Ufficio Stampa CISL Bergamo
Rassegna Stampa
mercoledì 26 febbraio 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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Bagnatica, chiude la Estral:
32 persone perdono il lavoro
L'azienda ha annunciato l’imminente chiusura e la conseguente Cassa
Straordinaria per tutti i suoi addetti
“Altri 32 posti di lavoro che si perdono per mere
questioni di cassa e problemi contabili”. Marco
Fiorina, della FIM CISL di Bergamo esprime così il
proprio rammarico per la vicenda della Estral,
azienda di Bagnatica produttrice di profilati che ha
annunciato l’imminente chiusura e la conseguente
Cassa Straordinaria per tutti i suoi
addetti. Questa mattina tutti gli operai della Estral
sono scesi in sciopero e, dopo un presidio ai cancelli,
hanno portato per le strade di Bagnatica la propria
rabbia e preoccupazione per un futuro alquanto triste. “Oggi abbiamo incontrato l’azienda – è
ancora Fiorina che parla -, e ci è stato comunicato che il CdA ha ufficializzato la chiusura
di Bagnatica, per poter procedere alla vendita dell’immobile per il quale è già stata avviata una
trattativa. Saranno smontati anche gli impianti e messi in vendita. La produzione e la “cassa”
saranno spostate a Manerbio, dove l’azienda ha un altro sito produttivo, ma dove comunque nessun
lavoratore bergamasco verrà trasferito. Estral ha assicurato che gestirà il piano degli esuberi
attraverso politiche attive e con ammortizzatori sociali: ha già richiesto alla Regione l’avvio
della procedura per la Cassa Straordinaria che, secondo le loro intenzioni dovrebbe partire dal
prossimo 24 marzo”. Il corteo dei lavoratori è arrivato sotto il municipio del paese, dove il sindaco è
stato messo al corrente della vertenza. “Dal 3 marzo partiranno gli incontri con l’azienda per
stabilire tempi e modalità della Cassa – conclude Fiorina -. Lì proveremo ancora a valutare
eventuali possibilità di ricollocamento del personale e nuove possibili forme di protesta e
mobilitazione”.
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
ECONOMIA
La Estral, azienda produttrice di profilati, ha comunicato la chiusura dello
stabilimento di Bagnatica e la conseguente Cassa Straordinaria per i suoi 32
lavoratori. La produzione viene spostata a Manerbio ma nessun lavoratore
bergamasco verrà trasferito.
Bagnatica, chiude la Estral
Cassa per 32 lavoratori
e produzione a Manerbio
“Altri 32 posti di lavoro che si perdono per
mere questioni di cassa e problemi
contabili”. Marco Fiorina, della FIM CISL di
Bergamo esprime così il proprio rammarico
per la vicenda della Estral, azienda di
Bagnatica produttrice di profilati che ha
annunciato l’imminente chiusura e la
conseguente Cassa Straordinaria per tutti i
suoi addetti.
Martedì mattina tutti gli operai della Estral
sono scesi in sciopero e, dopo un presidio ai
cancelli, hanno portato per le strade di
Bagnatica la propria rabbia e preoccupazione per un futuro alquanto triste.
“Oggi (martedì ndr) abbiamo incontrato l’azienda – continua Fiorina -, e ci è stato
comunicato che il CdA ha ufficializzato la chiusura di Bagnatica, per poter procedere
alla vendita dell’immobile per il quale è già stata avviata una trattativa. Saranno
smontati anche gli impianti e messi in vendita. La produzione e la 'cassa' saranno
spostate a Manerbio, dove l’azienda ha un altro sito produttivo, ma dove comunque
nessun lavoratore bergamasco verrà trasferito. Estral ha assicurato che gestirà il
piano degli esuberi attraverso politiche attive e con ammortizzatori sociali: ha già
richiesto alla Regione l’avvio della procedura per la Cassa Straordinaria che, secondo le
loro intenzioni dovrebbe partire dal prossimo 24 marzo”.
Il corteo dei lavoratori è arrivato sotto il municipio del paese, dove il sindaco è stato
messo al corrente della vertenza. “Dal 3 marzo partiranno gli incontri con l’azienda
per stabilire tempi e modalità della Cassa – conclude Fiorina -. Lì proveremo ancora a
valutare eventuali possibilità di ricollocamento del personale e nuove possibili forme di
protesta e mobilitazione”.
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A cura di Stefano Contu (035.324.122)
PROVINCIA
Bagnatica, chiude la Estral: 32 senza lavoro
BAGNATICA — “Altri 32 posti di lavoro che si
perdono per mere questioni di cassa e problemi
contabili”. Marco Fiorina, della Fim Cisl di Bergamo
esprime così il proprio rammarico per la vicenda della
Estral, azienda di Bagnatica produttrice di profilati che
ha annunciato l’imminente chiusura e la conseguente
cassa straordinaria per tutti i suoi addetti.
Questa mattina tutti gli operai della Estral sono scesi in
sciopero e, dopo un presidio ai cancelli, hanno portato
per le strade di Bagnatica la propria rabbia e
preoccupazione per un futuro alquanto triste.
“Oggi abbiamo incontrato l’azienda – spiega Fiorina -, e
ci è stato comunicato che il consiglio d’amministrazione
ha ufficializzato la chiusura di Bagnatica, per poter
procedere alla vendita dell’immobile per il quale è già
stata avviata una trattativa. Saranno smontati anche gli
impianti e messi in vendita”.
“La produzione e la ‘cassa’ saranno spostate a Manerbio, dove l’azienda ha un altro sito produttivo,
ma dove comunque nessun lavoratore bergamasco verrà trasferito. Estral ha assicurato che gestirà il
piano degli esuberi attraverso politiche attive e con ammortizzatori sociali. Ha già richiesto alla
Regione l’avvio della procedura per la cassa straordinaria che dovrebbe partire dal prossimo 24
marzo”.
Il corteo dei lavoratori è arrivato sotto il municipio del paese, dove il sindaco è stato messo al
corrente della vertenza.
“Dal 3 marzo partiranno gli incontri con l’azienda per stabilire tempi e modalità della cassa –
conclude Fiorina -. Lì proveremo ancora a valutare eventuali possibilità di ricollocamento del
personale e nuove possibili forme di protesta e mobilitazione”.
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A cura di Stefano Contu (035.324.122)
LA MOBILITAZIONE
Dopo l'adesione pressochè totale allo sciopero di venerdì 21, si torna a scioperare
nello stabilimento Itema di Colzate: mercoledì 26 febbraio braccia incrociate per 8
ore contro l'esternalizzazione del magazzino che mette a rischio 9 lavoratori.
A rischio 9 lavoratori:
nuovo sciopero
alla Itema di Colzate
Dopo l’adesione pressoché totale dei lavoratori allo
sciopero di venerdì scorso, nello stabilimento
metalmeccanico Itema di Colzate la mobilitazione
non si ferma: contro l’esternalizzazione del
magazzino è stata proclamata per mercoledì 26
febbraio una nuova astensione dal lavoro. Braccia
incrociate, dunque, per otto ore (questa volta
anche nello stabilimento di Vilminore) con un
presidio davanti al ponte di ingresso dell’azienda
di Colzate a partire dalle 6 del mattino. La
protesta prevede anche il blocco di tutte le attività
di lavoro straordinario.
L’operazione di esternalizzazione, su cui da mesi si
rincorrono diverse voci e che dovrebbe avvenire entro il 1° marzo, era stata comunicata
ufficialmente ai sindacati mercoledì 19 febbraio. A rischio ci sarebbero i posti di 9
lavoratori. Già la scorsa settimana le Rappresentanze sindacali di FIOM-CGIL, FIM-CISL e
UILM-UIL, unitariamente, avevano indetto una prima azione di protesta. Per l’11
marzo è fissato un nuovo incontro con l’azienda.
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Itema di Colzate e Vilminore
Mercoledì altro sciopero di 8 ore
Dopo l’adesione pressoché totale dei lavoratori allo
sciopero di venerdì scorso, nello stabilimento
metalmeccanico Itema di Colzate la mobilitazione
non si ferma: contro l’esternalizzazione del
magazzino è stata proclamata per mercoledì, 26
febbraio, una nuova astensione dal lavoro.
Braccia incrociate, dunque, per 8 ore (questa volta
anche nello stabilimento di Vilminore) con un
presidio davanti al ponte di ingresso dell’azienda di
Colzate a partire dalle 6 del mattino. La protesta
prevede anche il blocco di tutte le attività di lavoro
straordinario.
L’operazione di esternalizzazione, su cui da mesi si rincorrono diverse voci e che dovrebbe
avvenire entro il 1° marzo, era stata comunicata ufficialmente ai sindacati mercoledì 19 febbraio.
A rischio ci sarebbero i posti di 9 lavoratori. Già la scorsa settimana le Rappresentanze sindacali di
FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILM-UIL, unitariamente, avevano indetto una prima azione di protesta.
Per l’11 marzo è fissato un nuovo incontro con l’azienda.
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A cura di Stefano Contu (035.324.122)
BERGAMO
A Palazzo Frizzoni è stato sottoscritto, nella mattinata di martedì 25 febbraio, il
nuovo protocollo d'intesa tra l'amministrazione comunale e le associazioni dei
consumatori. Molti sono stati gli impegni presi riguardanti la comunicazione, inoltre,
l'incontro è stato colto come occasione per verificare l'avanzamento del progetto
“Filo diretto”
Comunicare in 'Filo diretto'
con PalaFrizzoni
e associazioni consumatori
Due anni e mezzo dopo la sottoscrizione del
primo protocollo le associazioni dei
consumatori e il sindaco Franco Tentorio hanno
siglato il nuovo accordo che, sulla falsa riga
della prima intesa, prosegue il lavoro proteso a
una maggiore comunicazione tra utenti finali,
cittadini e aziende fornitrici di servizi.
IL NUOVO ACCORDO
La positività del rinnovo, sottolineata da tutti i
partecipanti al tavolo, non è altro che uno dei
molti segnali positivi dell'iniziativa che
riguarda l'amministrazione comunale e le
principali associazioni di consumatori attive sul
territorio: Adiconsum, ADOC,
Federconsumatori e Movimento Consumatori.
Dopo l'accordo sul primo protocollo infatti è stato possibile stilare una serie di “carte dei
servizi”, documenti di regolamentazione degli standard di erogazione dei servizi, atte a
regolare i diritti e doveri delle associazioni, delle aziende e dei fruitori al fine di
cominciare un servizio spalla a spalla tra i cittadini, l'amministrazione e i vari enti
fornitori di servizi, sui diversi e variegati problemi della quotidianità legati ai servizi ai
cittadini. Questo protocollo ha permesso inoltre di ammorbidire i rapporti tra gli enti e i
fruitori che prima risultavano essere spesso di natura conflittuale perché, come
evidenziato nei primi mesi di sperimentazione, la comunicazione risulta essenziale per
superare gli ostacoli che vengono a crearsi nei diversi processi.
A tal proposito si sta introducendo gradualmente anche un servizio di conciliazione
paritetica che migliori ulteriormente i rapporti tra le parti. E proprio sulla
comunicazione si è focalizzato uno dei punti della discussione.
La richiesta delle associazioni è semplice: aumentare la comunicazione tra gli
assessorati e gli enti stessi al fine di arrivare a redigere documenti più precisi che
tengano conto delle voci degli utenti ed evitare così che un documento privo di alcuni
aspetti debba essere modificato successivamente allungando i tempi di burocrazia.
Quest'ultima, infatti, legata anche a problemi amministrativi, ha ritardato fino ad oggi la
stesura di una carta dei servizi tra le associazioni e la società Uniacque. Per ovviare a
questo ritardo, il comune di Bergamo, in qualità di socio e di amministrazione solleciterà
la società a raggiungere in tempi rapidi un protocollo d'intesa sulla scia di quelli già
conclusi con altre società come A2A, Aprica, Atb.
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
Il Comune di Bergamo, dal canto suo, si impegna inoltre a risolvere al più presto i
problemi legati al parcheggio del nuovo ospedale, verso il quale le associazioni dei
consumatori chiedono un intervento verso la realizzazione del marciapiede e della pista
ciclabile attorno all'area medesima della struttura sanitaria.
IL FILO DIRETTO
L'incontro di stamane è stato anche un'ottima occasione per verificare il sistema di
comunicazione “Filo diretto” attivo tra i cittadini e l'amministrazione come canale
d'informazione circa i problemi di varia natura che riguardano la municipalità.
Questo progetto, nato in parallelo alla convenzione dei protocolli, si basa su di un
semplice sistema di comunicazione. Infatti, attraverso una piattaforma informatica o
un'applicazione già disponibile per smartphone (CityUser, disponibile per i sistemi
Android e per iOS) i cittadini possono comunicare direttamente con l'amministrazione
comunale circa ogni sorta di problema, dall'illuminazione pubblica al danneggiamento
della pavimentazione stradale, inviando in aggiunta materiale fotografico e sfruttando
anche il servizio di geolocalizzazione.
Questo servizio evidentemente permette un'indicizzazione delle problematiche presenti
sul territorio oltre a consentire una risposta ai problemi più incisiva e veloce; senza
dimenticare il fatto che gli stessi cittadini possono seguire passo dopo passo gli effetti
delle loro segnalazioni avvicinando
sensibilmente il cittadino e
l'amministrazione.
Matteo Azzola
mercoledì 26 febbraio 2014
A cura di Stefano Contu (035.324.122)
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A BERGAMO
Giovedì 27 febbraio nella Sala Mutuo Soccorso di via Zambonate a Bergamo Uil e
Uilca organizzano una tavola rotonda dal titolo “Partecipazione, governance e
territorio: le banche popolari e le Banche di credito cooperativo”.
Uil e banche: si discute
di partecipazione,
governance e territorio
“Partecipazione, governance e territorio: le
Banche popolari e le Banche di credito
cooperativo” è il titolo della tavola rotonda
organizzata dalla segreteria territoriale di
Bergamo della Uil, in collaborazione con
l’organizzazione di categoria della Uilca, per
giovedì 27 febbraio, dalle 17.15 alle 19.30,
nella Sala Mutuo Soccorso di via Zambonate a
Bergamo.
L’iniziativa si propone di diventare un opportuno
momento di condivisione, confronto e
discussione sulle proposte del sindacato in
merito ai temi oggetto del dibattito.
“Mentre, su sollecitazione anche della Banca d’Italia, gli istituti di credito sembrano
andare verso nuove fusioni e ulteriori allargamenti – osserva il segretario generale
della Uil, Marco Cicerone – assistiamo a proposte di riforme della governance che
puntano a una maggiore partecipazione di azionisti e soci. Le Banche popolari e le
Banche di credito cooperativo rappresentano, da questo punto di vista, un esempio su
cui soffermarsi e riflettere. Ci chiediamo: è opportuno per l’economia reale che si
vada verso un modello unico ad offerta indifferenziata (la società per azioni)? I
modelli di banche grandi con governance società per azioni sono solo virtuosi? Con
queste banche è comunque garantita la stabilità del sistema?”.
Va tenuto presente che alcune modifiche statutarie allo studio prevederebbero pure per
i soci delle Banche popolari e di Credito cooperativo la limitazione del diritto di voto
nell’elezione degli organismi di controllo al caso in cui si detenga un predeterminato
numero d’azioni.
Per rispondere a queste domande a Bergamo si confronteranno Vito Pepe, segretario
nazionale della Uilca, Gianfranco Bonacina, presidente della Banca di credito
cooperativo di Treviglio, Lamberto Santini, presidente nazionale di Adoc, Andrea Resti,
componente del Consiglio di sorveglianza del Gruppo Ubi, Marcello Priori,
vicepresidente del Consiglio di sorveglianza del Gruppo Bpm, e Giuseppe Guerini,
presidente di Confcooperative Bergamo.
mercoledì 26 febbraio 2014
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mercoledì 26 febbraio 2014 - FIM