qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwerty
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE 19812013
uiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasd
fghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzx
cvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq
wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui
opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg
hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxc
vbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq
wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui
opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg
hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxc
vbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq
wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui
opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg
hjklzxcvbnmrtyuiopasdfghjklzxcvbn
mqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwert
yuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopas
dfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklz
1
xcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbnm
qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwerty
IL GRUPPO ABELE ATTRAVERSO IL NOTIZIARIO DELL’ANSA
1993
MEZZO
SECOLO
DI
GRUPPO
ABELE
STUPEFACENTI: DEPENALIZZATO CONSUMO; COMMENTI
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - Sulla decisione del consiglio dei
ministri di modificare la ''Jervolino-Vassalli'', depenalizzando
il consumo di droga, si registrano numerosi interventi.
''Interrogativi e preoccupazione'' sono espressi dal
responsabile del Gruppo Abele, Luigi Ciotti. ''La 'dose media
giornaliera' oltre la quale scatta il reato di spaccio - nota
Ciotti - viene triplicata, ma mantenuta come criterio e questo
lascia irrisolto il problema della necessita' di valutazione,
caso per caso e nello specifico, se la tedenzione sia
effettivamente a scopo di consumo dispaccio''. ''Per gli attuali
17.000 tossicodipendenti detenuti in virtu' della 162 - si
chiede ancora Ciotti - e' prevista la scarcerazione automatica o
no? E che trattamento verra' riservato alle droghe leggere?''.
Il Gruppo Abele esprime anche dubbi ''sull' applicabilita' e sul
senso stesso delle sanzioni amministrative'', in quanto le
modifiche ''fanno trasparire un' ambiguita' di fondo del governo
ed una non conoscenza della realta' giovanile, dei problemi e
dei connotati reai del mondo del disagio''. Per Ciotti infine
queste modifiche sembrano piu' che altro tese a ''rafforzare l'
operativita' e la compattezza del governo''. (SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - ''Viva soddisfazione'' per la
modifica della legge Jervolino- Vassalli e' stata espressa dalla
sociologa Mariella Orsi membro della commissione di esperti del
comitato nazionale antidroga del ministero degli Affari sociali.
Secondo Mariella Orsi ''va apprezzato il cambiamento di
atteggiamento in linea con quanto proposto da vasta parte degli
operatori dei servizi pubblici per le tossicodipendenze, che
anche sulla base delle valutazioni fatte dai nuclei operativi
delle prefetture, da sempre hanno denunciano il rischio di
carcerazioni pericolose e inutili nei soggetti non assuefatti
all'uso di droga ''. '' La legge cosi' modificata- prosegue
Mariella Orsi- potra' funzionare meglio per quello che riguarda
la prevenzione e la disincentivazione''. Di ''riduzione del dann
degli effetti della legge sulla droga'' parla il coordinamento
radicale antiproibizionista (cora) in merito alle decisione
prese oggi dal Consiglio dei ministri.'' Tuttavia-afferma in una
nota, il segretario del Cora, Maurizio Turco- le misure varate
non intaccano le ragioni del referendum. Il meccanismo della
dose media giornaliera deve essere abolito, non solo modificato.
Inoltre il referendum chiede l'abrogazione delle norme che non
consentono ai medici di operare secondo scienza e coscienza''.
''Come antiproibizionisti ribadiamo, ancora una volta che il
nostro obiettivo e' la legalizzazione''. (SEGUE).
2
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
(ANSA) - ROMA, 12 gen - ''Un peggioramento della legge
Jervolino Vassalli ,sotto il profilo morale e dal punto di vista
della responsabilita' dello Stato'' , cosi' e' considerato da
Vincenzo Muccioli il provvedimento di modifica della 162
approvato dal Consiglio dei Ministri. Secondo il responsabile
della Comunita' di San Patrignano la possibilita' di aumentare
la detenzione della dose media giornaliera fino a tre volte il
quantitativo previsto dalle tabelle del ministero della sanita'
''non fa altro che incrementare il piccolo spaccio''.''Non
viviamo quindi in uno Stato che offre un servizio e sensibilizza
il tossicodipendente ad usarlo ma,- conclude Muccioli- in uno
Stato che consente al tossicodipendente di sfaldare la propria
vita e sviluppare impunemente pericoli per se' e per gli
altri''. (ANSA) .
AU
12-GEN-93
20:45
3
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
STUPEFACENTI: DON CIOTTI SI DIMETTE DA COMITATO PER LA DROGA
(ANSA) - TORINO, 13 GEN - Don Luigi Ciotti, fondatore ed
animatore del Gruppo Abele di Torino, ha deciso di dimettersi
dal Comitato nazionale per la droga istituito presso la
Presidenza del consiglio dei ministri. ''Non e' una questione
personale - dice il sacerdote - e' un problema politico: le
scelte non vengono mai compiute sulla base di un confronto serio
tra gli operatori e gli amministratori del pubblico e privato,
ma sempre e soltanto in base ad opportunita' politiche. Per quel
che mi riguarda siamo stanchi di essere presi in giro''. Don
Ciotti ricorda che il Gruppo Abele e' stato tra i primi a
ritenere ''ingiusta e controproducente la sanzione penale per i
tossicodipendenti'' e a battersi per il referendum abrogativo.
''Pertanto la sua abolizione - prosegue - non puo' che trovarci
d' accordo. Abbiamo tuttavia piu' d' un dubbio sull'
applicabilita' e sul senso stesso delle sanzioni amministrative.
Le modifiche fanno trasparire un' ambiguita' di fondo del
Governo, sulla droga come sull' Aids, e una non conoscenza della
realta' giovanile, dei problemi e dei connotati reali del mondo
del disagio''. ''Non bisogna illudersi - ammonisce don Ciotti i servizi pubblici e privati sono insufficienti per far fronte
al problema. Con questa legge uscira' soltanto un migliaio di
persone dalle carceri - conclude - e per gli altri piccoli reati
connessi all' uso di stupefacenti? Occorre trovare proposte
alternative alla carcerazione''. (ANSA).
XAT
13-GEN-93
16:34
4
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA: MINISTERO AFFARI SOCIALI SU DIMISSIONI CIOTTI
(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Con le sue dimissioni Don Ciotti
''sembra aver, finalmente, ricordato di essere membro del
comitato nazionale per la lotta alla droga, alle riunioni del
quale , in due anni, non ha mai partecipato''. Cosi' il capo
dipartimento del ministero per gli Affari sociali, Guido
Bertolaso, commenta la notizia ''appresa dalla stampa'' delle
dimissioni di don Luigi Ciotti. ''Fin dalla costituzione nel
giugno del '90 del Comitato nazionale per la lotta alla drogaricorda Bertolaso- don Ciotti fu chiamato a farne parte in
virtu' della sua indiscussa competenza sull'argomento''.'' Da
allora- prosegue- il comitato si e' periodicamente riunito per
esaminare tutte le questioni relative ai problemi connessi con
l' attuazione della legge della prevenzione e del recupero dalla
tossicodipendenza. Sebbene sempre regolarmente convocato Don
Ciotti non ha partecipato alle riunioni e neanche al lavoro dei
tre gruppi istituiti per approfondire gli aspetti relativi alla
prevenzione e al recupero, dalla cui attivita' sono scaturiti
alcuni articoli del decreto di modifica della legge''. Bertolaso
inoltre sottolinea come il decreto preveda ,tra l'altro ,la
creazione dei centri di prima accoglienza e delle ''unita' di
strada'' finalizzate alla riduzione del rischio ''di cui Don
Ciotti e' fautore''. Proprio per dare avvio concreto alle
modifiche apportate alla legge il ministro Bompiani ha convocato
il comitato nazionale per il 21 gennaio. (ANSA) .
AU
14-GEN-93
15:42
5
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
MAFIA: CONFERENZE A CORLEONE
(ANSA) - PALERMO, 6 FEB - Un ciclo di cinque conferenze sul
tema della mafia si terra' a Corleone, il paese del quale e'
originario Toto' Riina. Le conferenze, organizzate dall'
Istituto di ricerca e sviluppo dell' area del corleonese (IRSAC)
cominceranno il 21 febbraio prossimo e si concluderanno il 15
maggio, festa della Regione. L' on. Leoluca Orlando, leader
della Rete, ha sottolineato come a Corleone, dopo l' arresto di
Riina, ''si avverta la voglia di una cultura di legalita'. La
faccia onesta di questo paese - ha aggiunto - e' stata coperta
per anni da quella di Riina, ma il mondo deve accorgersi che i
corleonesi sono le prime vittime della mafia e non soltanto la
denominazione della piu' potente 'famiglia' di Cosa Nostra''.
Nel ciclo delle conferenze, che hanno come tema ''Da Portella
della Ginestra a via D' Amelio'', ''Politica e Informazione'',
''Mafia e Stato'', ''Volontariato'' e ''Etica e Politica'',
interverranno parlamentari, operatori sociali, sacerdoti e
giornalisti. Fra i relatori e' prevista la presenza dell' on.
Luciano Violante, di don Luigi Ciotti e dello stesso Orlando, il
quale ha ricordato gli antichi rapporti che ''hanno legato il
governatore militare della Sicilia Charles Poletti, subito dopo
lo sbarco degli alleati, con elementi mafiosi di Corleone. Ma in
questo stesso paese - ha concluso - sono nati sindacalisti come
Bernardino Verro e Placido Rizzotto, che hanno combattuto la
mafia fino a restarne vittime''. (ANSA).
MP/TL
6-FEB-93
13:00
6
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
VATICANO: CARD. DDI SU ABITO TALARE
(ANSA) - ROMA, 20 FEB - ''L' abito non fa il monaco'', ma
''portare l' abito aiuta anche ad avere una vita virtuosa''. Lo
ha affermato il card. Silvio Oddi, in una replica a don Luigi
Ciotti, il quale aveva affermato che per i preti cio' che conta
non e' l' abito talare ma la condotta di vita.
''Se lui mi dicesse - ha detto il porporato al Gr2 - che chi
porta l' abito ha una vita scandalosa, subito direi che e'
meglio l' abito che la vita scandalosa; ma io sono convinto che
portare l' abito aiuta anche ad avere una vita virtuosa''. ''L'
abito non fa il monaco - ha proseguito il card. Oddi - ma l'
abito distingue il monaco, fa vedere che e' un monaco, dal quale
tu ti devi aspettare anche e specialmente una condotta
esemplare''.
''Qualche giorno fa - ha poi raccontato Oddi - scendendo qui
da casa mia, andavo verso la Congregazione, in distanza ho visto
tre sacerdoti vestiti in una forma splendida, veramente, con
cappello antico, con la cintura, con la veste fino ai piedi; ho
detto: 'mio Dio che spettacolo, devo felicitarmi con loro'; mi
presento - ha proseguito il cardinale nel racconto - e mi
dicono: 'reverendo, ma noi siamo tre attori cinematografici,
stiamo aspettando qui che venga il direttore perche' dobbiamo
fare una scena''. (ANSA)
IA
20-FEB-93
17:38
7
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TANGENTI: PROVVEDIMENTI GOVERNO; GRUPPO ABELE
(ANSA) - TORINO, 7 MAR - ''Il pacchetto di decreti e disegni
legge su 'Tangentopoli' rappresenta oggettivamente l'
autoassoluzione del potere politico ed e' l' ulteriore
dimostrazione di quanto le opinioni e le domande della gente
vengano tenute in nessun conto''. Lo sostiene, in una nota
diffusa oggi, Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, l'
associazione torinese che si batte contro l' emarginazione.
''Evidentemente - aggiunge Ciotti - le proteste di
magistrati, parti politiche e sociali e l' indignazione dei
comuni cittadini non bastano a un Governo che, oltre ad
autoassolversi, si autolegittima. Di questi provvedimenti
colpisce l' elemento di provocazione nei confronti dei
cittadini, specie di quelli che sono da sempre chiamati ed
obbligati a sacrifici in nome del 'bene comune'''.
''Quando in gioco c'e' il destino di qualche potente o la
conservazione di privilegi di 'casta' - conclude il fondatore
del Gruppo Abele - vengono approntate leggi un batter d' occhio.
Ci piacerebbe che questa rapida efficienza venisse trovata
quando in questione ci sono i bisogni drammatici dei piu'
deboli, dei poveri, di chi non ha potere''. (ANSA).
BOT
7-MAR-93
16:33
8
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
REFERENDUM: DROGA; COMITATO PER IL SI'
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Abolizione delle sanzioni penali e
del concetto di''dose media giornaliera'' e restituzione ai
medici dell'autonomia terapeutica. Per questo si batte il
comitato per il si' al referendum sulla legge Jervolino Vassalli e non per la legalizzazione della droga. Per chiarire
le possibili confusioni che, secondo il comitato di cui fanno
parte rappresentanti di tutti i partiti politici meno il Msi,
potrebbero ''far fallire l'unico referendum 'sociale' su un
diritto dei cittadini'' oggi a Roma si e' tenuta una conferenza
stampa alla quale ha preso parte anche Don Luigi Ciotti
fondatore del Gruppo Abele. ''Il circuito carcerario- ha
affermato Don Ciotti- non ha mai dato una mano a nessuno a
rialzare la testa, per questo e' giusto e urgente togliere i
tossicodipendenti dagli istituti di pena. Sono per il si' al
referendum perche' ho sempre considerato controproducente e
sbagliato l'apparato punitivo della legge''. Marco Taradash,
deputato antiproibizionista al Parlamento europeo, ha spiegato
il'' dopo si' al referendum''. Senza la dose media giornaliera
il consumatore sara' punito per l'illiceita' della droga solo
con sanzioni amministrative mentre al giudice sara' restituito
il dovere di punire lo spaccio sulla base dei fatti. Il
tossicodipendente potra' essere curato dal proprio medico di fiducia che scegliera'
la terapia migliore''senza le restrizioni ministeriali sui farmaci sostitutivi alla droga''. (SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Secondo Taradash tra gli effetti
positivi della vittoria del si' ci sara' anche quello di
''liberare l'amministrazione della giustizia dal peso e dal
costo di decine di migliaia di processi. Oggi il possesso di 15
mila lire di hashish o di 150 mila lire di eroina fanno scattare
le sanzioni penali e quindi un processo, un processo d'appello
e un eventuale ricorso in Cassazione. Un reato da pochi soldi si
traduce in un costo di decine di milioni per la societa' ''. Per
Danilo Poggiolini( Pri), presidente della federazione nazionale
dell'ordine dei Medici ''la Jervolino - Vassalli e' servita ad
allontanare i tossicodipendenti da chi puo' aiutarli impedendo
un rapporto corretto tra medico e malato, per riaprire un
discorso terapeutico valido e'importante dire si' al referendum
''. Stefano Rodota'(Pds) ha messo in luce il pericolo che ''il
referendum sulla droga rimanga schiacciato dalla macchina
politica tutta proiettata sulla riforma elettorale'' mentre
Mauro Paissan (Verdi) si e' polemicamente domandato ''dove sia
finita quell'ampia maggioranza che ha approvato la legge''.
Infine Tiziana Maiolo(Rifond. comunista) ha illustrato gli
slogan della campagna pubblicitaria che il suo partito ha
promosso per il refedendum. Tra i piu' significativi :''
Jervolino- Vassalli, una legge che ha dato a tanti giovani una casa, la galera'' e
'' Jervolino Vassalli, una legge che ha aumentato il fatturato di un'azienda italiana,la mafia''.(ANSA).
AU
26-MAR-93
14:57
9
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA:DON CIOTTI;'UN'ALTERNATIVA ALLE COMUNITA' '
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - Convinto fino in fondo della
necessita' di modificare la legge sulla droga ''che si preoccupa
di una tossicodipendenza gia' vecchia e superata'', Don Luigi
Ciotti, prima, durante e dopo la conferenza stampa del comitato
per il si'al referendum (vedi Ansa 244/0A)ha parlato di
comunita' terapeutiche, metodi alternativi, Muccioli e San
Patrignano. Ciotti che dal '70 ha cominciato il lavoro di
accoglienza dei tossicodipendenti si e' detto convinto della''
necessita' di non enfatizzare il ruolo della comunita' '' . ''Il
percorso terapeutico in comunita'- ha detto don Ciotti- puo'
andar bene per un 20 % di tossicodipendenti ma bisogna pensare
all'altro 80 % che naviga nelle citta' con intorno solo terra
bruciata, inoltre molti di loro non hanno nessuna intenzione di
smettere di drogarsi. Per questi servono interventi alternativi
che mirano alla riduzione del danno e prevedono sperimentazioni
mirate''. ''A Torino- ha raccontato Luigi Ciotti- abbiamo creato
una piccola comunita' per chi non vuole smettere ed e' stata
l'occasione di agganciare i tossici di strada''. Don Ciotti ha
anche sottolineato il rischio che ''parlando troppo di droga si
perdano di vista gli altri e altrettanto gravi segnali del
disagio giovanile: l'alcolismo, l'aumento dei suicidi e della
delinquenza minorile e le migliaia di giovani che si rivolgono
ai servizi psichiatrici''. Su Muccioli, Don Ciotti ha detto''non
sono le maniere forti ad aiutare le persone deboli''(SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 26 MAR - ''Non ho mai condiviso le grandi
strutture di recupero - ha affermato Luigi Ciotti riferendosi a
San Patrignano- totalitarie e costrittive, dove il percorso
terapeutico si sviluppa per lunghi anni''. Secondo Ciotti la
storia di San Patrignano ''ha creato inquietudine nella gente
meentre non si deve generalizzare e tantomeno aprire una caccia
alle streghe. Quello che e' successo deve, invece, diventare
l'occasione per una seria riflessione sulle modalita' di
recupero: molti dicono che la repressione aiuta, io dico di
no''. (ANSA).
AU
26-MAR-93
15:29
10
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA: DON CIOTTI PRESENTA''NARCOMAFIE''
(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Per non aiutare solo i
tossicodipendenti ad uscire dalla droga ma anche gli altri a
''capire'', il gruppo Abele ha scelto l'informazione. Il suo
mensile ''Narcomafie'' , strumento di '' denuncia, riflessione,
conoscenza , approfondimento e documentazione'' come l'ha
definito nel corso della presentazione oggi a Roma, Don Luigi
Ciotti, e' al secondo numero.''Lavorare contro la droga non e'
solo fare accoglienza- ha affermato Don Ciotti- ma anche
permettere a tutti di capire il fenomeno e le sue coperture
economiche''. Questo quanto si propone ''Narcomafie'',circa 50
pagine, 2.500 lire, 20 mila copie vendute del primo numero, che
si avvale della collaborazione di oltre 400 associazioni tra
cui l''Osservatorio sulla camorra''di Napoli, il centro di
documentazione ''Giuseppe Impastato'' di Palermo e
l'osservatorio geopolitico delle droghe di Parigi. ''Non a casoha sottolineato Don Ciotti- il giornale e' nato a ridosso
dell'intensificarsi della violenza della grande criminalita' e
nel momento in cui la magistratura italiana lavora ad inchieste
che fanno trasparire un sistema di illegalita' diffusa nella
gestione della cosa pubblica, una ramificazione criminale
insediata in nodi vitali dell'attivita' economica e politica del
paese''. Secondo Don Ciotti, infine,''il dovere di ognuno e'
quello di scavare in profondita' per scoprire quali poteri
economici favoriscono l'offerta di droga''. (ANSA).
AU
30-MAR-93
14:21
11
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
REFERENDUM: STUPEFACENTI; DON CIOTTI
(ANSA) - BARI, 2 APR - Il ''si''' al referendum per l'
abrogazione della legge Jervolino Vassalli ''e' il seguito
coerente della opposizione ad una legge ingiusta e diseducativa,
il cui fallimento e' oggi sotto gli occhi di tutti, e, insieme,
il punto di partenza per nuove aggregazioni intorno a un
progetto rinnovatore''. Lo ha affermato il presidente del
''Gruppo Abele'', don Luigi Ciotti, intervenuto stamani a Bari
alla manifestazione di chiusura della ''Settimana nazionale del
volontariato'' svoltasi nell' ambito di Expolevante.
''Da anni impegnati nel mondo del disagio e della
tossicodipendenza - ha spiegato Ciotti - riteniamo
indispensabile e urgente una radicale modifica nella
legislazione e nelle politiche sociali, sanitarie, giudiziarie e
penitenziarie connesse con la droga''. Ciotti ha aggiunto che il
''si''' al referendum risulta fondamentale per praticare una
nuova politica di interventi fondata sulla ''depenalizzazione
dell' uso personale di stupefacenti; sul potenziamento,
qualitativo e quantitativo, dei servizi pubblici e privati
operanti nel settore; sulla predispozione da parte dei servizi
territoriali, anche in via sperimentale, di interventi organici
finalizzati alla riduzione delle morti per overdose e alla
tutela contro il contagio da Aids; sul rilancio delle politiche
sociali e giovanili, sola effettiva prevenzione del disagio e
della tossicodipendenza''. (ANSA).
DES
2-APR-93
13:31
12
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
REFERENDUM: STUPEFACENTI;IL 'SI' DI COMUNITA', LILA E MD
(ANSA) - MILANO, 5 APR - Un scelta per il ''si'' al
referendum per l'abrogazione di alcune parti dell' attuale
legislazione sugli stupefacenti e' stata annunciata oggi a
Milano dal Coordinamento nazionale delle comunita' di
accoglienza, dalla Lega italiana per la lotta contro l' Aids
(Lila) e da Magistratura democratica.
Le comunita' di accoglienza che aderiscono al ''Coordinamento
nazionale'' (75 gruppi per le tossicodipendenze e 19 per l'
aiuto a malati di Aids) chiedono un ''si'' al referendum per
sostenere una proposta di legge in fase di preparazione, che si
incentra sulla depenalizzazione del consumo di sostanze
stupefacenti, sulla distinzione tra tossicodipendente e
spacciatore e sulla centralita' del servizio di accoglienza
pubblico. Secondo Don Luigi Ciotti (Gruppo Abele), la legge
attuale non avrebbe aumentato il numero di ''contatti tra utenza
e comunita''' e i due terzi di questi sarebbero riconducibili a
consumatori di droghe leggere segnalati dalle prefetture.
Il presidente della Lila, Vittorio Agnoletto, ha definito il
carcere ''strumento di diffusione del virus Hiv'' e ha affermato
che i detenuti sieropositivi sono almeno 7.000. Il giudice
Franco Maisto, di Magistratura democratica, ha negato che il
''si'' al referendum sia ''un salto nel vuoto'' e ha affermato
che oggi si assiste a un ''ingolfamento'' di processi per minimi
superamenti della dose media giornaliera. (ANSA).
(ANSA) - TORINO, 5 APR - Don Ciotti ha in seguito precisato
che ''l' incremento del rapporto fra utenza e strutture
pubbliche e' pari a quello registrato negli anni precedenti alla
nuova legge''. ''Un dato percio' negativo - ha aggiunto - anche
perche' si tratta soprattutto di giovani inviati ai servizi
pubblici attraverso le prefetture e i due terzi di queste
segnalazioni riguardano consumatori di droghe leggere. Questo
dimostra - ha concluso don Ciotti - che la legge 162 non e'
riuscita ad agganciare gran parte delle persone che hanno il
problema-droga''. (ANSA).
GAN
5-APR-93
18:38
13
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
RELIGIONE: LA GARDINI E DI LIEGRO AL MEETING GIOVANILE DI POMPEI
(ANSA) - ROMA, 16 APR - Elisabetta Gardini, mons. Luigi Di
Liegro e don Luigi Ciotti trascorreranno il primo maggio a
Pompei, per raccogliere aiuti per una scuola albanese. La
Gardini, mons. Di Liegro e don Ciotti prenderanno infatti parte
al meeting di giovani che e' stato organizzato dal Santuario di
Pompei per il 1 maggio. Tema dell' incontro la solidarieta'
verso i minori emarginati, sia italiani che stranieri. Nella
prima parte della giornata i temi dell' incontro saranno
sviluppati da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele di
Torino, e da mons. Luigi Di Liegro, direttore della Caritas
diocesana di Roma. Nella pomeriggio don Giosy Cento terra' un
concerto mentre la coordinatrice dell' incontro sara' Elisabetta
Gardini.
Sono oggi cinquecento gli ospiti degli istituti collegati con
il Santuario fondato dal beato Bartolo Longo, sostenuti dalle
offerte che arrivano da tutto il mondo. Quest'anno le offerte
raccolte tra i partecipanti al meeting saranno devolute a una
scuola media superiore di Tirana, in Albania. (ANSA).
BER
16-APR-93
18:00
14
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
REFERENDUM: STUPEFACENTI; PROCURATORE CASELLI
(ANSA) - ROMA, 19 APR - In una intervista rilasciata a Radio
Radicale e della quale l' emittente ha diffuso il testo, il
procuratore Capo di Palermo, Giancarlo Caselli - firmatario
insiema ad altri magistrati di un appello per il ''si''' al
quesito sulla droga - ha dichiarato: ''Mi occupo di questi
problemi non come magistrato, ma anche come collaboratore del
Gruppo 'Abele', non posso che condividere la posizione di Don
Luigi Ciotti. E' questo esito del referendum, un risultato, una
vittoria del buon senso'' . ''La legge Iervolino-Vassalli - ha
aggiunto - dovrebbe essere vista in tutte le sue componenti, non
solo in questo segmento oggetto del referendum. Quanto a questo
segmento, la mia posizione si spiega con il fatto che venivano
inflitte sofferenze a soggetti particolarmente deboli, nel senso
che queste sofferenze, avessero come contrappeso, una qualche
utilita' 'effettiva', nella lotta alla droga. Adesso ci si puo'
concentrare di piu', sforzi, uomini, risorse sulla lotta a quei
livelli che maggiormente iteressano per contenere e reprimere il
mercato''. Alla domanda sulla DC che, pur raccogliendo gran
parte del mondo cattolico vicino alle esperienze del
volontariato, si e' pronunciata per 'no', Caselli ha risposto:
''Direi che lo sviluppo di premesse che si erano poste da
tempo... il cartello 'Educare non punire', aveva componenti
cattoliche di primissimo piano: dalle ACLI, all' AGESCI e via di
seguito''. (ANSA)
COM-RED
19-APR-93
21:40
15
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
REFERENDUM: STUPEFACENTI; REAZIONI ALLA VITTORIA DEL SI'
(ANSA) - ROMA, 19 APR - '' Il suicidio dei giovani e' stato
legalizzato. La polizia ringrazia per la collaborazione''.
Questo l'amaro commento del sindacato autonomo di polizia(Sap)
alla vittoria del si' al referendum sulla droga. ''La maggioranz
degli italiani- afferma il Sap- ha voluto togliere la sanzione
penale per il possesso di droga, dunque da domani tutta la folta
schiera di tossicodipendenti e spacciatori che affollano le
strade e i parchi frequentati anche dai nostri figli non sara'
piu' un affare di polizia''. Preoccupazione per il dopo si' e'
venuta anche dal segretario generale del sindacato dei medici di
famiglia(Fimmg) Mario Boni. L'abrogazione dell'obbligo di
segnalare ai servizi pubblici il paziente consumatore riportera'
il tossicodipendente a rivolgersi al medico di famiglia. '' I
circa 58 mila medici di medicina generale- ha affermato Boninecessiteranno di un supporto adeguato per la cura dei
tossicodipendenti. Il rapporto tra medico di famiglia e servizio
pubblico dovra' essere piu' stretto e il medico' dovra' poter
usufruire di consulenze specialistiche per poter operare''.
Secondo Boni ''questo e' solo l'inizio di un percorso ancora da
definire, in ogni caso non si puo' pensare di risolvere il
problema droga delegandolo ai medici di famiglia''. Positivo,
invece, il commento della Lagambiente che giudica la
depenalizzazione'' una conquista elementare di civilta', il
primo passo contro i mercanti di droga''. (SEGUE).
(ANSA)- ROMA, 19 APR - Caduta la punibilita' il
tossicodipendente diventa un semplice malato e per questo,
secondo il responsabile del osservatorio epidemiologico sulla
droga della regione Lazio, Carlo Perucci :'' La palla passa ora
al Parlamento che dovra' riformulare la legge JervolinoVassalli prevedendo strategie di riduzione del danno e sistemi
di valutazione per gli interventi terapeutici''.
Favorevoli, anche se per motivazioni diverse, i commenti alla
vittoria del si' espressi di due dei capi storici delle
comunita' terapeutiche. '' E' un risultato importante- ha
affermato don Luigi Ciotti- e' il segno che la gente chiede che
la questione droga venga affrontata molto piu' sul piano
educativo e preventivo che non su quello giudiziario e
penitenziario. Il referendum non puo' comunque essere la
bacchetta magica che risolve il problema, e' necessario
aggredire il disagio giovanile con politiche occupazionali e di
giustizia sociale. Bisogna dunque andare oltre''. Per don
Pierino Gelmini, fondatore dell'Incontro la vittoria del si' e'
importante perche' ha abrogato ''l'illogico concetto della dose
media giornaliera stabilita per legge. Deve essere il medico a
decidere e adeguare la cura alla persona''. Secondo Gelmini ''
La responsabilita' del dopo si' passa al Parlamento che dovra'
16
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
provvedere con una legge ordinaria. Dunque niente piu' decreti
tampone che lasciano spazio a compromessi politici''.(SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 19 APR - A San Patrignano ha vinto il no. I
risultati dei voti nel seggio installato all'interno della
comunita', resi noti da Vincenzo Muccioli, sono 1090 no e 333
si'. Per Muccioli comunque ''il basso divario a livello
nazionale fra il si' e il no dimostra che buona parte degli
italiani ha affrontato responsabilmente il problema delle
todssicodipendenze''. Dopo aver elencato i risultati positivi
dovuti alla legge 162 (diminuzione dei morti e del piccolo
spaccio ed innalzamento dell'eta' media di iniziazione) Muccioli
afferma che''se le cose dovessero peggiorare, come noi temiamo,
sapremo individuare i responsabili di questa devastazione
morale''. Secondo don Vinicio Albanesi, presidente del
coordinamento nazionale comunita' di accoglienza( Cnca) ''cio'
che conta e' l'aver stabilito che il carcere non e' la risposta
da dare al tossicodipendente il quale deve essere invece
accolto, aiutato a comprendere le cause del suo disagio ed a
rimuoverle''. C'e' comunque da ricordare, come ha ribadito piu'
volte il direttore degli istituti di pena Nicolo' Amato, che i
tossicodipendenti senza altri reati reclusi in carcere sono
pochissimi. Secondo il responsabile per le tossicodipendenze del
Pds e deputato della commissione affari sociali, Rocco
Caccavari. ''la vittoria di stretta misura del si' dimostra che dopo 15 anni di
dibattito per il circa 45 % della popolazione italiana la droga e' ancora qualcosa di orrifico''. (ANSA).
(ANSA) - ROMA, 19 APR - Per la Lega italiana per la lotta
contro l'Aids( Lila) la vittoria del si' al referendum sulla
droga'' segna l'inizio di un percorso che deve modificare
complessivamente la politica sugli stupefacenti in italia''.
Per il presidente della Lila, Vittorio Agnoletto da oggi quattro
sono gli obiettivi immediati da raggiungere,'' primo ottenere
subito l'uscita dal carcere dei detenuti tossicodipendenti
rinchiusi per uso personale di sostanze stupefacenti''.
Attivare i programmi di riduzione del rischio per limitare la
diffusione dell'infezione da hiv , prevedere programmi anche di
contenimento attraverso l'utilizzo di farmaci sostitutivi quali
il metadone ed infine ''giungere alla conferenza nazionale sulla
droga prevista per il 24 giugno a Palermo con una proposta di
legge sulla definitiva separazione tra droghe leggere e droghe
pesanti , prevedendo per le sostanze leggere la
legalizzazione''. ''Una vittoria limpida quella del si' ''secondo l'onorevole
Tiziana Maiolo(Riforndazione comunista) che sostiene come
''nessun consumatore dovra' piu' essere mandato in galera''.
''Occorre incalzare la magistratura perche' esamini al piu' presto
la posizione di coloro i quali sono stati incarcerati e condannati perche'
possano tornare in liberta' e possano avere la possibilita' di curarsi''. (ANSA).
AU
19-APR-93
20:27
17
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
GIORNALISTI: PROPOSTI 'STATI GENERALI' CON VOLONTARIATO
(ANSA) - TORINO, 24 APR - ''Stati generali'', almeno una
volta all' anno, tra giornalisti e mondo del volontariato, per
conoscersi e studiare insieme problemi, diritti e doveri dell'
informazione. E' la proposta lanciata oggi al seminario
''Cronaca grigia'' che si sta svolgendo presso l' Unione
industriale di Torino per iniziativa dell' Aspe, l' agenzia di
stampa del Gruppo Abele, e del ''Gruppo di Fiesole''.
''I giornalisti debbono al piu' presto approvare la ''carta
dei doveri'' - hanno detto Giuseppe Giulietti e Santo Della
Volpe del ''Gruppo di Fiesole'' - per evitare che i buoni
propositi verso i ''soggetti deboli'' rimangano confinati alla
sola sensibilita' personale e culturale e dei singoli''. ''La
Rai, che e' servizio pubblico, non deve sottrarsi a questo
impegno - ha aggiunto Giulietti - per questo occorre un
protocollo aggiuntivo che contempli l' applicazione alla
rettifica''.
L' incontro torinese, cui partecipano circa 150
rappresentanti delle associazioni e dei movimenti di
volontariato, e' patrocinato dall' Ordine dei giornalisti e
dall' Associazione stampa subalpina. ''Il disagio sociale non
deve subire la curiosita' morbosa dei media solo quando esplode
un caso particolare - ha osservarto Mirta Da Pra, direttrice di
''Aspe'' - serve un reale accesso all' informazione, perche' le
notizie siano complete e non episodiche''. (SEGUE).
(ANSA) - TORINO, 24 APR - Tuttavia, com' e' emerso da una
recente analisi del Gruppo Abele, il cosiddetto
''associazionismo di base'' non e' abituato a 'comunicare'', a
rapportarsi con i ''media''. ''E' il motivo per cui e'
importante avere momenti formativi insieme ai giornalisti'', ha
ancora aggiunto Mirta Da Pra. Su questi temi ''Aspe'', per
festeggiare i dieci anni di vita, ha organizzato ieri sera un
dibattito sulla ''cronaca grigia'' a cui hanno partecipato don
Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, Ezio Mauro, direttore
de ''La Stampa'', Gianni Faustini, presidente dell' Ordine dei
Giornalisti, e Beppe Lumia, presidente del Movimento
volontariato italiano.
Questa sera, al termine dell' incontro, giornalisti e
rappresentanti delle associazioni voteranno un documento
conclusivo in cui sara' annunciata la prima convocazione degli
''stati generali''. (ANSA).
XAT
24-APR-93
16:04
18
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA: CORSI FORMAZIONE PER FORZE POLIZIA
(ANSA) - ROMA, 29 APR - Anche le forze di polizia possono
diventare ''operatori di strada'' ed aiutare il tossicodipendente a ''uscire dalla droga''.
Da settembre corsi di formazione professionale prepareranno carabinieri, polizia e
guardia di finanza all'impatto con i tossicodipendenti di strada
con il duplice scopo di conoscere come e dove indirizzarli per
un aiuto specialistico e poter divenire un punto di riferimento
e informazione sul problema droga per la gente comune. E' quanto
e' stato annunciato nel corso del convegno su'' Il futuro delle
comunita' terapeutiche'' organizzato dalla comunita' Villa
Maraini nella sede della Croce Rossa Italiana. I corsi di
formazione organizzati in collaborazione con la scuola di
Polizia e la consulenza dello psichiatra Luigi Cancrini, esperto
nel settore della tossicodipendenza, ''sono un primo passo- ha
affermato Piero Innocenti, della direzione centrale antidroga
del ministero dell'interno- verso una maggiore integrazione tra
forze dell'ordine, servizi pubblici e comunita' terapeutiche
nella lotta alla droga''. Il problema tossicodipendenza,
infatti, e' stato sottolineato nel convegno e' vasto e riguarda
la strada, il luogo dove la maggior parte dei tossicodipendenti
vive.'' Per questo il nostro punto di riferimento e di lavoroha affermato don Luigi Ciotti- deve rimanere la strada e lo
scopo deve essere riuscire ad avvicinare tutti quelli che non si
rivolgeranno mai ai servizi pubblici o alle comunita' '.(SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 29 APR - Per Don Ciotti '' e' arrivato il
momento di andare oltre la comunita' terapeutica che ha
rappresentato la risposta ad un'emergenza . Il lavoro da fare
contro la droga oggi e' creare servizi pubblici flessibili e
che vadano verso il tossicodipendente e non rimangano immobili
ad aspettarlo. Serve inoltre una politica progettuale a favore
dei giovani che non devono piu' essere considerati solo un
problema ma una grande risorsa del paese''. Per Ciotti inoltre
''se si vuole uscire dall'emergenza droga si deve agire in
favore dell'occupazione, solo cosi' si tengono i giovani lontani
dall'emarginazione. L'enorme aumento dei tentativi di suicidio
tra i giovani e la criminalita' minorile sono segnali forti ,a
volte oscurati dalla troppa importanza che viene data alla
droga''. Secondo Luigi Ciotti la ''passivita' , il perbenismo e
la chiusura in se stesse di tante famiglie italiane rischiano di
diventare un'emergenza piu' grave''. Massimo Barra, responsabile
della comunita' Villa Maraini ha evidenziato i pericoli che il
caso San patrignano scateni la demonizzazione delle comunita' e
il dopo referendum permetta ai medici la prescrizione ad esempio
di morfina senza controlli. Per Barra'' e' venuto il tempo che
lo Stato conosca veramente il tossicodipendente e non deleghi
piu' alle comunita' il come risolvere questo grave problema''. (ANSA).
AU
29-APR-93
14:50
19
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
PREMI: ''IL GRAAL''
(ANSA) - BERGAMO, 24 MAG - Sono stati assegnati a Lovere
(Bergamo) i premi della dodicesima edizione del concorso
letterario ''Il Graal''. La giuria era presieduta dal sen. Mino
Martinazzoli, segretario della Dc.
Il primo premio della sezione ''Dal carcere: stati d'animo''
e' andato ad Alberto De Barbieri, detenuto nel carcere di Massa:
ha vinto con una lirica intititolata ''Galera''. Il premio e'
stato ritirato dalla moglie. Al secondo posto Aldo Masini,
detenuto a Montelupo Fiorentino, e al terzo posto Giovanni
Farina, recluso a Porto Azzurro. Un riconoscimento speciale
della giuria e' stato assegnato a Vincenzo Andraous, per il suo
impegno nel ''Collettivo verde'' del carcere di Voghera e per la
sua attivita' letteraria.
Nella sezione narrativa il primo premio e' andato al
bergamasco Enrico Brambilla, per il racconto ''Villa Ompi-Il
noce'', seguito da Stefania Vigarini di Bologna, e da Ennio
Amadio di Roma. Nella sezione Poesia ha vinto il primo premio
Gabriella Sabatini, di Ancona, con ''Voce di un diverso''. Il
secondo posto e' andato a Renato Terpolilli di Vasto, e il terzo
a Vittorio Cesana di Como.
Alla manifestazione e' intervenuto Don Luigi Ciotti, impegnato
da 27 anni con il Gruppo Abele di Torino, al quale
l'organizzazione del premio ha consegnato una medaglia del
Presidente della Repubblica. (ANSA).
COR-PU/TP
24-MAG-93
11:43
20
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
BOMBA FIRENZE: PER CASSON ''NON E' SOLO MAFIA''
(ANSA) - VENEZIA, 1 GIU - ''Non credo che si tratti di sola
mafia''. E' questo il parere sulla strage di Firenze del
sostituto procuratore veneziano Felice Casson, intervenuto ad un
dibattito a Marghera (Venezia), insieme al deputato verde
Gianfranco Bettin e a don Luigi Ciotti del gruppo ''Abele'', sul
tema ''Mercati di morte: droga, mafia, armi''. ''E' una
strategia eversiva che si ripete ormai da tanto tempo nel nostro
paese - ha proseguito Casson - soprattutto nei momenti di
tensione sociale e di cambiamento, ma non potremo voltare pagina
finche' non avremo scoperto i responsabili delle stragi''. Per
il magistrato, le indagini vanno indirizzate ''all'interno delle
istituzioni e degli apparati dello Stato, in particolare nei
servizi segreti''. A questo proposito, Casson ha detto che il
monito di Andreotti ''non e' una boutade''.''Quando Andreotti
dice certe cose - ha aggiunto - bisogna dargli retta''. Per
Casson, ''i servizi non sono deviati, ma fanno il loro dovere,
ossia eseguono ordini in quanto sono organi esecutivi''. Casson
ha criticato poi l'ex Presidente del Consiglio Amato, ''che si
e' tenuto come consigliere per la sicurezza l' ammiraglio
Martini, imputato di gravi reati, e il cui Governo ha nominato come responsabile dei
rapporti tra Sisde e Dia un iscritto alla P2''. ''Mi preoccupa anche l'ex ministro
Martelli - ha aggiunto- che parla di pulizia quando e' tra i maggiori responsabili
della decapitazione del pool antimafia di Palermo''. (SEGUE).
(ANSA) - VENEZIA, 1 GIU - Casson ha, inoltre, sostenuto che
''hanno fatto di tutto, anche Martelli e Cossiga, per evitare
che una persona seria e integra come il procuratore della
repubblica di Palmi, Agostino Cordova, diventasse Procuratore
nazionale antimafia; evidentemente Cordova, che aveva perquisito
sedi Dc, arrestato socialisti e indagato sui rapporti tra
n'drangheta e P2, non dava garanzie di affidabilita' a quella
classe politica''. Risponendo ad alcune domande sulla strage di
Firenze, il sostituto procuratore veneziano ha osservato che
''non sono eversivi solo i fatti di strage e di mafia; anche
certa classe politica e' eversiva, come quando centinaia di
parlamentari negano l'autorizzazione a procedere nei confronti
di Craxi''. Casson ha, infine, parlato del ruolo della
magistratura, che - ha detto - ''ha cominciato a fare paura alla
classe politica solo quando e' uscita dai santuari dei palazzi
di giustizia e ha messo il naso su fatti gravi, come le stragi,
la droga e la corruzione. Ma, avendo essa per sua natura una
funzione repressiva, mi fa paura chi vede nei giudici la
soluzione di ogni problema''. Per Casson, infine, ''il magistrato non deve fare
politica in senso partitico, ma puo' farla nel senso di stare vicino ai problemi
della gente: e' al di fuori della storia, oggi, che un magistrato non faccia
politica in quest' ultima direzione''. (ANSA).
SAV
1-GIU-93
12:35
21
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA: CONFERENZA NAZIONALE DOMANI A PALERMO
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Medici, sociologi, magistrati,
psicologi, operatori pubblici e privati insieme a ministri e
parlamentari per tre giorni, da domani a Palermo, affronteranno
i temi legati alla tossicodipendenza. A tre anni dalla nuova
legge e a due mesi dal referendum sulla droga, che ha abolito le
sanzioni penali per il solo consumo, i problemi aperti sono
ancora molti. Tra gli altri, l' attivazione dei servizi pubblici
per le tossicodipendenze previsti dalla legge, la realizzazione
di un codice deontologico per gli operatori, un' adeguata
politica di riduzione del danno. Lo scopo della conferenza come
ha affemato piu' volte il ministro per gli Affari sociali,
Fernanda Contri e' anche quello di individuare eventuali
correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza
applicativa. La conferenza di Palermo, sede scelta in ricordo
dei giudici Falcone e Borsellino e degli uomini delle loro
scorte, sara' aperta domani dal presidente della Repubblica,
Scalfaro. Nel corso della prima giornata Giuliano Amato
affrontera' i costi sociali della droga mentre Pino Arlacchi i
legami con la criminalita'. Il presidente della commissione
sanita' del senato, Elena Marinucci coordinera' gli interventi
sul volontariato mentre il vicepresidente della commissione per
l'aids, Elio Guzzanti quelli sull'epidemiologia delle
tossicodipendenze.(SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Sara' il ministro della sanita',
Garavaglia, ad aprire i lavori della seconda giornata dedicata
all'analisi dei servizi pubblici e privati. Presenti al
dibattito, tra gli altri, Vincenzo Muccioli e don Luigi Ciotti.
Le possibili strategie di prevenzione, cura e contrasto della
tossicodipendenza saranno analizzate nella giornata di sabato,
aperta dagli interventi dei ministri dell'interno Mancino e di
Grazia e Giustizia, Conso. Presenti tra gli altri anche il
presidente della commissione antimafia, Violante e il direttore
dei servizi centrali antidroga, prefetto Soggiu. (ANSA).
AU
23-GIU-93
13:01
22
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
ACLI: PROCURATORE CASELLI A CONFERENZA ASSISI
(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 27 giu - ''Dopo anni nei quali il
controllo di legalita' nel nostro Paese e' stato continuamente
mortificato e durante i quali un sistema politico si e'
continuamente autoassolto, alimentando confusione tra
responsabilita' politica e responsabilita' penale, finalmente
viviamo ora una stagione di grande sintonia tra la gente e la
magistratura''. Lo ha detto il procuratore della Repubblica
presso il tribunale di Palermo, Giancarlo Caselli, intervenendo
oggi ad Assisi al dibattito con cui si e' conclusa la prima
assemblea nazionale degli addetti sociali del patronato Acli,
alla quale hanno partecipato oltre mille volontari.
Secondo Caselli - riferisce un comunicato delle Acli ''questo recupero di credibilita' dello Stato, attraverso una
ritrovata efficienza della magistratura, apre una nuova stagione
nella quale la ricerca delle responsabilita' deve combinarsi
anche con la tutela dei diritti dei cittadini''. ''Affinche' la
gente non attenui il suo impegno a sostegno dell' azione della
magistratura - ha proseguito il procuratore del tribunale di
Palermo - vanno affrontati e risolti anche i problemi della
giustizia quotidiana, civile e penale, quelli che maggiormente
incidono sui diritti fondamentali della gente''. Alla tavola rotonda e' intervenuto
anche Giovanni Bianchi, presidente nazionale delle Acli, secondo il quale ''un vecchio
ordine crolla e ne avanza uno nuovo''. (ANSA).
(ANSA) - ASSISI (PERUGIA), 27 giu - ''Siamo testimoni - ha
detto Bianchi - di un passaggio d' epoca; il patto sociale che
aveva fin qui garantito la convivenza delle classi e delle
generazioni va esaurendosi, provocando crepe vistose nel tessuto
civile, economico e culturale del Paese. Previdenza, assistenza,
sanita' e istruzione - ha proseguito il presidente delle Acli non reggono piu' l' urto di movimenti nuovi e di bisogni
diversi. Occorre dunque riscrivere le regole di una nuova
cittadinanza - ha concluso Bianchi - tenendo conto che lo Stato
sociale si sta sfaldando come il vecchio sistema dei partiti''.
''La domanda di tutela dei diritti sociali - ha aggiunto
monsignor Giovanni Nervo, della Fondazione ''Zancan'' - si
allarga sempre piu'; non basta, infatti, che il parlamento
approvi nuove leggi sugli immigrati, le autonomie locali, il
volontariato, gli handicappati o la tossocodipendenza. Per una
adeguata tutela dei diritti sociali, infatti, occorre la
riorganizzazione dei servizi sociali e la formazione del
personale''. Don Luigi Ciotti, del ''Gruppo Abele'', ha invece parlato dei
''diritti di solidarieta', che oggi si devono affermare accanto
a quelli civili e sociali''. Secondo don Ciotti ''la scelta
della solidarieta' e' particolarmente impegnativa: essa,
infatti, non e' separabile dalla giustizia, altrimenti diventa beneficienza o assistenza''. (ANSA).
COM-SV
27-GIU-93
19:08
23
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
CARCERI: TRIBUNALE SORVEGLIANZA TORINO SU LEGGE MALATI AIDS
(ANSA) - TORINO, 25 AGO - Il tribunale di sorveglianza di
Torino ha sollevato una nuova eccezione di incostituzionalita'
contro la legge che prevede la sospensione della pena per i
detenuti malati di Aids conclamato. Lo ha reso noto oggi il
presidente, Pietro Fornace. ''La normativa - ha detto Fornace non rispetta il principio dell' obbligatorieta' della sanzione
penale e crea diseguaglianza tra i detenuti, poiche' gli stessi
benefici non sono estesi ai malati affetti da patologie
altrettanto gravi''. Secondo i dati forniti da Fornace, i
detenuti con condanna definitiva rimessi in liberta' perche'
malati di Aids conclamato sono 39 in Piemonte. Degli ultimi
undici liberati, nove hanno commesso almeno un nuovo reato.
''Prima dell' entrata in vigore della legge e dell' emanazione
del precedente decreto legge - ha ricordato Fornace - c' erano
norme che prevedevano la sospensione della pena per i malati
gravi, ma spettava al tribunale di sorveglianza valutare caso
per caso, sottoponendo cosi' tutti i detenuti ammalati alla
stessa disposizione giuridica, senza discriminazioni''. Il
tribunale di sorveglianza di Torino aveva gia' sollevato
eccezione di illegittimita' costituzionale quando le nuove
disposizioni erano sotto forma di decreto legge, ma la Corte
costituzionale si era pronunciata dichiarando ''innamissibile''
la questione posta ''poiche' riguardava un decreto legge''. (ANSA).
(ANSA) - TORINO, 25 AGO - Il Gruppo Abele di Torino, che si
era battuto per l' approvazione della legge 222 del 14 luglio
1993, commenta in una nota la decisione del giudice Fornace.
''Prima della nuova normativa - dicono i volontari coordinati da
don Luigi Ciotti - i detenuti malati di Aids, in molte zone del
Paese, morivano dietro le sbarre o 'liberi' da pochi giorni e
inchiodati a un letto di ospedale. Cio' avveniva perche' non era
facile, per la magistratura, orientarsi nella valutazione degli
stadi di una malattia cosi' atipica e ancora poco conosciuta. La
proposta di una legge specifica - prosegue la nota - e' nata
anche a causa di una giurisprudenza inadempiente e
contraddittoria e per noi non accettabile''. I detenuti malati gravi come quelli
affetti da Aids hanno il diritto, sostengono al Gruppo Abele, ''di non morire in cella''.
I detenuti affetti dal virus hiv, continua la nota, ''non sono
sottratti alla legge, ma vengono giudicati e condannati:
semplicemente le modalita' della custodia cautelare e della
esecuzione della pena non prevedono il carcere, ma forme diverse
di controllo''. Certo, ammettono al Gruppo Abele, ''la recidiva e' un
rischio''. Ma non e' un caso - concludono - che questa riguardi
quasi sempre tossicodipendenti: sono persone che hanno piu'
bisogno di sostegno che di carcere. E questo e' anche piu' vero
per chi e' malato terminale''. (ANSA).
XAT
25-AGO-93
18:34
24
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
TOSSICODIPENDENZA: DON BENZI; GLI OPERATORI
(ANSA) - ROMA, 13 SET - ''Khomeinista'', '' forcaiolo'',
''guru intollerante'': questi alcuni degli epiteti con cui gli
operatori del settore delle tossicodipendenze hanno ribattezzato
don Benzi dopo la sua proposta di ''licenziare i drogati'' per
fare intorno a loro ''terra bruciata'' e accelerarne il
recupero. '' Mi sembra la proposta di un integralista islamicoha detto Massimo Barra, responsabile della comunita' Villa
Maraini- tutta la storia della terapia della tossicodipendenza
ha altalenato tra liberta' e coercizione. I sostenitori della
teoria che solo quando gli aspetti negativi della droga superano
quelli positivi inizia il recupero sono favorevoli alle terapie
afflittive. Il giovane deve essere allontanato da casa, gli si
deve negare il lavoro, ecc.''. Questi tesi, secondo Barra, che
giudica'' strategicamente sbagliata la linea dura'' non tengono
conto del fatto che ''in soggetti depressi, quali sono i
drogati, a tirare troppo l'elastico si rischia di romperlo''.
Don Rigoldi, della comunita' Nuova di Milano, in un'intervista a
Radio radicale ha avanzato una controproposta: ''una clinica
psichiatrica dove mettere tutti quelli che vogliono i
licenziamenti e la galera per i tossicodipendenti. A chi avanza
simili proposte bisogna dargli il Valium per sedarsi e togliersi
la fissa di sentirsi la mano sinistra di Dio. Il padre eterno
non costringe gli uomini neanche alla salvezza eterna che vale
piu' della salute''.(SEGUE).
(ANSA) - ROMA, 13 SET - Don Vinicio Albanesi, presidente
del Coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza, da
cui al convegno nazionale sulla tossicodipendenza di Palermo e'
venuta la proposta di indirizzare la lotta alla droga verso la
''riduzione del danno'', definisce ''uno scampolo di fine
estate'' la presa di posizione di don Benzi. ''Ancora una volta
- afferma - il dibattito sulla droga si riaccende solo grazie ad
una dichiarazione clamorosa che vede come protagonista uno dei
numerosi guru di comunita' del nostro paese''. ''Affrontare
cosi' il problema - secondo Vinicio Albanesi - non serve ne' ai
tossicodipendenti ne' alle comunita'''. ''Purtroppo don Benziprosegue Albanesi- va ad ingrossare il gruppo di chi predica la
repressione contro un disagio che nasce nella persona, a partire
dall'ambiente in cui vive''. Per don Albanesi ''la voglia di
ghettizzare, di trovare la soluzione globale, di rinchiudere, di
salvare ad ogni costo sta coagulando una fascia sempre piu'
ampia dell'opinione pubblica sia laica che cattolica'', mentre
''il lavoro e' una delle componenti essenziali della normalita'
per il ragazzo drogato come per quello sano''. Don Andrea Gallo
della comunita' San Benedetto al porto di Genova a radio
Radicale ha detto:''Se uno si spaventa al solo parlare di
riduzione del danno , come fa don Benzi, vuol dire che e'
lontano dalla realta' oggettiva del fenomeno droga in Italia''.
25
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
(ANSA) - ROMA, 13 SET - Anche il Ceis, la comunita' di don
Picchi ha commentato le affermazioni di don Benzi. ''La sfida al
reiserimeto del drogato nella societa' - affermano al Ceis - si
gioca sulla sensibilita', sull'accoglieza, sull'attenzione di
tutti per superare paure, diffidenze, intolleranze''.
''Reinserirsi vuol dire riallacciare reti relazionali di
affetti, amicizie, scambi professionali''. ''Il posto di lavoro
- dicono al Ceis - rappresenta un'esigenza primaria, purche' non
lo si confonda con la panacea: non soltanto un'occupazione non
vuol dire, di per se' prevenire o reinserire, al contrario
spesso il lavoro e' una delle concause di disagio che possono
condurre alla droga''. Sull'invito di don Benzi a licenziare i
drogati e' infine intervenuto il sindacato. ''La scelta chiara
operata ormai da un decennio - afferma il segretario confederale
della Cisl, Pagani- riguarda la garanzia del mantenimento del
rapporto di lavoro attraverso diverse misure per favorire
l'inserimento nei diversi percorsi terapeutici''. ''In qualunque
caso il modello fin qui seguito che cerca di creare le
condizioni positive per far emergere il problema e spingere alla
terapia - prosegue Pagani - ci sembra non solo piu' umano, ma
anche piu' efficace rispetto ad altre scelte che incoraggiando
il licendiamento oggettivamente non fanno altro che accrescere
la devianza oltre che la marginalita' sociale''. (ANSA).
(ANSA) - ROMA, 13 SET - Il gruppo Abele di Don Luigi Ciotti
intervenendo in merito alle affermazioni di don Benzi sostiene
che '' il reale problema e' la disapplicazione della legge
162''. La legge sulla droga , come ricorda il gruppo Abele ''
prevede infatti l'istituto dell'aspettativa non retribuita fino
a tre anni al fine della riabilitazione, ma la cultura
dell'i ndifferenza e della tutela degli interessi forti spesso
inducono datore di lavoro e maestranze all'autolicenziamento
della persona tossicodpiendente. In cambio di un po' di milioni
che finiranno in poco tempo in mano agli spacciatori viene
contrattato l'abbandono volontario del posto di lavoro con
l'unico risultato di aggravare la dipendenza stessa, aumentare
l'emarginazione e l'isolamento sociale, diminuire le occasioni
di aiuto''. Per il gruppo Abele invece ''l'occasione lavorativa
non e' solo importante prima, perche' contrasta e rallenta la
strutturazione della condizione di tossicodipendenza; non e'
solo importante dopo poiche' rappresenta una base, economica e
relazionale per il consolidamento di una identita' responsabile
e socialmente integrata; e' anche importante durante, perche'
mantiene in vita quel fondamentale 'ponte' con la realta' e
diventa occasione stessa di recupero, perche' consente una
diversa stima di se', e mantiene lontano dalla criminalita' e
consentendo di non farsi inghiottire del tutto dall'eroina''. (ANSA).
AU
13-SET-93
17:16
26
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
PR: NUOVE ADESIONI A CAMPAGNA PER TRIBUNALE EX JUGOSLAVIA
(ANSA) - ROMA, 15 SET - Oltre cento parlamentari italiani
appartenenti a vari schieramenti politici hanno aderito all'
appello internazionale del Partito radicale sull' istituzione di
un tribunale di guerra per i crimini commessi nella ex
Jugoslavia. In un comunicato del Partito radicale si afferma che
i parlamentari appartengono a Pds, Psi, Dc, Pri, Pli, Verdi,
Psdi, Rete e Lista Pannella. ''Nonostante le notizie a corrente
alternata sulla tragedia della ex Jugoslavia - prosegue il
comunicato - e malgrado l' assenza di conoscenza da parte della
pubblica opinione della possibilita' che gli efferati crimini
commessi nei Balcani non restino impuniti, il mondo del
giornalismo italiano sta aderendo all' appello promosso dal
Partito radicale. Fra le adesioni il comunicato indica anche
Indro Montanelli, Giorgio Bocca e Maurizio Costanzo. Inoltre
oggi si sono aggiunte alla lista delle adesioni, fra gli altri,
anche don Luigi Ciotti, Sergio Pininfarina e Nicola Pietrangeli.
(ANSA).
clg/dm
15-SET-93
15:14
27
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
DORETTA GRANERIS DA OGGI SEMILIBERA VUOLE ESSERE DIMENTICATA
(ANSA) - TORINO, 16 NOV - ''Questa semiliberta' e' per me un
passo avanti in un lungo percorso di reinserimento''. Lo afferma
Doretta Graneris in una dichiarazione rilasciata appena appresa
la notizia dell' accoglimento della sua richiesta da parte del
Tribunale di sorveglianza di Torino (vedi Ansa n. 499/0B).
''Senza l' opportunita' delle misure alternative al carcere prosegue la Graneris - non sarebbe possibile dimostrare il
proprio cambiamento, la propria sofferta maturazione. L'
occasione che ho avuto all' interno del Gruppo Abele e' stata
importante per ricapirmi, per ritrovare la serenita', per uscire
dalla sofferenza''. Doretta Graneris afferma che il passato
resta sempre presente nella sua memoria: ''La mia tragedia, le
mie responsabilita' sono vivi nella mia coscienza e parlare di
un percorso verso una nuova vita non ha mai voluto dire
rimuovere il passato, ma io oggi sono un' altra persona.
''Voglio solo essere dimenticata'' ha concluso Doretta Graneris:
''Chiedo il silenzio attorno alla mia persona, un silenzio che
sia sinonimo di rispetto non solo per me, ma per gli altri''.
Il presidente del tribunale di sorveglianza di Torino, Pietro
Fornace, ha commentato cosi' la sentenza: ''Questa nostra
decisione si basa sul fatto che, nella richiesta della Graneris,
non c'e' nulla da eccepire sul piano individuale perche' sono
pochissime le persone che hanno compiuto un cosi' serio percorso di pena''. (SEGUE).
(ANSA) - TORINO, 16 NOV - Graneris ''si e' impegnata in
diversi servizi all' interno del carcere - ha aggiunto Fornace quindi cio' che pesa sulla coscienza nel concedere la
semiliberta' e' l' efferatezza del delitto. Mi chiedo che pene
applicare se per omicidi come questo non c' e' l' ergastolo e
nemmeno la pena a 20 anni, in quanto nel computo della
semiliberta' entrano anche quelli scontati per buona condotta''.
Sul piano pratico non cambiera' molto la vita di Doretta
Graneris, in quanto non ci sono molte differenze fra l' art. 21
sul lavoro esterno, dei cui benefici gia' godeva e il regime di
semiliberta'. Durante il giorno potra' lavorare fuori, ma ogni
sera dovra' far ritorno in carcere: a differenza di prima,
pero', non sara' obbligata a fare sempre lo stesso percorso, ma
- se lo vorra' - potra' fermarsi in un bar o a comprare un
libro. Fra tre anni e mezzo, pero', potra' chiedere la liberta'
condizionale. ''Da quasi quattro anni Doretta lavora con noi ha commentato in serata don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo
Abele - abbiamo conosciuto la sua fatica quotidiana nel ricostruirsi una vita e
una possibilita' di futuro. Il potere discrezionale della magistratura di sorveglianza
questa volta e' andato, diversamente da altre occasioni, nella direzione del
recupero e del reinserimento sociale''. ''Questa vicenda, mi auguro, - ha concluso don
Ciotti - possa servire ad una riflessione maggiore sui problemi del carcere''. (ANSA).
GAN
16-NOV-93
19:18
28
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
MAFIA:TORINO,FILM E INCONTRI CON STUDENTI SICILIA E PIEMONTE
(ANSA) - TORINO, 23 NOV - Sono gia' state raccolte oltre
tremila adesioni nelle scuole superiori piemontesi per
partecipare ai due giorni di dibattiti, incontri e proiezioni
cinematografiche, intitolati ''La mafia e' cosa nostra'', in
programma a Torino il 25 e il 26 novembre prossimi. L'
iniziativa e' promossa dal Consiglio regionale del Piemonte,
dall' Aiace e dal Gruppo Abele, con l' adesione dell' Assemblea
regionale siciliana. Sara' il rapporto tra film e criminalita'
organizzata il filo conduttore della manifestazione: il 25
novembre, a Palazzo Lascaris, il vice-direttore della ''Stampa''
Gad Lerner condurra' una tavola rotonda su ''L' immagine della
mafia tra realta' e finzione'' a cui parteciperanno, tra gli
altri, il regista Franco Rosi, lo storico Nicola Tranfaglia, il
direttore de ''I siciliani'' Claudio Fava e il fondatore del
Gruppo Abele don Luigi Ciotti. Contemporanemante, al cinema
Centrale, iniziera' la proiezione di otto film sulla mafia. Il
26 novembre, al mattino, al cinema Ideal di Torino circa 900
studenti delle scuole piemontesi e 45 coetanei siciliani,
accompagnati da cinque insegnanti e dal vice-presidente
dell'assemblea regionale siciliana Angelo Capodicasa,
ascolteranno il procuratore di Palermo Giancarlo Caselli a
confronto con Rosi e don Ciotti. In serata, dopo altre
proiezioni, e' previsto un intervento di Luciano Violante,
presidente della Commissione parlamentare antimafia. (ANSA).
XAT
23-NOV-93
18:54
29
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
MAFIA: ''LA MAFIA E' COSA NOSTRA'', CONVEGNO A TORINO
(ANSA) - TORINO, 25 NOV - ''Sono convinto che se le forze
dell' ordine e la magistratura, che gia' stanno lavorando bene,
avranno maggiori mezzi di indagine e attorno a loro crescera' la
collaborazione della societa' civile, potranno scoprire molte
connessioni fra mafia e politica non solo al Sud, ma anche al
Nord ed anche qui, in Piemonte''. La denuncia e' stata fatta, a
Torino, da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, nel
corso del convegno ''La mafia e' cosa nostra'' organizzato dal
Consiglio regionale piemontese, dall' Aiace e dal Gruppo Abele.
Oggi e domani sono previsti incontri, dibattiti e proiezioni
dedicati in particolare agli studenti piemontesi e siciliani,
con la presenza di una delegazione di giovani palermitani.
Una denuncia, quella di don Ciotti, che ha scosso il dibattito odierno incentrato
sul rapporto cinema e mafia con la partecipazione del regista Francesco Rosi, del giornalista
Claudio Fava e dello storico Nicola Tranfaglia. Rosi ha risposto
alle numerose domande del pubblico sul rischio di ''mitizzare''
gli uomini della mafia nelle produzioni cinematografiche: ''Il
mio sforzo e' sempre stato quello di non far diventare eroi i
mafiosi e voglio ricordare che, ad esempio, ho usato per alcune scene del mio film
'Salvatore Giuliano' delle comparse che avevano vissuto in prima persona la
strage di Portella delle Ginestra: una provocazione per dare emozioni storiche
autentiche e per indurre alla riflessione''. (SEGUE).
(ANSA) - TORINO, 25 NOV - ''Noi non guardiamo piu' i film che
parlano di mafia, perche' quelle scene sono per noi immagini
quotidiane''. Lo ha detto uno studente di Corleone e il
direttore del mensile ''I siciliani'', Claudio Fava, ha
replicato sostenendo che certi film sulla mafia hanno il dovere
di raccontare il dubbio che regna nelle citta' della Sicilia:
''Il pericolo e' la schematizzazione fra bene e male che si fa a
proposito della mafia. Non e' cosi', in Sicilia c' e' una grande
zona di penombra che ha consentito, fra l' altro, l' uccisione,
negli ultimi anni, di sette giornalisti, un record per un paese
non in guerra, eguagliato solo dalla Colombia''. Don Ciotti ha ricordato, inoltre, come
segnale allarmante, il fatto che il film ''Il camorrista'' di Giuseppe Tornatore e'
praticamento sparito dalla circolazione nonostante siano stai
acquistati sia i diritti televisivi (dalla Fininvest) sia quelli
della distribuzione nel circuito cinematografico. ''Dal Sud
arrivano importanti segnali di cambiamento con il rinnovato
impegno, quotidiano di tanti gruppi di volontari e di giovani ha precisato il sacerdote - ma intanto ci sono anche segnali
preoccupanti come la scomparsa di questo film''. Tranfaglia,
infine, ha ricordato che la lotta alla mafia non ha ancora
raggiunto il massimo impegno: ''Lo testimonia - ha detto - il
permanere di una legge sulla droga che non colpisce il grande traffico
e le ombre che regnano sui servizi segreti''. (ANSA).
GAN
25-NOV-93
20:39
30
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
MAFIA: CONVEGNO A TORINO CON PROCURATORE CASELLI
(ANSA) - TORINO, 26 NOV - ''Giudici, poliziotti e carabinieri
non bastano a sconfiggere il fenomeno mafioso se accanto a loro
non c' e' la societa' civile. Occorre il tassello importante
dell'impegno quotidiano: non parliamo di crisi se poi ci
chiudiamo nel privato perche' questo aiuta la mafia''. E' questo
l' appello che il procuratore capo della Repubblica di Palermo,
Giancarlo Caselli, ha rivolto oggi ad oltre 1500 studenti di
tutta Italia (45 provenienti da Palermo e Corleone) giunti a
Torino per il convegno ''La mafia e' cosa nostra'', organizzato
dal Consiglio regionale piemontese, dall' Aiace e dal Gruppo
Abele. Erano presenti, tra gli altri, Carla Spagnuolo,
presidente del Consiglio regionale, Don Luigi Ciotti, fondatore
del gruppo Abele, il regista Franco Rosi e Angelo Capodicasa,
vice presidente dell' Assemblea regionale siciliana. ''Per
compiere un ulteriore passo avanti nella lotta contro la
criminalita' organizzata siciliana e' indispensabile riscoprire
i valori di unita' e solidarieta' nazionale'' ha detto
Capodicasa che ha sottolineato come ''l'entita' del fenomeno
mafioso comporta un impegno straordinario della societa'
civile''. Caselli ha detto che nella lotta alla mafia bisogna
muoversi su tre versanti: ''Servono - ha precisato - piu' uomini
e mezzi; occorre rendere la gente consapevole del fenomo
mafioso; e' necessario non limitarsi ad aggredire la mafia ma
anche le sue cause e le sue radici''. (SEGUE).
(ANSA) - TORINO, 26 NOV - Parlando dell' intreccio tra mafia
e politica, Caselli ha sottolineato che si tratta di un fenomeno
''molto pericoloso, soprattutto in sede locale''. Il procuratore
capo di Palermo ha aggiunto che ''non bisogna generalizzare. Si
tratta - ha detto - di alcuni settori, di pezzi di mondo
politico che con la mafia hanno istaurato patti di non
belligeranza, di convivenza o addirittura di collusione. Oggi -ha concluso - c' e' un
vero e proprio fenomeno di metastasi che e' riuscito a contagiare vari pezzi della
societa' civile''. Don Luigi Ciotti e' intervenuto anche sul rapporto tra droga
e mafia, sottolineando il pericolo ''che la mafia diventi il
killer'' dei problemi giovanile come e' stato per la droga
quando ''negli anni scorsi - ha detto - radio, giornali,
televisione vi hanno centralizzato la loro attenzione facendo
dimenticare una serie di altri problemi''. Senza per questo
togliere importanza al problema mafioso, secondo don Ciotti
''c'e' il rischio che parlarne in un certo modo porti, come e'
accaduto per la droga, ad appiattire il discorso e serva solo a
scaricare la tensione''. Alla fine dell' incontro, durante il quale e' stato trasmesso
anche un cortometraggio ispirato a un libro di Leonardo
Sciascia, si e' svolto un animato dibattito e i giovani hanno
dimostrato notevole interesse per i modi e i sistemi della lotta alla mafia. (ANSA).
DAM
26-NOV-93
16:47
31
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
RASSEGNA STAMPA: ATTUALITA'
(ANSA) - ROMA, 2 DIC - ''Guerra all'Aids, Benetton
scandalizza Parigi'' titola il Corriere in un riquadro con foto
riportando la notizia che un maxi-preservativo di 22 metri, con
un diametro di 3 metri e mezzo e pesante 35 chili, e' stato
inserito sull'obelisco egizio di place de la Concorde, a Parigi.
Una nuova provocazione firmata dal gruppo Benetton nell'ambito
della VI giornata mondiale contro l'Aids.
Polemicamente la Stampa titola che ''Non basta il
preservativo in piazza''. Don Luigi Ciotti, che firma
l'articolo, si chiede cosa direbbe Natascia, una ragazza di
vent'anni morta di Aids, della provocazione di Benetton?
La Repubblica e il Giornale riportano in prima pagina la
notizia che il Papa e' stato contagiato da una trasfusione. A
fare la rivelazione, scrive Repubblica, e' stato il giornalista
Mino Damato, durante la registrazione del Maurizio Costanzo
Show, la cui trasmissione e' stata rimandata a questa sera.
Damato ha detto che il Papa avrebbe una infezione da
citomegalovirus, un virus spesso associato a chi ha contratto il
virus Hiv e ai malati di Aids. Ma il professore Corrado Manni,
che ha curato il papa, tranquillizza: ''Si' il pontefice ha
avuto il virus, che e' stato identificato nell'81. ma e' stato
curato; adesso sta bene''.
LAV
2-DIC-93 07:24
32
MEZZO SECOLO DI GRUPPO ABELE
Scarica

Leggi le agenzie stampa sulla nostra associazione