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BAND:OH NO ONO
TITLE: EGGS
LABEL: THE LEAF LABEL
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ROCKSHOCK
http://www.rockshock.it/oh-no-ono-eggs-recensione/
Si formano nel 2003 nella cittadina medievale di Aalborg in Danimarca questi Oh No Ono ed in
breve tempo diventano delle vere pop star in ambito nazionale. Nel 2005 esce il loro primo Ep
Now You Know Oh No Ono seguito 3 anni dopo dal primo album Yes e da questo nuovo Eggs
che in un lampo è stato già considerato in patria come il 5° miglior album danese della decade.
Registrato in una fattoria dell’isola di Mon, Eggs presenta sonorità electro-pop intinte in un
bagno di acido lisergico e coretti psichedelici che sono alla base di questo notevole album degli
Oh No Ono. Influenzati molto probabilmente dai Beatles più psichedelici, dagli Who più alterati,
dalla Kate Bush più folle hanno variato a seconda dei brani il luogo di registrazione. Selezionati
come ambienti musicali sono stati soprattutto ambiti immersi nella natura come boschi e
spiagge, ma anche ad esempio una chiesa del XVIII secolo dove è stato suonato l’organo.
L’album inizia con Eleanor Speaks un brano che fa pensare ad un incontro fra i Beach Boys e gli
Animal Collective e che lascia spazio al primo estratto Swim dal quale è tratto uno splendido
visionario videoclip di Adam Hashemi.
Segue Internet Warrior una delle canzoni migliori dell’album e si scende nel territorio pop
psichedelico che ha contraddistinto il sound degli MGMT due anni or sono.
Icicles potrebbe essere la Eleanor Rigby di questo secolo, mentre con Helplessy Young si
cambia direzione verso l’indie più bucolico.
The Wave Ballet è il brano più lisergico di questo lavoro e si distacca alquanto dalla successiva
The Tea Party che avrebbe potuto benissimo figurare nei party flower power di Ibiza a metà
degli anni ’70. Miss Miss Moss pecca un po’ di banalità; la successiva Eve sembra invece
cantata da un Frank Sinatra sotto effetto peyote. Chiude questo sorprendente lavoro la
schizofrenia di Beelitz.
Attualmente gli Oh No Ono sono impegnati in un tour europeo che purtroppo non tocca il
nostro paese, mentre in primavera si esibiranno al SXSW ad Austin in Texas.
AUDIODROME
http://www.audiodrome.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=5954
È il classico problema dei dischi ricolmi di note, stili e alambicchi pop pretenziosi e pomposi. Se
ben centrifugati, possono funzionare. Esempio valido, i Fiery Furnaces. Gli Oh No Ono hanno
sicuramente classe e son capaci di intessere arrangiamenti ricchi e cesellati. Eggs, infatti, ha
momenti buoni: qualcosa all’interno di “The Wave Ballet”, spunti interessanti in “Icicles” e “Tea
Party”. In realtà è possibile reiterare la ricerca per ogni pezzo, tranne che per gli ultimi due.
Fino ad allora, se si accettano sfarzosi arabeschi che miscelano pop e prog come nulla fosse, se
si ama la vocina di alla Yoko Ono di Aske Zidore, se gli MGMT sono la band della vita (Oracular
Spectacular è comunque a un livello qualitativo diverso), Eggs ha delle carte da giocare. La
realtà però è che, tra strati e strati di pop sinfonico alla Rufus Wainwright e un pizzico di
melodie alla George Harrison, qualcosa di davvero memorabile non c’è. La frammentarietà del
tutto e l’affastellarsi esagitato di stili differenti stavolta hanno partorito il topolino. E, come si
diceva in apertura, è del tutto evidente in “Eve” e “Beelitz”, confusi pastrocchi che crollano
sotto il peso del loro essere ridondanti, pesanti e noiosi. Le potenzialità sono evidenti, ma al
terzo disco imparare a focalizzare meglio la scrittura e lavorare di cesello è d’obbligo per poter
spiccare davvero il volo. Peccato.
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LOSING TODAY
http://www.losingtoday.com/it/reviews.php?review_id=5342
Saranno loro la nuova rivelazione venuta dal nord Europa? O si uniranno al coro delle comete,
dei one-shot-wonder (meraviglie che non sapranno ripetersi)? Ovviamente domande retoriche
che inevitabilmente ci si pone quando si ascolta un bel disco come questo, il debutto per la
band danese dal curioso nome Oh No Ono (immaginiamoci fan dei Beatles della frangia
integralista secondo cui Yoko Ono fu responsabile dello scioglimento della band. Ma sto
divagando).
Gira online il bel video di un dei pezzi di spicco di questo album, il singolo "Swim": il video è un
delicato racconto della perdità dell'innocenza di un ragazzino, il passaggio verso l'adolescenza.
Delicato come l'originale voce della band, bambinesca eppure non melensa, che si accorda al
pungente senso della melodia. E non si si sono risparmiati nulla, come i compaesani Efterklang
e Mew, massimalisti della melodia: orchestrazioni a tutto spiano. E ai Mew torniamo con un
altro bel pezzo, degno di essere eletto a secondo singolo: "Internet Warrior", cadenzato ma
non banale, radio-friendly al meglio delle possibilità. Subito dopo "Icicles" sembra uno sberleffo
carnevalesco (pensate ai Queen rivisitati da Final Fantasy/Owen Pallet). Ancora un'altra:
"Helplessy Young", ritmo scattoso non disismile da quel genere che gli MGMT hanno saputo
riportare in auge.
E allora, vogliamo scommetterci che sarà uno dei debutti dell'anno? Basta un solo ascolto per
far schizzare le quotazioni.
MIUZIK
http://www.miuzik.it/cgi-bin/it/news/viewnews.pl?newsid1272837600,83867,
Dopo l’impressione iniziale – messa alla prova da ascolti ripetuti – giunge la conferma, e non
c’è Santche tenga: “Eggs” è il classico esempio di raccolta di tracce che o si ama
perdutamente, o si detesta ferocemente.
Quello prodotto dal quintetto è un pop eccentrico e barocco, tutto fronzoli e lustrini,
imbellettato di una psichedelia fiabesca e sognante, da scuola dell’infanzia, con tanto di voce in
falsetto. Le melodie risultano essere saldamente ancorate al passato, e non mancano di certo
riferimenti al glam e al prog.Il meglio spunta fuori proprio sul finale, con la risoluta “Miss Miss
Moss” (sconvolta da lieve brezze noisy), i toni drammatico-chiaroscurali di “Eve” (con un
cantato sulla scia di Antony And The Johnsons) e l’elegiaca“Beelitz”.
(4/5)
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