Parrocchia e di Gesù Sacro Cuor La vita nel Sacro Cuore Anno 1I, Numero 11 Dicembre/Gennaio -Bimestrale- Data 18/01/2009 Lettera del parroco... Due grandi gioie riempiono il mio cuore in questo periodo: la grande meraviglia del Natale, della nascita di Cristo che si è fatto uomo e piccolo per tutti noi, e la straordinaria felicità dell’inaugurazione del nuovo plesso parrocchiale. Infatti, durante il periodo natalizio, il 4 Gennaio alle ore 19 circa, le porte della nuova chiesa si sono spalancate per accogliere autorità religiose, civili e politiche, e tutta la comunità parrocchiale per il rito dell’inaugurazione e benedizione. Sommario: Lettera parroco del 1 Esperienze 2 parrocchiali Giovani penne 3-4 in redazione Ap p rof on d i- 4-5 mento biblico Avvisi 5 Una grande 6 gioia intrisa di malinconia Finalmente la 7 nuova chiesa è stata inaugurata È nato il coro del Sacro Cuore 8 Il nostro Arcivescovo Giovan Battista Pichierri ha officiato la celebrazione alla quale hanno partecipato molti miei confratelli sacerdoti, alcuni seminaristi e la mia famiglia sia naturale che comunitaria della parrocchia che guido dal 2002. Ero molto emozionato in quella serata così ricca di momenti importanti non solo per me, ma anche per l’intero quartiere della Cerasella e tutta la città di Corato. Il tempio sacro è la casa di Dio ma anche degli uomini che credono in Lui e si riuniscono nel Suo nome. E quindi vedere tanta gente presente a questo meraviglioso evento mi ha riempito di felicità e quasi, come alcuni parrocchiani, non credevo ai miei occhi: un sogno nato negli anni ’60 si stava finalmente realizzando!!! Per tutto questo ho ringraziato e continuo a ringraziare il Signore e tutte quelle persone che hanno lavorato in questi anni, avendo l’onore di costruire una “casa molto particolare”, e coloro che si sono prodigati affinché la sera dell’inaugurazione andasse tutto secondo il giusto verso, in particolare il gruppo liturgico, il servizio d’ordine e il cerimoniere Don Mimmo Gramegna, e soprattutto chi nel piccolo e nel segreto mi è stato vicino con la preghiera. E così, con l’inizio del 2009 inizia anche la nuova avventura della parrocchia Sacro Cuore. Con una grande responsabilità sulle spalle, come il giovane profeta Geremia, incomincio a vivere questo nuovo anno. Non mi scoraggio, ma mi affido nelle mani del Signore affinché mi possa sempre far camminare nelle Sue vie. Un traguardo raggiunto non significa che ora dobbiamo fermarci: tanto è stato fatto ma ancora molto c’è da fare. Dobbiamo ancora raccogliere fondi per fornire la chiesa dell’altare e ambone fissi, della zona per le confessioni, del battistero e dei banchi, dunque l’augurio che faccio a me e a voi tutti è di crescere sempre di più come comunità parrocchiale, lavorando nella vigna del Signore. Ma in particolare, unendomi all’augurio del nostro Arcivescovo Mons. Giovan Battista Pichierri, auspico che il 2009 porti in tutti e in ciascuno un particolare stupore e gaudio interiore, fraternità e pace in ogni ambiente di vita: la famiglia, il lavoro, le relazioni sociali. Il parroco Don Giuseppe Tarricone A lato: Presepe della parrocchia realizzato nella vecchia chiesetta del Sacro Cuore P a g i n a Esperienze parrocchiali 2 SAGRA CASTAGNA E DEL VINO NOVELLO VII Edizione, 9 Novembre 2008 DELLA Al centro: i comici della serata In alto: Don Giuseppe con due parrocchiane al banco dei dolci In basso: Un momento dell’estrazione dei premi con i bambini In alto e in basso: “attivissimi” parrocchiani nella vendita dei dolci e delle castagne Pino Fusco e Piero de Lucia del programma televisivo “Mudù” RITO DELLA “TRADITIO SYMBOLI” Chiesa di Bracco - 12 Gennaio 2009 VEGLIA DEL SANTO NATALE Chiesa di Bracco - 24 Dicembre 2008 ore 19:30 Il 12 gennaio 2009 nella chiesa di Bracco dalle ore 17 alle ore 18:30 la comunità dei neocatecumeni di Corato della parrocchia di S. Giuseppe e quella di Bari con Don Gianni Cafagna e Don Filippo, si sono incontrate per un particolarissimo rito, ufficializzato da S. E. l’Arcivescovo Mons. Giovanni Battista Pichierri. Il rito della “Traditio Symboli”, ovvero della consegna del Credo da alcuni catecumeni ad altri, si è celebrato in una chiesa disposta ad hoc, con i banchi sistemati a semicerchio, una sedia vescovile e un leggio imponenti, e un quadro molto bello della Vergine del Cammino, icona del Cammino Neocatecumenale. Quest’ultimo è un itinerario di formazione cattolica, nato in Spagna nella metà del 1960 su iniziativa del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández, un percorso di fede che si prefigge la riscoperta del Battesimo. A conclusione del rito della Traditio le due comunità neocatecumenali assieme all’Arcivescovo si sono resi disponibili per una foto, eccola: L a v i t a n e l S a c r o C u o r e A n n o I I , N u m e r o 1 1 Giovani penne in redazione P a g i n a 3 LA REDAZIONE DEI GIOVANISSIMI Chi sono??? Si presentano... Alcuni membri della redazione dei giovanissimi A partire da questo numero del giornalino collaboreranno anche i ragazzi e le ragazze della parrocchia con la loro spontaneità. Per questo primo numero hanno pensato di presentarsi con una breve e divertente descrizione di sé. - Mi chiamo Vito, ho 16 anni, frequento il 3° superiore presso l’ITC. Sono un ragazzo molto simpatico, e tutti mi adorano. Il mio hobby è giocare a calcio. Da grande vorrei diventare un calciatore. - Sono Francesco, frequento l’ITC Tannoia, mi piace il nuoto, e sono un ragazzo molto vivace. Da grande vorrei diventare un programmatore di computer o arruolarmi nell’Esercito. Ciao. Baci. Saluti alla mamma!! - Ciao a tutti! Sono Annalisa, una ragazza di 16 anni e faccio parte del gruppo dei giovanissimi della parrocchia Sacro Cuore. Sono una studentessa dell’ITC Tannoia da 3 anni e come tutti adoro stare con gli amici. Ho un carattere chiuso, ma nonostante ciò cerco di farmi conoscere. Aspiro a diventare una segretaria. - Mi chiamo Walter, ho 15 anni e frequento il Liceo Scientifico. Mi piace il calcio. Ciao. - Sono Gregorio e sono un ragazzo vivace. A me piace stare tra gli amici perché mi fanno divertire e soprattutto perché mi fanno stare bene. Il mio hobby è giocare a calcio. Frequento il corso Mercurio presso l’ITC. Il mio sogno è diventare da grande un calciatore. - Sono Pasquale e sono un ragazzo molto vivace. A me piace molto far divertire le persone, specialmente i miei amici. Sono un ragazzo sportivo, il mio hobby è giocare a calcio. Frequento l’Istituto d’Arte, in particolare l’indirizzo Legno. Da grande mi piacerebbe far parte delle Forze dell’ordine. - Mi chiamo Claudio e frequento l’Istituto d’Arte. Da grande penso di fare l’architetto. - Mi chiamo Valerio, ho 15 anni e vivo a Corato. Gioco a basket e frequento l’ISA. Desidero diventare orafo. - Sono Valeria, ho 15 anni e frequento l’ITC. Sono una ragazza simpatica, generosa e amichevole. Mi piace molto la pallavolo e la danza ma nel mio tempo libero esco con i miei amici. - Ciao ragà…. tutto bene?? Sono Rosita e grazie alla mia vivacità riesco sempre a superare ogni momento malinconico e triste! Penso di essere simpatica ed estroversa. Spero di trascorrere dei bei momenti con tutto il gruppo dei giovanissimi. - Ciao ragà, sono Angela, una ragazza estroversa e solare. Ho 16 anni e frequento il 3° superiore presso l’ITC. La maggior parte del mio tempo lo trascorro con i miei amici, ma appena ho un po’ di tempo vado in palestra. Spero di inserirmi in questo gruppo parrocchiale senza problemi e spero di avere la possibilità di confrontarmi con i miei coetanei. Baci baci... Cosa significa AVERE FEDE??? Le risposte dei giovanissimi... In uno degli incontri settimanali con i giovanissimi, è stato chiesto loro cosa significhi avere fede...Ecco alcune loro risposte... Rosita: Avere fede significa credere in Qualcuno, avere fiducia in Lui, sapergli dire grazie e non solo chiedergli sempre qualcosa. Non ha senso non credere in qualcuno che va al di là di noi, ch è più potente di noi. Sapere che Dio non ci tradirà mai! Vito: Non si crede solo occasionalmente. Gregorio: È un sentimento personale e non può essere imposto. Valerio: Si crede perché si vuole credere! Claudio: Avere fede significa avere fiducia in Dio, essere sicuri di Lui. Pasquale: Vuol dire credere in Dio, condividere con Lui tutto, confidare in Lui sia come amico che Padre. Valeria: Secondo me vuol dire essere sicuri di sé e di Dio. Walter: Avere fede vuol dire credere in qualcuno o qualcosa che è superiore a noi. P a g i n a 4 Giovani idee per la nuova chiesa e per il giornalino... Dopo l’inaugurazione del nuovo complesso parrocchiale, bisogna incominciare a mettersi in moto per organizzare il maggior numero di iniziative, soprattutto per i ragazzi, affinché si sfruttino gli spazi a disposizione nel miglior modo possibile!! Per questo abbiamo chiesto ai giovanissimi cosa vorrebbero che si organizzasse per loro e ci hanno risposto così: Tornei di calcio e biliardo — campo scuola — feste in più occasioni dell’anno — presepi — incontri a tema — viaggi E ci siamo anche chiesti quali temi vorrebbero trattare sui prossimi numeri del giornalino della parrocchia, ecco le risposte: La droga e l’alcol — la fede oggi — il sesso — il disagio familiare — l’adolescenza L’APPROFONDIMENTO BIBLICO La prima coppia: uno o due partner? creò» (Gen 1,26-28). In questi versetti ha-’adam comprende sia l’uomo che la donna e tutti e due sono immagine di Dio. All’inizio della storia di Gen 2-3 l’uomo è ancora un essere indiviso, plasmato da Dio dalla polvere e dal suolo (‘apar min ha-’adamah). Quindi è impossibile parlare qui di un «lui» o «lei» o «esso», ma va usato qualche pronome personale: scegliamo «egli», come termine di genere neutro. In Gen 2,18 leggiamo: «Poi il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto a lui corrispondente”». Eb- Nel precedente numero ho dimostrato che non si può semplicemente affermare che i nomi della prima coppia biblica sono Adamo ed Eva. La prima creatura umana è chiamata letteralmente «l’essere umano» in ebraico ha-’adam, con l’accento che cade sull’ultima sillaba. Il termine ’adam ricorre ventidue volte con l’articolo determinativo, per cui non possiamo leggerlo come un nome proprio, Adamo. Si tratta invece di un nome generico per cui si traduce «essere umano» o «terrestre» . Infatti il termine ebraico ’adam era stato usato al capitolo primo della Genesi per designare l’essere umano: «Dio creò ha-’adam (l’essere umano) a sua immagine; a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li L a v i t a n e l S a c r o C u o r e bene, Dio prende l’iniziativa per cercare un aiuto a questo essere umano. Il termine ebraico ‘ezer significa non un aiuto generico ma l’aiuto o l’aiutante di importanza vitale. Nei Salmi Dio viene spesso invocato come ‘ezer «aiuto», per gli essere umani. Soffermiamoci su questo termine. Esso in sé non denota né superiorità né inferiorità, ma spesso noi leggiamo il testo a partire dalle nostre pre-comprensioni o idee sedimentate nei secoli. Ecco allora che quando viene chiamato Dio come «aiuto», il termine nel nostro linguaggio va a denotare una certa superiorità (Dio è più grande, quindi può benissimo aiutare); quando, invece, la donna, nel nostro testo, viene designata come «aiuto», il termine assume stranamente un segno di inferiorità (la donna come aiutante dell’uomo). Il termine ‘ezer è accompagnato da un’altra parola che in ebraico è composta - kenegdo: questa è formata da neged che significa «contro», «appropriato», oppure «corrispondente a», e ke che significa «come». Il significato allora è «un aiuto appropriato, un aiuto che gli corrisponda». Vi è comunque anche il senso di «contro» per cui il noto studioso E. Bianchi propone: «aiuto contro». Ogni persona è «l’altro da sé», il «tu» che sta di fronte (letteralmente: «come il suo fronte») e che permette il dialogo «a tu per tu». Il sintagma, nella sua accezione più ampia, indica «un aiuto alla sua altezza», «un aiuto simile, adeguato». Dio vuole dividere l’essere umano, ancora indiviso e unicamente distinto dalla terra, in due parti uguali e corrispondenti. Per far ciò, Dio fa cadere l’essere umano in un profondo torpore, in una sorta di catalessi, e prende «una delle sue costole (o fianchi), e rinchiude la carne al suo posto» (2,21). Il termine tselà, «fianco» o «costola», segnala che questo aiuto è «allo stesso livello». La tradizione rabbinica lo esprimeva suggestivamente: «La donna non è stata tratta dalla testa dell’uomo, perché non fosse al di sopra di lui; neppure è stata tratta dal piede dell’uomo, perché non fosse al di sotto di lui; ma è stata tratta dal fianco dell’uomo, perché fosse allo stesso livello». A n n o I I , N u m e r o 1 1 Dio ha diviso ha-’adam «l’essere umano» in due partner così uguali che l’uomo dà a se stesso e al nuovo essere lo stesso nome, utilizzando per sé la forma maRschile ’ish, e per la donna la forma femminile ’isshah. Il versetto 23 afferma: «Allora l’uomo disse: “Questa volta è osso delle mie ossa e carne della mia carne! Costei si chiamerà donna (’isshah) perché dall’uomo (’ish) fu tratta». Seguendo più rigoroRsamente il testo, possiamo dire che il nome «donna», ’isshah, ricorre prima (v. 22 e v. 23) del nome «uomo», ’ish (v. 23). Nella storia dell’interpretazione si è giocato su questa priorità. P a g i n a Alcuni esegeti, in base al fatto che la donna qui viene creata per ultima, si sono sentiti autorizzati a concludere che è lei dunque la migliore, mentre altri, partendo dal fatto che è l’uomo qui ad essere creato per primo, reputano che sia lui il migliore; tuttavia, entrambe le opinioni riflettono probabilmente tesi preconcette, piuttosto che il testo. Genesi 2,21-23 attesta semplicemente che l’uomo comincia ad esistere solo nel momento in cui comincia ad esistere la donna, e viceversa. In realtà, è la specie umana che viene divisa in due generi, maschile e femminile. 5 Nota peculiare del v. 23 è che l’uomo si compiace soprattutto della sua uguaglianza con la donna: «Questa volta è osso del mio osso e carne della mia carne; la si chiamerà donna, perché è stata tolta da un uomo» (2,23). Egli esalta l’uguaglianza, non la diversità; e vedendo che egli stesso ora è cambiato, afferma che lei è uscita da lui, dall’ ’ish. Quest’ultima affermazione non è però del tutto vera, dato che la donna è uscita dall’esRsere umano, ’adam, ma, nella sua gioia dirompente, l’uomo chiaramente non riR corda più la sua esistenza precedentemente indivisa. Antonio Erriquez In parrocchia sono ripresi gli appuntamenti settimanali: LUNEDÌ MARTEDÌ MERCOLEDÌ Ore 20.00: 20.00 Incontro dei giovanissimi Ore 20.00: 20.00 Incontro catechisti Ore 19.00: 19.00 Incontro chierichetti Ore 20.00: 20.00 Gruppo liturgico GIOVEDÌ Giornata della comunità Ricordiamo inoltre, che: Ore 1010-12: 12 Confessioni per gli adulti 29 Gennaio ore 18.30: S. Cresime in parrocchia; Ore 1717-18.30: 18.30 Confessioni per i ragazzi 23 Febbraio: Febbraio Veglioncino di Carnevale per i bambini presso il salone parrocchiale. VENERDÌ Ore 20.30: 20.30 Riunione di redazione del giornalino parrocchiale SABATO Ore 20.30: 20.30 Corso prematrimoniale DOMENICA PARTECIPATE NUMEROSI!!! S. Messe ore 8.30, 8.30 10, 10 11.30, 11.30 18.30 in parrocchia, ore 17.30 presso la chiesetta di Bracco Sono già trascorsi circa due anni e mezzo dalla nascita di questo nostro giornalino parrocchiale…ma per far sì che rimanga sempre bello, nuovo, “fresco”, seppure nella sua semplicità, abbiamo bisogno di nuovi collaboratori. Tutti possono dare una mano…innanzitutto cercando di diffonderlo tra gli amici e i conoscenti, ma anche contribuendo a renderlo migliore e sempre più ricco di nuovi interventi, i vostri interventi. Per inviarci articoli o commenti o semplicemente per entrare in contatto con la redazione potete inviare un’e-mail al seguente indirizzo [email protected] o chiedere informazioni direttamente al parroco. La redazione de “La vita nel Sacro Cuore” P a g i n a 6 Una grande gioia intrisa di malinconia: tanti fedeli per una delle ultime messe nella piccola chiesetta del Sacro Cuore Navata centrale e laterale della chiesetta del Sacro Cuore completamente gremite di fedeli accorti alla S. Messa Domenica 28 dicembre, giorno della Festa della Santa Famiglia, nella chiesetta del Sacro Cuore, è stata celebrata una delle ultime Messe, a cui hanno partecipato un gran numero di fedeli. E come in una famiglia, quando si avvicina il momento del trasloco da una casa ad un’altra, scende un velo di tristezza, così è accaduto nella nostra parrocchia, in particolare nei cuori dei parrocchiani più datati. Infatti, mentre il coro allietava con le sue voci e canti natalizi la S. Messa, un po’ di malinconia sopraggiungeva tra i parrocchiani comunque gioiosi di riavere un coro e di potersi presto trasferire in una casa del Signore più adeguata alle esigenze della comunità! Ma la gioia è stata inevitabilmente smorzata dalla nostalgia di una piccola accogliente casa nella quale tanti sacramenti si sono amministrati e tante attività sono state organizzate col susseguirsi di ben quattro parroci: Don Paolo Gianpetruzzi, dal 1962, anno di apertura della chiesa, al 1966; Don Antonio L a v i t a n e l S a c r o C u o r e Piano, anima pulsante del quartiere Cerasella, definito da lui stesso “terra di missione”, parroco dal 1966 fino al 1998, periodo durante il quale Don Peppino Lobascio fu viceparroco per un anno circa; Don Rino Rutigliano, dal 1998 circa fino al 31 agosto 2002, e infine Don Giuseppe Tarricone, attuale parroco. Iniziative, gruppi di preghiera, problemi, malumori ma anche parecchi incontri e situazioni belle e fruttuose si sono avvicendate, che ora devono essere rinchiuse nei ricordi di coloro che hanno vissuto e respirato vita di parrocchia, così come si dovrà chiudere per sempre la porta della chiesetta! Una stretta al cuore è legittima in questa occasione, soprattutto per chi è cresciuto frequentando questa chiesa e ne ha visto l’evoluzione, ma è altrettanto giusto esplodere per la gioia di poter finalmente vivere il Banchetto Eucaristico in una aula liturgica spaziosa, accogliere più fedeli, e fare catechismo in delle aule costruite appositamente per l’attività catechetica e non in delle classi scolastiche, organizzare incontri, conferenze, presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali, dare spazio alla fantasia e voglia di essere dei giovani del nostro quartiere, senza trascurare i più bisognosi, che potranno avere un deposito Caritas più capiente, né gli anziani che troveranno sempre la calda accoglienza della Casa di Cristo! I momenti di passaggio, si sa, sono accompagnati sempre da paura, dubbi e inquietudine perché si va incontro, a qualcosa che non si conosce bene, ma questi sono anche occasione di scoperta e gioia di vivere in un mondo o modo diverso ciò che già viviamo o conosciamo. Noi stiamo per passare in una realtà più grande, non solo per la struttura, ma anche per le possibilità che a tutto il quartiere e in particolare ai fedeli e parrocchiani potrà regalare! Dunque, apprestiamoci ad assaporare questo periodo di abbandono e rinascita nel miglior modo possibile, con l’entusiasmo che ogni nuova esperienza ci offre e la consapevolezza che ciò che è stato fatto nel piccolo potremo farlo nel grande…"Solo chi è fedele nel piccolo può esserlo nel grande”(Mt 25,1430). A n n o I I , N u m e r o 1 1 P a g i n a 7 In occasione del Natale, la S. Messa di domenica 21 Dicembre 2008 è stata arricchita dalla presenza degli iscritti al Circolo Sordomuti di Corato. Chi ha reso comprensibile tutta l’Eucaristia, parola per parola, dal saluto iniziale alle canzoni, per chi non aveva la fortuna di poter seguire la celebrazione in altro modo, è stata l’interprete Marianna Tota, esperta del L.I.S. (Lingua Italiana dei Segni). Foto di gruppo È stata una bellissima esperienza comunitaria, che si è ripetuta anche il giorno dell’inaugurazione del nuovo complesso parrocchiale del Sacro Cuore, coinvolgendo persino un numero maggiore di audiolesi. D’altra parte, come ha affermato lo stesso Mons. G. B. Pichierri «Questo significa chiesa: essere uniti, creare fratellanza tra le genti e aiutarsi». FINALMENTE LA NUOVA CHIESA È STATA INAUGURATA!!! La consegna delle chiavi del nuovo tempio Rito della benedizione della nuova chiesa Il clero coratino presente alla celebrazione inaugurale “Finalmente” sembra essere la parola d’ordine in questi giorni dopo l’inaugurazione della nuova chiesa del Sacro Cuore, avvenuta alla presenza di numerosissime autorità e fedeli il 4 gennaio 2009. E non potrebbe essere diversamente, considerando che il quartiere della Cerasella attendeva da circa 46 anni un adeguato tempio sacro. Infatti, sin dalla nascita della parrocchia, 1962, data della benedizione della chiesetta sita in viale Ombrone n°1, il popoloso rione Belvedere ha reclamato, attraverso la voce dei diversi parroci che si sono avvicendati, Don Paolo Giampetruzzi, Don Antonio Piano, Don Rino Rutigliano e infine Don Giuseppe Tarricone, l’esigenza di una struttura ampia che accogliesse e coinvolgesse i residenti, in particolare i giovani, della zona. E dopo 10 anni, dall’89 al ’99, per ottenere il suolo in via Belvedere n°16 per la costruzione, e altri 10 anni, 2000 – 2009, per il progetto, l’inizio e la conclusione dei lavori, un nuovo complesso parrocchiale in uno dei quartieri più periferici di Corato ha aperto le sue porte e la festa è incominciata!!! Sin dal giorno seguente la celebrazione inaugurale, ufficiata dall’Arcivescovo Mons. Pichierri, le attività parrocchiali sono già riprese e il primo matrimonio è stato celebrato! Il popolo di Dio, tra cui il gruppo degli audiolesi, sovrastato dall’imponente copertura in legno. E la sera dell’Epifania due grandi iniziative hanno incontrato il consenso del pubblico: il concerto inaugurale e una mostra fotografica sulla storia della nostra parrocchia e parrocchiani. Ma non finisce qui, perché, spenti i riflettori sulla nuova chiesa, Don Giuseppe ha già incominciato a pensare a nuovi progetti da attuare per attirare l’attenzione di grandi e piccini! Dunque, auguri e buon lavoro a tutti!! Mostra fotografica “Il Sacro Cuore: tra passato e presente” È NATO IL CORO DEL SACRO CUORE! Un concerto inaugurale lo presenta alla comunità. Un nuovo tempio necessita un nuovo coro. La voglia di uno spazio più dignitoso per vivere al meglio la nostra Fede, partendo dalle celebrazioni fino ad arrivare ai momenti del catechismo, si è concretizzata con l’inaugurazione del nuovo edificio. Lo stesso momento di preghiera, tuttavia, deve essere rafforzato seguendo l’insegnamento di Sant’Agostino che ci ricorda: “chi canta bene prega due volte”. Queste parole risuonano continuamente nel cuore di un gruppo di ragazze, ragazzi, bimbi, uomini e donne che hanno deciso di pregare cantando. A piccoli passi, il gruppo, ha iniziato a preparare i canti della Natività, ma la comunità merita di più. Così il coro, ancora acerbo, ha voluto esibirsi in un concerto inaugurale che ha seguito la celebrazione eucaristica del 6 Gennaio scorso. Nel presentare l’evento, il parroco Don Giuseppe Tarricone ha ricordato non solo l’impegno che i coristi hanno dimostrato ma anche la necessità di crescita del gruppo, invitando tutti coloro che volessero a prenderne parte. Il resto, poi, l’ha raccontato la musica, in un’esibizione che ha unito i coristi, Filippo, Michele, Alessandro, Vito, Martina, Anita, Ida, Grazia, Francesca, Elisa, Ilenia, Melissa, Eladia, Maria, Valentina, Clara, Eleonora, Chiara, Gabriele, Alessia, Gina e Patrizia, accompagnati all’organo da Giuseppe Zaza e diretti da Antonio Erriquez, alla performance di tre violinisti, un violoncellista, del soprano Tina D’Alessandro e del batterista Tommaso Summo. Dieci brani (l’Ave Maria di Shubert, Jeshwuà, l’Adagio di Albinoni, Come il cervo va all’Acqua viva, Dolce Sentire, Il figliol prodigo, Panis Angelicus, Mi basta la tua grazia, l’Ave verum di Mozart e Con un cuore solo) hanno risuonato tra i marmi decorativi e le travi dell’Arca del nuovo complesso parrocchiale. Un concerto che di sicuro ha rappresentato un punto di partenza senza fine, che ha presentato una creatura desiderosa di crescere per elevare quelle parole: “Chi canta bene prega due volte”. Il giornalino “La vita nel Sacro Cuore” viene redatto e impaginato grazie alla buona volontà di alcuni catechisti. “La vita nel Sacro Cuore” è una pubblicazione a diffusione interna della parrocchia Sacro Cuore di Gesù. Parrocchia Sacro Cuore di Gesù Via Belvedere, 16 –CoratoTel./Fax: 080 8985506 Invitiamo tutti i giovani, e non solo, che leggono il giornalino della nostra parrocchia a contattare la redazione all’indirizzo e-mail: [email protected] Arrivederci al prossimo numero!!! A breve nascerà il sito internet della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù… ASPETTATECI!!!