Adorazione eucaristica
“Adoriamo lo stesso pane…
Io credo… noi crediamo…!.
CANTO: Il Mistero dell'Amore
Il Mistero dell'Amore
ogni lingua celebri:
canti il Corpo glorioso
ed il Sangue inclito,
per noi sparso dal Signore:
Re di tutti i popoli.
Ecco il pane farsi carne
nel banchetto mistico,
si trasforma il vino in sangue
nel mistero altissimo;
non i sensi ma la fede
dà certezza all'anima.
A noi dato, per noi nato
da intatta Vergine:
la parola ci ha lasciato
che salvezza germina
e la vita sua conchiuse
con stupendo ordine.
Questo grande Sacramento
veneriamo supplici,
è il supremo compimento
degli antichi simboli;
viva fede ci sorregga,
quando i sensi tacciono.
Nella notte della Cena
Cristo nostra vittima
celebrando la sua Pasqua
in fraterna agape
dà se stesso come cibo
per nutrire i dodici.
All'eterno sommo Dio,
Padre, Figlio e Spirito,
gloria, onore, lode piena
innalziamo unanimi;
il mistero dell'amore
adoriamo umili. Amen.
CELEBRANTE: Questo pane che tu mi doni Signore Gesù, sei tu stesso, o Cristo,
Figlio diletto del Padre.
Sei tu stesso che ti sei incarnato e immolato per me; tu che sei nato a Betlemme,
sei venuto a Nazaret, hai guarito i malati…
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Tu che sei la via, la verità e la vita; tu che sei morto perché mi ami; tu che sei
asceso al cielo e ora, alla destra del Padre regni e intercedi continuamente per me.
O Gesù, verità eterna, tu che sei presente lì sull’altare, realmente e
sostanzialmente, con la tua umanità e tutti i tesori della tua divinità.
Io lo credo e perché lo credo mi prostro davanti a te per adorarti.
Accogli mio Dio e mio tutto, l’omaggio della mia adorazione.
Amen
Silenzio di adorazione
CANTO:
Shema' Israel
Shema'
Shema'
Shema'
Shema'
Adonai
Adonai
Adonai
Adonai
Israel
Israel
Israel
Israel
elohenu,
elohenu,
elohenu,
elohenu,
Adonai
Adonai
Adonai
Adonai
ehad.
ehad.
ehad.
ehad.
Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor.
Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor.
Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor.
Ascolta Israele, il Signore e' nostro Dio, Uno è Il Signor.
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Guida: Con la Lettera apostolica Porta fidei dell’11 ottobre 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha
indetto un Anno della fede. Esso è iniziato l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario
dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Nostro
Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.Quest’anno sarà un’occasione propizia perché tutti i fedeli
comprendano più profondamente che il fondamento della fede cristiana è «l’incontro con un
avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva».
Fondata sull’incontro con Gesù Cristo risorto, la fede potrà essere riscoperta nella sua integrità e in tutto il
suo splendore. «Anche ai nostri giorni la fede è un dono da riscoprire, da coltivare e da testimoniare»,
perché il Signore «conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell’essere cristiani».
Dal libro del Siracide (34,9-16)
Chi ha viaggiato conosce molte cose,
chi ha molta esperienza parlerà con intelligenza.
Chi non ha avuto delle prove, poco conosce;
chi ha viaggiato ha accresciuto l'accortezza.
Ho visto molte cose nei miei viaggi;
il mio sapere è più che le mie parole.
Spesso ho corso pericoli mortali;
ma sono stato salvato grazie alla mia esperienza.
Lo spirito di coloro che temono il Signore vivrà,
perché la loro speranza è posta in colui che li salva.
Parola del Dio
Breve momento di silenzio
Dal Salmo 118 (declamato lentamente al suono della cetra)
Celebrate il SIGNORE,
perché egli è buono,
perché la sua bontà dura in eterno.
Sì, dica Israele:
«La sua bontà dura in eterno».
Sì, dica la casa d'Aaronne:
«La sua bontà dura in eterno».
Sì, dicano quelli che temono il SIGNORE:
«La sua bontà dura in eterno».
Apritemi le porte della giustizia;
io vi entrerò, e celebrerò il SIGNORE.
Questa è la porta del SIGNORE;
i giusti entreranno per essa.
Ti celebrerò perché mi hai risposto
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e sei stato la mia salvezza.
La pietra che i costruttori avevano disprezzata
è divenuta la pietra angolare.
Questa è opera del SIGNORE,
è cosa meravigliosa agli occhi nostri.
Questo è il giorno che il SIGNORE ci ha preparato;
festeggiamo e rallegriamoci in esso.
O SIGNORE, dacci la salvezza!
O SIGNORE, facci prosperare!
Benedetto colui che viene nel nome del SIGNORE.
Noi vi benediciamo dalla casa del SIGNORE.
Il SIGNORE è Dio e risplende su di noi;
legate la vittima della solennità
e portatela ai corni dell'altare.
Tu sei il mio Dio, io ti celebrerò;
tu sei il mio Dio, io ti esalterò.
Celebrate il SIGNORE, poiché è buono,
perché la sua bontà dura in eterno.
Breve momento di silenzio
CANTO al VANGELO
Alle-alleluia, alleluia, alleluia,
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
Passeranno i cieli e passerà la terra
la sua Parola non passerà alleluia, alleluia!
Dal Vangelo Luca (4,16-22)
In quel tempo Gesù si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò
in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, gli fu dato il libro del
profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me,
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri
e il ricupero della vista ai ciechi;
per rimettere in libertà gli oppressi,
per proclamare l'anno accettevole del Signore».
Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella
sinagoga erano fissi su di lui.
Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite». Tutti gli
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rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano
dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?»
Parola del Signore
CANTO AL VANGELO
Alle-alleluia, alleluia, alleluia,
alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
Breve momento di silenzio
Guida: L’inizio dell’Anno della fede coincide con il ricordo riconoscente di due grandi eventi che hanno segnato il
volto della Chiesa ai nostri giorni: il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, voluto dal
beato Giovanni XXIII (11 ottobre 1962), e il ventesimo anniversario della promulgazione del Catechismo della
Chiesa Cattolica, offerto alla Chiesa dal beato Giovanni Paolo II (11 ottobre 1992).L’Anno della fede vuol
contribuire ad una rinnovata conversione al Signore Gesù e alla riscoperta della fede, affinché tutti i membri della
Chiesa siano testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto nel mondo di oggi, capaci di indicare alle tante
persone in ricerca la “porta della fede”. Questa “porta” spalanca lo sguardo dell’uomo su Gesù Cristo, presente in
mezzo a noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20). Egli ci mostra come «l’arte del vivere» si impara
«in un intenso rapporto con lui». «Con il suo amore, Gesù Cristo attira a sé gli uomini di ogni generazione: in ogni
tempo Egli convoca la Chiesa affidandole l’annuncio del Vangelo, con un mandato che è sempre nuovo.Per questo
anche oggi è necessario un più convinto impegno ecclesiale a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire
la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede».
LET.: DAL CATECHISMO DELA CHIESA CATTOLICA
IO CREDO
Obbedire (“ob-audire”) nella fede è sottomettersi liberamente alla Parola ascoltata, perché la sua verità è
garantita da Dio, il quale è la Verità stessa. Il modello di questa obbedienza propostoci dalla Sacra
Scrittura è Abramo. La Vergine Maria ne è la realizzazione più perfetta.
La Lettera agli Ebrei, nel solenne elogio della fede degli antenati, insiste particolarmente sulla fede di
Abramo: “Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in
eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò come straniero e pellegrino nella Terra
promessa . Per fede Sara ricevette la possibilità di concepire il figlio della promessa. Per fede, infine,
Abramo offrì in sacrificio il suo unico figlio.
Abramo realizza così la definizione della fede data dalla Lettera agli Ebrei: “La fede è fondamento delle
cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” . “Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu
accreditato come giustizia” . Grazie a questa forte fede, Abramo è diventato “padre” di tutti coloro che
credono.
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Di questa fede, l'Antico Testamento è ricco di testimonianze. La Lettera agli Ebrei fa l'elogio della fede
esemplare degli antichi che “ricevettero” per essa “una buona testimonianza” . Tuttavia “Dio aveva in
vista qualcosa di meglio per noi”: la grazia di credere nel suo Figlio Gesù, “autore e perfezionatore della
fede” .
La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l'obbedienza della fede. Nella fede, Maria accolse
l'annunzio e la promessa a Lei portati dall'angelo Gabriele, credendo che “nulla è impossibile a Dio” (Lc
1,37), e dando il proprio consenso: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
Elisabetta la salutò così: “Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore” . Per
questa fede tutte le generazioni la chiameranno beata .
Durante tutta la sua vita, e fino all'ultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede
non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere “nell'adempimento” della Parola di Dio. Ecco
perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede.
Silenzio di adorazione
CANTO:
Salga a te Signore
Salga a Te, Signore, l'inno della Chiesa,
l'inno della fede che ci unisce a Te.
Sia gloria e lode alla Trinità!
Santo, Santo, Santo per l'eternità.
Una è la fede, una la speranza,
uno è l'amore che ci unisce a Te.
L'universo canta: lode a te, Gesù!
Gloria al nostro Dio, gloria a Cristo Re.
Fonte d'acqua viva per la nostra sete,
fonte d'ogni grazia per l'eternità.
Cristo, uomo e Dio, vive in mezzo a noi:
Egli nostra via, vita e verità.
Venga il tuo regno, regno di giustizia,
regno della pace, regno di bontà.
Torna o Signore, non tardare più.
Compi la promessa: vieni o Gesù!
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Guida: La fede «è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le
meraviglie che Dio compie per noi. Intenta a cogliere i segni dei tempi nell’oggi della storia, la fede
impegna ognuno di noi a diventare segno vivo della presenza del Risorto nel mondo». La fede è un
atto personale ed insieme comunitario: è un dono di Dio, che viene vissuto nella grande comunione
della Chiesa e deve essere comunicato al mondo. Ogni iniziativa per l’Anno della fede vuole
favorire la gioiosa riscoperta e la rinnovata testimonianza della fede. Le indicazioni qui offerte
hanno lo scopo di invitare tutti i membri della Chiesa ad impegnarsi perché quest’Anno sia
occasione privilegiata per condividere quello che il cristiano ha di più caro: Cristo Gesù, Redentore
dell’uomo, Re dell’Universo, «autore e perfezionatore della fede» (Eb 12, 2).
LET.: DAL CATECHISMO DELA CHIESA CATTOLICA
NOI CREDIAMO
LET.: La fede è un atto personale: è la libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si rivela. La fede
però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno
si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la
fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad
altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non
posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la
fede degli altri.“Io credo”: [Simbolo degli Apostoli] è la fede della Chiesa professata personalmente da
ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. “Noi crediamo”: [Simbolo di Nicea-Costantinopoli,
nell'originale greco] è la fede della Chiesa confessata dai vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente,
dall'assemblea liturgica dei credenti. “Io credo”: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con
la sua fede e che ci insegna a dire: “Io credo”, “Noi crediamo”.
LET.: È innanzi tutto la Chiesa che crede, e che così regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la
Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, [Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia - Te la santa
Chiesa confessa su tutta la terra] e con essa e in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare:
“Io credo”, “Noi crediamo”. Dalla Chiesa riceviamo la fede e la vita nuova in Cristo mediante il
Battesimo. Nel “Rituale Romano” il ministro del Battesimo domanda al catecumeno: “Che cosa chiedi
alla Chiesa di Dio?”. E la risposta è: “La fede”. “Che cosa ti dona la fede?”. “La vita eterna”.La salvezza
viene solo da Dio; ma, poiché riceviamo la vita della fede attraverso la Chiesa, questa è nostra Madre:
“Noi crediamo la Chiesa come Madre della nostra nuova nascita, e non nella Chiesa come se essa fosse
l'autrice della nostra salvezza” [Fausto di Riez, De Spiritu Sancto, 1, 2: CSEL 21, 104]. Essendo nostra
Madre, la Chiesa è anche l'educatrice della nostra fede.
CANTO:
CREDO IN TE, SIGNOR
Credo in te, Signor, credo in te:
grande è quaggiù il mister, ma credo in te.
Rit. Luce soave, gioia perfetta sei.
Credo in te, Signor, credo in te.
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Spero in te, Signor, spero in te:
debole sono ognor, ma spero in te.
Amo te, Signor, amo te:
o crocifisso Amor, amo te.
Resta con me, Signor, resta con me:
pane che dai vigor, resta con me.
Silenzio di adorazione
Responsorio
LET. : La fede è un'adesione personale di tutto l'uomo a Dio che si rivela. Comporta un'adesione della
intelligenza e della volontà alla Rivelazione che Dio ha fatto di sé attraverso le sue opere e le sue parole.
TUTTI: “Credere” ha perciò un duplice riferimento: alla persona e alla verità; alla verità per la fiducia che
si accorda alla persona che l'afferma.
LET. : Non dobbiamo credere in nessun altro se non in Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
TUTTI: La fede è un dono soprannaturale di Dio. Per credere, l'uomo ha bisogno degli aiuti interiori dello
Spirito Santo.
LET. : “Credere” è un atto umano, cosciente e libero, che ben s'accorda con la dignità della persona
umana.
TUTTI: “Credere” è un atto ecclesiale. La fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra
fede. La Chiesa è la Madre di tutti i credenti. “Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per
Madre”.
LET. : “Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa
propone a credere come divinamente rivelata”
TUTTI: La fede è necessaria alla salvezza. Il Signore stesso lo afferma: “Chi crederà e sarà battezzato sarà
salvo, ma chi non crederà sarà condannato” .
LET. : “La fede è una pregustazione della conoscenza che ci renderà beati nella vita futura” .
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Dall’ OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI nella SANTA MESSA PER L'APERTURA DELL'ANNO
DELLA
FEDE
L'Anno della fede che oggi inauguriamo è legato coerentemente a tutto il cammino della Chiesa negli
ultimi 50 anni: dal Concilio, attraverso il Magistero del Servo di Dio Paolo VI, il quale indisse un «Anno
della fede» nel 1967, fino al Grande Giubileo del 2000, con il quale il Beato Giovanni Paolo II ha
riproposto all'intera umanità Gesù Cristo quale unico Salvatore, ieri, oggi e sempre. Tra questi due
Pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo II, c'è stata una profonda e piena convergenza proprio su Cristo
quale centro del cosmo e della storia, e sull'ansia apostolica di annunciarlo al mondo. Gesù è il centro
della fede cristiana. Il cristiano crede in Dio mediante Gesù Cristo, che ne ha rivelato il volto. Egli è il
compimento delle Scritture e il loro interprete definitivo. Gesù Cristo non è soltanto oggetto della fede,
ma, come dice la Lettera agli Ebrei, è «colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (12,2).
Il Vangelo di oggi ci dice che Gesù Cristo, consacrato dal Padre nello Spirito Santo, è il vero e perenne
soggetto dell'evangelizzazione. «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con
l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18). Questa missione di Cristo,
questo suo movimento continua nello spazio e nel tempo, attraversa i secoli e i continenti. E' un
movimento che parte dal Padre e, con la forza dello Spirito, va a portare il lieto annuncio ai poveri di ogni
tempo – poveri in senso materiale e spirituale. La Chiesa è lo strumento primo e necessario di questa
opera di Cristo, perché è a Lui unita come il corpo al capo. «Come il Padre ha mandato me, anche io
mando voi» (Gv 20,21). Così disse il Risorto ai discepoli, e soffiando su di loro aggiunse: «Ricevete lo
Spirito Santo» (v. 22). E' Dio il principale soggetto dell'evangelizzazione del mondo, mediante Gesù
Cristo; ma Cristo stesso ha voluto trasmettere alla Chiesa la propria missione, e lo ha fatto e continua a
farlo sino alla fine dei tempi infondendo lo Spirito Santo nei discepoli, quello stesso Spirito che si posò su
di Lui e rimase in Lui per tutta la vita terrena, dandogli la forza di «proclamare ai prigionieri la
liberazione e ai ciechi la vista», di «rimettere in libertà gli oppressi» e di «proclamare l'anno di grazia del
Signore».
Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione, non è per onorare una
ricorrenza, ma perché ce n'è bisogno, ancor più che 50 anni fa! E la risposta da dare a questo bisogno è la
stessa voluta dai Papi e dai Padri del Concilio e contenuta nei suoi documenti. Anche l'iniziativa di creare
un Pontificio Consiglio destinato alla promozione della nuova evangelizzazione, che ringrazio dello
speciale impegno per l'Anno della fede, rientra in questa prospettiva. In questi decenni è avanzata una
«desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio
lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno
intorno a noi. E' il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall'esperienza di questo deserto, da
questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi
uomini e donne. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo
contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio,
del senso ultimo della vita. E nel deserto c'è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa
vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il
cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare
una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada. La prima Lettura ci ha parlato della sapienza
del viaggiatore (cfr Sir 34,9-13): il viaggio è metafora della vita, e il sapiente viaggiatore è colui che ha
appreso l'arte di vivere e la può condividere con i fratelli – come avviene ai pellegrini lungo il Cammino
di Santiago, o sulle altre Vie che non a caso sono tornate in auge in questi anni. Come mai tante persone
oggi sentono il bisogno di fare questi cammini? Non è forse perché qui trovano, o almeno intuiscono il
senso del nostro essere al mondo? Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un
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pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non
bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in
missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico
Vaticano II sono luminosa espressione, come pure lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato
20 anni or sono. Venerati e cari Fratelli, l'11 ottobre 1962 si celebrava la festa di Maria Santissima Madre
di Dio. A Lei affidiamo l'Anno della fede, come ho fatto una settimana fa recandomi pellegrino a Loreto.
La Vergine Maria brilli sempre come stella sul cammino della nuova evangelizzazione. Ci aiuti a mettere
in pratica l'esortazione dell'apostolo Paolo: «La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni
sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda… E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto
avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di Lui a Dio Padre» (Col 3,16-17).
Amen.
Silenzio di adorazione
CREDO, DOMINE - Inno per l’Anno della Fede
Camminiamo, carichi di attese,
a tentoni nella notte.
Tu ci incontri nell’Avvento della storia, sei per noi il Figlio dell’Altissimo.
Credo, Domine ! Credo.
Con i santi, che camminano fra noi, Signore, noi ti chiediamo: adauge nobis fidem !
Credo, Domine, adauge nobis fidem !
Camminiamo, deboli e sperduti, senza il pane quotidiano.
Tu ci nutri con la luce del Natale, sei per noi la stella del mattino.
Credo, Domine ! Credo.
Con Maria, la prima dei credenti, Signore, noi ti preghiamo: adauge nobis fidem !
Credo, Domine, adauge nobis fidem !
Camminiamo, stanchi e sofferenti, le ferite ancora aperte.
Tu guarisci chi ti cerca nei deserti, sei per noi la mano che risana.
Credo, Domine ! Credo.
Con i poveri, che attendono alla porta, Signore, noi t’invochiamo: adauge nobis fidem !
Credo. Domine, adauge nobis fidem !
Camminiamo, sotto il peso della croce, sulle orme dei tuoi passi.
Tu risorgi nel mattino della Pasqua, sei per noi il Vivente che non muore.
Credo, Domine ! Credo.
Con gli umili, che vogliono rinascere, Signore, ti supplichiamo: adauge nobis fidem !
Credo, Domine, adauge nobis fidem !
Camminiamo, attenti alla chiamata di ogni nuova Pentecoste.
Tu ricrei la presenza di quel soffio, sei per noi la Parola del futuro.
Credo, Domine ! Credo.
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Con la Chiesa, che annuncia il tuo Vangelo, Signore, ti domandiamo: adauge nobis fidem !
Credo, Domine, adauge nobis fidem !
Camminiamo, ogni giorno che ci doni, con gli uomini fratelli.
Tu ci guidi per le strade della terra,
sei per noi la speranza della meta.
Credo, Domine ! Credo.
Con il mondo, dove il egno è in mezzo a noi, Signore, noi ti gridiamo: adauge nobis fidem !
Credo, Domine, adauge nobis fidem !
OMELIA
bBreve momento di silenzio
Guida: Fratelli e sorelle carissime, lo scorso 11 ottobre il Papa Benedetto XVI ha aperto l’Anno
della Fede. E’ un invito rivolto a ciascuno di noi che siamo qui, a percorrere di nuovo e con
entusiasmo il cammino della fede iniziato nel giorno el nostro Battesimo. Anche nella nostra
comunità parrocchiale iniziamo questo particolare tempo di preghiera e di riflessione. Vogliamo
scoprire più profondamente la grazia battesiamle che ha fatto di tutti noi i famigliari di Dio.
Desideriamo metterci sulle orme del nostro Salvatore per offrire a tutti gli uomini un cammino di
salvezza. Per questo abbiamo bisogno di rinnovare in noi la grazia del Battesimo. Nel ricevere
quest’acqua benedetta, facendo il segno dela nostra comune fede cioè il segno della croce,
manifestiamo il nostro desiderio di intraprendere noi per primi questo cammino, chiedendo a Dio la
grazia del perdono.
(Si distribuiscono le candele e si accendono
- Tutti in piedi per rinnovare le promesse battesimali)
Rinnovo delle promesse battesimali
Fratelli e sorelle carissimi, per mezzo del Battesimo siamo diventati partecipi del mistero pasquale
del Cristo, siamo stati sepolti insieme con Lui nella morte, per risorgere con Lui a vita nuova.
Rinnoviamo ora le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunciato a
satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella Santa Chiesa cattolica.
– Rinunciate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Rinuncio.
– Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?
Rinuncio.
– Rinunciate a Satana origine e causa di ogni peccato?
Rinuncio.
– Rinunciate ad ogni forma di magia, di spiritismo, di cartomanzia, e di superstizione di ogni genere?
Rinuncio.
– Credete in Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della terra?
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Credo.
– Credete in Gesù, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto,
è resuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
Credo.
– Credete nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei
peccati, la resurrezione della carne e la vita eterna?
Credo.
– Credete che solo in Gesù Cristo possiamo trovare la liberazione dai mali che ci affliggono e che
solo a Lui dobbiamo affidarci?
Credo.
QUESTA E’ LA NOSTRA FEDE
QUESTA E’ LA FEDE DELLA CHIESA
E NOI CI GLORIAMO DI PROFESSARLA
IN CRISTO GESU’ NOSTRO SIGNORE. AMEN.
Antifona cantata
Ecco l'acqua,
che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia;
e a quanti giungerà quest'acqua
porterà salvezza
ed essi canteranno: alleluia, alleluia.
Tantum Ergo - Benedizione Eucaristica
CANTO FINALE: Dell’aurora tu sorgi
Dell'aurora Tu sorgi più bella
coi Tuoi raggi a far lieta la terra
e tra gli astri che il cielo rinserra
non c'è stella più bella di Te.
Bella Tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle più belle
non son belle al par di Te.
Bella Tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle più belle
non son belle al par di Te.
Delle perle Tu passi l'incanto,
la bellezza Tu vinci dei fiori
Tu dell'iride ecclissi i bagliori,
il Tuo viso rapisce il Signor
Gli occhi Tuoi son più belli del mare,
la Tua fronte ha il colore del giglio,
le Tue gote, baciate dal Figlio,
son due rose e le labbra sono fior.
Bella Tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle più belle
non son belle al par di Te.
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Adorazione eucaristica