C’era una volta
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Storie e Leggende da Mille Paesi
FRATE INDOVINO O.F.M. Capp. Via Marco Polo, 1 bis - 06125 PERUGIA “Conto Corrente Postale n. 4069”
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Questa è la storia vera di una bambina di
otto anni. Il suo fratellino era destinato a
morire per un tumore al cervello. I loro genitori erano poveri, ma avevano fatto di
tutto per salvarlo, spendendo tutti i risparmi di famiglia. Un giorno, il papà disse alla mamma in lacrime: «Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo». La piccola, con
il fiato sospeso, aveva sentito tutto. Corse
nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e,
senza farsi sentire, si diresse alla farmacia
più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla
punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete.
«Per cos’è? Che cosa vuoi, piccola?». «È
per il mio fratellino, signor farmacista. È
molto malato e io sono venuta a comprare
un miracolo». «Che cosa dici?» borbottò il
farmacista. «Sì. Si chiama Andrea, e ha
una cosa che gli cresce dentro la testa, e
papà ha detto alla mamma che è finita, che
non c’è più niente da fare e ci vorrebbe un
miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho
preso tutti i miei soldi e sono venuta a
comperare un miracolo». Il farmacista accennò un sorriso triste: «Piccola mia, noi
qui non vendiamo miracoli». La bambina
spalancò gli occhioni, poi soggiunse: «Se
non bastano questi soldi posso darmi da
fare per trovarne ancora. Quanto costa un
miracolo?». C’era nella farmacia un uomo
alto ed elegante, dall’aria molto seria, che
sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli
Cambiare opinione e seguire chi ti
corregge è sempre cosa da uomo libero (Marco Aurelio).
Un viaggio di mille chilometri inizia sempre con un piccolo passo
(Lao-Tze).
La vita non è il problema di come
resistere alla tempesta, ma di come
danzare nella pioggia (Kahlil Gibran).
Una delle principali differenze tra
un gatto ed una bugia è che un gatto ha solo nove vite (Mark Twain).
Se ciascuno vedesse i propri difetti,
non andrebbe a cercare quelli degli
altri (proverbio tedesco).
Spesso ciò che conviene ci fa dimenticare ciò che è giusto (Bodie
Thoene).
Ogni diritto è insieme anche un dovere (Johann Gottlieb Fichte).
Fare un’esperienza in più significa
avere un’illusione in meno (Luc de
Clapiers de Vauvenargues).
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occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L’uomo le si avvicinò: «Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?». «Il signor farmacista non vuole vendermi un
miracolo e neanche dirmi quanto costa….
È per il mio fratellino Andrea, che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe
un’operazione, ma papà dice che costa
troppo e non ce la possiamo permettere, e
che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo.
Per questo ho portato tutto quello che ho».
«Quanto hai?». «Un dollaro e undici centesimi... Ma, sapete…» aggiunse con un
filo di voce «posso trovare ancora qualcosa…». L’uomo sorrise: «Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!». Con una mano
raccolse la piccola somma e con l’altra
prese dolcemente la manina della bambi-
na. «Portami a casa tua, piccola. Voglio
conoscere il tuo fratellino e anche il tuo
papà e la tua mamma e vedere con loro se
possiamo arrivare al piccolo miracolo di
cui avete bisogno». Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per
mano. Quell’uomo era il professor Carlton
Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò gratuitamente il
piccolo Andrea, che poté tornare a casa
qualche settimana dopo completamente
guarito. «Questa operazione è un vero miracolo», mormorò la mamma. «Mi chiedo
quanto sia potuta costare…». La sorellina
sorrise senza dire niente. Lei sapeva bene
che “il miracolo” era costato un dollaro e
undici centesimi.
Dal sito Internet http://www.qumran2.net
Una notte scoppiò un incendio nel villaggio in cui
abitava Kichiyomu. L’uomo indossò il kimono, si lavò il viso e, lemme lemme, andò ad avvertire il capo
villaggio: «Signore, scusate, è scoppiato un incendio.
Signore, ci sarebbe un incendio», diceva con calma e
gentilezza. Ma il tono di voce era troppo basso e il capo villaggio non aprì neanche un occhio. Poco dopo
si svegliò la moglie che, sentendo un bisbiglio alla
porta, andò a vedere chi fosse. Trovò Kichiyomu che,
senza perdersi d’animo, ripeteva: «Signore, ci sarebbe un incendio». La donna, allarmata, svegliò subito
il marito. L’uomo si agitò come un forsennato e in
gran fretta si diresse verso il luogo dell’incendio.
Quando arrivò, il fuoco era ormai spento e i funzionari lo rimproverarono per essere intervenuto così tardi. Lui si scusò in tutti i modi, ma tornato a casa convocò Kichiyomu e gli fece una bella ramanzina: «Insomma Kichiyomu, non devi usarmi tanti riguardi
quando c’è un incendio. Se succede qualcosa di grave nel villaggio, devi affrettarti a venire a bussare alla mia porta e chiamarmi a voce alta». «Va bene, ho
capito», disse Kichiyomu e andò via.
Qualche tempo dopo, nel cuore della notte, Kichiyomu arrivò di corsa ansimando alla porta del capo villaggio. Brandendo un pesante bastone che aveva portato con sé, cominciò a colpire ovunque, con botte da
orbi, finestre e scorrevoli di legno, spaccando tutto.
Infine, urlando a squarciagola, prese di mira i pilastri:
«Signore, un incendio enorme! Un incendio, un incendio!». Il capo villaggio saltò dal letto: «Kichiyomu, ho capito. Smettila con il bastone, mi stai distruggendo la casa. Piuttosto, dov’è l’incendio?»,
chiese sconvolto. Kichiyomu allora con aria innocente: «Signore, va bene se vi sveglio così la prossima volta che ci sarà un incendio?».
Da una novella giapponese
C’era una volta un re che amava moltissimo le cipolle,
e le coltivava nel suo giardino. Non permetteva a nessuno di toccarle, e aveva fatto una legge per difenderle: “Chi toccherà anche una soltanto delle mie cipolle,
sarà condannato all’impalatura”. Avvenne che, un giorno, passò di lì un povero orfano che viveva con la nonna. Vide le cipolle del re e pensò: «Ne porterò due a mia
nonna». Ma le guardie lo sorpresero e volevano condurlo in tribunale. Allora lui le pregò: «Lasciatemi rivedere mia nonna, prima di morire». Le guardie esaudirono la supplica. «Cara nonna, vengo a salutarti prima di essere impalato» le disse, commosso, il giovane
condannato. «Va bene. Però fai presto. Il pranzo è quasi pronto. Vai a impalarti, e torna a mangiare» rispose
la vecchia svanita. Le guardie lo portarono via.
Passarono davanti al palazzo del re, mentre stava af-
facciata alla finestra la principessa, che era una bellissima fanciulla. Quella creatura meravigliosa infiammò
di desiderio il condannato. Mai niente l’aveva sconvolto a tal punto! Come lo vide, il re sentenziò, furibondo: «Poiché hai osato toccare le mie cipolle, sarai
condannato all’impalatura». Udendo il verdetto di morte, il giovane scoppiò a ridere. «Perché ridi?» gli chiese il re indispettito. «Forse l’idea di morire tra i supplizi
ti diverte?». «No, maestà. Pensavo a mia nonna, che mi
consiglia un’impalatura veloce per non fare tardi a
pranzo. A me, che la vita si accende nel momento in cui
sta per essere spenta. E a te, che uccidi gli uomini per
far vivere le cipolle. In verità, il tuo cervello non è più
grande del mio e di quello della mia nonna». Allora il
re gli disse: «Hai ragione. Torna da tua nonna e vivi in
pace».
Non dire di conoscere una persona,
finché non avrai diviso con lei
un’eredità (Johann Kaspar Lavater).
Adopera ragioni forti con parole
dolci (proverbio).
Per fare cose grandi è necessario sognarne di più grandi ancora (MarieJeanne Roland de la Platière).
Non si può avere sempre tutto, alla
fine dove lo metteresti? (Steven
Wright).
La donna impiega dieci anni per
cambiare le abitudini del marito e
poi si lamenta che non è più l’uomo
che aveva sposato (Barbra Streisand).
Quando facciamo progetti per la
posterità, dovremmo ricordare che
la virtù non è ereditaria (Thomas
Paine).
Non hai convertito un uomo soltanto perché lo hai azzittito (John Morley).
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Ma chi ha detto che il mondo virtuale, la tecnologia sempre più avanzata, la civiltà dell’immagine hanno sconfitto la fiaba? Provate
a dirlo a un bambino che, alla sera, per addormentarsi chiede una voce amica che gli
racconti “una storia”. C’era una volta, sì: e,
per fortuna, c’è ancora.
Benedetto Ravasio, burattinaio che ha saputo
unire la tradizione con il rinnovamento, aveva una sua idea precisa delle favole alle quali
dava voce e movimento: prima di chiudere
“baracca e burattini”, lasciava sempre al suo
pubblico un messaggio positivo per l’ora della nanna: la certezza che il bene vince sul male, che gli orchi e le streghe, quelli immaginari
e quelli veri che popolano le cronache, non
hanno mai l’ultima parola… Il burattinaio
magico, con la sapienza del cuore, voleva che
i bimbi facessero sogni belli.
Ma anche i bambini nutriti a videogiochi e telefonini non disdegnano affatto Biancaneve e
i sette nani, Pollicino, Hansel e Gretel, la piccola fiammiferaia e via dicendo: queste “storie” le vogliono ascoltare una, due, più volte
la stessa sera. Perché, se è cambiato il mondo,
l’anima dei bambini non è cambiata e, nonostante le mille moderne sirene che popolano
ogni cameretta, quando arriva la notte si vuole sempre la cara, vecchia favola. Del resto
succede la stessa cosa per i giochi, come afferma anche un allenatore campione di umanità qual è Emiliano Mondonico: nemmeno i
bambini dei videogiochi resistono al fascino
della tombola…
I giochi dei nonni, i maghi e le fate, gli gnomi e i folletti godono ancora di grande popolarità tra i bambini. E i pedagogisti affermano
che a sviluppare la fantasia dei piccoli favole
e fiabe servono più di ogni altro marchingegno tecnologico. I loro personaggi, ora umani e patetici, ora comici o tragici, costituiscono una tappa preziosa per la formazione della personalità: forniscono all’osservazione,
alla riflessione, all’azione, il terreno ideale in
cui maturano molte attese, in qualche caso i
primi sapori di felicità.
Quanto alla possibilità che il bimbo si spaventi per il contenuto di certe fiabe, tutto dipende dalla modalità con cui le ascolta: se saranno le voci care della mamma, o del babbo,
o dei nonni a raccontare di streghe e di lupi
cattivi, il piccolo non avrà paura, anche perché, in tutte le fiabe che si rispettino, i cattivi
finiscono per essere sconfitti dalle forze del
bene.
Diversa, naturalmente, la reazione del bimbo
lasciato solo ad ascoltare, magari da un CD o
Carissimi amici.
Non è facile colmare il vuoto lasciatoci dal Calendario Frate Indovino 2013, che si è portato via le immagini e le parole dolcissime del Poverello di Assisi. Possiamo tuttavia provare a prolungare la sua presenza mantenendone viva l’icona nel nostro cuore e nella nostra vita.
Ora un altro anno si apre dinanzi a noi. Da parte mia l’augurio
più vivo e sincero affinché questo nuovo anno porti a tutti prosperità, gioia e pace. I tempi che stiamo vivendo, certo, ci appaiono piuttosto inquietanti, ma con un po’ di buona volontà possiamo riuscire a non renderli troppo rischiosi.
Proprio riflettendo su questi problemi ho colto l’argomento per
il Calendario 2014: C’era una volta… Ho pensato, cioè, di tornare a leggere con voi quelle storie, quelle fiabe e novelle che ci
incantavano quando, da bambini, le sentivamo raccontare dalla
nonna o dalla mamma. Storie che calavano come balsamo sulle
nostre prime inquietudini e sulle nostre paure, sul buio delle notti e sul buio dell’esistenza. Storie sempre a lieto fine, che, pure
nelle situazioni più compromesse, si aprivano all’imprevedibile e
in un battibaleno ribaltavano vicende dall’esito negativo ormai apparentemente scontato. Storie che rappresentavano l’unico modo per affrontare ed esorcizzare un mondo infido e spietato, dove si era sempre perdenti. Quel mondo che, in un verso o nell’altro, si ripresenta ad ogni svolta della storia, divenendo per noi,
eterni bambini dell’esistenza, una provocazione ed una sfida nella perenne lotta per divenire adulti.
Il mondo ha sempre bisogno di fiabe, perché queste ci insegnano a non mollare mai, nella consapevolezza che “l’imprevedibile” può sempre accadere, che il destino avverso si può ribaltare, anzi, che, in fondo, il destino siamo noi, che il lieto fine, specialmente quello Eterno, è nelle nostre mani.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a realizzare questo Calendario, in particolare il Maestro Prof.
Gianluigi Mattia, autore della copertina e delle tavole che figurano all’inizio di ogni mese.
A tutti voi ancora il mio augurio di Pace e Bene.
Che il Signore vi benedica.
Vostro
Frate Indovino
C’era una volta in una comunità di monaci
un giovane allievo desideroso di progredire rapidamente sulla via della santità. Durante la giornata andava con gli altri monaci al lavoro e, nei momenti di pausa, ne approfittava per far visita alla vecchia chiesina del villaggio. Un giorno, mentre si stava avvicinando al luogo sacro per pregare,
il giovane monaco notò in una spaccatura
della roccia, vicino alla chiesa, una piccola civetta che sembrava incurante della sua
presenza. Il giovane, incuriosito, si avvicinò e si accorse che la civetta era cieca. «Come farà a procurarsi da mangiare questa povera bestiola?», pensò, e si allontanò di
qualche passo rimanendo in osservazione.
Non trascorse molto tempo che un batter
d’ali lo mise all’erta; ed ecco avvicinarsi
veloce un falco che, con un pezzo di carne
in bocca, si posò vicino alla civetta, lacerò
il cibo in tanti pezzetti, li diede alla civetta
e volò via. Il giovane monaco, superato il
primo momento di stupore, cominciò a riflettere: «Dunque, il Signore si preoccupa
anche di una piccola civetta cieca, e non le
nita generosità?... Perché stare tanto in affanno per noi stessi?... Se il Signore provvede così ad un piccolo uccello insignificante, quanto più dovrà preoccuparsi di un
fa mancare il necessario per vivere... Ma allora vale la pena lavorare duramente l’intera giornata quando sappiamo che il Signore pensa a tutto e dispensa a tutti con infi-
da uno schermo, la storia paurosa, perché al
senso di abbandono potrà unirsi il terrore di
sentirsi affettivamente sguarnito.
Per le trame orripilanti di alcune fiabe – pensiamo a Barbablù, Pollicino, Cappuccetto
Rosso ed altre – non c’è dunque da preoccuparsi: si tratta di condizioni che servono per la
formazione di alcuni meccanismi di difesa:
diffidenza verso l’ignoto, prudenza in caso di
possibili pericoli, attenzione particolarmente
vigile nelle situazioni nuove e sconosciute…
La fiaba resta poi un ottimo mezzo per parlare anche ai bambini piccolissimi di tante cose
che, affrontate in un discorso diretto, sarebbe
difficilissimo far loro capire. Il carattere, il dovere, la bontà, la cattiveria, la bellezza… sono tutti concetti molto astratti, inaccessibili alla comprensione nell’infanzia; una volta però
personificati nei protagonisti e nelle situazioni delle “storie”, diventano immediatamente
comprensibili. Anche dentro una trama completamente irreale e fantastica, le fiabe propongono osservazioni realistiche sull’agire
umano. Il bambino arriverà presto a saper distinguere il mondo reale da quello delle favole e, intanto, avrà fatto tesoro di un sottofondo affettuoso e misterioso, l’avvio di un dialogo da sviluppare durante l’intera esistenza.
Raccontare una fiaba, infatti, è una forma di
dialogo: le “battute” del bambino, pur rimanendo in gran parte inespresse, non sono per
questo meno continue e reali. È immenso il lavorìo interiore che il bambino compie per assimilare la fiaba alla “sua” realtà, per farsene
uno strumento da usare nella scoperta di altre
tessere del variegato mosaico.
Nelle fiabe, chi racconta e chi ascolta “lavora
insieme” ad un’operazione delicata e profonda: il bambino ha un mondo da scoprire, il papà, la mamma, i nonni hanno un territorio della memoria da riscoprire e rivivere.
Per i bambini sono i sentieri della fantasia,
della scoperta, del sogno; per gli adulti è il
passato che torna, i momenti vissuti, i volti rimasti impressi nel cuore, magari le atmosfere
che hanno segnato una crescita. Tornano alla
mente lontane sere attorno al camino o alla
stufa, le veglie nella stalla, le notti stellate e il
profumo della neve in arrivo, il placido ruminare delle mucche e gli allegri conversari nei
cortili, che oggi non ci sono più. Per tutti, un
avvolgente senso di protezione, di sicurezza,
di calore emanato dall’affettuosa compagnia
che unisce chi racconta e chi ascolta una fiaba. Per questo le fiabe, che fanno bene ai piccoli, fanno benissimo anche ai grandi.
Giuseppe Zois
uomo come me?... Quanto ho potuto osservare è sicuramente un segno dal Cielo». E
così, tra una riflessione e l’altra, il giovane
decise di abbandonarsi alla generosità di
Dio chiedendo l’elemosina alla porta della
chiesa. Ma le cose non andarono come egli
aveva immaginato: infatti le offerte nessuno le portava, lo stomaco reclamava, il Cielo sembrava indifferente ed egli non riusciva a capirne il perché. Quando i morsi della fame si fecero insostenibili il giovane
tornò al monastero, dove fu accolto dal suo
maestro, al quale raccontò ogni cosa. Allora il maestro scosse la testa e, sorridendo,
gli disse: «Figliolo, quello che hai visto è
sicuramente un segno dal Cielo. Ma il Signore, con quanto accaduto, non voleva
spronarti a seguire l’esempio della civetta,
che tra l’altro, non aveva scelta, ma piuttosto quello del falco, che ha aiutato un suo
simile colpito da tanta sventura. È il falco
che dovevi imitare e non la civetta!». Dio è
buon lavoratore, ma vuol essere aiutato.
Da una leggenda nordafricana
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eventi come realmente accaduti, il racconto si distacca nettamente dalla fiaba e si avvicina sensibilmente alla novella.
MITO Dal greco mýthos (parola, discorso,
racconto). Il mito è un racconto fantastico rivestito di sacralità, che dunque suppone una fede.
Tramandato inizialmente in forma orale e solo in
seguito fissato in scrittura, in genere ha come
protagonisti esseri antropomorfi (uomini e donne singolari, eroi partecipi della divinità), si colloca in tempi primordiali e offre una descrizione
di come fenomeni, culture, popoli, realtà esistenti
abbiano avuto origine e si presentino tuttora con
una data forma e determinate caratteristiche. Il
mito è fondamento e parte integrante del mondo
religioso di un popolo o di una cultura, e viene attualizzato nel rito, durante l’azione sacrale, divenendo elemento unificatore di un gruppo sociale. Riporta sempre al mondo delle origini non per
soddisfare un interesse scientifico, ma per raccordare a una radice tutto ciò che nel presente
può apparire privo di nesso, e dunque di senso.
È un modo di spiegare la realtà e, attraverso il rito, di entrare a farne parte. L’indeterminatezza
temporale, nella quale il mito si colloca, favorisce
questa “attualizzazione”, dinamica essenziale in
ogni azione di tipo sacrale.
SAGA Dal norreno (antica lingua scandinava)
Saga, nel significato di segja (dire, raccontare),
tedesco sagen, inglese say. Racconto epico di
ampio respiro, talvolta a fondo storico, talvolta
interamente leggendario e fantastico, tipico delle antiche letterature nordiche. In senso più esteso: racconto epico delle gesta e delle vicende di
un popolo, di una famiglia, di un clan. Sono storie eroiche che talora fondono insieme varie tradizioni, formatesi in epoche remote, inizialmente
tramandate a viva voce, poi redatte in forma
scritta, generalmente nei secoli X-XIV.
FIABA La fiaba, dal latino fabula (derivato dal
verbo deponente fari, parlare), è una narrazione
medio-breve, di origine popolare, di solito in prosa, che ha per protagonisti esseri umani nelle cui
vicende intervengono personaggi fantastici (orchi, fate, streghe, maghi, giganti, spiriti benefici
e malefici). Di solito non ha finalità dichiaratamente moraleggiante o didascalica, ma di intrattenimento ricreativo ed infantile (anche se di gradito ascolto pure per gli adulti). Tra i caratteri
identificativi della fiaba vi sono proprio la presenza dell’elemento prodigioso e magico; l’indeterminatezza di tempi e luoghi (c’era una volta…
in un Paese lontano lontano…); l’assenza di una
finalità moralistica evidente o addirittura dichiarata; il lieto fine; personaggi e vicende inverosimili; un linguaggio elementare e ripetitivo, tipico
dei narratori popolari. Tramandate oralmente per
lunghe generazioni, molte fiabe hanno cominciato a essere raccolte da ricercatori e scrittori dagli inizi del secolo XIX.
FAVOLA Anche se le due parole “fiaba” e “favola” condividono un’identica etimologia (fabula
per entrambe), il genere di narrazione tende a essere assai diverso. Si considera “favola” un bre-
ANEDDOTO Dal greco anékdotos (inedito,
non svelato). Breve informazione di carattere
storico, ma fornita come marginale (quasi una
curiosità), riguardante un evento di una certa rilevanza o un personaggio importante. In senso
più ampio indica il riportare un fatto particolarmente stimolante o rivelatore, ma poco noto, della vita privata di qualcuno.
ve racconto, in prosa o in versi, spesso di autore noto, che ha di solito protagonisti “antropomorfizzati”, cioè animali che incarnano caratteristiche umane, e ai quali l’autore conferisce la capacità di ragionare e parlare. Unitamente agli animali, interagiscono con gli uomini anche esseri
inanimati, tutti portatori di comportamenti, qualità, vizi e difetti umani. A differenza della fiaba, la
favola non contiene alcun elemento magico; la vicenda è semplice e concreta, aderente alla vita
quotidiana (tanto che la favola è stata definita
“metafora dell’esistenza”). Ha un linguaggio letterariamente più curato della fiaba; di solito presenta una finalità sapienziale e moralistica, spesso apertamente dichiarata.
DETTO AFORISMA MASSIMA
SENTENZA APOFTEGMA Frase breve ed incisiva che condensa, nello stile delle antiche locuzioni latine, un principio o una verità di
carattere esistenziale, filosofico o morale da assumere come norma generale dell’agire.
LEGGENDA La parola deriva dal latino legenda (“cose da leggere”), in riferimento alla vita di un santo o al racconto dei suoi miracoli, “da
leggersi” specialmente in occasione della sua festa. In seguito la parola ha acquistato il senso più
esteso di “racconto antico” dove l’elemento storico-reale e l’elemento fantastico vivono congiuntamente pur rimanendo distinti. La leggenda
popolare non ha mai un solo autore, perché, appunto, nasce e si evolve progressivamente dal
popolo, il quale tende a trasformare un fatto reale in un evento sempre più fantastico, cercando di
integrare con l’immaginazione ciò che non riesce
a sapere o a comprendere. In sintesi, per leggenda si intende qualsiasi racconto tradizionale, di argomento religioso o eroico, nel quale i fatti o i personaggi, sia immaginari, sia desunti dalla storia
ma soggetti ad un’amplificazione fantastica, sono
collegati con luoghi e tempi determinati.
PARABOLA Dal latino parabola, a sua volta
derivato dal verbo greco parabállo (“mettere a lato”, a confronto). Racconto ricco di immagini dal
quale, per via di comparazioni, similitudini e allegorie, traspare una verità o un insegnamento morale o religioso. Attraverso un esempio si vuole
illuminare una realtà specifica.
PROVERBIO Breve motto di comune consenso e antica tradizione, che esprime, in forma
stringata ed incisiva, spesso ritmica, un pensiero o, più spesso, una norma di vita. I proverbi sono massime che contengono norme, giudizi,
consigli desunti dall’esperienza comune ed
espressi in maniera sintetica, spesso in metafora. Essendo formulazioni di vasto patrimonio popolare, talvolta passano per proverbi anche diffusi luoghi comuni.
La gentilezza delle parole crea fiducia. La
gentilezza dei pensieri crea profondità. La
gentilezza del donare crea amore (LaoTzu).
Non temere di percorrere una lunga strada, se sei diretto verso coloro che hanno
qualcosa da insegnarti (Socrate).
Se mi si chiedesse che cosa mi commuove di più al mondo, direi forse, che è il
passaggio di Dio nel cuore degli uomini
(Julien Green).
Non esistono scoperte definitive, né reale
progresso finché sulla Terra esisterà un
bambino infelice (Albert Einstein).
Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza (Hermann
Hesse).
La tempesta è capace di distruggere i fiori, ma non è capace di danneggiare i semi
(Kahlil Gibran).
Una giornata veramente perduta è quella
in cui non hai sorriso (Nicolas Chamfort).
Ad ogni tramonto, dall’altro versante corrisponde un’aurora (anonimo).
Non tendere mai l’arco oltre la lunghezza
delle braccia (anonimo).
C’era un brigante che da molto tempo era ricercato. Un giorno si travestì e andò in città.
Lì le guardie lo riconobbero e lo inseguirono.
Il brigante riuscì a sfuggire e, di gran corsa,
arrivò al palazzo del vescovo. Il portone era
aperto: lui entrò nel cortile. Un servitore del
vescovo gli domandò che cosa volesse. Il brigante non sapeva come rispondere, e disse a
casaccio: «Devo parlare col vescovo». Il vescovo lo ricevette e gli domandò il motivo
della visita. Quello rispose: «Sono un brigante, mi stanno inseguendo: nascondimi, o t’uccido».
Il prelato rispose: «Io sono vecchio, non temo
la morte: ma sento pietà di te. Va’ in quella
stanza; sei stanco, riposa, e intanto io ti porterò da mangiare». Le guardie non si arrischiarono a entrare nel palazzo del vescovo,
e il brigante rimase lì a passare la notte.
Riposato che fu, il vescovo gli si avvicinò e
gli disse: «Provo compassione nel vedere che
hai freddo, hai fame, sei inseguito come un
lupo; ma più di tutto mi fai pena per il tanto
male che hai compiuto e per l’anima tua, che
stai mandando in perdizione. Smetti di agire
da malvagio!». Il brigante rispose: «No, ormai non posso più vincere l’abitudine di fare
il male; da brigante ho vissuto e da brigante
morrò».
Il vescovo lo lasciò, spalancò tutte le porte e
andò a dormire. Durante la notte il brigante
s’alzò e si mise a girare per le stanze. Gli pareva incredibile che il vescovo non avesse rin-
chiuso nessun oggetto, e avesse lasciato tutte
le porte spalancate. Cominciò a guardare qua
e là, che cosa potesse rubare. Vide un grosso
candelabro d’argento e pensò: «Piglierò questo, che ha un buon valore: così me ne andrò
di qui, e non starò ad ammazzare quel vecchio». E così fece.
Le guardie non s’erano allontanate dal palazzo, e continuavano a far la posta al brigante.
Appena questi uscì dal palazzo, lo circondarono, e gli trovarono indosso il candelabro. Il
brigante provò a discolparsi, ma le guardie incalzarono: «Di tutti i delitti passati ti puoi
scolpare, ma il furto di questo candelabro non
puoi negarlo. Andiamo dal vescovo; lui ti
smaschererà». Condussero il ladro alla presenza del vescovo, gli mostrarono il candelabro e gli domandarono: «È vostro questo oggetto?». Il vescovo rispose: «È mio». Il brigante taceva; i suoi occhi, come quelli d’un
lupo, sfuggivano qua e là.
Il vescovo non fece parola: andò nell’altra
stanza, prese il candelabro rimasto, compagno di quello in mano alle guardie, lo diede al
brigante e disse: «Ma perché, figlio mio, hai
preso un candelabro solo? Eppure io te li avevo regalati tutti e due!».
Il brigante scoppiò a piangere, e disse alle
guardie: «Sono un ladro e un brigante: portatemi via!». E al vescovo: «Perdonami, in nome di Cristo, e prega Iddio per me».
Racconto che Lev Tolstòj rielabora
da Les Misérables di Victor Hugo
NOVELLA La novella è una narrazione letteraria di non lungo respiro, per lo più in prosa, di
un fatto in tutto o in parte storico (o anche del tutto immaginario, ma presentato con tratti realistici), che si propone di intrattenere e interessare gli
ascoltatori o i lettori. Tra i caratteri identificativi
della novella possiamo annoverare l’impronta
nettamente realistica nei personaggi e nelle vicende, la finalità prevalentemente narrativa,
l’aderenza alla vita quotidiana. La novella si caratterizza nei confronti del romanzo, oltre all’estensione dell’opera, per una struttura più
semplice: mentre il romanzo organizza in unità
molteplici vicende narrative, la novella normalmente si sviluppa sulla trama di un’unica azione
conduttrice. La letteratura italiana è molto ricca
di questo genere narrativo.
RACCONTO Componimento narrativo in
prosa, di contenuto fantastico o storico, di minore complessità ed estensione del romanzo, costituito da una vicenda unica e destinato ad una
lettura ininterrotta. Solitamente chi si dedica a
questo genere di narrativa pubblica congiuntamente più racconti come capitoli di un unico libro, ciascuno a senso compiuto, ma tutti legati
da un filo conduttore comune. Per la caratteristica di presentare i personaggi come “veri” e gli
Una mattina un pastorello conduceva al pascolo cento pecore. Alla svolta dei Tre Pini saltò fuori il lupo e, digrignando i denti, intimò: «O mi dai una pecora per colazione o faccio una strage e sbrano anche te!». Il pastorello, per prendere tempo, rispose: «Va bene:
ti darò una pecora, ma voglio indicartela io.
Prendi la sessantesima del gruppo, contando dall’ultima». Il lupo confessò: «Non
so contare». «Allora», riprese il ragazzo, «prendi quella nera, che sta là, dietro quel cespuglio, a sinistra». Il lupo
andò, ma dietro il cespuglio c’era il
grosso mastino del pastore,
il quale affrontò la belva ed ebbe la meglio. Il
ragazzo accorse e, vedendo il lupo morente, gli
disse: «Hai visto che cosa vuol
dire non saper fare di conto? Se
fossi andato a scuola da piccolo,
questa disavventura non ti sarebbe
capitata».
Frattanto, in mezzo al gregge,
una pecora bigia, la sessantesima a contare dall’ultima, borbottava per conto suo:
«È proprio una fortuna che certe bestie, a
questo mondo, non siano
andate a scuola e non sappiano contare!».
4
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14-05-2013
11:05
Pagina 1
Pesce fuggito non canta in padella. Carissimi amici coltivatori. Dopo il cammino percorso insieme al Poverello di Assisi, che ci ha accompagnato
per tutto il 2013, entriamo nel nuovo anno senza dimenticare il suo messaggio. Egli, che si commuoveva
di fronte alla vastità dell’Universo come dinanzi alle
più umili creature, che si sentiva immerso tra le cose e
le guardava con gli occhi stupiti dell’innocenza originale, e assaporava con gratitudine la stupenda e misteriosa esperienza della vita, ci possa ridare la capacità di
stupirci e di commuoverci davanti ad un cielo stellato
come davanti ad un filo d’erba, e di guardare ogni
creatura con gli occhi della bontà e della pace. Con
questo pensiero voglio augurarvi un felice e santo Anno Nuovo. LAVORI DEL MESE. Gennaio è un mese
di relativa calma, che vi permette di preparare i terreni per le nuove colture, concimandoli e lavorandoli all’asciutto. Preparate i terricci per le semine e le rinvasature (confrontare il nostro volume: L’Orticello di
Casa, pagg. 22-35). Disinfettate le piante da frutto
(prugni, meli, peri, albicocchi, peschi) spalmando sul
fusto e sui rami principali poltiglia bordolese, o solfato di ferro, o calce idrata. Continuate l’imbianchimento di scarole e radicchi. Cominciate a prelevare le marze per gli innesti riponendole sotto sabbia in ambiente
freddo e buio, o in frigorifero dentro una busta di plastica ben chiusa. Tenete d’occhio sementi e bulbi messi da parte per le nuove colture, e le conserve riposte
in magazzino. Mettete a punto attrezzature, impianti
di sostegno e coperture. VIGNA E CANTINA. Controllate il nuovo vino, rimboccando, se necessario, i
contenitori. Se non avete fatto il primo cambio del vino, provvedete quanto prima. Eseguite la prova all’aria per verificare la tenuta del colore. Mantenete in
cantina una temperatura non superiore ai 18°C. Giorni adatti per i travasi: dal 16 al 30 del mese. Per saperne di più su questo argomento richiedeteci il libro Vigna, Vino e Cantina (per ordinarlo vedere alla pagina
19 di questo Calendario).
Il grande filosofo Russell, famoso anche per la
sua scarsissima avvenenza fisica, incontrò un
giorno un’attricetta molto bella, ma notoriamente corta di mente: «Professore, da tempo coltivo
un sogno... poter avere un figlio da lei. Pensi, un
bambino con la mia bellezza e con la sua intelligenza!». Russell, divertito, rispose: «E pensi se
venisse con la mia bellezza e la sua intelligenza!».
Uomini da dimenticare - Due
amiche al telefono: «Finalmente,
dopo tre anni che stiamo insieme,
Massimo mi ha parlato di matrimonio!» - «Davvero? E
cosa ti ha detto?» - «Che sua moglie si chiama Laura e
hanno due bimbi...». ALIMENTI CONSERVATI - Quando acquistate alimenti conservati, dovrete prestare un
po’ di attenzione. Se il prodotto è conservato in contenitori di latta, osservate bene che non ci siano gonfiori né sul fondo né sul coperchio: essi sono, infatti, spia
di un processo di fermentazione, con conseguente alterazione del prodotto; accertatevi poi che non ci siano tracce di ruggine, poiché anche l’ossidazione del
metallo provoca l’alterazione del contenuto. Se i recipienti sono in vetro, controllate che non siano esposti
alla luce solare diretta, o che non lo siano stati: potrete verificarlo osservando bene il colore dell’alimento,
che in quel caso risulterebbe alterato. Per i congelati o
surgelati, la corretta conservazione dipende dal rispetto della cosiddetta “catena del freddo”: a ogni passaggio, lungo la strada della commercializzazione, il prodotto non deve mai sostare in ambienti che superino i
-18°C. Naturalmente non è il consumatore che può
controllare il rispetto di questa prescrizione; però si
può facilmente verificare che gli involucri contenenti i
prodotti surgelati siano integri, e che vengano tolti dal
freezer che li contiene solo al momento dell’acquisto.
È vero che la strada di una donna di qualità è cosparsa
di fiori; ma essi spuntano dietro non dinanzi ai suoi passi
(John Ruskin).
Paese che vai... - Medico giapponese: «Ma che magnifico colorito
giallo abbiamo oggi!». Secondo
la fisica, la resilienza è la proprietà che hanno i materiali, dopo uno choc meccanico, di tornare alla forma
iniziale. Riferito a un intero ecosistema, il termine indica la sua capacità di rientrare in uno stato simile a
quello originario dopo aver subito uno stress di tipo
antropico (inquinamento, disboscamento, utilizzo improprio) o di tipo naturale (un evento atmosferico, una
frana, un incendio...). In medicina i malati resilienti
sono coloro che, dinanzi a diagnosi pesantemente infauste, riescono - contro ogni previsione - a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere risultati clinici importanti. Al grido di battaglia: “Tutto ciò
che non mi fa morire mi rende più forte”, in Italia sono migliaia le persone che riescono a reagire, a ritagliarsi spicchi di vita vera dopo aver visto da vicino il
punto di non ritorno. Un plauso ai medici che li sanno
guidare in questo atteggiamento mentale assolutamente vincente.
I SANTI E LE ROSE - La tradizione e l’iconografia religiosa ci
consegnano numerosi episodi di
vite di santi legate alla regina dei fiori: la Rosa. Narra
ad esempio il biografo che la beata Colomba da Rieti,
ormai sul letto di morte, chiese di essere adornata da
una corona di rose: «Fatemi bella per il Signore!». È
noto l’episodio di santa Rita da Cascia che in pieno inverno manda a cogliere due rose nel suo giardino di
Roccaporena. E san Francesco che, assalito da una
tentazione notturna, non esitò a gettarsi nudo dentro
un cespuglio di rose pungenti, che subito si trasformò
in un roseto senza spine; se ne trova ancora traccia in
Santa Maria degli Angeli. Santa Elisabetta d’Ungheria
(1207 - 1231) aveva una particolare predilezione per i
poveri, che sostenne con mezzi personali e pubblici,
spesso contro la volontà dei grandi del suo regno. Un
giorno venne sorpresa mentre usciva recando sotto il
mantello una cesta di pane per i poveri. Invitata perentoriamente a mostrare cosa nascondesse, la Santa
aprì il mantello ed apparve un cesto di bellissime rose.
Episodi analoghi si ricordano anche di santa Zita e santa Rosa da Viterbo.
Quando i discendenti di Noè popolarono la Terra, tutti i popoli usavano lo stesso linguaggio. Ora, quando
gli uomini emigrarono in cerca di altre terre, trovarono una pianura fertile e ben irrigata nella regione di
Sennaar posta tra il Tigri e l’Eufrate; e si stabilirono lì.
E si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamo dei mattoni
e cuociamoli al fuoco». Poi dissero: «Venite, costruiamo una città, ed una torre che possa stare di fronte al
cielo. Facciamoci conoscere con un’opera che dimostri
la nostra potenza, per non disperderci su tutta la terra». Il Signore scese per vedere la città e la torre costruite dai figli dell’uomo e disse: «Essi sono un solo
popolo ed hanno una sola lingua. Questa è la loro prima opera e ora riusciranno a realizzare ogni loro progetto. Non avranno più limiti nel fare tutti insieme,
deboli e sprovveduti come sono, altre opere di orgoglio. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua,
perché non si comprendano più l’un l’altro». Così il Signore li disperse da quel luogo su tutta la faccia della
Terra, ed essi cessarono di costruire la città, che si
chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di
tutta la Terra e là disperse i popoli su tutta la Terra.
(Dalla Bibbia)
PENSIERO SPIRITUALE Quando ci sentiamo stanchi per aver lavorato sodo, ringraziamo il Signore e
pensiamo quanto è terribile la “stanchezza” di chi
non fa nulla; stanchezza che può portare dalla noia
al disgusto, fino alla soglia della disperazione.
OLTRE LE NUVOLE. Le stelle sono enormi corpi di
gas incandescenti che variano per forma, dimensioni e
colori a seconda delle condizioni in cui si sono generate. Il Sole, ad esempio, è una stella relativamente piccola e stabile. All’inizio era una gigantesca nube di gas
e polvere (la cosiddetta “nebulosa solare”) che “galleggiava” nello spazio. L’esplosione di una stella giunta alla fine della sua vita generò dei contraccolpi che
scossero l’equilibrio della nebulosa, la quale iniziò a
collassare fino a un’esplosione nucleare che generò il
Sole. Le nubi di gas che possono dare origine a nuove
stelle si formano in seguito all’esplosione di altre stelle che hanno completato il proprio ciclo di vita lanciando nello spazio il proprio contenuto. È come se rinascessero dalle proprie ceneri… Non bisogna pensare che la nascita di una stella sia un evento raro. Nella
Via Lattea, ad esempio, si stima che ne nasca una all’anno: e si pensi che essa è una galassia di medie dimensioni. Immaginando che ogni galassia veda la nascita di una nuova stella ogni anno e sapendo che nell’universo conosciuto ci sono circa 100 miliardi di galassie, possiamo calcolare che si generano almeno 100
miliardi di nuove stelle all’anno, cioè 274 milioni al
giorno! Il Sole è composto quasi totalmente da idrogeno, che viene convertito in elio tramite reazioni di fusione nucleare a milioni di gradi centigradi. POSIZIONI PLANETARIE. Il 20 del mese a h. 0.51 il Sole
entra in Acquario. Il giorno 11 Mercurio entra in Acquario e poi il 31 in Pesci. Venere rimane in Capricorno, Marte in Bilancia, Giove è retrogrado in Cancro,
Saturno in Scorpione, Urano in Ariete, Nettuno in
Pesci.
SOLE
1° Gennaio
Leva ore 7.40
Tramonta ore 16.45
15 Gennaio
Leva ore 7.37
Tramonta ore 16.59
1 M
쐞
2 G
3 V
4 S
5 D
6 L
7 M
킌
8 M
9 G
10 V
11 S
12 D
13 L
14 M
15 M
쐠
16 G
17 V
18 S
19 D
20 L
21 M
22 M
23 G
쐡
24 V
25 S
26 D
27 L
Le vittorie hanno tanti padri, ma le sconfitte sono sempre figlie di NN. Se ti senti interpellare con
la frase tanto logora quanto abusata: «Amico, tu
che sei una persona intelligente...», stai attento al
sottinteso: «...quindi la
devi pensare come me!».
Prima, seconda o terza, non c’è Repubblica
che tenga. Certi soggetti
rimangono sempre a galla: abbassati giunco, che
passa la piena! Perché
i bambini il primo giorno
di scuola piangono? Perché è troppo distante
dall’ultimo!
28 M
29 M
쐞
30 G
31 V
Nel Nome Santo di Gesù. Amen!
..........................................
CAPODANNO SANTA MADRE di DIO
Luna Nuova a h. 12.14 - [Luna di Gennaio] Giornata della Pace
Abbondanti nevicate, specie in alta quota.
Ss. Basilio Magno e Gregorio N. vv. dott. ..........................................
Anche un viaggio di mille leghe comincia con un passo
SS. Nome di Gesù – S. Geneviève vr.
1° Ven. ..........................................
Gennaio forte lo teme il vecchio come la morte
B. Angela da Foligno fr. – Ss. Ermete e Caio mm. 1° Sab. ..........................................
La pulce nella farina si crede mugnaio
..........................................
S. EDOARDO III re B. Maria Repetto vr.
Al povero ogni vestito è buono
..........................................
EPIFANIA del SIGNORE I Ss. Re Magi
L’Epifania ogni festa porta via Giornata dell’Infanzia Missionaria
S. Raimondo di Peñafort – S. Luciano m.
..........................................
Finita la festa - gabbato lo santo
Festa del Tricolore
S. Massimo di Pavia v. – S. Erardo v. – S. Nathalan v. ..........................................
Primo Quarto a h. 04.39 - Giornate serene
con forti gelate su gran parte del nostro Paese
S. Marcellino di Ancona v. – S. Fillano ab.
..........................................
Prosperità umana - sospetta e vana
S. Milziade p. – B. Marchesina Luzi vr. m. – S. Domiziano v. ..........................................
Chi assai promette presto si pente
S. Igino p. – S. Leucio v. – S. Onorata di Pavia vr.
..........................................
Disse il sorcio alla noce: «Dammi tempo che ti buco»
..........................................
BATTESIMO di GESÙ S. Bernardo fr.
Impara in gioventù e saprai in vecchiaia
S. Ilario di Poitiers v. dott. – S. Goffredo
..........................................
Tante teste - tanti tribunali
S. Potito m. – B. Odorico da Pordenone fr.
..........................................
Chi è abituato al bene - stenta ad abituarsi al male
S. Mauro ab. – B. Angelo er. – S. Ita (Ida) vr.
..........................................
Chi s’ingegnò riuscì a sfangarla
Ss. Berardo e C. fr. mm. – B. Giuseppe Tovini fr. ..........................................
Luna Piena a h. 05.52
Neve alternata a pioggia per frequenti sbalzi termici
S. Antonio ab. – S. Roselina vr. – B. Eufemia Domitilla
..........................................
La nobiltà poco si apprezza se vi manca la ricchezza
S. Margherita d’Ungheria – B. Beatrice d’Este
..........................................
Sacco vuoto non sta in piedi
Ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani
..........................................
2a p.a. S. MACARIO il Grande ab. S. Catello v.
Gioventù dura poco - quando le si dà fuoco
Ss. Fabiano p. e Sebastiano mm.
..........................................
Il Sole entra in Acquario a h. 00.51
S. Agnese vr. m. – S. Epifanio v. – B. Cristiana
..........................................
È quando fa buio che vedi le stelle
S. Vincenzo diac. m. – S. Caterina Volpicelli
..........................................
Chi soverchio spende la povertà lo attende
S. Agatangelo m. – S. Emerenziana vr. m.
..........................................
Parla poco e ascolta assai - che giammai ti pentirai
S. Francesco di Sales v. dott. – S. Vera vr.
..........................................
Ultimo Quarto a h. 06.19 - Breve ritorno di cielo sereno
che porta con sé brinate notturne e nebbie nelle valli
Conversione di s. Paolo ap. – B. Teresa ved.
..........................................
Chi raccoglie tante ricchezze raccoglie anche tanti parenti
..........................................
3a p.a. Ss. TITO e TIMOTEO vv. S. Agostino v.
Cuor contento non sente stento
Giornata mondiale dei Lebbrosi
S. Angela Merici vr. – Rosalia du Verdier vr. m.
..........................................
Lunga barba non fa saggezza
Giorno della Memoria
S. Tommaso d’Aquino dott. – B. Olimpia m.
..........................................
Il primo grado di pazzia è il sentirsi savio
S. Costanzo v. m. – B. Villana – S. Sabrina vr.
..........................................
A barba bianca - succo di botte
S. Giacinta de Marescotti fr. – S. Mattia v.
..........................................
Luna Nuova a h. 22.38 - [Luna di Febbraio]
Correnti da Nord-Est con giornate serene e fredde
..........................................
S. Giovanni Bosco – S. Gimignano v. – S. Ciro m.
Tre buone cose vuole il campo: buon lavoratore, buon seme, buon tempo
FENOMENI CELESTI: Mercurio tramonta dopo il Sole rendendosi visibile
nella seconda e terza decade del mese. Venere è visibile all’alba, sempre
meglio dalla metà del mese in poi. Marte è osservabile nella seconda parte
della notte. Giove è nelle migliori condizioni di visibilità essendo passato in opposizione al Sole
il giorno 5. Saturno è visibile poco tempo prima dell’alba. MACCHIE SOLARI: numero di macchie solari in lieve ma regolare aumento fino al prossimo mese di Aprile. TEMPESTE MAGNETICHE: il flusso di attività magnetica è anch’esso linearmente costante. GIORNATE FAVOREVOLI:
tutte nel periodo, in quanto non si prevedono intervalli temporali di evidente criticità.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
TOZZETTI (O CANTUCCINI). Ingredienti: un kg di farina - 200 gr di olio (extravergine di oliva) - 400 gr di
zucchero - 6 uova - 400 gr di mandorle dolci, intere,
sbucciate - buccia grattugiata di un limone non trattato - 2 cucchiai di mistrà - 100 gr di semi di anice (a
piacere) - lievito in polvere per dolci - Procedimento:
impastate con la farina il burro, le uova, lo zucchero,
il mistrà e le mandorle - Unite la buccia di limone, (se
volete, i semi di anice) e, da ultimo, il lievito - Fate
con l’impasto ben amalgamato delle filette un po’
schiacciate (larghe circa 8 cm e spesse circa 2,5 cm) Mettetele in forno caldo a 180°C per circa mezz’ora.
Quando avranno preso un bel colore toglietele dal forno, fatele raffreddare e tagliatele a strisce trasversali
rimettendo poi in forno per qualche minuto, finché i
tozzetti saranno tostati anche lateralmente.
5
La vecchia e gloriosa Europa, nonostante le
migliaia di anni di esperienze e di amare lezioni,
stenterà a mantenere il suo ruolo culturale e di
civiltà. Tra rivalità e gretti nazionalismi, i piccoli e ottusi uomini alla guida ne ostacoleranno la
rinascita. Le associazioni dei maghi e delle fattucchiere si mostreranno oltremodo indignate di
essere state accomunate agli economisti. Ci rendiamo conto, in effetti, che il paragone è stato
per loro infamante. Il saggio dice: “Quando
siete a un tavolo da poker e dopo venti minuti
non avete ancora capito chi è il pollo, vuol dire
che il pollo siete voi” (Warren Buffett).
AGLIO COMUNE (Allium sativum) - Pianta erbacea della famiglia delle Liliacee, originaria dell’Asia Centrale. Usato ampiamente in cucina e
nella medicina popolare come antisettico e vermifugo, gli sono riconosciute spiccate qualità antiaggreganti piastriniche e antiossidanti. È attivo
contro il colesterolo e i trigliceridi, contro l’aterosclerosi e l’ipertensione. Sviluppa anche
un’azione antimicotica ed antibatterica. Si raccomanda un uso moderato a soggetti con problemi
gastrointestinali, e in associazione con farmaci
anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, perché ne potenzia l’effetto.
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28-05-2013
8:49
Pagina 2
Lascia che l’acqua scenda e il fumo salga. LAVORI DEL MESE.
Continuate a preparare terreni e
terricci per le nuove semine. Controllate sementi e
conserve messe da parte. Tempo permettendo, iniziate la potatura di viti ed alberi da frutto. Mettete da
parte le marze per gli innesti. Lavorate ai nuovi impianti ponendo a dimora alberi da frutto e da giardino.
ORTO. Fate attenzione a non mettere le stesse colture nelle stesse aiuole dell’anno precedente (principio
della rotazione delle colture). Ridate terra a cipolle,
agli, fave e piselli seminati in autunno. Vigilate sui ritorni di freddo tenendovi pronti a coprire le colture in
pericolo. Semine in ambiente protetto: lattughe, radicchi, indivie e cicorie; prezzemolo, erbe aromatiche,
basilico; bieta da taglio, cavoli estivi; peperoni, melanzane, pomodori. Semine in terreno aperto: piselli, fave, aglio, cipolle; spinaci, asparagi, agretti, ravanelli.
GIARDINO. Non dimenticate i vasi di appartamento
messi a svernare, innaffiando e concimando regolarmente. Praticate una potatura di sfoltimento agli arbusti da giardino e date una sistemata alle siepi. Interrate le bulbose a fioritura estiva. Mettete a dimora le
rampicanti annuali. Fate talee e moltiplicate per divisione delle ceppaie piante officinali e ornamentali. Recidete i vecchi gerani a dieci cm dal colletto. VIGNA
E CANTINA. Terminate la messa a punto degli impianti di sostegno. Procedete ai nuovi impianti. Cominciate la potatura. Concimate. Controllate i recipienti vinari e rimboccate se necessario. Fate i travasi a Luna
vecchia; giorni utili: dal 15 al 28 del mese. I vini frizzanti, invece, travasateli a Luna nuova.
SOLE
1° Febbraio
Leva ore 7.24
Tramonta ore 17.21
15 Febbraio
Leva ore 7.07
Tramonta ore 17.39
1 S
S. Brigida bd. – S. Verdiana vr. – S. Orso d’Aosta
1° Sab. ..........................................
Febbraio è d’ogni mese - il più corto e il men cortese
2 D
4a p.a.
PRESENT. di Gesù al Tempio
La roba ruba l’anima
Candelora ..........................................
Giornata per la vita consacrata
3 L
S. Oscar (Ansgario) v. – S. Biagio v.
Chi apprezza ciò che costa - non butta via la crosta
..........................................
4 M
S. Giuseppe da Leonessa fr. – S. Rabano Mauro ab.
..........................................
I corvi vanno a schiera - l’aquila va da sola
5 M
S. Agata vr. m. – S. Alice di Vilich bd. – S. Saba
Chi ha volontà - non teme povertà
..........................................
6 G
Ss. Paolo Miki e C. mm. – S. Amando v.
..........................................
Primo Quarto a h. 20.22 - La temperatura tende leggermente
a salire - Nebbie persistenti nelle vallate interne
킌
7 V
S. Egidio Maria fr. – B. Rizziero fr.
1° Ven. ..........................................
Quel che risparmia la moglie vale quel che guadagna il marito
8 S
S. Girolamo Emiliani – S. Giuseppina Bakhita vr.
..........................................
Osserva il tempo presente - ma medita sul passato
9 D
5a p.a.
S. APOLLONIA vr. m.
S. Sabino v.
..........................................
Le campane si capiscon dal suonare - il dotto si conosce dal parlare
10 L
S. Scolastica vr. – S. Guglielmo er. – S. Silvano v.
11 M
B. V. M. di Lourdes – S. Pedro m. – S. Pasquale I p.
..........................................
Giornata del Malato
Patti Lateranensi
Chi offre amore
amore raccoglierà
12 M
..........................................
Giorno del ricordo
Il male si capisce quando è fatto
Ss. Martiri di Abitene – S. Benedetto d’Aniane ab.
..........................................
La storia è maestra della vita - peccato che abbia pochi discepoli
13 G
S. Simeone Stefano re – Ss. Fosca e Maura mm.
..........................................
Dalla casa si conosce il padrone
14 V
Ss. Cirillo e Metodio patr. d’Europa – S. Valentino v.
La compagnia delle persone oneste è un tesoro
15 S
16 D
Ss. Faustino e Giovíta mm. – S. Giorgia vr.
6a p.a.
S. GIULIANA vr. m.
..........................................
B. Filippa Mareri vr.
..........................................
Oggi si perde, domani si guadagna,
un giorno di miseria, un giorno di cuccagna
17 L
S. Mesrop – Ss. Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria ..........................................
È nulla ogni fortuna, ogni desio, se non comincia e non finisce in Dio
18 M
S. Francesco Régis m. – S. Geltrude Comensoli vr.
..........................................
Il Sole entra in Pesci a h. 18.59
19 M
S. Corrado Confalonieri er. – B. Alvaro
20 G
S. Leone v. – S. Ulrico er. – S. Eleuterio v. – S. Zenobio m.
..........................................
Pesci e notizie - se non son freschi non son buoni
..........................................
Non tutti possono essere ricchi - ma tutti possono essere onesti
21 V
S. Pier Damiani v. dott. – S. Eleonora reg.
..........................................
La pace fiorisce dove c’è giustizia
22 S
S. Margherita di Cortona fr. – Cattedra di san Pietro
..........................................
Ultimo Quarto a h. 18.15
Cieli coperti con neve sulle vette di Alpi ed Appennini
쐡
23 D
7a p.a.
S. POLICARPO v. m.
PENSIERO SPIRITUALE Quando si chiude la giornata può sorgere in noi la presunzione di aver fatto
tutto il nostro dovere. Ricordiamoci delle parole del
Vangelo: «Così anche voi, quando avrete fatto tutto
quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi
inutili”» (Lc 17,10).
Festa dei Fidanzati
Luna Piena a h. 00.53 - Correnti di Ponente
porteranno piogge accompagnate da sbalzi climatici
쐠
..........................................
C’era una volta un mandarino cinese che, giunto al
momento di passare a miglior vita, chiese ed ottenne di
poter visitare le due dimore eterne: l’Inferno e il Paradiso. Fu accompagnato così al soggiorno dei dannati e
vide un immenso prato verde disseminato di tavole
imbandite, al centro delle quali svettavano vassoi colmi di riso; e attorno alle mense i dannati, forniti dei
tradizionali bastoncini che i cinesi usano per mangiare.
Solo che qui erano lunghi due metri e potevano essere
impugnati soltanto alle estremità. Se usati con molta
accortezza, potevano permettere di racimolare qualche acino di riso, ma portarlo poi alla bocca era un’impresa impossibile. Così i commensali, affamati, disperati, furibondi gli uni contro gli altri, erano condannati a dibattersi nell’eterno tormento dei morsi della fame, pur in mezzo a tanto ben di Dio. Colpito da quello spettacolo di rabbiosa inedia nell’abbondanza, il
mandarino proseguì il suo viaggio ed arrivò nel soggiorno dei beati. Anche qui un immenso prato verde
disseminato di tavole imbandite, con al centro grandi
vassoi colmi di riso. Attorno alle mense, anche i beati
avevano in mano bastoncini lunghi due metri, che si
potevano impugnare solo alle estremità. Ma qui ogni
commensale, anziché affannarsi in contorcimenti indicibili per imboccare se stesso, con estrema naturalezza, offriva il cibo al commensale che gli stava di fronte. Così tutti potevano mangiare a sazietà, davvero
beati, in un’atmosfera di perenne amore.
(Da una novella cinese)
S. Romana
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Chi ben comanda sarà obbedito
24 L
S. Etelberto re – B. Giuseppa Naval vr. – B. Berta bd.
L’uomo fa il luogo e il luogo fa l’uomo
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25 M
S. Callisto m. – S. Luigi v. m. – S. Nestore v. m.
Chi opera secondo la legge non teme castigo
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26 M
S. Alessandro Pat. – S. Paola vr. – S. Faustiniano v.
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OLTRE LE NUVOLE. Creare una mappatura delle superfici dei vari pianeti rappresenta un’attività piuttosto complessa che richiede l’uso di particolari tecnologie. La cartografia radar, ad esempio, è il sistema utilizzato dalla sonda Magellano per mappare la superficie di Venere. Questa tecnica consiste nell’inviare onde radio verso il pianeta e misurare il tempo necessario per il ritorno dell’eco. Dato che i rilievi montuosi
inviano l’eco in minor tempo rispetto alle zone più
basse, è stato possibile creare una cartografia piuttosto
precisa scandagliando la superficie del pianeta. La
sonda Magellano fu lanciata nel maggio 1989 e arrivò
nei pressi del pianeta Venere nell’agosto 1990. L’uso
della tecnologia radar si rese necessario poiché la fitta
e densa atmosfera che circonda il pianeta avrebbe impedito alle normali attrezzature di raggiungere la superficie per analizzarla. La successiva elaborazione dei
dati operata da potentissimi computer sulla Terra ha
consentito di realizzare immagini tridimensionali molto suggestive. POSIZIONI PLANETARIE. Il 18 a h.
18.59 il Sole entra in Pesci. Il giorno 13 Mercurio entra in Acquario. Venere rimane in Capricorno. Marte
è in Bilancia. Giove continua a muoversi di moto retrogrado in Cancro, Saturno si mantiene in Scorpione,
Urano in Ariete, Nettuno in Pesci.
Chi non rispetta se stesso non rispetta nemmeno gli amici
27 G
S. Gabriele dell’Addolorata – B. Francesca Anna vr.
Dove non c’è malizia - non c’è peccato
28 V
Giovedì grasso
B. Daniele Alessio – S. Romano ab. – B. Timoteo fr. m.
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È meglio far la storia che scriverla
FENOMENI CELESTI: Mercurio si perde nei bagliori del tramonto ad inizio mese per tornare visibile all’alba alla fine del mese. Venere è visibile all’alba, Marte nella seconda parte della notte. Giove è visibile per
quasi tutta la notte. Saturno si rende visibile per alcune ore prima dell’alba, sorgendo intorno a h. 02.00 ad inizio mese ed anticipando sempre più la sua levata. MACCHIE SOLARI:
nella prima metà del mese, lieve incremento nel numero prevedibile. TEMPESTE MAGNETICHE: soprattutto nella seconda e terza decade. GIORNATE FAVOREVOLI: per organismi
particolarmente predisposti sono possibili lievi variazioni di umore.
Emergeranno ancora ruberie d’ogni genere,
corruzione, evasione fiscale, clientelismo e raccomandazioni. Inutile sarà invocare legislazioni,
che prevedono il taglio della mano destra per i ladri. Chi ha il “vizietto” del furto continuerebbe
imperterrito con la mano che gli resta! Un
piccolo errore talvolta risparmia quintali di spiegazioni (Saki). La tranquillità è il primo dovere del cittadino (Schulenburg-Kehnert). Il saggio dice: “Radersi con l’acqua fredda non renderà i soldati migliori” (Dal film “Quella sporca dozzina”). Chi è amato non conosce morte, poiché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza
divina. Chi ama non conosce morte, poiché
l’amore fa rinascere la vita nella divinità (Emily
Dickinson).
BARDANA (Arctium lappa) - Erba biennale
della famiglia delle Asteraceae, dalle grosse radici
con foglie ovali e fusto alto fino ad un metro. Vegetale già conosciuto nella medicina popolare come ottimo diuretico, era utilizzato contro la gotta, contro i calcoli biliari e renali e come antireumatico. La Bardana era impiegata anche in forma
di cataplasma per guarire eczemi, ulcere e ferite.
Si riteneva efficace come stimolatrice di succhi
gastrici e biliari, e quindi come regolatrice dell’intestino. Gli esperti, oggi, le riconoscono eminenti proprietà antiuricemiche, antinfiammatorie e antiossidanti. Sviluppa anche un’azione antiglicemica ed epato-protettiva. È efficace pure
nei confronti dell’acne e di altre dermopatie.
Nell’uso offre un’alta tollerabilità.
Pensierini sull’Italia: L’Italia è un Paese attraversato da montagne di debiti, e circondato da un mare di grattacapi. - È una Repubblica fondata su un
sistema che non mi ricordo come si chiama, ma
fa rima con spintarelle e
bustarelle. - Vi proliferano molte forme di pubbliche mangiatoie. - Agli
italiani piace molto vivere nel caos originario,
esistente prima della
Creazione: la ragione è
sempre di chi strilla più
forte, per cui qualcuno
ha pensato di fare capitale d’Italia Chiasso, non sapendo che è una città straniera. - L’occupazione
principale degli italiani di oggi è quella di stringere
i buchi della cintura.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
CHIACCHIERE. Ingredienti: 500 gr di farina - 2 uova
- 100 gr di zucchero - 2 cucchiai di olio extravergine
di oliva - un bicchierino di brandy (o rum) - un odore
di vaniglia - Procedimento: impastate tutti gli ingredienti amalgamando bene - Tirate l’impasto con il
matterello fino ad avere una sfoglia di 2 mm circa di
spessore - Tagliate a fantasia (a strisce, quadratini,
rombi, ...) la sfoglia e friggete - Appena saranno indorate disponetele su un vassoio spolverizzando con zucchero a velo e, a piacere, miele e alchermes - Ricordatevi di mangiarle facendo... molte chiacchiere!
7
Nella capitale d’Egitto c’erano tre negozi situati
uno accanto all’altro, che si aprivano su una piazza della città e vendevano più o meno le stesse
cianfrusaglie. Quello di sinistra apparteneva a un
palestinese, quello al centro a un ebreo, quello di
destra a un egiziano. Gli affari non andavano
molto bene e ognuno di loro pensava come poter
migliorare. Una mattina arrivò il palestinese e affisse sulla porta del proprio negozio un cartello
con la scritta: “SALDI”. Arrivò l’egiziano, lesse e
appese sulla propria porta un cartello a caratteri
più grandi: “SALDI ECCEZIONALI”. Da ultimo
arrivò l’ebreo, esaminò la situazione e scrisse
sulla propria porta: “ENTRATA PRINCIPALE”.
Favole dei nostri tempi - Lui:
«Tesoro... Mi dai un bacio?» - Lei:
«Cos’è, vuoi diventare principe?!».
BARDARE (verbi in cucina) - Questo termine, ormai
passato quasi interamente alla gastronomia, nasce dall’arabo barda’a, sottosella per rivestire il dorso degli
animali alleviando il contatto di sella o basto. Anticamente, bardare un cavallo significava munirlo degli
appropriati finimenti. In cucina “bardare” indica
l’espediente di avvolgere con fette di lardo, pancetta o
prosciutto grasso, i cibi da cuocere. Si usa la bardatura soprattutto per le carni magre e la selvaggina: ha la
duplice funzione di proteggere i tessuti da bruciature
durante la cottura (soprattutto gli arrosti) e di conferire sapore. CONSIGLI. Se volete un arrosto croccante,
levate la bardatura poco prima di togliere dal forno o
dal fuoco. Non fissate le fettine del grasso con gli stecchini: mentre il preparato sta cuocendo il suo grasso
potrebbe ritirarsi, e quindi la bardatura risulterebbe a
rischio di caduta. Altre preziose indicazioni nel nostro
nuovo libro “In Cucina non tutti sanno che...”; maggiori dettagli alla pag. 19 di questo Calendario. La
mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo (William Ross Wallace).
Colpi di sonno - «Dottore, mi si
addormenta spesso la gamba». Il
dottore visita, ma non trova niente:
«Stia tranquillo, non è nulla». - «Sì, ma che faccio quando si mette a russare?». Nuove ricerche condotte
presso il Columbia University Medical Center di New
York confermano i vantaggi evidenti di integrare la
dieta alimentare con pesce, ricco dei cosiddetti omega-3. Questi sono una categoria di acidi grassi essenziali presenti nelle membrane cellulari, di cui curano
l’integrità. Gli studi hanno confermato che i livelli di
beta-amiloide (proteina che in dosi anomale è considerata un rivelatore del rischio di Alzheimer) sono risultati tanto più bassi quanto maggiore era stato il consumo di omega-3 assunti - tra l’altro - tramite pesce,
pollo ed anche frutta secca a guscio. Un grammo di
questi acidi grassi (la dose che si trova in 50 gr di salmone) induce a livello ematico un calo del 20-30% di
beta-amiloide, potenzialmente tossica per i neuroni e
in grado di concorrere alla formazione delle cosiddette “placche senili” colpevoli di danni alla memoria e
alle capacità cognitive e apripista a quelle malattie
neurodegenerative come l’Alzheimer cui sopra si è accennato.
IL GIGLIO DI SAN GIUSEPPE Il Giglio era considerato nell’antichità un simbolo di fecondità (si
pensi che un solo bulbo può produrre sino a 50 bulbilli). Nel corso dei secoli, sia per il suo profumo, sia per
il suo candore, è divenuto il simbolo della purezza,
dell’integrità e della castità. Una leggenda che si ricollega al Protovangelo di Giacomo (scritto apocrifo del
Nuovo Testamento), poi ripresa da altri testi con numerose varianti, racconta che Maria di Nazareth, nata
per intervento prodigioso di Dio, all’età di tre anni
venne portata nel tempio ed affidata in custodia ai sacerdoti che officiavano la Casa di Dio. All’età di dodici anni, secondo le tradizioni del tempo, si dovette
pensare per lei ad un futuro sposo. Il sommo sacerdote Zaccaria ricevette ordine da un angelo di radunare
tutti gli uomini vedovi del popolo, tra i quali il Signore avrebbe scelto lo sposo per la giovane: «Ognuno
porti un bastone e il Signore, nella Sua bontà, saprà rivelarci l’eletto». Nel giorno stabilito tutti si recarono al
tempio. Il sacerdote prese i bastoni di ciascuno ed entrò nel tempio per pregare alla presenza del Signore.
Terminata l’orazione uscì di nuovo e riconsegnò a ciascuno il proprio bastone. Quando Giuseppe allungò la
mano per prendersi il proprio, dall’estremità dell’impugnatura fiorì prodigiosamente un bellissimo giglio.
Allora il sacerdote Zaccaria disse a Giuseppe: «Ecco, il
Signore ha prescelto te a ricevere in custodia la giovane Maria».
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14-05-2013
11:07
Pagina 3
Quando l’acqua è poca la papera
non galleggia. LAVORI DEL
MESE. Concludete la messa a dimora degli arbusti da giardino e degli alberi da frutto.
Ultimate la potatura prima della schiusa delle nuove
gemme. Eseguite regolarmente i trattamenti pre e
post-floreali. Procurate di fare gli innesti nel momento giusto, cioè quando le gemme della pianta madre
cominciano a gonfiarsi. Continuate a preparare il terreno per le nuove semine arando e concimando. ORTO. Nelle ore più calde date aria alle coltivazioni al coperto. Concimate e date terra alle asparagiaie. Scarducciate i carciofi. Continuate a moltiplicare per divisione delle ceppaie le piante aromatiche e officinali.
Iniziate a seminare le patate, ma fate attenzione a possibili brinate. Rincalzate piselli e fave. Interrate le
piantine di fragole. Semine in ambiente protetto: meloni, cetrioli, cocomeri, zucchine, fagiolini precoci;
melanzane, peperoni, pomodori; lattughe di tutte le
varietà; rucola, sedano, basilico. Semine in terreno
aperto: indivie, lattughe, prezzemolo, spinaci, carote,
bieta da orto; aglio, cipolla, porro, scalogno; cavoli
estivi; ravanelli, asparagi, agretti. GIARDINO. Cominciate a togliere la protezione alle piante in vaso da
portare all’aperto, se necessario svasandole e rinvasandole. Potate i rosai e gli arbusti sfioriti. Recidete i gerani a dieci cm dal colletto. Terminate la messa a dimora di arbusti e piante da giardino. Eliminate i fiori
appassiti delle bulbose precoci e interrate quelle a fioritura estiva. Lasciate acclimatare le nuove piantine
prima della messa a dimora. Fate talee e margotte. VIGNA E CANTINA. Vangate (o arate) la vigna dopo
averla concimata. Ultimate la potatura e l’impianto di
nuove viti. Praticate gli innesti. Date aria alla cantina.
Controllate i livelli dei recipienti. A Luna vecchia di
Marzo effettuate il secondo travaso del vino nuovo.
Giorni utili per i travasi: dal 17 al 30 del mese.
Un papà d’oltre oceano, deluso e irritato con il figlio svogliato e fannullone, lo rimproverava davanti a tutta la scolaresca: «Ricordati che Giorgio Washington, alla tua età, era sempre il primo
della classe». E il figlio di rimando: «Ricordati che
Giorgio Washington, alla tua età, era Presidente
degli Stati Uniti».
Cure dimagranti - Mia moglie è
andata da un celebre dietologo per
perdere peso, ma l’unica cosa che ha
perso in due mesi sono stati 5.000 euro! BASILICO Questa pianta aromatica, oggi diffusissima nell’area
mediterranea, è forse originaria dell’India. Il suo nome
greco, basilikón, significa letteralmente “regale”: da
qui l’appellativo di erba “regina”. Anticamente si credeva che avesse il potere di curare dal morso degli
scorpioni e di abbattere i draghi. Il basilico è una pianta erbacea dal fusto eretto, le foglie ovali e i fiori bianchi. Ne esistono diverse qualità: “genovese”, dal profumo acuto, riconosciuto come D.O.P. (denominazione di origine protetta); “napoletano”, con le foglie più
grandi e accartocciate e un profumo più delicato, idoneo per essere essiccato; “verde compatto”, di piccola
taglia, che va usato fresco; e infine il “mammut”, così
chiamato perché le sue foglie sono grandissime, anch’esso adatto all’essiccamento. CONSIGLI. Per raccogliere le foglie, cimate le punte, cioè troncate la parte
terminale del fusto, ma sempre vicino e sopra una coppia di foglie. Questa operazione permette alla pianta di
ingrandirsi gettando dal punto della cimatura nuovi
rametti; inoltre rallenta la fioritura, che toglie sempre
un po’ di aroma alle foglie. Sembra che le foglie di basilico conservino intatto il loro aroma se vengono spezzate con le dita o pestate in un mortaio: senza usare
cioè lame metalliche. Ricordate che l’essiccamento toglie al basilico gran parte del suo aroma. Conservatelo
fresco sott’olio e sempre sott’olio, se volete, surgelatelo: l’olio di conservazione risulterà a sua volta aromatizzato e potrete utilizzarlo come condimento. Per evitare che secchi durante la cottura in forno (per esempio sulla pizza) immergetelo prima in olio di oliva.
Non lasciatevi affliggere dai dubbi... Consultate il volume In Cucina non tutti sanno che...; informazioni alla pag. 19 di questo Calendario. Una donna d’animo
generoso sacrificherà mille volte la vita per colui che ama
(Stendhal).
Preoccupazioni - «Come mai sei
scappato dalla sala operatoria prima dell’intervento?» - «Perché l’infermiera diceva: “Coraggio, vedrà che ce la farà, è
un’operazione facile...”» - «E questo non ti ha tranquillizzato?» - «Il fatto è che parlava con il chirurgo!». Nel
1861, anno dell’Unità d’Italia, in media la popolazione
sperava di vivere sino ai 35 anni; nel 1880 l’aspettativa di vita alla nascita era salita a 35,4 anni; 42,8 nel
1900; 54,9 nel 1930 e 65,5 nel 1959. Tale aspettativa,
ai giorni nostri, è pari a 79 anni e mezzo per gli uomini e 84 e mezzo per le donne. Abbiamo cure migliori
(soprattutto nel settore neonatale) che fanno alzare la
media, e la chirurgia ha fatto passi da gigante; ma c’è
anche un atteggiamento diverso, da tutti condiviso,
nei confronti della cosiddetta terza età.
IL LECCIO, SIMBOLO DELLA
CROCE - Il Leccio, pianta appartenente al genere Quercus, ha una
chioma sempreverde formata da un fogliame denso di
colore verde scuro. Chi entra in un bosco di lecci, fosse anche di giorno, si ritrova all’improvviso nell’oscurità. Forse per questo è stato considerato spesso una
pianta infausta. A questa sinistra reputazione si ricollega una leggenda legata alla morte di Gesù. Dopo la
sua condanna, gli alberi della foresta, di comune accordo, si impegnarono a non offrire il proprio legno
per fabbricare la croce. Così, quando i boscaioli arrivarono per prelevare le assi occorrenti, al primo colpo
di ascia gli alberi si disfacevano in mille frantumi. Solo il Leccio rimase integro e saldo, permettendo sì di
approntare la croce, ma attirando su di sé l’ira e il dispregio di tutti gli altri alberi. Per risollevare il “buon
nome” di questa splendida pianta, c’è voluta la presenza di san Francesco, al quale si ricollegano diversi
episodi prodigiosi legati a questa quercia sempreverde. E quella di frate Egidio, uno dei primi compagni di
san Francesco, che amava il Leccio per averci dato la
possibilità di conoscere quanto sia grande l’amore di
Cristo per noi, tanto da non esitare di farsi inchiodare
sulla Croce per la nostra salvezza.
C’era una volta un re malato di malinconia: diceva
d’avere già i piedi nella fossa, chiedeva aiuto, e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato la
felicità. Tutti i cortigiani erano in riunione notte e
giorno, ma il rimedio non riuscivano a trovarlo. Fu
chiamato anche il Vecchio della Montagna, il quale dichiarò: «Trovate un uomo felice. Toglietegli la camicia, infilatela al re, e il re troverà subito la felicità». Immediatamente partirono cercatori per ogni parte del
regno. Fu suonata la tromba nelle città, nei paesi e nei
villaggi, ma gli esseri felici non si fecero innanzi. Chi
era povero in canna e soffriva d’astinenza, chi era ricco e sospirava per mal di denti o mal di ventre, chi
aveva la moglie bisbetica e la suocera in convulsione,
chi la stalla appestata, chi il pollaio in rovina... I cercatori tornarono tutti alla Corte, avviliti e delusi. Una
sera il figlio del re uscì a passeggio e, davanti ad una
capanna, che aveva il tetto di foglie e di fango, udì una
voce sommessa: «Ti ringrazio, buon Dio! Ho lavorato,
ho sudato, ho mangiato di buon appetito, ed ora mi riposerò tranquillo su questo letto di foglie. Grazie. Sono proprio felice!». Felice? Dunque c’era un uomo felice! Il giovane principe volò a palazzo. Chiamò le
guardie e ordinò di andare a prendere immediatamente la camicia di quell’uomo felice. «Dategli quanto denaro vuole... Fatelo barone, conte, duca... principe,
ma ceda la sua camicia». Corsero le guardie alla povera capanna. Offrirono al boscaiolo una fortuna. Macché! L’uomo felice era così povero che… non aveva
neanche la camicia.
(Da una novella di Lev Tolstoj)
SOLE
1° Marzo
Leva ore 6.46
Tramonta ore 17.57
15 Marzo
Leva ore 6.23
Tramonta ore 18.14
1 S
쐞
2 D
3 L
4 M
5 M
6 G
7 V
8 S
킌
9 D
10 L
11 M
12 M
PENSIERO SPIRITUALE Non è facile far risplende-
13 G
re nel cuore di un fratello la luce che illumina la nostra vita. Quando sperimentiamo l’incapacità di comunicarla agli altri, domandiamoci se è abbastanza
viva e radicata nel nostro cuore.
14 V
15 S
OLTRE LE NUVOLE. Per quanto ci è dato sapere, gli
ambienti scientifici si caratterizzano per rigore e serietà; ma anche lì può insinuarsi il “pomo della discordia”… È stato il caso della scoperta di un grande oggetto celeste avvenuta nel 2005 a cui fu dato, per l’appunto, il nome di Eris (la discordia nella mitologia greca). Doveva essere considerato un pianeta oppure no?
Il problema, in realtà, era nato molto prima, nel 1930
per la precisione, in coincidenza con la scoperta di Plutone, che presentava, suo malgrado immaginiamo, un
difettuccio assai poco trascurabile… era troppo piccolo! Se, infatti, gli astronomi avessero considerato Plutone un pianeta, come si sarebbero dovuti classificare
gli altri grandi corpi celesti del Sistema Solare quali, ad
esempio, Cerere? La scoperta di Eris riaprì i bisticci,
tanto che nel 2006 l’Assemblea Generale dell’Unione
Astronomica Internazionale decise di declassare una
volta per tutte Plutone a “pianeta nano” insieme a Cerere ed Eris. POSIZIONI PLANETARIE. Il 20 a h.
17.57 il Sole entra in Ariete dando inizio alla Primavera. Mercurio il 17 entra in Pesci. Venere il giorno 5
entra in Acquario. Marte permane in Bilancia. Giove
rimane in Cancro ma dal giorno 6 torna di moto diretto. Saturno è in Scorpione e dal giorno 11 diventa retrogrado, Urano è in Ariete e Nettuno in Pesci.
16 D
쐠
17 L
18 M
19 M
20 G
21 V
22 S
23 D
24 L
쐡
25 M
26 M
27 G
28 V
Anche i più cattivi degli uomini, al termine della
loro vita, ricevono un elogio impresso su lapidi che
non arrossiscono. È inutile ornarsi di fiori nel presente, se poi non si maturano frutti per l’eternità. Da che mi ricordo,
quasi tutti i personaggi
colti con le mani nel sacco si sono dichiarati “sereni”. Tanto da far pensare che questa “serenità”, proclamata ai quattro venti, possa essere
un primo indizio di colpevolezza.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
STRUFOLI. Ingredienti (dose di base per ogni uovo): 1
uovo - 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva - 1 cucchiaio di zucchero - 1 cucchiaio di rum - 1 cucchiaio
di mistrà - 1 cucchiaio di liquore forte aromatico buccia grattugiata di un limone non trattato - farina
quanto basta - lievito in polvere - Procedimento:
rompete le uova - Separate le chiare montandole a neve - Sciogliete lo zucchero nei rossi d’uovo - Unite
l’olio, i liquori impastati con un po’ di farina, la buccia
di limone e i rossi con lo zucchero alle chiare montate
a neve - Cominciate ad unire la farina fino ad ottenere
un impasto di media consistenza - Fate riposare una
mezz’ora, poi riprendete l’impasto a cucchiai mettendo a friggere a fuoco lento, senza dimenticare di agitare l’olio di frittura in continuazione - Metteteli a scolare e serviteli freddi guarniti con miele e alchermes.
9
29 S
30 D
쐞
31 L
S. Silvio m. – S. Albino v. – B. Giovanna Maria bd. 1° Sab.
Luna Nuova a h. 09.00 - [Luna Maestra di Marzo]
Cielo parzialmente nuvoloso su gran parte dell’Italia
Prime avvisaglie di Primavera
8a p.a. S. AGNESE di Boemia bd. fr. S. Troade m.
Ci sono due ceppi nel cortile - uno per Marzo, uno per Aprile
S. Teresa Eustochio vr. – Ss. Marino e Asterio mm.
Anche il facile divien difficile - quando si fa di mala voglia
S. Casimiro – S. Pietro I ab. – Ss. Quirino e C. mm.
La libertà disprezza il morso e la cavezza
Carnevale
Le Ceneri – S. Adriano m. – B. Geremia da Valacchia fr.
Nessuno si pentì mai di aver taciuto
S. Coletta vr. fr. – S. Rosa da Viterbo vr. – S. Vittorino m.
Il timore e l’amore sono gli sproni della vita
Ss. Perpetua e Felicita mm.
1° Ven. - Ast.
Spesso, chi ha titoli non ha meriti
S. Giovanni di Dio – B. Vincenzo v. – B. Faustino Miguez
Primo Quarto a h. 14.26
Festa della donna
Fugace ritorno del freddo
1ª Quar. S. FRANCESCA Rom. S. Vitale er.
Dio tollera i birbanti - ma non per sempre
S. Macario v. – S. Maria Eugenia vr. – B. Elia del Soccorso m.
Il tradimento piace assai - traditor non piacque mai
S. Alessio U Se-yong m. – Ss. Trofimo e Talo mm.
All’orto e al mulino vacci di buon mattino
S. Luigi Orione – B. Angela Salawa fr. – S. Fina vr. Q.T.
Chi è capace di tendere una trappola ne può tendere cento
S. Cristina m. – S. Ansovino v. – S. Leandro v.
Chi si vanta senza ragione - si dimostra un gran buffone
S. Matilde reg. – B. Giacomo Cusmano – B. Eva Q.T. - Ast.
Usare e non abusare - è la regola d’oro del campare
S. Luisa de Marillac ved. – S. Clemente Maria Q.T.
Non c’è grandezza d’animo nel vendicarsi
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2ª Quar. S. GIULIANO di Anazarbo m.
Luna Piena a h. 18.08 - Giornate caratterizzate
da sbalzi di temperatura e contrasti di venti
S. Patrizio v. – S. Gabriele Lalemant m.
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La strada piana non porta mai in alto
S. Salvatore da Horta fr. – S. Cirillo di Gerus. v. dott. ..........................................
Dal bugiardo mi guardi Iddio - perché non mi posso guardare io
S. Giuseppe sposo della Vergine Maria
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Ingegno e volontà - sono il segreto dei grandi uomini Festa dei Papà
S. Giovanni Nepomuceno m. – B. Ambrogio
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Il Sole entra in Ariete a h. 17.57 - Equinozio di Primavera
S. Benedetta Cambiagio – S. Nicola di Flüe er.
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Chi non ha guai non se li vada a cercare
S. Lea ved. – S. Benvenuto v. fr. – S. Basilio m.
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Chi assai ciarla - di frequente sparla
3ª Quar. S. TURIBIO di Mogrovejo S. Rebecca vr. ..........................................
Chi viaggia per il mondo impara a vivere
Ss. Dionigi e C. mm. – B. Maria Karlowska vr.
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Ultimo Quarto a h. 02.46 - Cielo sereno con
temperature miti - Non mancherà qualche brinata notturna
Annunciazione del Signore – S. Procopio ab.
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Non c’è vera scienza - senza lunga pazienza Giornata del Nascituro
Ss. Emanuele e C. mm. – S. Desiderio er.
..........................................
I bambini, quando ancora non sanno quello che dicono, dicono la verità
S. Aimone v. – S. Ruperto v. – B. Francesco Faà di Bruno ..........................................
Chi ha coraggio è aiutato dalla sorte
S. Castore m. – S. Giuseppe Sebastiano v.
Ast. ..........................................
A caval donato non si guarda in bocca
S. Gladys reg. – S. Guglielmo Tempier v. – S. Simplicio ab. ..........................................
Inizio dell’ora legale
A h. 02.00 del 30, orologio un’ora avanti
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4ª Quar. S. ZOSIMO v. S. Leonardo Murialdo
Luna Nuova a h. 20.44 - [Luna di Aprile]
Continuano le temperature miti con brinate notturne
S. Guido ab. – S. Beniamino diac. m.
..........................................
Capelli ricci - testa di capricci
FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile al mattino prima del sorgere
del Sole, come pure Venere. Marte anticipa la sua levata a prima delle
h. 22.00, restando visibile per il resto della notte. Giove tramonta verso
le h. 04.00, Saturno è visibile praticamente per tutta la seconda parte della notte. MACCHIE SOLARI: prevedibile aumento dell’attività solare con una variazione tra il 5 e il 10%.
TEMPESTE MAGNETICHE: incremento di intensità magnetica con picchi nella seconda metà
del mese. GIORNATE FAVOREVOLI: nella seconda decade possibili disagi per individui particolarmente sensibili.
Il tasso di alfabetizzazione informatica è in
continua crescita. Il tasso d’intelligenza, bene
che vada, rimarrà sempre uguale. Ma, a costo di
rinunciare a mangiare, tanti correranno a mettersi in fila per acquistare l’ultimo aggeggio che
fa tanto chic. Esperti e politici continueranno
imperterriti nelle loro errate analisi. Fantasiosi e
bugiardi nel raccontare il passato, incapaci nel
prevedere il futuro. Non ne azzeccano neanche
una, pur facendo cadere dall’alto i loro discutibili giudizi. Il saggio dice: “I libri e la mente funzionano solo se sono aperti” (James Dewar).
BIANCOSPINO (Crataegus monogyna) - Arbusto
spinoso a foglie caduche, della famiglia delle Rosacee. È efficace nel trattamento dell’insufficienza cardiaca e coronarica. Favorisce la funzionalità cardiocircolatoria, migliora l’elasticità miocardica e distende la muscolatura liscia vasale, con
conseguente vasodilatazione. Svolge quindi
un’azione antipertensiva e regolatrice del ritmo
cardiaco, oltre che antiossidante e antilipidica
(contro il colesterolo). Al Biancospino è riconosciuta anche un’attività sedativa sul sistema nervoso centrale.
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14-05-2013
11:08
Pagina 4
L’acqua che non piove oggi resta
in cielo per domani. LAVORI
DEL MESE. Aprile è il mese che
vede riesplodere nelle nostre coltivazioni le erbe infestanti e i parassiti (animali e vegetali). Non trascurate i
trattamenti e gli interventi, facendo attenzione anche
agli effetti collaterali riguardanti la salute. Buone indicazioni, a questo riguardo, potete trovarle nel nostro
libro L’Orticello di casa, pagg. 53-63. Controllate gli
impianti e i sostegni delle nuove piante. Tenete d’occhio gli innesti ed assicurate, appena necessario, con
opportune legature, i nuovi germogli. Continuate i
trattamenti pre e post-floreali agli alberi da frutto.
ORTO. Concimate e ridate terra ad asparagiaie e carciofaie. Preparate il terreno per le piantine estive.
Mettete il sostegno ai piselli rampicanti. Date aria agli
impianti di copertura. Fate acclimatare le piantine da
interrare all’aperto. Rincalzate le patate. State attenti a
possibili brinate. Semine in ambiente protetto: continuate come per il mese di Marzo, poi dalla terza decade passate gradualmente a semine e trapianti all’aperto. Semine e trapianti in terreno aperto: cicoria da taglio, lattughe di tutti i tipi, sedano, prezzemolo; bieta
da orto e da taglio, carote, agretti, fagiolini; cavoli estivi; cetrioli, meloni, cocomeri, zucche e zucchine; peperoni, pomodori, melanzane. GIARDINO. Rinvasate e concimate le piante da appartamento. Fate talee,
margotte e propaggini. Finite di mettere a dimora le
bulbose estive. Potate gli arbusti sfioriti ed aggiustate
le siepi. Cominciate il trapianto delle varietà a fioritura estiva e autunnale. Seminate astri, zinnie, amaranti,
petunie, begonie, viole. Preparate i nuovi vasi di crisantemi con i germogli delle vecchie piante. VIGNA
E CANTINA. Iniziate i regolari trattamenti alle viti, prima con prodotti a base di zolfo in polvere, poi, quando i nuovi tralci saranno lunghi circa dieci cm, con
prodotti a base di rame. Controllate gli innesti. In cantina date aria, ma non fate salire la temperatura sopra i
18°C. Date sempre uno sguardo ai livelli dei vasi vinari. Giorni adatti per i travasi: dal 15 al 28 del mese.
SOLE
1° Aprile
Leva ore 6.53
Tramonta ore 19.33
15 Aprile
Leva ore 6.30
Tramonta ore 19.49
1 M
S. Ugo v. – B. Ludovico Pavoni – Ss. Agape e Chionia vvr. mm.
..........................................
Solo la miseria non teme invidia
2 M
S. Francesco da Paola er. – S. Pietro Calungsod m.
..........................................
Ogni legno ha il suo tarlo
3 G
4 V
5 S
킌
6 D
7 L
8 M
9 M
10 G
11 V
12 S
13 D
14 L
쐠
15 M
16 M
17 G
18 V
19 S
20 D
21 L
쐡
22 M
23 M
24 G
25 V
26 S
27 D
28 L
쐞
29 M
30 M
S. Luigi Scrosoppi – S. Sisto I p. – S. Eustasio ab.
..........................................
Aprile fa il fiore - e Maggio ne ha l’onore
S. Isidoro v. dott. – S. Gaetano Catanoso 1° Ven. - Ast. ..........................................
Parere e non essere è come filare e non tessere
S. Vincenzo Ferrer – S. Maria Crescenza vr.
1° Sab. ..........................................
Sempre tolgo e mai metto - si svuota ogni cassetto
..........................................
5ª Quar. S. GUGLIELMO ab. B. Pierina vr. m.
Chi non attende non intende
S. Giovanni Battista de La Salle
..........................................
Primo Quarto a h. 10.30
Perturbazioni atlantiche portano piogge
Ss. Timoteo e C. mm. – S. Maria Rosa Giulia vr.
..........................................
Chi ha un mestiere ha un capitale
S. Massimo v. – S. Liborio v. – S. Casilde vr.
..........................................
La parola migliore è quella non detta
S. Palladio v. – S. Maddalena di Canossa vr.
..........................................
La pratica val più della grammatica
S. Stanislao v. m. – B. Elena Guerra vr.
Ast. ..........................................
Il padrone è padrone - se ha torto vuole aver ragione
S. Saba il Goto m. – S. Zeno di Verona v.
..........................................
La fama precede e la gloria segue l’uomo
DI PASSIONE - LE PALME Inizio Settim. Santa ..........................................
Chi in Dio confida - ben si affida
Giornata della Gioventù
Santo – S. Lamberto v. – B. Isabella vr. m.
..........................................
Chi ha il mestolo in mano rimescola come vuole
Santo – S. Damiano de Veuster – B. Cesare De Bus sac.
..........................................
Luna Piena a h. 09.42 - Cielo coperto ma condizioni meteo
in miglioramento - Eclissi totale di Luna (vedi Specola)
Santo – S. Maria Bernarda Soubirous vr. – S. Turibio v.
..........................................
Pallidezza del nocchiero - di burrasca è segno vero
SANTO - Ultima Cena di Gesù
..........................................
Benedizione degli Oli. Lavanda dei piedi.
Triduo pasquale
Istituzione dell’Eucarestia e dell’Ordine Sacro.
SANTO - Passione e morte di Gesù
..........................................
Liturgia della Passione. Preghiera Universale.
Ast. e Dig.
Adorazione della Croce. Via Crucis.
SANTO - Gesù nel sepolcro Veglia pasquale ..........................................
Liturgia della Nuova Luce. Benedizione del Fuoco, del Cero
Pasquale e dell’Acqua. Rinnovo promesse battesimali.
..........................................
PASQUA DI RISURREZIONE Alleluia!
Questo è il giorno che ha fatto il Signore,
rallegriamoci ed esultiamo. Alleluia!
Il Sole entra in Toro a h. 05.55
DELL’ANGELO – S. Anselmo d’Aosta v. dott. “Pasquetta” ..........................................
Natale con i tuoi - Pasqua con chi vuoi
S. Teodoro v. – B. Francesco da Fabriano fr. – S. Leonida m. ..........................................
Ultimo Quarto a h. 09.51
La lunazione si chiude con tempo mite
S. Giorgio m. – B. Teresa Maria della Croce vr.
..........................................
Meglio una brutta sentenza che un bel funerale
S. Fedele da Sigmaringen m. fr.
..........................................
Mai piangere sul latte versato: si aggiunge bagnato al bagnato
S. MARCO Evangelista Festa della Liberazione ..........................................
L’appetito non cerca salsa
S. Marcellino p. – S. Giovanni Battista Piamarta sac.
..........................................
L’ignorante afferma, il saggio dubita, il sapiente riflette
..........................................
2ª Pasq. DIVINA MISERICORDIA
La fortuna non vuol fare anticamera
S. Gianna Beretta Molla – S. Pietro Chanel m.
..........................................
Se non ci arriva, anche la giraffa allunga il collo
S. Caterina da Siena vr. dott. patr. d’Italia e d’E. ..........................................
Luna Nuova a h. 08.14 - [Luna di Maggio]
Venti di Maestrale a regime di brezza, mantengono le
temperature miti - Eclissi Anulare di Sole (vedi Specola)
S. Pio V p. – S. Giuseppe Cottolengo
..........................................
La saetta gira gira - torna addosso a chi la tira
ECLISSI: per il giorno 15 si prevede una Eclissi totale di Luna visibile
da America, Australia e Oceano Pacifico. La durata è di 3 ore e 35 minuti; la fase di totalità è prevista per le h. 09.09, con conclusione a h.
10.26 (ora italiana). Il giorno 29 Eclissi Anulare di Sole, visibile dall’Australia, dall’Oceano
Indiano Meridionale e dall’Antartide; il fenomeno, nella sua pienezza anulare, sarà visibile
solo dall’Antartide. La fase centrale è prevista a h. 08.05 (ora italiana). FENOMENI CELESTI:
Mercurio, all’alba, sorge prima del Sole durante la prima decade; anche Venere rimane
ben visibile all’alba; Marte è nelle migliori condizioni di visibilità (è in opposizione al Sole
il giorno 8). Giove è visibile per buona parte della notte, salvo le ore terminali. Saturno anticipa la sua levata ed è visibile per tutta la seconda parte della notte. MACCHIE SOLARI: in
questo periodo si prevede di raggiungere il culmine delle macchie solari del periodo. Il
precedente e più alto picco si ebbe nel Novembre 2001. TEMPESTE MAGNETICHE: essendo
collegate al fenomeno delle macchie solari, ci si aspetta una particolare vivacità, comunque non eccessiva in termini assoluti. GIORNATE FAVOREVOLI: si è giunti gradualmente al
culmine dell’attività solare e quindi si avranno disagi solo per gli organismi molto sensibili.
“Brutti tempi, signora mia!”. Sarà il ritornello
triste e un poco lugubre, comune peraltro a tutte le epoche. Sarà intonato da chi è privo di qualsiasi forma di speranza per il futuro ed è già
“vecchio” nell’anima. Oggi basta creare un
tweet, cliccare su un “mi piace” o aprire un gruppo contro ogni tipo d’ingiustizia per mettere a
posto la propria coscienza. Il saggio dice: “Chi
non piange non riceve il latte dal seno materno”
(Detto genovese).
BORRAGINE (Borago officinalis) - Pianta erbacea annuale della famiglia delle Boraginaceae. In
campo medico si usa l’olio estratto dai semi, che
contiene l’acido gamma-linolenico (GLA). L’olio
dei semi di Borragine è efficace nel trattamento
della sindrome premestruale, delle dermatiti croniche, degli eczemi e, più in generale, dell’invecchiamento della pelle. Sempre il GLA svolge
un’azione antiaggregante piastrinica, antiaterosclerotica e antipertensiva.
In un circo viaggiante, accampato vicino ad un villaggio, un giorno si sviluppò un incendio. Mentre gli altri
figuranti si davano da fare per spegnere le fiamme, il
direttore del circo mandò subito il clown, già abbigliato per lo spettacolo, a chiedere aiuto al villaggio, perché, diceva, il fuoco avrebbe potuto propagarsi ai campi di grano e da questi a tutto il paese. Il clown corse
trafelato al villaggio e là cominciò a supplicare la gente
di accorrere al circo, che stava andando in fiamme, per
dare una mano a spegnere l’incendio. Ma essi presero
le grida del pagliaccio per un astutissimo trucco del
mestiere, una messa in scena volta ad attirare il maggior numero di persone allo spettacolo. Così, alle sue
grida, rispondevano applaudendo e torcendosi dalle risate. Il povero clown cercava in tutti i modi di convincere la gente che non si trattava di un trucco, che l’incendio c’era per davvero, che il pericolo era veramente serio anche per il villaggio. Ma più si affannava per
far comprendere la gravità del momento, più la gente
rideva, ed applaudiva e trovava che il clown recitava la
sua parte magistralmente. Così andò a finire che l’incendio divampò in modo sempre più violento. Il fuoco
dal tendone si attaccò anche ai campi di grano maturo
e da questi al villaggio e tutto fu divorato dalle fiamme.
(Da un aneddoto di Kierkegaard ripreso da Harvey Cox)
PENSIERO SPIRITUALE Quando non rimaniamo
soddisfatti della vita che conduciamo, domandiamoci se è proprio “nostra” la vita che stiamo vivendo, oppure è un’altra che non ci appartiene.
OLTRE LE NUVOLE. La Luna, fedele compagna di
viaggio della Terra, rappresenta una vera singolarità
all’interno del Sistema Solare. Per essere un satellite,
infatti, è davvero molto grande rispetto al pianeta intorno a cui ruota. Anche la sua formazione rappresenta una specie di anomalia. Per molti anni in passato diverse teorie si sono susseguite circa la nascita di questo
corpo celeste. Si pensava, infatti, che fosse stato generato dalla compattazione di materiale e detriti così come un normale pianeta, ma questa ipotesi fu presto
abbandonata. Secondo un’altra teoria, la Luna si sarebbe formata in una regione dello spazio distante dalla Terra per poi essere attratta nell’orbita del nostro
pianeta; ma anche questo pensiero fu abbandonato.
Considerando, poi, che la Luna si sta allontanando da
noi di circa 3,5 cm all’anno, si è pensato che ci fosse un
legame con la riduzione della velocità di rotazione della Terra. Rispetto a 600 milioni di anni fa, infatti, il
giorno terrestre è aumentato di circa 2 ore. L’ipotesi
era che in passato la Terra ruotasse a una velocità talmente elevata da scaraventare fuori dal suo equatore
del materiale che, una volta in orbita, si sarebbe compattato a formare la Luna. Ma si scoprì presto che la
Terra non avrebbe mai potuto avere una tale velocità
di rotazione: così la teoria che si impose con maggior
credito, anche grazie ai dati ricavati dalle missioni
Apollo, fu quella dell’“impatto gigante”. POSIZIONI
PLANETARIE. Il 20 a h. 05.55 il Sole entra in Toro.
Mercurio entra in Ariete il giorno 7 e poi il 23 raggiunge il Sole in Toro. Venere entra in Pesci il giorno
5. Marte rimane in Bilancia; Giove in Cancro, sempre
con moto retrogrado; Saturno in Scorpione; Urano in
Ariete; Nettuno in Pesci.
Quando la biancheria della tua vicina ti sembra
sporca, prova a dare una
ripulita alle lenti dei tuoi
occhiali. Notizia sensazionale: l’effetto serra non deve far più paura, perché sarà mitigato
d a l r a f f r e d d a me n t o
sempre più avver tibile
dei r a ppor t i in t e r na z i on a l i. L’ u mi l t à è
quella virtù che, se non
la possiedi, prima o poi
te la faranno conoscere
gli altri sotto forma di umiliazione (Marco Raja).
Gli arrampicatori sociali non soffrono di vertigini.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
CASSATA SICILIANA. Ingredienti: 500 gr di ricotta 300 gr di zucchero a velo - 100 gr di cioccolato fondente in polvere - 150 gr di cedro candito a pezzetti 400 gr di pandispagna - marsala - Procedimento:
passate la ricotta al setaccio, raccoglietela in una terrina, aggiungete lo zucchero a velo e lavorate fino a
montarla come una crema - Unite un bicchierino di
marsala, il cioccolato fondente e i canditi, amalgamando - Foderate uno stampo con carta da forno - Tagliate a fettine di circa 1,5 cm di spessore il pandispagna,
inzuppatelo di marsala e ricopriteci il fondo e le pareti dello stampo - Versate all’interno il composto di ricotta e ricoprite con altre fette di pandispagna inzuppate - Coprite, mettete in frigo per due ore e servite.
11
Un parroco in visita ai bambini delle elementari
della sua parrocchia prova ad interrogare una
bambina che tiene un fiorellino in mano: «A quale regno appartiene questo fiore?». E la bambina
pronta: «Al regno vegetale». Poi, indicando la
collanina che la bambina porta al collo, domanda:
«E questa?». «Al regno minerale». «E io a quale
regno appartengo?», chiede ancora il parroco.
Imbarazzo della bambina che non ha il coraggio
di dire che il parroco appartiene al regno animale.
Allora risponde con un fil di voce: «Al Regno di
Dio».
Regime alimentare - «Mia moglie è magra, ma molto magra...» «E tu falla mangiare!» - «E sì, ma
da chi?». BRODO - Il brodo è il liquido di bollitura di
vegetali, carne, pesce. Il brodo di pesce in gastronomia, quando è ristretto, si chiama “fumetto”; per indicare un brodo di sole verdure si specifica “brodo vegetale”; quello di carne è detto comunemente “brodo”. Un ottimo brodo avrà a fine cottura una concentrazione di proteine non superiore al 3%. CONSIGLI.
Per ottenere un brodo di carne magro è meglio operare una sgrassatura finale piuttosto che usare carne magra, la quale non darà certamente un brodo saporito.
Per dare al brodo un bel colore dorato, fiammeggiate
gli ossi prima di aggiungerli al liquido. Per schiarire il
brodo aggiungete dei gusci d’uovo e lasciateli bollire a
fuoco lento per dieci minuti. Non v’è essere più nobile di una donna: spesso si adorna soltanto per amore della
sua peggiore nemica (Moritz Gottlieb Saphir).
Via il dente, via il dolore - Ho
detto al mio dentista che 300 euro
solo per togliermi un dente, in dieci
secondi, mi sembravano troppi. E lui mi ha risposto: «Se è
solo per questo non si preoccupi: glielo posso togliere in un
paio d’ore!». L’ingegneria genetica sta crescendo
non solo e non tanto nelle applicazioni pratiche, ma
soprattutto nelle sfide di nuovi progetti. Ad esempio
non più soltanto modificazioni di batteri preesistenti,
ma realizzazione di nuovi microrganismi complessi.
La procedura è più semplice e conseguenziale di quanto si possa supporre: si inserisce un gene nel DNA di
una cellula affinché essa produca la proteina desiderata, ad esempio quella dell’insulina. Con la biologia genetica non si considerano singoli geni, ma circuiti
complessi che consentono l’interazione di migliaia di
essi. Le catene del DNA così modificate si progettano
come veri e propri microchip, partendo dal modello
matematico per poi simularne al computer il funzionamento. Solo a questo punto viene strutturato in laboratorio il prototipo reale per poi inserirlo in una “cellula tipo”. In questo modo non si induce solo la produzione della proteina codificata da un singolo gene,
ma si aggiunge una funzione complessa autonoma o
che si lega alle altre attività della cellula stessa.
IL PITTORE E LE CIPOLLE Un giorno un pittore venne chiamato da un prete di campagna a
realizzare un quadro sulla santa patrona della parrocchia. Il pittore venne, accettò il lavoro e acconsentì ad
essere alloggiato nella canonica. Purtroppo il parroco,
preoccupato per le spese cui sarebbe andato incontro,
passava al pittore un salario insufficiente e cercava di
risparmiare anche sul vitto, trattandolo spesso a pane
e cipolle. L’artista, prima velatamente, poi sempre più
apertamente, cercava di far capire al reverendo che
così non si poteva andare avanti. Quando, però, capì
che la situazione non sarebbe cambiata, escogitò una
vendetta: vietò a tutti, parroco compreso, di entrare
nel locale dove lavorava perché nessuno vedesse l’opera prima della festa. Quando finalmente il quadro fu
scoperto davanti a tutto il popolo, si levarono fragorose risate da ogni parte. Tutti i personaggi del dipinto,
infatti, erano stati disegnati in atteggiamenti di disgusto. Specialmente la santa patrona, che, voltando la
faccia da un lato, manifestava una evidente smorfia di
ripugnanza. Il parroco, esterrefatto, chiese spiegazioni
al pittore, il quale intanto aveva preparato tutto per la
partenza. «Caro Reverendo», rispose costui, «mi sono
adoperato in tutti i modi per farle capire che una dieta a base di cipolle avrebbe potuto sortire spiacevoli
effetti. Il risultato è sotto i suoi occhi. Mi dispiace, ma
non posso farci più niente. Addio!».
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14-05-2013
11:09
Pagina 5
Pioggia minuta fa cantar le fonti.
LAVORI DEL MESE. Cominciate ad aprire (o addirittura a
smontare) le protezioni invernali. Proseguite i trapianti in terreno aperto e date terra alle nuove piantine appena avranno attecchito. Continuate la battaglia
alle erbe infestanti e ai parassiti. Controllate gli innesti
ed eliminate tutti i succhioni inutili delle piante da
frutto. Cominciate a innaffiare con regolarità. ORTO.
Munite di sostegni le piantine di pomodori e cominciate a scacchiarle. Cimate meloni e cocomeri. Rincalzate le patate. Seminate i cardi nella seconda metà del
mese. Semine e trapianti in terreno aperto: cavoli
estivi e autunnali precoci, rape, ravanelli; lattughe di
tutti i tipi, basilico, prezzemolo, sedano, rucola; bieta
da coste e da taglio, zucche, zucchine, cetrioli; peperoni, pomodori, melanzane; carote, cardi, fagioli e fagiolini. GIARDINO. Se non l’aveste ancora fatto, affrettatevi a portare all’aperto le piante tenute al riparo
durante l’inverno, svasandole e concimandole. Recidete i fiori appassiti delle bulbose sfiorite. Date una sistemata anche alle punte sfiorite degli arbusti. Terminate la messa a dimora delle piantine di crisantemi. Interrate le piantine a fioritura estiva ed autunnale. VIGNA E CANTINA. Siate precisi nei trattamenti contro
peronospora e oidio con zolfo in polvere e prodotti a
base di rame. In caso di piogge frequenti e temperature basse, irrorate ogni 7 - 8 giorni. Se dovesse esserci
grandine, intervenite subito con robuste dosi di solfato di rame. Eliminate ogni settimana i succhioni fino a
tutto il mese di Luglio. In cantina, occhio al livello dei
recipienti vinari. Cambiate ogni mese la pastiglia antifioretta. Mantenete la temperatura sotto i 18°C. Giorni adatti per i travasi: dal 15 al 28 del mese.
Un uomo molto ricco venne accolto in Paradiso.
Appena sistematosi fece un giro al mercato e notò subito che la merce era venduta a bassissimo
prezzo. Allora, trascinato dall’istinto degli affari,
cominciò a ordinare gli articoli più belli. Al momento di pagare, tirò fuori il portafoglio gonfio e
porse all’angelo che stava alla cassa una manciata di banconote. L’angelo, sorridendo, gliele
rese: «Mi spiace, ma questa valuta qui non ha corso. Qui vale solo il denaro che sulla terra è stato
dato in dono».
Donna sospettosa - «Non trovo
mai nessun capello sui tuoi vestiti...
Mi tradisci forse con una donna
calva?». CACAO - Fu lo spagnolo Hernán Cortés che,
dopo aver iniziato la conquista del Messico nel 1519,
fece conoscere il cacao dapprima in Spagna e poi in
tutta Europa. La pianta del cacao è un alberello sempreverde originario dell’Amazzonia, coltivato oggi in
tutta l’America tropicale e nell’Africa occidentale. Ha
foglie grandi, coriacee, alterne e fiori piccoli, bianchi o
rosati, che crescono sul tronco o sui rami più grossi.
Dal fiore derivano i frutti, bacche ovoidali lunghe anche 20 cm, che diventano rosse o brune quando raggiungono la maturazione; la loro polpa, di sapore acido, contiene da 20 a 40 semi di forma allungata, ricchi
di grassi, amido e caffeina. Questi semi, amarissimi,
vengono fatti fermentare ed essiccare nel luogo di produzione, mentre le fasi successive di macinazione e
spremitura vengono svolte industrialmente nei paesi
importatori, che ne ricavano sia la polvere di cacao
(dolce e amara), sia il burro di cacao. CONSIGLI. Per
mantenere l’aroma del cacao conservatelo in contenitori di vetro; se volete migliorarne il sapore, aromatizzatelo mettendoci una stecca di vaniglia. Per evitare
che il cacao diluito formi grumi, mescolatelo con un
po’ di zucchero prima di versarlo nel latte. Quando i
begli occhi d’una donna sono velati dalle lagrime, è l’uomo
che non vede più chiaro (Achille Tournier).
Pesci o non pesci?! - Il dottore:
«Lei ha un polipo». - Il paziente:
«Ma se saranno più di venti anni
che non vado al mare...». Una recente ricerca, partita dalla necessità di evitare recidive negli organismi
femminili operati di cancro al seno, ha evidenziato che
chi fa esercizi fisici effettivi per almeno mezz’ora al
giorno ha il 40 per cento in meno di probabilità di ricadere nella malattia. Una vita sana, quindi, che preveda di non fumare e di limitare bevande zuccherate e
alcoliche, carni rosse e conservate. Appare essenziale,
inoltre, coinvolgere il proprio corpo in attività fisica,
alimentarsi con una dieta mediterranea variata e comunque ricca di vitamine e, soprattutto, di fibre: ciò
indubbiamente allunga la vita e ne migliora la qualità.
Nello specifico, la conferma viene dall’American Journal of Clinical Nutrition, dove la ricca documentazione
addotta dimostra l’associazione inversa tra il consumo
di fibra e il rischio di tumore al seno. Difficile? Sono
sufficienti un etto di fagioli, una bella mela con tanto
di buccia, due etti di carciofi e due bei panini integrali per raggiungere il quantitativo medio giornaliero di
fibra raccomandato, pari a circa 30 grammi. Sempre
tornando al difficile discorso del tumore al seno, ogni
incremento giornaliero di 7 grammi di fibra riduce il
rischio di un 7%.
LA SALVIA CHE NASCOSE GESÙ
Dopo la nascita di Gesù a Betlemme, la Sacra Famiglia dovette rifugiarsi in Egitto per sfuggire ai soldati di Erode
che cercavano il Bambino per ucciderlo. Narra una
leggenda che ad un certo punto del percorso i soldati
stavano per raggiungere i fuggitivi. Allora la Madonna
chiese alla Rosa se poteva nascondere il Bambino tra le
sue foglie, ma ottenne una risposta negativa: «Posso io,
la regina dei fiori, sciupare la bellezza ed il profumo
dei miei petali se i soldati verranno a cercare il Bambino?». «Sei bella», le disse la Madonna «ma vanitosa ed
egoista: da oggi in poi ti coprirai di spine». Poi si rivolse alla Vite, ma anche questa si rifiutò: «Non posso
rischiare che siano rovinati i miei dolcissimi grappoli
dalle spade dei soldati che verranno a rovistare tra i
miei rami. Scusami, ma rivolgiti altrove». «I tuoi grappoli sono preziosi e i tuoi tralci vigorosi», le disse Maria, «ma d’ora in poi, ogni anno sarai spogliata degli
uni e degli altri, e sarai costretta eternamente a ricominciare daccapo». Dopo altri dinieghi la Mamma di
Gesù si rivolse ad un’umile pianta di Salvia, che si aprì
immediatamente ad accogliere il Bambino Gesù. Allora Maria le disse: «Sei modesta e generosa; d’ora in poi
le tue foglie saranno profumate e resistenti alle intemperie. Sarai ricercata e moltiplicata per rendere gustosi i cibi e curare tante malattie. Ognuno ti vorrà vicino
alla propria casa e ti coltiverà con amore».
L’eremita pregava a lungo e intensamente, chiedendo
di potersi incontrare con Dio. Finalmente riuscì ad ottenere un appuntamento. «Domani, sulla montagna»,
gli disse un angelo. Il giorno successivo l’eremita si alzò di buon mattino e guardò la montagna: era completamente sgombra dalle nuvole. Allora, con un misto di
gioia e trepidazione, s’incamminò verso la cima. Lungo il tragitto incontrò un uomo caduto tra i rovi che gli
chiese aiuto. «Mi dispiace, ma ho fretta: ho un appuntamento con Dio», e proseguì allungando il passo. Poco più avanti si imbatté in una donna che piangeva accanto al figlio malato: «Aiutami, per favore». «Perdonami, non ho tempo, Dio mi sta aspettando in cima alla
montagna». Procedette ancora di buon passo per non
mancare all’appuntamento, ma, dove il sentiero si faceva più ripido, vide un vecchietto sfinito, che gli tendeva una borraccia: «Non ce la faccio più a proseguire.
Ti chiedo per amore di Dio: vammi a riempire questa
borraccia alla sorgente, dietro quella roccia». «Abbi pazienza, buon uomo, ho un appuntamento con Dio e
non voglio perderlo!». Quando l’eremita fu finalmente
sulla cima della montagna, sulla porta della baita dove
doveva incontrarsi con Dio trovò un biglietto: «Scusami se non mi hai trovato: sono andato ad aiutare tutti
quelli che tu non hai soccorso lungo la strada».
(Da fonte non identificata)
PENSIERO SPIRITUALE Racconta un’antica favola
di un tale che, trovata una serpe infreddolita, se la
mise in seno per riscaldarla. Ma la serpe, ripreso
vigore, si rivoltò contro l’uomo e lo avvelenò. Questo mi fa pensare a chi tratta troppo bene il proprio
corpo facendone un idolo.
SOLE
1° Maggio
Leva ore 6.06
Tramonta ore 20.07
15 Maggio
Leva ore 5.49
Tramonta ore 20.22
1 G
2
3
4
5
6
7
킌
8
9
10
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OLTRE LE NUVOLE. La Luna, si sa, influenza la Terra. Alta e bassa marea si verificano due volte al giorno
per effetto della Luna, che genera innalzamenti del livello dell’acqua in due zone diametralmente opposte
della Terra, mentre in quelle intermedie l’acqua si abbassa. Due volte al mese, poi, si verifica l’alternanza di
maree sigiziali e maree di quadratura. Il primo termine
indica il momento in cui alta e bassa marea sono ai livelli
massimi, mentre il secondo indica che la differenza fra i
livelli è minima. Questo fenomeno è dovuto all’allineamento con il Sole, che, seppur più lontano della Luna,
per le sue enormi dimensioni fa valere gli effetti del suo
magnetismo gravitazionale, in modo evidente, due volte al mese. Durante i giorni intermedi, le forze di Luna
e Sole si contrastano attenuando il fenomeno. Dal canto suo, la Terra non rimane certo a guardare. Anch’essa influenza la Luna! Non trovando sul satellite distese
d’acqua, la forza di attrazione gravitazionale della Terra si concentra sulle rocce lunari, che si espandono e si
comprimono per effetto del nostro pianeta. Questo ha
fatto sì che nel tempo la Luna abbia rallentato la rotazione intorno al proprio asse fino a uguagliare il suo periodo di rotazione con quello di rivoluzione. Ecco perché la Luna ci mostra sempre la stessa faccia e il suo lato oscuro può essere visto solo dai veicoli spaziali. POSIZIONI PLANETARIE. Il Sole il giorno 20 a h. 04.59
entra in Gemelli. Anche Mercurio entra in Gemelli il
giorno 7 ma poi il 29 passa in Cancro. Venere entra in
Ariete il giorno 3 e poi in Toro il giorno 29. Marte rimane in Bilancia, Giove in Cancro, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci.
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«Ma lei sa chi sono io?». «Purtroppo no! Lei ha una
faccia che vista una volta non si ricorda più». Una
volta ci si separava
odiandosi, oggi ci si separa continuando ad
amarsi. Ma che senso ha,
allora, unirsi? Il personale dei call center è
straordinariamente rapido quando si tratta di stipulare un contratto, ma è
più che straordinariamente lento quando si
tratta di dar corso ad un
reclamo. Quando un
uomo politico è in buona fede, è buono solo per la Fede, non per la politica (Marco Raja).
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
TORTA PARADISO. Ingredienti: 175 gr di farina - 175
gr di fecola di patate - 300 gr di burro - 150 gr di zucchero - 3 uova intere più 4 tuorli - scorza grattugiata
di un limone non trattato - zucchero a velo vanigliato
- Procedimento: lavorate il burro in una terrina fino a
renderlo spumoso - Aggiungete lo zucchero, le uova
intere e i tuorli - Sbattete e amalgamate, poi aggiungete, sempre mescolando, la farina, la fecola e la buccia
di limone - Versate l’impasto ottenuto in uno stampo
imburrato e spolverato di farina - Cuocete a forno moderato (170/180°C) per 45/60 minuti - Per servire cospargete di zucchero vanigliato.
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S. GIUSEPPE art. Patr. dei Lavoratori
Festa ..........................................
Chi fa l’altrui mestiere - fa la zuppa nel paniere
del Lavoro
V S. Atanasio v. dott. – S. Antonino v.
1° Ven. ..........................................
La preghiera deve essere la chiave del giorno e la serratura della notte
S Ss. Filippo e Giacomo app. mm.
1° Sab. ..........................................
Sopra sgabello zoppo - non agitarti troppo
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D 3ª Pasq. S. ANTONINA di Nicea m.
Chi fa più carezze che non suole - o t’ha gabbato o gabbar ti vuole
L S. Angelo di Gerusalemme m. – S. Leo er.
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Chi cerca ciò che non dovrebbe - trova ciò che non vorrebbe
M S. Venerio v. – S. Benedetta di Roma vr.
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La bruna al chiar di luna - la bionda al chiar dell’onda
M S. Rosa Venerini vr. – B. Gisella reg. bd.
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Primo Quarto a h. 05.14 - Temporaneo abbassamento delle
temperature per piogge e qualche fiocco di neve in alta quota
G S. Vittore m. – B. Maria Caterina vr.
..........................................
Bell’ostessa - conto caro
Supplica alla B.V.M. di Pompei
V S. Beato er. – S. Pacomio ab. – B. Maria Teresa di Gesù vr. ..........................................
Chi ciuco si corica - ciuco si risveglia
Giornata Unione Europea
S S. Giovanni d’Ávila dott.
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Un padre campa dieci figli e dieci figli non campano un padre
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D 4ª Pasq. S. IGNAZIO da Laconi fr.
Giornata delle Vocazioni sacerdotali e religiose Festa della
La mamma chi l’ha la chiama - chi non l’ha la brama
Mamma
L S. Leopoldo Mandić fr. – S. Achilleo m. – S. Pancrazio m. ...........................................
Dio, genitori e maestri – non si riuscirà mai a ricompensare
M B. V. M. di Fatima – S. Servazio v. – S. Natale v.
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Dal frutto si conosce l’albero
M S. Mattia ap. – S. Teodora Guérin vr. – S. Michele Garicoïts ...........................................
Luna Piena a h. 21.16 - Ritorno di belle giornate di Sole,
con temperature nelle medie stagionali
G S. Achille v. – S. Cesarea er. – S. Ruperto er. – S. Eutizio m. ..........................................
Disgrazia e osteria son sulla stessa via
V S. Ubaldo v. – S. Possidio v. – S. Brendano ab.
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Fa più danno l’apprensione che il malanno
S S. Pasquale Baylon fr. – S. Giulia Salzano vr.
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Del senno di poi - sono piene le fosse
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D 5ª Pasq. S. FELICE da Cantalice fr.
Non c’è nulla che lo vince: il tizzone o scotta o tinge
L S. Celestino V p. – S. Crispino da Viterbo fr.
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Il giovane ozioso sarà un vecchio bisognoso
M S. Bernardino da Siena fr. – B. Colomba vr.
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Il Sole entra in Gemelli a h. 04.59
M S. Vittorio m. – Ss. Cristoforo Magallanes e C. mm.
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Ultimo Quarto a h. 14.59 - Qualche temporale
per correnti da Ponente con cali di temperatura
G S. Rita da Cascia ved. – S. Giulia vr. m.
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Gente allegra il ciel l’aiuta
V S. Desiderio v. m. – Ss. Lucio e C. mm. – S. Doroteo
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I fatti della pentola li sa il coperchio
S B. V. M. Ausiliatrice – B. Giovanni di Prado fr. m.
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Il sonno della ragione genera mostri
D 6ª Pasq. S. BEDA dott. S. Maria Maddalena de’ Pazzi vr. ..........................................
Il vino rende lieti e fa svelar segreti
L S. Filippo Neri – S. Maria Anna di Gesù – S. Pardo
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Le lacrime d’erede - è matto chi le crede
M S. Federico v. – S. Secondino m. – S. Restituto m.
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La prima si perdona - la seconda si bastona
M Ss. Emilio e Priamo mm. – B. Luigi Biraghi
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Luna Nuova a h. 20.40 - [Luna di Giugno] - Ritornano
giornate serene con temperature più alte della media
G S. Massimino di Treviri v. – S. Orsola vr. Rogazioni ..........................................
Senza umiltà tutte le virtù son vizi
V S. Giuseppe Marello v. – S. Dimpna vr. m. Rogazioni ..........................................
Le uova non hanno nulla
Inizio novena di Pentecoste
da insegnare alla gallina
S Visita B. V. M. a Elisabetta
Rogazioni ..........................................
Le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni
FENOMENI CELESTI: Mercurio torna osservabile dopo il tramonto, Venere brilla nel cielo dell’alba, Marte lo perdiamo solo nelle ultime ore
della notte. Giove è visibile nella prima parte della notte, Saturno è
nelle migliori condizioni di visibilità (è in opposizione al Sole il giorno 10). MACCHIE SOLARI: si conferma la tendenza all’attenuazione del fenomeno. TEMPESTE MAGNETICHE: in
lieve, quasi inavvertibile, diminuzione. GIORNATE FAVOREVOLI: non si dovrebbero registrare condizioni di disagio.
“Rivoluzione! Tutti in marcia verso i palazzi
del potere, tutti davanti al Parlamento!”. Così
griderà il popolo infuriato. Ma i più sussurreranno a se stessi: “Uhm, sì… però alle otto cerchiamo di essere a casa perché c’è la partita di Champions…”. Comanderà sempre chi ci mette i
soldi! Come quando eravamo piccoli: a calcio decideva sempre il padrone della palla. Il saggio
dice: “La bellezza non rende felice colui che la
possiede, ma colui che la può amare e desiderare” (Hermann Hesse). Non c’è uomo che non
riesca a bere o a mangiare, ma son pochi in grado di gustare veramente una buona vivanda
(Confucio).
CARCIOFO (Cynara Scolymus) - Pianta perenne
della famiglia delle Asteraceae. Si riproduce per
carducci (polloni) o per ovoli (pezzetti di rizoma
con una o due gemme) da interrare. Il Carciofo è
conosciuto fin dall’antichità come depurativo ed
epatoprotettivo. Studi recenti ne mettono in luce
preziose qualità antiossidanti efficaci contro i radicali liberi e stimolanti delle secrezioni biliari.
Da non trascurare l’azione riduttiva del colesterolo e di altri grassi presenti nel sangue. Del Carciofo, a scopo terapeutico, si utilizzano le foglie.
Cure a base di questo vegetale sono molto ben
tollerate, anche se qualche precauzione è consigliata in soggetti sofferenti di calcolosi biliare.
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14-05-2013
11:10
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Chi acquista senza bisogno paga
sempre caro. LAVORI DEL MESE. Preparate le aiuole per le seconde semine. Non interrompete la lotta ad infestanti
e parassiti. Fate i regolari trattamenti e le innaffiature
necessarie. Togliete i succhioni rimasti sul vecchio degli alberi da frutto, viti ed olivi prima che diventino legnosi. Diradate i frutticini in eccedenza appena finita
la cascola naturale. Controllate gli innesti assicurando
i nuovi germogli con nuove legature. Evitate di far
giungere i raggi diretti del Sole ai semenzai e alle giovani piantine. ORTO. Trapiantate i cardi. Raccogliete le piante aromatiche da essiccare. Rincalzate le nuove piantine e irrigatele con regolarità. Aggiornate le
legature dei pomodori ai sostegni, continuando a scacchiarli. Tagliate il vecchio dei carciofi fino a 4 cm sotto il livello del suolo. Munite di sostegni fagioli e fagiolini rampicanti. Seminate (o trapiantate) i pomodori per la raccolta tardiva. Semine e trapianti in terreno aperto: fagioli e fagiolini nani e rampicanti; cavoli
precoci, rape e ravanelli; bieta da taglio e da orto;
prezzemolo, sedano e basilico; lattughe, indivie e cicorie da taglio; porri e zucchine. GIARDINO. Innaffiate regolarmente le vostre piante in vaso aggiungendo
ogni 15 - 20 giorni un buon fertilizzante. Potate alberi ornamentali ed arbusti sfioriti, bruciando le spuntature per evitare infezioni. Altrettanto fate con le bulbose sfiorite. Cominciate a cimare i crisantemi. Seminate all’aperto violacciocche, garofani, primule, campanule, myosotis. VIGNA E CANTINA. Continuate a
scacchiare le viti facendo attenzione a lasciare quei
germogli che saranno utili per il prossimo anno. Provvedete ai trattamenti contro peronospora, oidio e ragnetto rosso. In cantina controllate i livelli dei recipienti vinari, facendo attenzione alla copertura con
olio enologico e cambiando mensilmente la pastiglia
antifioretta. Giorni adatti per i travasi: dal 13 al 26 del
mese.
SOLE
1° Giugno
Leva ore 5.36
Tramonta ore 20.37
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Leva ore 5.33
Tramonta ore 20.46
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7ª Pasq. ASCENSIONE
di N.S.G.C.
L’occhio del padrone ingrassa il cavallo Giorn. delle Comunicaz. Sociali
L S. EUGENIO I p. – S. Felice da Nicosia fr.
La sincerità è il cardine dell’amicizia
Festa della Repubblica
M Ss. Carlo Lwanga e C. mm. – S. Clotilde reg.
Nacque per nulla chi vive sol per sé
M S. Francesco Caracciolo – S. Filippo Smaldone
In Giugno, o bene o male, c’è sempre un temporale
G S. Bonifacio v. m. – S. Franco er. – S. Igor m.
Primo Quarto a h. 22.38 - Qualche sconcerto atmosferico
con possibili improvvise grandinate
V S. Norberto v. – S. Paolina m. – S. Gilberto er. ab. 1° Ven.
La saggezza del passato non nutre l’affamato
S S. Antonio Maria v. – B. Landolfo v.
1° Sab.
Peggio nudi che mal vestiti
D PENTECOSTE S. Giacomo Berthieu m.
Nel pollaio non c’è pace
Giornata pro Seminario
se canta la gallina e il gallo tace
L S. Efrem diac. dott. – B. Luigi Boccardo – S. Tecla m.
Ciò che la Luna nasconde - l’illumina il Sole
M S. Asterio v. – B. Edoardo – B. Diana vr. – S. Getulio m.
Nella necessità si riconosce l’amico
M S. Barnaba ap. – S. Paola Frassinetti vr. – S. Aléide vr. Q.T.
Non è ricco chi possiede ma chi meno ha bisogno
G B. Florida Cevoli fr. – B. Mercedes Maria vr.
Non puoi vedere il bosco se stai tra gli alberi
V S. Antonio di Padova dott. fr. – S. Aventino er. Q.T.
Luna Piena a h. 06.11 - Continuano condizioni meteo
incerte con improvvise piogge localizzate
S B. Maria Candida – Ss. Valerio e Rufino mm.
Q.T.
Ogni botte dà il vino che ha
Giornata mondiale dei Donatori di sangue
D 11ª p.a. SS. TRINITÀ B. Luigi Maria Palazzolo
Un cervello in dissesto - non risana mai presto
29 D
30 L
B. Maria Teresa Scherer vr.
I nervi troppo tesi - saltano in pochi mesi
S. Raniero di Pisa – S. Imerio v. – S. Isauro m.
Chi dentro si rode - di fuori non gode
S. Calogero er. – B. Osanna vr. – S. Alena vr. m.
Grave pena non ti punga - e la vita sarà lunga
Ss. Gervasio e Protasio mm. – S. Romualdo ab.
Ultimo Quarto a h. 20.38 - Ancora qualche burrasca per
sbalzi di pressione che cederanno all’incalzare dell’Estate
S. Metodio v. m. – B. Dermizio O’Hurley v. m.
Presto e bene non marciano assieme
S. Luigi Gonzaga – S. Marzia m. – S. José Isabel m.
Il Sole entra in Cancro a h. 12.51 - Solstizio d’Estate
12ª p.a. CORPUS DOMINI S. Paolino di Nola v.
Sei hai per amica la tigre procurati la frusta
S. Lanfranco v. – B. Raffaella Santina vr.
Quando la nave affonda - i topi scappano
Natività di s. Giovanni Battista – B. Ivano er.
Per San Giovanni dimentica i malanni
S. Guglielmo ab. – S. Eurosia m. – S. Prospero v.
Gatta furba piange col sorcio in bocca
S. Giuseppe Maria Escrivá
Se vuoi vivere bene - prendi il mondo come viene
Sacro Cuore di Gesù – S. Cirillo d’Alessandria v. dott.
Luna Nuova a h. 10.08 - [Luna di Luglio]
Aria sempre più secca con temperature in aumento
Cuore Immacolato di Maria – S. Ireneo v. m.
Zotici e villani discuton con le mani
13ª p.a. Ss. PIETRO e PAOLO app. S. Emma ved.
Se vuoi che la roba si faccia - chiudi la bocca e muovi le braccia
Ss. Protomartiri romani – S. Adolfo di Osnabrück v.
Trotto d’asino dura poco
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PENSIERO SPIRITUALE La tristezza, ci dicono i
santi, può essere di segno positivo o negativo. È
buona se induce alla bontà; è cattiva se genera angoscia, inerzia, ira, gelosia, invidia, sofferenza.
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OLTRE LE NUVOLE. Non è ancora un fatto accertato che il nostro satellite condizioni la biologia umana,
ma è invece accertato che possa interagire con la riproduzione di organismi più semplici come alcuni insetti, plancton e coralli marini. Il nostro satellite, inoltre, funziona come uno schermo protettivo che ci preserva da impatti con asteroidi e comete (come la meteora che ha generato, proprio sulla Luna, il cratere
Copernico) e aiuta la Terra a mantenere piuttosto stabile la sua inclinazione durante la rotazione intorno al
Sole. Comunque la curiosità dell’uomo nei confronti
della Luna non conosce appagamento e pare che in futuro si realizzerà una vera e propria base lunare per
l’esplorazione del satellite. POSIZIONI PLANETARIE. Il 21 giugno a h. 12.51 il Sole entra in Cancro
dando luogo al Solstizio d’Estate. Il giorno 17 Mercurio entra in Gemelli, come anche Venere il 23 del mese. Marte è in Bilancia, Giove in Cancro, Saturno in
Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno, ancora in Pesci, diventa retrogrado a partire dal giorno 22.
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FENOMENI CELESTI: Mercurio è osservabile con sempre maggiore difficoltà nei bagliori del tramonto ad inizio mese per riaffacciarsi all’alba
a fine mese. Venere è ben visibile all’alba, Marte è visibile per quasi
tutta la notte. Giove è visibile nella prima parte della notte per un lasso di tempo sempre più
ridotto. Saturno è visibile per quasi tutta la notte, salvo le ore immediatamente antecedenti l’alba. MACCHIE SOLARI: graduale diminuzione che si accentua nell’ultima decade
del mese. TEMPESTE MAGNETICHE: in deciso calo. GIORNATE FAVOREVOLI: la prima decade rientra nella normalità del mese precedente. Possibili alterazioni psicosomatiche
nella seconda e soprattutto nella terza decade.
Non conosceremo mai un tacchino che chieda
l’anticipo del Natale. Così come non conosceremo amministratori e politici (i quali non sono più
fessi dei tacchini) che decidano di diminuirsi privilegi e prebende. Arriverà il momento in cui
il padrone non darà più cibo e i numerosi leccapiedi se ne andranno altrove a cercar poltrone e a
caccia della pagnotta perduta, sperando di trovare la ciotola che li sfami. Il saggio dice: “Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza
esserlo” (Johann Wolfgang von Goethe). Due
cose impariamo dall’esperienza: la prima, che
dobbiamo correggere molto; la seconda, che non
dobbiamo correggere troppo (Charles-François
Delacroix).
Ai piedi della grande montagna vicina al villaggio, Yamatsumi martellava con forza la roccia. Ma la fatica era
tanta e il sole picchiava impietoso. Poco più a valle
scorreva il viavai della gente e passavano i palanchini
con i notabili del paese sotto una tenda di seta rossa.
Yamatsumi nel vederli alzava gli occhi al cielo e sospirava: «Potessi essere ricco anch’io e viaggiare in un palanchino, sotto una tenda di seta rossa!». Il suo desiderio fu accolto e Yamatsumi si ritrovò in un palanchino
sotto una tenda di seta rossa. Ma il sole continuava a
saettare implacabile, la gente ansimava e tutto bruciava dalla sete. Yamatsumi si sentiva deluso ed impotente. Tirò fuori la testa dal suo palanchino e disse: «Vorrei essere io il sole!». Il suo desiderio fu di nuovo esaudito e Yamatsumi fu il sole: da mattina a sera disperdeva l’oscurità, donava luce e calore, dal cielo dominava incontrastato su ogni cosa. Ma una mattina, tra lui e
la terra, si insinuò una nube che imprigionò i suoi raggi. Inutilmente Yamatsumi si agitò, scagliò i suoi dardi infuocati, cercò di dissolvere la nube. Alla fine, vistosi sconfitto, disse: «Voglio essere la nube!». «Sia fatto come tu vuoi», gli fu risposto. E Yamatsumi fu una
nube capace di fare il bello ed il cattivo tempo, pronta
a dispensare la pioggia e la neve a suo piacimento e a
contrastare, senza alcun timore, il dominio del sole.
Ma un giorno si trovò a passare accanto alla vetta rocciosa di un’alta montagna. Yamatsumi percepì subito
quella presenza come una sfida, raccolse tutte le sue
forze e si scagliò con violenza contro la roccia: vento,
pioggia, grandine, tuoni, saette... La montagna rimaneva là superba e immobile, nel suo atteggiamento di
sfida. Yamatsumi allora, al colmo dell’ira, gridò: «Voglio essere la montagna!». E così fu. Una montagna
maestosa e svettante, avvolta nella sua superba bellezza. E passarono i giorni. Una mattina arrivò qualcuno
armato di mazza e scalpello che cominciò a colpire ai
piedi la montagna. Mentre i pezzi si staccavano, Yamatsumi si piegò e vide di lontano un uomo che, battendo con la mazza e il martello, faceva tanti blocchi e
li accatastava l’uno sull’altro. «Chi è quel piccolo essere che osa dilaniarmi brano a brano? Voglio essere io
quell’uomo!». E Yamatsumi tornò ad essere lo spaccapietre di un tempo, ma finalmente felice e contento.
(Da una novella giapponese)
CARDO MARIANO (Silybum marianum) - Pianta
erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. A scopo curativo si usano soprattutto i semi,
particolarmente ricchi di silibina. Pianta utilizzata
per curare malattie del fegato e della colecisti, disturbi dell’apparato gastrointestinale e persino
delle emorroidi. Oggigiorno gli è riconosciuta
un’efficacia epatoprotettiva, antiossidante e antinfiammatoria. Da non trascurare l’azione antifibrotica del Cardo mariano, preziosa nella prevenzione della cirrosi epatica e, non da ultimo, un’attività limitatrice della formazione del colesterolo.
Recenti studi hanno messo in luce la capacità della silibina di migliorare la funzionalità del pancreas e di inibire le concentrazioni di istamina.
In Italia non preoccupa più il problema della fuga
dei cervelli all’estero. Il
fenomeno è ampiamente
compensato dalla proliferazione di imbonitori
capaci di farti scambiare
lucciole per lanterne.
Ci sono delle persone
che hanno un tempismo
impressionante: aprono
la bocca proprio quando
non hanno nulla da dire.
Si incontrano a volte
degli individui che riescono a resistere a tutto, fuorché alle tentazioni.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
CIAMBELLONE O TORCOLO. Ingredienti: 500 gr di farina - 4 uova - 150 gr di burro - 300 gr di zucchero 1 bicchiere di latte - 1 bicchierino di mistrà (o altro liquore, dolce ed aromatico) - cartina di lievito vanigliato - buccia di un limone non trattato - Procedimento: unite tutto in un recipiente adatto e lavorate a
lungo fino ad ottenere una pasta densa ma non solida Versate il tutto in uno stampo imburrato - Mettete in
forno caldo a 180°C per 30 minuti - Servite freddo.
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Esiste un quadro abbastanza conosciuto che rappresenta Gesù mentre con la mano sinistra sorregge una lampada ad illuminare la scena, e con
la destra bussa ad una porta chiusa. Quando il
quadro fu presentato per la prima volta ad una
mostra, un visitatore fece notare al pittore che,
secondo lui, vi era stata una dimenticanza: la porta era senza maniglia. «Non è una dimenticanza»,
rispose il pittore. «Questa porta rappresenta il
cuore umano. E il cuore si apre solo dall’interno».
Curiosità esistenziali - Mia moglie dice che sono troppo ficcanaso... almeno così scrive nel suo diario! CREMA PASTICCERA - Molto usata in pasticceria per farcire crostate, bignè, dolci millefoglie e pandispagna, può servire anche per accompagnare dolci al
cucchiaio. È molto facile da preparare; a una miscela
di uova, zucchero e farina si aggiungono, a fuoco basso, piccole dosi di latte tiepido, mescolando continuamente. CONSIGLI. Al contrario della crema inglese, la
crema pasticcera deve raggiungere sul fuoco il bollore
e bollire per almeno 5 minuti. Questo perché non deve prendere il sapore di farina. Risulta più vellutata se,
tolta dal fuoco, vi aggiungete una noce di burro o un
po’ di panna montata. Mescolate spesso mentre si raffredda per impedire che formi la pellicola in superficie. Un ottimo rimedio per impedire il formarsi della
pellicola consiste nel fare aderire un foglio di carta da
forno sulla superficie della crema versata nel recipiente atto a raffreddarla. Avete già sfogliato il vademecum
del cuoco perfetto? Eccone il titolo: In Cucina non tutti sanno che... Informatevi alla pag. 19 di questo Calendario. Le donne pure stanno nella vita come rose
nell’oscuro fogliame (Julius Rodenberg).
Ipocondria dolorosa - Paziente
dal medico: «Dottore, se mi tocco
qui ho male (indicando il fegato con
l’indice). Pure se mi tocco qui ho male (indicando la milza con lo stesso dito). E anche se mi tocco qui (indicando
sempre allo stesso modo altre parti del corpo…). Cosa può
essere?». - Il dottore: «Credo che lei abbia l’indice fratturato!». Una volta tanto si parla al positivo riguardo a
brasati, stufati e spezzatini!! Nuovi studi decantano i
vantaggi di cotture lente a bassa temperatura. Essi dimostrano come le carni siano più salubri quando vengono cotte a temperature moderate come avviene nel
caso della stufatura e della brasatura, nelle quali (a parte la prima e breve fase della rosolatura) non si superano i fatidici 100°C. Così si riduce sensibilmente la formazione di amine eterocicliche, sostanze di cui si conosce la cancerogenicità negli animali. Infatti esse aumentano in proporzione con la temperatura e la durata della cottura di carni e pesci, a prescindere dal tipo.
L’interessante novità giunge dalla pubblicazione di
questa ricerca, che evidenzia come nelle carni cotte ad
alta temperatura siano presenti livelli di amine eterocicliche molto più elevati rispetto alle altre, e riferisce
che il consumo di fibre animali così cotte porta a modifiche del DNA delle cellule del colon. Il dato confortante è che il numero di tali cellule modificate veniva
sensibilmente ridotto quando, insieme alla carne cotta,
i soggetti umani offertisi per l’esperimento assumevano un mix di alimenti protettivi (abbondanti quantità
di cavoli e broccoli, yogurt ed estratti di clorofilla).
LA CARLINA, PIANTA DI CARLO MAGNO - La Carlina è una
specie di cardo selvatico di media
montagna, senza fusto, che cresce con un capolino radente al suolo, da cui si irradiano a stella le foglie spinose. Delle circa venti qualità che si conoscono, ce ne
sono alcune di cui si mangia la base del capolino, come
si fa con i carciofi. Il termine deriva da cardo, ma è alterato in “carlina” per accostamento al nome di Carlo,
e sembra derivare proprio da Carlo Magno. In effetti,
un’antica leggenda narra che questo imperatore, in
viaggio verso Roma, si trovasse a passare con il suo
esercito, decimato dalla peste, vicino al massiccio del
monte Amiata. Il suo animo era in preda all’ansia per la
sorte dei suoi soldati, ed anche per la propria. Ma durante la notte, sognò un angelo che gli disse di salire sul
monte e, una volta in cima, di scagliare la sua lancia il
più lontano possibile: l’erba la cui radice sarebbe stata
trafitta dalla lancia, doveva essere raccolta, tostata e ridotta in polvere; quindi, mescolata al vino, doveva essere somministrata ai soldati, che sarebbero guariti dalla peste. Carlo Magno, destatosi, fece come gli era stato suggerito in sogno e il suo esercito fu liberato dal
terribile contagio. La leggenda conclude dicendoci che
ancora oggi questo vegetale mostra nella radice il segno
del colpo di lancia dell’imperatore Carlo Magno.
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14-05-2013
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Adamo per un pomo perse l’orto.
LAVORI DEL MESE. Molto importante in questo mese è il mantenimento dell’umidità necessaria alle vostre coltivazioni, che richiede attenzione a tre fattori: l’andamento del clima, la qualità del terreno, le esigenze delle varietà coltivate. Ricordo che un ottimo sistema è l’irrigazione “goccia a goccia”, che aiuta a risparmiare
tempo ed acqua. Organizzatevi per conservare al meglio i vostri prodotti, così che mantengano i profumi e
i sapori dell’estate. Raccogliete ed essiccate le piante
aromatiche officinali. Controllate gli innesti. Proteggete le piantine più fragili e le piante in vaso dall’eccessiva calura. Preparate il terreno per le semine e i
trapianti autunno-invernali. ORTO. Rincalzate le
giovani piantine. Continuate ad aggiornare le legature
dei pomodori e a ridurre l’eccessivo sviluppo dei nuovi germogli. Raccogliete patate, aglio, cipolle quando
avranno il gambo ben secco. Interrate le piantine di
fragole. Date acqua alle carciofaie. Semine e trapianti
in terreno aperto: lattughe di tutti i tipi, cicorie, radicchi, indivie, rucola, ravanelli; cavoli di tutti i tipi,
rape da radice e da broccoletti; finocchi, bieta da taglio, zucchine, fagioli e fagiolini. GIARDINO. Potate
gli arbusti sfioriti. Spuntate i rami sfioriti delle rose a
circa un terzo della loro lunghezza, dopo una gemma
importante. Fate talee, propaggini e margotte. Continuate a cimare i crisantemi. Aggiustate le siepi. Dissotterrate i bulbi sfioriti ed asciutti per la prossima semina. Per le semine regolatevi come per il mese di
Giugno. Proteggete le nuove piantine da infestanti e
parassiti. VIGNA E CANTINA. Continuate nei regolari trattamenti contro peronospora e oidio fino all’invaiatura (quando gli acini cominciano a cambiare colore). A questo punto è importante un trattamento antibotritico (contro la muffa grigia); se sarà necessario
potete effettuarne un altro, scegliendo un prodotto a
rapida degradazione (con pochi giorni di carenza).
Venti giorni prima dell’invaiatura sospendete ogni
forma di potatura verde (cimature, scacchiature, spollonature, e quant’altro). Seguite attentamente il processo di maturazione dell’uva. In cantina verificate i livelli dei recipienti vinari e le coperture con olio enologico e pastiglie antifioretta. Giorni adatti per i travasi:
dal 12 al 26 del mese.
La rana e la tartaruga erano amiche inseparabili e
spesso si ritrovavano insieme a chiacchierare. Un
giorno, mentre si stavano raccontando le solite
cose sopra la solita pietra in mezzo al lago, si accorsero che stava avvicinandosi un temporale.
Quando cominciarono a cadere le prime gocce, la
tartaruga disse: «Non voglio bagnarmi. Quando
prendo la pioggia mi viene sempre il raffreddore».
«Hai ragione», sentenziò la rana, «l’umidità è proprio deleteria per la salute. Andiamocene». E tutte e due si tuffarono nell’azzurro del lago.
Pagina 7
Un giorno di tanti anni fa, un filosofo doveva attraversare il fiume. Si recò al punto di attracco e chiese al
barcaiolo di traghettarlo. Durante la traversata il filosofo volle fare sfoggio del suo sapere e cominciò a porre delle domande al barcaiolo. «Senti, amico: ma tu conosci la filosofia?». «Purtroppo no», rispose il barcaiolo, «da quando ero bambino ho cominciato a fare questo lavoro con mio padre e non ho potuto studiare».
«Ahi, ahi», sentenziò il filosofo, «hai perso un quarto
della tua vita». Poco più avanti ritornò alla carica: «Allora, barcaiolo, nomi come Platone, Aristotele, Socrate, a te non dicono nulla». «No! Purtroppo a me non
dicono niente, non so neanche chi siano», rispose il
barcaiolo. «Ahi, ahi», rincarò il filosofo, «hai perso metà della tua vita!». Intanto si era alzato un forte vento,
l’aria si era rabbuiata e la riva era ancora lontana. Il
barcaiolo faceva fatica a mantenere la rotta. All’improvviso un colpo di vento più forte degli altri rovesciò la barca. Allora il barcaiolo gridò: «Filosofo, sai
nuotare?». «No!», rispose quello. «Mi dispiace per te,
hai perso tutta la tua vita!». E il barcaiolo si diresse a
nuoto verso la riva.
(Da fonte non identificata)
SOLE
1° Luglio
Leva ore 5.37
Tramonta ore 20.48
15 Luglio
Leva ore 5.47
Tramonta ore 20.43
1 M
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4 V
5 S
킌
7 L
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9 M
PENSIERO SPIRITUALE
Quando sorgono in noi
grandi desideri, tristezza per la nostra mediocrità,
voglia di novità e di pienezza, non pensiamo che
siano sogni futili e vani. Potrebbe essere il momento della grazia: non lasciamolo passare invano.
Peccati coniugali - Una donna al
suo confessore: «Padre, mi assolva,
perché... mi sono sposata…» - «Ma
sposarsi non è mica un peccato!» - «Ma io mi sono tanto
pentita…». DORARE (verbi in cucina) - In gastronomia “dorare” significa genericamente far assumere un
color caramello più o meno intenso alla superficie di
paste, carni o vivande coperte di besciamella o pangrattato, mettendole in forno. Anche nella frittura si
usa questo termine: una frittura è pronta quando è ben
“dorata”. In pasticceria, invece, dorare torte salate o
dolci e biscotti è un’operazione che implica non solo la
cottura in forno, ma la spennellatura delle superfici
con uovo sbattuto o miscele diverse prima del passaggio in forno. Per le torte dolci si sbatte l’uovo intero, o
il solo tuorlo, e si spennella in modo uniforme. Per i
biscotti e la pasticceria minuta si può miscelare l’uovo
con acqua o latte; in ogni caso si può addolcire con
zucchero o miele. Per torte salate, all’uovo si può
amalgamare latte od olio; oppure si può usare solo l’albume, sempre sbattuto bene. Potete anche aggiungere
dello zafferano alla miscela per ottenere un colorito
molto più intenso. Tutte queste operazioni vanno
sempre svolte appena prima di infornare. Occorre naturalmente controllare che, durante la cottura, il colore non diventi troppo scuro: in tal caso potete coprire
con carta oleata o alluminio. Donna senza amore, speranza senza lavoro, nave senza timone, tutti le guardano
e nessuno le vuole (Proverbio spagnolo).
Stati d’animo - «Dottore, sono sei
mesi che mia moglie pensa di essere
una falciatrice» - «E allora perché
non me l’ha portata prima?» - «Aspettavo che il mio vicino me la restituisse!». Un sano riposo è indispensabile per la lucidità mentale e mnemonica. Recenti studi,
inoltre, hanno certificato che delle “sonore dormite”
sono utili anche per non mettere su chili di troppo. È
quindi importante che soprattutto i bambini e gli adolescenti (tra costoro, in Italia, circa uno su tre è sovrappeso se non addirittura obeso), riposino per un
numero sufficiente di ore. “A letto dopo Carosello”
non esiste più, neppure come battuta di spirito, soprattutto ora che a farla da padrone sono cellulari, tablet e computer e non la TV. Manco a dirlo, secondo
una ricerca dell’Università svedese di Goteborg i giovanissimi che usano molto questi strumenti tecnologici
presentano disturbi del sonno più spesso dei coetanei.
LA ROSA DI NATALE - La Rosa di Natale è una pianta erbacea
sempreverde della famiglia delle
Ranuncolacee, diffusa dall’Europa centro-meridionale
all’Asia. È chiamata “Rosa di Natale” perché fiorisce
in inverno, da Dicembre in poi. Anche intorno a questa pianta è nata una bellissima leggenda. Quando Gesù nacque nella Grotta di Betlemme i Magi vennero da
lontano guidati dalla Stella, per adorare il nuovo Re ed
offrire in dono oro, incenso e mirra. Appena la carovana giunse a Betlemme, i Magi si informarono dove
fosse nato il Bambino Gesù. Avute le informazioni si
avviarono verso la grotta. Una pastorella di Betlemme,
vedendo il singolare corteo, pensò di seguirlo e si ritrovò davanti alla Grotta vicino ai Re Magi. Quando
vide personaggi così importanti prostrarsi davanti al
Bambino Gesù ed offrire quei doni meravigliosi, scoppiò in un pianto dirotto: lei non aveva nulla, ma proprio nulla, da offrire a Gesù. Poi, tra una lacrima e l’altra, le sembrò di vedere qualcosa animarsi in terra vicino a lei. Si asciugò le lacrime e vide che erano spuntati dal terreno alcuni bellissimi fiori bianchi. Ebbe un
sussulto nel cuore, li raccolse felice e li donò a Gesù.
Erano le Rose di Natale.
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11 V
12 S
쐠
OLTRE LE NUVOLE. Le costellazioni zodiacali sono
più di 12! Si dà il caso, infatti, che ne esista una in cui
il Sole effettua il suo transito apparente fra il 30 novembre e il 18 dicembre, prima di arrivare al Sagittario. Questa costellazione è Ofiuco, il portatore di serpente, collegato alla figura di Asclepio, il personaggio
mitologico della medicina. Secondo la leggenda egli
scoprì il segreto dell’immortalità osservando gli effetti
di un’erba miracolosa che un serpente portava in bocca. Probabilmente l’abbinamento di questo “medico
dell’antichità” con l’animale è dovuto alla sua caratteristica di cambiare pelle ogni anno, a significare un
rinnovamento della vita. Comunque Ofiuco è l’unica
costellazione zodiacale a non aver dato il nome ad un
segno astrologico: ma in realtà, a parte questo “tredicesimo incomodo”, lo zodiaco astrologico si discosta
comunque dall’effettiva posizione del Sole in cielo
(considerando, ovviamente, sempre il suo transito apparente!). Accade, infatti, che un lento ondeggiamento dell’asse di rotazione terrestre dia luogo al fenomeno noto come “precessione degli equinozi”. POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 22 a h. 23.41 il Sole entra in Leone. Mercurio il giorno 13 entra in Cancro e
poi il 31 in Leone. Venere il giorno 18 passa in Cancro. Il 26 del mese Marte entra in Scorpione. Giove
passa in Leone il giorno 16. Saturno rimane in Scorpione e dal 16 torna a muoversi di moto diretto; Urano è in Ariete e dal 24 del mese diventa retrogrado;
Nettuno rimane in Pesci.
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쐡
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
ROCCIATA. Ingredienti: 700 gr di frutta mista (1 mela a fettine - fichi e prugne secchi - mandorle e noci
tritate - uva passita) - 200 gr di zucchero - 300 gr di
farina - mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva due bicchierini di vino dolce passito - buccia grattugiata di un limone non trattato - un pizzico di cannella in polvere - zucchero a velo - Procedimento: tagliate la frutta a pezzi e collocatela in un recipiente adatto
- Aggiungete il vino passito, metà dell’olio, metà dello zucchero e la buccia grattugiata del limone, amalgamando bene - Disponete la farina a fontana sulla tavola e impastatela con l’olio e lo zucchero rimasti, un
pizzico di sale e l’acqua necessaria - Fate riposare la
massa per 15 minuti, poi stendetela con il matterello
fino ad ottenere una sfoglia di circa 2 mm di spessore
- Versatevi la frutta spandendola in modo uniforme su
tutta la superficie della sfoglia - Arrotolate tipo strudel
- Disponete su una teglia imburrata e mettete in forno
caldo (180°C) per 30 minuti. Quando togliete dal forno spolverizzate con zucchero a velo.
16
20 D
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Se l’appetito vien mangiando, a star digiuni ne
viene di più. Talvolta la menzogna è più appetibile della verità. Dipende dal gusto che in ciascuno è
più sviluppato. Che
differenza c’è tra la Repubblica delle Banane e
le altre? È che in quella
tutti i cittadini sanno arrampicarsi sugli alberi.
L’Italia è stata definita
“il giardino d’Europa”.
Peccato che oggi lasci
un po’ a desiderare sotto
l’aspetto della manutenzione.
13 D
27 D
쐞
28 L
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30 M
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S. Regina ved. – S. Oliviero v. m.
Se a Luglio gran calura - a Gennaio gran freddura
S. Ottone v. – B. Eugenia Joubert vr. – S. Bernardino Realino
Una noce sola - non suona nel sacco
S. Tommaso ap. – S. Germano v. – B. Marianna Mogas vr.
Non essere come san Tommaso che ci crede solo se ci mette il naso
S. Elisabetta del Portogallo reg.
1° Ven.
Il diavolo si nasconde tra le pieghe della coscienza
S. Domezio er. – S. Antonio Maria Zaccaria
1° Sab.
Primo Quarto a h. 13.58 - Correnti da Ovest
portano umidità e qualche pioggia isolata
14ª p.a.
S. MARIA GORETTI vr. m.
Non lodare il giorno prima che sia giunta sera
S. Antonino v. m. fr. – S. Giuseppe Maria m. fr.
L’oro non prende macchia
Ss. Aquila e Priscilla – B. Pierre Vigne
La speranza è figlia del bisogno
S. Veronica Giuliani vr. fr. – S. Paolina vr.
Meglio un passero tra le mani che un piccione sul tetto
Ss. Rufina e Seconda mm. – S. Vittoria m.
Le promesse di Carnevale muoiono in Quaresima
S. Benedetto ab. patr. d’Europa – S. Olga
Le spighe vuote stanno a testa alta
S. Giovanni Gualberto ab. – S. Ignazio Clemente v. m.
Luna Piena a h. 13.24
Piogge isolate e localizzate per umidità occasionale
15ª p.a. S. ENRICO II imp. B. Carlos Manuel
Spesso l’osteria è a metà strada tra l’ospedale e la prigione
S. Camillo de Lellis – S. Francesco Solano fr.
La gioventù è una breve ebbrezza - la vecchiaia un lungo digiuno
S. Bonaventura v. dott. fr. – S. Vladimiro
Il troppo e il troppo poco rompon la festa e il gioco
B. V. M. del Carmelo – S. Elvira bd.
Il rumore non fa bene e il bene non fa rumore
S. Alessio – S. Edvige reg. – B. Costanza reg.
Dove si pialla cadono i trucioli
S. Bruno v. di Segni – Ss. Giusta e Rufina vvr. mm.
L’amicizia fatta in osteria - dura la lunghezza di una sbronza
S. Arsenio il Grande er. – B. Ermanno m. fr.
Ultimo Quarto a h. 04.08
Breve abbassamento della temperatura per venti da Nord
16ª p.a. S. APOLLINARE v. m. S. Aurelio v.
Per Sant’Apollinare l’uva comincia a colorare
S. Lorenzo da Brindisi dott. fr. – S. Simeone
Chi ha più giudizio lo adoperi
S. Maria Maddalena – S. Gualtero di Lodi
Il Sole entra in Leone a h. 23.41
S. Brigida di Svezia patr. d’Europa – B. Pedro Ruíz
Ira lenta - ira possente
S. Cristina di Bolsena m. – B. Ludovica fr.
Frasi dette tra i denti - non son mai complimenti
S. Giacomo ap. – S. Cristoforo m. – S. Maria Carmela vr.
Per offese bollenti - non esistono unguenti
Ss. Gioacchino e Anna – B. Roberto Nutter m.
Le botte rese - non sono offese
17ª p.a. S. NATALIA m. B. Maria Maddalena fr.
Luna Nuova a h. 00.41 - [Luna di Agosto]
Ritorno del gran caldo, con afa opprimente
S. Vittore I p. – Ss. Nazario e Celso mm. – S. Alfonsa vr. fr.
Il danaro è un buon servo e un cattivo padrone
S. Marta – S. Olaf re m. – B. Urbano II p.
I piccoli pensieri cementano l’amicizia
S. Pietro Crisologo v. dott. – B. Manno
Dove si spende il danaro non c’è bisogno di far convenevoli
S. Ignazio di Loyola – B. Giovanni Colombini
Di giorno si guarda - di notte si ascolta
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FENOMENI CELESTI: Mercurio sorge all’alba prima del Sole per tutto il
mese. Venere si riaccosta al Sole ma è sempre visibile all’alba. Marte
tramonta prima di mezzanotte. Giove è visibile pochissimo tempo dopo
il tramonto e solo nella prima parte del mese. Saturno è visibile nella prima parte della
notte. MACCHIE SOLARI: repentino abbassamento del numero di macchie. TEMPESTE MAGNETICHE: sensibile calo anche dell’attività magnetica. GIORNATE FAVOREVOLI: disagi avvertiti soprattutto nella terza decade del mese da soggetti particolarmente sensibili e da
persone anziane. Senso di spossatezza accentuato dal caldo estivo.
Dopo il freddo inevitabilmente “polare”, arriverà il caldo immancabilmente “equatoriale”,
“africano” e “tropicale”. Una sagra di ovvietà
per arricchire i signori del meteo. La stampa e
i telegiornali non rinunceranno mai ai luoghi comuni e alle frasi fatte. E continueranno a dire e
scrivere “curva assassina” anziché “automobilista
imprudente”. Il saggio dice: “Spòsati. Se trovi
una buona moglie sarai felice. Se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo” (Socrate). Quello che
le civiltà occidentali non hanno ancora realizzato
è che il raggiungimento della felicità avviene in
due fasi. La prima, quella del benessere diffuso, è
un obiettivo ormai raggiunto. Ma più in là non
riusciamo ad andare (Enrico Cheli).
EQUISETO (Equisetum arvense) - Della famiglia
delle Equisetacee, si riproduce per spore. A scopo
terapeutico si usa il gambo centrale. Conosciuto
largamente dalla medicina popolare, è stato usato da sempre come diuretico e antiemorragico,
impiegato contro la gotta, le cistiti, la calcolosi
renale e i reumatismi articolari. All’Equiseto viene riconosciuta anche oggi una significativa attività diuretica e disinfiammatoria dei reni e delle
vie urinarie e integrativa nei trattamenti contro i
calcoli renali. Altri studi recenti ne segnalano
un’azione antidiabetica, antiossidante e antiaterosclerotica. Cure a base di Equiseto sono normalmente ben tollerate anche se sconsigliate a chi
è affetto da insufficienza renale cronica.
A14_FrateIndovinoCalend.qxp
14-05-2013
11:11
Pagina 8
Un’ora d’acqua caccia un anno di
carestia. LAVORI DEL MESE.
Finché permane l’emergenza caldo, curate con attenzione il regime idrico delle vostre
piante. Come Luglio era il mese delle semine di varietà orticole autunno-invernali, così Agosto è il mese dei
trapianti delle stesse varietà. Nella scelta delle piantine eliminate gli esemplari più vecchi, troppo cresciuti
e con foglie ingiallite, e scegliete esemplari più giovani e rigogliosi anche se più piccoli. Fate innesti a gemma dormiente. Continuate a conservare frutta ed ortaggi. Fate attenzione alla mosca dell’olivo. ORTO.
Concludete la raccolta delle patate. Rincalzate finocchi
e cardi. Impiantate le nuove carciofaie per ovoli. Imbianchite sedani ed indivie. Continuate a conservare i
vostri prodotti in vaso o in congelatore. Semine e trapianti in terreno aperto: ravanelli, rucola, prezzemolo, valeriana, spinaci; radicchi, indivie, cicorie, lattughe di ogni tipo, cavoli e rape di ogni tipo, porri, cipolle e finocchi. GIARDINO. Raccogliete i bulbi delle piante già sfiorite e metteteli all’ombra in un ambiente asciutto e ventilato. Sistemate le vostre piante
in vaso ridando terra, concimando e innaffiando. Continuate a cimare i crisantemi. Seminate i bulbi di narciso, colchico e crocus. Fate talee di fresie, ortensie,
rose ed altre piante lignee da fiore. VIGNA E CANTINA. In questo mese l’uva comincia a cambiare colore:
è il periodo dell’“invaiatura”. Appena inizia, praticate
l’ultimo trattamento a base di rame, aggiungendo un
buon prodotto contro la muffa grigia (botrytis cinerea).
Seguite con cura la maturazione dell’uva, misurandone il grado zuccherino. A tale scopo munitevi di un
mostimetro, facilissimo da usare ed assolutamente accessibile ad ogni tasca. Cominciate a preparare le attrezzature per la vendemmia curando la pulizia e la
funzionalità. Liberate i contenitori che vi serviranno
per il nuovo vino. Nell’ambiente di vinificazione tenete recipienti di vino vecchio solo se coperti con olio
enologico. Giorni adatti per i travasi: dal 10 al 25 del
mese.
SOLE
1° Agosto
Leva ore 6.03
Tramonta ore 20.27
15 Agosto
Leva ore 6.17
Tramonta ore 20.09
1 V
2 S
3 D
4 L
킌
5 M
6 M
7 G
8 V
9 S
10 D
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17 D
쐡
18 L
19 M
20 M
21 G
22 V
23 S
24 D
25 L
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26 M
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28 G
29 V
30 S
S. Teresa della Croce vr. m. patr. d’Eur.
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19ª p.a. S. LORENZO diac. m. B. Arcangelo fr.
Luna Piena a h. 20.09
Temperature estive fino al Ferragosto
S. Chiara di Assisi vr. fr. – S. Susanna m.
Senza l’impegno non basta l’ingegno
S. Rufino v. m. – S. Giovanna Francesca de Chantal
Anche i pesci del re hanno le spine
S. Ippolito m. – S. Irene imp. – S. Ponziano p. m.
La superbia andò a cavallo e tornò a piedi
S. Massimiliano M. Kolbe m. fr.
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Con i matti non si fan patti
16 S
1° Ven.
Chi cessa di essere amico non lo è mai stato
S. Maria degli Angeli – S. Eusebio di Vercelli v. 1° Sab.
Una goccia di miele calma un mare di fiele
Perdono di Assisi
18ª p.a. S. ASPRENATO v. Ss. Leonzia e Flavia
Viaggiando a casaccio si dorme all’addiaccio
S. Giovanni M. Vianney – B. Enrico Giuseppe m. fr.
Primo Quarto a h. 02.49 - Forti temporali estivi a macchia
di leopardo con probabili grandinate molto localizzate
S. Maria della Neve – S. Emigdio v. m. – S. Viatore er.
L’amico di tutti non è amico di nessuno
Trasfigurazione di N.S.G.C. – B. Maria Francesca vr.
Il male è male farlo - ma peggio è pubblicarlo
S. Donato v. – Bb. Agatangelo e Cassiano mm. fr.
Chi ha la testa tra le nuvole non vede dove mette la punta delle scarpe
S. Domenico di Guzmán – S. Maria della Croce vr.
Tegame o fiasco asciutto - voltan l’umore al brutto
Chi sa il trucco non l’insegna
쐠
S. Alfonso M. de’ Liguori v. dott.
31 D
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ASSUNZIONE della B.V.M. S. Tarcisio m.
A chi vuole il bene mio - io lo chiamo «Caro Zio!» Buon Ferragosto
S. Rocco – S. Stefano re d’Ungheria – B. Angelo Agostino
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Cento libbre di pensieri non pagano un’oncia di debito
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20ª p.a. S. CHIARA da Montefalco
Ultimo Quarto a h. 14.25 - Caldo temperato
da correnti di aria fresca a regime di brezza
S. Elena imp. – Ss. Floro e Lauro mm. – S. Alberto Hurtado ..........................................
Non arde lumicino se manca lo stoppino
S. Ludovico d’Angiò v. fr. – S. Giovanni Eudes
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Chi non ha testa - almeno abbia gambe
S. Bernardo di Chiaravalle ab. dott.
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Chi fa in fretta a decidere - fa in fretta a pentirsene
S. Pio X p. – B. Vittoria Rasoamanarivo ved.
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O sai quello che vuoi - o pigli quel che viene
B. V. Maria Regina – B. Simeone Lucac̆ v. m.
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L’amore e la tosse non si possono nascondere
S. Rosa da Lima vr. – B. Bernardo da Offida fr.
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Il Sole entra in Vergine a h. 06.46
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21ª p.a. S. BARTOLOMEO ap. S. Emilia vr.
A molti pensieri seguano poche parole
S. Ludovico re ofs – S. Erminia – S. Patrizia vr.
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Luna Nuova a h. 16.12 - [Luna di Settembre] - Temporali di
fine estate preludono a temperature decisamente più basse
S. Alessandro m. – Madonna di Czestochowa
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Vecchio mulo mal s’avvezza - a portar nuova cavezza
S. Monica ved. – S. Amedeo v. – S. Cesareo v.
..........................................
Se non sai nuotare - non buttarti in mare
S. Agostino di Ippona v. dott. – S. Adelina bd. ..........................................
Madre pietosa fa la figlia tignosa
Martirio di s. Giovanni Battista
..........................................
Prendi il bene quando viene - ed il male quando tocca
S. Pietro er. – S. Margherita Ward m. – B. Maria Rafols vr. ..........................................
Amore non si compra né si vende - ma in premio d’amor, amor si rende
22ª p.a. S. RAIMONDO NONNATO S. Aristide ..........................................
Contro la forza - la ragion non vale
FENOMENI CELESTI: Mercurio torna al tramonto, teoricamente visibile
nella seconda parte del mese. Venere rimane visibile all’alba, Marte
tramonta prima di mezzanotte, Giove è invisibile e Saturno è visibile
solo per qualche ora dopo il tramonto del Sole. MACCHIE SOLARI: continua il calo repentino
dell’attività solare. TEMPESTE MAGNETICHE: in forte diminuzione. GIORNATE FAVOREVOLI:
nell’ultima decade. Senso di affanno e disagi latenti fino a tutta la prima metà del mese.
Colui che ascolta non capisce colui che parla e
colui che parla non sa cosa stia dicendo. Sarà
questa, come nel passato, la fotografia dei dibattiti televisivi. Dalla caduta dell’impero romano
a oggi la fine del mondo è stata annunciata 183
volte. Quest’anno arriveremo a 185. Qualcuno
crederà alla profezia e finirà nelle mani degli imbroglioni. Il saggio dice: “Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è
forte fosse giusto” (Blaise Pascal). Lo sviluppo
economico, che tanto preoccupa gli italiani, somiglierà sempre più al capufficio: tutti ne parlano, ma solo quando non c’è.
FINOCCHIO (Foeniculum officinale) - Nella medicina popolare il finocchio era usato nei disturbi
digestivi contro gli spasmi prodotti da gas intestinali, come espettorante e come stimolante della secrezione lattea, salivare e biliare. Tali proprietà sono confermate anche dalla medicina
odierna, che riconosce al Finocchio una notevole
efficacia contro i disturbi intestinali, specialmente nelle coliche gassose dei bambini, riducendo la
produzione eccessiva di gas; se ne segnala inoltre
la capacità stimolante della secrezione lattea, e
l’azione antimicrobica, espettorante e diuretica.
L’uso di questa pianta a scopo medicinale risulta
ben tollerato, specialmente sotto forma di infuso.
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la
stessa stanza d’ospedale. A uno dei due era permesso
mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio
per facilitare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il
suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro paziente doveva restare sempre sdraiato. Infine i
due fecero conoscenza e presero l’abitudine di parlare
per ore. Ogni pomeriggio il malato vicino alla finestra
si sedeva e passava il tempo raccontando al compagno
di stanza tutte le cose che vedeva fuori. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i
cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano
navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati
camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e si
godeva una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei
minimi dettagli, l’uomo dell’altro letto chiudeva gli
occhi e immaginava la scena. Passarono i giorni e le
settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno, nel portare loro l’acqua per il bagno, si rese conto
che l’uomo vicino alla finestra doveva essere morto
pacificamente nel sonno. La donna si rattristò molto e
chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non
appena gli sembrò appropriato, l’altro paziente chiese
se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera ne fu felice e si premurò di predisporre il
cambio. Quando l’uomo fu solo, lentamente, dolorosamente, si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Sforzandosi, si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Ebbene: essa dava su un muro bianco! L’uomo chiese
all’infermiera che cosa potesse aver spinto il suo povero amico a descrivere spettacoli così meravigliosi fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo
era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. E
commentò: «Forse, voleva farle coraggio».
(Fonte non identificata)
PENSIERO SPIRITUALE Vi sono sentimenti di una
profondità e una soavità tali da essere impossibile
esprimerli in parole. Custodiamoli nel cuore. Formeranno la nostra ricchezza interiore, che non perderemo mai.
OLTRE LE NUVOLE. La Luna orbita intorno alla Terra in 27,3 giorni, sorge e tramonta con circa 50 minuti
di ritardo ogni giorno e, a causa del suo diverso orientamento rispetto al Sole, ai nostri occhi passa attraverso delle fasi, che si usa definire: “Luna Nuova” (completamente scura); “Luna Crescente” fino al “primo
quarto” (mezza Luna); “Luna gibbosa” fino alla “Luna Piena” (completamente illuminata). Dopo comincia
la fase calante, fino al ritorno della “Luna Nuova”. Durante il suo movimento intorno alla Terra si possono
verificare le eclissi. Possono essere sia lunari che solari
e si verificano quando Terra, Luna e Sole sono perfettamente allineati. In questo modo la Luna proietta la
sua ombra sulla Terra o viceversa. Le eclissi lunari si
verificano solo con Luna Piena e quelle solari con Luna Nuova ma non ogni volta. Il ciclo che seguono le
eclissi, infatti, dura 223 mesi lunari (cioè 18 anni, 11
giorni e 8 ore) ed è noto come ciclo di Saros. Conoscendo, dunque, la data di un’eclissi passata è piuttosto
facile calcolare le successive, soprattutto se sono lunari.
POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 23 a h. 06.46 il
Sole entra in Vergine. Anche Mercurio il 15 del mese
entra in Vergine. Venere il giorno 12 passa in Leone,
Marte è in Scorpione, Giove rimane in Leone, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci.
L’arte del politico è
quella di sapersi destreggiare tra le bugie.
Gli uomini combattono
accanitamente per i loro
ideali. In quanto a metterli in pratica poi... è
un’altra questione. La
pigrizia è il miglior incentivo per il progresso tecnologico. Sempre più
spesso la pubblicità è
l’unica cosa che si capisce leggendo i giornali.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
CROCCANTE. Ingredienti: 400 gr di mandorle dolci
spellate - 400 gr di zucchero - succo di un limone Procedimento: mettete lo zucchero a caramellare Quando comincerà a colorirsi aggiungete le mandorle
(intere o in graniglia) e il succo di limone - Mescolate
a lungo fin quando il composto si sarà ben colorito
(non cuocete a fuoco vivo, perché lo zucchero potrebbe bruciare) - Versate il composto su un piano di marmo (o di vetro) ben oliato, spianandolo in modo uniforme fino ad un centimetro di spessore - Incidete subito il croccante per avere dei pezzi omogenei quando
si sarà raffreddato.
14
Un imperatore dell’antica Cina fece un giorno un
solenne giuramento: «Voglio conquistare e cancellare dal mio regno tutti i miei nemici». Dopo un
po’ di tempo i sudditi videro l’imperatore che passeggiava amichevolmente con i nemici nei giardini imperiali. «Ma non avevi giurato che avresti annientato dal regno tutti i tuoi nemici?», osservarono i sudditi. «Ebbene? Li ho cancellati tutti, non
vedete? Li ho fatti diventare tutti miei amici», rispose l’imperatore.
Dubbi matrimoniali - «... È tua
moglie quella signora bionda...» «Non lo so: poco fa è uscita per andare dal parrucchiere». FILETTO - È un taglio di carne; solitamente indica una parte ricavata dal quarto
posteriore del bovino adulto, ma lo si può ottenere anche dal vitello e dal maiale (in questo caso si specifica
“filetto di…”). Il filetto è alloggiato sotto le vertebre
lombari: è costituito da un fascio di muscoli dalla forma allungata e a sezione circolare. Data la loro posizione, questi muscoli lavorano pochissimo, per cui ne
risulta una fibra priva di connettivo, tenera e magra.
Non è certo una carne saporitissima, ma proprio per
questo va incontro a tutti i gusti ed è molto usata in gastronomia. Il filetto si divide in tre parti: la testa, destinata a ricavarne fette più o meno sottili per preparazioni in padella; il cuore, per cotture alla griglia; la
coda, che si usa generalmente in ricette ricche di salse.
La grande domanda alla quale non sono riuscito a rispondere nonostante trent’anni di ricerche sull’animo femminile: “Che cosa vuole una donna?” (Sigmund Freud).
Mestieri inusuali - Dentista: colui che mettendovi le tenaglie in
bocca vi cava i danari dalle tasche.
Non tutti sanno che il cocomero (o anguria che dir
si voglia) è di origine africana, ed è costituito per il
95% di acqua, con moderate quantità di zuccheri (circa 4 gr ogni etto di parte commestibile). A tutti gli effetti un frutto dissetante, dal basso contenuto energetico (16 kcal/etto), il cocomero apporta, oltre al potassio (e a modeste quantità di vitamina C), la citrullina,
che nell’organismo viene convertita in arginina, un
aminoacido precursore dell’ossido nitrico, potente regolatore della funzione dei vasi sanguigni. Da non sottovalutare, poi, che l’anguria è fonte di licopene, forte antiossidante in virtù della sua struttura alchilica,
del numero di doppi legami coniugati e della elevata
idrofobicità. Il licopene, come altri carotenoidi, ha attività di prevenzione dei tumori. Le prime ricerche in
questo senso sono state stimolate da studi epidemiologici che hanno evidenziato una relazione tra consumo
di frutta e vegetali in generale e diminuzione del rischio di certi tipi di cancro. Diversi studi pubblicati
attribuiscono al licopene la capacità di ridurre il rischio di cancro alla prostata nell’uomo, e ricerche sperimentali su topi indicherebbero che esso ha la capacità di sopprimere la crescita di cellule tumorali mammarie.
IL GELSOMINO E LE STELLINE
- Una leggenda araba racconta
che un giorno Kitza, la madre di
tutte le stelle, stava preparando i vestiti nuovi per le figlie. A lavoro già inoltrato rientrarono in casa alcune
stelline lamentandosi con la madre dei nuovi abiti: «Il
mio è troppo largo». «Il mio è troppo stretto». «Il mio è
troppo lungo». «Il mio è troppo corto»... Insomma, una
confusione da non dire. La mamma si raccomandava:
«Figlie state buone, non fate chiasso, lasciatemi lavorare... vi accontenterò prima possibile». Ma quelle neanche l’ascoltavano, e il chiasso cresceva... fintanto che
arrivò all’orecchio di Micar, il re degli spazi, il quale
volle accertarsi di cosa stesse accadendo: «Chi è che
rompe l’ordine e il silenzio degli spazi infiniti?». Entrato nella casa di Kitza si rese subito conto del motivo di tanto baccano. Allora, con voce tonante, disse alle stelline: «Siete veramente incontentabili ed egoiste.
Mi avete proprio stancato. Andate via dalla volta celeste!». E le stelline si ritrovarono sulla terra, immerse
nel fango. La madre Kitza non voleva questo e, piangendo sconsolata, protestò contro Micar senza alcun
risultato. Allora Bersto, la signora dei fiori, ebbe compassione di Kitza e le disse: «Stai tranquilla, tirerò fuori dal fango le tue stelline e le farò diventare dei fiori
meravigliosi». Così furono creati i gelsomini, le stelline
della terra.
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27-05-2013
17:32
Pagina 9
Poco cibo e niente affanno sanità
di corpo fanno. LAVORI DEL
MESE. Preparate tutto per la vendemmia e la vinificazione. Raccogliete mele e pere in
due tempi, a distanza di 8 - 10 giorni, secondo il grado
di maturazione dei frutti. In caso di pioggia sospendete per 4 - 5 giorni. Fate ancora gli innesti a gemma
dormiente, a condizione che il portainnesto sia ancora
in vegetazione. Controllate gli innesti praticati in precedenza. Preparate i terreni per i nuovi impianti di alberi da frutto, viti e olivi, o anche semplicemente per
consegnarli al riposo invernale. ORTO. Completate
semine e trapianti iniziati in Agosto. Proseguite nell’imbianchimento di finocchi, indivie, radicchi, porri e
sedani. Seguite le nuove pianticelle innaffiando e rincalzando. Particolare attenzione riservatela ai parassiti. Date una prima larga legatura ai cardi (gobbi) per
evitare che colpi di vento ne rompano le foglie esterne.
Scarducciate i carciofi. Semine e trapianti in terreno
aperto: lattughe, indivie, radicchi, cicorie, valeriana;
cipolle, ravanelli, rucola, prezzemolo e spinaci.
GIARDINO. Raccogliete i semi da conservare per il
prossimo anno. Interrate i bulbi a fioritura primaverile. Fate talee di rose, fucsie, ortensie, lillà, forsizie...
Seguite la rifioritura delle rose concimando, bagnando
e ridando terra. Sistemate le siepi. Continuate a cimare i crisantemi. Ripulite i cespugli di lavanda, abbassando la chioma di due terzi. Seminate margherite,
viole del pensiero, violacciocche, primule, calendule e
tutte le qualità rustiche per il prossimo anno. VIGNA
E CANTINA. Mentre seguite il processo di maturazione
dell’uva, mettete a punto tutto ciò che serve alla vendemmia, alla pigiatura dell’uva e alla sistemazione dei
mosti. Alcune raccomandazioni: eliminate grappoli
malati o le parti di essi colpite da muffe. Curate un’assoluta pulizia. Eliminate dalla cantina ogni cattivo odore. Per notizie più complete e dettagliate consultate il
nostro libro Vigna, Vino e Cantina alle pagine 221 271. Giorni adatti per i travasi: dal 9 al 23 del mese.
In Palestina si racconta che una notte il re David
non riusciva a prendere sonno. La moglie, preoccupata, gli chiese che cosa avesse e David le confessò che il giorno dopo doveva saldare al suo vicino Jacob un consistente debito; ma i soldi non
li aveva. La moglie allora saltò giù dal letto, si affacciò al balcone e chiamò: «Jacob! Jacob!».
Dall’altra parte della strada: «Che vuoi?». «David
mi manda a dirti che non ha soldi e domani non
può saldarti il debito». La donna rientrò, si rimise
a letto e disse a David: «Adesso puoi dormire.
Ora tocca a Jacob stare sveglio».
Fidanzati distratti - «Ieri ho incontrato il tuo fidanzato, ma non
mi ha riconosciuta» - «Già, me lo
ha detto». GRIGLIA - Quello “alla griglia” è un metodo di cottura arrosto su un utensile formato da sbarre o tondini di metallo, che viene messo su brace o serpentina elettrica. A volte, impropriamente, si definisce “alla griglia” anche la cottura su piastra o bistecchiera: non è corretto definire così questo metodo,
perché non consente la circolazione dell’aria intorno
all’alimento che, invece, è la caratteristica della vera
cottura alla griglia. Questa cottura, infatti, avviene per
convezione e consente il rapprendimento e la colorazione di tutte le superfici esterne del cibo. A seconda
che si tratti di carne, pesce o verdure, le tecniche da
usare dovranno essere diverse. A) Le carni in genere
mettetele da subito molto vicine alla brace piuttosto
viva; usate i grassi per ungere solo dopo la coloritura;
alzate la griglia allontanandola dalla brace o velando
questa di cenere, allo scopo di non far infiammare il
grasso che cola, per poter prolungare la cottura a piacere. La carne non va salata in cottura e non va punta,
perché i succhi interni non dovrebbero uscire. B) Per
il pollame, invece, utilizzate brace non troppo viva e,
per avere una cottura lenta e a temperatura moderata,
ungete, salate e aromatizzate prima della cottura; aumentate il calore solo alla fine, in modo da rendere
croccante la superficie, che sarà ancora più croccante
se la irrorerete con succo di limone. C) Le verdure e i
pesci, vanno unti e salati prima, per poi metterli sulle
braci velate di cenere e sistemare la griglia ad una
maggiore distanza dalla fonte di calore. Bisogna pigliar gli uomini come sono, e le donne come vogliono essere
(Auguste-Louis Petiet).
Succede anche questo - Due
anestesisti trafelati sulla soglia della sala operatoria, l’uno con un occhio nero e l’altro con il naso schiacciato: «Presto, presto... portate dell’altro narcotico... e molto!». Se dormiamo poco e/o male, ne restano i segni sulla nostra
pelle ed anche sugli atteggiamenti: Ma non è tutto qui:
altri studi dimostrano che privarsi del sonno incide in
modo negativo sul sistema nervoso, sul sistema immunitario (cioè la capacità di difendersi dalle infezioni), e
sulle funzioni basilari delle cellule. Ci sono, inoltre,
anche conseguenze comportamentali nell’insonnia o
nell’astinenza dal riposo, soprattutto se si traduce in
un viso meno ben disposto alle interazioni sociali.
L’aspetto, come tutti sanno, condiziona tanti rapporti:
facilita o ostacola la collaborazione altrui, agevola o
complica le relazioni tra coniugi o fidanzati e tanto altro ancora. Tornando allo studio effettuato sui ragazzi
svedesi, a cui si fa riferimento in altre pagine nella
stessa rubrica, i soggetti analizzati arrivano a supporre
che un viso attraente e riposato facilita considerevolmente l’entrare in sintonia con il resto del gruppo e
quindi l’essere scelti da chi ha interesse a trovare il
proprio partner.
IL CHICCO DI GRANO,
SIMBOLO DI CRISTO
Ora nasce il verde filo del chicco di grano sepolto,
che nella terra per molti giorni attese;
a vita ritorna l’amore, disceso nel regno dei morti:
l’amore è tornato come verde germoglio di grano.
L’amore nel sepolcro gli uomini avevan deposto,
pensando che mai sarebbe tornato alla vita,
nascosto nella terra come chicco che dorme invisibile:
l’amore è tornato come verde germoglio di grano.
A Pasqua è risorto, come il grano è rinato
dopo essere stato tre giorni sepolto;
dal regno dei morti riappare il Signore risorto:
l’amore è tornato come verde germoglio di grano.
(Inno pasquale inglese)
In un radioso mattino di settembre un piccolo ragno
giallo decise di costruire la sua tela. Girovagò a lungo ai
margini del bosco, salì su un alto albero, poi si calò giù
attaccandosi al suo filo lucente e si posò su una siepe
spinosa. Lì cominciò a costruire la sua tela lasciando
che il filo, lungo il quale era disceso, reggesse il lembo
superiore di tutto l’impianto. Era un’opera bella e
grande che si slanciava verso l’alto, e quasi scompariva
nell’azzurro del cielo. Passavano i giorni e il ragnetto
diventava grande. Quando le mosche scarseggiavano si
vedeva costretto ad ampliare la tela; e questo gli era
possibile proprio grazie a quel filo che scendeva dall’alto, del quale non si riusciva a vedere la fine. Una
mattina il nostro amico, vuoi per il freddo della notte,
vuoi soprattutto per la fame arretrata, si svegliò di pessimo umore e così, di punto in bianco, decise di fare un
giro d’ispezione sulla tela: controllò ogni angolo, tirò
ogni filo, rimise tutto in ordine, finché notò nella parte superiore della rete un filo teso verso l’alto di cui non
ricordava la funzione e nemmeno l’esistenza. Di tutti
gli altri fili conosceva l’importanza, i punti di snodo, i
ramoscelli dove erano stati fissati; ma quel filo inesplicabile non andava da nessuna parte. Il ragno cercò di
osservare da ogni angolatura, si rizzò sulle zampette,
guardò con tutti i suoi occhi... ma non riuscì a capire
dove andasse a finire. «A cosa serve questo stupido filo...» disse il ragno, «via i fili inutili!». Un colpo di mandibole e... patatrac!, tutto gli rovinò addosso. Aveva
dimenticato che, un lontano mattino di settembre, lui
stesso era sceso giù da quel filo, e da lì aveva iniziato a
tessere la sua tela. Ora, invece, si trovava a giacere sulle foglie della siepe spinosa, imprigionato nella sua
stessa rete divenuta ormai un piccolo, umido cencio.
Era bastato un solo istante per distruggere una magnifica opera e soltanto perché non era riuscito a capire
l’importanza di quel “filo dall’alto”.
(Da una novella di Johannes Jørgensen)
SOLE
1° Settembre
Leva ore 6.35
Tramonta ore 19.42
15 Settembre
Leva ore 6.50
Tramonta ore 19.18
1 L
2 M
킌
3 M
4 G
5 V
6 S
8 L
9 M
쐠
10 M
11 G
12 V
13 S
14 D
15 L
PENSIERO SPIRITUALE Quando ci accingiamo a
fare qualcosa di importante non assumiamo un atteggiamento severo e cupo. Mettiamo, con un filo di
sorriso, un po’ di luce anche nelle cose serie.
7 D
16 M
쐡
17 M
OLTRE LE NUVOLE. Dalle prime osservazioni del
pianeta Marte si pensò che esso potesse essere caldo e
ospitale e che alcune zone fossero addirittura ricche di
vegetazione. Vedendo, infatti, delle macchie più scure
sulla sua superficie, alcuni astronomi ipotizzarono che
si trattasse di zone coltivate e irrigate da corsi d’acqua
artificiali. Fu la sonda Mariner a infrangere i sogni di
chi sperava di trovare forme di vita sul “pianeta rosso”
perché, sorvolandolo da vicino, rivelò una superficie
apparentemente priva di vita. Attualmente le calotte
polari di Marte sono rivestite da anidride carbonica allo stato solido, ma il radar della sonda Mars Express nel
2007 rivelò al di sotto di questo strato una profonda riserva di acqua ghiacciata. Attualmente sono in piedi
diverse teorie sulla presenza di acqua in superficie, e la
speranza è affidata alle sonde di nuova generazione.
POSIZIONI PLANETARIE. Il 23 settembre a h. 04.29
il Sole entra in Bilancia e comincia l’Autunno astronomico. Il giorno 2 Mercurio entra in Bilancia, il 27 passa nello Scorpione. Venere il giorno 5 entra in Vergine
e il 29 entra in Bilancia. Marte il giorno 13 passa in Sagittario. Giove, Saturno, Urano e Nettuno permangono rispettivamente in Leone, Scorpione, Ariete e Pesci.
Per i venditori di fumo, viste le proporzioni che va
assumendo la categoria, dovrebbe essere obbligatoria l’assicurazione
contro le scottature. Volete sperimentare la
sensazione del vuoto assoluto? Provate ad entrare nella testa di qualche star. A certe persone l’esperienza accumulata negli anni serve
solo per ripetere gli errori con minore fatica. C’è chi pulisce le scarpe
per non sporcare casa, e
chi pulisce casa per non sporcare le scarpe.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
TORTA DEI RICONCILIATI. Ingredienti: 300 gr di farina - 350 gr di zucchero - 5 più 2 uova - 250 gr di
mandorle dolci tritate - latte - scorza grattugiata di
un limone non trattato - lievito in polvere - Procedimento: rompete le 5 uova separando i rossi dalle chiare - Montate le chiare a neve - Lavorate i tuorli con lo
zucchero e la buccia di limone - Aggiungete la farina e
le mandorle - Legate tutto con le due uova intere sbattute, mescolando a lungo e, se necessario, bagnando
con qualche cucchiaio di latte - Da ultimo unite le
chiare montate e il lievito - Versate l’impasto in una
teglia imburrata e infarinata - Cuocete a 170/180°C
per circa 45 minuti.
12
18 G
19 V
20 S
21 D
22 L
23 M
24 M
쐞
25 G
26 V
27 S
28 D
S. Egidio ab. – S. Terenziano v. m. – S. Verena vr.
A Settembre chi è esperto - non viaggia mai scoperto
S. Elpidio ab. – S. Nonnoso ab. – B. Apollinare fr. m.
Primo Quarto a h. 13.11
Belle giornate settembrine con temperature miti
S. Gregorio Magno p. dott. – S. Marino diac.
I creditori hanno miglior memoria dei debitori
S. Rosalia vr. er. – Traslaz. di S. Rosa da Viterbo vr. ofs
Onorare e non imitare - non è altro che adulare
B. Teresa di Calcutta vr.
1° Ven.
Il diavolo aiuta i suoi - ma non li salva
S. Umberto ab. – B. Michele m. – S. Eva m.
1° Sab.
L’oro luce - la virtù riluce
23ª p.a. S. GRATO v. B. Giovanni Mazzucconi m.
L’oro s’affina al fuoco - l’uomo nelle sventure
Natività B. V. Maria – B. Federico Ozanam
Chi non fa da sé - non speri dagli altri
S. Tiburzio m. – B. Giacomo Desiderato Laval
Luna Piena a h. 03.38 - Giornate piovose
che aprono in anticipo le porte all’Autunno
S. Nicola da Tolentino – S. Salvio v.
Portare pesci al mare - risulta un magro affare
Ss. Proto e Giacinto mm. – S. Ramiro m.
La donna è come l’onda - o ti sostiene o ti affonda
SS. Nome di Maria – S. Silvino v. – S. Guido pellegrino
Se un vizio non si cura - presto divien natura
S. Giovanni Crisostomo v. dott. – S. Amato ab.
Meglio un aiuto che cento consigli
24ª p.a. ESALTAZIONE S. CROCE S. Materno v.
Dio attende fuori orario - anche il ritardatario
B. V. Maria Addolorata – B. Rolando er.
Ne sa più il matto a casa sua che il savio a casa d’altri
Ss. Cornelio p. e Cipriano v. mm. – S. Eufemia m.
Ultimo Quarto a h. 04.04 - Gli ultimi giorni
d’Estate ci regalano ancora bel tempo
Stimmate di s. Francesco – S. Roberto v. dott.
Ogni pazzo è saggio quando tace
S. Giuseppe da Copertino fr. – S. Eustorgio v.
Tutte le cose hanno una fine - escluso il salame che ne ha due
S. Gennaro v. m. – S. Teodoro v. – S. Alfonso de Orozco
Peggio l’invidia dell’amico - che l’insidia del nemico
S. Francesco M. da Camporosso fr.
Predica a te stesso - non predicar te stesso
25ª p.a. S. MATTEO ap. Ss. Eusebio e C. mm.
Quando arriva la minestra - non c’è più sinistra o destra
S. Ignazio da Santhià fr. – S. Maurizio m.
Quattrini e amicizia rompon le braccia alla giustizia
S. Pio da Pietrelcina fr. – S. Sigismondo v.
Il Sole entra in Bilancia a h. 04.29 - Equinozio d’Autunno
S. Pacifico fr. – S. Terenzio m. – S. Gerardo v. m. Q.T.
Luna Nuova a h. 08.13 - [Luna di Ottobre] - La Luna
di Ottobre annuncia un periodo di piogge abbondanti
S. Nicola di Flüe – B. Giuseppe Benedetto Dusmet v.
Quattrino risparmiato - due volte guadagnato
Ss. Cosma e Damiano mm. – S. Nilo ab.
Q.T.
Raglio d’asino non sale al cielo
S. Vincenzo de’ Paoli
Q.T.
Se ti trovi nell’intrigo - allora scopri chi è l’amico
26ª p.a. S. SALONIO v. B. Innocenzo da Berzo fr.
Senza lilleri non si lallera
Insurrezione popolare di Napoli
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29 L
Ss. Michele, Gabriele, Raffaele arcangeli
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30 M
Sono le botti vuote quelle che cantano
S. Girolamo dott. – S. Onorio v. – B. Federico Albert
Donna e fuoco - toccali poco
..........................................
FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile al tramonto praticamente tutto
il mese. Venere rimane visibile all’alba ma molto accosto al Sole. Marte
anticipa il suo tramonto a prima delle 22:30. Giove ricompare all’alba
e a fine mese sorge già tre ore circa prima del Sole. Saturno è visibile per una manciata di
minuti al crepuscolo. MACCHIE SOLARI: ancora in sensibile calo. TEMPESTE MAGNETICHE:
in leggero calo. GIORNATE FAVOREVOLI: la prima metà del mese; ancora disagi latenti, mitigati dal rinfrescarsi dell’aria.
L’abilità degli opinionisti sarà l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima
settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo.
Salvo essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto. E, magari, citeranno il noto
detto secondo cui “le previsioni sono difficili, in
particolare quando si riferiscono al futuro”.
Sarà sempre più sciatto il linguaggio dei giornali, dov’è quasi scomparsa la “ricchezza della
punteggiatura”. Ci sono due modi per vivere
la propria vita. Uno è quello di pensare che non
esistono miracoli e l’altro è quello di pensare che
ogni cosa è un miracolo (Albert Einstein). Il
saggio dice: “Se un milione di persone crede a
una cosa stupida, la cosa non smette di essere
stupida” (Anatole France).
MIRTILLO (Vaccinium myrtillus) - Arbusto diffuso nei boschi della fascia montana del nostro
emisfero, che produce piccole bacche bluastre
rotonde. Appartiene alla famiglia delle Ericacee.
Le sue bacche non sono rinomate solo per preparare ottimi liquori e prelibate confetture, ma anche per curare molteplici fastidiosi disturbi. Ad
esempio, l’insufficienza venosa degli arti inferiori (con esiti tipo edemi, varici, tromboflebiti...);
la formazione di depositi aterosclerotici all’interno di vasi sanguigni; le infezioni alle vie urinarie
e la diarrea. Altri studi attribuiscono al Mirtillo
un’efficacia antimicrobica e validità terapeutica
contro le retinopatie diabetiche. Non sono da
trascurare neanche proprietà antiossidanti e preventive nella formazione di cellule tumorali.
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14-05-2013
11:13
Pagina 10
SOLE
1° Ottobre
Leva ore 7.07
Tramonta ore 18.49
15 Ottobre
Leva ore 7.23
Tramonta ore 18.26
킌
1 M
2 G
3 V
4 S
5 D
6 L
7 M
쐠
8 M
9 G
10 V
11 S
12 D
13 L
14 M
쐡
15 M
16 G
S. Teresa del Bambin Gesù vr. dott.
..........................................
Primo Quarto a h. 21.32 - Piogge abbondanti che
ci orientano decisamente verso l’Autunno
Ss. Angeli Custodi – Ss. Leodegario v. e Gerino mm.
Beato chi ti vede - con l’occhio della Fede Festa nazionale dei Nonni
S. Edmondo di Scozia – S. Candida m.
1° Ven.
A chi troppo vuole - si rompe il sacco
S. Francesco di Assisi
1° Sab.
patr. d’Italia, Pace, Ecologia, Azione Cattolica, Turismo e Poeti
Il Signore ti dia Pace
Supplica
27ª p.a. S. PLACIDO S. Anna Schäffer vr.
Genitori, date ai figli - buoni esempi oltre ai consigli
alla B.V.M.
S. Bruno ab. – S. Renato di Sorrento v. – B. Maria Rosa vr.
Ogni ortolano vanta le sue cipolle
B. V. M. del Rosario – S. Giustina m. – S. Adalgiso v.
Chi invecchia nei peccati - non si cura del Paradiso
S. Giovanni Calabria – S. Pelagia vr. m.
Luna Piena a h. 12.50 - Tempo variabile con ampie schiarite
Eclissi totale di Luna (vedi Specola)
S. Giovanni Leonardi – Ss. Dionigi v. e C. mm.
Due volte non si imbroglia - chi mangiato ha la foglia
S. Daniele Comboni v. – S. Paolino di York v.
Chi offende l’amico non la risparmia al fratello
B. Giovanni XXIII p. – S. Maria Desolata vr.
Pugno di ferro in guanto di velluto
28ª p.a.
S. SERAFINO da Montegranaro fr.
A dormire con i cani si prendono le pulci
S. Romolo v. – B. Alessandrina Maria da Costa
Il gatto vuol mangiare il pesce, ma non vuol bagnarsi i piedi
S. Callisto I p. m. – S. Celeste v. – S. Fortunato v.
Muor giovane colui che al cielo è caro
S. Teresa d’Avila vr. dott. – S. Severo v.
Ultimo Quarto a h. 21.12 - Venti da Nord provocano
un sensibile calo delle temperature
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Tre traslochi fan più danni di un incendio
17 V
S. Ignazio d’Antiochia v. m. – B. Contardo Ferrini
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18 S
Troppi cuochi bruciano l’arrosto
S. Luca ev. – S. Alda vr. – S. Proculo diac.
Tale è il gregge uguale a chi lo regge
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19 D
29ª p.a.
S. PIETRO d’Alcantara fr.
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Paese che vai - usanza che trovi
20 L
S. Maria Bertilla Boscardin vr. – S. Adelina bd.
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Il risparmio è il miglior guadagno
21 M
S. Pietro Yu Tae-ch’ol m. – S. Orsola vr. m.
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Esperienza - madre di scienza
22 M
쐞
23 G
24 V
25 S
26 D
27 L
28 M
29 M
30 G
킌
31 V
B. Giovanni Paolo II p. – S. Bertario ab. – S. Simmaco v.
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Presto a letto e presto alzato - fanno l’uomo ricco e sano
S. Giovanni da Capestrano fr. – S. Graziano m. ..........................................
Luna Nuova a h. 23.56 - [Luna di Novembre] - La nuova
lunazione porta giornate tiepide anche se variabili - Il Sole entra
in Scorpione a h. 13.57 - Eclissi parziale di Sole (vedi Specola)
S. Antonio Maria v. – San Luigi Guanella
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Lascia che l’onda passi
e la marea s’abbassi
Giornata delle Nazioni Unite
Ss. Crisanto e Daria mm.
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Fine dell’ora legale - A h. 03.00 del 26, orologio un’ora indietro
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30ª p.a. S. FOLCO v. S. Alfredo re – S. Cedda v.
Le aquile non piglian mosche
S. Evaristo p. m. – S. Gaudioso v. – B. Emelina er.
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In ogni acqua del mondo - il torbido è nel fondo
Ss. Simone e Giuda app. – S. Ferruccio m.
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Lingua mitragliatrice presto si contraddice
S. Onorato v. – S. Gaetano Errico – S. Ermelinda vr.
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L’oro rende ciechi e la fortuna sordi
S. Gerardo v. – S. Germano v. – B. Angelo d’Acri fr.
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Meglio consumarsi che arrugginire
S. Quintino m. – S. Antonino di Milano v.
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Primo Quarto a h. 03.48 - Prime nevicate in montagna
portano aria gelida anche nelle valli - Umidità in aumento
ECLISSI: prevista per il giorno 8 Eclissi totale di Luna visibile da Asia,
Australia, America e Oceano Pacifico. La durata sarà di 3 ore e 20 minuti; la fase di totalità avverrà alle h. 12.26 e terminerà alle h. 13.26 (ora
italiana). Invece il giorno 23 si prevede una Eclissi parziale di Sole visibile da America
Settentrionale e Oceano Pacifico Settentrionale. La fase di massimo oscuramento si verificherà alle h. 23.46 (ora italiana). FENOMENI CELESTI: Mercurio teoricamente è osservabile al tramonto all’inizio del mese e all’alba alla fine. Venere, salvo i primi giorni all’alba,
sarà invisibile. Marte rimane visibile per qualche ora dopo il tramonto. Giove è praticamente visibile per tutta la seconda parte della notte. Saturno, che tramonta appena dopo il
Sole, resterà praticamente invisibile. MACCHIE SOLARI: ancora in calo, anche se meno accentuato nella parte centrale del mese. TEMPESTE MAGNETICHE: continua il calo repentino, in maniera più stabile rispetto al mese scorso. GIORNATE FAVOREVOLI: nella parte
centrale del mese un riequilibrio meteo aiuterà anche quello psichico.
Banche, assicurazioni e fornitori di energia e di
telecomunicazioni ci faranno sottoscrivere contratti incomprensibili. Poi ci faranno credere che
è colpa nostra! C’è chi si lamenterà delle pene
d’amore. Evidentemente non ha mai avuto i calcoli renali o non ha mai sofferto di ernia al disco!
Il saggio dice: “Quando la figlia si sposa, il padre perde la dote, ma riguadagna il bagno e il telefono” (Robert Lembke).
PASSIFLORA (Passiflora incarnata) - La Passiflora è un arbusto rampicante, originario dell’America Latina, appartenente alla famiglia delle
Passifloracee. Questo vegetale è conosciuto anche
popolarmente come sedativo, ansiolitico e antispasmodico. Se usato in associazione con la valeriana, attenua i sintomi dell’insonnia, senza determinare l’insorgere di effetti collaterali. Notevole è anche l’azione antispasmodica della pianta.
In un paese del Sud una donna apostrofa con violenza il marito dicendogli che è un cretino, il più
grande cretino che abbia mai incontrato: «Sei talmente cretino che se si facesse una gara per soli
cretini tu al massimo arriveresti secondo». «E
perché secondo?», chiede l’uomo. La risposta è
immediata: «Perché sei cretino».
PENSIERO SPIRITUALE Qualcuno ha formulato
questa preghiera: «O Dio, negami pure il necessario, ma non farmi mancare il superfluo». Chi si è
espresso in modo tanto paradossale, forse non ha
pensato che con queste parole ha dato forma al desiderio inespresso di tanti uomini e donne del nostro tempo.
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S. Margherita M. Alacoque vr.
C’era una volta, in una regione della Cina, un portatore d’acqua che si guadagnava da vivere trasportando il
prezioso elemento dalla lontana sorgente al villaggio.
Due volte al giorno portava il suo carico in due grandi
vasi appesi alle estremità di un’asta di legno poggiata
trasversalmente sulle sue spalle. Il vaso che gli pendeva sulla sinistra era intatto e arrivava sempre pieno al
villaggio, mentre quello di destra aveva una piccola incrinatura e perdeva un po’ di acqua. Purtroppo l’uomo non aveva di che comperarsi un vaso nuovo, così la
faccenda andò avanti per anni. Un giorno, però, il vaso incrinato prese la parola e disse al portatore: «Sono
davvero mortificato, credimi. Perdo l’acqua che dovrei conservare. Ti chiedo perdono. Mi vergogno della mia imperfezione». Il portatore guardò il recipiente,
lo accarezzò amabilmente e gli rispose: «Al nostro
prossimo viaggio, lungo il tragitto, guarda dalla tua
parte della strada». «E cosa vedrò...», chiese il vaso.
«Vedrai che meravigliosa scia di fiori sono nati lungo la
via, grazie all’acqua che non sei riuscito a trattenere a
causa della tua imperfezione».
(Da un’antica leggenda cinese)
A chi affoga non servono consigli. LAVORI DEL MESE. Proseguite nell’imbianchimento di
cardi, finocchi, sedani, porri, indivie e radicchi. Moltiplicate per divisione delle ceppaie le piante aromatiche e officinali. Seguite le piantine messe a dimora in
Agosto e Settembre e non fate mancare rincalzi e cure
antiparassitarie. Cominciate a riattivare gli impianti di
copertura. Man mano che le colture esauriscono il loro ciclo, liberate i terreni, concimate e vangate. Preparate il terreno per i nuovi impianti di alberi da frutto,
olivi, viti, piante ornamentali. Raccogliete i frutti di
stagione. Le noci riponetele in ambiente arieggiato e
asciutto. Le castagne potete metterle in congelatore in
busta chiusa ermeticamente, dopo averle incise. Per i
cachi potete anticipare la maturazione mettendone per
qualche giorno una decina in una busta di nylon assieme a 4 o 5 mele. Organizzatevi per la raccolta delle olive. ORTO. Trapiantate cipolle, porri, scalogni. Attenti a lumache, lumaconi e lumachine. Non vi fate
sorprendere dalle prime brinate con i finocchi scoperti: rincalzateli per tempo fino a coprirli. Semine in terreno aperto: aglio, cipolla, spinaci, lattughe da taglio,
cicorie, valeriana, fave e piselli. Semine in ambiente
protetto: lattughe, cicorie, spinaci, prezzemolo, finocchi. GIARDINO. Mettete a dimora siepi e arbusti da
giardino. Cominciate a riporre in ambiente protetto le
piante in vaso; scegliete un luogo luminoso, arieggiato
e non riscaldato artificialmente; innaffiate ogni 10 - 15
giorni. Preparate i terricci per le vostre piante. Fate
talee e margotte. Terminate la raccolta dei bulbi per la
nuova stagione. VIGNA E CANTINA. Seguite la fermentazione del nuovo vino senza trascurare le operazioni necessarie. Vi riassumo qualche indicazione da
aggiungere a quanto detto in Settembre: non fate bollire il mosto vicino a contenitori di vino vecchio; mantenete la temperatura della cantina tra i 17 ed i 23°C;
misurate il grado zuccherino del mosto e, se necessario, aiutatelo all’inizio dell’ebollizione, senza dimenticare i fermenti; affondate le vinacce in ebollizione almeno tre volte al giorno; non esagerate nell’intensità
della torchiatura; accompagnate il processo di ebollizione evitando al mosto ogni contatto con l’aria; rimboccate i recipienti appena necessario; liberate il vino
dalla feccia appena terminata la grande ebollizione.
Giorni adatti per i travasi: dall’8 al 23 del mese.
OLTRE LE NUVOLE. Quando negli anni ’70 il Viking
1 Orbiter (veicolo spaziale studiato appositamente per
l’osservazione a distanza di un pianeta) fotografò la superficie di Marte, si scatenò una crescente curiosità
circa una particolare immagine che raffigurava un rilievo montuoso. Il caso volle che la particolare inclinazione della luce mettesse in evidenza una strana somiglianza della roccia con un volto umano. Nonostante
gli scienziati si affannassero a ribadire che si trattava
solo di un caso e che il rilievo era totalmente di origine naturale, tanto era forte il desiderio popolare di immaginare forme di vita intelligente sul pianeta che numerose teorie su civiltà marziane cominciarono a diffondersi. Il tentativo della NASA di smentire tali congetture non fece altro che alimentare nuove ipotesi
“complottistiche” circa i segreti dell’ente spaziale. Iniziò quindi tutta una serie di dibattiti sulla correlazione
fra i rilievi marziani e le piramidi d’Egitto. Nel 1997 il
Mars Global Surveyor, lanciato nell’autunno 1996,
consentì di acquisire nuove immagini e, grazie alle migliori angolazioni degli scatti, fu presto chiaro che si
trattava di rilievi naturali i quali non presentavano alcuna caratteristica riconducibile a decorazioni o sculture artificiali. Che questo, tuttavia, sia sufficiente a
scoraggiare le ipotesi delle menti più fantasiose, resta
ancora da dimostrare… POSIZIONI PLANETARIE. Il
giorno 23 a h. 13.57 il Sole passa in Scorpione. Mercurio il 10 del mese passa in Bilancia, Venere entra in
Scorpione il giorno 23. Marte il 26 entra in Capricorno, Giove rimane in Leone, Saturno in Scorpione,
Urano in Ariete e Nettuno in Pesci.
Prima di far tue le idee degli altri, vedi di analizzarne attentamente il contenuto. Tante persone
hanno paura del futuro,
ma in realtà è il futuro
che dovrebbe aver paura
di loro. Progressi in
agricoltura: nel 1950 con
l’equivalente di un quintale di grano si comprava un gran bel paio di
scarpe; oggigiorno con
l’equivalente di un quintale di grano, ci paghi sì
e no la risolatura! Fra i
partiti politici le distanze sono talvolta così grandi che solo il “comune interesse” riesce a superarle.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
BISCOTTI CON IL MOSTO. Ingredienti: 500 gr di farina
- 200 gr di zucchero - 200 gr di graniglia di mandorle dolci - 2 uova - 100 gr di burro sciolto nel mosto 100 gr di miele - 100 gr di uva passita - bustina di lievito vanigliato - buccia grattugiata di un limone non
trattato - mosto quanto basta ad impastare - Procedimento: disponete la farina a fontana e impastatela
con uova, burro sciolto, miele e zucchero - Quando
l’impasto è ancora molle, unite le mandorle, l’uva passita, la buccia di limone ed il lievito - Amalgamate bene, poi riprendete la pasta dividendola in panetti (cm
8 x 3 x 2) un po’ schiacciati - Disponeteli su una teglia
sulla quale avrete steso della carta da forno - Mettete
in forno a 170°C per circa 30 minuti - Serviteli freddi
con vino passito.
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Moglie dell’archeologo - «Marta dice che vuole sposare un archeologo» - «E perché mai?» - «È convinta che, invecchiando, lui la troverà sempre più interessante». CASTAGNA - È un frutto molto usato in gastronomia, sia per preparazioni dolci che salate (in
quest’ultimo caso si usa generalmente come ingrediente per raffinati ripieni). Il castagno è una pianta tipica
delle regioni mediterranee (in Italia, particolarmente
dell’Appennino). CONSIGLI. Le castagne si raccolgono
in autunno, ma se volete conservarle fino a dopo Natale, lasciatele immerse in acqua per qualche ora; poi fatele sgocciolare e asciugare per circa 12 ore e infine
mettetele in un contenitore con sabbia: in questo modo resteranno intatte per alcuni mesi. È difficile sbucciare le castagne: per farlo più facilmente fatele cuocere per qualche minuto in acqua bollente con l’aggiunta di un cucchiaio di olio. Prima di arrostirle in padella, incidete con la punta del coltello la buccia. Per dare un sapore gradevole alle castagne lessate, aggiungete all’acqua di cottura un bicchierino di liquore all’anice o un pizzico di semi di finocchio. La natura femminile è come il mare: cede alla più lieve e più debole pressione, e porta pure i più grandi carichi (Rasmus Nielsen).
Solite scuse - Dottore: «E non poteva venire prima a farsi visitare?»
- Paziente: «Sa, dottore, non sono
venuto perché... non mi sentivo tanto bene». Sono in
corso frenetiche ricerche di vie alternative al trapianto di cornea, in quanto i donatori non sono sufficienti
a ricoprire il fabbisogno. Quindi si prova a realizzare
nuove cornee in laboratorio, anche perché in alcuni
pazienti il trapianto da donatore non va a buon fine.
Da questi problemi nascono gli stimoli alla ricerca nel
campo delle cornee artificiali. Il team più all’avanguardia sembra essere quello composto dai ricercatori
canadesi, statunitensi e svedesi, che è riuscito a ricreare una cornea utilizzando collagene ricombinante
umano. Pur essendo prodotto in laboratorio, esso è del
tutto analogo a quello dell’uomo e ha consentito di
strutturare cornee poi trapiantate con successo su dieci pazienti. I risultati non sono ancora esaltanti e quindi non sono paragonabili al trapianto da donatore, ma
è una delle strade più promettenti per arrivare a una
vera e propria “cornea artificiale” biocompatibile.
LA LEGGENDA DEL BUCANEVE - Il Bucaneve, fiore della famiglia delle Amarillidacee, è una
piccola pianta erbacea che spunta e fiorisce in inverno,
spesso tra la neve. Comune in Europa e nell’Asia, ha
un fiore bianco a campanella. È il fiore simbolo della
speranza. Narra una leggenda che Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso Terrestre nel cuore dell’inverno, quando la terra era gelida e tutta coperta di neve. Dopo aver camminato a lungo, Eva si fermò avvilita e stanca. Non voleva procedere oltre su quella terra così inospitale per poi doverci rimanere tutta la vita. Adamo non sapeva più che pesci prendere per vincere l’ostinazione della donna, quando apparve un angelo ad incoraggiare i due profughi. Il messaggero celeste cercava di spiegare loro che non c’era solo gelo
sulla Terra, che vi erano quattro stagioni delle quali
solo una era così fredda ed inclemente. Le altre erano
calde, serene, con piante e fiori e voli di rondini. Ma
Eva non voleva sentire ragioni. Allora l’angelo sollevò
sul palmo della mano alcuni fiocchi di neve, vi alitò sopra e li fece volteggiare fino al suolo. Appena toccata
la terra si trasformarono in meravigliosi fiori che Adamo chiamò “Bucaneve”. Così Eva, un po’ sollevata,
accettò di proseguire il cammino.
A14_FrateIndovinoCalend.qxp
14-05-2013
11:14
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Non allargare le ali più del nido.
LAVORI DEL MESE. Completate la messa a dimora di piante da
frutto, siepi e piante ornamentali. Mettete in funzione
le strutture di protezione. Attenzione alle brinate: munitevi di tessuto non tessuto. Con l’asciutto concimate
e lavorate il terreno. Controllate semi e conserve messi da parte in dispensa e in magazzino. Raccogliete le
olive quando sono al punto giusto di maturazione e
provvedete quanto prima alla molitura, senza tenerle
nei recipienti più di due o tre giorni. ORTO. Iniziate
la raccolta delle piante di radicchio destinate alla forzatura a caldo (vedi il nostro libro L’Orticello di Casa
a pag. 117). Continuate l’imbianchimento di cardi, finocchi, sedani, indivie e radicchi. Rincalzate le carciofaie. Semine in terreno aperto: piselli, fave, aglio, cipolla, spinaci. Semine in ambiente protetto: lattughe,
cicorie e radicchi, valeriana, rucola, ravanelli, spinaci.
GIARDINO. Non dimenticate le piante in vaso messe
al riparo per l’inverno. Svasate i crisantemi sfioriti, tagliateli al colletto e metteteli sotto sabbia per il riutilizzo nella nuova stagione. Affrettatevi a mettere a dimora, se ancora non lo avete fatto, le bulbose a fioritura primaverile. VIGNA E CANTINA. Sistemate i
nuovi impianti. Non anticipate troppo la potatura specialmente nelle zone soggette a forti gelate: una potatura fatta troppo presto favorisce una germinazione
precoce, con tutti i rischi del gelo. In cantina seguite
l’ebollizione del nuovo vino evitando contatti con
l’aria ed eseguendo le necessarie colmature con del
mosto che avrete lasciato fermentare a parte. Appena
finita la grande ebollizione liberate il vino dalla feccia,
lavate la botte e riponetevi il vino colmando con cura.
Giorni adatti per i travasi: dal 7 al 22 del mese.
Si narra di un signore molto ricco e generoso il
quale, per ricompensare un servo che gli aveva reso un grande servigio, lo chiamò e gli disse:
«Cammina quanto vuoi e per tutto il tempo che
puoi, e la terra che i tuoi passi avranno circoscritto sarà tua per sempre». L’uomo cominciò a camminare, poi a correre, allargando sempre più il
cerchio, senza mai fermarsi né di notte, né di
giorno, rinunciando spesso a mangiare, per circoscrivere sempre più terra... finché, stremato, cadde in terra e morì. Quelli che lo trovarono scavarono una fossa delle dimensioni del suo corpo e lo
seppellirono. Era quella la terra che bastava.
Alla fine... - «Mia cognata dice a
tutti che domani celebrerà il suo
trentacinquesimo compleanno» «Meglio tardi che mai!». AGRUMI - Considerati come
tipicamente mediterranei, gli agrumi provengono in
realtà dalla Cina. Il loro frutto carnoso si chiama
“esperidio”. La buccia di questi frutti contiene ghiandole che producono olio, usato generalmente per i
profumi; la polpa è invece formata da spicchi che contengono un succo più o meno aspro. Sono ricchi prevalentemente di “vitamina C” (acido ascorbico), che
favorisce la cicatrizzazione, protegge dalle infezioni e
mantiene sani i tendini, le ossa e i muscoli. CONSIGLI.
Gli agrumi non vanno conservati in frigo, poiché il
freddo eccessivo li fa diventare amari; teneteli avvolti
in carta velina, in luogo fresco e asciutto. Quando
mangiate degli agrumi, fate attenzione al sole: il loro
liquido può segnare la pelle di macchie brunastre che
difficilmente scompariranno. CURIOSITÀ. Il nome
“esperidio” deriva dalla mitologia greca. Una delle
dodici fatiche di Ercole, infatti, comportò il furto da
parte dell’eroe dei “frutti d’oro” di un albero che cresceva nel giardino custodito dalle ninfe Esperidi. Ercole riuscì nell’impresa, così i frutti d’oro (presumibilmente le arance) passarono dal giardino delle Esperidi
nelle mani degli uomini. Si può spesso paragonare la
donna alla salute, il cui valore si riconosce soltanto quando si è perduta (Charles Narrey).
Dimenticanze... - Signor giudice,
non l’ho fatto apposta. Mentre eseguivo la visita ho detto alla vittima: «Trattenga il respiro...» e poi mi sono dimenticato di
aggiungere: «...Ora basta». Proverbialmente, paragonare un individuo ad una zucca significa trattarlo da
sciocco, idiota e via di seguito, dimenticando che, invece, della zucca si utilizza tutto, polpa e semi. Questi
ultimi hanno un elevato contenuto di proteine e di
grassi “buoni”, come l’acido linoleico, uno degli acidi
grassi definiti essenziali perché il nostro organismo non
è in grado di sintetizzarli e vanno quindi assunti da
fonti esterne con il cibo. I semi di zucca sono anche
una fonte preziosa di ferro, potassio, magnesio, rame,
manganese e zinco. Quest’ultimo minerale, tra le altre
proprietà, ha anche quelle di mantenere la pelle sana,
aiutare la guarigione delle ferite e potenziare il sistema
immunitario. Un altro pregio dei semi è la presenza di
fitosteroli, composti di origine vegetale usati sia nei
prodotti cosmetici sia come additivi alimentari e medicinali per la loro proprietà di ridurre i livelli di colesterolo. Bisogna considerare però che, come rovescio
della medaglia, i semi di zucca più comuni, quelli secchi e sbucciati, danno 550 kcal per ettogrammo.
LA CAMOMILLA O L’ERBA DEL
BUON SONNO - La camomilla è
una pianta erbacea della famiglia
delle Composite i cui fiori hanno un’azione blandamente sedativa, diuretica e digestiva. A proposito delle sue
qualità distensive, esiste una leggenda secondo la quale, durante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia per
sottrarre Gesù all’ira di Erode, Maria era preoccupata
per la sorte che incombeva sul suo piccolo Gesù; ed era
anche molto stanca perché il suolo che percorrevano
era arido e accidentato, e la calura opprimente. Quando giunsero ad una piccola oasi, si avvicinarono all’acqua per dissetarsi. L’angusta pozza era circondata da
radi ciuffi d’erba a cuscino, dove, su esili steli, tremolavano minuscoli fiori simili a margherite. Quando la
Madonna si curvò per attingere acqua, il Bambino Gesù fece un cenno, quasi impercettibile, con la manina.
Allora, da quei fiorellini si staccarono alcune corolle e
caddero nella ciotola con la quale Maria aveva attinto
l’acqua. Così, dopo aver bevuto, ritornò tranquilla e
serena. Gesù allora benedisse quell’erba umile e salutare: «D’ora in poi sarai chiamata l’erba del buon sonno,
perché tutte le mamme preoccupate per i loro bambini ritroveranno nei tuoi fiori serenità e pace, fiducia e
speranza».
C’era una volta un re molto vanitoso, il quale non pensava ad altro che ad indossare gli abiti dei migliori sarti del suo reame. Un giorno gli si presentarono due imbroglioni che gli dissero: «Noi siamo capaci di confezionarti un vestito così bello che mai nessuno ne ha
portato l’eguale. Però, se la persona che vi posa lo
sguardo è stolta, o non è degna del posto che occupa,
non riuscirà a vederlo. Solo chi è intelligente e saggio
lo potrà vedere». Il re aderì entusiasta e ordinò subito
il vestito nuovo, alloggiò i sarti nella sua reggia, diede
loro tutto il necessario, e rimase in attesa. Dopo alcuni giorni mandò il suo primo ministro a controllare se
il vestito fosse pronto. I sedicenti sarti risposero di sì e
mostrarono all’inviato del re un angolo con alcune
stampelle, ma del vestito nessuna traccia. Sapendo il
ministro che l’indumento sarebbe rimasto invisibile
agli inetti e agli stolti, fece finta di vederlo e ne lodò a
lungo l’originalità, i drappeggi, i colori. Poi andò a riferire tutto al re, descrivendo e magnificando oltre
ogni dire il nuovo abito. Il sovrano, al colmo dell’eccitazione, ordinò che gli fosse portato. Arrivarono i sarti con sagome e stampelle, sulle quali ovviamente non
c’era nulla. Ma anche il re, per non fare brutta figura,
osservò che il vestito era meraviglioso, anzi, lo avrebbe indossato subito e sarebbe uscito per la città in parata. Si fece togliere ciò che indossava e si lasciò “rivestire” dai finti sarti; poi, con tanto di dignitari, cortigiani, fanfara, scorta e musicanti, uscì per la città. Intanto la notizia si era diffusa in un battibaleno e le vie,
i balconi, le piazze erano gremite da non dirsi. E tutti,
dignitari e popolo, non facevano che osannare il vestito nuovo del re. Ma all’improvviso un bambino tra la
folla si mise a gridare: «Guardate, guardate, il re va in
giro per la strada nudo!». Allora tutti si guardarono in
faccia, cominciarono a bisbigliare e poi a ridere a crepapelle. E il sovrano, rosso di vergogna, si ritirò di
corsa nella reggia. C’era voluta la trasparenza di un
bambino per smascherare un’intera parata di ipocrisia.
(Da una novella di Hans Christian Andersen)
PENSIERO SPIRITUALE Quando leggiamo di gran-
di uomini, di grandi opere, di gesti eroici, siamo
presi, nella nostra pochezza, da un senso di inutilità. Non ci perdiamo di coraggio. Cominciamo col
pensare che Dio non legge i giornali.
SOLE
1° Novembre
Leva ore 6.44
Tramonta ore 17.01
15 Novembre
Leva ore 7.01
Tramonta ore 16.45
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OLTRE LE NUVOLE. Un gran numero di asteroidi frammenti di roccia formatisi circa 4,5 miliardi di anni fa - che non sono stati in grado di compattarsi a formare un pianeta a causa dell’attrazione gravitazionale
di Giove, orbitano fra questo pianeta e Marte, confinati nella cosiddetta “fascia degli asteroidi”. Altri
gruppi di frammenti, detti “i Troiani”, seguono invece orbite simili a quella di Giove. Alcuni escono dalla
fascia degli asteroidi e seguono traiettorie diverse, che
in taluni casi possono intersecare le orbite di certi pianeti. Un asteroide che esce dalla fascia principale non
ha scampo: entrare nel campo gravitazionale di un pianeta più grande significa la condanna all’esilio o alla
distruzione, anche se ci volessero milioni di anni.
POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 22 a h. 10.38 il
Sole entra in Sagittario. Mercurio il 9 entra in Scorpione ed il 28 in Sagittario. Venere passa in Sagittario
il giorno 16. I pianeti esterni permangono nelle costellazioni: Marte in Capricorno, Giove in Leone, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci.
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1° Sab. ..........................................
31ª p.a.
COMM. DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
L’olio e la verità tornano sempre a galla
L S. Silvia – S. Martino de Porres – S. Amico
Pecora destinata al lupo - non c’è cane che se la mangia
M S. Carlo Borromeo v. – S. Amanzio v. – S. Modesta vr.
Il campanile non migliora la cornacchia Festa dell’Unità Nazionale
M S. Guido Maria Conforti v. – S. Bertilla bd.
Frutta e verdura a cena - nottata più serena
G S. Teobaldo – B. Cristina di Stommeln vr. – S. Emiliano v.
Luna Piena a h. 23.22 - Al termine di questo quarto di Luna
belle giornate di Sole per l’Estate di San Martino
V Tutti i Santi Domenicani – S. Ercolano v. m. 1° Ven.
Dopo il bere - ognun dice il suo parere
S S. Adeodato I p. – B. Giovanni Duns Scoto fr.
Non vendere il Sole come se fosse la Luna
D 32ª p.a. S. ORSINO v. Dedicazione della Bas. Lateranense
Tra il dire e il fare - c’è di mezzo il... dare
Giorno della Libertà
L S. Leone Magno p. dott. – S. Probo v. – S. Baudolino er.
Per San Martino - castagne e vino
M S. Martino di Tours v. – S. Menna m. – B. Alicia vr. m.
Vin d’un anno e pan d’un giorno
Giornata della Memoria dei
levano il medico di torno
marinai scomparsi in mare
M S. Giosafat v. m. – S. Margherito m.
Due “d” governano il mondo: donne e denari
G S. Agostina vr. – Ss. Florido v. e Amanzio sac.
L’occasione fa il birbone
V Ss. Nicola Tavelic e C. mm. fr. – S. Serapione m.
Ultimo Quarto a h. 16.15 - Qualche fiocco di neve
anche a quote collinari - Prime prove d’Inverno
S S. Alberto Magno v. dott. – S. Raffaele
La neve di Novembre fa bene alla semente
Avvento
D 33ª p.a. S. GELTRUDE Magna vr.
Il mondo è come il mare - v’affoga chi non sa nuotare
Ambrosiano
L S. Elisabetta d’Ungheria patr. ofs – S. Giordano m.
Amor di tarlo rode i crocefissi
M S. Filippina vr. – Dedicazione Basiliche Ss. Pietro e Paolo app.
Chi semina spine non giri a piedi nudi
M S. Matilde vr. – Ss. Severino e C. mm. – B. Giacomo Benfatti v.
In un nido di fringuelli non si pigliano cicogne
G S. Ottavio m. – S. Edmondo re m. – B. Ambrogio Traversari
Il gatto morso da un serpente - teme anche un pezzo di corda
V Presentazione B.V.M. al Tempio – S. Gelasio I p.
Chi vuole le rose deve accettare le spine
S S. Cecilia vr. m. – B. Salvatore m. fr.
Luna Nuova a h. 13.32 - [Luna di Dicembre] - Temporaneo
aumento della temperatura per venti da Sud-Ovest
Cielo nuvoloso - Il Sole entra in Sagittario a h. 10.38
D 34ª p.a. CRISTO RE S. Clemente I p. – S. Colombano ab.
La necessità è la madre di tutte le arti
L S. Alberto v. m. – Ss. Andrea Dũng La·c e 116 C. mm.
Il frutto della pace è appeso all’albero del silenzio
28 V
Non disporrai mai di
così tanto aiuto quanto
te ne offriranno una volta che non ne avrai più
bisogno. C’è chi è contrario alla tecnologia. Ma
avete mai provato a stare sul cocuzzolo della
montagna con la batteria del cellulare quasi
completamente scarica?! Perché sforzarsi
di eliminare il traffico?
Sembra sia irrinunciabile per milioni di italiani!
SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI
Per Ognissanti mantello e guanti
30 D
S. Caterina vr. m. di Alessandria
Nobili son quelli che fan nobili cose
S. Leonardo fr. – B. Giacomo Alberione – S. Silvestro ab.
Esamina non chi parla - ma ciò che vien detto
S. Virgilio v. – S. Giovanni Vincenzo v. er. – S. Massimo v.
L’avido è calvo e pretende un pettine
S. Giacomo della Marca fr. – B. Luigi Campos m.
Mentre il cane si gratta - la lepre va via
Tutti i Santi Francescani – S. Francesco Fasani fr.
Primo Quarto a h. 11.06 - Perseverano venti occidentali
accompagnati da piogge - Neve sull’arco alpino
1ª AVVENTO S. Andrea ap. – S. Taddeo Liu Ruiting m.
Meglio un’offesa che un beneficio rinfacciato
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FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile, sempre con difficoltà, all’alba.
Venere si riaffaccia timidamente al tramonto, ma solo verso la fine del
mese. Marte, pur riaccostandosi al Sole, rimane visibile al tramonto.
Giove è visibile per tutta la seconda parte della notte. Saturno è praticamente invisibile.
MACCHIE SOLARI: riprende il calo veloce. TEMPESTE MAGNETICHE: in netta diminuzione.
GIORNATE FAVOREVOLI: soprattutto nella prima decade del mese.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
FAVE DEI MORTI (dolce tipico delle festività di inizio
novembre). Ingredienti: 150 gr di farina - 300 gr di
zucchero - 200 gr di mandorle dolci sbucciate - 100 gr
di burro - 2 uova - 1 spruzzata di cannella in polvere
- buccia grattugiata di un limone non trattato - un
odore di vaniglia - Procedimento: tritate finemente le
mandorle - Unitevi lo zucchero con tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un impasto con il quale formerete tante palline della grandezza di una noce - Disponetele su una teglia imburrata - Schiacciate leggermente con il pollice e mettete a cuocere a forno moderato (120 - 130°C circa) per 20 - 25 minuti.
8
La recente tecnologia ci aiuterà ad accorciare
le distanze, a ritrovare vecchi amici che non sentivamo più e a trovarne di nuovi, così come a
condividere e diffondere idee. Ma ci trasporterà
in una vita virtuale, che è l’essenza intima dell’apparenza. Tanti si sentiranno in dovere di
condividere ogni istante della propria esistenza,
con la presunzione che tutto questo possa interessare a qualcuno. La verità è che siamo ridicoli. Una rivoluzione che ci ha reso schiavi e costantemente controllati. Il saggio dice: “Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo
e passa” (Gesualdo Bufalino).
TARASSACO (Taraxacum officinale) - Pianta erbacea. A scopo terapeutico si utilizzano le foglie
e soprattutto le radici. Apprezzato sin dall’antichità per le sue proprietà depurative, stimolanti
del fegato e diuretiche, il Tarassaco è indicato
per pazienti affetti da ritenzione idrica, calcolosi
renale, gotta, reumatismi, alterazioni del flusso
biliare e difficoltà digestive. Da non trascurare,
tra le tante virtù di questo vegetale, l’azione antiinfiammatoria, antiossidante e moderatrice dell’assorbimento dei grassi alimentari. L’uso terapeutico del Tarassaco è sconsigliato a chi soffre
di ulcera gastrica, ostruzione delle vie biliari, infiammazioni della cistifellea e calcolosi biliare.
A14_FrateIndovinoCalend.qxp
14-05-2013
11:15
Pagina 12
Ama Dio e non fallire, fai del bene e lascia dire. LAVORI DEL
MESE. Assicurate alle piante in
vaso, messe al riparo, aria, luce e innaffiature regolari
(ogni 10 - 15 giorni). Ripulite e aggiustate le attrezzature e riponetele ben funzionanti per la prossima stagione. Disinfettate fusti e rami principali di peri, meli, peschi, albicocchi e susini con poltiglia bordolese, o
solfato di ferro, o calce idrata. In caso di nevicate abbondanti scuotete la neve che man mano si accumula
su piante da frutto, siepi, arbusti da giardino e soprattutto olivi, per evitare la rottura di rami. Controllate
gli impianti di copertura. Preparate terreni e terricci
per le nuove coltivazioni. Non trascurate di far visita
ai prodotti messi da parte sia in magazzino (sementi,
bulbi, frutta) sia in dispensa e in cantina (conserve e
quant’altro). Per Natale potete regalarvi, se non li
avete ancora, i nostri libri: L’Orticello di Casa e La Buona Cucina Casalinga, completamente rinnovati ed aggiornati, e il nuovo volume Vigna, Vino e Cantina. Vi saranno veramente utili. Per l’acquisto troverete tutte le
indicazioni alla pagina 19 del presente Calendario.
VIGNA E CANTINA. Non ritardate il primo cambio
del vino nuovo: la feccia lo può rovinare. Non trascurate le necessarie colmature. Dopo il primo cambio
date aria fresca alla cantina. Giorni adatti per i travasi:
dal 6 al 21 del mese.Carissimi amici coltivatori. Ringraziamo il Signore per il dono di questo altro anno
passato insieme e per la gioia di poter celebrare ancora il Suo Natale. Il grande poeta indiano Tagore ha
detto: «Ogni bambino che nasce ci assicura che Iddio
ancora non si è stancato degli uomini». Se questo è vero, è ancora più evidente che ogni ritorno del Natale ci
ricorda che Dio non si è stancato di venire in mezzo a
noi, di camminare ancora con noi. Questo pensiero deve essere la ragione di fondo, la sorgente del nostro ottimismo, della nostra gioia. Un abbraccio a tutti, con
l’augurio di buon Natale e felice Anno Nuovo. Vostro
Frate Indovino.
SOLE
1° Dicembre
Leva ore 7.20
Tramonta ore 16.35
15 Dicembre
Leva ore 7.33
Tramonta ore 16.35
1 L
2 M
3 M
4 G
5 V
쐠
6 S
7 D
8 L
9 M
10 M
11 G
12 V
13 S
14 D
쐡
15 L
16 M
17 M
18 G
19 V
20 S
쐞
21 D
22 L
23 M
24 M
25 G
S. Eligio v. – B. Charles de Foucauld – B. Casimiro m.
Scalda più l’amore che mille fuochi
S. Bibiana m. – B. Raffaele Chylinski fr.
Chi non sa comprendere uno sguardo
non può capire lunghe spiegazioni
S. Francesco Saverio – S. Birino v. – S. Lucio er.
A cavallo davanti, a tavola nel mezzo, a fucile dietro: così la vede Pietro
S. Barbara vr. m. – S. Giovanni Damasceno dott.
Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti
S. Dalmazio m. – S. Crispina m.
1° Ven.
Se il gatto e il topo trovano l’accordo - il norcino è rovinato
S. Nicola v. – B. Angelica da Milazzo – S. Obizio 1° Sab.
Luna Piena a h. 13.26 - Neve anche a quote collinari
preannuncia i rigori dell’imminente arrivo dell’Inverno
2ª Avv. S. AMBROGIO v. dott. S. Fara bd.
Chi nasce fortunato - può finire disgraziato
IMMACOLATA CONCEZIONE B. V. M.
Fa’ che sia il tuo cuore a scegliere la meta, e la ragione a cercare la via
S. Siro v. – S. Valeria m. – S. Pietro Fourier – S. Vittore v.
Il pollice non rida - quando l’indice grida
B. V. M. di Loreto – S. Luca di Melicuccà v. – S. Milziade p.
Dove non c’è il lupo - la lepre spadroneggia
S. Damaso I p. – S. Sabino v. – S. Maria Maravillas vr.
Il Signore dà le noci - ma non le schiaccia
B. V. M. di Guadalupe – S. Israele di Dorat
La morte è l’ultimo dottore
S. Lucia vr. m. – Ss. Pietro Cho Hwa–sŏ e C. mm.
Vino e sdegno fan palese ogni disegno
3ª Avv.
S. GIOVANNI della Croce dott.
Ultimo Quarto a h. 13.51 - Giornate coperte con temperature
in lieve aumento ma permangono gelate notturne
S. Valeriano v. – S. Virginia Centurione ved.
Alle volte devi rimanere in silenzio per poter essere ascoltato
S. Adelaide imp. – S. Adone v. – S. Albina m.
Chi nasce da gatta corre dietro ai topi Inizio novena Santo Natale
S. Cristoforo – S. Olimpia ved. – S. Giovanni de Matha Q.T.
Il miglior posto dove nascondere un albero è la foresta
S. Graziano v. di Tours – S. Adele bd. – B. Nemesia vr.
Meglio un grammo di fortuna che un chilo d’oro
S. Anastasio I p. – Bb. Maria Eva e Maria Marta mm. Q.T.
Anche se hai sessanta consiglieri - consigliati prima con te stesso
S. Domenico di Silos ab. – S. Liberale m.
Q.T.
A buon gioco prudenza - a cattivo pazienza
4ª Avv. S. PIETRO Canisio dott. S. Temistocle m.
L’orso balla e il domatore prende i soldi
S. Francesca Cabrini vr. – S. Demetrio m.
Luna Nuova a h. 02.35 - [Luna di Gennaio]
Fiocchi di neve fino a quote collinari
Il Sole entra in Capricorno a h. 00.03 - Solstizio d’Inverno
S. Ivo di Chartres v. – S. Giovanni Canzio
Il vino si guasta - la stupidità mai
S. Paola Elisabetta Cerioli ved.
Guardiamo tutti lo stesso Sole,
ma non mangiamo tutti la stessa minestra
NATALE DI GESÙ S. Anastasia m.
A Natale via dal cuore - ogni lite, ogni rancore
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Buon Natale!
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S. STEFANO diac. I Martire
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27 S
Non giungerà alla felicità chi si volta sempre indietro
S. Giovanni ap. ev. – S. Fabiola di Roma ved.
Puoi nascondere la ricchezza, non la povertà
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SANTA FAMIGLIA di Nazareth
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킌
Primo Quarto a h. 19.31
Neve e gelo per questa fine d’anno
29 L
30 M
31 M
PENSIERO SPIRITUALE Errare è umano, persistere
è diabolico. Ma riconoscere sinceramente i nostri
errori, chiedendo scusa a chi di dovere, è un atto
nobile ed è anche riconoscere in noi stessi il segno
della nostra umanità.
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26 V
28 D
C’era una volta un uomo molto anziano che camminava a fatica; le ginocchia gli tremavano, ci vedeva poco
e non aveva più neanche un dente. Quando sedeva a
tavola, reggeva a malapena il cucchiaio e versava sempre il brodo sulla tovaglia; spesso gliene colava anche
dall’angolo della bocca. Il figlio e la nuora provavano
disgusto, perciò costringevano il vecchio a sedersi nell’angolo dietro la stufa e gli davano da mangiare in una
brutta ciotola di terracotta. Il poveretto guardava
sconsolato il loro tavolo, con gli occhi lucidi. Un giorno le sue mani, sempre tremanti, non riuscirono a reggere la ciotola, che cadde a terra e andò in pezzi. La
donna lo rimproverò, ma il vecchio non disse nulla e
sospirò. Allora per pochi soldi gli comprarono una ciotola di legno. Mentre sedevano in cucina, si accorsero
che il figlioletto di quattro anni armeggiava per terra
con dei pezzetti di terracotta. «Che cosa stai combinando?» gli domandò il padre. «Ecco… − rispose il
bambino − sto accomodando la ciotola per farci mangiare te e la mamma quando sarete vecchi». I genitori
allora si guardarono e scoppiarono in lacrime. Fecero
subito sedere il vecchio nonno al loro tavolo e da quel
giorno lo lasciarono mangiare sempre assieme a loro. E
quando versava il brodo non dicevano più nulla.
(Fiaba dei fratelli Grimm)
S. Tommaso Beckett v. m. – B. Gerardo Cagnoli fr. ..........................................
Un vicinato che non dà problemi - lo trovi solo al cimitero
S. Ruggero v. – S. Lorenzo da Frazzanò
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Fin quando i piedi vanno - si passa ogni malanno
S. Silvestro I p. – S. Caterina Labouré vr.
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Anno nuovo, vita nuova!
Auguri per il nuovo Anno
FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile dopo il tramonto del Sole nell’ultima parte del mese. Venere torna decisamente brillante al tramonto. Marte, sempre più accosto al Sole, rimane visibile al tramonto.
Giove durante il mese anticipa il suo sorgere da h. 22.00 a h. 20.00. Saturno torna timidamente visibile all’alba, meglio dalla fine del mese. MACCHIE SOLARI: si prevede stabilizzato il calo delle macchie. TEMPESTE MAGNETICHE: si attenua il divario di flusso
energetico. GIORNATE FAVOREVOLI: con lo stabilizzarsi dell’energia magnetica solare, si
attenuano i disagi provocati dagli sbalzi dei mesi precedenti. Condizioni di normalità ripristinate dopo metà mese.
OLTRE LE NUVOLE. Se due asteroidi si scontrano
possono frantumarsi o subire una deviazione. Da questi impatti si possono formare due tipi di asteroidi, i
gruppi Aten e Apollo, che tendono ad avvicinarsi alla
Terra. Fortunatamente vengono per la maggior parte
distrutti dal contatto con l’atmosfera terrestre, che ci
protegge dal rischio di collisione. Un programma
scientifico di osservazione, cui collaborano vari astrofili, si occupa di monitorare costantemente lo stato del
cielo per individuare eventuali oggetti nuovi. Questi
“cacciatori di asteroidi” utilizzano tecnologie molto
sofisticate, che vanno dai radar ai telescopi di ultima
generazione, allo scopo di identificare i cosiddetti
NEO (Near Earth Objects – “oggetti vicini alla Terra”). Sono stati sviluppati, inoltre, diversi metodi per
prevedere la traiettoria degli asteroidi e, in ogni caso,
prima che si generi un impatto con il nostro pianeta, si
dovrebbero verificare tutta una serie di circostanze che
darebbero un preallarme di almeno dieci anni. Per valutare la pericolosità di questi oggetti è stata inventata
una scala di rischio, detta “scala Torino”, che prevede
5 livelli di pericolo cui sono associati dei colori, dal
bianco al rosso, e dei numeri. POSIZIONI PLANETARIE. Il 22 Dicembre a h. 00.03 il Sole entra in Capricorno dando luogo al Solstizio d’inverno, preceduto da
Mercurio che vi entra il 17. Dal canto suo Venere è in
Capricorno dal giorno 10. Marte il giorno 5 entra in
Acquario, Giove è in Leone e dal 9 torna ad essere animato di moto retrogrado, Saturno è in Sagittario dal
giorno 23, Urano ritorna diretto dal 19 permanendo
sempre in Ariete ed anche Nettuno, permanendo in
Pesci, torna ad essere diretto dal giorno 2 del mese.
Codice di comportamento per chi vuole emergere
senza averne i numeri.
Art. 1, comma 1: “Se devi esagerare, esagera fino in fondo”. Non vi
attaccate alle mode. Sono le realtà che hanno la
vita più breve. Il più
grande vantaggio conseguito con l’entrata in
uso dei telefonini è stato
quello di poter ignorare
le chiamate indesiderate. Non voler essere felice a tutti i costi. Spesso dalla ricerca eccessiva
della felicità deriva l’infelicità.
Dalla Bisaccia di Frate Indovino
Saliranno al cielo disperate lamentazioni di
qualche VIP dietro le sbarre: “Siamo bloccati
qui, non possiamo nemmeno vedere le nostre famiglie e, soprattutto, non potremo andare a Natale a Cortina. Una vera iattura!”. Maghi,
“oroscopisti”, sibille e ciarlatani invaderanno Tv
e carta stampata per prevedere tutto e il contrario di tutto. Ci saranno sempre allocchi che cadranno in trappola! Il saggio dice: “La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la
bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la
capacità di vedere la bellezza non diventerà mai
vecchio” (Franz Kafka).
VALERIANA (Valeriana officinalis) - Pianta erbacea della famiglia delle Valerianacee. Una vasta
letteratura riconosce a questa pianta qualità lenitive dell’ansia e dell’insonnia. Produce anche
un’azione spasmolitica che la rende preziosa negli spasmi dell’apparato gastrointestinale, nelle
coliti spastiche e in simili problemi gastroenterici. La Valeriana agisce come miorilassante (cioè
abbassa il tono muscolare e favorisce il rilasciamento delle fasce muscolari specialmente del
tratto gastrointestinale). Nell’uso terapeutico
non sono note controindicazioni.
CROSTATA. Ingredienti: 400 gr di farina - 200 gr di
burro - 200 gr di zucchero - 4 tuorli d’uovo - scorza
grattugiata di un limone non trattato - un pizzico di
sale - marmellata (o confettura) a piacere - Procedimento: lavorate bene il burro con lo zucchero e la buccia di limone - Aggiungete i tuorli d’uovo, la farina e il
sale - Amalgamate bene e lasciate riposare per almeno
30 minuti - Riprendete quindi due terzi dell’impasto,
spianatelo fino ad 1 cm di spessore, dandogli la forma
del recipiente di cottura - Collocate la pasta nella teglia
imburrata - Cospargete di marmellata - Formate con
la pasta avanzata delle strisce da collocare a reticolo
sopra la marmellata - Passate in forno a 180°C per 30
minuti - Servite fredda.
6
In un monastero dell’Oriente alcuni monaci domandarono all’Abate: «Se ci accorgiamo che un
nostro fratello, durante la preghiera, viene vinto
dal sonno, dobbiamo scuoterlo perché si desti
oppure dobbiamo lasciarlo dormire?». L’Abate rispose: «Quando un mio fratello viene vinto dal
sonno durante la preghiera, io gli offro la mia
spalla perché possa riposare più comodamente».
Convenienze - Lui: «Tesoro, per
il nostro anniversario cosa preferisci? Un viaggio in Svezia o una
pelliccia?» - Lei: «Amore, un viaggio in Svezia: infatti si
dice che lassù le pellicce costino di meno». DOLCI DI NATALE - Il panettone è un tipico dolce delle festività natalizie di origine milanese, oggi diffuso in Italia e nel
mondo. Esiste un regolamento che disciplina la produzione industriale del panettone e ne prescrive ingredienti e quantità percentuali ammesse. Il panforte è,
invece, originario di Siena. Pare che fosse già noto nel
duecento e che la ricetta si sia conservata fino ai giorni nostri senza eccessive modificazioni. Il pandoro è un
dolce tipico della tradizione natalizia di origine veronese. Il nome potrebbe derivare dall’usanza di servire,
alle tavole dei patrizi veneziani, un dolce ricoperto da
sottili foglie di oro zecchino, oppure è semplicemente
legato alla colorazione della polpa. Anche per il pandoro esiste un regolamento che interessa la sua produzione industriale e ne prescrive ingredienti e quantità
percentuali ammesse. Il torrone è un altro dolce natalizio a base di albumi montati a neve, zucchero, miele,
mandorle e nocciole. Viene aromatizzato con la vaniglia. Attualmente esistono diverse versioni del torrone, che può essere duro, morbido, bianco, al cioccolato… Una donna bella piace agli occhi, una donna buona piace al cuore: l’una è un gioiello, l’altra un tesoro
(Napoleone).
Strane pretese - «I pazienti della
nostra clinica pretendono l’acqua
corrente in camera?... E cosa credono di essere... pesci rossi?!». Non ci si stupisce più a
sentir dire che i broccoli (e le altre Crucifere) possano
avere un ruolo protettivo nei confronti del tumore alla prostata. Recenti studi hanno dimostrato che nelle
cellule sono presenti sistemi di ispezione contro la loro crescita e proliferazione incontrollata: uno dei geni
preposti a questa funzione si chiama PTEN. Quando
PTEN è presente in forma mutata, o viene inibito,
provoca l’insorgenza del tumore. Il sulforafano (un
composto attivo presente nelle Crucifere, famiglia alla quale appartengono i broccoli) si è dimostrato in
grado di attenuare l’effetto negativo della mancanza di
questo gene. Un recente studio dimostra per la prima
volta un collegamento a livello molecolare fra le sostanze contenute nei broccoli (o meglio i composti attivi che da esse derivano) e i tumori. Quando si è in
stagione, è preferibile il prodotto fresco; altrimenti il
prodotto surgelato può essere un’ottima alternativa.
La cottura a vapore si conferma la più adatta a preservare il valore nutrizionale degli ortaggi freschi. Quella
al microonde garantisce una buona ritenzione dei glucosinolati; la bollitura, invece, comporta le perdite
maggiori.
IL SANTO DELLE CILIEGIE Chi non conosce quello splendido
albero della famiglia delle Rosacee, dalle drupe rosse e irresistibili? Lo conosceva molto bene anche il santo monzese, Gerardo Tintore
(1134 ca. - 1207), patrono della sua città, chiamato “il
Santo delle Ciliegie”. Si racconta infatti di questo Santo, eroe della carità, che spesso la sera, dall’ospedale da
lui voluto e costruito, si recava in duomo a pregare.
Una sera di fine dicembre chiese ai custodi della chiesa di potervi rimanere a pregare per tutta la notte. Ma
costoro non volevano acconsentire: era una prassi inusuale, loro non avevano l’autorizzazione, se fosse successo qualcosa ci sarebbero andati di mezzo... e tutto
ciò che si obietta in queste circostanze. Allora il Santo
promise di portare loro, la mattina dopo, benché si
fosse già in inverno, un bel cesto di ciliegie mature. Incuriositi, i custodi della chiesa acconsentirono, e il
giorno dopo il Santo mantenne la promessa. In ricordo di questo avvenimento, a Monza, per la festa del
Santo che cade il 6 Giugno, vi era la tradizione che
l’Amministrazione dell’Ospedale offrisse ai canonici
del duomo una lauta colazione dove, naturalmente,
non potevano mancare le ciliegie.
A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS
14-05-2013
11:35
Pagina 4
Voglio iniziare dalla grande Opera che da oltre
cento anni noi Cappuccini dell’Umbria stiamo
portando avanti nell’Amazzonia brasiliana: la
Missione dell’Alto Solimões e Alto Rio Javari
(140 mila chilometri quadrati), area oggi praticamente raddoppiata per la presenza di nostri
Missionari nello stato di Roraima (dal 2006) e
nell’Alto Rio Negro (dal 2012). La prima particolarità riguarda il territorio.
Il fiume: unica via di collegamento.
L’Alto Solimões e il Javari sono percorribili
esclusivamente via acqua. Solo gli insediamenti più recenti (Roraima e Alto Rio Negro) sono
serviti da strade, che però non sempre sono in
ottime condizioni ed anzi, non di rado, si rivelano assai malandate. Ciò ha significato e significa per noi un notevole sforzo economico al fine
di adeguare i mezzi di trasporto, e in genere tutte le strutture di sostegno alla Pastorale e alla
Promozione Umana.
lazione di 17 sistemi di potabilizzazione dell’acqua piovana con impianto di purificazione a
raggi UV azionato dai pannelli solari; d) la costruzione e gestione di sei impianti (con 12 vasche) per la piscicoltura; e) la costruzione di
due centri di artigianato gestiti dalle donne in
piena sintonia con le caratteristiche culturali
dell’etnia tikuna.
Olimpiadi indigene.
Piantagioni di miglio.
A Belém do Solimões, il villaggio amazzonico
con la maggiore concentrazione di Indios Tikuna, si svolgono due manifestazioni particolarmente simpatiche ed interessanti. La prima è conosciuta come Olimpiadi indigene. Se ne sono
già svolte due edizioni: 2010 e 2012, con la partecipazione di numerose delegazioni di Indios
amazzonensi. Il successo è stato assicurato anche dalla presenza della TV nazionale Rede
Globo, che ha diffuso le immagini in diretta.
Nel giugno 2010 ha preso il via il progetto Sviluppo sostenibile della frontiera amazzonica
del Brasile. L’iniziativa viene promossa dalla
ONG sindacale italiana ISCOS-CISL (Istituto
sindacale per la cooperazione allo sviluppo) e
dalla Diocesi dell’Alto Solimões, che conta sul
forte contributo di noi Frati Cappuccini dell’Umbria.
Centro di artigianato sociale.
Per informazioni più dettagliate sulle iniziative
sia di evangelizzazione sia di promozione umana della Chiesa cattolica in Amazzonia, ci si può
sintonizzare sul canale televisivo deputato di
SKY brasiliano, ove si può ricevere “Amazon
SAT”.
Preparazione delle piantine.
Il progetto intende offrire vantaggi a venti comunità indigene e meticcie del municipio di
Benjamin Constant affinché esse migliorino il
loro standard di vita in conformità alla loro nozione di benessere (bem viver) e secondo le loro forme di sapere e saper fare, promuovendo e
rafforzando modelli di gestione comunitari e associativi. Il piano prevede: a) l’introduzione
Festival cultura indigena.
L’altra manifestazione è il Festival della cultura indigena, giunto ormai alla quinta edizione:
rassegna di canti, danze, acconciature tribali, abbigliamento… sempre molto partecipato.
Casa de Apoio “Frei Mario Monacelli”.
A servizio di tutta la Missione funziona dal 2008
nella grande città di Manaus, capitale dello stato di Amazonas, una Casa de Apoio Frei Mário
Monacelli per ammalati di AIDS con una presenza media di 30-40 degenti, tra cui molti
bambini. Ancora in Manaus, città che conta ormai oltre due milioni di abitanti, ed esposta ad
una espansione incontrollabile, è stata aperta dal
2010 una Casa di Accoglienza “San Francesco”: circa 80 posti aperti ai profughi del terremoto haitiano, che ha poi dimostrato la sua vera utilità quando ai fuggiaschi del sisma caraibico sono venuti ad aggiungersi i fuoriusciti dalla Colombia a causa della guerriglia scatenata
dai narcotrafficanti, e dal Venezuela in seguito ai
problemi suscitati dall’emergenza povertà.
Centro per Anziani “Sacro Cuore”.
Tornando in Italia, ho il piacere di informarvi
che, nel nostro Centro per Anziani di Vasto Marina (CH), i lavori di adeguamento alle norme
antisismiche e di sicurezza, nonché di miglioramento dei servizi e ampliamento della struttura,
stanno procedendo e sono già a buon punto. E
speriamo di poter offrire entro tempi abbastanza brevi un ambiente più ampio e confortevole
ai simpatici “nonnini” della Casa Sacro Cuore di
Vasto.
Barca di appoggio per i Missionari Laici Alto Javari.
Nell’Alto Rio Javari lavorano équipe di Missionari laici ai quali noi offriamo i supporti logistici; e ci attiviamo anche nel chiedere interventi governativi in caso di problemi particolarmente gravi quali, ultimamente, un’epidemia
di epatite.
Apiario in Benjamin Constant.
dell’apicoltura in 12 comunità; b) la promozione di 90 sistemi agroforestali diversificati a
livello familiare (e l’avanzamento di vivai comunitari e di una banca di sementi); c) l’instalCentro di Perugia - Via Severina.
Il Centro di Via Severina, a Perugia, che offre
accoglienza gratuita ai parenti di malati lungodegenti del nosocomio cittadino, con l’aiuto
prezioso del Comitato Regionale di Croce Rossa Italiana, ha superato brillantemente il primo
periodo di collaudo ed ora sta lavorando a pieno ritmo. L’iniziativa, resa possibile dalle vostre
offerte, cari Lettori, ha suscitato notevole apprezzamento e sicuramente diverrà un’esperienza di riferimento per analoghe realizzazioni nel
prossimo futuro.
Casa di Accoglienza “San Francesco”.
Povera gente che viene accolta, anzitutto, e aiutata a regolarizzare la propria situazione e a trovare un lavoro.
Progetto Kurupira.
In Santo Antônio do Içá (Alto Solimões) funziona molto bene il Progetto Curupira (nome di
un popolare personaggio mitologico amazonense). Un piano che si prefigge di sconfiggere alcolismo, droga e prostituzione in una regione divenuta una delle porte principali di smistamento della droga tra Brasile e Colombia. Grazie all’aiuto di volontari, si organizzano attività sportive, ricreative, artistiche e ginniche, lavori artigianali e molto altro.
Bambina di etnia tikuna.
Oltre a questo, voi sapete benissimo, cari Amici e Benefattori, che è in vigore qui da Frate Indovino una forma di beneficenza “spicciola”,
quella che noi chiamiamo Carità Silenziosa.
Questa continua a fluire secondo i ritmi voluti
dalla Divina Provvidenza. Ricordiamo sempre
che “anche un bicchiere d’acqua, offerto nel
mio nome, non perderà la sua ricompensa”.
17
A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS
14-05-2013
11:35
Un giorno, un ragazzo povero che faceva il
venditore porta a porta per pagarsi gli studi all’università, si trovò in tasca soltanto una moneta da dieci centesimi, e aveva fame. Decise
che nella visita alla casa seguente avrebbe
chiesto qualcosa da mangiare, ma l’emozione
lo tradì quando gli aprì la porta un’avvenente
signora. Al posto di qualcosa da mangiare
chiese un bicchiere d’acqua. Lei pensò che il
giovane sembrava affamato, e dunque gli portò un bel bicchiere di latte. Lui lo bevve piano, poi chiese: «Quanto devo?». «Non mi deve niente», rispose lei. «Mia madre ci ha insegnato che dobbiamo essere sempre caritatevoli con coloro che hanno bisogno di noi». E
lui: «Allora la ringrazio di cuore!». Quando
Howard Kelly andò via da quella casa, non
soltanto si sentì sollevato nel fisico, ma anche
più ottimista e fiducioso. Era stato sul punto
di arrendersi e di lasciare gli studi a causa della sua povertà. Qualche anno dopo la donna si
ammalò gravemente. I medici del paese erano preoccupati. Alla fine la inviarono nella
grande città. Chiamarono per un consulto il
dottor Howard Kelly. Quando costui sentì il
nome del paese da cui proveniva la paziente,
ebbe come una gradevole sensazione. Immediatamente salì dall’atrio dell’ospedale fino
alla stanza di lei, ed entrò a visitarla in camice bianco. Capricci del destino, era lei, la ri-
Pagina 5
conobbe subito. Ritornò nel suo studio determinato a fare tutto il possibile per salvarle la
vita. Da quel giorno, seguì il caso con la massima attenzione. La situazione era molto grave, ma le cure del dottor Kelly ebbero la meglio: dopo una lunga lotta la battaglia fu vinta. Quando la paziente fu fuori pericolo, il dottor Kelly chiese all’ufficio amministrativo
dell’ospedale che gli inviassero per approvazione la fattura con il totale delle spese. Egli
la ricontrollò, la firmò e l’inviò nella stanza
della paziente. Quando la signora vide la fattura, ebbe paura di guardarla, perché sapeva
che avrebbe dovuto lavorare tutto il resto della sua vita per pagare il conto di un intervento così complicato. Finalmente l’aprì, e qualcosa attirò la sua attenzione. A margine della
fattura lesse queste parole: «Saldata molti anni fa con un bicchiere di latte. Firmato: dottor
Howard Kelly». I suoi occhi si riempirono di
lacrime di gioia, il suo cuore fu felice e benedisse il dottore per averle ridato la vita.
Dal sito Internet http://www.qumran2.net
Era una mattinata movimentata, quando un
anziano signore di un’ottantina di anni arrivò per farsi togliere dei punti da una ferita alla mano. Disse che andava proprio di
fretta perché aveva un appuntamento alle
nove precise. Rilevai la pressione e lo feci
sedere, sapendo che sarebbe passata oltre
un’ora prima che qualcuno potesse medicarlo. Lo vedevo guardare continuamente
il suo orologio e decisi, dal momento che
non avevo impegni con altri pazienti, che
mi sarei occupato io della sua ferita. La
guardai e, ad un primo esame, mi sembrò
in via di guarigione. Andai a prendere gli
strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargliela. Mentre mi prendevo
cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un
altro appuntamento medico, dato che ave-
Un uomo bianco un giorno, dopo aver osservato a lungo un pigmeo, gli disse: «Caspita! Ma tu sei una scimmia. Sembri proprio un gorilla. Come minimo sei suo discendente: ti arrampichi sugli alberi, abiti
in una capanna di frasche, ti corichi per terra, mangi i frutti della foresta; e sei nero,
nudo, peloso come lui. Quale differenza
c’è? Non sei altro che una scimmia che parla».
Il pigmeo rimase un momento pensieroso,
poi senza dir parola si mise a sfregare l’uno
contro l’altro due bastoncini di legno, e ne
fece sprizzare il fuoco; l’appiccò a un mucchio di sarmenti; prese un tizzone acceso e
se lo gettò dietro le spalle in segno di offerta
alla divinità; poi si accovacciò tranquillamente vicino alla fiamma per scaldarsi.
Dopo un lungo silenzio si rivolse pacatamente al bianco e disse: «Ecco perché io
non sono una scimmia. La scimmia non accende il fuoco e non ringrazia Nzambi
(Dio). Non lo farà mai».
Attese alquanto poi, fissando con i suoi occhietti vivaci il bianco, aggiunse: «Ma tu,
bianco, pensi a Dio più di una scimmia?».
Episodio storico riferito
da P. Henri Trilles
in L’âme du Pigmée d’Afrique
18
va tanta fretta. L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per
far colazione con sua moglie. Mi informai
della sua salute e lui mi raccontò che era
malata da tempo di Alzheimer. Gli chiesi se
lei si sarebbe preoccupata nel caso facesse
un po’ tardi. Lui mi rispose che la moglie
ormai da cinque anni non lo riconosceva
più. Ne fui sorpreso, e gli chiesi: «E va ancora ogni mattina a trovarla pur sapendo
che neanche la riconosce?». L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo:
«Vede, dottore, lei non sa chi sono, ma io
so perfettamente chi è lei». Dovetti trattenere le lacrime... Avevo la pelle d’oca e
pensai: «Questo è il genere di amore che
voglio nella mia vita».
Dal sito Internet http://www.qumran2.net
Bene finito o che ha da aver fine, non è felicità.
La felicità vuol l’infinito nell’intenzione e nell’estensione, cioè l’immensità e l’eternità (Vincenzo Gioberti).
Felicità è soltanto l’amore; solo l’amore è felicità (Adelbert von Chamisso).
L’essenziale per la felicità è la nostra situazione
interiore di cui siamo padroni noi soli (Epicuro).
La felicità consiste così poco nelle cose, che forse esiste meglio senza di esse, e colui al quale le
cose sono diventate indifferenti, è forse più vicino al segreto della felicità (Robert Hamerling).
La felicità è come l’arcobaleno: non si vede mai
sulla casa propria, ma soltanto su quella degli altri (proverbio tedesco).
La felicità è una cosa spirituale e non corporale;
nasce dal sacrificio e non dal godimento, dall’amore e non dalla voluttà (Jean-Baptiste Henri
Lacordaire).
Ogni felicità è una forma di innocenza (Marguerite Yourcenar).
Quando la felicità ci viene incontro, non porta
mai l’abito con il quale credevamo d’incontrarla
(Augusta Amiel-Lapeyre).
È ben differente l’esser soddisfatti dall’essere felici (proverbio).
La felicità è come gli occhiali: spesso si cercano
mentre si hanno sul naso (proverbio).
Se vuoi essere felice sii con Dio come un uccello
che sente tremare il ramo e continua a cantare,
perché sa di avere le ali (San Giovanni Bosco).
Altre pubblicazioni in catalogo:
LA BUONA CUCINA CASALINGA...................€ 25,00
Un classico della tradizione italiana, con ricette scelte, non
solo per la loro bontà, ma anche per la facilità d’esecuzione e con le gustose soluzioni suggerite per stomaci maltrattati e sofferenti. Ricco di consigli pratici per aiutare chi
si avvicina ai fornelli, che rendono il libro particolarmente
gradito in occasioni o ricorrenze di vario genere. Copertina cartonata in tela con impressioni e sopraccoperta plastificata (cm 21 x 15,5 - Pagg. 662).
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CARO PAPÀ... .....................................€ 31,00 cad.
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che comunque si radicano nella tradizione. Tutto ciò viene garantito dal lavoro paziente di personale altamente qualificato.
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dei genitori. Essa raccoglie quasi tutto ciò che, nel passato e
nel presente, è stato detto e scritto su di loro. Prezzo complessivo per unico invio: 50,00 euro con cofanetto in omaggio.
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custodia. Le città simbolo delle principali religioni monoteiste, Gerusalemme, Roma, Assisi, presentate con un testo stimolante e una serie di foto spettacolari ed artistiche nello stesso tempo. Dono di pregio per occasioni importanti (cm 33x25
- 3 voll. per oltre 600 pagine tra testo e tavole illustrate).
GIARDINO IN CASA......................................€ 25,00
Nuova edizione, corretta ed ampliata, di un classico tra
i volumi di Frate Indovino. Guida completa e preziosa
per coltivare le piante più conosciute da giardino e da
appartamento (cm 21x15,5 - Pagg. 428).
Tisana Digestiva
Tisana Carminativa
Tisana Rilassante
Tisana Balsamica
La Tisana Digestiva di Frate
Indovino prevede una miscela
di piante dalle proprietà eupeptiche che favoriscono cioè
i normali processi digestivi del
dopo pasto, grazie alle proprietà coadiuvanti di Genziana, Menta Piperita, Liquirizia, Rosmarino, Achillea ed
altre piante officinali.
La Tisana Carminativa di
Frate Indovino coadiuva la
riduzione del gonfiore e i relativi fastidi addominali causati
perlopiù da un regime alimentare distratto e frettoloso. Essa,
infatti, propone una miscela di
piante quali Finocchio, Menta,
Carvi, Anice stellato e Melissa dalle proprietà carminative
cioè favorenti l’eliminazione
dei gas intestinali.
La Tisana Rilassante di Frate
Indovino è frutto di un meditato bilanciamento di Melissa
e Biancospino dalle conosciute
proprietà rilassanti e dal Tiglio utile per il fisiologico sonno. Esse sprigionano al meglio
le loro qualità se assunte alla
sera prima di coricarsi. Si accompagni la Tisana con uno
stile di vita equilibrato e dedito allo sport.
La Tisana Balsamica di
Frate Indovino si compone
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dalle tradizionali proprietà
benefiche nei riguardi di naso
e gola, unite ad Eucalipto e
Timo dall’effetto balsamico e
Menta utile per la funzionalità delle prime vie respiratorie.
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L’Orticello di Casa
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da frutto sono presentati, in questo volume,
come i veri protagonisti del tipico orto di
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graficamente le immagini, si è provveduto ad
aggiornare le indicazioni fitoterapiche secondo gli ultimissimi ritrovati contro i parassiti
infestanti. Vengono – di fatto – indicate le
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essi trattate) anche da parte di chi non è in possesso del cosiddetto
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Curarsi a Tavola
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alfabetico, offre più di 2000 segreti, consigli,
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piccoli grandi “drammi casalinghi” (del vivere
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esperienza, grazie ai quali si può rimediare nel modo più appropriato a tantissime necessità domestiche, sempre nel pieno rispetto
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meglio la figura di Maria (cm 21x15 - Pagg. 136).
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Santo con tutte le creature (cm 22x16 - Pagg. 275).
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visto protagonista (cm 18x11,5 - Pagg. 284).
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umoristiche (cm 21x15 - Pagg. 252).
In Italia, spese di spedizione gratuite per
acquisti complessivi a partire da 12 euro.
Edizioni Frate Indovino
Via Marco Polo, 1 bis - 06125 PERUGIA (PG)
Partita IVA 00478700545
Numero unico Servizio Clienti:
(+39) 075 5069369
orari: dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 17.30;
venerdì dalle 8.00 alle 12.30
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A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS
14-05-2013
11:41
A Londra c’era una mostra di bestie feroci e, per entrare a visitarle, si poteva pagare, oppure portare dei cani e dei gatti, da
dare in pasto alle belve. Un tale ebbe voglia di vedere le belve: acchiappò per la
strada un cagnolino e lo portò al serraglio.
L’uomo fu lasciato entrare, e il cagnolino
fu preso e gettato nella gabbia in pasto al
leone.
Il cagnolino si mise la coda fra le zampe e
si ritirò in un angolo della gabbia. Il leone
gli s’accostò e lo fiutò. Il cagnolino si coricò sulla schiena, alzò le zampette e agitò la coda. Il leone gli diede un tocco con
la zampa e lo rivoltò. Il cagnolino saltò su
e restò seduto dinanzi al leone sulle zampette posteriori. Il leone lo guardava fisso,
piegava la testa ora di qua, ora di là, e non
lo toccava. Quando il padrone delle belve
gettò al leone la carne, il leone ne strappò
un boccone e lo lanciò al cagnolino. Quando la sera il leone si mise a dormire, il cagnolino gli si stese accanto, e gli posò la
testa sulla zampa. Da quel giorno, il cagnolino visse sempre dentro la gabbia del
leone, e il leone non lo toccava, mangiava
e dormiva con lui, e certe volte perfino ci
giocava insieme. Una volta, un signore
venne a visitare il serraglio e riconobbe il
proprio cagnolino: disse che il cagnolino
Una parola che non spinge all’azione è una
cattiva parola (Gilbert Keith Chesterton).
La misura di Dio è la sovrabbondanza
(Claude Tresmontant).
Quando la carità è un rischio, quello è il
momento della carità (dal film: Il Villaggio
di Cartone).
Satira: è l’umorismo quando perde la pazienza. (Giovanni Mosca).
Nulla si può contro il tempo: se lo spingi va
adagio, se lo trattieni, fugge (anonimo).
Una bugia è la verità in maschera (George
Gordon Byron).
Finché si è “inquieti” si può stare tranquilli (Julien Green).
Non ci si può mai dispensare dall’essere se
stessi (Jean Sulivan).
Pagina 7
era suo, e chiese al padrone del serraglio
che glielo restituisse. Il padrone acconsentì, ma come provarono a chiamare il
cagnolino per estrarlo dalla gabbia, il leone s’incollerì e si mise a ruggire. Così seguitarono a vivere insieme, leone e cagnolino, un anno intero nella stessa gabbia.
Un brutto giorno, il cagnolino s’ammalò e
morì. Il leone smise di mangiare, e stava
sempre a fiutare il cagnolino, a leccarlo, a
smuoverlo con la zampa. Quand’ebbe capito che era morto, d’improvviso diede un
balzo, drizzò la criniera, cominciò a battersi la coda sui fianchi, poi si slanciò contro la parete della gabbia e si mise a mordere i chiavistelli e il piancito. Per tutta la
giornata si dibatté, girò su e giù per la gabbia, e continuò a ruggire; alla fine s’accovacciò accanto al cagnolino morto e si
quietò. Il padrone andò per portar via la
bestiola morta, ma il leone non permetteva a nessuno di accostarsi. Allora il padrone pensò che il leone avrebbe scordato
il suo dolore se gli si fosse dato un altro cagnolino come quello, e gli mise nella gabbia un cagnolino vivo; ma subito il leone
lo sbranò in mille pezzi. Poi abbracciò con
le zampe il cagnolino morto, e così rimase disteso cinque giorni. Il sesto giorno il
leone morì.
Lev Tolstòj - Racconto dal vero
La favola racconta il mondo del “come
se”. Come se il mondo fosse diverso, come se si vivesse in un passato lontano, in
quello del “c’era una volta”. Si pone come
un’alternativa al mondo presente, quello
del “qui e ora”, che magari è governato dai
cattivi e non segue la legge dell’amore,
bensì del profitto e della furbizia che fanno dominare sempre i peggiori.
La favola è tanto più essenziale quanto più
il mondo è spaventoso, pieno di ingiustizie nei confronti soprattutto dei bambini,
ma anche dei nonni. E ne hanno bisogno
tutti, perché la favola si regge sulla forza
della speranza, che rende possibile pensare per il domani ciò che manca al momento presente.
Generalmente si dice che la favola è pertinente al mondo bambino e che l’utopia
esprime invece il grande sogno degli adulti. In entrambe le forme si rappresenta e si
inventa un mondo che ancora non c’è o
che non c’è più, ma che può farsi reale, diventare cronaca.
La favola termina sempre con “la morale
della favola”, per esplicitare meglio il suo
significato e dunque per trasmettere un insegnamento, una via da seguire, perché si
può scappare dal mondo, ma soltanto per
un poco. È importante cambiare quello
reale, in cui si vive, e farlo diventare più
giusto, retto dall’amore e non dalla lotta.
Se, come accade a me, la società del tempo presente non piace, è naturale che si
amino le favole, che si senta la voglia di
fantasia e non di storie dell’orrore e del
male.
C’è bisogno di favole, servono proprio per
vivere, per coltivare il bene anche quando
tutto sembra guidato dal male, dai cattivi
invece che dai buoni.
Bisogno di favole non di internet, che sa di
robotica, di massificazione. Le favole le
sanno raccontare bene soltanto le mamme
e le nonne. Per venire raccontate, serve il
clima di famiglia, con magari un fuoco acceso, perché mostra una magia che certo
manca agli spettacoli della televisione,
con quei tromboni, al posto delle nonne,
che sembrano degli idioti da manicomio,
sia pure un manicomio da favola.
Conosco “una favola che non c’è” in cui
si racconta di uomini grassi e potenti, con
il portafogli in mano, che cercano di comperare tutte le favole per poi bruciarle, poiché vogliono solo che esista la cronaca del
mondo da loro dominato e ingiusto e pensano così di impedire di poterne desiderare uno migliore, facendo credere che quello del sopruso sia il migliore dei mondi
possibili. Ma ecco che un intero asilo, centosettantasette bambini e bambine, si mobilitano e su un grandissimo tappeto volante giungono nel palazzo del re. Con una
magia trasformano il sovrano cattivo in un
bambino. Era brutto, orripilante, cattivo e
dopo la metamorfosi diventa - ritornato
bambino - buono pur restando re e quindi
potendo cambiare il mondo. Di proprio
pugno, su una lavagna scrive e firma un
decreto (così si chiama) in cui garantisce
che le favole saranno la guida per un nuovo mondo. E così inizia una nuova vita,
una nuova favola e “tutti vissero, proprio
tutti, felici e contenti”.
Vittorino Andreoli
C’era una volta una donna molto cattiva,
che morì senza lasciarsi dietro nemmeno
un’azione virtuosa. I diavoli l’afferrarono
e la gettarono in un lago di fuoco. Ma il
suo angelo custode era là e pensava: «Di
quale sua azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio?». Alla fine gliene tornò in mente una e la riferì a Dio: «Ha sradicato una cipolla dal suo orto e l’ha data
a una mendicante». Dio gli rispose: «Prendi dunque quella stessa cipolla e tendigliela nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta: se riuscirai a tirarla fuori dal lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si
strapperà, la donna rimanga dove si trova». L’angelo corse dalla donna e le tese la
cipolla: «Su, donna», le disse, «attaccati e
tieniti stretta». E si mise a tirarla cautamente; l’aveva già quasi tratta in salvo
quando gli altri peccatori che erano nel lago cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei,
per essere anch’essi tirati fuori. Ma la
donna era cattiva cattiva e si mise a sparar
calci contro di loro, protestando: «È me
che si tira e non voi, la cipolla è mia e non
vostra». Appena ebbe detto queste parole,
la cipolla si strappò. E la donna cadde nel
lago dove brucia ancora. All’angelo non
rimase che allontanarsi piangendo.
Da un racconto
di Fëdor Michailovi Dostoevskij
Il bene è in tutti: troppo spesso manca solo
il coraggio di usarlo (Lev Tolstoj).
Per scoprire la verità c’è sempre bisogno di
una persona che la esprima e di un’altra che
la comprenda (Khalil Gibran).
Nessuno può essere dispensato dal farsi uomo (Maurice Zundel)
Dovunque c’è un uomo, c’è l’occasione di
fare del bene (Seneca).
Per noi non esiste amore senza giustizia;
per Iddio non esiste giustizia senza amore
(Hans Urs von Balthasar).
La vera felicità sta nella pace dell’anima
(Carl Gustav Jung).
Non si è mai così felici, né così infelici, come si pensa (François de La Rochefoucauld).
Gli orari riferiti alle previsioni astronomiche (lunazioni, levata e tramonto del sole, eclissi, ecc...) sono espressi in ora solare o in ora legale a seconda del periodo di riferimento. In parole semplici, tali fenomeni sono visibili esattamente all'ora indicata dal vostro orologio.
ABBREVIAZIONI
ab.
ap./app.
art.
Ast.
Avv.
B./Bb.
B.V.
= Abate
= Apostolo / Apostoli
= Artigiano
= Astinenza
= Avvento
= Beato-Beata / Beati-Beate
= Beata Vergine
B.V.M.
bd.
C.
diac.
Dig.
dott.
el.
er.
Es.
ev.
= Beata Vergine Maria
= Badessa
= Compagni
= Diacono
= Digiuno
= Dottore / Dottori della Chiesa
= Elemosiniere
= Eremita
= Esaltazione
= Evangelista
F.
fr.
imp.
m./mm.
N.S.G.C.
O.F.S.
p.
p.a.
Pasq.
= Festa
= Francescano / Francescana
= Imperatore / Imperatrice
= Martire / Martiri
= Nostro Signore Gesù Cristo
= Ordine Francescano Secolare
= Papa
= Domenica per annum
(cioè lungo il corso dell’anno)
= di Pasqua
Pat.
Patr.
Q.T.
Quar.
reg.
S. / Ss.
v./vv.
ved.
ven.
vr./vvr.
= Patriarca
= Patrono / Patrona
= Quattro Tempora
= Quaresima
= Regina
= Santo - Santa / Santi - Sante
= Vescovo / Vescovi
= Vedova
= Venerdì
= Vergine / Vergini
CELEBRAZIONI
ANNO LITURGICO 2015
CENERI
18
PASQUA
5
ASCENSIONE
17 (14)
PENTECOSTE
24
CORPUS DOMINI
7
1ª DOMENICA DI AVVENTO 29
FEBBRAIO
APRILE
APRILE
APRILE
GIUGNO
NOVEMBRE
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Frate Indovino 2014