Par a e Vita “La Parola per mezzo dell’insegnamento diventa Vita… la Vita ritorna, a sua volta, come Parola a coloro che leggeranno la storia” (Mons. R. Cocolo) Periodico di Cultura e Informazione Religiosa della Parrocchia SS. Nicola e Fantino Santa Cristina d’Aspromonte Dicembre 2014 Numero 15 LA VERITA’ E’ GERMOGLIATA DALLA TERRA (SALMO 85,12) Messaggio natalizio del parroco Coordinamento: don Giuseppe Ascone In questo numero: “Insieme c’è più festa!” di Letizia Spanò Pag. 2 La sagra della castagna tra storia e tradizione di Tonino Violi Pag. 4 Cristianesimo controcorrente Infelici perché orfani di eternità di Antonio Epifanio Pag. 6 News dalla parrocchia Pag. 7 NATALE 2014 Gherardo delle Notti - Natività (1621) Carissimi, in questo anno diocesano della Verità, inaugurato dal nostro Vescovo con il convegno e la Concelebrazione eucaris ca in Ca edrale, even vissu nel mese di Novembre, in con nuità con l'anno della fede e della carità, vi giunga il mio augurio natalizio con le parole del salmo 85,12: “La Verità è germogliata dalla terra”. E' questo un annuncio, una promessa, accompagnata da altre espressioni, che nell'insieme suonano così: “Amore e verità si incontreranno, gius zia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e gius zia si affaccerà dal cielo. Certo, il Signore donerà il suo bene e la nostra terra darà il suo fru o; gius zia camminerà davan a lui: i suoi passi tracceranno il cammino”. Oggi questa parola profe ca si è compiuta! In Gesù, nato a Betlemme da Maria vergine, realmente la Verità e l'Amore si incontrano, la gius zia e la pace si sono baciate; la Verità è germogliata dalla terra e la gius zia si è affacciata dal cielo. S. Agos no spiega: “Che cos'è la Verità? Il Figlio di Dio. Che cos'è la terra? La carne. Domanda da dove è nato Cristo e vedi perché la Verità è germogliata dalla terra ….. la Verità è nata da Maria vergine”. E in un discorso di Natale afferma: “ Con questa festa che ricorre ogni anno celebriamo dunque il giorno in cui si adempì la profezia: “La verità è sorta dalla terra e la gius zia si è affacciata dal cielo”. La Verità che è nel seno del Padre è sorta dalla terra perché fosse anche nel seno di una (Continua in ultima pagina) Parola e Vita Dicembre 2014 n°15 “INSIEME C’E’ PIU’ FESTA!” La frase che ho scelto come titolo per questo articolo non suonerà nuova specialmente a coloro i quali fanno da tempo parte dell’Azione Cattolica, questo infatti è stato uno degli slogan che mi ha accompagnata in uno degli anni che ho vissuto da acierrina all’interno dell’associazione. È passato un po’ di tempo da allora, ed il mio cammino all’interno dell’AC è proseguito, oggi non sono più una ragazzina che aspettava di settimana in settimana il giorno dell’incontro con il mio gruppo A.C.R., meravigliata nello scoprire che Gesù lo si può conoscere anche giocando, di capire attraverso le attività che i miei educatori mi proponevano che anche se non potevo vederLo Lui era presente nella mia vita, di partecipare alle feste diocesane felice di condividere quei momenti con i miei amici ed entusiasta di fare nuove amicizie. Oggi che il mio percorso nell’associazione continua e mi vede impegnata come animatrice, i sentimenti e le emozioni che provavo tempo fa continuano a riaffiorare, anche se vissuti da una prospettiva e con una maturi- di Letizia Spanò tà diversa. L’attesa dell’acierrina di scoprire incontro dopo incontro qualcosa in più di quell’Amico che mi conosceva da sempre e verso cui io stavo cominciando a muovere i primi passi, è oggi l’aspettativa di riuscire a trasmettere ai miei piccoli 6/8 quello che io ho conosciuto e sto ancora conoscendo di Gesù e quella gioia di stare insieme nel Suo nome, oggi la rivivo nei momenti di festa associativi organizzati all’interno della nostra parrocchia e negli eventi associativi diocesani, in cui accompagnando i miei acierrini riscopro quella felicità di stare insieme che si unisce all’entusiasmo di incontrare volti nuovi. Con la volontà di fare scoprire ai ragazzi la gioia della condivisione e di far capire che il cristiano non è chiamato a pregare nella solitudine ma a vivere e condividere l’AMORE che egli ha verso Dio, traendo insegnamento dalle parole pronunciate da Papa Francesco nella XV Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica, durante la quale rivolgendosi ai giovani ha detto :<<Le parrocchie hanno bisogno del vostro entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro servizio creativo, mai un’Azione Cattolica ferma! Andate per le strade delle vostre città e dei vostri paesi e professate che Dio è Padre!>>; abbiamo così deciso di partecipare alla “Festa del Ciao Unitaria”, organizzata dalla nostra diocesi di Azione Cattolica e svoltasi giorno 26 Ottobre 2014 a Rosarno e che in via eccezionale quest’anno ha visto riuniti tutti i settori di AC delle parrocchie della Diocesi Oppido – Palmi. Questo evento che costituisce un appuntamento fisso nell’agenda dell’Azione Cattolica e che segna l’inizio del nuovo anno associativo ed in cui quel “Ciao”, il più semplice e spontaneo dei saluti che tutti co2 nosciamo, diventa il modo per accogliere i nuovi amici che per la prima volta entrano a far parte dell’associazione e i compagni che si ritrovano di nuovo dopo il periodo estivo. L’inizio della festa ha avuto luogo presso la piazza principale del centro cittadino di Rosarno, dove all’arrivo noi educatori e i nostri acierrini siamo stati accolti dai responsabili diocesani e circondati da bambini, giovani e adulti di ogni età appartenenti a tutti i settori di AC delle parrocchie della Diocesi. Dopo aver fatto le foto di gruppo, siamo stati divisi per settore e mentre gli acierrini sono stati intrattenuti con giochi e canti, ai giovani e giovanissimi è stato proposto di realizzare un puzzle di cui i tasselli decorati con foto, scritte e disegni rappresentavano il senso di questa festa associativa che si poggia su un atteggiamento in particolare, quello dell’accoglienza. Al termine delle attività ci siamo recati attraversando le vie cittadine in corteo, presso la Chiesa Matrice di Rosarno con i gruppi delle altre parrocchie, dove prima della Celebrazione Eucaristica è stato proiettato un video messaggio del Vescovo S.E. Mons. Milito, il quale non potendo essere presente fisicamente all’evento, ha voluto in tal Parola e Vita modo dirci che è vicino a noi nello spirito di festa e gioia che ci unisce, esortandoci ad accogliere il prossimo e a scorgere nel volto e nello sguardo di chi in questo giorno di festa è vicino a noi, in modo particolare di chi non conosciamo, la presenza di Gesù e così richiamando l’icona biblica dell’anno associativo, il Vangelo di Marco, di porci alla Sua sequela senza timore, perché come ai discepoli che si trovavano sulla barca in un mare in tempesta, Lui che ci viene incontro e ci dona coraggio. Alla fine della Celebrazione liturgica, ritornati al punto d’incontro iniziale dove abbiamo condiviso il pranzo a sacco, la giornata è proseguita allietata da un gruppo teatrale, costituito da attori che praticano la clown-terapia e che attraverso un simpatico spettacolo intitolato “Il circo della vita”, indirizzato specialmente ai bambini e ai ragazzi hanno regalato un sorriso anche ai Dicembre 2014 n°15 giovani e agli adulti. A quest’ultimi è stato dedicato il momento conclusivo della festa in cui si è esibito un gruppo musicale con canzoni appartenenti al repertorio di musica leggera italiana e insieme ai quali infine tutti abbiamo cantato e ballato l’inno associativo “Tutto da scoprire”. Proprio così il cammino associativo dell’AC non finisce mai di dare emozioni, di fare scoprire e dare un senso nuovo alle cose, agli eventi, a quell’esclamazione “Insieme c’è più festa” che da acierrina è stato uno dei tanti slogan e che per me è diventato oggi, grazie all’esperienza della partecipazione a questo bellissimo evento della “Festa del Ciao Unitaria”, un modo di vivere e sentire la bellezza e la gioia che nasce dal semplice incontro, perché se stare insieme ai ragazzi, giovani e adulti di altre parrocchie ha reso questa festa ancora più bella , come disse Papa Giovanni Paolo II in un suo 3 discorso: <<Il cristiano vive in festa ogni momento della vita e questa nasce dalla presenza del Signore che riempie i nostri giorni e i nostri cuori, ed è una festa senza fine perché il cristiano ha incontrato il Tutto, non gli manca nulla poiché nel suo animo abita la Speranza che non delude!”. Per tale motivo il mio augurio per questo Santo Natale è quello di riuscire a vivere queste festività accogliendo Gesù che viene, prima ancora che dentro le capannelle dei presepi che tradizionalmente siamo soliti realizzare nelle nostre case, nel nostro cuore, poiché se i presepi, le luminarie, stare insieme ai nostri cari in questo periodo ci fa vivere il clima delle festività, solo sentendo Gesù vicino e presente in noi viviamo la Vera Festa che non dura un giorno ma tutta la vita! Buone Feste! Letizia Spanò Parola e Vita Dicembre 2014 n°15 LA SAGRA DELLA CASTAGNA TRA STORIA E TRADIZIONE La castagna era un frutto molto diffuso un tempo ed il contadino ne faceva tesoro come accessorio alimentare di stagione e da conservare per l’inverno. Costituiva un alimento primario e di emergenza per le più svariate circostanze. Tralasciando le qualità dell’albero che sono tra le migliori per ogni uso, il frutto è stato sempre stimato oltre che per le sue qualità nutritive, per la modesta assistenza che necessita la gestione dell’albero. In prossimità dell’autunno si puliva il sottobosco del castagneto in modo di poter facilitare la raccolta delle castagne cadute per maturazione. Nella rimanente parte dell’anno il castagneto era piuttosto abbandonato a sé stesso. Questo bosco è un ambiente meraviglio, caratteristico dell’autunno. È uno spettacolo vedere quei colori rosa, ruggine, rosso e marrone fatto di fogliame, di ricci chiusi e aperti misti alle nuove vegetazioni. Qua e là qualche fungo, le felci e a volte dei prati di ciclamini a colorare un mondo che sembra da favola. I nostri nonni conservavano gelosamente nella cassapanca (cascia) i frutti di stagione più gustosi e genuini, ripresentati nelle fredde di Tonino Violi serate d’inverno quando la famiglia era riunita attorno al focolare. Era sempre una gradita sorpresa per i bambini ricevere le delizie della nonna: caldarroste, marroni, fichi secchi, noci, nocciole (poi usate per giocare nel periodo natalizio), giuggiole, sorbe, ecc. Fatte le caldarroste venivano conservate con tutta la buccia o già pulite, mentre per fare i marroni il procedimento era più complesso. Si scartavano quelli più buoni e si mettevano in un recipiente con acqua per almeno 20 giorni. Poi si lavavano e si mettevano ad asciugare in una cesta bassa e larga (tafareja), disponendo le castagne a strati sulle felci per favorire l’asciugamento. Poi si pulivano e si rimettevano ad asciugare ancora. Altro sistema per asciugarle era sotterrarle nella sabbia. Era così che si facevano i marroni / marruni, “castagni mmarrunati”. Si usava anche farle caldarroste (pastiji, valori), cuocendole al braciere o al focolare con una padella bucherellata detta pastijaru. Molto gustose erano quelle bollite, ma in questo caso veniva usata una qualità di castagna di seconda scelta, la cosiddetta curcia o selvatica che è altrettanto gustosa, ma 4 Parola e Vita Dicembre 2014 n°15 si sbuccia con più difficoltà ed ha una forma un po’ più piccola ed arrotondata. La bella castagna di qualità nostrana è la Castanea sativa ed è detta ‘nzerta, di forma più bella e affusolata, più grossa, più gustosa. Non era raro vedere in giro persone con le tasche piene di caldarroste mangiarle con sfizio e donare qualcuna all’amico. Qualche imprecazione quando più di una si doveva buttare perché “pigghjata du vermu o mucata” e non si poteva mangiare nemmeno una minima parte. Tutto questo è finito da tempo e molti di questi alberi cominciano ad essere rari, perfino il castagno che oggi non è amato come un tempo e in questi anni è colpito dal cinipide galligeno o vespa del castano (Dryocosmus kuriphilus)(1) che attacca esclusivamente le piante di castagno. Per cui la produzione è molto scarsa, così come la qualità. La zona collinare del circondario di S. Cristina vanta senza dubbio una qualità eccellente di castagno ma la malattia e la forte diminuzione del numero degli alberi, stanno facendo risentire l’economia di questo prezioso frutto. La nostalgia degli usi dei nostri nonni e quell’alimentazione sana e paesana, ha smosso le fantasie attrattive degli organizzatori turistici. Infatti, ormai da anni sono in uso delle sagre dei prodotti tipici. Ed è proprio in questo contesto che a S. Cristina d’Aspromonte è stata organizzata il 9 novembre 2014, la 7° Sagra della Castagna. Clementi le condizioni atmosferiche per quella data, è stato subito messo in bella mostra il pastijaru, un padellone di circa 1.5 metri di diametro fatto apposta e collocato nella caratteristica ed accogliente piazza Vittorio Emanuele II. Ma la cosa più bella è che tantissime donne cristinesi, hanno lavorato per circa 15 giorni per preparare migliaia di pezzi di dolci in cinque specialità: crepes, bignè, castagnaccio, torta e ciambella, tutte di castagna. Molti i visitatori dei paesi limitrofi appassionati di questo frutto, quanto mai raro specie quest’anno. È opportuno dire che si è fatta la Sagra ma, per questa volta, con le castagne comprate altrove per il motivo che abbiamo detto sopra. I visitatori sono stati attratti da quel maestoso pastijaru posto sopra la brace ardente che a sera, dopo le caldarroste, ha accolto la carne di cinghiale offerta dai cacciatori locali, dopo aver mangiato quella bollita. Il binomio castagnacinghiale funziona a meraviglia e le prospettive turistico-culinarie per questi prodotti locali si prevedono eccezionali se il castagno riprenderà a dare i suoi frutti negli anni successivi. Per coloro che non si sono saziati con le caldarroste ci sono stati panini con salsiccia arrostita su richiesta, non lontano dalla botte di buon vino. Una mostra di 75 foto in bianco e nero di costumi del passato ha dato il tocco suggestivo e, dalle proposte dei paesi limitrofi abbiamo ammirato gli strumenti tradizionali come la lira, il tamburello, l’organetto, la chitarra battente, nonché le crepes alla nutella ed i sopetti per i palati più delicati. T.V. (1) È un insetto fitofago dell'ordine degli imenotteri detto galligeno perché induce la comparsa di ingrossamenti tondeggianti detti galle su germogli e foglie delle piante colpite nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. 5 Parola e Vita CRISTIANESIMO CONTRO CORRENTE INFELICI PERCHE’ ORFANI DI ETERNITA’ Un’istantanea, difficilmente confutabile, del nostro vivere quotidiano, ce la offre il Dalai Lama, che scrive: “Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente: in tal maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto”. Al di là di ogni fumosa riflessione filosofica, per noi piccoli uomini, il problema del tempo e della vita è riconducibile ad una domanda molto semplice, pratica, drammatica e inevitabile: con la morte finisce tutto? Perché i casi sono due: se con la morte si va a finire nel niente, già adesso viviamo nel niente, la sostanza dell’esistenza è niente, e il tempo che viviamo non serve a niente. Ne deriva, come volgarmente si dice, che “ogni lasciata è persa” e dunque “carpe diem”, godiamoci attimo per attimo i piaceri della vita. Ho qualche dubbio che questo tipo di vita porti alla felicità, se è vero come è vero, che la disperazione fino al suicidio colpisce più frequentemente persone che della vita hanno avuto tutto, materialmente parlando. Anche il piacere, se non ha un senso, sui tempi lunghi stanca e annoia. E questo è il primo caso. Se invece (ed ecco il secondo caso), come ci insegnano le migliori e più antiche tradizioni filosofiche e religiose (non solo quella cristiana), l’approdo dell’esistenza è la vita eterna, e cioè un orizzonte di senso e di felicità che si comincia a costruire già su questa terra, allora cambia tutto. Il tempo dei nostri anni, dei nostri giorni, degli attimi che viviamo assume un significato sconvolgente, “da far tremare le vene e i polsi”, perché è adesso, qui e ora, che decidiamo del nostro destino eterno. “La spiegazione del mondo – è stato scritto – non è nel mondo, la spiegazione dell’uomo non è nell’uomo”. Il baricentro della vita, il suo significato profondo, non sono le nostre quotidiane fiere delle vanità, ma si colloca nell’invisibile e nel trascendente; e noi post-moderni, imbevuti di materialismo e di falsa scienza, non riusciamo a cavare un ragno dal buco, né dal punto di vista personale ed esistenziale né da quello sociale e storico, perché siamo orfani di eternità, di fatto abbiamo abdicato al trascendente, siamo cittadini del cielo ma vogliamo spiegarci tutto con la nostra piccola testa. La madre di tutte le crisi che attanagliano il mondo attuale, le società, la famiglia e il singolo individuo, è di carattere squisitamente spirituale, riguarda cioè 6 Dicembre 2014 n°15 di Antonio Epifanio il rapporto tra l’uomo e Dio, e tutte le altre crisi (sociale, economica, politica, morale) sono subordinate alla prima. “Se Dio non esistesse bisognerebbe inventarlo”. Se uno spirito dissacratorio e anticonformista come Voltaire è arrivato a questa conclusione, a noi, la questione non dice niente? E il tempo della vita, cosa c’entra con tutto questo? C’entra e come. E’ nel tempo, che è unico (non ci sono bis), limitato e pieno di insidie fuorvianti, che noi, con il comportamento che mettiamo in atto, decidiamo il nostro destino eterno: che è di felicità se in questa vita abbiamo cercato la felicità degli altri, di disperazione se in questa vita abbiamo cercato la nostra felicità. Paradossalmente noi siamo felici nella misura in cui rendiamo felici gli altri. Il test per verificare se siamo sulla giusta strada? Ce lo fornisce S. Agostino, che di queste cose se ne intendeva: la vita eterna - diceva il grande santo/psicologo - è una dolce sinfonia e quando ci si incammina per raggiungerla si comincia a gustarla già su questa terra. (tratto da “Servite Domino in Laetitia”, settembre 2014) S. Agostino nello studio - 1638 (autore incerto) Sant’Agostino - Peter Paul Rubens (1637) NEWS DALLA PARROCCHIA Parola e Vita Dicembre 2014 n°15 BATTESIMI ANNO 2014 Geraci Pasquale di Giuseppe e Italiano Concettina 25 Maggio Padrino: Iermanò Giovanni Madrina: Italiano Giuseppina Romeo Biagio di Antonino e Mansori Malica 28 Giugno Padrino: Romeo Domenico Madrina: Melissari Annamaria Mezzatesta Francesco di Domenico e Epifanio M. Antonietta 20 Luglio Padrino: Primerano Francesco Fimmanò Gabriele di Felice e Romeo Teresa 20 Agosto Padrino: Frassica Giovanni Madrina: Vadalà Rita MATRIMONI ANNO 2014 Epifanio Gennaro e Romeo Angela - 1 Giugno Testimoni: Garibaldi Antonio – Palamara Giuseppe Carboni Simona – Timpano Rosanna Battista Domenico e Epifanio AnnaMaria - 8 Giugno Testimoni: Battista Giovanni – Battista Stefano Epifanio Eleonora – Epifanio Laura 18 dicembre 2014 Operatori pastorali partecipanti alla catechesi di Avvento tenuta dal Vescovo a Oppido 14 dicembre 2014 3a domenica di Avvento Rito della consegna del “Padre Nostro” Ricordiamo con affetto le persone care che nel corso del 2014 hanno fatto ritorno alla casa del Padre. “Colui che piangiamo non è assente ma soltanto invisibile, i suoi occhi raggianti di gloria stanno fissi nei nostri pieni di lacrime.” (S. Agostino) 7 Gennaio Iannone Francesca 2 Febbraio Gangemi Rosario 1 Marzo Carboni Giacomo 6 Marzo Madaffari Domenico 27 Marzo Lentini Giuseppa 6 Aprile Gangemi Antonietta 26 Aprile Papalia Giuseppina 13 Maggio Mezzatesta Giuseppe 20 Maggio Zirilli Domenica 16 Giugno Tripodi Pasquale 14 Luglio Pasqualina Parisi 28 Settembre Strangio M. Antonia 24 Ottobre Laface Giuseppina 28 Ottobre Mezzatesta Nicola 26 Novembre Strangio Caterina 18 Dicembre Portolese Pasqualina 20 Dicembre Iemma Domenico 7 Parrocchia SS. Nicola e Fantino Corso Umberto I, 17 89056 Santa Cristina d’Aspromonte (RC) Sabat 27 Dice bre 2014 a e re 21 00 press i presepe a estit i c rs U bert I (PA A A ESSI A Tel : 09660966-878812 Fax: 09660966-878812 E-mail: [email protected] Web: www.parolaevita.altervista.org Questo giornale è aperto alla collaborazione di chiunque sia portatore di idee concrete e propositive. Per la pubblicazione, la Redazione, comunque, si riserva il diritto di vagliare la natura e i contenuti di tali contributi. P ) R O L RECITA DE SA$T R SARI %EDITAT SIETE TUTTI I$VITATI A PARTECIPARE !!! A (Continua dalla prima pagina) Perciò c'è speranza nel mondo una speranza certa, affidabile anche nei momen e nelle situazioni difficili. La verità è germogliata dalla terra portando amore gius zia e pace. La nascita del Figlio di Dio allora è un germoglio di vita nuova per tu a l'umanità. Possa ogni terra diventare terra buona, che accoglie e fa germogliare l'amore, la Verità, la gius zia e la pace. Buon Natale a voi tu? e alle vostre famiglie. Don Giuseppe - Parroco E V I T A Dalla redazione di “Parola e Vita” giunga un sincero augurio di dal sito: www.gioba.it Buone Feste a tutti i lettori. L’angolo del sorriso Madre. La Verità che regge il mondo intero è sorta dalla terra perché fosse sorre a da mani di donna....... La Verità che il cielo non è sufficiente a contenere, è sorta dalla terra per essere adagiata in una mangiatoia. Con vantaggio di chi un Dio tanto sublime si è fa o umile? Certamente con nessun vantaggio per se, ma con grande vantaggio per noi se crediamo” (Sermones 185,1). “Se crediamo”. Ecco la potenza della fede! Dio ha fa o tu o, ha fa o l'impossibile: si è fa o carne. La sua onnipotenza d'amore ha realizzato ciò che va al di là di ogni umana comprensione: l'Infinito si è fa o bambino, è entrato nella storia dell'umanità. Eppure questo Dio non può entrare nel cuore dell'uomo, nel mio, nel tuo se non apriamo la Porta, la Porta della fede. Il potere dell'uomo di chiudere la porta del suo cuore a Dio può far paura. Ma ecco la realtà che scaccia ogni pensiero tenebroso, la speranza che vince la paura: la verità è germogliata! Dio è nato. La terra ha dato il suo fru o (Salmo 67,7). Si c'è una terra sana, una terra buona, libera da ogni egoismo e da ogni chiusura. C'è nel mondo una terra che Dio ha preparato per venire ad abitare in mezzo a noi, una dimora per la sua presenza nel mondo. Questa terra esiste e anche oggi nel 2014 da qui è germogliata la Verità. Hanno collaborato a questo numero: don Giuseppe Ascone, Antonio Epifanio, Tonino Violi, Letizia Spanò. Progetto grafico e impaginazione: Mimmo Garibaldi e Pasquale Papalia. @ copia consultabile su www.parolaevita.altervista.org 8