Rassegna del 06/05/2013
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 06/05/2013
ALTRI ATENEI TOSCANI
Qn
05/05/13 P. 17
La Toscana scuola di talenti
Andreas M.T. De
Guttry
1
Tirreno
06/05/13 P. 3
Gli inamovibili e i bravissimi: le due facce di Pisa
2
Nazione Pisa
05/05/13 P. 11
Sfilata di ospiti per la ricerca
4
Nazione Siena
06/05/13 P. 3
Eccellenze italiane con un occhio all'estero
5
MONDO UNIVERSITARIO
Sole 24 Ore
05/05/13 P. 19
Metà degli atenei a rischio default
Marzio Bartoloni
6
Mattino
06/05/13 P. 1-7
Il ministro Carrozza: priorità al Sud i precari della scuola vanno tutelati
Adolfo Pappalardo
7
Messaggero
06/05/13 P. 9
Neo ministro visita le università
Messaggero
06/05/13 P. 1
Lo strappo di Enrico: tagli alla ricerca? Piuttosto mi dimetto
Mario Ajello
12
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 37
Occupazione, quando la laurea non basta
Christian Benna
15
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 37
Caccia al lavoro anche trasferendosi all'estero per i giovani il primo alleato diventa Internet
Sole 24 Ore
06/05/13 P. 8
Università, test più snelli al debutto
Sole 24 Ore
06/05/13 P. 8
Regole diverse ateneo per ateneo
Corriere Della Sera
05/05/13 P. 20
San Raffaele «L'intervento del ministro unica strada»
Corriere Della Sera
05/05/13 P. 1
Le «sigille» del San Raffaele e il senso perduto della carità
Italia Oggi Sette
06/05/13 P. 2
Michele Di Francesco rettore dello Iuss di Pavia
24
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 26
La Stia Bocconi è l'unica università nella "top 100" del Financial Times
25
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 26
Mba, calano le iscrizioni in Europa e Usa
Filippo Santelli
26
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 24
Droni in rete e social geolocalizzati il Mit premia l'innovazione italiana
Valerio Maccari
28
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 26
Formazione continua per i dipendenti degli studi
Italia Oggi Sette
06/05/13 P. 40
Il doppiaggio doc
Italia Oggi Sette
06/05/13 P. 40
Corsi & master
Italia Oggi Sette
06/05/13 P. 42
Le business school oltreconfine
Repubblica Affari Finanza
06/05/13 P. 36
Antenne green e solare per la rete wi-max
Sole 24 Ore
06/05/13 P. 5
Pa, corsa contro il tempo per i precari
Gianni Trovati
Sole 24 Ore
06/05/13 P. 5
Ora servono ricette nuove e nuovi modelli organizzativi
Francesco Verbaro
37
Sole 24 Ore
06/05/13 P. 8
Una sfida che stimolale motivazioni degli studenti
Dario Braga
38
Sole 24 Ore - Domenica
05/05/13 P. 30
L'inganno dei test truccati
Ermanno
Bencivenga
39
Sole 24 Ore - Domenica
05/05/13 P. 31
I neuroni del giudizio morale
Shaun Nichols
40
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 11
La scienza condivisa crea valore per tutti
Luca De Biase
42
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 11
Il robot-insetto che potrà aiutare la ricerca di superstiti
Marco Passarello
43
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 12
L'orecchio bionico e il tessuto epatico
44
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 12
Scoperta la fonte del nostro declino
45
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 12
Proteggiamo innovazione, non design
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 12
Terapia genica salva-cuore
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 13
Se il brevetto unico non basta
Francesca Cerati
52
Sole 24 Ore - Nova
05/05/13 P. 13
Meccanica e ingegneria civile giocano a favore dell'Italia
Alessia Maccaferri
55
Stampa
06/05/13 P. 27
Ambiente, energia e tecnologie i superdiplomi che portarlo lavoro
Walter Passerini
56
Tirreno
06/05/13 P. 1-2
Scuola, la priorità e legge Gelmini da semplificare
Mario Lancisi
57
Indice Rassegna Stampa
11
17
Barbara Bisazza
18
21
22
Aldo Grasso
23
29
Filippo Grossi
30
31
Sibilla Di Palma
32
34
35
Antonio Dini
46
51
Pagina I
L I NTERVENTO
di ANDREAS M.T. DE GUTTRY *
TOSCANA
SCUOLA I TALE TI
SE I A TOSCANA nuò dirsi fucina di impegno sociale in Italia e
talenti (capi di Stato, diplomatici, all'Estero, per esempio nei campi
pensatori) è per la combinazione di profughi. Altissima e in 7 oscana
due tradizioni Da un lato, il sistema e in particolare nelle scuole
scolastico ancora di buona qualità e d'eccellenza la percentuale di
le ottime e secolari università che at- studenti impegnati nel sociale.
tirano cervelli dall'Italia e dal Mon- Fin dalla fase collegiale e studendo. Dall'altro, la partecipazione in tesca, a hi vive in Toscana, è ofcampo sociale, ad esempio nel volon- ferta la possibilità di confrontarsi
tariato locale e internazionale. La con una tradizione di volontariato e
presenza della Scuola SantAnna e partecipazione sociale che crea opdella Scuola Normale aPisa e poi un portunità e confronto. Ma prima di
elemento ulteriore che ci consegna tutto consapevolezza; riconoscere mun primato in Italia, di recente dive- fatti di essere fortunati e privilegiati
nuto modello pper altre realtà. ALee muove all'esigenza interiore di restice, Milano e Catania, ad esempio, si tuire ciò che si è ricevuto. Ed è quetende a `copiare' il modello pisano sto il primo talento.
della scuola d'eccellenza, senza tut- * Ordinario di Diritto Internazionale
tavia ottenere risultati comparabili. Scuola Superiore
La differenza rispetto alla Bocconi, Sant'Anna di Pisa
per esempio, dipende dalla particolare attenzione della scuola pisana
agli aspetti sociali della ricerca,
dall'economia al diritto. In questo
siamo più vicini al modello francese
espresso
dall'altissimo
livello
dell'Ena (l Ecole nationale d'administration) che però forma solo i quadri e la classe dirigente. Il sistema toscano della fèrmazione di talenti
non ha, invece, per oggetto solo la
struttura dello Stato, e ciò è dimostrato
dall'interdisciplinarietà
della SantAnna e della Normale.
La provenienza e la destinazione
degli studenti sono variegate, ma
è il contatto quotidiano con iMaestri e il loro coinvolgimento diretto
nei programmi ciò che aiuta il loro
talento ad esprimersi. Se si guarda, poi, a Ciampi, Letta o adAmato
- solo per citare alcuni dei nomi
più recenti ( li ultimi due furono allievi della Sànt 9nna)- e agli studenti di oggi una immutata tradizione ne[ tempo è rimasto il loro
Altri atenei toscani
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Gli inamovib
e i brav issimi:
le due facce di Pi sa
Dal ministro a Letta, la città continua a dare all'Italia
classe dirigente. Ma per emergere devono andare via
1 PISA
Enrico Letta presidente del
Consiglio e Maria Chiara Carrozza ministro della Pubblica
Istruzione . Pisa esulta per questo suo ruolo da capitale della
Toscana. Infatti non solo è
quella che conta di più a Roma,
rna anche a Firenze , se si considera che pisano è il presidente
della Regione Enrico Rossi.
Ma per la neo ministro alla
Pubblica Istruzione (vedi intervista ) il rischio paventato da
molti di una Pisa dalle due anime - la città delle eccellenze e
quella degli inamovibili - che
non si parlano , è reale. Manca
il dialogo, Pisa non sa fare
squadra, anche se la Carrozza
tiene a precisare due aspetti
importanti. Il primo è che con
il sindaco Marco Filippeschi «il
dialogo è partito, ora le due città hanno cominciato a parlarsi». Il secondo è che un vento
nuovo sta per soffiare sulla città. Che anche a Pisa, dove la
classe dirigente soffre di gerontocrazia e di inamovibilità,
avanza una nuova generazione al potere. Il ministro non fa
nomi, ma la sua indicazione ricorda molto da vicino le accuse del "rottamatore" pisano Samuele Agostini, legato a Pippo
Civati, che proprio al Tirreno
nei mesi scorsi ha denunciato
si la mancanza di ricambio nel-
Altri atenei toscani
la classe dirigente pisana. «La
differenza tra chi rappresentava il mondo accademico e chi
rappresentava la città c'è sempre stata.Però, fino agli anni
'90 questi due mondi interagivano.Col tempo la classe dirigente della sinistra pisana, anziché rinnovarsi secondo il criterio del merito, ha pensato solo alla propria autoconservazione e gli "intellettuali" vicini
alla sinistra hanno progressivamente abbandonato ruoli di attivismo e militanza nei partiti
della sinistra», sottolinea Agostini.
E Letta? E la Carrozza? «Il
inondo intellettuale può solo
fornire "papi stranieri": Modica è diventato senatore dei DS
IL SINDACO
FILIPPESCHI
e dirigente del Pd dopo che era
rettore e senza alcuna militanza pregressa, Maria Chiara Carrozza fino ad un mese fa era un
corpo estraneo al Pd pisano, e
aveva un ruolo politico nazionale datogli da Bersani (presidente forum nazionale università e ricerca del Pd), ma dal Pd
locale era vista con ostilità non
più di un anno fa», conclude
Agostini.
E lo stesso Letta, va ricordato, che nel 2001, per farsi eleggere deputato dovette emigrare nel collegio di centrosinistra
di Grosseto. «Perché un pisano
si faccia strada - quasi sempre deve trattarsi di uno che nella
sua città era un outsider: Letta
è arrivato ai vertici prima del
suo partito e poi del governo
senza mai essere stato al top
della vita politica pisana. Un
percorso non molto dissimile a
uomini del calibro di Gronchi e
di Togni», osserva monsignor
Antonio Cecconi, che da ex vicario della diocesi di Pisa, conosce bene la città e le sue dinamiche di potere.
«Le idee, a Pisa, le hanno
portate in più occasioni persone venute da fuori. Anche in
ambito ecclesiastico, penso a
Dove esiste
l'università c'è sempre
il rischio di una carenza
di dialogo con la città
Ma Letta e la Carrozza
sono un prodotto di Pisa
Pagina 2
due vescovi del calibro del Cardinale Maffi e di Monsignor
Plotti e al teologo don Severino
Dianich. Forse pesano ancora
su Pisa la sconfitta della Meloria e l'invettiva dantesca nell'
episodio del Conte Ugolino:
"Ahi Pisa, vituperio delle genti!"».
Questa dicotomia tra mondo dell'eccellenza - Università,
Normale, Sant'Anna e Cnr - e
la città, non convince il sindaco Filippeschi: «Non che il peri colo della mancanza di dialogo
non esista, ma si tratta di una
aspetto che riguarda un po' tutte le città del sapere e della
scienza», sottolinea.
E riguardo a Letta, il sindaco
ricorda quando agli inizi degli
anni'90lui, giovanissimo dirigente del Pds, dialoga con il
giovane dc Enrico Letta e con
Federico Gelli, allora presidente delle Acli. «Da questi incontri nacque l'Ulivo. Ricordo queste vicende per sottolineare
che Letta non è un corpo estraneo a Pisa. La sua storia si intreccia con la nostra. Lui, come
la stessa Carrozza, sono espressione della politica pisana».
Si, c'è una parte della città
che forse tende a chiudersi in
se stessa, ma non bisogna dimenticare che l'università dà
lavoro a 5mila pisani, la sanità
a 5mila, il Crir a mille e così via,
aggiunge Filippeschi. «L'innovazione è dentro le corde della
città. Non si capisce Pisa a prescindere dal suo mondo universitario. Pisa è la città della
scienza e dell'innovazione»,
conclude il sindaco.
Insomma, Letta e la Carrozza, questo governo in salsa pisana, non sono un caso fortuito. E' in qualche modo abbastanza naturale che la classe dirigente nazionale si alimenti
delle eccellenze pisane.
Va da sè però che ci sono
personaggi usciti dal mondo
accademico, come ad esempio
Roberto Cerreto e Andrea Di
Benedetto, costretti ad emigrare a Roma. Potevano far parte
della classe dirigente pisana.
(m.l.)
Altri atenei toscani
Pagina 3
I
1
MERCOLEDI' ALLE 16.30
NARRATIVA E SCIENZA
SI CONFRONTANO
DA MEDICO AD ATLETA
BARGHINI 51 RACCONTA
AL «TOWER PLAZA»
PROTAGON ISTI
L'astrofisica
Margherita Hack,
lo scrittore
Francesco
Carofiglio, il
matematico
Piergiorgio
Odifreddi, il fisico
del Cern di
Ginevra Guido
Tonelli e
l'imprenditore
Renato Soru
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n ontri d bati e progetti
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DUE giornate di incontri e un parterre
di ospiti da non perdere per scoprire il talento e la passione dietro la ricerca. Mercoledì e giovedì il Polo Fibonacci (edificio E, largo Pontecorvo) sarà il teatro degli Open Day della Ricerca, iniziativa
promossa dall'Università di Pisa per aprire virtualmente le porte dei propri laboratori e mostrare a tutta la cittadinanza il
lavoro e le persone protagonisti di questo
settore. Il pomeriggio di giovedì si confronteranno personaggi come Margherita Hack (in video collegamento da Trieste), Piergiorgio Odifreddi, Guido Tonelli, Renato Soru, Bruno Manfellotto e Daa-
Altri atenei toscani
c
niela Minerva nel dibattito «Ricerca
scientifica, sviluppo economico e nuovi
saperi». Verranno allestiti anche una ventina di stand in cui si potranno toccare
con mano i progetti di alcune delle ricerche condotte nei vari dipartimenti
dell'Università. L'inaugurazione della
due giorni è prevista alle 16 dell'8 maggio con i saluti delle autorità; a seguire
"Racconti di ricerca" con gli scrittori
Marco Malvaldi e Francesco Carofiglio
che
incontreranno
sei ricercatori
dell'Ateneo in un faccia a faccia tra narrativa, scienza ed esperienze di vita. La
giornata si chiuderà con l"`Aperitivo con
,
i
ffi
la scienza", introdotto dall'intervento di
Giorgio Einaudi, già docente di Fisica
dell'Università di Pisa, oggi senior advisor del Ministero dell'Ambiente. La mattina del 9, spazio alle scuole e alle presentazioni di progetti di ricerca. Dall'8 al 10
maggio farà tappa a Pisa anche la "Startup Revolutionary Road", l'iniziativa
promossa da Microsoft Italia, Fondazione Cariplo e Fondazione Filarete che gira l'Italia alla ricerca di nuove startup da
supportare e finanziare. La giornata di
scouting per aspiranti imprenditori è prevista il 10 maggio nell'area antistante
l'Edificio E al Polo Fibonacci.
Pagina 4
ta ane con un o-ccho all estero
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Parte dall'università per stranieri un progetto che fa incontrare i giovani con le imprese
IL SISTEMA delle imprese nelle terre di Siena e nell'intera Italia
può uscire dalla crisi solo se guarderà all'estero. È a partire da questa idea - anzi, da questa certezza
- che ha preso l'avvio un progetto
regionale presso l'Università per
Stranieri: LSECON - Le lingue
straniere come strumento per sostenere il sistema economico e
produttivo della Regione Toscana. All'interno di questo progetto
il 9 e 10 maggio si tiene un seminario che vuole far incontrare gli
imprenditori e gli studenti (che
saranno i futuri imprenditori e i
futuri lavoratori) con il Vietnam.
Il Vietnam è un Paese in pieno sviluppo, e anche i dati della Camera
di Commercio di Siena mostrano
che con il Vietnam le nostre imprese hanno sempre più intensi
rapporti di scambio. Ma che cos'è
il Vietnam? Qual è la sua situazione oggi? Chi sono, come vivono i
Vietnamiti? Che cosa cercano
dall'Italia? Che cosa dobbiamo sapere noi del Vietnam per poter
commerciare con successo con i
Vietnamiti?
Il seminario che si tiene all'Università per Stranieri nell'aula magna con inizio alle 9.30 e per tutto
il giorno, vuole rispondere proprio a queste domande.
Il seminario lancia una sfida difficile, ma importante: far conoscere la realtà sociale, culturale e
Il primo incontro è con, H.
Vietnam , un Paese con il,
quale te nostre azieWe
hanno sempre ma
rapporti di scamb i:;, •s<
come è questa N anone,
come vivono i
abitanti e cosa
cercano datfl -ia?
Altri atenei toscani
IVE SIT ' PEi:vSTRAN IE RE llrettoreMassimoVedovelli
guistica vietnamita per far sì che i
nostri imprenditori, i nostri studenti possano lavorare meglio
con il Vietnam. Meglio, cioè con
più conoscenza, più consapevolezza.
IL FUTURO dei nostri giovani è
basato sulla conoscenza e l'internazionalizzazione. Se vorranno diventare imprenditori; se vorranno sperare di trovare lavoro qualificato dovranno avere conoscenze
sui Paesi che oggi e sempre di più
sono gli sbocchi della nostra economia. Al seminario parteciperà
l'ambasciatore del Vietnam in Italia, Nguyen Hoang Long,
l'assessore provinciale alle attività
produttive Tiziano Scarpelli, il
presidente della Camera di Commercio di Siena Massimo Guasconi, il responsabile Cna Siena, Api,
imprendia Aviano Savelli.
Il seminario è tenuto da due docenti del dipartimento di italiano
dell'università di Hanoi: la Professoresa Dang Thi Phuong Thao
e la professoressa Thu Thuy Hoang.
A questo primo "Focus on" seguiranno, nel periodo maggio-ottobre quelli dedicati a Giappone (27
maggio), Turchia, Russia, Belgio
e Paesi Bassi, Arabia Saudita.
R futuro dei no.ffl
giovani è basato z4.éUa
conoscenz e
l'internazionatizzazio 7 e.
Se vogliono Lavorare
devono conoscerei Paesi
che hanno rap i! rt
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Pagina 5
I rettori incontreranno il neoministro Carrozza a fine maggio - Mancini (Crui): servono risposte urgenti
Metà de i atenei a rischio default
Inviato alla Corte dei Conti il decreto con i tagli da 300 milioni per il 2013
Marzio Bartoloni
La scure sugli atenei è pronta a calare. Con l'effetto di condannare quasi metà delle università, almeno trenta, al rischio default. L'ex ministro dell'Università Profumo, prima di lasciare il
dicastero di viale'Frastevere ha
infatti inviato alla Corte dei conti il decreto con i finanziamenti
ordinari per il 2013 (il Ffo) certificando, nero su bianco, il taglio
da 300 milioni sancito dalla legge di stabilità. Per gli atenei
quest'anno ci saranno in tutto
6,694 miliardi (tra l'altro non tutti utilizzabili per le spese di funzionamento), il4,9° in meno rispetto all'anno scorso e quasi il
20%ro in meno rispetto al 2009:
per una trentina di atenei, secondo i rettori, i soldi pubblici non
saranno sufficienti a coprire gli
stipendi come aveva previsto lo
stesso Profumo, che per primo
aveva paventato il fantasma del
dissesto. Afine 2012 avevano speso per costi fissi 6,719 miliardi,
poco più del Ffo del 2013.
Nell'anno del debutto della
nuova abilitazione nazionale alla docenza, il nuovo sistema di
reclutamento introdotto dalla
Gelmini, sarà dunque difficile
per molte università assumere:
«Ci sono tante aspettative che
resteranno deluse se non si interverrà presto», spiega Marco
Mancini, presidente della Conferenza dei rettori (la Crui), che al
nuovo Governo lancia un appello: «Da Nord a Sud tanti atenei
sono in ginocchio, le università
hanno bisogno di recuperare
quel taglio di 300 milioni, oltre
che ad avere risposte sullo sblocco del turn over e sui fondi al diritto allo studio necessari per
L
Per molte realtà accademiche
i soldi erogati quest'anno
non saranno sufficienti
nemmeno a coprire
gli stipendi del personale
Mondo Universitario
bloccare la fuga degli studenti».
Una prima occasione per parlarne con il nuovo ministro Maria
Chiara Carrozza sarà alla prossima assemblea della Crui, a fine
maggio: «Sono grato al ministro
che ha accolto il nostro invito e
da ex rettore sono sicuro che conosce molto bene questi problemi», aggiunge Mancini.
Oltre al recupero del taglio,
sul tavolo c'è soprattutto il nodo
delle assunzioni che per molti
atenei sarà una chimera visto
che tanti rischiano di superare
la soglia dell'8o°% tra entrate stabili e spese di personale, a cui si
aggiunge l'indice di indebitamento. Soglia che limita al lumicino il turn over di ricercatori e
docenti. Questi ultimi - come ha
recentemente segnalato anche
il Cun, il consiglio universitario
- sono crollati dilomila unità (oltre il 20%) in 6 anni. L'anno scorso erano una ventina gli atenei a
superare la soglia dell'8o9/,>. 'Fra
questi Foggia, Cassino e la seconda università di Napoli e Sassari. La situazione nel 2013, con il
taglio ai fondi, non potrà che
peggiorare.
Ma tra le emergenze c'è anche
quella dei fondi per il diritto allo
studio: di fronte all'emorragia di
studenti degli ultimi anni (-58mila, il 17°io, in un decennio) ci sono
solo 150 milioni a disposizione
per il 2013, che l'anno dopo crollano a 20. «È una cifra inaccettabile, servirebbero almeno 250 milioni», spiega Mancini.
La bozza di decreto - che tra
l'altro cancella tout court i fondi
peri consorzi di ricerca interuniversitari - mette infine da parte
una quota premiale di 818 milioni da ripartire tra gli atenei in base alle performance. Ma sarà un
decreto successivo a decidere
come e quando: «L'ex ministro
ha accolto la nostra richiesta di
posticiparlo - spiega il presidente della Crui - anche perché prima va risolto il nodo del taglio ai
nostri fondi».
La situazione
I FONDI AGLI ATENEI NEGLI ULTIMI ANNI
Valori in miliardi di euro
2008
2009
2010
2011
2012
2013
7,7
7,4
7,1
6,8
65
GLI ATENEI PIÙ A RISCHIO
Percentuale spesa personale/entrate stabili
Foggia ............................89,16
Cassino ...........................88,16
Napoli 2 .........................85,54
Sassari ...........................85,23
Bari .................................84,61
Napoli "Federico II". --83,72
Roma "Tor Vergata" ..83,48
Messina .........................83,02
Molise ............................82,45
Palermo .........................82,10
Pagina 6
L %ú pegno
Occorrono più risorse
per evitare la fuga
delle energie migliori
ministro Carrozza: priorità al Sud
i precari della scuola vanno tutelati
Adolfo Pappalardo
a nostra priorità è il
«L Sud», dice al «Mattino»
Maria Chiara Carrozza, nuovo
ministro dell'Istruzione e Ricerca scientifica. E chiarisce come
Mondo Universitario
occorre ridare speranza agli insegnanti precari: «Un problema
enorme. Ma chi ha tenuto in piedi per anni la formazione non
può essere buttato via». Il ministro domani sarà a Napoli.
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Il ministro: precari e ricerca, pronti alla sfida
Il ministro: da domani inizio
il mio viaggio nelle grandi città
per individuare le esigenze
Il piano
Incontri
Adolfo Pap l
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con docenti
«La nostra priorità è il Sud», dice subi- e studenti
to, senza tanti giri di parole, Maria per capire
Chiara Carrozza appena insediatasi
sulla poltrona più alta del ministero come
dell'Istruzione e Ricerca scientifica affrontare
che pesa le parole ma chiarisce come le urgenze
occorre ridare speranza agli insegnanti precari: «Un problema enorme. Ma chi ha tenuto in piedi per anni la formazione non può essere buttato via».
Ministro domani sarà a Napoli. A
Città della Scienza e nella scuola
media di Forcella per iniziare un
tour.
«Giusto partire da Napoli, un luogo
simbolico del Mezzogiorno su cui occorre un'attenzione particolare. A cominciare da Città della Scienza dopo
tutto quello che è avvenuto: il mio
obiettivo è fare di tutto affinché ci sia
una ripartenza della attività ma in
questo momento occorre, soprattutto, la mia vicinanza e quella delgoverno alla comunità scientifica-accademica di Napoli. Questa visita è un modo simbolico per ricominciare a parlare di progetti concreti».
Poi a Forcella, un quartiere dis agiato di Napoli, come però ve ne sono
diversi al Sud.
«Ne sono consapevole. Voglio essere
presente, parlare con i docenti, con
gli alunni e capire cosa c'è che non
va. A Napoli, poi a Bari a Palermo e,
via-da, risalireverso Nord per visitare
le realtà di tutto il
Mondo Universitario
Paese: occorre
una ricognizione
di quello che tutti gli esponenti
pensano dello
stato
attuale
dell'università e
di quello che c'è
da fare. Alla fine
delpercorso dïincontri definiremo le priorità in
accordo con il
Governo. Ma la
mia priorità è il
Sud del Paese».
Consapevole del gap enorme, dal
punto di vista dell'istruzione, che
esiste tra le due aree del Paese?
«Intanto preferisco vedere i dati e studiarli: preferisco non parlare per luoghi comuni altrimenti sono tutti discorsi che non servono a nulla».
La riforma Ge ini non è stata da
tutti digerita.
«Già detto che la riforma del mio predecessore ha alcuni punti che probabilmente necessitano di un cambiamento. Ma vediamo: non è questa la
mia priorità ora».
Di certo la scuola sembra andare
verso un sistema di valutazione, vedi Invalsi, di tipo statistico . Troppo,
forse. Lei asseconderà o intende frenare?
«Sicuramente occorre fare una riflessione: è sempre importante una valutazione ed io l'ho sempre fatto da rettore e da professore ma non ci si può
abbandonare solo ai numeri. Qualche giorno fa Giorgio Israel, in una
lettera pubblica, spiega che sia meglio non rimuovere questo sistema
ma operare una riflessione. Ecco, ho
avuto l'impressione, che la scuola sia
divisa su questo punto».
Anche sul voto alla maturità che da
ora avrà un peso determinante sui
punteggi per accedere alle università a numero chiuso . Con il paradosso che potrebbe essere privil iato
chi ha studiato in un diplomificio...
«Sono contraria, da docente, a dare
un voto sulla base di un altro conseguito in un'altra scuola. Il voto della
maturità può essere utilizzato per i
test universitari ma in minima parte.
Io personalmente in questo caso non
lo utilizzerei ma, tendenzialmente,
se deve avere un peso che lo abbia in
maniera limitata. Perché al di là dei
voti noi abbiamo il dovere di dare ai
giovani la possibilità di migliorarsi,
non sbarrargli la strada».
Al palo è l'Agenda digitale. Qualcuno sostiene che la rincorsa verso
l'elettronica può essere dannosa
per la scuola. Senza contare che il
Mezzogiorno ha un digital divide
più accentuato.
«Occorre non abbandonare l'agenda
digitale. La scuola, ma anche la ricerca sono temi trasversali che uniscono il Paese. C'é un'ampia convergenza sul fatto che ricerca e innovazione
siano fondamentali per il futuro
dell'Italia e non bisogna averne paura perché il inondo, e quindi la scuola, vanno verso una complessità. Ma
questo deve essere uno strumento
più ampio per portare a tutti intemet
e, quindi, servizi della pubblica am-
Pagina 8
ministrazione. Senza correre il rischio che qualcuno sia marginalizzato a causa della mancata copertura
del territorio di internet. La digitalizzazione dei servizi puo' rendere tutto
piu'trasparente e fruibile. Per abbattere costi e rispettare i diritti dei cittadini serve una struttura tecnologica
adeguata. E solo così si potrà superare il gap tra le due parti del Paese».
L'ultimo concorso , ancora in fieri,
arriva dopo 13 anni. E non assorbirà tutti i precari. Il suo sottosegretario Rossi -boria propende per una
precedenza ma così si rischia di
sbarrare un giovane che vuole insegnare.
«Quello dei precari è un problema
enorme. Per anni hanno tenuto sulle
loro spalle la scuola senza avere alcuna certezza sul proprio futuro. Ora
non possiamo abbandonarli, abbiamo un dovere morale verso di loro
ma è chiaro che deve essersi un bilanciamento anche per i giovani. Il punto fondamentale è lo stesso: ci sono
pochi ingressi nel mondo della scuola e dell'università e la priorità è affrontare questo problema».
Una ricerca della Federico II è
i
impietosa: meno del30percento dei laureati la- L ' íuui
vora al Sud. Si
spendonoingen- Aumentare
ti risorse per la le occasioni
formazione ma di lavoro
poi si fugge : cosa agli under 24
si può fare?
«Occorre farlo, Basta con
anzitutto. E con- la politica
cordochedobbia- dei tagli
mo investire su
questo, per aumentare
l'attrattività e le occasioni di lavoro
ma purtroppo occorrono investimenti enormi. L'obiettivo c'è, il mio lavoro andrà in questo senso per cominciare ad invertire la tendenza ma non
garantisco la rivoluzione».
Magari anche colpa dei concorsi
vinti dai soliti noti: da qui l'Anvur
che ora prevede criteri bibliometrici. Sono da cambiare?
«Anche qui si è fatto un lavoro enorme per un sistema con punti di forza
e debolezza che non si può liquidare
su due piedi. Di certo, e l'ho già detto,
occorre dire basta con le regole assurde: introdurre troppi livelli significa
deresponsabilizzare chi sceglie».
Servono risorse ma l'Italia è il Paese che per la ricerca investe di meno, in rapporto al pil, rispetto al resto d'Europa. S'invertirà la rotta?
«Il mio obiettivo è aumentare le risorse. Di più non si può tagliare»
Professionisti italiani trasferiti
all'estero
(1997-2010)
Principali categorie
Medici;
4.130
in G. Bretagna
Insegnanti scuole superiori
Avvocati
U 16
Architetti
1.515
in Svizzera
1.140
in Germania
Fonte: Forum nazionale dei Giovani, Cnel
214
ANSA-CENTIMETRI
"Il nostro sistema accademico è destinato al collasso": parole sue del
settembre 2010. Da ministro cosa
ha trovato?
«Un mondo molto vivo che ha voglia
di ripartire. E deve ripartire».
Mondo Universitario
Pagina 9
Prìma visita
a Città
della Scienza
«Sarò alla Città
della Scienza di
Napoli, incontrerò
a comunità
scientifico-accademica eandrò in
una scuola di
Forcella». Parte
domani dal
capoluogo
campano il tourdel
neo ministro
dell'Istruzione,
università e
ricerca, Maria
Chiara Carrozza,
attraverso l'Italia.
L'idea è quella di
un «giro dal Sud al
Nord , perché la
coesione
nazionale è uno dei
temi più importanti
n questo
momento. Mi
sembra opportuno
incontrare
studenti,
professori e
rettori . Alla fine del
percorso di
ncontri definiremo
e priorità in
accordo con il
Governo».
Mondo Universitario
Pagina 10
Neo ministro
visita leuniver sità
ROMA Untour,danordasud,
per toccare con mano la realtà
delle università italiane.
Partirà domani da Napoli, dalla
Città della Scienza, il viaggio
del neo ministro
dell'Istruzione, dell'università
e della ricerca, Maria Chiara
Carrozza. E nei prossimi mesi
proseguirà nelle aule di tutta
Italia, per incontrare docenti e
studenti, vedere le diverse
realtà, e comprendere al
meglio i bisogni del mondo
dell'istruzione e della ricerca,
capire quali i punti di forza e di
debolezza, e quali le priorità su
cui dover intervenire. Il
ministro ha anche fatto sapere
che in questa settimana
incontrerà i tre sottosegretari,
Gianluca Galletti, Marco Rossi
Doria e Gabriele Toccafondi,
per organizzare il lavoro da
portare avanti nei prossimi
mesi di governo. Intanto sono
sempre più le richieste che
arrivano al ministro dai
sindacati, dagli insegnanti e
dagli esperti del mondo della
scuola. Richieste che
all'unanimità chiedono una
inversione di rotta con
maggiori investimenti e più
attenzioni per l'istruzione e la
ricerca. «Più attenzione alla
scuola e adeguate risorse»,
sollecita la Cisl. La Flc Cgil
calcola che servirebbero «4
miliardi annui per allineare la
spesa dell'istruzione e della
ricerca alla media europea».
Investire «nella conoscenza»,
la richiesta dello Snals Confsal,
«per il futuro dei giovani e del
Paese». Precariato, organico
funzionale e ampliamento del
tempo scuola: sono i principali
nodi da sciogliere per l'Anief.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 11
Il
caso
Lo strappo di Enrico:
tagli alla ricerca?
Piuttosto mi dimetto
Mario Ajello
■ Enrico Letta 2, anzi 2.0, è
1 quello che da dietro alle
quinte passa davanti, dai
think tank di cui è ospite (o
protagonista) principale trasloca
in tivvü.
Continua a pag. 2
L
Letta: superare rlmu
edusconi:aLnliz'^^
n urnrrfa icw
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t4
W
Mondo Universitario
Pagina 12
«Tagli alla cultura? Mi dimetto»
E alla fine Enrico cede allo spot
Debutto televisivo
in prima serata
a Che tempo che fa
I
l PERSONAGG I
segue dalla prima pagina
E stavolta niente Aspen o Vedrò, ossia zone protetta da legami professionali o amicali, ma linea di fuoco della televisione nazional-popolare, sia pure in salsa Fabio Fazio. E non c'è nè tecnocrazia nè democristianeria
che tengano, Letta al suo debutto
in prime time mette in scena una
comunicazione secca, anti-retorica, fatta di parole ben scandite
che parlano di cose e diventano
anche slogan («Rifinanziare la
cassa integrazione», «Tornare al
calore di un'Europa positiva»,
«Non prometto miracoli a nessuno») e che sono l'opposto (infatti
cita sempre la «chiarezza necessaria») delle «parole che si perdono in un bisbiglio materno e
rassicurante - così in pagine perfette Pietro Citati sintetizzò l'eloquio dei democristiani di un tempo - che ti induce al sonno e alla
fantasticheria». Con Letta non ci
si addormenta, anche se non è e
non vuole essere spettacolare
(come se la caverebbe ad Amici
dove Renzi ha spopolato?) e
mentre spiega è impossibile abbandonarsi alle divagazioni. Perchè non fa che parlare di problemi, «e dietro ai problemi ci sono
le persone in carne e ossa», e riporta alla concretezza ogni cosa.
Noioso? Essendo abituato a Twitter, Letta scolpisce frasi lapidarie, quasi da 140 caratteri. E non
si concede mai il gusto della narrazione poetizzante (il contrario
di Nichi Vendola) o intimista a
parte quando racconta della telefonata in cui Napolitano gli ha
annunciato di volerlo premier:
«Stavo accompagnando i bambini a scuola, ricevo quella chiamata e da allora non ho più dormivo
come dormivo prima». Tutto
qui: poi si passa all'Imu.
REGGE 0 NON REGGE?
Letta comincia insomma da
Fazio, con cui in molti giggloneggiano ma lui riesce a difendersi aiutato anche dal conduttore che poco fabiofazzeggia, la
trasformazione di un'immagine
che anche Mario Monti tentò.
Ossia il passaggio da personaggio noto a star. Il problema è che
Monti cominciò bene, per poi finire da Daria Bignardi su LaSette con il cagnolino Empy tra le
braccia e il boccale di birra tra le
labbra e l'effetto fu quello, come
DAVANTI Al RIFLETTORI
LA PAROLA CHIAVE
E: CHIAREZZA. EVITA
LE LOGICHE DELLO
SHOW. E INSISTE
COSE PROBLEMI
«
»
minimo, dell'inautentico. Letta
saprà evitare questa parabola?
Al debutto, ma poi ci saranno
tante altre prove tivvù, tutte più
o meno pericolose, è riuscito a
tenere la distanza rispetto a Fazio. Il che non era scontato, visto
che appartengono alla stessa generazione e ci si poteva aspettare che a un certo punto si mettessero a giocare a Subbuteo o a
cantare una canzone di De Andrè. Quando il conduttore ha citato Veltroni - «L'ex segretario
del Pd dice che questo governo
parla troppo poco delle mafie» si è temuto che i due cominciassero a post-veltroneggiare in un
misto di buonismo (ma sono
buoni davvero?) e di nuova declinazione della "bella politica",
quella non contundente e perfino ecumenica, ma senza esagerare, che anche dal punto di vista caratteriale si addice ad entrambi. E invece, niente: Letta si
rimette a parlare di cose.
IL LINGUAGGIO SOVVERSIVO
Una volta, non molto tempo
fa, l'attuale premier disse: «Se
non avessi fatto il politico, mi sarebbe piaciuto fare l'animatore
di villaggi turistici». Cioè, in senso buono, l'imbonitore. Ma a giudicarlo dalla performance di ieri
sera, sembra proprio che quel talento alla Fiorello il giovane-vecchio Letta non lo abbia. Almeno
finchè non lo vedremo - accadrà? - cucinare qualche risotto o
palleggiare tra le poltroncine
bianche di Porta a Porta magari
indossando, speriamo di no, il
chiodo alla Fonzie che Renzi ha
sfoggiato da Maria De Filippi. Il
tono è sempre uguale. Un monotono spezzato soltanto quando
parla con particolare passione
del Pd («Non ce l'abbiamo fatta a
vincere le elezioni, non ce l'abbiamo fatta, non ce l'abbiamo
fatta») e questa è la riprova di
quanto senta in maniera tristissima il problema del suo partito.
Non drammatizza mai Letta ma
neppure recede da quel suo diktat che può piacere ma anche no
al pubblico che lo ascolta: «Bisogna parlare il linguaggio sovversivo della verità». Che è notoriamente anti-spettacolare. Anche
se si presta a uno show come
questo di RaiTre l'immagine che
«il presidente» - così lo chiama
Fazio, e sarebbe brutto se lo avesse chiamato Enrico - sfodera
quasi in chiusura di serata: «A Pisa, la mia città, c'è l'ultimo murales di Keith Haring. S'intitola
Tutto mondo. Racchiude tutte le
diversità. Così io vorrei il Pd».
E comunque, nel suo battesimo del fuoco televisivo, Letta
non si fa ipnotizzare dallo show
e resta se stesso. Ma non fino in
fondo. L'insidia arriva in conclusione di puntata, e lui non riesce
a evitarla. Fazio: «Promette che
stavolta scuola e ricerca non si
toccano?». E lui: «Io mi dimetto,
se dovremo fare dei tagli alla cultura». Il tono stavolta è altisonante, il format del politico prudente si prende una pausa. E
chissà se questo non sia l'antipasto delle prossime esibizioni televisive.
Mario Ajello
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 13
Il presidente del
Consiglio
Enrico Letta
ospite ieri sera
su Raitre di Fabio
Fazio
Mondo Universitario
Pagina 14
Occup
one, quando la laurea non basta
SECONDO L'ISTAT IN 200MILA
RESTANO SENZA IMPIEGO
NONOSTANTE IL FAMOSO
PEZZO DI CARTA. UN RECORD
NEGATIVO RISPETTO
ALLA MEDIA EUROPEA. GLI
ATENEI PERDONO ISCRITTI
ChristianBenna
Milano
%università della vita bocL cia i dottori. Succede in
Italia dove il pezzo di carta rimane nelle tasche di 200mila laureati fermi al
palo della disoccupazione.
Il record negativo è certificato dall 'Istat: nel
2011 il numero
di giovani a
spasso con titolodistudioconseguito in un
delle facoltà
della Penisola è
aumentato del
27%.
Non stupisce
quindi che nella nuova ondata migratoria, 100
milaitalianiinfugasolo lo scorso
anno, uno su tre possiede almeno una laurea. La crisi degli atenei, va a braccetto , in un valzer
sul Titanic, con la crisi dell'economia e del lavoro. Le università
italiane negli ultimi dieci anni
hanno perso 58 mila studenti;
con calo delle matricole pari al
17% sul totale della popolazione
universitaria. Come se in un decennio - quantifica il Consiglio
universitario nazionale - fosse
scomparso un ateneo come la
Statale di Milano. Un'emorragia
che si traduce in tracollo nelle
classiche Ocse in quanto a percentuali dilatireati tra30 e 34 anni: l'Italia scivola al 34esimo posto su 36 paesi, a quota 19% contro una media europea del 30%.
Si riducono anche i professori,
del 22 % dal 2006 a oggi, i corsi di
laurea (1.195 inmeno in sei anni)
e i dottorati (6.000 in meno rispetto agli standard europei. Come invertire la rotta? Se la demografia italiana non aiuta, se il valore del pezzo di carta incomincia ad ingiallire , i prossimi passi
suggeriscono da più parti gli
esperti - devono essere fatti
proprio in direzione del lavoro. Il
vicepresidente di Confindustria
con delega all'Education -Ivanohe Lo Bello , ha ribadito la necessità di «percorsi formativi all'interno della scuola che si de-
vono incrociare con quelli delle
aziende». E spiega: «II Paese ha
bisogno di un'università che crei
più occupazione.Abbiamo bisogno di giovani più competitivi e
in grado di innovare il sistema
produttivo. L'università, in collaborazione corile imprese, deve
offrire una formazione più concreta e aperta al mondo del lavoro. Come fare? Puntare sulle lauree triennaliprofessionalizzanti;
diffondere tirocini nelle facoltà
tecnico-scientifiche; valorizzare
i nuovi Its; utilizzare lo strumento dell'alto apprendistato che
permette di svolgere il dottorato
in partnership con le aziende».
Intanto bisogna ridurre il gap tra
lavoro e formazione. Nel 2011,
infatti, il tasso di disoccupazione
trai 25 e i 29 anni raggiunge per i
laureati il 16%, un livello superiore sia a quanto registrato dai
diplomati nella stessa fascia
d'età (12,6%) sia alla media dei
25-29enni (14,4%).
Andrea Cammelli direttore di
Almalaurea, invita a guardare i
numeri con spirito critico. «Se si
arriva alla conclusione che la
laurea non serve più a nulla, affermiamo una sciocchezza che
risultapericolosaperilfuturo del
paese». Dati, alla mano, Cammelli riconosce che l'avviamento allavoro perinostrineo-laureati è piuttosto problematico.
Circa l' 11 % dei giovani a un anno
dalla laurea non ha lavoro. Quota che però scende al 6% nel periodo successivo. «Nei primi anni di lavoro i coetanei non laureati hanno in media redditi più
alti. Edeltuttonormale, perchési
tratta di giovani che sono entrati
molto prima nel mercato del lavoro. Nel tempo però non c'è
partita. Studiare conviene», Secondo i dati di Almalaurea .,hi
possiede un titolo di studio di un
Ateneo italiano arriva a guadagnare nel corso della vita fino il
50%inpiùrispetto aundiplon ..
to.L'universitàitaliana,secon
Cammelli, deve sapere interpi
tare questi fenomeni, costrue
do ponti conilmondodellavor ,
ma anche le aziende devono s
persi rinnovare. E dice: «La gra
parte dei manager europei, 34 s
cento, ha una laurea, in Germa
nia la percentuale sale a 44. I
Italia siamo appena a 15. Quest
è uno spread educativo che do
vrà essere colmato». Le università italiane che sfornato laureati con posto "assicurato" sono le
solite note: medicina, economia
eingegneria.Sorprendono invece quelle in fondo alla classifica,
chimica e geologia biologia. Se i
risultati in termini di occupazione non sono buoni, a monte il
mondo delle università appare
ancoracristallizzato alle dinamiche del secolo scorso. Lamaggior
parte dei laureati, il 49%, ha studiato nellapropria cittàdi appartenenza. Solo il26%è diestrazione operaie. E appena l'8,4% ha
completato gli studi lavorando.
Andrea Lenzi, presidente del
Cun, Consiglio universitario nazionale, «servono soldi veri e investimenti per garantire al diritto allo studio, borse di studio e
college per studenti, spese senza
le quali è difficile immaginare
una ripresa». Il taglio di 400 milioni di euro al Fondo difinanziamento ordinario perl'anno 2013
haindebolitolerisorsedelleUniversità, già in calo programmato
del 5% annuo dal 2009. Tuttavia
«ben consapevole delle ristrettezza economiche, almeno dobbiamo prendere dei provvedimenti per migliorare la qualità
dello studio e dell'accesso all'università». E spiega: «L'orientamento è uno dei pilastri dell'insegnamento. In Italia è quasi del
tutto assente. Invece bisogna
spiegare ai giovani delle scuole
secondarie il loro futuro. E questo a partire da due argomenti: il
primo è la conoscenza delle possibilità di studio, qúando oggi ci
si iscrive all'università spesso
quasi per caso. E il secondo è dire chiaro hai ragazzi le opportunità di lavoro che una determinata facoltà offre. Il placement
andrebbe scritto a fianco del nome del corso di laurea».
0 RIPROOUZ ONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 15
[ILCASO l
La scure della spending review sulla ricerca: 51 milioni di tagli e licenziamenti
Sono in arrivo tagli per 51 milioni agli enti di
ricerca che porteranno migliaia di
licenziamenti tra ricercatori , precari e
dottorandi. Insomma , un vero dramma nel
mondo della formazione.
Lo denuncia l'Anief (Associazione nazionale
insegnanti e formatori ) facendo riferimento
alla fase tre della spending review che
mette nel mirino 12 enti di ricerca
controllati dal ministero università e
ricerca, a cominciare dal cnr. Il programma
dei tagli era stato evitato l'estate scorsa,
«ma ora - aggiunge l'Anief - le esigenze di
bilancio statali lo ripropongono per intero».
Colpiti l'Infn, con 600 ricercatori distaccati
al Cern di Ginevra; l'Ingv con un taglio di 1,6
milioni; l'istituto nazionale di oceanografia
e geofisica (-1,2 milioni); il Cnr con 25
milioni in meno che si tradurranno nel
licenziamento di 2.500 Ricercatori.
(p.d.m.)
O RIPRODUZIONE RISERVATA
GLI IMMATRICOLATI PER TIPO DI LAUREA
Anni 2012-13
LAUREA
(DM 270/04)
Il taglio di 400
milioni di euro al
Fondo 2013 ha
indebolito
le risorse
Liceale
Tecnico
Professionale Magistrale
Estero
5.819
132.415
52.652
11 .538
18.083
MAGISTRALE
CICLO UNICO
TRIENNALE
31.108
4.603
821
2.953
168 '
34
10
CICLO UNICO
2
1
747 -
NON RIFORMATI,
W
delle Università
FDBle:MIRR
Nel 2011 il
numero dei
giovani a spasso
con titolo di
studio
conseguito in un
delle facoltà
della Penisola è
aumentato del
27% per cento
GLI ISCRITTI Al PRIMO ANNO
Tutte le lauree, anno 2012-13, in migliaia
65.7
_..._..... ...... ........ ........ ...... .............. _......-..._..-_____.__._._.._.__.......
45,5
39,4
223 _._.__-._..
32;031.0
29,7 29,4
.
.-..
- _.
.
_.
15,6_
w
OP QP PO P P , 0
QJ PoQJ, ,O
FoolEhllRR
GLI IMMATRICOLATI PER AREA DI PROVENIENZA
Anni 2012-13
Liceale
Tecnico Professionale Magistrale
Estero
----------------------------------------------------------------------------------------------
SOCIALE
54.444
23.644
4.495
8.161
2.613
SCIENTIFICA
61.102
21 .958
3.442
2.962
1.763
UMANISTICA
26.959
8.134
3.055
7.779
1.419
SANITARIA
21.188
3.554
1.377
2.150
U91
--------------------------------------------------------------------------------------------Fome:MlRR
Mondo Universitario
Pagina 16
[ IL SONDAGGIO 1
Caccia al lavoro anc he trasferendosi all'estero
per i giovani il prinio alleato diventa Internet
II 64 per cento dei giovani italiani sarebbe propenso
ad andare a vivere lontano , il 37 per cento ha inviato
il suo curriculum all'estero e sarebbe pronto a
trasferirsi , il 25 per cento è disposto ad essere
sottopagáto. Risultati sorprendenti , ma non tanto. A
esempio: come cercano lavoro? II primo alleato è,
Internet, ma gli annunci sul giornale resistono ancora
e danno garanzie di affidabilità . E la legge che prende
il nome dall'ex ministro dei lavoro, Elsa Fomero? Un
disastro anche per il 57 ,6 per cento degli intervistati.
Questi alcuni dei risultati emersi dal sondaggio dei
Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme
di occupazione, Work in Progress. Il sondaggio,
costruito attraverso la raccolta di dati con metodo
cawi (computer-assisted web interviewing), ha
coinvolto 800 giovani tra i 18 e i 35 anni, per il 66 per
cento con una laurea dí secondo livello, ed è stato
realizzato in collaborazione con Fondltalia, Fondo
Paritetico per laFormazione Continua.
(p.d.m.)
Mondo Universitario
Pagina 17
Università, test più snelli al debutto
Da oggi iscrizioni solo online - Meno cultura generale, più logica: 60 quiz in 90 minuti
ACURADI
Barbara Bisazza
Stavolta la rivoluzione c'è.
Dopo anni di cambiamenti parzialmente annunciati e solo in
parte realizzati, i test d'ingresso
per le facoltà universitarie a numero chiuso -programmato a livello nazionale in base alla legge
264/99 - cambiano pelle. Come,
lo stabilisce il decreto ministeriale n. 334 del 24 aprile 2013.
Sono interessati i corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria,
Veterìnarìa, Architettura e - in
parte - le professioni sanitarie.
Non solo perché; come già annunciato a febbraio, le prove
vengono anticipate a luglio
.........................................................................
DATE ANTICIPA T E
Le prove di ammissione,
che prima erano a settembre,
sono fissate per fine luglio,
mentre l'anno prossimo
si svolgeranno già ad aprite
...........................................................................
(mentre l'anno prossimo saranno ancora.prima, ad aprile).
Per la prima volta, l'iscrizione
al test potrà essere fatta solamente online sulportale www.universitaly.it, contestualmente il candidato dovrà scegliere il corso e,
in ordine di preferenza, le sedi
universitarie per le quali concorrere, considerando in ogni caso
come "prima scelta" la sede nella quale affronterà il test.
Per la prima volta, inoltre, i
candidati non saranno penalizzati dallaparticolare scelta di sede, perché le graduatorie finali
saranno, per ogni corso di laurea, uniche a livello nazionale
(estendendo atutto tondo laspe-rimentazione con la quale, l'anno scorso, gli atenei erano stati
aggregatiper gruppi); nonsuccederàpiù, quindi, che uno studente venga escluso, pur avendo superato il test con un punteggio
superiore a quello di candidati
ammessi in un altro ateneo.
Mondo Universitario
Laprova sarà più leggera: conterrà 6o quesiti (al posto di 8o)
con5 opzioni dirisposta, dasvolgere in un tempo massimo di 90
minuti (prima il tempo a disposizione era di due ore, quindi-la
proporzione è la stessa). Recepita la richiesta di limitare le domande di cultura generale, spesso contestate in passato; saranno infatti ridotte a 5, mentre saliranno a 25 i quesiti che testano le
capacità di ragionamento logicocritico. L'altra metà del-test verterà su materie affini al corso di
Iaureaprescelto:biologia, chimica, matematica e fisìcaperle prove dì medicina, odontoiatria eveterinaria; storia, disegno, matematica e fisica per architettura.
il test potrà valere al massimo
9o punti (1,5 per ogni risposta
corretta, zero per la mancata risposta, -o,4 per ogni risposta errata), mentre altri io punti dipenderanno dal voto conseguito
all'esame di maturità. Si dà così
attuazione al decreto Fioroni
del 2007, che già aveva previsto
di considerare il percorso scolastico, ma era rimasto sulla carta.
Il voto di maturità, comunque, sarà valutato solo se superiore o uguale a 8o/ioo; inoltre,
sarà rapportato alla distribuzione in-percentili dei voti di diploma dell'anno scorso di ciascuna
scuola: inpratica, conquisteràio
punti solo chi si colloca nel 5%
deivotipiù alti della scuola.
Il Miur pubblicherà sul suo sito internet, entro il 31 maggio, le
tabelle in base alle quali "convertire", scuola per scuola, il voto di
maturità. «Il metodo deipercentili - spiega Daniele Livon, direttore della Direzione generale
per l'università del Miur - permetterà di valorizzare il percorso scolastico degli studenti più
meritevoli» e ci sarà anche un
meccanismo per rendere più
equo il calcolo in caso dì scuole
dove ci sia una prevalenza di voti molto alti.
I risultati dei test saranno pubblicati online tra il 5 e il7 agosto,
le graduatorie nazionali nominative il 26 agosto. In relazione ai
posti disponibili, glistudentipotranno risultare "assegnati" o
"prenotati" al corso e alla sede
universitaria indicata come prima preferenza utile. Gli "assegnati" dovranno procedere
all'iscrizione entro 4 giorni, i
"prenotati" potranno anch'essi
iscriversi, oppure potranno
aspettare l'aggiornamento della
graduatoria, la settimana dopo,
sperando che si liberi un posto
nella sede da loro indicata come
migliore.
Andrea Lenzi, presidente del
Consiglio universitario nazionale (Cun) e della Conferenza dei
presidenti di corso di laurea in
Medicine chirurgia, hapartecípato al tavolo tecnico preparatorio: «Innanzitutto, abbiamo chiesto al ministero di prevedere un
orientamento molto serio degli
studenti già a partire dal terzo/quarto anno delle superiori,
anche per evitare la corsa al test
- e la delusione - da parte di candidati poco consapevoli e non realmente interessati; inoltre, l'anticipo delle date permetterà agli
esclusi-di iscriversi aun altro çorso in tempo utile per frequentare fin dall'inizio».
Da metà maggio sul sito www.
unìversìtaly.itci sarà un esercitatore per gli studenti. Da oggi è
inoltre attivo il call center
051.6171959 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17).
Pagina 18
La riforma
I cambiamenti introdotti dal Dm n. 334 del Miur perle prove di ammissione ai corsi universitari di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e
Architettura, a numero chiuso programmato a livello nazionale
LE NOVITÀ
L'iscrizione ai test
d'ingresso va fatta ontine
su www.universitaty.it. I
candidati a Medicina o
Odontoiatria (prova
unica) devono scegliere
il corso al momento
dell'iscrizione al test
Le domande, ognuna
con 5 opzioni di risposta,
scendono da 80 a 60 e il
tempo passa da due ore
a un'ora e mezza. La
risposta corretta vale 1,5
punti, quella sbagliata fa
perdere 0,4 punti
I quesiti di cultura
generale scendono a 5,
quelli dì ragionamento
logico salgono a 25; gli
altri 30 quesitisi
differenziano per materie
specifiche, a seconda del
corso di studi
Per ogni corso di laurea
verrà formata una
graduatoria nazionale,
che sarà periodicamente
aggiornata in base al
perfezionamento
progressivo delle
immatricolazioni
Il test può far totalizzare
in tutto 90 punti; altri 10
al massimo
dipenderanno dal voto
di maturità, ma solo se il
candidato sarà nel 20%
dei migliori studenti
detta sua scuola
I POSTI E I CANDIDATI
Così l'anno scorso*
Posti disponibili
Candidati
11.104
60.426
Medicina e
Odontoiatria
Così quest'anno*
anno*
Posti disponibili
Medicina
954
Posti, disponibili
Candidati
7.811
Veterinaria
Le date delle prove di ammissione
dei corsi a numero chiuso
programmato a livello nazionale
10.021
Odontoiatria
918
IL CALENDARIO
Medicina e chirurgia
.._..... ..... ..... ........_..-.._._..........._.....__.
Odontoiatria
Posti disponibili
Medicina veterinaria
825
M
Architettura
Posti disponibili
Candidati
8.720
20.193
l
„
I
Architettura.
(*) a livello nazionale, per studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia
Mondo Universitario
Posti disponibili
8.640
Professioni sanitarie'
fonte: Miur
Pagina 19
Le scadenze
Peri corsi di laurea in
Medicina e chirurgia,
Odontoiatria e protesi
dentaria, Medicina
veterinaria e Architettura
DAL 6 MAGGIO
AL 7 GIUGNO
Iscrizione al test d'ingresso
esclusivamente onli ne
attraverso il portale
www:universitaly.it, entro te
ore 15 del7 giugno. Il
candidato deve
contestuá[mente indicare, in
ordine di preferenza, le sedi
per cui intende concorrere.
Tali preferenze sono
irrevocabili. La sede in cui si
sostiene il test è considerata
"prima scelta"
ENTRO IL 31 MAGGIO
Pubblicazione sul sito del
Miuresu
www.universitaty.it delle
tabelle, scuola per scuota,
con l'indicazione dei voti di
maturità relativi ai diversi
percentili (80esimo85esimo- 90esimo 95esimo) in base ai quali
sarà attribuito il punteggio
(4-6-8-10)dasommare al
risúltato del test
Mondo Universitario
ENTRO IL 14 GIUGNO
Pagamento deicontributo.
perla partecipazione at tést
d'ingresso all'ateneo di
riferimento, con procedure
indicate dalle singole
università
ENTRO 29/30/31 LUGLIO
Comunicazione dei voto di
maturità, dal primo giorno
successivo atta prova ed
entro 6 giorni (29,30,31
luglio, rispettivamente, per
le prove del 23,24,25),
attraverso l'area riservata
delsito
http://accessoprogrammato.
miur.it, utilizzando le
password e le chiavi di
accesso forniteit giorno
della prova. In caso di
mancata comunicazione
entro i termini, alta
valorizzazione del percorso
scolastico verrà attribuito
punteggio nullo
5,6, 7 AGOSTO
Pubblicazione dei risultati
dei test d'ingresso
(Medicina/Odontoiatria il 5,
Veterinaria il6, Architettura
il 7) in base al "codice prova"
fornitoil giorno del test;
possibilità di accesso online
alla visione dell'elaborato e
dei punteggi
26 AGOSTO
Pubblicazione delta
graduatoria nazionale di
merito nominativa,
comprensiva dei punteggio
attribuito in base al voto di
maturità, nell'area riservata
delsito
http://accessoprogrammgto.
miur.it
ENTRO 4 GIORNI
Entro 4 giorni dalla
pubblicazione della
graduatoria gli studenti che
risultano assegnati alla loro
sede di prima scelta devono
perfezionare l'iscrizione
presso l'Università, pena il
decadimento di ogni diritto.
Gli studenti che risultano
prenotati in una sede
successiva alle loro scelte
migliori possono
perfezionare l'iscrizione
oppure aspettare il
successivo aggiornamento
della graduatoria (una ogni
settimana peri primi
scorrimenti), sperando di
risulta re assegnata ri nella
sede della scelta migliore
per effetto della rinuncia di
qualche altro studente
Pagina 20
Glá altri corsi'
Regole diverse
ateneo per ateneo
Oltre ai corsi di laurea in
Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, il numero
chiuso a livello nazionale è previsto - in base alla legge 264/99
- anche per le lauree triennali
delle professioni sanitarie e per
i corsi di laurea in Scienze della
formazione primaria.
Anche i test delle professioni
sanitarie saranno ridotti a 6o
quesiti da svolgere in 9o minuti, con domande di cultura generale limitate a 5 e 25 quesiti di
ragionamento logico. Conterà
anche il voto di maturità, ma
ogni università deciderà come.
Per il resto, le prove di ammissione si svolgeranno i14 settembre, più o meno come gli anni
scorsi; i test saranno predisposti da ciascuna università e saranno identici per tutte le.tipologie di corsi; le graduatorie
continueranno a essere formate a livello di singoli atenei.
Per Scienze della formazione primaria, invece, il decreto
con le date, le modalità e i conte-
Mondo Universitario
nuti delle prove di ammissione
è atteso per giugno, senza che
per quest'anno siano previste
particolari novità.
A parte i corsi di laurea citati, alcuni atenei - sia pubblici
che privati - stabiliscono in autonomia barriere d'ingresso ad
altri tipi di corsi, prevalentemente di economia, ingegneria, giurisprudenza o design. E
il caso della Bocconi di Milano,
del Politecnico di Milano e di
quello di Torino, della Cattolica, della Luiss, della Liuc,
dell'Alma Mater di Bologna. In
alcuni casi le prime tornate delle prove di ammissione si sono
già svolte, ma altre sessioni sono previste più avanti. Ci sono,
inoltre, atenei che propongono
test di orientamento, pur senza
adottare il numero chiuso: per
esempio, il consorzio interuniversitario Cisia.
Sui siti internet delle singole
università sono reperibili tutte
le informazioni.
® RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 21
Gli studenti
San Raffaele
«Liniervenio
del mini, Vtro
ica ,, a »
MILANO - La nota del
neoministro dell'Istruzione
Maria Chiara Carrozza ha
rassicurato gli studenti del
San Raffaele («il ministro
si impegnerà per cercare
una mediazione entro
mercoledì della settimana
prossima, che consenta
all'Ateneo di riprendere
regolarmente la propria
attività») e, malgrado la
manifestazione per le vie
di Milano, si respirava un
clima di fiducia espresso
anche da Marco Pisa,
rappresentante del
consiglio di facoltà di
Medicina. «Questo
intervento ministeriale è
l'unica strada affinché si
possa trovare un accordo
definitivo che salvaguardi
il percorso di studi e le
legittime aspettative di
studenti, dottorandi e
specializzandi, senza
svendere l'eccellenza
scientifica costruita
attorno al San Raffaele in
questi anni». Mattia
Sogaro, presidente del
consiglio nazionale degli
studenti universitari, ha
incontrato insieme con gli
studenti del San Raffaele il
ministro Carrozza,
auspicando una soluzione
mirata alla continuità
didattica e alla
salvaguardia delle scuole
di specializzazione.
n RIPROCUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 22
r.1_
d1.-,Ido C.. sso
m
Le « sigille» del San Raffaele
e il senso perduto della carità
o
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G 4A C.
E ra stato facile profeta don Luigi Verzé nel vergare il suo testamento: «Io
di mio non lascio niente, perché di mio
non ho mai avuto niente . Lascio problemi». Sull'eredità materiale sta ancora
indagando la magistratura, su quella
spirituale vegliano le Sigille . Le quali devono aver preso alla lettera il testamento perché hanno creato un problema
grosso come una casa, anzi come un'università.
Da mesi c'è un braccio di ferro tra le
accolite di don Verzé, le Sigille Raffaella
Voltolini e Gianna Zoppei, e i nuovi vertici dell'ospedale, tenuti fuori dal cda
dell'ateneo. Un contrasto che ha portato
la proprietà del San Raffaele a non rinnovare la convenzione con l'università.
Il Miur ha bloccato nuove immatricola-
Mondo Universitario
Don LUL Verzé
zioni e nuovi contratti di formazione
specialistica . Venerdì è dovuto intervenire il ministro Maria Chiara Carrozza
per trovare una soluzione per l'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e
scongiurare la paralisi.
Ma chi sono le Sigille? Gli studenti in
sciopero le hanno soprannominate le
«vedove di don Verzé», le «sconsolate»,
ma al vertice dell'università ci sono ancora loro. La confraternita gnostica del
suggello ricorda più le storie di Il Trono
di Spade o di Da Vincï 's Demons che i
sette sigilli dell'Apocalisse . Come spesso
succede, quando il guru («il guardasigille») scompare gli affiliati non praticano
la carità in cui credono, ma la carità in
cui credono di dover credere.
Don Verzé aveva fondato l'Associazione Sigilli, racchiusa nel motto evangelico «Andate, insegnate, guarite!», reclutando persone interamente dedite all'Opera. L'obbligo era quello del celibato, meglio del nubilato, visto che erano
soprattutto donne quelle che vivevano
con lui in Cascina.
Se il San Raffaele resta un ospedale
di prim'ordine, frutto della generosa,
straordinaria visionarietà del sacerdote, i drammi che hanno accompagnato
la sua morte (ammanchi, tangenti, debiti, suicidi) avrebbero dovuto consigliare
alle Sigille un 'uscita di scena più discreta, più cristiana . La carità non cerca
mai il suo interesse . «Andate, insegnate, guarite!». Andate, soprattutto. Prima che qualcuno metta i sigilli all'università del San Raffaele.
G RIPRODUZIONE RISERVALA
Pagina 23
Michele Di Francesco rettore
dello luss di Pavia
Michele Di Francesco è il nuovo rettore della Scuola superiore universitaria
Iuss di Pavia. Nato a Diano Marina
(Im,), nel 1956, Michele Di Francesco è
laureato in filosofia e dottore di ricerca
nella stessa disciplina. Ha insegnato
e condotto attività di formazione e ricerca in diverse Università italiane e
straniere. É stato presidente della Società Europea di filosofia analitica. È
attualmente professore ordinario di
logica e filosofia della scienza all'università Vita-Salute San Raffaele di
Milano, dove è preside della facoltà di
filosofia e direttore della Scuola di dottorato in filosofia e scienze della mente.
E autore e curatore di una ventina di
volumi nell'ambito della filosofia della
mente, del linguaggio e della scienza e
di numerosi articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali.
Mondo Universitario
Pagina 24
IL
l
da Bocconi è l'unica università
nella "top 100" del Financial Times
Un ritardo storico . L'Mba, introdotto
negli Stati Uniti a inizio `900, è
arrivato in Italia solo nel 1975. La
prima università ad importarlo è stata
la Bocconi di Milano, ancora oggi
unico corso tricolore capace di
entrare nella top 100 dal Financial
Times. Nella classifica 2013 occupa
la 39esima piazza, in ascesa di tre
posizioni rispetto al 2012 . Perla prima
volta dopo otto anni al primo posto
figura il programma della Harvard
Business School , che ha scalzato
quello della californiana Stanford. Il
salario medio atteso, per i diplomati di
queste due scuole , è di circa 190mila
dollari l'anno. Tra i primi dieci, sei Mba
sono basati negli'Stati Uniti, tre in
Europa e uno in Cina, quello della
Hong Kong Business School. (fil. san.)
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo Universitario
Pagina 25
Mba, calano le ïsc
NEL 2012 LE DOMANDE DI
AMMISSIONEAI MASTER IN
BUSINESS ADMINISTRATION
HANNO REGISTRATOLA QUARTA
FLESSIONE CONSECUTIVA,
SECONDO Lii RILEVAZIONI DI
GMAC. COLPA SOPRATTUTTO
DI CONSULENZAE INVESTMENT
BANKING
Filippo Santelli
Roma
n investimento costoso, ma
remunerativo. Un acceleratore di carriera e salario: questo è
l'Mba, ilmasterin BusinessAdministration offerto dalle maggiori scuole di economia mondiali. Due anni
di formazione intensiva in management e la possibilità, per chi ha già
esperienza di lavoro, di costruire un
network internazionale. Nell'élite
globale dei dirigenti d'azienda, in
molti sono passati dàlì. Ma neppure
questo percorso, rapido e di eccellenza, sembra uscito immune dalla
crisi. Non con il lustro di un tempo,
ipotizza il Financial Times, che ogni
anno compila la classifica dei migliori Mba. Lo testimoniano i dati
americani: chi si è diplomato nel
1995 ha visto quintuplicare il proprio salario entro cinque anni. Perle
classi del 2008 e del 2009 l'incremento si è dimezzato. Mentre il costo di iscrizione saliva del 7% ogni
anno: 106mila dollari, circa 80n-ila
euro, quanto si spende oggi per un
master biennale negli Stati Uniti. E
se lacifra è spesso sponsorizzata dai
datori di lavoro, bisogna comunque
aggiungere il costo della vita e la rinuncia a due annidi salario.
In questa congiuntura, un esborso di cui molti mettono in dubbio la
convenienza. Lo scorso anno il numero di domande di ammissioneha
registrato laquartaflessione consecutiva. Secondo le rilevazioni di
Gmac, condotte su359 istitutiintutto il mondo, nel 2012 le candidature
peri programmi biennali sono calate del20%. E sono proprio Stati Uniti edEuropa, sededegliMbapiùprestigiosi, a soffrire di più. Il 58% delle
scuole europee ha visto scendere la
richiesta per i corsi annuali. E il 62%
di quelle americane per i corsi biennali.
«Le ragioni del calo mi sembrano
congiunturali, non strutturali»,
commenta Gianmario Verona, direttore del full-time Mba alla Scuola
di Direzione aziendale della Bocconi, un percorso annuale che costa
44.500 euro. «Negli ultimi anni spiega - sono andati in crisi due ca-
Mondo Universitario
0
o
oni in Europa eUsa
nali tradizionali per i diplomati: la
consulenza e l'investment
banldng». Generazioni di studenti si
accasavano presso le maggiori banche d'affari, con stipendi a sei cifre.
Uno sbocco che la crisi finanziaria
ha prosciugato. «Ma se l'anno scorso abbiamo registrato un calo delle
domande del 5%, quest'anno siamo
tornato sui livelli del 2011», continuail professore. «I diplomati trovano posto in nuovi settori, comeilfarmaceutico e l'high tech».
Quanto almondo dellaconsulenza, il suo legame con la formazione
Mba è giàtornato solido. Dopo iprimi due anni di lavoro in azienda
McKinsey sponsorizza agli analisti
più meritevoli un master, propedeutico all'avanzamento di carriera. «Lo consideriamo un passaggio
fondamentale, perché coniuga teoria avanzata ed esperienza pratica»,
spiega Gabriele Vigo, partner di
McKinsey e responsabile del reclutamento per l'Italia. Lastrategiadella società di consulenza è indirizzare i dipendenti verso le scuole di
qualitàpiù alta: possono presentare
domanda a uno dei primi dieci Mba
al mondo. «Poi ognuno è libero di
scegliere destinazione e durata secondo le proprie esigenze», continua Vigo. «In tutti i ragazzi che tornano notiamo grande entusiasmo
per l'esperienza e una solida preparazione».
Per arginare l'emorragia di domande però il modello di formazionevaaggiornato,lo confermanoidi-
battiti interni al mondo delle business school. Quello sulla durata dei
corsi, inprimoluogo. Damoltotempo l'Europahapuntato suprogrammi annuali, mentre lo standard negli Stati Uniti è di due anni. Intanto,
a fianco ai corsi che prevedono una
presenza stabile nel campus, stanno esplodendo le richieste per gli
Mbapart-time, pensatiperchilavora, o gli Mba a distanza, nei quali
gran parte della formazione viene
fattaonline. Segno che sicercano alternative più economiche: alcune
scuole americane offrono ora la
possibilità di diplomarsi dopo 18
mesi, in modo da contenere i costi.
«Ma anche i contenuti stanno
cambiando», aggiunge Verona.
Specie da quando nelle grandi
aziende hightech, daApple adAmazon, si è imposta una nuova generazione di dirigenti, spesso meno preparati tecnicamente, ma carismaticie innovativi. «Ora cerchiamo dilavorare molto di più sulle competenze caratteriali, gestione delteam, comunicazione e leadership», spiegail
professore. La capacità di adattarsi
alle esigenze del mercato è uno dei
tratti distintitivi degli Mba. Le stesse
aziende sono coinvolte nei corsi, in
modo da offrire ai partecipanti casi
di lavoro reali. Un valore aggiunto
decisivo, insieme all'immersione m
un contesto internazionale: «L'Mba
resta un passaggio quasi obbligato
per chi vuole fare l'executive all'estero», commentano daBoyden, società di consulenza per il reclutamento di quadri dirigenti. «Eunapatente riconosciuta a livello mondiale, specie seottenutainunascuoladi
prestigio». Un percorso di carriera
con meno garanzie di un tempo. Ma
che resta il più accelerato: la crescita"sul campo", prima alternativa alle business school, in tempi di crisi è
ancora più lenta e incerta.
® RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 26
AK,1
DOMANDE PER NIBA ANNUALI
GLI MBA BIENNALI
Var. % 2012211
Var. % 2012211
ASIA
W-SU
EUROPA
STABILE M G10
STATI UNITI
lente: GMAL
ASIA PACIFICO
1i1S5€0lu1-
f' L!
ilAi
STATI UNITI
Fonte:GMAI
Qui sopra,
Gabriele Vigo
(1), partner di
McKinsey
responsabile
dei
reclutamento
e Gianmario
Verona (9),
direttore
dell'Mba
presso SDA
Bocconi
School
of
Management
Mondo Universitario
Pagina 27
i 1.'RdIZiAT1VA3
Droni in rete e social geolocalizzati
ilMit premia l'innóvazione italiana
ASSEGNATI I RICONOSCIMENTIAI TRE
PROGETTI REALIZZATI DA GIOVANI
"UNDER35" CHE "TECHNOLOGY
REVIEW" RITIENE MERITEVOLI DI
ACCESSO AL MERCATO GLOBALE
basi per il concetto di marketing «one to
one» online, svolto direttamente nei dintomi dell'attività commerciale, cosicché
la visibilità ne sia aumentata". Il progetto
di Damiano Gui, invece, si chiama Terra-
rium, è una variazione "social"
sul tema delle mappe. In particolate, spiegal'ideatore, è "unsiRoma
stema informativo geografico
perdispositivimobili cheritorna
n social network innovai dati generati dagli utenti agli
tivo basato sulla geolocalizzazione, un mobile geoutenti stessi, permettendo la
graphic information system e
creazione di mappe e percorsi
unapiattaforma di programma1 personalizzati che sfruttano la
zione per usare gli Uav, i microdisponibilità di flussi di dati in
veivoli senza pilota connessi a
tempo reale sulla posizione e la
Intemet, per progredire sulla
cronologia degli spostamenti
strada dell'integrazione tra
per generare un' esperienza spamondo reale e mondo digitale.
ziale più ricca e significativa".
Sono questiitreprogettipresenLiftoff, l'idea di Luca Mottola, è
tati, rispettivamente, da Filippo
invece un piattaforma per realizzare applicazioni che utilizziTognola, Damiano Gui e Luca
Mottola, i vincitori del premio
no i dati raccolti dagli Uav (UnInnovatori Under 35 Ict istituito
manned Aerial Vehicles), i microveicoli senza piloti connessi
dall'edizione italiana della Mit
Technology Review, diretta da
ad internet facilmente reperibili
sul mercato. L'obiettivo: facilitaAlessándo Ovi e Gian Piero Jacobelli, con la collaborazione di
re la creazione di applicazioni
Enel e Telecom. Premiati il 4
che utilizzino i dati raccolti dagli
maggio presso l'Università degli
Uav. Come, propone Mottola,
studi di P adova, i tre giovani han"un'applicazione di monitoragno presentato progetti profongio C02 utilizzando Uav dispoI tre giovani
damente innovativi. Il primo,
nibili in commercio con piccole
innovatori
Mind The Place, oltre a essere un
modifiche. Uav collegati alnterpremiati
social network e promuovere
net-spiega - messi a disposiziodall'Mit:
dunqueil contatto sociale, dà un
ne da una municipalità potranDamiano Gui
variazione in più alla formula,
no essere utilizzati per monito(1), Luca
promuovendo anche l'interarare la stratificazione degli inMottola (2)
zionetraluogo eutente áttraverquinanti in aree metropolitane,
e Filippo
so l'utilizzo di un'app dedicata.
offrendo questa funzionalità coTognola (3)
me un servizio su Intemet. IngeSpiega Tognola, padre del
progetto insieme a Marco Vaiagneri ambientali e le autorità di
ìioealpartnertecnicoNoonic: "I
controllo del traffico potranno
concettivincenti sono riferiti allapossibicollegarsi agli Uav attraverso Intemet e
lità di liberare e condividere ipensieri con fornire obiettivi di alto livello, ad esempio,
la gente presente nel luogo, avendo poi la di registrare la concentrazione di CO2 in
concreta possibilità di socializzazione diuna zona" prestabilita.
retta. Inoltre la diffusione dell'-app por 1e
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Valerio Maccari
Mondo Universitario
Pagina 28
I I.A 1V®
A3
Formazione continua per i dipendenti degli studi
Roma
La formazione continua non è affare esclusivo
degli ordini e degli iscritti ai vari albi. Tocca ora
anche ailoro dipendenti, ovveroilpersonale deglistudi professionali, che può beneficiare del bando da 1,5
milioni di euro appena approvato da Fondoprofessioni, il fondo paritetico interprofessionale riconosciuto dal ministero delLavoro. L'ente è natone12003
con l'accordo interconfederale trale associazioni datoriali e sindacalicheruotano attorno aglistudi: Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil. La
Mondo Universitario
nuovainiziativa, destinataamigliaiadi dipendenti, riserva 700 mila euro per la realizzazione di corsi rivolti
al personale degli studi che rientra nel Ccnl di settore,
mentre altri 600 mila sono destinati alla formazione
peri dipendenti delle società che applicano altri contratti di lavoro. Perl'organizzazione di seminari sono
stati messi a budget 200 mila euro. La scadenza per la
presentazione delle domande da parte deivari enti di
formazione accreditati è fissata al prossimo 3 giugno.
(a.rust.)
0 RIPESDUZIONE RISERVATA
Pagina 29
Iniziativa Accademia Silvio d'Amico e Man,uF actoiy
Il doppiaggio doc
Arriva il master per specializzarsi
Pagina a cura
DI FILIPPO GROSSI
a al primo master in
doppiaggio professionale cine-audiovisivo.
L'Accademia nazionale d'arte drammatica «Silvio
d'Amico», in collaborazione
con l'Associazione
ManuFactory, ha
infatti istituito per
l'anno accademico
2013/2014 un master destinato ai
diplomati dell'Accademia e a tutti i
laureati con comprovato curriculum
artistico per cui sarà
possibile iscriversi
entro il prossimo
31 ottobre 2013. Il
corso, l'unico riconosciuto dal Miur e che
conferisce 60 crediti formativi, alla sua prima edizione
arricchisce l'offerta didattica
dell'Accademia di un ulteriore ambito di specializzazione, in un settore che richiede
formazione teorica e competenze tecniche specifiche. Il
Mondo Universitario
doppiaggio non è infatti una
semplice sostituzione di voci:
è un complesso procedimento tecnico e interpretativo
poiché un film doppiato è il
risultato del lavoro di più
figure professionali tra cui
il traduttore, l'adattatore,
il direttore, l'assistente, il
nica ad un livello degno della
grande tradizione del doppiaggio italiano. L'eccellenza del percorso è assicurata
da insegnanti di chiara fama
del settore, professionisti del
mondo del cinema, del teatro
e della radio, da una costante
attività laboratoriale e dalla
possibilità di svolgere tirocini. Il master
vuole inoltre offrire ai
propri allievi le competenze professionali,
culturali e pratiche
necessarie a far acquisire conoscenze
specifiche e approfondite relative alla
storia del doppiaggio,
intende inoltre fornire gli strumenti metodologici per svolgere
professionalmente il
mestiere dell'attore-
fonico, il sincronizzatore e
soprattutto l'attore doppiatore, il protagonista dell'intero
processo. Il master, in particolare, mira a fornire agli allievi la possibilità di elevare
le proprie capacità interpretative e la propria abilità tec-
doppiatore e per approfondire
la conoscenza e l'utilizzo delle
tecniche del doppiaggio in ambito televisivo, cinematografico, pubblicitario. Per ulteriori
informazioni, consultare l'indirizzo web: www.accademiasilviodamico.it.
Pagina 30
Scade il 23 maggio 2013 il termine
periscriversialmasterinMarketinge
comunicazione organizzato dall'università Bocconi di Milano.
Il master, che partirà il
10 ottobre 2013 e durerà no a di cem b re
Ea///ao#/iao///i i%/i iio/ iagoi ia oiq%ao i a o ao0/
9q
///ü /iiíoóoodoioidí io 7ioioid/í//oolydi
in Organizzazioni internazionali,
fondazioni, società di consulenza e
multinazionali nell'ambito della politica internazionale e degli
studi strategici. Il corso si
rivolge, in particolare,
a studenti un i vers i i7 tari, laureat i e gio---------------,,,,,,
2014, ha l 'obiettivo
di incontrare la
nani professionisti
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vasta domanda
che siano forte''í- %'
delle imprese in
mente interessati
dustriali , coni i/
alla professione
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merciali e di ser
di analista in
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vizi, consapevoli
relazioni interche orientarsi al
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nazionali o che
mercato è la base
vogliano apprende?
re le nozioni mete
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dologiche di base per
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servato a un massimo
l 'analisi geopolitica e
/ /T .
di 60 partecipanti, il niadelle relazioni internazianali. Per garantire la massima
ster è rivolto primariamente a
giovani laureati o laureandi, anche
integrazione, il corso è riservato a
triennali, provenienti da ogni facoltà,
un massimo di 30 partecipanti. Per
italiana o straniera equipollente. In
iscriversi e per avere maggiori
particolare, il master parla a quanti
informazioni, consultare il
abbiano già maturato, in qualsiasi
sito web: wwiu unicatt,
campo, una limitata esperienza lait l aseri
vorativa, idealmente non superiore
ai 3 anni e che abbiano confermato la
Fino al 24 maggio
propria passione perle professioni di
2013 è possibile
marketing. Per iscriversi e per avere
iscriversi al nuomaggiori informazioni, consultare il
vo corso in Restisito web: www.uniboceoni.it.
tuzione digitale
organizzato dal
Sono aperti fino al 27 giugno 2013
Dipartimento di
i termini per iscriversi al corso in
design del PolitecAnalisi delle relazioni internazionali
nico di Milano. Il
organizzato dall'università Cattolica
corso, che si terrà dal
di Milano attraverso l'Alta scuola di
prossimo 31 maggio al
economia e relazioni internazionali.
12 luglio 2013, conduce
Il corso, che si svolgerà a Milano in
i partecipanti nel mondo
via San Vittore dall'1 al 5 luglio,
della computer grafica fornenha lo scopo di fornire strumenti
do loro strumenti e tecniche per la
creazione di modelli tridimensionali
metodologici e conoscitivi a quanti
intendono intraprendere la carriera
e immagini fotorealistiche di archidi analisti o già lavorano come tali
tetture e progetti di interni, ovvero
quelle rappresentazioni digitali che
oggi sono indispensabili per il professionista e il tecnico nella simulazione del progetto e nella verifica della correttezza formale e apparente.
L'attività formativa, in particolare,
si suddivide in due moduli: il prima
prevede l'approfondimento di
temi legati al processo di
costruzione del modello virtuale tramite la
modellazione per
primitive, 2D e 3D,
loft e poligonale;
il secondo si focalizza invece sugli
aspetti legati alla definizione dei
materiali, alle tematiehedel rendering con motori ad
interpolazione che
simulano in maniera realistica il
comporta mento
della luce in relazione al modello al
fine di ottenere
immagini fotorealistiche. Il
Mondo Universitario
corso è rivolto
a laureati e
non laureati impiegati
presso studi
professionali o aziende di
settore, designer,
architetti o liberi professionisti impegnati
nell'ambito della progettazione architettonica e degli interni. Per iscriversi e per
avere maggiori informazioni,
consultare il sito web: www.
dipartimentodesign.polimi. it,
Parte a Firenze il 18 maggio
2012 la terza edizione del master
in Human resource management
organizzato da Quec. Si tratta di
un master executive che seleziona
e prepara profili altamente
specializzati per acquisire
le capacità necessarie a
gestire i processi della funzione risorse
umane e gli adeguati strumenti
per operare nelle
direzioni del personale, nelle società di consulenza manageriali e
di lavoro temporaneo. Il master offre
infatti una preparazione ampia, completa
e multidisciplinare sulle
strategie e politiche di sviluppo,
gestione, valutazione e formazione
delle risorse umane, ma anche hard
skills come le politiche retributive,
il budget e i sindacati. Inoltre,
trattandosi di un job-master sarà
possibile effettuare un percorso di
stage contestuale al master e per
la partecipazione al percorso sono
disponibili cinque borse di studio.
Per iscriversi al master e per avere
maggiori informazioni, è necessario
inviare il proprio cv all'indirizzo
email: [email protected]
Pagina 31
Le str°cxtegíe cli crescila degli istituti nazionali: parola d ordine rrzterrta ionalizva ione
Le business school oltreconfine
Netw ork ,, sca mb i o n uo ve se di p er re nd ersi p i u' a ttra ttive
Pagina a cura
DI SIBILLA Di PALMA
nternazionalizzazione è la
parola d'ordine alla base
della strategia di sviluppo delle business school
italiane. Impegnate sempre
più spesso in network, scambi,
partnership e lancio di nuove
sedi oltreconfine per rendersi più attrattive e rilanciare
il business in un'economia
sempre più globalizzata e
competitiva.
Una sede in India
per la Sda Bocconi.
Molto attiva in questo
senso è la Sda Bocconi
School of Management
che oggi conta 200 università partner in tutto
il mondo, tra cui Yale,
Princeton, la London
School of Economics,
l'Essec e la Fudan University di Shanghai. La
business school italiana
ha inoltre lanciato una
sede in India attraver-
Mondo Universitario
so un'alleanza con la rete di
imprenditori indiani Ultimate Knowledge System che ha
dato vita alla Mumbai International School of Business
Bocconi. Una scelta dettata
sia dalla forte richiesta di formazione manageriale che caratterizza il mercato indiano,
sia dalla radicata esperienza
che la Bocconi può vantare in questo paese a partire
dal 2000, anno in cui è stato
firmato il primo accordo con
un partner universitario. Il
programma formativo della
scuola include il Post graduate
program in business, un percorso in management incentrato sulla realtà del mercato
e del business indiani.
Il Mip guarda alla Cina.
Anche la School of Management del Politecnico di Milano guarda all'estero con attenzione. In particolare alla Cina:
lo scorso marzo è partito ad
esempio a Shanghai un executive Mba con 40 iscritti che
darà ai frequentanti la possibilità di ottenere un double
degree, cioè un doppio diploma
valido sia in Italia che in Cina.
La scuola ha inoltre recentemente stretto degli accordi con
università situate in regioni
ad alto tasso di sviluppo economico, come Jinan, Wuhan e
Chengdu, in cui le scuole americane non hanno ancora una
presenza dominante. Mentre
a febbraio 2014 partirà il Global executive master in operations and supply chain management, un nuovo master di
12 mesi part-time progettato
in partnership con la spagnola Eada Business School. Restando in Europa, il Mip realizza, in collaborazione con la
francese Reims Management
School, l'International master in luxury management,
un programma full time (in
partenza a settembre) della
durata di 12 mesi,
in lingua inglese,
che rilascia un doppio titolo di studio
(il primo semestre
si svolge a Reims, in
Francia, mentre il
secondo a Milano).
Per il futuro, la tendenza è di arrivare a
erogare in lingua inglese tutti i principali prodotti
della scuola, sia quelli rivolti
ai giovani che quelli pensati
per gli executive, in modo da
attrarre iscritti da ogni parte
del mondo.
I casi Istud , Alma Graduate School e Mib . Lo sviluppo in area internazionale è
un focus sempre più strategico anche per l'Istud Business
School. «Negli ultimi mesi in
particolare, abbiamo consolidato un network globale di
eccellenze con primarie università e centri di ricerca nei
cinque continenti», sottolinea
Jlenia Ermacora, responsabile international relations
della scuola. In particolare, le
partnership coprono sia l'area
emergente dei Bric - con collaborazioni con la Cina (Peking
University), l'India (facoltà
di management and sciences
dell'Università di Delhi e Bhopal School of Social Sciences)
e il Brasile (Fundacao Doni
Cabral) - sia i paesi anglosassoni, tra cui gli Stati Uniti
(Wharton Business School di
Philadelphia). Proprio in collaborazione con quest'ultima
la scuola italiana realizza il
programma Next in Line, un
percorso globale per manager
con tappe formative in Danimarca, Stati Uniti e Italia.
Mentre si svolgerà dall'8 all'11
giugno prossimi l'Intensive
Pagina 32
study tour programme per
manager cinesi che operano
nel mondo della moda e del
lusso e sono interessati a conoscere le eccellenze italiane
del Made in Italy attraverso
formazione in aula, company
visits, testimonianze aziendali
e imprenditoriali.
L'Alma Graduate School di Bologna è invece parte
dell'Emba - Consortium for
Global Business Innovation,
un network che include sette
business school di varie aree
del mondo pensato per mettere in comune i rispettivi
programmi executive Mba.
Oltre ad Alma sono coinvolte
nel progetto la Chapman Graduate School of Business della
Florida International Univer-
sity (Usa), la Moscow International Higher Business School
(Russia), la Coppead Graduate School of Business dell'Universidade Federal di Rio de
Janeiro (Brasile), la School
of Economics and Business
Administration di Chongqing
(Cina), la School of Management Sabanci University di
Istanbul (Turchia) e la Stellenbosch Business School di
Cape Town (Sud Africa).
Ciascuna scuola realizza
un programma avanzato,
della durata di una settimana, dedicato ai partecipanti
all'executive Mba delle scuole
partner. «In tempi di crisi diventa ancora più cruciale per
le imprese guardare all'estero. I manager dunque devo-
no essere capaci di operare
in un'ottica internazionale. I
nostri programmi e le nostre
partnership hanno lo scopo
di fornire ai partecipanti dei
nostri master le competenze
e gli strumenti per tali fini»,
sottolinea il professor Massimo Bergami, direttore di
Alma. Infine, il Mib School
of Management di Trieste ha
stretto delle partnership con
otto business school estere,
con le quali sono attivi scambi di docenti e studenti. Tra
queste, l'Institute of Business
Studies di Mosca, il Lingnan
College, Sun Yat-sen University di Canton in Cina e la
Merrick School of Business
dell'Università di Baltimora
negli Stati Uniti.
Sct1ola
Iniziative
Sda Bocconi School
of Management
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sCli1?ol of
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Mondo Universitario
Pagina 33
Antenne
green
e solare
pe. r lare
-max
TELECOMUNICAZIONI
ANCHE IN QUESTO
SETTORE SI SPERIMENTA
IL RISPARMIO PUNTANDO
SULL'EFFICIENZA
DEGLI APPARECCHI.
IL CASO DI LINKEM,
AZIENDACOINVOLTA
IN UN PROGETTO
DALL'ATENEO DIROMA3
Milano
Antenne a basso consumo e pannellifotovoltaici per alimentare gli
impianti , della rete wi-max.
Anche nel settore delle telecomunicazioni c'è chi vuole risparmiare energia puntando su apparecchi efficienti e sulle fonti alternative. Fil caso di Linkem, una
giovane azienda italiana,
partecipata anche da due
fondi americani, un fatturato di40milioni di euro circa,
che da qualche anno è stata
coinvolta dall'università di
Roma 3 in un progetto per
testare l'alimentazione di
un impianto delle telecomunicazioni con pannelli
fotovoltaici ebatterie al litio
di ultima generazione.
«Durante la sperimentazione il gruppo di lavoro costituito anche da SunSystem e Fiamm - spiega
l'amministratore delegato
di Linkem Davide Rota ha riscontrato un unico limite: il basso rendimento
dei pannelli in commercio
che comporta l'utilizzo di
spazi importanti per produrre l'energia necessaria e
per ovviare aquesto problema adesso si sta studiando
lo sviluppo di pannelli più
evoluti». Intanto le circa
1.200 antenne che Linkem
ha sul territorio sono già
tutte abasso consumo. «Un
vantaggio - spiega Rotai nostri apparati funziona-
Mondo Universitario
no con forniture di 1,5 Idlowatt (meno di un'utenza
domestica) mentre le forniture di altri operatori variano da 5 a 15 kilowatt in base
alle tecnologia installate». E
in futuro grazie aqueste antenne, anche nell'ottica di
piazzare i pannelli fotovoltaici per alimentarle,
Linkem avrebbe bisogno di
spazi anche diecivolteinferiori rispetto a quelli di altri
operatori.
La strada è dunque segnata e l'azienda romana
ha scelto di seguire l'approccio green. «Si tratta di
un percorso - prosegue
l'amministratore delegato
- che non paga da subito
ma richiede tempo, del resto è in linea con la filosofia
della nostra azienda che segue un approccio etico per
stare sul mercato prestando attenzione non solo all'ambiente ma anche ai dipendenti: non a caso tendiamo sempre ad assumere
con contratti a tempo indeterminato e oggi abbiamo
200 dipendenti». Ma come
vanno gli affari? «Bene, cresciamo: siamo passati dai
28n-ila abbonati del 2011 ai
i10mila dell'anno scorso e
adesso stimiamo di raggiungere i 210mila nel
2013».
(st.a.)
Pagina 34
Pa, corsa contro il tempo per i prec
Si rischia un'uscita di massa al 31 luglio e la trattativa all'Aran si è arenata - La palla al Governo
Gianni Trovati
r,d.1 contratti precari nella
Pubblica amministrazione è
l'altra Imu del Governo Letta.
Come per l'imposta municipale, il neo-premier ha posto nel
suo discorso di insediamento
l'obiettivo del «superamento»
del precariato negli uffici pubblici, e come per l'Imu i tempi
stringono: la proroga dei contratti fatta con l'ultima legge di
stabilità scade il31luglio, e le regole in vigore non sembrano lasciare spazio aunrinvio ulteriore (il Dlgs 368/2ooi fissa il principio della «proroga unica»),
anche perché si supererebbe il
limite dei 36 mesi. Per evitare
un'uscita di massa, insomma,
sembra indispensabile una legge. In fretta.
Secondo l'ultimo censimento dell'Aran, l'agenzia nazionale che si occupa del pubblico
impiego, i contratti «flessibili»
nella pubblica amministrazione sono 317mila. Circa2o3mila,
.........................................................................
LE POSIZIONI
I sindacati chiedono
di limitare i casi di ricorso
al tempo determinato,
ma gli enti affrontano
i limiti a spesa e turnover
però, sono i supplenti.che lavorano in scuole, accademie e
conservatori, per cui i precari
"classici" dellaPubblicaamministrazione sono intorno ai
u4mila. In gran parte (il 76%)
sono titolari di contratti a tempo determinato, ma non mancano 18n-ila lavoratori socialmente utili, poco meno di iomila contratti di somministrazione eunasparutarappresentanza di rapporti di formazione e
lavoro. Scuola e università a
parte, sono gli enti locali ad arruolare la maggioranza dei lavoratori. flessibili, con circa
6omila contratti concentrati
soprattutto nei servizi assistenziali ed educativi. Una quota di
lavoro flessibile, comunque, è
presente in tutte le Pubbliche
amministrazioni, compresi settori piccoli come quello delle
Autorità indipendenti (i.6oo
Mondo Universitario
persone in tutto, precarie in
quasi il io% dei casi), e qualche
decina di contratti flessibili è
presente persino nelle stanze
di Palazzo Chigi. Arrivare al 3i
luglio senza aver trovato una
soluzione, insomma, significa
creare un nuovo problema sociale ma anche creare nuovibuchi nell'attività di tutta la Pubblica amministrazione.
La costruzione di un paracadute, in realtà, è stata tentata
nei mesi scorsi all'Aran, all'interno diuntavolo coni sindacati per la definizione di un accordo quadro (solo per alcune categorie, però) che tuttavia si è impantanata per le incertezze del
terreno e per la distanza deposizione fra le parti. Le chance per
una svolta nella trattativa sono
ormai ridottissime, anche perché un eventuale uovo di Colombo dovrebbe passare il vaglio della Corte dei conti e il
tempo utile per il completamento della procedura sembra
esaurito. Soprattutto, ormai,
sembra rivolta altrove l'attenzione dei sindacati, che chiedono un intervento del Governo:
la prima richiesta, che era stata
rivolta anche a Monti, è quella
di una proroga al 31 dicembre
(il costo oscilla tra i loo e i i5o
milioni a seconda dei calcoli),
in modo da avere il tempo anche per trovare una soluzione a
regime. Nelle audizioni sul
Def, qualche parlamentare ha
ragionato sull'ipotesi di intervenire subito con un emendamento al decreto sblocca-pagamenti, ma l'individuazione di
una copertura e la ricercaa di
un'intesa con il Governo sono
condizioni indispensabili.
Anche perché una semplice
proroga per legge non sarebbe
sufficiente a chiudere la questione, perché occorre armonizzare la disciplina delpubblico impiego alle regole della legge Fornero e sulla gestione
complessiva della flessibilità
nella Pa le idee di sindacati e
Pubblica amministrazione per
orafaticano a convergere.I sindacati, in particolare, chiedo-
no di accompagnare gli attuali
precari verso il posto fisso e di
rendere possibile solo in casi
molto limitatilastipuladinuovi contratti a termine, con una
«rigidità in ingresso» che però
alle amministrazioni suona indigesta: anche perché c'è da fare i conti con i limiti al turn
over e la limatura degli organici secondo le regole disegnate
nel luglio scorso conlarevisione di spesa, che proprio per Comuni e Province attende ancora di essere applicata conl'individuazione degli enti caratterizzati da organici fuori misura e di conseguenza chiamati a
introdurre prepensionamenti
e mobilità.
In questa cornice, resta da
capire che cosa può significare in pratica il «superamento» evocato da Enrico Letta,
che anche per l'Imu ha lasciato per ora il campo aperto a
più di un'ipotesi.
Jÿ @giannitrovati
gianni. [email protected]
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Pagina 35
La fotografia
IL PRECARIATO NELLA PA
I contratti flessibili nell'amministrazione centrale e locale, dati 2011
Tempo determinato
86.122 ----
TIPOLOGIE DI LAVORO
Personale stabile
Ministeri
Lavoro flessibile, lavoratori socialmente utili, altro personale
Presidenza del consiglio
dei ministri
Servizio sanitario nazionale
Scuola
Regioni a statuto speciale
e province autonome
Supplenti
202.918 -------- - --- -- -------Lavori socialmente utili
17.998 -- - - ---Somministrazione
--
Formazione lavoro
Mondo Universitario
Pagina 36
Francesco
Verbaro
Ora servono
ricette nuove
e nuovi modelli
organizzativi
1 Governo dovràpresto
affrontare anche l'emergenza
precariato della Pa Dopo anni
diproroghe erinnovi-siaperle
modifiche di rigore introdotte al
Dlgs 368/2001 sia perle numerose
sentenze di condanna del datore
di lavoro pubblico - il legislatore
ha prorogato fino al31luglio 2013 i
contratti in essere che superano i
36 mesi, (legge 228/2012). Nel
frattempo il Governo ha emanato
un atto di indirizzo all'Aranper
un accordo quadro, con esclusivo
riferimento al tempo
determinato,per disciplinare i
termini ridotti, introdurre limiti
percentuali, disciplinare altresì
un'ulteriore proroga e un
ulteriore contratto a termine,
nonché i casi in cui è possibile
superare i36 mesi. Tutte
previsioni volte a intro durre la
mas Sima flessibilità in un settore
come quello pubblico, incuisarà
difficile per i prossimi anni
assumere atempo indeterminato.
Proprio i limiti sulle assunzioni
dovrebbero spingere a una
maggiore cautela nel ricorso al
lavoro flessibile; soprattutto in
mancanza di uno spartiacque
severo tra flessibilità eprecariato.
In presenza del superamento
dei 36 mesi, limite previsto dal
legislatore, e in mancanza di
un'ulteriore proroga, siponeil
problema diverificare quale
strumento rimane in capo alle
amministrazioni. Il rischio ancora
una volta è che si lasci al giudice il
compito di ris olvere i problemi
Molte sentenze condannanolaPa
al risarcimento del danno. E non è'
detto che, difronte aun datore di
lavoro pubblico che cerca
continue scorciatoie sul lavoro
flessibile, la giurisprudenza in
materia di legittimità del divieto
di trasformazione a tempo
indeterminato, non cambi.Infine,
poco efficaceerealistica, ai fini di
un percorso di stabilizzazione, si
dimostra (articolo 35 del Dlgs
165/2001), la riserva del 4o% dei
postibanditineiconcorsi, datigli
Mondo Universitario
attuali limiti sulle assunzioni
Uno strumento praticabile, in
attesadipercorsidi
stabilizzazione, è quello del
contratto disomministrazionea
tempo determinato, tipologia ché
riserva moltivantaggi nel breve
periodo. In merito la Corte
Europea di Giustizia, con
sentenzauaprile 2013, C-190/2012,
si è pronunciata affermando che
la direttiva 1999/7o/CE non si
applicané al rapporto dilavoro a
tempo determinato tra un
lavoratore interinale e un'agenzia
di lavoro interinale, né al rapporto
di lavoro atempo determinato tra
tale lavoratore e un'impresa
utilizzatrice. Così come sarebbe
importante disciplinare
l'apprendistato nel s ettore
pubblico, ma quinessunpasso è
stato fatto per emanare il decreto
previsto dal Testo unico
sùll'apprendistato, che potrebbe
costituire un interessante
strumento diflessibilità e
garanzia.
Servirebbepensare anche a
soluzioninuove, come contratti
di solidarietàoforme di
inquadramento iniziale più basso,
ma nella gestione delle risorse
umanedellaPaprevale un
approccio pubblicistico ele
norme del settore privato
vengono viste solo in termini di
adeguamento formale. Il
problema non riguarda solo i
profili ordinistici, connessi al
rispetto del Dlgs 368/2001, ma
anche quelli economici correlati
ai tetti di spesa in materia di
assunzione di personale atempo
determinato. Laproroga, quindi,
investirebbe anche il problema
della copertura finanziaria, sulla
qualeprofonde sono le
divergenze.
Si sbaglierebbe, però, ancora
una volta, se individuassimo le
soluzioni solo sotto il profilo
legislativo, mantenendo inalterati
modelli organizzativi e gestionali
da tempo fallimentari
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Pagina 37
Dario
Braga
Una sfida
che stimola
le motivazioni
degli studenti
L anticipo alla
primavera-estate dei
test per l'accesso a
Medicina e chirurgia,
Odontoiatria, Medicina
veterinaria e Architettura è
un'altra mini-rivoluzione.
L'impatto sia sull'università
sia sulle scelte dei giovaniè
grande. Vediamo alcuni
"pro" e "contro".
Iniziamo dai "contro". Gli
studenti non solo dovranno
decidere adesso se vogliono
provare l'ingresso in questi
corsi di studio, ma dovranno
sottoporsi alle prove di
ammissione quasi
contemporaneamente
all'esame di maturità.
In questa prima
applicazione, poi, il
preavviso è stato molto
ridotto e metterà in difficoltà
non solo gli studenti, ma
anche le scuole a causa della
sovrapposizione delle due
esigenze formative.
La prevalenza di quesiti
scientifici (logica, biologia,
chimica, fisica e matematica)
a fronte di quelli di cultura
generale riduce infatti il
problema della "erraticità"
dei quesiti generali, spesso
stravaganti in passato, ma
costringe gli aspiranti medici
-(lo stesso però vale anche per
veterinari, odontoiatri e
architetti e per le lauree`
sanitarie) a studiare tutte le
materie scientifiche
pertinenti, mentre sì
preparano perla maturità.
Già questo è di per sé un test
di selezione.
Vediamo, adesso, i "pro".
Innanzitutto la possibilità di
programmare e valutare
bene alternative di studio in
caso di insuccesso nel test di
accesso. Si eviterà lo tsunami
di studenti, anche un po' .
frustrati, costretti a
riversarsi su altri corsi di
studio spesso con effetti di
Mondo Universitario
rigonfiamento improvviso
dei corsi contigui (chimica,
biologia, farmacia eccetera),
salvo poi sgonfiarsi nel
passaggio all'anno
successivo. Scelte spesso
slegate da una vera
vocazione (una scelta di
"ripiego") e da
un'approfondita analisi
"costi-benefici".
È un danno iniziale per le
carriere degli studenti, che
solo in pochi casi viene
veramente recuperato e che
spesso è il primo passo verso
l'allungamento dei tempi di
studio.
La pausa estiva consentirà
di guardarsi meglio attorno,
di valutare alternative
altrettanto valide
professionalmente e aiuterà
le università nell'attività
programmatoria e
nell'organizzazione delle
prove di ammissione agli
altri corsi di studio.
La scelta non modificabile
delle sedi per cui si intende
concorrere e la rilevanza
data al voto della prova
finale di maturità rispetto
alla distribuzione dei voti
della scuola di provenienza
serviranno anche a
"normalizzare" il risultato
della maturità e quindi a
ridurre il divario tra le
diverse scuole nel Paese. Il bilancio? Non sarà una
partita facile quest'anno e
bisogneràvedere il risultato,
ma si tratta di una scelta che
sembra andare nella
direzione giusta, perché
agisce sulla leva delle
motivazioni e della
determinazione degli
studenti nella scelta di
studio e, al tempo stesso, dà
tempi certi al nostro sistema
universitario, costretto a
operare in continua
emergenza.
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RICERCA FARMACEUTICA
L'inganno dei test truccati
di Ermanno Bencivenga
uando prendiamo un farmaco per
una patologia cronica come l'ipertensione o il diabete, lo facciamo
Q per vivere meglio e più a lungo,
non per abbassare i nostri valori numerici
in certe misurazioni. Questi valori sono
«parametri surrogati», cioè segnali che dovrebbero corrispondere a benefici (o danni). Come si determinano i benefici? In una
disciplina empirica qual è la medicina contemporanea, si dovrebbe farlo con studi statistici di ampia portata che valutino l'effetto a lungo termine del farmaco rispetto ai
suoi concorrenti. Ma le industrie farmaceutiche realizzano i loro profitti durante gli
anni in cui detengono un brevetto, quindi
hanno tutto l'interesse ad accelerare il processo di approvazione delle loro scoperte.
La maggior parte degli studi su cui è basato
tale processo è finanziata dalle industrie
stesse e così i parametri surrogati vengono
spesso usati per abbreviare i tempi: se i valori numerici migliorano, si dichiara che il farmaco è benefico. Talvolta il punto d'arrivo
di questa scorciatoia è un disastro.
Per anni l'aritmia cardiaca era stata considerata un parametro surrogato del rischio di fatalità in pazienti reduci da un
infarto miocardico e numerosi farmaci
erano presenti sul mercato e regolarmente prescritti per ridurla. Quando però fu
condotto uno studio di ampiezza adeguata per verificare i reali benefici, i risultati
furono ben diversi da quelli previsti. Il Cardiac Arrhythmia Suppression Trial (Cast)
durò dal 1986 al 1998 e coinvolse oltre
1.700 pazienti in 27 centri clinici, dimostrando che tre dei farmaci in questione
riducevano sì l'aritmia ma erano correlati
a un numero maggiore, non minore, di
Big Pharma fattura ogni anno
600 miliardi di $ e ne spende
il 25% in attività promozionali:
rappresentanti, conferenze
corsi di aggiornamento, spot
mi descritti in Bad Pharma da Ben Goldacre, medico e titolare della rubrica Bad
Science su «The Guardian», perché meglio
di altri dimostra che il problema da lui illustrato con dovizia di dettagli è politico, e
non dipende dalla malafede o avidità di
particolari individui. Una medicina senza
farmaci è impossibile e, siccome in medicina rimangono ancora gravissimi enigmi privi di soluzione, la ricerca di nuovi
farmaci è un compito di vitale importanza. L'unico modo sensato di stabilire la validità di un farmaco è quello di confrontarlo con le alternative, con studi rigorosi prima dell'approvazione e poi con un monitoraggio costante e capillare, oggi perfettamente possibile visto che ogni medico
lavora con un computer sulla scrivania.
Questa incombenza però non può essere
lasciata nelle mani di un'industria che fattura globalmente ogni anno 600 miliardi
di dollari ed è in grado di comprare chiunque. Nella migliore delle ipotesi, tale scelta provocherà occasionali tragici errori come quello messo in luce dal Cast; in situazioni meno rosee, causerà l'emergere di
avidità e malafede, e dei mille orrori raccontati da Goldacre, il quale non a caso
inizia il suo libro con l'augurio che i lettori
ne escano furibondi.
Gli studi su cui è basata l'approvazione
di un farmaco sono condotti su pazienti poco rappresentativi della popolazione reale; lo confrontano non con le migliori alternative esistenti ma con un placebo (quindi
al massimo dimostrano che il farmaco è
meglio di niente); non dichiarano in anticipo gli effetti cercati o non rispettano quel
che hanno dichiarato trovando invece per
strada, dopo aver raccolto i dati, una qualsiasi rilevanza statistica favorevole. Se non
sono positivi, non vengono pubblicati; se
lo sono, l'industria si premura spesso di
far scrivere gli articoli relativi dai propri
ghostwriters e poi di ottenere la firma di opportuni accademici dietro lauti compensi
per le loro "consulenze". Le prestigiose riviste su cui gli articoli sono pubblicati ricavano buona parte dei loro utili dalle inserzioni commerciali delle industrie farmaceutiche e dall'enorme quantità di reprints che
le industrie comprano a caro prezzo per distribuirli a titolo "informativo" ai medici. E
questa è solo la punta dell'iceberg del mec-
canismo pubblicitario: Big Pharma spende il 25% delle sue entrate (il 25% di 600
miliardi di dollari!) in attività promozionali: rappresentanti che dedicano il loro tempo ad acquisire una sospetta familiarità
con i medici, conferenze e corsi di aggiornamento che hanno lo scopo di reclamizzare prodotti, spot che manipolano il pubblico e patologizzano semplici disagi. Tutto
questo, ripeto, è orribile, e la lettura di Bad
Pharma è un atto doveroso; ma la soluzione, insiste Goldacre, non può essere eliminare l'industria farmaceutica. Può solo essere proteggerla da se stessa: assumere insieme, da cittadini di Paesi democratici, il
compito politico di guidarla con regole appropriate a metodi ed esiti più ragionevoli,
facendo in modo che avidità e malafede
non siano più le caratteristiche "vincenti"
in un campo così delicato e decisivo per la
nostra esistenza e il nostro benessere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ben Goldacre , Bad Pharma: How Drug
Companies Mislead Doctors and Harm
Patients, Faber and Faber, New York,
pagg. 448, $ 28,oo
morti. Oggi quei farmaci sono prescritti
raramente, ma si ritiene che prima di tale
mutamento di paradigma abbiano causato più di centomila morti inutili.
Ho scelto questo esempio fra i moltissi-
Mondo Universitario
Pagina 39
IL BENE IL MALE E IL CERVELLO
I neuroni de l giudizi o m ora l e
Hume aveva ragione:
oggi la ricerca
empirica dimostra
il legame cruciale
tra deficit emotivo
e insensibilità etica
di Shaun Nichols
a natura dei giudizi morali è
stato uno dei temi centrali della filosofia a partire dal XVIII
secolo. I razionalisti morali
come Samuel Clarke sosteneL vano che la morale sgorga dalla ragione . In questo senso , la morale assomiglia alla matematica. Una volta che si è
capito che 4 + 5 = 9, non riesce più a non
considerarlo vero. La suaverità è auto-evidente e incomprimibile . Analogamente, è
auto-evidente l'idea che non si dovrebbe
danneggiare una persona innocente. Se è
così, la morale ha una speciale autorità e
tutte le creature sufficientemente razionali dovrebbero arrivare più o meno alle stesse conclusioni morali, se hanno accesso
agli stessi fatti non morali.
Ciò suggerirebbe che la morale non è puramente relativa alle diverse culture e indurrebbe a credere nell'idea che esistano
Mondo Universitario
affermazioni morali oggettivamente vere.
I sentimentalisti morali come David Hume
rifiutano del tutto questa descrizione. Essi
sostengono che la morale nasce dalle emozioni. Qualora avessimo emozioni differenti, non avremmo nulla di simile alla morale
che conosciamo. Se è così, ciò implica che
la morale non ha il tipo di autorità che i
razionalisti propongono. Al contrario, la
nostra morale è una funzione delle specifiche emozioni che proviamo, e creature razionali con emozioni diverse potrebbero
avere differenti prospettive morali, o forse
nessuna prospettiva morale.
Sebbene il confronto tra razionalismo e
sentimentalismo duri da parecchi secoli,
soltanto recentemente gli scienziati hanno
cominciato a studiare le basi psicologiche
del giudizio morale. E, anche se la questione è lungi dall'essere chiarita, le prove disponibili sembrano andare a favore del sentimentalismo. Nella letteratura psicologica,
la capacità di giudizio morale è stata esplorata empiricamente guardando alla capacità di base di distinguere le violazioni della
morale dalle violazioni delle convenzioni.
Nelle prime rientrano tirare i capelli, spingere e picchiare; nelle seconde l'infrazione delle regole scolastiche (ad esempio, parlare
senza aspettare il proprio turno) e del galateo. Fin da molto piccoli, i bambini distinguono, secondo vari aspetti, le violazioni tipiche della morale dalle violazioni tipiche
delle convenzioni. Ad esempio, i bambini di
solito pensano che le trasgressioni morali
siano in genere meno accettate e più gravi
di quelle delle convenzioni.
La spiegazione del motivo per cui le trasgressioni morali sono sbagliate viene
espressa in termini di correttezza da avere
verso le vittime e di danno loro procurato.
Ad esempio, i bambini dicono che tirare i
capelli è sbagliato perché così si fa del male
agli altri. Al contrario, la spiegazione del motivo per cui le trasgressioni delle convenzioni sono sbagliate viene espressa in termini
di accettazione sociale: parlare senza aspettare il proprio turno risulta sbagliato perché
è da maleducati o scortese, oppure perché
«ci si aspetta che non lo si faccia». Inoltre, le
I meccanismi affettivi
determinano il senso naturale
di giustizia fin dall'infanzia.
Anche le norme razionali
contano ma hanno fonti diverse
regole convenzionali, a differenza di quelle
morali, sono considerate dipendenti dall'autorità. Ad esempio, se in un'altra scuola l'insegnante non pone regole che vietino di parlare durante il momento in cui vengono raccontate le fiabe, nel giudizio dei bambini
non sarà sbagliato parlare a scuola durante
quel momento; tuttavia, anche se l'insegnante di un'altra scuola non pone regole
che vietino di picchiarsi, i bambini continuano a dire che picchiarsi è sbagliato. Tale distinzione morale viene tracciata in modo assai simile anche da bambini molto piccoli,
da bambini affetti dalla sindrome di Down e
Pagina 40
da bambini autistici. Perciò si può pensare
che questo dato rispecchi un tipo di giudizio
morale basilare.
La ricerca empirica sul giudizio morale indica, in linea con il sentimentalismo, che il
giudizio morale basilare è mediato darisposte affettive. Un'affascinante linea di ricerca è offerta dallo studio sugli psicopatici
condotto da James Blair. Egli ha somministrato un test sulla distinzione tra violazioni della morale e violazioni delle convenzioni a detenuti psicopatici e non psicopatici,
trovando che soltanto i detenuti non psicopatici sono in grado di distinguere chiaramente tra le due. Inoltre, i bambini con tendenze psicopatiche sono molto più propensi a considerare le violazioni della morale
come legate all'autorità del momento rispetto ad altri bambini con problemi comportamentali. Ancora, gli psicopatici sono meno
inclini dei criminali non psicopatici a fare
appello al benessere delle vittime quando
spiegano perché le violazioni morali sono
sbagliate. Gli psicopatici, invece, per tutte le
trasgressioni danno di solito giustificazioni
di tipo convenzionale (ad esempio, «non è
la cosa da fare»).
Perché gli psicopatici manifestano questo deficit? È plausibile che l'elemento chiave siano le emozioni. In un ulteriore esperimento, Blair ha messo a confronto il modo
in cui psicopatici e non psicopatici reagiscono a immagini di sofferenza: ad esempio, la
fotografia di un bambino che piange. Egli
ha trovato che, mentre davanti quelle immagini i non psicopatici mostrano reazioni corporee molto rilevanti, le risposte deglipsico-
Mondo Universitario
patici sono attenuate. Questo deficit affettivo non è stato riscontrato né nei criminali
non psicopatici né neibambini autistici. Pertanto, risulta che il gruppo con un deficit nel
giudizio morale basilare soffre anche di un
deficit nella risposta affettiva.
Sebbene il giudizio morale basilare appaia mediato dalla risposta affettiva, essa sola
non esaurisce il giudizio morale basilare.
Esistono infatti molti casi nei quali la sofferenza altrui è emotivamente toccante per
chi osserva, ma nei quali non si esprime un
corrispondente giudizio morale. Ad esempio, le vittime di disastri naturali suscitano
simpatia senza il bisogno di giudicare che
sia avvenuta una trasgressione morale. Siamo mossi dalle sofferenze del prossimo anche quando sono la conseguenza di un incidente o quando il dolore è inflitto per uno
scopo positivo (un'iniezione). Pure in questi casi abbiamo una risposta affettiva senza emettere giudizi morali.
Perciò, fare appello solo alla risposta affettiva non è sufficiente a spiegare il giudizio morale. Facciamo, infatti, distinzioni
tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che
non rappresentano la semplice espressione di sensazioni negative di fronte alla sofferenza altrui. Penso che la soluzione più
ovvia a questo problema venga dalla prospettiva tradizionale, secondo cui il giudizio morale basilare dipende anche da una
gamma di informazioni che specificano la
classe della trasgressione: ovvero, uninsieme di regole. Nel linguaggio più consueto,
possiamo pensarla come una "Teoria normativa", una gamma di rappresentazioni
mentali le quali vietano le trasgressioni
che recano danno. Tre le altre cose, questa
Teoria normativa fornisce le basi per distinguere il danno moralmente sbagliato
dal danno accettabile.
Sebbene sia plausibile che il giudizio morale basilare dipenda sia dai meccanismi affettivi sia dalla Teoria normativa, questi
due processi sono almeno in parte indipendenti. Persino i neonati manifestano risposte emotive alla sofferenza degli altri, ma pochi sosterrebbero che i neonati esprimono
giudizi morali basilari. Ciò è sensato, perché i neonati non hanno sviluppato la Teoria normativa. Risulta ancora più interessante notare come sia probabile che gran
parte della Teoria normativa possa essere
conservata anche quando viene danneggiato il sistema affettivo. Malgrado il loro deficit nel giudizio morale basilare, gli psicopatici sono in un certo senso perfettamente efficienti nell'argomentazione normativa: si
dimostrano infatti capaci di identificare
quali azioni siano vietate e possono ordinare le ragioni per cui alcune azioni valgono
come violazioni e altre, apparentemente simili, invece no. Sembra che il problema degli psicopatici sia il contributo affettivo fortemente ridotto al giudizio morale, e questo
si manifesta nella loro incapacità di distinguere ciò che è al cuore del giudizio morale.
Il fatto che le emozioni impediscano quel genere di giudizio indica che i filosofi sentimentalisti avevano ragione a ritenere che il
giudizio morale dipenda in modo cruciale
dalle specifiche emozioni che proviamo.
©RIPRC...... NE RISERVATA
Pagina 41
La scienza condivisa crea valore per tutti
N
el Regno Unito, da quest'anno, i
paper scientifici coni risultati delle ricerche che sono state finanziate con denaro pubblico devono essere pubblicate con strumenti che le rendano accessibili gratuitamente. Gli Stati Uniti sembrano avviati a decidere in modo analogo. E
l'Europa va nella stessa direzione sotto la
guida del Commissario per la ricerca Máire
Geoghegan-Quinn.
Il senso di queste innovazioni normative è chiaro: i finanziamenti pubblici alla generazione di nuova conoscenza devono andare a vantaggio del pubblico. Come dimostra un'inchiesta dell"'Economist", si vuole correggere una situazione in cui, al contrario, l'accesso alle pubblicazioni scientifiche è limitato dal pagamento prezzi elevati, che garantiscono i margini di profitto
vantati dagli editori del settore, come la Elsevier, leader del mercato, che ha margini
del 38% su un fatturato da 3,2 miliardi di
dollari. Un margine del 36% è messo a segno dalla seconda casa editrice del settore.
La concorrenza di piattaforme alternative che garantiscono accesso aperto alle
pubblicazioni scientifiche, come PLoS, e il
cambiamento delle norme di cui si è detto
stanno spingendo questi editori ad aprire
Mondo Universitario
delle sussidiarie che offrono a loro volta
un accesso gratuito ai paper di ricerca.
La conoscenza scientifica, come la conoscenza tout court, è ormai la fonte principale per la generazione di valore nelle
economie post-industriali. La manifattura resta fondamentale perla tenuta sociale delle economie industrializzate, ma il
valore si concentra sull'immateriale - la
conoscenza, l'immagine, l'informazione,
la ricerca, il design - che dà significato ai
prodotti. E se il pubblico finanzia la ricerca, il pubblico deve poter accedere ai suoi
risultati. Perché siano a disposizione di
tutti coloro che riescono a pensare a un
modo per valorizzarli.
Ricerca diffusa . II commissario
europeo alla ricerca
Geoghegan-Quinn è per la
condivisione dei risultati.
Pagina 42
Grande come un centesimo, entrerà ovunque
Il robot-insetto
che potrà aiutare
la ricerca
di superstiti
di Marco Passarello
L
9 università di Harvard ha diffuso
le immagini del volo di un robot
grande come un insetto, le cui ali
battono 120 volte al secondo . 2 RoboBee,
frutto di un progetto guidato da Robert
Wood e Kevin Ma. La costruzione di un
robot così piccolo ha richiesto tecnologie
inedite: le ali sono mosse da attuatori
piezoelettrici in ceramica, mentre il corpo,
principalmente in fibra di carbonio, è
ottenuto incidendo al laser su un foglio
bidimensionale una struttura che poi si
ripiega in tre dimensioni. Il robot deve
ancora volare attaccato a un sottilissimo
filo: si sta cercando il modo di fargli avere
a bordo energia sufficiente per essere
autonomo. Tra i possibili usi, i ricercatori
citano la ricerca di sopravvissuti sotto
edifici crollati, il monitoraggio
ambientale, e persino l'impollinazione
delle piante come farebbe un vero insetto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Superbattito. I prototipi elaborati dai ricercatori di Harvard hanno ali che battono120 volte aI secondo. II corpo del piccolo robot è in carbonio
Mondo Universitario
Pagina 43
L'orecchio bionico
e il tessuto epatico
L'ultima scoperta, pubblicata su
«Acs Nano Letters» è l'orecchio
bionico. Secondo i ricercatori
della Princeton University che lo
hanno realizzato sente meglio di
quello umano e consiste in una
protesi acustica che riprende il
padiglione esterno, compresa
anche la "connessione" al
cervello. Mentre al recente
meeting di biologia sperimentale
a Boston è stato presentato da
parte della Organovo Holdings
Inc di San Diego il risultato di una
speciale stampante 3D: il tessuto
di fegato umano bioartificiale,
capace di produrre proteine
specifiche come albumina e
transferrina. Il biotessuto, di
appena 50o micron, è inoltre
capace di garantire la biosintesi
del colesterolo e di enzimi tipici
del fegato. Al momento serve a
testare i farmaci.
Mondo Universitario
Pagina 44
Scoperta la fonte
del nostro declino
L'invecchiamento avviene in
modo indipendente nei vari
tessuti del corpo o e regolato da un
organo? Per gli scienziati
dell'Albert Einstein College of
Medicine l'area cerebrale che
controlla l'invecchiamento e
l'ipotalamo. Come si legge su
«Nature», questa zona cerebrale
che controlla la fame, la sete, la
temperatura e la stanchezza
potrebbe controllare anche il
declino del corpo. Nei topi, gli
scienziati hanno scoperto che
l'attivazione di un certo processo
proteico nell'ipotalamo accelera
nettamente l'invecchiamento: si
riduce la forza e la taglia dei
muscoli, lo spessore della pelle e la
loro capacità di apprendimento.
Mondo Universitario
Pagina 45
Proteggiamo
innovazione,
non design
I criteri di assegnazione sono più stringenti rispetto
al resto del mondo con verifiche intense su «qualità
e originalità». E il numero di richieste si impenna
di Antonio Dini
J
n Europa, con il modello scelto
dall'Epo, l'European Patent Office,
probabilmente la guerra dei brevet-
ti tra Apple, Google e Samsung non
sarebbe scoppiata con la stessavirulenza che sta infiammando le aule dei tribunali di una dozzina di paesi per più di
50 cause dal valore potenziale di svariati
miliardi di dollari di danni. «In Europa spiega il presidente di Epo, Benoît Battistelli - abbiamo scelto la strada del "brevetto di qualità", vale a dire di un brevetto
in cui sia assodato il livello e l'originalità
dell'invenzione. Inoltre, non ammettiamo brevetti che in realtà fanno parte del
design industriale, come molte di quelle
al centro delle cause più clamorose di cui
si è avuta notizia negli ultimi anni».
Il brevetto unico europeo e la futura Corte unificata europea per giudicare sulle controversie sono stati approvati dagli stati
membri della Ue e adesso gli accordi di attuazione devono essere ratificati da almeno 13 paesi tra i quali Francia, Germania e
Gran Bretagna. L'Italia e la Spagna sono
fuori dalla "cooperazione rafforzata" sul
brevetto unico perché non sono previste
l'italiano e lo spagnolo come lingue legali.
Ma il nostro paese ha comunque firmato
l'accordo sulla Corte unificata e avrà un giudice come rappresentante. «Le aziende italiane grandi e piccole - dice Battistelli - possono in ogni caso registrare i loro brevetti
presso l'Epo oltre che in Italia». Dal punto
di vista europeo, la filosofia dietro il brevetto unico si base sul rigore dell'assegnazione: per ogni quattro domande all'Epo, infatti, due vengono scartate e delle due rimanenti una viene accettata con scopi molto
più limitati rispetto alla domanda iniziale.
«Solo il 25% delle richieste viene accettato
integralmente - dice Battistelli -. Da parte
nostra c'è un gran lavoro di ricerca non solo tra i brevetti precedenti ma anche tra le
altre forme di conoscenza e pratica del set-
Mondo Universitario
tore. Abbiamo accesso a enormi archivi di
informazioni, a motori di ricerca potenti, e
come Epo forniamo sistematicamente i report migliori e più completi per quanto riguarda le informazioni che ci vengono richieste. È un modo che pensiamo sia positivo per l'economia e la società».
In Europa oggi ci sono 300 Patlib, Patent library perla diffusione di informazioni sui brevetti, con sede in diversi paesi
membri. L'Epo ha avviato da due anni un
progetto con 17 Patlib in ii paesi membri
per trasformarli in centri di informazione
rivolti anche ad aziende, università e individui senza esperienza diretta del gergo altamente tecnico-legale. Il 2012 è stato un
anno importante per Epo: le domande di
brevetto presentate e quelle approvate
hanno toccato il livello record nei 35 anni
dell'organizzazione: nonostante il costo
della registrazione di un brevetto per le imprese sia di 6o volte più alto in Europa che
non in Asia e di 18 volte rispetto agli Stati
Uniti, Epo lo scorso anno ha registrato
94.060 richieste di brevetto (+2,3% anno
su anno) rispetto alle 84.996 complessive
tra Cina, Giappone e Corea del Sud (+9,6%)
e le 63.504 negli Stati Uniti (+5,6%).
«La filosofia - dice Battistelli - è quella
della libertà di competizione nel libero
mercato. Per noi il brevetto richiede rigore e selettività: è una forma di monopolio
garantito per al massimo 20 anni e deve
essere limitato solo al progresso tecnico
che rappresenta per l'azienda che l'ha realizzato. In cambio viene comunque pubblicata l'invenzione che potrà essere così usata anche da altri per trovare nuove soluzioni. Come Epo noi difendiamo l'interesse
della società e dell'economia, quindi vogliamo limitare l'assegnazione dei brevetti al progresso scientifico e tecnologico».
Anche per questo Epo indice ogni anno
l'Invention Award, premio ai brevetti migliori che spiega e motiva come l'economia e la società possano beneficiare della
ricerca. I premi quest'anno saranno assegnati ad Amsterdam il 28 maggio.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 46
Record di filing all'Epo
Imprese
Dal digitale
all'ambiente
gli ultimi cinque anni
di invenzioni
Comunicazione
mobile. I I settore è
stato interessato da
molte innovazioni
tra cui i touch screen
(a partire da
Motorola e Apple,
2010)
Mondo Universitario
Nel 2012 l'Euopean Patent Office ha ottenuto da
tutto il mondo un numero record di filing, il deposito della domanda di brevetto La crescità è stata dei
5,21/.sull'anno precedente
Nuovi materiali.
Si fanno avanti
alternative
alla plastica pura
come le
bio-plastiche
degradabili (Catia
Bastioli, Eia 2007)
Diagnosi precoce.
Metodi non invasivi
di diagnosi delle
malattie come quelli
di Gavriel lddan (Eia
2011) con
l'endoscopia a
capsulewireless
Tecnologie al laser.
Sono state
perfezionate. Tra i
protagonisti
Federico Capasso
(Eia 2011) con il
Quantum Cascade
Laser
Pagina 47
I NUMERI DELLA CREATIVITA
Chi brevetta di più nel mondo
La corsa asiatica
Analisi basate sui brevetti accordati nel 2012
Andamento delle registrazioni di brevetti. Solo una parte poi completa
l'iter per ottenere il brevetto. L'indicatore denota l'attivismo nella ricerca
2008
2009
2010
2011
2012
100.000
90.000
I_---- Francia
7,3%
Svizzera
4, 0%
/
80.000
Italia
3,4%
Stati Uniti
22,4%
Regno Unito
3,1%
Altri Stati Epo
9,1%
70.000
Paesi Bassi
2,6%
60.000
t.,`i r ir
Fpc
3_>.634
5
50.000
2 921 1788
14.699
I settori più innovativi
La top-5 delle aziende
II trend dei comparti con il più alto volume di richieste presentate all'Epo
e quelle internazionali presentate in Europa. 2012/2011
Le imprese che hanno presentato più richieste nel 2012 in Europa
Tecnologie
mediche
1
Macchinari Comunicazioni Tecnologia
elettrici,
digitali
dei computer
energia
i
Trasporti
D • BASF
Siemens
Basf
General
1
Electric
i
i
'L
SIEMENS
Lg
1
+1,60
L'andamento in Europa
II dato considera le richieste dall'Europa sia extra-europee che presso Epo
Brevetti concessi
2011
1
Brevetti richiesti
65.687
14R 4911
+5,80.
2012
Mondo Universitario
Pagina 48
IL PREMIO INVENTORE EUROPEO
Dal display
Lcd alle lenti
liquide:
i 15 finalisti
in corsa
Sono 15 gli inventori europei in gara per
aggiudicarsi il Premio Inventore Europeo.
L'European InventorAward (Eia) viene
assegnato ogni anno dall'Ufficio europeo
dei brevetti (Epo) agli inventori che si
sono distinti per il loro contributo al
progresso tecnologico, sociale ed
economico. Quest'anno hanno
partecipato 160 persone e una giuria
internazionale - composta da personalità
dell'industria, scienza, politica e mezzi di
comunicazione - ha selezionato i finalisti.
I vincitori per il 2013 saranno annunciati
durante una cerimonia che si terrà ad
Amsterdam il 28 maggio.
Perla prima volta il pubblico è chiamato a
votare il vincitore del Popular Prize. L'Eia è
presentato in cinque categorie: Industria,
Ricerca, Piccole e medie imprese, Paesi
non Ue e Premio alla carriera.
JOSÉ LUIS LÓPEZ GÓMEZ
Inventore
Treni sicuri . Messo a punto in Spagna,
il sistema elettronico calcola la posizione
delle ruote sui binari e il sistema
meccanico le guida durante le curve.
L'invenzione rende i treni ad alta velocità
più confortevoli e sicuri.
MARQUES , PEREIRA, REIS, SILVA
Team di ricercatori
Nuova vita per il sughero . Usando
solo micronde e acqua, un metodo
sostenibile per aumentare il volume del
sughero evitando cos] di disboscare grandi
distese di alberi.
BRUNO BERGE
Fisico
Lenti liquide. Ideate dallo scienziato
imprenditore francese, le lenti usano la
corrente elettrica e la naturale propensione
dei liquidi a interagire come vetro. Leggere e
compatte, sono ideali per piccoli device
come scanner e mini-fotocamere.
Mondo Universitario
CLAUS HÄMMERLE - KLAUS BRÜSTLE
Inventori
Cucine silenziose . Si chiama Blumotion e
funziona come il sistema di sospensioni di
un'auto: un pistone si muove in un tubo
riempito di un liquido idraulico in modo che
la cerniera dell'armadio sia silenziosa e
invisibile. Il brevetto è dell'austriaca Blum.
DAV I D GOW
Ingegnere
La mano bionica . Il progetto di i-Limb
dell'imprenditore inglese consente a chi lo
indossa di muovere le dita separatamente
e afferrare gli oggetti. È considerata
la prima protesi per mano pienamente
articolata al mondo. Il movimento del
muscolo nella parte residuale dell'arto è
guidata dal computer.
PALNYRÉN
Co-fondatore di Pyrosequencing
Sequenziare il Dna velocemente.
L'inventore svedese ha inventato e brevettato
un metodo meno complicato, più veloce e
low-cost per sequenziare filamenti del Dna
che usa le proprietà fotoreattive di agenti
chimici ed enzimi di Dna.
COUVREUR, STELLA, ROSILIO, CATTEL
Team di ricerca francese
Nanocapsula contro il cancro. Farmaci
anti-cancro all'interno di minuscole capsule
raggiungono direttamente le cellule malate
senza danneggiare i tessuti sani.
HORZEL,SZLUFCIK, HONORE,NIJS
Inventori tedeschi e belgi
Fotovoltaico low-cost . Il processo crea celle
solari al silicone selettive che rendono il
fotovoltaico più efficiente e conveniente.
KOEHN , MARCO , KNIGHT, WONG
Università della Southern California e di
Edimburgo
Traduzione linguistica . II team
internazionale ha messo a punto un modello
di traduzione al computer che usa le
probabilità matematiche per determinare la
miglior interpretazione di un testo da una
lingua straniera a un'altra.
BHATT, CADAMBI , MORRISS, KNOLL,
CALLAHAN
Teamguidatoda Intel Corporation
Lachiavetta universale . Uno dei maggiori
progressi nell'industria dei computer
dall'epoca del microchip,
la Universal Serial Bus (Usb)
ha semplificato la complessità del plug
design, permettendo una funzionalità facile
Pagina 49
e iI collegamento simultaneo a più device.
J. M. JACOBSON , B. COMISKEY
Team del Mit
Inchiostro elettronico . Con il loro peso
leggero e il minimo consumo di energia, i
JOO, SHIN, SCHMIDT, ET AL.
Team industriale internazionale
Acciaio a basse emissioni . Una squadra
austro-coreana ha messo a punto un
metodo più conveniente,
veloce e pulito per fondere l'acciaio.
In un settore responsabile del 27%
delle emissioni industriali di Cot
e del 5% di gas serra provocati
dall'attività umana, questo metodo
per ridurre il ferro liquefatto preserva le
risorse naturali e riesce a ridurre
l'inquinamento dell'aria.
displaya inchiostro elettronico permettono
ai consumatori di portare con sé migliaia di
ebook, da leggere in ogni momento e in
qualsiasi luogo.
Mondo Universitario
Pagina 50
Terapia genica
salva-cuore
Correggere un difetto nel Dna di
un paziente colpito da una
malattia cardiaca grazie a una
terapia genica personalizzata,
che si avvale di un virus
ingegnerizzato a questo scopo e
introdotto nel cuore. Una specie
di "Cavallo di Troia" che può
portare il nuovo materiale
genetico nel muscolo e ripare i
danni dell'organo danneggiato
da scompenso cardiaco. A
mettere a punto la nuova
strategia è una ricerca
dell'Imperial College di Londra
che ha coinvolto 200 pazienti.
Secondo la British Heart
Foundation "questo tipo di
strategia ha un grande
potenziale, ma aveva bisogno di
essere dimostrata in studi clinici".
Mondo Universitario
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Se il brevetto unico non basta
Il superamento di un sistema costoso e bizantino
che penalizzava le Pmi aumenta la competitività
dell'industria europea. Ma noi abbiamo altri ostacoli
di Francesca Cerati
on il brevetto unico
europeo i costi per
chi decide di brevettare si riducono addirittura dell'8o per cento». Parola di Michel Barnier, commissario europeo per il mercato interno. Una decisione che arriva co anni dopo la nascita
dell'idea, e votata dal parlamento
dell'Unione lo scorso dicembre. Il risultato? La fine di un sistema costoso e bizantino, che penalizza soprattutto le Pmi. Una
strategia - quella del brevetto unico - che
aumenta la competitività dell'industria
biotenologica europea, se si pensa che brevettare in Europa costa 6o volte di più rispetto a quanto si spende in Cina.
«È stata una delle trattative più lunga e
allo stesso tempo più attesa nella storia
dell'Unione - ha detto Nathalie Moll, segreterio generale di EuropaBio, l'associazio-
La carenza del technology
transfer è uno degli anelli
deboli della catena della ricerca
ne europea delle industrie biotecnologiche - che rafforzerà la competitività internazionale del nostro continente».
L'introduzione delbrevetto unico porterà anche a un tribunale unificato dei brevetti (Upc). «Si tratta di un approccio fondamentale per affrontare le sfide future,
con un impatto di vasta portata sulla salute, nell'agricoltura e sull'ambiente, settori
che con l'avvento delle biotecnologie si
stanno trasformando completamente e
che beneficeranno di una notevole quota
di finanziamenti come previsto dal prossimo programma quadro dell'Ue, Horizon
2020. Per creare innovazione, valore e prodotti che soddisfano le esigenze della società europea.
Ma questo intervento all'Italia potrebbe
non bastare. Il Rapporto Assobiotec - Ernst&Young sulle biotecnologie in Italia
2013 (che verrà presentato martedì) conferma la buona qualità della ricerca, con vere e proprie punte di eccellenza. Ma permane una certa fatica del sistema alla trasformazione in valore della ricerca prodotta.
Come mai? «La risposta è legata a molti fattori - spiega Alessandro Sidoli, presidente
di Assobiotec -. Da tempo l'associazione
Mondo Universitario
nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie ha individuato nelle carenze del technology transfer uno degli anelli deboli della catena di valorizzazione della ricerca.
Gli esempi di successo a livello europeo e
internazionale sono caratterizzati da technology transfer offices altamente specializzati con manager della scienza riconosciuti a livello internazionale, in grado di
operare le scelte migliori nella valorizzazione dell'innovazione, e nella creazione
di nuove imprese. La realtà italiana, fatta
da una miriade di uffici di Tto sparsi sul
territorio nazionale, non funziona in modo adeguato. E dovremmo quindi pensare
alla creazione di uffici di Tto centralizzati
con personale altamente qualificato».
In aggiunta, i costi elevati per la protezione della proprietà intellettuale rappresentano un freno al deposito di nuovi brevetti. «I fondi che annualmente vengono
sempre più ridotti alle Università hanno
portato a una sensibile diminuzione del
numero dei brevetti richiesti, oltre che alla diminuzione del personale dedicato al
trasferimento tecnologico, rallentando
un processo che negli ultimi anni aveva
visto sensibili progressi nel nostro Paese» continua Sidoli.
Infine, la creazione e sviluppo di impresa, passaggio fondamentale per valorizzare la ricerca e le sue potenzialità applicative, richiede la disponibilità di risorse finanziarie adeguate che tipicamente vengono fornite da capitali privati (come venture capital), e che purtroppo nel nostro
Paese sono pochissimi e con risorse significativamente inferiori a quanto disponibile a livello internazionale. «Questa situazione - sottolinea Sidoli - in un contesto di assoluta mancanza di misure di sostegno alla ricerca & sviluppo, come un
credito d'imposta adeguato, rappresenta
un freno per il settore e la condizione di
non poter competere adeguatamente in
un contesto internazionale. Il risultato è
che perdiamo opportunità di valorizzare
la nostra ricerca, non attivando quindi un
circuito virtuoso che è in grado di rifinanziare ricerca e innovazione».
Ostacoli a cui si aggiunge un problema
già tangibile e che riguarda la spesa farmaceutica che si fa sempre più insostenibile. Come hanno denunciato più di cento
specialisti sulle pagine della rivista «Blood», i nuovi farmaci antitumorali targhettizzati costano troppo. Questi i dati: 11 su
12 terapie antitumorali approvate nel
2012 dall'Fda, costano oltre ioo.ooo dollari all'anno, mentre i prezzi medi sono
raddoppiati negli ultimi dieci anni, pas-
sando da 5.000 a io.ooo dollari al mese.
«Oggi curare un melanoma in fase avanzata costa circa 48-50.000 euro - spiega
Carmelo Iacono, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - il
tutto in un contesto di risorse limitate, con
la spending review che ci costringe a diminuire i budget per i farmaci. Ma i pazienti
hanno bisogno di questi trattamenti ad alto costo». Da un lato la salute delle persone, dall'altro il recupero dell'investimento
da parte delle farmaceutiche, in mezzo lo
Stato costretto a ridurre le spese. Cosa si
può fare per abbassare i prezzi? «Basterebbe un intervento semplicissimo sulla durata dei brevetti; prolungandola, l'azienda
avrebbe più tempo per recuperare i costi e
i prezzi potrebbero dimezzarsi» rispeonde Iacono. Ma per controllare il mercato
servirebbe puntare anche sulla ricerca statale: «i farmaci avrebbero dei costi minori
perché non vi sarebbe la ricerca dell'utile
connaturata alle aziende private».
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Pagina 52
I CASI CONTROVERSI SULLA LIBERTÀ GENETICA
1980 . In contrasto con la legge americana che
vietava la brevettazione di qualsiasi forma di vita,
la Corte suprema statunitense dà ragione alla
Generai Electric che chiedeva di brevettare un
batterio in grado di pulire i mari e le coste dai
residui petroliferi. Ananda Mohan Chakravarty
scopre infatti che rimescolando i geni di un
batterio già esistente se ne può ottenere uno
capace di decomporre il petrolio. La sua
compagnia, la Ge, chiede che gli venga
riconosciuta la paternità. La Corte suprema
interpreta l'intervento di ingegneria genetica di
Chakravarty come "produzione umana" e gli
concede il diritto di proprietà sulla sua
'invenzione". Nasce cos] il primo brevetto su una
forma di vita, creando un pericoloso precedente.
1988 . All'Harvard Medicai School viene concesso
il brevetto per l'oncomouse, un topo
geneticamente modificato e predisposto a
sviluppare carcinoma mammario. Il lascito segna
la soglia della brevettabilità degli organismi
complessi. Il topo di Harvard ha invece avuto vita
difficile davanti allo European patent office (Epo).
Dopo aver inizialmente respinto la richiesta di
brevetto in relazione all'articolo 53 (b), che nega
la brevettabilità delle "varietà animali", l'Epo la
accetta nel 1992, sostenendo che l'articolo 53 (b)
menziona ed esclude la brevettabilità delle varietà
animali, ma non quella degli animali in generale.
Rimarcando l'importanza che il topo transgenico
avrebbe rivestito nella ricerca oncologica.
2009 . Ancora irrisolto il caso americano
Myriad, che riguarda la brevettabilità dei geni
umani e su cui si tornerà in tribunale a giugno
(analogo caso in Australia si è concluso con la
vittoria delle aziende di biotech). Al centro della
questione ci sono i geni che predispongono al
cancro al seno e alle ovaie, i geni Brca, che la
Myriad ha donato e dei quali brevetti rivendica
la validità. A fronteggiarsi le associazioni dei
pazienti di cancro e scienziati che sostengono la
non brevettabilità del materiale biologico, che
già esiste in natura, dall'altra gli interessi della
Myriad, che sostiene che i geni isolati non
esistano in natura. La decisione dei giudici
determinerà il futuro della medicina.
L'Europa dei trasporti
Più della metà di tutte le richieste di brevetto nel
settore trasporti (soprattutto automotive e
aeronautica) arriva da Stati aderenti all'Epo. Molto
bene anche il settore delle tecnologie verdi.
Mondo Universitario
Pagina 53
Internetveloce.
La trasmissione dati
è più rapida
attraverso gli
amplificatori di fibra
ottica del francese
Emmanuel
Desurvire (Eia 2011)
Celle a
combustibile.
Diverse
applicazioni
concrete tra cui
quella di Manfred
Stefener (Eia 2012):
la fuel celi portatile
Mondo Universitario
Nanofarmaci. Le
frontiere della
medicina spingono
su farmaci
miniaturizzati.
Scoperte
significative da Leigh
Canham (Eia 2011)
Biologia sintetica.
Diverse invenzioni
rivoluzionarie tra cui
la sintesi delle
proteine
dell'australiano
Jason Chin (Eia
2012)
Trasmissioni
senza cavo.
Hanno fatto passi
avanti grazie al wi-fi
(O'Sullivan Eia
2012) e al bluetooth
(Jaap Haartsen Eia
2012)
Pagina 54
Meccanica e ingegneria civile
giocano a favore dell'Italia
di Alessia Maccaferri
La buona notizia è che, per ora, le
pessime notizie sono scongiurate.
«Tutto sommato la situazione italiana dei brevetti è costante», spiega Massimo Barbieri responsabile della sezione
Brevetti del Servizio Valorizzazione della
Ricerca - Tto del Politecnico di Milano.
L'anno scorso le richieste di brevetto
presentate all'European patent office da
parte dell'Italia sono state 3.793 in calo
del 6,1% ma in linea con la tendenza di
molti paesi, dalla Danimarca (-10,5%)
all'Olanda (-io%), a fronte di uno scenario europeo sostanzialmente fermo
(+1,4%). Lo stesso andamento emerge sul
dato dei brevetti concessi dall'Epo, dove
l'Italia ha avuto un calo del 2,2% a fronte
di una media Ue dello 0,2 per cento.
Il confronto con Paesi di dimensioni
simili non ci vede perdenti: l'Italia ha 61
richieste di brevetti ogni milione di abitanti, non troppo lontani dalla Gran Bretagna (75), anche se decisamente peggio
di paesi come la Germania e il Giappone
(oltre quota 300).
«Il trend - aggiunge Barbieri - è sostanzialmente in linea con quello che
fornisce l'Ufficio italiano dei brevetti e
denota una tenuta complessiva del sistema». Il merito va soprattutto al settore
dell'handling (che copre tutte le aree
dell'ingegneria meccanica con prodotti
per lo stoccaggio, il packaging e la logistica dei beni) e dell'ingegneria civile,
che assieme valgono il 16% dei brevetti.
In entrambi i settori, d'altra parte, l'Italia mostra un alto indice di specializza-
zione relativa , assieme ad altri come le
macchine utensili, gli apparati e i processi termali , l'arredamento , i giochi. Altri
settori brevettuali importanti sono i trasporti e le tecnologie medicali.
Ma cosa manca all'Italia per rilanciare
l'innovazione ? «Sicuramente scontiamo
una scarsa cultura sulla tutela della proprietà intellettuale , soprattutto da parte
delle piccole e medie imprese , dove il brevetto viene visto come un costo, anziché
come forma di tutela» sostiene Barbieri.
Per questo potrebbe essere d'aiuto, sostiene l'esperto, la piena adesione dell'Italia al sistema di brevettazione europeo,
allorché le piccole aziende e le università
italiane avrebbero costi inferiori per le
traduzioni e la consulenza.
Le università italiane, d 'altra parte, si
mostrano sempre più attive sul versante
della ricerca e del trasferimento tecnologico: complessivamente hanno ottenuto
231 brevetti nel 2011 (ultimo dato resto disponibile da Netval, il network per lavalorizzazione della ricerca universitaria), a
fronte dei 75 nel 2004.
«Noi al Politecnico stiamo lavorando
per divulgare la cultura della proprietà intellettuale - spiega Barbieri -. Per esempio, dal2oo6 nei contratti di ricerca con
le aziende abbiamo inserito una clausola, che prevede la cessione della titolarità
del brevetto a fronte di un premio o la licenza esclusiva all'azienda , mantenendo
una quota della titolarità ». In questo modo l'azienda può procedere portando il
brevetto sul mercato e l'ateneo non perde la sua visibilità.
alessia.maccaferri @ ilsole24ore.com
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IN CODA ALLA CLASSIFICA
Le richieste di brevetti da parte dei primi 10
Paesi che hanno presentato istanza in Europa
PAESE
RICHIESTE
RICHIESTE PER MLN
DI ABITNTI
i
Stati Uniti
35.222
112,23
2
Germania
27.295
335,71
3
Giappone
22.700
178,22
4
Francia
9.879
150,52
5
Svizzera
6.617
834 , 90
6
Corea
5.711
116,88
7
Paesi Bassi
5.067
302,86
8
Regno Unito
4.733
75,07
9
Italia
3.739
61,03
3.731
2,78
10 Cina
Mondo Universitario
L'andamento dei brevetti accordati all'Italia
negli ultimi cinque anni
2008
- --- -- -- 2.258
700
1.992
201(
--------- 2.287
7011
-- -- 2.289
2.239
Pagina 55
Ambiente, energia e tecnologie
I superdiplomi che portano lavoro
Negli Istituti tecnici superiori si formano i nuovi specialisti del futuro
WALTER PASSERINI
MILANO
ovranno colmare
la carenza di tecnici specializzati,
conquistando
l'obiettivo di diventare un vero ordinamento,
che costituirà l'educazione
terziaria non universitaria. Si
chiamano Its (Istituti tecnici
superiori), scuole ad alta specializzazione tecnologica, che
formano i tecnici del futuro. A
giugno verranno sfornati i primi supertecnici , che dopo il diploma hanno seguito per un
biennio un Its, definiti da molti
il ponte dalla scuola al lavoro.
Il loro compito è quello di fornire quegli specialisti che
spesso le imprese lamentano
di non riuscire a trovare.
Secondo il primo monitoraggio degli Its in Italia, realizzato dal ministero dell'Istruzione con l'agenzia tecnica Indire (Istituto nazionale
di documentazione, innovazione e ricerca educativa), gli
Its sono un canale formativo
di eccellenza, che opera in parallelo all'educazione post-diploma e universitaria, carat-
Un nuovo percorso
di studio biennale
alternativo
all'università
Mondo Universitario
terizzato da un forte radicamento sul territorio. Sono nati per colmare un vuoto e per
rispondere alla domanda delle
imprese di competenze tecniche e tecnologiche. Gli Its formano tecnici superiori in aree
tecnologiche strategiche per
lo sviluppo e la competitività e
costituiscono un segmento di
formazione utile e pratico. Assomigliano alle buone prassi
attuate da tempo in altri paesi
europei: le Fachhochschule
tedesche, fiore all'occhiello
del sistema formativo secondo il modello duale di alternanza scuola-lavoro, ma anche analoghe iniziative francesi, svizzere e inglesi.
In Italia gli Its si costituiscono sotto la forma delle Fondazioni di partecipazione e comprendono diversi partner sul
territorio: scuole, enti di formazione, imprese, università e
centri di ricerca, enti locali. Gli
Its istituiti sono 62 distribuiti
in sei aree tecnologiche: 28 nell'area delle nuove tecnologie
per il made in Italy; 11 nell'area
della mobilità sostenibile; nove
nell'area dell'efficienza energetica; sei nell'area delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali; sei nell'area
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
due nell'area delle nuove tecnologie della vita. Dagli esiti
del monitoraggio risulta che al
primo gennaio 2013 nei 62 Its
sono attivati 131 corsi per un
totale di quasi 3mila studenti,
di cui l'84% sotto i 24 anni e il
96% già diplomati. In media
per ogni corso si sono presentate alle selezioni 45,4 persone
per formare classi di 25 alunni.
I corsi che appaiono più gettonati sono quelli della mobilità sostenibile, per i quali in media si sono presentate alle prove di selezione di ciascun corso
77,6 persone. I docenti provengono per oltre un terzo (35%)
dal mondo delle imprese e più
di uno su cinque (22%) sono
professionisti, non di diretta
espressione delle imprese, ma
appartenenti al mondo del lavoro. In media ogni corso coinvolge 15 imprese nella fase di tirocinio e di queste solo una piccola parte (2,6) è composta da
imprese socie della Fondazione. La durata dei corsi è generalmente di quattro semestri
per un totale di 1.800/2.000
ore. Si possono istituire percorsi di sei semestri in convenzione con l'università. La didattica viene svolta in laboratori; i tirocini sono obbligatori
per almeno il 30% del monte
ore complessivo, anche all'estero. Il titolo rilasciato è
quello di diploma di tecnico superiore, con l'indicazione dell'area tecnologica e della figura
nazionale di riferimento.
Una ricercatrice in laboratorio
Pagina 56
LA PRIMA INTERVISTA DA MINISTRO
Scuola, la priorità
e legge Ge
da semplificare
Il ministro all'istruzione e alla ricerca Chiara Carrozza
Al nostro giornale la prima intervista da ministro di Chiara Carrozza, pisana, ex rettore del
Sant'Anna, ora alla guida di istruzione e ricerca.
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Pagina 57
E orac
la legge Ge
«Contiene un eccesso di burocrazia, va semplíficata»
Marìa Chiara Carrozza parla della scuola che vorrebbe
di Mario Lancisi
1 inviato aPISA
L'appuntamento è fissato alle
lodi sabato mattina, al bar Salza, nel cuore della città, a due
passi dalla Normale e dal Duomo. Il ministro della Pubblica
Istruzione Maria Chiara Carrozza ci aspetta, seduta ad un
tavolo. Beve un cappuccino. Ci
tiene a dirci che quella che segue è la sua prima intervista da
ministro.
Le sue prime impressioni
del ministero dell'Istruzione?
«Buone. Personale e dirigenti disponibili e di grande competenza».
Emozioni?
«Tante. Lì, sulla poltrona in
cui ora siedo io, prima di me ci
sono stati grandi personaggi.
Da Moro a Spadolini. Da Tullio
De Mauro a Luigi Berlinguer.
Li voglio studiare bene. Cogliere i segreti e gli aspetti ancora
attuali dellaloro attività».
Tra i suoi precedessori c'è
anche la tanto contestata Gelmini. Da rottaare?
«Per carità, non è un verbo
che mi piace. Io preferisco il
dialogo. La riforma Gelmini
pecca ad esempio di un eccesso di burocrazia che va sempli ficata».
Il centrodestra ama la scuola privata. Sarà "guerra"?
«Io sono espressione della
scuola pubblica. E' uno dei
perni della Costituzione. Dopodiché guarderò ai risultati,
non alle etichette».
Un passo indietro. Chi l'ha
chiamata per fare il ministro?
«Letta. Con un sms in cui mi
invitava a portare a Roma il
mio vestito migliore».
Mondo Universitario
E lei?
«Ho dato una sbirciata al
mio guardaroba e in 5 minuti
ho scelto un vestito elegante
ma sobrio. Proprio come si raccomanda sempre Enrico:
"Siate sobri"».
La persona a cui ha pensato
quando Letta l'ha nominata
ministra?
«A mio padre Antonio Carrozza, professore di giurisprudenza, morto troppo presto.
Sarebbe stato molto orgoglioso di vedermi ministro».
Programmi?
«Primavoglio studiare, capire, e poi farò i programmi.
Niente annunci. Anche in questo voglio essere sobria».
Ma avrà delle idee?
«Che il futuro del nostro Paese lo si costruisce a scuola. Io
non andrò a pietire soldi al ministro del Tesoro. E' il governo
che deve credere e investire
nella scuola e nell'università.
Basta con i ministeri ad personam. Credo nella collegialità
del governo. Si vincerà o si perderà insieme».
La scuola italiana non gode
una buona salute.
«Non sono d'accordo. Nel
suo complesso la nostra scuola è molto apprezzata anche
all'estero. Ho avuto modo di
conoscere molti insegnanti e
mi sono parsi molto preparati».
Intanto aumenta il numero
di studenti che non finiscono
la scuola dell 'obbligo.
«Certo, la dispersione scolastica è un problema da affrontare».
Come?
«Agli studenti vorrei dire di
imparare a contare sulle proprie forze, ad avere carattere, a
non mollare mai».
I punti di partenza non sono eguali . C'è, come si legge
in Lettera a una professoressa,
Pierino, il figlio del dottore, e
Gianni, il figlio del montanaro...
«Non ho letto Lettera a una
professoressa ma credo che la
scuola debba essere più flessibile cercando di personalizzare i programmi di studi per permettere ai più bravi di sviluppare le loro capacità e a quelli
meno dotati di non essere abbandonati a se stessi».
Lettera a una professoressa, uscita nel 1967, espresse
una forte denuncia contro il
classismo della scuola italiana. E' così anche oggi?
«A partire dagli anni Settanta mi sembra che la scuola sia
riuscita ad aprirsi anche agli
stati sociali più poveri. Negli ultimi anni vedo però riaffiorare
il tarlo del classismo. E' un rischio che dobbiamo combattere».
Come la fuga dei cervelli?
«L'università italiana deve
favorire le migliori condizioni,
anche economiche, per i ricercatori, i talenti, ma non si può
pensare che nel mondo globale uno debba fare ricerca sotto
casa. Che i nostri cervelli vadano all'estero è un fatto positivo. Importante che il nostro sisterna sia in grado di favorire
anche il loro ritorno. Occorre
scambio, contaminazione, visioni globali».
Flessibilità, mobilità, sono
queste le sue parole d'ordine?
«Anche.Nel senso che io credo nella mobilità sociale per
cui il figlio del contadino deve
essere in grado di diventare ingegnere, ma anche nella rnobilità tra i Paesi per cui il ricercatore pisano va in Usa e quello
americano magari viene da
noi».
Un problema molto sentito
nella scuola?
«Molti insegnanti mi hanno
evidenziato quello edilizio. Abbiamo scuole e istituti spesso
fatiscenti».
Dalla scuola al Pd. Malato
grave?
«La situazione del partito è
molto difficile e bisogna risolverla con il dialogo con gli elettori».
Che sono arrabbiati per come si è svolta l'elezione del
presidente della Repubblica e
per il governissimo.
«Sul primo punto concordo
cori loro. Quando Prodi non è
passato ho provato un sentimento profondo di rabbia, delusione e sconcerto. Il Pd, alla
prova dell'elezione del Capo
dello Stato, si è rivelato un coacervo di correnti e di capifazione, più che dare l'idea di un
partito».
E il governo con il centrodestra?
«Inevitabile. Io ero convinta
della necessità di questa solu-
Non andrò
a pietire soldi
al ministero
dei tesoro: è il governo
che deve credere
nell'istruzione
Vedo riaffiorare
il tarlo dei classismo
Pagina 58
zione prima di diventare ministro. Ho vissuto lo stallo parlamentare e istituzionale. La
gente, la nostra gente, reclamava un governo. Poiché in tentativo con Grillo era fallito, non
rimaneva che superare la diffidenza nei confronti del Pdl e
provare a siglare un accordo
nell'interesse del Paese».
Fatto il governo, ora scatta
la fase preparatoria per il congresso del Pd. Chi segretario?
Nell'elezione
dei capo
dello Stato
il Pd si è rivelato
un coacervo di correnti
e di capifazione
«Non mi interessano i nomi,
ma un progetto unitario di partito».
Renzi?
«Personalmente non lo conosco ma è stato leale prima e
dopo le elezioni politiche».
Renzi, Letta, avanza una
nuova generazione nel Pd?
«Mi sembra inevitabile. In
biando. Che anche qui sta per
soffiare il vento del rinnovamento e del ricambio generazionale della classe dirigente».
Nomi?
un partito ci devono essere i
saggi e i leader che esprimono
la parte attiva. Che hanno gli
occhi giusti per guardare al domani. Mi è piaciuto molto papa Ratzinger quando si è fatto
da parte perché ha ritenuto di
non essere capace di leggere
più il proprio tempo».
Dove ha sbagliato Bersani?
«Io, politicamente, devo
molto a Bersani che adesso ha
la necessità di un certo tempo
e distacco per capire gli errori
che abbiamo commesso negli
ultimi mesi».
più che un partito
ora avanti coi giovani
«Lasciamo perdere i nomi».
Ma un'idea? Che prospettive immagina per il futuro?
«Pisa è una grande scuola.
Prepara classe dirigente che
poi se ne va via. Bisogna creare
le condizioni perché i talenti
sfornati dall'università, dalla
Normale, dal Cnr e dal
Sant'Anna possano dialogare
con le istituzioni pisane. Solo
così Pisa potrà crescere, rinnovarsi, diventare una città leader in Toscana e in Italia».
Però intanto a Pisa si riparte da Filippeschi.
«Guardi che il sindaco ha il
merito di aver iniziato un profi -
cuo rapporto con il mondo accademico. Filippeschi ha capito l'importanza di un rapporto
con le eccellenze pisane».
Chi comanda a Pisa?
«Ci sono intrecci di relazioni
tra i diversi assetti di potere. Il
fatto è che mentre nell'università e nelle scuole di eccellenza
c'è un forte ricambio, nella società pisana predomina la stagnazione, l'immobilismo. Ma,
ripeto, il vento del cambiamento generazionale sento
che sta per soffiare anche a Pisa».
Non le sembra di essere
troppo ottimista?
«Mi sembra che oggi il Paese
soffra di un grave problema di
consenso. Il voto questo ha dimostrato. La gente non capisce più la politica. E' ostile. Per
questo dico: o la nave della politica cambia rotta o affonda.
In Italia come a Pisa».
Finita l'intervista, sempre
sorvegliata dalla scorta, irrobustita dopo la sparatoria del 28
aprile, il ministro Carrozza si
dedica allo shopping. Entra ed
esce dai negozi. «Devo comprarmi un po' di abiti da ministro.Sobri, ma mi devo un po'
rifare il guardaroba», sorride.
IPROCUZIONE RISERVATA
Lei e Pisa.
«E' la mia città, ci vivo bene
anche da ministro desidero
mantenere solide radici con il
il territorio».
Una città dalla doppia anima. La città che suoi centri di
eccellenza esprime figure importanti della politica italiana - da Ciampi a Letta -, ma
anche la città degli inamovibili. Due anime che non si parlano. Concorda?
«Sì, il problema di Pisa è la
mancanza di dialogo, l'incapacità di fare squadra. Però avverto che qualcosa sta cam-
Bersani e Renzi
Ina manifestazione contro i tagli imposti dalla riforma Gelmini
Mondo Universitario
Pagina 59
Enrico Letta
Presidente del Consiglia dei Ministri
Cario Trigilla
Ministro Coesione
Territoria;e
EraSMO
De sYngelis
Sottosegr.
Infrastrutture
e Trasporti
Domenico Manzione
Sottosegretario Interno
Gabri!ele Toccafondi
Sottosegretario Istruzione e Universi
Mondo Universitario
Pagina 60
La chic avano "riccio", poi si è schiusa e ha deciso di fare la scienziata
«É l'unica luce nel nuovo
governo». Così Umberto Carpi, già
docente di letteratura italiana
all'Università di Pisa, ex
sottosegretario di Bersani
ministro dell ' industria, ha
commentato la nomina di Maria
Chiara Carrozza a ministro. un
apprezzamento che ha
rinfocolato le insinuazioni che
dietro il successo della neo
ministro ci sia Carpi, che per
quattro anni è stato il suo
compagno. Un accostamento
strumentalizzato anche in
campagna elettorale. «Ci tengo a
precisare che non stiamo più
insieme e comunque la mia
attività politica si è svolta in
maniera del tutto autonoma alla
guida del Forum del Pd nazionale
università e ricerca», spiega la
neo ministro.
Nata a Pisa il 16 settembre 1965,
laureata in fisica, Maria Ch iara
Carrozza ci tiene a mostrare il suo
nutrito curriculum di
professoressa di biorobotica e dal
2007 rettore del Sant'Anna. Da
febbraio è diventata
parlamentare come capolista del
Pd alla Camera perla Toscana.
Figlia di Antonio Carrozza,
approdato a Pisa come docente
alla facoltà di Giurisprudenza,
Maria Chiara è la terza, dopo due
maschi più grandi (il primo di 12 e
il secondo di 8 anni). Una figlia
«molto desiderata » e coccolata.
«Ciò non mi ha impedito, però di
essere timida, riservata. Mi
avevano affibbiato il soprannome
di "riccio", forse perché , essendo
più piccola di statura delle mie
compagne, perché mi sono
sviluppata molto tardi , mi sentivo
un po' in difetto», ha raccontato
un anno fa in un'intervista al
"Tirreno", in cui raccontava la
sua infanzia di bambina. i suoi
divertimenti con le bambole e i
suoi amori per Salgari , nonché la
sua esperienza negli scout.
A scuola si è iscritta a 5 anni.
«Andavo bene, ma mi dicevano
che potevo fare di più », sorride il
ministro. Dopo il liceo si è iscritta
all'università, laureandosi in
fisica con una tesi in fisica delle
particelle elementari.
Volevo diventare un medico, ma
ben presto si è appassionata alla
fisica. Fu in quarta liceo che
decise di fare la scienziata.
Mondo Universitario
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Rassegna del 06/05/2013