Settembre 2014-Settembre 2015 ANNO DEDICATO A MONSIGNOR ANGELO RAMAZZOTTI FONDATORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE VEGLIA DI PREGHIERA PRO MANUSCRIPTO P.I.M.E. - PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE VIA FRANCESCO DOMENICO GUERRAZZI, 11 – 00152 ROMA TEL. 06.58.39.151 Settembre 2014-Settembre 2015 ANNO DEDICATO A MONSIGNOR ANGELO RAMAZZOTTI FONDATORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO MISSIONI ESTERE VEGLIA DI PREGHIERA SALUTI INIZIALI Celebrante: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Assemblea: Amen. Celebrante: La pace sia con voi. Assemblea: E con il tuo spirito Celebrante: Carissimi confratelli, siamo riuniti in questa solenne Veglia di preghiera, per ricordare la figura di Monsignor Angelo Ramazzotti. Monsignor Angelo Ramazzotti è un vescovo, un fondatore, un missionario, che ha dato tutto se stesso a Cristo e alla Chiesa. In quest’anno a lui dedicato desideriamo metterci alla Sua sequela per imparare da Lui ad essere missionari santi, amanti dei poveri e pieni di carità. Ci disponiamo ad ascoltare ed accogliere la testimonianza della sua vita, trasformando poi tutto questo in preghiera fervida ed intensa per la Chiesa e per il P.I.M.E. Canto “Lo Spirito del Signore è su di me” (oppure un altro canto appropriato) Lo Spirito del Signore è su di me, lo Spirito con l’unzione mi ha consacrato, lo Spirito mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio di salvezza. Lo Spirito di Sapienza è su di me, per essere luce e guida sul mio cammino, mi dona un linguaggio nuovo per annunziare agli uomini la Tua Parola di salvezza. Lo Spirito di Fortezza è su di me, per testimoniare al mondo la Sua Parola, mi dona il suo coraggio per annunziare al mondo l’avvento glorioso del Tuo Regno. 1 (I lettore) Dal Vangelo secondo Marco (15, 15-20) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano. Lettore: Parola del Signore. Assemblea: Lode a te, o Cristo. 2 minuti sottofondo musicale (si suggerisce “La vera gioia” del Fresina, oppure un’altra musica appropriata) 1. LA VITA Voce guida: Poco più di 150 anni fa, moriva il Servo di Dio Monsignor Angelo Ramazzotti, fondatore del P.I.M.E., poi vescovo di Pavia e patriarca di Venezia. Il card. Angelo Roncalli, pochi mesi prima di diventare Papa Giovanni XXIII - oggi San Giovanni XXIII - aveva sollecitato il P.I.M.E. ad iniziare la sua causa di beatificazione, affermando che si era formata in lui “la profonda e schietta convinzione che davvero il titolo di Santo gli conveniva e di Santo da altare”. Ma chi era Monsignor Angelo Ramazzotti? Il testo che qui citiamo pare un autoritratto che attesta come, per tutta la sua vita, egli si sia sentito fondamentalmente un missionario. 2 (II lettore) Dalla lettera per la Quaresima scritta da Monsignor Ramazzotti alla diocesi di Venezia l’8 febbraio 1861 Io ben mi accorgo che qualcuno qui dirà in cuor suo: Chi è costui che crede di poter far sentire la sua voce in mezzo a tanto tumulto? Chi sono io? Nella prima lettera ai Corinti, l’apostolo San Paolo scriveva: “Io sono il minimo degli apostoli, non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa, ma per la grazia del Signore sono quello che sono”, e voleva dire che, malgrado la sua indegnità, era ministro di Dio, era Apostolo, era incaricato di fare che il nome di Gesù venisse santificato in mezzo alle genti. Così posso rispondere anch’io: sono una miserabilissima creatura, ma pure per la grazia del Signore sono ministro di Dio, sono Vescovo, sono successore di quegli Apostoli ai quali Gesù Cristo non credette di dir troppo, dicendo: “Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutti gli uomini, istruite tutte le nazioni, insegnando loro ad osservare tutto quello che vi ho predicato”. Canto “Eccomi” (oppure un altro canto appropriato) Rit. Eccomi, eccomi! Signore io vengo. Eccomi, eccomi! Si compia in me la Tua volontà. Nel mio Signore ho sperato e su di me s’è chinato, ha dato ascolto al mio grido, m’ha liberato dalla morte. Rit. I miei piedi ha reso saldi, sicuri ha reso i miei passi. Ha messo sulla mia bocca un nuovo canto di lode. Rit. Il sacrificio non gradisci, ma m’hai aperto l’orecchio, non hai voluto olocausti, allora ho detto: Io vengo! Rit. 3 Sul tuo libro di me è scritto: Si compia il tuo volere. Questo, mio Dio, desidero, la tua legge è nel mio cuore. Rit. La tua giustizia ho proclamato, non tengo chiuse le labbra. Non rifiutarmi Signore, la tua misericordia. Rit. 2. LO SPIRITO MISSIONARIO Voce guida: Tante persone hanno concorso alla nascita del P.I.M.E. ma, all’inizio, chi ha reso possibile il coagulo di tante idee e carismi è stato Monsignor Ramazzotti, che fin dalla gioventù aveva sognato la missione e al momento opportuno si è messo a disposizione del disegno di Dio, dopo un accurato discernimento. (III lettore) Dagli scritti di padre Giacomo Scurati, missionario ad Hong Kong e secondo Direttore del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano: Fin dalla giovinezza Monsignor Angelo Ramazzotti, aveva sentito viva inclinazione alle missioni tra gli infedeli, e fatto Sacerdote aveva cercato soddisfarvi. Ma il Signore che gliel’aveva data con altre intenzioni, si oppose, e quando chiese ai suoi Superiori il permesso di recarsi in missione, si vide attraversata la via, perché glielo proibirono. Il buon giovane s’acquietò alla volontà del Signore; ma il desiderio di questo bene, non estinto, fu seme nascosto sotto terra: quando Dio mandò la pioggia, germinò e crebbe. Durante le Missioni Diocesane, Monsignor Ramazzotti poté conoscere giovani che ricorrevano a lui per consiglio, che v’erano vocazioni per le Missioni Straniere. Sentiva crescere l’amore ad una vocazione sognata, e il dovere di assecondare le chiamate di Dio, ma sentiva insieme forti difficoltà, la mancanza d’istituti di Missioni Straniere, e i pericoli d’una via straordinaria, senza straordinaria preparazione. Tutto questo gli faceva concepire il pensiero d’utilizzare in bene una sua casa, posta nel paese di Saronno, col raccogliervi tali giovani, affinché potessero prepararsi al ministero apostolico. Non osava però 4 ancora eseguire ciò che pensava, e dava spazio nel suo animo anche ad altri pensieri. Il 30 di Luglio 1850 Mons. Ramazzotti compiva i suoi desideri. Dopo mezzo giorno, con Don Carlo Salerio e Don Giovanni Mazzucconi, si recava da Rho a Saronno in una povera vettura, non ragionando lungo la via, ma rompendo ogni tanto il silenzio con qualche bel pensiero religioso. Innalzata una preghiera a Maria, nel devotissimo Santuario da S. Carlo fatto erigere poco fuori della città, si diressero tutti insieme all’antico convento di S. Francesco, dove stavano ad aspettarli Don Giuseppe Marinoni, Direttore del nuovo Seminario, Don Alessandro Ripamonti, e Don Paolo Reina, il quale per le gravi opposizioni della madre, non poté entrare allora formalmente nell’Istituto, ma solo più tardi; con altri sacerdoti del vicinato. Nessuna solennità ebbe luogo allora, e quella prima unione, quell’umile principio di questo nostro Istituto, fu inaugurato solo dalla preghiera, dalla invocazione dello Spirito datore di doni molteplici, e da una ben sentita consolazione celeste. 2 minuti sottofondo musicale Voce guida: Preghiamo insieme a Papa Francesco che il Signore ha messo alla guida della Sua Chiesa e che, potremmo dire, attraverso le sue parole e i suoi gesti, ci ricorda ed attualizza la figura di Monsignor Angelo Ramazzotti. Preghiera di Papa Francesco (da recitare a cori alterni) A. Vergine e Madre Maria, tu che, mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità della tua umile fede, totalmente donata all’Eterno, aiutaci a dire il nostro “sì” nell’urgenza, più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù. B. Tu, ricolma della presenza di Cristo, hai portato la gioia a Giovanni il Battista, facendolo esultare nel seno di sua madre. Tu, trasalendo di giubilo, hai cantato le meraviglie del Signore. Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce 5 con una fede incrollabile, e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione, hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice. A. Ottienici ora un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne. B. Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione, madre dell’amore, sposa delle nozze eterne, intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima, perché mai si rinchiuda e mai si fermi nella sua passione per instaurare il Regno. A. Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. (Insieme) Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen. Alleluia. Canto “Lo Spirito del Signore è su di me” (oppure un altro canto appropriato) Lo Spirito del Signore è su di me, lo Spirito con l’unzione mi ha consacrato, lo Spirito mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio di salvezza. Lo Spirito del Timore è su di me, per rendermi testimone del Suo Perdono, purifica il mio cuore per annunziare agli uomini le opere grandi del Signore. Lo Spirito della Pace è su di me, e mi ha colmato il cuore della Sua Gioia, mi dona un canto nuovo per annunziare al mondo il giorno di grazia del Signore. 6 3. LA CARITÀ Voce guida: È forse l’aspetto che più impressiona nella persona di Monsignor Angelo Ramazzotti per la radicalità con cui ha tradotto il comandamento principale del Vangelo. Come lui stesso ha confessato: “è stato l’amore per i poveri che mi ha consumato la salute”. (IV lettore) Dalla biografia su Monsignor Ramazzotti scritta dal suo segretario don Pietro Cagliaroli Si sapeva da tutti quale e quanto fosse il suo cuore; quindi i poveri con fiducia accorrevano a lui, certi di esserne aiutati. L’atrio, le scale, l’anticamera, a volte, si può dire che ne formicolassero. Né, come si usa comunemente, erano incaricati i domestici di far l’elemosina. No. Egli voleva vederli, ascoltarli uno ad uno ed aiutarli secondo i loro rispettivi bisogni, consolarli, esortarli a portare di buon animo la gran croce della povertà. E a chi gli fece osservare che così andavano perdute delle ore a lui tanto preziose, rispose sorridendo che anzi ci guadagnava e di molto. Ma questa pubblica carità era niente a confronto di quella segreta. Non poche persone, di quelle che si vergognano di farsi conoscere, erano mantenute da lui giornalmente. Un ragazzo, per ricordare un fatto fra i molti, nato e vissuto sulla strada, fu ospitato per alcuni giorni in prigione. L’autorità politica ne diede avviso al Patriarca, pregandolo di trovar modo di procurargli un qualche ricovero. Ed il buon pastore se lo fece venire davanti, gli prodigò ogni genere di amorevolezza; e poi, ordinato che si facesse il bagno e vestisse di nuovo, lo inviò in una delle sue terre, perché lo si facesse diventare un buon contadino, affidandolo alle mani d’un uomo di Dio, della cui premura poteva vivere sicuro. E di simili casi, come di tante altre sue largizioni, potrei raccontarne molti. Unico suo dolore era non poter fare come e quanto gli dettava il cuore. 2 minuti sottofondo musicale 7 Preghiera di Papa Francesco (Insieme) Vergine Santa e Immacolata, Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità: nella nostra parola rifulga lo splendore della verità, nelle nostre opere risuoni il canto della carità, nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità, nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo. Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore: il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata. Fa’ che non smarriamo il significato del nostro cammino terreno: la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia. Amen. Canto “Tu sarai profeta” (oppure un altro canto appropriato) Una luce che rischiara, una lampada che arde, una voce che proclama la Parola di salvezza. Precursore nella gioia, precursore nel dolore, tu che sveli nel perdono l’annunzio di misericordia. Tu sarai profeta di salvezza fino ai confini della terra, porterai la mia Parola, risplenderai della mia luce. Forte amico dello Sposo, che gioisci alla sua voce, tu cammini per il mondo per precedere il Signore. Stenderò la mia mano 8 e porrò sulla tua bocca la potente mia Parola che convertirà il mondo. 4. LA POVERTÀ Voce guida: Si può coniugare in Ramazzotti la povertà con l’umiltà e la semplicità, perché formano un tutt’uno. È povero in maniera naturale, senza farlo pesare, così come è totalmente staccato dalle cariche e dagli onori. È ciò che gli permette di rapportarsi con tutte le persone senza nessuna distanza, nel modo più diretto, partecipando alle loro situazioni. (V lettore) Dalla biografia su Monsignor Ramazzotti scritta dal suo segretario don Pietro Cagliaroli Più che modeste, le suppellettili della camera dove dormiva. Un piccolo letto, uno scaffale di legno grezzo per i suoi libri, alcuni sedili, un inginocchiatoio, qualche devota immagine, e basta. Si faceva presente da alcuni che riparasse almeno i suoi appartamenti con doppie serrature alle finestre, e coprisse il pavimento con tappeti; ma egli non aderì a tali suggerimenti, dando come ragione che i poveri si sarebbero scandalizzati assai, vedendo lui stare in tanto agio ed essi in mancanza del necessario. Gli rincresceva assai di dover usare, come Vescovo, di carrozza e di servitù; e sospirando invidiava quel tempo in cui poteva andare e comparire in pubblico poveramente. Gli era tanto piacevole il soggiorno presso gli orfani, perché qui poteva vivere come voleva quella santa povertà che era una delle virtù predilette dell’animo suo. Mangiava nella cucina degli orfanelli o in una stanza vicina che serviva alle loro arti. E non si mostrava mai tanto lieto e contento come quando si fosse trovato in tale condizione di vita. Negli ultimi tempi, crescendo i bisogni dei poveri e venendogli meno, per questo tanto distribuire, i redditi episcopali, ordinò che si vendessero le argenterie della casa, conservando solo quanto serviva all’uso giornaliero della tavola, e per poche persone. Vi fu un giorno, 9 nel quale trovandosi sprovveduto del tutto di moneta, né sapendo come o dove cercarne, uscì dalla stanza e ai poveri raccolti nell’ anticamera, frenando a stento il pianto: “non ho più nulla, esclamò, sono senza nulla. Non mi resta da vendere che questa povera veste, e la croce che mi pende dal collo.” 2 minuti sottofondo musicale Preghiera di Papa Francesco (Insieme) Madre del silenzio, che custodisce il mistero di Dio, liberaci dall’idolatria del presente, a cui si condanna chi dimentica. Purifica gli occhi dei Pastori con il collirio della memoria: torneremo alla freschezza delle origini, per una Chiesa orante e penitente. Madre della bellezza, che fiorisce dalla fedeltà al lavoro quotidiano, destaci dal torpore della pigrizia, della meschinità e del disfattismo. Rivesti i Pastori di quella compassione che unifica e integra: scopriremo la gioia di una Chiesa serva, umile e fraterna. Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia, aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità di chi non conosce appartenenza. Intercedi presso tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi e i nostri cuori: edificheremo la Chiesa con la verità nella carità. Madre, saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il Regno. Amen. 10 Canto “Popoli tutti acclamate il Signore” (oppure un altro canto appropriato) Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te. Ora e per sempre, voglio lodare il tuo grande amor per noi. Mia roccia Tu sei, pace e conforto mi dai, con tutto il cuore e le mie forze, sempre io ti adorerò. Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re, mari e monti si prostrino a Te, al tuo nome, o Signore. Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore con Te resterò, non c’è promessa non c’è fedeltà che in Te. ESPOSIZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO INTERCESSIONI Celebrante: Carissimi, abbiamo meditato alla luce della vita di Monsignor Angelo Ramazzotti che ricordiamo in modo speciale in quest’anno a lui dedicato. La sua vita e le sue parole ci chiedono di impegnarci per costruire un mondo migliore, ed essere missionari fino agli estremi confini della terra attraverso un amore intenso verso il Signore ed una vita povera ma ricca di carità. Chiediamolo a Dio con fede. Lettore: Per la Chiesa: perché sia maestra e luminoso esempio; perché sappia annunciare al mondo il Vangelo di Gesù Cristo con parole convincenti, ma soprattutto con la carità verso tutti. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! Lettore: Per Papa Francesco, i vescovi, i presbiteri, i diaconi, i catechisti e tutti coloro che svolgono un ministero: siano sostenuti nel loro servizio dallo Spirito Santo e sappiano guidare il popolo di Dio sulle vie del Signore. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! 11 Lettore: Per il P.I.M.E.: perché grazie all’intercessione di Monsignor Angelo Ramazzotti sappia suscitare nuove vocazioni missionarie e tutti i suoi membri siano testimoni coerenti del messaggio d’amore che sono chiamati a vivere e annunciare. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! Lettore: Per tutte le persone abbandonate, sfruttate, che non trovano lavoro, e vivono in condizioni di povertà: perché non manchino mai del sostegno necessario per poter recuperare la speranza in una vita serena, attraverso l’incontro con fratelli e sorelle che porgano loro una mano amica, segno della bontà del Padre. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! Lettore: Per la nostra comunità: perché, continui unita, con la vivacità dello spirito di Monsignor Angelo Ramazzotti, il cammino di accoglienza, di ascolto e di missionarietà. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! Lettore: Per le chiese di Milano, di Pavia e di Venezia: perché, nel ricordo del loro figlio e pastore Monsignor Angelo Ramazzotti, continuino a generare persone e gesti di santità verso i poveri e verso le missioni. Preghiamo. Cantiamo: Ascoltaci, Signore! 12 CONCLUSIONE Celebrante: Carissimi, la vita di Monsignor Angelo Ramazzotti ci ha ricordato il suo amore per il Signore, che fu il suo vero segreto, e il suo amore per i fratelli, attraverso la carità e una vita povera. È un richiamo per tutti noi, chiamati come lui ad amare Dio e il prossimo. Abbiamo pregato con lui per la Chiesa, per il P.I.M.E., per la nostra comunità, per il mondo intero. Concludiamo questa veglia con la preghiera composta per chiedere la Beatificazione di Monsignor Angelo Ramazzotti. (Insieme) Dio grande e misericordioso, che donasti al vescovo Angelo Ramazzotti, tuo servo fedele, una fede ardente in te e una carità straordinaria verso i bisognosi e gli afflitti, concedi la grazia che umilmente ti chiediamo per la sua intercessione. Egli, che per dilatare ancor più il tuo regno iniziò anche un Istituto Missionario, ci aiuti a vivere di fede e ad agire con la sua stessa carità verso bisognosi e tribolati in tutto il mondo. Amen. 13 BENEDIZIONE COL SANTISSIMO SACRAMENTO Celebrante: Il Signore sia con voi. Assemblea: E con il tuo spirito. Celebrante: Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Assemblea: Amen. Celebrante: Andiamo in pace. Assemblea: Rendiamo grazie a Dio. Canto finale “Andate per le strade” (oppure un altro canto appropriato) Rit. Andate per le strade in tutto il mondo, chiamate i miei amici per fare festa, c’è un posto per ciascuno alla mia mensa. Nel vostro cammino annunciate il vangelo dicendo è vicino il regno dei cieli. guarite i malati, mondate i lebbrosi, rendete la vita a chi l’ha perduta. Rit. Vi è stato donato con amore gratuito, ugualmente donate con gioia e con amore. con voi non prendete né oro né argento, perché l’operaio ha diritto al suo cibo. Rit. Entrando in una casa donatele la pace, se c’è chi vi rifiuta e non accoglie il dono, la pace torni a voi e uscite dalla casa scuotendo la polvere dai vostri calzari. Rit. Nessuno è più grande del proprio maestro, né il servo è più importante del suo padrone. se hanno odiato me odieranno anche voi, ma voi non temete, io non vi lascio soli! Rit. Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi siate dunque avveduti come serpenti, ma liberi e chiari come le colombe dovrete sopportare prigioni e tribunali. Rit. 14 INVOCAZIONE A MONS. ANGELO RAMAZZOTTI Angelo nostro, nella luce di Dio tu ben vedi fruttificare nel tempo il seme evangelico da te seminato a Milano, Pavia, a Venezia e attraverso i tuoi Missionari in tutto il mondo. Tu conosci, nell’eterno volere, le nostre ansie e le nostre difficoltà, le esigenze del nostro tempo e le deboli, insufficienti nostre possibilità. Ottieni con la tua intercessione numerose vocazioni al Sacerdozio e alle Missioni. È questo il tempo che richiede in ogni sacerdote, in patria o all’estero, un sincero e ardente spirito missionario. Questo spirito noi invochiamo, per la tua preghiera, da Colui che, Verbo di Dio, prese la nostra fragile carne per redimere il mondo, ed ora costituisce insieme al Padre e allo Spirito Santo, la fonte perenne del tuo gaudio, il premio eterno della tua apostolica vita. Card. Giovanni Urbani (Patriarca di Venezia - 1961) Per relazioni di grazie, immagini e altro, rivolgersi al Postulatore Generale P.I.M.E., Via F. D. Guerrazzi, 11, 00152 Roma - Tel. 06.58.39.151; [email protected]