Liceo Galilei Sezione classica Voghera Anno scolastico 2001\2002 Classi IIB & IIA Progetto “Comenius1” Anno secondo Lo sguardo sull’altro. Fasi di lavoro classe 2^ B Acquisizione di elementi del linguaggio cinematografico Lavoro sulla scrittura con metodi di scrittura creativa: - Definizione di ciò che significa “ altro” per ognuno, in modo immediato, senza stare a pensarci - Raggruppamento delle definizioni in possibili categorie e riflessione - Sollecitazione ad inventare una storia che abbia come elementi significativi ALTRO e SCELTA, per dare movimento alla storia e per venire incontro alla psicologia dei ragazzi in questo momento della loro evoluzione - Stesura, in gruppo, di storie diverse, molto differenti per tematiche e per valore - Rielaborazione e fusione degli spunti delle varie storie per ricavarne un unico soggetto - Invenzione di diversi personaggi che compaiono nella storia, con descrizioni di carattere fisico e psicologico - Abbozzo di sceneggiatura Le definizioni di “altro” più immediate 1. altro 2. diverso da me 3. un’altra persona 4. chi soffre 5. chi vede il mondo con occhi diversi 6. chi non ha ambizioni 7. resto 8. tutto ciò che non mi riguarda 9. il mondo 10. quello che non conosco / sconosciuto 11. the other 12. il cielo 13. il diverso 14. opportunità di confronto 15. misterioso 16. chi ci circonda 17. tutti gli altri 18. alieni 19. volontario 20. insolito 21. altre specie 22. compagno venuto da un paese straniero 23. lontano 24. altro mondo 25. un mondo capovolto 26. omosessuale 27. insegnante 28. monotonia 29. troppo rigore 30. matematica 31. il non rispetto 32. apatia 33. comunista 34. donna 35. linguaggio russo, albanese, inglese, scientifico… 36. chi odia 37. l’indifferente 38. il “dopo la morte” 39. milanista 40. intrigante 41. musulmano Proposte di raggruppamenti: - contrapposizioni e ostilità incognito intorno a noi indifferenza atteggiamenti diversità - sensazioni / sentimenti - persone - ambiguità di pensiero - comportamenti - persone / scherzi di pensiero mistero opposto fuori da me irraggiungibile Gli incipit delle storie Storia n° 1 Improvvisamente Giovanni si trovò a dover scegliere in modo definitivo; ripensò a come quella storia era cominciata... Un freddo giorno d'inverno, quando scelse di fare il Liceo Classico, forse non pensava ancora che la sua vita sarebbe totalmente cambiata. Progressivamente si distaccò da quei pochi amici che avevano intrapreso strade diverse e non riuscì ad integrarsi con i suoi nuovi compagni di classe. Sono passati più di tre anni fatti di insuccessi scolastici e di emarginazione da chiunque, ora decide di riunirsi con i vecchi amici perché sia è cambiata la sua opinione nei loro confronti sia la loro nei confronti di Giovanni. Diventato maggiorenne la sua vita è cambiata. Storia n° 2 Mi ricordo ancora come fosse ieri, giravo per il corridoio della scuola a testa bassa, assorta nei miei pensieri... non si sentiva alcun rumore a parte il TOC TOC delle mie scarpe. Non mi stavo curando di nulla ed ero talmente presa a pensare che senza accorgermi sono andata a sbattere contro qualcosa...Peccato però che non fosse un oggetto ma una persona...era Marco. Allora ancora non lo conoscevo, era da poche settimane che avevo cominciato a frequentare quell'istituto. Mi risultò subito simpatico e probabilmente se quel giorno non ci fossimo "tamponati" non avremmo mai avuto modo di conoscerci. L'istituto che frequento è gigantesco e ci sono più di ottocento ragazzi ed è praticamente impossibile conoscere tutti. Dopo quello scontro ebbi l'opportunità di rivederlo e di conoscerlo meglio al corso di teatro che avevo appena cominciato a seguire. E' li che è cominciata la nostra amicizia e da allora siamo diventati inseparabili... Ne abbiamo passate tante insieme e dal perfetto sconosciuto che era inizialmente è diventato il mio migliore amico, anche se ora non ne sono più così sicura. … Storia n° 3 Avevo deciso di unirmi ad una compagnia teatrale per testare le mie capacità di … C’era la mia classe al completo e cominciamo a provare, si distribuiscono le parti, giochi psicomotori per imparare a fidarsi ed entrare nel gruppo: tutto succedeva facilmente, tutte le parti assegnate alle persone adatte. Vincere uno dei concorsi sulla nostra sceneggiatura che sembrava come dipinta su noi attori… già, completamente azzeccata, spettacolo dopo spettacolo, tutti si erano immedesimati nelle parti, avevamo quasi estromesso sia il regista sia chiunque non facesse parte del gruppo tanto ci sembravano naturali quei ruoli. Mi stavo rendendo conto che era diventata quasi la nostra quotidianità e tutti si comportavano da personaggi piuttosto che da individui, con un modo di pensare e di agire così teatrale…ma così reale! Un giorno sbagliai una battuta di scena, ne rimasi quasi sconcertato, com’era potuto succedere?… Storia n° 4 Si era appena trasferita in questa nuova città, all'inizio dell'estate e durante le vacanze aveva conosciuto tanta nuova gente. Si trovava molto bene con loro e tra giochi, scherzi e divertenti serate nacque anche un imprevisto amore, una persona completamente diverso da lei e da quello che i suoi genitori avevano sempre sognato per lei. E così l'estate volò e in un attimo giunse il momento dell'iscrizione alla nuova scuola... qua cominciarono i problemi! I suoi genitori volevano che diventasse come loro, snob aristocratici e questo richiedeva la miglior scuola della città. lei invece non voleva separarsi dai suoi amici che frequentavano tutti la scuola pubblica. Tentò in tutti i modi di convincere i suoi a cambiare le loro idee mostrando i lati migliori della scuola pubblica! Che brutti giorni... la decisione era troppo importante: accontentare i genitori e lasciare la compagnia o deluderli e stare con i propri amici? Storia n° 5 Non era mai stato un cuor di leone e non riusciva a capire come gli fosse venuto in mente di lavorare per un quotidiano: “E’ un giornale di provincia e dovrò solo scattare qualche foto: non correrò rischi” avevo pensato. E adesso…l’assurdo era che a dire il vero il suo lavoro al giornale non l’aveva mai messo in pericolo; ma lo pagavano così poco! Per arrotondare lavorava per una agenzia di moda che gli aveva affidato il compito di lavorare ad un servizio fotografico insieme ad una delle sue più promettenti giovani modelle, una ragazza prepotente e viziata ma sicuramente dotata di fascino. Fu così che cominciarono i suoi guai. La giovane modella aveva una compagna di classe, una tipa eccentrica, con un carattere chiuso, che era stata automaticamente emarginata dagli altri studenti. Uno dei motivi che la facevano sembrare strana agli occhi degli altri era la sua cieca fiducia nell’esistenza di creature soprannaturali e forze occulte: ci credeva davvero, poverina! … Storia n° 6 “Era un tranquillo pomeriggio di shopping con le mie amiche. Come al solito c’eravamo incontrate davanti a Ferrari e, dopo una “rapida” occhiata alle vetrine di Sunshine, Portobello, Pomposi, Benetton, Sala, Infiore, Via Maestra, eravamo andate a bere la nostra classica cioccolata (con panna) al Nazionale. Tra una sigaretta e l’altra, parlavamo del più e del meno (ragazzi, interrogazione di filosofia, quell’idiota della mia amica, quel cretino del mio ex, quei rompi….dei miei). Vedevo che un tipo sulla quarantina, brizzolato, tutto infighettato, mi fissava di continuo mentre parlavo al cellulare. Poi si era alzato, era andato a pagare e si era appostato vicino alla porta e mi squadrava dalla testa ai piedi. Io, spaventata e intrigata allo stesso tempo, mi chiedevo che diavolo volesse da me quello lì, che poteva essere mio padre…che figo però… Ad un certo punto il tipo si avvicina con un fare misterioso, mi chiede il mio nome…ciao…ciao…piacere e tutti i soliti convenevoli del caso. Poi dice che mi ha notato… … e infine il soggetto • Una ragazza arriva in una nuova città e deve scegliere la scuola da frequentare. • Incontra un ragazzo che la porta nella sua scuola, dove si sta svolgendo l’autogestione. • Qui ha modo di vedere diverse attività e di conoscere alcuni studenti; fra di loro si intuiscono pregiudizi di vario tipo: ciascuno è diffidente verso gli altri, soprattutto con chi non ha gli stessi gusti e gli stessi interessi. • Entra, poi, nell’aula del laboratorio teatrale, dove si sta provando una scena dell’opera teatrale “Caccia notturna nel Palatinato”. • Uno dei ragazzi attori subisce una sorta di trance, si immedesima nel personaggio che interpreta, un violento, e ne prosegue le gesta anche fuori, assumendo un atteggiamento violento ed intollerante verso i compagni. • Questa situazione fa superare agli altri le loro diffidenze reciproche e li fa unire; infine il ragazzo esce dallo stato di trance e ritorna la normalità. • In chiusura la ragazza protagonista telefona a casa per comunicare la propria scelta. i personaggi Elena: una ragazza qualunque indossa abiti alla moda ma non vuole necessariamente essere al centro dell’attenzione. Ascolta canzonette pop senza nutrire un sincero amore per la musica .Il suo desiderio di socializzare e di emanciparsi dalla famiglia contrasta con l’intrinseca insicurezza della sua età. Federico: E’ un ragazzo gentile, socievole, capace di andare d’accordo con tutti, senza però essere amico di nessuno in particolare. E’ il primo ad accorgersi dell’arrivo di Elena e subito cerca di metterla a suo agio nella nuova scuola. Simpatico e cortese si dimostra però indeciso e pauroso nelle situazioni difficili. Nel vestire sceglie uno stile sportivo, ma curato. Gloria: Studentessa modello, maniacalmente attenta al suo aspetto fisico, ha fatto del successo una religione, una ragione di vita. Le piace dar prova della sua superiorità e non perde occasione di evidenziare i difetti altrui con il suo humor corrosivo al quale solo Sonia riesce a tener testa. Se per le amiche e i molti ammiratori è quasi una dea, molti a scuola non sopportano il suo sarcasmo e le sue manie di protagonismo. “Michelangelo”: Abile disegnatore e appassionato di ogni attività creativa, come molti artisti ha una fin troppo alta considerazione di sé, fino a sfociare nel narcisismo. In polemica con le dominanti correnti di pensiero “ buoniste”, si diverte a interpretare nella vita la parte del cattivo; ruolo che gli riesce benissimo grazie al suo umorismo pungente e irritante. Tutti però sanno che in realtà Michelangelo è un ragazzo buono e generoso ed è solo per questo che riescono a sopportarlo. Sonia: Il look aggressivo, il piercing al naso, i capelli impiastricciati di gel, la gomma americana sempre in bocca Sonia si distingue prima di tutto per il suo aspetto esteriore eccentrico oltre che per i modi sbrigativi e l’indifferenza ostentata nei confronti del mondo circostante. Per i suoi detrattori è brutta, sporca e cattiva, per i suoi amici è un “mito”. Patrizio: Sempre solo e senza un amico, Patrizio trascorre l’intervallo leggendo esiziali volumoni di saggistica e traduzioni ottocentesche di opere greche e latine. Deriso e isolato dai compagni di scuola per la sua timidezza e i suoi vestiti fuori moda, finge di considerare la sua solitudine come una conseguenza della sua superiorità rispetto ai coetanei. A volte però si tradisce svelando un nascosto desiderio di far parte del mondo che vorrebbe dividere con i suoi compagni di scuola. Melissa: Con le scarpe da ginnastica ai piedi, i capelli legati a coda di cavallo, la tuta nuova firmata, l’atletica Melissa è sempre pronta a lanciarsi in qualsiasi attività sportiva. Vanitosa e perfezionista, ha un fortissimo senso della competizione e non è capace di accettare sconfitte. Il suo atteggiamento autoritario ed egocentrico sui campi di gioco spesso la fa apparire antipatica agli altri studenti. Vivendo per lo sport e la competizione è convinta che questa sua visione del mondo debba essere condivisa anche dagli altri: è per questo che cerca in ogni modo di convincere i suoi compagni di corso ad iscriversi alla squadra di pallavolo del Liceo. Alessandro: Alto piuttosto corpulento, Alessandro è animato da un’accesa passione politica che lo spinge a lasciarsi coinvolgere in vivaci dibattiti che, per il suo carattere passionale, tendono sempre a trasformarsi in violenti scontri verbali. prove di sceneggiatura Prima scena - inquadratura dell'ambiente - la figlia sta ascoltando la musica a tutto volume - la madre le urla di abbassare la musica ... " ELENA abbassa la musica, per favore, sono al telefono" - poi la madre deve essere inquadrata di spalle mentre parla al telefono con una amica e le racconta che la figlia deve andare in una nuova scuola... " come ti dicevo sto cercando di convincerla in tutti i modi a frequentare una scola privata perché la sua istruzione non può passare in secondo piano!!!!! "... " lei però non vuole ascoltarmi, vuole fare di testa sua, come del resto ha sempre fatto". ... " comunque per adesso andrà a visitare questa scuola che le interessa, chissà cosa sceglierà" Scena teatrale da “Caccia notturna nel Palatinato” Inizio registrazione: la telecamera segue Elena che scende lo scalone del liceo si affaccia all’ala sinistra del ginnasio si guarda attorno un po’ smarrita ricambia un po’ infastidita lo sguardo insistentemente curioso di uno studente scende la scaletta sbuffando raggiunge la porta dell’aula magna LUOGO: atrio di fronte all’aula magna Registrazione scena: la telecamera riprende Elena mentre si guarda ancora attorno innervosita, in cerca dello studente che l’aveva accompagnata BATTUTA(borbotta tra sé): “ma dove sarà andato quel tizio che mi ha portato in ‘sto labirinto! E io manco ci volevo venire!” ormai sconsolata, sente delle voci provenire dalla porta di fronte a lei VOCI(attutite dalla porta chiusa) =cantilena delle arcadiche “…ma il nostro esilio ci tratterrà lontano e invano narreremo di un triste boemo e inseguiremo, in sogno, quel sovrano, su questa melodia, il cui acerbo frutto è nostalgia…” la cantilena va sfumando per lasciare il posto al ritmo del tamburo tamburo di sottofondo a ritmo crescente quasi ad accompagnare l’avvicinarsi di Elena\ smette con una percussione secca quando Elena si affaccia alla soglia incuriosita si accinge a guardare dentro LUOGO1: atrio fuori dall’aula magna AZIONE1: Elena si sporge “Vediamo se è qui, sento delle con la testa all’interno voci, magari fanno un po’ di dell’aula musica” Registrazione: panoramica all’interno dell’aula magna per rendere lo sguardo di Elena all’interno LUOGO2a: spazio di palco Spazio1 allestito per le prove(fondo tavolo per torture dell’aula magna) oggetti vari[tubo di metallo, corde, catene(!)] LUOGO2b#: fondo Spazio2 Personaggi dell’aula, spazio per la sedia del regista Attori vari che regia(angolo sinistro) altre sedie per gli attori in bevono caffè e pausa ripassano le parti cavalletti per telecamere Attori che chiacchierano sottovoce Regista Aiuto regista Cameraman Staff tecnico Continua … generale AZIONE2: Elena sta ad osservare la scena Telecamera fissa sul “palco”, sulle arcadiche e sulle successive azioni teatrali AZIONE3: il gruppo teatrale sta “…le cetre sono rotte, fiorisce Personaggi provando una scena dello spettacolo di terrore Mercenario (non parla) “Caccia notturna nel Palatinato” questa notte…” 2 ragazze (recitano la canzone) AZIONE4: entra la prima torturata, viene lanciata a terra mentre si dimena Grida “Lasciatemi! Non ho fatto nulla di male, pietà!” “Diamo inizio al primo interrogatorio” “Metodo dei dadi: il soggetto venga fatto stendere sul calcagno destro. Venga posto un tubo di metallo con un lato concavo. Tramite una vite si esegua una pressione sino a che il metallo entri nelle carni…” AZIONE6: grida di dolore della (gemiti strazianti, pianti e strega(dice urlando la battuta mentre lacrime della strega) “Sì, viene torturata) confesso, ogni notte ci rechiamo nella radura, ci spogliamo e danziamo invocando nostro signore il diavolo!” AZIONE5: entra il mercenario; monologo tono didattico, agisce mentre descrive le torture Personaggi Strega1 Carceriere( Personaggi Mercenario Carceriere Torturata Personaggi Strega Mercenario (ghigno sadico di fronte alla sofferenza della donna) Fasi di lavoro classe 2^ A Acquisizione di elementi del linguaggio cinematografico Lavoro per gruppi: - stesura soggetto; scelte registiche; indicazioni di montaggio; scelta commento musicale; abbozzo di sceneggiatura. soggetto scelte registiche indicazioni di montaggio colonna sonora abbozzo di sceneggiatura Soggetto • • • • • • Questo cortometraggio presenta l’incontro fra una nostra coetanea e un barbone seduto su una panchina della stazione di Voghera e isolato dalla generale indifferenza di passanti che si limitano a lasciar cadere qualche monetina nel cappello. Questa ragazza, sedendosi accanto a lui, cerca di instaurare un dialogo con questo emblema dell’emarginazione nella società moderna. Nonostante la comunicazione risulti difficile inizialmente, il barbone comincia ad aprirsi e a raccontarle le vicende della propria vita che l’hanno portato a compiere una scelta diversa. Infatti, anche lui, fino ad un anno prima, aveva una vita “normale”: era un manager di successo con una famiglia felice. Pur avendo realizzato tutte le sue aspirazioni, sentiva che una parte di sé era ancora insoddisfatta, priva di quel qualcosa che, però, non riusciva a bene identificare. La spinta al cambiamento lo travolse in un giorno qualunque, dopo aver perso il solito treno che lo portava a lavoro. Irritato per questo fatto, si sedette su una panchina a fumare e, avendo notato un barbone di fronte a lui, senza capirne bene il motivo, andò verso di lui per offrirgli una sigaretta. Scelte registiche Prima parte – Scena I Le successioni di inquadrature devono essere molto rapide, finalizzate ad esprimere al meglio quanto sia caotica la quotidianità dell’uomo. Scena II I passanti non devono essere riconoscibili. L’inquadrare esclusivamente le gambe serve a sottolineare l’indifferenza della gente, anonima e indaffarata. Particolare: l’inquadratura si deve soffermare sulla caduta della moneta nel cappello. Scena III La ragazza viene inquadrata in modo che il barbone sia sempre visibile a lato dello schermo. L’uomo la guarda perplessa, quasi con un umile timore reverenziale. Mentre il barbone parla, lo sguardo torna a posarsi sulle mani, che giocano nervosamente tra loro. Alla battuta tristissima fanno seguito tre o quattro secondi di silenzio; si sente solo il rumore delle macchine di sottofondo. La situazione deve essere alquanto imbarazzante. I due vengono sempre inquadrati assieme. All’ultima battuta della ragazza, la camera si sposta dai due verso il primissimo piano del barbone, occhi in particolare. Parte il flashback. Continua… Seconda Parte - Flashback La voce fuori campo deve essere calda e ben impostata, sicura di se’, quasi come se il barbone avesse risolto un conflitto interiore. Scena IV La camera deve soffermarsi sul particolare della fede, quando viene infilata al dito della ragazza. Scena V Questa scena deve quasi sovrapporsi alla precedente, in corrispondenza con la voce fuori campo (“un matrimonio felice…”). Scena VI L’uomo finora è sempre stato inquadrato sorridente. Il pubblico deve percepire che il conflitto interiore non si è ancora manifestato. Inquadratura dall’alto della salita del cortile, che man mano scende verso la porta d’ingresso della villa dalla quale escono i due. Terza Parte - Scena VII Si sovrappongono velocemente le inquadrature del volto (primo piano) dell’uomo con quelle dello schermo con gli orari. L’uomo viene per la prima volta inquadrato con un’espressione diversa da quella consueta. E’ scocciato, quasi dilaniato dall’inquietudine di un male di vivere. La camera lo inquadra dallo stesso punto mentre attraversa la strada, si avvicina al barbone e si siede sulla panchina. Appoggia il pacchetto di sigarette al suo fianco e gioca nervosamente con la sigaretta che tiene in mano (analogia con Bar1). Continua … Scena VIII Le inquadrature di un barbone seduto di fronte su un’altra panchina e del pacchetto di sigarette si sovrappongono velocemente. Lo scopo è quello di mettere in luce il desiderio dell’uomo di fumare, per questo motivo la camera si sofferma sugli occhi che fissano il pacchetto. L’inquadratura è a livello della strada da sotto la panchina del barbone e riprende i piedi del protagonista che si alza e si avvicina all’uomo col pacchetto di sigarette nella mano sinistra. I due vengono inquadrati di lato. Bar1bis è in piedi e guarda l’uomo seduto quasi con una sorta di curiosità morbosa. Si siede vicino a lui. Due o tre secondi di silenzio. La camera che prima inquadra entrambi si sposta verso gli occhi del ragazzo che guarda dritto davanti a sé (primissimo piano), come se fosse alla ricerca di conferme o semplicemente di una risposta alla sua esistenza. Quarta Parte - Conclusione DISSOLVENZAdagli occhi di Bar1bis sfumano quelli di Bar1, che si definiscono sempre più, fino a quando la camera non si sposta per inquadrare entrambi. Bar1 e Bar1bis sono la stessa persona. Bar1 si volta rapidamente verso la ragazza, la fissa un paio di secondi in silenzio. Poi torna a fissare le mani che giocano nervosamente fra di loro. Sulla colonna sonora di “Streets of Philadelphia”, la camera deve inquadrare entrambi: lei di schiena mentre se ne va e lui seduto sulla panchina che la osserva noncurante del walkman nelle orecchie. Montaggio I INQUADRATURA: Funzionale per presentare agli spettatori il contesto entro cui si svolge l’azione. Questa situazione iniziale va al di là del semplice sfondo cittadino perché presenta la tematica principale da cui si snoderà la vicenda. II INQUADRATURA: Fa focalizzare l’attenzione su una figura in particolare, che si distingue dalle altre e per questo risulta più attraente e incuriosisce gli spettatori, che cercheranno più immagini, più informazioni che chiariscano il suo ruolo nella vicenda. III INQUADRATURA: L’incontro con la ragazza dà il via alla vicenda vera e propria. Panchina scelta scenografica che mette in evidenza la contrapposizione tra due mondi, quello conformista della ragazza e la possibile alternativa alla routine della vita (barbone). Continua… Montaggio DIALOGO: Amplia il senso di quello che le immagini vogliono trasmettere, poiché sarebbe, infatti, inutili senza il supporto di queste ultime. Proprio attraverso l’impatto visivo il pubblico può cogliere appieno la tematica centrale del cortometraggio. FLASHBACK: Ha due diverse funzioni. 1. Strutturale: costituisce la parte centrale del corto ed è formato da tante inquadrature frammentarie, veloci e diverse. E’ l’elemento che collega la parte iniziale a quella finale. 2. Analisi psicologica: una voce fuori campo mette in evidenza i sentimenti e i pensieri del barbone, la cui esperienza passata è riflesso di una società che non vuole uscire dalla monotonia quotidiana. FINALE: La frase è sintomatica della società di oggi, con una chiusura mentale e un’indifferenza che si presentano nelle piccole situazioni quotidiane come questa. E’ una frase schietta, che non dà insegnamenti, non fa riflettere, ma lascia soltanto perplessi: si configura quindi come espediente per lasciare la storia in sospeso, non crea una vera e propria conclusione e lascia dei dubbi anche tra il pubblico. Colonna sonora • • • • • • 1-RAINING BLOOD, Slayer Questa musica va accompagnata alle “inquadrature del traffico” iniziali. Lo scopo che vogliamo ottenere è quello di evidenziare la situazione di caos, rumore e frenesia da cui siamo sempre più spesso circondati, che si contrappone al silenzio assoluto della scena seguente (i piedi del barbone, con un bicchiere per l’elemosina davanti), per rappresentare una vita, una persona anticonvenzionale. 2-SALVAMI, Jovanotti A differenza della prima musica scelta per la colonna sonora, in questo caso è importante il testo della canzone, che ci permette di introdurre il tema dell’Indifferenza; non a caso, “Salvami” è ascoltata dalla ragazza che si siede di fianco al barbone, l’unica persona che, almeno per qualche minuto, sembra non essere indifferente. Continua …. Colonna sonora • • 3-ANIMAL INSTINCT, Cranberries Questo pezzo è usato come sottofondo per la scena del flashback. Il primo verso della strofa dice: “Suddenly something has happened to me”, “All’improvviso mi è successo qualcosa”, ed è ciò che il barbone sta cercando di spiegare alla ragazza, cioè la causa del suo cambiamento, che lo ha portato a prendere la decisione di stravolgere la sua vita “normale” e diventare barbone. • • 4-STREETS OF PHILADELPHIA, Bruce Springsteen La canzone, che va a chiudere il corto, l’abbiamo scelta proprio per la sua linea melodica, un po’ malinconica, adatta a riflettere la delusione degli spettatori per il finale, che non rappresenta il classico “happy end”, ma sembra, al contrario, togliere del tutto le speranze. prove di sceneggiatura Scena 2^ • III INQUADRATURA - Ragazza allegra che camminando (dal basso verso l’alto) ascolta il walkman - Si ferma davanti al barbone e si musica siede sulla panchina di fianco a lui RAG: ”Oggi non è giornata, vero?” (guardando il cappello semivuoto) BAR1: “Non è mai giornata per uno come me.” (inquadrato il barbone sconsolato) RAG: “Va beh, (guardando il bicchiereinquadratura del bicchiere) a fine giornata un bicchierino te lo puoi permettere.” (battuta tristissima: il barbone non ha reazione) “Scusa; è che non capita tutti i giorni di parlare… (cerca le parole adatte) … con uno come te.” BAR1: (mesto) “Figurati.” (tenendo sempre gli occhi bassi) RAG: “E’ tanto che fai questa vita?” (si inquadrano gli occhi del barbone e parte il flashback) Scena 3^ FUORI CAMPO BAR1bis: “Più di un anno fa ho cominciato un serio riesame della mia vita. Ho avuto un’infanzia felice, una buona istruzione, un matrimonio felice… IV INQUADRATURA - Il “barbone” e sua moglie si scambiano gli anelli davanti all’altare di una chiesa. V INQUADRATURA - Fuori dalla chiesa (chiesa rossa), escono tra i festeggiamenti della folla che li aspetta per lanciare il riso. …ho avuto una carriera di successo e una ditta gestita insieme a mia moglie… VI INQUADRATURA - Esternoil “barbone” e la moglie escono da una bella casa: lui è vestito con un completo (giacca e cravatta) …tenuta da lavoro - Lei gli dà un bacio e si recano sulle rispettive macchine per andare a lavorare …ero riuscito in tutto quello in cui avevo sperato di riuscire da giovane, ma qualcosa mi mancava. Non era una cosa materiale. Era più profondo. E non era fuori di me. Era qualcosa dentro di me..” gli autori Classe 2^ b Valentina Achille Cam illa Bariani Cinzia Buscaglia Mario Busi Cecilia Casso la Carlo Chio la Matteo Draghi Alessand ra Ferrari Patrizia Frigo Valentina Gatti Chiara Libreri And rea Marchetti Mara Milanesi Pao lo Montagna Marco Rivo ira Alessand ra Sim eo ne Sim o ne Tiglio Luca Vercesi Massim iliano Vitale Marta Zuccarelli Classe 2^ a Silvia Agno setti Vincenzo Ago stini Marik a Alp ini Francesca Ballan Irene Bazzini Riccard o Ferrari Daniele Ferro Elena Gand o lfi Francesca Gerli And rea Guerra Virginia Lim o nta Marco Mangiaro tti Chiara Manto Alberto Mo rini Giulia Natale And rea Pelo so Ro berta Pernetti Leo Santino li Vio la Tavazzani Leo nard o Verzaro I docenti coordinatori Patrizia Bernini Auro ra Bo nfo co Silvana Franzo si Ornella Zanard i