Complessità
• "Non c'è un filo d'erba solo in un
prato. Non c'è un albero, ma c'è il
bosco, dove tutti gli alberi stanno
insieme, non prima o poi, ma
insieme, grandi e piccoli, con i
funghi e i cespugli e le rocce e le
foglie secche e le fragole e i
mirtilli e gli uccelli e gli animali selvatici, e magari anche le
fate e le ninfe e i cinghiali, e i cacciatori di frodo e i
viandanti smarriti, e chissà quante altre cose ancora.
C'è la foresta."
C. Levi, L’Orologio, 1948.
Concetto di Complessità
"Non c'è un filo d'erba solo in
un prato. Non c'è un
albero, ma c'è il bosco,
dove tutti gli alberi stanno
insieme, non prima o poi,
ma insieme, grandi e
piccoli, con i funghi e i
cespugli e le rocce e le
foglie secche e le fragole e
i mirtilli e gli uccelli e gli
animali selvatici, e magari
anche le fate e le ninfe e i
cinghiali, e i cacciatori di
frodo e i viandanti smarriti,
e chissà quante altre cose
ancora. C'è la foresta."
• Sono parole di rara efficacia, che
alludono ad una visione sistemica e
complessa del bosco, che in un sol
colpo ci fanno intuire gli infiniti
piani di realtà che in un bosco si
possono scoprire, a seconda del
punto di vista dell'osservatore.
• Così Carlo Levi, dopo una sequenza
di connettivi aggiuntivi "e", che
sembra tendere all'infinito, si ferma
bruscamente, con il punto fermo
segnala un salto gerarchico, un
ordine concettuale diverso: "c'è la
foresta".
Complessità = sistema di relazioni
• In modo evocativo Levi pone due
grandi questioni che stanno dentro la
complessità: la complessità non ti
esime dall'analisi, qui rappresentata
dall'elencazione, degli oggetti che
formano il bosco, ed insieme ci pone di
fronte alla scoperta che la somma delle
parti non fa mai il tutto. Il tutto è il
risultato di un sistema di relazioni.
Approccio alla Complessità
• Il problema allora si sposta, non è più definire la
complessità, che potrebbe risultare un inutile
esercizio accademico, ma capire come ci si
approccia alla complessità. E questo è tanto più
vero in ambito educativo. Approcciarsi alla
complessità vuol dire tenere insieme la capacità di
analisi e la necessità di una sintesi che spesso è
prodotta dal cambiamento del punto di vista da cui
si guarda al sistema, al fenomeno. Nella
consapevolezza che la somma dei singoli elementi
di analisi non mi consentirà mai di ricostruire
l'immagine unitaria.
Discipline e Complessità
• Approccio analitico e riduzionista insieme
all'approccio olistico: questa è la scommessa
culturale ed epistemologica di fronte a cui la
complessità ci pone. Ed è una scommessa che
coinvolge in prima persona la cultura scolastica,
che si misura solo con un'organizzazione dei
saperi frammentaria e segmentata in discipline,
finendo per perdere la stessa ragion d'essere delle
discipline: ovvero la possibilità di rispondere con
approfondimenti specifici a problemi posti dalla
realtà che in quanto tali sono predisciplinari.
Bosco e Poesia
• Un bosco, un bel bosco, ogni volta che
torno a percorrerlo mi svela un altro colore,
nuove sfumature, musicalità diverse, altre
presenze.
• Così la poesia. Ed ogni testo, ogni buon
testo, come quelli che si leggono a scuola,
nella sua unicità e irripetibilità si dota di
una grande forza polisemica.
Poesia
• Ci servono i modelli interpretativi, le informazioni
storiche e culturali, i dati metrici e retorici, poi ci
fermiamo inebetiti di fronte alla più frustrante
domanda che gli studenti sono abituati a farsi e a fare:
"che vuol dire?". Come se un significato vero, unico e
definitivo fosse depositato da qualche parte e il
problema si potesse ridurre al fatto che qualcuno ce lo
svela. Ma non è così, la poesia non è solo acquisizione
di dati e modelli interpretativi, la poesia è ricerca, è
processo, e, come nel bosco, il significato varia al
variare del contesto, del tempo e dello spazio, del mio
modo di essere, del particolare momento della mia
storia personale.
Tutto è connesso
• "In realtà, Pennychis, se c'è una
cosa che mi preoccupa mormorò Tiresia - è che non
esistono storie irrilevanti. Tutto
è connesso con tutto. Dovunque
si cambi qualcosa, il
cambiamento riguarda il tutto.
Perché, Pennychis - seguitò
Tiresia scuotendo il capo perché con il tuo oracolo hai
inventato la verità ?"
(Durenmatt, La morte della
Pizia)
• La citazione di Durenmatt ci
mette di fronte a due
questioni. La prima sta nel
fatto che non esistono storie
irrilevanti, e questo è il punto
di partenza di un buon
processo educativo, la
seconda è che solo partendo
dalle storie irrilevanti
possiamo pensare di
inventare, non la verità, ma
la comunità che educa, che
educa perché narra e dentro
di essa si narrano le persone
che la attraversano.
Pluralità e Frammentazione
• La Pluralità (delle
verità, delle
prospettive teoriche,
delle filosofie) è un
punto di partenza
tipico del pensiero
degli ultimi trent'anni,
quando non è anche il
suo punto d'arrivo.
• Gli stessi tentativi di ridefinire
in modo unitario la razionalità
contemporanea muovono dal
riscontro di una naturale
"frammentazione"
dell'esperienza. Pensiamo
all'epistemologia della
complessità (nella
formulazione di Morin), che
costituisce il tentativo di
pensare senza "riduzione" delle
differenze la dispersione
dell'esperienza contemporanea.
Interazione vs causa-effetto
• In tale prospettiva vanno
abbandonate la centralità
del rapporto causa-effetto,
la visione deterministica
della causalità e vanno
considerati in via
prioritaria i contesti di
interazione sociale e
storica dell'evoluzione
stessa. E', infatti,
l'interazione sociale la
parola chiave da sostituire
al rapporto causa effetto
come nucleo interpretativo
della storia in una visione
post-meccanicistica.
• Ma l'interazione sociale è
anche coevoluzione di
attore e contesto come ci
indica l'epistemologia della
complessità. Si tratta di
un'ottica che conduce al
superamento dei dualismi
per una concezione
centrata su una visione
olistica (mente-corpoemozioni) della persona,
nonché sui fenomeni di
coevoluzione all'interno di
organizzazioni e istituzioni.
Il Reale
• che idea di realtà mettiamo in gioco quando contattiamo
quella che chiamiamo (con più o meno ingenuità) realtà?
Una banale esperienza di disputa calcistica. Come sono andate le
cose, "realmente", in quella data azione di gioco? chi lo può dire?
chi ha ragione, tra arbitro, giocatori, spettatori televisivi? quale
contributo di "verificazione" forniscono le diverse registrazioni
televisive di quell'azione? Partecipando a tali dispute, e in
particolare alle loro versioni televisive, ognuno di noi va via via
formandosi una concezione di realtà (la realtà di quella azione di
gioco), all'interno della quale è pressoché impossibile ritagliare
accuratamente gli oggetti dai soggetti (i fatti dalle opinioni;
l'aspetto fisico da quello mentale; il reale dal rappresentato), e
dove viene inevitabile far ricorso ad un'idea convenzionale di
realtà (che poi è quella che coincide con la singola decisione
arbitrale).
Realtà ed esperienza
Insomma, la mia idea, rispetto a questi problemi, è che
televisione, cinema, computer ecc., esattamente come ogni
altro sistema simbolico (dalla scrittura al disegno fino ad
arrivare al sogno), non ci allontanino dalla realtà, ma ci
consentano invece (ovviamente, se ben "pensati") di
prendere le distanza da un'idea ingenua di realtà, e che
quindi contribuiscano ad arricchire il senso della nostra
"esperienza" (differenziandola e perennemente
ristrutturandola).
Viene a questo proposito legittimo interrogarsi sul
tema della "complessità"
La complessità come frontiera
del cambiamento
(scienze dure e scienze molli)
• L’universo delle discipline scientifiche è stato
tradizionalmente diviso in scienze "dure" e scienze "molli",
"scienze sperimentali" e "scienze "storiche"… Queste
espressioni hanno sottinteso che il metodo scientifico fosse
per natura unico e che tutte le discipline che ambissero a
definirsi "scientifiche" dovessero prima o poi conformarsi a
questo metodo, dovessero cioè essere sottoposte a un
metodo volto a individuare leggi invarianti e a dare di
queste leggi formulazioni matematiche quantitative e
computabili.
Riduzionismo e scienza moderna
• L’obiettivo della scienza moderna (Newton – Liebniz) è
stato quello di ridurre la molteplicità e la varietà dei
processi naturali a poche leggi, formulabili in modi
quanto più semplici, economici e astratti, in grado di
definire le condizioni necessarie e sufficienti per
spiegare ogni fenomeno reale e possibile.
• Ma questi presupposti della nostra scienza (e,
soprattutto, della nostra fisica) conducono forse un’idea
distorta dell’universo, a un’idea che prende una parte
(le regolarità effettivamente esistenti) per il tutto (l’idea
che l’universo sia soltanto regolarità)?
Determinismo e Caos
Le scienze del nostro secolo
• E’ a proposito di sistemi di
hanno scoperto che determinismo
questo genere che le scienze
e previsione non sono sinonimi.
contemporanee parlano di
Possiamo conoscere con esattezza
sistemi e di comportamenti
le leggi che regolano l’evoluzione
caotici. I meteorologi hanno
di un sistema eppure, a meno di
reso popolare il divorzio fra
essere informati sul suo stato
determinazione e previsione
iniziale con una precisione
consumatosi nello studio dei
infinita (il che è escluso nella
sistemi caotici con
conoscenza umana), è
l’immagine dell’effetto
impossibile prevedere i dettagli
farfalla: un evento talmente
del suo sviluppo. Una differenza
trascurabile quale è il battuto
infinitesimale fra le conoscenze
di ali di una farfalla a Pechino
iniziali di due sistemi può creare
può influenzare il tempo
una divergenza macroscopica fra
atmosferico che farà a New
le loro traiettorie di sviluppo.
York da qui a un mese.
Leggi e Vincoli
• Leggi e regolarità continuano • Gli sviluppi delle scienze
a svolgere un ruolo importante
contemporanee mettono in
nel discorso scientifico, ma
evidenza come la scienza
compaiono nuovi protagonisti
richieda un metodo di
dei "giochi" della natura: le
ricerca pluralistico. Nelle
condizioni iniziali, i principi
scienze storiche, gli eventi
organizzatori, i punti di vista
degli osservatori…Da sole, le
singolari sono altrettanto
leggi non ci dicono nulla
importanti delle regolarità,
riguardo all’effettivo decorso
perché ogni entità storica è
dei fenomeni. Esprimono,
il risultato singolare e
piuttosto, i vincoli entro i
irripetibile di una cascata
quali i processi concreti hanno
di eventi.
luogo. Il decorso degli eventi
non è dato in anticipo.
Irripetibilità degli avvenimenti
• Gli sviluppi delle scienze contemporanee mettono
in evidenza come la scienza richieda un metodo di
ricerca pluralistico. Nelle scienze storiche, gli
eventi singolari sono altrettanto importanti delle
regolarità, perché ogni entità storica è il risultato
singolare e irripetibile di una cascata di eventi. Il
problema della verifica per mezzo della ripetizione
non si pone, perché noi cerchiamo di spiegare
l’unicità di particolari che non possono
ripresentarsi, sia per le leggi della probabilità, sia
per l’irreversibilità della freccia del tempo.
Storia e complessità
• Non tentiamo di interpretare gli eventi complessi
della narrazione storica riducendoli a semplici
conseguenze della legge naturale; gli eventi storici
non violano, ovviamente, alcun principio generale
della materia e del moto, ma il loro occorrere si
situa in un ambito di dettagli contingenti. E il
problema della predizione, un ingrediente centrale
nel metodo scientifico, non entra nella narrazione
storica. Noi possiamo spiegare un evento dopo che
si è verificato, ma la contingenza ne preclude la
ripetizione, persino quando si riparta dallo stesso
punto iniziale.
Eventi e leggi
Si è resa oggi possibile e necessaria un’altra interpretazione
della nozione di legge: da sole, le leggi non ci dicono nulla
riguardo all’effettivo decorso spazio-temporale dei
fenomeni. Esprimono piuttosto i vincoli entro i quali i
processi concreti hanno luogo. Il decorso degli eventi non è
dato in anticipo. Le leggi sono le regole dei giochi della
natura, che stabiliscono una gamma di possibilità in cui
successivamente si generano gli effettivi decorsi spaziotemporali, dovuti alle abilità o alle deficienze dei giocatori,
ma anche agli eventi singolari e aleatori con i quali essi
hanno a che fare. Ogni processo naturale è costellato di
punti di biforcazione. Dato un medesimo quadro di
partenza, una medesima situazione storica, da medesimi
vincoli e condizioni iniziali, le strategie praticabili non
sono mai predeterminate.
Vincoli e Possibilità
Si sta delineando la transizione da una lettura dei processi
di cambiamento nei termini classici di caso e di necessità
alla lettura nei termini di vincolo e possibilità. Le relazioni
fra vincoli e possibilità prendono corpo all’interno di
contesti storici ed evolutivi, e le forme assunte da queste
relazioni dipendono strettamente dalle specificità di questi
contesti. Il rapporto fra regole e mosse del gioco varia
sempre a seconda dei giochi, delle situazioni di gioco, della
storia e delle caratteristiche individuali dei giocatori, della
loro capacità di vedere quanto altri non riescono a vedere.
È simile all’universo sportivo, in cui poche regole dall’alto
potere generativo sono alla base di un numero infinito di
situazioni concrete.
Verso un’altra idea di realtà
• L'idea di realtà che l'epistemologia della complessità
propone può essere descritta come il passaggio da una
concezione della realtà data una volta per tutte e per
questo esprimibile in leggi a un'idea di realtà in
continuo movimento di riorganizzazione.
• Assistiamo alla proliferazione del reale in oggetti,
livelli, sfere di realtà differenti e siamo consapevoli che
questa proliferazione è sempre tradotta nel linguaggio
di un osservatore.
• La realtà, cioè, non appare più come qualcosa di dato
una volta e per tutte.
Realtà e oggettività
• L'idea stessa di realtà perde il suo carattere
di oggettività e si connette all'universo della
conoscenza.
• La realtà è una categoria fisica che si
impone naturalmente alla percezione
dell'osservatore e che deve essere 'riflessa',
oppure è una categoria mentale, un modello
ideale di carattere empirico/pragmatico, che
viene applicata ai fenomeni per controllarli,
dominarli, 'modellarli'?
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