Anno III - Numero 290 - Sabato 13 dicembre 2014
Direttore: Francesco Storace
Roma, via Giovanni Paisiello n. 40
Economia
Esteri
Spettacoli
Legge di stabilità,
inghippi e manovre
Putin va in India
per “allargarsi”
Addio Fiorentini
re delle fiction
Calvo a pag. 3
Castellino a pag. 6
a pag. 12
SI APRONO I GIOCHI PER LA SCALATA AL CAMPIDOGLIO: IL SINDACO NON RIUSCIRÀ A RESISTERE, ANCHE I SUOI LO INVITANO ALLE DIMISSIONI
di Francesco Storace
l romano e l’immigrato. La famiglia e
le “unioni civili”. I mercati rionali e il
mercato finanziario. I negozianti e i
centri commerciali. I disoccupati e i
palazzinari. Il popolo e i poteri forti. I
trasporti e il traffico. I sì e i no.
Se Marino decide di andarsene finalmente a
casa - è impensabile che resti al suo posto, e
farebbe bene a seguire il consiglio di Goffredo
Bettini, “dimettiti e ricandidati”, se proprio ci
tiene - il sindaco che prenderà il suo posto
dovrà mettere nella prima colonna le priorità
e nella seconda tutto quello che può arrivare
dopo. Sapendo che si dovrà schierare nella
partita eterna tra guardie e ladri.
Se si dovesse andare in campagna elettorale,
bisognerà evitare di avere un sindaco che
con seicentomila voti rappresenti quasi tre
milioni di romani. Anzitutto, perché quei consensi rischiano addirittura di diminuire se non
si dà rapidamente uno scossone alla politica;
e, per favore, togliamo dalla pesca dal mazzo
chi non ha dato gran prova di sé in quell’aula
di Giulio Cesare macchiata come sembrava
non dovesse accadere mai più.
A Roma, c’è almeno un milione e mezzo di
persone che non ha rappresentanza. Stanno a
destra come a sinistra. Saranno affascinate
dalla società civile? Ho molto rispetto per
Alfio Marchini imprenditore; come politico in
Campidoglio non è stato esattamente esaltante.
Vedete folle pronte a correre alle urne per
sostenerlo? Mi sembra difficile, anche se se
ne dovrà parlare.
Credo che uno scontro tra Marino e Marchini
potrebbe far prevalere il terzo incomodo
grillino al ballottaggio. Tra due candidati di
nomenclatura - tale sarebbe Marino se il Pd
avesse la faccia tosta di riproporlo, e Marchini
manco a dirlo per quel che rappresenta (e
non mi riferisco alle indagini su Mafia capitale)
- anche la mia mano rischierebbe di tracciare
una croce sulle cinque stelle.
Per andare alle urne voglio una candidatura
di destra che non sia eterodiretta da altre aree
del Paese. C’è da riscattare l’onore e la dignità
di un popolo. C’è da rimettere in campo la
MISTER X
I
In attesa dell’inevitabile addio di Marino, riflettere su una candidatura
che simboleggi la voglia di riscatto della destra romana e italiana
speranza che nel ’93 si animò nello scontro
tra Fini e Rutelli.
Leggo molti nomi. Da ciascuno pretenderei
un giuramento di fedeltà a Roma, a governare
senza pensare a che cosa fare da grande.
Certo, le promesse sono tutti capaci di farle,
ma il popolo ormai è scafato e certo sarà difficilmente persuasivo qualunque soggetto entrato in contatto - indagato o no - con la compagnia di Mafia capitale.
Se si pensa a scelte di Palazzo, con tutto il
ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER LE FRASI RIVOLTE A STORACE
Vauro denunciato
profumino pestilenziale che ne deriva, a
destra ci si dovrà muovere di conseguenza.
Se Marino sloggia davvero dal Campidoglio,
bisognerà fare in modo che trovi rappresentanza quel popolo di destra che vuole rimanere incontaminato. Vincere non è mai
facile, ma se si torna ad innalzare una bandiera
di stile e di onestà sul Colle che governa la
Città eterna, tutto può succedere. Per ora,
milioni di romani guardano attoniti lo spettacolo. Emozionarli spetta ad una destra che
ritrovi la sua dimensione valoriale.
Se il sigillo alla candidatura lo deve mettere
Salvini, non ci sarà trippa per gatti: il derby
se lo giocheranno 5 stelle e il Pd. Il capo leghista dirà pure cose che ci fanno sussultare
- e del resto diciamo bravo anche a Renzi
quando prende a sganassoni la Camusso
ma non è un motivo per votarlo - ma troppi
riciclati lo usano come alibi per salire a
bordo. E col trasformismo non si convince
più nessuno.
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE, JUNCKER, PRENDE ANCORA DI MIRA ROMA
Bambole (italiane), non c’è un euro
a pag 2
di Igor Traboni
l presidente della Commissione dell’Unione Europea,
l’ormai ‘famigerato’ Jean-Claude Juncker, non solo pare avere
un conto in sospeso per l’Italia,
ma adesso ci sfotte pure. E fa il
sostenuto, financo l’altezzoso. Ieri,
ad esempio, se n’è uscito con
questa affermazione, testuale: "Io
non ho denaro fresco". Lo ha detto
ia Norimberga, intervenendo al
congresso del partito della Csu.
Come dire: arrangiatevi, non c’è
un euro in cassa, per poi far capire
che se gli Stati vogliono contribuire
con risorse nazionali al fondo sono
benvenuti e aggiungendo, tirando
dentro anche i francesi per il famoso (e fumoso) mal comune
mezzo gaudio: "Lo dico ai romani
e ai parigini, a cui tutto questo
non basta".
A quanto pare, invece, basta e
avanza – per non fare la voce
I
MEZZO FLOP, MA SOLITI SCONTRI
Scioperino
Sarra a pag 4
grossa come pure servirebbe al nostro Ministro dell’Economia,
Pier Carlo Padoan, l’uomo-ombra
di Renzi che, sempre nell’ombra
ma mica poi tanto, continua a studiare da futuro presidente della
Repubblica, con l’avallo di un paio
di correnti del Pd. Ieri, per capirci,
Padoan ha risposto così al ‘capo’
europeo: "Il piano Juncker è una
misura molto opportuna, si inserisce in un contesto nel quale
l'economia europea fatica a ri-
prendere una crescita sostenuta:
direi di più, mostra rischi che invece di allentarsi diventano più
pressanti in termini di crescita
che striscia sul fondo. Bisogna
fare presto perché la crisi non
cessa, non se ne esce", ha aggiunto
in uno slancio di… ovvietà.
Tra le condizioni necessarie perché il Piano Juncker dia i suoi
frutti, Padoan ha quindi tirato in
ballo il fatto che "i progetti devono
essere profittevoli ma devono anche tener conto della distribuzione
delle risorse tra i vari membri.
Naturalmente ci vogliono parecchi
mesi affinché il meccanismo possa diventare operativo, rischiano
di essere tanti ma nel frattempo
si può fare già qualcosa, e qui
penso al ruolo della Bei", chiedendo quindi "che ci siano altre
misure a livello europeo affinché
gli investimenti crescano e si moltiplichino". Che è un po’ come
chiedere la luna a chi la luna non
può darti.
2
Sabato 13 dicembre 2014
Attualità
STRASCICO GIUDIZIARIO PER LE PESANTI AFFERMAZIONI DEL VIGNETTISTA AD ANNOUNO
La “sparata” di Vauro finisce in Tribunale
Storace: “Avevo chiesto ai responsabili della trasmissione di evitare la sua presenza in studio almeno
per una settimana, ma se ne sono fregati” - La denuncia presentata dall’avvocato Di Andrea
auro sarà, con tutta probabilità, chiamato a rispondere in tribunale di
quella infelicissima frase:
“la prossima volta gli
dirò di mirare meglio” pronunciata
all’indirizzo di Francesco Storace
durante la puntata di Announo di
giovedì 4 dicembre.
Si parlava di anni di piombo e i
toni si sono accesi. “A me hanno
sparato - dice Storace in trasmissione - e ho avuto la fortuna che i
tuoi compagni non mi hanno ammazzato”. La replica di Vauro, da
gelare: “La prossima volta gli dirò
di mirare meglio”. “Sei scemo - gli
risponde Storace - quando offendi
il sangue sei un delinquente”.
“Avevo pregato i responsabili di
Announo - spiega Storace - di evitare, almeno per una settimana, la
presenza di Vauro in trasmissione
dopo le vergognose minacce di
morte contro di me nella puntata
in cui ero presente e le relative
scuse di facciata. Di facciata, dato
che, il giorno dopo, è stato addirittura lanciato da Servizio Pubblico
un sondaggio-sfottò sui social network su chi avesse “ragione””.
Quell’episodio era finito su tutti i
giornali e aveva monopolizzato i
V
social network, con l’account twitter
di Storace letteralmente invaso di
messaggi di solidarietà.
“Nonostante questa mia richiesta
- prosegue Storace - ad Announo
se ne sono fregati. Ora Vauro dovrà
cercarsi un difensore perché stamane l’avv. Marco Di Andrea, dopo
che la presenza del “vignettista”
in trasmissione è stata confermata
per la puntata di giovedì scorso,
ha presentato oggi ai carabinieri
una denuncia formale ai sensi
dell’art. 414 del codice penale per
istigazione a delinquere. La conduttrice del programma, Giulia Innocenzi, è stata indicata come persona informata sui fatti”.
Si legge nella denuncia: “la pubblica affermazione del vignettista
Vauro, peraltro proferita nell’ambito
di un programma televisivo ad alto
indice di ascolto, parrebbe integrare il delitto previsto e punito
dall’art. 414, comma I, codice penale, avendo, quest’ultimo, istigato
pubblicamente a commettere un
reato in danno dell’ospite interlocutore, aggravato dalla componente
terroristica di cui all’ultimo comma
del medesimo articolo”.
“Si può senz’altro ritenere - prosegue l’esposto - che le parole diVauro all’indirizzo di Storace, siano
da ritenere dotate di forza suggestiva e persuasiva tale da poter
stimolare nell’animo dei destinatari
la commissione del fatto criminoso,
posto che l’artista è un noto per-
sonaggio televisivo, attore e vignettista di successo, autore di numerose opere, già collaboratore
di vari quotidiani. È quindi concreto
il pericolo che qualche facinoroso,
raccogliendo l’istigazione, possa
attentare alla vita” di Storace.
“Per inciso - seguita la denuncia
presentata alla Procura della Repubblica di Roma presso il Tribunale - va detto che nella primavera del 1979, durante la campagna elettorale per le elezioni
europee, ad Acca Larentia in Roma,
l’allora giovane militante Francesco Storace venne fatto segno di
numerosi colpi di arma da fuoco
nel mentre era intento ad affiggere
dei manifesti elettorali”.
Ulteriore passaggio dell’esposto:
“Cosa ancor più grave è che questo fatto illecito veniva ulteriormente amplificato e propalato dall’iniziativa dello stesso programma
Servizio Pubblico, che addirittura
promuoveva, via internet, un sondaggio pubblico sul noto social
network Twitter postando il seguente testo: “Durissimo scontro
tra @VauroSenesi e @Storace. Secondo voi chi ha ragione? Guardate
il video bit.ly/1vRLWbv #serviziopubblico”.
UN ALTRO RAPPORTO NON LASCIA DUBBI SULLA CONDIZIONE DEI NOSTRI RAGAZZI DAVANTI ALLA CRISI
Giovani disillusi e pronti ad emigrare
n’altra analisi statistica
non lascia scampo rispetto alla crisi che investe l’Italia e i suoi ragazzi,
sempre più scoraggiati e desiderosi di andar via. I giovani
italiani sono sempre più disillusi rispetto alla possibilità
di trovare lavoro in Italia e
sempre più disponibili a guardare fuori confine. Oltre l'85%
degli intervistati (19-32 anni)
è convinto, infatti, che in Italia
siano scarse o limitate le op-
U
portunità lavorative legate alle
proprie competenze professionali. E' questo quanto
emerge infatti dal secondo
rapporto sulla condizione giovanile in Italia, promosso dall'Istituto Giuseppe Toniolo in
collaborazione con l'Università
Cattolica.
I dati dell'indagine su scala
nazionale (effettuata su un
campione di 5.000 ragazzi
tra i 19 e i 32 anni) parlano
chiaro e non lasciano adito a
dubbi di sorta: il perdurare
della crisi economica e la carenza di efficacia delle politiche passate ha generato una
forte sfiducia nel futuro. Oltre
il 70% dei giovani non crede,
infatti, che l'Italia nei prossimi
anni tornerà a crescere e
vede quindi le proprie capacità e intraprendenze frenate
dai limiti del sistema paese
e dalle carenze della politica
finora incapace di rimettere
le nuove generazioni al centro
della crescita.
La principale causa della disoccupazione, secondo la ricerca, è attribuita dal 37,3%
dei giovani ai limiti dell'offerta
del mercato del lavoro. Il
20,9% ritiene che si debbano
migliorare meccanismi di reclutamento, legati a regole
troppo rigide e lontani dalla
meritocrazia. Solo il 19,2%
attribuisce ogni causa alla
crisi economica, mentre il
17,4% è autocritico: a loro
avviso i giovani non trovano
lavoro per via della poca
esperienza (15,3%), di una
scarsa formazione e dalla difficoltà ad accettare alcuni tipi
di lavori. Nel contesto attuale
il 70% dei giovani vede il domani pieno di rischi ed incognite.
Disoccupazione e impieghi
precari spingono sempre di
più i giovani ad essere concreti e pragmatici e trovare
un impiego non tanto per la
propria realizzazione, quanto
per procurarsi reddito.
"I dati del rapporto - dichiara
Alessandro Rosina, tra i cu-
ratori dell'indagine - aiutano
ad andare oltre e rivelano
come nelle nuove generazioni
rimanga complessivamente
alta la volontà di non rassegnarsi, ma come crescente
sia anche la frustrazione per
il sottoutilizzo delle proprie
potenzialità. Sempre più complicato è trovare la propria
strada. Una condizione che,
complessivamente, rende il
percorso di transizione alla
vita adulta simile ad un labirinto nel quale alto è il rischio
di girare a vuoto nonostante
gli sforzi e buona volontà",
conclude Rosina.
LA CASSAZIONE RICONOSCE A PIENO IL DIRITTO DELLA MINORANZA E APRE UN PRECEDENTE
Il sardo va processato nella lingua della sua terra
uello sardo non è un dialetto,
ma una vera e propria lingua,
anzi, per dirla tutta, “un patrimonio di una minoranza linguistica
riconosciuta". E quindi, se un cittadino
di Cagliari o di Oristano finisce alla
sbarra in tribunale, ha tutto il diritto
di essere interrogato nella sua madrelingua che, per l’appunto, è il
sardo, mica l’italiano. E anche il relativo
verbale dell’interrogatorio va scritto
in sardo, "a pena di nullità" del procedimento. Questo quanto sostenuto
dalla Cassazione che in pratica ha
fatto sapere di aver applicato la legge
482 del 1999 che prevede come "il
cittadino italiano appartenente a una
minoranza linguistica riconosciuta,
nell'ambito di ogni procedimento
pubblico cui lo sesso sia interessato,
ha il diritto di essere interrogato o
Q
esaminato nella madrelingua e di vedere redigere in tale lingua il relativo
verbale. Ha altresì il diritto di ricevere
tradotti nella predetta lingua, a pena
di nullità, gli atti del procedimento a
lui indirizzati successivamente alla
corrispondente richiesta dallo stesso
avanzata all'autorità investita del procedimento".
Il caso, analizzato dalla Quarta sezione
penale della Cassazione, è quello
dell’indipendentista sardo Salvatore
'Doddore' Meloni cui era stata revocata
l'ammissione al gratuito patrocinio.
Meloni che rivendicava di essere
stato processato in italiano e non nella
sua lingua, "il dialetto sardo campidanese", è si visto respingere il ricorso
solo perché agli atti non era stata allegata la deliberazione del Consiglio
provinciale di Oristano "al fine di ve-
rificare l'effettiva inclusione del comune di Terralba nell'ambito territo-
riale interessato dalle prerogative di tutela" previste dalla
legge 482 del 1999.
La Suprema Corte, infatti,
spiega che "al fine di rivendicare il diritto all'applicazione
delle disposizioni dettate a
tutela delle minoranze linguistiche storiche, il richiedente"
è tenuto a "fornire la prova
delle formale inclusione del
territorio in cui lo stesso risiede tra quelli espressamente individuati nei provvedimenti amministrativi provinciali o comunali". Diversamente il processo va avanti
in italiano. Il ‘principio’ comunque è decisamente tracciato, eventualmente anche per friulani,
ladini e occitani.
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Sabato 13 dicembre 2014
Attualità
PER IL GRUPPO DI CAIO MENO VINCOLI E 535 MILIONI PER IL PAGAMENTO DI DEBITI PREGRESSI DELLO STATO
La Legge di Stabilità sorride a Poste Italiane
Ecco la norma ad hoc che salva le riprese del film di James Bond e che servirà a Saviano per
girare la seconda serie di Gomorra. Le armi di scena potranno essere utilizzate senza paletti
di Marcello Calvo
egge di Stabilità, ben 535
milioni in arrivo per Poste
Italiane per il pagamento
dei debiti degli enti locali
e dei ministeri. E ancora,
una norma ad hoc che salva le riprese a Roma del nuovo film di
James Bond e che servirà a Saviano
per girare la seconda serie di Gomorra. Con le armi di scena che
potranno quindi essere usate senza
troppi paletti.
Queste e molte altre le novità previste dal pacchetto di 20 emendamenti alla legge di stabilità presentato dal governo in commissione Bilancio al Senato.
La manovra sbarcherà in aula a
Palazzo Madama a metà della prossima settimana e l’approvazione
definitiva è attesa prima di Natale.
Tra le proposte di modifica ci sono
anche il via libera per le forze
dell’ordine all’utilizzo dei carburanti sequestrati per il rifornimento
delle loro auto e i dettagli sulla
cessione della rete elettrica della
Ferrovia dello Stato a Terna, la società partecipata da Cassa depositi
e prestiti che gestisce la trasmissione dell’energia. Dopo la tirata
d’orecchie della Corte dei Conti
sul meccanismo del 5 per mille,
l’esecutivo si impegna a emanare
entro 2 mesi un decreto che ga-
L
rantisca la trasparenza della rendicontazione sull’uso dei fondi destinati a enti del terzo settore o ricerca sanitaria e scientifica.
Poste Italiane passa appunto all’incasso. Il gruppo pubblico guidato da Francesco Caio riceve il
via libera del governo al saldo di
oltre mezzo miliardo di crediti
vantati nei confronti dello Stato. Il
rimborso è stato disposto dal Tribunale dell’Unione Europea, che
a fine 2013 ha dato ragione all’azienda fondata nel 1862 riconoscendo che la remunerazione
della raccolta postale attraverso
conti correnti, dovuta dal Tesoro
in base a una convenzione del
2006, non costituiva aiuto di Stato.
Così la società, che nel 2008 aveva
dovuto restituire 443 milioni a via
XX settembre, ora ha diritto a riaverli con tanto di interessi. Ma non
è l’unica novità per Poste Italiane:
un’altra modifica annuncia che il
contratto di programma potrà prevedere “l’introduzione di misure
di razionalizzazione del servizio
e di rimodulazione della frequenza
settimanale di raccolta e recapito
sull’intero territorio nazionale”.
Tradotto, il postino non busserà
più 2 volte ma una sola. E, probabilmente, a giorni alterni.
Per accontentare il gruppo, Renzi
ha deciso di ridurre di 310 milioni
il fondo per il pagamento dei debiti arretrati degli enti locali e di
altri 100 milioni quello per saldare
pregressi dei ministeri. Gli altri
125 arriveranno dai proventi dei
Monti bond, gli aiuti di Stato concessi al Monte dei Paschi di Siena,
che la banca rossa ancora non ha
provveduto a rimborsare del tutto.
Come sancito dal decreto Sblocca
Italia, inoltre, le Regioni potranno
utilizzare le royalties che riscuotono dall’estrazione degli idrocarburi per raggiungere gli obiettivi
del pareggio di bilancio. I proventi
resteranno però al di fuori del
patto di stabilità interno.
In materia di appalti viene prorogata fino alla fine del 2016 l’efficacia della norma che prevede il
ricorso all’anticipazione del prezzo
in favore dell’appaltatore, attualmente previsto in via transitoria
fino al 31 dicembre 2014. La maturazione dello stato di avanzamento dei lavori, che determina
il pagamento degli acconti, dovrà
venire almeno ogni 2 mesi. Obiettivo: evitare ritardi nelle retribuzioni da parte della stazione appaltante e scongiurare contrattempi da parte delle imprese con
problemi di liquidità.
Il dato è (quasi) tratto e prima di
Natale arriverà l’ok definitivo che,
a quanto pare, sembra essere solo
una semplice formalità.
SCENDONO ANCORA I PRESTITI
MODA IN SUBBUGLIO
CALA ANCORA IL PREZZO DEL PETROLIO
La crisi? Banche
sempre più tirate
Terremoto da Gucci,
lasciano i vertici
Sconti del 5%
sui biglietti aerei
onostante il perdurare della crisi
economica, i rubinetti delle banche
italiane continuano a
restare sempre più
chiusi. Da gennaio a
ottobre di quest'anno
il volume complessivo
dei prestiti si è infatti
ridotto di ulteriori 29
miliardi (-1,2%), passando da 2.309,6 a
2.280,8 miliardi di
euro. La stretta creditizia ha colpito in particolare
tanto le imprese - passando
da 837,9 a 819,4 miliardi (2,2%) - quanto le famiglie,
passando da 601,8 a 596,8
miliardi (-0,8%).
Lo rivela un'analisi del centro
studi ImpresaLavoro su elaborazioni di dati Bankitalia.
Rispetto al gennaio 2011, il
volume complessivo dei prestiti risulta complessivamente
ridotto di 61 miliardi di euro,
essendo passato da 2.341,6
a 2.280,8 miliardi di euro (2,6%). In questo periodo i rubinetti delle banche si sono
ulteriormente chiusi in particolare per le imprese (-7,9%,
pari a -70,7 miliardi di euro)
e hanno ridotto il loro sostegno
anche per le famiglie (-0,2%,
pari a -1,3 miliardi di euro) e
le pubbliche amministrazioni
N
l direttore creativo Frida Giannini e il ceo Patrizio Di Marco
dopo 12 anni lasciano la maison
Gucci. Di Marco lascerà l'azienda il
primo gennaio
2015 e sarà sostituito da Marco Bizzarri. Frida Giannini, invece, lascerà
il suo incarico alla fine del
mese di febbraio ed esattamente il 25 febbraio la sua ultima collezione femminile per
Gucci, in occasione delle sfilate dell'autunno/inverno 20152016.
Il patron di Kering, FrancoisHenri Pinault, si dice "veramente grato" nei confronti di
Di Marco e Giannini, che sono
una coppia anche nella vita.
"Ringrazio Frida - afferma nella nota in cui annuncia la duplice uscita - per la sua passione straordinaria. E' stata
per quasi un decennio direttore creativo unico di Gucci
e questo è un traguardo notevole, considerato il livello
di responsabilità richiesto per
la supervisione di tutti gli
aspetti legati all'immagine e
al prodotto di un brand di
tale importanza. Le sono veramente grato per i risultati
I
(-0,5%, pari a -1,4 miliardi di
euro). Al tempo stesso si è
invece registrato un sensibile
aumento dei prestiti tra banche e altre istituzioni finanziarie (+ 2,1%, pari a +12,6
miliardi di euro). "Ancora ieri
le banche italiane hanno ricevuto in prestito dalla Bce
nuova liquidità per 26,5 miliardi di euro, nell'ambito di
un'azione di rifinanziamento
con scadenza a 4 anni finalizzata a riportare il credito
alle imprese, che nonostante
tutto si ostinano a investire e
a produrre", osserva Massimo
Blasoni, presidente di ImpresaLavoro. "Adesso occorre
agire rapidamente per non
vanificare questa operazione,
cosi'' ripristinando almeno
parzialmente i livelli di credito
pre-crisi".
inalmente una
buona notizia
per i viaggiatori.
Grazie al prezzo del
petrolio sempre più
basso, le compagnie
aeree prevedono un
2015 molto florido per
i loro bilanci. E secondo la Iata, federazione
mondiale dei vettori,
a beneficiarne saranno anche i clienti.
L’anno prossimo, l’annuncio
del direttore generale Tony
Tyler, i biglietti costeranno in
media il 5% in meno proprio
grazie al carburante meno
caro. Ma non è escluso che
gli sconti possano arrivare
anche subito. Dipenderà anche e soprattutto dalle compagnie, a volte troppo lente
ad adeguarsi ai prezzi al ribasso perché – sostengono
– devono prima smaltire le
scorte di benzina acquistate
quando il petrolio era più
caro. Quindi meglio non farci
troppo la bocca. Gli sconti
arriveranno, ma con calma e
quando lo decideranno loro.
Anche perché il dollaro (il
barile si paga con questa
moneta) che tende a rincarare
sull’euro si mangia una parte
del beneficio. Come spiega
La Stampa, in certi casi però
i vantaggi appaiono imme-
F
raggiunti, per la sua creatività
e per la passione che ha sempre instillato nel suo lavoro".
Su Di Marco, Pinault dice ancora: "La sua visione strategica
e il suo carisma sono stati la
chiave per portare Gucci dove
si trova oggi". Il successore,
Marco Bizzarri, e' nel gruppo
Kering dal 2005, dapprima
come ad di Stella McCartney
e poi di Bottega Veneta (dal
2009); nello scorso mese di
aprile e' stato nominato responsabile della divisione 'luxury-couture&leather goods'
del colosso Kering. Il suo passaggio a Gucci "non comporterà alcun cambiamento nell'organizzazione delle attività
di Kering annunciata quest'anno", si legge ancora nella
nota; Pinault lo sostituirà ad
interim alla guida della divisione, in attesa di individuare
un sostituto.
diati. Dall’Altialia fanno notare
che i voli da e per il Giappone
godono del doppio vantaggio
del greggio meno salato e
dello yen debole. E così i biglietti aerei sono già convenienti.
Per la Iata le compagnie nel
2014 registreranno un utile
globale complessivo di 16
miliardi di euro. In crescita
dai 14,5 della stima di giugno,
fatta prima che il petrolio cominciasse a crollare. Nel prossimo anno si attendono utili
per 20,2 miliardi.
Numeri da capogiro, soprattutto in tempi di crisi. Eppure
le “società” – vedi quelle italiane – non navigano assolutamente nell’oro. Anzi. Il trasporto aereo frutta poco e
(quasi) tutto se ne va in tasse.
Tant’è, il segno generale è
positivo. E non è cosa di poco
conto.
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Sabato 13 dicembre 2014
Attualità
UNA CINQUANTINA LE MANIFESTAZIONI NELLA PENISOLA
Sciopero, disagi nelle grandi città
Tantissime contestazioni contro il governo Renzi. Il ministro del Lavoro Poletti
respinge le accuse: “Andiamo avanti, l’Ue ci chiede di essere coerenti”
di Giuseppe Sarra
algrado l’adesione dei
ferrovieri allo sciopero
generale sia stata molto più bassa delle stime, non sono mancati
i disagi per i pendolari. Ma anche
per gli utenti dei servizi pubblici,
scuole, uffici e servizio sanitario.
La protesta ha riguardato, infatti,
tutti i settori, pubblici e privati. Una
cinquantina sono state le manifestazioni nella penisola.
A mandare in tilt le grandi e piccole
città è stata l’alta astenzione dal lavoro del personale del trasporto
pubblico locale (bus, metro, tram).
La conseguenza, fin dalle prime
ore del mattino, sono state lunghe
code e rallentamenti che a macchia
di leopardo hanno paralizzato l’intera viabilità.
A Genova, per esempio, è rimasta
a lungo ferma la circolazione dei
bus, così come a Bologna (98%),
Bari (70%) e Cagliari (40%). Disagi
anche nella Capitale: ferme le tre
linee della metropolitana e le ferrovie Roma-Lido e Roma Giardinetti;
fortemente rallentata, invece, la
Roma Viterbo mentre lo stop dei
bus è stato del 55% ed il 50% dei
collegamenti extraurbani. A Torino,
invece, sono rimasti fermi circa
l’80% dei mezzi su gomma ed è
stata chiusa la metropolitana. Anche
i napoletani si sono svegliati con la
metropolitana fuori servizio, oltre
la circumvesuviana ed i collega-
M
menti extraurbani con l’hinterland.
Non solo, sono rimasti fermi anche
il 50% dei bus, mentre le navi sono
rimaste bloccate nel porto.
A paralizzare la città ben tre cortei
(sindacati, movimenti studenteschi
e collettivi universitari). Secondo
le organizzazioni sindacali, ben 50
mila lavoratori sono scesi in piazza.
Alla testa del corteo dei sindacati
lo striscione “Campania così non
va!”. Tantissimi gli slogan contro il
governo Renzi, tra i più morbidi
“Mandiamolo a casa”. Meno gravi
i disagi per gli utenti dei bus dell’Anm (Azienda napoletana mobilità, ndr), un bus su quattro ha circolato.
Pochi disagi nella Milano di Giuliano Pisapia. Lo sciopero è iniziato
alle 19 per consentire lo svolgimento del presidio pomeridiano
in ricordo delle vittime della strage
di Piazza Fondana in occasione del
45° anniversario.
Negli altri settori è stata bloccata
per molte ore l’attività dell’interporto di Bologna nello scarico
delle merci che serve il CentroNord Italia. Ferme anche le attività
LO SCONTRO
LE PROTESTE
Milano e Torino,
la solita violenza
dei centri sociali
Ferrovieri? “Regole violate,
valuteremo sanzioni”
Proseguono le polemiche tra la Commissione
di Garanzia e le organizzazioni sindacali
da considerarsi un mezzo
flop lo sciopero di ieri dei
ferrovieri. Fino alle 14 come comunicato dalle Ferrovie
dello Stato - avevano circolato il
95,89% di treni a media-lunga
percorrenza e il 73% di treni
regionali.
Intanto proseguono le polemiche
tra la Commissione di Garanzia
sugli scioperi e le organizzazioni
sindacali.
“Nel settore ferroviario lo sciopero per noi rimane in violazione
delle regole e dovrà essere valutato attentamente nei prossimi
giorni”. Non ha usato mezzi termini Roberto Alesse, presidente
della Commissione di Garanzia
sugli scioperi, a 24 Mattino da
Alessandro Milan su Radio 24.
Alesse ha commentato la revoca
della precettazione ai ferrovieri
da parte del governo: “Andrà
valutato se ricorrono i presupposti per un potere sanzionatorio
nei confronti dei sindacati che
È
stata un’altra giornata di scontri. Durante
lo sciopero generale indetto dalle organizzazioni sindacali, non sono mancati
momenti di tensione nelle principali piazze
italiane, in particolare a Torino e Milano.
Nel capoluogo piemontese è stato di due
poliziotti e due manifestanti il bilancio dei
feriti nei tafferugli avvenuti nel corso del
corteo di studenti e centro sociali. Secondo
quanto è stato riferito dalla Questura torinese
sono rimasti feriti due operatori del reparto
mobile, presi a bastonate. Tra i nove manifestanti
fermati, di cui sette appartenenti all’area antagonista, due sono stati portati in ospedale
per essere medicati.
Venerdì di scontri anche a Milano. Ad alimentare le tensioni gli studenti, a pochi passi
È
dal Pirellone. Un’azione bloccata prontamente
dalle forze dell’ordine. Anche in questo caso
i manifestanti, che non hanno aderito al corteo
dei sindaco, sono scesi in piazza contro le riforme del governo guidato da Matteo Renzi.
Una volta arrivati davanti la sede della Regione
Lombardia, vicino la stazione centrale, gli
studenti hanno iniziato a lanciare alcuni oggetti
e sono venuti in contatto con gli agenti schierati
in tenuta antisommossa.
Il governatore lombardo Roberto Maroni ha
condannato gli episodi di violenza: “Chi mette
in atto atti di violenza è perché non vuole il
dialogo e vuole utilizzare tutte le occasioni
della pubblica piazza per imporsi. Spero che
la magistratura - ha aggiunto - agisca presto
contro questi delinquenti”.
del porto di Genova – secondo i
sindacati – con adesioni fino al
90% al terminal Vte.
Lo sciopero ha registrato anche
notevoli cancellazioni in tutti gli
aeroporti, con oltre il 50% dei voli
Alitalia cancellati preventivamente
a Fiumicino e 35 delle altre compagnie, a Linate annullati 110 voli,
a Malpensa 140.
Per il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, lo sciopero
proclamato di ieri è “segno senza
dubbio di una notevole tensione
tra sindacati e governo. E’ bene
che ci sia rispetto reciproco - ha
detto parlando con i giornalisti a
Torino - tra le prerogative di governo e sindacati e che non si
vada ad una esasperazione come
quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese”. Napolitano si è augurato che “si discutano sia le decisioni già prese,
come quella della legge di riforma
del mercato del lavoro, sia quelle
da prendere soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo”. Ribadendo: “Si trovi la via
di un discussione pacata”.
Il ministro del Lavoro, Giuliano
Poletti, ha invece detto: “Ascoltiamo la piazza ma siamo intenzionati
ad andare avanti con l’attuazione
delle riforme”. Ricordando: “Non
possiamo permetterci un colpo di
freno, oggi l’Ue ci chiede di essere
coerenti coi nostri impegni”. Chiaro, no?
non si sono adeguati alla nostra
indicazione immediata. Prima
valuteremo - ha proseguito l’impatto sull’utenza di questi tre
giorni di sciopero nel settore
ferroviario ma per noi rimane
la violazione delle regole”.
Alesse ha detto di avere contestato, come organismo, “molti
giorni fa, il 24 novembre, ai sindacati, l’eccessiva concentrazione di scioperi nel settore ferroviario. Abbiamo detto loro ha ribadito - che violavano la
legge 146 perché c’erano già
degli scioperi proclamati per
sabato e domenica in questo
settore, prima dello sciopero di
oggi. E abbiamo scritto al ministro Lupi perché valutasse politicamente la questione. Il governo
ha ritenuto di agire sul piano
dell’opportunità, noi siamo i giudici della legittimità formale. Noi
siamo un organismo tecnico e
non facciamo politica”.
Alesse infine ha lanciato un ap-
pello alle parti per ridurre la
conflittualità: “Dall’inizio dell’anno a novembre ci sono già
stati circa 1300 scioperi. Bisogna fare veramente uno sforzo
per cercare di rilanciare un
metodo di concertazione finalizzato a raffreddare il conflitto,
altrimenti non se ne esce da
questa situazione cronica. Ci
vogliamo mettere tutti intorno
al tavolo o vogliamo andare
avanti così all’infinito? Non possiamo rassegnarci”.
5
Sabato 13 dicembre 2014
Da Roma e dal Lazio
IL TRIBUNALE DEL RIESAME HA CONFERMATO L’ORDINE DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI BRUGIA, LACOPO, TESTA E GAMMUTO
Mafia Capitale, Carminati resta in carcere
Pronto il ricorso in Cassazione - Buzzi trasferito nel carcere di Nuoro - E Marino fa la vittima
di Giuseppe Sarra
l tribunale del riesame ha
respinto ieri i ricorsi presentati dai legali degli indagati, confermando l’ordine di custodia cautelare in
carcere per Massimo Carminati,
Riccardo Brugia, Roberto Lacopo, Fabrizio Franco Testa ed
Emilio Gammuto. Per Carminati,
Brugia, Lacopo e Testa i giudici
hanno confermato anche l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso con
l’aggravante contestata al momento dell’arresto. Per Gammuto è stata ribadita soltanto
l’accusa di corruzione. Il tribunale del riesame ha invece disposto gli arrestati domiciliari
per un altro degli indagati, Raffaele Bracci, al quale è stato
contestato il reato di usura.
“Attendiamo le motivazioni del
provvedimento emesso dal tribunale del riesame. Faremo comunque ricorso in Cassazione”,
hanno spiegato Giosuè Bruno
Naso e Ippolita Naso, difensori
di Carminati, Brugia, Testa e Lacopo.
Carminati, considerato dagli in-
I
quirenti dell’inchiesta “Mondo
di mezzo” il capo dell’organizzazione, è nella settima sezione
del reparto ‘Nuovi giunti’ di Regina Coeli. Si trova in una cella
di circa 10 metri quadrati, con
bagno annesso.
“I primi giorni ha mostrato atteggiamenti scostanti - hanno
raccontato alcuni agenti all’Adnkronos - è una personalità forte,
dai modi risoluti. Uno abituato
a comandare. Chiude subito i
discorsi - hanno aggiunto gli
agenti – senza dare possibilità
di replica”.
Intanto Salvatore Buzzi, presidente della coop 29 giugno, è
LA SVOLTA
Caso Mangiapelo, il fidanzato
di Federica ai domiciliari
volta nel giallo di Federica Mangiapelo, originaria di Alatri (Fr), la ragazza di 16 anni il cui corpo
privo di vita fu ritrovato sulle
sponde del lago di Bracciano,
nella notte del 31 novembre
del 2012.
Ieri pomeriggio il fidanzato
della giovane, Marco Di
Muro, è stato raggiunto da
un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare. Dovrà
scrollarsi di dosso l’accusa
di omicidio volontario.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Andrea Rossi, legale di Rosella, madre
di Federica.
“C'è stata una svolta, finalmente. Questa è evidentemente la conseguenza - ha
commentato Rossi all’Adnkronos – dell’incidente probatorio che è stato effettuato
per accertare le reali cause
S
della morte. Ci eravamo opposti all’archiviazione - ha
aggiunto - le attività della famiglia per arrivare alla verità
non si sono mai fermate. A
questo punto, ci aspettiamo
il rinvio a giudizio per Di
Muro e un processo che consenta finalmente di fare luce
sulle cause della morte di
Federica. Questa svolta - ha
concluso - è anche un riconoscimento a chi, come la
mamma di Federica, si è
sempre rifiutata di credere
che la causa della morte fosse una miocardite”.
L’avvocato Cesare Gai, difensore di Di Muro, ha invece
detto: “Rimango perplesso
per la decisione dell’autorità
giudiziaria a prescindere dalla
gravità del fatto contestato. Attendo di leggere il provvedimento e valuto di fare ricorso
al tribunale del riesame”.
stato trasferito nel carcere nuorese di Badu ‘e Carros. Detenuto
in regime di massima sicurezza,
è anche lui accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso. E’ l’unico indagato
nell’inchiesta ad essere stato
trasferito in Sardegna da Roma,
dove sono detenuti gli altri. La
scelta è probabilmente dettata
dall’esigenza di tenerlo lontano
dai luoghi dell’indagine.
Sempre riguardo a Buzzi, la
procura capitolina sta svolgendo
accertamenti sull’aggressione
subita da un finanziere di Cisterna di Latina, lo scorso aprile.
La testimonianza del militare è
stata messa agli atti la scorsa
settimana e depositata giovedì
al tribunale del riesame. L’uomo
sarebbe stato minacciato e picchiato mentre svolgeva accertamenti su un presunto giro di
false fatturazioni tra un’azienda
pontina e una società ricollegabile al presidente della 29
giugno.
Stando alla ricostruzione degli
inquirenti, il finanziere sarebbe
stato colpito alle spalle da un
uomo a volto coperto mentre si
stava recando a lavoro. A salvarlo
dagli aggressori, l’intervento di
un poliziotto. I ritenuti responsabili del pestaggio sarebbero
poi stati fermati al porto di Bari.
Si stavano imbarcando alla volta
di Durazzo.
Travolto dalle polemiche ed infischiandosene delle continue
richieste di dimissioni sia dal
centrodestra che dal centrosinistra, ieri il sindaco Ignazio Marino ha firmato l’atto con cui ha
formalizzato alla Procura della
Repubblica di Roma la costituzione dell’amministrazione quale
parte offesa, nel procedimento
che “verrà istaurato a carico di
Massimo Carminati e altri”.
INCHIESTA MONDO DI MEZZO
Storace e Simeone
attaccano Zingaretti
ota pungente dell’opposizione di centrodestra alla
Pisana nei confronti del
presidente della Regione Lazio,
Nicola Zingaretti, sull’inchiesta
“Mondo di mezzo”. A tirare le
orecchie all’ex numero uno della
Provincia di Roma sono stati
Francesco Storace (La Destra) e
Giuseppe Simeone (Forza Italia),
rispettivamente vicepresidente
del Consiglio regionale e segretario d’Aula.
“Desideriamo manifestare apprezzamento per la decisione del
presidente Leodori di annullare
la riunione odierna (ieri, ndr) dell’ufficio di presidenza del consiglio
regionale, convocato informalmente per verificare col presidente
Zingaretti lo stato dell’arte sulle
gare d’appalto sospese dalla regione - per un valore dichiarato
di ben tre miliardi di euro - in seguito allo scandalo mafia capitale
N
e all’annullamento di una di esse,
del valore di 60 milioni di euro”.
Così la nota congiunta di Storace
e Simeone, che hanno aggiunto:
“Per queste azioni il governatore
si è speso personalmente in una
serie di comunicati autocelebrativi
che hanno reso assolutamente
inutile la convocazione odierna”.
I due hanno poi ricordato: “Molto
meglio fare come si è deciso
giovedì in commissione bilancio:
le carte saranno portate in quella
sede e a disposizione di tutti.
Evidentemente è venuto meno per l’esposizione mediatica di
Zingaretti - il carattere informale
dell’incontro che avrebbe dovuto
portare a concordare iniziative
col consiglio regionale e - hanno
concluso i consiglieri di opposizione - abbiamo preferito sollecitare un iter più trasparente nell’ambito della commissione consiliare competente”.
6
Sabato 13 dicembre 2014
Esteri
VISITA DI STATO DEL PRESIDENTE RUSSO, SEMPRE PIÙ SULLA STRADA ASIATICA, A NEW DELHI
Putin fa l’indiano, ma quanti problemi in casa
L’economia sferzata dalle sanzioni, il rublo non sta bene e si riaccende la tensione in Ucraina
di Giuliano Castellino
l presidente russo Vladimir
Putin, dopo le sanzioni occidentali, guarda sempre di
più all'Asia. Dopo l'accordo
con la Cina per una fornitura
ultratrentennale di gas, ora è il
turno dell'India, dove l'inquilino
del Cremlino è da ieri in visita ufficiale. E subito è arrivato un annuncio importante: India e Russia
hanno comunicato il lancio di un
piano di costruzione di almeno
dieci reattori nucleari in territorio
indiano. I nuovi reattori "avranno
i più alti standard di sicurezza al
mondo", ha affermato il premier
indiano Narendra Modi, che ha
definito la scelta frutto di una "visione ambiziosa". Il programma,
ha aggiunto il leader indiano,
"comprende anche la fabbricazione di apparecchiature e componenti in India".
Modi ha anche ribadito che la Russia
resterà a lungo il principale partner
dell'India in materia di difesa.
Ma forse l'annuncio più importante
è arrivato dallo stesso Putin che ha
reso noto che Mosca e New Delhi
hanno deciso di cooperare anche
per la costruzione di centrali nucleari in altri Paesi.
Una scelta che rientra nella strategia
del Cremlino di chiudere una serie
di accordi e partnership commerciali anche su petrolio e gas naturale,
per uscire dall'isolamento in cui si
trova la Russia per le sanzioni economiche dovute all'Ucraina. Nella
dichiarazione finale del vertice bilaterale si sostiene che "i due Paesi
guardano al nucleare come ad una
I
fonte di energia pulita, affidabile e
praticabile".
Per questo, due dei circa 20 documenti firmati da delegati russi e indiani riguardano proprio il rafforzamento della cooperazione per lo
sviluppo di progetti nucleari.
Ha fatto discutere la scelta di Putin
di farsi affiancare nel viaggio dal
leader della repubblica di Crimea
(annessa alla Russia lo scorso marzo con un referendum non riconosciuto dalla comunità internazio-
nale) Serghiei Aksionov. E la sua
on è stata solo provocatoria o un
semplice messaggio mandato agli
atlantici, ma è stata una presenza
importante.
Aksionov ha siglato proprio a Nuova Delhi un memorandum d'intesa
tra la Crimea e l'associazione imprenditoriale "Partnership indiano-crimeana" presieduta da Gul
Kripalani per sviluppare la cooperazione nei settori farmaceutico,
agricolo e turistico.
Insomma, un vero riconoscimento
internazionale ed accordi importanti per la liberata regione di Crimea. Alla faccia di Kiev, Bruxelles
e Washington.
Nell'agenda di Putin sono in programma anche colloqui con il presidente indiano Pranab Mukherjee,
Sonia Gandhi, presidente del partito
di opposizione, ed il Congresso Nazionale Indiano.
In realtà il nuovo premier indiano
Modi ha segnalato la volontà di
avvicinarsi agli Usa, invitando il presidente Barack
Obama alle celebrazioni per
il giorno della Repubblica,
a gennaio. Ma l'india si è rifiutata di appoggiare le sanzioni occidentali varate contro la Russia.
Tuttavia Putin deve fare i
conti con la difficile situazione dell'economia russa,
aggravata dalle sanzioni di
Ue e Usa: l'aumento dei prezzi delle materie prime potrebbe portare ad un rincaro
del pane fino al 10%, mentre
il rublo continua la sua discesa. Oggi il dollaro ha segnato il suo nuovo massimo
storico alla borsa di Mosca,
scambiato a 54,93 rubli.
E nuovi segnali preoccupanti
arrivano dalle regioni dell'est
dell'Ucraina, dove nei giorni
scorsi si era raggiunto un
accordo per una tregua: ieri
però si è tornato a sparare
nel Donbass, dove sono stati
uccisi, secondo quanto comunicato dalle autorità ucraine, tre soldati di Kiev. Rischia
quindi di saltare anche questa seconda tregua che arriva dopo quella
concordata il 5 settembre a Minsk,
che non aveva portato a una totale
cessazione delle ostilità.
Purtroppo la vicenda Ucraina sta
portando a quello voluto dagli occidentali: allontanare Mosca dall'Europa e spingere l'Orso Bianco
tra le braccia asiatiche. Così il Vecchio Continente avrà il collare (o
cappio) americano sempre più
stretto.
L’EUROPA SEMPRE IN PRESSING ECONOMICO E UNA SITUAZIONE INTERNA POLITICA DA BRIVIDI
La Grecia non esce dall’imbuto della crisi
d Atene piove ininterrottamente da tre
giorni. Anche il tempo insomma è
contro gli ispettori della Troika, che
sono tornati il 10 dicembre nella capitale
greca per controllare le questioni dell'aumento
delle aliquote Iva, della regolamentazione dei
mutui e dei prestiti in rosso, del buco di due
miliardi di euro nel bilancio del 2015, ma soprattutto per trovare un accordo sul nuovo memorandum che dovrà essere firmato al termine
della proroga (tecnica) di due mesi del pacchetto di aiuti alla Grecia, decisa due giorni fa
dall'Eurogruppo.
Ma, a quanto pare, nessuno vuole prendersi la
responsabilità di raggiungerlo, questo accordo
con la Troika sul nuovo pacchetto di misure di
austerity: una patata bollente che arriva alla
vigilia di un probabile voto anticipato, previsto
per i primi mesi del 2015 nel caso in cui il parlamento greco non riuscisse a eleggere il
nuovo presidente della Repubblica. Un'eventualità, questa, non troppo improbabile, e che
anzi sembra farsi sempre più concreta, soprattutto con riferimento alla decisione del primo
ministro Samaras di anticipare il voto parlamentare per l'elezione del presidente della
Repubblica alle date del 17, 23 e 29 dicembre.
Il candidato alla presidenza della Repubblica
proposto da Nea Dimokratia, Stavros Dima, ex
ministro degli Esteri ed ex Commissario europeo, non riuscirebbe, infatti, a raccogliere i
180 voti minimi necessari per conquistare la
maggioranza dei due terzi all'ultimo dei tre
turni previsti.
A
Il partito di Samaras oggi può contare infatti su
una maggioranza parlamentare di soli 155 deputati, quelli che hanno approvato in parlamento
il bilancio dello Stato qualche giorno fa, con
l'aggiunta di qualche moderato, come i 7 o 8
deputati di Sinistra Democratica (Dimar), che
sembrerebbero disponibili ad appoggiare il
candidato di Nea Dimokratia per scongiurare
le elezioni anticipate.
Alcune fonti ci hanno raccontato che anche
uno dei deputati di Alba Dorata, passato poi
nel gruppo indipendente, che si trovava agli
arresti nel carcere di Atene, è stato scarcerato
ieri, forse proprio per consentirgli di votare a
favore del candidato di Samaras. Un venduto
comprato dal potere, che sta barattando la
libertà fisica con quella intellettuale.
E così le previsioni e i sondaggi sono già tutte
proiettate verso il voto anticipato, che potrebbe
svolgersi già all'inizio di febbraio. La battaglia
sarebbe tra il partito del premier Samaras,
Nea Dimokratia, che i sondaggi danno intorno
al 20%, e il partito di estrema sinistra Syriza,
che è in testa nei sondaggi, ma non piace ai
mercati. Mercati che pochi giorni fa, all'indomani
di una serie di incontri intrattenuti dai leader
di Syriza con la City di Londra, hanno provocato
il crollo della borsa di Atene fino al -12%.
Secondo alcuni commenti apparsi sul Financial
Times, infatti, gli investitori riterrebbero che il
programma di Tsipras sia "peggiore del Comunismo".
In realtà Syriza non sta mettendo a punto alcun
piano quinquennale di sovietica memoria, ma
chiede la ristrutturazione del 70-80% del debito
e si oppone a qualunque misura di austerità.
Resta il fatto che se vincesse Tsipras, probabilmente toccherebbe proprio a lui firmare il
nuovo memorandum della Troika che contiene
il nuovo pacchetto di misure di austerity, altrimenti c'è il rischio che torni di nuovo lo spettro
del default.
Ma come potrà il leader dell'estrema sinistra
firmare un nuovo piano di austerità quando il
programma del suo partito è da sempre contrario a questo tipo di misure?
I più maligni credono che Tsipras stia giocando
al gioco che proprio Samaras fece contro l'ex
premier socialista Papandreu: il rifiuto di ogni
tipo di accordo per le misure di risanamento
dei conti mantenendo una linea dura contro
l'austerità, per poi tornare ad un'inevitabile
negoziato con la Troika dopo la vittoria alle
elezioni.
Certo, qualora uscisse vincente da queste
eventuali elezioni anticipate Tsipras non riuscirebbe comunque a raggiungere una vittoria
così ampia da consentirgli di governare e dovrebbe ricorrere per forza a delle alleanze,
per esempio con i nuovi partiti, come To Potami
(il Fiume), di centro sinistra, al 6% nei sondaggi,
che però non ha confermato la sua disponibilità
ad un eventuale accordo con Syriza.
Poi c'è Alba Dorata che, nonostante il proprio
gruppo parlamentare sia sottoposto a misure
cautelari da oltre un anno, non cala nei sondaggi
e sembra confermarsi il terzo partito di Grecia,
con un gradimento popolare che si attesta su
percentuali che oscillano dal 6,1%, fino addirittura al 16%.
La Grecia della disoccupazione alle stelle, dei
tagli e dei conti che non tornano, si prepara
così a delle nuove elezioni, con i mercati che
stringono la nano sulla gola del paese e la minaccia del default che torna ad incombere sul
G.Cast.
Paese.
7
Sabato 13 dicembre 2014
Storia
CANTI DAL VENTENNIO
“Non si cede neppure un metro”
di Cristina Di Giorgi ed Emma Moriconi
olonnello non voglio il
pane dammi il piombo
per il moschetto” recita
un verso di una delle più
note ed amate canzoni che, come
piccoli grandi quadri, immortalano
con rara efficacia atti di guerra ed
eroismo di cui sono stati protagonisti i
soldati italiani.
Lo scenario è quello del fronte africano,
aperto nel settembre 1940 e destinato,
nel corso del conflitto, a dimostrare
una volta ancora che ai nostri coraggiosi ragazzi “mancò la fortuna, non il
valore” (come si legge su un cippo
commemorativo posto al punto massimo raggiunto dalle nostre truppe
durante l'avanzata verso Alessandria
d'Egitto). A chiedere munizioni al loro
comandante, il colonnello Salvatore
Castagna, sono gli uomini della guarnigione che presidia dell'oasi di Giarabub, situata nell'entroterra libico a
poca distanza dal confine egiziano.
Rimasto isolato e privo di rifornimenti
già dal dicembre 1940, il fortino di
Giarabub resiste agli assalti nemici
per ben tre mesi. Stupiti da tanta coraggiosa tenacia, gli inglesi propongono a Castagna e ai suoi uomini una
resa con garanzia di incolumità per
tutti. Ma gli eroici difensori rifiutano di
arrendersi.
All'alba del 21 marzo 1941, il colonnello manda il suo ultimo comunicato
radio: “Sono ferito, viva l'Italia!”. Per
tutto il giorno si continua a combattere
e alla fine gli ultimi sopravvissuti cadono sotto il fuoco nemico, sepolti
dalle macerie del forte che avevano
“C
il colonnello Castagna
così tenacemente difeso.
“Il commovente episodio, impregnato
di patriottismo autentico, porterà all'assegnazione della medaglia d'oro
alla memoria di ogni singolo caduto”
scrive Giovanni Curatola. Alla storia
di quegli uomini, che hanno preferito
sacrificare la loro vita pur di non arrendersi, sono stati dedicati un film
(uscito nelle sale italiane già nel
1942) e un inno che, in brevissimo
tempo, diviene tra i più ascoltati e
cantati, sia al fronte sia in Patria. Ed
arrivò anche a meritare il massimo
riconoscimento al “Concorso nazio-
nale delle canzoni per le Forze Armate”.
E' “La sagra di Giarabub”, il cui testo,
firmato da Ferrante Alvaro De Torres
e Alberto Simeoni, è stato musicato
nel 1941 Mario Ruccione. La voce del
disco, uscito nel 1942, è del tenore
Francesco Albanese, ma il brano è
stato interpretato anche da altre note
voci del panorama musicale dell'epoca,
tra cui Carlo Buti e Aldo Visconti.
“Il ritmo, inizialmente orientaleggiante,
si fa sempre più marziale – scrive ancora Curatola – fino ai toni decisi e
perentori del ritornello. Il testo pare
seguire, più che precedere, le note.
In esse sono integrate, senza sbavature,
la drammaticità che lascia presagire
l'imminente disfatta e il sussulto d'orgoglio finale, scandito poeticamente
da un crescendo musicale”. Parole e
note fuse in un tutt'uno che, come poche altre volte, fa rivivere a chi ascolta
questo brano un'epopea di coraggio
e sacrificio.
Agli eroi di Giarabub il gruppo milanese di rock identitario DDT ha recentemente dedicato una sua rivisitata
e bellissima versione del noto inno (il
brano si intitola “Giarabub” ed è presente nella track list del cd “Retrocarica”, uscito nel 2013). “I turni di guardia, il sonno leggero. La storia in quest'oasi si fa per davvero. Gli ascari fedeli, gli attacchi a sorpresa, nel cielo
di Libia una stella si è accesa” recita
una strofa della canzone. Seguita poi,
in tutto il suo fragore, dal ritornello
originale, in cui gli uomini del colonnello Castagna chiedono piombo e
fuoco al posto di cibo e acqua. E rifiutano di riposare, nonostante la stanchezza: “non voglio il cambio – dicono
al loro comandante e a tutti coloro
che li ascoltano, anche a distanza di
tanti anni – qui nessuno ritorna indietro!
Non si cede neppure un metro se la
morte non passerà!”.
E quei ragazzi, anche nell'ultimo istante
della loro vita, non sono indietreggiati
di un passo. Che il loro esempio, insieme a quello di altri eroici giovani
caduti anche loro nelle sabbie del
deserto africano, sia di monito – come
recita una lapide posta sulla Base di
Quota 33 ad El Alamein, “a mai disperare nei destini dell'Italia”.
La sagra
di Giarabub
Inchiodata sul palmeto
veglia immobile la luna
a cavallo della duna
sta l'antico minareto.
Squilli, macchine, bandiere,
scoppi, sangue... Dimmi tu
che succede cammelliere?
È la sagra di Giarabub!
Colonnello, non voglio pane,
dammi piombo pel mio moschetto
c’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l’acqua,
dammi il fuoco distruggitore
con il sangue di questo cuore
la mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro
non si cede neppure un metro
se la morte non passerà!
Spunta già l’erba novella
dove il sangue scese a rivi.
Quei fantasmi in sentinella
sono morti, o sono vivi?
E chi parla a noi vicino?
Cammelliere, non sei tu?
In ginocchio, pellegrino:
son le voci di Giarabub!
Colonnello non voglio encomi,
sono morto per la mia terra.
Ma la fine dell’Inghilterra
Incomincia a Giarabub!
8
Giovedì 13 dicembre 2014
Dall’Italia
MAXIOPERAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE: SGOMINATA BANDA CRIMINALE CHE IMPORTAVA E SPACCIAVA SOLDI FALSI
Shopping natalizio con finte monete made in China
Gli esperti: “Contraffazione che rasenta la perfezione. Impossibile da notare a occhio nudo”
di Cristina Di Giorgi
gominata un’organizzazione composta da cinesi e
italiani che produceva ed
importava nel nostro paese
monete false: è il risultato
dell’operazione “Shangai money”,
condotta dai carabinieri di Palermo e dalla Sezione operativa del
Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria di Roma.
Le forze dell’ordine, su provvedimento emesso dalla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di
Palermo, hanno provveduto al fermo
di dodici persone tra Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza, accusate a
vario titolo di “associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione,
introduzione nello Stato e spendita
di monete falsificate”.
L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Leonardo Agueci e
Dino Petralia e dai sostituti Calogero
Ferrara e Claudio Camilleri, è partita
dal ritrovamento di alcune monete
taroccate a Palermo: “mentre cercavano gli assassini di un imprenditore massacrato a coltellate e in-
S
vischiato in un giro di prostituzione
minorile – scrive Riccardo Lo Verso
su Live Sicilia - i militari scoprirono
che uno dei ragazzini era stato pagato con monete false da un cliente
straniero”. Nel corso delle ulteriori
indagini che ne sono derivate, gli
inquirenti sono riusciti ad intercettare e sequestrare, nel porto di Napoli, un container contenente trecentoseimila monete da uno e due
euro, per un valore complessivo di
556 mila euro: probabilmente era
solo l’ultima di una serie di spedi-
zioni già effettuate ed andate a
buon fine nei mesi scorsi.
Quello che sembra essere a tutti
gli effetti il più grande sequestro
di soldi falsi da quando è entrato
in vigore l’euro, ha quindi evitato
che un enorme quantitativo di mo-
nete, pronte per essere smerciate
nei negozi di tutta Italia durante lo
shopping natalizio, finisse nelle tasche di ignari italiani. A detta degli
esperti della Banca d’Italia che le
hanno esaminate si tratta tra l’altro
di merce di grande qualità e contraffatta in modo estremamente
abile, praticamente impossibile da
individuare ad occhio nudo.
L’operazione dei carabinieri, che
si è svolta tra Sicilia, Calabria e
Campania, ha dunque per fortuna
disarticolato l’organizzazione criminale italo – cinese specializzata
nell’approvvigionamento e distribuzione di monete false prodotte
in una zecca clandestina di Pechino
per essere importate in Italia, anche
se purtroppo è impossibile stabilire
con certezza quanta merce sia già
stata distribuita. Non era fino ad
oggi mai accaduto in Italia che la
falsificazione di soldi su larga scala
avesse ad oggetto monete invece
di banconote: una soluzione criminale estremamente furba, dato
che di solito, per evitare truffe in
questo campo, si è molto più concentrati sui soldi “di carta”.
PINEROLO (TORINO): SANZIONI E POLEMICHE
Il vigile, il pensionato e la multa
per eccesso di lentezza
Il sindaco offre all’anziano i soldi della sanzione
e un panettone ma lui rifiuta: “Dateli ad un povero”
na multa per eccesso di
lentezza nell’attraversare
la strada sulle strisce pedonali. E’ accaduto ad un ottantacinquenne di Pinerolo,
claudicante, che è stato sanzionato da un solerte vigile urbano in quanto non ha fatto in
tempo a raggiungere l’altro lato
della via prima che scattasse
il semaforo. Una contravven-
U
zione destinata a sollevare un
polverone di polemiche.
Da un lato c’è infatti chi si
chiede se effettivamente l’uomo
ha attraversato quando già il
semaforo stava per scattare,
commettendo un’imprudenza
giustamente sanzionabile; dall’altro – e sono a quanto pare
la maggioranza- ci sono invece
coloro che ritengono una multa
nei confronti di un uomo con
evidenti difficoltà motorie decisamente eccessiva.
Dal comando della polizia locale hanno soltanto fatto sapere,
senza alcun commento, che è
stato effettivamente depositato
un verbale per un’infrazione
al codice della strada e che il
pensionato ha pagato la contravvenzione (euro 28,70) entro
PAURA ALL’OSPEDALE CIVILE DI BRESCIA
Un commando di uomini armati
prende l’incasso della giornata
apina a mano armata
nell’Ospedale civile di
Brescia. Nel tardo pomeriggio di una giornata come
tante, tre uomini a volto coperto
si sono avvicinati, a bordo di
un Fiorino, alla struttura ospedaliera. Passando attraverso
l’ingresso riservato ai dipendenti, hanno fatto irruzione
nella guardiola situata nei pressi
dell’entrata principale del nosocomio.
Quindi, dopo aver spianato le
loro armi e aver minacciato le
guardie giurate che si trovavano
all’interno, le hanno immobilizzate e si sono fatti consegnare
sia loro pistole d’ordinanza dei
vigilantes sia l’incasso della
giornata dei poliambulatori:
R
i cinque giorni previsti.
Il sindaco della cittadina piemontese dal canto suo ha deciso di prendere posizione a
favore del nonnino multato ed
è andato a casa sua portandogli
una borsa (con tanto di logo
del Comune) con all’interno
una busta con i soldi della sanzione e un panettone. Un gesto
che non è stato gradito dal-
l’anziano, che ha educatamente
ma con decisione rifiutato il
pacco, invitando il primo cittadino a donarlo ad un povero
della città. Per lui la questione
si è chiusa nel momento in cui
ha pagato la sanzione, senza
neanche pensare ad altro.
La vicenda di cui il pensionato
è stato protagonista non ha
smesso comunque di far di-
LA SCOSSA, DI MAGNITUDO 3.2, È STATA REGISTRATA ALLE 8 DI IERI MATTINA
Terremoto nel modenese:
tanta paura ma nessun danno
aura nel modenese: questa mattina, intorno alle
8, la rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica
e vulcanologia ha registrato
una scossa di terremoto di
magnitudo 3.2 verificatasi nel
distretto “Pianura padana emiliana”. L’epicentro del sisma
è stato individuato tra i Comuni di Camposanto, Medolla, Mirandola e San Felice sul
Panaro e la profondità, rilevata
dall’Ingv, è stata pari a 2,5
chilometri.
La terra è dunque tornata a
tremare in un territorio già
duramente colpito dal sisma
del maggio 2012. E se per
fortuna non si hanno notizie
P
una cifra che, a quanto riferito,
sembra sia compresa tra i
trenta e i trentacinque mila
euro.
Un colpo rapidissimo (in tutto
pochi minuti), portato a termine
con successo in maniera estremamente efficiente ed organizzata, fuga compresa. I rapinatori infatti, dopo aver ottenuto quello che volevano, si
sono dileguati nel nulla. I carabinieri stanno effettuando le
prime indagini: si spera che
le telecamere di servizio presenti in alcuni punti dell’Ospedale abbiano ripreso l’azione
del commando di malviventi,
fornendo agli inquirenti elementi utili per l’identificazione
e l’arresto degli autori del blitz
CdG
criminale.
scutere. Il vigile urbano che
ha fatto la multa ha infatti dato
la sua versione dei fatti, sostenendo la legittimità della sanzione: “Ho visto quell’uomo
che, incurante del traffico e del
semaforo, si era gettato in mezzo alla strada” ha dichiarato. A
fare fronte comune con il vigile,
i suoi colleghi che, sebbene
assai criticati soprattutto dalla
gente, si sono schierati dalla
sua parte contro l’operato del
primo cittadino di Pinerolo:
“con il suo operato – si legge
in un comunicato diffuso nelle
scorse ore - ci ha delegittimato. Ha reso vano il nostro
lavoro: ora faremo un’assemblea sindacale per discutere
pubblicamente il suo modo
Clara Lupi
di agire”.
di danni a persone e cose, la
paura per questa nuova scossa, nettamente avvertita dalla
popolazione, è stata tanta: in
molti sono scesi in strada e i
centralini di Vigili del fuoco
e Protezione civile sono stati
subissati di chiamate.
Poche ore prima,
subito dopo mezzanotte, una nuova
forte scossa (di intensità pari a 4,8
gradi sulla scala Richter) è stata registrata anche in
Grecia, nei pressi
dell’isola di Cefalonia, che già all’inizio del 2014
aveva subito due sismi di magnitudo superiore a 5. Stando
alle prime informazioni, la
scossa è stata avvertita anche
dagli abitanti di altre isole
dello Ionio e per fortuna non
si hanno notizie di danni a
C.L.
persone o cose.
9
Sabato 13 dicembre 2014
Dall’Italia
DEPOSITATA LA RELAZIONE, ANCORA DUBBI SULLA VICENDA, PER L’ACCUSA UNA SOLA CERTEZZA: IL DNA SUGLI INDUMENTI DELLA TREDICENNE
Yara, per i Ris zero tracce sull’auto
e sul furgone di Massimo Bossetti
Nessun riscontro neanche su abiti e altri oggetti sequestrati a casa dell’imputato dopo il suo arresto a giugno
di Chantal Capasso
e parole di Massimo Bossetti, il carpentiere
44enne di Mapello, in carcere con l'accusa di aver
ucciso Yara Gambirasio
troverebbero conferma a distanza
di cinque mesi. Dalla relazione dei
carabinieri del Ris di Parma consegnata al pm Letizia Ruggeri della
Procura di Bergamo emerge un
dato: “non c'è traccia di Yara”.
Da sempre il carpentiere ha sostenuto la sua innocenza e in merito
al furgone aveva dichiarato al suo
avvocato all’indomani delle perquisizioni, a pochi giorni dal fermo
e poco più di un mese dopo: «Cerchino ovunque, ma non troveranno
nulla contro di me».
Ma ad onor del vero , sarebbe
stato molto difficile trovare tracce
della 13enne di Brembate di Sopra
a distanza di tre anni e mezzo dalla
morte della ragazzina. E questo
gli investigatori lo avevano messo
in conto. Ma gli accertamenti (irripetibili) andavano fatti per verificare tutto, pro e contro l’indagato,
nella massima garanzia delle parti.
Sono stati svolti in contraddittorio.
Per Bossetti hanno partecipato le
consulenti genetiste Sarah Gino
con Monica Omedei nominate dalla difesa, per la famiglia Gambirasio c'era il genetista forense Giorgio Portera. Dai 34 reperti prelevati
il 23 luglio scorso dai carabinieri
del Ros e dagli agenti dello Sco
L
dall'abitazione di Bossetti a Mapello non emerge nulla che possa
ricondurre a Yara Gambirasio. Ma
mancherebbero ancora, le relazioni
sui telefonini e sui due computer,
uno portatile e uno fisso di Massimo Bossetti. Ora non resta che attendere le prossime mosse della
Procura di Bergamo.
I carabinieri del Ris di Parma hanno cercato e analizzato di tutto, fra
materiale biologico, impronte digitali, fibre, sul furgone Iveco Daily,
sulla Volvo V40,
sugli abiti e sugli
oggetti sequestrati nella casa
di Massimo Bossetti alla Piana di
Mapello. Ora hanno depositato la
relazione, anche
se incompleta,
manca una piccola parte.
Così sono stati
analizzati prima
la Volvo e poi
l’Iveco, nelle officine-laboratori
dei carabinieri
del Ris . A tappe,
una procedura
collaudata. Prima
si guarda a occhio nudo per
cercare tracce interessanti dal
punto di vista
scientifico-investigativo, poi con lenti speciali,
quindi in modo sempre più approfondito con le luci forensi che
per la ricerca di materiale biologico sono ultravioletti. E se si trova
qualcosa che si presume significativo, bisogna accertarne la natura, se sono tracce biologiche
come il sangue sarà il luminol ad
indicarlo.
I dettagli su quanto rilevato dai
Ris è scritto e spiegato nella relazione depositata, solo un partico-
lare è stato trapelato: nulla ricondurrebbe a Yara. Stessa situazione
anche per gli oggetti del carpentiere prelevati in casa sua. Il 23 luglio i carabinieri del Ros e gli
agenti dello Sco gli presero di
tutto, 34 reperti, tra cui un paio di
scarponi e un giubbotto nero da
lavoro, oltre che un aspirapolvere.
C’è ancora altro, prelevato a Parma,
sotto analisi. Una matassa di peli,
capelli, sottili fibre scovati anche
negli angoli più nascosti del furgone di Bossetti , luogo in cui, secondo l’accusa, è stata caricata
Yara. Li sta analizzando il consulente del pm, Carlo Previderè
dell’Università di Pavia.
Qualora non si trovasse nulla collegabile alla vittima, per la difesa,
ora solo l’avvocato Claudio Salvagni dopo che la collega Silvia Gazzetti ha rimesso il mandato, sarebbe
un elemento a favore.
Mentre per l’accusa rimane salda
la convinzione, la stessa contenuta
nell’ordinanza del Tribunale della
Libertà che ha respinto la scarcerazione, del peso probatorio del
Dna rinvenuto sugli slip e sui leggings di Yara. Se le analisi del Ris
hanno lasciato qualche dubbio sulla natura della traccia (si presume
sangue) non ci sarebbero dubbi
sull’appartenenza: è di Bossetti.
La difesa, dal canto suo, ha richiesto
la ripetizione del test, in contraddittorio, fin dal momento dell’estrazione dagli indumenti della tredicenne di Brembate.
L’AGGRESSIONE NEL NEGOZIO DELLA VITTIMA, IL PRESUNTO ASSASSINO ALLONTANATO DAL TABACCAIO, TORNA PER VENDICARSI
Torino: ucciso a botte dal cliente che non voleva pagare
I carabinieri lo hanno già fermato. Il pestaggio è avvenuto sotto gli occhi dell'altro fratello e della madre
Torino, un tabaccaio
di 57 anni, Enrico Rigollet, è stato picchiato a morte da un
cliente, Giuseppe Cerasa di
38 anni. E' accaduto, giovedì
ieri sera, in via Veglia, periferia
della città. L'omicida è stato
arrestato dai carabinieri. La
vittima gestiva insieme a Prospero, suo fratello gemello, il
bar-tabacchi "I due leoni".
Da una prima ricostruzione,
l'omicida si sarebbe presentato qualche ora prima nella
stessa tabaccheria e pare fosse stato allontanato a causa
del suo comportamento. L'uomo sarebbe quindi tornato
per vendicare l'affronto e,
dopo un litigio verbale, sarebbe passato alle botte. Testimoni della tragedia sono
stati la madre e il fratello della
vittima. Ma dopo tutta quella
violenza, in stato di choc, non
sono stati in grado di fermare
il carnefice, Giuseppe Cerasa,
38 anni, muratore, residente
in una comunità di recupero
e con diversi precedenti che
A
vanno dalla violenza privata
all'estorsione, dall'evasione
alla rapina, fino alle minacce
e ai maltrattamenti in famiglia.
A fermarlo ed arrestarlo, mentre fuggiva dal luogo del delitto, sono stati sono stati i
carabinieri del Nucleo Ra-
diomobile. Mentre i sanitari
del 118 hanno provato a rianimare l'uomo, ma è stato
inutile: Enrico Rigollet non si
è più rialzato. Sulla dinamica
non ci sarebbero dubbi: Giuseppe Cerasa ha avuto un litigio con la vittima e non era
la prima volta.
Era noto ai residenti per il
suo strambo modo di fare,
uno di loro ha raccontato che
era solito entrare nei negozi
prendeva qualcosa e andava
via anche senza pagare. Ma
quella sera si è sporto oltre.
Tra i gestori del bar c’erano
già stati dei litigi, il presunto
assassini era andato al bar
verso le 14. Ha avuto da ridire
sull'acqua e sul caffè: alle critiche sono seguiti urla e insulti. Così il cliente molesto
è stato accompagnato fuori
dal locale. Quel gesto non è
stato evidentemente gradito.
Così è ritornato alla tabaccheria per niente animato da
buone intenzioni. È ricominciata la lite degenerata in tragedia, calci e pugni contro
Enrico Rigollet fino ad ammazzarlo, davanti agli occhi
increduli e terrorizzati dei
parenti, ceh sono riusciti solo
a chiamare l’ambulanza, ma
i soccorsi sono stati inutili.
Nel frattempo l’assassino è
uscito per rifugiarsi nel negozio accanto. Poi ha provato
a scappare, ma è stato raggiunto dai i carabinieri e l'hanno bloccato.
Per ora restano solo alcuni
piccoli dubbi da chiarire. Sulla
scena del delitto, dove i carabinieri del Sis del Nucleo
Investigativo hanno effettuato
i rilievi, non sono state riscontrate tracce di sangue.
Enrico Rigollet potrebbe quindi essere morto per il pestaggio oppure per un malore
che ha avuto mentre subiva
l'aggressione. Sarà l'autopsia,
disposta nei prossimi giorni
dal pm Chiara Maina, a chiarire anche questo aspetto.
In serata l'assassino è stato
condotto in carcere: per tutto
il tempo ha continuato ad
avere un atteggiamento aggressivo e non ha voluto aggiungere nulla sui motivi che
lo hanno spinto ad uccidere
C.B.
il tabaccaio.
10
Sabato 13 dicembre 2014
Dall’Italia
CONTINUANO LE ANALISI SUL COMPUTER DELLA MADRE E DI ORAZIO FIDONE, IL PAPÀ HA DUBBI SULLA PRESENZA DEL BAMBINO IN MACCHINA
Loris, è giallo sul secondo cellulare
Le indagini sull’omicidio del piccolo Loris spostano per un momento
la visuale su un altro punto oscuro dell’inchiesta: il secondo telefonino
di Chantal Capasso
altro cellulare non appartiene a Veronica Panarello, sotto stato di fermo con l’accusa di aver
ucciso suo figlio. Questo confermerebbe le dichiarazioni della
donna che ha sempre sostenuto
che quel telefono non le apparteneva. L’apparecchio, consegnato
agli inquirenti e posto sotto sequestro, è intestato all'amica della
mamma di Loris, la stessa che ne
ha segnalato la presenza. La donna
lo avrebbe in precedenza prestato
a Veronica, la quale lo avrebbe
restituito alla legittima proprietaria
quando l’amica si presentò per le
condoglianze dopo la morte di
suo figlio Loris. Ma rimangono gli
interrogativi sulla presenza del
secondo apparecchio e sui motivi
per cui fu prestato. Fra i tanti misteri ancora da chiarire anche
l'eventuale presenza di un complice, ipotesi che resta valida ma
tutta da dimostrare.
Nel frattempo non cessano le analisi
compiute da polizia di Stato scientifica e postale sul computer di
L’
di Veronica e anche su quello di
Orazio Fidone, il cacciatore che
ritrovò il cadavere del bambino
nel canalone poco distante da
Santa Croce Camerina (Ragusa). Inoltre, si stanno eseguendo rilievi anche sulle auto della
donna e dello stesso
Fidone, che rimane
indagato per l'omicidio.
Il nonno di Loris,
Andrea Stival, scosso per la perdita del
nipotino ha espresso i suoi dubbi sulla
nuora, si legge su
tgcom24: "Sto soffrendo come padre
e come nonno. I
principi della nostra
famiglia sono saldi,
non abbiamo niente
a che fare con tutto
quello che sta
emergendo e con
le bugie, se tali saranno, di Veronica
Panarello". Sulla tragedia interviene anche il papà del piccolo, Davide che in un'intervista a
"Repubblica" dice: "Non so chi sia
stato, ci sono molti sospetti su mia
moglie. Se è stata lei deve pagare,
non si può fare questo a un bambino". Ma Davide Stival dice anche
di non aver "mai avuto sospetti
sulla fedeltà di Veronica. Non do
retta alle chiacchiere di paese. Si
è sempre comportata da mamma".
Infine, commenta i fotogrammi dei
filmati delle telecamere dicendo
che "si vede qualcuno che ritorna
verso il portone di casa mia, ma
non si riconosce Loris. Non sono
per niente sicuro che sia lui. La
Polo nera che utilizzava mia moglie
invece si distingue abbastanza
chiaramente".
Ma i punti da chiarire non finiscono, ci sarebbe anche il grembiulino
del bambino. Al momento del ritrovamento il piccolo Loris indossava la giacca a vento e il grembiulino della scuola. Gli inquirenti
sostengono che, in base alle riprese delle telecamere, Loris rientra in casa da solo alle 8,32. Veronica accompagna il fratellino alla
ludoteca e rientra dopo 17 minuti.
Ci sono poi i 36 minuti del mistero,
dopo di che Veronica esce in auto
dal garage.
CHIETI: SUL LICEO CLASSICO VICO CAMPEGGIA UNO STRISCIONE DI PROTESTA DECISAMENTE SUI GENERIS
OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA BOLOGNESE
“Scuola occupata dalla
preside” contro la destra
Lotta alla contraffazione,
sequestrati ventimila
prodotti pericolosi
La singolare iniziativa segue di pochi giorni un corteo contro le politiche del governo Renzi
Segnalati dieci responsabili all’autorità
giudiziaria e alla Camera di commercio
per l’irrogazione della sanzione prevista
no striscione decisamente sui generis quello apparso sulla facciata del
Liceo classico Giovanni Battista
Vico di Chieti: “Scuola occupata dalla preside”, recita infatti
la scritta, messa lì in bella mostra dalla stessa dirigente, la
professoressa Giuseppina Politi. Che per spiegare il suo
gesto ha dichiarato che si tratta
di una provocazione fatta per
discutere con gli studenti e
metterli in guardia dai “cattivi”.
Che ovviamente, neanche a
dirlo, sono i ragazzi di destra,
protagonisti, pochi giorni prima, di una riuscita ed affollatissima manifestazione contro
i progetti di riforma e gestione
della scuola messi in atto dal
governo Renzi. Un corteo pieno di tricolori, tra l’altro organizzato in collaborazione con
altre quattro scuole cittadine.
Questa protesta secondo la
preside, lasciatasi probabilmente trasportare da un neanche troppo velato pregiudizio politico, va però senz’altro
considerata come effetto di
manipolazione.
Come se la situazione degli
istituti italiani fosse tutta rose
e fiori grazie all’attuale esecutivo (e non ci fosse quindi
alcun motivo di scendere in
piazza se non la strumenta-
U
lizzazione messa in atto dalla
destra). Come se gli studenti
non fossero in grado di pensare con la loro testa e decidere autonomamente di manifestare contro tutto quello
che continua a non andare
nella scuola italiana.
“Da dirigente e garante del
diritto allo studio – ha detto la
preside del Vico – non posso
permettere a gruppi di estrema destra di entrare in una
scuola dove si fanno seminari
e si studia la Costituzione”.
Dalle parole della professoressa emerge inequivocabilmente che la sua non è una
questione di principio in materia di interruzione dell’ordinaria amministrazione della
vita della scuola con iniziative
quali autogestioni, occupazioni
o cortei, che la stessa Politi
ha dichiarato di aver permesso in altri istituti da lei diretti:
“i ragazzi hanno organizzato
laboratori alternativi all’interno
dell’orario scolastico. Non si
ciondola per i corridoi e i più
grandi hanno
usato quelle ore
per prepararsi
agli esami di
maturità”. E non
certo per fare
tutto quello su
cui chiunque abbia partecipato
davvero a un’occupazione di sinistra può testimoniare.
Diventa quindi
del tutto evidente che quello
della zelante
professoressa è
un problema
strettamente politico: se l’attività,
qualunque essa
sia, è organizzata dagli studenti di sinistra, va
bene; se invece ad essere
protagonisti sono quelli di destra la cosa “non s’ha da fare”.
“E non importa alla preside
Politi - scrive Dimitri Sibio su
Il primato nazionale - il fatto
che il giorno prima di questa
sua “messa in guardia” mille
studenti sfilassero insieme ai
giovani del Blocco studentesco senza problemi di sorta,
senza paraocchi ideologici,
senza pregiudizi politici”.
Cristina Di Giorgi
e attività di controllo per
contrastare la contraffazione, la pirateria e la circolazione di prodotti insicuri,
hanno ottenuto il loro risultato.
A Bologna la Guardia di Finanza
ha sequestrato oltre ventimila
prodotti irregolari o pericolosi
per la salute, quali articoli ed
accessori di moda, giocattoli,
materiale elettronico, bigiotteria,
accessori per telefonia e personal computer, orologi, addobbi
natalizi ed occhiali. Sono stati
altresì sequestrati libri riprodotti
in violazione alle norme sul diritto d’autore.
Tali illeciti, infatti, oltre a contravvenire alle regole della concorrenza ed a sottrarre risorse
al fisco, si sostanziano molto
spesso in condotte pericolose
per la salute dei cittadini.
Questo quanto è emerso negli
interventi eseguiti dalle Fiamme
Gialle del II Gruppo di Bologna
nell’operazione di servizio “Original”, che ha visto impegnati
in un solo giorno più di 50 finanzieri nel capoluogo emiliano
ed in vari centri della provincia,
in particolare ad Imola, a Molinella ed a Vergato.
Sono stati eseguiti una serie di
controlli presso capannoni, eser-
L
cizi commerciali, nonché copisterie operanti nei pressi della
sede universitaria.
Durante le perquisizioni sono
stati rinvenuti, in alcuni casi,
capi di abbigliamento contraffatti,
in altri, prodotti realizzati in
violazione al codice del consumo
ed alla marchiatura “CE” non
conforme ai requisiti imposti
dalla normativa nazionale e comunitaria.
Alcuni capi di abbigliamento sequestrati possedevano cartellini
(contraffatti) con l’indicazione
“made in Italy” , ma erano stati
realizzati in Cina. Per nascondere la reale provenienza, erano
state parzialmente tagliate le relative targhette interne. Sono
stati segnalate, inoltre, 10 persone, alcuni dei quali di nazionalità cinese, all’autorità giudiziaria alla locale Camera di Commercio per l’irrogazione delle
previste sanzioni.
L’intensificazione dei controlli
delle fiamme gialle consiste nel
voler contrastare la contraffazione dei prodotti non sicuri
per il consumatore, proseguendo nell’intercettare le filiere illecite dalla produzione alla loro
immissione nel mercato.
Ch.C.
11
8
Sabato 13 dicembre 2014
Società
RITORNA A CAGLIARI “ATLANTIDE”, IL PIÙ GRANDE EVENTO DI CAPODANNO NELL’ISOLA
In Sardegna musica tecnologica
megashow tra mito e realtà
Dieci ore con sette deejay internazionali, Alchemy Stage, Mapping 3D, Visual & Laser Show
di Chantal Capasso
er Capodanno Cagliari
ospiterà Atlantide: il più
grande evento di musica
elettronica della Sardegna
nonché la principale attrazione di Capodanno dell’Isola. L’evento
nasce nel 2013 e da allora ha regalato
negli anni le sonorità tecnologiche
oltre ad un sano e puro divertimento.
La misteriosa Atlantide da sempre suscita un grande interesse. Diverse
sono le teorie che alimentano il mito
di questa terra, cercando di darle una
collocazione e di scoprire la verità
dietro la leggenda questo è il leitmotiv
dell’evento.
Il concerto avrà inizio alle ore 23:00
del 31 dicembre il padiglione E della
Fiera Internazionale della Sardegna
situato nel centro del capoluogo sardo
si trasformerà nella mitica Atlantide
per festeggiare il nuovo anno. L’evento
vanta partners istituzionali come la
Regione Sardegna, l’Assessorato al
turismo regionale e del Comune di
Cagliari e la Fiera Internazionale della
Sardegna. Ospiti per deliziare le orecchie degli spettatori sono ben 7 deejays internazionali che suoneranno
ininterrottamente per tutta la notte:
Kevin Saunderson, artista di fama mondiale padre della “techno Detroit”;
Leo Aguiar, dj brasiliano conduttore
di diversi programmi su Radio M2o e
recentemente ospite dei migliori club
di Ibiza; Dusty Kid & Marascia, due
tra i producer sardi più affermati a
livello internazionale, con esibizioni
nei club di tutto il mondo. A completare
il cast artistico i dj locali C_Sky, Acirne
e Fabrizio Barberis.
P
Lo spettacolo sarà distribuito su due
palcoscenici: il main stage chiamato
Alchemy avrà dimensioni imponenti
e spettacolari e il concept scenografico
sarà ispirato appunto all’Alchimia: attraverso proiezioni grafiche, animazione, giochi di acqua, fuoco e geyser
artificiali, si creerà una stimolazione
multisensoriale che andrà ben oltre il
concetto di evento musicale composto
da un insieme di suoni e luci.
Il secondo stage detto Bohemian Grove, è una sala sperimentale, una
“silent disco” (il pubblico ascolta la
musica attraverso delle cuffie wi-fi)
allestita come un bosco, in cui si esibiranno durante tutta la durata dell’evento i djs Noname, Baruc, Tallo,
Dani Garzia, Tomo, Fendi, Guido Sainas. Al centro del palco verrà allestito
uno schermo d’acqua di dieci mt di
altezza su cui verranno proiettate delle
immagini tridimensionali da un proiettore Full HD. Nelle due torri laterali
verranno proiettate delle immagini in
mapping 3D. Un laser show stupirà il
pubblico creando forme e immagini
tridimensionali sospese nell’aria. Il
mapping sarà curato da Studio Aira,
professionisti di livello internazionale
nel settore del visual. L’evento prevede
un’offerta di servizi pensati anche
per un pubblico “fuori sede”.
Un bus navetta sarà attiva tutta la notte,
convenzioni coi migliori ristoranti della
zona, pacchetti turistici completi e low
cost con pernottamento in strutture
b&b, possibilità di visitare i principali
punti di interesse della città a prezzi
scontati, area parking attrezzata per
oltre 2000 auto, parcheggio interno
riservato e area privè. Insomma nulla
è stato lasciato al caso.
Il maggior evento del capodanno
sardo aveva già registrato lo scorso
anno un grande successo: : 6 djs internazionali, 10 ore di musica in pieno
centro a Cagliari, oltre 4.000 spettatori,
più di 3.000 fans nella pagina Facebook
“Atlantide Project”, 6.000 views per
l’Aftermovie ufficiale, ed ora si presta
a fare il bis se non superarlo.
Il Promoter dell'evento è l'Associazione
Culturale Matrix, mentre la produzione
esecutiva è affidata a Republic Company e Sardegna Concerti.
Atlantide è un’idea nata e creata da
Paolo Gaddari, che ne cura anche il
Set Design e ne è il produttore esecutivo. La direzione artistica è di
09100 Officina Musica Eventi, nella
persona di Matteo Mannu, da dieci
anni professionista per gli eventi di
musica elettronica in Sardegna. Il
coordinamento della comunicazione
è di Nicola Palmas. I supporter locali
per le pubbliche relazioni saranno
Basstation Events, Nightsounds, Invasion e Old Square. Ad occuparsi
delle offerte turistiche sarà Sardinia
Tourism Factory.
Atlantide Project persegue l’obiettivo
di rilanciare il turismo dell’isola e suscitare l’interesse nazionale e internazionale sulle ricchezze di questa
terra seguendo due diverse strade.
La prima, legata all’entertainment e
al mondo degli eventi che coinvolgono
e attraggono un pubblico giovane,
tradizionalmente poco interessato all’argomento; la seconde prevede l’organizzazione di diversi incontri, seminari e dibattiti tematici, ma riproposti
con un format più coinvolgente e spettacolarizzato.
SANIT: DAL 14 AL 17 DICEMBRE AL PALAZZO DEI CONGRESSI DI ROMA, UN GRANDE APPUNTAMENTO VEGAN
Dieta vegetariana: alimentazione sana e consapevole
Nella convention, seminari, corsi di cucina con attenzione alla celiachia e dibattiti sulla sperimentazione animale
l Palazzo dei Congressi di Roma
dal 14 al 17 dicembre ospita il
SANIT - Forum Internazionale
della Salute che persegue uno
dei temi principali dell’Expo 2015:
assicurare un’alimentazione sana e
di qualità in tutto il mondo . La convention dedicherà ampio spazio all'alimentazione sana, con particolare
attenzione alla cucina vegana, numerosi i talk dedicati al tema, gli
eventi sono organizzati in collaborazione con: Assovegan - Associazione
Vegani Italiani Onlus e VeganOK. Tra
i patrocinatori del SANIT anche Expo
2015, oltre alla Commissione Europea,
al Ministero della Salute, Ministero
delle Politiche Agricole alimentari e
forestali, Regione Lazio, Roma Capitale, Coni, Unioncamere e Farmindustria.
Il presidente dell’Associazione Vegan
Italiani, Renata Balducci spiega: "I vegan in Italia sono oltre 600.000, circa
l' 1,1% della popolazione e sempre
più persone scelgono di diventare
vegan senza essere mai state vegetariane. La consapevolezza della non
I
violenza e del rispetto della vita in
ogni sua forma è sempre più forte.
Gli italiani si dimostrano attenti e con-
sapevoli nei loro acquisti soprattutto
quando questi riguardano salute e
alimentazione. Sempre più sono gli
italiani che scelgono uno
stile di vita vegan. Secondo i dati forniti da Eurispes
ogni anno si registra un
aumento del 15% di persone che compiono questa scelta.
Quasi un terzo, il 31% dei
vegetariani e vegani ha
scelto questo tipo di alimentazione per rispetto
nei confronti degli animali,
un quarto 24% perché fa
bene alla salute, mentre
per il 9% il fine è quello
di tutelare l'ambiente. Il
Lazio, secondo dati Assovegan, è tra le Regioni
che hanno dimostrato un
maggiore interesse in ambito Vegan. La collaborazione tra VeganOK Network e SANIT - conclude
Balducci - rappresenta la
sollecitazione di apertura
richiesta dal mondo vegan e rivolta
a tutti i settori".
Tra le novità del Forum è lo "Show
Food - Un Mondo di salute!": un contenitore interattivo che comprende
vari argomenti legati allo stile di vita
salutare, alla corretta alimentazione
e alla valorizzazione dei prodotti
"Made in Italy". Non mancheranno,
inoltre, i prodotti e servizi per la
salute, i seminari sull'alimentazione
vegetale, Vegan, naturopatia, con attenzione alla malattia celiaca e dibattiti
sulla sperimentazione animale. Ci
sarà anche la possibilità di acquistare
i prodotti delle aziende presenti alla
manifestazione.
Ogni anno al SANIT partecipano gratuitamente circa 30.000 visitatori che
vengono coinvolti da iniziative organizzate dalle numerose realtà pubbliche e private presenti. Il SANIT,
infatti, si rivolge sia agli operatori del
settore che al grande pubblico. Numerose anche in questa edizione le
Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Associazioni senza scopo di lucro, enti
pubblici e privati che hanno rinnovato
il proprio impegno mettendo a disposizione la propria esperienza e i
Ch.C.
propri strumenti.
12
Sabato 13 dicembre 2014
Società
NEL RANKING RECUPERIAMO TERRENO, MA SPAGNA, GERMANIA E INGHILTERRA SONO ANCORA LONTANE
Italia League, sei squadre
alla seconda fase in Europa
Lunedì i sorteggi: in Champions pericolo “big” per la Juve. Ma è in quella che un tempo
veniva chiamata “Coppa Uefa” che riponiamo le maggiori speranze per tentare la scalata al vertice
di Federico Colosimo
old out. Questa volta il bicchiere è mezzo pieno. L’Italia
fa il pieno in Europa e consegna alla seconda fase sei club
su sei: cinque ancora in corsa
per quella che un tempo veniva chiamata Coppa Uefa (dove c’è la new
entry Roma, unica nota stonata), mentre
la Juve è rimasta la nostra unica rappresentante in Champions. Siamo l’unico Paese a non aver perso nemmeno
una squadra.
Dati incoraggianti, che consentono
al football italiano di guadagnare
punti preziosi nel ranking Uefa, il coefficiente che misura la “temperatura”
del calcio europeo e determina il
numero di squadre che ogni anno
accedono alle competizioni internazionali per club. Spagna, Germania
e Inghilterra restano - per ora – inarrivabili. L’Italia è quarta e ha respinto
l’attacco del Portogallo, quinto ma
ancora in corsa con sole due squadre.
Tutti aggrappati all’Italia League (o
meglio, Europa League). E’ da questa
competizione, spesso boicottata dalle
S
nostre società, che possono arrivare
risultati importanti per cominciare la
scalata e conquistare almeno il terzo
gradino del podio, in modo da poter
avere quattro squadre qualificate per
la Champions. Step by step.
Intanto lunedì a Nyon verranno effettuati
i sorteggi. Il pareggio interno contro
l’Atletico Madrid ha permesso alla Juventus di volare agli ottavi di finale
della Coppa dei Campioni come seconda del
suo raggruppamento,
subito dopo gli spagnoli,
primi. L’urna vedrà dunque i bianconeri in seconda fascia, col rischio
di pescare una “Big”
del calcio europeo.
Come i “galacticos” del
Real Madrid, o il Bayern
Monaco stellare di Guardiola. E ancora, il Barcellona di Messi, il Chelsea di Mou. Le più abbordabili sono sicuramente Porto e Monaco.
Nel mezzo, il Borussia
Dortmund del “mago”
Klopp, che zoppica in
Bundesliga e vola in
Champions.
Poi toccherà all’estrazione per i sedicesimi
di Europa League. Le 32 squadre sono
state divise in 2 fasce: Inter, Napoli e
Fiorentina sono teste di serie, ma rischiano di affrontare Liverpool, Ajax e
Tottenham. Roma e Torino partono in
IL MONDO DEL CINEMA E DELLA TV PIANGE L’ATTORE SERGIO FIORENTINI
Addio brigadiere Cacciapuoti,
amatissimo re delle fiction
Dal Maresciallo Rocca a Distretto di Polizia, ma anche doppiatore unico
osa sarebbe stato il maresciallo
Rocca senza l’acume investigativo
e la profonda umanità del brigadiere Cacciapuoti? E le prime edizioni
di Distretto di Polizia, avrebbero avuto
lo stesso successo senza la maschera
di Tiberio, il papà dell’ispettore Mauro
Belli-Ricky Memphis? Tutti personaggi
interpretati alla grande da Sergio Fiorentini, uno dei più grandi attori e doppiatori della scena italiana, che l’altra
notte ha deciso di andarsene. Malato
da tempo, Fiorentini aveva 80 anni, tutti
vissuti da artista, ad iniziare dagli esordi
in teatro, con Roberto Rossellini per
una produzione televisiva sulla figura
di Sant'Agostino. Quindi, a partire dagli
anni ’70, i personaggi del grande schermo, per una serie di film polizieschi di
grande successo, da “Italia a mano armata” a “Roma, l'altra faccia della violenza” (entrambi di Marino Girolami)
fino a “Il prefetto di ferro” di Pasquale
Squitieri.
In quegli anni, Fiorentini inizia anche
la sua attività di doppiatore e nel campo
resterà unico e inimitabile, con la sua
voce roca ma al tempo stesso decisa,
misurata, capace di emozionare, sicuramente inconfondibile. Una voce che
Sergio presterà a Gene Hackman e
Mel Brooks e he caratterizzerà per gli
spettatori italiani i personaggi principali
di film-cult, da “La stangata” a “Tootsie”,
da “Tutti gli uomini del presidente” a
“Il paradiso può attendere”.
C
OTTO MESI DI CONDANNA PER L’ALTOATESINO. L’UNICA
A PAGARE COLPE NON SUE POTREBBE ESSERE LA KOSTNER
Schwazer patteggia
per non perdere
le Olimpiadi
er paura di perdere il treno
(o meglio l’aereo) che porta
alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, Alex Schwazer, oro
nella marcia a Pechino 2008, patteggia: 8 mesi di condanna.
La notizia era nell’aria e adesso è
arrivata anche l’ufficialità. Il marciatore ha trovato finalmente un
accordo con la Procura di Bolzano,
che gli permette di chiudere una
volta per tutte la sua burrascosa
vicenda giudiziaria. Iniziata nell’estate 2012, alla vigilia dei Giochi
di Londra, quando venne trovato
positivo all’eritropoietina ricombinante in un controllo antidoping a
sorpresa effettuato dalla Wada. In
ambito sportivo, la sua squalifica
scadrà il 30 gennaio 2016. La
causa penale si era invece bloccata
lo scorso ottobre, quando i legali
del campione olimpico avevano
chiesto il trasferimento del procedimento da Bolzano a Roma. Nei
giorni scorsi la Cassazione ha
deciso che la procura competente
resta quella altoatesina. Da qui,
l’accordo. Lampo.
Si chiude un caso, ma resta aperto
quello più spigoloso e, perché no,
ingiusto. Che vede al centro della
vicenda Karolina Kostner, ex compagna di Schwazer. Per la feno-
P
Quindi, la televisione, le grandi fiction
che non sarebbero state tali senza il
volto, ora barbuto ora simpaticamente
canzonatorio, di Sergio Fiorentini: il già
citato brigadiere che condivide indagini
e vita quotidiana col maresciallo Rocca,
è stato senza dubbio l’apice interpretativo, ma l’abbiamo visto anche nella
settima parte de “La piovra”, nel “Conte
di Montecristo”. E poi ancora quei po-
lizieschi-d’azione (carabinieri compresi,
ovviamente…) che tanto amava e tanto
l’hanno fatto amare dal grande pubblico,
come “nebbie e delitti” e “Ho sposato
uno sbirro”. Fino alle ultime due interpretazioni, sempre con il suo amico
Gigi Proietti: “Preferisco il paradiso” e
“Una pallottola nel cuore”. Come nel
cuore di tanti italiani era entrato e resterà
Igor Traboni
a lungo.
seconda fila, dove i grandi rischi si
chiamano Zenit, Olympiacos e Everton.
Vincere quella che una volta era chiamata Coppa Uefa diventa una sorta di
obbligo per le compagini di casa nostra. La storia dice che le formazioni
italiane hanno sempre snobbato questo
tipo di palcoscenico, il più delle volte
ritenuto un impiccio da assolvere velocemente in attesa di tornare a battagliare in campionato. Questo atteggiamento oggi non è più ammesso.
Per prima cosa perché l’Europa League
oggi offre un posto in Champions per
chi la conquista e la possibilità di affrontare la vincente della Coppa dei
Campioni in una meravigliosa finale
qual è la Supercoppa Europea di agosto. E per squadre come Inter e Fiorentina potrebbe essere l’unica via
per raggiungerla. Ma anche e soprattutto perché il calcio italiano ha il
dovere di risollevarsi dopo gli infiniti
terremoti degli ultimi anni. E’ un trofeo
che manca dal 1999, quando a conquistarla per l’ultima volta fu il grande
Parma di Buffon, Thuram, Cannavaro,
Dino Baggio, Veron, Chiesa e Crespo.
Adesso o mai più.
menale pattinatrice azzurra, deferita
con l’accusa di aver coperto il marciatore, la procura del Coni ha
chiesto una squalifica di 4 anni e 3
mesi. “Per aver fornito a Schwazer
assistenza e aiuto al fine di eludere
il controllo antidoping di Oberstdorf
di fine luglio 2012 e per la mancata
collaborazione e l’omessa denuncia
di circostanze rilevanti”.La punizione
più grande rischia di riceverla proprio lei, che non può pagare uno
scotto così grande solo per aver
difeso quello che fino a un anno fa
era il suo compagno di vita. La
petizione online in suo favore ha
raccolto nel giro di poche ore le
6.000 firme. “Carolina – si legge –
che non si è mai dopata, non ha
mai aiutato Schwazer a farlo, è
una delle persone più gentili e sincere che conosciamo e non merita
questo trattamento”. Il 16 gennaio
2015, davanti al Tribunale Nazionale
Antidoping, l’inizio del dibattimento.
Per cercare di risalire da un precipizio chiamato doping Schwazer
si affida alle vie tradizionali, mentre
la sua ex compagna è chiamata
a compiere l’ennesima impresa
della sua carriera: convincere i
giudici sportivi della sua totale
innocenza. Certa, ma purtroppo
F.Co.
non scontata.
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MISTER X - Il Giornale D`Italia