Anno III - Numero 290 - Sabato 13 dicembre 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Economia Esteri Spettacoli Legge di stabilità, inghippi e manovre Putin va in India per “allargarsi” Addio Fiorentini re delle fiction Calvo a pag. 3 Castellino a pag. 6 a pag. 12 SI APRONO I GIOCHI PER LA SCALATA AL CAMPIDOGLIO: IL SINDACO NON RIUSCIRÀ A RESISTERE, ANCHE I SUOI LO INVITANO ALLE DIMISSIONI di Francesco Storace l romano e l’immigrato. La famiglia e le “unioni civili”. I mercati rionali e il mercato finanziario. I negozianti e i centri commerciali. I disoccupati e i palazzinari. Il popolo e i poteri forti. I trasporti e il traffico. I sì e i no. Se Marino decide di andarsene finalmente a casa - è impensabile che resti al suo posto, e farebbe bene a seguire il consiglio di Goffredo Bettini, “dimettiti e ricandidati”, se proprio ci tiene - il sindaco che prenderà il suo posto dovrà mettere nella prima colonna le priorità e nella seconda tutto quello che può arrivare dopo. Sapendo che si dovrà schierare nella partita eterna tra guardie e ladri. Se si dovesse andare in campagna elettorale, bisognerà evitare di avere un sindaco che con seicentomila voti rappresenti quasi tre milioni di romani. Anzitutto, perché quei consensi rischiano addirittura di diminuire se non si dà rapidamente uno scossone alla politica; e, per favore, togliamo dalla pesca dal mazzo chi non ha dato gran prova di sé in quell’aula di Giulio Cesare macchiata come sembrava non dovesse accadere mai più. A Roma, c’è almeno un milione e mezzo di persone che non ha rappresentanza. Stanno a destra come a sinistra. Saranno affascinate dalla società civile? Ho molto rispetto per Alfio Marchini imprenditore; come politico in Campidoglio non è stato esattamente esaltante. Vedete folle pronte a correre alle urne per sostenerlo? Mi sembra difficile, anche se se ne dovrà parlare. Credo che uno scontro tra Marino e Marchini potrebbe far prevalere il terzo incomodo grillino al ballottaggio. Tra due candidati di nomenclatura - tale sarebbe Marino se il Pd avesse la faccia tosta di riproporlo, e Marchini manco a dirlo per quel che rappresenta (e non mi riferisco alle indagini su Mafia capitale) - anche la mia mano rischierebbe di tracciare una croce sulle cinque stelle. Per andare alle urne voglio una candidatura di destra che non sia eterodiretta da altre aree del Paese. C’è da riscattare l’onore e la dignità di un popolo. C’è da rimettere in campo la MISTER X I In attesa dell’inevitabile addio di Marino, riflettere su una candidatura che simboleggi la voglia di riscatto della destra romana e italiana speranza che nel ’93 si animò nello scontro tra Fini e Rutelli. Leggo molti nomi. Da ciascuno pretenderei un giuramento di fedeltà a Roma, a governare senza pensare a che cosa fare da grande. Certo, le promesse sono tutti capaci di farle, ma il popolo ormai è scafato e certo sarà difficilmente persuasivo qualunque soggetto entrato in contatto - indagato o no - con la compagnia di Mafia capitale. Se si pensa a scelte di Palazzo, con tutto il ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER LE FRASI RIVOLTE A STORACE Vauro denunciato profumino pestilenziale che ne deriva, a destra ci si dovrà muovere di conseguenza. Se Marino sloggia davvero dal Campidoglio, bisognerà fare in modo che trovi rappresentanza quel popolo di destra che vuole rimanere incontaminato. Vincere non è mai facile, ma se si torna ad innalzare una bandiera di stile e di onestà sul Colle che governa la Città eterna, tutto può succedere. Per ora, milioni di romani guardano attoniti lo spettacolo. Emozionarli spetta ad una destra che ritrovi la sua dimensione valoriale. Se il sigillo alla candidatura lo deve mettere Salvini, non ci sarà trippa per gatti: il derby se lo giocheranno 5 stelle e il Pd. Il capo leghista dirà pure cose che ci fanno sussultare - e del resto diciamo bravo anche a Renzi quando prende a sganassoni la Camusso ma non è un motivo per votarlo - ma troppi riciclati lo usano come alibi per salire a bordo. E col trasformismo non si convince più nessuno. IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE, JUNCKER, PRENDE ANCORA DI MIRA ROMA Bambole (italiane), non c’è un euro a pag 2 di Igor Traboni l presidente della Commissione dell’Unione Europea, l’ormai ‘famigerato’ Jean-Claude Juncker, non solo pare avere un conto in sospeso per l’Italia, ma adesso ci sfotte pure. E fa il sostenuto, financo l’altezzoso. Ieri, ad esempio, se n’è uscito con questa affermazione, testuale: "Io non ho denaro fresco". Lo ha detto ia Norimberga, intervenendo al congresso del partito della Csu. Come dire: arrangiatevi, non c’è un euro in cassa, per poi far capire che se gli Stati vogliono contribuire con risorse nazionali al fondo sono benvenuti e aggiungendo, tirando dentro anche i francesi per il famoso (e fumoso) mal comune mezzo gaudio: "Lo dico ai romani e ai parigini, a cui tutto questo non basta". A quanto pare, invece, basta e avanza – per non fare la voce I MEZZO FLOP, MA SOLITI SCONTRI Scioperino Sarra a pag 4 grossa come pure servirebbe al nostro Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, l’uomo-ombra di Renzi che, sempre nell’ombra ma mica poi tanto, continua a studiare da futuro presidente della Repubblica, con l’avallo di un paio di correnti del Pd. Ieri, per capirci, Padoan ha risposto così al ‘capo’ europeo: "Il piano Juncker è una misura molto opportuna, si inserisce in un contesto nel quale l'economia europea fatica a ri- prendere una crescita sostenuta: direi di più, mostra rischi che invece di allentarsi diventano più pressanti in termini di crescita che striscia sul fondo. Bisogna fare presto perché la crisi non cessa, non se ne esce", ha aggiunto in uno slancio di… ovvietà. Tra le condizioni necessarie perché il Piano Juncker dia i suoi frutti, Padoan ha quindi tirato in ballo il fatto che "i progetti devono essere profittevoli ma devono anche tener conto della distribuzione delle risorse tra i vari membri. Naturalmente ci vogliono parecchi mesi affinché il meccanismo possa diventare operativo, rischiano di essere tanti ma nel frattempo si può fare già qualcosa, e qui penso al ruolo della Bei", chiedendo quindi "che ci siano altre misure a livello europeo affinché gli investimenti crescano e si moltiplichino". Che è un po’ come chiedere la luna a chi la luna non può darti. 2 Sabato 13 dicembre 2014 Attualità STRASCICO GIUDIZIARIO PER LE PESANTI AFFERMAZIONI DEL VIGNETTISTA AD ANNOUNO La “sparata” di Vauro finisce in Tribunale Storace: “Avevo chiesto ai responsabili della trasmissione di evitare la sua presenza in studio almeno per una settimana, ma se ne sono fregati” - La denuncia presentata dall’avvocato Di Andrea auro sarà, con tutta probabilità, chiamato a rispondere in tribunale di quella infelicissima frase: “la prossima volta gli dirò di mirare meglio” pronunciata all’indirizzo di Francesco Storace durante la puntata di Announo di giovedì 4 dicembre. Si parlava di anni di piombo e i toni si sono accesi. “A me hanno sparato - dice Storace in trasmissione - e ho avuto la fortuna che i tuoi compagni non mi hanno ammazzato”. La replica di Vauro, da gelare: “La prossima volta gli dirò di mirare meglio”. “Sei scemo - gli risponde Storace - quando offendi il sangue sei un delinquente”. “Avevo pregato i responsabili di Announo - spiega Storace - di evitare, almeno per una settimana, la presenza di Vauro in trasmissione dopo le vergognose minacce di morte contro di me nella puntata in cui ero presente e le relative scuse di facciata. Di facciata, dato che, il giorno dopo, è stato addirittura lanciato da Servizio Pubblico un sondaggio-sfottò sui social network su chi avesse “ragione””. Quell’episodio era finito su tutti i giornali e aveva monopolizzato i V social network, con l’account twitter di Storace letteralmente invaso di messaggi di solidarietà. “Nonostante questa mia richiesta - prosegue Storace - ad Announo se ne sono fregati. Ora Vauro dovrà cercarsi un difensore perché stamane l’avv. Marco Di Andrea, dopo che la presenza del “vignettista” in trasmissione è stata confermata per la puntata di giovedì scorso, ha presentato oggi ai carabinieri una denuncia formale ai sensi dell’art. 414 del codice penale per istigazione a delinquere. La conduttrice del programma, Giulia Innocenzi, è stata indicata come persona informata sui fatti”. Si legge nella denuncia: “la pubblica affermazione del vignettista Vauro, peraltro proferita nell’ambito di un programma televisivo ad alto indice di ascolto, parrebbe integrare il delitto previsto e punito dall’art. 414, comma I, codice penale, avendo, quest’ultimo, istigato pubblicamente a commettere un reato in danno dell’ospite interlocutore, aggravato dalla componente terroristica di cui all’ultimo comma del medesimo articolo”. “Si può senz’altro ritenere - prosegue l’esposto - che le parole diVauro all’indirizzo di Storace, siano da ritenere dotate di forza suggestiva e persuasiva tale da poter stimolare nell’animo dei destinatari la commissione del fatto criminoso, posto che l’artista è un noto per- sonaggio televisivo, attore e vignettista di successo, autore di numerose opere, già collaboratore di vari quotidiani. È quindi concreto il pericolo che qualche facinoroso, raccogliendo l’istigazione, possa attentare alla vita” di Storace. “Per inciso - seguita la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Roma presso il Tribunale - va detto che nella primavera del 1979, durante la campagna elettorale per le elezioni europee, ad Acca Larentia in Roma, l’allora giovane militante Francesco Storace venne fatto segno di numerosi colpi di arma da fuoco nel mentre era intento ad affiggere dei manifesti elettorali”. Ulteriore passaggio dell’esposto: “Cosa ancor più grave è che questo fatto illecito veniva ulteriormente amplificato e propalato dall’iniziativa dello stesso programma Servizio Pubblico, che addirittura promuoveva, via internet, un sondaggio pubblico sul noto social network Twitter postando il seguente testo: “Durissimo scontro tra @VauroSenesi e @Storace. Secondo voi chi ha ragione? Guardate il video bit.ly/1vRLWbv #serviziopubblico”. UN ALTRO RAPPORTO NON LASCIA DUBBI SULLA CONDIZIONE DEI NOSTRI RAGAZZI DAVANTI ALLA CRISI Giovani disillusi e pronti ad emigrare n’altra analisi statistica non lascia scampo rispetto alla crisi che investe l’Italia e i suoi ragazzi, sempre più scoraggiati e desiderosi di andar via. I giovani italiani sono sempre più disillusi rispetto alla possibilità di trovare lavoro in Italia e sempre più disponibili a guardare fuori confine. Oltre l'85% degli intervistati (19-32 anni) è convinto, infatti, che in Italia siano scarse o limitate le op- U portunità lavorative legate alle proprie competenze professionali. E' questo quanto emerge infatti dal secondo rapporto sulla condizione giovanile in Italia, promosso dall'Istituto Giuseppe Toniolo in collaborazione con l'Università Cattolica. I dati dell'indagine su scala nazionale (effettuata su un campione di 5.000 ragazzi tra i 19 e i 32 anni) parlano chiaro e non lasciano adito a dubbi di sorta: il perdurare della crisi economica e la carenza di efficacia delle politiche passate ha generato una forte sfiducia nel futuro. Oltre il 70% dei giovani non crede, infatti, che l'Italia nei prossimi anni tornerà a crescere e vede quindi le proprie capacità e intraprendenze frenate dai limiti del sistema paese e dalle carenze della politica finora incapace di rimettere le nuove generazioni al centro della crescita. La principale causa della disoccupazione, secondo la ricerca, è attribuita dal 37,3% dei giovani ai limiti dell'offerta del mercato del lavoro. Il 20,9% ritiene che si debbano migliorare meccanismi di reclutamento, legati a regole troppo rigide e lontani dalla meritocrazia. Solo il 19,2% attribuisce ogni causa alla crisi economica, mentre il 17,4% è autocritico: a loro avviso i giovani non trovano lavoro per via della poca esperienza (15,3%), di una scarsa formazione e dalla difficoltà ad accettare alcuni tipi di lavori. Nel contesto attuale il 70% dei giovani vede il domani pieno di rischi ed incognite. Disoccupazione e impieghi precari spingono sempre di più i giovani ad essere concreti e pragmatici e trovare un impiego non tanto per la propria realizzazione, quanto per procurarsi reddito. "I dati del rapporto - dichiara Alessandro Rosina, tra i cu- ratori dell'indagine - aiutano ad andare oltre e rivelano come nelle nuove generazioni rimanga complessivamente alta la volontà di non rassegnarsi, ma come crescente sia anche la frustrazione per il sottoutilizzo delle proprie potenzialità. Sempre più complicato è trovare la propria strada. Una condizione che, complessivamente, rende il percorso di transizione alla vita adulta simile ad un labirinto nel quale alto è il rischio di girare a vuoto nonostante gli sforzi e buona volontà", conclude Rosina. LA CASSAZIONE RICONOSCE A PIENO IL DIRITTO DELLA MINORANZA E APRE UN PRECEDENTE Il sardo va processato nella lingua della sua terra uello sardo non è un dialetto, ma una vera e propria lingua, anzi, per dirla tutta, “un patrimonio di una minoranza linguistica riconosciuta". E quindi, se un cittadino di Cagliari o di Oristano finisce alla sbarra in tribunale, ha tutto il diritto di essere interrogato nella sua madrelingua che, per l’appunto, è il sardo, mica l’italiano. E anche il relativo verbale dell’interrogatorio va scritto in sardo, "a pena di nullità" del procedimento. Questo quanto sostenuto dalla Cassazione che in pratica ha fatto sapere di aver applicato la legge 482 del 1999 che prevede come "il cittadino italiano appartenente a una minoranza linguistica riconosciuta, nell'ambito di ogni procedimento pubblico cui lo sesso sia interessato, ha il diritto di essere interrogato o Q esaminato nella madrelingua e di vedere redigere in tale lingua il relativo verbale. Ha altresì il diritto di ricevere tradotti nella predetta lingua, a pena di nullità, gli atti del procedimento a lui indirizzati successivamente alla corrispondente richiesta dallo stesso avanzata all'autorità investita del procedimento". Il caso, analizzato dalla Quarta sezione penale della Cassazione, è quello dell’indipendentista sardo Salvatore 'Doddore' Meloni cui era stata revocata l'ammissione al gratuito patrocinio. Meloni che rivendicava di essere stato processato in italiano e non nella sua lingua, "il dialetto sardo campidanese", è si visto respingere il ricorso solo perché agli atti non era stata allegata la deliberazione del Consiglio provinciale di Oristano "al fine di ve- rificare l'effettiva inclusione del comune di Terralba nell'ambito territo- riale interessato dalle prerogative di tutela" previste dalla legge 482 del 1999. La Suprema Corte, infatti, spiega che "al fine di rivendicare il diritto all'applicazione delle disposizioni dettate a tutela delle minoranze linguistiche storiche, il richiedente" è tenuto a "fornire la prova delle formale inclusione del territorio in cui lo stesso risiede tra quelli espressamente individuati nei provvedimenti amministrativi provinciali o comunali". Diversamente il processo va avanti in italiano. Il ‘principio’ comunque è decisamente tracciato, eventualmente anche per friulani, ladini e occitani. Via Giovanni Paisiello n.40 00198 Roma Tel. 06 85357599 - 06 84082003 Fax 06 85357556 email: [email protected] Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d’Italia Sito web www.ilgiornaleditalia.org Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel. 335 6466624 - 06 37517187 mail: [email protected] -----------------Autorizzazione del Tribunale di Roma n° 286 del 19-10-2012 3 Sabato 13 dicembre 2014 Attualità PER IL GRUPPO DI CAIO MENO VINCOLI E 535 MILIONI PER IL PAGAMENTO DI DEBITI PREGRESSI DELLO STATO La Legge di Stabilità sorride a Poste Italiane Ecco la norma ad hoc che salva le riprese del film di James Bond e che servirà a Saviano per girare la seconda serie di Gomorra. Le armi di scena potranno essere utilizzate senza paletti di Marcello Calvo egge di Stabilità, ben 535 milioni in arrivo per Poste Italiane per il pagamento dei debiti degli enti locali e dei ministeri. E ancora, una norma ad hoc che salva le riprese a Roma del nuovo film di James Bond e che servirà a Saviano per girare la seconda serie di Gomorra. Con le armi di scena che potranno quindi essere usate senza troppi paletti. Queste e molte altre le novità previste dal pacchetto di 20 emendamenti alla legge di stabilità presentato dal governo in commissione Bilancio al Senato. La manovra sbarcherà in aula a Palazzo Madama a metà della prossima settimana e l’approvazione definitiva è attesa prima di Natale. Tra le proposte di modifica ci sono anche il via libera per le forze dell’ordine all’utilizzo dei carburanti sequestrati per il rifornimento delle loro auto e i dettagli sulla cessione della rete elettrica della Ferrovia dello Stato a Terna, la società partecipata da Cassa depositi e prestiti che gestisce la trasmissione dell’energia. Dopo la tirata d’orecchie della Corte dei Conti sul meccanismo del 5 per mille, l’esecutivo si impegna a emanare entro 2 mesi un decreto che ga- L rantisca la trasparenza della rendicontazione sull’uso dei fondi destinati a enti del terzo settore o ricerca sanitaria e scientifica. Poste Italiane passa appunto all’incasso. Il gruppo pubblico guidato da Francesco Caio riceve il via libera del governo al saldo di oltre mezzo miliardo di crediti vantati nei confronti dello Stato. Il rimborso è stato disposto dal Tribunale dell’Unione Europea, che a fine 2013 ha dato ragione all’azienda fondata nel 1862 riconoscendo che la remunerazione della raccolta postale attraverso conti correnti, dovuta dal Tesoro in base a una convenzione del 2006, non costituiva aiuto di Stato. Così la società, che nel 2008 aveva dovuto restituire 443 milioni a via XX settembre, ora ha diritto a riaverli con tanto di interessi. Ma non è l’unica novità per Poste Italiane: un’altra modifica annuncia che il contratto di programma potrà prevedere “l’introduzione di misure di razionalizzazione del servizio e di rimodulazione della frequenza settimanale di raccolta e recapito sull’intero territorio nazionale”. Tradotto, il postino non busserà più 2 volte ma una sola. E, probabilmente, a giorni alterni. Per accontentare il gruppo, Renzi ha deciso di ridurre di 310 milioni il fondo per il pagamento dei debiti arretrati degli enti locali e di altri 100 milioni quello per saldare pregressi dei ministeri. Gli altri 125 arriveranno dai proventi dei Monti bond, gli aiuti di Stato concessi al Monte dei Paschi di Siena, che la banca rossa ancora non ha provveduto a rimborsare del tutto. Come sancito dal decreto Sblocca Italia, inoltre, le Regioni potranno utilizzare le royalties che riscuotono dall’estrazione degli idrocarburi per raggiungere gli obiettivi del pareggio di bilancio. I proventi resteranno però al di fuori del patto di stabilità interno. In materia di appalti viene prorogata fino alla fine del 2016 l’efficacia della norma che prevede il ricorso all’anticipazione del prezzo in favore dell’appaltatore, attualmente previsto in via transitoria fino al 31 dicembre 2014. La maturazione dello stato di avanzamento dei lavori, che determina il pagamento degli acconti, dovrà venire almeno ogni 2 mesi. Obiettivo: evitare ritardi nelle retribuzioni da parte della stazione appaltante e scongiurare contrattempi da parte delle imprese con problemi di liquidità. Il dato è (quasi) tratto e prima di Natale arriverà l’ok definitivo che, a quanto pare, sembra essere solo una semplice formalità. SCENDONO ANCORA I PRESTITI MODA IN SUBBUGLIO CALA ANCORA IL PREZZO DEL PETROLIO La crisi? Banche sempre più tirate Terremoto da Gucci, lasciano i vertici Sconti del 5% sui biglietti aerei onostante il perdurare della crisi economica, i rubinetti delle banche italiane continuano a restare sempre più chiusi. Da gennaio a ottobre di quest'anno il volume complessivo dei prestiti si è infatti ridotto di ulteriori 29 miliardi (-1,2%), passando da 2.309,6 a 2.280,8 miliardi di euro. La stretta creditizia ha colpito in particolare tanto le imprese - passando da 837,9 a 819,4 miliardi (2,2%) - quanto le famiglie, passando da 601,8 a 596,8 miliardi (-0,8%). Lo rivela un'analisi del centro studi ImpresaLavoro su elaborazioni di dati Bankitalia. Rispetto al gennaio 2011, il volume complessivo dei prestiti risulta complessivamente ridotto di 61 miliardi di euro, essendo passato da 2.341,6 a 2.280,8 miliardi di euro (2,6%). In questo periodo i rubinetti delle banche si sono ulteriormente chiusi in particolare per le imprese (-7,9%, pari a -70,7 miliardi di euro) e hanno ridotto il loro sostegno anche per le famiglie (-0,2%, pari a -1,3 miliardi di euro) e le pubbliche amministrazioni N l direttore creativo Frida Giannini e il ceo Patrizio Di Marco dopo 12 anni lasciano la maison Gucci. Di Marco lascerà l'azienda il primo gennaio 2015 e sarà sostituito da Marco Bizzarri. Frida Giannini, invece, lascerà il suo incarico alla fine del mese di febbraio ed esattamente il 25 febbraio la sua ultima collezione femminile per Gucci, in occasione delle sfilate dell'autunno/inverno 20152016. Il patron di Kering, FrancoisHenri Pinault, si dice "veramente grato" nei confronti di Di Marco e Giannini, che sono una coppia anche nella vita. "Ringrazio Frida - afferma nella nota in cui annuncia la duplice uscita - per la sua passione straordinaria. E' stata per quasi un decennio direttore creativo unico di Gucci e questo è un traguardo notevole, considerato il livello di responsabilità richiesto per la supervisione di tutti gli aspetti legati all'immagine e al prodotto di un brand di tale importanza. Le sono veramente grato per i risultati I (-0,5%, pari a -1,4 miliardi di euro). Al tempo stesso si è invece registrato un sensibile aumento dei prestiti tra banche e altre istituzioni finanziarie (+ 2,1%, pari a +12,6 miliardi di euro). "Ancora ieri le banche italiane hanno ricevuto in prestito dalla Bce nuova liquidità per 26,5 miliardi di euro, nell'ambito di un'azione di rifinanziamento con scadenza a 4 anni finalizzata a riportare il credito alle imprese, che nonostante tutto si ostinano a investire e a produrre", osserva Massimo Blasoni, presidente di ImpresaLavoro. "Adesso occorre agire rapidamente per non vanificare questa operazione, cosi'' ripristinando almeno parzialmente i livelli di credito pre-crisi". inalmente una buona notizia per i viaggiatori. Grazie al prezzo del petrolio sempre più basso, le compagnie aeree prevedono un 2015 molto florido per i loro bilanci. E secondo la Iata, federazione mondiale dei vettori, a beneficiarne saranno anche i clienti. L’anno prossimo, l’annuncio del direttore generale Tony Tyler, i biglietti costeranno in media il 5% in meno proprio grazie al carburante meno caro. Ma non è escluso che gli sconti possano arrivare anche subito. Dipenderà anche e soprattutto dalle compagnie, a volte troppo lente ad adeguarsi ai prezzi al ribasso perché – sostengono – devono prima smaltire le scorte di benzina acquistate quando il petrolio era più caro. Quindi meglio non farci troppo la bocca. Gli sconti arriveranno, ma con calma e quando lo decideranno loro. Anche perché il dollaro (il barile si paga con questa moneta) che tende a rincarare sull’euro si mangia una parte del beneficio. Come spiega La Stampa, in certi casi però i vantaggi appaiono imme- F raggiunti, per la sua creatività e per la passione che ha sempre instillato nel suo lavoro". Su Di Marco, Pinault dice ancora: "La sua visione strategica e il suo carisma sono stati la chiave per portare Gucci dove si trova oggi". Il successore, Marco Bizzarri, e' nel gruppo Kering dal 2005, dapprima come ad di Stella McCartney e poi di Bottega Veneta (dal 2009); nello scorso mese di aprile e' stato nominato responsabile della divisione 'luxury-couture&leather goods' del colosso Kering. Il suo passaggio a Gucci "non comporterà alcun cambiamento nell'organizzazione delle attività di Kering annunciata quest'anno", si legge ancora nella nota; Pinault lo sostituirà ad interim alla guida della divisione, in attesa di individuare un sostituto. diati. Dall’Altialia fanno notare che i voli da e per il Giappone godono del doppio vantaggio del greggio meno salato e dello yen debole. E così i biglietti aerei sono già convenienti. Per la Iata le compagnie nel 2014 registreranno un utile globale complessivo di 16 miliardi di euro. In crescita dai 14,5 della stima di giugno, fatta prima che il petrolio cominciasse a crollare. Nel prossimo anno si attendono utili per 20,2 miliardi. Numeri da capogiro, soprattutto in tempi di crisi. Eppure le “società” – vedi quelle italiane – non navigano assolutamente nell’oro. Anzi. Il trasporto aereo frutta poco e (quasi) tutto se ne va in tasse. Tant’è, il segno generale è positivo. E non è cosa di poco conto. 4 Sabato 13 dicembre 2014 Attualità UNA CINQUANTINA LE MANIFESTAZIONI NELLA PENISOLA Sciopero, disagi nelle grandi città Tantissime contestazioni contro il governo Renzi. Il ministro del Lavoro Poletti respinge le accuse: “Andiamo avanti, l’Ue ci chiede di essere coerenti” di Giuseppe Sarra algrado l’adesione dei ferrovieri allo sciopero generale sia stata molto più bassa delle stime, non sono mancati i disagi per i pendolari. Ma anche per gli utenti dei servizi pubblici, scuole, uffici e servizio sanitario. La protesta ha riguardato, infatti, tutti i settori, pubblici e privati. Una cinquantina sono state le manifestazioni nella penisola. A mandare in tilt le grandi e piccole città è stata l’alta astenzione dal lavoro del personale del trasporto pubblico locale (bus, metro, tram). La conseguenza, fin dalle prime ore del mattino, sono state lunghe code e rallentamenti che a macchia di leopardo hanno paralizzato l’intera viabilità. A Genova, per esempio, è rimasta a lungo ferma la circolazione dei bus, così come a Bologna (98%), Bari (70%) e Cagliari (40%). Disagi anche nella Capitale: ferme le tre linee della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido e Roma Giardinetti; fortemente rallentata, invece, la Roma Viterbo mentre lo stop dei bus è stato del 55% ed il 50% dei collegamenti extraurbani. A Torino, invece, sono rimasti fermi circa l’80% dei mezzi su gomma ed è stata chiusa la metropolitana. Anche i napoletani si sono svegliati con la metropolitana fuori servizio, oltre la circumvesuviana ed i collega- M menti extraurbani con l’hinterland. Non solo, sono rimasti fermi anche il 50% dei bus, mentre le navi sono rimaste bloccate nel porto. A paralizzare la città ben tre cortei (sindacati, movimenti studenteschi e collettivi universitari). Secondo le organizzazioni sindacali, ben 50 mila lavoratori sono scesi in piazza. Alla testa del corteo dei sindacati lo striscione “Campania così non va!”. Tantissimi gli slogan contro il governo Renzi, tra i più morbidi “Mandiamolo a casa”. Meno gravi i disagi per gli utenti dei bus dell’Anm (Azienda napoletana mobilità, ndr), un bus su quattro ha circolato. Pochi disagi nella Milano di Giuliano Pisapia. Lo sciopero è iniziato alle 19 per consentire lo svolgimento del presidio pomeridiano in ricordo delle vittime della strage di Piazza Fondana in occasione del 45° anniversario. Negli altri settori è stata bloccata per molte ore l’attività dell’interporto di Bologna nello scarico delle merci che serve il CentroNord Italia. Ferme anche le attività LO SCONTRO LE PROTESTE Milano e Torino, la solita violenza dei centri sociali Ferrovieri? “Regole violate, valuteremo sanzioni” Proseguono le polemiche tra la Commissione di Garanzia e le organizzazioni sindacali da considerarsi un mezzo flop lo sciopero di ieri dei ferrovieri. Fino alle 14 come comunicato dalle Ferrovie dello Stato - avevano circolato il 95,89% di treni a media-lunga percorrenza e il 73% di treni regionali. Intanto proseguono le polemiche tra la Commissione di Garanzia sugli scioperi e le organizzazioni sindacali. “Nel settore ferroviario lo sciopero per noi rimane in violazione delle regole e dovrà essere valutato attentamente nei prossimi giorni”. Non ha usato mezzi termini Roberto Alesse, presidente della Commissione di Garanzia sugli scioperi, a 24 Mattino da Alessandro Milan su Radio 24. Alesse ha commentato la revoca della precettazione ai ferrovieri da parte del governo: “Andrà valutato se ricorrono i presupposti per un potere sanzionatorio nei confronti dei sindacati che È stata un’altra giornata di scontri. Durante lo sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali, non sono mancati momenti di tensione nelle principali piazze italiane, in particolare a Torino e Milano. Nel capoluogo piemontese è stato di due poliziotti e due manifestanti il bilancio dei feriti nei tafferugli avvenuti nel corso del corteo di studenti e centro sociali. Secondo quanto è stato riferito dalla Questura torinese sono rimasti feriti due operatori del reparto mobile, presi a bastonate. Tra i nove manifestanti fermati, di cui sette appartenenti all’area antagonista, due sono stati portati in ospedale per essere medicati. Venerdì di scontri anche a Milano. Ad alimentare le tensioni gli studenti, a pochi passi È dal Pirellone. Un’azione bloccata prontamente dalle forze dell’ordine. Anche in questo caso i manifestanti, che non hanno aderito al corteo dei sindaco, sono scesi in piazza contro le riforme del governo guidato da Matteo Renzi. Una volta arrivati davanti la sede della Regione Lombardia, vicino la stazione centrale, gli studenti hanno iniziato a lanciare alcuni oggetti e sono venuti in contatto con gli agenti schierati in tenuta antisommossa. Il governatore lombardo Roberto Maroni ha condannato gli episodi di violenza: “Chi mette in atto atti di violenza è perché non vuole il dialogo e vuole utilizzare tutte le occasioni della pubblica piazza per imporsi. Spero che la magistratura - ha aggiunto - agisca presto contro questi delinquenti”. del porto di Genova – secondo i sindacati – con adesioni fino al 90% al terminal Vte. Lo sciopero ha registrato anche notevoli cancellazioni in tutti gli aeroporti, con oltre il 50% dei voli Alitalia cancellati preventivamente a Fiumicino e 35 delle altre compagnie, a Linate annullati 110 voli, a Malpensa 140. Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo sciopero proclamato di ieri è “segno senza dubbio di una notevole tensione tra sindacati e governo. E’ bene che ci sia rispetto reciproco - ha detto parlando con i giornalisti a Torino - tra le prerogative di governo e sindacati e che non si vada ad una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese”. Napolitano si è augurato che “si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia quelle da prendere soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo”. Ribadendo: “Si trovi la via di un discussione pacata”. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha invece detto: “Ascoltiamo la piazza ma siamo intenzionati ad andare avanti con l’attuazione delle riforme”. Ricordando: “Non possiamo permetterci un colpo di freno, oggi l’Ue ci chiede di essere coerenti coi nostri impegni”. Chiaro, no? non si sono adeguati alla nostra indicazione immediata. Prima valuteremo - ha proseguito l’impatto sull’utenza di questi tre giorni di sciopero nel settore ferroviario ma per noi rimane la violazione delle regole”. Alesse ha detto di avere contestato, come organismo, “molti giorni fa, il 24 novembre, ai sindacati, l’eccessiva concentrazione di scioperi nel settore ferroviario. Abbiamo detto loro ha ribadito - che violavano la legge 146 perché c’erano già degli scioperi proclamati per sabato e domenica in questo settore, prima dello sciopero di oggi. E abbiamo scritto al ministro Lupi perché valutasse politicamente la questione. Il governo ha ritenuto di agire sul piano dell’opportunità, noi siamo i giudici della legittimità formale. Noi siamo un organismo tecnico e non facciamo politica”. Alesse infine ha lanciato un ap- pello alle parti per ridurre la conflittualità: “Dall’inizio dell’anno a novembre ci sono già stati circa 1300 scioperi. Bisogna fare veramente uno sforzo per cercare di rilanciare un metodo di concertazione finalizzato a raffreddare il conflitto, altrimenti non se ne esce da questa situazione cronica. Ci vogliamo mettere tutti intorno al tavolo o vogliamo andare avanti così all’infinito? Non possiamo rassegnarci”. 5 Sabato 13 dicembre 2014 Da Roma e dal Lazio IL TRIBUNALE DEL RIESAME HA CONFERMATO L’ORDINE DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI BRUGIA, LACOPO, TESTA E GAMMUTO Mafia Capitale, Carminati resta in carcere Pronto il ricorso in Cassazione - Buzzi trasferito nel carcere di Nuoro - E Marino fa la vittima di Giuseppe Sarra l tribunale del riesame ha respinto ieri i ricorsi presentati dai legali degli indagati, confermando l’ordine di custodia cautelare in carcere per Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Roberto Lacopo, Fabrizio Franco Testa ed Emilio Gammuto. Per Carminati, Brugia, Lacopo e Testa i giudici hanno confermato anche l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso con l’aggravante contestata al momento dell’arresto. Per Gammuto è stata ribadita soltanto l’accusa di corruzione. Il tribunale del riesame ha invece disposto gli arrestati domiciliari per un altro degli indagati, Raffaele Bracci, al quale è stato contestato il reato di usura. “Attendiamo le motivazioni del provvedimento emesso dal tribunale del riesame. Faremo comunque ricorso in Cassazione”, hanno spiegato Giosuè Bruno Naso e Ippolita Naso, difensori di Carminati, Brugia, Testa e Lacopo. Carminati, considerato dagli in- I quirenti dell’inchiesta “Mondo di mezzo” il capo dell’organizzazione, è nella settima sezione del reparto ‘Nuovi giunti’ di Regina Coeli. Si trova in una cella di circa 10 metri quadrati, con bagno annesso. “I primi giorni ha mostrato atteggiamenti scostanti - hanno raccontato alcuni agenti all’Adnkronos - è una personalità forte, dai modi risoluti. Uno abituato a comandare. Chiude subito i discorsi - hanno aggiunto gli agenti – senza dare possibilità di replica”. Intanto Salvatore Buzzi, presidente della coop 29 giugno, è LA SVOLTA Caso Mangiapelo, il fidanzato di Federica ai domiciliari volta nel giallo di Federica Mangiapelo, originaria di Alatri (Fr), la ragazza di 16 anni il cui corpo privo di vita fu ritrovato sulle sponde del lago di Bracciano, nella notte del 31 novembre del 2012. Ieri pomeriggio il fidanzato della giovane, Marco Di Muro, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare. Dovrà scrollarsi di dosso l’accusa di omicidio volontario. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Andrea Rossi, legale di Rosella, madre di Federica. “C'è stata una svolta, finalmente. Questa è evidentemente la conseguenza - ha commentato Rossi all’Adnkronos – dell’incidente probatorio che è stato effettuato per accertare le reali cause S della morte. Ci eravamo opposti all’archiviazione - ha aggiunto - le attività della famiglia per arrivare alla verità non si sono mai fermate. A questo punto, ci aspettiamo il rinvio a giudizio per Di Muro e un processo che consenta finalmente di fare luce sulle cause della morte di Federica. Questa svolta - ha concluso - è anche un riconoscimento a chi, come la mamma di Federica, si è sempre rifiutata di credere che la causa della morte fosse una miocardite”. L’avvocato Cesare Gai, difensore di Di Muro, ha invece detto: “Rimango perplesso per la decisione dell’autorità giudiziaria a prescindere dalla gravità del fatto contestato. Attendo di leggere il provvedimento e valuto di fare ricorso al tribunale del riesame”. stato trasferito nel carcere nuorese di Badu ‘e Carros. Detenuto in regime di massima sicurezza, è anche lui accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso. E’ l’unico indagato nell’inchiesta ad essere stato trasferito in Sardegna da Roma, dove sono detenuti gli altri. La scelta è probabilmente dettata dall’esigenza di tenerlo lontano dai luoghi dell’indagine. Sempre riguardo a Buzzi, la procura capitolina sta svolgendo accertamenti sull’aggressione subita da un finanziere di Cisterna di Latina, lo scorso aprile. La testimonianza del militare è stata messa agli atti la scorsa settimana e depositata giovedì al tribunale del riesame. L’uomo sarebbe stato minacciato e picchiato mentre svolgeva accertamenti su un presunto giro di false fatturazioni tra un’azienda pontina e una società ricollegabile al presidente della 29 giugno. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, il finanziere sarebbe stato colpito alle spalle da un uomo a volto coperto mentre si stava recando a lavoro. A salvarlo dagli aggressori, l’intervento di un poliziotto. I ritenuti responsabili del pestaggio sarebbero poi stati fermati al porto di Bari. Si stavano imbarcando alla volta di Durazzo. Travolto dalle polemiche ed infischiandosene delle continue richieste di dimissioni sia dal centrodestra che dal centrosinistra, ieri il sindaco Ignazio Marino ha firmato l’atto con cui ha formalizzato alla Procura della Repubblica di Roma la costituzione dell’amministrazione quale parte offesa, nel procedimento che “verrà istaurato a carico di Massimo Carminati e altri”. INCHIESTA MONDO DI MEZZO Storace e Simeone attaccano Zingaretti ota pungente dell’opposizione di centrodestra alla Pisana nei confronti del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sull’inchiesta “Mondo di mezzo”. A tirare le orecchie all’ex numero uno della Provincia di Roma sono stati Francesco Storace (La Destra) e Giuseppe Simeone (Forza Italia), rispettivamente vicepresidente del Consiglio regionale e segretario d’Aula. “Desideriamo manifestare apprezzamento per la decisione del presidente Leodori di annullare la riunione odierna (ieri, ndr) dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale, convocato informalmente per verificare col presidente Zingaretti lo stato dell’arte sulle gare d’appalto sospese dalla regione - per un valore dichiarato di ben tre miliardi di euro - in seguito allo scandalo mafia capitale N e all’annullamento di una di esse, del valore di 60 milioni di euro”. Così la nota congiunta di Storace e Simeone, che hanno aggiunto: “Per queste azioni il governatore si è speso personalmente in una serie di comunicati autocelebrativi che hanno reso assolutamente inutile la convocazione odierna”. I due hanno poi ricordato: “Molto meglio fare come si è deciso giovedì in commissione bilancio: le carte saranno portate in quella sede e a disposizione di tutti. Evidentemente è venuto meno per l’esposizione mediatica di Zingaretti - il carattere informale dell’incontro che avrebbe dovuto portare a concordare iniziative col consiglio regionale e - hanno concluso i consiglieri di opposizione - abbiamo preferito sollecitare un iter più trasparente nell’ambito della commissione consiliare competente”. 6 Sabato 13 dicembre 2014 Esteri VISITA DI STATO DEL PRESIDENTE RUSSO, SEMPRE PIÙ SULLA STRADA ASIATICA, A NEW DELHI Putin fa l’indiano, ma quanti problemi in casa L’economia sferzata dalle sanzioni, il rublo non sta bene e si riaccende la tensione in Ucraina di Giuliano Castellino l presidente russo Vladimir Putin, dopo le sanzioni occidentali, guarda sempre di più all'Asia. Dopo l'accordo con la Cina per una fornitura ultratrentennale di gas, ora è il turno dell'India, dove l'inquilino del Cremlino è da ieri in visita ufficiale. E subito è arrivato un annuncio importante: India e Russia hanno comunicato il lancio di un piano di costruzione di almeno dieci reattori nucleari in territorio indiano. I nuovi reattori "avranno i più alti standard di sicurezza al mondo", ha affermato il premier indiano Narendra Modi, che ha definito la scelta frutto di una "visione ambiziosa". Il programma, ha aggiunto il leader indiano, "comprende anche la fabbricazione di apparecchiature e componenti in India". Modi ha anche ribadito che la Russia resterà a lungo il principale partner dell'India in materia di difesa. Ma forse l'annuncio più importante è arrivato dallo stesso Putin che ha reso noto che Mosca e New Delhi hanno deciso di cooperare anche per la costruzione di centrali nucleari in altri Paesi. Una scelta che rientra nella strategia del Cremlino di chiudere una serie di accordi e partnership commerciali anche su petrolio e gas naturale, per uscire dall'isolamento in cui si trova la Russia per le sanzioni economiche dovute all'Ucraina. Nella dichiarazione finale del vertice bilaterale si sostiene che "i due Paesi guardano al nucleare come ad una I fonte di energia pulita, affidabile e praticabile". Per questo, due dei circa 20 documenti firmati da delegati russi e indiani riguardano proprio il rafforzamento della cooperazione per lo sviluppo di progetti nucleari. Ha fatto discutere la scelta di Putin di farsi affiancare nel viaggio dal leader della repubblica di Crimea (annessa alla Russia lo scorso marzo con un referendum non riconosciuto dalla comunità internazio- nale) Serghiei Aksionov. E la sua on è stata solo provocatoria o un semplice messaggio mandato agli atlantici, ma è stata una presenza importante. Aksionov ha siglato proprio a Nuova Delhi un memorandum d'intesa tra la Crimea e l'associazione imprenditoriale "Partnership indiano-crimeana" presieduta da Gul Kripalani per sviluppare la cooperazione nei settori farmaceutico, agricolo e turistico. Insomma, un vero riconoscimento internazionale ed accordi importanti per la liberata regione di Crimea. Alla faccia di Kiev, Bruxelles e Washington. Nell'agenda di Putin sono in programma anche colloqui con il presidente indiano Pranab Mukherjee, Sonia Gandhi, presidente del partito di opposizione, ed il Congresso Nazionale Indiano. In realtà il nuovo premier indiano Modi ha segnalato la volontà di avvicinarsi agli Usa, invitando il presidente Barack Obama alle celebrazioni per il giorno della Repubblica, a gennaio. Ma l'india si è rifiutata di appoggiare le sanzioni occidentali varate contro la Russia. Tuttavia Putin deve fare i conti con la difficile situazione dell'economia russa, aggravata dalle sanzioni di Ue e Usa: l'aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe portare ad un rincaro del pane fino al 10%, mentre il rublo continua la sua discesa. Oggi il dollaro ha segnato il suo nuovo massimo storico alla borsa di Mosca, scambiato a 54,93 rubli. E nuovi segnali preoccupanti arrivano dalle regioni dell'est dell'Ucraina, dove nei giorni scorsi si era raggiunto un accordo per una tregua: ieri però si è tornato a sparare nel Donbass, dove sono stati uccisi, secondo quanto comunicato dalle autorità ucraine, tre soldati di Kiev. Rischia quindi di saltare anche questa seconda tregua che arriva dopo quella concordata il 5 settembre a Minsk, che non aveva portato a una totale cessazione delle ostilità. Purtroppo la vicenda Ucraina sta portando a quello voluto dagli occidentali: allontanare Mosca dall'Europa e spingere l'Orso Bianco tra le braccia asiatiche. Così il Vecchio Continente avrà il collare (o cappio) americano sempre più stretto. L’EUROPA SEMPRE IN PRESSING ECONOMICO E UNA SITUAZIONE INTERNA POLITICA DA BRIVIDI La Grecia non esce dall’imbuto della crisi d Atene piove ininterrottamente da tre giorni. Anche il tempo insomma è contro gli ispettori della Troika, che sono tornati il 10 dicembre nella capitale greca per controllare le questioni dell'aumento delle aliquote Iva, della regolamentazione dei mutui e dei prestiti in rosso, del buco di due miliardi di euro nel bilancio del 2015, ma soprattutto per trovare un accordo sul nuovo memorandum che dovrà essere firmato al termine della proroga (tecnica) di due mesi del pacchetto di aiuti alla Grecia, decisa due giorni fa dall'Eurogruppo. Ma, a quanto pare, nessuno vuole prendersi la responsabilità di raggiungerlo, questo accordo con la Troika sul nuovo pacchetto di misure di austerity: una patata bollente che arriva alla vigilia di un probabile voto anticipato, previsto per i primi mesi del 2015 nel caso in cui il parlamento greco non riuscisse a eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Un'eventualità, questa, non troppo improbabile, e che anzi sembra farsi sempre più concreta, soprattutto con riferimento alla decisione del primo ministro Samaras di anticipare il voto parlamentare per l'elezione del presidente della Repubblica alle date del 17, 23 e 29 dicembre. Il candidato alla presidenza della Repubblica proposto da Nea Dimokratia, Stavros Dima, ex ministro degli Esteri ed ex Commissario europeo, non riuscirebbe, infatti, a raccogliere i 180 voti minimi necessari per conquistare la maggioranza dei due terzi all'ultimo dei tre turni previsti. A Il partito di Samaras oggi può contare infatti su una maggioranza parlamentare di soli 155 deputati, quelli che hanno approvato in parlamento il bilancio dello Stato qualche giorno fa, con l'aggiunta di qualche moderato, come i 7 o 8 deputati di Sinistra Democratica (Dimar), che sembrerebbero disponibili ad appoggiare il candidato di Nea Dimokratia per scongiurare le elezioni anticipate. Alcune fonti ci hanno raccontato che anche uno dei deputati di Alba Dorata, passato poi nel gruppo indipendente, che si trovava agli arresti nel carcere di Atene, è stato scarcerato ieri, forse proprio per consentirgli di votare a favore del candidato di Samaras. Un venduto comprato dal potere, che sta barattando la libertà fisica con quella intellettuale. E così le previsioni e i sondaggi sono già tutte proiettate verso il voto anticipato, che potrebbe svolgersi già all'inizio di febbraio. La battaglia sarebbe tra il partito del premier Samaras, Nea Dimokratia, che i sondaggi danno intorno al 20%, e il partito di estrema sinistra Syriza, che è in testa nei sondaggi, ma non piace ai mercati. Mercati che pochi giorni fa, all'indomani di una serie di incontri intrattenuti dai leader di Syriza con la City di Londra, hanno provocato il crollo della borsa di Atene fino al -12%. Secondo alcuni commenti apparsi sul Financial Times, infatti, gli investitori riterrebbero che il programma di Tsipras sia "peggiore del Comunismo". In realtà Syriza non sta mettendo a punto alcun piano quinquennale di sovietica memoria, ma chiede la ristrutturazione del 70-80% del debito e si oppone a qualunque misura di austerità. Resta il fatto che se vincesse Tsipras, probabilmente toccherebbe proprio a lui firmare il nuovo memorandum della Troika che contiene il nuovo pacchetto di misure di austerity, altrimenti c'è il rischio che torni di nuovo lo spettro del default. Ma come potrà il leader dell'estrema sinistra firmare un nuovo piano di austerità quando il programma del suo partito è da sempre contrario a questo tipo di misure? I più maligni credono che Tsipras stia giocando al gioco che proprio Samaras fece contro l'ex premier socialista Papandreu: il rifiuto di ogni tipo di accordo per le misure di risanamento dei conti mantenendo una linea dura contro l'austerità, per poi tornare ad un'inevitabile negoziato con la Troika dopo la vittoria alle elezioni. Certo, qualora uscisse vincente da queste eventuali elezioni anticipate Tsipras non riuscirebbe comunque a raggiungere una vittoria così ampia da consentirgli di governare e dovrebbe ricorrere per forza a delle alleanze, per esempio con i nuovi partiti, come To Potami (il Fiume), di centro sinistra, al 6% nei sondaggi, che però non ha confermato la sua disponibilità ad un eventuale accordo con Syriza. Poi c'è Alba Dorata che, nonostante il proprio gruppo parlamentare sia sottoposto a misure cautelari da oltre un anno, non cala nei sondaggi e sembra confermarsi il terzo partito di Grecia, con un gradimento popolare che si attesta su percentuali che oscillano dal 6,1%, fino addirittura al 16%. La Grecia della disoccupazione alle stelle, dei tagli e dei conti che non tornano, si prepara così a delle nuove elezioni, con i mercati che stringono la nano sulla gola del paese e la minaccia del default che torna ad incombere sul G.Cast. Paese. 7 Sabato 13 dicembre 2014 Storia CANTI DAL VENTENNIO “Non si cede neppure un metro” di Cristina Di Giorgi ed Emma Moriconi olonnello non voglio il pane dammi il piombo per il moschetto” recita un verso di una delle più note ed amate canzoni che, come piccoli grandi quadri, immortalano con rara efficacia atti di guerra ed eroismo di cui sono stati protagonisti i soldati italiani. Lo scenario è quello del fronte africano, aperto nel settembre 1940 e destinato, nel corso del conflitto, a dimostrare una volta ancora che ai nostri coraggiosi ragazzi “mancò la fortuna, non il valore” (come si legge su un cippo commemorativo posto al punto massimo raggiunto dalle nostre truppe durante l'avanzata verso Alessandria d'Egitto). A chiedere munizioni al loro comandante, il colonnello Salvatore Castagna, sono gli uomini della guarnigione che presidia dell'oasi di Giarabub, situata nell'entroterra libico a poca distanza dal confine egiziano. Rimasto isolato e privo di rifornimenti già dal dicembre 1940, il fortino di Giarabub resiste agli assalti nemici per ben tre mesi. Stupiti da tanta coraggiosa tenacia, gli inglesi propongono a Castagna e ai suoi uomini una resa con garanzia di incolumità per tutti. Ma gli eroici difensori rifiutano di arrendersi. All'alba del 21 marzo 1941, il colonnello manda il suo ultimo comunicato radio: “Sono ferito, viva l'Italia!”. Per tutto il giorno si continua a combattere e alla fine gli ultimi sopravvissuti cadono sotto il fuoco nemico, sepolti dalle macerie del forte che avevano “C il colonnello Castagna così tenacemente difeso. “Il commovente episodio, impregnato di patriottismo autentico, porterà all'assegnazione della medaglia d'oro alla memoria di ogni singolo caduto” scrive Giovanni Curatola. Alla storia di quegli uomini, che hanno preferito sacrificare la loro vita pur di non arrendersi, sono stati dedicati un film (uscito nelle sale italiane già nel 1942) e un inno che, in brevissimo tempo, diviene tra i più ascoltati e cantati, sia al fronte sia in Patria. Ed arrivò anche a meritare il massimo riconoscimento al “Concorso nazio- nale delle canzoni per le Forze Armate”. E' “La sagra di Giarabub”, il cui testo, firmato da Ferrante Alvaro De Torres e Alberto Simeoni, è stato musicato nel 1941 Mario Ruccione. La voce del disco, uscito nel 1942, è del tenore Francesco Albanese, ma il brano è stato interpretato anche da altre note voci del panorama musicale dell'epoca, tra cui Carlo Buti e Aldo Visconti. “Il ritmo, inizialmente orientaleggiante, si fa sempre più marziale – scrive ancora Curatola – fino ai toni decisi e perentori del ritornello. Il testo pare seguire, più che precedere, le note. In esse sono integrate, senza sbavature, la drammaticità che lascia presagire l'imminente disfatta e il sussulto d'orgoglio finale, scandito poeticamente da un crescendo musicale”. Parole e note fuse in un tutt'uno che, come poche altre volte, fa rivivere a chi ascolta questo brano un'epopea di coraggio e sacrificio. Agli eroi di Giarabub il gruppo milanese di rock identitario DDT ha recentemente dedicato una sua rivisitata e bellissima versione del noto inno (il brano si intitola “Giarabub” ed è presente nella track list del cd “Retrocarica”, uscito nel 2013). “I turni di guardia, il sonno leggero. La storia in quest'oasi si fa per davvero. Gli ascari fedeli, gli attacchi a sorpresa, nel cielo di Libia una stella si è accesa” recita una strofa della canzone. Seguita poi, in tutto il suo fragore, dal ritornello originale, in cui gli uomini del colonnello Castagna chiedono piombo e fuoco al posto di cibo e acqua. E rifiutano di riposare, nonostante la stanchezza: “non voglio il cambio – dicono al loro comandante e a tutti coloro che li ascoltano, anche a distanza di tanti anni – qui nessuno ritorna indietro! Non si cede neppure un metro se la morte non passerà!”. E quei ragazzi, anche nell'ultimo istante della loro vita, non sono indietreggiati di un passo. Che il loro esempio, insieme a quello di altri eroici giovani caduti anche loro nelle sabbie del deserto africano, sia di monito – come recita una lapide posta sulla Base di Quota 33 ad El Alamein, “a mai disperare nei destini dell'Italia”. La sagra di Giarabub Inchiodata sul palmeto veglia immobile la luna a cavallo della duna sta l'antico minareto. Squilli, macchine, bandiere, scoppi, sangue... Dimmi tu che succede cammelliere? È la sagra di Giarabub! Colonnello, non voglio pane, dammi piombo pel mio moschetto c’è la terra del mio sacchetto che per oggi mi basterà. Colonnello, non voglio l’acqua, dammi il fuoco distruggitore con il sangue di questo cuore la mia sete si spegnerà. Colonnello, non voglio il cambio, qui nessuno ritorna indietro non si cede neppure un metro se la morte non passerà! Spunta già l’erba novella dove il sangue scese a rivi. Quei fantasmi in sentinella sono morti, o sono vivi? E chi parla a noi vicino? Cammelliere, non sei tu? In ginocchio, pellegrino: son le voci di Giarabub! Colonnello non voglio encomi, sono morto per la mia terra. Ma la fine dell’Inghilterra Incomincia a Giarabub! 8 Giovedì 13 dicembre 2014 Dall’Italia MAXIOPERAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE: SGOMINATA BANDA CRIMINALE CHE IMPORTAVA E SPACCIAVA SOLDI FALSI Shopping natalizio con finte monete made in China Gli esperti: “Contraffazione che rasenta la perfezione. Impossibile da notare a occhio nudo” di Cristina Di Giorgi gominata un’organizzazione composta da cinesi e italiani che produceva ed importava nel nostro paese monete false: è il risultato dell’operazione “Shangai money”, condotta dai carabinieri di Palermo e dalla Sezione operativa del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria di Roma. Le forze dell’ordine, su provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, hanno provveduto al fermo di dodici persone tra Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza, accusate a vario titolo di “associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di monete falsificate”. L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e Dino Petralia e dai sostituti Calogero Ferrara e Claudio Camilleri, è partita dal ritrovamento di alcune monete taroccate a Palermo: “mentre cercavano gli assassini di un imprenditore massacrato a coltellate e in- S vischiato in un giro di prostituzione minorile – scrive Riccardo Lo Verso su Live Sicilia - i militari scoprirono che uno dei ragazzini era stato pagato con monete false da un cliente straniero”. Nel corso delle ulteriori indagini che ne sono derivate, gli inquirenti sono riusciti ad intercettare e sequestrare, nel porto di Napoli, un container contenente trecentoseimila monete da uno e due euro, per un valore complessivo di 556 mila euro: probabilmente era solo l’ultima di una serie di spedi- zioni già effettuate ed andate a buon fine nei mesi scorsi. Quello che sembra essere a tutti gli effetti il più grande sequestro di soldi falsi da quando è entrato in vigore l’euro, ha quindi evitato che un enorme quantitativo di mo- nete, pronte per essere smerciate nei negozi di tutta Italia durante lo shopping natalizio, finisse nelle tasche di ignari italiani. A detta degli esperti della Banca d’Italia che le hanno esaminate si tratta tra l’altro di merce di grande qualità e contraffatta in modo estremamente abile, praticamente impossibile da individuare ad occhio nudo. L’operazione dei carabinieri, che si è svolta tra Sicilia, Calabria e Campania, ha dunque per fortuna disarticolato l’organizzazione criminale italo – cinese specializzata nell’approvvigionamento e distribuzione di monete false prodotte in una zecca clandestina di Pechino per essere importate in Italia, anche se purtroppo è impossibile stabilire con certezza quanta merce sia già stata distribuita. Non era fino ad oggi mai accaduto in Italia che la falsificazione di soldi su larga scala avesse ad oggetto monete invece di banconote: una soluzione criminale estremamente furba, dato che di solito, per evitare truffe in questo campo, si è molto più concentrati sui soldi “di carta”. PINEROLO (TORINO): SANZIONI E POLEMICHE Il vigile, il pensionato e la multa per eccesso di lentezza Il sindaco offre all’anziano i soldi della sanzione e un panettone ma lui rifiuta: “Dateli ad un povero” na multa per eccesso di lentezza nell’attraversare la strada sulle strisce pedonali. E’ accaduto ad un ottantacinquenne di Pinerolo, claudicante, che è stato sanzionato da un solerte vigile urbano in quanto non ha fatto in tempo a raggiungere l’altro lato della via prima che scattasse il semaforo. Una contravven- U zione destinata a sollevare un polverone di polemiche. Da un lato c’è infatti chi si chiede se effettivamente l’uomo ha attraversato quando già il semaforo stava per scattare, commettendo un’imprudenza giustamente sanzionabile; dall’altro – e sono a quanto pare la maggioranza- ci sono invece coloro che ritengono una multa nei confronti di un uomo con evidenti difficoltà motorie decisamente eccessiva. Dal comando della polizia locale hanno soltanto fatto sapere, senza alcun commento, che è stato effettivamente depositato un verbale per un’infrazione al codice della strada e che il pensionato ha pagato la contravvenzione (euro 28,70) entro PAURA ALL’OSPEDALE CIVILE DI BRESCIA Un commando di uomini armati prende l’incasso della giornata apina a mano armata nell’Ospedale civile di Brescia. Nel tardo pomeriggio di una giornata come tante, tre uomini a volto coperto si sono avvicinati, a bordo di un Fiorino, alla struttura ospedaliera. Passando attraverso l’ingresso riservato ai dipendenti, hanno fatto irruzione nella guardiola situata nei pressi dell’entrata principale del nosocomio. Quindi, dopo aver spianato le loro armi e aver minacciato le guardie giurate che si trovavano all’interno, le hanno immobilizzate e si sono fatti consegnare sia loro pistole d’ordinanza dei vigilantes sia l’incasso della giornata dei poliambulatori: R i cinque giorni previsti. Il sindaco della cittadina piemontese dal canto suo ha deciso di prendere posizione a favore del nonnino multato ed è andato a casa sua portandogli una borsa (con tanto di logo del Comune) con all’interno una busta con i soldi della sanzione e un panettone. Un gesto che non è stato gradito dal- l’anziano, che ha educatamente ma con decisione rifiutato il pacco, invitando il primo cittadino a donarlo ad un povero della città. Per lui la questione si è chiusa nel momento in cui ha pagato la sanzione, senza neanche pensare ad altro. La vicenda di cui il pensionato è stato protagonista non ha smesso comunque di far di- LA SCOSSA, DI MAGNITUDO 3.2, È STATA REGISTRATA ALLE 8 DI IERI MATTINA Terremoto nel modenese: tanta paura ma nessun danno aura nel modenese: questa mattina, intorno alle 8, la rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 verificatasi nel distretto “Pianura padana emiliana”. L’epicentro del sisma è stato individuato tra i Comuni di Camposanto, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e la profondità, rilevata dall’Ingv, è stata pari a 2,5 chilometri. La terra è dunque tornata a tremare in un territorio già duramente colpito dal sisma del maggio 2012. E se per fortuna non si hanno notizie P una cifra che, a quanto riferito, sembra sia compresa tra i trenta e i trentacinque mila euro. Un colpo rapidissimo (in tutto pochi minuti), portato a termine con successo in maniera estremamente efficiente ed organizzata, fuga compresa. I rapinatori infatti, dopo aver ottenuto quello che volevano, si sono dileguati nel nulla. I carabinieri stanno effettuando le prime indagini: si spera che le telecamere di servizio presenti in alcuni punti dell’Ospedale abbiano ripreso l’azione del commando di malviventi, fornendo agli inquirenti elementi utili per l’identificazione e l’arresto degli autori del blitz CdG criminale. scutere. Il vigile urbano che ha fatto la multa ha infatti dato la sua versione dei fatti, sostenendo la legittimità della sanzione: “Ho visto quell’uomo che, incurante del traffico e del semaforo, si era gettato in mezzo alla strada” ha dichiarato. A fare fronte comune con il vigile, i suoi colleghi che, sebbene assai criticati soprattutto dalla gente, si sono schierati dalla sua parte contro l’operato del primo cittadino di Pinerolo: “con il suo operato – si legge in un comunicato diffuso nelle scorse ore - ci ha delegittimato. Ha reso vano il nostro lavoro: ora faremo un’assemblea sindacale per discutere pubblicamente il suo modo Clara Lupi di agire”. di danni a persone e cose, la paura per questa nuova scossa, nettamente avvertita dalla popolazione, è stata tanta: in molti sono scesi in strada e i centralini di Vigili del fuoco e Protezione civile sono stati subissati di chiamate. Poche ore prima, subito dopo mezzanotte, una nuova forte scossa (di intensità pari a 4,8 gradi sulla scala Richter) è stata registrata anche in Grecia, nei pressi dell’isola di Cefalonia, che già all’inizio del 2014 aveva subito due sismi di magnitudo superiore a 5. Stando alle prime informazioni, la scossa è stata avvertita anche dagli abitanti di altre isole dello Ionio e per fortuna non si hanno notizie di danni a C.L. persone o cose. 9 Sabato 13 dicembre 2014 Dall’Italia DEPOSITATA LA RELAZIONE, ANCORA DUBBI SULLA VICENDA, PER L’ACCUSA UNA SOLA CERTEZZA: IL DNA SUGLI INDUMENTI DELLA TREDICENNE Yara, per i Ris zero tracce sull’auto e sul furgone di Massimo Bossetti Nessun riscontro neanche su abiti e altri oggetti sequestrati a casa dell’imputato dopo il suo arresto a giugno di Chantal Capasso e parole di Massimo Bossetti, il carpentiere 44enne di Mapello, in carcere con l'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio troverebbero conferma a distanza di cinque mesi. Dalla relazione dei carabinieri del Ris di Parma consegnata al pm Letizia Ruggeri della Procura di Bergamo emerge un dato: “non c'è traccia di Yara”. Da sempre il carpentiere ha sostenuto la sua innocenza e in merito al furgone aveva dichiarato al suo avvocato all’indomani delle perquisizioni, a pochi giorni dal fermo e poco più di un mese dopo: «Cerchino ovunque, ma non troveranno nulla contro di me». Ma ad onor del vero , sarebbe stato molto difficile trovare tracce della 13enne di Brembate di Sopra a distanza di tre anni e mezzo dalla morte della ragazzina. E questo gli investigatori lo avevano messo in conto. Ma gli accertamenti (irripetibili) andavano fatti per verificare tutto, pro e contro l’indagato, nella massima garanzia delle parti. Sono stati svolti in contraddittorio. Per Bossetti hanno partecipato le consulenti genetiste Sarah Gino con Monica Omedei nominate dalla difesa, per la famiglia Gambirasio c'era il genetista forense Giorgio Portera. Dai 34 reperti prelevati il 23 luglio scorso dai carabinieri del Ros e dagli agenti dello Sco L dall'abitazione di Bossetti a Mapello non emerge nulla che possa ricondurre a Yara Gambirasio. Ma mancherebbero ancora, le relazioni sui telefonini e sui due computer, uno portatile e uno fisso di Massimo Bossetti. Ora non resta che attendere le prossime mosse della Procura di Bergamo. I carabinieri del Ris di Parma hanno cercato e analizzato di tutto, fra materiale biologico, impronte digitali, fibre, sul furgone Iveco Daily, sulla Volvo V40, sugli abiti e sugli oggetti sequestrati nella casa di Massimo Bossetti alla Piana di Mapello. Ora hanno depositato la relazione, anche se incompleta, manca una piccola parte. Così sono stati analizzati prima la Volvo e poi l’Iveco, nelle officine-laboratori dei carabinieri del Ris . A tappe, una procedura collaudata. Prima si guarda a occhio nudo per cercare tracce interessanti dal punto di vista scientifico-investigativo, poi con lenti speciali, quindi in modo sempre più approfondito con le luci forensi che per la ricerca di materiale biologico sono ultravioletti. E se si trova qualcosa che si presume significativo, bisogna accertarne la natura, se sono tracce biologiche come il sangue sarà il luminol ad indicarlo. I dettagli su quanto rilevato dai Ris è scritto e spiegato nella relazione depositata, solo un partico- lare è stato trapelato: nulla ricondurrebbe a Yara. Stessa situazione anche per gli oggetti del carpentiere prelevati in casa sua. Il 23 luglio i carabinieri del Ros e gli agenti dello Sco gli presero di tutto, 34 reperti, tra cui un paio di scarponi e un giubbotto nero da lavoro, oltre che un aspirapolvere. C’è ancora altro, prelevato a Parma, sotto analisi. Una matassa di peli, capelli, sottili fibre scovati anche negli angoli più nascosti del furgone di Bossetti , luogo in cui, secondo l’accusa, è stata caricata Yara. Li sta analizzando il consulente del pm, Carlo Previderè dell’Università di Pavia. Qualora non si trovasse nulla collegabile alla vittima, per la difesa, ora solo l’avvocato Claudio Salvagni dopo che la collega Silvia Gazzetti ha rimesso il mandato, sarebbe un elemento a favore. Mentre per l’accusa rimane salda la convinzione, la stessa contenuta nell’ordinanza del Tribunale della Libertà che ha respinto la scarcerazione, del peso probatorio del Dna rinvenuto sugli slip e sui leggings di Yara. Se le analisi del Ris hanno lasciato qualche dubbio sulla natura della traccia (si presume sangue) non ci sarebbero dubbi sull’appartenenza: è di Bossetti. La difesa, dal canto suo, ha richiesto la ripetizione del test, in contraddittorio, fin dal momento dell’estrazione dagli indumenti della tredicenne di Brembate. L’AGGRESSIONE NEL NEGOZIO DELLA VITTIMA, IL PRESUNTO ASSASSINO ALLONTANATO DAL TABACCAIO, TORNA PER VENDICARSI Torino: ucciso a botte dal cliente che non voleva pagare I carabinieri lo hanno già fermato. Il pestaggio è avvenuto sotto gli occhi dell'altro fratello e della madre Torino, un tabaccaio di 57 anni, Enrico Rigollet, è stato picchiato a morte da un cliente, Giuseppe Cerasa di 38 anni. E' accaduto, giovedì ieri sera, in via Veglia, periferia della città. L'omicida è stato arrestato dai carabinieri. La vittima gestiva insieme a Prospero, suo fratello gemello, il bar-tabacchi "I due leoni". Da una prima ricostruzione, l'omicida si sarebbe presentato qualche ora prima nella stessa tabaccheria e pare fosse stato allontanato a causa del suo comportamento. L'uomo sarebbe quindi tornato per vendicare l'affronto e, dopo un litigio verbale, sarebbe passato alle botte. Testimoni della tragedia sono stati la madre e il fratello della vittima. Ma dopo tutta quella violenza, in stato di choc, non sono stati in grado di fermare il carnefice, Giuseppe Cerasa, 38 anni, muratore, residente in una comunità di recupero e con diversi precedenti che A vanno dalla violenza privata all'estorsione, dall'evasione alla rapina, fino alle minacce e ai maltrattamenti in famiglia. A fermarlo ed arrestarlo, mentre fuggiva dal luogo del delitto, sono stati sono stati i carabinieri del Nucleo Ra- diomobile. Mentre i sanitari del 118 hanno provato a rianimare l'uomo, ma è stato inutile: Enrico Rigollet non si è più rialzato. Sulla dinamica non ci sarebbero dubbi: Giuseppe Cerasa ha avuto un litigio con la vittima e non era la prima volta. Era noto ai residenti per il suo strambo modo di fare, uno di loro ha raccontato che era solito entrare nei negozi prendeva qualcosa e andava via anche senza pagare. Ma quella sera si è sporto oltre. Tra i gestori del bar c’erano già stati dei litigi, il presunto assassini era andato al bar verso le 14. Ha avuto da ridire sull'acqua e sul caffè: alle critiche sono seguiti urla e insulti. Così il cliente molesto è stato accompagnato fuori dal locale. Quel gesto non è stato evidentemente gradito. Così è ritornato alla tabaccheria per niente animato da buone intenzioni. È ricominciata la lite degenerata in tragedia, calci e pugni contro Enrico Rigollet fino ad ammazzarlo, davanti agli occhi increduli e terrorizzati dei parenti, ceh sono riusciti solo a chiamare l’ambulanza, ma i soccorsi sono stati inutili. Nel frattempo l’assassino è uscito per rifugiarsi nel negozio accanto. Poi ha provato a scappare, ma è stato raggiunto dai i carabinieri e l'hanno bloccato. Per ora restano solo alcuni piccoli dubbi da chiarire. Sulla scena del delitto, dove i carabinieri del Sis del Nucleo Investigativo hanno effettuato i rilievi, non sono state riscontrate tracce di sangue. Enrico Rigollet potrebbe quindi essere morto per il pestaggio oppure per un malore che ha avuto mentre subiva l'aggressione. Sarà l'autopsia, disposta nei prossimi giorni dal pm Chiara Maina, a chiarire anche questo aspetto. In serata l'assassino è stato condotto in carcere: per tutto il tempo ha continuato ad avere un atteggiamento aggressivo e non ha voluto aggiungere nulla sui motivi che lo hanno spinto ad uccidere C.B. il tabaccaio. 10 Sabato 13 dicembre 2014 Dall’Italia CONTINUANO LE ANALISI SUL COMPUTER DELLA MADRE E DI ORAZIO FIDONE, IL PAPÀ HA DUBBI SULLA PRESENZA DEL BAMBINO IN MACCHINA Loris, è giallo sul secondo cellulare Le indagini sull’omicidio del piccolo Loris spostano per un momento la visuale su un altro punto oscuro dell’inchiesta: il secondo telefonino di Chantal Capasso altro cellulare non appartiene a Veronica Panarello, sotto stato di fermo con l’accusa di aver ucciso suo figlio. Questo confermerebbe le dichiarazioni della donna che ha sempre sostenuto che quel telefono non le apparteneva. L’apparecchio, consegnato agli inquirenti e posto sotto sequestro, è intestato all'amica della mamma di Loris, la stessa che ne ha segnalato la presenza. La donna lo avrebbe in precedenza prestato a Veronica, la quale lo avrebbe restituito alla legittima proprietaria quando l’amica si presentò per le condoglianze dopo la morte di suo figlio Loris. Ma rimangono gli interrogativi sulla presenza del secondo apparecchio e sui motivi per cui fu prestato. Fra i tanti misteri ancora da chiarire anche l'eventuale presenza di un complice, ipotesi che resta valida ma tutta da dimostrare. Nel frattempo non cessano le analisi compiute da polizia di Stato scientifica e postale sul computer di L’ di Veronica e anche su quello di Orazio Fidone, il cacciatore che ritrovò il cadavere del bambino nel canalone poco distante da Santa Croce Camerina (Ragusa). Inoltre, si stanno eseguendo rilievi anche sulle auto della donna e dello stesso Fidone, che rimane indagato per l'omicidio. Il nonno di Loris, Andrea Stival, scosso per la perdita del nipotino ha espresso i suoi dubbi sulla nuora, si legge su tgcom24: "Sto soffrendo come padre e come nonno. I principi della nostra famiglia sono saldi, non abbiamo niente a che fare con tutto quello che sta emergendo e con le bugie, se tali saranno, di Veronica Panarello". Sulla tragedia interviene anche il papà del piccolo, Davide che in un'intervista a "Repubblica" dice: "Non so chi sia stato, ci sono molti sospetti su mia moglie. Se è stata lei deve pagare, non si può fare questo a un bambino". Ma Davide Stival dice anche di non aver "mai avuto sospetti sulla fedeltà di Veronica. Non do retta alle chiacchiere di paese. Si è sempre comportata da mamma". Infine, commenta i fotogrammi dei filmati delle telecamere dicendo che "si vede qualcuno che ritorna verso il portone di casa mia, ma non si riconosce Loris. Non sono per niente sicuro che sia lui. La Polo nera che utilizzava mia moglie invece si distingue abbastanza chiaramente". Ma i punti da chiarire non finiscono, ci sarebbe anche il grembiulino del bambino. Al momento del ritrovamento il piccolo Loris indossava la giacca a vento e il grembiulino della scuola. Gli inquirenti sostengono che, in base alle riprese delle telecamere, Loris rientra in casa da solo alle 8,32. Veronica accompagna il fratellino alla ludoteca e rientra dopo 17 minuti. Ci sono poi i 36 minuti del mistero, dopo di che Veronica esce in auto dal garage. CHIETI: SUL LICEO CLASSICO VICO CAMPEGGIA UNO STRISCIONE DI PROTESTA DECISAMENTE SUI GENERIS OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA BOLOGNESE “Scuola occupata dalla preside” contro la destra Lotta alla contraffazione, sequestrati ventimila prodotti pericolosi La singolare iniziativa segue di pochi giorni un corteo contro le politiche del governo Renzi Segnalati dieci responsabili all’autorità giudiziaria e alla Camera di commercio per l’irrogazione della sanzione prevista no striscione decisamente sui generis quello apparso sulla facciata del Liceo classico Giovanni Battista Vico di Chieti: “Scuola occupata dalla preside”, recita infatti la scritta, messa lì in bella mostra dalla stessa dirigente, la professoressa Giuseppina Politi. Che per spiegare il suo gesto ha dichiarato che si tratta di una provocazione fatta per discutere con gli studenti e metterli in guardia dai “cattivi”. Che ovviamente, neanche a dirlo, sono i ragazzi di destra, protagonisti, pochi giorni prima, di una riuscita ed affollatissima manifestazione contro i progetti di riforma e gestione della scuola messi in atto dal governo Renzi. Un corteo pieno di tricolori, tra l’altro organizzato in collaborazione con altre quattro scuole cittadine. Questa protesta secondo la preside, lasciatasi probabilmente trasportare da un neanche troppo velato pregiudizio politico, va però senz’altro considerata come effetto di manipolazione. Come se la situazione degli istituti italiani fosse tutta rose e fiori grazie all’attuale esecutivo (e non ci fosse quindi alcun motivo di scendere in piazza se non la strumenta- U lizzazione messa in atto dalla destra). Come se gli studenti non fossero in grado di pensare con la loro testa e decidere autonomamente di manifestare contro tutto quello che continua a non andare nella scuola italiana. “Da dirigente e garante del diritto allo studio – ha detto la preside del Vico – non posso permettere a gruppi di estrema destra di entrare in una scuola dove si fanno seminari e si studia la Costituzione”. Dalle parole della professoressa emerge inequivocabilmente che la sua non è una questione di principio in materia di interruzione dell’ordinaria amministrazione della vita della scuola con iniziative quali autogestioni, occupazioni o cortei, che la stessa Politi ha dichiarato di aver permesso in altri istituti da lei diretti: “i ragazzi hanno organizzato laboratori alternativi all’interno dell’orario scolastico. Non si ciondola per i corridoi e i più grandi hanno usato quelle ore per prepararsi agli esami di maturità”. E non certo per fare tutto quello su cui chiunque abbia partecipato davvero a un’occupazione di sinistra può testimoniare. Diventa quindi del tutto evidente che quello della zelante professoressa è un problema strettamente politico: se l’attività, qualunque essa sia, è organizzata dagli studenti di sinistra, va bene; se invece ad essere protagonisti sono quelli di destra la cosa “non s’ha da fare”. “E non importa alla preside Politi - scrive Dimitri Sibio su Il primato nazionale - il fatto che il giorno prima di questa sua “messa in guardia” mille studenti sfilassero insieme ai giovani del Blocco studentesco senza problemi di sorta, senza paraocchi ideologici, senza pregiudizi politici”. Cristina Di Giorgi e attività di controllo per contrastare la contraffazione, la pirateria e la circolazione di prodotti insicuri, hanno ottenuto il loro risultato. A Bologna la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre ventimila prodotti irregolari o pericolosi per la salute, quali articoli ed accessori di moda, giocattoli, materiale elettronico, bigiotteria, accessori per telefonia e personal computer, orologi, addobbi natalizi ed occhiali. Sono stati altresì sequestrati libri riprodotti in violazione alle norme sul diritto d’autore. Tali illeciti, infatti, oltre a contravvenire alle regole della concorrenza ed a sottrarre risorse al fisco, si sostanziano molto spesso in condotte pericolose per la salute dei cittadini. Questo quanto è emerso negli interventi eseguiti dalle Fiamme Gialle del II Gruppo di Bologna nell’operazione di servizio “Original”, che ha visto impegnati in un solo giorno più di 50 finanzieri nel capoluogo emiliano ed in vari centri della provincia, in particolare ad Imola, a Molinella ed a Vergato. Sono stati eseguiti una serie di controlli presso capannoni, eser- L cizi commerciali, nonché copisterie operanti nei pressi della sede universitaria. Durante le perquisizioni sono stati rinvenuti, in alcuni casi, capi di abbigliamento contraffatti, in altri, prodotti realizzati in violazione al codice del consumo ed alla marchiatura “CE” non conforme ai requisiti imposti dalla normativa nazionale e comunitaria. Alcuni capi di abbigliamento sequestrati possedevano cartellini (contraffatti) con l’indicazione “made in Italy” , ma erano stati realizzati in Cina. Per nascondere la reale provenienza, erano state parzialmente tagliate le relative targhette interne. Sono stati segnalate, inoltre, 10 persone, alcuni dei quali di nazionalità cinese, all’autorità giudiziaria alla locale Camera di Commercio per l’irrogazione delle previste sanzioni. L’intensificazione dei controlli delle fiamme gialle consiste nel voler contrastare la contraffazione dei prodotti non sicuri per il consumatore, proseguendo nell’intercettare le filiere illecite dalla produzione alla loro immissione nel mercato. Ch.C. 11 8 Sabato 13 dicembre 2014 Società RITORNA A CAGLIARI “ATLANTIDE”, IL PIÙ GRANDE EVENTO DI CAPODANNO NELL’ISOLA In Sardegna musica tecnologica megashow tra mito e realtà Dieci ore con sette deejay internazionali, Alchemy Stage, Mapping 3D, Visual & Laser Show di Chantal Capasso er Capodanno Cagliari ospiterà Atlantide: il più grande evento di musica elettronica della Sardegna nonché la principale attrazione di Capodanno dell’Isola. L’evento nasce nel 2013 e da allora ha regalato negli anni le sonorità tecnologiche oltre ad un sano e puro divertimento. La misteriosa Atlantide da sempre suscita un grande interesse. Diverse sono le teorie che alimentano il mito di questa terra, cercando di darle una collocazione e di scoprire la verità dietro la leggenda questo è il leitmotiv dell’evento. Il concerto avrà inizio alle ore 23:00 del 31 dicembre il padiglione E della Fiera Internazionale della Sardegna situato nel centro del capoluogo sardo si trasformerà nella mitica Atlantide per festeggiare il nuovo anno. L’evento vanta partners istituzionali come la Regione Sardegna, l’Assessorato al turismo regionale e del Comune di Cagliari e la Fiera Internazionale della Sardegna. Ospiti per deliziare le orecchie degli spettatori sono ben 7 deejays internazionali che suoneranno ininterrottamente per tutta la notte: Kevin Saunderson, artista di fama mondiale padre della “techno Detroit”; Leo Aguiar, dj brasiliano conduttore di diversi programmi su Radio M2o e recentemente ospite dei migliori club di Ibiza; Dusty Kid & Marascia, due tra i producer sardi più affermati a livello internazionale, con esibizioni nei club di tutto il mondo. A completare il cast artistico i dj locali C_Sky, Acirne e Fabrizio Barberis. P Lo spettacolo sarà distribuito su due palcoscenici: il main stage chiamato Alchemy avrà dimensioni imponenti e spettacolari e il concept scenografico sarà ispirato appunto all’Alchimia: attraverso proiezioni grafiche, animazione, giochi di acqua, fuoco e geyser artificiali, si creerà una stimolazione multisensoriale che andrà ben oltre il concetto di evento musicale composto da un insieme di suoni e luci. Il secondo stage detto Bohemian Grove, è una sala sperimentale, una “silent disco” (il pubblico ascolta la musica attraverso delle cuffie wi-fi) allestita come un bosco, in cui si esibiranno durante tutta la durata dell’evento i djs Noname, Baruc, Tallo, Dani Garzia, Tomo, Fendi, Guido Sainas. Al centro del palco verrà allestito uno schermo d’acqua di dieci mt di altezza su cui verranno proiettate delle immagini tridimensionali da un proiettore Full HD. Nelle due torri laterali verranno proiettate delle immagini in mapping 3D. Un laser show stupirà il pubblico creando forme e immagini tridimensionali sospese nell’aria. Il mapping sarà curato da Studio Aira, professionisti di livello internazionale nel settore del visual. L’evento prevede un’offerta di servizi pensati anche per un pubblico “fuori sede”. Un bus navetta sarà attiva tutta la notte, convenzioni coi migliori ristoranti della zona, pacchetti turistici completi e low cost con pernottamento in strutture b&b, possibilità di visitare i principali punti di interesse della città a prezzi scontati, area parking attrezzata per oltre 2000 auto, parcheggio interno riservato e area privè. Insomma nulla è stato lasciato al caso. Il maggior evento del capodanno sardo aveva già registrato lo scorso anno un grande successo: : 6 djs internazionali, 10 ore di musica in pieno centro a Cagliari, oltre 4.000 spettatori, più di 3.000 fans nella pagina Facebook “Atlantide Project”, 6.000 views per l’Aftermovie ufficiale, ed ora si presta a fare il bis se non superarlo. Il Promoter dell'evento è l'Associazione Culturale Matrix, mentre la produzione esecutiva è affidata a Republic Company e Sardegna Concerti. Atlantide è un’idea nata e creata da Paolo Gaddari, che ne cura anche il Set Design e ne è il produttore esecutivo. La direzione artistica è di 09100 Officina Musica Eventi, nella persona di Matteo Mannu, da dieci anni professionista per gli eventi di musica elettronica in Sardegna. Il coordinamento della comunicazione è di Nicola Palmas. I supporter locali per le pubbliche relazioni saranno Basstation Events, Nightsounds, Invasion e Old Square. Ad occuparsi delle offerte turistiche sarà Sardinia Tourism Factory. Atlantide Project persegue l’obiettivo di rilanciare il turismo dell’isola e suscitare l’interesse nazionale e internazionale sulle ricchezze di questa terra seguendo due diverse strade. La prima, legata all’entertainment e al mondo degli eventi che coinvolgono e attraggono un pubblico giovane, tradizionalmente poco interessato all’argomento; la seconde prevede l’organizzazione di diversi incontri, seminari e dibattiti tematici, ma riproposti con un format più coinvolgente e spettacolarizzato. SANIT: DAL 14 AL 17 DICEMBRE AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA, UN GRANDE APPUNTAMENTO VEGAN Dieta vegetariana: alimentazione sana e consapevole Nella convention, seminari, corsi di cucina con attenzione alla celiachia e dibattiti sulla sperimentazione animale l Palazzo dei Congressi di Roma dal 14 al 17 dicembre ospita il SANIT - Forum Internazionale della Salute che persegue uno dei temi principali dell’Expo 2015: assicurare un’alimentazione sana e di qualità in tutto il mondo . La convention dedicherà ampio spazio all'alimentazione sana, con particolare attenzione alla cucina vegana, numerosi i talk dedicati al tema, gli eventi sono organizzati in collaborazione con: Assovegan - Associazione Vegani Italiani Onlus e VeganOK. Tra i patrocinatori del SANIT anche Expo 2015, oltre alla Commissione Europea, al Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali, Regione Lazio, Roma Capitale, Coni, Unioncamere e Farmindustria. Il presidente dell’Associazione Vegan Italiani, Renata Balducci spiega: "I vegan in Italia sono oltre 600.000, circa l' 1,1% della popolazione e sempre più persone scelgono di diventare vegan senza essere mai state vegetariane. La consapevolezza della non I violenza e del rispetto della vita in ogni sua forma è sempre più forte. Gli italiani si dimostrano attenti e con- sapevoli nei loro acquisti soprattutto quando questi riguardano salute e alimentazione. Sempre più sono gli italiani che scelgono uno stile di vita vegan. Secondo i dati forniti da Eurispes ogni anno si registra un aumento del 15% di persone che compiono questa scelta. Quasi un terzo, il 31% dei vegetariani e vegani ha scelto questo tipo di alimentazione per rispetto nei confronti degli animali, un quarto 24% perché fa bene alla salute, mentre per il 9% il fine è quello di tutelare l'ambiente. Il Lazio, secondo dati Assovegan, è tra le Regioni che hanno dimostrato un maggiore interesse in ambito Vegan. La collaborazione tra VeganOK Network e SANIT - conclude Balducci - rappresenta la sollecitazione di apertura richiesta dal mondo vegan e rivolta a tutti i settori". Tra le novità del Forum è lo "Show Food - Un Mondo di salute!": un contenitore interattivo che comprende vari argomenti legati allo stile di vita salutare, alla corretta alimentazione e alla valorizzazione dei prodotti "Made in Italy". Non mancheranno, inoltre, i prodotti e servizi per la salute, i seminari sull'alimentazione vegetale, Vegan, naturopatia, con attenzione alla malattia celiaca e dibattiti sulla sperimentazione animale. Ci sarà anche la possibilità di acquistare i prodotti delle aziende presenti alla manifestazione. Ogni anno al SANIT partecipano gratuitamente circa 30.000 visitatori che vengono coinvolti da iniziative organizzate dalle numerose realtà pubbliche e private presenti. Il SANIT, infatti, si rivolge sia agli operatori del settore che al grande pubblico. Numerose anche in questa edizione le Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Associazioni senza scopo di lucro, enti pubblici e privati che hanno rinnovato il proprio impegno mettendo a disposizione la propria esperienza e i Ch.C. propri strumenti. 12 Sabato 13 dicembre 2014 Società NEL RANKING RECUPERIAMO TERRENO, MA SPAGNA, GERMANIA E INGHILTERRA SONO ANCORA LONTANE Italia League, sei squadre alla seconda fase in Europa Lunedì i sorteggi: in Champions pericolo “big” per la Juve. Ma è in quella che un tempo veniva chiamata “Coppa Uefa” che riponiamo le maggiori speranze per tentare la scalata al vertice di Federico Colosimo old out. Questa volta il bicchiere è mezzo pieno. L’Italia fa il pieno in Europa e consegna alla seconda fase sei club su sei: cinque ancora in corsa per quella che un tempo veniva chiamata Coppa Uefa (dove c’è la new entry Roma, unica nota stonata), mentre la Juve è rimasta la nostra unica rappresentante in Champions. Siamo l’unico Paese a non aver perso nemmeno una squadra. Dati incoraggianti, che consentono al football italiano di guadagnare punti preziosi nel ranking Uefa, il coefficiente che misura la “temperatura” del calcio europeo e determina il numero di squadre che ogni anno accedono alle competizioni internazionali per club. Spagna, Germania e Inghilterra restano - per ora – inarrivabili. L’Italia è quarta e ha respinto l’attacco del Portogallo, quinto ma ancora in corsa con sole due squadre. Tutti aggrappati all’Italia League (o meglio, Europa League). E’ da questa competizione, spesso boicottata dalle S nostre società, che possono arrivare risultati importanti per cominciare la scalata e conquistare almeno il terzo gradino del podio, in modo da poter avere quattro squadre qualificate per la Champions. Step by step. Intanto lunedì a Nyon verranno effettuati i sorteggi. Il pareggio interno contro l’Atletico Madrid ha permesso alla Juventus di volare agli ottavi di finale della Coppa dei Campioni come seconda del suo raggruppamento, subito dopo gli spagnoli, primi. L’urna vedrà dunque i bianconeri in seconda fascia, col rischio di pescare una “Big” del calcio europeo. Come i “galacticos” del Real Madrid, o il Bayern Monaco stellare di Guardiola. E ancora, il Barcellona di Messi, il Chelsea di Mou. Le più abbordabili sono sicuramente Porto e Monaco. Nel mezzo, il Borussia Dortmund del “mago” Klopp, che zoppica in Bundesliga e vola in Champions. Poi toccherà all’estrazione per i sedicesimi di Europa League. Le 32 squadre sono state divise in 2 fasce: Inter, Napoli e Fiorentina sono teste di serie, ma rischiano di affrontare Liverpool, Ajax e Tottenham. Roma e Torino partono in IL MONDO DEL CINEMA E DELLA TV PIANGE L’ATTORE SERGIO FIORENTINI Addio brigadiere Cacciapuoti, amatissimo re delle fiction Dal Maresciallo Rocca a Distretto di Polizia, ma anche doppiatore unico osa sarebbe stato il maresciallo Rocca senza l’acume investigativo e la profonda umanità del brigadiere Cacciapuoti? E le prime edizioni di Distretto di Polizia, avrebbero avuto lo stesso successo senza la maschera di Tiberio, il papà dell’ispettore Mauro Belli-Ricky Memphis? Tutti personaggi interpretati alla grande da Sergio Fiorentini, uno dei più grandi attori e doppiatori della scena italiana, che l’altra notte ha deciso di andarsene. Malato da tempo, Fiorentini aveva 80 anni, tutti vissuti da artista, ad iniziare dagli esordi in teatro, con Roberto Rossellini per una produzione televisiva sulla figura di Sant'Agostino. Quindi, a partire dagli anni ’70, i personaggi del grande schermo, per una serie di film polizieschi di grande successo, da “Italia a mano armata” a “Roma, l'altra faccia della violenza” (entrambi di Marino Girolami) fino a “Il prefetto di ferro” di Pasquale Squitieri. In quegli anni, Fiorentini inizia anche la sua attività di doppiatore e nel campo resterà unico e inimitabile, con la sua voce roca ma al tempo stesso decisa, misurata, capace di emozionare, sicuramente inconfondibile. Una voce che Sergio presterà a Gene Hackman e Mel Brooks e he caratterizzerà per gli spettatori italiani i personaggi principali di film-cult, da “La stangata” a “Tootsie”, da “Tutti gli uomini del presidente” a “Il paradiso può attendere”. C OTTO MESI DI CONDANNA PER L’ALTOATESINO. L’UNICA A PAGARE COLPE NON SUE POTREBBE ESSERE LA KOSTNER Schwazer patteggia per non perdere le Olimpiadi er paura di perdere il treno (o meglio l’aereo) che porta alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, Alex Schwazer, oro nella marcia a Pechino 2008, patteggia: 8 mesi di condanna. La notizia era nell’aria e adesso è arrivata anche l’ufficialità. Il marciatore ha trovato finalmente un accordo con la Procura di Bolzano, che gli permette di chiudere una volta per tutte la sua burrascosa vicenda giudiziaria. Iniziata nell’estate 2012, alla vigilia dei Giochi di Londra, quando venne trovato positivo all’eritropoietina ricombinante in un controllo antidoping a sorpresa effettuato dalla Wada. In ambito sportivo, la sua squalifica scadrà il 30 gennaio 2016. La causa penale si era invece bloccata lo scorso ottobre, quando i legali del campione olimpico avevano chiesto il trasferimento del procedimento da Bolzano a Roma. Nei giorni scorsi la Cassazione ha deciso che la procura competente resta quella altoatesina. Da qui, l’accordo. Lampo. Si chiude un caso, ma resta aperto quello più spigoloso e, perché no, ingiusto. Che vede al centro della vicenda Karolina Kostner, ex compagna di Schwazer. Per la feno- P Quindi, la televisione, le grandi fiction che non sarebbero state tali senza il volto, ora barbuto ora simpaticamente canzonatorio, di Sergio Fiorentini: il già citato brigadiere che condivide indagini e vita quotidiana col maresciallo Rocca, è stato senza dubbio l’apice interpretativo, ma l’abbiamo visto anche nella settima parte de “La piovra”, nel “Conte di Montecristo”. E poi ancora quei po- lizieschi-d’azione (carabinieri compresi, ovviamente…) che tanto amava e tanto l’hanno fatto amare dal grande pubblico, come “nebbie e delitti” e “Ho sposato uno sbirro”. Fino alle ultime due interpretazioni, sempre con il suo amico Gigi Proietti: “Preferisco il paradiso” e “Una pallottola nel cuore”. Come nel cuore di tanti italiani era entrato e resterà Igor Traboni a lungo. seconda fila, dove i grandi rischi si chiamano Zenit, Olympiacos e Everton. Vincere quella che una volta era chiamata Coppa Uefa diventa una sorta di obbligo per le compagini di casa nostra. La storia dice che le formazioni italiane hanno sempre snobbato questo tipo di palcoscenico, il più delle volte ritenuto un impiccio da assolvere velocemente in attesa di tornare a battagliare in campionato. Questo atteggiamento oggi non è più ammesso. Per prima cosa perché l’Europa League oggi offre un posto in Champions per chi la conquista e la possibilità di affrontare la vincente della Coppa dei Campioni in una meravigliosa finale qual è la Supercoppa Europea di agosto. E per squadre come Inter e Fiorentina potrebbe essere l’unica via per raggiungerla. Ma anche e soprattutto perché il calcio italiano ha il dovere di risollevarsi dopo gli infiniti terremoti degli ultimi anni. E’ un trofeo che manca dal 1999, quando a conquistarla per l’ultima volta fu il grande Parma di Buffon, Thuram, Cannavaro, Dino Baggio, Veron, Chiesa e Crespo. Adesso o mai più. menale pattinatrice azzurra, deferita con l’accusa di aver coperto il marciatore, la procura del Coni ha chiesto una squalifica di 4 anni e 3 mesi. “Per aver fornito a Schwazer assistenza e aiuto al fine di eludere il controllo antidoping di Oberstdorf di fine luglio 2012 e per la mancata collaborazione e l’omessa denuncia di circostanze rilevanti”.La punizione più grande rischia di riceverla proprio lei, che non può pagare uno scotto così grande solo per aver difeso quello che fino a un anno fa era il suo compagno di vita. La petizione online in suo favore ha raccolto nel giro di poche ore le 6.000 firme. “Carolina – si legge – che non si è mai dopata, non ha mai aiutato Schwazer a farlo, è una delle persone più gentili e sincere che conosciamo e non merita questo trattamento”. Il 16 gennaio 2015, davanti al Tribunale Nazionale Antidoping, l’inizio del dibattimento. Per cercare di risalire da un precipizio chiamato doping Schwazer si affida alle vie tradizionali, mentre la sua ex compagna è chiamata a compiere l’ennesima impresa della sua carriera: convincere i giudici sportivi della sua totale innocenza. Certa, ma purtroppo F.Co. non scontata.