“LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) Manuale di Disseminazione Prodotto da Budapest, 10.02.2011 SOMMARIO Prodotto da ......................................................................................................................... 1 Il Progetto CAS.O. (CASe manager adattamentO) ........................................... 5 1.0. DIFFUSIONE - CARATTERISTICHE PRINCIPALI................................. 6 1.1 Cosa diffondere? ................................................................................. 6 1.2 Quando diffondere? .................................................................................. 6 1.3 Come diffondere? ..................................................................................... 7 2.0 Progetto CAS.O – Communication Action Plan ....................................... 11 2.1 Principali prodotti di divulgazione da produrre.................................................. 11 2.2 Lista dei principali gruppi di destinatari e delle parti interessate ............................... 13 2.3 Attività di divulgazione previste .................................................................. 14 2.4 Articoli e commenti: (siti, blog, giornali, riviste, libri, ecc.) ..................................... 15 2.5 Altre attività previste .............................................................................. 16 ANNESSO I............................................................................................ 17 ANNESSO II........................................................................................... 19 COPERTINA STANDARD PER I PRODOTTI.................................................... 19 ANNESSO III .......................................................................................... 20 STANDARD PER LA PRODUZIONE DI LUCIDI PPT ....................................... 20 (VEDI ALLEGATO 1)............................................................................... 20 ANNESSO IV.......................................................................................... 21 ANNESSO V........................................................................................... 23 CORPORATE DESIGN PROGETTO CAS.O ...................................................... 23 ANNESSO VI.......................................Errore. Il segnalibro non è definito. ANNESSO VII......................................................................................... 25 Template per database per comunicazione ............................................................ 25 ANNESSO VIII ........................................................................................ 26 “To Do List” per le attività di comunicazione ........................................................ 26 ANNESSO IX.......................................................................................... 28 Checklists per gli eventi di comunicazione............................................................ 28 2 INTRODUZIONE Il presente piano di comunicazione e diffusione è dedicato ai promotori ed esecutori del progetto “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sous programme “Leonardo da Vinci” Action “LEONARDO DA VINCI Transfert d'innovation”, dal titolo “CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O.)”. La comunicazione e la diffusione dei principali risultati del progetto è un aspetto fondamentale del programma Leonardo, in quanto è un elemento essenziale per rendere sostenibile il progetto al di là del periodo di finanziamento e prolungarne gli effetti principali il più a lungo possibile. In tutti i progetti finanziati dalla Commissione europea (CE) e dalle sue Agenzie, la diffusione dei risultati rappresenta un aspetto fondamentale del progetto stesso. Tuttavia, questa operazione, invece, è spesso vista come un aspetto accessorio delle altre attività “operative” all'interno del progetto. Per questo motivo la presente guida si propone di evidenziare l’importanza delle attività di disseminazione del progetto da un lato, e di fornire consigli pratici per condurre con successo le relative attività, dall’altro. Il concetto di disseminazione è relativamente semplice: esso può essere definito come “il processo di informazione sui risultati del progetto e di sensibilizzazione dei possibili beneficiari”. Nel contesto dei progetti, la disseminazione è un’attività chiave per: - - Garantire un impatto reale del progetto sulle diverse fasce di destinatari, in particolare verso quelle non coinvolte direttamente dalle attività di progetto (i cosiddetti beneficiari diretti); Assicurare longevità all’impatto del progetto sui sistemi interessati, anche dopo la fine del periodo di finanziamento (cosiddetta sostenibilità); Produrre materiali “fisici” (come brochure, depliant, pubblicazioni, etc.) e “virtuali” (come siti web, newsletter elettroniche, prodotti multimediali, software, etc.), che potranno innescare nuove iniziative, reti e contatti. La diffusione comprende una vasta gamma di attività. Questa varietà significa che è necessario concentrarsi su obiettivi chiari per definire e attuare il piano di diffusione. Altrimenti si rischia di diluire le risorse (spesso limitate) dedicate alla disseminazione con un’attività “a pioggia”, senza ottenere alcun effetto concreto e diretto. Il ruolo del programma LdV, e di tutti i progetti finanziati nell’ambito di questo Programma, è quello di sviluppare e sperimentare nuove idee e soluzioni. In particolare il SottoProgramma Transfer of Innovation (TOI), che finanzia il presente progetto, si propone proprio di trasferire l’innovazione e l’eccellenza da un soggetto a un altro, da una nazione ad un’altra, da un contesto territoriale ad un altro. Il risultato ideale derivante dalle attività di disseminazione consiste nel garantire due cose a lungo termine: l'adozione di attività, risultati e lezioni da parte dei politici e professionisti a livello locale, nazionale o europeo (cosiddetti Key Actor); la sensibilizzazione e l’informazione per un pubblico direttamente interessato alle attività e ai prodotti del progetto (i cosiddetti Stakeholder). Anche se la disseminazione del progetto a un pubblico indifferenziato potrebbe essere importante, in realtà sarebbe meglio concentrare i propri sforzi per raggiungere al meglio i Key Actor e gli Stakeholder. La presente guida di orientamento fornisce informazioni pratiche che possono integrarsi nella pianificazione e nella gestione del progetto tutta la sua durata. Saranno trattati i seguenti aspetti della diffusione: - Caratteristiche fondamentali: che cosa, quando, a chi e come; Guida pratica per sviluppare e attuare la strategia di diffusione; Un Action Plan della comunicazione; Suggerimenti per le pubbliche relazioni (PR); Come le Agenzie Nazionali Leonardo possono aiutare a diffondere il progetto. I Progetti Leonardo devono applicare la disciplina comunitaria sulle attività di comunicazione. Tale disciplina impone che tutte che tutte le attività e i progetti co-finanziati dai programmi comunitari possano essere identificati come tali dal grande pubblico. L’evidenza del co-finanziamento della CE (e/o il sostegno finanziario dello Stato membro) deve far parte del pacchetto di informazioni di base del progetto (corporate identity). Tutto il materiale visivo che si produce, ad esempio il cartellone alla porta, il depliant, la brochure, i comunicati stampa etc., devono indicare i programmi comunitari e nazionali interessati ed evidenziare il sostegno economico ricevuto da essi. Questi obblighi di informazione e di pubblicità non devono essere visti come un onere aggiuntivo alle attività di progetto, ma come una vera e propria opportunità per le pubbliche relazioni del progetto, in modo da aumentare la curiosità dei media e degli interessati. 4 Il Progetto CAS.O. (CASe manager adattamentO) Il Progetto CAS.O. è nato per creare occupazione nel settore giovanile e dei soggetti più svantaggiati, esportando il modello di una figura professionale, il CASE MANAGER, che opera nel sociale in maniera innovativa. I Partners del progetto, provenienti da Ungheria, Bulgaria e Italia, hanno il compito di adattare il programma che è stato creato e sperimentato con successo dalla Provincia di Novara (IT), alle realtà territoriali nelle quali operano. Si tratta di un metodo che si realizza tramite la figura del CASE MANAGER, un professionista che prende in carico le necessità dell’utente in situazione di disagio, individuando e coordinando i servizi da attivare intorno alla persona. Cioè esperti che svolgano la funzione di intermediazione tra il mercato del lavoro ed i soggetti che ne sono esclusi, affinché possano entrare o tornare a farne parte. La Partnership include Istituti di Formazione professionale, compagnie private ed organizzazioni no-profit. I partners coinvolti nel progetto hanno comprovate esperienze nel campo dell’inserimento lavorativo, nella gestione avanzata di progetti e nella cooperazione internazionale. Il concreto obiettivo che CAS.O. si prefigge è quello di formare figure professionali che a loro volta formino altri Case Manager, creare strumenti adeguati per la formazione per dare un’adeguata visibilità al progetto. Il profilo del Case Manager e la metodologia relativa vengono trasferiti ad un gruppo di esperti della formazione professionale. A partire da quanto appreso i moduli formativi vengono successivamente adattati alle diverse realtà e in ogni paese partecipante viene costruito un nuovo percorso di formazione per Case Manager, che sarà erogato dalle agenzie formative a studenti dell’ambito sociale, a operatori sociali e a formatori. In questo modo il sistema si dota di una nuova figura professionale che si prefigge di migliorare le procedure e i risultati degli interventi che mirano ad inserire nel mondo del lavoro o nella società fasce a rischio di esclusione. Inoltre il sistema della formazione professionale si dota di un nuovo percorso formativo da erogare e diffondere sui territori. L’aspettativa è che questo programma di formazione professionale venga riconosciuto ed accreditato dai vari sistemi nazionali della formazione, e che possa in modo innovativo creare una sinergia tra sistema formativo ed economico. A lungo termine lo scopo dell’introduzione del corso nei sistemi nazionali, e tramite LdV “Leonardo da Vinci” a livello europeo o presso altre iniziative, è quello di stimolare la circolazione dei giovani partecipanti attraverso l’Europa, per mantenere e rafforzare un sistema di formazione condiviso e in continuo sviluppo, grazie al confronto delle diverse esperienze. 1.0. DIFFUSIONE - CARATTERISTICHE PRINCIPALI Al momento di definire e attuare un piano di diffusione, è necessario prendere in considerazione quattro questioni e definirle con accuratezza: - - Cosa diffondere: quali aspetti o risultati del progetto è necessario o auspicabile trasferire, comprese le tipologie e l’intensità delle attività che saranno intraprese nell'ambito del piano di diffusione; Quando diffondere: in modo da garantire che il calendario delle attività sia fattibile, efficace e sviluppabile con efficienza; A chi diffondere: quale è il pubblico a cui ci rivolgiamo e che linguaggio è opportuno utilizzare in relazione al gruppo prescelto; Come diffondere: quali strumenti saranno realizzati, quante risorse economiche e umane potranno essere dedicate a quest’operazione, a quali reti locali ci si può appoggiare per aumentare l’ampiezza e l’intensità della comunicazione. 1.1 Cosa diffondere? Il progetto non produce direttamente “risultati”, ma più coerentemente produce “prodotti” che, in mano ai destinatari finali, produrranno i “risultati” I prodotti del progetto potranno essere: - - Tangibili, cioè fisici come, ad esempio studi, relazioni, materiali didattici, pubblicazioni, siti web, prodotti multimediali, etc. (cosiddetti Deliverable). Questo tipo di prodotti è normalmente incluso nella descrizione del progetto e nel relativo budget; Immateriali, come una nuova metodologia, un approccio diverso ad un problema, il trasferimento di competenze tecniche ad un gruppo di operatori, etc. (cosiddetti Output). Tuttavia, poiché questi esiti particolari non possono essere trasferiti direttamente, spesso non sono inclusi nella lista dei prodotti e non hanno un evidenza autonoma nel budget, ma scaturiscono da una serie di voci di spesa (ad es. personale, viaggi, e altri costi fissi). 1.2 Quando diffondere? Il piano per la diffusione deve essere sempre pianificato fin dall'inizio di un progetto. Il programma di divulgazione deve sempre tener conto della tempistica delle fasi del progetto. Ovviamente, poiché la tempistica di queste fasi può cambiare a seconda di come procede il lavoro del progetto, è necessario essere flessibili circa il calendario delle attività di divulgazione. 6 Possono essere identificati tre periodi di diffusione. Per ogni periodo ci sono differenti caratteristiche: - All'inizio del progetto, la diffusione mira a garantire che il progetto si sta rivlgendo alle esigenze dei suoi destinatari, o che sta garantendo il giusto livello di consapevolezza e comprensione circa le attività nei confronti del pubblico interessato. - Nel corso del progetto, la diffusione mira a trarre insegnamenti da quanto si è appreso, in particolare in relazione ai processi, e di trasmetterli alle parti interessate. - Al termine del progetto, la diffusione è destinata a pubblicizzare più in generale, i processi, i risultati e i prodotti del progetto, le lezioni apprese, e i benefici ottenuti. 1.3 Come diffondere? Molte attività possono essere utilizzate per diffondere i risultati e prodotti. Distribuzione di prodotti. È utile produrre una propria documentazione, piuttosto che inserirsi in altre pubblicazioni. Tale documentazione potrebbe includere breve volantini o brochure fornendo informazioni dettagliate in merito ai risultati del progetto. I materiali di diffusione devono essere di qualità, in termini di contenuti, comunicatività, aspetto grafico e in aderenza con le specifiche del Programma LifeLong Learning. Produzione di newsletter Le Newsletter forniscono un modo semplice ed efficace per diffondere i risultati del progetto. Essi possono essere distribuite a una mailing list di contatti dei partner del progetto, e sono un buon mezzo per introdurre nuove persone e organizzazioni nel progetto. In particolare le E-newsletter, cioè le newsletter inviate per e-mail, possono essere disseminate ad un vasto pubblico con costi veramente ridotti (ad esempio non c’è necessità di stampare e inviare per posta). Partecipazione a conferenze e seminari La partecipazione a convegni e seminari è un'altra forma utile di diffusione che può portare ad un proficuo scambio di informazioni, a seconda della natura dell'evento e il pubblico. È importante distinguere tra gli eventi organizzati dal progetto e gli eventi organizzati da altri, dato che le risorse e i tempi necessari per organizzare e gestire eventi non possono essere sottovalutati. C'è sempre la possibilità di organizzare eventi congiunti con altri progetti, in modo che il carico di lavoro possa essere condiviso e possa avvenire un confronto di esperienze. Per gli organizzatori è importante garantire che l'evento sia rivolto ad un pubblico appropriato in relazione alle finalità e caratteristiche del progetto. Le presentazioni del progetto esigono un appropriato impiego di tempo e di risorse, ma spesso sono utili spinoff (come le pubblicazioni). 7 Utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) Internet, attraverso l'utilizzo di siti web promozionali, offre straordinarie opportunità per la diffusione di risultati del progetto. Il sito web del progetto deve anche avere collegamenti efficaci e pertinenti ad altri siti, in modo che i browser possono accedere alle pagine web del progetto da altri siti collegati. Particolare attenzione deve essere data ai mezzi di pubblicità del sito e al controllo della sua efficacia (oltre la semplice misurazione del numero di accessi). Tuttavia, come con tutte le attività di divulgazione, è importante identificare il target di riferimento e decidere quale tipo di approccio comunicativo utilizzare, ad esempio bacheche virtuali (Virtual Blackboard) e gruppi di discussione tra i partner del progetto, aree riservate agli utenti per caricare o scaricare prodotti, area pubblica di download, etc. Questi metodi possono elevare il profilo dei risultati del progetto verso un pubblico mirato, e possono essere utili per consentire scambi di idee. Sfruttare le potenzialità dei mezzi di comunicazione I media possono essere utili per informare un vasto pubblico sulle realizzazioni del progetto e i risultati. È importante, tuttavia, garantire che i messaggi possano raggiungere i loro destinatari. Ciò significa che particolare attenzione deve essere data alla scelta del mezzo adeguato. Riviste specializzate o di siti internet di settore, per esempio, sono utili per la diffusione di informazioni relativamente dettagliate sui risultati del progetto, come i prodotti di formazione per il Progetto CAS.O., in quanto sono rivolti a un pubblico tecnico e preparato. Altri media possono essere più generici, come i giornali e le radio locali. Attraverso tali media il progetto può essere portato a conoscenza di un pubblico vasto ed indeterminato e “comunicare” con il tessuto locale. I comunicati stampa possono anche essere utili per stimolare l'interesse nel progetto da parte del pubblico. Essi possono essere facilmente ricavati da materiali di progetto di altri, come newsletter, relazioni e seminari. Creazione di reti a vari livelli: locale, regionale, nazionale ed europeo È importante non trascurare le potenzialità di diffusione attraverso le reti. Il contatto personale tra individui della stessa rete può svolgere un ruolo chiave nello scambio di informazioni. Le reti formali e informali sono importanti a tutti i livelli del processo decisionale. Le reti e contatti personali stabiliti attraverso il progetto spesso permetteranno la prosecuzioni di alcuni effetti del progetto anche dopo durata del progetto stesso, garantendo la sua sostenibilità anche dopo la fine del periodo di finanziamento. Quando si selezionano gli strumenti di diffusione, particolare attenzione deve essere prestata ai seguenti fattori. 8 La gamma e il numero di attori che gli strumenti di diffusione possono raggiungere Anche se una sovrapposizione dei gruppi di riferimento è inevitabile, i soggetti interessati alle attività di disseminazione possono essere suddivisi in tre grandi categorie: - - - A “campo ristretto” (Narrow-casting). Esso implica l’utilizzo dei metodi che hanno un impatto su un numero relativamente piccolo di persone, ma in profondità, per esempio un piccolo gruppo selezionato di formatori, che è molto ben informato circa il vostro progetto e i contenuti. Il mezzo ideale potrebbe essere il focus group; A “campo intermedio” (Intermediate-casting). Il pubblico non è composto necessariamente da esperti o tecnici del settore, ma da persone che, in ragione del loro ruolo o attività, potrebbero avere interesse ai prodotti del progetto. Il mezzo ideal potrebbe essere un seminario o una conferenza; Ad “ampio campo” (Broad-casting). Esso andrebbe a coprire un ampio gruppo di potenziali utenti, non selezionati e l’effetto sarebbe esteso in termini numerici, ma limitato in relazione alla quantità e qualità di informazioni fornite, come, ad esempio in una mostra o nell’ambito di un grande evento con centinaia di partecipanti. Ogni metodo ha vantaggi e svantaggi, ma in generale maggiore è la dimensione del gruppo, minore è il livello di dettaglio che può essere fornita. Il tipo dei legami stabiliti con gli attori È Importante capire e definire il tipo di legame che si ha con gli attori che saranno coinvolti dalla disseminazione. Possiamo classificare due diverse tipologie di approccio, a seconda se si vuole “coinvolgere” nel progetto il target di riferimento, o se lo si vuole solo “informare” su tutti o alcuni aspetti del progetto. Più precisamente: - - “Coinvolgere” vuol dire che gli attori, in genere in rappresentanza di organizzazioni, hanno qualche tipo di rapporto diretto o sono attivamente coinvolti nel progetto. Tali legami di solito implicano un certo grado di responsabilità, o impegno a favore del progetto stesso. “Informare” il pubblico significa che gli attori possono avere interesse ad ottenere informazioni sul progetto, senza però avere alcuna voce in capitolo sulle attività del progetto o dei suoi prodotti. Efficacia gli strumenti di diffusione nell'ottenere che i risultati del vostro progetto siano trasferiti ai target individuati. I contatti con tutti gli attori hanno lo stesso scopo: ottenere che il nuovo approccio, metodologia o prodotto del progetto siano portati a conoscenza del target di riferimento. 9 I metodi che coinvolgono attivamente pochi attori qualificati di solito sono più efficaci rispetto a quelli che semplicemente si propongono di informare un gran numero di attori indifferenziati. L’esperienza di tutti i progetti insegna che il senso della comproprietà generato da una partecipazione attiva ad un’attività, ha un impatto positivo sulla propensione dei decisori a sostenere la diffusione e l'utilizzo di prodotti di un progetto. È quindi di fondamentale importanza portare i decisori a diretto contatto con il vostro progetto. Anche se non ci sono risorse di personale dedicate alla diffusione dei risultati di progetto, la responsabilità di una guida alla strategia di diffusione deve essere chiaramente attribuita. È inoltre importante ricordare che la diffusione attiva procura benefici sia all'interno che all'esterno della propria organizzazione partner di progetto. Il progetto potrebbe non essere pienamente conosciuto da tutti i membri dell’organizzazione, soprattutto se essa è di grandi dimensioni. È necessario assicurarsi che il progetto sia visibile come possibile all'interno della propria organizzazione. Avere una buona visibilità all'interno dell'organizzazione aumenta le possibilità che il progetto possa essere disseminato all’esterno. Che supporto si può ottenere dalle Agenzia Nazionali Leonardo da Vinci Le Agenzie Nazionali Leonardo sostengono i progetti per l'attuazione delle loro attività. Per quanto riguarda le attività di comunicazione e disseminazione dei risultati, attenzione particolare sarà data a: - Garantire che i risultati dei singoli progetti siano divulgati al pubblico appropriato; Comunicare le lezioni chiave apprese nell’ambito dello svolgimento del progetto ai decisori politici, al fine di influenzare lo sviluppo della futura politica. Le Agenzie Nazionali Leonardo sono in grado di assistere i progetti nelle attività di diffusione nei modi seguenti: - Consulenza e sostegno (ad esempio, informazioni sul pubblico, eventi, seminari, workshop); L'accesso ai contatti attraverso i database di progetto e le mailing list; Circolazione delle informazioni sui risultati di progetto e gli eventi attraverso le pubblicazioni, eventi e del sito web; L'organizzazione di eventi nazionali o internazionali di diffusione e Mainstreaming; Promozione di attività comuni di creazione di reti tematiche e di progetti. Un altro importante compito delle Agenzie Nazionali Leonardo è quello di sostenere i contraenti dei progetti a rendere visibile al meglio la dimensione europea dei progetti Leonardo. 10 2.0 Progetto CAS.O – Communication Action Plan 2.1 Principali prodotti di divulgazione da produrre PRODOTTO CHE COSA Note Manuale di Disseminazione e Mainstreaming Descrive le migliori strategie e metodi di comunicazione del progetto Produzione in IT Un pacchetto esplicativo che contiene file ppt, word, etc. e serve a diffondere i contenuti ed i risultati del progetto Produzione in IT Elenco di contatti suddiviso per Narrow/ Intemediate/ Broad-casting Produzione in IT Mainstreaming kit Database di raccolta dei possibili stakeholder Linea grafica progetto Carta intestata del Immagine grafica completa del progetto che comprende: Logo, grafica website, grafica e-newsletter, grafica pubblicazioni, grafica per presentazioni PPT Produzione in IT, HU, BG Carta intestata collettiva e individuale per i partners Produzione in IT, HU, BG Pubblicazione Succinta presentazione del progetto, dei partner e dei principali prodotti. Evidenza del contributi finanziario LifeLong Learning-LdV Brochures Descrizione delle iniziative previste dal progetto Posters Da utilizzare in tutti gli eventi pubblici del progetto Cartelline Da utilizzare in tutti gli eventi pubblici del progetto E-newsletter trimestrali Da spedire all’elenco di stakeholder individuato N° 20 pagine a colori formato chiuso cm. 21x21, stampa quadricromia, legato con punto metallico. Produzione di esemplari in IT, HU, BG, in base al budget disponibile. Produzione in IT, HU, BG in base al budget disponibile Formato 70x100, stampa quadricromia, n° esemplari in IT, HU, BG in base al budget disponibile Formato A4, stampa quadricromia, n° esemplari in IT, HU, BG in base al budget disponibile Formato in pdf per invio mail e per pubblicazione sul sito web. Produzione in IT, HU, BG Si terrà una conferenza nazionale di disseminazione in ogni paese coinvolto. Conferenza/tavola rotonda nazionale Realizzazione di tre conferenze in totale, con una partecipazione media di 30/40 persone selezionate. Partecipazione ad evento europeo Piattaforma on line potenziali utilizzatori partners, stakeholders, studenti, etc… Sito web ufficiale del progetto. Conterrà la presentazione del progetto, dei partner, dei territori coinvolti e delle loro caratteristiche; i testi completi delle e-newsletter e link a siti interessanti. Ad esso sarà collegata la piattaforma on line Sito web Pubblicazione risultati in media Un rappresentante del progetto parteciperà ad un evento di portata europea per presentare il progetto. dei Da definire a conclusione. 12 Missione a Bruxelles (o altrove) per la partecipazione all’evento La piattaforma sarà realizzata utilizzando tecnologie open source su base LAMP (Linux) Esso sarà linkato ai siti dei partner di progetto e, se possibile, ad altri enti o organizzazioni. Sarà presente un link ai siti ufficiali riferiti al Programme LifeLong Learning. Produzione in IT, HU e BG. 2.2 Lista dei principali gruppi di destinatari e delle parti interessate (VEDI SITO) Ogni partners deve inviare i suoi dati per inserirli da Andromeda nella Piattaforma Gruppo di destinatari Destinatari (istituzioni) Destinatari (persone) Fornitori e professionisti di servizi educativi in Europa Università e istituti di ricerca Associazioni nazionali e federazioni europee nel campo della formazione e altri partecipanti Attori LdV e altri progetti LLP, e reti Agenzie Nazionali del LLP Riviste sulla formazione professionale Totale 13 Commenti 2.3 Attività di divulgazione previste Tipo di attività Gruppi di destinatari Produzione di 6 e-newsletter trimestrali 3 Seminari/tavole rotonde Partecipazione ad evento europeo Professionisti della formazione, autorità, moltiplicatori, enti sindacali e datoriali Professionisti della formazione, policy makers. Professionisti ed esperti della formazione, policy makers a livello internazionale Incontri informali con soggetti appartenenti alla rete dei partner, presentazione del progetto nel contesto di altri eventi, progetti o iniziative. Professionisti ed esperti della formazione, policy makers a livello nazionale e internazionale 14 2.4 Articoli e commenti: (siti, blog, giornali, riviste, libri, ecc.) Deciderlo lungo il percorso Tipo e supporto Articolo su Lady Business Gruppi di destinatari Donne bulgare Esempio: Articolo in Infonet: www.infonet.com Giornalisti europei specialisti nella educazione degli adulti Articolo su Lady Business Donne bulgare Pubblico raggiungibile (Persone) 4.500 copie 4.500 copie 15 2.5 Altre attività previste Concordare con i partners in futuro Tipo di attività Gruppi destinatari di Destinatari (istituzioni) Destinatari (persone) 16 Data Commenti Partner responsabile coinvolti e partner “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) ANNESSO I Template per conferenze/incontri/seminari Rapporto su: (Titolo incontro) Prodotto da: (Nome del Partner/autore) - Confidenziale (o pubblico) - Data: gg/mm/aa 17 Titolo dell’incontro (se rilevante) 0) Riferimento attività di progetto (Workpackage/Azione) 1)Obiettivo dell’incontro: 2)Lista dei partecipanti: Nome/ruolo Organizzazione Contatti … 3) Luogo e data dell’incontro 4) Principali punti trattati durante l’incontro 5) Principali conclusioni raggiunte 6) Note 7) Lista degli annessi (se rilevante) 18 Note “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) ANNESSO II COPERTINA STANDARD PER I PRODOTTI Nome/titolo del prodotto/ref. WP-Azione Prodotto da: nome del Partner Data gg/mm/aa 19 “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) ANNESSO III STANDARD PER LA PRODUZIONE DI LUCIDI PPT (VEDI bozzetto di Arianna) 20 “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) ANNESSO IV FACTSHEET Prodotto da: nome del Partner - PUBBLICO - Data gg/mm/aa 21 Titolo Autorità di finanziamento Budget Codice Contratto Lunghezza del progetto Lead Partner Partnership Sito web Contatti Che cos’è il programma Leonardo da Vinci? Quali sono gli obiettivi del Progetto CAS.O? Quali sono i target groups del Progetto CAS.O? Quali sono le attività principali del Progetto CAS.O? Quali sono i risultati attesi del Progetto CAS.O?? Quali sono i principali prodotto del Progetto CAS.O? Quali sono le prospettive a lungo termine del Progetto CAS.O? 22 “LIFELONG LEARNING PROGRAMME” Sotto-Programma “Leonardo da Vinci” Azione “LEONARDO DA VINCI Trasferimento dell’innovazione (TOI)” Codice progetto LLP-LdV-TOI-2010-HU-004 CASE MANAGER ADATTAMENTO (CAS.O) ANNESSO V CORPORATE DESIGN PROGETTO CAS.O (VEDI ALLEGATO 2) © ALDEBARAN communication & design Arianna Bralia [email protected] +39 338 6212807 Skype-name: ariannabralia 23 24 ANNESSO VII Template per database per comunicazione Nome Partner Database aggiornato al: gg/mm/aaaa Nome ente Website Persona/e di contatto 25 Indirizzo (posta, e-mail. Skype, etc.) Note ANNESSO VIII “To Do List” per le attività di comunicazione Prodotto Manuale di Disseminazione e Mainstreaming Mainstreaming kit Azioni Presentazione del manuale di disseminazione e validazione della partnership e adozione del manuale Database di raccolta dei possibili stakeholder Ogni partner fornirà un primo elenco di possibili stakeholder del proprio territorio. Questo database potrà essere aggiornato durante l’esecuzione del progetto Linea grafica del progetto Presentazione del concept grafico e validazione della partnership e adozione della linea grafica Brochures Presentazione alla partnership del prodotto e validazione della partnership. Stampa nelle lingue di progetto Pieghevoli Presentazione alla partnership del prodotto e validazione della partnership. Stampa nelle lingue di progetto Posters Presentazione alla partnership del prodotto e validazione della partnership. Stampa nelle lingue di progetto Cartelline Presentazione alla partnership del prodotto e validazione della partnership. Stampa nelle lingue di progetto Elaborazione di una presentazione PPT (template Allegato III) generale sul progetto; Elaborazione di una presentazione PPT(template Allegato III) sui moduli di Formazione; Elaborazione di una scheda informativa PDF sul progetto (CAS.O Factsheet, template Allegato IV); Elaborazione di contributi informatici e online (da definire); Utilizzo dei Pieghevoli, Brochures, Posters e cartelline, già previste nel progetto 26 E-newsletter trimestrali Presentazione alla partnership del concept grafico e sua validazione. Da decidere: calendario effettivo (e, se possibile, elenco dei principali punti da trattare). Ogni partner produrrà una pagina sui temi del progetto, con un focus sul proprio territorio Conferenza/tavola rotonda nazionale Si terranno tre conferenze: una in IT e una in BG, a cura di Polymetis, e una in Ungheria a cura di Schola Europa Akadémia. Si propone la partecipazione di non più di 30/40 partecipanti qualificati (policy maker locali, responsabili della formazione e formatori, mondo delle imprese) Partecipazione ad evento europeo Un rappresentante della Polymetis rappresenterà il progetto nell’ambito di un evento europeo da definirsi. Utilizzerà i prodotti presenti nel kit di mainstreaming Sito web Piattaforma on line Presentazione del sito web e validazione della partnership e immissione del sito online Potenziali utilizzatori partners, stakeholders, studenti, etc… Pubblicazione dei risultati in media Realizzazione di almeno 1 articolo ogni 4 mesi sul progetto 27 ANNESSO IX Checklists per gli eventi di comunicazione 1. CONFERENZA NAZIONALE Prima della conferenza nazionale: 1. 2. 3. 4. 5. 6. inviare avvisi scritti a editori, ad agenzie stampa, ai giornalisti, a persone chiave dalla rete di supporto locale, una settimana prima dell’evento; preparare i materiali scritti e il kit della conferenza, con testi e informazioni già inviate o aggiornati (se del caso); prendere visione dell'ambiente per la conferenza: Pianificare il materiale necessario e verificare di averlo richiesto: (es. scrivania, tavolo, cavalletti, sistema di altoparlanti e microfoni; proiettore e relativa connessione con il pc); Verificare che gli impianti siano disponibili e funzionanti (es. energia elettrica, luci, impianti per Tv, connessione ad internet, etc); Verificare la disponibilità delle sedie e le modalità appropriate per le sedute di partecipanti (es. prendere accordi per le persone con disabilità, necessità di ribaltina, etc.); Predisporre il banco di registrazione e mettere a disposizione i materiali e le kit della conferenza; Ordinare il rinfresco e/o prevedere l’acquisto di acqua / bibite; formalizzare il programma dell’evento: identificare il moderatore; fornire i nomi dei relatori; identificare gli argomenti di ogni oratore; pianificare l’ordine degli interventi; chiamare tutti i mezzi di comunicazione potenziali e sollecitare la loro presenza (il giorno prima); Collezionare i materiali degli interventi dei relatori e farne più copie per il follow-up. La mattina della conferenza nazionale: 7. 8. effettuare chiamate last-minute ai fornitori del rinfresco ed editori; verificare la stanza e rivedere i dettagli con i relatori. Durante la conferenza nazionale: 9. 10. 11. 12. 13. predisporre un registro presenze per raccogliere i nomi dei giornalisti/partecipanti e i loro indirizzi; distribuire le kit della conferenza; prevedere del tempo sufficiente per i relatori per prendere il loro posto; introdurre l’evento /agire come moderatore iniziale; organizzare incontri BtoB, se richiesto. Dopo la conferenza nazionale: 14. chiamare i giornalisti che non hanno partecipato, ma che avevano dimostrato interesse all’evento, ed inviare loro un comunicato stampa; 15. chiamare i principali giornalisti che hanno partecipato per sapere se hanno bisogno di maggiori informazioni e per contribuire a far disseminare il tema dell’evento 28 2. CONFERENZA STAMPA /RIUNIONE CON I MEDIA Alcuni giorni prima del briefing: 1. Riservare / concordare una sala riunioni o un ufficio di grandi dimensioni; 2. Chiamare e invitare personalmente dai 6 ai 12 giornalisti (il doppio del numero degli invitati attesi); 3. Confermare i relatori e gli esperti; 4. Sviluppare temi principali (ottenere in anticipo le presentazioni per avere il tempo di rivederle); 5. Coordinare la raccolta dei materiali scritti e le informazioni generali di contesto. Durante la riunione: 6. Presentare i giornalisti ai relatori e gli uni agli altri; 7. Offrire un rinfresco; 8. Facilitare l'incontro (assicurarsi che ognuno abbia la possibilità di parlare). Dopo la riunione: 9. Tenere un registro di chi ha partecipato e di chi ha declinato l’invito; 10. Comunicare con i giornalisti dopo il briefing (contattandoli telefonicamente e inviando il materiale dell’incontro). 3. KIT DI STAMPA Il kit di stampa dovrebbe includere i seguenti materiali: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. Copertina di promemoria o comunicato stampa con il nome della persona di contatto e numero di telefono; Schede informative sul tema/i dell’incontro; Presentazione standard del progetto (in una pagina); Materiale di disseminazione del progetto (brochure, volantini, cataloghi); Note biografiche dei relatori; Selezionata rassegna stampa sul progetto e/o sui temi del progetto; Informazioni/materiale informativo sul programma Leonardo (da reperirsi anche tramite le Agenzie Nazionali di riferimento). Si raccomanda, inoltre, di tenere una nota della data in cui è stato inviato il kit e l'elenco dei giornalisti che ne hanno ricevuto una copia. 29 4. INTERVISTE DI APPROFONDIMENTO In attesa del colloquio: 1. Redigere una breve relazione sul progetto e/o obiettivi promotori; inviare il materiale stampa, i kit e la biografia; 2. Identificare il messaggio che vuole trasmettere - pianificare uno schema con i punti essenziali, trovare buoni esempi; 3. Fare un buon lavoro sulle relazioni che si inviano/coprire tutti gli argomenti della discussione - cercare di ottenere copie di precedenti articoli scritti dal giornalista, o di altre attività e pubblicazioni sulle tematiche che si prevede di discutere; 4. Concordare se il colloquio sarà effettuata di persona o per telefono. Se verrà effettuato di persona, selezionare una posizione più conveniente per voi; 5. Chiedere se verranno utilizzate delle foto (dovrete fornirgli voi le foto?); Verranno intervistati altri soggetti per l’articolo? (Chi?); Quanto tempo è necessario per l'intervista;? Quando verrà pubblicato l’articolo?; In quale sezione del giornale/rivista sarà pubblicata l’intervista?. Durante le interviste faccia a faccia: 6. Una persona del team di progetto deve prendere parte all’intervista; 7. Assicurarsi che il giornalista abbia ricevuto molti documenti di base; 8. Realizzare una registrazione audio dell'intervista (comunicarlo in anticipo – far sottoscrivere una liberatoria di autorizzazione); 9. Se verranno scattate delle foto, ricordate che lo sfondo è importante. Quando i giornalisti chiedono delle dichiarazioni: 10. Assicurarsi che il giornalista ha capito il contenuto delle informazioni che si danno; 11. Verificare che il giornalista abbia scritto il vostro nome correttamente e chiedere che lei/lui vi ripeta la parte del colloquio da cui intende prendere la citazione. 30 5. INTERVISTE IN ONDA (RADIO/TV) In attesa del colloquio: 1. Fare in modo che voi e/o un collaboratore veda/ascolti almeno una volta il programma nel quale comparirete; 2. Verificare angoli di ripresa e colore di sfondo; 3. Cercare di capire le strategie e le tecniche di intervista utilizzate e pensate ai modi per massimizzare il vostro intervento; 4. Se la trasmissione è un una telefonata o ha un pubblico, allertate i partner/partecipanti/membri del progetto e cercate di coinvolgerli; 5. Inviare materiale esplicativo del progetto al produttore. Controllare il giorno prima per vedere se la persona che fa l'intervista ha letto il materiale. In caso contrario, consegnare un altro kit e/o proporre un briefing telefonico; 6. Prendere nota dei dettagli chiave, per vostra convenienza - cioè nome e numero di telefono del contatto nella stazione; nome del conduttore; posizione corretta; durata dell’intervista; quando sarà registrata e messa in onda; nomi degli altri ospiti, modalità di entrata e uscita (particolarmente importante per le persone con disabilità). Consigli last minute: 7. Cercate di fare amicizia con il conduttore, produttore e tecnici; 8. Se possibile, indossare una spilla o piccolo adesivo che mostra il logo del progetto, cercare di non indossare abiti o gioielli che distraggono gli spettatori dal messaggio che si desidera trasmettere; 9. Avere qualcuno nella stanza che ascolta l'intervista in ogni momento; 10. Spegnere i telefoni cellulari, ecc. Dopo il programma: 11. Inviare una nota di ringraziamento al produttore e al conduttore; 12. Chiedere agli altri membri del progetto e/o della rete di fare lo stesso, come ascoltatori; 13. Aggiungere il conduttore e il produttore alla tua lista di contatti. Quando i giornalisti chiedono dichiarazioni: 14. Assicurarsi che il giornalista ha capito il contenuto delle informazioni che si danno; 15. Verificare che il giornalista abbia scritto il vostro nome correttamente e chiedere che lei/lui vi ripeta la parte del colloquio da cui intende prendere la citazione. 31