LA FINANZA PROVINCIALE:
l’autonomia finanziaria e le risorse
29 Settembre 2013
1
TREND RISORSE BILANCIO
4.800
-1,1%
4.700
-0,3%
4.713,1
+5,2%
4.600
4.659,0
-2,7%
stanziamenti in milioni di euro
4.647,3
4.500
+1,2 %
4.523,7
4.479,2
4.400
4.427,7
4.300
+9,6 %
4.200
4.100
+1,1 %
+1,1 %
- 2,1 %
4.000
3.900
4.041,4
+2,1 %
3.996,8
3.997,7
3.955,7
3.914,9
3.800
3.700
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Totale Entrate - valori nominali
2
BILANCIO 2013 - LE ENTRATE
(milioni di euro)
MACROAREA
Entrate proprie
- di cui tributi propri
- di cui entrate patrimoniali
Devoluzione quote fisse ordinarie
Bilancio 2013
542
Incidenza %
12%
446
96
3.000
66%
Devoluzione gettiti arretrati
494
11%
Entrate derivanti da trasferimenti
227
5%
- di cui dallo Stato
150
Entrate derivanti da mutui e prestiti
TOTALE
4.263
Avanzo di consuntivo
260
TOTALE GENERALE
4.523
6%
100%
3
CONFRONTO TRA LA DINAMICA DEL PIL PROVINCIALE, PIL NAZIONALE E DEL
BILANCIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
200
190
180
numero indice 1995=100
170
160
150
140
130
120
110
100
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
PIL PAT
2002
2003
2004
PIL ITALIA
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Bilancio PAT
4
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Bilanci regionali – pagamenti 2011 – valori per abitante
14.000
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
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Dati Copaf
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01
Spesa pubblica consolidata per abitante (media 2006-2010)
20.000
18.000
16.000
14.000
12.000
10.000
8.000
6.000
4.000
2.000
-
Dati CPT
6
Spesa pubblica consolidata pro capite: confronto Trentino - Italia
(valori pro-capite)
Anno
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Trentino
10.706
11.458
12.189
12.634
13.623
13.291
13.592
13.892
14.369
14.979
15.158
15.009
Italia
8.248
9.036
9.153
9.640
9.835
10.076
10.381
10.725
10.898
11.266
11.025
11.367
% di
scostamento
29,8%
26,8%
33,2%
31,1%
38,5%
31,9%
30,9%
29,5%
31,9%
33,0%
37,5%
32,0%
Fonti: Italia - Quadri dei consolidati di cassa pubblicati dal MEF nella RELAZIONE GENERALE SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DEL
PAESE - DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA
Provincia di Trento - Elaborazioni a cura del Servizio Statistica
7
LA FINANZA DELLA PROVINCIA
Evoluzione Storica
a. Assetto dello Statuto del 1948

Autonomia finanziaria della Regione
 quote fisse di tributi
 quota variabile

Province: sistema di finanziamento indiretto ad opera della Regione:
 quota variabile delle entrate tributarie di spettanza della Regione determinata annualmente dalla
Regione
 quote fisse di tributi statali
b. Assetto Finanziario del 1972 (seconda autonomia)

Modello di finanziamento delle Province
 quote fisse di tributi erariali
 quota variabile

Potestà tributaria riservata essenzialmente alla Regione

Difficoltà di attuazione per l’entrata in vigore della riforma tributaria del 1971
8
LA FINANZA DELLA PROVINCIA
Evoluzione Storica
c. Revisione dell’ordinamento finanziario del 1989
Legge 386/1989

Adeguamento dell’ordinamento alla riforma tributaria

Adeguamento dei livelli delle compartecipazioni all’assetto delle nuove competenze

Finanza incentrata su quote fisse, quota variabile e trasferimenti statali su leggi di
settore

Riconoscimento di una specifica sfera di potestà tributaria (potestà fortemente
attenuata)

Presupposto per la successiva approvazione delle norme di attuazione
d. Norme di attuazione
D.Lgs 268/1992 e D.Lgs 432/1996



disciplina riserve all’erario limitate ai tributi di scopo
disciplina dell’IVA all’importazione a seguito del nuovo regime di scambi UE a decorrere
dal 1993
disciplina dei trasferimenti su leggi di settore
e. Revisione dell’ordinamento finanziario del 2009
Legge 191/2009 (Accordo di Milano)
9
FEDERALISMO ED AUTONOMIE SPECIALI


Il nuovo modello di federalismo fiscale delineato dalla legge n. 42/2009, ha previsto all’art. 27
l’obbligo anche per le autonomie speciali di concorrere:
•
al conseguimento degli obiettivi di perequazione
all’esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti,
e
•
al patto di stabilità interno
dall’ordinamento comunitario.
degli
e
all’assolvimento
di
solidarietà
obblighi
ed
posti
L’adeguamento ai principi del federalismo è avvenuto per la Regione Trentino Alto Adige e per le
Province autonome con la revisione delle norme dello Statuto in materia di finanza cioè
attraverso la modificazione del titolo VI dello Statuto (finanza della Regione e delle
Province), le cui disposizioni ai sensi dell’articolo 104 dello Statuto “possono essere
modificate con legge ordinaria dello Stato su concorde richiesta del Governo e, per quanto di
rispettiva competenza, della Regione o delle due Province”.

Con norme di attuazione dovranno essere successivamente apportate le ulteriori disposizioni
integrative e di specificazione secondo la disciplina di cui all’articolo 107 dello Statuto.
10
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL NUOVO ORDINAMENTO
FINANZIARIO
I.
La devoluzione di tributi erariali in quota fissa quale elemento
fondante dell’autonomia finanziaria:

al pari di quanto era originariamente previsto dallo Statuto, il nuovo
ordinamento vede quale elemento fondamentale dell’autonomia
finanziaria della Regione e delle Province la compartecipazione in quota
fissa al gettito di tutti i tributi erariali pertinenti al sistema economico
trentino,

nello specifico spettano alle Province i 9/10 di tutti i tributi erariali
prodotti sul territorio, ad eccezione dell’IVA interna che spetta nella
misura dei 7/10 e dell’imposta erariale sull’energia elettrica che spetta
per i 10/10
11
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL NUOVO ORDINAMENTO
FINANZIARIO
II. Il contenimento dei margini di incertezza in ordine alle risorse
disponibili:
a)
a seguito dell’eliminazione delle poste che non risultavano coerenti con il nuovo
modello di federalismo fiscale:

quota variabile,

somma sostitutiva dell’IVA all’importazione,

trasferimenti statali sulle leggi di settore;
le cui procedure di definizione erano connesse a processi di contrattazione con il
Governo, determinando quindi forte incertezza nella programmazione finanziaria;
b) con la definizione delle spettanze arretrate non ancora concordate relative agli
2000-2009;
c)
anni
con la definizione, in via forfettaria, nella misura di 50 milioni di euro annui, del
rimborso dallo Stato per le spese afferenti le funzioni già delegate (viabilità statale,
motorizzazione civile, collocamento al lavoro, catasto e opere idrauliche);
d) con la modifica delle modalità di erogazione delle compartecipazioni ai tributi erariali, che
ora vengono incassati direttamente dalla Province
Tali misure consentono una maggiore programmabilità delle risorse su base pluriennale.
12
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL NUOVO ORDINAMENTO
FINANZIARIO
III. L’ampliamento degli spazi di autonomia finanziaria:
a) con il riconoscimento di efficaci poteri in materia fiscale sui tributi di spettanza della
Regione e delle Province in relazione:

ai tributi propri, che la Regione e le Province possono istituire nelle materie di propria

ai tributi propri derivati – tributi istituiti da leggi statali con gettito attribuito alla Provincia

ai tributi erariali (IRPEF, IRES, ecc.) relativamente ai quali, se lo Stato prevede la facoltà di
competenza in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato;
(es. IRAP, addizionale all’IRPEF) – per i quali le Province possono modificare le aliquote,
sia in aumento che in diminuzione, e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzione, purchè
nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale;
modificare le aliquote, le Province possono esercitare gli stessi poteri previsti per i tributi
propri derivati;
13
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL NUOVO ORDINAMENTO
FINANZIARIO
b) con il riconoscimento di efficaci poteri in materia di tributi comunali in relazione:

a nuovi tributi locali, che possono essere istituiti dalle Province nelle materie di propria

ai tributi locali istituiti con legge dello Stato, per i quali le Province possono consentire

alle compartecipazioni e alle addizionali che le leggi dello Stato attribuiscono agli enti
locali: le stesse spettano alle Province; inoltre qualora la legge statale preveda la facoltà
competenza,
agli enti locali di modificare le aliquote e di introdurre agevolazioni, esenzioni e deduzioni
nei limiti delle aliquote superiori definite dalla normativa statale, nonché prevedere
criteri, termini e modalità di riscossione,
per gli enti locali di istituire addizionali tributarie, alle relative finalità provvedono le
Province individuando criteri, modalità e limiti di applicazione nel territorio.
La potestà sui tributi locali attribuita alle Province risulta completare la competenza in
materia di finanza locale già spettante alle stesse.
c) con la previsione del coinvolgimento delle Province nell’attività di accertamento
dei tributi, attraverso opportune forme di collaborazione con le Agenzie fiscali, anche in
termini di condivisione delle banche dati disponibili e delle informazioni relative alle
dinamiche dei gettiti tributari.
14
EFFETTI DELL’UTILIZZO DELLA LEVA TRIBUTARIA

Consente di variare anche selettivamente la pressione fiscale sul territorio in base alle
politiche definite a livello locale:
 le manovre di alleggerimento fiscale poste in essere dalla Provincia determinano una
significativa riduzione della pressione fiscale a livello locale: per il 2013 a fronte di una
pressione fiscale nazionale (riportata nel DEF 2013) pari al 44,4%, la pressione fiscale
stimata a livello locale risulta pari al 41,8%;
 sempre con riferimento al 2013, le sole agevolazioni IRAP, determinano un minore onere per
le imprese del territorio pari a circa 86 milioni di euro

Consente di sostituire i tradizionali incentivi finanziari in favore dei cittadini e delle imprese
con agevolazioni fiscali.
15

La nuova disciplina di partecipazione agli obiettivi di perequazione e
solidarietà e agli obiettivi di riequilibrio della finanza pubblica:
caratterizzata dalla definizione in modo compiuto ed esaustivo delle modalità
con cui i medesimi enti concorrono ai predetti vincoli e obblighi,
prevedendo:


l’eliminazione delle entrate non più compatibili con l’attuazione del federalismo (quota
variabile – somma sostitutiva dell’IVA all’importazione – trasferimenti statali su leggi di
settore);
l’assunzione di oneri per 100 milioni di euro annui relativi all’esercizio di funzioni statali,
anche delegate, concordate con il Ministero dell’Economia e delle finanze, nonché al
finanziamento di iniziative e progetti relativi ai territori confinanti. Per quanto riguarda il
trasferimento di funzioni, con l’Accordo di Milano sono stati delegati alla Provincia di
Trento il finanziamento e le funzioni statali relative all’Università degli studi di Trento,
nonché la competenza in materia di ammortizzatori sociali;

gli obblighi relativi al patto di stabilità interno.
16

La ridefinizione dei meccanismi del patto di stabilità interno in un ottica di
rafforzamento dell’autonomia finanziaria:

incentrandolo sui saldi di bilancio anziché sulla regola dei tetti di spesa che caratterizza
ancora oggi le Regioni a statuto ordinario e le altre Regioni a statuto speciale. Si tratta di
uno schema non solo maggiormente rispettoso dell’autonomia, in quanto lascia agli enti la
libertà di decidere le modalità con cui rispettare il vincolo (accrescendo le entrate e/o
controllando le spese), ma pure coerente con i vincoli europei che sono rapportati ai saldi di
finanza pubblica.

prevedendo che il saldo debba essere “concordato” ogni anno tra la Provincia e il
Ministero dell’Economia e delle finanze.

attribuendo alla competenza esclusiva della Provincia la definizione degli obblighi
relativi al patto di stabilità interno con riferimento a tutti gli enti del settore pubblico
provinciale (enti locali, agenzie ed enti strumentali, Università degli studi di Trento, Camera
di commercio);

sottraendo la Provincia e tutti gli altri enti del settore pubblico provinciale dalle misure
nazionali in materia di contenimento delle spese.
17
CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL NUOVO ORDINAMENTO
FINANZIARIO
In sintesi il modello di finanza regionale/provinciale delineato a seguito dell’Accordo di
Milano è connotato da requisiti di particolare rilievo:

devoluzione a titolo di compartecipazione dei 9/10 di tutti i tributi statali riferiti al territorio, assicurando una

territorialità, in base alla quale competono alla Regione e alle Province tutti i gettiti fiscali prodotti sul

oggettività delle relazioni finanziarie Stato-Regione/Province, in quanto la compartecipazione ai tributi

certezza delle risorse, nel senso che non sussiste discrezionalità da parte dello Stato né al riconoscimento

programmabilità delle risorse, in quanto le entrate disponibili in relazione ai requisiti di certezza e oggettività

piena autonomia nell’utilizzo delle risorse, che deriva dal riconoscimento dell’esclusiva competenza della

ampi spazi di autonomia impositiva rispetto all’ordinamento previgente.
diretta correlazione tra le fonti finanziarie dell’autonomia e la dinamica dell’economia provinciale;
territorio, anche se riscossi al di fuori dello stesso per esigenze amministrative o legislative;
avviene esclusivamente in quota fissa;
del diritto né del quantum da trasferire alla Regione e alle Province;
possono essere pianificate su base pluriennale;
Regione e delle Province a definire l’impiego delle risorse che vengono trasferite dallo Stato senza alcun
vincolo di destinazione e senza apposizione di limiti al loro utilizzo;
18
IMPATTO FINANZIARIO ACCORDO DI MILANO
Minori entrate
Quota variabile
Somma sostitutiva IVA import
Leggi settore
TOTALE
270 milioni
300 milioni
80 milioni
650 milioni
Maggiori spese
Nuove competenze e territori confine
100 milioni
750 milioni
Maggiori entrate
Nuove compartecipazioni
Impatto finanziario a carico della Provincia
Sblocco arretrati
230 milioni
520 milioni (*)
3.150 milioni
(*) L'importo calcolato dalla Ragioneria Generale dello Stato è pari a 568 milioni
19
FISCAL COMPACT
Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla Governance nella UE
A)
PATTO DI BILANCIO
- posizione di bilancio in pareggio o in avanzo.
La regola è rispettata se il saldo strutturale annuo della P.A. è pari all’obiettivo specifico per il
paese fissato dal Patto di stabilità e crescita con possibile disavanzo strutturale 0,5%
PIL (1,0% PIL per paesi con rapporto debito / PIL minore al 60%)
- disposizioni costituzionali per il pareggio di bilancio
- meccanismo automatico di correzione in caso di deviazioni significative
- saldo strutturale: saldo annuo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e
temporanee
B)
DEBITO PUBBLICO
Qualora il rapporto debito pubblico/PIL superiore al 60%: necessaria riduzione a un ritmo
medio di un ventesimo all’anno
C)
DISAVANZI ECCESSIVI
Procedura specifica in caso di disavanzi eccessivi con obbligo di definire e attuare una
correzione effettiva e duratura attraverso riforme strutturali approvate dalla U.E.
20
FISCAL COMPACT
D)
SANZIONI
In caso di mancato rispetto del programma di rientro dal disavanzo eccessivo la Corte di
Giustizia può applicare penalità fino allo 0,1% del PIL.
E)
COORDINAMENTO POLITICHE
F)
GOVERNANCE DELLA ZONA EURO
Riunioni del vertice euro (capi di Stato o di Governo oltre al Presidente BCE) almeno due
volte all’anno per la governance della zona euro afferente la moneta unica e le politiche
economiche per aumentare la convergenza.
G)
SIX PACK (entrato in vigore nel dicembre 2012) prevede la riforma della governance
economica europea e norme rigorose per la politica di bilancio
H)
TWO PACK (approvato a maggio 2013) rafforza e completa il SIX PACK
Il controllo della UE sulle politiche di bilancio nazionali diventa anche preventivo, prima era ex
post.
Ora è possibile per la UE fare raccomandazioni e chiedere correzioni ai Governi con i conti
pubblici fuori controllo o con problemi di crescita.
21
Eventi successivi all’Accordo di Milano
22
A seguito:
 dell’aggravarsi della situazione della finanza pubblica nazionale anche in conseguenza della
crisi dei debiti sovrani
 del varo di manovre nazionali per il raggiungimento del pareggio strutturale di bilancio
fortemente lesive dell’ordinamento finanziario della Regione e delle Province
Azioni della Provincia:

impugnazione innanzi alla Corte Costituzionale delle norme contrarie all’ordinamento

proposta di revisione complessiva dei rapporti finanziari della Regione Trentino - Alto Adige e
delle Province autonome di Trento e Bolzano con lo Stato,


volta a garantire un concorso responsabile degli stessi al risanamento della finanza pubblica
nazionale, ma nel rispetto delle normative statutarie come risultanti dall’Accordo di Milano
presentata al Presidente del Consiglio dei Ministri il 2 febbraio 2012 e riproposta al Governo
Letta a maggio 2013
23
Concorsi finanziari a carico della Provincia conseguenti alla crisi
della finanza pubblica
Manovre statali 2010 -2012 e Legge finanziaria 2013
ANNO 2012
Miglioramento saldo o altre forme
Riserve Erario
TOTALE anno 2012
Incidenza sul bilancio
511 milioni annui
187 milioni annui
698 milioni annui
15,1%
ANNO 2013
Miglioramento saldo o altre forme
Riserve Erario
TOTALE anno 2013
Incidenza sul bilancio
643 milioni annui
139 milioni annui
782 milioni annui
17,4%
ANNO 2014
Miglioramento saldo o altre forme
Riserve Erario
TOTALE anno 2013
Incidenza sul bilancio
667 milioni annui
139 milioni annui
806 milioni annui
17,82%
ANNO 2015
Miglioramento saldo o altre forme
Riserve Erario
TOTALE anno 2013
Incidenza sul bilancio
673 milioni annui
139 milioni annui
812 milioni annui
18%
24
IMPATTO COMPLESSIVO
Accordo Milano – manovre statali finanza pubblica
ANNO 2012
Concorso assicurato Accordo di Milano
Concorso manovre finanza statale
TOTALE anno 2012
568 milioni annui
698 milioni annui
1.266 milioni annui
Incidenza sul bilancio PAT 27,3%
ANNO 2013
Concorso assicurato Accordo di Milano
568 milioni annui
Concorso manovre finanza statale
782 milioni annui
TOTALE anno 2013
1.350 milioni annui
Incidenza sul bilancio PAT 30%
ANNO 2014
Concorso assicurato Accordo di Milano
568 milioni annui
Concorso manovre finanza statale
806 milioni annui
TOTALE anno 2013
1.374 milioni annui
Incidenza sul bilancio PAT 30,4%
ANNO 2015
Concorso assicurato Accordo di Milano
568 milioni annui
Concorso manovre finanza statale
858 milioni annui
TOTALE anno 2013
1.380 milioni annui
Incidenza sul bilancio PAT 30,7%
25
CONCORSI CUMULATI AL RISANAMENTO FINANZIARIO DEL PAESE
PERIODO 2010 - 2013
TRENTO
ACCORDO DI MILANO
MANOVRE DI FINANZA PUBBLICA
2.272 milioni
1.187 milioni
TOTALE
3.459 milioni
BOLZANO
ACCORDO DI MILANO
MANOVRE DI FINANZA PUBBLICA
2.072 milioni
1.382 milioni
TOTALE
3.454 milioni
26
TREND RISORSE BILANCIO
4.800
-1,1%
4.700
4.713,1
+5,2%
4.600
-0,3%
4.659,0
-2,7%
stanziamenti in milioni di euro
4.647,3
4.500
+1,2 %
4.400
4.479,2
4.427,7
-3,2%
4.523,7
4.334,1
4.300
+9,6 %
4.200
-3,5%
4.184,0
4.104,1
4.100
+1,1 %
+1,1 %
- 2,1 %
4.000
3.900
4.041,4
+2,1 %
4.029,7
-1,9%
-1,8%
3.996,8
3.997,7
3.955,7
3.914,9
3.800
3.700
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Totale Entrate - valori nominali
2009
2010
2011
2012
2013
Entrate al netto degli arretrati
27
PROPOSTA DI REVISIONE DEI RAPPORTI FINANZIARI CON LO STATO

Principi inderogabili:

equità nella distribuzione del concorso agli obiettivi di finanza pubblica tra le diverse autonomie speciali;


rispetto delle prerogative statutarie,


che assicurano la devoluzione dei nove decimi del gettito tributario agli enti del territorio;
piena autonomia nell’impiego delle risorse,


tenendo quindi conto, in particolare, del concorso già garantito da alcune autonomie speciali in sede
di attuazione della legge delega in materia di federalismo fiscale - legge n. 42/2009 –; per la Regione
Trentino - Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano si tratta del concorso garantito in
sede di Accordo di Milano;
con il solo limite del rispetto dell’obiettivo di saldo concordato con il patto di stabilità interno
Proposte in ordine alle modalità di concorso al riequilibrio della finanza pubblica:

assunzione in capo alla Regione e alle Province di spese attualmente sostenute dallo Stato sul territorio
regionale mediante:

delega di funzioni (es. Agenzia fiscali, attività amministrativa di supporto alla giustizia)

assunzione di oneri per funzioni gestite dallo Stato, a fronte dell’impegno dello Stato medesimo a
garantire standard di servizio e di attività oltre che di costo.
28
I PRINCIPALI TEMI
NEL 2011 - 2012:
DEL
CONTENZIOSO
COSTITUZIONALE
La Provincia ha contestato la legittimità delle disposizioni statali intervenute
successivamente all’Accordo di Milano del 2009, in particolare con riferimento a:
 definizione unilaterale da parte dello Stato dell’entità del concorso in termini di
patto di stabilità;
 previsione da parte della legislazione statale di riserve all’erario, senza rispettare
le condizioni previste dalla normativa di attuazione statutaria;
 nuove modalità di concorso agli obiettivi di finanza pubblica (attraverso forme di
accantonamenti a valere sulle entrate provinciali)
 mancata considerazione del concorso già assicurato dalla Provincia con l’Accordo
di Milano
29
30
31
FATTORI CONDIZIONANTI LA FINANZA PROVINCIALE
– La crisi economico finanziaria e il conseguente impatto sul gettito fiscale prodotto
– Le manovre statali per il risanamento della finanza pubblica (782 milioni del 2013):
• Miglioramento del patto di stabilità: 399 milioni;
• Riserve all’Erario: circa 139 milioni annui;
• Accantonamenti a valere sulle devoluzioni di tributi erariali: nel 2013 circa 244 milioni di euro;
– La riduzione progressiva dei gettiti arretrati che si azzereranno nel 2017 (valore medio 400 milioni)
– La riduzione permanente del livello dell’avanzo di amministrazione; già nel 2013 è prevista
l’applicazione di un avanzo di amministrazione in calo di circa 150 milioni di euro:
• a seguito della progressiva riduzione dei gettiti arretrati;
• a seguito della progressiva riduzione delle economie di spesa;
– Le manovre provinciali, con particolare riferimento all’IRAP, finalizzate alla riduzione della
pressione fiscale per sostenere la crescita e quindi ad un’ ulteriore riduzione delle entrate relative ai
tributi propri.
– Il non ancora intervenuto accordo con lo Stato per la rideterminazione del concorso della Provincia
al risanamento della finanza pubblica e l’incertezza in ordine agli effetti che deriveranno dalla revisione
dell’articolo 79 dello Statuto con riferimento al concorso al miglioramento della finanza pubblica.
32
Andamento della spesa pubblica consolidata sul PIL TRENTO - ITALIA
50,3
50
48,3
Incidenza%
48,1
Trentino
47,4
47,1
46,8
46,5
45,7
48,2
49,2
45,5
46,2
45,4
45,6
45,8
45,6
45
47,3
46,1
Italia
46,5
46,3
45,9
45,8
45,5
Inclusi gli interessi
sul debito dello Stato
44,8
42,9
41,9
40
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Anni
Fonte: Italia: quadri dei consolidati pubblicati dal MEF nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese
Trento: elaborazione a cura del Servizio Statistica con metodologia concordata con OPES
Dati al netto della spesa per il rimborso di mutui e prestiti
33
Andamento della spesa pubblica consolidata sul PIL al netto della spesa per
la previdenza e degli interessi sul debito pubblico
40
36,8
37,0
35,8
34,9
34,5
34,3
35
32,8
34,5
32,8
34,4
33,7
34,0
Incidenza%
31,5
Trentino
30
27,7
26,4
28,2
26,7
Italia
27,3
28,8
27,4
27,6
26,9
27,1
26,5
26,6
27,0
Esclusi gli interessi
sul debito dello Stato
25
20
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Anni
Fonte: Italia: quadri dei consolidati pubblicati dal MEF nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese
Trento: elaborazione a cura del Servizio Statistica con metodologia concordata con OPES
Dati al netto della spesa per il rimborso di mutui e prestiti
34
Andamento della spesa pubblica consolidata sul PIL
al netto della spesa per la previdenza
40
36,8
35
Trentino
35,8
34,3
34,4
34
32,8
Italia
Incidenza%
31,41
30
31,27
30,81
29,13
Esclusi gli interessi sul
debito dello Stato
28,8
26,9
27,1
27,0
25
Trentino
26,5
Esluse le spese finanziate
con gettiti arretrati
20
2007
2008
2009
2010
2011
A
nni
Fonte: Italia: quadri dei consolidati pubblicati dal MEF nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese
Trento: elaborazione a cura del Servizio Statistica con metodologia concordata con OPES
Dati al netto della spesa per il rimborso di mutui e prestiti
35
SITUAZIONE ATTUALE DEL DEBITO

Assenza di debito diretto a carico della Provincia

Contenuto livello di debito in essere con riferimento agli enti del settore pubblico
provinciale:

al 31 dicembre 2011 la percentuale di incidenza sul PIL era pari al 7,5%, dato

al 31 dicembre 2012 la percentuale di incidenza sul PIL era pari all’8,6%, a fronte di un
corrispondente valore a livello nazionale del 127%, corrispondente a 1.400 milioni di euro
attribuibili:
perfettamente in linea con quello dell’insieme delle regioni a statuto speciale, e di poco
superiore a quello delle regioni a statuto ordinario pari al 7,4% (fonte Banca d’Italia)

per 1.011 milioni di euro al comparto Società (di cui 921 milioni a Cassa del Trentino e
90 milioni a Patrimonio del Trentino),

per 375 milioni di euro al comparto enti locali,

per14 milioni al comparto altri enti (Università degli studi di Trento),

Finalizzazione del debito esclusivamente a spese di investimento

Rigorosa copertura in bilancio delle rate di ammortamento del debito

Limite del rapporto Debito/PIL provinciale per il settore pubblico provinciale: 9,7%
(corrispondente a circa 1,6 milioni di euro)
36
LA MODERNIZZAZIONE DEL SISTEMA PUBBLICO PROVINCIALE
Ai fini della crescita e della competitività del sistema economico la modernizzazione
del sistema pubblico provinciale costituisce un intervento cruciale sia per l’impatto
delle politiche pubbliche, sia per l’incidenza della stessa ove si consideri che i servizi
offerti dalla Pubblica Amministrazione rappresentano ben il 15% del Prodotto interno
lordo provinciale.
Un’Amministrazione provinciale più moderna ed efficiente può quindi:





costituire un indubbio fattore di vantaggio competitivo e di attrazione
per il territorio provinciale
stimolare i processi di innovazione nel sistema provinciale
assicurare una significativa riduzione delle spese soprattutto di
funzionamento, salvaguardando le risorse per gli investimenti
essenziali per lo sviluppo
fornire servizi di maggiore qualità alla collettività
contribuire al corretto equilibrio della finanza pubblica
37
IL PIANO DI MIGLIORAMENTO
E’ lo strumento strategico per la razionalizzazione e il contenimento della spesa da parte della
Provincia
Finalità del Piano:
- dare un forte impulso alla modernizzazione del sistema pubblico provinciale, quale elemento fondamentale
per la crescita e la competitività dell’intero sistema locale,
- contenere e razionalizzare la spesa pubblica provinciale
Principali ambiti di intervento del Piano (2012 – 2016):
- la riorganizzazione del sistema pubblico provinciale
- la semplificazione amministrativa
- l’amministrazione digitale
- il coinvolgimento del privato nell’offerta e nella gestione di servizi e attività
- la razionalizzazione e qualificazione della spesa, sia di parte corrente che di parte capitale.
Obiettivi del Piano (da conseguire nel quinquennio):
di modernizzazione



riduzione del 35% degli oneri amministrativi a carico delle imprese;
riduzione del 50% dei tempi medi di tutti i procedimenti amministrativi (sia verso le imprese che verso i
cittadini);
riduzione del 50% del numero dei procedimenti amministrativi
di risparmi di spesa

riduzione complessiva della spesa a regime di 213 milioni di euro, dei quali 182 di parte corrente e 31 di
parte capitale
38
STRUTTURA BILANCIO PROVINCIA
in milioni di euro
2012
Spesa corrente (a)
Devoluzioni ai Comuni dei gettiti tributari di competenza (*)
2013
Var.%
2013/2012
Incid. %
2013
2.856
75
Totale spesa corrente
2.931
2.871
-2,00%
63,50%
Spesa in conto capitale (b)
1.789
1.652
-7,70%
36,50%
-167
-215
+ 28,70%
Risorse disponibili per il finanziamento delle spese in
conto capitale
1.622
1.437
-11,40%
31,80%
Totale spesa (a+b)
4.645
4.523
-2,70%
100%
Risorse indisponibili a seguito delle manovre finanziarie dello Stato
(*) iscritti nel 2012 tra le partite di giro
39
LA SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO
In sede di definizione delle manovre di finanza pubblica e di gestione del bilancio, la Provincia ha
sempre posto una specifica attenzione alla salvaguardia degli equilibri di bilancio attraverso
l’adozione di azioni di forte rigore finanziario. Il riferimento è, in particolare:

al controllo della dinamica della spesa corrente: dal 2009 al 2013 l’incremento medio
annuo della spesa corrente è stato contenuto entro lo 0,8% (-1,4% in termini reali);

al mantenimento di un equilibrio strutturale del bilancio, con un’incidenza della spesa
corrente che da un valore pari al 62,2% del 2009, permane ad un valore inferiore al 64% nel
2013; ciò nonostante la contrazione dei volumi di bilancio intervenuta a decorrere dal 2011. Dal
conto consolidato della spesa pubblica nazionale, considerato al netto degli interessi sul debito
pubblico e della spesa nel settore della previdenza, risulta un’incidenza della spesa corrente già
nel 2011 (ultimo dato disponibile) pari a circa l’87%;

alla salvaguardia del risparmio pubblico, ovvero delle risorse di parte corrente non assorbite
da spese di funzionamento, che nel 2013 risulta addirittura superiore a quella del 2009 (1,2
miliardi di euro a fronte di 0,9 miliardi di euro);

alla conseguente conferma di volumi ragguardevoli di risorse da finalizzare agli
investimenti, e quindi al sostegno dei progetti strategici per la crescita e lo sviluppo del
territorio, che nel 2013 permangono di importo superiore a 1,6 miliardi di euro. In merito si rileva
come la spesa in conto capitale consolidata pro-capite sul territorio provinciale superi di quasi 3
volte il corrispondente valore nazionale.
40
Scarica

La trama economica e organizzativa della Provincia