IN VIAGGIO CON I MAGI.
PRESEPI E NATIVITÀ DAL MONDO
Collezione e cura di
Roberto e Licia Veglia
IN VIAGGIO CON I MAGI.
PRESEPI E NATIVITÀ DAL MONDO
Catalogo della mostra
a cura di
Roberto e Licia Veglia
2 dicembre 2009 - 8 gennaio 2010
Biblioteca della Regione Piemonte
Via Confienza, 14 - Torino
Collana “Mostre della Biblioteca della Regione Piemonte”, n. 4/2009
Già pubblicati:
n. 1/2009 Immagini di Torino e del Piemonte attraverso le scatole di latta
n. 2/2009 Il monumento da tasca: medaglie commemorative piemontesi tra ‘800 e ‘900
n. 3/2009 La conquista immaginaria della Luna e dello spazio dall’antichità al 1969
Direzione Comunicazione istituzionale dell’Assemblea regionale
Direttore: Rita Marchiori
Settore Comunicazione e Partecipazione
Responsabile: Daniela Bartoli
Coordinamento mostra
Vilma Doglione
Dario Barattin
Collezione e cura della mostra
Roberto e Licia Veglia
Fotografie
Paolo Siccardi
Stampa
Mariogros Industrie Grafiche Srl
© Consiglio regionale del Piemonte, Torino, 2009
ISBN 978-8896074-11-4
In copertina
Europa occidentale, Italia
Metallo dorato in geode
In 4ª di copertina
America centrale, Nicaragua, Managua
Angela Menchaca, Legno di cedro dipinto
È una tradizione antica, solida e culturalmente rilevante
per la sua valenza storica e artistica: il presepe o presepio, rappresentazione della scena della nascita di
Cristo, affonda profondamente le sue radici nella storia
della religione cristiana e dei costumi popolari.
Il presepe italiano, ispirato da S. Francesco d’Assisi
nella sua versione vivente a Greccio nel 1223, ha dato
il via ad una tradizione popolare che attraversa i secoli,
ispirata agli scritti evangelici e liberamente interpretata
da decine di artisti popolari, pittori, scultori.
La sua evoluzione artistica e culturale lo ha portato a
caratterizzare la scena della Natività in base alla cultura
del popolo ospitante: oltre ad essere un mezzo per trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire
popolare, il presepe è diventato, con il passare del
tempo, una vera e propria espressione artistica del territorio ove viene realizzato.
Essendo un prodotto culturale, il presepe si diffonde
nelle diverse culture con significative varianti, anche se
l'idea di base, quella cioè di ricreare la fatidica scena
della nascita del Cristo, resta invariata: lo stesso non si
può dire per i materiali usati e gli stili di costruzione dei
diversi presepi.
L’intento di questa interessante esposizione curata da
Roberto e Licia Veglia è guidare il visitatore in un viaggio
culturale attraverso le varie latitudini componendo un
meraviglioso e caleidoscopico quadro di paesaggi,
ambientazioni, personaggi in costume tipico tradizionale.
I presepi di questa mostra sono veri e propri gioielli d’arte e cultura, simboli dei vari popoli del mondo, molti dei
quali ora risiedono nel nostro Piemonte.
Insomma, visitando questa esposizione si compie un
vero e proprio giro del mondo in un’ottica natalizia: un
modo davvero originale per prepararci alle vicine festività di fine anno, un augurio multietnico e multiculturale
che unisce le molteplici anime della società piemontese
in continua evoluzione con un messaggio di fratellanza
e di pace.
Davide GARIGLIO
Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte
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Maria peperit filium suum primogenitum,
et pannis eum involvit, et reclinavit eum in praesepio:
quia non erat eis locus in diversorio.
(Luca II, 7)
La prima descrizione della Natività viene trascritta dagli
evangelisti Luca e Matteo, in pochissime righe:
“Giuseppe… condusse presso di sé la sua sposa…in
Betlemme di Giudea”. (Mt. I, 24-25) dove Maria “diede alla
luce il suo figlio primogenito; lo avvolse in fasce e lo
pose a giacere in una mangiatoia, perché nell’albergo
non c’era posto (Lc. II, 7)”. Le righe seguenti, fungono
solo per introdurre gli altri comprimari, i pastori “i quali
pernottavano alla campagna e vegliavano la notte a
guardia del loro gregge”. (Luca II, 8)”.
È invece solo di Matteo, l’unica fonte biblica a dare notizia della visita dei Maghi, venuti da Oriente seguendo la
stella, che Giotto per primo disegnerà cometa, “finchè,
giunta al luogo dov'era il Bambino, vi si fermò sopra.
Entrati nella casa, lo videro con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono; e, aperti i loro tesori, gli offrirono
dei doni: oro, incenso e mirra. (Matteo II, 9-12)”.
In queste scarne narrazioni, si può già scoprire in tutta
la sua complessità la Sacra rappresentazione che a partire dal Medioevo prenderà il nome latino di praesepium,
ovvero “recinto chiuso, mangiatoia”.
Tra le prime raffigurazioni presepiali meritano una citazione le effigi del III secolo nel cimitero di S. Agnese e
nelle catacombe di Pietro e Marcellino e di Domitilla in
Roma che ci mostrano la Natività e l'adorazione dei
Magi, il cui vero numero non è quantificato da Matteo,
che parla solo di alcuni Magi. È stato poi il vangelo apocrifo armeno dell’infanzia di Gesù ad assegnarne i nomi
di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, mentre il numero
di tre fu stabilito da S. Leone Magno.
L’iconografia si arricchisce via via di significati allegorici,
a cominciare dai due umili animali - il bue e l’asinello inseriti come simboli del popolo ebreo e dei pagani, da
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uno dei principali scrittori e teologi cristiani nei primi tre
secoli, Orìgene Adamànzio interprete delle profezie di
Abacuc e Isaia. Ad essi si aggiungono gli angeli, identificazione di creature superiori, ed i pastori, umanità da
redimere. Nel frattempo, Maria e Giuseppe, cominciano
ad essere rappresentati in atteggiamento di adorazione,
per dare voluta enfasi alla “regalità” del Bambino Gesù.
La tradizione, tutta italiana, del presepe attuale è attribuita a San Francesco d'Assisi, che nel 1223 realizzò a
Greccio la prima Natività, basata sulla descrizione della
Bibbia. Il presepe era costituito da figure intagliate,
paglia e animali veri: un messaggio semplice e diretto,
facilmente recepibile da tutti i ceti sociali del tempo.
La popolarità del presepe di San Francesco crebbe in
maniera smisurata, fino ad espandersi in tutto il mondo.
In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in
Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella
Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice
Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.
Molteplici le ambientazioni, a seconda dell’artista che lo
realizza, del Paese o dell’ambiente che lo ispira. Come
scriveva Arianna Revelli sul Corriere della Sera a dicembre 2001, “L'ambientazione può variare, quel che invece
resta intatto è lo spirito di mistero e fiaba che ogni presepe porta con sé, da quando, la notte di Natale del 1223,
San Francesco inventò questa sacra rappresentazione”.
Noi abbiamo cominciato a collezionarli un trentennio or
sono, quasi per caso, trovando sul banchetto di un mercatino dell’antiquariato a Chiaia, Napoli, alcune figurine
d’epoca. Da lì, il passo è stato breve e la mania collezionistica è divampata. Di grande aiuto è stata la nostra
passione per i viaggi, a questo punto anche mirati con
frequentazioni dei mercatini di Natale nel centro e nord
Europa.
I personaggi ed i materiali possono essere i più disparati.
Artigiani, contadini, nobili, cacciatori del Madagascar,
pupazzi dei cartoons, sono realizzati in legno di rosa o
compensati, terrecotte e ceramiche, resine sintetiche,
fusioni in bronzo, bottiglie PET sagomate con fiamma
ossidrica, cioccolato e biscotti vari, vetri soffiati uova di
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gallina o di anatra, fili di metallo zincato o di rattan,
argento oro e pietre semi preziose, stagno o semi di
papavero, bottiglie di birra…
Le locations, a parte quelle più classiche del presepio
napoletano o più tradizionalmente ambientate in una
immaginaria Terra Santa, possono variare dalle capanne africane ai retablos sud americani, dalle bottiglie di
liquore alle palle di neve, dai vecchi coppi in terracotta
alle minuscole castagne d’India o ai gusci di noce, da un
tovagliolo “sottratto” ad un ristorante martinicano e trasformato nel corso di una cena in un’opera d’arte dall’amica indigena Ghislaine al sacchetto profumato con
essenze al cedro.
In questa rapida carrellata, non possiamo trascurare di
citare, per campanilismo e per evidenziare l’amministrazione che cortesemente ci ospita, gli splendidi presepi
realizzati da artisti piemontesi. Si tratta di alcuni dei
“pezzi” più belli della nostra collezione. Ci limiteremo a
citare il tubo al neon con luce policroma, plasmato a
caldo dal torinese Gianni Arbrile, un unicum donatoci
personalmente
dall’artista;
il
presepio/scultura
“Labirinto” in terracotta e ossidi colorati realizzato da
Mara Tonso, di San Giusto Canavese; quelli in papier
maché sornionamente modellati dallo scenografo torinese Massimo Voghera e le meravigliose sculture in
ceramica realizzate da sua moglie Enrica Campi, di
Borgone di Susa, il presepe “gourmand” (350 grammi di
cioccolato purissimo) di Gianfranco Rosso, capitano di
lungo corso per diversi anni ed ora pasticcere che può
fregiarsi, a ragione, del marchio “Piemonte Eccellenza
Artigiana”.
Per civetteria di collezionisti segnaliamo alcuni “pezzi”,
per la loro unicità, in ordine sparso: l’antico coppo in terracotta di Angela Tripi, creatrice di presepi da favola che
viaggiano in tutto il mondo; l’icona dipinta su pelle di
pecora dall’etiope Sisay Sintayemu; il presepio in cartapesta della pluripremiata artista peruviana Juana
Mendivil Dueñas; il sornione pezzo unico, modellato in
ceramica refrattaria dipinta a mano con smalti e ingobbi
dal ferrarese Riccardo Biavati; il presepio di Akronos
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con tutte le figure su “dondolo” in ceramica; il trittico
scolpito in legno di cedro dalla nicaraguense Angela
Menchaca, di Managua; i presepi-prototipo in legno
naturale realizzati al seghetto da alcuni detenuti della
sezione Prometeo del Carcere di Pisa, nell’ambito di un
laboratorio di falegnameria ed artigianato curato in collaborazione con la nostra Onlus “Barka”, che ispirati ad
analoghi presepi germanici, sono stati ora commissionati da una azienda commerciale pisana.
Infine, ma non ultimo, ci preme segnalare l’ostia, “oplatek”, realizzata con antiche matrici incise artisticamente.
In Polonia, la consuetudine vuole che durante la cena
della vigilia di Natale i commensali si dividano l’ostia
scambiandosi vicendevolmente gli auguri. Se qualcuno
è lontano da casa - per accentuare che lui è un amico,
o un familiare - allora gli viene inviata l’ostia, in modo da
dividerla simbolicamente. Il nostro esemplare ha un
duplice “valore”: l’ostia è stata infatti inviata dai suoi famigliari ad un giovane polacco detenuto nel carcere di
Pisa, il quale - a sua volta - ha voluto donarlo a noi, in
segno di amicizia e per arricchire la nostra collezione
con questo inusuale “Presepio”.
È con pari spirito e piacere che a nostra volta condividiamo questa passione e questi primi trenta anni di una
collezione di oggetti, che ci trasportano in luoghi differenti ed in tempi tra loro distanti, ove culture profondamente diverse tra loro si ritrovano accomunate nell’avvicinarsi con rispetto e profondo senso artistico al
mistero dell’incarnazione.
Un ringraziamento incondizionato a due amici di sempre: Giovan Maria Ferrazzi, che dal Nicaragua – da navigato professore qual è – ha corretto il testo e suggerito
modifiche al fine di rendere più scorrevole la lettura ed
Elio Rabbione, direttore del “Corriere dell’Arte”, che mi ha
affiancato passo passo nella difficile selezione delle
opere da esporre, suggerendone la disposizione ed assumendosi l’incarico di presentarli al pubblico”.
Roberto e Licia VEGLIA
8
Europa occidentale
Italia, Torino
Massimo Voghera
Terracotta, cartapesta e legno dipinti, brillantini
Europa occidentale
Italia, Borgone di Susa
Enrica Campi
Terracotta dipinta
Europa occidentale
Italia, Nole (To)
Domenico Raffa
Pietra di Luserna, ardesia, sassi, legno, segatura
di legno, fiori secchi
9
Europa occidentale
Italia, San Giusto Canavese (To)
Mara Tonso
Terracotta e ossidi colorati
Europa occidentale
Italia, Torino
Gianni Arbrile
Pezzo unico, dono dell’Autore - tubo fluorescente
con emissioni policrome
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Europa occidentale
Italia, Trentino
Legno scolpito e dipinto
Europa occidentale
Italia, Scorzé (Ve)
Mario Favaro
Legno scolpito, tronco naturale
Europa occidentale
Italia, Bolzano
Foglia di mais naturale e colorata in cassetta di legno
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Europa occidentale
Italia, Faenza (Ra)
Paola A.
Ceramica faentina dipinta
Europa occidentale
Italia, Roma
Metallo dorato
Europa occidentale
Italia, Pisa
Barka Onlus - Detenuti sez. Prometeo Carcere Pisa
(su modello di uno simile di origine tedesca)
Legno piallato naturale
Europa occidentale
Italia, Napoli
“Scoglio” in sughero e muschio, terracotta dipinta,
campana di vetro, legno
12
Europa occidentale
Italia, Oristano
Giampaolo Serra
Ferula e sughero
Europa occidentale
Italia, Palermo
Angela Tripi
Vecchio coppo, legno, scagliola, juta, cartone, muschio,
terracotta e stoffe
13
Europa occidentale
Spagna
Metallo dorato, resina trasparente
Europa occidentale
Spagna, Mallorca
Juan Amengual Serra e Maria Capó Cañellas
Terracotta, biacca opaca, con pennellate di rosso
e verde
14
Europa occidentale
Spagna
Liadro
Porcellana smaltata
Europa occidentale
Francia, Roussillon (Provenza)
Chantal Courthaudon
Terracotta ed ocre colorate
Europa occidentale
Olanda, Amsterdam
Pasta da modellare, tipo DAS, colorata
Europa occidentale
Francia, Le Beaucet (Vaucluse)
Beatrice Marguerat
Terracotta colorata
Europa occidentale
Germania, Döpshofen
Trudel Lödermann
Seme di papavero, cera vergine scolpita e dorata
15
Europa occidentale
Austria, Leonding
Adam von der Aist
Ceramica dipinta in un vecchio libro
di preghiere in pelle bordeaux e dorature
Europa occidentale
Danimarca, Copenhagen
Ingrid Jensen per Royal Copenhagen
Porcellana colorata in cobalto blu sotto smalto
Europa occidentale
Austria, Salisburgo
Easter in Salzburg shop
Uovo naturale di gallina dipinto
16
Europa orientale
Repubblica Ceca - Svitavy
Aleše Jiřina Seka
Argilla bruciata ad alte temperature, glasse
opache e lucide
Europa orientale
Ungheria, Budapest
Andrea Kiss
Ceramica smaltata
Europa orientale
Russia, Mosca 1997
Ïynjy Læhrfe
Legno tornito, tempera
all'uovo, foglia oro
Europa orientale
Repubblica Slovacca, Drietoma
(Distretto di Trenčín)
Hodál Emanuel
Filo di metallo zincato
17
Europa orientale
Polonia
Legno naturale scolpito
Europa orientale
Polonia, Cracovia
Leszek Zarzycki
Cartone e stagnole colorate
Europa orientale
Russia (già Federazione Russa)
Artigiani di San Pietroburgo
Legno tornito, tempera all'uovo e foglia d’oro
Europa orientale
Polonia
Legno dipinto
18
Africa occidentale
Senegal, Savoigne St. Louis
Atelier Parrocchia Saint Louis
Scagliola dipinta
Africa occidentale
Burkina Faso, Ouagadougou
Guiré Tasseré
Bronzo
Africa occidentale
Costa d’Avorio
Legno scolpito e dipinto
19
Africa orientale
Kenya
Smolart Self Help Group
Pietra saponaria naturale scolpita
Africa orientale
Kenia
Foglie, tutolo e spiga
di mais
Africa orientale
Kenia, Nairobi
Foglia di mais, tessuto e fil di ferro
20
Africa orientale
Madagascar
Legno scolpito e carte colorate in bottiglia di Johnnie Walker
“Red Label”
Africa meridionale
Repubblica Sudafricana
Metallo dipinto
Africa orientale
Tanzania
G.M. Shita
Terracotta naturale
21
America settentrionale
USA, New York (ma stampato a Hong Kong)
B Shackman & Co.
Cartoncino cromolitografico
America settentrionale
USA - Leawood (Kansas), ma realizzato in Cina
Susan Lordi per “Willow tree”
Resina dipinta a mano (da calchi in legno)
22
America centrale
Honduras, Tegucigalpa
Terracotta naturale smaltata
America centrale
Messico, Guadalajara
Scarabattola in legno verde,
terracotta dipinta, muschio
America centrale
Messico
Terracotta, legno, cartone e paglia dipinti
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America centrale
El Salvador
Legno naturale, smalti colorati
America centrale
Nicaragua, Matagalpa
Eustaquia del Carme, Laboratorio Ceramica Nera "Los Rodriguez"
Terracotta naturale
America centrale
Messico
Terracotta dipinta
24
America meridionale
Colombia, Bogotà
Pasta di sale colorata
America meridionale
Bolivia, Alto La Paz
Walter
Terracotta smaltata
America meridionale
Colombia
Tele di sacco (juta), legno
25
America meridionale
Bolivia, Alto La Paz
Terracotta dipinta
America meridionale
Perù, Ayacucho
Terracotta dipinta
America meridionale
Brasile
Hilda
Terracotta dipinta
26
America meridionale
Perù, Cuzco
Juana Mendivil Dueñas
Papier maché dipinto
America meridionale
Perù, Lima
Coad (Ceramicas Originales Artisticas Decoradas)
Ceramica dipinta
America meridionale
Perù, Lago Titicaca
Terracotta dipinta
27
America meridionale
Uruguay, Montevideo
Cecilia Mattos (1958)
Papier maché dipinto
America meridionale
Uruguay
Amelia Scaroni
Terracotta dipinta,
vimini e paglia
America meridionale
Uruguay, Montevideo
Carlos Tammaro
Zucche incise e colorate, juta, legno
28
America meridionale
Perù, Cuzco
Ceramica dipinta
America meridionale
Ecuador, Quito
Legno dipinto
America meridionale
Uruguay, Montevideo
Cecilia Mattos (1958)
Papier maché dipinto
29
America meridionale
Ecuador, Baños
Seme di Tagua, (Phytelephas
aequatorialis, fam. Arecaceae),
considerata avorio vegetale
America meridionale
Argentina
Legno massiccio
America meridionale
Argentina, Salta (Chaco Salteño)
Legni della zona, dai colori
naturali ben differenziati
America meridionale
Cile
MDF sagomato e dipinto (fibra di legno a media intensità)
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Asia
Repubblica Popolare Cinese
Vetro dipinto a mano, lumini, metallo dorato
Asia
Armenia
Legno naturale
Asia (sud-est asiatico)
Filippine
Lamiera sagomata e fili metallici
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Biblioteca della Regione Piemonte
via Confienza, 14 - 10121 Torino
Orari di apertura al pubblico:
dal lunedì al venerdì: 9,00-13,00 / 14,00-16,00
Telefono 011.57.57.371
e-mail: [email protected]
catalogo on-line: http://www.crpiemonte.erasmo.it
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