COMUNE DI RUSSI Martedì, 07 aprile 2015 COMUNE DI RUSSI Martedì, 07 aprile 2015 Prime Pagine 07/04/2015 Prima Pagina 1 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Economia e Lavoro 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 9 2 L' Ue chiede la restituzione degli incentivi per la riconversione La... Infrastrutture, viabilità, trasporti 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 35 3 Possibili disagi a Cervia, L. di Savio e Ravenna mare 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 22 4 Lavori in corsoa PinarellaPer due giornipossibili disagi 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 31 5 Nuova condotta di by pass Domani via ai lavori a Pinarella 06/04/2015 Ravenna Today Redazione Pinarella, lavori alla condotta idrica: possibili cali di pressione nel... 6 Pubblica amministrazione 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 2 7 «Spending 2», 45 miliardi da Pa, trasporti e partecipate 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3 9 I paletti Ue sulle concessioni autostradali 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 3 11 Il passo indietro necessario 07/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 36 Gianni BocchieriMauro Pizzin In Regione politiche attive con poco privato 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 2 BRUNO CAPONE O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 4 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 33 NICOLA MONDELLI Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il termine, si perde un anno RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA La proposta del governo mette a rischio la libertà di insegnamento 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 39 16 17 Dieci mld per non aumentare l' Iva 07/04/2015 Italia Oggi Pagina 34 14 MATTEO SCIOCCHETTI Garanzia giovani, è flop 20 22 24 sport 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 19 26 Sara Errani riparte al ritmo di Charleston 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 23 28 C' è Caimmi alle spalle delle tre frecce africane 07/04/2015 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Pagina 29 30 Per la 100 km del Passatore già 1.700 atleti iscritti provenienti... 07/04/2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 8 Record di partecipanti, oltre 700, alla 39ª Maratona del Lamone 07/04/2015 La Voce di Romagna Pagina 49 Il talismano Succi cala il jolly al tavolo salvezza LUOTTO MASSIMO 31 32 7 aprile 2015 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Prima Pagina Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 1 7 aprile 2015 Pagina 9 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Economia e Lavoro NUOVA QUERELLE SULL'EX ZUCCHERIFICIO DI RUSSI L' Ue chiede la restituzione degli incentivi per la riconversione La protesta: «Eridania si rassegni» Le attiviste di Clan Destino e Ravenna Virtuosa polemiche dopo la richiesta dell' Ue di restituire 90 milioni e mezzo. RAVENNA. Il contributo europeo per lo smantellamento degli impianti saccariferi prevedeva lo smantellamento degli stessi siti produttivi e aiuti differenziati nel caso in cui gli impianti di produzione fossero smantellati solo parzialmente. Cosa, quest'ultima, avvenuta a Russi c o m e i n d i c a t o d a l l e a t t i v i s t e dell'associazione Clan Destino e Ravenna Virtuosa, Roberta Babini e Cinzia Pasi, dove i grandi silos non sono stati abbattuti ma riconvertiti. Alla luce della decisione del gennaio scorso con cui l'Unione europea ha chiesto indietro all'Italia 90 milioni e mezzo di euro «indebitamente percepiti », le due esponenti di opposizione chiedono se le dichiarazioni del ministro delle politiche agricole («chi ho ha rispettato le regole pagherà») in merito alla vicenda delle quote latte varrà anche per Eridania. Il riferimento è infatti alla controversia promossa dall'azienda che nel 2011, conferì gli immobili ad una nuova società, l'Eridania Italia, costituita dalla stessa Eridania con il gruppo francese Cristal Union, riassorbendo nel reparto confezionamento i lavoratori dell'ex zuccherificio. «La scelta è stata senza dubbio un bene per l'o c c u p a z i one spiegano ma considerando gli utili derivanti dalla cessione delle quote è doverosa la rinuncia di Eridania Sadam al contributo integrale ». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 2 7 aprile 2015 Pagina 35 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) Infrastrutture, viabilità, trasporti LAVORI ALLA RETE IDRICA. Possibili disagi a Cervia, L. di Savio e Ravenna mare Dalle 22 di domani alle 10 di venerdì è in programma a Pinarella un intervento per permettere il collegamento della nuova condotta di by pass, necessario per il superamento dell' interferenza con la rotonda di Pinarella, in via di costruzione. L' intervento interesserà le utenze idropotabili delle zone di Cervia, Lido di Savio e Ravenna mare. Romagna Acque Società delle Fonti spa (in collaborazione con Hera spa) «metterà in campo tutte le azioni possibili e necessarie volte a garantire la normale erogazione del servizio anche in questa fase di lavori straordinari; tuttavia, in contemporanea con l' intervento e nelle ore immediatamente susseguenti, la fornitura nella zona direttamente interessata (e anche in quella, adiacente, del Comune di Russi) potrebbe subire alcuni intorbidimenti o riduzioni di pressione, che non altereranno comunque il livello di potabilità dell' acqua erogata». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 3 7 aprile 2015 Pagina 22 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Infrastrutture, viabilità, trasporti ROMAGNA ACQUE. Lavori in corsoa PinarellaPer due giornipossibili disagi DALLE 22 di mercoledì 8 aprile alle 10 di venerdì 10 aprile, è in programma a Pinarella di Cervia un intervento per permettere il collegamento della nuova condotta di by pass, necessario per il superamento dell' interferenza con la rotonda di Pinarella, in via di costruzione. L' intervento interesserà le utenze idropotabili delle zone di Cervia, Lido di Savio e Ravenna mare. «ROMAGNA AcqueSocietà delle Fonti Spa (in collaborazione con Hera Spa) si legge nel comunicato metterà in campo tutte le azioni possibili e necessarie volte a garantire la normale erogazione del servizio anche in questa fase di lavori straordinari; tuttavia, in contemporanea con l' intervento e nelle ore immediatamente susseguenti, la fornitura nella zona direttamente interessata (e anche in quella, adiacente, del Comune di Russi) potrebbe subire alcuni intorbidimenti o riduzioni di pressione, che non altereranno comunque il livello di potabilità dell' acqua erogata. Romagna Acque garantisce peraltro il massimo sforzo dei propri operatori per limitare al minimo le eventuali variazioni di erogazione». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 4 7 aprile 2015 Pagina 31 La Voce di Romagna Infrastrutture, viabilità, trasporti ROMAGNA ACQUE. Nuova condotta di by pass Domani via ai lavori a Pinarella Dalle ore 22 di domani alle ore 10 di venerdì 10, è in programma a Pinarella di Cervia un intervento per permettere il collegamento della nuova condotta di by pass, necessario per il superamento dell' interferenza con la rotonda di Pinarella, in via di costruzione. L' intervento interesserà le utenze idropotabili delle zone di Cervia, Lido di Savio e Ravenna mare. Romagna Acque Società delle Fonti Spa (in collabo razione con Hera Spa) metterà in campo tutte le azioni possibili per garantire la normale erogazione del servizio anche in questa fase di lavori straordinari; tuttavia, in contemporanea con l' intervento e nelle ore susseguenti, la fornitura nella zona interessata (e anche in quella, adiacente, del Comune di Russi) potrebbe subire alcuni intorbidimenti o riduzioni di pressione, che non altereranno comunque il livello di potabilità dell' acqua. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 5 6 aprile 2015 Ravenna Today Infrastrutture, viabilità, trasporti Pinarella, lavori alla condotta idrica: possibili cali di pressione nel cervese, sui lidi e a Russi La società "garantisce peraltro il massimo sforzo dei propri operatori per limitare al minimo le eventuali variazioni di erogazione". Lavori in corso a Pinarella da mercoledì sera a venerdì mattina per permettere il collegamento della nuova condotta di by pass, necessario per il superamento dell' interferenza con la rotonda di Pinarella, in via di costruzione. L' intervento interesserà le utenze idropotabili delle zone di Cervia, Lido di Savio e Ravenna mare e saranno èossibili cali di pressione nella fornitura idrica nel cervese, sui lidi e a Russi. Annuncio promozionale Romagna Acque Società delle Fonti Spa (in collaborazione con Hera Spa), viene spiegato, "metterà in campo tutte le azioni possibili e necessarie volte a garantire la normale erogazione del servizio anche in questa fase di lavori straordinari; tuttavia, in contemporanea con l' intervento e nelle ore immediatamente susseguenti, la fornitura nella zona direttamente interessata (e anche in quella, adiacente, del Comune di Russi) potrebbe subire alcuni intorbidimenti o riduzioni di pressione, che non altereranno comunque il livello di potabilità dell' acqua erogata". La società "garantisce peraltro il massimo sforzo dei propri operatori per limitare al minimo le eventuali variazioni di erogazione". Redazione Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 6 7 aprile 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione I tagli. Piano da almeno 10 miliardi: 2,54 dagli enti territoriali, altri 3,1 da sconti fiscali e incentivi alle imprese. «Spending 2», 45 miliardi da Pa, trasporti e partecipate Marco Rogari ROMA Un nuovo percorso per realizzare «una maggiore integrazione» tra il processo di revisione della spesa e il ciclo di bilancio. Che include il "pensionamento" della legge di stabilità, destinata a essere assorbita nel disegno di bilancio triennale da varare a ottobre. E che prevede anche specifici accordi triennali tra il ministero dell' Economia e i singoli dicasteri di spesa per individuare gli interventi legislativi e amministrativi da sottoporre a palazzo Chigi con l' obiettivo di far marciare speditamente la spending review e rispettare i vincoli di bilancio. È quello che seguirà il Governo subito dopo il varo del Def per effetto dell' attuazione della riforma del bilancio. Un percorso indicato nelle bozze dei documenti allegati allo stesso Def, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri quanto meno per un primo esame (il Pnr arriverà in ogni caso venerdì), che dovrebbe consentire di superare il tradizionale metodo della spesa storica e individuare i vari gradi di priorità dei programmi di spesa (in primis quelli nuovi). Che dovranno amalgamarsi con i nuovi tagli selettivi in arrivo, almeno 10 miliardi per il 2016 (con la possibilità di arrivare a 12), 45 dei quali arriverranno essenzialmente da tre interventi: attuazione della riforma della Pa e rafforzamento delle centralizzazione degli acquisti di beni e servizi; stretta sulle partecipate; riduzione dei trasferimenti e sussidi al trasporto pubblico. Altri 3,1 miliardi dovrebbero essere garantiti dalla potatura delle tax expenditures (1,5 miliardi) e dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese (si veda Il Sole 24 Ore del 5 aprile). I 2,54 miliardi restanti verrebbero assicurati prevalentemente da interventi sulla spesa regionale, sprechi sanitari inclusi, e in minima parte sui Comuni. Un' operazione quest' ultima che poggerebbe sull' adozione su vasta scala del metodo dei fabbisogni e dei costi standard,comunque accompagnata dal superamento del Patto di stabilità interno, anche se ovviamente i sindaci (e i Governatori) sarebbero vincolati al rispetto del pareggio di bilancio ora sancito dalla Costituzione. L' obiettivo della cosiddetta «spending 2», alla quale sta lavorando la cabina di regia di palazzo Chigi coordinata da Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, in stretto contatto con il ministero dell' Economia, è quella di recuperare gran parte delle risorse necessarie per disinnescare le clausole di salvaguardia previste dalle ultime due leggi di stabilità. Se, come appare probabile, la spending dovesse garantire più di 10 miliardi (non è escluso che si arrivi a 1213), le maggiori risorse verrebbe utilizzare per ridurre Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 7 7 aprile 2015 Pagina 2 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione la pressione fiscale. La mappa dei tagli dovrebbe essere quantificata e dettagliata nella prossima legge di bilancio triennale da varare in autunno, sempreché non si decida per l' ultima volta di tenere in vita l' attuale suddivisione tra Ddl di stabilità e Ddl di Bilancio. Ma, almeno per il momento, il Governo sembra deciso a non ricorrere a proroghe. Nelle bozze dei documenti allegati al Def (si veda Il Sole 24 Ore del 4 aprile) si legge a chiare lettere che «il Governo intende attuare la delega concessa per il completamento della riforma del bilancio». Una fetta consistente delle risorse dovrebbe arrivare dall' attuazione della riforma della Pa. Dal Codacons arriva la richiesta di tagliare gli enti inutili: sono circa 500 e costano 10 miliardi lanno. © RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 8 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione SbloccaItalia. Brusca frenata della Commissione europea sui «nuovi investimenti» che potrebbero nascere dagli accorpamenti dell' articolo 5. I paletti Ue sulle concessioni autostradali Alessandro Arona ROMA Cresce l' attenzione di Bruxelles sui dossier dei trasporti italiani, dalle autostrade agli aeroporti (tariffe e concessioni) ai porti. Sulle proroghe autostradali in cambio di nuovi investimenti, la Commissione europea ha già frenato, mettendo sotto i riflettori l' articolo 5 dello Sblocca Italia. Bruxelles mette paletti proprio sul concetto di "nuovi" investimenti, che pure compare nella versione finale dell' articolo 5 convertito come precondizione per poter accedere alle proroghe: si deve trattare di investimenti davvero "aggiuntivi", non previsti nelle concessioni vigenti, e non opere già previste di cui si sostiene la "non realizzabilità" economicofinanziaria, vuoi per la scadenza ravvicinata della concessione vuoi per mutate previsioni economicofinanziarie sul mercato. La prima lettera di Bruxelles al ministero delle Infrastrutture ammetteva solo 1,5 miliardi di investimenti sugli oltre 10 miliardi previsti con l' operazione proroghe. Solo quelli, a una prima lettura degli uffici della Commissione, sarebbe pienamente rientrante nella definizione di «nuovo». Il Mit è convinto che si potrà alzare l' asticella, ma l' eventuale stop "selettivo" potrebbe far desistere Gavio dall' operazione complessiva di accorpamentiprorogheinvestimenti (dal gruppo dipendevano 7 miliardi su 1011, la proposta è già stata presentata al Mit a fine dicembre) e rischiano inoltre di aprirsi rischi di ricorso dei concessionari in specifici casi, in particolare la AstiCuneo. Renzi ha comunque già detto che non vuole forzature con Bruxelles. La risposta del Mit spiegava a Bruxelles che alcune opere erano sì previste in origine nelle concessioni, ma non sono mai state inserite nei piani economicofinanziari (Pef), non sono mai entrate cioè negli atti aggiuntivi operativi. È il caso ad esempio del completamento della Cisa, la A15 La SpeziaParma, nel tratto Parma Nogarole Rocca (Verona, sulla A22). Era in concessione fin dal 1999, per una spesa di 1,8 miliardi, ma visto il basso traffico di quell' autostrada si prevedeva fin dall' inizio un contributo pubblico di circa un miliardo. Oggi l' opera costa 2,6 miliardi, è stato sbloccato e aggiudicato solo il primo lotto (12 km su 85) da 500 milioni. La concessione scade nel 2031, le bozze di Pef prevedevano che per coprire l' opera fossero necessari aumenti di tariffe del 7,5% all' anno per dieci anni (già oggi è una delle autostrade più care d' Italia) e comunque fondi statali per 750 milioni e un indennizzo da subentro da 1,7 miliardi. Da qui l' idea di Lupi e di Gavio di accorpare tutte le società del gruppo, allungare la vita media delle concessioni, e coprire quest' opera, come gli extracosti della AstiCuneo, con incrementi tariffari molto Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 9 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione più ridotti, spalmati su tutta la rete. L' altro nodo critico è proprio la AstiCuneo. Qui la gara per affidare la concessione c' è stata, vinta nel 2005 dal gruppo Gavio (concessione nel 2007). La stima delle opere a carico del concessionario (443 milioni erano stati fatti dall' Anas) era di 988 milioni al momento della gara, oggi la stima è di 2,5 miliardi (sic!). Le cause (secondo il Mit): aggiornamento prezzi, nuove normative, varianti di tracciato. E poi la crisi e le minori stime di traffico, fatto sta che il Pef non sta più in piedi. Due lotti non sono coperti, il 2.5 e 2.6 da Alba alla TorinoSavona: il Mit puntava ad accantonare il 2.5, perché c' è già una superstrada, da realizzare è invece il 2.5 da circa 750800 milioni, con l' ipotesi accorpamentiproroghe proposte da Gavio già a fine 2014. L' opera non è certamente nuova, si può però sostenere che il Pef saltato non dipenda dal rischio di mercato, ma da scelte della Pa, e dunque il concessionario abbia diritto al riequilibrio. Se la Ue dirà di no, il rischio è che la società faccia comunque causa al governo per ottenere indennizzi salatissimi, visto che senza il lotto 2.6 l' autostrada finisce nei campi. Poi c' è la partita Autobrennero, società controllata al 45% dalle province autonome di Trento e Bolzano (tramite la Regione) e da altri enti territoriali veneti ed emiliani. La concessione è scaduta il30 aprile 2014, il governo Monti aveva lanciato nel dicembre 2011 la gara, ma è stata poi annullata dal Consiglio di Stato nel 2014 per motivi formali. In ballo ci sono investimenti per due miliardi di euro (la terza corsia ModenaVerona e ammodernamenti) e anche il fondo accantonato per il tunnel ferroviario, 550 milioni che la società non vuole per ora "mollare" e altri 1,6 miliardi nei prossimi trent' anni. Lupi e il governo Renzi hanno chiesto la proroga alla Ue puntando sull' opportunità e la legittimità di coinsiderarlo un affidamento "in house", ma è una via molto stretta. In caso di stop si dovrà necessariamente ripubblicare la gara. Simile il caso di Autovie (Regione Friuli all' 85%). La concessione scade nel 2017, a causa della crisi il piano del 2008 si è rivelato non bancabile (aveva comunque un subentro da 1,7 miliardi). Si tenta anche qui la strada dell' in house, ma se la Ue metterà lo stop si potrà anche qui tentare la strada della gara per realizzare le opere. © RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 10 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione L' ANALISI. Il passo indietro necessario Giorgio Santilli Da tempo spending review e riforma della Pa sono al centro dell' agenda politica, ma, almeno nel settore degli appalti, finora si è eluso il nodo: quali sono le funzioni necessarie della Pa e quali quelle che vanno lasciate a un mercato trasparente e ben regolato? È possibile ridurre il perimetro della sfera (e della spesa) pubblica garantendo e rafforzando alcuni presidi fondamentali che garantiscano risultati più efficienti? Continua pagina 3 di Giorgio Santilli Continua da pagina 1 Il settore dei lavori pubblici martoriato dalle inchieste per corruzione e ancor più dagli sprechi creati da costi eccessivi, tempi incerti e migliaia di opere incompiute dovrebbe poter contare sulle risposte a questi quesiti già oggi. Spending review e riforma della struttura della Pa si intrecciano strettamente, in questo campo, con altri due appuntamenti decisivi di queste settimane: la riforma del codice degli appalti e il recepimento delle direttive europee 23, 24 e 25 del 2014 che stanno ridefinendo regole e assetti di mercato in tutta Europa. Si aggiunga a tutto questo la quarta rivoluzione industriale che sta portando in questo settore la rivoluzione digitale (attraverso il Building Information Modeling o Bim) consentendo abbattimenti di costi dell' ordine del 30%. Torniamo alle funzioni della Pa, oggi ridondanti dove non serve (perché il mercato offrirebbe soluzioni efficienti) e debolissime dove invece sarebbero fondamentali per rendere efficiente la domanda pubblica e il controllo dei risultati attesi. Per il settore degli appalti, non c' è solo la vergognosa espansione dell' inhouse pubblico in spregio a qualunque regola di concorrenza e trasparenza. Un esempio altamente significativo è quello del contributo del 2% di un appalto di lavori pubblici che si dà a un dipendente pubblico per affidargli (eludendo qualunque regola o principio di trasparenza o competizione) un incarico di progettazione. La ragione di questo istituto non è nella garanzia di una migliore progettazione, ma nel fatto che il 2% è gestito dalle singole amministrazioni e garantisce di fatto una forma di retribuzione integrativa a una parte del personale tecnico della Pa, ovviamente con il consenso dei sindacati interni. Più volte si è discusso di abolire questa norma dal sapore clientelare, ma alla fine è sempre riuscita a sopravvivere. Manca in Italia un mercato della progettazione che giustifichi questa forma di protezione del pubblico impiego? Ovviamente no: abbiamo ingegneri, architetti, società di ingegneria, società di progettazione di buona qualità. È vero piuttosto il contrario ed è un' evidenza sintomatica del modello italiano: l' eccesso di presenza della Pa impedisce lo sviluppo di un mercato della progettazione. Anche altre Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 11 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione ragioni, tutte gravi, concorrono in realtà ad aggravare questo limite italiano: la marginalità del progetto (per favorire invece la centralità della variante in corso d' opera), il trasferimento in molti casi della progettazione alle imprese di costruzioni (appalto integrato), la negazione dello strumento altrove dominante in Europa del concorso di progettazione e, al fondo di tutto, una incapacità della pubblica amministrazione di svolgere il compito che sta a monte del progetto, l' individuazione e l' esplicitazione dei fabbisogni pubblici che l' opera pubblica vuole soddisfare. Non si riesce a far capire l' importanza del progetto in Italia perché la Pa non riesce a esplicitare in modo adeguato a cosa serva l' opera. I fautori di una Pa dal perimetro largo accusano i progettisti esterni di incapacità di tradurre i fabbisogni in progetti (o peggio di essere asserviti a interessi esterni alla Pa) ma nella gran parte dei casi la Pa affida un progetto senza dire (o, peggio, senza sapere) cosa si voglia da quel progetto. Molti mali degli appalti in Italia nascono da qui: è qui che si crea l' area grigia in cui proliferano corruzione, progettazione carente, varianti in corso d' opera e riserve che fanno lievitare costi e tempi. Ma torniamo al tema delle funzionichiave che la Pa dovrebbe tenere per sé e potenziare per dare vita a opere pubbliche di qualità. Cinque sono, a nostro avviso, quelle fondamentali: regolazione, pianificazione, responsabile unico del procedimento (Rup), direzione lavori, vigilanza. La prima e l' ultima sono funzioni generali del sistema, mentre le tre centrali appartengono alla singola amministrazione o stazione appaltante. La regolazione oggi andrebbe rafforzata contemporaneamente a un processo fortissimo di delegificazione. È una proposta non nuova per questo giornale: servono meno di un terzo dei 600 articoli che oggi costituiscono codice appalti e regolamento e serve invece il potenziamento della soft law affidata all' Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone attraverso l' emanazione di lineeguida, interpretazione delle norme, banditipo, assistenza tecnica alle amministrazioni, valutazione di stazioni appaltanti e imprese sulla base dei risultati. Un grave deterioramento del mercato dei lavori pubblici si è avuto quando, negli anni '80, è venuto meno il potere di interpretazione delle norme da parte del ministero dei Lavori pubblici in seguito all' entrata in funzione delle Regioni che quel potere ha eroso. Ricostituirlo oggi in capo a un soggetto nazionale è fondamentale per evitare spezzatini territoriali e una certa "anarchia" interpretativa che costituisce il brodo di coltura della corruzione e degli sprechi. La pianificazione pure andrebbe oggi fortemente potenziata e soprattutto deve cambiare l' idea di utilità dell' opera. L' infrastruttura è sempre più contenitore di servizi e bisogna guardare ai servizi che è in grandi dare ai cittadini prima che al valore del lavoro. Molto bene il Mef che sta propronendo l' introduzione di strumenti a standard internazionale, come l' analisi costibenefici, per valutare l' utilità di un' opera. Tutto questo entri nel codice appalti e le amministrazioni se ne avvalgano per ricostruire un rapporto sano fra infrastruttura, politica, amministrazione e cittadini. Il Responsabile unico del procedimento (Rup) oggi è una figura della stazione appaltante sottovalutata e deve diventare invece centrale: il dirigente tecnico che prende in carico l' opera e deve avere i mezzi e la forza necessari per portarla avanti nel rispetto delle regole ma anche per difenderla da interessi impropri. Il suo lavoro deve essere valutato dalla capacità di dare attuazione alla pianificazione ma anche dalla capacità di rispettare costi e tempi (utili sarebbero incentivi in questo senso). Stesso discorso vale per il direttore lavori che è la figura centrale della Pa nell' esecuzione del contratto. Il direttore lavori deve essere il custode dell' esecuzione fedele del progetto e deve ridurre gli scostamenti dal progetto in termini di varianti. Ovviamente questo sarà possibile solo quando il progetto esecutivo che gli viene affidato sia della qualità giusta. Deve comunque finire subito la degenerazione della legge obiettivo che affida la direzione lavori al general contractor. Infine, la vigilanza che si articola su più livelli, da quello interno all' amministrazione (collaudo), a quella dell' Anac o della Corte dei conti, a quella della magistratura penale per i fenomeni patologici di corruzione o di turbative d' asta. Questi presidi devono restare ma l' auspicio è che il potenziamento delle funzioni di qualità a monte Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 12 7 aprile 2015 Pagina 3 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione (soprattutto soft law) riduca a valle la necessità di interventi in violazione delle regole. Solo così il mercato potrà tornare a funzionare, le opere a essere utili, i cittadini ad apprezzare il risultato di questo processo. C' è invece da auspicare che cresca la vigilanza lasciata direttamente ai cittadini attraverso gli open data che sempre più stanno contribuendo e devono contribuire a rendere trasparente l' azione della Pa. Nelle opere pubbliche è auspicabile da subito una norma del codice che rende pubbliche in tempo reale tutte le informazioni che non siano strettamente riservate. © RIPRODUZIONE RISERVATA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 13 7 aprile 2015 Pagina 36 Il Sole 24 Ore Pubblica amministrazione Servizi per l' impiego. La mappa delle Autonomie che hanno proceduto all' accreditamento e all' istituzione dell' Albo degli enti abilitati a operare su domanda e offerta. In Regione politiche attive con poco privato Molti enti hanno dovuto correre ai ripari dopo il lancio di Garanzia giovani Si attende il decreto del Jobs act. Nelle politiche attive per il lavoro gli enti territoriali continuano a procedere in ordine sparso. Nel quadro delle competenze costituzionali, le Regioni avrebbero potuto disciplinare sistemi di accreditamento di enti e organizzazioni private (articolo 7 del Dlgs 276/2003), che possono affiancare i centri pubblici per l' impiego (Cpi) nella fornitura di servizi all' impiego e nella realizzazione delle politiche attive del lavoro. Avrebbero potuto costruire, così, quella rete di operatori pubblici e privati attraverso cui realizzare lo spostamento delle tutele dei lavoratori dal rapporto di lavoro al mercato del lavoro. Solo con i dispositivi di accreditamento si può, infatti, realizzare la cooperazione o la competizione tra servizi al lavoro pubblici e privati per il raggiungimento dei migliori esiti occupazionali. Nonostante ne abbiano le prerogative legislative dal 2003, il quadro degli accreditamenti regionali è però talmente variegato da configurare tanti mercati del lavoro quante sono le Regioni. L' eterogeneità delle diverse regolamentazioni regionali non consente in questo caso nemmeno di rilevare le classiche macrodistinzioni tra Nord, Centro e Sud, perché ci sono marcate differenze anche tra Regioni confinanti a qualunque latitudine nazionale. Per una possibile classificazione delle diverse situazioni regionali, i fattori utilizzabili sono tre: la presenza di regole di accreditamento; la presenza di albi regionali degli operatori accreditati; la presenza di un collegamento stabile tra i servizi all' impiego accreditati e politiche attive del lavoro. Su queste basi, al limite minimo della classificazione si posizionano quelle Regioni che non hanno realizzato né dispositivi di accreditamento, né albi o elenchi di enti accreditati, né collegamenti operativi stabili tra politiche attive e servizi all' impiego accreditati. Al contrario, il limite opposto è costituito da quelle Regioni che li hanno realizzati tutti e tre. Tenendo conto di questi parametri, la tabella a fianco tratteggia la situazione complessiva nazionale, con quattro Regioni e una Provincia autonoma (Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Umbria e Alto Adige) che non hanno né disciplina, né albo. La Regione Puglia ha previsto, invece, solo la disciplina, ma non ha attivato l' albo degli accreditati, mentre la Sicilia ha avviato la procedura per l' iscrizione degli operatori all' albo e la sua successiva Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 14 7 aprile 2015 Pagina 36 Il Sole 24 Ore < Segue Pubblica amministrazione istituzione. Sette Regioni e una Provincia autonoma (Abruzzo, Calabria, Campania, Marche, Molise, Sardegna, Valle d' Aosta e Trentino) hanno disciplina e albo. Solo sei (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto) sono, infine, le Regioni che hanno completato la disciplina, l' albo e sistemi stabili o continuativi di gestione delle politiche attive del lavoro attraverso la rete degli operatori accreditati. Oltreché per l' applicazione del contratto di ricollocazione (si legga l' altro articolo), la mappatura della situazione regionale degli accreditamenti risulta opportuna anche per una più idonea valutazione degli effetti di Garanzia giovani nel nostro mercato del lavoro e per la messa a regime di misure stabili di politiche attive a livello nazionale attraverso i decreti attuativi del Jobs act. In assenza di servizi al lavoro accreditati, le Regioni sono state, infatti, costrette a ricorrere a procedure di accreditamento per la gestione e l' erogazione delle misure di Garanzia giovani. Come conseguenza, dalla partenza del programma è aumentato il numero delle Regioni che hanno avviato l' adozione di dispositivi di accreditamento e la conseguente costituzione dell' albo degli accreditati. © RIPRODUZIONE RISERVATA. Gianni BocchieriMauro Pizzin Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 15 7 aprile 2015 Pagina 2 Italia Oggi Pubblica amministrazione L' analisi. O l' Italia esce dall' euro o taglia la spesa pubblica In Italia l' ordinamento tributario si articola su una matrice disordinata di norme antielusive, che nell' intento di carpire quanto più materia imponibile crea un effetto sostanzialmente inverso ponendo un fardello pesantissimo sulle attività produttive che spinge all' estero le aziende domestiche e costituisce al tempo stesso una barriera invalicabile per gli investitori esteri. Sono svariati gli esempi che dimostrano l' inappagabile insaziabilità del sistema impositivo domestico che si manifesta, non solo in termini normativi, ma anche in termini di pratica amministrativa. Il tutto a sostegno di una miope politica impegnata nella rincorsa di una spesa assistenziale e di sostenimento d e l l a m a c c h i n a pubblica enormemente sovradimensionata e smisurata e a detrimento della salvaguardia, tutela e sviluppo del sistema produttivo, dell' occupazione, degli investimenti dall' estero. In questo contesto assistiamo al paradosso del continuo aumento della pressione fiscale che sugli onesti pesa già ampiamente al di sopra del 65% e in generale mediamente intorno al 55%. I recenti aumenti dell' Iva inseriti in Finanziaria che dovrebbe portare l' Italia nel 2018 con l' aliquota più alta d' Europa, sono sintomatici degli strumenti che intende utilizzare il sistema politico che a prescindere dagli schieramenti continua a mentire, nascondendo la reale gravità della situazione, in procinto di esplosione. In realtà non esistono margini di manovra al di fuori delle due alternative: 1) l' Italia esce dall' euro riportando il calendario a circa 15 anni fa, quando malgrado fosse un Paese inefficiente (dominato di fatto da un sindacato ideologico che consentiva che i dipendenti venissero pagati molto bene a prescindere dalla produttività), comunque cresceva nella media europea grazie alla svalutazione; 2) l' Italia svuota completamente il calderone della spesa improduttiva che si disperde da decenni (sempre in incremento esponenziale) su almeno tre capitoli di spesa: a) pubblica amministrazione (comprese le municipalizzate) superiore di almeno 4 volte il necessario; b) sistema pensionistico che ha generato una truffa generazionale senza precedenti nella storia a soddisfazione dei presunti «diritti acquisiti»; c) sanità pubblica e soprattutto convenzionata incontrollata. © Riproduzione riservata. BRUNO CAPONE Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 16 7 aprile 2015 Pagina 4 Italia Oggi Pubblica amministrazione Oggi il Def con i tagli alla spesa pubblica. I Comuni lamentano sacrifici troppo pesanti. Dieci mld per non aumentare l' Iva Cristiani uccisi, monito di Bergoglio: il mondo non sia inerte. FRANCO ADRIANO Il Def (Documento economia e finanza) approda al Consiglio dei ministri. Nel testo ci sarà il dettaglio della spending review per almeno dieci miliardi di euro: tagli alla spesa pubblica necessari per evitare la clausola di salvaguardia dei conti pubblici con l' aumento dell' Iva. L' approssimarsi dell' appuntamento e le prime indiscrezioni fatte trapelare dallo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi, che parlano di nuovi tagli agli enti locali, hanno già suscitato la reazione preventiva dell' Anci («Troppo pesanti i tagli sui bilanci del Comuni. Si guardi alle Regioni, piuttosto, che hanno enormi costi», ha affermato Antonio Satta componente dell' ufficio di presidenza dell' Anci») e dell' opposizione interna ed esterna al Pd. «Nel Def il premier dice che non c' è aumento della pressione fiscale, ma sugli enti locali si è di nuovo usata la scure dei tagli lineari», dà fiato alla protesta il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto. «E le amministrazioni di Roma, Napoli, Firenze e Torino saranno costrette a mettere altre tasse p e r g a r a n t i r e i s e r v i z i pubblici locali». «Bisogna discuterne nel partito, si rischia di tornare ai tempi di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti in cui tutto il peso delle tasse veniva scaricato sugli enti locali», ha attaccato Alfredo D' Attorre tra una protesta e l' altra sull' accelerazione dell' Italicum. «Gli enti locali hanno già dato: non si possono prevedere nel Def ulteriori tagli ai trasferimenti statali», ha confermato la linea in una nota il senatore della minoranza Pd Federico Fornaro, membro della commissione Finanze di palazzo Madama. «Il comparto delle amministrazioni locali, infatti, ha ridotto la spesa corrente primaria nel periodo 2009 2014 di 8,9 miliardi di euro e la spesa complessiva (al netto della sanità) di 19,7 miliardi di euro». La minoranza Pd ricorda che i trasferimenti ai comuni sono passati dai 16,1 miliardi di euro del 2010 ai 3,1 del 2013 con un decremento di 13 miliardi, solo parzialmente compensati dai 5,8 miliardi derivanti dall' introduzione di tributi locali. Quindi Fornaro aggiunge: «Il governo si fermi prima di compiere uno sbaglio e un' ingiustizia, per di più nei giorni in cui stanno diventando operativi i tagli di 1,2 miliardi di euro ai comuni e di 1 miliardo di euro a province e comuni metropolitani introdotti dal DL 66/2014, più noto per la manovra degli 80 euro». Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, altro oppositore di Renzi, rivolge l' attenzione all' Iva e alle aziende italiane: «È un bene che l' Iva non aumenti nel 2016, io mi auguro che l' aumento non venga spostato al primo gennaio 2017». Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 17 7 aprile 2015 Pagina 4 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione «Le imprese che investono», ha ribadito, «devono avere la certezza che non c' è una spada di Damocle come l' aumento dell' Iva sulla testa dei consumatori italiani nemmeno nel 2017». In un' intervista al Messaggero, infatti, Renzi aveva sottolineato: «Non esiste nel modo più categorico che ci sia un aumento delle tasse» e «l' Iva nel 2016 non aumenterà». «Penso che i tagli annunciati nel Def si debbano attentamente riconsiderare, perche' in 6 anni ci sono stati chiesti piu' di 17 miliardi di euro come contributo al risanamento dei conti pubblici. Si chiede alle citta' metropolitane un onere eccessivo». Il presidente dell' Anci, Piero Fassino, ha convocato tutti per il 9 aprile. «È stato chiesto ai comuni un sacrificio molto più grande di quello che è stato chiesto ad altre amministrazioni pubbliche», ha aggiunto. «Noi vorremmo che si facesse finalmente un' operazione equa e si chiedesse alle amministrazioni dello Stato molto più di quanto è stato chiesto fin qui», spiega ancora il presidente dell' Anci. «Il 9 aprile faremo una riunione dei sindaci delle città metropolitane dedicata a questo tema. Valuteremo quali siano le proposte che possiamo avanzare al governo, sapendo che noi non ci sottraiamo alla responsabilità di concorrere a un risanamento dei conti pubblici, ma bisogna farlo con equità e misura, cosa che fin qui e' mancata», conclude Fassino. Ma nella stessa seduta del Consiglio dei ministri potrebbe arrivare anche la nomina del sottosegretario alla presidenza del consiglio che dovrà sostituire Graziano Delrio, ormai trasferitosi al ministero delle Infrastrutture con tutto il suo staff. I nomi accreditati a raccogliere il testimone di Delrio sono tanti, forse troppi: Valeria Fedeli, Ettore Rosato e Claudio De Vincenti. Renzi come al solito tiene ben coperta la sua carta vincente. I nomi che sono circolati in questi giorni sono relativi ad esponenti non definibili renziani vantando curriculum lontani da Firenze e dalla Toscana. Accanto al sottosegretario alla presidenza del consiglio c' è attesa anche per la nomina del segretario generale di Palazzo Chigi, dopo che Mauro Bonaretti ha seguito Delrio a piazzale della Croce Rossa. Tra i nomi che sono emersi c' è quello di Paolo Aquilanti, attuale capo dipartimento al ministero delle Riforme, la cui titolare è Maria Elena Boschi e quello Raffaele Tiscar, già vice segretario di Palazzo Chigi, nonché fiorentino di origine e persona di fiducia del premier. Il capogruppo di Ap (NcdUdc) al Senato, Renato Schifani, siciliano come il leader del suo partito Angelino Alfano ne fa una questione di fiducia «che noi abbiamo votato tante volte al governo Renzi». Dunque, sulla nomina del nuovo ministro degli Affari regionali è indubitabile che l' ultima parola spetterà al premier, come prevede la Costituzione, ma la proposta del nome del nuovo titolare di questo dicastero, dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, verrà espresso da Ncd. «Indicheremo una figura ampiamente condivisa e la proporremo al presidente del consiglio. Noi non siamo un partito diviso sulle poltrone. E anche sul fatto che sia una donna, a me non risulta che il problema si ponga: Lupi era un uomo, non vedo perché ora debba essere una donna. Decideremo nella nostra autonomia, poi l' ultima parola spetterà a Renzi. Alla fine l' intesa si trova sempre». Il mondo non sia inerte, ha detto Papa Francesco ricordando come i il numero dei martiri cristiano oggi sia superiore a quello di duemila anni fa. Tuttavia, «l' appello del Papa non incita allo scontro di civiltà e neanche si adegua al mutismo e al linguaggio felpato delle diplomazie internazionali. Chiama per nome le cose senza incitare alla ''guerra santa'', magari travestita da inconfessati interessi occidentali». Il segretario della Cei, Nunzio Galantino, ha commentato così le parole di papa Francesco che, ha sottolineato, «fotografano la condizione di un mondo che ha assistito attonito alla tragedia del campus universitario di Garissa con il martirio di 148 giovani cristiani». Bergoglio aveva scosso la comunità internazionale nel giorno di pasqua con queste parole: «Non assista muta a tale inaccettabile crimine». Ieri, l' aviazione kenyana ha bombardato due campi in Somalia: da lì erano partiti i miliziani per compiere la strage all' Università di Garissa. Domenica, giorno di Pasqua, un gruppo di uomini armati, presumibilmente miliziani di Boko Haram travestiti da predicatori per ingannare gli abitanti, hanno ucciso una cinquantina di persone nel Nord della Nigeria. È accaduto nel villaggio di Kwajaffa, nel settore meridionale dello Stato del Borno, una delle regioni nigeriane più colpite dalla furia islamista negli ultimi anni. Un testimone, Ahmat Ali, ha raccontato che il commando armato prima ha fatto uscire le persone dalle case e poi «ha aperto il fuoco Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 18 7 aprile 2015 Pagina 4 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione sulla folla». «Hanno poi dato fuoco alle case». In Siria i jihadisti hanno rapito 300 lavoratori turchi diretti in autobus ad Aleppo per ritirare lo stipendio. E poi ancora si sono registrate esecuzioni sommarie nel campo profughi di Yarmouk, dove sono stati decapitati due palestinesi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che l' Italia segue «da vicino e con preoccupazione i drammatici eventi in Yemen, un Paese che deve fronteggiare anche la minaccia del terrorismo e una drammatica crisi economica e sociale». È di almeno 53 morti, fra cui 17 civili, il bilancio delle vittime dei combattimenti avvenuti nelle ultime 24 ore ad Aden, nel Sud dello Yemen. © Riproduzione riservata Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 19 7 aprile 2015 Pagina 33 Italia Oggi Pubblica amministrazione una delle novità della buona scuola per i neoassunti. Occhio alla ricostruzione di carriera Se scade il termine, si perde un anno Nel testo del disegno di legge contenente la riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, attualmente all' esame della VII commissione cultura della Camera compare, in materia di riconoscimento dei servizi di pre ruolo ai fini della ricostruzione di carriera del personale scolastico spunta una novità. Il comma 7 dell' articolo 24 del disegno di legge dispone infatti che, ferma restando la disciplina vigente del diritto al riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico, le domande per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico dovranno essere presentate al proprio dirigente scolastico nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre di ciascun anno. Dispone inoltre che entro il successivo 28 febbraio il ministero dell' istruzione dovrà comunicare a quello dell' economia e delle finanze, dipartimento della ragioneria generale dello stato, le risultanze dei dati relativi alle istanze per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera presentate del personale scolastico nel predetto periodo. Quest' ultima disposizione, si legge ancora nella seconda parte del predetto comma, è finalizzata ad una corretta programmazione della spesa. Rispetto alla normativa vigente due sono pertanto le novità che risaltano con immediatezza. La prima attiene all' introduzione di un arco temporale, appunto dal 1° settembre al 31 dicembre di ciascun anno, entro il quale il docente o il personale Ata potrà presentare al dirigente scolastico la domanda di ricostruzione di carriera. La normativa vigente non fissa invece alcun determinato periodo. La domanda può essere presentata in ogni momento dell' anno scolastico. La sola condizione è quella di avere superato il periodo di prova. Il diritto a chiedere la ricostruzione di carriera è soggetto solo alla prescrizione decennale. È soggetto invece a prescrizione quinquennale l' effetto economico della ricostruzione.. La seconda novità, solo apparentemente non rilevante agli effetti della ricostruzione di carriera, è quella che fissa un preciso termine, il successivo 28 febbraio, entro il quale il ministero dell' istruzione deve comunicare a quello dell' economia e delle finanze le risultante dei dati relativi alle istanze di riconoscimento presentate nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre. Un preciso onere a carico dell' amministrazione scolastica non previsto dalla disciplina vigente. Gli effetti giuridici ed economici delle disposizioni contenute nel predetto comma 7 appaiono al momento difficilmente Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 20 7 aprile 2015 Pagina 33 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione definibili e quantificabili, anche perché la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge neppure lo cita. La fissazione dell' arco di tempo entro il quale si potrà presentare la domanda di ricostruzione di carriera, congiuntamente all' onere del ministero dell' istruzione di comunicare i costi della ricostruzione di carriera entro il successivo 28 febbraio, produrrà un primo rilevante effetto: costringerà il dirigente scolastico a rispettare i tempi entro i quali dovrà adottare il provvedimento di ricostruzione di carriera. I termini per l' adozione del provvedimento sono attualmente quelli indicati nella circolare del ministero per la pubblica amministrazione e l' innovazione datata 4 luglio 2010 (da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 90 a decorrere dalla data di presentazione della domanda del dipendente), termini che in ogni caso dovranno consentire al ministero dell' istruzione di rispettare l' onere di comunicare i costi entro il 28 febbraio. Se quanto dispone il predetto comma 7 verrà confermato in sede di trasformazione in legge del disegno di legge, la non presentazione della domanda di ricostruzione di carriera entro i nuovi termini fissati potrebbe avere come effetto il rinvio di un anno dell' iter richiesto per consentire alla ragioneria generale dello stato di aggiornare lo stipendio del docente o del' Ata. © Riproduzione riservata. NICOLA MONDELLI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 21 7 aprile 2015 Pagina 34 Italia Oggi Pubblica amministrazione E il merito dei docenti è stato risolto con la banale attribuzione di fondi da far gestire al preside. La proposta del governo mette a rischio la libertà di insegnamento Il Governo ha presentato al Parlamento un disegno di legge di riforma che rischia di ledere gravemente quella libertà di insegnamento che è sancita dall' articolo 33 della Costituzione ed è stata in passato ribadita sia dal testo unico sull' istruzione (DPR 297/1994) sia dalle norme sull' autonomia scolastica che avevano stabilito che tale libertà fosse tutelata, sia nell' ambito collegiale che quello individuale, rispettando anche le scelte metodologiche minoritarie o individuali. Difficile capire se la scelta del Governo sia semplicemente un frutto dell' ignoranza ed incompetenza dilagante, o volontariamente liberticida, ma il risultato non cambierebbe. Quando si scrive che «il Dirigente scolastico è responsabile della didattica» il possibile risultato è più che evidente. La parola didattica, di origine greca, significa semplicemente insegnamento, quindi se il responsabile ne è il dirigente scolastico, in modo semplicemente legittimo ed automatico egli potrà dirigere l' insegnamento, ed i docenti gli saranno subordinati, sia in quanto ai contenuti che alle metodologie, esattamente come un operaio alla catena di montaggio è subordinato al capo. Se a questo si aggiunge il potere di assunzione dei futuri insegnanti, direttamente da un albo di abilitati, nel quale confluiranno non solo i nuovi, ma anche tutti coloro che oseranno chiedere di cambiare scuola, sempre in barba alla Costituzione, che prevede che ai posti pubblici si acceda per concorso e che la pubblica amministrazione adotti sempre criteri di imparzialità, il quadro si completa. L' autonomia scolastica così come sottointesa nel DDL non valorizza la scuola come comunità educante in cui le diverse componenti cooperano per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell' offerta formativa, ma pone quasi totalmente nelle mani del dirigente scolastico la gestione globale del «servizio». Si tratta, a nostro avviso, di una falsa autonomia, di un ritorno ad una forma di gerarchizzazione dei poteri che avvilisce la partecipazione attiva e la corresponsabilità dei docenti nel progetto educativo e che riduce gli organi collegiali (Collegio dei Docenti, Consiglio di Istituto) a semplici articolazioni della volontà della dirigenza o addirittura ne elimina di fatto l' esistenza (si veda ad es. la scomparsa di fatto dell' attuale comitato di valutazione). In quanto alla questione del merito, alla fine si è risolta in una banale attribuzione di risorse economiche Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 22 7 aprile 2015 Pagina 34 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione affidate alla fantasia del singolo Dirigente scolastico che, deus ex machina, anche se ex docente di matematica, dovrebbe valutare l' insegnante di filosofia o di greco. La verità è che la questione del merito dei docenti è molto complessa e che il Governo non dispone nè delle risorse economiche per affrontarla nè tantomeno di quelle culturali. Ci auguriamo che il Parlamento eviti questa grave ferita alla libertà di insegnamento: i diritti fondamentali non hanno colore politico, appartengono a tutti, anche ai cittadini futuri. © Riproduzione riservata. RINO DI MEGLIO COORDINATORE NAZIONALE GILDA Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 23 7 aprile 2015 Pagina 39 Italia Oggi Pubblica amministrazione Il parere del presidente del Cnai sulle politiche per i tirocini. Garanzia giovani, è flop Insuccesso annunciato e spreco di fondi Ue. Comunque vada sarà un insuccesso. Non è una questione di interpretazione soggettiva, ma di semplice analisi dei dati: la Garanzia giovani non ha funzionato. Un destino segnato sin dalla definizione del nome: con la solita mania esterofila, il progetto italiano puntava a ricalcare i modelli di welfare del Nord Europa dove la Youth Garantee è un' idea di successo da diverso tempo. Quello che però in lingua inglese è l' equivalente del nostrano «patto» è stato tradotto con il termine «garanzia», portando a più di un incomprensione: quasi indicasse che la scelta di aderire al progetto avrebbe assicurato un posto di lavoro. Nel tempo intercorso per comprendere tale malinteso di fondo sono stati spesi, o per meglio dire sprecati, tanti denari. Accorrenti per lo più dall' Unione europea. La tanto vituperata Europa per una volta decide di investire in maniera importante nello sviluppo dei Paesi con maggiori difficoltà occupazionali (ossia quelli con tasso percentuale di giovani senza lavoro superiore al 25%, in Italia è assestato al 42%), elargendo la bellezza di 6 miliardi di euro (di cui 1,5 solo per la Penisola). Ovviamente Bruxelles quando decide di aprire i cordoni della borsa lo fa chiedendo alcune garanzie, ovvero le tranquillizzanti «raccomandazioni». Tra i consigli più caldeggiati c' erano: la necessità per i Paesi di identificare un' autorità pubblica che avesse il compito di fissare e gestire il sistema del progetto assieme allo sviluppo di relazioni con i servizi pubblici e privati per l' impiego e all' incremento della forma contrattuale dell' apprendistato; puntare fortemente sulla tipologia contrattuale dell' apprendistato. A quest' ultima è stata destinata, in Italia, una somma risibile dei finanziamenti. Risultato? Tra tutte le offerte caricate sul sito solo per un 2% riguardano proposte di apprendistato (e solo un 8% per il suo «fratello contrattuale» tirocinio). «Ancora una volta si è deciso di procedere in maniera del tutto disorganizzata e disorganica: un progetto come Youth Garantee dimostra tutta la sua efficacia quando è inserito all' interno di uno sviluppo organico del sistemaPaese, da noi è mancata e continua a mancare una cabina di regia degna di questo nome» accusa il presidente del Cnai, Orazio Di Renzo. L' autorità pubblica d i coordinamento oggetto della raccomandazione europea in Italia non si è mai vista mentre i suoi ipotetici compiti sono stati surrogati dalla «struttura di missione», una struttura tecnica spirata però tristemente il Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 24 7 aprile 2015 Pagina 39 < Segue Italia Oggi Pubblica amministrazione 31 dicembre 2014, lasciando un vuoto organizzativo clamoroso. Si è constatato così un profondo scollamento tra le trionfalistiche slide di presentazione del progetto (nell' ormai lontano 1° maggio 2014) e il reale impegno profuso dal governo per sostenere l' occupazione giovanile. I l piano una volta avviato è stato, di fatto, abbandonato a se stesso: mancando un' analisi delle prestazioni dei propri servizi pubblici per l' impiego, rimarrà sempre sconosciuto l' apporto effettivo di Garanzia giovani. Nell' Italia dello «scaricabarile» poi, i responsabili dirigenziali del progetto non sono sottoposti ad alcuna valutazione dei risultati ottenuti: «Crediamo nella serietà deontologica, tuttavia la sicurezza di non essere puniti non è un gran incentivo all' impegno attivo» sottolinea il presidente Di Renzo. Con un tasso di disoccupazione abbondantemente in doppia cifra e con quasi un giovane su due senza lavoro era una pia illusione che si potesse risolvere la questione dei Neet («Not in employment, education or training», ovvero non occupati, non in fase di apprendimento o formazione) italiani under 30 con un programma nato zoppo, senza ripensare profondamente le politiche attive di occupazione, o gli strumenti come l' autoimpiego e la mobilità occupazionale. «Le regioni, cui sono stati demandati i compiti di gestione, si sono fatte trovare il più delle volte impreparate arrivando a situazioni paradossali di porzioni di territorio dove Garanzia giovani non è neppure mai partito o altre in cui si è sollevato più di un dubbio sulla trasparenza», dichiara il presidente Di Renzo. I dati sono quindi impietosi esiti delle politiche perpetrate: circa 450 mila adesioni con una presa in carico di poco più della metà (233 mila). Un discreto successo si potrebbe pensare, visto che la platea cui era rivolto il progetto consta di circa 1,7 milioni di giovani. L' insuccesso però è dietro l' angolo, nella disponibilità di appena .9400 posizioni disponibili (di cui solo 1.000 a tempo indeterminato). Si palesa così tutta la cronica difficoltà di far convergere gli interpreti del mondo del lavoro, banalmente tra domanda e offerta. Manca persino un modello di accreditamento dei privati univoco per tutte le regioni. Sempre le regioni poi si sono rese protagoniste di gestioni discutibili anche della formazione professionale: i corsi connessi alla Garanzia giovani sono anch' essi strutturati in modo da non incentivare l' ottenimento di un posto di lavoro per i giovani richiedenti. La quasi totalità delle Regioni ha deciso infatti che i compensi dei formatori vengano elargiti subito per un 70% del totale, mentre solo il restante 30% è vincolato al conseguimento del risultato, ossia l' occupazione del giovane. «Il rischio, neppure troppo remoto, è che qualcuno tenti di speculare sulla pelle dei giovani intascando copiosamente i fondi pubblici: ciò che dovrebbe premere è la creazione di un legame saldo e costante tra formazione pubblica, quindi la scuola, imprese, enti pubblici e centri per l' impiego. La formazione è una questione di fondamentale importanza, inconcepibile abbandonarla nell' improvvisazione. Gli interventi dei due decreti correttivi del governo (correzione del sistema di identificazione status del giovane e allargamento bonus per contratti a termine e apprendistato, ndr) sono tardivi e assolutamente non risolutivi», chiude il presidente Di Renzo. MATTEO SCIOCCHETTI Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 25 7 aprile 2015 Pagina 19 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) sport Tennis. Federico Gaio si arrende nella finalissima di Vrsar, qualificazioni amare per Gioia Barbieri a Katowice. Sara Errani riparte al ritmo di Charleston Licciardi e Leonardi a Santa Margherita, Perinti vince a Riccione, Vocaturo s' impone a Russi. CHARLESTON. Sara Errani al via nel torneo Wta Premier sulla terra verde di Charleston. La 27enne romagnola (n.4, bye all' esordio) sfiderà la vincente del match tra la slovacca Cepelova e la russa Vesnina. Intanto nel ranking mondiale Wta la massese è scesa al n.14 (1). Vrsar. Federico Gaio (n.2) si ferma in finale nel torneo Itf Men' s Future croato di Vrsar sconfitto 64, 36, 64 da Riccardo Bellotti. In semifinale il romagnolo aveva travolto (61, 6 3) il ceco Dusan Lojda. Katowice. Niente da fare per Gioia Barbieri nelle qualificazioni del torneo Wta International. La cervese, numero 214 nel ranking Wta di ieri è stata battuta 64, 67 (3), 64 dalla bielorussa Sasnovich. Riccione. Christian Perinti completa l' opera vincendo l' Open di Primavera del Tc Riccione. Nella finale derby giocata da due ventenni senesi, Perinti ha scardinato la solida regolarità di Gianluca Acquaroli battuto 62, 6 4. Quarti: Perinti (2.3, n.9) Galvani (2.2, n.1) 64, 16, 63, Cru gnola (2.2, n.4) Andrea Fava (2.2, n.5) 64, 63. Semifinali: Acquaroli (2.5) Marco Simoni (2.2, n.2) 26, 61, 60, Perinti (2.3)Crugnola (2.2, n.4) 64, 63. Napoli. Thomas Fabbiano (Ct Massa, n.2) batte 57, 62, 62 Enrico Fioravante nel 2° turno delle qualificazioni del Challenger Atp di Napoli. Santa Margherita di Pula. Il ravennate Pietro Licciardi (contro Maccari) e Filippo Leonardi (contro Altmaier) al Men' s Future di Santa Margherita di Pula. Firenze. Samuele Ramazzotti (Ct Massa) in coppia con il russo Dubrivnyy, esce in semifinale in doppio nel torneo Itf Junior' s Tour Under 18 di Firenze per mano (75, 76) di MosciattiPellegrino. Open Borgotrebbia. Sara Gregoroni al turno decisivo di qualificazione nell' Open dell' At Borgotrebbia. La 3.3 riminese ha battuto la 4.1 Pagani 63, 16, 64 e ora affronta la 3.1 Gualtieri. Al turno decisivo anche la 3.1 forlivese Lidia Di Giovanni (Carpena, n.2) opposta alla 3.3 Fermi. Merano. Nell' Under 10 maschile si qualifica per il tabellone finale Lorenzo Angelini (Carpena) che ha battuto Campagnoli 60, 60 e Zanini 61, 60. Nell' Under 12 maschile il ravennate Edoardo Lanza Cariccio (n.3) si qualifica per il tabellone finale battendo Fondriest 64, 61. Qualificazioni: De Giuli Venturini 46, 63, 62. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 26 7 aprile 2015 Pagina 19 < Segue Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) sport Nell' Under 12 femminile avanzano Lucrezia Vagnini, Maria Ferrini (n.6) e Matilde Buldrini, tre giocatrici del Ct Cicconetti. Secondo turno qualificazioni: VagniniZanlucchi 61, 60, FerriniZamperetti 61, 61, BuldriniFranceschini (n.3) 62, 61. Under 14 femminile, 1° turno qualificazioni: DradiGanassin 61, 6 0. Nel maschile nel tabellone principale Noah Perfetti (75,6 2 a Luca Tincani). Russi. Giorgio Vocaturo si è aggiudicato il torneo di 4ª maschile al Ct Russi. Nella finale il 4.1 ravennate (Ct Cesarea) ha sconfitto 61, 61 Raffaele Bernardini. Alessandro Giuliani. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 27 7 aprile 2015 Pagina 23 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) sport Podismo. Marocco dominatore alla Maratona del Lamone. In campo femminile, strappa applausi la 59enne cesenate Gabellini. C' è Caimmi alle spalle delle tre frecce africane Il marchigiano chiude quarto, ai piedi di un podio formato da Zain, Marhnaoui e Hajjy. RUSSI. Sul podio della 39' "Maratona del Lamo ne" ieri sventolava la bandiera del Marocco, ma gli applausi più scroscianti li ha collazionati Daniele Caimmi, arrivato quarto, col suo sorriso stampato, vero "marchio di fabbrica". Ferma ai box la moglie, nonché azzurra di maratona, Rosalba Console per la seconda gravidanza, ci ha provato lui a tenere alto l' onore di famiglia, riuscendoci per almeno metà gara. Infatti subito dopo il via, dato al cospetto di circa 650 runners (720 però erano gli iscritti totali), si è formato un quartetto con i favoriti della vigilia Jaouad Zain e Mohamed Hajjy, cui all' ultimo momento si è unito anche Tarik Marhnaoui, e Caimmi, non ancora al top per il "canto del cigno" (che sarà in novembre alla "Maratona Internazionale di Ravenna") ed a 5 anni dall' ultima esperienza sui 42 km, ha provato di accodarsi. Il poker d' assi ha viaggiato compatto per quasi metà gara sfidando, le folate gelide di bora sino ad 80 km/h, poi Caimmi ha alzato il piede dell' acceleratore lasciando ai tre magrebini la volata per il tv, che è stato appannaggio di Marhnaoui, ma con lo stesso tempo, 1.11'01", di Zain ed Hajjy, mentre il marchigiano accusava già 16". Alle loro spalle Errami ed Armuz z i, ognuno per suo conto e più distante di quasi 9' un altro gruppo formato da Calcaterra, Lupo ed i brisighellesi Serasini e Benerecetti. Intanto il trio africano perde pezzi, perché i crampi consigliano ad Hajjy di abbassare il ritmo, intorno al 25°, e poi a Bagnacavallo (30° km) an che Marhnaoui prende fiato, sperando che anche Zain lo faccia prima del rientro in Piazza Farini. Nulla di tutto ciò, anzi passando per Boncellino e sugli argini del Lamone il vantaggio aumenta, consentendo a Zain di rivincere a distanza di 2 anni, col tempo di 2 . 2 2 ' 4 2 " , con un margine di 1'02" su Marhnaoui, di 1'17" su Hajjy e di 3'23" su Caimmi, che precede l' altro marocchino Errami (a 10'02" ). La lotta fra i centisti in odore di Mondiali vede prevalere Calcaterra (2.39'42") sul nostro Serasini (ad 10"), ormai a pieno regime, ed Armuzzi (ad 1'33"), mentre tra i locali si sono distinti anche Benerecetti (2.42'12"), da vanti a Bernabei per soli 2" e Donati ni, 15° in 2.46'15". Ancora primo russiano Rusticali in 2.54'07". Donne. La prova femminile ha vissuto invece sul dualismo tra Monica Carlin e la debuttante Silvia Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 28 7 aprile 2015 Pagina 23 < Segue Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) sport Tamburi, ma solo per metà tragitto (1.28'05" per la perugina, con un vantaggio di 43"), perché la trentina ha accusato problemi intestinali, che l' hanno costretta al ritiro. La 34enne dell' Avis Perugia invece ha continuato nell' azione, sperando, come è accaduto, che la famigerata crisi del 35° km non si palesasse. Così ha potuto godersi l' alloro all' esordio, in 2.56', come accadde nel 2009 alla concittadina Minciarelli, seguita dalla polacca di stanza in Piemonte, Kuzminska, e dalla corregionale Poesini di 6'46" e 10'38", poi ha chiuso l' ultramaratoneta San na a 12'59". La lotta per la leadership romagnola ha visto prevalere la 59enne (!) cesenate Gabellini in 3.16'48", ai danni della Marzocchi, per soli 26". Ha concluso la sua fatica anche Mauro Tomasi, spingendo la carrozzina, con un solo braccio. 5.000. Tra gli oltre 2.600 concorrenti (record di 204 tra le "Promesse di Romagna") si sono presentati anche in 160 per il circuito alla 22' edizione. Terzo sigillo per il roncofreddese Alberto Della Pasqua in 15'25", buon viatico per gli Europei di duathlon tra 5 giorni, ai danni di Haoul, a 40", e Tirelli, a 47", il quale ha primeggiato fra gli over 45, al pari di Bacchilega (18'30") tra gli over 55, e di Raggi (21'25") tra gli over 70. Lotta riminese in campo femminile, dove si conferma Elena Borghesi, in 18'17", a scapito della Marchini, per 13" e della Malpezzi, per 44". Un applauso è stato infine tributato alla Bourguiba, in rappresentanza del popolo tunisino, flagellato dell' attentato al Museo del Bardo. Danny Frisoni. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 29 7 aprile 2015 Pagina 29 Corriere di Romagna (ed. RavennaImola) sport Per la 100 km del Passatore già 1.700 atleti iscritti provenienti da venti Paesi Si terrà quest' anno il 30 e 31 maggio, fra gli sportivi che hanno aderito ci saranno anche diversamente abili e praticanti del nordic walking. FAENZA. Procede l' organizzazione della 43' "100 Km del Passatore", che si terrà quest' anno il 30 e 31 maggio e assegnerà i titoli nazionali Fidal, assoluti e master, della specialità 100 chilometri su strada. Non sarà solo l' Italia ad assegnarli, perché anche la federazione di atletica della Croazia utilizzerà per la prima volta la 100 Km per assegnare i propri titoli nazionali maschili e femminili. A meno di due mesi dalla partenza gli iscritti hanno superato quota 1.700: tra loro, oltre 90 donne, una settantina di atleti provenienti da 19 paesi (Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Croazia, Germania, Grecia, Irlanda, Marocco, Messico, Nicaragua, Romania, Russia, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera, Ucraina, Venezuela, Vietnam), cinque diversabili e una ventina di praticanti del nordic walking, disciplina che proprio in occasione della "Firenze Faenza" assegnerà il 4° titolo italiano Csen di specialità. Sono naturalmente in corso contatti con i migliori atleti italiani della specialità 100 km su strada, tra cui il plurivincitore Giorgio Calcaterra, recordman della corsa con nove vittorie consecutive, e con altre federazioni di atletica leggera estere. In attesa delle loro adesioni, a tutt' oggi, tra gli atleti più accreditati si segnalano: Paolo Bravi di Recanati (6° nel 2014), Massimo Poggiolini di Tredozio (9°), e Silvio Bertone di Torino (10°); iscritti, tra gli altri, anche il ct della nazionale di ciclismo Davide Cassani e l' assessore allo sport di Faenza Claudia Zivieri, alla sua seconda partecipazione. Fino al 15 aprile la quota di iscrizione è pari a 65 euro; dal 16 aprile al 20 maggio, ultimo giorno per iscriversi, sale invece a 85. La "Cento" costituisce una delle tappe del Gran Prix Iuta 2015, ed è anche la terza prova del Trittico di Romagna, che comprende la 39' Maratona del Lamone disputata ieri a Russi, e la 34' 50 Km di Romagna, al via il 25 aprile a Castel Bolognese. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 30 7 aprile 2015 Pagina 8 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) sport Podismo A Russi ha trionfato il marocchino Zain, quarto l' ex azzurro Caimmi, settimo Serasini di San Martino in Gattara. Record di partecipanti, oltre 700, alla 39ª Maratona del Lamone Russi IL VENTO, a tratti rabbioso, non ha rovinato la festa per la 39ª Maratona di Russi, che complessivamente ha totalizzato 2700 presenze, di cui ben 720 competitivi nella 42 km (record di iscritti), 160 nel Cinquemila e 204 Promesse di Romagna. In evidenza nella gara maschile un terzetto di atleti marocchini, Hajjy, Zain e Marhnaoui, con l' exazzurro Caimmi e l' ultramaratoneta Armuzzi, che al 10° km ha un minuto di distacco. A metà gara i tre marocchini passano a cavallo dell' 1.11', mentre Caimmi è a 16. Tutto si decide negli ultimi chilometri: il più veloce è Jaouad Zain, che chiude in 2.22'42, davanti a Marhnaoui (a 1'02) e Hajjy (a 1'17). Seguono in classifica Caimmi (a 3'23), Errami (a 10'02), Calcaterra (a 17'), Serasini (a 17'11), primo romagnolo, mentre Benerecetti, compagno di allenamenti e centista di S.Martino in Gattara anche lui, è decimo in 2.42'12. La scena all' arrivo la ruba Caimmi, che racconta la gara di testa (I marocchini andavano a strappi, ma a darmi fastidio è stato il vento') e annuncia l' arrivo di un altro figlio dalla moglie Rosalba Console, anche lei maratoneta azzurra. Grande festa all' arrivo di Calcaterra, vincitore di 9 edizioni del Passatore e tre volte campione del mondo di 100 km, che conferma la presenza nella Cento fra Faenza e Firenze. Contenti, in chiave Passatore, anche Serasini e Benerecetti. Ritirata (al 26° km) per problemi intestinali la centista Monica Carlin, la gara femminile la vince la debuttante Silvia Tamburi, perugina, che chiude in 2.56'00, davanti Kuzminska (a 6'46), polacca, e Poesini (a 10'38), la prima romagnola è la cesenate Rita Gabellini, 8ª in 3.16'48. Nelle categorie successi di Serasini, Caimmi, Carta, Nozza e fra le donne Sanna e Bianchini. Nel 5000 vince a mani basse Alberto Della Pasqua, 24enne di Roncofreddo, in 15'25 su Haoul (a 40) e il ravennate Tirelli (a 47), mentre tra le donne la più veloce è la riminese Elena Borghesi in 18'17 davanti a Marchini (a 13) e la faentina Malpezzi (a 44). Sul podio della 33ª Podistica del Quartiere sui 7 km, sabato a Villanova con 900 presenze di cui 115 agonisti, salgono Haoul (23'18), Generali e Agla; fra le donne Chubak (26'42), Patuelli e Montevecchi. Massimo Luotto. LUOTTO MASSIMO Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 31 7 aprile 2015 Pagina 49 La Voce di Romagna sport LA STORIA Sei mesi e mezzo dopo il tap in al Milan, il bomber è tornato a spolverare una statistica da paura: nelle 17 gare in cui è andato a segno in campionato col Cesena sono arrivati 35 punti con 9 vittorie e 8 pareggi. Il talismano Succi cala il jolly al tavolo salvezza Da maggio non giocava in due gare di fila e al Bentegodi ha infilato uno dei suoi gol più belli. Aspettando Godot. Aspettando Succi. Di nuovo. Sei mesi e mezzo per vederlo segnare di nuovo, dopo quel Cesena Milan che, forse, faceva sperare tutti in una salvezza possibile. 11. Fu lui a segnare quella marcatura determinante. Fu lui a raccogliere la respinta di Abbiati su un terra terra di Marilungo sigh! e a depositare in rete. A spalancare le braccia, sotto la Mare. A dire: "Sono qui". Ad abbracciare tutti quanti dopo il suo digiuno, ancora più lungo di quest' ultimo. A spiegare con un gesto che c' era una ragione se non se n' era voluto andare da Cesena quando tutti pregavano che liberasse i bianconeri dei suoi 320mila euro di stipendio. Quella volta che Succi salvò il Cesena Certo, è di Bologna. Certo, ha avuto il suo momento d' oro a Ravenna. Ma tutti a un certo punto si ricordano di quella volta che lui e Bisoli hanno salvato il Cesena... E si ricordano di quando a febbraio 2013, Cesena Ternana, D' Alessandro all' 89' si divora la fascia sinistra, finisce a terra inchiodato da Crocefisso Miglietta e il 'Cigno' batte la punizione a giro dal limite dell' area. Il pallone scavalca la barriera, beffa Brignoli ora di proprietà della Juve e delirio bianconero: 10. Determinante. 15 gol in quella stagione, più uno in Coppa Italia, 32 con il Crotone. Ancora una volta lui. Fa gol e non si perde (quasi) mai Già, perché Davide Succi è il 'talismano' bianconero. La pietra filosofale del risultato. Alchimista delle giocate in area e martire del recupero palla sulla trequarti per far salire la strada, quando segna non fa mai perdere il Cesena. Nelle 17 gare in cui è andato a segno in campionato 22 reti segnate, di cui 2 in serie A questa stagione in appena 148' giocati i bianconeri hanno conquistato 35 punti, con 9 vittorie e 8 pareggi : Davide è stato determinante per il risultato 12 volte, portandosi a casa 'da solo' 13 punti. Solo in Coppa Italia il Cesena ha perso quando lui ha segnato: l' unica macchia è proprio in questa stagione, Udinese Cesena 42. Oh Davide Davide! Perché sei tu, Davide? Perché passi una stagione intera in panchina? Il mister che voleva ripartire da te non ti vede. Ci metti tanto ad andare in fase e, comunque, la scorsa stagione appena 6 reti su 37 partite giocate. Lavoro sporco, recupero palla a centrocampo, gioco alla Bisolì, tu evanescente come la Regina Mab: dovevi essere nella guardia pretoriana, ma l' imperatore di te si è Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 Continua > 32 7 aprile 2015 Pagina 49 < Segue La Voce di Romagna sport stufato. Vorrebbe smollarti all' inizio della serie A. Ma tu sei testardo. E poi ti prendi la rivincita col Milan. E poi con la Roma niente. E a Reggio col Sassuolo alla disperata per 11' , niente. Poi il polpaccio inizia a far male. E per te inizia una "lórgna della Madonna", come la chiamerebbero dove sei nato: la malinconia della noia. A gennaio potresti 'sbloccare' un posto davanti per una nuova punta. "Moché, moché, moché" fai tu. E nemmeno i tuoi compagni vorrebbero che partissi. Rodriguez, che hai tirato su a botte e acqua fresca. Tabanelli, che è come il tuo fratello più giovane. Essere un bolognese a Cesena è un problema. Soprattutto se ami Cesena come la ami tu.. A marzo scalpiti. Vuoi giocare. Di Carlo ti dà 9 minuti con la Roma: se uno ci guarda bene, De Rossi e Astori entrano in panico totale quando inizi a muoverti. Poi 14 con il Verona: non giocavi due partite consecutive dallo scorso maggio. E poi quel recupero di Cascione, l' assist di 'Ciccio' Brienza. E la girata al volo, dopo il rimbalzo. Di drop ai giardinetti di Serravalle 'alla tedesca' non valeva. Ma al 'Marcantonio Bentegodi' vale eccome. Il gol più bello, l' ultimo. Appena un gradino sotto il prossimo, quello che non hai ancora fatto. Quello che farai. Aspettando Succi. Di nuovo. Aspettando Godo(t). Gian Piero Travini. Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 20132016 33