ANNO 6 - NUMERO 1
MARZO 2013
DIFFUSIONE GRATUITA
SICU R EZZA NE I LAV O R I I N Q U OTA
Dispositivi anticaduta,
la nuova EN 795:2012
non convince
Cadute dall’alto,
le responsabilità
tra committente
e appaltatore
Ancora troppi
morti per
cadute dall’alto.
Il problema
della percezione
del rischio
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sommario
LEGÀTI ALLA VITA
Periodico dell’Associazione Italiana
Per l’Anticaduta ed Antinfortunistica
IN PRIMO PIANO
IL FUTURO DEI SISTEMI ANTICADUTA. LUCI E OMBRE DELLA NUOVA NORMATIVA
ANNO 6 - NUMERO 1
Autorizzazione del tribunale
di Bergamo 14 del 16 maggio 2007.
Testata iscritta al registro nazionale degli
Operatori della comunicazione n° 15.665
(Garante per le comunicazioni).
A cura di Simona Spinaci, Ingegnere Commissione tecnica Aipaa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Galimberti: la norma è ambigua sulla parte progettuale
Intervista a Stefano Galimberti, Coordinatore gruppo di lavoro UNI
.....................................................
Dispositivi anticaduta: la EN 795:2012 non convince
DIRETTORE RESPONSABILE
Giuseppe Lupi
COORDINATORE DI REDAZIONE
Daniela Fuccio
HANNO COLLABORATO
Angelo Artale, Fernanda Cassina,
Fabio Cortesi, Daniela Fuccio,
Luigi Nugnes, Andrea Rossi,
Claudio Santarelli, Simona Spinaci
REDAZIONE
I - 24122 Bergamo - Via G.M. Scotti 11
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Tiratura del presente numero 39.500 copie
A cura di Andrea Rossi, Ingegnere Coordinatore Commissione tecnica Aipaa per le reti anticaduta . . . . . . . . ..
04
06
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LA PAROLA ALL’AVVOCATO
CADUTE DALL’ALTO, LE RESPONSABILITÀ TRA COMMITTENTE E APPALTATORE
A cura di Claudio Santarelli, Avvocato in Milano e Presidente commissione giuridica Aipaa . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ULTIME NOTIZIE DA FINCO
LA SICUREZZA, SUL LAVORO NEL SISTEMA DEGLI APPALTI
A cura di Angelo Artale, Direttore Generale Finco Confindustria
Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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AIPAA AL MINISTERO DEL LAVORO
FORMAZIONE, DA UNA PROPOSTA DI AIPAA AL SENATO A UNA SVOLTA IN UNI
A cura di Fabio Cortesi, Vicepresidente Aipaa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..
La qualità della formazione fa la differenza
Intervista a Fabio Cortesi, Vicepresidente Aipaa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Un registro a garanzia di installatori e aziende anticaduta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..
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ESEMPI DI PROGETTAZIONE
CASI PARTICOLARI DI PROGETTAZIONE DI LINEE VITA
A cura di Andrea Brolis, Tecnico progettista SSC - Società Sicurezza Cantieri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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CON IL PATROCINIO DI:
Prefettura
di Bergamo
Provincia
di Bergamo
Provincia
di Brescia
Provincia
di Lecco
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SPECIALE CADUTE DALL’ALTO
ANCORA TROPPI MORTI PER CADUTE DALL’ALTO.
IL PROBLEMA DELLA PERCEZIONE DEL RISCHIO
Intervista a Carmela Sidoti, Direttore regionale Inail Friuli Venezia Giulia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Infortuni sul lavoro nel terzo millennio ................................ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
L’emersione delle malattie perdute...................................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Infortuni per caduta dall’alto settore Industria e Servizi .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Prevenzione degli infortuni: la psicologia aiuta
A cura di Fernanda Cassina, Psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Parte dalla scuola la prevenzione degli infortuni
Intervista a Franco Bettoni, Presidente nazionale dell’Associazione ANMIL . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
FOCUS FISCALE
DETRAZIONI FISCALI, PROSEGUE L’IMPEGNO DI AIPAA.... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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NOVITÀ DALLE AZIENDE DEL SETTORE
SUN200, IL SISTEMA INNOVATIVO DI ANCORAGGIO PER LA SICUREZZA
DEI LAVORATORI DEL SETTORE TENDE
A cura di Luigi Nugnes, Ingegnere progettista di Spider Linee Vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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AIPAA IN RETE
AIPAA TI AGGIORNA CON UN CLICK
A cura di Daniela Fuccio, Giornalista e docente ........................... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Provincia
di Milano
Provincia
di Pavia
Comune
di Milano
Comune
di Bergamo
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IN PRIMO
PIANO
4
IL FUTURO
DEI SISTEMI ANTICADUTA
LUCI E OMBRE DELLA
NUOVA NORMATIVA
A cura di:
Simona Spinaci
Ingegnere Commissione
tecnica Aipaa
Lo scorso 31 ottobre 2012 si è concluso il periodo transitorio che dal 25
novità introdotte, a partire dalle raccomandada-
luglio 2012 ha visto coesistere la norma EN 795:1996 e la nuova versione
zioni a carattere generale:
della stessa, la EN 795:2012.
• la suddivisione dei dispositivi di ancoraggioo
L’iter di approvazione della norma è stato lungo e laborioso e numerose
in classi è sostituita dalla suddivisione perr
sono le aspettative degli “addetti del settore” poiché tale norma ha presen-
tipi: i dispositivi vengono classificati in tipo
tato da subito delle criticità che necessitavano di una revisione per chiarire
A, tipo B, tipo C, tipo D e tipo E eliminando
il delicato argomento.
la differenza tra la classe A1 ed A2 (diffe-
Con il 31 ottobre si dà così avvio a una nuova era per il settore dei sistemi
renza già molto sottile e più formale che sostanziale);
ostanziale)
anticaduta che sarà segnata, almeno per il primo periodo, da incertezze e
• non è più consentito l’utilizzo di morsetti ad U per la chiusura delle funi o
dubbi sollevati dal nuovo testo. Testo da tempo fortemente discusso dalla
in qualsiasi parte del dispositivo di ancoraggio (elementi di facile rimozio-
commissione tecnica italiana dedicata allo studio dei dispositivi anticaduta
ne e manomissione);
che ha sempre votato contro la norma e mosso opposizione formale alla
• se il dispositivo di ancoraggio è composto da componenti rimovibili,
stessa. Primo fra tutti è il campo di utilizzo della norma a introdurre subito le
questi devono essere realizzati in modo tale che non possano sganciarsi
principali novità: “Questo standard europeo specifica i requisiti prestazionali
accidentalmente, ovvero in modo che possano essere rimossi con due
e i metodi di prova per utilizzatore singolo dei dispositivi di ancoraggio che
movimenti manuali distinti, consecutivi e intenzionali;
sono da intendersi come rimuovibili dalla struttura”, recita lo Scopo stesso
• ogni dispositivo di ancoraggio o parte di esso che si intende dover essere
trasportato da una singola persona non deve eccedere il peso di 25 kg;
della norma.
La EN 795:2012 tratta quindi tutti quei dispositivi che servono un solo operatore, eliminando tutti quelli che garantivano la sicurezza di più operatori
• se il dispositivo di ancoraggio è corredato da indicatore di caduta, questo
deve segnalare in maniera chiara la caduta avvenuta.
contemporaneamente, che diventano invece oggetto della Techincal Spe-
Notevoli novità anche per quanto riguarda i metodi di prova che si applica-
cification 16415, un documento ad oggi non ancora ultimato. Inoltre tutti
no a tutti i tipi di dispositivi, a partire dall
dall’introduzione
introduzione di un nuovo test, il test
i dispositivi di ancoraggio dovranno essere realizzati in modo che risultino
di deformazione dei carichi applicati.
rimovibili dalle strutture di ancoraggio a cui sono fissati, senza danneggiare
Il test di deformazione prevede l’applicazione per un minuto di un carico
le stesse, in modo che i componenti possano essere riutilizzati o smontati in
statico pari a 0,7 kN nella direzione dell’eventuale sollecitazione dell’ele-
caso di ispezione. Tutto ciò va sicuramente incontro alla necessità di rende-
mento: alla rimozione del carico la deformazione permanente dell’elemento
re controllabili nel tempo i fissaggi dei componenti spesso coperti con ripri-
non deve essere maggiore di 10 mm.
stini e impermeabilizzazioni, ma lascia aperti molti interrogativi sull’effettiva
La prova di resistenza dinamica e integrità prevede l’utilizzo di celle di
realizzazione degli stessi. Di
carico multiple per la misurazione delle forze in esercizio. Il dispositivo di
seguito le altre
ancoraggio deve essere installato secondo le indicazioni del fabbricante
su un supporto di ancoraggio realizzato in maniera tale che la frequenza
di vibrazione naturale nell’asse ver-
ticale dello stesso
sia inferiore di 100 Hz, e che l’applicazione di un carico pari a 20 kN
La norma introduce quindi un test di resistenza alla corrosione per tutti
non causi un abbassamento superiore a 1 mm. La massa di prova di
i dispositivi metallici, in accordo con la EN ISO 9227.
100 kg deve essere connessa all’elemento oggetto della prova tramite
L’appendice A, che resta a carattere informativo, è strutturata in 3 par-
un cordino lungo 2000 mm, diametro di 11 mm e conforme alla EN
ti: la prima descrive le informazioni che il produttore del dispositivo
892 (corda alpinistica, mentre sino ad oggi è stato utilizzato un cordino
anticaduta deve fornire circa l’installazione, la seconda i documenti
conforme alla ISO 1140 di diametro 12 mm). La massa deve essere
che devono essere rilasciati a corredo dell’installazione, la terza riporta
lasciata cadere a distanza orizzontale massima di 300 mm dal disposi-
uno schema procedurale sulle verifiche periodiche. Si afferma che il
tivo e da un’altezza che consenta di generare una forza di arresto pari
produttore deve indicare che l’installazione dovrebbe essere effettuata
a 9 kN (ad oggi per le classi A, B, D ed E si prescriveva un’altezza di
da personale competente e preparato, e che dovrebbe essere verifi-
caduta libera pari a 2500 mm, mentre per la classe C un’altezza di ca-
cata a mezzo di opportune prove come calcoli o test, di cui però non
duta tale da sviluppare 12 kN). La massa di prova deve essere sorretta
si danno ulteriori specifiche. La seconda parte, innovativa rispetto alla
e devono essere registrati il picco di forza generata sul dispositivo, la
vecchia versione della norma, specifica che copia della documentazio-
flessione dello stesso e l’eventuale spostamento del punto di anco-
ne descrivente il sistema anticaduta deve essere conservata all’interno
raggio. Successivamente deve essere verificato che incrementando la
dell’edificio e deve sempre essere a disposizione degli utilizzatori. Si
massa di prova sino a 300 kg, il sistema sostenga tale configurazione
riportano quindi i contenuti essenziali della documentazione, tra cui la
per almeno 3 minuti.
dichiarazione di corretta posa dell’installatore quale parte essenziale
La prova di tipo statico prevede l’applicazione di una forza di carico
dei documenti a corredo del sistema. Infine è presente uno schema
pari a 12 kN mantenuta per 3 minuti nella direzione dell’eventuale
guida per la procedura di ispezione periodica dei dispositivi.
sollecitazione in esercizio per tutte le componenti metalliche, e pari a
Queste in sintesi le principali novità di una norma che sembra voler far
18 kN per i dispositivi realizzati in materiale non metallico o nel caso
assomigliare sempre più il dispositivo di ancoraggio anticaduta ad un
in cui il costruttore non sia in grado di fornire garanzia di durabilità (la
DPI, decretandone l’utilizzo da parte del singolo e il fissaggio non per-
prova sino ad oggi normata prevedeva un carico statico pari a 10 kN
manente alla struttura. Di fatto, la norma, così come risulta oggi, non
per qualsiasi tipologia di materiale).
sembra più rappresentativa della maggior parte dei dispositivi utilizzati
Le prove sono da applicarsi a tutte i tipi di dispositivi di ancoraggio,
in Italia che sono studiati e realizzati per utenza multipla, in quanto
per le classi B e C sono definite procedure di prova più dettagliate a
molte lavorazioni in quota necessitano dell’intervento di almeno due
seconda della tipologia del dispositivo stesso: a treppiede o meno, con
operatori, e vengono solitamente installati in maniera permanente sulle
dispositivo di ancoraggio sulla gamba del treppiede o non per la classe
coperture, dove sono poi effettuati ripristini e impermeabilizzazioni per
B, del numero di campate per i dispo-
garantire la corretta tenuta della copertura agli agenti atmosferici.
sitivi di classe C.
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IL FUTURO DEI SISTEMI
ANTICADUTA
LUCI E OMBRE DELLA
NUOVA NORMATIVA
6
GALIMBERTI:
LA NORMA E’ AMBIGUA
SULLA PARTE PROGETTUALE
ABBIAMO CHIESTO A STEFANO GALIMBERTI, COORDINATORE
I dispositivi conformi alla norma EN 795:2012 dovranno essere
DEL GRUPPO DI LAVORO UNI SUI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE
semplicemente smontabili dalla struttura perché questi dovranno
CONTRO LE CADUTE DALL’ALTO, UN PARERE SULLA NUOVA
essere “intesi per essere rimossi” dalla struttura. La norma non
NORMA EN 795:2012.
tiene in considerazione il fatto che le responsabilità legate a un DPI
sono ben differenti da quelle legate ad un dispositivo destinato ad
essere incorporato in una struttura, e quindi non specifica che ciò
che è rimovibile e trasportabile, nel significato della norma, dovrebbe essere caratterizzato dal fatto che:
• è portato in loco, installato e messo in opera dall’utilizzatore finale, cioè colui che esegue il lavoro, ed è rimosso dallo stesso al
termine del lavoro (o a fine turno, se applicabile);
• è messo in opera facilmente, senza l’impiego di attrezzi speciali
e, ove possibile, a mano (per esempio applicando un dispositivo di
ancoraggio a profili dedicati compatibili e incorporati nella struttura);
• è specificamente progettato dal fabbricante in tal senso.
Se un dispositivo può essere “applicato” alla struttura, per esempio
con piastra forata e dadi a vista avvitati su barre filettate pre posate, allora potrà essere valutato seguendo i contenuti della nuova
EN 795. Se però lo stesso dispositivo è destinato per esempio ad
essere ricoperto con un semplice strato isolante (ndr: caso estremo), da rimuovere e riapplicare di nuovo nel caso di una ispezione,
allora la nuova EN 795 non è più applicabile. E non esiste più altro
Come giudica le novità introdotte dal nuovo testo?
documento di riferimento da applicare.
R. Credo che le novità tecniche introdotte dal nuovo testo della
Sempre nell’ambito della forzatura all’applicazione della Direttiva
norma siano orientate nella direzione del miglioramento, se consi-
DPI, i dispositivi di ancoraggio conformi alla EN 795:2012 dovranno
derate in termini di misura delle prestazioni dei dispositivi. I metodi
essere progettati per l’uso esclusivo da parte di una sola persona.
di prova proposti sono maggiormente dettagliati e permettono di
Se per i dispositivi di classe A questo può essere accettabile, abbia-
definire con più precisione le prove da eseguire e i risultati da regi-
mo avuto modo di constatare che una linea di ancoraggio flessibile
strare. Al contrario, dal punto di vista progettuale, la nuova norma
è di solito progettata per ospitare più di una persona in funzione dei
alimenta in misura ancora maggiore una ambiguità già presente
lavori da svolgere.
nell’edizione 2002. Infatti, la nuova edizione è stata redatta travi-
Anche in questo caso la nuova EN 795 non sarebbe più applicabi-
sando il significato di “rimovibile e trasportabile” e travisando, a mio
le, mentre si applicherebbe il TS 16415 (dispositivi di ancoraggio
parere, il mandato M307 della Commissione europea, forzando, se
destinati ad essere rimossi dalla struttura, per l’uso da parte di più
così si può dire, l’applicazione della Direttiva 89/686/CEE sui DPI.
persone) che è stato reso disponibile agli Enti di normazione euro-
Vai s
www.aiup
e p artec aa.it
al forumip a
pei lo scorso 25 gennaio 2013, con l’obbligo di recepirlo entro sei
di ancoraggio prima di sollevarla per effettuare la caduta. Se per i
mesi. A parte poi il divieto d’uso dei morsetti, sul quale le opinioni
dispositivi di classe A sarebbero solo 30 kg in più rispetto alla prova
in Italia sono piuttosto contrastanti, non sussistono ulteriori novità
di deformazione, per una linea di ancoraggio di classe C la prova
tecniche di rilievo.
potrebbe distruggere il dispositivo ancora prima di iniziare.
Se i dispositivi di ancoraggio saranno assimilati ai DPI, sarà
Le novità introdotte hanno lo scopo di facilitare l’ispezione
necessaria la marcatura CE degli stessi?
e il controllo periodo dei dispositivi? Sono effettivamente
R. La risposta alla domanda è sì, tuttavia mi permetto di dubitare
migliorative?
molto su questo argomento. Infatti se un dispositivo di ancoraggio
R. A mio parere le novità introdotte non tengono in considerazione
è temporaneo, rimovibile e trasportabile e presenta le caratteristi-
il miglioramento di questo aspetto. Tutto dipende se il fabbricante
che già citate (sono un esempio i treppiedi di classe B) allora è già
intenderà applicare la nuova EN 795, con tutte le limitazioni ad
soggetto all’obbligo di marcatura CE come DPI.
essa connesse (non ultimo, l’obbligo di un solo operatore collegato
Se un dispositivo di ancoraggio è destinato all’installazione perma-
al dispositivo di ancoraggio). Il dispositivo in se sarà certamente più
nente allora sarebbe, il condizionale è d’obbligo, soggetto alla mar-
facilmente ispezionabile, ma l’esperienza insegna che gli aspetti
catura CE come prodotto da costruzione (si vedano per esempio i
critici sono spesso legati alla struttura portante.
ganci di sicurezza da tetto conformi alla norma EN 517). Purtroppo,
però, al giorno d’oggi il mercato della certificazione non è ancora
pronto per l’applicazione degli schemi di certificazione ai dispositivi
di ancoraggio destinati all’installazione permanente per cui al fabbricante non rimane che applicare la Direttiva Generale Sicurezza
Prodotti (2001/95/CE) che rimanda, per farla breve, all’applicazione delle norme tecniche.
Ad ogni modo il discriminante per determinare se un dispositivo
cade nel campo di applicazione della Direttiva DPI non risiede mai
in una norma tecnica ma nella definizione di DPI contenuta nella
stessa Direttiva. Quindi, a prescindere dai contenuti più o meno
fuorvianti della nuove EN 795, un dispositivo di ancoraggio destinato all’installazione permanente non dovrebbe essere marcato CE
come DPI.
Negli ultimi anni si è assistito al proliferare di numerosi dispositivi o elementi di essi di tipo deformabile, cioè realizzati con lo scopo di deformarsi e assorbire parte dell’energia. Come si relaziona ciò con il nuovo test di deformazione
introdotto?
R. Il nuovo test di deformazione introdotto mira a simulare l’impiego
del dispositivo di ancoraggio in un sistema di trattenuta. Va da se
che se un dispositivo di ancoraggio è progettato per assorbire una
parte dell’energia di caduta attraverso la deformazione plastica, lo
stesso non dovrà cominciare a deformarsi con carichi inferiori o
uguali a 70 kg, che è più o meno il carico connesso all’utilizzatore
in appoggio. Vedo più critica per tali dispositivi la prova dinamica,
che prevede la sospensione della massa di 100 kg al dispositivo
7
IL FUTURO DEI SISTEMI
ANTICADUTA
LUCI E OMBRE DELLA
NUOVA NORMATIVA
8
DISPOSITIVI ANTICADUTA,
LA EN 795:2012 NON CONVINCE
A cura di:
Andrea Rossi
Ingegnere Coordinatore Commissione tecnica Aipaa
per le reti anticaduta
Sono parecchie le novità introdotte dalla UNI EN 795:2012, che da
controllo anche di questo parametro.
ro.
molti punti di vista “stravolgono” il mondo dei dispositivi di ancoraggio
Elemento senza dubbio fortemente ca--
avvicinandoli sempre più, da un punto di vista concettuale, al mondo
ratterizzante della nuova EN 795 e’ ill
dei DPI.
fatto che i metodi di prova e i requisiti
In questo lungo periodo di gestazione della norma, l’associazione AI-
dei dispositivi vengono definiti per
PAA ha partecipato all’interno di UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Uni-
un singolo utilizzatore e si specifica
ficazione normativa, all’iter che ha portato alla definizione dell’attuale
come tali dispositivi siano da considerarsi come rimovibili
testo verso il quale, tra l’altro, sono state sollevate notevoli obiezioni e
dalla struttura: questi due aspetti aprono ovviamente a scenari decisa-
perplessità. In particolare AIPAA stessa ritiene che tale nuova versione
mente nuovi nel campo dell’anticaduta.
della UNI-EN 795 presenti una serie di novità molto significative ma
non tutte condivisibili: infatti se da un lato vi sono aspetti che possono
Prima di tutto occorre sottolineare come nella pratica quotidiana sia
essere considerati poco caratterizzanti, come ad esempio la suddivi-
molto più frequente l’utilizzo di questi dispositivi da parte di più ope-
sione dei dispositivi in “tipi” che sostituisce la suddivisione in “classi”,
ratori simultaneamente; a ciò si aggiunge il fatto che non convince il
dall’altro vi sono modifiche alla precedente versione della norma che
concetto di rimovibilità di questi dispositivi dalla struttura, soprattutto
scuotono certamente il campo dell’installazione e dell’utilizzo dei di-
per il fatto che a livello tecnico, cioè a livello di processo edizio-co-
spositivi di ancoraggio.
struttivo, ci pare certamente più corretto intendere i dispositivi di ancoraggio come parte stabile, amovibile ed integrante della copertura.
AIPAA ritiene poco convincente la scelta di andare
In questi anni, a fatica e grazie anche ad un lungo percorso di sensi-
a ridefinire i metodi di prova che si applicano a
bilizzazione (in cui AIPAA, tra l’altro, è sempre stata in prima linea) in
tutti i tipi di dispositivi in quanto già i metodi
particolare nel mondo dell’ edilizia, si è in parte riusciti a far passare il
di prova della precedente versione erano da
concetto per cui i sistemi di ancoraggio siano da intendersi come una
ritenersi sufficientemente provanti per que-
“ dotazione” propria della copertura, concetto che in qualche modo a
sti dispositivi; d’altro canto invece si ritiene
nostro avviso ora viene modificato.
positiva l’introduzione del test di deformabilità dei dispositivi che consente di avere un
In conclusione appare evidente come globalmente il nostro giudizio
sulle novità introdotte dalla UNI EN 795 sia negativo: al di la delle
analisi tecniche che si possono fare, più o meno approfondite, ci sembrerebbe prioritario spingere la norma nella direzione di una maggiore
semplicità e più facile applicabilità, cercando per esempio di approfondire gli argomenti trattati nell’appendice A che purtroppo continua
ad avere soltanto carattere informativo.
In questi anni possiamo veramente testimoniare come, a nostro avviso, il tema fondamentale su cui focalizzare l’attenzione, nel campo
dell’anticaduta, sia quello relativo all’installazione ed utilizzo di questi
dispositivi: tema su cui riteniamo ci sia ancora molto da fare.
Il riferimento nazionale per tutti gli operatori del settore
Associazione riconosciuta
I M P E G N ATA I N R I C E R C A E I N N O VA Z I O N E
Presente nelle istituzioni
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10
CADUTE DALL’ALTO,
LE RESPONSABILITÀ
TRA COMMITTENTE
E APPALTATORE
LA PAROLA
ALL’AVVOCATO
A cura di:
Claudio Santarelli
Avvocato in Milano
e Presidente
commissione
giuridica Aipaa
La tematica delle responsabilità sulla sicurezza sul cantiere tra com-
gli compete, ovvero quando si versi
mittente ed appaltante e, quindi, del direttore dei lavori al posto del
nella ipotesi di culpa in ergendo, la
committente, ha sviluppato una costante evoluzione nella materia e
quale ricorre qualora il compimen-
nella prassi giurisprudenziale. La giurisprudenza (Corte di Cassazione
to dell’opera o del servizio siano stati
tati
n. 11757 del 27 maggio 2011), ha ultimamente affermato che di re-
affidati ad un’impresa appaltatrice priva della capacità e dei
gola è lo stesso appaltatore che risponde dei danni provocati a terzi
mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto”.
ed, eventualmente, anche dell’inosservanza delle norme durante l’e-
L’articolo 89 del D.Lgs. 81/08, modificato con il D.Lgs. 106/09, ha poi
secuzione del contratto. A questi spetta l’autonomia di svolgere la sua
più precisamente definito le responsabilità di alcune figure lavorative
attività nell’esecuzione dell’opera o del servizio appaltato, organizzan-
all’interno del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro, in par-
do i mezzi necessari e curando le modalità di esecuzione dei lavori.
ticolare indicando le norme relative alla sicurezza nel cantiere edile.
Per la Suprema Corte, il controllo e la sorveglianza del committente si
La figura del direttore dei lavori assume determinati obblighi in fase
limitano all’accertamento ed alla verifica della corrispondenza dell’o-
di svolgimento dei lavori indicati durante la fase di progettazione e
pera o del servizio affidato all’appaltatore con l’oggetto del contratto.
secondo la normativa la figura del direttore dei lavori può coincidere
Dunque, per far in modo che possa configurarsi una qualche respon-
con il progettista in fase di progettazione. Il direttore dei lavori ha
sabilità, il committente deve intervenire anche su aspetti che vanno ol-
la responsabilità di monitorare lo svolgimento dei lavori, l’osservanza
tre la sola sorveglianza sull’opera oggetto del contratto e, quin-
delle prescrizioni ed ha l’obbligo di controllare la qualità dei materiali
di, eserciti una concreta ingerenza sull’attività dell’appaltatore
utilizzati e la posa delle opere in caso di utilizzo di elementi prefabbri-
al punto da ridurre quest’ultimo all’esclusivo ruolo di esecuto-
cati. Tra i compiti del direttore dei lavori vi sono la verifica della cor-
re. Sulla base di tali principi si è sottolineato che il Direttore
retta esecuzione dei lavori, la redazione dei SAL (Stato Avanzamento
dei Lavori, precedentemente giudicato corresponsabile ai
Lavori) e, se già redatti dall’impresa costruttrice, il controllo di questi
danni di un lavoratore, per non aver esercitato i suoi
ultimi, l’ autenticazione di eventuali modifiche tecniche apportate ai
compiti di sorveglianza e di controllo,
progetti, il rilascio di certificati come quello di corretta esecuzione dei
non poteva essere ritenuto respon-
lavori, di posa in opera corretta e la stesura di verbali di riunione e
sabile dell’accaduto in quanto “la
ordini di servizio.
responsabilità del committente
L’art. 89 comma 1 lettera c) del D. Lgs. n. 81/2008 definisce il di-
nei riguardi dei terzi risulta
rettore dei lavori come il “soggetto incaricato, dal committente, della
configurabile solo allorquando
progettazione o del controllo dell’esecuzione dell’opera: tale soggetto
si dimostri che il fatto lesivo
coincide con il progettista per la fase di progettazione dell’opera, e
sia stato commesso dall’appal-
con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell’opera“.
tatore in esecuzione di un ordi-
Sul punto si rileva che un direttore dei lavori è stato prosciolto dall’ac-
ne impartitogli dal direttore dei
cusa in quanto la figura ricoperta non ha alcuna responsabilità in me-
lavori o da altro rappresentante
rito alla prevenzione all’interno del cantiere, e di fatto la figura del
del committente stesso, tanto
direttore dei lavori ha una formazione valida in merito alle norme e alle
che l’appaltatore finisca per agi-
procedure da mettere in atto al fine di garantire la sicurezza nei can-
re quale “nudus minister” privo
tieri, mentre esso si relaziona, nello svolgimento delle sue mansioni,
dell’autonomia che normalmente
con il Responsabile della sicurezza ma non coincide con questa figura.
Per d ub
o p roblbi
leg ali va emi
www. ai i su
p
e cerc a aa.it
“L’esp er
ri spond to
e”
Sull’art.89, comma 1, lettera c), si registrano pertanto due tesi in
ma1, lettera c) assume che la nomina del responsabile dei lavori è
quanto, da una parte, alcuni sostengono che l’incarico del responsabi-
facoltativa, per cui se i progettisti o i direttori dei lavori non vogliono
le dei lavori è “automatico” poiché la definizione “soggetto incaricato,
accettare tale incarico le responsabilità restano in capo al commit-
dal committente “ è così interpretabile. Seguendo tale spunto il legisla-
tente. Infatti il D. Lgs. 3/8/2009 n. 106, correttivo del D. Lgs. n.
tore ha voluto responsabilizzare i tecnici demandando le responsabi-
81/2008 ed entrato in vigore il 20/8/2009, ha modificato sia l’art. 89
lità in materia di sicurezza. Per “soggetto incaricato dal committente”
comma 1 lettera c), sulla definizione del responsabile dei lavori, che
significa incaricare quale responsabile dei lavori il progettista per la
l’art. 93 comma 1 sulla responsabilità dei committenti per cui questi
fase di progettazione dell’opera ed il direttore dei lavori per la fase di
attualmente è definito quale il “soggetto che può essere incaricato
esecuzione dell’opera e quindi, se fosse così, non basterebbe alcuna
dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente
dichiarazione del committente, con la quale si assumerebbe l’obbligo
decreto”; il committente inoltre, essendo stato eliminato il secondo
delle responsabilità degli articoli 90, 93, 99 e 101, comma1, D.Lgs
periodo dell’art. 93 comma 1 che ne fissava l’obbligo, non risponde
81/08, ad esonerare dalle responsabilità il progettista e il direttore
più, a partire dalla data del 20/8/2009, dell’operato del responsabile
dei lavori.
dei lavori.
Se invece trattasi di responsabilità facoltativa, il direttore dei lavori,
Con il decreto correttivo è stato dunque precisato che la nomina del
nella fase d’esecuzione dei lavori assume le funzioni di responsabile
responsabile dei lavori è una facoltà e non un obbligo da parte del
dei lavori per cui si può verificare che potrebbe ricoprire anche le
committente ed è stata, altresì, eliminata la scelta obbligata da parte
funzioni di coordinatore per l’esecuzione dei lavori in contrasto con
dello stesso committente di individuare il responsabile dei lavori nelle
l’art.93,comma 2, che assume che “la designazione del coordinatore
figure del progettista o del direttore dei lavori.
per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione, non esonera
E’ chiaro, però, che in mancanza di un preciso incarico conferito dal
il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica
committente ad un responsabile dei lavori, tale funzione è automa-
dell’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1 (ob-
ticamente svolta dal committente in prima persona il quale viene
blighi del coordinatore per la progettazione), e 92, comma 1, lettere
considerato sia dalle direttive comunitarie sia dalla legge che dalla
a)b)c)d) (obblighi del coordinatore per l’esecuzione dei lavori inerenti
giurisprudenza, così come emerge dalle numerose sentenze emanate
la verifica delle disposizioni contenute nel P.S.C.).
dalla Corte di Cassazione, come il responsabile ultimo della sicurezza
In sintesi, dal semplice termine “incaricato” non può derivare un ob-
sul lavoro nonché il destinatario della programmazione e delle orga-
bligo giuridico di nomina da parte del committente. L’art 89, com-
nizzazione del cantiere edile.
11
12
ULTIME
NOTIZIE
DA FINCO
LA SICUREZZA
SUL LAVORO
NEL SISTEMA
DEGLI APPALTI
A cura di:
Angelo Artale Direttore Generale Finco Confindustria Federazione industrie, prodotti, impianti,
servizi e opere specialistiche per le costruzioni
Illustrare il mondo delle industrie e delle imprese specialistiche e super
tecnica e qualitativa dell’impresa rispetto all’opera da realizzare, della
specialistiche non è cosa facile. Occorre portare un po’ più alla luce questo
sua capacità di ricerca e di innovazione, delle esperienze pregresse,
settore, non adeguatamente apprezzato, anche se di grande eccellenza,
dell’attrezzatura specifica.
dietro cui c’è un mondo frammentato, poco conosciuto al grande pubbli-
Per tale ragione, nel caso di lavori ad alta specializzazione, è forte il
co, visti i pochi rapporti con il consumatore finale e la solo occasionale
rischio che i lavori eseguiti in subappalto possono vedere pregiudicata
partecipazione al “Made in Italy”, poiché esporta poco e raramente lavora
la migliore “qualità” data dalla specializzazione dell’opera realizzata.
all’estero. Nell’ambito dei lavori pubblici ad esempio, rispetto ad altri paesi
Un rilievo a parte merita un altro tema strettamente legato al settore: quello
membri della Comunità Europea, in Italia vi è un numero di gran lunga
della sicurezza sul lavoro nel sistema degli appalti, o meglio, nel sistema
superiore di operatori “qualificati” nell’esecuzione di opere specialistiche.
dei subappalti. Le cronache sono piene, come le statistiche Inail, di inci-
In passato si è constatato che il rilascio delle qualificazioni è stato, spes-
denti sul lavoro legati ad una gestione discutibile di tale strumento. Lavori
so, più legato al rispetto di un iter burocratico basato su dichiarazioni di
subappaltati, come dicevamo prima, al prezzo più basso possibile su una
capacità realizzativa, piuttosto che su rigorose verifiche atte ad accertare
lavorazione già aggiudicata al massimo
il possesso effettivo dei requisiti minimi necessari alla qualificazione da
ribasso e soprattutto ad imprese con
parte delle aziende.
capacità realizzativa ottenuta “sulla
La committenza pubblica, pur impegnando formalmente l’appaltatore dei
carta”, portano inevitabilmen-
lavori a garantire il rispetto degli standard di progetto, si ritrova nei fatti a
te ad una spirale di insicurezza
constatare non di rado deficit qualitativi nell’opera finita; ciò avviene princi-
e, appunto, di approssimazione
palmente per una sottostimata incidenza del fattore costo sulla qualità del
risultato finale. Infatti, il criterio maggiormente seguito in Italia per l’aggiudicazione delle gare pubbliche resta quello del massimo ribasso.
Occorrerebbe invece garantire sistemi di aggiudicazione
basati sulla valutazione complessiva dell’intervento: responsabilizzare le stazioni
appaltanti e le imprese ad una
selezione di offerte economicamente più vantaggiose, attraverso la verifica della rispondenza
che si riflette sulla vita dei lavoratori prima ancora che sulla qualità dell’o-
prevedere che l’opera finale non risponderà ai requisiti base previsti e,
pera e sulla sua pubblica utilità (e durabilità). Non si vuol con questo affer-
soprattutto, avremo dei costi aggiuntivi non quantificabili di manutenzione,
mare che nei cantieri degli “specialisti” non ci possano essere malaugurati
interventi correttivi, mal funzionamento, ecc.. che non sono da trascurare.
esempi di incidenti, ma è certo che la ditta seriamente strutturata e consapevole dell’attività che va a compiere, oltre ad essere dotata dell’idonea
PER QUESTO FINCO SUGGERISCE:
attrezzatura e perizia tecnica ha, certamente, personale qualificato la cui
• “puntare in alto” per quanto riguarda sia il livello qualitativo, che gli
soglia di attenzione e consapevolezza del pericolo del cantiere è diversa.
aspetti legati alla sicurezza, anche attraverso massicce iniezioni di for-
Se dunque questa catena di incertezza che è il subappalto “pervasivo” non
mazione del personale.
viene ricondotta sui corretti binari di una divisione del lavoro in cantiere
• Avere quindi una selezione accurata degli operatori e delle loro spe-
che veda tutti gli attori principali della filiera (appaltatori, subappaltatori e
cifiche capacità e professionalità: sotto questo profilo è necessario in-
fornitori con posa in opera) su un piano di pari dignità e tutela, la tentazione
sistere sul tema della qualificazione delle imprese il cui numero ormai
di trovare vie facili e poco onerose per rispondere alla commessa pubblica
supera, sempre sulla carta, quello che si registrava al tempo dell’Albo
sarà difficilmente arginabile.
Nazionale dei Costruttori.
• Predisporre correttamente i bandi di gara consentendo la chiara indi-
OCCORRE DUNQUE UNA RIFLESSIONE:
viduazione delle lavorazioni da svolgere, senza cadere nella tentazione
In prima battuta da parte degli enti pubblici, “stazioni appaltanti” di opere
di concentrare tutto nelle Categorie Generali a discapito di una chiara e
pubbliche, cercando per quanto possibile di diffondere:
trasparente organizzazione dei lavori effettivamente necessari.
a) il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche sotto il
• Attuare un’operazione di moralizzazione che non può esaurirsi nel
profilo della capacità di ricerca ed innovazione dell’azienda, dell’attrez-
chiedere nuove leggi e nuove regole (quelle per garantire la pari dignità
zatura specifica posseduta, delle esperienze pregresse e della specifica
agli “attori” del cantiere), ma deve prevedere efficaci forme di con-
formazione del personale;
trollo e verifica.
b) l’opzione del pagamento diretto ai subappaltatori. Oggi è una scelta
facoltativa da parte della Stazione appaltante.
Ci permettiamo di dire che si tratta in una certa misura di un problema di
• Da parte degli operatori: imporsi la serietà di accettare solo i lavori per
i quali si dispone della necessaria professionalità.
• Dare la possibilità, al soggetto aggiudicatario di un appalto, di affida-
“ordine pubblico”.
re i lavori ad altre imprese con le quali avrà stipulato un contratto di
Le imprese piccole fanno da banca alle grandi, e muoiono. Si perdono
rete senza che ciò costituisca subappalto, a condizione che la rete sia
professionalità e posti di lavoro.
precedente all’appalto e l’affidamento dei lavori (nella misura massima
Secondariamente, da parte dei committenti di opere private perché ci si
del 40%) avvenga allo stesso costo di aggiudicazione da parte dell’ap-
assicuri che le opere vengano realizzate da operatori effettivamente pre-
paltatore principale.
parati ad eseguire quel determinato tipo di lavoro.
Se lasciamo che prevalga la logica del contenimento dei costi iniziali, anche
a prescindere dalle possibili ricadute sulla sicurezza del cantiere, dobbiamo
• Le reti d’impresa rappresentano infatti una possibile risposta all’organizzazione del lavoro nella configurazione del nostro sistema produttivo.
• Garantire un sistema di pagamenti certo ed equo.
13
14
FORMAZIONE,
DA UNA PROPOSTA
DI AIPAA AL SENATO
A UNA SVOLTA IN UNI
AIPAA AL
MINISTERO
DEL LAVORO
A cura di:
Fabio Cortesi
Vicepresidente Aipaa
L’esigenza della formazione del lavoratore emerge chiara e forte dal
per le quali è richiesta una specifica abilitata-
D.Lgs. 81/2008. Recita l’art. 37: “il datore di lavoro assicura che
zione degli operatori.
ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in
Tuttavia, in nessuno di questi documentiti
materia di salute e sicurezza”, mentre l’art. 71 sottolinea l’impor-
si tratta in maniera specifica di utilizzoo
tanza della formazione e dell’addestramento specifici per l’utilizzo
di sistemi di sicurezza anticaduta, no-
di una attrezzatura di lavoro che prevede responsabilità particolari.
nostante la rilevanza della tematica, sia
Tempistiche e modalità di espletamento della informazione, forma-
in termini di infortuni mortali e gravi
zione e addestramento sono definite in sede di Conferenza perma-
avvenuti che di numero di utilizzatori e destinatari.
nente per i rapporti tra Stato, Regioni e Provincie autonome di Trento
Proliferano allora corsi e seminari del tutto teorici e per nulla com-
e di Bolzano e formalizzate con specifici accordi: l’Accordo del 21
pleti, specifici in relazione all’attrezzatura e a volte volutamente on-
dicembre 2011 sulla formazione di lavoratori, preposti e dirigenti, e
nicomprensivi: partecipa a questo corso e sei “a posto” per qualsiasi
l’Accordo del 22 febbraio 2012 per l’utilizzo di attrezzature di lavoro
sistema di accesso in quota, si sente dire, sia questo una lineevita
15
o una rete anticaduta o una piattaforma o scale portatili. Il processo
richiede pratica e addestramento. In tal senso, nel gennaio 2011
di valutazione e di scelta dell’idoneo sistema di accesso in quota
il Vice Presidente Aipaa, Dott. Ing. Fabio Cortesi, ha presentato
prevede che anche il datore di lavoro sia formato: nulla può essere
il problema in sede di Commissione infortuni al Senato della
lasciato al caso o all’improvvisazione. Per l’utilizzo di tali sistemi si
Repubblica.
indossano DPI di terza categoria (salvavita e quindi soggetti ad adde-
Oggi, l’impegno costante dell’Associazione si è concretizzato in
stramento obbligatorio), ciascuno con proprie caratteristiche e quindi
sede UNI: il gruppo di lavoro U500201 “Dispositivi di protezione
con un suo programma di formazione, modalità di addestramento
contro le cadute dall’alto”, di cui Aipaa fa parte quale membro
diverse, durata e costi del corso diversi e soprattutto competenze
permanente, ha infatti riconosciuto il tema della normazione dei
del docente diverse.
percorsi di formazione per coloro che installano o effettuano ma-
Aipaa è da tempo attenta al problema della formazione del lavo-
nutenzione di sistemi anticaduta come argomento di interesse e
ratore che accede in quota, perché è una materia specifica che
oggetto di un prossimo intervento normativo.
FORMAZIONE
DA UNA PROPOSTA
DI AIPAA AL SENATO
A UNA SVOLTA IN UNI
16
LA QUALITA’ DELLA FORMAZIONE
FA LA DIFFERENZA
DI SEGUITO RACCOGLIAMO IL PREZIOSO CONTRIBUTO DELL’ING.
E’ possibile ad oggi definire i contenuti minimi della formazio-
FABIO CORTESI, VICEPRESIDENTE AIPAA, SUL TEMA DELLA
ne e dell’addestramento per chi lavora in quota?
FORMAZIONE DEI LAVORATORI IN ATTIVITÀ CHE ESPONGONO AL
R. Per ora, è definito solo per addetti ai ponteggi e per addetti ai la-
RISCHIO DI CADUTA DALL’ALTO.
vori con fune: il D.Lgs. 81/08 ha disciplinato tali attività, individuando
anche i soggetti che possono erogare la formazione; mentre per le
Esistono corsi di abilitazione professionale per i lavori in quota
piattaforme di lavoro elevabili ci si deve riferire all’Accordo Stato Re-
e per la prevenzione delle cadute dall’alto?
gioni del 22 febbraio 2012. Per le altre attrezzature, l’iter che porterà
R. Per abilitazione si intende un termine generico che identifica
alla definizione delle indicazioni e di requisiti condivisi per la forma-
differenti tipi di autorizzazioni all’esercizio di alcune professioni re-
zione dei lavoratori che accedono in quota è appena cominciato e si
golamentate. Il lavoratore che accede in quota non costituisce una
presenta ancora lungo: siamo però soddisfatti del percorso intrapreso
professione regolamentata. Occorre riferirci al D.Lgs. 81/08 e, nello
e attendiamo fiduciosi l’esito dei lavori dell’Organo Tecnico di UNI. Nel
specifico, all’art. 71: “Qualora le attrezzature richiedano per il loro im-
frattempo la nostra associazione mette a disposizione dei datori di la-
piego conoscenze o responsabilità particolari in relazione ai loro rischi
voro il suo bagaglio di competenze per la scelta oculata del corso di
specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché l’uso
formazione e addestramento relativi alla specifica attività in quota.
dell’attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati
Ci può dare qualche indicazione?
che abbiano ricevuto una informazione, formazione ed addestramento
R. Un punto determinante è la durata del corso: se è di poche ore,
adeguati”. Queste sono indicazioni precise e per niente interpretabili:
è sicuramente generico. Se poi prospetta la validità e l’efficacia per
il datore di lavoro incarica i lavoratori per quel determinato lavoro in
tutti i sistemi di accesso in quota, occorre approfondire i contenuti del
quota (rischio specifico, conoscenze particolari) solo se quelli sono in-
programma con domande mirate all’organizzatore: quasi sempre risul-
formati, formati e addestrati adeguatamente. Il carattere di adeguatez-
terà ancora generico. In sostanza, come vuole giustamente la norma,
za è una responsabilità del datore di lavoro: è lui che decide e prende
il corso deve essere specifico e adeguato: da qui serve la formazione
le misure necessarie.
anche del datore di lavoro.
17
UN REGISTRO A GARANZIA
DI INSTALLATORI E AZIENDE
ANTICADUTA
Con l’intento di puntare alla qualificazione delle imprese e degli in-
forme dell’autodichiarazione. La verifica dell’idoneità tecnico pro-
stallatori dei sistemi anticaduta, AIPAA ha promosso l’istituzione del
fessionale deve passare necessariamente dalla qualificazione delle
Registro Italiano Installatori Anticaduta (RIIA)® e del Registro
aziende e degli installatori.
®
Italiano Aziende Anticaduta (RIAA) , per gli operatori che si rivolgono al mercato, facendo di eccellenza e qualità una quotidiana scelta
Installare lineevita è un compito molto delicato non solo per la com-
di lavoro, grazie al rispetto di ben precisi protocolli.
plessità dei prodotti e dei sistemi, ma soprattutto per la cura e l’attenche ha la sua funzione più importante nell’evitare le cadute dall’alto.
Installare lineevita comporta responsabilità e senso morale.
RI
RIA
Registro Italiano Aziende
zione che devono essere poste nel realizzare un’attrezzatura di lavoro
®
IA
A
®
nticaduta
Registro Italiano Installatori
nticaduta
Per tali motivi è importante che gli installatori si qualifichino anche at-
Perché il Registro Italiano Installatori / Aziende Anticaduta? La pro-
traverso un programma formativo adeguato e completo che consenta
fessione di “installatore di dispositivi anticaduta” è una professione
una preparazione a 360 gradi, sia per l’acquisizione delle conoscenze
relativamente recente, che richiede una preparazione a tutto campo in
tecniche legate a questi sistemi innovativi, che per l’acquisizione della
cui la formazione e l’addestramento rivestono un ruolo determinante.
competenza pratica applicativa.
Il Registro garantisce il possesso dei requisiti necessari per poter ef-
L’iscrizione al Registro passa attraverso il possesso di un attestato di
fettuare con professionalità e competenza le installazioni dei disposi-
partecipazione a un corso per installatori: il corso teorico - pratico che
tivi anticaduta in generale ed in particolare delle linee vita e permette
Aipaa ritiene minimo per tale fine ha una durata di almeno 32 ore: il can-
di identificare in modo inequivocabile e rapido le aziende in grado
didato deve superare con successo sia la teoria che le prove pratiche.
di garantire che le loro installazioni sono effettuate seguendo precisi
standard e protocolli di qualità nel rispetto dei requisiti essenziali di
I requisiti sono dunque: formazione sui rischi specifici delle attività,
sicurezza. Laddove “installazione” significa anche verifiche, manuten-
ai sensi degli art. 37 e 73.7 del D.Lgs. 81/08; iscrizione all’Aipaa;
zioni e ripristini.
possesso dei requisiti di regolarità contributiva; iscrizione alla CCIAA;
assicurazione per danni a terzi derivanti dal montaggio e dall’utilizzo
Si presenta quindi la necessità che la qualifica degli installatori avven-
dei dispositivi anticaduta; sottoscrizione del codice di etica professio-
ga attraverso un processo definito e sotto controllo e non solo nelle
nale e comportamentale, proprio del registro.
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CASI PARTICOLARI
DI PROGETTAZIONE
DI LINEE VITA
ESEMPI
DI PROGETTAZIONE
A cura di:
Geom. Andrea Brolis
Tecnico progettista SSC
Società Sicurezza Cantieri
CASO 1
OGGETTO: REALIZZAZIONE SISTEMA ANTICADUTA SU
COPERTURA PER MANUTENZIONE IMPIANTO FOTOVOLTAICO
COPERTURA A DUE FALDE
PROBLEMA:
DIFFICOLTA’ DI INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI LATERALI CON PIASTRE PER
GRECATO (EFFETTO PENDOLO) CAUSA ADEGUAMENTO DEI PANNELLI
FOTOVOLTAICI
SOLUZIONE:
UTILIZZO DI ELEMENTI IN CLASSE A1 (GOLFARI) LUNGO TUTTA LA FALDA
CASO 2
OGGETTO: REALIZZAZIONE SISTEMA ANTICADUTA SU GIARDINO PENSILE
PROBLEMA:
SUPERARE LO STRATO DI TERRENO (MAGGIORE DI 600
MM) PER FAR FUORIUSCIRE IL DISPOSITIVO IN CLASSE
C (LINEA VITA): GLI ELEMENTI STANDARD SONO DI
DIMENSIONI INFERIORI (DA H.350 A 500 MM)
SOLUZIONE:
UTILIZZO DI UN ELEMENTO FUORI STANDARD DI ALTEZZA
MAGGIORE DI UN ELEMENTO REGOLABILE IN ALTEZZA
19
CASI PARTICOLARI
DI PROGETTAZIONE
DI LINEE VITA
20
CASO 3
OGGETTO: REALIZZAZIONE SISTEMA ANTICADUTA SU PREFABBRICATO
INDUSTRIALE PER MANUTENZIONE IMPIANTI FOTOVOLTAICI
REALIZZAZIONE DI DISPOSITIVO CLASSE C (LINEA VITA)
PROBLEMA:
GLI ELEMENTI TERMINALI NON POSSONO ESSERE
INSTALLATI SOPRA LA COPERTURA IN QUANTO
E’ PIENA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI E NON
C’E’ SPAZIO A SUFFICIENZA PER POSIZIONARE
L’ELEMENTO
SOLUZIONE:
REALIZZAZIONE DI UN ELEMENTO PALO SPECIALE
PER CLASSE C (LINEA VITA) CHE SI FISSA ALLA
PARTE LATERALE DELLA COPERTURA
www.aipaa.it
Filo diretto con il settore
S E R V I Z I
A G L I
A S S O C I A T I
Convenzioni e facilitazioni
Il modulo di iscrizione
è disponibile sul sito
SPECIALE
CADUTE
DALL’ALTO
22
ANCORA TROPPI MORTI
PER CADUTE DALL’ALTO
IL PROBLEMA DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
Se pur il Rapporto annuale INAIL 2011 mostra un calo degli infortuni
da meno la crescita culturale in senso stretto sui valori della salute e
in ambito professionale, le cifre rimangono ancora molto alte. Secondo
sicurezza si è sicuramente ampliata, sia tra gli addetti al lavoro che tra
le rilevazioni effettuate dall’INAIL al 31 marzo 2012, lo scorso anno
i consociati, grazie all’intesa attività di sensibilizzazione, informazione,
sono stati 725.174 gli infortuni denunciati all’Istituto, con un calo del
formazione e consulenza messo in atto dall’arco istituzionale, nel cui
6,6% rispetto ai 776.099 del 2010. In flessione del 5,4% anche i casi
ambito Inail svolge ruolo di spicco nella sua funzione di Polo Salute e
mortali, passati da 973 a 920. In generale, dunque, rispetto al 2010
Sicurezza.
si sono verificati 51mila infortuni in meno e da due anni il numero dei
decessi è al di sotto dei mille casi. La flessione è generalizzata in tutti
Sono aumentati i controlli effettuati dagli organi di vigilanza.
i settori di attività e solo l’1,6% sembra essere legato agli effetti della
Quanto ciò può avere influito?
crisi economica.
R. L’azione di vigilanza svolta dall’INAIL congiuntamente a INPS
Il trend registrato, se pur positivo, non può farci ritenere soddisfatti:
e Direzioni territoriali del lavoro è un presidio di legalità ed è linfa
sono ancora troppi gli infortuni, e soprattutto quelli evitabili perché
vitale per l’economia, per le aziende sane che creano lavoro sicuro
dovuti alla mancanza di consapevolezza dell’operatore del rischio al
che quindi possiamo definire
quale si espone. Fretta, stanchezza e inesperienza, spesso legati a una
“buon lavoro”. L’attività
scarsa formazione, contribuiscono ad abbassare la soglia di attenzione
di controllo vuole
e a sottovalutare la percezione del rischio.
tutelare le aziende
virtuose
NE ABBIAMO PARLATO CON CARMELA SIDOTI, DIRETTORE
REGIONALE INAIL FRIULI VENEZIA GIULIA.
I dati relativi agli infortuni rimangono alti, ma è innegabile che
c’è stata una certa diminuzione: quali sono secondo lei i fattori
che hanno contribuito in maniera maggiore?
R. La diminuzione degli infortuni – al di là della congiuntura
economica - va attribuita a fattori di tipo strutturale e culturale.
Tra gli elementi che sicuramente hanno inciso in tal senso
nell’ultimo decennio possiamo sicuramente annoverare
la terziarizzazione dell’economia con fenomeni di
delocalizzazione di attività industriali più rischiose fuori
dai confini nazionali, il radicamento e conseguente
integrazione della manodopera straniera, lo sviluppo
nelle aziende di una cultura organizzativa sulla base
di esperienze, modelli e certificazioni europee e
mondiali (ISO 9001, sistemi SGSL, OSHA, etc.). Non
dalla
concorrenza
sleale e immorale che si attua con il lavoro nero e con le varie forme
la convergenza di varie Istituzioni nonché l’interesse delle Parti Sociali.
di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza.
Ma siamo di fronte a un lavoro di prevenzione che ha tempi lunghi
L’economia sommersa deprime l’economia, frena lo sviluppo e a
perché deve incidere su fenomeni complessi sia culturali che
ripresa economica e umilia le persone esponendole a rischi gravi per
organizzativi. Infatti per quanto il progresso tecnologico abbia
la propria salute e l’incolumità.
consentito di realizzare macchinari ed impianti sempre più efficienti,
Ritengo, in ogni caso, che la vigilanza e la repressione non siano
sotto il profilo della sicurezza, per eliminare gli infortuni e le malattie
l’elemento strategico della riduzione infortunistica. Il rispetto delle
professionali si deve accompagnare un’organizzazione del lavoro
norme ottiene risultati virtuosi solo quando vi è un’adesione volontaria
pensata ‘in termini di sicurezza’, dove il fattore umano sia valutato
alle stesse da parte dei corpi sociali interessati, una consapevolezza
non solo sotto il profilo quantitativo ma anche qualitativo. Non ci si
collettiva della necessità di rispettare le norme al fine del bene comune
deve preoccupare, insomma, solo di fornire i DPI ai lavoratori, ma far
che è un bene di ciascuno. Questa adesione si ottiene tramite il
sì che la loro preparazione nell’uso dei DPI sia un fattore organizzativo
rafforzamento della coscienza civile e in questa dinamica culturale un
verificato in termini di efficienza operativa e produttiva. I lavoratori
generico timore della sanzione svolge un ruolo relativo.
devono infatti diventare, con i datori di lavoro, i protagonisti della
Per questo INAIL e gli altri Enti preposti privilegiano, in materia
sicurezza e l’Inail con azioni di informazione, formazione e consulenza
di vigilanza, attività congiunte che coinvolgano, oltre agli enti
in questi anni ha cercato di accompagnarne la crescita in termini di
previdenziali, ASL e DTL, cui spetta la competenza specifica in materia
maggior consapevolezza nella gestione del proprio ruolo.
di vigilanza sull’applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro, anche
in ottica prevenzionale, con la possibilità di utilizzare, ancor più che il
potere sanzionatorio, lo strumento delle prescrizioni di adeguamento
dell’ambiente di lavoro alle norme stesse.
In ogni caso, i controlli di INAIL, INPS, ASL e DTL sono preceduti da
attività di intelligence e analisi dei settori a maggior rischio di evasione,
per porre in essere verifiche capillari e quindi dare certezza alle
imprese ‘oneste’ della volontà dello Stato di colpire solo chi non opera
secondo le regole.
Che riflessione può essere effettuata relativamente agli
infortuni dovuti alle cadute dall’alto, i cui dati rimangono alti?
R. Vi sono settori di attività che presentano una rischiosità intrinseca
confermata da rilievi statistici di lungo corso. Il settore edile per numeri
assoluti, frequenza infortunistica e gravità degli eventi è da anni uno
dei settori più delicati per l’andamento infortunistico. Questo dato
è noto a tutti gli addetti ai lavori ed è una criticità di cui i soggetti
istituzionalmente impegnati nella prevenzione e diffusione della cultura
della sicurezza sono consapevoli sia a livello locale che nazionale.
Non è un caso che fin dal 2009 l’Inail si è fatta fautrice, insieme al
Ministero del Lavoro, di uno specifico Piano prevenzione edilizia e di
una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza nei cantieri (www.
prevenzionecantieri.it). Il piano ha affrontato la problematica della
salute e della sicurezza nelle Costruzioni attraverso un programma di
interventi articolato e complesso; sul Piano si è verificata gradualmente
23
ANCORA TROPPI MORTI
PER CADUTE DALL’ALTO
IL PROBLEMA DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
24
Quali sono le principali azioni intraprese per continuare ad
Se compariamo i dati nazionali con quelli dei principali Paesi
abbassare i numeri relativi agli infortuni?
europei, come risulta la situazione italiana?
R. La recente legislazione, in ultimo il d.lgs. n. 81/2008, ha attribuito
R. Ogni qual volta si approccia il tema degli infortuni sul lavoro
all’Inail il compito di promuovere la cultura della prevenzione e avviare
proponendo comparazioni su base continentale occorre tenere
azioni per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei
conto che i confronti tra i vari Paesi si basano su dati disomogenei
lavoratori. Gli ambiti nei quali l’Inail si impegna a realizzare il mandato
e non vanno fatti in termini assoluti. Esistono, infatti, ancora grossi
istituzionale trovano riscontro in cinque macro aree. Innanzitutto
problemi di armonizzazione e completezza che inducono a effettuare
la messa a disposizione e sviluppo del patrimonio informativo di
tali paragoni con estrema cautela. A tutt’oggi, i dati sugli infortuni
dati su infortuni e malattie professionali (articolato in banche dati)
sul lavoro vengono forniti dai vari Stati membri dell’Unione Europea
detenuto dall’Inail, il cui utilizzo e lettura in chiave statistica è base
non in forza di una direttiva, ma di un semplice gentlemen’s
imprescindibile di qualunque azione da intraprendere.
agreement. Per questo le statistiche risentono pesantemente delle
Quindi la formazione, l’utilizzo cioè delle professionalità tecniche
difformità legate ai criteri di rilevazione e alle diverse procedure
e scientifiche per l’elaborazione di percorsi formativi qualificati
di dichiarazione di non pochi Stati membri (tra cui Regno Unito,
principalmente a favore di aziende e lavoratori, ma anche di studenti
Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia). Per tali ragioni è proprio
e giovani. Ancora, l’attività di assistenza e consulenza è un ulteriore
Eurostat – l’Ufficio centrale di statistica della Comunità Europea
aspetto che il bagaglio professionale Inail può fornire al sistema delle
– a invitare a non raffrontare i dati degli andamenti infortunistici
imprese sulla base di progetti territoriali specifici.
dei vari Paesi in termini assoluti, in quanto sostanzialmente non
Il quarto ambito è quello del sostegno economico attraverso la
omogenei, e a confrontare esclusivamente attraverso i “tassi di
ridistribuzione di risorse economiche, sia Inail che statali, alle imprese
incidenza standardizzati”, elaborati mediante specifiche metodologie
tramite bandi di finanziamento per le spese connesse al miglioramento
statistiche, apportando alcuni correttivi che tendono a rendere più
degli standard di sicurezza dei luoghi di lavoro.
comparabili i dati.
Infine vi è la più vasta azione di promozione della cultura della
Per il 2008 (ultimo anno reso disponibile da Eurostat), sulla base
prevenzione, contribuire cioè alla diffusione più ampia possibile dei
dei tassi d’incidenza il nostro Paese registra un valore pari a 2.362
temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con iniziative di
infortuni per 100.000 occupati (con una riduzione del 27,7%
sensibilizzazione di vario genere (cinema, teatro, fiere, mostre, etc.).
rispetto al 2003 e del 42,5% rispetto al 1998), collocandosi nella
È di tutta evidenza che solo la convergenza di tutte le parti, i soggetti
graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate ben al di sotto
e le forze che compongono il mondo del lavoro può far sì che le azioni
di quello rilevato per Spagna (4.792), Francia (3.789) e Germania
intraprese nei cinque ambiti citati siano efficaci ed è per questo motivo
(3.024). Per i casi mortali l’Italia, con un indice nazionale di 2,5
che l’azione dell’Inail si articola sempre in azioni svolte in sinergia con
decessi per 100mila occupati si colloca in linea con
altre parti sociali e Istituzioni.
il dato rilevato per i 15 Stati membri e al di sotto
In ogni caso dobbiamo ricordare che l’attività di prevenzione, come
di quello registrato nell’Euro-zona (2,8), che
sopra declinata, non è di tipo scientifico e quindi non si può definire
comprende Paesi più omogenei al nostro sia
un rapporto direttamente proporzionale tra essa e il calo infortunistico.
dal punto di vista dei sistemi assicurativi,
Trattandosi di attività latamente culturale i risultati della stessa
sia di quello dell’omogeneità e
potranno essere colti solo in tempi medio-lunghi.
completezza dei dati.
25
Infortuni sul lavoro nel terzo millennio
(fonte: elaborazioni su dati inail)
In questo contesto, il fenomeno infortunistico ha segnato, nel periodo
di osservazione 2001-2011, una continua e costante diminuzione nelle
sue consistenze numeriche mantenendosi, tuttavia, su livelli dimensionali
ancora molto elevati. Gli infortuni sul lavoro denunciati all’INAIL sono
passati, infatti, da 1.023.000 del 2001 a 725.000 del 2011 (ultimi
dati ufficiali disponibili), con una riduzione complessiva di quasi
300.000 unità pari a -29,1%. Il calo annuo si è mantenuto su livelli
abbastanza contenuti, con valori medi del -2%, fino all’inizio della crisi,
per segnare invece variazioni sensibilmente più consistenti negli anni
successivi (-4,1% nel 2008, -9,7% nel 2009, -1,8% nel 2010 e -6,6%
nel 2011).
Questo primo scorcio di millennio, che va dagli inizi degli anni duemila ai
giorni nostri, rappresenta un periodo molto importante e denso di proficue
conquiste nel campo delle tutele sociali dei rischi professionali. In pratica,
il periodo si inizia sulla scia del decreto 38/2000 che, spaziando sui vari
aspetti del sistema di tutele, aveva avviato un percorso di profonde riforme
che hanno trovato poi concretizzazione negli anni successivi con ulteriori
fasi tese alla compiuta realizzazione dell’obiettivo finale della tutela
integrale del lavoratore. Un processo che in tutti questi anni si è svolto
sotto la spinta di una opinione pubblica che si è mostrata sempre più
attenta ai problemi della sicurezza del lavoro, sollecitata e stimolata anche
dai costanti e autorevoli richiami del Presidente della Repubblica.
I N F O RT U N I
1.200.000
1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000
0
2001
2001
Infortuni
1.023.379
var.% annua
-
2002
992.655
-3,0
2002
2003
977.192
-1,6
2003
2004
2004
966.696
-1,1
2005
2005
940.013
-2,8
Andamento pressoché analogo si è registrato per gli infortuni mortali
che sono scesi dai 1.546 casi del 2001 ai 920 del 2011, facendo
segnare un calo molto sostenuto di oltre 600 unità pari a -40,5%.
Per questi eventi la contrazione annua è stata sempre intensa e sostan-
2006
2007
2006
928.140
-1,3
2008
2009
2007
912.379
-1,7
2010
2011
2008
875.347
-4,1
2009
2010
790.397 776.099
-9,7
-1,8
2011
725.174
-6,6
zialmente continua con valori di riduzione mediamente più elevati nella
seconda metà del periodo di osservazione, a partire cioè dall’anno 2007
quando si stava precipitando all’interno della grave crisi economica ancora oggi in atto.
C A S I M O RTA LI
1.600
1.400
1.200
800
600
400
200
0
2001
Casi mortali
var.% annua
2001
1.546
-
2002
1.478
-4,4
2002
2003
1.445
-2,2
2003
2004
1.328
-8,1
2004
2005
2005
1.280
-3,6
Pur tuttavia se sul piano dell’andamento del fenomeno si può esprimere un
giudizio sostanzialmente positivo, altrettanto non si può dire se si guarda
alle sue dimensioni che, come già si diceva, permangono ancora oggi troppo elevati e del tutto inaccettabili per un Paese civile. 725.000 infortuni
nel solo anno 2011 stanno a significare che in pratica ogni giorno,
2006
2007
2006
1.341
4,8
2008
2009
2007
1.207
-10,0
2010
2011
2008
1.120
-7,2
2009
1.053
-6,0
2010
973
-7,6
2011
920
-5,4
comprese ferie e festivi, ben 2.000 lavoratori subiscono un trauma
con conseguenze più o meno pesanti in termini fisici, psicologici ed
anche economici. Ogni anno, inoltre, sono almeno 40.000 (più di 100
al giorno) i lavoratori che subiscono una invalidità permanente di
medio-alta gravità.
ANCORA TROPPI MORTI
PER CADUTE DALL’ALTO
IL PROBLEMA DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
26
L’emersione delle malattie perdute
(fonte: elaborazioni su dati inail)
portato ad oltre 30.000 il numero di denunce in quell’anno. Un incremento nettamente superiore (quasi 5.000 casi in più, pari a + 15,9%) si
è poi registrato nel 2009 per raggiungere la punta massima di crescita
nel 2010, quando sono state denunciate 42.500 malattie professionali,
vale a dire circa 7.600 casi in più rispetto all’anno precedente, facendo
registrare un aumento annuo record pari a + 21,7%. Nel 2011, infine,
vi è stato un ulteriore crescita di oltre 4.000 casi (+9,6%).
Complessivamente, nel corso dell’intero quinquennio, la crescita è
stata pari al 60,9% , passando dai circa 27.500 casi del 2001 ai
46.500 del 2011: quasi 20.000 denunce di malattie professionali
in più nel giro di pochi anni.
Nel corso di questi ultimi anni è lentamente maturato e si è poi concretizzato l’inizio di una vera e propria rivoluzione nel campo delle malattie
professionali. Fino all’anno 2006, infatti, il trend delle denunce pervenute all’INAIL si era mantenuto sostanzialmente stabile tra i 25.000 e i
27.000 casi l’anno. Ma, quasi improvvisamente, il 2007 ha segnato un
incremento di oltre duemila casi (da 27.000 circa a 29.000) rispetto al
2006 pari a +8,2% e imponendosi come punto di rottura nell’evoluzione
del trend di medio periodo.
Ma l’anno 2007 non era che l’inizio di un lungo periodo di crescita,
continua e progressiva, che si protrae ancora oggi. Nel 2008, infatti, vi
è stato un ulteriore balzo (+4% pari ad oltre 1.000 casi in più), che ha
N. M A LAT T I E
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
2001
N. Malattie
var.% annua
2001
27.360
-
2002
26.750
-5,7
2003
25.220
-5,7
2002
2003
2004
26.484
5,0
2004
2005
2005
26.628
0,5
Si è assistito, e si sta assistendo ancora oggi, a quella che tecnicamente viene definita “emersione delle malattie perdute”, un
processo a lungo atteso da tutte le parti sociali deputate alla tutela
dei lavoratori e che sembra finalmente collocare le dimensioni del
fenomeno, da sempre e da più parti ritenuto sottostimato, su livelli più
adeguati e rispondenti alle esigenze di tutela sanitaria ed assicurativa
dei lavoratori. Un fenomeno, dunque, di grande importanza e dal forte
impatto sociale che può essere senz’altro ricondotto ad una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza da parte di lavoratori, datori
di lavoro e di chi presta loro assistenza e consulenza: in particolare
INAIL, medici di famiglia, organizzazioni di lavoratori e di infortunati,
patronati, ecc.
Ma sicuramente il fattore che maggiormente ha contribuito alla effettiva emersione di quelle patologie professionali che fino a pochi
anni fa non venivano denunciate, è stata l’emanazione nel 2008 della
nuova “Tabella delle malattie professionali”, la lista cioè di quelle
tecnopatie che godono della cosiddetta “presunzione legale d’origi-
2006
2007
2006
26.750
0,5
2008
2009
2007
28.933
8,2
2010
2011
2008
30.093
4,0
2009
34.889
15,9
2010
42.465
21,7
2011
46.558
9,6
ne”, allargandone il numero in misura significativa e specificando in
modo dettagliato la denominazione della patologia. In particolare,
l’aggiornamento della Tabella si è caratterizzato per l’inserimento,
tra le malattie “tabellate” , delle patologie dell’apparato muscoloscheletrico.
In definitiva si può affermare che i motivi della eclatante crescita
delle denunce di malattie professionali sono collegati proprio a queste
tipologie patologiche. Se si focalizza, infatti, l’analisi sull’ultimo
quinquennio, periodo in cui tale fenomeno è sviluppato, si rileva
come le denunce di patologie muscolo-scheletriche siano quasi
triplicate, passando dai circa 11.500 casi del 2007 ai 30.500 del
2011. In termini di composizione percentuale: nel 2007 le patologie muscolo-scheletriche rappresentavano il 39,6% del totale
delle malattie professionali, la loro quota è salita, anno dopo
anno, al 65,6 nel 2011.
In pratica due malattie su tre sono oggi di natura osteo-articolare o muscolo-tendinea.
Analizzando i decessi per malattia professionale, i tumori rappresentano complessivamente, in media, oltre il 90% delle malattie professionali letali indennizzate dall’INAIL e addebitabili per lo più all’asbesto,
uno dei più noti agenti patogeni professionali. In tema di malattie professionali “mortali” occorre comunque precisare che:
• per quantificare i casi mortali da malattia professionale bisogna adottare una visione prospettica di lungo periodo;
• i quasi 300 decessi indennizzati relativi al 2011 (rilevazione del
31 marzo 2012), sono destinati inevitabilmente ad aumentare.
Ciò in conseguenza della presenza significativa di casi ancora in corso di
definizione, ma anche e soprattutto in considerazione delle caratteristiche
di latenza di alcune patologie, di cui si è già detto, che possono portare
alla morte anche dopo molti anni dall’esposizione al rischio o dalla manifestazione della patologia. La dimensione reale dei decessi tra tecnopatici,
richiede pertanto tempi di osservazione a lungo termine e il dato effettivo e
completo potrà essere rilevato concretamente soltanto tra alcuni decenni.
Allo stato attuale, anche in base all’osservazione degli anni passati,
si può quindi stimare che la “generazione completa” di morti per
patologie professionali denunciate nel 2011 è destinata, nel lungo
periodo, ad attestarsi intorno alle 1.000 unità.
MALATTIE PROFESSIONALI MANIFESTATESI NEL PERIODO 2007-2011
E INDENNIZZATE*, PER TIPO DI CONSEGUENZA.
* situazione alla data di rilevazione del 31 marzo 2012
27
ANCORA TROPPI MORTI
PER CADUTE DALL’ALTO
IL PROBLEMA DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
28
Infortuni per caduta dall’alto
settore Industria e Servizi
tale tipologia nella misura del 29,09 %, contro un’incidenza sul totale
degli infortuni indennizzati (sempre in ambiente ordinario di lavoro)
del 15,18 %.
Per l’analisi relativa agli infortuni dovuti a “cadute dall’alto” occorre
far riferimento agli eventi indennizzati. Poiché le informazioni allo stato
disponibili riguardano i casi definiti al 31 marzo 2102, e l’ultimo anno
non perciò può ritenersi sufficientemente consolidato, si assume a
base di riflessione il triennio 2009/2011.
Tuttavia, se analizziamo i dati degli occupati Istat, possiamo affermare
comunque un andamento positivo degli infortuni, considerato che la
riduzione occupazionale nel settore edile nel 2011 rispetto al 2009 è
del 5,86 % a fronte della riduzione delle cadute dall’alto in occasione
di lavoro del 28,67 %.
Nell’arco di tale periodo le cadute dall’alto, riferite a tutti i settori e
tutte le tipologie di accadimento, si sono ridotte nella percentuale del
24,5 %, una variazione molto maggiore rispetto al dato generale degli
infortuni pari al -11,33 %.
I casi mortali in ambiente ordinario di lavoro conseguenti a cadute dall’alto (sempre nel settore industria e servizi) rappresentano nel
triennio la media del 15,71 % degli infortuni totali di tale tipologia, con
la variazione di seguito riportata:
Questa marcatissima flessione probabilmente risente della congiuntura economica del settore edile, settore le cui le cadute dall’alto (avvenute in ambiente di lavoro ordinario di lavoro) incidono sul totale di
% 28,67%
24,5
4,5
5% 15,18%
15,71
5 71%
M O R T A L I
I N
A M B I E N T E
O R D I N A R I O
D I
L A V O R O
Totale Italia
2009
2010
2011
totale triennio
Totale Industria e Servizi
333
347
313
993
Cadute dall’alto
56
54
46
156
% cadute dall’alto
16,82
15,56
14,70
15,71
Uno sguardo al settore costruzioni conferma la prevalenza di casi mortali da cadute dall’alto nel settore:
INCIDENTI MORTALI IN AMBIENTE ORDINARIO DI LAVORO INDUSTRIA E SERVIZI
2009
2010
2011
totale triennio
Totale cadute dall’alto
56
54
46
156
Di cui sett. Costruzioni
34
31
28
93
% costruzioni
60,71
57,41
60,87
59,62
29
PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI:
LA PSICOLOGIA AIUTA
A cura di:
Fernanda Cassina
Psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale
Vi sono alcuni fattori determinanti del comportamento umano nella pre-
ancora di comportamen-
venzione degli infortuni. Partendo dalla sfera razionale, il livello delle com-
ti preventivi adeguati.
petenze, delle attitudini e delle abilità determina quella che si definisce la
Il target di ogni inter-
percezione del rischio. L’altra sfera in gioco è quella emozionale, che
vento dovrebbe essere
coinvolge i valori della persona, i bisogni e il carattere, che determinano
quello di far coinci-
la propensione al rischio. Attraverso una complessa elaborazione degli
dere il rischio
input attraverso le due sfere, razionale ed emozionale, ne deriva un output,
reale
ossia uno specifico comportamento che costituisce il risultato, appunto,
dell’influenza di molteplici variabili soggettive. Ritengo importante dare una
definizione più precisa di percezione e propensione al rischio per una più
con quello percepito. Un metodo per raggiungere tale risultato consiste nel
chiara comprensione dei fattori che le possono determinare. La percezio-
dare l’opportunità ai lavoratori di evidenziare tra di loro i rischi e di poterli
ne del rischio è la capacità di individuare, prima possibile, una fonte
comunicare ai responsabili aziendali. L’azienda dovrebbe conseguentemente
di pericolo. La propensione al rischio è l’atteggiamento individuale
aggiornare i rischi effettivi e comunicarli ai dipendenti. La funzione dello psico-
di fronte al pericolo.
logo è fondamentale per aiutare ad analizzare le procedure e l’organizzazione
La percezione del rischio può essere influenzata da alcuni fattori come:
del lavoro (i rischi espliciti e impliciti), attraverso colloqui con i lavoratori e i
1 l’apprendimento derivante dalla propria esperienza;
responsabili aziendali. La finalità è quella di far emergere le criticità delle pro-
2 il livello di attenzione (inferiore nei giovani e negli anziani);
cedure, le aspettative del lavoratore, gli specifici bisogni formativi. Nella mia
3 la conoscenza effettiva dei pericoli;
esperienza di lavoro come psicoterapeuta cognitivo comportamentale mi è
4 l’osservazione di situazioni di pericolo altrui.
capitato spesso di seguire persone che hanno subito un infortunio sul lavoro.
Invece, la propensione al rischio può essere influenzata da altri fat-
E’ necessario trattare adeguatamente e con sollecitudine queste tipologie di
tori, tra cui:
traumi poiché il rischio è l’insorgere di sintomatologie ansioso depressive che
1 la percezione di possedere il controllo e di essere perfettamente
vanno a protrarre i tempi di guarigione. Le conseguenze sono ovvie, sia rela-
all’altezza rispetto alle richieste;
tivamente al peggioramento della prognosi del lavoratore, sia per i disagi e i
2 errori di percezione derivanti da un ottimismo irrealistico, sottosti-
costi superiori che l’azienda datrice di lavoro dovrà sopportare. Oggi, grazie a
mando la vulnerabilità personale;
tecniche terapeutiche efficaci e a breve termine come l’EMDR (Eye Movement
3 alcuni vantaggi secondari connessi all’assunzione di rischio (il rispar-
Desensitization and Reprocessing), bastano poche sedute per trattare il distur-
mio di tempo, energia, maggiori guadagni…);
bo post traumatico da stress, che a volte si associa ad un trauma. Questa me-
4 fattori sociali (se la maggior parte dei colleghi non utilizza le norme di
todologia psicoterapeutica tratta i problemi emotivi causati dai traumi attraverso
sicurezza il rischio di essere isolati è più forte e immediato della perce-
la desensibilizzazione e la ristrutturazione dell’accaduto. Ciò significa che il ri-
zione della possibilità di farsi male).
cordo disturbante del trauma viene trasformato in un ricordo normalmente ne-
Un altro fattore molto importante è la stanchezza, sia fisica che mentale, che
gativo, ma privo di quella carica così intensa di emozioni dolorose e sensazioni
riduce la capacità di concentrarsi e di percepire l’ambiente esterno.
fisiche spiacevoli. Coloro che subiscono un trauma, o ne sono semplicemente
E’ dunque consigliabile intervenire sull’organizzazione del lavoro stesso con
spettatori, possono infatti sviluppare sentimenti di disistima, di pessimismo a
un’analisi molto accurata dei tempi e delle pause necessarie alla svolgimento
cui segue una modificazione dell’immagine di se stessi, di incapacità e di im-
delle attività lavorative. Infatti, per ridurre la probabilità di infortuni, è necessario
potenza. Questi sentimenti non aiutano il lavoratore ad essere adeguatamente
gestire tale rischio attraverso l’addestramento, l’informazione e la formazione.
concentrato e presente a sé stesso, provocando ulteriori ricadute negative sulla
Gli incidenti spesso si verificano per difetto di conoscenza o di abilità ovvero
sua situazione personale e sulla sua capacità lavorativa.
ANCORA TROPPI MORTI
PER CADUTE DALL’ALTO
IL PROBLEMA DELLA
PERCEZIONE DEL RISCHIO
30
PARTE DALLA SCUOLA LA PREVENZIONE
DEGLI INFORTUNI
L’ASSOCIAZIONE ANMIL DA SEMPRE DENUNCIA L’ALTO NU-
nei luoghi di lavoro. Posso, affermare con grande soddisfazione, che
MERO DI INFORTUNI SUL LAVORO. NE ABBIAMO PARLATO CON
il nostro impegno è stato riconosciuto anche dal nostro Capo del-
FRANCO BETTONI, PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ASSOCIA-
lo Stato che quest’anno ci ha consentito di celebrare in Quirinale
ZIONE STESSA.
la nostra Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro
ospitandola. Proprio in questa occasione ho illustrato al Presidente
Qual è l’impegno dell’Associazione e quali le principali que-
Napolitano le principali criticità relative al sistema risarcitorio, a par-
stioni di cui si occupa.
tire dall’abbassamento del grado di menomazione indennizzabile in
R. La nostra Associazione è nata settant’anni fa per tutelare le vit-
rendita e la necessità di mettere mano in modo coerente e radicale
time degli incidenti sul lavoro attraverso servizi assistenziali in un
ad un sistema che risale al 1965, non più al passo con la società. A
contesto economico e sociale ben diverso da quello odierno. Con il
tale proposito gli ho annunciato la volontà di presentare una proposta
passare del tempo abbiamo dovuto impegnarci sempre di più per il
di legge di iniziativa popolare per la riforma del Testo Unico, sapendo
raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi per fornire ai nostri
che resterà comunque per la prossima legislatura, a testimonianza di
Associati informazioni, consulenze e supporti adeguati. Ma abbiamo
un problema aperto cui mettere mano al più presto.
anche lottato per far avere a tutti i lavoratori maggiori tutele pro-
Per svolgere al meglio la nostra attività abbiamo costituito una rete di
muovendo importanti passaggi
en e società a totale partecipazione dell’ANMIL, ciascuno preposto
enti
legislativi, portando avanti
a svolgere funzioni specifiche: il Patronato; il CAF; IRFANMIL l’ente
iniziative di informazione
pr
preposto
ai progetti di formazione e qualificazione; l’Agenzia per il
per far sì che chi gover-
La
Lavoro
dedicata al reinserimento dopo l’infortunio; ASSOWELFARE
na il nostro Paese non
pr
preposto
alla promozione di class action; ANMIL Sicurezza s.r.l. che
dimenticasse mai l’im-
op nel campo della formazione, della consulenza e della ricerca
opera
portanza della sicurezza
in tema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro e della evoluzione dei modelli di organizzazione del lavoro e infine la Fondazione
“S
“Sosteniamoli
subito” che promuove azioni assistenziali nei confronti
de vittime degli infortuni sul lavoro.
delle
Quale è la vostra opinione in merito al fenomeno infortunistico?
Qu
R. Purtroppo ci troviamo spesso a dover fare bilanci del drammatico
R
pr
problema
degli incidenti sul lavoro che non è fatto solo di meri dati
st
statistici
ma di un vero e proprio fenomeno sociale dietro il quale si
ce
celano
storie e dolori di migliaia di persone.
E anche se i dati segnano un lieve miglioramento non possiamo
c
comunque
essere soddisfatti, perché i numeri di questo fenomen restano a nostro parere, intollerabili per un Paese civile come
no
l
l’Italia:
parliamo ancora infatti di 700mila lavoratori che ogni anno
si infortunano o si ammalano, di cui circa 40mila, rimangono permane
nentemente
invalidi, mentre oltre 1.400 perdono la vita sul lavoro o
a causa di malattie professionali.
Cosa si potrebbe fare per contribuire a migliorare la situazio-
percorso già dall’età scolare sensibilizzando i lavoratori del domani.
ne e far diminuire gli incidenti come le cadute dall’alto o, più
in generale, per quei settori particolarmente rischiosi o per le
Quali sono i principali progetti cui vi dedicate?
tipologie più frequenti di infortunio?
R. Ormai da circa 15 anni ci dedichiamo all’ideazione e all’organizza-
R. Come dicevo la prevenzione e la sicurezza sul lavoro devono
zione di progetti originali e innovativi come “SILOS”, rivolto agli stu-
entrare a far parte della cultura di ogni cittadino: solo in questo
denti degli Istituti superiori, mentre oggi abbiamo dato vita a “ICARO”,
modo si potrà avere un effettivo abbassamento degli incidenti sul
dedicato agli alunni di quelle che, ai miei tempi, si chiamavano scuole
lavoro e questo sarà possibile solo puntando sulla formazione e
elementari e medie, perché abbiamo avuto dimostrazione del fatto
l’informazione dei lavoratori affinché possano svolgere le attività a
che sono proprio gli studenti in erba ad averci dato “lezioni” di buon
cui sono adibiti nella piena consapevolezza dei rischi ed un eleva-
senso e ad averci fatto capire che per parlare di sicurezza non è mai
to senso di responsabilità. Per fare ciò è necessario iniziare questo
troppo presto.
Cosa è ANMIL
L’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) onlus, fondata nel 1943, è
attualmente riconosciuta come Ente morale con personalità giuridica di diritto privato cui è stata affidata
- con D.P.R. del 31 marzo 1979 - la tutela e la rappresentanza di coloro
che sono rimasti vittime di infortuni sul lavoro, delle vedove e degli orfani
dei caduti sul lavoro nonché di coloro che hanno contratto una malattia
professionale. Attualmente l’Associazione conta circa 440.000 iscritti e
rappresenta e tutela una categoria composta da oltre 900.000 titolari di
rendita INAIL.
L’ANMIL è diffusa in modo capillare sul territorio nazionale con una Sede
Centrale a Roma, 21 Sedi regionali, 106 Sezioni provinciali, 200 Sottosezioni, 500 tra Delegazioni comunali e fiduciariati attraverso i quali offre
assistenza diretta da quasi 70 anni e numerosi servizi di sostegno personalizzati in campo previdenziale ed assistenziale.
L’Associazione promuove inoltre iniziative tese a migliorare la legislazione
in materia di infortuni sul lavoro e di reinserimento lavorativo ed è impe-
gnata a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, con particolare
riferimento alla prevenzione infortunistica alla quale, negli ultimi 15 anni,
ha rivolto un impegno sempre più forte per diffondere la cultura della
sicurezza sul lavoro soprattutto nei riguardi dei giovani.
Per l’importante ruolo sociale svolto, dal 1° maggio 1999, l’ANMIL è
entrata nel Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL quale unico
rappresentante degli invalidi del lavoro.
Tra le numerose iniziative che coinvolgono l’intero territorio nazionale va
segnalata la Giornata Nazionale per le vittime degli Incidenti sul Lavoro
- istituzionalizzata con Direttiva del Governo Prodi nel 1998 su richiesta
dell’Associazione - che fin dal 1951 viene celebrata in tutta Italia dalle
Sedi dell’ANMIL. Per fornire informazioni aggiornate e specifiche sui temi,
l’Associazione edita il periodico ‘Obiettivo Tutela - ANMIL’, che viene inviato agli iscritti, ai parlamentari, ai principali referenti istituzionali dell’Associazione e a numerosi soggetti che si occupano della tematica, al quale si
affianca l’aggiornamento e gli approfondimenti quotidiani forniti attraverso
il sito www.anmil.it.
I PRINCIPALI SERVIZI OFFERTI DALL’ANMIL:
• Numero verde unico per informazioni e assistenza 800.180943
• Consulenza legale generica e specialistica
• Consulenza medico-legale sui postumi dell’infortunio
• Istruzione di pratiche in materia infortunistica, previdenziale ed assistenziale
• Supporto per questioni connesse al collocamento al lavoro
• Rapporti con gli enti locali per l’erogazione di prestazioni legate all’invalidità
• Numero verde per il sostegno psicologico degli infortunati sul lavoro 800.275050
• Patronato che consente di offrire prestazioni in termini di assistenza previdenziale
• CAF per l’assistenza fiscale
31
32
DETRAZIONI FISCALI
PROSEGUE L’IMPEGNO
DI AIPAA
FOCUS
FISCALE
GLI INVESTIMENTI NELL’EFFICIENZA ENERGETICA NON POSSONO
PRESCINDERE LA SICUREZZA. PER QUESTO ANCHE GLI INTERVENTI
PER LA SICUREZZA IN QUOTA DEVONO RIENTRARE NELLE DETRAZIONI
FISCALI DEL 55%.
Il governo punta di nuovo sugli incentivi fiscali per promuovere
gli investimenti e rinnova il “decreto sviluppo” che conferma la
detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica realizzati fino al 31 gennaio 2012 e del 50% da gennaio
a giugno 2013. Dal primo luglio si tornerà automaticamente al
bonus del 36%.
Gli incentivi, infatti, sembrano aver dato risultati molto positivi,
almeno a giudicare dai dati dell’Enea, l’Agenzia Nazionale per
le Nuove Tecnologie, che ha contato investimenti per oltre 4,6
miliardi di euro nel 2010.
Il settore energetico in Italia ha infatti ancora molti margini di
sviluppo, soprattutto considerando che il 70% del patrimonio
edilizio italiano risale ad epoche anteriori alle norme sull’efficienza energetica e circa un quarto non è mai stato oggetto di
fano Saglia: la proposta di estendere gli incentivi del
misure di riqualificazione.
55% anche al settore sicurezza.
Gli incentivi hanno contribuito inoltre a creare nuovi posti di la-
Efficienza energetica e qualità dell’involucro non possono pre-
voro, puntando sulla specializzazione, sull’innovazione e sulla
scindere la sicurezza, intesa come azione a 360 gradi: gli im-
competenza.
pianti in copertura e le coperture stesse vanno mantenuti nel
Il risultato positivo sinora evidenziato motiva sempre
tempo affinché le prestazioni non decadano, è fondamentale
più Aipaa a continuare il percorso intrapreso nel 2010
perciò prevedere sin dalla loro realizzazione quei dispositivi
con il Sottosegretario allo sviluppo economico, On. Ste-
che permetteranno agli operatori di mantenerle lavorando in
sicurezza.
366% 55%
555% %
36
55
5%
In particolare Aipaa focalizza l’attenzione sui lavori in quota
che sono ad oggi la seconda causa di infortunio mortale nel
comparto edilizio, soprattutto per quanto riguarda gli interventi
di manutenzioni ordinaria e le azioni postume sulle strutture.
Da qui le pressioni dell’Associazione per far rientrare gli interventi per la sicurezza in quota nelle detrazioni fiscali del
55%, quali naturale completamento delle azioni fino ad oggi
intraprese.
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informazioni
utili e interessanti
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www.aipaa.it
NOVITÀ DALLE
AZIENDE DEL
SETTORE
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SUN200, IL SISTEMA
INNOVATIVO DI ANCORAGGIO
PER LA SICUREZZA
DEI LAVORATORI
DEL SETTORE TENDE
A cura di:
Luigi Nugnes
Ingegnere progettista
di Spider Linee Vita
Prevenzione, formazione e un utilizzo dei corretti dispositivi antica-
chi giornalmente si espone ai rischi legati alla professione. Così dal
duta: sono queste le parole chiave emerse dai risultati dell’indagine
disegno si è passati ai primi prototipi, da sottoporre alla severe prove
sulla percezione del rischio da parte dei membri dell’Albo professio-
della UNI EN 795, per poi affinare il prodotto con la scelta dei mate-
nale degli operatori nel settore delle protezioni solari.
riali più adatti e delle procedure di costruzione, al fine di garantire la
conformità agli alti requisiti di qualità dei prodotti Spider/SBS.
Proprio sulla base dei dati raccolti negli incontri tra Aipaa e Assites,
l’Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Oscu-
La definizione di tutti i componenti del sistema ha richiesto allo staff
ranti, soprattutto a proposito degli incidenti gravi, è nata l’idea di
di progettisti un intero anno per giungere al prodotto definitivo, in
creare un dispositivo in grado di tutelare gli operatori del settore
grado di rispondere agli standard imposti dalla marcatura CE e alle
del montaggio di tende e in generale tutti coloro che sono esposti
esigenze dell’utilizzatore finale. Si è trattato di un lavoro meticoloso
ai rischi di caduta dall’alto, in quanto non protetti da linee vita o
e paziente di messa a punto in laboratorio e sul campo, alla ricerca
ancoraggi puntuali.
della massima funzionalità ed efficacia, per fornire la risposta a chi
Si è pensato di realizzare un nuovo sistema che avesse le seguenti
conosce bene il proprio mestiere e i rischi a cui si espone e fino ad
caratteristiche:
oggi non aveva avuto un valido strumento di supporto. Da questo
lavoro è nato il Sun200: un prodotto ideato da chi ritiene da sempre
• PRATICO DA UTILIZZARE
che si debba soprattutto salvaguardare la sicurezza e perciò si im-
• POCO INVASIVO PER LE STRUTTURE
pegna affinché ogni lavoratore abbia il diritto di esser messo nelle
• LEGGERO
condizioni di lavorare senza dover rischiare la propria vita.
• A NORMA EN 795
• CONSIDERATO DPI, QUINDI MARCATO CE
Dall’intuizione del Cav. Giuseppe Lupi, da cui poi è derivato il brevetto europeo, è scaturita l’idea del palo telescopico: un dispositivo
che avesse il pregio di adattarsi alle molteplici situazioni di lavoro,
mantenendo sempre la medesima sicurezza, che fosse di facile trasporto e di rapida installazione, oltre che permettesse all’operatore
di assicurarsi direttamente a terra, cioè ancora prima di mettersi in
un’area di rischio.
È stata una sfida per i tecnici, che, partendo da un foglio bianco,
hanno sviluppato l’intuizione mettendo a frutto l’esperienza nella
progettazione di sistemi anticaduta e rispondendo alle richieste di
Fonte: rivista “TENDA IN&OUT”
35
MENO DI TRE MINUTI
PER LAVORARE IN SICUREZZA
SUN200 IL DPI STUDIATO APPOSITAMENTE PER GLI INSTALLATORI
DI TENDE E SERRAMENTI
SUN200, IL SISTEMA
INNOVATIVO DI ANCORAGGIO
PER LA SICUREZZA
DEI LAVORATORI DEL SETTORE TENDE
36
Troppi gli infortuni fra gli installatori di tende e serramenti, cioè tra
coloro che quotidianamente si espongono al rischio di caduta dall’alto durante le operazioni di montaggio, senza la possibilità di prendere idonee precauzioni. Per l’installazione di una tenda da sole su
un balcone ad esempio, l’installatore solleva e fissa la tenda salendo
su una scala. Il rischio dell’operazione non è dovuto tanto alla salita
tramite scala con la quale raggiunge una quota quasi sempre inferiore al metro e mezzo di altezza, ma al fatto che da questa quota
l’operatore si erge al di sopra del normale parapetto di protezione e
in caso di scivolamento o malore potrebbe cadere all’esterno del balcone. Le operazioni di montaggio inoltre sono quasi sempre effettuate utilizzando entrambe le mani e impedendo di fatto all’installatore
qualunque possibilità di appiglio.
Infatti, durante l’ultima edizione del Forum Serramenti di Verona è
stato presentato da ASSITES ed AIPAA (Associazione Italiana per
l’Anticaduta e l’Antinfortunistica) uno studio sulla sicurezza dei lavoratori che operano nel comparto delle tende, dal quale è emerso
che il settore, che raggruppa oltre 2.300 operatori, conta almeno 12
morti all’anno e decine di feriti.
Security Building Service ha voluto raccogliere il grido di allarme delle due Associazioni da tempo impegnate nello studio del problema.
Da questa sinergia e dalla competenza di tecnici specializzati nasce
SUN200, un prodotto innovativo presentato proprio in occasione del
Forum di Verona, dove ha subito riscosso notevole successo.
37
SUN200 è un DPI (dispositivo di protezione individuale), pratico e
robusto che costituisce il punto di ancoraggio dell’operatore sino ad
oggi esposto al rischio di caduta dall’alto senza la possibilità di potersi ancorare ad un elemento stabile. SUN200 è di semplice e rapido
utilizzo: si monta in meno di tre minuti, ha un peso contenuto (18 kg)
e si trasporta comodamente con la sua sacca. Il dispositivo, una volta
posizionato in prossimità della zona di lavorazione, permette di preservare l’operatore dalla caduta dall’alto o eventualmente di arrestarla in
condizione di sicurezza e senza la necessità di apporre ganci o boccole
al balcone. Il dispositivo è interamente realizzato in acciaio inox, con
le superfici in gomma bianca che non lasciano macchie sui piano di
appoggio e sulla soletta del balcone. Conforme alle norme tecniche di
prodotto (UNI EN 795 - classe B), è progettato e realizzato interamente
in Italia con materiale di comprovata qualità e marcatura.
Security Building Service - Spider Lineevita
Security Building Service S.r.l. - Spider Lineevita nasce nel 2005 con l’obiettivo dichiarato e raggiunto di creare un’azienda specializzata nel settore
dell’antinfortunistica ed in particolare della sicurezza legata ai lavori in quota,
sia dal punto di vista delle soluzioni che della formazione. L’azienda infatti si
avvale di un folto team di tecnici, geometri, ingegneri per l’analisi di soluzioni
specializzate e particolari, di squadre di installatori di dispositivi anticaduta
Per informazioni:
specializzati e altamente formati (inscritti al RIIA - Registro Italiano Installatori
Anticaduta) che coprono l’intero territorio nazionale, di una scuola di formazione, la Scuola Italiana Anticaduta accreditata dalla Regione Lombardia, con
docenti qualificati ed infine di una rete di partner che permettono di offrire
un servizio a 360° comprensivo di analisi e valutazione del rischio specifico,
fornitura e noleggio di parapetti permanenti e non, scale e passerelle.
www.lineevita.it
38
AIPAA
TI AGGIORNA
CON UN CLICK
AIPAA IN RETE
A cura di:
Daniela Fuccio
Giornalista e docente
UUn luogo virtuale dove potersi aggiorna-
do un semplice modulo e, nella sezione “Scopri i vantag-
re sulle ultime normative, in cui risolvere
gi”, di usufruire dei servizi predisposti ad hoc per gli associati.
problematiche tecniche, raccogliere suggerimenti e condividere esperienze e best
ppractice.
E’ questo l’obiettivo del sito dell’associazione Aipaa, www.aipaa.it,
oggi online con un restyling grafico e contenuti più ricchi per soddisfare a 360 gradi la comunità degli iscritti.
ECCO I PRINCIPALI:
• Invio online in tempo reale delle news sulle novità normative del
settore
• “L’esperto risponde”: servizio interattivo online e telefonico a supporto delle aziende
Ma non solo. Il portale, che rientra in una riorganizzazione comples-
• Partecipazione gratuita a convegni e seminari organizzati da AIPAA
siva degli strumenti di comunicazione dell’Associazione, presen-
• Tariffe particolarmente agevolate per corsi e seminari patrocinati
ta ora un’integrazione con i social network più diffusi, Facebook in
da AIPAA
prima linea, e una facile fruibilità dei contenuti anche usando tablet
• Organizzazione di corsi tecnico-progettuali per imprese e installatori
e smartphone. La nuova navigazione, da questo punto di vista, è
• Tutela legale con il supporto di avvocati ed esperti in materia an-
organizzata in maniera tale da permettere all’utente di selezionare
tinfortunistica e di tutela di marchi, brevetti e proprietà intellettuali
subito l’argomento di proprio interesse, e di individuare in pochi e
• Convenzioni con ENI, Erg, Trenitalia, Alitalia, Cathay Pacific, CartaSì,
rapidi click il contenuto desiderato. Tra i servizi, il sito offre la possi-
Accor Hospitality, Starhotels, Aetra.net Conferencing provider,
bilità di aderire ad Aipaa compilan-
CBT Cosmic Blue Team, Compusshop.it, Day servizio buoni
pasto, Buon Chef, Leasys, Telecom Italia, TIM, Juventus preclub, Verde ricaricabile.it, CFI Progetti gruppo De Vita,
mium club
Guida Mo
Monaci, Europol.
per servizi online sul sito.
• Area riservata
r
All’interno
dell’area “Corsi” è possibile tenersi agAll’inte
giornati
giornat sulle ultime novità nel settore della formazione, su
sugli specifici corsi organizzati da Aipaa o che è
possibile
richiedere ad Aipaa stessa, sui convegni e
possi
seminari
per la promozione dell’antinfortunistica.
sem
Nello
Nell specifico, i corsi di formazione, che possono
riguardare
la prevenzione delle cadute dall’alto,
rig
la prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro con analisi delle responsabilità civili e penali
e lo sviluppo delle problematiche con ricerca di
soluzioni innovative, offrono un’offerta formativa su vari livelli: corsi tecnico-progettuali, corsi
specifici per imprese,
impre corsi per installatori e utilizzo del campo di
addestramento Tecnosecur.
Tecn
www.aipaa.it
seguici su
39
Per garantire un aggiornamento continuo ed efficace degli iscritti, il
nere aggiornati su tutte le iniziative dell’Associazione e del mondo che
sito mette anche a disposizione una rassegna video di “Aipaa TV”, il
ruota intorno alla sicurezza e all’antinfortunistica sui luoghi di lavoro.
canale dedicato all’Associazione che segue manifestazioni ed eventi
di interesse. Infine, se si vogliano ricevere tutte le comunicazioni in
Oltre agli strumenti più classici di comunicazione web, il sito permette
merito ai corsi e ai convegni, le news e le novità normative è possibile
anche di passare alla pagina Facebook dedicata ad Aipaa, e vicever-
iscriversi alla “Newsletter”, uno strumento agile ed efficace per rima-
sa. Ogni organizzazione ha il cruciale problema del coinvolgimento e
della partecipazione degli associati. Un social network può facilmente
attivare
le risorse associative convogliandole in un luogo in cui posatt
sono
so essere condivise e scambiate. Le associazioni professionali e di
categoria,
in particolare, possono offrire ai propri associati il grande
ca
valore
aggiunto del networking tra imprese e di condivisione di best
va
practice
ed esperienze. Un social network può inoltre contribuire in
pr
modo
mo significativo a veicolare in tempo reale messaggi da e verso gli
associati
coinvolgendoli in modo attivo nell’elaborazione di proposte o
as
nell’organizzazione
di attività sul territorio.
ne
Al riguardo, Aipaa si augura che le potenzialità aggregative di questi
strumenti
consentano proprio di allargare la rete sociale degli interessati,
str
finno a coinvolgerli direttamente nelle attività dell’associazione stessa.
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CAMPAGNA NAZIONALE
PER LA PREVENZIONE
DEGLI INFORTUNI NEI
LAVORI IN QUOTA
www.aipaa.it
seguici su
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Dispositivi anticaduta, la nuova EN 795:2012 non convince