n° 4-6
2014
copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 1
n° 4-6
Notiziario del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Foro Romano
Editoriale
Mauro Vaglio
Riflessioni
Alessandro Cassiani
Per non dimenticare
Filippo Maria Berardi
Le voci dell’Avvocatura
Foro Romano
ANNO LXIV
LUGLIO – DICEMBRE 2014
Beka Tavartkiladze
Donatella Cerè
Vincenzo Geraci
Filippo Lubrano
Luciano Panzani
Stefano Radicioni
Liliana Salemme
Mario Sanino
Aldo Minghelli
Luigi Favino
Gennaro Francione
Angelo Miele
Cesare Morelli
Attività del Consiglio
Pietro Di Tosto
Matteo Santini
Isabella Maria Stoppani
Formazione continua
Rassegna di Giurisprudenza
Mario Scialla
copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 2
n° 4-6
Notiziario del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Direttore Responsabile: Mauro VAGlIo
Direttore Scientifico: Alessandro CAssIAnI
Capo Redattore: samantha luPonIo
Comitato di redazione:
Mauro VAGlIo, Pietro DI TosTo, Riccardo BoloGnesI
Fabrizio BRunI, Alessandro CAssIAnI, Domenico ConDello
Antonio ConTe, Antonino GAlleTTI, Mauro MAzzonI
Aldo MInGhellI, Roberto nICoDeMI, livia RossI
Matteo sAnTInI, Mario sCIAllA, Isabella Maria sToPPAnI
Segretario di redazione: natale esPosITo
Progetto grafico: Alessandra GuGlIelMeTTI
Disegno di copertina: Rodrigo uGARTe
____________
____________
Foro Romano - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 1866 del 1950 - Direzione, Redazione: P.zza Cavour - Palazzo di Giustizia - 00193 Roma
Impaginazione e stampa: Infocarcere scrl - Via C. T. Masala, 42 - 00148 Roma
0-Sommario_Layout 1 01/07/15 16.04 Pagina 1
Sommario
n°4-6
3
Notiziario del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma
EDITORIALE
Breve resoconto di tre anni di consiliatura
Mauro Vaglio
4
RIfLEssIOnI
A cura di Alessandro Cassiani
4
4
5
6
L’esperienza insegna
Sono necessari cambiamenti radicali
Settembre, è tempo di tornare
PER nOn DImEnTIcARE
Parafrasando Gurdjieff: Incontri con colleghi straordinari
Filippo Maria Berardi
8
LE VOcI DELL’AVVOcATURA
La XXXVII conferenza dei Giovani Avvocati
A cura della Redazione
13
La luminosa tradizione dell’Avvocatura romana
Mauro Vaglio
15
forma e sostanza: dagli atti ai fatti
Beka Tavartkiladze
17
Dati allarmanti sul fronte occupazionale
Donatella Cerè
19
La cultura della Giurisdizione
Vincenzo Geraci
20
cinquant’anni di Avvocato: per me e per tutti
Filippo Lubrano
22
La giustizia dell’Ermellino
Luciano Panzani
23
Avvocati e magistrati insieme per risolvere i problemi della giustizia
Stefano Radicioni
24
I miei primi sessant’anni di professione
Liliana Salemme
25
non dimenticare Piero calamandrei
Mario Sanino
27
I percorsi dell’anima
Aldo Minghelli
38
Eutanasia mascherata e coraggio di vivere ancora
Luigi Favino
40
Il processo come teatro
Gennaro Francione
Foro Romano
1
0-Sommario_Layout 1 01/07/15 16.04 Pagina 2
Sommario
42
In nome del popolo sovrano
Angelo Miele
44
L’emozione per un giuramento
Cesare Morelli
46 ATTIVITà DEL cOnsIGLIO
La verità dei fatti
Pietro Di Tosto
48
Tre anni insieme
Matteo Santini
50
Ripartiamo dalla deontologia
Isabella Maria Stoppani
52
Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici al fine dell’iscrizione nell’Elenco speciale
A cura della Redazione
55
La scuola forense “Vittorio Emanuele Orlando” fiore all’occhiello dell’Avvocatura romana
A cura della Redazione
57
Audizione commissione Giustizia della camera
A cura della Redazione
61
congresso nazionale forense di Venezia
A cura della Redazione
63
Processo civile telematico: l’integrazione del protocollo
A cura della Redazione
65
Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche per il perfezionamento
dell’iscrizione a ruolo ed il deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari
A cura della Redazione
68
Protocollo d’intesa sulle spese straordinarie dei figli
a seguito di divorzio dei genitori
A cura della Redazione
70 fORmAzIOnE cOnTInUA
convegni organizzati dall’Ordine degli Avvocati
73 AGGIORnAmEnTO ALBO
74
La grande famiglia degli Avvocati romani
A cura della Redazione
79 RAssEGnA DI GIURIsPRUDEnzA
A cura di Mario Scialla
2
Foro Romano
B0-Editoriale_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 3
Editorale
Breve resoconto di tre anni di consiliatura
Mauro Vaglio
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma
I
so ai documenti;
politica – Grazie alla costituzione del Coordinamento
Nazionale degli Ordini e delle Unioni è stato compiuto
un passo importante per condurre l’Avvocatura verso
una vera unità d’azione sul piano nazionale, condizione indispensabile per fronteggiare adeguatamente le
attuali contingenze politiche.
Il Consiglio dell’Ordine che nascerà dalle elezioni del
gennaio 2015 avrà il compito di fare in modo che questa azione di rinnovamento non s’interrompa, ma
possa completarsi restituendo dignità e decoro alla
professione.
Molto resta ancora da fare per ridurre le mille difficoltà quotidiane che i Colleghi incontrano e per riconquistare quel prestigio e decoro professionale che ci è stato
tolto da una cattiva politica e dai cosiddetti poteri forti.
Di certo è fondamentale che tutti gli Avvocati romani
continuino a trovare nei Consiglieri dell’Ordine un
utile punto di riferimento.
Auguri per un buon anno 2015.
l lavoro avviato dal febbraio 2012 ha consentito,
finalmente, il risveglio dell’Ordine di Roma dal torpore in cui era stato relegato durante la precedente
Consiliatura.
Molti sono stati i risultati raggiunti, ma mi preme, in
queste righe, porre l’accento soprattutto sull’approccio
con il quale l’attuale Consiglio ha dato vita al rinnovamento.
Oltre alla normale conduzione delle incombenze correnti, il nuovo Consiglio dell’Ordine ha articolato il
proprio impegno in tre aree principali:
informativa – Grazie ad un innovativo paradigma di
comunicazione basato su notizie flash e specifiche
newsletter, è stato permesso a tutti gli Avvocati romani
di avere una tempestiva informazione sugli argomenti
d’interesse generale;
tecnologica – Molte sono state le innovazioni introdotte, dall’impegno nell’avvio del processo civile telematico alla digitalizzazione delle sentenze del giudice di
pace, fino alle innumerevoli semplificazioni nell’acces-
Foro Romano
3
B3-Riflessioni_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 4
Riflessioni a cura del Consigliere Alessandro Cassiani
L’esperienza insegna
G
li uomini non maturano come le pere. Qualcuno
trae vantaggio dalla esperienza; altri non ne
conservano alcuna traccia. Per tale ragione, esistono in natura anziani dalle eccezionali capacità; giovani a dir poco spenti; donne preparatissime; uomini del
tutto inadeguati. Ed esiste anche il contrario!
L’esperienza insegna che ciascuno di noi costituisce una
realtà unica ed irripetibile. La conseguenza é che stabilire regole generali comporterebbe assurde discriminazioni ed inammissibili sprechi di risorse. La soluzione a mio
avviso può essere una sola: scegliere tenendo conto delle
reali capacità del singolo individuo, prescindendo dal
sesso, dall’età, dalle condizioni sociali oppure, peggio
ancora, da legami di carattere clientelare.
Sono necessari cambiamenti radicali
S
Credo nel ministro. Credo ancor di più alla forza della
unione tra tutti i consigli dell’ordine che in questi ultimi tre anni si sono stretti a quello di Roma. Sono certo
che questi ultimi sapranno rintuzzare qualunque tentativo di attentare alla effettività del diritto di difesa
garantito dalla Costituzione e mettere a tacere quei falsi
profeti che vorrebbero rendere pressocché inaccessibili
i mezzi di impugnazione ed allungare a dismisura i
tempi della prescrizione allo scopo di agevolare chi non
ha alcuna intenzione di mettere mano ai processi.
Auspico però che dallo scontro tra i politici che hanno
molto da imparare e gli Avvocati che hanno moltissimo
da insegnare, si passi al dialogo istituzionalizzato.
Soltanto così sarà possibile realizzare il tanto auspicato
giusto processo previsto dall’art. 111 della Costituzione
e quel contraddittorio tra P.M. e Difensore troppo spesso inquinato da violazioni del rapporto fiduciario in
nome di una malintesa necessità di accertare la verità.
La nuova composizione dei consigli che saranno costituiti da un numero maggiore di consiglieri e, finalmente, da una congrua e preziosa rappresentanza
dell’Avvocatura al femminile oltre, in qualche caso, ai
rappresentanti dei grandi studi e dell’Avvocatura degli
Enti Pubblici aumenta la speranza in un avvenire
migliore, anzi in una svolta radicale rispetto al passato.
iamo in attesa di cambiamenti epocali. Lo ha
assicurato il ministro a Venezia e nella relazione
al Parlamento. Gli Avvocati saranno interlocutori in tutte le questioni che riguardano la giustizia.
Qualche avvisaglia di questo cambiamento è già realtà.
La mediazione e la negoziazione assistita, proposte dai
consigli dell’ordine, hanno ampliato le competenze
degli avvocati e semplificato larghi settori del processo. Moltissimo resta da fare. Nel settore civile il processo telematico è ancora una chimera, la prima udienza resta una fase di passaggio, i riti alternativi devono
essere rafforzati, il tribunale delle imprese deve essere
pienamente realizzato, il contributo unificato che allontana dal processo i cittadini e gli operatori nazionali ed
esteri, deve essere cancellato oppure ridotto a proporzioni accettabili. In quello penale, la riforma della
custodia cautelare approvata dal Parlamento e le leggi
sulla messa alla prova e sulla non punibilità per irrilevanza del fatto, costituiscono notevoli passi in avanti
ma non risolvono problematiche annose quanto drammatiche, Mi riferisco tra l’altro all’orrore delle nostre
carceri, alla udienza preliminare che talvolta non svolge la funzione di filtro assegnatole dal legislatore e
serve ad aggravare il carico dei tribunali con processi
destinati a sicura assoluzione in fase dibattimentale.
4
Foro Romano
B3-Riflessioni_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 5
Riflessioni a cura del Consigliere Alessandro Cassiani
Settembre, è tempo di tornare
I
l cielo è grigio, gli ultimi villeggianti guardano
l’orizzonte con espressione assorta.
Tutti pensano al ritorno e cominciano ad annodare i
fili interrotti dalle vacanze.
Sono in preda ad uno stato che non so definire.
Sento che è tempo di tornare in studio.
Avverto un vago senso di angoscia.
È come se tutto dovesse cominciare da zero e il ritorno
a Roma costituisse un salto nel buio.
Sono sensazioni che ogni anno caratterizzano la fine
dell’estate.
Non so spiegarmene la ragione.
So soltanto che mi tormentano e nello stesso tempo mi
esaltano.
Dentro me si intrecciano il timore di dovere affrontare
i tanti problemi rinviati a settembre ed un rinnovato
entusiasmo per le nuove battaglie giudiziarie che mi
attendono.
Chiudo gli occhi. Cerco di riordinare le idee.
Alla distesa infinita del mare si sostituisce un altro scenario. Vedo la mia scrivania sommersa da atti di vari
processi.
Rivedo la piazzetta di piazzale Clodio e i Colleghi che
vi stazionano in attesa di entrare in aula.
All’improvviso tutto cambia: mi trovo nell’aula del
consiglio dell’ordine impegnato in una discussione che
riguarda il presente ed il futuro dell’Avvocatura.
Quando ritorno alla realtà ho le idee molto più chiare.
Alla preoccupazione per quanto mi attende si è sostituito un desiderio quasi frenetico di correre in soccorso di
clienti ossessionati dai loro problemi e di rimettermi al
servizio dei Colleghi.
So che nei primi giorni avvertirò la ruggine determinata dalla prolungata inerzia.
Foro Romano
So che, come per incanto, tutto riprenderà come prima.
L’incalzare delle scadenze, le telefonate e lo studio
delle strategie difensive riempiranno le mie giornate e
cancelleranno la nostalgia dell’estate.
La vecchia toga farà il resto. Indossandola, ripeterò un
gesto che mi riempirà di orgoglio.
In quel momento sentirò il peso, ma anche la gioia, di
poter essere utile al mio assistito.
Dentro di me avvertirò la stessa forza che nella notte
dei tempi costrinse un uomo a gettarsi sulle spalle un
drappo ed a levarsi in difesa del proprio simile.
La stessa sensazione proverò entrando nella sede del
consiglio. Mi basterà guardare i manifesti che tappezzano il corridoio d’ingresso per sentirmi parte integrante di una Istituzione che, oltre ad adempiere gli
alti compiti cui è destinata, costituisce sempre più l’ultimo baluardo a difesa dell’Avvocatura e quindi dei
Cittadini.
In quella occasione rivedrò i protagonisti di tante battaglie e di iniziative che hanno contribuito ad aumentare
il prestigio dell’Avvocatura Romana.
Sono certo che insieme a loro continuerò per la strada
intrapresa e combatterò con l’entusiasmo di sempre
perché le preannunciate riforme riescano a coniugare
celerità e rispetto delle garanzie e tengano conto delle
indicazioni e delle soluzioni elaborate dai Consigli
dell’Ordine, dalle Unioni Distrettuali, dall’Organismo
Unitario e dalle alle Associazioni Forensi.
Il mio auspicio è che le battaglie che ci attendono possano impedire ai nostri governanti di approvare in futuro altre leggi deleterie per l’Avvocatura ma soprattutto
per i Cittadini e per la Democrazia. Sono certo che ce
la faremo!
Un grande abbraccio.
5
B4-Per non dimenticare_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 6
Per non dimenticare
Parafrasando Gurdjieff: Incontri con Colleghi Straordinari
Filippo Maria Berardi
Avvocato del Foro di Roma
N
ella mente, a volte, si intrecciano ricordi e sensazioni che, in un attimo, fanno percepire la
realtà nella sua consistenza effimera.
Capita di percorrere una strada, guardare un palazzo o
una persona e immediatamente tornare con la memoria
a fatti e personaggi il cui ricordo, sbiadito, fa sostare e
riflettere.
E un desiderio fortissimo mi spinge a ricordare alcuni
illustri Colleghi, ormai scomparsi da decenni, che ho
avuto la fortuna di conoscere fin da giovanissimo.
Nessun merito personale, solo il fatto di aver avuto un
genitore anziano, e avvocato, di una età di oltre mezzo
secolo in più.
Nello studio di famiglia a palazzo Besso a Torre
Argentina l’attività legale, dal 1937 al 1982, non ha
mai trovato tregua. Al seguito di mio padre Andrea,
classe 1907, mi recavo a piedi, abitando a palazzo
Capranica al Teatro Valle, a volte al Consiglio di Stato
altre al “Palazzaccio”.
Ed ecco le figure riemergere dal passato: su una bicicletta nera, vestito con un loden verde e un borsalino
sulla testa, capitava di incontrare un vecchio signore
che, uscito dal suo studio in via Monserrato, pedalava
ancora alacremente nonostante l’età avanzata. Un attimo, mio padre lo guardava e lui si fermava. Un sorriso,
una stretta di mano e subito il diritto prendeva il
sopravvento. Era Cesare Tumedei. Si parlava di cause
della Breda, dell’Eni, della Montedison… Oggi, forse
non molti ne sono a conoscenza, lo Stato italiano, attraverso una preventiva cessione all’Accademia delle
Scienze, ha venduto a dei privati quella meravigliosa
Villa Lontana sulla Cassia Antica che Cesare Tumedei
aveva lasciato per volontà testamentaria alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché divenisse la residenza ufficiale dei presidenti del Consiglio.
Sembra che il ricavato, anche dalle opere d’arte ivi
contenute, sia servito per acquistare attrezzature per gli
ospedali romani: sic transit gloria mundi!
Poi, un altro anziano signore, spesso sottobraccio ad
una elegante signora, entrambi vestiti a lutto per la per-
dita di un loro figlio. Andreino… Walterino… così si
chiamavano vicendevolmente a gran voce: era Walter
d’Avanzo. E il diritto minerario si personificava, poiché d’Avanzo insegnava quella materia alla Sapienza di
Roma e mio padre alla Statale di Milano dove aveva
fondato e diretto, per trent’anni, la rivista di diritto
minerario.
Poi si incontravano i Curatores dell’alma città di
Roma, i romanisti d’eccezione, oltre che avvocati. Tra
i più grandi redattori della celebre Strenna, ricordo
Fabrizio Apolloni Ghetti che fino al 1970 si poteva
incontrare a palazzo Sacchetti in via Giulia e poi a
palazzo Serlupi al Seminario, dove si spense ultranovantenne. Esattamente coetaneo di mio padre, avevano
frequentato insieme liceo e università, laureandosi alla
Sapienza quando la stessa aveva ancora sede a S. Ivo,
in corso Rinascimento. Ebbero Maestri come Pietro
Bonfante, Giorgio Del Vecchio, Vittorio Scialoja….
Con loro la storia e il diritto diventavano una miscellanea affascinante.
Nell’antico palazzo Nunez alla Minerva ascoltavo,
rapito, Massimo Severo Giannini. E non si ascoltava
solo diritto, ma anche storia romana. Ricordo che dalle
finestre dello studio si intravvedeva il “pulcino” della
Minerva, quell’elefantino sostenente un obelisco egizio
e realizzato, nella seconda metà del Seicento, su disegno del Bernini. Una delle due iscrizioni che stanno
alla base del monumento recita: “Chiunque tu sia che
vedi nell’obelisco le figure scolpite dal sapiente Egitto
sostenute dall’elefante, il più forte degli animali, sappi
che è proprio di una robusta mente alimentare una solida sapienza”. Sembra che la frase si stata dettata da
papa Urbano VIII Barberini. Ma l’episodio divertente
vissuto dai due grandi “Vecchi” che lo raccontavano
ridendo, riguardava la “vendita” del monumento avvenuta nel 1946. Uno scanzonato romano lo cedette a un
alto ufficiale americano per una grande quantità di amlire. Quando l’ufficiale si presentò sulla piazza con un
camion, l’attrezzatura e la manovalanza necessaria alla
sua rimozione il portiere dell’Albergo Minerva, appre6
Foro Romano
B4-Per non dimenticare_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 7
Per non dimenticare
so l’inaudito intento, avvertì prontamente la polizia che
sventò l’operazione, smascherando la vendita fittizia ed
il suo autore.
Poi, Aldo Sandulli, il Maestro. Accademico dei Lincei,
come Giannini, ne ricordo lo sguardo profondo e pensoso in una appassionata campagna elettorale come
candidato al Senato in un collegio di Napoli, dove ci
stabilimmo temporaneamente quali collaboratori. Fu
per me l’occasione, tra le tante, di conoscere il mitico
“Comandante” Achille Lauro. Sandulli divenne poi
senatore a Roma come indipendente nelle fila della
Democrazia Cristiana.
Morì improvvisamente a Torgiano dopo aver terminato
una conferenza nel 1984, qualche mese prima di mio
padre. Nella sua casa romana in Corso Vittorio
Emanuele II, giunsero in commosso cordoglio tutti i
più grandi giuristi e politici dell’epoca.
Poi ancora, Cesco Nigro. Indimenticabile il suo aspet-
Foro Romano
to da bohemienne del diritto, quando con sandali ai
piedi varcava, deciso, la soglia dei tribunali. Una volta
mio padre mi inviò nel suo studio in Prati a prendere
degli atti e lui mi ricevette tra un mare di libri sparsi
ovunque. Poi, guardandomi negli occhi mi disse: “tuo
padre ora è vecchio ed è un peccato che non tu non lo
abbia conosciuto, come me da giovane, nel pieno della
sua attività”. Mi diede una vecchia edizione delle
Pandette di Giustiniano invitandomi a leggerle e a
meditare. Non ho più dimenticato quell’incontro.
Oggi non c’è più spazio per la rimembranza, poiché la
globalizzazione e l’informatizzazione dei social network hanno stravolto il concetto del rapporto umano,
alterandone ritmi e modalità. Certamente, però, le mura
di pietra e le strade acciottolate conservano, mute,
memorie antiche. Ascoltando il silenzio, almeno per un
attimo, possiamo ancora percepire il respiro profondo
della storia che, magicamente, ci riserva pagine segrete.
7
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 8
Le Voci dell’Avvocatura
La XXXVII Conferenza dei Giovani Avvocati
A cura della Redazione
N
el 1968, Carlo Fornario, amato Presidente del
nostro Ordine, accolse la proposta di Tommaso
Bucciarelli e dell’Associazione Italiana
Giovani Avvocati di dar vita, a Roma, alla Conferenza
dei Giovani Avvocati che, istituita nel 1967, si ispira ad
una formula seguita per lunga tradizione da numerosi
Ordini forensi di ogni parte del mondo.
A partire dal 9 gennaio 1968, sono stati selezionati giovani destinati ad affermarsi come Avvocati di alto livello.
Sulla scia di questa luminosa tradizione, anche quest’anno, è stato bandito un concorso, coordinato dal
Presidente, Avv. Mauro Vaglio, con il supporto
dell’Avv. Cristina Tamburro, articolato in prove scritte
e orali, tendenti ad accertare la preparazione dei candidati sul piano umanistico, deontologico, tecnico, giuridico, oltre che nelle lingue straniere.
I cinque vincitori sono stati proclamati “Segretari della
Conferenza” e resteranno in carica per due anni.
Durante gli anni in cui rimarranno in carica, i Segretari
si dedicheranno a studi, conferenze e dibattiti, soprattutto su problemi che riguardino le giovani generazioni
forensi; intratterranno, inoltre, rapporti con le istituzioni similari e con giovani Avvocati all’estero.
Nel corso della Cerimonia ai Segretari proclamati
viene offerta una Toga d’onore intitolata alla memoria
di Avvocati romani deceduti che hanno dato lustro
all’Ordine forense, nonché premi in denaro utilizzando
anche la dotazione operata dall’Avv. Lucio Ghia in
ricordo dell’Avv. Ferdinando D’Atena.
Al primo Segretario viene consegnata una targa offerta
dalla Sezione di Roma dell’Associazione Italiana
Giovani Avvocati.
Il primo Segretario svolgerà la relazione su un tema, da
lui scelto, di interesse giuridico.
Ai vincitori della selezione tra i partecipanti al corso
Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”, sapientemente condotta in questo triennio dal Consigliere
Avv. Riccardo Bolognesi, verranno consegnate quattro
toghe intitolate ad altrettanti Avvocati che hanno onorato la classe forense.
Secondo una tradizione ormai consolidata, unitamente
alla proclamazione dei «Segretari della Conferenza» si
svolgerà la cerimonia per la consegna della medaglia
d’oro agli Avvocati che hanno raggiunto cinquanta e
sessanta anni di iscrizione all’Albo e sarà consegnata
una medaglia d’oro anche agli Avvocati dello Stato e ai
Magistrati, collocati a riposo, che abbiano raggiunto i
più alti gradi. In tal modo, sarà tributato il doveroso
omaggio a quanti, per tanti anni, hanno tenuto alto
l’onore e il prestigio dell’Avvocatura e della
Magistratura e hanno dimostrato con i fatti che le due
funzioni sono complementari, rispecchiano due aspetti
dello stesso fenomeno e possono essere esercitate con
il dovuto reciproco rispetto.
La Cerimonia rappresenta per l’Ordine degli Avvocati
di Roma l’occasione per affidare ai Giovani Avvocati il
compito di continuare la luminosa tradizione del nostro
Foro.
PROGRAMMA DELLA CERIMONIA
Dopo il saluto del Presidente del Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Roma, Avv. Mauro Vaglio (riportato
nel presente articolo), sono intervenuti:
- l’Avv. Stefano Radicioni (per l’Organismo Unitario
dell’Avvocatura Italiana),
- l’Avv. Donatella Cerè (per la Cassa Nazionale di
Previdenza e Assistenza Forense),
- gli Avv.ti Filippo Lubrano e Mario Sanino (a nome
degli Avvocati premiati).
Particolarmente toccante il momento della Consegna
delle Toghe d’Onore ai vincitori della selezione della
Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando” (responsabile il Consigliere Avv. Riccardo Bolognesi), dei
diplomi e dei premi ai Segretari della Conferenza.
L’Avv. Beka Tavartkiladze, Primo Segretario, ha tenuto la conferenza sul tema «Forma e sostanza; dagli atti
ai fatti» (il cui intervento è di seguito riportato).
COMITATO D’ONORE
Giuseppe TESAURO
Presidente della Corte Costituzionale
Giovanni LEGNINI
Vice Presidente del Consiglio Superiore della
Magistratura
8
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 16.05 Pagina 9
Le Voci dell’Avvocatura
Andrea ORLANDO
Ministro della Giustizia
Luigi FRATI
Rettore dell’Università “La Sapienza”
Giorgio SANTACROCE
Presidente della Corte Suprema di Cassazione
Giuseppe NOVELLI
Rettore dell’Università “Tor Vergata”
Gianfranco CIANI
Procuratore Generale della Corte Suprema di
Cassazione
Mario PANIZZA
Rettore dell’Università “Roma Tre”
Massimo EGIDI
Rettore dell’Università “Luiss Guido Carli”
Giorgio GIOVANNINI
Presidente del Consiglio di Stato
Giuseppe DALLA TORRE DEL TEMPIO DI
SANGUINETTO
Rettore dell’Università “Lumsa”
Antonio SEGRETO
Presidente del Tribunale Superiore delle Acque
Pubbliche
Giorgio SPANGHER
Preside della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università “La Sapienza”
Raffaele SQUITIERI
Presidente della Corte dei Conti
Salvatore NOTTOLA
Procuratore Generale della Corte dei Conti
Gian Piero Giuseppe MILANO
Preside della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università “Tor Vergata”
Nunzio LUCIANO
Presidente Cassa Nazionale Forense
Paolo BENVENUTI
Preside della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università “Roma Tre”
Luciano PANZANI
Presidente della Corte di Appello di Roma
Luigi CIAMPOLI
Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma
Antonio NUZZO
Preside della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università “Luiss Guido Carli”
Angelo Raffaele DE DOMINICIS
Procuratore Generale della Sezione Lazio della Corte
dei Conti
Angelo RINELLA
Preside della Facoltà di Giurisprudenza
dell’Università “Lumsa”
Mario BRESCIANO
Presidente del Tribunale Ordinario di Roma
COMMISSIONE D’ESAME
La Commissione del concorso della XXXVII
Conferenza dei Giovani Avvocati è stata presieduta, su
delega del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli
Avvocati di Roma, dall’Avv. Cristina Tamburro.
Essa era composta, a norma del Regolamento della
Conferenza, da:
- Giulia Bonsegni, Luigi Annunziata, Gianfrancesco
Iannizzi (Segretari della XXXV Conferenza);
Giorgio GIOVANNINI
Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale
per il Lazio
Giuseppe PIGNATONE
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale
Ordinario di Roma
Foro Romano
9
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 10
Le Voci dell’Avvocatura
MEDAGLIE
- Matteo Allena, Claudia Confortini, Valerio Vitale,
Viviana Di Iorio, Fulvia Vitale (Segretari della
XXXVI Conferenza);
- Giulio Rubini (Sezione Romana dell’AIGA);
- Carlo Recchia (A.GI.FOR. – Roma);
- Francesco Toscano (Avvocati per l’Europa);
AVVOCATI CON 70 ANNI DI ISCRIZIONE
Enrico GUIDI
AVVOCATI CON 60 ANNI DI ISCRIZIONE
SEGRETARI DELLA XXXVII CONFERENZA
Beka TAVARTKILADZE
Francesca SBARRA
Flaminia APERIO BELLA
Giulia CRIVELLINI
Francesco SCHIPPA
Mario ARE
Silvano BELLINZONI
Claudio BENUCCI
Giuseppe BISCONTI
Enzio Gaudenzio CAMPANELLA
Pietro CARLINO
Lucio CONGEDO
Ernesto CONTE
Fiorella DE ANGELIS
Aldo DI LAURO
Sergio DI LOLLO
Augusto ERMETES
Rosario FLAMMIA
Ida GAGLIARDI
Virgilio GAITO
Nicola IELPO
Giuseppe LAVITOLA
Ottavio MAROTTA
Pietro MOLINARI
Pasquale NAPPI
Arturo NATI
Giovanni Battista NUNZIANTE
Enzo OTTOLENGHI
Francesco PALOMBI
Benito PANARITI
Claudio PETRUCCI
Vincenzo PIANO
Piero PRIVITERA
Fabio ROMANO
Luciano ROSSI
Liliana SALEMME
Domenico SCARANGELLA
Massimo SORRENTINO
Vita Maria SPALLITA
Carlo STRIANO
Dario TEDESCHI
Ettore TRAVAGLINI
Maurizio TROPIANO
Ada TUOZZI
I Segretario
II Segretario
III Segretario
IV Segretario
V Segretario
TOGHE D’ONORE
Maria Gabriella ANGHELONE
al Segretario Beka Tavartkiladze
Fausto BUCCELLATO
al Segretario Francesca Sbarra
Angelo SORDI
al Segretario Flaminia Aperio Bella
Antonio DE VITA
al Segretario Giulia Crivellini
Bruno PICCAROZZI
al Segretario Francesco Schippa
TOGHE D’ONORE AI VINCITORI
DELLA SELEZIONE DELLA SCUOLA FORENSE
“VITTORIO EMANUELE ORLANDO”
INTITOLATE ALLA MEMORIA DEGLI AVVOCATI
Paolo AGNINO
I classificato
Federica Carello
Alfredo GIANNACCARI II classificato
Gianmaria Lauro
Giuseppe CERTO
III classificato
Marianna Meriani
Luigi INSABATO
IV classificato
ChiaraTagliaferri
10
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 11
Le Voci dell’Avvocatura
Gherardo UGOLINI
Bruno VELOTTI
Francesco Maria ZAPPALÀ
Giancarlo FIORINI
Antonio FONTANA
Ciriaco FORGIONE
Guido GALDI
Franco GARCEA
Marcello GIOSCIA POGGI BONIFANTI
Anna Maria IACHETTO
Gregorio IANNOTTA
Salvatore INTORRE
Enrico IVELLA
Alcide LAMENSA
Massimo LANDI
Roberto LIBERATORE
Augusto LIONE
Carlo LOMBARD
Filippo LUBRANO
Luigi MACCHI DI CELLERE
Alberto MAGNO
Pierluigi MANFREDONIA
Brunello MILETO
Gioacchino MININNI
Pietro MORGANTI
Vittorio MORRONE
Giulio MUNDULA
Carlo NATALE
Francesco NUCCI
Franco ONGARO
Alberto PALATTELLA
Fabrizio PAOLETTI
Francesco PETTINARI
Rosa PIRRONGELLI
Giorgio POSITANO DE VINCENTIIS
Elio RIPOLI
Enrico ROBUTTI
Mario SANINO
Giuseppe SANTESE
Antonio SEGATORI
Bartolo SPALLINA
Federico TITOMANLIO
Pasquale VARONE
Demetrio ZEMA
AVVOCATI CON 50 ANNI DI ISCRIZIONE
Maurizio ALVITI
Michele ANASTASIO PUGLIESE
Luigi ARCARESE
Alfredo BARBIERI
Ivo BASILI
Alessandro BERLIRI
Vincenzo BIANCHI
Piero BIASIOTTI
Giovanni F. BIASIOTTI MOGLIAZZA
Giuseppe BONO
Antonino Nicolò BONTEMPO
Maria Rosaria BOSCO LUCARELLI
Tommaso BRUNO
Francesca CABRAS
Franco CAMPIONE
Giuseppe CANNATELLI
Gaetano CANTILENA
Francesco CAPRIGLIONE
Maurizio Costantino CARAMANTI
Sandro Maria CARUCCI
Michele CARUSO
Antonino CATANI
Zenio CATTIVERIA
Raffaele CAVALIERE
Claudio CHIOLA
Raffaele CIAMARRA
Giorgio CIANFONIO
Eduardo CIERI
Antonio CODERONI
Luciana COLANTONI
Diego CORAPI
Domenico CRUCITTI
Pancrazio CUTELLÈ
Claudio D’ANGELANTONIO
Giovanni DE PAOLA
Littorio DI NARDO
Claudio DI PIETROPAOLO
Guido ELIA
Michele FIGUS DIAZ
Publio FIORI
Foro Romano
MAGISTRATI
Enrico ARENA
Maria Teresa ARGANELLI
11
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 12
Le Voci dell’Avvocatura
Maurizio FIORILLI
Maria FRATOCCHI
Domenico GENTILE
Alberto GIACOMINI
Claudio IAFOLLA
Pasquale IANNANTUONO
Orietta LUCCHETTI
Massimo MARI
Maurizio MASSERA
Nicola MASTROPASQUA
Fabrizio MIANICANEVARI
Giuseppe NUCARO
Filippo PAONE (alla memoria)
Fabio Massimo PATIERNO
Francesco PEZZELLA
Calogero PISCITELLO
Elena RAGANELLI (alla memoria)
Paolo RESTAINO
Bruno ROCCHI
Mario Pietro Paolo SCANO
Francesco SERPICO
Fausto SEVERINI (alla memoria)
Antonio TALLARIDA
Raffaele TAMIOZZO
Francesco TRIFONE
Roberto Michele TRIOLA
PierGiorgio TROVATO
Ugo VITRONE
Gaetano ZOTTA
Rita ARRIGONI
Marino BENUSSI
Elio BERARDUCCI
Marzio BRANCA
Gianfranco BUSSETTI
Laura CAPOTORTO
Raffaele CAPOZZI
Vito CARELLA
Secondo Libero CARMENINI
Antonio CATRICALÀ
Raffaele CENICCOLA
Luigi CIAMPOLI
Salvatore CILIA
Giorgio CLEMENTE
Giuseppe COGLIANDRO
Maria Anna CORDOVA
Elio COSTA
Giovanni DATTOLA
Piero DE CRESCENZO (alla memoria)
Renzo DI LUCA
Angelo DE MARCO
Ignazio DE MARCO
Valentino DE NARDO
Gabriele DE SANCTIS
Raffaele DEL GROSSO
Michele Giuseppe DIPACE
Francesco D’OTTAVI
Ignazio FASO
Antonio FERRARA
Giuliana FERRUA
12
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 13
Le Voci dell’Avvocatura
La luminosa tradizione dell’Avvocatura romana
Mauro Vaglio
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma
C
are colleghe e cari colleghi, autorità, amici
magistrati, parenti, famigliari, intanto grazie per
la partecipazione.
Questa è una cerimonia che rinnova una tradizione, che
ormai è consolidata nell’Ordine degli Avvocati di
Roma, di premiare i giovani e coloro che hanno raggiunto il massimo grado della carriera, che avranno
molto tempo ancora per rendere onore all’avvocatura
romana.
La cerimonia si svolgerà in tre fasi:
1. Premiazione dei vincitori della Conferenza dei
Giovani Avvocati;
2. Premiazione dei migliori giovani che hanno partecipato alla Scuola Forense;
3. Consegna della medaglia d’oro a coloro che hanno
compiuto cinquanta, sessanta e settant’anni di professione forense e ai magistrati che hanno raggiunto le più alte cariche in magistratura, andati in pensione.
i commessi e gli addetti alle cancellerie che, sempre
sorridendo, cercavano di agevolarti in tutto…”. Non vi
sto a riferire le osservazioni sull’attuale situazione dei
nostri uffici giudiziari, ma questo collega conclude
definendo la professione dell’avvocato “Bellissima,
perché libera ed indipendente, forse, la più bella del
mondo, ma ora in Italia, risulta essere la più difficile,
vessata, complicata, osteggiata…”, ma tanto da sconsigliare un giovane ad intraprenderla.
Io, invece, dico di no.
Ringrazio questo collega, ma, proprio voi, illustri colleghi che avete onorato l’avvocatura con la vostra brillante vita professionale, dovete ispirare ed illuminare il
cammino dei giovani avvocati che si presentano oggi
alla professione. Il vostro percorso, cari colleghi, non è
di certo concluso, anzi, ora più che mai, abbiamo bisogno di voi per restituire all’avvocatura quella dignità e
quel prestigio che una cattiva politica ed i così detti
“poteri forti”, hanno cercato e stanno ancora cercando
di toglierci.
L’esempio della vostra vita professionale e personale,
dunque, sarà la migliore testimonianza di come la figura dell’avvocato, sia sempre, e continui ad essere, una
risorsa preziosa, forse, l’ultimo baluardo a difesa del
cittadino da prevaricazioni ed ingiustizie.
Ecco perché mi piace pensare che ciascuno di voi prenda simbolicamente per mano ognuno di questi giovani
colleghi, avvocati del futuro, per portarli avanti con la
perizia di un esperto timoniere. Ciò rappresenta un passaggio di testimone nelle mani di chi porterà la nostra
amata professione, ad essere di nuovo protagonista in
una società più moderna e più giusta, grazie al vostro
aiuto e al vostro sostegno.
È la vostra storia, il vostro vissuto, che può dare la
spinta indispensabile a questi giovani per fare sempre
di più, per emularvi e recuperare l’immagine dell’avvocato come principe del foro. Oggi, abbiamo un esempio
di tutto questo, qui alla mia destra: Alessandro
Cassiani. Per sei anni Presidente del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati, egli tante volte ha presiedu-
Tutti voi avete tenuto alto il prestigio dell’avvocatura
e della magistratura e questa è un’occasione per affidare ai giovani avvocati, ai migliori giovani avvocati,
la luminosa tradizione e il futuro dell’Avvocatura
romana.
Mi ha molto colpito, una lettera che mi è stata inviata
da un nostro collega, Aldo Di Lauro, che compie sessant’anni di professione, nella quale vi è riassunta brevemente la sua esperienza, le impressioni che ha avuto
durante la lunga attività forense, per concludere, poi,
con alcune amare riflessioni.
Ha fatto riferimento ai suoi inizi, quando era un giovane avvocato, affermando che: “Erano altri tempi, c’era
un’atra educazione, c’era più rispetto, i cancellieri si
alzavano e ti chiedevano cosa desiderassi, i giudici ti
ascoltavano anche se eri giovanissimo, le udienze
erano piacevoli e i giudizi duravano non più di sei o
otto mesi; la carta bollata costava sessanta lire per la
Pretura, ottantacinque lire per il Tribunale e centoquindici lire per la Corte d’Appello. Familiarizzavi con
Foro Romano
13
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 14
Le Voci dell’Avvocatura
to questa manifestazione, dando il saluto, l’augurio
natalizio e la spinta per tutti noi, per andare avanti e
sempre migliorarci.
Oggi si è messo al servizio dell’avvocatura e ancora
egli è il nostro punto di riferimento in questo Consiglio
e non finiremo mai di ringraziarlo.
Allora il Consiglio, per primi il Consigliere Segretario
Pietro Di Tosto e il Consigliere Tesoriere Antonino
Galletti, ha avuto l’idea di darvi un altro motivo per
impegnarvi ancora di più con questo compito che vi
aspetta. Giovedì scorso abbiamo deliberato di istituire
un premio per i migliori tre testi: articoli, racconti,
romanzi, che narrino della vita dell’avvocato e costituiremo una giuria di esperti scrittori per valutare questi
scritti.
Chiunque abbia partecipato a questa selezione, sarà
gratificato, perché abbiamo deciso, inoltre, di pubblicare tutti i lavori sulle nostre riviste o, addirittura, di realizzare un’apposita opera editoriale per mettere a disposizione di tutta l’avvocatura e degli appassionati, stimolanti esempi da seguire per ritrovare l’orgoglio di
essere avvocati.
Questo è il guanto di sfida che vi lanciamo e nel ringraziarvi di quanto avete dato e quanto ancora darete
all’avvocatura, auguro a tutti buon Natale e mi complimento ancora per l’eccezionale traguardo conseguito.
Vorrei infine aggiungere che il Primo Presidente della
Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, non ha potuto presenziare a questa cerimonia e ha mandato una
bellissima lettera di ringraziamento per i magistrati e
per gli avvocati che compiono i cinquanta, sessanta e
settant’anni di professione, comunicando che vi è vicino con il pensiero e con il cuore.
l’inizio della consiliatura, di tenerlo come rappresentante e organizzatore delle varie attività che vengono
svolte dalla Conferenza. Non ce l’avrei fatta senza
l’aiuto e l’impegno dell’avvocato Cristina D’Amburro,
punto di riferimento per tutti i giovani colleghi che
hanno svolto quest’attività.
Tenete presente che chi diventa segretario della
Conferenza viene sottoposto ad un esame durissimo
che permette di accertare, attraverso prove scritte ed
orali, la preparazione dei canditati sul piano umanistico, deontologico, tecnico, giuridico e, in particolare,
sulle lingue straniere perché loro sono i nostri rappresentanti con la giovane avvocatura estera.
La premiazione con la Toga d’Onore a questi giovani
colleghi, è un momento che mi emoziona particolarmente, che ci emoziona tutti perché sono loro che
cominciano a prendere il testimone di tutti i colleghi
che oggi saranno premiati. Volevo aggiungere che quella dotazione che ci viene fornita dall’avvocato Lucio
Ghia, in ricordo dell’avvocato Ferdinando D’Atena che
arrivò terzo alla Conferenza di tanti anni fa, ci onora
perché è sempre un qualcosa in più, un riconoscimento
da parte dell’avvocatura a questi giovani colleghi, così
come il premio concesso dall’Associazione Italiana
Giovani Avvocati.
Il primo presidente, svolgerà una relazione su un tema
a sua scelta che dimostrerà come sono preparati questi
colleghi e subito dopo, passeremo alla premiazione dei
giovani che si sono dimostrati i migliori per la Scuola
Forense, scuola per praticanti che li avvia alla professione, che ha quella posizione e prestigio che la fa essere la prima Scuola Forense in Italia.
Grazie all’impegno del nostro consigliere Riccardo
Bolognesi, che merita questo applauso perché orgoglio
nei confronti di tutt’Italia.
Anche questi giovani indosseranno una toga e la porteranno in onore di tutti i premiati di oggi che sono e
saranno il loro esempio per la vita professionale.
La Conferenza dei Giovani Avvocati è un organismo
che fa parte del Consiglio dell’Ordine, istituito nel
1968 dal Presidente Fornario. È un organo del
Consiglio, talmente importante che ho ritenuto, sin dal-
14
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 15
Le Voci dell’Avvocatura
Forma e Sostanza: dagli atti ai fatti
Beka Tavartkiladze
Dottore di ricerca in Diritto dell’Arbitrato, Università “LUISS Guido Carli” di Roma
I
l primo incombente di chi si avvia all’esercizio
della professione forense è prendere dimestichezza
con il concetto di ‹‹forma››. Operazione non semplice giacché si passa dalla forma dell’atto appresa dai
manuali alla forma dell’atto in concreto. Si passa quindi dallo studio del testo della legge, allo studio dell’atto redatto dal dominus o dal professionista con cui si
collabora. Il primo passo quindi è capire le motivazioni per cui un particolare atto assume, tra le varie possibili, una determinata forma – la cui ripetizione nel
tempo costituisce un modello. Il secondo passo è adattare quel modello di atto alle esigenze del singolo caso
e magari, col tempo, consolidare un proprio stile di
redazione. Metabolizzare queste lezioni è cosa lunga e
complessa che, a ben sperare, darà il proprio esito solo
al raggiungimento del culmine della carriera professionale. Tuttavia, senza bisogno di attendere quel momento, sin dall’inizio di un simile lungo percorso è possibile svolgere alcune riflessioni di ordine generale.
Si ha modo di percepire sin da subito che, per quanto
gli atti non siano diversi gli uni dagli altri, essi rimangono pur sempre lato sensu formali. Si tratta all’evidenza di un formalismo in senso ampio. Non si intende la forma scritta ad substantiam o quella dell’atto di
citazione o dell’istanza di riesame. Piuttosto ci si riferisce a quel particolare ‹‹formalismo›› che qualifica
l’atto redatto dall’operatore giuridico e che lo distingue nettamente da qualunque altro. Da questo punto di
vista gli atti di diritto civile, penale o amministrativo,
paiono rassomigliarsi alquanto. Indipendentemente
dall’applicazione di un codice piuttosto che un altro,
tutti questi atti paiono ispirati a un certo formalismo.
Detto formalismo sarà da attribuire in una certa qual
misura ad espressioni tralatizie e latinismi ma, oltre a
ciò, vi è di più.
L’atto con il quale l’avvocato tutela i diritti del proprio
assistito condiziona la sfera giuridica di costui, non la
propria. Il provvedimento con cui il giudice decide la
controversia attribuisce alla parte del processo, o nega
a quest’ultima, un bene della vita. Giudice che per defiForo Romano
nizione non è parte del processo. In questo senso
entrambi gli atti dell’avvocato e del giudice sono
impersonali. Ciò posto però l’avvocato redige l’atto,
seppure in nome e per conto del proprio assistito, riversandovi il proprio bagaglio professionale. Inoltre a ben
vedere l’avvocato, seppur con un certo necessario
distacco, si fa carico dei problemi gravanti sull’assistito. D’altro canto il giudice, pur nel nome del popolo
italiano, decide la controversia in base alla propria
conoscenza dell’ordinamento applicata al caso concreto. Così come è dato supporre che il giudice decida la
controversia, non da ultimo, in base alla propria indole
personale.
Se quanto sopra ha un senso, appare che l’atto del professionista del diritto si sostanzî contemperando due
opposte esigenze: l’impersonalità e la personalità. Se
questa è la sostanza, la forma dell’atto che tanto affatica il neofita ne è la manifestazione esteriore. Così si
spiega quella deferente solennità, impersonale e distaccata ma aderente alla concretezza della fattispecie, propria dell’atto giudiziario. Quest’ultimo dovrà essere
esclusivamente diretto alla tutela degli interessi dell’assistito, ovvero alla decisione della controversia.
Null’altro ha rilevanza. Ebbene, il formalismo dell’atto
è uno strumento nelle mani dell’operatore del diritto
per lasciar trasparire quel tanto della propria personalità che è funzionale al perseguimento degli obbiettivi
che egli si prefigge. Risulta allora che la forma dell’atto come sopra intesa è funzionale al perseguimento di
precise esigenze sostanziali – il contemperamento di
due opposte esigenze: impersonalità e personalità.
Quindi, per quanto ciascun professionista possa avere
uno stile proprio, l’atto sarà sempre connotato da tale
dualismo dato dalla “impersonalità” e dalla “personalità”. Simile dualismo conferirà all’atto una certa caratterizzazione di cui gli elementi esteriori saranno la
deferenza, l’essenzialità e la linearità.
Orbene, è palese che l’attività del professionista non si
esaurisca nella redazione di atti. L’operatore del diritto
svolge la propria professione in una serie infinita di
15
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 16
Le Voci dell’Avvocatura
di essere del professionista.
Tutto ciò però con un limite. La deferente solennità
usata in udienza potrebbe travalicare l’ambito strettamente lavorativo e sbucare nel salotto di casa. Il rischio
è di sedersi a tavola per cena e controinterrogare i proprî familiari avvertendoli dell’obbligo di dire la verità.
Formalizzare tutto, la vita privata oltre alla professione
forense, non è solamente un innocuo eccesso di zelo.
Ciò potrebbe andare a discapito della parte più creativa
e personale dell’esercizio della professione. In tale caso
l’operatore del diritto cesserebbe di trasfondere nel
lavoro quel poco di sé che è necessario all’ottimale
assolvimento della propria funzione. La forma da strumento diverrebbe un peso.
Se la forma nel diritto è una necessità, ogni necessità va
soddisfatta con misura. Per la determinazione della
esatta misura però serve l’esercizio e la pratica. Solo
così si capirà quando la forma sia effettivamente richiesta e, qualora lo sia, si riuscirà ad esprimerla al meglio.
Tutto ciò però senza eccessi perché il meglio è nemico
del bene.
attività. Per tutelare le ragioni del proprio assistito l’avvocato, oltre a redigere l’atto, dovrà presumibilmente
partecipare alle udienze e possibilmente cercare una
soluzione stragiudiziale della controversia. Il giudice
terrà udienza, a seconda dei casi egli si ritirerà in camera di consiglio ove interagirà con i colleghi. È allora
possibile sostenere che quelle esigenze sostanziali viste
in occasione della redazione dell’atto si applichino
anche al resto dell’attività forense. Quella deferenza ed
essenzialità di cui sopra non possono svanire quando si
passa dagli atti ai fatti. Se così è, essendovi le stesse
esigenze di contemperamento di personalità e impersonalità, logica vuole che anche il resto dell’attività
forense sia sorretta da una certa ‹‹forma››. Mai esasperata, possibilmente spontanea e funzionale al buon
esercizio della professione, ma rimane il fatto che un
certo ‹‹formalismo›› è essenziale. Essa si manifesterà
nel contegno assunto in udienza, nel rapporto con i colleghi e nell’eloquio nonché, in fine, nell’intera pratica
del diritto. In definitiva quella forma, prima usata solo
per la redazione degli atti, andrà a qualificare il modo
L’Autore ha voluto dedicare l’intervento tenuto in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati
che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014, alla memoria
dell’Avvocato Maria Gabriella Anghelone e ai familiari che simbolicamente gli hanno consegnato la Toga d’Onore nel corso
della proclamazione dei Segretari della Conferenza dei Giovani Avvocati.
16
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 17
Le Voci dell’Avvocatura
Dati allarmanti sul fronte occupazionale
Donatella Cerè
Delegato Cassa Nazionale per la Previdenza e l’Assistenza Forense
A
utorità, signori magistrati, signori avvocati,
amici consiglieri, Presidente Vaglio, cari famigliari di chi oggi viene premiato, permettetemi
di porgervi il saluto di tutta Cassa Forense cui ho l’onore di appartenere. In particolar modo, il suo Presidente,
l’avvocato Nunzio Luciano che in questo giorno di
festa così importante, che vede premiati avvocati e
magistrati, che hanno raggiunto i cinquanta, i sessanta
ed i settant’anni di carriera, mi ha chiesto di porgervi il
suo proprio affettuoso augurio.
Cassa Forense è sempre più consapevole del nuovo
ruolo che è chiamata a svolgere, non da ultimo, quello
di collante tra le istituzioni e l’avvocatura con l’obiettivo ambizioso di intraprendere un nuovo percorso di
stampo antropologico e culturale. Quindi non più vista
come casa di vetro di una volta, distante dall’avvocatura ma un vero e proprio punto di riferimento per tutti.
Questa sfida nasce nel momento, forse, più difficile e di
impopolarità, nel periodo più duro, proprio come quello compreso tra il 2007 e di giorni d’oggi, dove la forbice della crisi economica, ha tagliato drasticamente i
redditi di tutti i professionisti. Il conto più salato lo
stanno pagando i più giovani.
Secondo le ultime analisi del Centro Studi di Cassa
Forense, nel 2014, circa 360.000 professionisti under
40, hanno visto scendere i loro redditi medi al di sotto
la soglia dei 25.000 euro annui. Il dato è ancora più
allarmante, se confrontate le misure annunciate dal
Governo, circa il famoso beneficio dei 1000 euro annui
concessi a tutti i lavoratori dipendenti e parasubordinati con questo reddito, che resta, e che tuttavia esclude i
liberi professionisti, marcando ancora di più, quel solco
profondo tra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente, minando così il principio costituzionale di capacità
contributiva. Se l’obiettivo è quello di sostenere i lavoratori in difficoltà e di stimolare i consumi, non si comprende perché la parte del mercato del lavoro che in
questi anni ha sofferto maggiormente crisi e precarietà,
che produce redditi ben più bassi rispetto a quelli dei
lavoratori dipendenti, venga così indiscriminatamente
Foro Romano
esclusa dalle misure del Governo.
Mentre nei paesi più avanzati, in maniera anacronistica, i soggetti con le potenzialità intellettuali e professionali più promettenti vengono incentivati e premiati,
in Italia si continua ad ignorarli e vessarli. Il fattore
reddito, evidentemente, gioca un ruolo determinante
sulla scelta dei giovani che si affacciano sul mercato
del lavoro.
Numerosi provvedimenti legislativi, che si sono susseguiti negli ultimi anni, hanno penalizzato fortemente
tutti gli studi professionali e cominciano a togliere quel
certo appeal a quel settore fondamentale per l’economia del Paese e, in particolare, per quel ruolo di cerniera che gli avvocati svolgono tra le imprese ed i cittadini.
Per la prima volta, infatti, il numero degli avvocati
under 40 iscritti alle casse di previdenza, hanno registrato tra il 2012 e il 2013, una flessione di circa un
punto percentuale. Secondo un altro recente studio di
Cassa Forense, per la prima volta, in sei anni, a partire
dalla crisi, le partite ive annuali sono diminuite in tutte
le regioni: -7,6%. Tuttavia, il dato rilevante, non è tanto
questo, ma la riduzione del 17,7% in un solo anno, dei
loro redditi medi già bassi.
La conseguenza è che la maggior parte degli avvocati
con i redditi bassi, cominciano a cancellarsi dagli albi.
Prima dell’entrata in vigore della riforma forense che,
nell’articolo 21 ha previsto l’iscrizione obbligatoria per
tutti, gli avvocati con redditi inferiori di 10.300 euro, e
quindi non iscritti alla Cassa, erano 56.000; a fine
luglio 2014 erano già scesi a 48.000.
Si tratta in una pericolosa tendenza che rischia di mettere in crisi l’intero assetto dell’avvocatura e delle libere professioni. Ma, nel contempo, Cassa Forense si è
posta l’obiettivo di prevedere tutta una serie di politiche attive, quindi non solo nella sua funzione di previdenza-assistenza, ma di sostegno vero alla professione,
al reddito e alla salute. Sarà dedicato ai giovani avviati
alla professione, a tutti gli avvocati, alle loro famiglie e
agli avvocati già pensionati. Con l’avvento di 50.000
17
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 18
Le Voci dell’Avvocatura
far sì che gli avvocati ricevano subito, quanto dovuto
per aver prestato la propria attività come difensioni
d’ufficio e patrocinatori a spese dello Stato.
Inoltre, vorremmo creare delle cassa mutue, sotto insegna “Cassa Forense”, non solo sovvenzioni in aiuto ed
in favore di momenti di malattia, ma ancora, prestiti
d’onore per sostegno nello sviluppo e nell’acquisizione
di fondi europei che sono lì in favore dell’avvocatura e
che in pochi conoscono.
Volevo concludere dicendo che Cassa Forense vuole
proporre un nuovo cambio per un’avvocatura unita
nelle differenze generazionali, ma con un approccio
propositivo ed ottimistico, perché l’ottimista vede l’opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede il pericolo in ogni opportunità.
Cassa Forense ottimista ci mette la faccia ed anche il
cuore.
A tutti voi, tanti cari auguri per le prossime festività
natalizie. Grazie.
iscritti che andrà ad iscrivere il 31 dicembre, ormai
prossimo, Cassa Forense ha raggiunto la sostenibilità a
50 anni, grazie a tutta ad una serie di investimenti,
tagli, di avvio di un nuovo fondo immobiliare, quindi
con la razionalizzazione dei costi, grazie ad una gestione dinamica e alla diversificazione alla riduzione dei
costi fissi e di quelli aziendali.
Tutto questo porterà ad una triplicazione del fatturato
ed ad un nuovo fattore di sviluppo. Pertanto, oggi, il
patrimonio di Cassa Forense, ha raggiunto quota 8
miliari di euro, in confronto ai 2,9 miliardi di euro di
dieci anni fa.
Quindi, concretamente, vuole e può porre in essere
tutta quella politica per abbassare i costi per la professione attraverso le convenzioni che ha in animo di stipulare.
Puntiamo, per esempio, di offrire a tutti gli iscritti una
banca data giuridica gratuita. Cassa Forense è pronta
ad anticipare allo Stato italiano 180 milioni di euro, per
Intervento effettuato in rappresentanza della Cassa Forense in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro
agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014.
18
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 19
Le Voci dell’Avvocatura
La cultura della giurisdizione
Vincenzo Geraci
Avvocato Generale della Corte Suprema di Cassazione
M
i ritrovo ancora una volta ad avere l’onore e
la responsabilità di portare il saluto del procuratore generale della Corte di Cassazione,
il quale si rammarica di non essere potuto intervenire
personalmente perché trattenuto sino a tarda notte
all’estero, in impegni istituzionali che non poteva,
ovviamente, rinviare. Dovete accontentarvi, quindi,
della mia presenza e del mio saluto, che, però, ho la
presunzione e l’audacia di dire che è un saluto particolarmente sincero e affettuoso, perché, credo di averlo
detto e molti lo sanno, la mia autentica e vera vocazione era quella di fare l’avvocato, non il magistrato.
Forse, sono riuscito a realizzarla di recente. Nel conseguimento della carica e nella nomina all’ufficio di
Avvocato Generale della Corte Suprema di Cassazione,
sono riuscito ad appagare la mia vocazione. È l’esperienza che mi induce ad essere particolarmente vicino
agli avvocati, perché sono i protagonisti e i garanti di
quel contraddittorio che è il metodo, il quale io credo
essere più sicuro e valido per l’avvicinamento a quella
verità processuale quale ci è data conoscere.
Nei miei ricordi liceali, mi è sovvenuta la difesa che,
dalle sue inimitabili pagine della letteratura italiana,
quel potente uomo di cultura che fu Concetto
Marchese, rivolgeva all’indirizzo di Cicerone, pensando al contraddittorio, quando lo si accusava di essere
un uomo, “il quale sapeva trovare le ragioni sempre le
più valide per difendere qualsiasi causa, affermando
oggi quello che rinnegava ieri, per riaffermarlo domani”. Concetto Marchese, dall’alto della sua autorità,
diceva che i critici non avevano colto proprio all’essenza del ruolo di Cicerone, perché gli rimproveravano
proprio di essere quello che egli massimamente fu: un
sommo avvocato. L’avvocato, voi me lo insegnate, non
deve porsi il problema se il suo cliente sia colpevole o
innocente: l’avvocato è legittimato nel suo ruolo perché deve garantire al suo cliente, nella dialettica che
poi porta alla sintesi della sentenza, un processo giusto.
Questo è l’unico momento che legittima l’avvocato,
non il problema della colpevolezza o dell’innocenza. È
proprio perché dobbiamo essere consapevoli di tutto
Foro Romano
questo, che ovviamente ci vuole un momento di alta
consapevolezza. I partecipanti di questa altissima funzione, magistrati e avvocati, devono essere consapevoli della cultura e della legalità che li deve avvincere,
riassumendo questa cultura della legalità, in una cultura della giurisdizione. Tutto ciò mi fa ricordare un
esempio che mi porto dietro dalla mia esperienza pregressa di magistrato di merito, che mi fu affidato da un
grande affocato di quel Foro, quando diceva che: “il
Pubblico Ministero e l’avvocato, davanti al giudice,
sono come gli spadaccini che scendono in pedana:
devono menarsi colpi e fendenti senza nessun riguardo,
naturalmente nel rispetto, ma alla fine dello scontro, in
cui vince colui il quale è più bravo e sa affermarsi
meglio, si ritrovano entrambi, levandosi la celata, nell’impiantito di una comune cultura della giurisdizione,
la cultura della legalità”.
È proprio con questa consapevolezza, in base alla quale
soffro e ho sofferto ancora di recente per talune
improntitudini che si sono sentite anche in queste aule,
all’indirizzo di sentenze di cui non si è colta la sofferenza e la difficoltà con cui sono state rese, per cui
cedendo alla tentazione e all’emotività del momento,
forse addirittura alle lusinghe di una facile celebrazione mediatica, si è dimenticato lo sforzo appunto di quei
giudici, quali quelle sentenze così difficili e sofferte
avevano emesso. Se noi avremo consapevolezza di
questa cultura della giurisdizione, rischi di questo
genere, è sempre più improbabile che si verifichino.
È nel segno di questo che io mi permetto di fare gli
auguri più sinceri e sentiti perché manifestazioni come
queste, che allocate come sono all’interno del palazzo
che ospita la più alta istituzione giudiziaria del Paese,
la Corte di Cassazione, possano rappresentare plasticamente e concretamente il segno di quell’unità che,
attraverso il famoso apologo di Menenio Agrippa, ci
rende consapevoli di come sia illusorio credere che ci
possa essere un soggetto o una categoria istituzionale
che possa avere la prevalenza sull’altra, dimenticando
che, invece, se si perde, si perde tutti quanti e che se si
vince e ci si afferma, ci si afferma tutti quanti.
19
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 20
Le Voci dell’Avvocatura
Cinquant’anni di Avvocato: per me e per tutti
Filippo Lubrano
Avvocato del Foro di Roma
N
on è facile, ma francamente, non credevo che
sarebbe stato così difficile.
Non è facile perché devo esprimere, non il mio
saluto, ma il saluto di tutti questi colleghi, con i quali,
da tanti anni, svolgiamo l’attività: il saluto di persone
con esperienze, attività, emozioni che sono state diversissime fra di noi. Devo esprimerlo in quest’aula che,
me ne sono reso conto quando sono entrato, mi rinnova tanti ricordi di impegno, attività e partecipazioni.
Capirete, quindi, bene che ci sia un piccolo punto di
commozione.
Del resto, in questo sono stato preceduto da illustri predecessori e mi è adesso venuto in mente, quando ho
dato io la medaglia per i cinquanta anni a due grandissimi avvocati, a due giganti della professione:
Giuseppe Guarino, il mio Maestro, e Luciano Revel,
grandissimo avvocato penalista. Adesso capisco quello
che Guarino disse: “Sì, sono commosso. Non potrei
negarlo”, e che allora mi era sembrata una posizione di
maniera, perché pensavo che non fosse vero, conoscendone il carattere forte e alieno da commozione.
Luciano Revel, invece, aveva iniziato il suo discorso
con quella che io avevo preso per una battuta a me
rivolta: “Filippo aiutami, è la prima volta che compio
cinquant’anni e non so cosa dire!”; stiamo parlando di
un uomo che sapeva dominare l’aula penale e la trattazione delle questioni.
Quindi sono qui adesso per dare conto delle emozioni e
dei pensieri di tutti quanti voi, che, con me, siete premiati. Credo che tutti quanti, in questo momento,
vediamo scorrere davanti a noi, quasi una sorta di
immenso flashback, tutto quello che c’è stato, tutto
quello che abbiamo fatto, operato negli incontri, negli
scontri tra di noi, con i magistrati e con il cliente che
certe volte pretende da noi cose che non possiamo dare.
Questo pensiero, noi lo svolgiamo partendo forse dal
momento che è a tutti comune: quando abbiamo iniziato questa professione, quando siamo entrati in questo
Palazzo. Ricordo quel giorno del 1964, quando dall’ingresso di Via Ulpiano, dove prima erano collocati i
locali dell’Ordine, fui chiamato ad entrare, in un tempo
in cui, nell’ambito dell’Ordine, non c’erano rapporti
continui con gli avvocati che partecipavano; fui chiamato perché dovevo ricevere il premio Tonni Bazza,
quale primo graduato nell’esame di Procuratore legale
della Corte d’appello di Roma.
Quindi siamo qui con la nostra presenza, con questi
nostri pensieri. Però consentitemi di rivolgere un pensiero a tanti, che quel percorso nel 1964 l’hanno iniziato con noi e che, oggi, non ci sono più. Io ne vorrei
ricordare uno soprattutto, che ha avuto una rilevanza
decisiva nei confronti della mia attività, perché io, l’ho
sempre detto, tutto pensavo di fare, fuorché l’avvocato.
Quando, nel 1962, Giuseppe Guarino mi fece l’offerta
di iniziare l’attività come suo collaboratore, io ero in
dubbio e allora chiesi consiglio al mio collega ed amico
di studi, Paolo Vitucci, che tutti credo ricorderete, che
mi disse: “Ma sei matto a dubitare? Questa è l’occasione della vita!”. Aveva ragione. È stato questo che mi
ha avviato alla professione.
Qui con i nostri ricordi, di tutto quello che abbiamo
fatto. Tutti noi, forse, in questo momento, stiamo pensando che quei ricordi li vorremmo scrivere, magari per
dedicarli ai nostri nipotini, ma sappiamo che non lo
faremo mai, perché questa è una professione che ti
prende, non ti lascia e non ti dà tregua in qualsiasi
momento.
Per me è stato un periodo particolarmente intenso perché, dopo i primi anni, oltre l’attività professionale c’è
stata tutta l’attività svolta nell’interesse degli Avvocati
nell’ambito della Società Italiana degli Avvocati
Amministrativisti, che io ho fondato nel 1979, e, poi,
nell’ambito di questo Consiglio dell’Ordine, nel quale
sono entrato per la prima volta nel 1982 e rimasto fino
al 2000, proseguendo poi l’attività nell’ambito del
Consiglio Nazionale Forense.
A questo punto, devo dare due saluti.
Un saluto ai giovani che vengono oggi premiati. Ai giovani ho sempre detto, anche nel corso dell’insegnamento universitario, “guardate, ci sono due cose fondamen20
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 21
Le Voci dell’Avvocatura
ingiustificatamente ci colpiscono; attacchi di fronte ai
quali, bisogna stare calmi ed aspettare, perché “il tempo
è galantuomo e alla fine dà luogo alla verità”.
Nel saluto, vorrei dire che il Consiglio non siete solo voi
quindici che siete qui seduti, ma è costituito da tutta la
struttura, da tutto il personale che opera con attenzione,
con impegno e con modestia per collaborare allo svolgimento della nostra attività. Penso di avere sempre dato
riconoscimento di questo impegno al personale
dell’Ordine nel tempo in cui sono stato qui, soprattutto in
quello in cui sono stato Presidente. Adesso siete voi che,
quando mi trovo qui a passare per qualche questione, mi
accogliete con quell’appellativo che non mi spetta più,
“Presidente”, e che mi date un sorriso ed una considerazione che mi dimostra che, a quel tempo, ho fatto bene.
Vi avevo detto all’inizio che non era facile, che non mi
ero reso conto di quanto sarebbe stato difficile, ma il
discorso è andato avanti senza problemi perché ho
potuto godere della vostra benevolenza nell’ascoltarmi
con attenzione.
Vi ringrazio.
tali, lo studio e l’impegno. Lo studio che fate
all’Università, ma lo dovete sempre portare a termine,
continuamente e in ogni momento; l’impegno vi deve
portare a vedere ogni cosa, ogni evenienza, come una
occasione di approfondimento e miglioramento della
vostra posizione”; e aggiungo sempre “se poi, oltre allo
studio e all’impegno, avete anche quel pizzico in più
che distingue il genio dall’uomo normale, allora realizzerete sicuramente grandi cose”.
Il secondo saluto è per il nostro Consiglio dell’Ordine.
Voglio dire loro che nessuno più di me, forse, può capire quel pizzico di follia, che ad un certo punto ci spinge ad abbandonare gli svaghi, la famiglia, i divertimenti e a metterci su questi scanni per tutelare l’attività
degli Avvocati, avendone come unica gratificazione
(come succedeva una volta nelle elezioni, prima del
voto elettronico) il gusto di sentire il tuo nome che
veniva tante volte chiamato, perché erano i voti che ti
venivano assegnati. Al nostro Consiglio voglio dire che
anche io, nessuno più di me, può essere partecipe del
peso, non delle critiche, ma degli attacchi che a volte
Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50,
60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014.
Foro Romano
21
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 22
Le Voci dell’Avvocatura
La giustizia dell’Ermellino
Luciano Panzani
Presidente della Corte di Appello di Roma
G
razie, signor Presidente, grazie a tutto il
Consiglio, grazie agli avvocati e a coloro che
oggi vengono premiati al culmine di una carriera così prestigiosa, di avermi invitato.
zione della legge si coniuga con il rispetto delle esigenze di mediazione e di equità. Noi giuristi ricomprendiamo tutto ciò nell’espressione “il sano apprezzamento del giudice”. Vorrei dire che prima ancora vi
è il sano apprezzamento dell’avvocato nel rapporto
con il suo cliente.
Non posso non ricordare, come dicevo proprio in quest’aula, pochi giorni fa, all’avvocato Vaglio, che
l’Avvocatura di Roma mi ha augurato il benvenuto in
più occasioni e in modo estremamente caldo ed amichevole. Devo dire che ciò mi aiuta molto, in questo
difficile compito che ho assunto da poco ed in cui ho
l’esempio del mio predecessore, ora giunto al vertice
della magistratura italiana.
In questo giorno di festa non è il momento di ricordare
i molti mali della giustizia italiana. Credo che, come
diceva poco fa Vincenzo Geraci, sia invece il momento
di ricordare la funzione indispensabile dell’avvocato,
sia nei procedimenti civili che in quelli penali. Il buon
avvocato fa il buon giudice. Solo da un contradditorio
completo e leale può emergere la giusta ragione della
decisione in cui deve essere coniugato il rispetto del
diritto e il buon senso.
Ogni tanto, amo ricordare un monumento alla Giustizia
che sorge in una piazza di una piccola cittadina francese, al confine con l’Italia, dove i due piatti della
Giustizia non sono sullo stesso livello, perché un
ermellino premendo la sua zampa fa oscillare un piatto
più in alto dell’alto, facendo prevalere il buonsenso di
cui quest’animale è preso a simbolo.
Credo che le recenti disposizioni sulla negoziazione
assistita siano la formalizzazione (qualcuno dice inutile) di un qualcosa che gli avvocati hanno sempre fatto:
cercare la conciliazione della lite, il colloquio con la
controparte, l’accordo... Qualcuno ha parlato, a mio
avviso infondatamente, di rischio di privatizzazione
della giustizia: non è questo. Vuol dire invece affidare
a chi ha già esperienza e che sa quali sono i costi e i
rischi della lite, la ricerca di una composizione che eviti
la lunghezza del giudizio, i suoi oneri per arrivare, in
definitiva, attraverso la mediazione, ad un accordo che
è nell’interesse di entrambe le parti.
Dobbiamo impegnarci tutti: i numeri dei nostri processi sono altissimi. Ci dice la CEPEJ, la “Commissione
Europea per l’efficienza della giustizia civile” del
Consiglio d’Europa, che siamo al secondo posto per
numero di controversie civili che vengono instaurate
tutti gli anni, quindi abbiamo un alto margine di litigiosità; siamo al quarto posto come risposta.
Credo proprio che questi interventi di composizione,
l’equilibrio, la saggezza, l’esperienza dell’avvocato
possano aiutarci in tutti i campi a ridurre il numero di
procedimenti e, in qualche misura, aiutarci a raggiungere un risultato che vogliamo tutti, ovvero una giustizia efficiente, in una parola sola: più giusta.
Non per nulla nella toga del giudice figura l’ermellino.
L’applicazione del diritto non può essere cieca.
Occorre rispettare un valore fondamentale su cui si
fonda la convivenza, Nello Stato di diritto l’applica-
Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50,
60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014.
22
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 23
Le Voci dell’Avvocatura
Avvocati e magistrati insieme per risolvere i problemi
della giustizia
Stefano Radicioni
Segretario dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana
P
residente, grazie dell’invito. Io saluto, perdonatemi, in primo luogo, gli avvocati. L’avvocato che
oggi viene premiato per settant’anni di professione, i colleghi che vengono premiati per i sessant’anni
trascorsi a difendere i cittadini italiani e i colleghi che
lo hanno fatto per cinquant’anni: a loro va il saluto
caloroso dell’Organismo dell’Avvocatura.
Saluto anche i magistrati che oggi sono presenti. Questi
due saluti, vogliono essere non solo un saluto ideale,
ma che sia anche concettuale perché avvocati e magistrati insieme sono coloro che svolgono il primario
ruolo dell’amministrazione della giustizia.
Questo è e deve essere un importante punto di partenza
per quell’organismo al quale l’avvocatura ha voluto da
poco dare immediatamente un primo segnale. Una settimana fa abbiamo incontrato l’aggiunta dell’Associazione Nazionale Magistrati e per la prima volta, dopo
tanto tempo, è uscito un comunicato congiunto tra
Organismo dell’Avvocatura e Associazione dei
Magistrati con il quale si è rivolto al Ministro della
Giustizia, l’invito caloroso a risolvere i problemi, partendo dalla concretezza di quelli che sono veramente i problemi che attualmente noi abbiamo da affrontare. I continui interventi sui codici di procedura, non sono la risoluzione dei mali della giustizia italiana. Dobbiamo
vederli veramente in faccia i mali e sono quelli relativi
alla carenza del personale nelle cancellerie, alla carenza
delle strutture e dei finanziamenti. Abbiamo chiesto congiuntamente, avvocati e magistrati, che i proventi che
vengono dal contributo unificato, vengano riversati nel
comparto giustizia e non utilizzati ad altri fini. È di oggi,
di questa mattina, la notizia di un emendamento alla
legge di stabilità che preannuncia, (speriamo non passi!)
l’ennesimo aumento del contributo unificato per far
fronte ai presunti sgravi fiscali che vengono introdotti
per incentivare la negoziazione assistita e l’arbitrato.
Mi sono permesso di fare queste brevi considerazioni
soltanto per dire che l’importanza della cerimonia, a
cui oggi assistiamo, è veramente fondamentale sotto
anche il punto di vista della quotidianità. Rivolgo un
invito al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli
Avvocati di Roma: coloro tra i premiati che verranno e
che vorranno, potranno essere invitati a partecipare alle
lezioni della Scuola Forense, che tanto lustro ha
nell’Ordine, affinché trasmettano quella che è l’esperienza, anche e soprattutto sotto il profilo deontologico,
accumulata in tanti anni di professione. Questo potrebbe consentire quel necessario passaggio di importanti
concetti che di giorno in giorno, nella professione, sono
stati, in qualche modo, appresi e che debbono essere
necessariamente trasmessi ai giovani avvocati.
Mi sono emozionato leggendo la brochure, quando ho
letto che nel 1968, Carlo Fornario, presidente per tanti
anni dell’Ordine, ha istituito la conferenza dei Giovani
Avvocati, perché mi sono formato nel suo studio e quindi
leggerlo oggi mi ha veramente suscitato dei sentimenti.
Vorrei dire semplicemente che oggi si svolge una cerimonia rilevante, che testimonia, ancora una volta, che
l’avvocato e il magistrato svolgono una delle funzioni
più importanti nel funzionamento della Nazione e dello
Stato e quindi, con grande emozione ed orgoglio, rinnovo il saluto.
Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50,
60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014.
Foro Romano
23
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 24
Le Voci dell’Avvocatura
I miei primi sessant’anni di professione
Liliana Salemme
Avvocato del Foro di Roma
M
i hanno chiesto di scrivere un breve ricordo
della mia vita professionale e ve la porgo,
per grandi linee, così come l’ho vissuta.
Ho iniziato la pratica forense a ventuno anni. Era l’anno 1952: avevo seguito il corso universitario di giurisprudenza appassionandomi a tutte le materie e conseguendo la laurea con il massimo dei voti.
L’inizio della pratica non fu con esimi giuristi come
avrei voluto: ero interessata al diritto civile, ma i miei
tentativi di inserirmi in uno studio importante non
andarono a buon fine perché ero una ragazza.
Così prima dovetti subire gli sgarbi di un avvocato che
si occupava solo di responsabilità civile; dopo un anno
di lavoro non soddisfacente per le mie aspirazioni, ma
intensissimo di scritti ed udienze, correndo tra Piazza
Cavour e Via del Governo Vecchio dove si trovava la
Pretura Civile, trovai collocazione come praticante
presso un bravo professionista e, superato a ventitre
anni l’esame di procuratore, affinai la mia preparazione presso lo Studio dell’Avv. Gian Carlo Mattei Gentili
divenuto, nel frattempo, mio marito.
Al mio esordio nella professione, le avvocatesse che esercitavano nel campo civilistico non superavano il numero
di dieci e le giovanissime non erano più di cinque.
Le donne, anche se brave e preparate, venivano considerate per quanto riguardava gli onorari, molto meno
degli uomini e venivano apostrofate spesso “signorina”
mentre ai giovanissimi procuratori veniva rivolto sempre il titolo di Avvocato.
In compenso – senza voler far torto ai bravi Colleghi e
Giudici di oggi – vi era tanta cortesia e rispetto anche
per una giovanissima come io ero e, in caso di dubbi
sulla interpretazione di una legge, era possibile esser
ricevuti con cortesia e discutere anche con un Presidente
di Sezione, cosa che in realtà si può fare tuttora.
Al Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour vi erano i lift
(dei quali ricordo, in particolare un veneto che si chiamava Nane), che all’ingresso in ascensore chiedevano
agli avvocati a che piano dovessero andare; in compen-
so anche il sabato era giornata lavorativa, non esistevano ferie Forensi né, tanto meno, indennità di maternità
data la scarsissima presenza di donne nell’Avvocatura.
All’epoca le donne non potevano accedere alla magistratura né all’Avvocatura di Stato: personalmente io
aspiravo ad essere un libero professionista e non avrei
sopportato di dover dipendere da altri poiché avevo
scelto la professione proprio per il mio profondo senso
di libertà e autonomia.
Ho lavorato intensamente con passione ed onestà, ma
anche con una certa fatica per conciliare i doveri professionali con i ruoli di moglie e madre.
Nella mia lunga vita professionale la mia fondamentale e non ancora sopita curiosità, mi ha portato ad esplorare tutti (o quasi tutti) i campi del diritto: per un certo
periodo, verso i quarant’anni, mi sono tuffata anche nel
diritto penale con qualche buon esito e qualche processo di un certo rilievo ed ancora oggi mi consento delle
“incursioni” in questo campo.
Considero tuttora la professione il più bel lavoro del
mondo perchè tiene desta la mente, rende agile il pensiero e mantiene il contatto con tante realtà della vita,
che, altrimenti, ci rimarrebbero sconosciute: i vecchi
clienti, sono divenuti, con il tempo, cari amici da seguire e tutelare con ogni cura ed ho trovato persone straordinarie ed amici carissimi tra i Colleghi ed i Giudici.
Mi considero un po’ fuori moda: le difficoltà nella professione ed, in particolare, dover seguire lo schizofrenico proliferare di leggi e decreti non dovrebbero favorire il mio non scemato entusiasmo, ma – lo ripeto – questa continua ad essere per me la più affascinante delle
professioni e, con l’aiuto di Dio, vorrei continuare ad
esercitarla per alcuni anni ancora.
Auguro ai miei più giovani Colleghi di saper preservare l’entusiasmo verso questa professione – nonostante
le difficoltà che attualmente la rendono particolarmente gravosa – e di svolgerla con il massimo impegno perché essa sia esercitata con competenza ed onore a tutela dei diritti di chi a noi si affida.
24
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 25
Le Voci dell’Avvocatura
Non dimenticare Piero Calamandrei
Mario Sanino
Avvocato del Foro di Roma
A
nche io vorrei esprimere qualche apprezzamento
su questa splendida cerimonia alla quale abbiamo avuto l’onore e la fortuna di partecipare.
Siamo orgogliosi di questo riconoscimento e, soprattutto, felici di poterlo festeggiare con amici che hanno
sempre avuto le stesse nostre aspirazioni, hanno sempre creduto nei valori dell’Avvocatura, e si sono sempre schierati a favore di chi ha improntato il proprio
agire alla rigorosa osservanza delle regole di diritto e al
perseguimento dell’interesse pubblico.
Siamo lieti di festeggiare questo evento con i nostri
compagni di cordata. I nostri sforzi, le nostre aspirazioni, le nostre iniziative non si possono soddisfare senza
la essenziale partecipazione di chi, con grande sacrificio e concorrente responsabilità, è chiamato a verificare la corretta applicazione delle leggi e a riconoscere
senza incertezze gli interessi degni di tutela.
In questa prospettiva rimarranno a nostro carico, per la
funzione che espletiamo, la coerenza del nostro comportamento con gli interessi del nostro assistito, la diligenza negli adempimenti, l’obbligo di chiarezza e sinteticità e non possiamo dimenticare al riguardo le parole di Calamandrei:
milmente, alcune serie criticità sono anche dovute a
scelte non felici.
Ci si riferisce ad esempio al contributo unificato:
- una imposizione pesantissima in danno del cliente e
che si riverbera anche nei nostri confronti;
- se il contenzioso deve essere contenuto non sembra
giusto attraverso una sorta di penale a carico del privato che ha sete di giustizia;
- è una gravosa tassa iniqua a carico di chi vuol far
valere i propri diritti.
È auspicabile un tempestivo ripensamento del legislatore, evitando che ancora una volta non sia il Giudice
Europeo a sollecitare il nostro legislatore.
E ci si riferisce anche alla camicia di forza rappresentata da onorari assolutamente inadeguati e a regole irrazionali e certamente non meditate.
L’obbligo del preventivo non può ritenersi in sintonia
con la funzione di Avvocato, che deve percorrere un
sentiero assai misterioso come il processo ricco di
imprevisti e, soprattutto, mai l’uno uguale all’altro; una
valutazione preventiva non potrà essere che approssimativa e causa di equivoci sul rapporto consulente e
assistito.
I minimi di tariffa sono una garanzia per il cliente ed in
ogni caso assicurano un esercizio della professione
adeguato alla alta funzione di difesa del cittadino e di
chi è un rigoroso osservante della legge. Abolirli non è
stata una iniziativa favorevole allo stesso cliente.
I processi si accorciano, incrementando il numero dei
giudici, non mandandone a casa il 20%.
La ultimissima legge sulla trasparenza infine che impone ai componenti degli organi istituzionali forme di
pubblicità gravose e punitive, chiaramente è l’effetto
della scarsa considerazione degli avvocati, ma soprattutto ignora la funzione dei Consigli dell’Ordine ed
anche del Consiglio Nazionale Forense.
Questi sono certamente enti pubblici se si tiene conto
della loro origine, della loro finalità e della loro funzione, ma hanno connotazione del tutto particolari per le
loro risorse economiche e dei loro strumenti operativi.
“Ottimo è quell’avvocato di cui il giudice,
finita la discussione, non ricorda né i
gesti, né la faccia né il nome: ma ricorda
esattamente gli argomenti che, usciti da
quella toga senza nome, faranno vincere
la causa al cliente”.
Insomma solo la perfetta sintonia tra le due funzioni
garantisce efficienza, Giustizia e progresso; e verosimilmente anche la crescita del nostro Paese ha necessità di una compiuta solidarietà nel perseguimento dei
reciproci interessi.
Certo è che il momento non è dei migliori per noi avvocati. Al di là della folcloristica volontà di diminuire le
ferie degli avvocati e dei magistrati è un fatto che la
crisi inesorabilmente ha colpito i nostri Studi e, verosiForo Romano
25
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 26
Le Voci dell’Avvocatura
Quindi appare sproporzionato gravarli di controlli e
adempimenti che invece appaiono corretti per chi
impegna risorse economiche pubbliche.
L’aggressione nei confronti degli Ordini professionali
dell’Antitrust è significativa di questo singolare atteggiamento di apparente incomprensione e, più correttamente di ostilità, che certamente non meritiamo.
La difesa della determinazione dei compensi equi e realistici, non sono iniziative che vogliono contrastare o
impedire la concorrenza; sono valutazioni finalizzate a
migliorare il servizio in favore dei cittadini.
Siamo peraltro fiduciosi che il clima di distensione e
collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti
con il Legislatore e con tutte le Amministrazioni,
accompagni ancora una volta le nostre iniziative e conduca a risultati ai quali siamo pronti con entusiasmo ad
applaudire.
Consentitemi una ultima osservazione: non so se sia vero
che vi sono più avvocati che muratori, come una autorevole voce politica ha sentenziato, è certo che là dove c’è
una prepotenza, una prevaricazione, un sopruso, là ci sarà
sempre un avvocato a difesa del buon diritto.
È in questa convinzione e prospettiva che oggi ci sentiamo onorati di ricevere questo riconoscimento.
Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50,
60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014.
26
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 27
Le Voci dell’Avvocatura
I percorsi dell’anima
Parte I
Aldo Minghelli
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Con questo numero iniziamo la pubblicazione del diario di viaggio di un pellegrino di Santiago de Compostela
A mia nonna Anna Maria,
al cui animo parlo da anni
e che mi sa rispondere.
Con lei posso piangere e sorridere…
Lei, tifa sempre per me.
SOMMARIO: Introduzione – Il Poetico (seconda introduzione) – Il Prosaico (terza introduzione) – Santiago… Chi
era costui? – 1. Ai piedi del gigante – 2. Oltre i Pirenei – 3. Roncisvalle – Segue...
Introduzione
“Nei momenti più difficili della vita ho sempre pensato
che se li avessi superati avrei avuto qualcosa da raccontare. Non mollare e soprattutto parti carico. In
bocca al lupo”.
Dal canto mio, parto per ringraziare per un amore
ormai lontano nove anni, legato a doppio nodo ai
romanzi di Paolo Coelho. Avevo interrotto allora la lettura del “Cammino di Santiago” e mi ripromettevo di
tornare a leggerlo una volta sulla strada.
Parto avendo con me un sacchetto pieno delle conchiglie che, in tanti, mi hanno affidato e che devo portare
fino alla Cruz de Hierro, per assolvere quei voti insieme al mio. Su ogni coccio c’è un nome, quello di una
persona che ha avuto fiducia nel mio Cammino, nella
possibilità che io arrivi alla meta.
Parto con il voto personale di non fumare lungo l’intero percorso fino a Santiago e di non riprendere a farlo,
neanche all’arrivo, se non dopo aver recuperato il porta
accendino che mia madre mi ha portato in dono da
Santiago e che io ho perso tra la sabbia delle Canarie
nell’anno in cui, dopo aver progettato il Cammino di
Santiago, alla fine non l’ho realizzato.
Parto per cercare la mia Spada, per intraprendere finalmente il Buon Combattimento, per capire insomma,
visto che la leggenda del Cammino lo promette, qual’è
il mio posto nel mondo e quali saranno le armi da usare
per conquistarlo.
“Comunque, se mi sforzassi come in altre occasioni,
forse un giorno arriverei a capire che le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi dove sono
attese”.
(Paolo Coelho)
Inizio il Cammino di Santiago il 19 luglio 2009 all’età
di trentotto anni. Intraprendo questa strada con sulle
spalle i miei studi, le mie letture, la mia esperienza, il
mio lavoro, le mie storie d’amore e di amicizia, le mie
delusioni, uno zaino di venticinque chili, eccetto per
questo ultimo particolare, ben conscio di quanto sto per
fare. Con sufficiente raziocinio complessivo, ritenevo
l’impresa alla mia portata, dopo una buona preparazione atletica consistita in lunghe passeggiate fatte per più
di tre mesi per le strade di Roma, che mi aveva abituato male... Acqua ovunque vuol dire fortuna, e lo avrei
ben presto imparato.
Mi salutano i miei amici. Mia sorella e mio cognato
con SMS che rispondono alle paure del giorno prima.
Lei: “Sono felice per te e per l’esperienza che hai deciso di fare! Sii, però, prudente e attento a ciò che fai!!!
Mantieni la tua promessa e fatti sentire... Sono molto
orgogliosa di te perché con questo viaggio hai dimostrato di volerti mettere in gioco e non è poco!!!” e lui:
Foro Romano
27
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 28
Le Voci dell’Avvocatura
Non ho nessuna chitarra al mio fianco ma ho uno zaino
sulle spalle e un territorio sconosciuto da esplorare.
Alla fine del viaggio ho realizzato, nello spazio e nel
tempo, la convinzione dell’esistenza di un qualcosa di
incomprensibile, ma palpabile, che tanto ruolo ha avuto
nel mio Cammino. Ho realizzato che l’unica vera lotta
è contro se stessi, ma per spiegare questo c’è tempo.
Su quella strada, il tempo si fa spazio e gli incontri
coincidenze da decifrare. Sono credente e laico. La
ragione è il metro che uso nella vita, per la vita, è percorso e istinto. Tuttora, però, grandi e piccoli accadimenti del Cammino restano per me incomprensibili,
boe di un significato che mi è stato rivelato.
Quel Cammino è antico. Sembra venisse percorso dagli
uomini, come gesto spirituale, già molti secoli prima di
Cristo, quasi provenisse dalle viscere stesse della storia. In quel Cammino non si avverte la presenza di un
Dio, ma di Dio.
Di questo Cammino vi offro un racconto che non ha
nessuna pretesa, se non quella di narrare, fino a dove
è giusto, quanto accaduto. Dei miei silenzi comprenderete. Questo libro è diretto a tante persone, a tutti
coloro che hanno avuto un ruolo di sostegno, nell’impresa, in primis a mia nonna, cui lo dedico, l’unica a
cui l’ho personalmente raccontato per intero. Ed il
motivo c’è…
boschi, montagne, cascate, alture, valli incontaminate,
sentieri di roccia con muschi antichi, prati in fiore, filari di alberi da frutto, dove la natura è regina e madre,
perché ti impone i suoi ritmi ma sa anche donarti gioia,
rinfrescarti, farti riposare.
Dove la calura del sole è stemperata dal giallo acceso
di mille girasoli che sembra ti sorridano, dandoti la certezza dell’acqua, anche quando sembra mancare.
Dove frutta di ogni tipo, acerba o matura, sta lì a dirti
che anche il cibo non potrà mai mancare e che non devi
aver paura. A partire così dalla fertile Navarra, lungo i
terreni della ricca Rioja, la zona del vino spagnola,
sulle aride Mesetas della Castiglia e Leon ed ancora
nella verde e rocciosa Galizia, al limitare dei campi
recintati o in tratti di giardino aperti ad ogni passante,
regnano le mele, le pere, i mirtilli, i gelsi, le more, in un
arcobaleno di colori.
Quella frutta, la mattina dopo la colazione, era un piacevole diversivo all’acqua per rinfrescarsi la bocca ed
assaporare una generosa natura insieme agli altri
Pellegrini o con qualche animale, sempre fremente
davanti a qualcuno che gli offre una bella e succosa
meletta.
Dove gli animali sono il simbolo di una vita che prima
del tuo passaggio ed anche dopo, sul Cammino, non è
mai mancata e continuerà dopo di te. Ne incontreremo
ovunque, vivi e morti, domestici e non, insetti di ogni
tipo e varietà, mucche, maiali, pecore, capre, cavalli,
ma anche cervi, daini, cinghiali, persino un orso, simbolo vivente di Navarra… Moltissimi i cani, in relazione ai quali dovrò combattere con la suggestione di
Paolo Coelho. Mi attenderò sempre un’improvvisa
aggressione ed, invece, loro non solo non mi faranno
alcun agguato ma saranno d’ispirazione in uno dei
momenti simbolici del Cammino.
Tra gli insetti, moltissime e variopinte le farfalle, come
non ne vedevo da una vita. Attraverso quelle anime
colorate, che mi ricorderanno i giorni spensierati da
bambino, ritoverò la spensieratezza di quando sul litorale laziale se ne trovavano tante ed io passavo ore a
guardarle.
L’ora d’estate si finse preda dei miei passi
ed ogni respiro risuonava al vento
come risposta debole, ad occhi bassi.
Era il tramonto del giorno
a rivelare un racconto troppo intimo
per non potersi addormentare.
Fu in quell’estate che capì
che nel silenzio riposa la voce,
non i significati.
Il Poetico (seconda introduzione)
Cosa c’è di poetico nel Cammino di Santiago?
Innanzitutto il suo significato, metafora della vita, con
i suoi traguardi solo parziali, le sue sconfitte, che sono
tregue inutili verso una sconfitta, quella della morte,
ineluttabile e solo rimandata.
Poetico è il percorso stesso. Si snoda attraverso fiumi,
Poetici sono quei villaggi… Talvolta abitati o abbandonati e cadenti. Non si riesce a collocarli nel tempo. Ci
28
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 29
Le Voci dell’Avvocatura
sono tracce di antico splendente e di recente polveroso,
sembra che ogni costruzione umana ceda ad un senso
comune di storicità. Ciascun paese offre orgoglioso la
sua storia, i suoi monumenti, una testimonianza della
dominazione celtica o araba, della riconquista, un simbolo del dominio dei Templari o dei grandi Re di
Spagna. Alcune costruzioni sono legate ad eventi divenuti leggendari e, come tali, sono rimaste integre
davanti alla storia, contornate di mistero e grandezza,
come a Roncisvalle, Viana o O’ Cebreiro.
Davanti ad un panorama costellato di tanti piccoli gioielli di arte medievale, a duecento chilometri dal traguardo, uscito da Villafranca del Bierzo, traccerò un
bilancio del mio Cammino, sentendomi tanto piccolo,
davanti a tanta grandezza.
Poetico è l’improvviso apparire delle tracce di tutte le
civiltà spagnole, le tracce del destino di generazioni di
uomini che, in Cammino, hanno raggiunto le alture, i
boschi, le montagne, i fiumi, per seminare nuove città,
come formicai, simboli della loro storia, del loro dominio, del loro grandioso destino di imperfetti, memorie
della loro silenziosa fine. Davanti a quelle testimonianze non si resta mai indifferenti, ci si chiede perché i
fondatori antichi sentirono il bisogno di arrestarsi in
quel cantuccio, protetti dalla montagna, piuttosto che in
una valle assolata o accanto al fiume.
Non è strano, viste queste premesse, che il Cammino di
Santiago sia stato dichiarato patrimonio dell’umanità
dall’UNESCO grazie al Consiglio d’Europa, il 23 ottobre 1987. È solo la presa d’atto di una unicità che risalta presto agli occhi.
Poetici, anche perché legati indissolubilmente a quel
paesaggio antico, sono i contadini che, soprattutto nella
prima parte del percorso, ti accolgono, con il loro sorriso, con i loro manufatti artigiani, offrendoti i prodotti
del loro lavoro, con gli occhi di chi ne ha visti passare
tanti di Pellegrini, con la loro voce che non manca mai
di dirti “Buen Camino”, con la loro acqua, zucchero e
limone, con la loro semplicità che, in quel contesto, è
sapienza antica.
i pellegrini come fossero semplici turisti, forse con un
po’ di invidia, perché se li osservi bene ti accorgi che,
loro, dalla loro terra, spesso non si sono mai allontanati. Talvolta sorridono, talvolta sono indifferenti, infastiditi mai. Sanno che non ti fermerai e dovrai passare.
Poetica è la religiosità popolare, quella che arricchisce
di chiari segni di sé ogni luogo di devozione disseminato nel Cammino. Il grande amore per i Pellegrini non
ne è che la diretta conseguenza. Come al solito, campioni di questo sentimento, ancora fortissimo nella cattolicissima Spagna, sono le donne e, tra loro, le più
anziane. Se è vero che, come dice il detto romano,
“Cristo per le donne è l’ultimo partito”, è comunque
raro notare mogli che esprimono una devozione così
forte, priva di ogni cautela e ripensamento. Davanti alle
lacrime di una donna che ha consacrato la sua vita ai
Pellegrini, nel giorno della sua consacrazione, piangerò anche io.
Poetica è la comunione che lega i Pellegrini. Se ti fermi
per un dolore o per stanchezza, qualcuno, immancabilmente, rallenterà per sapere come stai, se ti serve dell’acqua.
Abbandonati alla frescura di un ruscello o all’ombra
di un albero, forti sulle loro gambe o aggrappati ai
loro bastoni, i Pellegrini diventano una grande famiglia, che le tante notti passate assieme negli alberge
rende intimi, in una vicinanza così piena di corporeità da costringerti ad ogni resa. Si diventa amici senza
accorgersene. Quando ci si incontra, impolverati e
sudati ci si abbraccia, perché un altro passo è stato
fatto e se serve si condivide il pane o l’acqua, per rinfrescare la bocca.
Poetico diventa anche il russare del tuo vicino di letto
e tutti i suoi rumori, anche quelli più scabrosi o meno
graditi. Anche se sei stanco non ti rivolgerai mai con
rabbia a Pellegrini che continuano a parlare tra loro
quando le luci si spengono ed è ora di dormire, per
quella stessa accondiscendenza che riserveresti a bambini sorpresi a giocare dopo la buonanotte. È una voce
che ti tranquillizza e ti culla. É la prova che non sei
solo. È per questo che, seguendo una tradizione antica,
i Pellegrini si salutano dicendosi “ULTREIA”, cioè
“ultra” (più) e “eia” (avanti), dandosi il reciproco incoraggiamento a non mollare.
Poetico è il cielo stellato di fronte al quale, al mattino,
Siedono nelle piazze, nei crocicchi, lungo il Cammino.
Ti attendono per vederti passare, forse avendo nel sangue l’antica coscienza che un uomo sconosciuto che
arriva da lontano era, un tempo, una finestra sul
mondo. I giovani, no. Non sono accoglienti. Osservano
Foro Romano
29
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 30
Le Voci dell’Avvocatura
attendevi le più radiose albe… Il viaggio verso
Compostela avviene sotto il sudario di stelle della via
Lattea che in Spagnolo è definita Carril del caballo de
Santiago, a riprova della stretta connessione esistente
tra la galassia e leggenda del Santo. La stella di Orione
compare sul percorso intorno al 25 luglio quando si
festeggia San Giacomo Apostolo. La via Lattea è la
strada dei morti, Nessun vivente cristiano è dispensato
dal Pellegrinaggio e chi non lo fa da vivo, lo farà da
morto. In tante tradizioni antiche la via Lattea è un
sacro fiume celeste, lo scorrere del tempo verso la
morte o verso la rinascita, l’Alpha o l’Omega, a seconda delle credenze, verso una dimensione comunque
altra dell’esistenza.
Poetico è il lungo, intimo, colloquio verso se stessi.
Kahlil Gibran dice: “io sono un viaggiatore, e ogni
giorno scopro una nuova regione della mia anima”. Nel
Cammino ti poni alla testa dell’esercito del tuo spirito
e dei suoi nemici. Credi di dover combattere contro gli
altri, ma è contro te stesso che operi un lungo assedio,
per scoprire, al termine del viaggio che quanto hai
appreso era già dentro di te e che la distanza percorsa
non segna uno spazio fisico ma quello che separa te
stesso dall’altro te, che la distanza ha forgiato. Morire
e rinascere a nuova vita, ecco il lungo percorso che
deve compiere il Pellegrino.
Lo stesso nome della località di Santiago de
Compostela, l’agognato traguardo finale, deriverebbe
da ‘campus stellae’ con riferimento al leggendario cammino dell’813 d.C. verso una improvvisa pioggia di
luci di un santo eremita, Pelagio, fino al luogo di ritrovamento del sepolcro di San Giacomo.
Ma non è solo la notte a togliere il fiato. Maestosi sono
anche i tramonti che annunciano il riposo o le loro eterne nemiche, le rosate albe. Ma la luce dentro, ad un
Pellegrino, non manca… Mai.
salutavamo la nostra intimità
di teneri amanti invecchiati.
Il Prosaico (terza introduzione)
L’ironia di Dio è un’ammonimento continuo che ricorda all’uomo la sua inevitabile fragilità. Quella traccia
di dissonanza che rammenta alla sublimazione dei tuoi
sensi una storia diversa, un percorso contrario.
Così anche nel Cammino, dove l’elevazione dello spirito non resta mai disgiunta da richiami all’umana corporeità. Quattro le parole chiave: le mosche, gli escrementi di mucca, i commercianti e il Pellegrino esperto.
Quattro iatture cui è bene sottrarsi.
Fin dalla prima tappa, e, in seguito, immancabilmente,
le mosche ti tormentano, volandoti intorno e cercando
di posarsi, in cerca d’acqua, su ogni goccia del tuo
sudore. Sono ovunque e nella loro versione cavallina ti
attaccano e ti mordono, in cerca di nutrimento, le
gambe, ti camminano lungo la schiena e sotto le vesti.
Comprendi così gli sguardi rassegnati delle mucche,
che di mosche ne hanno venti su ciascun occhio e che
agitano continuamente la coda nella speranza di allontanarne qualcuna. Mai perdere di vista dolci o buste
con del cibo aperte… Loro sono ovunque e attendono,
beffarde, ogni tua minima distrazione, per nulla disposte a perdonarla… Sono convinto che ogni cittadino di
Spagna nasca con un’eredità di 20.000 mosche. Se il
calcolo è sbagliato lo è in difetto.
Del resto, come detto, gli animali dai Pirenei alla
Galizia, sono numerosi come i fiori. Di qui il secondo
problema.
Il Cammino è lastricato di escrementi di vacca e l’odore è più forte di quello di ogni altra, magari più poetica, manifestazione della natura. Gli animali circolano
liberi, come in India, ti guardano passare, non sono diffidenti. Hanno un abitudine antica ad essere spettatori
dell’eterno passare della vita.
Ho visto una stella
narrare il destino intero
del mio passo d’uomo…
Volti antichi e serene mura
a bisbigliare sul mio cammino,
come immobili comari.
Amici carezzavano il mio cuore solitario.
In quel sonno comune
I loro “lasciti”, invece, costituiscono vere e proprie
trappole, soprattutto se deposti su pendii sassosi già di
per sé rischiosi per chi cammina.
Esiste anche una forma di biopotenziamento degli
escrementi, quello connesso allo sfruttamento commerciale delle mucche. Le imprese casearie hanno enormi
30
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 31
Le Voci dell’Avvocatura
capannoni nei quali le mucche, in attesa di mungitura,
sono sopportano il caldo grazie ad enormi ventilatori
posti agli ingressi che pompano aria fresca all’interno
delle costruzioni ma vomitano fiumi di aria calda e
maleodorante sulla strada. Se te ne rendi conto in
tempo puoi salvarti. Se no, soprattutto sulle salite, arrivi a pieni polmoni contro un muro di aria irrespirabile
e il fiato, naturalmente, si spezza.
Oltre che dalla natura, le trappole, talvolta, sono tese
dagli uomini. Non è raro che i commercianti cerchino
di lucrare sui tuoi bisogni. Un panino è meglio acquistarlo nelle tiendas (negozi generici) piuttosto che nei
bar. Si risparmia e la qualità è migliore.
gezza di antico Camminatore e uomo di mondo a tutte
quelle pose tipiche da settentrionale arrivato (“voi a
Roma, eh, che non si lavora, che non si fa un tubo…”),
rendendosi molto antipatico.
La prima volta che si è rivolto a me ha detto: “Ueeeé,
Romano…” e nel corso di una cena dedicata a quattro
Hospitalere, della quale narrerò, rivolto ai soli maschi,
ha pontificato: “ma che Pellegrini siete, con tutta questa fighetta nessuno che cerca di rimorchiare!”. Per chi
mi conosce e per chi consideri il luogo e il punto di
questa dichiarazione, un ottimo modo per rendersi
subito simpatico e ben voluto. Sarà una persecuzione
che mi accompagnerà nell’intero percorso e che ritroverò a Santiago, proprio quando pensavo di essere al
sicuro.
È stato beccato mentre saliva su un taxi per evitare una
tappa troppo impegnativa… Così – per dirla alla romana – so bravi tutti…
Evitare il pesce nei “Menù del Pellegrino” è un obbligo per tutti i buongustai, percorrendo sentieri di montagna, ma c’è chi ci casca. L’acqua non è costosa e deve
essere comperata, perché la maggior parte delle fonti
che si incontrano hanno forte sapore di cloro o sono
inquinate. Così come è meglio comprare alcuni oggetti, come il bastone del Pellegrino, dagli artigiani che si
incontrano nei piccoli paesi, piuttosto che nei negozi. A
parità di qualità, il prezzo è minore. Il fare bastoni da
passeggio è un sistema usato dai contadini per guadagnare un po’ di denaro e ci sono anche sindaci che per
salvaguardare degli interessi dei commercianti, hanno
promulgato ordinanze inibitorie a tale spontaneo commercio.
Così, nella Spagna che dal sud al nord tollera i venditori da hashish che si incontrano, copiosi e sfacciati,
anche sul Cammino di Santiago – che ha anche un irresistibile fascino hippy – i contadini artigiani ti si affiancano alle porte dei paesi e ti propongono l’acquisto dei
loro intagli con discrezione frammista a paura, un
atteggiamento simile a quello degli spacciatore di
droga di altri paesi. Si tratta comunque di rami che,
generosamente, puoi trovare da solo, ovunque, e senza
costi.
Esiste qualcosa che non sai?
Esiste un argomento
davanti al quale tacere?
Le mosche e le tue parole…
Così tante da doversi difendere.
Così simili nel loro destino.
La cosa strana è che,
senza tenere mai la bocca chiusa
loro non entrino
da dove quelle escono.
Raggiunta una sufficiente esperienza mi sorprenderò ad
avere pose simili alle sue. Ma lo capirò e cercherò di
censurare la mia superbia.
Santiago… Chi era costui?
Giacomo e il fratello Giovanni, figli di Zebedeo e
Salomè, appellati “figli del tuono” per il loro temperamento impetuoso, divennero Apostoli.
Alla morte del Nazareno, Giacomo emigrò con Maria,
affidata da Cristo stesso a suo fratello Giovanni, e,
secondo la leggenda, con Maria Maddalena, verso la
penisola iberica, che Giacomo avrebbe evangelizzato
seguendo il tracciato del Cammino.
Da evitare, infine, i “Pellegrini esperti”, persone, normalmente di mezza età che, invece di condividere le
esperienze, attendendo il momento giusto per dare il
consiglio giusto, si ergono a paladini del corretto modo,
corretto sentimento, corretta visione del Cammino.
Quello capitatomi era un milanese, ancor più fastidioso
perché univa la sua presunta ed auto-referenziale sag-
Foro Romano
31
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 32
Le Voci dell’Avvocatura
Tornato in Israele nel 44 d.C., Giacomo subì il martirio
per decapitazione ad opera di Erode Agrippa, il 25
marzo, primo tra gli Apostoli. Due discepoli, Attanasio
e Teodoro, trafugarono le spoglie che su una nave priva
di equipaggio, per mano angelica approdarono sulle
sponde di Galizia, il 25 luglio, dove, solo il 30 dicembre, nei pressi di Iria Flavia, venne sepolto. Deposto il
corpo su un macigno, la pietra vi avrebbe aderito come
cera. Nell’813, l’eremita Pelayo, seguendo una cascata
di stelle che aveva sognato, giunse fino ad un sepolcro
dove riposavano tre scheletri, su uno dei quali vi era
scritto il nome di San Giacomo. Il Vescovo Teodomiro
certificò la scoperta dando il via al culto delle Sante
Reliquie. Nell’anno 844, il Santo sarebbe apparso in
sogno, su un cavallo bianco (“bianco come la via
Lattea”), al Re Asturiano Ramiro I che al grido “Adiuva
nos, Deus et Sante Jacobe” diede il via alla reconquista, sconfiggendo l’Emiro di Cordoba. A Santiago
venne così affibbiato il nomignolo “Matamoros”,
‘l’ammazza mori’, appellativo poco santo ma che valse
il titolo di Patrono di Spagna. Si diceva che i musulmani portassero in battaglia, per assicurarsi la vittoria, il
braccio di Maometto. I cristiani opposero molto di non
un arto, ma un corpo. Sempre all’epoca si stabilizzò
l’iconografia del Santo Pellegrino, da “per” e “agere”,
‘chi attraversa le terre’), con conchiglia, cappello, fiaschetta e bastone.
ragazza del nord che parla con un’altra ragazza simile
nell’aspetto. Un gruppo di Pellegrini è sullo fondo.
Ridono, scherzano, sembrano simpatici. Loro, non li
rivedrò più. A due stazioni da S. Jean rimaniamo in
pochi, tutti, nell’abito e negli zaini, Pellegrini.
La stazione di S. Jean e le costruzioni nei dintorni sono
degne di stampe d’epoca. Le architetture ricordano
quelle note dei Paesi Bassi. Il tempo lì si è fermato.
Alcune case hanno tetti di paglia. Chissà da quanto
sono lì.
L’aria è fresca e pulita, profuma di fiori e legna da ardere. Oltre l’abitato dominano, severe, le montagne.
Il sentiero, il Cammino, la strada da seguire, è subito
evidente. Non ci conosciamo e lì non siamo mai stati
ma tutti prendiamo una stessa direzione. Seguiamo
una freccia gialla. Basta non distrarsi. Incontriamo
l’ufficio di accoglienza. Ci viene incontro un uomo
anziano con un sorriso grande e una folta barba bianca, guance rosse, sguardo incisivo. Ci smista verso
alcune signore dietro ai loro tavoli. Le chiamo signore
non per cortesia ma per sostanza. Sulla mia
Credencial, che ho ottenuto già prima di partire, è
impresso il primo timbro.
La Credencial, che mi ha rilasciato gratuitamente, la
Confraternita di San Jacopo di Compostella, è il documento che identifica il Pellegrino e garantisce l’autenticità del Pellegrinaggio. Sulla Credencial viene annotato nome, il cognome e indirizzo del possessore,
luogo di partenza e luogo Santo che si intende raggiungere, il tipo di Cammino, a piedi, in bici, o a cavallo,
le sole modalità ammesse. La serie ininterrotta di date
e timbri impressi sulla Credencial all’interno degli
alberge o delle strutture di ricezione, dà testimonianza
delle tappe fatte. Solo con la Credencial è possibile
accedere alle strutture dedicate ai Pellegrini. Parto da
S. Jean du Port.
Acquisto qui la mia “Concha”. La scelgo perché è la
più bianca del cesto. La conchiglia è il simbolo del
“Pellegrino”, propriamente detto, perchè è lo specifico
appellativo di chi intraprende il “Cammino di
Santiago”, il marchio del Sentiero della Spada.
La Concha di Santiago è la Capasanta, nome scientifico Pecten Jacobeus, un altro doppio nodo tra la il Santo
e la Galizia, sulle cui spiagge si trova facilmente questo tipo di conchiglia oceanica. Oggi è, insieme alla
freccia gialla, il logo principe del Cammino, disegnato
1. Ai piedi del gigante (19.07.09)
Arrivo alla stazione di Saint Jean Pied de Port, un valico dei Pirenei verso Roncisvalle, in un mosaico di
panorami, senza tempo, solo “increspati” dal passare
del treno.
Mucche e vitelli, onnipresenti e arcadici in un mare di
verde, guardano, non si scompongono. Conoscono una
legge ancestrale. Quel mostro di ferro non li attenterà.
Tutto profuma di passato, anche gli istinti. Il treno,
composto di due soli vagoni, è desueto nelle forme e
nei sedili in vero legno. Mentre guardo nel nulla, una
signora non giovane con l’aspetto da maestra di sci mi
sorprende ad osservarla. Cambia, vergognosa, sedile e
offre le spalle. Dietro di me sento un parlare, confuso
nel rumore del treno, di Roma. Sono tre ragazzi. Di
fronte a me, nella fila opposta, una grassa e bianca
32
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 33
Le Voci dell’Avvocatura
o stilizzato sui segnali.
La conchiglia è il simbolo del sepolcro e dell’utero,
dove finisce e inizia la vita (come nella Venere del
Botticelli). Ha significati in molte culture antiche del
Mediterraneo. L’Alpha e l’Omega, nella simbologia di
Santiago.
Santiago, vuole la leggenda, la utilizzava per aspergere
d’acqua il capo di chi battezzava, perchè rinascesse a
nuova vita, in Cristo. Un uomo pagano, dopo aver aiutato gli Apostoli a trasportare le spoglie del Santo, si
vide coperto di conchiglie il suo credo pagano e si convertì. Sono le antiche tracce del tema dell’Alpha e
dell’Omega, quello della fine che è inizio e dell’inizio
che è fine, tratto distintivo del Cammino e della complessità teologica che sul Cammino insiste.
Veniamo indirizzati a differenti alberge, strutture di
ricezione del Pellegrino dove dormire, bere e fare una
doccia, talvolta anche cenare o preparare da mangiare.
Gli alberge sono parrocchiali, comunali, privati. La differenza è nel prezzo, ma soprattutto nell’igiene. In
alcuni si può lasciare un’offerta libera, in altri si pagano anche dieci euro. L’igiene è affidata alla serietà e ai
buoni auspici di un Hospitalero, un membro della
Congregazione Laica che si occupa di accoglienza al
Pellegrino. È una congregazione storica che ha regole
scritte che non possono subire il mero interesse commerciale.
Prima regola: la precedenza spetta ai Pellegrini muniti
di Credencial.
Seconda: tra i Pellegrini hanno la precedenza quelli a
piedi e, tra questi ultimi, quelli che vengono da più lontano.
Terza: l’alberge apre alle 14,00 e chiude alle 22,30,
quando si spengono le luci. Al mattino si esce dalle 6 a
non oltre le 9, salvi casi di malattia.
Le regole possono incontrare deroghe, talvolta giustificabili, altre no. Gli Hospitaleri, ultimi eredi di lunga
tradizione, oggi vengono arruolati un po’ ovunque e,
quindi, rappresentano un gruppo eterogeneo. Dove
manca un velo di spiritualità, possono trasformarsi in
laici rettori, anche di grande spessore, talvolta no. “Più
avanti si va nel Cammino, meno umanità si incontra”,
è la regola che mi sarà enunciata più avanti, in un
momento davvero difficile del mio Cammino, da un
giovane Hospitalero che mi darà consigli importanti,
come il modo giusto per curarmi i piedi.
Foro Romano
L’alberge che mi tocca in sorte è un edificio di tre piani
con una grande scala di legno antico all’interno.
L’edificio municipale è già pieno. Fuori ha pareti dipinte di bianco e rifinite con grandi assi di legno. Il tetto a
spiovente rivela che in inverno cade la neve. Miei compagni in una camera al secondo piano sono un belga,
intenzionato a tornare in Belgio a piedi, e le due ragazze del nord che erano sul treno. Una è tedesca, Agnes,
ci incontreremo ancora ma sarà una delle tante meteore apparse sul Cammino. L’altra è irlandese, si chiama
Avril. Vuole arrivare fino a Santiago, sarà compagna
del Cammino. Lei mi offre l’ultima sigaretta prima di
andare a dormire. Da domani non si fuma. È l’unica
regola che mi sono imposto. Se dovessi fare anche un
tiro da una bionda torno a Roma. Regola che, con tutte
le sue conseguenze e implicazioni, in primis oniriche,
rispetterò.
Per il resto, vado a letto a stomaco vuoto. È troppo tardi
per mangiare e, in questo S. Jean si dimostra, ancora
una volta, simile ai paesi del nord. Trovo locali che
stanno chiudendo ma nessuno è disposto a cucinare.
Nel mettermi a letto, sbatto la testa contro lo stipite
della porta. È la prima di una serie di botte alla testa che
darò, quasi quotidianamente, prima di capirne il significato.
2. Oltre i Pirenei (20.07.09)
Parto la mattina all’alba. Sono sveglio già dalle cinque.
Ho dormito male, tutta la notte. Il lenzuolo-sacco che
ho acquistato è troppo corto per me – fatto che avrà il
suo peso nel prosieguo del mio cammino imponendomi
una scelta – e il mio russare ha turbato i miei primi
coinquilini che mi hanno svegliato più volte gettandomi piccoli oggetti in faccia, in particolare Avril, l’irlandese, che dopo quella notte odio in maniera speciale.
Faccio una rapida doccia e una buona colazione e riempio la borraccia dell’acqua che può contenere. Zaino in
spalla, e si fa sentire, sono tra i primi ad uscire in strada. Il sole non è ancora sorto. Mi emoziono compiendo
il primo passo.
Supero la Porta d’Espagne che è lì accanto. Sono sul
Cammino. Tutti i Pellegrini della storia giunti da questa parte della Francia hanno compiuto questa stessa
cerimonia. Scelgo la via alta (o della montagna). So che
33
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 34
Le Voci dell’Avvocatura
la via del fondovalle è più facile e segue una statale, ma
non sono qui per divertirmi e da tempo sogno di valicare con le mie gambe i Pirenei. Voglio essere un nano
sulle spalle dei giganti. Voglio poter dire anche io, un
giorno, che per raggiungere la mia meta sono stato in
grado di scalare le montagne. Voglio, oggi, infante
davanti al lungo Cammino della vita futura, avere la
forza di arrampicarmi verso i capelli di mamma.
Voglio… Ma la realtà è dura. Inizia la salita. La strada
si snoda attraverso villini e costruzioni isolate. Nei crocicchi, tante edicole dedicate a Maria o al crocefisso.
Credo di essere il più veloce di tutti ma ben presto mi
superano in tanti. Ho smesso ieri di fumare e i miei polmoni sono già in affanno. Sono madido di sudore. Lo
zaino pesa e non dà pace alle mie spalle. Bevo molto
rapidamente tutta l’acqua che mi sono portato dietro.
Al primo punto di ristoro segnalato sulla mappa rallento per acquistare dell’acqua fresca. Una signora anziana, ancora insonnolita, mi fa entrare nel salotto della
sua villetta, dove tiene un frigorifero con ogni tipo di
bevanda. Penso sia il suo modo per aiutare i Pellegrini,
anche se non è molto socievole, oppure il modo per
garantirsi un incentivo alla pensione in tempo di crisi.
Tant’è… Mi siedo su di un muretto e vengo raggiunto
da tre persone che mi sembra di riconoscere. Sono i tre
ragazzi che stavano sul treno verso Saint Jean… Quelli
che parlavano di Roma. In realtà sono tutti catalani, due
di Maiorca, Tony e Thomeu (per Antonio e
Bartolomeo), e uno di Valencia, sempre di nome
Antonio.
Tony, scoprirò ben presto, è un curato Salesiano. È
molto gentile. Ha studiato a Roma ed è quello il motivo per cui conosce la mia città. Ha un lessico forbito.
In realtà, pur non sapendolo, già da subito penso che sia
un prete… Ha i classici denti gialli e la bavetta sui lati
delle labbra, la pelle bianchissima e lunghi peli neri
ovunque, caratteristiche che spesso hanno i prelati di
tutte le nazionalità.
Thomeu è un musicista e suona la chitarra. É introverso e parla poco, come accade agli schiavi della nota, ma
è molto gentile e con i gesti trova sempre modo per
farti sentire del gruppo. Grazie ad un dialogo che ha
avuto con Tony dopo la messa, ho scoperto che non è
cattolico, ma agnostico. Parla, senza chiarezza, di un
Dio che guarda all’Amore Universale.
Antonio è piccolo, grazioso. Ha capelli neri ricci da
scugnizzo e occhi azzurri, esprime sempre intenzioni
nobili attendendo un plauso, ricorda un putto.
Saranno loro ad accompagnarmi fino a Ponte della
Reina, nel primo tratto della mia avventura. Dopo un
paio di chilometri in salita ci si arresta. Tony dice:
“scusa ma dobbiamo fermarci per un po’ per leggere e
commentare dei passi di Bibbia e Vangelo, ma non
voglio obbligarti, se a te non interessa…”. L’invito è
così gentile e non invadente che l’accolgo.
Ogni discorso, un frammento.
Nel seguire il destino
la sapienza arriva sempre per ultima.
Dannato comandamento
è la santa incertezza
del Cammino che ci attende.
Spesso, tra nuvole e ciliegie,
ti guida quella voce
che non ti fermi ad ascoltare.
La sosta per le letture diventerà un piacevole intermezzo di ogni tappa. È un piacere ascoltare la voce di
Thomeu e quella imberbe di Antonio che leggono in
lingua catalana i brani. Altrettanto piacevole, dopo, è
ascoltare le considerazioni di Tony, che è prete profondo e paziente. Io partecipo con il mio punto di vista,
sereno, con occhi pieni di panorami di montagna e
natura. Thomeu esplora i sentimenti dei personaggi del
racconto; Antonio non ama la Bibbia che contiene troppa violenza (si parla di David e Golia).
Quando ripartiamo tra noi cade il silenzio. La tappa è
ardua. Sono 27 chilometri di salita continua, da 300
metri a 1.400 m. sul livello del mare. Ad ogni cima ti
trovi a sperare che l’ascensione sia finita, poi, superata
un’altra roccia scopri una salita ancora più erta.
Intorno, qualche traccia di confini, segnati da pali conficcati nella terra ai lati del sentiero. Sui pascoli, mucche, capre, cavalli.
Sembra il panorama del film Brockeback Mountain.
Sulla strada, sempre segnalata da frecce gialle anche là
dove non crederesti mai, incontro molte delle persone
viste a S. Jean il giorno prima. C’è anche la timida
signora bionda del treno, che, questa volta, saluta:
“Buen Camino”.
Quando il mio cuore e i miei polmoni sono al limite,
finalmente, superata una strettoia di rocce, il pendio
34
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 35
Le Voci dell’Avvocatura
sembra volgere al piano. Da lontano vedo una sorta di
sacrario votivo. È l’omaggio a un Pellegrino tedesco di
mezza età, morto d’infarto in cima a quella salita, la
fine che in quel momento penso di star per fare anche
io. Le spalle sono doloranti e nella inforcata dell’ascella sinistra si fa spazio una brutta sensazione di insensibilità, come se, premendo su un nervo, la fascia del mio
zaino abbia addormentato, lentamente ma inesorabilmente, il braccio. Da ipocondriaco, mi chiedo se siano
simili dolori a preparare l’infarto, anche perché il cuore
batte all’impazzata.
Attraverso ponticelli di legno si arriva ad uno slargo
indicato sulle mappe. Lì si trova la Fonte di Orlando.
Da una fenditura della roccia fuoriesce acqua freschissima, che, forse la fatica e l’arsura fanno sembrare una
delle più buone che io abbia mai bevuto.
Riempio ben quattro borracce e sorseggio, ristorato.
Fantasie di antichi cavalieri circolano nella mia testa.
Come un bambino, mi immagino a cavallo, bardato
come un paladino con la mia spada e mille nemici da
sconfiggere. La natura e la storia del luogo mi fanno,
senza sosta, da musa epica.
Superato un altro tracciato di rocce si entra in un bosco
dai rami pallidi e contorti, con grandi macchie di muffe
antiche oppure buchi sulla corteccia che sembrano bocche stregate pronte a ghermerti, rami dolorosamente
intrecciati, come braccia tese nel vuoto in un urlo di
dolore, a nascondere il cielo.
Il panorama è ideale per streghe riunite in un sabba o
per un mago Merlino intento in incantesimi o per un
druido celtico impegnato a raccogliere rare erbe con il
falcetto.
La guida, che ho con me, insiste che il bastone del
Pellegrino va trovato in quel bosco. Io trovo soltanto
rami umidi e marci, troppo contorti e deboli per far da
bastone. Mi sporco soltanto le mani di terra nel sollevarli. Non è qui che troverò il mio bastone. Ma lo dovrò
avere.
Secondo la leggenda, “lo spirito dei vecchi Pellegrini
ti accompagnerà nel viaggio. Il cappello ti riparerà dal
sole e dai cattivi pensieri, il mantello ti salvaguarderà
dalla pioggia e dalle cattive parole, il bastone ti proteggerà dai nemici e dalle cattive azioni”, solo la zucca
serve solo a quello che serve. Io, data la forma, la
scambierò per un caciocavallo a lungo. Scoprirò, più
avanti, solo grazie ad un Hospitalero che la zucca,
Foro Romano
svuotata, era utilizzata dagli antiche Pellegrini come
borraccia.
Nel silenzio, nel verde, vedo da lontano un capro dalle
lunghe corna ritorte, che sembra seduto. Alla nostra
vista non si muove. Solo da vicino, scorgo ad un certo
punto il suo ventre. È aperto e le budella a terra sono
coperte dei vermi della putrefazione, un sudario brulicante a rivelare una morte implacabile e violenta, la
firma di un predatore. La testa è rimasta incorrotta, il
capo è ritto, gli occhi, integri, sembra guardare, immobile e solenne.
Quella sanguinosa visione è un ammonimento. Il capro
è il simbolo della morte che aspetta dietro l’angolo,
della sua austera dignità.
Il mio corpo ha superato la prova di oggi ma molte altre
me ne aspettano. Inizia una lunga discesa, oltre il
Collado de Bentartea, oltre la Francia, verso la Spagna
che ci accoglie gentile. Tony, Thomeu e Antonio sono
più veloci. Resto di nuovo solo tra i rami degli alberi e
il profumo di sottobosco. L’aria è fresca.
Dopo una lunga passeggiata nel bosco, mi stendo a
terra e metto la testa sullo zaino. Mi addormento.
Vengo sorpreso da un ragazzo e una ragazza che si
sdraiano sotto il mio stesso albero e a loro volta restano sorpresi dalla mia inattesa presenza.
Quando, alle tre del pomeriggio, intravedo il profilo di
un complesso dalle mura antiche comprendo che la
fatica del giorno è terminata. Provo un senso d’orgoglio. Ho valicato i Pirenei, io, che non ho braccia per
superare un muro.
Attraverso l’ultima parte del sentiero e giungo alle
spalle di una grande costruzione, simile a quelle dei
rifugi alpini. È la mia prima conquista e mi fermo a
guardare.
Mi rendo subito conto che domani dovrò, di nuovo,
camminare e con lo zaino sulle spalle. Temo che la mia
preparazione non sia stata davvero sufficiente e mi rimprovero per essermi imbarcato in un’impresa del genere. È la lotta della maturità contro l’infantile incoscienza che non sconfina mai in coraggio.
Avviati e incerti, come bambini
alla prima corsa,
salimmo sulle spalle del Gigante.
Cento volte più insicuri,
giocavamo a ricavar figure
35
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 36
Le Voci dell’Avvocatura
Orreaga/Roncesvalles è sempre stata un passo attraverso il quale i Celti prima, poi i Romani ed, infine, i barbari penetrarono nella penisola iberica. Nell’anno 778,
la gola di Valcarlos fu teatro della Battaglia di
Roncisvalle, in cui la retroguardia dell’esercito di
Carlomagno, di Rolando e dei coraggiosi paladini
Franchi, fu sconfitta dai Baschi. La notizia della battaglia è alla base di uno dei grandi testi, padri della cultura Europea, la “Chanson de Roland”. Nell’anno 813,
dopo la scoperta della tomba dell’apostolo San
Giacomo (Tiago, in spagnolo, James in inglese), divenne punto di passaggio di uno degli itinerari del
Cammino e, grazie alla spinta di Sancio III° il
Maggiore, una pietra miliare. Per fornire assistenza ai
Pellegrini, nel XII° secolo fu eretto un ospedale-monastero sul passo di Ibañeta. Il Vescovo di Pamplona e il
Re Alfonso il Battagliero fecero poi costruire, la Chiesa
Collegiale di Roncisvalle, la Collegiata e un rifugioospedale, Casa Itzandegia.
Nonostante il grande affollamento la signora cerca di
farmi avere un posto, visto che Tony, Thomeu e
Antonio dormiranno lì. Ma c’è anche Avril, l’irlandese.
Io declino l’invito gentilmente. Scelgo di pernottare
nell’unico albergo di Roncisvalle, una costruzione vicina, ma isolata a due piani. Per quella notte, dopo aver
sopportato, pazientemente, le reazioni scomposte al
mio russare, desidero dormire bene, russare il necessario e senza contestazioni. Il mio corpo me lo chiede a
gran voce. Ho saputo che alle 19,00 sarà celebrata la
messa del Pellegrino, un classico, non voglio assolutamente mancare. Ho anche prenotato la cena con il
“Menù del Pellegrino”, primo di una lunga serie per le
20,30. Così, guardando un poco di TV spagnola, cerco
di dimenticare le sigarette, il cui ricordo e odore ancora ristagna sul mio corpo. Faccio una lunga doccia e
lavo i miei indumenti, mi cambio. Attendo fino all’ora
giusta, pochi minuti prima delle sette, poi, scendendo le
scale, sbatto la testa su un tramezzo di legno.
Roncisvalle è piccola. Pur uscendo all’ultimo momento non farò tardi.
Dirigendomi alla chiesa, noto la Cappella del Santo
Spirito o Silos di Carlomagno, opera del XII secolo, il
luogo in cui, secondo la leggenda, Rolando infisse la
sua spada, dopo la sconfitta di Roncisvalle. Accanto
allachiesa vedo il Chiostro e la Cappella di San Agustín,
antica Sala Capitolare a pianta quadrata, e, al centro, il
da ogni segno ricamato sul dorso.
Abbracciati a quella pelle,
scalammo il vento tra le fronde,
come profumo tra i capelli di mamma.
La bocca ci baciò, ci rinfrescò i capelli…
Sembrava rugiada, ma era pianto.
Sulla pietra, soli, osservammo
il lento arrendersi del giorno.
3. Roncisvalle
In Roncisvalle mi siedo, distrutto, al tavolo di un bar.
Sulla strada, un cartello: “Santiago de Compostela, 790
km”. C’è una freccia gialla. Domani la mia avventura
riprenderà da lì, ma sento un nodo in gola.
Incontro di nuovo la signora, quella del treno, che mi
saluta e sorride. La invito a bere con me. Mi accorgo
della tonicità del suo corpo, quello di anziana abituata
a viaggiare, zaino in spalla, che ha qualcosa di inatteso e speciale. Scopro che si tratta di una Hospitalera
olandese in viaggio verso l’alberge di una città, più
avanti, nel Cammino. Prenderà servizio fino al mese di
ottobre.
Ha compiuto tante volte il Cammino di Santiago. Prima
lavorava, poi ha abbandonato tutto ed ora passa l’estate a dare supporto ai Pellegrini. Si comprende che tra il
prima il dopo, c’è un amore, un dolore, un’accenno di
vita finita. Lei non spiega. Io non domando.
Lei ce l’ha fatta tante volte. Ce la farò pure io.
L’Olandese conosce l’Hospitalero dell’alberge di
Roncisvalle, sempre olandese, che è rifugio parrocchiale a offerta libera. Si tratta della “Casa Itzandegia”,
un’antica costruzione fatta di grandi pietre, in stile gotico, adibita all’inizio ad ospedale, poi ad abitazione ed
infine ad ostello di Pellegrini. Fa parte degli edifici storici di Roncisvalle che, al di là del nome evocativo
della sua grande storia, non è che un piccolo paese, un
aggregato di costruzioni intorno alla Collegiata e alla
chiesa di Santa María, con annesso battistero.
Sono stati costruiti tra la fine del XII e l’inizio del XIII
secolo per iniziativa dei regnanti di mezza Europa.
Un’armonia incastonata tra i monti dei Pirenei avvolti
dalla nebbia, sulla strada che unisce la Guascogna e la
Navarra.
36
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 37
Le Voci dell’Avvocatura
sepolcro del re Sancio VII il Forte, il Re che vinse gli
Arabi a Navas de Tolosa (1212) e che da lì riportò
mazze e catene strappate al suo nemico, Miramamolín,
oggi raffigurate nello stemma di Navarra.
La chiesa di Santa María è di stile gotico francese, con
pianta a tre navate, davvero un piccolo gioiello architettonico. La navata centrale è larga il doppio delle laterali, è coperta con volte a crociera, l’abside è pentagonale, illuminato da finestre gotiche orientate verso il
sole, con vetrate la cui luce acceca chi guarda sul
fondo. Sopra l’altare maggiore c’è da una vela metallica, sormontata dall’immagine di Santa María di
Roncisvalle, una scultura lignea del XIV secolo, rivestita d’argento e rifinita in oro. In quel contesto di luce
e di bianco di stucco e marmi, sembra un prezioso
corpo estraneo.
Pellegrini a Santiago de Compostela. Sii per noi compagno nella marcia, guida nelle difficoltà, sollievo
nella fatica, difesa nel pericolo, albergo nel Cammino,
ombra nel calore, luce nell’oscurità, conforto nello
scoramento e fermezza nei nostri propositi perché, con
la tua guida, giungiamo sani e salvi al termine del
Cammino e, arricchiti di Grazia e di Virtù, torniamo
illesi alle nostre case, pieni di salute e di perenne allegria e pace. Per Cristo nostro Signore, Amen. San
Giacomo, apostolo di Gesù, prega per noi. Maria,
madre di Dio, prega per noi”.
Per ogni lingua viene invitato a recitare un Pellegrino
diverso. Non è ancora il mio momento. Avverto la sensazione di appartenenza a un qualcosa che raduna
gente da ogni parte del mondo. Solo in quella occasione, la benedizione viene recitata in Castigliano,
Catalano e Basco, Portoghese, Inglese, Francese e
Tedesco, Olandese, Italiano, Austriaco, Ungherese e
Polacco, Svedese, Coreano. Davanti all’altare, si alternano lingue, mondi, culture, unite dal destino comune.
La cena che segue è rapida. Miei commensali i ragazzi catalani. Ma più dello stomaco può il sonno. Alle 21
sono già in camera e, solo appoggiandomi sul letto, mi
addormento. Mi sveglio alle tre, nel cuore della notte,
convinto di aver appena fumato. Mi mortifico:
“Nemmeno un giorno, non hai forza interiore, sei un
verme rammollito, ora tornatene a Roma, sconfitto”.
Mi cade una lacrima. Istintivamente mi odoro le dita,
che non sanno di fumo. Realizzo che sono nella mia
camera a Roncisvalle. Non sono venuto meno al voto.
Era solo un incubo. Così non ho davvero problemi a
riprender sonno.
L’attesa per la messa non è lunga. Intorno una Babele
di commenti in lingue diverse. Dalla canonica primo ad
uscire è un prete dal volto severo, molto simile a quello descritto da Paolo Coelho nel capitolo letto in camera. I celebranti sono quattro. Due di fronte all’altare,
due ai lati. La cerimonia è in lingua Basca. Dopo le letture, i celebranti iniziano un canto con tonalità gregoriane dal sapore antico. Gli officianti, ieratici, cantano
un verso e i due ai lati rispondono, toni bassi e alti si
rincorrono in una sorta di lungo esorcismo che ha un
che di santo e un che di demoniaco. Lucriamo, infine,
la Benedizione del Pellegrino:
“O Dio, che portasti fuori il tuo servo Abramo dalla
città di Ur dei Caldei, proteggendolo in tutte le sue
peregrinazioni, e che fosti la guida del popolo ebreo
attraverso il deserto, ti chiediamo di custodirci, noi
tuoi servi, che per amore del tuo nome andiamo
Foro Romano
Segue...
37
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 38
Le Voci dell’Avvocatura
Eutanasia mascherata e coraggio di vivere ancora
Luigi Favino
Avvocato del Foro di Roma
F
a molto discutere in Gran Bretagna il cosiddetto
Protocollo per “il fine vita” (Liverpool Care
Pathway for the dying patient), quel test che in
pratica ti dice se morirai entro trenta giorni; e che in tal
caso suggerirebbe la somministrazione soltanto di
sedativi e la graduale sospensione sia di cure che di alimentazione ed idratazione del malato, per così dire
“morituro”.
Sullo scottante argomento, molte critiche sono pervenute proprio da soci della British Medical Association,
nel timore di un aggiramento della legge che vieta l’eutanasia, che nel Regno Unito è stata depenalizzata di
recente.
In sostanza nelle “liste della morte”, potrebbero venire
inclusi dei malati proprio non terminali, senza il loro
consenso, o di quello degli stretti parenti, vanificando
in tal modo il principio dell’illegalità della “dolce
morte”.
In particolare il test comprenderebbe una trentina di
coefficienti di salute tra cui le malattie anche mentali
sofferte dal paziente, l’età, il numero totale dei ricoveri ospedalieri, desunti dalle cartelle cliniche e dalle
domande più idonee da porre al malato, per desumerne
con le risposte quelli che sono considerati gli indicatori di morte più probabili entro il breve termine di trenta giorni.
Naturalmente, sarebbe inutile parlare a questo punto di
tutti coloro che dallo stato di coma, potrebbero risvegliarsi di giorno in giorno non più per la vita, ma percorrere una scorciatoia della morte “illico et immediate”.
Con buona pace di tutti. Tuttavia, il test avrebbe già
avuto un suo percorso in Australia sotto l’egida della
Università of New South Wales, dove alcuni scienziati
lo avrebbero varato sotto il nome di “CRISTAL”, acronimo di “Criteria for Screening and Triaging to
Appropriate Alternative Care”.
Apparentemente, le finalità sembrerebbero complesse
perché da una parte, si vorrebbe evitare l’accanimento
terapeutico e dall’altra l’aumento della spesa sanitaria,
la pressione dei parenti sui medici ed infermieri quan-
do la qualità della vita del paziente non migliorerebbe
più, e così via, consentendogli di trascorrere l’ultimo
mese in famiglia tra cure palliative temporanee.
Ma non è escluso che l’applicazione del test possa portare ad un aumento dei contributi finanziari da parte
degli enti pubblici agli ospedali, che abbiano liste più
folte di nomi prossimi moribondi.
Tutto ciò non può non far riflettere sul conflitto di interessi che sarebbero in gioco: con lo Stato, che da una
parte vuole risparmiare sulla spesa sanitaria e dall’altra,
con l’insopprimibile diritto alla vita che ciascuno può
sentire a modo suo, ma che tuttavia, costituisce pur
sempre un diritto umano non negoziabile in assoluto,
anche in caso di malattie cosiddette incurabili.
Tanto più che molte di queste malattie hanno solo bisogno di un tempo superiore a trenta giorni per diventare
più curabili e in certi casi anche guaribili, come il cancro ed altro ancora.
Anni addietro ci sono state campagne di stampa sui
silenzi sospetti relativi a farmaci anti tumore ed a terapie che hanno ridato a tanti una vita normale, sperimentando contro ogni speranza questo o quel ritrovato
scientifico: avevano mantenuto il coraggio di vivere
fino in fondo.
Il Professor Veronesi, a questo proposito, in una intervista rilasciata nel 2000 (8 aprile, pag. 12, Il Giornale)
diceva che “Non bisogna mai perdere la speranza. Dal
cancro ormai si guarisce sempre più frequentemente”.
Non tutti saranno d’accordo su questo, perché una malattia che ti capita addosso all’improvviso, può anche far
perdere la fede a chi pensa di averla incrollabile; oppure
far trovare una soluzione del problema al di fuori di tutti
gli schemi, come è accaduto alla ricchissima ereditiera
americana Huguette Clark, figlia del “re del rame”. Non
appena il cancro l’aggredì deturpandole il bel viso, decise di abbandonare tutto, dalle frequentazioni dei salotti ai
concerti di violino, per auto recludersi in una clinica di
New York, dove erano già passati Marilyn Monroe e
Michael Jackson. Vi rimase per oltre vent’anni in una
sorta di rassegnazione, rifiutando ogni operazione e
38
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 39
Le Voci dell’Avvocatura
lasciando in eredità le sue fortune ai suoi collaboratori più
poveri e agli infermieri, con il patto che i loro figli finissero con profitto gli studi intrapresi.
Da quello che sembra un romanzo, Bill Dedman, un
noto scrittore americano, nel 2013 ha tratto un libro dal
titolo “Dimore Vuote”, nel quale è riuscito a far rivivere la figura straordinaria di Huguette, venuta a mancare
nel più assoluto isolamento dal mondo due anni prima.
Una bella storia, ed avvincente anche il libro che l’ha
raccontata, ma che pur sempre rivela i caratteri di una
volontaria eutanasia… quasi al rallentatore.
Ed è sempre il coraggio di vivere (oggi più raro di...
ieri) a spingere a ribellarci di fronte all’“allarme longe-
Foro Romano
vità” lanciato qualche tempo fa dal Fondo Monetario
Internazionale (FMI) con la raccomandazione agli
Stati, di affrontare il problema su vari versanti, perché
l’allungamento della vita media, su scala mondiale,
rischierebbe di far saltare i conti del “Welfare” delle
singole Nazioni.
Francamente non possiamo non sorridere a leggere
queste ipotesi allarmistiche, perché tutto comincerebbe, secondo l’FMI, nell’anno 2050, quando la vita
media si allungherebbe di tre anni in più, di quanto previsto oggi.
Non rimane allora, per saperne di più, ... per chi proprio
lo volesse, decidere di arrivare a quella data.
39
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 40
Le Voci dell’Avvocatura
Il processo come teatro
Gennaro Francione
Magistrato
I
n tutti i tempi Teatro e Processo s’identificano in
quanto hanno in comune un’azione e un giudizio
che si esprimono in uno spazio ristretto: rispettivamente il Teatro-Edificio e il Palazzo di Giustizia, che
per essere impregnati di magia sono assai vicini al
Tempio Sacro.
Il rito, mentre dà ritmo temporale sia al processo che
all’azione scenica, richiama l’origine numinosa di
entrambi, ricollegando il lavoro dei giudici e dei teatranti a quello degli Dei, dei Sacerdoti, dei Maghi.
Venendo ai giudici drammaturghi italiani del 1900
inizio del 2000, essi fanno parte di una schiera di ben
150 magistrati scrittori che si sono espressi nelle
forme letterarie più disparate. Per non parlare del
numeroso stuolo di avvocati anch’essi col pallino
della penna letteraria. Un’onda di ius-teatranti che
tende vistosamente ad espandersi con autori di spicco,
utilizzando il “processo” come forma teatrale per
eccellenza.
I giudici hanno a disposizione il processo, che di per
sé è già altamente letteraria come forma strutturale,
rappresentando l’architettura teatrale per lo svolgersi
dei più diversi casi. Il teatro, infatti, è proprio la scena
dove l’autore processa i casi umani, facendo entrare e
uscire personaggi. I personaggi di Pirandello dicono
al pubblico: “Sia qua come un tribunale che si senta e
che ci giudichi”. Nino Borsellino, insegnante di letteratura italiana all’università di Roma, ha detto che il
teatro di Pirandello “è tutto un processo, di tipo extragiudiziario”.
Il processo è vita, nel senso che fa parte della vita, vi
incontriamo l’intera umanità; “... ogni volta che un
uomo incontra un altro uomo o un gruppo di uomini,
ogni volta che un uomo parla ed agisce, sempre, assolutamente sempre, quell’uomo viene processato ... per
un giudizio di credibilità, onorabilità, eticità .... Noi
siamo eternamente riguardati da mille occhi”.
Nel teatro processuale capostipite fu Ugo Betti, il quale
predilesse il processo come “inchiesta”, e non come
teatro-dibattimento strictu sensu, in opere come Frana
allo scalo nord (1932), Corruzione al palazzo di giustizia (1944), Ispezione (1945-46), Irene innocente
(1947), Il giocatore (1950).
Betti fu seguito a ruota da Vico Faggi, maestro del “teatro dibattimentale” (Ronfani). Più specificamente
Faggi, nella ricostruzione del Processo di Savona celebrato contro Parri, Rosselli e altri antifascisti, si avvalse della sua esperienza di giudice per riformulare dall’interno l’azione giudiziaria sulle scene.
Dante Troisi, colpito da censura per i suoi scritti e poi
riabilitato come giudice e scrittore, ha trasfuso nelle
sue esperienze teatrali il senso drammatico di un’esistenza frammista a un angoscioso connubio tra religiosità e giustizia, entrambe perennemente sfuggenti.
Infine lo scrivente ha composto un numero cospicuo di
opere teatrali uroboriche1, pregne di dramma frammisto
a spettacolarizzazione e a realismo magico, non disdegnando l’utilizzo del teatro-processo in toto (L’Appeso,
Vespertiliones, Overdose, Urebecs, Eclissi. I delitti dei
Beati Frati di Mazzarino, Das narrenraumschiff zahl
elf-L’astronave dei folli n. 11, Le streghette di
Benevento, Processo a Caravaggio e Pasolini, Il Pozzo
di Bansegoth-Processo a Charles Manson, L’Apollogia
di Socrate, Le risonanze, Procedura per la cella di
Alessio, Il delitto perfetto della Sapienza) o pro parte
(Il giudice Fausto e l’avvocato Mefisto. Storia di straordinaria corruzione, Don Vincente Utrillo-il
Pubbabau, Il Cinghiale di Bodano, Erotismi illuminati
e crudeli, Processo a Catilina)2.
Su tutti questi atti di trasposizione drammaturgica
incombe il senso di una fatalità, quella stessa greca,
contro cui non si può che innalzare un coro finale di
attonito stupore degli esseri, alle prese col problema
stesso del libero volere, preliminare all’asserzione di
una responsabilità umana.
Il dramma in sé del giudice è proprio quello di dover
predicare nella vita quotidiana di sforna sentenze una
libertà dell’agire che l’esplorazione profonda dell’animo umano, da drammaturgo, continuamente gli nega.
Il guaio di chi salga sul carro di Tespi3 è che prima o
40
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 41
Le Voci dell’Avvocatura
poi, giudice o barbone artista che sia, vi debba ridiscendere, perdendo nel becero quotidiano il contatto con
l’unica forma reale di estasi laica rimasta. Quella con la
Dimensione dell’Estetica Scenica.
Ugo Betti
Nasce a Camerino il 4 febbraio 1892. Si trasferisce nel 1901 a Parma per seguire il padre, medico condotto, nominato direttore dell’ospedale municipale.
Prima di lasciare il Liceo per studiare legge all’Università di Parma, l’interesse di Betti per la letteratura trovò una concreta espressione in una libera traduzione in versi dell’Epithalamium di Teti e di Peleo di Catullo che fu pubblicata a Camerino nel 1910.
All’entrata dell’Italia in guerra, Betti si arruolò nell’esercito come “volontario ciclista”, successivamente frequentò l’Accademia Militare di Torino da cui
uscì nel febbraio 1916 come ufficiale di artiglieria.
Dopo la guerra Betti decise di riprendere gli studi legali e negli anni venti prestò servizio come pretore nella cittadina di Bedonia (vicino a Parma) ed
in altri centri rurali della regione, per divenire poi magistrato nella stessa Parma.
Nel 1930, dopo il matrimonio, si trasferì a Roma per ricoprire il ruolo di giudice della Corte d’Appello.
Numerosi sono i suoi lavori drammatici, tra i quali ricordiamo Corruzione al palazzo di giustizia (1944) e Delitto all’isola delle capre (1950), che verranno rappresentati nei teatri di tutto il mondo con enorme successo.
Gli ultimi anni Betti li trascorse senza avvenimenti di rilievo. Lavorò per breve tempo nel Palazzo di Giustizia e poi come consulente legale per la
SIAE. La maggior parte delle sue energie mentali, però, erano dedicate alla composizione di drammi teatrali e di articoli di terza pagina per i giornali italiani.
Ugo Betti muore a Roma il 6 giugno 1953, all’età di 61 anni.
Vico Faggi
Nasce a Pavullo nel Frignano il 13 febbraio del 1922, conseguita la laurea in giurisprudenza all’Università di Modena, entra in Magistratura con prima
nomina come pretore a Orzinuovi, in provincia di Brescia, e dal 1958 a Genova, dove terminò le sue funzioni di magistrato nel 1992, come Presidente
Vicario di Corte d’Appello. È appunto a Genova dove, collaborando allo Stabile della città, ha dato inizio alla sua brillante carriera teatrale, rivelandosi un eccellente autore di teatro: i suoi testi sono infatti stati rappresentati con grande successo di pubblico e consenso di critica in molte città italiane. Ha inoltre raggiunto una notevole fama come traduttore dei maggiori poeti tragici e dei commediografi della nostra tradizione classica: sue
sono le traduzioni di Euripide, Sofocle, Plauto, Terenzio e Seneca edite da Einaudi e Mondadori. Fra tutte non si può non ricordare la sua traduzione de Le Tragedie di Seneca, edita nel 1992 da Einaudi, nella collana “I Millenni – Serie: Teatro di tutti i tempi”.
Anche se è stato innanzitutto uno scrittore di teatro, Vico Faggi fu tuttavia un poeta molto valido, come stanno a dimostrare le sue pregevoli raccolte di versi, tra le quali ricordiamo specialmente: Corno alle Scale, Fuga dei versi, Poetando cose, Signora d’Albuison e Svolte.
_________________
1 Da ouroboros, il serpente che si morde la
coda.
Foro Romano
2 Sui giudici scrittori vedi Eugius: Unione
Europea Giudici Scrittori in
41
http://www.antiarte.it/eugius
3 Tespi è la Musa del Teatro.
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 42
Le Voci dell’Avvocatura
In nome del popolo sovrano
Angelo Miele
Avvocato del Foro di Roma
Se dovessimo giudicare l’attuale magistratura diremmo, in primo luogo, che è colpevole di aver veicolato
la mistificatoria vulgata secondo cui essa è in regola
con la Costituzione per quanto riguarda i suoi componenti, le prerogative di cui gode e per lo status indipendente del pubblico ministero.
Invece, dagli scripta si ricava, a ben leggere, che la
Costituzione ha stabilito che la giustizia è amministrata in nome del popolo (art. 101), da soggetti istituiti
magistrati (art. 102), i quali formano l’ordine della
magistratura, con prerogative di autonomia e indipendenza da ogni altro potere (art. 104).
Il pubblico ministero – ufficio pubblico che veglia
all’osservanza delle leggi e alla corretta amministrazione della giustizia e che promuove la repressione dei
reati, tutte funzioni rientranti nella competenza del
potere esecutivo – non fu ritenuto magistrato tuttavia
meritevole di garanzie, la cui individuazione deve essere stabilita dal legislatore (art. 107, comma quarto).
Dunque la Costituzione separò chi deve esercitare
l’azione penale, appunto il pubblico ministero, e chi
deve giudicare la fondatezza, appunto il giudice: due
ordinamenti distinti: altro che separazione di carriere!
In conclusione: la Costituzione attuò il principio della
divisione dei poteri statali, principio che, da
Montesquieu in poi, ha costituito uno dei fondamenti
del costituzionalismo moderno occidentale e dello
Stato di diritto (mantenne bensì il vecchio ordinamento
giudiziario, ma solo fino al nuovo ordinamento, come
da VII disposizione transitoria).
Son passati oltre sessant’anni! Ma il nuovo ordinamento giudiziario conforme a Costituzione non ha visto la
luce, salve alcune modifiche che, però, non hanno
minimamente intaccato l’impianto di fondo del vecchio
ordinamento: è stato invece rinviato alle calende greche
l’“ordine della magistratura”, previsto dall’art. 104, ed
è restato in vigore l’“ordine giudiziario” fascista (art. 4
Ord. Giud. 30 gennaio 1941, n. 12: unione organica di
giudici e pubblici ministeri): il paradosso è veniamo
ammoniti a non delegittimare questa magistratura
(costituzionalmente illegittima), vista come fosse una
sacralità.
A questo punto è necessario chiedersi a chi deve essere
addebitato il delitto di lesa Costituzione, cioè a chi bisogna far risalire la omessa emanazione dell’ordinamento
giudiziario conforme alla disciplina costituzionale.
L’art. 108 della Costituzione prevede che “Le norme
sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura
sono stabilite con legge”: dunque, la responsabilità è
del Parlamento (anche in caso di delega al Governo,
posto che qualsiasi delega deve contenere principi e
criteri direttivi, come prescrive l’art. 76 Cost.).
Sennonché va osservato: quando il legislatore deve
decretare su materie incandescenti, che coinvolgono
interessi rilevanti della società o di forze politiche –
come può dirsi per la giustizia – la legge risente, e
non potrebbe essere diversamente, della pressione di
lobby e di corporazioni (in primis quella dei magistrati), ma, soprattutto, nel nostro caso, risente, e
pesantemente, della divaricazione ideologica esistente tra le forze dello schieramento politico che fa del
nostro, un Paese unico nel mondo occidentale liberaldemocratico.
E così – limitando l’esame all’assetto giudiziario – si
registra la profonda differenza sussistente tra le forze
politiche, differenza che è il riflesso della spaccatura
politico-ideologica del Paese in forza dell’incombere e
persistere sulla scena politica di un partito antisistema
(il partito comunista, nato nel 1922, attratto dalla rivoluzione sovietica del 1917).
Reminiscenza storica che si rende oggi necessaria per
comprendere appieno le ragioni della mancata attuazione della Costituzione in ordine al potere giudiziario e
che soprattutto, mostra le ragioni che rende scettici in
ordine ad una riforma della giustizia al passo delle analoghe istituzioni europee. L’utopia comunista non esiste più, ma permangono i comunisti.
L’esperienza registrata dalla caduta del fascismo ai
giorni nostri autorizza un giudizio negativo sui comunisti, nel senso che se è vero che i medesimi rinunzia42
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 43
Le Voci dell’Avvocatura
rono alla rivoluzione armata (le armi erano pronte, sebbene seppellite) per realizzare in Italia una democrazia
popolare (il socialismo di tipo sovietico), non è men
vero che non rinunziarono all’obbiettivo, seppure con
altri mezzi, come suggerito da Gramsci, pur nel rispetto formale degli strumenti della democrazia borghese,
alias liberale.
Non è certo, questo, il luogo per ricordare il lungo percorso dei comunisti all’interno delle istituzioni repubblicane, basta coglierne i momenti salienti con riferimento all’esclusivo tema della giustizia.
Palmiro Togliatti, il prestigioso leader comunista italiano, rientrato in Italia nell’aprile del 1943 dal freddo
moscovita, aveva ben chiaro il da farsi per realizzare la
via italiana al socialismo. Nominato Ministro di giustizia, prima nel Governo Parri (1945) poi nel Governo De
Gasperi (1945-1946), fu autore delle “Guarentigie della
magistratura”: le mani rosse sulla giustizia; tra le quali
la sottrazione delle funzioni di pubblico ministero alla
direzione ministeriale. Fu detta la “via italiana al pubblico ministero” appunto perché non si aveva l’eguale in
nessuna parte del mondo; fuorché, ovviamente, nel regime sovietico, nel quale la prokuratura era indipendente
da tutti tranne che dal partito comunista.
E fu anche lo strumento necessario per la via italiana al
socialismo: la magistratura con il compito di spianare la
strada, ai comunisti (il fascismo dovette istituire all’uopo il tribunale speciale per disfarsi degli antifascisti).
All’Assemblea costituente, venendo in esame le garanzie per il pubblico ministero (che il Progetto di
Costituzione, redatto dalla Commissione dei 75, voleva
fossero le stesse previste dei magistrati), si decise, però,
per il rinvio al legislatore in attesa che il nuovo modello di processo (che i Costituenti ritenevano dovesse
essere di stampo accusatorio) ne chiarisse lo status.
Come è noto soltanto con il codice di procedura penale
del 1988 – il pubblico ministero venne configurato
quale “parte” e, quindi, nettamente distinto dal giudice,
“in modo da porre fine al fenomeno di reciproca trasmissione di caratteri tra i due organi pubblici del processo che costituisce una delle note di fondo più negative del sistema processuale penale vigente” (Relazione).
Ma qui intervenne un altro colpo di mano (dopo quello
Foro Romano
di Togliatti del 1946): la Commissione ministeriale,
che aveva il compito di adeguare l’ordinamento giudiziario al nuovo processo penale non lo adeguò affatto e
quindi il pubblico ministero “parte” restò unito organicamente al giudice superpartes. La Commissione era
composta nella stragrande maggioranza da magistrati, i
quali legiferarono nell’interesse della loro corporazione all’insegna “l’unione fa la forza”.
Intervennero di lì a poco sia l’indiretto giudizio negativo del popolo sul funzionamento della giustizia (referendum del novembre 1987), sia la caduta del muro di
Berlino (1989) che conclamò la fine ingloriosa del
comunismo sovietico. Fu l’occasione e la ragione per le
quali comunisti e magistratura strinsero un pactum sceleris per la difesa dei loro reciproci interessi: i comunisti senza rinnegare nulla della loro ideologia e della
loro prassi, avevano necessità di liberarsi dei socialisti;
i magistrati cercavano l’appoggio di una forza politica
per mantenere il loro strapotere (la rivoluzione delle
toghe va letta in questa chiave: la corruzione della classe politica esisteva indisturbata da decenni), così come
va interpretato l’appoggio comunista a favore delle
richieste dei magistrati. Tu dai una cosa a me, io do una
cosa a te. La sconfitta di Craxi fu una resa ai pubblici
ministeri milanesi, che dette ai comunisti la possibilità
di riproporsi per la conquista del potere, presentatisi,
seppure orfani dell’ideologia (il mito del mondo
nuovo), come unica forza dalle mani pulite. La messa
in scena si è ripetuta: al posto di Craxi c’è Berlusconi,
che alla fine è stato decapitato e con disonore. Che
importa se la giustizia è andata a ramengo, che importa se molti magistrati hanno prostituito la funzione giudiziaria: il fine giustifica i mezzi.
Sull’Italia oggi spira un forte vento del peggiore statalismo (soprattutto la menzogna), che proletarizza la
classe media a beneficio della nomenclatura rossa.
Tutti più poveri in nome dell’eguaglianza: tasse, sempre tasse, fortissimamente tasse.
E la magistratura, istituzione di garanzia dei diritti delle
persone e del corretto funzionamento del sistema
democratico, sta a guardare. Purché, non sia scalfito il
suo potere di corporazione illimitatamente irresponsabile (ad onta dell’art. 28 della Costituzione!).
43
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 44
Le Voci dell’Avvocatura
L’emozione per un giuramento
Cesare Morelli
Avvocato del Foro di Roma
G
li anni del nostro vivere terreno passano veloci
e segnano il fluire del nostro cammino infatti,
mi sono ritrovato a raggiungere la cosiddetta
terza età con un figlio il cui ricordo del piccolo bambino è quasi del tutto svanito e l’ho visto diventare grande con tutte le Sue problematiche e difficoltà del caso.
Ho avuto sempre presente il pensiero del Suo inserimento nella vita lavorativa ed in verità lungi da me il
pensiero che volesse fare l’avvocato!
Durante i suoi anni giovanili si era pensato per
Gianluca, quale Suo futuro, all’ISEF (Istituto Superiore
Educazione Fisica) essendo stato sempre molto bravo
nello sport o la mera possibilità del superamento di un
concorso per accedere in accademia come di fatto stava
accadendo per quella di Livorno molti anni passati;
avvenuto infatti il superamento dei testi di ingresso e il
tema di Italiano, fu poi ivi convocato per tutte le prove
finali della selezione con l’onere di una permanenza
finale selettiva per ulteriori giorni quindici, ma non
volle restare e dopo due giorni decise di rientrare a
Roma e così svanì la possibilità di un suo potenziale
ingresso definitivo ed evidentemente non doveva essere quella la Sua strada!
Il diventare per me avvocato era stato un mio sogno
giovanile che ho poi dovuto accantonare per realizzarlo infine negli anni maturi della mia vita e mai avrei
pensato che anche il figliolo volesse esserlo!
Per Gianluca, trascorsi gli anni del liceo, per i suoi
studi universitari, come da Sua libera scelta, volle iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza e superate alcune
difficoltà del caso raggiunse poi la sospirata laurea con
un gran bella tesi sulle “Misure di Sicurezza” che in
parte ha anche condizionato la mia vita intrisa di volontariato sebbene, la svolta principale sia stata indubbiamente per Lui.
Il figliolo inizia il Suo praticantato e dopo essersi interessato del civile frequenta un bravo avvocato penalista
con il quale è assiduo andare in Tribunale, Corte
d’Appello, Giudice di Pace, partecipa attivamente
quindi alle udienze al fine di pervenire al completamento del Suo praticantato che risulta essere stato una
gran bella esperienza e, completatolo nel migliore dei
modi, inizia per lui il patos per l’Esame di Stato e le
difficoltà per superarlo!
Una prima volta non riesce nell’intento sebbene avesse
frequentato un corso specifico congiunto a quello online e nel ripeterlo ottiene un risultato soddisfacente
agli scritti con una sua predilezione,come da punteggio
riportato, per il parere in Penale e relativo Atto
Giudiziario.
Oramai il figliolo si è del tutto appassionato alla materia penalistica e con costanza, passione ed amore, decide di seguire la strada lunga, ardua e esaltante della
professione forense infatti, con determinazione mesi or
sono decide di iscriversi nell’albo degli avvocati ed
arriva la fatidica data del giuramento avvenuto nella
giornata del 13 novembre 2014.
Avevo un ricordo vago e fuggente di quello mio avvenuto illo tempore ed in tutta solitudine, ma quello di
mio figlio Gianluca l’ho vissuto nella sua pienezza
quale momento molto bello, emozionante non solo per
Lui ma anche la Sua mamma, la Sua adorabile mogliettina, lo zio, familiari tutti e principalmente per me che
vedevo mio figlio diventare avvocato!
Gianluca ha voluto quindi seguire il piccolo solco tracciato dal suo papà che in età non più giovanile ha deciso di perseguire quello che era stato il Suo vecchio
sogno giovanile poi accantonato, ma nel prosieguo
della mia vita, coinvolto in tale senso anche per l’essere stato e lo sono ancora attualmente molto impegnato
nel terzo settore, sollecitato anni or sono, da un
Magistrato di Sorveglianza ora Presidente di un
Tribunale di Sorveglianza che ho avuto il piacere e
l’onore di conoscere e frequentare per motivi lavorativi che suggerì di interessarmi del processo penale sotto
l’aspetto esecutivo, non sottacendo in verità che durante la mia vita pregressa tanto mi ero interessato del tributario nonché molto del relativo processo!
44
Foro Romano
C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 45
Le Voci dell’Avvocatura
emozione indicibile congiunta ad una grande gioia!
La formula racchiude un grande impegno morale che
coinvolge la persona nella Sua pienezza con aspetti
anche spirituali e quando è stata declamata da Gianluca
con le seguenti parole “l’impegno ad osservare con
lealtà, onore e diligenza i doveri della professione
forense” ho avvertito un piccolo brivido per avere carpito l’acme della felicità il cui ricordo rimarrà in me
indelebile per i restanti anni che la vita mi vorrà donare in quanto, è veramente bello, pur con tutte le difficoltà del caso, fare l’avvocato e sentirsi tale al cospetto della collettività sebbene sussista il profondo impegno al quale si deve ottemperare per l’onere della professione forense e, pertanto, mi sia permesso ora affermare a viva voce: “Viva l’avvocatura Italiana” che ha
avuto nei suoi Ordini, nelle varie Camere Penali e nel
CNF grandissimi avvocati che tanto lustro hanno dato
all’immagine della nostra Grande Avvocatura, alla
Nostra Nazione che nei pregressi secoli trascorsi è stata
la culla del Diritto Romano!
Pertanto, quale mia sintetica considerazione, dopo
avere affrontato per motivi lavorativi il mondo sterile
dei tributi, decisi di intraprendere nell’ambito delle mie
possibilità, la vita, il pensiero, le sofferenze dell’Uomo
rinchiuso in carcere.
Ho fatto una piccola divagazione ma ho cercato di
ricordare il tutto; la mia vita, il mio accedere al mondo
dell’avvocatura, il vedere il figliolo Gianluca iscriversi
al Consiglio dell’Ordine di Roma e prestare il Suo
Giuramento Solenne che io con il passare dei tantissimi anni avevo dimenticato sotto tutti i punti di vista
nella sua più ampia accezione.
Quale constatazione prioritaria si può facilmente affermare che la formula di rito che viene pronunciata è
senza ombra di dubbio un grande impegno che riveste
tanta solennità.
Forse, nell’enunciarla, l’emozione del momento, lo stato
d’animo, le difficoltà di leggere in quel contesto la sacramentale espressione al cospetto di tante persone può
arrecare anche un po’ di patos ed anche io ho vissuto una
Foro Romano
45
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 46
Attività del Consiglio
La verità dei fatti
Pietro Di Tosto
Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma
M
olti preferiscono continuare a montare sterili
polemiche solo per trarre dei vantaggi elettorali in vista delle elezioni per il rinnovo
dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
Rappresento l’Ordine degli Avvocati di Roma, e trovo
inaccettabile che in un momento così grave per l’avvocatura, qualcuno possa screditare l’Istituzione forense
per suo proprio interesse attraverso campagne di email
(spesso addirittura anonime) e una serie di articolifotocopia pubblicati sempre dallo stesso giornalista.
Tutti gli iscritti dovrebbero tutelare il loro Ordine.
Si può essere contrari sulle scelte politiche, si possono
contestare i progetti e le proposte consiliari ma non si
può tentare di cancellare quanto costruito da una maggioranza consiliare propositiva e concreta.
Nella nostra visione, infatti, ogni iscritto dovrebbe
chiedere conto a ciascun Consigliere, alla fine del suo
mandato, quale sia stata l’attività svolta e quali siano i
progetti concretamente realizzati. Ed è per questo che
siamo davvero orgogliosi di quanto abbiamo fin qui
realizzato in favore dei Colleghi.
L’attuale Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di
Roma, infatti, ha concretamente realizzato:
- una intensa attività convegnistica e formativa con
156 convegni organizzati nell’anno 2012, 456 ore di
formazione totalmente gratuita, 26.926 partecipanti.
Nell’anno 2013 l’Ordine ha organizzato 231 convegni,
671 ore di formazione e 29.537 partecipanti. Nell’anno
2014, fino al 10 Giugno, i convegni organizzati sono
stati 139, 395 ore di formazione e 13.133 partecipanti.
Chiunque fra i Colleghi, pur se esercenti attività settoriali, ha potuto trovare eventi che suscitassero interesse,
e le maggiori novità legislative e giurisprudenziali sono
state portate rapidamente all’attenzione degli Iscritti;
- apertura presso la sala Avvocati del Tribunale Civile
di Roma dello sportello per il deposito degli atti in via
telematica;
- deposito di memorie e comparse conclusionali di
cui agli artt. 183 e 190 c.p.c. per via telematica;
- pubblicazione di 126.000 sentenze presso l’Ufficio
del Giudice di Pace di Roma nel termine di 24/30 mesi,
a fronte di ben 42 anni di attesa. Vi erano 3 addetti del
Ministero di Giustizia che pubblicavano 250 sentenze
mensili. Anche se avessero lavorato nel mese di agosto,
Natale e Pasqua e non avessero goduto di ferie, avrebbero pubblicato appena 3.000 sentenze in un anno e ci
sarebbero voluti 42 anni per raggiungere lo stesso risultato!!! Diversamente, sono state selezionate persone,
preparate e capaci, che, in due anni e mezzo, hanno eliminato l’arretrato fino al 30 settembre 2011.
Ovviamente tali persone sono state remunerate con i
compensi previsti dalla legge e attingendo ai fondi
riportati nel bilancio dell’Ordine;
- richiesta copie via e-mail di decreti ingiuntivi e sentenze presso l’Ufficio del Giudice di Pace, dove vengono evase 250/300 richieste giornaliere in via riservata
agli avvocati;
- richiesta copie via e-mail di sentenze e decreti
ingiuntivi presso il Tribunale Civile di Roma riservate
agli avvocati, dove vengono evase mediamente 200
richieste giornaliere;
- allestimento di corsi e box informativi sull’introduzione del processo civile telematico;
- informatizzazione delle richieste presso la Procura
della Repubblica di Roma ex art. 335 c.p.p.;
- acquisizione telematica presso il Tribunale
Ordinario di Roma, sezione Penale, delle trascrizioni
dei verbali d’udienza;
- apertura della sala per le indagini difensive presso
l’Ordine degli Avvocati di Roma;
- apertura dello sportello di consulenza per gli iscritti
alla Cassa Nazionale Forense, presso l’Ordine degli
Avvocati di Roma, con la presenza, ogni giovedì, di un
delegato eletto nel circondario di Roma e di un dipendente della Cassa Forense;
- ampliamento dei parcheggi riservati agli avvocati
presso la Città Giudiziaria e apertura di un procedimento amministrativo interno per l’assegnazione, previa
comunicazione a tutti gli iscritti in possesso dei requisiti di partecipazione;
46
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 47
Attività del Consiglio
- impugnativa del provvedimento di riduzione dell’orario delle cancellerie innanzi al T.A.R. e al
Consiglio di Stato, con emissione di sentenza favorevole all’apertura degli uffici presso gli organi di giustizia
per 5 ore giornaliere. l’Ordine degli Avvocati di Roma
ha promosso giudizio di ottemperanza nei confronti del
Tribunale di Roma per la mancata applicazione della
sentenza emessa dal Consiglio di Stato;
- ampliamento del 20% dell’orario di consegna agli
ufficiali giudiziari degli atti da notificarsi. Il precedente orario prevedeva l’apertura degli uffici dalle ore 8.00
alle 12.00, il nuovo dalle 8.00 alle 13.00;
- apertura di uno sportello per l’immigrazione riservato agli avvocati presso la Questura di Roma;
- riduzione dei crediti formati a 48 ore;
- realizzazione della cerimonia per i giuramenti dei
neo iscritti ai sensi dell’art. 8 della L.P. 247/2012 e
della cerimonia per gli iscritti che hanno compiuto 25
anni di professione;
- rilancio della scuola forense per la futura professionalità dell’avvocatura, completamente gratuita, nell’anno 2012 ben 57 giornate di studio, 171 ore di formazione e 12 prove pratiche. Nell’anno 2013, 59 giornate di studio, 177 ore di formazione e 16 prove pratiche. Fino al 10.6.2014, 25 giornate di studio, 75 ore di
formazione e 2 prove pratiche.
- apertura dello sportello antiviolenza, con centro di
ascolto il lunedì presso il Tribunale dei Minori ed il
venerdì presso l’Ordine di Roma.
- protocollo d’intesa con Roma Capitale per la liquidazione degli onorari degli avvocati per le sentenze
emesse precedentemente ad aprile 2008, protocollo
attualmente “bloccato”, con conseguente notifica di
diffida ad adempiere a Roma Capitale;
- biblioteca giuridica on line gratuita per praticanti e
avvocati fino al 41° anno d’età;
- realizzazione della biblioteca presso il Tribunale per
i Minorenni nella sede di Via dei Bresciani;
- organizzazione di eventi culturali con cadenza settimanale;
- realizzazione di spazi visivi monotematici con finalità formativa;
- riduzione del 30% della quota di iscrizione all’Albo
Foro Romano
degli Avvocati di Roma per gli anni 2013-2014;
- l’Ordine degli Avvocati di Roma ha promosso e
organizzato le manifestazioni dell’Avvocatura a Roma,
del 23 ottobre 2012 contro la mediazione obbligatoria e
la rottamazione della giustizia, con la partecipazione di
oltre 10.000 avvocati. E la manifestazione del 20 febbraio 2014 contro il progetto del Ministro Cancellieri
che prevedeva sentenze con motivazione a pagamento
ed il c.d. filtro in appello, con la partecipazione di oltre
15.000 avvocati;
- costituzione della Fondazione Ordine Avvocati di
Roma-Onlus, cui gli iscritti potranno devolvere il
5x1000 per aiutare concretamente colleghi meno fortunati;
- donazione di 16 defibrillatori salvavita presso tutti
gli uffici giudiziari della Capitale, unica città italiana
ad esserne fornita, con formazione annuale di più di
200 operatori tra magistrati e dipendenti. Quello installato presso la Corte di Appello ha permesso nel marzo
2014 di salvare la vita ad un uomo colpito da infarto al
miocardio.
Molto altro ci sarebbe da dire. Molto, sull’efficienza e
la funzionalità con cui si è lavorato, sullo spirito di
dedizione e sacrificio, sulla trasparenza e la correttezza
con cui si è operato, sul risparmio e l’attenzione con cui
si sono approntati eventi e servizi, sulla disponibilità
all’ascolto dei problemi e alla ricezione delle proposte
e anche delle critiche, sulla collaborazione che tantissimi Iscritti hanno fornito alle molte iniziative, dalle più
importanti e prestigiose alle più piccole che, però,
hanno permesso di rendere un servizio, realizzare un
progetto, onorare un impegno.
Molti Colleghi mi hanno detto che tutto questo, prima,
non si era mai visto. E di tutto questo si è fatto promotore e portatore l’ATTUALE Consiglio. Grazie ad una
maggioranza unita, coesa, e sempre leale.
Senza l’unità della maggioranza, tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare.
L’Avvocatura ha bisogno di idee, proposte, progetti ma
anche della concretezza.
Le parole le lascio agli altri.
Questa è l’AVVOCATURA unita, propositiva e
costruttiva.
47
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 48
Attività del Consiglio
Tre anni insieme
Matteo Santini
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma
D
all’interno della famiglia. Lo sportello è attivo il lunedì ed il venerdì presso una stanza dedicata sita al tribunale per i minorenni di Roma e presso l’organismo di
mediazione dell’ordine degli avvocati di Roma (Via
Attilio Regolo). Viene gestito da avvocati del progetto
famiglia, minori ed immigrazione.
- Attivazione della conferenza permanente avvocati e
magistrati della prima sezione del tribunale civile.
Periodicamente, si tiene una riunione insieme ai magistrati della prima sezione nel corso della quale sono
affrontati tutti i problemi connessi all’organizzazione
delle udienze, al funzionamento dei servizi di cancelleria e ai rapporti tra avvocati e magistrati.
- Organizzazione di un corso in psicologia giuridica.
- Redazione di una pubblicazione sull’articolo 709 ter
pubblicata su Temi Romana.
- Redazione di un formulario sul giudice tutelare pubblicato su temi Romana.
- Redazione di un formulario sul diritto dell’immigrazione da pubblicarsi su temi Romana.
- Organizzazione di un corso articolato di 12 lezioni
sul diritto dell’immigrazione.
- Attivazione della conferenza permanente avvocati e
magistrati del Tribunale per i minorenni. Periodicamente
si tiene una riunione insieme a tutti i magistrati della
prima sezione nel corso della quale sono affrontati tutti i
problemi connessi all’organizzazione delle udienze, al
funzionamento dei servizi di cancelleria e ai rapporti tra
avvocati e magistrati.
- Attivazione di una conferenza permanente tra avvocati e CTU finalizzata alla redazione di un protocollo di
intesa da consiglio dell’ordine degli avvocati Roma e
ordine degli psicologi, relativamente ai rapporti tra
CTU e avvocati nel corso delle CTU nei processi di
famiglia.
- Attivazione di una conferenza permanente con il
presidente dell’ordine degli assistenti sociali e con il
garante per l’infanzia finalizzata alla pianificazione ed
organizzazione di un percorso di formazione congiunto
che consenta agli operatori del servizio sociale di
opo tre anni di consiliatura sento il bisogno di
ringraziare pubblicamente tutti i colleghi e le
colleghe che hanno sostenuto e portato avanti i
vari progetti da me coordinati. Anche grazie a loro oggi
abbiamo un Consiglio più efficiente.
Cosa abbiamo realizzato (insieme ai membri del
progetto Famiglia e minori e a quelli della commissione Pari opportunità dell’ordine degli avvocati
di roma)
- Redazione e firma protocollo di intesa con il
Giudice Tutelare per l’organizzazione di un corso articolato in 12 lezioni per la formazione di tutori che verranno nominati dal Giudice Tutelare nei procedimenti
in cui è prevista la nomina della figura del tutore del
minore.
- Organizzazione, d’intesa con il Tribunale per i
Minorenni di Roma, del corso sul curatore speciale
del minore (edizione 2013 e 2014). I partecipanti al
corso sono stati inseriti in un elenco inviato al
Tribunale per i minorenni, al Tribunale Ordinario e
alla Corte d’Appello. Da tale elenco il Tribunale
potrà attingere per la nomina dei curatori speciali del
minore nei procedimenti nei quali è prevista la partecipazione di tale figura. Visto l’enorme successo, il
corso è stato replicato.
- Costituzione ed organizzazione della biblioteca
presso il Tribunale per i minorenni. La biblioteca è
destinata ad avvocati e magistrati. Gli scaffali sono
stati acquistati grazie al contributo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma (in fase di realizzazione).
- Costituzione di un osservatorio permanente sull’affidamento condiviso.
- Costituzione di un gruppo di studio permanente
finalizzato alla raccolta di tutta la normativa e giurisprudenza sovranazionale in materia di diritto dei
minori.
- Attivazione, di concerto con il tribunale per i minorenni di Roma dello sportello di ascolto per le vittime
48
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 49
Attività del Consiglio
acquisire competenze di tipo giuridico.
- Organizzazione del corso integrato tra avvocati ed
assistenti sociali (in sinergia con l’Ordine degli
Assistenti Sociali del Lazio).
- Redazione e firma di un protocollo di intesa con il
Giudice Tutelare per la gestione di una stanza all’interno del tribunale finalizzata a fornire informazioni agli
avvocati in materia di tutele (stanza n. 26).
- Attivazione di un tavolo scientifico di studio unitamente ad alcuni magistrati della prima sezione del tribunale civile finalizzato alla redazione di linee guida
che consentano di individuare, identificare e distinguere le spese di natura ordinaria da quelle di natura straordinaria destinate ai figli.
- Redazione di un progetto di legge sugli accordi di
convivenza.
- Attivazione di un gruppo di lavoro finalizzato
all’organizzazione presso le scuole comunali e statali di
Roma di corsi gratuiti destinati ai ragazzi delle scuole
medie sui rischi connessi all’utilizzo di internet e sul
corretto uso del mezzo informatico (con particolare
riferimento ai reati commessi a danno dei minori a
mezzo internet e quelli commessi dai minori).
- Organizzazione di numerosi convegni su temi quali
l’audizione del minore, l’equiparazione tra figli legittimi e naturali, il 709 ter, le spese straordinarie per i figli,
la deontologia nel diritto di famiglia, l’affidamento
condiviso, l’articolo 570 del codice penale, i procedimenti minorili dopo la legge 219 del 2012, la tutela dell’anziano nel diritto penale di famiglia, la tutela penale
dei minori, la genitorialità responsabile, protezione
della vita privata familiare, consulente e perito del
Foro Romano
magistrato nei procedimenti di famiglia, l’accertamento patrimoniale nei processi di famiglia.
- Organizzazione del corso sulla tutela dei soggetti
deboli.
- Organizzazione del corso di base sul diritto di famiglia.
- Costituzione di un tavolo di lavoro congiunto tra
avvocati, magistrati e psicologi finalizzato alla redazione di un protocollo di intesa sull’ascolto del minore in
ambito giudiziario (in fase di attivazione).
- Redazione delle linee guida in materia di pubblicità
degli avvocati.
- Sottoscrizione di convenzioni con centri estivi ed asili
nido per consentire agli avvocati di poter usufruire, per
i propri figli, di tariffe agevolate (servizio di baby parking).
- Redazione regolamento sul Comitato per le Pari
Opportunità.
- Redazione modulistica prevista dalla normativa
sulla negoziazione assistita in materia di separazione e
divorzi.
- Redazione e firma protocollo di intesa tra ordine
degli avvocati di Roma e Procura della Repubblica
presso il Tribunale per i minorenni in materia di assistenza psicologica ai minori coinvolti nei procedimenti
penali.
- Attivazione in sinergia con la Polizia Postale di un
progetto finalizzato ad informare gli studenti delle
scuole medie di Roma circa il corretto utilizzo di
internet.
- Attivazione in sinergia con la Polizia Postale di un
progetto finalizzato alla prevenzione del fenomeno del
bullismo nelle scuole medie e superiori di Roma.
49
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 50
Attività del Consiglio
Ripartiamo dalla deontologia
Isabella Maria Stoppani
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma
È
diventato quasi un luogo comune la constatazione di un degrado morale della nostra società: la
politica, gli affari e la stessa società civile soffrono la piaga della corruzione senza che si levi una adeguata reazione, limitata spesso a sole enunciazioni formali.
In questo contesto, è alla giustizia che viene domandato di esercitare il compito moralizzatore.
L’Avvocatura ha un evidente ruolo cerniera in un auspicato processo che veda la giustizia vicina ai cittadini.
Si pone, però, il problema di un’Avvocatura capace di
raccogliere la fiducia di quanti si rivolgono agli
Avvocati per avere giustizia.
Occorre quindi ricostituire quel rapporto fiduciario che
sembra essersi smarrito tra Avvocato e Cliente, consapevoli del fatto che la vera peculiarità del ministero
dell’Avvocato risiede proprio nella deontologia.
Il riserbo, la trasparenza e la correttezza dell’Avvocato
sono canoni deontologici che distinguono la professione forense da qualsiasi altra professione, poiché
all’Avvocato è richiesto di immedesimarsi nelle ragioni del Cliente e di perseguire le stesse anche contro
ogni possibile interesse personale.
All’Avvocato non è richiesta una semplice prestazione
professionale, giacché la diligenza nella conduzione
della causa è solo uno degli obblighi del difensore, il
quale deve saper consigliare il Cliente al di là del singolo giudizio, informandolo di tutte le conseguenze
delle azioni da intraprendere.
Consigliare il Cliente significa infatti anche rinunciare
a patrocinare un giudizio, infondato o inopportuno.
Pertanto la prestazione dell’Avvocato non può essere
assimilata ad un servizio da eseguirsi a semplice richiesta dell’utente, si tratta invece di costituire con il
Cliente un rapporto che non può essere ridotto ad una
transazione commerciale.
Proprio alla luce del segnalato degrado morale acquista
speciale significato il codice deontologico, per cui quei
principi che una volta costituivano patrimonio tradizionale, che prevedeva un modus operandi dell’Avvocato
basato sul rispetto e la correttezza, hanno reso necessaria la loro codificazione.
Il nuovo codice deontologico, eliminando la discrezionalità che era riconosciuta in capo ai Consigli
dell’Ordine ha ricalcato il modello del codice penale,
affidando ai Consigli Distrettuali di Disciplina l’applicazione di sanzioni specifiche correlate alla violazione
dei singoli precetti, prevedendo anche aggravanti ed
attenuanti.
I cittadini non conoscono il codice deontologico
dell’Avvocato, e l’Avvocatura non ne ha mai pubblicizzato l’esistenza ed il contenuto.
Tale mancanza ha portato a far si che sia un Decreto
Ministeriale ad imporre l’obbligo di pubblicizzare il
codice deontologico sui siti del C.N.F., della Cassa di
Previdenza Forense e di tutti i Consigli degli Ordini
degli Avvocati, e ciò a garanzia dell’interesse pubblico
della collettività all’esercizio corretto della professione
forense.
Con il D.L. 132/14 convertito in L. 162/14 si è arrivati
alla previsione di illeciti disciplinari esplicitamente
previsti dal legislatore che non ha ritenuto di rispettare
le competenze dell’organo espressione dell’autonomia
dell’ordinamento forense in materia di negoziazione
assistita.
Altri ordinamenti europei considerano giustamente
fondamentale la approfondita conoscenza della deontologia forense, che viene insegnata nelle università.
Si tratta di una materia complessa e la mole dei trattati
di deontologia della maggior parte dei paesi europei,
testimonia dell’importanza della materia nella formazione del giurista.
La deontologia professionale, del resto, come profilo
specifico dell’etica, è l’elemento che caratterizza le
professioni intellettuali regolamentate, distinguendole
dalle attività meramente commerciale.
Vi è, come visto, un profilo di interesse pubblico nella
tutela del rapporto sia tra professionista e cliente sia tra
professionista e istituzioni. Al professionista è richiesto
sempre, anche nella dialettica degli interessi, un comportamento leale e un obbligo di verità; tutto ciò, come
si è detto, si esprime al massimo livello con riferimento alla deontologia forense.
Nel recente congresso della F.B.E. (Fédération des
Barreaux d’Europe), è stato significativo il contenuto
dell’indirizzo di saluto del Sindaco di Bilbao, che
essendo egli stesso un libero professionista, nella specie Architetto Urbanista, ha sottolineato il tratto comu50
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 51
Attività del Consiglio
ne che distingue tutti i liberi professionisti delle professioni ordinamentali, richiamando proprio il comune
elemento dei doveri deontologici e la fondamentale
importanza del suo rispetto per la società.
Il valore distintivo del libero professionista si sta perdendo in Italia, dove in particolare la nostra professione è sotto l’attacco, ancora una volta, di chi vuole introdurre meccanismi mercantili.
Ai soci di capitale, infatti, non si può chiedere di rispettare la deontologia, e la loro presenza influisce necessariamente sugli Avvocati, costretti a rispondere a logiche puramente economiche.
A differenza di altre professioni, basate sul rispetto di
rigidi canoni e di protocolli, si pensi a medici ed ingegneri, non è la sola diligenza della prestazione che soddisfa il canone deontologico dell’Avvocato, perché
anche la miglior difesa può essere inutile o dannosa, se
non sorretta dal prudente consiglio.
Il problema, accentuato dall’enfatizzazione che la
stampa utilizza ogni qualvolta – purtroppo in modo
sempre più frequente – un Avvocato appare coinvolto
negativamente in fatti di cronaca, va affrontato finalmente con coraggio.
Occorre promuovere l’insegnamento della deontologia
nelle università, poiché l’applicazione del diritto non
passa soltanto per la tecnica ma anche e soprattutto per
il suo ruolo nel mantenimento di corretti rapporti nel-
Foro Romano
l’ambito della società civile.
Deontologia che deve essere comune a tutte le professioni legali: Magistrati, Notai, Avvocati, come più volte
ribadito dal Parlamento Europeo, infatti, sono professioni accomunate dai profili di fiducia, segretezza, lealtà.
Ai giovani deve essere insegnato da subito quali sono
le regole etiche che distinguono l’Avvocatura da altri
“servizi”.
Non essendo riusciti ad avere la riserva della consulenza legale agli Avvocati, potendo essere fornita da altri
professionisti anche non ordinisti, solo la garanzia del
rispetto di un peculiare codice deontologico può distinguere l’apporto professionale dell’Avvocato, in tale
ambito, da quella fornita da altro soggetto.
È quindi particolarmente importante far conoscere ai
cittadini l’esistenza del codice deontologico, che li
tutela da eventuali comportamenti scorretti, nella consulenza legale, e che li garantisce facendoli orientare
nella scelta verso gli Avvocati.
Ancora più pregnanti, poi, devono essere la conoscenza ed il rispetto del codice deontologico per l’Avvocato
difensore.
Anche per questo è fondamentale che gli organismi
rappresentativi dell’Avvocatura, a tutti i livelli, pubblicizzino verso l’esterno l’esistenza e gli scopi del codice deontologico e lo facciano rigorosamente rispettare
all’interno.
51
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 52
Attività del Consiglio
Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici
al fine dell’iscrizione nell’Elenco Speciale
In considerazione della nuova disciplina dettata dalla legge 247/2012, l’Ordine degli Avvocati di Roma, grazie
all’attività del Consigliere Mauro Mazzoni e dei membri della Consulta degli Enti Pubblici, ha provveduto alla
redazione del nuovo Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici, che si riporta integralmente.
Il Regolamento è stato presentato il giorno 4 marzo nel corso di una Conferenza a cui hanno partecipato i
Responsabili degli Uffici Legali e i Legali Rappresentanti degli Enti Pubblici.
1) Il Consiglio dell’Ordine, in applicazione dell’art. 15
della Legge forense, tiene l’Elenco Speciale degli
Avvocati dipendenti da Enti Pubblici e ne cura l’aggiornamento.
2) Ai sensi dell’art. 23 della Legge forense possono
essere iscritti nell’Elenco Speciale gli Avvocati
degli Uffici Legali specificamente istituiti presso gli
Enti Pubblici, anche se trasformati in persone giuridiche di diritto privato, sino a quando siano partecipati prevalentemente da Enti Pubblici.
3) Ai fini del presente Regolamento si intendono, per
Enti Pubblici, i soggetti già rientranti, alla data di
entrata in vigore della Legge, nel campo di applicazione della vigente normativa; in particolare si indicano le Amministrazioni dello Stato, gli Enti
Pubblici non Economici, gli Enti Pubblici territoriali, le Autorità amministrative indipendenti e gli
Organismi di diritto pubblico, salvo ogni altra ipotesi prevista dalla legge.
4) In ogni caso, ai fini dell’identificazione della natura
giuridica dell’Ente Pubblico, anche “trasformato”, il
Consiglio dell’Ordine terrà conto delle finalità di
interesse pubblico perseguite dal soggetto giuridico
richiedente (indipendentemente dalla modalità di
finanziamento) e delle caratteristiche del servizio da
questo erogato, aderendo ad un interpretazione
sostanziale di soggetto pubblico in linea con l’orientamento comunitario.
5) Nel caso in cui venga meno la prevalente partecipazione degli Enti Pubblici di cui all’art. 23 della
Legge Professionale forense, non potrà essere chiesta l’iscrizione di Avvocati dipendenti nell’Elenco
Speciale.
In tale ipotesi, gli Avvocati già iscritti conservano
l’iscrizione, a condizione che l’Ente rispetti le previsioni del presente Regolamento.
6) Fermi restando gli Uffici Legali già riconosciuti, ai
fini della costituzione di un Ufficio Legale, il legale
rappresentante dell’Ente presenta domanda al
Consiglio dell’Ordine, specificando:
a) l’avvenuta costituzione di un Ufficio Legale con
sede nel circondario del Tribunale Ordinario di
Roma con delibera dell’Ente;
b) l’attribuzione all’Ufficio Legale della competenza alla trattazione esclusiva e stabile degli affari
legali dell’Ente;
c) l’organizzazione dell’Ufficio come unità organica autonoma, dotata di autonomia ed indipendenza, anche sotto il profilo strutturale e organizzativo;
d) l’impegno a garantire ai legali dipendenti l’autonomia e l’indipendenza di giudizio intellettuale e
tecnica, autonomia organizzativa e un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta;
e) l’affidamento della responsabilità dell’Uffi-cio
Legale ad un Avvocato iscritto nell’Elen-co
Speciale tenuto dal Consiglio dell’Ordine di
Roma;
f) l’impegno a rispettare la Legge Professio-nale
forense e il presente Regolamento e a comunicare al Consiglio dell’Ordine ogni modifica all’organizzazione interna dell’En-te che riguardi
l’Ufficio Legale o singoli Avvocati, ivi compresa l’eventuale soppressione dell’Ufficio.
7) Ai fini dell’iscrizione nell’Elenco Speciale è necessaria la domanda del singolo Avvocato, dalla quale
deve risultare:
52
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 53
Attività del Consiglio
a. la stabile costituzione di un Ufficio Legale, con
specifica attribuzione della trattazione, in via
esclusiva, degli affari legali dell’Ente;
b. il provvedimento dell’Ente, da cui risulti la destinazione stabile, del professionista all’Ufficio
Legale, con sede nel circondario del Tribunale
Ordinario di Roma;
c. che l’attività cui il professionista è addetto consista nell’assistenza, rappresentanza e difesa
dell’Ente in sede giudiziale e stragiudiziale e
consulenza legale in genere, con espressa esclusione di quelle attività che implicano lo svolgimento di mansioni di carattere amministrativo e,
comunque, tali da non comportare assistenza
legale propriamente detta;
d. la dichiarazione del legale rappresentante
dell’Ente che richiede l’iscrizione, e presa d’atto
del Responsabile dell’Ufficio, dell’esistenza di
un Ufficio Legale a norma di legge e l’impegno
a rispettare il contenuto del Regolamento, anche
in riferimento alla piena autonomia e indipendenza dell’Ufficio.
8) Il Consiglio dell’Ordine ha il potere-dovere di
accertare in via preventiva, all’atto della presentazione della domanda di iscrizione all’Elenco
Speciale, e successivamente, d’ufficio, ai sensi
dell’art. 21 della Legge Professionale forense o su
richiesta del singolo iscritto, se sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi voluti dall’art. 23 della
legge, sia in relazione alla regolarità e idoneità
dell’Ufficio Legale istituito, sia in relazione alla
idoneità e alle funzioni svolte o da svolgere
dall’Avvo-cato.
9) Il Consiglio dell’Ordine, valutata l’esistenza dei
presupposti, può intervenire, su richiesta dell’iscritto e/o d’ufficio, tutte le volte che vengano
denunciate violazioni della normativa professionale, del presente Regolamento, dei principi di
autonomia e indipendenza, ovvero situazioni che
ledano il decoro e la dignità professionale.
10) L’Avvocato responsabile dell’Ufficio Legale ha
l’obbligo di segnalare al Consiglio dell’Ordine ogni
modificazione dell’organizzazione dell’Ufficio, che
potrebbe determinare situazioni di eventuali incompatibilità con la permanenza dell’iscrizione
nell’Elenco Speciale.
Foro Romano
11)
12)
13)
14)
53
L’Avvocato iscritto all’Elenco Speciale ha l’obbligo di segnalare al Consiglio dell’Ordine ogni modificazione della sua attività lavorativa che potrebbe
determinare situazioni di eventuali incompatibilità
con la permanenza dell’iscrizione. In particolare, ha
l’onere di segnalare l’eventuale assegnazione di
incarichi o di attività che implicano lo svolgimento
di mansioni di carattere amministrativo e, comunque, tali da non comportare assistenza legale propriamente detta, anche ai fini di un eventuale
sospensione dell’iscrizione all’Elenco.
Gli “Uffici Legali”, comunque denominati ai fini
del presente Regolamento, devono costituire
un’unità organica autonoma e indipendente ed
essere istituiti e strutturati in modo che sia garantita la loro autonomia, anche organizzativa, rispetto all’apparato amministrativo; in particolare essi
devono essere forniti di strumentazione tecnica e
di studio, di personale di supporto e di quanto altro
necessario per l’esercizio dell’attività professionale, il tutto qualitativamente e quantitativamente
adeguato e proporzionato alla tipologia e alla
quantità di affari affidati all’Ufficio.
A capo dell’Ufficio stesso deve essere posto un
professionista iscritto nell’Elenco Speciale con
funzioni di coordinamento e, rispetto ai colleghi
legali, posto nella posizione di primis inter pares.
Tra i professionisti dell’Ufficio e nei confronti del
coordinatore, dei funzionari e dei dirigenti dell’apparato amministrativo dell’Ente, non deve esistere
rapporto di subordinazione né di gerarchia funzionale.
Gli Avvocati iscritti nell’Elenco, esercitano la loro
attività con autonomia e indipendenza di giudizio
intellettuale e tecnica e rispondono direttamente e
unicamente al legale rappresentante dell’Ente, dell’espletamento del mandato professionale; essi corrispondono direttamente con i dirigenti delle strutture amministrative per l’acquisizione delle notizie, degli elementi e degli atti utili ai fini dell’espletamento del mandato, nonché per l’organizzazione dell’Ufficio sotto il profilo amministrativo.
Gli Avvocati dell’Ufficio Legale iscritti
nell’Elenco Speciale devono essere inseriti in un
ruolo distinto da quello amministrativo e ad essi,
in conformità all’Ordinamento dell’Ente di appar-
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 54
Attività del Consiglio
di esercizio dell’attività di Avvocato fondata sull’autonomia e l’indipendenza dell’azione professionale e del giudizio intellettuale, nonché i doveri
di lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza e l’obbligo di curare il continuo e costante
aggiornamento della propria competenza professionale attraverso la formazione individuale e la
partecipazione alle iniziative culturali in campo
giuridico e forense, secondo quanto disposto dall’art. 11 della Legge Professionale forense e dall’art. 13 del Codice Deontologico Forense.
Gli Enti si impegnano a favorire e non ostacolare
l’aggiornamento professionale dell’Avvocato suo
dipendente.
18) La valutazione del professionista deve essere
distinta e separata rispetto a quelle dei dipendenti
amministrativi ed è effettuata sulla base dell’attività professionale svolta, tenendo conto della particolare tipologia della professione legale e dell’obbligazione assunta dall’Avvocato che non può
essere riferita a risultati od obiettivi predeterminati.
19) Gli Avvocati iscritti all’Elenco Speciale sono soggetti al potere disciplinare del Consiglio
dell’Ordine e dei Consigli distrettuali di disciplina
laddove istituiti.
tenenza e al Contratto Collettivo di riferimento,
deve essere riconosciuto un inquadramento normativo e un trattamento economico adeguato al
ruolo e alla funzione professionale svolta.
L’Avvocato iscritto nell’Elenco Speciale ha diritto
a percepire le competenze e gli onorari per l’attività espletata secondo la normativa vigente.
L’Avvocato iscritto nell’Elenco Speciale non può
essere applicato ad altra Unità organizzativa se
non con il suo assenso e con provvedimento motivato da cui risulti l’inevitabilità del trasferimento.
15) La prestazione di lavoro del professionista è svolta senza vincoli di orario. L’Avvocato assicura la
propria presenza in servizio e organizza il proprio
tempo di lavoro in modo flessibile, in relazione
alle esigenze dello svolgimento dell’attività professionale e della struttura cui è assegnato.
16) L’Ente deve garantire al professionista una copertura assicurativa per responsabilità professionale
che sia adeguata all’attività svolta.
17) L’Avvocato iscritto all’Elenco Speciale è tenuto al
rispetto della normativa statale e del Codice
Deontologico Forense approvato dal Consiglio
Nazionale Forense e successive modificazioni e
integrazioni.
In particolare, si richiamano i doveri deontologici
54
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 55
Attività del Consiglio
La Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”
fiore all’occhiello dell’Avvocatura romana
D
opo la pausa estiva, in data 8 settembre, ha
ripreso l’attività la Scuola Forense “Vittorio
Emanuele Orlando”, Dipartimento dell’Ordine
degli Avvocati di Roma, intitolata all’illustre giurista e
statista dall’anno 2000 che è attiva all’interno del
Palazzaccio da decenni. Dal 2012 è diretta dall’Avv.
Riccardo Bolognesi, consigliere dell’Ordine degli
Avvocati di Roma, che ha puntato sull’aiuto progettuale della Scuola Superiore dell’Avvocatura e sul confronto con le esperienze di altre storiche scuole forensi
d’Italia ed ha aperto la collaborazione con le Università
romane e con i loro docenti.
L’Avvocatura è pienamente consapevole del suo ruolo
pubblico e delle sue responsabilità sociali, che la legge
professionale ha espresso finalmente a chiare lettere.
Formare i giovani praticanti appartiene alla tradizione
della nostra professione.
Ed il legislatore, nell’art. 43 della legge n. 247/12, ha
preteso che gli insegnamenti del Maestro, del titolare
dello studio, siano integrati dalla frequenza obbligatoria di una Scuola istituzionale, che nel difficile contesto
attuale sappia formare specificamente alla professione
di avvocato giovani destinati a svolgere funzioni così
importanti.
L’esame di abilitazione, che spesso è vissuto come
un’avventura individuale mal preparata negli studi e
poco, sul piano pratico, nelle scuole universitarie, quelle ad indirizzo comune, per la Scuola Forense Vittorio
Emanuele Orlando non è il fine del corso ma solo un
imminente impegno da affrontare con la mentalità di
prepararsi a percorrere la “distanza più lunga”, costituita dalla vita professionale.
La Scuola Forense dell’Ordine è gratuita e a disposizione di tutti i giovani che hanno capacità e merito.
Insegnano attualmente nella Scuola circa 50 docenti, in
prevalenza professori ordinari, associati e ricercatori, i
quali applicano il condiviso metodo pratico di discutere in aula “il caso”, muovendo da una sentenza o da una
traccia. Accanto ai docenti, nella correzione individuale degli elaborati, sono impegnati circa 20 tutors.
Foro Romano
DIRETTORE E COORDINATORI DELLA SCUOLA
Avv. Prof. Riccardo Bolognesi
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma e
Coordinatore della Scuola Forense Vittorio Emanuele
Orlando da marzo 2012.
Ricercatore confermato di Diritto Processuale Civile e
docente della Scuola di Specializzazione alle
Professioni Legali all’Università “Sapienza” di Roma,
dove è anche componente del Collegio Docenti del
Dottorato di Ricerca in Diritto Processuale Civile.
Avvocato giuslavorista, nel 2010 ha fondato l’associazione Forense “Avvocati per il lavoro”, attiva nella formazione e nell’aggiornamento professionale dei giovani e degli avvocati. È attualmente delegato dal
Consiglio dell’Ordine per i progetti Diritto civile e processo civile, Procedure concorsuali ed esecuzioni
immobiliari.
Avv. Emanuele Ruggeri
Coordinatore Vicario della Scuola ed in particolare dell’attività didattica in Diritto Processuale Civile. Dottore
di ricerca in Diritto Processuale Civile presso
l’Università “Sapienza” di Roma ove insegna Diritto
Processuale Civile presso la Scuola di Specializzazione
delle Professioni Legali. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è membro del comitato di redazione
romano della Rivista di Diritto Processuale.
È stato assegnista di ricerca e professore a contratto di
Diritto Processuale Generale presso l’Università degli
Studi di Cassino.
Avv. Francesco Miraglia
Coordinatore Vicario della Scuola ed in particolare dell’attività didattica in materia di Diritto Amministrativo,
collabora con la Scuola da 1993 ed esercita come avvocato cassazionista in diritto amministrativo e civile.
Dal 1999 è collaboratore del Consiglio Nazionale
Forense, nel Centro per la Formazione e l’Aggiornamento degli Avvocati, oggi Fondazione Scuola
55
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 56
Attività del Consiglio
Ha assistito primaria clientela in ambito nazionale e
internazionale, in tematiche relative al diritto penale
commerciale, ai reati ambientali, ai reati contro la
Pubblica Amministrazione e contro il patrimonio.
Superiore dell’Avvocatura-SSA (per formazione e
aggiornamento professionale). Dal 2009 è Docente
(Deontologia, Ordinamento Forense, Tecniche forensi)
alle Scuole di Specializzazione per le professione
Legali delle Facoltà di Giurisprudenza delle Università
degli Studi di Roma “Tor Vergata” (dal 2000), “LUISSGuido Carli” (dal 2009), e “LUMSA” (dal 2014), e al
corso “Consulente legale d’impresa” presso LUISSManagement (Appalti). Docente (deontologia) per i
corsi della Società italiana Avvocati Amministrativi e
in varie Scuole Forensi degli Ordini italiani.
Avv. Prof. Dario Farace
Coordinatore dell’area Diritto Civile della Scuola, è
ricercatore confermato di Diritto Privato presso
l’Università di Roma “Tor Vergata” (Dipartimento di
Giurisprudenza). Docente coordinatore del corso di
“Diritto e management sanitario” presso l’Università di
Roma “Tor Vergata”. Abilitato per le funzioni di
Professore di Il fascia di Diritto privato Revisore
ANVUR per la VQR 2004-2010. Componente della
Redazione dell’Enciclopedia Giuridica Treccani (20042010) e di varie opere giuridiche. Componente del
Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Autonomia
individuale e autonomia collettiva (Università di Roma
“Tor Vergata” – Dipartimento di Giurisprudenza). Tra le
principali pubblicazioni la monografia “La clausola di
gradimento”, Giuffrè, 2012.
Avv. Luigi Antonio Panella
Coordinatore dell’area Diritto Penale e Procedura
Penale della Scuola. Dal 1987 al 1996 ha collaborato
con la cattedra di Diritto Penale presso la Facoltà di
Giurisprudenza della LUISS di Roma ed ha svolto attività professionale presso lo studio legale del Prof. Avv.
Giovanni Maria Flick, specializzandosi nella trattazione di tematiche di Diritto Penale dell’economia e dell’ambiente.
IL CORPO DOCENTE
Avv. Alessandra Abbate, Avv. Costanza Acciai, Avv. Lavinia Albensi, Dott. Luigi Annunziata, Avv. Giorgetta
Basilico, Avv. Anna Maria Bentivegna, Avv. Marina Binda, Avv. Riccardo Bolognesi, Avv. Giulia Bonsegna, Avv.
Carlo Borromeo, Avv. Simone Bulgarelli, Avv. Antonio Caiafa, Avv. Ilaria Canale, Avv. Oreste Carracino, Avv.
Paolo Caruso, Dott.ssa Giusi Casella, Avv. Stefano Cherti, Avv. Francesca Cimatti, Avv. Antonio D’Alessio, Avv.
Fulvio De Amicis, Avv. Claudio De Portu, Avv. Fabiano De Santis, Avv. Alessandro Di Majo, Avv. Romolo
Donzelli, Avv. Alessandro Fabbi, Avv. Daniela Fargnoli, Avv. Aurora Gallo, Avv. Alessandro Giorgetta, Avv.
Grazia Grieco, Avv. Gianfrancesco Iannizzi, Avv. Pier Paolo Lucchese, Avv. Fiammetta Magliocca, Dott.ssa
Giulia Marino, Avv. Alessandro Martelli, Avv. Giorgio Meo, Avv. Francesco Miraglia, Avv. Vincenzo Miri, Avv.
Franco Moretti, Avv. Prof. Giovanni Neri, Avv. Andrea Ordine, Avv. Mauro Orlandi, Avv. Fiammetta Orsi, Avv.
Luigi Antonio Paolo Panella, Avv. Andrea Panzarola, Avv. Valeria Panzironi, Dott.ssa Giulia Paolini, Avv. Lorenzo
Paolucci, Avv. Antonella Parisi, Avv. Gabriele Pepe, Avv. Carlo Picardi, Dott.ssa Giovanna Flora Ragusa, Avv.
Fabrizio Ravidà, Avv. Carmelita Rizza, Avv. Francesca Roseti, Avv. Emanuele Ruggeri, Avv. Alessandro
Ruggiero, Avv. Filippo Russo, Avv. Margherita Saccà, Avv. Piero Sandulli, Avv. Mario Sanino, Avv. Antonella
Sannino, Dott.ssa Francesca Sbarra, Avv. Andrea Sciarrillo, Avv. Valeria Simeoni, Avv. Emanuele Squarcia, Avv.
Cristina Tamburro, Avv. Stefano Tarullo, Avv. Ilaria Trevisan, Avv. Romano Vaccarella, Avv. Vittorio Violante,
Avv. Fabrizio Zerboni.
56
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 57
Attività del Consiglio
Audizione Commissione Giustizia della Camera
A cura della Redazione
Il Presidente Mauro Vaglio ha partecipato in data 7 luglio 2014, unitamente al Consigliere Fabrizio Bruni, all’audizione innanzi la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per l’esame del disegno di legge C. 2486
Governo, di conversione in legge del decreto legge n. 90 del 2014 recante misure urgenti per la semplificazione
e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Si riporta il testo integrale dell’intervento.
I
llustre Presidente della Commissione Giustizia della
Camera, Illustri Onorevoli, il Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Roma ritiene di dover precisare
brevemente in questa Sede gli aspetti critici del decreto
legge 90/2014, indicando le proprie proposte emendative, con particolare riferimento all’attuazione del processo civile telematico, del quale è stato, fin dal suo avvio,
uno dei principali fautori, avendo anche ottenuto da svariati mesi l’autorizzazione dalla D.G.S.I.A. al deposito
telematico facoltativo delle memorie ai sensi dell’articolo 183 codice procedura civile e delle comparse conclusionali e repliche ai sensi dell’articolo 190 codice procedura civile. Ciò nondimeno è inutile nascondere che,
prima del 30 giugno 2014, il deposito telematico è risultato poco diffuso tra gli Avvocati romani.
Ma andiamo per ordine.
meno dovrebbe notevolmente diminuire, essendo
ammessi i depositi cartacei solo per le cause incardinate prima di tale data. Tuttavia proprio per queste
procedure già pendenti l’adempimento del deposito
cartaceo in cancelleria è rimasto in vigore e, pertanto,
ridurre l’orario di apertura delle cancellerie significa
sicuramente dilatare ancora di più il tempo per l’esecuzione di tali adempimenti. Peraltro, dal decreto in
esame è comunque esclusa la possibilità di depositare
telematicamente gli atti introduttivi del giudizio, ad
eccezione che per i ricorsi per decreto ingiuntivo, perciò il ridurre l’orario di apertura degli Uffici Iscrizioni
a Ruolo determinerà un danno irreparabile per i cittadini. Il Processo Civile Telematico, poi, non entra in
vigore fino al 30 giugno 2015 per le Corti d’Appello ed
è quindi incomprensibile per quale motivo si debba
estendere la riduzione dell’orario di apertura delle cancellerie anche ad esse. Infine non bisogna dimenticare
che il provvedimento del Presidente del Tribunale che
aveva ridotto l’orario delle cancellerie è stato annullato dal Tar Lazio su ricorso del Consiglio dell’Ordine
degli Avvocati di Roma e che l’appello proposto
dall’Avvocatura dello Stato è sub judice innanzi al
Consiglio di Stato. Si chiede, perciò, che in sede di conversione del decreto tale comma in legge sia stralciato
o, quantomeno, sia rimandata la sua entrata in vigore a
dopo la data del 31 dicembre 2014, successivamente
alla quale ai sensi dell’art. 44, comma 1, del decreto
anche per i processi iniziati prima del 30 giugno 2014
si applicherà l’obbligatorietà del deposito telematico.
In subordine si chiede che l’orario di apertura delle
cancellerie sia ridotto al massimo da cinque a quattro
ore giornaliere. Si propone pertanto il seguente emendamento all’art. 51 del decreto legge 90/2014:
“All’articolo 162, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è aggiunto, in fine, il seguente
Orario di apertura delle Cancellerie
L’art. 51 del decreto (Razionalizzazione degli uffici di
cancelleria e notificazioni per via telematica) al
comma primo prevede che: “All’articolo 162, primo
comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le cancellerie delle
corti di appello e dei tribunali ordinari sono aperte al
pubblico almeno tre ore nei giorni feriali, secondo
l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi
delle cancellerie interessate.»”. Ebbene, la diminuzione dell’orario di apertura delle cancellerie costituisce
un controsenso. Infatti ciò determinerà quello che,
invece, il processo civile telematico dovrebbe scongiurare, ovvero la creazione delle file per accedere alla
cancelleria. Negli Uffici Giudiziari più grandi, infatti,
è notorio che per il deposito degli atti e per l’esame o
il ritiro di quelli depositati dalle controparti erano
necessari tempi di attesa particolarmente lunghi. Con
l’entrata in vigore del deposito telematico questo fenoForo Romano
57
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 58
Attività del Consiglio
periodo: «Le cancellerie delle corti di appello e dei
tribunali ordinari sono aperte al pubblico almeno tre
ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai
rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie
interessate, a decorrere dal 1° gennaio 2015. Le cancellerie delle corti d’appello sono aperte al pubblico
almeno tre ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate, a decorrere dal 30 giugno
2015.»”. In alternativa: “All’articolo 162, primo
comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è
aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le cancellerie
delle corti di appello e dei tribunali ordinari sono
aperte al pubblico almeno quattro ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti,
sentiti i capi delle cancellerie interessate»”.
sta tecnica non è ammissibile che attui a scapito dei
diritti dei cittadini. Altri infatti sono gli strumenti cui
dovrebbe fare ricorso il legislatore rispetto a questo
continuo aumento dei costi di accesso alla giurisdizione, che danneggia esclusivamente chi vuole tutelare i
propri diritti a vantaggio dei “debitori incalliti”, che al
contrario possono rallegrarsi, non solo dei tempi lunghi dei processi, ma della difficoltà e dei costi per i
propri creditori per utilizzare lo strumento processuale. Si tratta di quei soggetti che, ad esempio, non accetteranno mai di utilizzare strumenti alternativi al processo, perché tanto sanno che per chi vuole tutelare i
propri diritti non è conveniente ricorrere alla giurisdizione perché su di essi gravano tutti gli ingenti costi.
Non è forse questo che fa allontanare gli investitori dal
nostro Paese? Altro che mediazione obbligatoria! Un
passo avanti si farà se saranno rispettati un paio dei
punti della riforma della giustizia indicati pochi giorni
orsono dal Ministro della Giustizia: il riconoscimento
degli interessi moratori pari al tasso di mercato in
favore del creditore e una sonora condanna alle spese
di giudizio a danno dei debitori.
Non si deve, invece, penalizzare e precludere in modo
generalizzato chi deve necessariamente utilizzare lo
strumento processuale per tutelare i propri diritti. Con
questo ulteriore aumento del contributo unificato,
all’opposto, si percorre la strada inversa di rendere
oltremodo difficoltosa o addirittura di impedire, a
causa degli insostenibili oneri finanziari, la proposizione dell’azione giudiziaria, pregiudicando irrimediabilmente il diritto di difesa. Peraltro, tale modo di operare e la stessa natura del contributo unificato sta sollevando parecchi dubbi di legittimità sia in relazione
alla normativa costituzionale italiana che di quella
europea, tanto più che il suo ammontare viene determinato proporzionalmente al solo valore della controversia e non al reddito del contribuente. Si chiede, pertanto, che in sede di conversione sia stralciato l’art. 53 del
decreto legge in oggetto.
Aumento del Contributo Unificato
L’art. 52 del decreto prevede ancora una volta un
ingiustificato aumento del contributo unificato, a fronte di un’ipotetica previsione di minori entrate, quando
invece l’introduzione del processo civile telematico
determinerà indubbiamente una ingente diminuzione
delle spese sostenute dal Ministero della Giustizia: si
tenga conto, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, che grazie alla notifica dei biglietti di cancelleria a
mezzo pec vengono risparmiati ogni anno svariati
milioni di euro, che invece prima erano necessari per
la notifica dei biglietti di cancelleria a mezzo ufficiale
giudiziario. Non dimentichiamoci, poi, che recentemente è stata aumentata da 8 a 27 euro proprio la
marca da bollo per le attività di cancelleria relative
alle trasferte per le notifiche dei biglietti di cancelleria,
ma queste spese non esistono più poiché tutto ormai
viene effettuato a mezzo pec a costo zero. Il Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma rileva come il continuo, costante, indiscriminato aumento del contributo
unificato incide in modo ormai intollerabile ed indiscriminato sul diritto ad agire in giudizio e sulla tutela
dei diritti dei cittadini. È evidente, ormai da tempo,
come l’obiettivo primario del legislatore sia quello di
ottenere una deflazione del processo civile, ciò tuttavia
non può tradursi nella rinuncia alla fondamentale e
primaria istanza di effettività della tutela giurisdizionale. Si tratta di una logica mercantile della Giustizia:
aumentare i costi per deprimere la domanda, ma que-
Processo Civile Telematico
In primo luogo, ci appare opportuno offrire alla
Commissione una panoramica della situazione del processo civile telematico esistente nell’Avvocatura romana prima del 30 giugno 2014. Come già anticipato il
PCT prima di tale data non era ancora molto diffuso:
58
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 59
Attività del Consiglio
25.000 avvocati iscritti all’albo;
18.000 avvocati muniti di p.e.c.;
10.000 dispositivi di firma digitale in possesso degli
avvocati.
Tuttavia, anche dietro impulso del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma, oltre che dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del deposito telematico per i nuovi processi, una gran parte degli iscritti si
sta cominciando ad attrezzare per farsi trovare preparata al momento del primo deposito obbligatorio in
sede di memorie ex art. 183 c.p.c..
Procederemo qui di seguito a sottoporre alla
Commissione delle brevi indicazioni in ordine alle problematiche già riscontrate su Roma e a formulare delle
proposte sulla conversione in legge del D.L. 24.06.2014
n. 90. In conclusione, poi, riporteremo una serie di
emendamenti che riguardano la necessità di un raccordo tra il D.L. 90/2014 e le norme del codice di procedura civile. In ordine al deposito telematico degli atti:
- precisare le modalità ed i limiti per l’iscrizione a
ruolo degli atti introduttivi di TUTTI i giudizi, stabilendo ad esempio che debbono essere iscritti a ruolo
SOLO telematicamente gli atti introduttivi del giudizio
notificati a mezzo p.e.c.;
- prevedere la possibilità di iscrizione a ruolo telematica degli atti introduttivi del giudizio redatti su documento cartaceo e notificati in modalità tradizionale
attraverso il deposito della copia informatica per immagine del documento cartaceo con successivo obbligo di
esibizione in sede di udienza di comparizione;
- estendere l’obbligatorietà del deposito telematico
anche a tutti gli atti di costituzione in giudizio redatti
dall’avvocato ove la parte non stia in giudizio personalmente;
- precisare che è comunque nella facoltà del soggetto abilitato esterno depositare a valore legale qualsiasi tipologia di atto processuale ove non sussista un’effettiva impossibilità di natura tecnica al deposito;
- estendere l’obbligo di deposito telematico agli atti
del magistrato.
In ordine ai problemi sugli atti esecutivi e sulle copie:
- risoluzione in sede di conversione della problematica nascente dalla possibilità di apporre la formula esecutiva solo su un atto cartaceo con conseguente necessità di recarsi in cancelleria per il ritiro della stessa ed
impossibilità di autenticare le copie del titolo esecutivo
Foro Romano
ai fini della notifica in mancanza di notificazione effettuata a mezzo pec (possibile soluzione: inserire nel
fascicolo informatico la c.d. copia esecutiva digitale,
oppure copia informatica per immagine del provvedimento munito di formula da utilizzare quantomeno ai
fini della notifica della copia del titolo munita di formula previa autenticazione da parte dell’avvocato);
- regolamentare in maniera chiara e definitiva la
possibilità di inserire nel fascicolo informatico e di
estrarre da esso il file.p7m firmato da qualsiasi soggetto processuale (avvocato, giudice, ecc.) al fine di risolvere tutti i problemi connessi alle copie informatiche.
In ordine alla notificazione degli atti a mezzo p.e.c. ai
sensi della L. 53/1994:
- precisazione normativa del momento perfezionativo
della notifica a mezzo p.e.c. inserendo una norma che
espliciti che se il titolare della p.e.c. è soggetto ad un
obbligo di dotazione e di comunicazione in un pubblico elenco, in caso di tentativo di notificazione effettuato nel rispetto della normativa, ogni mancata consegna
per cause imputabili al titolare della casella equivale a
perfezionamento della notificazione (estendendo il
principio di cui all’art. 143 cpc con equiparazione del
pubblico elenco ad un registro facente pubblica fede);
- prevedere per l’attività di notificazione tra soggetti
per legge tenuti a dotarsi di un indirizzo p.e.c. l’obbligo generalizzato e diffuso di utilizzare questo mezzo
invece di altre forme di notificazione, inserendo un
principio in base al quale la notificazione di un oggetto fisico (documento cartaceo), tramite consegna a
mani, non è più la modalità prevalente ed ordinaria di
notificazione;
- prevedere l’obbligo di notificazione a mezzo p.e.c.
(e della conseguente iscrizione a ruolo telematica presso l’ufficio giudiziario) degli atti introduttivi del giudizio da notificarsi a soggetti per legge tenuti a dotarsi di
casella p.e.c.;
- prevedere la progressiva estensione dell’obbligo di
dotarsi di p.e.c. anche ai privati.
In ordine alle prassi applicative ed ai protocolli:
- superare il regime del doppio binario e disincentivare per quanto possibile il ricorso a prassi come quella della consegna delle copie di cortesia di atti e documenti che di fatto rende il fascicolo cartaceo e quello
informatico due contenitori potenzialmente in conflitto
e comunque inutilizzabili, ad esempio, in fase di udien-
59
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 60
Attività del Consiglio
za essendo altamente probabile ed anzi pressoché
scontata l’impossibilità di utilizzare in sede di udienza
un fascicolo per il quale non vi è certezza in ordine alla
consistenza ed al contenuto documentale nei casi in cui
sia possibile in alternativa il deposito cartaceo o quello telematico degli atti.
In ordine ai pagamenti telematici:
- inserimento di una previsione di obbligatorietà del
pagamento telematico per le iscrizioni a ruolo ed i
depositi telematici onde evitare ulteriori accessi in
cancelleria ed adempimenti da parte del cancelliere.
drastica riduzione dei compensi professionali previsti
dalle vigenti norme a favore degli Avvocati degli Enti
Pubblici e dello Stato. Il Consiglio dell’Ordine ha già
assunto una delibera di solidarietà nei loro confronti
sul presupposto che un siffatto provvedimento mortifica il loro ruolo professionale e lede la dignità ed il
decoro della professione da questi svolta in favore del
loro unico assistito: lo Stato o l’Ente Pubblico. In questa sede ci riportiamo a quanto in essa esposto e provvediamo a depositarla agli atti della Commissione.
Il Presidente Vaglio ha poi depositato la relazione scritta del proprio intervento, aggiungendo una serie di
emendamenti proprio in materia di processo civile telematico, al fine di coordinare le norme del D.L. 90/2014
con quelle del codice di procedura civile.
Riduzione dei compensi per gli Avvocati degli Enti
Pubblici
L’art. 9 del decreto legge in esame ha disposto una
60
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 61
Attività del Consiglio
Congresso Nazionale Forense di Venezia
A cura della Redazione
Il Presidente Mauro Vaglio ha partecipato, insieme al Consigliere Segretario Pietro Di Tosto, a quasi tutti i
Consiglieri e agli 82 delegati del Foro di Roma, al Congresso Nazionale Forense di Venezia svoltosi dall’8 all’11
ottobre. I lavori si sono aperti il primo giorno nella suggestiva cornice del Teatro La Fenice con una platea e con
le logge gremite di delegati e congressisti. Il secondo e terzo giorno le attività sono proseguite presso il Teatro del
Cinema al Lido di Venezia. Si riporta il testo integrale dell’intervento effettuato dal Presidente.
C
are Colleghe e Cari Colleghi, negli ultimi anni
siamo stati tutti testimoni del lungo susseguirsi
di annunci allarmistici e fosche ipotesi sul futuro della nostra professione, additata come responsabile di tutti i mali d’Italia e come “mala pianta” la cui
soppressione, da sola, potrebbe consentire la rinascita
del Paese.
Ebbene, se non siamo stati ridotti al silenzio e siamo
ancora qui a parlare del nostro futuro è perché abbiamo reagito!
L’Avvocatura è scesa in piazza (già sono state più volte
ricordate, anche con immagini fotografiche, le maestose manifestazioni di Roma del 23 ottobre 2012 e del 20
febbraio 2014) ed ha fatto sentire la propria voce risvegliando, nella coscienza collettiva, l’autentica immagine dell’Avvocato come baluardo a difesa del cittadino
e della legalità.
Ma la battaglia contro chi mira ad abbattere questo
presidio di legalità è lungi dall’essere vinta ed ulteriori impegnative prove ci attendono.
Ora più che mai è necessario che l’Avvocatura sia tutta
unita e parli con una sola voce. È per questo che i
Presidenti degli Ordini e delle Unioni si riuniscono
costantemente ed insieme stabiliscono la comune linea
d’azione.
Tuttavia per rendere ancor più efficace questo nuovo
“modus operandi” è necessario adeguare, corrispondentemente, le nostre strutture istituzionali in modo che
riflettano al meglio l’unità e la rappresentatività
dell’Avvocatura tutta.
Per questo motivo sosteniamo con forza la proposta di
un nuovo O.U.A. che contempli, a fianco dei delegati
eletti dal Congresso, la partecipazione paritaria di
rappresentanti degli Ordini e delle Associazioni. Per
queste ultime, faccio un breve inciso, è indispensabile
Foro Romano
che venga immediatamente accertata la sussistenza dei
requisiti richiesti per permanere tra le associazioni
maggiormente rappresentative attendere gli altri quattro anni previsti dal relativo regolamento del CNF.
Solo con un rinnovato Organismo politico potremo
portare a termine, in modo soddisfacente, gli innumerevoli confronti con il mondo della politica.
Abbiamo finora ottenuto importanti risultati riuscendo
a veder realizzate nostre proposte come, ad esempio, la
negoziazione assistita e l’arbitrato. Tuttavia, affinché
non siano solo “vittorie di Pirro” è indispensabile che
queste misure siano incentivate e rese vantaggiose.
Ecco perché abbiamo proposto che esse siano accompagnate da significativi sgravi fiscali per le parti che vi
ricorrono.
Inoltre intendiamo batterci perché sia approvata una
nostra proposta di legge che prevede l’aggiunta di un
quarto comma all’art. 2233 codice civile.
Si tratta di un’iniziativa presa insieme a tutti gli altri
Presidenti e che tende a scongiurare il totale svilimento del compenso per la nostra attività professionale nel
rispetto di quanto affermato nella prima parte dell’art.
2233 c.c. laddove è stabilito che “in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza
dell’opera e al decoro della professione”.
Questa norma generale, però, non garantisce il professionista nei confronti dei cd. “clienti forti”, i quali
ormai, non essendo più prevista l’inderogabilità dei
minimi tariffari, pretendono di stipulare convenzioni
assolutamente sproporzionate rispetto alle prestazioni
professionali svolte (abbiamo sentito con le nostre
orecchie di giovani Colleghi che vengono compensati
con 50 euro per un giudizio innanzi al giudice di pace
e di 80 euro per uno davanti al Tribunale).
Tuttavia, dall’anno 2012 per tutti i professionisti è pre61
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 62
Attività del Consiglio
mentale ruolo delle donne nella professione. Non consentiremo più che si calino “dall’alto” le riforme
sull’Avvocatura. Non consentiremo più inutili proroghe
per le nostre strutture rappresentative. Vogliamo andare a votare prima della fine dell’anno per rinnovare il
C.N.F. e a gennaio per eleggere i nuovi Consigli
dell’Ordine. E vogliamo un nuovo O.U.A. che rappresenti tutte le peculiarità dell’Avvocatura.
Ecco perché, care Colleghe e cari Colleghi, vi esorto
a fare di questo importante Congresso non solo
un’occasione di incontro e di confronto ma un vero e
proprio strumento con il quale “ridisegnare” la
nostra organizzazione e linea d’azione. Solo così
potremo rendere giustizia alle nobili tradizioni
dell’Avvocatura Italiana e ridare una speranza di
futuro ai nostri giovani Colleghi, indicando la strada
per far riacquistare all’Avvocatura quella dignità e
quel prestigio che le competono e che sono stati calpestati in questi anni.
visto che il compenso per le attività svolte sia determinato in base a parametri pubblicati periodicamente dal
Ministero ed è proprio a seguito dell’individuazione di
questi parametri che lo scopo della nostra iniziativa
mira a rendere automaticamente nulli tutti i patti che,
in violazione dei suddetti parametri, si presumeranno
già di per sé manifestamente sproporzionati.
A Roma in pochissimi giorni abbiamo già raccolto centinaia di firme a sostegno di questa proposta. Mi aspetto che tutti voi approviate la mozione che chiede a tutte
le nostre rappresentanze di sollecitare i parlamentari a
presentare questo disegno di legge e a farlo approvare
dalle Camere.
Quindi, care Colleghe e cari Colleghi, dobbiamo andare avanti e gridare forte al mondo politico: Non consentiremo più che sia denigrata la figura
dell’Avvocato. Non consentiremo più che il “contentino” delle quote rosa metta a tacere le coscienze di un
mondo politico che non ha saputo valorizzare il fonda-
62
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 63
Attività del Consiglio
Processo civile telematico: l’integrazione del protocollo
Si riporta il testo della nota del giorno 8 luglio 2014
(pervenuta il giorno 15 luglio 2014) del Dott. Mario
Bresciano, Presidente del Tribunale Ordinario di
Roma, accompagnatoria del vademecum per gli
Avvocati, i Magistrati ed il personale di Cancelleria
della XII Sezione del Tribunale Civile ad integrazione
del protocollo per l’avvio del Processo Civile
Telematico, predisposto dalla Dott.ssa Antonella De
Florio e che si trascrive integralmente:
TRIBUNALE CIVILE DI ROMA XIIa
SEZIONE - AVVISO URGENTE PER
IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO
- VADEMECUM PER GLI AVVOCATI
Si comunica ai signori avvocati che il funzionamento
della cancelleria verrà – nei primi mesi dall’entrata in
vigore del DL 90/2014 – finalizzato al migliore avvio
del PCT.
Per tali motivi, tenendo conto che tutti i giudici della
sezione, ad eccezione dei GOT, utilizzano correntemente il programma Consolle sia per la trattazione delle
udienze, sia per il deposito dei provvedimenti, sono
state concordate fra i giudici ed il personale amministrativo le seguenti regole per adattare le disposizioni
normative e convenzionali alle specifiche esigenze
della XII sezione:
a) i verbali redatti e depositati con Consolle da ciascun giudice verranno accettati dalla cancelleria, al
più tardi, entro 5 giorni lavorativi dalla trattazione
dell’udienza, in modo che l’aggiornamento dei
depositi possa essere visibile in tempi compatibili
con i termini previsti per lo scioglimento di eventuali riserve istruttorie, e che i difensori possano visualizzare il verbale quanto prima dai propri studi professionali;
b) resta fermo, comunque, che la riserva assunta in
udienza potrà essere sciolta dal giudice e depositata in formato digitale nativo redigendo la relativa
ordinanza anche ove il verbale non sia stato ancora
accettato, e compaia sul “provvedimento in scrittura” la clessidra rossa: in tali casi la cancelleria
provvederà ad accettare contestualmente sia il verbale che il provvedimento che potranno, dunque,
Foro Romano
c)
d)
e)
f)
g)
h)
63
essere visualizzati dagli avvocati entro i tempi sopra
indicati;
le sentenze pronunciate ex art. 281 sexies cpc verranno accettate dalla cancelleria subito dopo il
deposito telematico, a seguito di sollecitazione verbale al proprio assistente di riferimento; la stessa
accelerazione verrà impressa per i provvedimenti
più urgenti (avvisi ai CTU per udienze ravvicinate e
riserve con concessione di termini per note);
la cancelleria, nelle ipotesi di ordine di esibizione
del giudice ex art. 210 cpc, provvederà a scansionare nel fascicolo telematico i documenti trasmessi
dalla PA, inserendo nel fascicolo d’ufficio la copia
cartacea;
le memorie istruttorie e conclusionali e le istanze
telematiche dovranno essere accettate dalla cancelleria il giorno successivo all’invio telematico da
parte del difensore che è obbligatorio per le controversie iscritte a ruolo dal 30.6.2014 e facoltativo
per quelle iscritte a ruolo prima di tale data;
dovranno essere accettati dalla cancelleria tutti gli
atti endoprocessuali successivi alla costituzione
delle parti: si ricomprende pertanto, fra essi, anche
l’eventuale istanza per la correzione degli errori
materiali della sentenza e le istanze di rimessione in
termini;
gli avvocati sono invitati a controllare sul terminale l’avvenuto deposito due giorni dopo l’invio.
L’annotazione cartacea – per i processi di nuova
iscrizione (dal 30.6.2014) e, per quelli iscritti prima
di tale data, ove venga esercitata la facoltà di depositare in formato digitale nativo – non fa più fede e
verrà apposta successivamente, entro la data di
consegna al magistrato dei fascicoli per l’udienza o
per la stesura della sentenza;
sono state già organizzate, nella stanza 582, delle
cartelline intestate ad ogni singolo giudice nelle
quali verranno depositate le copie cartacee di cortesia delle memorie telematiche: tale soluzione organizzativa – che verrà sostituita da contenitori di cartone sulle quali verrà scritto il nome del singolo giudice – prevede il deposito libero e cioè senza alcuna
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 64
Attività del Consiglio
Maria Letizia Vallo (assistite dalla sig.ra Todini) –
dovranno rivolgersi alla dott.ssa Paola Florenzano
che, per tale incombente, sostituirà anche la
dott.ssa Laura Volza, da considerarsi, ormai, non
più in servizio;
k) Verranno affissi in bacheca sia l’invito ai CTU ad
iscriversi tempestivamente al REGINDE in funzione
dei depositi telematici delle relazioni peritali, sia
l’invito agli avvocati a depositare copia cartacea di
cortesia dei documenti allegati alla memoria di cui
all’art. l83 VI co. II o III termine (o seguenti a remissione in termine): tale indicazione generale che questo Presidente ritiene di diffondere in relazione allo
specifico contenzioso di competenza della sezione
deriva dalla circostanza che quasi sempre le controversie trattate sono fondate su copiosa produzione
documentale (sovente di natura sanitaria) che rende
difficoltosa una attenta ponderazione del giudice
ove sia basata solo sulla visualizzazione al terminale. Anche tale provvedimento prende le mosse dal
Protocollo per il PCT recentemente approvato ed
avrà, quindi, durata temporanea, in funzione di un
graduale cambiamento delle modalità di lavoro.
fila da parte degli avvocati. La cancelleria, dopo la
chiusura dell’attività quotidiana di front office,
provvederà ad introdurle tempestivamente nei singoli fascicoli delle controversie. Le buste avranno il
contenuto previsto dal Protocollo per il PCT approvato che costituisce la premessa deliberazioni contenute nel presente vademecum;
i) le sentenze depositate dai giudici a mezzo Consolle
potranno essere accettate dalla cancelleria soltanto
dopo la riconsegna del fascicolo da parte del magistrato – che avverrà nella stanza 582 a mani della
sig.ra Nadia Tudini ed in sua assenza, della dott.ssa
Maria Teresa Forti. Ove sia assente anche quest’ultima, il relativo compito verrà svolto dal dott.
Stefano Apicella. A tale incombente seguirà la formale pubblicazione del provvedimento che impone
la comunicazione del testo integrale a norma dell’art. 45 lett. B) del DL 90/2014 che ha modificato
l’art. 133 cpc;
j) le ordinanze depositate dai giudici a mezzo
Consolle verranno accettate dalla cancelleria solo
dopo la restituzione del fascicolo: tutti i giudici –
salvo la sottoscritta Presidente ed il GOT dott.ssa
64
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 65
Attività del Consiglio
Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche
per il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo
ed il deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari
(PiGNorameNti orDiNari
e Presso terzi)
Grazie al consueto lavoro degli Avvocati Guglielmo
Lomanno e Antonio Labate (del Gruppo informatico di
Presidenza) ed a seguito dell’incontro tra il Presidente
Vaglio ed il Presidente della Sezione delle Esecuzioni
Mobiliari del Tribunale di Roma, Dott. Bertuzzi, nonché con la collaborazione della Dirigente di Cancelleria,
Dott.ssa Urbani, è stato predisposto un protocollo d’intesa tra il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la predetta Sezione, che in particolare permette l’iscrizione a
ruolo e la fissazione dell’udienza di vendita o di assegnazione con il deposito telematico della copia esecutiva telematica autenticata dall’Avvocato, con riserva di
produrre l’originale in udienza.
Si riporta il testo del Protocollo, con le relative istruzioni.
aVVerteNza GeNerale: In senso tecnico il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo di una procedura
esecutiva (mobiliare od immobiliare) non costituisce
un’iscrizione a ruolo effettiva in quanto all’atto del deposito del pignoramento da parte dell’Ufficiale Giudiziario
si procede all’attribuzione del N.R.G. alla procedura.
Per tale ragione i redattori atti (Software) per il
Processo Telematico difettano dello schema di atto
richiesto dalla sezione esecuzioni e qualora lo presentino esso non è completo.
Queste brevi note illustrano la procedura da seguire per
l’adempimento di cui sopra fino a quando non entrerà
in vigore (31 marzo 2015) la nuova normativa del c.p.c.
che prevede il deposito dell’atto di pignoramento e la
relativa iscrizione a ruolo come adempimenti dell’avvocato e non più dell’ufficiale giudiziario.
Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche per il
perfezionamento dell’iscrizione a ruolo ed il
deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari
Il Presidente della Sezione Quarta Esecuzioni
Mobiliari del Tribunale Ordinario di Roma Dott. Mario
Bertuzzi, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli
avvocati di Roma Avv. Mauro Vaglio ed il Dirigente
della Cancelleria della sezione D.ssa Flavia Urbani, in
relazione alle problematiche sorte con l’entrata in vigore della obbligatorietà dei depositi telematici degli atti
di parti nelle procedure esecutive, in pieno spirito di
collaborazione ed al fine di agevolare l’attività di tutti i
soggetti coinvolti, concordano sull’applicazione delle
seguenti modalità per il compimento delle operazioni
connesse ai depositi telematici presso la sezione.
Le presenti modalità operative, in vigore dal 15/11/2014
saranno suscettibili di modifiche e perfezionamenti
all’esito della loro pratica attuazione ed a seguito di
riscontro della loro effettiva operatività pratica.
Come ProCeDere all’isCrizioNe
telematiCa Di UN PiGNorameNto
mobiliare o Presso terzi
Una volta ottenuto aNNo e NUmero Di rUolo
(consultando il Polisweb Siecic –> Fascicoli personali,
direttamente da studio seNza aCCeDere iN
CaNCelleria) dell’esecuzione l’avvocato dovrà
redigere un atto denominato:
(1) - “Nota di iscrizione a ruolo di pignoramento
mobiliare (o presso terzi)”
all’interno del quale andranno inseriti:
- Dati anagrafici completi delle parti,
- Generalità complete comprensive di codice fiscale di
tutti gli avvocati difensori del creditore procedente (o
comunque della parte per la quale si procede all’iscrizione a ruolo, si ricorda che potrà accedere alle informazioni ed ai documenti contenuti nel fascicolo informatico soltanto il difensore munito di delega, in nessun
isCrizioNe a rUolo telematiCa Delle
ProCeDUre eseCUtiVe mobiliari
Foro Romano
65
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 66
Attività del Consiglio
caso la visibilità degli atti e la possibilità di deposito
potrà essere estesa al semplice domiciliatario).
Nell’atto andrà inoltre evidenziato il motivo dell’eventuale esenzione dal pagamento del contributo unificato.
Detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio
di file (si ricorda che non è ammessa la scansione di
immagine).
Affinchè il cancelliere possa avere riscontro delle cause
di esenzione dal pagamento del contributo unificato per i
pignoramenti presso terzi andrà, inoltre, acquisita tramite scanner ed inserita nella busta come allegato
generico anche una copia informale dell’atto di pignoramento, detta copia dovrà essere firmata digitalmente
dall’avvocato in fase di predisposizione della busta.
(2) - Successivamente si dovrà compilare (tramite il
proprio Redattore Atti per il Processo Civile
Telematico) una busta telematica scegliendo come
categoria di atto sul redattore
atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO
SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI) o definizioni similari
come tipologia di atto dovrà scegliere
DePosito (Di atto) GeNeriCo
e come singolo atto
atto NoN CoDiFiCato
l’atto di cui sopra andrà inserito nella busta telematica
come atto PriNCiPale.
(3) - Su un foglio separato l’avvocato dopo aver indicato ANNO e N.R.G. e le proprie generalità complete
apporrà le marche Lottomatica di pagamento del contributo unificato e dei diritti di cancelleria.
Detto foglio verrà acquisito tramite scansione ed inserito nella busta telematica.
Come disposto dalla Circolare ministeriale
n.144442.U del 28.10.2014 - pervenuta in data
03.11.2014 - le marche andranno successivamente
annullate da parte della cancelleria.
“Qualora la parte intenda evitare qualsiasi accesso
all’ufficio giudiziario, profittando in pieno dei vantaggi derivanti dall’informatizzazione del procedimento,
potrà valersi delle ulteriori modalità di assolvimento
del C.U. previste dalla legge. Si segnala a tal proposito un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle
Entrate contenente informazioni utili a tal fine, nonché
la pagina del Portale dei Servizi Telematici concernen-
te il pagamento telematico del C.U.”
In caso di PAGAMENTO TELEMATICO sarà sufficiente inserire nella relativa busta i file .p7m e .pdf
della ricevuta medesima.
In caso di pagamento mediante MODELLO F23 o
BOLLETTINO POSTALE andrà inserita nella busta la
scansione dello stesso.
Come DePositare le istaNze Di asseGNazioNe o Di VeNDita iN UN PiGNorameNto mobiliare o Presso terzi
Nei software di redazione atti per il processo telematico le ISTANZE DI ASSEGNAZIONE e le ISTANZE
DI VENDITA sono atti successivi al perfezionamento
dell’iscrizione a ruolo e non possono essere inviati
nella medesima busta telematica con la quale si invia
la suddetta per ragioni tecniche di acquisizione degli
atti da parte della cancelleria.
Pertanto, in caso di invio di una delle suddette ISTANZE, le medesime andranno selezionate nel redattore atti
quali
atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO
SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI)
istaNza Di asseGNazioNe
oppure
istaNza Di VeNDita.
Dopo aver operato la selezione l’avvocato inserirà nella
busta l’istanza che intende depositare, detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio di file (si ricorda
che non è ammessa la scansione di immagine).
Come DePositare il titolo eseCUtiVo
iN moDalita’ telematiCa
Ai fini della fissazione della data dell’udienza per l’assegnazione o la vendita il deposito del titolo esecutivo
può essere effettuato anche in modalità telematica
secondo le seguenti modalità:
(1) L’avvocato acquisisce tramite scanner il titolo esecutivo creando un file .pdf che costituisce la copia
informatica per immagine del titolo.
(2) Redige altresì un documento informatico separato
sottoscritto con firma digitale contenente la seguente
dichiarazione:
“si attesta la conformità all’originale in mio possesso
del titolo esecutivo (DesCrizioNe Del titolo)”
si dichiara inoltre che il suesteso titolo non è stato
66
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 67
Attività del Consiglio
utilizzato in altra procedura esecutiva ovvero che lo
stesso è stato utilizzato nella procedura esecutiva
n……… dinanzi al tribunale di ………. attualmente pendente ovvero conclusasi senza assegnazione
ovvero con assegnazione parziale”.
Entrambe i file (titolo e dichiarazione) andranno inseriti come allegati semplici nella busta con la quale si
deposita la richiesta di iscrizione a ruolo o l’istanza di
assegnazione o di vendita.
al deposito telematico, operando la seguente selezione:
atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO
SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI) o definizioni similari
come tipologia di atto dovrà scegliere
DePosito (Di atto) GeNeriCo
e come singolo atto
istaNza Di riNUNCia nel caso di rinuncia
o
atto NoN CoDiFiCato in caso di semplice
richiesta di ritiro titoli.
Dopo aver operato la selezione l’avvocato inserirà nella
busta l’istanza che intende depositare, detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio di file (si ricorda
che non è ammessa la scansione di immagine).
L’atto di cui sopra andrà inserito nella busta telematica
come atto PriNCiPale.
Nel caso in esame l’avvocato è tenuto a corrispondere
l’imposta di bollo pari ad € 16,00 (sedici/00)
Pertanto su un foglio separato l’avvocato dopo aver
indicato ANNO e N.R.G. e le proprie generalità complete apporrà le marche lottomatica di pagamento del
bollo di cui sopra che verranno annullate apponendovi
DATA e FIRMA.
Detto foglio verrà acquisito tramite scansione ed inserito nella busta telematica.
In caso di PAGAMENTO TELEMATICO sarà sufficiente inserire nella relativa busta i file .p7m e .pdf
della ricevuta medesima.
In caso di pagamento mediante MODELLO F23 o
BOLLETTINO POSTALE andrà inserita nella busta la
scansione dello stesso.
aVVerteNza imPortaNte: Resta ferma l’assoluta necessità, sulla base dell’attuale disciplina normativa, ai sensi dell’art. 488, comma 2, c.p.c., del DePosito Del titolo eseCUtiVo iN oriGiNale ai FiNi Dell’aDozioNe Del ProVVeDimeNto Di asseGNazioNe o Di VeNDita
FiN Dalla Prima UDieNza
Detto DePosito DoVra’ aVVeNire PreFeribilmeNte iN UDieNza.
Nel Caso Di PiGNorameNto mobiliare
CHe NoN sUPeri i 20.000 €, il DePosito
Del titolo eseCUtiVo oriGiNale
DoVra’ aVVeNire NoN oltre 30 GG Dall’aCCettazioNe Della Nota D’isCrizioNe a rUolo, al FiNe Di CoNseNtire
al G.e. l’aDozioNe Del ProVVeDimeNto
Di asseGNazioNeo Di VeNDita CoN
DeCreto.
Come DePositare le istaNze Di riNUNCia o Di ritiro titoli aNteCeDeNti il
PaGameNto Del CoNtribUto UNiFiCato
Anche per questo tipo di richieste occorre provvedere
Foro Romano
67
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 68
Attività del Consiglio
Protocollo d’intesa sulle spese straordinarie dei figli
a seguito di divorzio dei genitori
Il giorno 17 dicembre 2014, nella sala riunioni della Presidenza del Tribunale – settore civile – alla presenza del
Presidente della 1^ sezione Massimo Crescenzi, dei magistrati Donatella Galterio, Cristiana Ciavattone e Vittorio
Contento nonché del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma Avv. Mauro Vaglio, del Consigliere Avv.
Matteo Santini e dell’Avv. Pompilia Rossi, si è provveduto alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa sulle spese
straordinarie per i figli in caso di divorzio dei genitori.
Per conoscenza dei colleghi interessati dalla materia, si riporta il testo del Protocollo.
L
e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali
da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici
e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano
(tessera autobus e metro), carburante, ricarica cellulare,
uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito
giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già
presenti nell’organizzazione familiare prima della
separazione; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista, eccetera).
a premessa da cui muove il presente protocollo è
quella di ridurre in via preventiva il contenzioso
prevedendo un assegno di mantenimento, voce
certa nel quando e nel quantum e comunque immediatamente azionabile in via esecutiva, il più possibile
comprensivo di voci di spesa caratterizzate dall’ordinarietà o comunque dalla frequenza anche al fine di consentire al genitore beneficiario una corretta ed oculata
amministrazione del budget di cui sa di poter disporre,
riducendo le occasioni di richiesta al co-obbligato e di
possibile conflitto. In quest’ottica la determinazione
dell’assegno di mantenimento tiene conto di quelle che
già erano le specifiche spese correnti della famiglia
coesa (come ad esempio anche la baby sitter) che le
parti hanno l’onere di esporre con il maggior dettaglio
possibile nei rispettivi atti introduttivi.
Al di fuori di queste vi sono le spese straordinarie,
cosiddette non soltanto perché oggettivamente imprevedibili nell’an, ma altresì perché, quantunque relative
ad attività prevedibili, non sono determinabili nel
quantum ovvero attengono ad esigenze episodiche e
saltuarie.
In tale ambito vanno distinte le spese che devono considerarsi obbligatorie perché di fatto consequenziali a
scelte già concordate tra i coniugi (es. libri di testo o
acquisto farmaci prescritti dal medico scelto di comune
accordo) oppure connesse a decisioni talmente urgenti
da non consentire la previa concertazione, da quelle
invece subordinate al consenso di entrambi i genitori.
Spese straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori, suddivise nelle seguenti categorie:
- Scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private e, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative ove fuori
sede, di università pubbliche e private, ripetizioni,
viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola,
doposcuola e baby sitter se l’esigenza nasce con la
separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore che li utilizza;
- Spese di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua
o attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di
informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze
trascorse autonomamente senza i genitori, spese di
acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini-car, macchina, motorino, moto);
- Spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento
dell’eventuale attività agonistica;
- Spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non
effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per
interventi presso strutture pubbliche o private conven-
Spese comprese nell’assegno di mantenimento: vitto,
abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione,
spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie)
68
Foro Romano
E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 69
Attività del Consiglio
tramite il SSN in difetto di accordo sulla terapia con
specialista privato, spese di bollo e di assicurazione per
il mezzo di trasporto.
Anche con riguardo alle spese straordinarie da concordare, il genitore, a fronte di una richiesta scritta dell’altro, dovrà manifestare un motivato dissenso per iscritto
nell’immediatezza della richiesta (massimo 10 gg.)
ovvero in un termine all’uopo fissato; in difetto il silenzio sarà inteso come consenso alla richiesta.
zionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.
Spese straordinarie “obbligatorie”, per le quali non è
richiesta la previa concertazione: libri scolastici, spese
sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, spese per interventi chirurgici
indifferibili sia presso strutture pubbliche che private,
spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie effettuate
Foro Romano
69
F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 70
Formazione continua
Convegni organizzati dall’Ordine degli Avvocati
29.09 – I nonni quali diritti e quali doveri?
01.07 – Profili Evolutivi dei Contratti di Locazione
Finanziaria non Performing
29.09 – La Direttiva 98/5/CE tra abuso del diritto e
identità nazionale
04.07 – La frode nel diritto penale
08.07 – Le novità del decreto giustizia e il protocollo
sottoscritto con il Presidente del Tribunale di Roma sul
processo civile telematico. Le candidature dei custodi e
dei curatori: per fare chiarezza e consentire di proporsi
alle funzioni
29.09 – Appunti critici e giuridici dal film “He Got The
Game”
09.07 – Corso sulle procedure concorsuali. Le azioni di
responsabilità nelle procedure concorsuali
30.09 – Il ruolo dell’avvocato nella internazionalizzazione delle imprese
09.07 – Il Condominio: le riforme legislative
01.10 – Avvocatura ed A.D.R.: il rapporto tra arbitrato,
negoziazione assistita e mediazione
29.09 – “La responsabilità del medico nella giurisprudenza” – a due anni dal Decreto Balduzzi
11.07 – Chi possiederà i nostri corpi? Biodiritto e
postumanesimo
03.10 – Usura e Sovraindebitamento
16.07 – Corso sulle procedure concorsuali. I reati nelle
procedure concorsuali
06.10 – Le negoziazione assistita in materia di R.C.A.,
condominio e famiglia
16.07 – Esecutività dell’accordo in mediazione
06.10 – Appunti critici e giuridici dal film “La più
bella serata della mia vita”
21.07 – La Costituzione come emergenza? Riflessioni
sull’interventismo nei temi di rilevanza Costituzionale
a partire dal d.l. 90/2014
06.10 – La pluralità e l’interferenza tra le azioni nella
giurisprudenza successiva al Codice del processo
amministrativo
23.07 – Lo sfratto nella fase esecutiva
07.10 – I reati tributari
23.07 – Diffamazione a mezzo stampa: scenario europeo ed italiano in attesa della riforma
08.10 – Il D.L. 132/2014: Riflessi sull’attività giudiziale e stragiudiziale
15.09 – La nuova giustizia alternativa: La negoziazione assistita, l’arbitrato e la mediazione
13.10 – Appunti critici e giuridici dal film “In Nome
del Popolo Italiano”
19.09 – Forensix. Seminario: Esperto in scienze
Forensi
14.10 – Come e cosa fare per: depositare telepaticamente gli atti giudiziari; per notificare in proprio a mezzo pec
23.09 – Il nuovo codice deontologico
15.10 – Le riforme legislative in materia condominiale
25.09 – Le novità legislative dalle nuove separazioni
alla negoziazione assistita
15.10 – L’azione revocatoria ordinaria e fallimentare
70
Foro Romano
F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 71
Formazione continua
nella successione
03.11 – La negoziazione assistita nella Responsabilità
Civile Auto: invito, convenzione e accordo
15.10 – Il trasporto aereo tra legislazione comunitaria e
ordinamento nazionale
04.11 – Artt. 512 e 516 c.p.p. La testimonianza irripetibile
04.11 – Corso di psicologia giuridica nei procedimenti
di diritto di famiglia
15.10 – Novità normative e giurisprudenziali. Analisi
delle recenti innovazioni normative in materia di contratti pubblici, anche alla luce della decisione della
Adunanza Plenaria n. 16 del 2014
04.11 – Società Sportive: ‘Tassazione’ per gli straordinari delle forze di polizia
20.10 – Appunti critici e giuridici dal film “In Time”
05.11 – Il Condominio: le riforme legislative
20.10 – Profili applicativi della responsabilità per
danni della pubblica amministrazione per effetto dell’esercizio illegittimo del potere
05.11 – L’esercizio della professione forense nelle
strutture professionali complesse. Collaborazione continuativa o subordinazione?
20.10 – Medici e strutture sanitarie: profili di responsabilità professionale e assicurativi
07.11 – La Mediazione Familiare e il D.L. 132/2014
10.11 – Le novità in tema di Difesa di Ufficio,
Patrocinio e Cassa Forense
22.10 – Il trust e la tutela del patrimonio familiare
24.10 – Corso di Curatore Speciale per la rappresentanza processuale del minore nei procedimenti civili
10.11 – Appunti
“Transamerica”
critici
e
giuridici
dal
film
27.10 – Appunti critici e giuridici dal film “I soliti ignoti”
12.11 – Usura, estorsione e bancarotta rapporti tra istituti giuridici e profili di legittimità Costituzionale
27.10 – L’intimazione di sfratto e il D.L. 133/2014
12.11 – Minori vittime ed autori di abusi sessuali. Quale
tutela dopo la ratifica della Convenzione di Lanzarote?
27.10 – Gli obblighi fiscali del professionista: scenari
operativi tra adempimenti formali e controlli
dell’Amministrazione Finanziaria
29.10 – Una vita da Daspato
17.11 – Le riforme in materia di lavoro dalla Legge
Foriero al d.d.l. “Jobs Act” fra legislazione nazionale e
diritto europeo: novità sostanziali e processuali
29.10 – Patto di famiglia, atti di destinazione, cessione
di azienda o cessione di partecipazioni?
Profili civilistici e fiscali di diverse forme di cessione
di un’attività di impresa
17.11 – Appunti critici e giuridici dal film “Sei Gradi
di Separazione”
17.11 – Relazioni e contaminazioni tra accertamento
fiscale ed illecito penale
30.10 – I vari profili di responsabilità dell’avvocato
alla luce delle recenti riforme
31.10 – Piano Casa e Condominio
18.11 – La Responsabilità ‘Penale’ delle Società ex
D.Lgs. n. 231/2001
31.10 – L’avvocato fuori dal processo: la mediazione,
l’arbitrato e la negoziazione assistita
18.11 – Il decreto ingiuntivo telematico: elaborazione,
deposito, notifica, esecutorietà. Come fare? Cosa Fare?
Foro Romano
71
F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 72
Formazione continua
lungo la via Lattea
19.11 – Amministrazione di sostegno, trust e sostituzione fidecommissaria, patto di famiglia
03.12 – Illecito on line: responsabilità e tutela
20.11 – La negoziazione assistita. Istruzioni per l’uso
03.12 – L’assunzione dell’incarico professionale e i
rapporti di colleganza
21.11 – Il diritto antidiscriminatorio nell’Ordinamento
Nazionale e Sopranazionale
05.12 – Ascolto del minore
24.11 – Il nuovo Codice Deontologico: novità e questioni aperte
05.12 – Equitalia: come difendersi
24.11 – Appunti critici e giuridici dal film “I soliti
sospetti”
09.12 – Il concordato preventivo prenotativi: questioni
controverse
25.11 – Le micropermanenti e la personalizzazione del
danno
10.12 – Jobs Act e contratto a tempo determinato
10.12 – La negoziazione assistita, l’arbitrato e le novità del processo civile
25.11 – Le Pari Opportunità per la lotta contro la
Violenza sulla donna
12.12 – La capacità genitoriale e l’accertamento peritale
26.11 – Il Condominio: le riforme legislative
16.12 – Elaborazione, sottoscrizione e trasmissione
degli atti giudiziari nel processo civile telematico
28.11 – La liquidazione dell’attivo nel fallimento
01.12 – Deontologia Forense: i compensi professionali
e la nuova disciplina
17.12 – Le ultime novità sul processo civile telematico.
Il contratto di negoziazione assistita ed i doveri deontologici dell’avvocato. Il nuovo procedimento disciplinare e le funzioni del Consiglio di Disciplina
01.12 – La deontologia dell’avvocato amministrativa
oggi tra limiti agli atti defensionali, obbligo di sentenza in forma semplificata e abuso del processo
17.12 – L’avvocato nello sport, tra mercato e deontologia
01.12 – Appunti critici e giuridici dal film “Bob
Roberts”
19.12 – La famiglia: da isola ad arcipelago?
(Evoluzione normativa e giurisprudenziale)
01.12 – Il riconoscimento delle unioni civili e delle
unioni di fatto: verso un cambiamento epocale della
società?
19.12 – Workshop “Essere un genitore efficace”
(Psicologia della salute e del benessere – tutela legale e
psicologia dell’educazione)
02.12 – Il cammino di Santiago. Il percorso dell’anima
19.12 – Il processo civile e la “piaga” del formalismo
72
Foro Romano
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 73
Aggiornamento Albo
Alla data del 31 dicembre 2014:
Avvocati
18.558
Cassazionisti
6.301
Totale
24.859
di cui
Albo ordinario
22.241
Elenco Speciale
2.352
Professori
Foro Romano
266
Praticanti (dal 1/1/2006)
5.524
Abilitati
1.779
Totale
7.303
73
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 74
Aggiornamento Albo
La grande Famiglia degli Avvocati romani
Nel corso del secondo semestre del 2014, hanno prestato Giuramento 335 Avvocati. Questi i nominativi:
Adunanza del 3 luglio 2014
Paolo BuSCo
Antonio CAruSo
Elisabetta CErA
Stella CortE
Maria DE PASquAlE
Elisa ElEutEri
Sabina FiCArrA
Giovanni GAtti
Gianni GiuliAni
nicolò lAvArEllo
iustian Socrate liMonA
Miriam MAnCinEllA
Gabriele Christian MEAni
Salvatore MiCAlE
tranquillo Arnaldo MiEli
Marlis MolinAri
Alfonso PACEllA
Giulia PASCuCCi
Mario PiCColi
Diego FABBri
Paola Follo
Eli GuEttA
roberto ilArDi
Alessandro lA FErlA
lucia MArino
Enrico nAnni
Alessia PErrino
Giuseppe PArDiSE Polo
Pier Fausto rECChiA
Daniel ruPEni
Giovanni SAlAtiEllo
Adriana SAlluStio
Elisa SAntoPADrE
vito tEMPonE
Silvia vAlEntE
Adunanza del 24 luglio 2014
Carmine Bruno
lapo Curini GAllEtti
Fabio Di PAlMA
Angela FiorEllA
Stefano GAllo
valerio GiovAnnini
Erica MiArElli
Elisa MiGliori
Antonia libera olivA
Arianna PAGAni
Maria teresa rita PAtronE
Diego PoliMAnti
Simona PolEtti
Giovanna PrinzivAlli
Gabriele SCorzA
Francesco SiMAri
Adunanza del 10 luglio 2014
niccolò FAlEz
Giancarlo inCErrAno
Adunanza del 17 luglio 2014
Erika BErnElli
Giuliana BErSAGliErE
Cristina BEvErElli
Piero BottonE
Giampiero BrAGliA
Maddalena BruSAPorCi
Marco Francesco CAMPAGnA
Claudia CESArEi
lucia CiArDElli
lucia CoPPolA
Sara CuniBErti
valerio DEl PoPolo
Alessandro DE PEtrillo
Jacopo DE PontE
lucia DiStAntE
riccardo Di vEroli
Adunanza dell’11 settembre 2014
Daniele ArElli
Mariamatilde CASConE
Massimiliano DEllA zonCA
Federico Di MArtino
Mario GinEStrA
Giulia Maria lABriolA
74
Foro Romano
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 75
Aggiornamento Albo
Giuseppina nAPoli
Marco riCCi
renzo SAntoruM
Francesca Salerno SCoPACASA
Paolo torSEllo
Adunanza del 25 settembre 2014
Cristiana APoStolo
Susanna BArBADoro
Elena BArlozzAri
Giorgio Bitonto
Michele CAPPAi
Francesco Saverio CAvACEPPi
Giulia DE AnGEliS
roberto Di BiSCEGliE
Giuseppe DonADio
Giuseppina FAnElli
Gianluca FAvoni MiCColi
Alessandra lEo
Maria Antonietta liGori
Emanuela lorrAi
Stefano MACAluSo
lorenza PoCChiAri
Francesca rinAlDi CEroni
Maria Pia SAlvAtorE
Donato SAntoro
luca SBrAnti
Mara SiviEro
Alessia SorCi
lucia toSti
Adunanza del 16 ottobre 2014
ludovica AlFAni
Antonio BoMBACE
Barbara CortEGiAno
Mirella Di CArlo
Erika FErrAri
Philipp FABBio
Gennaro nicola Filomena GiSonnA
Federica iAvAronE
roberto lAMA
Daniele Maria lonGo
nella Elisabetta lutini
Afro MAiSto
roberto MAlzonE
Michela MAnCini
Alessandra MAriAntoni
Arnaldo MAzzACChErA
valeria MAzzAli
Marinella Micolonghi
Pietro Paolo Miotti
Maria libera MonACo
Barbara nArDElli
Carolina orSAniGo
Massimiliano PAFunDi
Edoardo PAolini
Federico PESCE
Matteo PoliCAStri
Alessio SAnGiorGi
niccolò trAviA
laura vACChiAno
Adunanza del 2 ottobre 2014
veronica Francesca ArESu
Gianni BoiDi
Francesco FEronE
Paolo FlAGEllo
Maria Donata GArAMBonE
Gianfranco lAviolA
Daniele lA StEllA
Francesco MAMBrini
Claudia MAriAno
Marco MAttEi
Caterina MinEo
riccardo SPErti
Ken uGolini
Elena vErDE
Adunanza del 6 novembre 2014
laura BErtAGni
Anna BrAy
Giulia CiPollonE
Maria Elena ColA
luca Corrado iACoPino
Sandra lorEti
Edoardo MAnni
Emanuela MAriAni
Maria Sole MArottA
tommaso Filippo MASSAri
Carmine MASSAro
Silvia MiChEli
Gabriella MilEA
Ada MorElli
Foro Romano
75
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 76
Aggiornamento Albo
Federica MorronE
Filippo nArBonE
Andrea nErvi
Alessandro PArini
Alfonso PArziAlE
Piera PECChi
Silvia PEllEGrino
Maria Gabriella PErrottA
Eleonora PEtrinGA
ilaria PiErAnGEli
Alessandro PiroMAlli
Francesca PoMPEi
Antonella PutiGnAno
Giovanna Flora rAGuSA
Elena riStori
Stefano roSSi
Serena SAMMArCo
Giovanni SPAGnoli
Francesca tEDESChi
Adunanza del 20 novembre 2014
Manuela ACCiAroli
Giulia BorGnA
Carmelo renato CAlDEronE
Silvia Cottini
Anna Maria DE luCA
Alice FlACCo
Daniele Folino
Stefano iEzzi
Flaminia lA GrottEriA
Alessandra MArAnGElli
Alessandra MArtuSCElli
Elisabetta MAuCEri
Piergianna MEnGA
Alessandra MontEFuSCo
Simone MorAlE
Flaminio Pasquale MorrEAlE
Claudia PEllEttiEri
Matteo PEriColi
Martina PEzzA
Pierpaolo riGhEtti
Cecilia Chiara roGGEro
Elisabetta roMAni
Andrea roSAti
ivan Alexander SArnElli
riccardo SArtori
Gianpaolo SBArAGliA
Fulvia SCirtò
Manuela SCirtò
lucia SiPAri
Joe StAntE
Elena tArli
Sabrina tirABASSi
Emanuele tito
Marco viGGiAni
Gennaro ilias viGliotti
riccardo vitAlE
Francesco vitAli DE BonDA
niccolò zAnotElli
Adunanza del 13 novembre 2014
Silvia AllEGrA
Antonio CAtriCAlà
nella Elisabetta lutini
Flavia MArChionnA
Davide MAuroviCh
Francesca MAzzEttA
Gianluca MorElli
Elisabetta PEPE
Fabio PiACitElli
Anna Maria PiCA
Andrea PinCini
Francesco PiPitA
Emanuele PlAnElli
lidia PrEvitEro
Barbara rizzA
Fabio Filippo roSSi
ortensio roSSi
Flavia ruSSo
tindaro ruvolo
Alessandro SCACCiA
Elena SCorSonE
Margherita SCAliSE
Stefano SElBMAnn
Pamela SinoPoli
Matteo SMACChi
Francesca SorDi
Adunanza del 4 dicembre 2014
Federica AnGEli
Martina AiEllo
Paola AnnunziAtA
76
Foro Romano
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 77
Aggiornamento Albo
Maurizio AnSovini
Elena ArMini
nilia AvErSA
Francesca BErSAni
virginia E. Maria Anna BrAut
Stefano CAiroli
Filippo CAnnizzAro
Emanuela CASCiotti
isabella CAStiGlionE
nicoletta CECi
Maria Sara DEroBErtiS
Alessandra DE roSA
Andrea DoriGo
Cristian FrAGAlà
Filippo Maria FrASChEtti
Daniele KArrEr
Francesca MACAGni
Maria Massimiliana MArtonE
Michele MAStroiAnni
Sergio MErlinA
Filippo CAnnizzAro
Marco MiChEli
roberto MirAGliA
Dario MorElli
Federica MoSChEllA
riccardo nArDuCCi
Giovanni Meyr PAllonE
Jolanda PAluMBo
Maria rosaria PEllEGrino
Damiano PEzzotti
Graziella PiSCoPo
Jacopo PiSAni
Giorgia PoMPoni
Diletta PrEziotti
Silvia rEDA
Ferdinando riCCioni
vincenzo riEnzi
Maria valentina ronChi
Anna roSCino
Chiara SAltElli
Chiara SAMPEriSi
Marco SCiAlAnGA
Andrea SCorDAMAGliA
nicolangela tino
riccardo trAPPolini
Giorgia vACCAro
Foro Romano
Stefania vAlErii
Maria Paola Fatima vitElli
Adunanza del 18 dicembre 2014
lorenzo AMorE
luca BAGnASCo
Carmine BASilE
Benedetta BElli
Alessandro BEninCAMPi
Serena BiCChiElli
Federico BortolAMEAzzi
Giuseppe CAMPolo
Antonio CAPizzi
Dario CAPPEllo
Giulia CArnAzzA
Giusi CASEllA
Giuseppe CAStEllAno
Adriano CAvinA
Francesco CElEStino
Francesca CErini
Francesco CESArAno
rita Maria CovAttA
Alessandro CurrADo
Daniele D’AlviA
luca DE BErArDiniS
lorenzo DE SAntiS
Fabrizio D’iPPolito
Giulio lAnzEtti
vincenzo MAnzo
Walid Fayez Abdel Gawad MohAMED
Andrea MontElEonE
Germano Monzio CoMPAGnoni
Andrea nAPolEonE
Massimiliano PAoluzzi
Silvia PAuluzzi
Elisabetta PErronE
laura PiSCitElli
Antonio ProFitA
Sara rAPoni
Alessandro SErrAni
lorenzo SESti
Domenico SiGnoriEllo
Monica tABACChi
Giuseppe nicolò tEDESCo
Emilio vAlEnti
Annamaria zArrElli
77
G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 78
Aggiornamento Albo
Di seguito l’elenco dei 25 colleghi che ci hanno lasciato nel secondo semestre 2014:
Luglio
Giovanna Maria AnCA – Marsala
7/10/1936 – 18/7/2014
Maria Gabriella AnGhElonE – vercelli
17/2/1962 – 24/7/2014
Angelo SorDi – roma
29/11/1944 – 16/7/2014
rosalba trAini – Ascoli Piceno
22/11/1956 – 5/7/2014
Marcello vECChio – roma
22/5/1935 – 25/7/2014
Ottobre
Francesco Paolo AntEnozio – roma
16/1/1935 – 11/10/2014
Enrico CESArEo – Curinga
18/10/1927 – 28/10/2014
Gregorio MorGAnti – Messina
19/9/1930 – 21/10/2014
roberta StACChiolA – roma
15/6/1963 – 13/10/2014
Novembre
Aldo ChiChi – roma
21/8/1937 – 3/11/2014
Alice Stefania Ciotti – roma
5/11/1986 – 16/11/2014
raffaele iAniro – Caserta
8/6/1932 – 28/11/2014
luigi PAziEnzA – S. Severo
20/11/1931 – 15/11/2014
luciano PollAStri – roma
13/12/1929 – 1/11/2014
Agosto
Alberto BArBArA – roma
17/4/1947 – 20/8/2014
Giuseppe CErto – Frascati
3/9/1939 – 18/8/2014
Giampiero PAllottA – roma
12/7/1938 – 24/8/2014
Bruno PiCCArozzi – roma
13/10/1923 – 18/8/2014
Alberto roMAno – Bova Marina
2/1/1944 – 11/8/2014
Paolo nAvA – vibo valentia
16/9/1945 – 26/8/2014
Dicembre
Paolo AGnino – roma
6/11/1933 – 1/12/2014
Alessandro CorSAni – roma
9/4/1939 – 7/12/2014
Antonio liuzzi – lecce
30/5/1934 – 25/12/2014
Settembre
Fabio KnoKE – roma
31/7/1934 – 14/9/2014
Sebastiano MAnnino – Graniti
11/2/1938 – 19/9/2014
78
Foro Romano
I-Rassegna di giurisprudenza_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 79
Rassegna di Giurisprudenza
a cura di Mario Scialla
P.D. N. 8380/8404
Estensore Cons. Minghelli
DEC. N. 5/2014
“Viola gli artt. 17, 17 bis, 5, 6, 7, 18 e 19 del Codice Deontologico Forense, colui che pubblicizza su un network
legale a lui riconducibile, una pagina web con pubblicità ingannevole, elogiativa, non veritiera, al fine di accaparramento di clientela, in particolar modo pubblicizzando: legali pagati in base ai risultati … in tutti questi casi l’avvocato è l’unico che può assisterti nei tuoi diritti. Noi lo facciamo da anni con i migliori specialisti italiani offrendoti una consulenza in 48 ore, pagamento con pay pal carta di credito sul server sicuro … solo avvocati distinti
in carriera per prestazioni eccellenti, solo avvocati specialisti ed appassionati”.
CommeNto
Fattispecie nella quale è stata rinvenuta la responsabilità professionale, unitamente ad altri capi di incolpazione,
comminando la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione forense per mesi dodici.
Realizza, infatti, pubblicità ingannevole, elogiativa, non veritiera, affermare di offrire la professionalità “dei
migliori specialisti italiani” ove, invece, i partecipanti al network non avevano alcun particolare titolo di tale
eccellenza essendo invece chiaramente emersa una competenza del tutto improvvisata.
Inoltre la pubblicizzazione del “pay for result” si pone sempre in netto contrasto con l’obbligazione di mezzi, non
di risultato, che caratterizza la professione legale, creando un’ alea di voluta incertezza, non potendosi tradurre in
una effettiva concertazione di onorario con il cliente, cui peraltro venivano chiesti congrui anticipi con l’unico
scopo di procacciare difese ed incarichi.
P.D. N. 8362
Estensore Cons. Scialla
DEC. N. 23/2013
“Determina la violazione dell’art. 6 del Codice Deontologico Forense la condotta di colui il quale, dopo aver concluso una transazione del valore di 3.500,00 euro con un collega e corrisposta la somma di 1.500 euro, omette di
versare i restanti euro 2.000,00 malgrado la causa, così come previsto da tale transazione, fosse stata cancellata dal
ruolo per la mancata comparizione delle parti e provvedendo a versare la rimanente somma dopo la fissazione del
tentativo di conciliazione davanti all’ordine degli Avvocati, senza aver mai avvisato il collega di controparte, non
rispondendo alle telefonate e ad una raccomandata dello stesso nella quale si chiedevano i motivi del ritardo”.
CommeNto
L’art. 6 del codice deontologico forense prescrive che il comportamento dell’avvocato deve essere sempre corretto e leale. La correttezza, come la buona fede, costituisce un canone etico di comportamento improntato alla solidarietà (art. 2 Cost.) che si esprime anche nella lealtà (trasparenza) dei modi di operare, cui non può restare estraneo il processo.
Più precisamente, la violazione dei doveri deontologici di lealtà e correttezza è diversa da quella dei doveri di probità, dignità e decoro che portano all’attenzione i comportamenti professionali non strettamente processuali, nonché
le condotte estranee alla professione, mentre lealtà e correttezza concernono essenzialmente l’attività processuale.
P.D. N. 8085
Estensore Cons. Galletti
DEC. N. 35/2013
“La violazione dell’art. 59 del Codice Deontologico per il mancato, immediato pagamento di un debito contratto, non risulta perfezionata ove sopravvenga poco dopo un bonario componimento tra le parti con il successivo
integrale pagamento della somma”.
CommeNto
Fattispecie nella quale è stato deciso il non luogo a sanzione disciplinare.
Foro Romano
79
I-Rassegna di giurisprudenza_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 80
Rassegna di Giurisprudenza
A seguito dell’esame dell’esponente e dei testimoni è infatti emerso il sopraggiungere di un bonario componimento della vertenza che aveva dato luogo alla presentazione dell’esposto disciplinare, mediante successiva conciliazione.
È così prevalsa la considerazione che la disponibilità immediatamente dimostrata dall’incolpato, a seguito dell’esposto, di ripianare la situazione, l’estrema modestia del debito ed il suo integrale pagamento, l’espressa richiesta degli esponenti del venir meno dell’interesse punitivo nonché la mancanza di precedenti nei confronti del professionista, rappresentassero fattori prevalenti rispetto a quelli che inducevano all’irrogazione di una sanzione,
seppur minima.
P.D. N. 8300
Estensore Cons. Cassiani
DEC. N. 39/2013
“Autenticare la firma del mandato, mai effettivamente rilasciata dall’interessato, conferito per un atto di citazione per intentare una causa di risarcimento del danno a seguito di incidente stradale, non determina la violazione
degli artt. 5, 6, 17 e 40 del Codice Deontologico, ove successivamente si dimostri che l’Avvocato è stato vittima
di un raggiro ordito dalla moglie dell’esponente”.
CommeNto
Nel caso in esame non si è provveduto all’irrogazione di alcuna sanzione disciplinare a fronte della dimostrazione, mediante l’esito favorevole al professionista del procedimento penale a proprio carico e l’accoglimento, invece, mediante sentenza di condanna della sua querela per truffa che l’incolpato era stato vittima di una frode ordita ai suoi danni dalla moglie del proprio assistito, conosciuto da anni e con il quale vi era un rapporto di notevole cordialità.
P.D. N. 8362
Estensore Cons. Galletti
DEC. N. 55/2013
“Determina la violazione degli articoli 6, 7, 10 e 12 del Codice Deontologico Forense l’aver, per propria stessa
ammissione, depositato ed inserito in un procedimento civile, fuori termine, con memorie ex art. 183 c.p.c., una
scrittura privata, indispensabile ai fini del decidere, modificando l’elencazione dei documenti, avvenuta successivamente all’iscrizione della causa sul ruolo, introducendo la voce ‘scrittura privata 5 ottobre 1999’”.
CommeNto
Procedimento nel quale è stata comminata la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale per mesi sei
a seguito di tale condotta, non avendo l’incolpato mai avvertito la contrarietà del suo comportamento rispetto ai
noti canoni di autonomia, indipendenza, lealtà, dignità, probità, decoro, diligenza e competenza ma anzi – quasi
orgogliosamente – rivendicato l’asserita correttezza del suo operato, da lui stesso definito “stratagemma” per asserite finalità di giustizia sostanziale e, in definitiva, per evitare la prevedibile soccombenza processuale della parte
sua assistita, invocando l’esistenza di una immaginifica scriminante della sua condotta professionalmente inaccettabile e violativa dei principi anche di rango costituzionale, di parità delle parti, del contraddittorio e, in definitiva, del giusto processo.
È risultata così compromessa la correttezza e la diligenza dell’operato del difensore all’interno del processo che
impedisce nel modo più assoluto il ricorso a stratagemmi e condotte dolosamente finalizzate a minare i principi
di parità processuale tra le parti e ad ingannare lo stesso giudicante per indurlo ad assumere provvedimenti in contrasto con quanto legittimamente emerso in sede processuale e coincidenti con un astratto ideale di giustizia
sostanziale di una parte o del suo difensore.
80
Foro Romano
copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 2
n° 4-6
Notiziario del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Direttore Responsabile: Mauro VAGlIo
Direttore Scientifico: Alessandro CAssIAnI
Capo Redattore: samantha luPonIo
Comitato di redazione:
Mauro VAGlIo, Pietro DI TosTo, Riccardo BoloGnesI
Fabrizio BRunI, Alessandro CAssIAnI, Domenico ConDello
Antonio ConTe, Antonino GAlleTTI, Mauro MAzzonI
Aldo MInGhellI, Roberto nICoDeMI, livia RossI
Matteo sAnTInI, Mario sCIAllA, Isabella Maria sToPPAnI
Segretario di redazione: natale esPosITo
Progetto grafico: Alessandra GuGlIelMeTTI
Disegno di copertina: Rodrigo uGARTe
____________
____________
Foro Romano - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 1866 del 1950 - Direzione, Redazione: P.zza Cavour - Palazzo di Giustizia - 00193 Roma
Impaginazione e stampa: Infocarcere scrl - Via C. T. Masala, 42 - 00148 Roma
n° 4-6
2014
copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 1
n° 4-6
Notiziario del Consiglio
dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Foro Romano
Editoriale
Mauro Vaglio
Riflessioni
Alessandro Cassiani
Per non dimenticare
Filippo Maria Berardi
Le voci dell’Avvocatura
Foro Romano
ANNO LXIV
LUGLIO – DICEMBRE 2014
Beka Tavartkiladze
Donatella Cerè
Vincenzo Geraci
Filippo Lubrano
Luciano Panzani
Stefano Radicioni
Liliana Salemme
Mario Sanino
Aldo Minghelli
Luigi Favino
Gennaro Francione
Angelo Miele
Cesare Morelli
Attività del Consiglio
Pietro Di Tosto
Matteo Santini
Isabella Maria Stoppani
Formazione continua
Rassegna di Giurisprudenza
Mario Scialla
Scarica

Editoriale Riflessioni Per non dimenticare Le voci dell`Avvocatura