ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Gruppo Struttura Preventivo per l'anno 2003 TRIESTE 5 Coordinatore: Marco Budinich COMPOSIZIONE DEI GRUPPI DI RICERCA: A) - RICERCATORI Componenti del Gruppo e ricerche alle quali partecipano: RICERCHE DEL GRUPPO IN % Qualifica Cognome e Nome N. Dipendenti Incarichi Affer. al Gruppo I II III IV Ruolo Art. 23 Ricerca Assoc. 1 ARFELLI Fulvia 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 BERGAMASCHI Anna Ric BOEZIO Mirko I Ric BONVICINI Valter Borsista ICTP_1 Borsista ICTP_2 BOSISIO Luciano BUDINICH Marco CASTELLI Edoardo CICUTTIN Andres CIUFFOLETTI Augusto COLAVITA Alberto DITTONGO Selenia DREOSSI Diego GREGORIO Anna LIELLO Fernando LONGO Renata MATVEEV Dennis MILOTTI Edoardo NAPOLANO Vincenzo OLIVO Alessandro PANI Silvia PERCACCI Roberto RIGON Luigi SCIAN Giovanni D.R. VACCHI Andrea VENANZI Cristian VESPIGNANI Alessandro ZAMPA Gianluigi ZECCHINA Riccardo R.U. Dott. 5 40 5 100 2 20 5 30 40 30 5 100 Bors. 5 100 P.A. 3 P.A. 5 30 1 R.U. 5 ICTP 1 AsRic 1 AsRic 5 R.U. 2 R.U. 2 R.U. 5 B.P.D. P.A. 2 5 AsRic 5 AsRic 5 R.U. 50 100 70 30 20 70 30 50 50 40 20 60 20 80 100 40 60 2 Dott. 20 100 5 ICTP 40 60 100 100 100 5 80 20 AsRic 5 Bors. 2 50 50 3 20 30 50 Dott. 5 ICTP 5 Dott. 2 ICTP 5 Ricercatori Note: 80 Bors. P.O. Percentuale impegno in altri Gruppi 40 100 100 50 50 50 50 2.3 2.5 2.0 0.2 3.4 7.2 0.8 0.4 ZECCHINA Riccardo: Altri impegni = INFM INSERIRE I NOMINATIVI IN ORDINE ALFABETICO (N.B. NON VANNO INSERITI I LAUREANDI) 1) PER I DIPENDENTI: Indicare il profilo INFN 2) PER GLI INCARICHI DI RICERCA: Indicare la Qualifica Universitaria (P.O, P.A, R.U) o Ente di appartenenza 3) PER GLI INCARICHI DI ASSOCIAZIONE: Indicare la Qualifica Universitaria o Ente di appartenenza per Dipendenti altri Enti; Bors.) Borsista; B.P-D) Post-Doc; B.Str.) Borsista straniero; Perf.) Perfezionando; Dott.) Dottorando; AsRic) Assegno di ricerca; S.Str.) Studioso straniero; DIS) Docente Istituto Superiore 4) INDICARE IL GRUPPO DI AFFERENZA LA PERCENTUALE DI IMPEGNO NEGLI ESPERIMENTI SI RIFERISCE ALL’IMPEGNO TOTALE NELLA RICERCA, ANCHE AL DI FUORI DELL’INFN Mod. G. 1 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Gruppo Struttura Preventivo per l'anno 2003 TRIESTE 5 Coordinatore: Marco Budinich COMPOSIZIONE DEI GRUPPI DI RICERCA: B) - TECNOLOGI Componenti del Gruppo e ricerche alle quali partecipano: Qualifica N. Cognome e Nome Dipendenti Ruolo 1 CARBONE Luca Art.23 Assoc. Tecnologica I II III IV 10 ICTP 70 Univ. 3 CHIGNOLA Roberto Tecn Percentuale impegno in altri Gruppi Incarichi Tecn 2 CHAPIRO Alexander 4 DINI Paolo RICERCHE DEL GRUPPO IN % 30 100 10 Note: 1) PER I DIPENDENTI: 2) PER GLI INCARICHI DI ASSOCIAZIONE: Mod. G. 2 Indicare il profilo INFN Indicare Ente da cui dipendono, Bors. T.) Borsista Tecnologo ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Struttura Preventivo per l'anno 2003 Gruppo TRIESTE 5 Coordinatore: Marco Budinich COMPOSIZIONE DEI GRUPPI DI RICERCA: C) - TECNICI Componenti del Gruppo e ricerche alle quali partecipano: Qualifica Dipendenti N. RICERCHE DEL GRUPPO IN % Incarichi Percentuale impegno in altri Gruppi Cognome e Nome Ruolo Art.36 1 MANSUTTI Antonio Collab. tecnica Assoc. tecnica Cter I II III IV 40 Note: Tutte la ricerche del gruppo si avvalgono inoltre della collaborazione dei tecnici dei Servizi della Sezione. 1) PER I DIPENDENTI: 2) PER GLI INCARICHI DI COLLABORAZIONE TECNICA: Indicare il profilo INFN Indicare Ente da cui dipendono 2) PER GLI INCARICHI DI ASSOCIAZIONE TECNICA: Indicare Ente da cui dipendono Mod. G. 3 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Struttura Preventivo per l'anno 2003 Gruppo TRIESTE 5 PREVISIONE DELLE SPESE DI DOTAZIONE E GENERALI DI GRUPPO Dettaglio della previsione delle spese del Gruppo che non afferiscono ai singoli Esperimenti e per l’ampliamento della Dotazione di base del Gruppo VOCI DI SPESA IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Interno Estero Materiale di Consumo Spese Seminari Viaggi presidente e coordinatore, contributi congressi Totale Compet. 30,0 30,0 Conferenze e contributi straordinari presidente e coordinatore 65,0 Materiale per laboratori e software 12,0 12,0 8,0 8,0 2,0 2,0 10,0 10,0 Ospiti stranieri Trasporti e facch. Pubblicazioni Scientifiche Spese Calcolo In kEuro Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette 65,0 Altro Affitti e Manutenzione Apparecchiature (1) Materiale Inventariabile Strumentazione di laboratorio 50,0 50,0 TOTALI (1) Indicare tutte le macchine in manutenzione Mod. G. 4 177,0 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Struttura Preventivo per l'anno 2003 TRIESTE Gruppo 5 PREVISIONE DELLE SPESE PER LE RICERCHE RIEPILOGO DELLE SPESE PREVISTE PER LE RICERCHE DEL GRUPPO SPESA SIGLA ESPERIMENTO Miss. interno 8,0 12,0 COMAL 1,0 7,0 IPM 4,0 5,0 TOM 2,0 2,0 15,0 26,0 Totali A) PROPOSTA Miss. Mater. Spese Trasp. e Pubbl. Spese Aff. e estero di cons. Semin. Facchin. Scient. Calc. Manut. App. CASIS TOT. Compet. 136,0 8,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 4,0 117,0 1,0 3,0 3,0 MATISSE 5,0 11,0 102,0 SMART 3,0 3,0 3,0 VIRTUS 4,0 3,0 3,0 15,0 17,0 127,5 C) Dotazioni di Gruppo 30,0 65,0 12,0 8,0 2,0 10,0 Totali (A+B+C) 60,0 108,0 256,5 8,0 3,0 10,0 Mod. G.5 Mater. Costruz. Invent. Appar. 116,0 GOLDFARM Totali B) In kEuro 30,0 19,5 192,0 22,5 8,0 2,0 2,0 5,0 126,0 11,0 5,0 15,0 13,0 174,5 50,0 177,0 93,0 543,5 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: BONVICINI Valter e-mail: [email protected] Codice Esperimento CASIS Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: V. BONVICINI Struttura di appartenenza: TRIESTE Posizione nell'I.N.F.N.: I Ric e-mail: [email protected] INFORMAZIONI GENERALI Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati Sviluppo di elettronica di front-end a grandissimo range dinamico e di rivelatori a strip di silicio per futuri calorimetri al silicio-tungsteno. Laboratori della sezione INFN di Trieste Sigla dello esperimento assegnata dal Laboratorio CERN, TSL (Uppsala) Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) fasci di test Interazioni di particelle cariche di altissima energia in calorimetri elettromagnetici traccianti al silicio-tungsteno Processo fisico studiato Rivelatori al silicio, processori analogici di segnali realizzati su circuito integrato Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento Mod. EC. 1 TS Agenzia Spaziale Italiana Politecnico di Milano 3 anni (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. loc.: Gruppo 5 BONVICINI Valter Struttura TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 6,0 2,0 Riunioni di collaborazione e contatti con le industrie Test beam a Legnaro 8,0 Test beam Uppsala (Svezia) e CERN Contatti e riunioni con fonderie e produttori di rivelatori al silicio 6,0 6,0 12,0 Produzione lotto di 20 rivelatori doppia faccia al silicio per realizzazione piano prototipo (3700 euro/rivelatore + IVA) Acquisto probe card doppia faccia per test rivelatori Realizzazione di 2 run MPW di prototipi ASIC + packaging e shipping Acquisto circuiti stampati e componenti elettronici Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette 91,0 3,0 12,0 10,0 116,0 Altro Totale 136,0 Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Codice Resp. loc.: Esperimento CASIS Gruppo 5 BONVICINI Valter TRIESTE ALLEGATO MODELLO EC 2 All. Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. loc.: Gruppo 5 BONVICINI Valter Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 2004 8,0 12,0 116,0 136,0 6,0 12,0 30,0 48,0 TOTALI 14,0 24,0 146,0 184,0 Note: Si prevede che nel 2004 venga completato e provato su fascio il piano prototipo di calorimetro equipaggiato con i rivelatori a doppia faccia e l'elettronica integrata di front-end sviluppati. Mod. EC. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. Naz.: Gruppo 5 V. BONVICINI Struttura TRIESTE PREVENTIVO GLOBALE PER L'ANNO 2003 In kEuro A CARICO DELL’ I.N.F.N. Struttura Miss. interno TRIESTE TOTALI Miss. estero Mater. di cons. Trasp. e Facch. Spese Calc. Affitti e Manut. Appar. Mater. inventar. Costruz. appar. TOTALE Compet. A carico di altri Enti 8,0 12,0 116,0 136,0 0,0 8,0 12,0 116,0 136,0 0,0 NB. La colonna A carico di altri Enti deve essere compilata obbligatoriamente Note: Mod. EC. 4 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. Naz.: Struttura Gruppo 5 V. BONVICINI TRIESTE A) ATTIVITA’ SVOLTA FINO A GIUGNO 2002 Produzione e test del primo batch di prova dei rivelatori al silicio a doppia faccia a strip parallele. Studio preliminare dell'architettura del chip di front-end, importazione del disegno del chip CR1.4P (sviluppato per il calorimetro di Pamela) dalla tecnologia ALCATEL 2 um alle tecnologie AMS 0.8 e AMS 0.6 um, check e simulazione del circuito nelle nuove tecnologie, definizione e scelta definitiva delle tecnologie da usare per il nuovo chip. Progettazione e realizzazione schede di test per i rivelatori doppia faccia con lettura delle strip p e delle strip n con 2 diversi preamplificatori (CR1.4P e CR2.0) con differente range dinamico per verifica principio di lettura proposto mediante test beam al TSL di Uppsala (ioni pesanti). B) ATTIVITA’ PREVISTA PER L’ANNO 2003 All’inizio del 2003 verrà eseguito a Legnaro (acceleratore ALPI) un test su fascio dei rivelatori al silicio a doppia faccia a strip parallele, del modello progettato e sviluppato nel corso del 2002 e prodotti in un batch di prova di 5 esemplari. A tale scopo verrano usati dei chip di front-end già esistenti (CR1.4P e CR2.0, sviluppati per gli esperimenti PAMELA ed ALTEA, rispettivamente) per leggere le strip p e quelle n, al fine di verificare l’efficacia del principio di lettura proposto, che utilizza due elettroniche con diverso range dinamico per leggere il segnale di uno stesso evento ionizzante. Parallelamente verrà prodotto un nuovo lotto di 20 rivelatori al silicio a doppia faccia a strip parallele, che serviranno a realizzare un piano di prova di calorimetro e verranno letti dal nuovo chip di front-end a grandissimo range dinamico. Nel 2003 è infatti prevista la produzione di due run di prototipi del nuovo chip. Nella prima metà dell’anno verrà prodotto il run di fonderia del primo prototipo, che sarà caratterizzato in laboratorio per verificarne la corrispondenza con le specifiche di progetto, nonchè per evidenziare eventuali problemi e poter implementare le conseguenti correzioni e migliorie nel progetto del secondo prototipo. Il run di quest’ultimo sarà lanciato nella seconda metà dell’anno. Il test su fascio del piano-prototipo di calorimetro equipaggiato con il nuovo chip è previsto per la fine del 2003/inizio del 2004 utilizzando il fascio di ioni pesanti del TSL di Uppsala. C) FINANZIAMENTI GLOBALI AVUTI NEGLI ANNI PRECEDENTI In kEuro Anno Missioni Missioni Materiale Trasp. Spese Affitti e Materiale Costruz. di e Finanziario interno estero Calcolo Manut. consumo Facch. Apparec. inventar. apparati TOTALE 2001 1,5 2,5 10,5 2002 4,0 5,0 35,0 6,0 50,0 TOTALE 5,5 7,5 45,5 6,0 64,5 Mod. EC. 5 (a cura del rappresentante nazionale) 14,5 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. Naz.: Gruppo 5 V. BONVICINI Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 8,0 12,0 116,0 136,0 2004 8,0 15,0 35,0 5,0 63,0 TOTALI 16,0 27,0 151,0 5,0 199,0 Note: In corso d'anno 2003 verrà formalizzata la partecipazione in CASIS di un gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, che ha già manifestato il suo interesse a collaborare, specie per quanto riguarda la progettazione, simulazione e test del nuovo ASIC. Le previsioni di spesa 2004 tengono conto di questa partecipazione. Mod. EC. 6 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento CASIS Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 BONVICINI Valter TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA Qualifica RICERCATORI Dipendenti N 1 2 3 4 5 6 7 Cognome e Nome BOEZIO Mirko BONVICINI Valter GREGORIO Anna MATVEEV Dennis SCIAN Giovanni VACCHI Andrea ZAMPA Gianluigi TECNOLOGI Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca Ric I Ric N 2 20 5 30 R.U. 2 20 B.P.D. 2 40 Bors. 2 50 3 20 2 50 D.R. Dott. Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 7,0 Numero totale dei Tecnici 2,3 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Esperimento CASIS Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 BONVICINI Valter TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione 1 2 (a cura del responsabile locale) Laboratorio Elettronica Officina Meccanica 4 2 MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Descrizione Resp. Naz.: V. BONVICINI 30/06/2003 Test su fascio dei rivelatori al silicio a doppia faccia con strip parallele con elettronica di lettura esistente (CR1.4P e CR2.0) per dimostrazione e verifica del principio proposto. 31/07/2003 Produzione del primo prototipo del nuovo chip di front-end a grandissimo range dinamico. 31/08/2003 Produzione e test di un lotto di 20 rivelatori al silicio a doppia faccia a strip parallele. 30/11/2003 Completamento disegno del secondo prototipo del chip di front-end. Mod. EC/EN 8 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: ZECCHINA Riccardo e-mail: [email protected], [email protected] Codice Esperimento COMAL Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: R. ZECCHINA Struttura di appartenenza: TRIESTE Posizione nell'I.N.F.N.: Associato e-mail: [email protected] INFORMAZIONI GENERALI COMplessita' degli ALgoritmi Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati Sigla dello esperimento assegnata dal Laboratorio Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato Simulazioni al calcolatore Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Trieste ENS Paris Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento Mod. EC. 1 2 anni (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. loc.: Gruppo 5 ZECCHINA Riccardo Struttura TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 1,0 Contatti Torino 1,0 7,0 Contatti collaboratori esteri + 1 conferenza 7,0 Manutenzione e aggiornamento software (Mathematica per alpha) Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette Altro Una CPU alpha per simulazioni Totale 8,0 Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Codice Resp. loc.: Esperimento COMAL Gruppo 5 ZECCHINA Riccardo TRIESTE ALLEGATO MODELLO EC 2 All. Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. loc.: Gruppo 5 ZECCHINA Riccardo Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 1,0 7,0 8,0 TOTALI 1,0 7,0 8,0 Note: Mod. EC. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. Naz.: Gruppo 5 R. ZECCHINA Struttura TRIESTE PREVENTIVO GLOBALE PER L'ANNO 2003 In kEuro A CARICO DELL’ I.N.F.N. Struttura Miss. interno TRIESTE TOTALI Miss. estero Mater. di cons. Trasp. e Facch. Spese Calc. Affitti e Manut. Appar. Mater. inventar. Costruz. appar. TOTALE Compet. A carico di altri Enti 1,0 7,0 8,0 0,0 1,0 7,0 8,0 0,0 NB. La colonna A carico di altri Enti deve essere compilata obbligatoriamente Note: Mod. EC. 4 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. Naz.: Struttura Gruppo 5 R. ZECCHINA TRIESTE A) ATTIVITA’ SVOLTA FINO A GIUGNO 2002 Studiata la complessita' di prblemi K-SAT casuali trovando che, in prossimita' della transizione di fase, esiste una fase intermedia dove, la proliferazione degli stati metastabili, e' spesso responsabile della complessita' degli algoritmi di ottimizzazione. B) ATTIVITA’ PREVISTA PER L’ANNO 2003 Scrittura di algoritmi generali che traggano profitto dai risultati citati e siano di piu' vasta applicabilita' che non per la sola la K-SAT casuale. C) FINANZIAMENTI GLOBALI AVUTI NEGLI ANNI PRECEDENTI Anno Missioni Missioni Materiale Trasp. Spese Affitti e Materiale Costruz. di e Finanziario interno estero Calcolo Manut. consumo Facch. Apparec. inventar. apparati In kEuro TOTALE 2002 1,0 5,0 2,0 2,5 10,5 TOTALE 1,0 5,0 2,0 2,5 10,5 Mod. EC. 5 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. Naz.: Gruppo 5 R. ZECCHINA Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 1,0 7,0 8,0 TOTALI 1,0 7,0 8,0 Note: Mod. EC. 6 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento COMAL Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 ZECCHINA Riccardo TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 2 3 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca BUDINICH Marco NAPOLANO Vincenzo ZECCHINA Riccardo TECNOLOGI P.A. N 5 100 Dott. 5 100 ICTP 5 50 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 3,0 Numero totale dei Tecnici 2,5 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Resp. loc.: Struttura Esperimento COMAL Gruppo 5 ZECCHINA Riccardo TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (a cura del responsabile locale) Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Mod. EC/EN 8 Descrizione Resp. Naz.: R. ZECCHINA ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: PERCACCI Roberto e-mail: [email protected] Codice Esperimento IPM Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: R. PERCACCI Struttura di appartenenza: TRIESTE Posizione nell'I.N.F.N.: Associato e-mail: [email protected] INFORMAZIONI GENERALI Prestazioni delle reti IP, qualita' del servizio Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati Sigla dello esperimento assegnata dal Laboratorio Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Reti di computer Processo fisico studiato Computer Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Trieste, Milano, Roma SISSA, ICTP Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento Mod. EC. 1 2 anni (2002-2003) (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. loc.: Gruppo 5 PERCACCI Roberto Struttura TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 4,0 Missioni interne (Vedi Allegato) 4,0 5,0 Visite altri gruppi, partecipazioni conferenze (Vedi Allegato) 5,0 1,0 Materiali vari (Vedi Allegato) 1,0 1,0 Spedizioni PC nelle loro sedi di lavoro Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette 1,0 Altro 3,0 Manutenzione scatole RIPE (Vedi Allegato) 3,0 16,0 6,0 4,0 4,0 20 PC industriali gruppi di continuita' apparecchiature di rete laptop 30,0 (Vedi Allegato) Totale 44,0 Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Codice Resp. loc.: Esperimento IPM Gruppo 5 PERCACCI Roberto TRIESTE ALLEGATO MODELLO EC 2 Continueranno le attivita' di carattere "teorico" e di analisi dei dati, che utilizzano i server gia' disponibili, ed anche quelle di tipo "sperimentale". L'ingresso nel gruppo del dott Ciuffoletti apporta una linea di ricerca complementare che utilizzera' le apparecchiature dell'esperimento per testare dei nuovi software di misura del jitter. Per quanto riguarda le missioni si richiede un aumento della dotazione rispetto agli anni precedenti per il maggior numero di ricercatori presenti (sono in fase di elaborazione altre attivita' che coinvolgeranno altre persone oltre a quelle elencate). Per quanto riguarda il materiale inventariabile, si prevede di estendere la rete di misura in modo da avere praticamente un punto di misura per ogni sezione ed un certo numero di punti di misura esterni. L'esperienza acquisita fino ad ora dimostra che per la continuita' del servizio e' importante dotare tutte le macchine (sia le vecchie che le nuove) di gruppi di continuita'. Inoltre per il collegamento con altri enti che parteciperanno alle ricerche si prevede di acquistare alcune apparecchiature di rete (switch/router). Non si prevede di acquistare altre scatole RIPE (PC con ricevitori GPS) oltre quelle gia' in uso a Trieste e Milano. Occorre pero' mettere in conto il canone di manutenzione annuale per queste due scatole. In fine per gli spostamenti e le presentazioni si prevede l'acquisto di un PC portatile. All. Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. loc.: Gruppo 5 PERCACCI Roberto Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 4,0 5,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 TOTALI 4,0 5,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 Note: Mod. EC. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. Naz.: Gruppo 5 R. PERCACCI Struttura TRIESTE PREVENTIVO GLOBALE PER L'ANNO 2003 In kEuro A CARICO DELL’ I.N.F.N. Struttura Miss. interno TRIESTE MILANO ROMA2 TOTALI Miss. estero Mater. di cons. Trasp. e Facch. Spese Calc. Affitti e Manut. Appar. Mater. inventar. Costruz. appar. TOTALE Compet. A carico di altri Enti 4,0 0,0 0,0 5,0 0,0 0,0 1,0 0,0 0,0 1,0 0,0 0,0 3,0 0,0 0,0 30,0 0,0 0,0 44,0 0,0 0,0 66,0 0,0 0,0 4,0 5,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 66,0 NB. La colonna A carico di altri Enti deve essere compilata obbligatoriamente Note: E' stata presentata da parte della SISSA domanda di cofinanziamento alla Regione Friuli-Venezia Giulia per un totale 66.000 euro, destinati a coprire il costo di due persone-anno da destinare ad analisi dati e scripting software. Questo personale interagira' strettamente con il gruppo IPM. Mod. EC. 4 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. Naz.: Struttura Gruppo 5 R. PERCACCI TRIESTE A) ATTIVITA’ SVOLTA FINO A GIUGNO 2002 Nella prima meta' dell'anno: - analisi ed interpretazione dei dati raccolti dall'esperimento IEPM di SLAC e dall'esperimento TTM di RIPE (esperimenti a cui il nostro gruppo partecipa) - raccolta di dati tra le sedi di Trieste e Milano - test in laboratorio di alcuni software di misura del throughput B) ATTIVITA’ PREVISTA PER L’ANNO 2003 - verifica dei risultati dell'analisi dati su campioni piu' grandi - perfezionamento di un sistema automatico per la rilevazione periodica di latenza e throughput - estensione dei sistemi ad includere anche misure di jitter C) FINANZIAMENTI GLOBALI AVUTI NEGLI ANNI PRECEDENTI Anno Missioni Missioni Materiale Trasp. Spese Affitti e Materiale Costruz. di e Finanziario interno estero Calcolo Manut. consumo Facch. Apparec. inventar. apparati In kEuro TOTALE 2002 3,0 2,0 1,0 2,0 20,0 28,0 TOTALE 3,0 2,0 1,0 2,0 20,0 28,0 Mod. EC. 5 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. Naz.: Gruppo 5 R. PERCACCI Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 4,0 5,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 TOTALI 4,0 5,0 1,0 1,0 3,0 30,0 44,0 Note: Mod. EC. 6 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento IPM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 PERCACCI Roberto TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 2 3 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca CIUFFOLETTI Augusto PERCACCI Roberto VESPIGNANI Alessandro TECNOLOGI R.U. R.U. ICTP 5 N 20 1 5 80 2 5 100 Cognome e Nome CARBONE Luca DINI Paolo Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. Tecn 10 Tecn 10 2,0 Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome 0,2 Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 3,0 Numero totale dei Tecnici 2,0 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Esperimento IPM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 PERCACCI Roberto TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (a cura del responsabile locale) Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Descrizione Resp. Naz.: R. PERCACCI 31/03/2003 Sistema automatico centralizzato per il rilevamento periodico del throughput 30/06/2003 Installazione di apparecchi di misura in tutte le sezioni ed in alcuni siti esterni 31/12/2003 Presentazione dell'analisi dei dati sul funzionamento della rete INFN e sul collegamento con le reti esterne. Mod. EC/EN 8 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: LIELLO Fernando e-mail: [email protected] Codice Esperimento TOM Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: A. MENZIONE Struttura di appartenenza: PISA Posizione nell'I.N.F.N.: Dirigente di Ricerca e-mail: [email protected] INFORMAZIONI GENERALI R&D fotorivelazione Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati INFN, CERN Sigla dello esperimento assegnata dal Laboratorio Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato Attrezzature di laboratorio ed elettronica Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Pisa, Firenze, Bologna, Genova, Padova, Bari.\, Trieste CERN, MPI Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento Mod. EC. 1 1 anno (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento TOM Resp. loc.: Gruppo 5 LIELLO Fernando Struttura TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 2,0 Contatti interni alla collaborazione 2,0 2,0 Mantenimento contatti sito Canarie 2,0 Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette Altro Totale 4,0 Note: Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Codice Resp. loc.: Esperimento TOM Gruppo 5 LIELLO Fernando TRIESTE ALLEGATO MODELLO EC 2 All. Mod. EC. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento TOM Resp. loc.: Gruppo 5 LIELLO Fernando Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 2,0 2,0 4,0 TOTALI 2,0 2,0 4,0 Note: Mod. EC. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento TOM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 LIELLO Fernando TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca LIELLO Fernando TECNOLOGI R.U. 2 N Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. 20 Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N 1 Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome MANSUTTI Antonio Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Cter 1,0 Numero totale dei Tecnici 0,2 Tecnici Full Time Equivalent Assoc. tecnica 40 1,0 0,4 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento TOM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 LIELLO Fernando TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (cont.) Annotazioni: SERVIZI TECNICI Denominazione Mod. EC/EN 8 mesi-uomo (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: COLAVITA Alberto e-mail: [email protected] Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: A. COLAVITA Struttura di appartenenza: TRIESTE Posizione nell'I.N.F.N.: Incar. di Associazione e-mail: [email protected] PROGRAMMA DI RICERCA A) I N F O R M A Z I O N I Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati GENERALI Disegno architetturale e realisazione di una minifarm usando componenti state-of-the-art per parzialmente processare eventi in real-time usandola comme un filtro di dati. ICTP-INFN Laboratorio Microprocessori Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato Apparato strumentale utilizzato Workstations, programmi CAE e CAD. Strumenti per testare elettronica digitale. Programmi per cross-assembly. Sezioni partecipanti all'esperimento Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento TS 2 anni B) S C A L A PERIODO 2003 2004 Mod. EN. 1 DEI TEMPI: piano di svolgimento ATTIVITA’ PREVISTA Milestone 1: (Aprile) Disegno di un PCB multistrato per electronica veloce con: un processore di bassisimo consumo multi-proposito con piu di 500 MIPs con una minifarm di 2-4 DSPs di 32-bit, bassisimo consumo e di piu di 300 MIPs ognuno Milestone 2: (Dicembre) Porting de una versione di Lunux completa. Milestone 3: (February) ridisegno della farm con approssimatamente 10-20 processori usando la esperienza col prototipo. Scrittura dei programmi di filtro per i DSPs usando C. Milestone 4: Evaluazione del disegno vis-a-vis una farm classica usando PCs. (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 COLAVITA Alberto TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 3,0 Viaggi interno 3,0 8,5 5,0 1,0 5,0 Componenti elettronici PC board, montaggio SMD Componenti microelettronica, connettori, ecc. Software, Sistemi di sviluppo Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette 19,5 Altro Totale 22,5 Note: Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Nuovo Esperimento GOLDFARM Resp. loc.: Gruppo 5 COLAVITA Alberto TRIESTE ALLEGATO MODELLO EN 2 All. Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 2004 3,0 19,5 22,5 3,0 14,5 17,5 TOTALI 6,0 34,0 40,0 Note: Mod. EN. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 3,0 19,5 22,5 2004 3,0 14,5 17,5 TOTALI 6,0 34,0 40,0 Note: Mod. EN. 4 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO Vedi Allegato Esterno GOLDFARM_All.pdf Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 1 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento GOLDFARM Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 2 GoldFarm A new experiment, Group V 2003 - 2004 Introduction: Perhaps one of the most perplexing aspects of present day HEP data taking is the enormous amount of data acquired by the instrumentation. This enormous amount of data is both a blessing and a curse since it has to be transmitted from the detectors towards some database far away at the computer center and then somehow analyzed. It also needs to be stored in magnetic tapes generating an expense, which through the duration of the experiment, it will sometimes surpass the cost of the apparatus itself. Hence, reducing the data by saving only what seems to contain substantial information while destroying (filtering out) useless data. At today’s rate the proposition of filtering in real time the data flow is easier said than done. Still, new integrated devices, designed for other purposes other than HEP experiments, could be used offering advantages in: computing power, dramatic space saving, attaining real low power per MIP and most important of all saving funds. All the preceding points require adapting these new components to replace the classical farm using PCs while preserving a large amount of software and hardware with the PCs. The purpose of experiment Goldfarm is to give the first steps into using highly integrated, already available components to replace a PC computer farm. The already classical computer farm In computer architecture and implementation small and low power always wins. A notable exception to that statement is the prices of PCs. Present day PCs have become real commodities and consequently their price has become the lowest per computing power. Furthermore, most of their parts are interchangeable and can be purchased and repaired at the corner computer shop. A PC with a > 1 GHz Pentium processor costs below $1000 turning into an ideal building block for computer farms. Another plus of the approach is Linux, a public domain operating system that costs nothing to duplicate while offering all the tools required for programming and easy networking. Therefore, PCs and Linux are the most used combination of elements for a computer farm. Although they exist farms with processors such as Silicon Graphics machines exist but are more expensive to create and maintain. PCs inside are not simple machines and their low price only reflects the fact that there is a world wide commercial competition that constantly keeps the price unchanged while the performance soars up. Still, their choice processor, the Pentium is not highly integrated. The CPU still requires many ICs to synthesize the peripherals. Thus to communicate with the world the Pentium needs to drive signals on the PCB board and in so doing lowers its potential computational speed. The Goldfarm There is a new generation of CPU chips called System on Silicon or SoS. Just as an example we’ll use Alchemy’s Au1000. See figure 1 for pictorial sketch of one minifarm. This chip besides having a MIP32 CPU core has memory management that allows porting a full version of Linux and a series of incorporated peripheral controllers such as: 2 x Ethernet MACs, one USB master port and one USB host port, several RS232 ports and static and dynamic memory interfaces. The chips uses 0.5 watt while running full speed at 500 MHZ. Because the chip has 2 Ethernet ports it is ideal to become the master of the mini-farm on a board that we are calling Goldfarm. Each of the Ethernet ports can handle 100 Mb/s but generally we cannot use more then 50% of the bandwidth due to collisions. Thus, one Au1000 can handle ~ 100 Mb/s. Each Au1000 has full Linux in order to facilitate its use in a HEP environment where most machines also use Linux. The Au1000 will pass the task of calculation to an integrated DSPs of the type represented by the 32-bit Analog Devices BlackFin. The Au1000 and the set of DSPs will communicate through an USB port. The USB standard can handle from 12 to 480 Mb/s. Thus it can perfectly match the allowed bit flux of the two Ethernets. Hence, the bottlenecks of the minifarm are the Ethernet connections of the master processor. The computing elements of the minifarm are several very fast; highly integrated DSPs. Each DSP internally has 256 KB of full speed SRAM capable of storing the program and the data of one event hopefully without the need for any external RAM. The present BlackFin, a Harvard processor that can event execute up to 5 instructions per cycle, runs at 300 MHz, but just CMOS technology changes down to .11 microns will take to 1 GHz by the end of 2003. The chip comes only as a very small Ball Grid Array of les than 1.5 x 1.5 cm. It only requires the crystal and a booting device in order to be part of the farm. It is worth mentioning that if all these components communicate within the same PCB board they won’t need amplifiers or level shifting components as it is the case when, for example, the USB cable needs to be powered to reach distances of meters. The idea of the filter farm is to partially analyze every event in order to decide if to keep it or if to throw it away. Thus we assume that all the collected data set should go through the elements of the farm. The farm will answer with the event number and an indication of why if must be kept o thrown away. The traffic back from the farm is low and he we won’t consider it in a first approximation. We will use the maximum data flux from Compass since it is a running experiments and numbers reflect an actual case and also because we know them well enough. Each event consists of about 100 KB of data, or similarly 8 x 105 bits/s, or then again 0.8 Mbits/s. Each Au1000 can receive through both Ethernet ports 100/0.8 events/s = 125 event/s. The Compass data acquisition system processes, at full speed, 250.000 events each 12 s. Hence, I would need 250000/ (12 x 125) minifarms = 167 minifarms. Just try doing the same calculation for a farm using PCs. The number of DSPs per Au1000 must be such that the bottleneck remains on being the Ethernet of the Au1000. We envision or minifarm as a double sided, multiplayer PCB board of no more than 5 cm in width and with the length equal to the 32 MB - 1 GB CompactFlash Fast IrDA EJTAG MIPS32 Core w/MAC PHY Ethernet Au1000 SDRAM Controller System Bus 64-256 MB 100-133 Mhz 144 Pin SO-DIMM SDRAM Modules 256 MB = 50.00 US 100Mb/s x 2 PHY Ethernet RJ-45 depth of a VME bus. Hence, several minifarms would fit into a full VME board that would act only as a power supply. The Ethernet ports would be at the front, as well as a set of status LEDs. Consequently the 167 or so minifarms would occupy two or three VME racks generating little power and offering enormous computing power for the buck. DMA Controller Ethernet MAC Ethernet MAC Interrupt Control MultiMediaCard Power Management SSI(2) AC'97 Controller Peripheral Bus USB - Host RTC(2) GPIO(32) I2S UART(4) Full Linux, C, C++, etc C, assembly 400Mb/s x 2 SRAM Controller FPGA acting as USB HUB BlackFin 256 kB >300 MIPs BlackFin 256 kB >300 MIPs Up to 127 DSPs Each ~ $50 BlackFin 256 kB >300 MIPs goldenfarm.dsf Figure 1: the design schematically shows the architecture of the minifarm. ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento GOLDFARM Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 COLAVITA Alberto TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 2 3 4 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca Borsista ICTP_1 Borsista ICTP_2 CICUTTIN Andres COLAVITA Alberto TECNOLOGI N Bors. 5 Bors. 5 100 1 100 ICTP 1 70 ICTP 1 70 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. ICTP CHAPIRO Alexander 70 1,0 Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome 0,7 Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 4,0 Numero totale dei Tecnici 3,4 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Resp. loc.: Struttura Esperimento GOLDFARM Gruppo 5 COLAVITA Alberto TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (a cura del responsabile locale) Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Mod. EC/EN 8 Descrizione Resp. Naz.: A. COLAVITA ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: CASTELLI Edoardo e-mail: [email protected] Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: E. CASTELLI Struttura di appartenenza: Trieste Posizione nell'I.N.F.N.: Incarico di Ricerca e-mail: [email protected] PROGRAMMA DI RICERCA A) I N F O R M A Z I O N I Linea di ricerca Laboratorio ove si raccolgono i dati Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento Tomografia mammaria con luce di sincrotrone. ELETTRA - Trieste Laboratori della Sezione e del Dipartimento di Fisica - Trieste ELETTRA - Trieste SYRMEP B6.1 (Raggi X, da magnete curvante, quasi momocromatici nell'intervallo 10 - 35 keV) Assorbimento, diffusione e diffrazione di raggi X. Produzione di immagini digitali. Sorgente di luce di sincrotrone. Fascio e stazione sperimentale con ambulatorio radiologico; sistema di rivelazione digitale. Tubo radiogeno convenzionale per test. TS Universita' degli Studi di Trieste (Dipartimento di Fisica e Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecnologiche) Sincrotrone Trieste SCpA 3 anni B) S C A L A PERIODO GENERALI DEI TEMPI: piano di svolgimento ATTIVITA’ PREVISTA 2003 Progettazione, tenendo conto delle esigenze della normativa elettro-medicale: a) nuova versione del chip FROST e sua realizzazione, b) scheda di alimentazione e controllo del rivelatore, c) sistema di controllo tomografico sulla linea SYRMEP d) meccanica per l'allineamento del rivelatore rispetto al fascio 2004 Progettazione meccanica e realizzazione del sistema di rivelazione a 2 strati Realizzazione della scheda di alimentazione e controllo del rivelatore Implementazione del sistema di controllo tomografico sulla linea SYRMEP Realizzazione della meccanica d'allineamento del rivelatore rispetto al fascio 2005 Caratterizzazione del sistema in laboratorio e su fascio Acquisizione immagini alla beamline SYRMEP di fantocci Messa a punto e certificazione per esami su pazienti Mod. EN. 1 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 CASTELLI Edoardo TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Totale Compet. Convegni, meeting, riunioni, workshop ecc. Contatti con indistrie elettroniche e meccamiche 3,0 2,0 5,0 5 conferenze internazionali Viaggi di collaborazione in laboratori stranieri (ESRF, BNL....) 7,5 3,5 11,0 62,0 20,0 20,0 Progettazione e realizzazione nuova versione chip FROST Componenti elettronica rivelatore Componenti sistema controllo tomografia Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 102,0 Altro computer per controllo esperimento con schermo di elevata risoluzione e luminosita' 8,0 8,0 Totale 126,0 Note: Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Nuovo Esperimento MATISSE Resp. loc.: Gruppo 5 CASTELLI Edoardo TRIESTE ALLEGATO MODELLO EN 2 All. Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI 2003 2004 2005 TOTALI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. 5,0 11,0 102,0 8,0 5,0 11,0 50,0 15,0 5,0 11,0 50,0 15,0 33,0 202,0 Note: Mod. EN. 3 (a cura del responsabile locale) Costruz. apparati TOTALE Competenza 126,0 25,0 106,0 66,0 23,0 25,0 Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: 298,0 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. 2003 5,0 11,0 102,0 8,0 2004 5,0 11,0 50,0 15,0 2005 5,0 11,0 50,0 TOTALI 15,0 33,0 202,0 Note: Mod. EN. 4 (a cura del rappresentante nazionale) Costruz. apparati TOTALE Competenza 126,0 25,0 106,0 66,0 23,0 25,0 298,0 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO MATISSE MAmmographic and Tomographic Imaging with Synchrotron radiation and Silicon detectors at Elettra L’attività dei ricercatori che presentano questo nuovo esperimento si inserisce nel campo della Fisica Medica. Si tratta di applicazioni mediche della luce di sincrotrone, in particolare della mammografia digitale, che sfruttano la possibilità di mettere in evidenza, oltre agli usuali effetti dovuti all’assorbimento, anche quelli dovuti alla diffrazione e dalla diffusione dei raggi X. Le pubblicazioni 1-4 illustrano i risultati più rilevanti ottenuti finora. Ad Elettra, la macchina di luce di sincrotrone in funzione a Trieste, stiamo costruendo, presso la beam line SYRMEP (Synchrotron Radiation for MEdical Physics), una facility in grado di eseguire esami mammografici su pazienti; si prevede di poter effettuare i primi esami nel periodo fine 2003 – inizio 2004. L’allegato 1 mostra la già installata stazione sperimentale; l’ambulatorio e la sala per il radiologo ed il tecnico di radiologia sono situate al piano terra, mentre tutte le apparecchiature di controllo troveranno posto al piano rialzato. Nell’allegato 2, inoltre, viene mostrato uno schema del lettino, sul quale la paziente prona verrà sottoposta all’esame; il lettino è in costruzione e sarà consegnato alla fine di quest’anno. La mammografia sarà realizzata con una procedura di scanning, muovendo verticalmente il lettino davanti al fascio laminare fisso; in una prima fase si cercherà di essere quanto più conservativi rispetto agli usuali esami in corso presso gli ospedali: il seno sarà compresso e come rivelatore verrà usato un sistema standard schermo-pellicola per mammografia clinica. La modifica della precedente beam line SYRMEP per renderla adatta all’effettuazione di esami su pazienti è stata realizzata grazie ad un finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste. Per poter eseguire esami genuinamente digitali abbiamo anche sviluppato negli anni passati un sistema di rivelazione digitale (geometria edge-on, single photon counting) prima con l’esperimento SYRMEP e poi con quello FRONTRAD, entrambi finanziati dal Gruppo V dell’INFN. Con l’esperimento FRONTRAD, concluso quest’anno, e la conseguente realizzazione del chip FROST, abbiamo ottenuto i risultati che ci eravamo prefissi (v. allegato 3): ormai il tempo d’acquisizione non è più limitato dalla velocità di lettura di FROST, ma piuttosto dal flusso di ELETTRA. Allo stato attuale infatti, nella maggior parte dei casi, sono i limiti di flusso a determinare la durata dell’esame. Il lettino per la movimentazione della paziente durante l'acquisizione delle immagini, oltre al movimento verticale, può anche ruotare; in un’innovativa modalità è quindi possibile prevedere l’esecuzione di esami tomografici del seno, non più compresso. È importante osservare che l’imaging tomografico permette di eliminare il cosiddetto "structural noise", ovvero la presenza di uno sfondo non omogeneo, dovuto alla sovrapposizione delle varie strutture anatomiche, che limita la visibilità dei dettagli [5]: tale problema è particolarmente rilevante in mammografia. In letteratura esistono già alcune proposte in tal senso [6,7], basate però sull’impiego di convenzionali tubi a raggi X e di rivelatori ad area, con conseguenti problemi relativi a sfocamento, cessione di dosi elevate, bassa risoluzione spaziale e difficoltà nella ricostruzione delle immagini. Alla linea di luce SYRMEP abbiamo la possibilità di effettuare tomografie mammarie in una situazione particolarmente favorevole, con fascio laminare monocromatico e ad alta coerenza spaziale abbinato a rivelatori laminari, il che permette di rimuovere tutte le limitazioni sopra elencate (v. all. 4). Tutti questi vantaggi, unitamente al fatto che la compressione del seno non sarebbe in questo caso richiesta, farebbe del progetto che stiamo presentando un punto di riferimento praticamente per ogni futura applicazione clinica di tomografia mammaria, aprendo quindi nuovi orizzonti nella mammografia. Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 1 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento MATISSE Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO Proponiamo quindi l’esperimento MATISSE (MAmmographic and Tomographic Imaging with Synchrotron radiation and Silicon detectors at Elettra), che ha come scopo finale la realizzazione di un sistema per tomografia mammaria su pazienti; alla fine del progetto inizierà la procedura di certificazione ed autorizzazione per la sperimentazione pre-clinica. Si tratta di un esperimento che si sviluppa su tre anni e che prevede un forte finanziamento soprattutto nel primo anno, durante il quale è necessario partire in parallelo in tre direzioni, con i relativi progetti e ordini per la realizzazione: 1. sistema di rivelazione a due strati basato su FROST 2. sistema di controllo tomografico integrato (principalmente lettino – rivelatore) sulla beam line SYRMEP 3. sistema di meccanica d’allineamento rispetto al fascio del sistema di rivelazione Per quanto riguarda il primo punto, il sistema consisterà di due strati di rivelatori a microstrip di silicio in configurazione "edge-on", disposti "back-to-back" (ovvero con le superfici su cui sono impiantate le strip rivolte verso l’esterno per entrambi i rivelatori). Ogni strato avrà una lunghezza leggermente superiore a 20 cm, in quanto consistente in 2048 pixel da 100 µm (dimensione del pixel dovuta al passo delle strip). L’altra dimensione del pixel, pari allo spessore del singolo wafer di silicio, sarà pari a 300 µm, i quali determineranno lo spessore della singola fetta tomografica. Ogni pixel da 100 x 300 µm2 verrà letto da un canale di elettronica "single photon counting". L’intero sistema dovrà essere progettato e realizzato coerentemente con le esigenze delle normative elettromedicali attualmente in vigore, il che comporterà costi aggiuntivi rilevanti rispetto alla realizzazione di un semplice prototipo per sperimentazione in vitro. Nelle altre parti dei moduli presentati per questa domanda si possono trovare tutti i dettagli relativi alle varie parti di questo esperimento. Bibliografia 1. F. Arfelli et al., Mammography of a phantom and breast tissue images with synchrotron radiation and a linear-array silicon detector. Radiology 1998; 208: 709-715. 2. F. Arfelli et al., Phase Detection Techniques for Possible Developments in Mammography with Synchrotron Radiation. Radiology 2000; 215: 286-293. 3. A. Olivo et al., An innovative digital imaging set-up allowing a low-dose approach to phase contrast application in the medical field. Medical Physics 2001; 28: 1610-1619. 4. A. Olivo et al., Preliminary study on extremely small angle x-ray scatter imaging with synchrotron radiation. Physics in Medicine and Biology 2002; 47: 469-480. 5. C.J. Kotre, The effecto fo background structure on the detection of low contrast objects in mammography. British Journal of Radiology 1998; 71: 1162-1167. 6. J. M. Boone et al., Dedicated breast CT: radiation dose and image quality evaluation. Radiology 2001; 221: 657-667. 7. R. Ning et al., Flat panel based cone-beam volume CT breast imaging: phantom and specimen study. Proc SPIE 2002; 4682: 218-227. Allegati 1. Immagine della stazione sperimentale per mammografia in vivo a Elettra. 2. Disegno del lettino per la movimentazione della paziente. 3. A. Bergamaschi et al., FROST: an ASIC for digital mammography with synchrotron radiation. Inviato a Nuclear Instruments and methods in Physics Reasearch A. 4. S. Pani et al., Breast tomography with synchrotron radiation. Proc SPIE 2002; 4682: 228-235. Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 2 "!# $&%')(+*,.-/1024365798;:.<=>?@ "! #%$& $&$'() *,+./ "!0+213-546+5)7!) 8) 7 9!0: ;=<0> ?A@CBEDGFHDGIKJML0NPOQSRUTWVX<)Y7@C?AICZK[MT)\]<^(DG_P_`DGabacDG[CT0d <0;@Cef?b_g_gNPOcT)hi<h5@K?AjGIKIKNPOkT l <0mnjGo0Bpj O T);=<rq5_PNPspj O Trt6<)Y9Duo0N O T)\]<rv.DGICZK?A_P_gN O O yw x{z |}f~gPz "r }f zk:P z zA~gz}fg} x y C}fzxK} zA~gz}fg} y :}fzx{} zc~gz}fPP} 513!) 74! k ¡n¢9£¤¡n¥§¦©¨ 0¡n¢9£§ª«:¬0¡n¥¦§ª«U®b¬°¯U±kc²³µ´U¶«¶·¯¸GU¬"¯M¹ºª«U»7ª·¼½:¾b:¶«U±kª«»k®§¯½ªS®bªÀ¿ ¹°¯U¶A¼º²¼f¹°:ÁÃÂU¬yÁ]¯Á.Á.U®U¬"¯±A²9¯M¹y¹ºkÄW¶«¹¹°¬°¯Åc²c»´"k¬°¹º¬°U»Æ3ªS®bA¹ÅcUǬ°´:rª«»(3¬°ª«C¼¹ºUÈ k(¼º²¼f¹°:Áɪ«¼§¸¯U¼ºC½5b»¯]¼ª«¶«ª«´:U»,Á.ª«´:¬ºA¼f¹°¬ºª«±,½¹°C´¹ºU¬9¯¬°¬°¯{²bÈ6k¥ÅcʺËà 0¡n¢ÌÅ ¨ 0¡n¢9£§¤¡§¥§¦¡¤K¯U½%¢Ç¹Í¼²kÅy:Áͳίb¼.½:¾b:¶«U±GC½Ï¯b¼.¯=´:U¶«¶«¯U¸ub¬°¯¹ºª«U»Ð¸G¹fÎ:C» Êf£§ 0£Ñy¬ºª«C¼¹ºÌ¯»u½¥§Çk¬ºC¶Sª·¯.Ò,ª·´¬°AC¶S:¹¹°¬ºb»kª«´C¯(¯U»½ª·¼¤½K¼ª«®U»kK½Í¹°b±uC¬°¯¹ºÌª«»Ó¼ºªS»®U¶« ±kkU¹ºb»Ó´:UÇk»A¹ºª«»k®.Á.½UÈ 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SCpA, Trieste, Italy; cDipartimento Universitario Clinico di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecnologiche, Trieste, Italy. ABSTRACT A feasibility study of breast CT with synchrotron radiation is currently being carried on at Elettra, the Trieste synchrotron radiation facility. Breast CT cannot be implemented easily with conventional radiographic tubes, due to the high dose that would be delivered to the breast by a polychromatic X-ray spectrum. The possibility of tuning the beam energy, available at a synchrotron radiation beamline, allows a significant reduction in the delivered dose, and at the same time the use of monochromatic beams avoids beam hardening artifacts on the reconstructed image. Images of in vitro breast tissue samples have been acquired by means of a high efficiency linear array detector coupled to a VLSI single photon counting readout electronics. The pixel width, determining the pixel size of the reconstructed image, is 200 µm, while the pixel height, determining the CT slice thickness, is 300 µm. Tomograms have been reconstructed by means of standard filtered backprojection algorithms. Images of normal and pathologic breast tissue samples show a good visibility of glandular structure. The delivered dose was in all cases comparable to the one delivered in clinical planar mammography. Due to the promising results we obtained, in vivo studies are under evaluation. Keywords: Mammography, computed tomography, synchrotron radiation. 1. INTRODUCTION Conventional mammography finds its limitations when imaging large breasts, in which the presence of many superimposed structures may not allow the detection of details of interests for an early diagnosis [1]. Computed tomography (CT) could allow one to remove this limitation, since it produces single layer images; clinical studies have been carried out with non-dedicated CT scanners both with [2] and without contrast media [3]. Although dynamical CT provides a very precise information about presence and type of a lesion [2], the main limitation for the use of a conventional CT scanner lies in the high dose delivered to the breast, which could result in a high risk for the patient. On the other hand, beam hardening artifacts on the reconstructed tomogram could be evident when using low energy spectra as mammographic ones are. Studies concerning breast tomosynthesis have given satisfactory results [4], but they may not provide a complete information about the breast structure due to the thickness of reconstructed slices. A synchrotron radiation (SR) facility produces very high flux polychromatic beams, from which monochromatic, energy-tuneable beams can be obtained with a flux intense enough for clinical applications. The possibility of tuning the 1 Corresponding author: [email protected]; phone +39 040 3756232, fax +39 040 3756258; INFN Trieste, palazzina L3, Padriciano, 99 I 34012 Trieste. 2 [email protected]; phone +39 040 3756233, fax +39 040 3756258; INFN Trieste, palazzina L3, Padriciano, 99 I 34012 Trieste. 3 [email protected]; phone +39 040 3758248, fax +39 040 3756258; INFN Trieste, palazzina L3, Padriciano, 99 I 34012 Trieste. 4 [email protected]; phone +39 040 3758248, fax +39 040 ; Sincrotrone Trieste SCpA, SS 14, I 34012 Trieste. 5 [email protected]; phone +39 040 6763383, fax +39 040 6763350; Dipartimento di Fisica, via Valerio, 2 I 34127 Trieste. 6 [email protected]; phone +39 040 3756232, fax +39 040 3756258; INFN Trieste, palazzina L3, Padriciano, 99 I 34012 Trieste. 7 [email protected]; phone +39 040 6763382, fax +39 040 6763350; Dipartimento di Fisica, via Valerio, 2 I 34127 Trieste. 8 [email protected]; Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecnologiche, via della Pietà, I 34100 Trieste. 9 [email protected]; Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Cliniche, Morfologiche e Tecnologiche, Ospedale di Cattinara, I 34100 Trieste. 10 [email protected]; phone +39 040 6763369, fax +39 040 6763350; Dipartimento di Fisica, via Valerio, 2 I 34127 Trieste. beam energy allows the selection of the most suitable energy for each examination, thus avoiding unnecessary dose delivery to the patient from energy components which do not contribute to image quality [5]; furthermore, since the beams are monochromatic, beam hardening do not occur. For these reasons, SR results in an ideal tool for tomography, and makes it possible to apply CT even to an exam with very strict requirements, in terms of delivered dose and image quality, as mammography is. Moreover, the use of monochromatic beams allows a correct mapping of attenuation coefficients, while when using polychromatic spectra only an approximate map can be reconstructed as a function of beam effective energy. This feature is very important when performing quantitative studies on tissue properties. We have developed a system for in vitro studies of breast tomography at ELETTRA, the Trieste SR facility [6]. In this paper, we present the results of CT experiments on in vitro breast tissue samples. Tomograms were obtained with a good image quality, and required a dose comparable to that delivered in a clinical planar mammography; as a consequence, experimentation of breast CT on human patients is under evaluation. 2. MATERIALS AND METHODS 2.1 THE SYRMEP BEAMLINE AT ELETTRA The SYRMEP collaboration, active since several years at ELETTRA, has designed and built a beamline dedicated to a feasibility study of mammography with synchrotron radiation. The beamline has been used for in vitro studies, and in the next years it will be upgraded for studies on human patients. A schematic of the beamline is shown in Figure 1. The only optical element of the beamline is a Si(111) double crystal monochromator, from which monochromatic beams in the range 10 – 35 keV can be obtained with an energy resolution of about 0.2%. Upstream the monochromator, a copper slits system allows to shape the incoming white beam. Elettra bending magnet vacuum slits air slits ionization chamber monochromator 21 m detector sample movement 0.2 m 0.2 m 1.8 m Fig. 1: Schematic of the SYRMEP beamline. The beam profile is uniform in the horizontal direction and gaussian in the vertical direction; the beam maximum cross section is 15 cm (horizontal) x 4 mm (vertical, FWHM). At the entrance of the experimental hutch, a tungsten slits system is used to shape the beam, and in particular to match the beam size with the detector sensitive area, in order to avoid unnecessary irradiation of the sample. A custom-built ionization chamber, placed upstream the sample, is used to monitor the photon flux and hence to calculate the dose delivered to the sample. A custom-built laminar detector (see below) is aligned with respect to the beam by means of a vertical and an horizontal translation stages (Microcontrole models UE31PP and UE72PP controlled by a MM2500 unit; Newport, Irvine, California). A vertical translation stage (Microcontrole model UE72PP controlled by a ITL09 unit; Newport, Irvine, California) allows the alignment of the selected object slice with the beam-detector plane, while a rotational stage (Microcontrole model UE41PP controlled by a MM2500 unit) is used to perform CT acquisitions. During a tomographic acquisition, the detector and the beam are kept stationary, while the object is rotated in discrete steps in front of the detector. Sinograms were collected over 180° with an angular step 0.5° – 1°. In a tomographic acquisition, the rotation axis must be orthogonal to the beam-detector plane; we verified by means of a simulation [6,7] that a non correct alignment produces artifacts in the reconstructed image, as each detail in the object could move through several CT slices during the rotation. For this reason, an alignment system has been built by means of two goniometric cradles (Caburn-Kohzu SA10-01 and SA10-02 controlled by a PMC-GR-M-DC unit; Kohzu, Tokio, Japan). The very low angular divergence of the beam (7 mrad in the horizontal plane) and the large source-to-sample distance (23 m) result, to a good approximation, in a parallel beam impinging on the sample. For this reason, CT reconstruction algorithms do not require any correction for beam divergence. 2.2 THE SYRMEP DETECTOR Experiments have been carried out with a custom-designed laminar detector, built by Canberra Semiconductors NV (Olen, Belgium), a schematic of which is shown in figure 2. It consists of a silicon microstrip device used in the edgeon geometry in order to achieve a high detection efficiency [8]; namely, the absorption efficiency is close to 100% in the mammographic energy range, while the detection efficiency is lower (65% to 90% in the energy range of interest) [9] due to the presence of a small, undepleted region in the front part of the chip: this is due to the need of separating the implanted strips from the physical edge of the detector, thus avoiding intense dark currents in the detector. readout electronics The chip is 300 µm thick, and the strip pitch is 200 µm; the two dimensions determine the detector pixel size. The present prototype features 256 channels, thus covering a width of 5.12 cm. dead volume In CT acquisitions, the CT slice thickness is equal to the detector thickness, while the image pixel size is equal to the detector pixel width. pixels X rays Fig. 2: Schematic of the SYRMEP detector. The detector is coupled to a VLSI readout chain working in single photon counting mode (Lepsi, Strasbourg, France) [10]. The photon rate on the detector was kept of the order of 10 kHz/channel in order to avoid saturation effects of the electronics, which may result in loss of efficiency and in loss of contrast. A number of counts/channel in the ranges 12000-40000 and 6000-20000 was collected for images acquired with an angular step of 1° and of 0.5°, respectively, depending on the beam energy and on the size of the sample. Hence, the total acquisition time for a sinogram varies between 4.5 and 13 minutes. The detector is kept stationary with respect to the beam. Each CT image is acquired by rotating the sample in discrete steps in front of the detector. When imaging samples larger than 5 cm in diameter, several sinograms have been acquired by laterally shifting the detector in two or more positions with respect to the object. The CT image has been then reconstructed from the sinogram obtained by pasting the partial sinograms. 2.3 IMAGE RECONSTRUCTION mu (cm^-1) mu (cm^-1) Images have been reconstructed with standard filtered backprojection algorithms. As it was previously pointed out, when using monochromatic synchrotron radiation reconstruction algorithms do not require any correction for beam divergence nor for beam hardening. 0,5 reconstructed A gen-Hamming convolution kernel [11] has been used in all cases. When small size details (e.g. 0,45 XmuDat calcifications) were detected in the image plane, a second reconstruction was performed with a Shepp0,4 Logan filter [12], since it allows a better reconstruction of small structures; on the other hand, 0,35 reconstructed images are more noisy than images 0,3 reconstructed with a gen-Hamming filter. 150 200 250 300 As it was previously pointed out, quantitative studies kernel length are possible when using monochromatic beams, provided a proper reconstruction kernel size is used. It has been shown [7] that the kernel length allowing a correct reproduction of the attenuation coefficients of 0,6 known materials is a function of the reconstructed detail 1 0,55 matrix size; furthermore, it has been shown that a detail 2 change in the kernel length does not significantly alter 0,5 XmuDat the image signal-to-noise ratio. 0,45 The optimum reconstruction kernel has been chosen 0,4 by means of a simulation: the acquisition of plexiglass phantoms of several sizes, each one embedding one in0,35 axis and one off-axis water details, was simulated; the 0,3 obtained sinogram was reconstructed with several 150 200 250 300 kernel lengths with a matrix size equal to that of each kernel length image acquired at the SYRMEP beamline. The reconstructed linear attenuation coefficients were Figure 3: Comparison of the attenuation coefficients reconstructed measured for both the water details and the plexiglass with different kernel length with the values obtained by the XmuDat bulk, and the results were compared to the value program [13]. Top: plexiglass bulk; bottom: water details. obtained from the XmuDat program [13]. Figure 3 shows the results concerning the water details and the plexiglass bulk for an image size of 788x788 (corresponding to the size of the image shown in figure 4). The proper kernel length has been chosen as the crossing point of the graph obtained from the simulation with the straight line corresponding to the XmuDat value. As the optimum kernel length for water and plexiglass are slightly different, the final kernel length has been chosen as the mean of the two values. It has been verified, however, that the use of the mean leads in all images to a variation in the reconstructed attenuation coefficients with respect to the theoretical values of about -1% for water and + 1% for plexiglass. 2.4 BREAST TISSUE SAMPLES Nine breast tissue samples have been imaged. Eight were obtained from post mortem excision, while one was an ex vivo, pathologic tissue with a multifocal invasive lobular carcinoma. The eight autoptic samples were either fresh or deep frozen at –80°C, while the pathologic one was partially fixed in formalin. The fixing compound was absorbed only by the external tissue; for this reason, the attenuation properties of the inner part of the sample are not expected to be significantly altered. The skin of the base of each breast was sewn to the cover of a thin, cylindrical plastic box in order to simulate an acquisition in prone position. 2.5 DOSE EVALUATION Mean glandular dose (MGD) is the best indicator of biological risk in mammography [14]. In planar mammography, MGD is evaluated for a compressed breast with a constant thickness along the beam direction. In the present study, MGD for a circular breast section, hence with a variable thickness, was evaluated as the average of the MGD’s delivered to infinitesimal width slices along the beam direction. The NCRP model of the breast was adopted [14]: i.e., each breast was assumed to have an external, non-radiosensitive adipose layer, and an internal region composed by 50% of glandular tissue and by 50% of adipose tissue, the latter being non-radiosensitive. 3. RESULTS Figures 4.a and 4.b show tomograms of a fresh breast tissue sample acquired at 20 keV and 24 keV, respectively. The slice diameter is 9 cm. a. 20 keV b. 24 keV Fig. 4: Tomograms s of a non-pathologic breast tissue sample. The slice diameter is 9 cm. The delivered MGD is 1.6 mGy for both images; this value is comparable to the MGD delivered for a typical mammography with a clinical unit [15, 16]. glandular adipose 20 keV 8.6 6.0 24 keV 12.5 8.1 Table 1: Signal-to-Noise Ratio measured from the tomograms shown in figure 4. b. 24 keV a. 20 keV The Signal-to-Noise Ratio (SNR) of a uniformly adipose region and of a uniformly glandular region have been measured; the results are shown in Table 1. As it can be seen from the table, the signal-to-noise ratio for both adipose and glandular tissue is higher at 24 keV; therefore, a higher image quality is achieved at 24 keV when delivering a constant dose. c. 28 keV Fig. 5: Tomograms of a non-pathologic breast tissue sample. The slice diameter is 8 cm. glandular adipose 20 keV 15.1 10.6 24 keV 17.3 15.1 28 keV 23.7 16.2 The same study has been carried out on tomograms of a 8 cm diameter breast tissue sample, shown in figures 5.a, 5.b and 5.c, acquired with a constant MGD (1.3 mGy) at 20 keV, 24 keV and 28 keV, respectively. The results are shown in table 2. In this case, 28 keV results to be the optimum energy, characterized by the highest SNR. Table 2: Signal-to-Noise Ratio measured from the tomograms shown in figure 5. Figure 6 shows a tomogram of the pathologic breast tissue sample referred to in the previous section. The slice diameter is 11.5 cm; the image has been acquired at 28 keV with a MGD of 1.1 mGy. Also in this case, the structure and the margins of the neoplastic formation (corresponding to both light grey regions in the central part of the slice) are clearly distinguishable. The value of the reconstructed attenuation coefficient of the tumour was measured and compared to the values obtained from the glandular regions at 28 keV in all images of normal breast samples. The attenuation coefficient of the tumour is (0.33±0.04) cm-1, while the average of the glandular tissue attenuation coefficients is (0.33±0.01) cm-1. Hence, the recognition of pathologic tissue from quantitative measurement is not possible. Further studies need to be carried out in order to correlate the structure of the strongly attenuating region to the eventual pathologic condition of the breast. Fig. 6: Tomogram of a pathologic breast tissue sample. The slice diameter is 11.5 cm. 4. DISCUSSION AND CONCLUSIONS In this paper, we presented tomographic images of breast tissue samples acquired with monochromatic synchrotron radiation at energies ranging from 20 to 28 keV. The structures of the breast are clearly distinguished in the adipose tissue background, even when large samples are imaged (see fig. 6). In all cases, a good image quality is achieved and the delivered dose is comparable to that delivered in the clinical practice; a quantitative evaluation of the images suggests that the optimum energy is at least 24 keV for both large and small size breasts. Further steps of this study will involve a systematic comparison of normal and neoplastic tissue tomograms in terms of both shape of the structures and attenuation coefficients, in order to find out a method for tissue characterization; furthermore, several slices of each sample will be acquired, in order to perform 3-d visualization. A protocol for spiralCT acquisitions is also under evaluation. A great limitation of the present setup results from the long acquisition times needed due to avoid saturation effects of the readout electronics; however, a faster readout chip is currently being tested and is expected to allow the acquisition of both planar and tomographic images as fast as required by the clinical practice. The SYRMEP beamline is currently being modified in order to carry on in vivo tests of planar mammography. After the further developments of the studies presented in this paper, a clinical application of breast CT will also be evaluated. It must be pointed out that the geometry of our system is different from that of a clinical CT equipment, since the beam and the detector are stationary and the patient would need to be rotated; for this reason, suitable examination protocols (e.g. selection of a limited number of slices of interest) must be developed. 5. REFERENCES 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. C.J. Kotre, "The effect of background structure on the detection of low contrast objects in mammography", Br. Jou. Rad. 71, pp. 1162-1167, 1998. F. Sardanelli et al, "Dynamic helical CT of breast tumours", Journal of Computer Assisted Tomography 22(3), pp. 398-407,1998. M. Säbel, H. Aichinger, "Recent developments in breast imaging", Phys. Med. Biol. 41(3), pp. 315-368, 1996. S. Suryanarayanan et al., "Comparison of tomosynthesis methods used with digital mammography", Acad. Radiol. 7(12), pp. 1085-1097, 2000. F. Arfelli et al., "Mammography of a phantom and breast tissue with synchrotron radiation and a linear-array silicon detector". Radiology 208, pp. 709-715, 1998. S. Pani et al., "Tomographic imaging with synchrotron radiation", Physica Medica 16(3), pp. 155-159, 2000. S. Pani, Tecniche tomografiche innovative con luce di sincrotrone, PhD thesis, University of Trieste, 2000 (unpublished data). F. Arfelli et al., "Design and evaluation of AC-coupled, FOXFET-biased, 'edge-on' silicon strip detectors for X-ray imaging", Nucl. Inst. Meth. In Phys. Res. A 385, pp. 311-320, 1997. F. Arfelli et al., "At the frontiers of digital mammography: SYRMEP", Nucl. Instr. Meth. in Phys. Res. A 409, pp.529-533, 1998. C. Colledani et al., "CASTOR 1.0, a VLSI analog-digital circuit for pixel imaging applications", Nucl. Instr. Meth. in Phys. Res. A 409, pp. 351-353, 1998. G. T. Herman, Image reconstruction from projections, Academic Press, New York, 1980. L. A. Shepp, B. F. Logan, "The Fourier reconstruction of a head section", IEEE Trans. Nucl. Sci. NS-21, pp. 21-43, 1974. R. Nowotny, XmuDat: Photon attenuation data on PC, IAEA report IAEA-NDS 195, Vienna, 1998. Mammography – a User's Guide. NCRP Technical Report n. 85, Bethesda, MD, 1986. K. C. Young, A. Burch, "Radiation doses received in the UK breast screening programme in 1997 and 1998", Br. J. Radiol. 73 (867), pp. 278-287, 2000. O. H. Suleiman et al., "Mammography in the 1990s: the United States and Canada". Radiology 210, pp. 345-351, 1999. ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento MATISSE Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 CASTELLI Edoardo TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca ARFELLI Fulvia BERGAMASCHI Anna CASTELLI Edoardo DREOSSI Diego LONGO Renata OLIVO Alessandro PANI Silvia RIGON Luigi VENANZI Cristian TECNOLOGI R.U. Dott. P.O. AsRic N 5 40 5 100 5 100 5 40 5 100 AsRic 5 100 AsRic 5 100 AsRic 5 40 Dott. 5 100 R.U. Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 9,0 Numero totale dei Tecnici 7,2 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Resp. loc.: Struttura Esperimento MATISSE Gruppo 5 CASTELLI Edoardo TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione 1 2 (a cura del responsabile locale) Laboratorio Elettronica Officina Meccanica 9 4 MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Descrizione Resp. Naz.: 30.04.2003 progettazione della nuova versione del chip FROST 30.06.2003 progettazione del sistema di controllo tomografico sulla linea SYRMEP 31.10.2003 progettazione della meccanica di allineamento del rivelatore rispetto al fascio e della scheda di alimentazione e controllo del rivelatore 31.12.2003 realizzazione della nuova versione del chip FROST Mod. EC/EN 8 E. CASTELLI ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento SMART Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: DITTONGO Selenia e-mail: [email protected] Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: M. BRUZZI Struttura di appartenenza: FIRENZE Posizione nell'I.N.F.N.: Incarico di Ricerca e-mail: [email protected] PROGRAMMA DI RICERCA A) I N F O R M A Z I O N I Linea di ricerca GENERALI Sviluppo di rivelatori al silicio per altissimi flussi di radiazioni Laboratorio ove si raccolgono i dati Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato LINAC del Laboratorio ELETTRA (Trieste) Elettroni da 1 GeV Danno da radiazione su dispositivi al silicio realizzati su substrati standard e ossigenati Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento BA, FI, MI, PD, PE, PI, TS ITC/IRST (Trento) 3 anni B) S C A L A PERIODO Mod. EN. 1 DEI TEMPI: piano di svolgimento ATTIVITA’ PREVISTA (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento SMART Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 DITTONGO Selenia TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Missioni per riunioni di collaborazione Missioni presso altre sedi per attività in collaborazione Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 3,0 3,0 Missioni al CERN per riunioni RD50 e workshop su argomenti specifici del programma 3,0 3,0 Componenti per circuito di lettura e digitizzazione del segnale del monitor del fascio di elettroni. Circuiti stampati per supporto dispositivi da irraggiare. Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette 3,0 3,0 Altro Scheda di acquisizione per PC. Strumentazione per misure precise di temperatura 2,0 Totale 2,0 11,0 Note: Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Nuovo Esperimento SMART Resp. loc.: Gruppo 5 DITTONGO Selenia TRIESTE ALLEGATO MODELLO EN 2 All. Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento SMART Resp. loc.: Gruppo 5 DITTONGO Selenia Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI 2003 2004 2005 TOTALI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 3,0 3,0 3,0 2,0 11,0 3,0 3,0 3,0 2,0 11,0 3,0 3,0 3,0 0,0 9,0 9,0 9,0 9,0 4,0 31,0 Note: Mod. EN. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento SMART Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 DITTONGO Selenia TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA RICERCATORI Qualifica Dipendenti N 1 2 Cognome e Nome Affer. al Assoc. Gruppo Incarichi Ruolo Art. 23 Ricerca BOSISIO Luciano DITTONGO Selenia TECNOLOGI P.A. AsRic N 3 30 1 50 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 23 Ass. Tecnol. Numero totale dei Tecnologi Tecnologi Full Time Equivalent TECNICI N Numero totale dei Ricercatori Ricercatori Full Time Equivalent Mod. EC/EN 7 Cognome e Nome Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 2,0 Numero totale dei Tecnici 0,8 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Codice Esperimento SMART Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 DITTONGO Selenia TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (cont.) Annotazioni: SERVIZI TECNICI Denominazione 1 2 Laboratorio Elettronica Officina Meccanica Mod. EC/EN 8 mesi-uomo 1 0.5 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Struttura TRIESTE Ricercatore responsabile locale: MILOTTI Edoardo e-mail: [email protected] Gruppo 5 Rappresentante Nazionale: E. MILOTTI Struttura di appartenenza: Sezione di Trieste Posizione nell'I.N.F.N.: Incaricato di Ricerca e-mail: [email protected] [email protected] PROGRAMMA DI RICERCA A) I N F O R M A Z I O N I Linea di ricerca GENERALI Fisica Medica - Biofisica Laboratorio ove si raccolgono i dati Acceleratore usato Fascio (sigla e caratteristiche) Processo fisico studiato Crescita di sferoidi tumorali in vitro Simulazione numerica di sferoidi tumorali Apparato strumentale utilizzato Sezioni partecipanti all'esperimento Istituzioni esterne all'Ente partecipanti Durata esperimento 2 anni B) S C A L A PERIODO DEI TEMPI: piano di svolgimento ATTIVITA’ PREVISTA 2002 Osservazioni sperimentali di crescita di sferoidi in vitro per messa a punto dei parametri della simulazione numerica 2003 Estesa attività di calcolo numerico per un primo utilizzo della simulazione numerica. Simulazione di un attacco chemioterapico allo sferoide tumorale Mod. EN. 1 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Resp. loc.: Struttura Gruppo 5 MILOTTI Edoardo TRIESTE PREVENTIVO LOCALE DI SPESA PER L’ANNO VOCI DI SPESA 2003 In kEuro IMPORTI DESCRIZIONE DELLA SPESA Parziali Trasferte Udine, Trieste - Verona, ed eventuale partecipazione ad una conferenza nazionale 4,0 Partecipazione a conferenza 3,0 Totale Compet. A cura della Comm.ne Scientifica Nazionale 4,0 3,0 3,0 Materiale di consumo per l'apparato di misura degli sferoidi + software 3,0 Consorzio Ore CPU Spazio Disco Cassette Altro 5,0 Acquisto di un microscopio Proscope (direttamente interfacciabile ad un PC) + PC di acquisizione e calcolo + masterizzatore + scanner 5,0 Totale 15,0 Note: Sono previsti interventi di edilizia e/o impiantistica che ricadono sotto la disciplina della legge Merloni? Breve descrizione dell'intervento: Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Struttura Nuovo Esperimento VIRTUS Resp. loc.: Gruppo 5 MILOTTI Edoardo TRIESTE ALLEGATO MODELLO EN 2 All. Mod. EN. 2 (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA: PIANO FINANZIARIO LOCALE PER GLI ANNI DELLA DURATA DEL PROGETTO In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Mater. di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 4,0 3,0 3,0 5,0 15,0 TOTALI 4,0 3,0 3,0 5,0 15,0 Note: Mod. EN. 3 (a cura del responsabile locale) Osservazioni del Direttore della Struttura in merito alla disponibilità di personale e di attrezzature: ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Gruppo 5 Struttura TRIESTE PREVISIONE DI SPESA Piano finanziario globale di spesa In kEuro ANNI FINANZIARI Miss. interno Miss. estero Materiale di cons. Trasp.e Facch. Spese Calcolo Affitti e manut. appar. Mat. inventar. Costruz. apparati TOTALE Competenza 2003 4,0 3,0 3,0 5,0 15,0 TOTALI 4,0 3,0 3,0 5,0 15,0 Note: Mod. EN. 4 (a cura del rappresentante nazionale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO Con il presente progetto ci proponiamo di sviluppare un simulatore numerico della crescita di sferoidi tumorali. Inoltre, ci proponiamo di individuare i principali parametri in grado di condizionare la crescita di sferoidi così come risulta da evidenze sperimentali ed ottenere informazioni estendibili alla crescita di tumori solidi in vivo. Al termine del progetto vogliamo ottenere un simulatore adattabile alla modifica di parametri e condizioni di crescita in modo da permettere un continuo flusso di informazioni tra l’esperienza di laboratorio e il mondo virtuale. Infine, il simulatore dovrà poter essere ampliato con facilità in modo da essere di volta in volta utilizzato per simulare problemi di complessità crescente e di interesse per l’oncologia biomedica (es. effetto del trattamento antitumorale, interazione con la vascolatura, interazione della massa tumorale con i tessuti circostanti, ecc…). Attualmente abbiamo un primo prototipo funzionante del simulatore, scritto in linguaggio C. Questo primo prototipo incorpora già le idee fondamentali del simulatore, e produce risultati qualitativamente interessanti. Per ottenere i risultati quantitativi che auspichiamo, dobbiamo: 1) concludere una approfondita ricerca nella base bibliografia internazionale per ottenere i valori delle costanti biologiche e fisiche da inserire nel simulatore. Eventualmente potrebbe essere necessario ideare esperimenti. Questa fase potrebbe anche implicare l'identificazione e la soluzione di sottoproblemi. Ad esempio la diffusione e il consumo di ossigeno possono essere descritte in modo differenziale utilizzando la legge di Fick con opportune modifiche: attualmente stiamo utilizzando un semplice modello di diffusione per fittare i dati sperimentali ed ottenere il valore del rate di assorbimento dell'ossigeno per unità di volume. 2) scegliere opportunamente i parametri liberi del simulatore, come la risoluzione spaziale e la scala temporale, che sono tuttavia condizionate dalle diverse dinamiche della simulazione. 3) effettuare un fine tuning per mezzo del confronto tra sviluppo in vitro ed in silico di sferoidi che si sviluppano in condizioni analoghe. L'osservazione in vitro consente di misurare diversi parametri di crescita degli sferoidi, in particolare diametro medio, volume e massa. È possibile anche osservare caratteristiche frattali della superficie (vale a dire quanto è frastagliata), e la deviazione dalla sfericità. Tutto questo è possibile per mezzo di semplicissimi algoritmi di elaborazione di immagine. Purtroppo non esistono osservazioni con una scala dei tempi sufficientemente fine, e per questo dobbiamo intraprendere una campagna di misure che richiede l'utilizzo di un microscopio con digitalizzazione d'immagine. È importante notare che le diverse dinamiche cellulari hanno scale dei tempi che possono differire di molto: ad esempio la divisione cellulare è caratterizzata da tempi dell'ordine del giorno, mentre il moto cellulare in un mezzo viscoso può richiedere una risoluzione temporale molto migliore, e così pure l'adesione tra cellule diverse. Per ulteriori informazioni sulla struttura del prototipo di simulatore e sul codice attualmente esistente vedi allegato esterno "Virtus_All.pdf". Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 1 ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Preventivo per l'anno 2003 Nuovo Esperimento VIRTUS Gruppo 5 Struttura TRIESTE PROPOSTA DI NUOVO ESPERIMENTO Mod. EN. 5 (a cura del rappresentante nazionale) Pag. 2 Proposta di esperimento: Simulazione numerica di sferoidi tumorali (VIRTUS = VIRtual TUmor Spheroid) Roberto Chignola Dipartimento Scientifico e Tecnologico, Facoltà di Scienze MM.FF.NN. Ca' Vignal 1, strada le Grazie 15, I-37134, Verona e Edoardo Milotti Dipartimento di Fisica, Università di Udine e I.N.F.N. – Sezione di Trieste Via delle Scienze, 208, I-33100 Udine 24 maggio 2002 Abstract: Proponiamo lo sviluppo di un simulatore numerico della crescita degli sferoidi tumorali. L’ipotesi fondamentale alla base di questo simulatore è che una descrizione fenomenologica a livello mesoscopico sia sufficientemente accurata da rendere fattibile un calcolo numerico di questo tipo. In caso di successo questo simulatore servirà a condurre esperimenti in silico e potrà servire da base di partenza per simulazioni più elaborate. 1. Introduzione La prevalenza dei tumori in Italia varia tra 1.300-11.300 casi per 100.000 abitanti a seconda dell’età, del sesso e della regione geografica (stimata su 250.000 casi diagnosticati di tumore nel periodo 1978-1992 [1]). Queste stime da un lato destano particolare preoccupazione per la salute pubblica e dall’altro giustificano gli enormi sforzi compiuti negli anni dalla ricerca biomedica e clinica che ha portato indubbiamente a migliorare, rispetto al passato, sia le potenzialità diagnostiche che quelle terapeutiche. Nonostante questi sforzi alcuni tumori sfuggono ancora al controllo clinico. Tra questi vi sono sicuramente i tumori solidi che colpiscono diversi organi e che, come nel caso dei tumori cerebrali, possono essere ancora oggi caratterizzati da una prognosi particolarmente infausta. Ciò è dovuto a diversi fattori quali: 1. inaccessibilità dell’organo al trattamento chirurgico completo (es. cervello) 2. insorgenza di fenomeni di resistenza al trattamento antitumorale 3. caratteristiche biologiche particolari, quali rapida velocità di crescita ed elevato potenziale metastatico, che rendono difficili una rapida diagnosi e la pianificazione dell’intervento terapeutico. Nel campo della ricerca sperimentale sono stati compiuti passi da gigante negli ultimi anni per quanto concerne la caratterizzazione delle tappe molecolari che presiedono la trasformazione cellulare [2] e, di conseguenza, nella ideazione di interventi terapeutici mirati (si veda ad es. [3]). Tuttavia, lo studio delle caratteristiche biologiche e biofisiche di una massa tumorale rimane ancora un problema aperto a causa soprattutto di limiti sperimentali: da un lato non è possibile per motivi etici studiare lo sviluppo e la organizzazione delle cellule tumorali nell’uomo, dall’altro è difficile effettuare misure accurate non invasive anche in modelli di crescita tumorale che utilizzino animali da laboratorio. Per questi motivi sono state sviluppate tecniche di coltura cellulare in vitro che permettono di propagare le cellule tumorali in condizioni controllate e per tempi adeguati ad effettuare studi di biologia tumorale e di sensibilità ai diversi trattamenti farmacologici (es. chemioterapia) e fisici (es. radioterapia). Le colture tradizionali sono costituite da supporti di materiali plastici a cui le cellule aderiscono immersi in particolari terreni che contengono fattori nutrizionali essenziali. Pertanto, le colture tradizionali non sono in grado di riprodurre l’architettura tridimensionale del tumore solido. Più recentemente sono state sviluppate tecniche che permettono di coltivare in vitro aggregati cellulari di cellule tumorali (sferoidi) in grado di simulare molte delle caratteristiche biologiche e molecolari osservate nelle regioni intervascolari dei tumori solidi o nelle micrometastasi non vascolarizzate e direttamente correlate all’architettura tridimensionale. Tra queste menzioniamo [4]: 1. espressione eterogenea di molecole alla superficie cellulare (importante per il targeting di molecole citotossiche e per l’adesione cellula-cellula); 2. produzione di una matrice intercellulare (importante per l’aggregazione cellulare e per l’invasione da parte di cellule del sistema immunitario); 3. distribuzione eterogenea di nutrienti e di ossigeno che si riflette nell’insorgenza di un cuore necrotico e di un gradiente di proliferazione cellulare; 4. insorgenza di fenomeni di resistenza e/o di risposta eterogenea a terapie antitumorali; 5. cinetiche di crescita spesso sovrapponibili a quelle osservate in vivo. Gli sferoidi rappresentano dunque un modello sperimentale intermedio tra le colture cellulari tradizionali e i tumori in vivo e, crescendo in vitro, sono accessibili a diversi tipi di misura. Per quanto concerne le cinetiche di crescita di cellule tumorali è noto da tempo che esse influenzano la risposta al trattamento chemioterapico e radioterapico [5] e, più recentemente, ad approcci di immunoterapia passiva [6]. Gli sferoidi seguono cinetiche di crescita approssimabili con il modello fenomenologico di Gompertz [7] che tuttavia non fornisce indicazioni circa la dinamica della crescita tumorale. Due recenti lavori, entrambi condotti con sferoidi tumorali, suggeriscono che all’interno di una massa tumorale si possano instaurare meccanismi di autoregolazione in cui la crescita risulta dall’azione contrapposta di forze di attrazione e di repulsione tra cellule [8,9]. Queste osservazioni, ad oggi, non sono state ancora verificate nel dettaglio né sperimentalmente né sulla base di modelli biofisici di crescita. Capire le leggi che regolano la crescita e la organizzazione degli sferoidi potrebbe pertanto fornire importanti informazioni sulla biologia tumorale e portare alla ideazione di nuovi o più efficaci interventi terapeutici. Altri esempi di utilizzo degli sferoidi tumorali nella pratica biomedica sono riportati nella tabella A. 2. Studi analitici ed in silico Vista la difficoltà di realizzare esperimenti in vivo ed in vitro, la prospettiva di modellizzare lo sviluppo di un tumore con strumenti matematici o di realizzare esperimenti numerici in silico è particolarmente attraente. Ovviamente non siamo i primi a proporre delle simulazioni numeriche di crescita tumorale, anzi va detto che molti hanno già affrontato il problema di descrivere la crescita tumorale, con metodi analitici o numerici. Le formulazioni analitiche dei problemi legati ai tumori partono spesso da equazioni differenziali alle derivate parziali simili all’equazione di diffusione, e raggiungono rapidamente livelli notevoli di complessità: nonostante le idee alla base di questo approccio siano di solito molto eleganti esso è molto rigido e poco adatto a descrivere situazioni realistiche (come esempio dei lavori di questa categoria si veda l’articolo di Pettet et al. [10]. In particolare si assume sempre una geometria sferica, mentre sferoidi reali possono deviare significativamente dalla sfericità, e l’approccio è adeguato a descrivere solo l’evoluzione dei valori medi, e non delle fluttuazioni, che sono altrettanto interessanti. Gli approcci puramente numerici sono ancora abbastanza pochi, e sono basati per lo più su idee molto schematiche, come quella degli automi cellulari. Un lavoro del genere è quello di Stamatakos et al. [11] (questo fa anche da entry point ai pochi lavori di simulazione preesistenti) che è basato su un automa cellulare stocastico. Benché si tratti di un lavoro interessante e affronti la non sfericità di situazioni realistiche, esso ha il grave difetto di confinare le cellule su una griglia cubica e di limitare rigorosamente le interazioni cellulari (sempre a causa della griglia). I tentativi di introdurre modelli fisico-matematici nella descrizione della dinamica cellulare naturalmente non si fermano qui, ed in particolare è doveroso menzionare la simulazione ab initio [12] e i lavori sperimentali e teorici sulle membrane bilipidiche (lipid bilayers) che però è impossibile menzionare in modo esauriente (secondo Bruinsma et al. [13] tra il 1994 e il 2000 sono comparsi più di 21000 articoli sull’argomento dell’adesione tra membrane). A questo tipo di ricerca i fisici stanno dando un contributo determinante, anche con l’applicazione di metodi avanzati della meccanica statistica, come il gruppo di rinormalizzazione o le espansioni perturbative (ad esempio [14,15]), ma l’applicabilità di questi modelli alla dinamica cellulare è ancora molto lontana nel tempo, principalmente a causa della complessità computazionale necessaria a ricavare risultati macroscopici da modelli microscopici. 3. Schema di funzionamento del simulatore proposto Noi proponiamo uno schema nuovo di simulatore, in cui si inseriscono in modo puramente fenomenologico gli aspetti mesoscopici dei processi microscopici, e si parte da questo livello mesoscopico per le successive simulazioni, che in tal modo hanno un grado di complessità non troppo elevato. Nella nostra attuale proposta le cellule sono schematizzate come sfere “morbide”, e ciascuna cellula è identificata da una serie di parametri che sono: 1. coordinate spaziali del centro della cellula 2. velocità della cellula 3. raggio della cellula 4. densità cellulare 5. volume cellulare (questo parametro è ovviamente legato ai precedenti, ma conviene considerarlo come un parametro a sé stante nel bookkeeping del programma) 6. stadio di sviluppo cellulare (questo parametro indica la propensione della cellula ad iniziare una mitosi, ed identifica anche una cellula viva da una cellula morta) Un’altra caratteristica importante della proposta è il tipo di schematizzazione utilizzata per l’ambiente, vale a dire per la configurazione di nutrienti, ossigeno ed eventuali medicinali nella regione in cui si sviluppa lo sferoide: si assume che queste sostanze non siano distribuite in modo continuo, ma piuttosto a “pacchetti” che si muovono in modo diffusivo all’interno dell’ambiente. In altre parole, l’ossigeno, ad esempio, si muove a “pacchetti” che eseguono un moto Browniano. Ciascuna cellula interagisce con le altre cellule e con l’ambiente e questo determina parte della dinamica, e inoltre ciascuna cellula cresce e si divide; lo schema dinamico completo è il seguente (“nutriente”, “ossigeno” e “killer” sono rispettivamente i pacchetti che trasportano i nutrienti, l’ossigeno e i farmacoterapici) loop sui nutrienti (loop ripetuto nel caso in cui ci siano nutrienti di tipo diverso): 1. spostamento casuale di ciascun nutriente. 2. assorbimento del nutriente nel caso questo si trovi in prossimità di una cellula (questo passo è casuale, il programma contiene un numero che rappresenta la probabilità di assorbimento per passo di programma). 3. cambiamento di stato della cellula che ha assorbito il nutriente. loop sull’ossigeno: 1. spostamento casuale di ciascun ossigeno. 2. assorbimento dell’ossigeno nel caso questo si trovi in prossimità di una cellula (questo passo è casuale, il programma contiene un numero che rappresenta la probabilità di assorbimento per passo di programma). 3. cambiamento di stato della cellula che ha assorbito l’ossigeno. loop sui killer (loop ripetuto nel caso in cui ci siano killer di tipo diverso): 1. spostamento casuale di ciascun killer. 2. assorbimento del killer nel caso questo si trovi in prossimità di una cellula (questo passo è casuale, il programma contiene un numero che rappresenta la probabilità di assorbimento per passo di programma). 3. cambiamento di stato della cellula che ha assorbito il killer. loop sulle cellule: 1. movimento della cellula nel mezzo viscoso che costituisce l’ambiente. Questa parte viene eseguita tramite un’integrazione numerica delle equazioni del moto simile a quella che si utilizza in dinamica molecolare. 2. Metabolismo cellulare (in funzione dello stato della cellula). In questa sezione si modifica lo stato della cellula in funzione dello stato precedente (se la cellula è morta non può avvenire assorbimento di nutrienti, ma solo eventuale perdita di massa a favore dell’ambiente). 3. controllo dello stato della cellula ed eventuale divisione cellulare (con conseguente aumento del numero delle cellule) (questo passo è casuale: il programma specifica una probabilità di divisione cellulare per unità di passo di programma in funzione dello stato della cellula). Il tipo di integratore numerico utilizzato nella dinamica cellulare è specificato nell’appendice A. In questo schema un ruolo particolarmente importante è occupato dalla forma del potenziale di interazione efficace tra cellule: questo potenziale non è derivabile in modo semplice da principi primi ed incorpora in sé diversi fenomeni tra cui l’elasticità della membrana cellulare e del citoscheletro, l’interazione repulsiva a corto range tra membrane bilipidiche e le forze attrattive di Van der Waals tra membrane lipidiche separate tra loro. Noi stiamo considerando due tipi diversi di potenziale fenomenologico, che vanno adattati ai pochi dati sperimentali disponibili (v. appendice B). Figura 1: Illustrazione del moto diffusivo dei nutrienti, ossigeno, etc., nel programma di simulazione: ciascuna particella si muove eseguendo un moto Browniano nell’ambiente in cui si trovano le cellule finché viene assorbita (a sinistra una simulazione 2D, a destra una simulazione 3D). Se la particella tocca le pareti rimbalza e torna nel volume di simulazione. 4. Stato attuale del programma di simulazione Finora abbiamo scritto due versioni del programma di simulazione, una con Mathematica ed una in linguaggio C. La versione scritta in Mathematica è molto lenta ma ci è servita a capire meglio la struttura del simulatore e a raffinare l’algoritmo. La versione scritta in linguaggio C è molto più veloce, e salva i dati direttamente su file, senza produrre una rappresentazione grafica, che richiede un’opportuna interfaccia: per risolvere velocemente il problema abbiamo deciso di adattare il software di rappresentazione molecolare RASMOL [16]. La figura 2 mostra uno sferoide simulato rappresentato mediante RASMOL Figura 2: uno sferoide simulato dalla versione in C del simulatore. In questo sferoide ci sono 39 cellule che hanno raggiunto diversi stadi di sviluppo. Lo stato della cellula viene rappresentato dal colore (le cellule rosse hanno appena completato una divisione cellulare) 5. Complessità algoritmica del programma di simulazione nel suo stato attuale È molto difficile stimare la complessità algoritmica del simulatore nella sua forma finale; il programma che ha prodotto la figura 2 ha impiegato circa 9 minuti su un Macintosh Powerbook G4 a 667 MHz, arrivando ad un totale di 39 cellule, ma soprattutto gestendo 10000 ossigeni e 20000 nutrienti. La complessità del programma è approssimativamente proporzionale al prodotto del totale di particelle che si muovono di moto diffusivo per il numero di cellule (che è comunque molto inferiore), e quindi in questo caso è proporzionale al prodotto 30000*39. Il codice nella sua forma attuale non è ottimizzato in alcun modo, perché abbiamo enfatizzato la chiarezza del codice a scapito dell’efficienza. Nel programma finale vogliamo poter arrivare ad un numero di cellule compreso tra 106 e 109, e quindi sarà necessario ottimizzare tutte le parti dell’algoritmo in modo da ottenere un tempo di calcolo ragionevole. 6. I parametri biofisici che regolano il funzionamento del programma La simulazione che ha prodotto la figura 2 è stata effettuata con parametri che hanno poco a che fare con la realtà biofisica. Per questo stiamo effettuando un’estesa ricerca bibliografica e stiamo trattando i dati trovati in bibliografia per calcolare valori opportuni dei parametri. Al momento ci stiamo concentrando sull’assorbimento dell’ossigeno e su un modello diffusivo dell’ossigeno negli sferoidi al fine di calcolare la probabilità di assorbimento di un “ossigeno” per passo di simulazione. 7. Validazione della procedura numerica per mezzo di dati di crescita La validazione del programma di simulazione richiederà il confronto tra la crescita di sferoidi reali e una situazione analoga prodotta con il simulatore. Sarà molto importante poter stimare le fluttuazioni delle dimensioni dello sferoide, così come l’osservazione del rilassamento dei parametri geometrici dello sferoide che segue la divisione cellulare e che è dovuto alla dinamica cellulare e alle interazioni cellula-cellula. Il rilassamento ha una scala di tempo molto diversa da quella della divisione cellulare, che si può stimare come segue: se F è l’intensità della forza che agisce su una singola cellula di raggio r, e questa produce una velocità di deriva v in un ambiente con viscosità h , allora possiamo utilizzare la formula di Stokes F = 6phrv = 6phr Dx Dt e quindi se imponiamo una risoluzione spaziale Dx ª r , troviamo 6ph rDx 6phr 2 Dt ª = F F Al momento non conosciamo né l’intensità della forza, né la viscosità del mezzo (che dipende dalle forze di attrito intercellulari), ma al solo scopo di produrre una stima ragionevole possiamo prendere la forza di gravità che agisce sulle cellule e la viscosità dell’acqua (la forza di gravità in questo caso deve tenere conto anche della spinta di Archimede), e troviamo quindi 6ph r2 6phr 2 Dt ª = 4p ª 1s F r 3 r - r H 2O g 3 ( ) Questa è probabilmente una stima eccessiva, e probabilmente la risoluzione temporale richiesta sarà molto più bassa, ma il calcolo indica che verosimilmente sarà necessario campionare la forma dello sferoide con una frequenza molto più alta di quella determinata dal ciclo di divisione cellulare. Noi pensiamo di effettuare un campionamento a tempi ravvicinati dei parametri dello sferoide automatizzando la procedura di misura: per questo vorremmo utilizzare un microscopio USB Proscope della Scalar [17], direttamente interfacciabile con un PC di acquisizione dati, e – almeno inizialmente – un semplice software fatto in casa per la misura delle dimesioni trasverse. 8. Utilizzo del simulatore Al fine di descrivere i possibili campi di applicazione del simulatore è opportuno fare una breve premessa per definire il contesto di ricerca sperimentale all’interno del quale il simulatore stesso è stato pensato. Questa linea di ricerca sperimentale affonda le sue radici nel 1995, quando venne analizzata la risposta di sferoidi al trattamento individuale con macromolecole citotossiche antitumorali [18]. Alla medesima dose, l’effetto antitumorale poteva variare nell’ordine dei 3-4 ordini di grandezza e l’eterogeneità di risposta sembrava essere imputabile ad una intrinseca eterogeneità di crescita degli sferoidi trattati [18]. Per questa ragione, vennero pianificati degli esperimenti per studiare la cinetica di crescita di sferoidi mediante campionamento giornaliero delle dimensioni del volume e per una durata totale di circa 60-70 giorni. Questi dati, analizzati mediante tecniche standard di analisi del segnale, permisero: 1) di individuare pattern di crescita mediante oscillazioni a bassa frequenza fino ad allora trascurati [19]; 2) di stabilire una correlazione tra oscillazioni a bassa frequenza e fluttuazioni ad alta frequenza del tipo 1/fd [8]; 3) di quantificare la eterogeneità di crescita che risultò dello stesso ordine di grandezza della eterogeneità di risposta al trattamento osservata precedentemente [9]. Complessivamente, le osservazioni sperimentali suggerivano che la crescita di uno sferoide potesse essere guidata da forze di attrazione e repulsione tra cellule. Queste forze non sembravano agire casualmente ma secondo modalità riscontrabili nei sistemi complessi auto-organizzati [8]. Principi di auto-organizzazione nella crescita di sferoidi vennero successivamente individuati sperimentalmente da altri autori [9]. Tuttavia, questa informazione risulta a tutt’oggi anedottica e basata sull’osservazione non inserita in un contesto modellistico. In sintesi, la ricerca sperimentale ha evidenziato le principali forze dinamiche che determinano la crescita di sferoidi tumorali ma difficilmente potrà stabilirne le dimensioni, le regole ed i limiti. Lo scopo principale del progetto VIRTUS è proprio quello di ricostruire queste osservazioni sperimentali partendo da una descrizione micro/mesoscopica che metta in luce e formalizzi l’entità delle forze dinamiche in gioco nella crescita di sferoidi tumorali. La versatilità del simulatore, che permette allo stesso tempo di raccogliere e memorizzare una grande quantità di dati (si veda più sopra), renderà possibile estrapolare informazioni di rilevanza biologica altrimenti difficilmente ottenibili, o impossibili da ottenere, nella pratica sperimentale. Tra queste: 1) informazioni strutturali: potranno essere identificate nel dettaglio la posizione e lo stato (cellula metabolicamente attiva ma quiescente, cellula in attiva fase di proliferazione, cellula morta, ecc…) delle cellule che compongono lo sferoide ad ogni passo temporale. La ricostruzione di mappe tridimensionali permetterà di evidenziare possibili anisotropie microscopiche in aggiunta a quelle già note e che suddividono uno sferoide in tre regioni principali (la sezione sferica esterna proliferante, quella più interna costutuita da cellule principalmente quiescenti ed il cuore necrotico). L’importanza di una tale ricostruzione risiede nel fatto che molti trattamenti antitumorali sono selettivi per cellule in attiva fase di proliferazione. Pertanto anisotropie strutturali potrebbero riflettersi in una distribuzione anisotropa del farmaco con conseguenze sull’efficacia del trattamento; 2) informazioni spaziali e cinetiche sulla diffusione di ossigeno, nutrienti e farmaci: il simulatore potrà essere utilizzato per cercare di prevedere le caratteristiche chimiche e biochimiche ottimali che permettano ad un farmaco di acquisire caratteristiche di maggiore penetrabilità e persistenza all’interno di una massa tumorale; 3) informazioni sull’interazione tra cellule tumorali con cinetiche di crescita diverse o tra cellule tumorali e cellule non tumorali (es. cellule effettrici del sistema immunitario, cellule dei tessuti sani circostanti un tumore). Il simulatore, dunque, si configura in prima analisi come un potente strumento di indagine e di previsione delle caratteristiche biologiche non evidenti di un aggregato di cellule tumorali per la successiva ideazione di piani sperimentali mirati. Appendice A: integrazione numerica delle equazioni del moto Lo schema di integrazione adottato è quello di Eulero, che riteniamo sufficientemente accurato per questo tipo di applicazione. Ricordiamo che in questo schema la derivata prima viene approssimata dalla formula seguente, x˙ (t) ª x(t + Dt ) - x(t - Dt) 2Dt e la derivata seconda da x˙˙(t) ª x(t + Dt ) - 2x(t) + x(t - Dt ) (Dt) 2 perciò l'equazione del moto per una singola cellula soggetta ad attrito viscoso e a forze dovute alle altre cellule (repulsione ed adesione cellulare) che è m˙x˙(t) = - gx˙ (t) + F(x,t) si riscrive nella forma approssimata m x(t + Dt) - 2x(t) + x(t - Dt) x(t + Dt) - x(t - Dt ) = -g + F (x(t),t ) 2 (Dt) 2Dt e quindi È m g ˘ 2m È m g ˘ Í (Dt)2 + 2Dt ˙ x(t + Dt) = (Dt)2 x(t) - Í (Dt)2 - 2Dt ˙ x(t - Dt) + F (x(t),t ) Î ˚ Î ˚ o anche x(t + Dt) = Ï 2m ¸ È m g ˘ x(t - Dt) + F (x(t),t )˝ Ì 2 x(t) - Í 2 ˙ È m g ˘ Ó(Dt) Î (Dt) 2Dt ˚ ˛ Í (Dt) 2 + 2Dt ˙ Î ˚ 1 Nel caso più generale di molte cellule si devono aggiornare ogni volta le coordinate di tutte le cellule presenti, e la formula ricorsiva dipende da un indice (il “nome” della cellula): x k (t + Dt) = Ï 2mk ¸ È mk gk ˘ x k (t - Dt) + Fk ( x1 (t),K,x N (t) (t); t )˝ Ì 2 x k (t) - Í 2 ˙ È mk g k ˘ Ó (Dt) Dt ˚ Î (Dt) ˛ Í (Dt)2 + Dt ˙ Î ˚ 1 dove N(t) è il numero di cellule (variabile nel tempo). Questo schema ricorsivo può essere riformulato anche con una definizione asimmetrica di derivata prima, e le formule corrispondenti sono m x(t + Dt) - 2x(t) + x(t - Dt) x(t) - x(t - Dt) = -g + F( x(t),t ) 2 (Dt) Dt m Ê 2m g ˆ Ê m g ˆ ˜ x(t) - Á ˜ x(t - Dt) + F (x(t ),t ) 2 x(t + Dt) = Á 2 2 Ë (Dt) Ë (Dt) (Dt) Dt ¯ Dt ¯ e infine gDt ˆ gDt ˆ (Dt) 2 x(t + Dt) = Ê 2 x(t) - Ê 1x(t - Dt) + F(x(t), t ) Ë Ë m¯ m¯ m Si noti che si deve avere gDt m < 1 perché lo schema di integrazione sia stabile, vale a dire il passo dell’integrazione numerica deve essere Dt < m g . Inoltre, se si assume di arrivare a regime, vale a dire se si suppone che l’accelerazione si annulli, si trova che F ªg Dx Dt e quindi Dt ª gDx F e questa formula mostra come la risoluzione spaziale determini la risoluzione temporale del programma di integrazione. Appendice B: il potenziale di interazione efficace Il potenziale fenomenologico da utilizzare nella simulazione deve avere queste caratteristiche generali: • deve essere debolmente attrattivo ad una distanza massima corrispondente a un raggio cellulare circa; • deve avere un minimo in corrispondenza al raggio di equilibrio della cellula; • deve essere fortemente repulsivo quando si cerca di comprimere la cellula e deve corrispondere ad una forza di repulsione approssimativamente elastica. Potenziali di questo tipo si ritrovano comunemente nella fisica della materia (potenziale di Lennard-Jones, di Morse, etc.). Per esempio, si può prendere un potenziale della forma U(r) = A B r a rb (a > b) che assomiglia al potenziale di Lennard-Jones, e che ha un minimo in Ê Aa ˆ r= Ë ¯ Bb 1/( a- b) I coefficienti A, B, a e b non sono completamente liberi: infatti i coefficienti a e b si possono utilizzare per aggiustare la forma generale del potenziale, mentre A e B sono collegati alla forma del potenziale in diverse fasi della crescita cellulare. Quando avviene una mitosi, il raggio medio di equilibrio deve ridursi (in ciascuna delle cellule figlie) in modo che il volume cellulare totale resti lo stesso. Ciò si ottiene prendendo un nuovo raggio di equilibrio che è 21/3 volte più piccolo del raggio precedente, e se si vuole mantenere fissa la parte repulsiva del potenziale (il modulo di Young della cellula resta lo stesso prima e dopo la mitosi) allora si deve moltiplicare B (a-b )/ 3 per 2 in modo da soddisfare tutte le richieste. Mentre la cellula cresce il valore di B (a- b) / 3 Ê rm ˆ aumenta proporzionalmente alla radice cubica del raggio, vale a dire B(rt ) µ Á ˜ , Ë rt ¯ dove rm è il raggio medio della cellula matura e rt è il raggio medio della cellula al tempo t. D'altra parte Aa B(rm )b Aa B(rm ) = a- b rm b rma- b = e quindi Aa Ê r ˆ B(rt ) = a- b Á m ˜ rm b Ë rt ¯ (a-b )/3 e il potenziale (con raggio medio uguale a rt) è A Aa Ê r ˆ U(r) = a - a -b Á m ˜ r rm b Ë rt ¯ (a- b) / 3 (a-b )/3 ÏÔ 1 1 a Ê rm ˆ 1 ¸Ô = A Ì a ˜ b a- b Á b˝ r rm b Ë rt ¯ r Ô˛ ÔÓ r La figura seguente mostra l'andamento di un potenziale del genere in funzione del raggio (le scale sono in unità arbitrarie) L’intensità della forza corrispondente ad un potenziale di questo genere è (a- b) /3 ÏÔ 1 ¸Ô dU aA bB 1 1 Ê rm ˆ F(r) = = - a+1 + b+1 = Aa Ì- a+1 + b+1 a-b Á ˜ ˝ dr r r r rm Ë rt ¯ ÔÓ r Ô˛ così che la forza di coesione massima si trova in corrispondenza al raggio che soddisfa l’equazione a(a + 1)A b(b + 1)B = r a+2 r b+2 cioè 1 a- b 0, t r b(b + 1)B (b + 1) Ê rm ˆ = = Á ˜ a(a + 1)A (a + 1) Ë rt ¯ (a- b) / 3 1 a- b m r Invece del potenziale tipo Lennard-Jones, è possibile utilizzare anche un potenziale del tipo di Morse: U(r) = D{exp[-2a(r - r0 )] - 2exp[-a(r - r0 )]} il cui andamento è mostrato nella figura seguente, e che ha una coda attrattiva che decade più velocemente di quella di un potenziale pseudo-Lennard-Jones (potenziale vs. raggio, unità arbitrarie) La forza corrispondente a questo potenziale è data da F(r) = - dU = - D{-2a exp[-2a(r - r0 )] + 2aexp[- a(r - r0 )]} dr e questa si annulla quando r = r0 . L'intensità della forza a due raggi di equilibrio è F(r0 ) = 2aD{exp (-2ar0 ) - exp(- ar0 )} = -2aDe -ar0 (1 - e -ar0 ) mentre la massima intensità della forza (nell'origine) è F(0) = 2aDear0 (e ar0 - 1) Intorno al punto di equilibrio il potenziale è approssimabile dalla funzione quadratica U( r) ª a 2 D(r - r0 ) 2 perciò la costante elastica corrispondente è k = 2a 2 D e si vede che questa non dipende dal raggio di equilibrio. Perciò le costanti a e D possono essere regolate secondo le necessità per dare un potenziale di attrazione-repulsione tra cellule, indipendentemente dalla dimensione della cellula. Il minimo del potenziale vale U(r0 ) = - D e lo stesso potenziale vale -D/2 in corrispondenza a r1/ 2 = r0 ± 1 a 2 2 a Questo significa che se si fissa la larghezza della regione del minimo del potenziale e la costante elastica di richiamo, si trovano le relazioni così che la larghezza di questa regione è Dr ª 2 a 2 k(Dr)2 a= ; D= Dr 4 k = 2a 2 D; Dr = e quindi, utilizzando la costante elastica k e la larghezza D r, la forza ottenuta dal potenziale di Morse si scrive nella forma F(r) = È ˘ È 2 ˘¸Ô kDr ÏÔ 2 (r - r0 )˙ - exp Í (r - r0 )˙˝ Ìexp Í-2 2 ÔÓ Î Dr ˚ Î Dr ˚Ô˛ Tabella A: ESEMPI DI UTILIZZO DEGLI SFEROIDI NELLA RICERCA BIOMEDICA (gli esempi e la bibliografia sono ben lungi dall’essere esaustivi) Biologia delle - Formazione di un gradiente di metastasi solide ossigeno, di nutrienti e di proliferazione cellulare - Espressione di molecole di superficie e di una matrice intercellulare - Espressione e regolazione di geni - Cinetiche di crescita R.M. Sutherland, Science, 240 (1988)177 Terapia delle - Insorgenza del fenomeno di metastasi solide resistenza ai farmaci (Multidrug Resistance) - Radioterapia e di terapia fotodinamica - Chemioterapia R.E.Durand, Cancer Res., 41 (1981 ) 3495 - Immunoterapia passiva - Immunoterapia attiva T.Nederman et al., Cancer Res., 44 (1984 ) 3090 K.E.La Rue et al., Cancer Res., 58 (1998 )1305 R.Demicheli et al., Cancer Res., 49 (1989 ) 6543 G.Griffon-Etienneet al., Cancer Lett., 109 (1996 ) 23 P.R.Twentyman, Br. J. Cancer, 42 (1980 ) 297 R.Chignola et al., Br. J. Cancer, 72 (1995 )607 J.Jaaskelainen et al., J. Immunol., 149 (1992 ) 260 Bibliografia [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] F.Berrino, in Istituto Nazionale Tumori: L’Attività Clinico-Scientifica del 2000 (disponibile online all’URL http://www.istitutotumori.mi.it/menuistituto/struttura/pubblicazioni/pdf/epidemiol ogia.pdf). A.G.Knudson, Nature Rev. Cancer 1 (2002)157. S.J.Antonia and E.Sotomayor, Curr. Opinion Oncol. 12 (2000) 138. 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EC/EN 7 Cognome e Nome 1,0 Qualifica Dipendenti Incarichi Ruolo Art. 15 Collab. tecnica Assoc. tecnica 1,0 Numero totale dei Tecnici 0,4 Tecnici Full Time Equivalent (a cura del responsabile locale) ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE Codice Preventivo per l'anno 2003 Resp. loc.: Struttura Esperimento VIRTUS Gruppo 5 MILOTTI Edoardo TRIESTE COMPOSIZIONE DEL GRUPPO DI RICERCA (a cura del responsabile locale) Annotazioni: SERVIZI TECNICI mesi-uomo Denominazione MILESTONES PROPOSTE PER IL 2003 (a cura del responsabile nazionale) Data completamento Mod. EC/EN 8 Descrizione Resp. Naz.: E. MILOTTI