Domenica mattina al Grand hotel et de Milan per ricordare Giuseppe Verdi
In occasione del bicentenario verdiano, è in programma una serie di quattro concerti al Grand
Hotel et de Milan, lo storico albergo di Via Manzoni dove il Maestro morì. I concerti sono
dedicati al repertorio di romanze e altre composizioni non operistiche di Verdi. Protagonisti il
mezzosoprano Tiziana Carraro e il pianista Giovanni Brollo.
Quattro appuntamenti al Grand Hotel et de Milan
Voce: Tiziana Carraro Mezzosoprano
Pianoforte: Giovanni Brollo
I° Concerto – 6 OTTOBRE 2013 ore 11.30
1) L'esule
lirica per canto e pianoforte
testo di Temistocle Solera
2) La seduzione
lirica per canto e pianoforte
testo di Luigi Balestra
3) Il poveretto
lirica per canto e pianoforte
testo di Manfredo Maggioni
4) Stornello
lirica per canto e pianoforte
anonimo
5) Non t'accostare all'urna
lirica per canto e pianoforte
testo di Jacopo Vittorelli
6) More, Elisa, lo stanco poeta
lirica per canto e pianoforte
testo di Tommaso Bianchi
7) In solitaria stanza
per canto e pianoforte
testo di Jacopo Vittorelli
Ecco il testo della prima delle romanze che verranno cantate. Si tratta di una Romanza per
canto e pianoforte in si bemolle maggiore. Composta nell’estate del 1839 e pubblicata lo
stesso anno, la romanza risulta “dedicata all’esimio dilettante Signor Pietro Minoja da Giuseppe
Verdi”
"L'esule"
Testo di Temistocle Solera
Musica di Giuseppe Verdi
Vedi! la bianca luna
Splende sui colli;
La notturna brezza
Scorre leggera ad increspare il vago
Grembo delqueto lago.
Perché, perché sol io
Nell'ora più tranquilla e più soave
Muto e pensoso mistarò?
Qui tutto È gioia; il ciel, la terra
Di natura sorridono all'incanto.
L'esule solo è condannato al pianto.
Ed io pure fra l'aure native
Palpitava d'ignoto piacer.
Oh, del tempo felice ancor vive
La memoria nel caldo pensier.
Corsi lande, deserti, foreste,
Vidi luoghi olezzanti di fior;
M'aggirai fra le danze e le feste,
Ma compagno ebbi sempre il dolor.
Or che mi resta?... togliere alla vita
Quella forza che misero mi fa.
Deh, vieni, vieni, o morte, a chi t'invita
E l'alma ai primi gaudi tornera.
Oh, che allor le patrie sponde
Non saranno a me vietate;
Fra quell'aure, su quell'onde
Nudo spirto volerò;
Bacerò le guance amate
Della cara genitrice
Ed il pianto all'infelice
Non veduto tergerò.
II° Concerto – 10 NOVEMBRE 2013 ore 11.30
1) Nell'orror di notte oscura
lirica per canto e pianoforte
testo di Carlo Angiolini
2) Perduta o la pace
lirica per canto e pianoforte
testo di Wolfgang Goethe, trad. di Luigi Balestra
3) Deh, pietoso, oh addolorata
lirica per canto e pianoforte
testo di Wolfgang Goethe, trad. di Luigi Balestra
4) La preghiera del poeta
lirica per canto e pianoforte
testo di Nicola Sole
5) Sgombra, o gentil, dall'ansia mente
per canto e pianoforte
testo di Alessandro Manzoni
6) Il brigidino
lirica per canto e pianoforte
testo di Francesco Dall'Ongaro
7) Ave Maria
originariamente per soprano e archi, trascrizione per canto e pianoforte
III° Concerto – 1 DICEMBRE 2013 ore 11.30
1) Chi i bei dì m'adduce ancora
lirica per canto e pianoforte
testo di Wolfgang. Goethe, trad. di Luigi Balestra
2) Cupo è il sepolcro e mutolo
lirica per canto e pianoforte
3) Il tramonto (Prima stesura)
lirica per canto e pianoforte
testo di Andrea Maffei
4) La zingara
lirica per canto e pianoforte
testo di Manfredo Maggioni
5) Ad una stella
lirica per canto e pianoforte
testo di Andrea Maffei
6) Lo spazzacamino
lirica per canto e pianoforte
testo di Manfredo Maggioni
7) Brindisi (Seconda versione)
lirica per canto e pianoforte
testo di Andrea Maffei
IV° Concerto – 19 GENNAIO 2014 ore 11.30
01) Il mistero
lirica per canto e pianoforte
testo di Felice Romani
02) L'abandonnée
lirica per canto e pianoforte
testo di Marie e Léon Escudier
03) Berceuse "Fiorellin che sorgi appena"
lirica per canto e pianoforte
testo di Francesco Maria Piave
04) L'attente
romanza per canto e pianoforte
05) Brindisi (Prima versione)
lirica per canto e pianoforte
testo di Andrea Maffei
06) Il tramonto (Seconda stesura)
lirica per canto e pianoforte
testo di Andrea Maffei
07) E' la vita un mar d'affanni
originariamente per voce e cembalo
Giuseppe Verdi – Romanze per voce e pianoforte
Commento ai brani
di Laura Nicora
I brani non operistici scritti da Giuseppe Verdi comprendono musica sacra, musica strumentale e
d’occasione. Alcuni sono stati composti negli anni giovanili (1829-1839) e comprendono tra l’altro un
Tantum ergo (per tenore e orchestra), una Sinfonia in re maggiore di sapore rossiniano, vivace ed
interessante esercizio di stile, e varie romanze da salotto scritte per voce con accompagnamento di
pianoforte. Degli anni della maturità sono altre composizioni d’occasione, ma soprattutto il Quartetto per
archi in mi minore (1873) e i Quattro pezzi sacri.
Le romanze da camera hanno un ruolo importante nella produzione artistica di Verdi, anche se sono
oggi ancora poco conosciute e spesso utilizzate solo per i bis.
Queste brevi composizioni trasferivano il “bel canto”, ascoltato a teatro, nei salotti borghesi, dando così
voce ad un genere più intimo. Molte romanze appartengono alla fase creativa iniziale del compositore;
sono una testimonianza importante dei rapporti che Verdi ebbe con Busseto, ma anche di quelli che
riuscì a stabilire con Milano, città nella quale venne rappresentata la sua prima opera.
Verdi scrisse circa una trentina di romanze e diciannove vennero composte entro il 1850, prima di
Rigoletto, La traviata e Il trovatore. Alcune sono state stampate in due raccolte di sei brani ciascuna: circa
quindici furono pubblicate a Milano dall’editore Canti nel 1838 e nel 1839 e poi da Lucca, nel 1845 e
1847. E’ celebre la preghiera su testo di Boito Pietà Signor che uscì nel 1894 sul numero unico benefico
Fata Morgana pubblicato a favore delle vittime del terremoto di Sicilia e Calabria. Lo Stornello, un
esempio di romanza caratterizzata da un’incisiva struttura ritmico-armonica, venne data alle stampe nel
1869 a beneficio di Francesco Maria Piave, allora paralizzato: “Bisogna fare quest’album per Piave. È
quasi certo che Auber e Thomas daranno due pezzi: io farò il terzo” (in realtà i pezzi saranno anche di
Mercadante, Ricci e Cagnoni).
Quasi tutte le romanze di Verdi hanno un dedicatario, ma non tutte vennero stampate mentre Verdi era
in vita: anzi, talune sono state conosciute dal grande pubblico solo nel XX secolo.
Molte sono caratterizzate da una scrittura musicale che rimanda ai modelli belliniani. Talvolta
preannunciano la splendida scrittura vocale del Verdi maturo, con accompagnamenti per pianoforte che
risentono della scrittura orchestrale. La vocalità richiesta al cantante è a tratti appassionata con passaggi
virtuosistici tipici del teatro, con ritmi che in alcune occasioni ricalcano quello del valzer o della polacca.
Alcune sono di carattere disimpegnato e popolaresco con bellissime invenzioni melodiche, mentre altre
hanno testi che raccontano miserie, tragedie e morte (es. Non t’accostare all’urna) e la musica ne ricalca i
sentimenti. Non mancano i temi patriottici, ma soprattutto è cantato il tema dell’amore.
Verdi scrive alcune romanze con schemi tipicamente teatrali. L’esule (originariamente scritta per basso),
ad esempio, è composta da aria con recitativo e cabaletta, e il suo effetto drammatico la rende quasi una
trasposizioni da “camera” del canto d’opera.
In alcuni casi si ravvedono delle affinità tra la melodia delle romanze e quella di brani celebri di opere
verdiane. E’ il caso de La seduzione (nota anche con il titolo La morta): alcune sue sezioni melodiche
presentano un’incredibile somiglianza con il celebre coro de I Lombardi alla prima Crociata: “O Signore dal
tetto natio”.
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