Rassegna del 06/05/2013 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 06/05/2013 ALTRI ATENEI TOSCANI Qn 05/05/13 P. 17 La Toscana scuola di talenti Andreas M.T. De Guttry 1 Tirreno 06/05/13 P. 3 Gli inamovibili e i bravissimi: le due facce di Pisa 2 Nazione Pisa 05/05/13 P. 11 Sfilata di ospiti per la ricerca 4 Nazione Siena 06/05/13 P. 3 Eccellenze italiane con un occhio all'estero 5 MONDO UNIVERSITARIO Sole 24 Ore 05/05/13 P. 19 Metà degli atenei a rischio default Marzio Bartoloni 6 Mattino 06/05/13 P. 1-7 Il ministro Carrozza: priorità al Sud i precari della scuola vanno tutelati Adolfo Pappalardo 7 Messaggero 06/05/13 P. 9 Neo ministro visita le università Messaggero 06/05/13 P. 1 Lo strappo di Enrico: tagli alla ricerca? Piuttosto mi dimetto Mario Ajello 12 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 37 Occupazione, quando la laurea non basta Christian Benna 15 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 37 Caccia al lavoro anche trasferendosi all'estero per i giovani il primo alleato diventa Internet Sole 24 Ore 06/05/13 P. 8 Università, test più snelli al debutto Sole 24 Ore 06/05/13 P. 8 Regole diverse ateneo per ateneo Corriere Della Sera 05/05/13 P. 20 San Raffaele «L'intervento del ministro unica strada» Corriere Della Sera 05/05/13 P. 1 Le «sigille» del San Raffaele e il senso perduto della carità Italia Oggi Sette 06/05/13 P. 2 Michele Di Francesco rettore dello Iuss di Pavia 24 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 26 La Stia Bocconi è l'unica università nella "top 100" del Financial Times 25 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 26 Mba, calano le iscrizioni in Europa e Usa Filippo Santelli 26 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 24 Droni in rete e social geolocalizzati il Mit premia l'innovazione italiana Valerio Maccari 28 Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 26 Formazione continua per i dipendenti degli studi Italia Oggi Sette 06/05/13 P. 40 Il doppiaggio doc Italia Oggi Sette 06/05/13 P. 40 Corsi & master Italia Oggi Sette 06/05/13 P. 42 Le business school oltreconfine Repubblica Affari Finanza 06/05/13 P. 36 Antenne green e solare per la rete wi-max Sole 24 Ore 06/05/13 P. 5 Pa, corsa contro il tempo per i precari Gianni Trovati Sole 24 Ore 06/05/13 P. 5 Ora servono ricette nuove e nuovi modelli organizzativi Francesco Verbaro 37 Sole 24 Ore 06/05/13 P. 8 Una sfida che stimolale motivazioni degli studenti Dario Braga 38 Sole 24 Ore - Domenica 05/05/13 P. 30 L'inganno dei test truccati Ermanno Bencivenga 39 Sole 24 Ore - Domenica 05/05/13 P. 31 I neuroni del giudizio morale Shaun Nichols 40 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 11 La scienza condivisa crea valore per tutti Luca De Biase 42 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 11 Il robot-insetto che potrà aiutare la ricerca di superstiti Marco Passarello 43 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 12 L'orecchio bionico e il tessuto epatico 44 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 12 Scoperta la fonte del nostro declino 45 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 12 Proteggiamo innovazione, non design Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 12 Terapia genica salva-cuore Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 13 Se il brevetto unico non basta Francesca Cerati 52 Sole 24 Ore - Nova 05/05/13 P. 13 Meccanica e ingegneria civile giocano a favore dell'Italia Alessia Maccaferri 55 Stampa 06/05/13 P. 27 Ambiente, energia e tecnologie i superdiplomi che portarlo lavoro Walter Passerini 56 Tirreno 06/05/13 P. 1-2 Scuola, la priorità e legge Gelmini da semplificare Mario Lancisi 57 Indice Rassegna Stampa 11 17 Barbara Bisazza 18 21 22 Aldo Grasso 23 29 Filippo Grossi 30 31 Sibilla Di Palma 32 34 35 Antonio Dini 46 51 Pagina I L I NTERVENTO di ANDREAS M.T. DE GUTTRY * TOSCANA SCUOLA I TALE TI SE I A TOSCANA nuò dirsi fucina di impegno sociale in Italia e talenti (capi di Stato, diplomatici, all'Estero, per esempio nei campi pensatori) è per la combinazione di profughi. Altissima e in 7 oscana due tradizioni Da un lato, il sistema e in particolare nelle scuole scolastico ancora di buona qualità e d'eccellenza la percentuale di le ottime e secolari università che at- studenti impegnati nel sociale. tirano cervelli dall'Italia e dal Mon- Fin dalla fase collegiale e studendo. Dall'altro, la partecipazione in tesca, a hi vive in Toscana, è ofcampo sociale, ad esempio nel volon- ferta la possibilità di confrontarsi tariato locale e internazionale. La con una tradizione di volontariato e presenza della Scuola SantAnna e partecipazione sociale che crea opdella Scuola Normale aPisa e poi un portunità e confronto. Ma prima di elemento ulteriore che ci consegna tutto consapevolezza; riconoscere mun primato in Italia, di recente dive- fatti di essere fortunati e privilegiati nuto modello pper altre realtà. ALee muove all'esigenza interiore di restice, Milano e Catania, ad esempio, si tuire ciò che si è ricevuto. Ed è quetende a `copiare' il modello pisano sto il primo talento. della scuola d'eccellenza, senza tut- * Ordinario di Diritto Internazionale tavia ottenere risultati comparabili. Scuola Superiore La differenza rispetto alla Bocconi, Sant'Anna di Pisa per esempio, dipende dalla particolare attenzione della scuola pisana agli aspetti sociali della ricerca, dall'economia al diritto. In questo siamo più vicini al modello francese espresso dall'altissimo livello dell'Ena (l Ecole nationale d'administration) che però forma solo i quadri e la classe dirigente. Il sistema toscano della fèrmazione di talenti non ha, invece, per oggetto solo la struttura dello Stato, e ciò è dimostrato dall'interdisciplinarietà della SantAnna e della Normale. La provenienza e la destinazione degli studenti sono variegate, ma è il contatto quotidiano con iMaestri e il loro coinvolgimento diretto nei programmi ciò che aiuta il loro talento ad esprimersi. Se si guarda, poi, a Ciampi, Letta o adAmato - solo per citare alcuni dei nomi più recenti ( li ultimi due furono allievi della Sànt 9nna)- e agli studenti di oggi una immutata tradizione ne[ tempo è rimasto il loro Altri atenei toscani Pagina 1 Gli inamovib e i brav issimi: le due facce di Pi sa Dal ministro a Letta, la città continua a dare all'Italia classe dirigente. Ma per emergere devono andare via 1 PISA Enrico Letta presidente del Consiglio e Maria Chiara Carrozza ministro della Pubblica Istruzione . Pisa esulta per questo suo ruolo da capitale della Toscana. Infatti non solo è quella che conta di più a Roma, rna anche a Firenze , se si considera che pisano è il presidente della Regione Enrico Rossi. Ma per la neo ministro alla Pubblica Istruzione (vedi intervista ) il rischio paventato da molti di una Pisa dalle due anime - la città delle eccellenze e quella degli inamovibili - che non si parlano , è reale. Manca il dialogo, Pisa non sa fare squadra, anche se la Carrozza tiene a precisare due aspetti importanti. Il primo è che con il sindaco Marco Filippeschi «il dialogo è partito, ora le due città hanno cominciato a parlarsi». Il secondo è che un vento nuovo sta per soffiare sulla città. Che anche a Pisa, dove la classe dirigente soffre di gerontocrazia e di inamovibilità, avanza una nuova generazione al potere. Il ministro non fa nomi, ma la sua indicazione ricorda molto da vicino le accuse del "rottamatore" pisano Samuele Agostini, legato a Pippo Civati, che proprio al Tirreno nei mesi scorsi ha denunciato si la mancanza di ricambio nel- Altri atenei toscani la classe dirigente pisana. «La differenza tra chi rappresentava il mondo accademico e chi rappresentava la città c'è sempre stata.Però, fino agli anni '90 questi due mondi interagivano.Col tempo la classe dirigente della sinistra pisana, anziché rinnovarsi secondo il criterio del merito, ha pensato solo alla propria autoconservazione e gli "intellettuali" vicini alla sinistra hanno progressivamente abbandonato ruoli di attivismo e militanza nei partiti della sinistra», sottolinea Agostini. E Letta? E la Carrozza? «Il inondo intellettuale può solo fornire "papi stranieri": Modica è diventato senatore dei DS IL SINDACO FILIPPESCHI e dirigente del Pd dopo che era rettore e senza alcuna militanza pregressa, Maria Chiara Carrozza fino ad un mese fa era un corpo estraneo al Pd pisano, e aveva un ruolo politico nazionale datogli da Bersani (presidente forum nazionale università e ricerca del Pd), ma dal Pd locale era vista con ostilità non più di un anno fa», conclude Agostini. E lo stesso Letta, va ricordato, che nel 2001, per farsi eleggere deputato dovette emigrare nel collegio di centrosinistra di Grosseto. «Perché un pisano si faccia strada - quasi sempre deve trattarsi di uno che nella sua città era un outsider: Letta è arrivato ai vertici prima del suo partito e poi del governo senza mai essere stato al top della vita politica pisana. Un percorso non molto dissimile a uomini del calibro di Gronchi e di Togni», osserva monsignor Antonio Cecconi, che da ex vicario della diocesi di Pisa, conosce bene la città e le sue dinamiche di potere. «Le idee, a Pisa, le hanno portate in più occasioni persone venute da fuori. Anche in ambito ecclesiastico, penso a Dove esiste l'università c'è sempre il rischio di una carenza di dialogo con la città Ma Letta e la Carrozza sono un prodotto di Pisa Pagina 2 due vescovi del calibro del Cardinale Maffi e di Monsignor Plotti e al teologo don Severino Dianich. Forse pesano ancora su Pisa la sconfitta della Meloria e l'invettiva dantesca nell' episodio del Conte Ugolino: "Ahi Pisa, vituperio delle genti!"». Questa dicotomia tra mondo dell'eccellenza - Università, Normale, Sant'Anna e Cnr - e la città, non convince il sindaco Filippeschi: «Non che il peri colo della mancanza di dialogo non esista, ma si tratta di una aspetto che riguarda un po' tutte le città del sapere e della scienza», sottolinea. E riguardo a Letta, il sindaco ricorda quando agli inizi degli anni'90lui, giovanissimo dirigente del Pds, dialoga con il giovane dc Enrico Letta e con Federico Gelli, allora presidente delle Acli. «Da questi incontri nacque l'Ulivo. Ricordo queste vicende per sottolineare che Letta non è un corpo estraneo a Pisa. La sua storia si intreccia con la nostra. Lui, come la stessa Carrozza, sono espressione della politica pisana». Si, c'è una parte della città che forse tende a chiudersi in se stessa, ma non bisogna dimenticare che l'università dà lavoro a 5mila pisani, la sanità a 5mila, il Crir a mille e così via, aggiunge Filippeschi. «L'innovazione è dentro le corde della città. Non si capisce Pisa a prescindere dal suo mondo universitario. Pisa è la città della scienza e dell'innovazione», conclude il sindaco. Insomma, Letta e la Carrozza, questo governo in salsa pisana, non sono un caso fortuito. E' in qualche modo abbastanza naturale che la classe dirigente nazionale si alimenti delle eccellenze pisane. Va da sè però che ci sono personaggi usciti dal mondo accademico, come ad esempio Roberto Cerreto e Andrea Di Benedetto, costretti ad emigrare a Roma. Potevano far parte della classe dirigente pisana. (m.l.) Altri atenei toscani Pagina 3 I 1 MERCOLEDI' ALLE 16.30 NARRATIVA E SCIENZA SI CONFRONTANO DA MEDICO AD ATLETA BARGHINI 51 RACCONTA AL «TOWER PLAZA» PROTAGON ISTI L'astrofisica Margherita Hack, lo scrittore Francesco Carofiglio, il matematico Piergiorgio Odifreddi, il fisico del Cern di Ginevra Guido Tonelli e l'imprenditore Renato Soru UN CAMPER CERCA IMPRENDITORI E I °; i . , ,. , .. , i ,,% ///zz ,11„ i t t iG J %Gi , •-, /„ % //// . %✓/////„ I FI NANZIARE //%/ , °'/// ,.11.. . „ / i 1 .nr • n ontri d bati e progetti V V L•• i cci.- DUE giornate di incontri e un parterre di ospiti da non perdere per scoprire il talento e la passione dietro la ricerca. Mercoledì e giovedì il Polo Fibonacci (edificio E, largo Pontecorvo) sarà il teatro degli Open Day della Ricerca, iniziativa promossa dall'Università di Pisa per aprire virtualmente le porte dei propri laboratori e mostrare a tutta la cittadinanza il lavoro e le persone protagonisti di questo settore. Il pomeriggio di giovedì si confronteranno personaggi come Margherita Hack (in video collegamento da Trieste), Piergiorgio Odifreddi, Guido Tonelli, Renato Soru, Bruno Manfellotto e Daa- Altri atenei toscani c niela Minerva nel dibattito «Ricerca scientifica, sviluppo economico e nuovi saperi». Verranno allestiti anche una ventina di stand in cui si potranno toccare con mano i progetti di alcune delle ricerche condotte nei vari dipartimenti dell'Università. L'inaugurazione della due giorni è prevista alle 16 dell'8 maggio con i saluti delle autorità; a seguire "Racconti di ricerca" con gli scrittori Marco Malvaldi e Francesco Carofiglio che incontreranno sei ricercatori dell'Ateneo in un faccia a faccia tra narrativa, scienza ed esperienze di vita. La giornata si chiuderà con l"`Aperitivo con , i ffi la scienza", introdotto dall'intervento di Giorgio Einaudi, già docente di Fisica dell'Università di Pisa, oggi senior advisor del Ministero dell'Ambiente. La mattina del 9, spazio alle scuole e alle presentazioni di progetti di ricerca. Dall'8 al 10 maggio farà tappa a Pisa anche la "Startup Revolutionary Road", l'iniziativa promossa da Microsoft Italia, Fondazione Cariplo e Fondazione Filarete che gira l'Italia alla ricerca di nuove startup da supportare e finanziare. La giornata di scouting per aspiranti imprenditori è prevista il 10 maggio nell'area antistante l'Edificio E al Polo Fibonacci. Pagina 4 ta ane con un o-ccho all estero ._,cenenze italiane ' i íe li Parte dall'università per stranieri un progetto che fa incontrare i giovani con le imprese IL SISTEMA delle imprese nelle terre di Siena e nell'intera Italia può uscire dalla crisi solo se guarderà all'estero. È a partire da questa idea - anzi, da questa certezza - che ha preso l'avvio un progetto regionale presso l'Università per Stranieri: LSECON - Le lingue straniere come strumento per sostenere il sistema economico e produttivo della Regione Toscana. All'interno di questo progetto il 9 e 10 maggio si tiene un seminario che vuole far incontrare gli imprenditori e gli studenti (che saranno i futuri imprenditori e i futuri lavoratori) con il Vietnam. Il Vietnam è un Paese in pieno sviluppo, e anche i dati della Camera di Commercio di Siena mostrano che con il Vietnam le nostre imprese hanno sempre più intensi rapporti di scambio. Ma che cos'è il Vietnam? Qual è la sua situazione oggi? Chi sono, come vivono i Vietnamiti? Che cosa cercano dall'Italia? Che cosa dobbiamo sapere noi del Vietnam per poter commerciare con successo con i Vietnamiti? Il seminario che si tiene all'Università per Stranieri nell'aula magna con inizio alle 9.30 e per tutto il giorno, vuole rispondere proprio a queste domande. Il seminario lancia una sfida difficile, ma importante: far conoscere la realtà sociale, culturale e Il primo incontro è con, H. Vietnam , un Paese con il, quale te nostre azieWe hanno sempre ma rapporti di scamb i:;, •s< come è questa N anone, come vivono i abitanti e cosa cercano datfl -ia? Altri atenei toscani IVE SIT ' PEi:vSTRAN IE RE llrettoreMassimoVedovelli guistica vietnamita per far sì che i nostri imprenditori, i nostri studenti possano lavorare meglio con il Vietnam. Meglio, cioè con più conoscenza, più consapevolezza. IL FUTURO dei nostri giovani è basato sulla conoscenza e l'internazionalizzazione. Se vorranno diventare imprenditori; se vorranno sperare di trovare lavoro qualificato dovranno avere conoscenze sui Paesi che oggi e sempre di più sono gli sbocchi della nostra economia. Al seminario parteciperà l'ambasciatore del Vietnam in Italia, Nguyen Hoang Long, l'assessore provinciale alle attività produttive Tiziano Scarpelli, il presidente della Camera di Commercio di Siena Massimo Guasconi, il responsabile Cna Siena, Api, imprendia Aviano Savelli. Il seminario è tenuto da due docenti del dipartimento di italiano dell'università di Hanoi: la Professoresa Dang Thi Phuong Thao e la professoressa Thu Thuy Hoang. A questo primo "Focus on" seguiranno, nel periodo maggio-ottobre quelli dedicati a Giappone (27 maggio), Turchia, Russia, Belgio e Paesi Bassi, Arabia Saudita. R futuro dei no.ffl giovani è basato z4.éUa conoscenz e l'internazionatizzazio 7 e. Se vogliono Lavorare devono conoscerei Paesi che hanno rap i! rt con l'Rat a Pagina 5 I rettori incontreranno il neoministro Carrozza a fine maggio - Mancini (Crui): servono risposte urgenti Metà de i atenei a rischio default Inviato alla Corte dei Conti il decreto con i tagli da 300 milioni per il 2013 Marzio Bartoloni La scure sugli atenei è pronta a calare. Con l'effetto di condannare quasi metà delle università, almeno trenta, al rischio default. L'ex ministro dell'Università Profumo, prima di lasciare il dicastero di viale'Frastevere ha infatti inviato alla Corte dei conti il decreto con i finanziamenti ordinari per il 2013 (il Ffo) certificando, nero su bianco, il taglio da 300 milioni sancito dalla legge di stabilità. Per gli atenei quest'anno ci saranno in tutto 6,694 miliardi (tra l'altro non tutti utilizzabili per le spese di funzionamento), il4,9° in meno rispetto all'anno scorso e quasi il 20%ro in meno rispetto al 2009: per una trentina di atenei, secondo i rettori, i soldi pubblici non saranno sufficienti a coprire gli stipendi come aveva previsto lo stesso Profumo, che per primo aveva paventato il fantasma del dissesto. Afine 2012 avevano speso per costi fissi 6,719 miliardi, poco più del Ffo del 2013. Nell'anno del debutto della nuova abilitazione nazionale alla docenza, il nuovo sistema di reclutamento introdotto dalla Gelmini, sarà dunque difficile per molte università assumere: «Ci sono tante aspettative che resteranno deluse se non si interverrà presto», spiega Marco Mancini, presidente della Conferenza dei rettori (la Crui), che al nuovo Governo lancia un appello: «Da Nord a Sud tanti atenei sono in ginocchio, le università hanno bisogno di recuperare quel taglio di 300 milioni, oltre che ad avere risposte sullo sblocco del turn over e sui fondi al diritto allo studio necessari per L Per molte realtà accademiche i soldi erogati quest'anno non saranno sufficienti nemmeno a coprire gli stipendi del personale Mondo Universitario bloccare la fuga degli studenti». Una prima occasione per parlarne con il nuovo ministro Maria Chiara Carrozza sarà alla prossima assemblea della Crui, a fine maggio: «Sono grato al ministro che ha accolto il nostro invito e da ex rettore sono sicuro che conosce molto bene questi problemi», aggiunge Mancini. Oltre al recupero del taglio, sul tavolo c'è soprattutto il nodo delle assunzioni che per molti atenei sarà una chimera visto che tanti rischiano di superare la soglia dell'8o°% tra entrate stabili e spese di personale, a cui si aggiunge l'indice di indebitamento. Soglia che limita al lumicino il turn over di ricercatori e docenti. Questi ultimi - come ha recentemente segnalato anche il Cun, il consiglio universitario - sono crollati dilomila unità (oltre il 20%) in 6 anni. L'anno scorso erano una ventina gli atenei a superare la soglia dell'8o9/,>. 'Fra questi Foggia, Cassino e la seconda università di Napoli e Sassari. La situazione nel 2013, con il taglio ai fondi, non potrà che peggiorare. Ma tra le emergenze c'è anche quella dei fondi per il diritto allo studio: di fronte all'emorragia di studenti degli ultimi anni (-58mila, il 17°io, in un decennio) ci sono solo 150 milioni a disposizione per il 2013, che l'anno dopo crollano a 20. «È una cifra inaccettabile, servirebbero almeno 250 milioni», spiega Mancini. La bozza di decreto - che tra l'altro cancella tout court i fondi peri consorzi di ricerca interuniversitari - mette infine da parte una quota premiale di 818 milioni da ripartire tra gli atenei in base alle performance. Ma sarà un decreto successivo a decidere come e quando: «L'ex ministro ha accolto la nostra richiesta di posticiparlo - spiega il presidente della Crui - anche perché prima va risolto il nodo del taglio ai nostri fondi». La situazione I FONDI AGLI ATENEI NEGLI ULTIMI ANNI Valori in miliardi di euro 2008 2009 2010 2011 2012 2013 7,7 7,4 7,1 6,8 65 GLI ATENEI PIÙ A RISCHIO Percentuale spesa personale/entrate stabili Foggia ............................89,16 Cassino ...........................88,16 Napoli 2 .........................85,54 Sassari ...........................85,23 Bari .................................84,61 Napoli "Federico II". --83,72 Roma "Tor Vergata" ..83,48 Messina .........................83,02 Molise ............................82,45 Palermo .........................82,10 Pagina 6 L %ú pegno Occorrono più risorse per evitare la fuga delle energie migliori ministro Carrozza: priorità al Sud i precari della scuola vanno tutelati Adolfo Pappalardo a nostra priorità è il «L Sud», dice al «Mattino» Maria Chiara Carrozza, nuovo ministro dell'Istruzione e Ricerca scientifica. E chiarisce come Mondo Universitario occorre ridare speranza agli insegnanti precari: «Un problema enorme. Ma chi ha tenuto in piedi per anni la formazione non può essere buttato via». Il ministro domani sarà a Napoli. >A pag. 7 Pagina 7 , Gi 1/1'í 4/ / i lr, . . %.. 1 %/, .-, r111 .%, ir C i .i. Gr % ... Gr ,,,,"% %r Ga el Il ministro: precari e ricerca, pronti alla sfida Il ministro: da domani inizio il mio viaggio nelle grandi città per individuare le esigenze Il piano Incontri Adolfo Pap l o con docenti «La nostra priorità è il Sud», dice subi- e studenti to, senza tanti giri di parole, Maria per capire Chiara Carrozza appena insediatasi sulla poltrona più alta del ministero come dell'Istruzione e Ricerca scientifica affrontare che pesa le parole ma chiarisce come le urgenze occorre ridare speranza agli insegnanti precari: «Un problema enorme. Ma chi ha tenuto in piedi per anni la formazione non può essere buttato via». Ministro domani sarà a Napoli. A Città della Scienza e nella scuola media di Forcella per iniziare un tour. «Giusto partire da Napoli, un luogo simbolico del Mezzogiorno su cui occorre un'attenzione particolare. A cominciare da Città della Scienza dopo tutto quello che è avvenuto: il mio obiettivo è fare di tutto affinché ci sia una ripartenza della attività ma in questo momento occorre, soprattutto, la mia vicinanza e quella delgoverno alla comunità scientifica-accademica di Napoli. Questa visita è un modo simbolico per ricominciare a parlare di progetti concreti». Poi a Forcella, un quartiere dis agiato di Napoli, come però ve ne sono diversi al Sud. «Ne sono consapevole. Voglio essere presente, parlare con i docenti, con gli alunni e capire cosa c'è che non va. A Napoli, poi a Bari a Palermo e, via-da, risalireverso Nord per visitare le realtà di tutto il Mondo Universitario Paese: occorre una ricognizione di quello che tutti gli esponenti pensano dello stato attuale dell'università e di quello che c'è da fare. Alla fine delpercorso dïincontri definiremo le priorità in accordo con il Governo. Ma la mia priorità è il Sud del Paese». Consapevole del gap enorme, dal punto di vista dell'istruzione, che esiste tra le due aree del Paese? «Intanto preferisco vedere i dati e studiarli: preferisco non parlare per luoghi comuni altrimenti sono tutti discorsi che non servono a nulla». La riforma Ge ini non è stata da tutti digerita. «Già detto che la riforma del mio predecessore ha alcuni punti che probabilmente necessitano di un cambiamento. Ma vediamo: non è questa la mia priorità ora». Di certo la scuola sembra andare verso un sistema di valutazione, vedi Invalsi, di tipo statistico . Troppo, forse. Lei asseconderà o intende frenare? «Sicuramente occorre fare una riflessione: è sempre importante una valutazione ed io l'ho sempre fatto da rettore e da professore ma non ci si può abbandonare solo ai numeri. Qualche giorno fa Giorgio Israel, in una lettera pubblica, spiega che sia meglio non rimuovere questo sistema ma operare una riflessione. Ecco, ho avuto l'impressione, che la scuola sia divisa su questo punto». Anche sul voto alla maturità che da ora avrà un peso determinante sui punteggi per accedere alle università a numero chiuso . Con il paradosso che potrebbe essere privil iato chi ha studiato in un diplomificio... «Sono contraria, da docente, a dare un voto sulla base di un altro conseguito in un'altra scuola. Il voto della maturità può essere utilizzato per i test universitari ma in minima parte. Io personalmente in questo caso non lo utilizzerei ma, tendenzialmente, se deve avere un peso che lo abbia in maniera limitata. Perché al di là dei voti noi abbiamo il dovere di dare ai giovani la possibilità di migliorarsi, non sbarrargli la strada». Al palo è l'Agenda digitale. Qualcuno sostiene che la rincorsa verso l'elettronica può essere dannosa per la scuola. Senza contare che il Mezzogiorno ha un digital divide più accentuato. «Occorre non abbandonare l'agenda digitale. La scuola, ma anche la ricerca sono temi trasversali che uniscono il Paese. C'é un'ampia convergenza sul fatto che ricerca e innovazione siano fondamentali per il futuro dell'Italia e non bisogna averne paura perché il inondo, e quindi la scuola, vanno verso una complessità. Ma questo deve essere uno strumento più ampio per portare a tutti intemet e, quindi, servizi della pubblica am- Pagina 8 ministrazione. Senza correre il rischio che qualcuno sia marginalizzato a causa della mancata copertura del territorio di internet. La digitalizzazione dei servizi puo' rendere tutto piu'trasparente e fruibile. Per abbattere costi e rispettare i diritti dei cittadini serve una struttura tecnologica adeguata. E solo così si potrà superare il gap tra le due parti del Paese». L'ultimo concorso , ancora in fieri, arriva dopo 13 anni. E non assorbirà tutti i precari. Il suo sottosegretario Rossi -boria propende per una precedenza ma così si rischia di sbarrare un giovane che vuole insegnare. «Quello dei precari è un problema enorme. Per anni hanno tenuto sulle loro spalle la scuola senza avere alcuna certezza sul proprio futuro. Ora non possiamo abbandonarli, abbiamo un dovere morale verso di loro ma è chiaro che deve essersi un bilanciamento anche per i giovani. Il punto fondamentale è lo stesso: ci sono pochi ingressi nel mondo della scuola e dell'università e la priorità è affrontare questo problema». Una ricerca della Federico II è i impietosa: meno del30percento dei laureati la- L ' íuui vora al Sud. Si spendonoingen- Aumentare ti risorse per la le occasioni formazione ma di lavoro poi si fugge : cosa agli under 24 si può fare? «Occorre farlo, Basta con anzitutto. E con- la politica cordochedobbia- dei tagli mo investire su questo, per aumentare l'attrattività e le occasioni di lavoro ma purtroppo occorrono investimenti enormi. L'obiettivo c'è, il mio lavoro andrà in questo senso per cominciare ad invertire la tendenza ma non garantisco la rivoluzione». Magari anche colpa dei concorsi vinti dai soliti noti: da qui l'Anvur che ora prevede criteri bibliometrici. Sono da cambiare? «Anche qui si è fatto un lavoro enorme per un sistema con punti di forza e debolezza che non si può liquidare su due piedi. Di certo, e l'ho già detto, occorre dire basta con le regole assurde: introdurre troppi livelli significa deresponsabilizzare chi sceglie». Servono risorse ma l'Italia è il Paese che per la ricerca investe di meno, in rapporto al pil, rispetto al resto d'Europa. S'invertirà la rotta? «Il mio obiettivo è aumentare le risorse. Di più non si può tagliare» Professionisti italiani trasferiti all'estero (1997-2010) Principali categorie Medici; 4.130 in G. Bretagna Insegnanti scuole superiori Avvocati U 16 Architetti 1.515 in Svizzera 1.140 in Germania Fonte: Forum nazionale dei Giovani, Cnel 214 ANSA-CENTIMETRI "Il nostro sistema accademico è destinato al collasso": parole sue del settembre 2010. Da ministro cosa ha trovato? «Un mondo molto vivo che ha voglia di ripartire. E deve ripartire». Mondo Universitario Pagina 9 Prìma visita a Città della Scienza «Sarò alla Città della Scienza di Napoli, incontrerò a comunità scientifico-accademica eandrò in una scuola di Forcella». Parte domani dal capoluogo campano il tourdel neo ministro dell'Istruzione, università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, attraverso l'Italia. L'idea è quella di un «giro dal Sud al Nord , perché la coesione nazionale è uno dei temi più importanti n questo momento. Mi sembra opportuno incontrare studenti, professori e rettori . Alla fine del percorso di ncontri definiremo e priorità in accordo con il Governo». Mondo Universitario Pagina 10 Neo ministro visita leuniver sità ROMA Untour,danordasud, per toccare con mano la realtà delle università italiane. Partirà domani da Napoli, dalla Città della Scienza, il viaggio del neo ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza. E nei prossimi mesi proseguirà nelle aule di tutta Italia, per incontrare docenti e studenti, vedere le diverse realtà, e comprendere al meglio i bisogni del mondo dell'istruzione e della ricerca, capire quali i punti di forza e di debolezza, e quali le priorità su cui dover intervenire. Il ministro ha anche fatto sapere che in questa settimana incontrerà i tre sottosegretari, Gianluca Galletti, Marco Rossi Doria e Gabriele Toccafondi, per organizzare il lavoro da portare avanti nei prossimi mesi di governo. Intanto sono sempre più le richieste che arrivano al ministro dai sindacati, dagli insegnanti e dagli esperti del mondo della scuola. Richieste che all'unanimità chiedono una inversione di rotta con maggiori investimenti e più attenzioni per l'istruzione e la ricerca. «Più attenzione alla scuola e adeguate risorse», sollecita la Cisl. La Flc Cgil calcola che servirebbero «4 miliardi annui per allineare la spesa dell'istruzione e della ricerca alla media europea». Investire «nella conoscenza», la richiesta dello Snals Confsal, «per il futuro dei giovani e del Paese». Precariato, organico funzionale e ampliamento del tempo scuola: sono i principali nodi da sciogliere per l'Anief. @ RIPRODUZIONE RISERVATA Mondo Universitario Pagina 11 Il caso Lo strappo di Enrico: tagli alla ricerca? Piuttosto mi dimetto Mario Ajello ■ Enrico Letta 2, anzi 2.0, è 1 quello che da dietro alle quinte passa davanti, dai think tank di cui è ospite (o protagonista) principale trasloca in tivvü. Continua a pag. 2 L Letta: superare rlmu edusconi:aLnliz'^^ n urnrrfa icw 1iR.' ..-.;.:r...... t4 W Mondo Universitario Pagina 12 «Tagli alla cultura? Mi dimetto» E alla fine Enrico cede allo spot Debutto televisivo in prima serata a Che tempo che fa I l PERSONAGG I segue dalla prima pagina E stavolta niente Aspen o Vedrò, ossia zone protetta da legami professionali o amicali, ma linea di fuoco della televisione nazional-popolare, sia pure in salsa Fabio Fazio. E non c'è nè tecnocrazia nè democristianeria che tengano, Letta al suo debutto in prime time mette in scena una comunicazione secca, anti-retorica, fatta di parole ben scandite che parlano di cose e diventano anche slogan («Rifinanziare la cassa integrazione», «Tornare al calore di un'Europa positiva», «Non prometto miracoli a nessuno») e che sono l'opposto (infatti cita sempre la «chiarezza necessaria») delle «parole che si perdono in un bisbiglio materno e rassicurante - così in pagine perfette Pietro Citati sintetizzò l'eloquio dei democristiani di un tempo - che ti induce al sonno e alla fantasticheria». Con Letta non ci si addormenta, anche se non è e non vuole essere spettacolare (come se la caverebbe ad Amici dove Renzi ha spopolato?) e mentre spiega è impossibile abbandonarsi alle divagazioni. Perchè non fa che parlare di problemi, «e dietro ai problemi ci sono le persone in carne e ossa», e riporta alla concretezza ogni cosa. Noioso? Essendo abituato a Twitter, Letta scolpisce frasi lapidarie, quasi da 140 caratteri. E non si concede mai il gusto della narrazione poetizzante (il contrario di Nichi Vendola) o intimista a parte quando racconta della telefonata in cui Napolitano gli ha annunciato di volerlo premier: «Stavo accompagnando i bambini a scuola, ricevo quella chiamata e da allora non ho più dormivo come dormivo prima». Tutto qui: poi si passa all'Imu. REGGE 0 NON REGGE? Letta comincia insomma da Fazio, con cui in molti giggloneggiano ma lui riesce a difendersi aiutato anche dal conduttore che poco fabiofazzeggia, la trasformazione di un'immagine che anche Mario Monti tentò. Ossia il passaggio da personaggio noto a star. Il problema è che Monti cominciò bene, per poi finire da Daria Bignardi su LaSette con il cagnolino Empy tra le braccia e il boccale di birra tra le labbra e l'effetto fu quello, come DAVANTI Al RIFLETTORI LA PAROLA CHIAVE E: CHIAREZZA. EVITA LE LOGICHE DELLO SHOW. E INSISTE COSE PROBLEMI « » minimo, dell'inautentico. Letta saprà evitare questa parabola? Al debutto, ma poi ci saranno tante altre prove tivvù, tutte più o meno pericolose, è riuscito a tenere la distanza rispetto a Fazio. Il che non era scontato, visto che appartengono alla stessa generazione e ci si poteva aspettare che a un certo punto si mettessero a giocare a Subbuteo o a cantare una canzone di De Andrè. Quando il conduttore ha citato Veltroni - «L'ex segretario del Pd dice che questo governo parla troppo poco delle mafie» si è temuto che i due cominciassero a post-veltroneggiare in un misto di buonismo (ma sono buoni davvero?) e di nuova declinazione della "bella politica", quella non contundente e perfino ecumenica, ma senza esagerare, che anche dal punto di vista caratteriale si addice ad entrambi. E invece, niente: Letta si rimette a parlare di cose. IL LINGUAGGIO SOVVERSIVO Una volta, non molto tempo fa, l'attuale premier disse: «Se non avessi fatto il politico, mi sarebbe piaciuto fare l'animatore di villaggi turistici». Cioè, in senso buono, l'imbonitore. Ma a giudicarlo dalla performance di ieri sera, sembra proprio che quel talento alla Fiorello il giovane-vecchio Letta non lo abbia. Almeno finchè non lo vedremo - accadrà? - cucinare qualche risotto o palleggiare tra le poltroncine bianche di Porta a Porta magari indossando, speriamo di no, il chiodo alla Fonzie che Renzi ha sfoggiato da Maria De Filippi. Il tono è sempre uguale. Un monotono spezzato soltanto quando parla con particolare passione del Pd («Non ce l'abbiamo fatta a vincere le elezioni, non ce l'abbiamo fatta, non ce l'abbiamo fatta») e questa è la riprova di quanto senta in maniera tristissima il problema del suo partito. Non drammatizza mai Letta ma neppure recede da quel suo diktat che può piacere ma anche no al pubblico che lo ascolta: «Bisogna parlare il linguaggio sovversivo della verità». Che è notoriamente anti-spettacolare. Anche se si presta a uno show come questo di RaiTre l'immagine che «il presidente» - così lo chiama Fazio, e sarebbe brutto se lo avesse chiamato Enrico - sfodera quasi in chiusura di serata: «A Pisa, la mia città, c'è l'ultimo murales di Keith Haring. S'intitola Tutto mondo. Racchiude tutte le diversità. Così io vorrei il Pd». E comunque, nel suo battesimo del fuoco televisivo, Letta non si fa ipnotizzare dallo show e resta se stesso. Ma non fino in fondo. L'insidia arriva in conclusione di puntata, e lui non riesce a evitarla. Fazio: «Promette che stavolta scuola e ricerca non si toccano?». E lui: «Io mi dimetto, se dovremo fare dei tagli alla cultura». Il tono stavolta è altisonante, il format del politico prudente si prende una pausa. E chissà se questo non sia l'antipasto delle prossime esibizioni televisive. Mario Ajello © RIPRODUZIONE RISERVATA Mondo Universitario Pagina 13 Il presidente del Consiglio Enrico Letta ospite ieri sera su Raitre di Fabio Fazio Mondo Universitario Pagina 14 Occup one, quando la laurea non basta SECONDO L'ISTAT IN 200MILA RESTANO SENZA IMPIEGO NONOSTANTE IL FAMOSO PEZZO DI CARTA. UN RECORD NEGATIVO RISPETTO ALLA MEDIA EUROPEA. GLI ATENEI PERDONO ISCRITTI ChristianBenna Milano %università della vita bocL cia i dottori. Succede in Italia dove il pezzo di carta rimane nelle tasche di 200mila laureati fermi al palo della disoccupazione. Il record negativo è certificato dall 'Istat: nel 2011 il numero di giovani a spasso con titolodistudioconseguito in un delle facoltà della Penisola è aumentato del 27%. Non stupisce quindi che nella nuova ondata migratoria, 100 milaitalianiinfugasolo lo scorso anno, uno su tre possiede almeno una laurea. La crisi degli atenei, va a braccetto , in un valzer sul Titanic, con la crisi dell'economia e del lavoro. Le università italiane negli ultimi dieci anni hanno perso 58 mila studenti; con calo delle matricole pari al 17% sul totale della popolazione universitaria. Come se in un decennio - quantifica il Consiglio universitario nazionale - fosse scomparso un ateneo come la Statale di Milano. Un'emorragia che si traduce in tracollo nelle classiche Ocse in quanto a percentuali dilatireati tra30 e 34 anni: l'Italia scivola al 34esimo posto su 36 paesi, a quota 19% contro una media europea del 30%. Si riducono anche i professori, del 22 % dal 2006 a oggi, i corsi di laurea (1.195 inmeno in sei anni) e i dottorati (6.000 in meno rispetto agli standard europei. Come invertire la rotta? Se la demografia italiana non aiuta, se il valore del pezzo di carta incomincia ad ingiallire , i prossimi passi suggeriscono da più parti gli esperti - devono essere fatti proprio in direzione del lavoro. Il vicepresidente di Confindustria con delega all'Education -Ivanohe Lo Bello , ha ribadito la necessità di «percorsi formativi all'interno della scuola che si de- vono incrociare con quelli delle aziende». E spiega: «II Paese ha bisogno di un'università che crei più occupazione.Abbiamo bisogno di giovani più competitivi e in grado di innovare il sistema produttivo. L'università, in collaborazione corile imprese, deve offrire una formazione più concreta e aperta al mondo del lavoro. Come fare? Puntare sulle lauree triennaliprofessionalizzanti; diffondere tirocini nelle facoltà tecnico-scientifiche; valorizzare i nuovi Its; utilizzare lo strumento dell'alto apprendistato che permette di svolgere il dottorato in partnership con le aziende». Intanto bisogna ridurre il gap tra lavoro e formazione. Nel 2011, infatti, il tasso di disoccupazione trai 25 e i 29 anni raggiunge per i laureati il 16%, un livello superiore sia a quanto registrato dai diplomati nella stessa fascia d'età (12,6%) sia alla media dei 25-29enni (14,4%). Andrea Cammelli direttore di Almalaurea, invita a guardare i numeri con spirito critico. «Se si arriva alla conclusione che la laurea non serve più a nulla, affermiamo una sciocchezza che risultapericolosaperilfuturo del paese». Dati, alla mano, Cammelli riconosce che l'avviamento allavoro perinostrineo-laureati è piuttosto problematico. Circa l' 11 % dei giovani a un anno dalla laurea non ha lavoro. Quota che però scende al 6% nel periodo successivo. «Nei primi anni di lavoro i coetanei non laureati hanno in media redditi più alti. Edeltuttonormale, perchési tratta di giovani che sono entrati molto prima nel mercato del lavoro. Nel tempo però non c'è partita. Studiare conviene», Secondo i dati di Almalaurea .,hi possiede un titolo di studio di un Ateneo italiano arriva a guadagnare nel corso della vita fino il 50%inpiùrispetto aundiplon .. to.L'universitàitaliana,secon Cammelli, deve sapere interpi tare questi fenomeni, costrue do ponti conilmondodellavor , ma anche le aziende devono s persi rinnovare. E dice: «La gra parte dei manager europei, 34 s cento, ha una laurea, in Germa nia la percentuale sale a 44. I Italia siamo appena a 15. Quest è uno spread educativo che do vrà essere colmato». Le università italiane che sfornato laureati con posto "assicurato" sono le solite note: medicina, economia eingegneria.Sorprendono invece quelle in fondo alla classifica, chimica e geologia biologia. Se i risultati in termini di occupazione non sono buoni, a monte il mondo delle università appare ancoracristallizzato alle dinamiche del secolo scorso. Lamaggior parte dei laureati, il 49%, ha studiato nellapropria cittàdi appartenenza. Solo il26%è diestrazione operaie. E appena l'8,4% ha completato gli studi lavorando. Andrea Lenzi, presidente del Cun, Consiglio universitario nazionale, «servono soldi veri e investimenti per garantire al diritto allo studio, borse di studio e college per studenti, spese senza le quali è difficile immaginare una ripresa». Il taglio di 400 milioni di euro al Fondo difinanziamento ordinario perl'anno 2013 haindebolitolerisorsedelleUniversità, già in calo programmato del 5% annuo dal 2009. Tuttavia «ben consapevole delle ristrettezza economiche, almeno dobbiamo prendere dei provvedimenti per migliorare la qualità dello studio e dell'accesso all'università». E spiega: «L'orientamento è uno dei pilastri dell'insegnamento. In Italia è quasi del tutto assente. Invece bisogna spiegare ai giovani delle scuole secondarie il loro futuro. E questo a partire da due argomenti: il primo è la conoscenza delle possibilità di studio, qúando oggi ci si iscrive all'università spesso quasi per caso. E il secondo è dire chiaro hai ragazzi le opportunità di lavoro che una determinata facoltà offre. Il placement andrebbe scritto a fianco del nome del corso di laurea». 0 RIPROOUZ ONE RISERVATA Mondo Universitario Pagina 15 [ILCASO l La scure della spending review sulla ricerca: 51 milioni di tagli e licenziamenti Sono in arrivo tagli per 51 milioni agli enti di ricerca che porteranno migliaia di licenziamenti tra ricercatori , precari e dottorandi. Insomma , un vero dramma nel mondo della formazione. Lo denuncia l'Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori ) facendo riferimento alla fase tre della spending review che mette nel mirino 12 enti di ricerca controllati dal ministero università e ricerca, a cominciare dal cnr. Il programma dei tagli era stato evitato l'estate scorsa, «ma ora - aggiunge l'Anief - le esigenze di bilancio statali lo ripropongono per intero». Colpiti l'Infn, con 600 ricercatori distaccati al Cern di Ginevra; l'Ingv con un taglio di 1,6 milioni; l'istituto nazionale di oceanografia e geofisica (-1,2 milioni); il Cnr con 25 milioni in meno che si tradurranno nel licenziamento di 2.500 Ricercatori. (p.d.m.) O RIPRODUZIONE RISERVATA GLI IMMATRICOLATI PER TIPO DI LAUREA Anni 2012-13 LAUREA (DM 270/04) Il taglio di 400 milioni di euro al Fondo 2013 ha indebolito le risorse Liceale Tecnico Professionale Magistrale Estero 5.819 132.415 52.652 11 .538 18.083 MAGISTRALE CICLO UNICO TRIENNALE 31.108 4.603 821 2.953 168 ' 34 10 CICLO UNICO 2 1 747 - NON RIFORMATI, W delle Università FDBle:MIRR Nel 2011 il numero dei giovani a spasso con titolo di studio conseguito in un delle facoltà della Penisola è aumentato del 27% per cento GLI ISCRITTI Al PRIMO ANNO Tutte le lauree, anno 2012-13, in migliaia 65.7 _..._..... ...... ........ ........ ...... .............. _......-..._..-_____.__._._.._.__....... 45,5 39,4 223 _._.__-._.. 32;031.0 29,7 29,4 . .-.. - _. . _. 15,6_ w OP QP PO P P , 0 QJ PoQJ, ,O FoolEhllRR GLI IMMATRICOLATI PER AREA DI PROVENIENZA Anni 2012-13 Liceale Tecnico Professionale Magistrale Estero ---------------------------------------------------------------------------------------------- SOCIALE 54.444 23.644 4.495 8.161 2.613 SCIENTIFICA 61.102 21 .958 3.442 2.962 1.763 UMANISTICA 26.959 8.134 3.055 7.779 1.419 SANITARIA 21.188 3.554 1.377 2.150 U91 --------------------------------------------------------------------------------------------Fome:MlRR Mondo Universitario Pagina 16 [ IL SONDAGGIO 1 Caccia al lavoro anc he trasferendosi all'estero per i giovani il prinio alleato diventa Internet II 64 per cento dei giovani italiani sarebbe propenso ad andare a vivere lontano , il 37 per cento ha inviato il suo curriculum all'estero e sarebbe pronto a trasferirsi , il 25 per cento è disposto ad essere sottopagáto. Risultati sorprendenti , ma non tanto. A esempio: come cercano lavoro? II primo alleato è, Internet, ma gli annunci sul giornale resistono ancora e danno garanzie di affidabilità . E la legge che prende il nome dall'ex ministro dei lavoro, Elsa Fomero? Un disastro anche per il 57 ,6 per cento degli intervistati. Questi alcuni dei risultati emersi dal sondaggio dei Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione, Work in Progress. Il sondaggio, costruito attraverso la raccolta di dati con metodo cawi (computer-assisted web interviewing), ha coinvolto 800 giovani tra i 18 e i 35 anni, per il 66 per cento con una laurea dí secondo livello, ed è stato realizzato in collaborazione con Fondltalia, Fondo Paritetico per laFormazione Continua. (p.d.m.) Mondo Universitario Pagina 17 Università, test più snelli al debutto Da oggi iscrizioni solo online - Meno cultura generale, più logica: 60 quiz in 90 minuti ACURADI Barbara Bisazza Stavolta la rivoluzione c'è. Dopo anni di cambiamenti parzialmente annunciati e solo in parte realizzati, i test d'ingresso per le facoltà universitarie a numero chiuso -programmato a livello nazionale in base alla legge 264/99 - cambiano pelle. Come, lo stabilisce il decreto ministeriale n. 334 del 24 aprile 2013. Sono interessati i corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterìnarìa, Architettura e - in parte - le professioni sanitarie. Non solo perché; come già annunciato a febbraio, le prove vengono anticipate a luglio ......................................................................... DATE ANTICIPA T E Le prove di ammissione, che prima erano a settembre, sono fissate per fine luglio, mentre l'anno prossimo si svolgeranno già ad aprite ........................................................................... (mentre l'anno prossimo saranno ancora.prima, ad aprile). Per la prima volta, l'iscrizione al test potrà essere fatta solamente online sulportale www.universitaly.it, contestualmente il candidato dovrà scegliere il corso e, in ordine di preferenza, le sedi universitarie per le quali concorrere, considerando in ogni caso come "prima scelta" la sede nella quale affronterà il test. Per la prima volta, inoltre, i candidati non saranno penalizzati dallaparticolare scelta di sede, perché le graduatorie finali saranno, per ogni corso di laurea, uniche a livello nazionale (estendendo atutto tondo laspe-rimentazione con la quale, l'anno scorso, gli atenei erano stati aggregatiper gruppi); nonsuccederàpiù, quindi, che uno studente venga escluso, pur avendo superato il test con un punteggio superiore a quello di candidati ammessi in un altro ateneo. Mondo Universitario Laprova sarà più leggera: conterrà 6o quesiti (al posto di 8o) con5 opzioni dirisposta, dasvolgere in un tempo massimo di 90 minuti (prima il tempo a disposizione era di due ore, quindi-la proporzione è la stessa). Recepita la richiesta di limitare le domande di cultura generale, spesso contestate in passato; saranno infatti ridotte a 5, mentre saliranno a 25 i quesiti che testano le capacità di ragionamento logicocritico. L'altra metà del-test verterà su materie affini al corso di Iaureaprescelto:biologia, chimica, matematica e fisìcaperle prove dì medicina, odontoiatria eveterinaria; storia, disegno, matematica e fisica per architettura. il test potrà valere al massimo 9o punti (1,5 per ogni risposta corretta, zero per la mancata risposta, -o,4 per ogni risposta errata), mentre altri io punti dipenderanno dal voto conseguito all'esame di maturità. Si dà così attuazione al decreto Fioroni del 2007, che già aveva previsto di considerare il percorso scolastico, ma era rimasto sulla carta. Il voto di maturità, comunque, sarà valutato solo se superiore o uguale a 8o/ioo; inoltre, sarà rapportato alla distribuzione in-percentili dei voti di diploma dell'anno scorso di ciascuna scuola: inpratica, conquisteràio punti solo chi si colloca nel 5% deivotipiù alti della scuola. Il Miur pubblicherà sul suo sito internet, entro il 31 maggio, le tabelle in base alle quali "convertire", scuola per scuola, il voto di maturità. «Il metodo deipercentili - spiega Daniele Livon, direttore della Direzione generale per l'università del Miur - permetterà di valorizzare il percorso scolastico degli studenti più meritevoli» e ci sarà anche un meccanismo per rendere più equo il calcolo in caso dì scuole dove ci sia una prevalenza di voti molto alti. I risultati dei test saranno pubblicati online tra il 5 e il7 agosto, le graduatorie nazionali nominative il 26 agosto. In relazione ai posti disponibili, glistudentipotranno risultare "assegnati" o "prenotati" al corso e alla sede universitaria indicata come prima preferenza utile. Gli "assegnati" dovranno procedere all'iscrizione entro 4 giorni, i "prenotati" potranno anch'essi iscriversi, oppure potranno aspettare l'aggiornamento della graduatoria, la settimana dopo, sperando che si liberi un posto nella sede da loro indicata come migliore. Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) e della Conferenza dei presidenti di corso di laurea in Medicine chirurgia, hapartecípato al tavolo tecnico preparatorio: «Innanzitutto, abbiamo chiesto al ministero di prevedere un orientamento molto serio degli studenti già a partire dal terzo/quarto anno delle superiori, anche per evitare la corsa al test - e la delusione - da parte di candidati poco consapevoli e non realmente interessati; inoltre, l'anticipo delle date permetterà agli esclusi-di iscriversi aun altro çorso in tempo utile per frequentare fin dall'inizio». Da metà maggio sul sito www. unìversìtaly.itci sarà un esercitatore per gli studenti. Da oggi è inoltre attivo il call center 051.6171959 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17). Pagina 18 La riforma I cambiamenti introdotti dal Dm n. 334 del Miur perle prove di ammissione ai corsi universitari di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, a numero chiuso programmato a livello nazionale LE NOVITÀ L'iscrizione ai test d'ingresso va fatta ontine su www.universitaty.it. I candidati a Medicina o Odontoiatria (prova unica) devono scegliere il corso al momento dell'iscrizione al test Le domande, ognuna con 5 opzioni di risposta, scendono da 80 a 60 e il tempo passa da due ore a un'ora e mezza. La risposta corretta vale 1,5 punti, quella sbagliata fa perdere 0,4 punti I quesiti di cultura generale scendono a 5, quelli dì ragionamento logico salgono a 25; gli altri 30 quesitisi differenziano per materie specifiche, a seconda del corso di studi Per ogni corso di laurea verrà formata una graduatoria nazionale, che sarà periodicamente aggiornata in base al perfezionamento progressivo delle immatricolazioni Il test può far totalizzare in tutto 90 punti; altri 10 al massimo dipenderanno dal voto di maturità, ma solo se il candidato sarà nel 20% dei migliori studenti detta sua scuola I POSTI E I CANDIDATI Così l'anno scorso* Posti disponibili Candidati 11.104 60.426 Medicina e Odontoiatria Così quest'anno* anno* Posti disponibili Medicina 954 Posti, disponibili Candidati 7.811 Veterinaria Le date delle prove di ammissione dei corsi a numero chiuso programmato a livello nazionale 10.021 Odontoiatria 918 IL CALENDARIO Medicina e chirurgia .._..... ..... ..... ........_..-.._._..........._.....__. Odontoiatria Posti disponibili Medicina veterinaria 825 M Architettura Posti disponibili Candidati 8.720 20.193 l „ I Architettura. (*) a livello nazionale, per studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia Mondo Universitario Posti disponibili 8.640 Professioni sanitarie' fonte: Miur Pagina 19 Le scadenze Peri corsi di laurea in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Medicina veterinaria e Architettura DAL 6 MAGGIO AL 7 GIUGNO Iscrizione al test d'ingresso esclusivamente onli ne attraverso il portale www:universitaly.it, entro te ore 15 del7 giugno. Il candidato deve contestuá[mente indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intende concorrere. Tali preferenze sono irrevocabili. La sede in cui si sostiene il test è considerata "prima scelta" ENTRO IL 31 MAGGIO Pubblicazione sul sito del Miuresu www.universitaty.it delle tabelle, scuola per scuota, con l'indicazione dei voti di maturità relativi ai diversi percentili (80esimo85esimo- 90esimo 95esimo) in base ai quali sarà attribuito il punteggio (4-6-8-10)dasommare al risúltato del test Mondo Universitario ENTRO IL 14 GIUGNO Pagamento deicontributo. perla partecipazione at tést d'ingresso all'ateneo di riferimento, con procedure indicate dalle singole università ENTRO 29/30/31 LUGLIO Comunicazione dei voto di maturità, dal primo giorno successivo atta prova ed entro 6 giorni (29,30,31 luglio, rispettivamente, per le prove del 23,24,25), attraverso l'area riservata delsito http://accessoprogrammato. miur.it, utilizzando le password e le chiavi di accesso forniteit giorno della prova. In caso di mancata comunicazione entro i termini, alta valorizzazione del percorso scolastico verrà attribuito punteggio nullo 5,6, 7 AGOSTO Pubblicazione dei risultati dei test d'ingresso (Medicina/Odontoiatria il 5, Veterinaria il6, Architettura il 7) in base al "codice prova" fornitoil giorno del test; possibilità di accesso online alla visione dell'elaborato e dei punteggi 26 AGOSTO Pubblicazione delta graduatoria nazionale di merito nominativa, comprensiva dei punteggio attribuito in base al voto di maturità, nell'area riservata delsito http://accessoprogrammgto. miur.it ENTRO 4 GIORNI Entro 4 giorni dalla pubblicazione della graduatoria gli studenti che risultano assegnati alla loro sede di prima scelta devono perfezionare l'iscrizione presso l'Università, pena il decadimento di ogni diritto. Gli studenti che risultano prenotati in una sede successiva alle loro scelte migliori possono perfezionare l'iscrizione oppure aspettare il successivo aggiornamento della graduatoria (una ogni settimana peri primi scorrimenti), sperando di risulta re assegnata ri nella sede della scelta migliore per effetto della rinuncia di qualche altro studente Pagina 20 Glá altri corsi' Regole diverse ateneo per ateneo Oltre ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, il numero chiuso a livello nazionale è previsto - in base alla legge 264/99 - anche per le lauree triennali delle professioni sanitarie e per i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. Anche i test delle professioni sanitarie saranno ridotti a 6o quesiti da svolgere in 9o minuti, con domande di cultura generale limitate a 5 e 25 quesiti di ragionamento logico. Conterà anche il voto di maturità, ma ogni università deciderà come. Per il resto, le prove di ammissione si svolgeranno i14 settembre, più o meno come gli anni scorsi; i test saranno predisposti da ciascuna università e saranno identici per tutte le.tipologie di corsi; le graduatorie continueranno a essere formate a livello di singoli atenei. Per Scienze della formazione primaria, invece, il decreto con le date, le modalità e i conte- Mondo Universitario nuti delle prove di ammissione è atteso per giugno, senza che per quest'anno siano previste particolari novità. A parte i corsi di laurea citati, alcuni atenei - sia pubblici che privati - stabiliscono in autonomia barriere d'ingresso ad altri tipi di corsi, prevalentemente di economia, ingegneria, giurisprudenza o design. E il caso della Bocconi di Milano, del Politecnico di Milano e di quello di Torino, della Cattolica, della Luiss, della Liuc, dell'Alma Mater di Bologna. In alcuni casi le prime tornate delle prove di ammissione si sono già svolte, ma altre sessioni sono previste più avanti. Ci sono, inoltre, atenei che propongono test di orientamento, pur senza adottare il numero chiuso: per esempio, il consorzio interuniversitario Cisia. Sui siti internet delle singole università sono reperibili tutte le informazioni. ® RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 21 Gli studenti San Raffaele «Liniervenio del mini, Vtro ica ,, a » MILANO - La nota del neoministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza ha rassicurato gli studenti del San Raffaele («il ministro si impegnerà per cercare una mediazione entro mercoledì della settimana prossima, che consenta all'Ateneo di riprendere regolarmente la propria attività») e, malgrado la manifestazione per le vie di Milano, si respirava un clima di fiducia espresso anche da Marco Pisa, rappresentante del consiglio di facoltà di Medicina. «Questo intervento ministeriale è l'unica strada affinché si possa trovare un accordo definitivo che salvaguardi il percorso di studi e le legittime aspettative di studenti, dottorandi e specializzandi, senza svendere l'eccellenza scientifica costruita attorno al San Raffaele in questi anni». Mattia Sogaro, presidente del consiglio nazionale degli studenti universitari, ha incontrato insieme con gli studenti del San Raffaele il ministro Carrozza, auspicando una soluzione mirata alla continuità didattica e alla salvaguardia delle scuole di specializzazione. n RIPROCUZIONE RISERVATA Mondo Universitario Pagina 22 r.1_ d1.-,Ido C.. sso m Le « sigille» del San Raffaele e il senso perduto della carità o ffi vi ` rc a2 8d G 4A C. E ra stato facile profeta don Luigi Verzé nel vergare il suo testamento: «Io di mio non lascio niente, perché di mio non ho mai avuto niente . Lascio problemi». Sull'eredità materiale sta ancora indagando la magistratura, su quella spirituale vegliano le Sigille . Le quali devono aver preso alla lettera il testamento perché hanno creato un problema grosso come una casa, anzi come un'università. Da mesi c'è un braccio di ferro tra le accolite di don Verzé, le Sigille Raffaella Voltolini e Gianna Zoppei, e i nuovi vertici dell'ospedale, tenuti fuori dal cda dell'ateneo. Un contrasto che ha portato la proprietà del San Raffaele a non rinnovare la convenzione con l'università. Il Miur ha bloccato nuove immatricola- Mondo Universitario Don LUL Verzé zioni e nuovi contratti di formazione specialistica . Venerdì è dovuto intervenire il ministro Maria Chiara Carrozza per trovare una soluzione per l'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e scongiurare la paralisi. Ma chi sono le Sigille? Gli studenti in sciopero le hanno soprannominate le «vedove di don Verzé», le «sconsolate», ma al vertice dell'università ci sono ancora loro. La confraternita gnostica del suggello ricorda più le storie di Il Trono di Spade o di Da Vincï 's Demons che i sette sigilli dell'Apocalisse . Come spesso succede, quando il guru («il guardasigille») scompare gli affiliati non praticano la carità in cui credono, ma la carità in cui credono di dover credere. Don Verzé aveva fondato l'Associazione Sigilli, racchiusa nel motto evangelico «Andate, insegnate, guarite!», reclutando persone interamente dedite all'Opera. L'obbligo era quello del celibato, meglio del nubilato, visto che erano soprattutto donne quelle che vivevano con lui in Cascina. Se il San Raffaele resta un ospedale di prim'ordine, frutto della generosa, straordinaria visionarietà del sacerdote, i drammi che hanno accompagnato la sua morte (ammanchi, tangenti, debiti, suicidi) avrebbero dovuto consigliare alle Sigille un 'uscita di scena più discreta, più cristiana . La carità non cerca mai il suo interesse . «Andate, insegnate, guarite!». Andate, soprattutto. Prima che qualcuno metta i sigilli all'università del San Raffaele. G RIPRODUZIONE RISERVALA Pagina 23 Michele Di Francesco rettore dello luss di Pavia Michele Di Francesco è il nuovo rettore della Scuola superiore universitaria Iuss di Pavia. Nato a Diano Marina (Im,), nel 1956, Michele Di Francesco è laureato in filosofia e dottore di ricerca nella stessa disciplina. Ha insegnato e condotto attività di formazione e ricerca in diverse Università italiane e straniere. É stato presidente della Società Europea di filosofia analitica. È attualmente professore ordinario di logica e filosofia della scienza all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove è preside della facoltà di filosofia e direttore della Scuola di dottorato in filosofia e scienze della mente. E autore e curatore di una ventina di volumi nell'ambito della filosofia della mente, del linguaggio e della scienza e di numerosi articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali. Mondo Universitario Pagina 24 IL l da Bocconi è l'unica università nella "top 100" del Financial Times Un ritardo storico . L'Mba, introdotto negli Stati Uniti a inizio `900, è arrivato in Italia solo nel 1975. La prima università ad importarlo è stata la Bocconi di Milano, ancora oggi unico corso tricolore capace di entrare nella top 100 dal Financial Times. Nella classifica 2013 occupa la 39esima piazza, in ascesa di tre posizioni rispetto al 2012 . Perla prima volta dopo otto anni al primo posto figura il programma della Harvard Business School , che ha scalzato quello della californiana Stanford. Il salario medio atteso, per i diplomati di queste due scuole , è di circa 190mila dollari l'anno. Tra i primi dieci, sei Mba sono basati negli'Stati Uniti, tre in Europa e uno in Cina, quello della Hong Kong Business School. (fil. san.) 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Mondo Universitario Pagina 25 Mba, calano le ïsc NEL 2012 LE DOMANDE DI AMMISSIONEAI MASTER IN BUSINESS ADMINISTRATION HANNO REGISTRATOLA QUARTA FLESSIONE CONSECUTIVA, SECONDO Lii RILEVAZIONI DI GMAC. COLPA SOPRATTUTTO DI CONSULENZAE INVESTMENT BANKING Filippo Santelli Roma n investimento costoso, ma remunerativo. Un acceleratore di carriera e salario: questo è l'Mba, ilmasterin BusinessAdministration offerto dalle maggiori scuole di economia mondiali. Due anni di formazione intensiva in management e la possibilità, per chi ha già esperienza di lavoro, di costruire un network internazionale. Nell'élite globale dei dirigenti d'azienda, in molti sono passati dàlì. Ma neppure questo percorso, rapido e di eccellenza, sembra uscito immune dalla crisi. Non con il lustro di un tempo, ipotizza il Financial Times, che ogni anno compila la classifica dei migliori Mba. Lo testimoniano i dati americani: chi si è diplomato nel 1995 ha visto quintuplicare il proprio salario entro cinque anni. Perle classi del 2008 e del 2009 l'incremento si è dimezzato. Mentre il costo di iscrizione saliva del 7% ogni anno: 106mila dollari, circa 80n-ila euro, quanto si spende oggi per un master biennale negli Stati Uniti. E se lacifra è spesso sponsorizzata dai datori di lavoro, bisogna comunque aggiungere il costo della vita e la rinuncia a due annidi salario. In questa congiuntura, un esborso di cui molti mettono in dubbio la convenienza. Lo scorso anno il numero di domande di ammissioneha registrato laquartaflessione consecutiva. Secondo le rilevazioni di Gmac, condotte su359 istitutiintutto il mondo, nel 2012 le candidature peri programmi biennali sono calate del20%. E sono proprio Stati Uniti edEuropa, sededegliMbapiùprestigiosi, a soffrire di più. Il 58% delle scuole europee ha visto scendere la richiesta per i corsi annuali. E il 62% di quelle americane per i corsi biennali. «Le ragioni del calo mi sembrano congiunturali, non strutturali», commenta Gianmario Verona, direttore del full-time Mba alla Scuola di Direzione aziendale della Bocconi, un percorso annuale che costa 44.500 euro. «Negli ultimi anni spiega - sono andati in crisi due ca- Mondo Universitario 0 o oni in Europa eUsa nali tradizionali per i diplomati: la consulenza e l'investment banldng». Generazioni di studenti si accasavano presso le maggiori banche d'affari, con stipendi a sei cifre. Uno sbocco che la crisi finanziaria ha prosciugato. «Ma se l'anno scorso abbiamo registrato un calo delle domande del 5%, quest'anno siamo tornato sui livelli del 2011», continuail professore. «I diplomati trovano posto in nuovi settori, comeilfarmaceutico e l'high tech». Quanto almondo dellaconsulenza, il suo legame con la formazione Mba è giàtornato solido. Dopo iprimi due anni di lavoro in azienda McKinsey sponsorizza agli analisti più meritevoli un master, propedeutico all'avanzamento di carriera. «Lo consideriamo un passaggio fondamentale, perché coniuga teoria avanzata ed esperienza pratica», spiega Gabriele Vigo, partner di McKinsey e responsabile del reclutamento per l'Italia. Lastrategiadella società di consulenza è indirizzare i dipendenti verso le scuole di qualitàpiù alta: possono presentare domanda a uno dei primi dieci Mba al mondo. «Poi ognuno è libero di scegliere destinazione e durata secondo le proprie esigenze», continua Vigo. «In tutti i ragazzi che tornano notiamo grande entusiasmo per l'esperienza e una solida preparazione». Per arginare l'emorragia di domande però il modello di formazionevaaggiornato,lo confermanoidi- battiti interni al mondo delle business school. Quello sulla durata dei corsi, inprimoluogo. Damoltotempo l'Europahapuntato suprogrammi annuali, mentre lo standard negli Stati Uniti è di due anni. Intanto, a fianco ai corsi che prevedono una presenza stabile nel campus, stanno esplodendo le richieste per gli Mbapart-time, pensatiperchilavora, o gli Mba a distanza, nei quali gran parte della formazione viene fattaonline. Segno che sicercano alternative più economiche: alcune scuole americane offrono ora la possibilità di diplomarsi dopo 18 mesi, in modo da contenere i costi. «Ma anche i contenuti stanno cambiando», aggiunge Verona. Specie da quando nelle grandi aziende hightech, daApple adAmazon, si è imposta una nuova generazione di dirigenti, spesso meno preparati tecnicamente, ma carismaticie innovativi. «Ora cerchiamo dilavorare molto di più sulle competenze caratteriali, gestione delteam, comunicazione e leadership», spiegail professore. La capacità di adattarsi alle esigenze del mercato è uno dei tratti distintitivi degli Mba. Le stesse aziende sono coinvolte nei corsi, in modo da offrire ai partecipanti casi di lavoro reali. Un valore aggiunto decisivo, insieme all'immersione m un contesto internazionale: «L'Mba resta un passaggio quasi obbligato per chi vuole fare l'executive all'estero», commentano daBoyden, società di consulenza per il reclutamento di quadri dirigenti. «Eunapatente riconosciuta a livello mondiale, specie seottenutainunascuoladi prestigio». Un percorso di carriera con meno garanzie di un tempo. Ma che resta il più accelerato: la crescita"sul campo", prima alternativa alle business school, in tempi di crisi è ancora più lenta e incerta. ® RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 26 AK,1 DOMANDE PER NIBA ANNUALI GLI MBA BIENNALI Var. % 2012211 Var. % 2012211 ASIA W-SU EUROPA STABILE M G10 STATI UNITI lente: GMAL ASIA PACIFICO 1i1S5€0lu1- f' L! ilAi STATI UNITI Fonte:GMAI Qui sopra, Gabriele Vigo (1), partner di McKinsey responsabile dei reclutamento e Gianmario Verona (9), direttore dell'Mba presso SDA Bocconi School of Management Mondo Universitario Pagina 27 i 1.'RdIZiAT1VA3 Droni in rete e social geolocalizzati ilMit premia l'innóvazione italiana ASSEGNATI I RICONOSCIMENTIAI TRE PROGETTI REALIZZATI DA GIOVANI "UNDER35" CHE "TECHNOLOGY REVIEW" RITIENE MERITEVOLI DI ACCESSO AL MERCATO GLOBALE basi per il concetto di marketing «one to one» online, svolto direttamente nei dintomi dell'attività commerciale, cosicché la visibilità ne sia aumentata". Il progetto di Damiano Gui, invece, si chiama Terra- rium, è una variazione "social" sul tema delle mappe. In particolate, spiegal'ideatore, è "unsiRoma stema informativo geografico perdispositivimobili cheritorna n social network innovai dati generati dagli utenti agli tivo basato sulla geolocalizzazione, un mobile geoutenti stessi, permettendo la graphic information system e creazione di mappe e percorsi unapiattaforma di programma1 personalizzati che sfruttano la zione per usare gli Uav, i microdisponibilità di flussi di dati in veivoli senza pilota connessi a tempo reale sulla posizione e la Intemet, per progredire sulla cronologia degli spostamenti strada dell'integrazione tra per generare un' esperienza spamondo reale e mondo digitale. ziale più ricca e significativa". Sono questiitreprogettipresenLiftoff, l'idea di Luca Mottola, è tati, rispettivamente, da Filippo invece un piattaforma per realizzare applicazioni che utilizziTognola, Damiano Gui e Luca Mottola, i vincitori del premio no i dati raccolti dagli Uav (UnInnovatori Under 35 Ict istituito manned Aerial Vehicles), i microveicoli senza piloti connessi dall'edizione italiana della Mit Technology Review, diretta da ad internet facilmente reperibili sul mercato. L'obiettivo: facilitaAlessándo Ovi e Gian Piero Jacobelli, con la collaborazione di re la creazione di applicazioni Enel e Telecom. Premiati il 4 che utilizzino i dati raccolti dagli maggio presso l'Università degli Uav. Come, propone Mottola, studi di P adova, i tre giovani han"un'applicazione di monitoragno presentato progetti profongio C02 utilizzando Uav dispoI tre giovani damente innovativi. Il primo, nibili in commercio con piccole innovatori Mind The Place, oltre a essere un modifiche. Uav collegati alnterpremiati social network e promuovere net-spiega - messi a disposiziodall'Mit: dunqueil contatto sociale, dà un ne da una municipalità potranDamiano Gui variazione in più alla formula, no essere utilizzati per monito(1), Luca promuovendo anche l'interarare la stratificazione degli inMottola (2) zionetraluogo eutente áttraverquinanti in aree metropolitane, e Filippo so l'utilizzo di un'app dedicata. offrendo questa funzionalità coTognola (3) me un servizio su Intemet. IngeSpiega Tognola, padre del progetto insieme a Marco Vaiagneri ambientali e le autorità di ìioealpartnertecnicoNoonic: "I controllo del traffico potranno concettivincenti sono riferiti allapossibicollegarsi agli Uav attraverso Intemet e lità di liberare e condividere ipensieri con fornire obiettivi di alto livello, ad esempio, la gente presente nel luogo, avendo poi la di registrare la concentrazione di CO2 in concreta possibilità di socializzazione diuna zona" prestabilita. retta. Inoltre la diffusione dell'-app por 1e 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Valerio Maccari Mondo Universitario Pagina 28 I I.A 1V® A3 Formazione continua per i dipendenti degli studi Roma La formazione continua non è affare esclusivo degli ordini e degli iscritti ai vari albi. Tocca ora anche ailoro dipendenti, ovveroilpersonale deglistudi professionali, che può beneficiare del bando da 1,5 milioni di euro appena approvato da Fondoprofessioni, il fondo paritetico interprofessionale riconosciuto dal ministero delLavoro. L'ente è natone12003 con l'accordo interconfederale trale associazioni datoriali e sindacalicheruotano attorno aglistudi: Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil. La Mondo Universitario nuovainiziativa, destinataamigliaiadi dipendenti, riserva 700 mila euro per la realizzazione di corsi rivolti al personale degli studi che rientra nel Ccnl di settore, mentre altri 600 mila sono destinati alla formazione peri dipendenti delle società che applicano altri contratti di lavoro. Perl'organizzazione di seminari sono stati messi a budget 200 mila euro. La scadenza per la presentazione delle domande da parte deivari enti di formazione accreditati è fissata al prossimo 3 giugno. (a.rust.) 0 RIPESDUZIONE RISERVATA Pagina 29 Iniziativa Accademia Silvio d'Amico e Man,uF actoiy Il doppiaggio doc Arriva il master per specializzarsi Pagina a cura DI FILIPPO GROSSI a al primo master in doppiaggio professionale cine-audiovisivo. L'Accademia nazionale d'arte drammatica «Silvio d'Amico», in collaborazione con l'Associazione ManuFactory, ha infatti istituito per l'anno accademico 2013/2014 un master destinato ai diplomati dell'Accademia e a tutti i laureati con comprovato curriculum artistico per cui sarà possibile iscriversi entro il prossimo 31 ottobre 2013. Il corso, l'unico riconosciuto dal Miur e che conferisce 60 crediti formativi, alla sua prima edizione arricchisce l'offerta didattica dell'Accademia di un ulteriore ambito di specializzazione, in un settore che richiede formazione teorica e competenze tecniche specifiche. Il Mondo Universitario doppiaggio non è infatti una semplice sostituzione di voci: è un complesso procedimento tecnico e interpretativo poiché un film doppiato è il risultato del lavoro di più figure professionali tra cui il traduttore, l'adattatore, il direttore, l'assistente, il nica ad un livello degno della grande tradizione del doppiaggio italiano. L'eccellenza del percorso è assicurata da insegnanti di chiara fama del settore, professionisti del mondo del cinema, del teatro e della radio, da una costante attività laboratoriale e dalla possibilità di svolgere tirocini. Il master vuole inoltre offrire ai propri allievi le competenze professionali, culturali e pratiche necessarie a far acquisire conoscenze specifiche e approfondite relative alla storia del doppiaggio, intende inoltre fornire gli strumenti metodologici per svolgere professionalmente il mestiere dell'attore- fonico, il sincronizzatore e soprattutto l'attore doppiatore, il protagonista dell'intero processo. Il master, in particolare, mira a fornire agli allievi la possibilità di elevare le proprie capacità interpretative e la propria abilità tec- doppiatore e per approfondire la conoscenza e l'utilizzo delle tecniche del doppiaggio in ambito televisivo, cinematografico, pubblicitario. Per ulteriori informazioni, consultare l'indirizzo web: www.accademiasilviodamico.it. Pagina 30 Scade il 23 maggio 2013 il termine periscriversialmasterinMarketinge comunicazione organizzato dall'università Bocconi di Milano. Il master, che partirà il 10 ottobre 2013 e durerà no a di cem b re Ea///ao#/iao///i i%/i iio/ iagoi ia oiq%ao i a o ao0/ 9q ///ü /iiíoóoodoioidí io 7ioioid/í//oolydi in Organizzazioni internazionali, fondazioni, società di consulenza e multinazionali nell'ambito della politica internazionale e degli studi strategici. Il corso si rivolge, in particolare, a studenti un i vers i i7 tari, laureat i e gio---------------,,,,,, 2014, ha l 'obiettivo di incontrare la nani professionisti /112/ vasta domanda che siano forte''í- %' delle imprese in mente interessati dustriali , coni i/ alla professione % .y , merciali e di ser di analista in •: ° 'MF vizi, consapevoli relazioni interche orientarsi al ;1..1` nazionali o che mercato è la base vogliano apprende? re le nozioni mete di gni "„ó % iale. sRi dologiche di base per p / /! , servato a un massimo l 'analisi geopolitica e / /T . di 60 partecipanti, il niadelle relazioni internazianali. Per garantire la massima ster è rivolto primariamente a giovani laureati o laureandi, anche integrazione, il corso è riservato a triennali, provenienti da ogni facoltà, un massimo di 30 partecipanti. Per italiana o straniera equipollente. In iscriversi e per avere maggiori particolare, il master parla a quanti informazioni, consultare il abbiano già maturato, in qualsiasi sito web: wwiu unicatt, campo, una limitata esperienza lait l aseri vorativa, idealmente non superiore ai 3 anni e che abbiano confermato la Fino al 24 maggio propria passione perle professioni di 2013 è possibile marketing. Per iscriversi e per avere iscriversi al nuomaggiori informazioni, consultare il vo corso in Restisito web: www.uniboceoni.it. tuzione digitale organizzato dal Sono aperti fino al 27 giugno 2013 Dipartimento di i termini per iscriversi al corso in design del PolitecAnalisi delle relazioni internazionali nico di Milano. Il organizzato dall'università Cattolica corso, che si terrà dal di Milano attraverso l'Alta scuola di prossimo 31 maggio al economia e relazioni internazionali. 12 luglio 2013, conduce Il corso, che si svolgerà a Milano in i partecipanti nel mondo via San Vittore dall'1 al 5 luglio, della computer grafica fornenha lo scopo di fornire strumenti do loro strumenti e tecniche per la creazione di modelli tridimensionali metodologici e conoscitivi a quanti intendono intraprendere la carriera e immagini fotorealistiche di archidi analisti o già lavorano come tali tetture e progetti di interni, ovvero quelle rappresentazioni digitali che oggi sono indispensabili per il professionista e il tecnico nella simulazione del progetto e nella verifica della correttezza formale e apparente. L'attività formativa, in particolare, si suddivide in due moduli: il prima prevede l'approfondimento di temi legati al processo di costruzione del modello virtuale tramite la modellazione per primitive, 2D e 3D, loft e poligonale; il secondo si focalizza invece sugli aspetti legati alla definizione dei materiali, alle tematiehedel rendering con motori ad interpolazione che simulano in maniera realistica il comporta mento della luce in relazione al modello al fine di ottenere immagini fotorealistiche. Il Mondo Universitario corso è rivolto a laureati e non laureati impiegati presso studi professionali o aziende di settore, designer, architetti o liberi professionisti impegnati nell'ambito della progettazione architettonica e degli interni. Per iscriversi e per avere maggiori informazioni, consultare il sito web: www. dipartimentodesign.polimi. it, Parte a Firenze il 18 maggio 2012 la terza edizione del master in Human resource management organizzato da Quec. Si tratta di un master executive che seleziona e prepara profili altamente specializzati per acquisire le capacità necessarie a gestire i processi della funzione risorse umane e gli adeguati strumenti per operare nelle direzioni del personale, nelle società di consulenza manageriali e di lavoro temporaneo. Il master offre infatti una preparazione ampia, completa e multidisciplinare sulle strategie e politiche di sviluppo, gestione, valutazione e formazione delle risorse umane, ma anche hard skills come le politiche retributive, il budget e i sindacati. Inoltre, trattandosi di un job-master sarà possibile effettuare un percorso di stage contestuale al master e per la partecipazione al percorso sono disponibili cinque borse di studio. Per iscriversi al master e per avere maggiori informazioni, è necessario inviare il proprio cv all'indirizzo email: [email protected] Pagina 31 Le str°cxtegíe cli crescila degli istituti nazionali: parola d ordine rrzterrta ionalizva ione Le business school oltreconfine Netw ork ,, sca mb i o n uo ve se di p er re nd ersi p i u' a ttra ttive Pagina a cura DI SIBILLA Di PALMA nternazionalizzazione è la parola d'ordine alla base della strategia di sviluppo delle business school italiane. Impegnate sempre più spesso in network, scambi, partnership e lancio di nuove sedi oltreconfine per rendersi più attrattive e rilanciare il business in un'economia sempre più globalizzata e competitiva. Una sede in India per la Sda Bocconi. Molto attiva in questo senso è la Sda Bocconi School of Management che oggi conta 200 università partner in tutto il mondo, tra cui Yale, Princeton, la London School of Economics, l'Essec e la Fudan University di Shanghai. La business school italiana ha inoltre lanciato una sede in India attraver- Mondo Universitario so un'alleanza con la rete di imprenditori indiani Ultimate Knowledge System che ha dato vita alla Mumbai International School of Business Bocconi. Una scelta dettata sia dalla forte richiesta di formazione manageriale che caratterizza il mercato indiano, sia dalla radicata esperienza che la Bocconi può vantare in questo paese a partire dal 2000, anno in cui è stato firmato il primo accordo con un partner universitario. Il programma formativo della scuola include il Post graduate program in business, un percorso in management incentrato sulla realtà del mercato e del business indiani. Il Mip guarda alla Cina. Anche la School of Management del Politecnico di Milano guarda all'estero con attenzione. In particolare alla Cina: lo scorso marzo è partito ad esempio a Shanghai un executive Mba con 40 iscritti che darà ai frequentanti la possibilità di ottenere un double degree, cioè un doppio diploma valido sia in Italia che in Cina. La scuola ha inoltre recentemente stretto degli accordi con università situate in regioni ad alto tasso di sviluppo economico, come Jinan, Wuhan e Chengdu, in cui le scuole americane non hanno ancora una presenza dominante. Mentre a febbraio 2014 partirà il Global executive master in operations and supply chain management, un nuovo master di 12 mesi part-time progettato in partnership con la spagnola Eada Business School. Restando in Europa, il Mip realizza, in collaborazione con la francese Reims Management School, l'International master in luxury management, un programma full time (in partenza a settembre) della durata di 12 mesi, in lingua inglese, che rilascia un doppio titolo di studio (il primo semestre si svolge a Reims, in Francia, mentre il secondo a Milano). Per il futuro, la tendenza è di arrivare a erogare in lingua inglese tutti i principali prodotti della scuola, sia quelli rivolti ai giovani che quelli pensati per gli executive, in modo da attrarre iscritti da ogni parte del mondo. I casi Istud , Alma Graduate School e Mib . Lo sviluppo in area internazionale è un focus sempre più strategico anche per l'Istud Business School. «Negli ultimi mesi in particolare, abbiamo consolidato un network globale di eccellenze con primarie università e centri di ricerca nei cinque continenti», sottolinea Jlenia Ermacora, responsabile international relations della scuola. In particolare, le partnership coprono sia l'area emergente dei Bric - con collaborazioni con la Cina (Peking University), l'India (facoltà di management and sciences dell'Università di Delhi e Bhopal School of Social Sciences) e il Brasile (Fundacao Doni Cabral) - sia i paesi anglosassoni, tra cui gli Stati Uniti (Wharton Business School di Philadelphia). Proprio in collaborazione con quest'ultima la scuola italiana realizza il programma Next in Line, un percorso globale per manager con tappe formative in Danimarca, Stati Uniti e Italia. Mentre si svolgerà dall'8 all'11 giugno prossimi l'Intensive Pagina 32 study tour programme per manager cinesi che operano nel mondo della moda e del lusso e sono interessati a conoscere le eccellenze italiane del Made in Italy attraverso formazione in aula, company visits, testimonianze aziendali e imprenditoriali. L'Alma Graduate School di Bologna è invece parte dell'Emba - Consortium for Global Business Innovation, un network che include sette business school di varie aree del mondo pensato per mettere in comune i rispettivi programmi executive Mba. Oltre ad Alma sono coinvolte nel progetto la Chapman Graduate School of Business della Florida International Univer- sity (Usa), la Moscow International Higher Business School (Russia), la Coppead Graduate School of Business dell'Universidade Federal di Rio de Janeiro (Brasile), la School of Economics and Business Administration di Chongqing (Cina), la School of Management Sabanci University di Istanbul (Turchia) e la Stellenbosch Business School di Cape Town (Sud Africa). Ciascuna scuola realizza un programma avanzato, della durata di una settimana, dedicato ai partecipanti all'executive Mba delle scuole partner. «In tempi di crisi diventa ancora più cruciale per le imprese guardare all'estero. I manager dunque devo- no essere capaci di operare in un'ottica internazionale. I nostri programmi e le nostre partnership hanno lo scopo di fornire ai partecipanti dei nostri master le competenze e gli strumenti per tali fini», sottolinea il professor Massimo Bergami, direttore di Alma. Infine, il Mib School of Management di Trieste ha stretto delle partnership con otto business school estere, con le quali sono attivi scambi di docenti e studenti. Tra queste, l'Institute of Business Studies di Mosca, il Lingnan College, Sun Yat-sen University di Canton in Cina e la Merrick School of Business dell'Università di Baltimora negli Stati Uniti. Sct1ola Iniziative Sda Bocconi School of Management Coma 2i ?Q U?IiVH^ SIT 1 laäï?.lf'r 1n ï ETiO II r11Jr'ld0.tra cUl Vale Pïirlcet+3n, la Lor dori Schooi of Ecr)rlorr,ca.;'ESSe+- ( la F C; dan UCiÌVC'.rsitv C, SI1 f1 €sllai. Ha laru_l:ato I_itsa si_C;+, !rl Ind;a: la RA!-Erni3tìi JcfiO'o'i of ; lsRi 't8 úOccClf',i. La lïíUVa sCU Ol3 Jf'ïe il P osi r 3 lli-1`G i rOtïCìlli Eri USl .:' . LIri iaro0ran11ì 1ä il 1 Ci? (Ya"'IQr1 iE"I '1' z!ldt cn- C'.r14 inC. "ICréì`to , snlla rv 3 ta a;! I?lerCco C í,eA iJUSIieS3 N1Ep - School of Management del Politecnico di Milano i'ia st?'c'tto accxardi f'C'CC 3lt.C:rlav'r7tC', Piani eC'Ji'l i ;rli`•✓C.;•rsiTa si tuato iri I"C; ìonÌ cEnc si af% iiio t,i' so Cl? s1'?li:r i.íß C"'i?71G!'íl;ç;f), t Cil1P iIr?dl.1 vvf 1{1,c 311 e (;P1C ,,g ci Li. Lo scor s o r11r4,, Zo i' partE;.o a î; i ì8 C>r`:rél %ii freclLi,_ntariti la E,ossilaiiità di ottenere c,n ,rl&-{bie cle,lree. cloe ciil d CpP1C) dii)Ion1<, V a li do s i a ir1 italla che irl Gin,-i, / febbr aio '014 Paït?rrt il taiîlilrïi e xE'c l_itiVC-,° rÉ1.=1s?ei ir1 oi)Etrì*?or is andi sI_fl?;aiY CI' lca;n fa'larì<"1g-e! Ylerlt, o ri 71'J.ovJ rrìaster di clodi0{ ria si laärt t?rr1e progettato !ri paitrEersi'; la con l a 517a IiOlc Carla BE,!sirlc.as Sc'haoi. Cori la 7r„ncë'St:', Relnis atnä f'I1lClit scil Cx2l real i zza i In tc:l'n.a? onal ll, aster !1 9hai1f;hal Ur1 eXeL'COiaVe Mba coi-, 4 0 ! sC, iiti ', I(-1XUïj' r11ar1 -3 € £'a"'i É'.lit, li?1 l3ro'¡?,?'i1!'llfî (i fl;ii ¢?i11E', C1£ licì féUrci`t%f! do d1CE 111e.S?, !ri l?iiga {n£flE; ;E , cll£- n lasCla cln t:loi:)l2io d 1 stild ia í!i i)'1i1?0 sfailesi"e _,i svolge a Fdds?ri i s. !rl iarr. i:;, r7l cr ltre il seaorlc;o a (,Ailaru,) Cli titolo Istud I-'artrlE',r sh;i`! co?iia ,%1 ! 1a' ,r; e r7ìC.-, ina ;Pel<Iiî tJlîl`v'ersit,✓ ; ( ei I !r . Éf!i;ÌLì;f£3C lt3 a l Del??{ e Bhci,a i Scilo Fal ot SC3c {al Sc;er,ccs), i l Brasile (F!_iw-, ac ao i1o1Y1 Cabrai; e ! ï)arsl ail0osassc?nl, ir a c o i ì? l! ;?'"d`ll U i1Etl ïnu; SClerlt IVE.'r5E+a (U^,'i1cì;"(w, BUS0C'ss r',ci;ool di Pil!1r1C;C'ir_`.11ia). l=rF)r rc"ii1";s}tr1 1rle. l.in perc orso 'lOíî ia:J {?£'t' I"ilaE1<3óe.ï CC'.E i tal pe forniafi'de iri narlirllarca. Stati Unifi e lfalia. lntensive s,ud t0 uï 11i rëli"7i{1lF' hC71" 'T st í f î,?r1E.'-sì le opina i !C) nci ;11Q 1=;0 de_lia no nio e del lc?sso c` sono irita,rCSSatf a Ç;CF ilrr LC'. it aliane de! Maii e iri It<alq ,3110SCti,re l e UeXt ANna Graduate School di BoioZniii:_a Fa ,,ar-te £;;::ll'Elail),a - t;onsorliLrril for Gifatl.al Business i!ìnoVaTi Cir-!. 1_1 r1 i1eT Vdorl; c:he iE1î:lLiii'ü sette 1 1i.r 51ness sl;iiir(?i i`ii varie arr'e d. ol imm ondo pensato Per i? aett:'rc iri .'.;C)!m:rìe i rispettivi prîigïailiiui E';xe:critive Mba Mib School of Management di Trieste Partrìersllila Oorl ottc, k_iUSiness sci-00i estere. con le g `o a[T;vl sca11 ii"JI d{ doClent! c studorlt!. Tra C7l.lc'S-C. l'l?1S' !t1.,itC of Bti sii"li: ss JT.L!rlli:'s d; P-,/losca. il Lirlz 3iäil fìliC. i:, i_ir1 (ai sE:n Ur!iV8?""sit)%d;! alliorl r1 Cima e la sCli1?ol of fa alness ciell't;n!ve?sl[a al Ba!tinwr_; ne1-;l! Sta'.I Ji11t, Mondo Universitario Pagina 33 Antenne green e solare pe. r lare -max TELECOMUNICAZIONI ANCHE IN QUESTO SETTORE SI SPERIMENTA IL RISPARMIO PUNTANDO SULL'EFFICIENZA DEGLI APPARECCHI. IL CASO DI LINKEM, AZIENDACOINVOLTA IN UN PROGETTO DALL'ATENEO DIROMA3 Milano Antenne a basso consumo e pannellifotovoltaici per alimentare gli impianti , della rete wi-max. Anche nel settore delle telecomunicazioni c'è chi vuole risparmiare energia puntando su apparecchi efficienti e sulle fonti alternative. Fil caso di Linkem, una giovane azienda italiana, partecipata anche da due fondi americani, un fatturato di40milioni di euro circa, che da qualche anno è stata coinvolta dall'università di Roma 3 in un progetto per testare l'alimentazione di un impianto delle telecomunicazioni con pannelli fotovoltaici ebatterie al litio di ultima generazione. «Durante la sperimentazione il gruppo di lavoro costituito anche da SunSystem e Fiamm - spiega l'amministratore delegato di Linkem Davide Rota ha riscontrato un unico limite: il basso rendimento dei pannelli in commercio che comporta l'utilizzo di spazi importanti per produrre l'energia necessaria e per ovviare aquesto problema adesso si sta studiando lo sviluppo di pannelli più evoluti». Intanto le circa 1.200 antenne che Linkem ha sul territorio sono già tutte abasso consumo. «Un vantaggio - spiega Rotai nostri apparati funziona- Mondo Universitario no con forniture di 1,5 Idlowatt (meno di un'utenza domestica) mentre le forniture di altri operatori variano da 5 a 15 kilowatt in base alle tecnologia installate». E in futuro grazie aqueste antenne, anche nell'ottica di piazzare i pannelli fotovoltaici per alimentarle, Linkem avrebbe bisogno di spazi anche diecivolteinferiori rispetto a quelli di altri operatori. La strada è dunque segnata e l'azienda romana ha scelto di seguire l'approccio green. «Si tratta di un percorso - prosegue l'amministratore delegato - che non paga da subito ma richiede tempo, del resto è in linea con la filosofia della nostra azienda che segue un approccio etico per stare sul mercato prestando attenzione non solo all'ambiente ma anche ai dipendenti: non a caso tendiamo sempre ad assumere con contratti a tempo indeterminato e oggi abbiamo 200 dipendenti». Ma come vanno gli affari? «Bene, cresciamo: siamo passati dai 28n-ila abbonati del 2011 ai i10mila dell'anno scorso e adesso stimiamo di raggiungere i 210mila nel 2013». (st.a.) Pagina 34 Pa, corsa contro il tempo per i prec Si rischia un'uscita di massa al 31 luglio e la trattativa all'Aran si è arenata - La palla al Governo Gianni Trovati r,d.1 contratti precari nella Pubblica amministrazione è l'altra Imu del Governo Letta. Come per l'imposta municipale, il neo-premier ha posto nel suo discorso di insediamento l'obiettivo del «superamento» del precariato negli uffici pubblici, e come per l'Imu i tempi stringono: la proroga dei contratti fatta con l'ultima legge di stabilità scade il31luglio, e le regole in vigore non sembrano lasciare spazio aunrinvio ulteriore (il Dlgs 368/2ooi fissa il principio della «proroga unica»), anche perché si supererebbe il limite dei 36 mesi. Per evitare un'uscita di massa, insomma, sembra indispensabile una legge. In fretta. Secondo l'ultimo censimento dell'Aran, l'agenzia nazionale che si occupa del pubblico impiego, i contratti «flessibili» nella pubblica amministrazione sono 317mila. Circa2o3mila, ......................................................................... LE POSIZIONI I sindacati chiedono di limitare i casi di ricorso al tempo determinato, ma gli enti affrontano i limiti a spesa e turnover però, sono i supplenti.che lavorano in scuole, accademie e conservatori, per cui i precari "classici" dellaPubblicaamministrazione sono intorno ai u4mila. In gran parte (il 76%) sono titolari di contratti a tempo determinato, ma non mancano 18n-ila lavoratori socialmente utili, poco meno di iomila contratti di somministrazione eunasparutarappresentanza di rapporti di formazione e lavoro. Scuola e università a parte, sono gli enti locali ad arruolare la maggioranza dei lavoratori. flessibili, con circa 6omila contratti concentrati soprattutto nei servizi assistenziali ed educativi. Una quota di lavoro flessibile, comunque, è presente in tutte le Pubbliche amministrazioni, compresi settori piccoli come quello delle Autorità indipendenti (i.6oo Mondo Universitario persone in tutto, precarie in quasi il io% dei casi), e qualche decina di contratti flessibili è presente persino nelle stanze di Palazzo Chigi. Arrivare al 3i luglio senza aver trovato una soluzione, insomma, significa creare un nuovo problema sociale ma anche creare nuovibuchi nell'attività di tutta la Pubblica amministrazione. La costruzione di un paracadute, in realtà, è stata tentata nei mesi scorsi all'Aran, all'interno diuntavolo coni sindacati per la definizione di un accordo quadro (solo per alcune categorie, però) che tuttavia si è impantanata per le incertezze del terreno e per la distanza deposizione fra le parti. Le chance per una svolta nella trattativa sono ormai ridottissime, anche perché un eventuale uovo di Colombo dovrebbe passare il vaglio della Corte dei conti e il tempo utile per il completamento della procedura sembra esaurito. Soprattutto, ormai, sembra rivolta altrove l'attenzione dei sindacati, che chiedono un intervento del Governo: la prima richiesta, che era stata rivolta anche a Monti, è quella di una proroga al 31 dicembre (il costo oscilla tra i loo e i i5o milioni a seconda dei calcoli), in modo da avere il tempo anche per trovare una soluzione a regime. Nelle audizioni sul Def, qualche parlamentare ha ragionato sull'ipotesi di intervenire subito con un emendamento al decreto sblocca-pagamenti, ma l'individuazione di una copertura e la ricercaa di un'intesa con il Governo sono condizioni indispensabili. Anche perché una semplice proroga per legge non sarebbe sufficiente a chiudere la questione, perché occorre armonizzare la disciplina delpubblico impiego alle regole della legge Fornero e sulla gestione complessiva della flessibilità nella Pa le idee di sindacati e Pubblica amministrazione per orafaticano a convergere.I sindacati, in particolare, chiedo- no di accompagnare gli attuali precari verso il posto fisso e di rendere possibile solo in casi molto limitatilastipuladinuovi contratti a termine, con una «rigidità in ingresso» che però alle amministrazioni suona indigesta: anche perché c'è da fare i conti con i limiti al turn over e la limatura degli organici secondo le regole disegnate nel luglio scorso conlarevisione di spesa, che proprio per Comuni e Province attende ancora di essere applicata conl'individuazione degli enti caratterizzati da organici fuori misura e di conseguenza chiamati a introdurre prepensionamenti e mobilità. In questa cornice, resta da capire che cosa può significare in pratica il «superamento» evocato da Enrico Letta, che anche per l'Imu ha lasciato per ora il campo aperto a più di un'ipotesi. Jÿ @giannitrovati gianni. [email protected] O RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 35 La fotografia IL PRECARIATO NELLA PA I contratti flessibili nell'amministrazione centrale e locale, dati 2011 Tempo determinato 86.122 ---- TIPOLOGIE DI LAVORO Personale stabile Ministeri Lavoro flessibile, lavoratori socialmente utili, altro personale Presidenza del consiglio dei ministri Servizio sanitario nazionale Scuola Regioni a statuto speciale e province autonome Supplenti 202.918 -------- - --- -- -------Lavori socialmente utili 17.998 -- - - ---Somministrazione -- Formazione lavoro Mondo Universitario Pagina 36 Francesco Verbaro Ora servono ricette nuove e nuovi modelli organizzativi 1 Governo dovràpresto affrontare anche l'emergenza precariato della Pa Dopo anni diproroghe erinnovi-siaperle modifiche di rigore introdotte al Dlgs 368/2001 sia perle numerose sentenze di condanna del datore di lavoro pubblico - il legislatore ha prorogato fino al31luglio 2013 i contratti in essere che superano i 36 mesi, (legge 228/2012). Nel frattempo il Governo ha emanato un atto di indirizzo all'Aranper un accordo quadro, con esclusivo riferimento al tempo determinato,per disciplinare i termini ridotti, introdurre limiti percentuali, disciplinare altresì un'ulteriore proroga e un ulteriore contratto a termine, nonché i casi in cui è possibile superare i36 mesi. Tutte previsioni volte a intro durre la mas Sima flessibilità in un settore come quello pubblico, incuisarà difficile per i prossimi anni assumere atempo indeterminato. Proprio i limiti sulle assunzioni dovrebbero spingere a una maggiore cautela nel ricorso al lavoro flessibile; soprattutto in mancanza di uno spartiacque severo tra flessibilità eprecariato. In presenza del superamento dei 36 mesi, limite previsto dal legislatore, e in mancanza di un'ulteriore proroga, siponeil problema diverificare quale strumento rimane in capo alle amministrazioni. Il rischio ancora una volta è che si lasci al giudice il compito di ris olvere i problemi Molte sentenze condannanolaPa al risarcimento del danno. E non è' detto che, difronte aun datore di lavoro pubblico che cerca continue scorciatoie sul lavoro flessibile, la giurisprudenza in materia di legittimità del divieto di trasformazione a tempo indeterminato, non cambi.Infine, poco efficaceerealistica, ai fini di un percorso di stabilizzazione, si dimostra (articolo 35 del Dlgs 165/2001), la riserva del 4o% dei postibanditineiconcorsi, datigli Mondo Universitario attuali limiti sulle assunzioni Uno strumento praticabile, in attesadipercorsidi stabilizzazione, è quello del contratto disomministrazionea tempo determinato, tipologia ché riserva moltivantaggi nel breve periodo. In merito la Corte Europea di Giustizia, con sentenzauaprile 2013, C-190/2012, si è pronunciata affermando che la direttiva 1999/7o/CE non si applicané al rapporto dilavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un'agenzia di lavoro interinale, né al rapporto di lavoro atempo determinato tra tale lavoratore e un'impresa utilizzatrice. Così come sarebbe importante disciplinare l'apprendistato nel s ettore pubblico, ma quinessunpasso è stato fatto per emanare il decreto previsto dal Testo unico sùll'apprendistato, che potrebbe costituire un interessante strumento diflessibilità e garanzia. Servirebbepensare anche a soluzioninuove, come contratti di solidarietàoforme di inquadramento iniziale più basso, ma nella gestione delle risorse umanedellaPaprevale un approccio pubblicistico ele norme del settore privato vengono viste solo in termini di adeguamento formale. Il problema non riguarda solo i profili ordinistici, connessi al rispetto del Dlgs 368/2001, ma anche quelli economici correlati ai tetti di spesa in materia di assunzione di personale atempo determinato. Laproroga, quindi, investirebbe anche il problema della copertura finanziaria, sulla qualeprofonde sono le divergenze. Si sbaglierebbe, però, ancora una volta, se individuassimo le soluzioni solo sotto il profilo legislativo, mantenendo inalterati modelli organizzativi e gestionali da tempo fallimentari 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 37 Dario Braga Una sfida che stimola le motivazioni degli studenti L anticipo alla primavera-estate dei test per l'accesso a Medicina e chirurgia, Odontoiatria, Medicina veterinaria e Architettura è un'altra mini-rivoluzione. L'impatto sia sull'università sia sulle scelte dei giovaniè grande. Vediamo alcuni "pro" e "contro". Iniziamo dai "contro". Gli studenti non solo dovranno decidere adesso se vogliono provare l'ingresso in questi corsi di studio, ma dovranno sottoporsi alle prove di ammissione quasi contemporaneamente all'esame di maturità. In questa prima applicazione, poi, il preavviso è stato molto ridotto e metterà in difficoltà non solo gli studenti, ma anche le scuole a causa della sovrapposizione delle due esigenze formative. La prevalenza di quesiti scientifici (logica, biologia, chimica, fisica e matematica) a fronte di quelli di cultura generale riduce infatti il problema della "erraticità" dei quesiti generali, spesso stravaganti in passato, ma costringe gli aspiranti medici -(lo stesso però vale anche per veterinari, odontoiatri e architetti e per le lauree` sanitarie) a studiare tutte le materie scientifiche pertinenti, mentre sì preparano perla maturità. Già questo è di per sé un test di selezione. Vediamo, adesso, i "pro". Innanzitutto la possibilità di programmare e valutare bene alternative di studio in caso di insuccesso nel test di accesso. Si eviterà lo tsunami di studenti, anche un po' . frustrati, costretti a riversarsi su altri corsi di studio spesso con effetti di Mondo Universitario rigonfiamento improvviso dei corsi contigui (chimica, biologia, farmacia eccetera), salvo poi sgonfiarsi nel passaggio all'anno successivo. Scelte spesso slegate da una vera vocazione (una scelta di "ripiego") e da un'approfondita analisi "costi-benefici". È un danno iniziale per le carriere degli studenti, che solo in pochi casi viene veramente recuperato e che spesso è il primo passo verso l'allungamento dei tempi di studio. La pausa estiva consentirà di guardarsi meglio attorno, di valutare alternative altrettanto valide professionalmente e aiuterà le università nell'attività programmatoria e nell'organizzazione delle prove di ammissione agli altri corsi di studio. La scelta non modificabile delle sedi per cui si intende concorrere e la rilevanza data al voto della prova finale di maturità rispetto alla distribuzione dei voti della scuola di provenienza serviranno anche a "normalizzare" il risultato della maturità e quindi a ridurre il divario tra le diverse scuole nel Paese. Il bilancio? Non sarà una partita facile quest'anno e bisogneràvedere il risultato, ma si tratta di una scelta che sembra andare nella direzione giusta, perché agisce sulla leva delle motivazioni e della determinazione degli studenti nella scelta di studio e, al tempo stesso, dà tempi certi al nostro sistema universitario, costretto a operare in continua emergenza. 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 38 RICERCA FARMACEUTICA L'inganno dei test truccati di Ermanno Bencivenga uando prendiamo un farmaco per una patologia cronica come l'ipertensione o il diabete, lo facciamo Q per vivere meglio e più a lungo, non per abbassare i nostri valori numerici in certe misurazioni. Questi valori sono «parametri surrogati», cioè segnali che dovrebbero corrispondere a benefici (o danni). Come si determinano i benefici? In una disciplina empirica qual è la medicina contemporanea, si dovrebbe farlo con studi statistici di ampia portata che valutino l'effetto a lungo termine del farmaco rispetto ai suoi concorrenti. Ma le industrie farmaceutiche realizzano i loro profitti durante gli anni in cui detengono un brevetto, quindi hanno tutto l'interesse ad accelerare il processo di approvazione delle loro scoperte. La maggior parte degli studi su cui è basato tale processo è finanziata dalle industrie stesse e così i parametri surrogati vengono spesso usati per abbreviare i tempi: se i valori numerici migliorano, si dichiara che il farmaco è benefico. Talvolta il punto d'arrivo di questa scorciatoia è un disastro. Per anni l'aritmia cardiaca era stata considerata un parametro surrogato del rischio di fatalità in pazienti reduci da un infarto miocardico e numerosi farmaci erano presenti sul mercato e regolarmente prescritti per ridurla. Quando però fu condotto uno studio di ampiezza adeguata per verificare i reali benefici, i risultati furono ben diversi da quelli previsti. Il Cardiac Arrhythmia Suppression Trial (Cast) durò dal 1986 al 1998 e coinvolse oltre 1.700 pazienti in 27 centri clinici, dimostrando che tre dei farmaci in questione riducevano sì l'aritmia ma erano correlati a un numero maggiore, non minore, di Big Pharma fattura ogni anno 600 miliardi di $ e ne spende il 25% in attività promozionali: rappresentanti, conferenze corsi di aggiornamento, spot mi descritti in Bad Pharma da Ben Goldacre, medico e titolare della rubrica Bad Science su «The Guardian», perché meglio di altri dimostra che il problema da lui illustrato con dovizia di dettagli è politico, e non dipende dalla malafede o avidità di particolari individui. Una medicina senza farmaci è impossibile e, siccome in medicina rimangono ancora gravissimi enigmi privi di soluzione, la ricerca di nuovi farmaci è un compito di vitale importanza. L'unico modo sensato di stabilire la validità di un farmaco è quello di confrontarlo con le alternative, con studi rigorosi prima dell'approvazione e poi con un monitoraggio costante e capillare, oggi perfettamente possibile visto che ogni medico lavora con un computer sulla scrivania. Questa incombenza però non può essere lasciata nelle mani di un'industria che fattura globalmente ogni anno 600 miliardi di dollari ed è in grado di comprare chiunque. Nella migliore delle ipotesi, tale scelta provocherà occasionali tragici errori come quello messo in luce dal Cast; in situazioni meno rosee, causerà l'emergere di avidità e malafede, e dei mille orrori raccontati da Goldacre, il quale non a caso inizia il suo libro con l'augurio che i lettori ne escano furibondi. Gli studi su cui è basata l'approvazione di un farmaco sono condotti su pazienti poco rappresentativi della popolazione reale; lo confrontano non con le migliori alternative esistenti ma con un placebo (quindi al massimo dimostrano che il farmaco è meglio di niente); non dichiarano in anticipo gli effetti cercati o non rispettano quel che hanno dichiarato trovando invece per strada, dopo aver raccolto i dati, una qualsiasi rilevanza statistica favorevole. Se non sono positivi, non vengono pubblicati; se lo sono, l'industria si premura spesso di far scrivere gli articoli relativi dai propri ghostwriters e poi di ottenere la firma di opportuni accademici dietro lauti compensi per le loro "consulenze". Le prestigiose riviste su cui gli articoli sono pubblicati ricavano buona parte dei loro utili dalle inserzioni commerciali delle industrie farmaceutiche e dall'enorme quantità di reprints che le industrie comprano a caro prezzo per distribuirli a titolo "informativo" ai medici. E questa è solo la punta dell'iceberg del mec- canismo pubblicitario: Big Pharma spende il 25% delle sue entrate (il 25% di 600 miliardi di dollari!) in attività promozionali: rappresentanti che dedicano il loro tempo ad acquisire una sospetta familiarità con i medici, conferenze e corsi di aggiornamento che hanno lo scopo di reclamizzare prodotti, spot che manipolano il pubblico e patologizzano semplici disagi. Tutto questo, ripeto, è orribile, e la lettura di Bad Pharma è un atto doveroso; ma la soluzione, insiste Goldacre, non può essere eliminare l'industria farmaceutica. Può solo essere proteggerla da se stessa: assumere insieme, da cittadini di Paesi democratici, il compito politico di guidarla con regole appropriate a metodi ed esiti più ragionevoli, facendo in modo che avidità e malafede non siano più le caratteristiche "vincenti" in un campo così delicato e decisivo per la nostra esistenza e il nostro benessere. © RIPRODUZIONE RISERVATA Ben Goldacre , Bad Pharma: How Drug Companies Mislead Doctors and Harm Patients, Faber and Faber, New York, pagg. 448, $ 28,oo morti. Oggi quei farmaci sono prescritti raramente, ma si ritiene che prima di tale mutamento di paradigma abbiano causato più di centomila morti inutili. Ho scelto questo esempio fra i moltissi- Mondo Universitario Pagina 39 IL BENE IL MALE E IL CERVELLO I neuroni de l giudizi o m ora l e Hume aveva ragione: oggi la ricerca empirica dimostra il legame cruciale tra deficit emotivo e insensibilità etica di Shaun Nichols a natura dei giudizi morali è stato uno dei temi centrali della filosofia a partire dal XVIII secolo. I razionalisti morali come Samuel Clarke sosteneL vano che la morale sgorga dalla ragione . In questo senso , la morale assomiglia alla matematica. Una volta che si è capito che 4 + 5 = 9, non riesce più a non considerarlo vero. La suaverità è auto-evidente e incomprimibile . Analogamente, è auto-evidente l'idea che non si dovrebbe danneggiare una persona innocente. Se è così, la morale ha una speciale autorità e tutte le creature sufficientemente razionali dovrebbero arrivare più o meno alle stesse conclusioni morali, se hanno accesso agli stessi fatti non morali. Ciò suggerirebbe che la morale non è puramente relativa alle diverse culture e indurrebbe a credere nell'idea che esistano Mondo Universitario affermazioni morali oggettivamente vere. I sentimentalisti morali come David Hume rifiutano del tutto questa descrizione. Essi sostengono che la morale nasce dalle emozioni. Qualora avessimo emozioni differenti, non avremmo nulla di simile alla morale che conosciamo. Se è così, ciò implica che la morale non ha il tipo di autorità che i razionalisti propongono. Al contrario, la nostra morale è una funzione delle specifiche emozioni che proviamo, e creature razionali con emozioni diverse potrebbero avere differenti prospettive morali, o forse nessuna prospettiva morale. Sebbene il confronto tra razionalismo e sentimentalismo duri da parecchi secoli, soltanto recentemente gli scienziati hanno cominciato a studiare le basi psicologiche del giudizio morale. E, anche se la questione è lungi dall'essere chiarita, le prove disponibili sembrano andare a favore del sentimentalismo. Nella letteratura psicologica, la capacità di giudizio morale è stata esplorata empiricamente guardando alla capacità di base di distinguere le violazioni della morale dalle violazioni delle convenzioni. Nelle prime rientrano tirare i capelli, spingere e picchiare; nelle seconde l'infrazione delle regole scolastiche (ad esempio, parlare senza aspettare il proprio turno) e del galateo. Fin da molto piccoli, i bambini distinguono, secondo vari aspetti, le violazioni tipiche della morale dalle violazioni tipiche delle convenzioni. Ad esempio, i bambini di solito pensano che le trasgressioni morali siano in genere meno accettate e più gravi di quelle delle convenzioni. La spiegazione del motivo per cui le trasgressioni morali sono sbagliate viene espressa in termini di correttezza da avere verso le vittime e di danno loro procurato. Ad esempio, i bambini dicono che tirare i capelli è sbagliato perché così si fa del male agli altri. Al contrario, la spiegazione del motivo per cui le trasgressioni delle convenzioni sono sbagliate viene espressa in termini di accettazione sociale: parlare senza aspettare il proprio turno risulta sbagliato perché è da maleducati o scortese, oppure perché «ci si aspetta che non lo si faccia». Inoltre, le I meccanismi affettivi determinano il senso naturale di giustizia fin dall'infanzia. Anche le norme razionali contano ma hanno fonti diverse regole convenzionali, a differenza di quelle morali, sono considerate dipendenti dall'autorità. Ad esempio, se in un'altra scuola l'insegnante non pone regole che vietino di parlare durante il momento in cui vengono raccontate le fiabe, nel giudizio dei bambini non sarà sbagliato parlare a scuola durante quel momento; tuttavia, anche se l'insegnante di un'altra scuola non pone regole che vietino di picchiarsi, i bambini continuano a dire che picchiarsi è sbagliato. Tale distinzione morale viene tracciata in modo assai simile anche da bambini molto piccoli, da bambini affetti dalla sindrome di Down e Pagina 40 da bambini autistici. Perciò si può pensare che questo dato rispecchi un tipo di giudizio morale basilare. La ricerca empirica sul giudizio morale indica, in linea con il sentimentalismo, che il giudizio morale basilare è mediato darisposte affettive. Un'affascinante linea di ricerca è offerta dallo studio sugli psicopatici condotto da James Blair. Egli ha somministrato un test sulla distinzione tra violazioni della morale e violazioni delle convenzioni a detenuti psicopatici e non psicopatici, trovando che soltanto i detenuti non psicopatici sono in grado di distinguere chiaramente tra le due. Inoltre, i bambini con tendenze psicopatiche sono molto più propensi a considerare le violazioni della morale come legate all'autorità del momento rispetto ad altri bambini con problemi comportamentali. Ancora, gli psicopatici sono meno inclini dei criminali non psicopatici a fare appello al benessere delle vittime quando spiegano perché le violazioni morali sono sbagliate. Gli psicopatici, invece, per tutte le trasgressioni danno di solito giustificazioni di tipo convenzionale (ad esempio, «non è la cosa da fare»). Perché gli psicopatici manifestano questo deficit? È plausibile che l'elemento chiave siano le emozioni. In un ulteriore esperimento, Blair ha messo a confronto il modo in cui psicopatici e non psicopatici reagiscono a immagini di sofferenza: ad esempio, la fotografia di un bambino che piange. Egli ha trovato che, mentre davanti quelle immagini i non psicopatici mostrano reazioni corporee molto rilevanti, le risposte deglipsico- Mondo Universitario patici sono attenuate. Questo deficit affettivo non è stato riscontrato né nei criminali non psicopatici né neibambini autistici. Pertanto, risulta che il gruppo con un deficit nel giudizio morale basilare soffre anche di un deficit nella risposta affettiva. Sebbene il giudizio morale basilare appaia mediato dalla risposta affettiva, essa sola non esaurisce il giudizio morale basilare. Esistono infatti molti casi nei quali la sofferenza altrui è emotivamente toccante per chi osserva, ma nei quali non si esprime un corrispondente giudizio morale. Ad esempio, le vittime di disastri naturali suscitano simpatia senza il bisogno di giudicare che sia avvenuta una trasgressione morale. Siamo mossi dalle sofferenze del prossimo anche quando sono la conseguenza di un incidente o quando il dolore è inflitto per uno scopo positivo (un'iniezione). Pure in questi casi abbiamo una risposta affettiva senza emettere giudizi morali. Perciò, fare appello solo alla risposta affettiva non è sufficiente a spiegare il giudizio morale. Facciamo, infatti, distinzioni tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato che non rappresentano la semplice espressione di sensazioni negative di fronte alla sofferenza altrui. Penso che la soluzione più ovvia a questo problema venga dalla prospettiva tradizionale, secondo cui il giudizio morale basilare dipende anche da una gamma di informazioni che specificano la classe della trasgressione: ovvero, uninsieme di regole. Nel linguaggio più consueto, possiamo pensarla come una "Teoria normativa", una gamma di rappresentazioni mentali le quali vietano le trasgressioni che recano danno. Tre le altre cose, questa Teoria normativa fornisce le basi per distinguere il danno moralmente sbagliato dal danno accettabile. Sebbene sia plausibile che il giudizio morale basilare dipenda sia dai meccanismi affettivi sia dalla Teoria normativa, questi due processi sono almeno in parte indipendenti. Persino i neonati manifestano risposte emotive alla sofferenza degli altri, ma pochi sosterrebbero che i neonati esprimono giudizi morali basilari. Ciò è sensato, perché i neonati non hanno sviluppato la Teoria normativa. Risulta ancora più interessante notare come sia probabile che gran parte della Teoria normativa possa essere conservata anche quando viene danneggiato il sistema affettivo. Malgrado il loro deficit nel giudizio morale basilare, gli psicopatici sono in un certo senso perfettamente efficienti nell'argomentazione normativa: si dimostrano infatti capaci di identificare quali azioni siano vietate e possono ordinare le ragioni per cui alcune azioni valgono come violazioni e altre, apparentemente simili, invece no. Sembra che il problema degli psicopatici sia il contributo affettivo fortemente ridotto al giudizio morale, e questo si manifesta nella loro incapacità di distinguere ciò che è al cuore del giudizio morale. Il fatto che le emozioni impediscano quel genere di giudizio indica che i filosofi sentimentalisti avevano ragione a ritenere che il giudizio morale dipenda in modo cruciale dalle specifiche emozioni che proviamo. ©RIPRC...... NE RISERVATA Pagina 41 La scienza condivisa crea valore per tutti N el Regno Unito, da quest'anno, i paper scientifici coni risultati delle ricerche che sono state finanziate con denaro pubblico devono essere pubblicate con strumenti che le rendano accessibili gratuitamente. Gli Stati Uniti sembrano avviati a decidere in modo analogo. E l'Europa va nella stessa direzione sotto la guida del Commissario per la ricerca Máire Geoghegan-Quinn. Il senso di queste innovazioni normative è chiaro: i finanziamenti pubblici alla generazione di nuova conoscenza devono andare a vantaggio del pubblico. Come dimostra un'inchiesta dell"'Economist", si vuole correggere una situazione in cui, al contrario, l'accesso alle pubblicazioni scientifiche è limitato dal pagamento prezzi elevati, che garantiscono i margini di profitto vantati dagli editori del settore, come la Elsevier, leader del mercato, che ha margini del 38% su un fatturato da 3,2 miliardi di dollari. Un margine del 36% è messo a segno dalla seconda casa editrice del settore. La concorrenza di piattaforme alternative che garantiscono accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, come PLoS, e il cambiamento delle norme di cui si è detto stanno spingendo questi editori ad aprire Mondo Universitario delle sussidiarie che offrono a loro volta un accesso gratuito ai paper di ricerca. La conoscenza scientifica, come la conoscenza tout court, è ormai la fonte principale per la generazione di valore nelle economie post-industriali. La manifattura resta fondamentale perla tenuta sociale delle economie industrializzate, ma il valore si concentra sull'immateriale - la conoscenza, l'immagine, l'informazione, la ricerca, il design - che dà significato ai prodotti. E se il pubblico finanzia la ricerca, il pubblico deve poter accedere ai suoi risultati. Perché siano a disposizione di tutti coloro che riescono a pensare a un modo per valorizzarli. Ricerca diffusa . II commissario europeo alla ricerca Geoghegan-Quinn è per la condivisione dei risultati. Pagina 42 Grande come un centesimo, entrerà ovunque Il robot-insetto che potrà aiutare la ricerca di superstiti di Marco Passarello L 9 università di Harvard ha diffuso le immagini del volo di un robot grande come un insetto, le cui ali battono 120 volte al secondo . 2 RoboBee, frutto di un progetto guidato da Robert Wood e Kevin Ma. La costruzione di un robot così piccolo ha richiesto tecnologie inedite: le ali sono mosse da attuatori piezoelettrici in ceramica, mentre il corpo, principalmente in fibra di carbonio, è ottenuto incidendo al laser su un foglio bidimensionale una struttura che poi si ripiega in tre dimensioni. Il robot deve ancora volare attaccato a un sottilissimo filo: si sta cercando il modo di fargli avere a bordo energia sufficiente per essere autonomo. Tra i possibili usi, i ricercatori citano la ricerca di sopravvissuti sotto edifici crollati, il monitoraggio ambientale, e persino l'impollinazione delle piante come farebbe un vero insetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA Superbattito. I prototipi elaborati dai ricercatori di Harvard hanno ali che battono120 volte aI secondo. II corpo del piccolo robot è in carbonio Mondo Universitario Pagina 43 L'orecchio bionico e il tessuto epatico L'ultima scoperta, pubblicata su «Acs Nano Letters» è l'orecchio bionico. Secondo i ricercatori della Princeton University che lo hanno realizzato sente meglio di quello umano e consiste in una protesi acustica che riprende il padiglione esterno, compresa anche la "connessione" al cervello. Mentre al recente meeting di biologia sperimentale a Boston è stato presentato da parte della Organovo Holdings Inc di San Diego il risultato di una speciale stampante 3D: il tessuto di fegato umano bioartificiale, capace di produrre proteine specifiche come albumina e transferrina. Il biotessuto, di appena 50o micron, è inoltre capace di garantire la biosintesi del colesterolo e di enzimi tipici del fegato. Al momento serve a testare i farmaci. Mondo Universitario Pagina 44 Scoperta la fonte del nostro declino L'invecchiamento avviene in modo indipendente nei vari tessuti del corpo o e regolato da un organo? Per gli scienziati dell'Albert Einstein College of Medicine l'area cerebrale che controlla l'invecchiamento e l'ipotalamo. Come si legge su «Nature», questa zona cerebrale che controlla la fame, la sete, la temperatura e la stanchezza potrebbe controllare anche il declino del corpo. Nei topi, gli scienziati hanno scoperto che l'attivazione di un certo processo proteico nell'ipotalamo accelera nettamente l'invecchiamento: si riduce la forza e la taglia dei muscoli, lo spessore della pelle e la loro capacità di apprendimento. Mondo Universitario Pagina 45 Proteggiamo innovazione, non design I criteri di assegnazione sono più stringenti rispetto al resto del mondo con verifiche intense su «qualità e originalità». E il numero di richieste si impenna di Antonio Dini J n Europa, con il modello scelto dall'Epo, l'European Patent Office, probabilmente la guerra dei brevet- ti tra Apple, Google e Samsung non sarebbe scoppiata con la stessavirulenza che sta infiammando le aule dei tribunali di una dozzina di paesi per più di 50 cause dal valore potenziale di svariati miliardi di dollari di danni. «In Europa spiega il presidente di Epo, Benoît Battistelli - abbiamo scelto la strada del "brevetto di qualità", vale a dire di un brevetto in cui sia assodato il livello e l'originalità dell'invenzione. Inoltre, non ammettiamo brevetti che in realtà fanno parte del design industriale, come molte di quelle al centro delle cause più clamorose di cui si è avuta notizia negli ultimi anni». Il brevetto unico europeo e la futura Corte unificata europea per giudicare sulle controversie sono stati approvati dagli stati membri della Ue e adesso gli accordi di attuazione devono essere ratificati da almeno 13 paesi tra i quali Francia, Germania e Gran Bretagna. L'Italia e la Spagna sono fuori dalla "cooperazione rafforzata" sul brevetto unico perché non sono previste l'italiano e lo spagnolo come lingue legali. Ma il nostro paese ha comunque firmato l'accordo sulla Corte unificata e avrà un giudice come rappresentante. «Le aziende italiane grandi e piccole - dice Battistelli - possono in ogni caso registrare i loro brevetti presso l'Epo oltre che in Italia». Dal punto di vista europeo, la filosofia dietro il brevetto unico si base sul rigore dell'assegnazione: per ogni quattro domande all'Epo, infatti, due vengono scartate e delle due rimanenti una viene accettata con scopi molto più limitati rispetto alla domanda iniziale. «Solo il 25% delle richieste viene accettato integralmente - dice Battistelli -. Da parte nostra c'è un gran lavoro di ricerca non solo tra i brevetti precedenti ma anche tra le altre forme di conoscenza e pratica del set- Mondo Universitario tore. Abbiamo accesso a enormi archivi di informazioni, a motori di ricerca potenti, e come Epo forniamo sistematicamente i report migliori e più completi per quanto riguarda le informazioni che ci vengono richieste. È un modo che pensiamo sia positivo per l'economia e la società». In Europa oggi ci sono 300 Patlib, Patent library perla diffusione di informazioni sui brevetti, con sede in diversi paesi membri. L'Epo ha avviato da due anni un progetto con 17 Patlib in ii paesi membri per trasformarli in centri di informazione rivolti anche ad aziende, università e individui senza esperienza diretta del gergo altamente tecnico-legale. Il 2012 è stato un anno importante per Epo: le domande di brevetto presentate e quelle approvate hanno toccato il livello record nei 35 anni dell'organizzazione: nonostante il costo della registrazione di un brevetto per le imprese sia di 6o volte più alto in Europa che non in Asia e di 18 volte rispetto agli Stati Uniti, Epo lo scorso anno ha registrato 94.060 richieste di brevetto (+2,3% anno su anno) rispetto alle 84.996 complessive tra Cina, Giappone e Corea del Sud (+9,6%) e le 63.504 negli Stati Uniti (+5,6%). «La filosofia - dice Battistelli - è quella della libertà di competizione nel libero mercato. Per noi il brevetto richiede rigore e selettività: è una forma di monopolio garantito per al massimo 20 anni e deve essere limitato solo al progresso tecnico che rappresenta per l'azienda che l'ha realizzato. In cambio viene comunque pubblicata l'invenzione che potrà essere così usata anche da altri per trovare nuove soluzioni. Come Epo noi difendiamo l'interesse della società e dell'economia, quindi vogliamo limitare l'assegnazione dei brevetti al progresso scientifico e tecnologico». Anche per questo Epo indice ogni anno l'Invention Award, premio ai brevetti migliori che spiega e motiva come l'economia e la società possano beneficiare della ricerca. I premi quest'anno saranno assegnati ad Amsterdam il 28 maggio. 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 46 Record di filing all'Epo Imprese Dal digitale all'ambiente gli ultimi cinque anni di invenzioni Comunicazione mobile. I I settore è stato interessato da molte innovazioni tra cui i touch screen (a partire da Motorola e Apple, 2010) Mondo Universitario Nel 2012 l'Euopean Patent Office ha ottenuto da tutto il mondo un numero record di filing, il deposito della domanda di brevetto La crescità è stata dei 5,21/.sull'anno precedente Nuovi materiali. Si fanno avanti alternative alla plastica pura come le bio-plastiche degradabili (Catia Bastioli, Eia 2007) Diagnosi precoce. Metodi non invasivi di diagnosi delle malattie come quelli di Gavriel lddan (Eia 2011) con l'endoscopia a capsulewireless Tecnologie al laser. Sono state perfezionate. Tra i protagonisti Federico Capasso (Eia 2011) con il Quantum Cascade Laser Pagina 47 I NUMERI DELLA CREATIVITA Chi brevetta di più nel mondo La corsa asiatica Analisi basate sui brevetti accordati nel 2012 Andamento delle registrazioni di brevetti. Solo una parte poi completa l'iter per ottenere il brevetto. L'indicatore denota l'attivismo nella ricerca 2008 2009 2010 2011 2012 100.000 90.000 I_---- Francia 7,3% Svizzera 4, 0% / 80.000 Italia 3,4% Stati Uniti 22,4% Regno Unito 3,1% Altri Stati Epo 9,1% 70.000 Paesi Bassi 2,6% 60.000 t.,`i r ir Fpc 3_>.634 5 50.000 2 921 1788 14.699 I settori più innovativi La top-5 delle aziende II trend dei comparti con il più alto volume di richieste presentate all'Epo e quelle internazionali presentate in Europa. 2012/2011 Le imprese che hanno presentato più richieste nel 2012 in Europa Tecnologie mediche 1 Macchinari Comunicazioni Tecnologia elettrici, digitali dei computer energia i Trasporti D • BASF Siemens Basf General 1 Electric i i 'L SIEMENS Lg 1 +1,60 L'andamento in Europa II dato considera le richieste dall'Europa sia extra-europee che presso Epo Brevetti concessi 2011 1 Brevetti richiesti 65.687 14R 4911 +5,80. 2012 Mondo Universitario Pagina 48 IL PREMIO INVENTORE EUROPEO Dal display Lcd alle lenti liquide: i 15 finalisti in corsa Sono 15 gli inventori europei in gara per aggiudicarsi il Premio Inventore Europeo. L'European InventorAward (Eia) viene assegnato ogni anno dall'Ufficio europeo dei brevetti (Epo) agli inventori che si sono distinti per il loro contributo al progresso tecnologico, sociale ed economico. Quest'anno hanno partecipato 160 persone e una giuria internazionale - composta da personalità dell'industria, scienza, politica e mezzi di comunicazione - ha selezionato i finalisti. I vincitori per il 2013 saranno annunciati durante una cerimonia che si terrà ad Amsterdam il 28 maggio. Perla prima volta il pubblico è chiamato a votare il vincitore del Popular Prize. L'Eia è presentato in cinque categorie: Industria, Ricerca, Piccole e medie imprese, Paesi non Ue e Premio alla carriera. JOSÉ LUIS LÓPEZ GÓMEZ Inventore Treni sicuri . Messo a punto in Spagna, il sistema elettronico calcola la posizione delle ruote sui binari e il sistema meccanico le guida durante le curve. L'invenzione rende i treni ad alta velocità più confortevoli e sicuri. MARQUES , PEREIRA, REIS, SILVA Team di ricercatori Nuova vita per il sughero . Usando solo micronde e acqua, un metodo sostenibile per aumentare il volume del sughero evitando cos] di disboscare grandi distese di alberi. BRUNO BERGE Fisico Lenti liquide. Ideate dallo scienziato imprenditore francese, le lenti usano la corrente elettrica e la naturale propensione dei liquidi a interagire come vetro. Leggere e compatte, sono ideali per piccoli device come scanner e mini-fotocamere. Mondo Universitario CLAUS HÄMMERLE - KLAUS BRÜSTLE Inventori Cucine silenziose . Si chiama Blumotion e funziona come il sistema di sospensioni di un'auto: un pistone si muove in un tubo riempito di un liquido idraulico in modo che la cerniera dell'armadio sia silenziosa e invisibile. Il brevetto è dell'austriaca Blum. DAV I D GOW Ingegnere La mano bionica . Il progetto di i-Limb dell'imprenditore inglese consente a chi lo indossa di muovere le dita separatamente e afferrare gli oggetti. È considerata la prima protesi per mano pienamente articolata al mondo. Il movimento del muscolo nella parte residuale dell'arto è guidata dal computer. PALNYRÉN Co-fondatore di Pyrosequencing Sequenziare il Dna velocemente. L'inventore svedese ha inventato e brevettato un metodo meno complicato, più veloce e low-cost per sequenziare filamenti del Dna che usa le proprietà fotoreattive di agenti chimici ed enzimi di Dna. COUVREUR, STELLA, ROSILIO, CATTEL Team di ricerca francese Nanocapsula contro il cancro. Farmaci anti-cancro all'interno di minuscole capsule raggiungono direttamente le cellule malate senza danneggiare i tessuti sani. HORZEL,SZLUFCIK, HONORE,NIJS Inventori tedeschi e belgi Fotovoltaico low-cost . Il processo crea celle solari al silicone selettive che rendono il fotovoltaico più efficiente e conveniente. KOEHN , MARCO , KNIGHT, WONG Università della Southern California e di Edimburgo Traduzione linguistica . II team internazionale ha messo a punto un modello di traduzione al computer che usa le probabilità matematiche per determinare la miglior interpretazione di un testo da una lingua straniera a un'altra. BHATT, CADAMBI , MORRISS, KNOLL, CALLAHAN Teamguidatoda Intel Corporation Lachiavetta universale . Uno dei maggiori progressi nell'industria dei computer dall'epoca del microchip, la Universal Serial Bus (Usb) ha semplificato la complessità del plug design, permettendo una funzionalità facile Pagina 49 e iI collegamento simultaneo a più device. J. M. JACOBSON , B. COMISKEY Team del Mit Inchiostro elettronico . Con il loro peso leggero e il minimo consumo di energia, i JOO, SHIN, SCHMIDT, ET AL. Team industriale internazionale Acciaio a basse emissioni . Una squadra austro-coreana ha messo a punto un metodo più conveniente, veloce e pulito per fondere l'acciaio. In un settore responsabile del 27% delle emissioni industriali di Cot e del 5% di gas serra provocati dall'attività umana, questo metodo per ridurre il ferro liquefatto preserva le risorse naturali e riesce a ridurre l'inquinamento dell'aria. displaya inchiostro elettronico permettono ai consumatori di portare con sé migliaia di ebook, da leggere in ogni momento e in qualsiasi luogo. Mondo Universitario Pagina 50 Terapia genica salva-cuore Correggere un difetto nel Dna di un paziente colpito da una malattia cardiaca grazie a una terapia genica personalizzata, che si avvale di un virus ingegnerizzato a questo scopo e introdotto nel cuore. Una specie di "Cavallo di Troia" che può portare il nuovo materiale genetico nel muscolo e ripare i danni dell'organo danneggiato da scompenso cardiaco. A mettere a punto la nuova strategia è una ricerca dell'Imperial College di Londra che ha coinvolto 200 pazienti. Secondo la British Heart Foundation "questo tipo di strategia ha un grande potenziale, ma aveva bisogno di essere dimostrata in studi clinici". Mondo Universitario Pagina 51 Se il brevetto unico non basta Il superamento di un sistema costoso e bizantino che penalizzava le Pmi aumenta la competitività dell'industria europea. Ma noi abbiamo altri ostacoli di Francesca Cerati on il brevetto unico europeo i costi per chi decide di brevettare si riducono addirittura dell'8o per cento». Parola di Michel Barnier, commissario europeo per il mercato interno. Una decisione che arriva co anni dopo la nascita dell'idea, e votata dal parlamento dell'Unione lo scorso dicembre. Il risultato? La fine di un sistema costoso e bizantino, che penalizza soprattutto le Pmi. Una strategia - quella del brevetto unico - che aumenta la competitività dell'industria biotenologica europea, se si pensa che brevettare in Europa costa 6o volte di più rispetto a quanto si spende in Cina. «È stata una delle trattative più lunga e allo stesso tempo più attesa nella storia dell'Unione - ha detto Nathalie Moll, segreterio generale di EuropaBio, l'associazio- La carenza del technology transfer è uno degli anelli deboli della catena della ricerca ne europea delle industrie biotecnologiche - che rafforzerà la competitività internazionale del nostro continente». L'introduzione delbrevetto unico porterà anche a un tribunale unificato dei brevetti (Upc). «Si tratta di un approccio fondamentale per affrontare le sfide future, con un impatto di vasta portata sulla salute, nell'agricoltura e sull'ambiente, settori che con l'avvento delle biotecnologie si stanno trasformando completamente e che beneficeranno di una notevole quota di finanziamenti come previsto dal prossimo programma quadro dell'Ue, Horizon 2020. Per creare innovazione, valore e prodotti che soddisfano le esigenze della società europea. Ma questo intervento all'Italia potrebbe non bastare. Il Rapporto Assobiotec - Ernst&Young sulle biotecnologie in Italia 2013 (che verrà presentato martedì) conferma la buona qualità della ricerca, con vere e proprie punte di eccellenza. Ma permane una certa fatica del sistema alla trasformazione in valore della ricerca prodotta. Come mai? «La risposta è legata a molti fattori - spiega Alessandro Sidoli, presidente di Assobiotec -. Da tempo l'associazione Mondo Universitario nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie ha individuato nelle carenze del technology transfer uno degli anelli deboli della catena di valorizzazione della ricerca. Gli esempi di successo a livello europeo e internazionale sono caratterizzati da technology transfer offices altamente specializzati con manager della scienza riconosciuti a livello internazionale, in grado di operare le scelte migliori nella valorizzazione dell'innovazione, e nella creazione di nuove imprese. La realtà italiana, fatta da una miriade di uffici di Tto sparsi sul territorio nazionale, non funziona in modo adeguato. E dovremmo quindi pensare alla creazione di uffici di Tto centralizzati con personale altamente qualificato». In aggiunta, i costi elevati per la protezione della proprietà intellettuale rappresentano un freno al deposito di nuovi brevetti. «I fondi che annualmente vengono sempre più ridotti alle Università hanno portato a una sensibile diminuzione del numero dei brevetti richiesti, oltre che alla diminuzione del personale dedicato al trasferimento tecnologico, rallentando un processo che negli ultimi anni aveva visto sensibili progressi nel nostro Paese» continua Sidoli. Infine, la creazione e sviluppo di impresa, passaggio fondamentale per valorizzare la ricerca e le sue potenzialità applicative, richiede la disponibilità di risorse finanziarie adeguate che tipicamente vengono fornite da capitali privati (come venture capital), e che purtroppo nel nostro Paese sono pochissimi e con risorse significativamente inferiori a quanto disponibile a livello internazionale. «Questa situazione - sottolinea Sidoli - in un contesto di assoluta mancanza di misure di sostegno alla ricerca & sviluppo, come un credito d'imposta adeguato, rappresenta un freno per il settore e la condizione di non poter competere adeguatamente in un contesto internazionale. Il risultato è che perdiamo opportunità di valorizzare la nostra ricerca, non attivando quindi un circuito virtuoso che è in grado di rifinanziare ricerca e innovazione». Ostacoli a cui si aggiunge un problema già tangibile e che riguarda la spesa farmaceutica che si fa sempre più insostenibile. Come hanno denunciato più di cento specialisti sulle pagine della rivista «Blood», i nuovi farmaci antitumorali targhettizzati costano troppo. Questi i dati: 11 su 12 terapie antitumorali approvate nel 2012 dall'Fda, costano oltre ioo.ooo dollari all'anno, mentre i prezzi medi sono raddoppiati negli ultimi dieci anni, pas- sando da 5.000 a io.ooo dollari al mese. «Oggi curare un melanoma in fase avanzata costa circa 48-50.000 euro - spiega Carmelo Iacono, presidente Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - il tutto in un contesto di risorse limitate, con la spending review che ci costringe a diminuire i budget per i farmaci. Ma i pazienti hanno bisogno di questi trattamenti ad alto costo». Da un lato la salute delle persone, dall'altro il recupero dell'investimento da parte delle farmaceutiche, in mezzo lo Stato costretto a ridurre le spese. Cosa si può fare per abbassare i prezzi? «Basterebbe un intervento semplicissimo sulla durata dei brevetti; prolungandola, l'azienda avrebbe più tempo per recuperare i costi e i prezzi potrebbero dimezzarsi» rispeonde Iacono. Ma per controllare il mercato servirebbe puntare anche sulla ricerca statale: «i farmaci avrebbero dei costi minori perché non vi sarebbe la ricerca dell'utile connaturata alle aziende private». © RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 52 I CASI CONTROVERSI SULLA LIBERTÀ GENETICA 1980 . In contrasto con la legge americana che vietava la brevettazione di qualsiasi forma di vita, la Corte suprema statunitense dà ragione alla Generai Electric che chiedeva di brevettare un batterio in grado di pulire i mari e le coste dai residui petroliferi. Ananda Mohan Chakravarty scopre infatti che rimescolando i geni di un batterio già esistente se ne può ottenere uno capace di decomporre il petrolio. La sua compagnia, la Ge, chiede che gli venga riconosciuta la paternità. La Corte suprema interpreta l'intervento di ingegneria genetica di Chakravarty come "produzione umana" e gli concede il diritto di proprietà sulla sua 'invenzione". Nasce cos] il primo brevetto su una forma di vita, creando un pericoloso precedente. 1988 . All'Harvard Medicai School viene concesso il brevetto per l'oncomouse, un topo geneticamente modificato e predisposto a sviluppare carcinoma mammario. Il lascito segna la soglia della brevettabilità degli organismi complessi. Il topo di Harvard ha invece avuto vita difficile davanti allo European patent office (Epo). Dopo aver inizialmente respinto la richiesta di brevetto in relazione all'articolo 53 (b), che nega la brevettabilità delle "varietà animali", l'Epo la accetta nel 1992, sostenendo che l'articolo 53 (b) menziona ed esclude la brevettabilità delle varietà animali, ma non quella degli animali in generale. Rimarcando l'importanza che il topo transgenico avrebbe rivestito nella ricerca oncologica. 2009 . Ancora irrisolto il caso americano Myriad, che riguarda la brevettabilità dei geni umani e su cui si tornerà in tribunale a giugno (analogo caso in Australia si è concluso con la vittoria delle aziende di biotech). Al centro della questione ci sono i geni che predispongono al cancro al seno e alle ovaie, i geni Brca, che la Myriad ha donato e dei quali brevetti rivendica la validità. A fronteggiarsi le associazioni dei pazienti di cancro e scienziati che sostengono la non brevettabilità del materiale biologico, che già esiste in natura, dall'altra gli interessi della Myriad, che sostiene che i geni isolati non esistano in natura. La decisione dei giudici determinerà il futuro della medicina. L'Europa dei trasporti Più della metà di tutte le richieste di brevetto nel settore trasporti (soprattutto automotive e aeronautica) arriva da Stati aderenti all'Epo. Molto bene anche il settore delle tecnologie verdi. Mondo Universitario Pagina 53 Internetveloce. La trasmissione dati è più rapida attraverso gli amplificatori di fibra ottica del francese Emmanuel Desurvire (Eia 2011) Celle a combustibile. Diverse applicazioni concrete tra cui quella di Manfred Stefener (Eia 2012): la fuel celi portatile Mondo Universitario Nanofarmaci. Le frontiere della medicina spingono su farmaci miniaturizzati. Scoperte significative da Leigh Canham (Eia 2011) Biologia sintetica. Diverse invenzioni rivoluzionarie tra cui la sintesi delle proteine dell'australiano Jason Chin (Eia 2012) Trasmissioni senza cavo. Hanno fatto passi avanti grazie al wi-fi (O'Sullivan Eia 2012) e al bluetooth (Jaap Haartsen Eia 2012) Pagina 54 Meccanica e ingegneria civile giocano a favore dell'Italia di Alessia Maccaferri La buona notizia è che, per ora, le pessime notizie sono scongiurate. «Tutto sommato la situazione italiana dei brevetti è costante», spiega Massimo Barbieri responsabile della sezione Brevetti del Servizio Valorizzazione della Ricerca - Tto del Politecnico di Milano. L'anno scorso le richieste di brevetto presentate all'European patent office da parte dell'Italia sono state 3.793 in calo del 6,1% ma in linea con la tendenza di molti paesi, dalla Danimarca (-10,5%) all'Olanda (-io%), a fronte di uno scenario europeo sostanzialmente fermo (+1,4%). Lo stesso andamento emerge sul dato dei brevetti concessi dall'Epo, dove l'Italia ha avuto un calo del 2,2% a fronte di una media Ue dello 0,2 per cento. Il confronto con Paesi di dimensioni simili non ci vede perdenti: l'Italia ha 61 richieste di brevetti ogni milione di abitanti, non troppo lontani dalla Gran Bretagna (75), anche se decisamente peggio di paesi come la Germania e il Giappone (oltre quota 300). «Il trend - aggiunge Barbieri - è sostanzialmente in linea con quello che fornisce l'Ufficio italiano dei brevetti e denota una tenuta complessiva del sistema». Il merito va soprattutto al settore dell'handling (che copre tutte le aree dell'ingegneria meccanica con prodotti per lo stoccaggio, il packaging e la logistica dei beni) e dell'ingegneria civile, che assieme valgono il 16% dei brevetti. In entrambi i settori, d'altra parte, l'Italia mostra un alto indice di specializza- zione relativa , assieme ad altri come le macchine utensili, gli apparati e i processi termali , l'arredamento , i giochi. Altri settori brevettuali importanti sono i trasporti e le tecnologie medicali. Ma cosa manca all'Italia per rilanciare l'innovazione ? «Sicuramente scontiamo una scarsa cultura sulla tutela della proprietà intellettuale , soprattutto da parte delle piccole e medie imprese , dove il brevetto viene visto come un costo, anziché come forma di tutela» sostiene Barbieri. Per questo potrebbe essere d'aiuto, sostiene l'esperto, la piena adesione dell'Italia al sistema di brevettazione europeo, allorché le piccole aziende e le università italiane avrebbero costi inferiori per le traduzioni e la consulenza. Le università italiane, d 'altra parte, si mostrano sempre più attive sul versante della ricerca e del trasferimento tecnologico: complessivamente hanno ottenuto 231 brevetti nel 2011 (ultimo dato resto disponibile da Netval, il network per lavalorizzazione della ricerca universitaria), a fronte dei 75 nel 2004. «Noi al Politecnico stiamo lavorando per divulgare la cultura della proprietà intellettuale - spiega Barbieri -. Per esempio, dal2oo6 nei contratti di ricerca con le aziende abbiamo inserito una clausola, che prevede la cessione della titolarità del brevetto a fronte di un premio o la licenza esclusiva all'azienda , mantenendo una quota della titolarità ». In questo modo l'azienda può procedere portando il brevetto sul mercato e l'ateneo non perde la sua visibilità. alessia.maccaferri @ ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA IN CODA ALLA CLASSIFICA Le richieste di brevetti da parte dei primi 10 Paesi che hanno presentato istanza in Europa PAESE RICHIESTE RICHIESTE PER MLN DI ABITNTI i Stati Uniti 35.222 112,23 2 Germania 27.295 335,71 3 Giappone 22.700 178,22 4 Francia 9.879 150,52 5 Svizzera 6.617 834 , 90 6 Corea 5.711 116,88 7 Paesi Bassi 5.067 302,86 8 Regno Unito 4.733 75,07 9 Italia 3.739 61,03 3.731 2,78 10 Cina Mondo Universitario L'andamento dei brevetti accordati all'Italia negli ultimi cinque anni 2008 - --- -- -- 2.258 700 1.992 201( --------- 2.287 7011 -- -- 2.289 2.239 Pagina 55 Ambiente, energia e tecnologie I superdiplomi che portano lavoro Negli Istituti tecnici superiori si formano i nuovi specialisti del futuro WALTER PASSERINI MILANO ovranno colmare la carenza di tecnici specializzati, conquistando l'obiettivo di diventare un vero ordinamento, che costituirà l'educazione terziaria non universitaria. Si chiamano Its (Istituti tecnici superiori), scuole ad alta specializzazione tecnologica, che formano i tecnici del futuro. A giugno verranno sfornati i primi supertecnici , che dopo il diploma hanno seguito per un biennio un Its, definiti da molti il ponte dalla scuola al lavoro. Il loro compito è quello di fornire quegli specialisti che spesso le imprese lamentano di non riuscire a trovare. Secondo il primo monitoraggio degli Its in Italia, realizzato dal ministero dell'Istruzione con l'agenzia tecnica Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), gli Its sono un canale formativo di eccellenza, che opera in parallelo all'educazione post-diploma e universitaria, carat- Un nuovo percorso di studio biennale alternativo all'università Mondo Universitario terizzato da un forte radicamento sul territorio. Sono nati per colmare un vuoto e per rispondere alla domanda delle imprese di competenze tecniche e tecnologiche. Gli Its formano tecnici superiori in aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo e la competitività e costituiscono un segmento di formazione utile e pratico. Assomigliano alle buone prassi attuate da tempo in altri paesi europei: le Fachhochschule tedesche, fiore all'occhiello del sistema formativo secondo il modello duale di alternanza scuola-lavoro, ma anche analoghe iniziative francesi, svizzere e inglesi. In Italia gli Its si costituiscono sotto la forma delle Fondazioni di partecipazione e comprendono diversi partner sul territorio: scuole, enti di formazione, imprese, università e centri di ricerca, enti locali. Gli Its istituiti sono 62 distribuiti in sei aree tecnologiche: 28 nell'area delle nuove tecnologie per il made in Italy; 11 nell'area della mobilità sostenibile; nove nell'area dell'efficienza energetica; sei nell'area delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali; sei nell'area delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; due nell'area delle nuove tecnologie della vita. Dagli esiti del monitoraggio risulta che al primo gennaio 2013 nei 62 Its sono attivati 131 corsi per un totale di quasi 3mila studenti, di cui l'84% sotto i 24 anni e il 96% già diplomati. In media per ogni corso si sono presentate alle selezioni 45,4 persone per formare classi di 25 alunni. I corsi che appaiono più gettonati sono quelli della mobilità sostenibile, per i quali in media si sono presentate alle prove di selezione di ciascun corso 77,6 persone. I docenti provengono per oltre un terzo (35%) dal mondo delle imprese e più di uno su cinque (22%) sono professionisti, non di diretta espressione delle imprese, ma appartenenti al mondo del lavoro. In media ogni corso coinvolge 15 imprese nella fase di tirocinio e di queste solo una piccola parte (2,6) è composta da imprese socie della Fondazione. La durata dei corsi è generalmente di quattro semestri per un totale di 1.800/2.000 ore. Si possono istituire percorsi di sei semestri in convenzione con l'università. La didattica viene svolta in laboratori; i tirocini sono obbligatori per almeno il 30% del monte ore complessivo, anche all'estero. Il titolo rilasciato è quello di diploma di tecnico superiore, con l'indicazione dell'area tecnologica e della figura nazionale di riferimento. Una ricercatrice in laboratorio Pagina 56 LA PRIMA INTERVISTA DA MINISTRO Scuola, la priorità e legge Ge da semplificare Il ministro all'istruzione e alla ricerca Chiara Carrozza Al nostro giornale la prima intervista da ministro di Chiara Carrozza, pisana, ex rettore del Sant'Anna, ora alla guida di istruzione e ricerca. LANCISI ALLE PAGINE 2 E 3 F,"'`F ÌLTÏRRÉMÒ •, Ni °..kvnixk• :iw.num ;iliginK lniii ° • kLL'55 'r'i'ii'a e i RI L , , .. Mondo Universitario i"..d r'° . -_..._s. in__ . ___ Ai 17. cra cambiamo Ialc gcGclmini l 1 I. ,,,, iLH. =_ ri _6., Pagina 57 E orac la legge Ge «Contiene un eccesso di burocrazia, va semplíficata» Marìa Chiara Carrozza parla della scuola che vorrebbe di Mario Lancisi 1 inviato aPISA L'appuntamento è fissato alle lodi sabato mattina, al bar Salza, nel cuore della città, a due passi dalla Normale e dal Duomo. Il ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza ci aspetta, seduta ad un tavolo. Beve un cappuccino. Ci tiene a dirci che quella che segue è la sua prima intervista da ministro. Le sue prime impressioni del ministero dell'Istruzione? «Buone. Personale e dirigenti disponibili e di grande competenza». Emozioni? «Tante. Lì, sulla poltrona in cui ora siedo io, prima di me ci sono stati grandi personaggi. Da Moro a Spadolini. Da Tullio De Mauro a Luigi Berlinguer. Li voglio studiare bene. Cogliere i segreti e gli aspetti ancora attuali dellaloro attività». Tra i suoi precedessori c'è anche la tanto contestata Gelmini. Da rottaare? «Per carità, non è un verbo che mi piace. Io preferisco il dialogo. La riforma Gelmini pecca ad esempio di un eccesso di burocrazia che va sempli ficata». Il centrodestra ama la scuola privata. Sarà "guerra"? «Io sono espressione della scuola pubblica. E' uno dei perni della Costituzione. Dopodiché guarderò ai risultati, non alle etichette». Un passo indietro. Chi l'ha chiamata per fare il ministro? «Letta. Con un sms in cui mi invitava a portare a Roma il mio vestito migliore». Mondo Universitario E lei? «Ho dato una sbirciata al mio guardaroba e in 5 minuti ho scelto un vestito elegante ma sobrio. Proprio come si raccomanda sempre Enrico: "Siate sobri"». La persona a cui ha pensato quando Letta l'ha nominata ministra? «A mio padre Antonio Carrozza, professore di giurisprudenza, morto troppo presto. Sarebbe stato molto orgoglioso di vedermi ministro». Programmi? «Primavoglio studiare, capire, e poi farò i programmi. Niente annunci. Anche in questo voglio essere sobria». Ma avrà delle idee? «Che il futuro del nostro Paese lo si costruisce a scuola. Io non andrò a pietire soldi al ministro del Tesoro. E' il governo che deve credere e investire nella scuola e nell'università. Basta con i ministeri ad personam. Credo nella collegialità del governo. Si vincerà o si perderà insieme». La scuola italiana non gode una buona salute. «Non sono d'accordo. Nel suo complesso la nostra scuola è molto apprezzata anche all'estero. Ho avuto modo di conoscere molti insegnanti e mi sono parsi molto preparati». Intanto aumenta il numero di studenti che non finiscono la scuola dell 'obbligo. «Certo, la dispersione scolastica è un problema da affrontare». Come? «Agli studenti vorrei dire di imparare a contare sulle proprie forze, ad avere carattere, a non mollare mai». I punti di partenza non sono eguali . C'è, come si legge in Lettera a una professoressa, Pierino, il figlio del dottore, e Gianni, il figlio del montanaro... «Non ho letto Lettera a una professoressa ma credo che la scuola debba essere più flessibile cercando di personalizzare i programmi di studi per permettere ai più bravi di sviluppare le loro capacità e a quelli meno dotati di non essere abbandonati a se stessi». Lettera a una professoressa, uscita nel 1967, espresse una forte denuncia contro il classismo della scuola italiana. E' così anche oggi? «A partire dagli anni Settanta mi sembra che la scuola sia riuscita ad aprirsi anche agli stati sociali più poveri. Negli ultimi anni vedo però riaffiorare il tarlo del classismo. E' un rischio che dobbiamo combattere». Come la fuga dei cervelli? «L'università italiana deve favorire le migliori condizioni, anche economiche, per i ricercatori, i talenti, ma non si può pensare che nel mondo globale uno debba fare ricerca sotto casa. Che i nostri cervelli vadano all'estero è un fatto positivo. Importante che il nostro sisterna sia in grado di favorire anche il loro ritorno. Occorre scambio, contaminazione, visioni globali». Flessibilità, mobilità, sono queste le sue parole d'ordine? «Anche.Nel senso che io credo nella mobilità sociale per cui il figlio del contadino deve essere in grado di diventare ingegnere, ma anche nella rnobilità tra i Paesi per cui il ricercatore pisano va in Usa e quello americano magari viene da noi». Un problema molto sentito nella scuola? «Molti insegnanti mi hanno evidenziato quello edilizio. Abbiamo scuole e istituti spesso fatiscenti». Dalla scuola al Pd. Malato grave? «La situazione del partito è molto difficile e bisogna risolverla con il dialogo con gli elettori». Che sono arrabbiati per come si è svolta l'elezione del presidente della Repubblica e per il governissimo. «Sul primo punto concordo cori loro. Quando Prodi non è passato ho provato un sentimento profondo di rabbia, delusione e sconcerto. Il Pd, alla prova dell'elezione del Capo dello Stato, si è rivelato un coacervo di correnti e di capifazione, più che dare l'idea di un partito». E il governo con il centrodestra? «Inevitabile. Io ero convinta della necessità di questa solu- Non andrò a pietire soldi al ministero dei tesoro: è il governo che deve credere nell'istruzione Vedo riaffiorare il tarlo dei classismo Pagina 58 zione prima di diventare ministro. Ho vissuto lo stallo parlamentare e istituzionale. La gente, la nostra gente, reclamava un governo. Poiché in tentativo con Grillo era fallito, non rimaneva che superare la diffidenza nei confronti del Pdl e provare a siglare un accordo nell'interesse del Paese». Fatto il governo, ora scatta la fase preparatoria per il congresso del Pd. Chi segretario? Nell'elezione dei capo dello Stato il Pd si è rivelato un coacervo di correnti e di capifazione «Non mi interessano i nomi, ma un progetto unitario di partito». Renzi? «Personalmente non lo conosco ma è stato leale prima e dopo le elezioni politiche». Renzi, Letta, avanza una nuova generazione nel Pd? «Mi sembra inevitabile. In biando. Che anche qui sta per soffiare il vento del rinnovamento e del ricambio generazionale della classe dirigente». Nomi? un partito ci devono essere i saggi e i leader che esprimono la parte attiva. Che hanno gli occhi giusti per guardare al domani. Mi è piaciuto molto papa Ratzinger quando si è fatto da parte perché ha ritenuto di non essere capace di leggere più il proprio tempo». Dove ha sbagliato Bersani? «Io, politicamente, devo molto a Bersani che adesso ha la necessità di un certo tempo e distacco per capire gli errori che abbiamo commesso negli ultimi mesi». più che un partito ora avanti coi giovani «Lasciamo perdere i nomi». Ma un'idea? Che prospettive immagina per il futuro? «Pisa è una grande scuola. Prepara classe dirigente che poi se ne va via. Bisogna creare le condizioni perché i talenti sfornati dall'università, dalla Normale, dal Cnr e dal Sant'Anna possano dialogare con le istituzioni pisane. Solo così Pisa potrà crescere, rinnovarsi, diventare una città leader in Toscana e in Italia». Però intanto a Pisa si riparte da Filippeschi. «Guardi che il sindaco ha il merito di aver iniziato un profi - cuo rapporto con il mondo accademico. Filippeschi ha capito l'importanza di un rapporto con le eccellenze pisane». Chi comanda a Pisa? «Ci sono intrecci di relazioni tra i diversi assetti di potere. Il fatto è che mentre nell'università e nelle scuole di eccellenza c'è un forte ricambio, nella società pisana predomina la stagnazione, l'immobilismo. Ma, ripeto, il vento del cambiamento generazionale sento che sta per soffiare anche a Pisa». Non le sembra di essere troppo ottimista? «Mi sembra che oggi il Paese soffra di un grave problema di consenso. Il voto questo ha dimostrato. La gente non capisce più la politica. E' ostile. Per questo dico: o la nave della politica cambia rotta o affonda. In Italia come a Pisa». Finita l'intervista, sempre sorvegliata dalla scorta, irrobustita dopo la sparatoria del 28 aprile, il ministro Carrozza si dedica allo shopping. Entra ed esce dai negozi. «Devo comprarmi un po' di abiti da ministro.Sobri, ma mi devo un po' rifare il guardaroba», sorride. IPROCUZIONE RISERVATA Lei e Pisa. «E' la mia città, ci vivo bene anche da ministro desidero mantenere solide radici con il il territorio». Una città dalla doppia anima. La città che suoi centri di eccellenza esprime figure importanti della politica italiana - da Ciampi a Letta -, ma anche la città degli inamovibili. Due anime che non si parlano. Concorda? «Sì, il problema di Pisa è la mancanza di dialogo, l'incapacità di fare squadra. Però avverto che qualcosa sta cam- Bersani e Renzi Ina manifestazione contro i tagli imposti dalla riforma Gelmini Mondo Universitario Pagina 59 Enrico Letta Presidente del Consiglia dei Ministri Cario Trigilla Ministro Coesione Territoria;e EraSMO De sYngelis Sottosegr. Infrastrutture e Trasporti Domenico Manzione Sottosegretario Interno Gabri!ele Toccafondi Sottosegretario Istruzione e Universi Mondo Universitario Pagina 60 La chic avano "riccio", poi si è schiusa e ha deciso di fare la scienziata «É l'unica luce nel nuovo governo». Così Umberto Carpi, già docente di letteratura italiana all'Università di Pisa, ex sottosegretario di Bersani ministro dell ' industria, ha commentato la nomina di Maria Chiara Carrozza a ministro. un apprezzamento che ha rinfocolato le insinuazioni che dietro il successo della neo ministro ci sia Carpi, che per quattro anni è stato il suo compagno. Un accostamento strumentalizzato anche in campagna elettorale. «Ci tengo a precisare che non stiamo più insieme e comunque la mia attività politica si è svolta in maniera del tutto autonoma alla guida del Forum del Pd nazionale università e ricerca», spiega la neo ministro. Nata a Pisa il 16 settembre 1965, laureata in fisica, Maria Ch iara Carrozza ci tiene a mostrare il suo nutrito curriculum di professoressa di biorobotica e dal 2007 rettore del Sant'Anna. Da febbraio è diventata parlamentare come capolista del Pd alla Camera perla Toscana. Figlia di Antonio Carrozza, approdato a Pisa come docente alla facoltà di Giurisprudenza, Maria Chiara è la terza, dopo due maschi più grandi (il primo di 12 e il secondo di 8 anni). Una figlia «molto desiderata » e coccolata. «Ciò non mi ha impedito, però di essere timida, riservata. Mi avevano affibbiato il soprannome di "riccio", forse perché , essendo più piccola di statura delle mie compagne, perché mi sono sviluppata molto tardi , mi sentivo un po' in difetto», ha raccontato un anno fa in un'intervista al "Tirreno", in cui raccontava la sua infanzia di bambina. i suoi divertimenti con le bambole e i suoi amori per Salgari , nonché la sua esperienza negli scout. A scuola si è iscritta a 5 anni. «Andavo bene, ma mi dicevano che potevo fare di più », sorride il ministro. Dopo il liceo si è iscritta all'università, laureandosi in fisica con una tesi in fisica delle particelle elementari. Volevo diventare un medico, ma ben presto si è appassionata alla fisica. Fu in quarta liceo che decise di fare la scienziata. Mondo Universitario Pagina 61