Adorazione eucaristica “Adoriamo lo stesso pane… Io credo… noi crediamo…!. CANTO: Il Mistero dell'Amore Il Mistero dell'Amore ogni lingua celebri: canti il Corpo glorioso ed il Sangue inclito, per noi sparso dal Signore: Re di tutti i popoli. Ecco il pane farsi carne nel banchetto mistico, si trasforma il vino in sangue nel mistero altissimo; non i sensi ma la fede dà certezza all'anima. A noi dato, per noi nato da intatta Vergine: la parola ci ha lasciato che salvezza germina e la vita sua conchiuse con stupendo ordine. Questo grande Sacramento veneriamo supplici, è il supremo compimento degli antichi simboli; viva fede ci sorregga, quando i sensi tacciono. Nella notte della Cena Cristo nostra vittima celebrando la sua Pasqua in fraterna agape dà se stesso come cibo per nutrire i dodici. All'eterno sommo Dio, Padre, Figlio e Spirito, gloria, onore, lode piena innalziamo unanimi; il mistero dell'amore adoriamo umili. Amen. CELEBRANTE: Questo pane che tu mi doni Signore Gesù, sei tu stesso, o Cristo, Figlio diletto del Padre. Sei tu stesso che ti sei incarnato e immolato per me; tu che sei nato a Betlemme, sei venuto a Nazaret, hai guarito i malati… 1 Tu che sei la via, la verità e la vita; tu che sei morto perché mi ami; tu che sei asceso al cielo e ora, alla destra del Padre regni e intercedi continuamente per me. O Gesù, verità eterna, tu che sei presente lì sull’altare, realmente e sostanzialmente, con la tua umanità e tutti i tesori della tua divinità. Io lo credo e perché lo credo mi prostro davanti a te per adorarti. Accogli mio Dio e mio tutto, l’omaggio della mia adorazione. Amen Silenzio di adorazione CANTO: Shema' Israel Shema' Shema' Shema' Shema' Adonai Adonai Adonai Adonai Israel Israel Israel Israel elohenu, elohenu, elohenu, elohenu, Adonai Adonai Adonai Adonai ehad. ehad. ehad. ehad. Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor. Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor. Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor. Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor. 2 Guida: Con la Lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno della fede. Esso è iniziato l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.Quest’anno sarà un’occasione propizia perché tutti i fedeli comprendano più profondamente che il fondamento della fede cristiana è «l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il suo splendore. «Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare», perché il Signore «conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani». Dal libro del Siracide (34,9-16) Chi ha viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza parlerà con intelligenza. Chi non ha avuto delle prove, poco conosce; chi ha viaggiato ha accresciuto l'accortezza. Ho visto molte cose nei miei viaggi; il mio sapere è più che le mie parole. Spesso ho corso pericoli mortali; ma sono stato salvato grazie alla mia esperienza. Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà, perché la loro speranza è posta in colui che li salva. Parola del Dio Breve momento di silenzio Dal Salmo 118 (declamato lentamente al suono della cetra) Celebrate il SIGNORE, perché egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno. Sì, dica Israele: «La sua bontà dura in eterno». Sì, dica la casa d'Aaronne: «La sua bontà dura in eterno». Sì, dicano quelli che temono il SIGNORE: «La sua bontà dura in eterno». Apritemi le porte della giustizia; io vi entrerò, e celebrerò il SIGNORE. Questa è la porta del SIGNORE; i giusti entreranno per essa. Ti celebrerò perché mi hai risposto 3 e sei stato la mia salvezza. La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare. Questa è opera del SIGNORE, è cosa meravigliosa agli occhi nostri. Questo è il giorno che il SIGNORE ci ha preparato; festeggiamo e rallegriamoci in esso. O SIGNORE, dacci la salvezza! O SIGNORE, facci prosperare! Benedetto colui che viene nel nome del SIGNORE. Noi vi benediciamo dalla casa del SIGNORE. Il SIGNORE è Dio e risplende su di noi; legate la vittima della solennità e portatela ai corni dell'altare. Tu sei il mio Dio, io ti celebrerò; tu sei il mio Dio, io ti esalterò. Celebrate il SIGNORE, poiché è buono, perché la sua bontà dura in eterno. Breve momento di silenzio CANTO al VANGELO Alle-alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia. Passeranno i cieli e passerà la terra la sua Parola non passerà alleluia, alleluia! Dal Vangelo Luca (4,16-22) In quel tempo Gesù si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, per proclamare l'anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite». Tutti gli 4 rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?» Parola del Signore CANTO AL VANGELO Alle-alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia. Breve momento di silenzio Guida: L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).L’Anno della fede vuol contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta della fede, affinché tutti i membri della Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante persone in ricerca la “porta della fede”. Questa “porta” spalanca lo sguardo dell’uomo su Gesù Cristo, presente in mezzo a noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Egli ci mostra come «l’arte del vivere» si impara «in un intenso rapporto con lui». «Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo.Per questo anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede». LET.: DAL CATECHISMO DELA CHIESA CATTOLICA IO CREDO Obbedire (“ob-audire”) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è garantita da Dio, il quale è la Verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta. La Lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di Abramo: “Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra promessa . Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della promessa. Per fede, infine, Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio. Abramo realizza così la definizione della fede data dalla Lettera agli Ebrei: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” . “Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia” . Grazie a questa forte fede, Abramo è diventato “padre” di tutti coloro che credono. 5 Di questa fede, l'Antico Testamento è ricco di testimonianze. La Lettera agli Ebrei fa l'elogio della fede esemplare degli antichi che “ricevettero” per essa “una buona testimonianza” . Tuttavia “Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi”: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, “autore e perfezionatore della fede” . La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l'obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse l'annunzio e la promessa a Lei portati dall'angelo Gabriele, credendo che “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1,37), e dando il proprio consenso: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Elisabetta la salutò così: “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” . Per questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata . Durante tutta la sua vita, e fino all'ultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere “nell'adempimento” della Parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede. Silenzio di adorazione CANTO: Salga a te Signore Salga a Te, Signore, l'inno della Chiesa, l'inno della fede che ci unisce a Te. Sia gloria e lode alla Trinità! Santo, Santo, Santo per l'eternità. Una è la fede, una la speranza, uno è l'amore che ci unisce a Te. L'universo canta: lode a te, Gesù! Gloria al nostro Dio, gloria a Cristo Re. Fonte d'acqua viva per la nostra sete, fonte d'ogni grazia per l'eternità. Cristo, uomo e Dio, vive in mezzo a noi: Egli nostra via, vita e verità. Venga il tuo regno, regno di giustizia, regno della pace, regno di bontà. Torna o Signore, non tardare più. Compi la promessa: vieni o Gesù! 6 Guida: La fede «è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede impegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo». La fede è un atto personale ed insieme comunitario: è un dono di Dio, che viene vissuto nella grande comunione della Chiesa e deve essere comunicato al mondo. Ogni iniziativa per l’Anno della fede vuole favorire la gioiosa riscoperta e la rinnovata testimonianza della fede. Le indicazioni qui offerte hanno lo scopo di invitare tutti i membri della Chiesa ad impegnarsi perché quest’Anno sia occasione privilegiata per condividere quello che il cristiano ha di più caro: Cristo Gesù, Redentore dell’uomo, Re dell’Universo, «autore e perfezionatore della fede» (Eb 12, 2). LET.: DAL CATECHISMO DELA CHIESA CATTOLICA NOI CREDIAMO LET.: La fede è un atto personale: è la libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.“Io credo”: [Simbolo degli Apostoli] è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. “Noi crediamo”: [Simbolo di Nicea-Costantinopoli, nell'originale greco] è la fede della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dall'assemblea liturgica dei credenti. “Io credo”: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire: “Io credo”, “Noi crediamo”. LET.: È innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, [Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia - Te la santa Chiesa confessa su tutta la terra] e con essa e in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare: “Io credo”, “Noi crediamo”. Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo mediante il Battesimo. Nel “Rituale Romano” il ministro del Battesimo domanda al catecumeno: “Che cosa chiedi alla Chiesa di Dio?”. E la risposta è: “La fede”. “Che cosa ti dona la fede?”. “La vita eterna”.La salvezza viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre: “Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita, e non nella Chiesa come se essa fosse l'autrice della nostra salvezza” [Fausto di Riez, De Spiritu Sancto, 1, 2: CSEL 21, 104]. Essendo nostra Madre, la Chiesa è anche l'educatrice della nostra fede. CANTO: CREDO IN TE, SIGNOR Credo in te, Signor, credo in te: grande è quaggiù il mister, ma credo in te. Rit. Luce soave, gioia perfetta sei. Credo in te, Signor, credo in te. 7 Spero in te, Signor, spero in te: debole sono ognor, ma spero in te. Amo te, Signor, amo te: o crocifisso Amor, amo te. Resta con me, Signor, resta con me: pane che dai vigor, resta con me. Silenzio di adorazione Responsorio LET. : La fede è un'adesione personale di tutto l'uomo a Dio che si rivela. Comporta un'adesione della intelligenza e della volontà alla Rivelazione che Dio ha fatto di sé attraverso le sue opere e le sue parole. TUTTI: “Credere” ha perciò un duplice riferimento: alla persona e alla verità; alla verità per la fiducia che si accorda alla persona che l'afferma. LET. : Non dobbiamo credere in nessun altro se non in Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. TUTTI: La fede è un dono soprannaturale di Dio. Per credere, l'uomo ha bisogno degli aiuti interiori dello Spirito Santo. LET. : “Credere” è un atto umano, cosciente e libero, che ben s'accorda con la dignità della persona umana. TUTTI: “Credere” è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti. “Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre”. LET. : “Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata” TUTTI: La fede è necessaria alla salvezza. Il Signore stesso lo afferma: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” . LET. : “La fede è una pregustazione della conoscenza che ci renderà beati nella vita futura” . 8 Dall’ OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI nella SANTA MESSA PER L'APERTURA DELL'ANNO DELLA FEDE L'Anno della fede che oggi inauguriamo è legato coerentemente a tutto il cammino della Chiesa negli ultimi 50 anni: dal Concilio, attraverso il Magistero del Servo di Dio Paolo VI, il quale indisse un «Anno della fede» nel 1967, fino al Grande Giubileo del 2000, con il quale il Beato Giovanni Paolo II ha riproposto all'intera umanità Gesù Cristo quale unico Salvatore, ieri, oggi e sempre. Tra questi due Pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo II, c'è stata una profonda e piena convergenza proprio su Cristo quale centro del cosmo e della storia, e sull'ansia apostolica di annunciarlo al mondo. Gesù è il centro della fede cristiana. Il cristiano crede in Dio mediante Gesù Cristo, che ne ha rivelato il volto. Egli è il compimento delle Scritture e il loro interprete definitivo. Gesù Cristo non è soltanto oggetto della fede, ma, come dice la Lettera agli Ebrei, è «colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (12,2). Il Vangelo di oggi ci dice che Gesù Cristo, consacrato dal Padre nello Spirito Santo, è il vero e perenne soggetto dell'evangelizzazione. «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18). Questa missione di Cristo, questo suo movimento continua nello spazio e nel tempo, attraversa i secoli e i continenti. E' un movimento che parte dal Padre e, con la forza dello Spirito, va a portare il lieto annuncio ai poveri di ogni tempo – poveri in senso materiale e spirituale. La Chiesa è lo strumento primo e necessario di questa opera di Cristo, perché è a Lui unita come il corpo al capo. «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20,21). Così disse il Risorto ai discepoli, e soffiando su di loro aggiunse: «Ricevete lo Spirito Santo» (v. 22). E' Dio il principale soggetto dell'evangelizzazione del mondo, mediante Gesù Cristo; ma Cristo stesso ha voluto trasmettere alla Chiesa la propria missione, e lo ha fatto e continua a farlo sino alla fine dei tempi infondendo lo Spirito Santo nei discepoli, quello stesso Spirito che si posò su di Lui e rimase in Lui per tutta la vita terrena, dandogli la forza di «proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista», di «rimettere in libertà gli oppressi» e di «proclamare l'anno di grazia del Signore». Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione, non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n'è bisogno, ancor più che 50 anni fa! E la risposta da dare a questo bisogno è la stessa voluta dai Papi e dai Padri del Concilio e contenuta nei suoi documenti. Anche l'iniziativa di creare un Pontificio Consiglio destinato alla promozione della nuova evangelizzazione, che ringrazio dello speciale impegno per l'Anno della fede, rientra in questa prospettiva. In questi decenni è avanzata una «desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. E' il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall'esperienza di questo deserto, da questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi uomini e donne. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c'è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada. La prima Lettura ci ha parlato della sapienza del viaggiatore (cfr Sir 34,9-13): il viaggio è metafora della vita, e il sapiente viaggiatore è colui che ha appreso l'arte di vivere e la può condividere con i fratelli – come avviene ai pellegrini lungo il Cammino di Santiago, o sulle altre Vie che non a caso sono tornate in auge in questi anni. Come mai tante persone oggi sentono il bisogno di fare questi cammini? Non è forse perché qui trovano, o almeno intuiscono il senso del nostro essere al mondo? Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un 9 pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione, come pure lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato 20 anni or sono. Venerati e cari Fratelli, l'11 ottobre 1962 si celebrava la festa di Maria Santissima Madre di Dio. A Lei affidiamo l'Anno della fede, come ho fatto una settimana fa recandomi pellegrino a Loreto. La Vergine Maria brilli sempre come stella sul cammino della nuova evangelizzazione. Ci aiuti a mettere in pratica l'esortazione dell'apostolo Paolo: «La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda… E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di Lui a Dio Padre» (Col 3,16-17). Amen. Silenzio di adorazione CREDO, DOMINE - Inno per l’Anno della Fede Camminiamo, carichi di attese, a tentoni nella notte. Tu ci incontri nell’Avvento della storia, sei per noi il Figlio dell’Altissimo. Credo, Domine ! Credo. Con i santi, che camminano fra noi, Signore, noi ti chiediamo: adauge nobis fidem ! Credo, Domine, adauge nobis fidem ! Camminiamo, deboli e sperduti, senza il pane quotidiano. Tu ci nutri con la luce del Natale, sei per noi la stella del mattino. Credo, Domine ! Credo. Con Maria, la prima dei credenti, Signore, noi ti preghiamo: adauge nobis fidem ! Credo, Domine, adauge nobis fidem ! Camminiamo, stanchi e sofferenti, le ferite ancora aperte. Tu guarisci chi ti cerca nei deserti, sei per noi la mano che risana. Credo, Domine ! Credo. Con i poveri, che attendono alla porta, Signore, noi t’invochiamo: adauge nobis fidem ! Credo. Domine, adauge nobis fidem ! Camminiamo, sotto il peso della croce, sulle orme dei tuoi passi. Tu risorgi nel mattino della Pasqua, sei per noi il Vivente che non muore. Credo, Domine ! Credo. Con gli umili, che vogliono rinascere, Signore, ti supplichiamo: adauge nobis fidem ! Credo, Domine, adauge nobis fidem ! Camminiamo, attenti alla chiamata di ogni nuova Pentecoste. Tu ricrei la presenza di quel soffio, sei per noi la Parola del futuro. Credo, Domine ! Credo. 10 Con la Chiesa, che annuncia il tuo Vangelo, Signore, ti domandiamo: adauge nobis fidem ! Credo, Domine, adauge nobis fidem ! Camminiamo, ogni giorno che ci doni, con gli uomini fratelli. Tu ci guidi per le strade della terra, sei per noi la speranza della meta. Credo, Domine ! Credo. Con il mondo, dove il egno è in mezzo a noi, Signore, noi ti gridiamo: adauge nobis fidem ! Credo, Domine, adauge nobis fidem ! OMELIA bBreve momento di silenzio Guida: Fratelli e sorelle carissime, lo scorso 11 ottobre il Papa Benedetto XVI ha aperto l’Anno della Fede. E’ un invito rivolto a ciascuno di noi che siamo qui, a percorrere di nuovo e con entusiasmo il cammino della fede iniziato nel giorno el nostro Battesimo. Anche nella nostra comunità parrocchiale iniziamo questo particolare tempo di preghiera e di riflessione. Vogliamo scoprire più profondamente la grazia battesiamle che ha fatto di tutti noi i famigliari di Dio. Desideriamo metterci sulle orme del nostro Salvatore per offrire a tutti gli uomini un cammino di salvezza. Per questo abbiamo bisogno di rinnovare in noi la grazia del Battesimo. Nel ricevere quest’acqua benedetta, facendo il segno dela nostra comune fede cioè il segno della croce, manifestiamo il nostro desiderio di intraprendere noi per primi questo cammino, chiedendo a Dio la grazia del perdono. (Si distribuiscono le candele e si accendono - Tutti in piedi per rinnovare le promesse battesimali) Rinnovo delle promesse battesimali Fratelli e sorelle carissimi, per mezzo del Battesimo siamo diventati partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con Lui nella morte, per risorgere con Lui a vita nuova. Rinnoviamo ora le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella Santa Chiesa cattolica. – Rinunciate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio? Rinuncio. – Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato? Rinuncio. – Rinunciate a Satana origine e causa di ogni peccato? Rinuncio. – Rinunciate ad ogni forma di magia, di spiritismo, di cartomanzia, e di superstizione di ogni genere? Rinuncio. – Credete in Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della terra? 11 Credo. – Credete in Gesù, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è resuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? Credo. – Credete nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne e la vita eterna? Credo. – Credete che solo in Gesù Cristo possiamo trovare la liberazione dai mali che ci affliggono e che solo a Lui dobbiamo affidarci? Credo. QUESTA E’ LA NOSTRA FEDE QUESTA E’ LA FEDE DELLA CHIESA E NOI CI GLORIAMO DI PROFESSARLA IN CRISTO GESU’ NOSTRO SIGNORE. AMEN. Antifona cantata Ecco l'acqua, che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia; e a quanti giungerà quest'acqua porterà salvezza ed essi canteranno: alleluia, alleluia. Tantum Ergo - Benedizione Eucaristica CANTO FINALE: Dell’aurora tu sorgi Dell'aurora Tu sorgi più bella coi Tuoi raggi a far lieta la terra e tra gli astri che il cielo rinserra non c'è stella più bella di Te. Bella Tu sei qual sole, bianca più della luna, e le stelle più belle non son belle al par di Te. Bella Tu sei qual sole, bianca più della luna, e le stelle più belle non son belle al par di Te. Delle perle Tu passi l'incanto, la bellezza Tu vinci dei fiori Tu dell'iride ecclissi i bagliori, il Tuo viso rapisce il Signor Gli occhi Tuoi son più belli del mare, la Tua fronte ha il colore del giglio, le Tue gote, baciate dal Figlio, son due rose e le labbra sono fior. Bella Tu sei qual sole, bianca più della luna, e le stelle più belle non son belle al par di Te. 12 13