Alleati, nozze gay
costi della politica:
sale la tensione
Renzi-Vendola su lavoro e
patrimoniale ● Bersani: no
ai condoni e «lenzuolate» su
moralità ● Le proposte
di Tabacci e Puppato
BUCCIANTINI COLLINI
FANTOZZI FRULLETTI
ZEGARELLI A PAG. 2
Ha vinto
il centrosinistra
Blog, tv e ritocchi:
è polemica
prima del match
PIETRO SPATARO
●
chi
il più aggressivo, chi il più mediatico. Si
OGGI SI DISCUTERÀ SU CHI È STATO IL
PIÙ BRAVO, CHI IL PIÙ AFFIDABILE,
LOMBARDO VENTIMIGLIA A PAG. 3-4
discuterà e ci si dividerà, com'è normale. Ma al di là delle pagelle, il confronto
tv di ieri sera tra i cinque candidati alla
premiership del centrosinistra è stata
una grande prova di vitalità politica in
uno dei momenti più confusi dell'Italia.
In un paesaggio nel quale ogni singolo
elemento del sistema è sottoposto a una
micidiale forza centrifuga, la sfida delle
primarie diventa quasi un fattore di sicuSEGUE A PAG. 2
rezza democratica.
Troppa ansia
da X Factor
IL COMMENTO
MARIA NOVELLA OPPO
Tutti in piedi, dietro cinque
leggii, preceduti da brevi cenni
biografici. Aprendo le danze,
Bruno Tabacci dichiara che le
tasse sono troppe, bella
scoperta, ma ha appena iniziato
a parlare e già, visibili sullo
schermo alle sue spalle, sono
passati 30 secondi, un terzo del
tempo assegnato. Che stress.
Laura Puppato spara subito la
patrimoniale, ma, zac, tempo
scaduto. Renzi dice di voler
cambiare le regole del gioco e
già passa la palla a Vendola.
SEGUE A PAG.4
Sondaggio Tecné
Bersani primo
con ogni platea
CIARNELLI A PAG. 5
Corriere e Stampa promessi sposi
● Nella ristrutturazione
Rcs ipotesi di alleanze
e concentrazioni editoriali
Staino
STABILITÀ
Esodati, arriva
la copertura
Monti «parla»
di patrimoniale
RINALDO GIANOLA
Un’alleanza, un matrimonio tra la
Stampa e il gruppo Rcs Mediagroup, la
creazione del più grande polo di quotidiani, con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello sport. È l’ipotesi che nasce tra
le pieghe del piano di ristrutturazione
di via Solferino e il prossimo aumento
di capitale di Rcs che potrebbe riaprire
la battaglia per il controllo della società. Dopo l’idea di fusione tra Intesa
SanPaolo e Unicredit, sull’asse Torino-Milano il capitalismo italiano valuta un’altra ipotesi clamorosa.
● Fornero contestata
a Napoli: lancio di petardi,
la polizia carica
ANDRIOLO DI GIOVANNI A PAG. 8-9
A PAG.7
Il pescatore che forniva
il tritolo a Cosa Nostra
È un pescatore l’uomo che procurò alla
mafia l’esplosivo usato per uccidere
Falcone e Borsellino, ma anche per le
stragi del ’93 a Milano, Firenze e Roma. Si chiama Cosimo D’Amato, 57 anni, ed è stato arrestato ieri dopo le dichiarazioni fornite da Gaspare Spatuzza. L’uomo recuperava il tritolo dagli
ordigni inesplosi della seconda guerra
mondiale trovati in fondo al mare al largo di Palermo.
BIONDO GIANNOTTI A PAG. 11
WH112C7qxbDJG+9O9hIFyS6mX9HgXLZbkmQdubAc2LQ=
A PAG. 2-3
Cattolici e dna
democratico
L’INTERVENTO
STEFANO FASSINA
Come Francesco Garofani e
Antonello Giacomelli (l’Unità, 9
novembre), anche il sottoscritto
è «profondamente convinto che
senza l’apporto della cultura
politica dei cattolici democratici,
senza la loro attitudine
riformatrice, il Pd non sarebbe
SEGUE A PAG. 16
mai nato».
Maltempo, allarme Toscana
Rossi: mandate l’esercito
Treni fermi, bloccata l’Aurelia, chiusa
l’autostrada del Sole. Il maltempo flagella il centro dell’Italia e le maggiori
difficoltà si registrano in Toscana e
Umbria. In una frazione della Maremma un uomo di 73 anni è morto in auto
dopo essere stato travolto da un’ondata di piena; grave un’anziana a Orbetello. A Orvieto molte persone hanno passato la notte sul tetto delle case. Il governatore della Toscana chiede l’invio
RICCIARELLI A PAG. 13
dei militari.
Il Tar a Polverini:
data del voto
entro 5 giorni
FANTOZZI A PAG. 6
RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Martedì 13 novembre 2012
LEGGE DI STABILITÀ
I LAVORI IN COMMISSIONE
Le risorse derivate dalla razionalizzazione
dei trasferimenti alle imprese andranno
alla ricerca e al taglio del cuneo fiscale
Più detrazioni e meno Irap
nell’emendamento fiscale
Per i figli sgravi fino a 1.080 euro. Giovedì il via libera in aula
l ROMA. Sciolti, si spera, i nodi esodati,
fondo calo tasse, non autosufficienze e calamità naturali la Legge di Stabilità si avvia
all’approvazione della commissione Bilancio di Montecitorio anche se probabilmente
con un giorno di ritardo. Il Ddl atteso per
domani in aula arriverebbe invece giovedì.
Ma su questo è attesa una decisione della
capigruppo ancora non convocata. E un pezzo importante della manovra manca ancora
all’appello (ma sarebbe questione di ore spiegano dal Governo): l’emendamento fiscale
che cancella l’intervento Irpef e – oramai è
certo – aumenta le detrazioni per i figli a
carico (passano da 800 a 900 euro, e quello per
i bimbi sotto i 3 anni da 900 a 1.080) e avvia la
riduzione dell’Irap (con l’aumento dal 2014
delle deduzioni forfettarie per le assunzione
a tempo indeterminate e per quelle dei giovani).
In attesa delle ultime novità (alcuni argomenti come la sicurezza sarebbero lasciati all’intervento di Palazzo Madama) la giornata in commissione alla Camera è stata
comunque produttiva: domenica in tarda
serata via libera ad un emendamento dei
relatori (Pier Paolo Baretta del Pd e Renato
Brunetta del Pdl) che stabilisce che le risorse
che arriveranno dalla razionalizzazione dei
trasferimenti alle imprese saranno destinate alla ricerca e al cuneo fiscale. Poi il Belice:
ok al al finanziamento di 10 milioni nel 2013
per le zone colpite dal terremoto avvenuto
più di quaranta anni fa. E sempre in tema
FIGLI A CARICO Detrazioni fino a 1.080 euro
fiscale ok ieri in mattinata all’emendamento
che istituisce dal 2013 un fondo per il calo
delle tasse che sarà alimentato con le maggiori entrate dalla lotta all’evasione, dal calo
dei fondi per il servizio al debito e dalla
riduzione degli sconti fiscali.
Si scioglie («speriamo», commentano molti parlamentari mentre la Cgil parla di soluzione «parziale») anche il nodo esodati: i
relatori presentano un nuovo emendamento
con una copertura adeguata che è stata «certificata» dalla Ragioneria: o si risparmia dai
9 miliardi già stanziati (ad esempio con il
reinserimento al lavoro) oppure si prevede
la deindicizzazione delle pensioni sei volte
superiori al minimo (3.000-3.500 euro). Cam-
bia anche la platea e scompare il riferimento
ai lavoratori licenziati prima del 2011 per il
fallimento della propria società. Al loro posto c'è invece la categoria di chi è entrato in
mobilità entro il 4 dicembre 2011.
Ok infine anche all’emendamento che ripartisce le cifre all’interno del fondo sociale
(l'ex fondo Letta), cioè 900 milioni. Di questi,
200 milioni sono destinati alle spese del fondo per le non autosufficienze (anche Sla
quindi) mentre complessivi 35 milioni andranno per interventi a l’Aquila. Inoltre 50
sono stati destinati alle borse di studio e altri
fondi serviranno ad affrontare le recenti
calamità naturali.
L'attesa è ora concentrata sull'emendamento fiscale: scomparirà il taglio di due
punti alle prime due aliquote Irpef e aumenteranno le detrazioni per i figli a carico.
Si inizia inoltre a delineare il calo dell’imposta regionale sulle attività produttive, la
famigerata Irap.
Infine la scuola: nonostante la retromarcia del Governo sull'orari dei Prof i sindacati
confermano lo sciopero mentre la Cgil protesta sugli ammortizzatori: neanche l’ombra
del rifinanziamento nella Legge di Stabilità.
Ma restano i finanziamenti per l’acquisto
dei caccia F35: bocciato un emendamento
dell’Idv che li tagliava. Ma almeno saranno
contente le minoranze italiane in Slovenia e
Croazia e gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia: rifinanziati con emendamento Lega.
Francesco Carbone
Terremoti, scuola
fondo sociale: le novità
l Dagli esodati al Belice,
passando per le tasse: la commissione Bilancio della Camera sta continuando a esaminare gli emendamenti alla
Legge di Stabilità. Superati
gli scogli delle misure sul
fronte del welfare e della
scuola, resta ancora da mettere nero su bianco la riscrittura annunciata del pacchetto fiscale.
Di seguito le novità finora
approvate dal Parlamento.
ESODATI - Trovata la copertura: i nove miliardi già
stanziati verranno usati tutti
per garantire questa categoria di lavoratori.
Se non bastassero, oltre i
100 milioni di euro previsti
dalla Legge di Stabilità, scatterà la deindicizzazione alle
pensioni oltre i 3mila euro
lordi.
FONDO CALO TASSE - Si
parte con il 2103. E fanno
parte del fondo anche le «risorse derivanti dalla riduzione delle spese fiscali», le
cosiddette tax expenditures.
Un contributo arriverà anche
dal calo degli spread, anche
se la valutazione è rinviata al
Def.
FONDO GIAVAZZI - Le risorse che arriveranno dalla
razionalizzazione dei trasfe-
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELYFciAMxlTnFXmYEDihQJgM=
rimenti alle imprese siano
destinate alla ricerca e al
cuneo fiscale.
della pubblica amministrazione e delle Autorità indipendenti.
ORARIO
PROFESSORI,
STOP A 24ORE - Niente allungamento dell’orario dei
professori, come inizialmente previsto dalla Legge di
Stabilità.
LSU - Arriva un milione di
euro per la stabilizzazione
dei lavoratori socialmente
utili nei comuni con meno di
50mila abitanti.
FONDO SOCIALE - Ok
all’ex Fondo Letta da 900 milioni (nel 2013) ora destinati
in gran parte al sociale. 200
milioni vanno alle non autosufficienze (leggi Sla).
Nelle voci finanziate c'è però un pò di tutto: si va dalle
borse di studio all’Università, dagli ospedali allo sport
senza dimenticare le missioni di pace.
TERREMOTI, DAL BELICE
ALL'AQUILA - 10 milioni per
i territori colpiti dal sisma
del Belice del 1968 ma anche
35 milioni per l'Aquila.
SALTA LA STRETTA SU
IMMOBILI ENTI PREVIDENZA - Gli enti previdenziali
pubblici e privati potranno
acquistare immobili e stipulare contratti di affitto.
SPESE ARREDI, DIETA
P.A. MENO RIGIDA - Si allenta la stretta sulle spese per
acquisto di mobili e arredi
COMUNI E TASSE - I Comuni possono continuare a
trattenere i tributi statali.
ESULI ISTRIA - Arrivano i
fondi per rifinanziare la minoranza italiana in Slovenia
e Croazia e gli esuli di Istria,
Fiume e Dalmazia nel nostro
Paese.
INTERVISTA DEL MINISTRO IN GERMANIA
Grilli: «Sud, fallito
il modello di crescita»
l Vittorio Grilli lo dice in modo netto: il modello di crescita
del Sud Italia è fallito. Mentre,
in un’intervista alla Sueddeutsche Zeitung di oggi assicura
che la tabella di marcia di Angela Merkel non è affatto troppo
veloce per l’Italia. Per la quale le
riforme erano necessarie, esattamente come «la velocita» con
cui sono state affrontate. Risponde anche a una domanda
sulla Fiat: l'Italia deve diventare
più attrattiva, e questo anche
per il gruppo delle auto di Torino.
«Noi italiani abbiamo trascurato a lungo l’esigenza di rendere competitivo il nostro Paese.
Eravamo in una cattiva situazione. La disciplina di bilancio è
urgentemente necessaria. E an-
che la velocità con la quale al
momento riformiamo il Paese lo
è, ha spiegato, sottolineando che
in passato è stato «sprecato troppo tempo». Merkel e Schaeuble
non sono troppo veloci per Roma? «No, assolutamente – è la
risposta -. Io sono sicuro che se
tra un paio di anni guarderemo
indietro alla crisi saremo sorpresi di quanto velocemente gli
europei abbiano saputo reagire.
E sono sicuro che l’Europa in
dieci anni sarà leader. Altri Paesi che oggi portano avanti enormi deficit di bilancio saranno
lasciati indietro». Non fa i nomi.
Grilli illustra il percorso di riforme affrontato dal governo
Monti, e spiega che il progetto –
nel clima di una sostanziale
comprensione dimostrata dagli
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 5
Martedì 13 novembre 2012
Solo oggi il voto sull’ultima soluzione sulla
quale c’è una convergenza trasversale.
Parzialmente soddisfatta anche la Cgil
Se dovessero scattare nuove
necessità i fondi si preleverebbero
dalle pensioni superiori ai 3mila euro
Esodati, accordo con il governo
fuori i licenziati prima del 2011
Sulla bozza finale c’è il visto della Ragioneria: basteranno i nove miliardi
Le cifre sugli esodati
Per il Ministro Fornero
«Nel Meridione
l’economia è attaccata
alla flebo degli
investimenti statali»
italiani – è quello di rendere l'Italia più attrattiva nel panorama internazionale. E a chi gli
ricorda che la Fiat ha sostenuto
che «senza l’Italia» le cose andrebbero «meglio», replica:
«Non ascolto con piacere affermazioni del genere, ovviamente.
Il nostro compito è però rendere
l’Italia più attrattiva possibile.
Anche per la Fiat».
E' sul Sud-Italia che il ministro esprime le sue preoccupazioni: «Si deve ammettere che il
modello della crescita del Sud è
fallito. L’economia è attaccata
alla flebo degli investimenti statali e con le nostre riforme possiamo solo tentare di domare il
settore statale. Dobbiamo rendere più efficiente gli enti pubblici
e e ampliare l’industria».
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELa8scgZ//tuzfunifK0n9mw=
130.000
già salvaguardati
dal ’Salva-Italia”
9 mld giàdistanziati
euro
39
PE
0.2
00
RL
’IN
PS
10.000
nel prossimo biennio maturano
il diritto a essere salvaguardati
100
mln di euro necessari
arriveranno dagli eventuali risparmi
dei 9 miliardi già stanziati,
con una sorta di “autocopertura”
ANSA-CENTIMETRI
l ROMA. E questa dovrebbe essere la
volta buona. Governo (Ragioneria dello Stato compresa) e maggioranza dopo giorni di
stop and go trovano l’intesa per dare risposta ai cosiddetti «esodati». Per far quadrare i conti però dall’ultima versione
dell’emendamento presentato alla Legge di
Stabilità in commissione alla Camera restano fuori i lavoratori licenziati prima del
2011 per il fallimento della propria società.
«E' la risposta alle esigenze che ho posto di
salvaguardia per le persone che nel 2013 e
2014 rischiavano di trovarsi senza reddito»,
afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Ma la decisione non accontenta tutti.
«Soluzione parziale, il problema resta aperto», afferma la Cgil.
La novità verrà messa ai voti solo oggi ma
la soddisfazione, seppure con sfumature diverse, a Montecitorio è trasversale. Il sottosegretario al Welfare Michel Martone, che
ha seguito l’intera vicenda, definisce l’accordo un «importante passo avanti» e d’accordo si dice il deputato del Pd Cesare
Damiano che però non nasconde che avrebbe voluto una soluzione più ampia. Ma in
Parlamento c'è anche chi non ci sta come
l'Italia dei Valori, convinta che l’accordo
escluda «il 90%» dei potenziali richiedenti.
Al di là delle posizioni dei partiti, che
trovare una soluzione non sia stato affare
facile è agli atti. Solo ieri mattina, al termine
dell’ennesima riunione sul tema e alla quale
ha partecipato anche il ministro dell’Eco-
nomia Vittorio Grilli, il sottosegretario al
Tesoro Gianfranco Polillo si affannava a
spiegare l’importanza di «scrivere la norma
in modo da circoscrivere la platea per evitare che diventi un vaso di Pandora».
E in effetti, rispetto alle versioni presentate in precedenza in Parlamento, la
proposta di modifica firmata dai relatori
cambia la platea dei lavoratori tutelati,
escludendo dalle garanzie quanti abbiano
perso il lavoro a causa di «fallimento o di
altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell’attività dell’impresa». Per una
«famiglia» di lavoratori che esce, una però
entra: chi infatti è stato autorizzato alla
prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre
2011 e collocato in mobilità ordinaria sarà
tutelato.
La scelta di chi includere nell’elenco è
stata ovviamente dettata dalle coperture: le
risorse per offrire una soluzione al nodo
esodati arrivano dal fondo da 9 miliardi già
stanziato e i cui eventuali risparmi non
potranno essere utilizzati per altre esigenze
(come inizialmente invece previsto) e al
quale si devono aggiungere i 100 milioni
previsti dalla Legge di Stabilità. Qualora poi
dal monitoraggio che viene previsto per
legge dovesse emergere la necessità di ulteriori risorse scatta una sorta di clausola di
salvaguardia, che pesca dalle pensioni oltre
i 3mila euro lordi bloccandone la deindicizzazione.
Chiara Scalise
RASSEGNASTAMPA
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martedì 13 novembre 2012
L’ITALIA E LA CRISI
Patrimoniale? Monti
ci prova ma si ritira
● Un incidente di traduzione apre una polemica
sulla tassa sui patrimoni fino alla rettifica di
palazzo Chigi ● Vorrebbe restare premier? «No,
ad alcuni questo scenario piace, ad altri no»
NINNI ANDRIOLO
ROMA
Monti parla di «patrimoniale», rivelando che il governo «sta studiando» l’eventualità di introdurla, e si scatena la reazione del centrodestra. Un putiferio tale che costringe l’ufficio stampa di Palazzo Chigi - mentre è in corso l’intevento del premier al forum milanese promosso dal Financial Times - a precisare
che iniziative del governo sui grandi patrimoni non sono «affatto» all’ordine
del giorno. Nel frattempo anche Confedilizia spara ad alzo zero sull’ipotesi di
una tassa tanto «inquietante». E c’è chi
prende di mira la cattiva traduzione delle parole del premier - che si esprimeva
in inglese - per giustificare l’equivoco.
O il giallo.
La patrimoniale «generalizzata», secondo Monti (successivamente precisato o corretto), «non sarà introdotta nottetempo», ma dopo gli opportuni «passi» che l’esecutivo sta «verificando» con
l’obiettivo di «non incentivare la fuga
dei capitali» all’estero. «Del resto - insiste il presidente del Consiglio - questa
misura (la patrimoniale, ndr.) esiste già
in alcuni paesi estremamente capitalisti», mentre in Italia non è ben vista da
alcune forze politiche. «Il governo ha
valutato non molto tempo fa la possibilità» di introdurla, riassume il premier,
ma si è dovuto fermare di fronte ai niet
di «alcune componenti della nostra
maggioranza multicolore» alle quali
«quella parola non piace proprio». Monti non cita esplicitamente il Cavaliere,
ma è anche a lui che si riferisce. E’ stato
Berlusconi a mettersi di traverso quando il Pd - con altre forze politiche e sociali - ha proposto di tassare i grandi
patrimoni.
E il Pdl, ieri, ha suonato lo stesso
spartito dei mesi scorsi. «Mi auguro che
si tratti solo di materia di studio e non
di una proposta operatività, visto che
abbiamo già dato», avverte Cicchitto.
«Siamo francamente sorpresi», fa eco
Gasparri. L’annuncio di Monti? «Una
tassa psicologica», sottolinea Napoli. E
Tremonti cita Voltaire. All’ex superministro «la nuova forma di imposta patrimoniale a cui il professor Monti riserva
la sua non pregiudiziale contrarietà» ricorda la «tassa sull'intelligenza».
PALAZZO CHIGI CORREGGE
Il governo, nel frattempo, nasconde la
mano, dopo aver lanciato il sasso. Il tema «non è mai stato discusso e nemmeno sollevato in Consiglio dei ministri»,
mette in chiaro il ministro Severino.
«Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario a una modesta tassazione generalizzata del patrimonio - recita la nota ufficiale di Palazzo Chigi - il presidente del Consiglio ha
ricordato il contesto in cui il governo ha
operato e i vincoli alle scelte in materia
di imposizione fiscale, in particolare la
mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità
di evitare massicce fughe di capitali all'
NUOVE IMPRESE
Trento, 20 milioni
per lanciare
start-up innovative
Si chiama 103 Startup, è un progetto
che punta a creare in Trentino, nei
prossimi 4 anni, oltre 100 nuove
aziende innovative nel settore delle
Itc-tecnologie della comunicazione e
informazione. Il progetto segna un
ulteriore passo avanti nel percorso del
Trentino per trasformarsi in uno dei
primi "smart territory" d’Italia. Al
progetto contribuisce il Gruppo
Earlybird Venture Capital, nato in
Germania nel 1997. "Il Trentino ha una
base produttiva solida - ha detto il
presidente della Provincia Lorenzo
Dellai - e di questo siamo contenti: ma
è necessario consolidarla con robuste
iniezioni di innovazione. La Provincia
ha già stanziato 20 milioni di euro.
estero.
Non essendo perciò realizzabile una
tassazione generalizzata del patrimonio, l’esecutivo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i
partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo
in qualche modo paragonabile. Tutto
ciò Monti ha chiarito come spiegazione
delle decisioni allora adottate, non come premessa di futuri interventi». Ma
non era stato lo stesso premier ad annunciare che il governo studia la materia e a garantire che non ci saranno blitz da scatenare «nottetempo»?
Monti, ieri, ha anche utilizzato parole forti contro l’evasione fiscale e la corruzione, paragonando «gli interventi»
del governo a una «guerra».
IL FUTURO
Non poteva mancare, durante il forum
di ieri, la domanda sul futuro politico
del professore. «Le piacerebbe continuare a fare il premier»?», chiede il vice
direttore del Financial times. «No», risponde Monti. «Ad alcuni questo scenario piace, ad altri no», precisa successivamente. «Grillo come reazione populista contro l’Euro?». Il premier approfitta della domanda per lanciare una nuova stilettata a Berlusconi. «Non so se
questo sia l’obiettivo di Grillo, ma quel
che dice sembra raccogliere consensi e
questo è parte della democrazia».
Il leader del Movimento cinque stelle, tuttavia, è in buona compagnia a proposito di attacchi all’Unione. «Questo
signore ha in molti casi parlato contro
le misure stringenti che l'Europa impone - sottolinea Monti - Ma altre parti
politiche italiane hanno fatto lo stesso...». Il riferimento alle ultime esternazioni del Cavaliere è evidente. «In alcuni giorni abbiamo avuto difficoltà - insiste il professore - Sono stato anche accusato di essere un servo sottomesso della
cancelliera Merkel». Ma una crisi di governo «avrebbe significato abbandonare il Fiscal compact, aumentare il deficit e il debito».
.. .
Quel che Grillo dice
raccoglie consensi
e questo è parte
della democrazia
Scontri a Napoli
Fornero contestata
Elsa Fornero scende a Napoli per incontrare la sua omologa tedesca e
presentare un progetto di scambio
sull’apprendistato. E nella città che
ha il record di disoccupazione giovanile tra le metropoli italiane, le manifestazioni di protesta di precari e studenti fanno esplodere la rabbia di
chi il lavoro non ce l’ha e lo vede sempre più come una chimera.
La città si era mobilitata da giorni
in vista della due giorni che oggi porterà un altro ministro, Profumo
dell’Istruzione.
Ad «assediare» la Fornero gli universitari napoletani della rete “Studenti
precari e precarie”: a piazzale Tecchio,
nel quartiere Fuorigrotta, hanno forzato l’alt delle forze dell’ordine dando vita a un fitto lancio di sassi e bottiglie
contro poliziotti e carabinieri, i quali
hanno replicato con lacrimogeni e con
una carica. Negli scontri sono rimasti
feriti almeno una ventina di ragazzi, un
ufficiale dei carabinieri e due poliziotti. Due giovani, di 19 e 20 anni, sono
stati denunciati a Napoli per resistenza
a pubblico ufficiale.
Le iniziative di protesta sono incominciate ieri mattina con l’occupazione dell’università Orientale di Napoli,
dati ora bisognerà aggiungere 15 miliardi di euro per il 2014 e 17,6 miliardi per il
2015-2016.
Più che le cifre per il ministro delle
Finanze tedesco Wolfgang Schauble il
problema è dover chiedere il voto a quelli che in Germania sostengono da tre anni che la Grecia va lasciata fallire e usci-
re dall'euro perché è un pozzo senza fondo. Schauble ha ammonito: “prima di
prendere decisioni è necessario che il
Bundestag sia consultato”. Per questo le
consultazioni continueranno in settimana. L'importante, ha sottolineato la direttrice dell'Fmi Christine Lagarde, “è
trovare soluzioni a lungo termine”.
VALERIO RASPELLI
ROMA
Aiuti all’Emilia, oggi si decide
● Vertice dei ministri Ue per lo sblocco dei fondi
per il terremoto ● Grecia, mancano miliardi
MARCO MONGIELLO
BRUXELLES
Servono soldi. Dopo la difficile riunione
di ieri sulla Grecia oggi i ministri delle
Finanze europei terranno una difficilissima riunione sulle modifiche al bilancio
2012-2013, a cui è legato lo sblocco dei
fondi Ue per il terremoto in Emilia. Il
problema è lo stesso: servono soldi, ma
con la crisi in corso gli Stati membri temono le critiche degli euroscettici, soprattutto in Germania dove si vota a settembre dell'anno prossimo.
Ieri il presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico tedesco Martin Schulz, ha bollato come “cinica esitazione” l'intransigenza di cinque Stati
membri che venerdì scorso nel negoziato sul bilancio ha portato al blocco dei
670 milioni di euro già stanziati per la
ricostruzione in seguito al terremoto di
maggio in Emilia Romagna. “Fare giochi politici con la possibilità delle perso-
ne di riprendersi da una terribile catastrofe è qualcosa che il Parlamento europeo non può accettare”, ha denunciato
Schulz, che domenica ne ha parlato con
il presidente del Consiglio Mario Monti.
Anche il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso si è sentito con Monti nel weekend, ha fatto sapere la sua portavoce. Il capo dell'esecutivo comunitario ha rassicurato il premier sul fatto che c'è già un accordo politico e quindi “l'Emilia Romagna avrà i
fondi”, ha riferito la portavoce, “il resto
è solo un problema tecnico”. Resta il fatto però che lo sblocco degli aiuti è appeso ad un accordo sul bilancio 2012 e a
Bruxelles tutti prevedono che la riunione di oggi dei 27 ministri delle Finanze
finirà a notte fonda. Già ieri l'incontro
dei 17 ministri dell'Eurogruppo sulla
Grecia ha lasciato aperte la maggior parte delle questioni da risolvere. In teoria
si doveva decidere lo sblocco dell'ultima
tranche di aiuti da oltre 31 miliardi di
euro. In pratica bisognava constatare il
fallimento di tre anni di austerità imposta ad Atene e prendere atto che le misure richieste non stanno dando i risultati
previsti. Eppure questa volta la Grecia
aveva fatto diligentemente i suoi compiti a casa. La settimana scorsa il Parlamento di Atene è riuscito ad approvare
tra le proteste l'ennesima manovra di tagli da 13,5 miliardi. Tra le nuove misure
imposte dalla troika Ue, Bce e Fmi, c'erano riduzioni delle pensioni e dei salari
del settore pubblico tra il 5 e il 35%, innalzamento delle tasse su carburanti e
sigarette, fatture più salate per la sanità
e aumento dell'età della pensione da 65
a 67 per i lavoratori più giovani.
Ma tre anni di austerità hanno gettato il Paese in una recessione che si scopre ogni giorno più profonda, peggiorata anche del deterioramento della situazione economica dell'Europa. Le ultime
stime della stessa Commissione hanno
certificato che il debito pubblico di Atene quest'anno sforerà il 190 per cento
del Pil, contro l'obiettivo stabilito a marzo di contenerlo al 167 per cento. Tradotto in soldoni secondo i funzionari della
Troika significa che agli aiuti già concor-
RASSEGNASTAMPA
9
martedì 13 novembre 2012
C’è la soluzione per gli esodati:
500 milioni in più fino al 2020
● Ok della Ragioneria ● Esclusi i lavoratori di
aziende fallite ● Per le emergenze si congelano
gli assegni d’oro ● Sì ai fondi «taglia-tasse» e per
il sociale ● Summit su cuneo fiscale e Tobin Tax
BIANCA DI GIOVANNI
ROMA
Due maschere della ministra
Fornero alle testa del corteo
che si è svolto a Napoli
FOTO INFOFOTO
Nuovo e definitivo passo avanti sulla
questione esodati, stavolta con il «placet» della Ragioneria e del governo.
Arriva mezzo miliardo in più per tutelare i lavoratori rimasti senza reddito
per via dell’introduzione della riforma Fornero. Dopo lo stop dei tecnici
del Tesoro alla proposta dei due relatori alla legge di Stabilità (Pier Paolo
Baretta e Renato Brunetta), ieri si è
arrivati a una nuova versione, che
mantiene gran parte dell’impianto
originario, ma con specificazioni ulteriori soprattutto sulla platea degli interessati. Per raggiungere l’obiettivo
ci è voluto un incontro dei relatori
con Vittorio Grilli e il sottosegretario
Michel Martone, e poi lunghe ore di
lavoro. Nella serata invece si è svolto
un summit relatori-governo-Ragioneria sul pacchetto fiscale. Sul tavolo gli
sgravi Irpef, che nel 2013 andranno
alle famiglie, e la Tobin Tax, per cui si
discute l’ipotesi del modello francese.
Pier Paolo Baretta FOTO ANSA
I NUMERI
poi sono proseguite con le manifestazioni che hanno l’obiettivo di «assediare il vertice» in programma oggi e domani alla Mostra d’Oltremare, «per fermarli e contestare i diktat dell’austerity».
«Why so choosy? Jatevenne!» è la locandina dell’iniziativa organizzata dagli universitari, con riferimento
all’espressione utilizzata recentemente dal ministro nei confronti dei giovani. Molti manifestanti indossavano le
maschere della Fornero. Assente al
vertice, in esplicita polemica con il governo, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris: «Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli - afferma il primo cittadino -, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche
recentemente, è stata lasciata sola».
«Ho scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo a una città dove il problema dei giovani è molto forte» ha detto la Fornero parlando con
un gruppo di studenti di una scuola del-
la città, aggiungendo che «bisogna puntare sull’apprendistato, che vuol dire
apprendere perché a volte quando si
esce dalla scuola e si va in una azienda
si può avere un momento di difficoltà».
Sul tema della disoccupazione giovanile è intervenuto con un messaggio anche il presidente della Repubblica.
«Non posso che sottolineare la tassativa priorità delle politiche volte a combattere la piaga della disoccupazione
giovanile, che mina alle basi la speranza e l'obiettivo di costruire una società
più giusta e inclusiva» scrive Giorgio
Napolitano. Nel suo messaggio, invece,
il premier Mario Monti sottolinea che
«un programma di lavoro congiunto
tra l'Italia e la Germania che ha per oggetto un tema essenziale per il futuro
dei nostri due Paesi come l'occupazione dei giovani, costituisce un'iniziativa
di altissimo valore sociale ed economico». Dal canto suo, il ministro tedesco
Van Der Leyen ha espresso «grande rispetto per i passi coraggiosi avviati dal
governo italiano».
Sulle risorse per gli esodati il testo assegna ulteriori 333 milioni nel triennio 2013-15 al fondo esodati. In particolare la norma prevede 64 milioni
nel 2013, 134 nel 2014 e altri 135 nel
2015, mentre per il 2016 sono previsti
107 milioni, 46 nel 2017, 30 nel 2018,
28 nel 2019 e 10 a partire dal 2020. In
totale, dal 2013 al 2020, saranno messi a disposizione altri 554 milioni, che
sono coperti per 100 milioni con lo
stanziamento già previsto nella legge, per il resto dai risparmi attesi dai
circa 9 miliardi già stanziati per le precedenti platee. Resta in piedi anche il
meccanismo che colpisce gli assegni
più ricchi. Se queste somme dovessero rivelarsi insufficienti, infatti, si procederà con la deindicizzazione delle
pensioni pari a 6 volte il minimo (cioè
circa tremila euro al mese). In sostanza verrebbero congelati gli assegni
più ricchi. La verifica si farà alla fine
del prossimo anno, per far scattare
l’ulteriore erogazione nel 2014.
«Il governo è soddisfatto - dichiara
il sottosegretario Michel Martone -
CRISI
Gli operai Rockwell
occupano la galleria
I ministri in Sardegna
Un gruppo di operai della Rockwell
ha deciso di occupare ieri una galleria
proprio alla vigilia della visita della
delegazione del governo guidata dal
ministro Corrado Passera in Sardegna
per valutare la drammatica crisi
industriale, occupazione e sociale
dell’isola. Una crisi confermata negli
ultimi giorni con la fine della
produzione all’Alcoa di Portovesme.
«Abbiamo uno stanziamento di fondi
importante quasi 350 milioni di euro
per il Sulcis: 130 milioni dal governo, e
i restanti dalla Regione Sardegna.
Andiamo nel Sulcis per dare un
segnale dell'impegno straordinario».
ha detto il sottosegretario allo
Sviluppo Claudio De Vincenti
Diamo un segnale positivo ai lavoratori». «Un passo avanti frutto di una lunga
battaglia - dichiara Cesare Damiano - Il
risultato non era per nulla scontato,
tant’è che ancora una volta abbiamo dovuto fare i conti con i vincoli finanziari.
Al tempo stesso non è la soluzione che
noi desideravamo, perché non tutti i lavoratori vengono salvaguardati. In ogni
caso è importante che ci sia un fondo, e
che ogni sei mesi il governo è obbligato
a verificare la situazione dei lavoratori».
I lavoratori esclusi dalla platea rispetto alla prima stesura sono quelli licenziati prima del 2011 perché l'impresa è fallita. Saranno salvaguardati invece quelli
entrati in mobilità ordinaria entro il 4
dicembre 2011. Tutelati anche quelli
«collocati in mobilità ordinaria o in deroga - si legge nel testo - a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011 e
che abbiano perfezionato i requisiti per
la pensione entro il periodo di fruizione
della mobilità». Altre categorie prese in
considerazione sono i lavoratori autorizzati a proseguire volontariamente la contribuzione entro il 4 dicembre dell’anno
scorso, anche se hanno proseguito a svolgere un’altra attività, a condizione che il
loro reddito annuo non superi i 7.500
euro. Stessa condizione per chi ha cessato l’attività a seguito di accordi individuali. I «paletti» sono stati inseriti per
uniformare le nuove platee alle prime
due. Per Vera Lamonica (Cgil) la soluzione resta «molto parziale perché non assume il principio che il diritto deve essere definito ed uguale per tutti».
Ieri la commissione Bilancio ha anche approvato il fondo per la riduzione
delle tasse che partirà dal 2013, proposta dei relatori. Il fondo sarà alimentato
con le maggiori entrate dovute alla lotta
all'evasione, al calo degli spread e alle
entrate derivanti dalla riduzione degli
sconti fiscali. «Il fondo varato da Tremonti l'anno scorso restava appeso per
aria - osserva Marco causi (Pd) - con
l’emendamento di oggi viene stabilita
una procedura per il suo funzionamento; vengono definite le fonti da cui trarre
le risorse (lotta all'evasione, riduzione
delle spese per interessi, riduzioni dei sistemi di agevolazione tributaria); soprattutto si stabilisce che il funzionamento
del fondo parte dal 2013 anziché dal
2014 come previsto inizialmente. Il passo avanti è notevole e frutto del buon lavoro del Parlamento che ha convinto il
governo a dare un segnale di speranza».
Via libera anche al fondo sociale di 900
milioni, con le relative ripartizioni. Tra i
beneficiari, i malati di Sla, le borse di studio, e per le calamità.
D’Alema: «Solo una mente malata può licenziare i 19»
● Ieri l’ex premier a Pomigliano. Affollata
assemblea alla sede del Pd ● Per la prima volta
dopo il referendum del 2010 si sono confrontati
i segretari dei sindacati divisi da quel voto
MASSIMO FRANCHI
Twitter @MasssimoFranchi
«Solo una mente malata può aver pensato che per attuare la sentenza della
Corte d'Appello di Roma si dovevano
licenziare altri lavoratori per assumere quelli discriminati». Da Pomigliano
Massimo D’Alema attacca Sergio Marchionne. A quasi due anni e mezzo dal
traumatico referendum che divise in
due i lavoratori della fabbrica e il mondo sindacale (un referendum in cui lo
stesso D’Alema sostenne che «la priorità è la difesa del lavoro» e il salvataggio
di «una realtà produttiva»), l’ex premier è tornato nella cittadina campana
e ha incontrato i lavoratori dello stabilimento che produce la Panda. Proprio
ieri sono tornati al lavoro i 2.146 riassunti della newco Fabbrica Italia Pomi-
gliano dopo lo stop per la cassa integrazione (che tornerà comunque dal 26 novembre al 9 dicembre).
Un piccolo miracolo la visita di Massimo D’Alema a Pomigliano l’ha prodotto. Nella sala strapiena della ex Casa del Popolo, ora sede del Pd, invitato
dal giovanissimo segretario cittadino
Michele Tufano, per la prima volta dai
giorni del referendum che ha diviso la
città, in un incontro pubblico non televisivo sono tornati a confrontarsi i sindacalisti di parti avverse. Se nei giorni
scorsi la sede della Uilm è stata oggetto
di due diversi attacchi (sabato scorso
durante la manifestazione di studenti e
Cobas è stata imbrattata di scritte con
spray rosso), ieri pomeriggio sono intervenuti il segretario Uilm della Campania Giovanni Sgambati, il responsabile Mezzogiorno della Fiom Massimo
Brancato e il segretario della Cisl Napoli Giampiero Tibaldi. Le posizioni sono
ancora lontanissime, ma già il fatto di
essersi confrontati con rispetto è un
passo avanti rispetto al clima di grande
tensione che si vive in città.
«SERVE L’UNITÀ SINDACALE»
Massimo D’Alema a Pomigliano FOTO ANSA
E proprio all’unità sindacale D’Alema
ha dedicato un passaggio del suo intervento. «Auspico che si ritrovi perché le
sfide cui si va incontro, richiedono
l’unità sindacale e dei lavoratori per incalzare l’azienda in attesa della scadenza di luglio della cassa integrazione per
i lavoratori dello stabilimento Fiat».
Tornando ai giorni del referendum,
D’Alema ha detto: «Sia chi ha firmato
l’accordo, sia chi non l’ha fatto, ha agito in buona fede, nell'interesse dei lavoratori», ma «solo uniti si può affrontare
il futuro pieno di sfide». Per il futuro
«la Fiat deve dire cosa vuole fare: non
si può interferire con gli investimenti
di un'azienda privata, ma il Lingotto
ha un debito di riconoscenza verso questo Paese». , mentre sulla situazione industriale del Sud, D’Alema ha rilanciato: «Quanto si investe nel Mezzogiorno
è un tema essenziale, abbiamo un apparato industriale da salvare. O c’è capacità di promuovere nuovi investimenti,
non solo pubblici e non solo nei settori
industriali oppure i dati della disoccupazione saliranno e dovremo cercare
solo di difenderci».
Il deputato del Pd è il primo politico
sceso a Pomigliano. «Non sono qui per
le primarie ma per i lavoratori. Ho già
incontrato i lavoratori della Fincantieri, dell'Irisbus - ha aggiunto - è da quando faccio politica che incontro i lavoratori. Per me - ha concluso - è una cosa
normale».
Domani invece a Pomigliano è prevista la manifestazione della Fiom in occasione dello sciopero generale
nell’ambito della protesta del sindacato europeo. Diversa, ma non in contrapposizione con quella fissata in precedenza a Napoli con la segretaria conferale Elena Lattuada, davanti allo stabilimento Giambattista Vico si ritroveranno Maurizio Landini, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Stefano Fassina
e il professor Stefano Rodotà, che dopo
il corteo, parlerà dal palco in piazza Primavera, nel centro città.
RASSEGNASTAMPA
6 PRIMO PIANO
Martedì 13 novembre 2012
Professore ieri ha ribadito «guerra
IL GOVERNO E LE TASSE Iltotale»
all’evasione fiscale. E di non
POLEMICA SULL’USCITA DEL PREMIER voler restare al governo dopo le elezioni
Patrimoniale, per Monti
è un’opzione possibile
«Dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata»
MONTI In serata la precisazione di Palazzo Chigi: «Nessun annuncio»
l ROMA. Il premier Mario Monti apre alla pacui si ricordano ben pochi precedenti» nella storia
gliata» e Fabrizio Cicchitto che auspica si tratti
trimoniale «dipenderà da come funzionerà e da
della Repubblica.
«solo materia di studio». E prima che la polemica si
come sarà utilizzata», ma subito dopo frena, e
«Siamo stati in difficoltà», «sono stato accusato
infiammi, Palazzo Chigi precisa i termini della
precisa di essersi riferito a considerazioni fatte dal
di essere il servo sottomesso della cancelliera Merquestione in una nota. «Nessun annuncio di pagoverno tecnico in passato.
kel» e abbiamo rischiato «di arrivare ad un certo
trimoniale» – si evidenzia – solo considerazioni su
L'occasione per dire cosa pensi dell’introduzione
punto ad una crisi di governo» che avrebbe dequanto fatto. Data «la mancanza di una base codella tassa sulla ricchezza, al Professore viene ofterminato «l'abbandono del fiscal compact e l’aunoscitiva sufficientemente dettagliata e la necesferta da una domanda rivoltagli al convegno Italy
mentare del deficit e del debito» rivela il Professità di evitare massicce fughe di capitali all’estero.
Summit 'New Routes for Growth', organizzata dal
sore, attribuendo la causa agli «euroscettici» che
Non essendo perciò realizzabile una tassazione
Financial Times, a Milano, al
siedono in Parlamento. Invegeneralizzata del patrimoquale partecipa prima di parce l’Italia «ha fatto molto per
nio, il Governo nel dicemtire per Parigi dove in serata
creare il meccanismo di stabre 2011 è intervenuto, con
ha incontrato il primo minibilizzazione a livello eurol'approvazione di tutti i parstro francese Jean-Marc
peo», tanto che il Paese «non
titi della maggioranza, su
Ayrault.
ha comunque, e non contemvarie componenti della ricL'esecutivo aveva pensato
pla in questa fase, una richiechezza patrimoniale sepaall’introduzione della patrista per l’uso» dell’Esm.
ratamente, con un risultato
moniale nel dicembre scorso
Più tardi, da Parigi, dopo
effettivo in qualche modo
– spiega -. Ma l’ipotesi era
l’incontro con Ayrault col
paragonabile».
stata accantonata, sotto la
quale ha parlato dei temi che
Tant'è, ma il messaggio
del Professore, che ieri ha
pressione «di 1,5 delle forze
verranno affrontati al vertiribadito di non voler restare GASPARRI «Sbagliato»
politiche» che sostengono CICCHITTO «Solo studi»
ce intergovernativo Itaalla guida del governo dopo
l’esecutivo, e per mancanza
lia-Francia del 3 dicembre a
le elezioni di aprile, appare oltremodo chiaro. Così
di informazioni sulla proprietà dei beni». L’apLione ma anche al «contributo» che i due Paesi
com'è chiara l'indicazione per curare la piaga
proccio di Monti è «laico», senza «pregiudiziali»
possono dare alla crescita in Europa, il premier ha
dell’evasione fiscale, alla quale il suo esecutivo ha
aggiunge, ma «dipenderà da come funzionerà e da
spiegato che il bilancio Ue, all’attenzione del prosdichiarato «guerra» totale.
come sarà utilizzata», se «come strumento fiscale o
simo vertice straordinario europeo del 22 e 23
Il premier torna così sulla «necessaria durezza»
come misura una tantum da parte di governi che
novembre, è «centrale» per lo sviluppo in Europa.
con cui il governo tecnico ha intrapreso la lotta
vogliono dare un taglio al passato». Comunque «la
Italia e Francia, «tra le quali esiste una forte
contro gli evasori. Per Monti è una questione di
cosa peggiore sarebbe dire che vogliamo introidentità di vedute» lavoreranno affinchè le pros«equità» e di «rispetto» verso tutti quegli italiani
durla, senza gli strumenti per farlo. Farebbe emisime prospettive finanziarie dell’Ue diventino «un
che hanno dato prova di non aver voglia di pargrare i capitali», afferma.
elemento centrale per promuovere la crescita e lo
tecipare «ad un processo collettivo di elusione dei
Una dichiarazione che scatena subito reazioni,
sviluppo» in Europa.
Patrizia Antonini
problemi», misurandosi in uno «sforzo collettivo di
con Maurizio Gasparri che parla di «scelta sba-
«Nessun passo indietro»
E Palazzo Chigi ribadisce
resta ferma l’Imu alla Chiesa
«Nessun blitz, nessun arretramento, ma
conferma della linea di assoluto rigore e trasparenza». La data per il pagamento del saldo dell’Imu si avvicina e il governo conferma
la sua intenzione di arrivare al più presto alle
norme che introducono la tassabilità degli
immobili della Chiesa. Il tentativo di cambiare la norma per alleggerirla, in realtà, c'era
stato la scorsa settimana durante l’iter del
decreto sui costi della politica degli enti locali. Ma, vincolato dagli accordi Europei per
evitare sanzioni in seguito ad una procedura
d’infrazione che è stata aperta, è stato proprio il governo a sventare questa possibilità,
facendo modificare la norma prima di apporre la fiducia. Palazzo Chigi ha comunque voluto smentire la ricostruzione, definita «errata e destituita di ogni fondamento» sulla volontà del governo di fare qualche passo indietro. «La disposizione, in linea con gli
orientamenti più volte espressi dal governo
e con le richieste dell’Unione europea, – è
scritto nella nota diffusa dallo staff di Mario
Monti – non è stata modificata in alcuna parte dall’esecutivo durante l’esame alla Camera. Il testo approvato coincide esattamente
con quello già deliberato dal Consiglio dei
Ministri lo scorso 4 ottobre».
ferma
prezzo
sconta
prezzo
luce e gas
luce e gas
RASSEGNASTAMPA
8 PRIMO PIANO
IL SUD CHE PROTESTA
I GIOVANI CHIEDONO LAVORO
Martedì 13 novembre 2012
In città il vertice italo-tedesco su
apprendistato e occupazione.Tremila
sfilano in corteo a Fuorigrotta
Protesta anche dal sindaco, Luigi de
Magistris, che non si è presentato
perchè « la città è stata lasciata sola»
NAPOLI
I manifestanti
con
maschere
sul viso
raffiguranti
il ministro
del Lavoro, Elsa
Fornero,
protestano
contro
il precariato.
La protesta
è stata
caratterizzata
anche da
scontri con
la polizia
NAPOLI
Un momento
degli
scontri
tra
manifestanti
e forze
dell'ordine
durante
la protesta
contro
il precariato.
Tra
i feriti
anche un
ufficiale
dei
carabinieri
La Fornero a Napoli, scontri e feriti
Assediata da studenti e disoccupati. Lancio di pietre e bottiglie. Cariche dalla polizia
l NAPOLI. E dire che a
Napoli il ministro del Lavoro,
Elsa Fornero, era venuta per
annunciare un’intesa con la
Germania con un obiettivo
ben preciso: promuovere l’occupazione giovanile. Opportunità, insomma. Invece tutto
questo ai «choosy» è apparsa
come una beffa in una città,
come Napoli, che ha il primato della disoccupazione. Lo
avevano detto, giorni fa, alla
notizia del vertice: 'Jatevennè, andatevene. E oggi lo hanno ribadito con scontri, lanci
di pietre, feriti, slogan durissimi contro la Fornero con
i precari, e gli studenti, che
chiedevano «risposte non solo
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELXopsQjeS2VFMcQRAxRR5us=
annunci», come hanno urlato
in piazza.
Il Ministro poi ha incassato
anche un’altra protesta: quella del sindaco, Luigi de Magistris, che, al vertice, non si è
presentato perchè «sul tema
del lavoro – ha spiegato – a
Napoli, non è stato compiuto
nulla da parte di chi ha responsabilità di Governo». Di
più: «Napoli è stata lasciata
sola».
'Ha perso un’occasione, pazienza – ha commentato il
ministro - Napoli città sola?
L’incontro di oggi è la dimostrazione che non è vero.
Era l’occasione per dimostrare che non è vero».
E così, ieri, per tutta la
giornata si sono alternati progetti e futuro, nei saloni degli
incontri internazionali; critiche e scontri in piazza, con
tre feriti fra le forze dell’ordine (compreso un ufficiale
dei Carabinieri) e una ventina fra i manifestanti.
Questi ultimi, alla Fiera
della Mostra d’Oltremare, che
ospitava il vertice italo-tedesco, si sono presentati con il
volto coperto con una maschera: il viso della Fornero.
A lei, in qualche modo hanno
chiesto: «Hai mai provato a
vivere con 600 euro al mese?».
Poi, la rabbia e la violenza.
Lanci di pietre contro le forze
dell’ordine, lacrimogeni contro i manifestanti. Feriti
dall’una e dall’altra parte.
«Io mi sono anche offerta di
parlare con chi protestava ma
mi è stato detto che non erano
interessati a incontrarmi.
Non impongo il dialogo quando non è gradito», ha bollato
la Fornero. E dire che la
giornata napoletana, per il
Ministro, era cominciata con
questa frase: «Voglio far fare
una bella figura al nostro
Paese». L'intesa prevede l’utilizzo di risorse del Fondo sociale europeo per favorire la
formazione e l’occupazione
giovanile, con la prospettiva
di arrivare a un’agenda con le
tappe di una collaborazione
binaria tra aziende e scuole
per ragazzi che potranno partecipare a forme di apprendistato nei due Paesi Sul memorandum – firmato con il
ministro del lavoro tedesco
Ursula von der Leyen, che ha
espresso «grande rispetto per
i passi coraggiosi del Governo italiano sul tema del lavoro» – è arrivato anche il
convinto apprezzamento del
Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, e del Presidente del Consiglio, Mario
Monti.
Intanto i precari 'choosy'
avvertono: non ci fermiamo.
Il vertice italo-tedesco con-
tinua domani e loro, annunciano, ci saranno. «Qui stiamo parlando del nostro futuro, della nostra vita, non
possiamo e non dobbiamo arrenderci», è la promessa.
Per il cardinale Sepe, i giovani sono la nostra vera e
grande risorsa su cui investire, con chiarezza e senza
riserve mentali, perchè la loro intelligenza li fa volare e li
fa essere più immediati di noi
adulti, per cui bisogna ascoltarli, capirli, aiutarli nella
maturazione e a non spegnere
i loro sogni, senza mai tradirli, perchè questo sarebbe la
nostra sconfitta, la sconfitta
della nostra società».
RASSEGNASTAMPA
Legge di stabilità
Al vaglio della Camera gli emendamenti
Trovati fondi per il Belice e il calo tasse
Sciolto il nodo esodati
La Ragioneria di Stato dopo la riunione con Grilli conferma la copertura
| IL CASO |
| LA POLEMICA |
Il premier Monti apre
Sulla produttività
alla patrimoniale
Squinzi ottimista
ma niente condizioni
accordo anche con Cgil
di CHIARA SCALISE
ROMA –Sciolti, si spera, i nodi
esodati, fondo calo tasse, non
autosufficienze ecalamità naturali la Legge di Stabilità si
avvia all’approvazione della
commissione Bilancio di
Montecitorio anche se probabilmente con un giorno di ritardo. Il Ddl atteso per mercoledì in aula arriverebbe invece
giovedì. Un pezzo importante
della manovra manca ancora
all’appello (ma sarebbe questione di ore spiegano dal Governo): l’emendamento fiscale che cancella l’intervento Irpef e – oramai è certo – aumenta le detrazioni per i figli a carico e avvia la riduzione
dell’Irap.
In attesa delle ultime novità
(alcuni argomenti come la sicurezza sarebbero lasciati
all’intervento di Palazzo Madama) la giornata in commissione alla Camera è stata comunque produttiva: ieri in
tarda serata via libera ad un
emendamento dei relatori
(Pier Paolo Baretta del Pd e RenatoBrunettadel Pdl)chestabilisce che le risorse che arriveranno dalla razionalizzazione dei trasferimenti alle
imprese saranno destinate alla ricerca e al cuneo fiscale. Poi
il Belice: ok al al finanziamento di 10 milioni nel 2013 per le
zone colpite dal terremoto avvenuto più di quaranta anni
fa. Esempre intema fiscaleok
ieri all’emendamento che istituiscedal2013 unfondoperil
calo delle tasse che sarà alimentato con le maggiori entrate dalla lotta all’evasione.
ESODATI - E questa dovrebbe essere la volta buona. Governo (Ragioneria dello Stato
compresa) e maggioranza dopo giorni di stop and go trovano l’intesa per dare risposta ai
cosiddetti “esodati”. Per far
quadrare i conti però dall’ultima versione dell’emendamento presentato alla Legge di
Stabilità in commissione alla
Camera restano fuori i lavoratori licenziati prima del 2011
per il fallimento della propria
società. «È la risposta alle esigenze che ho posto di salvaguardia per le persone che nel
2013 e 2014 rischiavano di
trovarsi senza reddito», afferma il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Ma la decisione
non accontenta tutti. «Soluzione parziale, il problema re-
sta aperto», afferma la Cgil.
La novità verrà messa ai voti solo oggi ma la soddisfazione, seppure con sfumature diverse, a Montecitorio è trasversale. Il Sottosegretario al
Welfare Michel Martone, che
ha seguito l’intera vicenda,
definisce l’accordo un «importante passo avanti» e d’accordo si dice il deputato del Pd Cesare Damiano che però non
nasconde che avrebbe voluto
una soluzione più ampia. Ma
in Parlamento c’è anche chi
non ci sta come l’Italia dei Valori, convinta che l’accordo
escluda «il 90%“dei potenziali
richiedenti. Al di là delle posizioni dei partiti, che trovare
una soluzione non sia stato affare facile è agli atti. Solo stamattina, al termine dell’ennesima riunione sul tema e alla
quale ha partecipato anche il
ministro dell’Economia Vittorio Grilli, il Sottosegretario al
Tesoro Gianfranco Polillo si
affannava a spiegare l’importanza di «scrivere la norma in
modo da circoscrivere la platea per evitare che diventi un
vaso di Pandora». E in effetti,
rispetto alle versioni presentate in precedenza in Parlamento, la proposta di modifica
firmata dai relatori cambia la
platea dei lavoratori tutelati,
escludendo dalle garanzie
quanti abbiano perso il lavoro
a causa di «fallimento o di altra procedura concorsuale
nonchè di cessazione dell’attività dell’impresa».
Per una “famiglia” di lavoratori che esce, una però entra: chi infatti è stato autorizzato alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011
e collocato in mobilità ordinaria sarà tutelato. La scelta di
chi includere nell’elenco è stata ovviamente dettata dalle coperture: le risorse per offrire
una soluzione al nodo esodati
arrivano dal fondo da 9 miliardi già stanziato e i cui eventuali risparmi non potranno essere utilizzati per altre esigenze
(come inizialmente invece
previsto) e al quale si devono
aggiungere i 100 milioni previsti dalla Legge di Stabilità.
Qualora poi dal monitoraggio
che viene previsto per legge
dovesse emergere la necessità
di ulteriori risorse scatta una
sorta di clausola di salvaguardia, che pesca dalle pensioni
oltre i 3mila euro lordi bloccandone la deindicizzazione.
di PATRIZIA ANTONINI
di PAOLO RUBINO
ROMA – Il premier Mario Monti apre alla patrimoniale «dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata», ma subito dopo frena, e precisa di essersi riferito a considerazioni fatte dal governo tecnico in passato. L’occasione per dire cosa pensi
dell’introduzione della tassa sulla ricchezza, al
Professore viene offerta da una domanda rivoltagli al convegno Italy Summit “New Routes for Growth”, organizzata dal Financial Times, a Milano, al quale partecipa prima di partire per Parigi dove in serata ha incontrato il primo ministro
francese Jean-Marc Ayrault. L’esecutivo aveva pensato all’introduzione della patrimoniale nel dicembre
scorso – spiega -. Ma l’ipotesi era stata accantonata, sotto la pressione
«di 1,5 delle forze politiche» che sostengono l’esecutivo, e per mancanza di informazioni sulla proprietà
dei beni. L’approccio» di Monti è «laico», senza “pregiudiziali” aggiunge, ma «dipenderà da come funzioMario Monti
nerà e da come sarà utilizzata», se
«come strumento fiscale o come misura una tantum da parte di governi
che vogliono dare untaglio al passato». Comunque «la cosa peggiore sarebbe dire che vogliamo introdurla,
senza gli strumenti per farlo.
Farebbe emigrare i capitali», afferma. Una dichiarazione che scatena subito reazioni, con Maurizio Gasparri che parla di «scelta sbagliata»
e Fabrizio Cicchitto che auspica si
tratti «solo materia di studio». E prima che la polemica si infiammi, Palazzo Chigi precisa i termini della questione in una nota. «Nessun
annuncio di patrimoniale» –si evidenzia –solo considerazioni su quanto fatto. Data «la mancanza di
una base conoscitiva sufficientemente dettagliata
e la necessità di evitare massicce fughe di capitali
all’estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il Governo
nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo
paragonabile». Tant'è, ma il messaggio del Professore, che oggi ha ribadito di non voler restare alla
guidadelgovernodopo leelezionidiaprile,appare
oltremodo chiaro. Così com’è chiara l'indicazione
per curare la piaga dell’evasione fiscale, alla quale
il suo esecutivo ha dichiarato «guerra» totale.
L’approccio
è laico
e senza
pregiudiziali
ROMA – Diplomazie al lavoro, ma ancora distanze
ampie da colmare. Sul fronte della produttività in
queste ore il confronto resta a livello tecnico tra le
imprese e i sindacati. Le prime (Confindustria,
Abi, Ania, Rete Imprese e Alleanza delle Cooperative) che hanno raggiunto una posizione comune e
hanno poi rimesso a punto la loro proposta per rispondere alle obiezioni delle controparti; e le organizzazioni sindacali chiamate ora
dare la risposta definitiva, con la
Cgil che resta lontana da una intesa,
la Uil che mostra scetticismo sulla
possibilità che si arrivi solo ad un
«accordicchio», la Cisl che spinge
perchè non vengano perse le risorse
messe sulpiatto dal governo:1,2 miliardi per il 2013, 400 milioni per il
2014. «Spero che l’accordosi faccia e
si faccia in tempi molto ravvicinati»,
dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero: «È un forte auspicio – sottolinea –ma anche un invito: abbiamo bisogno di costruire perchè abbiamo
Giorgio Squinzi
bisogno di crescere». Il ministro ha
ricordato che «il Governo ha messo
risorse importanti», ed ha rilevato
che ilpercorso fattodalle partisociali, e probabilmente anche il rapporto
con un governo in forte pressing,
«ha generato dei problemi fino ad
ora, dei malintesi», da superare perchè «penso – ha aggiunto – sia
nell’interesse di tutti fare un buon
accordo».
Non sarebbe stata ancora fissata
in agenda,al momento, la dataper la
prossima riunione del tavolo con tutti i leader delle
parti sociali, che segnerà il momento di tirare le
somme. Nessun incontro a livello di vertici dovrebbe essere convocato prima della seconda metà della
settimana, dopo lo sciopero generale della Cgil di
mercoledì. Filtra comunque ottimismo dal mondo
delle associazioni imprenditoriali. Con il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che non
esclude passi avanti decisivi già «tra oggi e domani», ed ha «buone speranze che si possa arrivare ad
un firma unitarià», con il sì anche della Cgil di Susanna Camusso. Il leader degli industriali lo ha
detto da Charleroi, dove ha partecipato all’inaugurazione del nuovo consolato d’Italia. Dalle banche,
anche il dg dell’Abi Giovanni Sabatini è “ottimista”
e crede «nella possibilità di arrivare a un accordo»;
l’obiettivo, dice, «è quello di lavorare tutti insieme
per arrivare a un accordo che sia utile per il paese».
Il confronto
con i sindacati
è ancora sul
piano tecnico
Il presidente della Repubblica Napolitano nel messaggio inviato a Napoli al vertice italo-tedesco
«Priorità alla lotta contro la disoccupazione giovanile»
Nel momento più acuto della crisi si misura
quanto la coperta sia corta per reperire le risorse
di FRANCESCA CHIRI
ROMA – La disoccupazione giovanile
è una “piaga” e combatterla non solo è
una «priorità», è un obiettivo «tassativo». Il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, pesa esattamente le espressioni che utilizza nel messaggio che invia al vertice italo-tedesco di Napoli sull’occupazione giovanile dove, come già si immagina dalla
vigilia, il clima sarà nervoso e foriero
di contestazioni.
Perchè sarà, come dice il premier,
chelariformadel mercatodellavoroè
stata varata proprio per superare
quella “marginalizzazione”dei giovani dal mercato del lavoro. E sarà anche
vero, come dice il Ministro del Lavoro,
che la lotta contro la disoccupazione
giovanile è uno degli obiettivi primari
della riforma del lavoro varata dal governo.
Ma la verità è che nel momento più
acuto della crisi e con la legge di stabilità che misura quanto la coperta sia
corta per reperire quelle risorse necessarie ad alleviare le conseguenze
della perdita del lavoro, risulta sempre più arduo convincere gli italiani
che il diritto ad avere un’occupazione
non è solo un privilegio per pochi e un
miraggio per i più giovani.
«Non posso che sottolineare la tassativa priorità delle politiche volte a
combattere la piaga della disoccupazione giovanile, che mina alle basi la
speranza e l’obiettivo di costruire una
società più giusta e inclusiva» è infatti
il monito che lancia Napolitano ricordando che «il perseguimento degli
impegni di rigore e risanamento finanziarionon èin contraddizione,come mostrano proprio diverse esperienze di Paesi europei, con gli indispensabili investimenti miranti a sostenere formazione, innovazione e ricerca». E questo è quello che prova a
spiegare il governo.
«Tutta lariforma del mercatodel lavoro, da poco adottata dal Parlamento
italiano, ambisce a creare un contesto
più inclusivo e dinamico, atto a superare le segmentazioni che tendono a
escludere omarginalizzare igiovani»
spiega Monti ed anche il ministro del
Lavoro, appena contestata a Napoli, si
rivolge ai giovani contestatori per
spiegare di aver «scelto Napoli per dare un segnale, un messaggio positivo
a una città dove il problema del giovani è molto forte». Sapendo, prova a di-
fendersi Fornero, che «il problema
della creazione di opportunità di lavoro peri giovaninon èun problemacircoscritto all’Italia, essendo ampiamente dibattuto nelle sedi internazionali». La riforma del mercato del lavoro fatta in Italia, tuttavia, ha «tra i suoi
obiettivi primari il contrasto alla disoccupazione dei giovani» e, allo stesso tempo, «l’instaurazionedi rapporti
di lavoro più stabili».
In questo contesto uno strumento
come quello dell’apprendistato è quello che rispecchia lo spirito della riforma, dovendorappresentare «daun lato, la tipica modalità di ingresso dei
giovani nel mondo del lavoro, dall’altro, uno strumento per lo sviluppo
professionale dei lavoratori». Così come l’accordo sulla produttività che il
Ministro sollecita ancora una volta come volano per riavviare il Paese verso
la crescita, senza la quale nuovi posti
di lavoro di certo non si produrrano.
NAPOLI
Scontri e cortei
contro la Fornero
NAPOLI – E dire che a Napoli il
ministro del Lavoro, Elsa Fornero, era venuta per annunciare
un’intesa con la Germania con un
obiettivo ben preciso: promuovere l’occupazione giovanile. Opportunità, insomma. Invece tutto
questo ai “choosy” è apparsa come una beffa in una città, come
Napoli, che ha il primato della disoccupazione. Lo avevano detto, giorni fa, alla notizia del vertice: “Jatevenne”, andatevene. E
ieri lo hanno ribadito con scontri,
lanci di pietre, feriti, slogan durissimi contro la Fornero con i precari, e gli studenti, che chiedevano «risposte non solo annunci»,
come hanno urlato in piazza. Il
Ministro poi ha incassato anche
un’altra protesta: quella del sindaco, Luigi de Magistris, che, al
vertice, non si è presentato.
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
Primo piano 13
Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
19
Martedì 13 novembre 2012
ECONOMIA&FINANZA
«In Italia crescita bassa
e incertezza politica»
Bankitalia: non esiste alcuna bolla per il settore immobiliare
l ROMA. L'Italia è in sicurezza e, grazie
alle azioni messe in campo a livello nazionale con le riforme ed internazionale
soprattutto con gli interventi della Bce, il
Paese sta riguadagnando la fiducia dei mercati e degli investitori stranieri. Su un quadro che potrebbe volgere al meglio pesa però
l’incertezza politica, sommata ad una crescita economica che resta ancora bassa.
L'ultima indagine di Bankitalia sulla stabilità finanziaria del Paese in tutte le sue
componenti – debito sovrano, famiglie, banche, imprese e assicurazioni – evidenzia i
passi avanti rispetto alla crisi più nera, con
un’attenuazione delle tensioni sia a livello
pubblico che privato. Ma allo stesso tempo
mette in guardia di fronte ai rischi che
incombono: la crescita ancora debole, il costo del finanziamento del debito tuttora alto
nonostante i progressi fatti e la debole dinamica dei redditi, vera minaccia per le
famiglie che hanno finora mantenuto una
condizione finanziaria sostanzialmente
equilibrata. «In Italia – dice il rapporto – si
registra un calo dello spread sovrano e il
ritorno degli investitori esteri sul mercato
dei titoli di Stato. La debolezza della domanda interna sta favorendo un significativo miglioramento dei conti con l'estero.
Malgrado il peggioramento del quadro economico, la politica di bilancio resta orientata al risanamento finanziario». Insomma,
come sottolineato anche dal direttore generale dell’Economia, Maria Cannata, «il
clima è migliorato», con un ritorno degli
investitori istituzionali sul nostro mercato,
tanto che, ha assicurato anche il premier
Mario Monti, l’Italia non contempla allo
stato dei fatti il ricorso all’Esm. Tuttavia,
prosegue l’analisi di Bankitalia, «i timori
circa i progressi nell’azione di riforma, legati all’incertezza sull'evoluzione del quadro politico, rappresentano un rischio per il
costo del debito».
Non sono del tutto rosee anche le prospettive per le famiglie che fino ad oggi
hanno resistito alla crisi. Le loro condizioni
finanziarie «rimangono nel complesso
equilibrate», con un livello «relativamente
contenuto dell’indebitamento». Anche in
questo caso il rischio però c'è ed è rappresentato «dalla debole dinamica del reddito che potrebbe rendere gravoso il servizio del debito».
Al momento gli italiani restano comunque al riparo, così come le banche che, spiegano a Via Nazionale, «sono ancora perfettamente in piedi» e, così come l’Italia,
hanno riconquistato l’accesso ai mercati
finanziari internazionali. Un po’ meglio va
anche nella concessione del credito, anche
se si è ancora lontani dalle condizioni ottimali. Segnali di tenuta arrivano infine dal
mercato immobiliare: scambi diminuiti,
ma i prezzi non sono in caduta libera, come
sono stati invece in altri Paesi come Spagna,
Irlanda o Stati Uniti, a dimostrazione che
nel nostro Paese non c'è alcuna bolla.
La situazione finanziaria
Attuali giudizi di Bankitalia
Condizione
dei mercati finanziari
mondiali
MIGLIORATA
Rischi stabilità finanze in Europa
PERMANENTI
Crisi dirompente in Area Euro
SCONGIURATA
Tensione
sui titoli
di Stato italiani
Acquisti investitori esteri
Tassi nuove emissioni
Prospettive
di ripresa
economica
Domanda interna
Conti con l'estero
Mercato immobiliare
Finanze
delle famiglie
ALLENTATA
IN RIPRESA
GROSSO CALO
INCERTE
DEBOLE
MIGLIORI
DEBOLE
EQUILIBRATE
Indebitamento delle famiglie
Investimenti a basso rischio
Dinamica del reddito
RIDOTTO
ELEVATI
DEBOLE
Finanze
delle imprese
IN TENSIONE
Accesso al credito
Offerta
rispetto a inizi 2011
credito
da banche rispetto a inizi 2012
Evoluzione
del quadro
politico
DIFFICILE
RESTRITTIVA
MIGLIORE
INCERTA
PREZZI DELLE CASE Bankitalia: non c’è alcun crollo
L’iniziativa della banca
Oltre 150 imprenditori pugliesi
all’Ubi international Open Day
Oltre duecento imprenditori di cui 150 pugliesi hanno partecipato ieri all’Ubi international Open Day con
una serie di desk informativi dedicati a Cina e Far East,
Russia, Brasile, Paesi del Maghreb, Medio Oriente ed
Europa. «Quello che stiamo assistendo in Italia è un
cambiamento dell'assetto economico, con il baricentro
che si sta spostando soprattutto verso Est, verso l'Asia
con la sola eccezione del Sud America, è veramente uno
spostamento che va da Occidente verso Est – ha sottolineato Flavio Caricasole responsabile estero commerciale di Ubi Banca - sono mercati che stanno assorbendo
tanto, una metà delle imprese italiane è già internazionalizzata, l'altra metà, che prima lavorava col mercato domestico, adesso si trova a guardare verso l'estero, spesso non sapendo come affrontare questi mercati». L'obiettivo , è stato sottolineato nel corso dell’iniziativa a cui
ha partecipato anche Massimo Amato amministratore
delegato di Ubi Banca International, è stato quello di accompagnare le piccole e medie imprese che hanno potuto incontrare specialisti ed esperti come se fossero a
Mumbay o a San Paolo del Brasile.
«Sul tema delle esportazioni – ha spiegato Raffaele
Avantaggiato direttore generale di Ubi Banca Carime - è
compito anche delle banche fare tutto quanto è possibile per sostenere e promuovere l'internazionalizzazione e
la conquista di nuovi mercati da parte delle nostre imprese. Ci sono nel mondo contesti che, pur in una congiuntura internazionale indebolita, continuano a crescere a ritmi impensabili per noi europei (Brics e non solo)».
ANSA-CENTIMETRI
CAMBIO MARCHIONNE: SI DEFINISCE INTEGRAZIONE INDUSTRIAL-CNH
INTERVISTA «LA SITUAZIONE AGRICOLA PUGLIESE È STAGNANTE. L’ITALIA HA BISOGNO DI UN GOVERNO POLITICO CHE VENGA FUORI DALLE URNE»
Fiat, il tarantino Altavilla
nuovo responsabile
dell’attività Europa auto
«Meno tasse , più consumi»
l TORINO. Il tarantino Alfredo Altavilla sarà nominato
Chief operating officer della regione Emea (Europa, Medio
Oriente e Africa). Altavilla sostituisce Gianni Coda che ha
raggiunto i limiti d’età dopo 33 anni di servizio in diverse aree
di business di Fiat e Fiat Industrial. Altavilla continuerà anche
a coordinare le attività di Business Development nel Gruppo.
«Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento – ha
commentato Sergio Marchionne, amministratore delegato di
Fiat Spa – per il servizio e per la grande edizione a Fiat e Fiat
Industrial che Gianni ha dimostrato nel corso dei lunghi anni
all’interno dei due gruppi. Ha
esercitato una leadership esemplare nei diversi ruoli che ha
ricoperto nel mondo e, in particolare negli ultimi 8 anni, con
me come capo del Group Purchasing e più recentemente come Chief operating officer della
regione Emea. Gli uomini e le
donne di Fiat-Chrysler hanno
un grande debito di gratitudine
verso di lui». «Mi unisco a Sergio Marchionne nell’esprimere
la mia gratitudine, anche a nome della mia famiglia, per il conFIAT Alfredo Altavilla
tributo e la dedizione che Gianni
Coda ha fornito nelle società del
gruppo», ha aggiunto John Elkann, presidente di Fiat Spa.
Intanto, Fiat Industrial annuncia cambiamenti della sua
organizzazione che hanno effetto immediato.
Al fine di sostenere l’integrazione tra Fiat Industrial e Cnh
Global N.V., la società annuncia la formazione del Group
Executive Council (Gec), la creazione di quattro posizioni di
Chief Operating Officer Regionali e di un Chief financial
officer che riporteranno al Group chief operating officer. Richard Tobin è stato nominato Group Chief operating officer di
Fiat Industrial. Manterrà inoltre il ruolo attuale di Ceo e
president di Cnh Global N.V.
Il Group executive council (Gec) è il più alto organismo
decisionale in Fiat Industrial dopo il Consiglio di amministrazione.
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELdAa8b+C2q846DFZ7TY0iL8=
De Castro: la domanda alimentare è frenata dalle misure recessive
MARCO MANGANO
l «Drammatica la situazione per i consumi alimentari
interni: il cedimento cui assistiamo in Italia potrebbe aumentare». A lanciare l’allarme - all’indomani del tracollo
(-5,7%) di settembre - è Paolo
De Castro (Pd), brindisino,
presidente della commissione
Agricoltura del Parlamento
europeo, già ministro delle Politiche agricole e presidente di
Nomisma.
Per quali ragioni i listini
potrebbero aumentare?
«Perché non tengono ancora
conto della crescita dei prezzi
delle materie prime e cioè di
mais, grano, mangimi e via do le imprese avrebbero costi
dicendo. Le tredicesime più meno elevati e una maggiore
leggere e il potere d’acquisto competitività».
sempre più compresso, somIn Puglia, come definisce
mati all’aumento dei listini,
la situazione in cui si troprodurranno una miscela
va l’agricoltura, il prinesplosiva».
cipale volano economico
Qual è la sua «terapia»
regionale?
per far ripartire la do«Stagnante: un autentico
manda, per stimolare i peccato se si considera che il
consumi?
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BRINDISINO Paolo De Castro (Pd)
cessiva».
consumi?
I
costi
«Mi chiedo
previdenziali per l’ag ri- dove sia finito il piano ancoltura italiana restano nunciato dal presidente franmolto elevati. Cosa pro- cese Francois Hollande all’inpone?
domani della sua elezione
«Si possono ridurre. Si do- all’Eliseo: un pacchetto di 100
vrebbe partire alleggerendo le miliardi finalizzato a far ritasse sui salari: in questo mo- partire la domanda».
RASSEGNASTAMPA
13
martedì 13 novembre 2012
VINCENZO RICCIARELLI
ROMA
L’Italia resta sotto l'ondata di maltempo
che si è abbattuta sulle regioni del centronord, provocando disastri e timori tra la
popolazione. C’è anche una vittima, il cadavere di un uomo è stato trovato all'interno di un'auto travolta dall'acqua in località Chiarone, nel comune di Capalbio,
in provincia di Grosseto. Secondo quanto si apprende, l'uomo non avrebbe avuto scampo: la strada avrebbe ceduto e
l'auto sarebbe stata sommersa. A recuperare il cadavere dell'uomo, sembra un anziano, nel comune di Capalbio sono stati
i carabinieri. A loro era arrivata la segnalazione dell'auto sommersa improvvisamente dalle acque del torrente Chiarone. Una donna di 73 anni di Orbetello è
stata ricoverata in rianimazione all'ospedale Misericordia di Grosseto dopo essere stata travolta da un'onda d'acqua mentre si trovava in auto. In Toscana diverse
persone sono rimaste bloccate per ore
sui tetti delle proprie case dove sono salite per sfuggire alle inondazioni tra Albinia e Marsiliana, e molte sono state evacuate e ora alloggiate nel palazzetto dello sport di Orbetello. A Montepulciano,
nel senese, il torrente Salcheto è esondato rendendo impraticabili alcune strade
e lasciando isolate alcune case.
Molti disagi anche in Umbria, soprattutto a Orvieto, a causa delle forti piogge
e delle esondazioni del fiume Paglia e del
torrente Chiavi. In allerta la zona di Marsciano, Deruta, Città di Castello, Citerna, località dove la Croce rossa ha distribuito sacchetti di sabbia alla popolazione. In Liguria già ieri erano state evacuate circa un centinaio di persone nelle località più critiche come Borghetto Vara,
Ameglia, Sesta Godano e Beverino, nello
spezzino, da cui partirà la richiesta di Stato di emergenza al governo e alla Protezione civile firmata dal presidente della
Regione Claudio Burlando.
Analoga richiesta da Enrico Rossi: «In
Toscana la situazione si sta aggravando
e interessa, oltre alla provincia di Massa
Carrara, tutto il Sud: Grosseto, Siena ed
Arezzo. Ho chiesto l`intervento immediato dell`Esercito». Il presidente della Regione Toscana ha incontrato a Roma il
capo della Protezione civile Franco Gabrielli per concordare gli interventi necessari per la situazione di emergenza
.. .
Il ministro Clini:
all’Italia servono
40 miliardi
in quindici anni
Un cantiere sommerso dall'acqua ad Orvieto FOTO ANSA
Maltempo, è un disastro
La Toscana chiede aiuto
● Ancora pioggia e allagamenti, soprattutto al Centro ● Una vittima
a Capalbio, un uomo travolto con la sua auto ● Il presidente Rossi
al governo: «Modifiche alla legge di Stabilità per trovare risorse e strumenti»
creatasi nel fine settimana. «Stanzieremo subito 5 milioni per gli interventi urgenti necessari a rispondere alle prime
necessità in tutte le zone alluvionate, colpite dalle piogge torrenziali di questi ultimi due giorni», ha detto Rossi. «La Toscana non è una Regione piagnona ma solidale e che oggi ha bisogno della solidarietà degli altri». E se non ci saranno interventi adeguati c'è il rischio che, nonostante le «solide tradizioni democratiche» si possa aprire una crisi «che potrebbe sfociare in tensioni, proteste e in una
preoccupante caduta di fiducia verso tutte le istituzioni democratiche». Così il
presidente Rossi che ha aggiunto: «Bisogna che siano messi a disposizione risorse per la ricostruzione di ponti, argini e
strade e, per le opere strategiche, garantire un flusso di spesa costante annuale
per un decennio, in modo da affrontare
seriamente il rischio idraulico e idrogeologico in Toscana. C’è un solo modo per
assicurare alla Toscana la dovuta attenzione: introdurre subito nella legge di
stabilit finanziamenti per affrontare sia
l'emergenza che i compiti di medio periodo». Finanziamenti che il ministro
dell’Ambiente Clini ha quantificato il 40
miliardi per i prossimi 15 anni.
Non è migliore la situazione al nord. Il
Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità. A Venezia ancora acqua alta (102
centimetri sul medio mare la massima di
marea) a a Padova resta l'allerta per la
piena fiume Bacchiglione. In Toscana,
come detto, permangono forti difficoltà.
In provincia di Massa il Corpo forestale
dello Stato ha attivato un servizio antisciacallaggio degli immobili abbandonati perché invasi dall'acqua. E ieri è toccato al grossetano. La forte pioggia ha provocato lo straripamento dell'Albegna e
dei torrenti Elsa e Osa. Attivate le procedure di sicurezza per l'Ombrone. I vigili
del fuoco hanno compiuto salvataggi utilizzando i mezzi anfibi, in particolare nella zona di Manciano dove sono state chiuse le scuole, provvedimento che starebbe valutando anche il comune di Scansano. Paura per gli occupanti di due auto
trascinate via dalle acque dell’Elsa: sono
stati tratti in salvo dai pompieri. Critica
la situazione ad Albinia (Orbetello) dove
sono state sfollate alcune famiglie.
In Umbria, numerosi gli allagamenti
in provincia di Perugia. Alcune famiglie
sono state precauzionalmente evacuate
nel marscianese per l'esondazione del
fiume Nestore. Diversi i corsi d'acqua già
usciti dagli argini o ormai prossimi al livello di guardia. Nell'Alto Tevere umbro
è stata superata la soglia di pre-allarme.
Evacuate diverse famiglie anche nell'orvietano a causa dell'esondazione del fiume Paglia. Disposta inoltre la chiusura di
tutte le scuole nell'intero comune. Chiuso per gli allagamenti il casello di Orvieto dell'Autosole. Disagi pure nel Lazio.
Completamente allagati alcuni tratti di
Montalto Marina e di Tarquinia Lido, sul
litorale nord, e decine di ettari di terreno
a Montalto di Castro. A Roma per l'innalzamento del livello delle acque del Tevere i Vigili del Fuoco, su disposizione della
Protezione civile, stanno chiudendo gli
accessi alle banchine.
Blitz di Forza Nuova alla festa per i bimbi immigrati
MASSIMO SOLANI
Twitter@massimosolani
Non hanno avuto rispetto neanche per i
bambini o per la festa che era stata preparata proprio per loro. Per farli sentire italiani davvero, loro che in Italia sono nati e cresciuti. Che hanno imparato
la nostra lingua prima ancora di quelle
dei paesi di provenienza dei genitori,
che hanno studiato la nostra storia a
scuola e che, nonostante questo, sono
costretti da una legge assurda ad essere
italiani di serie B. Sabato pomeriggio
erano 603 quelli riuniti insieme alle
proprie famiglie al teatro Era di Pontedera, in provincia di Pisa, per ricevere
dal Comune la cittadinanza italiana.
Una festa, appunto, rovinata da una decina di militanti di Forza Nuova che
hanno fatto irruzione in sala gridando
slogan contro l’immigrazione e lanciando in aria volantini che riportavano una
frase di Platone: «Quando il cittadino
accetta che chiunque gli capiti in casa,
da qualunque parte venga, possa acquisirvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita
e c’è nato - c’era scritto - quando i capi
..
.
tollerano tutto questo per guadagnare
voti e consensi in nome di una libertà
che divora e corrompe ogni regola ed
ordine: così muore la democrazia, per
abuso di se stessa e, prima che nel sangue, nel ridicolo».
Qualche minuto di scompiglio, poi è
stata la sicurezza e alcune delle persone presenti in platea, fra cui i genitori
di alcuni bambini e l’ex sindaco di Pontedera Paolo Marconcini, a respingere
il gruppetto di neofascisti e a costringerli a lasciare il teatro assieme ai loro striscioni. Pochi minuti di gazzarra che
hanno lasciato però una ferita profonda alla città e l’indignazione di una intera comunità. In lacrime il sindaco Simone Millozzi che ha stigmatizzato «l’atteggiamento squadrista e nazista di pochi idioti contro una cerimonia che, riunendo italiani e stranieri, adulti e bambini, dava un forte senso di comunità».
Solidarietà al sindaco è stata espressa
dal collega di Pisa Marco Filippeschi:
«si è voluto sporcare una cerimonia che
celebrava il sacrosanto diritto di questi
bambini a sentirsi ed essere italiani - ha
commentato - Ma queste azioni non devono intimidire, bensì spingere ad andare avanti nella tutela dei diritti». Da parte sua, travolta dalle polemiche, Forza
Nuova ha provato a spiegare il senso
della propria iniziativa parlando di una
protesta «assolutamente platonica e
.. .
Hanno fatto irruzione
a Pontedera durante
la cerimonia organizzata
per 603 bambini
non violenta» non diretta contro gli immigrati «e men che meno contro dei
bambini» ma rivolta ad una «classe politica che sta portando l’Italia alla rovina
sociale». «Nessuno - spiegava la nota - è
stato minimamente aggredito dai militanti di Fn nonostante i patetici e isterici tentativi di provocazione da parte di
alcuni presenti. Abbiamo la coscienza a
posto». Parole che non spostano di un
millimetro la questione relativa alle
scorribande neofasciste che si ripetono
sempre più spesso in Italia. Per Gianluca Mengozzi, presidente di Arci Tosca-
na, e Paolo Beni, presidente nazionale
dell’Arci, è infatti arrivata «l’ora di affermare senza reticenze che Forza Nuova è un’organizzazione fascista, agli antipodi della democrazia», e che «va contrastata l’agibilità politica di forze che
si ispirano a parole e messaggi di chiara
marca fascista».
Ieri intanto il sindaco di Pontedera
Simone Millozzi, che per domani ha indetto un consiglio comunale aperto su
quanto accaduto, ha presentato una denuncia al commissariato di polizia per i
fatti di sabato. «L'iniziativa bellissima
ROMA
Frasi antisemite e svastiche sui muri di due licei
«Viva Hitler», «Noi la partigiana la
sodomizziamo» e «Collettivo ve
lamamo» (cioè vi accoltelliamo). Il
tutto firmato con due croci uncinate.
Sono le scritte comparse sui muri
esterni del liceo Manara a Monteverde,
a Roma, dove sono molti gli iscritti di
religione ebraica e per il prossimo 19
novembre, giorno della
promulgazione delle leggi razziali, è in
programma un incontro sul
negazionismo. «Non è la prima volta
che subiamo minacce», hanno
raccontato i ragazzi del Manara, che
hanno indetto una colletta per
comprare la vernice che servirà a
cancellare le scritte. Scritte simili, poi,
ieri sono apparse anche sui muri del
Mamiani, a Prati. «Frasi in due colori, il
che significa che sono state fatte da un
gruppo organizzato, che inneggiano
all'Olocausto con espressioni
tremende oppure minacce come “Il
Mamiani brucerà”», hanno raccontato
gli studenti che già sabato scorso
avevano provveduto a cancellare inni
al Duce scritti nel cortile interno della
scuola.
di sabato pomeriggio ci dice che il percorso è quello giusto. Si tratta di una
grande battaglia di civiltà e di dignità
che deve provare unito tutto il Paese»,
ha commentato il primo cittadino. Che
ha invitato tutti i sindaci a seguire
l’esempio di Pontedera e ad organizzare iniziative analoghe. Un invito condiviso anche dal presidente dell’Arci, e
sindaco di Reggio Emilia, Graziano Del
Rio. «Quanto avvenuto sabato scorso è
un attacco alla convivenza pacifica,
all’idea stessa di futuro dell’Italia - ha
spiegato - Lo dico come cittadino, come
sindaco e presidente dell’Anci, ma anche in nome della campagna “L’Italia
sono anch’io”, di cui ho l’onore di presiedere il Comitato promotore». «Manifestare in forma violenta la propria
chiusura di fronte ad una società che
cambia, e farlo coinvolgendo i bambini,
è semplicemente vergognoso- aggiunge Delrio - sono segnali che non vanno
in alcun modo sottovalutati, e ai quali le
istituzioni devono saper rispondere
con determinazione, coraggio e tempestività».
.. .
Il sindaco Millozzi sporge
denuncia. Fn: «Non c’è
stata violenza, la nostra
coscienza è a posto»
RASSEGNASTAMPA
16
martedì 13 novembre 2012
COMUNITÀ
L’intervento
Il commento
Cattolici e sinistra nel dna democratico
Perché in Lombardia
servono le primarie
Stefano
Fassina
SEGUE DALLA PRIMA
Come loro, anche il sottoscritto è convinto
che «il Pd che abbiamo costruito è ancora
troppo lontano dall’ambizione che lo ha fatto
nascere». Come loro è convinto che il cattolicesimo democratico e la sua distintiva lettura
della dottrina sociale della Chiesa, lo ha ricordato bene Massimo D’Antoni in un recente
commento per Leftwing, siano fonte preziosa
di pensiero critico verso il paradigma economico ancora oggi dominante, sebbene non
più egemone dati gli evidenti fallimenti. Infine, come loro, il sottoscritto è preoccupato
dei tentativi, interni e esterni, di rappresentare attratta da una irresistibile deriva socialdemocratica una parte del Pd impegnata, certamente con limiti e errori, in una ricerca di
autonomia culturale e politica per il nostro
partito. Pertanto, vorrei provare a dare un
contributo ad «accelerare il lavoro di consolidamento del progetto democratico». Per il bene del Pd e per il bene dell’Italia.
Sempre più spesso ho la sensazione che
con lo sbrigativo richiamo alla socialdemocrazia si intenda liberarsi della critica a quello
che viene considerato l’unico paradigma possibile, nonostante l’aggravamento della malattia delle economie e delle democrazie europee e la storica sconfitta subita nelle elezioni
presidenziali degli Stati Uniti. Il problema di
fondo è di ordine filosofico (se non fosse un
termine rischioso, diremmo ideologico). Ma
ha poco a che vedere con la socialdemocrazia.
Il paradigma dominante può essere criticato?
La critica implica, inevitabilmente, la ricaduta nel Novecento? Nell’euro-zona e nell’Unione europea, la Commissione, la Bce e il Consiglio definiscono specificazioni tecniche, articolazione deterministica dell’unico paradigma possibile, oppure fanno scelte politiche? A
volte è evidente il fastidio intellettuale di fronte alla pretesa di dare il nome alle cose: il paradigma dominante non va battezzato. È oggettivo, assoluto. Definire «liberista» la visione
prevalente e le policy da essa prescritte rompe l’incantesimo. Il battesimo la de-oggettivizza e rende il re nudo: espressione di interessi
di parte. Legittimi, certo, ma di parte. La parte degli interessi più forti.
E poi, che vuol dire socialdemocrazia? I manuali di scienza della politica e di storia ne
offrono esempi variegati nello spazio e nel
tempo. Qual è il denominatore comune
dell’universo socialdemocratico? La visione
della società quale organismo semplice, strutturato in poche classi sociali rigide e omogenee, definite sul piano economico, della condizione lavorativa, del connesso reddito e della
collocazione urbana? L’antagonismo capita-
La lettera
Lotta al caporalato
Cgil in prima fila
Gino
Rotella
Segretario
Flai Cgil
●
VORREI ESPORRE POCHE CONSIDERAZIONI IN RAPPORTO ALLA PUNTATA DI «CHE
TEMPO CHE FA» DEL 5 NOVEMBRE, dove Rober-
to Saviano ha posto il tema del caporalato e
dello sfruttamento schiavistico nel settore
agricolo. Grazie a quella trasmissione, il tema dello sfruttamento nelle campagne italia-
Questo giornale è stato
chiuso in tipografia alle
ore 21.30
le-lavoro? L’identificazione della persona, dei
suoi valori, dei suoi interessi, dei suoi desideri, delle sue aspettative, con la sua condizione
professionale? L’ancoraggio di una forza politica a riferimenti sociali esclusivi, in particolare, per quanto riguarda le forze della sinistra,
al lavoro dipendente delle grandi imprese?
L’organizzazione della politica attraverso partiti strutturati?
È evidente che l’universo socialdemocratico è irriproducibile. Per una ragione intuitiva: mancano i presupposti economici, sociali,
culturali e istituzionali per la sua riproduzione. È finita la centralità del modo di produzione fordista (tra l’altro mai prevalente nell’Italia delle micro imprese e dei distretti), è in
crisi la sovranità dello Stato-nazione, la dimensione sociale della persone è molto più
articolata. Quindi, liberiamoci da equivoci
fuorvianti. Oggi il segno della grande transizione in corso è la regressione, avvenuta e prospettica, delle classi medie sul terreno del lavoro. Oggi compito distintivo delle forze progressiste europee e occidentali della cultura,
della politica, della società non è riconquistare quote di valore aggiunto per il lavoro dipendente, sebbene sia stato il più penalizzato dalla redistribuzione degli ultimi tre decenni. Oggi la priorità è definire e costruire, attraverso
un’alleanza tra produttori, una regolazione
dell’economia, almeno a scala dell’euro-zona,
in grado di evitare lo schiacciamento delle democrazie delle classi medie tra populismi e
tecnocrazie. Siamo attenti ai «moderati» perché siamo attenti al lavoro, in tutte le sue forme, subordinate e autonome, quale fondamento della democrazia.
Per contribuire a costruire una cultura politica progressista adeguata alle sfide del XXI
secolo dobbiamo identificare chi vogliamo
rappresentare e per quali obiettivi. A me pare
che nostro distintivo compito sia rappresentare la persona che lavora. La persona che lavora in tutte le articolazioni dell’attività creativa. Senza, tuttavia, perdere di vista le asimmetrie di potere, quindi di libertà, di possibilità
di affermare la propria irriducibile individualità, tra le persone nella dimensione della produzione e le differenze di interessi (da portare a incontrarsi, non a confliggere). La persona che lavora, non il lavoratore, perché «la
condizione per una nuova stagione del lavoro
è che esso superi la pretesa di esaurire la totalità dell’umano e si metta al servizio della fioritura dell’intera persona», come abbiamo affermato con le parole di Franco Totaro sin
dalla prima Conferenza nazionale per il lavoro del Pd. L’obiettivo di fondo della nostra sfida ambiziosa è ridefinire i connotati dello sviluppo, quale condizione per rispondere
all’«emergenza antropologica» segnalata da
osservatori dislocati su un ampio spettro culturale. Quindi, uno «sviluppo umano integrale» che ricomprenda e vada oltre la «semplice» riconversione ecologica dell’economia. È
una ricerca difficile, a rischio di sbandamenti.
Per il sottoscritto, come tutti prigioniero del
proprio linguaggio, è una ricerca avviata grazie all’aiuto di alcuni testimoni della dottrina
sociale della Chiesa: nel confronto quotidiano
con Emilio Gabaglio, negli incontri ricorrenti
con Franco Marini, nelle rarefatte, ma sempre illuminati, conversazioni con Pierre Carniti.
Sono sicuro che tra chi ha radici nel groviglio socialdemocratico e chi ha respirato la
declinazione progressista della dottrina sociale della Chiesa, come Garofani e Giacomelli,
vi sono straordinarie potenzialità di sintonia
innovativa. Se non ci fosse, il Pd lo dovremmo
inventare per rispondere alle sfide, drammatiche ma affascinanti, del presente.
Maramotti
ne è stato riportato all’attenzione del grande
pubblico. In effetti, pochi sanno che dal 24
gennaio del 2011 la Federazione dei lavoratori del settore agroalimentare della Cgil ha sviluppato una vasta mobilitazione, denominata «Stop al caporalato», a sostegno di una proposta di legge presentata al Senato il 26 luglio da trenta senatori (prima firmataria la
senatrice Mongiello del Pd) di tutti gli schieramenti politici, per incardinare nel codice
penale l’attività di caporalato quale reato penale. Una parte della stessa proposta è stata
poi accolta dal governo e inclusa nel D.L. 138
del 13 Agosto. Dalla stessa data il caporalato
è reato penale.
Abbiamo comunque deciso di continuare
la mobilitazione con le iniziative (coordinate
da Yvan Sagnet) su «Gli invisibili in agricoltura» tuttora in corso. Siamo ritornati a Boncuri dove, per ordine del prefetto di Lecce, la
masseria che accoglieva centinaia di migranti è stata chiusa. Siamo ritornati nel triangolo Casal di Principe-Castelvolturno-Villa Li-
terno con il sindacalismo di strada. Siamo ritornati a Nardò e in Puglia dove, con l’impegno della giunta regionale, in particolare degli assessori all’Agricoltura e al Lavoro è in
atto un’interessante sperimentazione per responsabilizzare le imprese escludendole dagli incentivi quando non rispettano le leggi e
i diritti dei lavoratori. Così come siamo ritornati un po’ ovunque, passando anche da Castelnuovo Scrivia, in provincia di Alessandria, nel profondo Nord, dove i lavoratori marocchini, in condizioni di semischiavitù, pretenziosi nel richiedere «anche» la retribuzione, sono stati sostituiti dalla manovalanza indiana al soldo di un caporale di Brescia. Il 23
novembre prossimo torneremo a Rosarno dopo essere stati in Sicilia, nel Veneto ecc.
È un impegno continuo, il nostro, fatto di
vincoli antichi che si rinnovano nell’agire
quotidiano. Peccato che nella trasmissione
di Fazio, pur rimanendo una tra le poche che
prestano attenzione ai temi della cultura e
dei diritti, questa parte sia mancata.
La tiratura del 12 novembre 2012
è stata di 83.610 copie
Antonio
Panzeri
Europarlamentare Pd
●
COMMENTANDO LA CANDIDATURA DI UMBERTO AMBROSOLI A PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA,
BERSANI HA DETTO CHE SI TRATTA di una buona notizia. E
infatti lo è. Chi offre la disponibilità a guidare un progetto di rinascita in una regione così importante come
quella lombarda, devastata da vicende che ne hanno
deturpato l'immagine in Italia e all'estero, non può che
essere visto positivamente. E da qui anche l'urgenza di
procedere speditamente verso le elezioni regionali.
Certo, il lavoro di ricostruzione non sarà semplice e
avrà bisogno di un clima nuovo e di un grande spirito
di collaborazione e partecipazione. E, soprattutto, di
un progetto per la Lombardia frutto di un confronto
serio tra chi si candida e le forze che lo sostengono. Il
contrario dell'idea dell'uomo solo al comando. C'è consapevolezza di tutto questo? A tratti non sembra. Leggendo le tante dichiarazioni rilasciate, in questi giorni,
dopo la notizia della disponibilità di Ambrosoli, alcune
riflessioni si impongono. I me.. .
dia locali hanno intervistato alpersonaggi descritti, non
La candidatura cuni
si sa a che titolo, come playdi Ambrosoli
maker della candidatura, che
hanno spiegato la bontà di queè una buona
sta scelta, chiedendo ai partiti
notizia
di fare passi indietro e di lasciar perdere le primarie. Anzi
ma occorre
c'è stato chi, come Piero Basun confronto
setti, dopo aver difeso nelle settimane scorse l'esperienza di
tra le diverse
Formigoni, ha subito appogforze
giato Ambrosoli e si è spinto a
dire, a chi nel Pd voleva le primarie, di farle pure, ma per
eleggere il capolista del partito e non il candidato presidente. Si tratta ovviamente di persone perbene, che
hanno, diciamo così, un'idea un po' originale della democrazia e delle sue regole e che alla fine non aiutano
(ma forse non è nel loro interesse) lo sviluppo di una
discussione serena.
Tutto ciò chiama in causa l'altro elemento sul quale
riflettere, che riguarda il Pd e la funzione che intende
svolgere da qui in avanti. Il Pd è oggi in Lombardia
senza dubbio il primo partito. Ad esso spetta un ruolo
primario per portare il centrosinistra a vincere. Perché ciò si realizzi c'è bisogno da un lato, di un atteggiamento generoso e aperto, perché solo così sarà possibile coinvolgere una parte rilevante dell'opinione pubblica lombarda nel quadro di un rinnovato patto civico;
dall'altro, serve anche, come si dice, «schiena dritta».
Essere un partito «al servizio» non può essere confuso
con un partito «di servizio» e privo di legittimità. É del
tutto evidente che in Lombardia il tema non può essere solo quello dell'onestà. Comprendiamoci bene:
l'onestà è un'infrastruttura immateriale importantissima e dovrebbe essere alla base
.. .
dell'impegno politico di tutti e
in tutti gli schieramenti. Ma alIl Pd deve
trettanto importante è la visiocoinvolgere
ne politica e programmatica
che si deve avere per la Loml’opinione
bardia di oggi e di domani. E
pubblica
qui il Pd può e deve essere immediatamente rilevante, sia
regionale
nel programma che nelle perin un
sone che dovranno essere individuate per il governo della Rerinnovato
gione. Insomma, il Pd non può
patto civico
sciogliersi nel patto civico, ma
deve anzi ambire ad esserne la
struttura portante. Se questo è
lo scenario, allora anche lo svolgimento delle primarie
diventa più semplice da affrontare, perché alla possibile domanda se si deve, prima del voto, far conoscere
chi si candida e il programma che propugna attraverso
una partecipazione popolare, la risposta viene da sé.
Bene dunque il percorso avviato. Sarà utile a tutti.
Del resto come fare altrimenti, dopo che a Milano le
primarie si sono fatte e soprattutto oggi, in presenza di
quelle nazionali per scegliere chi guiderà l’Italia?
AI LETTORI
Per mancanza di spazio rinviamo la rubrica di Luigi Cancrini «Dialoghi». Chiediamo scusa ai lettori e all’autore.
RASSEGNASTAMPA
23
Martedì 13 novembre 2012
SUMMO
La patrimoniale all’inglese
>> CONTINUA DALLA PRIMA
E
poi, giusto per non scontentare nessuno, una sferzata al Pd: «Molto dipende da come la patrimoniale viene
concepita e da come viene utilizzata,
cioé se viene usata come componente ordinaria del sistema di tassazione oppure come
misura punitiva una tantum da certi governi
entranti che vogliano rompere con il passato».
Allora se ha torto il Pdl a dire «no» a priori e
ha torto il Pd a promettere il «sì» alla patrimoniale, chi ha ragione? Monti, naturalmente. Che si rifugia nell’inglese preferendo la
denominazione «wealth tax», tassa sulla ricchezza o tassa sul benessere, se proprio si vuole
tradurre in qualche modo l’intraducibile regime fiscale già presente in gran parte dei paesi
capitalisti, ha spiegato il professor Monti che
di sicuro non può (e non vuole) essere etichettato come un pericoloso marxista leninista. E quando parla tiene ben presente la differenza tra l’Italia e gli altri Paesi di riferimento visto che dice: «La cosa peggiore sarebbe dire “sì, vogliamo la patrimoniale” senza
avere gli strumenti per introdurla». Insomma,
siamo italiani e invece la wealth tax è roba da
nazioni serie.
Intanto in Italia pronunci la parola «patrimoniale» e tutti pensano istantaneamente alla
ricchezza immobiliare, alle case degli italiani.
E invece «la tassa patrimoniale che i nostri
amici inglesi e americani chiamerebbero
“wealth tax” è una tassazione sugli asset complessivi, mobiliari e immobiliari posseduti dal
contribuente. Non ho nulla contro tale tassa
sulla ricchezza». E ancora, dice Monti: «Abbiamo trovato delle difficoltà poiché, a differenza di altri Paesi, non erano disponibili in
Italia informazioni su asset specifici che ci
consentissero di costruire una tassa patrimoniale. Ciò che abbiamo fatto è avvicinarci ad
essa, estendendo la tassazione ad asset che
prima non erano soggetti ad imposta o aumentare le aliquote su altri asset che erano già
tassati, come quelli finanziari». Insomma, tirando le somme: la wealth tax di fatto l’abbiamo già introdotta, ma senza chiamarla patrimoniale. Anzi, quasi senza dirlo. Sbaglia,
Monti, probabilmente, la considerazione fina-
le: «Mi piacerebbe sdrammatizzare l’argomento della tassa sulla ricchezza». Sbaglia perché
in Italia solo lo 0,5% dei contribuenti dichiara
più di 150mila euro di reddito all’anno e sono
quasi tutti lavoratori dipendenti o pensionati.
Sbaglia perché solo in Svizzera ci sono circa
cento miliardi di euro (e la stima è per difetto)
di capitali esportati illegalmente sui quali non
è mai stato pagato un centesimo di tasse. Sbaglia perché il Fisco chiude transazioni da decine di milioni di euro con banche e assicurazioni che evadono le tasse per centinaia di
milioni di euro e invece è un cane da caccia
infaticabile contro gli errori dei piccoli contribuenti. Una patrimoniale, anzi una wealth
tax vera non sarebbe più scandalosa della tassa
sulla prima casa o dell’incremento dell’Iva sui
beni di prima necessità o delle gabelle sulla
benzina, tutte tasse che spennano il già malandato pollo medio italiano. Ma che almeno
serva a stanare gli evasori fiscali e ad abbassare la pressione sui tartassati, altrimenti lasciamo stare. Continuiamo a parlarne in inglese.
Gianfranco Summo
PARTIPILO
Quel pasticciaccio brutto
>> CONTINUA DALLA PRIMA
L’
anomalo e travagliato percorso del ddl è forse il segnale che si sta
combinando un pasticcio, seppur con la nobile motivazione di
salvare dal carcere i giornalisti. E in effetti i due articoli che
compongono il testo Berselli cancellano la detenzione e fissano la
multa fra 5mila e 50mila euro per chi commetta il reato di diffamazione a
mezzo stampa. Se il ddl dovesse riguardare solo Sallusti, potremmo dire che
va bene. Purtroppo, sono in ballo le sorti di tutta la stampa, che in un paese
democratico - forse - dovrebbe essere trattata almeno in maniera più consapevole.
Un primo problema riguarda le rettifiche, la cui pubblicazione comporta
una diminuzione fino a due terzi della sanzione e, al contrario, un aggravio
della pena in caso di omissione. Cosa buona e giusta. Solo che le rettifiche non
hanno più il limite delle 30 righe, devono essere pubblicate senza commento,
con lo stesso rilievo e nella medesima collocazione dell’articolo diffamatorio.
D’accordo che è scandaloso inserire le rettifiche nella rubrica delle lettere,
come fanno oggi i maggiori quotidiani italiani, però non si può neppure
immaginare che debbano essere pubblicate lenzuolate di precisazioni in
prima pagina. È noto che la maggior parte degli avvocati scrive una rettifica
come se fosse un atto giudiziario, quindi in stretto giuridichese e senza limiti
di spazio: mai meno di 5-6 cartelle dattiloscritte. Come si potrà pubblicare un
testo così? Perché accantonare il saggio limite delle 30 righe, fermi restando
gli altri parametri?
La rettifica deve essere pubblicata anche dalle «relative edizioni telematiche» del giornale e del periodico. Ma nulla si dice a proposito delle testate
telematiche «autonome», cioè presenti solo on line. Stante il testo Berselli,
esse sfuggono alle norme sulla diffamazione contenute nella legge sulla
stampa e rientrerebbero nell’ambito della diffamazione aggravata prevista
dal terzo comma dell’art. 595 del codice penale, punita con una multa da 5.000
a 30.000 euro. Le testate on line non avrebbero quindi obbligo di rettifica, il cui
mancato rispetto costa ai giornali a stampa e alla radiotelevisione una multa
da 8mila a 16mila euro. Il che è francamente incomprensibile, vista la
potenzialità offensiva di una notizia diffamatoria diffusa attraverso la rete e
una diffusa magari attraverso un giornalino di paese. Già i costituenti 60 anni
fa, quando scrissero l’art. 21 della nostra Carta fondamentale e poi la legge
sulla stampa, furono accusati di aver guardato la realtà con gli occhi rivolti al
passato, proprio perché avevano considerato solo la stampa. E oggi dove
stanno guardando i nostri legislatori?
È chiaro che non si tratta di mettere il bavaglio alla Rete, come si sostiene
in affrettate analisi, ma perché un sito giornalistico, cioè con una testata
registrata e un giornalista come direttore responsabile, deve avere un
trattamento diverso rispetto a una testata cartacea, il cui potere di offendere
è enormemente più limitato nello spazio e nel tempo?
Altra curiosità contenuta nel testo Berselli è una modifica all’art. 57 del
codice penale riguardante la responsabilità del direttore. In particolare si
afferma che la pena per l’omesso controllo «è aumentata qualora l’autore sia
un giornalista professionista sospeso o radiato dall’ordine». Il riferimento al
caso Sallusti è evidente quanto ridicolo. Primo, perché sui giornali scrivono
anche i giornalisti pubblicisti che - messe così le cose - sarebbero fuori da
questa norma; secondo, perché c’è in questo passaggio qualche dubbio di
costituzionalità. L’art. 21 garantisce infatti a tutti la manifestazione del
pensiero e non solo (per fortuna) ai giornalisti. Per cui il «professionista»
radiato o sospeso dal suo Ordine, non può svolgere attività professionale, ma
può certamente manifestare il proprio pensiero sul giornale in forma di
lettera, commento, intervento, insomma nei mille modi che sostanziano la
libertà di espressione.
Guardando al percorso di questo disegno di legge, caratterizzato da fretta e
da approssimazione, si ha la chiara sensazione che si stia approntando un
rimedio peggiore del male e che, visto anche il tempo a disposizione, non si
riuscirà neppure a salvare Sallusti dalle patrie galere.
Michele Partipilo
PAGONE
Onora il padre e la madre
>> CONTINUA DALLA PRIMA
A
nche se talvolta le giornate sembrano
lunghe e vuote non bisogna scoraggiarsi mai, ha raccomandato il pontefice. Il Papa ha parlato come vescovo
di Roma ma anche come anziano. Ha raccontato
di conoscere i problemi e i limiti dell’età, ha
precisato le difficoltà che per molti sono pure
aggravate dalla crisi economica, ed ha dettato i
tre punti cardine del suo pensiero. Primo: «Noi
anziani - proprio così, ha parlato al plurale comprendendo anche se stesso - noi anziani abbiamo
bisogno dell’aiuto degli altri». Secondo: «Gli anziani sono un valore per la società, soprattutto per
i giovani». Terzo: «Penso che si dovrebbe operare
con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e
dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che
gli anziani possano rimanere nelle loro case».
La teologia della terza età sta in questi tre
passaggi: la immedesimazione nel bisogno e il
riconoscimento di questo bisogno, il legame valoriale tra generazioni e l’esigenza di non trapiantare la persona anziana costringendola ad
abbandonare la propria casa per vivere gli ultimi
anni di vita in strutture anonime ma soprattutto
estranee.
Ha ragione il Papa, ma meno male che ci sono
queste strutture, queste case di riposo. In una
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELVf2OYy3LjDRTcjQZ4NWzig=
società che invecchia e che ha sempre fretta, in un
Paese che non investe in politiche sociali e dimentica i bambini come gli anziani, un Paese che
non ha cura degli asili come dell’assistenza ai
nonni, in questo Paese il monito del Papa fa
arrossire. Benedetto XVI ieri ha indicato una
strada che non è proprio prevista dallo stradario
della politica: in questo Paese si discute addirittura di «esodati», cioé di persone considerate
troppo giovani per andare in pensione e ritenute
troppo anziane per continuare a lavorare: persone, uomini e donne che costituiscono il collante
tra generazioni e che invece vengono espulse,
emarginate, umiliate per via dell’età. Persone che
meritano rispetto, come i bambini e come i nonni,
e che all’improvviso la società dominata dalla
logica del profitto e dell’efficienza - sono parole
del Papa - vedono stracciata la loro capacità lavorativa e la vita stessa.
In questo Paese, che il papa venga a raccontare
che l’esistenza degli anziani è come un libro aperto nel quale le giovani generazioni possono trovare preziose indicazioni per il cammino della
vita ha lo stesso effetto di una bomba atomica.
«Noi anziani, fragili sì ma non inutili né tristi», ha
detto il pontefice.
Un altro papa, il beato Giovanni Paolo II, nella
sua «Lettera agli anziani» del primo ottobre 1999 quindi alle soglie del nuovo millennio - citò il
quarto comandamento per esprimere il forte legame che esiste tra generazioni. «Onora il padre e
la madre», perché il padre e la madre indicano il
passato, la condizione che rende possibile l’esistenza di un popolo. E solo se il precetto viene
accolto e osservato, gli anziani non vengono considerati un peso inutile e ingombrante. Così scriveva Wojtyla.
Oggi siamo oltre. Oggi ci troviamo a dover fare
i conti con una indicazione pontificia sulla politica del welfare: un appello alle famiglie ma
anche alle istituzioni pubbliche perché gli anziani restino in casa. Magari potesse essere sempre così... E come si fa? Come regge una struttura
famigliare alle prese con i tempi sociali a governare anche le difficoltà di un anziano? Non ce
la fa e si affida, si fa aiutare non riuscendo ad
aiutare. Un aiuto peraltro non basato sulla solidarietà ma sul profitto della casa di riposo, che
in effetti molto spesso rende poveri i suoi ospiti
oltre che tristi. Ma come si fa, altrimenti?
E’ l’intero impianto sociale che andrebbe ricalibrato. Onora il padre e la madre, ma anche i
bambini, gli anziani e gli esodati, i precari e i
disoccupati. Il Papa ha chiesto che lo Stato si
impegni per gli anziani: sarebbe sufficiente mettere mano, finalmente, a una politica per la famiglia.
Onofrio Pagone
CHE AMBIENTE FA
di GIORGIO NEBBIA
Scaldacqua solari
a volte ritornano
C
hi si rivede: gli scaldacqua solari, resuscitati
da un lungo oblio grazie ad un decreto che
promette soldi pubblici a chi li compra e li
installa nelle proprie abitazioni o officine.
Gli scaldacqua solari sono costituiti da sottili lastre
di metallo annerito su cui sono stesi o in cui sono
incorporati dei tubi, il tutto coperto con una lastra di
vetro e appoggiato su uno strato isolante di resina
espansa o di altro materiale. I pannelli sono inclinati
con la faccia che guarda a sud in modo da raccogliere
la massima quantità di calore solare. Nei tubi circola
dell’acqua che entra dal basso fredda, si scalda per
esposizione al calore solare, raggiungendo anche 80
gradi Celsius, e sale in un serbatoio isolato termicamente, posto ad un livello superiore a quello del pannello. A mano a mano che l’acqua calda viene prelevata
per l’uso di cucina, bagni, eccetera, nella parte bassa
del pannello entra altra acqua fredda che a sua volta si
riscalda.
Gli scaldacqua solari sono stati inventati innumerevoli volte. La prima descrizione di un collettore solare di calore fu fatta nel 1767 dallo svizzero Horace de
Saussure (1740-1799), geologo, botanico, alpinista, che
capì che «da questo dispositivo un giorno può venire
qualcosa di buono perché è piccolo, poco costoso e facile da costruire». Un simile collettore solare fu costruito e utilizzato nel 1830 dall’inglese John Herschel
(1792-1871), chimico, astronomo, viaggiatore. Nel 1891
l’americano Clarence Kemp di Baltimore brevettò un
collettore solare adatto a scaldare l’acqua per uso domestico. Kemp vendette il brevetto a vari imprenditori
e agli inizi del Novecento gli scaldacqua solari erano
diffusi negli Stati Uniti. Dall’America l’invenzione passò in Europa: alcune notizie si trovano nel libro:
«L’energia solare e le sue applicazioni» del 1966, ristampato di recente. Una nuova età dell’oro degli scaldacqua solari si ebbe negli anni settanta del Novecento, dopo il primo aumento del prezzo del petrolio.
Su alcune scuole ci sono ancora i ruderi dei pannelli di
quegli anni, abbandonati quando diminuì il prezzo dei
più comodi prodotti petroliferi.
«SOLARE TERMICO» DI NUOVO -Dopo un lungo
sonno i riscaldatori solari di acqua sembrano destinati
ad una nuova diffusione. Finora solo i pannelli fotovoltaici e le pale eoliche (che producono soltanto elettricità) hanno goduto di finanziamenti statali che consentono un certo guadagno a chi li costruisce, li vende
e li acquista. Molti altri costruttori di impianti solari,
soprattutto adatti a produrre calore, anziché elettricità, il cosiddetto «solare termico», da tempo chiedevano anche loro incentivi pubblici per poter vendere i
propri prodotti.
Il «solare termico» comprende, oltre agli scaldacqua
solari, anche dispositivi con i quali è possibile scaldare
l’aria nelle abitazioni mediante il calore solare raccolto
in pareti o pannelli. Anche di queste applicazioni di
riscaldamento solare nell’edilizia ci sono molti esempi
che risalgono per lo più agli anni cinquanta del Novecento; la storia dell’energia solare, a cui si dedica un
gruppo presso la Fondazione Micheletti di Brescia, dove esiste anche un vasto archivio di pubblicazioni solari del passato, offre molti esempi di dispositivi di
solare termico che potrebbero ispirare nuove applicazioni, perfezionate grazie a nuovi materiali e tecniche. Sfortunatamente la radiazione solare è intensa
d’estate quando non c’è richiesta di riscaldamento, ma
piuttosto richiesta di raffreddamento che può essere
ottenuto con le pompe di calore, macchine descritte nel
1852 dal grande fisico Lord Kelvin (1824-1907). Le pompe di calore permettono, grazie all’energia elettrica, di
estrarre calore da una fonte a bassa temperatura e
portarlo a temperatura maggiore per scaldare una
stanza o, viceversa, di estrarre calore da una stanza,
raffreddandola; un frigorifero è sostanzialmente una
pompa di calore. Anche per le pompe di calore sono
previsti incentivi dal nuovo decreto sulle fonti rinnovabili.
Col calore solare, portato ad alta temperatura mediante dispositivi a specchi, è possibile azionare dei
motori; altra idea sperimentata già nell’Ottocento in
Francia, in Egitto, anche in Italia. Oggi esistono nel
mondo alcuni impianti solari che concentrano mediante specchi il calore in caldaie che generano poi vapore
e energia meccanica; i risultati sono controversi mentre sarebbe auspicabile che fossero progettati e costruiti impianti di piccole dimensioni adatti ad azionare
pompe per sollevare l’acqua; pompe solari di semplice
funzionamento potrebbero anche essere esportate nei
paesi poveri dove è intensa la radiazione solare ma
mancano altre fonti di energia. Gli incentivi del nuovo
decreto sono previsti anche per le stufe alimentate con
«biomassa», come residui legnosi o pellets (cubetti di
segatura compressa), una resurrezione delle stufe a
legna usate per decenni nell’Ottocento e nel Novecento,
e per un migliore isolamento termico degli edifici.
L’erogazione di questi nuovi soldi ha il fine di dar
vita a imprese, di creare occupazione, di diminuire la
richiesta di combustibili fossili e soprattutto di diminuire l’inquinamento con un miglioramento delle condizioni ambientali.
RASSEGNASTAMPA
PUGLIA E BASILICATA 11
Martedì 13 novembre 2012
BASILICATA
L’AREA INDUSTRIALE POTENTINA
LE CONSULENZE LEGALI
Contratti esterni da 20mila euro, pur con un
avvocato tra i dipendenti. E finanziamenti per
mostre e illuminazioni sul ponte Musumeci
IN DISSESTO I CONTI E I SERVIZI
Con 46 dipendenti, 7 milioni di deficit
l’anno: nelle zone industriali restano le
strade-tratturo. Il Pdl: basta, va chiuso
Spese pazze e debiti al Consorzio Asi
Potenza, il «Bengodi» dei dirigenti: stipendi d’oro e premi, con un «buco» di 37,6 milioni
ANTONELLA INCISO
l Fondi per la partecipazione alla mostra
delle Regioni fatta in occasione dei 150 anni
dell’Unità d’Italia e stanziamenti per un progetto di illuminazione scenografica del Ponte
Musumeci, alla periferia di Potenza. Convenzione con uno studio legale che dura sei mesi
pur avendo in organico un avvocato ed altri
stanziamenti per pagarne un terzo. E poi ancora consulenze esterne e premi di produttività ai dirigenti.
Sono alcune delle voci di spesa del Consorzio
Asi di Potenza, l’ente sub regionale che deve
occuparsi delle aree industriali del Potentino.
Spese fatte nonostante il Consorzio navighi in
cattive acque del punto di vista economico con
un deficit di oltre 37 milioni di euro e le aree
industriali siano abbandonate a se stesse, con
strade-tratturo, illuminazione carente e verde
che lascia a desiderare.
Così mentre in Regione è stato aperto un
I VENDOLIANI: NOI CON NICHI
Il Pdl Puglia
si mobilita
alle primarie
l BARI. Si sono riuniti, con la
partecipazione del parlamentare Raffaele Fitto e con il coordinatore regionale Francesco
Amoruso i coordinatori provinciali del Pdl per dare avvio
alle procedure delle primarie
per l’elezione del candidato-Premier del centrodestra. Nonostante i dissidi interni al vertice
nazionale del partito, da tutti gli
esponenti pugliesi è stato
espressa «viva soddisfazione
per l’accoglimento di un’istanza
da tempo lanciata e sperimentata con successo dal Pdl di Puglia». Nei prossimi giorni si terranno riunioni operative a livello provinciale per definire i
dettagli organizzativi, che culmineranno in un nuovo incontro regionale fissato per il 30
novembre. Fitto e Amoruso
hanno parlato di «un rinnovato
slancio in vista di una nuova
stagione del centrodestra italiano in cui la Puglia sarà di traino
e di esempio».
A sostegno delle primarie del
centrosinistra del 25 novembre
e, in particolare, della discesa in
campo del governatore Nichi
Vendola, l’incontro indetto ieri
dal movimento regionale della
«Puglia per Vendola». Anche in
questo caso allo scopo di «rilanciare e spiegare che la Puglia in
queste competizioni elettorali
debba assumere il ruolo di traino per tutto il Paese». Il capogruppo alla Regione Angelo Disabato, i consiglieri Anna Nuzziello, Francesco Laddomada
e Giovanni Brigante, insieme
al presidente del movimento regionale Sebastiano Leo e all’assessore regionale alle Politiche
agricole Dario Stefàno, hanno
esaltato «il modello Puglia». «Le
nostre politiche di governo sono
riuscite a conciliare rigore, crescita e occupazione» ha detto
Stefàno. Disabato ha ricordato il
piano straordinario del lavoro e
le politiche anti-crisi di sostegno alle imprese, «scelte coraggiose che sicuramente - ha detto
Leo - Bersani e Renzi non possono rappresentare».
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELZUepQphfshUC3NH4mD+CN0=
tavolo per affrontare le problematiche dell’area
industriale di Melfi e dall’analisi finanziaria
viene fuori che c’è un deficit di 37,6 milioni di
euro, a cui si aggiungono necessità finanziarie
imminenti per circa 22 milioni, e un deficit
reale, cioè senza plusvalenze, di sette milioni di
euro l’anno, sulle spese dell’ente si scoprono
non poche novità. Come i 10mila euro erogati
per l’adesione alla mostra delle Regioni fatta a
Roma in occasione del 150esimo anniversario
dell’Unità d’Italia o lo stanziamento di 170mila
euro (soldi trasferiti dalla stessa Regione per la
verità) per la valorizzazione illuminotecnica
scenografica del ponte Musumeci nel capoluogo. Ma non solo. Perchè c’è l’ incarico professionale per una consulenza specialistica legale di 20mila euro, affidata «con l’obiettivo di
risanare e riorganizzare il consorzio, compresa la stesura del bando per la concessione della
gestione delle aree industriali» e il rinnovo
dell’affidamento di una consulenza legale in
materia penale, civile ed amministrativa di
20mila euro per sei mesi ad uno studio legale.
Questo nonostante il consorzio abbia tra i suoi
dipendenti proprio un avvocato e abbia liquidato, nei primi mesi di ottobre, ad un altro
legale oltre 17mila e 500 euro per un procedimento penale nei confronti dell’ex commissario dell’ente. Costi a cui si aggiungono quelli
per il personale, con 46 dipendenti di cui tre
dirigenti ed altri dieci funzionari, oltre al commissario. Dirigenti che percepisicono oltre a
retribuzioni che variano da un minimo di
98mila euro ad un massimo di 120mila euro
lordi l’anno, anche un premio di produzione
che varia tra i 27mila ed i 21mila euro lordi
l’anno (che era stato sospeso sino a poco tempo
fa ed è stato pagato in parte solo recentemente).
«Il Consorzio è un ente inutile. Per questo va
chiuso» tuonano i consiglieri regionali del Pdl,
Gianno Rosa e Nicola Pagliuca, in una conferenza stampa mentre il commissario dell’ente Donato Salvatore ribatte: «Se si chiude lo
decide il Consiglio regionale».
IL 15 ADDIO A MONTEFORTE
Aqp, il Pd a Vendola
«subito le nomine»
PD Antonio Decaro e Sergio Blasi
l Bene il riequilibrio economico finanziario e il recupero di efficienza nell’operatività aziendale, ma «con altrettanta nettezza» vanno evidenziate le «persistenti criticità
nell’azione di Aqp» per la «evidente sopravvalutazione degli
aspetti economici e finanziari
rispetto alla qualità ed efficienza del servizio». Il segretario e
il capogruppo regionale del Pd,
Sergio Blasi e Antonio Decaro, hanno tenuto ieri una
riunione sul caso Aqp all’indomani del «licenziamento»
dell’amministratore
unico
Monteforte. Una riunione dalla
quale, ancora una volta, è venuto fuori il malessere per talune scelte adottate dai vertici
uscenti dell’Aqp e invise ai Democratici, a cominciare dai
«frequenti contrasti con le amministrazioni locali per le gravi disfunzioni degli impianti».
Quanto alla vicenda della stabilizzazione del contratto a termine del direttore generale
Bianco, il Pd punta l’indice sul
mancato rispetto «della imparzialità e pubblicità degli atti di
amministrazione».
Quindi il monito indirizzato
a Vendola: il governo si muova
«con tempestività» nell’individuare «quale nuovo amministratore di Aqp una figura di
assoluto prestigio e di riconosciuta competenza tecnica».
Parole, queste, che potrebbero
suonare come uno sdoganamento della volontà di Vendola
di scegliere un tecnico (si parla
di Maselli) fuori dalle trattative
politiche. Ma anche come un
invito a sedersi al tavolo per
discuterne con il principale
«azionista» del centrosinistra.
Vendola «dovrà garantire
una scelta di eccellenza del nuovo management che continui
nella valorizzazione e potenziamento di Aqp ed in particolare
delle maestranze» dice la Filctem-Cgil. Piano industriale e
capacità di spesa, sostiene il
sindacato, devono poter proseguire, ma andrà anche potenziato il «Protocollo di Relazioni
Industriali» interno all’Aqp.
Per la Cgil «vanno definite regole più incisive nel rispetto di
tutte le sigle sindacali con un
equilibrio in relazione ai consensi ottenuti dai lavoratori» e
«va incentivato un sistema di
Relazioni Industriali sintetico
e produttivo». Per questi motivi
la Filctem-Cgil «ritiene che non
si debba perdere tempo e che
vadano calendarizzati gli argomenti pendenti a livello aziendale (reperibilità, missioni, inquadramenti, ecc.) con spirito
costruttivo e unitario». In attesa dell’insediamento del nuovo manager unico, che avverrà
giovedì prossimo in occasione
della riunione dell’assemblea
dei soci, «ci dichiariamo disponibili al confronto immediato
con l’Azienda».
RASSEGNASTAMPA
II I BASILICATA PRIMO PIANO
I COSTI DELLA CASTA
REGIONE E FONDI PUBBLICI
Martedì 13 novembre 2012
LE SPESE
Dal contributo per partecipare alla mostra
sulle Regioni, alle consulenze esterne per
il piano di riorganizzazione dell’ente
Studi legali e illuminazione
le spese del Consorzio Asi
Pdl: «Con 37 milioni di debiti ha dato soldi per i 150 anni dell’Unità»
«È un ente inutile e va
chiuso» denunciano i
consiglieri regionali del Pdl,
Gianni Rosa e Nicola Pagliuca
ANTONELLA INCISO
l C’è il contributo per le iniziative
per i 150 anni dell’Unità d’Italia e c’è il
progetto di illuminazione del Ponte
Musumeci. Ci sono le consulenze
esterne e i premi di produttività ai
dirigenti. Ci sono le convenzioni con
uno studio legale e nello stesso tempo
la liquidazione delle spese legali ad un
altro avvocato. Ma soprattutto ci sono i
debiti. I tanti debiti che si sono accumulati nel tempo e che oggi sono di
37,6 milioni di euro, a cui si aggiungono necessità finanziarie imminenti per circa 22 milioni, e un deficit
reale, cioè senza plusvalenze, di sette
milioni di euro l’anno.
È quanto emerge spulciando i dati
del Consorzio Asi di Potenza presentati ieri nel corso di una conferenza
stampa del Pdl. Tra delibere e provvedimenti, nonostante la crisi ed i tagli
ai fondi, ad esempio, vengono fuori i
10mila euro spesi per l’adesione alla
mostra delle Regioni fatta a Roma in
occasione del 150esimo anniversario
dell’Unità d’Italia. E poi uno stanziamento di 170mila euro (soldi trasferiti dalla Regione per la verità con
una delibera dello scorso mese di
maggio) per la valorizzazione illuminotecnica scenografica del ponte Musumeci di Potenza. Ma non solo. Tra le
diverse spese, ci sono quelle legate ai
consulenti esterni con un incarico
professionale per una consulenza specialistica legale di 20mila euro, affidata «con l’obiettivo di risanare e
riorganizzare il consorzio, compresa
la stesura del bando per la concessione
della gestione delle aree industriali». E
ancora il rinnovo dell’affidamento di
una consulenza legale in materia penale, civile ed amministrativa di 20mila euro per sei mesi ad uno studio
legale, nonostante il consorzio abbia
tra i suoi dipendenti proprio un avvocato e abbia liquidato, nei primi
mesi di ottobre, ad un altro legale oltre
17mila e 500 euro per un procedimento
penale nei confronti dell’ex commissario dell’ente.
E se le consulenze sono un aspetto
dei costi dell’ente di Tito scalo, è
altrettanto vero che una voce importante delle spese riguarda anche
quella del personale.
In particolare, l’ente ha 46 dipendenti oltre al commissario nominato
dalla Giunta regionale. Di questi 46
dipendenti, tre sono dirigenti ed altri
dieci sono funzionari. In tutto il personale costa oltre 2 milioni e 600mila
euro l’anno, e di queste somme al
dirigente amministrativo (il geometra
Alfredo Rocco) - secondo i dati pubblicati sul sito - vanno oltre 117mila e
400 euro, mentre al dirigente tecnico
(l’ingegnere Guido Bonifacio) vanno
oltre 98mila 900 euro. Entrambi i dirigenti, poi, percepiscono un premio di
produzione di 21mila euro l’anno (premio che è stato prima sospeso e che ora
il Consorzio ha dato loro solo in acconto a causa dei problemi economici
dell’ente) ed al primo è stata concessa
anche un’integrazione di mille euro al
mese per aver svolto le funzioni di
direttore generale sino alla nomina del
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELcQ4JLJ6GDQZqJKzdbOlOoU=
nuovo direttore,
Più sostanziosa, invece, la retribuzione del direttore generale (l’avvocato
Rocco Liccione) che allo stipendio di
120mila euro lordo l’anno aggiunge un
premio di produzioni di 27mila euro. A
guadagnare di meno, invece, il commissario Donato Salvatore a cui per
legge spetta il 70 per cento dell’indennità di un direttore generale ossia
oltre 89mila euro lordi l’anno.
Insomma, spese varie. Ma se i costi
ed i debiti rappresentano un aspetto
non trascurabile delle voci economiche per il Consorzio, un’altra particolarità è legata al telelavoro. L’ente,
infatti, con due delibere di giugno e di
ottobre di quest’anno ha concesso ad
un funzionario consortile la possibilità «di espletare il telelavoro presso
la propria abitazione di Ferrandina»
motivando la concessione «a causa
della distanza e delle precarie condizioni in cui versa la rete viaria per il
raggiungimento della sede consortile,
la cui percorrenza quotidiana costituisce motivo di disagio psicofisico al
funzionario». Una motivazione che
non può non sembrare un paradosso
agli addetti dell’area industriale di
San Nicola di Melfi che lamentano
proprio tra le carenze infrastrutturali
quella delle strade in pessime condizioni.
LA SEDE Nelle foto alcune immagini della sede del Consorzio
industriale di Potenza al centro di un pesante attacco del Pdl
L‘ATTACCO CHIESTA DAL CENTRODESTRA UNA DISCUSSIONE ORGANICA SULLE POLITICHE INDUSTRIALI IN BASILICATA LA REPLICA IL COMMISSARIO SALVATORE
«Sul piano economico finanziario
dell’ente indaghi la Corte dei Conti»
È quanto sollecitano i consiglieri regionali Pdl, Rosa e Pagliuca
l «Un ente inutile», «un ente che
andrebbe chiuso». Non usano mezzi termini i consiglieri regionali del
Popolo delle Libertà parlando del
Consorzio Asi di Potenza. Nei tempi della spending review, della razionalizzazione della spesa e dei tagli generalizzati, il Consorzio tra
costi e debiti «non è un esempio
positivo». I consiglieri del Pdl lo
dicono a chiare lettere nel corso di
una conferenza stampa. Un incontro voluto non solo per evidenziare
le difficile situazione economica
dell’Asi ma soprattutto per ribadire
che si tratta di un ente «inutile e che
per questo va soppresso». Risanamento economico e personale i settori su cui i consiglieri Gianni Rosa
e Nicola Pagliuca, hanno puntato il
dito. «Il Consorzio ha debiti per 37,6
milioni, necessità finanziarie imminenti per circa 22 milioni, e un
deficit reale, cioè senza plusvalenze, di sette milioni di euro l’anno sottolineano - ma nonostante ciò,
accanto a un commissario, ha 46
dipendenti, di cui quattro dirigenti
e dieci funzionari». Tanti per il Pdl,
tanti da dimostrare come «in maniera pesante si sia strutturato l’organismo». Rosa e Pagliuca, poi, si
sono soffermati sul ruolo svolto dal
commissario dell’Asi. «Avrebbe dovuto completare in un anno la riforma del Consorzio e il risanamento economico, ma anche questo, dal
2011 a oggi, non è avvenuto anche se
entro il 2013 c’è l’obiettivo di ridurre le spese dagli attuali 1,3 milioni euro al mese a circa 600 mila
euro. Il 2013 è vicino vedremo cosa
accadrà». Gli esponenti del Pdl, poi,
hanno spiegato il meccanismo legato alla cessione di alcuni immobili alla Regione, che ha «fruttato
circa 16,7 milioni di euro all’Asi,
che doveva farne punti di ricerca e
di innovazione». «Oggi quei capannoni sono ancora vuoti pur essendo
stati pagati con fondi Ue che dovevano essere utilizzati per fare ricerca ed innovazione - sostengono
ancora. - A questo si aggiunge un
mutuo di 15 milioni contratto dal
Consorzio e finanziato dalla Regione per un milione l’anno. Il mutuo
ha gli interessi al quattro per cento,
quindi circa 600 mila euro, che però
nel piano economico finanziario
vengono indicati come spese per
soli 300 mila euro». Elementi secondo il Pdl, sui quali la Corte dei
Conti dovrebbe «indagare» così come «le cessioni dei depuratori di
Melfi e Viggiano con una prima
gara andata deserta, e un rapporto
tra costi e ricavi che difficilmente
potrebbe essere preso in carico da
un imprenditore privato». I consiglieri d’opposizione, poi, si sono soffermati sul personale evidenziando
la «presenza di un direttore generale, nonostante un commissario,
che guadagna 150 mila euro lordi
l’anno. «Per questo il Consorzio va
chiuso e contemporaneamente va
affrontata in modo organico una
discussione sulle politiche industriali in questa regione», hanno
[a.i.]
concluso Rosa e Pagliuca.
«Un ente inutile?
Lo deve decidere
il Consiglio regionale»
l «Il Consorzio un ente inutile? Non devono
dirlo i consiglieri del Popolo delle Libertà. Lo
deve decidere il Consiglio regionale». Donato
Salvatore, commissario del Consorzio Asi di
Potenza, replica così alle accuse rivolte dagli
esponenti del Pdl sulla situazione dell’ente di
Tito scalo. «Quella sul Consorzio è una decisione di valore politico che spetta al consiglio regionale», sottolinea. Aggiungendo,
poi, valutazioni sui singoli casi. «Sulla questione dei depuratori e sulle cifre per la gara
devo dire che per la prima volta è stata fatta
una gara che produrrà utili per il Consorzio sottolinea - così come abbiamo dimostrato ed
inserito nel piano di risanamento una novità
positiva, quella che mette insieme la concessione e i lavori sui depuratori che vengono
efficientati e sui quali non si interveniva da
anni. Dopo di che è la prima volta che
spendiamo sull’efficientamento energetico.
Noi spendiamo 2 milioni e 400mila euro su
tutte le aree, ora sulla bolletta produrremo un
beneficio economico rilevante sul costo attuale della bolletta energetica».
Il commissario Salvatore, poi, è intervenuto
anche sulle consulenze legali. «La convenzione l’abbiamo fatta perchè abbiamo un
ufficio legale che ha un solo legale e che segue
il recupero crediti - ribatte. - Lui si occupa del
contenzioso e questo ci ha ridotto i costi
perchè prima avevamo decine di avvocati che
se ne occupavano, facendosi pagare». Sul
fronte del progetto del ponte Musumeci,
invece, il commissario ha ribadito che «il
lavoro è stato finanziato dalla Regione», mentre sul versante personale il costo «è di 2
milioni e 800mila euro l’anno», «La mia
proposta è di ridurre il personale del 30 per
cento attraverso la mobilità verso gli altri enti
- conclude. - il costo dei dirigenti, invece,
[a.i.]
deriva dal contratto».
RASSEGNASTAMPA
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Martedì 13 novembre 2012
SEGNALETICA IN TILT
Tra le questioni, le difficoltà legate alla
segnaletica orizzontale e verticale e alle
strade in pessime condizioni
L’INCONTRO
Il 21 novembre fissato un incontro con
l’assessore regionale Pittella. Gli operai
dell’indotto e i pericoli lungo i viali
Troppe buche e poca luce
un tavolo per l’area di Melfi
Sulla zona industriale la Regione avvia un confronto con Asi e Comune
FRANCESCO RUSSO
l I problemi legati alle infrastrutture
nell’area industriale di San Nicola di Melfi
sono tutt'altro che risolti, tanto che il
sindaco di Melfi, Livio Valvano - che a
settembre aveva sollevato la questione
richiamando l’attenzione della Regione
Basilicata e del Consorzio Asi - è tornato
alla carica per trovare una soluzione.
Pochi giorni fa, al termine di un vertice
istituzionale
tra
l’assessore regionale alle Attività Produttive, Marcello
Pittella, il commissario straordinario
del Consorzio industriale, Donato Salvatore, e lo stesso
Valvano, si è deciso
di incontrare i rappresentanti delle imprese dell’area di San Nicola di Melfi, «per
mettere a fuoco - ha spiegato il primo
cittadino di Melfi - le necessità del territorio industriale al fine di approfondire
le carenze infrastrutturali e le misure
concretamente possibili che le istituzioni
potranno mettere in campo». Un nuovo
incontro si terrà il 21 novembre, e nel
frattempo si avvierà un confronto con le
aziende.
L’obiettivo è quello di creare un tavolo
che possa incentivare investimenti da de-
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELTG3BRxZYyrMOj7wISA4fI8=
stinare al polo industriale, per quanto
riguarda le infrastrutture. Le difficoltà
nell’area in questione sono tante. C'è da
risolvere la questione depuratore, e nel
frattempo alcune migliaia di lavoratori
sono costretti a fare i conti con scarsa
segnaletica orizzontale e verticale, impianti di illuminazione carenti e non sempre funzionanti, strade ridotte male e
mancanza di cura del verde. I lavoratori
dell’indotto Fiat, segnalano anche scarsa
igiene (immondizia
che spesso rimane nei
bidoni per la raccolta), ma soprattutto la
pericolosità lungo i
viali, dal momento
che le bande di rallentamento sono divelte o inesistenti; per
non parlare delle cattive condizioni delle pensiline, che servono
agli operai per ripararsi dalle intemperie
quando attendono gli autobus. Il sindaco
Valvano, ricordiamo, dopo un sopralluogo
nei primi giorni di settembre nell’area
industriale di San Nicola di Melfi, aveva
parlato «di inefficienza e mancanza di cura
delle infrastrutture esistenti», sollecitando
il governo regionale «ad intervenire», e
reclamando «investimenti per rendere il
territorio competitivo, più attraente e conveniente, a fronte degli oneri di concessione pagati dalle aziende al Consorzio
Asi». Il presidente del consorzio, Salvatore,
nel replicare a Valvano aveva ricordato «i
significativi interventi di sistemazione
della viabilità a servizio dell’area industriale di Melfi» messi in campo, nonostante «le difficoltà finanziarie» dell’ente.
«Le aziende dell’indotto - dice il rappresentante Fiom per l’area industriale,
Vittorio Cilla - stanno già attraversando
molte difficoltà a livello economico. In tre
stabilimenti ci
sono anche problemi nel pagare
gli stipendi. A
tutto questo continua - si aggiunge la situazione delle infrastrutture,
che
crea malessere
non solo tra i lavoratori, ma anche nelle
stesse aziende». Secondo Marco Roselli,
della Fismic «il degrado in cui versa l’area
industriale di San Nicola di Melfi la rende
poco degna della sua fama. Sembra che gli
amministratori di questa regione non si
rendano conto della drammatica situazione in cui versano quelle infrastrutture a
servizio delle aziende e delle migliaia di
lavoratori che, quotidianamente, si trovano ad avere a che fare con strade dissestate, segnaletica inadeguata o illuminazione insufficiente».
I SINDACATI
IL DEPURATORE
Le carenze
infrastrutturali creano
danni ad addetti e aziende
Tra le problematiche
evidenziate anche quelle
legate al depuratore
RASSEGNASTAMPA
17
24
ore
in Basilicata
Trentatre milioni dalla Regione in meno di 5 anni: il Pdl contro la nuova operazione bancomat
Piano “salva Asi”, «una porcheria»
«Un carrozzone senza mission che brucia risorse pubbliche. Va eliminato»
IL “piano salva Asi” è una
«porcheria»: nuovi trasferimenti pubblici per «l’ennesima operazione bancomat» a
vantaggio di un carrozzone
«senza mission». Per i consiglieri regionali del Pdl tenere in vita il Consorzio di Potenza significa buttare via
risorse senza creare alcun
vantaggio ad aree industriali ormai semi desertificate.
Quindi la proposta: il Consorzio va abolito, la gestione
delle aree deve passare ai comuni. Più di cinque anni di
gestione
commissariale
«non hanno prodotto nessun riequilibrio di bilancio».
In tutto questo tempo «non
si è riusciti neanche a rinnovare gli organismi». E questa è la prova che «la Regione
non ha la benché minima
idea - nè tantomeno la volontà - di politiche industriali
degne di tale nome». E’ stata
dedicata a uno dei più grandi paradossi del “sistema Basilicata” l’ultima puntata
dell’operazione verità promossa dal gruppo consiliare
d’opposizione. Perché se ormai non vi è alcun dubbio
sulla quella cattiva gestione
che negli anni addietro ha
determinato il tracollo finanziario dell’ente, il rischio
che si corre oggi è di continuare ad alimentare una
lunga storia di sprechi. Il
consigliere Gianni Rosa numeri alla mano - sintetizza così la situazione: la Regione mette i soldi, il Consorzio sperpera, le aree industriali muoiono. Era il 2009
quando la Regione si è “inventata”il primo tentativo di
salvataggio dell’ente: un acquisto di immobili di proprietà dell’Asi per un valore
di oltre 16 milioni di euro. In
teoria in quei spazi dovevano trovare sede un polo destinato alla ricerca e un’area
“fiera Basilicata”. Nella pratica i capannoni sono rimasti vuoti. Una bella occasione perduta visto che l’operazione è stata finanziata con
risorse europee destinate alla ricerca e all’innovazione.
Anzi, le cose sono andate ancora peggio. Uno di quegli
immobili venduto dall’Asi
alla Regione è stato preso in
fitto dalla stessa Asi. A distanza di tre anni «il commissario torna a bussare alle
porte di “mamma Regione”». Nuova richiesta: 15
milioni. Totale: 33 milioni di
euro in meno di cinque anni
per appianare i debiti di un
ente che ogni anno chiude il
bilancio con un deficit di
quasi sette milioni. Ma il
peggio arriva dall’analisi
del piano di risanamento
frutto della collaborazione
del commissario Salvatore e
l’assessorato alle Attività
produttive guidato da Marcello Pittella. «Il risanamento immaginato non è credibile», sentenzia Rosa. Tralasciando l’analisi precisa dei
numeri il concetto è questo:
«nessuna impresa potrebbe
trarre profitto dalla gestione esterna dei depuratori dei
rifiuti speciali di Melfi e
Viaggiano e dalle aree industriali alle condizioni indicate dal bando, se non commettendo gravi illeciti ambientali». Nei documenti di pre-
Il Commento/ Enti: un debito sempre più fuori controllo
Pace ad Al: prosegue la linea
del partito dell’indebitamento
La conferenza stampa del Pdl
visione finanziaria - inoltre sarebbe stato sottistimato il
tasso d’interesse del mutuo
da 15 milioni che il Consorzio si appresta ad accendere.
Se l’Asi di Potenza non
produce vantaggi per le imprese, molti utili li porta invece alla politica. Sotto accusa la nomina del direttore
generale Rocco Liccione, a
dissesto già bell’e consolidato. Il direttore costa all’ente
150.000 euro all’anno. Cosa
se ne faccia poi una struttura di 46 dipendenti di ben
quattro dirigenti e dieci funzionari è tutto da capire.
Senza tener conto che ai dirigenti è riconosciuto un pre-
mio di risultato che arriva fino a 21 mila euro. Ma nel capitolo degli sprechi, quella
per il personale non è l’unica
voce. Nonostante il disastro
finanziario in corso, «l’Asi
ha continuato a spendere,
nel 2011, 170 mila euro per
rifare l’illuminazione del
ponte Musumeci, di cui non
c’è traccia, e altri 150.000 in
occasione dei 150 anni di
Unità d’Italia». Neanche per
le consulenze legali si bada a
spese: nonostante la convenzione da 20.000 euro in sei
mesi, l’Asi si è rivolta a un altro avvocato per risolvere il
contenzioso con il Comune
di Potenza.
La conclusione è una sola
ed è affidata al capogruppo
Nicola Pagliuca: «Così com’è
il Consorzio non serve. Nelle
aree del Nord Italia dove le
industrie esistono veramente le Asi non ci sono. Al contrario di quello che accade da
noi dove i consorzi ci sono
mentre le industrie muoiono». Anche il consigliere comunale Pdl, Nicola Becce,
mette il suo carico: «In tutto
questo tempo non sono riusciti neanche a trovare una
soluzione per l’area industriale di Potenza tenendo
bloccato lo sviluppo della città».
Mariateresa Labanca
Il Consorzio industriale di
Potenza è una idrovora che
si nutre di contributi, variamente somministrati e
di perdite per effetto di pessime gestioni ma non solo.
In questo periodo si presentano piani di risanamento fondati sul muto e
sul carico ai cittadini e agli
utenti.La stradadell'unico
consorzio in Basilicata e la
gestione condominiale, come nel Veneto e' ancora
ignorata. Nel contempo
rientra in scena Acquedotto lucano, alcune decine di
milioni di debito e altrettanti di mutuo presso banche per coprire le perdite ed
altro. Una grave situazione
emersa nelle ultime settimane e sostanzialmente tenuta nascosto per molto
tempo. E' chiaro che sulle
tariffe dell'acqua all'utenza incidono gli oneri finanziari sul debito. Ma incide
anche la forte spesa per le
duplicazioni remunerative per funzionari e dirigenti incardinati in piu' societa'. Sperperi e lauti compensi ai valvassori dei signori dei gruppi dominanti che si spartiscono quello
che rimane della Regione.
In questo quadro pensare a
dare ruolo di dirigente,
area finanziaria, all'attuale assessore al Bilancio del
Comune di Potenza, il più
indebitato del Sud, il sesto
in Italia, (112milioni di euro con tendenza all'aumento) e' coerente con la linea
del partito dell'indebitamento. La logica dell'indebitamento funziona molto
bene in Basilicata, più che
in altre regioni. La tecnica
e' la seguente: il consorzio
industriale di Potenza deve
diversi milioni al Consorzi
di bonifica, all'Enel ad altri.
Bene. Facciamo un sontuoso mutuo con la solita banca e risaniamo a spese della
Regione che ci mette i soldi
del contribuente che paga
due volte lo stesso prodotto
con la bolletta dei servizi e
con il tasso del mutuo. Sono
risorse sottratte ad altre attività, a partire dai giovani
e dal lavoro. Nel contempo
anche il Consorzio di Bonifica e' indebitato nello stesso filone di prestazione
Pietro Simonetti
Centro studi e ricerche
economico e sociali
ALCUNE PRECISAZIONI
Io estraneo a quella cattiva gestione
di GIOVANNI DI PILATO*
EGREGIO Direttore Leporace,
ho letto con attenzione l'articolo
“Piano salva Asi la Giunta dà l'OK”
apparso sul tuo giornale sabato scorso a firma di Mariateresa Labanca ed
essendo in qualche modo chiamato
in causa in qualche modo anche da
successive altre prese di posizione
(ho avuto l'onore di presiedere l'Asi
di Potenza dal 2000 al 2003) sotto la
mia esclusiva responsabilità per l'integrale veridicità di quanto segue,
vorrei precisare qualche aspetto.
In quell'articolo si parla, giustamente ma genericamente, di pregressa “cattiva gestione e sprechi”:a
tali pecche, per convincimento personale, sono del tutto estraneo, basta
controllare gli atti di quell'Ente o la
stessa relazione dell'at-tuale Commissario che correttamente fa riferimento a quanto accaduto dal 2004 in
poi.
Specie quando si gestisce la cosa
pubblica ho sempre ritenuto si dovesse essere particolarmente attenti
e rigorosi (si veda anche la mia breve
direzione all'Ardsu che mi è costata,
unico, la prospettiva, un bel po' di ferie non potute godere, soldi stupidamente anticipati e, da ultimo, anche
l'imboscamento in chi sa quale cassetto della relazione finale della
Commissione reg.le d'indagine).
Per questo ho posto in essere all'A.S.I. provvedimenti allora “impopolari” e su cui ora l'opinione pubblica anche lucana è particolarmente
attenta e sensibile: già 10 anni fa intendevo incamminarmi sulla strada
del risanamento che ora vede impegnato, con encomiabile perseveranza, il Commissario Donato Salvatore, tant'è che per primo:
a) ho conseguito la certificazione
del bilancio (perché poi non si è seguita quella strada ?) "ripulendo"
con tagli consistenti molte voci, a cominciare dai crediti, e rimuovendo
quella ipocrita patina di perbenistico equilibrio tra entrate ed uscite;
b) dopo numerosi solleciti e vani
tentativi di mediazione innanzitutto
con le associazioni datoriali più interessate, ho iniziato persino a "chiudere i rubinetti" ad aziende morose,
anche riconducibili ad imprenditori
blasonati, che non pagavano nemmeno l'acqua (ed oggi, purtroppo,
pare sia ancora così);
c) a proposito di acqua, ho iniziato
a rimediare alle incongruenze rilevate anche ora con prezzi di vendita
addirittura inferiori ai costi di approvvigionamento (si veda il contratto da me riformulato con il Comune di Potenza);
d) ho spinto (ma non so se poi si è
continuato) a far firmare alle aziende insediate i contratti di servizi,
avendone stranamente trovati ben
pochi regolarizzati;
e) ho fatto verificare, con intento
non punitivo ma semplicemente, di
buona amministrazione, la situazione contabile di ogni azienda prima di
portare in c.d.a. (peraltro più numeroso della stessa Giunta Regionale)
qualsiasi deliberato, subordinandone l'operatività alla regolarizzazione
delle eventuali pendenze contabili;
f) ho conseguito l'inserimento del-
la vasta area Liquichimica a Tito (cimitero industriale simbolo da almeno 20 anni) tra i siti da bonificare di
interesse nazionale, adoperandomi
per un tempestivo avvio delle molteplici azioni di bonifica (ma non mi pare che poi si siano fatti grandi passi
avanti);
g) mi sono fortemente adoperato a
predisporre, avvalendomi di competenze professionali esterne di alto
profilo, un dettagliato Piano di analisi delle criticità dell'Ente e di possibili opzioni per un suo rilancio su
cui, però, non vi fu alcun pronunciamento della Regione, come invece
positivamente avvenuto in questi
giorni;
h)mi sonoinogni modoadoperato
per ridare vita ai tanti lotti tristemente abbandonati della 219 e per
sollecitare una puntuale attuazione
del contratto d'area, in quanto le
aziende beneficiarie di consistenti finanziamenti pubblici tardavano a
concretizzare i previsti investimenti
produttivi con i posti di lavoro che la
comunità lucana si aspettava;
i) senza costi aggiuntivi per consulenze a giornalisti di comodo e non
certo per vanità, ho costantemente
informato tutti i player individuali e
collettivi oltre che la stampa sull'azione che l'A.S.I. poneva in essere
quotidianamente, per il controllo
pubblico a cui ritenevo giusto sottoporsi, innovando rispetto al silenzio
sia precedente che successivo;
j) ho portato a termine con professionisti esterni già incaricati un interessante studio per la riqualificazione dell'area industriale di Poten-
za, da tempo al centro di tanti dibattitisia perlapresenzadi industrie(poche purtroppo) a forte impatto che
per l'esi-stenza di aree (che triste
spettacolo vedere alle porte del capoluogo di regione il suolo ex Cip Zoo,
di proprietà regionale del valore di
vari milioni di euro, ancora abbandonato !!!) suscettibili, invece, di vari
usi come la recente proposta per aree
a verde;
k) infine, non ho io incrementato il
personale di quell'Ente (che ci si accorge oggi che tanto pesa in termini
economici); le consistenti ulteriori
assunzioni, tra il silenzio assordante innanzitutto delle Associazioni
imprenditoriali attente a giorni alterni alla sostenibilità dei costi, sono
evidentemente avvenute in periodo
successivo.
Non voglio annoiare teed i tuoi lettori, né esaltare la mia azione (potrei
con pari franchezza parlare dei miei
errori) ma vorrei solo evitare la beffa
di ritrovarmi ingiustamente coinvolto in apprezzamenti spiacevoli
(ma fondati) sulle varie discutibili
pregresse gestioni di quell'Ente.
Va dato merito all'attuale Commissario Salvatore se ora lui riesce
ad invertire definitivamente una
rotta che, non fosse altro per necessità, non può sostenere più, e men che
meno, giustificare disamministrazioni e squilibri strutturali.
Grazie per l'ospitalità e, da costante lettore, esprimo apprezzamento
per la non facile azione di informazione che porti avanti.
*Ex presidente del Consorzio
industriale di Potenza
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Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
PUGLIA E BASILICATA 13
Martedì 13 novembre 2012
DIVINA PROVVIDENZA
LE CLINICHE PSICHIATRICHE
OPERAZIONE «SPENDING REVIEW»
Da quell’inchiesta è scaturito il nuovo filone:
pilotate gare d’appalto con la complicità di
imprenditori. Le casse dell’Ente in dissesto
Truffa all’Asl, indagati
i vertici del «Don Uva»
Prezzi degli acquisti gonfiati. Perquisita la casa del manager Rizzi
l Che «piova sul bagnato» sulla
Casa della Divina provvidenza non
c’è dubbio (basta guardare alla pesante debitoria cui si dovrà far fronte in sede di concordato preventivo),
ma che ci si dovesse imbattere anche
in inchieste penali nessuno lo avrebbe previsto. Ieri mattina un plotoncino di carabinieri è tornato a presentarsi negli uffici, acquisendo atti
e delibere e perquisendo anche abitazioni dei vertici amministrativi
del «Don Uva». Morale della favola:
quattro avvisi di garanzia all’indirizzo del direttore generale, Dario
Rizzi, da due anni alla guida, e di
altri tre dipendenti amministrativi.
I reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla
truffa ai danni dello Stato e peculato.
Il blitz dei carabinieri scaturisce
dall’inchiesta della Procura di Foggia, che da anni segue il filone della
sanità: in particolare, il nuovo filone
nasce da una precedente inchiesta
che, un anno fa, portò al coinvolgimento di una decina di persone tra
dipendenti Asl, fornitori e medici.
Sotto i fari degli inquirenti, i rapporti con l’Asl da parte della Casa
della Divina provvidenza.
I carabinieri del Nas hanno perquisito gli uffici del Don Uva e le case
dei vertici amministrativi dell’Ente
ecclesiastico. Nello sfondo contatti,
connessioni con l’inchiesta del giugno scorso nell’ambito dell’operazione «Spending review» che tendeva a
disarticolare un sodalizio criminoso
(10 ordinanze di custodia cautelare,
sequestro di conti correnti per circa
500mila euro ed accertamento di un
danno erariale di circa 1,5 milioni di
euro). Un gruppo - a giudizio dell’ac-
PD E PDL CONCORDANO
Boccia: revocare ogni incarico
agli indagati. Marmo e
Amoruso: commissariamento
cusa - che, pilotando gare di appalto
per la fornitura alle Asl di dispositivi
medici, commetteva sistematiche
truffe ai danni del servizio sanitario
nazionale. Accertato il coinvolgimento - in ulteriori affari illeciti - di
imprenditori del settore delle forniture sanitarie nonché il loro legame
con i vertici amministrativi dell’ente ecclesiastico, oggi in condizioni di
gravissimo dissesto economico e che
amministra strutture di riabilitazione psichiatrica nelle provincie di Po-
tenza, Barletta-Trani e Foggia, convenzionate e finanziate dal servizio
sanitario nazionale.
Gli accertamenti dei militari dei
Nas hanno permesso di rilevare i
continui contatti tra il direttore generale ed i funzionari amministrativi dell’Ente con imprenditori già
implicati nella precedente indagine
ed in altre per i medesimi reati (tutti
perpetrati nei confronti dell’Asl foggiana), per la fornitura di arredi ed
attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a
quelli di mercato (con pagamenti anche su conti correnti esteri). Contestualmente alle operazioni sono
stati altresì notificate 4 informazioni
di garanzia.
Duri i commenti dal mondo politico. «Venga immediatamente revocato ogni incarico agli indagati»
dice il deputato Pd Francesco Boccia, mentre la senatrice Pd Colomba Mongiello si appella alla «sensibilità e oculatezza» delle gerarchie
ecclesiastiche. Chiede il «commissariamento dell’Ente» il vicepresidente del consiglio regionale Nino Marmo (Pdl). «È l’unica strada per tentare di salvare l’Ente da una rovinosa deriva - aggiunge il senatore
Pdl Francesco Amoruso - altrimenti irreversibile».
L’ENTE ECCLESIASTICO La sede dell’ente a Bisceglie
Sanitaservice
«Entro il 14 i piani di assetto
per il commissario Bondi
i manager Asl si muovano».
Entro giovedì prossimo le Sanitaservice
pugliesi dovranno essere regolamentate da
un nuovo piano di ristrutturazione ed è compito delle Asl provvedervi. Lo ricorda in una
nota il sindacato Usppi, dopo che è stato
modificato, in sede di conversione, l’art. 4
del decreto sulla spending review che ne lasciava presagire lo scioglimento. Il segretario Nicola Brescia ricorda che l’assessore
alla Salute Ettore Attolini, nelle scorse settimane, ha inviato una circolare ai direttori generali delle Asl per «impartire indispensabili
direttive e portare il percorso a buon fine».
Tra i criteri che ne tutelano la sopravvivenza
vi è, infatti, quello che entro il 14 novembre
gli enti controllanti (le Asl ) adottino piani di
ristrutturazione delle società controllate da
inviare al commissario per la spendig review, Enrico Bondi, perché emetta il proprio
parere vincolante. Piani che, ricorda l’Usppi,
dovranno «contenere informazioni su assetto societario, governante, gestione operativa, risorse umane e finanziarie, investimenti,
formazione. Il commissario Bondi dovrà
esprimersi sulla congruità del piano e dare il
via libera definitivo. Ora la partita è nelle mani dei manager delle Asl».
CONSIGLIO, POLEMICHE TRA PDL E ASSESSORATO. INDUSTRIALI E SINDACATI: MILLE ESUBERI
l BARI. Aiop, Confindustria Puglia,Cimop, Cgil, Cisl e Uil, Ugl e Confsal, sfilano
in audizione nella commissione Sanità
presieduta da Dino Marino per denunciare i gravi effetti determinati dalla rimodulazione dei badget (i rimborsi per le
cliniche accreditate) e il taglio di 300 posti
letto nel sistema accreditato previsto dalla fase due del piano di rientro. Timori
anche per la nuova soglia, prevista dalla
bozza del decreto sugli standard qualitativi, strutturali e tecnologici per l’assistenza ospedaliera, all’esame della
Conferenza Stato Regioni: minimo 80 posti letto per ottenere l’accreditamento e
gli accordi contrattuali annuali. Una soglia, dicono, che comporterebbe la chiusura di diverse case di cura in Puglia.
Di qui la proposta degli operatori del
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELbi9jxekwD82436vn0n+5/w=
Sanità privata, allarme per la crisi
Tagli ai posti letto e revisione dei criteri di accreditamento
settore di puntare sull’aumento dei posti
letto per post-acuti, previsto dal decreto
Balduzzi, per «compensare» i tagli nel
sistema privato, in modo da scongiurare
gli esuberi previsti nel prossimo anno,
che secondo le cliniche superano le 1000
unità. Indice puntato dalle organizzazioni datoriali anche sui costi del sistema: i
posti letto nel privato, sostiene Confindustria, costano notevolmente di meno
rispetto al pubblico. «La sanità privata in
Puglia sta morendo e, con essa, migliaia
di famiglie dei professionisti che quo-
tidianamente vi operano» , ha tuonato
l’Ugl. «I continui interventi della magistratura su taluni aspetti legislativi, a
cominciare dai regolamenti della Regione del 2010 e 2011, dimostrano come il
settore sia nel caos», cui si aggiungono «i
mancati adeguamenti tariffari». Di qui la
richiesta di un tavolo specifico.
«Ascolteremo assessore e task force
regionale sul lavoro» ha assicurato Marino, mentre dal centrodestra sono partiti gli spari ad alzo zero sulla governance
del sistema. «Sono più di mille i dipen-
denti di cliniche private che presto resteranno senza lavoro a causa delle riduzioni dei tetti di spesa imposti dalla
Regione per il piano di riordino» ha detto
Massimo Cassano, vicecapogruppo del
Pdl, attaccando la giunta per la mancata
integrazione pubblico/privato e per un
«approccio zeppo di ideologia». Replica a
stretto giro l’assessore alla Salute, Ettore Attolini: «La riduzione dei posti
letto e dei tetti di spesa per i privati,
previste non solo dal piano di rientro ma
anche dalla spending review e dal recente regolamento sui criteri di accreditamento delle strutture, non comportano in automatico licenziamenti o disservizi per i cittadini. L’assessorato è al
lavoro, insieme a imprenditori e sindacati, per individuare insieme soluzioni».
ANELLI CONTRO-REPLICA A COLASANTO
Discriminazioni
all’Asl di Bari
l’Ordine insiste
l «La risposta del direttore generale alla mia lettera aperta è la prova
provata, offerta a tutti i cittadini pugliesi, dell’imbarbarimento dei rapporti tra istituzioni e, soprattutto, tra
colleghi». Il presidente dell’Ordine
dei medici di Bari Filippo Anelli torna ad accusare Regione e Asl per le
presunte discriminazioni dei medici
in maternita con contratto a termine.
«La situazione è, con tutta evidenza,
davvero delicata e richiede la massima concertazione tra tutti gli operatori del sistema per far sì che non
saltino le regole più elementari del
vivere civile.
Ed invece il dg
Colasanto
scrive Anelli in
una nuova lettera al presidente Vendola non riesce a
tollerare che
un organo ausiliario dello
Stato, il ConsiFilippo Anelli
glio dell’Ordine, svolga esattamente il compito per cui esiste e
cioè vigilare sulla dignità e sul rispetto della professione». Al di là delle
sentenze del Tar, secondo Anelli è un
fatto che «alcune colleghe siano state
lasciate a casa e altre no. E questo non
sulla base dei criteri di trasparenza e
di equità, ma sulla base dello stato di
salute e comunque all’interno di una
spirale di rinnovi, proroghe e incarichi vari o addirittura stabilizzazioni». Per Anelli, presto «ci sarà una
nuova proroga o un rinnovo da cui le
colleghe saranno escluse». Per questo
l’Ordine «respinge al mittente» le risposte del manager Asl e chiede un’intervento della politica.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Martedì 13 novembre 2012
INCHIESTA SANITÀ
PERQUISITI UFFICI E ABITAZIONI
NEL MIRINO DELLA PROCURA
Il direttore generale dell’ente ecclesiastico
Dario Rizzi e altri tre dirigenti amministrativi
della Casa della divina provvidenza
AFFIORATI DA INTERCETTAZIONI
Contatti tra il direttore generale e i funzionari
amministrativi dell’Ente con imprenditori già
implicati nella precedente indagine
Blitz dei Nas al Don Uva di Foggia
Si ipotizzano reati di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato e peculato
l Che piova sul bagnato sulla Casa della Divina provvidenza non c’è dubbio (basta
guardare alla pesante debitoria cui si dovrà far fronte in
sede di concordato preventivo...), ma che ci si dovesse imbattere anche in inchieste penali probabilmente questo in
pochi l’avevano previsto anche
se era nell’aria. Così ieri mattina un plotoncino di carabinieri è tornato a presentarsi
negli uffici acquisendo atti e
delibere e perquisendo anche
abitazioni dei vertici amministrativi del Don Uva. Morale
della favola: quattro avvisi di
garanzia all’indirizzo del direttore generale, Dario Rizzi,
da due anni alla guida e di altri
tre dipendenti amministrati. I
reati ipotizzati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni
dello Stato e peculato. A compiere gli accertamenti un gruppo del Comando carabinieri
per la tutela della salute venuti
di Bari guidati dal colonnello
Alessandro Lombardi dietro
indicazioni scaturite dall’inchiesta del pm foggiano Antonio Laronga della Procura
del capoluogo dauno che da
anni segue il filone della sanità. Si tratterebbe, stando a
quanto è dato sapere, di una
seconda tranche, un ramo che
ha preso lo spunto a una precedente inchiesta che un anno
fa porto al coinvolgimento di
una decina di persone, tra cui,
come si ricorderà, dipendenti
Asl, fornitori e medici. Stavolta
è stato setacciato il filone che
porta ai rapporti con l’Asl da
parte della Casa della Divina
provvidenza. I carabinieri del
Nas hanno perquisito gli uffici
del Don Uva e le case dei vertici
amministrativi dell’Ente eccle-
FILONE APPALTI
Pagamenti anche su conti
correnti esteri per forniture
a prezzi maggiorati
siatsico. Nello sfondo contatti,
connessioni con l’inchiesta del
giugno scorso nell’ambito
dell’operazione «Spending review» che tendeva a disarticolare un sodalizio criminoso
(10 ordinanze di custodia cautelare, sequestro di conti correnti per circa 500mila euro ed
accertamento di un danno erariale di circa 1,5 milioni di
euro). Un gruppo - a giudizio
dell’accusa - che pilotando gare
di appalto per la fornitura alle
Asl di dispositivi medici commetteva sistematiche truffe ai
danni del servizio sanitario nazionale. Accertato il coinvolgimento - in ulteriori affari
illeciti - di imprenditori del
settore delle forniture sanitarie nonché il loro legame con i
vertici amministrativi dell’ente ecclesiatsico Casa divina
provvidenza in condizioni di
gravissimo dissesto economico
che amministra strutture di
riabilitazione psichiatrica nelle provincie di Potenza, Barletta-Trani e Foggia, convenzionate e finanziate dal servizio sanitario nazionale. Gli
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELV+zbOIu365W07WtWVSDNoo=
INDAGINI Il direttore
generale del Don Uva
e i Nas durante la
visita al complesso
ecclesiastico
accertamenti dei militari dei
Nas hanno infatti permesso di
rilevare i continui contatti tra
il direttore generale ed i funzionari
amministrativi
dell’Ente con imprenditori già
implicati nella precedente indagine ed in altre per i me-
I RIFLESSI
Ancora niente
stipendi per i
lavoratori lucani
del Don Uva
desimi reati (tutti perpetrati
nei confronti dell’Asl foggiana), per la fornitura di arredi
ed attrezzature biomedicali a
prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato
(con pagamenti anche su conti
correnti esteri). E proprio sulla
«E ora la Basilicata
revochi la convenzione
siglata con Bisceglie»
l «Ancora nessun salario in Basilicata
per i lavoratori del Don Uva. Le strutture
pugliesi e le abitazioni dei vertici amministrativi nelle prime ore di questa mattina
sono state oggetto di perquisizione da parte
dei Nas dei carabinieri di Bari. Eppure tutti
i lavoratori del Don Uva di Potenza speravano di prendere una boccata di ossigeno
proprio domani poichè l'Ente aveva comunicato il pagamento della seconda parte della mensilità di agosto proprio per la giornata di oggi. Si apprende che contestualmente alle operazioni sembrerebbe che ai
soggetti a capo dell'ente ecclesiastico siano
stati notificati reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle
Stato e peculato». È quanto dichiara la Fials
che, sulla scia di quanto è accaduto a Foggia,
chiede alla Regione l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie per una garanzia più volte enunciata nei numerosi
incontri fatti dalla Regione con i vertici
della Congregazione Casa Divina della
Provvidenza e l' attivazione delle procedure
per la creazione di un nuovo soggetto a cui
affidare i servizi attualmente gestiti dal-
ALLARME
A sinistra la
sede del Don
Uva di Potenza
al centro di un
acceso dibattito
sulla richiesta di
«sganciarsi» da
Bisceglie
.
l'Ente.
Solo così facendo - a parere della Fials - si
potrà salvare l'immaturato economico del
personale di Potenza riguardante agosto,
settembre ed ottobre che non è stato percepito a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia. Solo così si garantirà un
servizio necessario ed indispensabile per la
nostra Regione che necessita di ciò in virtù
della crescente richiesta di assistenza e agli
anziani e ai disabili».
Per la Fials, a nome della segretaria
aziendale Filomena Monaco, «urge che le
istituzioni lucane in primis il governatore
lucano e l'assessore Martorano diano una
chiara svolta alla vertenza Don Uva. È giunta l'ora di un assunzione di responsabilità
delle istituzioni lucane a tutti i livelli e di
tutti gli schieramenti politici per tutelare e
salvaguardare gli oltre 400 posti di lavoro.
Una questione ora davvero non più rinviabile».
base dei risultati delle indagini, la Procura della Repubblica di Foggia ha disposto la
perquisizione
delle
sedi
dell’ente ecclesiastico e delle
abitazioni del direttore generale e di alcuni dipendenti amministrativi, eseguite nelle prime ore della mattinata di ieri
da personale dei Nas di Bari, in
collaborazione con Carabinieri
del Gruppo Tutela Salute di
Napoli e dei Comandi Provinciali di Foggia e Bari. Contestualmente alle operazioni
sono stati altresì notificate 4
informazioni di garanzia. Come si ricorderà nel luglio scorso beni mobili, immobili e conti correnti, beni che costituivano profitto dei reati di corruzione e truffa ai danni dello
Stato per un ammontare di
470mila euro furono sequestrati a sei delle dieci persone arrestate nell'ambito del blitz
Spending Review che il 7 giugno scorso aveva scoperto gare
di appalto pilotate che avevano
causato un danno erariale al
Servizio sanitario nazionale
per il circa un milione e mezzo
di euro.
I risultati degli accertamenti
patrimoniali hanno consentito
al gip del tribunale di Foggia,
Rita Curci, su richiesta del sostituto procuratore Antonio
Laronga, di emettere 6 decreti
di sequestro preventivo nei
confronti degli indagati tra i
quali il noto imprenditore Enzo Nuzziello attualmente ai domiciliari. L'operazione venne
eseguita in diverse città pugliesi, marchigiane e romagnole, dove i militari sequestrarono somme depositate su conti correnti, due appartamenti,
un garage e due autovetture di
notevole valore.
[er. tar.]
L’appello
«Spostare i pazienti».
Le segreterie provinciali e cittadine di Potenza della Destra denunciano lo stato di assoluto silenzio riguardo alla situazione che
si protrae oramai da troppo tempo
nel centro di riabilitazione Casa
della Divina Provvidenza opera
Don Uva di Potenza .
I dipendenti pur continuando ad
effettuare con impegno e devozione l'assistenza a malati bisognosi
di cure mediche e di attenzione ai
bisogni primari, continuano a non
percepire gli stipendi di agosto,
settembre ed ottobre.
La situazione per molte famiglie è
diventata veramente insostenibile. Sulla scia dell’inchiesta dei Nas
alla Casa Divina Provvidenza di Bisceglie e di Foggia, la Destra chiede e alla Regione Basilicata l'immediata revoca della convenzione
con Bisceglie e lo spostamento
immediato dei pazienti e degli
operatori verso strutture sanitarie
appartenenti alla nostra regione
anche in virtù della dismissione di
molti di questi: «Solo così facendo
si può salvare l'immaturato economico del personale di Potenza
riguardante agosto settembre ed
ottobre che non è stato percepito
a differenza degli operatori di Bisceglie e di Foggia ed inoltre solo
così si garantirà un servizio necessario ed indispensabile per la Basilicata che necessita di ciò in virtù
della crescente richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili».
RASSEGNASTAMPA
Martedì 13 novembre 2012
22
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
Inchiesta della Procura di Foggia su spese fasulle. Spuntano anche conti esteri
Don Uva, fatture gonfiate
Notificati avvisi di garanzia. L’accusa è di associazione per delinquere
AVREBBERO fatto acquistare arredi e attrezzature biomedicali a prezzi
notevolmente maggiorati rispetto a
quelli di mercato, con pagamenti anche su conti correnti esteri, e avrebbero anche effettuato spese private
addebitando tutti sui conti correnti
dell’ente. È quanto scoperto dai carabinieri del Nas, il nucleo antisofisticazione e sanità di Bari e della Procura di Foggia che hanno effettuato ieri
mattina perquisizioni nelle sedi della
“Casa della Divina Provvidenza” che
amministra strutture di riabilitazione a Potenza, a Bisceglie e a Foggia.
Contestualmente sono stati notificati avvisi di garanzia. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata
alla truffa ai danni dello Stato e peculato. Sono attualmente indagate 6
persone: la legale rappresentante
dell'ente, suor Marcella Cesa, il direttore generale dell'epoca, Antonio Albano, i vecchi direttori sanitari di Bisceglie, Antonino Riggio, Francesco
Russo e Nicola Liso, e la direttrice sanitaria della struttura di Foggia, in
carica nel 2008, Carmela Robustelli.
Gli indagati, “con artifici e raggiri costituiti dall'indicazione d'importi
superioria quellieffettivi nellefatture relative ai ricoveri presso le unità
operative Alzheimer - inducevano in
errore le Aziende sanitarie che corrispondevano importi non dovuti”.
Quindi, stando alle ipotesi, di soldi
dalle Regioni - Basilicata e Puglia - la
“Divina Provvidenza” ne avrebbe
presi anche più del dovuto, fatto che
incrementai dubbisu qualesia ilmotivo per cui l'azienda non paghi regolarmente dipendenti e fornitori, e abbia debiti, solo verso l’Inps, per 380
milioni di euro.
Il Nas di Bari, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Foggia (che nel giugno 2012 - nell'ambito dell'operazione “Spending Review” - ha disarticolato un sodalizio
criminoso con 10 ordinanze di custodia cautelare, sequestro di conti correnti per circa 500.000 euro e l’accertamento diun dannoerariale dicirca
1,5 milioni di euro, che pilotando gare di appalto per la fornitura alle
Aziende sanitarie di dispositivi medici commetteva sistematiche truffe
ai danni del Sistema sanitario nazionale)ha accertatoil coinvolgimentoin ulteriori affari illeciti - di imprenditori del settore “forniture sanitarie”nonché il loro legame con i vertici
amministrativi dell’ente ecclesiastico “Casa della Divina Provvidenza
che da tempo versa in uno stato di dissesto economico. Divina Provvidenza su cui pendeva una richiesta di fallimento anche se il Tribunale di Trani, solo l’altro giorno, ha optato per
un concordato.
Gli accertamenti dei militari del
Nas hanno permesso di rilevare i
“contatti continui”tra il direttore generale e i funzionari amministrativi
dell'Ente con imprenditorigià implicati nell’ indagine “Spending review” e in altre per i medesimi reati
per la fornitura di arredi e attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di
mercato (con pagamenti anche su
conti correnti esteri).
Sulla base dei risultati delle indagini, la Procura della Repubblica di
Foggia ha disposto la perquisizione
delle sedi dell'ente ecclesiastico e delle abitazioni dei vertici amministrativi dello stesso, eseguite ieri mattina
da personale del Nas di Bari, in collaborazione con i Carabinieri del Gruppo Tutela salute di Napoli e dei Comandi provinciali di Foggia e Bari.
Contestualmente ai soggetti a capo
dell'ente ecclesiastico sonostati notificati informazioni di garanzia nelle
quali vengono ipotizzati reati di associazione per delinquere finalizzata
alla truffa ai danni dello Stato e peculato.
L’INTERVENTO /1
La “Destra”
condanna
il silenzio
Suor Marcella
Cesa e nelle altre
due foto i
lavoratori del
“Don Uva” di
Potenza durante i
due cortei
organizzati per
protestare contro
la gestione
dell’ente e i
mancati
pagamenti dei
salari
L’inchiesta è partita nel 2007 dalla
Procura di Foggia e riguarda una
presunta truffa da un milione e mezzo di euro a danno del Servizio sanitario nazionale.
Gliindagati avrebberoancheeffettuato spese private addebitandole
tutte sui conti dell'ente.
Un blitz analogo fu compiuto il 7
giugno scorso quando in Puglia furono arrestati imprenditori, funzionari e dipendenti delle aziende biomediche con l'accusa di associazione
per delinquere finalizzata alla corruzione, alla truffa e al falso.
Gli accertamenti dei militari del
Nas barese hanno permesso di rilevare i“contatti continui”trail direttore
generale ed i funzionari amministrativi dell'Ente con imprenditori
già implicati nell’ indagine “Spending rewiev” e in altre per la fornitura di arredi ed attrezzature biomedicali a prezzi notevolmente maggiorati rispetto a quelli di mercato.
al.g.
[email protected]
L’INTERVENTO / 2
Lavoratori ancora senza soldi
ANCORA nessun salario in Basilicata per i lavoratori del Don
Uva. Le strutture pugliesi e le abitazioni dei vertici amministrativi
nelle prime ore di ieri mattina sono state oggetto di perquisizione
da parte dei Nas dei carabinieri di
Bari. Eppure tutti i lavoratori del
Don Uva di Potenza speravano di
prendere una boccata di ossigeno
ppoichè l'Ente aveva comunicato
il pagamento della seconda parte
della mensilità di agosto proprio
per martedì (oggi per chi legge
n.d.r.).
Oggi, invece, si apprende che
contestualmente alle operazioni
sembrerebbe che ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico siano
stati notificati reati di associazione per delinquere finalizzata alla
truffa ai danni delle Stato e pecu-
lato
In virtù di questi ultimi avvenimenti chiediamo alla Regione
Basilicata l'immediata revoca
della convenzione con Bisceglie
per una garanzia più volte enunciata nei numerosi incontri fatti
dalla Regione con i vertici della
Congregazione Casa Divina della
Provvidenza e l' attivazione delle
procedure per la creazione di un
nuovo soggetto a cui affidare i
servizi attualmente gestiti dall'Ente.
Solo così facendo si potrà salvare l'immaturato economico del
personale di Potenza riguardante agosto, settembre e ottobre che
non è stato percepito a differenza
degli operatori di Bisceglie e di
Foggia.
Solo così si garantirà un servi-
zio necessario ed indispensabile
per la nostra Regione che necessita di ciò in virtù della crescente
richiesta di assistenza e agli anziani e ai disabili.
Per la Fials urge che le istituzioni lucane in primis il governatore lucano, De Filippo, e l'assessore regionale alla sanità, Martorano diano una chiara svolta alla
vertenza Don Uva.
E' giunta l'ora di un assunzione di responsabilità delle istituzioni lucane a tutti i livelli e di tutti gli schieramenti politici per tutelare e salvaguardare gli oltre
400 posti di lavoro. Una questione ora davvero non più rinviabile.
Filomena Monaco
Segretaria aziendale
Fials
LE segreterie provinciali e
cittadine della “Destra” denunciano lo stato di assoluto silenzio riguardo alla
situazione che si protrae
oramai da troppo tempo
nel centro di riabilitazione
“Casa della Divina Provvidenza”.
I dipendenti di Potenza
pur continuando ad effettuare con impegno e devozione l'assistenza a malati
bisognosi di cure mediche
e di attenzione ai bisogni
primari, continuano a non
percepire gli stipendi di
agosto, settembre ed ottobre.
La situazione per molte
famiglie è diventata veramente insostenibile.
Intanto ieri mattina i
Nas dei Carabinieri di Bari
hanno varcato i cancelli
della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie e di Foggia nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica
presso il tribunale di Foggia al fine di rilevare la fornitura di arredi e di attrezzaturebiomedicali aprezzi
notevolmente maggiorati
rispetto a quelli di mercato
con pagamenti anche su
conti correnti esteri.
Contestualmente alle
operazioni ,ai soggetti a capo dell'ente ecclesiastico,
sono state altresì notificate
informazioni di garanzia
nelle quali vengono ipotizzati reati di associazione
per delinquere finalizzata
alla truffa ai danni dello
Stato e peculato.
In virtù di questi ultimi
avvenimenti le segreterie
provinciale e cittadina della Destra chiedono e alla
Regione Basilicata l'immediata revoca della convenzione con Bisceglie , garanzia più volte enunciata
nei numerosiincontri fatti
dalla Regione con i vertici
della Congregazione Casa
Divina della Provvidenza
(opera Don Uva) e lo spostamento immediato dei pazienti e deglioperatori verso strutture sanitarie appartenenti alla nostra Regione anche in virtù della
dismissione di molti di
questi, solo così facendo si
può salvare l'immaturato
economico del personale di
Potenza riguardante agosto settembre ed ottobre
che non è stato percepito a
differenza degli operatori
di Bisceglie e di Foggia ed
inoltre solo così si garantirà un servizio necessario
ed indispensabile per la nostra Regione che necessita
di ciò in virtù della crescente richiesta di assistenza e
agli anziani e ai disabili.
La Segretaria
della “Destra”
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
Potenza
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ E PROVINCIA I VII
Martedì 13 novembre 2012
I NOSTRI SOLDI
ASPETTANDO LA NUOVA PIAZZA BONAVENTURA
IMPOSTE E TASSE: UNA VERA «GIUNGLA»
-74
PRESIDIO Sit-in in piazza Matteotti davanti alla sede del Municipio [servizio fotografico di Tony Vece]
CANTIERE Qui si stanno realizzando box-auto interrati [foto Tony Vece]
I pensionati lucani e l’Imu
«Noi, i più colpiti dall’imposta»
Chiesta una rimodulazione in base al reddito. Appello all’Anci Basilicata
CISL Antonio Verrastro
CGIL Maria Lorusso
l Pensioni sempre più magre. Le tasche si
svuotano e la pressione fiscale aumenta.
L’Imu (imposta comunale sulla casa) è l’ennesimo esempio di questa corrispondenza
inversamente proporzionale che da sempre
«travolge» la terza età. Ecco perché i pensionati lucani chiedono di rimodulare l’imposta sulla prima casa in base al reddito.
Una proposta che è stata formalizzata ieri,
dai sindacati di categoria, nel corso del direttivo dell’Anci Basilicata che si è svolto a
Potenza. «Con l’introduzione dell’Imu sulla
prima casa - spiegano Maria Lorusso della
Cgil, Antonio Verrastro della Cisl e Mario
Capece della Uil - è stata prevista una detrazione base pari a 200 euro e una detrazione aggiuntiva di 50 euro per ogni figlio di
età non superiore a 26 anni. Requisito irrilevante per i nuclei familiari di pensionati.
Al fine di introdurre un principio di equità,
chiediamo in favore dei pensionati, un’ulteriore detrazione dell’Imu in relazione al
reddito». Sarebbe un modo per evitare di
colpire ulteriormente un segmento della popolazione lucana già penalizzato dalle pensioni tra le più basse d’Italia: oltre l’80 per
cento dei pensionati Inps, come ricorda
Alessandro Calabrese, percepisce un asse-
gno fino a un massimo di 750 euro mensili».
L’appello dei sindacati è stato raccolto
dall’Anci che spiega: «Si conferma un sistema impositivo locale che a causa del forte
prelievo dello Stato non consente ai Comuni
di avere le necessarie flessibilità ed i margini di bilancio per soddisfare adeguatamente le esigenze delle fasce sociali più deboli, degli anziani e dei pensionati in particolare». Lorusso, Verrastro, Capece e Nicola Allegretti per i Confederali Cgil, che
sono intervenuti durante il direttivo Anci,
hanno chiesto un «significativo abbattimento dell’Imu per la prima casa o comunque un
meccanismo di detrazioni che tuteli anziani
e pensionati soprattutto con fasce di reddito
molto basse che oggi non godono di alcuna
tutela».
Il Consiglio direttivo Anci valuterà con
attenzione le richieste per il prossimo anno.
In ogni caso chiederà, con l’Anci nazionale,
di attestare l’intera Imu ai Comuni e di
rivederne le regole per avere margini reali
per poter intervenire a tutela di soggetti
particolarmente svantaggiati. «Come era facile immaginare – ha detto il presidente
Anci Basilicata, Vito Santarsiero - i Comuni
ed i sindaci oggi sono costretti a farsi carico
del forte carico fiscale sui cittadini. L’essere
diventati gabellieri dello Stato ci ha trasformato in controparte dei cittadini che
non comprendono il perché di imposte così
alte che gravano su di loro senza una equivalente qualità dei servizi locali».
Il direttivo Anci Basilicata ha anche incontrato il presidente della Fism, Edmondo
Soave, per discutere della presenza nel territorio lucano delle scuole paritarie e della
necessità di garantire, nei limiti dei bilanci,
i servizi di mensa e trasporto scolastico.
L’associazione, infine, ha dato pieno sostegno ai rappresentanti della associazione culturale universitaria Geobas che chiedono il
ripristino del corso di Laurea magistrale in
Scienze e Tecnologie geologiche per l’Ambiente alla Università degli Studi di Basilicata. «La richiesta è quanto mai legittima –
hanno detto i sindaci lucani - alla luce della
conformazione geografica e fisica della Basilicata che da una parte offre al tessuto
socio economico enormi risorse naturali e
dall’altro riserva grande pericolosità. La
presenza di un percorso di studi in scienze
geologiche consentirebbe una forte interazione con le Istituzioni e gli enti di ricerca
[ma.bra.]
presenti in Basilicata».
le altre notizie
CAMERA DI COMMERCIO
Gestione dei rifiuti
seminario a Potenza
n La Camera di commercio di Potenza, in collaborazione con
l’Albo Gestori Ambientali e
l’azienda speciale Forim organizza, per il 15 novembre, a partire dalle 9, nella Sala Economia di Corso XVIII Agosto, un
seminario su «La gestione dei
rifiuti da Apparecchiature
Elettriche ed Elettroniche (Raee)». Si torna a parlare di un sistema che nei primi quattro
anni di attività, in tutta Italia, è
riuscito a raccogliere quasi un
milione di tonnellate di rifiuti.
REGIONE
Terza commissione
via libera al piano casa
n La terza Commissione consiliare dà il via libera al Piano
Casa. Tra gli obiettivi la possibilità di ampliamenti entro
il limite massimo del 20%
delle superfici esistenti, il
cambio di destinazione d’uso
di alcune strutture, la delocalizzazione di attività non
più compatibili con il contesto urbano di riferimento.
Approvato all’unanimità anche la delibera di Giunta regionale di riparto dei fondi
2012 per gli anni 2008/2009
per la eliminazione delle
barriere architettoniche.
SCUOLA E COSTI INDAGINE DI CITTADINANZATTIVA. IN BASILICATA LA SPESA È DI 313 EURO AL MESE
Asili nido, rette invariate
ma sono le più care d’Italia
UIL Mario Capece
APPELLO Alessandro Calabrese
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELWi9ywwlTMdUzbgKMpVa4QU=
l In Basilicata costa di più, rispetto alla media
italiana, mandare il proprio figlio all’asilo nido
comunale. Secondo una statistica di Cittadinanzattiva, infatti, nella nostra regione la spesa è di
313 euro al mese a fronte di una media nazionale di
302 euro.
Dura la vita, dunque, per le giovani coppie, fra
difficoltà nel far accedere i propri figli ad asili
comunali, alti costi e disparità anche all’interno
della stessa regione: a Potenza il servizio costa
meno rispetto a Matera e comprende anche il
costo dei pannolini.
In positivo, da registrare che nell’ultimo anno
non si sono registrati incrementi tariffari.
L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni)
con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo
Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati
a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e
2011/12) delle Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia).
Oggetto della ricerca sono state le rette applicate
al servizio di asilo nido comunale per la frequenza
a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove
non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al
giorno), per cinque giorni a settimana.
In Basilicata, secondo la banca dati del Ministero dell'Interno sulla fiscalità locale aggiornata al 2010, ci sono 20 asili nido comunali per 713
posti disponibili. Il maggior numero di asili è
presente in provincia di Potenza (17, con 513 posti),
mentre la provincia di Matera ne conta solo 3, con
200 posti. In Basilicata il 30% dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una media
nazionale del 23,5%.
«Dall’indagine effettuata - dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - è
evidente che ancora oggi manca nel nostro Paese
un sistema di servizi per l’infanzia equamente
diffuso ed accessibile su tutto il territorio e adeguate agevolazioni fiscali a sostegno dei nuclei
familiari con bambini piccoli. Le misure a favore
di tali servizi rappresentano un investimento intergenerazionale che produce effetti nel lungo
periodo e quindi di scarso «appeal» per una classe
politica poco lungimirante e concentrata sul consenso immediato. D’altro canto la riduzione delle
risorse a disposizione degli enti locali e la rigidità
del patto di stabilità non aiutano a far ripartire gli
investimenti in tal senso anzi contribuiscono a
tagliare sempre di più le risorse destinate alla
spesa sociale. Di questo passo difficilmente riusciremo a colmare il gap nei confronti dell’Europa
e centrare la copertura del servizio del 33% già
prevista per il 2010».
Facendo un confronto tra i posti disponibili e la
potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3
anni) in Basilicata la copertura potenziale del
servizio è del 3,8%, a fronte di una media in Italia
del 6,5%.
BAMBINI
Alti costi e
disparità
anche
all’interno
della stessa
regione: a
Potenza il
servizio costa
meno rispetto
a Matera
[foto Tony Vece]
.
RASSEGNASTAMPA
La protesta dei sindacati
Una delegazione Fiom
davanti alla Fiat di Pomigliano
In piazza contro il rigore Ue
Domani lo sciopero di 4 ore indetto dalla Cgil per difendere il lavoro in Basilicata
di ANTONIO LIOTTA
POTENZA - Una mobilitazione per dire no alle politiche di austerity imposte dall'Europa e ad altri sacrifici
sulla pelle dei cittadini e per
far capire che proprio quelle
scelte apparentemente lontane potrebbero avere ricadute pesanti sull'economia
lucana e sulla tenuta sociale
della regione.
Alla Cgil non piace la ricetta a colpi di tagli e razionalizzazione della spesa dettata da Bruxelles e dal Fondo monetario internazionale e per questo domani sarà
in piazza, alle 11, con due
presìdi paralleli a Potenza,
in piazza Mario Pagano, e a
Matera, in piazza Vittorio
Veneto. Una protesta di ampio respiro, votata da 52 organizzazioni sindacali che
aderiscono alla Confederazione europea dei sindacati,
tra cui anche la Cisl e Uil. Eppure il fronte sindacale non
sarà compatto, con la Uil
che, pur aderendo alla mobilitazione della Ces, non ha
condiviso lo sciopero di 4 ore
indetto dalla Cgil e ha deciso
di optare per iniziative diverse: un volantinaggio, a
partire dalle 8, davanti alla
Regione e gli istituti scolastici Liceo classico “O. Flacco” e Ipias “Giorgi” di Potenza, e un documento da consegnare al prefetto in cui si
invitano le autorità europee
a invertire le politiche di rigore adottate fino ad oggi.
INIZIATIVE AUTONOME DELLA UIL
A Potenza un documento al prefetto
ALLA mobilitazione organizzata dalla Ces (Confederazione europea dei sindacati) parteciperà anche la Uil ma con iniziative distinte rispetto allo sciopero proclamato dalla Cgil. Alle 8 davanti la
Regione Basilicata, il liceo classico “O. Flacco” e Ipias “Giorgi” di
Potenza, la Uil di Basilicata e le categorie del Pubblico Impiego e
Scuola, effettueranno un volantinaggio e consegneranno al prefetto di Potenza un documento da trasmettere alle autorità europee affinché invertano le politiche di rigore adottate fino ad oggi e
che hanno dimostrato di essere inefficaci per combattere la crisi.
IL TRAMONTO DI FABBRICA ITALIA
Incontro del Pd di Oppido Lucano
Da sinistra: Manuela Taratufolo, Alessandro Genovese e Angelo Summa
La piattaforma programmatica della mobilitazione è
stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa
a Potenza dal segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovese, e dai segretari Potenza e Matera, Angelo
Summa e Manuela Taratufolo. «Le scelte della commissione europea, come il fiscal compact - ha detto Genovesi - impattano fortemente sulla nostra regione.
Basti pensare agli enti locali
che non possono sbloccare i
cantieri o alle risorse per i
3mila lavoratori che percepiscono ammortizzatori sociali in deroga. L'obiettivo
immediato è la modifica della legge di stabilità di cui discute in queste ore il Parlamento e che prevede l'aumento dell'Iva. Una legge
che è figlia degli impegni
presi con l'Europa e che rischia di pesare ancor di più
| L’INTERVENTO |
Digilio (Fli): «Wolkswagen scommette
sui laureati e la Fiat li lascia andar via»
«MENTRE in Italia si chiudono stabili- detto che la nuova sfida è rappresentata
menti e si produce all'estero pagando da Basilicata Innovazione caricandola
agli operai salari sino ad un terzo infe- di aspettative non solo per le imprese,
riori ai nostri ed imponendo orari di la- che hanno assoluto bisogno di tecnolovoro impossibili, la Volkswagen an- gia e in tanti casi di riconversione pronuncia un programma di assunzioni di duttiva, ma per la formazione e l'occugiovani ingegneri italiani. È un ulterio- pazione. Siamo in attesa dei risultati. E
per restare al comre schiaffo alle politiparto dell'auto, una
che industriali del
prima risposta alla
nostro Paese e nello
domanda di lavoro di
specifico al settore
ingegneri lucani saautomotive che, norebbe dovuta venire,
nostante le recenti
già da tempo, dal
buone notizie di
Campus tecnologico
Marchionne con la
voluto da Regione e
conferma degli inveFiat a San Nicola di
stimenti già previsti
Melfi».
da Programma ItaPer il coordinatore
lia, continua a rapregionale di Fli, «si
presentare il “punto
accumulano ancora
più debole” dell'inritardi e che ci si sta
dustria made in Itadividendo tra sindaly».
cati su chi pensa al
È quanto sostiene
Campus di ricerca
il senatore Egidio
non tanto finalizzato
Digilio, coordinatoall'innovazione orgare regionale di Fli.
nizzativa
quanto
«Il messaggio che
proiettato ai nuovi
arriva ai giovani laumateriali, chi invece
reati della nostra reai nuovi modelli di
gione - continua - è
auto e alla componendunque quello di fare le valigie e tentare Egidio Digilio, coordinatore regionale di tistica. Sarebbe utile
in proposito - conclula fortuna in Germa- Futuro e Libertà per l’Italia
de Digilio - conoscere
nia come è accaduto
il pensiero della giunper i propri nonni
con l'ondata migratoria del dopoguer- ta regionale insieme alle iniziative che
ra. Non possiamo rassegnarci a questo e intende svolgere nei confronti di Martanto meno avallare l'idea che le uniche chionne e della Fiat, tenuto conto che
prospettive di lavoro per i giovani lau- una quota di finanziamento è a carico
della Regione e che, come sostiene l'Ugl,
reati disoccupati siano all'estero».
«Nei giorni scorsi - continua Digilio - la Sata ha capacità produttive e lavorada parte del governo regionale è stato tive inespresse».
SEMPRE domani, alle 18.30, presso la sala consiliare del
Comune, il circolo Pd di Oppido Lucano ha organizzato un
pubblico incontro dal titolo “Dopo il tramonto di Fabbrica Italia quale futuro per la Fiat”, a cui parteciperanno Emanuele
De Nicola, segretario regionale Fiom, Vincenzo Tortorelli,
segretario provinciale Uilm, Leonardo Burmo (Fim Cisl),
Piero Lacorazza, presidente della Provincia di Potenza e
Marcello Pittella, assessore regionale alle Attività Produttive”
su disoccupati, pensionati e
lavoratori dipendenti sotto i
28mila euro annui, che tra
l’altro sono la maggioranza».
Tra le parole d’ordine della mobilitazione c’è l’allentamento del Patto di stabilità,
«da cui vanno sottratti i fondi per il terremoto che ha
colpito il Pollino» e le cui maglie troppo strette rischiano
di avere effetti recessivi sui
consumi, «che invece biso-
gna rilanciare». La strada
da percorrere, secondo la
Cgil, per imboccare di nuovo
la strada della crescita è fatta di investimenti in ricerca
e innovazione nei settori
strategici per l’economia regionale. «Non serve più una
politica di incentivi pubblici
generici - ha aggiunto Summa - bisogna saper scegliere
su cosa investire. Anche alla
Regione chiediamo un utilizzo più razionale delle ri-
sorse pubbliche». Tutt’altro
che velate le frecciate alla
Fiat e alle scelte di Marchionne. «Ci sono case automobilistiche che hanno investito nell’innovazione - ha
detto ancora il segretario
della Cgil potentina - e scommesso su nuovi modelli, a
differenza della ricetta Marchionne».
Ad ogni modo, la difesa
dei livelli occupazionali in
Basilicata resta la priorità
da gridare a gran voce anche durante lo sciopero di
domani. Da una parte la Regione - sostiene il sindacato deve destinare risorse certe
per gli ammortizzatori sociali, strumenti essenziali
per contrastare il disagio sociale, dall’altra all’Ue bisogna chiedere una legislazione minima sul lavoro, per
contrastare operazioni di
delocalizzazione produttiva
verso i paesi emergenti per
l’Est Europa. La partita è
aperta e la Cgil è pronta a dire la sua: a Potenza, con un
presidio in piazza prefettura, dove dovrebbe confluire
anche il corteo degli studenti, e a Matera, con un volantinaggio per sensibilizzare
la cittadinanza e un incontro col prefetto. Ma la protesta arriverà anche davanti
allo stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, dove una
delegazione della Fiom lucana parteciperà al sit-in dove
è previsto l’intervento del segretario nazionale, Maurizio Landini.
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Primo piano 15
Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I IX
Martedì 13 novembre 2012
POTENZA I SINDACATI DENUNCIANO I RITARDI DELLA REGIONE BASILICATA SUI FUTURI ASSETTI ISTITUZIONALI
Ex comunità montane
per la destinazione
si naviga ancora nel buio
l Le organizzazioni sindacali
denunciano, ancora una volta,
gli incomprensibili ritardi della
Regione Basilicata in merito alla situazione relativa alle ex Comunità Montane ed, in particolare, di quelli che saranno i futuri assetti istituzionali anche
alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di assestamento di bilancio lo scorso agosto.
Le modifiche apportate dalla
L. R. n. 16/ 2012, volte al superamento delle fallimentari aree
di programma, indicano quale
alternativa da definirsi entro il
prossimo 30 novembre la costituzione delle unioni di comuni.
Come Organizzazioni Sindacali avevamo chiesto e chiediamo di confrontarci sui «bacini
ottimali» a garanzia dei servizi
sul territorio che i comuni dovranno garantire, non solo in
virtù di quelle che saranno nuove funzioni e deleghe, ma anche
del nuovo ruolo che è necessario
dare ai comuni in un contesto di
forzato abbandono dello stato
dal territorio per effetto delle
soppressioni volute dalla spending review.
Oltre alle questioni connesse
agli assetti istituzionali è necessario affrontare la questione del
personale delle ex Comunità
Montane nonché quella dei lavoratori precari, il cui futuro è
ancora più incerto, anche in merito agli effetti che la spending
review avrà sulle dotazioni organiche dei comuni e sui rischi
connessi agli esuberi.
A questo punto come Fp Cgil,
Cisl Fp e Uil Fpl ci chiediamo se
la Regione Basilicata ha davvero maturato un'idea su quali dovranno essere gli assetti di go-
vernance per questa regione,
continuando ad essere convinti
che il progetto mai realizzato
delle Comunità Locali può ancora essere una soluzione da cui
far partire un processo democratico di associazionismo e/o
di Unioni di Comuni.
Difesa dei servizi sul territorio e salvaguardia dei livelli occupazionali sono, in questo difficile momento, le due parole
d'ordine a cui la Regione deve
dare risposte riaprendo da subito il confronto con le Organizzazioni Sindacali.
LAGOPESOLE PRECEDUTO DA GRANDI ANNUNCI SI È RIVELATO UN VERO FLOP POTENZA DOMANI PRESIDI CGIL NEI 2 CAPOLUOGHI
Digitale terrestre un disastro Contro l’austerità
cittadini sempre più infuriati sciopero di 4 ore
È diventata un’impresa la ricezione di canali Rai e delle pay-tv
ANTONIO PACE
l Digitale Terrestre: chi l’ha
visto ?
Con l’arrivo del digitale terrestre non ci sarebbero stati più
problemi di ricezione delle televisioni, sia quelle locali che
quelle nazionali ( Rai, Mediaset,
La7, ecc.) e invece è successo proprio l’opposto. Ci era stato presentato come la panacea per tutti
i mali, indicandoci i principali
benefici del passaggio dall’analogico al digitale che ci dava la
possibilità di avere un maggior
numero di programmi, una maggiore qualità sia di immagini che
di suono, la possibilità di interazione e un minore inquinamento elettromagnetico. Invece i
programmi sono sempre di meno e quando arrivano la qualità è
pessima. Le interruzioni video e
audio sempre più frequenti con
gli snervanti ferma-immagine
che fanno perdere sia il filo del
discorso del programma che si
stava seguendo sia il sonoro che
si «spegne» anticipato da un fastidiosissimo «zip metallico».
Insomma, il Dgt è stato, almeno per una buona parte della nostra regione un vero e proprio
flop. In ogni paese arrivano programmi deversi, anche tra quelli
che distano pochi chilometri fra
loro e addirittura anche nello
stesso paese esistono differenze
di ricezione tra un rione e l’altro,
Se l’abitazione è ubicata in periferia si riceve per esempio la7,
se invece si abita nel centro storico la stessa emittente non arriva. Anche gli operatori del settore come gli antennisti non riescono più a «stare dietro» ai continui cambiamenti, figuriamoci
gli utenti che sono costretti giornalmente a riprogrammare il decoder o il televisore se il decoder
è incorporato, per «rincorrere»
l’emittente preferita. Un caso,
per altro comune a numerosissimi cittadini dell’intera regione, è stato segnalato da Vito Samela, amministratore del condominio di via Giacomo Leopardi a Lagopesole. Nel condominio,
sin dal momento dello switch-off, si è verificata una pessima ricezione della nuova tec-
nologia e nonostante le continue
sintonizzazioni il problema non
è stato risolto. L’amministratore
ha scritto al sindaco di Avigliano
lamentandosi dei disagi derivati
dal cattiva ricezione del Dgt. A
sua volta il primo cittadino ha
interessato il Co.Re.Com. (Comitato regionale Cominicazioni)
ma fino a questo momento, nonostante numerosi solleciti e assicurazioni, il Digitale terrestre
non arriva. Dalla prima richie-
sta datata agosto 2012 sono passati circa tre mesi, ma del segnale si sono perse tutte le tracce!
I cittadini, stufi del disservizio
hanno minacciato di non voler
pagare più il canone, visto che
per vedere i programmi tv si sono dovuti «abbonare» alla piattaforma Ski, dalla quale i segnali
arrivano perfettamente, anche
se non si può ricevere il Trg Basilicata. Ma, tant’è!
FERMO
IMMAGINE
Difficoltà a
seguire i
programmi
con l’arrivo
del digitale
terrestre
POTENZA DELEGAZIONE GUIDATA DA ANTONIO POTENZA
I Popolari Uniti lucani a Roma
all’incontro con Bersani
con i gruppi del centrosinistra
l Con una folta delegazione guidata dal segretario Antonio Potenza, i
Popolari Uniti hanno preso parte a Roma all’incontro con l’On. Bersani
dei partiti e movimenti di ispirazione cattolico-moderata che si riconoscono nel Centrosinistra. Potenza ha osservato che «è sbagliato il
tentativo di Bersani di agganciare a tutti i costi il vagone dei moderati di
Casini: non si è chiesto che cosa rappresenta veramente quel partito: il
residuo del doroteismo democristiano, tutto proiettato alla propria
sopravvivenza ora negandosi, ora proponendosi, ora alleandosi con un
polo e il suo contrario». Per il segretario lucano dei Popolari uniti «ha
ragione Vendola nel chiedere una alleanza omogenea, che sia percepita
dagli elettori come argine al degrado di quella cattiva politica fatta di
inciuci, di accordi sottobanco, di do ut des, di organigrammi». Meglio
perdere che continuare a scivolare lungo il versante di comportamenti
che in nome del potere tutto consente. Non va dimenticato, per Potenza
che «i movimenti civici ed i partiti locali sono i veri competitori di Grillo:
non i personaggi del varietà politico, non i partiti di plastica, non Di
Pietro, non Casini, non i partiti leaderistici, ma quelli che, nonostante la
scarsa convenienza, lo scarso ricavato, continuano a stare in mezzo alla
gente come tante bottegucce aperte in tempo di crisi. Ecco la ricchezza
del centro sinistra può partire dal riconoscimento di queste realtà, dal
loro utilizzo, da una pacca sulle spalle a quei movimenti che sono
presenti sui temi, da quelli sociali a quelli ambientali. Da qui una
esigenza ineludibile: le alleanze debbono essere alla luce del sole».
in tutta la Basilicata
l Si svolgeranno domani 14 novembre dalle 11 a Potenza,
in piazza Mario Pagano, e a Matera, in piazza Vittorio Veneto,
i presidi organizzati dalla Cgil nell’ambito dello sciopero nazionale di quattro ore indetto dal sindacato: la protesta – che
si svolgerà anche in altri Paesi dell’Unione europea – riguarda le politiche di austerità adottate in tutta Europa e la
richiesta «di un cambio di rotta sulle politiche sociali».
È quanto è emerso ieri, a Potenza, nel corso di un incontro
con i giornalisti, dal segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovese, e dai segretari di Potenza e Matera del
sindacato, Angelo Summa e Manuela Taratufolo. In piazza
saranno portate anche vertenze
lucane, tra cui la richiesta di incentivi per le politiche di sviluppo e di ricerca nel settore industriali, lo sblocco dei cantieri
pubblici e la questione che riguarda i fondi per il terremoto
del Pollino, «da sottrarre dal
patto di stabilità», ha spiegato
Genovese.
Lo sciopero è stato votato a
livello europeo da 52 organizzazioni aderenti alla Ces (Confederazione europea dei sindacaCGIL Conferenza stampa [foto Vece]
ti), tra cui «anche la Cisl e la Uil
– ha concluso Genovese – ma
nonostante gli inviti non parteciperanno alla manifestazione».
La Uil fa sapere che lo stesso giorno, in occasione della
giornata europea di azione e solidarietà, alle 8, davanti la
Regione Basilicata, gli istituti scolastici liceo Classico «O.
Flacco» e Ipias «Giorgi» di Potenza, effettuerà un volantinaggio e consegnerà al Prefetto di Potenza un documento da
trasmettere alle autorità europee affinchè «invertano le politiche di rigore adottate fino ad oggi e che hanno dimostrato
di essere inefficaci per combattere la crisi».
RITARDI E
COMUNITÀ
MONTANE
Sopra la sede
della Regione
a sinistra
lavoratori
precari
le altre notizie
TERREMOTO
Nell’area del Pollino
la terra trema ancora
n Continua a tremare la terra
nella zona del Pollino, tra la Calabria e la Basilicata. Quattro
scosse di terremoto, la notte
scorsa, sono state registrate
dalla Rete sismica dell’Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia. La più forte, di magnitudo 2.8 è avvenuta alle 4.03.
LIBERA BASILICATA
Oggi presidio in ricordo
di Giuseppe Forastieri
n «Due anni fa, il 13 novembre
2010, venne barbaramente ucciso Giuseppe Forastieri. Non
solo la famiglia, non solo la comunità di Lauria, ma la Basilicata intera, attende di sapere
la verità». Così don Marcello
Cozzi (Libera). Oggi il presidio
di Libera del Lagonegrese invita la cittadinanza presso la
Scuola Elementare di Pecorone (Lauria) alle ore 18.30.
CONFAGRICOLTURA
«No all’aumento
dei canoni irrigui»
n La Confagricoltura dice di
no all’ipotesi del Consorzio di Bonifica Vulture-Alto Bradano di aumentare i
canoni irriguo e di bonifica. «Sono già troppi i disservizi per i consorziati
–spiega il presidente Antonio Sonnessa- E’ impensabile un aggravio del tributo» .
POTENZA DECIDE IL TRIBUNALE DEL LAVORO DOPO AZIONE DELLA DIREZIONE DEL S. CARLO
Neonatologia: annullato provvedimento disciplinare
a carico del dottor Strangio. Soddisfatti i sindacati
l Confermata dalla Sezione del Lavoro del Tribunale di Potenza la sentenza di prima istanza,
emanata dallo stesso tribunale (nello scorso mese di settembre) - sentenza che fu impugnata dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera San Carlo annullando la sanzione disciplinare a carico del
medico neonatologo, Giulio Strangio. Nel darne
notizia i sindacati (quelli della dirigenza medica
e le Aor San Carlo di Potenza) esprimono «compiacimento per l’esito positivo della vicenda». Un
compiacimento affiancato però dalla «triste riflessione che, sempre più spesso, il sistema tende
a esaltare i poteri monocratici delle varie direzioni e questo, a volte, può comportare la perdita
della consapevolezza di avere a che fare con dei
professionisti che sono “in trincea” tutti i giorni,
in continuo contatto con le sofferenze altrui, lavorando spesso in condizioni di “alta tensione”».
Sono coloro che, «tra innumerevoli difficoltà,
portano avanti la sanità reale». «Le disfunzioni,
che ci possono anche stare (e sono amplificate
dai media) - dicono i sindacati - nella stragrande
maggioranza dei casi sono determinate dalla carenza di adeguate risorse». E non sono addebitabili, come spesso invece accade, «a chi sta in
trincea». Per i sindacati, i conflitti interni si devono prevenire e vanno superati pacificamente.
Non certo con «provvedimenti sanzionatori».
RASSEGNASTAMPA
VIII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA
Martedì 13 novembre 2012
LAVELLO DUE FAMIGLIE SONO COSTRETTE AD ABITARE IN APPARTAMENTI IN AFFITTO. I PROPRIETARI RECLAMANO LE CASE
Assegnatari di alloggi Ater
vivono con l’incubo sfratto
Non sono ancora stati eseguiti gli interventi di ristrutturazione
POTENZA IL PIANO VIARIO PRESENTATO IN REGIONE
Uno studio di fattibilità
per eliminare l’isolamento
tra Corleto e Laurenzana
l Eliminare l’isolamento dell’area tra Corleto Perticara
e Laurenzana, ampliare la sede stradale per aumentare la
velocità media di percorrenza e la sicurezza, e progettare
varianti dei tratti in cui il progetto non consente miglioramenti: è quanto prevede uno studio di fattibilità per
il miglioramento di un tratto della strada statale «92», tra
Corleto Perticara, Laurenzana, e il bivio della strada
provinciale per Calvello presentato ieri, a Potenza, nella
sede della Regione.
L'attuale tratto stradale è stato realizzato 80 anni fa, e
non è più adatto alle esigenze degli automobilisti e agli
standard di sicurezza: lo studio di fattibilità – è scritto in
una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale –
individua quindi alcune soluzioni tecniche che dovranno
essere valutate dalla Conferenza di servizio.
Secondo il governatore lucano, Vito De Filippo, «abbiamo fatto un passo in avanti in un clima di piena
convergenza tra le parti. Intendiamo superare velocemente
tutte le fasi propedeutiche alla definizione degli interventi
di adeguamento di questa importante arteria facendo leva
proprio sul clima di collaborazione con le amministrazioni
interessate e sulle necessarie fasi di condivisione con le
popolazioni interessate dei vari interventi. Restano ancora
le variabili dei possibili vincoli paesistici e archeologici
ma la piena condivisione di obiettivi che tutti gli interlocutori, Anas compresa, fanno registrare è di buon
auspicio per una rapida definizione del percorso definitivo».
FRANCESCO RUSSO
l LAVELLO. Nonostante abbiano ottenuto in assegnazione
un alloggio, per aver partecipato
ad un bando pubblico, due famiglie sono costrette ad abitare
in appartamenti in affitto, con il
rischio di trovarsi da un momento all’altro senza un tetto sulla
testa, perché i proprietari rivendicano i propri immobili. E’
quanto sta avvenendo a Lavello, e
lo apprendiamo su segnalazione
dell’assessore comunale alle Politiche sociali e abitative, Angela
Romano.
«Luigi Caione e Mauro Policastro - racconta la rappresentante dell’esecutivo lavellese - sono vincitori di un bando del Comune, e quindi hanno ottenuto
un alloggio Ater: ad oggi però,
non sono ancora riusciti ad ottenerlo. La case in questione infatti - spiega - necessitano di interventi strutturali, e sono al momento inabitabili. L’Ater si era
riservata di fare i lavori in quegli
appartamenti: questo avveniva
in primavera, alcuni mesi fa. Le
famiglie nel frattempo hanno
versato anche 480 euro per stipulare il contratto, ma sono ancora costrette ad abitare in appartamenti in affitto».
Il problema, dicevamo, è che i
proprietari stanno reclamando
le case date locazione alle famiglie Policastro e Caione.
«I proprietari, per loro esigenze - continua la Romano - vogliono riavere indietro le loro case.
Per quanto riguarda Policastro,
il proprietario sta portando pazienza, anche se ha necessità di
riappropriarsi dell’immobile: ci
sta anche rimettendo, perché il
canone che il Comune paga per la
famiglia, che vive in condizioni
di difficoltà, è certamente basso.
Le difficoltà maggiori - dice
ancora - esistono per la famiglia
Caione, che ha ricevuto uno
sfratto esecutivo. Il giudice, data
la situazione, ha concesso una
proroga, ma il proprietario, legittimamente, rivuole il suo appartamento. Tutto questo - sottolinea l’assessore - non sarebbe
successo se l’Ater avesse fatto nei
termini i lavori di ristrutturazione delle case assegnate alle
due famiglie. Quelle case non sono abitabili, sono prive di ogni
servizio. E le due famiglie non vi
si possono trasferire. Ho più volte contattato l’Ater, e più volte ho
ricevuto in cambio solo promesse. Ma ad oggi - mette in chiaro non ho ottenuto nulla. Siamo di
fronte a famiglie deboli socialmente, con invalidità, ma
dall’Ater non ci danno risposte
concrete. Ci avviciniamo all’inverno, e c'è il rischio che i due
nuclei familiari finiscano in
mezzo a una strada, nonostante
abbiano ottenuto in assegnazione un’abitazione».
AVIGLIANO NON SI CONOSCONO ANCORA I RISULTATI DEI SONDAGGI PER CAPIRE LE CAUSE DELLO SMOTTAMENTO
Frana, tempi lunghi e disagi
Grandi difficoltà per gli automobilisti costretti a lunghe e tortuose deviazioni
SANDRA GUGLIELMI
l A oltre tre settimane dal cedimento che ha inghiottito il «curvone» della Sp6 all’ingresso della
cittadina, sembrano ancora lunghi i tempi per conoscere il risultato dei sondaggi per capire le
cause della frana che sta creando
enormi disagi in considerazione
della centralità dell’arteria che
collega il centro al resto del territorio. Solo una congiuntura favorevole ha evitato nel momento
dello sprofondamento dell’asfalto,
che passassero veicoli o pedoni.
Pare ci vogliano ancora un paio di
settimane per aver chiaro il quadro dell’accaduto e, solo a quel
punto, si potrà capire il tipo di
intervento per ripristinare la viabilità. A valle della strada, proprio
nel punto della frana, infatti, erano in corso lavori di costruzione di
una cooperativa edilizia e tra le
ipotesi fatte dai tecnici nell’imminenza dello scivolamento c’era
anche quella di una correlazione
tra i lavori di scavo e la frana. La
zona era stata da poco riclassificata, proprio in quell’area, a basso rischio idrogeologico dall’Autorità di bacino e ciò amplia gli
interrogativi su cosa sia potuto
realmente accadere.
Fatto sta che, mentre sono ancora in corso per gli ultimi «ritocchi» i lavori di ammodernamento dell’Appula, che non pochi
disagi hanno creato ai cittadini, la
strada è ora completamente in-
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELRGEr+0Qmy9yNE6LMhWV3Bs=
terrotta e, nella speranza che in
tempi ragionevoli si possa aprire
per lo meno una carreggiata, appurata la stabilità, gli automobilisti sono costretti a lunghe e disagevoli deviazioni. Che si tratti
di percorrere la strada di contrada
Spinamara o quella della frazione
di Bruciate dalle quali imboccare
nuovamente la Sp 6 se diretti a
Potenza o dover ripercorrere la
provinciale verso Avigliano per
poi prendere la sp 30 che collega
con le più grandi frazioni della
cittadina e con la Potenza – Melfi,
le alternative, oltre ad allungare il
tragitto, costringono a vere e proprie gimkane per evitare buche e
importanti dissesti di un asfalto
dimenticato a se stesso da anni. Il
timore maggiore è che nulla si
smuova prima dell’arrivo del cattivo tempo, che renderà davvero
complicata la percorrenza delle
strade ora utilizzate a causa delle
loro proibitive pendenze.
SP 6 La curva mangiata dalla frana
ABITAZIONI Nella foto d’archivio alloggi Ater
MELFI DISAGI NELLA ZONA DI SOSTA A PAGAMENTO
Bidoni di spazzatura
nell’area dei parcheggi
MARCO TUCCI
l MELFI. Semplicemente sbagliata l’idea di collocare
quattro bidoni per la raccolta differenziata di rifiuti solidi
urbani, nel bel mezzo di piazza Umberto I. Chi ha pensato
di attuare questa scelta errata, infatti, non si è curato,
innanzi tutto, di trovarsi in una zona riservata ai parcheggi
a pagamento, quindi non proprio dove si può immaginare
un’azione del genere.
E, appunto, gli automobilisti continuano ad operare il
loro diritto di sosta,
perché sono i bidoni
che non dovrebbero
trovarsi lì. Succede,
pertanto, che i contenitori sono quasi
inutilizzabili per una
sorta di faccia a faccia
con il muso delle vetture e, per giunta,
avendo tolto spazio ai
metri, calcolati a dedicati al parcheggio
obliquo di una macchina, causano disagio al transito laterale, se l’auto stessa è
DISAGI Bidoni in piazza Umberto I [foto m.t.] più lunga della media.
Peggio ancora se si
tratta di furgoni, perché anche a questo tipo di mezzi è concesso, regolarmente,
di fermarsi in quel perimetro.
Inoltre, casomai si vogliano superare concrete difficoltà
fisiche per buttare l’immondizia, è legittimo il cattivo odore
che si propagherebbe in un luogo molto trafficato, anche da
pedoni. A pochi centimetri, in particolare, c’è la pensilina
che rappresenta un capolinea della linea urbana dei
pullman. Facile pensare che non sarebbe salubre, per i
cittadini, attendere di salire sui torpedoni, oppure scendere e trovarsi a stretto contatto con la puzza di spazzatura.
«Specialmente se la situazione resta in questo statohanno riferito i melfitani che hanno segnalato la vicenda
alla Gazzetta- ed arriva la prossima estate con le temperature che fanno deteriorare presto, il contenuto di quei
cassonetti. Senza pensare, in ultima analisi, l’operazione di
raccolta, praticamente impossibile da parte dei mezzi
incaricati, per la presenza di ostacoli oggettivi».
Insomma, c’è stata poca riflessione, sull’allocazione dei
bidoni in quel posto del centro storico. Non si è rispettata
la mappa degli appositi rettangoli dipinti di giallo e, per
esempio, nell’adiacente corso Vittorio Emanuele, sono stati
appoggiati, in discesa, allo storico palazzo Aquilecchia,
magari in attesa che un temporale li faccia cadere verso il
basso. Bisogna porre rimedio.
MOLITERNO ABBANDONATO, FINISCE SOTTO UN’AUTO. MORENTE GLI VIENE AMPUTATA UNA ZAMPA. SI SALVA. OGGI VIVE FELICE CON I SIGNORI ALBANO
Storia di Glenda cane a 3 zampe
SOCCORRITORI La famiglia che ha preso il cane in cura
l Storia di «Glenda», cane a tre zampe. Il cane, forse solo perchè femmina
abbandonato 4 anni fa nei pressi di
Moliterno. La cagnetta smarrita, impaurita, viene investita da un’auto, Rimedia una bruttissima ferita ad una
gamba. Dolorante fa perdere le sue
tacce. Viene ritrovata dopo qualche
giorno grazie al cane randagio «Joy»,
stranamente irrequieto che aveva intuito che nella zona nel garage dei
signori Albano c’era una cagnetta che
stava morendo. «Joy - ci racconta Il
delegato Oipa, guardie eco-zoofile Roberto Tedesco - allevia le sofferenze di
Glenda leccandola tutta. Una straordinaria solidarietà fra animali». I soc-
corritori, non si scoraggiano portano
Glenda dal veterinario. Il moncone
scoperto aveva una bruttissima infezione. Il dottor Garone dice «che per
salvarla bisognava asportare del tutto
la zampa rotta». La signora Silvia Tempone decide di pagare l'intervento di
Glenda. Oggi Glenda è un cane a tre
zampe, ma lei sembra non accorgersene salta e corre felice.. Vive felice con
i signori Albano Nunzia, Pasquale, Federica e Annavittoria che l'anno presa
con loro. Ha una potrona tutta sua dove
Federica e Annavittoria la coccolano,
la pettinano le mettono i fiocchi , le
bandane e anche gli occhiali. Insomma
storia a lieto fine nonostante tutto.
IN SALVO Glenda oggi
RASSEGNASTAMPA
18 24 Ore in Basilicata
A lato Catherine Shola Olomu,
in alto Rina Cosentino,
presidente della Wtc Basilicata
mo effettuato uno scouting
di aziende interessate e individuato un consorzio di nove
aziende nel materano che dimostrano quanto sia importante, in un momento economico così difficile, mettersi
insieme facendo network e
creando la filiera". Affascinata dal modo in cui le aziende visitate, dalla componente elettrica alla robotica, l'arredo, i salotti, le porte, inffissi, vetri, tendaggi, l'hanno
accolta
Catherine si è mostrata
molto interessata prendendo già da subito i nominativi,
promettendo di avviare i
contratti e di ritornare in Basilicata per stipularne degl'altri. "Fare trade all'estero
dipende molto da come le nostre aziende si pongono con
il potenziale cliente - ci spiega la dott.ssa Cosentino- e le
nostre, ad onor del vero, in
questa occasione si sono poste in modo molto collaborativo invogliando a stipulare
contratti. Addirittura un'azienda si è proposta di for-
mare, per un periodo, ragazzi nigeriani per il montaggio
di attrezzature specifiche. E'
la legge dell'economia: più
l'offerta è stimolante e più c'è
domanda. Puntiamo sul trade oltre i confini per valorizzare il made in Basilicata.
Molte imprese sono impreparate e molte impaurite
quando si chiede di internazionalizzare il prodotto, ma
la nostra struttura non li lascia mai soli". Infatti il Wtc
Basilicata, che nasce nel
2011 in regione, è l'anello costitutivo della più importante organizzazione al mondo
per il commercio internazionale, il network del WTC Association con trecento sedi
sparse in olte 100 paesi. La
mission è facilitare il bussiness promuovendo relazione tra i vari soci Wtc del mondo, sviluppando reciproci
interessi all'investimento e
tutto questo “accompagnando" i soggetti interessati in
tutte le fasi del bussiness, a
360gradi. "Abbiamo stipulato diversi protocolli d'intesa
con il Sudafrica, la Russia.
Molte richieste ci arrivano
dall'America Latina, sia per
il settore della logistica che
dell'agroalimentare, o dalla
Turchia per il turismo itinerante. Quindi c'è molta più
L’ospedale San Carlo
l'offerta che domanda - ci
POTENZA - Ora lo ha conspiega la Cosentino - questo
fermato anche la sezione
perchè la maggior parte delLavoro del Tribunale di
le aziende, soprattutto nel
Potenza: la sanzione discipotentino, sono poco pro13 novembre
plinare
adottata 2012
nei conpense a dialogare con realtà Martedì
fronti del neonatolo del
estere, hanno molti pregiuSan Carlo, Luigi Strandizi soprattutto sui paesi in
gio, è illegittima. IL dottovia di sviluppo come ad
re era stato “punito” per
esempo la Nigeria nonoavere espresso un giudistante oggi ci siano validi
zio non positivo sul diretstrumenti finanziari a suptore geneporto per tutte le verifiche
rale
del caso. Una cosa è certa, se
dell’aziensi vuole fare internazionalizda ospezazione in Basilicata, di cui
daliera,
oggi i dati della Svimez ci colGianpiero
lacano agli ultimi posti, le
Maruggi.
imprese devono metter da
Qualcuno
parte ogni forma di preconaveva recetto e in questo forse, noi lugistrato
cani, abbiamo ancora molto
quello sfoda imparare dagli stessi nigo e ne
geriani"
aveva porLoredana Vaccaro
tato adicoSan Carlo , i sindacati: «Ora clima
serenità»
noscenza
il dg. La
commissione disciplinare
interna aveva così deciso:
il medico andava sanzionato. Ma già la sentenza di
prima istanza, lo scorso
settembre, aveva annullato il procedimento disciplinare. Confermata oggi
dalla nuova decisione del
giudice del lavoro. I sindacati - questa volta uniti (a
settembre a cantare vittoria era stata la sola Cisl) esultano per un “verdetto” che mette la parola fine
«a una incresciosa vicenda che non doveva mai iniziare». E non risparmiano
le critiche a un sistema
Imprenditrice africana in Basilicata per visitare le aziende di un consorzio materano
Dalla Nigeria lezione di “trade”
Grande soddisfazione per la Wtc Basilicata che ha siglato il protocollo d’intesa
TACCUINO alla mano riempito di appunti, brochure e
biglietti da visita di aziende
lucane e tanta voglia di ritornare al più presto in Basilicata. Lei è Catherine Shola Olomu, elegante e giovane imprenditrice nigeriana, con
alle spalle una carriera professionale
importante,
mamma di tre figli e un marito che lei ama definire "partner in affari". Lei esempio di
un’Africa che sta sempre più
investito, negl’ultimi anni,
nella formazione delle ragazze. Proprio in Nigeria,
infatti, il tasso di analfabetismo è del 71,5% tra gli uomini, ma del 48,8% tra le donne
le quali ricoprono, attualmente, ruoli di spicco sempre più importanti anche in
politica, e dove si è maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna
ogni cinque anni. Catherine
ne è la prova vivente. Per la
prima volta in Italia per affari, grazie alla Wtc Basilicata,
l'impreditrice nigeriana ha
apprezzato non solo le bellezze paessaggistiche della regione, totalmente differente
dalla sua, ma soprattutto l'ospitalità delle aziende, i prodotti, di cui ne ha richiesto
epressamente il Made in Italy, e i sapori della terra. "Lo
scouting informativo e produttivo dell'imprenditrice
Catherine Shola- ci spiega
Cosentino, presidente della
Wtc Basilicata- è il risultato
del protocollo d'intesa siglato a maggio dell'anno scorso
con il presidente del World
Trade Center di Lagos ed è
stato già da subito operativo
all'indomani della stipula. A
giugno abbiamo effettuato
un trade esplorativo in Nigeria incontrando operatori
del posto, esponenti del governo e intercettando le esigenze di approvvigionamento di prodotti italiani nel
settore dell'arredo d'interno
ed esterno. Al ritorno dalla
missione in Nigeria abbia-
Medico
punito dall’azienda
Si aggiungeranno ai fondi già stanziati dalla
Regione
Il giudice conferma:
la sanzione disciplinare
Alluvione 2011, arrivano
va annullata
i sette milioni del Governo
SONO arrivati a un anno di distanza
dall’ordinanza del presidente del
Consiglio dei ministro del novembre
dello scorso anno: sette milioni che il
governo nazionale ha accreditato alla Regione Basilicata per finanziare
interventi urgenti di protezione civile in conseguenza dell'alluvione del
marzo 2011.
A lato Catherine Shola Olomu,
Lo ha comunicato, ieri, il capo della
in alto Rina Cosentino,
Protezione Civile, Franco Gabrielli,
presidente della Wtc Basilicata
con una nota inviata al presidente
MAESTRI DI SCI
della Regione e Commissario delegato, Vito De Filippo.
In particolare, i fondi saranno imIl nuovo consiglio
piegati per le operazioni di messa in
argini dei mare,
fiumi per
BraNel pomeriggio di sabato 10 noun periodo, ragaz- con il Sudafrica, la Russia.
mo sicurezza
effettuato degli
uno scouting
dano,
Basento,
Sinni
e
Ofanto,
danvembre, si è tenuta a Viggiano
di aziende interessate e indi- zi nigeriani per il montaggio Molte richieste ci arrivano
neggiati
dagli eccezionali
eventi
mel'assemblea elettiva per il rinnoattrezzature
specifiche. E' dall'America Latina, sia per
viduato
un consorzio
di nove di
teorologici
che hanno
il terrivo delle cariche del Collegio rela legge
dell'economia: più il settore della logistica che
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nel materano
che di-colpito
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al 1 margionale Maestri di Sci della Basil'offerta
è stimolante e più c'è dell'agroalimentare, o dalla
mostrano
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un momento econo- domanda. Puntiamo sul tra- Turchia per il turismo itinePer queste
opere,
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disposiautodisciplina della professione
i confini per valoriz- rante. Quindi c'è molta più
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cui in Basilicata. l'offerta che domanda - ci
del Maestro di Sci in Basilicata.
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Governo
nazionale
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creando la filiera". Affasci- Molte imprese sono impre- spiega la Cosentino - questo
materialmente
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Il Materano
colpito
dalle alluvione
di marzo
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perchè
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composto da: Docon i professionila sanzione
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il potenziale cliente - ci spie- ne tra i vari soci Wtc del mon- lacano agli ultimi posti, le
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nostre, ad onor del vero, in interessi all'investimento e parte ogni forma di preconsereno possiaveva requesta occasione si sono po- tutto questo “accompagnan- cetto e in questo forse, noi lubile». Anche
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se, in caso di
quello sfotivo invogliando a stipulare tutte le fasi del bussiness, a da imparare dagli stessi nidiverso avvigo e ne
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so, «saremo
aveva porLoredana Vaccaro
zienda si è proposta di for- to diversi protocolli d'intesa
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noscenza
parte». «Nel
il dg. La
commissione disciplinare rapporto con l’azienda interna aveva così deciso: concludono - restiamo peil medico andava sanzio- rò convinti che bisogna
nato. Ma già la sentenza di puntare sulla prevenzioprima istanza, lo scorso ne e sul superamento pasettembre, aveva annulla- cifico degli elementi conto il procedimento disci- flittuali». E ancora: «Non
plinare. Confermata oggi sono quasi mai necessari
dalla nuova decisione del provvedimenti sanzionagiudice del lavoro. I sinda- tori che, per la loro stessa
cati - questa volta uniti (a natura, possono comporSONO arrivati a un anno di distanza
settembre a cantare vitto- tare motivazioni artificiodall’ordinanza del presidente del
ria era stata la sola Cisl) - se e controproducenti inConsiglio dei ministro del novembre
esultano per un “verdet- terpretazioni delle norme
dello scorso anno: sette milioni che il
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governo nazionale ha accreditato al«a una incresciosa vicen- serie ricadute sul clima
la Regione Basilicata per finanziare
da che non doveva mai ini- aziendale e sull’importaninterventi urgenti di protezione civiziare». E non risparmiano te lavoro da svolgere ogni
le in conseguenza dell'alluvione del
le critiche a un sistema giorno e a tutti i livelli».
marzo 2011.
Lo ha comunicato, ieri, il capo della
Protezione Civile, Franco Gabrielli,
con una nota inviata al presidente
MAESTRI DI SCI
della Regione e Commissario delegato, Vito De Filippo.
In particolare, i fondi saranno imIl nuovo consiglio
piegati per le operazioni di messa in
sicurezza degli argini dei fiumi BraNel pomeriggio di sabato 10 nodano, Basento, Sinni e Ofanto, danvembre, si è tenuta a Viggiano
neggiati dagli eccezionali eventi mel'assemblea elettiva per il rinnoteorologici che hanno colpito il terrivo delle cariche del Collegio retorio lucano dal 18 febbraio al 1 margionale Maestri di Sci della Basizo 2011.
licata, l'organo di autogoverno e
Per queste opere, i fondi a disposiautodisciplina della professione
zione sono 14,5 milioni di euro, di cui
del Maestro di Sci in Basilicata.
7 assegnati dal Governo nazionale e
L'assemblea costituita da 28
adesso materialmente trasferiti alla Il Materano colpito dalle alluvione di marzo 2011
maestri, 15 di sci alpino e 13 di
Regione.
fondo, ha eletto il nuovo consiL'accreditamento alla Basilicata gionale ha stanziato un milione di eu- territori a rischio esondazione.
glio direttivo, composto da: Dodelle risorse stanziate dalla legge 14 ro, risorse aggiuntive rivenienti dal Se non è possibile anticipare o prevenato Castronuovo (Presidente),
dere fenomeni naturali di forte entisettembre 2011 n. 148 è stato più vol- bilancio regionale.
Michele Conversano (Vice Pre«In attesa dei fondi nazionali, la Re- tà, è possibile, però, lavorare per limite sollecitato in quest'ultimo anno dal
sidente), Giovanni Izzi (Segrepresidente della Regione, nella sua gione - ha commentato ieri il gover- tarne i danni, come nel caso delle altario), Giulio Ruggieri (Tesorienatore De Filippo - ha anticipato le po- luvioni che, per i cambiamenti climaveste di Commissario Delegato.
re).
Per le famiglie e le imprese danneg- ste finanziarie, consentendo l'avvio tici, si stanno verificando sempre più
giate del Metapontino la Giunta re- delle opere di messa in sicurezza dei frequentemente».
Si aggiungeranno ai fondi già stanziati dalla Regione
Alluvione 2011, arrivano
i sette milioni del Governo
che «tende a esaltare i poteri monocratici delle varie direzioni perdendo il
contatto con i professionisti che stanno in trincea
tutti i giorni e che lavorano in condizioni di alta
tensione». Nell’analisi dei
sindacati le disfunzioni
sono frutto della «carenza
di adeguate risposte».
Ed ora cosa succede? I
sindacati
aprono a una
collaborazione per un clima aziendale
«quanto più
sereno possibile». Anche
se, in caso di
diverso avviso, «saremo
pronti a fare
la
nostra
parte». «Nel
rapporto con l’azienda concludono - restiamo però convinti che bisogna
puntare sulla prevenzione e sul superamento pacifico degli elementi conflittuali». E ancora: «Non
sono quasi mai necessari
provvedimenti sanzionatori che, per la loro stessa
natura, possono comportare motivazioni artificiose e controproducenti interpretazioni delle norme
contrattuali, con possibili
serie ricadute sul clima
aziendale e sull’importante lavoro da svolgere ogni
giorno e a tutti i livelli».
E' vietata la riproduzione, la traduzione, l'adattamento totale o parziale di questo giornale, dei suoi articoli o di parte di essi con qualsiasi mezzo, elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, microfilms, registrazioni o altro
pre più importanti anche in
politica, e dove si è maggiormente l'accento sulla formazione delle ragazze con il dichiarato obiettivo di abbassare il tasso di natalità di almeno 0,6 figli per donna
ogni cinque anni. Catherine
ne è la prova vivente. Per la
prima volta in Italia per affari, grazie alla Wtc Basilicata,
l'impreditrice nigeriana ha
apprezzato non solo le bellezze paessaggistiche della regione, totalmente differente
dalla sua, ma soprattutto l'ospitalità delle aziende, i prodotti, di cui ne ha richiesto
epressamente il Made in Italy, e i sapori della terra. "Lo
scouting informativo e produttivo dell'imprenditrice
Catherine Shola- ci spiega
Cosentino, presidente della
Wtc Basilicata- è il risultato
del protocollo d'intesa siglato a maggio dell'anno scorso
con il presidente del World
Trade Center di Lagos ed è
stato già da subito operativo
all'indomani della stipula. A
giugno abbiamo effettuato
un trade esplorativo in Nigeria incontrando operatori
del posto, esponenti del governo e intercettando le esigenze di approvvigionamento di prodotti italiani nel
settore dell'arredo d'interno
ed esterno. Al ritorno dalla
missione in Nigeria abbia-
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Martedì 13 novembre 2012
EMERGENZA MALTEMPO
L’ASSESSORE CAPPELLA
«Siamo pronti all’intervento
in situazioni di emergenza»
IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
ALLUVIONI
Nel 2011
il territorio
di Matera
è stato
colpito
da pesanti
nubifragi
nel mese
di marzo
mentre a
novembre
un fiume di
fango e detriti inghiottì
a Venusio,
Carlo e Rosa
Masiello [foto Genovese]
l «Il Comune dispone del Piano di Protezione civile che è stato peraltro già inviato alla Prefettura». Lo sostiene il vice
sindaco, con delega alla Protezione civile,
Sergio Cappella. «Il Piano – dichiara Cappella – è perfettamente funzionante.
Quindi l’Amministrazione comunale dispone dello strumento per poter intervenire in caso di situazioni di emergenza
conseguenti al maltempo. Ovviamente il
Piano necessiterebbe di un aggiornamento. C’è da fare un plauso al prefetto Luigi
Pizzi che ha chiesto ed ottenuto dai 31
comuni della provincia di Matera i Piani di
Protezione civile entro lo scorso ottobre.
Ciò che a mio avviso andrebbe fatto a livello di Amministrazione locale, invece,
attiene una maggiore informazione e sensibilizzazione della cittadinanza su queste
tematiche. Comunque disponiamo già di
un coordinamento di Protezione civile.
VICE SINDACO
Sergio Cappella, con
delega alla
Protezione civile [foto Genovese]
L’esperienza delle alluvioni dello scorso
anno si è rivelata positiva. Al Comune abbiamo istituito una squadra di pronto intervento composta da tecnici e altre professionalità. Un gruppo che interviene appunto in casi di emergenza. L’obiettivo –
conclude l’assessore Cappella – è di perfezionare questa unità di intervento incrementandola con altre persone». [d.mas.]
Frane e alluvioni
ecco i siti a rischio
Una mappa delle aree potenzialmente più fragili
DONATO MASTRANGELO
l La tragedia di Venusio del 6
novembre 2011 quando in contrada Ciccolacane persero la vita inghiottiti da acqua e fango
Carlo e Rosa Masiello di Altamura ma anche altre fenomeni
alluvionali e di dissesto più o
meno rilevanti, testimoniano la
fragilità di un territorio, sotto il
profilo idrogeologico, che necessiterebbe sicuramente di
maggiori interventi di consolidamento e prevenzione. Qual
è la mappa del rischio idrogeologico nell’area urbana ed
extraurbana? Ne abbiamo discusso con Pio Acito, disaster
manager con una significativa
esperienza sul campo anche a
livello nazionale. «Partendo dal
presupposto che le attività di
Protezione civile andrebbero
pianificate adeguatamente in
modo non farsi trovare impreparati in situazioni di emergenza - afferma l’esperto del Grup-
po Volontari per l’Ambiente non va sottaciuto che Matera
presenta numerose situazioni
potenzialmente a rischio. Una
delle aree certamente più soggette a fenomeni di dissesto è la
collina di Serra Rifusa dove il
movimento franoso è testimoniato anche da quanto si sta
verificando negli ultimi anni.
PUNTI CRITICI
L’esperto Pio Acito
indica tra le zone calde
Serra Rifusa e Venusio
Questa, secondo, la mappa del
rischio idrogeologico elaborata
dall’Autorità di Bacino della
Basilicata è una delle zone con
il più elevato indice di rischio
ma non andrebbe sottovalutato
neppure il versante lungo il
Bradano, da Lanera-Aia del Ca-
vallo a Serra Venerdì. Anche in
questo caso parliamo di aree a
rischio frana. Ci sono poi altri
punti dove l’eventualità che si
verifichino colate di fango e la
tracimazione di canali e torrenti e questo vale per l‘area situata tra contrada Pantano, Venusio e Rondinelle. Per intenderci, una delle zone da tenere
sotto osservazione è proprio
quella di Venusio dove, purtroppo, si consumò la tragedia
della famiglia Masiello di Altamura un anno fa. E poi c’è la
zona più a valle, quella appunto
di Pantano, dove fu rinvenuto
nel torrente Gravina il corpo di
Rosa Masiello proprio dai nostri giovani volontari». E i Sassi? «Negli antichi rioni - evidenzia Acito - potrebbero determinarsi situazioni di criticità soprattutto in alcune strade come via Buozzi e via Fiorentini ma, in questo caso, per
la presenza delle automobili,
che potrebbero ostacolare in ca-
le altre notizie
BASILICATA DUE PROVINCE
L’Anci ha approvato
il documento di Matera
TRAGEDIA Ricerca dei due dispersi a Venusio [foto Genovese]
so di forti piogge, il deflusso
delle acque deviandone il corso». Resta poi una situazione
critica anche in provincia soprattutto in alcuni centri delle
aree interne e nel Metapontino
«dove - afferma Acito - nonostante una consolidata letteratura in proposito - i comuni tendono ad aumentare la presenza
PREVENZIONE
«Normative cambiate.
Si aggiorni il Piano di
emergenza del 2004»
antropica in aree a rischio, attuando lottizzazioni in aree ciclicamente inondate». Così come già sottolineato qualche anno fa, Acito ritorna sulla necessità di aggiornare e dare
compiuta attuazione al Piano
comunale di emergenza corre-
dato da relativa cartografia con
la mappa del rischio idrogeologico e gli eventuali ambiti di
intervento e soccorso. «Un
aspetto importante del Piano di
emergenza riguarda la sensibilizzazione e l’informazione alla
popolazione in ordine alla esposizione dei rischi da eventi calamitosi. Ebbene, il Piano che
ho redatto nel 2004 andrebbe aggiornato anche perchè sono trascorsi 8 anni e, nel frattempo
sono state ridefinite numerose
normative. Al momento, però,
le amministrazioni locali non
investono nessuna risorsa nè
sulla informazione ai cittadini,
nè sul capitolo relativo alla prevenzione e riduzione della esposizione dei rischi. Sarebbe opportuno - conclude Acito - dotarsi degli opportuni strumenti
di prevenzione ma anche formare e dare le giuste competenze in materia ad alcune figure professionali dell’ente locale».
n Il consiglio direttivo Anci ha
fatto proprio il documento approvato a Matera al termine
della manifestazione promossa contro la soppressione della
Provincia. Recependo il documento il direttivo ha ribadito la
necessità di mantenere in un
territorio vasto come quello
della Basilicata le due Province ed ha espresso pertanto la
netta contrarietà alla soppressione della Provincia di Matera. L’Anci inoltre, per voce del
presidente Vito Santarsiero e
del vice presidente Vincenzo
Francomano, ha sottolineato
l’importanza di dover operare
in un momento così delicato a
favore dell’unità e della coesione regionale garantendo tutti i
territori rispetto alle esigenze
di servizi e rappresentanze territoriali.
ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA
Il prefetto incontra
i segretari comunali
n Convocato dal prefetto un incontro, alle 10.30, con i segretari comunali in servizio presso gli enti locali della provincia, per una più intensa cooperazione e per meglio agevolare
lo svolgimento delle attività
amministrative.
SEGNALAZIONE DEI CITTADINI FORSE C’È BISOGNO DI ALTRI CONTENITORI PER I RIFIUTI SOLIDI URBANI?
Rifiuti, è una lotta continua
Torna il problema di sempre tra le vie Umbria e Cererie
PASQUALE DORIA
l Dacci oggi il nostro degrado quotidiano.
Al rione Piccianello è in corso da anni una
affannosa battaglia contro «l’angolo della
spazzatura». Lo chiamano anche così. Si
tratta in realtà di rifiuti urbani tra i più
svariati abbandonati spesso
e volentieri a terra alla confluenza tra le vie, Umbria e
via Cererie. Attenzione, i
cassonetti cis sono. Con
ogni probabilità non sono
sufficienti. Così, a parte il
tanfo insopportabile, i residenti, con molto garbo, periodicamente tornano a segnalare un disagio, in gran
parte parte mitigato da quando l’area verde
antistante un immobile dell’Alsia, praticamente abbandonato, è stata recintata. Su
questo fazzoletto di terra, fino a qualche
tempo fa, si accumulava di tutto. La mole
della spazzatura è diminuita rispetto al passato, ma il malcostume rimane e, di tanto in
tanto, quando il volume dei rifiuti solidi
urbani supera la soglia delle decenza, scatta
puntuale le segnalazioni. Un modo come un
altro per sensibilizzare la comunità dei residenti e l’ente locale, facendo ricorso anche
agli organi di informazione.
A questo proposito, nella
stessa zona, a pochi metri di
distanza, viene segnalata la
presenza di un piccola stazione di servizio per la vendita di carburanti. Da qualche mese a questa parte è
completamente fuori servizio. Chi abita da quelle parti
ha fatto ripetutamente notare che non garantisce il massimo della sicurezza la convivenza forzata di un distributore di benzina
a ridosso delle case popolari del rione Piccianello. Sarebbe preferibile una buona ri-
SPETTRALE
Cos si vuole fare
con quel distributore
di benzina chiuso?
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELU5zfQ3CNaUsWXNhR+1U1Hc=
qualificazione di quella piccola superficie,
realizzando una zona di sosta a disposizione
delle varie funzioni che si svolgono intorno al
sagrato della vicina parrocchia. In ogni caso,
lo stato di degrado, l’aspetto spettrale del
luogo, specialmente quando tramonta il sole,
oggi, non sembra a nessuno dei residenti la
soluzione tra le migliori possibili. Ovviamente si stratta di problemi di non difficile
soluzione. Quello che preoccupa, però è l’incedere implacabile del tempo e la permanenza di tutto ciò che è provvisorio a scapito
della qualità della vita di tutti, che troppo
spesso diventa regola.
QUARTIERE
PICCIANELLO
A sinistra,
il solito
cumulo
di rifiuti
tra le vie
Umbria
e Cererie.
Sopra, il
distributore
di benzina
abbandonato
.
RASSEGNASTAMPA
Potenza e Provincia 27
Dopo due anni dalla prima segnalazione al Comune, i cittadini hanno depositato un esposto in Procura
Frana a Sant’Antonio La Macchia
Il terreno ha intaccato la fognatura, il liquame si riversa in superficie
«LA strada continua a franare». Che altro
aggiungere? «Basta arrivarci, fermarsi un
secondo». L’odore è terribile, terribile davvero. E capita di vederlo di tanto in tanto il liquido di fogna riversarsi sull’asfalto. In
contrada Sant’Antonio LaMacchiadavvero
non ne possono più. Sono due anni che va
avanti così: pericolo di incidenti e pericolo
igienico-sanitario. Ma il Comune non ha fatto nulla, se non un intervento di tamponamento dell’emergenza, tempo fa. Ma non è
servito a molto.
La quindici famiglie che abitano nei dintorni dopo diverse segnalazioni ora hanno
depositato un esposto in procura. Due anni
fa, Michela Arcieri, l’avvocato che le rappresenta, si era già premurata
di scrivere al Comune.
Da residente, prima ancora che da legale, viveva
sulla propria quotidianitàildisagio: lafranaaveva aperto una grande
frattura
nell’asfalto.
Con la stagione invernale alle porte, sarebbe stato altissimo il rischio di
isolamento per la sua famiglia.
I vigili del fuoco che
erano intervenutisu suasegnalazione, avevano fatto presente il caso all’amministrazione comunale. Ma l’intervento del Municipio si è limitato al posizionamento di alcune
transennee delpietriscopertentare diarginare (inutilmente) lo scivolamento del terreno.
Dueanni dopo,lasituazionesi èaggravata. La frattura è sempre più profonda,
l’asfalto è tagliato da un ampio smottamento e il terreno,muovendosi, deve aver creato
qualche problema alla fognatura che scorre
sotto la strada, visto che i liquidi salgono in
superficie, tra cattivo odore e pessime condizioni igieniche.
Arcieri ha accettato di rappresentare anche le altre famiglie che vivono analogo disagio. Dopo la segnalazione protocollata in
Comune, hanno depositato l’esposto in Procura. Sperando che l’amministrazione non
aspetti un fatto grave per prestare finalmente soccorso.
sa.lo.
Il Municipio
ha messo
le transenne
e il pietrisco.
Poi più nulla
La frana in contrada
Sant’Antonio La Macchia
continua a scivolare lungo la
collina, con grave situazione
di pericolo per i residenti e
chiunque vi transiti.
Nella foto in basso è
evidente il liquame della
fognatura che scorre sotto il
manto stradale che si riversa
in superficie.
I residenti, tutelati da un
legale, si sono rivolti
all’autorità giudiziaria,
intimando più volte al
Comune di ripristinare la
sicurezza dei luoghi.
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Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
Indagine di Cittadinanza Attiva: poche le strutture comunali, solo 713 i posti disponibili
Il caro retta negli asili nido
Tra le piscine, l’offerta cresce nell’hinterland: corsi con due lezioni a settimana
Ogni mese una coppia giovane
può spendere fino a 310 euro
L’offerta per il nuoto dei bimbi
Quasi sempre serve l’iscrizione
LISTE DI ATTESA PER I BIMBI
LA cifra non è proprio abbordabile, non
per tutti. 310 euro al mese. Tanto costa
mediamente a Potenza mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale. La
spesa è superiore rispetto alla media nazionale (che è pari a 302 euro).
Ildatoemerge daunaindaginesvolta
dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva e pubblicata interamente online sul sito dell’osservatorio
(www.cittadinanzattiva.it). L’osservatorio,
per fare valutazioni e
mettere insieme alcuni dati, ha considerato
una famiglia “tipo” di
tre persone, ipotizzando un nucleo familiare
composto dai due genitori e da un figlio con
età compresa i pochi
mesi e i tre anni). La famiglia utilizzata come
esempio è quella il cui
reddito lordo si aggira
sui 44 mila euro, con
conseguente Isee (indicatore della situazione economica equivalente) di 19.900 euro.
Quella che emerge è una situazione
difficile per le giovani coppie. Il quadro
proposto da Cittadinanza Attiva dimostra come le famiglie debbano fare i conti con un difficile accesso agli asili comunali, alti costi e disparità anche
all’interno della stessa regione.
A Potenza, per esempio, pur superando la media nazionale, il servizio costa
meno rispetto a Matera e comprende
anche il costo dei pannolini.
Il dato positivo che l’indagine fa registrare è il mancato aumento, nell’ultimo anno, del tariffario.
La retta in città
è superiore
a quella
nazionale
ma comprende
anche il costo
dei pannolini
I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici
2010/11 e 2011/12) delle amministrazioni comunali interessate all’indagine
(tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state e rette applicate al servizio di asilo nido comunale per
la frequenza a tempo pieno (in media, 9
ore al giorno) e, dove non presente, a
tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno),
per cinque giorni a settimana. Qualche
cifra arriva pure sulle liste d’attesa. In
Basilicata, secondo la banca dati del ministero degli Interni sulla fiscalità locale aggiornata al 2010, ci sono 20 asili
nido comunali per 713 posti disponibili. Il maggior numero di asili è presente in provincia di Potenza (17, con
513 posti), mentre la provincia di Matera ne conta solo 3, con 200 posti. In Basilicata il 30 per cento dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una
media nazionale del 23,5 per cento.
Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero
di bambini in età 0-3 anni) in Basilicata
la copertura potenziale del servizio è del
3,8 per cento, a fronte di una media in
Italia del 6,5 per cento.
«Dall’indagine effettuata è evidente
che ancora oggi manca nel nostro Paese
un sistema di servizi per l’infanzia
equamente diffuso ed accessibile su tutto il territorio e adeguate agevolazioni
fiscali a sostegno dei nuclei familiari
con bambini piccoli - dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva - Le misure a favore di tali
servizi rappresentano un investimento
intergenerazionale che produce effetti
nel lungo periodo e quindi di scarso “appeal” per una classe politica poco lungimirante e concentrata sul consenso immediato».
Una media di 45 euro al mese
Ma esistono pacchetti annuali
GLI IMPIANTI SPORTIVI
COME scegliere l’attività sportiva da far
praticare ai propri figli? Molti genitori
abbinano al criterio della salute e del divertimento dei più piccoli, anche quello
economico. Sul sito “Città dei bimbi” è
stata pubblicata una guida utile per le
famiglie di Potenza. Anche grazie alle
segnalazioni dei cittadini, su Cittadeibimbi.it, sarà aggiornata giorno dopo
giorno la tabella che propone un dettaglio ampio di strutture e tariffe disponibili a Potenza a seconda del tipo di sport a
cui si è pensato.
La prima panoramica ha buttato lo
sguardo su orari e
tariffe delle piscine
di Potenza e dintorni.
La piscina Riviello è l’unica comunale. Si trova a
Parco Montereale, è
costituita da due vasche di cui una per
attività
sportive/agonistiche e una
didattica (la profondità non supera gli
80 centimetri). «Prima dei 12 anni dei
bambini bisogna rivolgersi alle diverse società che hanno
la possibilità di usufruire della struttura - dettaglia il sito - Dai 12 anni in poi, invece, ci si può iscrivere ai corsi comunali
che, sicuramente, hanno tariffe più basse rispetto alle altre strutture cittadine.
Due volte alla settimana (orari 19-20/2021) hanno un costo di 44 euro al mese».
L’offerta comprende anche alcune
strutture private, ma in alcuni casi sarà
necessario spostarsi fuori Potenza. A
Pantano di Pignola c’è la Piscina Aqua-
Nella Riviello
due vasche
Ma c’è
chi prevede
di far entrare
anche il papà
in acqua
tica che garantisce corsi a partire dai 3
anni e mezzo. La spesa di 45 euro mensili copre l’attività di due giorni a settimana. In questa struttura c’è una discreta
flessibilità sull’orario di frequenza che
può essere scelto a partire dalle 16 del
pomeriggio. E’necessaria uan spesa aggiuntiva (si fa una volta all’anno) che copre l’iscrizione alla struttura: la prova
gratuita si può prenotare.
A contrada Bucaletto, invece, si trova
la piscina Elixia che propone sempre
un pacchetto di frequenza di due giorni
a settimana, dal lunedì al venerdì (ma si
può derogare e far lezione anche nella
mattina del sabato). In questa struttura
si possono frequentare corsi ogni ora.
Ma il sito di Città dei bimbi consiglia di
far presto perché su alcuni orari sembra
sia stato già raggiunto il numero massimo. Il costo, in questo caso, è annuale: si
pagano 359 euro, con possibilità di far
lezioni fino a fine giugno. Sono previsti
15 euro come quota da destinare al Coni.
Ancora fuori poco Potenza c’è anche la
piscina Le Sirene che si trova in contrada Tora. La lezione gratuita di prova è
prevista. Per i più piccoli (dai 3 ai 36 mesi) gli istruttori prevedono un “ambientamento”che si sviluppa con al presenza
di un genitore in acqua. la scuola nuoto,
invece, comincia dai tre anni. La frequenza si può strutturare su diverse offerte. Il sito segnala tutti i pacchetti disponibili: un pacchetto di 10 lezioni costa 80 euro (8 euro a lezione); un pacchetto da 20 lezioni costa 140 euro (7 euro a lezione); un pacchetto da 40 lezioni
costa 240 euro (6 euro a lezione) un pacchetto da 60 lezioni costa 330 euro (5.50
euro a lezione) e infine c’è il pacchetto da
80 lezioni che costa 392 euro. Va aggiunta l’iscrizione di 20 euro.
Collegamento tra Corleto Perticara e Laurenzana Come smaltire gli apparecchi elettronici?
Sicurezza, costi e tempi nello studio di fattibilità Normative e buone pratiche delle aziende
COSA bisogna fare per eliminare l’isolamento tra Corleto
e Laurenzana, regolarizzare? E quanto costerà ampliare la sede stradale per aumentare la velocità media di
percorrenza? Inoltre, se questo l’obiettivo, bisogna tener
conto anche di comfort di
guida e sicurezza.
Di questi parametri si tiene conto nello studio di fattibilità per il miglioramento
del collegamento stradale
Corleto Perticara - Laurenzana - Bivio strada provinciale
per Calvello della Strada Statale 92, presentato ieri mattina in Regione.
Alla riunione, che si è tenuta alla presenza del presidente della Regione Basilicata
Vito De Filippo, hanno preso
parte, tra gli altri: una delegazione di tecnici Anas guidata dal responsabile del
Compartimento Basilicata
Vincenzo Marsi, il direttore
generale del dipartimento
regionale alle Infrastrutture
Mario Cerverizzo e i sindaci
di Corleto Perticara, Guardia Perticara e Laurenzana
Rosaria Vicino, Massimo Caporeale e Domenico Urga. Il
tratto attuale, vecchio di ottant'anni, segue la geometria del versante ed ha caratteristiche non corrispondenti alle classi stradali vigenti.
In alcuni tratti manca del
tutto una geometria stradale
ottimale e risulta una tortuosità che rende la guida difficoltosa, poco intuitiva ed eccessivamente faticosa. Per
attenuare questi problemi lo
studio di fattibilità individua
una serie di soluzioni tecniche che dovranno essere oggetto di valutazione in sede
di Conferenza di servizio.
Soddisfatto al termine della riunione De Filippo. «Abbiamo fatto un passo in avanti in un clima di piena convergenza tra le parti interessate. Intendiamo superare velocemente tutte le fasi propedeutiche alla definizione degli interventi di adeguamento di questa importante arteria - ha detto - facendo leva
proprio sul clima di collaborazione con le amministrazioni interessate e sulle necessarie fasi di condivisione
con le popolazioni interessate dei vari interventi. Restanoancorale variabilideipossibili vincoli paesistici e archeologici, ma la piena condivisione di obiettivi che tutti
gli interlocutori, Anas compresa, fanno registrare è di
buon auspicio per una rapida definizione del percorso
definitivo».
Smaltire correttamente i
rifiuti elettrici ed elettronici porta benefici all’ambiente, alla salute e all’economia.
E’ il tema attorno a cui
ruota un seminario della
Camera di commercio, organizzato in collaborazione con l'Albo Gestori Ambientali e l'azienda speciale
Forim organizza.
L’appuntamento è per il
15 novembre, a partire dalle ore 9.00, nella sala Economia di corso XVIII Agosto.
Titolo dell’iniziativa, “La
gestione dei rifiuti da Apparecchiature Elettriche
ed Elettroniche (RAEE)”.
«La cultura del corretto
smaltimento sta crescendo
un po’ ovunque, sia da parte delle imprese che dei cittadini, a beneficio dell'am-
biente e della salute», conferma il presidente della
Cciaa potentina, Pasquale
Lamorte.
«Occorre comunque insistere sulla via dell'informazione e della formazione, rafforzando la rete interistituzionale e puntare
l’attenzione sul rimpiego,
riciclaggio e recupero delle
materie prime (vetro, plastica e metalli) derivanti
dal trattamento di questi
rifiuti speciali, che può
creare ricadute sul piano
economico e produttivo»,
aggiunge ancora il presidente.
A Potenza, per esempio,
spesso capita di osservare
in giro rifiuti speciali, abbandati magari in strada,
nonostante in città ci sia la
piattaforma dedicata alla
loro raccolta. Bene, dun-
que, parlarne.
Anche per costruire cultura del riciclo e buone pratiche.
Il seminario si aprirà con
i saluti e l'introduzione ai
lavori da parte di Margherita Perretti, presidente
della Sezione Regionale
della Basilicata dell'Albo
Gestori Ambientali.
A seguire, Emma Schembari, di Ecocerved Scrl, presenterà una panoramica
su questi temi, con uno
sguardo dettagliato alla
normativa.
Si discuterà anche “Lo
stato dell'arte della gestione dei RAEE e dei Centri di
raccolta comunali in Basilicata” e delle “Prospettive
future ed evoluzione del sistema RAEE: la nuova direttiva RAEE, il nuovo Accordo ANCI - CdC RAEE”.
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Potenza 23
Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Martedì 13 novembre 2012
LA BUFERA
LA STIMA DELLA FP CGIL
Gli effetti della spending review faranno
perdere in qualche anno, soltanto alla città dei Sassi, 15mila abitanti
UFFICI E POSTI A RISCHIO
CONVOCATI DAL GOVERNO
Ieri, a Roma, incontro al ministero
dei Beni culturali anche con i responsabili
delle sedi territoriali della Basilicata
Soprintendenze, tocca
anche a loro tremare
Accorpamenti in vista, non solo a Matera ma anche a Potenza
NEL CICLONE
In alto,
la sede
della Soprintendenza
architettonica.
Di lato,
Palazzo
Lanfranchi
che ospita
i Beni
artistici
e storici.
Per loro
si parla
di accorpamento
nell’ambito
delle manovre
per la riduzione
della spesa
EMILIO SALIERNO
l C’è chi prevede una «botta» sul territorio
di quelle epocali. E questo a causa delle manovre governative per la razionalizzazione
della spesa. «Solo nella città di Matera, nel
giro di qualche anno, si perderanno 15mila
abitanti in conseguenza del taglio dei posti di
lavoro e dei trasferimenti degli uffici pubblici». La proiezione è della Cgil Funzione
pubblica.
Così sale la tensione. Oramai si sprecano le
voci sui tagli indotti dalla spending review. È
di ieri l’ultima iniziativa che fa tremare ancora di più i lucani e riguarda le soprintendenze, non solo di Matera, ma anche di
Potenza. In mattinata, a Roma, nella sede del
ministero dei Beni culturali, alcuni soprintendenti della Basilicata, insieme ad altri
delle province italiane, sono stati convocati
per una riunione in cui si è affrontato il tema
della riorganizzazione delle sedi territoriali.
Si ipotizza un piano di accorpamento delle
soprintendenze di Matera e Bari. Quelle potentine andrebbero con la Campania. Un “soluzione” che inciderebbe sugli assetti territoriali complessivi delle due province, confermando in tal senso che il “giro di vite”
innescato dai provvedimenti governativi
non salverà nemmeno Potenza.
Del resto, è già noto che a livello nazionale
verranno meno trenta posizioni dirigenziali
solo per quanto riguarda il Mibac, il 20 per
cento della dirigenza. Il processo di accorpamento riguarderebbe le direzioni dei Beni
artistici e storici, dei Beni architettonici e di
quelli archeologici. E salterebbero, se il piano di riordino delle Province venisse confermato nella sua integrità, l’Archivio di Stato, la Prefettura e la Questura che diventerebbero presidi territoriali. La Camera di
commercio di Matera potrebbe trasformarsi
in ufficio decentrato dell’ente camerale di
Potenza.
Vito Maragno, segretario della Fp Cgil,
commenta amaramente la prospettiva:
«Prendiamo atto che questa operazione andrà ad impoverire il tessuto sociale ed economico materano. Questa pseudo riorganizzazione governativa lascerà sul campo morti
e feriti e la Basilicata si disgregherà, anche se
LA RIORGANIZZAZIONE
Assottigliamento della dirigenza e conseguenziale riduzione degli assetti locali
non possiamo dire in quanto tempo».
Per quanto concerne le soprintendenze,
non bisogna dimenticare che il processo di
riorganizzazione si è avviato già nel 2008 con
la prima riduzione degli assetti organizzativi
delle pubbliche amministrazioni voluta dalle
Forte mobilitazione della Cisl Fp
contro i provvedimenti governativi, che
denuncia il rischio di chiusura dell'Inps.
l'ultimo baluardo dello stato sociale.
Domani, alle 11, presidio davanti alla
Prefettura. Roberto Taratufolo, coordinatore regionale della Cisl Fp, dice che
«siamo di fronte a un paradosso: il ddl
di stabilità chiede agli enti previdenziali
di risparmiare altri 300 milioni di euro, e
dove li vanno a cercare, dove li vanno a
togliere? Dal salario dei lavoratori e dai
progetti speciali che sono serviti in
questi anni ad aumentare la produttività e a sveltire i servizi. Occorre fare due
conti chiarificatori ed esemplicativi. Il
solo costo annuale delle consulenze
esterne del super-Inps è di 60 milioni di
euro, a cui purtroppo bisogna aggiungere gli oltre 200 milioni di euro destinati agli appalti esterni. Se a cioò aggiungiamo la mancata valorizzazione
della vendita degli immobili il risultato
è chiaro: il serbatoio degli sprechi da
cui recuperare risorse economiche è
molto, molto più ricco delle tasche dei
lavoratori vessate ormai da anni da
inaudite sottrazioni». Le nuove misure
di stabilità, secondo la Cisl, «fanno
drammaticamente il paio con quelle
precedenti che prevedono tagli agli organici ingenti per il super-Inps e Inail,
tagli che rischiano di compromettere il
funzionamento del sistema di previdenza e assistenza. Siamo pronti a sostenere una riorganizzazione del sistema "a somma positiva", che mantenga
il livello dei servizi, una riorganizzazione che inizi proprio dal taglio di incarichi esterni, appalti e pagamenti impropri».
UN CAMMINO COMUNE LA PROGRAMMAZIONE AVVIATA CI ACCOMUNA ALLA CITTÀ DI FERRARA
LOPERFIDO SI PRESENTA UN’INIZIATIVA SPERIMENTALE
Smart Cities, candidati
anche due nostri progetti
Promuovere i lavoro
e le pari opportunità
l Il Comune ha deciso di aderire a due
progetti candidati al bando “Avviso per la
presentazione di idee progettuali per Smart
Cities and Communities and Social Innovation” pubblicato dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca con
l’obiettivo di promuovere, soprattutto nel
Mezzogiorno, l’utilizzo evoluto delle tecnologie da parte di cittadini, imprese ed amministrazioni. Lo rendono noto il sindaco,
Salvatore Adduce, e
l’assessore alle Politiche
per la sostenibilità ambientale, Rocco Rivelli.
Il perimetro applicativo è quello delle Smart
Cities & Communities,
ovvero dello sviluppo di
modelli innovativi finalizzati a dare soluzione a
problemi di scala urbana, metropolitano e
più in generale territoriale tramite un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di
integrazione e inclusione.
Il primo progetto vede coinvolto un partenariato misto pubblico-privato composto
da centri di ricerca operanti sul territorio
nazionale, università e Pmi, e dai Comuni
di Matera e Ferrara, che ha ideato la pro-
posta progettuale “Smart Underground Cities” finalizzata allo sviluppo di prodotti e
servizi innovativi di “Diagnostica per immagini del sottosuolo e delle strutture”.
«L’ambito prioritario dell’iniziativa – spiega Rivelli – è quello della “Sicurezza del
Territorio” con particolare attenzione alla
mitigazione delle conseguenze di eventi naturali estremi».
«Il progetto – aggiunge Rivelli – individua
due siti principali di sperimentazione. Il primo a
Ferrara per la mitigazione del rischio sismico, il
monitoraggio di possibili
inquinamenti industriali
e la corretta gestione della risorsa rinnovabile. Il
secondo a Matera, con il
suo centro storico dei
Sassi patrimonio mondiale dell’Unesco,
esposto ad una serie di fenomeni di dissesto
idrogeologico, e già selezionata quale area
test per il progetto Smart Basilicata nel
settore “Smart Culture and Tourism”.
La seconda proposta progettuale è denominata “Smart maintenance, conservation and restauration of cultural heritage”.
Tre sono i principali obiettivi: ottenere nuo-
A COSA SI PUNTA
Modelli innovativi
per risolvere problemi
su scala urbana
Of0l17FbcY8lAOpz/WmELRzdzK9rv9rco7Lokg/5S9I=
direttive del Governo Berlusconi. E nel 2009
c’è stata l’approvazione della riforma del ministero dei Beni e delle attività culturali.
Non sanno che fine faranno i 21 dipendenti
del Provveditorato alle opere pubbliche (ex
Genio civile) di Matera. Stando al piano ministeriale dovrebbero essere spostati nella
sede di Bari, o di Potenza. Si sta cercando di
trovare una soluzione più ovvia ed equilibrata, per sistemarli negli uffici della Motorizzazione civile di Matera, che fanno parte
dello stesso ministero. Sulla questione
dell’ex Genio civile, i sindacati hanno chiesto
un incontro con il provveditore alle opere
pubbliche di Puglia e Basilicata, Francesco
Musci, per fargli presente una serie di incongruenze di questa vicenda e ribadire la
contrarietà al piano di dimensionamento.
Ma Musci sta rimandando il confronto. L’ultima data fornita è quella del 15 novembre.
Vedremo che cosa accadrà.
Il ddl sulla stabilità
«Vogliono chiudere l’Inps»
la Cisl lancia l’allarme
e avvia presidio di protesta
FINALITÀ
Per l’utilizzo
evoluto
delle
tecnologie
da parte
di cittadini,
imprese
ed amministrazioni
vi prodotti e sistemi innovativi per il restauro non solo focalizzato all'architettura,
o materiali lapidei, bensì alle opere d'arte in
generale, siano esse architettoniche, pittoriche, scultoree, librarie, e potranno essere utilizzati per il consolidamento di altri
supporti e materiali; la implementazione e
adozione di tecniche recupero del biodegradamento mediante microrganismi antagonisti, e metodi di micro-ricostruzione
di calcareniti attraverso microrganismi;
implementazione e adozione di protocolli
per la manutenzione di edifici storici tramite software tecnologici che consentano
di avviare azioni di restauro/manutenzione a basso impatto per l'ambiente con bassi
costi di realizzazione.
Con i ferri del mestiere nella scuola
l «Promuovere il lavoro e le
pari opportunità nella rete educativa attraverso azioni concrete». Appuntamento, alle 9.30,
all’Istituto tecnico commerciale
Loperfido per conoscere un progetto programmato e finanziato
dall’Ufficio della consigliera nazionale di parità, dal ministero
del Lavoro e delle Politiche sociali, in convenzione con il Formez, e con la collaborazione delle
consigliere di parità delle 13 province pilota, tra le quali la città di
Matera. Si tratta di un’iniziativa
rivolta in via sperimentale a istituti tecnici e professionali dislocati su tutto il territorio nazionale, prevede il coinvolgimento
di almeno 2.500 studenti.
L’ultima rilevazione Istat nel
contesto di un quadro economico
segnato ancora dalla crisi e, dunque, da una scarsa crescita, segna un dato preoccupante che riguarda i giovani il cui tasso di
disoccupazione nella popolazione tra i 15 e 24 anni è pari al 29,5%
con un aumento di 4,5 punti ri-
spetto al 2009. «L’intento – evidenzia la consigliera di parità
della Provincia, Stefania Draicchio – è quello di far vivere a una
parte sempre più consistente di
ragazze e ragazzi, impegnati nel
percorso scolastico, la prima
esperienza di conoscenza del lavoro in un contesto educativo in
cui deve essere strettissima la relazione tra formazione, probabilità di occupazione, qualità del
lavoro, adeguatezza dei trattamenti retributivi, parità nelle opportunità di crescita professionale, produttività del lavoro e capacità di innovazione».
Il progetto intende offrire un
accompagnamento informativo
agli studenti e studentesse delle
scuole secondarie di secondo
grado, anche con l’intervento di
testimoni privilegiati quali giovani imprenditori, individuati
con l’ausilio della consigliera di
Parità, che illustreranno il proprio background formativo e lavorativo per fornire stimoli e
suggerimenti agli studenti».
RASSEGNASTAMPA
29
Presso gli ospedali di Melfi, Rionero e Venosa si potrà sostenere la visita medica
VENOSA
Medicina dello sport, ripristinato il servizio
Sindaco audito in III Commissione
VENOSA - Finalmente anche
presso gli ospedali di Melfi,
Rionero e Venosa si potrà nuovamente sostenere la visita
per il rilascio del certificato
medico di abilitazione alla
pratica della attività sportiva
agonistica. Il servizio era stato sospeso per esigenze di riorganizzazione dell'azienda sanitaria di Potenza. I disagi
procurati agli sportivi della
zona del Vulture si era subito
rivelato evidente. La certificazione oggi e' diventata indispensabile per chiunque intenda praticare sport agonistici e rimanendo l'ospedale
regionale, San Carlo l'unico
nosocomio autorizzato ad effettuare le visite necessarie, i
tempi di attesa si erano prolungati oltre modo. Grazie alla sensibilità dimostrata dal
L’ospedale di Melfi
direttore generale della Asp,
Marra del direttore sanitario,
D'Angola e del dirigente di
presidio, Cugno, tuttavia, dall'inizio del mese di novembre
tutti gli atleti che intendono
praticare sport agonistico e
che risiedono nel comprensorio del Vulture potranno sostenere la visita o presso il poliambulatorio di Rionero, o
presso l'ambulatorio di cardiologia del San Giovanni di
Dio a Melfi, oppure presso l'ospedale di Venosa. Sarà l'esperto dottor, Fabio Grieco a
verificare lo stato di salute degli atleti per un lavoro che si
preannuncia intenso e delicato. Nel solo mese di novembre,
infatti, sono già state prenotate circa seicento visite. Alcune
informazioni confermano la
grande vocazione sportiva
dell'area del melfese. Basti il
dato che dal 2001 e fino ad oggi sono state oltre diecimila le
visite effettuate. Fabio Grieco,
già medico del Melfi calcio,
con la sua esperienza resta ga-
ranzia assoluta per tutti coloro che aspirano all'idoneita'
agonistica sportiva. Sono ben
sei le prestazioni cui ci si sottopone: ECG, visita cardiologia,
eco cardiogramma, step test,
spirometria, certificazione e
si può così comprendere la
complessità dell'esame. La
lungimiranza dei dirigenti
Asp Marra, D'Angola e Cugno
eviterà tempi di attesa spropositati e scomode trasferte a Potenza per chiunque risieda nei
centri del Vulture. Se si aggiunge che nei casi di emergenza il medico sportivo, Fabio Grieco potrà operare anche nei presidi di Lavello e
Genzano si comprende come
inquesta circostanzasi èlavorato per garantire un ottimo
servizio .
Vittorio Laviano
VENOSA - Nella giornata di ieri il sindaco della città di Orazio, Bruno
Tamburiello è stato sentito sulla
revoca di un finanziamento al Comune nell'ambito del programma
innovativo in ambito urbano (Legge 8.2.2001, n. 21). In merito, il primo cittadino ha spiegato che il finanziamento nella città oraziana,
sulla base di quanto stabilito dall'art. 4 delle legge n. 21 del 2001,
che prevede la promozione di programmi in quartieri degradati di
comuni e città con la partecipazione di investimenti privati, era inizialmente destinato alla realizzazione di un centro polivalente a
carico di un privato concessionario, unitamente ad interventi di riqualificazione a carico del pubblico. Tale progetto, ha spiegato il
Sindaco, avrebbe alterato la natura di un parco, per cui venute meno le
condizioni per l'attuazione dell'intero programma si è deciso di avanzare una nuova proposta progettuale.L''intento del Comune, ha sottolineato Tamburiello, va nella direzione di utilizzare i fondi per la riqualificazione urbana dei rioni Lombardia e Cappuccini. Prossimamente
sarà audito il dipartimento competente per aggiuntivi approfondimenti.
Melfi L’ente potrebbe accollarsi le spese per mantenere in vita il palazzo di giustizia
Tribunale, De Filippo si impegna
La Regione pronta a mettere a disposizione le risorse utili per il suo mantenimento
MELFI - «Si, fortissimamente si, assolutamente si». Queste le parole pronunciate da Vito De Filippo, nell'ambito dell'incontro tenutosi nell'aula consiliare del palazzo di città a Melfi, nel contesto dell'assemblea promossa dall'Ordine degli avvocati del Foro. Frasi importanti che tengono accesavivamente la speranza di evitare la soppressione del Tribunale di
Melfi. La richiesta avanzata da Dino Di Ciommo, presidente del Foro federiciano, era esplicita chiara. Sottoscrivere un impegno preciso
e limpido, da parte della Regione Basilicata. Oltre alle parole,
questa volta ci sono anche i fatti.
E' notizia ufficiale infatti, pervenuta direttamente dal Presidente della Giunta Regionale,
che il massimo ente Lucano, attraverso un articolo specifico,
metterà a disposizione le risorse utili e necessarie per il mantenimento dell'importante presidio di giustizia, punto di riferimento dell'area Nord della Regione. In parole povere, la Regione Basilicata, tramite il concreto impegno del Presidente De Filippo
De Filippo, mette in campo i soldi per consentire di non sopprimere il Tribunale di Melfi. L'operazione taglio, avanzata dal
Governo Nazionale nei mesi scorsi, potrà essere evitata, con la Regione Basilicata che si assume l'onere di mantenere in vita il Presidio federiciano, evitando di fatto, una profonda ingiustizia. Il tutto rientrerà nella prossima finanziaria che la giunta regionale, approverà
nei prossimi giorni. Sicuramente una notizia
positiva, che potrebbe indurre il Governo Nazionale ha rivedere i suoi piani iniziali, avendo
garantito comunque la copertura economica
per una operazione del genere. Lo Stato si troverà di fronte la decisione della Regione di assumersi la responsabilità economica per il
mantenimento del Tribunale di Melfi, e potrebbe decidere di non sopprimere il Presidio
di giustizia, anche in base a quanto sostiene la
Legge Delega. Per i prossimi cinque anni,
l'impossibilità di allocare le funzioni adesso
svolte dal Tribunale di Melfi, presso quello di
Potenza, renderà possibile il mantenimento e
la sopravvivenza del Tribunale
normanno. Operazione ovviamente garantita in relazione alla
necessità di non pesare sulle casse dello Stato, il famoso non aggravio. Non essendoci più un aggravio sulle finanze dello Stato, la
scelta operata dalla Regione Basilicata e l'impegno concreto di De
Filippo, rappresentano una nota
positiva. Un deciso passo avanti
che è in grado di portare a casa il
risultato sperato, vale a dire garantire alla nostra regione, il
mantenimento ditutti iTribunali
esistenti. La battaglia ha concrete
possibilità di essere vinta, a patto
che si evitino strumentalizzazioni inutili e facili protagonismi di parte, che non hanno nessun motivo di esistere. La sopravvivenza del
Tribunale di Melfi, e' una cosa troppo importante e seria, perché qualcuno ne faccia un uso
improprio, a fini propagandistici ed elettorali.
Un aspetto rimarcato espressamente nell'ambito dell'assemblea tenutasi sabato scorso, che
è parso più di un invito esplicito a chi è alla ricerca di capri espiatori e facile populismo.
Emilio Fidanzio
Melfi Il consigliere regionale critica l’operato di Valvano
Navazio presenta mozione
MELFI - «Sabato abbiamo avuto conferma
della vicinanza delle istituzioni regionali.
La mozione che sarà presentata in aula, a
firma del sottoscritto e dei colleghi Mollica e
Pagliuca, sono certo troverà accoglimento.
Non si tratta di ricercare solo delle disponibilità finanziarie utili a mantenere in piedi
il nostro tribunale, chiederemo di più: l’adozione di un ricorso che sollevi la questione
di legittimità costituzionale del provvedimento adottato nei nostri confronti. Sabato
abbiamo avuto conferma della lontananza
dei cittadini ai quali probabilmente non è
stato ancora fatto comprendere ciò che realmente stiamo perdendo e il cui interesse
dobbiamo necessariamente recuperare. Il
tempo ci dirà …ma la rassegnazione può arrendere solo gli animi più inquieti e noi non
lo siamo». E’ quanto sostiene in una nota il
consigliere di “Io amo la Lucania” Ernesto
Navazio, in merito all’incontro sul tribunale che si è svolto sabato scorso. «Sabato scorso, - spiega - nella sala consiliare della città
di Melfi, l’Ordine degli avvocati ha cercato
di mantenere viva una battaglia ma, assenze non meglio giustificate (forse, perchè,
sono più importanti e prestigiose le riunioni di partito nella città di Roma), messaggi
papalini e la scarsa partecipazione dei cittadini oltre che dei rappresentanti del foro, di
certo non ci hanno fatto fare una buona im-
pressione agli occhi degli ospiti istituzionali. Ci appelliamo - continua - a De Filippo,
Lacorazza, Santarsiero; a loro chiediamo
difesa, sostegno, impegni. A loro chiediamo di metterci la faccia. Per il consigliere regionale «ci sono volute le parole del presidente De Tilla, dell’Organismo Unitario
dell’Avvocatura, infatti, perché alcune
questioni venissero alla luce! “Rassegnate
le dimissioni sindaci!”…la sua imprecazione !Un’imprecazione coltada Tamburiello,
sindaco di Venosa il quale, nella autenticità
dei comportamenti che lo caratterizzano,
ha svelato all’intera assise che: l’assemblea
di luglio dell’Area programma (assente,
ancora una volta, come sabato, il sindaco
Valvano) le aveva deliberate queste dimissioni, addirittura con tanto di firme su un
verbale in bianco! Dimissioni che a sera, o
peggio a notte fonda, la telefonata del collega di Melfi, Livio Valvano, ha di fatto annullato. Perché quel dietro front ?» «L’espoliazione subita - conclude - non è dovuta al caso
o alla fatalità, ne siamo convinti ed il tempo
non ci farà cambiare opinione ma oggi non
possiamo accettare appelli stucchevoli. Oggi non possiamo condividere quel ricercare
la collaborazione non finalizzata, quel tentare di fatto di non parlare per cercare una
zona franca per la prossima competizione
elettorale!»
Melfi, la scuola Berardi si dà alla musica
MELFI - A partire dall'anno scolastico 2012-2013 l'Istituto Comprensivo Berardi-Nitti, con la nuova sigla Smim offre, oltre alle numerose opportunità di apprendimento nei vari campi, la possibilità
di frequentare i corsi di strumento
musicale, nei quali i ragazzi, accanto alle materie tradizionali e alle due ore di Educazione musicale
curricolari antimeridiane, frequentano altre due ore curricolari
pomeridiane di strumento musicale e musica d'insieme. Si tratta di
un particolare piano di studi nel
quale l'area espressiva diventa
punto di riferimento privilegiato
attraverso il dialogo con tutte le discipline.
Le attività del corso costituiscono un ulteriore momento di formazione globale dell'individuo, fornendo attraverso un'esperienza
musicale resa più completa dallo
studio dello strumento, occasioni
di maturazione logica, espressiva,
comunicativa, per la ricerca di un
corretto assetto psicofisico: postura, percezione corporea, rilassamento, coordinazione.
Non è un laboratorio, vale a dire
che la disciplina Strumento musicale fa parte del curricolo di ogni
ragazzo che desideri sceglierla e
non comporta costi aggiuntivi per
le famiglie; gli strumenti insegnati sono quattro: sassofono, tromba,
pianoforte e clarinetto. L'idea di offrire un'educazione musicale completa, non solo di tipo teorico o storico, ma fondata su un rapporto
concreto e personale con la musica
ha conquistato non solo le famiglie, ma anche l'Istituzione.
I corsi ad indirizzo musicale sono principalmente finalizzati a
promuovere la formazione globale
della persona, offrendo al preadolescente significative esperienze di
maturazione espressiva, comunicativa, relazionale e logico-formale. L'impegno ed il coinvolgimento
nello studio di uno strumento musicale e nel far musica d'insieme
rappresenta una significativa
esperienza umana e sociale, nonché un ulteriore fattore di crescita
nella capacità di operare scelte
consapevoli e di impegnarsi per
realizzarle.
Suonare uno strumento deve
rappresentare una importante occasione per realizzare esperienze
ed attività interdisciplinari.
Promuovere la relazione persona-musica, con esperienze estetiche e affettive gratificanti: lo stare
bene con sé e con gli altri deve rappresentare un valore da persegui-
re attraverso una visione unitaria
di corpo-mente. Sostenere nel
preadolescente, in coerenza con i
suoi bisogni formativi, l'acquisizione del piacere di esprimersi e di
proporsi musicalmente, la maturazione di un personale gusto estetico, la capacità di esercitare un
giudizio critico, sviluppando le
competenze in direzione della progettazione-produzione-esecuzione individuale e collettiva di esperienze musicali significative e la
fruizione e comprensione della
musica nelle sue varie forme, funzioni e contesti socio-culturali., è
tra i prioritari scopi dei corsi. Durante l'anno scolastico saranno organizzati delle lezioni-concerto all'interno della scuola e in strutture
esterne all'istituto, in occasioni di
scambio culturale con altre scuole.
Scuola Berardi
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Martedì 13 novembre 2012
RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA PROVINCIA
Martedì 13 novembre 2012
POLICORO «LA LOTTA ALL’ILLEGALITÀ NON HA BISOGNO DI FALSI MITI», AFFERMA L’ESPONENTE DEL MOVIMENTO GRANDE SUD
«Criminalità, serve la guardia alta
Attenti all’antimafia di facciata»
L’ex sindaco Lopatriello teme ripercussioni sullo sviluppo del territorio
FILIPPO MELE
l POLICORO. «Attenti ad equiparare il Metapontino ad aree veramente infettate dalla criminalità organizzata. Il voler collegare quanto
verificatosi da noi non fa altro che denigrare un
territorio ed allontanare forme di investimento». È il richiamo dell’ex sindaco Nicola Lopatriello, seguito alla manifestazione di sabato,
“Io non ho paura”. Per Lopatriello, ora esponente del movimento “Grande Sud”, «nessuno
dice che certe questioni vanno sottovalutate, ma
anche l’esagerazione spropositata ha un limite.
Da tempo, io stesso, le istituzioni, le forze dell’ordine, i rappresentanti di governo come i prefetti
Monteleone e Pizzi, abbiamo affermato che il
verificarsi di fenomeni pur penalmente gravi e
numerosi non hanno mai avuto nella maggiore
parte dei casi collegamenti fra loro, episodi non
riconducibili a strategie criminali mafiose o
‘dranghetiste, ed il tempo stà dando ragione a
questa tesi».
Ma non è finita. Per l’ex primo cittadino è ora
di dire «basta, con l’anticriminalità fatta di
retorica, con i traffichini della politica ed i
fasulli anti malavitosi; la lotta alla criminalità
deve essere lotta di tutti senza attribuzioni di
paternità e casacche politiche o sociali, lotta del
popolo che non ha bisogno di portatori di campane, novelli cantamesse o falsi miti. Ci sono in
giro troppi politicanti, creatori di carrozzoni
illegali, false associazioni, mestieranti che fanno in questa nostra terra l’antimafia di facciata».
Sin qui Lopatriello che, tuttavia, era stato
citato durante il corteo quando il suo successore,
Rocco Leone, in merito alla presenza di tanti
sindaci ed al loro ruolo contro le illegalità, aveva
dichiarato: «Se un primo cittadino continua ad
amministrare se arrestato od indagato per reati
gravi indebolisce la legalità». Spontanea la domanda sul fatto che egli, da vice sindaco, aveva
continuato ad amministrare quando scoppiò, il
13 gennaio 2011, la presunta tangentopoli al
Comune con il sindaco allora in carica, Lopatriello, finito agli arresti domiciliari. Leone
aveva tagliato corto: «Io non sono un giustizialista e non posso rispondere dei comportanti
altrui. Io mi dimetterei nel caso ricevessi un
avviso di garanzia con l’accusa di tangenti».
Ricordiamo, a proposito, che Lopatriello ha
sempre smentito le accuse mossegli e che ha
chiesto a più riprese lo svolgimento del processo
da cui, a suo parere «verranno fuori verità e
giustizia».
I sacerdoti in prima linea
«Don Puglisi e don Diana morti per la verità»
POLICORO. «La Chiesa si schiera contro ogni forma di violenza
mettendosi in prima linea. Quando ci mettiamo nelle mani di Dio la
paura scompare». Lo hanno dichiarato unitariamente, dopo la manifestazione, don Antonio Mauri, con il diacono don Luciano Labanca, don
Salvatore De Pizzo e don Nicola Modarelli, parroci della Chiesa Madre,
del Buon Pastore e di San Francesco. Don Antonio ha citato «il servo di
Dio, Pino Puglisi, e don Peppe Diana, barbaramente uccisi dalla mafia
e dalla camorra per aver gridato in nome della Verità del Vangelo,
l’amore dei diseredati e la condanna dei prepotenti. Ma – ha concluso
– possono bruciare case o capannoni, o macchine o camion, possono
sparare o uccidere, Dio è il sommo bene, il male non prevarrà». [fi.me.]
LA CRITICA
Per l’ex
primo
cittadino
di Policoro
è ora di dire
basta all’anticriminalità
fatta
di retorica,
con traffichini
della politica
e fasulli antimalavitosi
MARCONIA SECONDO LE PRIME RICOSTRUZIONI DEGLI INVESTIGATORI L’ACCOLTELLATO AVREBBE ALLUNGATO LE MANI SULLA GIOVANE DONNA
Importuna una ragazza, accoltellato
Dal litigio alla rissa che sfiora la tragedia. In ospedale un uomo di 50 anni ferito all’addome
l MARCONIA. Non ha per niente
gradito la particolari attenzioni riservate alla sua giovane compagna
da un signore di circa cinquanta anni
ed ha reagito ferendolo, in modo non
grave all’addome, con un coltello. È
accaduto nella centralissima piazza
Elettra, nella notte tra sabato e domenica dove quello che sembrava un
banale litigio si è ben presto trasformato in una vera e propria rissa e
si è sfiorata la tragedia. Protagonisti
una coppia di giovani ed un signore
attempato, che ne ha fatto le spese.
Il fatto, a quanto pare, sembra sia
nato dalle attenzioni particolari riservate da un uomo ad una ragazza
che era in compagnia del suo fidanzato: il 50enne, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, avrebbe
addirittura allungato una mano alla
giovane, scatenando l’ira del fidanzato. Dalle parole si è subito passati
agli spintoni e, in men che non si
dica, il giovane avrebbe estratto un
DOVE È ACCADUTO
Suggestiva
veduta
dall’alto di
piazza
Elettra, luogo di incontro più
frequentato dalla comunità
[foto Grieco]
.
coltello con il quale ha colpito l’uomo, che è rimasto lievemente ferito al
quadrante destro dell’addome.
La ferita, pur non essendo grave,
ha comunque reso necessario il ricovero in ospedale per il 50enne,
mentre l’intervento di una pattuglia
degli agenti della Polizia di Stato del
Commissariato di Pisticci ha ripor-
tato la calma in piazza: sul posto,
infatti, si era creato un vero e proprio
capannello di gente, intervenuta anche per tentare di calmare gli animi
ormai esacerbati. Per il giovane è
scattata la denuncia a piede libero
ma l’accaduto ripropone il tema delle
problematiche sociali nel centro jo[p.miol.]
nico.
PISTICCI IL RESPONSABILE DELL’UFFICIO LEGALE DEL COMUNE E EX AMMINISTRATORI POMARICO INAUGURAZIONE CON VITO DE FILIPPO
Condannati a rimborsare
le spese legali dei processi
l PISTICCI. Quattro condanne della Corte
dei conti, sezione giurisdizionale della Basilicata, per l’avvocato Anio D’angella, responsabile dell’ufficio legale del Comune e
dei procedimenti all’esame della Corte contabile, e per ex amministratori comunali.
Oggetto delle quattro sentenze il riconoscimento da parte del Consiglio comunale, il 30
giugno del 2008, di debiti
fuori bilancio a titolo di
rimborso spese legali sostenute da ex assessori municipali per procedimenti
penali a loro carico da cui
erano stati, peraltro, assolti.
Ma andiamo con ordine.
Gli ex consiglieri in carica
il 30 giugno 2008 condannati ai diversi rimborsi sono Rosa Maria Anna Gallo, Renato
Rago, Rosa Panetta, Giuseppe Iannuzziello, Leonardo Calciano, Massimo Dimo, Paolo Giannasio, Leonardo Giuseppe
Scazzariello, Mariano Caravita, Rosa Prezioso, Giovanni Oliva, Salvatore Romano e
Rocco Salvatore Grieco. Per la Procura
della Corte dei conti, che aveva aperto le
istruttorie, i rimborsi in questione erano da
configurare come danno erariale. Posizione
opposta avevano i difensori dei chiamati in
causa. Ma la Sezione, presieduta da Luciano
Calamaro, ha dato ragione all’accusa.
La prima condanna riguarda 3.845,97 euro
pagati a titolo di rimborso spese legali sostenute da Giuseppe Farina e Piermichele
Rinaldi. D’Angella è stato condannato al
pagamento in favore del Comune di 500 euro.
I consiglieri, invece, ne dovranno versare 76,92 ciascuno. La seconda sentenza è
quella relativa al rimborso
delle spese legali sostenute
da
Francesco
Mazzei.
D’Angella dovrà versare
1.333,33, i consiglieri 205,12
euro ciascuno. La terza condanna è relativa al riconoscimento del debito fuori bilancio di 16.681,68
euro per rimborso spese legali sostenute per
la propria difesa da Antonio Donato. Per
D’Angella, nel caso, sono da rimborsare al
Comune 4.000 euro, per i consiglieri 615,38
euro ciascuno. L’ultima decisione della Sezione riguarda 10.684,15 euro a titolo di rimborso spese legali sostenute per la propria
difesa da Michele Sisto. Per D’Angella sono
2.000 euro di rimborso, per i consiglieri 307,69
[fi.me.]
euro ciascuno.
LE SENTENZE
La Corte dei conti ha contestato il riconoscimento di debiti fuori bilancio
La Casa della cultura
a Palazzo Marchesale
MICHELE SELVAGGI
l POMARICO. Sarà il presidente della Giunta regionale,
Vito De Filippo, ad inaugurare
oggi la Casa della cultura a
Pomarico.
Un progetto che mira alla
creazione di «un nuovo contenitore culturale inteso come
laboratorio di esperienze e luogo ideale in grado di favorire lo
sviluppo di idee e progetti di
qualità – dice il presidente del
Gal
Bradanica,
Leonardo
Braico – la casa della Cultura
ha già trovato una sede di prestigio in un locale dello storico
Palazzo Marchesale recuperato
con l'intervento progettuale del
Gal Bradanica che si propone di
continuare nel percorso di recupero di beni e contenitori
culturali di qualità, intrapreso
con il Piot "Matera e Collina" e
di integrato con interventi di
piena fruibilità e di promozione
della cultura locale. Con questo
progetto – ha concluso Braico –
vogliamo ricercare per poi e
rendere fruibile l'enorme patrimonio immateriale della nostra area per un centro di documentazione della storia e della cultura locale».
Da parte sua il sindaco Giuseppe Casolaro, Pdl, ha sottolineato come il progetto rappresenti «un ulteriore tassello
di riqualificazione e valorizzazione di un contenitore storico
e culturale di enorme prestigio
che stiamo recuperando attraverso una attenta strategia progettuale di integrazione tra i
diversi fondi strutturali. Su
questo e sulle potenzialità del
binomio cultura-turismo – ha
concluso il primo cittadino – mi
soffermerò in occasione della
visita del predidente De Filippo».
Come si ricorderà, sono sei i
comuni del Materano che aderiscono al Gruppo di azione
locale: Montescaglioso, Irsina,
Grottole, Pomarico, Grassano e
Miglionico.
le altre notizie
PISTICCI
IL CASO DEL TRIBUNALE
Trasferiti i fascicoli
«Chi l’ha autorizzato?»
n «Chi ha autorizzato il trasferimento» di circa 200 fascicoli
del settore civile da Pisticci a
Matera e «perché non c’erano
ufficiali di polizia giudiziaria a
sorvegliare?». Lo chiede l’on.
Giovanni Burtone, Pd, in una
interrogazione rivolta al ministro della Giustizia. Burtone,
inoltre, chiede se il ministro
«intenda verificare la possibilità di una road map più elastica ed estesa su un arco temporale in grado di utilizzare i 5
anni previsti per legge». [p.miol.]
METAPONTO
AZIENDA PANTANELLO
Agrumicoltura, giornata
organizzata dall’Alsia
n Organizzata dall’Alsia, l’Agenzia lucana per lo sviluppo e
l’innovazione in agricoltura,
si terrà oggi, nell’Azienda
agricola sperimentale dimostrativa “Pantanello” a Metaponto, la XVI giornata di agrumicoltura. In programma una
mostra pomologica e l’illustrazione delle attività del progetto
Agritrasferinsud. Le conclusioni sono affidate al commissario straordinario dell’Alsia,
[fi.me.]
Andrea Freschi.
ROTONDELLA
SALA ANTONIO BIANCO
Consiglio comunale
convnocato per oggi
n Riunione del Consiglio comunale oggi, a Rotondella,
dalle 17, nella sala consiliare “Antonio Bianco” del Municipio. Due gli argomenti
all’ordine del giorno: aggiornamento degli oneri di
urbanizzazione e del costo
di costruzione; conferimento della cittadinanza onoraria ai bambini e agli adolescenti nati in Italia da ge[fi.me.]
nitori stranieri.
RASSEGNASTAMPA
Martedì 13 novembre 2012
31
REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440
Ieri l’audizione. Alle voci critiche risponde: «Sono concentrati a guardarsi l’ombelico»
Piano Casa 2, parla Adduce
Ascoltato in III Commissione: «Norme più severe per costruire in zone verdi»
«Sono tutti concentrati a guardarsi l’ombelico, piuttosto che alzare lo sguardo per osservare ciò
che accade intorno». E’ la risposta
del sindaco Salvatore Adduce,
ascoltato ieri in III commissione
consiliare “Attività produttive e
territorio” a chi, finora, ha contestato lo scarso interesse,
quand’anche
la
complicità
dell’amministrazione comunale
in quelle che sono state considerate scelte discutibili in tema di urbanistica.
Pochi minuti prima che il provvedimento, il cosiddetto Piano Casa 2, andasse in aula, Adduce ha
potuto confermare ai componenti
della commissione regionale l’intenzione dell’amministrazione
comunale per norme più restrittive in tema di edificazione in zone
verdi di margine urbano.
«Il tema fondamentale riguarda il metodo. L’ho sostenuto già in
consiglio comunale: ero sorpreso
che la discussione sulla legge 106
fosse cominciata
con un anno e mezzo di ritardo quando le forze in campo, così attente alla
nobile urbanistica ammette sarcasticamente - sapevano
bene cosa comportava una legge di
quel tipo, quando
alla scadenza dei
120 giorni dava alle Regioni la possibilità di deliberare.
Che di tutto ciò venisse fatto carico al
sindaco di Matera,
sembrava un po’ incongruo, sproporzionato. Nel
passaggio finalmente conclusivo
dell’iter - aggiunge - abbiamo potuto far osservare alcuni aspetti».
Il nodo centrale, ovvero la tutela
delle aree verdi a ridosso del perimetro del piano regolatore, è stato
al centro dell’audizione di Adduce.
Spending review e territori
Si punta sull’autosostentamento
Il sindaco Adduce ieri è stato ascoltato in III commissione attività produttive
alla Regione
«Tutti
i Comuni
saranno
più tutelati»
«Le aree potrebbero diventare,
per un particolare della legge, immediatamente edificabili con cubature ampie. Per questo ci siamo
voluti assicurare che le nostre osservazioni venissero tenute in
considerazione.
Con le norme più restrittive che
verranno approvate, tutte le am-
ministrazioni comunali saranno
più tutelate quando verrà approvato il regolamento urbanistico».
Nei giorni scorsi Adduce aveva
inviato una lettere al presidente
della commissione, Giannino Romaniello, di essere ascoltato sui limiti di edificabilità.
[email protected]
AUTONOMIA, autosostentamento e allargamento delle competenze al mondo imprenditoriale in un
comprensorio più vasto dell'attuale territorio provinciale sono
le tre “A'' che caratterizzano le decisioni del Consiglio della Camera
di commercio di Matera , contenute in un ordine del giorno approvato all'unanimità
nel corso di una seduta aperta, per
concretizzare le indicazioni previste
nello schema di razionalizzazione
degli enti e delle altre forme rappresentative del sistema camerale, approvato da Unioncamere nazionale.
E per attuare tale percorso, garantendo continuità
all'azione dell'Ente, i consiglieri
hanno ribadito che
esistono le condizioni per autosostenersi
impegnandosi «Al raggiungimento degli equilibri di bilancio e a produrre una riduzione
dei costi pari al 20% nel biennio (in
linea con quanto preventivato dal
documento del Comitato Esecutivo Unioncamere) per lo svolgimento di “eventuali nuove funzioni al servizio delle imprese senza
ulteriori oneri per lo Stato». Un
percorso già avviato tre anni fa
con la riduzione delle aziende speciali da tre a una, con l'ottimizzazione delle risorse e con una programmazione efficace e produtti-
va che ha coinvolto altri enti camerali nei processi di promozione
e di internazionalizzazione. Le
Camere di commercio, infatti, sono autonomie funzionali che svolgono funzioni di interesse generale in favore del sistema delle imprese, assicurando e promuovendo il loro sviluppo nell'ambito delle economie locali.
Va tenuto presente, tra l'altro - si
legg enella nota
dell’ente camerale che l'autonomia finanziaria, basata
sul diritto annuale
a carico delle imprese, consente al
sistema di non gravare sul bilancio
dello Stato. “I consiglieri cameraliconclude l'ordine
del giorno-rivendicano e ribadiscono
così, con le azioni
concrete, che la
passione per un'idea può comportare sacrifici e comportamenti consequenziali per chi
assume di essere
classe dirigente.
Se questo non fosse sufficiente
ad invertire il percorso intrapreso in sede nazionale, si avrebbe il
legittimo motivo di sospettare concludono - che dietro l'alibi della competitività e dello sviluppo
del Paese, dietro il paravento della
virtuosità di ciascuno, si cela
esclusivamente una deleteria volontà politica di spoliazione del
territorio».
[email protected]
PEEP SAN GIACOMO
LA PROTESTA
Appello di Adiconsum ai cittadini tartassati
Le decisioni del Governo mettono in ginocchio anche la sede Inps di via Cappelluti
ANCORA una volta - ha affermato Marina Festa, Segretario
Provinciale dell'Adiconsum - i
cittadini materani devono
preoccuparsi di richieste di pagamento provenienti dal Comune di Matera.
Infatti, nei giorni, scorsi sono
stati notificati migliaia di atti di
ingiunzione relativi a sanzioni
amministrative, per violazione
del Codice della Strada, risalenti ad anni addietro.
Considerata che anche questa azione del Comune di Matera, che è stata dettata forse
dalla necessità di recuperare
denaro su ogni fronte, presenta
aspetti poco chiari e molto nebulosi, l'Adiconsum di Materasi legge nella nota del presidente Marina Festa - è a disposizione di tutti coloro i quali avessero
la necessità di chiarimenti e di
verifica circa la legittimità delle
azioni intraprese dal Comune.
Il problema legato al versamento dei canoni per le aree Peep è
al centro di un contenzioso fra i cittadini e l’amministrazione comunale che ha portato anche ad un ricorso al Tar.
La battaglia sta andando avanti a forza di carte bollate e non
sembra essere ancora giunta ad un punto fermo.
Per ulteriori informazioni Adiconsum è a disposizione nella sede
che si trova in Via Ettore Maiorana n. 31, tel. 0835330538, e-mail a
[email protected].
[email protected]
Presidio contro il rischio chiusura
DOMANI saranno in presidio davanti alla Prefettura per protestare
contro i provvedimenti governativi
che stanno mettendo in ginocchio
enti previdenziali come l’Inps, l’ex
Inpdap e l’Inail attraverso la spending review.
Il coordinatore della Cisl-Fp,
Rpberto Taratufolo ha annunciato
in un comunicato «Il paradosso del
decreto di stabilità che chiede agli
enti previdenziali di risparmiare altri 300 milioni di euro.
E dove li va a cercare ? - prosegue Dove li va a togliere? Dal salario dei
lavoratori, dai progetti speciali che
sono serviti in questi anni ad aumentare la produttività e a sveltire i
servizi».
Il rischio di chiusura cui va incontro anche la sede dell’Inps di Matera,
in via Cappelluti, ha motivato la manifestazione che si terrà in piazza
Vittorio Veneto.
Nella nota di Taratufolo, l’esponente sindacale pone una serie di riflessioni: «Occorre fare due conti
chiarificatori - spiega - Il solo costo
annuale delle consulenze esterne
del Super-Inps è di 60 milioni di euro, a cui purtroppo bisogna aggiun-
Sui cancelli
della sede
Inps
di via
Cappelluti
ci sono
le bandiere
dei sindacati
gere gli oltre 200 destinati agli appalti esterni. se a ciò - prosegue - aggiungiamo la mancata valorizzazione della vendita degli immobili, il risultato è chiaro: il serbatoio degli
sprechi da cui recuperare le risorse
economiche è molto, molto più ricco
delle tasche dei lavoratori vessate
ormai da anni da inaudite sottrazio-
ni».
La Cisl Fp si dice pronta a «Sostenere una riorganizzazione del sistema a somma positiva che mantenga
il livello dei servizi, una riorganizzazione che inizi proprio dal taglio di
incarichi esterni, appalti e pagamenti impropri».
matera @luedi.it
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Matera
RASSEGNASTAMPA
Martedì 13 novembre 2012
PROSEGUE il percorso nel’ambito del progetto sulle smart cities a
cui Matera ha aderito. Sono due,
infatti, i progetti candidati al bando “Avviso per la presentazione di
idee progettuali per Smart Cities
and Communities and Social Innovation” pubblicato dal ministero dell'Istruzione dell'Università e
della Ricerca (MIUR) che promuovono , soprattutto nel Mezzogiorno, l'utilizzo evoluto delle tecnologie da parte di cittadini, imprese
ed amministrazioni.
Il primo progetto vede coinvolto
un partenariato misto pubblicoprivato composto da centri di ricerca operanti sul territorio nazionale, università e Pmi, e dai Comuni di Matera e Ferrara, che ha
ideato la proposta progettuale
Matera sarà impegnata in due progetti anche con la città di Ferrara
Territorio e cultura per le smart cities
“Smart Underground Cities”.
«L'ambito prioritario dell'iniziativa - spiega l’assessore Rocco
Rivelli - è quello della “Sicurezza
del Territorio” con particolare attenzione alla mitigazione delle
conseguenze di eventi naturali
estremi. Il progetto individua due
siti principali di sperimentazione.
Il primo è a Ferrara, il secondo nella Città di Matera, con il suo centro
storico dei Sassi patrimonio mondiale dell'Unesco, esposto ad una
serie di fenomeni di dissesto idrogeologico, e già selezionata quale
area test per il progetto Smart Basilicata nel settore “Smart Culture
and Tourism”.
I partner di questo progetto sono: Ogs, Istituto Nazionale di
Oceanografia e Geofisica Sperimentale; Cnr, Consiglio Nazionale delle Ricerche (Imaa ed Irea);
Unife, Università di Ferrara;
Gruppo Hera; TeRn, Consorzio
Tecnologie per le Osservazioni
della Terra ed i Rischi Naturali;
Ids; Rotas; Teconinn; Ifm Ferrara.
La seconda proposta progettua-
le è denominata “Smart maintenance, conservation and restauration of cultural heritage”. Tre
sono i principali obiettivi: ottenere
nuovi prodotti e sistemi innovativi per il restauro non solo focalizzato all'architettura, o materiali
lapidei, bensì alle opere d'arte in
generale, siano esse architettoniche, pittoriche, scultoree, librarie,
e potranno essere utilizzati per il
consolidamento di altri supporti e
materiali; la implementazione e
adozione di tecniche recupero del
biodegradamento mediante mi-
crorganismi antagonisti, e metodi di micro-ricostruzione di calcareniti attraverso microrganismi;
implementazione e adozione di
protocolli per la manutenzione di
edifici storici tramite software tecnologici che consentano di avviare azioni di restauro/manutenzione a basso impatto per l'ambiente
con bassi costi di realizzazione.
Elenco Partecipanti: Icap Leather Chem spa; Biofarm Italia spa:
Sky Technology srl; Eedwt (ICT);
Consorzio Exo, consorzio aziendale non-profit per la ricerca industriale; Università di Roma La Sapienza; Università della Basilicata; Università de L'Aquila; Università di Venezia Cà Foscari; Comune di Matera.
[email protected]
Tra i temi sollevati, quello della distribuzione equa degli alunni per evitare le classi-pollaio
Via Bramante, via al dialogo
Il Comune avvierà un tavolo di lavoro allargato ai genitori del Comitato
DISCUTERANNO in un tavolo di lavoro i problemi dei
loro figli, trasferiti in altre
due scuole dopo la chiusura
dell’edificio che ospitava la
scuola di via Bramante.
I genitori, riuniti del comitato che prende il nome
da quella strada, diventata
famosa con il passare dei
mesi, hanno sottolineato in
una nota la necessità di avviare un confronto che, concretmente scongiuri i rischi
legati alla programmazione
del prossimo anno scolastico.
Solo pochi giorni fa si erano riuniti di nuovo di fronte
alla ex scuola ormai chiusa e
avevano chiesto risposte
all’amministrazione comunale, colpevole di non aver
saputo individuare soluzioni idonee alle esigenze di genitori e bambini e di aver
chiuso una struttura che
rappresentava la realtà più
ampia del territorio in termini di presenze.
Un incontro con l’assessore comunale Simona Guarini ha consentito di registrare un passo avanti nei rapporti all’insegna del dibattito aperto.
In una nota, il comitato
dei genitori guarda avanti e
scrive
in
una
nota:
«Dall’apertura delle iscrizioni alle prime classi della
scuola dell’infanzia, primaria e scuola secondaria di
primo grado, dipenderà il
mantenimento dell’organico e della continuità didattica oltre che il destino identitario del VI istituto comprensivo».
I rapporti fra amministrazione comunale e genitori erano cominciati in modo particolarmente duro
quando,
all’apertura
dell’anno scolastico, i bambini furono costretti a tra-
Franco Palumbo celebrato
a un anno dalla morte
sferirsi alla scuola Marconi
e a quella di piazza degli Olmi.
La proposta del comitato è
di individuare un unica
struttura, per così dire comprensoriale, nella quale
ospitare sia la scuola elementare che gli altri ordini
attualmente trasferiti in altri plessi.
Alla manifestazione di
protesta dei genitori aveva
partecipato anche il parroco
della chiesa di S. Paolo, il
quale aveva sottolineato il
ruolo importante del quartiere che vedeva nella scuola
uno dei presìdi più importanti. In quella occasione
era stato chiesto un segnale
da parte dell’amministrazione comunale che, a quanto pare, è arrivato.
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I genitori riuniti davanti all’ex scuola, nei giorni scorsi. Il Comune
avvierà un tavolo di lavoro allargato sulla vicenda
Nominato il comitato di tappa
del Giro d’Italia a Matera
CONSIDERATO che il giorno 8 maggio Matera sarà sede di tappa del 96° Giro Ciclistico d'Italia, la giunta comunale ha costituito un comitato esecutivo
per il miglior coordinamento delle attività programmate per questa importante manifestazione sportiva. Lo rendono noto il sindaco, Salvatore Adduce, e l'assessore comunale allo Sport,
Sergio Cappella.
Il comitato di tappa è così composto:
Antonio Fasanella, presidente, Roberto Cifarelli, vicepresidente, Carmine
Acquasanta, delegato arrivo, Domenico Popolizio, delegato quartiere tappa,
Serafino Paternoster, delegato stampa, Luca Gagliardi, delegato marketing, comunicazione e logistica, Bruno
D'Amelio, delegato Polizia locale, Antonio Vammacigno, delegato settore
Lavori pubblici, Fedele Braia, delegato
settore traffico, Anna Schiuma, dele-
gato settore igiene. L'unico esterno è
Carmine Acquasanta inserito nel comitato in quanto presidente del comitato provinciale della federazione ciclistica.
La Giunta comunale ha inoltre istituito un gruppo di consultazione presieduto dall'assessore comunale allo
sport e traffico, Sergio Cappella, e formato dal presidente del comitato provinciale della federazione ciclistica e
dai presidenti delle società affiliate.
L'obiettivo del gruppo di consultazione
è quello di promuovere e organizzare
iniziative in tema di mobilità sostenibile e di uso della bicicletta in occasione
della tappa materana del Giro d'Italia.
“La costituzione del comitato tappa afferma l'assessore Cappella - è un primo passo obbligato per cominciare ad
avviare tutta la macchina organizzativa per la tappa materana del Giro d'Ita-
lia. Già nei prossimi giorni il comitato
avvierà una serie di sopralluoghi in alcune zone della città. Subito dopo il Comitato tappa accoglierà a Matera alcuni rappresentanti della organizzazione nazionale del Giro al fine di effettuare nuovamente i sopralluoghi nelle zone nel frattempo individuate”.
«UN esercizio di memoria
nel solco delle passioni che
lo hanno mosso per tutta la
vita». Con questo pensiero la
famiglia del compianto
Franco Palumbo, scomparsopoco piùdi unanno fa,organizza la manifestazione
“Abbarabbiss - E' nato Franco”. Il 16 novembre, giorno
della sua nascita, nella chiesa della Madonna del Carmine - Palazzo Lanfranchi, alle
18 sarà ricordato con una
serata tra musica, disegno,
fotografia, tradizione, religiosità e fiabe. L'ospite d'onore sarà Lucio del Pezzo,
un grande artista legato a
Matera e a Franco Palumbo
da lunghissima data, che sarà affiancato dal critico d'arte Giuseppe Appella, dagli
amici del circolo culturale
“La scaletta”, da don Angelo
Tataranni e da tanti altri che
lo ricorderanno nei suoi
molteplici
aspetti di “uomo di fede e di
passioni per
l'arte e per la
sua città”. La
serata sarà allietata dalla
chitarra di Felice Lionetti,
che presenterà le sue composizioni, interpretate da
Antonella Palumbo; dalla
musica popolare, interpretata da Adele
Caputo,
accompagnata
da Piero Pacione (chitarra e voce), da Gregorio Giamba (violino), Daniele Gagliardi (tamburello) e Massimo Colucci (cupacupa). Durante la manifestazione avrà luogo la drammatizzazione de “La formica che si voleva maritare”,
fiaba tradizionale, trascritta da Franco Palumbo, realizzata dai bambini della sezione B della scuola per l'Infanzia “Padre Giovanni Minozzi”, coordinati dalla
maestra Teresa Dimatteo.
Infine, sarà proiettato un video di Luca Acito, con i disegni di Giuseppe Palumbo e
la voce recitante di Franco
Palumbo, di cui per tutta la
durata della festa saranno
proiettate diapositive e disegni che illustrano i suoi libri
e le sue fiabe; l'audio del video “F'rnit d'fatie”è stato curato da Alberto Casati. Francesco Paolo Palumbo, nato a
Matera il 16 novembre
1930, è stato socio fondatore
del Circolo Culturale “La
Scaletta” di Matera (aprile
1959), nel quale è stato responsabile del settore arti
visive, organizzando mostre e ricercando giovani talenti lucani. Presidente dello stesso sodalizio per vari
anni, dal 1978 ha collaborato all'allestimento delle
“Grandi mostre”di scultura
nel Sassi. Negli anni 70 ha
rappresentato il Circolo La
Scaletta nella Commissione
Giudicatrice del Premio Basilicata - Sezione Saggistica.
E' stato socio del “Touring
Club Italiano”per il quale ha
ricoperto l'incarico di console regionale per la Basilicata. In questa veste si è impegnato per far conoscere ai
soci del Tci le valenze turistiche dei paesi del retroterra
di Basilicata, tenendo anche
incontri sull'importanza
del turismo nei piccoli centri lucani eorganizzando visite per scoprire le bellezze
del territorio.
Tra il 2000 e il
2006 è stato
docente presso l'Università
della
Terza
Età (Unitep)
con lezioni sul
dialetto materano, lingua
parlata e scritta, storia e fonetica e ha tenuto lezioni in
corsi di formazione della Regione Basilicata per operatori del turismo culturale.
Ha collaborato a varie pubblicazioni e, in particolare,
nel 1972 al volume “La festa
del 2luglio aMatera”, incollaborazione con Mauro Padula; nel 1990 al volume “La
murgia materana, testimonianza della cultura subalterna” ; nel 1966 al volume
“Le chiese rupestri di Matera”; nel 1975 al volume “Matera immagini e documenti”; tra il 1988 e il 1990 si è dedicato alla realizzazione di
sei quaderni per le scuole su
Matera e sulsuo patrimonio
storico, archeologico e artistico. Ha collaborato, inoltre, con alcuni saggi tra il
1980 ed il 1990 sulla rivista
“Beni culturali e ambiente”e
la rivista “Qui touring”. Ha
pubblicato, tra il 2000 ed il
2006, dodici libretti di fiabe
materane in dialetto e in lingua. E' stato presidente del
consiglio di amministrazione dell'Associazione “Maria
Santissima della Bruna”.
[email protected]
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RASSEGNASTAMPA
Corriere.it
Esodati, la Ragioneria dello Stato:
«Platea più ampia, servono più fondi»
Trovate invece le risorse per evitare l’aumento delle ore di lavoro dei professori
Si riapre il nodo degli esodati nella legge di Stabilita. La Ragioneria avrebbe evidenziato una estensione della platea
nell’emendamento dei relatori che renderebbe carente la copertura. Il confronto è aperto con la volontà di trovare
una soluzione. Tra le ipotesi una maggiore stretta sull’indice di rivalutazione di pensioni ricche.
L’ EMENDAMENTO - I relatori hanno depositato sabato l’emendamento che include nella platea dei lavoratori
da salvaguardare come ‘esodatì anche «i lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di
fallimento o di altra procedura concorsuale nonchè di cessazione dell’attività dell’impresa, purchè privi di occupazione, che maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi». Le risorse
individuate, invece, poggiano su un meccanismo di «autocopertura» - cioè di utilizzo delle risorse già stanziate
- considerando di scontare dal computo degli esodati i periodi di «non lavoro» coperti finanziarimente grazie agli
scivoli economici presi dal lavoratori come buonuscita dall’impiego. A settembre - come una sorta di clausola di
salvaguardia - è prevista nell’emendmento la possibilità, se le risorse non saranno sufficienti, di rivedere in maniera
restrittiva «l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato».
L’ALLALRME - La Ragioneria avrebbe evidenziato domenica mattina che la copertura, vista l’estensione della
platea, non è più sufficiente. Sul tavolo del confronto ci sarebbe quindi un sub-emendamento del governo che
proporrebbe l’utilizzo della stretta sulle pensioni più alte non più come clausola di salvaguardia ma come copertura
tout court da subito. Su questo tema il confronto sarebbe però ancora aperto anche se l’obiettivo è quello di arrivare
concretamente ad una soluzione il prima possibile.
DOCENTI - Arriva invece la soluzione sui tagli al settore scolastico che evita così di aumentare l’orario di lavoro dei docenti. Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, sta ora illustrando in commissione Bilancio
l’emendamento che trova risorse da alcuni micro-capitoli come i distacchi dei docenti e da vecchi accantonamenti.
L’emendamento, in particolare, raggiunge le risorse programmate dal taglio della spending review per il ministero
dell’Istruzione attraverso diverse misure: 1,8 milioni dal taglio dei distacchi sindacali e dei comandi dei docenti
del personale scolastico al ministero e ad altri enti; 6 milioni dalla dismissione immobile di piazzale Kennedy, a
Roma, utilizzato come sede del ministero dell’Università prima dell’accorpamento con il ministero dell’Istruzione;
20 milioni dai tagli per i bandi dei fondi First e Trin; 30 milioni di tagli sul progetto Smart City nel centro nord;
47,5 milioni dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa «senza pregiudicare l’offerta»;e ulteriori maggiori
risorse da un fondo alimentato nel passato dagli accantonamenti di risorse raccolte con vecchi tagli. Profumo nel
corso della commissione ha ringraziato il ministero dell’Economia per l’aiuto nell’identificare le nuove risorse che
hanno consentito di cancellare la norma che prevedeva l’aumento dell’orario per i professori.
Redazione Online
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