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Trimestrale Pavoniano
N° 4/2013
ANNO LXVIII
OTTOBRE - DICEMBRE
Padre
Pavoni
3
L’ABC della
crescita
6
Giopav
20
Pavonia
news
2
Editoriale
4
Fatti e
persone
17
Ex
Allievi
22
Un italiano su cinque si «arrangia» come può, risparmiando sul cibo, sul riscaldamento, sulle cure
mediche, o è costretto a ricorrere alle strutture assistenziali per avere un pasto caldo, un pacco alimentare o un tetto sotto cui passare la notte. È il
dato sconcertante che rivelano i freddi numeri delle statistiche.
Questo libro dà voce a milioni di persone e di famiglie che si sentono dimenticate, ma anche a migliaia di volontari che camminano al loro fianco.
(Andrea Riccardi)
Pagine: 160
Prezzo: € 15,00
Storie di equilibristi sul filo della vita incontrati
nei luoghi che offrono cibo, compagnia, conforto.
(Marco Tarquinio)
Papa Francesco cita autori come Tolkien, Omero,
Virgilio, Bloy, Chesterton, Dostoevskij, Hölderlin
e soprattutto il compatriota Borges, e consiglia libri e letture. La letteratura racconta di personaggi che si mettono in gioco per trovare la vera vita,
altrimenti si è condannati a marcire nella prigione del proprio io. Così, nel leggere le pagine di
questo libro, vedrete papa Francesco incontrare
fisicamente o nel cuore gli autori che lo hanno
formato, appassionato, interessato. Lo spunto per
ogni autore è tratto da citazioni del papa, commentate e contestualizzate. Il libro fornisce anche
un metodo di lettura di grandi autori attraverso il
carisma della semplicità e dell’immediatezza.
Pagine: 112
Prezzo: € 13,50
Sommario
Riconoscenza
2
3
4
6
7
8
11
15
16
13
Sacerdote a immagine di Gesù
Bogotà - Colombia.
Scorcio di Piazza
Simón Bolivar
con la Cattedrale
(Catedral Primada)
EDITORE
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Editoriale
La nuova evangelizzazione riguarda
anche chi frequenta la parrocchia
di Alberto Comuzzi
L’ABC della crescita
È l’Anno della Fede
Fatti e persone
Lasciarci trasformare per rinnovare
la nostra mente
La Chiesa nel mondo
Bogotà, nuovo slancio pavoniano
in america latina
Una scommessa e una sfida
Governare la ricchezza
per eliminare la povertà
L’intervista a…
In compito difficile:
Un
amministrare
Giopav Un luogo molto speciale
17
20
22
Si riparte per un nuovo anno
In
Dove vai? A prendere un aperitivo… spirituale!
Guardiamo il futuro
Ex allievi
Federazione, Monza e Trento
Pavonianews
Asmara, Brescia, Genova, Lonigo, Montagnana,
Monza, Milano, Roma,
Tradate,
Trento,
Vita
4/2013
1 Messico,
Filippine, Burkina Faso, Spagna, Colombia, Brasile
Riconoscenza
Sacerdote a immagine di Gesù
Il racconto dei Brevi Cenni di p. Mauri, mentre passa in rassegna
le tante attività che impegnano le energie di padre Pavoni (e dopo
l’accoglienza dei sordi cita anche l’acquisto del terreno di Saiano
per “la pratica e dell’arte dell’agricoltura”) non dimentica di sottolineare l’esercizio quotidiano del ministero sacerdotale. La disponibilità per l’ascolto delle confessioni e per l’accompagnamento
spirituale hanno fatto di Lodovico Pavoni una guida illuminata e
sicura. A lui ricorrevano anche tanti sacerdoti, che avviava con
sapienza alla scuola del “divin Maestro Gesù” mostrando loro,
innanzitutto con l’esempio, come fare della propria vita un dono
instancabile e generoso.
Alla fine p. Mauri fa riferimento alle esortazioni del “regnante
Pontefice”. Allora era papa Leone XIII che nel 1899, anno di pubblicazione dei Brevi Cenni, aveva indetto il Giubileo del nuovo
secolo, ma anche con le parole di papa Francesco la sintonia è
profonda…
La fama della sua virtù traeva ogni giorno, e specialmente i
Sabbati, le Domeniche e le altre Feste, ai suoi piedi moltissime
persone di ogni età e condizione. Ricorrevano a Lui per essere
sollevate dal peso delle loro colpe, illuminate nei loro angosciosi dubbii, confortate nelle loro penose sofferenze: a tutti
estendeva egli la sua dolce carità.
Anche gran numero di sacerdoti sia della città che della diocesi
si rivolgevano a Lui, convinti che egli li avrebbe veramente
plasmati, per dir così, a forma sacerdotale sul modello supremo, sul grande Sacerdote Gesù Cristo, cui egli rispecchiava si
vivamente in sè stesso.
A corona ed insieme a splendida conferma di quanto si è narrato intorno alla sua operosità, basti ricordare una massima che
egli avea famigliare e che inculcava spesso a quanti sacerdoti
gli si avvicinavano: massima veramente d’oro, la quale mostra
l’acutezza dei Santi, i quali illuminati da luce soprannaturale
precorrono con maravigliosa sicurezza gli stessi avvenimenti.
Egli soleva dire colla sua dolce semplicità: Al sacerdote spettano
gli uffici più provvidi e le cure più benefiche della vita: non è opera
buona, non fatica, non sacrificio che debba increscere a chi dispensa i misteri di Dio e la sapienza evangelica.
Non è dessa il compendio di tutte le esortazioni che il regnante
Pontefice rivolge del continuo al clero nelle terribili condizioni della moderna società? Oh! se tutti le comprendessero e le
ponessero in attività, quali frutti abbondanti di salute e quanto
bene agli individui ed alle nazioni!
2 Vita 4/2013
Invitiamo a segnalare al Superiore della Comunità pavoniana più vicina, o al Superiore generale, eventuali “grazie” ottenute per intercessione del beato Lodovico Pavoni
Editoriale
La nuova evangelizzazione
riguarda anche chi frequenta
la parrocchia
N
ella riflessione sulla nuova
evangelizzazione, che abbiamo iniziato con il primo
editoriale di quest’anno e che chiudiamo con il presente, non possiamo trascurare il ruolo che spetta
ai cosiddetti laici impegnati. C’è
poco da disquisire su ciò che papa
Francesco invita a fare, o meglio,
a testimoniare, quando dice: «C’è
da chiedersi tutti se chi ci incontra
percepisce nella nostra vita il calore
della fede, vede nel nostro volto la
gioia di avere incontrato Cristo!».
Un’umanità variegata ruota attorno
alle parrocchie; le statistiche dicono
che solo il 3 per cento di coloro che
frequentano la Messa domenicale
coadiuva, a vario titolo, i presbiteri.
Si tratta di persone, senza dubbio
generose, ma che sovente trovano
nel volontariato in parrocchia una
ragione d’esistenza per combattere la solitudine cui sarebbero condannate perché vedovi, anziani o
comunque privi di affetti famigliari. Ci sono poi giovani mamme alle
quali viene sovente delegato il compito di catechizzare i bambini della
Prima Comunione, adolescenti e
ragazzi di diversa età attivi in corali,
filodrammatiche, squadre sportive,
o nei vari gruppi di associazioni e
movimenti come Caritas, Azione
Cattolica, Comunione e Liberazione, etc.
Questo laicato così contiguo
al clero è dunque stimato in non
meno di 270.000 persone, sì, duecentosettantamila, un esercito. Si
chiede e chiede proprio a questi
credenti il Papa: «Chi ci incontra
percepisce nella nostra vita il calore
della fede, vede nel nostro volto la
gioia di avere incontrato Cristo?».
Bella e tremenda domanda. Guardiamoci allo specchio e sinceramente chiediamoci se quanti si professano credenti e cattolici hanno
un comportamento tale da indurre
chi li frequenta a riconoscere in loro
dei veri seguaci di Gesù.
Si possono scrivere trattati sulla Nuova evangelizzazione, fare su
di essa convegni ad altissimo livello con teologi e studiosi di elevato
profilo culturale, ma se i cristiani
pubblicamente riconosciuti come
tali (perché tra i più impegnati nelle
comunità parrocchiali) non sono in
grado, con l’esempio, di testimoniare i valori evangelici, la fede in Cristo rimarrà solo un bel tema su cui
disquisire. «Il Figlio di Dio è uscito
dalla sua condizione divina ed è venuto incontro a noi», ricorda ancora il Papa, che aggiunge: «La Chiesa
è all’interno di questo movimento,
ogni cristiano è chiamato ad andare
incontro agli altri, a dialogare con
quelli che non la pensano come noi,
con quelli che hanno un’altra fede,
o che non hanno fede».
Sarà paradossale, ma il comportamento non sempre coerente con
il messaggio evangelico proprio di
tante persone “vicine” ai parroci,
impegnate in parrocchia, ha spinto
e spinge non pochi a tenersi lontani dalle chiese. Non si può e non
si deve confondere Dio con coloro
che si dicono credenti in Lui, ma il
cattivo esempio di tanti sedicenti
cristiani, purtroppo, ha come effetto quello di tenere molte persone
distanti dalla Chiesa. Allora è bene
che chi più frequenta le parrocchie
non dimentichi la responsabilità
che ha nei confronti dei tanti cosiddetti “lontani”.
Resta per tutti – praticanti adulti
e non – il saggio richiamo di papa
Francesco quando dice: «Ho ricordato più volte un fatto che mi ha
impressionato nel mio ministero:
incontrare bambini che non sapevano neppure farsi il Segno della
Croce. È un servizio prezioso per
la nuova evangelizzazione quello
che svolgono i catechisti, ed è importante che i genitori siano i primi
catechisti, i primi educatori alla fede
nella propria famiglia con la testimonianza e con la parola». A buon
intenditor poche parole.
Alberto Comuzzi
Vita 4/2013
3
L’ABC della crescita
È l’Anno della Fede
Continuiamo a proporre le interviste di Michele Brambilla a personaggi
famosi, con domande personali sulla questione della fede.
ERNESTO OLIVERO
«Entrate senza bussare», è scritto sulla porta. E di gente ne entra
davvero tanta, in questo piccolo
ufficio all’Arsenale della pace di
Torino, dove sta Ernesto Olivero,
il fondatore del Sermig, Servizio
missionario giovani. Gente strana,
quella che si presenta a questa porta.
«Qui davanti a me, ogni giorno, si
siedono persone con problemi che
lei non immaginerebbe neanche.
Mi basterebbe registrare i colloqui
di una sola giornata per riempire un
libro. Quanti drammi, quante sofferenze… Alla sera ripenso a cosa ho
sentito durante la giornata e capisco
che tutto quello che faccio è sempre
meno di quello che c’è da fare».
Ernesto Olivero, da qualche
anno, è un uomo famoso. Nato a
Salerno nel 1941 da babbo piemontese e mamma avellinese, sposato,
padre di tre figli, Olivero è un ex
impiegato di banca che ha deciso
di dedicare tutta la vita agli ultimi: i
carcerati, i tossicodipendenti, gli extracomunitari, i “barboni” e anche i
giovani in cerca di un ideale di vita.
Ha messo in piedi un’organizzazione che funziona con l’efficienza di
una multinazionale: solo che ciò
che si insegue non è il profitto, ma
la carità. Gianni Agnelli, Norberto
Bobbio, gli arcivescovi di Milano
Carlo Maria Martini e di Torino
Giovanni Saldarini, Madre Teresa
di Calcutta e altre personalità illustri proposero Olivero per il premio
Nobel per la pace.
Ho incontrato Olivero nel 1995,
pochi giorni dopo che Pietro Cavallero, il famoso “bandito Cavallero”,
aveva annunciato a tutti la sua conversione, registrando su una video-
4
Vita 4/2013
cassetta il percorso sofferto dall’inferno alla speranza di redenzione.
Era stato un fatto clamoroso.
Cavallero aveva un curriculum di
18 rapine, 5 morti e 27 feriti. Aveva cominciato l’8 aprile del 1963,
con una banda di amici che aveva
conosciuto nel vecchio quartiere torinese di Borgo Dora, alle spalle di
Porta Palazzo, a pochi passi – i casi
del destino – proprio dall’Arsenale
della pace, dove ha sede il Sermig di
Olivero.
abbandonato nei pressi di Valenza
Po. A quel giorno tragico il regista
Carlo Lizzani dedicò un film famoso, Banditi a Milano, con Gianmaria
Volonté nel ruolo del capobanda.
Condannato all’ergastolo, Pietro Cavallero accolse la lettura della
sentenza con il pugno chiuso e cantando l’Internazionale. Fu definito,
con qualche esagerazione, un “prototerrorista”.
Ma, ribelle nella vita, Cavallero
fu poi un detenuto modello. Nel
1992 riottenne la libertà, e fu accolto da Olivero al Sermig, al quale si
dedicò anima e corpo.
Nel ’95, come detto, annunciò la
sua conversione. Poi scrisse un libro
su Olivero, devolvendo tutti i diritti
d’autore al Sermig: «Sono contento
che dopo tanti anni di carcere la mia
vita travagliata abbia trovato l’Arsenale della pace, dove ho capito,
senza bisogno di tante parole, i miei
sbagli», scrisse.
Il 28 gennaio 1997 Pietro Cavallero morì, per un cancro, all’ospedale di Venaria, nella cintura torinese.
Ha lasciato scritto al cardinal Martini: «Chiedo perdono a Milano».
***
Il 25 settembre del 1967 la banda Cavallero assaltò il Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano. Un
cassiere azionò l’allarme, la polizia
intervenne in pochi minuti. Pietro
Cavallero e i suoi complici tentarono subito la fuga in auto, e per
aprirsi un varco tra la folla spararono all’impazzata uccidendo quattro
passanti e ferendone altri diciannove. Pochi giorni dopo, la polizia riuscì ad arrestare tutti i componenti
della banda: Cavallero fu l’ultimo ad
essere preso, a un casello ferroviario
«Cavallero», racconta Ernesto
Olivero, «è uno dei pochi che si è
pentito veramente. Che si è pentito
dentro. Non ha mai cercato attenuanti per i suoi errori. Credo che
il passaggio definitivo dal rimorso
alla fede l’abbia fatto quando si è
accorto che qui dentro quello che
sembrava era vero: quando ha visto che qui viviamo veramente di
Provvidenza, e non di contributi
pubblici; e quando ha constatato
che qui i potenti della Terra sono
trattati come gli ultimi, e viceversa. Cavallero ha visto capi di Stato
dormire nella stessa stanza in cui
la notte prima aveva dormito, che
so, una ragazza madre. E ha capito
che la fede non è un pensiero o un
sentimento, ma un fatto, un avvenimento».
E non è solo Cavallero ad avere
trovato – o ritrovato? – la fede, qui
L’ABC della crescita
dentro. Fra le gioie più profonde di
Ernesto Olivero c’è il “cammino” di
Doretta Graneris, la ragazza di Vercelli che il 13 novembre del 1975,
con il fidanzato Guido Baldini, sterminò – per l’eredità? per follia? non
s’è mai capito fino in fondo – tutta la
sua famiglia: papà, mamma, nonni,
fratellino. E tanti altri Innominati di
criminalità, mafia, terrorismo…
«Se di Cavallero e di Doretta si
è saputo», dice Olivero, «non è stato certamente per mia iniziativa. La
nostra regola è il silenzio, la riservatezza. Molti personaggi noti sono
passati di qui o sono tuttora qui:
ma lo sappiamo solo noi».
Possibile che un cattivo diventi buono? Sembra il contrario della logica. Ma qui all’Arsenale della
pace tutto è un “contrario”. A cominciare da quel cartello, «Entrate
senza bussare», affisso sulla porta
dell’ufficio di una persona importante: perché Olivero è una persona importante. Dà del tu a capi di
Stato, e incontrava Giovanni Paolo
II quando voleva. Fa girare somme
enormi di denaro per finanziare
opere di carità in tutto il mondo.
Eppure, «entrate senza bussare».
Qui sembra tutto davvero un
“contrario”. Il posto, ad esempio.
Questo edificio ottocentesco sulla
Dora era l’«Arsenale per la costruzione di artiglieria» del Regno sabaudo, come si legge ancora sulla
bellissima torre in mattoni rossi.
Qui sono stati fusi i cannoni per
la prima e la seconda guerra mondiale. Adesso, nei trentamila metri
quadrati splendidamente
ristrutturati di questa ex
fabbrica di armi si cerca di
ridare la vita alla “spazzatura” dell’umanità. Duecento posti per gente che
si impegna a stare tre anni
per cercare di “venirne
fuori” («E può riuscirci»,
dice Olivero, «se accetta
un metodo severo, serio,
pieno d’amore e senza
clamore»); e un dormitorio per “saltuari” da cinquantamila presenze l’anno. E ancora, scuole per i giovani
(«Abbiamo un’accademia musicale
e stiamo organizzando corsi per artigiani restauratori; insegnando un
lavoro ai ragazzi si fa della prevenzione»), un ambulatorio con diecimila pazienti all’anno, e 150 medici
che lavorano gratis… E partono, da
qui, da questa ex fabbrica di cannoni, aiuti per ogni angolo del mondo
dilaniato da una guerra.
Tutto questo lo ha messo in piedi, come dicevamo prima, un ex
impiegato di banca.
La gioventù di Ernesto Olivero
è stata uguale a quella di tanti altri
ragazzi impegnati nel volontariato
cattolico; poi, nel ’64, la decisione
di fondare il Sermig. «Ci eravamo
appena sposati e mia moglie Maria
mi disse: “Non puoi avere impegni
in tutte quelle associazioni, devi
scegliere”. E io, invece di sceglierne
una, ne fondai una». La prima idea:
combattere la fame nel mondo. La
prima sede: una stanzetta angusta
in Curia, «da dove, però, ci cacciarono presto».
Olivero, impiegato al San Paolo di Torino, dimostra di saperci fare, come manager: convince i
più grandi cantanti – da Celentano
ad Al Bano e Romina, dai Nomadi a Lucio Dalla – a esibirsi gratis
nei concerti per la raccolta di fondi. «Poi cambiai tutto. Dissi: basta
raccogliere soldi, i soldi dobbiamo
darli noi. E mi vennero dietro, cominciò l’afflusso di offerte dalla
gente comune».
Il 2 agosto 1983 l’ingresso all’ex
Arsenale, e le prime invidie. Le voci
sugli appoggi dei potenti. «Pensi»,
mi racconta, «che il cardinal Saldarini, una delle prime volte che ci
incontrammo, mi disse: “Olivero,
adesso come farà che non c’è più
Andreotti?”. Risposi: “Eminenza,
sono stufo di queste calunnie, offendono i milioni di persone che
ci aiutano. Se io dovessi denunciare i soldi che in questi trent’anni
mi hanno dato Agnelli, Andreotti,
Bobbio, Occhetto, Natta, Berlinguer, Zaccagnini, re Hussein, Scalfaro, Pertini e Cossiga, tanto per citare qualcuno dei Grandi che sono
più volte venuti qui, non arriverei a
300 milioni di lire. I soldi arrivano
da operai, contadini…”. Il cardinale capì, e fece una dichiarazione
pubblica: “Ci troviamo di fronte al
mistero dei piccoli che fanno grandi cose”».
«Guardi», continua Olivero,
«qui da noi vengono capi di Stato
e grandi industriali, sono venuti
Berlusconi e Prodi, ma non ho mai
chiesto una lira a nessuno. Per restare libero».
Nel 1989, maturato il minimo
per la pensione, Olivero ha lasciato
la banca – dove non ha fatto carriera – per dedicarsi totalmente all’Arsenale. Non è nemmeno diplomato
(«E a scuola mi bocciavano sempre…»), ma gestisce con successo
grandi capitali. Non ha letto un
solo libro di dottrina o di teologia,
ma ha aiutato centinaia di persone
a ritrovare la fede. Anche questi
sono due fatti “illogici” per il mondo, “contrari” al senso comune.
Com’è possibile tutto questo?
Solo nel 1994, l’anno precedente al nostro incontro, il Sermig di
Olivero aveva ricevuto 69 miliardi
e 381 milioni di lire. Nel bilancio,
queste entrate erano inscritte con
la seguente divisione: 0,5 per cento contributi di istituti di credito ed
enti pubblici e privati; 2,9 per cento
trasporti; 0,1 per cento convenzione con il Comune di Torino; 96,5
per cento Provvidenza. Vita 4/2013 5
Fatti e persone
La parola del Superiore generale
Lasciarci trasformare
per rinnovare la nostra mente
La Congregazione pavoniana verso il 39° Capitolo
generale: si apre un anno di speciale amore alla
Congregazione e alla vocazione
Carissimi lettori di VITA,
con il mese di settembre in tutta le Province (all’inizio di ottobre
in quella italiana) abbiamo dato
l’avvio ufficiale alla preparazione
del prossimo Capitolo generale, in
programma per il mese di luglio del
2014. Verso questa scadenza invito
anche voi a far convergere l’attenzione, l’interesse e la preghiera.
Che cos’è il Capitolo generale?
La definizione più interessante
che troviamo nella nostra Regola di
Vita mi sembra quella in cui si afferma che il Capitolo generale rappresenta la manifestazione della sollecitudine di tutti verso il bene comune.
Dentro i “tutti” ci sono indubbiamente i Religiosi, ma anche ciascuno dei Laici della Famiglia pavoniana, dei collaboratori, degli ex allievi,
degli amici, a cui deve stare a cuore
la Congregazione, la sua missione
nella Chiesa, la sua vitalità e il suo
futuro. Inoltre il Capitolo è anche
un evento ecclesiale, perché noi siamo Chiesa, siamo parte viva della
Chiesa. Se, come affermava Paolo
VI, ogni carisma è un dono dello
Spirito alla Chiesa, anche il carisma
dato a padre Pavoni e, in lui, alla
Congregazione, è stato e continua
ad essere un dono alla Chiesa.
In questa prospettiva è stato
predisposto un testo, dal titolo Lasciarci trasformare per rinnovare la
nostra mente - Percorsi di riflessione,
per accompagnare ogni Provincia
6
Vita 4/2013
nel cammino verso il Capitolo. Alla
luce di un passo della lettera di san
Paolo ai Romani (12, 1-2), il testo si
propone di aiutare a fare un’opportuna analisi della situazione, perché
possiamo convertirci alle vie del Signore e configurarci più profondamente al Cristo risorto, e di invitare
a interrogarsi sulla fedeltà all’ideale
evangelico di vita consacrata e apostolica voluto dal nostro Fondatore.
2013-2014: anno di speciale
amore alla Congregazione e alla
nostra vocazione
Con che spirito affrontare l’anno che ci sta davanti? Propongo
che tutti lo viviamo come un anno
di speciale amore alla Congregazione e alla nostra vocazione. Questo
può essere il tema che accompagna e che dà anima all’impegno di
preparazione al Capitolo, per non
rischiare di perdere di vista l’obiettivo principale verso cui tendiamo.
Il tempo in cui viviamo, con le sue
difficoltà, con le sue sfide e con le
sue opportunità, è tempo di grazia.
Proprio per questo, è necessario che
ci domandiamo: noi, ora, in questo
tempo, lì dove ci troviamo, che cosa
possiamo fare? che cosa dobbiamo
fare? chi vogliamo essere? Quello
che il Signore ci chiede, ci aiuta a
realizzarlo. È la speranza cristiana!
Sia dunque, quest’anno, un anno
di amore speciale alla Congregazione, un anno di amore alla nostra
vocazione, un anno di rinnovate
iniziative vocazionali.
In questo senso esprimo un auspicio. Ai Religiosi ho chiesto di fare
in modo che i ragazzi e i giovani dei
nostri centri educativi, come pure
tutti i laici collaboratori, sentano il
calore della comunità religiosa, sentano il calore umano e spirituale di
una comunità pavoniana, lo spessore della sua fede. A tutti chiedo di
accompagnarci con la preghiera, la
simpatia, il consiglio: anche chi ci
accosta - e possono bastare le pagine di un periodico come VITA - può
aiutarci a rispondere sempre meglio
a ciò che il Signore oggi ci chiede,
a tenere ben accesa quella fiamma di
carità che padre Pavoni ci ha trasmesso.
Ci sostiene e ci incoraggia la
parola di Dio: “Nella conversione
e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta
la vostra forza ... Il Signore aspetta
con fiducia per farvi grazia … beati
coloro che sperano in lui” (Isaia 30,
15.18).
A tutti giungano i miei saluti e il
mio augurio di ogni bene.
p. Lorenzo Agosti
Fatti e persone
La Chiesa nel mondo
La costituzione pastorale Gaudium et spes, presentata dal card. W. Kasper, Presidente emerito
del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani
T
ra i documenti del Concilio Vaticano II la Gaudium
et spes (GS), la costituzione
pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, spicca come
un “unicum”. Non solo perché ha
avuto una storia molto complicata,
che ha reso necessarie otto stesure
prima di arrivare al testo definitivo,
ma soprattutto perché rappresenta un’assoluta novità nel corso dei
duemila anni di storia dei Concili.
Già la dicitura “costituzione pastorale” è nuova. Così nuova, che
il Concilio ha dovuto introdurre
prima del testo una lunga nota, in
cui si spiega cos’è una costituzione
pastorale e quale può essere il suo
carattere vincolante.
La novità del titolo annuncia la
novità del contenuto. La GS, infatti, non espone soltanto principi generali di fede, ma si esprime anche
in merito a questioni concrete del
mondo contemporaneo, esamina i
“segni dei tempi”, parla della scienza e della cultura, del matrimonio
e della famiglia, dell’ordine sociale, del lavoro, dell’economia, della
pace e della guerra, evocando persino quella nucleare.
Con questo documento il Concilio non si rivolge soltanto ai propri fedeli, ma a tutta la famiglia
umana. Non si occupa soltanto di
problemi interni di fede e di disciplina, ma tratta anche delle questioni del mondo, delle questioni
degli uomini d’oggi. La Chiesa non
si pone davanti al mondo, ma comprende se stessa come una realtà facente parte del mondo, solidale con
il mondo. Per illustrare questa nuova concezione, basti citare la nota
frase con cui inizia il documento:
“Le gioie e le speranze, le tristezze
e le angosce degli uomini d’oggi, dei
poveri soprattutto e di tutti coloro che
soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei
discepoli di Cristo” (n. 1).
Ciò significa che non solo il titolo e non solo molti dei temi trattati
da questa costituzione sono nuovi,
ma è nuovo anche il modo in cui
il documento li affronta: un atteggiamento dialogante. Essa getta
uno sguardo molto realistico sugli
aspetti critici del mondo moderno,
ma non afferma più con toni apocalittici che tutto nel mondo è male,
quasi opera del maligno; piuttosto,
sa riconoscere anche ciò che esiste
di positivo. Essa non vede la colpa
soltanto negli altri, ma riconosce la
corresponsabilità dei cristiani, per
esempio nel fenomeno dell’ateismo
moderno (cf. n. 19). Così il Concilio ha anticipato coraggiosamente i
“mea culpa” di Papa Giovanni Paolo II.
Con la GS il Concilio si oppone
a tutti i tentativi laicistici di limitare il campo d’azione e d’interesse
della Chiesa a faccende meramente interne, relegandola per così
dire alla “sacrestia”. La Chiesa,
infatti, non si lascia ghettizzare e
ridurre ad una dimensione puramente intima e personale; essa
rivendica una voce pubblica. E la
rivendica non nel proprio interesse, ma nell’interesse degli uomini.
Dice infatti: “È l’uomo dunque,
l’uomo considerato nella sua unità
e nella sua totalità, corpo e anima,
l’uomo cuore e coscienza, pensiero e volontà, che sarà il cardine di
tutta la nostra esposizione” (n. 3).
Il Concilio si interroga sulle questioni fondamentali dell’esistenza –
“Cos’è l’uomo? Qual è il significato
del dolore, del male, della morte,
che continuano a sussistere malgrado ogni progresso? Cosa valgono
quelle conquiste pagate a così caro
prezzo? Che apporta l’uomo alla società, e cosa può attendersi da essa?
Cosa ci sarà dopo questa vita?” (n.
10) – e le affronta mettendo al centro il centro della fede, il messaggio
di Gesù Cristo: “la Chiesa crede che
Cristo, per tutti morto e risorto, dà
sempre all’uomo, mediante il suo
Spirito, luce e forza per rispondere alla sua altissima vocazione…
Essa crede anche di trovare nel suo
Signore e Maestro la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana… Così nella luce di Cristo… il
Concilio intende rivolgersi a tutti
per illustrare il mistero dell’uomo
e per cooperare nella ricerca di una
soluzione ai principali problemi del
nostro tempo” (n. 10).
Così, con un atteggiamento dialogante con il mondo e con un discorso di tipo profetico, la Gaudium
et spes ha preparato per il vangelo la
via verso il XXI secolo, ricordando
e attualizzando la frase di uno dei
primi padri della Chiesa, Ireneo di
Lione: “La gloria di Dio è l’uomo vivente”.
Card. Walter Kasper
Vita 4/2013
7
Fatti e persone
Bogotà
nuovo slancio
pavoniano
in america
latina
Un po’ di storia
Il 25 Gennaio 1995 partono i
primi Fratelli pavoniani per la
Colombia. La Provincia spagnola vuole portare la missione fuori dai suoi confini e, dopo un’accurata analisi, la scelta cade su
questa nazione latino-americana. P. Gregorio e P. Francisco
Javier sono i primi a partire per
impiantare in Colombia il carisma del Pavoni.
Aiutati dai Religiosi somaschi,
cercano di capire la situazione
così da scegliere in modo adeguato il terreno più confacente
ai loro desideri apostolici.
8
Vita 4/2013
La situazione ambientale non
è delle migliori ed è necessario
andare con i piedi di piombo,
seppure con decisione. La scelta
cade su una cappella, la cappella
del Santo Cristo, che i Fratelli
fanno diventare parrocchia. Pur
tra le difficoltà che incontrano,
l’aiuto viene specialmente da
alcune persone del posto, impegnate in campo religioso e formativo.
La prima casa della Comunità:
una torre campanaria!
La zona è sotto l’influenza della
guerriglia colombiana, è povera
e con una notevole presenza di
bambini.
Dopo alcune iniziali vicende, viene fondata la parrocchia
“Cristo de la Paz”. Così i Pavoniani spagnoli possono iniziare
il loro lavoro apostolico.
Dalla Spagna verranno in seguito altri Fratelli. Ma ormai il
seme è stato gettato.
Fatti e persone
IL COMPITO
PREFISSO
In un ambiente non certo facile per i notevoli
problemi sociali, i Fratelli pavoniani si sono
proposti alcune mete semplici ed essenziali.
La tradizione latino-americana è tuttora una
guida per orientare il lavoro apostolico e la
sensibilità locale, legata alla realtà sociale, è
una base sicura per guidare le scelte. Perciò le
mete possono così essere espresse:
– edificare la Comunità cristiana con l’annuncio del Vangelo e la Promozione umana;
– aprire la porta alla solidarietà come via
privilegiata per avere una pace effettiva
e duratura.
LE ATTIVITÀ
IN CORSO
Come ogni parrocchia che si rispetti, anche
questa di Bogotà ha formato i suoi gruppi così
da rispondere il più possibile alle necessità di
una Comunità cristiana
Sono nate varie iniziative, che si possono essenzialmente così nominare:
*Un gruppo, che potremmo chiamare ‘Caritas’
per comprenderci.
È diretto e formato prevalentemente da madri
di famiglia. L’aiuto materiale viene soprattutto dal ‘Banco Arquidiocesano de Alimentos’.
Propone incontri di formazione e momenti di
distribuzione alimentare. È rivolto in modo
particolare alle persone più bisognose della
parrocchia.
Accanto e sulla stessa lunghezza d’onda, pur
se in campi differenti, è sorta la pastorale familiare e sanitaria, come pure vi è un gruppo
che si propone di aiutare le famiglie dei carcerati, altro problema scottante della zona.
* In un campo più strettamente pastorale,
sono sorte attività per i ragazzi, i giovani e gli
anziani. Comprendono momenti di catechesi,
di preghiera e di attività ludiche. Una particolare attenzione è rivolta al campo giovanile,
anche perché la Comunità vuole essere ‘pavoniana’ e preparare il terreno per eventuali
vocazioni.
La parrocchia è viva, attenta alle necessità spirituali e materiali della sua gente, con gli occhi
ed il cuore aperti verso chi è povero di mezzi
materiali e chi è debole nello spirito.
Vita 4/2013 9
Fatti e persone
PARROCCHIA
DI PERSONE
Attualmente la parrocchia ‘Cristo de la Paz’
comprende 12 barrios con 4 Centri di culto,
numerosi gruppi di catechesi per ragazzi,
giovani ed adulti. Una crescita che è andata
via via aumentando con il tempo.
Ai nostri giorni la popolazione ammonta
grosso modo a 20.000 abitanti.
Gli obiettivi cui si mira sono essenzialmente
due:
– fare della parrocchia una “Comunità
di Comunità”, proponendo cammini di
solidarietà e convivenza fraterna;
– promuovere i valori trascendenti ed
umani per rendere la vita migliore.
A questo riguardo i Fratelli pavoniani ed
i loro collaboratori hanno una attenzione
particolare nel formare gli animatori, i leaders, così da poter facilitare i processi di
integrazione e promozione umana e spirituale.
CON I LACI
Non si possono affrontare da soli i mille
problemi che una città come Bogotà presenta.
È necessario un cammino di ‘famiglia’, che
la Congregazione del Pavoni da tempo
sollecita e che la parrocchia ‘Cristo de la Paz’
ha accolto e cerca di sviluppare sempre più.
La collaborazione e la corresponsabilità tra
i sacerdoti ed i laici ha raggiunto un buon
livello, anche se certamente potrà crescere
ancora perché “il vero bene è contagioso”
e gli esempi attraggono più di mille belle
parole.
10 Vita 4/2013
SPERANZE
ED ATTESE
Nei prossimi tre anni i Fratelli pavoniani sperano di poter dare vita a 25 piccole Comunità.
È il desiderio di essere così più vicini alla gente
e camminare con loro.
Inoltre hanno in progetto di costruire almeno 6 locali per dare spazio adeguato ai
gruppi di ragazzi, giovani ed adulti per un
più adatto cammino di formazione umana e
cristiana.
E sperano che fioriscano ancora vocazioni
locali, giovani che sentano l’ansia dell’apostolato giovanile verso i ragazzi più svantaggiati, come fece p. Lodovico Pavoni.
RELIGIOSOS PAVONIANOS
Calle 75 bis Sur, n. 1C – 28, Bogotà – COLOMBIA
Tel. e Fax: 17.64.40.59 - Cell. : 310.311.76.81
E-Mail: [email protected]
Parroquia “CRISTO DE LA PAZ”
Carrera 1B, n. 76B – 15 Sur - Bogotà – COLOMBIA
Tel. : 17.67.44.40
Fatti e persone
Una scommessa
e una sfida
In un tempo in cui i negozi in genere sono in crisi,
Àncora ha aperto due nuovi punti vendita particolari: una libreria con caffetteria a Milano, e una
libreria universitaria all’Urbaniana di Roma.
Milano. Inaugurazione di
Àncora Store
R.E.D. è un acronimo che sta per Read,
Eat, Dream (leggi, mangia, sogna). È la filosofia
del nuovo negozio Àncora Store,
dove lo spirito, il corpo e il sogno
si possono coniugare insieme. La
libreria, infatti, è anche caffè, spazio di incontro, spazio per i più piccoli, proposta culturale, proposta
gastronomica (in gergo si parla di:
gastrolibrerie/mangialibri/ bibliodiversità): una formula che oggi si sta
diffondendo, soprattutto negli Usa
e nel nord Europa, e che comincia
ad affacciarsi anche nelle grandi città italiane.
Mercoledì 25 settembre, dopo
un anno circa di ‘rodaggio’, la nuo-
va realtà di Àncora ha vissuto la sua
inaugurazione ufficiale. Il concerto
“Musicando poesia” del Duo Maclé
e di Silvia Poletti ha preceduto gli
interventi di p. Zini (Presidente,
che, oltre a sottolineare il “coraggio” dell’iniziativa, ne ha tratteggiato l’originalità, notando pure
come “Caffè e Letteratura sono una
accoppiata che viene da lontano”),
di p. Agosti (Superiore generale,
che ha illustrato la mostra su p. Lodovico Pavoni, allestita nel locale)
e del Vescovo ausiliare, mons. Erminio De Scalzi, che al termine ha
benedetto la nuova struttura. Molti
i presenti, tra i quali le maestranze
e i collaboratori dell’opera. La nuova sfida di Àncora sia benedetta dal
Cielo.
Un grazie a fr. Delio Remondini
(direttore), alla sig.ra Franca Galimberti (coordinatrice) e alla squadra dei baristi per la loro infaticabile
attività: una preziosa offerta culturale per il quartiere e per la Città. P.
Pavoni ne sarebbe orgoglioso.
Vita 4/2013 11
Superiore generale e Consiglieri, a Roma per una riunione, hanno fatto visita alla nuova struttura e al suo responsabile, Cesare (secondo
da destra) accolti con calore dal Rettore Magnifico, p. Alberto Trevisiol.
Roma. Àncora all’interno della
Pontificia Università Urbaniana
Chi non conosce la Libreria Àncora di Roma, in
fondo a via della Conciliazione, sulla soglia di piazza
san Pietro? Punto di incontro affollato e accogliente,
dove puoi trovare vescovi e
pellegrini di tutte le parti del mondo. Dalla scorsa estate Àncora ha
una nuova presenza in città, più
discreta perché all’interno di una
struttura accademica, ma ugualmente aperta al mondo. Ha rilevato, infatti, la gestione delle Libreria
interna della Pontificia Università
Urbaniana al Gianicolo, per offrire
ai giovani studenti la sua riconosciuta competenza e attenzione. Si
rinnova così l’impegno della Con-
gregazione a favore della diffusione della cultura e la particolare attenzione al mondo giovanile tipica
del carisma pavoniano, che in questa nuova presenza in ambito universitario trova una connotazione
di tutto rispetto.
LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ URBANIANA
È un’istituzione accademica le cui origini risalgono al 1627 quando il Papa Urbano VIII diede origine al Collegio Urbano, primo nucleo del sistema educativo della Congregazione De Propaganda Fide. Il 1° ottobre 1962, pochi giorni prima dell’inizio del Concilio Vaticano II, il Beato Giovanni XXIII elevò l’Urbaniana al rango di Università Pontificia. Per 300 anni il Collegio Urbano ha
avuto sede nello storico palazzo di Piazza di Spagna, dove attualmente si trova la Congregazione
per l’Evangelizzazione dei Popoli, ma nel 1926 fu trasferito al Gianicolo, prima in un modesto
edificio, poi nell’attuale sede, più ampia e funzionale, che domina piazza san Pietro.
Compito principale dell’Urbaniana, è sempre stato la formazione di sacerdoti, religiosi e laici
operanti in terre di missione. All’interno delle altre Università Pontificie Romane si caratterizza
per il suo carattere di universalità, espresso non solo dal gran numero di Paesi da cui provengono
i suoi studenti e docenti e dai numerosi Istituti Aggregati e Affiliati, ma soprattutto per l’attenzione
allo studio delle culture e delle grandi religioni mondiali con le quali la Chiesa Cattolica entra in
rapporto nel suo impegno missionario ad gentes.
12 Vita 4/2013
L’intervista a p. Piergiusto Cornella
Un compito difficile:
amministrare
P. Piergiusto Cornella, amministratore della Provincia italiana, si è prestato a rispondere ad alcune nostre domande sul suo attuale compito, sulla
sua esperienza di vita e sulla sua visione circa il
‘pericoloso’ rapporto con i beni materiali.
Ti vuoi presentare?
Sono nato in Trentino – s. Lorenzo in Banale – nel 1948 ed ho
frequentato i seminari di Susà, Brescia e Tradate. La prima professione religiosa l’ho emessa nel 1968.
L’anno seguente sono stato trasferito in Spagna e qui ho frequentato
i corsi teologici. Nel 1974 ho ricevuto l’ordinazione sacerdotale al
mio paese nativo. Ho continuato il
mio impegno apostolico in Spagna
fino al 1990.
Perché pavoniano?
Sicuramente l’esempio e l’entusiasmo di diversi Religiosi pavoniani, conosciuti durante la mia
formazione, mi hanno spinto su
questa strada. Poco a poco, il Signore mi ha fatto comprendere
che chiamava anche me a seguire
l’esempio di p. Pavoni impegnando la mia vita nel campo della gioventù. In Spagna, soprattutto, ho
potuto vivere questo carisma.
Quali gli incarichi ricoperti in cogregazione?
Ho iniziato con la formazione
dei giovani religiosi spagnoli. Nel
1983, assieme ad altri Religiosi della Spagna, ho dato inizio al
Centro di Recupero per Tossicodipendenti a Madrid. Questi i punti
più significativi in terra iberica.
Rientrato in Italia nel 1990,
sono stato destinato a Lonigo come
Superiore della Comunità locale.
Nel 1994 mi è stato dato l’incarico di seguire l’Amministrazione di
Àncora e della Provincia italiana.
Dal 1999 al 2008 ho ricoperto la
carica di Superiore provinciale.
Quale di questi impegni ritieni il
più significativo?
Il servizio di Provinciale è stata
un’esperienza interessante. Mi ha
allontanato per 9 anni dal diretto
lavoro nelle diverse attività delle
Comunità. Però mi ha permesso
di conoscere meglio i Religiosi, i
collaboratori laici, gli Ex-alunni e
tutte le attività della Provincia.
L’inizio dell’attività nell’Albergue (orfanotrofio) di Lagos de
Moreno in Messico è stata l’espe-
rienza, senza ombra di dubbio, più
toccante della mia vita. Ho vissuto
con intensa partecipazione questo
momento.
Attualmente, quale compito ti è
stato affidato?
Sono superiore della Comunità
di Monza, che assomma in sé un
triplice apostolato: Caritativo-assistenziale, con due Comunità alloggio, un C.A.G. e altri interventi
simili; Liturgico-spirituale, con il
servizio pastorale nella chiesa della
ss. Trinità; Culturale con la libreria Àncora. Inoltre, come già detto,
sono Amministratore provinciale.
Sei amministratore della provincia italiana. Cosa vuol dire in
concreto?
Cerco di individuare le risorse
necessarie per far fronte ad una
missione sempre più vasta ed internazionale. Mio compito è anche
quello di far crescere fra Religiosi e
Laici la mentalità che solo la solidarietà tra le Comunità ci permetterà di continuare ad esercitare la
prevenzione ed il recupero educativo. Qualche ridimensionamento
si imporrà nel tempo a venire, in
nome della sostenibilità dell’insieme.
Perchè hai accettato questo incarico?
Per obbedienza e per una certa
‘congenialità’. Dicono che i Trentini sono un “mix” di Scozzesi e
Genovesi… e così la borsa resiste
nella tempesta! Naturalmente mi
sono contornato di tecnici e consulenti per la gestione etica, trasparente ed efficiente dei beni.
Cosa pensi dei soldi e dei beni
all’interno della chiesa?
Le risorse economiche non
sono ‘negatività’ sia nell’area so-
Vita 4/2013 13
UN’ATTENZIONE CAPACE DI RINNOVARSI
L’intervista a p. Piergiusto Cornella
Quarant’anni rappresentano oggi un tempo “lungo” per una istituzione; dicono
fedeltà, ma non immobilismo. Molte sono state le trasformazioni a cui il CEAL/
LP è andato incontro, tutte mirate a continuare l’attenzione e l’amore di Padre
cio-assistenziale,
sia Così,
nell’evangevedo come
non possano
essere
Pavoni per i sordi.
infatti, si esprimeva
un testimone
al Processo
Informativo:
lizzazione,
sia
nel
valorizzare
il
significative.
Il
Pavoni
stesso
era
“Se tutti gli allievi vedevano in lui la carità del padre, i sordo-muti specialmente
patrimonio artistico-culturale deluno che ha investito i suo beni
trovavano in lui la tenerezza di una madre” (G. Mazza).
la Chiesa. Tuttavia i beni non rienell’Istituto. Il “lavoro” è la nostra
C’è stata una trasformazione “interna”. La nostra comunità religiosa si è ridotta di
scono, da soli, a sorreggere le sfivera testimonianza. I poveri, infatnumero
mentre
la
presenza
dei
laici
andata via
Un dato di fatto,
de della Chiesa. Ci vuole sempre
ti,è vivono
del via
lorocrescendo.
lavoro. Quando
ma pure
il risultato
di una mentalità
ecclesiale
più matura
adulta,
che
l’uomo.
Ci vuole
una ‘mistica’
del
vedi
un Pavoniano
chee si
sporca
le ha aperto
ai laici spazi fino a poco prima totalmente
denaro.
mani…,chiusi.
ecco, costui è più grande
Sono poi cambiati gli obiettivi del CEAL/LP.
Quelle
dei suoi averi! che all’inizio erano le priorità
del lavoro con i sordi – diagnosi e riabilitazione precoce, integrazione nella famiQuali
opere
provincia
stasocietà
aiu- – oggi si sono trasformate in politiche pubbliche
glia,
nellalascuola
e nella
tando
economicamente?
personale
in
nazionali. Ma i cambiamenti sociali di“Una
questi poverta’
ultimi anni
hanno provocato
una
Alcune
Scuole
in
Italia
e
le
misuna
ricchezza
di
gruppo”.
È
vero?
trasformazione radicale della struttura e dell’azione del CEAL/LP. Non è più una “scuola speciale per sordi”,
sionima
all’estero:
gli Orfanatrofi del
Per non cadere in questo maun “centro di diagnosi, impianto di protesi, riabilitazione e appoggio pedagogico all’inserimento dei
Messico, le Case di formazione in
linteso, dovremmo pensare ad una
sordi nella scuola e nella società, attraverso la professionalizzazione e l’accompagnamento al lavoro”. Ciò
Eritrea, il Centro Effatà per sordomissione apostolica “nelle” strutspecializzazione crescente, che ne ha potenziato la struttura riabilitativa con un numeroso
mutiha
inrichiesto
Burkina una
Faso.
ture e non più “con” le strutture,
corpo di logopediste, e la scelta di una
riabilitativo, l’impianto cocleare. Il lavocioètecnologia
impararediapunta
fare ai livello
Pavoniani
ro svolto ha dato buoni risultati, promuovendo
nei sordi e nelle
loro famiglie una consapevolezza sempre
come ‘professionisti
impegnati’
maggiore
dei
propri
diritti
e
doveri,
per
diventare
veri
cittadini
attivi
e capaci di partecipazione.
Come vedi il rapporto dei religiosi
nelle realtà pubbliche e statali. Per
dei Sordi”
è andata
perfezionando.
Dopo aver organizzato per anni
con iAnche
soldi?a livello ecclesiale la “Pastorale
questo
i murisisono
strumenti,
non
Le
Comunità
tendono
un
po’
a
dei
fini.
Ma
ci
vorrà
tanta
preparavari incontri di educazione religiosa nella scuola, è passata a un impegno specifico per l’evangelizzazione,
de-responsabilizzare
i singoli Rezione
studiopuntando
e cultura!
la catechesi, la maturazione
e crescita
nellae fede,
sulla presenza dei sordi nella comunità cristiana
Via per
G.B.i Niccolini,
8 - sordi).
20154 Milano
ligiosi
sul
valore
dei
soldi.
Mage valorizzandoli come suoi membri attivi (vari hanno il ministero della catechesi
loro fratelli
Tel. 02.345608.1 - Fax 02.345608.66
gior Quanto
sobrietàalla
e vicinanza
alla
gente
Congregazione… dopo l’apertura di Patos de Minas, dopo che moltiE-mail:
nostri [email protected]
studenti di teologia
sarebbe una bella testimonianza
Cosa ti aspetti in futuro circa quehanno vissuto significative esperienze nella catechesi e nella pastorale dei sordi,
dopo
la Provincia
Internet Site:che
www.ancoralibri.it
evangelica.
sto tuo campo specifico? Cosa voritaliana ha aperto la nuova attività in Burkina Faso… bisogna proprio dire che l’attenzione ai sordi non è
resti per i pavoniani?
venuta meno! E resiste il sogno di un lavoro
non solo
di promozione
Non certo
la povertà
medieva-umana e di educazione alla fede di
questi “piccoli”
(qui tra
noi, non nel le,
Regno
Cieli!), mal’attaccamento
di attenzione ogni giorno
È possibile
testimoniare
la povertà
madei
nemmeno
Ma più
daiprofonda,
Pavonianiper
miamarli
aspetterei
la pupilla
delproprietà?
nostro proprio esasperato
occhio” e prenderci
cura diUn
loro
possibilmente
“con la
carità
del padre
se si“come
posseggono
tante
alle strutture.
sano
soprattutto
una
nuova
creatività
la tenerezza
madre”! realismo evangelico e qualche fruSee con
le proprietà
sonodiinuna
funziodella carità, per correre insieme –
ne della carità, dell’educazione e
stata dalla storia economica ci aiupubblico ep.privato
cattolico
Giuseppe
Rinaldi– nel
della formazione dei giovani, non
terà ad essere più ‘leggeri’.
dare futuro al nostro Paese.
anche per il 2014
a
ONLUS
apas
ASSOCIAZIONE
PAVONIANA DI
SOLIDARIETÀ
INTERNAZIONALE
Via B. Crespi, 30 - 20159 Milano
Per informazioni:
Tel. 0269006173
e-mail: [email protected]
14 Vita 3/2013
www.pavoniani.it
14 Vita 4/2013
Aiutaci ad aiutare...
Chi volesse destinare degli aiuti alle attività pavoniane del Brasile,
dell’Eritrea, del Messico, del Burkina Faso e delle Filippine lo può
fare attraverso l’A.PA.S. (Associazione Pavoniana di Solidarietà)
Onlus. Possiamo assicurarti che il tuo contributo arriverà integro
al destinatario, senza spese di gestione.
Ti verrà inviata la ricevuta dell’avvenuto versamento.
Puoi destinare il 5 PER MILLE delle tue imposte riportando sul CUD
il C.F. dell’A.PA.S. 97252070152
DATI BANCARI E POSTALI:
Conto Corrente Postale 13858469
B.P.M. (Banca Popolare di Milano) IBAN IT63F0558401631000000015244
Governare la ricchezza
per eliminare la povertà
Questo il tema del 35esimo meeting delle famiglie di GMA. Il tradizionale evento si è svolto a
Montagnana, domenica 8 settembre.
È
il primo meeting dopo il
quarantesimo compleanno
dell’associazione di solidarietà impegnata nel corno d’Africa,
una festa che ha visto protagonisti
in primo luogo i giovani, nuove
speranze per il futuro.
La tradizionale festa di GMA ha
confermato la passione di sempre,
ma aggiungendo nuove attività organizzate dai giovani sabato sera 7
settembre in Arena Martinelli Pertile. Il meeting di GMA è uscito,
infatti, dalla sede storica dell’associazione e, in collaborazione con
Corri le Mura e il Vespaclub di
Montagnana, ha proposto un momento di sensibilizzazione attraverso lo sport e la musica, gli ambiti
più amati e frequentati dai giovani.
Sono nati così la corsa/camminata
per le vie di Montagnana, un aperitivo, e il concerto dei FlashPoint,
con un tributo ai Rolling Stones.
La solidarietà passa attraverso diversi canali, quindi, durante
la giornata di domenica, si è dato
spazio all’approfondimento con il
convegno, interamente dedicato
alla campagna: “Dichiariamo ille-
gale la povertà”: sempre più spesso
si parla di povertà, troppo spesso se
ne vedono gli effetti, ma non si analizzano le cause.
GMA, da 41 anni impegnato a
lottare contro la povertà, ha scelto un taglio culturale per questa
edizione del meeting, cercando di
capire i motivi che conducono alla
povertà attraverso la voce dei relatori: Luis Badilla Morales, Nicoletta
Teodosi, Eugenio Melandri, p. Vitale Vitali e due giovani volontari
di GMA, Mario Pieropan e Lidia
Pisotti.
L’impegno quotidiano di GMA
non può non andare a cercare le
cause di questa crisi che attanaglia tutti, le popolazioni del Corno
d’Africa, con le quali ha una lunga storia di cooperazione, come le
povertà che emergono sul nostro
territorio, unite da un unico filo
conduttore. Oggi, più che mai, i
confini tra nord e sud si dissolvono
ed è impossibile dividere le cause
della povertà in Africa dai meccani-
Vita 4/2013 15
Fatti e persone
smi economici, sociali e politici che
conducono alla povertà in Europa.
Così p. Vitale Vitali, presidente storico e fondatore di GMA,
spiega le motivazioni che hanno
portato a far incontrare il tradizionale meeting delle famiglie
di GMA con questa campagna:
“GMA, con il suo appuntamento
annuale che vede l’incontro dei suoi
sostenitori e soci da tutta italia, ha
deciso di dare voce alla campagna
BANNING POVERTY… Dichiariamo illegale la povertà, perché è la
povertà illegale, e non i poveri e noi
vogliamo ripartire dai diritti e dalla
dignità delle persone per ricostru-
ire economia, politica e società.”
La giornata di domenica è stata organizzata per rispondere alle
esigenze di adulti e bambini, con
un programma ricco di contenuti
e di proposte che hanno affiancato
il convegno: animazione per bambini, stand del mondo equo e solidale, librerie tematiche, laboratori
e mostre tematiche per tutti…cerimonia del caffè e atélier carta gioia.
La passione di volontari, organizzatori e partecipanti sono stati il principale ingrediente del week end: è
l’ingrediente che dà vita a GMA da
41 anni… e sul quale si punta per
il futuro!
16 Vita 4/2013
Giopav
Un luogo molto speciale
Inaugurato ufficialmente a Lonigo l’Eremo Pavoniano “La
Cappuccina”. Il 30 agosto il Superiore generale ha benedetto la chiesa, dedicandola al beato Lodovico Pavoni
Nel corso del 1600, sul poggio panoramico con cui i Berici degradano
sulla piana di Lonigo, si insediò una
comunità di Frati Cappuccini, che
costruì il convento e dedicò la chiesa a S. Bonaventura e a S. Antonio
di Padova. La chiesa – come si legge nella lapide posta sopra la porta
d’ingresso – fu consacrata dal Vescovo di Vicenza, Giovanni Battista Brescia, il 27 agosto del 1658, (proprio
355 anni fa), vent’anni dopo l’insediamento dei Cappuccini.
Non si sa con esattezza quando i
Cappuccini dovettero abbandonare
il convento: se nel 1769, quando
la Repubblica di Venezia soppresse
tutti i conventi che non raggiungevano un certo numero di religiosi;
oppure nel 1797, con l’applicazione
del trattato di Campoformio, che
consentì a Napoleone la soppressione dei conventi del Veneto.
In seguito a ciò, il luogo fu abitato
per molti anni da alcune famiglie
e poi, nella seconda metà dell’Ottocento, fu acquistato dal principe
Giovanelli, che lo inglobò nella sua
proprietà, utilizzandolo come magazzino e come laboratorio per gli
usi profani più vari. Cosa che continuarono a fare i Gesuiti, quando
nel 1932 acquistarono dai Giovanelli l’intera proprietà, e come hanno
fatto anche i Pavoniani, quando nel
1968 sono subentrati ai Gesuiti.
Fin da allora, però, emersero diverse idee per una più consona utilizzazione di questa struttura; e nello
scorso decennio si arrivò alla proposta di trasformarla in un centro di
animazione vocazionale per la Provincia italiana. Il progetto, trasmesso dalla Direzione provinciale, fu
dibattuto ed accolto dalla Direzione
generale, anche in relazione ad un’esigenza che stava maturando e andava attuandosi in diversi Istituti religiosi di vita apostolica, quella cioè
di disporre di un luogo favorevole e
idoneo a periodi di raccoglimento e
di preghiera per religiosi e laici che
ne sentissero la necessità.
Ora questa proposta è diventata realtà. È sorto l’Eremo Pavoniano “La
Cappuccina”.
L’auspicio è che questo luogo pos-
sa veramente raggiungere la finalità
per cui è stato voluto: ossia quella di
essere un ambiente di raccoglimento
e di preghiera, punto di riferimento
e motore propulsivo per la pastorale
vocazionale di tutte le comunità della Provincia italiana.
Un compito prioritario e urgente per
il futuro della Congregazione che il
Superiore generale, inaugurando il
complesso rimesso a nuovo, ha voluto porre in modo particolare sotto
lo sguardo e la protezione del beato
Lodovico Pavoni, a cui ha dedicato
la chiesa nella quale è stata celebrata
l’Eucaristia.
Testimoni compiaciuti dell’atto sono
stati i Fratelli presenti a Lonigo per
gli Esercizi spirituali. La targa affissa
all’ingresso segna il percorso della
Vita 4/2013 17
Giopav
memoria e della riconoscenza a cui
già il Superiore aveva dato voce nella
sua omelia, ricordando p. Giuseppe
Regazzoni, Amministratore generale, i fratelli della comunità di S. Fermo e della Cappuccina, l’architetto
Massimo Bigi e l’impresa Checcozzo con tutte le altre maestranze che
hanno eseguito i lavori, la sovrintendenza alle belle arti del Veneto, il
pittore Alberto Bogani, autore della
pala dell’abside e dei quadri dell’annunciazione e fr. Marino Vicenzi,
scultore del gruppo ligneo del Padre
Fondatore.
UN NUOVO SANTUARIO PAVONIANO
Così si è espresso il Superiore generale nel corso della celebrazione dell’Eucaristia nella chiesa della Cappuccina:
“Desideriamo che questa chiesa sia considerata dai Pavoniani un santuario del beato Padre Fondatore. Non sta a noi
riconoscerlo come tale; ma tra noi e per noi e per i laici della Famiglia pavoniana possiamo considerarlo così. Possiamo favorire dei pellegrinaggi a questo santuario, insieme ad occasioni di ritiro spirituale nell’eremo adiacente.
Accanto alla “stanza della luce” di Saiano, dove padre Pavoni è morto, che costituisce il cuore della devozione al
Padre Fondatore nella nostra Congregazione; insieme con il santuario dell’Immacolata in Brescia, si colloca adesso
anche questo santuario di Lonigo. Sia, questo luogo, un centro di irradiazione del carisma pavoniano, un centro di
irradiazione della spiritualità del Padre Fondatore, un centro di irradiazione di vita cristiana e di scoperta da parte di
ogni battezzato della vocazione a cui il Signore lo chiama. …
S. Bonaventura e s. Antonio di Padova non ne avranno a male se, dopo oltre due secoli che qui non vengono più venerati, dedichiamo questa chiesa al beato Lodovico Pavoni. Egli, d’altronde, in modo rinnovato ha ricalcato le orme
della loro santità e della loro carità. E ricordiamo inoltre una sua singolare affermazione: che cioè non avrebbe mai
negato un favore ad un figlio di san Francesco. I santi si intendono e fanno volentieri cordata in favore dell’umanità.”
Si riparte per un nuovo anno
Anche se non al completo, il 28
settembre si è riunita alla Cappuccina la Commissione vocazionale.
Una giornata di incontro, riflessione e conferma delle iniziative ipotizzate nella riunione del 13 luglio.
Il prossimo appuntamento è per il 3
gennaio 2014, alla Cappuccina, per
una giornata specifica di formazione. Intanto qualche idea comincia a
concretizzarsi e… Giopav è su facebook!
Non è finita! Il 29 settembre una
piccola rappresentanza di giovani adulti ha
simbolicamente dato
il via all’anno di attività con l’undicesima
edizione del pellegrinaggio a piedi a Monteberico, al fine di
porre sotto la protezione di Maria il cammino dei ragazzi, dei
giovani e degli adulti che nel corso
dell’anno parteciperanno alle diverse attività proposte dalla comunità
della Cappuccina.
A dire il vero il cammino è stato fatto all’inverso: da Monteberico,
con la preghiera di affidamento a
Maria, a Lonigo dove, raggiunti da
altri amici, abbiamo celebrato l’Eucaristia e gustato la cena preparata
per tutti dal nostro fr. Bruno.
Giopav
Dove vai? A prendere
un aperitivo…spirituale!
a giovani e adulti. Li abbiamo
pensati come incontri di preparazione alla Messa della domenica, attraverso la riflessione sulla
pagina del Vangelo del giorno,
una cosa agile, 45 minuti, pro-
prio un’anteprima, un aperitivo
appunto! E dopo la parte spirituale, spazio e tempo all’aperitivo vero e proprio, chiacchierando allegramente in amicizia.
Proprio così! abbiamo chiamato
“Aperitivi spirituali” gli incontri dei quattro sabati di ottobre,
quando, dalle 18.30 in avanti,
abbiamo aperto la Cappuccina
Guardiamo
il futuro
Nei giorni 26-27 ottobre di è tenuto il primo di tre incontri di riflessione, preghiera e discernimento
a partire dalla Parola di Dio, per
giovani che vogliono “guardare il
futuro”. Un inizio che porta tante
speranze…
Guardiamo
il futuro
incontro di ricerca
e riflessione
26-27
ottobre
a Lonigo VI
eremo pavoniano
“la cappuccina”
Il mattone
Il muratore posava il mattone sul letto del cemento,
con gesto preciso della sua cazzuola vi gettava una copertura,
e senza chiedergli il parere posava su un nuovo mattone.
A vista d’occhio le fondamenta salivano,
la casa poteva elevarsi alta e solida per ospitare uomini.
Ho pensato, Signore, a quel povero mattone
interrato nella notte alla base del grande edificio.
Nessuno lo vede ma lui fa il suo lavoro e gli altri hanno bisogno di lui.
Signore, non conta che io sia in cima alla casa o nelle fondamenta,
purché io sia fedele, al mio posto, nella Tua Costruzione.
Michel Quoist, Preghiere
Pastorale giovanile vocazionale Pavoniana
Lonigo – Eremo pavoniano La Cappuccina
Per metterti in contatto, chiama:
p. Giorgio Grigioni [email protected] - cell. 3392237860
Ex allievi
Federazione
FESTE SOCIALI
DELLA FEDERAZIONE
CONSIGLIO
DI AUTUNNO
Si è concluso in ottobre il secondo
anno di presidenza dell’associazione di Trento e la riunione di Federazione, tenutasi a Monza sabato 19
ottobre, ha fatto registrare ancora
molto entusiasmo.
Quest’anno si sono festeggiati ben
due anniversari “di peso” per la
storia degli Ex allievi: i 90 anni di
Anno 2014
Genova e i 90 di Pavia.
Le altre “consorelle” hanno caratterizzato le feste sociali con belle
mostre fotografiche, ricordando
gli anni passati, realizzando collegamenti via skype con i missionari pavoniani nel mondo, fino ad
allestire un piccolo ma completo
museo delle arti apprese in Istitu-
Trento
16 marzo
Genova
11 maggio
Brescia
1 giugno
Pavia
8 giugno
Milano
5 ottobre
Monza
19 ottobre
TURNO DELLE PRESENZE A SAIANO
PER L’ANNO 2014
13 aprile
4 maggio
1 giugno
6 luglio
3 agosto
7 settembre
5 ottobre
ASSOCIAZIONE DI BRESCIA
ASSOCIAZIONE DI MILANO
ASSOCIAZIONE DI MONZA
ASSOCIAZIONE DI GENOVA
ASSOCIAZIONE DI TRENTO
ASSOCIAZIONE DI PAVIA
ASSOCIAZIONE DI BRESCIA
s. Messa ore 10.00
s. Messa ore 11.00
s. Messa ore 11.00
s. Messa ore 11.00
s. Messa ore 11.00
s. Messa ore 11.00
s. Messa ore 10.00
to. Hanno, inoltre, partecipato con
i propri rappresentanti ai raduni
annuali delle altre associazioni,
condividendo questi importanti
momenti, nonostante la consapevolezza, sempre più acuta, che le
nostre forze sono limitate. Perciò è
uscita la necessità per qualche associazione di ridefinire gli incarichi
e di portare l’esperienza e l’entusiasmo di tanti anni in uno spazio più
ampio, quello cioè della “Famiglia
pavoniana”. La prima associazione a trasferire queste esperienze è
Brescia, che manterrà comunque
l’appuntamento annuale con i suoi
associati, il 1° giugno 2014.
Auguri e buon cammino a tutti
Paolo Pisoni
Prenota una visita dal sito!
È sempre possibile prenotare una visita al Museo
semplicemente compilando il modulo presente su
w w w. m u s e o t i p o g ra f i c o . i t
Il Museo della stampa “Lodovico Pavoni” si trova ad Artogne (BS) in Via Concordia 2 - Cap 25040 - Tel 349 4396589
Monza
INCONTRO
ANNUALE
La vita è un susseguirsi di giorni,
mesi, anni, ma per noi che ci siamo
reincontrati alla nostra festa annuale, è come se il tempo “non fosse”
passato. Il “non fosse” è chiaramente una bugia: basta guardarsi allo
specchio e confrontarsi con le foto
di allora… quando fr. Pero o fr. Giovannino della vigna ci raccontavano
storie inventate, lì sul posto. Erano
storielle che avevano sempre una
morale; c’era un Dio buono, una
madre premurosa e finivano sempre bene. Belle queste storie! E così
importanti che quando ci siamo
reincontrati, domenica 20 ottobre,
è stato un susseguirsi di “ti ricordi”
ed anche “ti vedo bene”. Non vedo
più la tua chioma nera, in compenso vedo che fai fatica a nasconderti
dietro il palo di una linea elettrica…
e qui una bella e sana risata. È così
che ci siamo rivisti per la nostra fe-
Trento
sta annuale, con gli arrivi alla spicciolata, ma con il sorriso all’unisono
per la foto ricordo.
La S. Messa, concelebrata da p.
Lorenzo, p. Walter, p. Piergiusto, p.
Luciano e p. Luigi, ci ha ricordato
la radice pavoniana di noi tutti, invitandoci a seguire le orme di Padre
Pavoni e a confidare nell’aiuto di
Maria. Poi il pranzo, come sempre
ricercato, abbondante e buono. La
non galattica, ma molto terrestre
lotteria ha concluso la nostra festa.
Con piacere si sono visti volti
che da tempo non si vedevano (uno
da 50 anni), segno che si legge il
nostro giornalino e si riesce a coin-
UN FUTURO PER I BAMBINI
POVERI DELLE FILIPPINE
volgere amici e parenti allargando
così il nostro cerchio, come si vuole,
verso la Famiglia pavoniana.
Ragazzi, ricordiamoci che siamo
sempre “Artigianelli” e di conseguenza, per adozione, anche un po’
pavoniani. A proposito del Pavoni,
forse non tutti sanno che per la causa di santificazione, qualche cosa
si sta muovendo: attendiamo fiduciosi nella preghiera e… “se sono
rose fioriranno”. Noi siamo come
le sentinelle che attendono con trepidazione l’aurora; e quando il sole
sorgerà, grande festa in cielo ed in
terra sarà.
F.R.
trentina e il resto con fatica ma da
noi ex allievi di Trento, riuscendo
a “chiudere” la parte economica.
Che il Signore benedica queste
nuove speranze!
L’anno 2012 la nostra associazione lo ha dedicato alle Filippine. Dopo alcuni anni di presenza,
di studio e di analisi della realtà
locale, i Pavoniani che sono arrivati in questa parte del mondo
hanno deciso di concretizzare
la loro presenza cominciando a
coinvolgere la popolazione e i
tantissimi bambini in attività tipiche del grande personaggio “Lodovico Pavoni”
E la nostra associazione si è
subito attivata per sostenere i
missionari in questa avventura
con un progetto finanziato in parte dalla Solidarietà Internazionale
Vita 4/2013 21
Pavonianews
Asmara
COMUNITÀ DI
FORMAZIONE
stre Comunità che hanno accolto
come un dono prezioso di Dio il
novello sacerdote. P. Andom sarà
ora impegnato nella Casa di formazione di Asmara come direttore degli aspiranti più giovani che
risiedono a Villa Reviglio.
A settembre il Superiore gene-
rale ha potuto far visita alle Comunità dell’Eritrea e accogliere
l’impegno di sei giovani che sono
stati ammessi al noviziato. Con
p. Kidane i novizi costituiranno
la nuova comunità insediata a
Tseazegà, villaggio nei pressi di
Asmara.
Sabato 3 agosto 2013 a Keren,
città a nord di Asmara, è stato ordinato sacerdote il diacono Andom Abrehe Sium. Nelle immagini alcuni momenti della solenne
celebrazione presieduta dall’Eparca (vescovo) della città, Kidane
Yebio. Grande la gioia delle no-
Brescia
PARROCCHIA
IMMACOLATA
Domenica 13 ottobre la Festa del
nostro Oratorio Pavoni è stata
anche l’occasione per celebrare il
mandato ai catechisti, agli educatori e agli animatori davanti al
parroco e alla comunità cristiana.
Numerose iniziative, e presenze
soprattutto, hanno reso la giornata vivace e colorata come i palloncini lanciati verso il cielo nel
cortile dell’oratorio.
Pavonianews
Genova
CFP FASSICOMO
Gli ex dello scorso anno si sono ritrovati per una
pizza “autoprodotta”: anche se non sempre l’aspetto
era apprezzabile la bontà indubitabile. Nell’occasione
abbiamo salutato anche il nostro Deivy Jara che torna in
Ecuador dopo l’esperienza italiana.
Gli allievi di prima accompagnati da tutor e insegnanti
hanno iniziato l’attività formativa visitando le incisioni
rupestri della Valcamonica e il museo della stampa
dedicato a p. Lodovico Pavoni.
Lonigo
Montagnana
LICEO PAVONI
ISTITUTO SACCHIERI
Il giorno 25 settembre le comunità di Lonigo e
il personale (docente e non docente), che in modi
diversi collabora all’interno della scuola, si sono
dati appuntamento per ricevere il mandato educativo. Dopo la condivisione del pranzo si è passati a
condividere la preghiera e l’impegno nel segno della
“cura”. A ciascuno, a rappresentare i ragazzi, è stato
affidato un vaso di ciclamini, da innaffiare e far crescere con attenzione ed amore.
Circa 300 i ragazzi presenti alla Messa di inizio
anno, celebrata nel duomo di Montagnana dal
nostro Superiore, p. Franco, che ha invitato
tutti al buon uso dei propri talenti e capacità.
A ogni formatore ed educatore è stato consegnato il PEA (Progetto Educativo di Attività)
con l’impegno di viverlo nel rapporto quotidiano con i ragazzi, mentre ad ogni alunno è
stata affidata una chiave per aprire agli altri il
proprio essere e non chiudere in un cassetto
tutte le buone cose che abbiamo e che possiamo condividere.
Vita 4/2013 23
Pavonianews
Monza
ISTITUTO
ARTIGIANELLI
Dopo l’estate sono ripartite le attività del
Cag e del Puzzle: compiti, laboratori, giochi
e tante partite all’aperto. I nuovi spazi ci permettono tanto movimento e un sacco di sfide
e saranno teatro di prossimi tornei con altri
CAG di Monza.
A conclusione del laboratorio di Calcio Balilla, all’interno del progetto “Prendi il tempo” promosso dall’A.Pa.V., i 4 ragazzi più talentuosi e meritevoli hanno partecipato alle fasi finali del
torneo “Coppa dei Campioni” svoltosi ad Abano Terme, all’interno della “notte rosa” del 6 - 7
e 8 settembre. Un bellissimo weekend di divertimento e amicizia. Grazie ad Andrea, Maurizio, Laura e Giuseppe per aver accompagnato i ragazzi in questa avventura.
Sabato 19 ottobre, nel nuovo
salone dell’Istituto, si è svolto il
ritiro della Famiglia Pavoniana
di Monza e Milano. P. Lorenzo
ha offerto stimoli per la
riflessione individuale e di
comunità che accompagneranno
l’anno preparatorio al Capitolo
Generale del prossimo luglio.
Milano
PARROCCHIA
S. GIOVANNI
EVANGELISTA
Domenica 3 novembre abbiamo
passato una piacevole giornata alla
Pavoniana di Brescia, ospiti di Pa-
24 Vita 4/2013
dre Walter e di Padre Antonio che
ricordiamo con grande affetto per
aver trascorso diversi anni a Milano come assistenti dell’Oratorio.
Dopo la Messa celebrata insieme alle 10 in Parrocchia, abbiamo
avuto occasione di fare un salto
in centro (a piedi dista circa 15
minuti). Quindi siamo stati ospiti
dell’Oratorio. Un bell’oratorio, non
c’è che dire. I campi da calcio sono
sintetici, gli spazi non mancano.
Dobbiamo ringraziare per l’ottimo
pranzo e per l’ospitalità. C’è stato anche il tempo per una sfida a
Pallavolo, dove le ragazze e alcuni
“fuoriclasse” hanno sonoramente
sconfitto i genitori.
Grazie ancora ai Bresciani per la
bella giornata.
Pavonianews
Roma
PARROCCHIA
SAN BARNABA
Campo scuola
unitario, per adulti,
giovani e giovanissimi
dell’Azione Cattolica
a Canneto (FR) a fine
agosto
Alcune immagini delle attività che hanno caratterizzato la scorsa estate:
Campo scuola ministranti a Campo Felice (AQ) in settembre
Lupetti alle vacanze di branco a Canneto (FR) nel mese di luglio
Roma
CASA FAMIGLIA
L. PAVONI
Lo scorso 10 settembre, papa Francesco ha visitato il Centro Astalli, struttura per l’accoglienza e il
servizio ai richiedenti asilo e rifugiati che opera
nel centro di Roma, presso la Chiesa del Gesù. Qui
ha salutato anche una madre con il figlio Adamo
che fanno parte della nostra Casa Famiglia! Un
incontro emozionante, che ha veramente riempito
tutti di speranza.
Con il generoso contributo della Provincia di Roma abbiamo realizzato il nuovo manto erboso del campo da calcio, destinato ai ragazzi
più poveri del territorio. Inaugurandolo, non abbiamo fatto mancare il grazie anche per i sussidi assegnati dalla stessa Amministrazione
provinciale alle nostre famiglie più a disagio, che non riescono neppure ad arrivare a fine mese.
Vita 4/2013 25
Pavonianews
Tradate
SCUOLA MEDIA
PAOLO VI
Domenica 20 Ottobre si è svolto presso il nostro Istituto l’ormai
tradizionale Open Day. Insegnanti
ed educatori, con l’aiuto di alcuni
alunni, hanno accompagnato ragazzi ed adulti nei diversi ambienti, senza dimenticare i laboratori
di arte e di informatica-lingue. I
nostri ospiti sono rimasti particolarmente colpiti dall’attività che i
ragazzi compiono in serra, sotto la
guida dell’insegnante di tecnologia.
Quest’attività, inserita nelle ore didattiche, è finalizzata ad aiutare i
ragazzi a capire quanto è importante avere pazienza (dal seme al frutto
ce ne vuole di tempo!), soprattutto
in una società in cui si vuole avere
tutto e subito. Illustrando le varie
attività che i Pavoniani svolgono
nel mondo, ai visitatori è stata offerta anche la possibilità di accedere a un “pozzo di San Patrizio” per
la raccolta di fondi da destinare alla
costruzione di una scuola materna ad Asmara, in Eritrea. Molti gli
ospiti rimasti entusiasti delle nostre proposte e notevole l’impegno
bravi profuso dai ragazzi coinvolti.
Nella foto, alcuni dei ragazzi impegnati nelle attività di ‘serra’.
Trento
SCUOLA GRAFICA
ARTIGIANELLI
Un gruppo della 3A, alla scoperta delle
“radici cristiane” locali, ha ripercorso un
tratto del sentiero che probabilmente s.Vigilio ha fatto per andare ad evangelizzare
la gente “trentina” di allora. Qui siamo
alla “cappella di s.Vili”.
Il 4 settembre 29 insegnanti della nostra scuola hanno “conquistato” il Corno del Renon, 2270 metri, in una giornata limpida e indimenticabile. Il tutto per riscoprire insieme l’invito di papa Francesco ad offrire coraggio e speranza cristiana, uscendo da noi
stessi. Anche un’ovovia ci può lanciare a vivere così!
La classe 1A invece è salita al Passo Cimirlo, riscoprendo per strada alcuni segni cristiani:
un capitello e una piccola chiesetta.
Messico
ATOTONILCO
Nella giornata missionaria abbiamo ricordato i missionari con la recita del Rosario
Il 12 di settembre tutti in festa per il dono della prima comunione a
Cesar e Carlos.
Messico
LAGOS
DE MORENO
Siamo in festa per il compleanno di
Fr. Gerardo
L’incontro mensile dei genitori ha avuto come tema l’iniziazione al
mondo del computer. Per molti era la prima volta e si sono anche
divertiti a farsi aiutare dai propri figli.
Oltre allo studio e al gioco, la nostra vita comprende anche momenti
di lavoro: qui siamo occupati nella pulizia e riverniciatura dei banchi della cappella.
P. Gino con il nuovo gruppo di seminaristi: buon cammino!
Pavonianews
Filippine
ANTIPOLO
Tra i workshop avviati presso il Pavonian Center di Antipolo
(Filippine), senza dubbio, quello più dolce e più interessante
è quello di pasticceria-panetteria. Ecco la spaziosa cucina
con l’attrezzatura adatta e… gli apprendisti pasticceri.
Burkina Faso
CENTRE EFFATA
L. PAVONI
P. Flavio, fr. Fiorenzo
e mama Paola hanno
accompagnato Brice,
aspirante pavoniano,
vicino a Koupela, dove
frequenterà quest’anno la
scuola di Propedeutica.
Dal Messico al Burkina… fr. Fiorenzo è arrivato tra noi: il lavoro non
gli mancherà!
Foto di gruppo dopo la celebrazione del “Mandato educativo” a tutti gli operatori del Centro. Ora siamo davvero pronti ad iniziare un
nuovo anno.
Pavonianews
Spagna
ALBACETE
Il lavoro negli Hogares (Case Famiglia) richiede l’impegno di un
gruppo di persone ben preparate
e motivate. Ecco alcuni dei nostri educatori: con i minori loro
affidati cercano di vivere il tipico
spirito di famiglia pavoniano.
Con i corsi di
catechismo,
abbiamo dato il via
a diverse attività,
rivolte specialmente
ai ragazzi e ai
giovani.
Spagna
MADRID
Particolarmente ricco l’impegno dei giovani del “Gruppo
Saiano” che offrono ai più piccoli: appoggio scolastico, laboratori di chitarra e di manualità (li abbiamo chiamati “San
Barnaba”), e i “Sabati con Pavoni”, occasione di incontro,
amicizia, festa, crescita nella fede… Quest’ultima iniziativa,
di cui Veronica è la grande animatrice, è partita con più di
60 bambini, 25 giovani, i catechisti e la Comunità pavoniana
al completo: un buon inizio!
Spagna
CÁCERES
La gioia ed il sorriso dei bambini del
gruppo
Alborada
animano di bellezza
l’Eucaristia.
Spagna
SAN SEBASTIÁN
Le gite dei fine settimana segnano il ritmo del nostro
gruppo di villa Uri-gain. Il fascino dei paesaggi naturali
e dell’arte religiosa e civile delle province vicine ci attrae.
Anche così impariamo a camminare più sicuri nella vita e a
sentirci più famiglia. Qui siamo in Navarra a Javier, paese
di nascita di s. Francesco Saverio.
Piccoli e grandi sulle tracce di padre Pavoni pronti a dare una mano
a chi è in necessità
Pavonianews
Colombia
BOGOTÀ
L’ottobre missionario ci ha
portato anche la chiusura della visita pastorale che abbiamo
celebrato con le altre 6 parrocchie del nostro vicariato. Con
un buon numero di fedeli ab-
biamo raggiunto la vicina chiesa
di S. Tommaso d’Aquino per un
grande momento di condivisione
della fede presieduto dal nostro
cardinale arcivescovo di Bogotà,
mons. Rubén Salazar Gómez.
Colombia
VILLAVICENCIO
Tutta la Colombia sta pregando
per vedere finalmente realizzato il
sogno della pace dopo 50 anni di
scontri tra la guerriglia ed il governo. Ma ci sono altri conflitti: i
paramilitari, le bande criminali, il
narcotraffico, i sicari, la violenza
di strada, la violenza nelle famiglie… Per questo, anche se eravamo in pochi, abbiamo voluto
partecipare alla marcia per la pace:
è importante che quanti amano e
credono nella pace continuino a
lavorare per essa senza stancarsi.
Dio che può tutto farà il resto perché in Colombia ci sia pace, riconciliazione, giustizia e verità.
30 Vita 4/2013
Brasile
BRASLIA
CEAL
Jéssica e Kevelen
molto impegnate
nel gioco che le
aiuta a sviluppare
la coordinazione
visivo-motoria e
a espandere la
fantasia, creando
forme sempre nuove
e diverse.
Un gruppo di
volontari del
“Banco do Brasil”
hanno scelto, come
gesto di solidarietà
sociale, di pagare
le pile necessarie
al funzionamento
delle protesi
auditive dei
nostri alunni.
Da ricordare che
devono essere
sostituite tutte le
settimane (ossia ce
ne vogliono otto al
mese!).
In occasione della “Giornata del Sordo”,
un gruppo dei nostri alunni delle medie
sono stati invitati a visitare la mostra
“Mani che parlano” allestita nel Senato
Federale. Brasile
GAMA
È il 5 ottobre
e stiamo
celebrando
tutti insieme
il “Giorno dei
ragazzi”.
Passeggio alla Fazenda Crispim: occasione da non perdere per
conoscere le bellezze della natura e divertirsi con l’acqua della
piscina
Incontro con le famiglie: riflettiamo sulla violenza domestica contro
i bambini
Pavonianews
Brasile
Il 26 settembre, il
CAIS-LP (Centro
di Appoggio e Integrazione dei Sordi
– Lodovico Pavoni)
era in prima fila a
celebrare, nel nome
del Beato Lodovico Pavoni, la “Giornata nazionale dei Sordi”. Usando il linguaggio del corpo che fonde gestualità ed
arte, i ragazzi hanno fatto musica, teatro, danza, strappando sonore risate da un pubblico estasiato e piacevolmente
meravigliato.
Il CAIS-LP, grazie al lavoro di tanti operatori riconoscibili
dalla maglietta verde, lancia solo un seme: la disponibilità e
POUSO
ALEGRE
Brasile
PATOS
DE MINAS
Durante l`anno scolastico 2013 gli
allievi del Colégio São José hanno
portato avanti il progetto formativo
“Gioventù e valori”. Il protagonismo dei giovani è diventato così
il tema di fondo della “Mostra Culturale” che, attraverso rappresentazioni artistiche di vario genere, ha richiamato quattro grandi
momenti della nostra storia recente: le manifestazioni giovanili
contro la dittatura del 1968; il movimento per le elezioni dirette
del 1984; i “cara-pintada” (faccia-dipinta) e “fuori il presidente
Collor” del 1992; le proteste del 2013 per il miglioramento dei
servizi pubblici e per combattere la corruzione.
la tenacia dei sordi e delle loro famiglie lo porta a maturazione per una piena cittadinanza nella società e nella Chiesa.
Brasile
SÃO
LEOPOLDO
Il Centro educativo di Campina, uno dei sobborghi di São Leopoldo è ormai pronto per essere
inaugurato. Il progetto, ideato e
avviato da p. Graziano Stablum,
aveva ottenuto un finanziamento
dalla Provincia autonoma di Trento e da altre associazioni e amici
trentini. Alla sua morte, avvenuta
tre anni fa, è stato portato avanti e
completato da p. Florio. Nel frattempo i costi erano lievitati ma la
Provvidenza non ha fatto mancare
il suo aiuto attraverso la generosità di tanta gente, in primo luogo
degli amici di Cles (Trento), paese
natale di p. Graziano.
Oggi il Centro funziona già a
pieno ritmo, dando assistenza a circa 200 ragazzi, tutti appartenenti a
famiglie povere e disagiate. Oltre
alle attività generiche per bambini
e bambine dai 7 ai 12
anni, vi sono quattro
aule perfettamente
allestite per l’insegnamento
pratico
pre-professionale agli
adolescenti dai 12 ai
17 anni: taglio-cucito,
computer, falegnameria ed estetica (taglio
capelli, manicure e simili). L’inaugurazione
ufficiale del Centro,
che porterà il nome di p. Graziano
Stablum, è prevista per il giorno 9
novembre, presenti il vescovo e diverse autorità locali, i nostri superiori, generale e provinciale, e alcuni rappresentanti dei collaboratori
d’Italia.
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Parole e musica per ricordare senza retorica
l’attentato del 12 novembre 2003.
Raoul Bova interpreta un testo di Margherita Coletta
• Rocco Merlino
• Gino Serretta
• I Nomadi
• I Pentagrami
• Peppino di Capri
• Rosa Sciarra
• I Matia Bazar
• Antonella Ruggiero e Arkè String Quartet
• Paolo Vallesi
• Alessandro Scotto di Luzio
• Luca Barbarossa
Nasiriyah fonte di vita
A dieci anni dalla strage di Nasiriyah, in cui morirono
diciannove italiani tra militari e civili, un libro che
racconta come da quella tragedia siano nati frutti
concreti di speranza e di vita.
Lucia BeLLaspiga con Margherita coletta
Il libro
Lucia BeLLaspiga
con Margherita co
Nasiriyah
Non c’è luogo – neanche una base militare
in zona di guerra – dove non sia possibile
vivere la positività verso tutto e verso tutti
che nasce dalla fede.
Julián Carrón
fonte di vit
Il brigadiere Giuseppe Coletta amava la
pace più di tanti che la urlano per
strada o la usano come slogan.
Pino Scaccia
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La forza delle idee di
Giuseppe Coletta è viva
tutt’oggi, e non solo nel
ricordo affettuoso dei
suoi cari. Il suo slancio
non è stato fermato,
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N° 4/2013 N° 4/2013 - Figli di Maria Immacolata Pavoniani