n° 4-6 2014 copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 1 n° 4-6 Notiziario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma Foro Romano Editoriale Mauro Vaglio Riflessioni Alessandro Cassiani Per non dimenticare Filippo Maria Berardi Le voci dell’Avvocatura Foro Romano ANNO LXIV LUGLIO – DICEMBRE 2014 Beka Tavartkiladze Donatella Cerè Vincenzo Geraci Filippo Lubrano Luciano Panzani Stefano Radicioni Liliana Salemme Mario Sanino Aldo Minghelli Luigi Favino Gennaro Francione Angelo Miele Cesare Morelli Attività del Consiglio Pietro Di Tosto Matteo Santini Isabella Maria Stoppani Formazione continua Rassegna di Giurisprudenza Mario Scialla copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 2 n° 4-6 Notiziario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma Direttore Responsabile: Mauro VAGlIo Direttore Scientifico: Alessandro CAssIAnI Capo Redattore: samantha luPonIo Comitato di redazione: Mauro VAGlIo, Pietro DI TosTo, Riccardo BoloGnesI Fabrizio BRunI, Alessandro CAssIAnI, Domenico ConDello Antonio ConTe, Antonino GAlleTTI, Mauro MAzzonI Aldo MInGhellI, Roberto nICoDeMI, livia RossI Matteo sAnTInI, Mario sCIAllA, Isabella Maria sToPPAnI Segretario di redazione: natale esPosITo Progetto grafico: Alessandra GuGlIelMeTTI Disegno di copertina: Rodrigo uGARTe ____________ ____________ Foro Romano - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 1866 del 1950 - Direzione, Redazione: P.zza Cavour - Palazzo di Giustizia - 00193 Roma Impaginazione e stampa: Infocarcere scrl - Via C. T. Masala, 42 - 00148 Roma 0-Sommario_Layout 1 01/07/15 16.04 Pagina 1 Sommario n°4-6 3 Notiziario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma EDITORIALE Breve resoconto di tre anni di consiliatura Mauro Vaglio 4 RIfLEssIOnI A cura di Alessandro Cassiani 4 4 5 6 L’esperienza insegna Sono necessari cambiamenti radicali Settembre, è tempo di tornare PER nOn DImEnTIcARE Parafrasando Gurdjieff: Incontri con colleghi straordinari Filippo Maria Berardi 8 LE VOcI DELL’AVVOcATURA La XXXVII conferenza dei Giovani Avvocati A cura della Redazione 13 La luminosa tradizione dell’Avvocatura romana Mauro Vaglio 15 forma e sostanza: dagli atti ai fatti Beka Tavartkiladze 17 Dati allarmanti sul fronte occupazionale Donatella Cerè 19 La cultura della Giurisdizione Vincenzo Geraci 20 cinquant’anni di Avvocato: per me e per tutti Filippo Lubrano 22 La giustizia dell’Ermellino Luciano Panzani 23 Avvocati e magistrati insieme per risolvere i problemi della giustizia Stefano Radicioni 24 I miei primi sessant’anni di professione Liliana Salemme 25 non dimenticare Piero calamandrei Mario Sanino 27 I percorsi dell’anima Aldo Minghelli 38 Eutanasia mascherata e coraggio di vivere ancora Luigi Favino 40 Il processo come teatro Gennaro Francione Foro Romano 1 0-Sommario_Layout 1 01/07/15 16.04 Pagina 2 Sommario 42 In nome del popolo sovrano Angelo Miele 44 L’emozione per un giuramento Cesare Morelli 46 ATTIVITà DEL cOnsIGLIO La verità dei fatti Pietro Di Tosto 48 Tre anni insieme Matteo Santini 50 Ripartiamo dalla deontologia Isabella Maria Stoppani 52 Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici al fine dell’iscrizione nell’Elenco speciale A cura della Redazione 55 La scuola forense “Vittorio Emanuele Orlando” fiore all’occhiello dell’Avvocatura romana A cura della Redazione 57 Audizione commissione Giustizia della camera A cura della Redazione 61 congresso nazionale forense di Venezia A cura della Redazione 63 Processo civile telematico: l’integrazione del protocollo A cura della Redazione 65 Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche per il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo ed il deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari A cura della Redazione 68 Protocollo d’intesa sulle spese straordinarie dei figli a seguito di divorzio dei genitori A cura della Redazione 70 fORmAzIOnE cOnTInUA convegni organizzati dall’Ordine degli Avvocati 73 AGGIORnAmEnTO ALBO 74 La grande famiglia degli Avvocati romani A cura della Redazione 79 RAssEGnA DI GIURIsPRUDEnzA A cura di Mario Scialla 2 Foro Romano B0-Editoriale_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 3 Editorale Breve resoconto di tre anni di consiliatura Mauro Vaglio Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma I so ai documenti; politica – Grazie alla costituzione del Coordinamento Nazionale degli Ordini e delle Unioni è stato compiuto un passo importante per condurre l’Avvocatura verso una vera unità d’azione sul piano nazionale, condizione indispensabile per fronteggiare adeguatamente le attuali contingenze politiche. Il Consiglio dell’Ordine che nascerà dalle elezioni del gennaio 2015 avrà il compito di fare in modo che questa azione di rinnovamento non s’interrompa, ma possa completarsi restituendo dignità e decoro alla professione. Molto resta ancora da fare per ridurre le mille difficoltà quotidiane che i Colleghi incontrano e per riconquistare quel prestigio e decoro professionale che ci è stato tolto da una cattiva politica e dai cosiddetti poteri forti. Di certo è fondamentale che tutti gli Avvocati romani continuino a trovare nei Consiglieri dell’Ordine un utile punto di riferimento. Auguri per un buon anno 2015. l lavoro avviato dal febbraio 2012 ha consentito, finalmente, il risveglio dell’Ordine di Roma dal torpore in cui era stato relegato durante la precedente Consiliatura. Molti sono stati i risultati raggiunti, ma mi preme, in queste righe, porre l’accento soprattutto sull’approccio con il quale l’attuale Consiglio ha dato vita al rinnovamento. Oltre alla normale conduzione delle incombenze correnti, il nuovo Consiglio dell’Ordine ha articolato il proprio impegno in tre aree principali: informativa – Grazie ad un innovativo paradigma di comunicazione basato su notizie flash e specifiche newsletter, è stato permesso a tutti gli Avvocati romani di avere una tempestiva informazione sugli argomenti d’interesse generale; tecnologica – Molte sono state le innovazioni introdotte, dall’impegno nell’avvio del processo civile telematico alla digitalizzazione delle sentenze del giudice di pace, fino alle innumerevoli semplificazioni nell’acces- Foro Romano 3 B3-Riflessioni_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 4 Riflessioni a cura del Consigliere Alessandro Cassiani L’esperienza insegna G li uomini non maturano come le pere. Qualcuno trae vantaggio dalla esperienza; altri non ne conservano alcuna traccia. Per tale ragione, esistono in natura anziani dalle eccezionali capacità; giovani a dir poco spenti; donne preparatissime; uomini del tutto inadeguati. Ed esiste anche il contrario! L’esperienza insegna che ciascuno di noi costituisce una realtà unica ed irripetibile. La conseguenza é che stabilire regole generali comporterebbe assurde discriminazioni ed inammissibili sprechi di risorse. La soluzione a mio avviso può essere una sola: scegliere tenendo conto delle reali capacità del singolo individuo, prescindendo dal sesso, dall’età, dalle condizioni sociali oppure, peggio ancora, da legami di carattere clientelare. Sono necessari cambiamenti radicali S Credo nel ministro. Credo ancor di più alla forza della unione tra tutti i consigli dell’ordine che in questi ultimi tre anni si sono stretti a quello di Roma. Sono certo che questi ultimi sapranno rintuzzare qualunque tentativo di attentare alla effettività del diritto di difesa garantito dalla Costituzione e mettere a tacere quei falsi profeti che vorrebbero rendere pressocché inaccessibili i mezzi di impugnazione ed allungare a dismisura i tempi della prescrizione allo scopo di agevolare chi non ha alcuna intenzione di mettere mano ai processi. Auspico però che dallo scontro tra i politici che hanno molto da imparare e gli Avvocati che hanno moltissimo da insegnare, si passi al dialogo istituzionalizzato. Soltanto così sarà possibile realizzare il tanto auspicato giusto processo previsto dall’art. 111 della Costituzione e quel contraddittorio tra P.M. e Difensore troppo spesso inquinato da violazioni del rapporto fiduciario in nome di una malintesa necessità di accertare la verità. La nuova composizione dei consigli che saranno costituiti da un numero maggiore di consiglieri e, finalmente, da una congrua e preziosa rappresentanza dell’Avvocatura al femminile oltre, in qualche caso, ai rappresentanti dei grandi studi e dell’Avvocatura degli Enti Pubblici aumenta la speranza in un avvenire migliore, anzi in una svolta radicale rispetto al passato. iamo in attesa di cambiamenti epocali. Lo ha assicurato il ministro a Venezia e nella relazione al Parlamento. Gli Avvocati saranno interlocutori in tutte le questioni che riguardano la giustizia. Qualche avvisaglia di questo cambiamento è già realtà. La mediazione e la negoziazione assistita, proposte dai consigli dell’ordine, hanno ampliato le competenze degli avvocati e semplificato larghi settori del processo. Moltissimo resta da fare. Nel settore civile il processo telematico è ancora una chimera, la prima udienza resta una fase di passaggio, i riti alternativi devono essere rafforzati, il tribunale delle imprese deve essere pienamente realizzato, il contributo unificato che allontana dal processo i cittadini e gli operatori nazionali ed esteri, deve essere cancellato oppure ridotto a proporzioni accettabili. In quello penale, la riforma della custodia cautelare approvata dal Parlamento e le leggi sulla messa alla prova e sulla non punibilità per irrilevanza del fatto, costituiscono notevoli passi in avanti ma non risolvono problematiche annose quanto drammatiche, Mi riferisco tra l’altro all’orrore delle nostre carceri, alla udienza preliminare che talvolta non svolge la funzione di filtro assegnatole dal legislatore e serve ad aggravare il carico dei tribunali con processi destinati a sicura assoluzione in fase dibattimentale. 4 Foro Romano B3-Riflessioni_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 5 Riflessioni a cura del Consigliere Alessandro Cassiani Settembre, è tempo di tornare I l cielo è grigio, gli ultimi villeggianti guardano l’orizzonte con espressione assorta. Tutti pensano al ritorno e cominciano ad annodare i fili interrotti dalle vacanze. Sono in preda ad uno stato che non so definire. Sento che è tempo di tornare in studio. Avverto un vago senso di angoscia. È come se tutto dovesse cominciare da zero e il ritorno a Roma costituisse un salto nel buio. Sono sensazioni che ogni anno caratterizzano la fine dell’estate. Non so spiegarmene la ragione. So soltanto che mi tormentano e nello stesso tempo mi esaltano. Dentro me si intrecciano il timore di dovere affrontare i tanti problemi rinviati a settembre ed un rinnovato entusiasmo per le nuove battaglie giudiziarie che mi attendono. Chiudo gli occhi. Cerco di riordinare le idee. Alla distesa infinita del mare si sostituisce un altro scenario. Vedo la mia scrivania sommersa da atti di vari processi. Rivedo la piazzetta di piazzale Clodio e i Colleghi che vi stazionano in attesa di entrare in aula. All’improvviso tutto cambia: mi trovo nell’aula del consiglio dell’ordine impegnato in una discussione che riguarda il presente ed il futuro dell’Avvocatura. Quando ritorno alla realtà ho le idee molto più chiare. Alla preoccupazione per quanto mi attende si è sostituito un desiderio quasi frenetico di correre in soccorso di clienti ossessionati dai loro problemi e di rimettermi al servizio dei Colleghi. So che nei primi giorni avvertirò la ruggine determinata dalla prolungata inerzia. Foro Romano So che, come per incanto, tutto riprenderà come prima. L’incalzare delle scadenze, le telefonate e lo studio delle strategie difensive riempiranno le mie giornate e cancelleranno la nostalgia dell’estate. La vecchia toga farà il resto. Indossandola, ripeterò un gesto che mi riempirà di orgoglio. In quel momento sentirò il peso, ma anche la gioia, di poter essere utile al mio assistito. Dentro di me avvertirò la stessa forza che nella notte dei tempi costrinse un uomo a gettarsi sulle spalle un drappo ed a levarsi in difesa del proprio simile. La stessa sensazione proverò entrando nella sede del consiglio. Mi basterà guardare i manifesti che tappezzano il corridoio d’ingresso per sentirmi parte integrante di una Istituzione che, oltre ad adempiere gli alti compiti cui è destinata, costituisce sempre più l’ultimo baluardo a difesa dell’Avvocatura e quindi dei Cittadini. In quella occasione rivedrò i protagonisti di tante battaglie e di iniziative che hanno contribuito ad aumentare il prestigio dell’Avvocatura Romana. Sono certo che insieme a loro continuerò per la strada intrapresa e combatterò con l’entusiasmo di sempre perché le preannunciate riforme riescano a coniugare celerità e rispetto delle garanzie e tengano conto delle indicazioni e delle soluzioni elaborate dai Consigli dell’Ordine, dalle Unioni Distrettuali, dall’Organismo Unitario e dalle alle Associazioni Forensi. Il mio auspicio è che le battaglie che ci attendono possano impedire ai nostri governanti di approvare in futuro altre leggi deleterie per l’Avvocatura ma soprattutto per i Cittadini e per la Democrazia. Sono certo che ce la faremo! Un grande abbraccio. 5 B4-Per non dimenticare_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 6 Per non dimenticare Parafrasando Gurdjieff: Incontri con Colleghi Straordinari Filippo Maria Berardi Avvocato del Foro di Roma N ella mente, a volte, si intrecciano ricordi e sensazioni che, in un attimo, fanno percepire la realtà nella sua consistenza effimera. Capita di percorrere una strada, guardare un palazzo o una persona e immediatamente tornare con la memoria a fatti e personaggi il cui ricordo, sbiadito, fa sostare e riflettere. E un desiderio fortissimo mi spinge a ricordare alcuni illustri Colleghi, ormai scomparsi da decenni, che ho avuto la fortuna di conoscere fin da giovanissimo. Nessun merito personale, solo il fatto di aver avuto un genitore anziano, e avvocato, di una età di oltre mezzo secolo in più. Nello studio di famiglia a palazzo Besso a Torre Argentina l’attività legale, dal 1937 al 1982, non ha mai trovato tregua. Al seguito di mio padre Andrea, classe 1907, mi recavo a piedi, abitando a palazzo Capranica al Teatro Valle, a volte al Consiglio di Stato altre al “Palazzaccio”. Ed ecco le figure riemergere dal passato: su una bicicletta nera, vestito con un loden verde e un borsalino sulla testa, capitava di incontrare un vecchio signore che, uscito dal suo studio in via Monserrato, pedalava ancora alacremente nonostante l’età avanzata. Un attimo, mio padre lo guardava e lui si fermava. Un sorriso, una stretta di mano e subito il diritto prendeva il sopravvento. Era Cesare Tumedei. Si parlava di cause della Breda, dell’Eni, della Montedison… Oggi, forse non molti ne sono a conoscenza, lo Stato italiano, attraverso una preventiva cessione all’Accademia delle Scienze, ha venduto a dei privati quella meravigliosa Villa Lontana sulla Cassia Antica che Cesare Tumedei aveva lasciato per volontà testamentaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché divenisse la residenza ufficiale dei presidenti del Consiglio. Sembra che il ricavato, anche dalle opere d’arte ivi contenute, sia servito per acquistare attrezzature per gli ospedali romani: sic transit gloria mundi! Poi, un altro anziano signore, spesso sottobraccio ad una elegante signora, entrambi vestiti a lutto per la per- dita di un loro figlio. Andreino… Walterino… così si chiamavano vicendevolmente a gran voce: era Walter d’Avanzo. E il diritto minerario si personificava, poiché d’Avanzo insegnava quella materia alla Sapienza di Roma e mio padre alla Statale di Milano dove aveva fondato e diretto, per trent’anni, la rivista di diritto minerario. Poi si incontravano i Curatores dell’alma città di Roma, i romanisti d’eccezione, oltre che avvocati. Tra i più grandi redattori della celebre Strenna, ricordo Fabrizio Apolloni Ghetti che fino al 1970 si poteva incontrare a palazzo Sacchetti in via Giulia e poi a palazzo Serlupi al Seminario, dove si spense ultranovantenne. Esattamente coetaneo di mio padre, avevano frequentato insieme liceo e università, laureandosi alla Sapienza quando la stessa aveva ancora sede a S. Ivo, in corso Rinascimento. Ebbero Maestri come Pietro Bonfante, Giorgio Del Vecchio, Vittorio Scialoja…. Con loro la storia e il diritto diventavano una miscellanea affascinante. Nell’antico palazzo Nunez alla Minerva ascoltavo, rapito, Massimo Severo Giannini. E non si ascoltava solo diritto, ma anche storia romana. Ricordo che dalle finestre dello studio si intravvedeva il “pulcino” della Minerva, quell’elefantino sostenente un obelisco egizio e realizzato, nella seconda metà del Seicento, su disegno del Bernini. Una delle due iscrizioni che stanno alla base del monumento recita: “Chiunque tu sia che vedi nell’obelisco le figure scolpite dal sapiente Egitto sostenute dall’elefante, il più forte degli animali, sappi che è proprio di una robusta mente alimentare una solida sapienza”. Sembra che la frase si stata dettata da papa Urbano VIII Barberini. Ma l’episodio divertente vissuto dai due grandi “Vecchi” che lo raccontavano ridendo, riguardava la “vendita” del monumento avvenuta nel 1946. Uno scanzonato romano lo cedette a un alto ufficiale americano per una grande quantità di amlire. Quando l’ufficiale si presentò sulla piazza con un camion, l’attrezzatura e la manovalanza necessaria alla sua rimozione il portiere dell’Albergo Minerva, appre6 Foro Romano B4-Per non dimenticare_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 7 Per non dimenticare so l’inaudito intento, avvertì prontamente la polizia che sventò l’operazione, smascherando la vendita fittizia ed il suo autore. Poi, Aldo Sandulli, il Maestro. Accademico dei Lincei, come Giannini, ne ricordo lo sguardo profondo e pensoso in una appassionata campagna elettorale come candidato al Senato in un collegio di Napoli, dove ci stabilimmo temporaneamente quali collaboratori. Fu per me l’occasione, tra le tante, di conoscere il mitico “Comandante” Achille Lauro. Sandulli divenne poi senatore a Roma come indipendente nelle fila della Democrazia Cristiana. Morì improvvisamente a Torgiano dopo aver terminato una conferenza nel 1984, qualche mese prima di mio padre. Nella sua casa romana in Corso Vittorio Emanuele II, giunsero in commosso cordoglio tutti i più grandi giuristi e politici dell’epoca. Poi ancora, Cesco Nigro. Indimenticabile il suo aspet- Foro Romano to da bohemienne del diritto, quando con sandali ai piedi varcava, deciso, la soglia dei tribunali. Una volta mio padre mi inviò nel suo studio in Prati a prendere degli atti e lui mi ricevette tra un mare di libri sparsi ovunque. Poi, guardandomi negli occhi mi disse: “tuo padre ora è vecchio ed è un peccato che non tu non lo abbia conosciuto, come me da giovane, nel pieno della sua attività”. Mi diede una vecchia edizione delle Pandette di Giustiniano invitandomi a leggerle e a meditare. Non ho più dimenticato quell’incontro. Oggi non c’è più spazio per la rimembranza, poiché la globalizzazione e l’informatizzazione dei social network hanno stravolto il concetto del rapporto umano, alterandone ritmi e modalità. Certamente, però, le mura di pietra e le strade acciottolate conservano, mute, memorie antiche. Ascoltando il silenzio, almeno per un attimo, possiamo ancora percepire il respiro profondo della storia che, magicamente, ci riserva pagine segrete. 7 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 8 Le Voci dell’Avvocatura La XXXVII Conferenza dei Giovani Avvocati A cura della Redazione N el 1968, Carlo Fornario, amato Presidente del nostro Ordine, accolse la proposta di Tommaso Bucciarelli e dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati di dar vita, a Roma, alla Conferenza dei Giovani Avvocati che, istituita nel 1967, si ispira ad una formula seguita per lunga tradizione da numerosi Ordini forensi di ogni parte del mondo. A partire dal 9 gennaio 1968, sono stati selezionati giovani destinati ad affermarsi come Avvocati di alto livello. Sulla scia di questa luminosa tradizione, anche quest’anno, è stato bandito un concorso, coordinato dal Presidente, Avv. Mauro Vaglio, con il supporto dell’Avv. Cristina Tamburro, articolato in prove scritte e orali, tendenti ad accertare la preparazione dei candidati sul piano umanistico, deontologico, tecnico, giuridico, oltre che nelle lingue straniere. I cinque vincitori sono stati proclamati “Segretari della Conferenza” e resteranno in carica per due anni. Durante gli anni in cui rimarranno in carica, i Segretari si dedicheranno a studi, conferenze e dibattiti, soprattutto su problemi che riguardino le giovani generazioni forensi; intratterranno, inoltre, rapporti con le istituzioni similari e con giovani Avvocati all’estero. Nel corso della Cerimonia ai Segretari proclamati viene offerta una Toga d’onore intitolata alla memoria di Avvocati romani deceduti che hanno dato lustro all’Ordine forense, nonché premi in denaro utilizzando anche la dotazione operata dall’Avv. Lucio Ghia in ricordo dell’Avv. Ferdinando D’Atena. Al primo Segretario viene consegnata una targa offerta dalla Sezione di Roma dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati. Il primo Segretario svolgerà la relazione su un tema, da lui scelto, di interesse giuridico. Ai vincitori della selezione tra i partecipanti al corso Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”, sapientemente condotta in questo triennio dal Consigliere Avv. Riccardo Bolognesi, verranno consegnate quattro toghe intitolate ad altrettanti Avvocati che hanno onorato la classe forense. Secondo una tradizione ormai consolidata, unitamente alla proclamazione dei «Segretari della Conferenza» si svolgerà la cerimonia per la consegna della medaglia d’oro agli Avvocati che hanno raggiunto cinquanta e sessanta anni di iscrizione all’Albo e sarà consegnata una medaglia d’oro anche agli Avvocati dello Stato e ai Magistrati, collocati a riposo, che abbiano raggiunto i più alti gradi. In tal modo, sarà tributato il doveroso omaggio a quanti, per tanti anni, hanno tenuto alto l’onore e il prestigio dell’Avvocatura e della Magistratura e hanno dimostrato con i fatti che le due funzioni sono complementari, rispecchiano due aspetti dello stesso fenomeno e possono essere esercitate con il dovuto reciproco rispetto. La Cerimonia rappresenta per l’Ordine degli Avvocati di Roma l’occasione per affidare ai Giovani Avvocati il compito di continuare la luminosa tradizione del nostro Foro. PROGRAMMA DELLA CERIMONIA Dopo il saluto del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Avv. Mauro Vaglio (riportato nel presente articolo), sono intervenuti: - l’Avv. Stefano Radicioni (per l’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana), - l’Avv. Donatella Cerè (per la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense), - gli Avv.ti Filippo Lubrano e Mario Sanino (a nome degli Avvocati premiati). Particolarmente toccante il momento della Consegna delle Toghe d’Onore ai vincitori della selezione della Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando” (responsabile il Consigliere Avv. Riccardo Bolognesi), dei diplomi e dei premi ai Segretari della Conferenza. L’Avv. Beka Tavartkiladze, Primo Segretario, ha tenuto la conferenza sul tema «Forma e sostanza; dagli atti ai fatti» (il cui intervento è di seguito riportato). COMITATO D’ONORE Giuseppe TESAURO Presidente della Corte Costituzionale Giovanni LEGNINI Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura 8 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 16.05 Pagina 9 Le Voci dell’Avvocatura Andrea ORLANDO Ministro della Giustizia Luigi FRATI Rettore dell’Università “La Sapienza” Giorgio SANTACROCE Presidente della Corte Suprema di Cassazione Giuseppe NOVELLI Rettore dell’Università “Tor Vergata” Gianfranco CIANI Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione Mario PANIZZA Rettore dell’Università “Roma Tre” Massimo EGIDI Rettore dell’Università “Luiss Guido Carli” Giorgio GIOVANNINI Presidente del Consiglio di Stato Giuseppe DALLA TORRE DEL TEMPIO DI SANGUINETTO Rettore dell’Università “Lumsa” Antonio SEGRETO Presidente del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche Giorgio SPANGHER Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” Raffaele SQUITIERI Presidente della Corte dei Conti Salvatore NOTTOLA Procuratore Generale della Corte dei Conti Gian Piero Giuseppe MILANO Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Tor Vergata” Nunzio LUCIANO Presidente Cassa Nazionale Forense Paolo BENVENUTI Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Roma Tre” Luciano PANZANI Presidente della Corte di Appello di Roma Luigi CIAMPOLI Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma Antonio NUZZO Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Luiss Guido Carli” Angelo Raffaele DE DOMINICIS Procuratore Generale della Sezione Lazio della Corte dei Conti Angelo RINELLA Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Lumsa” Mario BRESCIANO Presidente del Tribunale Ordinario di Roma COMMISSIONE D’ESAME La Commissione del concorso della XXXVII Conferenza dei Giovani Avvocati è stata presieduta, su delega del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dall’Avv. Cristina Tamburro. Essa era composta, a norma del Regolamento della Conferenza, da: - Giulia Bonsegni, Luigi Annunziata, Gianfrancesco Iannizzi (Segretari della XXXV Conferenza); Giorgio GIOVANNINI Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio Giuseppe PIGNATONE Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma Foro Romano 9 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 10 Le Voci dell’Avvocatura MEDAGLIE - Matteo Allena, Claudia Confortini, Valerio Vitale, Viviana Di Iorio, Fulvia Vitale (Segretari della XXXVI Conferenza); - Giulio Rubini (Sezione Romana dell’AIGA); - Carlo Recchia (A.GI.FOR. – Roma); - Francesco Toscano (Avvocati per l’Europa); AVVOCATI CON 70 ANNI DI ISCRIZIONE Enrico GUIDI AVVOCATI CON 60 ANNI DI ISCRIZIONE SEGRETARI DELLA XXXVII CONFERENZA Beka TAVARTKILADZE Francesca SBARRA Flaminia APERIO BELLA Giulia CRIVELLINI Francesco SCHIPPA Mario ARE Silvano BELLINZONI Claudio BENUCCI Giuseppe BISCONTI Enzio Gaudenzio CAMPANELLA Pietro CARLINO Lucio CONGEDO Ernesto CONTE Fiorella DE ANGELIS Aldo DI LAURO Sergio DI LOLLO Augusto ERMETES Rosario FLAMMIA Ida GAGLIARDI Virgilio GAITO Nicola IELPO Giuseppe LAVITOLA Ottavio MAROTTA Pietro MOLINARI Pasquale NAPPI Arturo NATI Giovanni Battista NUNZIANTE Enzo OTTOLENGHI Francesco PALOMBI Benito PANARITI Claudio PETRUCCI Vincenzo PIANO Piero PRIVITERA Fabio ROMANO Luciano ROSSI Liliana SALEMME Domenico SCARANGELLA Massimo SORRENTINO Vita Maria SPALLITA Carlo STRIANO Dario TEDESCHI Ettore TRAVAGLINI Maurizio TROPIANO Ada TUOZZI I Segretario II Segretario III Segretario IV Segretario V Segretario TOGHE D’ONORE Maria Gabriella ANGHELONE al Segretario Beka Tavartkiladze Fausto BUCCELLATO al Segretario Francesca Sbarra Angelo SORDI al Segretario Flaminia Aperio Bella Antonio DE VITA al Segretario Giulia Crivellini Bruno PICCAROZZI al Segretario Francesco Schippa TOGHE D’ONORE AI VINCITORI DELLA SELEZIONE DELLA SCUOLA FORENSE “VITTORIO EMANUELE ORLANDO” INTITOLATE ALLA MEMORIA DEGLI AVVOCATI Paolo AGNINO I classificato Federica Carello Alfredo GIANNACCARI II classificato Gianmaria Lauro Giuseppe CERTO III classificato Marianna Meriani Luigi INSABATO IV classificato ChiaraTagliaferri 10 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 11 Le Voci dell’Avvocatura Gherardo UGOLINI Bruno VELOTTI Francesco Maria ZAPPALÀ Giancarlo FIORINI Antonio FONTANA Ciriaco FORGIONE Guido GALDI Franco GARCEA Marcello GIOSCIA POGGI BONIFANTI Anna Maria IACHETTO Gregorio IANNOTTA Salvatore INTORRE Enrico IVELLA Alcide LAMENSA Massimo LANDI Roberto LIBERATORE Augusto LIONE Carlo LOMBARD Filippo LUBRANO Luigi MACCHI DI CELLERE Alberto MAGNO Pierluigi MANFREDONIA Brunello MILETO Gioacchino MININNI Pietro MORGANTI Vittorio MORRONE Giulio MUNDULA Carlo NATALE Francesco NUCCI Franco ONGARO Alberto PALATTELLA Fabrizio PAOLETTI Francesco PETTINARI Rosa PIRRONGELLI Giorgio POSITANO DE VINCENTIIS Elio RIPOLI Enrico ROBUTTI Mario SANINO Giuseppe SANTESE Antonio SEGATORI Bartolo SPALLINA Federico TITOMANLIO Pasquale VARONE Demetrio ZEMA AVVOCATI CON 50 ANNI DI ISCRIZIONE Maurizio ALVITI Michele ANASTASIO PUGLIESE Luigi ARCARESE Alfredo BARBIERI Ivo BASILI Alessandro BERLIRI Vincenzo BIANCHI Piero BIASIOTTI Giovanni F. BIASIOTTI MOGLIAZZA Giuseppe BONO Antonino Nicolò BONTEMPO Maria Rosaria BOSCO LUCARELLI Tommaso BRUNO Francesca CABRAS Franco CAMPIONE Giuseppe CANNATELLI Gaetano CANTILENA Francesco CAPRIGLIONE Maurizio Costantino CARAMANTI Sandro Maria CARUCCI Michele CARUSO Antonino CATANI Zenio CATTIVERIA Raffaele CAVALIERE Claudio CHIOLA Raffaele CIAMARRA Giorgio CIANFONIO Eduardo CIERI Antonio CODERONI Luciana COLANTONI Diego CORAPI Domenico CRUCITTI Pancrazio CUTELLÈ Claudio D’ANGELANTONIO Giovanni DE PAOLA Littorio DI NARDO Claudio DI PIETROPAOLO Guido ELIA Michele FIGUS DIAZ Publio FIORI Foro Romano MAGISTRATI Enrico ARENA Maria Teresa ARGANELLI 11 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 12 Le Voci dell’Avvocatura Maurizio FIORILLI Maria FRATOCCHI Domenico GENTILE Alberto GIACOMINI Claudio IAFOLLA Pasquale IANNANTUONO Orietta LUCCHETTI Massimo MARI Maurizio MASSERA Nicola MASTROPASQUA Fabrizio MIANICANEVARI Giuseppe NUCARO Filippo PAONE (alla memoria) Fabio Massimo PATIERNO Francesco PEZZELLA Calogero PISCITELLO Elena RAGANELLI (alla memoria) Paolo RESTAINO Bruno ROCCHI Mario Pietro Paolo SCANO Francesco SERPICO Fausto SEVERINI (alla memoria) Antonio TALLARIDA Raffaele TAMIOZZO Francesco TRIFONE Roberto Michele TRIOLA PierGiorgio TROVATO Ugo VITRONE Gaetano ZOTTA Rita ARRIGONI Marino BENUSSI Elio BERARDUCCI Marzio BRANCA Gianfranco BUSSETTI Laura CAPOTORTO Raffaele CAPOZZI Vito CARELLA Secondo Libero CARMENINI Antonio CATRICALÀ Raffaele CENICCOLA Luigi CIAMPOLI Salvatore CILIA Giorgio CLEMENTE Giuseppe COGLIANDRO Maria Anna CORDOVA Elio COSTA Giovanni DATTOLA Piero DE CRESCENZO (alla memoria) Renzo DI LUCA Angelo DE MARCO Ignazio DE MARCO Valentino DE NARDO Gabriele DE SANCTIS Raffaele DEL GROSSO Michele Giuseppe DIPACE Francesco D’OTTAVI Ignazio FASO Antonio FERRARA Giuliana FERRUA 12 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.46 Pagina 13 Le Voci dell’Avvocatura La luminosa tradizione dell’Avvocatura romana Mauro Vaglio Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma C are colleghe e cari colleghi, autorità, amici magistrati, parenti, famigliari, intanto grazie per la partecipazione. Questa è una cerimonia che rinnova una tradizione, che ormai è consolidata nell’Ordine degli Avvocati di Roma, di premiare i giovani e coloro che hanno raggiunto il massimo grado della carriera, che avranno molto tempo ancora per rendere onore all’avvocatura romana. La cerimonia si svolgerà in tre fasi: 1. Premiazione dei vincitori della Conferenza dei Giovani Avvocati; 2. Premiazione dei migliori giovani che hanno partecipato alla Scuola Forense; 3. Consegna della medaglia d’oro a coloro che hanno compiuto cinquanta, sessanta e settant’anni di professione forense e ai magistrati che hanno raggiunto le più alte cariche in magistratura, andati in pensione. i commessi e gli addetti alle cancellerie che, sempre sorridendo, cercavano di agevolarti in tutto…”. Non vi sto a riferire le osservazioni sull’attuale situazione dei nostri uffici giudiziari, ma questo collega conclude definendo la professione dell’avvocato “Bellissima, perché libera ed indipendente, forse, la più bella del mondo, ma ora in Italia, risulta essere la più difficile, vessata, complicata, osteggiata…”, ma tanto da sconsigliare un giovane ad intraprenderla. Io, invece, dico di no. Ringrazio questo collega, ma, proprio voi, illustri colleghi che avete onorato l’avvocatura con la vostra brillante vita professionale, dovete ispirare ed illuminare il cammino dei giovani avvocati che si presentano oggi alla professione. Il vostro percorso, cari colleghi, non è di certo concluso, anzi, ora più che mai, abbiamo bisogno di voi per restituire all’avvocatura quella dignità e quel prestigio che una cattiva politica ed i così detti “poteri forti”, hanno cercato e stanno ancora cercando di toglierci. L’esempio della vostra vita professionale e personale, dunque, sarà la migliore testimonianza di come la figura dell’avvocato, sia sempre, e continui ad essere, una risorsa preziosa, forse, l’ultimo baluardo a difesa del cittadino da prevaricazioni ed ingiustizie. Ecco perché mi piace pensare che ciascuno di voi prenda simbolicamente per mano ognuno di questi giovani colleghi, avvocati del futuro, per portarli avanti con la perizia di un esperto timoniere. Ciò rappresenta un passaggio di testimone nelle mani di chi porterà la nostra amata professione, ad essere di nuovo protagonista in una società più moderna e più giusta, grazie al vostro aiuto e al vostro sostegno. È la vostra storia, il vostro vissuto, che può dare la spinta indispensabile a questi giovani per fare sempre di più, per emularvi e recuperare l’immagine dell’avvocato come principe del foro. Oggi, abbiamo un esempio di tutto questo, qui alla mia destra: Alessandro Cassiani. Per sei anni Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, egli tante volte ha presiedu- Tutti voi avete tenuto alto il prestigio dell’avvocatura e della magistratura e questa è un’occasione per affidare ai giovani avvocati, ai migliori giovani avvocati, la luminosa tradizione e il futuro dell’Avvocatura romana. Mi ha molto colpito, una lettera che mi è stata inviata da un nostro collega, Aldo Di Lauro, che compie sessant’anni di professione, nella quale vi è riassunta brevemente la sua esperienza, le impressioni che ha avuto durante la lunga attività forense, per concludere, poi, con alcune amare riflessioni. Ha fatto riferimento ai suoi inizi, quando era un giovane avvocato, affermando che: “Erano altri tempi, c’era un’atra educazione, c’era più rispetto, i cancellieri si alzavano e ti chiedevano cosa desiderassi, i giudici ti ascoltavano anche se eri giovanissimo, le udienze erano piacevoli e i giudizi duravano non più di sei o otto mesi; la carta bollata costava sessanta lire per la Pretura, ottantacinque lire per il Tribunale e centoquindici lire per la Corte d’Appello. Familiarizzavi con Foro Romano 13 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 14 Le Voci dell’Avvocatura to questa manifestazione, dando il saluto, l’augurio natalizio e la spinta per tutti noi, per andare avanti e sempre migliorarci. Oggi si è messo al servizio dell’avvocatura e ancora egli è il nostro punto di riferimento in questo Consiglio e non finiremo mai di ringraziarlo. Allora il Consiglio, per primi il Consigliere Segretario Pietro Di Tosto e il Consigliere Tesoriere Antonino Galletti, ha avuto l’idea di darvi un altro motivo per impegnarvi ancora di più con questo compito che vi aspetta. Giovedì scorso abbiamo deliberato di istituire un premio per i migliori tre testi: articoli, racconti, romanzi, che narrino della vita dell’avvocato e costituiremo una giuria di esperti scrittori per valutare questi scritti. Chiunque abbia partecipato a questa selezione, sarà gratificato, perché abbiamo deciso, inoltre, di pubblicare tutti i lavori sulle nostre riviste o, addirittura, di realizzare un’apposita opera editoriale per mettere a disposizione di tutta l’avvocatura e degli appassionati, stimolanti esempi da seguire per ritrovare l’orgoglio di essere avvocati. Questo è il guanto di sfida che vi lanciamo e nel ringraziarvi di quanto avete dato e quanto ancora darete all’avvocatura, auguro a tutti buon Natale e mi complimento ancora per l’eccezionale traguardo conseguito. Vorrei infine aggiungere che il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, non ha potuto presenziare a questa cerimonia e ha mandato una bellissima lettera di ringraziamento per i magistrati e per gli avvocati che compiono i cinquanta, sessanta e settant’anni di professione, comunicando che vi è vicino con il pensiero e con il cuore. l’inizio della consiliatura, di tenerlo come rappresentante e organizzatore delle varie attività che vengono svolte dalla Conferenza. Non ce l’avrei fatta senza l’aiuto e l’impegno dell’avvocato Cristina D’Amburro, punto di riferimento per tutti i giovani colleghi che hanno svolto quest’attività. Tenete presente che chi diventa segretario della Conferenza viene sottoposto ad un esame durissimo che permette di accertare, attraverso prove scritte ed orali, la preparazione dei canditati sul piano umanistico, deontologico, tecnico, giuridico e, in particolare, sulle lingue straniere perché loro sono i nostri rappresentanti con la giovane avvocatura estera. La premiazione con la Toga d’Onore a questi giovani colleghi, è un momento che mi emoziona particolarmente, che ci emoziona tutti perché sono loro che cominciano a prendere il testimone di tutti i colleghi che oggi saranno premiati. Volevo aggiungere che quella dotazione che ci viene fornita dall’avvocato Lucio Ghia, in ricordo dell’avvocato Ferdinando D’Atena che arrivò terzo alla Conferenza di tanti anni fa, ci onora perché è sempre un qualcosa in più, un riconoscimento da parte dell’avvocatura a questi giovani colleghi, così come il premio concesso dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati. Il primo presidente, svolgerà una relazione su un tema a sua scelta che dimostrerà come sono preparati questi colleghi e subito dopo, passeremo alla premiazione dei giovani che si sono dimostrati i migliori per la Scuola Forense, scuola per praticanti che li avvia alla professione, che ha quella posizione e prestigio che la fa essere la prima Scuola Forense in Italia. Grazie all’impegno del nostro consigliere Riccardo Bolognesi, che merita questo applauso perché orgoglio nei confronti di tutt’Italia. Anche questi giovani indosseranno una toga e la porteranno in onore di tutti i premiati di oggi che sono e saranno il loro esempio per la vita professionale. La Conferenza dei Giovani Avvocati è un organismo che fa parte del Consiglio dell’Ordine, istituito nel 1968 dal Presidente Fornario. È un organo del Consiglio, talmente importante che ho ritenuto, sin dal- 14 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 15 Le Voci dell’Avvocatura Forma e Sostanza: dagli atti ai fatti Beka Tavartkiladze Dottore di ricerca in Diritto dell’Arbitrato, Università “LUISS Guido Carli” di Roma I l primo incombente di chi si avvia all’esercizio della professione forense è prendere dimestichezza con il concetto di ‹‹forma››. Operazione non semplice giacché si passa dalla forma dell’atto appresa dai manuali alla forma dell’atto in concreto. Si passa quindi dallo studio del testo della legge, allo studio dell’atto redatto dal dominus o dal professionista con cui si collabora. Il primo passo quindi è capire le motivazioni per cui un particolare atto assume, tra le varie possibili, una determinata forma – la cui ripetizione nel tempo costituisce un modello. Il secondo passo è adattare quel modello di atto alle esigenze del singolo caso e magari, col tempo, consolidare un proprio stile di redazione. Metabolizzare queste lezioni è cosa lunga e complessa che, a ben sperare, darà il proprio esito solo al raggiungimento del culmine della carriera professionale. Tuttavia, senza bisogno di attendere quel momento, sin dall’inizio di un simile lungo percorso è possibile svolgere alcune riflessioni di ordine generale. Si ha modo di percepire sin da subito che, per quanto gli atti non siano diversi gli uni dagli altri, essi rimangono pur sempre lato sensu formali. Si tratta all’evidenza di un formalismo in senso ampio. Non si intende la forma scritta ad substantiam o quella dell’atto di citazione o dell’istanza di riesame. Piuttosto ci si riferisce a quel particolare ‹‹formalismo›› che qualifica l’atto redatto dall’operatore giuridico e che lo distingue nettamente da qualunque altro. Da questo punto di vista gli atti di diritto civile, penale o amministrativo, paiono rassomigliarsi alquanto. Indipendentemente dall’applicazione di un codice piuttosto che un altro, tutti questi atti paiono ispirati a un certo formalismo. Detto formalismo sarà da attribuire in una certa qual misura ad espressioni tralatizie e latinismi ma, oltre a ciò, vi è di più. L’atto con il quale l’avvocato tutela i diritti del proprio assistito condiziona la sfera giuridica di costui, non la propria. Il provvedimento con cui il giudice decide la controversia attribuisce alla parte del processo, o nega a quest’ultima, un bene della vita. Giudice che per defiForo Romano nizione non è parte del processo. In questo senso entrambi gli atti dell’avvocato e del giudice sono impersonali. Ciò posto però l’avvocato redige l’atto, seppure in nome e per conto del proprio assistito, riversandovi il proprio bagaglio professionale. Inoltre a ben vedere l’avvocato, seppur con un certo necessario distacco, si fa carico dei problemi gravanti sull’assistito. D’altro canto il giudice, pur nel nome del popolo italiano, decide la controversia in base alla propria conoscenza dell’ordinamento applicata al caso concreto. Così come è dato supporre che il giudice decida la controversia, non da ultimo, in base alla propria indole personale. Se quanto sopra ha un senso, appare che l’atto del professionista del diritto si sostanzî contemperando due opposte esigenze: l’impersonalità e la personalità. Se questa è la sostanza, la forma dell’atto che tanto affatica il neofita ne è la manifestazione esteriore. Così si spiega quella deferente solennità, impersonale e distaccata ma aderente alla concretezza della fattispecie, propria dell’atto giudiziario. Quest’ultimo dovrà essere esclusivamente diretto alla tutela degli interessi dell’assistito, ovvero alla decisione della controversia. Null’altro ha rilevanza. Ebbene, il formalismo dell’atto è uno strumento nelle mani dell’operatore del diritto per lasciar trasparire quel tanto della propria personalità che è funzionale al perseguimento degli obbiettivi che egli si prefigge. Risulta allora che la forma dell’atto come sopra intesa è funzionale al perseguimento di precise esigenze sostanziali – il contemperamento di due opposte esigenze: impersonalità e personalità. Quindi, per quanto ciascun professionista possa avere uno stile proprio, l’atto sarà sempre connotato da tale dualismo dato dalla “impersonalità” e dalla “personalità”. Simile dualismo conferirà all’atto una certa caratterizzazione di cui gli elementi esteriori saranno la deferenza, l’essenzialità e la linearità. Orbene, è palese che l’attività del professionista non si esaurisca nella redazione di atti. L’operatore del diritto svolge la propria professione in una serie infinita di 15 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 16 Le Voci dell’Avvocatura di essere del professionista. Tutto ciò però con un limite. La deferente solennità usata in udienza potrebbe travalicare l’ambito strettamente lavorativo e sbucare nel salotto di casa. Il rischio è di sedersi a tavola per cena e controinterrogare i proprî familiari avvertendoli dell’obbligo di dire la verità. Formalizzare tutto, la vita privata oltre alla professione forense, non è solamente un innocuo eccesso di zelo. Ciò potrebbe andare a discapito della parte più creativa e personale dell’esercizio della professione. In tale caso l’operatore del diritto cesserebbe di trasfondere nel lavoro quel poco di sé che è necessario all’ottimale assolvimento della propria funzione. La forma da strumento diverrebbe un peso. Se la forma nel diritto è una necessità, ogni necessità va soddisfatta con misura. Per la determinazione della esatta misura però serve l’esercizio e la pratica. Solo così si capirà quando la forma sia effettivamente richiesta e, qualora lo sia, si riuscirà ad esprimerla al meglio. Tutto ciò però senza eccessi perché il meglio è nemico del bene. attività. Per tutelare le ragioni del proprio assistito l’avvocato, oltre a redigere l’atto, dovrà presumibilmente partecipare alle udienze e possibilmente cercare una soluzione stragiudiziale della controversia. Il giudice terrà udienza, a seconda dei casi egli si ritirerà in camera di consiglio ove interagirà con i colleghi. È allora possibile sostenere che quelle esigenze sostanziali viste in occasione della redazione dell’atto si applichino anche al resto dell’attività forense. Quella deferenza ed essenzialità di cui sopra non possono svanire quando si passa dagli atti ai fatti. Se così è, essendovi le stesse esigenze di contemperamento di personalità e impersonalità, logica vuole che anche il resto dell’attività forense sia sorretta da una certa ‹‹forma››. Mai esasperata, possibilmente spontanea e funzionale al buon esercizio della professione, ma rimane il fatto che un certo ‹‹formalismo›› è essenziale. Essa si manifesterà nel contegno assunto in udienza, nel rapporto con i colleghi e nell’eloquio nonché, in fine, nell’intera pratica del diritto. In definitiva quella forma, prima usata solo per la redazione degli atti, andrà a qualificare il modo L’Autore ha voluto dedicare l’intervento tenuto in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014, alla memoria dell’Avvocato Maria Gabriella Anghelone e ai familiari che simbolicamente gli hanno consegnato la Toga d’Onore nel corso della proclamazione dei Segretari della Conferenza dei Giovani Avvocati. 16 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 17 Le Voci dell’Avvocatura Dati allarmanti sul fronte occupazionale Donatella Cerè Delegato Cassa Nazionale per la Previdenza e l’Assistenza Forense A utorità, signori magistrati, signori avvocati, amici consiglieri, Presidente Vaglio, cari famigliari di chi oggi viene premiato, permettetemi di porgervi il saluto di tutta Cassa Forense cui ho l’onore di appartenere. In particolar modo, il suo Presidente, l’avvocato Nunzio Luciano che in questo giorno di festa così importante, che vede premiati avvocati e magistrati, che hanno raggiunto i cinquanta, i sessanta ed i settant’anni di carriera, mi ha chiesto di porgervi il suo proprio affettuoso augurio. Cassa Forense è sempre più consapevole del nuovo ruolo che è chiamata a svolgere, non da ultimo, quello di collante tra le istituzioni e l’avvocatura con l’obiettivo ambizioso di intraprendere un nuovo percorso di stampo antropologico e culturale. Quindi non più vista come casa di vetro di una volta, distante dall’avvocatura ma un vero e proprio punto di riferimento per tutti. Questa sfida nasce nel momento, forse, più difficile e di impopolarità, nel periodo più duro, proprio come quello compreso tra il 2007 e di giorni d’oggi, dove la forbice della crisi economica, ha tagliato drasticamente i redditi di tutti i professionisti. Il conto più salato lo stanno pagando i più giovani. Secondo le ultime analisi del Centro Studi di Cassa Forense, nel 2014, circa 360.000 professionisti under 40, hanno visto scendere i loro redditi medi al di sotto la soglia dei 25.000 euro annui. Il dato è ancora più allarmante, se confrontate le misure annunciate dal Governo, circa il famoso beneficio dei 1000 euro annui concessi a tutti i lavoratori dipendenti e parasubordinati con questo reddito, che resta, e che tuttavia esclude i liberi professionisti, marcando ancora di più, quel solco profondo tra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente, minando così il principio costituzionale di capacità contributiva. Se l’obiettivo è quello di sostenere i lavoratori in difficoltà e di stimolare i consumi, non si comprende perché la parte del mercato del lavoro che in questi anni ha sofferto maggiormente crisi e precarietà, che produce redditi ben più bassi rispetto a quelli dei lavoratori dipendenti, venga così indiscriminatamente Foro Romano esclusa dalle misure del Governo. Mentre nei paesi più avanzati, in maniera anacronistica, i soggetti con le potenzialità intellettuali e professionali più promettenti vengono incentivati e premiati, in Italia si continua ad ignorarli e vessarli. Il fattore reddito, evidentemente, gioca un ruolo determinante sulla scelta dei giovani che si affacciano sul mercato del lavoro. Numerosi provvedimenti legislativi, che si sono susseguiti negli ultimi anni, hanno penalizzato fortemente tutti gli studi professionali e cominciano a togliere quel certo appeal a quel settore fondamentale per l’economia del Paese e, in particolare, per quel ruolo di cerniera che gli avvocati svolgono tra le imprese ed i cittadini. Per la prima volta, infatti, il numero degli avvocati under 40 iscritti alle casse di previdenza, hanno registrato tra il 2012 e il 2013, una flessione di circa un punto percentuale. Secondo un altro recente studio di Cassa Forense, per la prima volta, in sei anni, a partire dalla crisi, le partite ive annuali sono diminuite in tutte le regioni: -7,6%. Tuttavia, il dato rilevante, non è tanto questo, ma la riduzione del 17,7% in un solo anno, dei loro redditi medi già bassi. La conseguenza è che la maggior parte degli avvocati con i redditi bassi, cominciano a cancellarsi dagli albi. Prima dell’entrata in vigore della riforma forense che, nell’articolo 21 ha previsto l’iscrizione obbligatoria per tutti, gli avvocati con redditi inferiori di 10.300 euro, e quindi non iscritti alla Cassa, erano 56.000; a fine luglio 2014 erano già scesi a 48.000. Si tratta in una pericolosa tendenza che rischia di mettere in crisi l’intero assetto dell’avvocatura e delle libere professioni. Ma, nel contempo, Cassa Forense si è posta l’obiettivo di prevedere tutta una serie di politiche attive, quindi non solo nella sua funzione di previdenza-assistenza, ma di sostegno vero alla professione, al reddito e alla salute. Sarà dedicato ai giovani avviati alla professione, a tutti gli avvocati, alle loro famiglie e agli avvocati già pensionati. Con l’avvento di 50.000 17 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 18 Le Voci dell’Avvocatura far sì che gli avvocati ricevano subito, quanto dovuto per aver prestato la propria attività come difensioni d’ufficio e patrocinatori a spese dello Stato. Inoltre, vorremmo creare delle cassa mutue, sotto insegna “Cassa Forense”, non solo sovvenzioni in aiuto ed in favore di momenti di malattia, ma ancora, prestiti d’onore per sostegno nello sviluppo e nell’acquisizione di fondi europei che sono lì in favore dell’avvocatura e che in pochi conoscono. Volevo concludere dicendo che Cassa Forense vuole proporre un nuovo cambio per un’avvocatura unita nelle differenze generazionali, ma con un approccio propositivo ed ottimistico, perché l’ottimista vede l’opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede il pericolo in ogni opportunità. Cassa Forense ottimista ci mette la faccia ed anche il cuore. A tutti voi, tanti cari auguri per le prossime festività natalizie. Grazie. iscritti che andrà ad iscrivere il 31 dicembre, ormai prossimo, Cassa Forense ha raggiunto la sostenibilità a 50 anni, grazie a tutta ad una serie di investimenti, tagli, di avvio di un nuovo fondo immobiliare, quindi con la razionalizzazione dei costi, grazie ad una gestione dinamica e alla diversificazione alla riduzione dei costi fissi e di quelli aziendali. Tutto questo porterà ad una triplicazione del fatturato ed ad un nuovo fattore di sviluppo. Pertanto, oggi, il patrimonio di Cassa Forense, ha raggiunto quota 8 miliari di euro, in confronto ai 2,9 miliardi di euro di dieci anni fa. Quindi, concretamente, vuole e può porre in essere tutta quella politica per abbassare i costi per la professione attraverso le convenzioni che ha in animo di stipulare. Puntiamo, per esempio, di offrire a tutti gli iscritti una banca data giuridica gratuita. Cassa Forense è pronta ad anticipare allo Stato italiano 180 milioni di euro, per Intervento effettuato in rappresentanza della Cassa Forense in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014. 18 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 19 Le Voci dell’Avvocatura La cultura della giurisdizione Vincenzo Geraci Avvocato Generale della Corte Suprema di Cassazione M i ritrovo ancora una volta ad avere l’onore e la responsabilità di portare il saluto del procuratore generale della Corte di Cassazione, il quale si rammarica di non essere potuto intervenire personalmente perché trattenuto sino a tarda notte all’estero, in impegni istituzionali che non poteva, ovviamente, rinviare. Dovete accontentarvi, quindi, della mia presenza e del mio saluto, che, però, ho la presunzione e l’audacia di dire che è un saluto particolarmente sincero e affettuoso, perché, credo di averlo detto e molti lo sanno, la mia autentica e vera vocazione era quella di fare l’avvocato, non il magistrato. Forse, sono riuscito a realizzarla di recente. Nel conseguimento della carica e nella nomina all’ufficio di Avvocato Generale della Corte Suprema di Cassazione, sono riuscito ad appagare la mia vocazione. È l’esperienza che mi induce ad essere particolarmente vicino agli avvocati, perché sono i protagonisti e i garanti di quel contraddittorio che è il metodo, il quale io credo essere più sicuro e valido per l’avvicinamento a quella verità processuale quale ci è data conoscere. Nei miei ricordi liceali, mi è sovvenuta la difesa che, dalle sue inimitabili pagine della letteratura italiana, quel potente uomo di cultura che fu Concetto Marchese, rivolgeva all’indirizzo di Cicerone, pensando al contraddittorio, quando lo si accusava di essere un uomo, “il quale sapeva trovare le ragioni sempre le più valide per difendere qualsiasi causa, affermando oggi quello che rinnegava ieri, per riaffermarlo domani”. Concetto Marchese, dall’alto della sua autorità, diceva che i critici non avevano colto proprio all’essenza del ruolo di Cicerone, perché gli rimproveravano proprio di essere quello che egli massimamente fu: un sommo avvocato. L’avvocato, voi me lo insegnate, non deve porsi il problema se il suo cliente sia colpevole o innocente: l’avvocato è legittimato nel suo ruolo perché deve garantire al suo cliente, nella dialettica che poi porta alla sintesi della sentenza, un processo giusto. Questo è l’unico momento che legittima l’avvocato, non il problema della colpevolezza o dell’innocenza. È proprio perché dobbiamo essere consapevoli di tutto Foro Romano questo, che ovviamente ci vuole un momento di alta consapevolezza. I partecipanti di questa altissima funzione, magistrati e avvocati, devono essere consapevoli della cultura e della legalità che li deve avvincere, riassumendo questa cultura della legalità, in una cultura della giurisdizione. Tutto ciò mi fa ricordare un esempio che mi porto dietro dalla mia esperienza pregressa di magistrato di merito, che mi fu affidato da un grande affocato di quel Foro, quando diceva che: “il Pubblico Ministero e l’avvocato, davanti al giudice, sono come gli spadaccini che scendono in pedana: devono menarsi colpi e fendenti senza nessun riguardo, naturalmente nel rispetto, ma alla fine dello scontro, in cui vince colui il quale è più bravo e sa affermarsi meglio, si ritrovano entrambi, levandosi la celata, nell’impiantito di una comune cultura della giurisdizione, la cultura della legalità”. È proprio con questa consapevolezza, in base alla quale soffro e ho sofferto ancora di recente per talune improntitudini che si sono sentite anche in queste aule, all’indirizzo di sentenze di cui non si è colta la sofferenza e la difficoltà con cui sono state rese, per cui cedendo alla tentazione e all’emotività del momento, forse addirittura alle lusinghe di una facile celebrazione mediatica, si è dimenticato lo sforzo appunto di quei giudici, quali quelle sentenze così difficili e sofferte avevano emesso. Se noi avremo consapevolezza di questa cultura della giurisdizione, rischi di questo genere, è sempre più improbabile che si verifichino. È nel segno di questo che io mi permetto di fare gli auguri più sinceri e sentiti perché manifestazioni come queste, che allocate come sono all’interno del palazzo che ospita la più alta istituzione giudiziaria del Paese, la Corte di Cassazione, possano rappresentare plasticamente e concretamente il segno di quell’unità che, attraverso il famoso apologo di Menenio Agrippa, ci rende consapevoli di come sia illusorio credere che ci possa essere un soggetto o una categoria istituzionale che possa avere la prevalenza sull’altra, dimenticando che, invece, se si perde, si perde tutti quanti e che se si vince e ci si afferma, ci si afferma tutti quanti. 19 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 20 Le Voci dell’Avvocatura Cinquant’anni di Avvocato: per me e per tutti Filippo Lubrano Avvocato del Foro di Roma N on è facile, ma francamente, non credevo che sarebbe stato così difficile. Non è facile perché devo esprimere, non il mio saluto, ma il saluto di tutti questi colleghi, con i quali, da tanti anni, svolgiamo l’attività: il saluto di persone con esperienze, attività, emozioni che sono state diversissime fra di noi. Devo esprimerlo in quest’aula che, me ne sono reso conto quando sono entrato, mi rinnova tanti ricordi di impegno, attività e partecipazioni. Capirete, quindi, bene che ci sia un piccolo punto di commozione. Del resto, in questo sono stato preceduto da illustri predecessori e mi è adesso venuto in mente, quando ho dato io la medaglia per i cinquanta anni a due grandissimi avvocati, a due giganti della professione: Giuseppe Guarino, il mio Maestro, e Luciano Revel, grandissimo avvocato penalista. Adesso capisco quello che Guarino disse: “Sì, sono commosso. Non potrei negarlo”, e che allora mi era sembrata una posizione di maniera, perché pensavo che non fosse vero, conoscendone il carattere forte e alieno da commozione. Luciano Revel, invece, aveva iniziato il suo discorso con quella che io avevo preso per una battuta a me rivolta: “Filippo aiutami, è la prima volta che compio cinquant’anni e non so cosa dire!”; stiamo parlando di un uomo che sapeva dominare l’aula penale e la trattazione delle questioni. Quindi sono qui adesso per dare conto delle emozioni e dei pensieri di tutti quanti voi, che, con me, siete premiati. Credo che tutti quanti, in questo momento, vediamo scorrere davanti a noi, quasi una sorta di immenso flashback, tutto quello che c’è stato, tutto quello che abbiamo fatto, operato negli incontri, negli scontri tra di noi, con i magistrati e con il cliente che certe volte pretende da noi cose che non possiamo dare. Questo pensiero, noi lo svolgiamo partendo forse dal momento che è a tutti comune: quando abbiamo iniziato questa professione, quando siamo entrati in questo Palazzo. Ricordo quel giorno del 1964, quando dall’ingresso di Via Ulpiano, dove prima erano collocati i locali dell’Ordine, fui chiamato ad entrare, in un tempo in cui, nell’ambito dell’Ordine, non c’erano rapporti continui con gli avvocati che partecipavano; fui chiamato perché dovevo ricevere il premio Tonni Bazza, quale primo graduato nell’esame di Procuratore legale della Corte d’appello di Roma. Quindi siamo qui con la nostra presenza, con questi nostri pensieri. Però consentitemi di rivolgere un pensiero a tanti, che quel percorso nel 1964 l’hanno iniziato con noi e che, oggi, non ci sono più. Io ne vorrei ricordare uno soprattutto, che ha avuto una rilevanza decisiva nei confronti della mia attività, perché io, l’ho sempre detto, tutto pensavo di fare, fuorché l’avvocato. Quando, nel 1962, Giuseppe Guarino mi fece l’offerta di iniziare l’attività come suo collaboratore, io ero in dubbio e allora chiesi consiglio al mio collega ed amico di studi, Paolo Vitucci, che tutti credo ricorderete, che mi disse: “Ma sei matto a dubitare? Questa è l’occasione della vita!”. Aveva ragione. È stato questo che mi ha avviato alla professione. Qui con i nostri ricordi, di tutto quello che abbiamo fatto. Tutti noi, forse, in questo momento, stiamo pensando che quei ricordi li vorremmo scrivere, magari per dedicarli ai nostri nipotini, ma sappiamo che non lo faremo mai, perché questa è una professione che ti prende, non ti lascia e non ti dà tregua in qualsiasi momento. Per me è stato un periodo particolarmente intenso perché, dopo i primi anni, oltre l’attività professionale c’è stata tutta l’attività svolta nell’interesse degli Avvocati nell’ambito della Società Italiana degli Avvocati Amministrativisti, che io ho fondato nel 1979, e, poi, nell’ambito di questo Consiglio dell’Ordine, nel quale sono entrato per la prima volta nel 1982 e rimasto fino al 2000, proseguendo poi l’attività nell’ambito del Consiglio Nazionale Forense. A questo punto, devo dare due saluti. Un saluto ai giovani che vengono oggi premiati. Ai giovani ho sempre detto, anche nel corso dell’insegnamento universitario, “guardate, ci sono due cose fondamen20 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 21 Le Voci dell’Avvocatura ingiustificatamente ci colpiscono; attacchi di fronte ai quali, bisogna stare calmi ed aspettare, perché “il tempo è galantuomo e alla fine dà luogo alla verità”. Nel saluto, vorrei dire che il Consiglio non siete solo voi quindici che siete qui seduti, ma è costituito da tutta la struttura, da tutto il personale che opera con attenzione, con impegno e con modestia per collaborare allo svolgimento della nostra attività. Penso di avere sempre dato riconoscimento di questo impegno al personale dell’Ordine nel tempo in cui sono stato qui, soprattutto in quello in cui sono stato Presidente. Adesso siete voi che, quando mi trovo qui a passare per qualche questione, mi accogliete con quell’appellativo che non mi spetta più, “Presidente”, e che mi date un sorriso ed una considerazione che mi dimostra che, a quel tempo, ho fatto bene. Vi avevo detto all’inizio che non era facile, che non mi ero reso conto di quanto sarebbe stato difficile, ma il discorso è andato avanti senza problemi perché ho potuto godere della vostra benevolenza nell’ascoltarmi con attenzione. Vi ringrazio. tali, lo studio e l’impegno. Lo studio che fate all’Università, ma lo dovete sempre portare a termine, continuamente e in ogni momento; l’impegno vi deve portare a vedere ogni cosa, ogni evenienza, come una occasione di approfondimento e miglioramento della vostra posizione”; e aggiungo sempre “se poi, oltre allo studio e all’impegno, avete anche quel pizzico in più che distingue il genio dall’uomo normale, allora realizzerete sicuramente grandi cose”. Il secondo saluto è per il nostro Consiglio dell’Ordine. Voglio dire loro che nessuno più di me, forse, può capire quel pizzico di follia, che ad un certo punto ci spinge ad abbandonare gli svaghi, la famiglia, i divertimenti e a metterci su questi scanni per tutelare l’attività degli Avvocati, avendone come unica gratificazione (come succedeva una volta nelle elezioni, prima del voto elettronico) il gusto di sentire il tuo nome che veniva tante volte chiamato, perché erano i voti che ti venivano assegnati. Al nostro Consiglio voglio dire che anche io, nessuno più di me, può essere partecipe del peso, non delle critiche, ma degli attacchi che a volte Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014. Foro Romano 21 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 22 Le Voci dell’Avvocatura La giustizia dell’Ermellino Luciano Panzani Presidente della Corte di Appello di Roma G razie, signor Presidente, grazie a tutto il Consiglio, grazie agli avvocati e a coloro che oggi vengono premiati al culmine di una carriera così prestigiosa, di avermi invitato. zione della legge si coniuga con il rispetto delle esigenze di mediazione e di equità. Noi giuristi ricomprendiamo tutto ciò nell’espressione “il sano apprezzamento del giudice”. Vorrei dire che prima ancora vi è il sano apprezzamento dell’avvocato nel rapporto con il suo cliente. Non posso non ricordare, come dicevo proprio in quest’aula, pochi giorni fa, all’avvocato Vaglio, che l’Avvocatura di Roma mi ha augurato il benvenuto in più occasioni e in modo estremamente caldo ed amichevole. Devo dire che ciò mi aiuta molto, in questo difficile compito che ho assunto da poco ed in cui ho l’esempio del mio predecessore, ora giunto al vertice della magistratura italiana. In questo giorno di festa non è il momento di ricordare i molti mali della giustizia italiana. Credo che, come diceva poco fa Vincenzo Geraci, sia invece il momento di ricordare la funzione indispensabile dell’avvocato, sia nei procedimenti civili che in quelli penali. Il buon avvocato fa il buon giudice. Solo da un contradditorio completo e leale può emergere la giusta ragione della decisione in cui deve essere coniugato il rispetto del diritto e il buon senso. Ogni tanto, amo ricordare un monumento alla Giustizia che sorge in una piazza di una piccola cittadina francese, al confine con l’Italia, dove i due piatti della Giustizia non sono sullo stesso livello, perché un ermellino premendo la sua zampa fa oscillare un piatto più in alto dell’alto, facendo prevalere il buonsenso di cui quest’animale è preso a simbolo. Credo che le recenti disposizioni sulla negoziazione assistita siano la formalizzazione (qualcuno dice inutile) di un qualcosa che gli avvocati hanno sempre fatto: cercare la conciliazione della lite, il colloquio con la controparte, l’accordo... Qualcuno ha parlato, a mio avviso infondatamente, di rischio di privatizzazione della giustizia: non è questo. Vuol dire invece affidare a chi ha già esperienza e che sa quali sono i costi e i rischi della lite, la ricerca di una composizione che eviti la lunghezza del giudizio, i suoi oneri per arrivare, in definitiva, attraverso la mediazione, ad un accordo che è nell’interesse di entrambe le parti. Dobbiamo impegnarci tutti: i numeri dei nostri processi sono altissimi. Ci dice la CEPEJ, la “Commissione Europea per l’efficienza della giustizia civile” del Consiglio d’Europa, che siamo al secondo posto per numero di controversie civili che vengono instaurate tutti gli anni, quindi abbiamo un alto margine di litigiosità; siamo al quarto posto come risposta. Credo proprio che questi interventi di composizione, l’equilibrio, la saggezza, l’esperienza dell’avvocato possano aiutarci in tutti i campi a ridurre il numero di procedimenti e, in qualche misura, aiutarci a raggiungere un risultato che vogliamo tutti, ovvero una giustizia efficiente, in una parola sola: più giusta. Non per nulla nella toga del giudice figura l’ermellino. L’applicazione del diritto non può essere cieca. Occorre rispettare un valore fondamentale su cui si fonda la convivenza, Nello Stato di diritto l’applica- Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014. 22 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 23 Le Voci dell’Avvocatura Avvocati e magistrati insieme per risolvere i problemi della giustizia Stefano Radicioni Segretario dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana P residente, grazie dell’invito. Io saluto, perdonatemi, in primo luogo, gli avvocati. L’avvocato che oggi viene premiato per settant’anni di professione, i colleghi che vengono premiati per i sessant’anni trascorsi a difendere i cittadini italiani e i colleghi che lo hanno fatto per cinquant’anni: a loro va il saluto caloroso dell’Organismo dell’Avvocatura. Saluto anche i magistrati che oggi sono presenti. Questi due saluti, vogliono essere non solo un saluto ideale, ma che sia anche concettuale perché avvocati e magistrati insieme sono coloro che svolgono il primario ruolo dell’amministrazione della giustizia. Questo è e deve essere un importante punto di partenza per quell’organismo al quale l’avvocatura ha voluto da poco dare immediatamente un primo segnale. Una settimana fa abbiamo incontrato l’aggiunta dell’Associazione Nazionale Magistrati e per la prima volta, dopo tanto tempo, è uscito un comunicato congiunto tra Organismo dell’Avvocatura e Associazione dei Magistrati con il quale si è rivolto al Ministro della Giustizia, l’invito caloroso a risolvere i problemi, partendo dalla concretezza di quelli che sono veramente i problemi che attualmente noi abbiamo da affrontare. I continui interventi sui codici di procedura, non sono la risoluzione dei mali della giustizia italiana. Dobbiamo vederli veramente in faccia i mali e sono quelli relativi alla carenza del personale nelle cancellerie, alla carenza delle strutture e dei finanziamenti. Abbiamo chiesto congiuntamente, avvocati e magistrati, che i proventi che vengono dal contributo unificato, vengano riversati nel comparto giustizia e non utilizzati ad altri fini. È di oggi, di questa mattina, la notizia di un emendamento alla legge di stabilità che preannuncia, (speriamo non passi!) l’ennesimo aumento del contributo unificato per far fronte ai presunti sgravi fiscali che vengono introdotti per incentivare la negoziazione assistita e l’arbitrato. Mi sono permesso di fare queste brevi considerazioni soltanto per dire che l’importanza della cerimonia, a cui oggi assistiamo, è veramente fondamentale sotto anche il punto di vista della quotidianità. Rivolgo un invito al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma: coloro tra i premiati che verranno e che vorranno, potranno essere invitati a partecipare alle lezioni della Scuola Forense, che tanto lustro ha nell’Ordine, affinché trasmettano quella che è l’esperienza, anche e soprattutto sotto il profilo deontologico, accumulata in tanti anni di professione. Questo potrebbe consentire quel necessario passaggio di importanti concetti che di giorno in giorno, nella professione, sono stati, in qualche modo, appresi e che debbono essere necessariamente trasmessi ai giovani avvocati. Mi sono emozionato leggendo la brochure, quando ho letto che nel 1968, Carlo Fornario, presidente per tanti anni dell’Ordine, ha istituito la conferenza dei Giovani Avvocati, perché mi sono formato nel suo studio e quindi leggerlo oggi mi ha veramente suscitato dei sentimenti. Vorrei dire semplicemente che oggi si svolge una cerimonia rilevante, che testimonia, ancora una volta, che l’avvocato e il magistrato svolgono una delle funzioni più importanti nel funzionamento della Nazione e dello Stato e quindi, con grande emozione ed orgoglio, rinnovo il saluto. Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014. Foro Romano 23 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 24 Le Voci dell’Avvocatura I miei primi sessant’anni di professione Liliana Salemme Avvocato del Foro di Roma M i hanno chiesto di scrivere un breve ricordo della mia vita professionale e ve la porgo, per grandi linee, così come l’ho vissuta. Ho iniziato la pratica forense a ventuno anni. Era l’anno 1952: avevo seguito il corso universitario di giurisprudenza appassionandomi a tutte le materie e conseguendo la laurea con il massimo dei voti. L’inizio della pratica non fu con esimi giuristi come avrei voluto: ero interessata al diritto civile, ma i miei tentativi di inserirmi in uno studio importante non andarono a buon fine perché ero una ragazza. Così prima dovetti subire gli sgarbi di un avvocato che si occupava solo di responsabilità civile; dopo un anno di lavoro non soddisfacente per le mie aspirazioni, ma intensissimo di scritti ed udienze, correndo tra Piazza Cavour e Via del Governo Vecchio dove si trovava la Pretura Civile, trovai collocazione come praticante presso un bravo professionista e, superato a ventitre anni l’esame di procuratore, affinai la mia preparazione presso lo Studio dell’Avv. Gian Carlo Mattei Gentili divenuto, nel frattempo, mio marito. Al mio esordio nella professione, le avvocatesse che esercitavano nel campo civilistico non superavano il numero di dieci e le giovanissime non erano più di cinque. Le donne, anche se brave e preparate, venivano considerate per quanto riguardava gli onorari, molto meno degli uomini e venivano apostrofate spesso “signorina” mentre ai giovanissimi procuratori veniva rivolto sempre il titolo di Avvocato. In compenso – senza voler far torto ai bravi Colleghi e Giudici di oggi – vi era tanta cortesia e rispetto anche per una giovanissima come io ero e, in caso di dubbi sulla interpretazione di una legge, era possibile esser ricevuti con cortesia e discutere anche con un Presidente di Sezione, cosa che in realtà si può fare tuttora. Al Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour vi erano i lift (dei quali ricordo, in particolare un veneto che si chiamava Nane), che all’ingresso in ascensore chiedevano agli avvocati a che piano dovessero andare; in compen- so anche il sabato era giornata lavorativa, non esistevano ferie Forensi né, tanto meno, indennità di maternità data la scarsissima presenza di donne nell’Avvocatura. All’epoca le donne non potevano accedere alla magistratura né all’Avvocatura di Stato: personalmente io aspiravo ad essere un libero professionista e non avrei sopportato di dover dipendere da altri poiché avevo scelto la professione proprio per il mio profondo senso di libertà e autonomia. Ho lavorato intensamente con passione ed onestà, ma anche con una certa fatica per conciliare i doveri professionali con i ruoli di moglie e madre. Nella mia lunga vita professionale la mia fondamentale e non ancora sopita curiosità, mi ha portato ad esplorare tutti (o quasi tutti) i campi del diritto: per un certo periodo, verso i quarant’anni, mi sono tuffata anche nel diritto penale con qualche buon esito e qualche processo di un certo rilievo ed ancora oggi mi consento delle “incursioni” in questo campo. Considero tuttora la professione il più bel lavoro del mondo perchè tiene desta la mente, rende agile il pensiero e mantiene il contatto con tante realtà della vita, che, altrimenti, ci rimarrebbero sconosciute: i vecchi clienti, sono divenuti, con il tempo, cari amici da seguire e tutelare con ogni cura ed ho trovato persone straordinarie ed amici carissimi tra i Colleghi ed i Giudici. Mi considero un po’ fuori moda: le difficoltà nella professione ed, in particolare, dover seguire lo schizofrenico proliferare di leggi e decreti non dovrebbero favorire il mio non scemato entusiasmo, ma – lo ripeto – questa continua ad essere per me la più affascinante delle professioni e, con l’aiuto di Dio, vorrei continuare ad esercitarla per alcuni anni ancora. Auguro ai miei più giovani Colleghi di saper preservare l’entusiasmo verso questa professione – nonostante le difficoltà che attualmente la rendono particolarmente gravosa – e di svolgerla con il massimo impegno perché essa sia esercitata con competenza ed onore a tutela dei diritti di chi a noi si affida. 24 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 25 Le Voci dell’Avvocatura Non dimenticare Piero Calamandrei Mario Sanino Avvocato del Foro di Roma A nche io vorrei esprimere qualche apprezzamento su questa splendida cerimonia alla quale abbiamo avuto l’onore e la fortuna di partecipare. Siamo orgogliosi di questo riconoscimento e, soprattutto, felici di poterlo festeggiare con amici che hanno sempre avuto le stesse nostre aspirazioni, hanno sempre creduto nei valori dell’Avvocatura, e si sono sempre schierati a favore di chi ha improntato il proprio agire alla rigorosa osservanza delle regole di diritto e al perseguimento dell’interesse pubblico. Siamo lieti di festeggiare questo evento con i nostri compagni di cordata. I nostri sforzi, le nostre aspirazioni, le nostre iniziative non si possono soddisfare senza la essenziale partecipazione di chi, con grande sacrificio e concorrente responsabilità, è chiamato a verificare la corretta applicazione delle leggi e a riconoscere senza incertezze gli interessi degni di tutela. In questa prospettiva rimarranno a nostro carico, per la funzione che espletiamo, la coerenza del nostro comportamento con gli interessi del nostro assistito, la diligenza negli adempimenti, l’obbligo di chiarezza e sinteticità e non possiamo dimenticare al riguardo le parole di Calamandrei: milmente, alcune serie criticità sono anche dovute a scelte non felici. Ci si riferisce ad esempio al contributo unificato: - una imposizione pesantissima in danno del cliente e che si riverbera anche nei nostri confronti; - se il contenzioso deve essere contenuto non sembra giusto attraverso una sorta di penale a carico del privato che ha sete di giustizia; - è una gravosa tassa iniqua a carico di chi vuol far valere i propri diritti. È auspicabile un tempestivo ripensamento del legislatore, evitando che ancora una volta non sia il Giudice Europeo a sollecitare il nostro legislatore. E ci si riferisce anche alla camicia di forza rappresentata da onorari assolutamente inadeguati e a regole irrazionali e certamente non meditate. L’obbligo del preventivo non può ritenersi in sintonia con la funzione di Avvocato, che deve percorrere un sentiero assai misterioso come il processo ricco di imprevisti e, soprattutto, mai l’uno uguale all’altro; una valutazione preventiva non potrà essere che approssimativa e causa di equivoci sul rapporto consulente e assistito. I minimi di tariffa sono una garanzia per il cliente ed in ogni caso assicurano un esercizio della professione adeguato alla alta funzione di difesa del cittadino e di chi è un rigoroso osservante della legge. Abolirli non è stata una iniziativa favorevole allo stesso cliente. I processi si accorciano, incrementando il numero dei giudici, non mandandone a casa il 20%. La ultimissima legge sulla trasparenza infine che impone ai componenti degli organi istituzionali forme di pubblicità gravose e punitive, chiaramente è l’effetto della scarsa considerazione degli avvocati, ma soprattutto ignora la funzione dei Consigli dell’Ordine ed anche del Consiglio Nazionale Forense. Questi sono certamente enti pubblici se si tiene conto della loro origine, della loro finalità e della loro funzione, ma hanno connotazione del tutto particolari per le loro risorse economiche e dei loro strumenti operativi. “Ottimo è quell’avvocato di cui il giudice, finita la discussione, non ricorda né i gesti, né la faccia né il nome: ma ricorda esattamente gli argomenti che, usciti da quella toga senza nome, faranno vincere la causa al cliente”. Insomma solo la perfetta sintonia tra le due funzioni garantisce efficienza, Giustizia e progresso; e verosimilmente anche la crescita del nostro Paese ha necessità di una compiuta solidarietà nel perseguimento dei reciproci interessi. Certo è che il momento non è dei migliori per noi avvocati. Al di là della folcloristica volontà di diminuire le ferie degli avvocati e dei magistrati è un fatto che la crisi inesorabilmente ha colpito i nostri Studi e, verosiForo Romano 25 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 26 Le Voci dell’Avvocatura Quindi appare sproporzionato gravarli di controlli e adempimenti che invece appaiono corretti per chi impegna risorse economiche pubbliche. L’aggressione nei confronti degli Ordini professionali dell’Antitrust è significativa di questo singolare atteggiamento di apparente incomprensione e, più correttamente di ostilità, che certamente non meritiamo. La difesa della determinazione dei compensi equi e realistici, non sono iniziative che vogliono contrastare o impedire la concorrenza; sono valutazioni finalizzate a migliorare il servizio in favore dei cittadini. Siamo peraltro fiduciosi che il clima di distensione e collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti con il Legislatore e con tutte le Amministrazioni, accompagni ancora una volta le nostre iniziative e conduca a risultati ai quali siamo pronti con entusiasmo ad applaudire. Consentitemi una ultima osservazione: non so se sia vero che vi sono più avvocati che muratori, come una autorevole voce politica ha sentenziato, è certo che là dove c’è una prepotenza, una prevaricazione, un sopruso, là ci sarà sempre un avvocato a difesa del buon diritto. È in questa convinzione e prospettiva che oggi ci sentiamo onorati di ricevere questo riconoscimento. Intervento effettuato in occasione della cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro agli Avvocati che hanno compiuto 50, 60 e 70 anni di esercizio professionale, tenutasi il giorno 13 dicembre 2014. 26 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 27 Le Voci dell’Avvocatura I percorsi dell’anima Parte I Aldo Minghelli Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma Con questo numero iniziamo la pubblicazione del diario di viaggio di un pellegrino di Santiago de Compostela A mia nonna Anna Maria, al cui animo parlo da anni e che mi sa rispondere. Con lei posso piangere e sorridere… Lei, tifa sempre per me. SOMMARIO: Introduzione – Il Poetico (seconda introduzione) – Il Prosaico (terza introduzione) – Santiago… Chi era costui? – 1. Ai piedi del gigante – 2. Oltre i Pirenei – 3. Roncisvalle – Segue... Introduzione “Nei momenti più difficili della vita ho sempre pensato che se li avessi superati avrei avuto qualcosa da raccontare. Non mollare e soprattutto parti carico. In bocca al lupo”. Dal canto mio, parto per ringraziare per un amore ormai lontano nove anni, legato a doppio nodo ai romanzi di Paolo Coelho. Avevo interrotto allora la lettura del “Cammino di Santiago” e mi ripromettevo di tornare a leggerlo una volta sulla strada. Parto avendo con me un sacchetto pieno delle conchiglie che, in tanti, mi hanno affidato e che devo portare fino alla Cruz de Hierro, per assolvere quei voti insieme al mio. Su ogni coccio c’è un nome, quello di una persona che ha avuto fiducia nel mio Cammino, nella possibilità che io arrivi alla meta. Parto con il voto personale di non fumare lungo l’intero percorso fino a Santiago e di non riprendere a farlo, neanche all’arrivo, se non dopo aver recuperato il porta accendino che mia madre mi ha portato in dono da Santiago e che io ho perso tra la sabbia delle Canarie nell’anno in cui, dopo aver progettato il Cammino di Santiago, alla fine non l’ho realizzato. Parto per cercare la mia Spada, per intraprendere finalmente il Buon Combattimento, per capire insomma, visto che la leggenda del Cammino lo promette, qual’è il mio posto nel mondo e quali saranno le armi da usare per conquistarlo. “Comunque, se mi sforzassi come in altre occasioni, forse un giorno arriverei a capire che le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi dove sono attese”. (Paolo Coelho) Inizio il Cammino di Santiago il 19 luglio 2009 all’età di trentotto anni. Intraprendo questa strada con sulle spalle i miei studi, le mie letture, la mia esperienza, il mio lavoro, le mie storie d’amore e di amicizia, le mie delusioni, uno zaino di venticinque chili, eccetto per questo ultimo particolare, ben conscio di quanto sto per fare. Con sufficiente raziocinio complessivo, ritenevo l’impresa alla mia portata, dopo una buona preparazione atletica consistita in lunghe passeggiate fatte per più di tre mesi per le strade di Roma, che mi aveva abituato male... Acqua ovunque vuol dire fortuna, e lo avrei ben presto imparato. Mi salutano i miei amici. Mia sorella e mio cognato con SMS che rispondono alle paure del giorno prima. Lei: “Sono felice per te e per l’esperienza che hai deciso di fare! Sii, però, prudente e attento a ciò che fai!!! Mantieni la tua promessa e fatti sentire... Sono molto orgogliosa di te perché con questo viaggio hai dimostrato di volerti mettere in gioco e non è poco!!!” e lui: Foro Romano 27 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 28 Le Voci dell’Avvocatura Non ho nessuna chitarra al mio fianco ma ho uno zaino sulle spalle e un territorio sconosciuto da esplorare. Alla fine del viaggio ho realizzato, nello spazio e nel tempo, la convinzione dell’esistenza di un qualcosa di incomprensibile, ma palpabile, che tanto ruolo ha avuto nel mio Cammino. Ho realizzato che l’unica vera lotta è contro se stessi, ma per spiegare questo c’è tempo. Su quella strada, il tempo si fa spazio e gli incontri coincidenze da decifrare. Sono credente e laico. La ragione è il metro che uso nella vita, per la vita, è percorso e istinto. Tuttora, però, grandi e piccoli accadimenti del Cammino restano per me incomprensibili, boe di un significato che mi è stato rivelato. Quel Cammino è antico. Sembra venisse percorso dagli uomini, come gesto spirituale, già molti secoli prima di Cristo, quasi provenisse dalle viscere stesse della storia. In quel Cammino non si avverte la presenza di un Dio, ma di Dio. Di questo Cammino vi offro un racconto che non ha nessuna pretesa, se non quella di narrare, fino a dove è giusto, quanto accaduto. Dei miei silenzi comprenderete. Questo libro è diretto a tante persone, a tutti coloro che hanno avuto un ruolo di sostegno, nell’impresa, in primis a mia nonna, cui lo dedico, l’unica a cui l’ho personalmente raccontato per intero. Ed il motivo c’è… boschi, montagne, cascate, alture, valli incontaminate, sentieri di roccia con muschi antichi, prati in fiore, filari di alberi da frutto, dove la natura è regina e madre, perché ti impone i suoi ritmi ma sa anche donarti gioia, rinfrescarti, farti riposare. Dove la calura del sole è stemperata dal giallo acceso di mille girasoli che sembra ti sorridano, dandoti la certezza dell’acqua, anche quando sembra mancare. Dove frutta di ogni tipo, acerba o matura, sta lì a dirti che anche il cibo non potrà mai mancare e che non devi aver paura. A partire così dalla fertile Navarra, lungo i terreni della ricca Rioja, la zona del vino spagnola, sulle aride Mesetas della Castiglia e Leon ed ancora nella verde e rocciosa Galizia, al limitare dei campi recintati o in tratti di giardino aperti ad ogni passante, regnano le mele, le pere, i mirtilli, i gelsi, le more, in un arcobaleno di colori. Quella frutta, la mattina dopo la colazione, era un piacevole diversivo all’acqua per rinfrescarsi la bocca ed assaporare una generosa natura insieme agli altri Pellegrini o con qualche animale, sempre fremente davanti a qualcuno che gli offre una bella e succosa meletta. Dove gli animali sono il simbolo di una vita che prima del tuo passaggio ed anche dopo, sul Cammino, non è mai mancata e continuerà dopo di te. Ne incontreremo ovunque, vivi e morti, domestici e non, insetti di ogni tipo e varietà, mucche, maiali, pecore, capre, cavalli, ma anche cervi, daini, cinghiali, persino un orso, simbolo vivente di Navarra… Moltissimi i cani, in relazione ai quali dovrò combattere con la suggestione di Paolo Coelho. Mi attenderò sempre un’improvvisa aggressione ed, invece, loro non solo non mi faranno alcun agguato ma saranno d’ispirazione in uno dei momenti simbolici del Cammino. Tra gli insetti, moltissime e variopinte le farfalle, come non ne vedevo da una vita. Attraverso quelle anime colorate, che mi ricorderanno i giorni spensierati da bambino, ritoverò la spensieratezza di quando sul litorale laziale se ne trovavano tante ed io passavo ore a guardarle. L’ora d’estate si finse preda dei miei passi ed ogni respiro risuonava al vento come risposta debole, ad occhi bassi. Era il tramonto del giorno a rivelare un racconto troppo intimo per non potersi addormentare. Fu in quell’estate che capì che nel silenzio riposa la voce, non i significati. Il Poetico (seconda introduzione) Cosa c’è di poetico nel Cammino di Santiago? Innanzitutto il suo significato, metafora della vita, con i suoi traguardi solo parziali, le sue sconfitte, che sono tregue inutili verso una sconfitta, quella della morte, ineluttabile e solo rimandata. Poetico è il percorso stesso. Si snoda attraverso fiumi, Poetici sono quei villaggi… Talvolta abitati o abbandonati e cadenti. Non si riesce a collocarli nel tempo. Ci 28 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 29 Le Voci dell’Avvocatura sono tracce di antico splendente e di recente polveroso, sembra che ogni costruzione umana ceda ad un senso comune di storicità. Ciascun paese offre orgoglioso la sua storia, i suoi monumenti, una testimonianza della dominazione celtica o araba, della riconquista, un simbolo del dominio dei Templari o dei grandi Re di Spagna. Alcune costruzioni sono legate ad eventi divenuti leggendari e, come tali, sono rimaste integre davanti alla storia, contornate di mistero e grandezza, come a Roncisvalle, Viana o O’ Cebreiro. Davanti ad un panorama costellato di tanti piccoli gioielli di arte medievale, a duecento chilometri dal traguardo, uscito da Villafranca del Bierzo, traccerò un bilancio del mio Cammino, sentendomi tanto piccolo, davanti a tanta grandezza. Poetico è l’improvviso apparire delle tracce di tutte le civiltà spagnole, le tracce del destino di generazioni di uomini che, in Cammino, hanno raggiunto le alture, i boschi, le montagne, i fiumi, per seminare nuove città, come formicai, simboli della loro storia, del loro dominio, del loro grandioso destino di imperfetti, memorie della loro silenziosa fine. Davanti a quelle testimonianze non si resta mai indifferenti, ci si chiede perché i fondatori antichi sentirono il bisogno di arrestarsi in quel cantuccio, protetti dalla montagna, piuttosto che in una valle assolata o accanto al fiume. Non è strano, viste queste premesse, che il Cammino di Santiago sia stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO grazie al Consiglio d’Europa, il 23 ottobre 1987. È solo la presa d’atto di una unicità che risalta presto agli occhi. Poetici, anche perché legati indissolubilmente a quel paesaggio antico, sono i contadini che, soprattutto nella prima parte del percorso, ti accolgono, con il loro sorriso, con i loro manufatti artigiani, offrendoti i prodotti del loro lavoro, con gli occhi di chi ne ha visti passare tanti di Pellegrini, con la loro voce che non manca mai di dirti “Buen Camino”, con la loro acqua, zucchero e limone, con la loro semplicità che, in quel contesto, è sapienza antica. i pellegrini come fossero semplici turisti, forse con un po’ di invidia, perché se li osservi bene ti accorgi che, loro, dalla loro terra, spesso non si sono mai allontanati. Talvolta sorridono, talvolta sono indifferenti, infastiditi mai. Sanno che non ti fermerai e dovrai passare. Poetica è la religiosità popolare, quella che arricchisce di chiari segni di sé ogni luogo di devozione disseminato nel Cammino. Il grande amore per i Pellegrini non ne è che la diretta conseguenza. Come al solito, campioni di questo sentimento, ancora fortissimo nella cattolicissima Spagna, sono le donne e, tra loro, le più anziane. Se è vero che, come dice il detto romano, “Cristo per le donne è l’ultimo partito”, è comunque raro notare mogli che esprimono una devozione così forte, priva di ogni cautela e ripensamento. Davanti alle lacrime di una donna che ha consacrato la sua vita ai Pellegrini, nel giorno della sua consacrazione, piangerò anche io. Poetica è la comunione che lega i Pellegrini. Se ti fermi per un dolore o per stanchezza, qualcuno, immancabilmente, rallenterà per sapere come stai, se ti serve dell’acqua. Abbandonati alla frescura di un ruscello o all’ombra di un albero, forti sulle loro gambe o aggrappati ai loro bastoni, i Pellegrini diventano una grande famiglia, che le tante notti passate assieme negli alberge rende intimi, in una vicinanza così piena di corporeità da costringerti ad ogni resa. Si diventa amici senza accorgersene. Quando ci si incontra, impolverati e sudati ci si abbraccia, perché un altro passo è stato fatto e se serve si condivide il pane o l’acqua, per rinfrescare la bocca. Poetico diventa anche il russare del tuo vicino di letto e tutti i suoi rumori, anche quelli più scabrosi o meno graditi. Anche se sei stanco non ti rivolgerai mai con rabbia a Pellegrini che continuano a parlare tra loro quando le luci si spengono ed è ora di dormire, per quella stessa accondiscendenza che riserveresti a bambini sorpresi a giocare dopo la buonanotte. È una voce che ti tranquillizza e ti culla. É la prova che non sei solo. È per questo che, seguendo una tradizione antica, i Pellegrini si salutano dicendosi “ULTREIA”, cioè “ultra” (più) e “eia” (avanti), dandosi il reciproco incoraggiamento a non mollare. Poetico è il cielo stellato di fronte al quale, al mattino, Siedono nelle piazze, nei crocicchi, lungo il Cammino. Ti attendono per vederti passare, forse avendo nel sangue l’antica coscienza che un uomo sconosciuto che arriva da lontano era, un tempo, una finestra sul mondo. I giovani, no. Non sono accoglienti. Osservano Foro Romano 29 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 30 Le Voci dell’Avvocatura attendevi le più radiose albe… Il viaggio verso Compostela avviene sotto il sudario di stelle della via Lattea che in Spagnolo è definita Carril del caballo de Santiago, a riprova della stretta connessione esistente tra la galassia e leggenda del Santo. La stella di Orione compare sul percorso intorno al 25 luglio quando si festeggia San Giacomo Apostolo. La via Lattea è la strada dei morti, Nessun vivente cristiano è dispensato dal Pellegrinaggio e chi non lo fa da vivo, lo farà da morto. In tante tradizioni antiche la via Lattea è un sacro fiume celeste, lo scorrere del tempo verso la morte o verso la rinascita, l’Alpha o l’Omega, a seconda delle credenze, verso una dimensione comunque altra dell’esistenza. Poetico è il lungo, intimo, colloquio verso se stessi. Kahlil Gibran dice: “io sono un viaggiatore, e ogni giorno scopro una nuova regione della mia anima”. Nel Cammino ti poni alla testa dell’esercito del tuo spirito e dei suoi nemici. Credi di dover combattere contro gli altri, ma è contro te stesso che operi un lungo assedio, per scoprire, al termine del viaggio che quanto hai appreso era già dentro di te e che la distanza percorsa non segna uno spazio fisico ma quello che separa te stesso dall’altro te, che la distanza ha forgiato. Morire e rinascere a nuova vita, ecco il lungo percorso che deve compiere il Pellegrino. Lo stesso nome della località di Santiago de Compostela, l’agognato traguardo finale, deriverebbe da ‘campus stellae’ con riferimento al leggendario cammino dell’813 d.C. verso una improvvisa pioggia di luci di un santo eremita, Pelagio, fino al luogo di ritrovamento del sepolcro di San Giacomo. Ma non è solo la notte a togliere il fiato. Maestosi sono anche i tramonti che annunciano il riposo o le loro eterne nemiche, le rosate albe. Ma la luce dentro, ad un Pellegrino, non manca… Mai. salutavamo la nostra intimità di teneri amanti invecchiati. Il Prosaico (terza introduzione) L’ironia di Dio è un’ammonimento continuo che ricorda all’uomo la sua inevitabile fragilità. Quella traccia di dissonanza che rammenta alla sublimazione dei tuoi sensi una storia diversa, un percorso contrario. Così anche nel Cammino, dove l’elevazione dello spirito non resta mai disgiunta da richiami all’umana corporeità. Quattro le parole chiave: le mosche, gli escrementi di mucca, i commercianti e il Pellegrino esperto. Quattro iatture cui è bene sottrarsi. Fin dalla prima tappa, e, in seguito, immancabilmente, le mosche ti tormentano, volandoti intorno e cercando di posarsi, in cerca d’acqua, su ogni goccia del tuo sudore. Sono ovunque e nella loro versione cavallina ti attaccano e ti mordono, in cerca di nutrimento, le gambe, ti camminano lungo la schiena e sotto le vesti. Comprendi così gli sguardi rassegnati delle mucche, che di mosche ne hanno venti su ciascun occhio e che agitano continuamente la coda nella speranza di allontanarne qualcuna. Mai perdere di vista dolci o buste con del cibo aperte… Loro sono ovunque e attendono, beffarde, ogni tua minima distrazione, per nulla disposte a perdonarla… Sono convinto che ogni cittadino di Spagna nasca con un’eredità di 20.000 mosche. Se il calcolo è sbagliato lo è in difetto. Del resto, come detto, gli animali dai Pirenei alla Galizia, sono numerosi come i fiori. Di qui il secondo problema. Il Cammino è lastricato di escrementi di vacca e l’odore è più forte di quello di ogni altra, magari più poetica, manifestazione della natura. Gli animali circolano liberi, come in India, ti guardano passare, non sono diffidenti. Hanno un abitudine antica ad essere spettatori dell’eterno passare della vita. Ho visto una stella narrare il destino intero del mio passo d’uomo… Volti antichi e serene mura a bisbigliare sul mio cammino, come immobili comari. Amici carezzavano il mio cuore solitario. In quel sonno comune I loro “lasciti”, invece, costituiscono vere e proprie trappole, soprattutto se deposti su pendii sassosi già di per sé rischiosi per chi cammina. Esiste anche una forma di biopotenziamento degli escrementi, quello connesso allo sfruttamento commerciale delle mucche. Le imprese casearie hanno enormi 30 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 31 Le Voci dell’Avvocatura capannoni nei quali le mucche, in attesa di mungitura, sono sopportano il caldo grazie ad enormi ventilatori posti agli ingressi che pompano aria fresca all’interno delle costruzioni ma vomitano fiumi di aria calda e maleodorante sulla strada. Se te ne rendi conto in tempo puoi salvarti. Se no, soprattutto sulle salite, arrivi a pieni polmoni contro un muro di aria irrespirabile e il fiato, naturalmente, si spezza. Oltre che dalla natura, le trappole, talvolta, sono tese dagli uomini. Non è raro che i commercianti cerchino di lucrare sui tuoi bisogni. Un panino è meglio acquistarlo nelle tiendas (negozi generici) piuttosto che nei bar. Si risparmia e la qualità è migliore. gezza di antico Camminatore e uomo di mondo a tutte quelle pose tipiche da settentrionale arrivato (“voi a Roma, eh, che non si lavora, che non si fa un tubo…”), rendendosi molto antipatico. La prima volta che si è rivolto a me ha detto: “Ueeeé, Romano…” e nel corso di una cena dedicata a quattro Hospitalere, della quale narrerò, rivolto ai soli maschi, ha pontificato: “ma che Pellegrini siete, con tutta questa fighetta nessuno che cerca di rimorchiare!”. Per chi mi conosce e per chi consideri il luogo e il punto di questa dichiarazione, un ottimo modo per rendersi subito simpatico e ben voluto. Sarà una persecuzione che mi accompagnerà nell’intero percorso e che ritroverò a Santiago, proprio quando pensavo di essere al sicuro. È stato beccato mentre saliva su un taxi per evitare una tappa troppo impegnativa… Così – per dirla alla romana – so bravi tutti… Evitare il pesce nei “Menù del Pellegrino” è un obbligo per tutti i buongustai, percorrendo sentieri di montagna, ma c’è chi ci casca. L’acqua non è costosa e deve essere comperata, perché la maggior parte delle fonti che si incontrano hanno forte sapore di cloro o sono inquinate. Così come è meglio comprare alcuni oggetti, come il bastone del Pellegrino, dagli artigiani che si incontrano nei piccoli paesi, piuttosto che nei negozi. A parità di qualità, il prezzo è minore. Il fare bastoni da passeggio è un sistema usato dai contadini per guadagnare un po’ di denaro e ci sono anche sindaci che per salvaguardare degli interessi dei commercianti, hanno promulgato ordinanze inibitorie a tale spontaneo commercio. Così, nella Spagna che dal sud al nord tollera i venditori da hashish che si incontrano, copiosi e sfacciati, anche sul Cammino di Santiago – che ha anche un irresistibile fascino hippy – i contadini artigiani ti si affiancano alle porte dei paesi e ti propongono l’acquisto dei loro intagli con discrezione frammista a paura, un atteggiamento simile a quello degli spacciatore di droga di altri paesi. Si tratta comunque di rami che, generosamente, puoi trovare da solo, ovunque, e senza costi. Esiste qualcosa che non sai? Esiste un argomento davanti al quale tacere? Le mosche e le tue parole… Così tante da doversi difendere. Così simili nel loro destino. La cosa strana è che, senza tenere mai la bocca chiusa loro non entrino da dove quelle escono. Raggiunta una sufficiente esperienza mi sorprenderò ad avere pose simili alle sue. Ma lo capirò e cercherò di censurare la mia superbia. Santiago… Chi era costui? Giacomo e il fratello Giovanni, figli di Zebedeo e Salomè, appellati “figli del tuono” per il loro temperamento impetuoso, divennero Apostoli. Alla morte del Nazareno, Giacomo emigrò con Maria, affidata da Cristo stesso a suo fratello Giovanni, e, secondo la leggenda, con Maria Maddalena, verso la penisola iberica, che Giacomo avrebbe evangelizzato seguendo il tracciato del Cammino. Da evitare, infine, i “Pellegrini esperti”, persone, normalmente di mezza età che, invece di condividere le esperienze, attendendo il momento giusto per dare il consiglio giusto, si ergono a paladini del corretto modo, corretto sentimento, corretta visione del Cammino. Quello capitatomi era un milanese, ancor più fastidioso perché univa la sua presunta ed auto-referenziale sag- Foro Romano 31 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 32 Le Voci dell’Avvocatura Tornato in Israele nel 44 d.C., Giacomo subì il martirio per decapitazione ad opera di Erode Agrippa, il 25 marzo, primo tra gli Apostoli. Due discepoli, Attanasio e Teodoro, trafugarono le spoglie che su una nave priva di equipaggio, per mano angelica approdarono sulle sponde di Galizia, il 25 luglio, dove, solo il 30 dicembre, nei pressi di Iria Flavia, venne sepolto. Deposto il corpo su un macigno, la pietra vi avrebbe aderito come cera. Nell’813, l’eremita Pelayo, seguendo una cascata di stelle che aveva sognato, giunse fino ad un sepolcro dove riposavano tre scheletri, su uno dei quali vi era scritto il nome di San Giacomo. Il Vescovo Teodomiro certificò la scoperta dando il via al culto delle Sante Reliquie. Nell’anno 844, il Santo sarebbe apparso in sogno, su un cavallo bianco (“bianco come la via Lattea”), al Re Asturiano Ramiro I che al grido “Adiuva nos, Deus et Sante Jacobe” diede il via alla reconquista, sconfiggendo l’Emiro di Cordoba. A Santiago venne così affibbiato il nomignolo “Matamoros”, ‘l’ammazza mori’, appellativo poco santo ma che valse il titolo di Patrono di Spagna. Si diceva che i musulmani portassero in battaglia, per assicurarsi la vittoria, il braccio di Maometto. I cristiani opposero molto di non un arto, ma un corpo. Sempre all’epoca si stabilizzò l’iconografia del Santo Pellegrino, da “per” e “agere”, ‘chi attraversa le terre’), con conchiglia, cappello, fiaschetta e bastone. ragazza del nord che parla con un’altra ragazza simile nell’aspetto. Un gruppo di Pellegrini è sullo fondo. Ridono, scherzano, sembrano simpatici. Loro, non li rivedrò più. A due stazioni da S. Jean rimaniamo in pochi, tutti, nell’abito e negli zaini, Pellegrini. La stazione di S. Jean e le costruzioni nei dintorni sono degne di stampe d’epoca. Le architetture ricordano quelle note dei Paesi Bassi. Il tempo lì si è fermato. Alcune case hanno tetti di paglia. Chissà da quanto sono lì. L’aria è fresca e pulita, profuma di fiori e legna da ardere. Oltre l’abitato dominano, severe, le montagne. Il sentiero, il Cammino, la strada da seguire, è subito evidente. Non ci conosciamo e lì non siamo mai stati ma tutti prendiamo una stessa direzione. Seguiamo una freccia gialla. Basta non distrarsi. Incontriamo l’ufficio di accoglienza. Ci viene incontro un uomo anziano con un sorriso grande e una folta barba bianca, guance rosse, sguardo incisivo. Ci smista verso alcune signore dietro ai loro tavoli. Le chiamo signore non per cortesia ma per sostanza. Sulla mia Credencial, che ho ottenuto già prima di partire, è impresso il primo timbro. La Credencial, che mi ha rilasciato gratuitamente, la Confraternita di San Jacopo di Compostella, è il documento che identifica il Pellegrino e garantisce l’autenticità del Pellegrinaggio. Sulla Credencial viene annotato nome, il cognome e indirizzo del possessore, luogo di partenza e luogo Santo che si intende raggiungere, il tipo di Cammino, a piedi, in bici, o a cavallo, le sole modalità ammesse. La serie ininterrotta di date e timbri impressi sulla Credencial all’interno degli alberge o delle strutture di ricezione, dà testimonianza delle tappe fatte. Solo con la Credencial è possibile accedere alle strutture dedicate ai Pellegrini. Parto da S. Jean du Port. Acquisto qui la mia “Concha”. La scelgo perché è la più bianca del cesto. La conchiglia è il simbolo del “Pellegrino”, propriamente detto, perchè è lo specifico appellativo di chi intraprende il “Cammino di Santiago”, il marchio del Sentiero della Spada. La Concha di Santiago è la Capasanta, nome scientifico Pecten Jacobeus, un altro doppio nodo tra la il Santo e la Galizia, sulle cui spiagge si trova facilmente questo tipo di conchiglia oceanica. Oggi è, insieme alla freccia gialla, il logo principe del Cammino, disegnato 1. Ai piedi del gigante (19.07.09) Arrivo alla stazione di Saint Jean Pied de Port, un valico dei Pirenei verso Roncisvalle, in un mosaico di panorami, senza tempo, solo “increspati” dal passare del treno. Mucche e vitelli, onnipresenti e arcadici in un mare di verde, guardano, non si scompongono. Conoscono una legge ancestrale. Quel mostro di ferro non li attenterà. Tutto profuma di passato, anche gli istinti. Il treno, composto di due soli vagoni, è desueto nelle forme e nei sedili in vero legno. Mentre guardo nel nulla, una signora non giovane con l’aspetto da maestra di sci mi sorprende ad osservarla. Cambia, vergognosa, sedile e offre le spalle. Dietro di me sento un parlare, confuso nel rumore del treno, di Roma. Sono tre ragazzi. Di fronte a me, nella fila opposta, una grassa e bianca 32 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 33 Le Voci dell’Avvocatura o stilizzato sui segnali. La conchiglia è il simbolo del sepolcro e dell’utero, dove finisce e inizia la vita (come nella Venere del Botticelli). Ha significati in molte culture antiche del Mediterraneo. L’Alpha e l’Omega, nella simbologia di Santiago. Santiago, vuole la leggenda, la utilizzava per aspergere d’acqua il capo di chi battezzava, perchè rinascesse a nuova vita, in Cristo. Un uomo pagano, dopo aver aiutato gli Apostoli a trasportare le spoglie del Santo, si vide coperto di conchiglie il suo credo pagano e si convertì. Sono le antiche tracce del tema dell’Alpha e dell’Omega, quello della fine che è inizio e dell’inizio che è fine, tratto distintivo del Cammino e della complessità teologica che sul Cammino insiste. Veniamo indirizzati a differenti alberge, strutture di ricezione del Pellegrino dove dormire, bere e fare una doccia, talvolta anche cenare o preparare da mangiare. Gli alberge sono parrocchiali, comunali, privati. La differenza è nel prezzo, ma soprattutto nell’igiene. In alcuni si può lasciare un’offerta libera, in altri si pagano anche dieci euro. L’igiene è affidata alla serietà e ai buoni auspici di un Hospitalero, un membro della Congregazione Laica che si occupa di accoglienza al Pellegrino. È una congregazione storica che ha regole scritte che non possono subire il mero interesse commerciale. Prima regola: la precedenza spetta ai Pellegrini muniti di Credencial. Seconda: tra i Pellegrini hanno la precedenza quelli a piedi e, tra questi ultimi, quelli che vengono da più lontano. Terza: l’alberge apre alle 14,00 e chiude alle 22,30, quando si spengono le luci. Al mattino si esce dalle 6 a non oltre le 9, salvi casi di malattia. Le regole possono incontrare deroghe, talvolta giustificabili, altre no. Gli Hospitaleri, ultimi eredi di lunga tradizione, oggi vengono arruolati un po’ ovunque e, quindi, rappresentano un gruppo eterogeneo. Dove manca un velo di spiritualità, possono trasformarsi in laici rettori, anche di grande spessore, talvolta no. “Più avanti si va nel Cammino, meno umanità si incontra”, è la regola che mi sarà enunciata più avanti, in un momento davvero difficile del mio Cammino, da un giovane Hospitalero che mi darà consigli importanti, come il modo giusto per curarmi i piedi. Foro Romano L’alberge che mi tocca in sorte è un edificio di tre piani con una grande scala di legno antico all’interno. L’edificio municipale è già pieno. Fuori ha pareti dipinte di bianco e rifinite con grandi assi di legno. Il tetto a spiovente rivela che in inverno cade la neve. Miei compagni in una camera al secondo piano sono un belga, intenzionato a tornare in Belgio a piedi, e le due ragazze del nord che erano sul treno. Una è tedesca, Agnes, ci incontreremo ancora ma sarà una delle tante meteore apparse sul Cammino. L’altra è irlandese, si chiama Avril. Vuole arrivare fino a Santiago, sarà compagna del Cammino. Lei mi offre l’ultima sigaretta prima di andare a dormire. Da domani non si fuma. È l’unica regola che mi sono imposto. Se dovessi fare anche un tiro da una bionda torno a Roma. Regola che, con tutte le sue conseguenze e implicazioni, in primis oniriche, rispetterò. Per il resto, vado a letto a stomaco vuoto. È troppo tardi per mangiare e, in questo S. Jean si dimostra, ancora una volta, simile ai paesi del nord. Trovo locali che stanno chiudendo ma nessuno è disposto a cucinare. Nel mettermi a letto, sbatto la testa contro lo stipite della porta. È la prima di una serie di botte alla testa che darò, quasi quotidianamente, prima di capirne il significato. 2. Oltre i Pirenei (20.07.09) Parto la mattina all’alba. Sono sveglio già dalle cinque. Ho dormito male, tutta la notte. Il lenzuolo-sacco che ho acquistato è troppo corto per me – fatto che avrà il suo peso nel prosieguo del mio cammino imponendomi una scelta – e il mio russare ha turbato i miei primi coinquilini che mi hanno svegliato più volte gettandomi piccoli oggetti in faccia, in particolare Avril, l’irlandese, che dopo quella notte odio in maniera speciale. Faccio una rapida doccia e una buona colazione e riempio la borraccia dell’acqua che può contenere. Zaino in spalla, e si fa sentire, sono tra i primi ad uscire in strada. Il sole non è ancora sorto. Mi emoziono compiendo il primo passo. Supero la Porta d’Espagne che è lì accanto. Sono sul Cammino. Tutti i Pellegrini della storia giunti da questa parte della Francia hanno compiuto questa stessa cerimonia. Scelgo la via alta (o della montagna). So che 33 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 34 Le Voci dell’Avvocatura la via del fondovalle è più facile e segue una statale, ma non sono qui per divertirmi e da tempo sogno di valicare con le mie gambe i Pirenei. Voglio essere un nano sulle spalle dei giganti. Voglio poter dire anche io, un giorno, che per raggiungere la mia meta sono stato in grado di scalare le montagne. Voglio, oggi, infante davanti al lungo Cammino della vita futura, avere la forza di arrampicarmi verso i capelli di mamma. Voglio… Ma la realtà è dura. Inizia la salita. La strada si snoda attraverso villini e costruzioni isolate. Nei crocicchi, tante edicole dedicate a Maria o al crocefisso. Credo di essere il più veloce di tutti ma ben presto mi superano in tanti. Ho smesso ieri di fumare e i miei polmoni sono già in affanno. Sono madido di sudore. Lo zaino pesa e non dà pace alle mie spalle. Bevo molto rapidamente tutta l’acqua che mi sono portato dietro. Al primo punto di ristoro segnalato sulla mappa rallento per acquistare dell’acqua fresca. Una signora anziana, ancora insonnolita, mi fa entrare nel salotto della sua villetta, dove tiene un frigorifero con ogni tipo di bevanda. Penso sia il suo modo per aiutare i Pellegrini, anche se non è molto socievole, oppure il modo per garantirsi un incentivo alla pensione in tempo di crisi. Tant’è… Mi siedo su di un muretto e vengo raggiunto da tre persone che mi sembra di riconoscere. Sono i tre ragazzi che stavano sul treno verso Saint Jean… Quelli che parlavano di Roma. In realtà sono tutti catalani, due di Maiorca, Tony e Thomeu (per Antonio e Bartolomeo), e uno di Valencia, sempre di nome Antonio. Tony, scoprirò ben presto, è un curato Salesiano. È molto gentile. Ha studiato a Roma ed è quello il motivo per cui conosce la mia città. Ha un lessico forbito. In realtà, pur non sapendolo, già da subito penso che sia un prete… Ha i classici denti gialli e la bavetta sui lati delle labbra, la pelle bianchissima e lunghi peli neri ovunque, caratteristiche che spesso hanno i prelati di tutte le nazionalità. Thomeu è un musicista e suona la chitarra. É introverso e parla poco, come accade agli schiavi della nota, ma è molto gentile e con i gesti trova sempre modo per farti sentire del gruppo. Grazie ad un dialogo che ha avuto con Tony dopo la messa, ho scoperto che non è cattolico, ma agnostico. Parla, senza chiarezza, di un Dio che guarda all’Amore Universale. Antonio è piccolo, grazioso. Ha capelli neri ricci da scugnizzo e occhi azzurri, esprime sempre intenzioni nobili attendendo un plauso, ricorda un putto. Saranno loro ad accompagnarmi fino a Ponte della Reina, nel primo tratto della mia avventura. Dopo un paio di chilometri in salita ci si arresta. Tony dice: “scusa ma dobbiamo fermarci per un po’ per leggere e commentare dei passi di Bibbia e Vangelo, ma non voglio obbligarti, se a te non interessa…”. L’invito è così gentile e non invadente che l’accolgo. Ogni discorso, un frammento. Nel seguire il destino la sapienza arriva sempre per ultima. Dannato comandamento è la santa incertezza del Cammino che ci attende. Spesso, tra nuvole e ciliegie, ti guida quella voce che non ti fermi ad ascoltare. La sosta per le letture diventerà un piacevole intermezzo di ogni tappa. È un piacere ascoltare la voce di Thomeu e quella imberbe di Antonio che leggono in lingua catalana i brani. Altrettanto piacevole, dopo, è ascoltare le considerazioni di Tony, che è prete profondo e paziente. Io partecipo con il mio punto di vista, sereno, con occhi pieni di panorami di montagna e natura. Thomeu esplora i sentimenti dei personaggi del racconto; Antonio non ama la Bibbia che contiene troppa violenza (si parla di David e Golia). Quando ripartiamo tra noi cade il silenzio. La tappa è ardua. Sono 27 chilometri di salita continua, da 300 metri a 1.400 m. sul livello del mare. Ad ogni cima ti trovi a sperare che l’ascensione sia finita, poi, superata un’altra roccia scopri una salita ancora più erta. Intorno, qualche traccia di confini, segnati da pali conficcati nella terra ai lati del sentiero. Sui pascoli, mucche, capre, cavalli. Sembra il panorama del film Brockeback Mountain. Sulla strada, sempre segnalata da frecce gialle anche là dove non crederesti mai, incontro molte delle persone viste a S. Jean il giorno prima. C’è anche la timida signora bionda del treno, che, questa volta, saluta: “Buen Camino”. Quando il mio cuore e i miei polmoni sono al limite, finalmente, superata una strettoia di rocce, il pendio 34 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 35 Le Voci dell’Avvocatura sembra volgere al piano. Da lontano vedo una sorta di sacrario votivo. È l’omaggio a un Pellegrino tedesco di mezza età, morto d’infarto in cima a quella salita, la fine che in quel momento penso di star per fare anche io. Le spalle sono doloranti e nella inforcata dell’ascella sinistra si fa spazio una brutta sensazione di insensibilità, come se, premendo su un nervo, la fascia del mio zaino abbia addormentato, lentamente ma inesorabilmente, il braccio. Da ipocondriaco, mi chiedo se siano simili dolori a preparare l’infarto, anche perché il cuore batte all’impazzata. Attraverso ponticelli di legno si arriva ad uno slargo indicato sulle mappe. Lì si trova la Fonte di Orlando. Da una fenditura della roccia fuoriesce acqua freschissima, che, forse la fatica e l’arsura fanno sembrare una delle più buone che io abbia mai bevuto. Riempio ben quattro borracce e sorseggio, ristorato. Fantasie di antichi cavalieri circolano nella mia testa. Come un bambino, mi immagino a cavallo, bardato come un paladino con la mia spada e mille nemici da sconfiggere. La natura e la storia del luogo mi fanno, senza sosta, da musa epica. Superato un altro tracciato di rocce si entra in un bosco dai rami pallidi e contorti, con grandi macchie di muffe antiche oppure buchi sulla corteccia che sembrano bocche stregate pronte a ghermerti, rami dolorosamente intrecciati, come braccia tese nel vuoto in un urlo di dolore, a nascondere il cielo. Il panorama è ideale per streghe riunite in un sabba o per un mago Merlino intento in incantesimi o per un druido celtico impegnato a raccogliere rare erbe con il falcetto. La guida, che ho con me, insiste che il bastone del Pellegrino va trovato in quel bosco. Io trovo soltanto rami umidi e marci, troppo contorti e deboli per far da bastone. Mi sporco soltanto le mani di terra nel sollevarli. Non è qui che troverò il mio bastone. Ma lo dovrò avere. Secondo la leggenda, “lo spirito dei vecchi Pellegrini ti accompagnerà nel viaggio. Il cappello ti riparerà dal sole e dai cattivi pensieri, il mantello ti salvaguarderà dalla pioggia e dalle cattive parole, il bastone ti proteggerà dai nemici e dalle cattive azioni”, solo la zucca serve solo a quello che serve. Io, data la forma, la scambierò per un caciocavallo a lungo. Scoprirò, più avanti, solo grazie ad un Hospitalero che la zucca, Foro Romano svuotata, era utilizzata dagli antiche Pellegrini come borraccia. Nel silenzio, nel verde, vedo da lontano un capro dalle lunghe corna ritorte, che sembra seduto. Alla nostra vista non si muove. Solo da vicino, scorgo ad un certo punto il suo ventre. È aperto e le budella a terra sono coperte dei vermi della putrefazione, un sudario brulicante a rivelare una morte implacabile e violenta, la firma di un predatore. La testa è rimasta incorrotta, il capo è ritto, gli occhi, integri, sembra guardare, immobile e solenne. Quella sanguinosa visione è un ammonimento. Il capro è il simbolo della morte che aspetta dietro l’angolo, della sua austera dignità. Il mio corpo ha superato la prova di oggi ma molte altre me ne aspettano. Inizia una lunga discesa, oltre il Collado de Bentartea, oltre la Francia, verso la Spagna che ci accoglie gentile. Tony, Thomeu e Antonio sono più veloci. Resto di nuovo solo tra i rami degli alberi e il profumo di sottobosco. L’aria è fresca. Dopo una lunga passeggiata nel bosco, mi stendo a terra e metto la testa sullo zaino. Mi addormento. Vengo sorpreso da un ragazzo e una ragazza che si sdraiano sotto il mio stesso albero e a loro volta restano sorpresi dalla mia inattesa presenza. Quando, alle tre del pomeriggio, intravedo il profilo di un complesso dalle mura antiche comprendo che la fatica del giorno è terminata. Provo un senso d’orgoglio. Ho valicato i Pirenei, io, che non ho braccia per superare un muro. Attraverso l’ultima parte del sentiero e giungo alle spalle di una grande costruzione, simile a quelle dei rifugi alpini. È la mia prima conquista e mi fermo a guardare. Mi rendo subito conto che domani dovrò, di nuovo, camminare e con lo zaino sulle spalle. Temo che la mia preparazione non sia stata davvero sufficiente e mi rimprovero per essermi imbarcato in un’impresa del genere. È la lotta della maturità contro l’infantile incoscienza che non sconfina mai in coraggio. Avviati e incerti, come bambini alla prima corsa, salimmo sulle spalle del Gigante. Cento volte più insicuri, giocavamo a ricavar figure 35 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 36 Le Voci dell’Avvocatura Orreaga/Roncesvalles è sempre stata un passo attraverso il quale i Celti prima, poi i Romani ed, infine, i barbari penetrarono nella penisola iberica. Nell’anno 778, la gola di Valcarlos fu teatro della Battaglia di Roncisvalle, in cui la retroguardia dell’esercito di Carlomagno, di Rolando e dei coraggiosi paladini Franchi, fu sconfitta dai Baschi. La notizia della battaglia è alla base di uno dei grandi testi, padri della cultura Europea, la “Chanson de Roland”. Nell’anno 813, dopo la scoperta della tomba dell’apostolo San Giacomo (Tiago, in spagnolo, James in inglese), divenne punto di passaggio di uno degli itinerari del Cammino e, grazie alla spinta di Sancio III° il Maggiore, una pietra miliare. Per fornire assistenza ai Pellegrini, nel XII° secolo fu eretto un ospedale-monastero sul passo di Ibañeta. Il Vescovo di Pamplona e il Re Alfonso il Battagliero fecero poi costruire, la Chiesa Collegiale di Roncisvalle, la Collegiata e un rifugioospedale, Casa Itzandegia. Nonostante il grande affollamento la signora cerca di farmi avere un posto, visto che Tony, Thomeu e Antonio dormiranno lì. Ma c’è anche Avril, l’irlandese. Io declino l’invito gentilmente. Scelgo di pernottare nell’unico albergo di Roncisvalle, una costruzione vicina, ma isolata a due piani. Per quella notte, dopo aver sopportato, pazientemente, le reazioni scomposte al mio russare, desidero dormire bene, russare il necessario e senza contestazioni. Il mio corpo me lo chiede a gran voce. Ho saputo che alle 19,00 sarà celebrata la messa del Pellegrino, un classico, non voglio assolutamente mancare. Ho anche prenotato la cena con il “Menù del Pellegrino”, primo di una lunga serie per le 20,30. Così, guardando un poco di TV spagnola, cerco di dimenticare le sigarette, il cui ricordo e odore ancora ristagna sul mio corpo. Faccio una lunga doccia e lavo i miei indumenti, mi cambio. Attendo fino all’ora giusta, pochi minuti prima delle sette, poi, scendendo le scale, sbatto la testa su un tramezzo di legno. Roncisvalle è piccola. Pur uscendo all’ultimo momento non farò tardi. Dirigendomi alla chiesa, noto la Cappella del Santo Spirito o Silos di Carlomagno, opera del XII secolo, il luogo in cui, secondo la leggenda, Rolando infisse la sua spada, dopo la sconfitta di Roncisvalle. Accanto allachiesa vedo il Chiostro e la Cappella di San Agustín, antica Sala Capitolare a pianta quadrata, e, al centro, il da ogni segno ricamato sul dorso. Abbracciati a quella pelle, scalammo il vento tra le fronde, come profumo tra i capelli di mamma. La bocca ci baciò, ci rinfrescò i capelli… Sembrava rugiada, ma era pianto. Sulla pietra, soli, osservammo il lento arrendersi del giorno. 3. Roncisvalle In Roncisvalle mi siedo, distrutto, al tavolo di un bar. Sulla strada, un cartello: “Santiago de Compostela, 790 km”. C’è una freccia gialla. Domani la mia avventura riprenderà da lì, ma sento un nodo in gola. Incontro di nuovo la signora, quella del treno, che mi saluta e sorride. La invito a bere con me. Mi accorgo della tonicità del suo corpo, quello di anziana abituata a viaggiare, zaino in spalla, che ha qualcosa di inatteso e speciale. Scopro che si tratta di una Hospitalera olandese in viaggio verso l’alberge di una città, più avanti, nel Cammino. Prenderà servizio fino al mese di ottobre. Ha compiuto tante volte il Cammino di Santiago. Prima lavorava, poi ha abbandonato tutto ed ora passa l’estate a dare supporto ai Pellegrini. Si comprende che tra il prima il dopo, c’è un amore, un dolore, un’accenno di vita finita. Lei non spiega. Io non domando. Lei ce l’ha fatta tante volte. Ce la farò pure io. L’Olandese conosce l’Hospitalero dell’alberge di Roncisvalle, sempre olandese, che è rifugio parrocchiale a offerta libera. Si tratta della “Casa Itzandegia”, un’antica costruzione fatta di grandi pietre, in stile gotico, adibita all’inizio ad ospedale, poi ad abitazione ed infine ad ostello di Pellegrini. Fa parte degli edifici storici di Roncisvalle che, al di là del nome evocativo della sua grande storia, non è che un piccolo paese, un aggregato di costruzioni intorno alla Collegiata e alla chiesa di Santa María, con annesso battistero. Sono stati costruiti tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo per iniziativa dei regnanti di mezza Europa. Un’armonia incastonata tra i monti dei Pirenei avvolti dalla nebbia, sulla strada che unisce la Guascogna e la Navarra. 36 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 37 Le Voci dell’Avvocatura sepolcro del re Sancio VII il Forte, il Re che vinse gli Arabi a Navas de Tolosa (1212) e che da lì riportò mazze e catene strappate al suo nemico, Miramamolín, oggi raffigurate nello stemma di Navarra. La chiesa di Santa María è di stile gotico francese, con pianta a tre navate, davvero un piccolo gioiello architettonico. La navata centrale è larga il doppio delle laterali, è coperta con volte a crociera, l’abside è pentagonale, illuminato da finestre gotiche orientate verso il sole, con vetrate la cui luce acceca chi guarda sul fondo. Sopra l’altare maggiore c’è da una vela metallica, sormontata dall’immagine di Santa María di Roncisvalle, una scultura lignea del XIV secolo, rivestita d’argento e rifinita in oro. In quel contesto di luce e di bianco di stucco e marmi, sembra un prezioso corpo estraneo. Pellegrini a Santiago de Compostela. Sii per noi compagno nella marcia, guida nelle difficoltà, sollievo nella fatica, difesa nel pericolo, albergo nel Cammino, ombra nel calore, luce nell’oscurità, conforto nello scoramento e fermezza nei nostri propositi perché, con la tua guida, giungiamo sani e salvi al termine del Cammino e, arricchiti di Grazia e di Virtù, torniamo illesi alle nostre case, pieni di salute e di perenne allegria e pace. Per Cristo nostro Signore, Amen. San Giacomo, apostolo di Gesù, prega per noi. Maria, madre di Dio, prega per noi”. Per ogni lingua viene invitato a recitare un Pellegrino diverso. Non è ancora il mio momento. Avverto la sensazione di appartenenza a un qualcosa che raduna gente da ogni parte del mondo. Solo in quella occasione, la benedizione viene recitata in Castigliano, Catalano e Basco, Portoghese, Inglese, Francese e Tedesco, Olandese, Italiano, Austriaco, Ungherese e Polacco, Svedese, Coreano. Davanti all’altare, si alternano lingue, mondi, culture, unite dal destino comune. La cena che segue è rapida. Miei commensali i ragazzi catalani. Ma più dello stomaco può il sonno. Alle 21 sono già in camera e, solo appoggiandomi sul letto, mi addormento. Mi sveglio alle tre, nel cuore della notte, convinto di aver appena fumato. Mi mortifico: “Nemmeno un giorno, non hai forza interiore, sei un verme rammollito, ora tornatene a Roma, sconfitto”. Mi cade una lacrima. Istintivamente mi odoro le dita, che non sanno di fumo. Realizzo che sono nella mia camera a Roncisvalle. Non sono venuto meno al voto. Era solo un incubo. Così non ho davvero problemi a riprender sonno. L’attesa per la messa non è lunga. Intorno una Babele di commenti in lingue diverse. Dalla canonica primo ad uscire è un prete dal volto severo, molto simile a quello descritto da Paolo Coelho nel capitolo letto in camera. I celebranti sono quattro. Due di fronte all’altare, due ai lati. La cerimonia è in lingua Basca. Dopo le letture, i celebranti iniziano un canto con tonalità gregoriane dal sapore antico. Gli officianti, ieratici, cantano un verso e i due ai lati rispondono, toni bassi e alti si rincorrono in una sorta di lungo esorcismo che ha un che di santo e un che di demoniaco. Lucriamo, infine, la Benedizione del Pellegrino: “O Dio, che portasti fuori il tuo servo Abramo dalla città di Ur dei Caldei, proteggendolo in tutte le sue peregrinazioni, e che fosti la guida del popolo ebreo attraverso il deserto, ti chiediamo di custodirci, noi tuoi servi, che per amore del tuo nome andiamo Foro Romano Segue... 37 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 38 Le Voci dell’Avvocatura Eutanasia mascherata e coraggio di vivere ancora Luigi Favino Avvocato del Foro di Roma F a molto discutere in Gran Bretagna il cosiddetto Protocollo per “il fine vita” (Liverpool Care Pathway for the dying patient), quel test che in pratica ti dice se morirai entro trenta giorni; e che in tal caso suggerirebbe la somministrazione soltanto di sedativi e la graduale sospensione sia di cure che di alimentazione ed idratazione del malato, per così dire “morituro”. Sullo scottante argomento, molte critiche sono pervenute proprio da soci della British Medical Association, nel timore di un aggiramento della legge che vieta l’eutanasia, che nel Regno Unito è stata depenalizzata di recente. In sostanza nelle “liste della morte”, potrebbero venire inclusi dei malati proprio non terminali, senza il loro consenso, o di quello degli stretti parenti, vanificando in tal modo il principio dell’illegalità della “dolce morte”. In particolare il test comprenderebbe una trentina di coefficienti di salute tra cui le malattie anche mentali sofferte dal paziente, l’età, il numero totale dei ricoveri ospedalieri, desunti dalle cartelle cliniche e dalle domande più idonee da porre al malato, per desumerne con le risposte quelli che sono considerati gli indicatori di morte più probabili entro il breve termine di trenta giorni. Naturalmente, sarebbe inutile parlare a questo punto di tutti coloro che dallo stato di coma, potrebbero risvegliarsi di giorno in giorno non più per la vita, ma percorrere una scorciatoia della morte “illico et immediate”. Con buona pace di tutti. Tuttavia, il test avrebbe già avuto un suo percorso in Australia sotto l’egida della Università of New South Wales, dove alcuni scienziati lo avrebbero varato sotto il nome di “CRISTAL”, acronimo di “Criteria for Screening and Triaging to Appropriate Alternative Care”. Apparentemente, le finalità sembrerebbero complesse perché da una parte, si vorrebbe evitare l’accanimento terapeutico e dall’altra l’aumento della spesa sanitaria, la pressione dei parenti sui medici ed infermieri quan- do la qualità della vita del paziente non migliorerebbe più, e così via, consentendogli di trascorrere l’ultimo mese in famiglia tra cure palliative temporanee. Ma non è escluso che l’applicazione del test possa portare ad un aumento dei contributi finanziari da parte degli enti pubblici agli ospedali, che abbiano liste più folte di nomi prossimi moribondi. Tutto ciò non può non far riflettere sul conflitto di interessi che sarebbero in gioco: con lo Stato, che da una parte vuole risparmiare sulla spesa sanitaria e dall’altra, con l’insopprimibile diritto alla vita che ciascuno può sentire a modo suo, ma che tuttavia, costituisce pur sempre un diritto umano non negoziabile in assoluto, anche in caso di malattie cosiddette incurabili. Tanto più che molte di queste malattie hanno solo bisogno di un tempo superiore a trenta giorni per diventare più curabili e in certi casi anche guaribili, come il cancro ed altro ancora. Anni addietro ci sono state campagne di stampa sui silenzi sospetti relativi a farmaci anti tumore ed a terapie che hanno ridato a tanti una vita normale, sperimentando contro ogni speranza questo o quel ritrovato scientifico: avevano mantenuto il coraggio di vivere fino in fondo. Il Professor Veronesi, a questo proposito, in una intervista rilasciata nel 2000 (8 aprile, pag. 12, Il Giornale) diceva che “Non bisogna mai perdere la speranza. Dal cancro ormai si guarisce sempre più frequentemente”. Non tutti saranno d’accordo su questo, perché una malattia che ti capita addosso all’improvviso, può anche far perdere la fede a chi pensa di averla incrollabile; oppure far trovare una soluzione del problema al di fuori di tutti gli schemi, come è accaduto alla ricchissima ereditiera americana Huguette Clark, figlia del “re del rame”. Non appena il cancro l’aggredì deturpandole il bel viso, decise di abbandonare tutto, dalle frequentazioni dei salotti ai concerti di violino, per auto recludersi in una clinica di New York, dove erano già passati Marilyn Monroe e Michael Jackson. Vi rimase per oltre vent’anni in una sorta di rassegnazione, rifiutando ogni operazione e 38 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 39 Le Voci dell’Avvocatura lasciando in eredità le sue fortune ai suoi collaboratori più poveri e agli infermieri, con il patto che i loro figli finissero con profitto gli studi intrapresi. Da quello che sembra un romanzo, Bill Dedman, un noto scrittore americano, nel 2013 ha tratto un libro dal titolo “Dimore Vuote”, nel quale è riuscito a far rivivere la figura straordinaria di Huguette, venuta a mancare nel più assoluto isolamento dal mondo due anni prima. Una bella storia, ed avvincente anche il libro che l’ha raccontata, ma che pur sempre rivela i caratteri di una volontaria eutanasia… quasi al rallentatore. Ed è sempre il coraggio di vivere (oggi più raro di... ieri) a spingere a ribellarci di fronte all’“allarme longe- Foro Romano vità” lanciato qualche tempo fa dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) con la raccomandazione agli Stati, di affrontare il problema su vari versanti, perché l’allungamento della vita media, su scala mondiale, rischierebbe di far saltare i conti del “Welfare” delle singole Nazioni. Francamente non possiamo non sorridere a leggere queste ipotesi allarmistiche, perché tutto comincerebbe, secondo l’FMI, nell’anno 2050, quando la vita media si allungherebbe di tre anni in più, di quanto previsto oggi. Non rimane allora, per saperne di più, ... per chi proprio lo volesse, decidere di arrivare a quella data. 39 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 40 Le Voci dell’Avvocatura Il processo come teatro Gennaro Francione Magistrato I n tutti i tempi Teatro e Processo s’identificano in quanto hanno in comune un’azione e un giudizio che si esprimono in uno spazio ristretto: rispettivamente il Teatro-Edificio e il Palazzo di Giustizia, che per essere impregnati di magia sono assai vicini al Tempio Sacro. Il rito, mentre dà ritmo temporale sia al processo che all’azione scenica, richiama l’origine numinosa di entrambi, ricollegando il lavoro dei giudici e dei teatranti a quello degli Dei, dei Sacerdoti, dei Maghi. Venendo ai giudici drammaturghi italiani del 1900 inizio del 2000, essi fanno parte di una schiera di ben 150 magistrati scrittori che si sono espressi nelle forme letterarie più disparate. Per non parlare del numeroso stuolo di avvocati anch’essi col pallino della penna letteraria. Un’onda di ius-teatranti che tende vistosamente ad espandersi con autori di spicco, utilizzando il “processo” come forma teatrale per eccellenza. I giudici hanno a disposizione il processo, che di per sé è già altamente letteraria come forma strutturale, rappresentando l’architettura teatrale per lo svolgersi dei più diversi casi. Il teatro, infatti, è proprio la scena dove l’autore processa i casi umani, facendo entrare e uscire personaggi. I personaggi di Pirandello dicono al pubblico: “Sia qua come un tribunale che si senta e che ci giudichi”. Nino Borsellino, insegnante di letteratura italiana all’università di Roma, ha detto che il teatro di Pirandello “è tutto un processo, di tipo extragiudiziario”. Il processo è vita, nel senso che fa parte della vita, vi incontriamo l’intera umanità; “... ogni volta che un uomo incontra un altro uomo o un gruppo di uomini, ogni volta che un uomo parla ed agisce, sempre, assolutamente sempre, quell’uomo viene processato ... per un giudizio di credibilità, onorabilità, eticità .... Noi siamo eternamente riguardati da mille occhi”. Nel teatro processuale capostipite fu Ugo Betti, il quale predilesse il processo come “inchiesta”, e non come teatro-dibattimento strictu sensu, in opere come Frana allo scalo nord (1932), Corruzione al palazzo di giustizia (1944), Ispezione (1945-46), Irene innocente (1947), Il giocatore (1950). Betti fu seguito a ruota da Vico Faggi, maestro del “teatro dibattimentale” (Ronfani). Più specificamente Faggi, nella ricostruzione del Processo di Savona celebrato contro Parri, Rosselli e altri antifascisti, si avvalse della sua esperienza di giudice per riformulare dall’interno l’azione giudiziaria sulle scene. Dante Troisi, colpito da censura per i suoi scritti e poi riabilitato come giudice e scrittore, ha trasfuso nelle sue esperienze teatrali il senso drammatico di un’esistenza frammista a un angoscioso connubio tra religiosità e giustizia, entrambe perennemente sfuggenti. Infine lo scrivente ha composto un numero cospicuo di opere teatrali uroboriche1, pregne di dramma frammisto a spettacolarizzazione e a realismo magico, non disdegnando l’utilizzo del teatro-processo in toto (L’Appeso, Vespertiliones, Overdose, Urebecs, Eclissi. I delitti dei Beati Frati di Mazzarino, Das narrenraumschiff zahl elf-L’astronave dei folli n. 11, Le streghette di Benevento, Processo a Caravaggio e Pasolini, Il Pozzo di Bansegoth-Processo a Charles Manson, L’Apollogia di Socrate, Le risonanze, Procedura per la cella di Alessio, Il delitto perfetto della Sapienza) o pro parte (Il giudice Fausto e l’avvocato Mefisto. Storia di straordinaria corruzione, Don Vincente Utrillo-il Pubbabau, Il Cinghiale di Bodano, Erotismi illuminati e crudeli, Processo a Catilina)2. Su tutti questi atti di trasposizione drammaturgica incombe il senso di una fatalità, quella stessa greca, contro cui non si può che innalzare un coro finale di attonito stupore degli esseri, alle prese col problema stesso del libero volere, preliminare all’asserzione di una responsabilità umana. Il dramma in sé del giudice è proprio quello di dover predicare nella vita quotidiana di sforna sentenze una libertà dell’agire che l’esplorazione profonda dell’animo umano, da drammaturgo, continuamente gli nega. Il guaio di chi salga sul carro di Tespi3 è che prima o 40 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 41 Le Voci dell’Avvocatura poi, giudice o barbone artista che sia, vi debba ridiscendere, perdendo nel becero quotidiano il contatto con l’unica forma reale di estasi laica rimasta. Quella con la Dimensione dell’Estetica Scenica. Ugo Betti Nasce a Camerino il 4 febbraio 1892. Si trasferisce nel 1901 a Parma per seguire il padre, medico condotto, nominato direttore dell’ospedale municipale. Prima di lasciare il Liceo per studiare legge all’Università di Parma, l’interesse di Betti per la letteratura trovò una concreta espressione in una libera traduzione in versi dell’Epithalamium di Teti e di Peleo di Catullo che fu pubblicata a Camerino nel 1910. All’entrata dell’Italia in guerra, Betti si arruolò nell’esercito come “volontario ciclista”, successivamente frequentò l’Accademia Militare di Torino da cui uscì nel febbraio 1916 come ufficiale di artiglieria. Dopo la guerra Betti decise di riprendere gli studi legali e negli anni venti prestò servizio come pretore nella cittadina di Bedonia (vicino a Parma) ed in altri centri rurali della regione, per divenire poi magistrato nella stessa Parma. Nel 1930, dopo il matrimonio, si trasferì a Roma per ricoprire il ruolo di giudice della Corte d’Appello. Numerosi sono i suoi lavori drammatici, tra i quali ricordiamo Corruzione al palazzo di giustizia (1944) e Delitto all’isola delle capre (1950), che verranno rappresentati nei teatri di tutto il mondo con enorme successo. Gli ultimi anni Betti li trascorse senza avvenimenti di rilievo. Lavorò per breve tempo nel Palazzo di Giustizia e poi come consulente legale per la SIAE. La maggior parte delle sue energie mentali, però, erano dedicate alla composizione di drammi teatrali e di articoli di terza pagina per i giornali italiani. Ugo Betti muore a Roma il 6 giugno 1953, all’età di 61 anni. Vico Faggi Nasce a Pavullo nel Frignano il 13 febbraio del 1922, conseguita la laurea in giurisprudenza all’Università di Modena, entra in Magistratura con prima nomina come pretore a Orzinuovi, in provincia di Brescia, e dal 1958 a Genova, dove terminò le sue funzioni di magistrato nel 1992, come Presidente Vicario di Corte d’Appello. È appunto a Genova dove, collaborando allo Stabile della città, ha dato inizio alla sua brillante carriera teatrale, rivelandosi un eccellente autore di teatro: i suoi testi sono infatti stati rappresentati con grande successo di pubblico e consenso di critica in molte città italiane. Ha inoltre raggiunto una notevole fama come traduttore dei maggiori poeti tragici e dei commediografi della nostra tradizione classica: sue sono le traduzioni di Euripide, Sofocle, Plauto, Terenzio e Seneca edite da Einaudi e Mondadori. Fra tutte non si può non ricordare la sua traduzione de Le Tragedie di Seneca, edita nel 1992 da Einaudi, nella collana “I Millenni – Serie: Teatro di tutti i tempi”. Anche se è stato innanzitutto uno scrittore di teatro, Vico Faggi fu tuttavia un poeta molto valido, come stanno a dimostrare le sue pregevoli raccolte di versi, tra le quali ricordiamo specialmente: Corno alle Scale, Fuga dei versi, Poetando cose, Signora d’Albuison e Svolte. _________________ 1 Da ouroboros, il serpente che si morde la coda. Foro Romano 2 Sui giudici scrittori vedi Eugius: Unione Europea Giudici Scrittori in 41 http://www.antiarte.it/eugius 3 Tespi è la Musa del Teatro. C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 42 Le Voci dell’Avvocatura In nome del popolo sovrano Angelo Miele Avvocato del Foro di Roma Se dovessimo giudicare l’attuale magistratura diremmo, in primo luogo, che è colpevole di aver veicolato la mistificatoria vulgata secondo cui essa è in regola con la Costituzione per quanto riguarda i suoi componenti, le prerogative di cui gode e per lo status indipendente del pubblico ministero. Invece, dagli scripta si ricava, a ben leggere, che la Costituzione ha stabilito che la giustizia è amministrata in nome del popolo (art. 101), da soggetti istituiti magistrati (art. 102), i quali formano l’ordine della magistratura, con prerogative di autonomia e indipendenza da ogni altro potere (art. 104). Il pubblico ministero – ufficio pubblico che veglia all’osservanza delle leggi e alla corretta amministrazione della giustizia e che promuove la repressione dei reati, tutte funzioni rientranti nella competenza del potere esecutivo – non fu ritenuto magistrato tuttavia meritevole di garanzie, la cui individuazione deve essere stabilita dal legislatore (art. 107, comma quarto). Dunque la Costituzione separò chi deve esercitare l’azione penale, appunto il pubblico ministero, e chi deve giudicare la fondatezza, appunto il giudice: due ordinamenti distinti: altro che separazione di carriere! In conclusione: la Costituzione attuò il principio della divisione dei poteri statali, principio che, da Montesquieu in poi, ha costituito uno dei fondamenti del costituzionalismo moderno occidentale e dello Stato di diritto (mantenne bensì il vecchio ordinamento giudiziario, ma solo fino al nuovo ordinamento, come da VII disposizione transitoria). Son passati oltre sessant’anni! Ma il nuovo ordinamento giudiziario conforme a Costituzione non ha visto la luce, salve alcune modifiche che, però, non hanno minimamente intaccato l’impianto di fondo del vecchio ordinamento: è stato invece rinviato alle calende greche l’“ordine della magistratura”, previsto dall’art. 104, ed è restato in vigore l’“ordine giudiziario” fascista (art. 4 Ord. Giud. 30 gennaio 1941, n. 12: unione organica di giudici e pubblici ministeri): il paradosso è veniamo ammoniti a non delegittimare questa magistratura (costituzionalmente illegittima), vista come fosse una sacralità. A questo punto è necessario chiedersi a chi deve essere addebitato il delitto di lesa Costituzione, cioè a chi bisogna far risalire la omessa emanazione dell’ordinamento giudiziario conforme alla disciplina costituzionale. L’art. 108 della Costituzione prevede che “Le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge”: dunque, la responsabilità è del Parlamento (anche in caso di delega al Governo, posto che qualsiasi delega deve contenere principi e criteri direttivi, come prescrive l’art. 76 Cost.). Sennonché va osservato: quando il legislatore deve decretare su materie incandescenti, che coinvolgono interessi rilevanti della società o di forze politiche – come può dirsi per la giustizia – la legge risente, e non potrebbe essere diversamente, della pressione di lobby e di corporazioni (in primis quella dei magistrati), ma, soprattutto, nel nostro caso, risente, e pesantemente, della divaricazione ideologica esistente tra le forze dello schieramento politico che fa del nostro, un Paese unico nel mondo occidentale liberaldemocratico. E così – limitando l’esame all’assetto giudiziario – si registra la profonda differenza sussistente tra le forze politiche, differenza che è il riflesso della spaccatura politico-ideologica del Paese in forza dell’incombere e persistere sulla scena politica di un partito antisistema (il partito comunista, nato nel 1922, attratto dalla rivoluzione sovietica del 1917). Reminiscenza storica che si rende oggi necessaria per comprendere appieno le ragioni della mancata attuazione della Costituzione in ordine al potere giudiziario e che soprattutto, mostra le ragioni che rende scettici in ordine ad una riforma della giustizia al passo delle analoghe istituzioni europee. L’utopia comunista non esiste più, ma permangono i comunisti. L’esperienza registrata dalla caduta del fascismo ai giorni nostri autorizza un giudizio negativo sui comunisti, nel senso che se è vero che i medesimi rinunzia42 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 43 Le Voci dell’Avvocatura rono alla rivoluzione armata (le armi erano pronte, sebbene seppellite) per realizzare in Italia una democrazia popolare (il socialismo di tipo sovietico), non è men vero che non rinunziarono all’obbiettivo, seppure con altri mezzi, come suggerito da Gramsci, pur nel rispetto formale degli strumenti della democrazia borghese, alias liberale. Non è certo, questo, il luogo per ricordare il lungo percorso dei comunisti all’interno delle istituzioni repubblicane, basta coglierne i momenti salienti con riferimento all’esclusivo tema della giustizia. Palmiro Togliatti, il prestigioso leader comunista italiano, rientrato in Italia nell’aprile del 1943 dal freddo moscovita, aveva ben chiaro il da farsi per realizzare la via italiana al socialismo. Nominato Ministro di giustizia, prima nel Governo Parri (1945) poi nel Governo De Gasperi (1945-1946), fu autore delle “Guarentigie della magistratura”: le mani rosse sulla giustizia; tra le quali la sottrazione delle funzioni di pubblico ministero alla direzione ministeriale. Fu detta la “via italiana al pubblico ministero” appunto perché non si aveva l’eguale in nessuna parte del mondo; fuorché, ovviamente, nel regime sovietico, nel quale la prokuratura era indipendente da tutti tranne che dal partito comunista. E fu anche lo strumento necessario per la via italiana al socialismo: la magistratura con il compito di spianare la strada, ai comunisti (il fascismo dovette istituire all’uopo il tribunale speciale per disfarsi degli antifascisti). All’Assemblea costituente, venendo in esame le garanzie per il pubblico ministero (che il Progetto di Costituzione, redatto dalla Commissione dei 75, voleva fossero le stesse previste dei magistrati), si decise, però, per il rinvio al legislatore in attesa che il nuovo modello di processo (che i Costituenti ritenevano dovesse essere di stampo accusatorio) ne chiarisse lo status. Come è noto soltanto con il codice di procedura penale del 1988 – il pubblico ministero venne configurato quale “parte” e, quindi, nettamente distinto dal giudice, “in modo da porre fine al fenomeno di reciproca trasmissione di caratteri tra i due organi pubblici del processo che costituisce una delle note di fondo più negative del sistema processuale penale vigente” (Relazione). Ma qui intervenne un altro colpo di mano (dopo quello Foro Romano di Togliatti del 1946): la Commissione ministeriale, che aveva il compito di adeguare l’ordinamento giudiziario al nuovo processo penale non lo adeguò affatto e quindi il pubblico ministero “parte” restò unito organicamente al giudice superpartes. La Commissione era composta nella stragrande maggioranza da magistrati, i quali legiferarono nell’interesse della loro corporazione all’insegna “l’unione fa la forza”. Intervennero di lì a poco sia l’indiretto giudizio negativo del popolo sul funzionamento della giustizia (referendum del novembre 1987), sia la caduta del muro di Berlino (1989) che conclamò la fine ingloriosa del comunismo sovietico. Fu l’occasione e la ragione per le quali comunisti e magistratura strinsero un pactum sceleris per la difesa dei loro reciproci interessi: i comunisti senza rinnegare nulla della loro ideologia e della loro prassi, avevano necessità di liberarsi dei socialisti; i magistrati cercavano l’appoggio di una forza politica per mantenere il loro strapotere (la rivoluzione delle toghe va letta in questa chiave: la corruzione della classe politica esisteva indisturbata da decenni), così come va interpretato l’appoggio comunista a favore delle richieste dei magistrati. Tu dai una cosa a me, io do una cosa a te. La sconfitta di Craxi fu una resa ai pubblici ministeri milanesi, che dette ai comunisti la possibilità di riproporsi per la conquista del potere, presentatisi, seppure orfani dell’ideologia (il mito del mondo nuovo), come unica forza dalle mani pulite. La messa in scena si è ripetuta: al posto di Craxi c’è Berlusconi, che alla fine è stato decapitato e con disonore. Che importa se la giustizia è andata a ramengo, che importa se molti magistrati hanno prostituito la funzione giudiziaria: il fine giustifica i mezzi. Sull’Italia oggi spira un forte vento del peggiore statalismo (soprattutto la menzogna), che proletarizza la classe media a beneficio della nomenclatura rossa. Tutti più poveri in nome dell’eguaglianza: tasse, sempre tasse, fortissimamente tasse. E la magistratura, istituzione di garanzia dei diritti delle persone e del corretto funzionamento del sistema democratico, sta a guardare. Purché, non sia scalfito il suo potere di corporazione illimitatamente irresponsabile (ad onta dell’art. 28 della Costituzione!). 43 C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 44 Le Voci dell’Avvocatura L’emozione per un giuramento Cesare Morelli Avvocato del Foro di Roma G li anni del nostro vivere terreno passano veloci e segnano il fluire del nostro cammino infatti, mi sono ritrovato a raggiungere la cosiddetta terza età con un figlio il cui ricordo del piccolo bambino è quasi del tutto svanito e l’ho visto diventare grande con tutte le Sue problematiche e difficoltà del caso. Ho avuto sempre presente il pensiero del Suo inserimento nella vita lavorativa ed in verità lungi da me il pensiero che volesse fare l’avvocato! Durante i suoi anni giovanili si era pensato per Gianluca, quale Suo futuro, all’ISEF (Istituto Superiore Educazione Fisica) essendo stato sempre molto bravo nello sport o la mera possibilità del superamento di un concorso per accedere in accademia come di fatto stava accadendo per quella di Livorno molti anni passati; avvenuto infatti il superamento dei testi di ingresso e il tema di Italiano, fu poi ivi convocato per tutte le prove finali della selezione con l’onere di una permanenza finale selettiva per ulteriori giorni quindici, ma non volle restare e dopo due giorni decise di rientrare a Roma e così svanì la possibilità di un suo potenziale ingresso definitivo ed evidentemente non doveva essere quella la Sua strada! Il diventare per me avvocato era stato un mio sogno giovanile che ho poi dovuto accantonare per realizzarlo infine negli anni maturi della mia vita e mai avrei pensato che anche il figliolo volesse esserlo! Per Gianluca, trascorsi gli anni del liceo, per i suoi studi universitari, come da Sua libera scelta, volle iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza e superate alcune difficoltà del caso raggiunse poi la sospirata laurea con un gran bella tesi sulle “Misure di Sicurezza” che in parte ha anche condizionato la mia vita intrisa di volontariato sebbene, la svolta principale sia stata indubbiamente per Lui. Il figliolo inizia il Suo praticantato e dopo essersi interessato del civile frequenta un bravo avvocato penalista con il quale è assiduo andare in Tribunale, Corte d’Appello, Giudice di Pace, partecipa attivamente quindi alle udienze al fine di pervenire al completamento del Suo praticantato che risulta essere stato una gran bella esperienza e, completatolo nel migliore dei modi, inizia per lui il patos per l’Esame di Stato e le difficoltà per superarlo! Una prima volta non riesce nell’intento sebbene avesse frequentato un corso specifico congiunto a quello online e nel ripeterlo ottiene un risultato soddisfacente agli scritti con una sua predilezione,come da punteggio riportato, per il parere in Penale e relativo Atto Giudiziario. Oramai il figliolo si è del tutto appassionato alla materia penalistica e con costanza, passione ed amore, decide di seguire la strada lunga, ardua e esaltante della professione forense infatti, con determinazione mesi or sono decide di iscriversi nell’albo degli avvocati ed arriva la fatidica data del giuramento avvenuto nella giornata del 13 novembre 2014. Avevo un ricordo vago e fuggente di quello mio avvenuto illo tempore ed in tutta solitudine, ma quello di mio figlio Gianluca l’ho vissuto nella sua pienezza quale momento molto bello, emozionante non solo per Lui ma anche la Sua mamma, la Sua adorabile mogliettina, lo zio, familiari tutti e principalmente per me che vedevo mio figlio diventare avvocato! Gianluca ha voluto quindi seguire il piccolo solco tracciato dal suo papà che in età non più giovanile ha deciso di perseguire quello che era stato il Suo vecchio sogno giovanile poi accantonato, ma nel prosieguo della mia vita, coinvolto in tale senso anche per l’essere stato e lo sono ancora attualmente molto impegnato nel terzo settore, sollecitato anni or sono, da un Magistrato di Sorveglianza ora Presidente di un Tribunale di Sorveglianza che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere e frequentare per motivi lavorativi che suggerì di interessarmi del processo penale sotto l’aspetto esecutivo, non sottacendo in verità che durante la mia vita pregressa tanto mi ero interessato del tributario nonché molto del relativo processo! 44 Foro Romano C-Le Voci dell'Avvocatura_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 45 Le Voci dell’Avvocatura emozione indicibile congiunta ad una grande gioia! La formula racchiude un grande impegno morale che coinvolge la persona nella Sua pienezza con aspetti anche spirituali e quando è stata declamata da Gianluca con le seguenti parole “l’impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione forense” ho avvertito un piccolo brivido per avere carpito l’acme della felicità il cui ricordo rimarrà in me indelebile per i restanti anni che la vita mi vorrà donare in quanto, è veramente bello, pur con tutte le difficoltà del caso, fare l’avvocato e sentirsi tale al cospetto della collettività sebbene sussista il profondo impegno al quale si deve ottemperare per l’onere della professione forense e, pertanto, mi sia permesso ora affermare a viva voce: “Viva l’avvocatura Italiana” che ha avuto nei suoi Ordini, nelle varie Camere Penali e nel CNF grandissimi avvocati che tanto lustro hanno dato all’immagine della nostra Grande Avvocatura, alla Nostra Nazione che nei pregressi secoli trascorsi è stata la culla del Diritto Romano! Pertanto, quale mia sintetica considerazione, dopo avere affrontato per motivi lavorativi il mondo sterile dei tributi, decisi di intraprendere nell’ambito delle mie possibilità, la vita, il pensiero, le sofferenze dell’Uomo rinchiuso in carcere. Ho fatto una piccola divagazione ma ho cercato di ricordare il tutto; la mia vita, il mio accedere al mondo dell’avvocatura, il vedere il figliolo Gianluca iscriversi al Consiglio dell’Ordine di Roma e prestare il Suo Giuramento Solenne che io con il passare dei tantissimi anni avevo dimenticato sotto tutti i punti di vista nella sua più ampia accezione. Quale constatazione prioritaria si può facilmente affermare che la formula di rito che viene pronunciata è senza ombra di dubbio un grande impegno che riveste tanta solennità. Forse, nell’enunciarla, l’emozione del momento, lo stato d’animo, le difficoltà di leggere in quel contesto la sacramentale espressione al cospetto di tante persone può arrecare anche un po’ di patos ed anche io ho vissuto una Foro Romano 45 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 46 Attività del Consiglio La verità dei fatti Pietro Di Tosto Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma M olti preferiscono continuare a montare sterili polemiche solo per trarre dei vantaggi elettorali in vista delle elezioni per il rinnovo dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Rappresento l’Ordine degli Avvocati di Roma, e trovo inaccettabile che in un momento così grave per l’avvocatura, qualcuno possa screditare l’Istituzione forense per suo proprio interesse attraverso campagne di email (spesso addirittura anonime) e una serie di articolifotocopia pubblicati sempre dallo stesso giornalista. Tutti gli iscritti dovrebbero tutelare il loro Ordine. Si può essere contrari sulle scelte politiche, si possono contestare i progetti e le proposte consiliari ma non si può tentare di cancellare quanto costruito da una maggioranza consiliare propositiva e concreta. Nella nostra visione, infatti, ogni iscritto dovrebbe chiedere conto a ciascun Consigliere, alla fine del suo mandato, quale sia stata l’attività svolta e quali siano i progetti concretamente realizzati. Ed è per questo che siamo davvero orgogliosi di quanto abbiamo fin qui realizzato in favore dei Colleghi. L’attuale Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, infatti, ha concretamente realizzato: - una intensa attività convegnistica e formativa con 156 convegni organizzati nell’anno 2012, 456 ore di formazione totalmente gratuita, 26.926 partecipanti. Nell’anno 2013 l’Ordine ha organizzato 231 convegni, 671 ore di formazione e 29.537 partecipanti. Nell’anno 2014, fino al 10 Giugno, i convegni organizzati sono stati 139, 395 ore di formazione e 13.133 partecipanti. Chiunque fra i Colleghi, pur se esercenti attività settoriali, ha potuto trovare eventi che suscitassero interesse, e le maggiori novità legislative e giurisprudenziali sono state portate rapidamente all’attenzione degli Iscritti; - apertura presso la sala Avvocati del Tribunale Civile di Roma dello sportello per il deposito degli atti in via telematica; - deposito di memorie e comparse conclusionali di cui agli artt. 183 e 190 c.p.c. per via telematica; - pubblicazione di 126.000 sentenze presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Roma nel termine di 24/30 mesi, a fronte di ben 42 anni di attesa. Vi erano 3 addetti del Ministero di Giustizia che pubblicavano 250 sentenze mensili. Anche se avessero lavorato nel mese di agosto, Natale e Pasqua e non avessero goduto di ferie, avrebbero pubblicato appena 3.000 sentenze in un anno e ci sarebbero voluti 42 anni per raggiungere lo stesso risultato!!! Diversamente, sono state selezionate persone, preparate e capaci, che, in due anni e mezzo, hanno eliminato l’arretrato fino al 30 settembre 2011. Ovviamente tali persone sono state remunerate con i compensi previsti dalla legge e attingendo ai fondi riportati nel bilancio dell’Ordine; - richiesta copie via e-mail di decreti ingiuntivi e sentenze presso l’Ufficio del Giudice di Pace, dove vengono evase 250/300 richieste giornaliere in via riservata agli avvocati; - richiesta copie via e-mail di sentenze e decreti ingiuntivi presso il Tribunale Civile di Roma riservate agli avvocati, dove vengono evase mediamente 200 richieste giornaliere; - allestimento di corsi e box informativi sull’introduzione del processo civile telematico; - informatizzazione delle richieste presso la Procura della Repubblica di Roma ex art. 335 c.p.p.; - acquisizione telematica presso il Tribunale Ordinario di Roma, sezione Penale, delle trascrizioni dei verbali d’udienza; - apertura della sala per le indagini difensive presso l’Ordine degli Avvocati di Roma; - apertura dello sportello di consulenza per gli iscritti alla Cassa Nazionale Forense, presso l’Ordine degli Avvocati di Roma, con la presenza, ogni giovedì, di un delegato eletto nel circondario di Roma e di un dipendente della Cassa Forense; - ampliamento dei parcheggi riservati agli avvocati presso la Città Giudiziaria e apertura di un procedimento amministrativo interno per l’assegnazione, previa comunicazione a tutti gli iscritti in possesso dei requisiti di partecipazione; 46 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 47 Attività del Consiglio - impugnativa del provvedimento di riduzione dell’orario delle cancellerie innanzi al T.A.R. e al Consiglio di Stato, con emissione di sentenza favorevole all’apertura degli uffici presso gli organi di giustizia per 5 ore giornaliere. l’Ordine degli Avvocati di Roma ha promosso giudizio di ottemperanza nei confronti del Tribunale di Roma per la mancata applicazione della sentenza emessa dal Consiglio di Stato; - ampliamento del 20% dell’orario di consegna agli ufficiali giudiziari degli atti da notificarsi. Il precedente orario prevedeva l’apertura degli uffici dalle ore 8.00 alle 12.00, il nuovo dalle 8.00 alle 13.00; - apertura di uno sportello per l’immigrazione riservato agli avvocati presso la Questura di Roma; - riduzione dei crediti formati a 48 ore; - realizzazione della cerimonia per i giuramenti dei neo iscritti ai sensi dell’art. 8 della L.P. 247/2012 e della cerimonia per gli iscritti che hanno compiuto 25 anni di professione; - rilancio della scuola forense per la futura professionalità dell’avvocatura, completamente gratuita, nell’anno 2012 ben 57 giornate di studio, 171 ore di formazione e 12 prove pratiche. Nell’anno 2013, 59 giornate di studio, 177 ore di formazione e 16 prove pratiche. Fino al 10.6.2014, 25 giornate di studio, 75 ore di formazione e 2 prove pratiche. - apertura dello sportello antiviolenza, con centro di ascolto il lunedì presso il Tribunale dei Minori ed il venerdì presso l’Ordine di Roma. - protocollo d’intesa con Roma Capitale per la liquidazione degli onorari degli avvocati per le sentenze emesse precedentemente ad aprile 2008, protocollo attualmente “bloccato”, con conseguente notifica di diffida ad adempiere a Roma Capitale; - biblioteca giuridica on line gratuita per praticanti e avvocati fino al 41° anno d’età; - realizzazione della biblioteca presso il Tribunale per i Minorenni nella sede di Via dei Bresciani; - organizzazione di eventi culturali con cadenza settimanale; - realizzazione di spazi visivi monotematici con finalità formativa; - riduzione del 30% della quota di iscrizione all’Albo Foro Romano degli Avvocati di Roma per gli anni 2013-2014; - l’Ordine degli Avvocati di Roma ha promosso e organizzato le manifestazioni dell’Avvocatura a Roma, del 23 ottobre 2012 contro la mediazione obbligatoria e la rottamazione della giustizia, con la partecipazione di oltre 10.000 avvocati. E la manifestazione del 20 febbraio 2014 contro il progetto del Ministro Cancellieri che prevedeva sentenze con motivazione a pagamento ed il c.d. filtro in appello, con la partecipazione di oltre 15.000 avvocati; - costituzione della Fondazione Ordine Avvocati di Roma-Onlus, cui gli iscritti potranno devolvere il 5x1000 per aiutare concretamente colleghi meno fortunati; - donazione di 16 defibrillatori salvavita presso tutti gli uffici giudiziari della Capitale, unica città italiana ad esserne fornita, con formazione annuale di più di 200 operatori tra magistrati e dipendenti. Quello installato presso la Corte di Appello ha permesso nel marzo 2014 di salvare la vita ad un uomo colpito da infarto al miocardio. Molto altro ci sarebbe da dire. Molto, sull’efficienza e la funzionalità con cui si è lavorato, sullo spirito di dedizione e sacrificio, sulla trasparenza e la correttezza con cui si è operato, sul risparmio e l’attenzione con cui si sono approntati eventi e servizi, sulla disponibilità all’ascolto dei problemi e alla ricezione delle proposte e anche delle critiche, sulla collaborazione che tantissimi Iscritti hanno fornito alle molte iniziative, dalle più importanti e prestigiose alle più piccole che, però, hanno permesso di rendere un servizio, realizzare un progetto, onorare un impegno. Molti Colleghi mi hanno detto che tutto questo, prima, non si era mai visto. E di tutto questo si è fatto promotore e portatore l’ATTUALE Consiglio. Grazie ad una maggioranza unita, coesa, e sempre leale. Senza l’unità della maggioranza, tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare. L’Avvocatura ha bisogno di idee, proposte, progetti ma anche della concretezza. Le parole le lascio agli altri. Questa è l’AVVOCATURA unita, propositiva e costruttiva. 47 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 48 Attività del Consiglio Tre anni insieme Matteo Santini Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma D all’interno della famiglia. Lo sportello è attivo il lunedì ed il venerdì presso una stanza dedicata sita al tribunale per i minorenni di Roma e presso l’organismo di mediazione dell’ordine degli avvocati di Roma (Via Attilio Regolo). Viene gestito da avvocati del progetto famiglia, minori ed immigrazione. - Attivazione della conferenza permanente avvocati e magistrati della prima sezione del tribunale civile. Periodicamente, si tiene una riunione insieme ai magistrati della prima sezione nel corso della quale sono affrontati tutti i problemi connessi all’organizzazione delle udienze, al funzionamento dei servizi di cancelleria e ai rapporti tra avvocati e magistrati. - Organizzazione di un corso in psicologia giuridica. - Redazione di una pubblicazione sull’articolo 709 ter pubblicata su Temi Romana. - Redazione di un formulario sul giudice tutelare pubblicato su temi Romana. - Redazione di un formulario sul diritto dell’immigrazione da pubblicarsi su temi Romana. - Organizzazione di un corso articolato di 12 lezioni sul diritto dell’immigrazione. - Attivazione della conferenza permanente avvocati e magistrati del Tribunale per i minorenni. Periodicamente si tiene una riunione insieme a tutti i magistrati della prima sezione nel corso della quale sono affrontati tutti i problemi connessi all’organizzazione delle udienze, al funzionamento dei servizi di cancelleria e ai rapporti tra avvocati e magistrati. - Attivazione di una conferenza permanente tra avvocati e CTU finalizzata alla redazione di un protocollo di intesa da consiglio dell’ordine degli avvocati Roma e ordine degli psicologi, relativamente ai rapporti tra CTU e avvocati nel corso delle CTU nei processi di famiglia. - Attivazione di una conferenza permanente con il presidente dell’ordine degli assistenti sociali e con il garante per l’infanzia finalizzata alla pianificazione ed organizzazione di un percorso di formazione congiunto che consenta agli operatori del servizio sociale di opo tre anni di consiliatura sento il bisogno di ringraziare pubblicamente tutti i colleghi e le colleghe che hanno sostenuto e portato avanti i vari progetti da me coordinati. Anche grazie a loro oggi abbiamo un Consiglio più efficiente. Cosa abbiamo realizzato (insieme ai membri del progetto Famiglia e minori e a quelli della commissione Pari opportunità dell’ordine degli avvocati di roma) - Redazione e firma protocollo di intesa con il Giudice Tutelare per l’organizzazione di un corso articolato in 12 lezioni per la formazione di tutori che verranno nominati dal Giudice Tutelare nei procedimenti in cui è prevista la nomina della figura del tutore del minore. - Organizzazione, d’intesa con il Tribunale per i Minorenni di Roma, del corso sul curatore speciale del minore (edizione 2013 e 2014). I partecipanti al corso sono stati inseriti in un elenco inviato al Tribunale per i minorenni, al Tribunale Ordinario e alla Corte d’Appello. Da tale elenco il Tribunale potrà attingere per la nomina dei curatori speciali del minore nei procedimenti nei quali è prevista la partecipazione di tale figura. Visto l’enorme successo, il corso è stato replicato. - Costituzione ed organizzazione della biblioteca presso il Tribunale per i minorenni. La biblioteca è destinata ad avvocati e magistrati. Gli scaffali sono stati acquistati grazie al contributo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma (in fase di realizzazione). - Costituzione di un osservatorio permanente sull’affidamento condiviso. - Costituzione di un gruppo di studio permanente finalizzato alla raccolta di tutta la normativa e giurisprudenza sovranazionale in materia di diritto dei minori. - Attivazione, di concerto con il tribunale per i minorenni di Roma dello sportello di ascolto per le vittime 48 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 49 Attività del Consiglio acquisire competenze di tipo giuridico. - Organizzazione del corso integrato tra avvocati ed assistenti sociali (in sinergia con l’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio). - Redazione e firma di un protocollo di intesa con il Giudice Tutelare per la gestione di una stanza all’interno del tribunale finalizzata a fornire informazioni agli avvocati in materia di tutele (stanza n. 26). - Attivazione di un tavolo scientifico di studio unitamente ad alcuni magistrati della prima sezione del tribunale civile finalizzato alla redazione di linee guida che consentano di individuare, identificare e distinguere le spese di natura ordinaria da quelle di natura straordinaria destinate ai figli. - Redazione di un progetto di legge sugli accordi di convivenza. - Attivazione di un gruppo di lavoro finalizzato all’organizzazione presso le scuole comunali e statali di Roma di corsi gratuiti destinati ai ragazzi delle scuole medie sui rischi connessi all’utilizzo di internet e sul corretto uso del mezzo informatico (con particolare riferimento ai reati commessi a danno dei minori a mezzo internet e quelli commessi dai minori). - Organizzazione di numerosi convegni su temi quali l’audizione del minore, l’equiparazione tra figli legittimi e naturali, il 709 ter, le spese straordinarie per i figli, la deontologia nel diritto di famiglia, l’affidamento condiviso, l’articolo 570 del codice penale, i procedimenti minorili dopo la legge 219 del 2012, la tutela dell’anziano nel diritto penale di famiglia, la tutela penale dei minori, la genitorialità responsabile, protezione della vita privata familiare, consulente e perito del Foro Romano magistrato nei procedimenti di famiglia, l’accertamento patrimoniale nei processi di famiglia. - Organizzazione del corso sulla tutela dei soggetti deboli. - Organizzazione del corso di base sul diritto di famiglia. - Costituzione di un tavolo di lavoro congiunto tra avvocati, magistrati e psicologi finalizzato alla redazione di un protocollo di intesa sull’ascolto del minore in ambito giudiziario (in fase di attivazione). - Redazione delle linee guida in materia di pubblicità degli avvocati. - Sottoscrizione di convenzioni con centri estivi ed asili nido per consentire agli avvocati di poter usufruire, per i propri figli, di tariffe agevolate (servizio di baby parking). - Redazione regolamento sul Comitato per le Pari Opportunità. - Redazione modulistica prevista dalla normativa sulla negoziazione assistita in materia di separazione e divorzi. - Redazione e firma protocollo di intesa tra ordine degli avvocati di Roma e Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni in materia di assistenza psicologica ai minori coinvolti nei procedimenti penali. - Attivazione in sinergia con la Polizia Postale di un progetto finalizzato ad informare gli studenti delle scuole medie di Roma circa il corretto utilizzo di internet. - Attivazione in sinergia con la Polizia Postale di un progetto finalizzato alla prevenzione del fenomeno del bullismo nelle scuole medie e superiori di Roma. 49 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 50 Attività del Consiglio Ripartiamo dalla deontologia Isabella Maria Stoppani Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma È diventato quasi un luogo comune la constatazione di un degrado morale della nostra società: la politica, gli affari e la stessa società civile soffrono la piaga della corruzione senza che si levi una adeguata reazione, limitata spesso a sole enunciazioni formali. In questo contesto, è alla giustizia che viene domandato di esercitare il compito moralizzatore. L’Avvocatura ha un evidente ruolo cerniera in un auspicato processo che veda la giustizia vicina ai cittadini. Si pone, però, il problema di un’Avvocatura capace di raccogliere la fiducia di quanti si rivolgono agli Avvocati per avere giustizia. Occorre quindi ricostituire quel rapporto fiduciario che sembra essersi smarrito tra Avvocato e Cliente, consapevoli del fatto che la vera peculiarità del ministero dell’Avvocato risiede proprio nella deontologia. Il riserbo, la trasparenza e la correttezza dell’Avvocato sono canoni deontologici che distinguono la professione forense da qualsiasi altra professione, poiché all’Avvocato è richiesto di immedesimarsi nelle ragioni del Cliente e di perseguire le stesse anche contro ogni possibile interesse personale. All’Avvocato non è richiesta una semplice prestazione professionale, giacché la diligenza nella conduzione della causa è solo uno degli obblighi del difensore, il quale deve saper consigliare il Cliente al di là del singolo giudizio, informandolo di tutte le conseguenze delle azioni da intraprendere. Consigliare il Cliente significa infatti anche rinunciare a patrocinare un giudizio, infondato o inopportuno. Pertanto la prestazione dell’Avvocato non può essere assimilata ad un servizio da eseguirsi a semplice richiesta dell’utente, si tratta invece di costituire con il Cliente un rapporto che non può essere ridotto ad una transazione commerciale. Proprio alla luce del segnalato degrado morale acquista speciale significato il codice deontologico, per cui quei principi che una volta costituivano patrimonio tradizionale, che prevedeva un modus operandi dell’Avvocato basato sul rispetto e la correttezza, hanno reso necessaria la loro codificazione. Il nuovo codice deontologico, eliminando la discrezionalità che era riconosciuta in capo ai Consigli dell’Ordine ha ricalcato il modello del codice penale, affidando ai Consigli Distrettuali di Disciplina l’applicazione di sanzioni specifiche correlate alla violazione dei singoli precetti, prevedendo anche aggravanti ed attenuanti. I cittadini non conoscono il codice deontologico dell’Avvocato, e l’Avvocatura non ne ha mai pubblicizzato l’esistenza ed il contenuto. Tale mancanza ha portato a far si che sia un Decreto Ministeriale ad imporre l’obbligo di pubblicizzare il codice deontologico sui siti del C.N.F., della Cassa di Previdenza Forense e di tutti i Consigli degli Ordini degli Avvocati, e ciò a garanzia dell’interesse pubblico della collettività all’esercizio corretto della professione forense. Con il D.L. 132/14 convertito in L. 162/14 si è arrivati alla previsione di illeciti disciplinari esplicitamente previsti dal legislatore che non ha ritenuto di rispettare le competenze dell’organo espressione dell’autonomia dell’ordinamento forense in materia di negoziazione assistita. Altri ordinamenti europei considerano giustamente fondamentale la approfondita conoscenza della deontologia forense, che viene insegnata nelle università. Si tratta di una materia complessa e la mole dei trattati di deontologia della maggior parte dei paesi europei, testimonia dell’importanza della materia nella formazione del giurista. La deontologia professionale, del resto, come profilo specifico dell’etica, è l’elemento che caratterizza le professioni intellettuali regolamentate, distinguendole dalle attività meramente commerciale. Vi è, come visto, un profilo di interesse pubblico nella tutela del rapporto sia tra professionista e cliente sia tra professionista e istituzioni. Al professionista è richiesto sempre, anche nella dialettica degli interessi, un comportamento leale e un obbligo di verità; tutto ciò, come si è detto, si esprime al massimo livello con riferimento alla deontologia forense. Nel recente congresso della F.B.E. (Fédération des Barreaux d’Europe), è stato significativo il contenuto dell’indirizzo di saluto del Sindaco di Bilbao, che essendo egli stesso un libero professionista, nella specie Architetto Urbanista, ha sottolineato il tratto comu50 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 51 Attività del Consiglio ne che distingue tutti i liberi professionisti delle professioni ordinamentali, richiamando proprio il comune elemento dei doveri deontologici e la fondamentale importanza del suo rispetto per la società. Il valore distintivo del libero professionista si sta perdendo in Italia, dove in particolare la nostra professione è sotto l’attacco, ancora una volta, di chi vuole introdurre meccanismi mercantili. Ai soci di capitale, infatti, non si può chiedere di rispettare la deontologia, e la loro presenza influisce necessariamente sugli Avvocati, costretti a rispondere a logiche puramente economiche. A differenza di altre professioni, basate sul rispetto di rigidi canoni e di protocolli, si pensi a medici ed ingegneri, non è la sola diligenza della prestazione che soddisfa il canone deontologico dell’Avvocato, perché anche la miglior difesa può essere inutile o dannosa, se non sorretta dal prudente consiglio. Il problema, accentuato dall’enfatizzazione che la stampa utilizza ogni qualvolta – purtroppo in modo sempre più frequente – un Avvocato appare coinvolto negativamente in fatti di cronaca, va affrontato finalmente con coraggio. Occorre promuovere l’insegnamento della deontologia nelle università, poiché l’applicazione del diritto non passa soltanto per la tecnica ma anche e soprattutto per il suo ruolo nel mantenimento di corretti rapporti nel- Foro Romano l’ambito della società civile. Deontologia che deve essere comune a tutte le professioni legali: Magistrati, Notai, Avvocati, come più volte ribadito dal Parlamento Europeo, infatti, sono professioni accomunate dai profili di fiducia, segretezza, lealtà. Ai giovani deve essere insegnato da subito quali sono le regole etiche che distinguono l’Avvocatura da altri “servizi”. Non essendo riusciti ad avere la riserva della consulenza legale agli Avvocati, potendo essere fornita da altri professionisti anche non ordinisti, solo la garanzia del rispetto di un peculiare codice deontologico può distinguere l’apporto professionale dell’Avvocato, in tale ambito, da quella fornita da altro soggetto. È quindi particolarmente importante far conoscere ai cittadini l’esistenza del codice deontologico, che li tutela da eventuali comportamenti scorretti, nella consulenza legale, e che li garantisce facendoli orientare nella scelta verso gli Avvocati. Ancora più pregnanti, poi, devono essere la conoscenza ed il rispetto del codice deontologico per l’Avvocato difensore. Anche per questo è fondamentale che gli organismi rappresentativi dell’Avvocatura, a tutti i livelli, pubblicizzino verso l’esterno l’esistenza e gli scopi del codice deontologico e lo facciano rigorosamente rispettare all’interno. 51 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 52 Attività del Consiglio Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici al fine dell’iscrizione nell’Elenco Speciale In considerazione della nuova disciplina dettata dalla legge 247/2012, l’Ordine degli Avvocati di Roma, grazie all’attività del Consigliere Mauro Mazzoni e dei membri della Consulta degli Enti Pubblici, ha provveduto alla redazione del nuovo Regolamento degli Uffici Legali Enti Pubblici, che si riporta integralmente. Il Regolamento è stato presentato il giorno 4 marzo nel corso di una Conferenza a cui hanno partecipato i Responsabili degli Uffici Legali e i Legali Rappresentanti degli Enti Pubblici. 1) Il Consiglio dell’Ordine, in applicazione dell’art. 15 della Legge forense, tiene l’Elenco Speciale degli Avvocati dipendenti da Enti Pubblici e ne cura l’aggiornamento. 2) Ai sensi dell’art. 23 della Legge forense possono essere iscritti nell’Elenco Speciale gli Avvocati degli Uffici Legali specificamente istituiti presso gli Enti Pubblici, anche se trasformati in persone giuridiche di diritto privato, sino a quando siano partecipati prevalentemente da Enti Pubblici. 3) Ai fini del presente Regolamento si intendono, per Enti Pubblici, i soggetti già rientranti, alla data di entrata in vigore della Legge, nel campo di applicazione della vigente normativa; in particolare si indicano le Amministrazioni dello Stato, gli Enti Pubblici non Economici, gli Enti Pubblici territoriali, le Autorità amministrative indipendenti e gli Organismi di diritto pubblico, salvo ogni altra ipotesi prevista dalla legge. 4) In ogni caso, ai fini dell’identificazione della natura giuridica dell’Ente Pubblico, anche “trasformato”, il Consiglio dell’Ordine terrà conto delle finalità di interesse pubblico perseguite dal soggetto giuridico richiedente (indipendentemente dalla modalità di finanziamento) e delle caratteristiche del servizio da questo erogato, aderendo ad un interpretazione sostanziale di soggetto pubblico in linea con l’orientamento comunitario. 5) Nel caso in cui venga meno la prevalente partecipazione degli Enti Pubblici di cui all’art. 23 della Legge Professionale forense, non potrà essere chiesta l’iscrizione di Avvocati dipendenti nell’Elenco Speciale. In tale ipotesi, gli Avvocati già iscritti conservano l’iscrizione, a condizione che l’Ente rispetti le previsioni del presente Regolamento. 6) Fermi restando gli Uffici Legali già riconosciuti, ai fini della costituzione di un Ufficio Legale, il legale rappresentante dell’Ente presenta domanda al Consiglio dell’Ordine, specificando: a) l’avvenuta costituzione di un Ufficio Legale con sede nel circondario del Tribunale Ordinario di Roma con delibera dell’Ente; b) l’attribuzione all’Ufficio Legale della competenza alla trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’Ente; c) l’organizzazione dell’Ufficio come unità organica autonoma, dotata di autonomia ed indipendenza, anche sotto il profilo strutturale e organizzativo; d) l’impegno a garantire ai legali dipendenti l’autonomia e l’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica, autonomia organizzativa e un trattamento economico adeguato alla funzione professionale svolta; e) l’affidamento della responsabilità dell’Uffi-cio Legale ad un Avvocato iscritto nell’Elen-co Speciale tenuto dal Consiglio dell’Ordine di Roma; f) l’impegno a rispettare la Legge Professio-nale forense e il presente Regolamento e a comunicare al Consiglio dell’Ordine ogni modifica all’organizzazione interna dell’En-te che riguardi l’Ufficio Legale o singoli Avvocati, ivi compresa l’eventuale soppressione dell’Ufficio. 7) Ai fini dell’iscrizione nell’Elenco Speciale è necessaria la domanda del singolo Avvocato, dalla quale deve risultare: 52 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 53 Attività del Consiglio a. la stabile costituzione di un Ufficio Legale, con specifica attribuzione della trattazione, in via esclusiva, degli affari legali dell’Ente; b. il provvedimento dell’Ente, da cui risulti la destinazione stabile, del professionista all’Ufficio Legale, con sede nel circondario del Tribunale Ordinario di Roma; c. che l’attività cui il professionista è addetto consista nell’assistenza, rappresentanza e difesa dell’Ente in sede giudiziale e stragiudiziale e consulenza legale in genere, con espressa esclusione di quelle attività che implicano lo svolgimento di mansioni di carattere amministrativo e, comunque, tali da non comportare assistenza legale propriamente detta; d. la dichiarazione del legale rappresentante dell’Ente che richiede l’iscrizione, e presa d’atto del Responsabile dell’Ufficio, dell’esistenza di un Ufficio Legale a norma di legge e l’impegno a rispettare il contenuto del Regolamento, anche in riferimento alla piena autonomia e indipendenza dell’Ufficio. 8) Il Consiglio dell’Ordine ha il potere-dovere di accertare in via preventiva, all’atto della presentazione della domanda di iscrizione all’Elenco Speciale, e successivamente, d’ufficio, ai sensi dell’art. 21 della Legge Professionale forense o su richiesta del singolo iscritto, se sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi voluti dall’art. 23 della legge, sia in relazione alla regolarità e idoneità dell’Ufficio Legale istituito, sia in relazione alla idoneità e alle funzioni svolte o da svolgere dall’Avvo-cato. 9) Il Consiglio dell’Ordine, valutata l’esistenza dei presupposti, può intervenire, su richiesta dell’iscritto e/o d’ufficio, tutte le volte che vengano denunciate violazioni della normativa professionale, del presente Regolamento, dei principi di autonomia e indipendenza, ovvero situazioni che ledano il decoro e la dignità professionale. 10) L’Avvocato responsabile dell’Ufficio Legale ha l’obbligo di segnalare al Consiglio dell’Ordine ogni modificazione dell’organizzazione dell’Ufficio, che potrebbe determinare situazioni di eventuali incompatibilità con la permanenza dell’iscrizione nell’Elenco Speciale. Foro Romano 11) 12) 13) 14) 53 L’Avvocato iscritto all’Elenco Speciale ha l’obbligo di segnalare al Consiglio dell’Ordine ogni modificazione della sua attività lavorativa che potrebbe determinare situazioni di eventuali incompatibilità con la permanenza dell’iscrizione. In particolare, ha l’onere di segnalare l’eventuale assegnazione di incarichi o di attività che implicano lo svolgimento di mansioni di carattere amministrativo e, comunque, tali da non comportare assistenza legale propriamente detta, anche ai fini di un eventuale sospensione dell’iscrizione all’Elenco. Gli “Uffici Legali”, comunque denominati ai fini del presente Regolamento, devono costituire un’unità organica autonoma e indipendente ed essere istituiti e strutturati in modo che sia garantita la loro autonomia, anche organizzativa, rispetto all’apparato amministrativo; in particolare essi devono essere forniti di strumentazione tecnica e di studio, di personale di supporto e di quanto altro necessario per l’esercizio dell’attività professionale, il tutto qualitativamente e quantitativamente adeguato e proporzionato alla tipologia e alla quantità di affari affidati all’Ufficio. A capo dell’Ufficio stesso deve essere posto un professionista iscritto nell’Elenco Speciale con funzioni di coordinamento e, rispetto ai colleghi legali, posto nella posizione di primis inter pares. Tra i professionisti dell’Ufficio e nei confronti del coordinatore, dei funzionari e dei dirigenti dell’apparato amministrativo dell’Ente, non deve esistere rapporto di subordinazione né di gerarchia funzionale. Gli Avvocati iscritti nell’Elenco, esercitano la loro attività con autonomia e indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica e rispondono direttamente e unicamente al legale rappresentante dell’Ente, dell’espletamento del mandato professionale; essi corrispondono direttamente con i dirigenti delle strutture amministrative per l’acquisizione delle notizie, degli elementi e degli atti utili ai fini dell’espletamento del mandato, nonché per l’organizzazione dell’Ufficio sotto il profilo amministrativo. Gli Avvocati dell’Ufficio Legale iscritti nell’Elenco Speciale devono essere inseriti in un ruolo distinto da quello amministrativo e ad essi, in conformità all’Ordinamento dell’Ente di appar- E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 54 Attività del Consiglio di esercizio dell’attività di Avvocato fondata sull’autonomia e l’indipendenza dell’azione professionale e del giudizio intellettuale, nonché i doveri di lealtà, probità, dignità, decoro, diligenza e competenza e l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale attraverso la formazione individuale e la partecipazione alle iniziative culturali in campo giuridico e forense, secondo quanto disposto dall’art. 11 della Legge Professionale forense e dall’art. 13 del Codice Deontologico Forense. Gli Enti si impegnano a favorire e non ostacolare l’aggiornamento professionale dell’Avvocato suo dipendente. 18) La valutazione del professionista deve essere distinta e separata rispetto a quelle dei dipendenti amministrativi ed è effettuata sulla base dell’attività professionale svolta, tenendo conto della particolare tipologia della professione legale e dell’obbligazione assunta dall’Avvocato che non può essere riferita a risultati od obiettivi predeterminati. 19) Gli Avvocati iscritti all’Elenco Speciale sono soggetti al potere disciplinare del Consiglio dell’Ordine e dei Consigli distrettuali di disciplina laddove istituiti. tenenza e al Contratto Collettivo di riferimento, deve essere riconosciuto un inquadramento normativo e un trattamento economico adeguato al ruolo e alla funzione professionale svolta. L’Avvocato iscritto nell’Elenco Speciale ha diritto a percepire le competenze e gli onorari per l’attività espletata secondo la normativa vigente. L’Avvocato iscritto nell’Elenco Speciale non può essere applicato ad altra Unità organizzativa se non con il suo assenso e con provvedimento motivato da cui risulti l’inevitabilità del trasferimento. 15) La prestazione di lavoro del professionista è svolta senza vincoli di orario. L’Avvocato assicura la propria presenza in servizio e organizza il proprio tempo di lavoro in modo flessibile, in relazione alle esigenze dello svolgimento dell’attività professionale e della struttura cui è assegnato. 16) L’Ente deve garantire al professionista una copertura assicurativa per responsabilità professionale che sia adeguata all’attività svolta. 17) L’Avvocato iscritto all’Elenco Speciale è tenuto al rispetto della normativa statale e del Codice Deontologico Forense approvato dal Consiglio Nazionale Forense e successive modificazioni e integrazioni. In particolare, si richiamano i doveri deontologici 54 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 55 Attività del Consiglio La Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando” fiore all’occhiello dell’Avvocatura romana D opo la pausa estiva, in data 8 settembre, ha ripreso l’attività la Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”, Dipartimento dell’Ordine degli Avvocati di Roma, intitolata all’illustre giurista e statista dall’anno 2000 che è attiva all’interno del Palazzaccio da decenni. Dal 2012 è diretta dall’Avv. Riccardo Bolognesi, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma, che ha puntato sull’aiuto progettuale della Scuola Superiore dell’Avvocatura e sul confronto con le esperienze di altre storiche scuole forensi d’Italia ed ha aperto la collaborazione con le Università romane e con i loro docenti. L’Avvocatura è pienamente consapevole del suo ruolo pubblico e delle sue responsabilità sociali, che la legge professionale ha espresso finalmente a chiare lettere. Formare i giovani praticanti appartiene alla tradizione della nostra professione. Ed il legislatore, nell’art. 43 della legge n. 247/12, ha preteso che gli insegnamenti del Maestro, del titolare dello studio, siano integrati dalla frequenza obbligatoria di una Scuola istituzionale, che nel difficile contesto attuale sappia formare specificamente alla professione di avvocato giovani destinati a svolgere funzioni così importanti. L’esame di abilitazione, che spesso è vissuto come un’avventura individuale mal preparata negli studi e poco, sul piano pratico, nelle scuole universitarie, quelle ad indirizzo comune, per la Scuola Forense Vittorio Emanuele Orlando non è il fine del corso ma solo un imminente impegno da affrontare con la mentalità di prepararsi a percorrere la “distanza più lunga”, costituita dalla vita professionale. La Scuola Forense dell’Ordine è gratuita e a disposizione di tutti i giovani che hanno capacità e merito. Insegnano attualmente nella Scuola circa 50 docenti, in prevalenza professori ordinari, associati e ricercatori, i quali applicano il condiviso metodo pratico di discutere in aula “il caso”, muovendo da una sentenza o da una traccia. Accanto ai docenti, nella correzione individuale degli elaborati, sono impegnati circa 20 tutors. Foro Romano DIRETTORE E COORDINATORI DELLA SCUOLA Avv. Prof. Riccardo Bolognesi Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma e Coordinatore della Scuola Forense Vittorio Emanuele Orlando da marzo 2012. Ricercatore confermato di Diritto Processuale Civile e docente della Scuola di Specializzazione alle Professioni Legali all’Università “Sapienza” di Roma, dove è anche componente del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Diritto Processuale Civile. Avvocato giuslavorista, nel 2010 ha fondato l’associazione Forense “Avvocati per il lavoro”, attiva nella formazione e nell’aggiornamento professionale dei giovani e degli avvocati. È attualmente delegato dal Consiglio dell’Ordine per i progetti Diritto civile e processo civile, Procedure concorsuali ed esecuzioni immobiliari. Avv. Emanuele Ruggeri Coordinatore Vicario della Scuola ed in particolare dell’attività didattica in Diritto Processuale Civile. Dottore di ricerca in Diritto Processuale Civile presso l’Università “Sapienza” di Roma ove insegna Diritto Processuale Civile presso la Scuola di Specializzazione delle Professioni Legali. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è membro del comitato di redazione romano della Rivista di Diritto Processuale. È stato assegnista di ricerca e professore a contratto di Diritto Processuale Generale presso l’Università degli Studi di Cassino. Avv. Francesco Miraglia Coordinatore Vicario della Scuola ed in particolare dell’attività didattica in materia di Diritto Amministrativo, collabora con la Scuola da 1993 ed esercita come avvocato cassazionista in diritto amministrativo e civile. Dal 1999 è collaboratore del Consiglio Nazionale Forense, nel Centro per la Formazione e l’Aggiornamento degli Avvocati, oggi Fondazione Scuola 55 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 56 Attività del Consiglio Ha assistito primaria clientela in ambito nazionale e internazionale, in tematiche relative al diritto penale commerciale, ai reati ambientali, ai reati contro la Pubblica Amministrazione e contro il patrimonio. Superiore dell’Avvocatura-SSA (per formazione e aggiornamento professionale). Dal 2009 è Docente (Deontologia, Ordinamento Forense, Tecniche forensi) alle Scuole di Specializzazione per le professione Legali delle Facoltà di Giurisprudenza delle Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (dal 2000), “LUISSGuido Carli” (dal 2009), e “LUMSA” (dal 2014), e al corso “Consulente legale d’impresa” presso LUISSManagement (Appalti). Docente (deontologia) per i corsi della Società italiana Avvocati Amministrativi e in varie Scuole Forensi degli Ordini italiani. Avv. Prof. Dario Farace Coordinatore dell’area Diritto Civile della Scuola, è ricercatore confermato di Diritto Privato presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Dipartimento di Giurisprudenza). Docente coordinatore del corso di “Diritto e management sanitario” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Abilitato per le funzioni di Professore di Il fascia di Diritto privato Revisore ANVUR per la VQR 2004-2010. Componente della Redazione dell’Enciclopedia Giuridica Treccani (20042010) e di varie opere giuridiche. Componente del Collegio Docenti del Dottorato di Ricerca in Autonomia individuale e autonomia collettiva (Università di Roma “Tor Vergata” – Dipartimento di Giurisprudenza). Tra le principali pubblicazioni la monografia “La clausola di gradimento”, Giuffrè, 2012. Avv. Luigi Antonio Panella Coordinatore dell’area Diritto Penale e Procedura Penale della Scuola. Dal 1987 al 1996 ha collaborato con la cattedra di Diritto Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza della LUISS di Roma ed ha svolto attività professionale presso lo studio legale del Prof. Avv. Giovanni Maria Flick, specializzandosi nella trattazione di tematiche di Diritto Penale dell’economia e dell’ambiente. IL CORPO DOCENTE Avv. Alessandra Abbate, Avv. Costanza Acciai, Avv. Lavinia Albensi, Dott. Luigi Annunziata, Avv. Giorgetta Basilico, Avv. Anna Maria Bentivegna, Avv. Marina Binda, Avv. Riccardo Bolognesi, Avv. Giulia Bonsegna, Avv. Carlo Borromeo, Avv. Simone Bulgarelli, Avv. Antonio Caiafa, Avv. Ilaria Canale, Avv. Oreste Carracino, Avv. Paolo Caruso, Dott.ssa Giusi Casella, Avv. Stefano Cherti, Avv. Francesca Cimatti, Avv. Antonio D’Alessio, Avv. Fulvio De Amicis, Avv. Claudio De Portu, Avv. Fabiano De Santis, Avv. Alessandro Di Majo, Avv. Romolo Donzelli, Avv. Alessandro Fabbi, Avv. Daniela Fargnoli, Avv. Aurora Gallo, Avv. Alessandro Giorgetta, Avv. Grazia Grieco, Avv. Gianfrancesco Iannizzi, Avv. Pier Paolo Lucchese, Avv. Fiammetta Magliocca, Dott.ssa Giulia Marino, Avv. Alessandro Martelli, Avv. Giorgio Meo, Avv. Francesco Miraglia, Avv. Vincenzo Miri, Avv. Franco Moretti, Avv. Prof. Giovanni Neri, Avv. Andrea Ordine, Avv. Mauro Orlandi, Avv. Fiammetta Orsi, Avv. Luigi Antonio Paolo Panella, Avv. Andrea Panzarola, Avv. Valeria Panzironi, Dott.ssa Giulia Paolini, Avv. Lorenzo Paolucci, Avv. Antonella Parisi, Avv. Gabriele Pepe, Avv. Carlo Picardi, Dott.ssa Giovanna Flora Ragusa, Avv. Fabrizio Ravidà, Avv. Carmelita Rizza, Avv. Francesca Roseti, Avv. Emanuele Ruggeri, Avv. Alessandro Ruggiero, Avv. Filippo Russo, Avv. Margherita Saccà, Avv. Piero Sandulli, Avv. Mario Sanino, Avv. Antonella Sannino, Dott.ssa Francesca Sbarra, Avv. Andrea Sciarrillo, Avv. Valeria Simeoni, Avv. Emanuele Squarcia, Avv. Cristina Tamburro, Avv. Stefano Tarullo, Avv. Ilaria Trevisan, Avv. Romano Vaccarella, Avv. Vittorio Violante, Avv. Fabrizio Zerboni. 56 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 57 Attività del Consiglio Audizione Commissione Giustizia della Camera A cura della Redazione Il Presidente Mauro Vaglio ha partecipato in data 7 luglio 2014, unitamente al Consigliere Fabrizio Bruni, all’audizione innanzi la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per l’esame del disegno di legge C. 2486 Governo, di conversione in legge del decreto legge n. 90 del 2014 recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari. Si riporta il testo integrale dell’intervento. I llustre Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Illustri Onorevoli, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma ritiene di dover precisare brevemente in questa Sede gli aspetti critici del decreto legge 90/2014, indicando le proprie proposte emendative, con particolare riferimento all’attuazione del processo civile telematico, del quale è stato, fin dal suo avvio, uno dei principali fautori, avendo anche ottenuto da svariati mesi l’autorizzazione dalla D.G.S.I.A. al deposito telematico facoltativo delle memorie ai sensi dell’articolo 183 codice procedura civile e delle comparse conclusionali e repliche ai sensi dell’articolo 190 codice procedura civile. Ciò nondimeno è inutile nascondere che, prima del 30 giugno 2014, il deposito telematico è risultato poco diffuso tra gli Avvocati romani. Ma andiamo per ordine. meno dovrebbe notevolmente diminuire, essendo ammessi i depositi cartacei solo per le cause incardinate prima di tale data. Tuttavia proprio per queste procedure già pendenti l’adempimento del deposito cartaceo in cancelleria è rimasto in vigore e, pertanto, ridurre l’orario di apertura delle cancellerie significa sicuramente dilatare ancora di più il tempo per l’esecuzione di tali adempimenti. Peraltro, dal decreto in esame è comunque esclusa la possibilità di depositare telematicamente gli atti introduttivi del giudizio, ad eccezione che per i ricorsi per decreto ingiuntivo, perciò il ridurre l’orario di apertura degli Uffici Iscrizioni a Ruolo determinerà un danno irreparabile per i cittadini. Il Processo Civile Telematico, poi, non entra in vigore fino al 30 giugno 2015 per le Corti d’Appello ed è quindi incomprensibile per quale motivo si debba estendere la riduzione dell’orario di apertura delle cancellerie anche ad esse. Infine non bisogna dimenticare che il provvedimento del Presidente del Tribunale che aveva ridotto l’orario delle cancellerie è stato annullato dal Tar Lazio su ricorso del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e che l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato è sub judice innanzi al Consiglio di Stato. Si chiede, perciò, che in sede di conversione del decreto tale comma in legge sia stralciato o, quantomeno, sia rimandata la sua entrata in vigore a dopo la data del 31 dicembre 2014, successivamente alla quale ai sensi dell’art. 44, comma 1, del decreto anche per i processi iniziati prima del 30 giugno 2014 si applicherà l’obbligatorietà del deposito telematico. In subordine si chiede che l’orario di apertura delle cancellerie sia ridotto al massimo da cinque a quattro ore giornaliere. Si propone pertanto il seguente emendamento all’art. 51 del decreto legge 90/2014: “All’articolo 162, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è aggiunto, in fine, il seguente Orario di apertura delle Cancellerie L’art. 51 del decreto (Razionalizzazione degli uffici di cancelleria e notificazioni per via telematica) al comma primo prevede che: “All’articolo 162, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le cancellerie delle corti di appello e dei tribunali ordinari sono aperte al pubblico almeno tre ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate.»”. Ebbene, la diminuzione dell’orario di apertura delle cancellerie costituisce un controsenso. Infatti ciò determinerà quello che, invece, il processo civile telematico dovrebbe scongiurare, ovvero la creazione delle file per accedere alla cancelleria. Negli Uffici Giudiziari più grandi, infatti, è notorio che per il deposito degli atti e per l’esame o il ritiro di quelli depositati dalle controparti erano necessari tempi di attesa particolarmente lunghi. Con l’entrata in vigore del deposito telematico questo fenoForo Romano 57 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 58 Attività del Consiglio periodo: «Le cancellerie delle corti di appello e dei tribunali ordinari sono aperte al pubblico almeno tre ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate, a decorrere dal 1° gennaio 2015. Le cancellerie delle corti d’appello sono aperte al pubblico almeno tre ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate, a decorrere dal 30 giugno 2015.»”. In alternativa: “All’articolo 162, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1196, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le cancellerie delle corti di appello e dei tribunali ordinari sono aperte al pubblico almeno quattro ore nei giorni feriali, secondo l’orario stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie interessate»”. sta tecnica non è ammissibile che attui a scapito dei diritti dei cittadini. Altri infatti sono gli strumenti cui dovrebbe fare ricorso il legislatore rispetto a questo continuo aumento dei costi di accesso alla giurisdizione, che danneggia esclusivamente chi vuole tutelare i propri diritti a vantaggio dei “debitori incalliti”, che al contrario possono rallegrarsi, non solo dei tempi lunghi dei processi, ma della difficoltà e dei costi per i propri creditori per utilizzare lo strumento processuale. Si tratta di quei soggetti che, ad esempio, non accetteranno mai di utilizzare strumenti alternativi al processo, perché tanto sanno che per chi vuole tutelare i propri diritti non è conveniente ricorrere alla giurisdizione perché su di essi gravano tutti gli ingenti costi. Non è forse questo che fa allontanare gli investitori dal nostro Paese? Altro che mediazione obbligatoria! Un passo avanti si farà se saranno rispettati un paio dei punti della riforma della giustizia indicati pochi giorni orsono dal Ministro della Giustizia: il riconoscimento degli interessi moratori pari al tasso di mercato in favore del creditore e una sonora condanna alle spese di giudizio a danno dei debitori. Non si deve, invece, penalizzare e precludere in modo generalizzato chi deve necessariamente utilizzare lo strumento processuale per tutelare i propri diritti. Con questo ulteriore aumento del contributo unificato, all’opposto, si percorre la strada inversa di rendere oltremodo difficoltosa o addirittura di impedire, a causa degli insostenibili oneri finanziari, la proposizione dell’azione giudiziaria, pregiudicando irrimediabilmente il diritto di difesa. Peraltro, tale modo di operare e la stessa natura del contributo unificato sta sollevando parecchi dubbi di legittimità sia in relazione alla normativa costituzionale italiana che di quella europea, tanto più che il suo ammontare viene determinato proporzionalmente al solo valore della controversia e non al reddito del contribuente. Si chiede, pertanto, che in sede di conversione sia stralciato l’art. 53 del decreto legge in oggetto. Aumento del Contributo Unificato L’art. 52 del decreto prevede ancora una volta un ingiustificato aumento del contributo unificato, a fronte di un’ipotetica previsione di minori entrate, quando invece l’introduzione del processo civile telematico determinerà indubbiamente una ingente diminuzione delle spese sostenute dal Ministero della Giustizia: si tenga conto, solo a titolo esemplificativo e non esaustivo, che grazie alla notifica dei biglietti di cancelleria a mezzo pec vengono risparmiati ogni anno svariati milioni di euro, che invece prima erano necessari per la notifica dei biglietti di cancelleria a mezzo ufficiale giudiziario. Non dimentichiamoci, poi, che recentemente è stata aumentata da 8 a 27 euro proprio la marca da bollo per le attività di cancelleria relative alle trasferte per le notifiche dei biglietti di cancelleria, ma queste spese non esistono più poiché tutto ormai viene effettuato a mezzo pec a costo zero. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma rileva come il continuo, costante, indiscriminato aumento del contributo unificato incide in modo ormai intollerabile ed indiscriminato sul diritto ad agire in giudizio e sulla tutela dei diritti dei cittadini. È evidente, ormai da tempo, come l’obiettivo primario del legislatore sia quello di ottenere una deflazione del processo civile, ciò tuttavia non può tradursi nella rinuncia alla fondamentale e primaria istanza di effettività della tutela giurisdizionale. Si tratta di una logica mercantile della Giustizia: aumentare i costi per deprimere la domanda, ma que- Processo Civile Telematico In primo luogo, ci appare opportuno offrire alla Commissione una panoramica della situazione del processo civile telematico esistente nell’Avvocatura romana prima del 30 giugno 2014. Come già anticipato il PCT prima di tale data non era ancora molto diffuso: 58 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 59 Attività del Consiglio 25.000 avvocati iscritti all’albo; 18.000 avvocati muniti di p.e.c.; 10.000 dispositivi di firma digitale in possesso degli avvocati. Tuttavia, anche dietro impulso del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, oltre che dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del deposito telematico per i nuovi processi, una gran parte degli iscritti si sta cominciando ad attrezzare per farsi trovare preparata al momento del primo deposito obbligatorio in sede di memorie ex art. 183 c.p.c.. Procederemo qui di seguito a sottoporre alla Commissione delle brevi indicazioni in ordine alle problematiche già riscontrate su Roma e a formulare delle proposte sulla conversione in legge del D.L. 24.06.2014 n. 90. In conclusione, poi, riporteremo una serie di emendamenti che riguardano la necessità di un raccordo tra il D.L. 90/2014 e le norme del codice di procedura civile. In ordine al deposito telematico degli atti: - precisare le modalità ed i limiti per l’iscrizione a ruolo degli atti introduttivi di TUTTI i giudizi, stabilendo ad esempio che debbono essere iscritti a ruolo SOLO telematicamente gli atti introduttivi del giudizio notificati a mezzo p.e.c.; - prevedere la possibilità di iscrizione a ruolo telematica degli atti introduttivi del giudizio redatti su documento cartaceo e notificati in modalità tradizionale attraverso il deposito della copia informatica per immagine del documento cartaceo con successivo obbligo di esibizione in sede di udienza di comparizione; - estendere l’obbligatorietà del deposito telematico anche a tutti gli atti di costituzione in giudizio redatti dall’avvocato ove la parte non stia in giudizio personalmente; - precisare che è comunque nella facoltà del soggetto abilitato esterno depositare a valore legale qualsiasi tipologia di atto processuale ove non sussista un’effettiva impossibilità di natura tecnica al deposito; - estendere l’obbligo di deposito telematico agli atti del magistrato. In ordine ai problemi sugli atti esecutivi e sulle copie: - risoluzione in sede di conversione della problematica nascente dalla possibilità di apporre la formula esecutiva solo su un atto cartaceo con conseguente necessità di recarsi in cancelleria per il ritiro della stessa ed impossibilità di autenticare le copie del titolo esecutivo Foro Romano ai fini della notifica in mancanza di notificazione effettuata a mezzo pec (possibile soluzione: inserire nel fascicolo informatico la c.d. copia esecutiva digitale, oppure copia informatica per immagine del provvedimento munito di formula da utilizzare quantomeno ai fini della notifica della copia del titolo munita di formula previa autenticazione da parte dell’avvocato); - regolamentare in maniera chiara e definitiva la possibilità di inserire nel fascicolo informatico e di estrarre da esso il file.p7m firmato da qualsiasi soggetto processuale (avvocato, giudice, ecc.) al fine di risolvere tutti i problemi connessi alle copie informatiche. In ordine alla notificazione degli atti a mezzo p.e.c. ai sensi della L. 53/1994: - precisazione normativa del momento perfezionativo della notifica a mezzo p.e.c. inserendo una norma che espliciti che se il titolare della p.e.c. è soggetto ad un obbligo di dotazione e di comunicazione in un pubblico elenco, in caso di tentativo di notificazione effettuato nel rispetto della normativa, ogni mancata consegna per cause imputabili al titolare della casella equivale a perfezionamento della notificazione (estendendo il principio di cui all’art. 143 cpc con equiparazione del pubblico elenco ad un registro facente pubblica fede); - prevedere per l’attività di notificazione tra soggetti per legge tenuti a dotarsi di un indirizzo p.e.c. l’obbligo generalizzato e diffuso di utilizzare questo mezzo invece di altre forme di notificazione, inserendo un principio in base al quale la notificazione di un oggetto fisico (documento cartaceo), tramite consegna a mani, non è più la modalità prevalente ed ordinaria di notificazione; - prevedere l’obbligo di notificazione a mezzo p.e.c. (e della conseguente iscrizione a ruolo telematica presso l’ufficio giudiziario) degli atti introduttivi del giudizio da notificarsi a soggetti per legge tenuti a dotarsi di casella p.e.c.; - prevedere la progressiva estensione dell’obbligo di dotarsi di p.e.c. anche ai privati. In ordine alle prassi applicative ed ai protocolli: - superare il regime del doppio binario e disincentivare per quanto possibile il ricorso a prassi come quella della consegna delle copie di cortesia di atti e documenti che di fatto rende il fascicolo cartaceo e quello informatico due contenitori potenzialmente in conflitto e comunque inutilizzabili, ad esempio, in fase di udien- 59 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 60 Attività del Consiglio za essendo altamente probabile ed anzi pressoché scontata l’impossibilità di utilizzare in sede di udienza un fascicolo per il quale non vi è certezza in ordine alla consistenza ed al contenuto documentale nei casi in cui sia possibile in alternativa il deposito cartaceo o quello telematico degli atti. In ordine ai pagamenti telematici: - inserimento di una previsione di obbligatorietà del pagamento telematico per le iscrizioni a ruolo ed i depositi telematici onde evitare ulteriori accessi in cancelleria ed adempimenti da parte del cancelliere. drastica riduzione dei compensi professionali previsti dalle vigenti norme a favore degli Avvocati degli Enti Pubblici e dello Stato. Il Consiglio dell’Ordine ha già assunto una delibera di solidarietà nei loro confronti sul presupposto che un siffatto provvedimento mortifica il loro ruolo professionale e lede la dignità ed il decoro della professione da questi svolta in favore del loro unico assistito: lo Stato o l’Ente Pubblico. In questa sede ci riportiamo a quanto in essa esposto e provvediamo a depositarla agli atti della Commissione. Il Presidente Vaglio ha poi depositato la relazione scritta del proprio intervento, aggiungendo una serie di emendamenti proprio in materia di processo civile telematico, al fine di coordinare le norme del D.L. 90/2014 con quelle del codice di procedura civile. Riduzione dei compensi per gli Avvocati degli Enti Pubblici L’art. 9 del decreto legge in esame ha disposto una 60 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 61 Attività del Consiglio Congresso Nazionale Forense di Venezia A cura della Redazione Il Presidente Mauro Vaglio ha partecipato, insieme al Consigliere Segretario Pietro Di Tosto, a quasi tutti i Consiglieri e agli 82 delegati del Foro di Roma, al Congresso Nazionale Forense di Venezia svoltosi dall’8 all’11 ottobre. I lavori si sono aperti il primo giorno nella suggestiva cornice del Teatro La Fenice con una platea e con le logge gremite di delegati e congressisti. Il secondo e terzo giorno le attività sono proseguite presso il Teatro del Cinema al Lido di Venezia. Si riporta il testo integrale dell’intervento effettuato dal Presidente. C are Colleghe e Cari Colleghi, negli ultimi anni siamo stati tutti testimoni del lungo susseguirsi di annunci allarmistici e fosche ipotesi sul futuro della nostra professione, additata come responsabile di tutti i mali d’Italia e come “mala pianta” la cui soppressione, da sola, potrebbe consentire la rinascita del Paese. Ebbene, se non siamo stati ridotti al silenzio e siamo ancora qui a parlare del nostro futuro è perché abbiamo reagito! L’Avvocatura è scesa in piazza (già sono state più volte ricordate, anche con immagini fotografiche, le maestose manifestazioni di Roma del 23 ottobre 2012 e del 20 febbraio 2014) ed ha fatto sentire la propria voce risvegliando, nella coscienza collettiva, l’autentica immagine dell’Avvocato come baluardo a difesa del cittadino e della legalità. Ma la battaglia contro chi mira ad abbattere questo presidio di legalità è lungi dall’essere vinta ed ulteriori impegnative prove ci attendono. Ora più che mai è necessario che l’Avvocatura sia tutta unita e parli con una sola voce. È per questo che i Presidenti degli Ordini e delle Unioni si riuniscono costantemente ed insieme stabiliscono la comune linea d’azione. Tuttavia per rendere ancor più efficace questo nuovo “modus operandi” è necessario adeguare, corrispondentemente, le nostre strutture istituzionali in modo che riflettano al meglio l’unità e la rappresentatività dell’Avvocatura tutta. Per questo motivo sosteniamo con forza la proposta di un nuovo O.U.A. che contempli, a fianco dei delegati eletti dal Congresso, la partecipazione paritaria di rappresentanti degli Ordini e delle Associazioni. Per queste ultime, faccio un breve inciso, è indispensabile Foro Romano che venga immediatamente accertata la sussistenza dei requisiti richiesti per permanere tra le associazioni maggiormente rappresentative attendere gli altri quattro anni previsti dal relativo regolamento del CNF. Solo con un rinnovato Organismo politico potremo portare a termine, in modo soddisfacente, gli innumerevoli confronti con il mondo della politica. Abbiamo finora ottenuto importanti risultati riuscendo a veder realizzate nostre proposte come, ad esempio, la negoziazione assistita e l’arbitrato. Tuttavia, affinché non siano solo “vittorie di Pirro” è indispensabile che queste misure siano incentivate e rese vantaggiose. Ecco perché abbiamo proposto che esse siano accompagnate da significativi sgravi fiscali per le parti che vi ricorrono. Inoltre intendiamo batterci perché sia approvata una nostra proposta di legge che prevede l’aggiunta di un quarto comma all’art. 2233 codice civile. Si tratta di un’iniziativa presa insieme a tutti gli altri Presidenti e che tende a scongiurare il totale svilimento del compenso per la nostra attività professionale nel rispetto di quanto affermato nella prima parte dell’art. 2233 c.c. laddove è stabilito che “in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”. Questa norma generale, però, non garantisce il professionista nei confronti dei cd. “clienti forti”, i quali ormai, non essendo più prevista l’inderogabilità dei minimi tariffari, pretendono di stipulare convenzioni assolutamente sproporzionate rispetto alle prestazioni professionali svolte (abbiamo sentito con le nostre orecchie di giovani Colleghi che vengono compensati con 50 euro per un giudizio innanzi al giudice di pace e di 80 euro per uno davanti al Tribunale). Tuttavia, dall’anno 2012 per tutti i professionisti è pre61 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 62 Attività del Consiglio mentale ruolo delle donne nella professione. Non consentiremo più che si calino “dall’alto” le riforme sull’Avvocatura. Non consentiremo più inutili proroghe per le nostre strutture rappresentative. Vogliamo andare a votare prima della fine dell’anno per rinnovare il C.N.F. e a gennaio per eleggere i nuovi Consigli dell’Ordine. E vogliamo un nuovo O.U.A. che rappresenti tutte le peculiarità dell’Avvocatura. Ecco perché, care Colleghe e cari Colleghi, vi esorto a fare di questo importante Congresso non solo un’occasione di incontro e di confronto ma un vero e proprio strumento con il quale “ridisegnare” la nostra organizzazione e linea d’azione. Solo così potremo rendere giustizia alle nobili tradizioni dell’Avvocatura Italiana e ridare una speranza di futuro ai nostri giovani Colleghi, indicando la strada per far riacquistare all’Avvocatura quella dignità e quel prestigio che le competono e che sono stati calpestati in questi anni. visto che il compenso per le attività svolte sia determinato in base a parametri pubblicati periodicamente dal Ministero ed è proprio a seguito dell’individuazione di questi parametri che lo scopo della nostra iniziativa mira a rendere automaticamente nulli tutti i patti che, in violazione dei suddetti parametri, si presumeranno già di per sé manifestamente sproporzionati. A Roma in pochissimi giorni abbiamo già raccolto centinaia di firme a sostegno di questa proposta. Mi aspetto che tutti voi approviate la mozione che chiede a tutte le nostre rappresentanze di sollecitare i parlamentari a presentare questo disegno di legge e a farlo approvare dalle Camere. Quindi, care Colleghe e cari Colleghi, dobbiamo andare avanti e gridare forte al mondo politico: Non consentiremo più che sia denigrata la figura dell’Avvocato. Non consentiremo più che il “contentino” delle quote rosa metta a tacere le coscienze di un mondo politico che non ha saputo valorizzare il fonda- 62 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 63 Attività del Consiglio Processo civile telematico: l’integrazione del protocollo Si riporta il testo della nota del giorno 8 luglio 2014 (pervenuta il giorno 15 luglio 2014) del Dott. Mario Bresciano, Presidente del Tribunale Ordinario di Roma, accompagnatoria del vademecum per gli Avvocati, i Magistrati ed il personale di Cancelleria della XII Sezione del Tribunale Civile ad integrazione del protocollo per l’avvio del Processo Civile Telematico, predisposto dalla Dott.ssa Antonella De Florio e che si trascrive integralmente: TRIBUNALE CIVILE DI ROMA XIIa SEZIONE - AVVISO URGENTE PER IL PROCESSO CIVILE TELEMATICO - VADEMECUM PER GLI AVVOCATI Si comunica ai signori avvocati che il funzionamento della cancelleria verrà – nei primi mesi dall’entrata in vigore del DL 90/2014 – finalizzato al migliore avvio del PCT. Per tali motivi, tenendo conto che tutti i giudici della sezione, ad eccezione dei GOT, utilizzano correntemente il programma Consolle sia per la trattazione delle udienze, sia per il deposito dei provvedimenti, sono state concordate fra i giudici ed il personale amministrativo le seguenti regole per adattare le disposizioni normative e convenzionali alle specifiche esigenze della XII sezione: a) i verbali redatti e depositati con Consolle da ciascun giudice verranno accettati dalla cancelleria, al più tardi, entro 5 giorni lavorativi dalla trattazione dell’udienza, in modo che l’aggiornamento dei depositi possa essere visibile in tempi compatibili con i termini previsti per lo scioglimento di eventuali riserve istruttorie, e che i difensori possano visualizzare il verbale quanto prima dai propri studi professionali; b) resta fermo, comunque, che la riserva assunta in udienza potrà essere sciolta dal giudice e depositata in formato digitale nativo redigendo la relativa ordinanza anche ove il verbale non sia stato ancora accettato, e compaia sul “provvedimento in scrittura” la clessidra rossa: in tali casi la cancelleria provvederà ad accettare contestualmente sia il verbale che il provvedimento che potranno, dunque, Foro Romano c) d) e) f) g) h) 63 essere visualizzati dagli avvocati entro i tempi sopra indicati; le sentenze pronunciate ex art. 281 sexies cpc verranno accettate dalla cancelleria subito dopo il deposito telematico, a seguito di sollecitazione verbale al proprio assistente di riferimento; la stessa accelerazione verrà impressa per i provvedimenti più urgenti (avvisi ai CTU per udienze ravvicinate e riserve con concessione di termini per note); la cancelleria, nelle ipotesi di ordine di esibizione del giudice ex art. 210 cpc, provvederà a scansionare nel fascicolo telematico i documenti trasmessi dalla PA, inserendo nel fascicolo d’ufficio la copia cartacea; le memorie istruttorie e conclusionali e le istanze telematiche dovranno essere accettate dalla cancelleria il giorno successivo all’invio telematico da parte del difensore che è obbligatorio per le controversie iscritte a ruolo dal 30.6.2014 e facoltativo per quelle iscritte a ruolo prima di tale data; dovranno essere accettati dalla cancelleria tutti gli atti endoprocessuali successivi alla costituzione delle parti: si ricomprende pertanto, fra essi, anche l’eventuale istanza per la correzione degli errori materiali della sentenza e le istanze di rimessione in termini; gli avvocati sono invitati a controllare sul terminale l’avvenuto deposito due giorni dopo l’invio. L’annotazione cartacea – per i processi di nuova iscrizione (dal 30.6.2014) e, per quelli iscritti prima di tale data, ove venga esercitata la facoltà di depositare in formato digitale nativo – non fa più fede e verrà apposta successivamente, entro la data di consegna al magistrato dei fascicoli per l’udienza o per la stesura della sentenza; sono state già organizzate, nella stanza 582, delle cartelline intestate ad ogni singolo giudice nelle quali verranno depositate le copie cartacee di cortesia delle memorie telematiche: tale soluzione organizzativa – che verrà sostituita da contenitori di cartone sulle quali verrà scritto il nome del singolo giudice – prevede il deposito libero e cioè senza alcuna E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 64 Attività del Consiglio Maria Letizia Vallo (assistite dalla sig.ra Todini) – dovranno rivolgersi alla dott.ssa Paola Florenzano che, per tale incombente, sostituirà anche la dott.ssa Laura Volza, da considerarsi, ormai, non più in servizio; k) Verranno affissi in bacheca sia l’invito ai CTU ad iscriversi tempestivamente al REGINDE in funzione dei depositi telematici delle relazioni peritali, sia l’invito agli avvocati a depositare copia cartacea di cortesia dei documenti allegati alla memoria di cui all’art. l83 VI co. II o III termine (o seguenti a remissione in termine): tale indicazione generale che questo Presidente ritiene di diffondere in relazione allo specifico contenzioso di competenza della sezione deriva dalla circostanza che quasi sempre le controversie trattate sono fondate su copiosa produzione documentale (sovente di natura sanitaria) che rende difficoltosa una attenta ponderazione del giudice ove sia basata solo sulla visualizzazione al terminale. Anche tale provvedimento prende le mosse dal Protocollo per il PCT recentemente approvato ed avrà, quindi, durata temporanea, in funzione di un graduale cambiamento delle modalità di lavoro. fila da parte degli avvocati. La cancelleria, dopo la chiusura dell’attività quotidiana di front office, provvederà ad introdurle tempestivamente nei singoli fascicoli delle controversie. Le buste avranno il contenuto previsto dal Protocollo per il PCT approvato che costituisce la premessa deliberazioni contenute nel presente vademecum; i) le sentenze depositate dai giudici a mezzo Consolle potranno essere accettate dalla cancelleria soltanto dopo la riconsegna del fascicolo da parte del magistrato – che avverrà nella stanza 582 a mani della sig.ra Nadia Tudini ed in sua assenza, della dott.ssa Maria Teresa Forti. Ove sia assente anche quest’ultima, il relativo compito verrà svolto dal dott. Stefano Apicella. A tale incombente seguirà la formale pubblicazione del provvedimento che impone la comunicazione del testo integrale a norma dell’art. 45 lett. B) del DL 90/2014 che ha modificato l’art. 133 cpc; j) le ordinanze depositate dai giudici a mezzo Consolle verranno accettate dalla cancelleria solo dopo la restituzione del fascicolo: tutti i giudici – salvo la sottoscritta Presidente ed il GOT dott.ssa 64 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 65 Attività del Consiglio Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche per il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo ed il deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari (PiGNorameNti orDiNari e Presso terzi) Grazie al consueto lavoro degli Avvocati Guglielmo Lomanno e Antonio Labate (del Gruppo informatico di Presidenza) ed a seguito dell’incontro tra il Presidente Vaglio ed il Presidente della Sezione delle Esecuzioni Mobiliari del Tribunale di Roma, Dott. Bertuzzi, nonché con la collaborazione della Dirigente di Cancelleria, Dott.ssa Urbani, è stato predisposto un protocollo d’intesa tra il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e la predetta Sezione, che in particolare permette l’iscrizione a ruolo e la fissazione dell’udienza di vendita o di assegnazione con il deposito telematico della copia esecutiva telematica autenticata dall’Avvocato, con riserva di produrre l’originale in udienza. Si riporta il testo del Protocollo, con le relative istruzioni. aVVerteNza GeNerale: In senso tecnico il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo di una procedura esecutiva (mobiliare od immobiliare) non costituisce un’iscrizione a ruolo effettiva in quanto all’atto del deposito del pignoramento da parte dell’Ufficiale Giudiziario si procede all’attribuzione del N.R.G. alla procedura. Per tale ragione i redattori atti (Software) per il Processo Telematico difettano dello schema di atto richiesto dalla sezione esecuzioni e qualora lo presentino esso non è completo. Queste brevi note illustrano la procedura da seguire per l’adempimento di cui sopra fino a quando non entrerà in vigore (31 marzo 2015) la nuova normativa del c.p.c. che prevede il deposito dell’atto di pignoramento e la relativa iscrizione a ruolo come adempimenti dell’avvocato e non più dell’ufficiale giudiziario. Protocollo d’intesa ed istruzioni pratiche per il perfezionamento dell’iscrizione a ruolo ed il deposito di atti nelle procedure esecutive mobiliari Il Presidente della Sezione Quarta Esecuzioni Mobiliari del Tribunale Ordinario di Roma Dott. Mario Bertuzzi, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma Avv. Mauro Vaglio ed il Dirigente della Cancelleria della sezione D.ssa Flavia Urbani, in relazione alle problematiche sorte con l’entrata in vigore della obbligatorietà dei depositi telematici degli atti di parti nelle procedure esecutive, in pieno spirito di collaborazione ed al fine di agevolare l’attività di tutti i soggetti coinvolti, concordano sull’applicazione delle seguenti modalità per il compimento delle operazioni connesse ai depositi telematici presso la sezione. Le presenti modalità operative, in vigore dal 15/11/2014 saranno suscettibili di modifiche e perfezionamenti all’esito della loro pratica attuazione ed a seguito di riscontro della loro effettiva operatività pratica. Come ProCeDere all’isCrizioNe telematiCa Di UN PiGNorameNto mobiliare o Presso terzi Una volta ottenuto aNNo e NUmero Di rUolo (consultando il Polisweb Siecic –> Fascicoli personali, direttamente da studio seNza aCCeDere iN CaNCelleria) dell’esecuzione l’avvocato dovrà redigere un atto denominato: (1) - “Nota di iscrizione a ruolo di pignoramento mobiliare (o presso terzi)” all’interno del quale andranno inseriti: - Dati anagrafici completi delle parti, - Generalità complete comprensive di codice fiscale di tutti gli avvocati difensori del creditore procedente (o comunque della parte per la quale si procede all’iscrizione a ruolo, si ricorda che potrà accedere alle informazioni ed ai documenti contenuti nel fascicolo informatico soltanto il difensore munito di delega, in nessun isCrizioNe a rUolo telematiCa Delle ProCeDUre eseCUtiVe mobiliari Foro Romano 65 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 66 Attività del Consiglio caso la visibilità degli atti e la possibilità di deposito potrà essere estesa al semplice domiciliatario). Nell’atto andrà inoltre evidenziato il motivo dell’eventuale esenzione dal pagamento del contributo unificato. Detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio di file (si ricorda che non è ammessa la scansione di immagine). Affinchè il cancelliere possa avere riscontro delle cause di esenzione dal pagamento del contributo unificato per i pignoramenti presso terzi andrà, inoltre, acquisita tramite scanner ed inserita nella busta come allegato generico anche una copia informale dell’atto di pignoramento, detta copia dovrà essere firmata digitalmente dall’avvocato in fase di predisposizione della busta. (2) - Successivamente si dovrà compilare (tramite il proprio Redattore Atti per il Processo Civile Telematico) una busta telematica scegliendo come categoria di atto sul redattore atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI) o definizioni similari come tipologia di atto dovrà scegliere DePosito (Di atto) GeNeriCo e come singolo atto atto NoN CoDiFiCato l’atto di cui sopra andrà inserito nella busta telematica come atto PriNCiPale. (3) - Su un foglio separato l’avvocato dopo aver indicato ANNO e N.R.G. e le proprie generalità complete apporrà le marche Lottomatica di pagamento del contributo unificato e dei diritti di cancelleria. Detto foglio verrà acquisito tramite scansione ed inserito nella busta telematica. Come disposto dalla Circolare ministeriale n.144442.U del 28.10.2014 - pervenuta in data 03.11.2014 - le marche andranno successivamente annullate da parte della cancelleria. “Qualora la parte intenda evitare qualsiasi accesso all’ufficio giudiziario, profittando in pieno dei vantaggi derivanti dall’informatizzazione del procedimento, potrà valersi delle ulteriori modalità di assolvimento del C.U. previste dalla legge. Si segnala a tal proposito un’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle Entrate contenente informazioni utili a tal fine, nonché la pagina del Portale dei Servizi Telematici concernen- te il pagamento telematico del C.U.” In caso di PAGAMENTO TELEMATICO sarà sufficiente inserire nella relativa busta i file .p7m e .pdf della ricevuta medesima. In caso di pagamento mediante MODELLO F23 o BOLLETTINO POSTALE andrà inserita nella busta la scansione dello stesso. Come DePositare le istaNze Di asseGNazioNe o Di VeNDita iN UN PiGNorameNto mobiliare o Presso terzi Nei software di redazione atti per il processo telematico le ISTANZE DI ASSEGNAZIONE e le ISTANZE DI VENDITA sono atti successivi al perfezionamento dell’iscrizione a ruolo e non possono essere inviati nella medesima busta telematica con la quale si invia la suddetta per ragioni tecniche di acquisizione degli atti da parte della cancelleria. Pertanto, in caso di invio di una delle suddette ISTANZE, le medesime andranno selezionate nel redattore atti quali atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI) istaNza Di asseGNazioNe oppure istaNza Di VeNDita. Dopo aver operato la selezione l’avvocato inserirà nella busta l’istanza che intende depositare, detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio di file (si ricorda che non è ammessa la scansione di immagine). Come DePositare il titolo eseCUtiVo iN moDalita’ telematiCa Ai fini della fissazione della data dell’udienza per l’assegnazione o la vendita il deposito del titolo esecutivo può essere effettuato anche in modalità telematica secondo le seguenti modalità: (1) L’avvocato acquisisce tramite scanner il titolo esecutivo creando un file .pdf che costituisce la copia informatica per immagine del titolo. (2) Redige altresì un documento informatico separato sottoscritto con firma digitale contenente la seguente dichiarazione: “si attesta la conformità all’originale in mio possesso del titolo esecutivo (DesCrizioNe Del titolo)” si dichiara inoltre che il suesteso titolo non è stato 66 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 67 Attività del Consiglio utilizzato in altra procedura esecutiva ovvero che lo stesso è stato utilizzato nella procedura esecutiva n……… dinanzi al tribunale di ………. attualmente pendente ovvero conclusasi senza assegnazione ovvero con assegnazione parziale”. Entrambe i file (titolo e dichiarazione) andranno inseriti come allegati semplici nella busta con la quale si deposita la richiesta di iscrizione a ruolo o l’istanza di assegnazione o di vendita. al deposito telematico, operando la seguente selezione: atto Di Parte sieCiC eseCUzioNi (ATTO SUCCESSIVO DELLE ESECUZIONI INDIVIDUALI) o definizioni similari come tipologia di atto dovrà scegliere DePosito (Di atto) GeNeriCo e come singolo atto istaNza Di riNUNCia nel caso di rinuncia o atto NoN CoDiFiCato in caso di semplice richiesta di ritiro titoli. Dopo aver operato la selezione l’avvocato inserirà nella busta l’istanza che intende depositare, detto atto costituirà un originale informatico in formato .pdf attraverso un’operazione di salvataggio di file (si ricorda che non è ammessa la scansione di immagine). L’atto di cui sopra andrà inserito nella busta telematica come atto PriNCiPale. Nel caso in esame l’avvocato è tenuto a corrispondere l’imposta di bollo pari ad € 16,00 (sedici/00) Pertanto su un foglio separato l’avvocato dopo aver indicato ANNO e N.R.G. e le proprie generalità complete apporrà le marche lottomatica di pagamento del bollo di cui sopra che verranno annullate apponendovi DATA e FIRMA. Detto foglio verrà acquisito tramite scansione ed inserito nella busta telematica. In caso di PAGAMENTO TELEMATICO sarà sufficiente inserire nella relativa busta i file .p7m e .pdf della ricevuta medesima. In caso di pagamento mediante MODELLO F23 o BOLLETTINO POSTALE andrà inserita nella busta la scansione dello stesso. aVVerteNza imPortaNte: Resta ferma l’assoluta necessità, sulla base dell’attuale disciplina normativa, ai sensi dell’art. 488, comma 2, c.p.c., del DePosito Del titolo eseCUtiVo iN oriGiNale ai FiNi Dell’aDozioNe Del ProVVeDimeNto Di asseGNazioNe o Di VeNDita FiN Dalla Prima UDieNza Detto DePosito DoVra’ aVVeNire PreFeribilmeNte iN UDieNza. Nel Caso Di PiGNorameNto mobiliare CHe NoN sUPeri i 20.000 €, il DePosito Del titolo eseCUtiVo oriGiNale DoVra’ aVVeNire NoN oltre 30 GG Dall’aCCettazioNe Della Nota D’isCrizioNe a rUolo, al FiNe Di CoNseNtire al G.e. l’aDozioNe Del ProVVeDimeNto Di asseGNazioNeo Di VeNDita CoN DeCreto. Come DePositare le istaNze Di riNUNCia o Di ritiro titoli aNteCeDeNti il PaGameNto Del CoNtribUto UNiFiCato Anche per questo tipo di richieste occorre provvedere Foro Romano 67 E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 68 Attività del Consiglio Protocollo d’intesa sulle spese straordinarie dei figli a seguito di divorzio dei genitori Il giorno 17 dicembre 2014, nella sala riunioni della Presidenza del Tribunale – settore civile – alla presenza del Presidente della 1^ sezione Massimo Crescenzi, dei magistrati Donatella Galterio, Cristiana Ciavattone e Vittorio Contento nonché del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma Avv. Mauro Vaglio, del Consigliere Avv. Matteo Santini e dell’Avv. Pompilia Rossi, si è provveduto alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa sulle spese straordinarie per i figli in caso di divorzio dei genitori. Per conoscenza dei colleghi interessati dalla materia, si riporta il testo del Protocollo. L e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (comprensivi anche di antibiotici, antipiretici e comunque di medicinali necessari alla cura di patologie ordinarie e/o stagionali), spese di trasporto urbano (tessera autobus e metro), carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero; prescuola, doposcuola e baby sitter se già presenti nell’organizzazione familiare prima della separazione; trattamenti estetici (parrucchiere, estetista, eccetera). a premessa da cui muove il presente protocollo è quella di ridurre in via preventiva il contenzioso prevedendo un assegno di mantenimento, voce certa nel quando e nel quantum e comunque immediatamente azionabile in via esecutiva, il più possibile comprensivo di voci di spesa caratterizzate dall’ordinarietà o comunque dalla frequenza anche al fine di consentire al genitore beneficiario una corretta ed oculata amministrazione del budget di cui sa di poter disporre, riducendo le occasioni di richiesta al co-obbligato e di possibile conflitto. In quest’ottica la determinazione dell’assegno di mantenimento tiene conto di quelle che già erano le specifiche spese correnti della famiglia coesa (come ad esempio anche la baby sitter) che le parti hanno l’onere di esporre con il maggior dettaglio possibile nei rispettivi atti introduttivi. Al di fuori di queste vi sono le spese straordinarie, cosiddette non soltanto perché oggettivamente imprevedibili nell’an, ma altresì perché, quantunque relative ad attività prevedibili, non sono determinabili nel quantum ovvero attengono ad esigenze episodiche e saltuarie. In tale ambito vanno distinte le spese che devono considerarsi obbligatorie perché di fatto consequenziali a scelte già concordate tra i coniugi (es. libri di testo o acquisto farmaci prescritti dal medico scelto di comune accordo) oppure connesse a decisioni talmente urgenti da non consentire la previa concertazione, da quelle invece subordinate al consenso di entrambi i genitori. Spese straordinarie subordinate al consenso di entrambi i genitori, suddivise nelle seguenti categorie: - Scolastiche: iscrizioni e rette di scuole private e, iscrizioni, rette ed eventuali spese alloggiative ove fuori sede, di università pubbliche e private, ripetizioni, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposcuola e baby sitter se l’esigenza nasce con la separazione e deve coprire l’orario di lavoro del genitore che li utilizza; - Spese di natura ludica o parascolastica: corsi di lingua o attività artistiche (musica, disegno, pittura), corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto (mini-car, macchina, motorino, moto); - Spese sportive: attività sportiva comprensiva dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica; - Spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private conven- Spese comprese nell’assegno di mantenimento: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione, spese per tasse scolastiche (eccetto quelle universitarie) 68 Foro Romano E-Attività del Consiglio_Layout 1 01/07/15 14.47 Pagina 69 Attività del Consiglio tramite il SSN in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato, spese di bollo e di assicurazione per il mezzo di trasporto. Anche con riguardo alle spese straordinarie da concordare, il genitore, a fronte di una richiesta scritta dell’altro, dovrà manifestare un motivato dissenso per iscritto nell’immediatezza della richiesta (massimo 10 gg.) ovvero in un termine all’uopo fissato; in difetto il silenzio sarà inteso come consenso alla richiesta. zionate, esami diagnostici, analisi cliniche, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia. Spese straordinarie “obbligatorie”, per le quali non è richiesta la previa concertazione: libri scolastici, spese sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, spese per interventi chirurgici indifferibili sia presso strutture pubbliche che private, spese ortodontiche, oculistiche e sanitarie effettuate Foro Romano 69 F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 70 Formazione continua Convegni organizzati dall’Ordine degli Avvocati 29.09 – I nonni quali diritti e quali doveri? 01.07 – Profili Evolutivi dei Contratti di Locazione Finanziaria non Performing 29.09 – La Direttiva 98/5/CE tra abuso del diritto e identità nazionale 04.07 – La frode nel diritto penale 08.07 – Le novità del decreto giustizia e il protocollo sottoscritto con il Presidente del Tribunale di Roma sul processo civile telematico. Le candidature dei custodi e dei curatori: per fare chiarezza e consentire di proporsi alle funzioni 29.09 – Appunti critici e giuridici dal film “He Got The Game” 09.07 – Corso sulle procedure concorsuali. Le azioni di responsabilità nelle procedure concorsuali 30.09 – Il ruolo dell’avvocato nella internazionalizzazione delle imprese 09.07 – Il Condominio: le riforme legislative 01.10 – Avvocatura ed A.D.R.: il rapporto tra arbitrato, negoziazione assistita e mediazione 29.09 – “La responsabilità del medico nella giurisprudenza” – a due anni dal Decreto Balduzzi 11.07 – Chi possiederà i nostri corpi? Biodiritto e postumanesimo 03.10 – Usura e Sovraindebitamento 16.07 – Corso sulle procedure concorsuali. I reati nelle procedure concorsuali 06.10 – Le negoziazione assistita in materia di R.C.A., condominio e famiglia 16.07 – Esecutività dell’accordo in mediazione 06.10 – Appunti critici e giuridici dal film “La più bella serata della mia vita” 21.07 – La Costituzione come emergenza? Riflessioni sull’interventismo nei temi di rilevanza Costituzionale a partire dal d.l. 90/2014 06.10 – La pluralità e l’interferenza tra le azioni nella giurisprudenza successiva al Codice del processo amministrativo 23.07 – Lo sfratto nella fase esecutiva 07.10 – I reati tributari 23.07 – Diffamazione a mezzo stampa: scenario europeo ed italiano in attesa della riforma 08.10 – Il D.L. 132/2014: Riflessi sull’attività giudiziale e stragiudiziale 15.09 – La nuova giustizia alternativa: La negoziazione assistita, l’arbitrato e la mediazione 13.10 – Appunti critici e giuridici dal film “In Nome del Popolo Italiano” 19.09 – Forensix. Seminario: Esperto in scienze Forensi 14.10 – Come e cosa fare per: depositare telepaticamente gli atti giudiziari; per notificare in proprio a mezzo pec 23.09 – Il nuovo codice deontologico 15.10 – Le riforme legislative in materia condominiale 25.09 – Le novità legislative dalle nuove separazioni alla negoziazione assistita 15.10 – L’azione revocatoria ordinaria e fallimentare 70 Foro Romano F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 71 Formazione continua nella successione 03.11 – La negoziazione assistita nella Responsabilità Civile Auto: invito, convenzione e accordo 15.10 – Il trasporto aereo tra legislazione comunitaria e ordinamento nazionale 04.11 – Artt. 512 e 516 c.p.p. La testimonianza irripetibile 04.11 – Corso di psicologia giuridica nei procedimenti di diritto di famiglia 15.10 – Novità normative e giurisprudenziali. Analisi delle recenti innovazioni normative in materia di contratti pubblici, anche alla luce della decisione della Adunanza Plenaria n. 16 del 2014 04.11 – Società Sportive: ‘Tassazione’ per gli straordinari delle forze di polizia 20.10 – Appunti critici e giuridici dal film “In Time” 05.11 – Il Condominio: le riforme legislative 20.10 – Profili applicativi della responsabilità per danni della pubblica amministrazione per effetto dell’esercizio illegittimo del potere 05.11 – L’esercizio della professione forense nelle strutture professionali complesse. Collaborazione continuativa o subordinazione? 20.10 – Medici e strutture sanitarie: profili di responsabilità professionale e assicurativi 07.11 – La Mediazione Familiare e il D.L. 132/2014 10.11 – Le novità in tema di Difesa di Ufficio, Patrocinio e Cassa Forense 22.10 – Il trust e la tutela del patrimonio familiare 24.10 – Corso di Curatore Speciale per la rappresentanza processuale del minore nei procedimenti civili 10.11 – Appunti “Transamerica” critici e giuridici dal film 27.10 – Appunti critici e giuridici dal film “I soliti ignoti” 12.11 – Usura, estorsione e bancarotta rapporti tra istituti giuridici e profili di legittimità Costituzionale 27.10 – L’intimazione di sfratto e il D.L. 133/2014 12.11 – Minori vittime ed autori di abusi sessuali. Quale tutela dopo la ratifica della Convenzione di Lanzarote? 27.10 – Gli obblighi fiscali del professionista: scenari operativi tra adempimenti formali e controlli dell’Amministrazione Finanziaria 29.10 – Una vita da Daspato 17.11 – Le riforme in materia di lavoro dalla Legge Foriero al d.d.l. “Jobs Act” fra legislazione nazionale e diritto europeo: novità sostanziali e processuali 29.10 – Patto di famiglia, atti di destinazione, cessione di azienda o cessione di partecipazioni? Profili civilistici e fiscali di diverse forme di cessione di un’attività di impresa 17.11 – Appunti critici e giuridici dal film “Sei Gradi di Separazione” 17.11 – Relazioni e contaminazioni tra accertamento fiscale ed illecito penale 30.10 – I vari profili di responsabilità dell’avvocato alla luce delle recenti riforme 31.10 – Piano Casa e Condominio 18.11 – La Responsabilità ‘Penale’ delle Società ex D.Lgs. n. 231/2001 31.10 – L’avvocato fuori dal processo: la mediazione, l’arbitrato e la negoziazione assistita 18.11 – Il decreto ingiuntivo telematico: elaborazione, deposito, notifica, esecutorietà. Come fare? Cosa Fare? Foro Romano 71 F-Formazione continua_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 72 Formazione continua lungo la via Lattea 19.11 – Amministrazione di sostegno, trust e sostituzione fidecommissaria, patto di famiglia 03.12 – Illecito on line: responsabilità e tutela 20.11 – La negoziazione assistita. Istruzioni per l’uso 03.12 – L’assunzione dell’incarico professionale e i rapporti di colleganza 21.11 – Il diritto antidiscriminatorio nell’Ordinamento Nazionale e Sopranazionale 05.12 – Ascolto del minore 24.11 – Il nuovo Codice Deontologico: novità e questioni aperte 05.12 – Equitalia: come difendersi 24.11 – Appunti critici e giuridici dal film “I soliti sospetti” 09.12 – Il concordato preventivo prenotativi: questioni controverse 25.11 – Le micropermanenti e la personalizzazione del danno 10.12 – Jobs Act e contratto a tempo determinato 10.12 – La negoziazione assistita, l’arbitrato e le novità del processo civile 25.11 – Le Pari Opportunità per la lotta contro la Violenza sulla donna 12.12 – La capacità genitoriale e l’accertamento peritale 26.11 – Il Condominio: le riforme legislative 16.12 – Elaborazione, sottoscrizione e trasmissione degli atti giudiziari nel processo civile telematico 28.11 – La liquidazione dell’attivo nel fallimento 01.12 – Deontologia Forense: i compensi professionali e la nuova disciplina 17.12 – Le ultime novità sul processo civile telematico. Il contratto di negoziazione assistita ed i doveri deontologici dell’avvocato. Il nuovo procedimento disciplinare e le funzioni del Consiglio di Disciplina 01.12 – La deontologia dell’avvocato amministrativa oggi tra limiti agli atti defensionali, obbligo di sentenza in forma semplificata e abuso del processo 17.12 – L’avvocato nello sport, tra mercato e deontologia 01.12 – Appunti critici e giuridici dal film “Bob Roberts” 19.12 – La famiglia: da isola ad arcipelago? (Evoluzione normativa e giurisprudenziale) 01.12 – Il riconoscimento delle unioni civili e delle unioni di fatto: verso un cambiamento epocale della società? 19.12 – Workshop “Essere un genitore efficace” (Psicologia della salute e del benessere – tutela legale e psicologia dell’educazione) 02.12 – Il cammino di Santiago. Il percorso dell’anima 19.12 – Il processo civile e la “piaga” del formalismo 72 Foro Romano G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 73 Aggiornamento Albo Alla data del 31 dicembre 2014: Avvocati 18.558 Cassazionisti 6.301 Totale 24.859 di cui Albo ordinario 22.241 Elenco Speciale 2.352 Professori Foro Romano 266 Praticanti (dal 1/1/2006) 5.524 Abilitati 1.779 Totale 7.303 73 G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 74 Aggiornamento Albo La grande Famiglia degli Avvocati romani Nel corso del secondo semestre del 2014, hanno prestato Giuramento 335 Avvocati. Questi i nominativi: Adunanza del 3 luglio 2014 Paolo BuSCo Antonio CAruSo Elisabetta CErA Stella CortE Maria DE PASquAlE Elisa ElEutEri Sabina FiCArrA Giovanni GAtti Gianni GiuliAni nicolò lAvArEllo iustian Socrate liMonA Miriam MAnCinEllA Gabriele Christian MEAni Salvatore MiCAlE tranquillo Arnaldo MiEli Marlis MolinAri Alfonso PACEllA Giulia PASCuCCi Mario PiCColi Diego FABBri Paola Follo Eli GuEttA roberto ilArDi Alessandro lA FErlA lucia MArino Enrico nAnni Alessia PErrino Giuseppe PArDiSE Polo Pier Fausto rECChiA Daniel ruPEni Giovanni SAlAtiEllo Adriana SAlluStio Elisa SAntoPADrE vito tEMPonE Silvia vAlEntE Adunanza del 24 luglio 2014 Carmine Bruno lapo Curini GAllEtti Fabio Di PAlMA Angela FiorEllA Stefano GAllo valerio GiovAnnini Erica MiArElli Elisa MiGliori Antonia libera olivA Arianna PAGAni Maria teresa rita PAtronE Diego PoliMAnti Simona PolEtti Giovanna PrinzivAlli Gabriele SCorzA Francesco SiMAri Adunanza del 10 luglio 2014 niccolò FAlEz Giancarlo inCErrAno Adunanza del 17 luglio 2014 Erika BErnElli Giuliana BErSAGliErE Cristina BEvErElli Piero BottonE Giampiero BrAGliA Maddalena BruSAPorCi Marco Francesco CAMPAGnA Claudia CESArEi lucia CiArDElli lucia CoPPolA Sara CuniBErti valerio DEl PoPolo Alessandro DE PEtrillo Jacopo DE PontE lucia DiStAntE riccardo Di vEroli Adunanza dell’11 settembre 2014 Daniele ArElli Mariamatilde CASConE Massimiliano DEllA zonCA Federico Di MArtino Mario GinEStrA Giulia Maria lABriolA 74 Foro Romano G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 75 Aggiornamento Albo Giuseppina nAPoli Marco riCCi renzo SAntoruM Francesca Salerno SCoPACASA Paolo torSEllo Adunanza del 25 settembre 2014 Cristiana APoStolo Susanna BArBADoro Elena BArlozzAri Giorgio Bitonto Michele CAPPAi Francesco Saverio CAvACEPPi Giulia DE AnGEliS roberto Di BiSCEGliE Giuseppe DonADio Giuseppina FAnElli Gianluca FAvoni MiCColi Alessandra lEo Maria Antonietta liGori Emanuela lorrAi Stefano MACAluSo lorenza PoCChiAri Francesca rinAlDi CEroni Maria Pia SAlvAtorE Donato SAntoro luca SBrAnti Mara SiviEro Alessia SorCi lucia toSti Adunanza del 16 ottobre 2014 ludovica AlFAni Antonio BoMBACE Barbara CortEGiAno Mirella Di CArlo Erika FErrAri Philipp FABBio Gennaro nicola Filomena GiSonnA Federica iAvAronE roberto lAMA Daniele Maria lonGo nella Elisabetta lutini Afro MAiSto roberto MAlzonE Michela MAnCini Alessandra MAriAntoni Arnaldo MAzzACChErA valeria MAzzAli Marinella Micolonghi Pietro Paolo Miotti Maria libera MonACo Barbara nArDElli Carolina orSAniGo Massimiliano PAFunDi Edoardo PAolini Federico PESCE Matteo PoliCAStri Alessio SAnGiorGi niccolò trAviA laura vACChiAno Adunanza del 2 ottobre 2014 veronica Francesca ArESu Gianni BoiDi Francesco FEronE Paolo FlAGEllo Maria Donata GArAMBonE Gianfranco lAviolA Daniele lA StEllA Francesco MAMBrini Claudia MAriAno Marco MAttEi Caterina MinEo riccardo SPErti Ken uGolini Elena vErDE Adunanza del 6 novembre 2014 laura BErtAGni Anna BrAy Giulia CiPollonE Maria Elena ColA luca Corrado iACoPino Sandra lorEti Edoardo MAnni Emanuela MAriAni Maria Sole MArottA tommaso Filippo MASSAri Carmine MASSAro Silvia MiChEli Gabriella MilEA Ada MorElli Foro Romano 75 G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 76 Aggiornamento Albo Federica MorronE Filippo nArBonE Andrea nErvi Alessandro PArini Alfonso PArziAlE Piera PECChi Silvia PEllEGrino Maria Gabriella PErrottA Eleonora PEtrinGA ilaria PiErAnGEli Alessandro PiroMAlli Francesca PoMPEi Antonella PutiGnAno Giovanna Flora rAGuSA Elena riStori Stefano roSSi Serena SAMMArCo Giovanni SPAGnoli Francesca tEDESChi Adunanza del 20 novembre 2014 Manuela ACCiAroli Giulia BorGnA Carmelo renato CAlDEronE Silvia Cottini Anna Maria DE luCA Alice FlACCo Daniele Folino Stefano iEzzi Flaminia lA GrottEriA Alessandra MArAnGElli Alessandra MArtuSCElli Elisabetta MAuCEri Piergianna MEnGA Alessandra MontEFuSCo Simone MorAlE Flaminio Pasquale MorrEAlE Claudia PEllEttiEri Matteo PEriColi Martina PEzzA Pierpaolo riGhEtti Cecilia Chiara roGGEro Elisabetta roMAni Andrea roSAti ivan Alexander SArnElli riccardo SArtori Gianpaolo SBArAGliA Fulvia SCirtò Manuela SCirtò lucia SiPAri Joe StAntE Elena tArli Sabrina tirABASSi Emanuele tito Marco viGGiAni Gennaro ilias viGliotti riccardo vitAlE Francesco vitAli DE BonDA niccolò zAnotElli Adunanza del 13 novembre 2014 Silvia AllEGrA Antonio CAtriCAlà nella Elisabetta lutini Flavia MArChionnA Davide MAuroviCh Francesca MAzzEttA Gianluca MorElli Elisabetta PEPE Fabio PiACitElli Anna Maria PiCA Andrea PinCini Francesco PiPitA Emanuele PlAnElli lidia PrEvitEro Barbara rizzA Fabio Filippo roSSi ortensio roSSi Flavia ruSSo tindaro ruvolo Alessandro SCACCiA Elena SCorSonE Margherita SCAliSE Stefano SElBMAnn Pamela SinoPoli Matteo SMACChi Francesca SorDi Adunanza del 4 dicembre 2014 Federica AnGEli Martina AiEllo Paola AnnunziAtA 76 Foro Romano G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 77 Aggiornamento Albo Maurizio AnSovini Elena ArMini nilia AvErSA Francesca BErSAni virginia E. Maria Anna BrAut Stefano CAiroli Filippo CAnnizzAro Emanuela CASCiotti isabella CAStiGlionE nicoletta CECi Maria Sara DEroBErtiS Alessandra DE roSA Andrea DoriGo Cristian FrAGAlà Filippo Maria FrASChEtti Daniele KArrEr Francesca MACAGni Maria Massimiliana MArtonE Michele MAStroiAnni Sergio MErlinA Filippo CAnnizzAro Marco MiChEli roberto MirAGliA Dario MorElli Federica MoSChEllA riccardo nArDuCCi Giovanni Meyr PAllonE Jolanda PAluMBo Maria rosaria PEllEGrino Damiano PEzzotti Graziella PiSCoPo Jacopo PiSAni Giorgia PoMPoni Diletta PrEziotti Silvia rEDA Ferdinando riCCioni vincenzo riEnzi Maria valentina ronChi Anna roSCino Chiara SAltElli Chiara SAMPEriSi Marco SCiAlAnGA Andrea SCorDAMAGliA nicolangela tino riccardo trAPPolini Giorgia vACCAro Foro Romano Stefania vAlErii Maria Paola Fatima vitElli Adunanza del 18 dicembre 2014 lorenzo AMorE luca BAGnASCo Carmine BASilE Benedetta BElli Alessandro BEninCAMPi Serena BiCChiElli Federico BortolAMEAzzi Giuseppe CAMPolo Antonio CAPizzi Dario CAPPEllo Giulia CArnAzzA Giusi CASEllA Giuseppe CAStEllAno Adriano CAvinA Francesco CElEStino Francesca CErini Francesco CESArAno rita Maria CovAttA Alessandro CurrADo Daniele D’AlviA luca DE BErArDiniS lorenzo DE SAntiS Fabrizio D’iPPolito Giulio lAnzEtti vincenzo MAnzo Walid Fayez Abdel Gawad MohAMED Andrea MontElEonE Germano Monzio CoMPAGnoni Andrea nAPolEonE Massimiliano PAoluzzi Silvia PAuluzzi Elisabetta PErronE laura PiSCitElli Antonio ProFitA Sara rAPoni Alessandro SErrAni lorenzo SESti Domenico SiGnoriEllo Monica tABACChi Giuseppe nicolò tEDESCo Emilio vAlEnti Annamaria zArrElli 77 G-Aggiornamento Albo e Nuove_iscrizioni_2014_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 78 Aggiornamento Albo Di seguito l’elenco dei 25 colleghi che ci hanno lasciato nel secondo semestre 2014: Luglio Giovanna Maria AnCA – Marsala 7/10/1936 – 18/7/2014 Maria Gabriella AnGhElonE – vercelli 17/2/1962 – 24/7/2014 Angelo SorDi – roma 29/11/1944 – 16/7/2014 rosalba trAini – Ascoli Piceno 22/11/1956 – 5/7/2014 Marcello vECChio – roma 22/5/1935 – 25/7/2014 Ottobre Francesco Paolo AntEnozio – roma 16/1/1935 – 11/10/2014 Enrico CESArEo – Curinga 18/10/1927 – 28/10/2014 Gregorio MorGAnti – Messina 19/9/1930 – 21/10/2014 roberta StACChiolA – roma 15/6/1963 – 13/10/2014 Novembre Aldo ChiChi – roma 21/8/1937 – 3/11/2014 Alice Stefania Ciotti – roma 5/11/1986 – 16/11/2014 raffaele iAniro – Caserta 8/6/1932 – 28/11/2014 luigi PAziEnzA – S. Severo 20/11/1931 – 15/11/2014 luciano PollAStri – roma 13/12/1929 – 1/11/2014 Agosto Alberto BArBArA – roma 17/4/1947 – 20/8/2014 Giuseppe CErto – Frascati 3/9/1939 – 18/8/2014 Giampiero PAllottA – roma 12/7/1938 – 24/8/2014 Bruno PiCCArozzi – roma 13/10/1923 – 18/8/2014 Alberto roMAno – Bova Marina 2/1/1944 – 11/8/2014 Paolo nAvA – vibo valentia 16/9/1945 – 26/8/2014 Dicembre Paolo AGnino – roma 6/11/1933 – 1/12/2014 Alessandro CorSAni – roma 9/4/1939 – 7/12/2014 Antonio liuzzi – lecce 30/5/1934 – 25/12/2014 Settembre Fabio KnoKE – roma 31/7/1934 – 14/9/2014 Sebastiano MAnnino – Graniti 11/2/1938 – 19/9/2014 78 Foro Romano I-Rassegna di giurisprudenza_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 79 Rassegna di Giurisprudenza a cura di Mario Scialla P.D. N. 8380/8404 Estensore Cons. Minghelli DEC. N. 5/2014 “Viola gli artt. 17, 17 bis, 5, 6, 7, 18 e 19 del Codice Deontologico Forense, colui che pubblicizza su un network legale a lui riconducibile, una pagina web con pubblicità ingannevole, elogiativa, non veritiera, al fine di accaparramento di clientela, in particolar modo pubblicizzando: legali pagati in base ai risultati … in tutti questi casi l’avvocato è l’unico che può assisterti nei tuoi diritti. Noi lo facciamo da anni con i migliori specialisti italiani offrendoti una consulenza in 48 ore, pagamento con pay pal carta di credito sul server sicuro … solo avvocati distinti in carriera per prestazioni eccellenti, solo avvocati specialisti ed appassionati”. CommeNto Fattispecie nella quale è stata rinvenuta la responsabilità professionale, unitamente ad altri capi di incolpazione, comminando la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione forense per mesi dodici. Realizza, infatti, pubblicità ingannevole, elogiativa, non veritiera, affermare di offrire la professionalità “dei migliori specialisti italiani” ove, invece, i partecipanti al network non avevano alcun particolare titolo di tale eccellenza essendo invece chiaramente emersa una competenza del tutto improvvisata. Inoltre la pubblicizzazione del “pay for result” si pone sempre in netto contrasto con l’obbligazione di mezzi, non di risultato, che caratterizza la professione legale, creando un’ alea di voluta incertezza, non potendosi tradurre in una effettiva concertazione di onorario con il cliente, cui peraltro venivano chiesti congrui anticipi con l’unico scopo di procacciare difese ed incarichi. P.D. N. 8362 Estensore Cons. Scialla DEC. N. 23/2013 “Determina la violazione dell’art. 6 del Codice Deontologico Forense la condotta di colui il quale, dopo aver concluso una transazione del valore di 3.500,00 euro con un collega e corrisposta la somma di 1.500 euro, omette di versare i restanti euro 2.000,00 malgrado la causa, così come previsto da tale transazione, fosse stata cancellata dal ruolo per la mancata comparizione delle parti e provvedendo a versare la rimanente somma dopo la fissazione del tentativo di conciliazione davanti all’ordine degli Avvocati, senza aver mai avvisato il collega di controparte, non rispondendo alle telefonate e ad una raccomandata dello stesso nella quale si chiedevano i motivi del ritardo”. CommeNto L’art. 6 del codice deontologico forense prescrive che il comportamento dell’avvocato deve essere sempre corretto e leale. La correttezza, come la buona fede, costituisce un canone etico di comportamento improntato alla solidarietà (art. 2 Cost.) che si esprime anche nella lealtà (trasparenza) dei modi di operare, cui non può restare estraneo il processo. Più precisamente, la violazione dei doveri deontologici di lealtà e correttezza è diversa da quella dei doveri di probità, dignità e decoro che portano all’attenzione i comportamenti professionali non strettamente processuali, nonché le condotte estranee alla professione, mentre lealtà e correttezza concernono essenzialmente l’attività processuale. P.D. N. 8085 Estensore Cons. Galletti DEC. N. 35/2013 “La violazione dell’art. 59 del Codice Deontologico per il mancato, immediato pagamento di un debito contratto, non risulta perfezionata ove sopravvenga poco dopo un bonario componimento tra le parti con il successivo integrale pagamento della somma”. CommeNto Fattispecie nella quale è stato deciso il non luogo a sanzione disciplinare. Foro Romano 79 I-Rassegna di giurisprudenza_Layout 1 01/07/15 14.48 Pagina 80 Rassegna di Giurisprudenza A seguito dell’esame dell’esponente e dei testimoni è infatti emerso il sopraggiungere di un bonario componimento della vertenza che aveva dato luogo alla presentazione dell’esposto disciplinare, mediante successiva conciliazione. È così prevalsa la considerazione che la disponibilità immediatamente dimostrata dall’incolpato, a seguito dell’esposto, di ripianare la situazione, l’estrema modestia del debito ed il suo integrale pagamento, l’espressa richiesta degli esponenti del venir meno dell’interesse punitivo nonché la mancanza di precedenti nei confronti del professionista, rappresentassero fattori prevalenti rispetto a quelli che inducevano all’irrogazione di una sanzione, seppur minima. P.D. N. 8300 Estensore Cons. Cassiani DEC. N. 39/2013 “Autenticare la firma del mandato, mai effettivamente rilasciata dall’interessato, conferito per un atto di citazione per intentare una causa di risarcimento del danno a seguito di incidente stradale, non determina la violazione degli artt. 5, 6, 17 e 40 del Codice Deontologico, ove successivamente si dimostri che l’Avvocato è stato vittima di un raggiro ordito dalla moglie dell’esponente”. CommeNto Nel caso in esame non si è provveduto all’irrogazione di alcuna sanzione disciplinare a fronte della dimostrazione, mediante l’esito favorevole al professionista del procedimento penale a proprio carico e l’accoglimento, invece, mediante sentenza di condanna della sua querela per truffa che l’incolpato era stato vittima di una frode ordita ai suoi danni dalla moglie del proprio assistito, conosciuto da anni e con il quale vi era un rapporto di notevole cordialità. P.D. N. 8362 Estensore Cons. Galletti DEC. N. 55/2013 “Determina la violazione degli articoli 6, 7, 10 e 12 del Codice Deontologico Forense l’aver, per propria stessa ammissione, depositato ed inserito in un procedimento civile, fuori termine, con memorie ex art. 183 c.p.c., una scrittura privata, indispensabile ai fini del decidere, modificando l’elencazione dei documenti, avvenuta successivamente all’iscrizione della causa sul ruolo, introducendo la voce ‘scrittura privata 5 ottobre 1999’”. CommeNto Procedimento nel quale è stata comminata la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale per mesi sei a seguito di tale condotta, non avendo l’incolpato mai avvertito la contrarietà del suo comportamento rispetto ai noti canoni di autonomia, indipendenza, lealtà, dignità, probità, decoro, diligenza e competenza ma anzi – quasi orgogliosamente – rivendicato l’asserita correttezza del suo operato, da lui stesso definito “stratagemma” per asserite finalità di giustizia sostanziale e, in definitiva, per evitare la prevedibile soccombenza processuale della parte sua assistita, invocando l’esistenza di una immaginifica scriminante della sua condotta professionalmente inaccettabile e violativa dei principi anche di rango costituzionale, di parità delle parti, del contraddittorio e, in definitiva, del giusto processo. È risultata così compromessa la correttezza e la diligenza dell’operato del difensore all’interno del processo che impedisce nel modo più assoluto il ricorso a stratagemmi e condotte dolosamente finalizzate a minare i principi di parità processuale tra le parti e ad ingannare lo stesso giudicante per indurlo ad assumere provvedimenti in contrasto con quanto legittimamente emerso in sede processuale e coincidenti con un astratto ideale di giustizia sostanziale di una parte o del suo difensore. 80 Foro Romano copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 2 n° 4-6 Notiziario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma Direttore Responsabile: Mauro VAGlIo Direttore Scientifico: Alessandro CAssIAnI Capo Redattore: samantha luPonIo Comitato di redazione: Mauro VAGlIo, Pietro DI TosTo, Riccardo BoloGnesI Fabrizio BRunI, Alessandro CAssIAnI, Domenico ConDello Antonio ConTe, Antonino GAlleTTI, Mauro MAzzonI Aldo MInGhellI, Roberto nICoDeMI, livia RossI Matteo sAnTInI, Mario sCIAllA, Isabella Maria sToPPAnI Segretario di redazione: natale esPosITo Progetto grafico: Alessandra GuGlIelMeTTI Disegno di copertina: Rodrigo uGARTe ____________ ____________ Foro Romano - Autorizzazione Tribunale di Roma n. 1866 del 1950 - Direzione, Redazione: P.zza Cavour - Palazzo di Giustizia - 00193 Roma Impaginazione e stampa: Infocarcere scrl - Via C. T. Masala, 42 - 00148 Roma n° 4-6 2014 copertina_Layout 1 01/07/15 13.03 Pagina 1 n° 4-6 Notiziario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma Foro Romano Editoriale Mauro Vaglio Riflessioni Alessandro Cassiani Per non dimenticare Filippo Maria Berardi Le voci dell’Avvocatura Foro Romano ANNO LXIV LUGLIO – DICEMBRE 2014 Beka Tavartkiladze Donatella Cerè Vincenzo Geraci Filippo Lubrano Luciano Panzani Stefano Radicioni Liliana Salemme Mario Sanino Aldo Minghelli Luigi Favino Gennaro Francione Angelo Miele Cesare Morelli Attività del Consiglio Pietro Di Tosto Matteo Santini Isabella Maria Stoppani Formazione continua Rassegna di Giurisprudenza Mario Scialla