IX Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria
Ischia Porto, 12-16 settembre 2009
relazione generale
DALL’INGEGNERIA AGRARIA ALL’INGEGNERIA DEI
BIOSISTEMI: DIDATTICA E RICERCA IN EUROPA E NEGLI USA
A. Comparetti1, P. Febo1, S. Orlando1, G. Scarascia Mugnozza2
(1) Dipartimento di Ingegneria e Tecnologie Agro-Forestali (I.T.A.F.), Università di Palermo
(2) Dipartimento di Progettazione e Gestione dei Sistemi Agro-Zootecnici e Forestali
(PRO.GE.S.A.), Università di Bari
SOMMARIO
Il tradizionale settore dell’Ingegneria Agraria da alcuni anni si sta evolvendo, a livello
internazionale, verso quello più ampio dell’Ingegneria dei Biosistemi.
L’Ingegneria Agraria applica l’ingegneria alle scienze agrarie, mentre l’Ingegneria dei
Biosistemi estende le applicazioni dell’ingegneria alle scienze biologiche ed ambientali,
per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, del settore alimentare, dell’uso del suolo
e dell’ambiente, includendo pertanto tematiche innovative quali i bio-materiali, le
energie rinnovabili, la gestione dei reflui, la tracciabilità, la qualità e la sicurezza degli
alimenti, ecc.
Come conseguenza della suddetta evoluzione sono stati istituiti:
- a livello europeo, la Rete Tematica “Education and Research in Agricultural and
Biosystems Engineering in Europe - a Thematic Network” (ERABEE-TN);
- tra Europa e USA, il consorzio “Policy Oriented Measures in Support of the Evolving
Biosystems Engineering Studies in USA and EU” (POMSEBES).
La rete tematica ERABEE-TN, cofinanziata dall’Unione Europea, ha una durata di tre
anni e si propone i seguenti obiettivi:
- promuovere la transizione dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi;
- utilizzare i risultati conseguiti dalla precedente rete tematica USAEE-TN;
- promuovere sinergie tra la didattica e la ricerca, soprattutto nei corsi di Dottorato di
Ricerca;
- migliorare la compatibilità tra i nuovi corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi
nell’UE, favorendone il riconoscimento e l’accreditamento;
- incentivare la mobilità dei ricercatori e degli studenti.
Il consorzio POMSEBES, finanziato dalla Commissione Europea e dal Dipartimento
dell’Istruzione degli USA nell’ambito del Programma ATLANTIS, ha avuto una durata
di due anni, perseguendo i seguenti obiettivi:
- fornire una piattaforma per uno scambio di esperienze tra gli USA e l’UE, al fine di
contribuire al miglioramento della qualità della didattica e della ricerca e del relativo
collegamento;
- incentivare l’attivazione di corsi di laurea intercompatibili sia nell’ambito dell’UE sia
tra l’UE e gli USA.
La presente relazione riporta i risultati conseguiti e mette in luce problematiche e
tendenze in continuo divenire.
A. Comparetti,P. Febo, S. Orlando, G. Scarascia Mugnozza
Parole chiave: Ingegneria Agraria, Ingegneria dei Biosistemi, didattica, ricerca.
1 INTRODUZIONE
Il tradizionale settore dell’Ingegneria Agraria, nato agli inizi del 1900 negli USA e
nei Paesi europei industrialmente avanzati, da alcuni anni si sta evolvendo, a livello
internazionale, verso quello più ampio dell’Ingegneria dei Biosistemi.
L’Ingegneria Agraria applica l’ingegneria alle scienze agrarie (che riguardano la
produzione di alimenti, fibre e legno), mentre l’Ingegneria dei Biosistemi estende le
applicazioni dell’ingegneria alle scienze biologiche ed ambientali, per uno sviluppo
sostenibile dell’agricoltura, del settore alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente,
includendo pertanto tematiche innovative quali i bio-materiali, i biocombustibili, la
gestione dei reflui, la tracciabilità, la qualità e la sicurezza degli alimenti, ecc.
A tale proposito si può formulare la seguente definizione: l’Ingegneria dei
Biosistemi è un settore dell’ingegneria che integra la scienza e la progettazione
ingegneristiche con le scienze applicate biologiche, ambientali ed agrarie; essa
rappresenta un’evoluzione del settore dell’Ingegneria Agraria applicata a tutti gli
organismi viventi, ad esclusione delle applicazioni biomediche. Pertanto, l’Ingegneria
dei Biosistemi è “la branca dell’ingegneria che applica le scienze ingegneristiche per
risolvere problemi che coinvolgono sistemi biologici”.
Dal 2005 la “American Society of Agricultural Engineers” (ASAE) e la “Canadian
Society of Agricultural Engineers” (CSAE) hanno modificato sia la loro
denominazione, rispettivamente in “American Society of Agricultural and Biological
Engineers” (ASABE) ed in “Canadian Society for Bioengineering” (CSBE) sia il nome
delle relative riviste ufficiali (rispettivamente in “Biological Engineering” e
“Transactions of ASABE” ed in “Canadian Biosystems Engineering”). Pertanto, negli
USA ed in Canada sono stati parallelamente attivati corsi di laurea basati
sull’ingegneria applicata ai sistemi biologici, che hanno trovato il crescente interesse
degli studenti nelle opportunità professionali e lavorative che si aprivano ai nuovi
laureati in Ingegneria dei Biosistemi.
Nel 2002 anche la Società Europea degli Ingegneri Agrari (EurAgEng) ha cambiato
la denominazione della sua rivista ufficiale da “Journal of Agricultural Engineering
Research” in “Biosystems Engineering”.
2 LO SVILUPPO E L’EVOLUZIONE DELL’INGEGNERIA
DEI
BIOSISTEMI
In Europa stanno crescendo le esigenze della didattica e della ricerca nelle seguenti
tematiche dell’agricoltura e del settore alimentare: biocombustibili, bio-materiali,
qualità dei prodotti, sensori/biosensori, elettronica, tecnologia dell’informazione,
rilevamento a distanza (“remote sensing”), GPS, GIS, LCA, bio-sicurezza, valutazione
dei rischi.
L’aumento della domanda di energia in tutti i Paesi (specie in quelli emergenti), è
basato sulla disponibilità delle fonti di origine fossile, le cui risorse stanno diminuendo
ed il cui utilizzo su vasta scala ha già causato il riscaldamento globale, per effetto
dell’incremento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Si prevede
che nel 2010 si raggiungerà il picco della capacità produttiva e di estrazione del
Dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi: didattica e ricerca in Europa e negli USA
petrolio, a cui seguirà un progressivo calo della produzione che, secondo recenti stime,
si esaurirà nel 2060-2070 insieme al metano, mentre per quanto concerne il carbone le
stime prevedono riserve fino al 2200-2300. Attualmente la quota di energia rinnovabile
è soltanto il 13% dell’intero fabbisogno mondiale di consumo di energia, per cui l’UE
ha deciso di incrementare fino al 20% la quota di energia rinnovabile prodotta entro il
2020 (IEAE, 2008).
Pertanto, la suddetta riduzione delle risorse di origine fossile, sinora utilizzate per
soddisfare il fabbisogno di energia e di materie prime, ha determinato la necessità di
reperire, attraverso l’agricoltura, fonti alternative di biocombustibili e di bio-materiali e,
quindi, una maggiore superficie agraria utile investita a colture “no-food”.
Peraltro la produzione alimentare mondiale è strettamente dipendente da quella di
fertilizzanti; tra questi il più importante, l’azoto, è prodotto principalmente utilizzando
combustibili fossili (Anon, 2008).
Nel 2050 si prevede che la domanda mondiale di energia sarà soddisfatta per il 7590% da fonti di energia rinnovabile (bioenergia, energia eolica, idraulica e solare
termico e fotovoltaico), di cui la quota delle sole bioenergie sarà pari al 30-40% (HolmNielsen et al., 2006).
I biocombustibili possono essere distinti in due categorie: 1) biocombustibili di
prima generazione, cioè convenzionali prodotti in modo tradizionale, quali etanolo,
prodotto dalla granella o dalla canna da zucchero, e biodiesel, prodotto da oli vegetali;
2) biocombustibili di seconda generazione quali quelli prodotti dalla lignina e dalla
cellulosa dei materiali mediante processi di pirolisi (decomposizione termochimica) e,
pertanto, caratterizzati da una maggiore resa rispetto ai primi (BIOFRAC, 2006).
Attualmente parte della superficie agraria utile può essere coltivata per la
produzione di bioenergia e parte dell’energia di origine fossile può essere sostituita da
quella fornita dai biocombustibili ma, in futuro, una quota sempre maggiore della
superficie agraria utile dovrà essere coltivata per scopi alimentari, mentre la
disponibilità di fertilizzanti è suscettibile di diminuzione. Pertanto, per la produzione di
energia e di fertilizzanti potranno essere utilizzati i sottoprodotti della produzione
vegetale (es.: paglia, residui di potatura, legna, prevalentemente prodotta da Short
Rotation Forestry, scarti di lavorazione quali sanse, vinacce, noccioli, gusci e segatura,
ecc) e della zootecnia (es.: letame, reflui) (ERABEE-TN, 2009).
Per quanto concerne i bio-materiali, la cosiddetta bio-plastica (costituita da biopolimeri appartenenti al gruppo dei polisaccaridi oppure dei poliesteri, poliuretani o
poliammidi) essendo derivata da risorse rinnovabili, potrebbe limitare sia il ricorso alle
fonti non rinnovabili sia le emissioni di gas dalle industrie della plastica dell’UE e, allo
stesso tempo, diversificare l’uso del suolo (European Commission, 2005).
In tale prospettiva il settore emergente dell’Ingegneria dei Biosistemi deve sia
istituire corsi di laurea di 1° e 2° livello, al fine di soddisfare l’esigenza di sostenere
l’evoluzione dei bio-materiali in termini di istruzione e di divulgazione di conoscenze,
sia sviluppare ulteriormente le conoscenze e le innovazioni nell’area dei bio-materiali,
attraverso attività di Ricerca e Sviluppo nel 2° e nel 3° livello di istruzione accademica
(ERABEE-TN, 2009).
Le tendenze nell’area della qualità dei prodotti alimentari riguardano la qualità, la
sicurezza e l’accettabilità dei prodotti da parte del consumatore. In esse sono compresi:
il monitoraggio in tempo reale dei requisiti di qualità durante l’intero ciclo produttivo;
la tracciabilità dell’intero ciclo di vita del prodotto; la nuova normativa sulle buone
A. Comparetti,P. Febo, S. Orlando, G. Scarascia Mugnozza
pratiche dell’agrotecnica, sulla sostenibilità, sulla biodiversità o sugli O.G.M.; le
tecnologie di precisione, applicate all’agricoltura e agli allevamenti zootecnici,, nelle
sue fasi di rilevamento georeferenziato dei dati mediante l’utilizzo di sensori, di
integrazione, interpretazione ed utilizzo di tali dati; la qualità dei prodotti in relazione
all’efficienza produttiva, quella dei prodotti ad elevato valore aggiunto, quali quelli
biologici e quelli destinati a mercati molto specializzati o di nicchia.
Attualmente la ricerca nell’area della qualità dei prodotti si prefigge i seguenti
obiettivi: l’introduzione di nuove tecnologie di conservazione e di trasformazione di
bio-prodotti, finalizzate a migliorare l’efficienza, diffondere l’utilizzo ed allungare il
periodo di conservazione degli stessi in funzione del mercato, dei desideri, delle
esigenze e delle aspettative del consumatore; la realizzazione e la messa punto di
sensori in grado di determinare in tempo reale non solo le condizioni di raccolta o postraccolta ma anche la produzione zootecnica ed il controllo della salute animale;
l’ottimizzazione di processo nelle industrie agro-alimentari; la tracciabilità; le
tecnologie a basso costo; ecc. (ERABEE-TN, 2009).
3 LA RETE TEMATICA ERABEE-TN ED IL CONSORZIO POMSEBES
Come conseguenza della suddetta evoluzione dall’Ingegneria Agraria verso
l’Ingegneria dei Biosistemi negli ultimi anni sono stati avviati i seguenti progetti:
- a livello europeo, quello della Rete Tematica sulla “Didattica e Ricerca
dell’Ingegneria dei Biosistemi in Europa” (“Education and Research in Agricultural and
Biosystems Engineering in Europe - a Thematic Network” - ERABEE-TN);
- tra Europa e USA, quello del consorzio “Misure Politiche a Sostegno
dell’evoluzione della didattica dell’Ingegneria dei Biosistemi negli USA e nell’UE”
(“Policy Oriented Measures in Support of the Evolving Biosystems Engineering Studies
in USA and EU” - POMSEBES).
La rete tematica ERABEE-TN (cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del
Programma LLP o Lifelong Learning Program) è una continuazione della rete tematica
USAEE-TN (http://www.eurageng.net/usaee-tn.htm) ed ha una durata di tre anni (dall’1
ottobre 2007 al 30 settembre 2010). Il partenariato è costituito da 35 istituzioni
partecipanti, appartenenti a 27 Paesi Erasmus, di cui 33 Università e due associazioni
studentesche (http://www.erabee.aua.gr).
Gli obiettivi principali della rete tematica ERABEE sono i seguenti:
- promuovere la transizione dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi;
- utilizzare i risultati conseguiti dalla precedente rete tematica USAEE-TN, che ha
concluso le attività il 30/09/2006;
- promuovere sinergie tra la didattica e la ricerca, soprattutto nei corsi di Dottorato
di Ricerca;
- migliorare la compatibilità tra i nuovi corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi
nell’UE, favorendone il riconoscimento e l’accreditamento;
- incentivare la mobilità dei ricercatori e degli studenti.
Il consorzio POMSEBES (finanziato dalla Commissione Europea e dal
Dipartimento dell’Istruzione degli USA - Fondo per il Miglioramento dell’Istruzione
Post-Secondaria - nell’ambito del Programma ATLANTIS - Azioni per Collegamenti
Transatlantici e Reti Accademiche per la Formazione e gli Studi Integrati, nell’ambito
Dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi: didattica e ricerca in Europa e negli USA
dell’Accordo UE-USA 2006-2013) ha avuto una durata di due anni (dall’1 novembre
2006 al 31 ottobre 2008) ed era costituito da 12 Università, di cui otto dell’UE e quattro
degli USA (http://www.pomsebes.aua.gr).
Gli obiettivi principali del consorzio POMSEBES sono stati i seguenti:
- fornire una piattaforma per uno scambio di esperienze tra gli USA e l’UE, al fine
di contribuire al miglioramento della qualità della didattica e della ricerca e dei relativi
collegamenti;
- promuovere l’attivazione di corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi, sia
nell’ambito dell’UE sia tra l’UE e gli USA.
- favorire i rapporti con le imprese, gli ordini professionali e, in generale, il mondo
del lavoro.
4 I RISULTATI CONSEGUITI
I risultati conseguiti dalla rete tematica ERABEE-TN e dal consorzio POMSEBES
si possono compendiare nell’aver stabilito contatti, collegamenti, confronti e scambi di
informazioni sulle ricerche e sull’organizzazione e l’evoluzione della didattica. Si sono
svolti con cadenza semestrale workshop per l’armonizzazione, il riconoscimento e
l’accreditamento dei corsi di laurea di 1° e 2° livello e dei Dottorati di ricerca in
Ingegneria dei Biosistemi (riportati nei due seguenti sottoparagrafi).
4.1
La rete tematica ERABEE-TN
I risultati conseguiti sinora dalla rete tematica ERABEE-TN sono i seguenti:
- indagine sugli argomenti derivanti dagli sviluppi internazionali, soprattutto nelle
tematiche dei biocombustibili e dei biomateriali;
- indagine sugli argomenti derivanti dagli sviluppi contemporanei nel settore delle
industrie e delle imprese (ERABEE-TN, 2009).
- stato dell’arte sugli schemi attuali e sui possibili corsi di Dottorato di ricerca in
Ingegneria Agraria e nel settore emergente dell’Ingegneria dei Biosistemi in Europa.
- migliorare la compatibilità tra i nuovi corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi
nell’UE, favorendone il riconoscimento e l’accreditamento;
- incentivare la mobilità dei ricercatori e degli studenti.
4.2
Il consorzio POMSEBES
Benché il numero di studenti iscritti ai corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi
negli USA e nei Paesi europei sia limitato, nell’ambito dei quattro partner americani è
stato riscontrato un elevato livello di collaborazione scientifica, didattica ed operativa
con le industrie americane più innovative (imprese ed enti pubblici). I campi di
intervento più interessanti hanno riguardato le biorisorse, gli impianti di trasformazione,
ecc. Grazie ai risultati conseguiti dal consorzio POMSEBES, le esigenze dell’industria
europea ed internazionale nel settore dell’Ingegneria dei Biosistemi sono state
identificate e potrebbero essere soddisfatte se la visibilità ed il riconoscimento dei futuri
laureati in Ingegneria dei Biosistemi fosse migliorata attraverso il tirocinio presso le
aziende leader e la mobilità interuniversitaria di studenti dell’UE e degli USA, la
pubblicazione dei loro “curricula vitae” sul sito web dell’EurAgEng e dell’ASABE, la
A. Comparetti,P. Febo, S. Orlando, G. Scarascia Mugnozza
preparazione di un database che comprenda i più recenti progetti di ricerca in Ingegneria
dei Biosistemi, nonché la pubblicazione delle competenze e delle tabelle di conversione
(riguardanti sia i crediti che i voti) in un database o sul sito web delle istituzioni
universitarie dell’UE e degli USA che offrono corsi di laurea in Ingegneria dei
Biosistemi.
Inoltre, sia nell’UE che negli USA, si è stabilita un’efficiente collaborazione sia tra i
corsi di laurea universitari in Ingegneria dei Biosistemi (1° e 2° livello) nelle attività di
ricerca ai vari livelli di istruzione accademica (ad esempio, negli USA durante l’ultimo
anno accademico, mediante la tesi di laurea) sia tra Università ed industrie
nell’insegnamento di discipline fondamentali applicative di progettazione.
Nell’UE, insieme al notevole interesse per il settore dell’Ingegneria dei Biosistemi,
si possono prevedere buone possibilità occupazionali per i relativi laureati ed una
proficua collaborazione Università - impresa, mentre negli USA le esigenze
dell’industria per tali laureati sembrano essere molto maggiori rispetto a quelle che le
Università possono soddisfare, per cui il futuro dei laureati in Ingegneria dei Biosistemi
sembra molto promettente (POMSEBES, 2008).
5 LA DIDATTICA NELL’INGEGNERIA DEI BIOSISTEMI
I criteri di base che devono essere soddisfatti dai corsi di laurea di 1° livello in
Ingegneria dei Biosistemi sono stati definiti dalla rete tematica USAEE-TN: è stato
definito il nucleo fondamentale (“core curriculum”) di tali corsi di laurea, in cui le
discipline sono espresse in termini di crediti ECTS (European Credit Transfer System).
Tale nucleo fondamentale (Tab. 1) è stato approvato, con alcune revisioni minime, dal
FEANI - Federazione Europea degli Ordini Nazionali degli Ingegneri (USAEE-TN,
2006).
I risultati della rete tematica USAEE-TN potranno essere utilizzati tenendo presente
che nel settore dell’Ingegneria dei Biosistemi si stanno sviluppando nuove discipline
nelle seguenti tematiche:
- qualità dei prodotti;
- automazione e robotizzazione nelle colture in pieno campo ed in serra;
- agricoltura di precisione (GPS, GIS);
- salvaguardia delle risorse idriche;
- salvaguardia del territorio;
- controllo del microclima e delle emissioni di gas e di polveri da parte dei
fabbricati rurali.
Ad esempio, le seguenti discipline innovative sono presenti nell’ambito del corso di
laurea in Bio-prodotti e Bioenergia, istituito presso l’Università di Hohenheim
(Germania):
- Fondamenti di Tecnologie Energetiche;
- Generazione di Bioenergia;
- Ingegneria di Processo nella Fornitura di Biomassa;
- Valutazione del ciclo di vita (Life Cycle Assessment - LCA) dei Sistemi
Energetici.
Parimenti negli USA, nell’ambito di corsi di laurea in Ingegneria dei Biosistemi,
sono presenti le seguenti discipline innovative:
- Modellazione Numerica dei Biosistemi (University of Manitoba);
Dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi: didattica e ricerca in Europa e negli USA
-
Biomateriali e Bio-compatibilità (State University of Michigan);
Trasformazione dei Biomateriali, Proprietà Ingegneristiche dei Materiali
Biologici, Operazioni Unitarie nella Trasformazione dei Materiali Biologici
(State University of South Dakota);
Materiali Biologici e Sintetici, Interazione Biomateriale-Tessuto, Ingegneria
delle Reazioni Chimiche (Università of Arizona);
Principi Ingegneristici dei Processi Molecolari e Cellulari, Bilanci di Materia e
di Energia nei Sistemi Biologici, Introduzione alla Scienza dei Biomateriali,
Ingegneria dei Bio-prodotti, Laboratorio di Ingegneria dei Bio-Prodotti,
Ingegneria dei Bio-composti, Ingegneria dei Processi Biologici (University of
Minnesota) (ERABEE-TN, 2009).
Tipo di discipline
Scienze di base
Matematica
Fisica, Chimica ed Informatica
A scelta dello studente
Economia e Scienze umane
SUBTOTALE: Scienze di base + discipline a scelta
Tipo di discipline
Scienze ingegneristiche
Scienze ingegneristiche del Nucleo fondamentale
Scienze ingegneristiche della Specializzazione
Scienze agrarie/biologiche
Scienze agrarie/biologiche del Nucleo fondamentale
Scienze agrarie/biologiche della Specializzazione
SUBTOTALE - Nucleo fondamentale: Scienze
ingegneristiche + Scienze agrarie/biologiche
Scienze di Ingegneria Agraria Applicata: non comprese nel
Nucleo fondamentale
TOTALE 1° LIVELLO
Crediti ECTS non tecnici
36 - 45
24 (min)
12 (min)
18 - 27
18 (min)
54 - 72
Crediti ECTS tecnici
72 (min) - 81
44 - 51
28 - 30
36 (min) - 45
20 - 25
16 - 20
108 (min) - 126
18 (max)
180
Tabella 1. Nucleo fondamentale (“core curriculum”) dei corsi di laurea di 1° livello, prodotto
dalla rete tematica USAEE-TN e modificato dalla stessa in accordo ai commenti del FEANI.
6 LA RICERCA NELL’INGEGNERIA DEI BIOSISTEMI
Nell’Unione Europea, in base alle attuali tendenze, gli argomenti oggetto di ricerca
nell’Ingegneria dei Biosistemi sono compresi nei seguenti settori di interesse (secondo
la classificazione dell’EurAgEng):
1)
Automazione e Tecnologie Emergenti (controllo automatico, applicazione
della robotica alle operazioni in pieno campo ed in serra, alla zootecnia, alla
raccolta di prodotti orticoli, floricoli e frutticoli, alla conservazione ed al
A. Comparetti,P. Febo, S. Orlando, G. Scarascia Mugnozza
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
confezionamento dei prodotti, controllo e rilevamento a distanza, controllo e
monitoraggio del territorio per mezzo di immagini satellitari, analisi di
immagini, utilizzo di bio-sensori per le colture in pieno campo ed in serra,
applicazione del’ingegneria alle biotecnologie, agricoltura spaziale, su
Stazioni Spaziali Internazionali orbitanti o ISS, ed installazione di basi sulla
luna e su Marte per la produzione agricola, all’interno di camere di crescita, e
la coltivazione fuori suolo, ecc.);
Tecnologie delle Produzioni Animali (monitoraggio del comportamento
animale, benessere, trasporto ed identificazione degli animali, ecc.);
Tecnologie delle Informazioni (modellazione di biosistemi, ergonomia in
termini di sicurezza dell’operatore e di progettazione degli impianti, ecc.);
Agricoltura di Precisione (GPS, GIS, mappatura del territorio,paesaggio rurale
ecc.);
Tecnologie Post-Raccolta (applicazione delle nanotecnologie alle
trasformazioni alimentari, ecc.);
Potenza e Macchine (progettazione e costruzione di macchine riciclabili al
100%, produzione di biocombustibili, ecc.);
Sviluppo Rurale e Comunicazione (sistemi energetici, fonti energetiche
rinnovabili, energia solare ed eolica, biocombustibili, agriturismo, ecc.);
Strutture ed Ambiente (monitoraggio, salvaguardia e recupero del territorio,
controllo dell’inquinamento dell’aria, riduzione dell’emissione di gas serra,
pianificazione del paesaggio e delle aree a verde, riduzione dell’impatto
ambientale, applicazione di bassi input ed output agricoli, produzione di
biomateriali, bioarchitettura, ecc.);
Suolo ed Acqua (agrometeorologia, modelli idrologici a scala di bacino,
erosione e difesa del suolo, ingegneria naturalistica, ecc.);
Altri (riforestazione di terreni marginali, ecc.) (Scarascia et al., 2007).
7 CONCLUSIONI
La presente relazione mette in luce problematiche e tendenze in continuo divenire.
La rete tematica ERABEE-TN si prefigge i seguenti obiettivi (perseguiti dai cinque
Gruppi di Lavoro o Working Groups da cui essa è costituita):
1) “Sviluppi strutturali”, cioè sostenere l’espansione graduale dei corsi di laurea europei
in Ingegneria Agraria, analizzare e promuovere la loro graduale transizione verso
quelli in Ingegneria dei Biosistemi (o Agraria e Biologica), in modo da comprendere
anche le tematiche emergenti dei biocombustibili, dei bio-materiali e della qualità
dei prodotti;
2) “Didattica e ricerca”, cioè analizzare gli schemi dei corsi di studio di 3° livello in
Ingegneria dei Biosistemi in Europa, promuovendo lo sviluppo di corsi di Dottorato
Europeo, sostenere l’integrazione della ricerca nei corsi di laurea europei di 1° e 2°
livello e le relative attività atte a salvaguardare le conoscenze rare in argomenti
specialistici rilevanti, nonché incoraggiare le Università a collegare le attività di
promozione dei corsi di studio di 3° livello con quelle parallele delle Reti Tematiche
finanziate dalla DG Ricerca;
3) “Valutazione della qualità ed accreditamento”, cioè promuovere lo sviluppo delle
strutture di Valutazione e Garanzia della Qualità dei corsi di laurea europei in
Dall’Ingegneria Agraria all’Ingegneria dei Biosistemi: didattica e ricerca in Europa e negli USA
Ingegneria dei Biosistemi e la loro inclusione nello schema europeo di Valutazione
della Qualità nell’Ingegneria, al fine di favorire il riconoscimento e l’accreditamento
di tali corsi di laurea;
4) “Riconoscimento ed attrazione internazionale”, cioè migliorare l’attrazione
internazionale dei corsi di laurea europei in Ingegneria dei Biosistemi, utilizzando
anche i risultati del progetto POMSEBES, integrare il settore pubblico e gli
“stakeholders” scientifici e professionali, per promuovere l’immagine internazionale
di tali corsi di laurea, sviluppare ed aggiornare il web-database sui corsi di laurea
europei in Ingegneria dei Biosistemi (realizzato nell’ambito dell’USAEE-TN),
nonché promuovere il multilinguismo nei relativi corsi di laurea;
5) “Disseminazione dei risultati ottenuti”, cioè istituire gruppi di discussione, al fine di
stabilire le modalità di divulgazione di tali risultati (newletters, siti web, forum online, meeting, presentazioni presso ordini professionali in Europa e negli USA,
pubblicazioni, articoli in riviste, ecc.) ed i beneficiari degli stessi, e “Piano di
utilizzo dell’ERABEE”, cioè trasferire i migliori risultati conseguiti da tale rete
tematica ai responsabili delle decisioni nei contesti locali, regionali, nazionali ed
europei e convincere i beneficiari ad applicare tali risultati.
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