771593 630059
9
ISSN 1593-6309
80030
IL SETTIMANALE DI A, B, LEGA PRO, D, CALCIO FEMMINILE E CALCIO A 5
ANNO 5 - N° 30 - 01 agosto 2013 - 1€
All’interno le rubriche di
Dal Campo al foro
Movimento per la liberazione dell’AIA
Luca Marelli, Paola Cicconofri
Campionato sammarinese
La riscossa
Il presidente del Cr Campania Pastore: “Aiuto alle società”
Il servizio a pagina 10
La redazione di Professione Calcio augura buone vacanze a tutti
l’appuntamento è al 29 agosto. Continuate a seguirci su www.professionecalcio.eu
2
numero 30 - 01 agosto 2013
Lo sguardo è già rivolto alla nuova stagione
Editoriale
di Massimiliano Giacomini
[email protected]
P
er noi di Professione Calcio la stagione termina, come tutti gli anni,
ad inizio agosto con l’ultimo numero
del nostro settimanale. Riprenderemo
con l’inizio della nuova stagione della
Lega Pro e della Serie D. Ce ne andiamo in ferie dopo un anno che ci ha
visto in prima linea nel tenervi informati
sulla politica sportiva e sui “fatti e misfatti” del Palazzo. Quello che verrà
sarà un nuovo capitolo della nostra realtà editoriale visto che, come stiamo
facendo da qualche mese a questa
parte, daremo sempre maggior spazio sia sul giornale che in televisione
al mondo del calcio femminile, inoltre,
quello che si andrà ad affrontare sarà
la stagione del Mondiale e c’è già chi
fa i primi calcoli su quello che potrebbe accadere dopo Brasile 2014. Per
quanto ci riguarda restiamo fedeli al
nostro amore per l’Italia e perciò non
entreremo in nessuna logica politica
che prevede il fallimento della spedizione azzurra. Lo dico adesso così da
cacciare per sempre le nuvole che si
addensano già da ora su Via Allegri.
Ce ne andiamo in vacanza senza un
amico come Mauro Gasperini che è
stato nostro acuto osservatore e collaboratore per diversi anni e che, come
Reg. del Tribunale di Roma n° 44/2013
avete già letto, è venuto a mancare ma
non al nostro affetto. Torneremo con altre inchieste e altre rubriche che stiamo
già pianificando. Stay tuned, dicono gli
anglofoni. Restate collegati e continuate a seguirci sul nostro sito www.
professionecalcio.net dove daremo in
diretta i calendari della Lega Pro e della Serie D. Buone vancanze.
Direttore Responsabile
Flavio Grisoli
email: [email protected]
Amministrazione
via Carlo Emery, 47 - 00188 Roma
Tel/Fax 06.5000975
email: [email protected]
Caporedattore
Filippo Gherardi
email: [email protected]
Direttore Editoriale
Massimiliano Giacomini
email: [email protected]
In redazione
D.M.d’Ambrosio, L.Frenquelli, G.Condò
email: [email protected]
Hanno collaborato
Guido Del Re
Luca Marelli, Paola Cicconofri
email: [email protected]
[email protected]
[email protected]
Realizzazione Grafica
Rocco Lotito - [email protected]
4
numero 30 - 01 agosto 2013
Quando un sospetto vale più di una certezza
Paola Cicconofri
Rubrica
L
a sentenza della disciplinare legata al
caso Mauri non è ancora ufficialmente
nota ma i media, come da buona abitudine, ne hanno già anticipato i contenuti.
Saranno quelli effettivi? Vedremo… Per
ora ci raccontano che, non essendoci la
certezza dell’illecito a carico dei deferiti,
non può essere accolta la richiesta del
procuratore federale Palazzi. Cadendo
l’illecito, le società non saranno penalizzate (Lazio-Genoa-Lecce), ma potrebbero scattare multe per omessa denuncia.
Secondo il nuovo orientamento del processo, dall’accusa di illecito si arriverebbe
alla semplice violazione dell’articolo 1 del
regolamento sportivo (principi di lealtà e
correttezza). Stefano Mauri, per il quale
la Procura Federale ha chiesto 4 anni e
6 mesi di squalifica, potrebbe cavarsela
con una condanna di 6 mesi. Il tutto in attesa delle novità - già annunciate - che a
settembre dovrebbero arrivare dalla Procura di Cremona. Le ultime indagini dello
Sco conterrebbero nuove prove, definite
schiaccianti, anche a carico di Mauri che
potrebbero riaprire anche il processo
sportivo. Ancora nessuna certezza arriva
dalla maxi inchiesta sportiva condotta da
Palazzi in merito al calcioscommesse,
ma tanta confusione e la solita arrampicata sugli specchi per salvare amici di
amici e limitare i danni per le società coinvolte. L’appello alla Cgf è previsto per il 13
agosto con decisione nella stessa giornata. Un altro buco nell’acqua quello in cui
potrebbe cadere Palazzi che farebbe affondare completamente le certezze dello
scandalo del calcioscommesse. Con questo nuovo scenario che si va delineando,
è chiaro che sono stati fortunati quegli imputati giudicati con il nuovo orientamento,
quello che va alla ricerca della certezza
dell’illecito; meno fortunati quelli che sono
stati condannati con la retrograda formula
di presunzione di colpevolezza, secondo
il quale alla giustizia sportiva basta il sospetto per procedere alla condanna. Non
propriamente un modo equo di garantire
giustizia. Se le anticipazioni saranno confermate, le pressioni della piazza, i tempi
dilatati dell’inchiesta e la solita partigianeria, finiranno per rendere ancora meno
credibile il metodo con cui si affrontano
scandali così gravi e le cui conseguenze minano profondamente la credibilità
del calcio. Come Fa Palazzi a richiedere
pene così pesanti senza avere certezze
tanto da essere sconfessato dagli stessi
Gianluigi Quinzi, giovane promessa del tennis italiano
(Foto Archivio)
tribunali sportivi? C’è troppa leggerezza
nella richiesta delle pene o c’è troppa leggerezza nei verdetti dei successivi gradi
di giudizio? Nuovi episodi qualificati come
razzisti, sono quelli che hanno suscitato
interesse mediatico intorno al giocatore
milanista Constant, che ha abbandonato
il campo durante il Trofeo Tim, per cori
discriminanti. Episodio che stimola una
semplice domanda: sono solo i giocatori
rossoneri a essere vittime di razzismo o
sono i media che accentuano solo gli episodi che li vedono coinvolti? Episodi accompagnati da gesti eclatanti, come l’abbandono del campo, che finiscono per
catturare l’interesse degli annoiati salotti
televisivi, creano “il caso” e permettono a
tutti di avere i cinque minuti di popolarità
per l’intervista di rito. Episodi che, in base
alle nuove normative Uefa recepite dalla
Federazione, potrebbero costare penalità
in classifica, oltre alla chiusura dello stadio. Un occhio più attento sarà necessario
per evitare le solite strumentalizzazioni…
Per combattere il razzismo serve innanzi
tutto un’educazione sportiva che in Italia
non esiste. È da qui che dovrebbe iniziare
la lotta ed è proprio qui che i limiti vengono tutti a galla. Per rendere maggiormente l’idea dello stato in cui versiamo, richiamo le recenti dichiarazioni di Quinzi, il
neo vincitore di Wimbledon juniores che,
durante un’intervista, ha affermato: “Il doping nel tennis? Quando vedi giocatori
come Djokovic disputare match lunghi 5
ore e poi presentarsi in campo, il giorno
seguente, con la stessa intensità, è difficile non pensar male. Non sto dicendo che
Nole o altri tennisti in particolare si dopino,
questo non lo so. Ma a me vengono dei
dubbi, quando vedi certi recuperi incredibili”. Le parole si commentano da sole e
mostrano ancor più l’assenza di una sana
cultura sportiva facendo emergere il solito
modo tutto italiano di insinuare alimentando il sospetto.
6
numero 30 - 01 luglio 2013
Il Settore Giovanile in mano ai settantenni
Mentre si consumano le faide, i nostri ragazzi messi in mani “sicure”
Se non noi, chi?
Movimento per la liberazione dell’AIA
E, nonostante Giancarlino abbia
preannunciato, nella sua Assemblea elettiva e non al bar e neppure
in un’intervistina-ina-ina, che non si
ricandiderà mai più alla presidenza
di quello che fu il vero ministero
dello sport in Italia, non si profila
all’orizzonte un candidato serio e
credibile, dopo che Carlo Tavecchio non ha voluto abbracciare la
croce. Ed ora, prepariamoci all’ultimo dei paradossi: il Settore Giovanile e Scolastico che, per cronica
patologia da indecisionismo, non
avrà un suo capo (Gianni Rivera
pare non ne voglia più sapere, di
restarne presidente), ma, addirittura, un commissario straordinario.
All’insegna della coerenza, al Settore dei Giovani sarà preposto un
quasi pari età di Gianni Rivera
“
“
N
el mentre tutta l’Italia (o, almeno, una
buona parte) è col fiato sospeso, in
attesa della pronuncia della Corte di Cassazione, un dì Suprema ed intangibile, su
Silvio Berlusconi, una sentenza che - comunque vada - cambierà la storia d’Italia
e che, a dire il vero, sembra già scritta da
tempo (prescindendo dai potenziali rinvii),
possiamo consolarci con la Laura Boldrini.
Ma l’avete vista, l’ultima pettinatura, l’ultima
capigliatura, l’ultima acconciatura? Il problema, però (a parte il diritto della presidentessa-essa-essa della Camera di scegliere di
agghindarsi - se non agghindarsi, cosa?
- come giudica opportuno), è davvero un
altro. E lo scriviamo con franco rammarico.
Altro che il potere logora chi non ce l’ha, di
andreottiana memoria. La Boldrini, in pochi
mesi, si è logorata. L’aspetto fisico, l’espressione, il sorriso, ne hanno subito effetti devastanti. E ci dispiace davvero. Chi, invece,
non invecchia mai, non demorde, non si
appalesa minimamente turbato dai problemi del calcio, è un Diego Della Valle dalla
chioma sempre più vaporosa e sempre più
alla Furio Colombo. Sì, il simpaticissimo Furio, sempre più, non a caso, furioso contro
Silvio Berlusconi. Immaginiamo, facile facile, che non riuscirà a chiudere occhio, in
Andrea Agnelli
(Foto Archivio)
questi giorni, in attesa della da lui (non certo
da noi) auspicata decapitazione dell’odiato
Silvio, colui che, piaccia o non piaccia al
capello di velluto, ha segnato la storia della
nostra Nazione infinitamente più di Romano Prodi, di Walter Veltroni, di Rosy Bindi &
Compagnia cantante (sì, la Bindi, colei che,
paradosso dei paradossi, ha un nominoino-ino ed un cognomuccio-uccio-uccio che
sembrano, come ha scritto più volte Giampaolo Pansa, quelli di una spogliarellista).
Ma torniamo a Diego Della Valle. Nella conferenza stampa della scorsa settimana, ha
iniziato a tuonare contro la Lega di Serie A.
L’esito elettivo (Maurizio Beretta) non gli piace. Non gli sta bene. Non gli va giù. Non lo
digerisce. A maggior ragione, perché Beretta ha fatto triangolo con Adriano Galliani e
Claudio Lotito. Della Valle è riuscito perfino
a sconvolgere i propri tifosi viola (un colore,
oggi, di moda tra i giacobini, i giustizialisti,
gli alimentatori d’odio della politica), che da
sempre, viola o non viola, hanno in uggia
(e molti di più che in uggia…) la Juventus.
Li ha sconvolti, il Gran Calzolaio, con un’alleanza, tutt’altro che Santa, con Andrea
Agnelli. È in gioco il futuro assetto istituzionale di una Federazione Calcio sempre più
disarticolata, sempre più sfilacciata, nella
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
quale - d’altro canto, come in politica - non
valgono più nulla neppure le elezioni. Il giorno dopo l’apertura delle urne, tutti contro tutti, come in una campagna elettorale perenne, senza esclusione di colpi, mozzafiato,
senza tregua. Ci sono trombettieri che già
strombazzano. Vessilliferi che già scorrazzano. Portabandiera che già issano le gualdrappe (se non le gualdrappe, cosa?). La
campagna di stampa, spiace dirlo, è iniziata
dal giorno dopo la rielezione di Maurizio Beretta. Certo, il riconfermato presidente della
Lega di Serie A non fa nulla per smentire i
suoi detrattori in servizio permanente effettivo. Ma, in un ambito nel quale perfino
un altro ciuffolone, Andrea Abodi, riesce ad
essere candidato alla presidenza Lega di
Serie A (un domani, chissà, anche a quella
della FIGC), in una Federazione Calcio nella quale Gabriele Gravina (del quale, prima
o poi, parleremo diffusamente ed approfonditamente) occupa cariche costantemente
elevate, nella quale eccetera eccetera (ne
abbiamo scritto fin troppe volte), quale danno può mai produrre, un Beretta in più, o in
meno? A che stato è la Chiesa, si sarebbe
detto tanti anni or sono. E già. E, nonostante
Giancarlino (copyright Aldo Grasso) abbia
preannunciato, nella sua Assemblea elettiva e non al bar e neppure in un’intervistinaina-ina, che non si ricandiderà mai più alla
presidenza di quello che fu il vero ministero
dello sport in Italia, non si profila all’orizzonte un candidato serio e credibile, dopo che
Carlo Tavecchio non ha voluto abbracciare
la croce. Nel frattempo, in stretta analogia
con la vicenda politica, anche nel mondo
del calcio sta emergendo la patologia del-
77
Diego Della Valle
(Foto Archivio)
la battaglia a colpi di giustizia (sportiva?).
Impressiona e colpisce un dato di fatto: da
quando Claudio Lotito ha iniziato (ma sta
fornendo l’idea che si stia un tantinello afflosciando) la battaglia “contro” la Federazione Calcio, non gliene sta andando bene
una, che sia una. Anzi, sembra proprio che
lo stiano accerchiando, assediando, stringendo in una morsa soffocante. Sarà solo
una sensazione? Staremo a vedere. Ma
c’è un qualcosa che non si può negare:
serpeggia, ogni due-tre settimane, qualche
attacco giornalistico a Beretta e Lotito, il duo
che non sta a genio ad Andrea Agnelli ed a
Diego Della Valle. È solo un caso? Ma voi
la immaginate, una Federazione Calcio nelle mani di Agnelli e Della Valle? Quelli che
parlano, straparlano e strascrivono, hanno
già dimenticato gli sfasci di Calciopoli, Moggiopoli, Arbitropoli? Chi ne furono i protagonisti indiscussi? Juventus e Fiorentina. Chi
erano i loro rispettivi capi? Andrea Agnelli
Gianni Rivera
(Foto Archivio)
ed i fratelli Della Valle? Possibile che non
ci sia, in giro, qualcuno che somigli, magari
alla lontana, alla moglie di Cesare? Qualcuno vuole aprire un’inchiesta, magari anche
solo giornalistica, per individuare chi ha ridotto il calcio, e la sua (dis)organizzazione,
in questo stato penoso? Ed ora, prepariamoci all’ultimo (in ordine di tempo) dei paradossi: il Settore Giovanile e Scolastico che,
per cronica patologia da indecisionismo,
non avrà un suo capo (Gianni Rivera pare
non ne voglia più sapere, di restarne presidente), ma, addirittura, un commissario
straordinario. All’insegna della coerenza, al
Settore dei Giovani sarà preposto un quasi
pari età di Gianni Rivera. Se così sarà, non
ci resta che piangere, sulle prospettive del
calcio in Italia (e, se non piangere, cosa?).
8
numero 30 - 01 agosto 2013
Uno sguardo alla fine della prossima stagione
Tradotto: si rispetteranno le regole, o ci sarà la solita deroga di comodo?
Luca Marelli
Rubrica
L
o ammetto: potrà sembrare strano
che l’attenzione venga spostata
già alla conclusione della stagione nei
giorni in cui inizia il raduno precampionato per gli arbitri della CAN A e
della CAN B. Ma, come ho sempre
sostenuto, è meglio anticipare le problematiche per trovare delle soluzioni
piuttosto che pasticciare delle decisioni all’ultimo momento. Ci occupiamo,
dunque, delle Norme di Funzionamento degli Organi Tecnici che, dopo l’assurda divisione della CAN, presenta
una grave lacuna in tema di deroghe.
In particolare l’art. 24 della normativa
citata recita: “Deroghe dei requisiti di
età per il passaggio degli A.E. e A.A.
e di permanenza nei ruoli. 1.Il Comitato Nazionale, su proposta motivata
dell’Organo Tecnico di appartenenza
e in deroga ai limiti di età previsti per
le promozioni, può disporre l’inquadramento nell’Organo Tecnico superiore
di A.E. e di A.A. in possesso di particolari capacità tecniche e di età non
superiore a un anno rispetto ai predetti limiti. 2.Tale deroga può essere
Nicchi
(Foto Archivio)
concessa a un singolo A.E. e A.A. per
ogni O.T. ovvero nella misura massima
del 10% delle promozioni complessive
spettanti ad ogni singolo O.T., se superiore al predetto limite minimo. 3.I limiti
di permanenza nei ruoli non sono vincolanti per il proseguimento dell’attività
degli A.E. ed A.A. in possesso della
qualifica di internazionale per l’attività femminile”. La domanda che sorge
spontanea è la seguente: perché occuparsi di deroghe dal momento che
non sappiamo se saranno necessarie?
Domanda legittima ma il motivo è molto semplice per chi segue attentamente le dinamiche arbitrali nelle massime
categorie nazionali. Alla fine di questa
stagione, e per la prima volta, dovranno essere applicate le norme relative
al periodo massimo di permanenza di
arbitri ed assistenti nelle categorie di
appartenenza. In particolare gli arbitri
e gli assistenti della CAN B possono
rimanere in tale Organo Tecnico per un
massimo di quattro stagioni sportive,
alla conclusione delle quali o vengono
promossi alla CAN A oppure debbono
essere dismessi per “normale avvicendamento”. Analizzando l’organico
della CAN B emerge che iniziano la
loro quarta (ed ultima) stagione Ostinelli di Como e Cervellera di Taranto
mentre altri hanno già superato (in alcuni casi abbondantemente) il limite. È
necessario specificare che coloro che
hanno ottenuto la promozione prima
del 2010 godono dei privilegi acquisiti
precedentemente, potendo usufruire di ben 10 stagioni complessive tra
CAN A/B e CAN B. Ciò non toglie che,
sulla base dei limiti di età (e di futuribilità) molti appaiono come elementi che
non potranno mai ambire al passaggio
di categoria: ci riferiamo, nello specifico, a Ciampi (nona stagione), Pinzani
(settima), Candussio e Baracani (sesta), Nasca (quinta). In sostanza il rischio evidente è che, a fine stagione,
la CAN B dovrà privarsi almeno di un
paio di arbitri di ottimo valore per rispettare le norme di funzionamento a
meno che non decida di ignorare il regolamento concedendo delle deroghe
(peraltro abitudine invalsa almeno fino
alla scorsa stagione, alla conclusione
della quale non si esitò a dismettere
l’eccellente Brighi ed a confermare
Niccolai). A nulla vale l’eccezione che
potrebbe essere sollevata con una
interpretazione estensiva dell’art. 24
delle Norme di Funzionamento che
(caso strano) appare molto chiara. In
particolare è importante evidenziare
che la norma citata non è norma di
portata generale ma si riferisce a tre
fattispecie ben chiare: 1 – il comma 1
riguarda solo le deroghe per la promozione negli organi tecnici superiori per
coloro che non sono più in possesso
dei requisiti anagrafici (e non di permanenza); 2 – il comma 2 specifica che il
comma precedente è applicabile solo
ed esclusivamente per un associato di
ogni categoria; 3 – l’ultimo comma è riferito unicamente all’attività femminile
(ed infatti, alla CAN PRO, ci sono arbitri donna che sono arrivati alla settima
stagione a fronte di un limite generale
di quattro). In sostanza il problema che
dovrà essere affrontato è di modificare
il prima possibile queste norme onde
evitare di trovarsi con una CAN B completamente svuotata di arbitri dato che
il rischio concreto è di dover dismettere dopo poche stagioni ragazzi giovani ma di talento e di dover mantenere
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
in organico arbitri meno giovani ma di
nulle prospettive. O, peggio ancora, di
dover forzare promozioni dalla CAN
PRO di ragazzi che non sono in possesso dei requisiti tecnici idonei alla
categoria (penso a Viti di Campobasso
oppure a Castrignanò, salito in CAN B
per una sola stagione ed avvicendato
al termine di un campionato, purtroppo, disastroso). Per concludere questo
excursus sulla prossima stagione, cominciano a circolare “voci” anche sui
ruoli internazionali. Nella scorsa stagione l’Italia ha confermato in blocco
tutti i suoi elementi. Al momento, se
dovessero arrivare al limite di permanenza (45 anni) tutti gli internazionali
attuali, non ci potrebbero essere nuovi inserimenti fino a dicembre 2016,
quando usciranno Rizzoli e Bergonzi,
in tal modo lasciando in attesa perenne i candidati del momento e cioè
Guida (che non ritengo al livello degli
attuali internazionali) e Massa (decisamente più talentuoso ma che deve
99
trovare continuità di rendimento). La
soluzione che pare prendere sostanza
è quella di non confermare lo status a
Bergonzi che, di fatto, tornerebbe ad
essere solo arbitro nazionale ma con
un problema non da poco: nel caso in
cui il genovese dovesse perdere i gradi
da internazionale, alla fine della stagione dovrebbe essere dismesso per normale avvicendamento, dato che oggi
inizia la sua dodicesima stagione nella
massima categoria, ben oltre (dunque)
le dieci stagioni consentite (e ricordiamo che Brighi, Giannoccaro e Romeo
sono stati dismessi proprio in forza di
questa regolamentazione che continuo
a ritenere totalmente senza senso). E
non pare una coincidenza il fatto che
lo stesso Bergonzi, lo scorso gennaio,
sia stato retrocesso nella seconda fascia di merito UEFA, di fatto perdendo
qualsiasi possibilità di essere impiegato in manifestazioni di primaria importanza (Coppe, manifestazioni per nazioni). In pratica, per liberare un posto
da internazionale, si sta valutando di
privarsi di uno dei migliori cinque arbitri
della CAN A. La domanda che, anche
in questo caso, sorge spontanea è la
seguente: ne vale la pena? Oppure
dovremo poi attenderci la solita deroga
“in barba” al regolamento ed alle pompose dichiarazioni in merito?
Bergonzi
(Foto Archivio)
10
numero 30 - 01 agosto 2013
La rinascita parte da Sud
Viaggio all’interno del Cr Campania: tutte le interviste
Il presidente Pastore: “Capire appieno l’importanza delle società per il territorio”
dalla Redazione
[email protected]
U
na giornata all’interno del Comitato regionale Campania, questo è
quanto è stato concesso a noi di Professione Calcio, dandoci così l’opportunità di conoscere i volti simbolo, oltre
che i programmi per l’immediato futuro,
dell’intermo movimento dilettantistico
campano. Partiamo dalla nutrita rappresentanza femminile, ed in particolar
modo da Elisabetta Guarriello, consigliere: «È dallo scorso dicembre che
ho assunto questo ruolo. Ho trovato
un ambiente molto cordiale, e spero di
poter costruire insieme ai miei colleghi
qualcosa di importante. Nasco come
dirigente di una società di calcio a 5
ed in quella veste ho partecipato ad un
corso indetto dal Cr, durante il quale ho
conosciuto l’allora presidente Salvatore
Colonna ed Enzo Pastore. Diventando
delegato del calcio a 5 ho sempre focalizzato la mia attenzione su una serie di
iniziative collegate al Settore giovanile
scolastico, ed anche attualmente, come
consigliere regionale, ho ricevuto la delega proprio per le scuole e per i progetti che le riguardano. Entrando più nel
dettaglio, stiamo promuovendo più che
Andrea Vecchione, segretario
(Foto Archivio)
Il presidente del Cr Campania Enzo Pastore
(Foto Archivio)
il gioco del calcio la cultura dello sport
nelle scuole, attraverso degli interventi
(convegni ed incontri) all’interno degli
istituti, così da far partecipare attivamente i ragazzi all’interno delle attività
del Comitato Regionale. In un periodo
come questo credo che il calcio possa
rappresentare uno strumento molto efficace per far riscoprire, ai nostri ragazzi, quelli che sono i veri valori». Dopo
la professoressa Guarriello è il turno
dell’avvocato Carmen Troia, Delegato
del Calcio Femminile campano: «Ho
presieduto per anni una società di calcio maschile di Terza Categoria, con la
quale ho subito sposato l’idea del Comitato di aprirsi anche al settore femminile.
Da lì, fondamentalmente, è cominciata la mia attività nel settore femminile,
fino a diventare il Delegato del Calcio
Femminile campano. Il nostro obiettivo
è quello di far uscire dalle tenebre un
movimento che, malgrado siamo ormai
nel terzo millennio, è ancora vincolato
da troppi stereotipi. Nella nostra regione
va riconosciuto che il calcio femminile
sta portando dei risultati importanti, ed
il prossimo anno ci ritroveremo con una
squadra in Serie A e due in Serie B. Anche l’affluenza di pubblico sta aumentando, e se prima l’interesse per il calcio
femminile era circoscritto ai soli addetti
ai lavori, ormai il raggio di diffusione si
sta ampliando e questo, vale la pena
sottolinearlo, è anche merito di una serie di iniziative promosse dal Comitato
e che riguardano anche e soprattutto il
settore scolastico». Donne al servizio
Elisabetta Guarriello, consigliere
(Foto Archivio)
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
Carmen Troia, delegato
per il calcio femminile
(Foto Archivio)
del calcio (campano) è anche il motto
di Gelsomina Garofalo, Delegato Assemblea Cr Campania: «In occasione
dell’ultima Assemblea elettiva mi sono
fatta portavoce di un intervento, condiviso da tutto il Comitato Campania, con il
quale ci auguravamo di poter contribuire
ad un rinnovamento dei vertici del calcio
italiano che invece, come tutti sappiamo, non è avvenuto con la rielezione del
presidente Abete. In questi mesi Carlo
Tavecchio ha svolto un ruolo di grande
vigilanza sul calcio dilettantistico, e non
solo, introducendo alcune innovazioni
anche piuttosto significative. Tra queste, naturalmente, c’è il microcredito,
che potrebbe rappresentare uno stimolo ma anche rivelarsi un’arma a doppio
taglio considerata l’attuale situazione
economica. Purtroppo, però, il rinnovamento che richiedevamo noi era di ben
altra natura. Vorremmo rivedere il calcio
gestito da persone che sono mosse innanzitutto dalla passione e non, come
succede oggi, dai soli interessi». Stessa
Tania Mastellone, delegato assembleare
(Foto Archivio)
11
passione che caratterizza anche Tania
Mastellone, Delegato Assembleare Cr
Campania: «La mia principale attività è
finalizzata alla collaborazione tra società sportive e strutture scolastiche, ed è
rivolta principalmente, ma non solo, al
calcio a 5 femminile. Negli ultimi anni ci
siamo fatti promotori insieme con il Cr
Campania e con l’istituto scolastico per
cui lavoro, l’I.S.I.S Pitagora di Torre Annunziata, di un progetto definito “Donne
in Rete”, il primo progetto in Italia di questo genere, ma anche della formazione
del primo liceo scientifico nel nostro paese ad indirizzo sportivo». Dopo tante
donne, ecco anche le dichiarazioni del
segretario Andrea Vecchione: «Il calcio
è stato sempre la mia grande passione,
prima come calciatore, in seguito come
arbitro ed infine, dopo l’incontro con
Enzo Pastore, come dirigente sportivo,
fino a che nell’ultima Assemblea elettiva di dicembre, con l’elezione proprio di
Enzo Pastore a presidente, quest’ultimo mi ha nominato segretario. Venendo al calcio giocato e alla strettissima
attualità, impossibile non parlare delle
iscrizioni che sono tutt’ora in corso per
quel che riguarda i campionati regionali.
Stiamo avvertendo, come prevedibile,
una crisi diffusa, ma va anche detto che
l’introduzione del microcredito da parte di Carlo Tavecchio sta interessando
diverse società. Anche per questo, ci
auguriamo di non registrare defezioni
per quel che riguarda i campionati di
Eccellenza e Promozione». Dulcis in
fundo, naturalmente, Enzo Pastore, il
presidente: «Sono 34 anni che sono
nel mondo del calcio campano, prima
come segretario ed ora come presidente, e dopo tutto questo tempo voglio
convincermi di poter continuare a dare il
mio contributo a favore di tante società
del nostro territorio che se lo meritano,
soprattutto in un momento drammatico
dal punto di vista economico come questo. Il mio auspicio è che il calcio dilettantistico possa rappresentare, proprio
in un periodo come questo, un esempio
anche per le società di livello superiore e che, almeno in teoria, dovrebbero
fungere da modello. Bisogna sempre
ricordare che le società rappresentano
il nucleo essenziale di tutto il calcio italiano, senza non esisterebbe nella maniera più assoluta questo stesso sport,
ovviamente sono chiamate a rispettare
Gelsomina Garofalo, delegato assembleare
(Foto Archivio)
gli impegni presi con i loro dipendenti
e collaboratori, ma anche quest’ultimi
devono mantenere un atteggiamento
serio e ricordarsi che, ribadisco, senza
le società il calcio non esisterebbe. Da
questo punto di vista, anche chi è al di
sopra delle società deve comprendere
l’importanza di quest’ultime. Sul fronte
del calcio femminile, è un progetto su
cui stiamo lavorando da anni e per il
quale, per ammissione di tanti addetti
ai lavori ma anche delle istituzioni, non
ultimo il presidente Antonio Cosentino,
la nostra regione rappresenta un modello esportabile anche su altri territori.
Il tabù che esisteva fino a pochi anni fa
ormai sta crollando, e questo per merito di una serie di iniziative che stiamo
portando avanti in simbiosi con gli istituti
scolastici della regione e che abbracciano l’intera carriera scolastica dei nostri
ragazzi. Per quel che riguarda la piaga
dell’impiantistica, persistente nel calcio
dilettantistico italiano ed in particolar
modo delle regioni meridionali, ci stiamo muovendo insieme ad un gruppo di
tecnici su più binari. Innanzitutto, inseguendo le amministrazioni locali affinché si sveglino e forniscano, finalmente, un’impiantistica sportiva degna della
nostra regione, senza sperperi esagerati come è successo negli ultimi anni.
In più proveremo a sviluppare il Centro
Sportivo di Secondigliano, un impianto
dall’altissimo significato simbolico che
dovrà diventare un centro di raccolta di
tutto il territorio e che sarà affiancato anche da un oratorio laico destinato, ce lo
auguriamo, a diventare un centro ricreativo per tanti bambini e ragazzi della
zona per divertirsi, studiare e pregare».
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
13
Ripescaggi Lega Pro, scatta l’ora X
Per ora sembrano sicure in 5: Gavorrano, Aversa, Vecomp, Casertana, Cosenza
Mancano due posti, si prenotano Real Vicenza e Foggia
di Delfina Maria d’Ambrosio
[email protected]
A
ncora poche ore di attesa e scadrà il termine per la presentazione delle domande di ripescaggio in
Seconda Divisione. Si saprà quindi qualcosa di più sulle candidate a
prendere i posti di Andria, Portogruaro, Borgo a Buggiano, Treviso, Sambenedettese e Campobasso, in attesa del Consiglio Federale fissato per
il 5 agosto. La situazione comunque
per la maggior parte dei club è chiara
da tempo: tra le retrocesse in serie D
al termine della stagione 2012-2013
solo Gavorrano e Aversa Normanna
hanno intrapreso l’iter, mentre per le
squadre dell’Interregionale è stata
stilata una lunga graduatoria, formata
da 21 società. Di queste solo Virtus
Vecomp Verona, Casertana e Nuova
Cosenza, alle quali si è aggiunto il
Matera appena prosciolto dalle accuse di illecito, si sono subito mostrate
disponibili a sostenere gli elevati costi
per il ripescaggio. Ricordiamo che la
cifra ammonta a 800mila Euro: due fideiussioni rispettivamente di 300mila
(domanda di ripescaggio) e 400mila
Euro (iscrizione al campionato) e
100mila Euro a fondo perduto per la
Federcalcio. Nelle ultime ore si è delineata anche la situazione del Real
Vicenza, il presidente del club biancorosso Lino Diquigiovanni ci ha spiegato: «Abbiamo presentato domanda, siamo ottimisti, se non avessimo
avuto buone possibilità non avremmo
proprio intrapreso questo percorso.
Per il momento la squadra è allestita
per sostenere la serie D, se le cose
dovessero andare nel verso giusto
valuteremo la situazione di ogni singolo giocatore per capire chi sarebbe
in grado di affrontare un campionato tra i professionisti. Da una parte
questo può essere uno svantaggio,
ma non mi preoccupa, l’anno scorso
ho avuto modo di vedere il Venezia
con una rosa praticamente tutta da
completare, poi ha vinto il campionato». Ancora tutto aperto invece in
casa Foggia, dove è in atto una vera
e propria lotta contro il tempo. Entro
le 19 di oggi il club rossonero dovrà
presentare tutte le garanzie finanziarie richieste. In caso di riuscita dell’operazione, un doveroso grazie andrà
indirizzato anche ai tifosi che hanno
raccolto ben 103mila Euro con il progetto “Missione Lega Pro”.
Lino Diquigiovanni, presidente
del Real Vicenza
(Foto Archivio)
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
15
Il Cobra torna alle origini
Colpaccio della Pergolettese che ingaggia Claudio Coralli
L’attaccante aveva giocato nel Pizzighettone dal 2004 al 2006
di Filippo Gherardi
[email protected]
C
laudio Coralli è un nuovo giocatore della Pergolettese. L’ufficialità è
arrivata stamattina e consegna sicuramente un grande colpo, l’ennesimo, a
questo intenso mercato estivo di Lega
Pro e più nello specifico alla neopromossa gialloblù. Trent’anni compiuti lo
scorso marzo, la carriera di Coralli recita
trentaquattro gol in cinque stagioni con la
maglia dell’Empoli in Serie B, ma anche
cinquantasette reti tra vecchia Serie C ed
attuale Lega Pro con le maglie di Meda,
Lucchese, Cittadella, Cremonese e Pizzighettone. E proprio con quest’ultimo,
di cui la Pergolettese è qualcosa di più
di una semplice erede diretta, Coralli ha
giocato due stagioni, 2004-2005 e 20052006, lasciando un buon ricordo e mandando a referto la bellezza di venticinque
reti in sessantasette gare disputate. Ecco
perché, oggi, per il bomber di Borgo San
Lorenzo si può tranquillamente parlare di
un ritorno a casa: «Il Pizzighettone è la
società che mi ha lanciato nel calcio che
conta, e per questo sono molto contento
di essere tornato in un ambiente che conosco ed in cui è come se si vivesse tutti
in un’unica e grande famiglia. Sono venuto qui per dimostrare ancora il mio valore
e per fare tanti gol, so di aver fatto un passo indietro in termini di categoria, ma mi
auguro di poterne fare tanti in avanti con
questa maglia addosso. L’obiettivo imprescindibile, da raggiungere a tutti i costi, è
la permanenza in Lega Pro». Nell’ultimo
anno Coralli ha giocato una sola partita
con la maglia dell’Empoli, condizionato
dal grave infortunio al crociato rimediato
la scorsa estate e che lo ha costretto a
stare fermo ai box per diversi mesi. Proprio il poco utilizzo, sommato anche ad
alcune scelte tecniche-societarie che lo
hanno riguardato direttamente, ha fini-
Claudio Coralli con la maglia dell’Empoli
(Foto Archivio)
to con l’essere il motivo dominante del
divorzio, dopo anni, tra il neo attaccante
della Pergolettese e la società toscana:
«Sono reduce da una stagione in cui praticamente non ho mai giocato, anche e
soprattutto a causa dell’infortunio che mi
è capitato. Tuttavia ci tengo a precisare
che il mio divorzio dall’Empoli non è dipeso solo dall’infortunio, altresì da una serie
di atteggiamenti poco chiari da parte della
società e della loro scelta, a giochi fatti, di
mettermi praticamente fuori rosa. Per tutti
questi motivi non c’erano più i presupposti per rimanere. Intorno a me, in queste
settimane, si è creato molto scetticismo
proprio a causa di una stagione, l’ultima,
molto difficile e vissuta nell’anonimato.
La Pergolettese però ha deciso di puntare su di me, credendo cecamente nelle
mie potenzialità. Il recupero fisico sta procedendo per il meglio, spero davvero di
poter ripagare la fiducia riposta nei miei
confronti con una stagione da protagoni-
sta e, come detto anche qualche riga più
su, segnando tanti gol».
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
17
De Angelis: “Iscrizioni mancate, colpa della crisi”
Intervista al segretario del Dipartimento Interregionale della LND
“Il 30 luglio si è riunito il Consiglio direttivo che darà l’organico definitivo”
di Filippo Gherardi
[email protected]
F
asi concitate per quel che riguarda il
calcio dilettantistico, e nella fattispecie il
campionato di Serie D, legate in particolar
modo all’iscrizione al prossimo campionato. Per questo motivo, ma non solo, abbiamo fatto visita a Mauro De Angelis, Segretario del Dipartimento Interregionale, che ci
ha concesso la seguente intervista.
Dottor De Angelis, partiamo col riportare ciò che emerso alla chiusura dei termini per le iscrizioni: 161 società hanno presentato la domanda e cinque, al
contrario, non l’hanno fatto. Quest’ultime sono Milazzo, Fermana, Sorting Terni, Voghera e Viterbese
«Queste rinunce sono la conseguenza di
svariati problemi. Non possiamo negare
che anche il nostro mondo, inevitabilmente, stia risentendo delle gravi difficoltà economiche di questo periodo storico. Entrando nello specifico: il Voghera era più di un
anno che era sottoposta ad una verifica
fiscale da parte della finanza, il Milazzo,
come sapete, si è portato dietro nell’ultimo
anno in Lega Pro una moltitudine di problemi, lo Sporting Terni ha deciso di rinunciare,
mentre la Fermana non ha dato nessuna
notizia. A loro aggiungete pure la Viterbese, una squadra storica con un importante
bacino d’utenza e protagonista di un’ultima
parte di stagione che gli è valsa anche l’accesso ai play-off. Inoltre bisogna considerare anche la Real Spal, che in seguito alla
fusione con la Giacomense ha contribuito
a riportare in vita un marchio dalla grande
tradizione come quello della Spal ma nel
campionato di Lega Pro, lasciando pertanto libero un posto in Serie D».
Venerdì la Co.Vi.So.D si pronuncerà
circa le altre, come detto, 161 richieste
d’iscrizione regolarmente formalizzate.
Che sensazioni avete a tal proposito?
«Le 161 società che lei ha menzionato
sono quelle che, attraverso la nuova pro-
cedura online che tra le altre cose è stata
assimilata in modo positivo dalle squadre
e dai loro dirigenti, hanno presentato l’iscrizione al prossimo campionato, ma anche
tra queste, comunque, figurano alcune
problematiche relative a mancati adempimenti amministrativi. Venerdì la Co.Vi.So.D
si esprimerà, in caso di parere negativo le
società in questione avranno tempo e facoltà per fare ricorso entro il 23. Dopodiché,
l’ultima parola spetterà al Consiglio direttivo
della Lega che il 30 si è riunito (al momento
di andare in stampa non ancora terminato,
aggiornamenti sul nostro sito www.professionecalcio.eu) e ha stilato l’organigramma
quasi definitivo della prossima stagione.
Per aspettare quello definitivo occorrerà
aspettare, e valutare, anche le richieste di
quelle squadre escluse dalla Lega Pro e
che presenteranno domanda per partecipare, in sovrannumero, al nostro campionato».
L’introduzione del “microcredito”
quanto ha inciso e quante società ha
riguardato in fase d’iscrizione?
«Sinceramente il numero esatto delle società che si stanno interessando a questa
nuova iniziativa non glielo so dire, anche
perché malgrado qualcuno abbia, nelle
scorse settimane, chiamato anche qui da
noi per chiedere informazioni, a giochi fatti
sono i Comitati regionali che dovranno fare
da riferimento tra le società e gli istituti bancari della zona. Quello che posso dirle io è
che c’è stato un notevole interesse».
Come Dipartimento Interregionale, oltre
ad una crisi di risorse economiche state riscontrando anche una crisi in termini di “risorse umane” come trapela da
parte di qualche Comitato regionale?
«Se parliamo di persone coinvolte dal
punto di vista economico è un conto, ma
se parliamo di persone che collaborano,
spontaneamente, all’interno di una società
allora la risposta è no».
Sul fronte impianti, il presidente del
Comitato siciliano Sandro Morgana
qualche settimana fa ci ha detto che,
secondo lui, una volta venuti meno i
contributi pubblici le amministrazioni
locali debbano perlomeno impegnarsi
a concedere gratuitamente alle squadre
i campi da gioco. Cosa ne pensa?
«Mi sembra che si tratti di una considerazione giusta. Anche noi stiamo incontrando, negli ultimi tempi, delle difficoltà a
trattare con le amministrazioni locali per
apportare dei lavori di miglioria che garantiscano, soprattutto, maggiore sicurezza.
Capiamo che in un periodo come questo anche loro si trovano con ristrettezze
economiche, ma la sicurezza rimane una
priorità che va garantita. In alcune amministrazioni, purtroppo, non conoscono nemmeno il verbale d’agibilità dell’impianto, il
che è molto grave se consideriamo che gli
stadi spesso e volentieri sono anche teatro
di eventi di varia natura, oltre che di semplici partite di calcio».
Mauro De Angelis
(Foto Archivio)
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
19
Il nord-est del calcio perde i pezzi
Dopo Treviso e Portogruaro, adesso anche il SandonàJesolo scompare
L’ex tecnico Tedino: “Il presidente è stato lasciato solo. Qui lascio il cuore”
di Delfina Maria d’Ambrosio
[email protected]
C
ala il sipario sul SandonàJesolo
calcio, ancora una volta una società dalla lunga storia, durata precisamente novantuno anni, impatta e
soccombe contro le difficoltà economiche e il disinteresse locale. A nulla,
infatti, sono serviti gli appelli del presidente Enzo Pavanetto, il sostegno richiesto non è arrivato e l’iscrizione del
club veneto al campionato di serie D
è definitivamente saltata. Bruno Tedino, storico allenatore dei biancocelesti
che ha guidato per quasi cinque anni,
ha commentato con amarezza questo
triste epilogo: «È un finale che fa male,
il SandonàJesolo si è fatto conoscere
in tutta Italia, in questi anni abbiamo
fatto tantissime cose, un lavoro che
purtroppo non ha potuto aver seguito.
È un peccato anche perché eravamo
diventati un punto di riferimento importante per molti ragazzi giovani che
si sono potuti mettere in mostra, ricevendo poi proposte per categorie superiori». Mister Tedino ha poi ricordato
le difficoltà che il presidente Pavanetto ha dovuto affrontare: «Già l’anno
scorso era stata chiesta maggior attenzione da parte dell’amministrazione
comunale, ma il presidente è rimasto
da solo. Difficoltà ne ha avute diverse,
ma avrebbe potuto superarle se solo ci
fossero state delle risposte positive in
merito alle sponsorizzazioni. Prima si
parlava del nord-est come di un grande polo economico, adesso la fine del
Treviso, Portogruaro e SandonaJeso-
Bruno Tedino
(Foto Archivio)
lo, realtà separate da pochi chilometri,
dimostra la crisi che attanaglia questa
zona. Il presidente non è una persona
che si butta in progetti che non può poi
portare avanti, si è reso conto di non
farcela più, non ha fatto promesse e
ha dovuto chiudere». Per il tecnico,
autore inoltre di una bellissima lettera
nel momento del suo addio alla squadra, la fine del club veneto è davvero
una ferita aperta: «Sono molto triste,
scompare un punto di riferimento per
giovani calciatori e una passione vera
per la tifoseria. Abbiamo avuto dei
sostenitori straordinari che ci hanno
seguito ovunque, allo stadio c’erano
sempre circa seicento-settecento persone e una sessantina di ultras non
ci lasciava mai soli. Io qui, posso dirlo con la più totale sincerità, ci lascio
il cuore». Il futuro dell’ex allenatore
biancoceleste dovrebbe essere azzurro, in molti lo danno già per certo sulla
panchina dell’Italia under 18 e infatti il
tecnico pur non svelando nulla, lascia
poco spazio ai dubbi: «Sto aspettando
l’ufficializzazione di una trattativa importante, non posso fare nomi né tanto
meno parlare di categorie, altrimenti si
indovinerebbe subito».
www.professionecalcio.eu
www.professionecalcio.eu
21
Calciomercato: la Torres puntella la difesa
Dal Riviera di Romagna sbarca in Sardegna Linda Tucceri Cimini
“Quando una società così importante ti cerca, ci si sente gratificati”
di Germana Condò
[email protected]
A
ncora novità per la stagione sportiva 2013/2014 in casa Torres,
che ha ufficializzato l’ingaggio di Linda Tucceri Cimini, difensore proveniente dal Riviera di Romagna. Linda
è abruzzese, classe ’91, mancina.
Per sette anni, dal 2001 al 2007, ha
fatto parte della SS Lazio, prima nel
settore giovanile, passando poi alla
primavera. Ceduta all’Aquila calcio in
prestito per la stagione 2007/08, nel
2009 passa al Cervia, l’attuale Riviera
di Romagna, dove resta fino ad oggi.
Nelle ultime due stagioni si è messa in
evidenza agli occhi della società rossoblu, giocando nel ruolo molto ricercato di cursore di fascia, ma ha dimostrato grande padronanza e flessibilità
che le consente di cavarsela anche in
altri ruoli. «Quando una società così
importante si interessa a te – dichiara
Linda – ci si sente gratificati per tutti i
sacrifici e per il lavoro svolto in questi
anni, grazie anche al Riviera di Romagna. Per me dall’esterno, la Torres è
sempre stata la squadra per eccellenza della serie A, la squadra da battere
per tutti». Così Linda inizierà ad allenarsi con il resto della squadra dal 6
agosto, data fissata per iniziare la preparazione pre-campionato. Le atlete
che hanno disputato l’Europeo con la
Nazionale, raggiungeranno le colleghe
dalla metà del mese. Si festeggia un
nuovo arrivo anche al Mozzanica. È
Viola Brambilla, proveniente dal Fiam-
mamonza. Giovane centrocampista,
classe ’96, inizia la sua carriera nel
vivaio della società bianco-rossa, disputando due campionati di Serie A2,
conquistandosi il posto di titolare del
centrocampo delle brianzole di Mister
Cincotta a soli 15 anni. L’anno successivo disputa una stagione in Serie A e,
nonostante la retrocessione, Viola con
27 presenze e due reti, si conferma
un ottimo elemento, tanto da essere
convocata nella Nazionale under 17
di Enrico Sbardella. A fine stagione è
volata negli Stati Uniti insieme alla collega Valentina Giacinti e al mister Antonio Cincotta per disputare la WPSL
(Women’s Premier Soccer League)
con la maglia del l’AC Seattle. Ci sono
cambiamenti in vista anche per il Valpo Pedemonte, che si appresta a disputare il suo primo Campionato nella
massima serie. Il nome della società
diventa ASD Fimauto Valpolicella, dal
nome dello sponsor che ha consentito
alla società di superare un momento di
difficoltà, come ha ricordato il capitano Flora Bonafini che definisce gli ultimi tre anni “gli anni della svolta” per
il Valpo, in cui la squadra ha potuto
aggiungere nuovi acquisti alla rosa,
raggiungendo il livello attuale, fino a
festeggiare la promozione in Serie A
“grazie soprattutto al lavoro svolto da
tutta la squadra”. Riconfermati il Presidente Zulian e la segretaria Semenzin.
Resta anche Federico Agresti, mister
della stagione appena finita ed entrano nello staff anche Antonella Formisano alla guida della squadra per la
prossima stagione e Daniele Signori.
Alla rosa delle giocatrici si aggiungono
Cristiana Casarotto difensore proveniente dal Vicenza, la punta Rachele
Perobello che arriva dal Mozzecane e,
dopo alcuni anni di assenza, rientra in
Valpolicella il jolly Elena Nicolis. Il capitano Bonafini si sbilancia, anticipando
che le novità non sono finite qui. «La
società oltre a cercare di confermare
tutta la rosa che ha brillantemente e
meritatamente conquistato la promozione, sta programmando altri due acquisti ai quali si aggiungerà un colpo di
mercato che però è ancora in fase di
definizione».
Linda Tucceri Cimini
(Foto Archivio)
www.professionecalcio.eu
23
Lo sport a San Marino guarda al futuro
In vista dei Giochi dei Piccoli Stati del 2017, varato il piano di sviluppo sportivo
Campionato sammarinese
A cura di Flavio Grisoli
[email protected]
I
l Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese ha presentato
giovedì sera al Consiglio Nazionale il “Programma di Politica Sportiva 2013/2016”
e il “Progetto di priorità di intervento sugli
impianti sportivi”. Il Consiglio Nazionale ha
approvato entrambi i documenti. Il “Programma di Politica Sportiva” è stato diviso
dall’Esecutivo in sei differenti sezioni: struttura del CONS e delle Federazioni, impiantistica, promozione e comunicazione, medicina dello sport e prevenzione del doping,
rapporto con la scuola e legge sullo sport.
Il documento prevede una crescita totale
della struttura del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, delle Federazioni e
delle persone che ne fanno parte. Si prevedono progetti di sviluppo, corsi, riorganizzazioni dei settori critici, riorganizzazione
dell’attività sportiva e dirigenziale. Il “Progetto di priorità di intervento sugli impianti”
approvato dal Consiglio Nazionale è stato
diviso in tre macrosezioni. La prima prevede ordinaria manutenzione delle strutture
esistenti e funzionanti con il coinvolgimento
delle Federazioni e dei fruitori. La seconda
prevede invece una serie di “priorità” fra le
quali la ristrutturazione della pista d’atletica,
il completamento dei lavori alla copertura
del bocciodromo, il trasferimento del Centro Ippico, la creazione di una nuova struttura polivalente e di un campo per la pratica del rugby. Attenzione viene posta anche
sul campo di tiro con l’arco, sulla gestione
di un percorso per la mountain bike e sulla
concessione alle Federazione di uffici consoni alla funzione di sede. La terza sezione
contiene l’elenco delle strutture da monitorare e lo studio di nuovi progetti tra i quali: le
strutture natatorie, il lago di pesca sportiva,
il tiro a volo, il crossodromo, la pista sintetica da sci.
Scarica

Il servizio a pagina 10