771593 630059 9 ISSN 1593-6309 80030 IL SETTIMANALE DI A, B, LEGA PRO, D, CALCIO FEMMINILE E CALCIO A 5 ANNO 5 - N° 30 - 01 agosto 2013 - 1€ All’interno le rubriche di Dal Campo al foro Movimento per la liberazione dell’AIA Luca Marelli, Paola Cicconofri Campionato sammarinese La riscossa Il presidente del Cr Campania Pastore: “Aiuto alle società” Il servizio a pagina 10 La redazione di Professione Calcio augura buone vacanze a tutti l’appuntamento è al 29 agosto. Continuate a seguirci su www.professionecalcio.eu 2 numero 30 - 01 agosto 2013 Lo sguardo è già rivolto alla nuova stagione Editoriale di Massimiliano Giacomini [email protected] P er noi di Professione Calcio la stagione termina, come tutti gli anni, ad inizio agosto con l’ultimo numero del nostro settimanale. Riprenderemo con l’inizio della nuova stagione della Lega Pro e della Serie D. Ce ne andiamo in ferie dopo un anno che ci ha visto in prima linea nel tenervi informati sulla politica sportiva e sui “fatti e misfatti” del Palazzo. Quello che verrà sarà un nuovo capitolo della nostra realtà editoriale visto che, come stiamo facendo da qualche mese a questa parte, daremo sempre maggior spazio sia sul giornale che in televisione al mondo del calcio femminile, inoltre, quello che si andrà ad affrontare sarà la stagione del Mondiale e c’è già chi fa i primi calcoli su quello che potrebbe accadere dopo Brasile 2014. Per quanto ci riguarda restiamo fedeli al nostro amore per l’Italia e perciò non entreremo in nessuna logica politica che prevede il fallimento della spedizione azzurra. Lo dico adesso così da cacciare per sempre le nuvole che si addensano già da ora su Via Allegri. Ce ne andiamo in vacanza senza un amico come Mauro Gasperini che è stato nostro acuto osservatore e collaboratore per diversi anni e che, come Reg. del Tribunale di Roma n° 44/2013 avete già letto, è venuto a mancare ma non al nostro affetto. Torneremo con altre inchieste e altre rubriche che stiamo già pianificando. Stay tuned, dicono gli anglofoni. Restate collegati e continuate a seguirci sul nostro sito www. professionecalcio.net dove daremo in diretta i calendari della Lega Pro e della Serie D. Buone vancanze. Direttore Responsabile Flavio Grisoli email: [email protected] Amministrazione via Carlo Emery, 47 - 00188 Roma Tel/Fax 06.5000975 email: [email protected] Caporedattore Filippo Gherardi email: [email protected] Direttore Editoriale Massimiliano Giacomini email: [email protected] In redazione D.M.d’Ambrosio, L.Frenquelli, G.Condò email: [email protected] Hanno collaborato Guido Del Re Luca Marelli, Paola Cicconofri email: [email protected] [email protected] [email protected] Realizzazione Grafica Rocco Lotito - [email protected] 4 numero 30 - 01 agosto 2013 Quando un sospetto vale più di una certezza Paola Cicconofri Rubrica L a sentenza della disciplinare legata al caso Mauri non è ancora ufficialmente nota ma i media, come da buona abitudine, ne hanno già anticipato i contenuti. Saranno quelli effettivi? Vedremo… Per ora ci raccontano che, non essendoci la certezza dell’illecito a carico dei deferiti, non può essere accolta la richiesta del procuratore federale Palazzi. Cadendo l’illecito, le società non saranno penalizzate (Lazio-Genoa-Lecce), ma potrebbero scattare multe per omessa denuncia. Secondo il nuovo orientamento del processo, dall’accusa di illecito si arriverebbe alla semplice violazione dell’articolo 1 del regolamento sportivo (principi di lealtà e correttezza). Stefano Mauri, per il quale la Procura Federale ha chiesto 4 anni e 6 mesi di squalifica, potrebbe cavarsela con una condanna di 6 mesi. Il tutto in attesa delle novità - già annunciate - che a settembre dovrebbero arrivare dalla Procura di Cremona. Le ultime indagini dello Sco conterrebbero nuove prove, definite schiaccianti, anche a carico di Mauri che potrebbero riaprire anche il processo sportivo. Ancora nessuna certezza arriva dalla maxi inchiesta sportiva condotta da Palazzi in merito al calcioscommesse, ma tanta confusione e la solita arrampicata sugli specchi per salvare amici di amici e limitare i danni per le società coinvolte. L’appello alla Cgf è previsto per il 13 agosto con decisione nella stessa giornata. Un altro buco nell’acqua quello in cui potrebbe cadere Palazzi che farebbe affondare completamente le certezze dello scandalo del calcioscommesse. Con questo nuovo scenario che si va delineando, è chiaro che sono stati fortunati quegli imputati giudicati con il nuovo orientamento, quello che va alla ricerca della certezza dell’illecito; meno fortunati quelli che sono stati condannati con la retrograda formula di presunzione di colpevolezza, secondo il quale alla giustizia sportiva basta il sospetto per procedere alla condanna. Non propriamente un modo equo di garantire giustizia. Se le anticipazioni saranno confermate, le pressioni della piazza, i tempi dilatati dell’inchiesta e la solita partigianeria, finiranno per rendere ancora meno credibile il metodo con cui si affrontano scandali così gravi e le cui conseguenze minano profondamente la credibilità del calcio. Come Fa Palazzi a richiedere pene così pesanti senza avere certezze tanto da essere sconfessato dagli stessi Gianluigi Quinzi, giovane promessa del tennis italiano (Foto Archivio) tribunali sportivi? C’è troppa leggerezza nella richiesta delle pene o c’è troppa leggerezza nei verdetti dei successivi gradi di giudizio? Nuovi episodi qualificati come razzisti, sono quelli che hanno suscitato interesse mediatico intorno al giocatore milanista Constant, che ha abbandonato il campo durante il Trofeo Tim, per cori discriminanti. Episodio che stimola una semplice domanda: sono solo i giocatori rossoneri a essere vittime di razzismo o sono i media che accentuano solo gli episodi che li vedono coinvolti? Episodi accompagnati da gesti eclatanti, come l’abbandono del campo, che finiscono per catturare l’interesse degli annoiati salotti televisivi, creano “il caso” e permettono a tutti di avere i cinque minuti di popolarità per l’intervista di rito. Episodi che, in base alle nuove normative Uefa recepite dalla Federazione, potrebbero costare penalità in classifica, oltre alla chiusura dello stadio. Un occhio più attento sarà necessario per evitare le solite strumentalizzazioni… Per combattere il razzismo serve innanzi tutto un’educazione sportiva che in Italia non esiste. È da qui che dovrebbe iniziare la lotta ed è proprio qui che i limiti vengono tutti a galla. Per rendere maggiormente l’idea dello stato in cui versiamo, richiamo le recenti dichiarazioni di Quinzi, il neo vincitore di Wimbledon juniores che, durante un’intervista, ha affermato: “Il doping nel tennis? Quando vedi giocatori come Djokovic disputare match lunghi 5 ore e poi presentarsi in campo, il giorno seguente, con la stessa intensità, è difficile non pensar male. Non sto dicendo che Nole o altri tennisti in particolare si dopino, questo non lo so. Ma a me vengono dei dubbi, quando vedi certi recuperi incredibili”. Le parole si commentano da sole e mostrano ancor più l’assenza di una sana cultura sportiva facendo emergere il solito modo tutto italiano di insinuare alimentando il sospetto. 6 numero 30 - 01 luglio 2013 Il Settore Giovanile in mano ai settantenni Mentre si consumano le faide, i nostri ragazzi messi in mani “sicure” Se non noi, chi? Movimento per la liberazione dell’AIA E, nonostante Giancarlino abbia preannunciato, nella sua Assemblea elettiva e non al bar e neppure in un’intervistina-ina-ina, che non si ricandiderà mai più alla presidenza di quello che fu il vero ministero dello sport in Italia, non si profila all’orizzonte un candidato serio e credibile, dopo che Carlo Tavecchio non ha voluto abbracciare la croce. Ed ora, prepariamoci all’ultimo dei paradossi: il Settore Giovanile e Scolastico che, per cronica patologia da indecisionismo, non avrà un suo capo (Gianni Rivera pare non ne voglia più sapere, di restarne presidente), ma, addirittura, un commissario straordinario. All’insegna della coerenza, al Settore dei Giovani sarà preposto un quasi pari età di Gianni Rivera “ “ N el mentre tutta l’Italia (o, almeno, una buona parte) è col fiato sospeso, in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione, un dì Suprema ed intangibile, su Silvio Berlusconi, una sentenza che - comunque vada - cambierà la storia d’Italia e che, a dire il vero, sembra già scritta da tempo (prescindendo dai potenziali rinvii), possiamo consolarci con la Laura Boldrini. Ma l’avete vista, l’ultima pettinatura, l’ultima capigliatura, l’ultima acconciatura? Il problema, però (a parte il diritto della presidentessa-essa-essa della Camera di scegliere di agghindarsi - se non agghindarsi, cosa? - come giudica opportuno), è davvero un altro. E lo scriviamo con franco rammarico. Altro che il potere logora chi non ce l’ha, di andreottiana memoria. La Boldrini, in pochi mesi, si è logorata. L’aspetto fisico, l’espressione, il sorriso, ne hanno subito effetti devastanti. E ci dispiace davvero. Chi, invece, non invecchia mai, non demorde, non si appalesa minimamente turbato dai problemi del calcio, è un Diego Della Valle dalla chioma sempre più vaporosa e sempre più alla Furio Colombo. Sì, il simpaticissimo Furio, sempre più, non a caso, furioso contro Silvio Berlusconi. Immaginiamo, facile facile, che non riuscirà a chiudere occhio, in Andrea Agnelli (Foto Archivio) questi giorni, in attesa della da lui (non certo da noi) auspicata decapitazione dell’odiato Silvio, colui che, piaccia o non piaccia al capello di velluto, ha segnato la storia della nostra Nazione infinitamente più di Romano Prodi, di Walter Veltroni, di Rosy Bindi & Compagnia cantante (sì, la Bindi, colei che, paradosso dei paradossi, ha un nominoino-ino ed un cognomuccio-uccio-uccio che sembrano, come ha scritto più volte Giampaolo Pansa, quelli di una spogliarellista). Ma torniamo a Diego Della Valle. Nella conferenza stampa della scorsa settimana, ha iniziato a tuonare contro la Lega di Serie A. L’esito elettivo (Maurizio Beretta) non gli piace. Non gli sta bene. Non gli va giù. Non lo digerisce. A maggior ragione, perché Beretta ha fatto triangolo con Adriano Galliani e Claudio Lotito. Della Valle è riuscito perfino a sconvolgere i propri tifosi viola (un colore, oggi, di moda tra i giacobini, i giustizialisti, gli alimentatori d’odio della politica), che da sempre, viola o non viola, hanno in uggia (e molti di più che in uggia…) la Juventus. Li ha sconvolti, il Gran Calzolaio, con un’alleanza, tutt’altro che Santa, con Andrea Agnelli. È in gioco il futuro assetto istituzionale di una Federazione Calcio sempre più disarticolata, sempre più sfilacciata, nella www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu quale - d’altro canto, come in politica - non valgono più nulla neppure le elezioni. Il giorno dopo l’apertura delle urne, tutti contro tutti, come in una campagna elettorale perenne, senza esclusione di colpi, mozzafiato, senza tregua. Ci sono trombettieri che già strombazzano. Vessilliferi che già scorrazzano. Portabandiera che già issano le gualdrappe (se non le gualdrappe, cosa?). La campagna di stampa, spiace dirlo, è iniziata dal giorno dopo la rielezione di Maurizio Beretta. Certo, il riconfermato presidente della Lega di Serie A non fa nulla per smentire i suoi detrattori in servizio permanente effettivo. Ma, in un ambito nel quale perfino un altro ciuffolone, Andrea Abodi, riesce ad essere candidato alla presidenza Lega di Serie A (un domani, chissà, anche a quella della FIGC), in una Federazione Calcio nella quale Gabriele Gravina (del quale, prima o poi, parleremo diffusamente ed approfonditamente) occupa cariche costantemente elevate, nella quale eccetera eccetera (ne abbiamo scritto fin troppe volte), quale danno può mai produrre, un Beretta in più, o in meno? A che stato è la Chiesa, si sarebbe detto tanti anni or sono. E già. E, nonostante Giancarlino (copyright Aldo Grasso) abbia preannunciato, nella sua Assemblea elettiva e non al bar e neppure in un’intervistinaina-ina, che non si ricandiderà mai più alla presidenza di quello che fu il vero ministero dello sport in Italia, non si profila all’orizzonte un candidato serio e credibile, dopo che Carlo Tavecchio non ha voluto abbracciare la croce. Nel frattempo, in stretta analogia con la vicenda politica, anche nel mondo del calcio sta emergendo la patologia del- 77 Diego Della Valle (Foto Archivio) la battaglia a colpi di giustizia (sportiva?). Impressiona e colpisce un dato di fatto: da quando Claudio Lotito ha iniziato (ma sta fornendo l’idea che si stia un tantinello afflosciando) la battaglia “contro” la Federazione Calcio, non gliene sta andando bene una, che sia una. Anzi, sembra proprio che lo stiano accerchiando, assediando, stringendo in una morsa soffocante. Sarà solo una sensazione? Staremo a vedere. Ma c’è un qualcosa che non si può negare: serpeggia, ogni due-tre settimane, qualche attacco giornalistico a Beretta e Lotito, il duo che non sta a genio ad Andrea Agnelli ed a Diego Della Valle. È solo un caso? Ma voi la immaginate, una Federazione Calcio nelle mani di Agnelli e Della Valle? Quelli che parlano, straparlano e strascrivono, hanno già dimenticato gli sfasci di Calciopoli, Moggiopoli, Arbitropoli? Chi ne furono i protagonisti indiscussi? Juventus e Fiorentina. Chi erano i loro rispettivi capi? Andrea Agnelli Gianni Rivera (Foto Archivio) ed i fratelli Della Valle? Possibile che non ci sia, in giro, qualcuno che somigli, magari alla lontana, alla moglie di Cesare? Qualcuno vuole aprire un’inchiesta, magari anche solo giornalistica, per individuare chi ha ridotto il calcio, e la sua (dis)organizzazione, in questo stato penoso? Ed ora, prepariamoci all’ultimo (in ordine di tempo) dei paradossi: il Settore Giovanile e Scolastico che, per cronica patologia da indecisionismo, non avrà un suo capo (Gianni Rivera pare non ne voglia più sapere, di restarne presidente), ma, addirittura, un commissario straordinario. All’insegna della coerenza, al Settore dei Giovani sarà preposto un quasi pari età di Gianni Rivera. Se così sarà, non ci resta che piangere, sulle prospettive del calcio in Italia (e, se non piangere, cosa?). 8 numero 30 - 01 agosto 2013 Uno sguardo alla fine della prossima stagione Tradotto: si rispetteranno le regole, o ci sarà la solita deroga di comodo? Luca Marelli Rubrica L o ammetto: potrà sembrare strano che l’attenzione venga spostata già alla conclusione della stagione nei giorni in cui inizia il raduno precampionato per gli arbitri della CAN A e della CAN B. Ma, come ho sempre sostenuto, è meglio anticipare le problematiche per trovare delle soluzioni piuttosto che pasticciare delle decisioni all’ultimo momento. Ci occupiamo, dunque, delle Norme di Funzionamento degli Organi Tecnici che, dopo l’assurda divisione della CAN, presenta una grave lacuna in tema di deroghe. In particolare l’art. 24 della normativa citata recita: “Deroghe dei requisiti di età per il passaggio degli A.E. e A.A. e di permanenza nei ruoli. 1.Il Comitato Nazionale, su proposta motivata dell’Organo Tecnico di appartenenza e in deroga ai limiti di età previsti per le promozioni, può disporre l’inquadramento nell’Organo Tecnico superiore di A.E. e di A.A. in possesso di particolari capacità tecniche e di età non superiore a un anno rispetto ai predetti limiti. 2.Tale deroga può essere Nicchi (Foto Archivio) concessa a un singolo A.E. e A.A. per ogni O.T. ovvero nella misura massima del 10% delle promozioni complessive spettanti ad ogni singolo O.T., se superiore al predetto limite minimo. 3.I limiti di permanenza nei ruoli non sono vincolanti per il proseguimento dell’attività degli A.E. ed A.A. in possesso della qualifica di internazionale per l’attività femminile”. La domanda che sorge spontanea è la seguente: perché occuparsi di deroghe dal momento che non sappiamo se saranno necessarie? Domanda legittima ma il motivo è molto semplice per chi segue attentamente le dinamiche arbitrali nelle massime categorie nazionali. Alla fine di questa stagione, e per la prima volta, dovranno essere applicate le norme relative al periodo massimo di permanenza di arbitri ed assistenti nelle categorie di appartenenza. In particolare gli arbitri e gli assistenti della CAN B possono rimanere in tale Organo Tecnico per un massimo di quattro stagioni sportive, alla conclusione delle quali o vengono promossi alla CAN A oppure debbono essere dismessi per “normale avvicendamento”. Analizzando l’organico della CAN B emerge che iniziano la loro quarta (ed ultima) stagione Ostinelli di Como e Cervellera di Taranto mentre altri hanno già superato (in alcuni casi abbondantemente) il limite. È necessario specificare che coloro che hanno ottenuto la promozione prima del 2010 godono dei privilegi acquisiti precedentemente, potendo usufruire di ben 10 stagioni complessive tra CAN A/B e CAN B. Ciò non toglie che, sulla base dei limiti di età (e di futuribilità) molti appaiono come elementi che non potranno mai ambire al passaggio di categoria: ci riferiamo, nello specifico, a Ciampi (nona stagione), Pinzani (settima), Candussio e Baracani (sesta), Nasca (quinta). In sostanza il rischio evidente è che, a fine stagione, la CAN B dovrà privarsi almeno di un paio di arbitri di ottimo valore per rispettare le norme di funzionamento a meno che non decida di ignorare il regolamento concedendo delle deroghe (peraltro abitudine invalsa almeno fino alla scorsa stagione, alla conclusione della quale non si esitò a dismettere l’eccellente Brighi ed a confermare Niccolai). A nulla vale l’eccezione che potrebbe essere sollevata con una interpretazione estensiva dell’art. 24 delle Norme di Funzionamento che (caso strano) appare molto chiara. In particolare è importante evidenziare che la norma citata non è norma di portata generale ma si riferisce a tre fattispecie ben chiare: 1 – il comma 1 riguarda solo le deroghe per la promozione negli organi tecnici superiori per coloro che non sono più in possesso dei requisiti anagrafici (e non di permanenza); 2 – il comma 2 specifica che il comma precedente è applicabile solo ed esclusivamente per un associato di ogni categoria; 3 – l’ultimo comma è riferito unicamente all’attività femminile (ed infatti, alla CAN PRO, ci sono arbitri donna che sono arrivati alla settima stagione a fronte di un limite generale di quattro). In sostanza il problema che dovrà essere affrontato è di modificare il prima possibile queste norme onde evitare di trovarsi con una CAN B completamente svuotata di arbitri dato che il rischio concreto è di dover dismettere dopo poche stagioni ragazzi giovani ma di talento e di dover mantenere www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu in organico arbitri meno giovani ma di nulle prospettive. O, peggio ancora, di dover forzare promozioni dalla CAN PRO di ragazzi che non sono in possesso dei requisiti tecnici idonei alla categoria (penso a Viti di Campobasso oppure a Castrignanò, salito in CAN B per una sola stagione ed avvicendato al termine di un campionato, purtroppo, disastroso). Per concludere questo excursus sulla prossima stagione, cominciano a circolare “voci” anche sui ruoli internazionali. Nella scorsa stagione l’Italia ha confermato in blocco tutti i suoi elementi. Al momento, se dovessero arrivare al limite di permanenza (45 anni) tutti gli internazionali attuali, non ci potrebbero essere nuovi inserimenti fino a dicembre 2016, quando usciranno Rizzoli e Bergonzi, in tal modo lasciando in attesa perenne i candidati del momento e cioè Guida (che non ritengo al livello degli attuali internazionali) e Massa (decisamente più talentuoso ma che deve 99 trovare continuità di rendimento). La soluzione che pare prendere sostanza è quella di non confermare lo status a Bergonzi che, di fatto, tornerebbe ad essere solo arbitro nazionale ma con un problema non da poco: nel caso in cui il genovese dovesse perdere i gradi da internazionale, alla fine della stagione dovrebbe essere dismesso per normale avvicendamento, dato che oggi inizia la sua dodicesima stagione nella massima categoria, ben oltre (dunque) le dieci stagioni consentite (e ricordiamo che Brighi, Giannoccaro e Romeo sono stati dismessi proprio in forza di questa regolamentazione che continuo a ritenere totalmente senza senso). E non pare una coincidenza il fatto che lo stesso Bergonzi, lo scorso gennaio, sia stato retrocesso nella seconda fascia di merito UEFA, di fatto perdendo qualsiasi possibilità di essere impiegato in manifestazioni di primaria importanza (Coppe, manifestazioni per nazioni). In pratica, per liberare un posto da internazionale, si sta valutando di privarsi di uno dei migliori cinque arbitri della CAN A. La domanda che, anche in questo caso, sorge spontanea è la seguente: ne vale la pena? Oppure dovremo poi attenderci la solita deroga “in barba” al regolamento ed alle pompose dichiarazioni in merito? Bergonzi (Foto Archivio) 10 numero 30 - 01 agosto 2013 La rinascita parte da Sud Viaggio all’interno del Cr Campania: tutte le interviste Il presidente Pastore: “Capire appieno l’importanza delle società per il territorio” dalla Redazione [email protected] U na giornata all’interno del Comitato regionale Campania, questo è quanto è stato concesso a noi di Professione Calcio, dandoci così l’opportunità di conoscere i volti simbolo, oltre che i programmi per l’immediato futuro, dell’intermo movimento dilettantistico campano. Partiamo dalla nutrita rappresentanza femminile, ed in particolar modo da Elisabetta Guarriello, consigliere: «È dallo scorso dicembre che ho assunto questo ruolo. Ho trovato un ambiente molto cordiale, e spero di poter costruire insieme ai miei colleghi qualcosa di importante. Nasco come dirigente di una società di calcio a 5 ed in quella veste ho partecipato ad un corso indetto dal Cr, durante il quale ho conosciuto l’allora presidente Salvatore Colonna ed Enzo Pastore. Diventando delegato del calcio a 5 ho sempre focalizzato la mia attenzione su una serie di iniziative collegate al Settore giovanile scolastico, ed anche attualmente, come consigliere regionale, ho ricevuto la delega proprio per le scuole e per i progetti che le riguardano. Entrando più nel dettaglio, stiamo promuovendo più che Andrea Vecchione, segretario (Foto Archivio) Il presidente del Cr Campania Enzo Pastore (Foto Archivio) il gioco del calcio la cultura dello sport nelle scuole, attraverso degli interventi (convegni ed incontri) all’interno degli istituti, così da far partecipare attivamente i ragazzi all’interno delle attività del Comitato Regionale. In un periodo come questo credo che il calcio possa rappresentare uno strumento molto efficace per far riscoprire, ai nostri ragazzi, quelli che sono i veri valori». Dopo la professoressa Guarriello è il turno dell’avvocato Carmen Troia, Delegato del Calcio Femminile campano: «Ho presieduto per anni una società di calcio maschile di Terza Categoria, con la quale ho subito sposato l’idea del Comitato di aprirsi anche al settore femminile. Da lì, fondamentalmente, è cominciata la mia attività nel settore femminile, fino a diventare il Delegato del Calcio Femminile campano. Il nostro obiettivo è quello di far uscire dalle tenebre un movimento che, malgrado siamo ormai nel terzo millennio, è ancora vincolato da troppi stereotipi. Nella nostra regione va riconosciuto che il calcio femminile sta portando dei risultati importanti, ed il prossimo anno ci ritroveremo con una squadra in Serie A e due in Serie B. Anche l’affluenza di pubblico sta aumentando, e se prima l’interesse per il calcio femminile era circoscritto ai soli addetti ai lavori, ormai il raggio di diffusione si sta ampliando e questo, vale la pena sottolinearlo, è anche merito di una serie di iniziative promosse dal Comitato e che riguardano anche e soprattutto il settore scolastico». Donne al servizio Elisabetta Guarriello, consigliere (Foto Archivio) www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu Carmen Troia, delegato per il calcio femminile (Foto Archivio) del calcio (campano) è anche il motto di Gelsomina Garofalo, Delegato Assemblea Cr Campania: «In occasione dell’ultima Assemblea elettiva mi sono fatta portavoce di un intervento, condiviso da tutto il Comitato Campania, con il quale ci auguravamo di poter contribuire ad un rinnovamento dei vertici del calcio italiano che invece, come tutti sappiamo, non è avvenuto con la rielezione del presidente Abete. In questi mesi Carlo Tavecchio ha svolto un ruolo di grande vigilanza sul calcio dilettantistico, e non solo, introducendo alcune innovazioni anche piuttosto significative. Tra queste, naturalmente, c’è il microcredito, che potrebbe rappresentare uno stimolo ma anche rivelarsi un’arma a doppio taglio considerata l’attuale situazione economica. Purtroppo, però, il rinnovamento che richiedevamo noi era di ben altra natura. Vorremmo rivedere il calcio gestito da persone che sono mosse innanzitutto dalla passione e non, come succede oggi, dai soli interessi». Stessa Tania Mastellone, delegato assembleare (Foto Archivio) 11 passione che caratterizza anche Tania Mastellone, Delegato Assembleare Cr Campania: «La mia principale attività è finalizzata alla collaborazione tra società sportive e strutture scolastiche, ed è rivolta principalmente, ma non solo, al calcio a 5 femminile. Negli ultimi anni ci siamo fatti promotori insieme con il Cr Campania e con l’istituto scolastico per cui lavoro, l’I.S.I.S Pitagora di Torre Annunziata, di un progetto definito “Donne in Rete”, il primo progetto in Italia di questo genere, ma anche della formazione del primo liceo scientifico nel nostro paese ad indirizzo sportivo». Dopo tante donne, ecco anche le dichiarazioni del segretario Andrea Vecchione: «Il calcio è stato sempre la mia grande passione, prima come calciatore, in seguito come arbitro ed infine, dopo l’incontro con Enzo Pastore, come dirigente sportivo, fino a che nell’ultima Assemblea elettiva di dicembre, con l’elezione proprio di Enzo Pastore a presidente, quest’ultimo mi ha nominato segretario. Venendo al calcio giocato e alla strettissima attualità, impossibile non parlare delle iscrizioni che sono tutt’ora in corso per quel che riguarda i campionati regionali. Stiamo avvertendo, come prevedibile, una crisi diffusa, ma va anche detto che l’introduzione del microcredito da parte di Carlo Tavecchio sta interessando diverse società. Anche per questo, ci auguriamo di non registrare defezioni per quel che riguarda i campionati di Eccellenza e Promozione». Dulcis in fundo, naturalmente, Enzo Pastore, il presidente: «Sono 34 anni che sono nel mondo del calcio campano, prima come segretario ed ora come presidente, e dopo tutto questo tempo voglio convincermi di poter continuare a dare il mio contributo a favore di tante società del nostro territorio che se lo meritano, soprattutto in un momento drammatico dal punto di vista economico come questo. Il mio auspicio è che il calcio dilettantistico possa rappresentare, proprio in un periodo come questo, un esempio anche per le società di livello superiore e che, almeno in teoria, dovrebbero fungere da modello. Bisogna sempre ricordare che le società rappresentano il nucleo essenziale di tutto il calcio italiano, senza non esisterebbe nella maniera più assoluta questo stesso sport, ovviamente sono chiamate a rispettare Gelsomina Garofalo, delegato assembleare (Foto Archivio) gli impegni presi con i loro dipendenti e collaboratori, ma anche quest’ultimi devono mantenere un atteggiamento serio e ricordarsi che, ribadisco, senza le società il calcio non esisterebbe. Da questo punto di vista, anche chi è al di sopra delle società deve comprendere l’importanza di quest’ultime. Sul fronte del calcio femminile, è un progetto su cui stiamo lavorando da anni e per il quale, per ammissione di tanti addetti ai lavori ma anche delle istituzioni, non ultimo il presidente Antonio Cosentino, la nostra regione rappresenta un modello esportabile anche su altri territori. Il tabù che esisteva fino a pochi anni fa ormai sta crollando, e questo per merito di una serie di iniziative che stiamo portando avanti in simbiosi con gli istituti scolastici della regione e che abbracciano l’intera carriera scolastica dei nostri ragazzi. Per quel che riguarda la piaga dell’impiantistica, persistente nel calcio dilettantistico italiano ed in particolar modo delle regioni meridionali, ci stiamo muovendo insieme ad un gruppo di tecnici su più binari. Innanzitutto, inseguendo le amministrazioni locali affinché si sveglino e forniscano, finalmente, un’impiantistica sportiva degna della nostra regione, senza sperperi esagerati come è successo negli ultimi anni. In più proveremo a sviluppare il Centro Sportivo di Secondigliano, un impianto dall’altissimo significato simbolico che dovrà diventare un centro di raccolta di tutto il territorio e che sarà affiancato anche da un oratorio laico destinato, ce lo auguriamo, a diventare un centro ricreativo per tanti bambini e ragazzi della zona per divertirsi, studiare e pregare». www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu 13 Ripescaggi Lega Pro, scatta l’ora X Per ora sembrano sicure in 5: Gavorrano, Aversa, Vecomp, Casertana, Cosenza Mancano due posti, si prenotano Real Vicenza e Foggia di Delfina Maria d’Ambrosio [email protected] A ncora poche ore di attesa e scadrà il termine per la presentazione delle domande di ripescaggio in Seconda Divisione. Si saprà quindi qualcosa di più sulle candidate a prendere i posti di Andria, Portogruaro, Borgo a Buggiano, Treviso, Sambenedettese e Campobasso, in attesa del Consiglio Federale fissato per il 5 agosto. La situazione comunque per la maggior parte dei club è chiara da tempo: tra le retrocesse in serie D al termine della stagione 2012-2013 solo Gavorrano e Aversa Normanna hanno intrapreso l’iter, mentre per le squadre dell’Interregionale è stata stilata una lunga graduatoria, formata da 21 società. Di queste solo Virtus Vecomp Verona, Casertana e Nuova Cosenza, alle quali si è aggiunto il Matera appena prosciolto dalle accuse di illecito, si sono subito mostrate disponibili a sostenere gli elevati costi per il ripescaggio. Ricordiamo che la cifra ammonta a 800mila Euro: due fideiussioni rispettivamente di 300mila (domanda di ripescaggio) e 400mila Euro (iscrizione al campionato) e 100mila Euro a fondo perduto per la Federcalcio. Nelle ultime ore si è delineata anche la situazione del Real Vicenza, il presidente del club biancorosso Lino Diquigiovanni ci ha spiegato: «Abbiamo presentato domanda, siamo ottimisti, se non avessimo avuto buone possibilità non avremmo proprio intrapreso questo percorso. Per il momento la squadra è allestita per sostenere la serie D, se le cose dovessero andare nel verso giusto valuteremo la situazione di ogni singolo giocatore per capire chi sarebbe in grado di affrontare un campionato tra i professionisti. Da una parte questo può essere uno svantaggio, ma non mi preoccupa, l’anno scorso ho avuto modo di vedere il Venezia con una rosa praticamente tutta da completare, poi ha vinto il campionato». Ancora tutto aperto invece in casa Foggia, dove è in atto una vera e propria lotta contro il tempo. Entro le 19 di oggi il club rossonero dovrà presentare tutte le garanzie finanziarie richieste. In caso di riuscita dell’operazione, un doveroso grazie andrà indirizzato anche ai tifosi che hanno raccolto ben 103mila Euro con il progetto “Missione Lega Pro”. Lino Diquigiovanni, presidente del Real Vicenza (Foto Archivio) www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu 15 Il Cobra torna alle origini Colpaccio della Pergolettese che ingaggia Claudio Coralli L’attaccante aveva giocato nel Pizzighettone dal 2004 al 2006 di Filippo Gherardi [email protected] C laudio Coralli è un nuovo giocatore della Pergolettese. L’ufficialità è arrivata stamattina e consegna sicuramente un grande colpo, l’ennesimo, a questo intenso mercato estivo di Lega Pro e più nello specifico alla neopromossa gialloblù. Trent’anni compiuti lo scorso marzo, la carriera di Coralli recita trentaquattro gol in cinque stagioni con la maglia dell’Empoli in Serie B, ma anche cinquantasette reti tra vecchia Serie C ed attuale Lega Pro con le maglie di Meda, Lucchese, Cittadella, Cremonese e Pizzighettone. E proprio con quest’ultimo, di cui la Pergolettese è qualcosa di più di una semplice erede diretta, Coralli ha giocato due stagioni, 2004-2005 e 20052006, lasciando un buon ricordo e mandando a referto la bellezza di venticinque reti in sessantasette gare disputate. Ecco perché, oggi, per il bomber di Borgo San Lorenzo si può tranquillamente parlare di un ritorno a casa: «Il Pizzighettone è la società che mi ha lanciato nel calcio che conta, e per questo sono molto contento di essere tornato in un ambiente che conosco ed in cui è come se si vivesse tutti in un’unica e grande famiglia. Sono venuto qui per dimostrare ancora il mio valore e per fare tanti gol, so di aver fatto un passo indietro in termini di categoria, ma mi auguro di poterne fare tanti in avanti con questa maglia addosso. L’obiettivo imprescindibile, da raggiungere a tutti i costi, è la permanenza in Lega Pro». Nell’ultimo anno Coralli ha giocato una sola partita con la maglia dell’Empoli, condizionato dal grave infortunio al crociato rimediato la scorsa estate e che lo ha costretto a stare fermo ai box per diversi mesi. Proprio il poco utilizzo, sommato anche ad alcune scelte tecniche-societarie che lo hanno riguardato direttamente, ha fini- Claudio Coralli con la maglia dell’Empoli (Foto Archivio) to con l’essere il motivo dominante del divorzio, dopo anni, tra il neo attaccante della Pergolettese e la società toscana: «Sono reduce da una stagione in cui praticamente non ho mai giocato, anche e soprattutto a causa dell’infortunio che mi è capitato. Tuttavia ci tengo a precisare che il mio divorzio dall’Empoli non è dipeso solo dall’infortunio, altresì da una serie di atteggiamenti poco chiari da parte della società e della loro scelta, a giochi fatti, di mettermi praticamente fuori rosa. Per tutti questi motivi non c’erano più i presupposti per rimanere. Intorno a me, in queste settimane, si è creato molto scetticismo proprio a causa di una stagione, l’ultima, molto difficile e vissuta nell’anonimato. La Pergolettese però ha deciso di puntare su di me, credendo cecamente nelle mie potenzialità. Il recupero fisico sta procedendo per il meglio, spero davvero di poter ripagare la fiducia riposta nei miei confronti con una stagione da protagoni- sta e, come detto anche qualche riga più su, segnando tanti gol». www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu 17 De Angelis: “Iscrizioni mancate, colpa della crisi” Intervista al segretario del Dipartimento Interregionale della LND “Il 30 luglio si è riunito il Consiglio direttivo che darà l’organico definitivo” di Filippo Gherardi [email protected] F asi concitate per quel che riguarda il calcio dilettantistico, e nella fattispecie il campionato di Serie D, legate in particolar modo all’iscrizione al prossimo campionato. Per questo motivo, ma non solo, abbiamo fatto visita a Mauro De Angelis, Segretario del Dipartimento Interregionale, che ci ha concesso la seguente intervista. Dottor De Angelis, partiamo col riportare ciò che emerso alla chiusura dei termini per le iscrizioni: 161 società hanno presentato la domanda e cinque, al contrario, non l’hanno fatto. Quest’ultime sono Milazzo, Fermana, Sorting Terni, Voghera e Viterbese «Queste rinunce sono la conseguenza di svariati problemi. Non possiamo negare che anche il nostro mondo, inevitabilmente, stia risentendo delle gravi difficoltà economiche di questo periodo storico. Entrando nello specifico: il Voghera era più di un anno che era sottoposta ad una verifica fiscale da parte della finanza, il Milazzo, come sapete, si è portato dietro nell’ultimo anno in Lega Pro una moltitudine di problemi, lo Sporting Terni ha deciso di rinunciare, mentre la Fermana non ha dato nessuna notizia. A loro aggiungete pure la Viterbese, una squadra storica con un importante bacino d’utenza e protagonista di un’ultima parte di stagione che gli è valsa anche l’accesso ai play-off. Inoltre bisogna considerare anche la Real Spal, che in seguito alla fusione con la Giacomense ha contribuito a riportare in vita un marchio dalla grande tradizione come quello della Spal ma nel campionato di Lega Pro, lasciando pertanto libero un posto in Serie D». Venerdì la Co.Vi.So.D si pronuncerà circa le altre, come detto, 161 richieste d’iscrizione regolarmente formalizzate. Che sensazioni avete a tal proposito? «Le 161 società che lei ha menzionato sono quelle che, attraverso la nuova pro- cedura online che tra le altre cose è stata assimilata in modo positivo dalle squadre e dai loro dirigenti, hanno presentato l’iscrizione al prossimo campionato, ma anche tra queste, comunque, figurano alcune problematiche relative a mancati adempimenti amministrativi. Venerdì la Co.Vi.So.D si esprimerà, in caso di parere negativo le società in questione avranno tempo e facoltà per fare ricorso entro il 23. Dopodiché, l’ultima parola spetterà al Consiglio direttivo della Lega che il 30 si è riunito (al momento di andare in stampa non ancora terminato, aggiornamenti sul nostro sito www.professionecalcio.eu) e ha stilato l’organigramma quasi definitivo della prossima stagione. Per aspettare quello definitivo occorrerà aspettare, e valutare, anche le richieste di quelle squadre escluse dalla Lega Pro e che presenteranno domanda per partecipare, in sovrannumero, al nostro campionato». L’introduzione del “microcredito” quanto ha inciso e quante società ha riguardato in fase d’iscrizione? «Sinceramente il numero esatto delle società che si stanno interessando a questa nuova iniziativa non glielo so dire, anche perché malgrado qualcuno abbia, nelle scorse settimane, chiamato anche qui da noi per chiedere informazioni, a giochi fatti sono i Comitati regionali che dovranno fare da riferimento tra le società e gli istituti bancari della zona. Quello che posso dirle io è che c’è stato un notevole interesse». Come Dipartimento Interregionale, oltre ad una crisi di risorse economiche state riscontrando anche una crisi in termini di “risorse umane” come trapela da parte di qualche Comitato regionale? «Se parliamo di persone coinvolte dal punto di vista economico è un conto, ma se parliamo di persone che collaborano, spontaneamente, all’interno di una società allora la risposta è no». Sul fronte impianti, il presidente del Comitato siciliano Sandro Morgana qualche settimana fa ci ha detto che, secondo lui, una volta venuti meno i contributi pubblici le amministrazioni locali debbano perlomeno impegnarsi a concedere gratuitamente alle squadre i campi da gioco. Cosa ne pensa? «Mi sembra che si tratti di una considerazione giusta. Anche noi stiamo incontrando, negli ultimi tempi, delle difficoltà a trattare con le amministrazioni locali per apportare dei lavori di miglioria che garantiscano, soprattutto, maggiore sicurezza. Capiamo che in un periodo come questo anche loro si trovano con ristrettezze economiche, ma la sicurezza rimane una priorità che va garantita. In alcune amministrazioni, purtroppo, non conoscono nemmeno il verbale d’agibilità dell’impianto, il che è molto grave se consideriamo che gli stadi spesso e volentieri sono anche teatro di eventi di varia natura, oltre che di semplici partite di calcio». Mauro De Angelis (Foto Archivio) www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu 19 Il nord-est del calcio perde i pezzi Dopo Treviso e Portogruaro, adesso anche il SandonàJesolo scompare L’ex tecnico Tedino: “Il presidente è stato lasciato solo. Qui lascio il cuore” di Delfina Maria d’Ambrosio [email protected] C ala il sipario sul SandonàJesolo calcio, ancora una volta una società dalla lunga storia, durata precisamente novantuno anni, impatta e soccombe contro le difficoltà economiche e il disinteresse locale. A nulla, infatti, sono serviti gli appelli del presidente Enzo Pavanetto, il sostegno richiesto non è arrivato e l’iscrizione del club veneto al campionato di serie D è definitivamente saltata. Bruno Tedino, storico allenatore dei biancocelesti che ha guidato per quasi cinque anni, ha commentato con amarezza questo triste epilogo: «È un finale che fa male, il SandonàJesolo si è fatto conoscere in tutta Italia, in questi anni abbiamo fatto tantissime cose, un lavoro che purtroppo non ha potuto aver seguito. È un peccato anche perché eravamo diventati un punto di riferimento importante per molti ragazzi giovani che si sono potuti mettere in mostra, ricevendo poi proposte per categorie superiori». Mister Tedino ha poi ricordato le difficoltà che il presidente Pavanetto ha dovuto affrontare: «Già l’anno scorso era stata chiesta maggior attenzione da parte dell’amministrazione comunale, ma il presidente è rimasto da solo. Difficoltà ne ha avute diverse, ma avrebbe potuto superarle se solo ci fossero state delle risposte positive in merito alle sponsorizzazioni. Prima si parlava del nord-est come di un grande polo economico, adesso la fine del Treviso, Portogruaro e SandonaJeso- Bruno Tedino (Foto Archivio) lo, realtà separate da pochi chilometri, dimostra la crisi che attanaglia questa zona. Il presidente non è una persona che si butta in progetti che non può poi portare avanti, si è reso conto di non farcela più, non ha fatto promesse e ha dovuto chiudere». Per il tecnico, autore inoltre di una bellissima lettera nel momento del suo addio alla squadra, la fine del club veneto è davvero una ferita aperta: «Sono molto triste, scompare un punto di riferimento per giovani calciatori e una passione vera per la tifoseria. Abbiamo avuto dei sostenitori straordinari che ci hanno seguito ovunque, allo stadio c’erano sempre circa seicento-settecento persone e una sessantina di ultras non ci lasciava mai soli. Io qui, posso dirlo con la più totale sincerità, ci lascio il cuore». Il futuro dell’ex allenatore biancoceleste dovrebbe essere azzurro, in molti lo danno già per certo sulla panchina dell’Italia under 18 e infatti il tecnico pur non svelando nulla, lascia poco spazio ai dubbi: «Sto aspettando l’ufficializzazione di una trattativa importante, non posso fare nomi né tanto meno parlare di categorie, altrimenti si indovinerebbe subito». www.professionecalcio.eu www.professionecalcio.eu 21 Calciomercato: la Torres puntella la difesa Dal Riviera di Romagna sbarca in Sardegna Linda Tucceri Cimini “Quando una società così importante ti cerca, ci si sente gratificati” di Germana Condò [email protected] A ncora novità per la stagione sportiva 2013/2014 in casa Torres, che ha ufficializzato l’ingaggio di Linda Tucceri Cimini, difensore proveniente dal Riviera di Romagna. Linda è abruzzese, classe ’91, mancina. Per sette anni, dal 2001 al 2007, ha fatto parte della SS Lazio, prima nel settore giovanile, passando poi alla primavera. Ceduta all’Aquila calcio in prestito per la stagione 2007/08, nel 2009 passa al Cervia, l’attuale Riviera di Romagna, dove resta fino ad oggi. Nelle ultime due stagioni si è messa in evidenza agli occhi della società rossoblu, giocando nel ruolo molto ricercato di cursore di fascia, ma ha dimostrato grande padronanza e flessibilità che le consente di cavarsela anche in altri ruoli. «Quando una società così importante si interessa a te – dichiara Linda – ci si sente gratificati per tutti i sacrifici e per il lavoro svolto in questi anni, grazie anche al Riviera di Romagna. Per me dall’esterno, la Torres è sempre stata la squadra per eccellenza della serie A, la squadra da battere per tutti». Così Linda inizierà ad allenarsi con il resto della squadra dal 6 agosto, data fissata per iniziare la preparazione pre-campionato. Le atlete che hanno disputato l’Europeo con la Nazionale, raggiungeranno le colleghe dalla metà del mese. Si festeggia un nuovo arrivo anche al Mozzanica. È Viola Brambilla, proveniente dal Fiam- mamonza. Giovane centrocampista, classe ’96, inizia la sua carriera nel vivaio della società bianco-rossa, disputando due campionati di Serie A2, conquistandosi il posto di titolare del centrocampo delle brianzole di Mister Cincotta a soli 15 anni. L’anno successivo disputa una stagione in Serie A e, nonostante la retrocessione, Viola con 27 presenze e due reti, si conferma un ottimo elemento, tanto da essere convocata nella Nazionale under 17 di Enrico Sbardella. A fine stagione è volata negli Stati Uniti insieme alla collega Valentina Giacinti e al mister Antonio Cincotta per disputare la WPSL (Women’s Premier Soccer League) con la maglia del l’AC Seattle. Ci sono cambiamenti in vista anche per il Valpo Pedemonte, che si appresta a disputare il suo primo Campionato nella massima serie. Il nome della società diventa ASD Fimauto Valpolicella, dal nome dello sponsor che ha consentito alla società di superare un momento di difficoltà, come ha ricordato il capitano Flora Bonafini che definisce gli ultimi tre anni “gli anni della svolta” per il Valpo, in cui la squadra ha potuto aggiungere nuovi acquisti alla rosa, raggiungendo il livello attuale, fino a festeggiare la promozione in Serie A “grazie soprattutto al lavoro svolto da tutta la squadra”. Riconfermati il Presidente Zulian e la segretaria Semenzin. Resta anche Federico Agresti, mister della stagione appena finita ed entrano nello staff anche Antonella Formisano alla guida della squadra per la prossima stagione e Daniele Signori. Alla rosa delle giocatrici si aggiungono Cristiana Casarotto difensore proveniente dal Vicenza, la punta Rachele Perobello che arriva dal Mozzecane e, dopo alcuni anni di assenza, rientra in Valpolicella il jolly Elena Nicolis. Il capitano Bonafini si sbilancia, anticipando che le novità non sono finite qui. «La società oltre a cercare di confermare tutta la rosa che ha brillantemente e meritatamente conquistato la promozione, sta programmando altri due acquisti ai quali si aggiungerà un colpo di mercato che però è ancora in fase di definizione». Linda Tucceri Cimini (Foto Archivio) www.professionecalcio.eu 23 Lo sport a San Marino guarda al futuro In vista dei Giochi dei Piccoli Stati del 2017, varato il piano di sviluppo sportivo Campionato sammarinese A cura di Flavio Grisoli [email protected] I l Comitato Esecutivo del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese ha presentato giovedì sera al Consiglio Nazionale il “Programma di Politica Sportiva 2013/2016” e il “Progetto di priorità di intervento sugli impianti sportivi”. Il Consiglio Nazionale ha approvato entrambi i documenti. Il “Programma di Politica Sportiva” è stato diviso dall’Esecutivo in sei differenti sezioni: struttura del CONS e delle Federazioni, impiantistica, promozione e comunicazione, medicina dello sport e prevenzione del doping, rapporto con la scuola e legge sullo sport. Il documento prevede una crescita totale della struttura del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, delle Federazioni e delle persone che ne fanno parte. Si prevedono progetti di sviluppo, corsi, riorganizzazioni dei settori critici, riorganizzazione dell’attività sportiva e dirigenziale. Il “Progetto di priorità di intervento sugli impianti” approvato dal Consiglio Nazionale è stato diviso in tre macrosezioni. La prima prevede ordinaria manutenzione delle strutture esistenti e funzionanti con il coinvolgimento delle Federazioni e dei fruitori. La seconda prevede invece una serie di “priorità” fra le quali la ristrutturazione della pista d’atletica, il completamento dei lavori alla copertura del bocciodromo, il trasferimento del Centro Ippico, la creazione di una nuova struttura polivalente e di un campo per la pratica del rugby. Attenzione viene posta anche sul campo di tiro con l’arco, sulla gestione di un percorso per la mountain bike e sulla concessione alle Federazione di uffici consoni alla funzione di sede. La terza sezione contiene l’elenco delle strutture da monitorare e lo studio di nuovi progetti tra i quali: le strutture natatorie, il lago di pesca sportiva, il tiro a volo, il crossodromo, la pista sintetica da sci.