06/05/2015 Seminario didattico – Maggio 2015 Il rapporto banca-impresa dopo la grande crisi: come impostare nuove relazioni di clientela per favorire la crescita e lo sviluppo Prof.Alessandro Berti Scuola di Economia Dipartimento di Economia, Società, Politica Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” [email protected] a.a.2014-2015 Prof. Alessandro Berti Una premessa: la Vigilanza e la regolamentazione del processo del credito in Italia Prof. Alessandro Berti I controlli e l’attività di credito Il segmento dell’attivo rappresentato dai crediti verso la clientela costituisce da sempre il cuore dell’attività del sistema bancario italiano, il cui margine di intermediazione vede il contributo preponderante del margine di interesse, soprattutto nelle banche locali. Nonostante l’importanza assunta, il processo del credito non è mai stato definito secondo canoni precisi e ben definiti. Prof. Alessandro Berti 3 1 06/05/2015 I controlli e l’attività di credito Una prima regolamentazione al riguardo risale al 1988, ovvero una circolare di Bankitalia, concernente i controlli, regolamenta l’attività bancaria relativamente al rischio di credito. Questa circolare (n.4/88) è stata aggiornata nel 1998; le stesse considerazioni sono attualmente ribadite nell’ultimo aggiornamento alla Circolare n. 263/06 del 02 luglio 2013. Prof. Alessandro Berti 4 I controlli e l’attività di credito La circolare del 1998 definisce, per la prima volta, le logiche del credito, a partire da una puntualizzazione di metodo, lasciando le altre scelte alla gestione del rischio d’impresa. Prof. Alessandro Berti 5 I controlli e l’attività di credito Perseguendo la finalità di • consentire una corretta valutazione e remunerazione del rischio assunto … • … in coerenza con le politiche del credito approvate in sede di piano strategico (=es.le Pmi come cliente di riferimento); • in definitiva, gestire il rischio di credito in maniera consapevole ed organica rispetto alle scelte di fondo della banca. Prof. Alessandro Berti 6 2 06/05/2015 I controlli e l’attività di credito Nota bene: • non vengono indicati strumenti, né adottati metodi quantitativi; • alle banche è lasciata la più ampia scelta in tema di decisione circa le istruttorie; • si pone l’accento unicamente sul rispetto della metodologia stabilita. Prof. Alessandro Berti 7 La gestione del rischio di credito e di controparte Secondo quanto disposto dalla Banca d’Italia nelle «nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche» (Circolare 263/06 - ultimo agg. 2/07/2013), l’intero processo di gestione del rischio di credito e di controparte deve essere determinato dal Regolamento Interno ed essere periodicamente verificato. Prof. Alessandro Berti 8 La gestione del rischio di credito e di controparte Tale processo comprende: • misurazione del rischio; • istruttoria; • erogazione; • controllo andamentale; • monitoraggio delle esposizioni; • revisione delle linee di credito; • classificazione delle posizioni di rischio; • interventi in caso di anomalia; • gestione delle esposizioni deteriorate. Prof. Alessandro Berti 9 3 06/05/2015 La gestione del rischio di credito e di controparte Per gestire correttamente il rischio le banche devono conoscere, in ogni momento, la loro esposizione dei confronti di ciascun cliente. Per ciò hanno bisogno di avere a disposizione database completi ed aggiornati. La corretta rilevazione e gestione di tutte le informazioni è di fondamentale importanza per l’assunzione dei rischi. 10 Prof. Alessandro Berti La valutazione del merito di credito: l’istruttoria L’istruttoria rappresenta il momento formale di valutazione, da parte del finanziatore, della domanda di prestito, atto avente natura tale da essere considerato sempre e comunque di straordinaria amministrazione, perlomeno nella forma, un po’ meno nella sostanza... Prof. Alessandro Berti 11 La valutazione del merito di credito: l’istruttoria …è singolare, infatti, la casistica delle domande di prestito, mai effettivamente precise nel definire la natura del fabbisogno (perché si ha “bisogno di denari”), quasi sempre descrittive di sintomi, mai delle cause. Il che, giustificabile per la piccola impresa, non lo è per la banca…(motivo della domanda = per liquidità). Prof. Alessandro Berti 12 4 06/05/2015 La valutazione del merito di credito: l’istruttoria In questa fase le banche acquisiscono tutta la documentazione necessaria per valutare correttamente il merito di credito del prenditore; la documentazione deve consentire di valutare la coerenza tra importo, forma tecnica e progetto finanziato e deve consentire, inoltre, l’individuazione delle caratteristiche e della qualità del prenditore. Prof. Alessandro Berti 13 Circolare di Vigilanza La Banca d’Italia rende espliciti i punti cardine nella valutazione del credito, affermando che dall’istruttoria dovrà risultare la coerenza (ovvero il legame, logico e ricostruibile) fra: • progetto finanziato • importo erogato • forma tecnica prescelta Prof. Alessandro Berti 14 Circolare di Vigilanza E ancora, pertanto, si afferma che: • i bilanci sono indispensabili; • la richiesta e l’assunzione di garanzie segue logicamente (e non precede) la valutazione del merito di credito e le scelte sul pricing; • l’esame dei dati della Centrale dei Rischi è solo uno degli elementi che, alla fine, si debbono considerare. Prof. Alessandro Berti 15 5 06/05/2015 Presupposto metodologico Il documento del Comitato, infatti, fin dall’inizio ha indicato come il primo tra i fattori da considerare nell’assegnazione dei rating: “ la capacità storica e futura di generare liquidità, necessaria a rimborsare i propri debiti e a far fronte ad altre esigenze di liquidità (…) affinché il prenditore resti operativo e sia in grado di generare flussi di cassa” Prof. Alessandro Berti 16 Il fondamento Alla luce di Basilea 2, perciò, si deve considerare: la capacità storica e futura di generare liquidità quale punto di partenza per definire le variabili che devono essere poste alla base dell’analisi del fabbisogno finanziario; l’approccio statico come quello meno coerente con tali previsioni. Prof. Alessandro Berti 17 I contenuti dell’istruttoria Alla luce di quanto evidenziato finora, l’istruttoria deve dunque servire a verificare la compatibilità finanziaria delle scelte economiche nella loro globalità e non, semplicemente, delle sole scelte di investimento o della richiesta contenuta nella domanda di fido. Prof. Alessandro Berti 18 6 06/05/2015 Finalità della valutazione del merito di credito Al fine di ottenere una valutazione attendibile e veritiera del merito di credito è necessario soprattutto svolgere un’analisi economico-finanziaria dell’impresa, in particolare al fine di qualificare e misurare il fabbisogno finanziario. Prof. Alessandro Berti 19 Analisi del fabbisogno finanziario d’impresa Pertanto argomento ed oggetto dell’attività istruttoria non può che essere l’analisi del fabbisogno finanziario d’impresa sotto il profilo della: natura qualità durata Prof. Alessandro Berti 20 L’analisi del fabbisogno finanziario fondamento per relazioni di clientela durature; essenziale per valutare il rischio assunto; ... ma quale modello valutativo seguire? Prof. Alessandro Berti 21 7 06/05/2015 Esiste un problema “culturale”, ma anche tecnico Il rapporto banca-impresa in Italia, tuttavia, si è finora caratterizzato per una costante singolare la totale assenza di analisi circa il fabbisogno finanziario d’impresa 22 Prof. Alessandro Berti Una questione metodologica → Perché occorre analizzare le imprese sotto il profilo economico-finanziario? → Quale deve essere il risultato ottenuto dall’analisi? → Come deve essere esposta la valutazione dell’analista per ottenere la qualità del processo del credito? Prof. Alessandro Berti 23 Il credito problematico Prof. Alessandro Berti 24 8 06/05/2015 L'evoluzione della posizione di rischio e l'analisi andamentale La capacità di mettere in luce tempestivamente l'esistenza di anomalie della gestione permette l'assunzione di efficaci misure cautelative prima che la situazione sia completamente deteriorata. È importante strutturare un sistema di valutazione e di controllo in grado di offrire indicazioni integrate e perciò complete tempestive significative Prof. Alessandro Berti Prof. Alessandro Berti 25 Il credito problematico e la gestione del rischio Poiché il problema non può essere risolto in chiave meramente definitoria, anche se è certamente utile, in quanto realistico, chiamare le cose con il loro nome, si pone la questione di come mettere in sicurezza (prima ancora che il credito, del quale vanno gestiti gli aspetti problematici), lo stesso processo del credito, al fine di: anticipare i problemi in fase di istruttoria; gestire e monitorare il rischio successivamente. Prof. Alessandro Berti Prof. Alessandro Berti 26 Il deterioramento del portafoglio prestiti e le scelte della banca finanziatrice Prof. Alessandro Berti 27 9 06/05/2015 Tempestiva applicazione delle procedure di intervento sulle posizioni anomale La regolamentazione interna deve contenere indicazioni precise circa i termini e le modalità di intervento in caso di anomalia. Le procedure di intervento devono essere messe in atto in modo corretto e tempestivo e devono avere come finalità quella di normalizzare le posizioni anomale rilevate. 28 Prof. Alessandro Berti Riferimenti normativi La procedura del monitoraggio deve quindi risultare perfettamente aderente: alle disposizioni normative interne (Regolamento interno, delibere del CdA, Politiche di rischio, Report prodotti dagli addetti all'attività, Relazioni dell'Internal Audit); e alle Circolari della Banca d'Italia relative a: • Istruzioni di Vigilanza (Circ. 229-99, Titolo IV, Cap. XI); • Matrice dei Conti (Circ. 272/2008); • Vigilanza Prudenziale (Circ. 263-06), • Centrale dei Rischi (139-91). Prof. Alessandro Berti 29 DEFINIZIONE DI ATTIVITA’ DETERIORATE Ai fini delle segnalazioni statistiche di vigilanza le attività finanziarie deteriorate sono ora ripartite nelle seguenti categorie: SOFFERENZE INADEMPIENZE PROBABILI ESPOSIZIONI SCADUTE E/O SCONFINANTI DETERIORATE Si segnala che tale soluzione comporta, di norma, l’allocazione nella categoria delle inadempienze probabili delle esposizioni attualmente classificate come ristrutturate. Prof. Alessandro Berti 30 10 06/05/2015 DEFINIZIONE DI ATTIVITA’ DETERIORATE In base alla Circ. n° 272/2008 (ultimo agg. Gennaio 2015) della Banca d'Italia la classificazione delle posizioni deve essere determinata in base alle seguenti definizioni: Sofferenze: esposizioni per cassa e fuori bilancio (finanziamenti, titoli, derivati, etc.) nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca. Si prescinde, pertanto, dall'esistenza dall'esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni. Sono escluse le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al rischio Paese. Prof. Alessandro Berti 31 Sofferenze Sono inclusi nella definizione di «Sofferenze» anche: a)le esposizioni nei confronti degli enti locali (comuni e province) in stato di dissesto finanziario per la quota parte assoggettata alla pertinente procedura di liquidazione; b)i crediti acquistati da terzi aventi come debitori principali soggetti in sofferenza, indipendentemente dal portafoglio di allocazione contabile. c) le esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le sofferenze e che presentano una o più linea di credito che soddisfano la definizione di «Non performing exposures with forbearance measures». Prof. Alessandro Berti 32 Inadempienze probabili («unlikely to pay») Inadempienze probabili: la classificazione in tale categoria è, innanzitutto, il risultato del giudizio della banca circa l’improbabilità che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Prof. Alessandro Berti 33 11 06/05/2015 Inadempienze probabili («unlikely to pay») Non è, pertanto, necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio una crisi del settore industriale in cui opera il debitore). Il complesso delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso un medesimo debitore che versa nella suddetta situazione è denominato «inadempienza probabile», salvo che non ricorrano le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze. Prof. Alessandro Berti 34 Inadempienze probabili («unlikely to pay») Le esposizioni verso soggetti retail possono essere classificate nella categoria delle inadempienze probabili a livello di singola transazione, sempreché la banca valuti che non ricorrano le condizioni per classificare in tale categoria il complesso delle esposizioni verso il medesimo debitore. Tra le inadempienze probabili vanno inclusi, salvo che non ricorrano i presupposti per una loro classificazione fra le sofferenze: Il complesso delle esposizioni nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le inadempienze probabili che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di «Non- Performing exposures with forbearance measures». Prof. Alessandro Berti 35 Inadempienze probabili («unlikely to pay») Il complesso delle esposizioni verso gli emittenti che non abbiano onorato puntualmente gli obblighi di pagamento (in linea capitale e/o interessi) relativamente ai titoli di debito quotati. A tal fine si riconosce il «periodo di grazia» previsto dal contratto o, in assenza, riconosciuto dal mercato di quotazione del titolo. Inoltre, il complesso delle esposizioni verso debitori che hanno proposto il ricorso per concordato preventivo c.d. «in bianco» (art. 161 della Legge Fallimentare) va segnalato tra le inadempienze probabili dalla data di presentazione della domanda e sino a quando non sia nota l’evoluzione dell’istanza. Prof. Alessandro Berti 36 12 06/05/2015 Inadempienze probabili («unlikely to pay») le esposizioni in questione vanno comunque classificate tra le sofferenze: a) qualora ricorrano elementi obiettivi nuovi che inducano gli intermediari, nella loro responsabile autonomia, a classificazione il debitore in tale categoria; b) se le esposizioni erano già in sofferenza al momento della presentazione della domanda. Medesimi criteri si applicano nel caso di domanda di concordato con continuità aziendale (art. 186-bis della LF), dalla data di presentazione sino a quando non siano noti gli esiti della domanda. In quest’ultimo caso la classificazione delle esposizioni va modificata secondo le regole ordinarie. Prof. Alessandro Berti 37 Inadempienze probabili («unlikely to pay») Qualora, in particolare, il concordato con continuità aziendale si realizzi con la cessione dell’azienda in esercizio ovvero il suo conferimento in una o più società (anche di nuova costituzione) non appartenenti al gruppo economico del debitore, l’esposizione va riclassificata nell’ambito delle attività in bonis. Tale possibilità è invece preclusa nel caso di cessione o conferimento a una società appartenente al medesimo gruppo economico del debitore, nella presunzione che nel processo decisionale che ha portato tale ultimo a presentare istanza di concordato vi sia stato il coinvolgimento della capogruppo/controllante nell’interesse dell’intero gruppo. In tale situazione, l’esposizione verso la società cessionaria continua ad essere segnalata nell’ambito delle attività deteriorate; essa va inoltre rilevata tra le esposizioni oggetto di concessioni deteriorate. Prof. Alessandro Berti 38 Esposizioni scadute e/o sconfinanti Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: esposizioni per cassa, diverse da quelle classificate tra le sofferenza o le inadempienze probabili, che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti. Tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate va incluso il complesso delle esposizioni (oppure la singola transazione nel caso di adizione del relativo approccio) nei confronti di soggetti per i quali ricorrono le condizioni per una loro classificazione fra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate che presentano una o più linee di credito che soddisfano la definizione di «Non-performing exposures wuth forbearance measures». Prof. Alessandro Berti 39 13 06/05/2015 Esposizioni scadute e/o sconfinanti Le esposizioni scadute e/o sconfinanti possono essere determinate facendo riferimento, alternativamente: al singolo debitore o alla singola transazione. a) Singolo Debitore: Lo scaduto o lo sconfinamento deve avere carattere continuativo. In particolare, nel caso di esposizioni a rimborso rateale deve essere considerata la rata non pagata che presenta il ritardo maggiore. Qualora a un debitore facciano capo più esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni, occorre considerare il ritardo più elevato. Prof. Alessandro Berti 40 Esposizioni scadute e/o sconfinanti o Ai fini della determinazione dell’ammontare di esposizione scaduta e/o sconfinante si possono compensare le posizioni scadute e gli sconfinamenti esistenti su alcune linee di credito con i margini disponibili esistenti su altre linee di credito concesse al medesimo debitore. o Tale compensazione va effettuata, su base giornaliera, anche ai fini della valutazione dello sconfinamento/scaduto. o L'esposizione complessiva verso un debitore deve essere rilevata come scaduta e/o sconfinante qualora, alla data di riferimento della segnalazione, il maggiore tra i due seguenti valori sia pari o superiore alla soglia del 5%: Prof. Alessandro Berti 41 Esposizioni scadute e/o sconfinanti (segue) i. ii. o i. ii. iii. media delle quote scadute e/o sconfinanti sull'intera esposizione rilevate su base giornaliera nell’ultimo trimestre precedente; quota scaduta e/o sconfinante sull'intera esposizione riferita alla data di riferimento della segnalazione. Ai fini del calcolo della soglia di rilevanza: fermo restando il requisito della persistenza di una posizione scaduta e/o sconfinante da più di 90 giorni, nel numeratore si considerano anche le eventuali quote scadute da meno di 90 giorni su altre esposizioni; nel numeratore non si considerano gli eventuali interessi di mora richiesti al cliente; il denominatore va calcolato considerando il valore contabile per i titoli e l’esposizione per cassa per le altre posizioni di credito. Prof. Alessandro Berti 42 14 06/05/2015 Esposizioni scadute e/o sconfinanti b) Singola Transazione: Le esposizioni scadute e/o sconfinanti verso soggetti retail possono essere determinate a livello di singola transazione. A tal fine, si considerano scadute le singole transazioni che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni. Rispetto al criterio per soggetto debitore, si applica il solo requisito della continuità; non sono ammesse né compensazioni con i margini disponibili esistenti su altre linee di credito concesse al medesimo debitore, né soglie di rilevanza (pertanto l’intera transazione va rilevata come scaduta e/o sconfinante, qualunque sia l’ammontare scaduto) Prof. Alessandro Berti 43 Esposizioni scadute e/o sconfinanti o Qualora l’intero ammontare di un’esposizione per cassa scaduta e/o sconfinante da oltre 90 giorni rapportato al complesso delle esposizioni per cassa verso il medesimo debitore sia pari o superiore al 20%, il complesso delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” verso tale debitore va considerato come esposizione scaduta e/o sconfinante (c.d. “pulling effect”). o Il numeratore e il denominatore vanno calcolati considerando il valore contabile per i titoli e l’esposizione per cassa per le altre posizioni di credito. o La scelta tra approccio per singola transazione e approccio per singolo debitore va operata a livello di portafoglio retail e non di singole controparti. Prof. Alessandro Berti 44 Esposizioni oggetto di concessioni (c.d. forbearance) Esposizioni oggetto di concessioni: si definiscono esposizioni creditizie oggetto di concessioni (forbearance) le esposizioni che ricadono nelle categorie delle “Non-performing exposures with forbearance measures” e delle “Forborne performing exposures” come definite negli ITS. Qualora la concessione riguardi esposizioni verso soggetti classificati “in bonis” o esposizioni scadute e/o sconfinanti non deteriorate, il requisito delle difficoltà economico-finanziarie del debitore si presume soddisfatto se la concessione coinvolge un pool di intermediari. Prof. Alessandro Berti 45 15 06/05/2015 Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate: singole esposizioni per cassa e impegni revocabili e irrevocabili a erogare fondi che soddisfano la definizione di “Non-performing exposures with forbearance measures”. Tali esposizioni rientrano, a seconda dei casi, tra le sofferenze, le inadempienze probabili oppure tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate e non formano una categoria a sé stante di attività deteriorate. Sono incluse anche le eventuali ristrutturazioni di esposizioni creditizie realizzate con un intento liquidatorio, da ricondurre fra le sofferenze. Prof. Alessandro Berti 46 Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate Non si configurano come concessioni quegli accordi – raggiunti tra il debitore e un pool di banche creditrici - grazie ai quali le linee di credito esistenti vengono temporaneamente “congelate” in vista di una formale ristrutturazione. Tali accordi peraltro non interrompono il calcolo dei giorni di scaduto rilevanti ai fini della classificazione delle esposizioni fra quelle “scadute e/o sconfinanti”. Il calcolo dei giorni di scaduto non si interrompe anche nelle situazioni nelle quali le linee di credito oggetto del “congelamento” sono state concesse da un’unica banca. Prof. Alessandro Berti 47 Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate Nel caso di operazioni di ristrutturazione effettuate da un pool di banche, quelle che non aderiscono all'accordo di ristrutturazione sono tenute a verificare se ricorrono le condizioni per la classificazione della loro esposizione fra le sofferenze o le inadempienze probabili. Prof. Alessandro Berti 48 16 06/05/2015 Esposizioni oggetto di concessioni deteriorate Le esposizioni verso debitori che hanno proposto il ricorso per concordato preventivo c.d. “in bianco” vanno classificate tra quelle oggetto di concessioni deteriorate ove la domanda di concordato si trasformi in Accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-bis della Legge Fallimentare. Anche nel caso di omologazione della domanda di concordato in continuità aziendale l’esposizione va rilevata nell’ambito delle esposizioni oggetto di concessioni deteriorate, salvo il caso sopra descritto di cessione dell’azienda in esercizio oppure di conferimento in una o più società (anche di nuova costituzione) non appartenenti al gruppo economico del debitore, laddove l’esposizione va riclassificata nell’ambito delle attività bonis. Prof. Alessandro Berti 49 La situazione attuale 50 Prof. Alessandro Berti Le condizioni di offerta di credito alle imprese rimangono tese Fonte: segnalazioni di vigilanza. (1) I prestiti includono le sofferenze e i pronti contro termine, nonché la componente di quelli non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati. Le variazioni percentuali sono calcolate al netto di riclassificazioni, variazioni del cambio, aggiustamenti di valore e altre variazioni non derivanti da transazioni; sono escluse le operazioni condotte con le controparti centrali. Prof. Alessandro Berti 17 06/05/2015 Le condizioni di offerta rimangono differenziate per dimensione e settore Durante la crisi si è verificato un aumento dei prestiti assistiti da garanzie (dal 63% nel 2007 al 69% nel 2013). Sono aumentate soprattutto le garanzie reali e quelle fornite da soggetti che gestiscono risorse pubbliche. A fronte di un incremento del valore complessivo delle garanzie di circa il 10%, sono aumentate del 16% le garanzie reali, del 26 % quelle offerte dai confidi, in larga parte beneficiari di contributi pubblici, e di oltre dieci volte quelle fornite dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e dalle finanziarie regionali. Sulla base dell’indagine Invind, nel 2013 circa il 14% delle imprese ha ricevuto una garanzia dal Fondo, da un confidi o da un ente pubblico; quasi la metà di queste aziende ha dichiarato che in assenza della garanzia non avrebbe ottenuto alcun finanziamento. Fonte: Relazione annuale 2013 della Banca d’Italia Prof. Alessandro Berti 52 Le condizioni di offerta rimangono differenziate per dimensione e settore Secondo le banche intervistate in marzo nell’ambito dell’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Survey), nel primo trimestre del 2015 i criteri di offerta dei prestiti alle imprese e dei mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni avrebbero registrato in Italia un nuovo moderato allentamento. La variazione nelle politiche di erogazione del credito, nonché nei termini e nelle condizioni, avrebbe riflesso soprattutto la maggiore pressione concorrenziale tra le banche (di cui avrebbe beneficiato in particolare la clientela di migliore qualità), la riduzione dei costi di provvista e l’allentamento dei vincoli di bilancio degli intermediari. (Fonte: Banca d’Italia-Bollettino Economico aprile 2015). Prof. Alessandro Berti 53 Le condizioni di offerta rimangono differenziate per dimensione e settore Prof. Alessandro Berti 54 18 06/05/2015 La domanda dei prestiti La domanda di prestiti da parte delle imprese sarebbe rimasta invariata. Secondo il sondaggio, all’aumento del fabbisogno per scorte, capitale circolante e ristrutturazione del debito e allo stimolo derivante dal basso livello dei tassi di interesse si è contrapposto un maggiore ricorso a fonti di finanziamento alternative. È proseguita l’espansione della domanda di mutui, sostenuta principalmente dal basso livello dei tassi e dal miglioramento delle prospettive del mercato degli immobili residenziali. Sulla base dell’indagine mensile dell’Istat sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere, la domanda di prestiti ha registrato un incremento nel primo trimestre del 2015, pur rimanendo debole. Prof. Alessandro Berti 55 La domanda di prestiti (Fonte: Banca d’Italia-Bollettino Economico aprile 2015). Prof. Alessandro Berti 56 Le condizioni di accesso al credito Dai sondaggi condotti presso le imprese, in marzo l’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito si sarebbe interrotto; permane tuttavia una forte eterogeneità fra classi dimensionali e settori di attività economica delle aziende. Le condizioni di accesso al credito hanno mostrato un lieve miglioramento, rispetto alla fine del 2014, per le aziende con oltre 50 addetti; si sarebbe arrestata la restrizione per quelle più piccole. Prof. Alessandro Berti 57 19 06/05/2015 Le condizioni di accesso al credito La quota di imprese che ha dichiarato di non avere ottenuto il finanziamento richiesto continua a essere maggiore per le aziende di minore dimensione (13,7%, contro 9,5% per quelle più grandi). Nella rilevazione trimestrale condotta dalla Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore la percentuale netta di imprese che ha segnalato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito è divenuta negativa nell’industria in senso stretto e nei servizi; è invece rimasta positiva nel settore delle costruzioni (4,7%). Prof. Alessandro Berti 58 Le condizioni di accesso al credito (Fonte: Banca d’Italia-Bollettino Economico aprile 2015). Prof. Alessandro Berti 59 Redditività e sostenibilità dei debiti Secondo stime basate sui conti nazionali, nel quarto trimestre del 2014 la redditività operativa delle imprese – calcolata come rapporto tra margine operativo lordo e valore aggiunto nei dodici mesi terminanti in dicembre – è leggermente diminuita, principalmente per effetto di un aumento del costo del lavoro, rimanendo su livelli storicamente bassi. A fronte di una stabilità dell’autofinanziamento, è proseguita la contrazione del fabbisogno finanziario, a causa di un’ulteriore riduzione degli investimenti lordi (in rapporto al valore aggiunto). Gli oneri finanziari sono rimasti invariati. Prof. Alessandro Berti 60 20 06/05/2015 Redditività e sostenibilità dei debiti Negli ultimi anni le tensioni finanziarie delle imprese sono dovute, non solo al livello del debito, ma anche alla bassa redditività, riflettendosi nelle difficoltà di rimborso dei debiti (bancari e commerciali). Il recente miglioramento: In media, nel 2014, le imprese italiane hanno liquidato le fatture ai propri fornitori in 77,5 gg, in calo rispetto ai 79 gg del 2013 e agli 81 gg del 2012. Nel corso di questi due anni sono diminuiti sia i termini concordati in fattura, che sono passati dai 60,8 gg del 2012 ai 58,9 del 2014, sia i giorni medi di ritardo, da 20,2 giorni a 18,5. Prof. Alessandro Berti 61 Redditività e sostenibilità dei debiti Le micro imprese, nel quarto trimestre 2014, registrano ritardi di 18,1 gg (-0,9 gg rispetto al quarto trimestre 2013); le PMI 14,9 gg ( 0,2 gg in meno rispetto al 2013); 21,7 gg per le grandi imprese (-0,9 gg). Si riduce la quota di micro imprese e PMI che saldano le proprie fatture nei termini concordati, sono soprattutto le prime a peggiorare la loro puntualità, mentre aumentano le grandi imprese puntuali. Nel Sud e nelle Isole si registrano i maggiori ritardi, 27,3, -1,6 gg rispetto al quarto trimestre 2013; al Centro 22,6 gg di ritardo, mentre nel NordOvest sono 16,1 e nel Nord-Est 13,4. Fonte: Cerved - Osservatorio sui Protesti e Pagamenti –gennaio 2015. Prof. Alessandro Berti 62 Accumulazione di capitale e investimenti Indicazioni favorevoli emergono per gli investimenti, tornati a crescere nell’ultimo trimestre dello scorso anno, dopo essere diminuiti quasi senza interruzioni dall’inizio del 2011. È aumentata la quota delle aziende che pianifica maggiori investimenti nel 2015. Gli operatori esprimono giudizi decisamente più favorevoli sull’andamento della domanda dei loro prodotti, corrente e attesa, in particolare per la componente estera. Nel breve termine l’attività delle imprese sarebbe sostenuta dalla domanda, dall’andamento dei propri listini di vendita e del tasso di cambio; anche le condizioni di accesso al credito fornirebbero uno stimolo positivo, seppur contenuto. Inoltre si è anche attenuata l’incertezza circa l’evoluzione del quadro macroeconomico e politico. Fonte: Bollettino Economico, 2/2015, Prof. Alessandro Berti 63 21 06/05/2015 Qualità del credito Nel quarto trimestre del 2014 il flusso di nuove sofferenze rettificate in rapporto ai prestiti è risultato pari al 2,7%, due decimi di punto in più rispetto al secondo e al terzo trimestre. L’indicatore ha registrato un incremento per i prestiti alle imprese di tutti i comparti, più intenso per quelle delle costruzioni. Prof. Alessandro Berti 64 Qualità del credito Nell’ultimo trimestre del 2014 il flusso di nuove sofferenze e quello del complesso dei crediti deteriorati sono risaliti in rapporto ai prestiti. L’interruzione del miglioramento nella qualità del credito è dovuta sia al protrarsi della debolezza dell’attività economica nel corso del 2014, sia al recepimento nei bilanci bancari dei risultati della revisione della qualità degli attivi (asset quality review, AQR). preliminari indicano che i flussi di nuove sofferenze sarebbero rimasti sostanzialmente stabili nel primo trimestre del 2015. Informazioni Prof. Alessandro Berti 65 Qualità del credito Prof. Alessandro Berti 66 22 06/05/2015 Andamento delle sofferenze Var. tendenziale sofferenze sugli impieghi per tipologia di cliente Variazione tendenziale sofferenze sugli impieghi famiglie imprese piccoli operatori economici Tot. Sofferenze lorde in rapporto al totale degli Impieghi 7,0% 9,70% 6,5% 16,3% 8,40% 13,4% genn-14 genn-15 14,2% 16,3% genn-14 genn-15 Fonte: ABI- Marzo 2015 Prof. Alessandro Berti 67 Qualità del credito Il tasso di ingresso in sofferenza del credito concesso resta più elevato per le banche di piccole dimensioni, notoriamente più restie ad abbandonare per prime l'impresa in difficoltà, causa un malinteso senso della relazione di clientela. Prof. Alessandro Berti 68 Qualità del credito La grave recessione che ha colpito l’economia italiana negli ultimi anni ha causato un forte peggioramento della qualità del credito nei bilanci delle banche. Dal 2008 al 2014 i crediti deteriorati dell’intero sistema bancario (inclusi quelli delle società finanziarie facenti parte dei gruppi) sono aumentati da 131 a 350 miliardi (da 75 a 197 le sole sofferenze) e la loro incidenza sul complesso dei prestiti è salita di circa 12 punti percentuali, al 17,7% (di circa 7 punti quella delle sole sofferenze, al 10,0%). Il deterioramento ha riguardato principalmente i prestiti alle imprese, è stato diffuso tra i settori di attività economica e tra le aree geografiche del paese, e ha interessato banche di tutte le classi dimensionali. Prof. Alessandro Berti 69 23 06/05/2015 Qualità del credito Fonte: Rapporto sulla stabilità finanziaria 1/2015. Prof. Alessandro Berti 70 Qualità del credito Alla fine del 2014 la consistenza di prestiti deteriorati per il totale delle banche era pari al 17,7% dei prestiti (10,0% per le sole sofferenze); per i primi cinque gruppi era del 18,5%. Il tasso medio di copertura dei prestiti deteriorati (il rapporto tra ammontare delle rettifiche e valore delle esposizioni lorde) è salito nel secondo semestre del 2014, dal 42,4% al 44,4%; per i primi cinque gruppi ha raggiunto il 46,6%. Per le banche minori i tassi di copertura sono inferiori alla media, in ragione della quota più ampia di prestiti assistiti da garanzie. Nostre analisi indicano che per le banche minori le eccedenze di capitale rispetto ai minimi regolamentari più che compensano il più basso livello di copertura dei crediti deteriorati. Prof. Alessandro Berti 71 Qualità del credito Prof. Alessandro Berti 72 24 06/05/2015 Timing della risoluzione dei problemi Non è raro, specialmente in un contesto di crisi come quello attuale, che imprese che si trovino in crisi finanziaria vedano amplificati i loro problemi a causa delle contemporanee decisioni da parte delle molteplici banche con cui operano di ridurre gli affidamenti concessi, cercando di limitare il rischio. Il disimpegno graduale da parte delle banche determina per queste imprese una situazione di grave illiquidità, tale da richiedere operazioni ben più onerose sia per le banche, sia per le stesse imprese, per arginare il tracollo. Prof. Alessandro Berti 73 Timing della risoluzione dei problemi Solo a questo punto, le banche interessate, motivate dalla volontà di scampare a procedura fallimentari che implicherebbero costose sofferenze, prendono seriamente in considerazione l’ipotesi di cercare una soluzione per risollevare le sorti degli affidati attraverso efficaci piani di ristrutturazione dei debiti. La mancanza di un efficace processo di monitoraggio del rischio di credito e l’inadeguatezza di certe metodologie utilizzate per evidenziare i segnali delle crisi aziendali, comporta l’adozione di soluzioni più dispendiose e complesse. Prof. Alessandro Berti 74 I dati sui fallimenti in Italia È il caso di chiedersi se con metodi di lavoro più efficaci si sarebbe potuto evitare qualcuno dei 15.605 fallimenti del 2014, che tra l’altro si sono pesantemente riflessi sulle performance bancarie. Si sono registrati infatti, un numero in crescita del 9% rispetto al 2013 e del 66% rispetto al 2009, l’anno in cui la crisi economica aveva appena iniziato a condizionare la vita del tessuto industriale italiano. In sei anni si contano complessivamente 75.175 casi, in un trend di costante aumento mostrato dalle rilevazioni trimestrali. Nel 2014 in Italia hanno portato i libri in Tribunale in media 62 imprese ogni giorno (considerando le sole giornate lavorative), oltre due ogni ora. Fonte: Fonte Cribis D&B. 75 Prof. Alessandro Berti 75 25 06/05/2015 Indicatori della condizione economica e finanziaria delle imprese Prof. Alessandro Berti 76 La convenienza per la banca Alla luce del crescente flusso di sofferenze (le sofferenze nette sono salite al 4,5% degli impieghi a gennaio 2015, rispetto al 4,31% di gennaio 2014) che si ripercuote in modo pesante sulle performance bancarie influendo sulle condizioni di affidamento di tutta la clientela, le banche dovrebbero prevenire il deterioramento dei crediti evitando il passaggio a sofferenza. Per fare ciò occorre intervenire in modo preventivo predisponendo, ove ne ricorrano le condizioni, la ristrutturazione del credito. Tra l’altro, se un credito classificato come sofferenza comporta accantonamenti mediamente pari al 50% del diritto vantato, un credito ristrutturato avrà come conseguenza solamente il sacrificio pattuito in base agli accordi. Prof. Alessandro Berti 77 Multiaffidamento È una peculiarità del mercato bancario italiano; consiste nell’intrattenere contemporaneamente più relazioni con differenti istituti di credito per evitare una sorta di “cattura” ” da parte di un’unica banca affidante che potrebbe usufruire del monopolio sulle informazioni del merito creditizio di un’impresa, magari privandola del suo sostegno. Inoltre in questo modo il rischio di credito relativo agli istituti di credito viene ridotto poiché fa leva su una logica di tipo assicurativo, non essendo concentrato su un unico intermediario. Prof. Alessandro Berti 78 26 06/05/2015 Multiaffidamento In un contesto in cui domina una pluralità di rapporti con banche diverse: vi è l’assenza di una relazione di lungo termine; viene a mancare un intermediario creditizio di riferimento; l’attenzione nella fase di istruttoria viene deviata rispetto all’effettiva valutazione del merito di credito. Prof. Alessandro Berti 79 Multiaffidamento La numerosità degli affidamenti tende ad aumentare con: la dimensione aziendale; la leva finanziaria; l’opacità dell’impresa (peso delle attività intangibili). In base ad alcuni studi si rileva una relazione positiva tra il multiaffidamento e le garanzie latenti (rapporto tra attività tangibili e debiti bancari); la rischiosità dell’impresa; le asimmetrie informative (settore Hi tech, investimenti in R&S); l’incidenza dell’attivo corrente e la crescita del fatturato. Prof. Alessandro Berti 80 Multiaffidamento Avere come banca di riferimento una banca locale sembra ridurre il numero di affidamenti; la numerosità dei rapporti bancari tende a diminuire al crescere della redditività aziendale. Inoltre, da alcuni studi si rileva che a parità di dimensione dell’impresa, maggiore (minore) è la quota a breve termine (a medio/lungo termine), più (meno) intenso risulta il ricorso al multiaffidamento. Prof. Alessandro Berti 81 27 06/05/2015 Numero degli affidamenti per classi di fido La numerosità dei monoaffidati rimane maggiore per classi di fido entro 1 mln €. All’aumentare dell’ammontare dei finanziamenti richiesti cresce il numero dei rapporti con gli istituti di credito. Ci si relaziona con maggiore frequenza con più di 4 banche quando si ha un fido superiore a 2,5 mln €. N. di affidamenti per classe di fido (scala logaritmica Numero di affidamenti per classi di grandezza del fido (tutti in settori) 10.000.000 1.000.000 100.000 10.000 1.000 100 10 1 Classi di grandezza del fido (000/€) monoaffidati 2 affidamenti 3 o 4 affidamenti oltre 4 affidamenti Fonte: Banca d’Italia sui dati di Dicembre 2014 82 Prof. Alessandro Berti Numero medio di banche per affidato • Il numero medio di banche per affidato varia in funzione del settore: mediamente si lavora con circa 2 istituti di credito. • Al crescere della classe di fido, aumenta il numero delle banche con cui ci si relaziona. • In media la prima banca concede la metà del fido accordato a ciascuna impresa, con divergenze in base al settore. • Al crescere della grandezza del fido globale, diminuisce la quota di affidamento relativa alla prima banca. 83 Prof. Alessandro Berti Numero medio di banche per affidato Totale delle società non finanziarie N. medio banche per affidato % fido accordato dalla prima banca 1,90 51 Industria N. medio banche per affidato % fido accordato dalla prima banca 2,50 40 N. medio banche per affidato % fido accordato dalla prima banca 1,70 67 N. medio banche per affidato % fido accordato dalla prima banca 1,72 54 Edilizia Servizi Fonte: Banca d’Italia sui dati di Dicembre 2014 Prof. Alessandro Berti 84 28 06/05/2015 Numero di affidati per localizzazione Italia Nord-Occidentale Italia Nord-Orientale Accordato operativo 43,02% 25,27% Utilizzato N. affidati 42,71% 25,50% 28,56% 25,66% Trentino- Alto Adige 2,65% 2,80% Veneto 11,06% 11,56% 9,77% Friuli-Venezia -Giulia 1,78% 1,74% 2,84% 9,77% 9,39% 9,63% Emilia Romagna Italia Centrale Italia Meridionale Italia insulare Totale 20,87% 7,27% 3,58% 100,00% 19,71% 8,05% 4,03% 100,00% 3,42% 22,11% 14,94% 8,74% 100,00% Fonte: Banca d’Italia sui dati di Dicembre 2014 Prof. Alessandro Berti 85 Sbilanciamento sul debito a breve, bassa disclosure e basso livello di cultura finanz. I tre elementi dipendono dalle peculiarità dell’imprenditore stesso. Quest’ultimo è legato da un rapporto particolare con l’impresa che gestisce o che ha creato. Tale rapporto è proprio uno dei motivi per cui nella piccola impresa si ha un basso livello di disclosure, ossia l’accessibilità da parte di soggetti esterni all’impresa alle informazioni aziendali necessarie per la valutazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale. Prof. Alessandro Berti 86 Sbilanciamento sul debito a breve, bassa disclosure e basso livello di cultura finanz. Tali caratteristiche risultano accentuate poiché legate all’insufficiente livello di cultura finanziaria, causato spesso dal basso grado di istruzione degli imprenditori, che porta poi a delle difficoltà nella gestione quotidiana dell’azienda e nell’interloquire con la banca. Prof. Alessandro Berti 87 29 06/05/2015 Concentrazione del rischio e diluizione del controllo La concentrazione del rischio è molto elevata per il piccolo imprenditore a causa del portafoglio finanziario poco differenziato che detiene. L’avversione alla diluizione del controllo porta la piccola impresa a chiudersi, non solo da un punto di vista informativo, ma anche nell’introdurre all’interno dell’organizzazione manager capaci di una migliore gestione aziendale, necessari soprattutto nell’attuale contesto competitivo divenuto aggressivo a causa dell’evoluzione dei mercati, della globalizzazione, delle nuove tecnologie, ecc. Prof. Alessandro Berti 88 30