C’era una volta 4 1 0 2 ... Storie e Leggende da Mille Paesi FRATE INDOVINO O.F.M. Capp. Via Marco Polo, 1 bis - 06125 PERUGIA “Conto Corrente Postale n. 4069” www.frateindovino.eu - [email protected] - Tel.: (+39) 075.5069369 - Fax: (+39) 075.5051533 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C1/PG/2012 A14_F.IndovinoCOP.indd 1 14-05-2013 10:23:56 A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS 14-05-2013 Questa è la storia vera di una bambina di otto anni. Il suo fratellino era destinato a morire per un tumore al cervello. I loro genitori erano poveri, ma avevano fatto di tutto per salvarlo, spendendo tutti i risparmi di famiglia. Un giorno, il papà disse alla mamma in lacrime: «Non ce la facciamo più, cara. Credo sia finita. Solo un miracolo potrebbe salvarlo». La piccola, con il fiato sospeso, aveva sentito tutto. Corse nella sua stanza, ruppe il salvadanaio e, senza farsi sentire, si diresse alla farmacia più vicina. Attese pazientemente il suo turno. Si avvicinò al bancone, si alzò sulla punta dei piedi e, davanti al farmacista meravigliato, posò sul banco tutte le monete. «Per cos’è? Che cosa vuoi, piccola?». «È per il mio fratellino, signor farmacista. È molto malato e io sono venuta a comprare un miracolo». «Che cosa dici?» borbottò il farmacista. «Sì. Si chiama Andrea, e ha una cosa che gli cresce dentro la testa, e papà ha detto alla mamma che è finita, che non c’è più niente da fare e ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Vede, io voglio tanto bene al mio fratellino, per questo ho preso tutti i miei soldi e sono venuta a comperare un miracolo». Il farmacista accennò un sorriso triste: «Piccola mia, noi qui non vendiamo miracoli». La bambina spalancò gli occhioni, poi soggiunse: «Se non bastano questi soldi posso darmi da fare per trovarne ancora. Quanto costa un miracolo?». C’era nella farmacia un uomo alto ed elegante, dall’aria molto seria, che sembrava interessato alla strana conversazione. Il farmacista allargò le braccia mortificato. La bambina, con le lacrime agli Cambiare opinione e seguire chi ti corregge è sempre cosa da uomo libero (Marco Aurelio). Un viaggio di mille chilometri inizia sempre con un piccolo passo (Lao-Tze). La vita non è il problema di come resistere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia (Kahlil Gibran). Una delle principali differenze tra un gatto ed una bugia è che un gatto ha solo nove vite (Mark Twain). Se ciascuno vedesse i propri difetti, non andrebbe a cercare quelli degli altri (proverbio tedesco). Spesso ciò che conviene ci fa dimenticare ciò che è giusto (Bodie Thoene). Ogni diritto è insieme anche un dovere (Johann Gottlieb Fichte). Fare un’esperienza in più significa avere un’illusione in meno (Luc de Clapiers de Vauvenargues). 11:34 Pagina 1 occhi, cominciò a recuperare le sue monetine. L’uomo le si avvicinò: «Perché piangi, piccola? Che cosa ti succede?». «Il signor farmacista non vuole vendermi un miracolo e neanche dirmi quanto costa…. È per il mio fratellino Andrea, che è molto malato. Mamma dice che ci vorrebbe un’operazione, ma papà dice che costa troppo e non ce la possiamo permettere, e che ci vorrebbe un miracolo per salvarlo. Per questo ho portato tutto quello che ho». «Quanto hai?». «Un dollaro e undici centesimi... Ma, sapete…» aggiunse con un filo di voce «posso trovare ancora qualcosa…». L’uomo sorrise: «Guarda, non credo sia necessario. Un dollaro e undici centesimi è esattamente il prezzo di un miracolo per il tuo fratellino!». Con una mano raccolse la piccola somma e con l’altra prese dolcemente la manina della bambi- na. «Portami a casa tua, piccola. Voglio conoscere il tuo fratellino e anche il tuo papà e la tua mamma e vedere con loro se possiamo arrivare al piccolo miracolo di cui avete bisogno». Il signore alto ed elegante e la bambina uscirono tenendosi per mano. Quell’uomo era il professor Carlton Armstrong, uno dei più grandi neurochirurghi del mondo. Operò gratuitamente il piccolo Andrea, che poté tornare a casa qualche settimana dopo completamente guarito. «Questa operazione è un vero miracolo», mormorò la mamma. «Mi chiedo quanto sia potuta costare…». La sorellina sorrise senza dire niente. Lei sapeva bene che “il miracolo” era costato un dollaro e undici centesimi. Dal sito Internet http://www.qumran2.net Una notte scoppiò un incendio nel villaggio in cui abitava Kichiyomu. L’uomo indossò il kimono, si lavò il viso e, lemme lemme, andò ad avvertire il capo villaggio: «Signore, scusate, è scoppiato un incendio. Signore, ci sarebbe un incendio», diceva con calma e gentilezza. Ma il tono di voce era troppo basso e il capo villaggio non aprì neanche un occhio. Poco dopo si svegliò la moglie che, sentendo un bisbiglio alla porta, andò a vedere chi fosse. Trovò Kichiyomu che, senza perdersi d’animo, ripeteva: «Signore, ci sarebbe un incendio». La donna, allarmata, svegliò subito il marito. L’uomo si agitò come un forsennato e in gran fretta si diresse verso il luogo dell’incendio. Quando arrivò, il fuoco era ormai spento e i funzionari lo rimproverarono per essere intervenuto così tardi. Lui si scusò in tutti i modi, ma tornato a casa convocò Kichiyomu e gli fece una bella ramanzina: «Insomma Kichiyomu, non devi usarmi tanti riguardi quando c’è un incendio. Se succede qualcosa di grave nel villaggio, devi affrettarti a venire a bussare alla mia porta e chiamarmi a voce alta». «Va bene, ho capito», disse Kichiyomu e andò via. Qualche tempo dopo, nel cuore della notte, Kichiyomu arrivò di corsa ansimando alla porta del capo villaggio. Brandendo un pesante bastone che aveva portato con sé, cominciò a colpire ovunque, con botte da orbi, finestre e scorrevoli di legno, spaccando tutto. Infine, urlando a squarciagola, prese di mira i pilastri: «Signore, un incendio enorme! Un incendio, un incendio!». Il capo villaggio saltò dal letto: «Kichiyomu, ho capito. Smettila con il bastone, mi stai distruggendo la casa. Piuttosto, dov’è l’incendio?», chiese sconvolto. Kichiyomu allora con aria innocente: «Signore, va bene se vi sveglio così la prossima volta che ci sarà un incendio?». Da una novella giapponese C’era una volta un re che amava moltissimo le cipolle, e le coltivava nel suo giardino. Non permetteva a nessuno di toccarle, e aveva fatto una legge per difenderle: “Chi toccherà anche una soltanto delle mie cipolle, sarà condannato all’impalatura”. Avvenne che, un giorno, passò di lì un povero orfano che viveva con la nonna. Vide le cipolle del re e pensò: «Ne porterò due a mia nonna». Ma le guardie lo sorpresero e volevano condurlo in tribunale. Allora lui le pregò: «Lasciatemi rivedere mia nonna, prima di morire». Le guardie esaudirono la supplica. «Cara nonna, vengo a salutarti prima di essere impalato» le disse, commosso, il giovane condannato. «Va bene. Però fai presto. Il pranzo è quasi pronto. Vai a impalarti, e torna a mangiare» rispose la vecchia svanita. Le guardie lo portarono via. Passarono davanti al palazzo del re, mentre stava af- facciata alla finestra la principessa, che era una bellissima fanciulla. Quella creatura meravigliosa infiammò di desiderio il condannato. Mai niente l’aveva sconvolto a tal punto! Come lo vide, il re sentenziò, furibondo: «Poiché hai osato toccare le mie cipolle, sarai condannato all’impalatura». Udendo il verdetto di morte, il giovane scoppiò a ridere. «Perché ridi?» gli chiese il re indispettito. «Forse l’idea di morire tra i supplizi ti diverte?». «No, maestà. Pensavo a mia nonna, che mi consiglia un’impalatura veloce per non fare tardi a pranzo. A me, che la vita si accende nel momento in cui sta per essere spenta. E a te, che uccidi gli uomini per far vivere le cipolle. In verità, il tuo cervello non è più grande del mio e di quello della mia nonna». Allora il re gli disse: «Hai ragione. Torna da tua nonna e vivi in pace». Non dire di conoscere una persona, finché non avrai diviso con lei un’eredità (Johann Kaspar Lavater). Adopera ragioni forti con parole dolci (proverbio). Per fare cose grandi è necessario sognarne di più grandi ancora (MarieJeanne Roland de la Platière). Non si può avere sempre tutto, alla fine dove lo metteresti? (Steven Wright). La donna impiega dieci anni per cambiare le abitudini del marito e poi si lamenta che non è più l’uomo che aveva sposato (Barbra Streisand). Quando facciamo progetti per la posterità, dovremmo ricordare che la virtù non è ereditaria (Thomas Paine). Non hai convertito un uomo soltanto perché lo hai azzittito (John Morley). Informativa sulla Privacy - Gentile Signora, caro Signore, la rassicuriamo sul fatto che adottiamo ogni cura per gestire correttamente i suoi dati personali. In particolare, la informiamo che, ai sensi dell’Art. 13 del D. Lgs 196/2003, i dati in nostro possesso a Lei riferibili, stampati sia sul bollettino di conto corrente postale, sia sull’etichetta di invio, sono solo i dati di recapito e non vengono, in alcun modo, ceduti o messi a disposizione di terzi e sono custoditi presso il nostro archivio informatico per uso gestionale interno e il relativo invio delle nostre stampe. Lei potrà, nel caso lo ritenga opportuno, segnalarci aggiornamenti o variazioni od opporsi a futuri utilizzi chiedendone la cancellazione, nel rispetto della Legge 675/98 e del Decreto Legislativo 196/2003 suddetto. Il Responsabile del trattamento dei dati è Matteo Di Nardo, contattabile presso le “Edizioni Frate Indovino - Via Marco Polo, 1 bis - 06125 Perugia”. Maggiori informazioni relative ai suoi diritti sulla Privacy può trovarle nel nostro sito Internet alla pagina: http://www.frateindovino.eu/Contatti.aspx. Titolare del trattamento dei dati è la Provincia dell’Umbria dei Frati Minori Cappuccini - Filiale Frate Indovino - Via Marco Polo, 1 bis - 06125 Perugia. FRATE INDOVINO - Perugia: Periodico mensile di cultura popolare e religiosa - Anno LVI, n. 9 del 1 Settembre 2013 - Tassa riscossa. Taxe Perçue. Gebühr bereits bezahlt - Registraz. Tribunale di Perugia, n. 257-58, n. 11 R. prov. T.I. 1°-7-58 - Poste Italiane spa - “Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – DL. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C1/PG/2012”. Direttore Responsabile ai fini di legge: Mario Collarini - Editore: Provincia Umbra FF.MM. Cappuccini - Assisi - Stampa: Cartoedit S.r.l., Città di Castello (PG) - Diffusione Perugia. Produzione letteraria riservata. 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C’era una volta, sì: e, per fortuna, c’è ancora. Benedetto Ravasio, burattinaio che ha saputo unire la tradizione con il rinnovamento, aveva una sua idea precisa delle favole alle quali dava voce e movimento: prima di chiudere “baracca e burattini”, lasciava sempre al suo pubblico un messaggio positivo per l’ora della nanna: la certezza che il bene vince sul male, che gli orchi e le streghe, quelli immaginari e quelli veri che popolano le cronache, non hanno mai l’ultima parola… Il burattinaio magico, con la sapienza del cuore, voleva che i bimbi facessero sogni belli. Ma anche i bambini nutriti a videogiochi e telefonini non disdegnano affatto Biancaneve e i sette nani, Pollicino, Hansel e Gretel, la piccola fiammiferaia e via dicendo: queste “storie” le vogliono ascoltare una, due, più volte la stessa sera. Perché, se è cambiato il mondo, l’anima dei bambini non è cambiata e, nonostante le mille moderne sirene che popolano ogni cameretta, quando arriva la notte si vuole sempre la cara, vecchia favola. Del resto succede la stessa cosa per i giochi, come afferma anche un allenatore campione di umanità qual è Emiliano Mondonico: nemmeno i bambini dei videogiochi resistono al fascino della tombola… I giochi dei nonni, i maghi e le fate, gli gnomi e i folletti godono ancora di grande popolarità tra i bambini. E i pedagogisti affermano che a sviluppare la fantasia dei piccoli favole e fiabe servono più di ogni altro marchingegno tecnologico. I loro personaggi, ora umani e patetici, ora comici o tragici, costituiscono una tappa preziosa per la formazione della personalità: forniscono all’osservazione, alla riflessione, all’azione, il terreno ideale in cui maturano molte attese, in qualche caso i primi sapori di felicità. Quanto alla possibilità che il bimbo si spaventi per il contenuto di certe fiabe, tutto dipende dalla modalità con cui le ascolta: se saranno le voci care della mamma, o del babbo, o dei nonni a raccontare di streghe e di lupi cattivi, il piccolo non avrà paura, anche perché, in tutte le fiabe che si rispettino, i cattivi finiscono per essere sconfitti dalle forze del bene. Diversa, naturalmente, la reazione del bimbo lasciato solo ad ascoltare, magari da un CD o Carissimi amici. Non è facile colmare il vuoto lasciatoci dal Calendario Frate Indovino 2013, che si è portato via le immagini e le parole dolcissime del Poverello di Assisi. Possiamo tuttavia provare a prolungare la sua presenza mantenendone viva l’icona nel nostro cuore e nella nostra vita. Ora un altro anno si apre dinanzi a noi. Da parte mia l’augurio più vivo e sincero affinché questo nuovo anno porti a tutti prosperità, gioia e pace. I tempi che stiamo vivendo, certo, ci appaiono piuttosto inquietanti, ma con un po’ di buona volontà possiamo riuscire a non renderli troppo rischiosi. Proprio riflettendo su questi problemi ho colto l’argomento per il Calendario 2014: C’era una volta… Ho pensato, cioè, di tornare a leggere con voi quelle storie, quelle fiabe e novelle che ci incantavano quando, da bambini, le sentivamo raccontare dalla nonna o dalla mamma. Storie che calavano come balsamo sulle nostre prime inquietudini e sulle nostre paure, sul buio delle notti e sul buio dell’esistenza. Storie sempre a lieto fine, che, pure nelle situazioni più compromesse, si aprivano all’imprevedibile e in un battibaleno ribaltavano vicende dall’esito negativo ormai apparentemente scontato. Storie che rappresentavano l’unico modo per affrontare ed esorcizzare un mondo infido e spietato, dove si era sempre perdenti. Quel mondo che, in un verso o nell’altro, si ripresenta ad ogni svolta della storia, divenendo per noi, eterni bambini dell’esistenza, una provocazione ed una sfida nella perenne lotta per divenire adulti. Il mondo ha sempre bisogno di fiabe, perché queste ci insegnano a non mollare mai, nella consapevolezza che “l’imprevedibile” può sempre accadere, che il destino avverso si può ribaltare, anzi, che, in fondo, il destino siamo noi, che il lieto fine, specialmente quello Eterno, è nelle nostre mani. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a realizzare questo Calendario, in particolare il Maestro Prof. Gianluigi Mattia, autore della copertina e delle tavole che figurano all’inizio di ogni mese. A tutti voi ancora il mio augurio di Pace e Bene. Che il Signore vi benedica. Vostro Frate Indovino C’era una volta in una comunità di monaci un giovane allievo desideroso di progredire rapidamente sulla via della santità. Durante la giornata andava con gli altri monaci al lavoro e, nei momenti di pausa, ne approfittava per far visita alla vecchia chiesina del villaggio. Un giorno, mentre si stava avvicinando al luogo sacro per pregare, il giovane monaco notò in una spaccatura della roccia, vicino alla chiesa, una piccola civetta che sembrava incurante della sua presenza. Il giovane, incuriosito, si avvicinò e si accorse che la civetta era cieca. «Come farà a procurarsi da mangiare questa povera bestiola?», pensò, e si allontanò di qualche passo rimanendo in osservazione. Non trascorse molto tempo che un batter d’ali lo mise all’erta; ed ecco avvicinarsi veloce un falco che, con un pezzo di carne in bocca, si posò vicino alla civetta, lacerò il cibo in tanti pezzetti, li diede alla civetta e volò via. Il giovane monaco, superato il primo momento di stupore, cominciò a riflettere: «Dunque, il Signore si preoccupa anche di una piccola civetta cieca, e non le nita generosità?... Perché stare tanto in affanno per noi stessi?... Se il Signore provvede così ad un piccolo uccello insignificante, quanto più dovrà preoccuparsi di un fa mancare il necessario per vivere... Ma allora vale la pena lavorare duramente l’intera giornata quando sappiamo che il Signore pensa a tutto e dispensa a tutti con infi- da uno schermo, la storia paurosa, perché al senso di abbandono potrà unirsi il terrore di sentirsi affettivamente sguarnito. Per le trame orripilanti di alcune fiabe – pensiamo a Barbablù, Pollicino, Cappuccetto Rosso ed altre – non c’è dunque da preoccuparsi: si tratta di condizioni che servono per la formazione di alcuni meccanismi di difesa: diffidenza verso l’ignoto, prudenza in caso di possibili pericoli, attenzione particolarmente vigile nelle situazioni nuove e sconosciute… La fiaba resta poi un ottimo mezzo per parlare anche ai bambini piccolissimi di tante cose che, affrontate in un discorso diretto, sarebbe difficilissimo far loro capire. Il carattere, il dovere, la bontà, la cattiveria, la bellezza… sono tutti concetti molto astratti, inaccessibili alla comprensione nell’infanzia; una volta però personificati nei protagonisti e nelle situazioni delle “storie”, diventano immediatamente comprensibili. Anche dentro una trama completamente irreale e fantastica, le fiabe propongono osservazioni realistiche sull’agire umano. Il bambino arriverà presto a saper distinguere il mondo reale da quello delle favole e, intanto, avrà fatto tesoro di un sottofondo affettuoso e misterioso, l’avvio di un dialogo da sviluppare durante l’intera esistenza. Raccontare una fiaba, infatti, è una forma di dialogo: le “battute” del bambino, pur rimanendo in gran parte inespresse, non sono per questo meno continue e reali. È immenso il lavorìo interiore che il bambino compie per assimilare la fiaba alla “sua” realtà, per farsene uno strumento da usare nella scoperta di altre tessere del variegato mosaico. Nelle fiabe, chi racconta e chi ascolta “lavora insieme” ad un’operazione delicata e profonda: il bambino ha un mondo da scoprire, il papà, la mamma, i nonni hanno un territorio della memoria da riscoprire e rivivere. Per i bambini sono i sentieri della fantasia, della scoperta, del sogno; per gli adulti è il passato che torna, i momenti vissuti, i volti rimasti impressi nel cuore, magari le atmosfere che hanno segnato una crescita. Tornano alla mente lontane sere attorno al camino o alla stufa, le veglie nella stalla, le notti stellate e il profumo della neve in arrivo, il placido ruminare delle mucche e gli allegri conversari nei cortili, che oggi non ci sono più. Per tutti, un avvolgente senso di protezione, di sicurezza, di calore emanato dall’affettuosa compagnia che unisce chi racconta e chi ascolta una fiaba. Per questo le fiabe, che fanno bene ai piccoli, fanno benissimo anche ai grandi. Giuseppe Zois uomo come me?... Quanto ho potuto osservare è sicuramente un segno dal Cielo». E così, tra una riflessione e l’altra, il giovane decise di abbandonarsi alla generosità di Dio chiedendo l’elemosina alla porta della chiesa. Ma le cose non andarono come egli aveva immaginato: infatti le offerte nessuno le portava, lo stomaco reclamava, il Cielo sembrava indifferente ed egli non riusciva a capirne il perché. Quando i morsi della fame si fecero insostenibili il giovane tornò al monastero, dove fu accolto dal suo maestro, al quale raccontò ogni cosa. Allora il maestro scosse la testa e, sorridendo, gli disse: «Figliolo, quello che hai visto è sicuramente un segno dal Cielo. Ma il Signore, con quanto accaduto, non voleva spronarti a seguire l’esempio della civetta, che tra l’altro, non aveva scelta, ma piuttosto quello del falco, che ha aiutato un suo simile colpito da tanta sventura. È il falco che dovevi imitare e non la civetta!». Dio è buon lavoratore, ma vuol essere aiutato. Da una leggenda nordafricana 3 A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS 14-05-2013 11:34 Pagina 3 eventi come realmente accaduti, il racconto si distacca nettamente dalla fiaba e si avvicina sensibilmente alla novella. MITO Dal greco mýthos (parola, discorso, racconto). Il mito è un racconto fantastico rivestito di sacralità, che dunque suppone una fede. Tramandato inizialmente in forma orale e solo in seguito fissato in scrittura, in genere ha come protagonisti esseri antropomorfi (uomini e donne singolari, eroi partecipi della divinità), si colloca in tempi primordiali e offre una descrizione di come fenomeni, culture, popoli, realtà esistenti abbiano avuto origine e si presentino tuttora con una data forma e determinate caratteristiche. Il mito è fondamento e parte integrante del mondo religioso di un popolo o di una cultura, e viene attualizzato nel rito, durante l’azione sacrale, divenendo elemento unificatore di un gruppo sociale. Riporta sempre al mondo delle origini non per soddisfare un interesse scientifico, ma per raccordare a una radice tutto ciò che nel presente può apparire privo di nesso, e dunque di senso. È un modo di spiegare la realtà e, attraverso il rito, di entrare a farne parte. L’indeterminatezza temporale, nella quale il mito si colloca, favorisce questa “attualizzazione”, dinamica essenziale in ogni azione di tipo sacrale. SAGA Dal norreno (antica lingua scandinava) Saga, nel significato di segja (dire, raccontare), tedesco sagen, inglese say. Racconto epico di ampio respiro, talvolta a fondo storico, talvolta interamente leggendario e fantastico, tipico delle antiche letterature nordiche. In senso più esteso: racconto epico delle gesta e delle vicende di un popolo, di una famiglia, di un clan. Sono storie eroiche che talora fondono insieme varie tradizioni, formatesi in epoche remote, inizialmente tramandate a viva voce, poi redatte in forma scritta, generalmente nei secoli X-XIV. FIABA La fiaba, dal latino fabula (derivato dal verbo deponente fari, parlare), è una narrazione medio-breve, di origine popolare, di solito in prosa, che ha per protagonisti esseri umani nelle cui vicende intervengono personaggi fantastici (orchi, fate, streghe, maghi, giganti, spiriti benefici e malefici). Di solito non ha finalità dichiaratamente moraleggiante o didascalica, ma di intrattenimento ricreativo ed infantile (anche se di gradito ascolto pure per gli adulti). Tra i caratteri identificativi della fiaba vi sono proprio la presenza dell’elemento prodigioso e magico; l’indeterminatezza di tempi e luoghi (c’era una volta… in un Paese lontano lontano…); l’assenza di una finalità moralistica evidente o addirittura dichiarata; il lieto fine; personaggi e vicende inverosimili; un linguaggio elementare e ripetitivo, tipico dei narratori popolari. Tramandate oralmente per lunghe generazioni, molte fiabe hanno cominciato a essere raccolte da ricercatori e scrittori dagli inizi del secolo XIX. FAVOLA Anche se le due parole “fiaba” e “favola” condividono un’identica etimologia (fabula per entrambe), il genere di narrazione tende a essere assai diverso. Si considera “favola” un bre- ANEDDOTO Dal greco anékdotos (inedito, non svelato). Breve informazione di carattere storico, ma fornita come marginale (quasi una curiosità), riguardante un evento di una certa rilevanza o un personaggio importante. In senso più ampio indica il riportare un fatto particolarmente stimolante o rivelatore, ma poco noto, della vita privata di qualcuno. ve racconto, in prosa o in versi, spesso di autore noto, che ha di solito protagonisti “antropomorfizzati”, cioè animali che incarnano caratteristiche umane, e ai quali l’autore conferisce la capacità di ragionare e parlare. Unitamente agli animali, interagiscono con gli uomini anche esseri inanimati, tutti portatori di comportamenti, qualità, vizi e difetti umani. A differenza della fiaba, la favola non contiene alcun elemento magico; la vicenda è semplice e concreta, aderente alla vita quotidiana (tanto che la favola è stata definita “metafora dell’esistenza”). Ha un linguaggio letterariamente più curato della fiaba; di solito presenta una finalità sapienziale e moralistica, spesso apertamente dichiarata. DETTO AFORISMA MASSIMA SENTENZA APOFTEGMA Frase breve ed incisiva che condensa, nello stile delle antiche locuzioni latine, un principio o una verità di carattere esistenziale, filosofico o morale da assumere come norma generale dell’agire. LEGGENDA La parola deriva dal latino legenda (“cose da leggere”), in riferimento alla vita di un santo o al racconto dei suoi miracoli, “da leggersi” specialmente in occasione della sua festa. In seguito la parola ha acquistato il senso più esteso di “racconto antico” dove l’elemento storico-reale e l’elemento fantastico vivono congiuntamente pur rimanendo distinti. La leggenda popolare non ha mai un solo autore, perché, appunto, nasce e si evolve progressivamente dal popolo, il quale tende a trasformare un fatto reale in un evento sempre più fantastico, cercando di integrare con l’immaginazione ciò che non riesce a sapere o a comprendere. In sintesi, per leggenda si intende qualsiasi racconto tradizionale, di argomento religioso o eroico, nel quale i fatti o i personaggi, sia immaginari, sia desunti dalla storia ma soggetti ad un’amplificazione fantastica, sono collegati con luoghi e tempi determinati. PARABOLA Dal latino parabola, a sua volta derivato dal verbo greco parabállo (“mettere a lato”, a confronto). Racconto ricco di immagini dal quale, per via di comparazioni, similitudini e allegorie, traspare una verità o un insegnamento morale o religioso. Attraverso un esempio si vuole illuminare una realtà specifica. PROVERBIO Breve motto di comune consenso e antica tradizione, che esprime, in forma stringata ed incisiva, spesso ritmica, un pensiero o, più spesso, una norma di vita. I proverbi sono massime che contengono norme, giudizi, consigli desunti dall’esperienza comune ed espressi in maniera sintetica, spesso in metafora. Essendo formulazioni di vasto patrimonio popolare, talvolta passano per proverbi anche diffusi luoghi comuni. La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore (LaoTzu). Non temere di percorrere una lunga strada, se sei diretto verso coloro che hanno qualcosa da insegnarti (Socrate). Se mi si chiedesse che cosa mi commuove di più al mondo, direi forse, che è il passaggio di Dio nel cuore degli uomini (Julien Green). Non esistono scoperte definitive, né reale progresso finché sulla Terra esisterà un bambino infelice (Albert Einstein). Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza (Hermann Hesse). La tempesta è capace di distruggere i fiori, ma non è capace di danneggiare i semi (Kahlil Gibran). Una giornata veramente perduta è quella in cui non hai sorriso (Nicolas Chamfort). Ad ogni tramonto, dall’altro versante corrisponde un’aurora (anonimo). Non tendere mai l’arco oltre la lunghezza delle braccia (anonimo). C’era un brigante che da molto tempo era ricercato. Un giorno si travestì e andò in città. Lì le guardie lo riconobbero e lo inseguirono. Il brigante riuscì a sfuggire e, di gran corsa, arrivò al palazzo del vescovo. Il portone era aperto: lui entrò nel cortile. Un servitore del vescovo gli domandò che cosa volesse. Il brigante non sapeva come rispondere, e disse a casaccio: «Devo parlare col vescovo». Il vescovo lo ricevette e gli domandò il motivo della visita. Quello rispose: «Sono un brigante, mi stanno inseguendo: nascondimi, o t’uccido». Il prelato rispose: «Io sono vecchio, non temo la morte: ma sento pietà di te. Va’ in quella stanza; sei stanco, riposa, e intanto io ti porterò da mangiare». Le guardie non si arrischiarono a entrare nel palazzo del vescovo, e il brigante rimase lì a passare la notte. Riposato che fu, il vescovo gli si avvicinò e gli disse: «Provo compassione nel vedere che hai freddo, hai fame, sei inseguito come un lupo; ma più di tutto mi fai pena per il tanto male che hai compiuto e per l’anima tua, che stai mandando in perdizione. Smetti di agire da malvagio!». Il brigante rispose: «No, ormai non posso più vincere l’abitudine di fare il male; da brigante ho vissuto e da brigante morrò». Il vescovo lo lasciò, spalancò tutte le porte e andò a dormire. Durante la notte il brigante s’alzò e si mise a girare per le stanze. Gli pareva incredibile che il vescovo non avesse rin- chiuso nessun oggetto, e avesse lasciato tutte le porte spalancate. Cominciò a guardare qua e là, che cosa potesse rubare. Vide un grosso candelabro d’argento e pensò: «Piglierò questo, che ha un buon valore: così me ne andrò di qui, e non starò ad ammazzare quel vecchio». E così fece. Le guardie non s’erano allontanate dal palazzo, e continuavano a far la posta al brigante. Appena questi uscì dal palazzo, lo circondarono, e gli trovarono indosso il candelabro. Il brigante provò a discolparsi, ma le guardie incalzarono: «Di tutti i delitti passati ti puoi scolpare, ma il furto di questo candelabro non puoi negarlo. Andiamo dal vescovo; lui ti smaschererà». Condussero il ladro alla presenza del vescovo, gli mostrarono il candelabro e gli domandarono: «È vostro questo oggetto?». Il vescovo rispose: «È mio». Il brigante taceva; i suoi occhi, come quelli d’un lupo, sfuggivano qua e là. Il vescovo non fece parola: andò nell’altra stanza, prese il candelabro rimasto, compagno di quello in mano alle guardie, lo diede al brigante e disse: «Ma perché, figlio mio, hai preso un candelabro solo? Eppure io te li avevo regalati tutti e due!». Il brigante scoppiò a piangere, e disse alle guardie: «Sono un ladro e un brigante: portatemi via!». E al vescovo: «Perdonami, in nome di Cristo, e prega Iddio per me». Racconto che Lev Tolstòj rielabora da Les Misérables di Victor Hugo NOVELLA La novella è una narrazione letteraria di non lungo respiro, per lo più in prosa, di un fatto in tutto o in parte storico (o anche del tutto immaginario, ma presentato con tratti realistici), che si propone di intrattenere e interessare gli ascoltatori o i lettori. Tra i caratteri identificativi della novella possiamo annoverare l’impronta nettamente realistica nei personaggi e nelle vicende, la finalità prevalentemente narrativa, l’aderenza alla vita quotidiana. La novella si caratterizza nei confronti del romanzo, oltre all’estensione dell’opera, per una struttura più semplice: mentre il romanzo organizza in unità molteplici vicende narrative, la novella normalmente si sviluppa sulla trama di un’unica azione conduttrice. La letteratura italiana è molto ricca di questo genere narrativo. RACCONTO Componimento narrativo in prosa, di contenuto fantastico o storico, di minore complessità ed estensione del romanzo, costituito da una vicenda unica e destinato ad una lettura ininterrotta. Solitamente chi si dedica a questo genere di narrativa pubblica congiuntamente più racconti come capitoli di un unico libro, ciascuno a senso compiuto, ma tutti legati da un filo conduttore comune. Per la caratteristica di presentare i personaggi come “veri” e gli Una mattina un pastorello conduceva al pascolo cento pecore. Alla svolta dei Tre Pini saltò fuori il lupo e, digrignando i denti, intimò: «O mi dai una pecora per colazione o faccio una strage e sbrano anche te!». Il pastorello, per prendere tempo, rispose: «Va bene: ti darò una pecora, ma voglio indicartela io. Prendi la sessantesima del gruppo, contando dall’ultima». Il lupo confessò: «Non so contare». «Allora», riprese il ragazzo, «prendi quella nera, che sta là, dietro quel cespuglio, a sinistra». Il lupo andò, ma dietro il cespuglio c’era il grosso mastino del pastore, il quale affrontò la belva ed ebbe la meglio. Il ragazzo accorse e, vedendo il lupo morente, gli disse: «Hai visto che cosa vuol dire non saper fare di conto? Se fossi andato a scuola da piccolo, questa disavventura non ti sarebbe capitata». Frattanto, in mezzo al gregge, una pecora bigia, la sessantesima a contare dall’ultima, borbottava per conto suo: «È proprio una fortuna che certe bestie, a questo mondo, non siano andate a scuola e non sappiano contare!». 4 A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:05 Pagina 1 Pesce fuggito non canta in padella. Carissimi amici coltivatori. Dopo il cammino percorso insieme al Poverello di Assisi, che ci ha accompagnato per tutto il 2013, entriamo nel nuovo anno senza dimenticare il suo messaggio. Egli, che si commuoveva di fronte alla vastità dell’Universo come dinanzi alle più umili creature, che si sentiva immerso tra le cose e le guardava con gli occhi stupiti dell’innocenza originale, e assaporava con gratitudine la stupenda e misteriosa esperienza della vita, ci possa ridare la capacità di stupirci e di commuoverci davanti ad un cielo stellato come davanti ad un filo d’erba, e di guardare ogni creatura con gli occhi della bontà e della pace. Con questo pensiero voglio augurarvi un felice e santo Anno Nuovo. LAVORI DEL MESE. Gennaio è un mese di relativa calma, che vi permette di preparare i terreni per le nuove colture, concimandoli e lavorandoli all’asciutto. Preparate i terricci per le semine e le rinvasature (confrontare il nostro volume: L’Orticello di Casa, pagg. 22-35). Disinfettate le piante da frutto (prugni, meli, peri, albicocchi, peschi) spalmando sul fusto e sui rami principali poltiglia bordolese, o solfato di ferro, o calce idrata. Continuate l’imbianchimento di scarole e radicchi. Cominciate a prelevare le marze per gli innesti riponendole sotto sabbia in ambiente freddo e buio, o in frigorifero dentro una busta di plastica ben chiusa. Tenete d’occhio sementi e bulbi messi da parte per le nuove colture, e le conserve riposte in magazzino. Mettete a punto attrezzature, impianti di sostegno e coperture. VIGNA E CANTINA. Controllate il nuovo vino, rimboccando, se necessario, i contenitori. Se non avete fatto il primo cambio del vino, provvedete quanto prima. Eseguite la prova all’aria per verificare la tenuta del colore. Mantenete in cantina una temperatura non superiore ai 18°C. Giorni adatti per i travasi: dal 16 al 30 del mese. Per saperne di più su questo argomento richiedeteci il libro Vigna, Vino e Cantina (per ordinarlo vedere alla pagina 19 di questo Calendario). Il grande filosofo Russell, famoso anche per la sua scarsissima avvenenza fisica, incontrò un giorno un’attricetta molto bella, ma notoriamente corta di mente: «Professore, da tempo coltivo un sogno... poter avere un figlio da lei. Pensi, un bambino con la mia bellezza e con la sua intelligenza!». Russell, divertito, rispose: «E pensi se venisse con la mia bellezza e la sua intelligenza!». Uomini da dimenticare - Due amiche al telefono: «Finalmente, dopo tre anni che stiamo insieme, Massimo mi ha parlato di matrimonio!» - «Davvero? E cosa ti ha detto?» - «Che sua moglie si chiama Laura e hanno due bimbi...». ALIMENTI CONSERVATI - Quando acquistate alimenti conservati, dovrete prestare un po’ di attenzione. Se il prodotto è conservato in contenitori di latta, osservate bene che non ci siano gonfiori né sul fondo né sul coperchio: essi sono, infatti, spia di un processo di fermentazione, con conseguente alterazione del prodotto; accertatevi poi che non ci siano tracce di ruggine, poiché anche l’ossidazione del metallo provoca l’alterazione del contenuto. Se i recipienti sono in vetro, controllate che non siano esposti alla luce solare diretta, o che non lo siano stati: potrete verificarlo osservando bene il colore dell’alimento, che in quel caso risulterebbe alterato. Per i congelati o surgelati, la corretta conservazione dipende dal rispetto della cosiddetta “catena del freddo”: a ogni passaggio, lungo la strada della commercializzazione, il prodotto non deve mai sostare in ambienti che superino i -18°C. Naturalmente non è il consumatore che può controllare il rispetto di questa prescrizione; però si può facilmente verificare che gli involucri contenenti i prodotti surgelati siano integri, e che vengano tolti dal freezer che li contiene solo al momento dell’acquisto. È vero che la strada di una donna di qualità è cosparsa di fiori; ma essi spuntano dietro non dinanzi ai suoi passi (John Ruskin). Paese che vai... - Medico giapponese: «Ma che magnifico colorito giallo abbiamo oggi!». Secondo la fisica, la resilienza è la proprietà che hanno i materiali, dopo uno choc meccanico, di tornare alla forma iniziale. Riferito a un intero ecosistema, il termine indica la sua capacità di rientrare in uno stato simile a quello originario dopo aver subito uno stress di tipo antropico (inquinamento, disboscamento, utilizzo improprio) o di tipo naturale (un evento atmosferico, una frana, un incendio...). In medicina i malati resilienti sono coloro che, dinanzi a diagnosi pesantemente infauste, riescono - contro ogni previsione - a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere risultati clinici importanti. Al grido di battaglia: “Tutto ciò che non mi fa morire mi rende più forte”, in Italia sono migliaia le persone che riescono a reagire, a ritagliarsi spicchi di vita vera dopo aver visto da vicino il punto di non ritorno. Un plauso ai medici che li sanno guidare in questo atteggiamento mentale assolutamente vincente. I SANTI E LE ROSE - La tradizione e l’iconografia religiosa ci consegnano numerosi episodi di vite di santi legate alla regina dei fiori: la Rosa. Narra ad esempio il biografo che la beata Colomba da Rieti, ormai sul letto di morte, chiese di essere adornata da una corona di rose: «Fatemi bella per il Signore!». È noto l’episodio di santa Rita da Cascia che in pieno inverno manda a cogliere due rose nel suo giardino di Roccaporena. E san Francesco che, assalito da una tentazione notturna, non esitò a gettarsi nudo dentro un cespuglio di rose pungenti, che subito si trasformò in un roseto senza spine; se ne trova ancora traccia in Santa Maria degli Angeli. Santa Elisabetta d’Ungheria (1207 - 1231) aveva una particolare predilezione per i poveri, che sostenne con mezzi personali e pubblici, spesso contro la volontà dei grandi del suo regno. Un giorno venne sorpresa mentre usciva recando sotto il mantello una cesta di pane per i poveri. Invitata perentoriamente a mostrare cosa nascondesse, la Santa aprì il mantello ed apparve un cesto di bellissime rose. Episodi analoghi si ricordano anche di santa Zita e santa Rosa da Viterbo. Quando i discendenti di Noè popolarono la Terra, tutti i popoli usavano lo stesso linguaggio. Ora, quando gli uomini emigrarono in cerca di altre terre, trovarono una pianura fertile e ben irrigata nella regione di Sennaar posta tra il Tigri e l’Eufrate; e si stabilirono lì. E si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamo dei mattoni e cuociamoli al fuoco». Poi dissero: «Venite, costruiamo una città, ed una torre che possa stare di fronte al cielo. Facciamoci conoscere con un’opera che dimostri la nostra potenza, per non disperderci su tutta la terra». Il Signore scese per vedere la città e la torre costruite dai figli dell’uomo e disse: «Essi sono un solo popolo ed hanno una sola lingua. Questa è la loro prima opera e ora riusciranno a realizzare ogni loro progetto. Non avranno più limiti nel fare tutti insieme, deboli e sprovveduti come sono, altre opere di orgoglio. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non si comprendano più l’un l’altro». Così il Signore li disperse da quel luogo su tutta la faccia della Terra, ed essi cessarono di costruire la città, che si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la Terra e là disperse i popoli su tutta la Terra. (Dalla Bibbia) PENSIERO SPIRITUALE Quando ci sentiamo stanchi per aver lavorato sodo, ringraziamo il Signore e pensiamo quanto è terribile la “stanchezza” di chi non fa nulla; stanchezza che può portare dalla noia al disgusto, fino alla soglia della disperazione. OLTRE LE NUVOLE. Le stelle sono enormi corpi di gas incandescenti che variano per forma, dimensioni e colori a seconda delle condizioni in cui si sono generate. Il Sole, ad esempio, è una stella relativamente piccola e stabile. All’inizio era una gigantesca nube di gas e polvere (la cosiddetta “nebulosa solare”) che “galleggiava” nello spazio. L’esplosione di una stella giunta alla fine della sua vita generò dei contraccolpi che scossero l’equilibrio della nebulosa, la quale iniziò a collassare fino a un’esplosione nucleare che generò il Sole. Le nubi di gas che possono dare origine a nuove stelle si formano in seguito all’esplosione di altre stelle che hanno completato il proprio ciclo di vita lanciando nello spazio il proprio contenuto. È come se rinascessero dalle proprie ceneri… Non bisogna pensare che la nascita di una stella sia un evento raro. Nella Via Lattea, ad esempio, si stima che ne nasca una all’anno: e si pensi che essa è una galassia di medie dimensioni. Immaginando che ogni galassia veda la nascita di una nuova stella ogni anno e sapendo che nell’universo conosciuto ci sono circa 100 miliardi di galassie, possiamo calcolare che si generano almeno 100 miliardi di nuove stelle all’anno, cioè 274 milioni al giorno! Il Sole è composto quasi totalmente da idrogeno, che viene convertito in elio tramite reazioni di fusione nucleare a milioni di gradi centigradi. POSIZIONI PLANETARIE. Il 20 del mese a h. 0.51 il Sole entra in Acquario. Il giorno 11 Mercurio entra in Acquario e poi il 31 in Pesci. Venere rimane in Capricorno, Marte in Bilancia, Giove è retrogrado in Cancro, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete, Nettuno in Pesci. SOLE 1° Gennaio Leva ore 7.40 Tramonta ore 16.45 15 Gennaio Leva ore 7.37 Tramonta ore 16.59 1 M 쐞 2 G 3 V 4 S 5 D 6 L 7 M 킌 8 M 9 G 10 V 11 S 12 D 13 L 14 M 15 M 쐠 16 G 17 V 18 S 19 D 20 L 21 M 22 M 23 G 쐡 24 V 25 S 26 D 27 L Le vittorie hanno tanti padri, ma le sconfitte sono sempre figlie di NN. Se ti senti interpellare con la frase tanto logora quanto abusata: «Amico, tu che sei una persona intelligente...», stai attento al sottinteso: «...quindi la devi pensare come me!». Prima, seconda o terza, non c’è Repubblica che tenga. Certi soggetti rimangono sempre a galla: abbassati giunco, che passa la piena! Perché i bambini il primo giorno di scuola piangono? Perché è troppo distante dall’ultimo! 28 M 29 M 쐞 30 G 31 V Nel Nome Santo di Gesù. Amen! .......................................... CAPODANNO SANTA MADRE di DIO Luna Nuova a h. 12.14 - [Luna di Gennaio] Giornata della Pace Abbondanti nevicate, specie in alta quota. Ss. Basilio Magno e Gregorio N. vv. dott. .......................................... Anche un viaggio di mille leghe comincia con un passo SS. Nome di Gesù – S. Geneviève vr. 1° Ven. .......................................... Gennaio forte lo teme il vecchio come la morte B. Angela da Foligno fr. – Ss. Ermete e Caio mm. 1° Sab. .......................................... La pulce nella farina si crede mugnaio .......................................... S. EDOARDO III re B. Maria Repetto vr. Al povero ogni vestito è buono .......................................... EPIFANIA del SIGNORE I Ss. Re Magi L’Epifania ogni festa porta via Giornata dell’Infanzia Missionaria S. Raimondo di Peñafort – S. Luciano m. .......................................... Finita la festa - gabbato lo santo Festa del Tricolore S. Massimo di Pavia v. – S. Erardo v. – S. Nathalan v. .......................................... Primo Quarto a h. 04.39 - Giornate serene con forti gelate su gran parte del nostro Paese S. Marcellino di Ancona v. – S. Fillano ab. .......................................... Prosperità umana - sospetta e vana S. Milziade p. – B. Marchesina Luzi vr. m. – S. Domiziano v. .......................................... Chi assai promette presto si pente S. Igino p. – S. Leucio v. – S. Onorata di Pavia vr. .......................................... Disse il sorcio alla noce: «Dammi tempo che ti buco» .......................................... BATTESIMO di GESÙ S. Bernardo fr. Impara in gioventù e saprai in vecchiaia S. Ilario di Poitiers v. dott. – S. Goffredo .......................................... Tante teste - tanti tribunali S. Potito m. – B. Odorico da Pordenone fr. .......................................... Chi è abituato al bene - stenta ad abituarsi al male S. Mauro ab. – B. Angelo er. – S. Ita (Ida) vr. .......................................... Chi s’ingegnò riuscì a sfangarla Ss. Berardo e C. fr. mm. – B. Giuseppe Tovini fr. .......................................... Luna Piena a h. 05.52 Neve alternata a pioggia per frequenti sbalzi termici S. Antonio ab. – S. Roselina vr. – B. Eufemia Domitilla .......................................... La nobiltà poco si apprezza se vi manca la ricchezza S. Margherita d’Ungheria – B. Beatrice d’Este .......................................... Sacco vuoto non sta in piedi Ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani .......................................... 2a p.a. S. MACARIO il Grande ab. S. Catello v. Gioventù dura poco - quando le si dà fuoco Ss. Fabiano p. e Sebastiano mm. .......................................... Il Sole entra in Acquario a h. 00.51 S. Agnese vr. m. – S. Epifanio v. – B. Cristiana .......................................... È quando fa buio che vedi le stelle S. Vincenzo diac. m. – S. Caterina Volpicelli .......................................... Chi soverchio spende la povertà lo attende S. Agatangelo m. – S. Emerenziana vr. m. .......................................... Parla poco e ascolta assai - che giammai ti pentirai S. Francesco di Sales v. dott. – S. Vera vr. .......................................... Ultimo Quarto a h. 06.19 - Breve ritorno di cielo sereno che porta con sé brinate notturne e nebbie nelle valli Conversione di s. Paolo ap. – B. Teresa ved. .......................................... Chi raccoglie tante ricchezze raccoglie anche tanti parenti .......................................... 3a p.a. Ss. TITO e TIMOTEO vv. S. Agostino v. Cuor contento non sente stento Giornata mondiale dei Lebbrosi S. Angela Merici vr. – Rosalia du Verdier vr. m. .......................................... Lunga barba non fa saggezza Giorno della Memoria S. Tommaso d’Aquino dott. – B. Olimpia m. .......................................... Il primo grado di pazzia è il sentirsi savio S. Costanzo v. m. – B. Villana – S. Sabrina vr. .......................................... A barba bianca - succo di botte S. Giacinta de Marescotti fr. – S. Mattia v. .......................................... Luna Nuova a h. 22.38 - [Luna di Febbraio] Correnti da Nord-Est con giornate serene e fredde .......................................... S. Giovanni Bosco – S. Gimignano v. – S. Ciro m. Tre buone cose vuole il campo: buon lavoratore, buon seme, buon tempo FENOMENI CELESTI: Mercurio tramonta dopo il Sole rendendosi visibile nella seconda e terza decade del mese. Venere è visibile all’alba, sempre meglio dalla metà del mese in poi. Marte è osservabile nella seconda parte della notte. Giove è nelle migliori condizioni di visibilità essendo passato in opposizione al Sole il giorno 5. Saturno è visibile poco tempo prima dell’alba. MACCHIE SOLARI: numero di macchie solari in lieve ma regolare aumento fino al prossimo mese di Aprile. TEMPESTE MAGNETICHE: il flusso di attività magnetica è anch’esso linearmente costante. GIORNATE FAVOREVOLI: tutte nel periodo, in quanto non si prevedono intervalli temporali di evidente criticità. Dalla Bisaccia di Frate Indovino TOZZETTI (O CANTUCCINI). Ingredienti: un kg di farina - 200 gr di olio (extravergine di oliva) - 400 gr di zucchero - 6 uova - 400 gr di mandorle dolci, intere, sbucciate - buccia grattugiata di un limone non trattato - 2 cucchiai di mistrà - 100 gr di semi di anice (a piacere) - lievito in polvere per dolci - Procedimento: impastate con la farina il burro, le uova, lo zucchero, il mistrà e le mandorle - Unite la buccia di limone, (se volete, i semi di anice) e, da ultimo, il lievito - Fate con l’impasto ben amalgamato delle filette un po’ schiacciate (larghe circa 8 cm e spesse circa 2,5 cm) Mettetele in forno caldo a 180°C per circa mezz’ora. Quando avranno preso un bel colore toglietele dal forno, fatele raffreddare e tagliatele a strisce trasversali rimettendo poi in forno per qualche minuto, finché i tozzetti saranno tostati anche lateralmente. 5 La vecchia e gloriosa Europa, nonostante le migliaia di anni di esperienze e di amare lezioni, stenterà a mantenere il suo ruolo culturale e di civiltà. Tra rivalità e gretti nazionalismi, i piccoli e ottusi uomini alla guida ne ostacoleranno la rinascita. Le associazioni dei maghi e delle fattucchiere si mostreranno oltremodo indignate di essere state accomunate agli economisti. Ci rendiamo conto, in effetti, che il paragone è stato per loro infamante. Il saggio dice: “Quando siete a un tavolo da poker e dopo venti minuti non avete ancora capito chi è il pollo, vuol dire che il pollo siete voi” (Warren Buffett). AGLIO COMUNE (Allium sativum) - Pianta erbacea della famiglia delle Liliacee, originaria dell’Asia Centrale. Usato ampiamente in cucina e nella medicina popolare come antisettico e vermifugo, gli sono riconosciute spiccate qualità antiaggreganti piastriniche e antiossidanti. È attivo contro il colesterolo e i trigliceridi, contro l’aterosclerosi e l’ipertensione. Sviluppa anche un’azione antimicotica ed antibatterica. Si raccomanda un uso moderato a soggetti con problemi gastrointestinali, e in associazione con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, perché ne potenzia l’effetto. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 28-05-2013 8:49 Pagina 2 Lascia che l’acqua scenda e il fumo salga. LAVORI DEL MESE. Continuate a preparare terreni e terricci per le nuove semine. Controllate sementi e conserve messe da parte. Tempo permettendo, iniziate la potatura di viti ed alberi da frutto. Mettete da parte le marze per gli innesti. Lavorate ai nuovi impianti ponendo a dimora alberi da frutto e da giardino. ORTO. Fate attenzione a non mettere le stesse colture nelle stesse aiuole dell’anno precedente (principio della rotazione delle colture). Ridate terra a cipolle, agli, fave e piselli seminati in autunno. Vigilate sui ritorni di freddo tenendovi pronti a coprire le colture in pericolo. Semine in ambiente protetto: lattughe, radicchi, indivie e cicorie; prezzemolo, erbe aromatiche, basilico; bieta da taglio, cavoli estivi; peperoni, melanzane, pomodori. Semine in terreno aperto: piselli, fave, aglio, cipolle; spinaci, asparagi, agretti, ravanelli. GIARDINO. Non dimenticate i vasi di appartamento messi a svernare, innaffiando e concimando regolarmente. Praticate una potatura di sfoltimento agli arbusti da giardino e date una sistemata alle siepi. Interrate le bulbose a fioritura estiva. Mettete a dimora le rampicanti annuali. Fate talee e moltiplicate per divisione delle ceppaie piante officinali e ornamentali. Recidete i vecchi gerani a dieci cm dal colletto. VIGNA E CANTINA. Terminate la messa a punto degli impianti di sostegno. Procedete ai nuovi impianti. Cominciate la potatura. Concimate. Controllate i recipienti vinari e rimboccate se necessario. Fate i travasi a Luna vecchia; giorni utili: dal 15 al 28 del mese. I vini frizzanti, invece, travasateli a Luna nuova. SOLE 1° Febbraio Leva ore 7.24 Tramonta ore 17.21 15 Febbraio Leva ore 7.07 Tramonta ore 17.39 1 S S. Brigida bd. – S. Verdiana vr. – S. Orso d’Aosta 1° Sab. .......................................... Febbraio è d’ogni mese - il più corto e il men cortese 2 D 4a p.a. PRESENT. di Gesù al Tempio La roba ruba l’anima Candelora .......................................... Giornata per la vita consacrata 3 L S. Oscar (Ansgario) v. – S. Biagio v. Chi apprezza ciò che costa - non butta via la crosta .......................................... 4 M S. Giuseppe da Leonessa fr. – S. Rabano Mauro ab. .......................................... I corvi vanno a schiera - l’aquila va da sola 5 M S. Agata vr. m. – S. Alice di Vilich bd. – S. Saba Chi ha volontà - non teme povertà .......................................... 6 G Ss. Paolo Miki e C. mm. – S. Amando v. .......................................... Primo Quarto a h. 20.22 - La temperatura tende leggermente a salire - Nebbie persistenti nelle vallate interne 킌 7 V S. Egidio Maria fr. – B. Rizziero fr. 1° Ven. .......................................... Quel che risparmia la moglie vale quel che guadagna il marito 8 S S. Girolamo Emiliani – S. Giuseppina Bakhita vr. .......................................... Osserva il tempo presente - ma medita sul passato 9 D 5a p.a. S. APOLLONIA vr. m. S. Sabino v. .......................................... Le campane si capiscon dal suonare - il dotto si conosce dal parlare 10 L S. Scolastica vr. – S. Guglielmo er. – S. Silvano v. 11 M B. V. M. di Lourdes – S. Pedro m. – S. Pasquale I p. .......................................... Giornata del Malato Patti Lateranensi Chi offre amore amore raccoglierà 12 M .......................................... Giorno del ricordo Il male si capisce quando è fatto Ss. Martiri di Abitene – S. Benedetto d’Aniane ab. .......................................... La storia è maestra della vita - peccato che abbia pochi discepoli 13 G S. Simeone Stefano re – Ss. Fosca e Maura mm. .......................................... Dalla casa si conosce il padrone 14 V Ss. Cirillo e Metodio patr. d’Europa – S. Valentino v. La compagnia delle persone oneste è un tesoro 15 S 16 D Ss. Faustino e Giovíta mm. – S. Giorgia vr. 6a p.a. S. GIULIANA vr. m. .......................................... B. Filippa Mareri vr. .......................................... Oggi si perde, domani si guadagna, un giorno di miseria, un giorno di cuccagna 17 L S. Mesrop – Ss. Sette Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria .......................................... È nulla ogni fortuna, ogni desio, se non comincia e non finisce in Dio 18 M S. Francesco Régis m. – S. Geltrude Comensoli vr. .......................................... Il Sole entra in Pesci a h. 18.59 19 M S. Corrado Confalonieri er. – B. Alvaro 20 G S. Leone v. – S. Ulrico er. – S. Eleuterio v. – S. Zenobio m. .......................................... Pesci e notizie - se non son freschi non son buoni .......................................... Non tutti possono essere ricchi - ma tutti possono essere onesti 21 V S. Pier Damiani v. dott. – S. Eleonora reg. .......................................... La pace fiorisce dove c’è giustizia 22 S S. Margherita di Cortona fr. – Cattedra di san Pietro .......................................... Ultimo Quarto a h. 18.15 Cieli coperti con neve sulle vette di Alpi ed Appennini 쐡 23 D 7a p.a. S. POLICARPO v. m. PENSIERO SPIRITUALE Quando si chiude la giornata può sorgere in noi la presunzione di aver fatto tutto il nostro dovere. Ricordiamoci delle parole del Vangelo: «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili”» (Lc 17,10). Festa dei Fidanzati Luna Piena a h. 00.53 - Correnti di Ponente porteranno piogge accompagnate da sbalzi climatici 쐠 .......................................... C’era una volta un mandarino cinese che, giunto al momento di passare a miglior vita, chiese ed ottenne di poter visitare le due dimore eterne: l’Inferno e il Paradiso. Fu accompagnato così al soggiorno dei dannati e vide un immenso prato verde disseminato di tavole imbandite, al centro delle quali svettavano vassoi colmi di riso; e attorno alle mense i dannati, forniti dei tradizionali bastoncini che i cinesi usano per mangiare. Solo che qui erano lunghi due metri e potevano essere impugnati soltanto alle estremità. Se usati con molta accortezza, potevano permettere di racimolare qualche acino di riso, ma portarlo poi alla bocca era un’impresa impossibile. Così i commensali, affamati, disperati, furibondi gli uni contro gli altri, erano condannati a dibattersi nell’eterno tormento dei morsi della fame, pur in mezzo a tanto ben di Dio. Colpito da quello spettacolo di rabbiosa inedia nell’abbondanza, il mandarino proseguì il suo viaggio ed arrivò nel soggiorno dei beati. Anche qui un immenso prato verde disseminato di tavole imbandite, con al centro grandi vassoi colmi di riso. Attorno alle mense, anche i beati avevano in mano bastoncini lunghi due metri, che si potevano impugnare solo alle estremità. Ma qui ogni commensale, anziché affannarsi in contorcimenti indicibili per imboccare se stesso, con estrema naturalezza, offriva il cibo al commensale che gli stava di fronte. Così tutti potevano mangiare a sazietà, davvero beati, in un’atmosfera di perenne amore. (Da una novella cinese) S. Romana .......................................... Chi ben comanda sarà obbedito 24 L S. Etelberto re – B. Giuseppa Naval vr. – B. Berta bd. L’uomo fa il luogo e il luogo fa l’uomo .......................................... 25 M S. Callisto m. – S. Luigi v. m. – S. Nestore v. m. Chi opera secondo la legge non teme castigo .......................................... 26 M S. Alessandro Pat. – S. Paola vr. – S. Faustiniano v. .......................................... OLTRE LE NUVOLE. Creare una mappatura delle superfici dei vari pianeti rappresenta un’attività piuttosto complessa che richiede l’uso di particolari tecnologie. La cartografia radar, ad esempio, è il sistema utilizzato dalla sonda Magellano per mappare la superficie di Venere. Questa tecnica consiste nell’inviare onde radio verso il pianeta e misurare il tempo necessario per il ritorno dell’eco. Dato che i rilievi montuosi inviano l’eco in minor tempo rispetto alle zone più basse, è stato possibile creare una cartografia piuttosto precisa scandagliando la superficie del pianeta. La sonda Magellano fu lanciata nel maggio 1989 e arrivò nei pressi del pianeta Venere nell’agosto 1990. L’uso della tecnologia radar si rese necessario poiché la fitta e densa atmosfera che circonda il pianeta avrebbe impedito alle normali attrezzature di raggiungere la superficie per analizzarla. La successiva elaborazione dei dati operata da potentissimi computer sulla Terra ha consentito di realizzare immagini tridimensionali molto suggestive. POSIZIONI PLANETARIE. Il 18 a h. 18.59 il Sole entra in Pesci. Il giorno 13 Mercurio entra in Acquario. Venere rimane in Capricorno. Marte è in Bilancia. Giove continua a muoversi di moto retrogrado in Cancro, Saturno si mantiene in Scorpione, Urano in Ariete, Nettuno in Pesci. Chi non rispetta se stesso non rispetta nemmeno gli amici 27 G S. Gabriele dell’Addolorata – B. Francesca Anna vr. Dove non c’è malizia - non c’è peccato 28 V Giovedì grasso B. Daniele Alessio – S. Romano ab. – B. Timoteo fr. m. .......................................... È meglio far la storia che scriverla FENOMENI CELESTI: Mercurio si perde nei bagliori del tramonto ad inizio mese per tornare visibile all’alba alla fine del mese. Venere è visibile all’alba, Marte nella seconda parte della notte. Giove è visibile per quasi tutta la notte. Saturno si rende visibile per alcune ore prima dell’alba, sorgendo intorno a h. 02.00 ad inizio mese ed anticipando sempre più la sua levata. MACCHIE SOLARI: nella prima metà del mese, lieve incremento nel numero prevedibile. TEMPESTE MAGNETICHE: soprattutto nella seconda e terza decade. GIORNATE FAVOREVOLI: per organismi particolarmente predisposti sono possibili lievi variazioni di umore. Emergeranno ancora ruberie d’ogni genere, corruzione, evasione fiscale, clientelismo e raccomandazioni. Inutile sarà invocare legislazioni, che prevedono il taglio della mano destra per i ladri. Chi ha il “vizietto” del furto continuerebbe imperterrito con la mano che gli resta! Un piccolo errore talvolta risparmia quintali di spiegazioni (Saki). La tranquillità è il primo dovere del cittadino (Schulenburg-Kehnert). Il saggio dice: “Radersi con l’acqua fredda non renderà i soldati migliori” (Dal film “Quella sporca dozzina”). Chi è amato non conosce morte, poiché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina. Chi ama non conosce morte, poiché l’amore fa rinascere la vita nella divinità (Emily Dickinson). BARDANA (Arctium lappa) - Erba biennale della famiglia delle Asteraceae, dalle grosse radici con foglie ovali e fusto alto fino ad un metro. Vegetale già conosciuto nella medicina popolare come ottimo diuretico, era utilizzato contro la gotta, contro i calcoli biliari e renali e come antireumatico. La Bardana era impiegata anche in forma di cataplasma per guarire eczemi, ulcere e ferite. Si riteneva efficace come stimolatrice di succhi gastrici e biliari, e quindi come regolatrice dell’intestino. Gli esperti, oggi, le riconoscono eminenti proprietà antiuricemiche, antinfiammatorie e antiossidanti. Sviluppa anche un’azione antiglicemica ed epato-protettiva. È efficace pure nei confronti dell’acne e di altre dermopatie. Nell’uso offre un’alta tollerabilità. Pensierini sull’Italia: L’Italia è un Paese attraversato da montagne di debiti, e circondato da un mare di grattacapi. - È una Repubblica fondata su un sistema che non mi ricordo come si chiama, ma fa rima con spintarelle e bustarelle. - Vi proliferano molte forme di pubbliche mangiatoie. - Agli italiani piace molto vivere nel caos originario, esistente prima della Creazione: la ragione è sempre di chi strilla più forte, per cui qualcuno ha pensato di fare capitale d’Italia Chiasso, non sapendo che è una città straniera. - L’occupazione principale degli italiani di oggi è quella di stringere i buchi della cintura. Dalla Bisaccia di Frate Indovino CHIACCHIERE. Ingredienti: 500 gr di farina - 2 uova - 100 gr di zucchero - 2 cucchiai di olio extravergine di oliva - un bicchierino di brandy (o rum) - un odore di vaniglia - Procedimento: impastate tutti gli ingredienti amalgamando bene - Tirate l’impasto con il matterello fino ad avere una sfoglia di 2 mm circa di spessore - Tagliate a fantasia (a strisce, quadratini, rombi, ...) la sfoglia e friggete - Appena saranno indorate disponetele su un vassoio spolverizzando con zucchero a velo e, a piacere, miele e alchermes - Ricordatevi di mangiarle facendo... molte chiacchiere! 7 Nella capitale d’Egitto c’erano tre negozi situati uno accanto all’altro, che si aprivano su una piazza della città e vendevano più o meno le stesse cianfrusaglie. Quello di sinistra apparteneva a un palestinese, quello al centro a un ebreo, quello di destra a un egiziano. Gli affari non andavano molto bene e ognuno di loro pensava come poter migliorare. Una mattina arrivò il palestinese e affisse sulla porta del proprio negozio un cartello con la scritta: “SALDI”. Arrivò l’egiziano, lesse e appese sulla propria porta un cartello a caratteri più grandi: “SALDI ECCEZIONALI”. Da ultimo arrivò l’ebreo, esaminò la situazione e scrisse sulla propria porta: “ENTRATA PRINCIPALE”. Favole dei nostri tempi - Lui: «Tesoro... Mi dai un bacio?» - Lei: «Cos’è, vuoi diventare principe?!». BARDARE (verbi in cucina) - Questo termine, ormai passato quasi interamente alla gastronomia, nasce dall’arabo barda’a, sottosella per rivestire il dorso degli animali alleviando il contatto di sella o basto. Anticamente, bardare un cavallo significava munirlo degli appropriati finimenti. In cucina “bardare” indica l’espediente di avvolgere con fette di lardo, pancetta o prosciutto grasso, i cibi da cuocere. Si usa la bardatura soprattutto per le carni magre e la selvaggina: ha la duplice funzione di proteggere i tessuti da bruciature durante la cottura (soprattutto gli arrosti) e di conferire sapore. CONSIGLI. Se volete un arrosto croccante, levate la bardatura poco prima di togliere dal forno o dal fuoco. Non fissate le fettine del grasso con gli stecchini: mentre il preparato sta cuocendo il suo grasso potrebbe ritirarsi, e quindi la bardatura risulterebbe a rischio di caduta. Altre preziose indicazioni nel nostro nuovo libro “In Cucina non tutti sanno che...”; maggiori dettagli alla pag. 19 di questo Calendario. La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo (William Ross Wallace). Colpi di sonno - «Dottore, mi si addormenta spesso la gamba». Il dottore visita, ma non trova niente: «Stia tranquillo, non è nulla». - «Sì, ma che faccio quando si mette a russare?». Nuove ricerche condotte presso il Columbia University Medical Center di New York confermano i vantaggi evidenti di integrare la dieta alimentare con pesce, ricco dei cosiddetti omega-3. Questi sono una categoria di acidi grassi essenziali presenti nelle membrane cellulari, di cui curano l’integrità. Gli studi hanno confermato che i livelli di beta-amiloide (proteina che in dosi anomale è considerata un rivelatore del rischio di Alzheimer) sono risultati tanto più bassi quanto maggiore era stato il consumo di omega-3 assunti - tra l’altro - tramite pesce, pollo ed anche frutta secca a guscio. Un grammo di questi acidi grassi (la dose che si trova in 50 gr di salmone) induce a livello ematico un calo del 20-30% di beta-amiloide, potenzialmente tossica per i neuroni e in grado di concorrere alla formazione delle cosiddette “placche senili” colpevoli di danni alla memoria e alle capacità cognitive e apripista a quelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer cui sopra si è accennato. IL GIGLIO DI SAN GIUSEPPE Il Giglio era considerato nell’antichità un simbolo di fecondità (si pensi che un solo bulbo può produrre sino a 50 bulbilli). Nel corso dei secoli, sia per il suo profumo, sia per il suo candore, è divenuto il simbolo della purezza, dell’integrità e della castità. Una leggenda che si ricollega al Protovangelo di Giacomo (scritto apocrifo del Nuovo Testamento), poi ripresa da altri testi con numerose varianti, racconta che Maria di Nazareth, nata per intervento prodigioso di Dio, all’età di tre anni venne portata nel tempio ed affidata in custodia ai sacerdoti che officiavano la Casa di Dio. All’età di dodici anni, secondo le tradizioni del tempo, si dovette pensare per lei ad un futuro sposo. Il sommo sacerdote Zaccaria ricevette ordine da un angelo di radunare tutti gli uomini vedovi del popolo, tra i quali il Signore avrebbe scelto lo sposo per la giovane: «Ognuno porti un bastone e il Signore, nella Sua bontà, saprà rivelarci l’eletto». Nel giorno stabilito tutti si recarono al tempio. Il sacerdote prese i bastoni di ciascuno ed entrò nel tempio per pregare alla presenza del Signore. Terminata l’orazione uscì di nuovo e riconsegnò a ciascuno il proprio bastone. Quando Giuseppe allungò la mano per prendersi il proprio, dall’estremità dell’impugnatura fiorì prodigiosamente un bellissimo giglio. Allora il sacerdote Zaccaria disse a Giuseppe: «Ecco, il Signore ha prescelto te a ricevere in custodia la giovane Maria». A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:07 Pagina 3 Quando l’acqua è poca la papera non galleggia. LAVORI DEL MESE. Concludete la messa a dimora degli arbusti da giardino e degli alberi da frutto. Ultimate la potatura prima della schiusa delle nuove gemme. Eseguite regolarmente i trattamenti pre e post-floreali. Procurate di fare gli innesti nel momento giusto, cioè quando le gemme della pianta madre cominciano a gonfiarsi. Continuate a preparare il terreno per le nuove semine arando e concimando. ORTO. Nelle ore più calde date aria alle coltivazioni al coperto. Concimate e date terra alle asparagiaie. Scarducciate i carciofi. Continuate a moltiplicare per divisione delle ceppaie le piante aromatiche e officinali. Iniziate a seminare le patate, ma fate attenzione a possibili brinate. Rincalzate piselli e fave. Interrate le piantine di fragole. Semine in ambiente protetto: meloni, cetrioli, cocomeri, zucchine, fagiolini precoci; melanzane, peperoni, pomodori; lattughe di tutte le varietà; rucola, sedano, basilico. Semine in terreno aperto: indivie, lattughe, prezzemolo, spinaci, carote, bieta da orto; aglio, cipolla, porro, scalogno; cavoli estivi; ravanelli, asparagi, agretti. GIARDINO. Cominciate a togliere la protezione alle piante in vaso da portare all’aperto, se necessario svasandole e rinvasandole. Potate i rosai e gli arbusti sfioriti. Recidete i gerani a dieci cm dal colletto. Terminate la messa a dimora di arbusti e piante da giardino. Eliminate i fiori appassiti delle bulbose precoci e interrate quelle a fioritura estiva. Lasciate acclimatare le nuove piantine prima della messa a dimora. Fate talee e margotte. VIGNA E CANTINA. Vangate (o arate) la vigna dopo averla concimata. Ultimate la potatura e l’impianto di nuove viti. Praticate gli innesti. Date aria alla cantina. Controllate i livelli dei recipienti. A Luna vecchia di Marzo effettuate il secondo travaso del vino nuovo. Giorni utili per i travasi: dal 17 al 30 del mese. Un papà d’oltre oceano, deluso e irritato con il figlio svogliato e fannullone, lo rimproverava davanti a tutta la scolaresca: «Ricordati che Giorgio Washington, alla tua età, era sempre il primo della classe». E il figlio di rimando: «Ricordati che Giorgio Washington, alla tua età, era Presidente degli Stati Uniti». Cure dimagranti - Mia moglie è andata da un celebre dietologo per perdere peso, ma l’unica cosa che ha perso in due mesi sono stati 5.000 euro! BASILICO Questa pianta aromatica, oggi diffusissima nell’area mediterranea, è forse originaria dell’India. Il suo nome greco, basilikón, significa letteralmente “regale”: da qui l’appellativo di erba “regina”. Anticamente si credeva che avesse il potere di curare dal morso degli scorpioni e di abbattere i draghi. Il basilico è una pianta erbacea dal fusto eretto, le foglie ovali e i fiori bianchi. Ne esistono diverse qualità: “genovese”, dal profumo acuto, riconosciuto come D.O.P. (denominazione di origine protetta); “napoletano”, con le foglie più grandi e accartocciate e un profumo più delicato, idoneo per essere essiccato; “verde compatto”, di piccola taglia, che va usato fresco; e infine il “mammut”, così chiamato perché le sue foglie sono grandissime, anch’esso adatto all’essiccamento. CONSIGLI. Per raccogliere le foglie, cimate le punte, cioè troncate la parte terminale del fusto, ma sempre vicino e sopra una coppia di foglie. Questa operazione permette alla pianta di ingrandirsi gettando dal punto della cimatura nuovi rametti; inoltre rallenta la fioritura, che toglie sempre un po’ di aroma alle foglie. Sembra che le foglie di basilico conservino intatto il loro aroma se vengono spezzate con le dita o pestate in un mortaio: senza usare cioè lame metalliche. Ricordate che l’essiccamento toglie al basilico gran parte del suo aroma. Conservatelo fresco sott’olio e sempre sott’olio, se volete, surgelatelo: l’olio di conservazione risulterà a sua volta aromatizzato e potrete utilizzarlo come condimento. Per evitare che secchi durante la cottura in forno (per esempio sulla pizza) immergetelo prima in olio di oliva. Non lasciatevi affliggere dai dubbi... Consultate il volume In Cucina non tutti sanno che...; informazioni alla pag. 19 di questo Calendario. Una donna d’animo generoso sacrificherà mille volte la vita per colui che ama (Stendhal). Preoccupazioni - «Come mai sei scappato dalla sala operatoria prima dell’intervento?» - «Perché l’infermiera diceva: “Coraggio, vedrà che ce la farà, è un’operazione facile...”» - «E questo non ti ha tranquillizzato?» - «Il fatto è che parlava con il chirurgo!». Nel 1861, anno dell’Unità d’Italia, in media la popolazione sperava di vivere sino ai 35 anni; nel 1880 l’aspettativa di vita alla nascita era salita a 35,4 anni; 42,8 nel 1900; 54,9 nel 1930 e 65,5 nel 1959. Tale aspettativa, ai giorni nostri, è pari a 79 anni e mezzo per gli uomini e 84 e mezzo per le donne. Abbiamo cure migliori (soprattutto nel settore neonatale) che fanno alzare la media, e la chirurgia ha fatto passi da gigante; ma c’è anche un atteggiamento diverso, da tutti condiviso, nei confronti della cosiddetta terza età. IL LECCIO, SIMBOLO DELLA CROCE - Il Leccio, pianta appartenente al genere Quercus, ha una chioma sempreverde formata da un fogliame denso di colore verde scuro. Chi entra in un bosco di lecci, fosse anche di giorno, si ritrova all’improvviso nell’oscurità. Forse per questo è stato considerato spesso una pianta infausta. A questa sinistra reputazione si ricollega una leggenda legata alla morte di Gesù. Dopo la sua condanna, gli alberi della foresta, di comune accordo, si impegnarono a non offrire il proprio legno per fabbricare la croce. Così, quando i boscaioli arrivarono per prelevare le assi occorrenti, al primo colpo di ascia gli alberi si disfacevano in mille frantumi. Solo il Leccio rimase integro e saldo, permettendo sì di approntare la croce, ma attirando su di sé l’ira e il dispregio di tutti gli altri alberi. Per risollevare il “buon nome” di questa splendida pianta, c’è voluta la presenza di san Francesco, al quale si ricollegano diversi episodi prodigiosi legati a questa quercia sempreverde. E quella di frate Egidio, uno dei primi compagni di san Francesco, che amava il Leccio per averci dato la possibilità di conoscere quanto sia grande l’amore di Cristo per noi, tanto da non esitare di farsi inchiodare sulla Croce per la nostra salvezza. C’era una volta un re malato di malinconia: diceva d’avere già i piedi nella fossa, chiedeva aiuto, e prometteva metà del suo regno a chi gli avesse portato la felicità. Tutti i cortigiani erano in riunione notte e giorno, ma il rimedio non riuscivano a trovarlo. Fu chiamato anche il Vecchio della Montagna, il quale dichiarò: «Trovate un uomo felice. Toglietegli la camicia, infilatela al re, e il re troverà subito la felicità». Immediatamente partirono cercatori per ogni parte del regno. Fu suonata la tromba nelle città, nei paesi e nei villaggi, ma gli esseri felici non si fecero innanzi. Chi era povero in canna e soffriva d’astinenza, chi era ricco e sospirava per mal di denti o mal di ventre, chi aveva la moglie bisbetica e la suocera in convulsione, chi la stalla appestata, chi il pollaio in rovina... I cercatori tornarono tutti alla Corte, avviliti e delusi. Una sera il figlio del re uscì a passeggio e, davanti ad una capanna, che aveva il tetto di foglie e di fango, udì una voce sommessa: «Ti ringrazio, buon Dio! Ho lavorato, ho sudato, ho mangiato di buon appetito, ed ora mi riposerò tranquillo su questo letto di foglie. Grazie. Sono proprio felice!». Felice? Dunque c’era un uomo felice! Il giovane principe volò a palazzo. Chiamò le guardie e ordinò di andare a prendere immediatamente la camicia di quell’uomo felice. «Dategli quanto denaro vuole... Fatelo barone, conte, duca... principe, ma ceda la sua camicia». Corsero le guardie alla povera capanna. Offrirono al boscaiolo una fortuna. Macché! L’uomo felice era così povero che… non aveva neanche la camicia. (Da una novella di Lev Tolstoj) SOLE 1° Marzo Leva ore 6.46 Tramonta ore 17.57 15 Marzo Leva ore 6.23 Tramonta ore 18.14 1 S 쐞 2 D 3 L 4 M 5 M 6 G 7 V 8 S 킌 9 D 10 L 11 M 12 M PENSIERO SPIRITUALE Non è facile far risplende- 13 G re nel cuore di un fratello la luce che illumina la nostra vita. Quando sperimentiamo l’incapacità di comunicarla agli altri, domandiamoci se è abbastanza viva e radicata nel nostro cuore. 14 V 15 S OLTRE LE NUVOLE. Per quanto ci è dato sapere, gli ambienti scientifici si caratterizzano per rigore e serietà; ma anche lì può insinuarsi il “pomo della discordia”… È stato il caso della scoperta di un grande oggetto celeste avvenuta nel 2005 a cui fu dato, per l’appunto, il nome di Eris (la discordia nella mitologia greca). Doveva essere considerato un pianeta oppure no? Il problema, in realtà, era nato molto prima, nel 1930 per la precisione, in coincidenza con la scoperta di Plutone, che presentava, suo malgrado immaginiamo, un difettuccio assai poco trascurabile… era troppo piccolo! Se, infatti, gli astronomi avessero considerato Plutone un pianeta, come si sarebbero dovuti classificare gli altri grandi corpi celesti del Sistema Solare quali, ad esempio, Cerere? La scoperta di Eris riaprì i bisticci, tanto che nel 2006 l’Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale decise di declassare una volta per tutte Plutone a “pianeta nano” insieme a Cerere ed Eris. POSIZIONI PLANETARIE. Il 20 a h. 17.57 il Sole entra in Ariete dando inizio alla Primavera. Mercurio il 17 entra in Pesci. Venere il giorno 5 entra in Acquario. Marte permane in Bilancia. Giove rimane in Cancro ma dal giorno 6 torna di moto diretto. Saturno è in Scorpione e dal giorno 11 diventa retrogrado, Urano è in Ariete e Nettuno in Pesci. 16 D 쐠 17 L 18 M 19 M 20 G 21 V 22 S 23 D 24 L 쐡 25 M 26 M 27 G 28 V Anche i più cattivi degli uomini, al termine della loro vita, ricevono un elogio impresso su lapidi che non arrossiscono. È inutile ornarsi di fiori nel presente, se poi non si maturano frutti per l’eternità. Da che mi ricordo, quasi tutti i personaggi colti con le mani nel sacco si sono dichiarati “sereni”. Tanto da far pensare che questa “serenità”, proclamata ai quattro venti, possa essere un primo indizio di colpevolezza. Dalla Bisaccia di Frate Indovino STRUFOLI. Ingredienti (dose di base per ogni uovo): 1 uovo - 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva - 1 cucchiaio di zucchero - 1 cucchiaio di rum - 1 cucchiaio di mistrà - 1 cucchiaio di liquore forte aromatico buccia grattugiata di un limone non trattato - farina quanto basta - lievito in polvere - Procedimento: rompete le uova - Separate le chiare montandole a neve - Sciogliete lo zucchero nei rossi d’uovo - Unite l’olio, i liquori impastati con un po’ di farina, la buccia di limone e i rossi con lo zucchero alle chiare montate a neve - Cominciate ad unire la farina fino ad ottenere un impasto di media consistenza - Fate riposare una mezz’ora, poi riprendete l’impasto a cucchiai mettendo a friggere a fuoco lento, senza dimenticare di agitare l’olio di frittura in continuazione - Metteteli a scolare e serviteli freddi guarniti con miele e alchermes. 9 29 S 30 D 쐞 31 L S. Silvio m. – S. Albino v. – B. Giovanna Maria bd. 1° Sab. Luna Nuova a h. 09.00 - [Luna Maestra di Marzo] Cielo parzialmente nuvoloso su gran parte dell’Italia Prime avvisaglie di Primavera 8a p.a. S. AGNESE di Boemia bd. fr. S. Troade m. Ci sono due ceppi nel cortile - uno per Marzo, uno per Aprile S. Teresa Eustochio vr. – Ss. Marino e Asterio mm. Anche il facile divien difficile - quando si fa di mala voglia S. Casimiro – S. Pietro I ab. – Ss. Quirino e C. mm. La libertà disprezza il morso e la cavezza Carnevale Le Ceneri – S. Adriano m. – B. Geremia da Valacchia fr. Nessuno si pentì mai di aver taciuto S. Coletta vr. fr. – S. Rosa da Viterbo vr. – S. Vittorino m. Il timore e l’amore sono gli sproni della vita Ss. Perpetua e Felicita mm. 1° Ven. - Ast. Spesso, chi ha titoli non ha meriti S. Giovanni di Dio – B. Vincenzo v. – B. Faustino Miguez Primo Quarto a h. 14.26 Festa della donna Fugace ritorno del freddo 1ª Quar. S. FRANCESCA Rom. S. Vitale er. Dio tollera i birbanti - ma non per sempre S. Macario v. – S. Maria Eugenia vr. – B. Elia del Soccorso m. Il tradimento piace assai - traditor non piacque mai S. Alessio U Se-yong m. – Ss. Trofimo e Talo mm. All’orto e al mulino vacci di buon mattino S. Luigi Orione – B. Angela Salawa fr. – S. Fina vr. Q.T. Chi è capace di tendere una trappola ne può tendere cento S. Cristina m. – S. Ansovino v. – S. Leandro v. Chi si vanta senza ragione - si dimostra un gran buffone S. Matilde reg. – B. Giacomo Cusmano – B. Eva Q.T. - Ast. Usare e non abusare - è la regola d’oro del campare S. Luisa de Marillac ved. – S. Clemente Maria Q.T. Non c’è grandezza d’animo nel vendicarsi .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... 2ª Quar. S. GIULIANO di Anazarbo m. Luna Piena a h. 18.08 - Giornate caratterizzate da sbalzi di temperatura e contrasti di venti S. Patrizio v. – S. Gabriele Lalemant m. .......................................... La strada piana non porta mai in alto S. Salvatore da Horta fr. – S. Cirillo di Gerus. v. dott. .......................................... Dal bugiardo mi guardi Iddio - perché non mi posso guardare io S. Giuseppe sposo della Vergine Maria .......................................... Ingegno e volontà - sono il segreto dei grandi uomini Festa dei Papà S. Giovanni Nepomuceno m. – B. Ambrogio .......................................... Il Sole entra in Ariete a h. 17.57 - Equinozio di Primavera S. Benedetta Cambiagio – S. Nicola di Flüe er. .......................................... Chi non ha guai non se li vada a cercare S. Lea ved. – S. Benvenuto v. fr. – S. Basilio m. .......................................... Chi assai ciarla - di frequente sparla 3ª Quar. S. TURIBIO di Mogrovejo S. Rebecca vr. .......................................... Chi viaggia per il mondo impara a vivere Ss. Dionigi e C. mm. – B. Maria Karlowska vr. .......................................... Ultimo Quarto a h. 02.46 - Cielo sereno con temperature miti - Non mancherà qualche brinata notturna Annunciazione del Signore – S. Procopio ab. .......................................... Non c’è vera scienza - senza lunga pazienza Giornata del Nascituro Ss. Emanuele e C. mm. – S. Desiderio er. .......................................... I bambini, quando ancora non sanno quello che dicono, dicono la verità S. Aimone v. – S. Ruperto v. – B. Francesco Faà di Bruno .......................................... Chi ha coraggio è aiutato dalla sorte S. Castore m. – S. Giuseppe Sebastiano v. Ast. .......................................... A caval donato non si guarda in bocca S. Gladys reg. – S. Guglielmo Tempier v. – S. Simplicio ab. .......................................... Inizio dell’ora legale A h. 02.00 del 30, orologio un’ora avanti .......................................... 4ª Quar. S. ZOSIMO v. S. Leonardo Murialdo Luna Nuova a h. 20.44 - [Luna di Aprile] Continuano le temperature miti con brinate notturne S. Guido ab. – S. Beniamino diac. m. .......................................... Capelli ricci - testa di capricci FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile al mattino prima del sorgere del Sole, come pure Venere. Marte anticipa la sua levata a prima delle h. 22.00, restando visibile per il resto della notte. Giove tramonta verso le h. 04.00, Saturno è visibile praticamente per tutta la seconda parte della notte. MACCHIE SOLARI: prevedibile aumento dell’attività solare con una variazione tra il 5 e il 10%. TEMPESTE MAGNETICHE: incremento di intensità magnetica con picchi nella seconda metà del mese. GIORNATE FAVOREVOLI: nella seconda decade possibili disagi per individui particolarmente sensibili. Il tasso di alfabetizzazione informatica è in continua crescita. Il tasso d’intelligenza, bene che vada, rimarrà sempre uguale. Ma, a costo di rinunciare a mangiare, tanti correranno a mettersi in fila per acquistare l’ultimo aggeggio che fa tanto chic. Esperti e politici continueranno imperterriti nelle loro errate analisi. Fantasiosi e bugiardi nel raccontare il passato, incapaci nel prevedere il futuro. Non ne azzeccano neanche una, pur facendo cadere dall’alto i loro discutibili giudizi. Il saggio dice: “I libri e la mente funzionano solo se sono aperti” (James Dewar). BIANCOSPINO (Crataegus monogyna) - Arbusto spinoso a foglie caduche, della famiglia delle Rosacee. È efficace nel trattamento dell’insufficienza cardiaca e coronarica. Favorisce la funzionalità cardiocircolatoria, migliora l’elasticità miocardica e distende la muscolatura liscia vasale, con conseguente vasodilatazione. Svolge quindi un’azione antipertensiva e regolatrice del ritmo cardiaco, oltre che antiossidante e antilipidica (contro il colesterolo). Al Biancospino è riconosciuta anche un’attività sedativa sul sistema nervoso centrale. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:08 Pagina 4 L’acqua che non piove oggi resta in cielo per domani. LAVORI DEL MESE. Aprile è il mese che vede riesplodere nelle nostre coltivazioni le erbe infestanti e i parassiti (animali e vegetali). Non trascurate i trattamenti e gli interventi, facendo attenzione anche agli effetti collaterali riguardanti la salute. Buone indicazioni, a questo riguardo, potete trovarle nel nostro libro L’Orticello di casa, pagg. 53-63. Controllate gli impianti e i sostegni delle nuove piante. Tenete d’occhio gli innesti ed assicurate, appena necessario, con opportune legature, i nuovi germogli. Continuate i trattamenti pre e post-floreali agli alberi da frutto. ORTO. Concimate e ridate terra ad asparagiaie e carciofaie. Preparate il terreno per le piantine estive. Mettete il sostegno ai piselli rampicanti. Date aria agli impianti di copertura. Fate acclimatare le piantine da interrare all’aperto. Rincalzate le patate. State attenti a possibili brinate. Semine in ambiente protetto: continuate come per il mese di Marzo, poi dalla terza decade passate gradualmente a semine e trapianti all’aperto. Semine e trapianti in terreno aperto: cicoria da taglio, lattughe di tutti i tipi, sedano, prezzemolo; bieta da orto e da taglio, carote, agretti, fagiolini; cavoli estivi; cetrioli, meloni, cocomeri, zucche e zucchine; peperoni, pomodori, melanzane. GIARDINO. Rinvasate e concimate le piante da appartamento. Fate talee, margotte e propaggini. Finite di mettere a dimora le bulbose estive. Potate gli arbusti sfioriti ed aggiustate le siepi. Cominciate il trapianto delle varietà a fioritura estiva e autunnale. Seminate astri, zinnie, amaranti, petunie, begonie, viole. Preparate i nuovi vasi di crisantemi con i germogli delle vecchie piante. VIGNA E CANTINA. Iniziate i regolari trattamenti alle viti, prima con prodotti a base di zolfo in polvere, poi, quando i nuovi tralci saranno lunghi circa dieci cm, con prodotti a base di rame. Controllate gli innesti. In cantina date aria, ma non fate salire la temperatura sopra i 18°C. Date sempre uno sguardo ai livelli dei vasi vinari. Giorni adatti per i travasi: dal 15 al 28 del mese. SOLE 1° Aprile Leva ore 6.53 Tramonta ore 19.33 15 Aprile Leva ore 6.30 Tramonta ore 19.49 1 M S. Ugo v. – B. Ludovico Pavoni – Ss. Agape e Chionia vvr. mm. .......................................... Solo la miseria non teme invidia 2 M S. Francesco da Paola er. – S. Pietro Calungsod m. .......................................... Ogni legno ha il suo tarlo 3 G 4 V 5 S 킌 6 D 7 L 8 M 9 M 10 G 11 V 12 S 13 D 14 L 쐠 15 M 16 M 17 G 18 V 19 S 20 D 21 L 쐡 22 M 23 M 24 G 25 V 26 S 27 D 28 L 쐞 29 M 30 M S. Luigi Scrosoppi – S. Sisto I p. – S. Eustasio ab. .......................................... Aprile fa il fiore - e Maggio ne ha l’onore S. Isidoro v. dott. – S. Gaetano Catanoso 1° Ven. - Ast. .......................................... Parere e non essere è come filare e non tessere S. Vincenzo Ferrer – S. Maria Crescenza vr. 1° Sab. .......................................... Sempre tolgo e mai metto - si svuota ogni cassetto .......................................... 5ª Quar. S. GUGLIELMO ab. B. Pierina vr. m. Chi non attende non intende S. Giovanni Battista de La Salle .......................................... Primo Quarto a h. 10.30 Perturbazioni atlantiche portano piogge Ss. Timoteo e C. mm. – S. Maria Rosa Giulia vr. .......................................... Chi ha un mestiere ha un capitale S. Massimo v. – S. Liborio v. – S. Casilde vr. .......................................... La parola migliore è quella non detta S. Palladio v. – S. Maddalena di Canossa vr. .......................................... La pratica val più della grammatica S. Stanislao v. m. – B. Elena Guerra vr. Ast. .......................................... Il padrone è padrone - se ha torto vuole aver ragione S. Saba il Goto m. – S. Zeno di Verona v. .......................................... La fama precede e la gloria segue l’uomo DI PASSIONE - LE PALME Inizio Settim. Santa .......................................... Chi in Dio confida - ben si affida Giornata della Gioventù Santo – S. Lamberto v. – B. Isabella vr. m. .......................................... Chi ha il mestolo in mano rimescola come vuole Santo – S. Damiano de Veuster – B. Cesare De Bus sac. .......................................... Luna Piena a h. 09.42 - Cielo coperto ma condizioni meteo in miglioramento - Eclissi totale di Luna (vedi Specola) Santo – S. Maria Bernarda Soubirous vr. – S. Turibio v. .......................................... Pallidezza del nocchiero - di burrasca è segno vero SANTO - Ultima Cena di Gesù .......................................... Benedizione degli Oli. Lavanda dei piedi. Triduo pasquale Istituzione dell’Eucarestia e dell’Ordine Sacro. SANTO - Passione e morte di Gesù .......................................... Liturgia della Passione. Preghiera Universale. Ast. e Dig. Adorazione della Croce. Via Crucis. SANTO - Gesù nel sepolcro Veglia pasquale .......................................... Liturgia della Nuova Luce. Benedizione del Fuoco, del Cero Pasquale e dell’Acqua. Rinnovo promesse battesimali. .......................................... PASQUA DI RISURREZIONE Alleluia! Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo. Alleluia! Il Sole entra in Toro a h. 05.55 DELL’ANGELO – S. Anselmo d’Aosta v. dott. “Pasquetta” .......................................... Natale con i tuoi - Pasqua con chi vuoi S. Teodoro v. – B. Francesco da Fabriano fr. – S. Leonida m. .......................................... Ultimo Quarto a h. 09.51 La lunazione si chiude con tempo mite S. Giorgio m. – B. Teresa Maria della Croce vr. .......................................... Meglio una brutta sentenza che un bel funerale S. Fedele da Sigmaringen m. fr. .......................................... Mai piangere sul latte versato: si aggiunge bagnato al bagnato S. MARCO Evangelista Festa della Liberazione .......................................... L’appetito non cerca salsa S. Marcellino p. – S. Giovanni Battista Piamarta sac. .......................................... L’ignorante afferma, il saggio dubita, il sapiente riflette .......................................... 2ª Pasq. DIVINA MISERICORDIA La fortuna non vuol fare anticamera S. Gianna Beretta Molla – S. Pietro Chanel m. .......................................... Se non ci arriva, anche la giraffa allunga il collo S. Caterina da Siena vr. dott. patr. d’Italia e d’E. .......................................... Luna Nuova a h. 08.14 - [Luna di Maggio] Venti di Maestrale a regime di brezza, mantengono le temperature miti - Eclissi Anulare di Sole (vedi Specola) S. Pio V p. – S. Giuseppe Cottolengo .......................................... La saetta gira gira - torna addosso a chi la tira ECLISSI: per il giorno 15 si prevede una Eclissi totale di Luna visibile da America, Australia e Oceano Pacifico. La durata è di 3 ore e 35 minuti; la fase di totalità è prevista per le h. 09.09, con conclusione a h. 10.26 (ora italiana). Il giorno 29 Eclissi Anulare di Sole, visibile dall’Australia, dall’Oceano Indiano Meridionale e dall’Antartide; il fenomeno, nella sua pienezza anulare, sarà visibile solo dall’Antartide. La fase centrale è prevista a h. 08.05 (ora italiana). FENOMENI CELESTI: Mercurio, all’alba, sorge prima del Sole durante la prima decade; anche Venere rimane ben visibile all’alba; Marte è nelle migliori condizioni di visibilità (è in opposizione al Sole il giorno 8). Giove è visibile per buona parte della notte, salvo le ore terminali. Saturno anticipa la sua levata ed è visibile per tutta la seconda parte della notte. MACCHIE SOLARI: in questo periodo si prevede di raggiungere il culmine delle macchie solari del periodo. Il precedente e più alto picco si ebbe nel Novembre 2001. TEMPESTE MAGNETICHE: essendo collegate al fenomeno delle macchie solari, ci si aspetta una particolare vivacità, comunque non eccessiva in termini assoluti. GIORNATE FAVOREVOLI: si è giunti gradualmente al culmine dell’attività solare e quindi si avranno disagi solo per gli organismi molto sensibili. “Brutti tempi, signora mia!”. Sarà il ritornello triste e un poco lugubre, comune peraltro a tutte le epoche. Sarà intonato da chi è privo di qualsiasi forma di speranza per il futuro ed è già “vecchio” nell’anima. Oggi basta creare un tweet, cliccare su un “mi piace” o aprire un gruppo contro ogni tipo d’ingiustizia per mettere a posto la propria coscienza. Il saggio dice: “Chi non piange non riceve il latte dal seno materno” (Detto genovese). BORRAGINE (Borago officinalis) - Pianta erbacea annuale della famiglia delle Boraginaceae. In campo medico si usa l’olio estratto dai semi, che contiene l’acido gamma-linolenico (GLA). L’olio dei semi di Borragine è efficace nel trattamento della sindrome premestruale, delle dermatiti croniche, degli eczemi e, più in generale, dell’invecchiamento della pelle. Sempre il GLA svolge un’azione antiaggregante piastrinica, antiaterosclerotica e antipertensiva. In un circo viaggiante, accampato vicino ad un villaggio, un giorno si sviluppò un incendio. Mentre gli altri figuranti si davano da fare per spegnere le fiamme, il direttore del circo mandò subito il clown, già abbigliato per lo spettacolo, a chiedere aiuto al villaggio, perché, diceva, il fuoco avrebbe potuto propagarsi ai campi di grano e da questi a tutto il paese. Il clown corse trafelato al villaggio e là cominciò a supplicare la gente di accorrere al circo, che stava andando in fiamme, per dare una mano a spegnere l’incendio. Ma essi presero le grida del pagliaccio per un astutissimo trucco del mestiere, una messa in scena volta ad attirare il maggior numero di persone allo spettacolo. Così, alle sue grida, rispondevano applaudendo e torcendosi dalle risate. Il povero clown cercava in tutti i modi di convincere la gente che non si trattava di un trucco, che l’incendio c’era per davvero, che il pericolo era veramente serio anche per il villaggio. Ma più si affannava per far comprendere la gravità del momento, più la gente rideva, ed applaudiva e trovava che il clown recitava la sua parte magistralmente. Così andò a finire che l’incendio divampò in modo sempre più violento. Il fuoco dal tendone si attaccò anche ai campi di grano maturo e da questi al villaggio e tutto fu divorato dalle fiamme. (Da un aneddoto di Kierkegaard ripreso da Harvey Cox) PENSIERO SPIRITUALE Quando non rimaniamo soddisfatti della vita che conduciamo, domandiamoci se è proprio “nostra” la vita che stiamo vivendo, oppure è un’altra che non ci appartiene. OLTRE LE NUVOLE. La Luna, fedele compagna di viaggio della Terra, rappresenta una vera singolarità all’interno del Sistema Solare. Per essere un satellite, infatti, è davvero molto grande rispetto al pianeta intorno a cui ruota. Anche la sua formazione rappresenta una specie di anomalia. Per molti anni in passato diverse teorie si sono susseguite circa la nascita di questo corpo celeste. Si pensava, infatti, che fosse stato generato dalla compattazione di materiale e detriti così come un normale pianeta, ma questa ipotesi fu presto abbandonata. Secondo un’altra teoria, la Luna si sarebbe formata in una regione dello spazio distante dalla Terra per poi essere attratta nell’orbita del nostro pianeta; ma anche questo pensiero fu abbandonato. Considerando, poi, che la Luna si sta allontanando da noi di circa 3,5 cm all’anno, si è pensato che ci fosse un legame con la riduzione della velocità di rotazione della Terra. Rispetto a 600 milioni di anni fa, infatti, il giorno terrestre è aumentato di circa 2 ore. L’ipotesi era che in passato la Terra ruotasse a una velocità talmente elevata da scaraventare fuori dal suo equatore del materiale che, una volta in orbita, si sarebbe compattato a formare la Luna. Ma si scoprì presto che la Terra non avrebbe mai potuto avere una tale velocità di rotazione: così la teoria che si impose con maggior credito, anche grazie ai dati ricavati dalle missioni Apollo, fu quella dell’“impatto gigante”. POSIZIONI PLANETARIE. Il 20 a h. 05.55 il Sole entra in Toro. Mercurio entra in Ariete il giorno 7 e poi il 23 raggiunge il Sole in Toro. Venere entra in Pesci il giorno 5. Marte rimane in Bilancia; Giove in Cancro, sempre con moto retrogrado; Saturno in Scorpione; Urano in Ariete; Nettuno in Pesci. Quando la biancheria della tua vicina ti sembra sporca, prova a dare una ripulita alle lenti dei tuoi occhiali. Notizia sensazionale: l’effetto serra non deve far più paura, perché sarà mitigato d a l r a f f r e d d a me n t o sempre più avver tibile dei r a ppor t i in t e r na z i on a l i. L’ u mi l t à è quella virtù che, se non la possiedi, prima o poi te la faranno conoscere gli altri sotto forma di umiliazione (Marco Raja). Gli arrampicatori sociali non soffrono di vertigini. Dalla Bisaccia di Frate Indovino CASSATA SICILIANA. Ingredienti: 500 gr di ricotta 300 gr di zucchero a velo - 100 gr di cioccolato fondente in polvere - 150 gr di cedro candito a pezzetti 400 gr di pandispagna - marsala - Procedimento: passate la ricotta al setaccio, raccoglietela in una terrina, aggiungete lo zucchero a velo e lavorate fino a montarla come una crema - Unite un bicchierino di marsala, il cioccolato fondente e i canditi, amalgamando - Foderate uno stampo con carta da forno - Tagliate a fettine di circa 1,5 cm di spessore il pandispagna, inzuppatelo di marsala e ricopriteci il fondo e le pareti dello stampo - Versate all’interno il composto di ricotta e ricoprite con altre fette di pandispagna inzuppate - Coprite, mettete in frigo per due ore e servite. 11 Un parroco in visita ai bambini delle elementari della sua parrocchia prova ad interrogare una bambina che tiene un fiorellino in mano: «A quale regno appartiene questo fiore?». E la bambina pronta: «Al regno vegetale». Poi, indicando la collanina che la bambina porta al collo, domanda: «E questa?». «Al regno minerale». «E io a quale regno appartengo?», chiede ancora il parroco. Imbarazzo della bambina che non ha il coraggio di dire che il parroco appartiene al regno animale. Allora risponde con un fil di voce: «Al Regno di Dio». Regime alimentare - «Mia moglie è magra, ma molto magra...» «E tu falla mangiare!» - «E sì, ma da chi?». BRODO - Il brodo è il liquido di bollitura di vegetali, carne, pesce. Il brodo di pesce in gastronomia, quando è ristretto, si chiama “fumetto”; per indicare un brodo di sole verdure si specifica “brodo vegetale”; quello di carne è detto comunemente “brodo”. Un ottimo brodo avrà a fine cottura una concentrazione di proteine non superiore al 3%. CONSIGLI. Per ottenere un brodo di carne magro è meglio operare una sgrassatura finale piuttosto che usare carne magra, la quale non darà certamente un brodo saporito. Per dare al brodo un bel colore dorato, fiammeggiate gli ossi prima di aggiungerli al liquido. Per schiarire il brodo aggiungete dei gusci d’uovo e lasciateli bollire a fuoco lento per dieci minuti. Non v’è essere più nobile di una donna: spesso si adorna soltanto per amore della sua peggiore nemica (Moritz Gottlieb Saphir). Via il dente, via il dolore - Ho detto al mio dentista che 300 euro solo per togliermi un dente, in dieci secondi, mi sembravano troppi. E lui mi ha risposto: «Se è solo per questo non si preoccupi: glielo posso togliere in un paio d’ore!». L’ingegneria genetica sta crescendo non solo e non tanto nelle applicazioni pratiche, ma soprattutto nelle sfide di nuovi progetti. Ad esempio non più soltanto modificazioni di batteri preesistenti, ma realizzazione di nuovi microrganismi complessi. La procedura è più semplice e conseguenziale di quanto si possa supporre: si inserisce un gene nel DNA di una cellula affinché essa produca la proteina desiderata, ad esempio quella dell’insulina. Con la biologia genetica non si considerano singoli geni, ma circuiti complessi che consentono l’interazione di migliaia di essi. Le catene del DNA così modificate si progettano come veri e propri microchip, partendo dal modello matematico per poi simularne al computer il funzionamento. Solo a questo punto viene strutturato in laboratorio il prototipo reale per poi inserirlo in una “cellula tipo”. In questo modo non si induce solo la produzione della proteina codificata da un singolo gene, ma si aggiunge una funzione complessa autonoma o che si lega alle altre attività della cellula stessa. IL PITTORE E LE CIPOLLE Un giorno un pittore venne chiamato da un prete di campagna a realizzare un quadro sulla santa patrona della parrocchia. Il pittore venne, accettò il lavoro e acconsentì ad essere alloggiato nella canonica. Purtroppo il parroco, preoccupato per le spese cui sarebbe andato incontro, passava al pittore un salario insufficiente e cercava di risparmiare anche sul vitto, trattandolo spesso a pane e cipolle. L’artista, prima velatamente, poi sempre più apertamente, cercava di far capire al reverendo che così non si poteva andare avanti. Quando, però, capì che la situazione non sarebbe cambiata, escogitò una vendetta: vietò a tutti, parroco compreso, di entrare nel locale dove lavorava perché nessuno vedesse l’opera prima della festa. Quando finalmente il quadro fu scoperto davanti a tutto il popolo, si levarono fragorose risate da ogni parte. Tutti i personaggi del dipinto, infatti, erano stati disegnati in atteggiamenti di disgusto. Specialmente la santa patrona, che, voltando la faccia da un lato, manifestava una evidente smorfia di ripugnanza. Il parroco, esterrefatto, chiese spiegazioni al pittore, il quale intanto aveva preparato tutto per la partenza. «Caro Reverendo», rispose costui, «mi sono adoperato in tutti i modi per farle capire che una dieta a base di cipolle avrebbe potuto sortire spiacevoli effetti. Il risultato è sotto i suoi occhi. Mi dispiace, ma non posso farci più niente. Addio!». A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:09 Pagina 5 Pioggia minuta fa cantar le fonti. LAVORI DEL MESE. Cominciate ad aprire (o addirittura a smontare) le protezioni invernali. Proseguite i trapianti in terreno aperto e date terra alle nuove piantine appena avranno attecchito. Continuate la battaglia alle erbe infestanti e ai parassiti. Controllate gli innesti ed eliminate tutti i succhioni inutili delle piante da frutto. Cominciate a innaffiare con regolarità. ORTO. Munite di sostegni le piantine di pomodori e cominciate a scacchiarle. Cimate meloni e cocomeri. Rincalzate le patate. Seminate i cardi nella seconda metà del mese. Semine e trapianti in terreno aperto: cavoli estivi e autunnali precoci, rape, ravanelli; lattughe di tutti i tipi, basilico, prezzemolo, sedano, rucola; bieta da coste e da taglio, zucche, zucchine, cetrioli; peperoni, pomodori, melanzane; carote, cardi, fagioli e fagiolini. GIARDINO. Se non l’aveste ancora fatto, affrettatevi a portare all’aperto le piante tenute al riparo durante l’inverno, svasandole e concimandole. Recidete i fiori appassiti delle bulbose sfiorite. Date una sistemata anche alle punte sfiorite degli arbusti. Terminate la messa a dimora delle piantine di crisantemi. Interrate le piantine a fioritura estiva ed autunnale. VIGNA E CANTINA. Siate precisi nei trattamenti contro peronospora e oidio con zolfo in polvere e prodotti a base di rame. In caso di piogge frequenti e temperature basse, irrorate ogni 7 - 8 giorni. Se dovesse esserci grandine, intervenite subito con robuste dosi di solfato di rame. Eliminate ogni settimana i succhioni fino a tutto il mese di Luglio. In cantina, occhio al livello dei recipienti vinari. Cambiate ogni mese la pastiglia antifioretta. Mantenete la temperatura sotto i 18°C. Giorni adatti per i travasi: dal 15 al 28 del mese. Un uomo molto ricco venne accolto in Paradiso. Appena sistematosi fece un giro al mercato e notò subito che la merce era venduta a bassissimo prezzo. Allora, trascinato dall’istinto degli affari, cominciò a ordinare gli articoli più belli. Al momento di pagare, tirò fuori il portafoglio gonfio e porse all’angelo che stava alla cassa una manciata di banconote. L’angelo, sorridendo, gliele rese: «Mi spiace, ma questa valuta qui non ha corso. Qui vale solo il denaro che sulla terra è stato dato in dono». Donna sospettosa - «Non trovo mai nessun capello sui tuoi vestiti... Mi tradisci forse con una donna calva?». CACAO - Fu lo spagnolo Hernán Cortés che, dopo aver iniziato la conquista del Messico nel 1519, fece conoscere il cacao dapprima in Spagna e poi in tutta Europa. La pianta del cacao è un alberello sempreverde originario dell’Amazzonia, coltivato oggi in tutta l’America tropicale e nell’Africa occidentale. Ha foglie grandi, coriacee, alterne e fiori piccoli, bianchi o rosati, che crescono sul tronco o sui rami più grossi. Dal fiore derivano i frutti, bacche ovoidali lunghe anche 20 cm, che diventano rosse o brune quando raggiungono la maturazione; la loro polpa, di sapore acido, contiene da 20 a 40 semi di forma allungata, ricchi di grassi, amido e caffeina. Questi semi, amarissimi, vengono fatti fermentare ed essiccare nel luogo di produzione, mentre le fasi successive di macinazione e spremitura vengono svolte industrialmente nei paesi importatori, che ne ricavano sia la polvere di cacao (dolce e amara), sia il burro di cacao. CONSIGLI. Per mantenere l’aroma del cacao conservatelo in contenitori di vetro; se volete migliorarne il sapore, aromatizzatelo mettendoci una stecca di vaniglia. Per evitare che il cacao diluito formi grumi, mescolatelo con un po’ di zucchero prima di versarlo nel latte. Quando i begli occhi d’una donna sono velati dalle lagrime, è l’uomo che non vede più chiaro (Achille Tournier). Pesci o non pesci?! - Il dottore: «Lei ha un polipo». - Il paziente: «Ma se saranno più di venti anni che non vado al mare...». Una recente ricerca, partita dalla necessità di evitare recidive negli organismi femminili operati di cancro al seno, ha evidenziato che chi fa esercizi fisici effettivi per almeno mezz’ora al giorno ha il 40 per cento in meno di probabilità di ricadere nella malattia. Una vita sana, quindi, che preveda di non fumare e di limitare bevande zuccherate e alcoliche, carni rosse e conservate. Appare essenziale, inoltre, coinvolgere il proprio corpo in attività fisica, alimentarsi con una dieta mediterranea variata e comunque ricca di vitamine e, soprattutto, di fibre: ciò indubbiamente allunga la vita e ne migliora la qualità. Nello specifico, la conferma viene dall’American Journal of Clinical Nutrition, dove la ricca documentazione addotta dimostra l’associazione inversa tra il consumo di fibra e il rischio di tumore al seno. Difficile? Sono sufficienti un etto di fagioli, una bella mela con tanto di buccia, due etti di carciofi e due bei panini integrali per raggiungere il quantitativo medio giornaliero di fibra raccomandato, pari a circa 30 grammi. Sempre tornando al difficile discorso del tumore al seno, ogni incremento giornaliero di 7 grammi di fibra riduce il rischio di un 7%. LA SALVIA CHE NASCOSE GESÙ Dopo la nascita di Gesù a Betlemme, la Sacra Famiglia dovette rifugiarsi in Egitto per sfuggire ai soldati di Erode che cercavano il Bambino per ucciderlo. Narra una leggenda che ad un certo punto del percorso i soldati stavano per raggiungere i fuggitivi. Allora la Madonna chiese alla Rosa se poteva nascondere il Bambino tra le sue foglie, ma ottenne una risposta negativa: «Posso io, la regina dei fiori, sciupare la bellezza ed il profumo dei miei petali se i soldati verranno a cercare il Bambino?». «Sei bella», le disse la Madonna «ma vanitosa ed egoista: da oggi in poi ti coprirai di spine». Poi si rivolse alla Vite, ma anche questa si rifiutò: «Non posso rischiare che siano rovinati i miei dolcissimi grappoli dalle spade dei soldati che verranno a rovistare tra i miei rami. Scusami, ma rivolgiti altrove». «I tuoi grappoli sono preziosi e i tuoi tralci vigorosi», le disse Maria, «ma d’ora in poi, ogni anno sarai spogliata degli uni e degli altri, e sarai costretta eternamente a ricominciare daccapo». Dopo altri dinieghi la Mamma di Gesù si rivolse ad un’umile pianta di Salvia, che si aprì immediatamente ad accogliere il Bambino Gesù. Allora Maria le disse: «Sei modesta e generosa; d’ora in poi le tue foglie saranno profumate e resistenti alle intemperie. Sarai ricercata e moltiplicata per rendere gustosi i cibi e curare tante malattie. Ognuno ti vorrà vicino alla propria casa e ti coltiverà con amore». L’eremita pregava a lungo e intensamente, chiedendo di potersi incontrare con Dio. Finalmente riuscì ad ottenere un appuntamento. «Domani, sulla montagna», gli disse un angelo. Il giorno successivo l’eremita si alzò di buon mattino e guardò la montagna: era completamente sgombra dalle nuvole. Allora, con un misto di gioia e trepidazione, s’incamminò verso la cima. Lungo il tragitto incontrò un uomo caduto tra i rovi che gli chiese aiuto. «Mi dispiace, ma ho fretta: ho un appuntamento con Dio», e proseguì allungando il passo. Poco più avanti si imbatté in una donna che piangeva accanto al figlio malato: «Aiutami, per favore». «Perdonami, non ho tempo, Dio mi sta aspettando in cima alla montagna». Procedette ancora di buon passo per non mancare all’appuntamento, ma, dove il sentiero si faceva più ripido, vide un vecchietto sfinito, che gli tendeva una borraccia: «Non ce la faccio più a proseguire. Ti chiedo per amore di Dio: vammi a riempire questa borraccia alla sorgente, dietro quella roccia». «Abbi pazienza, buon uomo, ho un appuntamento con Dio e non voglio perderlo!». Quando l’eremita fu finalmente sulla cima della montagna, sulla porta della baita dove doveva incontrarsi con Dio trovò un biglietto: «Scusami se non mi hai trovato: sono andato ad aiutare tutti quelli che tu non hai soccorso lungo la strada». (Da fonte non identificata) PENSIERO SPIRITUALE Racconta un’antica favola di un tale che, trovata una serpe infreddolita, se la mise in seno per riscaldarla. Ma la serpe, ripreso vigore, si rivoltò contro l’uomo e lo avvelenò. Questo mi fa pensare a chi tratta troppo bene il proprio corpo facendone un idolo. SOLE 1° Maggio Leva ore 6.06 Tramonta ore 20.07 15 Maggio Leva ore 5.49 Tramonta ore 20.22 1 G 2 3 4 5 6 7 킌 8 9 10 11 12 13 14 OLTRE LE NUVOLE. La Luna, si sa, influenza la Terra. Alta e bassa marea si verificano due volte al giorno per effetto della Luna, che genera innalzamenti del livello dell’acqua in due zone diametralmente opposte della Terra, mentre in quelle intermedie l’acqua si abbassa. Due volte al mese, poi, si verifica l’alternanza di maree sigiziali e maree di quadratura. Il primo termine indica il momento in cui alta e bassa marea sono ai livelli massimi, mentre il secondo indica che la differenza fra i livelli è minima. Questo fenomeno è dovuto all’allineamento con il Sole, che, seppur più lontano della Luna, per le sue enormi dimensioni fa valere gli effetti del suo magnetismo gravitazionale, in modo evidente, due volte al mese. Durante i giorni intermedi, le forze di Luna e Sole si contrastano attenuando il fenomeno. Dal canto suo, la Terra non rimane certo a guardare. Anch’essa influenza la Luna! Non trovando sul satellite distese d’acqua, la forza di attrazione gravitazionale della Terra si concentra sulle rocce lunari, che si espandono e si comprimono per effetto del nostro pianeta. Questo ha fatto sì che nel tempo la Luna abbia rallentato la rotazione intorno al proprio asse fino a uguagliare il suo periodo di rotazione con quello di rivoluzione. Ecco perché la Luna ci mostra sempre la stessa faccia e il suo lato oscuro può essere visto solo dai veicoli spaziali. POSIZIONI PLANETARIE. Il Sole il giorno 20 a h. 04.59 entra in Gemelli. Anche Mercurio entra in Gemelli il giorno 7 ma poi il 29 passa in Cancro. Venere entra in Ariete il giorno 3 e poi in Toro il giorno 29. Marte rimane in Bilancia, Giove in Cancro, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci. 쐠 15 16 17 18 19 20 21 쐡 22 23 24 25 26 27 28 쐞 29 «Ma lei sa chi sono io?». «Purtroppo no! Lei ha una faccia che vista una volta non si ricorda più». Una volta ci si separava odiandosi, oggi ci si separa continuando ad amarsi. Ma che senso ha, allora, unirsi? Il personale dei call center è straordinariamente rapido quando si tratta di stipulare un contratto, ma è più che straordinariamente lento quando si tratta di dar corso ad un reclamo. Quando un uomo politico è in buona fede, è buono solo per la Fede, non per la politica (Marco Raja). Dalla Bisaccia di Frate Indovino TORTA PARADISO. Ingredienti: 175 gr di farina - 175 gr di fecola di patate - 300 gr di burro - 150 gr di zucchero - 3 uova intere più 4 tuorli - scorza grattugiata di un limone non trattato - zucchero a velo vanigliato - Procedimento: lavorate il burro in una terrina fino a renderlo spumoso - Aggiungete lo zucchero, le uova intere e i tuorli - Sbattete e amalgamate, poi aggiungete, sempre mescolando, la farina, la fecola e la buccia di limone - Versate l’impasto ottenuto in uno stampo imburrato e spolverato di farina - Cuocete a forno moderato (170/180°C) per 45/60 minuti - Per servire cospargete di zucchero vanigliato. 13 30 31 S. GIUSEPPE art. Patr. dei Lavoratori Festa .......................................... Chi fa l’altrui mestiere - fa la zuppa nel paniere del Lavoro V S. Atanasio v. dott. – S. Antonino v. 1° Ven. .......................................... La preghiera deve essere la chiave del giorno e la serratura della notte S Ss. Filippo e Giacomo app. mm. 1° Sab. .......................................... Sopra sgabello zoppo - non agitarti troppo .......................................... D 3ª Pasq. S. ANTONINA di Nicea m. Chi fa più carezze che non suole - o t’ha gabbato o gabbar ti vuole L S. Angelo di Gerusalemme m. – S. Leo er. .......................................... Chi cerca ciò che non dovrebbe - trova ciò che non vorrebbe M S. Venerio v. – S. Benedetta di Roma vr. .......................................... La bruna al chiar di luna - la bionda al chiar dell’onda M S. Rosa Venerini vr. – B. Gisella reg. bd. .......................................... Primo Quarto a h. 05.14 - Temporaneo abbassamento delle temperature per piogge e qualche fiocco di neve in alta quota G S. Vittore m. – B. Maria Caterina vr. .......................................... Bell’ostessa - conto caro Supplica alla B.V.M. di Pompei V S. Beato er. – S. Pacomio ab. – B. Maria Teresa di Gesù vr. .......................................... Chi ciuco si corica - ciuco si risveglia Giornata Unione Europea S S. Giovanni d’Ávila dott. .......................................... Un padre campa dieci figli e dieci figli non campano un padre .......................................... D 4ª Pasq. S. IGNAZIO da Laconi fr. Giornata delle Vocazioni sacerdotali e religiose Festa della La mamma chi l’ha la chiama - chi non l’ha la brama Mamma L S. Leopoldo Mandić fr. – S. Achilleo m. – S. Pancrazio m. ........................................... Dio, genitori e maestri – non si riuscirà mai a ricompensare M B. V. M. di Fatima – S. Servazio v. – S. Natale v. .......................................... Dal frutto si conosce l’albero M S. Mattia ap. – S. Teodora Guérin vr. – S. Michele Garicoïts ........................................... Luna Piena a h. 21.16 - Ritorno di belle giornate di Sole, con temperature nelle medie stagionali G S. Achille v. – S. Cesarea er. – S. Ruperto er. – S. Eutizio m. .......................................... Disgrazia e osteria son sulla stessa via V S. Ubaldo v. – S. Possidio v. – S. Brendano ab. .......................................... Fa più danno l’apprensione che il malanno S S. Pasquale Baylon fr. – S. Giulia Salzano vr. .......................................... Del senno di poi - sono piene le fosse .......................................... D 5ª Pasq. S. FELICE da Cantalice fr. Non c’è nulla che lo vince: il tizzone o scotta o tinge L S. Celestino V p. – S. Crispino da Viterbo fr. .......................................... Il giovane ozioso sarà un vecchio bisognoso M S. Bernardino da Siena fr. – B. Colomba vr. .......................................... Il Sole entra in Gemelli a h. 04.59 M S. Vittorio m. – Ss. Cristoforo Magallanes e C. mm. .......................................... Ultimo Quarto a h. 14.59 - Qualche temporale per correnti da Ponente con cali di temperatura G S. Rita da Cascia ved. – S. Giulia vr. m. .......................................... Gente allegra il ciel l’aiuta V S. Desiderio v. m. – Ss. Lucio e C. mm. – S. Doroteo .......................................... I fatti della pentola li sa il coperchio S B. V. M. Ausiliatrice – B. Giovanni di Prado fr. m. .......................................... Il sonno della ragione genera mostri D 6ª Pasq. S. BEDA dott. S. Maria Maddalena de’ Pazzi vr. .......................................... Il vino rende lieti e fa svelar segreti L S. Filippo Neri – S. Maria Anna di Gesù – S. Pardo .......................................... Le lacrime d’erede - è matto chi le crede M S. Federico v. – S. Secondino m. – S. Restituto m. .......................................... La prima si perdona - la seconda si bastona M Ss. Emilio e Priamo mm. – B. Luigi Biraghi .......................................... Luna Nuova a h. 20.40 - [Luna di Giugno] - Ritornano giornate serene con temperature più alte della media G S. Massimino di Treviri v. – S. Orsola vr. Rogazioni .......................................... Senza umiltà tutte le virtù son vizi V S. Giuseppe Marello v. – S. Dimpna vr. m. Rogazioni .......................................... Le uova non hanno nulla Inizio novena di Pentecoste da insegnare alla gallina S Visita B. V. M. a Elisabetta Rogazioni .......................................... Le strade per l’inferno sono lastricate di buone intenzioni FENOMENI CELESTI: Mercurio torna osservabile dopo il tramonto, Venere brilla nel cielo dell’alba, Marte lo perdiamo solo nelle ultime ore della notte. Giove è visibile nella prima parte della notte, Saturno è nelle migliori condizioni di visibilità (è in opposizione al Sole il giorno 10). MACCHIE SOLARI: si conferma la tendenza all’attenuazione del fenomeno. TEMPESTE MAGNETICHE: in lieve, quasi inavvertibile, diminuzione. GIORNATE FAVOREVOLI: non si dovrebbero registrare condizioni di disagio. “Rivoluzione! Tutti in marcia verso i palazzi del potere, tutti davanti al Parlamento!”. Così griderà il popolo infuriato. Ma i più sussurreranno a se stessi: “Uhm, sì… però alle otto cerchiamo di essere a casa perché c’è la partita di Champions…”. Comanderà sempre chi ci mette i soldi! Come quando eravamo piccoli: a calcio decideva sempre il padrone della palla. Il saggio dice: “La bellezza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare” (Hermann Hesse). Non c’è uomo che non riesca a bere o a mangiare, ma son pochi in grado di gustare veramente una buona vivanda (Confucio). CARCIOFO (Cynara Scolymus) - Pianta perenne della famiglia delle Asteraceae. Si riproduce per carducci (polloni) o per ovoli (pezzetti di rizoma con una o due gemme) da interrare. Il Carciofo è conosciuto fin dall’antichità come depurativo ed epatoprotettivo. Studi recenti ne mettono in luce preziose qualità antiossidanti efficaci contro i radicali liberi e stimolanti delle secrezioni biliari. Da non trascurare l’azione riduttiva del colesterolo e di altri grassi presenti nel sangue. Del Carciofo, a scopo terapeutico, si utilizzano le foglie. Cure a base di questo vegetale sono molto ben tollerate, anche se qualche precauzione è consigliata in soggetti sofferenti di calcolosi biliare. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:10 Pagina 6 Chi acquista senza bisogno paga sempre caro. LAVORI DEL MESE. Preparate le aiuole per le seconde semine. Non interrompete la lotta ad infestanti e parassiti. Fate i regolari trattamenti e le innaffiature necessarie. Togliete i succhioni rimasti sul vecchio degli alberi da frutto, viti ed olivi prima che diventino legnosi. Diradate i frutticini in eccedenza appena finita la cascola naturale. Controllate gli innesti assicurando i nuovi germogli con nuove legature. Evitate di far giungere i raggi diretti del Sole ai semenzai e alle giovani piantine. ORTO. Trapiantate i cardi. Raccogliete le piante aromatiche da essiccare. Rincalzate le nuove piantine e irrigatele con regolarità. Aggiornate le legature dei pomodori ai sostegni, continuando a scacchiarli. Tagliate il vecchio dei carciofi fino a 4 cm sotto il livello del suolo. Munite di sostegni fagioli e fagiolini rampicanti. Seminate (o trapiantate) i pomodori per la raccolta tardiva. Semine e trapianti in terreno aperto: fagioli e fagiolini nani e rampicanti; cavoli precoci, rape e ravanelli; bieta da taglio e da orto; prezzemolo, sedano e basilico; lattughe, indivie e cicorie da taglio; porri e zucchine. GIARDINO. Innaffiate regolarmente le vostre piante in vaso aggiungendo ogni 15 - 20 giorni un buon fertilizzante. Potate alberi ornamentali ed arbusti sfioriti, bruciando le spuntature per evitare infezioni. Altrettanto fate con le bulbose sfiorite. Cominciate a cimare i crisantemi. Seminate all’aperto violacciocche, garofani, primule, campanule, myosotis. VIGNA E CANTINA. Continuate a scacchiare le viti facendo attenzione a lasciare quei germogli che saranno utili per il prossimo anno. Provvedete ai trattamenti contro peronospora, oidio e ragnetto rosso. In cantina controllate i livelli dei recipienti vinari, facendo attenzione alla copertura con olio enologico e cambiando mensilmente la pastiglia antifioretta. Giorni adatti per i travasi: dal 13 al 26 del mese. SOLE 1° Giugno Leva ore 5.36 Tramonta ore 20.37 15 Giugno Leva ore 5.33 Tramonta ore 20.46 1 D 2 3 4 킌 5 6 7 8 9 10 11 12 쐠 13 14 15 16 L 17 M 18 M 쐡 19 G 20 V 21 S 22 D 23 L 24 M 25 M 26 G 쐞 27 V 28 S 7ª Pasq. ASCENSIONE di N.S.G.C. L’occhio del padrone ingrassa il cavallo Giorn. delle Comunicaz. Sociali L S. EUGENIO I p. – S. Felice da Nicosia fr. La sincerità è il cardine dell’amicizia Festa della Repubblica M Ss. Carlo Lwanga e C. mm. – S. Clotilde reg. Nacque per nulla chi vive sol per sé M S. Francesco Caracciolo – S. Filippo Smaldone In Giugno, o bene o male, c’è sempre un temporale G S. Bonifacio v. m. – S. Franco er. – S. Igor m. Primo Quarto a h. 22.38 - Qualche sconcerto atmosferico con possibili improvvise grandinate V S. Norberto v. – S. Paolina m. – S. Gilberto er. ab. 1° Ven. La saggezza del passato non nutre l’affamato S S. Antonio Maria v. – B. Landolfo v. 1° Sab. Peggio nudi che mal vestiti D PENTECOSTE S. Giacomo Berthieu m. Nel pollaio non c’è pace Giornata pro Seminario se canta la gallina e il gallo tace L S. Efrem diac. dott. – B. Luigi Boccardo – S. Tecla m. Ciò che la Luna nasconde - l’illumina il Sole M S. Asterio v. – B. Edoardo – B. Diana vr. – S. Getulio m. Nella necessità si riconosce l’amico M S. Barnaba ap. – S. Paola Frassinetti vr. – S. Aléide vr. Q.T. Non è ricco chi possiede ma chi meno ha bisogno G B. Florida Cevoli fr. – B. Mercedes Maria vr. Non puoi vedere il bosco se stai tra gli alberi V S. Antonio di Padova dott. fr. – S. Aventino er. Q.T. Luna Piena a h. 06.11 - Continuano condizioni meteo incerte con improvvise piogge localizzate S B. Maria Candida – Ss. Valerio e Rufino mm. Q.T. Ogni botte dà il vino che ha Giornata mondiale dei Donatori di sangue D 11ª p.a. SS. TRINITÀ B. Luigi Maria Palazzolo Un cervello in dissesto - non risana mai presto 29 D 30 L B. Maria Teresa Scherer vr. I nervi troppo tesi - saltano in pochi mesi S. Raniero di Pisa – S. Imerio v. – S. Isauro m. Chi dentro si rode - di fuori non gode S. Calogero er. – B. Osanna vr. – S. Alena vr. m. Grave pena non ti punga - e la vita sarà lunga Ss. Gervasio e Protasio mm. – S. Romualdo ab. Ultimo Quarto a h. 20.38 - Ancora qualche burrasca per sbalzi di pressione che cederanno all’incalzare dell’Estate S. Metodio v. m. – B. Dermizio O’Hurley v. m. Presto e bene non marciano assieme S. Luigi Gonzaga – S. Marzia m. – S. José Isabel m. Il Sole entra in Cancro a h. 12.51 - Solstizio d’Estate 12ª p.a. CORPUS DOMINI S. Paolino di Nola v. Sei hai per amica la tigre procurati la frusta S. Lanfranco v. – B. Raffaella Santina vr. Quando la nave affonda - i topi scappano Natività di s. Giovanni Battista – B. Ivano er. Per San Giovanni dimentica i malanni S. Guglielmo ab. – S. Eurosia m. – S. Prospero v. Gatta furba piange col sorcio in bocca S. Giuseppe Maria Escrivá Se vuoi vivere bene - prendi il mondo come viene Sacro Cuore di Gesù – S. Cirillo d’Alessandria v. dott. Luna Nuova a h. 10.08 - [Luna di Luglio] Aria sempre più secca con temperature in aumento Cuore Immacolato di Maria – S. Ireneo v. m. Zotici e villani discuton con le mani 13ª p.a. Ss. PIETRO e PAOLO app. S. Emma ved. Se vuoi che la roba si faccia - chiudi la bocca e muovi le braccia Ss. Protomartiri romani – S. Adolfo di Osnabrück v. Trotto d’asino dura poco .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... PENSIERO SPIRITUALE La tristezza, ci dicono i santi, può essere di segno positivo o negativo. È buona se induce alla bontà; è cattiva se genera angoscia, inerzia, ira, gelosia, invidia, sofferenza. .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... OLTRE LE NUVOLE. Non è ancora un fatto accertato che il nostro satellite condizioni la biologia umana, ma è invece accertato che possa interagire con la riproduzione di organismi più semplici come alcuni insetti, plancton e coralli marini. Il nostro satellite, inoltre, funziona come uno schermo protettivo che ci preserva da impatti con asteroidi e comete (come la meteora che ha generato, proprio sulla Luna, il cratere Copernico) e aiuta la Terra a mantenere piuttosto stabile la sua inclinazione durante la rotazione intorno al Sole. Comunque la curiosità dell’uomo nei confronti della Luna non conosce appagamento e pare che in futuro si realizzerà una vera e propria base lunare per l’esplorazione del satellite. POSIZIONI PLANETARIE. Il 21 giugno a h. 12.51 il Sole entra in Cancro dando luogo al Solstizio d’Estate. Il giorno 17 Mercurio entra in Gemelli, come anche Venere il 23 del mese. Marte è in Bilancia, Giove in Cancro, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno, ancora in Pesci, diventa retrogrado a partire dal giorno 22. .......................................... FENOMENI CELESTI: Mercurio è osservabile con sempre maggiore difficoltà nei bagliori del tramonto ad inizio mese per riaffacciarsi all’alba a fine mese. Venere è ben visibile all’alba, Marte è visibile per quasi tutta la notte. Giove è visibile nella prima parte della notte per un lasso di tempo sempre più ridotto. Saturno è visibile per quasi tutta la notte, salvo le ore immediatamente antecedenti l’alba. MACCHIE SOLARI: graduale diminuzione che si accentua nell’ultima decade del mese. TEMPESTE MAGNETICHE: in deciso calo. GIORNATE FAVOREVOLI: la prima decade rientra nella normalità del mese precedente. Possibili alterazioni psicosomatiche nella seconda e soprattutto nella terza decade. Non conosceremo mai un tacchino che chieda l’anticipo del Natale. Così come non conosceremo amministratori e politici (i quali non sono più fessi dei tacchini) che decidano di diminuirsi privilegi e prebende. Arriverà il momento in cui il padrone non darà più cibo e i numerosi leccapiedi se ne andranno altrove a cercar poltrone e a caccia della pagnotta perduta, sperando di trovare la ciotola che li sfami. Il saggio dice: “Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo” (Johann Wolfgang von Goethe). Due cose impariamo dall’esperienza: la prima, che dobbiamo correggere molto; la seconda, che non dobbiamo correggere troppo (Charles-François Delacroix). Ai piedi della grande montagna vicina al villaggio, Yamatsumi martellava con forza la roccia. Ma la fatica era tanta e il sole picchiava impietoso. Poco più a valle scorreva il viavai della gente e passavano i palanchini con i notabili del paese sotto una tenda di seta rossa. Yamatsumi nel vederli alzava gli occhi al cielo e sospirava: «Potessi essere ricco anch’io e viaggiare in un palanchino, sotto una tenda di seta rossa!». Il suo desiderio fu accolto e Yamatsumi si ritrovò in un palanchino sotto una tenda di seta rossa. Ma il sole continuava a saettare implacabile, la gente ansimava e tutto bruciava dalla sete. Yamatsumi si sentiva deluso ed impotente. Tirò fuori la testa dal suo palanchino e disse: «Vorrei essere io il sole!». Il suo desiderio fu di nuovo esaudito e Yamatsumi fu il sole: da mattina a sera disperdeva l’oscurità, donava luce e calore, dal cielo dominava incontrastato su ogni cosa. Ma una mattina, tra lui e la terra, si insinuò una nube che imprigionò i suoi raggi. Inutilmente Yamatsumi si agitò, scagliò i suoi dardi infuocati, cercò di dissolvere la nube. Alla fine, vistosi sconfitto, disse: «Voglio essere la nube!». «Sia fatto come tu vuoi», gli fu risposto. E Yamatsumi fu una nube capace di fare il bello ed il cattivo tempo, pronta a dispensare la pioggia e la neve a suo piacimento e a contrastare, senza alcun timore, il dominio del sole. Ma un giorno si trovò a passare accanto alla vetta rocciosa di un’alta montagna. Yamatsumi percepì subito quella presenza come una sfida, raccolse tutte le sue forze e si scagliò con violenza contro la roccia: vento, pioggia, grandine, tuoni, saette... La montagna rimaneva là superba e immobile, nel suo atteggiamento di sfida. Yamatsumi allora, al colmo dell’ira, gridò: «Voglio essere la montagna!». E così fu. Una montagna maestosa e svettante, avvolta nella sua superba bellezza. E passarono i giorni. Una mattina arrivò qualcuno armato di mazza e scalpello che cominciò a colpire ai piedi la montagna. Mentre i pezzi si staccavano, Yamatsumi si piegò e vide di lontano un uomo che, battendo con la mazza e il martello, faceva tanti blocchi e li accatastava l’uno sull’altro. «Chi è quel piccolo essere che osa dilaniarmi brano a brano? Voglio essere io quell’uomo!». E Yamatsumi tornò ad essere lo spaccapietre di un tempo, ma finalmente felice e contento. (Da una novella giapponese) CARDO MARIANO (Silybum marianum) - Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. A scopo curativo si usano soprattutto i semi, particolarmente ricchi di silibina. Pianta utilizzata per curare malattie del fegato e della colecisti, disturbi dell’apparato gastrointestinale e persino delle emorroidi. Oggigiorno gli è riconosciuta un’efficacia epatoprotettiva, antiossidante e antinfiammatoria. Da non trascurare l’azione antifibrotica del Cardo mariano, preziosa nella prevenzione della cirrosi epatica e, non da ultimo, un’attività limitatrice della formazione del colesterolo. Recenti studi hanno messo in luce la capacità della silibina di migliorare la funzionalità del pancreas e di inibire le concentrazioni di istamina. In Italia non preoccupa più il problema della fuga dei cervelli all’estero. Il fenomeno è ampiamente compensato dalla proliferazione di imbonitori capaci di farti scambiare lucciole per lanterne. Ci sono delle persone che hanno un tempismo impressionante: aprono la bocca proprio quando non hanno nulla da dire. Si incontrano a volte degli individui che riescono a resistere a tutto, fuorché alle tentazioni. Dalla Bisaccia di Frate Indovino CIAMBELLONE O TORCOLO. Ingredienti: 500 gr di farina - 4 uova - 150 gr di burro - 300 gr di zucchero 1 bicchiere di latte - 1 bicchierino di mistrà (o altro liquore, dolce ed aromatico) - cartina di lievito vanigliato - buccia di un limone non trattato - Procedimento: unite tutto in un recipiente adatto e lavorate a lungo fino ad ottenere una pasta densa ma non solida Versate il tutto in uno stampo imburrato - Mettete in forno caldo a 180°C per 30 minuti - Servite freddo. 15 Esiste un quadro abbastanza conosciuto che rappresenta Gesù mentre con la mano sinistra sorregge una lampada ad illuminare la scena, e con la destra bussa ad una porta chiusa. Quando il quadro fu presentato per la prima volta ad una mostra, un visitatore fece notare al pittore che, secondo lui, vi era stata una dimenticanza: la porta era senza maniglia. «Non è una dimenticanza», rispose il pittore. «Questa porta rappresenta il cuore umano. E il cuore si apre solo dall’interno». Curiosità esistenziali - Mia moglie dice che sono troppo ficcanaso... almeno così scrive nel suo diario! CREMA PASTICCERA - Molto usata in pasticceria per farcire crostate, bignè, dolci millefoglie e pandispagna, può servire anche per accompagnare dolci al cucchiaio. È molto facile da preparare; a una miscela di uova, zucchero e farina si aggiungono, a fuoco basso, piccole dosi di latte tiepido, mescolando continuamente. CONSIGLI. Al contrario della crema inglese, la crema pasticcera deve raggiungere sul fuoco il bollore e bollire per almeno 5 minuti. Questo perché non deve prendere il sapore di farina. Risulta più vellutata se, tolta dal fuoco, vi aggiungete una noce di burro o un po’ di panna montata. Mescolate spesso mentre si raffredda per impedire che formi la pellicola in superficie. Un ottimo rimedio per impedire il formarsi della pellicola consiste nel fare aderire un foglio di carta da forno sulla superficie della crema versata nel recipiente atto a raffreddarla. Avete già sfogliato il vademecum del cuoco perfetto? Eccone il titolo: In Cucina non tutti sanno che... Informatevi alla pag. 19 di questo Calendario. Le donne pure stanno nella vita come rose nell’oscuro fogliame (Julius Rodenberg). Ipocondria dolorosa - Paziente dal medico: «Dottore, se mi tocco qui ho male (indicando il fegato con l’indice). Pure se mi tocco qui ho male (indicando la milza con lo stesso dito). E anche se mi tocco qui (indicando sempre allo stesso modo altre parti del corpo…). Cosa può essere?». - Il dottore: «Credo che lei abbia l’indice fratturato!». Una volta tanto si parla al positivo riguardo a brasati, stufati e spezzatini!! Nuovi studi decantano i vantaggi di cotture lente a bassa temperatura. Essi dimostrano come le carni siano più salubri quando vengono cotte a temperature moderate come avviene nel caso della stufatura e della brasatura, nelle quali (a parte la prima e breve fase della rosolatura) non si superano i fatidici 100°C. Così si riduce sensibilmente la formazione di amine eterocicliche, sostanze di cui si conosce la cancerogenicità negli animali. Infatti esse aumentano in proporzione con la temperatura e la durata della cottura di carni e pesci, a prescindere dal tipo. L’interessante novità giunge dalla pubblicazione di questa ricerca, che evidenzia come nelle carni cotte ad alta temperatura siano presenti livelli di amine eterocicliche molto più elevati rispetto alle altre, e riferisce che il consumo di fibre animali così cotte porta a modifiche del DNA delle cellule del colon. Il dato confortante è che il numero di tali cellule modificate veniva sensibilmente ridotto quando, insieme alla carne cotta, i soggetti umani offertisi per l’esperimento assumevano un mix di alimenti protettivi (abbondanti quantità di cavoli e broccoli, yogurt ed estratti di clorofilla). LA CARLINA, PIANTA DI CARLO MAGNO - La Carlina è una specie di cardo selvatico di media montagna, senza fusto, che cresce con un capolino radente al suolo, da cui si irradiano a stella le foglie spinose. Delle circa venti qualità che si conoscono, ce ne sono alcune di cui si mangia la base del capolino, come si fa con i carciofi. Il termine deriva da cardo, ma è alterato in “carlina” per accostamento al nome di Carlo, e sembra derivare proprio da Carlo Magno. In effetti, un’antica leggenda narra che questo imperatore, in viaggio verso Roma, si trovasse a passare con il suo esercito, decimato dalla peste, vicino al massiccio del monte Amiata. Il suo animo era in preda all’ansia per la sorte dei suoi soldati, ed anche per la propria. Ma durante la notte, sognò un angelo che gli disse di salire sul monte e, una volta in cima, di scagliare la sua lancia il più lontano possibile: l’erba la cui radice sarebbe stata trafitta dalla lancia, doveva essere raccolta, tostata e ridotta in polvere; quindi, mescolata al vino, doveva essere somministrata ai soldati, che sarebbero guariti dalla peste. Carlo Magno, destatosi, fece come gli era stato suggerito in sogno e il suo esercito fu liberato dal terribile contagio. La leggenda conclude dicendoci che ancora oggi questo vegetale mostra nella radice il segno del colpo di lancia dell’imperatore Carlo Magno. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:11 Adamo per un pomo perse l’orto. LAVORI DEL MESE. Molto importante in questo mese è il mantenimento dell’umidità necessaria alle vostre coltivazioni, che richiede attenzione a tre fattori: l’andamento del clima, la qualità del terreno, le esigenze delle varietà coltivate. Ricordo che un ottimo sistema è l’irrigazione “goccia a goccia”, che aiuta a risparmiare tempo ed acqua. Organizzatevi per conservare al meglio i vostri prodotti, così che mantengano i profumi e i sapori dell’estate. Raccogliete ed essiccate le piante aromatiche officinali. Controllate gli innesti. Proteggete le piantine più fragili e le piante in vaso dall’eccessiva calura. Preparate il terreno per le semine e i trapianti autunno-invernali. ORTO. Rincalzate le giovani piantine. Continuate ad aggiornare le legature dei pomodori e a ridurre l’eccessivo sviluppo dei nuovi germogli. Raccogliete patate, aglio, cipolle quando avranno il gambo ben secco. Interrate le piantine di fragole. Date acqua alle carciofaie. Semine e trapianti in terreno aperto: lattughe di tutti i tipi, cicorie, radicchi, indivie, rucola, ravanelli; cavoli di tutti i tipi, rape da radice e da broccoletti; finocchi, bieta da taglio, zucchine, fagioli e fagiolini. GIARDINO. Potate gli arbusti sfioriti. Spuntate i rami sfioriti delle rose a circa un terzo della loro lunghezza, dopo una gemma importante. Fate talee, propaggini e margotte. Continuate a cimare i crisantemi. Aggiustate le siepi. Dissotterrate i bulbi sfioriti ed asciutti per la prossima semina. Per le semine regolatevi come per il mese di Giugno. Proteggete le nuove piantine da infestanti e parassiti. VIGNA E CANTINA. Continuate nei regolari trattamenti contro peronospora e oidio fino all’invaiatura (quando gli acini cominciano a cambiare colore). A questo punto è importante un trattamento antibotritico (contro la muffa grigia); se sarà necessario potete effettuarne un altro, scegliendo un prodotto a rapida degradazione (con pochi giorni di carenza). Venti giorni prima dell’invaiatura sospendete ogni forma di potatura verde (cimature, scacchiature, spollonature, e quant’altro). Seguite attentamente il processo di maturazione dell’uva. In cantina verificate i livelli dei recipienti vinari e le coperture con olio enologico e pastiglie antifioretta. Giorni adatti per i travasi: dal 12 al 26 del mese. La rana e la tartaruga erano amiche inseparabili e spesso si ritrovavano insieme a chiacchierare. Un giorno, mentre si stavano raccontando le solite cose sopra la solita pietra in mezzo al lago, si accorsero che stava avvicinandosi un temporale. Quando cominciarono a cadere le prime gocce, la tartaruga disse: «Non voglio bagnarmi. Quando prendo la pioggia mi viene sempre il raffreddore». «Hai ragione», sentenziò la rana, «l’umidità è proprio deleteria per la salute. Andiamocene». E tutte e due si tuffarono nell’azzurro del lago. Pagina 7 Un giorno di tanti anni fa, un filosofo doveva attraversare il fiume. Si recò al punto di attracco e chiese al barcaiolo di traghettarlo. Durante la traversata il filosofo volle fare sfoggio del suo sapere e cominciò a porre delle domande al barcaiolo. «Senti, amico: ma tu conosci la filosofia?». «Purtroppo no», rispose il barcaiolo, «da quando ero bambino ho cominciato a fare questo lavoro con mio padre e non ho potuto studiare». «Ahi, ahi», sentenziò il filosofo, «hai perso un quarto della tua vita». Poco più avanti ritornò alla carica: «Allora, barcaiolo, nomi come Platone, Aristotele, Socrate, a te non dicono nulla». «No! Purtroppo a me non dicono niente, non so neanche chi siano», rispose il barcaiolo. «Ahi, ahi», rincarò il filosofo, «hai perso metà della tua vita!». Intanto si era alzato un forte vento, l’aria si era rabbuiata e la riva era ancora lontana. Il barcaiolo faceva fatica a mantenere la rotta. All’improvviso un colpo di vento più forte degli altri rovesciò la barca. Allora il barcaiolo gridò: «Filosofo, sai nuotare?». «No!», rispose quello. «Mi dispiace per te, hai perso tutta la tua vita!». E il barcaiolo si diresse a nuoto verso la riva. (Da fonte non identificata) SOLE 1° Luglio Leva ore 5.37 Tramonta ore 20.48 15 Luglio Leva ore 5.47 Tramonta ore 20.43 1 M 2 M 3 G 4 V 5 S 킌 7 L 8 M 9 M PENSIERO SPIRITUALE Quando sorgono in noi grandi desideri, tristezza per la nostra mediocrità, voglia di novità e di pienezza, non pensiamo che siano sogni futili e vani. Potrebbe essere il momento della grazia: non lasciamolo passare invano. Peccati coniugali - Una donna al suo confessore: «Padre, mi assolva, perché... mi sono sposata…» - «Ma sposarsi non è mica un peccato!» - «Ma io mi sono tanto pentita…». DORARE (verbi in cucina) - In gastronomia “dorare” significa genericamente far assumere un color caramello più o meno intenso alla superficie di paste, carni o vivande coperte di besciamella o pangrattato, mettendole in forno. Anche nella frittura si usa questo termine: una frittura è pronta quando è ben “dorata”. In pasticceria, invece, dorare torte salate o dolci e biscotti è un’operazione che implica non solo la cottura in forno, ma la spennellatura delle superfici con uovo sbattuto o miscele diverse prima del passaggio in forno. Per le torte dolci si sbatte l’uovo intero, o il solo tuorlo, e si spennella in modo uniforme. Per i biscotti e la pasticceria minuta si può miscelare l’uovo con acqua o latte; in ogni caso si può addolcire con zucchero o miele. Per torte salate, all’uovo si può amalgamare latte od olio; oppure si può usare solo l’albume, sempre sbattuto bene. Potete anche aggiungere dello zafferano alla miscela per ottenere un colorito molto più intenso. Tutte queste operazioni vanno sempre svolte appena prima di infornare. Occorre naturalmente controllare che, durante la cottura, il colore non diventi troppo scuro: in tal caso potete coprire con carta oleata o alluminio. Donna senza amore, speranza senza lavoro, nave senza timone, tutti le guardano e nessuno le vuole (Proverbio spagnolo). Stati d’animo - «Dottore, sono sei mesi che mia moglie pensa di essere una falciatrice» - «E allora perché non me l’ha portata prima?» - «Aspettavo che il mio vicino me la restituisse!». Un sano riposo è indispensabile per la lucidità mentale e mnemonica. Recenti studi, inoltre, hanno certificato che delle “sonore dormite” sono utili anche per non mettere su chili di troppo. È quindi importante che soprattutto i bambini e gli adolescenti (tra costoro, in Italia, circa uno su tre è sovrappeso se non addirittura obeso), riposino per un numero sufficiente di ore. “A letto dopo Carosello” non esiste più, neppure come battuta di spirito, soprattutto ora che a farla da padrone sono cellulari, tablet e computer e non la TV. Manco a dirlo, secondo una ricerca dell’Università svedese di Goteborg i giovanissimi che usano molto questi strumenti tecnologici presentano disturbi del sonno più spesso dei coetanei. LA ROSA DI NATALE - La Rosa di Natale è una pianta erbacea sempreverde della famiglia delle Ranuncolacee, diffusa dall’Europa centro-meridionale all’Asia. È chiamata “Rosa di Natale” perché fiorisce in inverno, da Dicembre in poi. Anche intorno a questa pianta è nata una bellissima leggenda. Quando Gesù nacque nella Grotta di Betlemme i Magi vennero da lontano guidati dalla Stella, per adorare il nuovo Re ed offrire in dono oro, incenso e mirra. Appena la carovana giunse a Betlemme, i Magi si informarono dove fosse nato il Bambino Gesù. Avute le informazioni si avviarono verso la grotta. Una pastorella di Betlemme, vedendo il singolare corteo, pensò di seguirlo e si ritrovò davanti alla Grotta vicino ai Re Magi. Quando vide personaggi così importanti prostrarsi davanti al Bambino Gesù ed offrire quei doni meravigliosi, scoppiò in un pianto dirotto: lei non aveva nulla, ma proprio nulla, da offrire a Gesù. Poi, tra una lacrima e l’altra, le sembrò di vedere qualcosa animarsi in terra vicino a lei. Si asciugò le lacrime e vide che erano spuntati dal terreno alcuni bellissimi fiori bianchi. Ebbe un sussulto nel cuore, li raccolse felice e li donò a Gesù. Erano le Rose di Natale. 6 D 10 G 11 V 12 S 쐠 OLTRE LE NUVOLE. Le costellazioni zodiacali sono più di 12! Si dà il caso, infatti, che ne esista una in cui il Sole effettua il suo transito apparente fra il 30 novembre e il 18 dicembre, prima di arrivare al Sagittario. Questa costellazione è Ofiuco, il portatore di serpente, collegato alla figura di Asclepio, il personaggio mitologico della medicina. Secondo la leggenda egli scoprì il segreto dell’immortalità osservando gli effetti di un’erba miracolosa che un serpente portava in bocca. Probabilmente l’abbinamento di questo “medico dell’antichità” con l’animale è dovuto alla sua caratteristica di cambiare pelle ogni anno, a significare un rinnovamento della vita. Comunque Ofiuco è l’unica costellazione zodiacale a non aver dato il nome ad un segno astrologico: ma in realtà, a parte questo “tredicesimo incomodo”, lo zodiaco astrologico si discosta comunque dall’effettiva posizione del Sole in cielo (considerando, ovviamente, sempre il suo transito apparente!). Accade, infatti, che un lento ondeggiamento dell’asse di rotazione terrestre dia luogo al fenomeno noto come “precessione degli equinozi”. POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 22 a h. 23.41 il Sole entra in Leone. Mercurio il giorno 13 entra in Cancro e poi il 31 in Leone. Venere il giorno 18 passa in Cancro. Il 26 del mese Marte entra in Scorpione. Giove passa in Leone il giorno 16. Saturno rimane in Scorpione e dal 16 torna a muoversi di moto diretto; Urano è in Ariete e dal 24 del mese diventa retrogrado; Nettuno rimane in Pesci. 14 L 15 M 16 M 17 G 18 V 19 S 쐡 Dalla Bisaccia di Frate Indovino ROCCIATA. Ingredienti: 700 gr di frutta mista (1 mela a fettine - fichi e prugne secchi - mandorle e noci tritate - uva passita) - 200 gr di zucchero - 300 gr di farina - mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva due bicchierini di vino dolce passito - buccia grattugiata di un limone non trattato - un pizzico di cannella in polvere - zucchero a velo - Procedimento: tagliate la frutta a pezzi e collocatela in un recipiente adatto - Aggiungete il vino passito, metà dell’olio, metà dello zucchero e la buccia grattugiata del limone, amalgamando bene - Disponete la farina a fontana sulla tavola e impastatela con l’olio e lo zucchero rimasti, un pizzico di sale e l’acqua necessaria - Fate riposare la massa per 15 minuti, poi stendetela con il matterello fino ad ottenere una sfoglia di circa 2 mm di spessore - Versatevi la frutta spandendola in modo uniforme su tutta la superficie della sfoglia - Arrotolate tipo strudel - Disponete su una teglia imburrata e mettete in forno caldo (180°C) per 30 minuti. Quando togliete dal forno spolverizzate con zucchero a velo. 16 20 D 21 L 22 M 23 M 24 G 25 V 26 S Se l’appetito vien mangiando, a star digiuni ne viene di più. Talvolta la menzogna è più appetibile della verità. Dipende dal gusto che in ciascuno è più sviluppato. Che differenza c’è tra la Repubblica delle Banane e le altre? È che in quella tutti i cittadini sanno arrampicarsi sugli alberi. L’Italia è stata definita “il giardino d’Europa”. Peccato che oggi lasci un po’ a desiderare sotto l’aspetto della manutenzione. 13 D 27 D 쐞 28 L 29 M 30 M 31 G S. Regina ved. – S. Oliviero v. m. Se a Luglio gran calura - a Gennaio gran freddura S. Ottone v. – B. Eugenia Joubert vr. – S. Bernardino Realino Una noce sola - non suona nel sacco S. Tommaso ap. – S. Germano v. – B. Marianna Mogas vr. Non essere come san Tommaso che ci crede solo se ci mette il naso S. Elisabetta del Portogallo reg. 1° Ven. Il diavolo si nasconde tra le pieghe della coscienza S. Domezio er. – S. Antonio Maria Zaccaria 1° Sab. Primo Quarto a h. 13.58 - Correnti da Ovest portano umidità e qualche pioggia isolata 14ª p.a. S. MARIA GORETTI vr. m. Non lodare il giorno prima che sia giunta sera S. Antonino v. m. fr. – S. Giuseppe Maria m. fr. L’oro non prende macchia Ss. Aquila e Priscilla – B. Pierre Vigne La speranza è figlia del bisogno S. Veronica Giuliani vr. fr. – S. Paolina vr. Meglio un passero tra le mani che un piccione sul tetto Ss. Rufina e Seconda mm. – S. Vittoria m. Le promesse di Carnevale muoiono in Quaresima S. Benedetto ab. patr. d’Europa – S. Olga Le spighe vuote stanno a testa alta S. Giovanni Gualberto ab. – S. Ignazio Clemente v. m. Luna Piena a h. 13.24 Piogge isolate e localizzate per umidità occasionale 15ª p.a. S. ENRICO II imp. B. Carlos Manuel Spesso l’osteria è a metà strada tra l’ospedale e la prigione S. Camillo de Lellis – S. Francesco Solano fr. La gioventù è una breve ebbrezza - la vecchiaia un lungo digiuno S. Bonaventura v. dott. fr. – S. Vladimiro Il troppo e il troppo poco rompon la festa e il gioco B. V. M. del Carmelo – S. Elvira bd. Il rumore non fa bene e il bene non fa rumore S. Alessio – S. Edvige reg. – B. Costanza reg. Dove si pialla cadono i trucioli S. Bruno v. di Segni – Ss. Giusta e Rufina vvr. mm. L’amicizia fatta in osteria - dura la lunghezza di una sbronza S. Arsenio il Grande er. – B. Ermanno m. fr. Ultimo Quarto a h. 04.08 Breve abbassamento della temperatura per venti da Nord 16ª p.a. S. APOLLINARE v. m. S. Aurelio v. Per Sant’Apollinare l’uva comincia a colorare S. Lorenzo da Brindisi dott. fr. – S. Simeone Chi ha più giudizio lo adoperi S. Maria Maddalena – S. Gualtero di Lodi Il Sole entra in Leone a h. 23.41 S. Brigida di Svezia patr. d’Europa – B. Pedro Ruíz Ira lenta - ira possente S. Cristina di Bolsena m. – B. Ludovica fr. Frasi dette tra i denti - non son mai complimenti S. Giacomo ap. – S. Cristoforo m. – S. Maria Carmela vr. Per offese bollenti - non esistono unguenti Ss. Gioacchino e Anna – B. Roberto Nutter m. Le botte rese - non sono offese 17ª p.a. S. NATALIA m. B. Maria Maddalena fr. Luna Nuova a h. 00.41 - [Luna di Agosto] Ritorno del gran caldo, con afa opprimente S. Vittore I p. – Ss. Nazario e Celso mm. – S. Alfonsa vr. fr. Il danaro è un buon servo e un cattivo padrone S. Marta – S. Olaf re m. – B. Urbano II p. I piccoli pensieri cementano l’amicizia S. Pietro Crisologo v. dott. – B. Manno Dove si spende il danaro non c’è bisogno di far convenevoli S. Ignazio di Loyola – B. Giovanni Colombini Di giorno si guarda - di notte si ascolta .......................................... .......................................... ........................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... FENOMENI CELESTI: Mercurio sorge all’alba prima del Sole per tutto il mese. Venere si riaccosta al Sole ma è sempre visibile all’alba. Marte tramonta prima di mezzanotte. Giove è visibile pochissimo tempo dopo il tramonto e solo nella prima parte del mese. Saturno è visibile nella prima parte della notte. MACCHIE SOLARI: repentino abbassamento del numero di macchie. TEMPESTE MAGNETICHE: sensibile calo anche dell’attività magnetica. GIORNATE FAVOREVOLI: disagi avvertiti soprattutto nella terza decade del mese da soggetti particolarmente sensibili e da persone anziane. Senso di spossatezza accentuato dal caldo estivo. Dopo il freddo inevitabilmente “polare”, arriverà il caldo immancabilmente “equatoriale”, “africano” e “tropicale”. Una sagra di ovvietà per arricchire i signori del meteo. La stampa e i telegiornali non rinunceranno mai ai luoghi comuni e alle frasi fatte. E continueranno a dire e scrivere “curva assassina” anziché “automobilista imprudente”. Il saggio dice: “Spòsati. Se trovi una buona moglie sarai felice. Se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo” (Socrate). Quello che le civiltà occidentali non hanno ancora realizzato è che il raggiungimento della felicità avviene in due fasi. La prima, quella del benessere diffuso, è un obiettivo ormai raggiunto. Ma più in là non riusciamo ad andare (Enrico Cheli). EQUISETO (Equisetum arvense) - Della famiglia delle Equisetacee, si riproduce per spore. A scopo terapeutico si usa il gambo centrale. Conosciuto largamente dalla medicina popolare, è stato usato da sempre come diuretico e antiemorragico, impiegato contro la gotta, le cistiti, la calcolosi renale e i reumatismi articolari. All’Equiseto viene riconosciuta anche oggi una significativa attività diuretica e disinfiammatoria dei reni e delle vie urinarie e integrativa nei trattamenti contro i calcoli renali. Altri studi recenti ne segnalano un’azione antidiabetica, antiossidante e antiaterosclerotica. Cure a base di Equiseto sono normalmente ben tollerate anche se sconsigliate a chi è affetto da insufficienza renale cronica. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:11 Pagina 8 Un’ora d’acqua caccia un anno di carestia. LAVORI DEL MESE. Finché permane l’emergenza caldo, curate con attenzione il regime idrico delle vostre piante. Come Luglio era il mese delle semine di varietà orticole autunno-invernali, così Agosto è il mese dei trapianti delle stesse varietà. Nella scelta delle piantine eliminate gli esemplari più vecchi, troppo cresciuti e con foglie ingiallite, e scegliete esemplari più giovani e rigogliosi anche se più piccoli. Fate innesti a gemma dormiente. Continuate a conservare frutta ed ortaggi. Fate attenzione alla mosca dell’olivo. ORTO. Concludete la raccolta delle patate. Rincalzate finocchi e cardi. Impiantate le nuove carciofaie per ovoli. Imbianchite sedani ed indivie. Continuate a conservare i vostri prodotti in vaso o in congelatore. Semine e trapianti in terreno aperto: ravanelli, rucola, prezzemolo, valeriana, spinaci; radicchi, indivie, cicorie, lattughe di ogni tipo, cavoli e rape di ogni tipo, porri, cipolle e finocchi. GIARDINO. Raccogliete i bulbi delle piante già sfiorite e metteteli all’ombra in un ambiente asciutto e ventilato. Sistemate le vostre piante in vaso ridando terra, concimando e innaffiando. Continuate a cimare i crisantemi. Seminate i bulbi di narciso, colchico e crocus. Fate talee di fresie, ortensie, rose ed altre piante lignee da fiore. VIGNA E CANTINA. In questo mese l’uva comincia a cambiare colore: è il periodo dell’“invaiatura”. Appena inizia, praticate l’ultimo trattamento a base di rame, aggiungendo un buon prodotto contro la muffa grigia (botrytis cinerea). Seguite con cura la maturazione dell’uva, misurandone il grado zuccherino. A tale scopo munitevi di un mostimetro, facilissimo da usare ed assolutamente accessibile ad ogni tasca. Cominciate a preparare le attrezzature per la vendemmia curando la pulizia e la funzionalità. Liberate i contenitori che vi serviranno per il nuovo vino. Nell’ambiente di vinificazione tenete recipienti di vino vecchio solo se coperti con olio enologico. Giorni adatti per i travasi: dal 10 al 25 del mese. SOLE 1° Agosto Leva ore 6.03 Tramonta ore 20.27 15 Agosto Leva ore 6.17 Tramonta ore 20.09 1 V 2 S 3 D 4 L 킌 5 M 6 M 7 G 8 V 9 S 10 D 11 L 12 M 13 M 14 G 15 V 17 D 쐡 18 L 19 M 20 M 21 G 22 V 23 S 24 D 25 L 쐞 26 M 27 M 28 G 29 V 30 S S. Teresa della Croce vr. m. patr. d’Eur. .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... 19ª p.a. S. LORENZO diac. m. B. Arcangelo fr. Luna Piena a h. 20.09 Temperature estive fino al Ferragosto S. Chiara di Assisi vr. fr. – S. Susanna m. Senza l’impegno non basta l’ingegno S. Rufino v. m. – S. Giovanna Francesca de Chantal Anche i pesci del re hanno le spine S. Ippolito m. – S. Irene imp. – S. Ponziano p. m. La superbia andò a cavallo e tornò a piedi S. Massimiliano M. Kolbe m. fr. .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... Con i matti non si fan patti 16 S 1° Ven. Chi cessa di essere amico non lo è mai stato S. Maria degli Angeli – S. Eusebio di Vercelli v. 1° Sab. Una goccia di miele calma un mare di fiele Perdono di Assisi 18ª p.a. S. ASPRENATO v. Ss. Leonzia e Flavia Viaggiando a casaccio si dorme all’addiaccio S. Giovanni M. Vianney – B. Enrico Giuseppe m. fr. Primo Quarto a h. 02.49 - Forti temporali estivi a macchia di leopardo con probabili grandinate molto localizzate S. Maria della Neve – S. Emigdio v. m. – S. Viatore er. L’amico di tutti non è amico di nessuno Trasfigurazione di N.S.G.C. – B. Maria Francesca vr. Il male è male farlo - ma peggio è pubblicarlo S. Donato v. – Bb. Agatangelo e Cassiano mm. fr. Chi ha la testa tra le nuvole non vede dove mette la punta delle scarpe S. Domenico di Guzmán – S. Maria della Croce vr. Tegame o fiasco asciutto - voltan l’umore al brutto Chi sa il trucco non l’insegna 쐠 S. Alfonso M. de’ Liguori v. dott. 31 D .......................................... ASSUNZIONE della B.V.M. S. Tarcisio m. A chi vuole il bene mio - io lo chiamo «Caro Zio!» Buon Ferragosto S. Rocco – S. Stefano re d’Ungheria – B. Angelo Agostino .......................................... Cento libbre di pensieri non pagano un’oncia di debito .......................................... 20ª p.a. S. CHIARA da Montefalco Ultimo Quarto a h. 14.25 - Caldo temperato da correnti di aria fresca a regime di brezza S. Elena imp. – Ss. Floro e Lauro mm. – S. Alberto Hurtado .......................................... Non arde lumicino se manca lo stoppino S. Ludovico d’Angiò v. fr. – S. Giovanni Eudes .......................................... Chi non ha testa - almeno abbia gambe S. Bernardo di Chiaravalle ab. dott. .......................................... Chi fa in fretta a decidere - fa in fretta a pentirsene S. Pio X p. – B. Vittoria Rasoamanarivo ved. .......................................... O sai quello che vuoi - o pigli quel che viene B. V. Maria Regina – B. Simeone Lucac̆ v. m. .......................................... L’amore e la tosse non si possono nascondere S. Rosa da Lima vr. – B. Bernardo da Offida fr. .......................................... Il Sole entra in Vergine a h. 06.46 .......................................... 21ª p.a. S. BARTOLOMEO ap. S. Emilia vr. A molti pensieri seguano poche parole S. Ludovico re ofs – S. Erminia – S. Patrizia vr. .......................................... Luna Nuova a h. 16.12 - [Luna di Settembre] - Temporali di fine estate preludono a temperature decisamente più basse S. Alessandro m. – Madonna di Czestochowa .......................................... Vecchio mulo mal s’avvezza - a portar nuova cavezza S. Monica ved. – S. Amedeo v. – S. Cesareo v. .......................................... Se non sai nuotare - non buttarti in mare S. Agostino di Ippona v. dott. – S. Adelina bd. .......................................... Madre pietosa fa la figlia tignosa Martirio di s. Giovanni Battista .......................................... Prendi il bene quando viene - ed il male quando tocca S. Pietro er. – S. Margherita Ward m. – B. Maria Rafols vr. .......................................... Amore non si compra né si vende - ma in premio d’amor, amor si rende 22ª p.a. S. RAIMONDO NONNATO S. Aristide .......................................... Contro la forza - la ragion non vale FENOMENI CELESTI: Mercurio torna al tramonto, teoricamente visibile nella seconda parte del mese. Venere rimane visibile all’alba, Marte tramonta prima di mezzanotte, Giove è invisibile e Saturno è visibile solo per qualche ora dopo il tramonto del Sole. MACCHIE SOLARI: continua il calo repentino dell’attività solare. TEMPESTE MAGNETICHE: in forte diminuzione. GIORNATE FAVOREVOLI: nell’ultima decade. Senso di affanno e disagi latenti fino a tutta la prima metà del mese. Colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa stia dicendo. Sarà questa, come nel passato, la fotografia dei dibattiti televisivi. Dalla caduta dell’impero romano a oggi la fine del mondo è stata annunciata 183 volte. Quest’anno arriveremo a 185. Qualcuno crederà alla profezia e finirà nelle mani degli imbroglioni. Il saggio dice: “Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto” (Blaise Pascal). Lo sviluppo economico, che tanto preoccupa gli italiani, somiglierà sempre più al capufficio: tutti ne parlano, ma solo quando non c’è. FINOCCHIO (Foeniculum officinale) - Nella medicina popolare il finocchio era usato nei disturbi digestivi contro gli spasmi prodotti da gas intestinali, come espettorante e come stimolante della secrezione lattea, salivare e biliare. Tali proprietà sono confermate anche dalla medicina odierna, che riconosce al Finocchio una notevole efficacia contro i disturbi intestinali, specialmente nelle coliche gassose dei bambini, riducendo la produzione eccessiva di gas; se ne segnala inoltre la capacità stimolante della secrezione lattea, e l’azione antimicrobica, espettorante e diuretica. L’uso di questa pianta a scopo medicinale risulta ben tollerato, specialmente sotto forma di infuso. Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. A uno dei due era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per facilitare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro paziente doveva restare sempre sdraiato. Infine i due fecero conoscenza e presero l’abitudine di parlare per ore. Ogni pomeriggio il malato vicino alla finestra si sedeva e passava il tempo raccontando al compagno di stanza tutte le cose che vedeva fuori. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e si godeva una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dell’altro letto chiudeva gli occhi e immaginava la scena. Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l’infermiera del turno di giorno, nel portare loro l’acqua per il bagno, si rese conto che l’uomo vicino alla finestra doveva essere morto pacificamente nel sonno. La donna si rattristò molto e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l’altro paziente chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera ne fu felice e si premurò di predisporre il cambio. Quando l’uomo fu solo, lentamente, dolorosamente, si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Sforzandosi, si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Ebbene: essa dava su un muro bianco! L’uomo chiese all’infermiera che cosa potesse aver spinto il suo povero amico a descrivere spettacoli così meravigliosi fuori da quella finestra. L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. E commentò: «Forse, voleva farle coraggio». (Fonte non identificata) PENSIERO SPIRITUALE Vi sono sentimenti di una profondità e una soavità tali da essere impossibile esprimerli in parole. Custodiamoli nel cuore. Formeranno la nostra ricchezza interiore, che non perderemo mai. OLTRE LE NUVOLE. La Luna orbita intorno alla Terra in 27,3 giorni, sorge e tramonta con circa 50 minuti di ritardo ogni giorno e, a causa del suo diverso orientamento rispetto al Sole, ai nostri occhi passa attraverso delle fasi, che si usa definire: “Luna Nuova” (completamente scura); “Luna Crescente” fino al “primo quarto” (mezza Luna); “Luna gibbosa” fino alla “Luna Piena” (completamente illuminata). Dopo comincia la fase calante, fino al ritorno della “Luna Nuova”. Durante il suo movimento intorno alla Terra si possono verificare le eclissi. Possono essere sia lunari che solari e si verificano quando Terra, Luna e Sole sono perfettamente allineati. In questo modo la Luna proietta la sua ombra sulla Terra o viceversa. Le eclissi lunari si verificano solo con Luna Piena e quelle solari con Luna Nuova ma non ogni volta. Il ciclo che seguono le eclissi, infatti, dura 223 mesi lunari (cioè 18 anni, 11 giorni e 8 ore) ed è noto come ciclo di Saros. Conoscendo, dunque, la data di un’eclissi passata è piuttosto facile calcolare le successive, soprattutto se sono lunari. POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 23 a h. 06.46 il Sole entra in Vergine. Anche Mercurio il 15 del mese entra in Vergine. Venere il giorno 12 passa in Leone, Marte è in Scorpione, Giove rimane in Leone, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci. L’arte del politico è quella di sapersi destreggiare tra le bugie. Gli uomini combattono accanitamente per i loro ideali. In quanto a metterli in pratica poi... è un’altra questione. La pigrizia è il miglior incentivo per il progresso tecnologico. Sempre più spesso la pubblicità è l’unica cosa che si capisce leggendo i giornali. Dalla Bisaccia di Frate Indovino CROCCANTE. Ingredienti: 400 gr di mandorle dolci spellate - 400 gr di zucchero - succo di un limone Procedimento: mettete lo zucchero a caramellare Quando comincerà a colorirsi aggiungete le mandorle (intere o in graniglia) e il succo di limone - Mescolate a lungo fin quando il composto si sarà ben colorito (non cuocete a fuoco vivo, perché lo zucchero potrebbe bruciare) - Versate il composto su un piano di marmo (o di vetro) ben oliato, spianandolo in modo uniforme fino ad un centimetro di spessore - Incidete subito il croccante per avere dei pezzi omogenei quando si sarà raffreddato. 14 Un imperatore dell’antica Cina fece un giorno un solenne giuramento: «Voglio conquistare e cancellare dal mio regno tutti i miei nemici». Dopo un po’ di tempo i sudditi videro l’imperatore che passeggiava amichevolmente con i nemici nei giardini imperiali. «Ma non avevi giurato che avresti annientato dal regno tutti i tuoi nemici?», osservarono i sudditi. «Ebbene? Li ho cancellati tutti, non vedete? Li ho fatti diventare tutti miei amici», rispose l’imperatore. Dubbi matrimoniali - «... È tua moglie quella signora bionda...» «Non lo so: poco fa è uscita per andare dal parrucchiere». FILETTO - È un taglio di carne; solitamente indica una parte ricavata dal quarto posteriore del bovino adulto, ma lo si può ottenere anche dal vitello e dal maiale (in questo caso si specifica “filetto di…”). Il filetto è alloggiato sotto le vertebre lombari: è costituito da un fascio di muscoli dalla forma allungata e a sezione circolare. Data la loro posizione, questi muscoli lavorano pochissimo, per cui ne risulta una fibra priva di connettivo, tenera e magra. Non è certo una carne saporitissima, ma proprio per questo va incontro a tutti i gusti ed è molto usata in gastronomia. Il filetto si divide in tre parti: la testa, destinata a ricavarne fette più o meno sottili per preparazioni in padella; il cuore, per cotture alla griglia; la coda, che si usa generalmente in ricette ricche di salse. La grande domanda alla quale non sono riuscito a rispondere nonostante trent’anni di ricerche sull’animo femminile: “Che cosa vuole una donna?” (Sigmund Freud). Mestieri inusuali - Dentista: colui che mettendovi le tenaglie in bocca vi cava i danari dalle tasche. Non tutti sanno che il cocomero (o anguria che dir si voglia) è di origine africana, ed è costituito per il 95% di acqua, con moderate quantità di zuccheri (circa 4 gr ogni etto di parte commestibile). A tutti gli effetti un frutto dissetante, dal basso contenuto energetico (16 kcal/etto), il cocomero apporta, oltre al potassio (e a modeste quantità di vitamina C), la citrullina, che nell’organismo viene convertita in arginina, un aminoacido precursore dell’ossido nitrico, potente regolatore della funzione dei vasi sanguigni. Da non sottovalutare, poi, che l’anguria è fonte di licopene, forte antiossidante in virtù della sua struttura alchilica, del numero di doppi legami coniugati e della elevata idrofobicità. Il licopene, come altri carotenoidi, ha attività di prevenzione dei tumori. Le prime ricerche in questo senso sono state stimolate da studi epidemiologici che hanno evidenziato una relazione tra consumo di frutta e vegetali in generale e diminuzione del rischio di certi tipi di cancro. Diversi studi pubblicati attribuiscono al licopene la capacità di ridurre il rischio di cancro alla prostata nell’uomo, e ricerche sperimentali su topi indicherebbero che esso ha la capacità di sopprimere la crescita di cellule tumorali mammarie. IL GELSOMINO E LE STELLINE - Una leggenda araba racconta che un giorno Kitza, la madre di tutte le stelle, stava preparando i vestiti nuovi per le figlie. A lavoro già inoltrato rientrarono in casa alcune stelline lamentandosi con la madre dei nuovi abiti: «Il mio è troppo largo». «Il mio è troppo stretto». «Il mio è troppo lungo». «Il mio è troppo corto»... Insomma, una confusione da non dire. La mamma si raccomandava: «Figlie state buone, non fate chiasso, lasciatemi lavorare... vi accontenterò prima possibile». Ma quelle neanche l’ascoltavano, e il chiasso cresceva... fintanto che arrivò all’orecchio di Micar, il re degli spazi, il quale volle accertarsi di cosa stesse accadendo: «Chi è che rompe l’ordine e il silenzio degli spazi infiniti?». Entrato nella casa di Kitza si rese subito conto del motivo di tanto baccano. Allora, con voce tonante, disse alle stelline: «Siete veramente incontentabili ed egoiste. Mi avete proprio stancato. Andate via dalla volta celeste!». E le stelline si ritrovarono sulla terra, immerse nel fango. La madre Kitza non voleva questo e, piangendo sconsolata, protestò contro Micar senza alcun risultato. Allora Bersto, la signora dei fiori, ebbe compassione di Kitza e le disse: «Stai tranquilla, tirerò fuori dal fango le tue stelline e le farò diventare dei fiori meravigliosi». Così furono creati i gelsomini, le stelline della terra. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 27-05-2013 17:32 Pagina 9 Poco cibo e niente affanno sanità di corpo fanno. LAVORI DEL MESE. Preparate tutto per la vendemmia e la vinificazione. Raccogliete mele e pere in due tempi, a distanza di 8 - 10 giorni, secondo il grado di maturazione dei frutti. In caso di pioggia sospendete per 4 - 5 giorni. Fate ancora gli innesti a gemma dormiente, a condizione che il portainnesto sia ancora in vegetazione. Controllate gli innesti praticati in precedenza. Preparate i terreni per i nuovi impianti di alberi da frutto, viti e olivi, o anche semplicemente per consegnarli al riposo invernale. ORTO. Completate semine e trapianti iniziati in Agosto. Proseguite nell’imbianchimento di finocchi, indivie, radicchi, porri e sedani. Seguite le nuove pianticelle innaffiando e rincalzando. Particolare attenzione riservatela ai parassiti. Date una prima larga legatura ai cardi (gobbi) per evitare che colpi di vento ne rompano le foglie esterne. Scarducciate i carciofi. Semine e trapianti in terreno aperto: lattughe, indivie, radicchi, cicorie, valeriana; cipolle, ravanelli, rucola, prezzemolo e spinaci. GIARDINO. Raccogliete i semi da conservare per il prossimo anno. Interrate i bulbi a fioritura primaverile. Fate talee di rose, fucsie, ortensie, lillà, forsizie... Seguite la rifioritura delle rose concimando, bagnando e ridando terra. Sistemate le siepi. Continuate a cimare i crisantemi. Ripulite i cespugli di lavanda, abbassando la chioma di due terzi. Seminate margherite, viole del pensiero, violacciocche, primule, calendule e tutte le qualità rustiche per il prossimo anno. VIGNA E CANTINA. Mentre seguite il processo di maturazione dell’uva, mettete a punto tutto ciò che serve alla vendemmia, alla pigiatura dell’uva e alla sistemazione dei mosti. Alcune raccomandazioni: eliminate grappoli malati o le parti di essi colpite da muffe. Curate un’assoluta pulizia. Eliminate dalla cantina ogni cattivo odore. Per notizie più complete e dettagliate consultate il nostro libro Vigna, Vino e Cantina alle pagine 221 271. Giorni adatti per i travasi: dal 9 al 23 del mese. In Palestina si racconta che una notte il re David non riusciva a prendere sonno. La moglie, preoccupata, gli chiese che cosa avesse e David le confessò che il giorno dopo doveva saldare al suo vicino Jacob un consistente debito; ma i soldi non li aveva. La moglie allora saltò giù dal letto, si affacciò al balcone e chiamò: «Jacob! Jacob!». Dall’altra parte della strada: «Che vuoi?». «David mi manda a dirti che non ha soldi e domani non può saldarti il debito». La donna rientrò, si rimise a letto e disse a David: «Adesso puoi dormire. Ora tocca a Jacob stare sveglio». Fidanzati distratti - «Ieri ho incontrato il tuo fidanzato, ma non mi ha riconosciuta» - «Già, me lo ha detto». GRIGLIA - Quello “alla griglia” è un metodo di cottura arrosto su un utensile formato da sbarre o tondini di metallo, che viene messo su brace o serpentina elettrica. A volte, impropriamente, si definisce “alla griglia” anche la cottura su piastra o bistecchiera: non è corretto definire così questo metodo, perché non consente la circolazione dell’aria intorno all’alimento che, invece, è la caratteristica della vera cottura alla griglia. Questa cottura, infatti, avviene per convezione e consente il rapprendimento e la colorazione di tutte le superfici esterne del cibo. A seconda che si tratti di carne, pesce o verdure, le tecniche da usare dovranno essere diverse. A) Le carni in genere mettetele da subito molto vicine alla brace piuttosto viva; usate i grassi per ungere solo dopo la coloritura; alzate la griglia allontanandola dalla brace o velando questa di cenere, allo scopo di non far infiammare il grasso che cola, per poter prolungare la cottura a piacere. La carne non va salata in cottura e non va punta, perché i succhi interni non dovrebbero uscire. B) Per il pollame, invece, utilizzate brace non troppo viva e, per avere una cottura lenta e a temperatura moderata, ungete, salate e aromatizzate prima della cottura; aumentate il calore solo alla fine, in modo da rendere croccante la superficie, che sarà ancora più croccante se la irrorerete con succo di limone. C) Le verdure e i pesci, vanno unti e salati prima, per poi metterli sulle braci velate di cenere e sistemare la griglia ad una maggiore distanza dalla fonte di calore. Bisogna pigliar gli uomini come sono, e le donne come vogliono essere (Auguste-Louis Petiet). Succede anche questo - Due anestesisti trafelati sulla soglia della sala operatoria, l’uno con un occhio nero e l’altro con il naso schiacciato: «Presto, presto... portate dell’altro narcotico... e molto!». Se dormiamo poco e/o male, ne restano i segni sulla nostra pelle ed anche sugli atteggiamenti: Ma non è tutto qui: altri studi dimostrano che privarsi del sonno incide in modo negativo sul sistema nervoso, sul sistema immunitario (cioè la capacità di difendersi dalle infezioni), e sulle funzioni basilari delle cellule. Ci sono, inoltre, anche conseguenze comportamentali nell’insonnia o nell’astinenza dal riposo, soprattutto se si traduce in un viso meno ben disposto alle interazioni sociali. L’aspetto, come tutti sanno, condiziona tanti rapporti: facilita o ostacola la collaborazione altrui, agevola o complica le relazioni tra coniugi o fidanzati e tanto altro ancora. Tornando allo studio effettuato sui ragazzi svedesi, a cui si fa riferimento in altre pagine nella stessa rubrica, i soggetti analizzati arrivano a supporre che un viso attraente e riposato facilita considerevolmente l’entrare in sintonia con il resto del gruppo e quindi l’essere scelti da chi ha interesse a trovare il proprio partner. IL CHICCO DI GRANO, SIMBOLO DI CRISTO Ora nasce il verde filo del chicco di grano sepolto, che nella terra per molti giorni attese; a vita ritorna l’amore, disceso nel regno dei morti: l’amore è tornato come verde germoglio di grano. L’amore nel sepolcro gli uomini avevan deposto, pensando che mai sarebbe tornato alla vita, nascosto nella terra come chicco che dorme invisibile: l’amore è tornato come verde germoglio di grano. A Pasqua è risorto, come il grano è rinato dopo essere stato tre giorni sepolto; dal regno dei morti riappare il Signore risorto: l’amore è tornato come verde germoglio di grano. (Inno pasquale inglese) In un radioso mattino di settembre un piccolo ragno giallo decise di costruire la sua tela. Girovagò a lungo ai margini del bosco, salì su un alto albero, poi si calò giù attaccandosi al suo filo lucente e si posò su una siepe spinosa. Lì cominciò a costruire la sua tela lasciando che il filo, lungo il quale era disceso, reggesse il lembo superiore di tutto l’impianto. Era un’opera bella e grande che si slanciava verso l’alto, e quasi scompariva nell’azzurro del cielo. Passavano i giorni e il ragnetto diventava grande. Quando le mosche scarseggiavano si vedeva costretto ad ampliare la tela; e questo gli era possibile proprio grazie a quel filo che scendeva dall’alto, del quale non si riusciva a vedere la fine. Una mattina il nostro amico, vuoi per il freddo della notte, vuoi soprattutto per la fame arretrata, si svegliò di pessimo umore e così, di punto in bianco, decise di fare un giro d’ispezione sulla tela: controllò ogni angolo, tirò ogni filo, rimise tutto in ordine, finché notò nella parte superiore della rete un filo teso verso l’alto di cui non ricordava la funzione e nemmeno l’esistenza. Di tutti gli altri fili conosceva l’importanza, i punti di snodo, i ramoscelli dove erano stati fissati; ma quel filo inesplicabile non andava da nessuna parte. Il ragno cercò di osservare da ogni angolatura, si rizzò sulle zampette, guardò con tutti i suoi occhi... ma non riuscì a capire dove andasse a finire. «A cosa serve questo stupido filo...» disse il ragno, «via i fili inutili!». Un colpo di mandibole e... patatrac!, tutto gli rovinò addosso. Aveva dimenticato che, un lontano mattino di settembre, lui stesso era sceso giù da quel filo, e da lì aveva iniziato a tessere la sua tela. Ora, invece, si trovava a giacere sulle foglie della siepe spinosa, imprigionato nella sua stessa rete divenuta ormai un piccolo, umido cencio. Era bastato un solo istante per distruggere una magnifica opera e soltanto perché non era riuscito a capire l’importanza di quel “filo dall’alto”. (Da una novella di Johannes Jørgensen) SOLE 1° Settembre Leva ore 6.35 Tramonta ore 19.42 15 Settembre Leva ore 6.50 Tramonta ore 19.18 1 L 2 M 킌 3 M 4 G 5 V 6 S 8 L 9 M 쐠 10 M 11 G 12 V 13 S 14 D 15 L PENSIERO SPIRITUALE Quando ci accingiamo a fare qualcosa di importante non assumiamo un atteggiamento severo e cupo. Mettiamo, con un filo di sorriso, un po’ di luce anche nelle cose serie. 7 D 16 M 쐡 17 M OLTRE LE NUVOLE. Dalle prime osservazioni del pianeta Marte si pensò che esso potesse essere caldo e ospitale e che alcune zone fossero addirittura ricche di vegetazione. Vedendo, infatti, delle macchie più scure sulla sua superficie, alcuni astronomi ipotizzarono che si trattasse di zone coltivate e irrigate da corsi d’acqua artificiali. Fu la sonda Mariner a infrangere i sogni di chi sperava di trovare forme di vita sul “pianeta rosso” perché, sorvolandolo da vicino, rivelò una superficie apparentemente priva di vita. Attualmente le calotte polari di Marte sono rivestite da anidride carbonica allo stato solido, ma il radar della sonda Mars Express nel 2007 rivelò al di sotto di questo strato una profonda riserva di acqua ghiacciata. Attualmente sono in piedi diverse teorie sulla presenza di acqua in superficie, e la speranza è affidata alle sonde di nuova generazione. POSIZIONI PLANETARIE. Il 23 settembre a h. 04.29 il Sole entra in Bilancia e comincia l’Autunno astronomico. Il giorno 2 Mercurio entra in Bilancia, il 27 passa nello Scorpione. Venere il giorno 5 entra in Vergine e il 29 entra in Bilancia. Marte il giorno 13 passa in Sagittario. Giove, Saturno, Urano e Nettuno permangono rispettivamente in Leone, Scorpione, Ariete e Pesci. Per i venditori di fumo, viste le proporzioni che va assumendo la categoria, dovrebbe essere obbligatoria l’assicurazione contro le scottature. Volete sperimentare la sensazione del vuoto assoluto? Provate ad entrare nella testa di qualche star. A certe persone l’esperienza accumulata negli anni serve solo per ripetere gli errori con minore fatica. C’è chi pulisce le scarpe per non sporcare casa, e chi pulisce casa per non sporcare le scarpe. Dalla Bisaccia di Frate Indovino TORTA DEI RICONCILIATI. Ingredienti: 300 gr di farina - 350 gr di zucchero - 5 più 2 uova - 250 gr di mandorle dolci tritate - latte - scorza grattugiata di un limone non trattato - lievito in polvere - Procedimento: rompete le 5 uova separando i rossi dalle chiare - Montate le chiare a neve - Lavorate i tuorli con lo zucchero e la buccia di limone - Aggiungete la farina e le mandorle - Legate tutto con le due uova intere sbattute, mescolando a lungo e, se necessario, bagnando con qualche cucchiaio di latte - Da ultimo unite le chiare montate e il lievito - Versate l’impasto in una teglia imburrata e infarinata - Cuocete a 170/180°C per circa 45 minuti. 12 18 G 19 V 20 S 21 D 22 L 23 M 24 M 쐞 25 G 26 V 27 S 28 D S. Egidio ab. – S. Terenziano v. m. – S. Verena vr. A Settembre chi è esperto - non viaggia mai scoperto S. Elpidio ab. – S. Nonnoso ab. – B. Apollinare fr. m. Primo Quarto a h. 13.11 Belle giornate settembrine con temperature miti S. Gregorio Magno p. dott. – S. Marino diac. I creditori hanno miglior memoria dei debitori S. Rosalia vr. er. – Traslaz. di S. Rosa da Viterbo vr. ofs Onorare e non imitare - non è altro che adulare B. Teresa di Calcutta vr. 1° Ven. Il diavolo aiuta i suoi - ma non li salva S. Umberto ab. – B. Michele m. – S. Eva m. 1° Sab. L’oro luce - la virtù riluce 23ª p.a. S. GRATO v. B. Giovanni Mazzucconi m. L’oro s’affina al fuoco - l’uomo nelle sventure Natività B. V. Maria – B. Federico Ozanam Chi non fa da sé - non speri dagli altri S. Tiburzio m. – B. Giacomo Desiderato Laval Luna Piena a h. 03.38 - Giornate piovose che aprono in anticipo le porte all’Autunno S. Nicola da Tolentino – S. Salvio v. Portare pesci al mare - risulta un magro affare Ss. Proto e Giacinto mm. – S. Ramiro m. La donna è come l’onda - o ti sostiene o ti affonda SS. Nome di Maria – S. Silvino v. – S. Guido pellegrino Se un vizio non si cura - presto divien natura S. Giovanni Crisostomo v. dott. – S. Amato ab. Meglio un aiuto che cento consigli 24ª p.a. ESALTAZIONE S. CROCE S. Materno v. Dio attende fuori orario - anche il ritardatario B. V. Maria Addolorata – B. Rolando er. Ne sa più il matto a casa sua che il savio a casa d’altri Ss. Cornelio p. e Cipriano v. mm. – S. Eufemia m. Ultimo Quarto a h. 04.04 - Gli ultimi giorni d’Estate ci regalano ancora bel tempo Stimmate di s. Francesco – S. Roberto v. dott. Ogni pazzo è saggio quando tace S. Giuseppe da Copertino fr. – S. Eustorgio v. Tutte le cose hanno una fine - escluso il salame che ne ha due S. Gennaro v. m. – S. Teodoro v. – S. Alfonso de Orozco Peggio l’invidia dell’amico - che l’insidia del nemico S. Francesco M. da Camporosso fr. Predica a te stesso - non predicar te stesso 25ª p.a. S. MATTEO ap. Ss. Eusebio e C. mm. Quando arriva la minestra - non c’è più sinistra o destra S. Ignazio da Santhià fr. – S. Maurizio m. Quattrini e amicizia rompon le braccia alla giustizia S. Pio da Pietrelcina fr. – S. Sigismondo v. Il Sole entra in Bilancia a h. 04.29 - Equinozio d’Autunno S. Pacifico fr. – S. Terenzio m. – S. Gerardo v. m. Q.T. Luna Nuova a h. 08.13 - [Luna di Ottobre] - La Luna di Ottobre annuncia un periodo di piogge abbondanti S. Nicola di Flüe – B. Giuseppe Benedetto Dusmet v. Quattrino risparmiato - due volte guadagnato Ss. Cosma e Damiano mm. – S. Nilo ab. Q.T. Raglio d’asino non sale al cielo S. Vincenzo de’ Paoli Q.T. Se ti trovi nell’intrigo - allora scopri chi è l’amico 26ª p.a. S. SALONIO v. B. Innocenzo da Berzo fr. Senza lilleri non si lallera Insurrezione popolare di Napoli .......................................... .......................................... .......................................... ......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... 29 L Ss. Michele, Gabriele, Raffaele arcangeli .......................................... 30 M Sono le botti vuote quelle che cantano S. Girolamo dott. – S. Onorio v. – B. Federico Albert Donna e fuoco - toccali poco .......................................... FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile al tramonto praticamente tutto il mese. Venere rimane visibile all’alba ma molto accosto al Sole. Marte anticipa il suo tramonto a prima delle 22:30. Giove ricompare all’alba e a fine mese sorge già tre ore circa prima del Sole. Saturno è visibile per una manciata di minuti al crepuscolo. MACCHIE SOLARI: ancora in sensibile calo. TEMPESTE MAGNETICHE: in leggero calo. GIORNATE FAVOREVOLI: la prima metà del mese; ancora disagi latenti, mitigati dal rinfrescarsi dell’aria. L’abilità degli opinionisti sarà l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo. Salvo essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto. E, magari, citeranno il noto detto secondo cui “le previsioni sono difficili, in particolare quando si riferiscono al futuro”. Sarà sempre più sciatto il linguaggio dei giornali, dov’è quasi scomparsa la “ricchezza della punteggiatura”. Ci sono due modi per vivere la propria vita. Uno è quello di pensare che non esistono miracoli e l’altro è quello di pensare che ogni cosa è un miracolo (Albert Einstein). Il saggio dice: “Se un milione di persone crede a una cosa stupida, la cosa non smette di essere stupida” (Anatole France). MIRTILLO (Vaccinium myrtillus) - Arbusto diffuso nei boschi della fascia montana del nostro emisfero, che produce piccole bacche bluastre rotonde. Appartiene alla famiglia delle Ericacee. Le sue bacche non sono rinomate solo per preparare ottimi liquori e prelibate confetture, ma anche per curare molteplici fastidiosi disturbi. Ad esempio, l’insufficienza venosa degli arti inferiori (con esiti tipo edemi, varici, tromboflebiti...); la formazione di depositi aterosclerotici all’interno di vasi sanguigni; le infezioni alle vie urinarie e la diarrea. Altri studi attribuiscono al Mirtillo un’efficacia antimicrobica e validità terapeutica contro le retinopatie diabetiche. Non sono da trascurare neanche proprietà antiossidanti e preventive nella formazione di cellule tumorali. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:13 Pagina 10 SOLE 1° Ottobre Leva ore 7.07 Tramonta ore 18.49 15 Ottobre Leva ore 7.23 Tramonta ore 18.26 킌 1 M 2 G 3 V 4 S 5 D 6 L 7 M 쐠 8 M 9 G 10 V 11 S 12 D 13 L 14 M 쐡 15 M 16 G S. Teresa del Bambin Gesù vr. dott. .......................................... Primo Quarto a h. 21.32 - Piogge abbondanti che ci orientano decisamente verso l’Autunno Ss. Angeli Custodi – Ss. Leodegario v. e Gerino mm. Beato chi ti vede - con l’occhio della Fede Festa nazionale dei Nonni S. Edmondo di Scozia – S. Candida m. 1° Ven. A chi troppo vuole - si rompe il sacco S. Francesco di Assisi 1° Sab. patr. d’Italia, Pace, Ecologia, Azione Cattolica, Turismo e Poeti Il Signore ti dia Pace Supplica 27ª p.a. S. PLACIDO S. Anna Schäffer vr. Genitori, date ai figli - buoni esempi oltre ai consigli alla B.V.M. S. Bruno ab. – S. Renato di Sorrento v. – B. Maria Rosa vr. Ogni ortolano vanta le sue cipolle B. V. M. del Rosario – S. Giustina m. – S. Adalgiso v. Chi invecchia nei peccati - non si cura del Paradiso S. Giovanni Calabria – S. Pelagia vr. m. Luna Piena a h. 12.50 - Tempo variabile con ampie schiarite Eclissi totale di Luna (vedi Specola) S. Giovanni Leonardi – Ss. Dionigi v. e C. mm. Due volte non si imbroglia - chi mangiato ha la foglia S. Daniele Comboni v. – S. Paolino di York v. Chi offende l’amico non la risparmia al fratello B. Giovanni XXIII p. – S. Maria Desolata vr. Pugno di ferro in guanto di velluto 28ª p.a. S. SERAFINO da Montegranaro fr. A dormire con i cani si prendono le pulci S. Romolo v. – B. Alessandrina Maria da Costa Il gatto vuol mangiare il pesce, ma non vuol bagnarsi i piedi S. Callisto I p. m. – S. Celeste v. – S. Fortunato v. Muor giovane colui che al cielo è caro S. Teresa d’Avila vr. dott. – S. Severo v. Ultimo Quarto a h. 21.12 - Venti da Nord provocano un sensibile calo delle temperature .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... Tre traslochi fan più danni di un incendio 17 V S. Ignazio d’Antiochia v. m. – B. Contardo Ferrini .......................................... 18 S Troppi cuochi bruciano l’arrosto S. Luca ev. – S. Alda vr. – S. Proculo diac. Tale è il gregge uguale a chi lo regge .......................................... 19 D 29ª p.a. S. PIETRO d’Alcantara fr. .......................................... Paese che vai - usanza che trovi 20 L S. Maria Bertilla Boscardin vr. – S. Adelina bd. .......................................... Il risparmio è il miglior guadagno 21 M S. Pietro Yu Tae-ch’ol m. – S. Orsola vr. m. .......................................... Esperienza - madre di scienza 22 M 쐞 23 G 24 V 25 S 26 D 27 L 28 M 29 M 30 G 킌 31 V B. Giovanni Paolo II p. – S. Bertario ab. – S. Simmaco v. .......................................... Presto a letto e presto alzato - fanno l’uomo ricco e sano S. Giovanni da Capestrano fr. – S. Graziano m. .......................................... Luna Nuova a h. 23.56 - [Luna di Novembre] - La nuova lunazione porta giornate tiepide anche se variabili - Il Sole entra in Scorpione a h. 13.57 - Eclissi parziale di Sole (vedi Specola) S. Antonio Maria v. – San Luigi Guanella .......................................... Lascia che l’onda passi e la marea s’abbassi Giornata delle Nazioni Unite Ss. Crisanto e Daria mm. .......................................... Fine dell’ora legale - A h. 03.00 del 26, orologio un’ora indietro .......................................... 30ª p.a. S. FOLCO v. S. Alfredo re – S. Cedda v. Le aquile non piglian mosche S. Evaristo p. m. – S. Gaudioso v. – B. Emelina er. .......................................... In ogni acqua del mondo - il torbido è nel fondo Ss. Simone e Giuda app. – S. Ferruccio m. .......................................... Lingua mitragliatrice presto si contraddice S. Onorato v. – S. Gaetano Errico – S. Ermelinda vr. .......................................... L’oro rende ciechi e la fortuna sordi S. Gerardo v. – S. Germano v. – B. Angelo d’Acri fr. .......................................... Meglio consumarsi che arrugginire S. Quintino m. – S. Antonino di Milano v. .......................................... Primo Quarto a h. 03.48 - Prime nevicate in montagna portano aria gelida anche nelle valli - Umidità in aumento ECLISSI: prevista per il giorno 8 Eclissi totale di Luna visibile da Asia, Australia, America e Oceano Pacifico. La durata sarà di 3 ore e 20 minuti; la fase di totalità avverrà alle h. 12.26 e terminerà alle h. 13.26 (ora italiana). Invece il giorno 23 si prevede una Eclissi parziale di Sole visibile da America Settentrionale e Oceano Pacifico Settentrionale. La fase di massimo oscuramento si verificherà alle h. 23.46 (ora italiana). FENOMENI CELESTI: Mercurio teoricamente è osservabile al tramonto all’inizio del mese e all’alba alla fine. Venere, salvo i primi giorni all’alba, sarà invisibile. Marte rimane visibile per qualche ora dopo il tramonto. Giove è praticamente visibile per tutta la seconda parte della notte. Saturno, che tramonta appena dopo il Sole, resterà praticamente invisibile. MACCHIE SOLARI: ancora in calo, anche se meno accentuato nella parte centrale del mese. TEMPESTE MAGNETICHE: continua il calo repentino, in maniera più stabile rispetto al mese scorso. GIORNATE FAVOREVOLI: nella parte centrale del mese un riequilibrio meteo aiuterà anche quello psichico. Banche, assicurazioni e fornitori di energia e di telecomunicazioni ci faranno sottoscrivere contratti incomprensibili. Poi ci faranno credere che è colpa nostra! C’è chi si lamenterà delle pene d’amore. Evidentemente non ha mai avuto i calcoli renali o non ha mai sofferto di ernia al disco! Il saggio dice: “Quando la figlia si sposa, il padre perde la dote, ma riguadagna il bagno e il telefono” (Robert Lembke). PASSIFLORA (Passiflora incarnata) - La Passiflora è un arbusto rampicante, originario dell’America Latina, appartenente alla famiglia delle Passifloracee. Questo vegetale è conosciuto anche popolarmente come sedativo, ansiolitico e antispasmodico. Se usato in associazione con la valeriana, attenua i sintomi dell’insonnia, senza determinare l’insorgere di effetti collaterali. Notevole è anche l’azione antispasmodica della pianta. In un paese del Sud una donna apostrofa con violenza il marito dicendogli che è un cretino, il più grande cretino che abbia mai incontrato: «Sei talmente cretino che se si facesse una gara per soli cretini tu al massimo arriveresti secondo». «E perché secondo?», chiede l’uomo. La risposta è immediata: «Perché sei cretino». PENSIERO SPIRITUALE Qualcuno ha formulato questa preghiera: «O Dio, negami pure il necessario, ma non farmi mancare il superfluo». Chi si è espresso in modo tanto paradossale, forse non ha pensato che con queste parole ha dato forma al desiderio inespresso di tanti uomini e donne del nostro tempo. .......................................... .......................................... S. Margherita M. Alacoque vr. C’era una volta, in una regione della Cina, un portatore d’acqua che si guadagnava da vivere trasportando il prezioso elemento dalla lontana sorgente al villaggio. Due volte al giorno portava il suo carico in due grandi vasi appesi alle estremità di un’asta di legno poggiata trasversalmente sulle sue spalle. Il vaso che gli pendeva sulla sinistra era intatto e arrivava sempre pieno al villaggio, mentre quello di destra aveva una piccola incrinatura e perdeva un po’ di acqua. Purtroppo l’uomo non aveva di che comperarsi un vaso nuovo, così la faccenda andò avanti per anni. Un giorno, però, il vaso incrinato prese la parola e disse al portatore: «Sono davvero mortificato, credimi. Perdo l’acqua che dovrei conservare. Ti chiedo perdono. Mi vergogno della mia imperfezione». Il portatore guardò il recipiente, lo accarezzò amabilmente e gli rispose: «Al nostro prossimo viaggio, lungo il tragitto, guarda dalla tua parte della strada». «E cosa vedrò...», chiese il vaso. «Vedrai che meravigliosa scia di fiori sono nati lungo la via, grazie all’acqua che non sei riuscito a trattenere a causa della tua imperfezione». (Da un’antica leggenda cinese) A chi affoga non servono consigli. LAVORI DEL MESE. Proseguite nell’imbianchimento di cardi, finocchi, sedani, porri, indivie e radicchi. Moltiplicate per divisione delle ceppaie le piante aromatiche e officinali. Seguite le piantine messe a dimora in Agosto e Settembre e non fate mancare rincalzi e cure antiparassitarie. Cominciate a riattivare gli impianti di copertura. Man mano che le colture esauriscono il loro ciclo, liberate i terreni, concimate e vangate. Preparate il terreno per i nuovi impianti di alberi da frutto, olivi, viti, piante ornamentali. Raccogliete i frutti di stagione. Le noci riponetele in ambiente arieggiato e asciutto. Le castagne potete metterle in congelatore in busta chiusa ermeticamente, dopo averle incise. Per i cachi potete anticipare la maturazione mettendone per qualche giorno una decina in una busta di nylon assieme a 4 o 5 mele. Organizzatevi per la raccolta delle olive. ORTO. Trapiantate cipolle, porri, scalogni. Attenti a lumache, lumaconi e lumachine. Non vi fate sorprendere dalle prime brinate con i finocchi scoperti: rincalzateli per tempo fino a coprirli. Semine in terreno aperto: aglio, cipolla, spinaci, lattughe da taglio, cicorie, valeriana, fave e piselli. Semine in ambiente protetto: lattughe, cicorie, spinaci, prezzemolo, finocchi. GIARDINO. Mettete a dimora siepi e arbusti da giardino. Cominciate a riporre in ambiente protetto le piante in vaso; scegliete un luogo luminoso, arieggiato e non riscaldato artificialmente; innaffiate ogni 10 - 15 giorni. Preparate i terricci per le vostre piante. Fate talee e margotte. Terminate la raccolta dei bulbi per la nuova stagione. VIGNA E CANTINA. Seguite la fermentazione del nuovo vino senza trascurare le operazioni necessarie. Vi riassumo qualche indicazione da aggiungere a quanto detto in Settembre: non fate bollire il mosto vicino a contenitori di vino vecchio; mantenete la temperatura della cantina tra i 17 ed i 23°C; misurate il grado zuccherino del mosto e, se necessario, aiutatelo all’inizio dell’ebollizione, senza dimenticare i fermenti; affondate le vinacce in ebollizione almeno tre volte al giorno; non esagerate nell’intensità della torchiatura; accompagnate il processo di ebollizione evitando al mosto ogni contatto con l’aria; rimboccate i recipienti appena necessario; liberate il vino dalla feccia appena terminata la grande ebollizione. Giorni adatti per i travasi: dall’8 al 23 del mese. OLTRE LE NUVOLE. Quando negli anni ’70 il Viking 1 Orbiter (veicolo spaziale studiato appositamente per l’osservazione a distanza di un pianeta) fotografò la superficie di Marte, si scatenò una crescente curiosità circa una particolare immagine che raffigurava un rilievo montuoso. Il caso volle che la particolare inclinazione della luce mettesse in evidenza una strana somiglianza della roccia con un volto umano. Nonostante gli scienziati si affannassero a ribadire che si trattava solo di un caso e che il rilievo era totalmente di origine naturale, tanto era forte il desiderio popolare di immaginare forme di vita intelligente sul pianeta che numerose teorie su civiltà marziane cominciarono a diffondersi. Il tentativo della NASA di smentire tali congetture non fece altro che alimentare nuove ipotesi “complottistiche” circa i segreti dell’ente spaziale. Iniziò quindi tutta una serie di dibattiti sulla correlazione fra i rilievi marziani e le piramidi d’Egitto. Nel 1997 il Mars Global Surveyor, lanciato nell’autunno 1996, consentì di acquisire nuove immagini e, grazie alle migliori angolazioni degli scatti, fu presto chiaro che si trattava di rilievi naturali i quali non presentavano alcuna caratteristica riconducibile a decorazioni o sculture artificiali. Che questo, tuttavia, sia sufficiente a scoraggiare le ipotesi delle menti più fantasiose, resta ancora da dimostrare… POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 23 a h. 13.57 il Sole passa in Scorpione. Mercurio il 10 del mese passa in Bilancia, Venere entra in Scorpione il giorno 23. Marte il 26 entra in Capricorno, Giove rimane in Leone, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci. Prima di far tue le idee degli altri, vedi di analizzarne attentamente il contenuto. Tante persone hanno paura del futuro, ma in realtà è il futuro che dovrebbe aver paura di loro. Progressi in agricoltura: nel 1950 con l’equivalente di un quintale di grano si comprava un gran bel paio di scarpe; oggigiorno con l’equivalente di un quintale di grano, ci paghi sì e no la risolatura! Fra i partiti politici le distanze sono talvolta così grandi che solo il “comune interesse” riesce a superarle. Dalla Bisaccia di Frate Indovino BISCOTTI CON IL MOSTO. Ingredienti: 500 gr di farina - 200 gr di zucchero - 200 gr di graniglia di mandorle dolci - 2 uova - 100 gr di burro sciolto nel mosto 100 gr di miele - 100 gr di uva passita - bustina di lievito vanigliato - buccia grattugiata di un limone non trattato - mosto quanto basta ad impastare - Procedimento: disponete la farina a fontana e impastatela con uova, burro sciolto, miele e zucchero - Quando l’impasto è ancora molle, unite le mandorle, l’uva passita, la buccia di limone ed il lievito - Amalgamate bene, poi riprendete la pasta dividendola in panetti (cm 8 x 3 x 2) un po’ schiacciati - Disponeteli su una teglia sulla quale avrete steso della carta da forno - Mettete in forno a 170°C per circa 30 minuti - Serviteli freddi con vino passito. 10 Moglie dell’archeologo - «Marta dice che vuole sposare un archeologo» - «E perché mai?» - «È convinta che, invecchiando, lui la troverà sempre più interessante». CASTAGNA - È un frutto molto usato in gastronomia, sia per preparazioni dolci che salate (in quest’ultimo caso si usa generalmente come ingrediente per raffinati ripieni). Il castagno è una pianta tipica delle regioni mediterranee (in Italia, particolarmente dell’Appennino). CONSIGLI. Le castagne si raccolgono in autunno, ma se volete conservarle fino a dopo Natale, lasciatele immerse in acqua per qualche ora; poi fatele sgocciolare e asciugare per circa 12 ore e infine mettetele in un contenitore con sabbia: in questo modo resteranno intatte per alcuni mesi. È difficile sbucciare le castagne: per farlo più facilmente fatele cuocere per qualche minuto in acqua bollente con l’aggiunta di un cucchiaio di olio. Prima di arrostirle in padella, incidete con la punta del coltello la buccia. Per dare un sapore gradevole alle castagne lessate, aggiungete all’acqua di cottura un bicchierino di liquore all’anice o un pizzico di semi di finocchio. La natura femminile è come il mare: cede alla più lieve e più debole pressione, e porta pure i più grandi carichi (Rasmus Nielsen). Solite scuse - Dottore: «E non poteva venire prima a farsi visitare?» - Paziente: «Sa, dottore, non sono venuto perché... non mi sentivo tanto bene». Sono in corso frenetiche ricerche di vie alternative al trapianto di cornea, in quanto i donatori non sono sufficienti a ricoprire il fabbisogno. Quindi si prova a realizzare nuove cornee in laboratorio, anche perché in alcuni pazienti il trapianto da donatore non va a buon fine. Da questi problemi nascono gli stimoli alla ricerca nel campo delle cornee artificiali. Il team più all’avanguardia sembra essere quello composto dai ricercatori canadesi, statunitensi e svedesi, che è riuscito a ricreare una cornea utilizzando collagene ricombinante umano. Pur essendo prodotto in laboratorio, esso è del tutto analogo a quello dell’uomo e ha consentito di strutturare cornee poi trapiantate con successo su dieci pazienti. I risultati non sono ancora esaltanti e quindi non sono paragonabili al trapianto da donatore, ma è una delle strade più promettenti per arrivare a una vera e propria “cornea artificiale” biocompatibile. LA LEGGENDA DEL BUCANEVE - Il Bucaneve, fiore della famiglia delle Amarillidacee, è una piccola pianta erbacea che spunta e fiorisce in inverno, spesso tra la neve. Comune in Europa e nell’Asia, ha un fiore bianco a campanella. È il fiore simbolo della speranza. Narra una leggenda che Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso Terrestre nel cuore dell’inverno, quando la terra era gelida e tutta coperta di neve. Dopo aver camminato a lungo, Eva si fermò avvilita e stanca. Non voleva procedere oltre su quella terra così inospitale per poi doverci rimanere tutta la vita. Adamo non sapeva più che pesci prendere per vincere l’ostinazione della donna, quando apparve un angelo ad incoraggiare i due profughi. Il messaggero celeste cercava di spiegare loro che non c’era solo gelo sulla Terra, che vi erano quattro stagioni delle quali solo una era così fredda ed inclemente. Le altre erano calde, serene, con piante e fiori e voli di rondini. Ma Eva non voleva sentire ragioni. Allora l’angelo sollevò sul palmo della mano alcuni fiocchi di neve, vi alitò sopra e li fece volteggiare fino al suolo. Appena toccata la terra si trasformarono in meravigliosi fiori che Adamo chiamò “Bucaneve”. Così Eva, un po’ sollevata, accettò di proseguire il cammino. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:14 Pagina 11 Non allargare le ali più del nido. LAVORI DEL MESE. Completate la messa a dimora di piante da frutto, siepi e piante ornamentali. Mettete in funzione le strutture di protezione. Attenzione alle brinate: munitevi di tessuto non tessuto. Con l’asciutto concimate e lavorate il terreno. Controllate semi e conserve messi da parte in dispensa e in magazzino. Raccogliete le olive quando sono al punto giusto di maturazione e provvedete quanto prima alla molitura, senza tenerle nei recipienti più di due o tre giorni. ORTO. Iniziate la raccolta delle piante di radicchio destinate alla forzatura a caldo (vedi il nostro libro L’Orticello di Casa a pag. 117). Continuate l’imbianchimento di cardi, finocchi, sedani, indivie e radicchi. Rincalzate le carciofaie. Semine in terreno aperto: piselli, fave, aglio, cipolla, spinaci. Semine in ambiente protetto: lattughe, cicorie e radicchi, valeriana, rucola, ravanelli, spinaci. GIARDINO. Non dimenticate le piante in vaso messe al riparo per l’inverno. Svasate i crisantemi sfioriti, tagliateli al colletto e metteteli sotto sabbia per il riutilizzo nella nuova stagione. Affrettatevi a mettere a dimora, se ancora non lo avete fatto, le bulbose a fioritura primaverile. VIGNA E CANTINA. Sistemate i nuovi impianti. Non anticipate troppo la potatura specialmente nelle zone soggette a forti gelate: una potatura fatta troppo presto favorisce una germinazione precoce, con tutti i rischi del gelo. In cantina seguite l’ebollizione del nuovo vino evitando contatti con l’aria ed eseguendo le necessarie colmature con del mosto che avrete lasciato fermentare a parte. Appena finita la grande ebollizione liberate il vino dalla feccia, lavate la botte e riponetevi il vino colmando con cura. Giorni adatti per i travasi: dal 7 al 22 del mese. Si narra di un signore molto ricco e generoso il quale, per ricompensare un servo che gli aveva reso un grande servigio, lo chiamò e gli disse: «Cammina quanto vuoi e per tutto il tempo che puoi, e la terra che i tuoi passi avranno circoscritto sarà tua per sempre». L’uomo cominciò a camminare, poi a correre, allargando sempre più il cerchio, senza mai fermarsi né di notte, né di giorno, rinunciando spesso a mangiare, per circoscrivere sempre più terra... finché, stremato, cadde in terra e morì. Quelli che lo trovarono scavarono una fossa delle dimensioni del suo corpo e lo seppellirono. Era quella la terra che bastava. Alla fine... - «Mia cognata dice a tutti che domani celebrerà il suo trentacinquesimo compleanno» «Meglio tardi che mai!». AGRUMI - Considerati come tipicamente mediterranei, gli agrumi provengono in realtà dalla Cina. Il loro frutto carnoso si chiama “esperidio”. La buccia di questi frutti contiene ghiandole che producono olio, usato generalmente per i profumi; la polpa è invece formata da spicchi che contengono un succo più o meno aspro. Sono ricchi prevalentemente di “vitamina C” (acido ascorbico), che favorisce la cicatrizzazione, protegge dalle infezioni e mantiene sani i tendini, le ossa e i muscoli. CONSIGLI. Gli agrumi non vanno conservati in frigo, poiché il freddo eccessivo li fa diventare amari; teneteli avvolti in carta velina, in luogo fresco e asciutto. Quando mangiate degli agrumi, fate attenzione al sole: il loro liquido può segnare la pelle di macchie brunastre che difficilmente scompariranno. CURIOSITÀ. Il nome “esperidio” deriva dalla mitologia greca. Una delle dodici fatiche di Ercole, infatti, comportò il furto da parte dell’eroe dei “frutti d’oro” di un albero che cresceva nel giardino custodito dalle ninfe Esperidi. Ercole riuscì nell’impresa, così i frutti d’oro (presumibilmente le arance) passarono dal giardino delle Esperidi nelle mani degli uomini. Si può spesso paragonare la donna alla salute, il cui valore si riconosce soltanto quando si è perduta (Charles Narrey). Dimenticanze... - Signor giudice, non l’ho fatto apposta. Mentre eseguivo la visita ho detto alla vittima: «Trattenga il respiro...» e poi mi sono dimenticato di aggiungere: «...Ora basta». Proverbialmente, paragonare un individuo ad una zucca significa trattarlo da sciocco, idiota e via di seguito, dimenticando che, invece, della zucca si utilizza tutto, polpa e semi. Questi ultimi hanno un elevato contenuto di proteine e di grassi “buoni”, come l’acido linoleico, uno degli acidi grassi definiti essenziali perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli e vanno quindi assunti da fonti esterne con il cibo. I semi di zucca sono anche una fonte preziosa di ferro, potassio, magnesio, rame, manganese e zinco. Quest’ultimo minerale, tra le altre proprietà, ha anche quelle di mantenere la pelle sana, aiutare la guarigione delle ferite e potenziare il sistema immunitario. Un altro pregio dei semi è la presenza di fitosteroli, composti di origine vegetale usati sia nei prodotti cosmetici sia come additivi alimentari e medicinali per la loro proprietà di ridurre i livelli di colesterolo. Bisogna considerare però che, come rovescio della medaglia, i semi di zucca più comuni, quelli secchi e sbucciati, danno 550 kcal per ettogrammo. LA CAMOMILLA O L’ERBA DEL BUON SONNO - La camomilla è una pianta erbacea della famiglia delle Composite i cui fiori hanno un’azione blandamente sedativa, diuretica e digestiva. A proposito delle sue qualità distensive, esiste una leggenda secondo la quale, durante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia per sottrarre Gesù all’ira di Erode, Maria era preoccupata per la sorte che incombeva sul suo piccolo Gesù; ed era anche molto stanca perché il suolo che percorrevano era arido e accidentato, e la calura opprimente. Quando giunsero ad una piccola oasi, si avvicinarono all’acqua per dissetarsi. L’angusta pozza era circondata da radi ciuffi d’erba a cuscino, dove, su esili steli, tremolavano minuscoli fiori simili a margherite. Quando la Madonna si curvò per attingere acqua, il Bambino Gesù fece un cenno, quasi impercettibile, con la manina. Allora, da quei fiorellini si staccarono alcune corolle e caddero nella ciotola con la quale Maria aveva attinto l’acqua. Così, dopo aver bevuto, ritornò tranquilla e serena. Gesù allora benedisse quell’erba umile e salutare: «D’ora in poi sarai chiamata l’erba del buon sonno, perché tutte le mamme preoccupate per i loro bambini ritroveranno nei tuoi fiori serenità e pace, fiducia e speranza». C’era una volta un re molto vanitoso, il quale non pensava ad altro che ad indossare gli abiti dei migliori sarti del suo reame. Un giorno gli si presentarono due imbroglioni che gli dissero: «Noi siamo capaci di confezionarti un vestito così bello che mai nessuno ne ha portato l’eguale. Però, se la persona che vi posa lo sguardo è stolta, o non è degna del posto che occupa, non riuscirà a vederlo. Solo chi è intelligente e saggio lo potrà vedere». Il re aderì entusiasta e ordinò subito il vestito nuovo, alloggiò i sarti nella sua reggia, diede loro tutto il necessario, e rimase in attesa. Dopo alcuni giorni mandò il suo primo ministro a controllare se il vestito fosse pronto. I sedicenti sarti risposero di sì e mostrarono all’inviato del re un angolo con alcune stampelle, ma del vestito nessuna traccia. Sapendo il ministro che l’indumento sarebbe rimasto invisibile agli inetti e agli stolti, fece finta di vederlo e ne lodò a lungo l’originalità, i drappeggi, i colori. Poi andò a riferire tutto al re, descrivendo e magnificando oltre ogni dire il nuovo abito. Il sovrano, al colmo dell’eccitazione, ordinò che gli fosse portato. Arrivarono i sarti con sagome e stampelle, sulle quali ovviamente non c’era nulla. Ma anche il re, per non fare brutta figura, osservò che il vestito era meraviglioso, anzi, lo avrebbe indossato subito e sarebbe uscito per la città in parata. Si fece togliere ciò che indossava e si lasciò “rivestire” dai finti sarti; poi, con tanto di dignitari, cortigiani, fanfara, scorta e musicanti, uscì per la città. Intanto la notizia si era diffusa in un battibaleno e le vie, i balconi, le piazze erano gremite da non dirsi. E tutti, dignitari e popolo, non facevano che osannare il vestito nuovo del re. Ma all’improvviso un bambino tra la folla si mise a gridare: «Guardate, guardate, il re va in giro per la strada nudo!». Allora tutti si guardarono in faccia, cominciarono a bisbigliare e poi a ridere a crepapelle. E il sovrano, rosso di vergogna, si ritirò di corsa nella reggia. C’era voluta la trasparenza di un bambino per smascherare un’intera parata di ipocrisia. (Da una novella di Hans Christian Andersen) PENSIERO SPIRITUALE Quando leggiamo di gran- di uomini, di grandi opere, di gesti eroici, siamo presi, nella nostra pochezza, da un senso di inutilità. Non ci perdiamo di coraggio. Cominciamo col pensare che Dio non legge i giornali. SOLE 1° Novembre Leva ore 6.44 Tramonta ore 17.01 15 Novembre Leva ore 7.01 Tramonta ore 16.45 1 S 2 D 3 4 5 6 쐠 7 8 9 10 11 12 13 14 쐡 15 16 17 18 OLTRE LE NUVOLE. Un gran numero di asteroidi frammenti di roccia formatisi circa 4,5 miliardi di anni fa - che non sono stati in grado di compattarsi a formare un pianeta a causa dell’attrazione gravitazionale di Giove, orbitano fra questo pianeta e Marte, confinati nella cosiddetta “fascia degli asteroidi”. Altri gruppi di frammenti, detti “i Troiani”, seguono invece orbite simili a quella di Giove. Alcuni escono dalla fascia degli asteroidi e seguono traiettorie diverse, che in taluni casi possono intersecare le orbite di certi pianeti. Un asteroide che esce dalla fascia principale non ha scampo: entrare nel campo gravitazionale di un pianeta più grande significa la condanna all’esilio o alla distruzione, anche se ci volessero milioni di anni. POSIZIONI PLANETARIE. Il giorno 22 a h. 10.38 il Sole entra in Sagittario. Mercurio il 9 entra in Scorpione ed il 28 in Sagittario. Venere passa in Sagittario il giorno 16. I pianeti esterni permangono nelle costellazioni: Marte in Capricorno, Giove in Leone, Saturno in Scorpione, Urano in Ariete e Nettuno in Pesci. 19 20 21 22 쐞 23 24 25 M 26 M 27 G 29 S 킌 1° Sab. .......................................... 31ª p.a. COMM. DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI L’olio e la verità tornano sempre a galla L S. Silvia – S. Martino de Porres – S. Amico Pecora destinata al lupo - non c’è cane che se la mangia M S. Carlo Borromeo v. – S. Amanzio v. – S. Modesta vr. Il campanile non migliora la cornacchia Festa dell’Unità Nazionale M S. Guido Maria Conforti v. – S. Bertilla bd. Frutta e verdura a cena - nottata più serena G S. Teobaldo – B. Cristina di Stommeln vr. – S. Emiliano v. Luna Piena a h. 23.22 - Al termine di questo quarto di Luna belle giornate di Sole per l’Estate di San Martino V Tutti i Santi Domenicani – S. Ercolano v. m. 1° Ven. Dopo il bere - ognun dice il suo parere S S. Adeodato I p. – B. Giovanni Duns Scoto fr. Non vendere il Sole come se fosse la Luna D 32ª p.a. S. ORSINO v. Dedicazione della Bas. Lateranense Tra il dire e il fare - c’è di mezzo il... dare Giorno della Libertà L S. Leone Magno p. dott. – S. Probo v. – S. Baudolino er. Per San Martino - castagne e vino M S. Martino di Tours v. – S. Menna m. – B. Alicia vr. m. Vin d’un anno e pan d’un giorno Giornata della Memoria dei levano il medico di torno marinai scomparsi in mare M S. Giosafat v. m. – S. Margherito m. Due “d” governano il mondo: donne e denari G S. Agostina vr. – Ss. Florido v. e Amanzio sac. L’occasione fa il birbone V Ss. Nicola Tavelic e C. mm. fr. – S. Serapione m. Ultimo Quarto a h. 16.15 - Qualche fiocco di neve anche a quote collinari - Prime prove d’Inverno S S. Alberto Magno v. dott. – S. Raffaele La neve di Novembre fa bene alla semente Avvento D 33ª p.a. S. GELTRUDE Magna vr. Il mondo è come il mare - v’affoga chi non sa nuotare Ambrosiano L S. Elisabetta d’Ungheria patr. ofs – S. Giordano m. Amor di tarlo rode i crocefissi M S. Filippina vr. – Dedicazione Basiliche Ss. Pietro e Paolo app. Chi semina spine non giri a piedi nudi M S. Matilde vr. – Ss. Severino e C. mm. – B. Giacomo Benfatti v. In un nido di fringuelli non si pigliano cicogne G S. Ottavio m. – S. Edmondo re m. – B. Ambrogio Traversari Il gatto morso da un serpente - teme anche un pezzo di corda V Presentazione B.V.M. al Tempio – S. Gelasio I p. Chi vuole le rose deve accettare le spine S S. Cecilia vr. m. – B. Salvatore m. fr. Luna Nuova a h. 13.32 - [Luna di Dicembre] - Temporaneo aumento della temperatura per venti da Sud-Ovest Cielo nuvoloso - Il Sole entra in Sagittario a h. 10.38 D 34ª p.a. CRISTO RE S. Clemente I p. – S. Colombano ab. La necessità è la madre di tutte le arti L S. Alberto v. m. – Ss. Andrea Dũng La·c e 116 C. mm. Il frutto della pace è appeso all’albero del silenzio 28 V Non disporrai mai di così tanto aiuto quanto te ne offriranno una volta che non ne avrai più bisogno. C’è chi è contrario alla tecnologia. Ma avete mai provato a stare sul cocuzzolo della montagna con la batteria del cellulare quasi completamente scarica?! Perché sforzarsi di eliminare il traffico? Sembra sia irrinunciabile per milioni di italiani! SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI Per Ognissanti mantello e guanti 30 D S. Caterina vr. m. di Alessandria Nobili son quelli che fan nobili cose S. Leonardo fr. – B. Giacomo Alberione – S. Silvestro ab. Esamina non chi parla - ma ciò che vien detto S. Virgilio v. – S. Giovanni Vincenzo v. er. – S. Massimo v. L’avido è calvo e pretende un pettine S. Giacomo della Marca fr. – B. Luigi Campos m. Mentre il cane si gratta - la lepre va via Tutti i Santi Francescani – S. Francesco Fasani fr. Primo Quarto a h. 11.06 - Perseverano venti occidentali accompagnati da piogge - Neve sull’arco alpino 1ª AVVENTO S. Andrea ap. – S. Taddeo Liu Ruiting m. Meglio un’offesa che un beneficio rinfacciato .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile, sempre con difficoltà, all’alba. Venere si riaffaccia timidamente al tramonto, ma solo verso la fine del mese. Marte, pur riaccostandosi al Sole, rimane visibile al tramonto. Giove è visibile per tutta la seconda parte della notte. Saturno è praticamente invisibile. MACCHIE SOLARI: riprende il calo veloce. TEMPESTE MAGNETICHE: in netta diminuzione. GIORNATE FAVOREVOLI: soprattutto nella prima decade del mese. Dalla Bisaccia di Frate Indovino FAVE DEI MORTI (dolce tipico delle festività di inizio novembre). Ingredienti: 150 gr di farina - 300 gr di zucchero - 200 gr di mandorle dolci sbucciate - 100 gr di burro - 2 uova - 1 spruzzata di cannella in polvere - buccia grattugiata di un limone non trattato - un odore di vaniglia - Procedimento: tritate finemente le mandorle - Unitevi lo zucchero con tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un impasto con il quale formerete tante palline della grandezza di una noce - Disponetele su una teglia imburrata - Schiacciate leggermente con il pollice e mettete a cuocere a forno moderato (120 - 130°C circa) per 20 - 25 minuti. 8 La recente tecnologia ci aiuterà ad accorciare le distanze, a ritrovare vecchi amici che non sentivamo più e a trovarne di nuovi, così come a condividere e diffondere idee. Ma ci trasporterà in una vita virtuale, che è l’essenza intima dell’apparenza. Tanti si sentiranno in dovere di condividere ogni istante della propria esistenza, con la presunzione che tutto questo possa interessare a qualcuno. La verità è che siamo ridicoli. Una rivoluzione che ci ha reso schiavi e costantemente controllati. Il saggio dice: “Capita a volte di sentirsi per un minuto felici. Non fatevi cogliere dal panico: è questione di un attimo e passa” (Gesualdo Bufalino). TARASSACO (Taraxacum officinale) - Pianta erbacea. A scopo terapeutico si utilizzano le foglie e soprattutto le radici. Apprezzato sin dall’antichità per le sue proprietà depurative, stimolanti del fegato e diuretiche, il Tarassaco è indicato per pazienti affetti da ritenzione idrica, calcolosi renale, gotta, reumatismi, alterazioni del flusso biliare e difficoltà digestive. Da non trascurare, tra le tante virtù di questo vegetale, l’azione antiinfiammatoria, antiossidante e moderatrice dell’assorbimento dei grassi alimentari. L’uso terapeutico del Tarassaco è sconsigliato a chi soffre di ulcera gastrica, ostruzione delle vie biliari, infiammazioni della cistifellea e calcolosi biliare. A14_FrateIndovinoCalend.qxp 14-05-2013 11:15 Pagina 12 Ama Dio e non fallire, fai del bene e lascia dire. LAVORI DEL MESE. Assicurate alle piante in vaso, messe al riparo, aria, luce e innaffiature regolari (ogni 10 - 15 giorni). Ripulite e aggiustate le attrezzature e riponetele ben funzionanti per la prossima stagione. Disinfettate fusti e rami principali di peri, meli, peschi, albicocchi e susini con poltiglia bordolese, o solfato di ferro, o calce idrata. In caso di nevicate abbondanti scuotete la neve che man mano si accumula su piante da frutto, siepi, arbusti da giardino e soprattutto olivi, per evitare la rottura di rami. Controllate gli impianti di copertura. Preparate terreni e terricci per le nuove coltivazioni. Non trascurate di far visita ai prodotti messi da parte sia in magazzino (sementi, bulbi, frutta) sia in dispensa e in cantina (conserve e quant’altro). Per Natale potete regalarvi, se non li avete ancora, i nostri libri: L’Orticello di Casa e La Buona Cucina Casalinga, completamente rinnovati ed aggiornati, e il nuovo volume Vigna, Vino e Cantina. Vi saranno veramente utili. Per l’acquisto troverete tutte le indicazioni alla pagina 19 del presente Calendario. VIGNA E CANTINA. Non ritardate il primo cambio del vino nuovo: la feccia lo può rovinare. Non trascurate le necessarie colmature. Dopo il primo cambio date aria fresca alla cantina. Giorni adatti per i travasi: dal 6 al 21 del mese.Carissimi amici coltivatori. Ringraziamo il Signore per il dono di questo altro anno passato insieme e per la gioia di poter celebrare ancora il Suo Natale. Il grande poeta indiano Tagore ha detto: «Ogni bambino che nasce ci assicura che Iddio ancora non si è stancato degli uomini». Se questo è vero, è ancora più evidente che ogni ritorno del Natale ci ricorda che Dio non si è stancato di venire in mezzo a noi, di camminare ancora con noi. Questo pensiero deve essere la ragione di fondo, la sorgente del nostro ottimismo, della nostra gioia. Un abbraccio a tutti, con l’augurio di buon Natale e felice Anno Nuovo. Vostro Frate Indovino. SOLE 1° Dicembre Leva ore 7.20 Tramonta ore 16.35 15 Dicembre Leva ore 7.33 Tramonta ore 16.35 1 L 2 M 3 M 4 G 5 V 쐠 6 S 7 D 8 L 9 M 10 M 11 G 12 V 13 S 14 D 쐡 15 L 16 M 17 M 18 G 19 V 20 S 쐞 21 D 22 L 23 M 24 M 25 G S. Eligio v. – B. Charles de Foucauld – B. Casimiro m. Scalda più l’amore che mille fuochi S. Bibiana m. – B. Raffaele Chylinski fr. Chi non sa comprendere uno sguardo non può capire lunghe spiegazioni S. Francesco Saverio – S. Birino v. – S. Lucio er. A cavallo davanti, a tavola nel mezzo, a fucile dietro: così la vede Pietro S. Barbara vr. m. – S. Giovanni Damasceno dott. Con lacrime e lamenti non si cura il mal di denti S. Dalmazio m. – S. Crispina m. 1° Ven. Se il gatto e il topo trovano l’accordo - il norcino è rovinato S. Nicola v. – B. Angelica da Milazzo – S. Obizio 1° Sab. Luna Piena a h. 13.26 - Neve anche a quote collinari preannuncia i rigori dell’imminente arrivo dell’Inverno 2ª Avv. S. AMBROGIO v. dott. S. Fara bd. Chi nasce fortunato - può finire disgraziato IMMACOLATA CONCEZIONE B. V. M. Fa’ che sia il tuo cuore a scegliere la meta, e la ragione a cercare la via S. Siro v. – S. Valeria m. – S. Pietro Fourier – S. Vittore v. Il pollice non rida - quando l’indice grida B. V. M. di Loreto – S. Luca di Melicuccà v. – S. Milziade p. Dove non c’è il lupo - la lepre spadroneggia S. Damaso I p. – S. Sabino v. – S. Maria Maravillas vr. Il Signore dà le noci - ma non le schiaccia B. V. M. di Guadalupe – S. Israele di Dorat La morte è l’ultimo dottore S. Lucia vr. m. – Ss. Pietro Cho Hwa–sŏ e C. mm. Vino e sdegno fan palese ogni disegno 3ª Avv. S. GIOVANNI della Croce dott. Ultimo Quarto a h. 13.51 - Giornate coperte con temperature in lieve aumento ma permangono gelate notturne S. Valeriano v. – S. Virginia Centurione ved. Alle volte devi rimanere in silenzio per poter essere ascoltato S. Adelaide imp. – S. Adone v. – S. Albina m. Chi nasce da gatta corre dietro ai topi Inizio novena Santo Natale S. Cristoforo – S. Olimpia ved. – S. Giovanni de Matha Q.T. Il miglior posto dove nascondere un albero è la foresta S. Graziano v. di Tours – S. Adele bd. – B. Nemesia vr. Meglio un grammo di fortuna che un chilo d’oro S. Anastasio I p. – Bb. Maria Eva e Maria Marta mm. Q.T. Anche se hai sessanta consiglieri - consigliati prima con te stesso S. Domenico di Silos ab. – S. Liberale m. Q.T. A buon gioco prudenza - a cattivo pazienza 4ª Avv. S. PIETRO Canisio dott. S. Temistocle m. L’orso balla e il domatore prende i soldi S. Francesca Cabrini vr. – S. Demetrio m. Luna Nuova a h. 02.35 - [Luna di Gennaio] Fiocchi di neve fino a quote collinari Il Sole entra in Capricorno a h. 00.03 - Solstizio d’Inverno S. Ivo di Chartres v. – S. Giovanni Canzio Il vino si guasta - la stupidità mai S. Paola Elisabetta Cerioli ved. Guardiamo tutti lo stesso Sole, ma non mangiamo tutti la stessa minestra NATALE DI GESÙ S. Anastasia m. A Natale via dal cuore - ogni lite, ogni rancore .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... ........................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... .......................................... Buon Natale! .......................................... S. STEFANO diac. I Martire .......................................... 27 S Non giungerà alla felicità chi si volta sempre indietro S. Giovanni ap. ev. – S. Fabiola di Roma ved. Puoi nascondere la ricchezza, non la povertà .......................................... SANTA FAMIGLIA di Nazareth .......................................... 킌 Primo Quarto a h. 19.31 Neve e gelo per questa fine d’anno 29 L 30 M 31 M PENSIERO SPIRITUALE Errare è umano, persistere è diabolico. Ma riconoscere sinceramente i nostri errori, chiedendo scusa a chi di dovere, è un atto nobile ed è anche riconoscere in noi stessi il segno della nostra umanità. .......................................... 26 V 28 D C’era una volta un uomo molto anziano che camminava a fatica; le ginocchia gli tremavano, ci vedeva poco e non aveva più neanche un dente. Quando sedeva a tavola, reggeva a malapena il cucchiaio e versava sempre il brodo sulla tovaglia; spesso gliene colava anche dall’angolo della bocca. Il figlio e la nuora provavano disgusto, perciò costringevano il vecchio a sedersi nell’angolo dietro la stufa e gli davano da mangiare in una brutta ciotola di terracotta. Il poveretto guardava sconsolato il loro tavolo, con gli occhi lucidi. Un giorno le sue mani, sempre tremanti, non riuscirono a reggere la ciotola, che cadde a terra e andò in pezzi. La donna lo rimproverò, ma il vecchio non disse nulla e sospirò. Allora per pochi soldi gli comprarono una ciotola di legno. Mentre sedevano in cucina, si accorsero che il figlioletto di quattro anni armeggiava per terra con dei pezzetti di terracotta. «Che cosa stai combinando?» gli domandò il padre. «Ecco… − rispose il bambino − sto accomodando la ciotola per farci mangiare te e la mamma quando sarete vecchi». I genitori allora si guardarono e scoppiarono in lacrime. Fecero subito sedere il vecchio nonno al loro tavolo e da quel giorno lo lasciarono mangiare sempre assieme a loro. E quando versava il brodo non dicevano più nulla. (Fiaba dei fratelli Grimm) S. Tommaso Beckett v. m. – B. Gerardo Cagnoli fr. .......................................... Un vicinato che non dà problemi - lo trovi solo al cimitero S. Ruggero v. – S. Lorenzo da Frazzanò .......................................... Fin quando i piedi vanno - si passa ogni malanno S. Silvestro I p. – S. Caterina Labouré vr. .......................................... Anno nuovo, vita nuova! Auguri per il nuovo Anno FENOMENI CELESTI: Mercurio è visibile dopo il tramonto del Sole nell’ultima parte del mese. Venere torna decisamente brillante al tramonto. Marte, sempre più accosto al Sole, rimane visibile al tramonto. Giove durante il mese anticipa il suo sorgere da h. 22.00 a h. 20.00. Saturno torna timidamente visibile all’alba, meglio dalla fine del mese. MACCHIE SOLARI: si prevede stabilizzato il calo delle macchie. TEMPESTE MAGNETICHE: si attenua il divario di flusso energetico. GIORNATE FAVOREVOLI: con lo stabilizzarsi dell’energia magnetica solare, si attenuano i disagi provocati dagli sbalzi dei mesi precedenti. Condizioni di normalità ripristinate dopo metà mese. OLTRE LE NUVOLE. Se due asteroidi si scontrano possono frantumarsi o subire una deviazione. Da questi impatti si possono formare due tipi di asteroidi, i gruppi Aten e Apollo, che tendono ad avvicinarsi alla Terra. Fortunatamente vengono per la maggior parte distrutti dal contatto con l’atmosfera terrestre, che ci protegge dal rischio di collisione. Un programma scientifico di osservazione, cui collaborano vari astrofili, si occupa di monitorare costantemente lo stato del cielo per individuare eventuali oggetti nuovi. Questi “cacciatori di asteroidi” utilizzano tecnologie molto sofisticate, che vanno dai radar ai telescopi di ultima generazione, allo scopo di identificare i cosiddetti NEO (Near Earth Objects – “oggetti vicini alla Terra”). Sono stati sviluppati, inoltre, diversi metodi per prevedere la traiettoria degli asteroidi e, in ogni caso, prima che si generi un impatto con il nostro pianeta, si dovrebbero verificare tutta una serie di circostanze che darebbero un preallarme di almeno dieci anni. Per valutare la pericolosità di questi oggetti è stata inventata una scala di rischio, detta “scala Torino”, che prevede 5 livelli di pericolo cui sono associati dei colori, dal bianco al rosso, e dei numeri. POSIZIONI PLANETARIE. Il 22 Dicembre a h. 00.03 il Sole entra in Capricorno dando luogo al Solstizio d’inverno, preceduto da Mercurio che vi entra il 17. Dal canto suo Venere è in Capricorno dal giorno 10. Marte il giorno 5 entra in Acquario, Giove è in Leone e dal 9 torna ad essere animato di moto retrogrado, Saturno è in Sagittario dal giorno 23, Urano ritorna diretto dal 19 permanendo sempre in Ariete ed anche Nettuno, permanendo in Pesci, torna ad essere diretto dal giorno 2 del mese. Codice di comportamento per chi vuole emergere senza averne i numeri. Art. 1, comma 1: “Se devi esagerare, esagera fino in fondo”. Non vi attaccate alle mode. Sono le realtà che hanno la vita più breve. Il più grande vantaggio conseguito con l’entrata in uso dei telefonini è stato quello di poter ignorare le chiamate indesiderate. Non voler essere felice a tutti i costi. Spesso dalla ricerca eccessiva della felicità deriva l’infelicità. Dalla Bisaccia di Frate Indovino Saliranno al cielo disperate lamentazioni di qualche VIP dietro le sbarre: “Siamo bloccati qui, non possiamo nemmeno vedere le nostre famiglie e, soprattutto, non potremo andare a Natale a Cortina. Una vera iattura!”. Maghi, “oroscopisti”, sibille e ciarlatani invaderanno Tv e carta stampata per prevedere tutto e il contrario di tutto. Ci saranno sempre allocchi che cadranno in trappola! Il saggio dice: “La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio” (Franz Kafka). VALERIANA (Valeriana officinalis) - Pianta erbacea della famiglia delle Valerianacee. Una vasta letteratura riconosce a questa pianta qualità lenitive dell’ansia e dell’insonnia. Produce anche un’azione spasmolitica che la rende preziosa negli spasmi dell’apparato gastrointestinale, nelle coliti spastiche e in simili problemi gastroenterici. La Valeriana agisce come miorilassante (cioè abbassa il tono muscolare e favorisce il rilasciamento delle fasce muscolari specialmente del tratto gastrointestinale). Nell’uso terapeutico non sono note controindicazioni. CROSTATA. Ingredienti: 400 gr di farina - 200 gr di burro - 200 gr di zucchero - 4 tuorli d’uovo - scorza grattugiata di un limone non trattato - un pizzico di sale - marmellata (o confettura) a piacere - Procedimento: lavorate bene il burro con lo zucchero e la buccia di limone - Aggiungete i tuorli d’uovo, la farina e il sale - Amalgamate bene e lasciate riposare per almeno 30 minuti - Riprendete quindi due terzi dell’impasto, spianatelo fino ad 1 cm di spessore, dandogli la forma del recipiente di cottura - Collocate la pasta nella teglia imburrata - Cospargete di marmellata - Formate con la pasta avanzata delle strisce da collocare a reticolo sopra la marmellata - Passate in forno a 180°C per 30 minuti - Servite fredda. 6 In un monastero dell’Oriente alcuni monaci domandarono all’Abate: «Se ci accorgiamo che un nostro fratello, durante la preghiera, viene vinto dal sonno, dobbiamo scuoterlo perché si desti oppure dobbiamo lasciarlo dormire?». L’Abate rispose: «Quando un mio fratello viene vinto dal sonno durante la preghiera, io gli offro la mia spalla perché possa riposare più comodamente». Convenienze - Lui: «Tesoro, per il nostro anniversario cosa preferisci? Un viaggio in Svezia o una pelliccia?» - Lei: «Amore, un viaggio in Svezia: infatti si dice che lassù le pellicce costino di meno». DOLCI DI NATALE - Il panettone è un tipico dolce delle festività natalizie di origine milanese, oggi diffuso in Italia e nel mondo. Esiste un regolamento che disciplina la produzione industriale del panettone e ne prescrive ingredienti e quantità percentuali ammesse. Il panforte è, invece, originario di Siena. Pare che fosse già noto nel duecento e che la ricetta si sia conservata fino ai giorni nostri senza eccessive modificazioni. Il pandoro è un dolce tipico della tradizione natalizia di origine veronese. Il nome potrebbe derivare dall’usanza di servire, alle tavole dei patrizi veneziani, un dolce ricoperto da sottili foglie di oro zecchino, oppure è semplicemente legato alla colorazione della polpa. Anche per il pandoro esiste un regolamento che interessa la sua produzione industriale e ne prescrive ingredienti e quantità percentuali ammesse. Il torrone è un altro dolce natalizio a base di albumi montati a neve, zucchero, miele, mandorle e nocciole. Viene aromatizzato con la vaniglia. Attualmente esistono diverse versioni del torrone, che può essere duro, morbido, bianco, al cioccolato… Una donna bella piace agli occhi, una donna buona piace al cuore: l’una è un gioiello, l’altra un tesoro (Napoleone). Strane pretese - «I pazienti della nostra clinica pretendono l’acqua corrente in camera?... E cosa credono di essere... pesci rossi?!». Non ci si stupisce più a sentir dire che i broccoli (e le altre Crucifere) possano avere un ruolo protettivo nei confronti del tumore alla prostata. Recenti studi hanno dimostrato che nelle cellule sono presenti sistemi di ispezione contro la loro crescita e proliferazione incontrollata: uno dei geni preposti a questa funzione si chiama PTEN. Quando PTEN è presente in forma mutata, o viene inibito, provoca l’insorgenza del tumore. Il sulforafano (un composto attivo presente nelle Crucifere, famiglia alla quale appartengono i broccoli) si è dimostrato in grado di attenuare l’effetto negativo della mancanza di questo gene. Un recente studio dimostra per la prima volta un collegamento a livello molecolare fra le sostanze contenute nei broccoli (o meglio i composti attivi che da esse derivano) e i tumori. Quando si è in stagione, è preferibile il prodotto fresco; altrimenti il prodotto surgelato può essere un’ottima alternativa. La cottura a vapore si conferma la più adatta a preservare il valore nutrizionale degli ortaggi freschi. Quella al microonde garantisce una buona ritenzione dei glucosinolati; la bollitura, invece, comporta le perdite maggiori. IL SANTO DELLE CILIEGIE Chi non conosce quello splendido albero della famiglia delle Rosacee, dalle drupe rosse e irresistibili? Lo conosceva molto bene anche il santo monzese, Gerardo Tintore (1134 ca. - 1207), patrono della sua città, chiamato “il Santo delle Ciliegie”. Si racconta infatti di questo Santo, eroe della carità, che spesso la sera, dall’ospedale da lui voluto e costruito, si recava in duomo a pregare. Una sera di fine dicembre chiese ai custodi della chiesa di potervi rimanere a pregare per tutta la notte. Ma costoro non volevano acconsentire: era una prassi inusuale, loro non avevano l’autorizzazione, se fosse successo qualcosa ci sarebbero andati di mezzo... e tutto ciò che si obietta in queste circostanze. Allora il Santo promise di portare loro, la mattina dopo, benché si fosse già in inverno, un bel cesto di ciliegie mature. Incuriositi, i custodi della chiesa acconsentirono, e il giorno dopo il Santo mantenne la promessa. In ricordo di questo avvenimento, a Monza, per la festa del Santo che cade il 6 Giugno, vi era la tradizione che l’Amministrazione dell’Ospedale offrisse ai canonici del duomo una lauta colazione dove, naturalmente, non potevano mancare le ciliegie. A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS 14-05-2013 11:35 Pagina 4 Voglio iniziare dalla grande Opera che da oltre cento anni noi Cappuccini dell’Umbria stiamo portando avanti nell’Amazzonia brasiliana: la Missione dell’Alto Solimões e Alto Rio Javari (140 mila chilometri quadrati), area oggi praticamente raddoppiata per la presenza di nostri Missionari nello stato di Roraima (dal 2006) e nell’Alto Rio Negro (dal 2012). La prima particolarità riguarda il territorio. Il fiume: unica via di collegamento. L’Alto Solimões e il Javari sono percorribili esclusivamente via acqua. Solo gli insediamenti più recenti (Roraima e Alto Rio Negro) sono serviti da strade, che però non sempre sono in ottime condizioni ed anzi, non di rado, si rivelano assai malandate. Ciò ha significato e significa per noi un notevole sforzo economico al fine di adeguare i mezzi di trasporto, e in genere tutte le strutture di sostegno alla Pastorale e alla Promozione Umana. lazione di 17 sistemi di potabilizzazione dell’acqua piovana con impianto di purificazione a raggi UV azionato dai pannelli solari; d) la costruzione e gestione di sei impianti (con 12 vasche) per la piscicoltura; e) la costruzione di due centri di artigianato gestiti dalle donne in piena sintonia con le caratteristiche culturali dell’etnia tikuna. Olimpiadi indigene. Piantagioni di miglio. A Belém do Solimões, il villaggio amazzonico con la maggiore concentrazione di Indios Tikuna, si svolgono due manifestazioni particolarmente simpatiche ed interessanti. La prima è conosciuta come Olimpiadi indigene. Se ne sono già svolte due edizioni: 2010 e 2012, con la partecipazione di numerose delegazioni di Indios amazzonensi. Il successo è stato assicurato anche dalla presenza della TV nazionale Rede Globo, che ha diffuso le immagini in diretta. Nel giugno 2010 ha preso il via il progetto Sviluppo sostenibile della frontiera amazzonica del Brasile. L’iniziativa viene promossa dalla ONG sindacale italiana ISCOS-CISL (Istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo) e dalla Diocesi dell’Alto Solimões, che conta sul forte contributo di noi Frati Cappuccini dell’Umbria. Centro di artigianato sociale. Per informazioni più dettagliate sulle iniziative sia di evangelizzazione sia di promozione umana della Chiesa cattolica in Amazzonia, ci si può sintonizzare sul canale televisivo deputato di SKY brasiliano, ove si può ricevere “Amazon SAT”. Preparazione delle piantine. Il progetto intende offrire vantaggi a venti comunità indigene e meticcie del municipio di Benjamin Constant affinché esse migliorino il loro standard di vita in conformità alla loro nozione di benessere (bem viver) e secondo le loro forme di sapere e saper fare, promuovendo e rafforzando modelli di gestione comunitari e associativi. Il piano prevede: a) l’introduzione Festival cultura indigena. L’altra manifestazione è il Festival della cultura indigena, giunto ormai alla quinta edizione: rassegna di canti, danze, acconciature tribali, abbigliamento… sempre molto partecipato. Casa de Apoio “Frei Mario Monacelli”. A servizio di tutta la Missione funziona dal 2008 nella grande città di Manaus, capitale dello stato di Amazonas, una Casa de Apoio Frei Mário Monacelli per ammalati di AIDS con una presenza media di 30-40 degenti, tra cui molti bambini. Ancora in Manaus, città che conta ormai oltre due milioni di abitanti, ed esposta ad una espansione incontrollabile, è stata aperta dal 2010 una Casa di Accoglienza “San Francesco”: circa 80 posti aperti ai profughi del terremoto haitiano, che ha poi dimostrato la sua vera utilità quando ai fuggiaschi del sisma caraibico sono venuti ad aggiungersi i fuoriusciti dalla Colombia a causa della guerriglia scatenata dai narcotrafficanti, e dal Venezuela in seguito ai problemi suscitati dall’emergenza povertà. Centro per Anziani “Sacro Cuore”. Tornando in Italia, ho il piacere di informarvi che, nel nostro Centro per Anziani di Vasto Marina (CH), i lavori di adeguamento alle norme antisismiche e di sicurezza, nonché di miglioramento dei servizi e ampliamento della struttura, stanno procedendo e sono già a buon punto. E speriamo di poter offrire entro tempi abbastanza brevi un ambiente più ampio e confortevole ai simpatici “nonnini” della Casa Sacro Cuore di Vasto. Barca di appoggio per i Missionari Laici Alto Javari. Nell’Alto Rio Javari lavorano équipe di Missionari laici ai quali noi offriamo i supporti logistici; e ci attiviamo anche nel chiedere interventi governativi in caso di problemi particolarmente gravi quali, ultimamente, un’epidemia di epatite. Apiario in Benjamin Constant. dell’apicoltura in 12 comunità; b) la promozione di 90 sistemi agroforestali diversificati a livello familiare (e l’avanzamento di vivai comunitari e di una banca di sementi); c) l’instalCentro di Perugia - Via Severina. Il Centro di Via Severina, a Perugia, che offre accoglienza gratuita ai parenti di malati lungodegenti del nosocomio cittadino, con l’aiuto prezioso del Comitato Regionale di Croce Rossa Italiana, ha superato brillantemente il primo periodo di collaudo ed ora sta lavorando a pieno ritmo. L’iniziativa, resa possibile dalle vostre offerte, cari Lettori, ha suscitato notevole apprezzamento e sicuramente diverrà un’esperienza di riferimento per analoghe realizzazioni nel prossimo futuro. Casa di Accoglienza “San Francesco”. Povera gente che viene accolta, anzitutto, e aiutata a regolarizzare la propria situazione e a trovare un lavoro. Progetto Kurupira. In Santo Antônio do Içá (Alto Solimões) funziona molto bene il Progetto Curupira (nome di un popolare personaggio mitologico amazonense). Un piano che si prefigge di sconfiggere alcolismo, droga e prostituzione in una regione divenuta una delle porte principali di smistamento della droga tra Brasile e Colombia. Grazie all’aiuto di volontari, si organizzano attività sportive, ricreative, artistiche e ginniche, lavori artigianali e molto altro. Bambina di etnia tikuna. Oltre a questo, voi sapete benissimo, cari Amici e Benefattori, che è in vigore qui da Frate Indovino una forma di beneficenza “spicciola”, quella che noi chiamiamo Carità Silenziosa. Questa continua a fluire secondo i ritmi voluti dalla Divina Provvidenza. Ricordiamo sempre che “anche un bicchiere d’acqua, offerto nel mio nome, non perderà la sua ricompensa”. 17 A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS 14-05-2013 11:35 Un giorno, un ragazzo povero che faceva il venditore porta a porta per pagarsi gli studi all’università, si trovò in tasca soltanto una moneta da dieci centesimi, e aveva fame. Decise che nella visita alla casa seguente avrebbe chiesto qualcosa da mangiare, ma l’emozione lo tradì quando gli aprì la porta un’avvenente signora. Al posto di qualcosa da mangiare chiese un bicchiere d’acqua. Lei pensò che il giovane sembrava affamato, e dunque gli portò un bel bicchiere di latte. Lui lo bevve piano, poi chiese: «Quanto devo?». «Non mi deve niente», rispose lei. «Mia madre ci ha insegnato che dobbiamo essere sempre caritatevoli con coloro che hanno bisogno di noi». E lui: «Allora la ringrazio di cuore!». Quando Howard Kelly andò via da quella casa, non soltanto si sentì sollevato nel fisico, ma anche più ottimista e fiducioso. Era stato sul punto di arrendersi e di lasciare gli studi a causa della sua povertà. Qualche anno dopo la donna si ammalò gravemente. I medici del paese erano preoccupati. Alla fine la inviarono nella grande città. Chiamarono per un consulto il dottor Howard Kelly. Quando costui sentì il nome del paese da cui proveniva la paziente, ebbe come una gradevole sensazione. Immediatamente salì dall’atrio dell’ospedale fino alla stanza di lei, ed entrò a visitarla in camice bianco. Capricci del destino, era lei, la ri- Pagina 5 conobbe subito. Ritornò nel suo studio determinato a fare tutto il possibile per salvarle la vita. Da quel giorno, seguì il caso con la massima attenzione. La situazione era molto grave, ma le cure del dottor Kelly ebbero la meglio: dopo una lunga lotta la battaglia fu vinta. Quando la paziente fu fuori pericolo, il dottor Kelly chiese all’ufficio amministrativo dell’ospedale che gli inviassero per approvazione la fattura con il totale delle spese. Egli la ricontrollò, la firmò e l’inviò nella stanza della paziente. Quando la signora vide la fattura, ebbe paura di guardarla, perché sapeva che avrebbe dovuto lavorare tutto il resto della sua vita per pagare il conto di un intervento così complicato. Finalmente l’aprì, e qualcosa attirò la sua attenzione. A margine della fattura lesse queste parole: «Saldata molti anni fa con un bicchiere di latte. Firmato: dottor Howard Kelly». I suoi occhi si riempirono di lacrime di gioia, il suo cuore fu felice e benedisse il dottore per averle ridato la vita. Dal sito Internet http://www.qumran2.net Era una mattinata movimentata, quando un anziano signore di un’ottantina di anni arrivò per farsi togliere dei punti da una ferita alla mano. Disse che andava proprio di fretta perché aveva un appuntamento alle nove precise. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un’ora prima che qualcuno potesse medicarlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della sua ferita. La guardai e, ad un primo esame, mi sembrò in via di guarigione. Andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargliela. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico, dato che ave- Un uomo bianco un giorno, dopo aver osservato a lungo un pigmeo, gli disse: «Caspita! Ma tu sei una scimmia. Sembri proprio un gorilla. Come minimo sei suo discendente: ti arrampichi sugli alberi, abiti in una capanna di frasche, ti corichi per terra, mangi i frutti della foresta; e sei nero, nudo, peloso come lui. Quale differenza c’è? Non sei altro che una scimmia che parla». Il pigmeo rimase un momento pensieroso, poi senza dir parola si mise a sfregare l’uno contro l’altro due bastoncini di legno, e ne fece sprizzare il fuoco; l’appiccò a un mucchio di sarmenti; prese un tizzone acceso e se lo gettò dietro le spalle in segno di offerta alla divinità; poi si accovacciò tranquillamente vicino alla fiamma per scaldarsi. Dopo un lungo silenzio si rivolse pacatamente al bianco e disse: «Ecco perché io non sono una scimmia. La scimmia non accende il fuoco e non ringrazia Nzambi (Dio). Non lo farà mai». Attese alquanto poi, fissando con i suoi occhietti vivaci il bianco, aggiunse: «Ma tu, bianco, pensi a Dio più di una scimmia?». Episodio storico riferito da P. Henri Trilles in L’âme du Pigmée d’Afrique 18 va tanta fretta. L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era malata da tempo di Alzheimer. Gli chiesi se lei si sarebbe preoccupata nel caso facesse un po’ tardi. Lui mi rispose che la moglie ormai da cinque anni non lo riconosceva più. Ne fui sorpreso, e gli chiesi: «E va ancora ogni mattina a trovarla pur sapendo che neanche la riconosce?». L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: «Vede, dottore, lei non sa chi sono, ma io so perfettamente chi è lei». Dovetti trattenere le lacrime... Avevo la pelle d’oca e pensai: «Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita». Dal sito Internet http://www.qumran2.net Bene finito o che ha da aver fine, non è felicità. La felicità vuol l’infinito nell’intenzione e nell’estensione, cioè l’immensità e l’eternità (Vincenzo Gioberti). Felicità è soltanto l’amore; solo l’amore è felicità (Adelbert von Chamisso). L’essenziale per la felicità è la nostra situazione interiore di cui siamo padroni noi soli (Epicuro). La felicità consiste così poco nelle cose, che forse esiste meglio senza di esse, e colui al quale le cose sono diventate indifferenti, è forse più vicino al segreto della felicità (Robert Hamerling). La felicità è come l’arcobaleno: non si vede mai sulla casa propria, ma soltanto su quella degli altri (proverbio tedesco). La felicità è una cosa spirituale e non corporale; nasce dal sacrificio e non dal godimento, dall’amore e non dalla voluttà (Jean-Baptiste Henri Lacordaire). Ogni felicità è una forma di innocenza (Marguerite Yourcenar). Quando la felicità ci viene incontro, non porta mai l’abito con il quale credevamo d’incontrarla (Augusta Amiel-Lapeyre). È ben differente l’esser soddisfatti dall’essere felici (proverbio). La felicità è come gli occhiali: spesso si cercano mentre si hanno sul naso (proverbio). Se vuoi essere felice sii con Dio come un uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, perché sa di avere le ali (San Giovanni Bosco). Altre pubblicazioni in catalogo: LA BUONA CUCINA CASALINGA...................€ 25,00 Un classico della tradizione italiana, con ricette scelte, non solo per la loro bontà, ma anche per la facilità d’esecuzione e con le gustose soluzioni suggerite per stomaci maltrattati e sofferenti. Ricco di consigli pratici per aiutare chi si avvicina ai fornelli, che rendono il libro particolarmente gradito in occasioni o ricorrenze di vario genere. Copertina cartonata in tela con impressioni e sopraccoperta plastificata (cm 21 x 15,5 - Pagg. 662). CARA MAMMA... CARO PAPÀ... .....................................€ 31,00 cad. Ogni momento è quello giusto per aiutare il tuo organismo con le nostre tisane. Digestione lenta, prime vie aeree affaticate, gonfiori intestinali o accumulo di stress possono essere superati con l’aiuto della Natura, secondo i preparati di Frate Indovino. La cura nel coltivare e successivamente nel predisporre le piante officinali all’uso, è assicurata da processi innovativi che comunque si radicano nella tradizione. Tutto ciò viene garantito dal lavoro paziente di personale altamente qualificato. Ciascuno di questi due volumi è un’enciclopedia sulla figura dei genitori. Essa raccoglie quasi tutto ciò che, nel passato e nel presente, è stato detto e scritto su di loro. Prezzo complessivo per unico invio: 50,00 euro con cofanetto in omaggio. CRISTO IERI, OGGI, SEMPRE .......................€ 77,50 Opera unica e sorprendente in tre volumi raccolti in elegante custodia. Le città simbolo delle principali religioni monoteiste, Gerusalemme, Roma, Assisi, presentate con un testo stimolante e una serie di foto spettacolari ed artistiche nello stesso tempo. Dono di pregio per occasioni importanti (cm 33x25 - 3 voll. per oltre 600 pagine tra testo e tavole illustrate). GIARDINO IN CASA......................................€ 25,00 Nuova edizione, corretta ed ampliata, di un classico tra i volumi di Frate Indovino. Guida completa e preziosa per coltivare le piante più conosciute da giardino e da appartamento (cm 21x15,5 - Pagg. 428). Tisana Digestiva Tisana Carminativa Tisana Rilassante Tisana Balsamica La Tisana Digestiva di Frate Indovino prevede una miscela di piante dalle proprietà eupeptiche che favoriscono cioè i normali processi digestivi del dopo pasto, grazie alle proprietà coadiuvanti di Genziana, Menta Piperita, Liquirizia, Rosmarino, Achillea ed altre piante officinali. La Tisana Carminativa di Frate Indovino coadiuva la riduzione del gonfiore e i relativi fastidi addominali causati perlopiù da un regime alimentare distratto e frettoloso. Essa, infatti, propone una miscela di piante quali Finocchio, Menta, Carvi, Anice stellato e Melissa dalle proprietà carminative cioè favorenti l’eliminazione dei gas intestinali. La Tisana Rilassante di Frate Indovino è frutto di un meditato bilanciamento di Melissa e Biancospino dalle conosciute proprietà rilassanti e dal Tiglio utile per il fisiologico sonno. Esse sprigionano al meglio le loro qualità se assunte alla sera prima di coricarsi. Si accompagni la Tisana con uno stile di vita equilibrato e dedito allo sport. La Tisana Balsamica di Frate Indovino si compone di Salvia, Liquirizia e Timo dalle tradizionali proprietà benefiche nei riguardi di naso e gola, unite ad Eucalipto e Timo dall’effetto balsamico e Menta utile per la funzionalità delle prime vie respiratorie. Prezzo unitario per ciascuna confezione da 20 f ilt ri: 8 euro. Prezzo speciale per le quat t ro tipologie di confezioni da 20 f ilt ri cadauna: 25 euro. Spedizioni previste esclusivamente in Italia. Abbonatevi al mensile Frate Indovino Per informarsi su fatti dell’Italia e del Mondo, in modo semplice, diretto, costruttivo ed evitando sensazionalismi. L’Avvocato risponde, Direttore, Multimedia, i Consigli di fra MarCo, e tanto altro ancora. Con la quota associativa di un anno si hanno dodici numeri della rivista, il classico Calendario da parete di Frate Indovino, quello da scrivania, il Calendario dell’Avvento con le sue simpatiche ventiquattro finestrelle da aprire una al giorno a partire dal primo dicembre, ed una pubblicazione monotematica in trentadue pagine. Tutto ciò a soli 15,50 €. Poco più di un euro al mese per passare un intero anno con Frate Indovino! Non solo per voi, ma anche come regalo apprezzato da fare agli amici… Approfittatene!! Abbonamento semestrale: 9,00 € (sei numeri). Offerta prova: 5,00 € (tre numeri). Il nuovo Segreto della Salute È il libro più diffuso di Frate Indovino, nel quale sono contenuti segreti per prevenire e curare i tanti mali elencati in fondo al volume. È l’antica farmacopea dei semplici, che non lascia segni nefasti nell’organismo. Nell’introduzione sono riportati i principi generali di fitoterapia e di erboristeria, segue un nutrito elenco di erbe medicinali con la descrizione delle stesse e le ricette per esaltarne i valori curativi. Chiude questa pubblicazione un breve e chiaro vocabolario medico con termini tecnici delle varie malattie ed il modo di affrontarle con le piante più comuni. In ultimo un ricettario erboristico di veterinaria. Caratteristiche editoriali: Pagine 526 - Dimensione: 21 x 15 cm - Copertina cartonata in similpelle e impressioni in oro con sovracoperta plastificata a colori - Prezzo € 17,50. L’Orticello di Casa Gli ortaggi, le erbe aromatiche e gli alberi da frutto sono presentati, in questo volume, come i veri protagonisti del tipico orto di casa!! In questa edizione, oltre che rivedere graficamente le immagini, si è provveduto ad aggiornare le indicazioni fitoterapiche secondo gli ultimissimi ritrovati contro i parassiti infestanti. Vengono – di fatto – indicate le strategie ed i preparati (facilmente reperibili ed assolutamente sicuri sia per chi li usa, sia per chi consuma le produzioni agricole con essi trattate) anche da parte di chi non è in possesso del cosiddetto “patentino”. Si tratta di una guida già molto apprezzata che viene restituita all’attualità dei nostri giorni per una moderna coltivazione, soprattutto, di orti familiari. Caratteristiche editoriali: Pagine 352 - Dimensione: 21 x 16 cm - Copertina stampata a colori su cartoncino plastificato - Prezzo € 25,00. v No !!! ità Curarsi a Tavola Il titolo “Curarsi a Tavola - Ricette per tutti i giorni con Erbe Officinali”, avvicina il lettore all’innato interesse di ricercare ed utilizzare piante spontanee per scopi commestibili. Ricette e suggerimenti che, partendo da informazioni preliminari botaniche di base, espresse in modo semplice e diretto, accompagnano il Lettore lungo le 450 pagine, ricche di quasi 400 ricette imperniate sull’impiego di 54 piante terapeutiche/officinali spontanee. 250 immagini offrono non solo la possibilità di identificare le singole erbe così come compaiono in natura, ma anche di visualizzare la preparazione culinaria con esse realizzata. Pagine 450 - Dimensione: 21 x 15,5 cm - Copertina cartonata in tela e impressioni con sovraccoperta plastificata a colori - Prezzo € 20,00. !!! tà vi In Cucina non tutti sanno che… No Non è una raccolta di ricette, ma un libro che svela i migliori segreti su come rendere insuperabili le vostre stesse ricette. Offre incredibili consigli, antichi e recenti, su come riconoscere la qualità degli ingredienti e dei vari preparati, illustrando come elaborarli al meglio. Non solo: il testo facile da comprendere ed organizzato in modo intuitivo guida il lettore alla scoperta dei mille “Perché” del mondo della gastronomia, affascinando l’esperto e interessando anche chi non ha mai acceso un fornello! Un libro assolutamente da non perdere e da regalare in occasione di ricorrenze o festività particolari. Caratteristiche editoriali: Pagine 450 - Dimensione: 21 x 15,5 cm - Copertina stampata a colori su cartoncino plastificato - Prezzo € 15,00. Come fare se... Questo libro è un’agile ed utilissima guida che, con le sue oltre 500 voci, poste in ordine alfabetico, offre più di 2000 segreti, consigli, rimedi basati sulla solida tradizione ed aiuta in modo semplice ed immediato a risolvere i piccoli grandi “drammi casalinghi” (del vivere quotidiano). Il Lettore è condotto per mano verso quegli antichi saperi, figli di una sana esperienza, grazie ai quali si può rimediare nel modo più appropriato a tantissime necessità domestiche, sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e con un occhio anche alla spesa. Integra il volume una sezione speciale riservata ai simboli di pericolo; simboli relativi al trattamento dei tessuti; tabelle internazionali di conversione per le taglie di abbigliamento; simboli per l’utilizzo delle stoviglie, marchi, bollini, etichette, ecc… Caratteristiche editoriali: Pagine 352 - Dimensione: 21 x 15,5 cm - Copertina stampata a colori su cartoncino plastificato - Prezzo € 20,00. 19 GRAN LIBRO DI FRATE INDOVINO.................€ 36,50 Questo volume è una raccolta delle gemme preziose (proverbi, ricette, consigli) che spuntano rigogliose dal famoso Almanacco di “Frate Indovino”, l’albero ultra sessagenario radicato nella cultura degli italiani. Ordinando questo libro, si riceverà in omaggio il cofanetto de “il Libro del Tempo” (Pagg. 400). I COLORI DELLA FELICITÀ..............................€ 15,00 C’è la felicità? E se sì, dove la si può incontrare? È l’aspirazione massima di ogni persona, da sempre. In questo libro di Giuseppe Zois vengono presentate esperienze vissute e strade percorse per inseguire e afferrare un sogno (cm 24 x 17 - Pagg. 224). IL LIBRO DEL TEMPO....................................€ 12,00 Cofanetto che racchiude le schede delle copertine del nostro celebre Calendario (dal 1946 al 2006). Sul retro si legge il riassunto dei fatti più significativi accaduti nell’anno al quale la copertina si riferisce (cm 18 x 12,5 - Pagg. 61). IO SONO LA VERGINE DELLA RIVELAZIONE....€ 10,00 Maria, la sublime creatura scelta da Dio per essere Sua Madre, come emerge dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione. La Vergine Santa, Porta aperta tra l’eternità ed il tempo. Libro di agevole lettura, prezioso per conoscere meglio la figura di Maria (cm 21x15 - Pagg. 136). PROVERBI, PROVERBI, PROVERBI.................€ 15,50 I più classici ed i più originali proverbi della cultura italiana organizzati per una facile consultazione (cm 23x15 - Pagg. 574). RIDERE FA BENE..........................................€ 18,00 Il libro è una bellissima raccolta di sane barzellette che, oltre ad essere un dolce passatempo, porta un benefico sollievo anche nei momenti tristi. (cm 21x15 - Pagg. 352). SAN FRANCESCO FRATELLO DI TUTTI E DI TUTTO.....................................€ 15,00 Il libro si segnala, anzitutto, per la serietà, la completezza e la vastità dell’indagine, restituendo un quadro organico che abbraccia, nella sua complessità, il rapporto del Santo con tutte le creature (cm 22x16 - Pagg. 275). SAN FRANCESCO NELLA SUA TERRA...........€ 20,00 L’autore traccia le linee essenziali della vita e della spiritualità di san Francesco, coniugando la storia del Poverello di Assisi con la geografia dei luoghi che lo hanno visto protagonista (cm 18x11,5 - Pagg. 284). UN NOME DA SCEGLIERE..............................€ 16,00 È un dizionario ricco di nomi vecchi e nuovi, con il relativo significato etimologico (cm 21x15 - Pagg. 414). UN PIZZICO DI BUONUMORE........................€ 12,00 In questo libro Frate Indovino raccoglie battute scherzose, pensieri sapidi, a volte, anche satirici e definizioni umoristiche (cm 21x15 - Pagg. 252). In Italia, spese di spedizione gratuite per acquisti complessivi a partire da 12 euro. Edizioni Frate Indovino Via Marco Polo, 1 bis - 06125 PERUGIA (PG) Partita IVA 00478700545 Numero unico Servizio Clienti: (+39) 075 5069369 orari: dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 17.30; venerdì dalle 8.00 alle 12.30 Fax (+39) 075 5051533 www.frateindovino.eu - E-mail: [email protected] www.facebook.com/frateindovino Conto Corrente Postale: 4069 Intestato a: FRATE INDOVINO IBAN: IT12Q0760103000000000004069 BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Affinché i bonifici bancari vengano da noi registrati è assolutamente indispensabile inserire sulla causale il NUMERO DI RIFERIMENTO presente in basso a sinistra della “Ricevuta di Versamento” del bollettino di conto corrente postale. A14 FR.INDOVINO EXTRAMENS 14-05-2013 11:41 A Londra c’era una mostra di bestie feroci e, per entrare a visitarle, si poteva pagare, oppure portare dei cani e dei gatti, da dare in pasto alle belve. Un tale ebbe voglia di vedere le belve: acchiappò per la strada un cagnolino e lo portò al serraglio. L’uomo fu lasciato entrare, e il cagnolino fu preso e gettato nella gabbia in pasto al leone. Il cagnolino si mise la coda fra le zampe e si ritirò in un angolo della gabbia. Il leone gli s’accostò e lo fiutò. Il cagnolino si coricò sulla schiena, alzò le zampette e agitò la coda. Il leone gli diede un tocco con la zampa e lo rivoltò. Il cagnolino saltò su e restò seduto dinanzi al leone sulle zampette posteriori. Il leone lo guardava fisso, piegava la testa ora di qua, ora di là, e non lo toccava. Quando il padrone delle belve gettò al leone la carne, il leone ne strappò un boccone e lo lanciò al cagnolino. Quando la sera il leone si mise a dormire, il cagnolino gli si stese accanto, e gli posò la testa sulla zampa. Da quel giorno, il cagnolino visse sempre dentro la gabbia del leone, e il leone non lo toccava, mangiava e dormiva con lui, e certe volte perfino ci giocava insieme. Una volta, un signore venne a visitare il serraglio e riconobbe il proprio cagnolino: disse che il cagnolino Una parola che non spinge all’azione è una cattiva parola (Gilbert Keith Chesterton). La misura di Dio è la sovrabbondanza (Claude Tresmontant). Quando la carità è un rischio, quello è il momento della carità (dal film: Il Villaggio di Cartone). Satira: è l’umorismo quando perde la pazienza. (Giovanni Mosca). Nulla si può contro il tempo: se lo spingi va adagio, se lo trattieni, fugge (anonimo). Una bugia è la verità in maschera (George Gordon Byron). Finché si è “inquieti” si può stare tranquilli (Julien Green). Non ci si può mai dispensare dall’essere se stessi (Jean Sulivan). Pagina 7 era suo, e chiese al padrone del serraglio che glielo restituisse. Il padrone acconsentì, ma come provarono a chiamare il cagnolino per estrarlo dalla gabbia, il leone s’incollerì e si mise a ruggire. Così seguitarono a vivere insieme, leone e cagnolino, un anno intero nella stessa gabbia. Un brutto giorno, il cagnolino s’ammalò e morì. Il leone smise di mangiare, e stava sempre a fiutare il cagnolino, a leccarlo, a smuoverlo con la zampa. Quand’ebbe capito che era morto, d’improvviso diede un balzo, drizzò la criniera, cominciò a battersi la coda sui fianchi, poi si slanciò contro la parete della gabbia e si mise a mordere i chiavistelli e il piancito. Per tutta la giornata si dibatté, girò su e giù per la gabbia, e continuò a ruggire; alla fine s’accovacciò accanto al cagnolino morto e si quietò. Il padrone andò per portar via la bestiola morta, ma il leone non permetteva a nessuno di accostarsi. Allora il padrone pensò che il leone avrebbe scordato il suo dolore se gli si fosse dato un altro cagnolino come quello, e gli mise nella gabbia un cagnolino vivo; ma subito il leone lo sbranò in mille pezzi. Poi abbracciò con le zampe il cagnolino morto, e così rimase disteso cinque giorni. Il sesto giorno il leone morì. Lev Tolstòj - Racconto dal vero La favola racconta il mondo del “come se”. Come se il mondo fosse diverso, come se si vivesse in un passato lontano, in quello del “c’era una volta”. Si pone come un’alternativa al mondo presente, quello del “qui e ora”, che magari è governato dai cattivi e non segue la legge dell’amore, bensì del profitto e della furbizia che fanno dominare sempre i peggiori. La favola è tanto più essenziale quanto più il mondo è spaventoso, pieno di ingiustizie nei confronti soprattutto dei bambini, ma anche dei nonni. E ne hanno bisogno tutti, perché la favola si regge sulla forza della speranza, che rende possibile pensare per il domani ciò che manca al momento presente. Generalmente si dice che la favola è pertinente al mondo bambino e che l’utopia esprime invece il grande sogno degli adulti. In entrambe le forme si rappresenta e si inventa un mondo che ancora non c’è o che non c’è più, ma che può farsi reale, diventare cronaca. La favola termina sempre con “la morale della favola”, per esplicitare meglio il suo significato e dunque per trasmettere un insegnamento, una via da seguire, perché si può scappare dal mondo, ma soltanto per un poco. È importante cambiare quello reale, in cui si vive, e farlo diventare più giusto, retto dall’amore e non dalla lotta. Se, come accade a me, la società del tempo presente non piace, è naturale che si amino le favole, che si senta la voglia di fantasia e non di storie dell’orrore e del male. C’è bisogno di favole, servono proprio per vivere, per coltivare il bene anche quando tutto sembra guidato dal male, dai cattivi invece che dai buoni. Bisogno di favole non di internet, che sa di robotica, di massificazione. Le favole le sanno raccontare bene soltanto le mamme e le nonne. Per venire raccontate, serve il clima di famiglia, con magari un fuoco acceso, perché mostra una magia che certo manca agli spettacoli della televisione, con quei tromboni, al posto delle nonne, che sembrano degli idioti da manicomio, sia pure un manicomio da favola. Conosco “una favola che non c’è” in cui si racconta di uomini grassi e potenti, con il portafogli in mano, che cercano di comperare tutte le favole per poi bruciarle, poiché vogliono solo che esista la cronaca del mondo da loro dominato e ingiusto e pensano così di impedire di poterne desiderare uno migliore, facendo credere che quello del sopruso sia il migliore dei mondi possibili. Ma ecco che un intero asilo, centosettantasette bambini e bambine, si mobilitano e su un grandissimo tappeto volante giungono nel palazzo del re. Con una magia trasformano il sovrano cattivo in un bambino. Era brutto, orripilante, cattivo e dopo la metamorfosi diventa - ritornato bambino - buono pur restando re e quindi potendo cambiare il mondo. Di proprio pugno, su una lavagna scrive e firma un decreto (così si chiama) in cui garantisce che le favole saranno la guida per un nuovo mondo. E così inizia una nuova vita, una nuova favola e “tutti vissero, proprio tutti, felici e contenti”. Vittorino Andreoli C’era una volta una donna molto cattiva, che morì senza lasciarsi dietro nemmeno un’azione virtuosa. I diavoli l’afferrarono e la gettarono in un lago di fuoco. Ma il suo angelo custode era là e pensava: «Di quale sua azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio?». Alla fine gliene tornò in mente una e la riferì a Dio: «Ha sradicato una cipolla dal suo orto e l’ha data a una mendicante». Dio gli rispose: «Prendi dunque quella stessa cipolla e tendigliela nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta: se riuscirai a tirarla fuori dal lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si strapperà, la donna rimanga dove si trova». L’angelo corse dalla donna e le tese la cipolla: «Su, donna», le disse, «attaccati e tieniti stretta». E si mise a tirarla cautamente; l’aveva già quasi tratta in salvo quando gli altri peccatori che erano nel lago cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei, per essere anch’essi tirati fuori. Ma la donna era cattiva cattiva e si mise a sparar calci contro di loro, protestando: «È me che si tira e non voi, la cipolla è mia e non vostra». Appena ebbe detto queste parole, la cipolla si strappò. E la donna cadde nel lago dove brucia ancora. All’angelo non rimase che allontanarsi piangendo. Da un racconto di Fëdor Michailovi Dostoevskij Il bene è in tutti: troppo spesso manca solo il coraggio di usarlo (Lev Tolstoj). Per scoprire la verità c’è sempre bisogno di una persona che la esprima e di un’altra che la comprenda (Khalil Gibran). Nessuno può essere dispensato dal farsi uomo (Maurice Zundel) Dovunque c’è un uomo, c’è l’occasione di fare del bene (Seneca). Per noi non esiste amore senza giustizia; per Iddio non esiste giustizia senza amore (Hans Urs von Balthasar). La vera felicità sta nella pace dell’anima (Carl Gustav Jung). Non si è mai così felici, né così infelici, come si pensa (François de La Rochefoucauld). Gli orari riferiti alle previsioni astronomiche (lunazioni, levata e tramonto del sole, eclissi, ecc...) sono espressi in ora solare o in ora legale a seconda del periodo di riferimento. In parole semplici, tali fenomeni sono visibili esattamente all'ora indicata dal vostro orologio. ABBREVIAZIONI ab. ap./app. art. Ast. Avv. B./Bb. B.V. = Abate = Apostolo / Apostoli = Artigiano = Astinenza = Avvento = Beato-Beata / Beati-Beate = Beata Vergine B.V.M. bd. C. diac. Dig. dott. el. er. Es. ev. = Beata Vergine Maria = Badessa = Compagni = Diacono = Digiuno = Dottore / Dottori della Chiesa = Elemosiniere = Eremita = Esaltazione = Evangelista F. fr. imp. m./mm. N.S.G.C. O.F.S. p. p.a. Pasq. = Festa = Francescano / Francescana = Imperatore / Imperatrice = Martire / Martiri = Nostro Signore Gesù Cristo = Ordine Francescano Secolare = Papa = Domenica per annum (cioè lungo il corso dell’anno) = di Pasqua Pat. Patr. Q.T. Quar. reg. S. / Ss. v./vv. ved. ven. vr./vvr. = Patriarca = Patrono / Patrona = Quattro Tempora = Quaresima = Regina = Santo - Santa / Santi - Sante = Vescovo / Vescovi = Vedova = Venerdì = Vergine / Vergini CELEBRAZIONI ANNO LITURGICO 2015 CENERI 18 PASQUA 5 ASCENSIONE 17 (14) PENTECOSTE 24 CORPUS DOMINI 7 1ª DOMENICA DI AVVENTO 29 FEBBRAIO APRILE APRILE APRILE GIUGNO NOVEMBRE FRATE INDOVINO O.F.M. Capp. - Via Marco Polo, 1 bis - 06125 PERUGIA (Italy) - “Conto Corrente Postale n. 4069”- www.frateindovino.eu - [email protected] - Tel.: (+39) 075.5069369 - Fax: (+39) 075.5051533 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - DL 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C1/PG/2012 20