Settembre 2014-Settembre 2015
ANNO DEDICATO A MONSIGNOR ANGELO RAMAZZOTTI
FONDATORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE
VEGLIA DI PREGHIERA
PRO MANUSCRIPTO
P.I.M.E. - PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE
VIA FRANCESCO DOMENICO GUERRAZZI, 11 – 00152 ROMA
TEL. 06.58.39.151
Settembre 2014-Settembre 2015
ANNO DEDICATO A MONSIGNOR ANGELO RAMAZZOTTI
FONDATORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE
VEGLIA DI PREGHIERA
SALUTI INIZIALI
Celebrante: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen.
Celebrante: La pace sia con voi.
Assemblea: E con il tuo spirito
Celebrante:
Carissimi confratelli, siamo riuniti in questa solenne Veglia di
preghiera, per ricordare la figura di Monsignor Angelo Ramazzotti.
Monsignor Angelo Ramazzotti è un vescovo, un fondatore, un
missionario, che ha dato tutto se stesso a Cristo e alla Chiesa. In
quest’anno a lui dedicato desideriamo metterci alla Sua sequela per
imparare da Lui ad essere missionari santi, amanti dei poveri e pieni
di carità.
Ci disponiamo ad ascoltare ed accogliere la testimonianza della sua
vita, trasformando poi tutto questo in preghiera fervida ed intensa per
la Chiesa e per il P.I.M.E.
Canto “Lo Spirito del Signore è su di me” (oppure un altro canto appropriato)
Lo Spirito del Signore è su di me,
lo Spirito con l’unzione mi ha consacrato,
lo Spirito mi ha mandato ad annunziare ai poveri
un lieto messaggio di salvezza.
Lo Spirito di Sapienza è su di me,
per essere luce e guida sul mio cammino,
mi dona un linguaggio nuovo
per annunziare agli uomini la Tua Parola di salvezza.
Lo Spirito di Fortezza è su di me,
per testimoniare al mondo la Sua Parola,
mi dona il suo coraggio per annunziare al mondo
l’avvento glorioso del Tuo Regno.
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(I lettore)
Dal Vangelo secondo Marco (15, 15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate in tutto il mondo
e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato
sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i
segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome
scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in
mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro
danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e
sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono
dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava
la parola con i prodigi che l’accompagnavano.
Lettore: Parola del Signore.
Assemblea: Lode a te, o Cristo.
2 minuti sottofondo musicale
(si suggerisce “La vera gioia” del Fresina, oppure un’altra musica appropriata)
1. LA VITA
Voce guida:
Poco più di 150 anni fa, moriva il Servo di Dio Monsignor Angelo
Ramazzotti, fondatore del P.I.M.E., poi vescovo di Pavia e patriarca di
Venezia. Il card. Angelo Roncalli, pochi mesi prima di diventare Papa
Giovanni XXIII - oggi San Giovanni XXIII - aveva sollecitato il P.I.M.E. ad
iniziare la sua causa di beatificazione, affermando che si era formata in
lui “la profonda e schietta convinzione che davvero il titolo di Santo gli
conveniva e di Santo da altare”. Ma chi era Monsignor Angelo
Ramazzotti? Il testo che qui citiamo pare un autoritratto che attesta
come, per tutta la sua vita, egli si sia sentito fondamentalmente un
missionario.
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(II lettore)
Dalla lettera per la Quaresima scritta da Monsignor Ramazzotti alla
diocesi di Venezia l’8 febbraio 1861
Io ben mi accorgo che qualcuno qui dirà in cuor suo: Chi è costui che
crede di poter far sentire la sua voce in mezzo a tanto tumulto? Chi
sono io?
Nella prima lettera ai Corinti, l’apostolo San Paolo scriveva: “Io sono il
minimo degli apostoli, non sono degno di essere chiamato apostolo
perché ho perseguitato la Chiesa, ma per la grazia del Signore sono
quello che sono”, e voleva dire che, malgrado la sua indegnità, era
ministro di Dio, era Apostolo, era incaricato di fare che il nome di
Gesù venisse santificato in mezzo alle genti.
Così posso rispondere anch’io: sono una miserabilissima creatura, ma
pure per la grazia del Signore sono ministro di Dio, sono Vescovo,
sono successore di quegli Apostoli ai quali Gesù Cristo non credette di
dir troppo, dicendo: “Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a
tutti gli uomini, istruite tutte le nazioni, insegnando loro ad osservare
tutto quello che vi ho predicato”.
Canto “Eccomi” (oppure un altro canto appropriato)
Rit. Eccomi, eccomi!
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi!
Si compia in me la Tua volontà.
Nel mio Signore ho sperato
e su di me s’è chinato,
ha dato ascolto al mio grido,
m’ha liberato dalla morte. Rit.
I miei piedi ha reso saldi,
sicuri ha reso i miei passi.
Ha messo sulla mia bocca
un nuovo canto di lode. Rit.
Il sacrificio non gradisci,
ma m’hai aperto l’orecchio,
non hai voluto olocausti,
allora ho detto: Io vengo! Rit.
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Sul tuo libro di me è scritto:
Si compia il tuo volere.
Questo, mio Dio, desidero,
la tua legge è nel mio cuore. Rit.
La tua giustizia ho proclamato,
non tengo chiuse le labbra.
Non rifiutarmi Signore,
la tua misericordia. Rit.
2. LO SPIRITO MISSIONARIO
Voce guida:
Tante persone hanno concorso alla nascita del P.I.M.E. ma, all’inizio,
chi ha reso possibile il coagulo di tante idee e carismi è stato Monsignor
Ramazzotti, che fin dalla gioventù aveva sognato la missione e al
momento opportuno si è messo a disposizione del disegno di Dio, dopo
un accurato discernimento.
(III lettore)
Dagli scritti di padre Giacomo Scurati, missionario ad Hong Kong e
secondo Direttore del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di
Milano:
Fin dalla giovinezza Monsignor Angelo Ramazzotti, aveva sentito viva
inclinazione alle missioni tra gli infedeli, e fatto Sacerdote aveva
cercato soddisfarvi. Ma il Signore che gliel’aveva data con altre
intenzioni, si oppose, e quando chiese ai suoi Superiori il permesso di
recarsi in missione, si vide attraversata la via, perché glielo
proibirono. Il buon giovane s’acquietò alla volontà del Signore; ma il
desiderio di questo bene, non estinto, fu seme nascosto sotto terra:
quando Dio mandò la pioggia, germinò e crebbe.
Durante le Missioni Diocesane, Monsignor Ramazzotti poté conoscere
giovani che ricorrevano a lui per consiglio, che v’erano vocazioni per le
Missioni Straniere. Sentiva crescere l’amore ad una vocazione
sognata, e il dovere di assecondare le chiamate di Dio, ma sentiva
insieme forti difficoltà, la mancanza d’istituti di Missioni Straniere, e i
pericoli d’una via straordinaria, senza straordinaria preparazione.
Tutto questo gli faceva concepire il pensiero d’utilizzare in bene una
sua casa, posta nel paese di Saronno, col raccogliervi tali giovani,
affinché potessero prepararsi al ministero apostolico. Non osava però
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ancora eseguire ciò che pensava, e dava spazio nel suo animo anche
ad altri pensieri.
Il 30 di Luglio 1850 Mons. Ramazzotti compiva i suoi desideri. Dopo
mezzo giorno, con Don Carlo Salerio e Don Giovanni Mazzucconi, si
recava da Rho a Saronno in una povera vettura, non ragionando
lungo la via, ma rompendo ogni tanto il silenzio con qualche bel
pensiero religioso. Innalzata una preghiera a Maria, nel devotissimo
Santuario da S. Carlo fatto erigere poco fuori della città, si diressero
tutti insieme all’antico convento di S. Francesco, dove stavano ad
aspettarli Don Giuseppe Marinoni, Direttore del nuovo Seminario,
Don Alessandro Ripamonti, e Don Paolo Reina, il quale per le gravi
opposizioni della madre, non poté entrare allora formalmente
nell’Istituto, ma solo più tardi; con altri sacerdoti del vicinato.
Nessuna solennità ebbe luogo allora, e quella prima unione,
quell’umile principio di questo nostro Istituto, fu inaugurato solo dalla
preghiera, dalla invocazione dello Spirito datore di doni molteplici, e
da una ben sentita consolazione celeste.
2 minuti sottofondo musicale
Voce guida:
Preghiamo insieme a Papa Francesco che il Signore ha messo alla guida
della Sua Chiesa e che, potremmo dire, attraverso le sue parole e i suoi
gesti, ci ricorda ed attualizza la figura di Monsignor Angelo Ramazzotti.
Preghiera di Papa Francesco (da recitare a cori alterni)
A. Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.
B. Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
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con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.
A. Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.
B. Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.
A. Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.
(Insieme) Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia.
Canto “Lo Spirito del Signore è su di me” (oppure un altro canto appropriato)
Lo Spirito del Signore è su di me,
lo Spirito con l’unzione mi ha consacrato,
lo Spirito mi ha mandato ad annunziare ai poveri
un lieto messaggio di salvezza.
Lo Spirito del Timore è su di me,
per rendermi testimone del Suo Perdono,
purifica il mio cuore per annunziare agli uomini
le opere grandi del Signore.
Lo Spirito della Pace è su di me,
e mi ha colmato il cuore della Sua Gioia,
mi dona un canto nuovo per annunziare al mondo
il giorno di grazia del Signore.
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3. LA CARITÀ
Voce guida:
È forse l’aspetto che più impressiona nella persona di Monsignor Angelo
Ramazzotti per la radicalità con cui ha tradotto il comandamento
principale del Vangelo. Come lui stesso ha confessato: “è stato l’amore
per i poveri che mi ha consumato la salute”.
(IV lettore)
Dalla biografia su Monsignor Ramazzotti scritta dal suo segretario
don Pietro Cagliaroli
Si sapeva da tutti quale e quanto fosse il suo cuore; quindi i poveri
con fiducia accorrevano a lui, certi di esserne aiutati. L’atrio, le scale,
l’anticamera, a volte, si può dire che ne formicolassero. Né, come si
usa comunemente, erano incaricati i domestici di far l’elemosina.
No. Egli voleva vederli, ascoltarli uno ad uno ed aiutarli secondo i loro
rispettivi bisogni, consolarli, esortarli a portare di buon animo la gran
croce della povertà.
E a chi gli fece osservare che così andavano perdute delle ore a lui
tanto preziose, rispose sorridendo che anzi ci guadagnava e di molto.
Ma questa pubblica carità era niente a confronto di quella segreta.
Non poche persone, di quelle che si vergognano di farsi conoscere,
erano mantenute da lui giornalmente. Un ragazzo, per ricordare un
fatto fra i molti, nato e vissuto sulla strada, fu ospitato per alcuni
giorni in prigione. L’autorità politica ne diede avviso al Patriarca,
pregandolo di trovar modo di procurargli un qualche ricovero. Ed il
buon pastore se lo fece venire davanti, gli prodigò ogni genere di
amorevolezza; e poi, ordinato che si facesse il bagno e vestisse di
nuovo, lo inviò in una delle sue terre, perché lo si facesse diventare
un buon contadino, affidandolo alle mani d’un uomo di Dio, della cui
premura poteva vivere sicuro.
E di simili casi, come di tante altre sue largizioni, potrei raccontarne
molti. Unico suo dolore era non poter fare come e quanto gli dettava il
cuore.
2 minuti sottofondo musicale
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Preghiera di Papa Francesco
(Insieme) Vergine Santa e Immacolata,
Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità:
nella nostra parola rifulga lo splendore della verità,
nelle nostre opere risuoni il canto della carità,
nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità,
nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo.
Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore:
il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti,
la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti,
la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano,
ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata.
Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno:
la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,
la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,
il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,
gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera
gioia.
Amen.
Canto “Tu sarai profeta” (oppure un altro canto appropriato)
Una luce che rischiara,
una lampada che arde,
una voce che proclama
la Parola di salvezza.
Precursore nella gioia,
precursore nel dolore,
tu che sveli nel perdono
l’annunzio di misericordia.
Tu sarai profeta di salvezza
fino ai confini della terra,
porterai la mia Parola,
risplenderai della mia luce.
Forte amico dello Sposo,
che gioisci alla sua voce,
tu cammini per il mondo
per precedere il Signore.
Stenderò la mia mano
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e porrò sulla tua bocca
la potente mia Parola
che convertirà il mondo.
4. LA POVERTÀ
Voce guida:
Si può coniugare in Ramazzotti la povertà con l’umiltà e la semplicità,
perché formano un tutt’uno. È povero in maniera naturale, senza farlo
pesare, così come è totalmente staccato dalle cariche e dagli onori. È ciò
che gli permette di rapportarsi con tutte le persone senza nessuna
distanza, nel modo più diretto, partecipando alle loro situazioni.
(V lettore)
Dalla biografia su Monsignor Ramazzotti scritta dal suo segretario
don Pietro Cagliaroli
Più che modeste, le suppellettili della camera dove dormiva. Un
piccolo letto, uno scaffale di legno grezzo per i suoi libri, alcuni sedili,
un inginocchiatoio, qualche devota immagine, e basta. Si faceva
presente da alcuni che riparasse almeno i suoi appartamenti con
doppie serrature alle finestre, e coprisse il pavimento con tappeti; ma
egli non aderì a tali suggerimenti, dando come ragione che i poveri si
sarebbero scandalizzati assai, vedendo lui stare in tanto agio ed essi
in mancanza del necessario.
Gli rincresceva assai di dover usare, come Vescovo, di carrozza e di
servitù; e sospirando invidiava quel tempo in cui poteva andare e
comparire in pubblico poveramente.
Gli era tanto piacevole il soggiorno presso gli orfani, perché qui poteva
vivere come voleva quella santa povertà che era una delle virtù
predilette dell’animo suo. Mangiava nella cucina degli orfanelli o in
una stanza vicina che serviva alle loro arti. E non si mostrava mai
tanto lieto e contento come quando si fosse trovato in tale condizione
di vita.
Negli ultimi tempi, crescendo i bisogni dei poveri e venendogli meno,
per questo tanto distribuire, i redditi episcopali, ordinò che si
vendessero le argenterie della casa, conservando solo quanto serviva
all’uso giornaliero della tavola, e per poche persone. Vi fu un giorno,
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nel quale trovandosi sprovveduto del tutto di moneta, né sapendo
come o dove cercarne, uscì dalla stanza e ai poveri raccolti nell’
anticamera, frenando a stento il pianto: “non ho più nulla, esclamò,
sono senza nulla. Non mi resta da vendere che questa povera veste, e
la croce che mi pende dal collo.”
2 minuti sottofondo musicale
Preghiera di Papa Francesco
(Insieme) Madre del silenzio, che custodisce il mistero di Dio,
liberaci dall’idolatria del presente, a cui si condanna chi dimentica.
Purifica gli occhi dei Pastori con il collirio della memoria:
torneremo alla freschezza delle origini, per una Chiesa orante e
penitente.
Madre della bellezza, che fiorisce dalla fedeltà al lavoro quotidiano,
destaci dal torpore della pigrizia, della meschinità e del disfattismo.
Rivesti i Pastori di quella compassione che unifica e integra:
scopriremo la gioia di una Chiesa serva, umile e fraterna.
Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia,
aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità di chi non conosce
appartenenza.
Intercedi presso tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri
piedi e i nostri cuori:
edificheremo la Chiesa con la verità nella carità.
Madre, saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il Regno. Amen.
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Canto “Popoli tutti acclamate il Signore” (oppure un altro canto appropriato)
Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te.
Ora e per sempre, voglio lodare
il tuo grande amor per noi.
Mia roccia Tu sei, pace e conforto mi dai,
con tutto il cuore e le mie forze,
sempre io ti adorerò.
Popoli tutti acclamate al Signore,
gloria e potenza cantiamo al Re,
mari e monti si prostrino a Te,
al tuo nome, o Signore.
Canto di gioia per quello che fai,
per sempre Signore con Te resterò,
non c’è promessa non c’è fedeltà che in Te.
ESPOSIZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
INTERCESSIONI
Celebrante:
Carissimi, abbiamo meditato alla luce della vita di Monsignor Angelo
Ramazzotti che ricordiamo in modo speciale in quest’anno a lui
dedicato. La sua vita e le sue parole ci chiedono di impegnarci per
costruire un mondo migliore, ed essere missionari fino agli estremi
confini della terra attraverso un amore intenso verso il Signore ed una
vita povera ma ricca di carità. Chiediamolo a Dio con fede.
Lettore:
Per la Chiesa: perché sia maestra e luminoso esempio;
perché sappia annunciare al mondo il Vangelo di Gesù
Cristo con parole convincenti, ma soprattutto con la carità
verso tutti. Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
Lettore:
Per Papa Francesco, i vescovi, i presbiteri, i diaconi, i
catechisti e tutti coloro che svolgono un ministero: siano
sostenuti nel loro servizio dallo Spirito Santo e sappiano
guidare il popolo di Dio sulle vie del Signore. Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
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Lettore:
Per il P.I.M.E.: perché grazie all’intercessione di Monsignor
Angelo Ramazzotti sappia suscitare nuove vocazioni
missionarie e tutti i suoi membri siano testimoni coerenti
del messaggio d’amore che sono chiamati a vivere e
annunciare. Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
Lettore:
Per tutte le persone abbandonate, sfruttate, che non
trovano lavoro, e vivono in condizioni di povertà: perché
non manchino mai del sostegno necessario per poter
recuperare la speranza in una vita serena, attraverso
l’incontro con fratelli e sorelle che porgano loro una mano
amica, segno della bontà del Padre. Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
Lettore:
Per la nostra comunità: perché, continui unita, con la
vivacità dello spirito di Monsignor Angelo Ramazzotti, il
cammino di accoglienza, di ascolto e di missionarietà.
Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
Lettore:
Per le chiese di Milano, di Pavia e di Venezia: perché, nel
ricordo del loro figlio e pastore Monsignor Angelo
Ramazzotti, continuino a generare persone e gesti di
santità verso i poveri e verso le missioni. Preghiamo.
Cantiamo: Ascoltaci, Signore!
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CONCLUSIONE
Celebrante:
Carissimi, la vita di Monsignor Angelo Ramazzotti ci ha ricordato il suo
amore per il Signore, che fu il suo vero segreto, e il suo amore per i fratelli,
attraverso la carità e una vita povera. È un richiamo per tutti noi, chiamati
come lui ad amare Dio e il prossimo. Abbiamo pregato con lui per la
Chiesa, per il P.I.M.E., per la nostra comunità, per il mondo intero.
Concludiamo questa veglia con la preghiera composta per chiedere la
Beatificazione di Monsignor Angelo Ramazzotti.
(Insieme) Dio grande e misericordioso, che donasti al vescovo Angelo
Ramazzotti, tuo servo fedele, una fede ardente in te e una carità
straordinaria verso i bisognosi e gli afflitti, concedi la grazia che
umilmente ti chiediamo per la sua intercessione.
Egli, che per dilatare ancor più il tuo regno iniziò anche un Istituto
Missionario, ci aiuti a vivere di fede e ad agire con la sua stessa carità
verso bisognosi e tribolati in tutto il mondo. Amen.
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BENEDIZIONE COL SANTISSIMO SACRAMENTO
Celebrante: Il Signore sia con voi.
Assemblea: E con il tuo spirito.
Celebrante: Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito
Santo.
Assemblea: Amen.
Celebrante: Andiamo in pace.
Assemblea: Rendiamo grazie a Dio.
Canto finale “Andate per le strade” (oppure un altro canto appropriato)
Rit. Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per fare festa,
c’è un posto per ciascuno alla mia mensa.
Nel vostro cammino annunciate il vangelo
dicendo è vicino il regno dei cieli.
guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l’ha perduta. Rit.
Vi è stato donato con amore gratuito,
ugualmente donate con gioia e con amore.
con voi non prendete né oro né argento,
perché l’operaio ha diritto al suo cibo. Rit.
Entrando in una casa donatele la pace,
se c’è chi vi rifiuta e non accoglie il dono,
la pace torni a voi e uscite dalla casa
scuotendo la polvere dai vostri calzari. Rit.
Nessuno è più grande del proprio maestro,
né il servo è più importante del suo padrone.
se hanno odiato me odieranno anche voi,
ma voi non temete, io non vi lascio soli! Rit.
Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi
siate dunque avveduti come serpenti,
ma liberi e chiari come le colombe
dovrete sopportare prigioni e tribunali. Rit.
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INVOCAZIONE A MONS. ANGELO RAMAZZOTTI
Angelo nostro, nella luce di Dio tu ben vedi fruttificare nel tempo
il seme evangelico da te seminato a Milano, Pavia, a Venezia e
attraverso i tuoi Missionari in tutto il mondo.
Tu conosci, nell’eterno volere, le nostre ansie e le nostre difficoltà,
le esigenze del nostro tempo e le deboli, insufficienti nostre possibilità.
Ottieni con la tua intercessione numerose vocazioni al Sacerdozio
e alle Missioni. È questo il tempo che richiede in ogni sacerdote, in
patria o all’estero, un sincero e ardente spirito missionario.
Questo spirito noi invochiamo, per la tua preghiera, da Colui che,
Verbo di Dio, prese la nostra fragile carne per redimere il mondo, ed
ora costituisce insieme al Padre e allo Spirito Santo, la fonte perenne
del tuo gaudio, il premio eterno della tua apostolica vita.
Card. Giovanni Urbani
(Patriarca di Venezia - 1961)
Per relazioni di grazie, immagini e altro, rivolgersi al Postulatore Generale
P.I.M.E., Via F. D. Guerrazzi, 11, 00152 Roma - Tel. 06.58.39.151;
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