Dipartimento di Salute Pubblica e Medicina di Comunità Sezione di Psichiatria e Psicologia Clinica Università di Verona I bisogni informativi dei malati e la condivisione delle decisioni Christa Zimmermann PER UNA VITA COME PRIMA 2010 IV EDIZIONE NEGRAR, 14 MAGGIO 2010 La comunicazione in medicina ha funzioni e obiettivi precisi Sei funzioni Funzioni Obiettivi professionali / effetti 1 Curare la qualità della relazione Relazione = collaborazione 2 Raccogliere informazioni Corretta diagnosi e interpretazione dei sintomi 3 Informare Paziente ben informato 4 Prendere decisioni Arrivare ad una decisione condivisa 5 Favorire comportamenti funzionali alla malattia e alle terapie Comportamenti adeguati e fattibili del paziente riguardanti malattia e terapie 6 Rispondere alle emozioni Supporto del paziente De Haes & Bensing, PEC, 2009 Informare è più che l’invio di un messaggio Informare è più che l’invio di un messaggio Informare ascoltare comprendere memorizzare usare Informare è più che l’invio di un messaggio Informare ascoltare comprendere memorizzare usare Informare e essere informato è essenziale per: 1. Ridurre le incertezze 2. Prendere decisioni 3. Poter collaborare Cura Organizzazione, accordi, procedure Consigli, suggerimenti 4. Affrontare malattia e problemi derivanti 5. Accrescere il supporto Processo decisionale condiviso (SDM) – Medico e paziente sono partner allo stesso livello – Entrambi portano conoscenze e valori • Il gold standard Definizioni di SDM Charles et al. (1997, 1999) • Coinvolgimento contemporaneo di medico e paziente in tutte le fasi decisionali • Scambio di informazioni in entrambe le direzioni e da entrambe le parti • Condivise considerazioni sulle opzioni terapeutiche • Accordo sul trattamento da mettere in atto SDM include… Charles et al, 2003 • Incoraggiare i pazienti a prendersi il loro tempo per pensare alle varie opzioni • Adattare le informazioni al bisogno di ciascun singolo paziente • Dare l’importanza ai valori individuali del paziente nel prendere una decisione relativa ad un trattamento Processo decisionale condiviso Non è un compito semplice per i pazienti – Mancanza di uno schema mentale per prendere decisioni mediche – Mancanza di un vocabolario medico – Vulnerabilità emotiva – Essere in un nuovo contesto – Probabili vissuti di impotenza Processo decisionale condiviso • Non è un compito semplice per i medici: – Comunicare rischi e benefici – Esplorare i valori del paziente – Condividere le proprie visioni e preferenze – Ascoltare le preoccupazioni del paziente – Accettare decisioni non immediate e potenzialmente divergenti dalla propria • Senza formazione, e all’interno di restrizioni imposte dal sistema Le aree principali dello scambio informativo • Discussione relativa alla malattia (qual’è la diagnosi e il grado di gravità ?) • Discussione del piano terapeutico (qual’è il modo migliore di affrontare la malattia ?) Le aree principali dello scambio informativo • Discussione relativa alla malattia (qual’è la diagnosi e il grado di gravità ?) • Discussione del piano terapeutico (qual’è il modo migliore di affrontare la malattia ?) Contenuto Aspetto comunicativo La maggior parte dei pazienti desidera molte informazioni Condividere con il paziente informazioni e decisioni riguardanti la sua malattia è un presupposto etico Declaration of Helsinki, 1964, 1996; 2000 Cosa desiderano i pazienti oncologici? Preferiscono avere più informazioni possibile a prescindere dal fatto che siano negative o positive 2331 pazienti con vari tumori 100 pazienti con tumore al seno 87% 85% Età 20 - 39 46 – 49 60+ Vogliono tutte le informazioni 96% 79% 80% Preferiscono il massimo di dettagli 85% 60% 69% Jenkins et al, Br J Cancer 2001;Lobb et al, MJA, 1999 Significa che tutto dovrà essere sempre detto? Dilemma • I pazienti desideranno essere informati sulla loro malattia, ma il significato di “tutto“ o di “massimo dettaglio” varia. • I loro bisogni informativi possono cambiare durante l’iter della malattia • Alcuni pazienti non vogliono informazioni complete e dettagliate Quante e quali informazioni? Quando ? Come? La maggior parte dei paziente vuole sapere - E’ cancro si o no - Probabilità di guarigione - Possibili trattamenti - Possibili effetti collaterali 98% 98% 97% 99% 2331 pazienti oncologici, UK Jenkins et al, Br J Cancer, 2001 La maggior parte dei paziente vuole sapere % - Effetti collaterali delle terapie - Opzioni terapeutiche - Probabilità che le terapie riducano il cancro - Il beneficio delle cure in termini di sopravvivenza 99 98 95 85 126 pazienti con metastasi, Australia Hagerty et al, JCO, 2004 In Italia? Diagnosi Gravità Remissione Cause Trattamento Effetti collaterali Sessualità >65 % 75.4 65.6 81.2 59 67 73 26 <65 % 95.1 95.3 99.5 84.5 96 96 88 174 pazienti oncologici giovani e anziani Giacalone et al, Psycho-Oncol, 2007 Aspetti comunicativi valorizzati % • • • • • • Verificare la comprensione Incorraggiare domande Spiegare i termini medici Fa riferimento a dati scientifici Annotare cosa il/la paziente dice Verificare ulteriori necessità di informazioni da parte del paziente • Ascoltare paure e preoccupazioni • Continuare a verificare come ci si sente 99 99 98 88 79 85 97 79 100 early stage breast cancer patients; Lobb et al., 1999;Health Expectations Aspetti comunicativi valorizzati - Essere realistico sul mio futuro Darmi l’opportunità di fare domande Informarmi sui risultati dei test personalmente Sottolineare cosa possa essere fatto (non cosa non possa essere fatta) - Riconoscere e rispondere alle mie paure - Verificare come mi sento - Discutere la prognosi prima con me - Informarmi sulle terapie complementari - Mantenere un atteggiamento ottimistico sul mio futuro 126 pazienti con metastasi Haggerty et al., JCO 2005 % 98 98 96 92 93 93 90 82 76 Aspetti comunicativi valorizzati Medici • Conoscere lo stato di malattia 98% • Rimanere ottimisti 91.1% • Essere informati su nuove terapie 89% Pazienti • Effetti collaterali delle terapie 84% • Il decorso atteso della malattia 80% • Le terapie disponibili 76% • Opzioni alternative se la terapia non funziona 69% • Impatto della malattia sulla vita giornaliera 64% (cibo, dolore, assistenza domiciliare) • Attesa di vita 59% • Cosa fare se si perde l’autosufficienza 53% • Accanimento terapeutico 41% • Spiritualità 39% 56 pazienti in trattamento palliativo Kutner et al., 1999; Soc Sci Med Modalità comunicative nell’informare suggerite dai pazienti ai medici Sei ingredienti • Non girare attorno • Dire che non sarò abbandonato quando la malattia progredisce • Concedere tempo sufficiente durante le visite • Mostrare, con comportamenti verbali e non verbali di empatia e vicinanza, che ci si prende cura del paziente • Essere chiari e dare informazioni che pazienti e familiari comprendono • Informare “a blocchi”, e con un ritmo che facilita l’assimilazione dell’informazione 37 pazienti in hospice Kirk et al., 2004 Br Med J Bisogni soddisfatti • • • • Bisogno Soddisfatto % % Vorrei che il medico mi esaminasse 89 86 Voglio conoscere le diverse opzioni 99 96.5 di trattamento e cosa il medico mi consiglia Voglio sapere se ho bisogno di altri 98.2 90 trattamenti Voglio sapere quali sono i rischi 99 90.6 di ulteriori terapie 395 donne con cancro al seno eligibili per terapie adiuvanti (56 oncologi ) Brown et al, 2009; Psycho-Oncology Bisogni non soddisfatti Differenze tra bisogni espressi prima della consultazione e bisogni soddisfatti durante la visita. • • • • • Bisogno 79% 60.5 Vorrei sentire che si cura di me Vorrei discutere la mia paura di morire Vorrei sapere se il trattamento 93% è curativo Vorrei sapere cosa potrà fare e non fare 98% mentre sono in terapia Voglio dirgli come il mio 65% problema incide sulla mia vita soddisfatto 29.6% 13.4% Medico 82% 23% 47.3% 92% 47% 64% 19.7% 39% 395 donne con cancro al seno eligibili per terapie adiuvanti( 56 oncologi ) Brown et al, 2009; Psycho-Oncology Soddisfazione con l’informazione Tempo percepito abbastanza poco % % 76.3 5.7 - Soddisfazione per l’informazione ricevuta - Risposte a tutte le domande 66.2 6.5 - Terminologia comprensibile 66.9 7.9 sulla diagnosi 328 pazienti italiani al primo ciclo di chemioterapia Lorenzo et al., 2004, Annals of Oncology Come riconoscere le preferenze informative • Voglio avere tutte le informazioni possibili, sia buone che cattive • Chiedo al medico quello che voglio sapere • Desidero avere solo le informazioni buone • Non voglio avere informazioni troppo dettagliate • Non voglio sapere niente Barnett, 2006; Psycho-Oncology Come aiutare i pazienti ad esprimere i loro bisogni ed ottenere le informazioni desiderate? Chiedere “Che domande vorrebbe fare?” “Altre domande?” “Cosa vorrebbe sapere?” I pazienti temono di rubare tempo quando fanno domande. Incoraggiare le domande non li fa sentire in colpa e migliora la relazione Porre domande • Indicatore della partecipazione e coinvolgimento del paziente nel processo informativo (Street & Milay , 2001) • Maggiore scambio informativo tra medico e paziente (Cegala et al., 2000) • Maggiore soddisfazione del paziente con la visita (Eggly et al., 2006) • Maggiore sensazione di controllo (Harrington et al., 2004) • Maggiore adesione al programma terapeutico (Cegala et al., 2000) Domande frequenti • Trattamento 32% “E’ possibile un intervento chirurgico?” “Quanti giorni della settimana debbo fare la chemio?” ” Qual’è l’esito della terapia?” Ci sono nuove medicine?” • Test diagnostici 15.6% “Ho bisogno di una PET?” • Diagnosi 10.3% “ E’ nel mio cervello?” • Prognosi 6% “Posso guarire ?“ La frequenza delle domande aumenta - con la sensazione del paziente che il medico è ricettivo e accoglie le domande - con la durata della visita Eggly et al., 2006, Social Science and Medicine Il paradosso dei bisogni contrastanti • I pazienti vogliono mantenere la speranza, ma allo stesso tempo desiderano informazioni esaurienti e sincere • Aspettano dai medici informazioni veritiere e che si mostrino allo stesso tempo rassicuranti e ottimisti Medici chiamati a mantenere l’equilibrio tra sincerità e speranza senza incoraggiare attese irrealistiche Speranza non necessariamente ha sempre da fare con la prognosi o la sopravvivenza Una fiduciosa, anche se incerta aspettativa di un bene futuro che per la persona sia potenzialmente realistica e significativa Definizioni di speranza date da pazienti oncologici incurabili – “avere una buona qualità di vita nonostante l’incertezza nell’attesa di vita” – “sentire o sperare che le cose vanno bene” – “che tutto il personale medico che mi ha in cura, fa il suo meglio” – “ ricevere le cure che garantiscono il migliore controllo del cancro e dei sintomi” – “morire serenamente” – “non essere abbandonati nella fase terminale” – “ non soffrire” – “poter mantenere la propria dignità ed essere valorizzata come persona” Clayton et al.,2008 , Psycho-Oncology Hagerty et al., 2005 Journal of Clinical Oncology Aspetti comunicativi che aumentano la speranza - Offerta di trattamenti all’avanguardia - Impressione di estrema competenza oncologica - Rassicurazioni sull’esistenza di diversi trattamenti efficaci - Spiegazioni esaustive sulle opzioni di trattamento - Atteggiamento talvolta sdrammatizzante - Lavorare in équipe - Disponibilità a rispondere ad ogni domanda % 90 86 82 82 79 79 78 Hagerty et al., Journal of Clinical Oncology 2005 Cosa riduce la speranza • I medici che appaiono nervosi e a disagio • La comunicazione della diagnosi fatta prima alla famiglia • La discussione del trattamento e non parlare del cancro • L’uso di eufemismi • Fornire statistiche di sopravvivenza % 74 58 39 38 38 Hagerty et al., Journal of Clinical Oncology 2005 I pazienti sembrano capaci di mantenere la speranza nonostante abbiano accettato il fatto che la loro attesa di vita è limitata. Una minoranza di pazienti trova la speranza evitando di sapere Informare in modo sincero e realistico senza togliere la speranza • Menzionare casi di pazienti con buon esito (outliers) • Sottolineare aspetti della situazione o della personalità del paziente che diminuiscono il rischio • Concentrare l’attenzione su problemi e scadenze più immediate • Sottolineare obiettivi positivi e raggiungibili del trattamento Clayton et al, 2005; Psycho-Oncology Concludendo • Accertare le preferenze informative individuali • Dare le informazioni richieste in modo aperto senza essere brusco e senza dare troppe informazioni dettagliate • Offrire rassicurazioni che il paziente sarà sostenuto durante tutto l’iter della malattia. Indicare le risorse disponibili • Sottolineare cosa si potrà fare quando le terapie contro la malattia non funzionano più • Rassicurare (quando è opportuno) sulla disponibilità di varie terapie che controllano il dolore e altri sintomi • Essere consapevoli che esistono molte forme di speranza anche a fronte di malattie terminali Grazie per l’attenzione I medici preferiscono messaggi positivi Ma forse anche i pazienti Perchè? Sistema speranza (studio qualitativo in un reparto oncologico, NL) ‘Sistema speranza’ Ulteriori terapie vengono suggerite e accettate per evitare il confronto emotivo con la fine della vita Bram de Swaan, 2007 Il paradosso • Il 40% delle pazienti sottoposte a chemioterapia accetterebbe CHT • Il 46 % delle pazienti con cancro mammario non rinunzierebbe alla radioterapia post-operativa anche di fronte a evidenze di nessun beneficio Jansen et al, Br J Canc 2001 Palda et al Palda et al, J Clin Onc 1997 L’attitudine dei medici rispetto a dire le cose come stanno (N=675, Italia) paziente vuole sapere Credo che dovrei dirlo sempre / si La famiglio chiede di non dirlo Io lo dico 0 20 40 60 80 100 Grassi et al, Supp Care Cancer, 2000 • Le decisioni di pazienti sono influenzate non solo da fattori clinici ma anche da fattori cognitivi a affettivi. • Sono talmente potenti che anche trattamenti senza utilità clinica e con potenziali pesanti effetti collaterali pesanti possano essere considerati “utili” dai pazienti Il paradosso • ‘Almeno ho fatto tutto il possibile’ • ‘In futuro non vorrei dover mi pentire di avere rifiutato la CHT Il dilemma • Pazienti fanno scelte sulla base di considerazioni che da fuori sembrano irrazionali. Se il paziente è convinto che la chemioterapia possa aiutarlo, non importa quello che dica il medico, la scelta di accettare CHT sembra molto razionale. • Se invece riteniamo razionale una scelta che è in accordo con i principi dell’utilità atteso, è evidente che accettare una terapia potenzialmente aggressiva senza potersi aspettare un beneficio, è una decisione irrazionale. Il dilemma • In che misura dovrebbe il sistema sanitaria e la società tollerare queste “scelte irrazionali” da parte di pazienti ben informati e autonomi? • Se ci sono dei limiti all’irrazionalità che la società tollera ed è disposta a pagare, chi fissa questi limiti e come vengono fissate? I medici preferiscono essere cauti e dare messagi ottimistici Pratica abituale I medici rispetto alla infomazione prognostica tendono a essere positivi (N=1605, Norway) generalmente rinforzo la percezione ottimistica del paziente qualche volta aiuta a presentare la prognosi in modo positivo d'accordo non d'accordo se ottenuto info favorevole, il decorso può migliorare aiuta aver un atteggiamento ottimistico 0 20 40 60 80 100 Rogg et al, PEC, 2009 Il punto di vista dei medici: • Tumore al primo stadio – La maggior parte è favorevole a comunicare la diagnosi, sebbene sia più propensa a non comunicare la prognosi rispetto alla diagnosi qualora richiesta dal paziente o dalla famiglia • Tumore in stadio avanzato – Incontrano le maggiori difficoltà quando i pazienti passano da una situazione in cui le terapie sono possibili a una in cui non lo sono più. – Combinano l’onestà enfatizzando la speranza Hagerty et al. Annals of Oncology 2005: 16 (7): 1005-1053 Il punto di vista dei medici rispetto al fatto di dire le cose come stanno (truth telling): • Fornire informazioni complete: – promuove la fiducia nel medico – rispetta il diritto di autodeterminazione del paziente – Consente ai pazienti di cogliere il significato della loro situazione – Dissipa paure non realistiche – Favorisce un senso di padronanza e controllo – Promuove la speranza Il punto di vista dei medici rispetto al fatto rispetto al fatto di dire le cose come stanno (truth telling): • Fornire informazioni complete: – è rigido e brutale – aumenta l’ansia – Favorisce l’aumento dei sintomi e degli effetti collaterali – non permette una salutare negazione – distrugge la speranza Ma essere troppo cauti e ottimisti possa avere svantaggi e comportare rischi Diminuito benessere Difficile prendere decisioni realistiche Cattiva preparazione alla morte e al morire Discussioni realistiche sulla fine di vita > Accettazione che la malattia è terminale (p≤.001) < L’uso di trattamenti aggressivi quando la morte è vicina (p=.02) < Depressione del familiare (p=.01) Weeks et al, JAMA, 1998; Wright et al, JAMA, 2008 Rimpianti “Quello che per me è difficile è che il mio figlio non si dà pace che ha fatto le ferie a Pasqua quando avrebbe potuto passare il tempo con suo padre e tutta la famiglia poteva star insieme...” “Forse i medici ci dovevano dire più chiaramente che era alla fine. Non Perhaps the doctors should have told us more clearly that it was the end. Non l’ho sentito dire. Mio figlio non sarebbe mai andato via a pasqua...”The et al., BMJ, 2000 I pazienti con tumore desiderano una decisione condivisa (SDM)? Paziente da solo Principalmente il paz. Condiviso Principalmente il med. Medico da solo % 12 25 45 18 1 Totale n 233 Chi dovrebbe iniziare Specialista • • • • Obiettivo del trattamenti Sintomi ed effetti collaterali Probabile attesa di vita Morire e cure palliative 83% 81% 53% 45% Specialista dopo aver verificato se voglio sapere • • • • Obiettivo del trattamenti Sintomi ed effetti collaterali Probabile attesa di vita Morire e cure palliative 15% 14% 17% 20% Solo se chiedo • Probabile attesa di vita • Morire e cure palliative 9% 2% 126 pazienti con metastasi Hagerty et al.,2004; J Clin Onc Consenso informato • Richiede che il medico – Comunichi al paziente rischi e benefici di tutte le opzioni terapeutiche – Si assicuri che il paziente comprenda le informazioni fornite – Si assicuri che il paziente accetti volontariamente qualsiasi trattamento scelto • Incorporato in articoli e regole legali – Declaration of Helsinki, 1964,1996,2000; – Rogers Vs Whitaker, 1992 Modelli del processo decisionale • Processo decisionale informato – Medico informa – Né suggerisce né consigla – Lascia che sia il paziente a prendere la sua decisione I pazienti con tumore desiderano una decisione condivisa (SDM)? Paziente da solo Principalmente il paz. Condiviso Principalmente il med. Medico da solo % 12 25 45 18 1 Totale n 233 Quanto i pazienti oncologici riferiscono rispetto al processo decisionale % Paziente da solo Principalmente paz condiviso Principalmente med Medico da solo 7 19 24 22 28 Gattelari, Butow, Tattersall, et al, Soc Sci Med, 2001 I pazienti raggiungono un processo decisionale condiviso? • Più coinvolti e attivi di quanto desiderato: 29% • Coinvolti come desiderato: 34% • Meno coinvolti e attivi di quanto desiderato : 37% Pazienti che attivano il ruolo da loro desiderato nel SDM • Riportano meno bisogni non soddisfatti rispetto a: • Informazioni relative alle opzioni di trattamento e agli effetti collaterali • Possibilità di parlare di preoccupazioni e paure • Certezza di essere seguiti bene • Una maggiore riduzione di ansia tra prima e dopo la consultazione • Soddisfazione più elevata Gattelari et al. Soc Sci Med, 2001 Pazienti che hanno riferito la presenza di un processo decisionale condiviso • Erano significativamente più soddisfatti della consultazione, a prescindere dalla preferenza iniziale (p<0.01) • Altri studi hanno rilevato esiti positivi legati al processo decisionale condiviso o dal fatto che venga offerta la possibilità di scelta – Soddisfazione – Adesione – Adattamento psicologico – Risoluzione dei sintomi Conclusioni? • SDM probabilmente non è appropriato in tutte le situazioni e a tutte le persone • Tuttavia pare che abbia esiti positivi • I pazienti potrebbero essere in grado di partecipare maggiormente nel processo decisionale se aiutati e supportati Comprendere la prognosi Una componente fondamentale del processo decisionale condiviso Quale è la pratica clinica migliore? • Dovrei iniziare la discussione sulla prognosi o attendere che sia lei a sollevare il quesito? • Cosa dirle? • Dovrei utilizzare parole, numeri, grafici sulla sopravvivenza (time-frames) • Come rendere la discussione il più possibile utile e supportiva? Comprensione del paziente • Molti studi hanno dimostrato incomprensioni significative da parte dei pazienti • Molti non capiscono la portata della loro malattia, lo scopo del trattamento o la prognosi • La maggior parte sovrastima la propria prognosi Cambiamenti rilevanti • 1961: nel 2% dei casi la diagnosi era comunicata “solitamente o sempre” • 1976: nel 98% dei casi la diagnosi era comunicata “solitamente o sempre” Charlton, MJA, 1992 • 1989: l’85% ha discusso l’opzione di più di un trattamento • 2001: 99% ha discusso l’opzione di più di un trattamento Siminoff et al, JCO, 1989 Leighl et al, JCO, 2001