Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Agenda Locale 21
Rapporto sulla sostenibilità dello sviluppo
2007
2a Versione
EUROPA INFORM
Europa Inform
1
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Il movimento della popolazione
Introduzione
Se il territorio è la base di partenza, una specie di campo da gioco, le sollecitazioni e le
pressioni che riceve hanno distinte origini, primo tra tutti dal numero dei residenti, che con
le loro attività, bisogni, domanda di servizi e stile di vita (consumi, mobilità…)
interagiscono continuamente con l’ambiente circostante, dando luogo ad una molteplicità
di impatti, cioè di ricadute, non sempre sufficientemente considerate dai singoli attori. Ma
siccome la capacità di carico, potremo dire di sopportazione, di qualsiasi sistema ha sempre
un limite, se non si vuole trasformarlo completamente, questo vale anche per il territorio.
La sostenibilità, che come suggerisce il termine vuol dire la capacità di un processo di
durare nel tempo, richiede di considerare il territorio e la natura come partner, con regole e
tempi da rispettare, e non solo come risorse da sfruttare/utilizzare senza limite.
L’ambiente insomma è una risorsa preziosa e un valore, ma solo fino a quando non
subentra il degrado e l’impoverimento, cioè l’insostenibilità. A qual punto diventa un
disvalore e un costo.
Ma la popolazione è anche capitale umano, uno dei fattori decisivi per lo sviluppo di
qualsiasi territorio.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Residenti
Residenti in crescita
Dal 1951 al 2001, anno dell’ultimo censimento generale della popolazione, i residenti di
Santarcangelo sono passati da poco più di 12 mila a quasi 19 mila, con una crescita di circa
130 unità l’anno, che in termini percentuali equivale ad un aumento, per l’intero mezzo
secolo preso in considerazione, superiore al 51%.
A partire dal 2002 e fino al 2006, l’incremento della popolazione subisce un’accelerazione
e l’aumento medio annuo passa a 246 unità, totalizzando per l’intero quinquennio un +
6,4% (nello stesso periodo + 0,65% in Italia), equivalente, se questo ritmo dovesse
continuare, al 13% circa per l’intero decennio ancora in corso, percentuale mai raggiunta
prima e che al massimo, tra i censimenti 1991 e 2001, è stata del 9,5%.
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2
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Al contrario di tanti comuni della costa, dove la popolazione, attratta dal turismo ed altre
dinamiche economiche, ha avuto una forte crescita nell’immediato dopoguerra, per poi
affievolirsi nei decenni successivi, a Santarcangelo è accaduto il contrario: infatti nei primi
tre decenni, cioè fino al 1981, i residenti sono aumentati in media di circa 115 unità l’anno,
negli ultimi due decenni del secolo scorso invece l’aumento si è avvicinato alle 150 unità
l’anno, per crescere ulteriormente nei primi anni della nuova era.
Come mostra grafico, con il tempo le donne diventano più numerose degli uomini, un
fenomeno spiegabile con la loro maggiore longevità.
Questa capacità crescente di Santarcangelo di richiamare nuovi residenti è ampiamente
confermata dai dati sulla densità della popolazione, cioè dal numero di abitanti per kmq.
(190 in Italia), passata da 354 del 1981 a 452 del 2006, valori ancora inferiori alla media
provinciale e molto lontani da quelli della costa, ma che in termini di incremento
percentuale rappresenta il salto più consistente.
Santarcangelo: andamento popolazione residente, 1951-2006
25.000
2,0
18.943 19.503
15.974
Popolazione
15.000
1,8
1,6
17.286
1,4
12.525
1,2
1,0
10.000
0,8
Var.% media annua
20.000
20.207 20.381
19.807 19.991
0,6
5.000
0,4
0,2
0
0,0
1951
1981
1991
Fonte: Censimenti Istat e Anagrafe comunale
2001
2002
2003
2004
Var.% media annua
Maschi
Densità* della popolazione, 1981-2006
Superficie di Santarcangelo: 45,1 kmq
1981 1991 2001
Densità Santarcangelo
354 384
420
Densità prov. RN
469 485
511
Densità Comuni Costa
983 996 1027
* Abitanti per kmq
Europa Inform
2005
2006
Femmine
Totale
2006 Var % '06-'81
452
27,5
551
17,4
1087
10,5
3
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Un dinamismo della popolazione1 che non è una esclusiva di questo Comune, bensì un
processo condiviso con tutta la Valmarecchia, che anzi negli ultimi anni ha ritmi di crescita
perfino superiori, tanto è vero che tra il 2001 e il 2006, il peso di Santarcangelo sul totale
della popolazione della vallata (34,5 mila abitanti nel 2006), pur rimanendo preponderante,
è sceso dal 59,7 al 58,9%.
Come cambia la popolazione
Accertato l’aumento della popolazione diverse questioni hanno bisogno di un
approfondimento. La prima è capire da dove vengono i nuovi residenti. In genere la
popolazione cresce per due apporti, che possono avere anche segno contrario: un numero di
nati superiore alle persone decedute (saldo naturale) e una quantità di arrivi da fuori
(immigrati) maggiore di quanti hanno deciso di lasciare il comune (emigrati). Per
Santarcangelo, negli ultimi cinque anni, solo un nuovo residente su cinque è il risultato di
un saldo naturale positivo, che è già un valore alto se rapportato ad appena l’1% della
media provinciale, mentre tutto il resto deve essere messo sul conto del saldo migratorio,
non solo straniero. Un ritorno, il saldo naturale positivo, che per Santarcangelo rappresenta
una inversione di tendenza da quando, nel 1983, risultò per la prima volta di segno
negativo (-11) 2, rimanendo invariato per tutti gli anni novanta. E già da allora è stato il
saldo migratorio a sostenere la crescita della popolazione, proveniente principalmente
dalla costa e dalle colline riminesi, poi da Cesena, dal nord, dal centro e dal sud Italia, ma
ancora pochi (meno di duecento) dall’estero3.
L’aumento degli stranieri residenti c’è stato, da 155 del 1993 a 733 del 2006,
rappresentando attualmente il 3,6% di tutti i residenti, ma siamo su valori ancora
decisamente inferiori a quelli provinciali, dove sono vicini a quota 20 mila, pari al 6,7%
dell’intera popolazione. Quelli presenti, ma non ufficialmente residenti, potrebbero però
essere di più, intorno al migliaio.
1
Al 30 giugno 2007 la popolazione di Santarcangelo è salita a 20.461 (+80 su inizio anno, di cui i 4/5 dovuti
al saldo migratorio) e quella immigrata a 890 (Fonte: Servizi Demografici).
2
In provincia di Rimini il saldo naturale diventa per la prima volta negativo nel 1985 (Quaderni del
Circondario di Rimini n°7, Tab.3).
3
Città di Santarcangelo, Gli scenari dell’evoluzione economica e sociale, 1992
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Santarcangelo: stranieri residenti
800
700
600
500
400
300
200
100
0
% pop. totale
733
Stranieri
3,6
366
155
1,9
0,9
1993
2001
4,0
3,5
3,0
2,5
2,0
1,5
1,0
0,5
0,0
2006
Fonte: Provincia di Rimini
Residenti stranieri provenienti principalmente dall’Albania (181), dalla Cina (90), dal
Marocco (74), dall’Ucraina (51) e dai paesi dell’ex Repubblica Jugoslava (36).
La popolazione per zone
L’evoluzione della distribuzione della popolazione residente tra i quartieri e le zone che
compongono il territorio di Santarcangelo mettono subito in evidenza le aree di nuova
espansione, quelle cioè che acquisiscono maggiori quote di popolazione e che sono, in
modo particolare, Sant’Agata e Sant’Ermete. In pratica, due zone che sono ai alti opposti
del Capoluogo.
Capoluogo che conserva la maggioranza della popolazione, con una riduzione però di due
punti percentuali in cinque anni. In discesa anche la quota di S.Vito, San Martino e in
modo più lieve S.Michele.
Popolazione per zona di residenza
Zona
2006 % totale 2006 % totale 2001
Capoluogo
10.280
50,4
52,4
S.Vito-S.Giustina
2.006
9,8
11,5
Sant'Agata
1.613
7,9
4,5
Canonica
866
4,2
4,1
Montalbano
400
2,0
2,0
Ciola-Stradone
361
1,8
1,8
S.Michele
1.110
5,4
5,6
S.Martino dei M.
1.159
5,7
7,0
Sant'Ermete
2.586
12,7
11,2
TOTALE
20.381
100,0
100,0
Fonte: Anagrafe comunale
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5
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Residenti per età e indici
Se il numero e la dislocazione dei residenti è importante, non lo è meno la composizione
per classi d’età, perché ad essa è legata la disponibilità di risorse umane per lo sviluppo e
contemporaneamente la domanda di servizi, come pure l’organizzazione degli spazi urbani
(per esempio, agli anziani fa bene e piace andare in bicicletta…se ci sono piste ciclabili
sicure, ma nello stesso tempo per loro è disagevole non poter contare con negozi nelle
vicinanze, ecc.).
Santarcangelo non sfugge alla tendenza verso l’invecchiamento della popolazione, così
mentre il peso percentuale dei giovani, sulla popolazione totale, in poco più di mezzo
secolo scende vistosamente (dal 23 al 14%), al contrario quello degli anziani va oltre il
raddoppio (dall’8 al 19%). Attualmente (2001) ci sono a Santarcangelo 3,31 anziani per
bambino, un po’ meno della media provinciale che è di 3, 69, quando il comune più
giovane è Verucchio con 2, 26.
E come era immaginabile comincia a ridursi anche quella parte di residenti in età per
lavorare, compresa cioè tra 15 e 64 anni, che dal 69 passa al 67% del totale. Vuol dire, per
la crescita economica della città, che diventerà sempre più importante il tasso di attività,
cioè quanti, in età per poter lavorare, parteciperanno realmente al mercato del lavoro, a
cominciare dalle donne.
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Popolazione per classi d'età, 1951
8%
23%
69%
0-14
15-64
> 65
Popolazione per classi d'età, 2005
14%
19%
67%
0-14
15-64
> 65
Ma se Santarcangelo invecchia, tutto sommato va meglio della provincia di Rimini, come
si vede dalla differenza nell’indice di vecchiaia e in tutti gli altri che in qualche modo sono
collegati4. Significativo l’indice di ricambio della popolazione attiva, che sta a significare
quanti giovani hanno l’età (poi non è detto che lo faranno) per entrare nel mondo del lavoro
(15-19 anni) per ogni anziano che anagraficamente si avvicina all’età della pensione (6064 anni): a Santarcangelo, per ogni 136 che lasciano solo 100 potrebbero sostituirli. In
provincia va peggio, ma questo vuol dire che a parità di domanda di occupazione è
prevedibile che nel prossimo futuro si creeranno tensioni nel mercato del lavoro. Per
rendersi conto del cambiamento, si consideri che solo nel 1994, a Santarcangelo, c’erano
100 giovani in età per entrare a lavorare per ogni 84 anziani che lo stavano lasciando. In
poco più di un decennio la situazione si è completamente ribaltata.
4
Legenda:
Indice di vecchiaia: popolazione da 65 anni in poi/popolazione da 0 e 14 anni x 100
Indice di dipendenza totale: (popolazione da 65 anni in poi + popolazione da 0 a 14 anni)/popolazione da
15 a 64 anni
x 100
Indice di struttura della popolazione attiva: popolazione da 40 a 64 anni/popolazione da 15 a 39 anni x 100
Indice di ricambio della popolazione attiva: popolazione in età da 60 a 64 anni/popolazione da 15 a 19 anni
x 100
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Santarcangelo-P.di Rimini: indici a confronto, 2004
200
150
133 151
136 142
98 100
100
48 50
50
0
Vecchiaia
Fonte: Provincia di Rimini
Dipendenza
Struttura
Ricambio
Santarcangelo
P.di Rimini
Sintesi aspetti chiave




Dal 1951 al 2006, i residenti di Santarcangelo sono passati da poco più di 12 mila a 20
mila, con un aumento del 63%.
A far crescere la popolazione è più l’immigrazione, da altre parti d’Italia e dall’estero,
che le nascite. Dal 1993 a giugno del 2007, gli stranieri residenti sono passati da 155 a
890.
La popolazione cresce soprattutto nella zona di Sant’Agata e Sant’Ermete.
Anche a Santarcangelo la popolazione invecchia e i giovani diminuiscono, mettendo in
serie difficoltà il mercato del lavoro locale, perché nei prossimi cinque anni non tutti
quelli che lasceranno il lavoro per raggiunti limiti di età potranno essere rimpiazzati
(uno su quattro resterà vacante).
Le attività produttive
Introduzione
Le attività produttive comprendono tutte le attività economiche che danno luogo alla
“produzione di beni e servizi” ed i cui diversi processi possono causare diverse pressioni
sull’ambiente. Ciò dipende dalle tecnologie adottate, dalle tipologie e quantità di materie
prime, dalle emissioni idriche e in atmosfera, dalla produzione di rifiuti e dal consumo di
energia.
Inoltre, alcune attività produttive possono essere rischiose per la sicurezza dei lavoratori e
per la popolazione che risiede nelle vicinanze degli stabilimenti: è il caso delle “aziende a
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rischio di incidente rilevante” (D.Lgs. 334/995). Oppure hanno bisogno di autorizzazioni
particolari per le loro emissioni in atmosfera (DPR 203 del 1988 e seguenti). Infine non va
trascurato l’incidenza dell’edificato ad uso produttivo (occupazione del suolo) correlato
alle infrastrutture (strade, parcheggi, scali merci, magazzini, ecc.).
Indicatori
Indicatori di pressione
 Attività produttive
 Aziende autorizzate ad emissioni in atmosfera
 Turismo
Indicatori di risposta
 Imprese con sistema di gestione ambientale
Imprese e attività produttive
Al pari della popolazione, anche le attività produttive sorte o insediatesi nel comune di
Santarcangelo negli ultimi decenni sono in costante aumento e con loro il numero degli
addetti.
Dal 1981 al 2001, confrontando due censimenti dell’industria e dei servizi, che
garantiscono un confronto tra dati omogenei, le unità locali6 di imprese e istituzioni, ma
queste ultime ne rappresentano una minima parte (nell’ultimo censimento 116 in tutto),
sono cresciute da 1.277 a 2.004, cioè complessivamente del 57 %. A fine 2006, anche se
questa volta i dati non sono immediatamente comparabili con quelli dei censimenti, le
unità locali delle imprese attive (sono escluse le istituzioni e quelle agricole) registrate
dalla Camera di Commercio di Rimini sono salite a 2.094, con un ulteriore balzo del 5%
circa (con le u.l. agricole il totale diventa 2.462).
In termini di densità vuol dire il passaggio, nell’arco di venticinque anni, da 8 a 10 unità
locali ogni cento residenti, ed in rapporto alla superficie da 28 a 46 unità locali per kmq.
Resta da osservare che Santarcangelo contribuisce al 6,9 % della popolazione provinciale
e leggermente meno (6,2%) al totale delle imprese provinciali attive.
Parallelamente sono aumentati anche gli addetti complessivi, delle imprese e delle
istituzioni, da 4.866 del 1981 a 7.126 del 2001, pari ad un incremento del 46%, percentuale
leggermente inferiore a quella delle unità locali. Vuol dire, tra l’altro, una riduzione della
dimensione media delle unità locali da 3,7 a 3,5 addetti.
5
Un’azienda è definita a rischio di incidente rilevante quando detiene sostanze pericolose (tossiche,
infiammabili, esplosive, ecc.)
6
Per Unità locale deve intendersi “il luogo variamente denominato (stabilimento, laboratorio, negozio,
albergo, studio professionale, ecc.) in cui si realizza la produzione di beni e servizi destinabili o non
destinabili alla vendita”.
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Unità Locali per kmq
50
40
30
20
28
31
1981
1991
44
46
2001
2006
10
0
Fonte. Elaborazione dati Istat e CCIAA
Infatti, nella struttura produttiva di Santarcangelo a prevalere sono le micro aziende, cioè
unità produttive con meno di dieci addetti, che rappresentano il 93% di tutte le imprese
(escluse le istituzioni) presenti nel territorio. Tante microimprese, ma tre punti in meno
dello stesso dato provinciale che arriva al 96%. E’ pur vero però che oltre la metà del
folto gruppo delle micro imprese si ferma ad un addetto, in pratica il titolare, e che questo
insieme copre ben il 55% dell’universo delle imprese. In ogni caso, la miniaturizzazione
delle aziende non è un fenomeno unico di Santarcangelo, ma riguarda tutta la provincia,
per non dire l’Italia.
Le imprese medie e grandi, con un numero di addetti che supera le 50 unità, sono in tutto
13 e rappresentano lo 0,8% del totale, non tanto ma qualcosa in più della stessa tipologia
provinciale ferma allo 0,3%. In sostanza, pur prevalendo le micro imprese, Santarcangelo
vanta, in proporzione e rispetto alla provincia, una presenza maggiore di imprese piccole,
medio e grandi, cioè delle classi leggermente più grandi.
Come è facile attendersi la ripartizione degli addetti non è la stessa: nelle micro imprese
lavorano il 51% degli addetti, nelle piccole il 33%, nelle medie-grandi il restante 16%.
Santarcangelo: imprese e addetti, 1981-2006
8000
6000
4000
2000
0
1981
1991
2001
2006
0
1.241
1.819
1.724
Unità locali
1.277
1.403
2.004
2.094
Addetti
4.866
5.187
7.126
0
Imprese
Fonte: Istat, Censimenti e CCIAA di Rimini
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10
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NB: lo 0 del grafico sta per dato Non disponibile (Nd).
Imprese per classe di addetti, 2001
Dimensione Classe addetti Santarcangelo % totale P.di Rimini % totale
Micro
1
953
54,6
17.150
56,0
2
317
18,2
6.308
20,6
3-5
266
15,2
4.516
14,7
6-9
92
5,3
1.346
4,4
Piccole
10-15
56
3,2
673
2,2
16-19
17
1,0
199
0,6
20-49
31
1,8
328
1,1
Medie
50-99
9
0,5
67
0,2
100-249
3
0,2
33
0,1
Grandi
> di 250
1
0,1
14
0,0
TOTALE
1.745
100,0
30.634
100,0
Fonte: Elaborazione dati Istat
Nel trascorso dell’ultimo ventennio del secolo scorso ad affermarsi, creando anche nuove
opportunità di lavoro, sono state le attività dei servizi, un insieme molto eterogeneo, gli
alberghi e la ristorazione, le costruzioni e l’industria manifatturiera. Quest’ultima copre,
nel 2001, il 14% di tutte le imprese ma occupa il 31% degli addetti. Al contrario, il
commercio partecipa al 32% delle unità locali e da lavoro al 29% degli occupati.
Interessante il fenomeno delle costruzioni: nonostante un consistente aumento delle unità
locali l’occupazione è rimasta stabile. Impresa possibile solo con una frantumazione e
sostituzione di precedenti imprese, con unità più piccole, lasciando invariati gli addetti. Un
fenomeno diffuso e conseguenza della disarticolazione del ciclo delle costruzioni, affidato
sempre di più a piccole squadre autonome e specializzate.
Consistente anche l’aumento delle unità dei servizi, cui non corrisponde però un pari
incremento degli addetti.
Unità locali delle imprese (senza istituzioni) e addetti per settore di attività
Settori
1981
2001
Var %
Var %
Addetti
Unità L
Addetti
UL
Addetti
Agricoltura
5
12
6
59
20
391
Ind. Manifatturiera
196
1.605
262
1.961
34
22
Energia, gas e acqua
6
31
4
24
-33
-22
Costruzioni
154
596
248
598
61
0,3
Commercio e riparazioni
548
1.167
606
1.779
10
52
Alberghi e pubblici es.
48
114
90
327
87
187
Trasporti e comunicaz.
127
300
128
281
1
-6
Credito e assicurazioni
53
146
50
135
-6
-7
Altri servizi*
140
895
494
1.197
253
34
TOTALE
1.277
4.866
1.888
6.361
48
31
Fonte. Istat, Censimenti industria e servizi
* Comprende attività immobiliari, informatica, Pubblica Amministrazione, sanità e servizi
sociali
Unità L
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11
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Dal 2001 al 2006 la crescita delle unità locali è proseguita, compreso il manifatturiero, in
particolare nell’industria alimentare e nella lavorazione di metalli non metalliferi, nelle
costruzioni e nelle attività immobiliari, nel credito, in specifico nell’intermediazione
finanziaria e monetaria, negli alberghi e ristoranti, nei servizi sociali e nel commercio al
dettaglio, mentre cede quello all’ingrosso.
Complessivamente l’aumento delle unità
locali è stato dell’11% e presumibilmente anche gli addetti, magari meno, saranno
cresciuti.
Unità locali delle imprese per settore di attività
2001-2006
Settori
Unità locali
Var %
2001
2006
UL
Ind. Manifatturiera
262
323
23
Energia, gas e acqua
4
4
0
Costruzioni
248
346
40
Commercio e riparazioni
606
683
13
Alberghi e pubblici es.
90
103
14
Trasporti e comunicaz.
128
146
14
Credito e assicurazioni
50
66
32
Altri servizi
494
423
-14
TOTALE
1.882
2.094
11
Fonte. Istat, Censimento industria e servizi, e CCIAA
La distribuzione delle imprese per forma giuridica, escluso l’agricoltura, mostra un leggero
spostamento verso forme meglio strutturate: sono infatti società di capitale il 15% (rispetto
al 14% in provincia), di persona il 27% (28% in provincia) e ditte individuali il 57% (55 %
in provincia).
Società di capitale più presenti però nell’industria manifatturiera, dove arrivano al 20%, e
meno nel commercio, dove si fermano al 10%, cioè la metà.
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12
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Santarcangelo: settori economici con il maggior numero di UL, 2002-2006
Settori
2002 2004 2006
Ind. Manifatturiera
315 328 322
di cui: Industrie alimentari e delle bevande
51
57
64
Fabbric. e lav. prod. metallo
48
53
44
Fabbric. mobili
31
30
29
Industrie tessili e dell'abbigliamento
31
28
26
Fabbric. macchine ed appar. mecc
29
27
27
Fabbric. prodotti lavoraz. min. non metallif.
20
24
23
Ind. legno, esclusi mobili
21
21
22
Fabb. carta, editoria, stampa e riprod.
27
20
22
Fabbric. di macchine ed appar. elettr
32
18
19
Costruzioni
284 323 346
Comm. ingr. e dett. - rip. beni
686 687 683
di cui: Comm. dett. escl. autov
327 357 365
Comm. ingr. e interm. del comm
228 221 218
Comm. manut. e rip. autov. e motocicli
92 109 100
Alberghi e ristoranti
95
99 103
Trasporti, magazzinaggio e comunicaz.
143 135 146
di cui:Trasporti terrestri - trasp. mediante condotta
125 121 126
Attiv. immob., noleggio, informat., ricerca
214 245 281
di cui: Attivita' immobiliari
90 112 150
Altre attivita' professionali e imprendit.
80
94
93
Informatica e attivita' connesse
30
33
33
Altri servizi pubblici, sociali e personali
94 105 108
Sub totale
1.911 1.922 1.989
TOTALE UL (escluso agricoltura)
1.940 2.021 2.094
Fonte: CCIAA di Rimini
Var % UL
2002-2006
2,2
25,5
-8,3
-6,5
-16,1
-6,9
15,0
4,8
-18,5
-40,6
21,8
-0,4
11,6
-4,4
8,7
8,4
2,1
0,8
31,3
66,7
16,3
10,0
14,9
4,1
7,9
Le aziende autorizzate ad emissioni in atmosfera
Il DPR 203 del 1988 impone a tutte le attività economiche e agli impianti che producono
emissioni in atmosfera di fare richiesta di autorizzazione alla rispettiva Provincia (su
delega della Regione). Un successivo decreto del ’91, entrato in vigore nel giugno del ’99,
introduce poi procedure semplificate per attività di inquinamento ridotto o poco
significativo come: laboratori odontotecnici, officine riparazioni veicoli, laboratori orafi,
eliografie, ecc.
Nell’aprile del 2007, le aziende attive nel Comune di Santarcangelo che hanno fatto
richiesta e ottenuto la prevista autorizzazione dai competenti Uffici provinciali sono in
tutto 69, di cui 5 per inquinamento ridotto. Tra le presenze più numerose si segnalano le
carrozzerie e gli allevamenti di polli.
Europa Inform
13
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: autorizzazioni alle emissioni in atmosfera
DPR 203 del 1988 e seguenti
Settore
DPR 203
DPR ' 91
Falegnameria
2
Trasformazione materie plastiche
3
Carrozzerie
7
Allevamento polli
7
Calzaturiero
1
Produzione leganti idraulici
1
Produzione calcestruzzo
2
Costruzione impianti di sollevamento
1
Lav.lamiere e saldatura
1
Tipografia
2
Costruzione macchine
1
Recupero metalli
1
Carpenteria meccanica
1
Lavanderia industriale
1
Verniciatura serramenti
1
Stampa su tessuti e oggettistica
1
Fornace/laterizi
Produzione circuiti elettronici stampati
1
Costruzione furgonature
1
Progettazione e montaggio insaccatrici
1
Produzione serramenti in legno
1
Altri
27
TOTALE
64
Fonte: Servizio Ambiente della Provincia di Rimini, aprile 2007
1
1
1
2
5
L’attività di controllo del rispetto della normativa viene esercitata, in collaborazione con la
Provincia, dalla stazione provinciale dell’Arpa.
Il turismo
La capacità ricettiva
La notorietà conquistata con il Festival del Teatro in Piazza, la crescente valorizzazione del
patrimonio storico, monumentale, naturale e paesaggistico ha visto Santarcangelo
diventare sempre di più una meta turistica, come testimonia l’apertura di nuovi esercizi
ricettivi e una crescente disponibilità di posti letto, minata di recente dalla sospensione
dell’attività dell’unico campeggio presente.
Aumenta l’offerta ricettiva ma migliora anche la qualità. Perché se nel 1993, dei quattro
alberghi in attività due erano di tre stelle ed uno ciascuno di due ed una stella, nel 2006 tre
sono di quattro stelle ed uno ciascuno di tre e due stelle. C’è stato cioè un passaggio verso
categorie superiori.
Europa Inform
14
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
La capacità ricettiva di Santarcangelo
Tipologia esercizi
1993
2000
2006
Alberghi
n° esercizi
4*
4*
5
posti letto
137
152
Campeggi
n° esercizi
1 Non attivo
posti letto
100
Alloggi privati
n° esercizi
2
posti letto
17
Bed&Breakfast
n° esercizi
5
posti letto
16
Case per vacanze n° esercizi
1
posti letto
2
Affittacamere
n° esercizi
4
posti letto
35
Agriturismo
n° esercizi
1
posti letto
20
Totale
esercizi
4
7
16
posti letto
nd
254
225
Fonte:Prov.di Rimini e Uff. Attività Economiche di Santarcangelo
Il movimento turistico
Tutto questo a fronte di un movimento turistico che è cresciuto, ma che negli ultimi anni
sembra essersi come fermato, in termini di presenze, cioè di notti trascorse in strutture
ricettive, con qualche caduta non trascurabile come è capitato nel 2005, mentre la Riviera
manteneva complessivamente i suoi numeri. A parziale consolazione si può aggiungere che
lo stesso è capitato a tutti gli “altri comuni” non costieri della provincia, a testimonianza
forse che la valorizzazione di questa parte del territorio ha ancora molta strada da fare.
Meno marcate invece le oscillazione degli arrivi, cioè del numero delle persone che si
fanno presenti, che mostrano una tendenza positiva, anche quando le presenze scendono.
Questo deve far riflettere sul modo in cui le tante risorse presenti sul territorio sono offerte
e comunicate.
In ogni caso se si pensa che in Riviera, nel 2006, sono arrivati quasi 3 milioni di visitatori
e le presenze hanno superato i 15 milioni, è evidente che le cento mila presenze
collezionate dagli “altri Comuni”, compreso Santarcangelo che da solo copre più di un
terzo di questo totale, sono ancora ben poca cosa (appena lo 0,6%) e ci sono tutte le
potenzialità per crescere in modo significativo.
Europa Inform
15
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
2004
Fonte: Uf f. Statistica Provincia di Rimini
2005
38.204
13.366
2003
12.450
2002
33.506
41.814
41.428
10.588
2001
10.689
2000
9.739
3.580
17.805
18.687
4.979
45.000
40.000
35.000
30.000
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0
30.485
Movimento turistico di Santarcangelo
2006
Arrivi
Presenze
L’imprenditorialità locale
Le imprese nascono e crescono se dietro ci sono persone con la voglia e la capacità di
intraprendere. Negli ultimi cinque anni l’imprenditorialità di Santarcangelo si è arricchita
di 217 unità, circa 43 nuovi imprenditori l’anno, raggiungendo a fine 2005 il totale di
3.315 imprenditori (tra titolari, soci, amministratori, ecc.), che equivale al 16% della
popolazione residente, a fronte di una media provinciale del 18%. In rapporto al totale
delle aziende (2.088 comprese quelle agricole) si tratta di 1,5 imprenditori per impresa
attiva (1,6 in provincia).
Divisi per settori, il 12% degli imprenditori esercita la propria attività in agricoltura, il 31%
nell’industria ed il resto, il 56%, nei servizi, dove primeggiano il commercio e le attività
immobiliari.
Circa un imprenditore su quattro appartiene al genere femminile (in provincia il 28%), ma
erano qualcosa in più cinque anni prima, ed il 5% sono stranieri (6% in provincia).
Fatto uguale a cento il totale degli imprenditori attualmente attivi, 13 fanno risalire
l’ingresso nel mondo dell’impresa in epoca precedente il 1979, 57 sono entrati tra il 1980
e il 1999, e 30 negli ultimi cinque anni (33 in provincia).
Tradotto in classe d’età, si osserva una maggioranza di imprenditori (52%) concentrati
nella fascia centrale 30-49 anni, tre punti percentuali in più del valore provinciale, e
qualcosa in meno in quelle più avanzate.
Europa Inform
16
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: Imprenditoria attiva
3.500
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
3.315
3.098 3.161 3.200 3.242
Imprenditoria
Donne
779
2001
790
2002
780
2003
782
2004
806
2005
Fonte: CCIAA di Rimini
% sul totale
Imprenditori per classi d'età, 2005
60
Santarcangelo
50
P.di Rimini
40
30
20
10
0
< 18 anni
18-29
anni
30-49
anni
50-69
anni
> 70 anni
Fonte. CCIAA di Rimini
Imprese con sistema di gestione ambientale
Un modo per diminuire o annullare la pressione che una attività esercita sull’ambiente
circostante è quello di dotarsi di un Sistema di Gestione Ambientale (SGA), cioè di una
organizzazione interna particolarmente attenta a prevenire e ridurre gli impatti ambientali,
eventualmente da certificare (accreditare) secondo le norme internazionali (ISO 14001),
oppure europee (EMAS II), più accreditate.
Percorso intrapreso dalle tre Aziende sotto elencate, che rispetto alle 2.094 unità locali di
imprese presenti a Santarcangelo a fine 2006 (escluso quelle agricole) rappresentano
appena lo 0,14%, cioè 1,4 ogni mille unità locali.
Non va certamente meglio in provincia di Rimini dove le unità aziendali e le unità di
istituzioni pubbliche in possesso, alla stessa data, della stessa certificazione ISO 14001
sono in tutto 52, cioè qualcosa come lo 0,13% del totale. In tutta l’Emilia Romagna, a fine
febbraio 2007, le aziende certificate ISO 14001 sono 945 (in Italia 10.384) e coprono lo
0,27% del totale, cioè il doppio della media locale.
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Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: aziende con Sistemi di Gestione Ambientale certificati
Marzo 2007
Azienda
CABE S.R.L.
Attività
Attività estrattiva e lavorazione di
inerti per l'edilizia
Estrazione argilla con mezzi meccanici,
RIPA BIANCA S.p.A.
stoccaggio argilla e altre materie prime in cumuli,
produzione di laterizi
TNT Global Express S.p.A. Erogazione di servizi di corriere espresso nazionale,
internazionale per ritiro, trasporto e consegna
plichi e merce
Fonte: Sincert
Certificazione
ISO 14001
ISO 14001
ISO 14001
Sintesi aspetti chiave








Dal 1981 a fine 2006 le unità locali produttive di beni e servizi sono cresciute da 1.277
a 2.094 con un balzo del 64%. In termini di densità vuol dire il passaggio, nell’arco
di venticinque anni, da 8 a 10 unità locali ogni cento residenti, ed in rapporto alla
superficie da 28 a 46 unità locali per kmq.
A prevalere sono le micro aziende, cioè le attività con meno di nove addetti, che
rappresentano ben il 93% di tutte le imprese presenti nel territorio. Le imprese medie e
grandi, con un numero di addetti che supera le 50 unità, sono in tutto 13 e
rappresentano appena lo 0,8% del totale.
Diversa la ripartizione degli addetti: la metà nelle micro imprese, un terzo nelle piccole
e il resto in quelle medio-grandi.
Ad affermarsi, nell’ultimo ventennio del secolo scorso, sono state le imprese dei
servizi, gli alberghi e la ristorazione, le costruzioni e l’industria manifatturiera.
Quest’ultima copre il 14% di tutte le imprese ma occupa il 31% degli addetti.
Negli ultimi cinque anni è cresciuta l’industria alimentare e dei metalli non metalliferi,
di nuovo le costruzioni e le attività immobiliari, il commercio al dettaglio ma non
quello all’ingrosso.
La ricettività turistica è passata da 4 a 16 esercizi testimoniando una crescente, anche se
ancora limitata, capacità di attrazione di nuovi visitatori. Stasi invece nelle presenze,
anche con qualche preoccupante retrocessione.
A fine 2005 sono attivi 3.315 imprenditori, pari al 16% della popolazione residente, di
cui un quarto donne. In totale si tratta di 1,5 imprenditori per impresa del territorio.
Poche, tre in tutto, cioè 1,4 ogni mille attive, le aziende con SGA certificati, cioè
attente a prevenire e ridurre i propri impatti ambientali.
Europa Inform
18
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
L’agricoltura
Introduzione
Agricoltura vuol dire non solo prodotti, pur importante, ma anche spazio rurale, paesaggio,
architettura, tradizioni e storia. Consuma risorse (acqua) ma è anche una risorsa
economica e culturale e un presidio importante per la difesa del territorio (si pensi alle
piccole sistemazioni idrauliche, la manutenzione dei boschi, gli avvistamenti dei principi di
incendio, ecc.). Come tutte le attività può inquinare (se utilizza troppi fertilizzanti, in
particolare prodotti con azoto e fosforo, e sostanze chimiche7), oppure può aiutare la
natura a preservarsi scegliendo modi e forme di produzione più compatibili con l’ambiente.
Il turismo è il naturale mercato di sbocco di molti suoi prodotti, a cominciare da quelli
tipici, se tra i due si stabilisce un dialogo incentrato su obiettivi comuni di rispetto,
preservazione e valorizzazione dell’ambiente, urbano e rurale insieme.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Superficie e aziende agricole
Indicatori di stato
 Paesaggio identitario
Superficie e aziende agricole
I censimenti registrano i cambiamenti, ma non è certamente una novità constatare anche
visivamente la perdita progressiva di superficie agricola e il suo utilizzo per altri fini.
Negli ultimi trent’anni del secolo scorso la superficie agricola, totale (SAT) e utilizzata
(SAU), di Santarcangelo è scesa del 17% nel primo caso e del 24% nel secondo, mentre le
aziende agricole hanno perso circa un terzo della loro consistenza numerica (da 962 a
662)8. Un calo delle aziende che ha comportato però un piccolo miglioramento della SAU
per unità produttiva, salita da 3,3 ettari a 3,6 ettari, a fronte dei 4,5 ettari della media
provinciale e dei 10,3 ettari di quella regionale. In verità più che di aziende, salvo
eccezioni, sarebbe più appropriato parlare di produzioni per l’autoconsumo familiare (delle
2,5 mila aziende agricole attive nel 2006 in provincia di Rimini solo 27 sono di capitale ed
il resto quasi tutte individuali), dove crescono (in ettari) le coltivazioni ortive, l’ulivo e gli
7
In provincia di Rimini, solo di fertilizzanti chimici, si applicano ai suoli agricoli 1.500 ton/anno di azoto e
456 ton/anno di fosforo. Comprese le altre attività di concimazione (letame, fanghi, ecc.) finiscono al suolo
2.049 ton/anno di azoto e 754 ton/anno di fosforo (RER, Piano tutela delle acque 2003, pag. 71).
I valori medi di azoto e fosforo di origine agricola a livello regionale sono generalmente superiori ai valori
medi italiani ed europei. Il “surplus di azoto” risulta pari a 48 Kg/ha, a fronte di un dato medio nazionale di
37 Kg/ha. Analoghe differenziazioni si verificano per il surplus di fosforo, pari in media nella Regione a 36,2
Kg/ha. Infine, il
consumo medio di fitofarmaci stimato per l'agricoltura convenzionale è pari a 12,2 kg/ha, un valore di
notevole entità anche se in diminuzione (Programma Regionale di Sviluppo Rurale 2007-2013, pag.22).
8
Dal 1970 al 2000, le aziende agricole in Emilia Romagna sono scese da 198 mila a 108 mila unità, con un
calo del 45%.
Europa Inform
19
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
alberi da frutti (in particolare peschi), ma diminuiscono tutte le altre, in particolare quelle
cerealicole, foraggere e la vite, che quasi si dimezza..
Principali coltivazioni 1971
30
300
969
435
361
Cereali
216
Coltivazioni ortive
Foraggere
Vite
Olivo
Fruttiferi
Principali coltivazioni 2000
338
74
825
223
225
Cereali
Foraggere
Olivo
290
Coltivazioni ortive
Vite
Fruttiferi
La SAT è diminuita meno della SAU perché nel frattèmpo è aumentata significativamente
la
superficie a boschi, passata da 4 a 209 ettari (comprende fustaie e cedui che si tagliano
periodicamente) tra il 1971 e il 2000. Una risorsa che potrebbe fare il pari con la
diminuzione di altre destinazioni d’uso.
In sintesi, in rapporto all’intero territorio comunale (45,1 kmq), la superficie agricola totale
è scesa dal 77 al 64%, ed è ragionevole pensare che questo processo non si sia arrestato. In
ogni caso occupa ancora la quota maggioritaria della superficie del comune.
Europa Inform
20
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: aziende e superficie agricola
4000
3.478
3500
Ettari/Ha
3000
3.155
3.148
2.869
3.202
2.872
2500
2.664
2000
2.440
1500
1000
962
919
856
662
500
0
4
1971
82
7
1981
1991
N° aziende
Fonte: Istat, Censimenti
SAT
SAU
209
2000
Superficie a boschi
Se poi alla discesa della superficie agricola totale si contrappone la popolazione, che al
contrario è aumentata, appare più evidente la diminuzione della dotazione per residente,
che si è ridotta da 2,3 a 1,5 mila mq , in assoluto di un terzo. In ogni caso ben superiore a
quella che caratterizza i Comuni costieri.
mq/ab
Superficie agricola per residente
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
n
Sa
a
el o
ari
ng
el l
a
B
c
tar
1970
2000
Rim
ini
a
A.
ne
l ic
ci o
no
tto
c
a
i
a
s
R
C
Mi
Fonte: Elaborazione Censimenti Istat
Uguale invece al livello regionale lo scarso ricambio generazionale, ovvero la capacità del
settore di attrarre giovani ad intraprendere l’attività agricola, al momento “riservata”
prevalentemente agli ultra-cinquantenni.
Europa Inform
21
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Il Programma Rurale Integrato Provinciale 2007-2013 (PRIP), che segue il Programma
Rurale di Sviluppo Regionale (PRSR), dovendo partire dalle specificità locali potrebbe
essere lo strumento idoneo per riposizionare l’agricoltura nel contesto di nuove strategie di
sviluppo locale, rendendolo anche più attrattivo per i giovani, come prevede il programma
stesso. Perché le aziende condotte dai giovani agricoltori oltre a presentare prospettive di
maggiore vitalità ottengono anche più elevati indici di efficienza nell’utilizzo dei fattori
produttivi e di redditività del lavoro agricolo.
Paesaggio identitario: l’ambito agricolo e insediativo di crinale fra Marecchia e Uso
Scrive la relazione sul Sistema Ambientale per il nuovo PTCP: “ Il crinale che corre a
sinistra della Valmarecchia e separa le valli dei Fiumi Marecchia ed Uso – che poi si
fondono assieme nella pianura alluvionale - ha inizio sotto la rupe di Torriana, e si
conclude con l’abitato di Santarcangelo di Romagna, che ne ha utilizzato la parte più alta
per insediarvi il nucleo fondamentale e alcuni degli edifici più rappresentativi. Il rilievo
morfologico, in tutto il suo svilupparsi e nell’articolarsi fra tessuti edilizi e tessuti agricoli,
conserva su entrambi i versanti un ordine, una trama, una qualità insediativa che lo
caratterizzano fortemente e ne fondano le qualità identitarie”.
Sintesi aspetti chiave






Dal 1970 al 2000, la SAT e la SAU sono diminuite rispettivamente di 609 ettari (da
3.478 a 2.869) e di 762 ettari (da 3.202 a 2.440)
E’ invece aumentata la superficie boschiva, da 4 a 209 ettari
Le aziende agricole da 962 sono scese a 662, con la perdita di un terzo circa
Considerando la crescita dei residenti, la superficie agricola pro capite si è ridotta di un
terzo
Scarso il ricambio generazionale, ovvero la capacità del settore di attrarre giovani ad
intraprendere l’attività agricola
Lo spazio agricolo, in particolare quello compreso tra le valli dei Fiumi Marecchia ed
Uso, conserva forti elementi identitari da preservare.
Europa Inform
22
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
LA CULTURA
Introduzione
Se l’economia del futuro è sempre di più fondata sulla conoscenza e la creatività, e se il
capitale umano è il più potente motore di crescita, superando in importanza macchine e
materie prime (il fondatore della Microsoft non ha avuto bisogno di questi fattori per
rivoluzionare il mondo della produzione e della comunicazione), non è difficile pensare
che la cultura che fa da sfondo alla conoscenza sia anch’essa un importante fattore di
sviluppo, non solo individuale ma anche economico e sociale.
Non solo la cultura presente o da acquisire, ma anche quella presente da valorizzare. Uno
studio della Commissione Europea rivela che il 20% dei turisti che visitano l’Europa
rispondono a motivazioni prevalentemente culturali e che ben il 60% dei turisti sono
comunque interessati, nei loro viaggi, a scoperte di tipo culturale. E mediamente un turista
culturale spende di più di uno generico. Da qui la decisione di inserire un capitolo sul
ruolo che attualmente la cultura ricopre e sulle sue potenzialità future.
Indicatori
Indicatori di stato
 Biblioteca
 Musei
 Festival del Teatro
La Biblioteca
La Biblioteca rappresenta forse la prima offerta e frequentazione di un luogo che ha come
missione la divulgazione, tramite libri e documenti, ultimamente anche in formato
elettronico, della conoscenza e della cultura in senso lato.
Nel 2006, dopo la Biblioteca Gambalunga di Rimini e il Centro della Pesa di Riccione,
quella di Santarcangelo è la terza in provincia per volume di prestiti (15.071) ed iscritti
attivi (2.353), che hanno cioè preso in prestito almeno un libro nel corso dell’anno.
Sale invece al secondo posto, tra le 12 biblioteche della provincia, superata solo da quella
di Cattolica, nel rapporto tra iscritti attivi e numero di abitanti, che diventa di nuovo un
terzo posto, questa volta dopo Coriano e Cattolica, se si considera invece il numero dei
prestiti per abitante.
Come si nota in tabella gli indici di efficacia della Biblioteca di Santarcangelo superano
largamente la media provinciale, ma anche quelli delle province di Ravenna (escluso i
prestiti per abitante) e Forlì-Cesena. In sintesi vuol dire che a Santarcangelo si legge un
po’ di più del resto della provincia e anche di tante località della Romagna.
Europa Inform
23
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Prestiti e iscritti della Biblioteca Comunale, 2003-2006
2003
2004
10.418
12.241
8.762
9.394
1.672
1.996
3.339
nd
Indici di efficacia
Iscritti attivi/abitanti
nd
10,08
Prestiti/abitanti
nd
0,62
Iscritti attivi/abitanti RN
nd
5,80
Prestiti/abitanti RN
nd
0,44
Fonte: Rete Bibliotecaria di Romagna
Prestiti
Iscritti storici
Iscritti attivi
Consult. Internet+CD
2005
13.378
9.285
2.190
5.318
2006
15.071
9.789
2.353
4.775
11,06
0,68
6,47
0,49
11,55
0,74
6,55
0,51
I Musei Comunali
A testimonianza del peso, culturale ma anche economico, del sistema museale nazionale
c’è da dire che i visitatori paganti sono in crescita almeno dagli anni novanta, avendo oggi
superato il numero dei 15 milioni. I ricavi sono aumentati con la vendita dei biglietti ma
soprattutto con l’offerta di servizi aggiuntivi come vendita di libri e gadget, visite guidate,
audio guide, caffetteria e ristorazione, ecc. (negli ultimi anni, nel Museo della Città di
Rimini, il Bookshop incassa il doppio della biglietteria).
Dato il contesto, l’istituzione quindi, avvenuta nel 1996, dell’Istituto dei Musei Comunali,
incaricato di gestire il Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna (MET) e il
Museo Storico Archeologico (MUSAS), ha dotato Santarcangelo non solo di due
importanti spazi di divulgazione socio-culturale, ma anche di un significativo, e non
usuale per un Comune di medie dimensioni, strumento economico ed occupazionale.
In sei anni, dal 2000 al 2006, gli utenti sono cresciuti del 78%, in particolare nell’ultimo
anno, grazie in particolare ai visitatori delle quattro esposizioni organizzate (Cagnacci,
Clemente XIV, Boschetti e Pipe, cappelli e scherzi).
I dati tuttora disponibili non consentono di conoscere l’origine dei visitatori, e quindi di
capire il raggio d’influenza, o se vogliamo il bacino di utenza dei due Musei, ma una quota
sicuramente è da imputare ai turisti che visitano Santarcangelo e la Riviera. Ma questo
consente anche di dire che rispetto agli oltre 2,8 milioni di visitatori annuali della Costa, la
percentuale è ancora minima. Purtroppo un ragionamento analogo (ridotto numero di
visitatori in rapporto al potenziale mercato) vale per tutti gli altri Musei della provincia, a
cominciare dal comune capoluogo.
Europa Inform
24
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Utenti dei Musei Comunali
MET+MUSAS
2000 2001 2002 2003
Ingressi esposizioni MET+MUSAS 6.604 3.470 2.775 3.016
Servizi (lab.e didattica museale)
185 1.566 2.324 1.904
Altre esposizioni e rassegne
2.697 4.492 2.498 2.434
TOTALE
9.486 9.528 7.597 7.354
Fonte: Istituto dei Musei Comunali
2004 2005 2006
2.576 3.722 3.204
2.041
905 1.039
4.298 5.727 12.641
8.915 10.354 16.884
La denominazione servizi comprende un’attività importante di divulgazione ma anche di
educazione: la didattica museale, rivolta prevalentemente alle scuole materne ed
elementari, che coinvolge un numero variabile tra quattrocento ed oltre settecento studenti
l’anno. Scuole di Santarcangelo e della provincia di Rimini, ma provenienti anche della
Repubblica di San Marino e da comuni limitrofi come Savignano, Sogliano, Cesenatico e
San Mauro Pascoli.
Didattica museale 2002-2007
n° Studenti
2002/03 2003/04 2004/05 2005/06 2006/07
Scuola Materna
54
143
273
169
108
Scuola Elementare
365
451
308
240
454
Scuola Media
108
51
94
0
25
Scuola Superiore
0
68
0
0
0
Totale studenti
527
713
675
409
587
Fonte: Istituto dei Musei
Il Festival del Teatro di Piazza
Arrivato alla 37a edizione, il Festival del Teatro di Santarcangelo è diventato un
appuntamento quasi istituzionale, non solo per il Comune che l’ospita, ma probabilmente
per l’intera provincia. Rappresenta un pezzo importante dell’offerta culturale estiva, oltre
ad una opportunità di incontro,
e un volano per l’economia ricettiva locale (nel 1998 si stimò la spesa complessiva dei
visitatori per l’intera manifestazione in una cifra compresa tra 1,5 e 1,9 miliardi delle
vecchie lire).
I dati degli ultimi dieci anni, a parte qualche leggera oscillazione, evidenziano un numero
di presenze paganti per edizione grosso modo costanti, in media circa 7 mila pari a poco
meno di 700 al giorno, con una certa perdita di internazionalità, almeno in termini di
operatori teatrali esteri presenti.
Secondo alcune indagini sul pubblico di Santarcangelo dei Teatri, l’ultima risale al 2004
ma sembrerebbe confermare dati già acquisiti nel 1998, il grosso del pubblico (circa 2/3)
avrebbe una istruzione medio-superiore (diploma o laurea) e una origine locale
(provinciale, al massimo regionale). Solo una frazione minima sarebbe invece costituita da
turisti, nonostante il periodo di alta stagione. Un argomento questo da mettere bene a
Europa Inform
25
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
fuoco nel caso si voglia portare al Festival una nuova fetta più consistente di visitatori,
magari già presenti in loco.
Il Festival del Teatro in Piazza
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Durata manifestazione (giorni)
9
13
10
10
11
10
10
10
10
10
7
N° compagnie teatrali
41
31
28
35
27
28
25
21
21
29
27
N° gruppi musicali
10
11
13
12
13
16
20
16
16
17
7
N° spettacoli teatrali
37
36
34
39
30
32
31
26
22
30
36
N° repliche teatro
82
82
76
82
73 103
98
88
80
90
58
N° concerti
10
11
19
13
13
17
21
18
20
17
6
Totale eventi festival
114 112 121 135 149 140 146 137 142 136 228
Presenze
Totale presenze paganti
7.202 5.975 5.465 7.774 6.211 7.356 8.804 6.533 6.489 7.545 5.780
Presenze paganti giornaliere
800 460 547 777 565 736 880 653 649 754 826
N° operatori teatrali esteri
nd
nd
nd
2
15
12
25
38
10
3
6
Fonte: Associazione Santarcangelo dei Teatri
Va da se che Santarcangelo deve molto della sua notorietà al Festival del Teatro di Piazza,
un valore e una risorsa da considerare con la massima attenzione.
Sintesi aspetti chiave




Nel 2006, la Biblioteca di Santarcangelo, dopo la Gambalunga di Rimini e il Centro
della Pesa di Riccione, è la terza in provincia per volume di prestiti (15.071) ed iscritti
attivi (2.353). Ed è sempre terza, tra le 12 biblioteche provinciali, per numero di prestiti
per abitante;
Nei due Musei presenti (MET+MUSAS) gli utenti sono cresciuti, dal 2000 al 2006, del
78%, in particolare nell’ultimo anno, grazie soprattutto ai visitatori delle esposizioni
organizzate;
Una parte dei visitatori, tra quattrocento e settecento, è costituita da studenti, in genere
delle materne e delle elementari, provenienti anche da fuori provincia, richiamati dai
programmi di didattica museale;
Il Festival del Teatro di Piazza ha superato la 37a edizione e negli ultimi sette anni ha
grosso modo mantenuto le presenze paganti, in media circa 7 mila per edizione, per
poco più di 700 al giorno. Rimane però scarsa la presa sui visitatori presenti in Riviera,
oppure attratti da fuori provincia e regione.
Europa Inform
26
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
L’occupazione
Introduzione
Un futuro sostenibile lo deve essere da un punto di vista ambientale non meno che da
quello economico e sociale. In questo scenario è allora evidente che l’occupazione e la
creazione di opportunità di lavoro adeguate al cambiamento della popolazione residente
diventano discriminanti non secondarie nella costruzione della Santarcangelo del domani.
E dato che, in massima parte, sono le imprese a creare lavoro è giocoforza che tra i due
intercorrano relazioni molto strette. In altri termini, la quantità, ma soprattutto la qualità del
lavoro dipenderà molto dalla qualità delle imprese.
Indicatori
Indicatori di stato
 Il mercato del lavoro
Il grado di istruzione dei residenti
Un investimento, tanto che si parla di capitale umano9, e una risorsa importante da
spendere per i singoli come per il territorio è il livello d’istruzione della popolazione,
perché questo in genere aumenta la propensione a voler entrare nel mercato del lavoro, in
particolare delle donne, e sposta la ricerca occupazionale verso profili e figure che
incorporano un più alto contenuto di conoscenza e che sono, di conseguenza, a maggior
valore aggiunto.
Come si può osservare, scorrendo la tabella, i cambiamenti intervenuti negli ultimi
vent’anni sono stati significativi: i diplomati, maschi e femmine insieme, sono
quadruplicati, ed i laureati addirittura quintuplicati. Questi ultimi, dall’1,2% della
popolazione maggiore di sei anni del 1981, sono diventati il 5,4% nel 2001, due punti
sotto la percentuale provinciale ( 7,5%), che a sua volta è mezzo punto in meno della
media regionale (8%).
Una trasformazione che ha interessato soprattutto le donne, che da minoritarie, tra i
diplomati e i laureati del 1981, sono diventate maggioritarie per il possesso di entrambi i
titoli, nel 2001.
9
Per capitale umano si intende lo stock di conoscenze e qualifiche tecniche insite nell’occupazione e
derivanti dagli investimenti in istruzione e formazione. Altrimenti: insieme delle conoscenze e delle
competenze.
Europa Inform
27
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Popolazione residente > di 6 anni per genere e grado di istruzione
1981
1991
2001
Maschi
Femmine Maschi
Femmine Maschi
Femmine
Laurea
126
59
218
131
481
499
Diploma
607
552
1.378
1.588
2.230
2.396
Lic. Media
2.082
1.673
2.892
2.195
3.125
2.400
Elementare
2.989
2.972
2.511
2.755
2.084
2.446
Alfabeti senza tit.
1.482
1.972
941
1.534
810
1.294
Analfabeti
123
256
92
194
51
100
Totale
7.409
7.484
8.032
8.397
8.781
9.135
Fonte: Istat, Censimenti
Un sorpasso, rispetto ai maschi, per i diplomati avvenuto già all’inizio degli anni novanta,
e che per i laureati si è invece concretizzato nell’ultimo decennio. E’ inutile aggiungere che
una popolazione più istruita pone un serio problema di raccordo con l’offerta di lavoro
delle imprese, mancando il quale il mercato del lavoro soffrirà degli inevitabili squilibri.
Come di fatto sta già avvenendo a livello provinciale, pur essendo il problema nazionale10,
dove cresce il divario tra offerta e domanda delle imprese di personale qualificato, o
comunque in possesso di livelli di formazione universitaria, che vede in testa sempre di più
le donne.
Domanda che in termini significativi può venire solo da imprese di una certa dimensione,
innovative, presenti sul mercato con prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, aperte alle
sfide dei mercati internazionali.
Titoli universitari a Rimini: domanda e offerta
1600
Titolo univ*
1400
Domanda Excelsior 1.096
1200
1000
800
620
751
1.229
1.237
1.398
846
600
400
400
200
131
159
137
186
115
180
250
2004
2005
310
0
1999
2000
2001
2002
2003
2006
2007
Fonte: AlmaLaurea, Miur e Progetto Excelsior
La condizione della forza lavoro
10
Nel 2004, la percentuale di laureati sulla popolazione di età compresa tra 25 e 64 anni era del 25,2% nella
media dei paesi OCSE e solo dell’11,4% in Italia.
Europa Inform
28
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
La forza lavoro è formata dalle persone occupate e da quelle che sono alla attiva ricerca di
un lavoro. Non ci rientra chi pur avendo l’età per lavorare non è occupato e nemmeno cerca
lavoro.
Come si può notare, a fronte di un aumento della popolazione, tra il 1981 e il 2001, del
18% l’occupazione è salita del 29%, mentre si è mantenuto stabile il numero delle persone
che cercano lavoro11. Questo è stato possibile per la decisione che un maggior numero di
persone ha preso di partecipare al mercato del lavoro, cioè di darsi da fare per trovare un
impiego. Dall’altra parte vuol anche dire che le imprese, locali e non, non hanno mancato
di creare nuove opportunità, senza le quali
non ci sarebbe stata la crescita
dell’occupazione.
Ed a prendere la decisione di intervenire con maggior slancio nel mercato del lavoro, in
linea anche con l’acquisizione di un miglior bagaglio formativo, sono state soprattutto le
donne, cui si devono due nuovi occupati su tre, tra il 1981 e il 2001. In pratica dei 1.859
nuovi occupati, 1.222 sono costituiti da donne. Un processo che molto probabilmente
continuerà, visto che il tasso di occupazione femminile di Santarcangelo è, nel 2001,
ancora di circa 23 punti inferiore a quello maschile (39,7 il primo 62,5 il secondo). Senza
dimenticare la necessità che questo avvenga, dato il calo demografico della popolazione
giovanile e di quella in età per lavorare. Per lavorare le donne hanno però bisogno del
supporto di servizi sociali efficienti, a cominciare dagli asili e non solo.
In questo contesto, piuttosto dinamico, c’è da rilevare che i risultati conseguiti da
Santarcangelo, in quanto a tasso di occupazione, disoccupazione e di attività12, sono tra i
migliori della provincia, ed in due casi superiori perfino ai valori regionali.
Popolazione > 15 anni per condizione
9.000
8.000
7.000
6.000
5.000
4.000
3.000
2.000
1.000
0
7.529
8.334
Totale occupati
Occupati donne
6.475
In cerca di occ.
2.121
486
1981
2.816
355
1991
3.343
453
2001
Fonte: Istat Censimenti
11
La differenza tra gli addetti del Cap. 2 ed il numero dei residenti che si dichiarano occupati è dovuto al fatto
che in questo caso sono compresi anche quelli che lavorano fuori comune.
12
Legenda:
Tasso di occupazione = Occupati/Popolazione 15-64 anni x 100
Tasso di attività = Forze lavoro/Popolazione 15-64 anni x 100
Tasso di disoccupazione = Persone in cerca di lavoro/Forze lavoro x 100
Europa Inform
29
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Indicatori del lavoro, 2001
Santarcangelo P.Rimini Emilia R.
Tasso occupazione
50,9
47,3
50,5
Tasso di occ. maschile
62,5
58,9
60,1
Tasso di occ. femminile
39,7
36,5
41,5
Tasso di attività
53,6
50,9
52,6
Tasso di disoccupazione
5,2
7,1
4,2
Fonte: Istat, censimento popolazione
Sintesi aspetti chiave



Cambiamenti significativi, negli ultimi vent’anni, nel grado d’istruzione della
popolazione: i diplomati, maschi e femmine insieme, sono quadruplicati, ed i laureati
addirittura quintuplicati. Una trasformazione che ha visto protagoniste soprattutto le
donne, divenute maggioranza tra diplomati e laureati.
A fronte di un aumento della popolazione, tra il 1981 e il 2001, del 18% l’occupazione
è salita del 29%, mentre si è mantenuto stabile il numero delle persone che cercano
lavoro.
A migliorare l’occupazione, tra il 1981 e il 2001, sono state soprattutto le donne, cui si
devono due nuovi occupati su tre.
Europa Inform
30
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
L’urbanizzazione
Introduzione
La vivibilità di un contesto urbano, cioè la qualità di vita di residenti e ospiti, dipende
dall’equilibrio che si riesce a stabilire tra un insieme di domande, spesso concorrenti e non
sempre compatibili: attività economiche, abitazioni, servizi, mobilità, svago, ma anche
tranquillità, silenzio, verde, aria pulita, paesaggio, bellezza, rispetto e valorizzazione del
patrimonio storico, ecc.. Lo
spazio urbano, pur sempre limitato anche se
estendibile occupando nuove porzioni di territorio, viene cioè conteso tra domande diverse,
che il Pubblico deve saper rendere compatibili assumendo come riferimento chiaro la
qualità e la sostenibilità, per le persone e per il territorio, del modello proposto.
Nella città ragnatela di Ottavia, di cui scrive Calvino, appesa a funi e catene, la validità del
principio è chiara, perché tutti gli abitanti “sanno che più di tanto la rete non regge”13.
Va in questa direzione la Legge regionale di “Disciplina generale sulla tutela e l’uso del
territorio” (LR 20 del 2000) che nel suo art.28 afferma che: “Il Piano Strutturale
Comunale (PSC) è lo strumento di pianificazione urbanistica generale che deve essere
predisposto dal Comune, con riguardo a tutto il proprio territorio, per delineare le scelte
strategiche di assetto e sviluppo e per tutelare l'integrità fisica ed ambientale e l'identità
culturale dello stesso”. Questo, non prima aver individuato “gli obiettivi generali di
sviluppo economico e sociale, di tutela e riequilibrio del territorio che si intendono
perseguire” (art.3).
In Europa, recenti analisi indicano che più di 800 mila ettari di superficie naturale sono
stati convertiti in superficie artificiale per case, uffici, negozi, imprese, strade, ecc.,
aggiungendo un altro 6% allo spazio urbano, tra il 1990 e il 2000, cioè qualcosa come tre
volte la superficie del Lussemburgo.
Indicatori
Indicatori di pressione



Edificazioni e urbanizzazione
Abusivismo edilizio
Campagna urbanizzata
Indicatori di risposta


Disagio abitativo
Verde pubblico
Edificazioni e urbanizzazione
13
Italo Calvino, Le città sottili in Le città invisibili, Mondadori.
Europa Inform
31
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Di norma la domanda di abitazioni, in territori dove il turismo ha un peso relativo, segue da
vicino l’andamento della popolazione e delle famiglie. Così è stato anche per
Santarcangelo. Ma se negli anni ottanta era evidente un certo ritardo delle abitazioni
occupate nei confronti delle famiglie che le richiedevano (4.558 abitazioni occupate per
4.814 famiglie), mentre aumentavano quelle
non occupate, allo scadere del secolo scorso le due dinamiche sono tornate ad avvicinarsi
(7.034 abitazioni occupate per 6.999 famiglie14), questa volta in coincidenza con una
significativa riduzione di quelle lasciate libere, testimonianza di un miglior utilizzo del
patrimonio abitativo disponibile, senza per questo esaurire i margini rimasti. Perché nel
2001 le abitazioni non occupate rappresentano ancora, a Santarcangelo, il 6,5% del totale,
comunque molto meno del 18,3% provinciale, pure in calo negli ultimi decenni.
Poco meno di quattro abitazioni su cinque, nel 2001, sono occupate a titolo di proprietà,
cinque punto percentuali in più del valore provinciale, e solo il 12% sono disponibili per
l’affitto, percentuale rimasta pressoché invariata nell’ultimo decennio, contro il 15% in
provincia e il 20% dell’Emilia Romagna.
Altri elementi da considerare, perché in qualche modo hanno una ricaduta sulla tipologia
delle abitazioni richieste, sono l’avanzare delle famiglie unipersonali, che dal 1991 al 2001
sono aumentate da 879 a 1.443, variando il peso percentuale sul totale dal 15 al 20% (nel
2006, in Italia, sono il 26%), e la riduzione della dimensione media delle stesse, che da 4,6
componenti del 1951 è scesa a 2,6 nel 2001 (2,5 in provincia).
Secondo un recente studio europeo sulle città le famiglie unipersonali tendono in genere a
gravitare verso il centro per via della maggiore vicinanza dei servizi, orientando in questo
modo la domanda delle abitazioni. Avviene il contrario per le famiglie più grandi15.
Questo progressivo restringersi della famiglia trova un riscontro ritardato nella superficie
media della abitazioni occupate, che al contrario tende ad aumentare più che altrove,
almeno fino al 1991. Infatti, dal 1971 al 1991, mentre a Santarcangelo la superficie media
delle abitazioni occupate sale da 82 a 102 mq, in provincia da 82 si ferma a 95 mq. Nel
successivo decennio la tendenza però si inverte e la dimensione media della abitazioni
occupate scende, nel 2001, a 101 mq a Santarcangelo e 90 mq in provincia. Un fenomeno
simile, la riduzione della superficie delle abitazioni, è osservabile nella maggior parte delle
città europee, dove la superficie media per abitante si attesta sui 40 mq.
Un fenomeno, la tendenza al rimpicciolimento delle abitazioni, visto anche l’andamento
crescente dei prezzi (zona centro, anno 2006, 3.150 €/mq per Santarcangelo e 4.000 €/mq
nel comune di Rimini), che tuttora prosegue, tanto che l’ultimo PRG del Comune di
Santarcangelo ha dovuto imporre una superficie minima alle licenze di costruzione,
convinto che abitazioni troppo piccole mal si conciliano con la stabilità dei nuclei
famigliari (al contrario dell’Istat che considera tutta la superficie, il Comune non calcola
nella superficie utile sottotetti, garage, seminterrati, ecc.).
14
Nel giugno del 2007 le famiglie sono diventate 7.791, crescendo più della popolazione (Servizi
Demografici).
15
Attualmente 1/3 della popolazione d’Europa vive sola. Dal 1961 al 1995 le famiglie unipersonali
nell’Europa a 15 sono aumentate da 15 a 42 milioni, con la possibilità che diventino 62 milioni nel 2025
( UE, State of European City Report, 2006).
Europa Inform
32
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: abitazioni e famiglie
8.000
6.000
4.000
2.000
0
Abitazioni occupate
Abitazioni non occupate
Famiglie
1951
1981
1991
2001
2.625
4.558
5.755
7.034
81
637
689
493
2.693
4.814
5.766
6.999
Abitazioni occupate
Abitazioni non occupate
Fonte: Censimenti Istat
Famiglie
Ora, siccome le abitazioni si costruiscono per terra, così pure le attività produttive e i
servizi, è giocoforza attendersi un aumento del consumo di territorio. Infatti così è stato,
in particolare nel periodo 1948-’75, quando sono stati urbanizzati 3,2 kmq di nuovo
territorio, con l’aggiunta di porzioni decrescenti nei periodi successivi, fino ad arrivare, ad
inizio duemila, ad un totale di superficie urbanizzata in tutto il territorio comunale di 5,0
kmq, che corrisponde all’ 11 % del totale, una porzione pressoché identica a quella
provinciale, ma più alta della media regionale che si ferma al 4,6%.
In rapporto ai residenti questo ha voluto dire un salto di superficie urbanizzata da 39 mq
per abitante del 1948 a 235 mq alla metà degli anni settanta, con un aumento del 502%,
per attestarsi a meta degli anni novanta su 276 mq.
Dal 1994 al 2002, la superficie urbanizzata continua a crescere ma sempre meno, tanto che
in rapporto ai residenti si assiste per la prima volta ad un decremento dei mq pro capite, da
276 a 257.
Così, alla fine di un percorso di urbanizzazione durato mezzo secolo,
Santarcangelo occupa, come consumo di territorio per abitante, una posizione intermedia,
tra la media provinciale, più bassa, e quella della Val Marecchia, più alta, ma anch’essa in
diminuzione.
Europa Inform
33
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: evoluzione territorio urbanizzato
3500
3000
296
2500
235
2000
1500
1000
344
262
276
285
221
257
214
186
400
337
215
39 62
500
375 36
0
al 1948
3.212
782
500
140
1948-'75
1976-'84
1985-'94
1994-'02
350
300
250
200
150
100
50
0
Superficie urbanizzata (000 mq)
Mq per abitante Santarcangelo
Mq per abitante in Val Marecchia
Mq per abitante in Provincia
Fonte: PTCP, Sistema territoriale, 2006
Estensione della superficie urbanizzata che grosso modo coincide, e non potrebbe essere
altrimenti, con l’epoca di costruzione di molte delle attuali (fino al 2001) abitazioni, che
raggiungono i valori più elevati negli anni sessanta e settanta, lasciando per gli ultimi due
decenni (’82-’01) 2.323 nuove unità abitative, cioè poco più di cento l’anno. Questo a
fronte di un aumento, nello stesso periodo, di 2.969 residenti e di 2.185 nuove famiglie,
cioè meno delle abitazioni costruite nello stesso periodo.
Abitazioni per epoca di costruzione, 2001
1736
2000
1500
934
1000
982
1551
1164
1159
500
0
Prima
1945
1946- 1962- 1972- 1982- Dopo
'61
'71
'81
'91
1991
Fonte: Istat, Censimento
Resta da considerare, in merito al proseguo del processo di urbanizzazione, il periodo
successivo al 2002, ancora normato dall’ultimo PRG adottato nella primavera del 1999 (il
precedente risaliva al 1987), che aveva previsto una espansione complessiva delle aree16,
16
Superficie territoriale = comprendente la superficie edificabile e le superfici a verde e di uso pubblico.
Superficie utile = superficie costruibile.
Europa Inform
34
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
da destinare tanto ad usi residenziali come produttivi, di 5,455 kmq, in buona parte già
impiegate, fatta accezione per 1,915 kmq, il 35% delle previsioni, che figura come quota
residua non ancora utilizzata.
Santarcangelo: aree urbane previste e residue (mq)
Area residenziale complessiva Aree produttive e artigianali
Superficie territoriale Superf.utile Superficie territoriale Superf.utile
Previsto Residuo Residuo
Previsto Residuo Residuo
3.150.719 897.141
172.615 2.251.288 1.003.763
240.916
Area a dest. terz.comm. direz.
Aree turistico ricettive
Superficie territoriale Superf.utile Superficie territoriale Superf.utile
Previsto Residuo Residuo
Previsto Residuo Residuo
30.092
3.729
2.424
23.239
10.427
0
Fonte: Provincia di Rimini, PTCP Quadro conoscitivo, marzo 2006
L’abusivismo edilizio
Un altro modo per premere, da parte del privato, sul territorio è quello di procedere in
violazione delle regole, cui il Pubblico sovente mette riparo ricorrendo a sanatorie e
condoni, dimenticando che questo è il miglior incentivo alla reiterazione della violazione
medesima.
Solo nell’ultimo condono del 2004, le domande presentate nel Comune di Santarcangelo
sono state 247, con ampliamenti e ristrutturazione tra le principali infrazioni. Un numero
di domande che rappresenta il 5% del totale provinciale, pari a 12,4 ogni mille residenti,
certamente meno del rapporto provinciale, ma che comunque indica una propensione
all’abusivismo tre volte superiore alla media regionale.
Domande di condono a confronto
Dati aggiornati al 31 agosto 2005
Tot. domande Domande per
1000 residenti
Santarcangelo
247
12,4
Rimini
4.832
16,8
Emilia Romagna
15.360
3,6
Fonte: Elaborazione su dati RER e Istat
Europa Inform
35
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sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: condono edilizio 2004
Domande presentate al 31 agosto 2005
N°
N° domande presentate
Tipologia abusi
Ampliamento
Sopraelevazione
Tettoia
Loggia o balcone
Ristrutturazione
Restauro fuori centro storico
Manutenz.straordinaria
Opere minori
Opere pertinenziali
Mutamento d'uso
Aumento sup.utile
Nuova costruzione conforme
247
78
4
58
12
65
1
5
31
16
13
2
18
Fonte: Regione Emilia Romagna
La campagna urbanizzata
La costante migrazione della popolazione verso l’interno, non solo nei centri urbani, sta
producendo il fenomeno noto come la “campagna urbanizzata”, che mette spesso a rischio
gli aspetti più caratteristici e l’identità dei luoghi stessi.
Una situazione simile pare interessare anche alcune zone rurali di Santarcangelo,
soprattutto quelle comprese nelle due vallate e sub-unità di paesaggio facenti capo al
torrente Uso e al fiume Marecchia, dove già esiste un numero di edifici per kmq, in
particolare nella pianura alluvionale dei due fiumi, superiore a tutte le medie di riferimento,
intravalliva o di collina.
Numero di edifici per unità di paesaggio
Kmq
Edifici
Unità di paesaggio della pianura alluvionale e 149,28
15.981
intravalliva
Sub-unità di paesaggio del corso del Torrente Uso
2,75
62
5.404
Sub-unità di paesaggio della pianura alluvionale 49,57
agricola del Marecchia e dell’Uso
Unità di paesaggio della collina
277,60
13.034
2.524
Sub-unità di paesaggio della bassa collina del 35,46
Marecchia e
dell’Uso
Totale territorio rurale provinciale
426,87
29.015
Fonte: Quadro conoscitivo PTCP, Sistema ambientale, marzo 2006
Edifici/Kmq
108
23
109
47
71
68
Il disagio abitativo
Europa Inform
36
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Nonostante l’equilibrato rapporto tra abitazioni occupate e famiglie ci sono comunque
nuclei che pur disponendo di un tetto manifestano forme di disagio, in particolare per il
livello raggiunto dagli affitti. Sono i nuclei familiari, quasi quadruplicati dal duemila e di
cui un terzo costituito da stranieri, che si rivolgono ai Servizi Sociali per ottenere un
contributo al pagamento delle spese di affitto (109 dei 184 richiedenti, nel 2006, pagano un
affitto compreso tra 500 e 800 euro, gli altri meno). Dato però che non sempre i fondi a
disposizione aumentano con lo stesso ritmo delle domande l’importo medio erogato tende
a scendere.
Erogazione contributi per l'affitto
Importi in euro
Anno
N° Contributi Importo
Importo medio
erogati
complessivo* erogato
2000
55
110.718
2.013,05
2001
77
122.858
1.595,56
2002
125
156.649
1.253,19
2003
122
103.676
849,80
2004
125
119.497
955,98
2005
147
177.893
1.210,16
2006
184
141.018
766,40
2007
195
nd
nd
Fonte: Servizi Sociali
* Comprende il contributo statale, regionale e comunale
Tra i richiedenti il contributo per l’affitto molti sono poi anche candidati per
l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Economia e Popolare (ERP), pur se con scarse
possibilità visto il numero risicato delle assegnazioni annuali. Anche in questo caso
aumenta la presenza degli immigrati, che nel 2006 rappresentano quasi la metà dei
richiedenti: 24 sono infatti nuclei familiari composti da cittadini stranieri e 40 sono nuclei
provenienti da altre regioni italiane. Una presenza che potrebbe aumentare con il calo della
forza lavoro locale.
Richiedenti alloggi ERP a Santarcangelo
Anno
Domande N°
accolte
assegnazioni
2003
139
5
2004
153
1
2005
134
1
2006
130
1
2007
125
9
Fonte: Servizi Sociali
Tipologia
assegnazione
3 risulta+2 nuova costruzione
risulta
risulta
risulta
1 risulta+8 nuova costruzione
Il verde pubblico
Europa Inform
37
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Il verde pubblico, oltre a rappresentare un servizio per il residente urbano, ha un po’ la
funzione di ammortizzare gli effetti (costruzioni di abitazioni e infrastrutture) dei processi
di urbanizzazione. Questa è la ragione per cui compare, con una valenza positiva, in tutte
le classifiche di qualità urbana. Ovviamente è anche da considerare che la domanda
pubblica di verde avrà una “urgenza” diversa in un grande centro piuttosto che in uno
minore, dove basta fare pochi chilometri per trovarsi in campagna. Nondimeno resta un
importante indicatore di qualità urbana (senza dimenticare che le abitazioni in prossimità di
aree verdi valgono anche di più di quelle che non lo sono).
Tra parchi e giardini accessibili al pubblico Santarcangelo mette a disposizione dei suoi
residenti poco meno di 22 mq di aree verdi fruibili (escluso quindi aiuole, spartitraffico,
ecc.) per residente17, una misura quasi doppia del comune di Rimini (poco più di 12 mq/ab)
e che la posiziona nella parte alta della classifica regionale, anche se ancora lontana dalla
città di Massa Carrara, dove l’istituzione di una vasta area naturale a parco le assicura il
primato nazionale.
Infatti se a Santarcangelo, senza parchi o riserve naturali particolari, il totale complessivo
di verde disponibile, a qualsiasi titolo, raggiunge i 0,46 kmq, corrispondente a 102 mq per
ettaro (1 ettaro=10.000 mq) di superficie comunale, nella solita Massa questo stesso
indicatore vale 6 mila mq/ettaro, seguita da Ferrara con circa 5 mila mq/ettaro e Ravenna
con 3 mila mq/ettaro, entrambi località all’interno del cui territorio sono stati istituiti parchi
e/o riserve naturali.
Verde urbano (mq) fruibile per abitante, 2007
9,5
Bologna
Piacenza
13,5
Parma
13,5
Rimini
12,4
Forlì
12,5
Reggio E.
15,8
19,1
Ravenna
21,8
Santarcangelo
Modena
23,8
Ferrara
25,4
Massa
32,1
0
5
10
15
20
25
30
35
Fonte: Comune di Santarcangelo ed Ecosistema Urbano 2007
17
Il decreto 2 aprile 1968, n. 1444 prevede un minimo di
Europa Inform
15 mq/abitante per parchi pubblici urbani e territoriali.
38
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sviluppo locale
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SUOLO
Sintesi aspetti chiave






Nell’ultimo mezzo secolo il leggero deficit di abitazioni rispetto al numero delle
famiglie è stato azzerato, grazie anche al calo delle abitazioni non occupate;
Questo non ha però eliminato un certo disagio abitativo, costituito da circa 200
contributi che i Servizi Sociali erogano per le spese di affitto e dai 125 (nel 2007)
richiedenti un alloggio URP, di cui quasi la metà immigrati;
Da un dato di partenza di 0,37 kmq di superficie urbanizzata nel 1948, a 5,0 kmq
nel 2002, pari all’11% dell’intero territorio comunale, c’è un aumento del 1.251 %.
La superficie urbanizzata per residente però, dopo un aumento proseguito fino alla
metà degli anni novanta, quando è passata da 39 a 276 mq/ab., comincia a
diminuire e nei primi anni duemila torna a 257 mq/ab.;
A premere sul territorio c’è anche l’abusivismo, con un numero di domande di
condono presentate nel 2004 pari a 12,4 ogni mille residenti, meno dell’identico
rapporto provinciale ma tre volte superiore alla media regionale;
Sempre più interessata a fenomeni di urbanizzazione anche la campagna, in
particolare la pianura alluvionale compresa tra i due fiumi;
Infine, 22 mq di area verde fruibile per abitante sono un buon risultato, migliorabile
considerando che in totale gli spazi verdi si fermano a 102 mq per ettaro di
superficie comunale, superato da località che hanno istituito parchi e/o riserve.
Europa Inform
39
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Mobilità e motorizzazione
Introduzione
Per le persone mobilità è sinonimo di movimento, autonomia, possibilità di percorrere
spazi e luoghi talvolta inesplorati (come mostra spesso la pubblicità), ed in sintesi di
libertà. Per le merci mobilità vuol dire invece non avere frontiere e non arrestarsi mai per
arrivare sempre in tempo sugli scaffali dei consumatori o nei capannoni della aziende che
producono “just in time”, combinando flessibilità (produzioni esterne) e taglio dei costi
sulle scorte.
Tutto questo certamente ha tanti aspetti positivi, ma comporta anche dei costi che si
chiamano: traffico, file, ingorghi, inquinamento acustico e atmosferico, uso di porzioni
crescenti del territorio, incidenti. A ricordarlo è l’ultimo Libro Bianco sulla Politica
europea dei trasporti fino al 2010 della Commissione Europea, dove si può leggere che:
 La mobilità, in Europa, è passata in media dai 17 km al giorno per persona del 1970 ai
35 km del 1998 ed è ormai considerata un vero e proprio diritto acquisito;
 Il trasporto su strada rappresenta il 44 % del trasporto merci, rispetto al 41 % della
navigazione a corto raggio, all’8 % della ferrovia (negli Stati Uniti il 40 % delle merci
sono trasportate su rotaia) e al 4 % delle vie navigabili. Questo anche se in termini di
efficienza energetica un chilo di petrolio permette di spostare di un chilometro 50
tonnellate su strada, 97 tonnellate per ferrovia e 127 tonnellate per via navigabile;
 Ma il predominio del trasporto su strada è ancora più marcato nel comparto passeggeri
che vede il trasporto su strada al primo posto con una quota di mercato del 79 % (nel
2004, nell’Europa a 25, i passeggeri delle auto sono stati 216 milioni); il trasporto
aereo, con il 5 %, si avvicina alla quota delle ferrovie, ferme al 6 %;
 Fra il 1970 ed il 2000 il parco macchine della Comunità è triplicato, passando da 62,5
milioni di automobili a quasi 175 milioni, e continua ad aumentare al ritmo di 3 milioni
l’anno. Nel mondo il parco macchine è cresciuto, dal 1950 al 1997, da 70 a 620 milioni
di autovetture: in tanto che la popolazione raddoppiava, da 2,5 a 5,8 miliardi, le auto
crescevano nove volte;
 Dal consumo energetico (petrolio) del settore dei trasporti derivava il 28 % delle
emissioni di CO2, prevalentemente da quello stradale, principale gas ad effetto serra.
Stando la situazione le emissioni di CO2 legate ai trasporti dovrebbero aumentare da
739 milioni di tonnellate del 1990 a 1,113 miliardi di tonnellate nel 2010. Al riguardo,
la Commissione europea proporrà, per le auto, di raggiungere entro il 2012 l'obiettivo
UE di 120 g di CO2 /km;
 Gli incidenti stradali causano ogni anno, in Europa, 41.000 morti (dal 1970, i morti
sono stati più di 1,64 milioni) ed oltre 1,7 milioni di feriti (nel mondo, ogni anno, i
morti sono 1,2 milioni ed i feriti 50 milioni). La fascia di età più colpita è quella dei 1425 anni, per la quale gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di decesso. Una
persona su tre resterà ferita nel corso della sua vita, in un incidente. Sommando i costi
diretti degli incidenti della circolazione, pari a 45 miliardi di euro, con quelli indiretti
(compresi i danni fisici e morali subiti dalle vittime e dalle loro famiglie), stimati 3-4
volte superiori, si arriva ad un importo annuo di 160 miliardi di euro, equivalente al 2
% del PIL dell’Unione europea;
Europa Inform
40
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sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO

Ogni giorno, ben 10 ettari di terreno vengono ricoperti da infrastrutture stradali. A
livello di Unione, i chilometri d’autostrada si sono triplicati fra il 1970 e il 2000.
Come rimediare ? Innanzitutto con una Politica urbanistica e di gestione del Territorio
che eviti inutili aumenti delle esigenze di mobilità legati ad un’errata pianificazione delle
distanze fra residenza, servizi e luoghi di lavoro. La mancanza di un approccio integrato tra
politiche urbanistiche e dei trasporti ha spesso decretato la supremazia quasi indiscussa
dell’auto privata. Dimenticando però spesso che negli spostamenti brevi, il fatto che il
motore non ha il tempo di riscaldarsi accresce notevolmente i consumi e triplica o
quadruplica le emissioni di CO2, facendone fare le spese ai gruppi più esposti, come sono i
bambini, le persone anziane e i malati (malattie respiratorie, cardiovascolari e altre).
Nel caso specifico, la costituzione, a Rimini Nord in prossimità dell’uscita A14, di un’area
per la logistica e la distribuzione di merci, e il nuovo insediamento produttivo della Val
Marecchia, di valenza sovracomunale, deve consigliare un trattamento adeguato del fattore
mobilità e trasporti, perché su questa porzione di territorio, come scrive anche il
documento sul Sistema relazionale per il PTCP provinciale del marzo 2006, già insistono
flussi di traffico consistenti legati alla presenza del casello autostradale e al sistema delle
statali 9 e 16.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Mobilità e mezzi di trasporto
 Parco veicoli in circolazione
 Incidentalità
Indicatori di risposta
 Rete stradale
 Offerta di parcheggio
La mobilità dei residenti
Si può cominciare col dire che la metà circa dei residenti di Santarcangelo si sposta
giornalmente per motivi di studio o di lavoro, quattro punti percentuali sopra la media
provinciale. A questa mobilità giornaliera gli studenti concorrono per meno di un terzo,
andando il resto a chi lavora.
Parzialmente diverse sono anche le destinazioni di chi studia o lavora: mentre i primi,
infatti, si muovono di più all’interno dello stesso Comune di residenza (61%), tra i
secondi18, pur rimando la mobilità intercomunale maggioritaria (45%), sono molto più
numerosi quelli che si recano in un altro comune della stessa provincia di Rimini (38%),
con una piccola quota che si dirige anche verso la Repubblica di San Marino (4%). E’
invece identica, per studenti e lavoratori, la percentuale di quanti scelgono di recarsi in
altre province della regione Emilia Romagna (12%). Per ultimo, sono in pochi ad uscire
dai confini regionali.
18
Nel 2001, gli occupati residenti a Santarcangelo sono 8.334 (Istat).
Europa Inform
41
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Spostamenti giornalieri e luoghi di destinazione degli occupati e degli studenti
residenti, anno 2001
Stesso comune di Altro comune della Altre province della Province di altre
residenza
provincia di Rimini regione Emilia R. regioni d'Italia
Occupati Studenti Occupati Studenti Occupati Studenti Occupati Studenti
Santarcangelo
2.877
1.798
2.424
710
744
339
50
15
Prov. di Rimini
51.564 30.434
22.705
6.734
3.864
1.851
95
47
Repubblica di
TOTALE
San Marino
Occupati Studenti Occupati Studenti Totale
Santarcangelo
262
16
6.357
2.878
9.235
Prov. di Rimini
3.034
135
83.502
40.156 123.658
Fonte: Istat, Censimento della popolazione 2001
Spostamenti giornalieri degli occupati,
2001
12%
1% 4%
45%
38%
Stesso comune
Altre province
RSM
Altro comune
Province di altre
Spostamenti giornalieri degli
studenti, 2001
12%
1%
25%
Stesso comune
Altre province
RSM
1%
61%
Altro comune
Province di altre
Ma la mobilità che interessa un territorio non si esaurisce con quella dei propri residenti,
perché bisogna tener conto anche di quelli che, risiedendo in altri comuni, si recano
giornalmente a Santarcangelo per studio o lavoro. E non sono molto meno numerosi, se è
vero che il saldo dei movimenti in entrata e in uscita da Santarcangelo è negativo per soli
mille spostamenti. In breve, vuol dire che a Santarcangelo, a fronte di 4.560 spostamenti
giornalieri verso l’esterno, quindi in uscita, ce ne sono almeno 3.500 circa in entrata, per un
movimento complessivo, tra chi parte e chi arriva, di 8 mila trasferimenti.
Europa Inform
42
Santarcangelo di Romagna
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Gli unici comuni della provincia di Rimini ad avere un saldo positivo, quindi un indice di
attrattività positivo, sono in primo luogo Rimini (saldo positivo tra entrate e uscite di circa
6 mila), seguito da San Giovanni, Coriano, Morciano e Riccione.
Ma chi lavora o studia non è solo a muoversi, e molto probabilmente compie più viaggi
durante la giornata, quindi il traffico deve tener conto di una mobilità che coinvolge molte
più persone (per esempio gli anziani che sono un quinto della popolazione). Così si
spiegano i 47 mila veicoli (comprende dai motocicli agli autobus, incluso le biciclette)
l’ora d’inverno, e 50 mila d’estate, che transitano nei venti punti strategici della rete
stradale del centro urbano di Santarcangelo19 e solo nelle fasce orarie di più intenso
traffico.
Traffico veicolare in 20 punti strategici della rete stradale
principale del centro abitato di Santarcangelo, 2001
Veicoli/ora per fascia oraria*
7.00 - 9.00 11.30-13.30 17.30-19.30 Totale
Periodo invernale
15.531
16.025
15.876
47.432
Periodo estivo
16.236
14.757
19.272
50.265
Fonte: PUT del Comune di Santarcangelo
* Sommando entrambi i sensi di marcia.
Per l’inverno la Relazione del PUT scrive che le sezioni stradali sulle quali si sono
registrati i flussi più consistenti, in tutti e tre gli intervalli bi-orari, sono quelle poste lungo
la direttrice individuata dalla S.S. 9 Emilia ed a seguire, a decrescere, quelle individuate
dalla S.P. 14, S.P. 49, S.P. 136, S.P. 13 e 13bis. In particolare dai dati raccolti si valuta che
la componente di traffico lungo la S.S. 9 risulta essere assolutamente predominante ed
incide per un 30 – 35% sui volumi globali. Nel dettaglio risultano quantitativamente
superiori i flussi nella direzione di Rimini (+20%) durante l’intervallo orario dalle 7:00 alle
9:00 ed un inversione di tendenza (direzione predominante Rimini - Santarcangelo) fra le
11:30 e le 13.30. D’estate il traffico lungo la S.S. 9, da e verso Rimini, aumenta
ulteriormente sino a raggiungere il 40% sui volumi di traffico globali20.
I mezzi di trasporto più utilizzati
Confermando le attese e l’esperienza, anche se i dati si riferiscono all’intera provincia di
Rimini, più di sei spostamenti su dieci per motivi di studio o lavoro avvengono utilizzando,
19
S.P. 13 dell’Uso (incrocio con via A. Costa), S.S. 9 Emilia (zona Cimitero), S.S. 9 Emilia (incrocio con
via Mazzini), S.S. 9 Emilia (zona sede Maggioli), S.P. 136 Tolemaide (zona Pedrignano), via
Montevecchi (incrocio con via Bixio), via A. Costa (all’altezza del Cimitero), via A. Costa (incrocio con
via Montevecchi), via Pascoli (incrocio con via Nicoletti), via Mazzini (incrocio con via Carracci)…..via
Togliatti (incrocio con via Maroncelli), via Berlinguer (incrocio con via Ancona).
20
Comune di Santarcangelo, PUT Analisi del sistema della mobilità, pag. 62 e 66.
Europa Inform
43
Santarcangelo di Romagna
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SUOLO
come conducente o come passeggero, anche se più il primo che il secondo, un auto privata.
Sono invece pochi a scegliere gli altri mezzi (l’8% prende la bicicletta, un motore oppure
va a piedi), ed ancora meno ad utilizzare il trasporto pubblico urbano (5% circa) o il treno
(non arriva al 2%).
La composizione del dato medio lascia però intravedere un comportamento diverso tra chi
lavora e chi studia. Se tra i secondi infatti la quota di chi sceglie un mezzo pubblico, e
magari va anche a piedi, aumenta, tra i primi cala drasticamente fino quasi ad annullarsi
(solo l’1% prende un mezzo urbano). In sostanza, recarsi al lavoro col mezzo pubblico
sembra quasi impossibile. Sulle cause ci sarebbe da indagare, ma la scarsa flessibilità e la
mancanza di servizi adeguati potrebbero giocare il loro ruolo.
Europa Inform
44
Santarcangelo di Romagna
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Il parco veicoli in circolazione
Il peso e il ruolo delle auto nella mobilità è confermato dal loro incremento nel corso degli
anni: del 40% negli ultimi quindici anni, identico a quello dell’Europa, e del 124% negli
ultimi venticinque anni. Anche se possedere più auto non necessariamente vuol dire,
secondo uno studio europeo sulle città già citato, farne un maggiore uso per gli spostamenti
di studio o lavoro.
Santarcangelo: parco veicoli dei residenti
Veicoli
Autovetture
Motocicli
Autobus
Autocarri
Motocarri
Rimorchi
Altri
TOTALE
Fonte: ACI
1980
5.794
198
5
713
92
146
15
6.963
1990
9.263
886
5
1.143
144
269
32
11.742
2005 Var.% '90-'05
13.009
40,4
2.924
230,0
1
-80,0
1.812
58,5
97
-32,6
293
8,9
334
943,8
18.470
57,3
In rapporto alla popolazione residente ha voluto dire il passaggio da 36 autovetture per
cento residenti del 1980, a 64 nel 2005 (62 in provincia e 61 in regione). Poco meno di
un raddoppio. In pratica da 1,2 ad 1,7 auto per famiglia. Nell’intera provincia di Rimini
le autovetture ogni cento abitanti sono 62, in Regione 61, ma in Europa-25 scendono a 47.
In relazione invece al territorio (45,1 kmq) ci sono 288 autovetture per kmq, più di alcune
città come Venezia (284) e Perugia (247), ma molto meno di Bologna (1.508) o Firenze
(2.069).
In termini relativi il salto maggiore lo compiono però i motocicli, che da 886 del 1990 si
portano a 2.924 nel 2005, con un aumento del 230%.
Simbolicamente poi, la crisi del trasporto pubblico potrebbe essere rappresentata dalla
quasi scomparsa degli autobus.
Europa Inform
45
Santarcangelo di Romagna
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Complessivamente, dal 1990 in poi, il parco veicoli immatricolato a Santarcangelo è
cresciuto del 57%, dodici punti percentuali sopra l’aumento medio provinciale che è stato,
per lo stesso periodo, del 45% (da 178 mila a 258 mila veicoli)21.
Ovviamente le strade non sono aumentate con lo stesso ritmo, e non è detto che lo
debbano fare, ma questo spiega gli ingorghi e le file sempre più frequenti.
Gli incidenti
Tra gli effetti indesiderati della motorizzazione e del traffico sicuramente ci sono gli
incidenti stradali, con il loro strascico di vittime. Incidenti, come si vede nella tabella, che
a Santarcangelo negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati, e lo stesso dicasi per i
feriti e per le vittime mortali, mentre in provincia la tendenza è alla stabilizzazione, con
una significativa diminuzione delle conseguenze più gravi. Nel 2005 c’è stato un
miglioramento, ma bisogna vedere se questa tendenza verrà confermata nel futuro. In ogni
caso siamo in presenza di due incidenti mortali ogni dieci mila residenti, a fronte di 0,95
vittime mortali, sempre ogni dieci mila abitanti, della media europea-25, ma con la
Germania a 0,71 e la Svezia a 0,53 (Eurostat).
Incidenti, morti e feriti, 2001-2005
Santarcangelo
Prov. di Rimini
Incidenti
Morti
2001 2002 2003 2004 2005 2001 2002 2003 2004 2005
40
44
34 111
93
2
1
3
2
4
2.547 2.749 2.891 2.828 2.507
47
44
46
36
36
Feriti
2001 2002 2003 2004 2005
Santarcangelo
61
53
51 153 137
Prov. di Rimini
3.480 3.807 3.845 3.830 3.450
Fonte: Provincia di Rimini su dati Istat
La rete stradale comunale
Le auto sono un mezzo per muoversi agevolmente se ci sono le strade, ma dato che il loro
numero tende a crescere più rapidamente delle seconde, file ed ingorghi crescenti
diventano quasi inevitabili. Anche perché non sempre nuove urbanizzazioni e
pianificazione della mobilità comminano in parallelo come dovrebbero. Notoriamente la
provincia di Rimini soffre da tempo di una rete stradale sovracomunale piuttosto carente,
con un indice di dotazione persino inferiore alla media nazionale (Rimini 84 – Italia 100),
21
In provincia di Rimini i trasporti sono stati responsabili dell’emissione, nel 2005, di 765 mila tonnellate
equivalenti CO2 di gas serra, pari al 34% del totale (Provincia di Rimini, Rapporto sullo stato dell’ambiente,
2006, pag. 31). In merito alla qualità dell’aria, Santarcangelo è stato considerato, insieme ad altri, come
“area a maggior rischio di insorgenza di episodi acuti” di inquinamento (Relazione del Quadro conoscitivo
del Ptcp, pag. 51, marzo 2006).
Europa Inform
46
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
nonostante il rapporto tra sviluppo chilometrico e superficie provinciale sia più alto di
quello regionale e nazionale22.
In questo contesto, Santarcangelo può contare con una rete stradale comunale di 210,95
km, a cui danno un contributo significativo le strade vicinali ad uso pubblico.
Lunghezza che da una densità di 4,6 km per kmq di superficie, il doppio della media
regionale che è di 2,2 km per kmq., e 10,3 km ogni mille residenti, questa volta un po’
meno degli 11,8 km per mille abitanti dell’Emilia Romagna23.
Solo la rete stradale urbana, compresa cioè tra centro storico, stazione FFSS e zone Bassi,
Resistenza e Marini, è di 30,5 km. La Relazione del PUT , considerata la dimensione della
sezione trasversale delle strade in questione, definisce questa dotazione come “discreta”.
Rete stradale comunale di Santarcangelo, 2006
Km
Statale Provinciale Comunale Vicinale Totale
5,63
26,40
122,00
56,92
210,95
Fonte: Comune di Santarcangelo
Rete stradale urbana di Santarcangelo secondo le classi di
larghezza della carreggiata stradale,
INTERVALLI DELLE CLASSI STRADALI (mt)
< 5,5 mt 5,5 - 6,5 6,5 - 7,5 7,5 - 8,5 8,5 - 9,5 9,5 - 11,5 >11,5 Totale
5.158
5.133
4.619
8.755
2.548
3.852
402
30.467
Fonte: Relazione del PUT
L’offerta di parcheggio
Sicuramente sta diventando l’incubo degli automobilisti: arrivare in un posto, magari
cercare di avvicinarsi il più possibile, e poi non trovare dove poter lasciare l’auto senza
correre il rischio di una multa o peggio di vedersela portare via. Questo capita soprattutto
nelle vicinanze dei centri storici, che ovviamente non potevano sapere, all’epoca in cui
furono progettati, di dover sopportare un carico di auto così alto. Così la ricerca di un
parcheggio diventa spesso l’impresa, non sempre tranquilla, del momento.
Su questo fronte Santarcangelo, con un numero di posti auto, rilevati direttamente sul
campo, tra strada e parcheggi disseminati su tutto il territorio, superiore ai 5 mila stalli, di
cui più di 700 solo nel centro urbano (dato 2007), sembra cavarsela abbastanza bene, salvo
alcune zone centrali.
Infatti, a fronte di questa offerta, stando alla Relazione del Piano Urbano del Traffico
(PUT) risalente al 2001, nel periodo invernale la domanda di sosta nel corso della giornata
oscilla tra un massimo di circa 3 mila posti auto a metà mattinata ad un minimo di 2,3 mila
posti auto nel tardo pomeriggio, con un tasso di occupazione (n° dei posti auto occupati su
quelli disponibili), a metà mattinata , del 61% per i posti su strada e del 60% per quelli nei
parcheggi.
22
23
Quaderni del Circondario di Rimini n°7, Dalla città costiera alla città complessa, aprile 1995, pag.53.
Per il dato regionale: Istat, Statistiche ambientali, anno 2006, Tav. 13.8
Europa Inform
47
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Tasso di occupazione che però aumenta, all’80-85% su strada e fino ad un massimo del
75% sulle aree esterne, nell’area del Centro Storico e dell’Ospedale, con un fenomeno di
maggiore saturazione, sia su strada che fuori carreggiata, per quanto concerne la zona
retrostante il Municipio.
La situazione non sembra cambiare molto nel periodo estivo, anzi c’è una lieve tendenza
alla diminuzione dell’uso dei posti auto disponibili, con la domanda di sosta che oscilla fra
i 2.000 ed i 2.600 posti auto nel corso della giornata lavorativa, pare per uno spostamento
del traffico verso la fascia costiera.
Offerta di parcheggi a Santarcangelo
n° stalli
Tipologie
Esistenti o previsti Posti auto
Solo centro
nel centro urbano intero territorio urbano
dal PRG del '97
2001
2007
Pubblici a pagamento
160
377
Pubblici liberi
2.601
320
Per disabili
18
Per sosta breve
4
Per carico/scarico
5
Per moto
12
Su strada liberi
1.818
Su strada con disco, pag., riservati
157
Parcheggi privati aperti al pubblico
553
TOTALE
955 + 62 cimitero
5.289
736
Fonte: Comune di Santarcangelo e Relazione del PUT
NB:i dati riportati sono puramente indicativi perché metodi e ambiti diversi li rendono
difficilmente comparabili.
Sintesi aspetti chiave






La metà circa dei residenti di Santarcangelo si sposta giornalmente per motivi di
studio o di lavoro. Una mobilità a cui gli studenti concorrono per meno di un terzo,
andando il resto a chi lavora. Gli studenti poi si muovono di più all’interno del
comune, mentre si reca in maggioranza fuori chi lavora;
Nelle ore di punta, nei venti punti strategici della rete stradale del centro urbano di
Santarcangelo transitano 47 mila veicoli l’ora d’inverno e 50 mila d’estate;
Più di sei spostamenti su dieci avvengono in auto, lasciando al trasporto pubblico
un ruolo marginale, e quasi completamente assente tra chi si muove per lavoro;
Dal 1980 al 2005 le autovetture sono passate da meno di 6 mila a più di 13 mila, ed
in rapporto alla popolazione da 36 a 64 ogni cento residenti. In pratica da 1,2 ad
1,7 auto per famiglia;
Gli incidenti sulla strada, negli ultimi cinque anni, sono più che raddoppiati (da 40
a 93) e lo stesso dicasi per i feriti ( da 61 a 137) e per le vittime mortali (da 2 a 4).
Nel 2005 c’è stato un miglioramento che attende conferme;
Santarcangelo conta con una rete stradale comunale i 210,95 km, che fa una
densità di 4,6 km per kmq di superficie (2,2 km in Regione) e di 10,3 km ogni 1000
residenti (11,8 in Regione);
Europa Inform
48
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO

Soddisfano la domanda, con qualche fenomeno di saturazione nel centro storico, la
dotazione di posti auto, circa 5 mila su tutto il territorio, di cui più di 700 nel centro
urbano.
Produzione e gestione dei rifiuti
Introduzione
“La gestione sostenibile dei rifiuti ha tre finalità principali: riduzione della produzione di
rifiuti, ottimizzazione dell’impiego dei rifiuti come risorsa ed eliminazione dei rischi per
l’ambiente e la salute”, così si legge nella relazione “Città europee sostenibili” della
Commissione Europea, del lontano 1996. Malgrado i risultati incoraggianti conseguiti in
diversi paesi europei, soprattutto nel riciclo di carta e vetro, la produzione di rifiuti ha
continuato però a crescere in maniera costante. Ed in genere cresce più dello stesso Pil e
dei consumi delle famiglie.
Secondo gli ultimi dati disponibili (2004) ogni italiano, compresi i neonati, produce 533
kg l’anno di rifiuti urbani (in Europa 577 e negli USA più di 700 kg/anno), cui vanno
aggiunti altri 1.002 kg/anno di rifiuti speciali (pericolosi e non), per un totale annuo di
1.535 kg, cioè più di 4 kg al giorno per persona. In media le famiglie sono responsabili dei
due terzi dei rifiuti urbani.
Il Decreto Ronchi (Dlgs n. 22 del 5 febbraio 1997) sulla gestione dei rifiuti prevedeva una
raccolta differenziata del 25 % entro il 2001 e del 35% nel 2003, ma sono in pochi ad
avere centrato l’obiettivo.
La percentuale di raccolta differenziata, in Italia, si attesta infatti sul 23 % del totale dei
rifiuti urbani raccolti, che
nelle regioni
del Nord raggiunge il 36 QUANTO IMPIEGANO I RIFIUTI A %, mentre
nelle regioni del Sud BIODEGRADARSI: fazzoletti di carta 3 mesi, scende all’8
resti frutta e verdura 3-6 mesi, filtro di sigarette
%.
Sebbene tra gli obiettivi 1-2 anni, cheving-gum 5 anni, lattina di della nuova
legislazione vi fosse alluminio 10-100 anni, bicchieri, bottiglie e anche
il
contenimento
della sacchetti in plastica 100-1000 anni, polistirolo produzione,
tra il 2000 e il 2006 i 1000 anni, vetro 4000 anni.
rifiuti
per
abitante, in Italia, sono
aumentati a
tassi superiori a quelli della crescita del PIL e a quelli della media dei paesi europei (6 %
tra il 2000 e il 2005, contro l’1 % nella media dei paesi della UE-15).
Europa Inform
49
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Ciononostante la finanziaria 2007 ha spostato i nuovi obiettivi di raccolta differenziata al
45% entro il 2008 e il 65% nel 2012.
Quello che non viene raccolto in modo differenziato finisce in discarica, il 52 % dei rifiuti
urbani in Italia (2004) contro l’80% del 1997, un altro 10% circa viene incenerito, insieme
ad un’altra quota di rifiuti speciali.
In Europa, dove si producono 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti l’anno, finisce in discarica
il 54% dei rifiuti urbani, il 12% viene incenerito recuperando energia e il 34% riciclato.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Produzione di rifiuti
Indicatori di stato
 Raccolta differenziata
 Sistema di smaltimento
La produzione di rifiuti
I dati che verranno illustrati si riferiscono solo ai rifiuti urbani e non comprendono quindi
quelli speciali24, che nel 2003, ultimo dato disponibile, per Santarcangelo sono stati pari a
5.804 tonnellate, di cui più di un decimo pericolosi, circa 290/kg/anno per abitante. I rifiuti
speciali, che erano più di 9 mila tonnellate nel 2001, provengono principalmente
dall’industria tessile, del legno e della carta stampata, dei minerali non metalliferi, dalla
lavorazione dei metalli, dai trasporti e dal trattamento dei rifiuti.
Seguendo la tendenza generale anche a Santancangelo la produzione di rifiuti urbani non
fa che crescere25: da 621 kg anno per abitante del 2000 si è arrivati ai 783 kg anno del
2006, superiore perfino al pro capite provinciale, dove però sono conteggiati anche i turisti
(media nord Italia: 535 kg/ab).
Una produzione di rifiuti urbani per abitante che fa guadagnare a Santarcangelo i primi
posti in Italia, che in questa speciale classifica vede in testa la città di Massa con 916
kg/ab/anno, mentre in fondo c’è Matera con 394 kg/ab/anno (Ecosistema Urbano 2007).
24
Rientrano tra i rifiuti urbani: rifiuti domestici, anche ingombranti, rifiuti da spezzamento delle strade,
rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, rifiuti cimiteriali. Sono considerati invece rifiuti speciali: rifiuti da
attività agricole e agro-industriali, rifiuti da attività di demolizione, rifiuti da lavorazioni industriali, attività
commerciali e artigianali, rifiuti da attività sanitarie, fanghi prodotti dalla depurazione delle acque, ecc.
25
In mancanza di dati la frazione organica umida 2006 di Santarcangelo è stata considerata uguale a quella
del 2005, che è stata di 2.555,70 tonnellate.
Europa Inform
50
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Santarcangelo: rifiuti 2000-2006
900
800
700
600
11.663
13.048
12.235
13.417
14.444
15.680
15.959
16.000
14.000
12.000
783
750
784
738
726
735
685
715
679
723
641
706
300
200
10.000
621
704
500
400
18.000
Kg/ab/anno
Kg/ab/anno Provincia
Tonnellate
100
0
8.000
6.000
4.000
2.000
0
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
Fonte: Provincia di Rimini
A differenza poi dei comuni costieri che vedono la raccolta rifiuti urbani raddoppiare
d’estate, quella di Santarcangelo si mantiene abbastanza costante (all’incirca 1.300
tonnellate al mese) durante l’arco dei dodici mesi, con qualche leggera riduzione solo nei
mesi di gennaio e febbraio.
Santarcangelo: rifiuti mensili 2006
Rifiuti
Raccolta*
Rifiuti
prodotti Differenziata Indifferenziati
(t)
(t)
(t)
1.206,55
459,18
747,37
Gen.
1.159,82
445,17
714,65
Feb.
1.322,49
478,77
843,72
Mar.
1.340,81
437,17
903,64
Apr.
1.560,77
561,48
999,29
Mag.
1.355,57
457,72
897,85
Giu.
1.322,68
413,58
909,10
Lug.
1.401,03
449,99
951,04
Ago.
1.356,24
462,55
893,69
Set.
1.400,43
459,99
940,44
Ott.
1.307,00
433,07
873,93
Nov.
1.224,94
420,67
804,27
Dic.
TOT.
15.958,33
5.479,34
10.478,99
Fonte: Osservatorio provinciale rifiuti
* La frazione organica umida è stata divisa in 12 mesi
La raccolta differenziata
Premesso che il problema andrebbe affrontato all’origine, cioè producendo meno rifiuti, la
raccolta differenziata rimane lo strumento più efficace per recuperare materiali
Europa Inform
51
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
riutilizzabili, come per risparmiare energia26, e per evitare di dover ricorrere alle discariche
(che nessuno vuole) oppure all’incenerimento.
La raccolta differenziata di Santarcangelo è proseguita migliorando nel tempo, tanto che
nel 2005 ha centrato l’obiettivo del 35%, unico comune della provincia, con Verucchio, ad
aver ottenuto questo risultato, quando la media provinciale non sembra schiodarsi dal 25%.
Santarcangelo: raccolta differenziata
5.495
4.026
5.480
4.504
6.000
5.000
34,3
25,2
35,0
23,9
31,1
22,9
4.000
30,0
24,7
3.513
26,9
25,1
3.100
25,3
24,1
2.698
23,1
24,5
40
35
30
25
20
15
10
5
0
3.000
2.000
1.000
0
2000
2001
Fonte: Provincia di Rimini
2002
% r.d.
2003
2004
% r.d. in Provincia
2005
Tonnellate
2006
Obiettivo 2003
E’ anche vero però che si può fare di più, come dimostrano i comuni “ricicloni”, che per
dimensione della popolazione sono paragonabili a Santarcangelo, come Paese (TV),
Cassano Magnano (VA), Montebelluna (TV), Suzzara (MN), Rivalta di Torino (TO) e
Montecchio Maggiore (VI), per citarne solo alcuni, dove la raccolta differenziata ha
raggiunto percentuali tra il 79 e il 68% (Legambiente, Comuni ricicloni 2006).
Dal 2000 al 2006, l’incremento della raccolta differenziata ha riguardato in particolare la
carta e il cartone (saliti da 554 a 1377 ton), il vetro (da 213 a 348 ton) e il legno (da 54 a
217 ton), molto meno le altre tipologie, quando non ci sono arretramenti come è il caso
della frazione secca (da 775 a 387 ton) e dei rifiuti di giardini (da 739 a 261 ton). E’
scomparso invece l’alluminio, e non certo perché si utilizzano meno lattine.
26
Prendiamo, come esempio, l’alluminio: per ottenere 1 kg direttamente dalla bauxite (l’ossido da cui si
ricava l’alluminio) ci vogliono 48 mila kilocalorie di energia, che scendono ad appena 2 mila se invece si
riutilizza l’alluminio di scarto, cioè riciclato.
Europa Inform
52
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SUOLO
Raccolta differenziata 2000 (t)
Carta e
cartone;
554
Abiti; 34
Vetro; 213
Frazione
secca; 775
Plastica; 63
Metalli
ferrosi; 75
Rifiuti
giardini; 739
Beni
durevoli; 11
Alluminio;
18
Ingombranti
Inerti; 83
non
metallici; 56
Legno; 54
Raccolta differenziata 2006 (t)
Rifiuti
giardini;
261
Frazione
secca; 387
Abiti; 54
Carta e
cartone;
1377
Beni
durevoli; 11
Inerti; 152
Legno; 217
Metalli
ferrosi; 39
Plastica; 66
Vetro; 348
Una parte della raccolta differenziata passa anche dai Centri ambiente, come quello di Via
di Scalone a Santarcangelo, ma il loro ruolo sembra affievolirsi nel tempo. Infatti, se nel
2002, presso questo Centro ambiente si raccoglievano 650 tonnellate di rifiuti, che
corrispondevano al 18% dell’intera raccolta differenziata comunale, nel 2005, le tonnellate
erano salite appena a 728, con il peso sulla raccolta differenziata complessiva che scendeva
al 13%, la percentuale più bassa tra tutti i comuni della provincia, dove la media è del 21%.
Lo smaltimento dei rifiuti
Ci sono tre modi per smaltire i rifiuti: la raccolta differenziata, la discarica e l’inceneritore.
In provincia di Rimini, in cinque anni, la raccolta differenziata è aumentata, non molto, in
valore assoluto, ma è rimasta la stessa, sul totale dei rifiuti raccolti, in termini percentuali.
Sono invece in calo i rifiuti conferiti in discarica, che sono scesi dal 65 al 45 % del totale.
Aumenta al contrario il quantitativo dei rifiuti inceneriti, che sono passati da 59 a 102 mila
tonnellate (+73%), ed in percentuale sul totale dei rifiuti dal 35 al 55%. Ripartizione che
vale anche per i rifiuti di Santarcangelo, data la stessa società di gestione. E’ evidente che
Europa Inform
53
Santarcangelo di Romagna
sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
se si vuole evitare la discarica e non destinarne troppo all’incenerimento, non resta che
aumentare significativamente la raccolta differenziata.
Lo smaltimento dei rifiuti
250.000
54.380
200.000
59.139
150.000
100.000
50.000
0
108.612
2000
Fonte: Provincia di Rimini
58.049
101.677
82.492
2005
Raccolta differenziata
Incenerito
Conferito in discarica
Sintesi aspetti chiave



Seguendo la tendenza generale anche a Santancangelo la produzione di rifiuti non
fa che crescere: da 621 kg anno per abitante del 2000 a circa 800 kg anno nel 2006,
esclusi quelli speciali, con una crescita media annua superiore al 5% e
posizionandosi tra i primi posti in Italia;
La raccolta differenziata è migliorata nel tempo centrando l’obiettivo del 35%,
unico comune della provincia, con Verucchio, ad aver ottenuto questo risultato,
quando la media provinciale non sembra schiodarsi dal 25%. Ma comuni ricicloni
paragonabili fanno meglio e raccolgono in modo differenziato tra il 56 e il 63%;
Nello smaltimento dei rifiuti aumenta in modo significativo solo l’incenerimento.
Europa Inform
54
Santarcangelo di Romagna
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La qualità dell’aria
Introduzione
Nel XX secolo la temperatura della Terra è aumentata di 0,5 gradi centigradi e il livello
medio dei mari è cresciuto di circa 20 centimetri. Secondo stime dell’Ipcc (Gruppo
intergovernativo sui cambiamenti climatici dell’ONU), dal 1990 al 2100, causa l’effetto
serra, si assisterà invece ad un aumento della temperatura globale sulla terra compresa tra
1,9 e 2,9 gradi, con la conseguenza di un aumento del livello dei mari, dovuto allo
scioglimento dei ghiacciai, tra 46 e 58 centimetri (nell’ipotesi più pessimista si supera il
metro). La Costa dell’alto Adriatico, da Rimini a Triste, rientrerebbe nelle zone a rischio
inondazione. Altri studi ritengono troppo allarmistici questi scenari ed ipotizzano, per lo
stesso periodo, un aumento di temperatura non superiore a 1,6 gradi, con conseguenze
meno gravi. Per ultimo esiste un terzo gruppo di esperti pronto a sostenere che i dati
disponibili non sarebbero sufficienti ad affermare che sia in atto un incremento anomalo
della temperatura terrestre.
E’ un fatto però che le emissioni annue pro capite di anidride carbonica (CO2) nel mondo
sono aumentate da 2,4 tonnellate del 1950 a 4,1 tonnellate dei primi anni ’90 del secolo
scorso. Media, come è noto, non vuol dire emissioni uguali per tutti, perché gli Stati Uniti
contribuiscono con un pro capite annuo superiore a 20 tonnellate, mentre l’Emilia
Romagna, in linea con l’Italia, si ferma a 8 tonnellate. In termini percentuali questo vuol
dire che gli USA sono responsabili del 50 per cento delle emissioni complessive di CO2 e
l’Italia solo del 4 per cento. In Italia, la CO2 rappresenta il 96% dei gas serra emessi dai
trasporti e negli ultimi 10 anni ha avuto un incremento di quasi il 18%.
La concentrazione in atmosfera di anidride carbonica, il maggiore responsabile dell’effetto
serra27, ha raggiunto le 430 parti per milione, contro le 280 ppm precedenti la Rivoluzione
industriale. Ai ritmi attuali di crescita toccherà le 550 ppm prima del 2050 e la temperatura
potrebbe aumentare di 2 ° C.
Nel protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, del dicembre 1997, l’Europa si è
impegnata a ridurre dell’8 %, e l’Italia del 6,5 % (equivalente a 25-30 milioni di tonnellate
di petrolio), le emissioni dei gas serra, rispetto ai valori del 1990, entro il 2008-2012.
Riduzione che il Consiglio europeo del marzo 2007 ha innalzato al 20% entro il 2020.
Dopo una partenza difficile, le emissione di gas serra nell’Unione Europea a 15, che
27
Gli altri gas responsabili dell’effetto serra sono: il metano (CH4), proveniente dal settore agricolo,
soprattutto dalle deiezioni animali degli allevamenti intensivi, e dalle discariche dei rifiuti; il protossido di
azoto (N20), dalla concimazione chimica dei campi, dal settore energetico e trasporti; il perfluorocarburo
(PFCs), sostanza utilizzata nella refrigerazione; l’idrofluorocarburo (HFCs), principale sostituto dei CFC, gas
responsabile del buco dell’ozono, utilizzato per refrigerazione e condizionamento; l’esafluoruro di zolfo
(SF6), prodotto chimico utilizzato nell’industria.
L “effetto serra” si produce allorquando i gas emessi, formando una specie di cappa, impediscono al calore
della Terra di fuoriuscire dall’atmosfera, respingendolo verso la Terra medesima, che quindi si surriscalda.
Europa Inform
55
Santarcangelo di Romagna
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ammontano ad oltre 4 milioni di tonnellate, sono diminuite, nel 2005, dello 0,8% (35,2
milioni di tonnellate di CO2 equivalenti) sul 2004, ma e rispetto all’anno base (1990) solo
del 2%. Sullo stesso anno base in Italia l’aumento è stato 12,1%. Nel 2006, per la prima
volta, l’Italia, le cui emissioni sono di 582 milioni di tonnellate, ottiene un calo del 1,5%.
In ogni caso, per un europeo su quattro la parola “ambiente” richiama innanzitutto
l’inquinamento urbano.
Indicatori
Nel comune di Santarcangelo non sono presenti centraline fisse di rilevazione della qualità
dell’aria e quelli che seguono sono i risultati di una campagna di monitoraggio realizzata
nel 2005, dall’Arpa e dalla Provincia di Rimini, con un Laboratorio Mobile (LM) posto in
Via Libertà. Sono stati monitorati i seguenti inquinanti: NO2 – CO – O3 – C6H6 – PM10.
Inquinanti provenienti in massima parte dal traffico veicolare e dal riscaldamento
domestico (durante l’inverno).
NO2 : biossido di azoto, notevolmente tossico è responsabile di effetti acuti e cronici
sull’apparato respiratorio e colpisce soprattutto gli asmatici. L’Organizzazione Mondiale
della Salute (OMS) ha stabilito un limite di 200 µg/mc (micro grammi, cioè un millesimo
di grammo per metro cubo d’aria) come valore orario e un valore guida annuale di 40
µg/mc. Questi valori sono stati adottati a livello europeo dalla Direttiva 99/30/CEE e
successivamente recepiti dalla legislazione italiana con il DM 60/02. Svolge un ruolo
fondamentale nella formazione di inquinanti secondari molto pericolosi come l’ozono.
CO: monossido di carbonio è un gas inodore, insapore ed incolore, che si produce per
reazione alla combustione in difetto di ossigeno. In eccesso di ossigeno la combustione
procede invece con la formazione di biossido di carbonio, composto non velenoso, al
contrario del monossido.
Le emissioni di CO in atmosfera sono da ascrivere per un 60% alle attività umane e per il
restante 40% dai processi naturali. La principale sorgente di questo inquinante in ambito
urbano è la combustione della benzina nei motori a scoppio. A differenza però degli ossidi
di azoto, per il CO le massime emissioni si verificano in condizioni di motore al minimo,
in decelerazione e in fase di avviamento a freddo, piuttosto che in accelerazione o in
condizioni di alto numero di giri. Risulta dunque particolarmente favorevole la condizione
di traffico lento e fermate ai semafori nelle giornate caratterizzate da bassa ventilazione.
Nelle aree urbane la concentrazione di CO dipende dalla densità di popolazione degli
autoveicoli.
Il CO, che è sostanza velenosa, viene assorbito negli alveoli polmonari ed entra nel sangue
associato all’emoglobina, impedendo l’ossigenazione dei tessuti.
O3: ozono troposferico, si produce in prossimità della superficie terrestre in presenza di
particolari condizioni come presenza di ossidi di azoto, molecole incombuste di
idrocarburi emessi dagli scarichi dei veicoli, solventi, composti volativi, alta temperatura e
irraggiamento solare. A differenza però dell’ozono stratosferico (cioè della fascia
atmosferica compresa tra 15 e 50 km di altezza) che protegge dai raggi ultravioletti del
sole, l’O3, di colore azzurro e odore pungente, detto anche smog estivo, è il principale
fattore di degrado della qualità dell’aria in molte aree urbanizzate. Le più alte
concentrazioni di ozono si registrano nelle ore di massimo irraggiamento solare dei mesi
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estivi. L’ozono è un gas tossico e molto aggressivo sia per le vie respiratorie che per gli
occhi. I primi sintomi sono: irritazione delle mucose, tosse, fiato corto, mal di testa, dolore
al petto. Le categorie maggiormente sensibili sono gli anziani, i bambini (per una maggiore
ritmo respiratorio o perché passano molte ore all’aperto nelle ore più calde della giornata) e
gli asmatici.
C6H6: benzene, originato prevalentemente dal traffico cittadino e dai motori a scoppio che
utilizzano benzina contenente benzene come antidetonante, al posto del piombo tetraetile.
In Italia la benzina contiene benzene in una frazione non superiore all’ 1% in volume (dal
01/07/98); per ridurne le emissioni non è sufficiente impiegare benzina con basso tenore di
benzene ma occorre anche l’uso di marmitte catalitiche28. Il benzene viene usato anche
nella produzione di resine, lubrificanti, coloranti, inchiostri, collanti, detergenti, solventi e
pesticidi. Il fumo da sigaretta è invece la principale sorgente di benzene per l’inquinamento
indoor (interno). Il benzene è un composto altamente tossico e cancerogeno e colpisce
principalmente il sistema nervoso centrale e il midollo osseo.
PM10: particelle (polveri) sottili volatili, allo stato solido o liquido, che a causa delle loro
piccole dimensioni, pari o inferiore a10 µm (micron = 1 millesimo di millimetro), restano
sospese nell’aria per tempi più o meno lunghi e sono facilmente inalabili. L’ulteriore
frazione PM2.5 , che costituisce il 60% circa delle PM10, costituisce invece la parte
respirabile perché possono penetrare nel tratto inferiore dell’apparato respiratorio (dalla
trachea fino agli alveoli polmonari), risultando particolarmente nocive per persone con
difficoltà di respirazione.
Le emissioni antropiche (cioè prodotte dall’uomo) sono riconducibili in gran parte al
traffico e ai processi di combustione (impianti industriali e di riscaldamento). Quelle di
origine naturale invece, possono venire dall’erosione dei suoli, dall’aereosol marino, dal
trasporto a lunga distanza di sabbia, ecc.
Per ultimo, va aggiunto che le condizioni meteorologiche condizionano fortemente la
qualità dell’aria presente in un territorio; infatti la concentrazione di un inquinante sul
territorio è determinata principalmente da tre fattori:
a) la quantità di sostanze inquinanti immesse in atmosfera, nel territorio considerato, in
territori limitrofi, o addirittura in alcuni casi particolari a grande distanza;
b) la morfologia del territorio;
c) le condizioni meteorologiche della zona.
Indicatori di stato
(risultati della campagna di monitoraggio)


NO2 – CO – O3 – C6H6 – PM10
Emissioni di gas serra
28
La marmitta catalitica ha permesso di risolvere, almeno in parte, le problematiche relative ad alcuni
inquinanti “tradizionali” come monossido di carbonio, piombo e benzene, ma dall’altra ha causato l’aumento
delle quantità di gas serra, come CO2 o protossido di azoto (N2O), emesse nell’aria.
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Il Biossido di Azoto (NO2)
Dall’analisi dei dati29 orari rilevati dal L.M. a Santarcangelo di Romagna in via Libertà, si
può dedurre che l’inquinamento da Biossido di Azoto (NO2) si mantiene al di sotto del
valore limite di 200 µg/mc riferito alla massima media oraria.
Il confronto con i valori dello stesso parametro riscontrati nel medesimo periodo di tempo
nei luoghi di posizionamento della rete fissa di monitoraggio della qualità dell’aria (di
seguito RMQA, che conta 3 stazioni nel comune di Rimini ed 1 a Riccione), mostrano una
media totale (38 µg/mc) superiore alla stazione del Marecchia e di Riccione, una media
invernale (40 µg/mc) dietro solo alla Flaminia, una media estiva (36 µg/mc) e un valore
massimo invernale (108 µg/mc) superato da Flaminia e Abete, un massimo estivo (110
µg/mc) in penultima posizione, seguito solo da “Marecchia”.
I valori di media oraria più alti della campagna sono stati registrati nella stazione
“Flaminia” nel periodo invernale ed in quella di “Abete” nel periodo estivo. Nelle restanti
stazioni della rete e presso il L.M. di Santarcangelo i valori massimi sono più bassi e simili
tra loro, sia nel periodo invernale che in quello estivo.
Per quanto riguarda invece i valori medi riscontrati nei due periodi di campionamento,
“Flaminia”
mostra sempre i valori più alti (54 µg/mc invernale, 71 µg/mc estivo).
Parametri statistici medie orarie NO2 (µg/mc)
29
Tutti i dati riportati sono tratti dal rapporto Campagna di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico con
laboratorio
mobile nelle aree urbanizzate dei Comuni della Provincia di Rimini, ARPA Sezione Provinciale di Rimini,
Comune di Santarcangelo, 2006, scaricabile on line sul sito: www.ambiente.provincia.rimini.it
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Gli orari della giornata più critici, quando cioè i valori raggiungono le punte massime sono:
nel periodo estivo, a secondo della postazioni, nella mattinata dalle ore 07.00 alle 09.00 e
in serata dalle ore 19.00 alle 22.00. D’inverno il quadro è più omogeneo e le concentrazioni
maggiori si registrano nelle ore mattutine, dalle 08.00 alla 10.00, e in quelle serali, dalle
18.00 alle 21.00. Quindi i picchi di massima concentrazione si rilevano sempre in
concomitanza o nelle ore immediatamente successive ai momenti di maggior traffico.
Nel periodo estivo i picchi sembrano essere anticipati al mattino e posticipati in serata. Su
questa situazione sicuramente influisce il cambiamento di orario in cui, durante l’estate, si
manifestano i flussi di traffico più intensi.
L’andamento invece della concentrazione dell’inquinante nell’arco della settimana
lavorativa, vede la tendenza alla diminuzione i fine settimana, chiaramente quando il
traffico diminuisce.
Per ultimo, i dati rilevati dal LM a Santarcangelo mostrano una buona correlazione con
i dati rilevati nelle postazioni della RMQA, ad eccezione della “Flaminia”. Questo vuol
dire che l’ambito in cui sono stati effettuati i campionamenti è rappresentativo della parte
urbanizzata del
comune di Santarcangelo ed è verosimile che questa tipologia di sito sia caratterizzata da
profili di
concentrazioni simili a quelli riscontrati nelle postazioni della RMQA, escluso appunto
Flaminia, zona da alta intensità di traffico, ed in parte Abete, almeno d’estate.
Giorno tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per NO2 (µg/mc)
“Periodo Estivo”
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Giorno tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per NO2 (µg/mc)
“Periodo Invernale”
Il Monossido di carbonio (CO)
Anche in questo caso, dai dati provenienti dallo stesso L.M. a Santarcangelo, si può vedere
chiaramente che l’inquinamento da monossido di carbonio si mantiene ampiamente al di
sotto del valore limite di10 mg/mc riferito alla media giornaliera.
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In generale, per Santarcangelo, le concentrazioni estive sono più altre di quelle invernali.
Sempre nel periodo estivo le concentrazioni di CO rilevate a Santarcangelo di Romagna
sono seconde solo a quelle rilevate presso la postazione “Flaminia” (alta densità di traffico
urbano) e contemporaneamente molto simili ad “Abete” (alta densità abitativa), mentre
“Riccione” e “Marecchia” mostrano sempre concentrazioni più basse. Nel periodo
invernale
invece le concentrazioni rilevate dal L.M. sono le più basse insieme a quelle registrate
presso la
stazione di “Marecchia”.
Parametri statistici orari per il CO (mg/mc)
I valori medi di concentrazione oraria registrati dal L.M. sono sempre inferiori a quelli
rilevati in “Flaminia”, uguali ad “Abete” e superiori a quelli delle altre postazioni nel
periodo estivo, inferiori anche ad “Abete” e “Riccione” e uguali a “Marecchia” nel periodo
invernale.
La stazione “Flaminia” presenta i valori più elevati di concentrazione in tutti gli intervalli
orari,
sia nel periodo invernale che estivo. Nel periodo estivo il L.M. assume un profilo delle
concentrazioni molto simile ad “Abete” e sempre superiore a “Marecchia” e “Riccione”.
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Nel periodo invernale invece il L.M. mostra il profilo di concentrazione più basso, insieme
a
quello della stazione “Marecchia”.
Il profilo di concentrazione del L.M. a Santarcangelo nel periodo estivo, pur presentando
un
leggero incremento delle concentrazioni nell’arco della giornata, risulta molto stabile.
Questo è
dovuto presumibilmente alla modesta presenza di fonti importanti di emissione dirette di
CO nelle
vicinanze dell’aerea sottoposta a monitoraggio.
Per quanto riguarda l’andamento orario delle concentrazioni, in entrambi i periodi di
monitoraggio nelle stazioni si registrano concentrazioni maggiori nelle ore mattutine dalle
07.00 alle 09.00 e in quelle serali dalle 18.00 alle 22.00, ore associabili o immediatamente
successive alla
presenza di traffico più intenso.
Giorno Tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per il CO (mg/mc)
“Periodo Estivo”
Giorno Tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per CO (mg/mc)
“Periodo Invernale”
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Nel periodo invernale, durante la settimana lavorativa, si assiste ad un progressivo
aumento, seppur modesto, delle concentrazioni raggiunte dall’inquinante, che diminuisce
invece la domenica. Nel periodo estivo, il profilo presenta una maggiore costanza, seppure
con picchi di concentrazione più elevati nella parte centrale della settimana.
Anche per questo parametro esiste una correlazione abbastanza evidente, escluso i picchi,
con i risultati registrati dalla maggior parte della rete di monitoraggio stabile.
L’Ozono (O3)
Nessuno superamento dei 120 µg/mc, calcolati come media su 8 ore (Obiettivo a lungo
termine per la protezione della salute umana), è stato registrato dal L.M a Santarcangelo
per l’Ozono.
I dati sulle concentrazioni sono comunque paragonabili alle postazioni della RMQA di
“Riccione” (alta densità di traffico urbano) e “Marecchia” (fondo urbano), abilitate a
questo tipo di rilevazioni.
Emerge sempre l’evidenza che l’ozono è un inquinante tipico della tarda primavera – inizio
estate, trattandosi di un inquinante secondario la cui formazione viene attivata dalla
presenza di
intenso irraggiamento solare.
Parametri statistici mede orarie per O3 (µg/mc)
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Nelle figure che seguono sono riportati gli andamenti della concentrazione per il giorno
tipo nel
periodo invernale ed estivo relativamente alla campagna di monitoraggio. Come è ben
visibile la
postazione di Santarcangelo e le postazioni della rete RMQA hanno andamenti molto
simili tra di
loro in tutte le ore del giorno, sia nel periodo estivo che invernale.
Nel periodo estivo si nota che i valori di concentrazione registrati a Santarcangelo durante
la
notte a partire dalle 21.00 sino alle 8.00 del mattino sono leggermente più elevati di quelli
delle
altre due stazioni della rete, un andamento analogo è percepibile anche nel periodo
invernale.
Questo andamento più alto relativo alle prime ore del mattino, è associabile ad un minore
calo della
concentrazione dell’inquinante durante le ore notturne. Questo fenomeno è dovuto ad una
minore
presenza in questo sito di quelle sostanze inquinanti che, oltre ad entrare direttamente nel
meccanismo fotochimico di generazione dell’Ozono, contribuiscono poi, tramite altre
reazioni, alla
sua rimozione.
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Per quanto riguarda l’andamento orario delle concentrazioni in tutte le stazioni si registrano
valori maggiori tra le ore 16.00 e 18.00 nel periodo estivo e tra le 15.00 e le 16.00 nel
periodo
invernale, ore successive ai momenti di maggior irraggiamento solare.
Giorno Tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per l’ Ozono
(µg/mc) “Periodo Estivo”
Giorno Tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per l’Ozono (µg/mc)
“Periodo Invernale”
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Il Benzene (C6H6)
Concentrazioni medie orarie del parametro sempre inferiori al valore previsto per la media
annuale (10 µg/mc), sia nel periodo invernale che estivo.
Sempre nella norma ma valori più alti nella stazione “Flaminia”, in particolare d’estate.
In entrambi i siti di misura, ed a maggior ragione a Santarcangelo, i valori medi rilevati nei
periodi oggetto di monitoraggio mostrano comunque valori compatibili anche con il valore
limite di 5
µg/mc previsto per il 2010.
Benzene Media oraria e media oraria massima registrata (µg/mc)
Per quanto riguarda l’andamento orario delle concentrazioni, in entrambe le postazioni si
registrano aumenti di concentrazione nelle ore mattutine, dalle 08.00 alle 10.00, e in quelle
serali,
dalle 19.00 alle 22.00. Nella stazione “Flaminia” si rileva anche un innalzamento delle
concentrazioni nelle ore centrali della giornata. Quindi gli innalzamenti di concentrazione
si
rilevano sempre nelle ore concomitanti o immediatamente successive ai momenti di
traffico più
intenso.
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Presso il L.M., durante il periodo estivo, si rileva una concentrazione estremamente bassa
con un
profilo molto stabile nell’arco della giornata.
Giorno tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per il Benzene (µg/mc)
“Periodo Invernale”
Giorno tipo. Andamento orario giornaliero della concentrazione per il Benzene
(µg/mc) “Periodo Estivo”
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Durante la settimana e in particolar modo durante il periodo invernale si percepisce un
progressivo
aumento della concentrazione dell’inquinante durante il corso della settimana lavorativa.
Le
concentrazioni tornano poi ad abbassarsi il fine settimana. Come sempre è il traffico a
determinare il livello di presenza degli inquinanti.
Il Materiale Particolato (PM10)
In questo caso, i dati rilevati dal L.M. a Santarcangelo, sempre durante il periodo della
campagna, mettono in rilievo, sia per il periodo invernale che per quello estivo, alcuni
superamenti del “Valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana” fissato in 50
µg/mc dal 2005, da non superare più di 35 volte l’anno.
Risultati analoghi, per lo stesso parametro, si sono riscontrati nelle stazioni della RMQA
“Marecchia” (fondo urbano) e “Flaminia” (alta densità di traffico urbano), ed i superamenti
del valore medio giornaliero tendono a manifestarsi negli stessi periodi di tempo.
L’andamento delle concentrazioni registrate con il L.M. di Santarcangelo nel periodo
invernale è caratterizzato da valori molto simili a quello rilevati in “Flaminia” e superiori a
quelli di “Marecchia”. Nel periodo estivo i profili delle due stazioni e del L.M. hanno
andamenti più uniformi tra loro, anche se la stazione di “Marecchia”, in questo periodo,
sembra caratterizzata da concentrazioni leggermente minori.
I valori dei massimi rilevati, in questo caso particolare relativi al periodo estivo, sono
sostanzialmente simili tra di loro, L.M. = 75; “Marecchia” = 73; “Flaminia” = 81. Fatto
importante
che và rilevato è che questi valori sono stati riscontrati durante lo stesso episodio di
inquinamento e
addirittura nello steso giorno.
Riferendoci indicativamente al “Valore limite annuale per la protezione della salute
umana”
che richiede un valore medio annuale inferiore a 40 µg/mc, è giusto considerare il fatto
che,
calcolando la media sui giorni di campionamento, come media su entrambe i periodi, il
limite sopra
richiamato non viene superato. Calcolando invece la media sui singoli periodi, il limite
viene
superato per il periodo invernale e non per quello estivo.
Parametri statistici dei valori medi giornalieri per il PM10 (µg/mc)
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I dati giornalieri rilevati confermano che il periodo invernale è caratterizzato da valori di
concentrazione più alti di quello estivo e nel complesso è evidente che l’inquinamento da
PM10 non
è specifico del sito di campionamento ma si manifesta uniformemente, con concentrazioni
che
tendono ad assumere valori simili su tutto il territorio.
Le due postazioni di misura hanno andamenti leggermente differenti. Nel periodo estivo la
postazione di misura di Santarcangelo presenta valori più bassi di concentrazione nella
seconda
parte della giornata. Nel periodo invernale presso “Flaminia” si osserva un abbassamento
di
concentrazione abbastanza consistente nelle ore centrali della giornata diversamente dal
L.M. a
Santarcangelo che mantiene un profilo omogeneo e più elevato.
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Si rileva sempre la tendenza all’aumento delle concentrazioni dell’inquinante durante le
ore
serali. Le concentrazioni tendono poi a calare nelle prime ore del mattino, un successivo
calo è
percepibile con modalità diverse nelle due postazioni, in tarda mattinata presso “Flaminia”
e nel
pomeriggio presso il L.M..
Per quanto riguarda i valori massimi delle concentrazioni, in entrambe le postazioni
vengono
rilevati nelle ore serali, dalle 22.00 alle 24.00. In “Flaminia” si rileva anche un aumento
della
concentrazione intorno alle ore 08.00 del mattino, che si percepisce anche a Santarcangelo
ma alle
ore 10.00.
In sintesi, l’andamento delle concentrazioni mostra condizioni associabili ad un inquinante
influenzato da traffico30.
Giorno Tipo. Andamento biorario della concentrazione per il PM10 (µg/mc) “Periodo
Estivo”
30
Da uno studio su 13 città italiane con oltre 200 mila abitanti, condotto dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità e dall’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente) è risultato che tra il 2002 e il 2004 si sono
registrati, in media, 8.220 morti l’anno causati dalle polveri sottili, che equivale al 9% della mortalità degli
over 30. Morti che si potrebbero risparmiare quando (2010) diverrà legge l’obiettivo di qualità dell’aria che
abbasserà a 20 µg/mc la concentrazione di PM10 ammissibile.
In Europa, l’inquinamento atmosferico riduce di più di otto mesi l’aspettativa di vita media e ogni anno
provoca la morte prematura di 370 mila europei.
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Giorno Tipo. Andamento biorario della concentrazione per il PM10 (µg/mc) “Periodo
Invernale”
Se nel periodo estivo si percepisce una diminuzione delle concentrazioni nella parte
iniziale della settimana seguita da un successivo aumento, nel periodo invernale nella parte
iniziale della settimana lavorativa i profili rimangono pressoché costanti manifestando una
tendenza all’aumento durante il fine settimana ed un calo nella giornata di domenica.
E’ giusto sottolineare la somiglianza dei profili delle settimane tipo tra il L.M. a
Santarcangelo
e la postazione di “Flaminia” (alta densità di traffico) nel periodo invernale, che è quello
più critico
per questo inquinante.
Le emissioni di gas serra
Secondo stime realizzate dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Rimini, dal
2002 al 2005, le emissioni totali di gas serra nell’intero territorio provinciale sono
aumentate da 2,141 a 2,255 milioni di tCO2 equivalenti31, con una crescita del 5% in tre
anni. Cioè il contrario degli impegni sottoscritti con il Protocollo di Kyoto, che dovrebbe
vedere la Provincia di Rimini impegnata a ridurre le emissioni di circa 800 mila tonnellate.
L’aumento investe tutti i Comuni, ma il maggior contributo alla produzione dei gas serra
viene dalle località costiere, in testa a tutti Cattolica con oltre 37 tonnellate equivalenti di
CO2 per residente, seguito da Riccione con quasi 29 tonnellate, poi Rimini con 14, Bellaria
13 e Santarcangelo con poco più di 6 tonnellate.
31
Quantità di anidride carbonica capace di produrre gli stessi effetti di altri gas.
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Ovviamente la riduzione deve essere un impegno di tutti, ma qualcuno deve fare
sicuramente di più.
28,84
25,93
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2003
2005
5,81
40
35
30
25
34,06
tCO2 equivalenti per abitante
37,89
Emissioni di gas serra
Fonte: Provincia di Rimini
Conclusioni
Dati i valori riscontrati il Piano di risanamento e tutela della qualità dell’aria della
Provincia di Rimini ha inserito Santarcangelo tra le zone “agglomerato” per le quali è
necessario predisporre programmi a breve termine di risanamento per riportare la qualità
dell’aria ai livelli richiesti dalle Direttive europee.
Sintesi aspetti chiave

Secondo i dati rilevati dal Laboratorio Mobile posto a Santarcangelo di Romagna in
via Libertà, nel 2005, l’inquinamento da Biossido di Azoto (NO2) si mantiene al di
sotto del valore limite di 200 µg/mc. stabiliti. Gli orari della giornata più critici,
quando cioè i valori raggiungono le punte massime sono: nel periodo estivo, nella
mattinata dalle ore 07.00 alle 09.00 e in serata dalle ore 19.00 alle 22.00. D’inverno
dalle 08.00 alla 10.00, e in quelle serali, dalle 18.00 alle 21.00. Orari che
coincidono con i periodi di maggior traffico;

Anche per il Monossido di carbonio (CO), dai dati provenienti dallo stesso L.M. si
può osservare che l’inquinamento da questa componente si mantiene al di sotto del
valore limite di 10 mg/mc riferito alla media giornaliera. In generale poi, a
Santarcangelo, le concentrazioni estive sono più alte di quelle invernali;
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
Nessuno superamento dei 120 µg/mc calcolati come media su 8 ore (obiettivo a
lungo termine per la protezione della salute umana) registrato dal L.M a
Santarcangelo nemmeno per l’Ozono. I dati sulle concentrazioni sono comunque
paragonabili a quelli raccolti nello stesso periodo a “Riccione” (alta densità di
traffico urbano) e nel “Marecchia” (fondo urbano). Una particolarità: nel periodo
estivo, dalle 21.00 sino alle 8.00 del mattino, i valori di concentrazione per
Santarcangelo sono leggermente più elevati di quelli delle altre due stazioni della
rete;

Concentrazioni medie orarie del Benzene sempre inferiori al valore previsto per la
media annuale (10 µg/mc), sia nel periodo invernale che estivo. Aumenti delle
concentrazioni nelle ore mattutine dalle 08.00 alle 10.00 e in quelle serali dalle
19.00 alle 22.00;

Per le PM10 i dati rilevati dal L.M. a Santarcangelo mettono in rilievo, sia per il
periodo invernale che per quello estivo, alcuni superamenti del “Valore limite di 24
ore per la protezione della salute umana” fissato in 50 µg/mc dal 2005. La media
delle concentrazioni è più elevata d’inverno, ed è sempre il traffico la sorgente
principale;

Nel 2005, ogni residente a Santarcangelo ha prodotto l’equivalente di 6,47
tonnellate di gas serra, cioè 6.470 chilogrammi, 660 chilogrammi in più rispetto al
2003. E’ la sesta quantità pro capite più alta della provincia.
Limiti di legge per PM 10, C6H6, NO2 e O3
Variazione di emissione in Europa delle principali sostanze inquinanti dal 1993 al
2003 e
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73
Santarcangelo di Romagna
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percentuale di incidenza dei trasporti stradali sul totale di emissioni
(1) Il progetto Corinair (COoRdination-INformation-AIR – CE, 1985) finalizzato a raccogliere, armonizzare
e organizzare le informazioni sulle emissioni in atmosfera nella comunità europea e' stato lanciato in
ambito europeo, alla metà degli anni '80. Il risultato delle attività del progetto e' costituito dalla
realizzazione di un inventario delle emissioni. In tabella sono considerate quelle relative a: ossidi di zolfo
(SOx), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV), ammoniaca (NH3), monossido di carbonio
(CO), polveri inalabili minori di 10 micron (PM10). Nell’inventario delle emissioni vengono considerate le
seguenti fonti: combustione energia e industria di trasformazione; combustione non industriale;
combustione industria; processi produttivi; estrazione, distribuzione combustibili fossili / geotermico; uso di
solventi; trasporti stradali; altre sorgenti mobili; trattamento e smaltimento rifiuti; agricoltura; altre
sorgenti di emissione ed assorbimenti.
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Santarcangelo di Romagna
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Il ciclo idrico
Introduzione
Di tutta l’acqua presente sul pianeta Terra, il 97,5 per cento è salata, e del restante 2,5 per
cento, più di due terzi è ghiacciata nelle calotte polari. Il resto dell’acqua non salata
disponibile è per lo più presente sotto forma di misture al suolo (fanghi e terra umida) o
giace nel sottosuolo, nella falde acquifere. Così, meno dell’1 per cento dell’acqua
disponibile nel mondo (circa lo 0,07 per cento del totale dell’acqua del mondo) è di pronto
accesso per gli usi umani e si trova nei laghi, nei fiumi, nelle riserve e nelle sorgenti del
sottosuolo. L’evaporazione e le precipitazioni rendono questa riserva d’acqua disponibile.
Ma dei 40 mila Kmc di acqua dolce che raggiunge la terra, secondo esperti dell’Unesco,
solo 13,5 mila sono teoricamente disponibili per il consumo umano, con costi economici
e ambientali crescenti.
Dagli anni Cinquanta le riserve rinnovabili pro capite sono scese della metà, mentre la
popolazione mondiale è passata da due miliardi e mezzo a sei. Solo nell’ultima decade la
domanda di acqua è cresciuta di sette volte, quasi il doppio del tasso di crescita della
popolazione. La domanda di acqua, infatti, raddoppia ogni 21 anni.
Già ottanta paesi che ospitano qualcosa come 2,2 miliardi di persone, il 40 per cento circa
della popolazione mondiale, sono classificati aridi o semiaridi. Percentuale destinata a
crescere entro la metà del XXI secolo, fino a raggiungere il 65 per cento degli abitanti della
terra. All’inizio del nuovo millennio, 1,4 miliardi di persone non ha accesso diretto
all’acqua. Secondo stime, nell'anno 2020, quando la popolazione mondiale sarà di 8
miliardi circa, il numero di persone che non avrà accesso all'acqua potabile salirà a 3
miliardi. Un intero continente, l’Africa, si trova con meno di 500 metri cubi di acqua
potabile all’anno per persona: disponibilità che l’Oms ritiene al limite della sopravvivenza.
Il consumo quotidiano di acqua di una famiglia europea è molte volte superiore a quello di
una famiglia africana (che non supera i 20 litri). La media dei paesi Ocse di
approvvigionamento idrico è di 360 litri/persona/giorno, che sale a 585 l/per/gg negli USA,
per scendere a 383 l/per/gg in Italia.
L’Italia consuma ogni anno 40 mila milioni di metri cubi (1 mc=1000 litri) di acqua, di cui
la metà per usi irrigui, un quinto per usi civili ed una stessa quantità per usi industriali, e
quel che resta per produrre energia. In Emilia Romagna, che nel 2001 ha consumato 1.914
milioni di mc di acqua (il 2 per cento in più del 1980) l’agricoltura è più “idroesigente” e di
acqua ne consuma il 63 per cento, contro il 12 per cento dell’industria e il 25 per uso civile
(per produrre una tonnellata di granoturco ci vogliono almeno 2.500 ton di acqua, per una
di patate ne basta 1,5 ton. e per una di fagioli 13 ton).
Indicatori
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Indicatori di Stato
 Qualità dei corsi d’acqua
 Qualità delle acque sotterranee
Indicatori di pressione
 Prelievi e consumi idrici
Indicatori di risposta
 Rete fognaria e depurazione
Qualità dei corsi d’acqua
Sono due i bacini fluviali che attraversano o lambiscono il comune di Santarcangelo: il
fiume Uso, che sfocia a Bellaria, e più a sud il fiume Marecchia. In ordine d’importanza
sono, per portata e superficie totale, il primo e il terzo bacino fluviale della provincia.
Bacini fluviali del Comune di Santarcangelo
Bacino
Portata media (mc/s) Superficie totale bacino (km2)
Uso
1,13
141
Marecchia
7,7
649
Fonte: Piano delle acque della Provincia di Rimini
La qualità dell’acqua dei fiumi viene controllata da una rete di monitoraggio che consta di
due stazioni di prelievo per il fiume Uso e quattro per il fiume Marecchia.
La determinazione dello Stato Ecologico di un corso d’acqua (SECA) prevede l’incrocio
tra le analisi di parametri chimico-microbiologici, detti macrodescrittori (Ossigeno
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disciolto/OD, Domanda chimica e biochimica di ossigeno/BOD5, Domanda chimica di
ossigeno/COD, Sostanze azotate e Fosfati, Escherichia Coli per la misura della presenza di
microrganismi da sversamenti di liquami), e le analisi riguardanti il suo stato biologico,
riassunto nell’ Indice Biotico Esteso (IBE), che si ottiene esaminando l’impatto antropico
(esempio la presenza, anche sporadica, di inquinanti tossici) sulle comunità dei
macroinvertebrati (insetti nella loro forma larvale acquatica e molluschi) che vivono sul
fondo o nel sedimento dei corsi d’acqua. L’indice IBE traduce lo stato di qualità biologica
in cinque classi e assume valori decrescenti con l’aumentare del grado di inquinamento
(valori alti, non inquinato, colore azzurro; valori bassi, molto inquinato, colore rosso).
Anche lo Stato Ecologico dei corsi d’acqua viene rappresentato in cinque classi, cha vanno
dalla classe 1 (colore azzurro) per ambienti non inquinati di qualità elevata, alla classe 5
per ambienti fortemente inquinati (colore rosso) di qualità pessima.
Infine la classificazione SECA combinata con la presenza o meno di inquinanti chimici
consente di arrivare allo Stato Ambientale del corso d’acqua (SACA), che distingue
cinque possibili livelli di qualità ambientale dell’acqua: elevato, buono, sufficiente,
scadente e pessimo.
Il fiume USO dal 2000 al 2004
Per una verifica sulle tendenze dello stato ecologico delle acque del fiume Uso si mettono a
confronto i risultati delle analisi effettuate, negli stessi punti di prelievo, nel 2000 e nel
2004 (ultimo anno disponibile).
L’osservazione delle cartine, che sintetizzano i risultati delle analisi, permette di constatare
che:
a. nella stazione più a valle la qualità delle acque è sempre peggiore di quella a monte
(questo vuol dire che l’inquinamento cresce durante il tragitto);
b. nel periodo considerato c’è stato un peggioramento in entrambi le stazioni: nella
prima (Ponte SP 73 a Camerano di Poggio Berni) l’IBE è passato dal colore verde
al giallo, che vuol dire da un “ ambiente con moderati sintomi di inquinamento” ad
un “ambiente molto inquinato”; nella seconda (Ponte SP 89-San Vito di Rimini) da
giallo ad arancione, cioè da un “ambiente molto inquinato” ad uno “molto inquinato
e molto alterato”.
Nella stazione più a valle sono maggiori i valori del fosforo totale (elemento presente negli
scarichi domestici nonché in fertilizzanti agricoli), dell’azoto ammoniacale e dell’azoto
nitrico. Ma in genere i parametri critici, in entrambi i punti di campionamento, sono anche
il COD, l’Ossigeno disciolto e l’Escherichia coli.
Questa situazione porta il Rapporto sulle acque fluviali della Provincia di Rimini dell’anno
2000 a scrivere che “dall’intersezione tra il livello dei macrodescrittori con quello dell’IBE,
deriva una classificazione provvisoria dello Stato Ecologico come “scadente” in tutte le
stazioni di campionamento”(pag.10).
La situazione, a parte la diminuzione della presenza del Fosforo totale, è però peggiorata
nel 2004, e ciò fa scrivere al Rapporto di quell’anno che “nel corso d’acqua si trovano alte
concentrazioni di inquinanti, per lo più organici, non degradabili facilmente da parte della
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77
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Rapporto sulla sostenibilità dello
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biomassa batterica presente nel corpo idrico, derivanti dagli scarichi domestici ed
industriali che vi recapitano” (pag. 20)32.
Lo Stato Ecologico ed Ambientale è dato come “sufficiente” nella prima stazione ma
“scadente” nella seconda, per la presenza di scolmatori e di numerosi allevamenti.
32
I Rapporti sono consultabili e/o scaricabili sul sito: www.ambiente.provincia.rimini.it
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Il fiume MARECCHIA dal 2000 al 2004
Complessivamente migliorano invece le condizioni del fiume Marecchia, la cui qualità
biologica, misurata dall’Indice Biotico Esteso (IBE) passa, dal 2000 al 2004, dalla classe
IV (Ambiente molto inquinato e molto alterato) alla classe III (Ambiente molto inquinato),
mentre lo Stato Ecologico mantiene la classe 3 di “sufficiente” (colore giallo) in tutte le
stazioni di controllo.
In verità a migliorare, nel 2004, sono state le due stazioni più a valle (Marecchia 3 e 4), che
nel 2003 avevano ottenuto una valutazione dello Stato Ecologico pari alla classe 4
(scadente).
Per quanto riguarda l’Indice Biotico Esteso (IBE), la qualità biologica del corso d’acqua
risulta
mediamente pari ad una classe III (ambiente molto inquinato) lungo tutta l’asta fluviale,
non mostrando particolari variazioni nel corso dell’anno.
Anche per il fiume Marecchia le condizioni peggiorano mano a mano che ci si avvicina alla
foce. Tra i parametri rilevati, quelli che aumentano i valori con l’approssimarsi del mare
sono il COD, il BOD5, l’OD e il Fosforo totale, in particolare nei mesi estivi di luglio e
agosto, l’Azoto ammoniacale, l’Azoto nitrico e l’Escherichia coli.
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Indice Biotico Esteso (IBE) - anno 2000
Indice SECA e SACA
Una sintesi dello stato di qualità dell’acqua dei fiumi Uso e Marecchia degli ultimi cinque
anni viene offerta dagli indicatori sullo Stato Ecologico (SECA) e sullo Stato Ambientale
(SACA) di questo periodo, da cui si ricava un Uso più inquinato del Marecchia, soprattutto
nella parte finale, e si conferma una propensione al degrado con l’avvicinarsi alla costa.
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SUOLO
Evidentemente il passaggio per centri abitati, siti industriali e luoghi di produzioni agricola
non lasciano indifferenti i due fiumi.
Stato ecologico e ambientale dei fiumi
Fiume
Stazione
USO
USO
MARECCHIA
MARECCHIA
MARECCHIA
MARECCHIA
Fonte: ARPA,
Ponte SP 73 Camerano
SP 89 San Vito
Ponte Secchiano
Ponte Verucchio
Ponte SP 49 Santarcangelo
A monte cascata via Tonale
2005
Legenda:
SECA e SACA
2001 2002 2003 2004 2005
SECA - SACA
Classe 2 - Buono
Classe 3 - Sufficiente
Classe 4 - Scadente
Il Piano Regionale di tutela delle acque prevede, per il 2008, il raggiungimento dello stato di
“sufficiente” nello sbocco al mare del fiume Uso, e il mantenimento di “buono” a monte e
il raggiungimento di “sufficiente” a valle per il fiume Marecchia, da trasformare in
“buono” nel 2016.
La qualità delle acque sotterranee (pozzi)
Dalla qualità delle acque superficiali a quelle sotterranee, dove avvengono i prelievi anche
per uso potabile. Le concentrazioni dei parametri chimico-fisici-tossici dell’acqua estratta
dai 4 pozzi che riforniscono Santarcangelo, conformemente a quanto stabilito dal DPR
236/88 per gli usi alimentari e potabili, rientrano ampiamente nei limiti stabiliti.
Ovviamente l’acqua estratta, prima di entrare nella rete di distribuzione, dove viene
comunque immessa una miscela proveniente da più fonti, subisce diversi trattamenti di
disinfezione e potabilizzazione. Il controllo sulla qualità dell’acqua della rete è affidato
all’Azienda USL, che esegue prelievi periodici, verificando circa trenta parametri.
Qualità delle acque sotterranee dei pozzi di approvvigionamento per Santarcangelo,
2007
Valori medi dei parametri chimico-fisici
Pozzi
4 pozzi
Fonte: Hera
Cloruri
Durezza
Nitrati
(CMA=200mg/l)
(CMA=50 F°)
(CMA=50mg/l)
19
26
7
CMA = Concentrazione Massima Ammissibile
Sull’inquinamento da Nitrati delle acque di falda va tenuto presente che valori superiori al
limite di 50 mg/l, con la tendenza all’aumento, sono presenti nella conoide del Marecchia
Europa Inform
81
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già da qualche tempo33. I punti rossi della figura indicano i luoghi con una qualità
dell’acqua sotterranea scadente.
La classificazione quali-quantitativa (stato ambientale) delle acque sotterranee
Legenda
Fonte: RER, Piano tutela delle acque 2003, pag.163
Per risanare la situazione l’Autorità di bacino Marecchia-Conca ha, tra l’altro, assunto i
seguenti impegni in modo prioritario:
 Completamento allacciamenti dei collettori di adduzione ai depuratori consortili
 Completamento reti fognarie pubbliche nei centri > 2.000 A.E.
 Trattamento secondario e terziario dei reflui
 Utilizzo della fitodepurazione per piccoli agglomerati non allacciabili ai depuratori
 Costruzione vasche di stoccaggio deiezioni animali
 Accorgimenti per minimizzare il contatto delle deiezioni animali con le acque
 Reti fognarie separate per i nuovi insediamenti
Con riferimento agli aspetti quantitativi delle acque superficiali e sotterranee, le priorità
d’intervento riguarderanno la razionalizzazione degli usi ed il risparmio delle risorse
idriche. Esse consistono in:
 interconnessione ed ammodernamento degli acquedotti delle aree collinari e
montani,
la riduzione delle perdite e predisposizione di nuovi attingimenti;
 spostamento di parte degli emungimenti su falde acquifere a minore
compromissione, con
contestuale protezione delle stesse dall’inquinamento da nitrati;
 uso irriguo di reflui provenienti da impianti di depurazione;
 predisposizione di bacini di cava dismessi alla funzione di accumulo ad usi
plurimi;
L’approvvigionamento idrico
33
Provincia di Rimini, Rapporto sullo stato dell’ambiente, 2006, pag.56.
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Come si vede Santarcangelo poggia sulla maggiore conoide, rappresentata dal fiume
Marecchia, della provincia, da cui si estrae il grosso dell’acqua necessaria alle attività
domestiche e produttive.
Fonte: Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione ER
La rete idrica di Santarcangelo si snoda per una lunghezza di 210,6 km e riceve ogni anno
più di 2 milioni di mc di acqua, prelevati da 4 pozzi (1 in località Bornaccino e Ceccarino e
2 in Brancola) sul Marecchia, che sono qualcosa come 2 miliardi di litri, cioè circa 100
mila litri/anno per residente, oppure 274 litri/abitante/giorno. Valori che comprendono i
consumi domestici (circa 1 milione di mc per 7,5 mila utenze) ma anche quelli richiesti
dalle attività commerciali e produttive (326 mila mc per circa 1,4 mila utenze)34. Solo per
uso domestico ogni residente consuma quindi 131 litri al giorno, meno dei 188 litri/giorno
di Rimini (turisti compresi) e lontano dai 360 litri/giorno di Milano, essendo al città più
virtuosa Ascoli Piceno con soli 103 litri/abitante/giorno.
Prelievi a fini acquedottistici
34
Consumi idrici annui in provincia di Rimini: usi civili 30,3 milioni di mc; usi agricoli 6,9 milioni di mc (al
netto delle perdite); usi industriali 6,6 milioni di mc. In totale 43,8 milioni di mc per anno, di cui 24,1 milioni
di mc (il 44%, contro il 32% in Regione) prelevati da acque di falda (Rapporto sullo stato dell’ambiente,
op.cit. pag.46-47).
In Italia i consumi idrici sono così ripartiti: agricoltura 49%, industria 21%, civile 19% ed energetico 11%
(Cnr).
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83
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Nel 2002, l’acqua consumata e fatturata dalle oltre 7 mila utenze (domestiche e non) di
Santarcangelo era di 1.177.994 mc, per un pro capite giornaliero di 170 litri, quando in
provincia la media era di 317 litri ed in Regione di 249 litri (ATO Provincia di Rimini).
Confrontando i consumi del 2006 con quelli del 2002 l’aumento è stato del 75%, molto
più dell’aumento delle utenze.
Non tutta l’acqua immessa nella rete viene però consumata perché una parte, il 20,33%,
valore medio per l’intero territorio provinciale, si perde35, in genere per il non perfetto stato
della rete stessa (la perdita media della rete di distribuzione in Emilia Romagna è del 26%).
Da sottolineare che questa perdita si mantiene grosso modo invariata dalla fine degli anni
novanta del secolo appena trascorso.
Migliaia di mc
Approvvigionamento idrico di Santarcangelo
2.250
2.200
2.150
2.100
2.050
2.000
1.950
2.218
2.045
2004
2005
2.058
2006
Fonte: Hera
L’approvvigionamento idrico avviene utilizzando più fonti, ma tre litri su quattro sono di
origine locale, prevalentemente da pozzi della conoide del Marecchia, tra le più sfruttate
dell’Emilia Romagna, la cui disponibilità è strettamente collegata alla piovosità o meno
delle stagioni. Cioè agli andamenti climatici.
Santarcangelo: fonti di
approvvigionamento, 2006
15%
10%
75%
Locali
Rete Rimini
Romagna Acque
35
Esempi di perdite della rete idrica in Italia: Viterbo 4%, Ravenna 20%, Bologna 25%, Savona 40% e
Cosenza 70% (Ecosistema Urbano 2007).
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Rete fognaria, depurazione e scarichi di inquinanti
La rete fognaria di Santarcangelo, a cui sono allacciati l’85% dei residenti (94% nel
Comune di Rimini), contro il 64% della metà degli anni novanta, si estende per una
lunghezza complessiva di 155,75 km, divisa tra 87,25 km di fognatura mista, 22,20 km di
fognatura nera e 46,29 km di fognatura bianca. La metà circa (76 km) è costruita in pvc,
un’altra grossa parte in calcestruzzo (62 km), poi gres (13 km) e altri materiali (fonte
Hera).
Sono fuori dalla rete fognaria 28 scarichi di acque reflue urbane su corpo idrico
superficiale e 4 per acque reflue domestiche di nuclei abitazionali isolati36.
La rete fognaria è collegata all’impianto di depurazione di S.Giustina (Rimini), che ha una
capacità di 220.000 abitanti equivalenti, tratta 51.000 mc/giorno d’estate e 29.000
mc/giorno d’inverno, e sopporta un carico inquinante COD (domanda chimica di
ossigeno37) di 931 kg al giorno. Una volta trattata l’acqua viene fatta defluire nel fiume
Marecchia per perdersi in mare.
Il depuratore produce 14.500 ton/anno di fanghi.
Il sistema depurativo e gli insediamenti civili non serviti sversano nei fiumi, tra BOD5
(misura il livello di inquinamento da sostanza organica) , Azoto e Fosforo (responsabile dei
fenomeni di eutrofizzazione), un quantitativo medio annuo di 274,1 ton. nel caso dell’Uso
e 847,5 ton. nel Marecchia. Altre 864,1 ton., prevalentemente provenienti da case sparse o
non serviti dalla rete fognaria, finiscono invece direttamente al suolo38. Ovviamente a
Santarcangelo compete solo una parte, quella bagnata dai due fiumi, di questo carico.
Carichi sversati dal sistema fognario-depurativo e dagli insediamenti civili non serviti da fognatura
(ton/anno)
Scarico in corpo idrico superficiale
Scarico su suolo
Depuratori By pass Reti non Totale Depuratori Reti non Non serviti Case
Totale
depuratori depurate
depurate da rete
sparse
BOD5
Uso
65,8
55,6
28,8
0
0
13,0
95,7
148,2
108,8
Marecchia
133,8
9
76,4
0
0
403,6
168,2
219,2
571,8
Azoto
Uso
101,6
11,4
5,5
0
0
3,0
22,3
118,5
25,3
Marecchia
584,5
1,9
15,7
0
0
94,0
39,2
602
133,2
Fosforo
Uso
4,9
1,7
0,8
0
0
0,5
3,5
7,4
4,0
Marecchia
23,6
0,3
2,3
0
0
14,9
6,2
26,3
21,0
Fonte: RER, Piano tutela delle acque 2003
36
Località senza rete fognaria in provincia di Rimini: 57 (il 2,4 % regionale) [RER, Piano tutela delle acque
2003, pag. 57]
37
Indica la quantità di sostanze organiche e inorganiche contenute in un campione d’acqua che possono
venire ossidate con trattamenti specifici.
38
Nel totale si sono stimati per l'intero areale idrografico regionale (esclusi i bacini minori), carichi medi
annui veicolati in Po o in Adriatico di circa 26.000 t/anno di BOD5, 132.000 t/anno di COD, 17.800 t/anno di
N e 1.650 t/anno di P. (RER, Piano delle acque, op.cit. pag. 300).
Europa Inform
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Per quanto riguarda gli scarichi in corpo idrico superficiale provenienti dal settore
produttivo/industriale, e considerando solo le acque di processo, i carichi annuali di BOD5,
COD, azoto e fosforo connessi agli scarichi produttivi ammontano 2,3 ton. per l’Uso e 35
ton. per il Marecchia.
Nel periodo 1992-2001, l’insieme di tutti i carichi (BOD5, COD, azoto e fosforo) veicolati
ogni anno in Adriatico dai fiumi Uso e Marecchia, sono stati rispettivamente di 1.167
ton/anno il primo e di 7.402 ton/anno il secondo.
Sintesi aspetti chiave







La qualità dell’acqua dei fiumi Uso e Marecchia, degli ultimi cinque anni, peggiora
con l’ avvicinarsi alla foce. Ma a stare peggio è il fiume Uso che parte con una
qualità giudicata “sufficiente” per diventare, all’arrivo, “scadente”. Da un iniziale
“buono” si mantiene invece sul “sufficiente” il Marecchia;
Santarcangelo si approvvigiona con circa 2 milioni di mc di acqua l’anno, cioè 100
mila litri/anno per abitante, oppure 274 litri/abitante/giorno. Un quinto si perde però
nella rete;
Solo per uso domestico ogni residente consuma 131 litri al giorno, meno dei 188
litri/giorno di Rimini (dove però rientrano anche i turisti);
L’approvvigionamento idrico avviene utilizzando più fonti, ma tre litri su quattro
sono di origine locale, prevalentemente da 4 pozzi della conoide del Marecchia;
Conoide del Marecchia sempre più sotto pressione ed interessata a valori dei Nitrati
superiori al limite di 50 mg/l;
L’85% dei residenti, contro il 64% della metà degli anni novanta del secolo scorso,
sono allacciati alla rete fognaria, che porta i liquami al depuratore di S.Giustina;
Il sistema depurativo e gli insediamenti civili non serviti sversano nei fiumi Uso e
Marecchia più di mille tonnellate l’anno tra inquinanti organici, Azoto e Fosforo.
Altre 864 tonnellate, degli stessi inquinanti, vanno direttamente al suolo.
Lo stato del suolo
Introduzione
Sul suolo si scaricano una molteplicità di pressioni. A volte gli impatti sono
particolarmente dannosi e costosi da rimediare. Una ragione in più quindi per utilizzare
tutta la cautela necessaria e soprattutto per valutare in anticipo le possibili conseguenze.
Non fosse altro perché in Italia metà del territorio, dove vive il 60 % della popolazione, è
stato classificato ad alto o molto-alto rischio idro-geologico.
Europa Inform
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Il suolo soffre del cambiamento climatico che favorisce il suo degrado provocando la
perdita di materiale organico e con esso la capacità di assorbire carbonio (il carbonio
organico rappresenta il 60% della sostanza organica presente nei suoli e la sua diminuzione
è ritenuta una problematica prioritaria) presente nell’atmosfera.
Ed anche se gran parte della normativa e delle competenze in materia di dissesto, rischio
sismico, cave e subsidenze sono di carattere sovracomunale, al Comune spettano alcuni
compiti di controllo o di integrazione delle problematiche nelle politiche locali, soprattutto
con riferimento alle scelte urbanistiche.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Franosità
Indicatori di stato
 Rischio sismico
 Subsidenza
La franosità
In tutta la provincia di Rimini, tra attive e quiescenti, sono state contate 1.767 frane (in
provincia di Forlì si supera le 11 mila), e di queste 29 (18 attive e 11 quiescenti)
riguardano il territorio di Santarcangelo. In Val Marecchia solo Poggio Berni ne ha meno.
L’area interessata a fenomeni franosi riguarda poco più di mezzo km2 , pari a l’1,2% della
superficie comunale, con un Indice di Franosità superiore, in provincia, solo a quello di
Riccione, Morciano e Misano.
In Val Marecchia sono molto di più soggette a frane Torriana e Verucchio, dove l’IF sale
rispettivamente al 18,1 e all’11,4 %, che sono comunque lontane dal 27,2% di Montefiore
e dal 25,7% di Gemmano, ai primi posti per franosità in provincia.
Il rischio sismico
Nella vecchia (del 1984) come nella nuova (del 2003) classificazione sismica del territorio
regionale, tutti i comuni della provincia di Rimini, quindi anche Santarcangelo, sono stati
classificati in “zona 2”, rientranti cioè in aree di maggiore sismicità (che comprende anche
l’intera provincia di Forlì).
I principali eventi sismici provinciali, alcuni dei quali hanno raggiunto il IX grado della
scala Mercalli, sono stati avvertiti nei seguenti anni: 1308, 1468, 1472, 1625, 1672, 1786,
1875, 1911 e 1916.
In genere gli epicentri sono stati localizzati in una fascia parallela alla linea di costa lunga
circa 25 km e larga 8 km., ad una profondità compresa tra 14 e 20 km.
La subsidenza
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87
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La subsidenza è un fenomeno di abbassamento della superficie terrestre che può essere
determinato sia da cause naturali che antropiche, come i prelievi di gas e acqua dal
sottosuolo. Quest’ultimo è il caso della pianura emiliano-romagnola. Ma se l’entità degli
abbassamenti dovuti a cause naturali è dell’ordine di qualche mm/anno, per quelli di
origine antropica si parla di cm/anno. Cioè sono molto più veloci.
Così, nel periodo 1987-1999 si sono osservati lungo gran parte del litorale romagnolo
abbassamenti medi del suolo di circa 1 cm/anno, che nel riminese si riducono però a 0,5
cm/anno.
Ma dal 1999 al 2005 la velocità di abbassamento, in parte della provincia, è aumentata. Tra
queste, lungo la via Emilia, nel tratto della conoide (molto sfruttata) del Marecchia.
Velocità di abbassamento del territorio costiero
Caposaldo
1984-1987
1987-1999
(punto di riferimento)
(cm/anno)
(cm/anno)
Bellaria
4,25
0,90
Viserba-Torre Pedrera
2,54
0,20-0,37
Rimini
3,13
0,60-0,70
Cattolica
1,00
0,20
Fonte: P.di Rimini, Rapporto ambiente 2006, pag.86.
1999-2005
(cm/anno)
1,00
0,60
0,90
0,40
Sintesi aspetti chiave

L’area interessata a fenomeni franosi riguarda poco più di mezzo km2, che
corrisponde al 1,2% della superficie comunale (7% il valore provinciale);

Nella classificazione sismica del territorio regionale, tutti i Comuni della provincia
di Rimini, compreso Santarcangelo, sono stati classificati in “zona 2”, rientranti
cioè in aree di maggiore sismicità.
Aree soggette a frane in Val Marecchia
Dati territoriali
Numero frane suddivise Area in frana suddivisa per stato di attività N° frane Area in frana
per stato di attività
(Km2)
totali
totale
Comune
Superficie Attive
Quiescenti
Attive
Quiescenti
Km2
Area
IF Stato Area
IF Stato
Km2
attività
Km2
attività
Poggio Berni
11,77
19
5
0,1
0,88
0,11
0,94
24
0,21
Torriana
22,81
93
54
2,55
11,16
1,58
6,91
147
4,12
Verucchio
27,1
44
56
0,74
2,74
2,34
8,63
100
3,08
Santarcangelo
45,18
18
11
0,14
0,32
0,38
0,84
29
0,52
Fonte: Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli dell'Emilia Romagna
Indice di Franosità (IF) = % territorio comunale interessato.
Europa Inform
Indice
franosità
comunale
(%)
1,8
18,1
11,4
1,2
88
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sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Il rumore
Introduzione
L’inquinamento acustico è definito dalla Legge Quadro 447/95 come “l’introduzione di
rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, tale da provocare fastidio o
disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento
degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti..”. Esso rappresenta una delle
principali cause del peggioramento della qualità della vita, specialmente in ambito urbano,
ove i livelli di rumore sono spesso elevati a causa della contemporanea presenza di più
sorgenti quali infrastrutture di trasporto, attività produttive, commerciali e attività
temporanee rumorose quali cantieri, concerti, ecc.
La legge Quadro sull’inquinamento acustico detta i principi fondamentali in materia di
tutela dell’ambiente esterno e abitativo, definendo le linee di intervento sul piano della
prevenzione e del risanamento. La stessa legge obbliga i comuni a dividere/classificare il
proprio territorio in zone omogenee, a seconda della loro destinazione d’uso, ciascuna con
propri valori limite di emissione e di immissione di rumori, distinti per il giorno e la notte.
La preoccupazione e il fastidio nei confronti del rumore trova riscontro anche nelle misure
adottate dalle famiglie per limitarne l’entità, come è il caso dell’installazione dei doppi
vetri alle finestre, che molti hanno fatto proprio per limitare il rumore.
Indicatori
Indicatori di pressione
 Mappatura del rumore
Indicatori di risposta
 Classificazione acustica
La mappatura del rumore
La mappatura acustica del territorio, ovvero la conoscenza dello stato di inquinamento
acustico esistente,
rappresenta la prima fase del processo di zonizzazione, ed
eventualmente di risanamento quando necessario. A questo fine, e prima dell’approvazione
del piano di zonizzazione acustica avvenuta il 27 settembre 2006, il Comune di
Santarcangelo ha dato l’incarico di realizzare una misurazione del livello di rumore, diurno
e notturno, in 24 punti sensibili del tessuto urbano.
Essendo sicuramente il traffico una delle principali fonti di rumore, in alcuni luoghi si è
proceduto anche alla misurazione dell’intensità del flusso veicolare, in diverse ore del
giorno e della notte.
Le misure sono avvenute, in diversi orari della giornata, tra
settembre 2004 e febbraio 2005.
In genere, anche se ci sono delle eccezioni, di notte l’intensità del rumore diminuisce, ma è
vero che dove il traffico è più intenso il rumore aumenta, raggiungendo e superando, in
Europa Inform
89
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Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
particolare di giorno, valori che possono andare bene solo per aree prevalentemente o
esclusivamente riservate ad attività industriali (valori da non superare: 70 dBA di giorno e
60 dBA di notte).
Livello di rumore nei punti monitorati
Novembre 2004 - Febbraio 2005
PuntoLuogo di misura
1Via Cupa
2Zona industriale ss 9 Emilia
3Zona residenziale vicino centro commerciale
4Abitato con asilo
5Ospedale
6Zona residenziale vicino ss 9 Emilia
7Zona residenziale vicino impresa manufatturiera
8Via Ugo Bassi
9Zona industriale in zona residenziale
10Via Togliati e Via della Resistenza
11Zona industriale a ridosso Via Emilia
12Loc. Canonica zona residenziale
13Loc. Canonica prossimità scuola
14Loc. Canonica prossimità cimitero
15Loc. San Michele incrocio due strade
16Zona residenziale in zona di traffico (SP14)
17Loc. S. Martino dei Mulini prossimità scuola
18Loc. S.Ermete in area produttiva
19Loc. S.Ermete azienda produttiva
20Ristorante ridosso strada
* SP 14 Santarcangiolese
Traffico n° veicoli/ora
Mattino/Pom.
510
357
521
270
306
268
150
566*
876
96
525
Diurno Notturno
Notte
dBA
dBA
76
59,5
52,9
57,1
42,4
54,4
49,8
59,7
49,1
62
53,8
48,9
95
51,3
51,3
49,1
49,1
39
40,6
40,6
47,3
47,3
39
48,9
48,9
43,4
43,4
43,4
43,4
94
51,9
51,9
44
50,4
50,4
233*
52,9
52,9
47,7
47,7
107
51,6
51,6
46,3
46,3
24
49,9
49,9
158
53,9
53,9
Punti di maggior traffico
Settembre 2004
Punto Punto di misura
Diurno Notturno
dBA
dBA
A
SP 14 Santarcangiolese in viale Mazzini
61,5
48,9
B
SP 14 Santarcangiolese di fronte al Municipio
65,3
55,6
C
Incrocio Via della Resistenza, Via Bassi e Via Marecchia
66,4
53,8
D
SS Emilia, tra Via Montevecchi e Via Braschi
71,2
62,8
Fonte: Comune di Santarcangelo, Monitoraggio acustico, 2005
La classificazione acustica
Europa Inform
90
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SUOLO
Una volta verificato lo stato di fatto, la legge prescrive l’obbligo per le Amministrazioni
comunali di provvedere alla classificazione del proprio territorio in sei aree omogenee, a
diversa tutela acustica in funzione di parametri quali la densità abitativa, la presenza di
attività commerciali, artigianali e industriali, la presenza di infrastrutture stradali o
ferroviarie.
Per ciascuna classe acustica sono fissati limiti di immissione da non superare che sono i
seguenti:
Periodo di riferimento (in dBA)
Diurno *
Notturno **
Aree particolarmente protette (ospedali, scuole, parchi, ecc.)
50
40
Aree prevalentemente residenziali (bassa densità popolazione)
55
45
Aree di tipo misto (media densità popolazione, commercio, ecc.)
60
50
popolazioncomcommercioeuffici)
Aree
di intensa attività umana (alta densità popolazione, ecc.)
65
55
Aree prevalentemente industriali
70
60
Aree esclusivamente industriali
70
70
Classi di destinazione d’uso del territorio
I
II
III
IV
V
VI
* Ore 6-22
** Ore 22-6
Ovviamente sono da risanare tutte quelle situazioni che provocano un debordamento dai
valori limite assegnati dalla classe di destinazione d’uso del territorio.
Dopo le osservazioni e le controdeduzioni, il Piano di zonizzazione acustica è stato
definitivamente approvato con delibera del Consiglio comunale in data 27 settembre 2006.
Sintesi aspetti chiave

Nelle zone soggette a maggior traffico, in particolari incroci della via Emilia o
lungo la SP 14 Santarcangiolese, il livello di rumore effettivamente aumenta
divenendo poco compatibile con un uso residenziale di quella porzione di territorio;

Tenuto conto delle misurazioni fatte, delle osservazioni e controdeduzioni, il Piano
di zonizzazione acustica è stato definitivamente approvato dal Consiglio comunale
il 27 settembre 2006
L’analisi SWOT
Europa Inform
91
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sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Introduzione
L’analisi SWOT è uno strumento di analisi che permette di descrivere la situazione
complessiva del sistema locale, mettendo in luce i punti di forza e di debolezza che lo
caratterizzano. Allo stesso modo le opportunità e le minacce individuate dall’analisi,
rappresentano i fattori esterni che possono favorire o compromettere la futura sostenibilità
dello sviluppo. Il principale vantaggio offerto da tale strumento è la possibilità di
combinare insieme i vari elementi di informazione disponibili per la realtà di
Santarcangelo e potere quindi realizzare più facilmente un ragionamento unitario e
completo.
ANALISI SWOT DELLA SOSTENIBILITA’ DELLO SVILUPPO DI
SANTARCANGELO
Europa Inform
92
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Punti di forza
(Strengths)
Ritorno, seppur limitato, ad un saldo naturale della popolazione positivo.
Aumento dell’immigrazione di forza lavoro giovane, comunque ancora
inferiore ai valori provinciali.
Crescita delle imprese, in particolare nel settore costruzioni-immobiliare,
turismo e servizi sociali, accompagnate da un aumento
dell’imprenditoria attiva.
Significativa crescita, da 4 a 209 ettari, della superficie a boschi e
dedicata alle colture da frutta, da 300 a 338 ettari (nel 2006, l’export
agricolo provinciale è cresciuto del 45%, a fronte di un + 6,5%
regionale).
Lo spazio agricolo, in particolare quello compreso tra le valli dei fiumi
Marecchia ed Uso, conserva forti elementi identitari da preservare.
Importante presenza di istituzione culturali, capaci di richiamare un
pubblico extracomunale
Istruzione della popolazione: i diplomati sono quadruplicati ed i laureati.
addirittura quintuplicati, con le donne maggioranza nel possesso di
entrambi i titoli.
L’occupazione aumenta più della popolazione: vuol dire una maggiore
partecipazione, soprattutto delle donne (due nuovi occupati su tre), al
mercato del lavoro.
Santarcangelo mette a disposizione dei suoi residenti poco meno di 22
mq di aree verdi fruibili per residente, una misura che la posiziona al di
sopra della città di Rimini (poco più di 12 mq/ab) e nella parte alta della
classifica regionale ma ancora lontana dalle città meglio dotate.
La densità stradale di 4,6 km per kmq di superficie rappresenta il doppio
della media regionale che è di 2,2 km per kmq., anche se in rapporto ai
residenti è un po’ meno.
La raccolta differenziata di Santarcangelo ha raggiunto, nel 2005,
l’obiettivo del 35%, unico comune della provincia assieme a Verucchio
ad aver ottenuto questo risultato, quando la media provinciale non supera
il 25%.
Sono una risorsa i bacini fluviali che attraversano o lambiscono il
comune di Santarcangelo: i fiumi Uso e Marecchia.
Solo per uso domestico ogni residente consuma 131 litri al giorno, meno
dei 188 litri/giorno di Rimini (turisti compresi).
L’85% dei residenti (94% nel Comune di Rimini), contro il 64% della
metà degli anni novanta, è allacciato alla rete fognaria, collegata
Europa Inform
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Punti di
debolezza
(Weaknesses)
Invecchiamento della popolazione, anche se con un Indice di vecchiaia
più basso della media provinciale (debolezza intesa come possibilità di
partecipare alla forza lavoro e di fare impresa).
Quasi nove aziende su dieci non supera i cinque addetti, rientrando nella
categoria delle micro.
Solo un imprenditore su quattro è donna.
Sono ancora molto poche, appena tre, le aziende con sistemi di gestione
ambientale riconosciuti.
Scarso ricambio generazionale nel settore agricolo, ovvero della capacità
di attrarre giovani.
Divario crescente tra offerta e domanda delle imprese di personale
qualificato, che penalizza soprattutto le donne, sempre più istruite.
Tasso di occupazione femminile di Santarcangelo di 23 punti inferiore a
quello maschile (39,7 il primo e 62,5 il secondo nel 2001), in linea con
la distanza provinciale ma 4 punti in più del divario regionale.
Solo il 12% della abitazioni sono disponibili per l’affitto, percentuale
rimasta pressoché invariata nell’ultimo decennio, contro il 15% in
provincia e il 20% dell’Emilia Romagna.
La superficie urbanizzata per abitante è salita da 39 mq del 1948 a 257
nel 2002, più della media provinciale ma meno di quella della Val
Marecchia. In totale la superficie urbanizzata raggiunge l’11% del totale
contro il 4,6% della media regionale.
Campagna urbanizzata: nelle due vallate dei fiumi Uso e Marecchia
esiste un numero di edifici per kmq superiore a tutte le medie di
riferimento, intravalliva o di collina.
Sul verde, la posizione di Santarcangelo esce ridimensionata quando si
passa a considerare il rapporto tra l’insieme delle aree verdi disponibili e
la superficie comunale: 102 mq di verde per ettaro (1 ettaro=10.000 mq),
tra le ultime città dell’Emilia Romagna.
Sei spostamenti su dieci, per motivi di studio o lavoro, avvengono
utilizzando l’auto privata, anche nell’ambito urbano dello stesso comune.
Negli ultimi 15 anni il numero delle autovetture di proprietà dei residenti
è cresciuto del 40% (1,7 per famiglia) e dell’insieme degli autoveicoli del
57%.
Raddoppio degli incidenti stradali negli ultimi cinque anni.
La produzione di rifiuti urbani continua a crescere al ritmo del 5%
Europa Inform
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Opportunità
(Opportunities)
Crescente spazio conquistato dall’economia della conoscenza che ha
bisogno di personale preparato e con alti livelli formativi per essere
competitiva.
Finanziamenti regionali, nazionali ed europei a sostegno
dell’innovazione, della ricerca, del trasferimento tecnologico e
dell’internazionalizzazione delle imprese.
Contributi della Provincia per l’attivazione, da parte delle imprese
pubbliche e private, di sistemi di gestione ambientale da certificare.
Valorizzazione delle funzioni di fruizione di tipo naturalisticoambientale e culturale, da parte di una tipologia di utente (per lo più
urbano), degli spazi rurali.
Maggiore attenzione dei consumatori alla qualità dei prodotti alimentari
ed al loro legame con il territorio.
Espansione dei mercati esteri per le produzioni agricole regionali.
Aumento del movimento turistico, anche non balneare (fiere, congressi,
eventi culturali, ecc.), in provincia di Rimini.
Disposizioni nazionali, comunitarie e regionali particolarmente attente
all'imprenditoria giovanile, compreso l’agricoltura (vedere il nuovo Piano
regionale di sviluppo rurale 2007-2013).
Incentivi per il risparmio energetico, la produzione di energia pulita, il
risparmio idrico.
Europa Inform
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Minacce
(Threats)
Struttura demografica che si va sbilanciando verso le componenti più
anziane.
Difficoltà delle imprese a reperire manodopera specializzata.
Scarsa propensione delle micro imprese a crescere, conquistare mercati
nazionali ed esteri e a recepire attivamente l'innovazione.
Fenomeni di espansione delle aree urbane e di quelle industriali, che
configurano un nuovo modello di sviluppo e possono generare conflitti e
rischi di perdita dei caratteri identificativi del territorio.
Abbandono delle attività-agricole, per invecchiamento della popolazione,
con rischio di degrado progressivo dell’ambiente rurale e del paesaggio.
Tendenza dei turisti per permanenze sempre più brevi.
Prelievi idrici totali in preoccupante aumento, come la produzione di
rifiuti e quella dei gas serra, in contrasto con il protocollo di Kyoto.
Fenomeni di intrusione salina negli acquiferi più vicini alla costa sono
sempre più diffusi, causa il sovrasfruttamento delle falde.
Aumento della impermeabilizzazione dei suoli per aumento delle
superfici artificiali (urbanizzazione e infrastrutture di servizio).
Presenza di diversi scarichi inquinanti nei fiumi e nei suoli (azoto e
fosforo).
Europa Inform
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INDICE
Pag.
Introduzione
3
Cap.1 – Il movimento della popolazione
Residenti in crescita
Come cambia la popolazione
La popolazione per zone
Residenti per età e indici
Sintesi aspetti chiave
4
4
5
6
7
9
Cap.2 – Le attività produttive
Imprese e attività produttive
Le aziende autorizzate ad emissioni in atmosfera
Il turismo
L’imprenditorialità locale
Imprese con sistema di gestione ambientale
Sintesi aspetti chiave
10
10
14
15
17
17
18
Cap.3 – L’agricoltura
Superficie e aziende agricole
Paesaggio identitario
Sintesi aspetti chiave
19
19
21
21
Cap.4 – La cultura
La biblioteca
I Musei Comunali
Il Festival del Teatro in Piazza
22
22
23
24
Europa Inform
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SUOLO
Cap.5 - L’occupazione
Il grado di istruzione dei residenti
La condizione della forza di lavoro
Sintesi aspetti chiave
26
26
27
28
Cap.6 – L’urbanizzazione
Edificazioni e urbanizzazione
L’abusivismo edilizio
La campagna urbanizzata
Il disagio abitativo
Il verde pubblico
Sintesi aspetti chiave
29
29
33
34
34
35
36
Cap.7 – Mobilità e motorizzazione
La mobilità dei residenti
I mezzi di trasporto più utilizzati
Il parco veicoli in circolazione
Gli incidenti
La rete stradale comunale
L’offerta di parcheggio
Sintesi aspetti chiave
39
41
42
43
44
44
45
Cap.8 – Produzione e gestione dei rifiuti
La produzione di rifiuti
La raccolta differenziata
Lo smaltimento dei rifiuti
Sintesi aspetti chiave
46
47
48
49
50
Cap.9 – La qualità dell’aria
Indicatori
Biossido di Azoto
Monossido di Carbonio
L’Ozono
Il Benzene
Il Materiale Particolato
Le emissioni di gas serra
Sintesi aspetti chiave
51
53
53
55
58
60
61
64
65
Cap.10 – Il ciclo idrico
Qualità dei corsi d’acqua
Il fiume Uso dal 2000 al 2004
Il fiume Marecchia dal 2000 al 2004
Indice SECA e SACA
La qualità delle acque sotterranee
L’approvvigionamento idrico
Rete fognaria, depurazione e scarichi inquinanti
Sintesi aspetti chiave
68
69
70
Europa Inform
38
72
73
74
75
77
78
98
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sviluppo locale
Rapporto sulla sostenibilità dello
SUOLO
Cap.11 – Lo stato del suolo
La franosità
Il rischio sismico
La subsidenza
Sintesi aspetti chiave
79
79
79
80
80
Cap.12 – Il rumore
La mappatura del rumore
La classificazione acustica
Sintesi aspetti chiave
82
82
83
84
Cap.13 – L’analisi SWOT
85
Europa Inform
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