GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Piano Sociale Regionale 2011-2013 Piano di zona 2011-2013 Ambito territoriale sociale n. 8 Costa Sud 2 Città di Roseto degli Abruzzi Comune di Notaresco Comune di Morro d’Oro E.A.S. COMUNE DI ROSETO DEGLI ABRUZZI STESURE Piano di Zona Data sottoscrizione accordo di programma 01 Prima stesura ___________Luglio 2011 02 03 Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 1 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI AMBITO TERRITORIALE SOCIALE n. 8 Denominazione COSTA SUD 2 Ente di Ambito Sociale: ROSETO DEGLI ABRUZZI Comune/Comuni 1 2 3 COMUNE DI ROSETO DEGLI ABRUZZI COMUNE DI NOTARESCO COMUNE DI MORRO D’ORO Provincia TERAMO Azienda USL Distretto/i Sanitario/i di Base TERAMO ROSETO DEGLI ABRUZZI GRUPPO DI PIANO (indicare nominativi e rappresentanze dei componenti del Gruppo di Piano) Nominativo Organismo rappresentato Enio Pavone Sindaco del Comune di Roseto degli Abruzzi Mario De Sanctis Sindaco del Comune di Morro d’Oro Valter Catarra Sindaco del Comune di Notaresco Assessore Politiche Sociali del Comune di Roseto Alessandro Recchiuti degli Abruzzi Assessore Politiche Sociali del Comune di Morro Gianmichele Narcisi d’Oro Assessore Politiche Sociali del Comune di Diego Di Bonaventura Notaresco Dott. Renato Rasicci Vice Presidente Amm.ne Provinciale di Teramo Dirigente I^ Settore Comune di Roseto degli Dott. Gabriella Lasca Abruzzi EAS di Ambito Sociale Di Marcantonio Gabriele Esperto di Valutazione PDZ Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 2 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Annarita Ciriolo (segretaria Componenti Ufficio di Piano verbalizzante) e Dott. Lorena Marcelli del Comune di Roseto degli Abruzzi, Franca Geroni del Comune di Morro d’Oro, Annamaria De Luca del Comune di Notaresco Dott. Natascia Parisciani, Comune di Assistente sociale del servizio sociale Roseto degli Abruzzi professionale dell’ambito Capo Forania di Roseto degli Abruzzi, Notaresco Don Pietro Cappelli e Morro d’Oro Dirigente Istituto Tecnico d’Istruzione Superiore Prof.ssa Di Gregorio Elisabetta “V.Moretti” - Roseto degli Abruzzi Rappresentante Scuola di istruzione I^ Grado Prof.ssa Piccioni Anna Maria Notaresco e Morro d’Oro Rappresentante Dipartimento Giustizia Minorile Dott.ssa Gigante Daniela sede di Teramo Presidente Coop. Sociale “COS Nuovi Servizi” Dott.ssa Sacchetti Gabriella Roseto degli Abruzzi Presidente Coop. Sociale “In-Contro” - Roseto Catia Nuzzolese degli Abruzzi Presidente Coop. Sociale “Labor” - Roseto degli Massimo Marini Abruzzi Presidente Coop. Sociale “I Girasoli” - Roseto Di Pietro Valentina degli Abruzzi Associazione “Dimensione Volontario” - Roseto Dott. Fabio Josè Petrone degli Abruzzi Assistente Sociale Ufficio Esecuzione Penale Dott.ssa Iole Gualtieri Esterna – Teramo Prof.ssa Di Filippo Paola Polo liceale Saffo Dott.ssa Piccioni Nicoletta A.F.G.P. Centro Guerrieri – Roseto degli Abruzzi Presidente Coop. Sociale “I Colori” - Roseto degli Dott. Marco Lucantoni Abruzzi Dirigente Scolastica Scuola di Istruzione di I^ Prof.ssa M.Gabriella Di Domenico Grado D’Annunzio –Romani – Roseto degli Abruzzi Rappresentante Direzione Didattica 2^ Circolo Mummolo Gerolama Roseto degli Abruzzi Domenico Ruffini ASL-DSB Roseto degli Abruzzi Descrizione del processo di formazione del Piano di Zona Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 3 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI L’iter formativo del Piano di Zona è stato contraddistinto dalle seguenti fasi: CONFERENZA DEI SINDACI 05 aprile 2011: (i) Avvio programmazione, analisi problematiche inerenti le minori contribuzioni del FNPS e FSR; (ii) Approvazione composizione Gruppo di Piano; (iii) Nomina Coordinatore Conferenza dei Sindaci; (iv) Approvazione Regolamento interno. 12 aprile 2011: (i) Nomina Gruppo di Piano; (ii) Nomina Ufficio di Piano; (iii) Decisioni su Concertazione sindacale; (iv) Analisi disponibilità finanziarie FNPS, FSR. 20 giugno 2011: (i) Variazione composizione e coordinatore Conferenza dei Sindaci; (ii) Ratifica nominativi componenti Gruppo di Piano; (iii) Approvazione Profilo Sociale Locale; (iv) Indirizzi programmatici; (v) Decisioni su: Consultazione con Sindacati e cittadinanza Integrazione Socio-Sanitaria – Contenuto dell’Accordo di Programma. 29 giugno 2011: Indirizzi programmatici per attivazione servizi II^ semestre 2011 secondo previsioni nuovo PSR 2011-2013; 08 luglio 2011: Esame risorse finanziarie per PDZ 2011-2013 dell’ATS n.8 Costa Sud 2. 12 luglio 2011 : Approvazione Piano di Zona ed invio dello stesso ai Consigli Comunali GRUPPO DI PIANO 19 aprile 2011: (i) Definizione ed approvazione del Regolamento del Gruppo di Piano; (ii) Nomina Coordinatore Gruppo di Piano; (iii) Verifica risultati della precedente programmazione; (iv) Calendario di lavoro. 05 maggio 2011: (i) Analisi dei bisogni per area di intervento; (ii) Approvazione Profilo Sociale Locale; (iii) Definizione priorità di intervento; 12 luglio 2011: Definizione bozza di Piano da trasmettere alla Conferenza dei Sindaci. SOTTOGRUPPO ASL/AMBITO 12 maggio 2011: Incontro con rappresentante del DSB di Roseto per avvio programmazione integrazione socio-sanitaria e futura elaborazione del PSA; 20 giugno 2011: Approvazione linee funzionamento PUA. FORUM DEI CITTADINI 27 giugno 2011: Il Forum è stato un momento importante della programmazione, con l’ascolto dei fabbisogni espressi dalla popolazione e dall’utenza dei servizi. CONCERTAZIONE CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI 23 giugno 2011: condivisione delle priorità della nuova programmazione; 29 giugno 2011: verifica congiunta dei risultati della precedente programmazione sociale e stipula dell’accordo di concertazione per il nuovo PdZ 2011-2013. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 4 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI SEZIONE I - PROFILO SOCIALE LOCALE 1.1. Gli indicatori di impatto e di strategia contesto dell’Ambito territoriale (a cura ATS) COD. A.n.E A.1.E A.2.E A.3.E A.4.E INDICATORE Indicatori di impatto dei livelli essenziali (Infanzia, giovani e famiglia) Tasso copertura posti asili nido /servizi integrativi per la prima infanzia per popolazione della classe di età 0-2 anni Tasso di partecipazione giovanile 15-25 anni ai servizi attivati Tasso di copertura su totale famiglie Tasso copertura su totale famiglie con persone diversamente abili INDICATORE AMBITO CATEGORIA INDICATOR E n.d. Impatto LIVEAS n.d. Impatto LIVEAS 0,18 Impatto LIVEAS n.d. Impatto LIVEAS A.5.E Numero affidi e adozioni 10 A.6.E Numero bambini e famiglie seguite 2 A.7.E Numero minori in comunità 10 A.8.E B.n.E B.1.E B.2.E B.3.E B.4.E B.5.E C.n.E C.1.E Numero segnalazioni casi violenza ai minori Indicatori di impatto dei livelli essenziali (Inclusione sociale) Tasso copertura servizi di inclusione per gruppo target Percentuale di progetti personalizzati con reddito di inserimento su totale utenti Tasso di accessi con ISEE su tot. Utenti Percentuale progetti integrati su totale utenti Numero contatti e interventi Pronto Intervento Sociale Indicatori di impatto dei livelli essenziali (Anziani) Tasso di copertura domiciliarità Piano Sociale Regionale 2011-2013 2 Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS 60% 100% 100% 16 79% Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Pagina 5 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI C.2.E C.3.E C.4.E C.5.E C.n.E D.1.E D.2.E D.3.E D.4.E D.5.E D.6.E S S.1 S.2 S.3 S.4 S.5 S.6 S.7 S.8 S.9 Tassi copertura servizio domiciliare h/utente Numero utenti assistiti a distanza Tasso copertura anziani non autosufficienti N. attività continue di automutuo-aiuto per anziani Indicatori di impatto dei livelli essenziali (Disabilità) Tasso copertura servizio domiciliare disabili Numero di persone diversamente abili fruitori assistenza scolastica specialistica/media oraria di assistenza Percentuale di progetti personalizzati su tot. popolazione disabile Numero posti disponibili di comunità “dopo di noi” Tasso copertura servizi diurni su tot. pop. disabile Numero pers. con disagio mentale in carico Indicatori di strategia Percentuali di spesa per area Infanzia, giovani e famiglia Percentuali di spesa per area Inclusione sociale Percentuali di spesa per area Anziani Percentuali di spesa per area Disabilità Percentuale di spesa dei livelli essenziali Quote investite Azienda Usl e Ambito per integrazione Punti Unici di Accesso attivati nell'ambito Percentuale di finanziamento da parte ambito Percentuale di compartecipazione utenza Piano Sociale Regionale 2011-2013 103 18 100% n.d. Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS 95% Impatto LIVEAS 674,33 Impatto LIVEAS 100% Impatto LIVEAS 9 n.d n.d. Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS Impatto LIVEAS 21,9% Strategia 9,1% Strategia 17,5% Strategia 45,4% Strategia 40,7% Strategia n.d. Strategia 1 Strategia 76,5% Strategia 0,00% Strategia Pagina 6 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Quota pro-capite investita utente per servizio S.10 175,67 Strategia 1.2 Elaborazione ed analisi del contesto sociale generale dell’Ambito Territoriale Al 31 dicembre 2010, la popolazione complessiva dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa Sud 2” era di 35.749 abitanti, con un aumento del 4% circa rispetto al rilevamento dell’ultimo Piano di Zona (2006). Il territorio dell’Ambito comprende i 3 Comuni di Roseto degli Abruzzi, Notaresco e Morro d’Oro e 59 frazioni e località, con un territorio di circa Kmq 119,43 e una densità media di 261,8 abitanti/kmq. Sezione dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa Sud 2” Fonte: Comuni-Italiani.it Roseto degli Abruzzi è il Comune più esteso e popoloso dell’Ambito, con circa il 70% degli abitanti totali, seguito da Notaresco (19,52%) e da Morro d’Oro (10,35%). Tabella 1 – Bilancio demografico dell’Ambito Costa Sud 2 – Anno 2010 Indicatore Popolazione residente al 01.01.2010 Ambito Costa Sud 2 Roseto degli Abruzzi Notaresco Morro d’Oro 35.519 24.887 6.999 3.633 Saldo naturale -29 -22 -6 -1 Saldo migratorio 217 214 -14 17 Saldo migratorio interno 117 158 -55 14 Saldo migratorio estero 100 56 41 3 Saldo totale 188 192 -20 16 Popolazione residente al 31.12.2010 35.749 25.072 6.979 3.698 Popolazione residente media 35.634 24.979 6.989 3.666 Tasso di crescita naturale -0,81 -0,88 -0,86 0,28 Tasso di crescita totale 5,27 7,68 2,86 4,41 14.653 10.976 2.529 1.148 ----- 2,27 2,77 3,16 Numero famiglie (dato al 01.01.2010) Numero medio di componenti per famiglia (dato al 01.01.2010) Fonte: Anagrafi comunali – Elaborazione dell’EAS Nell’Anno 2010, il bilancio demografico dell’Ambito ha registrato un saldo totale positivo di 188 punti, frutto in gran parte dell’elevato saldo migratorio interno del Comune di Roseto degli Abruzzi. Il saldo naturale risulta negativo per tutti i Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 7 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Comuni dell’Ambito, con un peggioramento complessivo di 8 punti rispetto al 2006: negli ultimi 4 anni, quindi, anche a Notaresco e Morro d’Oro il numero delle morti ha superato quello delle nascite; a Roseto il saldo è leggermente in crescita, passando dal -31 del 2006 al -22 del 2010. Si segnala, inoltre, un significativo decremento del saldo migratorio interno del Comune di Notaresco, che passa dal -32 del 2006 al – 55 del 2010, in parte bilanciato dall’incremento del saldo migratorio estero (+ 13 punti). Rispetto al profilo sociale del precedente Piano di zona, l’aumento della popolazione straniera nell’Ambito rappresenta uno degli aspetti più macroscopici: in quattro anni, i residenti stranieri nell’Ambito sono passati da 1.183 a 2.058 (+73%), con una incidenza del 4,50% sul totale della popolazione. Quasi il 70% degli stranieri risiede a Roseto degli Abruzzi, confermando il ruolo di maggior polo recettivo dei flussi migratori nell’Ambito; crescono, ad ogni modo, le presenze straniere anche a Notaresco (+83%) e Morro d’Oro (+53%). Le comunità più numerose (ISTAT 2010) sono l’albanese (763), la rumena (441), la macedone (131), la polacca (118) e la cinese (69). Tabella 2 – Indicatori popolazione straniera residente – Anni 2009 – 2010 Ambito Costa Sud 2 Roseto degli Abruzzi Notaresco Pop. straniera residente al 01.01.2010 1.969 1.400 426 143 Pop. straniera residente al 31.12.2010 2.058 n.d. 441 n.d. 5,54% 5,62% 6,08% 3,93% 21,78% 22,00% 22,06% 18,88% 3,63% 3,46% 4,64% 3,93% 65,56% 61,00% 76,00% 72,72% Indicatore Pop. straniera – Inc. % pop. totale (dato al 01.01.2010) Pop. straniera – Inc. % minorenni (dato al 01.01.2010) Pop. extra UE – Inc. % residenti tot. (dato al 01.01.2010) Pop. extra UE – Inc. % su stranieri (dato al 01.01.2010) Morro d’Oro Fonte: ISTAT – Elaborazione dell’EAS La composizione anagrafica della popolazione per classi di età, rispetto al 2006, segnala un aumento di 12 punti dell’indice di vecchiaia medio: ogni 100 giovani sotto i 14 anni ci sono 148,15 persone anziane ultrasessantacinquenni. Solo Morro d’Oro registra un calo dell’indice di vecchiaia, in forza del significativo aumento negli ultimi 4 anni della popolazione tra 0 e 14 anni (+8,75%). Nel complesso, l’Ambito evidenzia un progressivo aumento della popolazione anziana: le persone che superano i 65 anni sono 7.242 (pari al 20,38% della popolazione totale), con un incremento medio annuale dal 2006 al 2010 di quasi 90 unità. Gli ultrasettantacinquenni passano dai 2.718 del 2006 ai 3.598 del 2010 (10,12% della popolazione dell’Ambito, vale a dire +2% in quattro anni). In lieve calo l’area bambini e giovani (0-29 anni), che passa dal 32,20% al 31%. La fascia adulta attiva (30-59 anni) si conferma stabile rispetto al 2006, coprendo quasi il 43% della popolazione totale; il dato trova ragione anche per l’effetto del costante e significativo aumento delle persone immigrate residenti: l’incidenza del numero di immigrati sul totale della popolazione tra i 30 e i 59 anni passa dal 3,8% del 2006 (572) al 6,32% nel 2010 (964), il che sta a significare che il numero delle persone straniere in età lavorativa nell’Ambito è cresciuto di oltre 2,50% in quattro anni. In questo quadro demografico, l’indice di dipendenza senile medio registra un aumento di 8,26 punti, con significativi peggioramenti in tutti i Comuni dell’Ambito: Roseto degli Abruzzi +9,62 punti, Notaresco +5.72 punti e Morro d’Oro +3,98 punti. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 8 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Tabella 3 – Indicatori relativi alle classi di età per Comune e provenienza Ambito Costa Sud 2 IT ST Fascia di età Roseto degli Abruzzi IT ST 252 Notaresco IT ST Morro d’Oro IT ST Fascia di età 0 -1 4 anni 4.888 355 3.379 987 82 Fascia di età 15 – 29 anni 6.098 552 4.243 379 1.230 128 522 21 Fascia di età 30 – 59 anni 15.248 964 10.687 693 2.983 198 1.578 Fascia di età 60 – 74 anni 5.687 82 4.049 61 1.104 17 534 4 Fascia di età 75+ anni 3.598 16 2.529 15 695 1 374 0 Fascia di età 65+ anni 7.242 64 5.152 51 1.398 11 695 2 Indice di vecchiaia 148,15 18 152 20,23 141,64 13,41 133,14 9,52 Indice di dipendenza senile 30,96 4,19 31,49 4,64 30,29 3,30 28,76 1,41 625 45 73 Fonte: Dati ISTAT al 01.01.2010– Elaborazione dell’EAS Il tendenziale invecchiamento della popolazione incide anche sulla condizione di vita delle persone, in particolare con l’emergere di situazioni di handicap e la diminuzione (o la perdita) di auto-sufficienza nella vita quotidiana. Nel 2010, la ASL ha accertato complessivamente la condizione di handicap di 535 persone: 349 hanno una età superiore a 64 anni; di questi, 225 sono in condizione di grave disabilità. Tabella 4 –Attività Commissioni interne di accertamento handicap (2010) Ambito Costa Sud 2 Esito Di cui positivo gravi Fascia di età Roseto degli Abruzzi Esito Di cui positivo gravi Fascia di età 0 -3 anni 5 4 4 Fascia di età 4 – 18 anni 31 10 17 3 4 Notaresco Esito Di cui positivo gravi 1 1 10 Morro d’Oro Esito Di cui positivo gravi 0 0 4 4 2 Fascia di età 19-25 anni 6 4 5 4 1 0 0 0 Fascia di età 26 – 39 anni 22 10 11 5 7 4 4 1 Fascia di età 40 – 64 anni 122 57 79 36 25 11 18 10 349 225 245 155 68 42 36 28 535 310 361 207 112 62 62 41 Fascia di età > 64 anni Totale Fonte: ASL Teramo/DSB Roseto – Elaborazione dell’EAS La situazione occupazionale nell’Ambito (Anno 2010) evidenzia una lieve crescita del numero di occupati nel periodo 2007 – 2010 in tutti i Comuni (Roseto +286 unità; Notaresco +50; Morro d’Oro +14). Il numero complessivo dei disoccupati nell’Ambito è pari a 5.809. L’andamento dei dati sul lavoro dal 2007 al 2010 ha visto un considerevole aumento delle persone disoccupate in tutti i Comuni: Roseto passa dai 3.278 del 2007 ai 4.262 del 2010; Notaresco dagli 814 del 2007 al 1.017 del 2010; Morro d’Oro dai 459 del 2007 ai 530 del 2010. Va doverosamente precisato che, alla luce del D.lgs. n. 181/2000, del D.lgs. n. 297/2002 e della Del. G.R. Abruzzo m. 157/2000, sono considerati in stato di disoccupazione anche coloro che, pur lavorando, percepiscono un reddito da lavoro uguale o inferiore al limite escluso da imposizione fiscale (€ 8.000 per lavoro subordinato e € 4.800 per lavoro parasubordinato), i lavoratori socialmente utili e i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Il dato, infine, va ponderato anche con il numero di imprese individuali presenti sul territorio (liberi professionisti, artigiani, etc.), non ricompresi nel conteggio del Centro per l’Impiego. Non sarebbe corretto, quindi, procedere ad una misurazione percentuale dei tassi di disoccupazione, occupazione e di attività. Rileva, tuttavia, segnalare che resta elevato il divario tra l’occupazione maschile e l’occupazione femminile, a dimostrazione che le pari opportunità e l’accessibilità al mercato Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 9 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI del lavoro sono una sfida ancora aperta in tutti i Comuni dell’Ambito. Meno marcata risulta, comunque, la differenza tra disoccupati uomini e donne tra i 16 e i 24 anni, dove si registra un sostanziale parità. Tabella 5 – Dati occupazionali - Annualità 2010 Indicatore Totale occupati Occupati maschi Occupati femmine Ambito Costa Sud 2 Roseto degli Abruzzi Notaresco Morro d’Oro 8.444 5.755 1.842 847 4.686 3.154 1.086 446 3.758 2.601 756 401 5.809 4.262 1.017 530 Disoccupati maschi 2.382 1.764 397 221 Disoccupati femmine 3.427 2.498 620 309 811 600 149 62 Disoccupati maschi 16-24 anni 412 308 72 32 Disoccupati femmine 16-24 anni 399 292 77 30 Totale disoccupati Totale disoccupati 16-24 anni Fonte: Centro per l’Impiego di Teramo – Elaborazione dell’EAS Bilancio demografico e situazione socio-occupazionale si riflettono anche sulla condizione reddituale della popolazione dell’Ambito. Complessivamente, si segnala che nel 2009 il reddito medio nei Comuni dell’Ambito è stato inferiore alla media provinciale sia a Notaresco (-1.391 euro) che a Morro d’Oro (-1.188 euro) e leggermente superiore a Roseto degli Abruzzi (+236 euro). La serie storica dal 2005 al 2009, se da un lato evidenzia una crescita lenta ma costante del reddito nel Comune di Roseto (nel 2008 e 2009 ha superato la media della Provincia e si è avvicinata alla media regionale), dall’altro mette in luce la difficoltà protratta nei Comuni più piccoli a migliorare la propria condizione economica. Tabella 6 – Dati sul reddito medio Irpef per anno nell’Ambito Regione Abruzzo Provincia di Teramo 2005 € 8.351 2006 € 8.942 2007 € 9.721 2008 € 9.628 2009 € 9.749 Anno Roseto degli Abruzzi Notaresco € 8.003 € 7.832 € 6.744 € 6.553 € 8.487 € 8.440 € 7.213 € 7.039 € 9.193 € 9.116 € 8.026 € 7.745 € 9.291 € 9.316 € 8.050 € 7.946 € 9.361 € 9.597 € 7.970 € 8.173 Morro d’Oro Fonte: ISTAT – Elaborazione dati Comuni-italiani.it I.3 Valutazione di impatto dei risultati della precedente programmazione Il Piano di zona 2007-2009 dell’Ambito Costa Sud 2, entrato pienamente a regime nel 2008 e prorogato per tutta l’annualità 2010 e per il primo semestre 2011, ha avuto come obiettivo strategico la garanzia dei livelli essenziali di servizio, da perseguire attraverso il passaggio dalla logica del progetto (temporaneo e spesso discontinuo) a quella del servizio (permanente ed universalistico), in un’ottica di sostenibilità, consolidamento e miglioramento del sistema dei servizi. Confermando questo approccio, il 4° Piano di zona propone un’analisi delle performance e degli impatti del precedente PdZ in relazione agli obiettivi specifici di ciascuna Area Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 10 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI di intervento, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, per rilanciare una programmazione locale che, pur limitata dai considerevoli tagli alla spesa, intende comunque impegnarsi per garantire gli standard quantitativi e qualitativi raggiunti dal sistema sociale, anche alla luce dei fabbisogni emergenti. AREA MINORI, GIOVANI E FAMIGLIA Sintesi dei principali impatti sociali: ⇒ L'incremento dell’offerta di posti negli asili nido ha consentito alle famiglie, sempre più frequentemente composte da genitori entrambi lavoratori e prive del supporto della rete familiare allargata, di migliorare le condizioni di vita sociale e lavorativa in relazione alla cura dei figli minori (0-2 anni); ⇒ I centri diurni sono ormai una realtà fortemente radicata sul territorio e rappresentano un punto di riferimento per minori (6-17 anni) e genitori, sia dal punto di vista socio-psico-educativo che per la gestione dei tempi familiari. La richiesta del servizio di ludoteca è stata pienamente soddisfatta, anche se la potenzialità ricettiva di alcune strutture non risulta pienamente utilizzata. È in crescita la domanda di servizi diurni integrativi, come la mensa e il sostegno scolastico, in parte non soddisfatta; ⇒ Pur non essendo stati pienamente raggiunti gli obiettivi del Servizio socio-psicoeducativo per le famiglie, anche per il notevole ritardo nell’avviamento dei Punti Famiglia, l’Ambito è comunque riuscito a focalizzare alcune aree di disagio delle famiglie, attraverso: (i) il Progetto “Bullo non è bello” (2010), che ha promosso interventi di sostegno a genitori nel percorso di crescita e formazione dei figli, con particolare riguardo alle problematiche affettive, di identità e sessuale, ai conflitti intrafamiliari e all’integrazione scolastica e sociale; (ii) il Progetto “Rete ADRIA” (2009-2010), con la realizzazione di guide informative sui temi della violenza di genere e domestica e lo stalking contro madri e bambine, e la formazione specialistica degli operatori; ⇒ Soddisfacente è stata la performance del servizio affido ed adozioni, con la forte riduzione delle istituzionalizzazioni (solo 3 in comunità in regime diurno) rispetto agli affidamenti familiari. Ancora insufficiente, tuttavia, risulta la rete delle famiglie disponibili all’affidamento; ⇒ L’assistenza domiciliare minori si conferma come uno dei servizi cardine del sistema sociale locale, sia in termini qualitativi che quantitativi: la lista di attesa, già limitata nella precedente programmazione, è stata azzerata nel 2010. Si registra, tuttavia, una tendenziale cronicizzazione del disagio delle famiglie assistite, nessuna delle quali risulta dimessa dal percorso di sostegno per esito positivo. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 11 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Tabella 7 – AREA MINORI, GIOVANI E FAMIGLIA: performance, punti di forza e criticità Obiettivi Indicatori Indice di copertura del servizio popolazione 0-2 anni Lista di attesa Raggiungere l’obiettivo del 33% dei posti in asili nido entro il 2008 Potenziare i centri diurni e realizzare una rete funzionale di coordinamento Istituire il servizio sociopsico-educativo per le famiglie Performance e risultati 2008-10 Indice del 47,5% raggiunto nel 2010 nel Comune di Roseto (su una popolazione 0-2 anni pari a 699 bambini nel Comune). n. 3 asili nido (iscritti: 2008-09: 133 bambini; 2009-10: 102 iscritti; 2010-11: 97 iscritti, di cui 11 per attività integrative) 3 bambini per il Comune di Roseto Sperimentazione di servizi Sperimentazione nell’anno 2008-09 di due progetti integrativi: (i) Progetto innovativi per la prima infanzia lettura “Un libro al nido”; (ii) Progetto “Centro Giochi” Punti di forza: Forte impegno economico ed operativo delle Amministrazioni– Programmazione dei servizi – Comunicazione efficace – Offerta di servizi ed attività integrative Criticità: Problmatica accessibilità dei servizi per problemi di trasporto dalle località periferiche agli asili % incremento del tasso di Si è registrato un incremento del 56% dal 2006 al 2010 (766 utenti nel triennio) frequenza % di compartecipazione alla spesa La compartecipazione delle famiglie è stata di € 100 per minore da parte delle famiglie Media di 1 operatore ogni 11 utenti, misurata su tutte le tipologie di attività e Rapporto operatori/utenti servizi offerti (ludoteca, mensa, sostegno scolastico) n. riunioni annuali intersettoriali Gli incontri hanno avuto cadenza semestrale (in totale circa 6 incontri nel tra centri, scuole, servizi sociotriennio), con la partecipazione del personale del servizio e degli assistenti sociali sanitari dell’Ambito Punti di forza: Stretta collaborazione dei centri diurni con il SSP dell’Ambito e altri servizi (inclusione sociale, ADM, affido familiare) - Lavoro di rete con le scuole e con gli altri servizi dell’Ambito per minori e famiglie Criticità: Carenza di coordinamento centrale per l’integrazione degli interventi a favore del nucleo familiare – Aumento della multidimensionalità dei bisogni dell’utenza, rispetto al n. operatori previsti ed assegnati al servizioInsufficienza del servizio trasporto - Nel centro “La cittadella dei ragazzi” si registra un numero di utenti inferiore alle potenzialità del servizio Numero di famiglie in carico 20 famiglie nel 2010, anche attraverso il Progetto “Bullo non è bello”, finanziato dalla Legge 296/2006 Numero servizi messi in rete ASL e scuole con sede nell’Ambito Numero protocolli di intervento e istituzioni firmatarie Numero di segnalazioni di violenza pervenute al servizio Sono stati stipulati protocolli con ASL e tutte le 7 scuole elementari medie dell’Ambito 7 segnalazioni nel triennio (violenza domestica di genere; violenza assistita) Punti di forza: Sinergia con altre iniziative e reperimento finanziamenti ulteriori – Lavoro di rete con ASL e scuole Criticità: Servizio attivato in ritardo - Ritardata attivazione dei Punti Famiglia Rafforzare il servizio per l’affido familiare e l’adozione e garantire l’assistenza anche in fase post-adottiva % di affidamenti rispetto alle 100% di affidamenti (3 utenti inseriti in comunità in regime diurno) istituzionalizzazioni Numero famiglie in elenco 4 disponibili all’affidamento Numero famiglie adottive in 26 (2008: 6 famiglie; 2009: 12 famiglie; 2010: 8 famiglie) carico Punti di forza: Presa in carico del minore in rete con i servizi del territorio - Valutazione in itinere degli inserimenti Criticità: Difficile collaborazione con la ASL per la gestione dei minori della comunità educativa dal punto di vista sanitario - Carente collaborazione con le organizzazione culturali e sportive - Assenza di una soluzione abitativa per i maggiorenni che risultano non accompagnati - Difficoltà nell’inserimento lavorativo per i minori in carico Numero di famiglie in carico Potenziare l’assistenza domiciliare minori Numero di adolescenti coinvolti Promuovere interventi per gli adolescenti e i giovani 38 famiglie in carico nel triennio, per un numero complessivo di 61 minori Decremento numero minori Nel triennio sono stati affidati 8 minori al SSP dal Tribunale Minori affidati dal TM al SSP % di famiglie dimesse per esiti Tutte le famiglie prese in carico hanno continuato ad usufruire del servizio nel positivi triennio (le sole dimissioni sono avvenute per cause diverse dall’esito positivo) Punti di forza: Basso indice di turn-over del personale, professionalità degli educatori, costante reperibilità e disponibilità dell’equipe - Stretta collaborazione tra SADM e Centri Aggregativi Criticità: Difficile comunicazione interservizi - Carenza di coordinamento centrale per l’integrazione degli interventi a favore del nucleo familiare - Tempi di invio al servizio spesso lunghi rispetto alle necessità - Assenza di una lista di attesa dell’utenza addebitabile in parte alla scarsa propensione alle segnalazioni da parte della scuola - Tendenziale cronicizzazione dell’utenza 50 minori nel triennio Punti di forza: Ampia partecipazione alle iniziative realizzate Criticità: Carenza di progettualità nel medio periodo delle iniziative Fonte: EAS Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 12 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI AREA INTEGRAZIONE E INCLUSIONE SOCIALE Sintesi dei principali impatti sociali: ⇒ Il consolidamento dei servizi di inclusione sociale, avviati già nel 2005, ha rappresentato uno degli aspetti più qualificanti della passata programmazione, soprattutto per il supporto concreto al superamento nel breve-medio termine della condizione di impoverimento che sempre più persone e famiglie si sono trovate a fronteggiare per la prima volta; ⇒ Gli strumenti della borsa-lavoro e dei tirocini formativi si dimostrano ancora poco efficaci, nel medio-lungo termine, per stabilizzare la condizione lavorativa degli utenti. Poche aziende hanno aderito alla rete e questo ha comportato che la maggior parte degli inserimenti sia stata effettuata da enti pubblici ed organizzazioni del terzo settore; ⇒ Il servizio di pronto intervento sociale, pur con risorse limitate, ha consentito di fare fronte alle emergenze di vita quotidiana delle persone in estrema povertà e senza fissa dimora. Tabella 8 – AREA INTEGRAZIONE-INCLUSIONE SOCIALE: performance, punti di forza e criticità Numero di famiglie in condizioni di povertà seguite Performance e risultati 2008-10 200 utenti nel triennio (162 tirocini attivati nel triennio, per una durata media di 4 mesi; erogati 38 redditi di inserimento) % progetti personalizzati sul totale assistiti 100% Obiettivi Prevenire l’esclusione sociale e la povertà nell’Ambito Indicatori 11 organizzazioni (Gruppo di volontariato vincenziano, Associazione Banco di Solidarietà, 8 parrocchie, Caritas Santa Maria Assunta) Punti di forza: Focalizzazione delle prestazioni sui fabbisogni effettivi dell’utenza grazie ai progetti personalizzati – Capacità della rete di intercettare le situazioni di bisogno nell’Ambito Numero organizzazioni inserite in rete Criticità: Pericolo di passivizzazione e cronicizzazione dei bisogni Rafforzare e consolidare il Servizio di inclusione sociale Numero redditi di inserimento erogati 38 redditi di inserimento erogati Numero di contratti di inserimento stipulati 200 contratti di inserimento stipulati (vale a dire che tutti gli utenti del servizio hanno stipulato un contratto di inserimento) Numero di utenti e % di inserimento Il 100% degli utenti in carico ha stipulato un contratto di inserimento Numero di disabili in carico 30 disabili ex Legge 98 e 104 (2010: 12; 2009: 10; 2008: 8) Numero di aziende in rete 4 organizzazioni profit e no-profit (Cordivari, Pro-loco Morro d’Oro; Associazione Girotondo; Associazione Dimensione Volontario) Numero di enti in rete intersettoriale 11 enti Punti di forza: Risposta rapida ai fabbisogni delle famiglie in difficoltà, anche attraverso sussidi e micro-credito Inserimenti al lavoro attraverso borse-lavoro e tirocini Criticità: Difficile sostenibilità delle borse-lavoro nel tempo e precarietà della soluzioni lavorative individuate – Numero limitato di aziende ed organizzazioni aderenti alla rete e disponibili agli inserimenti Potenziare il Pronto intervento sociale Numero interventi effettuati 16 nel triennio Numero minori accolti nella comunità di pronta accoglienza 39 minori accolti 2008: 12 minori, di cui 3 in regime diurno, 2 in pronto intervento 2009: 18 minori, di cui 2 in regime diurno 2010: 9 minori, di cui 2 in regime diurno Punti di forza: Capacità di rapida accoglienza nella comunità per minori – Collaborazione con i SSP dell’EAS Criticità: Difficile collaborazione con la ASL per la gestione dei minori della comunità educativa dal punto di vista sanitario - Assenza di una soluzione abitativa per i maggiorenni che risultano non accompagnati Fonte: EAS AREA PERSONE ANZIANE Sintesi dei principali impatti sociali: ⇒ Nonostante un indice di copertura del servizio di assistenza domiciliare che raggiunge quasi l’80%, la lista di attesa è ancora lunga (40 anziani nel 2010). La cronicizzazione delle situazioni di non autosufficienza con l’aumentare dell’età non permette un ricambio delle persone assistite, che avviene, di fatto, solo dopo il decesso Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 13 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI di un utente. In prospettiva, visto anche il trend del bilancio demografico locale, è ipotizzabile un ulteriore aumento della domanda del servizio; ⇒ L’offerta di prestazioni da parte del Centro diurno prevede una soddisfacente articolazione e diversificazione delle attività (attività motorie, artistiche, gite, attività al mare), confermata dall’ampio numero di presenze nel triennio. Da rilevare, tuttavia, come il Centro sia in larga parte frequentato da anziani del Comune di Roseto, a rappresentare la difficoltà di chi vive nelle località interne di raggiungere autonomamente la costa; ⇒ Un servizio di grande impatto sui fabbisogni della popolazione anziana è stato quello dall’assistenza personale (SAPA), che ha garantito, in particolare, il trasporto delle persone anziane non auto-sufficienti presso i presidi sanitari e luoghi di visite e riabilitazione. L’Ambito è riuscito ad erogare il servizio grazie anche all’integrazione delle risorse con quelle del Piano Locale per la Non-Autosufficienza; ⇒ L’integrazione socio-sanitaria, ed in particolare il PUA, non ha prodotto gli effetti attesi in merito alla definizione di efficienti procedure per l’assegnazione dell’assistenza domiciliare integrata, che continua a conservare un approccio quasi esclusivamente sanitario. Tabella 9 – AREA PERSONE ANZIANE: performance, punti di forza e criticità Obiettivi Performance e risultati 2008-10 Indicatori Numero utenti in carico per Comune di appartenenza Potenziare l’assistenza domiciliare anziani Migliorare l’accessibilità del Centro diurno per anziani 283 anziani nel triennio % di copertura del servizio 79% nel triennio % di non autosufficienti seguiti 29,7% nel triennio % di ADI attivate su totale utenti 12% nel triennio % di compartecipazione alla spesa da parte Il servizio è stato erogato gratuitamente a tutti gli utenti delle famiglie Punti di forza: Raccordo con i servizi sanitari per informazioni su ricoveri e day hospital – Complementarietà del servizio con il SAPA (in particolare, il trasporto, garantito anche nei casi di urgenza alle persone non autosufficienti) – Coordinamento con il SSP Criticità: Lunga lista di attesa– Tempi di attesa lunghi tra emersione dei bisogni dell’utenza e accesso al servizioLimitata percezione della gamma di prestazioni a disposizioni dell’utenza, che spesso circoscrive il servizio alla pulizia domestica e personale – Scarsa integrazione socio-sanitaria per l’assegnazione di ADI – Insufficienza del servizio trasporto (SAPA) Hanno usufruito del servizio 1.200 anziani nel triennio, con % di anziani per ciascun Comune prevalenza di persone appartenenti al Comune di Roseto 390 utenti, attraverso il servizio di assistenza personale anziani Numero anziani serviti con trasporto (SAPA) Numero eventi di animazione nelle frazioni Almeno 3 eventi sono stati realizzati nelle frazioni del Comune di e nei Comuni dell’Ambito Roseto degli Abruzzi Punti di forza: Servizio di trasporto per l’accessibilità a strutture sanitarie e riabilitative – Diversificazione delle attività di animazione e socializzazione nel Centro diurno – Servizio bar – Attività motorie in esterna – Gradimento dell’utenza per i servizi erogati – Coinvolgimento degli utenti per la definizione dei programmi personalizzati Criticità: Difficile frequentazione del centro da parte degli anziani non residenti nei Comune di Roseto Sperimentare nuovi interventi per la presa in carico delle persone anziane non autosufficienti Numero interventi attivati con PLNA e ASL 34 interventi attivati (ADI) Attivazione del Centro Sperimentale per Alzheimer Non attivato Punti di forza: Possibilità di attingere alle risorse del PLNA per la ADI Criticità: Difficoltà di garantire risposte mirate per le famiglie con a carico malati di patologie degenerative Scarsa integrazione socio-sanitaria per l’assegnazione di ADI Numero utenti del servizio Rafforzare il servizio di tele-assistenza 54 utenti nel triennio Numero persone assistite con teleassistenza e tele compagnia 54 nel triennio % di copertura del servizio 100% rispetto alle richieste di attivazione Punti di forza: Copertura totale del servizio rispetto alle richieste Criticità: Esiguità delle risorse finanziarie per una maggiore estensione del servizio, anche attraverso una campagna informativa Fonte: EAS Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 14 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI AREA DISABILITA’ Sintesi dei principali impatti sociali: ⇒ L’obiettivo di potenziamento del servizio di assistenza domiciliare per i disabili è stato conseguito, con una lista di attesa che nel 2010 è stata solo di 3 unità. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla integrazione delle risorse disponibili nel PLNA, utilizzate, in particolare, per l’attivazione dell’assistenza integrata. La personalizzazione degli interventi, assicurata a tutta l’utenza, rappresenta un significativo miglioramento qualitativo del servizio, sempre più in grado di integrare le esigenze di assistenza materiale ai fabbisogni di socializzazione ed interazione. Per il successo del servizio, si è rivelato strategico il potenziamento del trasporto (anche questo grazie al supporto finanziario del PLNA), in quanto è stata intercettata una reale fascia di bisogno della popolazione disabile, specie se anziana; ⇒ La priorità strategica attribuita all’assistenza scolastica specialistica è attestata dall’elevato numero di ore medie erogate agli utenti nel triennio (378,45) e dall’attivazione del Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO). La combinazione di questi elementi con la professionalità del personale impiegato nelle equipe scolastiche ha prodotto un impatto di assoluto valore qualitativo, come dimostrano i feed-back favorevoli di tutti gli istituti; ⇒ Il Centro diurno per disabili, da poco trasferitosi in una struttura nuova (marzo 2011), più ampia ed attrezzata rispetto alla precedente, rappresenta una importante potenzialità di prossimo sviluppo dei servizi a sostegno delle persone disabili, specie in età giovanile. L’esperienza vissuta con il PdZ 2007-09, positiva dal punto di vista della qualità delle prestazioni e del gradimento dell’utenza, propone alcuni temi che risultano fondamentali per lo sviluppo del nuovo centro diurno: aumento del numero di ore disponibili, garanzia del trasporto da/per la sede e l’incremento del numero di operatori per assicurare una miglior personalizzazione degli interventi Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 15 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Tabella 10 – AREA DISABILITA’: performance, punti di forza e criticità Obiettivi Performance e risultati 2008-10 Indicatori Numero utenti in carico per Comune di appartenenza % di progetti personalizzati Art. 14 L. 328 su totale utenti % di copertura del servizio Potenziare l’assistenza domiciliare per disabili 119 utenti disabili nel triennio 100%: per tutti gli utenti è stato predisposto il progetto personalizzato 95,20% (totale richiedenti su totale assistiti) nel triennio 12,60% di ADI attivate sul totale utenti disabili (15 utenti disabili presi in carico con i servizi del PdZ e del PLNA) Punti di forza: Stesura e valutazione congiunta del PAI da parte dell’equipe del servizio e del SSP - Raccordo efficiente con il SSP e con l’Ufficio di Piano - Gestione del servizio in rete con tutti i servizi di supporto dell’utente Criticità: Necessità di reperibilità del personale dell’SSP anche nei giorni festivi e fuori degli orari di servizio – Limitata attenzione alla multidimensionalità dei bisogni dell’utente - Scarsa conoscenza da parte delle famiglie degli ulteriori servizi cui potrebbero avere diritto (trasporto) % di ADI attivate su totale utenti Numero di utenti seguiti con Assistenza Scolastica Specialistica % di minori seguiti sul totale disabili certificati in situazione di gravità 137 nel triennio Numero medio di ore erogate per allievo 378,45 ore erogate per allievo nel triennio 3,20% 2010: 310 disabili gravi, di cui 10 nella fascia di età 4-18 Punti di forza: Elevato numero di ore settimanali - Potenziamento del servizio con attività supplementari (Ausilsystem, accompagnamento gite) e progetti specifici - Professionalità degli operatori, in grado di supportare la scuola anche per la diminuzione delle ore di sostegno - Buona funzionalità del Gruppo di lavoro handicap operativo (GLHO), composto da SSP, ASL e scuole Favorire l’integrazione ed il diritto allo studio degli studenti disabili Criticità: Mancanza di un regolamento per l’accesso al servizio - Scarsa integrazione tra SSP e equipe che gestisce il servizio - Difficoltà tra ente gestore e EAS nella distribuzione delle ore in relazione alle effettive necessità dell’utenza % di progetti personalizzati Art. 14 L. 328 su totale utenti Rapporto operatori – utenti Rafforzare il Centro diurno per disabili 100%: per tutti gli utenti è stato predisposto il progetto personalizzato 1 operatore per 5 utenti Incremento utenti e numero di ore di apertura Il numero dei disabili assistiti, nel 2010, risulta aumentato di due unità rispetto al 2006 (15) Ore di servizio: 49.360 Punti di forza: Buona funzionalità della rete interistituzionale tra ASL, SSP, associazioni, scuole, strutture ricreative e sportive sul territorio Criticità: Scarsa frequenza di incontri tra equipe del servizio ed assistenti sociali del SSP, per confronto su casi problematici e fabbisogni famiglie – Necessità di incrementare il rapporto operatori/utente (1/5) - Mancanza di supporto psicologico per personale ed utenti – Insufficienza del servizio di trasporto da/per il Centro Fonte: EAS Infine, a livello trasversale rispetto agli impatti della passata programmazione sociale, un importante valore aggiunto per l’efficacia degli interventi è stato conseguito grazie alla formazione specialistica del personale interno dell’Ambito, in particolare nei settori dell’integrazione socio-sanitaria e della Carta della cittadinanza sociale, che ha consentito di aggiornare e migliorare competenze e conoscenze importanti per l’erogazione dei servizi alla persona. I.4. Analisi del sistema locale di offerta di servizi alla persona La mappa del sistema locale dei servizi alla persona presenti nell’Ambito Costa Sud 2 Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 16 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI è articolata in tre settori: ⇒ Servizi ed interventi sociali; ⇒ Servizi sanitari e socio-sanitari;. ⇒ Servizi educativi Servizi ed interventi sociali: Con il Piano di zona 2007-09, il sistema locale dei servizi alla persona ha compiuto importanti passi in avanti, conseguendo il consolidamento degli standard qualitativi delle prestazioni e un aumento della capacità di copertura rispetto ai fabbisogni della popolazione. Infatti, l’Ambito, oltre a rafforzare i livelli essenziali di assistenza a disabili, minori e anziani, è riuscito, dando seguito alle sperimentazioni già avviate nelle precedenti edizioni della programmazione sociale, a cogliere appieno le potenzialità dell’area inclusione sociale introdotta nel PdZ 2007-09, formalizzando il servizio di inclusione sociale, divenuto in breve tempo un importante supporto non solo per la fascia di popolazione che vive condizioni di povertà estrema, ma anche per le famiglie che si trovano per la prima volta a fronteggiare problemi lavorativi ed economici. A fronte di un quadro economico sempre più difficile per le politiche sociali, nel 2010, l’Ambito ha destinato all’area disabilità 847.914,87 euro (di cui 498.056,66 assegnati per l’assistenza scolastica specialistica), all’area minori e famiglia 370.079 euro (cui si aggiungono le risorse destinate dalle amministrazioni comunali per la gestione dei nidi), all’area anziani 298.481 euro e all’area inclusione sociale 119.540 euro, per il conseguimento dei seguenti importanti risultati: ⇒ Raggiungimento nel Comune di Roseto del 47% del tasso di copertura degli asili nido, rispetto all’obiettivo del 33% programmato al 2008 per tutto l’Ambito; ⇒ Lista di attesa azzerata per le ludoteche dei centri diurni minori (con 1 operatore ogni 5 utenti) e rafforzamento dei servizi integrativi della mensa e del sostegno scolastico pomeridiano, la cui richiesta da parte delle famiglie risulta ancora in parte insoddisfatta ⇒ Alto tasso di copertura del servizio di assistenza domiciliare per anziani (79%), che ha ben funzionato grazie anche alla sinergia con il servizio di assistenza personale (SAPA), che ha consentito di soddisfare una esigenza emergente dell’utenza anziana, sola e non auto-sufficiente: il trasporto presso le strutture sanitarie locali per cura, visite e riabilitazione. ⇒ L’assistenza scolastica specialistica per alunni disabili ha raggiunto livelli di assoluta qualità: lista di attesa azzerata, media di 21 ore settimanali di assistenza. ⇒ 200 persone prese in carico dal servizio di inclusione sociale nel triennio (60 nel 2010): tutti hanno beneficiato dello strumento del progetto personalizzato, che ha consentito interventi tarati sui bisogni e sulle prestazioni; 38 sono state le persone destinatarie di reddito di inserimento. Restano alcune criticità, legate soprattutto alla difficile conciliazione tra risorse economiche limitate e priorità dei livelli essenziali di assistenza. Le aree di intervento che più hanno risentito di questa situazione e che manifestano le maggiori carenze sono: ⇒ le azioni a favore di adolescenti e giovani; ⇒ il supporto psico-sociale alla genitorialità; ⇒ l’integrazione multiculturale; ⇒ il supporto personale e familiare nei casi delle malattie degenerative (Alzheimer, Parkinson); Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 17 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ il sostegno di persone disabili sole (cd. “dopo di noi”). Tabella 11 – Offerta di servizi ed interventi sociali sul territorio dell’Ambito Servizi ed interventi sociali Fonte di finanziamento Piano di zona Servizio attivo sui tre Comuni Servizio sociale professionale Piano di zona Servizio attivo sui tre Comuni Pronto Intervento Sociale Piano di zona L’ambito è in rete con la sua Comunità di pronta accoglienza Centro diurno “Bottega dell’Amicizia” Centro diurno “Cittadella dei ragazzi” Centro diurno “I giardini della luna” Centro GIOCAMARE, a favore di bambini e ragazzi aquilani sfollati Servizio di Assistenza Domiciliare Educativa Minori Servizio socio-psico-educativo per le famiglie Servizio Famiglia, a favore delle famiglie sfollate dall’Aquila con Incontri formativi per le scuole, volontari ed operatori sociali Servizio per l’affidamento familiare Piano di zona Centro diurno per minori 6-13 anni - Attivo a Roseto e Morro d’Oro – Affidato alla Coop. I Colori Centro di aggregazione per adolescenti – Attivo a Roseto – Affidato al Centro Guerrieri Centro di aggregazione per minori attivo a Notaresco Segretariato sociale Corso di formazione per insegnanti, operatori servizi Sportello del progetto “Bullo non è bello” Punti Famiglia Rette minori comunità Servizio Informagiovani Assistenza alle famiglie di bambini malati di tumore o leucemia Centro diurno per disabili Piano di zona Piano di zona Contributi privati (Save the Children Piano di zona Piano di zona e altre fonti di Contributi privati (Save the Children Contributi privati (Save the Children Piano di zona Legge 296/2006 Legge 296/2006 Piano di zona Gestione singolo comune Gestione singolo comune Comune + Privato Privato volontariato Piano di zona Assistenza domiciliare disabili Piano di zona Interventi integrazione disabili Piano di zona Servizio di assistenza scolastica specialistica (Scuole dell’infanzia, Piano di zona Piano Sociale Regionale 2011-2013 Descrizione Il centro, aperto a bambini e ragazzi sfollati sulla costa, è stato gestito dalla cooperativa rosetana “I Colori”, sotto la supervisione dell’Associazione “L’Angelo Servizio domiciliare erogato in favore di minori e famiglie vulnerabili – affidato alla Coop. I Colori – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in Il supporto diretto ed indiretto alle famiglie è stato assicurato grazie all’attivazione di due iniziative progettuali (Progetti “Bullo non è bello” e “Rete Adria”) - Il Comune Lo Sportello Famiglia, organizzato e gestito dall’Associazione “L’Angelo Custode”di Scerne di Pineto (maggio-agosto 2009) nella sede messa a disposizione Sono state organizzati focus group ed incontri per insegnanti, personale scolastico volontari ed operatori sociali per la gestione delle emergenze, l’organizzazione ed il Servizio affidato alla Cooperativa I Girasoli – Eroga assistenza alle famiglie affidatarie e contributi Corso della durata di 4 mesi, attivato a cura del Centro Studi Sociali dell’Associazione Focolare Maria Regina onlus di Scerne di Pineto Sportello attivato presso le scuole dell’obbligo per il counseling alle famiglie Attivato nel 2011 Servizio gestito finanziariamente dai singoli Comuni – Attualmente vi sono minori affidati a Comunità in regime diurno e residenziale Servizio gestito in forma singola dai Comuni dell’ambito consistente in soggiorni marini e montani Servizio di orientamento e di informazione su bandi ed opportunità lavorative attivato a Roseto in convenzione con la Cooperativa Sociale “Lo Spazio delle Idee” di Assistenza morale ed economica alle famiglie che hanno bambini malati di tumore o leucemia –gestito dell’Associazione di volontariato Morgan Di Gianvittorio Centro diurno per disabili attivato a Roseto – Copre una larga utenza anche degli altri Comuni grazie al trasporto – affidato all’Associazione “Dimensione Volontario Servizio di assistenza domiciliare per persone disabili fino a 59 anni – affidato alla Coop. I Colori – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in Interventi di musicoterapia, idroterapia e borse lavoro per disabili Servizio di assistenza scolastica specialistica erogato in gestione unitaria per Roseto e Morro d’Oro (affidato alla Cooperativa I Colori) - Il Comune di Notaresco, Pagina 18 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI specialistica (Scuole dell’infanzia, primaria e media) Servizio di assistenza scolastica specialistica (Scuole superiori) Provincia di Teramo Servizio di trasporto per disabili Piano di Zona e PLNA Interventi sociali e di animazione per disabili Privato Sportello Associazione Italiana Sclerosi Multipla Privato+ Contributi comunali Assistenza domiciliare anziani Piano di zona Assistenza personale anziani Piano di zona Centro diurno sociale anziani Piano di zona + Contributi Servizi di teleassistenza e telesoccorso Servizi di soggiorno per anziani Piano di zona e PLNA Gestione singolo comune Integrazione rette anziani Piano di zona Servizio Mensa sociale Piano di zona Servizio inclusione sociale Piano di zona Sportello Immigrati D.lgs. 286/98 L.R. 46/20044 Fondi regionali + comunali Comunità di pronta accoglienza Centro di ascolto – Progetto Uomo – CEIS Centri di ascolto CARITAS Piano di zona Contributi - Privati Contributi - Privati Banco di solidarietà Contributi - Privati Sportello di ascolto per la prevenzione delle tossicodipendenze – ANGLAAD Privato sociale e Morro d’Oro (affidato alla Cooperativa I Colori) - Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in autonomia Servizio di assistenza scolastica specialistica erogato dalla Provincia nelle Scuole superiori di Roseto, mediante convenzione con il Comune Servizio di trasporto garantito dai tre Comuni per l’accompagnamento presso Centri di riabilitazione - Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in autonomia Interventi gestiti dall’Associazione “Dimensione Volontario onlus” in favore di disabili (feste, gite, accompagnamento manifestazioni sportive e culturali, concerti, etc.) - Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in autonomia Servizio attivo a Roseto degli Abruzzi per l’informazione e l’orientamento dei malati di sclerosi multipla Servizio di assistenza domiciliare per anziani oltre 60 anni – affidato alla Coop. COS Nuovi servizi – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito in autonomia il servizio Servizio di assistenza personale agli anziani oltre 60 anni per accompagnamento e aiuto – affidato alla Coop. COS Nuovi servizi – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito in autonomia il servizio Centro diurno anziani attivo a Roseto affidato alla Coop. COS Nuovi Servizi A Morro d’Oro e Notaresco sono presenti due Circoli sociali per anziani assistiti con contributi dell’utenza Servizio attivato dal 2004 – affidato alla società LINEAPERTA di Avezzano Servizio attivato dai singoli Comuni per soggiorni termali e turistici per anziani in compartecipazione di spesa con gli utenti Servizio gestito dai singoli Comuni – Nell’ambito non sono presenti strutture residenziali per anziani Servizio di mensa sociale per persone in situazione di povertà attivato a Roseto – Pasti forniti da Piccola Opera Caritas/Mense scolastiche del Comune di Roseto – Servizio di erogazione affidato alla Coop. COS Nuovi servizi Servizio attivo nell’Ambito – Erogazione di sussidi economici – Attivazione di borse lavoro e tirocini – Inserimento lavorativo disabili gestito in collaborazione con la Coop. “In-contro” – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in autonomia Sportello di ascolto e di orientamento per immigrati gestito dalla Coop. COS Nuovi servizi Comunità attivata a Montepagano di Roseto – Recentemente ristrutturata – Accoglie minori e mamme fuori dalla famiglia di origine Centri di ascolto per la prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze, attivo a Roseto e gestito dall’Associazione di volontariato “Amici del Progetto Uomo” Centri di ascolto attivi a Roseto e Notaresco gestiti dalla Caritas – in rete con il Servizio per l’inclusione sociale Distribuzione di generi alimentari e di prima necessità ad associazioni locali e a persone in stato di bisogno – Attivo a Roseto degli Abruzzi Servizio attivato dal 2006 a Roseto per la prevenzione dell’uso delle droghe e la presa in carico di persone affette da dipendenza Servizi socio-sanitari e sanitari: I Servizi sanitari e socio-sanitari sono tutti riferiti all’Area Distrettuale e alla medicina del territorio, in quanto non esistono strutture ospedaliere nell’Ambito (i cittadini si rivolgono prevalentemente agli Ospedali di Giulianova e di Atri). Si rilevano carenze di personale per coprire tutte le esigenze del territorio. L’obiettivo di migliorare l’integrazione socio-sanitaria nella erogazione dei servizi alla persona è stato solo parzialmente raggiunto: è stato, infatti, attivato il Punto Unico di Accesso (PUA), che, però, ha incontrato numerose difficoltà di funzionamento, dovute alla carenza di personale amministrativo della ASL e di personale sociale dell’Ambito, che ha spesso portato alla sovrapposizione delle due funzioni, a discapito degli aspetti legati alla presa in carico psico-sociale dell’utente. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 19 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Tabella 12 – Servizi socio-sanitari presenti nell’Ambito Servizio socio-sanitari Ente Consultorio Familiare AUSL Distretto sanitario di base AUSL Centro di riabilitazione SanStefar Volontari del soccorso Unione Soccorso Intercomunale Fondi sanitari Volontariato Rimborsi Volontariato Rimborsi Descrizione n.2 Consultori familiari attivi a Roseto e Notaresco (copre anche Morro d’Oro) Il Distretto copre un’Area che riunisce i tre Comuni dell’Ambito e i Comuni di Giulianova, Mosciano e Bellante, e svolge attività e di funzioni di medicina territoriale, quali l’organizzazione dell’Assistenza domiciliare medica, riabilitativa ed infermieristica Centro di riabilitazione privato accreditato presso la Regione Abruzzo (chiuso dal 2010) Gestione servizi di ambulanza – Presidio attivo a Roseto degli Abruzzi Gestione servizi di ambulanza – Presidio attivo a Notaresco Servizi educativi: I Servizi educativi, dell’istruzione e della formazione, sono presenti in modo molto articolato e diversificato su tutto l’Ambito sociale. L’offerta di asili nido è riuscita, nell’arco di 4 anni, a raggiungere nel Comune di Roseto il 47% di copertura della popolazione tra 0 e 2 anni, ben oltre l’obiettivo di Lisbona, fissato al 33%. Anche le scuole dell’infanzia segnalano un buon numero di plessi dislocati anche nelle frazioni, come pure le scuole primarie. Nell’Ambito sono presenti anche tre Istituti scolastici superiori che erogano un’offerta formativa molto variegata. Tabella 13 – Servizi educativi presenti nell’Ambito Servizi educativi Asili Nido Pubblici e Privati Ente Comune Scuole dell’infanzia Statale Scuole primarie Statale Scuole medie Statale Scuole superiori Statale Centri di formazione professionale accreditati dalla Regione Abruzzo Privati Regione Centro per l’impiego Provincia Borse di studio Fondi regionali e statali Rimborsi libri di testo scolastici – Scuole Medie e Superiori Servizio di pre- e post-scuola Servizio di Scuolabus Fondi statali Fondi comunali Fondi comunali Descrizione n. 1 Asilo Nido Pubblico (Mariele Ventre) - Roseto degli Abruzzi; n. 1 Asilo Nido privato (Via Accolle) a Roseto degli Abruzzi; n. 1 Asilo Nido Privato Convenzionato (SMA) - Roseto degli Abruzzi; n. 1 Asilo Nido Privato - Notaresco; n. 1 Asilo Nido Provato – ditta PEM a Roseto degli Abruzzi n. 1 Micro-Nido - Morro d’Oro. n. 11 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Roseto degli Abruzzi n. 2 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Notaresco n. 2 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Morro d’Oro n. 10 plessi scolastici di scuola primaria a Roseto degli Abruzzi (due circoli didattici) n. 2 plessi scolastici di scuola primaria statale a Notaresco (un unico Circolo Didattico ricomprendente anche Morro d’Oro) n. 2 plessi scolastici di scuola primaria statale a Morro d’Oro - Scuola Media Unificata “D’Annunzio-Romani” di Roseto degli Abruzzi (3 plessi); - Scuola Media “Romualdi” di Notaresco (3 plessi a Morro d’Oro, Notaresco, Guardia Vomano) Polo liceale: - Liceo pedagogico, scientifico, linguistico, classico “Saffo” (Roseto degli Abruzzi); - Istituto Tecnico Commerciale Programmatori e Geometri “Moretti” (Roseto degli Abruzzi); - Istituto Professionale di Stato (Roseto degli Abruzzi). Centri di formazione professionale accreditati dalla Regione Abruzzo (febbraio 2011): - EFOR s.r.l. - P.D. Formazione e Servizi s.r.l. - RSA Formazione s.r.l. n. 1 Centro per l’Impiego con sportello SILUS e Collocamento obbligatorio ubicato a Roseto Fondi utilizzati dai Comuni per borse di studio ad alunni della scuola dell’obbligo e della scuola media superiore - Anno scolastico 2009-2010: Roseto degli Abruzzi: € 59.162,91 Notaresco: € 20.600,61 Morro d’Oro: € 10.050 Roseto – Borse di studio concesse: 486 (Diniego 49) Notaresco – Borse di studio concesse: 171 (Diniego 7) Morro d’Oro – Borse di studio concesse: 46 (Diniego 2) Roseto – Rimborsi: 366 (Diniego 32) Notaresco – Rimborsi: 116 (Diniego 11) Morro d’Oro – Rimborsi: 91 (Diniego 11) Servizio attivo nei plessi scolastici di Morro d’Oro e Notaresco Servizio attivo nei tre Comuni Accanto dell’attività ordinaria dei servizi alla popolazione, va segnalato anche il grande Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 20 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI impegno dell’Ambito Costa sud 2 per l’accoglienza ed il supporto delle persone (oltre 6.000) e delle famiglie aquilane che, a seguito del terremoto che ha colpito il capoluogo regionale nell’aprile 2009, sono state sfollate sulla costa adriatica (e in particolare, nel Comune di Roseto). Nella fase dell’emergenza e della post-emergenza, sono stati assicurati ai cittadini aquilani la possibilità di iscrivere i figli nelle scuole, il sostegno psico-sociale, l’assistenza scolastica specialistica, il trasporto e, in alcuni casi, l’assistenza domiciliare. La stretta collaborazione con il privato sociale locale, nazionale ed internazionale, ha consentito di dare risposte immediate ed efficaci alla gran parte dei fabbisogni emersi, specie da parte delle fasce deboli della popolazione sfollata (bambini, anziani, disabili). I.5. Domanda ed offerta di servizi socio-assistenziali in ATS TIPOLOGIA SERVIZIO Segretariato sociale Servizio sociale professionale Servizio di Pronto Intervento Sociale Centri diurni minori – ludoteca DOMANDA 2010 (valore in unità) 1.980 1.500 OFFERTA 2010 (valore in unità) 1.980 1.500 SCOSTAMENTO (valore %) 0,00% 0,00% 16 16 0,00% 114 150 31,57% Centri diurni minori – mensa 68 52 -32,00% (nel corso dell’anno la lista iniziale è stata esaurita, per le rinunce di alcuni utenti) Assistenza domiciliare educativa per minori Servizio socio-psico-educativo per famiglie Servizio affido familiare ed adozione Interventi per adolescenti e giovani Servizio di inclusione sociale Centro diurno anziani ed animazione territoriale per anziani Assistenza domiciliare sociale ed integrata per anziani Servizio di assistenza personale per anziani Teleassistenza e telesoccorso Integrazione rette per l’ospitalità in strutture 21 21 0,00% ---- 20 ---- 12 12 0,00% ---- 50 ---- 60 60 0,00% 400 400 0,00% 136 96 -29,41% --- 50 --- 18 18 0,00% 3 3 0,00% Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 21 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI residenziali Centro diurno per disabili Assistenza domiciliare disabili Assistenza scolastica specialistica per l’autonomia e la comunicazione dei disabili Interventi per l’integrazione sociale e la mobilità Piano Sociale Regionale 2011-2013 20 44 17 41 -15,00% -6,81% 61 61 0,00% 58 54 -7,40% Pagina 22 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI SEZIONE II –OBIETTIVI DEL PIANO Gli obiettivi del Piano di zona e gli indicatori AREA A: MINORI-GIOVANI-FAMIGLIA A1.E. Servizi nido per prima infanzia Obiettivo: Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia rivolti a bambini e bambine nella fascia di età 0 – 2 anni, anche al fine di uniformare il livello di copertura del servizio in tutti i Comuni dell’Ambito. Indicatori (impatto LIVEAS) ⇒ numero dei bambini inseriti; ⇒ % di copertura dei servizi per singoli Comuni; ⇒ numero e tipologie prestazioni dei servizi per l’infanzia; ⇒ lista di attesa; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie. A.2.E. Servizio di assistenza domiciliare minori Obiettivo: Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale di minori con disagio e a rischio di devianza ed emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di crescita, educazione e inserimento sociale dei figli. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero dei minori seguiti in ADM; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADM; ⇒ % dei minori dimessi nel corso dell’anno; ⇒ costo orario degli interventi di ADM; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADM e degli enti invianti; ⇒ esiti degli interventi di ADM. A.3.E. Servizio di affido familiare e servizio adozioni Obiettivo: Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete locale delle famiglie disponibili e il miglioramento della rete interservizi. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero degli affidamenti familiari realizzati; ⇒ numero delle adozioni seguite; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 23 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ numero famiglie partecipanti ai corsi; ⇒ percentuale di affidamenti a famiglie in rapporto a numero minori istituzionalizzati o in comunità; ⇒ numero delle famiglie partecipanti alle azioni formative; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie affidatarie; ⇒ numero affidamenti brevi sociali realizzati. A.4.E. Comunità di tipo residenziale per minori Obiettivo: Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo fuori dalla propria famiglia il diritto a vivere in un ambiente educativo positivo e che offra le condizioni idonee per realizzare un percorso di reinserimento familiare. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero dei minori inseriti in comunità; ⇒ tempi medi di permanenza; ⇒ numero annuale delle riunioni di equipe; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dei minori accolti; ⇒ numero delle dimissioni. A.5.E. Servizi integrativi per minori – Centri diurni Obiettivo: Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di attività strutturate e coordinate per la socializzazione, l’integrazione e il supporto educativo nelle ore pomeridiane, anche attraverso un supporto di primo livello al nucleo familiare in difficoltà e il rafforzamento delle rete locale di collaborazione, per migliorare la tempestività degli interventi di prevenzione del disagio Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero dei minori iscritti ai Centri; ⇒ indice di copertura del servizio; ⇒ tasso di frequenza giornaliera; ⇒ numero annuale delle riunioni di equipe con la scuola; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei bambini. AREA B: INTERVENTI SPECIALI B.1.E. Servizi speciali per l’integrazione Obiettivo: Assicurare alle persone in grave disagio sociale ed economico e in condizione di marginalità un servizio integrato e partecipato, in grado di intervenire per il soddisfacimento dei Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 24 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI fabbisogni urgenti ed indifferibili e di creare le condizioni per un percorso di re-inserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’applicazione dei principi del supported employment. Indicatori: ⇒ Numero di progetti personalizzati; ⇒ Numero pasti erogati dal servizio mensa al mese; ⇒ Numero e importi microcrediti; ⇒ Numero e tipologie prestazioni erogate; ⇒ Numero progetti personalizzati di inserimento socio-lavorativo. AREA C: ANZIANI C.1.E. Assistenza domiciliare anziani (SAD) Obiettivo: Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli anziani ottenuti nella precedente programmazione, per favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane, al fine di contrastare i processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero degli anziani seguiti in SAD; ⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di SAD; ⇒ costo orario degli interventi di SAD; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in SAD e degli anziani stessi. C.2.E. Assistenza domiciliare integrata per anziani Obiettivo: Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane non autosufficienti e/o di recente dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni socio-assistenziali e sanitarie. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero degli anziani seguiti in ADI; ⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di ADI; ⇒ costo orario degli interventi di ADI; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADI e degli anziani stessi. C.3.E. Servizio di centro diurno per anziani Obiettivo: Garantire alle persone anziane un servizio integrato e qualificato per valorizzare le risorse e le opportunità di invecchiamento attivo, di socializzazione e di partecipazione sociale. Indicatori (Impatto LIVEAS): Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 25 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ numero degli anziani seguiti dal Centro; ⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente; ⇒ numero progetti individuali formulati; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. C.4.E. Servizio di teleassistenza e altre forme di assistenza telefonica (area vasta) Obiettivo: Rafforzare la capacità di vita autonoma nel proprio domicilio delle persone anziane, attraverso supporti a distanza diretti a facilitare il pronto intervento sanitario, sociale e psicologico in caso di bisogno. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero degli anziani seguiti; ⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. C.5.E. Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non autosufficienti in strutture residenziali Obiettivo: Garantire alle persone anziane non auto-sufficienti sole e/o con difficoltà economiche il diritto ad essere ospitate presso centri residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni personali, attraverso un contributo al pagamento delle rette. Indicatori (Impatto LIVEAS): ⇒ numero degli anziani seguiti; ⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. C.6.E Servizio di Assistenza Persona Anziani Obiettivo: Garantire alla persona anziana un sistema coordinato di prestazioni complementari ai livelli essenziali di servizio, finalizzati a favorire il benessere personale e prevenire gli stati di disagio, materiale e psico-sociale. Indicatori: ⇒ numero degli anziani fruitori del servizio; ⇒ numero delle prestazioni mensili erogate per tipologia; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani; ⇒ numero totale dei contatti ricevuti dagli anziani. AREA D: PERSONE DIVERSAMENTE ABILI D.1.E. Servizio di assistenza domiciliare disabili (ADD) Obiettivo: Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per le persone disabili, favorendo la continuità assistenziale e la personalizzazione degli interventi, finalizzati al rafforzamento Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 26 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI delle risorse di autonomia personale e sociale per evitare l’istituzionalizzazione. Indicatori (impatto LIVEAS): ⇒ numero dei disabili seguiti in ADD; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADD, per tipologia di prestazioni; ⇒ costo orario degli interventi di ADD; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADD e degli enti invianti; ⇒ esiti degli interventi di ADD in termini di raggiungimento di una maggiore autonomia. D.2.E. Servizio di assistenza domiciliare integrata per persona diversamente abile non auto-sufficiente Obiettivo: Favorire la cura domiciliare delle persone non autosufficienti, attraverso un coordinamento efficace ed integrato delle prestazioni di carattere socio-assistenziale e sanitario necessarie per garantire un livello decoroso di vita nel proprio ambiente domestico. Indicatori (impatto LIVEAS): ⇒ numero dei disabili seguiti in ADI; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADI, per tipologia di prestazioni; ⇒ costo orario degli interventi socio-assistenziali di ADI; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADI; ⇒ esiti degli interventi di ADI in termini di raggiungimento di una maggiore autonomia. D.3.E. Servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti diversamente abili in condizioni di gravità – Assistenza socio educativa scolastica per disabili gravi Obiettivo: Confermare gli standard di qualità del servizio di assistenza scolastica per studenti disabili, migliorando le modalità di accesso e gestione operativa delle prestazioni socio-educative offerte, per garantire una reale fruizione del diritto allo studio e alla partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale nella comunità di appartenenza. Indicatori (impatto LIVEAS): ⇒ numero dei disabili assistiti; ⇒ n. medio di ore settimanali per utente; ⇒ percentuale di copertura del servizio; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e degli Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 27 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI utenti; ⇒ esiti degli interventi. D.4.E. Servizio di centro diurno per disabili Obiettivo: Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno per disabili, organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro di Roseto, per offrire alle persone disabili una maggiore diversificazione delle attività e la fruizione di maggiori spazi per lo svolgimento delle attività socio-educative e ricreative. Indicatori (impatto LIVEAS): ⇒ numero dei disabili seguiti dal Centro; ⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente; ⇒ numero progetti educativi individualizzati elaborati; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei disabili frequentanti; ⇒ numero attività in esterna realizzate; ⇒ esiti degli interventi in termini di autonomia. D.5.E. Integrazione rette per l’ospitalità di persone diversamente abili gravi in strutture cd. del “Dopo di noi” Obiettivo: Garantire l’ospitalità di persone diversamente abili prive di rete parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di noi” del territorio, attraverso l’integrazione economica per il pagamento delle rette, e avviare la funzionalità organizzativa ed operativa della struttura per il dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto degli Abruzzi. Indicatori (impatto LIVEAS): ⇒ Numero di disabili ospitati; ⇒ Percentuale di progetti personalizzati redatti sul totale utenti; ⇒ % disabili ospitati con valutazione UVM. D.6.E. Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale Obiettivo: Completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a favore delle persone con disabilità attraverso un pacchetto di interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di attività ludico-ricreative. Indicatori: ⇒ N. persone disabili partecipanti alle attività di nuoto e terapia in acqua; ⇒ N. persone disabili che usufruiscono del servizio di trasporto e mobilità sociale; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 28 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ N. persone disabili partecipanti alla colonia marina estiva; ⇒ Livello soddisfazione dell’utenza. AZIONI PROPOSTE OBIETTIVO AZIONE Piano di Zona LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Migliorare gli standard organizzativi e assistenziali del Servizio Sociale Professionale, confermandone il ruolo di baricentro del Servizio sociale professionale sistema di offerta per l’accesso universalistico (LIVEAS) ai servizi sociali, in modo integrato con l’offerta di prestazioni del sistema sociosanitario, da cogestire con il Punto Unico di Accesso. Rafforzare il ruolo del Segretariato Sociale come canale di orientamento ed informazione a favore dei cittadini, rispetto all’offerta e Segretariato Sociale all’accesso dei servizi sociale e socio-sanitari, e (LIVEAS) di strumento di raccolta e lettura dei fabbisogni sociali dell’Ambito. Garantire un sistema di intervento rapido, mirato e temporaneo per la presa in carico Pronto Intervento Sociale assistenziale di persone in condizione di (LIVEAS) emergenza personale e familiare. Garantire ai cittadini l’unitarietà del sistema di accesso ai servizi socio-sanitari, rispetto Punto Unico di Accesso all’intercettazione e alla presa in carico dei (LIVEAS) fabbisogni dell’utenza. Attuare una strategia di Ambito per l’informazione e la sensibilizzazione delle Servizio di prevenzione e famiglie in materia di prevenzione e contrasto contrasto al child abuse e alla di tutte le forme di violenza contro donne, violenza di genere bambini e adolescenti, valorizzando il lavoro (LIVEAS) della rete dei servizi e attuando un programma di azione stabile e sostenibile. AREA MINORI, ADOLESCENTI E FAMIGLIA Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia rivolti a bambini e bambine nella fascia di età 0 – 2 anni, anche al fine di uniformare il livello di copertura del servizio in tutti i Comuni dell’Ambito. Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale di minori con Piano Sociale Regionale 2011-2013 Servizi nido per la prima infanzia (LIVEAS) Assistenza domiciliare minori (LIVEAS) Pagina 29 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI disagio e a rischio di devianza ed emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di crescita, educazione e inserimento sociale dei figli. Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete locale delle famiglie disponibili e il miglioramento della rete interservizi. Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo fuori dalla propria famiglia il diritto a vivere in un ambiente educativo positivo e che offra le condizioni idonee per realizzare un percorso di reinserimento familiare. Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di attività strutturate e coordinate per la socializzazione, l’integrazione e il supporto educativo nelle ore pomeridiane, anche attraverso un supporto di primo livello al nucleo familiare in difficoltà e il rafforzamento delle rete locale di collaborazione, per migliorare la tempestività degli interventi di prevenzione del disagio AREA INTERVENTI SPECIALI Assicurare alle persone in grave disagio sociale ed economico e in condizione di marginalità un servizio integrato e partecipato, in grado di intervenire per il soddisfacimento dei fabbisogni urgenti ed indifferibili e di creare le condizioni per un percorso di re-inserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’applicazione dei principi del supported employment. AREA ANZIANI Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli anziani ottenuti nella precedente programmazione, per favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane, al fine di contrastare i processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Servizio affido familiare e servizio adozioni (LIVEAS) Comunità di tipo residenziale per minori (LIVEAS) Servizi integrativi per minori – Centro diurno minori (LIVEAS) Servizi speciali per l’integrazione Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani (LIVEAS) Pagina 30 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane non autosufficienti e/o di recente dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni socio-assistenziali e sanitarie. Garantire alle persone anziane un servizio integrato e qualificato per valorizzare le risorse e le opportunità di invecchiamento attivo, di socializzazione e di partecipazione sociale. Rafforzare la capacità di vita autonoma nel proprio domicilio delle persone anziane, attraverso supporti a distanza diretti a facilitare il pronto intervento sanitario, sociale e psicologico in caso di bisogno Garantire alle persone anziane non autosufficienti sole e/o con difficoltà economiche il diritto ad essere ospitate presso centri residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni personali, attraverso un contributo al pagamento delle rette. Garantire alla persona anziana un sistema coordinato di prestazioni complementari ai livelli essenziali di servizio, finalizzati a favorire il benessere personale e prevenire gli stati di disagio, materiale e psico-sociale. AREA DISABILITA’ Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per le persone disabili, favorendo la continuità assistenziale e la personalizzazione degli interventi, finalizzati al rafforzamento delle risorse di autonomia personale e sociale per evitare l’istituzionalizzazione. Favorire la cura domiciliare delle persone non auto-sufficienti, attraverso un coordinamento efficace ed integrato delle prestazioni di carattere socio-assistenziale e sanitario necessarie per garantire un livello decoroso di vita nel proprio ambiente domestico. Confermare gli standard di qualità del servizio di assistenza scolastica per studenti disabili, migliorando le modalità di accesso e gestione operativa delle prestazioni socio-educative offerte, per garantire una reale fruizione del diritto allo studio e alla partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale nella comunità di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani (LIVEAS) Servizio di Centro diurno per Anziani (LIVEAS) Servizio di teleassistenza e altre forme di assistenza telefonica (area vasta) (LIVEAS) Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non autosufficienti in strutture residenziali (LIVEAS) Servizio Assistenza Personale Anziani (LIVELLO CONCORRENTE) Servizio di Assistenza Domiciliare Disabili (LIVEAS) Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persona diversamente abile non autosufficiente (LIVEAS) Servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti diversamente abili in condizioni di gravità – Assistenza socio educativa scolastica per disabili gravi (LIVEAS) Pagina 31 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI appartenenza Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno per disabili, organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro di Roseto, per offrire alle persone disabili una maggiore diversificazione delle attività e la fruizione di maggiori spazi per lo svolgimento delle attività socio-educative e ricreative. Garantire l’ospitalità di persone diversamente abili prive di rete parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di noi” del territorio, attraverso l’integrazione economica per il pagamento delle rette, e avviare la funzionalità organizzativa ed operativa della struttura per il dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto degli Abruzzi. Completare l’offerta dei servizi socioassistenziali a favore delle persone con disabilità attraverso un pacchetto di interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di attività ludico-ricreative. Servizio di Centro Diurno per disabili (LIVEAS) Integrazione rette per l’ospitalità di persone diversamente abili, gravi in strutture cd. del “Dopo di noi” (LIVEAS) Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale (LIVELLO CONCORRENTE) II.3. Valutazione di impatto sociale del Piano di Zona 2011-2013 (GLI STANDARD MINIMI DI SISTEMA) STANDARD FOCUS TEMPI DI MODALITA’ DI STANDARD ATTUAZIONE SISTEMA ATS Livello 1 Istituzione All’avvio del Composizione Ufficio di servizio dell’Ufficio di Piano di Zona sociale - Ufficio di Piano: servizio sociale Dirigente EAS, n. 1 funzionario per ciascun Comune dell’Ambito, n. 1 unità amministrativa EAS, n. 3 assistenti sociali. Livello 2 Sito internet per Entro 3 mesi Attivazione di una sezione del sito la comunicazione dall’approvazion internet dei 3 Comuni dell’Ambito e l’informazione e del Piano di dedicata all’informazione e alla sociale Zona comunicazione sull’attuazione del Piano di Zona, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 32 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza. Servizio Sociale Professionale Livello 1 Organico minimo Ufficio di servizio sociale Livello 2 1 Assistente sociale ogni 12.000 abitanti Segretariato Sociale Livello 1 1 assistente sociale ogni 20.000 abitanti All’avvio del Piano di Zona All’avvio del Piano di Zona Composizione Ufficio di servizio sociale - Ufficio di Piano: Dirigente EAS, n. 1 unità amministrativa EAS, n. 1 funzionario per ciascun Comune dell’Ambito, n. 3 assistenti sociali Assegnazione al servizio di n. 3 Assistenti sociali operanti nei Comuni dell’Ambito Assegnazione al servizio di n. 2 Assistenti sociali (1 operatore part-time nel Comune di Roseto; 1 operatore part-time nei Comuni di Notaresco e Morro d’Oro) Livello 2 Erogazione All’avvio del Apertura al pubblico per 24 ore minima di 24 ore Piano di Zona settimanali ripartite nei 3 Comuni settimanali del territorio dell’Ambito Servizio per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili Livello 1 Indice di Dalla data di Previsione nel capitolato di gara copertura affidamento e per l’affidamento del servizio minimo: 21 ore avvio del servizio dell’indice di copertura minimo. settimanali STANDARD OPERATIVI ATS Livello 1 Livello 2 All’avvio del Piano di Zona FOCUS STANDARD TEMPI DI ATTUAZIONE MODALITA’ Diffusione della Carta per la cittadinanza sociale alla collettività dell’Ambito Applicazione della procedura standardizzata di reclamo da parte Entro 6 mesi dall’approvazion e del Piano di Zona Distribuzione tramite i servizi dell’Ambito e tramite gli Attori della Rete locale di collaborazione. Pubblicazione sul sito internet dei 3 Comuni Entro 6 mesi dall’approvazion e del Piano di Zona L’Ufficio di Piano elabora la procedura di reclamo, anche sulla base di quella adottata nel precedente PdZ, e uniforma Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 33 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI dell’utenza dei servizi dell’Ambito Livello 3 Monitoraggio del livello di soddisfazione degli utenti rispetto ai servizi Entro 6 mesi dall’approvazion e del Piano di Zona Livello 4 Sistema di valutazione del Piano di Zona Entro 6 mesi dall’approvazion e del Piano di Zona Assistenza domiciliare minori Livello 1 Personale qualificato per le diverse prestazioni del servizio Dalla data di affidamento e avvio del servizio Livello 2 Indice di copertura Dalla data di minimo: 2 ore affidamento e settimanali avvio del servizio Servizio affido familiare e servizio adozioni Livello 1 Personale Dalla data di qualificato per le affidamento e diverse prestazioni avvio del servizio del servizio Comunità di tipo residenziale per minori Livello 1 Personale Dalla data di qualificato per le avvio del servizio diverse prestazioni del servizio Piano Sociale Regionale 2011-2013 procedure e strumenti per i 3 Comuni. Pubblicazione dei moduli di reclamo sul sito internet dei Comuni Sistema di feed-back per misurare il livello di soddisfazione degli utenti dei servizi dell’Ambito: predisposizione di un modello di questionario. Predisposizione di un Piano generale di valutazione del Piano di zona e dei relativi strumenti di monitoraggio e valutazione (Modello report mensili; Modello report annuale) Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Educatori professionali – Operatori di Assistenza domiciliare – Coordinatore/Assistente sociale – Consulenti specialisti Previsione del capitolato di gara per l’affidamento del servizio dell’indice di copertura minimo. Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Equipe affido: assistente sociale – psicologo – consulente legale Equipe adozioni: assistente sociale – psicologo ASL Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Coordinatore qualificato – Educatore – Operatore socio-assistenziale – Pagina 34 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Livello 2 Assistenza 24h su Dalla data di 24h di un avvio del servizio operatore nella struttura ospitante Servizi integrativi per minori – Centri diurni Livello 1 Personale Dalla data di qualificato per le avvio del servizio diverse prestazioni del servizio Livello 2 Assistente sociale Presenza di un operatore nella struttura ospitante nell’arco dell’intera giornata. Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Coordinatore qualificato – Educatori – Animatori istruttori – Autista Previsione del capitolato di gara per l’affidamento del servizio dello standard. Giorni settimanali Dalla data di di apertura dei affidamento e centri: minimo 2 - avvio del servizio massimo 5 Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di genere Livello 1 Costituzione della Entro 12 mesi La Task force è coordinata Task Force antidall’avvio del dall’EAS e composta dai membri violenza e Piano di zona dell’Ufficio di Piano, e lavora in dell’Osservatorio rete con Forze dell’ordine, anti-violenza Tribunale e Tribunale Minori, Associazioni ed enti impegnati in questo settore. La task force coordina l’Osservatorio antiviolenza. Servizi speciali per l’integrazione sociale Livello 1 Presa in carico Dall’avvio del Predisposizione da parte del individuale degli servizio personale del servizio dei utenti del servizio progetti personalizzati di inserimento per tutti gli utenti assistiti Livello 2 Avvio della Entro 12 mesi Preparazione del progetto sperimentazione dall’avvio del esecutivo del Servizio del Laboratorio per Piano di zona sperimentale per l’inserimento il lavoro assistito assistito al lavoro di persone svantaggiate e avvio sperimentazione. Assistenza Domiciliare Anziani Livello 1 Personale Dalla data di Impiego di figure professionali qualificato per le affidamento e qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella del servizio Scheda di servizio: Assistente sociale – Operatori domiciliari Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 35 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Livello 2 Indice di copertura Dalla data di minimo: 2 ore affidamento e settimanali avvio del servizio Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani Livello 1 Personale Dalla data di qualificato per le affidamento e diverse prestazioni avvio del servizio del servizio Livello 2 Indice di copertura minimo servizio: 3 ore settimanali Centro diurno anziani Livello 1 Personale qualificato per le diverse prestazioni del servizio Livello 2 Indice di copertura minimo: 5 giorni settimanali Dalla data di affidamento e avvio del servizio Dalla data di affidamento e avvio del servizio Dalla data di affidamento e avvio del servizio Previsione del capitolato di gara per l’affidamento del servizio dell’indice di copertura minimo. Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Assistente sociale – Operatori domiciliari Previsione del capitolato di gara per l’affidamento del servizio dell’indice di copertura minimo. Impiego di figure professionali qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni previste nella Scheda di servizio: Operatori socio-assistenziali – Animatori laboratori Apertura del Centro per 5 giorni a settimana. Attività di laboratorio nei Comuni di Notaresco e Morro d’Oro almeno 1 volta alla settimana ( in base al calendario di apertura) Servizio di Assistenza Personale Anziani Livello 1 Minimo n. 2 Dalla data di Previsione del capitolato di gara interventi di affidamento e per l’affidamento del servizio trasporto a avvio del servizio dello standard settimana Servizio di Assistenza Domiciliare per Persone Disabili Livello 1 Personale Dalla data di Impiego di figure professionali qualificato per le affidamento e qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella del servizio Scheda di servizio: Assistente sociale – Operatori domiciliari Livello 2 Indice di copertura Dalla data di Previsione del capitolato di gara minimo: 2 ore affidamento e per l’affidamento del servizio settimanali avvio del servizio dell’indice di copertura minimo. Servizio di Assistenza Domiciliare per Persone Disabili Dalla data di Livello 1 Personale Impiego di figure professionali affidamento e qualificato per le qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 36 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI del servizio Livello 2 Livello 3 Indice di copertura minimo: 3 ore settimanali Personalizzazione degli interventi Scheda di servizio: Assistente sociale – Operatori domiciliari Dalla data di Previsione del capitolato di gara affidamento e per l’affidamento del servizio avvio del servizio dell’indice di copertura minimo. Dalla data di Predisposizione del PAI per il affidamento e 100% dell’utenza assistita avvio del servizio Servizio per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili Livello 1 Personale Dalla data di Impiego di figure professionali qualificato per le affidamento e qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella del servizio Scheda di servizio: Educatori qualificati Livello 2 Adozione Entro 6 mesi Predisposizione da parte Regolamento di dalla data di dell’Ufficio di Piano del servizio per il approvazione del Regolamento funzionamento del Piano di Zona Gruppo di Lavoro Handicap Operativo e delle modalità di accesso Centro diurno per disabili Livello 1 Personale Dalla data di Impiego di figure professionali qualificato per le affidamento e qualificate per l’erogazione delle diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella del servizio Scheda di servizio: Assistente sociale - Educatori professionali Livello 2 Apertura 5 giorni a Dalla data di Previsione del capitolato di gara settimana per 6 affidamento e per l’affidamento del servizio ore giornaliere avvio del servizio dell’indice di copertura minimo. Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale Livello 1 N. iscritti alle Dalla data di Promozione nei locali della attività di nuoto e avvio del Piano piscina – Iscrizioni presso il terapia in acqua: di zona Comune di Roseto minimo 5 massimo 9 Livello 2 Trasporto/mobilità Dalla data di Accesso tramite richiesta diretta sociale: minimo 2 avvio del Piano all’EAS trasporti a di zona settimana c/o centri di riabilitazione Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 37 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Livello 3 Colonia marina: massimo 20 partecipanti Piano Sociale Regionale 2011-2013 Dalla data di avvio del Piano di zona Selezione fatta attraverso un avviso pubblico alla cittadinanza Pagina 38 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI SEZIONE III – SISTEMA LOCALE DEI SERVIZI III.1. I livelli essenziali di assistenza del Piano di Zona 2011-2013 TIPOLOGIA PER AREA SERVIZI GENERALI SERVIZIO Servizio Sociale Professionale Segretariato Sociale Pronto Intervento Sociale AREA MNORI GIOVANI FAMIGLIA Punto Unico di Accesso Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di genere Servizi nido per la prima infanzia Assistenza domiciliare minori Servizio affido familiare e servizio adozioni Comunità di tipo residenziale per minori Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori AREA ANZIANI Assistenza domiciliare anziani Assistenza domiciliare integrata per anziani Centro diurno per anziani AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Teleassistenza e altre forme di assistenza telefonica Integrazione per l’ospitalità di anziani non auto-sufficienti in strutture residenziali Servizio di assistenza domiciliare per persone disabili Servizio di assistenza domiciliare integrata per persone disabili non auto-sufficienti Servizio di assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili in condizione di gravità – Assistenza socioeducativa scolastica per disabili gravi Centro diurno per disabili Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in strutture cd. del “Dopo di noi” Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 39 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI III.2 Strategie per il welfare globale La recente crisi economica ha pesantemente colpito la società abruzzese e le realtà locali negli ultimi anni. Tra le ripercussioni più impattanti, vi è senz’altro la riduzione, rispetto alle precedenti programmazioni, delle risorse finanziarie assegnate alle politiche di welfare locali. A fronte di questa situazione, il Piano Sociale della Regione Abruzzo indirizza la programmazione locale per il triennio 2011-2013 sulle seguenti direttrici: ottimizzazione delle risorse; miglioramento della qualità dei servizi offerti; interfunzionalità tra diverse fonti di finanziamento disponibili; consolidamento del lavoro di rete; massimizzazione dei benefici. Coerentemente con la programmazione sociale regionale, il Piano di Zona 2011-2013 dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa Sud 2” propone un sistema di welfare orientata ad identificare, sulla base di un’analisi della situazione attuale, obiettivi di risultato congruenti con una logica sostenibile di equilibrio tra: garanzia della continuità delle prestazioni sociali essenziali, interventi mirati per la soddisfazione dei fabbisogni sociali generali nella comunità, ripartizione delle risorse finanziarie disponibili. La Conferenza dei Sindaci ha espressamente affermato che «A fronte delle problematiche connesse alla riduzione dei finanziamenti statali e regionali, l’Ambito si impegna a garantire, attraverso risorse proprie e dei Comuni, la sostenibilità del sistema ad oggi attivato, il suo consolidamento e il suo rafforzamento, attraverso l’ottimizzazione del sistema di gestione dei servizi e della rete esistente, rendendolo più efficace ed efficiente. Pertanto, i servizi verranno ulteriormente migliorati in termini di qualità». Le strategie di welfare dell’Ambito per il conseguimento degli obiettivi prefissati seguiranno i seguenti principi-guida: CONSOLIDAMENTO DELLA POLITICA DELLA SPESA SOCIALE NEI COMUNI DELL’AMBITO, attraverso la scelta di mantenere sostanzialmente inalterati i livelli di spesa a carico dei bilanci delle Amministrazioni comunali, quale condizione necessaria per confermare il più possibile gli standard di qualità dei servizi offerti nell’Ambito; MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI ACCESSO E OFFERTA DEL WELFARE LOCALE, da perseguirsi attraverso: (i) la piena regolamentazione dell’organizzazione e della gestione dei servizi socio-assistenziali, con la puntuale definizione di criteri di accesso, che tengano conto delle reali condizioni di bisogno (sociale, economico) dei cittadini; (ii) la piena funzionalità del Punto Unico di Accesso rispetto ai fabbisogni socio-sanitari degli utenti, con una migliore integrazione professionale e organizzativa del sistema sociale e del sistema sanitario; (iii) la promozione di partenariati locali strategici, per ampliare il sistema di inclusione socio-lavorativa dell’Ambito, già avviato efficacemente nelle passate programmazioni, prima in via sperimentale e poi come LIVEAS nel PdZ 2007-09; (iv) il perfezionamento del sistema di garanzia dei diritti di cittadinanza sociale e partecipazione attiva; RAZIONALIZZAZIONE Piano Sociale Regionale 2011-2013 DEI SERVIZI ESSENZIALI, attraverso una Pagina 40 di 164 ri- GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI organizzazione dei servizi basata sulla individuazione, per ciascuno di essi, delle prestazioni sociali essenziali per garantire i livelli generali di assistenza sociale, al fine di mantenere l’elevato livello di copertura e di qualità dei servizi rispetto all’utenza potenziale, sgravando il sistema dalle prestazioni che non rispondono ad esigenze primarie e generali; MIGLIORAMENTO ED AMPLIAMENTO DELLA CAPACITA’ DI PREVENZONE E DELLA PARTECIPAZIONE COMUNITARIA, attraverso: (i) azioni mirate per la prevenzione dei principali fattori di rischio rispetto ai potenziali bisogni e problematiche sociali, al fine di riuscire ad evitare, posticipare e/o alleggerire, nel medio-lungo periodo, il ricorso ai servizi da parte dell’utenza potenziale (es. promozione dell’invecchiamento attivo della popolazione; promozione della cultura della salute e della prevenzione; partecipazione per disabili e anziani alla vita di comunità, etc.); (ii) consolidamento del sistema locale di informazione e prevenzione di tutte le forme di violenza contro donne e minori, già avviato con iniziative positive negli scorsi anni; (iii) miglioramento della capacità di collaborazione tra EAS, enti gestori dei servizi e rete di collaborazione locale, finalizzata all’ampliamento delle collaborazioni formali ed informali, soprattutto per arricchire l’offerta delle opportunità di socializzazione e partecipazione alla comunità locale delle persone con problemi di mobilità e/o ospitate in strutture residenziali. PERFEZIONAMENTO PROFESSIONALE DEL PERSONALE, in vista della migliore attuazione sia del sistema gestionale che del sistema dei servizi previsti nel Piano di Zona. III.3. Il sistema locale di accesso L’Ambito sociale “Costa sud 2” non si è ancora dotato di un Regolamento di accesso ai servizi socio-assistenziali, in quanto, finora, ha applicato l’universalità di accesso indipendentemente dal livello di reddito dell’utenza. Tuttavia, anche a seguito dell’entrata in vigore del Piano Sociale regionale 2011-2013, l’Ambito Sociale ed i tre Comuni si impegneranno ad approvare il Regolamento di accesso entro la fine del 2011. Il Regolamento disciplinerà il funzionamento e l’accesso ai servizi sociali comunali erogati in forma singola o in forma associata nell’ambito territoriale sociale “Costa Sud 2”, così come disposto dal PSR 2011-2013 e dal presente Piano di Zona. Il Regolamento si ispirerà ai principi sanciti dalla Carta dei diritti dell’Unione Europea, dalla Costituzione Italiana, dalla L. 328/2000, dalle leggi regionali in materia sociale, dallo Statuto Comunale e dal PSR 2011-2013. Il Regolamento sarà lo strumento di organizzazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali del Piano di Zona, e potrà disciplinare anche le modalità di compartecipazione alla spesa da parte dell’utenza, per tutti quei servizi che il PSR non considera “servizi universali gratuiti”. I servizi universali gratuiti previsti nel Piano di zona sono : o Servizio Sociale Professionale; o Segretariato Sociale; o Pronto Intervento Sociale; o Affido familiare; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 41 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI o o o o Assistenza scolastica disabili; Assistenza domiciliare minori; Comunità residenziale minori; Servizi di inclusione sociale. In conformità alle prescrizioni del Piano Sociale Regionale, la determinazione delle quote di partecipazione ai costi degli interventi dovrà essere il più possibile correlata alle condizioni e ai valori di mercato necessari all’acquisto dello specifico intervento. La partecipazione alla spesa sarà definita sulla base dei seguenti parametri: la condizione economica della persona e/o della famiglia di appartenenza (nel caso di reddito ISEE al di sotto dei cinquemila euro non può essere richiesta la compartecipazione); per le persone con disabilità, in tema di compartecipazione al costo, si applica quanto disciplinato dall’art.3 comma 2ter del D. Lgs 109/1998, che computa solo la condizione economica della persona diversamente abile, con esclusione dell’ISEE familiare; lo stato di salute e/o lo stato di dipendenza dei soggetti; le condizioni di rischio o di esclusione sociale. In relazione ai suddetti parametri potranno costituire criteri per valutare l’accesso alle prestazioni agevolate: inadeguatezza delle risorse economiche; numerosità familiare; nucleo familiare monogenitoriale; presenza di soggetti in età minore a carico o di persone anziane o inabili o invalide; presenza di persone diversamente abili; L’Ambito sociale garantirà attraverso il sistema locale dei servizi sociali l’esercizio dei diritti di cittadinanza sociale, di uguaglianza, di non discriminazione, di pari opportunità, di sicurezza e di assistenza sociale, di protezione dei dati personali, a tutti i cittadini, italiani, europei, extracomunitari, residenti nel territorio comunale. I servizi saranno altresì assicurati, sulla base di detto regolamento, a tutte le persone non residenti che siano bisognose di interventi non differibili e ai minori stranieri non accompagnati trovati in stato di abbandono sul territorio dell’Ambito, nonché agli apolidi e alle persone soggette a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 42 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI SEZIONE IV – AREE PRIORITARIE DI BISOGNO E SERVIZI IV. LIVELLI ESSENZIALI GENERALI IV.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Livelli essenziali generali”: ⇒ L’apertura al pubblico part-time dello sportello di Segretariato Sociale limita la possibilità di accesso dell’utenza; ⇒ Sovrapposizione dei ruoli e delle funzioni delle diverse assistenti sociali impiegate nei servizi; ⇒ Eccessiva separazione funzionale tra gestione amministrativa e prestazioni socioassistenziali nel sistema organizzativo del Servizio Sociale Professionale; ⇒ Necessità di una migliore e più efficace integrazione gestionale e professionale nelle azioni socio-sanitarie. ⇒ Necessità di rafforzare il sistema globale di presa in carico dei giovani nel circuito penale, a causa della crescita delle segnalazioni e delle denunce di comportamenti devianti, evidenziata dall’Ufficio Servizio Sociale per Minorenni (Sezione distaccata di Teramo). Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Livelli essenziali generali”: 1. Migliorare il ruolo di coordinamento del Sistema dei Servizi sociali dell’Ambito, da parte del Segretariato Sociale e del Servizio Sociale Professionale; 2. Rafforzare la capacità di comunicazione ed informazione in merito ai servizi offerti dall’Ambito alla cittadinanza, perfezionando lo strumento istituzionale della Carta della cittadinanza sociale e migliorando le risorse di comunicazione telematica dei Comuni; 3. Rafforzare il ruolo del Punto Unico di Accesso, assicurandone la centralità e la piena funzionalità rispetto all’intercettazione e alla presa in carico dei fabbisogni sociosanitari dell’utenza, anche attraverso una razionalizzazione delle risorse umane sociali e sanitarie impiegate e il miglioramento delle modalità operative del servizio; 4. Ottimizzare l’utilizzo delle risorse per le prestazioni di pronto intervento sociale, rafforzando l’interoperabilità tra i servizi dell’Ambito e favorendo un’assistenza mirata ai bisogni strettamente emergenziali, al fine di favorire una rapida presa in carico strutturata da parte del Servizio Sociale Professionale. 5. Attuare una strategia di Ambito per l’informazione e la sensibilizzazione delle famiglie in materia di prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza a danno di donne, bambini e adolescenti, valorizzando il lavoro della rete dei servizi e attuando un programma di azione stabile e sostenibile. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 43 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI IV.1.2. Servizi ed interventi Num. 1 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Scheda Servizio Sociale Professionale – LIVEAS Migliorare gli standard organizzativi e assistenziali del Servizio Sociale Professionale, confermandone il ruolo di baricentro del sistema di offerta per l’accesso universalistico ai servizi sociali, in modo integrato con l’offerta di prestazioni del sistema sociosanitario, da co-gestire con il Punto Unico di Accesso. Servizio Sociale Professionale L’Ambito sociale Costa Sud 2 intende migliorare gli standard di qualità raggiunti dal Servizio Sociale Professionale, confermandone il ruolo di baricentro del sistema di offerta per l’accesso universalistico ai servizi sociali, in modo integrato con l’offerta di prestazioni del sistema sociosanitario, da co-gestire con il Punto Unico di Accesso. Obiettivi specifici del Servizio Sociale Professionale sono: ⇒ Assicurare la supervisione e il coordinamento di tutti gli interventi sociali, socio-educativi, socio-sanitari erogati dall’Ambito sociale Costa Sud 2 e dal sistema locale dei servizi; ⇒ Garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e delle aree ai cittadini secondo una priorità di bisogno commisurata al disagio sociale ed economico; ⇒ Assicurare il coordinamento con tutti gli enti istituzionali territoriali e con i rispettivi operatori (Scuola, AUSL TeramoDistretto sanitario di Roseto, Provincia di Teramo, Tribunale per i minorenni e Tribunale ordinario, Forze dell’Ordine, Centro per l’Impiego, Cooperative sociali, Associazioni, Parrocchie) per le funzioni di assistenza sociale ed educativa all’interno del Sistema dei servizi; ⇒ Supervisionare ed implementare i progetti personalizzati di assistenza, in collaborazione con i responsabili dei soggetti affidatari dei servizi, che rimangono i responsabili principali per l’elaborazione dei Progetti Personali; ⇒ Valutare le richieste di accesso ai servizi congiuntamente, per l’aspetto amministrativo, con l’Ufficio di Piano; ⇒ Regolare tutti i flussi di accesso ai servizi, di ammissione e di dimissione nonché di programmazione delle erogazioni di prestazioni e dei rispettivi cicli di presa in carico; ⇒ Prendere in carico la persona e la famiglia assumendo la responsabilità del management del caso sia attraverso la valutazione che la gestione psico-sociale degli interventi. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 44 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia di lavoro prevede il coinvolgimento dei diversi servizi e attori facenti parte della realizzazione degli interventi per la cura del singolo cittadino. Le azioni strategiche saranno coordinate e integrate attraverso prestazioni e professionalità educative, sanitarie, psicologiche. Inoltre, sono previste attività con i settori per le politiche formative e del lavoro e con le Autorità Giudiziaria. Il Servizio Sociale Professionale gestisce tutte le azioni previste nel Piano di Zona per il conseguimento degli obiettivi strategici del Piano di Zona. In particolare, il Servizio Sociale Professionale: ⇒ cura la presa in carico sociale dell’utente, d’intesa con l’Ufficio di Piano, che istruisce le pratiche amministrative per l’erogazione di servizi, prestazioni, sussidi; ⇒ provvede alla valutazione professionale ed interprofessionale del bisogno, anche con la partecipazione all’Unità di Valutazione Multidimensionale del Distretto sanitario per i casi con bisogno socio-sanitario; ⇒ supporta il Punto Unico di Accesso con una propria unità di personale; ⇒ assicura il supporto ed il sostegno psicosociale ai minori, alle famiglie, agli anziani, agli adulti in difficoltà; ⇒ cura i rapporti con l’autorità giudiziaria per i casi di interesse sociale; ⇒ raccorda gli interventi integrati socio-sanitari d’intesa con il Consultorio familiare e il Distretto sanitario di base; ⇒ supervisiona i progetti personalizzati e di servizio, stabilisce verifiche periodiche degli stessi e provvede al controllo sull’erogazione dei servizi da parte degli affidatari privati. ⇒ integra le sue attività con quelle del Segretariato Sociale; ⇒ provvede alle indagini psico-sociali; ⇒ eroga consulenze sociali professionali; ⇒ cura il servizio di inclusione sociale per la presa in carico sociale e l’individualizzazione degli interventi; ⇒ cura le istanze, gli invii, la documentazione per ricoveri in strutture residenziali e semiresidenziali e la conduzione di rapporti di collaborazione e verifica; ⇒ provvede alle ammissioni di minori presso la Comunità educativa per i minori e all’attivazione degli interventi complementari; ⇒ cura il Servizio per le adozioni e collabora con il servizio affido Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 45 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI familiare disponendo gli stessi e curandone la vigilanza; ⇒ provvede a tutte le funzioni di affidamento al servizio stabilite dall’Autorità giudiziaria; ⇒ provvede alle segnalazioni di minori in stato di abbandono, a rischio, segnalazione e presa in carico di minori soggetti a maltrattamento e abuso, invio a centri specializzati, progetti educativi; ⇒ provvede alla presa in carico di quei minori che sono entrati nel circuito penale e affidati al servizio sociale, all’indagine psico-sociale tesa all’autorizzazione, da parte del T.M., a contrarre matrimonio; ⇒ collabora alla progettazione, programmazione, monitoraggio dei servizi e degli interventi sociali; ⇒ cura i rapporti con i servizi socio- sanitari, autorità giudiziaria, Tribunale per i Minorenni, UEPE (ufficio di esecuzione penale esterna) la scuola, le associazioni, le cooperative, le parrocchie; ⇒ progetta e collabora al Pronto intervento sociale; ⇒ collabora con i servizi della Azienda AUSL competenti istituzionalmente (Consultori, SerT, Dipartimenti di Psichiatria, etc.) per progettazione, programmazione, attuazione e verifica di situazioni segnalate al servizio; ⇒ cura gli incontri di formazione e sensibilizzazione a favore delle famiglie e degli operatori. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: Il Servizio Sociale Professionale è formato da: ⇒ N.1 Assistente Sociale - Responsabile Tutela Sociale: dipendente a tempo indeterminato del Comune di Roseto degli Abruzzi (Responsabile unico Area Minori, Giovani e Famiglia per gli utenti del Comune di Roseto degli Abruzzi ); ⇒ N.1 Assistente Sociale -Dipendente a tempo indeterminato del Comune di Roseto degli Abruzzi (Responsabile unico Area Anziani e Persone Diversamente Abili per gli utenti del Comune di Roseto degli Abruzzi); ⇒ N.1 Assistente Sociale per i Comuni di Notaresco e Morro d’Oro (Responsabile unico per tutte le Aree del Piano di Zona per utenti dei Comuni di Notaresco e Morro d’Oro); ⇒ N. 1 Assistente Sociale assegnata al PUA. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 46 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Schede di richiesta di ammissione al Servizio sociale; ⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni autorizzate; ⇒ Schede di valutazione del bisogno; ⇒ Registro degli invii contenente numero e durata delle prestazioni richieste ed autorizzate, opportunamente aggiornate; ⇒ Cartelle sociali degli utenti; ⇒ Altre schede di rilevazione previste nel Piano e/o dal Nucleo di valutazione; ⇒ Carta di servizio con procedure di servizio per le attività previste; ⇒ Progetti personalizzati; ⇒ Modulistica unica per il Punto unico di accesso per i casi con bisogno socio-sanitario; ⇒ Attrezzature e forniture per ufficio. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 € 26.750,00 € 26.750,00 2012 € 60.000,00 € 60.000,00 2013 € 60.000,00 € 60.000,00 ANALISI DEI COSTI Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 47 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE Collaborazione con la Facoltà di Scienze Sociali delle Università abruzzesi, per l’accoglienza, la supervisione e la formazione di tirocinanti nel settore dei servizi sociali. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli invii effettuati; ⇒ numero degli utenti in carico; ⇒ numero degli accessi attraverso il PUA; ⇒ numero degli utenti assistiti con integrazione sociosanitaria; ⇒ numero dei progetti personalizzati redatti/supervisionati; ⇒ numero delle valutazioni effettuate; ⇒ numero di controlli ai servizi svolti; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dell’utente. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 48 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte del Servizio Sociale Professionale ; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte del Servizio Sociale Professionale . RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Risposte Rischi di sovrapposizione e Protocolli operativi non coordinamento con gli altri servizi Carenza di integrazione tra i Protocolli di servizio servizi MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 2 Obiettivo Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta. __________________ LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Scheda Segretariato Sociale – LIVEAS Rafforzare il ruolo del Segretariato Sociale come canale di orientamento ed informazione a favore dei cittadini, rispetto all’offerta e all’accesso dei servizi sociali e socio-sanitari, e di strumento di raccolta e lettura dei fabbisogni sociali dell’Ambito. TITOLO AZIONE Servizio Segretariato Sociale OBIETTIVI Obiettivi del Segretariato Sociale sono: ⇒ Fornire informazioni e consulenza in ordine alla richiesta di servizi e prestazioni sociali disponibili; ⇒ Offrire assistenza sulle procedure di accesso e, in determinati casi, raccogliere la documentazione amministrativa per l’accesso a determinati servizi; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 49 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Orientare le richieste per le quali necessita la presa in carico da parte dei diversi servizi dell’Ente ; ⇒ Orientare direttamente il cittadino nella ricerca della soluzione al suo problema, quando questo non presenta la necessità di essere preso in carico dal Servizio Sociale professionale; ⇒ Consentire ai cittadini, soprattutto i più deboli e meno capaci di dialogare con le Istituzioni, di ricevere informazioni complete in merito alle risorse sociali e ai servizi disponibili che possono essere utili per affrontare esigenze personali e familiari nelle diverse fasi della vita; ⇒ Implementare e monitorare la Carta per la cittadinanza Sociale, la mappa dei servizi e il sistema di tutele e garanzie del cittadino, coadiuvato dall’Ufficio di Piano; ⇒ Raccordarsi e promuovere l’integrazione socio-sanitaria rispetto alle informazioni e alle modalità di accesso alle prestazioni integrate, in particolare mettendo in rete il Segretariato con il Punto Unico di Accesso ; ⇒ Coordinare l’insieme delle attività di informazione comunicazione erogate dall’Ambito, con l’Ufficio di Piano; e ⇒ Organizzare e gestire il Servizio di Pronto Intervento Sociale. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia generale è quella di garantire il diritto all’informazione dei cittadini, con l’obiettivo di promuovere l’esigibilità dei diritti di cittadinanza sociale. Il Segretariato Sociale è un servizio di base volto alla conoscenza dei bisogni sociali e all’informazione sulle risorse presenti nel territorio. Al servizio ha accesso tutta la cittadinanza a titolo gratuito. L’ambito della conoscenza e dell’informazione è prevalentemente quello del settore socio-assistenziale e sociosanitario. Il Segretariato Sociale svolge le seguenti attività: Informazione e orientamento a favore dei cittadini: ⇒ informazioni sulle prestazioni erogate, sull’offerta dei servizi, sulle procedure per accedere alle risorse esistenti (interventi e servizi) nonché sulla legislazione sociale; ⇒ aiuto personale diretto a facilitare l’espletamento delle procedure necessarie per ottenere le prestazioni; ⇒ segnalazione ed eventuale inoltro delle richieste di prestazione ai servizi e agli Enti competenti; ⇒ invio al Servizio sociale professionale per emergenze o aiuto e all’Ufficio di Piano per adempimenti amministrativi; ⇒ coordinamento e raccordo con il Servizio di assistenza Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 50 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI personale agli anziani. Osservatorio sociale locale e promozione sociale: ⇒ raccolta dati sui bisogni sociali e sulla domanda sociale, nonché sul sistema di offerta dei servizi; ⇒ individuazione di carenze di servizi e le rispettive cause; ⇒ realizzare la Carta della cittadinanza sociale, monitorare le Carte dei servizi dei singoli attori del sistema, realizzare e monitorare la mappa dei servizi e il loro funzionamento, con l’ausilio dell’Ufficio di Piano. ⇒ collaborazione con l’Osservatorio Sociale provinciale per la raccolta dati on-line; regionale e ⇒ monitoraggio risorse disponibili. TEMPISTICA Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Risorse umane: ⇒ N.1 Assistente Sociale responsabile part-time della sede centrale di Segretariato Sociale localizzata presso il Comune di Roseto degli Abruzzi, qualificato per la diretta realizzazione del servizio e in possesso di abilità informatiche; ⇒ N. 1 Assistente Sociale responsabile part-time degli sportelli del Segretariato Sociale presso i Comuni di Notaresco e Morro d’Oro. L’azione è coordinata da un referente di Ambito individuato all’interno dell’Ufficio di Piano, al fine di assicurare il raccordo fra i servizi. E’ prevista la messa in rete del Segretariato con gli sportelli dei patronati e con tutti gli sportelli attivi sul territorio. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: Il Segretariato è localizzato presso gli Uffici centrali, facilmente accessibili, dei tre Comuni dell’Ambito e dispone di una linea telefonica. Il Segretariato dispone di spazi idonei al ricevimento e alla privacy degli utenti e di strumenti idonei alla rilevazione, catalogazione ed elaborazione dei dati. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale Piano Sociale Regionale 2011-2013 2011 € 10.000,00 2012 € 13.500,00 2013 € 13.500,00 € 10.000,00 € 13.500,00 € 13.500,00 Pagina 51 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE __________ Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 52 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei contatti; ⇒ numero di iniziative informative; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dell’utente. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte del Segretariato Sociale ; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte Segretariato Sociale. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Accentramento servizi e difficoltà di accesso a chi vive in periferia o nelle frazioni MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 3 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI del Risposte Utilizzo del mezzo telefonico; Fattibilità di apertura di sedi periferiche Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta. ______________________ LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Scheda Pronto Intervento Sociale – LIVEAS Garantire un sistema di intervento rapido, mirato e temporaneo per la presa in carico assistenziale di persone in condizione di emergenza personale e familiare. Pronto Intervento Sociale Il Pronto intervento sociale è diretto a fornire interventi temporanei di sostegno e soccorso ai soggetti in difficoltà e a rischio di emarginazione, per assicurare la tempestiva capacità di fronteggiare le emergenze personali e dei nuclei familiari. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 53 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Obiettivi operativi dell’azione sono: ⇒ offrire protezione adeguata alla condizione del soggetto stesso; ⇒ consentire l’elaborazione di progetti a breve termine per la soluzione dell’emergenza. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia per il conseguimento degli obiettivi del servizio di Pronto Intervento Sociale si basa sulla capillare informazione in merito al servizio e alle prestazioni garantite, diretta a tutte le organizzazioni, pubbliche e private, che, per ragioni professionali o per funzioni svolte, hanno la possibilità di incontrare persone in grave rischio di esclusione e marginalizzazione. La protezione offerta dal servizio dura per il tempo strettamente necessario ad individuare e realizzare condizioni favorevoli alla risoluzione del bisogno. I principali destinatari dell’azione sono le persone senza fissa dimora, i minori abbandonati, le persone in situazioni di povertà estrema, gli immigrati, le donne in difficoltà, anche con figli a carico, i soggetti sfrattati, i soggetti soli non autosufficienti. È un Servizio preposto al trattamento delle emergenze/urgenze sociali, in grado di affrontare le emergenze sociali in tempi rapidi ed in maniera flessibile, in rete con gli attori sociali, pubblici e privati del territorio dell’Ambito. Prevede l'attivazione d’interventi e prestazioni, tra loro interconnessi, capaci di garantire tempestivamente un sostegno sociale e/o sistemazione alloggiativa, in attesa della presa in carico del Servizio Sociale Professionale, preposto alla elaborazione del progetto individualizzato. In particolare, la Rete di interventi per risolvere situazioni di emergenza (mensa sociale, sportelli per fornitura beni di prima necessità, servizio di erogazione economica in situazione di emergenza per la fornitura di beni di prima necessità, servizio di emergenza alloggiativi, servizio di trasporto sociale d’urgenza) si attiva in raccordo con il Servizio di Segretariato Sociale, Servizio Sociale Professionale e Servizio per l’inclusione sociale. Per la gestione di casi specifici le azioni utili all’attivazione del servizio sono: ⇒ in caso di riscontro dell’urgenza da parte del Servizio Sociale Professionale: o riscontro dell’urgenza, breve analisi della situazione critica e individuazione delle cause, delle risorse attivabili (giuridiche, parentali, sociosanitarie, etc.), della fattibilità di soluzioni a breve e medio termine; o individuazione e attivazione della risposta di pronto intervento sociale; o lavoro sociale finalizzato all’attivazione di risposte adatte al Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 54 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI caso in regime di Pronto intervento sociale. ⇒ in caso di attivazione da parte di altri soggetti del territorio (forze dell’ordine, magistratura minorile, volontariato, strutture sanitarie e di accoglienza): le modalità di raccordo tra questi soggetti e l’EAS per la gestione del pronto intervento sociale saranno oggetto di apposito accordo a livello locale. Tale accordo conterrà almeno i seguenti passaggi procedurali: o comunicazione da parte della struttura della Rete provinciale ospitante la persona inviata e da parte dell’inviante all’EAS e al locale Servizio Sociale Professionale dell’effettuazione dell’intervento; o la trasmissione da parte degli enti segnalanti dei dati utili a consentire al locale servizio sociale la presa in carico più adeguata al caso. TEMPISTICA Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. La stipula degli accordi operativi è prevista per il 31.12.2011. STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Risorse umane: Il responsabile dell’attuazione dell’azione sarà il Responsabile dell’EAS, che adotterà i provvedimenti necessari a gestire l’urgenza. Il Servizio Sociale Professionale curerà tutti gli aspetti tecnici per la progettazione della soluzione da adottare. In caso di cittadini non residenti nel territorio amministrato dall’EAS, il servizio sociale avrà la responsabilità di coinvolgere i servizi sociali territorialmente competenti. Strutture, attrezzature e strumenti operativi ⇒ Linea telefonica e attrezzature necessarie per l’intervento. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI Costi diretti Totale 2011 € 750,00 € 750,00 2012 1.500,00 € 1.500,00 2013 1.500,00 € 1.500,00 Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 55 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE Attivazione di accordi operativi di collaborazione con i seguenti enti/organizzazioni: ⇒ Operatori Azienda USL per gli interventi di emergenza anche sanitari; ⇒ Associazioni di volontariato locali; ⇒ Parrocchie; ⇒ Caritas; ⇒ Forze dell’ordine. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 56 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ n. dei contatti; ⇒ n. casi in carico. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte del Servizio Sociale Professionale ; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte del Servizio Sociale Professionale. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Carenza di coordinamento degli interventi Mancata soluzione dell’urgenza sociale al termine del periodo di regime di pronto intervento sociale Inadeguata tempestività nella segnalazione dei casi di urgenza sociale MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Risposte Protocollo operativo di servizi Possibilità di proroghe del regime in casi gravissimi adeguatamente motivati dal servizio sociale locale Rafforzamento della diffusione presso gli organi risultati carenti Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta. ________________ Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 57 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Num. 4 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Scheda Punto Unico di Accesso – LIVEAS Garantire ai cittadini l’unitarietà del sistema di accesso ai servizi socio-sanitari, rispetto all’intercettazione e alla presa in carico dei fabbisogni dell’utenza. Punto Unico di Accesso Il Punto Unico di Accesso (PUA) è una risorsa a disposizione del cittadino e degli operatori per affrontare i bisogni di carattere socio-sanitario, in modo unitario e integrato. I principali obiettivi del PUA sono: ⇒ Garantire a cittadini ed operatori una porta unitaria di accesso ai servizi sociosanitari del territorio; ⇒ Garantire una capillare azione informativa sui percorsi socio sanitari; ⇒ Garantire l’invio all’UVM per la valutazione del bisogno sociosanitario e per la presa in carico integrata; ⇒ Garantire la continuità multidimensionale. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE del percorso assistenziale La strategia dell’Ambito prevede il raggiungimento della piena funzionalità e la messa a regime del PUA, attivato nella precedente programmazione sociale, da conseguire attraverso lo sviluppo di una sinergia efficace ed efficiente con l’AUSL, in grado di rendere il PUA un punto di riferimento per tutti i cittadini e per tutto il sistema dei servizi, sociali, sanitari e socio-sanitari. Impegno programmatorio dell’Ambito, inoltre, sarà quello di promuovere il riconoscimento da parte dell’utenza del PUA come strumento di semplificazione amministrativa per tutti i cittadini in condizione di bisogno socio-sanitario. Il Punto Unico d'Accesso rappresenta il punto di riferimento per il paziente e i suoi familiari che hanno necessità di formulare una domanda di assistenza. La funzione principale del PUA è quella di garantire l’accesso alla rete integrata dei servizi socio-sanitari territoriali all’utente, senza che il cittadino si presenti ai vari sportelli per ottenere risposte alle proprie esigenze. Al fine di rispondere a tale funzione, le attività previste sono le seguenti: ⇒ Migliorare le capacità di scelta individuale, mettendo a disposizione degli utenti gli elementi di conoscenza necessari per l’utilizzo dei servizi sanitari e sociali in modo consapevole e responsabile; ⇒ Assistere e supportare i singoli cittadini, gli operatori, i soggetti della rete formale ed informale nella individuazione Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 58 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI del livello assistenziale appropriato; ⇒ Ricevere la segnalazione dalla Rete integrata; ⇒ Decodificare la domanda ed eseguire una prima valutazione del bisogno, orientando eventualmente l’utente verso i servizi più appropriati; ⇒ Registrare l’accesso con la creazione di un data-set minimo di informazioni; ⇒ Individuare i percorsi di assistenza, proponendo al cittadino le prestazioni e i servizi a lui accessibili in base alla tipologia di bisogno; ⇒ Consentire l’attivazione di prime e rapide risposte, anche esaustive quando si tratta di bisogni semplici; ⇒ Attivare i primi interventi ed inviare ai servizi e operatori specialistici le situazioni complesse e/o delicate per non differire la presa in carico; ⇒ Segnalare il caso complesso (bisogno sociosanitario) con trasmissione delle informazioni all’UVM, per la valutazione del bisogno e per la mobilizzazione delle risorse del sistema sanitario, sociosanitario e/o sociale; ⇒ Fornire informazioni attraverso contatto diretto o telefonico, oppure on line, aggiornate in tempo reale, relative alle diverse opportunità, risorse, prestazioni, agevolazioni, servizi del sistema territoriale. TEMPISTICA Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Risorse umane: Per quanto riguarda il bisogno sociale, il responsabile dell’attuazione dell’azione sarà il Dirigente dell’EAS. Per quanto riguarda il bisogno sanitario, il responsabile dell’attuazione dell’azione sarà il Direttore Sanitario del DSB. L’EAS mette a disposizione del PUA n. 1 Assistente sociale; l’ASL mette a disposizione n. 1 medico e n. 1 infermiere. Avvalendosi dell’opportunità offerta dal Piano Sociale Regionale in ordine alla delocalizzazione di alcune funzioni e/o attività del PUA, al fine di rafforzare e semplificare l’accessibilità dei servizi da parte dell’utenza (specie quella anziana e disabile), è prevista la possibilità di intercettamento dei bisogni socio-sanitari anche da parte del Servizio Sociale Professionale, che, anche per il tramite della figura professionale dell’EAS assegnata alla sede centrale del PUA, si farà carico della presentazione del fabbisogno e della richiesta di servizio al PUA presso il Distretto DSB, compresa la Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 59 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI protocollizzazione delle pratiche. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Sede territorialmente accessibile ubicata distrettuale; in ambito ⇒ Spazi dedicati a funzioni di front-office, in cui siano raccolte informazioni, segnalazioni, archivi, dotati dei necessari mezzi di comunicazione telefonica e telematica; ⇒ Spazi adeguatamente “riservati” per colloqui e valutazione del caso assistenziale a maggiore indice di complessità; ⇒ Computer, Telefono, fax, collegamento ad Internet Collegamento on line con gli altri servizi della ASL ed in particolare con l’U.O. distrettuale per le Cure Domiciliari e con i servizi sociali degli ATS, materiale di cancelleria. ⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni richieste; ⇒ Registro degli invii contenente numero e durata delle prestazioni richieste ed autorizzate, opportunamente aggiornate; ⇒ Modulistica unica di accesso, segnalazione e gestione dei casi. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 € 6.750,00 € 6.750,00 2012 € 13.500,00 € 13.500,00 2013 € 13.500,00 € 13.500,00 ANALISI DEI COSTI Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori ,Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 60 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE ___________ Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ Numero di segnalazioni/Numero di casi presi in carico; ⇒ Numero riunioni equipe con la Rete di collaborazione; ⇒ Grado soddisfazione del servizio da parte degli utenti. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Modulistica di accesso al PUA; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione dell’Assistente Sociale del Punto Unico di Accesso RISCHI E CRITICITA’ da parte I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 61 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Rischi Difficile raccordo operativo tra servizi sanitari e servizi sociali Difficoltà dell’utenza a riconoscere la funzione del PUA Difficoltà del personale sociale e sanitario di lavorare in team MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 5 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Risposte Adozione di un Regolamento di funzionamento del PUA Adozione di una modulistica unica per l’accesso a tutti i servizi, sociali, sanitari e sociosanitari Promozione del ruolo del PUA nei riguardi degli utenti dei servizi sociali – Inserimento nella Carta della cittadinanza sociale Azioni di formazione e aggiornamento L’erogazione della prestazione verrà assicurata dall’EAS e dalla ASL, in funzione delle reciproche responsabilità. ___________________ LIVELLI ESSENZIALI GENERALI Scheda Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di genere – LIVEAS Attuare una strategia di Ambito per l’informazione e la sensibilizzazione delle famiglie in materia di prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza contro donne, bambini e adolescenti, valorizzando il lavoro della rete dei servizi e attuando un programma di azione stabile e sostenibile Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di genere ⇒ Accrescere la consapevolezza della popolazione in merito al problema della violenza contro bambini, adolescenti e donne; ⇒ Promuovere e divulgare la cultura della non violenza che possa avere ricadute nei diversi contesti relazionali (famiglia, lavoro, scuola, spazi di aggregazione); ⇒ Favorire l'ascolto e il riconoscimento del disagio e della violenza in tutte le sue forme; ⇒ Creare spazi di ascolto e di confronto che possano facilitare Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 62 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI l'espressione di potenziali disagi; ⇒ Promuovere percorsi di accompagnamento verso i servizi e le realtà associative che si occupano di situazioni di violenza. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE Il servizio intende proporre nell’Ambito una strategia articolata ed integrata diretta a creare e rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto del fenomeno dell’abuso, del maltrattamento e della violenza contro donne, bambini e bambine. La strategia dell’Ambito prevede una serie di interventi diretti al coinvolgimento attivo, alla informazione e alla sensibilizzazione di tutti i livelli coinvolti: livello di sistema – livello di servizio – livello di utenza/vittima – livello generale della cittadinanza. L’azione si articola nelle seguenti attività: ⇒ Campagna informativa rivolta agli operatori dei servizi sociali, sanitari di base, insegnanti ed educatori e a tutti i Soggetti/Enti/Istituzioni che hanno rapporti significativi con il mondo delle donne, dell’infanzia e dell’adolescenza, diretta a fornire gli strumenti di base per l’intercettazione e la segnalazione dei casi di possibili abusi e violenze. La campagna sarà realizzata attraverso una serie di incontri mirati con gli Attori-chiave del territorio; ⇒ Costituzione di una Task-force anti-violenza dell’Ambito, coordinata dall’EAS, con compiti di raccolta, segnalazione e attivazione della rete locale dei servizi per la presa in carico e il trattamento multidisciplinare dei seguenti casi: o Donne vittime di violenza o a rischio; o Bambini e adolescenti maltrattati e/o vittime di violenza o a rischio. ⇒ Elaborazione, stampa e diffusione di una guida tematica di informazione e sensibilizzazione per prevenire e contrastare la violenza e il maltrattamento contro donne, bambini e bambine, da diffondere nelle scuole e nelle famiglie dell’Ambito; ⇒ Attivazione di un Osservatorio anti-violenza per monitorare casi, segnalazioni, denunce ed interventi in materia di abuso, violenza e maltrattamento a donne, bambini e bambine nell’Ambito, in rete con le Forze dell’ordine, il Tribunale ed il Tribunale Minori, Associazioni ed enti impegnati in questo settore. Ogni anno l’Osservatorio diffonde in via telematica un Bollettino di aggiornamento a tutti i servizi e le persone interessate. Nell’ambito dell’Osservatorio anti-violenza sarà attivata, in via sperimentale, una equipe multidisciplinare specialistica che, in collaborazione con l’Ufficio Servizio Sociale per Minorenni (Sezione distaccata di Teramo), avrà le seguenti funzioni: realizzazione di progetti di prevenzione in Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 63 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI tema di devianza, accoglienza/superamento di problematiche relative all’immigrazione, sostegno socio-psico-educativo per la prevenzione delle recidive e la maturazione dell’utente. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Dirigente I Settore del Comune di Roseto degli Abruzzi -EAS dell’Ambito territoriale n.8 Costa Sud 2; ⇒ n.3 Istruttori Amministrativi, appartenenti agli Uffici di Piano ⇒ n. 2 Assistenti Sociali. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni richieste; ⇒ Registro delle prestazioni richieste ed erogate dalla rete dei servizi a favore degli utenti inviati; ⇒ Schede di monitoraggio del fenomeno, da condividere con gli enti delle Rete ed aggiornate con i dati con cadenza annuale. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Costi diretti Totale 2011 € 1.250,00 € 1.250,00 2012 € 2.500,00 € 2.500,00 2013 € 2.500,00 € 2.500,00 Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servii e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 64 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Campagna informativa rivolta agli operatori dei servizi sociali, sanitari di base, insegnanti ed educatori e a tutti i Soggetti/Enti/Istituzioni che hanno rapporti significativi con il mondo delle donne, dell’infanzia e dell’adolescenza, diretta a fornire gli strumenti di base per l’intercettazione e la segnalazione dei casi di possibili abusi e violenze. La campagna sarà realizzata attraverso una serie di incontri mirati con gli Attori-chiave del territorio; ⇒ Guida tematica di informazione e sensibilizzazione per prevenire e contrastare la violenza e il maltrattamento a danno di donne, bambini e bambine; ⇒ Bollettino informativo annuale dell’Osservatorio anti-violenza, da diffondere anche in via telematica alla cittadinanza. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Stipulazione di protocolli operativi di collaborazione con: ASL (Medico di Medicina Generale; Pediatra di libera scelta; Unità operative ospedaliere, RSA, Consultori familiari, servizi di riabilitazione , etc.); Scuola , Tribunale per i Minorenni; Associazioni di volontariato locali; Parrocchie; Caritas; Forze dell’ordine; Cooperative sociali , etc. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ Numero di segnalazioni; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 65 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Numero di casi presi in carico; ⇒ Numero persone raggiunte dalla campagna di informazione; ⇒ Numero destinatari del Bollettino annuale dell’Osservatorio. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazione annuale sui risultati, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Inadeguata tempestività nella segnalazione dei casi di urgenza Risposte Previsione di protocolli di collaborazione tra EAS e enti della rete di protezione e riabilitazione, elaborati dalla Task-force anti-violenza dell’Ambito Fallimento dell’intervento Realizzare una campagna di per mancanza di sensibilizzazione mirata e collaborazione da parte degli ripetuta nel tempo, sia a favore utenti o dei servizi inseriti dei potenziali utenti che degli nelle “azioni sussidiarie” enti della rete di collaborazione. MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Il servizio sarà attuato secondo la modalità della gestione diretta __________________ Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 66 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI IV.2. AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA IV.2.1 Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi (max 30 righe) Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Minori, Giovani e famiglia”: ⇒ Crescente necessità per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori e le famiglie monoparentali di spazi e servizi per la cura dei figli, sia di carattere educativo che di carattere psico-sociale; ⇒ Problemi di raggiungibilità dei centri e dei servizi da parte dei cittadini residenti delle frazioni, col rischio di isolamento dei minori e di sovraccarico delle famiglie ivi residenti; ⇒ Tempi di attesa troppo lunghi tra richiesta ed erogazione delle prestazioni nel settore dei servizi domiciliari minori; ⇒ La rete locale di supporto ai servizi a favore dei minori in condizione di disagio personale, sociale, economico, familiare, non riesce ancora a supportare adeguatamente il sistema istituzionale di presa in carico; ⇒ Crescita del numero di minori e famiglie immigrate nell’Ambito. Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Minori, Giovani e Famiglia”: 1. Consolidare in tutti i Comuni dell’Ambito gli standard del sistema dei servizi per la prima infanzia, qualificando la qualità dell’offerta attraverso l’attivazione di progetti sperimentali socio-educativi per i minori nella fascia 0-3 anni; 2. Conservare il livello di copertura dei servizi domiciliari per minori raggiunto nella precedente programmazione sociale, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di crescita, educazione e inserimento sociale dei figli; 3. Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete locale delle famiglie disponibili e il miglioramento delle rete interservizi; 4. Rendere stabili gli standard qualitativi dei centri diurni per i minori, mettendo a regime le strutture presenti nell’Ambito e sfruttandone tutte le potenzialità, e integrando nell’offerta la mensa e il sostegno scolastico. IV.2.2. Servizi ed interventi AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA Num. Scheda 1 Servizi nido per prima infanzia – LIVEAS Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia rivolti a bambini e Obiettivo bambine nella fascia di età 0 – 3 anni, anche al fine di uniformare il livello di copertura del servizio in tutti i Comuni dell’Ambito. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 67 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI TITOLO AZIONE Servizi nido per la prima infanzia OBIETTIVI Obiettivi dei servizi per l’infanzia sono: ⇒ offrire ai bambini un luogo di formazione, di cura e di socializzazione nella prospettiva del loro benessere psico-fisico e dello sviluppo delle loro potenzialità affettive e sociali; ⇒ consentire alle famiglie modalità di cura dei figli in un contesto esterno a quello familiare attraverso un loro affidamento quotidiano e continuativo a figure dotate di specifica competenza professionale, diverse da quelle parentali; ⇒ sostenere le famiglie, con particolare attenzione a quelle monoparentali, nella cura dei figli e nelle scelte educative, anche ai fini di facilitare l'accesso delle donne al lavoro e per promuovere la conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i genitori in un quadro di pari opportunità tra i sessi. STRATEGIA I Servizi Educativi e Sociali per l'Infanzia costituiscono un sistema di opportunità educative e sociali, che favoriscono, in stretta integrazione con le famiglie, lo sviluppo della personalità dei bambini e delle bambine e la valorizzazione di tutte le loro potenzialità, nel rispetto della propria identità individuale, culturale e religiosa. Tali finalità sono perseguite in collaborazione con le famiglie per creare e sostenere una rete di opportunità educative e sociali nel riconoscimento dei bambini e delle bambine come soggetti di diritti individuali, civili e sociali, nel rispetto della Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia dell’ONU. ATTIVITA’ PREVISTE I Servizi Educativi per la prima infanzia, conformemente alla Legge regionale 76/2000, si articolano in: ⇒ Nidi d'Infanzia, Micronidi; ⇒ Servizi Integrativi ai Nidi d'Infanzia. Nidi d'Infanzia e Micronidi: Il nido d'infanzia è un servizio educativo e sociale che accoglie i bambini e le bambine in età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e assicura la realizzazione di programmi educativi, i pasti e tutti gli altri servizi di cura necessari al bambino. Concorre con le famiglie alla crescita, cura, formazione, socializzazione ed educazione dei bambini nella prospettiva del loro benessere psico-fisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive e sociali, tutelando e garantendo l'inserimento di bambini che presentano svantaggi psicofisici e sociali, in un contesto che favorisce pari opportunità di sviluppo. Servizi integrativi: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 68 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI I servizi integrativi si configurano come luoghi con caratteristiche educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, rivolti ai bambini, anche insieme ai loro genitori o adulti accompagnatori. Tali servizi hanno come obiettivo quello di ampliare l'azione dei nidi d'infanzia, garantendo risposte flessibili e differenziate alle esigenze delle famiglie e dei bambini attraverso soluzioni diversificate sul piano strutturale ed organizzativo. La tipologia di attività e le modalità di accesso al sistema comunale dei servizi per l’infanzia sono disciplinate dai Regolamenti per i servizi educativi per la prima infanzia dei Comuni dell’Ambito. I servizi comunale possono prevedere nella propria programmazione annuale la realizzazione di servizi sperimentali per l’infanzia. I servizi educativi per la prima infanzia, anche in collaborazione con i servizi competenti delle Aziende U.S.L. e con i servizi sociali dei Comuni, garantiscono il diritto all’inserimento ed all’integrazione dei bambini disabili. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Le strutture che ospitano i servizi per l’infanzia nei 3 Comuni dell’Ambito sono: Comune di Roseto: ⇒ Asilo nido pubblico Mariele Ventre; ⇒ Asilo nido Via Accolle (in regime di concessione); ⇒ Asilo nido SMA (in regime di convenzione); ⇒ Asilo Nido privato – ditta PEM a Roseto degli Abruzzi (gestione esclusivamente privata del servizio). Comune di Morro d’Oro: ⇒ Micro-Nido. Comune di Notaresco: ⇒ Asilo nido privato RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale Piano Sociale Regionale 2011-2013 2011 2012 2013 € 274.082,56 Roseto € 548.165,12 Roseto € 548.165,12 Roseto € 22.355,00 Morro d’Oro € 44.710,00 Morro d’Oro € 44.710,00 Morro d’Oro € 296.437,56 € 592.875,12 € 592.875,12 Pagina 69 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE I costi dei servizi per l’infanzia sono a totale carico dei bilanci dei 3 Comuni dell’Ambito nell’importo presunto sopra indicato. L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE I servizi comunali provvederanno ad integrare il sistema dei servizi per l’infanzia con servizi innovativi e sperimentali. Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei bambini inseriti; ⇒ % di copertura dei servizi per singoli Comuni; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 70 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ numero e tipologie prestazioni dei servizi per l’infanzia; ⇒ lista di attesa; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie. Strumenti di valutazione dell’azione: ⇒ La valutazione del servizio avviene con cadenza annuale RISCHI E CRITICITA’ MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 2 Obiettivo Rischi Lunga lista di attesa per l’accesso ai servizi Discontinuità della presenza dei bambini Risposte Potenziamento dei servizi Previsione di meccanismi di verifica in itinere delle presenze I servizi per l’infanzia saranno gestiti in modalità diretta dalle Amministrazione comunali dell’Ambito, anche avvalendosi di strutture private in regime di convenzione e/o concessione. Costo orario medio del servizio: € 19,21 per le sezioni gestite in convenzione N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA Scheda Assistenza domiciliare minori – LIVEAS Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale di minori con disagio e a rischio di devianza ed emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di crescita, educazione e inserimento sociale dei figli TITOLO AZIONE Assistenza domiciliare minori OBIETTIVI Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Minori (ADM) sono: ⇒ Prevenire l’istituzionalizzazione e/o l’allontanamento dal nucleo familiare; ⇒ Sviluppare nella coppia genitoriale le capacità di cura della prole attraverso una guida che possa sostenere ed orientare l’intervento genitoriale; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 71 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Aiutare i minori a utilizzare adeguate modalità di comunicazione dei bisogni, riducendo le difficoltà comportamentali; ⇒ Costruire una rete di legami tra il minore, il nucleo familiare e l’ambiente sociale, la scuola e la comunità locale. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia generale dell’intervento mira a costruire una rete di supporto alle famiglie trascuranti, che non riescono a provvedere ad una cura quotidiana in grado di soddisfare i bisogni del bambino e a fornire al Servizio sociale professionale un utile strumento di supporto familiare a quei nuclei che presentano un evidente rischio di abbandono, trascuratezza e abuso. La strategia che dovrà essere perseguita dal servizio è quella di predisporre un progetto educativo mirato a recuperare l’ambiente domestico di vita del bambino in collegamento con i servizi territoriali che si occupano della famiglia. L’Assistenza Domiciliare Minori prevede due tipologie di interventi: il Servizio Educativo Domiciliare (SED) e il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) Servizio Educativo Domiciliare - SED Il SED è il ponte di “collegamento” tra il minore a rischio di emarginazione, il nucleo familiare di origine e il territorio: percorso di accompagnamento, sostegno e tutela che viene attivato laddove esistano situazioni familiari potenzialmente reattivi al cambiamento. L’educatore domiciliare è chiamato a svolgere i compiti di: ⇒ Sostegno e supporto educativi al minore nel rapporto con le figure genitoriali e parentali; ⇒ Sostegno ai familiari nella comprensione dei comportamenti e bisogni del minore, attivando le risorse del nucleo; ⇒ Inserimento sociale del minore e del suo nucleo nel contesto vitale, attraverso l’attivazione della rete dei legami tra le realtà associative e ricreative presenti nel territorio ; ⇒ Sostegno scolastico finalizzato all’apprendimento, attivando anche il rapporto con gli insegnanti, per favorire l’inserimento del minore nella scuola e per contribuire all’acquisizione di un buon livello di autostima da parte del minore; ⇒ Mediazione durante gli incontri minori/genitori, unitamente alla Responsabile del Servizio di Tutela Sociale dell’Ente di Ambito, con funzione educativa e di osservazione, su mandato della magistratura, in caso di allontanamento di uno dei genitori dalla residenza familiare; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 72 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Collaborare con i partner del servizio responsabili dei casi specifici. Servizio di Assistenza Domiciliare - SAD Il SAD è finalizzato a contribuire al miglioramento delle capacità di cura della famiglia, attraverso un percorso teso al raggiungimento di una progressiva autonomia. All’operatore di assistenza domiciliare domestica è affidato il compito di sostenere il nucleo familiare, anche con figli minori disabili, nello svolgimento delle mansioni domestiche, perché superi le difficoltà momentanee e possa svolgere al meglio il proprio ruolo. Il SAD prevede le seguenti prestazioni: ⇒ l’aiuto nel riordino e nel governo della casa; ⇒ sostegno ai familiari conviventi, per l’acquisizione delle norme di igiene, riordino ed organizzazione personali e domestiche; ⇒ accompagnamento dei minori a scuola o presso altre strutture formative o ricreative presso i servizi psico-sociali e sanitari ; ⇒ collaborazione con gli operatori del servizio minori e degli uffici e servizi competenti per supportare i genitori nell’organizzazione e nell’espletamento di pratiche amministrative diverse (relative a casa, asilo nido, pubblica istruzione , assicurazioni, ecc). Al servizio si accede su invio e valutazione del Servizio Sociale Professionale, che provvede ad erogare le seguenti prestazioni di base: ⇒ colloqui con il nucleo familiare per individuare congiuntamente gli obiettivi e le modalità di intervento educativo; ⇒ predisposizione di un primo progetto educativo di sostegno; ⇒ elaborazione successiva del programma di intervento con obiettivi, azioni, modulazione dei tempi di presenza a casa dell’operatore (a cura del Servizio Sociale Professionale , in collaborazione con l’educatore/pedagogista/ operatore di assistenza domiciliare ); ⇒ valutazione costante di efficacia degli interventi; ⇒ collaborazione in rete con l’istituzione scolastica, l’AUSL, il Tribunale per i minorenni, il Privato sociale. TEMPISTICA Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 73 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Risorse umane: ⇒ N.1 Assistente Sociale Servizio Sociale Professionale dell’Ente di Ambito; ⇒ Educatori professionali, di cui uno con compiti coordinamento del servizio, con i seguenti requisiti: di o Diploma di educatore professionale rilasciato da una scuola riconosciuta, oppure Laurea in Scienze dell’Educazione con almeno un anno di esperienza lavorativa di assistenza domiciliare minori , oppure altro diploma universitario in ambito educativo oppure Laurea in Psicologia/Sociologia con almeno 2 anni di esperienza lavorativa di assistenza domiciliare minori; ⇒ Operatore di assistenza domiciliare in possesso dell’attestato di OSA (Operatore socio assistenziale) rilasciato dalla Regione con almeno 1 anno di esperienza lavorativa di assistenza domiciliare minori; ⇒ Figure di consulenti (psicologo, mediatore familiare, etc.). Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore, elaborato sulla base di un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M. 308/2001; il progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale; ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Carta del servizio e Progetto generale del servizio; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 € 28.237,14 € 28.237,14 2012 € 36.400,00 € 36.400,00 2013 € 36.400,00 € 36.400,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una compartecipazione economica dell’utenza. ANALISI DEI COSTI Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 74 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE Nell’ambito del servizio ADM, è prevista la seguente prestazione sussidiarie: ⇒ Servizio di accompagnamento a cura dell’affidatario del servizio presso la scuola o presso altre strutture formative o ricreative a presso i servizi psico-sociali e sanitari, in caso di accertata impossibilità della famiglia a provvedere a tali compiti. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 75 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Indicatori principali: ⇒ numero dei minori seguiti in ADM; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADM; ⇒ % dei minori dimessi nel corso dell’anno; ⇒ costo orario degli interventi di ADM; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADM e degli enti invianti; ⇒ esiti degli interventi di ADM. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento Difficoltà ad implementare un sistema di qualità del servizio Rischio di non integrazione fra i servizi per la presa in carico della famiglia MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Monitoraggio ed assistenza tecnica dell’Ufficio di Piano Formalizzazione di procedure di collaborazione interservizi Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase di ammissione al servizio, per l’elaborazione e la valutazione del Progetto Educativo Individualizzato. ⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO ORARIO Costo orario medio del servizio: € 17,71 Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 76 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 3 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA Scheda Servizio affido familiare e servizio adozioni – LIVEAS Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete locale delle famiglie disponibili e il miglioramento della rete interservizi. Servizio affido familiare e servizio adozioni Obiettivi del Servizio Affido Familiare: ⇒ Consolidare e rafforzare l’attuale servizio, attraverso una capillare campagna d’informazione e di sensibilizzazione tesa all’ampliamento del numero di famiglie affidatarie disponibili; ⇒ Promuovere l’affido diurno e d’urgenza, o comunque forme alternative di affido temporaneo, per particolari necessità che possono venire a crearsi in famiglie vulnerabili o con gravi carichi sociali; ⇒ Rafforzare la sinergia fra comunità di pronta accoglienza e affidamento familiare; ⇒ Ampliare il numero e la tipologia dei soggetti che collaborano col Servizio affidi, valorizzando e rafforzando la rete di collaborazione in particolare con l’AUSL; ⇒ Gestire il servizio secondo standard di qualità (Progetto educativo personalizzato); Obiettivi del servizio Adozione: ⇒ Accrescere il numero di famiglie aspiranti all’adozione, attraverso campagne formative ed informative; ⇒ Attuare un efficace sistema di valutazione, attraverso un’accurata indagine psico-sociale, conforme alle linee guida regionali, della coppia aspirante all’adozione; ⇒ Seguire tutto il percorso pre e post-adottivo del minore e della famiglia attraverso un progetto personalizzato di presa in carico in collaborazione con l’Ente autorizzato(adozione internazionale); ⇒ Assicurare supporto psicologico e sociale anche in fase di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 77 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI follow up dell’adozione, specie per l’insorgenza di crisi anche a lungo termine. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia dell’azione è quella di favorire la più ampia integrazione fra i servizi che prendono in carico il bambino che vive fuori dalla famiglia di origine, al fine di assicurare un intervento globale. Il Servizio consiste in attività di intermediazione e supporto finalizzata, in caso di affido, a favorire l’accoglienza temporanea di un minore in un nucleo familiare, quando la famiglia di origine sia momentaneamente impossibilitata a provvedervi in modo adeguato; in caso di adozione, il servizio è finalizzato a proteggere e tutelare la crescita di un minore in stato di abbandono attraverso l’accoglienza definitiva in un nucleo familiare. Per il servizio adozioni, l’equipe territoriale integrata per l’adozione nazionale e internazionale provvede alle attività istruttorie e di sostegno in collegamento con il Tribunale per i minorenni, la Regione, la Commissione per le adozioni internazionali. S’individuano due livelli di servizio: ⇒ Equipe Affidamento Familiare; ⇒ Equipe Adozioni. Equipe Affidamento familiare: ⇒ reperimento di famiglie o singole persone disponibili all’affidamento eterofamiliare, anche breve, attraverso iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione; ⇒ estensione del modello di affidamento familiare ad altre forme di affido sociale (affidamento breve disabili, anziani, famiglie monoparentali, donne in difficoltà) e raccordo con gli interventi di mutuo-auto aiuto; ⇒ valutazione e selezione delle famiglie disponibili e inserimento nella banca-dati; ⇒ valutazione di praticabilità dell’affido per i minori segnalati dall’Autorità Giudiziaria ; ⇒ abbinamento famiglia-minore e definizione del “contratto” di affidamento e del progetto educativo, nonché del sussidio per la famiglia affidataria; ⇒ sostegno continuo alla famiglia impegnata nella fase di presa in carico del bambino affidato, anche con la messa a disposizione delle altre risorse di aiuto familiare del Comune e dell’AUSL; ⇒ raccordo con i servizi socio-sanitari che seguono la famiglia di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 78 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI origine nella fase di valutazione e progettazione educativa; ⇒ attivazione di un percorso sperimentale di servizio per la riunificazione familiare; ⇒ verifiche costanti sull’andamento dell’affidamento familiare, attraverso idonei documenti di valutazione. Per ogni minore preso in carico il Servizio Affidi cura una cartella sociale che contiene una diagnosi psico-sociale e un progetto educativo. Equipe Adozioni: ⇒ campagna di informazione delle famiglie che aspirano all’adozione; ⇒ formazione annuale per le famiglie aspiranti all’adozione; ⇒ valutazione dell’aspirante famiglia adottiva e stesura delle relazioni previste dalla normativa e dai dispositivi regionali; ⇒ attuazione di tutte le disposizioni previste dal protocollo regionale e partecipazione alle riunioni di coordinamento regionali; ⇒ predisposizione di un progetto educativo personalizzato del minore in affidamento preadottivo; ⇒ supporto educativo e psico-sociale alla famiglia adottiva; ⇒ presa in carico dei minori e delle famiglie adottive nella fase post-adottiva, anche a seguito dell’emergenza di crisi e conflittualità anche a distanza di anni; ⇒ collaborazione in rete con gli enti autorizzati per l’adozione internazionale. TEMPISTICA Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Risorse umane: Equipe Affido: ⇒ n. 1 assistente sociale responsabile del progetto di affidamento e dell’èquipe; ⇒ n. 1 psicologo; ⇒ n. 1 legale esperto in diritto di famiglia (a consulenza). L’èquipe si avvale inoltre della collaborazione del personale specialistico della AUSL o di altre figure di consulenza a seconda delle necessità. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 79 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI La supervisione dell’èquipe e delle sue attività è curata dal Servizio sociale professionale. Equipe Adozioni: ⇒ n. 1 Assistente sociale comunale; ⇒ n. 1 psicologo dell’Azienda USL (Convenzione già in atto con azienda USL). Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto individuale di affidamento; ⇒ Registro utenti all’affidamento); (famiglie affidatarie o disponibili ⇒ Diario di bordo degli affidamenti. L’Equipe Adozioni utilizza tutti gli strumenti previsti nel Protocollo operativo regionale. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Costi diretti 2011 € 22.904,52 2012 € 46.000,00 2013 € 46.000,00 Totale € 22.904,52 € 46.000,00 € 46.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una compartecipazione economica dell’utenza. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 80 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Opuscoli, brochure e volantini per la promozione della conoscenza del servizio tra la cittadinanza; ⇒ Formazione sull’adozione nazionale ed internazionale per le coppie aspiranti all’adozione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Sottoscrizione di Accordi di programma con le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado; ⇒ Attivazione di una rete locale di collaborazione con: Comuni dell’Ambito, AUSL, Istituzioni scolastiche, Associazioni, Tribunale per i Minorenni, Giudice Tutelare, Cooperative gestori di servizi, Enti autorizzati. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli affidamenti familiari realizzati; ⇒ numero delle adozioni seguite; ⇒ numero famiglie partecipanti ai corsi; ⇒ percentuale di affidamenti a famiglie in rapporto a numero minori istituzionalizzati o in comunità; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 81 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ numero delle famiglie partecipanti alle azioni formative; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie affidatarie; ⇒ numero affidamenti brevi sociali realizzati. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Stress psicologico delle famiglie affidatarie ed adottive e senso di abbandono Rischio di trauma secondario al rientro del minore nella famiglia di origine Risposte Rafforzamento del servizio di supporto presso le famiglie – Corso di formazione per famiglie adottive - Maggiore integrazione con altri servizi Elaborazione di un modello di intervento per facilitare la riunificazione familiare Integrazione con servizi che curano famiglia origine MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione indiretta dell’Equipe Affidi; COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Costo orario medio del servizio affido: € 27,26. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. ⇒ Gestione diretta dell’Equipe Adozioni (parte sociale). La gestione della parte sanitaria (psicologo) è a carico dell’Azienda USL. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 82 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Num. 4 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA Scheda Comunità di tipo residenziale per minori – LIVEAS Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo fuori dalla propria famiglia il diritto a vivere in un ambiente educativo positivo e che offra le condizioni idonee per realizzare un percorso di reinserimento familiare. Comunità di tipo residenziale per minori ⇒ Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo fuori dalla propria famiglia un ambiente educativo positivo, in grado di sostenerli nel percorso di reinserimento, attraverso l’attuazione di interventi educativi, con l’obiettivo di ricreare un contesto il più possibile vicino a quello familiare; ⇒ Creare sinergie attive fra la comunità educativa ed il servizio affidamento familiare al fine di ridurre il ricorso all’accoglienza in comunità, privilegiando l’inserimento in una famiglia; ⇒ Realizzare percorsi di accoglienza di minori, anche stranieri non accompagnati, basati sulla socializzazione e l’educazione interculturale; ⇒ Assicurare forme flessibili di accoglienza dei minori, anche prevedendo l’ospitalità della madre, qualora si tratti di minori di età inferiore ai sei anni; ⇒ Offrire l’ospitalità a minori in situazione di emergenza. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE E’ un servizio residenziale finalizzato alla prevenzione e/o al superamento di situazioni di bisogno, di disagio fisico, psichico e relazionale, attraverso l’attuazione di interventi educativi o di reinserimento sociale con l’obiettivo di ricreare un contesto il più possibile vicino a quello familiare. Il servizio accoglie temporaneamente il minore, qualora la famiglia di origine sia incapace o impossibilitata ad assolvere al proprio compito, favorendo l’armonico sviluppo della personalità per mezzo del progetto educativo individualizzato, per promuovere i rapporti di solidarietà all’interno del gruppo dei pari, l’educazione alla condivisione di regole organizzative, i rapporti positivi dei ragazzi/ragazze con le loro famiglie e la partecipazione degli adolescenti alla progettualità ed alle decisioni relative ai diversi interventi con la scuola. La strategia dell’Ambito è quella di potenziare la risorsa della Comunità educativa per minori, già attiva da anni, in stretta sinergia con le altre realtà territoriali (Scuole, Consultorio familiare, Forze dell’Ordine, Servizio per l’affidamento familiare). La Comunità di prima accoglienza è adeguata per ospitare un numero massimo di 8 minori nella fascia di età 6-18 anni, senza Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 83 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI distinzione di sesso. Possono essere accolti minori di età inferiore a 6 anni, se l’allontanamento dal proprio nucleo familiare é motivato da esigenze di urgenza e di pronto intervento assistenziale. Possono essere accolte madri con figli, per limitati periodi di tempo, previa valutazione congiunta del Coordinatore e del Servizio Sociale del Comune. Il servizio prevede le seguenti prestazioni: ⇒ Ospitalità completa nella struttura di prima accoglienza; ⇒ Assistenza psico-sociale; ⇒ Attività di socializzazione; ⇒ Assistenza sanitaria, per il tramite dell’AUSL; ⇒ Attività educative. La richiesta d’ingresso alla struttura può essere formulata, anche tramite fax, al Dirigente I° Settore del Comune di Roseto degli Abruzzi che dovrà autorizzare l’ammissione e per conoscenza al Coordinatore-Responsabile della Comunità, dalle seguenti autorità: ⇒ Comuni di residenza dei minori; ⇒ Servizi sociali territoriali; ⇒ Organi di pubblica sicurezza; ⇒ Tribunale per i minorenni. Le ammissioni al servizio devono essere accompagnate da una relazione aggiornata elaborata dal Servizio Sociale che ha in carico il minore; la relazione deve contenere il progetto globale del minore che descriva gli aspetti sociali, familiari ed educativi. Quanto sopra riportato non viene richiesto nei soli casi di emergenze. All’atto dell’ammissione il Coordinatore responsabile redige apposito verbale controfirmato dalle persone che accompagnano il minore. Relazioni esterne: ⇒ Rapporti con i Servizi sociali dell’Ambito: Il Coordinatore responsabile ha il compito di mantenere e favorire i rapporti fra la Struttura e i Servizi Sociali territoriali. Sarà suo compito inviare con cadenza mensile una relazione contenente l’andamento della permanenza del minore nella struttura, salvo particolari situazioni. Gli Assistenti Sociali responsabili dei casi e gli operatori coinvolti nel Progetto educativo, possono effettuare colloqui con i minori, all’interno della comunità, ogni volta si ravvisi necessità, dandone comunicazione informale al Coordinatore. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 84 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Rapporti con i familiari: L’Educatore deve favorire, ove è possibile, rapporti tra i minori e le loro famiglie. A tale scopo, nel rispetto della vita comunitaria e degli impegni assunti dagli ospiti, le visite dovranno essere concordate, per ciascuno in maniera individualizzata, dopo un’attenta valutazione da parte del personale educativo. ⇒ Rapporti con l’Autorità giudiziaria: I rapporti con l’Autorità giudiziaria saranno tenuti dal Coordinatore responsabile o dall’Educatore delegato. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Coordinatore responsabile della struttura: deve essere in possesso del diploma di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione o in Psicologia, Sociologia, Pedagogia e Servizio Sociale. Mansioni: o Svolge i compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli educatori/operatori; o Tiene i rapporti con i servizi sociali dell’Ente e con il Tribunale per i minorenni; o Predispone il progetto del servizio e il suo aggiornamento periodico; o Garantisce la formulazione, la verifica e l’aggiornamento dei Progetti Educativi Individualizzati, assicurando l’apporto degli operatori dei servizi locali interessati al minore, del minore stesso e delle famiglie d’origine laddove sia possibile; o Promuove progetti di formazione e aggiornamento del personale; o Controlla che siano tenuti aggiornati, a cura degli educatori e degli operatori, il registro degli ospiti, verbali di riunione, P.E.I e cartelle personali; o Redige, in collaborazione con lo Psicologo, l’Assistente Sociale e l’Educatore, le relazioni periodiche sui minori accolti richieste dai Servizi sociali invianti e/o dal Tribunale per i minorenni; o Garantisce il rispetto delle condizioni igieniche della struttura; o Comunica semestralmente al procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni la scheda degli ospiti secondo l’art. 9 della legge 149/2001; o Svolge le funzioni previste dalla L. 149/2001 di affidatario in presenza di apposito decreto del Tribunale per i minorenni; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 85 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI o Garantisce l’applicazione da parte della Comunità della legge sulla privacy. ⇒ Educatore: deve essere in possesso del diploma di laurea in Scienza dell’educazione o titolo equipollente. Può svolgere la funzione di educatore anche chi sia in possesso del diploma di scuola secondaria superiore ed abbia svolto per almeno un triennio tale servizio presso una Comunità per minori. Mansioni: o E’ responsabile delle relazioni educative con i minori, della formulazione, aggiornamento e verifica del PEI e dei rapporti con la scuola, la famiglia e i servizi. ⇒ Operatore socio/assistenziale: deve essere in possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Mansioni: o Svolge funzioni di assistenza, animazione, accompagnamento, governo della Comunità, etc., unitamente all’educatore di riferimento e comunque in riferimento al progetto di servizio. ⇒ Psicologo: deve essere in possesso di diploma di Laurea specifica e dell’iscrizione al rispettivo ordine professionale. Mansioni: o Tiene colloqui psicologici individuali e/o di gruppo di supporto con i minori e con la famiglia d’origine; o Collabora alla stesura del progetto individuale; o Relaziona sulle condizioni psico -affettive del minore. ⇒ Assistente sociale: deve essere in possesso di diploma di Laurea specifica e dell’iscrizione al rispettivo ordine professionale. Mansioni: o Cura le relazioni con i Servizi sociali invianti, con l’Autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza; o Collabora alla stesura dei PEI per gli aspetti sociali; o Promuove ogni utile intervento di carattere sociale, lavorativo e formativo; o Tiene colloqui periodici con le famiglie dei minori. ⇒ Operatori volontari: è possibile l’impiego di volontari, tirocinanti ed operatori del servizio civile, con garanzia di una presenza operativa stabile anche se a tempo parziale, all’interno di un progetto concordato tra il personale della comunità. Non possono operare se non in presenza di un operatore già in carica nella struttura. Può essere previsto l’apporto specificatamente formate. Piano Sociale Regionale 2011-2013 di famiglie volontarie Pagina 86 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Comunità di prima accoglienza: la Comunità è ubicata in via S. Rocco a Montepagano di Roseto. Essa è composta da un casa indipendente all’interno della quale vi sono n° 2 appartamenti attigui di circa 90 mq ciascuno, ognuno con ingressi indipendenti e collegati tra di loro da una scalinata interna, adeguati ad ospitare un numero massimo di 8 minori nella fascia di età 6 e i 18 anni. Possono essere accolti minori di età inferiore a 6 anni se l’allontanamento dal proprio nucleo familiare é motivato da esigenze di urgenza e di pronto intervento assistenziale. Possono essere accolte madri con figli, per limitati periodi di tempo, previa valutazione congiunta del Coordinatore e del Servizio Sociale del Comune. La Comunità educativa è in possesso di specifica autorizzazione ai sensi del D.M. 308/2001. ⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore (ospitato non in emergenza), sulla base di un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M. 308/2001; il progetto è redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale; ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere; ⇒ Regolamento interno, che deve contenere: o Le caratteristiche, le finalità, i destinatari, la capacità di accoglienza, i tempi di apertura, la pubblicizzazione delle tariffe praticate e le prestazioni ricomprese. o L’organigramma e le professionalità impiegate; o Le regole di vita interna con la descrizione dei tempi e le modalità di gestione di eventuali emergenze. Inoltre deve essere indicata l’assicurazione stipulata per i minori. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 € 118.000,00 Comunità di Roseto a servizio dei Comuni dell’Ambito € 118.000,00 2012 € 236.000,00 Comunità di Roseto a servizio dei Comuni dell’Ambito € 236.000,00 2013 € 236.000,00 Comunità di Roseto a servizio dei Comuni dell’Ambito € 236.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una compartecipazione economica dell’utenza. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 87 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in relazione agli utenti . Per i comuni di Notaresco e Morro d’Oro si prevede,pertanto, il pagamento della retta giornaliera per l’ospitalità dei propri minori residenti o provenienti dal proprio territorio. L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Riunioni mensili tra la coppia genitoriale, lo staff educativo della Comunità, il Servizio sociale professionale, la Comunità educativa per minori ed il Servizio per l’affidamento familiare; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Promozione di una rete locale di collaborazione per favorire lo svolgimento di attività ludico-ricreative e sportive per i minori ospitati. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 88 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei minori inseriti in comunità; ⇒ tempi medi di permanenza; ⇒ numero annuale delle riunioni di equipe; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dei minori accolti; ⇒ numero delle dimissioni. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Drop-out della coppia genitoriale Risposte Sostegno continuo degli operatori della Comunità educativa per minori e del Servizio Affidi Scarsa collaborazione con gli Previsione di convenzioni di altri servizi sociale e sanitari servizio del territorio Scarsa possibilità di svolgere Creazione di una rete di attività di socializzazione e collaborazione con associazione aggregazione per i minori culturali e sportive locali ospitati MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione indiretta tramite specifica convenzione. Costo orario medio del servizio : € 16,64 N.B. Il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 89 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI caso di esternalizzazione) Num. 5 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero delle ore di servizio erogate nel 2009 . AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA Scheda Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori – LIVEAS Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di attività strutturate e coordinate per la socializzazione, l’integrazione e il supporto educativo nelle ore pomeridiane, anche attraverso un supporto di primo livello al nucleo familiare in difficoltà e il rafforzamento delle rete locale di collaborazione, per migliorare la tempestività degli interventi di prevenzione del disagio. Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori Gli obiettivi del Servizio sono i seguenti: ⇒ garantire il diritto dei ragazzi alla socializzazione e all’integrazione; ⇒ migliorare il successo scolastico di ragazzi in condizioni di disagio; ⇒ garantire il diritto al gioco e alle attività ludiche; ⇒ offrire consulenza familiare di primo rafforzamento delle capacità genitoriali; livello per il ⇒ favorire processi e percorsi di integrazione fra ragazzi appartenenti a diversi contesti socio-culturali, soprattutto aiutando le famiglie carenti sotto il profilo culturale ed economico a sostenere le responsabilità genitoriali; ⇒ creare una rete territoriale per la prevenzione delle condizioni di disagio sociale e la protezione dei minori a rischio. STRATEGIA La strategia dell’Ambito è di sviluppare la socializzazione diurna post-scolastica dei minori, al fine di prevenire la devianza ed offrire un servizio per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Tale rete dei servizi deve operare in stretta sinergia con la Scuola, i Consultori familiari e gli altri servizi di supporto a minori e famiglie. ATTIVITA’ PREVISTE Le attività sono riconducibili a quattro macroaree di servizio: ⇒ sostegno scolastico: prestazioni a carattere educativo pomeridiano, consistenti in svolgimento dei compiti e attività Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 90 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI didattiche integrative in raccordo con la Scuola; ⇒ ludoteca - animazione – laboratori: attività a carattere ludicoricreativo pomeridiano, ricomprendenti attività di laboratorio teatrale, laboratorio informatica e animazione motoria; ⇒ presa in carico educativa del minore: progetti personalizzati per minori; presa in carico della famiglia, in presenza di situazioni problematiche; ⇒ attività di animazione estiva con i bambini ed i ragazzi all’interno delle Colonie Marine organizzate dall’Ambito . Si individuano i seguenti Centri diurni sul territorio dell’ambito: ⇒ Centro diurno “La bottega dell’amicizia” per minori 6-13 anni – Roseto degli Abruzzi; ⇒ Centro diurno “La cittadella dei ragazzi” per minori 11-17 anni - Roseto degli Abruzzi; ⇒ Centro diurno “I Giardini della Luna” per minori 6-14 anni Notaresco; ⇒ Centro diurno per minori 6-14 anni – Morro d’oro. Il Centro diurno “La bottega dell’amicizia” è dotato di servizio mensa e di trasporto. I Centri diurni organizzano, per quanto possibile, il trasporto dei minori residenti nelle frazioni. Il Centro diurno di Morro d’Oro organizza attività di animazione pomeridiana anche il sabato pomeriggio nel Centro storico di Morro d’Oro, oltre ad altri due pomeriggi settimanali. Inoltre, è prevista, all’interno di ogni centro, un’azione di coinvolgimento nell’attività educativa attraverso giornate di gioco con bambini e famiglie nonché di educazione alle competenze genitoriali. Per lo svolgimento delle attività previste, sarà consolidata l’esistente rete locale di collaborazione, con i seguenti enti: ⇒ ISTITUZIONI SCOLASTICHE: Costituzione di un tavolo di lavoro fra dirigenti scolastici, insegnanti e Centro diurno per la definizione congiunta dei progetti educativi personalizzati dei minori; protocollo operativo; almeno una riunione mensile fra equipe del Centro ed insegnanti della scuola; ⇒ SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE: invio dei casi; supervisione educativa e sui progetti personalizzati; raccordo con i servizi dell'ambito; invii e segnalazioni; ⇒ SERVIZIO PER LE FAMIGLIE: coordinamento con servizio di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 91 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI presa in carico e di counseling familiare; ⇒ UFFICIO SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI: collaborazione per gestione congiunta di casi di minori nell’area penale segnalati all'Autorità giudiziaria; ⇒ CONSULTORIO FAMILIARE: collaborazione per la stesura dei progetti personalizzati in coerenza con i servizi già erogati dal consultorio; utilizzo del Neuropsichiatria infantile messo a disposizione dal Distretto sanitario; ⇒ PARROCCHIE. Scambio di volontari condivisione di progetti di animazione. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE ed educatori, Stima utenza: si stima una presenza media di circa 300 minori nell’anno nei diversi Centri Diurni attivi nell’Ambito. Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Coordinatore responsabile del Centro, fornito di diploma di laurea in psicologia, pedagogia, scienze dell’educazione o altre lauree equipollenti; ⇒ Educatori, in possesso di specifico titolo abilitante (laurea in scienze dell’educazione o equipollente), con funzioni di sostegno alla fase evolutiva, all’integrazione nel gruppo dei pari ed alla progettazione e realizzazione di attività educative culturali e ricreative; ⇒ Animatori/Istruttori, forniti di specifico diploma abilitante nella materia specifica per l’attivazione/gestione di laboratori e l’organizzazione di momenti aggregativi e di socializzazione; ⇒ Autista, laddove tale servizio sia previsto. In base alla tipologia delle attività e dell’età dei minori, i Centri provvederanno a definire lo staff necessario esclusivamente nell’ambito delle figure elencate. Strutture, attrezzature e strumenti: ⇒ Tutti i Centri devono essere in possesso di specifica autorizzazione ai sensi del D.M. 308/2001. Ogni Centro diurno deve essere dotato di attrezzature e strutture adeguate alle necessità dei bambini; ⇒ Progetto generale del servizio; ⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore, sulla base di un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M. 308/2001; il progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 92 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 2012 2013 € 49.521,56 La Bottega dell’Amicizia Roseto € 15.000,00 La Cittadella dei Ragazzi Roseto € 7.500,00 I giardini della Luna Notaresco € 5.387,19 Centro diurno La Bottega dell’Amicizia Morro d’Oro Totale € 77.408,75 € 156.000,00 La Bottega dell’Amicizia Roseto € 30.000,00 La Cittadella dei Ragazzi Roseto € 15.000,00 I Giardini della Luna Notaresco € 22.000,00 Centro diurno La Bottega dell’Amicizia Morro d’Oro Totale € 223.000,00 € 156.000,00 La Bottega dell’Amicizia Roseto € 30.000,00 La Cittadella dei Ragazzi Roseto € 15.000,00 I Giardini della Luna Notaresco € 22.000,00 Centro diurno La Bottega dell’Amicizia Morro d’Oro Totale € 223.000,00 € 223.000,00 € 223.000,00 € 77.408,75 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 93 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Predisposizione da parte dell’Ambito di un regolamento per disciplinare l’accesso al servizio; ⇒ Rafforzamento della rete locale di collaborazione per favorire lo svolgimento di attività ludico-ricreative e sportive per i minori ospitati. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei minori iscritti ai Centri; ⇒ indice di copertura del servizio; ⇒ tasso di frequenza giornaliera; ⇒ numero annuale delle riunioni di equipe con la scuola; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei bambini. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 94 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Eccessiva delega educativa dei genitori MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Partecipazione attiva dei genitori alle attività dei Centri Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta per quanto riguarda l’ammissione al servizio e la valutazione; ⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione l’erogazione delle prestazioni previste. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) del servizio e Costo orario medio del servizio: € 17,71. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 95 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI IV.3. INTERVENTI SPECIALI IV.3.1 Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “INTERVENTI SPECIALI”: ⇒ Ampliamento della fascia di popolazione a rischio di povertà o di impoverimento; ⇒ Crescente bisogno delle famiglie di supporti economici e/o sociali, anche momentanei, per accompagnare l’inserimento e/o re-inserimento socio-lavorativo di uno o più componenti o per supportare la famiglia in momenti di difficoltà; ⇒ Rischio di una passivizzazione dell’utenza assistita dai servizi di inclusione sociale Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “INTERVENTI SPECIALI”: 1. Mantenere la capacità di intervento dei servizi di inclusione sociale dell’Ambito per la presa in carico, l’assistenza ed il re-inserimento di persone in grave condizione di povertà e/o a rischio di emarginazione sociale, in un contesto socio-economico che vede l’ampliamento della fascia di popolazione a rischio di povertà. 2. Favorire il re-inserimento socio-lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio e marginalità sociale, attraverso la sperimentazione di percorsi di inserimento lavorativo assistito nell’ambito del Laboratorio di inserimento lavorativo di recente inaugurato; 3. Potenziare la rete locale di collaborazione. 4. Potenziare i servizi domiciliari e di accompagnamento per le persone a rischio di emarginazione, specie se anziane; 5. Migliorare il sistema di personalizzazione degli interventi di inclusione sociale, per evitare il rischio di cronicizzazione degli interventi e passivizzazione dell’utenza; 6. Coordinamento degli interventi speciali con il Programma di inclusione sociale previsto nel Piano Sociale Regionale, anche al fine di fornire gli strumenti di supporto ed accompagnamento economico alle persone in fase di formazione lavorativa. IV.3.2. Servizi ed interventi Num. 1 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI AREA INTERVENTI SPECIALI Scheda Servizi speciali per l’integrazione Assicurare alle persone in grave disagio sociale ed economico e in condizione di marginalità un servizio integrato e partecipato, in grado di intervenire per il soddisfacimento dei fabbisogni urgenti ed indifferibili e di creare le condizioni per un percorso di reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’applicazione dei principi del supported employment. Servizi speciali per l’integrazione Obiettivo dell’azione è di dare continuità, rispetto al precedente Piano di Zona, ad una serie di prestazioni dirette a supportare le persone in condizione di grave disagio sociale ed economico, attraverso un approccio pro-attivo dell’utenza verso l’accompagnamento allo sviluppo delle autonomie personali e Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 96 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE sociali perdute e/o indebolite. La strategia di contrasto all’esclusione sociale nell’Ambito prevede un consolidamento degli importanti risultati ottenuti, attraverso un rafforzamento delle rete territoriale per l’intercettazione dei bisogni e per la promozione di interventi e la focalizzazione su alcuni bisogni primari della popolazione vulnerabile. I Servizi speciali per l’integrazione operano attraverso uno sportello centrale localizzato presso la sede dell’EAS, con spazi di ascolto dei bisogni attivati presso i Comuni di Notaresco e Morro d’Oro. Le attività previste nel servizio sono: ⇒ Servizio di microcredito di emergenza: prevede l’erogazione di microcrediti e sussidi economici, per spese indifferibili ed urgenti (affitti, bollette, etc.), purchè ricompresi nel progetto personalizzato di inserimento predisposto dal Servizio Sociale dell’EAS; il micro-credito potrà anche essere utilizzato per supportare la partecipazione degli utenti ai percorsi di inserimento lavorativo nell’ambito del Programma Multiasse “Inclusione Sociale” del PSR; ⇒ Servizio “Mensa della solidarietà”: è un servizio già attivo nell’Ambito, che prevede l’erogazione di pasti a persone in gravi condizioni di indigenza e povertà; la mensa è attivata sul territorio del Comune di Roseto degli Abruzzi; ⇒ Erogazione di generi di prima necessità e di cure urgenti, a favore di famiglie in condizione di povertà, con priorità per nuclei con minori a carico di 0-6 anni; ⇒ Informazione, orientamento e accompagnamento ai servizi pubblici e privati delle persone senza fissa dimora; ⇒ Servizio sperimentale per l’inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate, da attuarsi presso il “Laboratorio di Inserimento Lavorativo” inaugurato nel 2011 nel Comune di Roseto degli Abruzzi. Il servizio prevederà percorsi assistiti di avvio all’attività lavorativa di persone con disabilità e in condizioni di disagio socio-economico, attraverso l’applicazione delle tecniche del supported employment (inserimento lavorativo assistito) e della mentorship. Il servizio sarà co-gestito dall’EAS e da Cooperative di Tipo B già attive sul territorio nel settore manifatturiero e della trasformazione di alimenti. Sarà possibile attivare delle borse-lavoro a favore delle persone inseriti, per un periodo massimo di 6 mesi (fase di start-up e avviamento). TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 97 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ED OPERATIVE PREVISTE ⇒ N. 1 Assistente sociale addetto al Servizio; ⇒ Personale per la gestione del Servizio sperimentale per l’inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate (Responsabile servizio, mentor). Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Stanza adeguata all’accoglienza dell’utenza; ⇒ Laboratorio attrezzato per lo svolgimento dell’attività di inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate; ⇒ Progetto personalizzato di presa in carico; ⇒ Registro utenti e prestazioni; ⇒ Progetto esecutivo del Servizio sperimentale per l’inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate; ⇒ Progetto personalizzato di inserimento socio-lavorativo. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 10.000,00 € 10.000,00 2012 € 20.000,00 € 20.000,00 2013 € 20.000,00 € 20.000,00 Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servii e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 98 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Attivazione della Rete locale Anti-povertà, lo strumento territoriale su cui poggia il Servizio di inclusione sociale. Il coordinamento della Rete è a cura dell’Ufficio di Piano. La composizione della rete, già attiva nella precedente programmazione, dovrà essere confermata attraverso un protocollo operativo con i seguenti enti: Associazioni di volontariato, Enti religiosi, Centri di ascolto, altri enti-non profit, etc. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ Numero di progetti personalizzati; ⇒ Numero pasti erogati dal servizio mensa al mese; ⇒ Numero e importi microcrediti; ⇒ Numero e tipologie prestazioni erogate; ⇒ Numero progetti lavorativo. personalizzati di inserimento socio- Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 99 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Insufficienza delle risorse economiche per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate Scarsa attività della Rete anti-povertà Risposte Promozione dei percorsi di formazione integrata e inclusione sociale offerti nella programmazione FSE della Regione Abruzzo Protocolli operativi mirati MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta dell’EAS COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) ___________________ ⇒ Gestione concorrente per il Servizio Sperimentale di inserimento lavorativo assistito Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 100 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI IV.4. AREA PERSONE ANZIANE IV.4.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi (max 30 righe) Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Anziani”: ⇒ Aumento del numero di anziani non autosufficienti, di anziani soli e affetti da malattie degenerative; ⇒ Presenza di una lunga lista di attesa per i servizi domiciliari; ⇒ Crescente bisogno di supporto a domicilio delle famiglie con gravi carichi assistenziali; ⇒ Necessità del servizio di trasporto e accompagnamento presso i centri sanitari per visite mediche, analisi e attività riabilitative, assicurate nel precedente Piano di zona con il Servizio di Assistenza Personale Anziani (SAPA) e col contributo finanziario anche delle risorse del PLNA; ⇒ Limitate opportunità di socializzazione; ⇒ Difficoltà per gli anziani residenti fuori Roseto di raggiungere il Centro diurno. Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Anziani”: 1. Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli anziani ottenuti nella precedente programmazione, attraverso la migliore organizzazione intersettoriale, la messa a regime di servizi complementari di sostegno psico-sociale e la copertura con le risorse del PdZ anche delle prestazioni precedentemente assicurate con il Piano Locale per la Non Autosufficienza; 2. Incrementare il servizio di tele-assistenza e delle altre forme di assistenza telefonica; 3. Migliorare l’accessibilità del Centro diurno agli anziani dell’Ambito e promuovere nelle frazioni eventi ed occasioni di incontro e socializzazione; 4. Promuovere i principi dell’invecchiamento attivo, attraverso azioni informative mirate per il miglioramento degli stili di vita e promuovere la cultura della salute e della prevenzione. IV.4.2 Num. 1 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI AREA ANZIANI Scheda Assistenza Domiciliare Sociale per Anziani – LIVEAS Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli anziani ottenuti nella precedente programmazione, per favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane, al fine di contrastare i processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale. Assistenza Domiciliare Sociale per Anziani Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani (SAD) sono: ⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane per contrastare i Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 101 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale; ⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona anziana disabile per ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare momenti di sollievo; ⇒ Promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute e per la prevenzione della perdita delle autonomie; ⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona anziana nella comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle procedure e degli strumenti di accompagnamento e presa in carico personalizzata degli utenti. STRATEGIA La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la permanenza della persona anziana nel proprio ambiente di vita, attraverso il supporto nello svolgimento delle attività materiali, nella organizzazione e nella gestione di tutti gli aspetti della vita quotidiana, nel supporto e nella motivazione per lo svolgimento di attività socializzanti e ricreative anche fuori dell’ambiente domestico. ATTIVITA’ PREVISTE Per Assistenza Domiciliare agli Anziani si intende un complesso di interventi e prestazioni di carattere socio-assistenziale, anche temporanei, erogati prevalentemente presso l’abitazione dell’utente. L’assistenza domiciliare agli anziani fornisce cura della casa e della persona, cerca di relazionarsi e stimolare gli anziani ad affrontare i propri bisogni con maggior autosufficienza. Aiuta ad avere contatti con l’esterno, sostiene nelle circostanze di malattia, tiene i contatti con i parenti, segnala eventuali problemi sanitari, tiene le relazioni con i medici di base, educa all’assunzione dei farmaci, aiuta all’approvvigionamento degli alimenti, controlla le scadenze sia dei farmaci che degli alimenti, controlla la funzionalità degli elettrodomestici utilizzati dagli anziani (se lasciano gas aperto, elettricità non funzionante, etc.). Gli operatori dell’assistenza domiciliare curano molto l’aspetto relazionale ed emotivo degli anziani, cercano di coinvolgerli nelle attività ludico-ricreative effettuate all’interno del Centro Sociale e, laddove necessario, fungono da intermediari al fine di ripristinare eventuali rapporti degli anziani con i propri parenti più prossimi. Nello specifico, il servizio di assistenza domiciliare si compone di una serie di prestazioni ed interventi così individuati: ⇒ aiuto domestico consistente nella pulizia ed igiene della persona e dell’ambiente, preparazione e somministrazione dei pasti, lavaggio di biancheria; ⇒ aiuto di carattere socio-assistenziale con disbrigo ed espletamento di pratiche e commissioni varie esterne soprattutto a favore di anziani inabili; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 102 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ aiuto e sostegno psico-sociale attraverso momenti e stimoli di socializzazione finalizzati al superamento di situazioni e condizioni di isolamento, solitudine, emarginazione; ⇒ conservazione e recupero dell’autonomia personale e dello svolgimento delle funzioni e delle relazioni sociali ed il miglioramento della vita di relazione. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Al servizio accedono gli anziani over 70, con priorità per quelli non autosufficienti o disabili (per i quali il limite minimo di età per l’acceso è di 60 anni). La domanda di intervento è inoltrata dalla persona interessata o da chi per essa con il suo consenso informato (familiare, assistente sociale, medico curante, soggetto civilmente obbligato, tutore in caso di interdizione, servizi sociali). L’accesso alle prestazioni di rilievo sociale erogate dall’Ambito è subordinato al possesso dei requisiti previsti dal regolamento di accesso ai servizi che sarà approvato dai Comuni dell’Ambito e all’eventuale compartecipazione alla spesa in base alle fasce di reddito secondo l’indicatore ISEE. Tali requisiti vengono verificati dall’Ufficio di Piano che ne cura l’istruttoria. Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale: Il compito dell’Assistente Sociale, individuato nel Servizio sociale professionale, è quello di presiedere alla determinazione della rete possibile e compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale. ⇒ L’Operatore domiciliare dell’affidatario del servizio svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, con particolare riferimento alla persona non autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora con gli operatori delle équipe professionalmente preposte rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale; in particolare: o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano personalizzato di assistenza; o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni rischio/danno, per porre in essere i relativi Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 103 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI interventi assistenziali, ed in particolare collabora con l’utente e la famiglia: nel governo della casa e dell’ambiente di vita; provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale; provvede all’igiene ed al cambio della biancheria; assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale, mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al mantenimento recupero dell’identità personale; provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella; provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete che l’anziano deve seguire osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.); utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente riducendo al massimo il rischio; gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, quando necessario provvede ad acquisti da consegnare al domicilio dell’anziano; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale, animazione, socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare, con l’assistente sociale del Servizio Sociale Professionale. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto generale del servizio; ⇒ Progetto di assistenza individualizzato (PAI) per ciascun anziano, sulla base di un apposito modello; il progetto deve essere redatto dall’affidatario del servizio d’intesa con il Servizio sociale professionale; ⇒ Predisposizione di un registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 104 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 2012 2013 € 70.000,00 * di cui € 19.520,00 da interventi special € 130.000,00 * di cui € 38.366,40 da interventi speciali € 130.000,00 * di cui € 38.366,40 da interventi speciali € 70.000,00 € 130.000,00 € 130.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il SAD tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 105 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura dell’educazione alla salute e della prevenzione. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani seguiti in SAD; ⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di SAD; ⇒ costo orario degli interventi di SAD; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in SAD e degli anziani stessi. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 106 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita autonomia MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato. ⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 2 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Costo orario medio del servizio: € 17,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA ANZIANI Scheda Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani – (ADI) LIVEAS Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane non autosufficienti e/o di recente dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni socio-assistenziali e sanitarie. Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani (ADI) sono: ⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone anziane, per contrastare i processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale; ⇒ Evitare i ricoveri ospedalieri impropri e le lungo-degenze nei casi trattabili anche con cure mediche ed infermieristiche domiciliari; ⇒ Offrire alla professionale Piano Sociale Regionale 2011-2013 famiglia uno strumento di assistenza integrata per accompagnare la fase di Pagina 107 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI dimissioni dal ricovero ospedaliero delle persone anziane non-autosufficienti; ⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona anziana disabile per ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare momenti di sollievo; ⇒ Promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute e per la prevenzione della perdita delle autonomie; ⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona anziana nella comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle procedure e degli strumenti di accompagnamento e presa in carico personalizzata degli utenti. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la permanenza della persona anziana non auto-sufficiente nel proprio ambiente di vita, attraverso un progetto integrato di presa in carico, basato sull’integrazione delle prestazioni sanitarie ed infermieristiche a domicilio a cura della ASL, con interventi di assistenza ed inclusione sociale per lo svolgimento delle attività materiali, nella organizzazione e nella gestione di tutti gli aspetti della vita quotidiana, nel supporto e nella motivazione per lo svolgimento di attività socializzanti e ricreative anche fuori dell’ambiente domestico. L’ADI prevede una serie di prestazioni di carattere sanitario e socio-assistenziale, che andranno poi definite ed individualizzate in base ai fabbisogni dei singoli utenti e alle valutazione dell’UVM. Le tipologie di prestazioni dell’ADI sono: Principali prestazioni minime di carattere sanitario: ⇒ Assistenza infermieristica domiciliare; ⇒ Assistenza medico-generica e geriatrica di base; ⇒ Assistenza medico-specialistica; ⇒ Assistenza riabilitativa domiciliare. Prestazioni minime di carattere socio-assistenziale: ⇒ Prestazioni professionali di carattere sociale, psicologico, educativo; ⇒ Visite programmate dell'assistente sociale e degli operatori del servizio; ⇒ Attività di cura delle persone e della loro abitazione in caso di ridotta o totale non autosufficienza, permanente o temporanea, quale che ne sia la causa; ⇒ Supporto e accompagnamento per il disbrigo di attività burocratiche ed amministrative (certificazioni, denuncia dei Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 108 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI redditi, domande di pensione, etc); ⇒ Accompagnamento dal domicilio a servizi sociali, sanitari, formativi; ⇒ Organizzazione dei servizi di trasporto verso servizi, scuola, luoghi di lavoro; ⇒ Pasti a domicilio. Accesso al servizio: La domanda di intervento è inoltrata al Punto Unico di Accesso (PUA) dal medico di medicina generale, su segnalazione della persona interessata, della sua famiglia, dei servizi sociali territoriali, dei servizi residenziali od ospedalieri. L’accesso alle prestazioni dell’ADI è subordinato alla valutazione dell’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM) costituita presso il Distretto Sanitario di Base, che svolge i seguenti compiti: ⇒ Valutazione dell'autosufficienza dei pazienti da ammettere all'ADI; ⇒ Valutazione Multidimensionale dei bisogni assistenziali dei pazienti e dei loro nuclei familiari (il piano assistenziale deve essere condiviso con il paziente e con il nucleo familiare e da essi sottoscritto); ⇒ Ammissioni e dimissioni relative all'ADI; ⇒ Definizione del percorso assistenziale dei paziente nel sistema residenziale; ⇒ Elaborazione dei Personalizzato. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Piano Assistenziale Individuale Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane Professionalità funzionalmente previste per l’operatività del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata Anziani per le prestazioni di carattere sociale. ⇒ Assistente sociale: Il compito dell’Assistente Sociale, individuata nel Servizio sociale professionale, è quello di presiedere alla determinazione della rete possibile e compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale. ⇒ Operatore domiciliare dell’affidatario del servizio svolge Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 109 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, con particolare riferimento alla persona non autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora con gli operatori delle équipe professionalmente preposte rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in particolare: o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano personalizzato di assistenza; o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi interventi assistenziali ed in particolare collabora con l’utente e la famiglia: Piano Sociale Regionale 2011-2013 nel governo della casa e dell’ambiente di vita; provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale; provvede all’igiene ed al cambio della biancheria; assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale, mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al mantenimento recupero dell’identità personale; provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella; provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete che l’anziano deve seguire osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione ecc.); utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente riducendo al massimo il rischio; gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, quando necessario provvede ad acquisti da consegnare al domicilio dell’anziano; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale, animazione, socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare, con l’assistente sociale del Servizio Sociale Pagina 110 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Professionale. Le prestazioni sanitarie sono erogate dall’ASL di competenza. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto di assistenza individualizzato (PAI) per ciascun anziano, sulla base di un apposito modello; il progetto deve essere redatto dall’affidatario del servizio d’intesa con il Servizio sociale professionale; ⇒ Predisposizione di un registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 9.402,98 * 2012 € 35.000,00* 2013 € 35.000,00* di cui € 5.000,00 da interventi speciali di cui € 15.000,00 da interventi speciali di cui € 15.000,00 da interventi speciali € 9.402,98 € 35.000,00 € 35.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADI tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 111 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura dell’educazione alla salute e della prevenzione. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani seguiti in ADI; ⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di ADI; ⇒ costo orario degli interventi di ADI; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADI e degli anziani stessi. Strumenti di monitoraggio dell’azione: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 112 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita autonomia Rischio di non integrazione fra i servizi sociali e sanitari MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Protocolli operativi e convenzioni di servizio Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato. ⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 3 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Costo orario medio del servizio: € 17,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009 AREA ANZIANI Scheda Centro diurno per anziani – LIVEAS Garantire alle persone anziane un servizio integrato e qualificato per valorizzare le risorse e le opportunità di invecchiamento attivo, di socializzazione e di partecipazione sociale. Centro diurno per anziani Il Centro diurno per anziani persegue i seguenti obiettivi: ⇒ valorizzare le risorse degli anziani; ⇒ facilitare la socializzazione in modo da garantire la loro permanenza nel contesto socio-culturale di provenienza; ⇒ promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 113 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI e per la prevenzione della perdita delle autonomie; ⇒ prevenire l’isolamento e l’emarginazione; ⇒ promuovere la cittadinanza attiva degli anziani, attraverso la condivisione delle responsabilità nelle soluzioni, valorizzando l’auto-organizzazione e l’associazionismo delle persone anziane; ⇒ valorizzare la cultura positiva dell’età anziana, incentivando azioni volte a favorire il ruolo attivo delle persone anziane e il rapporto di reciprocità fra generazioni, basato su una solidarietà che sappia valorizzare il potenziale di ciascuna età della vita; ⇒ facilitare l’espressione delle domande delle persone anziane e delle famiglie, così da meglio rappresentarle a livello istituzionale e sociale. STRATEGIA Il Centro diurno per anziani persegue una strategia di sostegno alla persona anziana, in grado di valorizzare: ⇒ la socializzazione nel gruppo e nel tessuto sociale, ⇒ le abilità personali in vista di un inserimento sociolavorativo, ⇒ la formazione e l’acquisizione di nuovi apprendimenti che possano agevolare l’autonomia delle funzioni di vita quotidiane, ⇒ l’inserimento nel contesto territoriale e relazionale di vita ed abitudini. ATTIVITA’ PREVISTE A tal fine l’attività del Centro Anziani si raccorda con le OO.SS. e le articolazioni dei pensionati, con le Associazioni di anziani, con l’Università della Terza Età. Le attività del Centro diurno sono generalmente le seguenti: ⇒ Laboratori per favorire la socializzazione e le relazioni interpersonali quali: o Laboratorio di pittura su stoffa; o Laboratorio di intaglio e pittura vetro; o Organizzazione di tornei per vari giochi di società; o Ballo; o Laboratorio teatrale; o Spazio della memoria (dedicato a storie e racconti di anziani con immagini e fotografie storiche). ⇒ Organizzazioni di visite culturali e gite turistiche; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 114 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Feste per ricorrenze stagionali; ⇒ Seminari medici; ⇒ Attività motoria e ginnastica sociale (sia all’interno del centro, che al mare d’estate); ⇒ Consulenza psico-sociale; ⇒ Altre attività ricreativo-culturali. Nell’arco del triennio è previsto anche lo svolgimento di attività di animazione per anziani dei tre Comuni, anche in collaborazione e supporto ai circoli per anziani presenti a Morro d’Oro e Notaresco. Al Servizio del Centro Diurno si accede tramite invio del Servizio sociale professionale, che dispone la durata e gli obiettivi del programma di intervento. L’anziano (è ammesso l’anziano con più di 60 anni) può presentare istanza di fruizione del servizio al Servizio sociale professionale, per il tramite del Segretariato sociale. Nel caso in cui l’utente faccia richiesta tramite contatto diretto al Centro, l’istanza viene comunque trasmessa al Segretariato sociale. Gli anziani accedono secondo un ordine di priorità stabilito in base al grado di bisogno e al reddito misurato secondo l’ISEE. Gli anziani possono compartecipare alla spesa secondo regolamento. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Rete di collaborazione: Comuni ambito, AUSL, Università della Terza Età, Associazioni, Cooperative gestori di servizi, Organizzazioni sindacali. Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: L’èquipe è tipicamente così formata: ⇒ n. 1 operatore socio-assistenziale per la gestione della mensa; ⇒ n. 1 addetta alle attività motoria e laboratorio di teatro (l’attività motoria viene effettuata anche a Morro D’Oro e a Notaresco); ⇒ n. 1 operatore animatore addetto ai laboratori; ⇒ n.1 amministrativo addetto alla segreteria. La supervisione dell’èquipe e delle sue attività è curata dal Servizio sociale professionale. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Centro diurno in possesso dell’autorizzazione ai sensi del D.M. 308/2001. ⇒ Progetto generale del servizio; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 115 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Progetto individualizzato per ciascun anziano, sulla base di un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M. 308/2001; il progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale, e con la partecipazione attiva dell’utente anziano; ⇒ Predisposizione di un registro degli utenti; ⇒ Predisposizione di un registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 21.487,77 € 21.487,77 2012 € 38.000,00 € 38.000,00 2013 € 38.000,00 € 38.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno anziani tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori ,Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 116 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura dell’educazione alla salute e della prevenzione. ⇒ Nell’arco del triennio saranno realizzate attività di animazione, socializzazione e intrattenimento per le persone anziane a rischio di esclusione ed emarginazione, da organizzare nei 3 Comuni dell’Ambito e nelle frazioni, anche con il supporto dei circoli per anziani presenti sul territorio. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani seguiti dal Centro; ⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente; ⇒ numero progetti individuali formulati; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 117 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita autonomia MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Azioni mirate di informazione e Scarsa frequentazione del sensibilizzazione verso anziani e Centro da parte degli famiglie sulle funzioni del anziani non residenti a Centro e i suoi benefici Roseto Potenziamento del trasporto Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato. ⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 4 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI STRATEGIA Costo orario medio del servizio: € 17,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA ANZIANI Scheda Teleassistenza ed altre forme di assistenza telefonica (area vasta) – LIVEAS Rafforzare la capacità di vita autonoma nel proprio domicilio delle persone anziane, attraverso supporti a distanza diretti a facilitare il pronto intervento sanitario, sociale e psicologico in caso di bisogno Teleassistenza ed altre forme di assistenza telefonica (area vasta) Il servizio è finalizzato ad assicurare una tutela a distanza e a favorire l’autonomia possibile, sia con la pronta disponibilità a ricevere le segnalazioni degli utenti in caso di emergenza, sia con contatti programmati con gli assistiti. La strategia è quella di favorire il mantenimento dell’anziano, specie se solo, nel proprio domicilio, assicurando l’intervento tempestivo del personale socio-sanitario in caso di urgenza. Si realizza attraverso l’attivazione di un servizio di assistenza Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 118 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ATTIVITA’ PREVISTE telematica e/o telefonica a domicilio e si raccorda con i servizi di pronto intervento e sociale e di pronto soccorso, anche con l’eventuale apporto del servizio di contact center regionale. Il servizio consiste in attività di tele-assistenza per garantire la serenità e la sicurezza domiciliare agli anziani, senza il timore di non poter chiedere o ricevere aiuto in situazioni di difficoltà. L'utente viene dotato di una unità domiciliare collegata al telefono di casa ed un telecomando da portare sempre con sé. Il telecomando è in grado di attivare l'unità a distanza che normalmente copre l'area di un'abitazione. La segnalazione arriva ad una centrale con uno staff di operatori formati e pronti ad intervenire 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. Il Servizio di teleassistenza fornisce tre aree di prestazioni: ⇒ la teleassistenza, ossia un servizio di immediata interconnessione tra il privato cittadino e le strutture preposte; ⇒ la telecompagnia, ossia un contatto periodico tra l’operatore del call center e l’anziano, al fine di verificare le sue condizioni psicofisiche ed informarsi sulle sue necessità quotidiane; ⇒ la teleinformazione, ossia aiutare l’utente nell’accesso ai servizi offerti dagli Enti territoriali in rete con il Segretariato sociale. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale dell’EAS, che cura l’accesso al servizio; Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Attrezzatura tecnologica per l’attivazione del servizio a distanza, fornita dall’ente gestore del servizio. Costi diretti Totale 2011 € 3.064,00 € 3.064,00 2012 € 8.064,00 € 8.064,00 2013 € 8.064,00 € 8.064,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito la Teleassistenza e le altre forme di assistenza telefonica tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 119 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ______________________ METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 120 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani seguiti; ⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Lunga lista di attesa MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Potenziamento del servizio nel corso dei tre anni, in risposta alle specifiche richieste Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase ammissione al servizio. ⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO MENSILE DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) € 24,00 mensili per ogni utenza attivata Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 121 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Num. 5 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE AREA ANZIANI Scheda Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non autosufficienti in strutture residenziali – LIVEAS Garantire alle persone anziane non auto-sufficienti sole e/o con difficoltà economiche il diritto ad essere ospitate presso centri residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni personali, attraverso un contributo al pagamento delle rette. Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non autosufficienti in strutture residenziali Il servizio ha l’obiettivo di garantire l’integrazione delle rette per anziani non autosufficienti, ospitati presso centri residenziali, qualora gli stessi, nonché i familiari e gli affini, ai sensi del codice civile, non abbiano capacità reddituale e patrimoniale sufficiente al pagamento della retta in strutture residenziali. La strategia è quella di regolare tutti gli interventi economici legati alla residenzialità, pur essendo quest’ultima un’ipotesi residuale di servizio per l’anziano. Le attività sono le seguenti: ⇒ valutazione del bisogno di residenzialità per anziani non autosufficienti da parte del Servizio sociale professionale e dell’Equipe di valutazione multidimensionale; ⇒ valutazione del reddito ISEE da parte dell’utente anziano non autosufficiente e dei familiari ed affini, qualora l’anziano chieda loro aiuto economico; ⇒ verifiche e accertamenti da parte dell’Ufficio di Piano; ⇒ predisposizione di un progetto personalizzato; ⇒ adempimenti amministrativi. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Collaborazioni: Distretti sanitari di base, Medici di medicina generale, Strutture residenziali. Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale; ⇒ Operatore Amministrativo; ⇒ Equipe di valutazione multidimensionale (per utenti con bisogno socio-sanitario). Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 122 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 6.739,00 Roseto € 6.500,00 Notaresco € 500,00 Morro d’Oro € 13.739,00 2012 € 13.478,00 Roseto € 13.000,00 Notaresco € 1.000,00 Morro d’Oro € 27.478,00 2013 € 13.478,00 Roseto € 13.000,00 Notaresco € 1.000,00 Morro d’Oro € 27.478,00 L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità dell’eventuale compartecipazione ai costi del servizio. Il costo viene ripartito tra i tre Comuni in relazione alla spesa effettiva sostenuta per gli utenti di ciascun Comune. Il costo sarà valutato in base alle rette giornaliere applicate dalle strutture residenziali (I.P.A.B.), che svolgono attività di rilievo sanitario connesse con quelle socio-assistenziali, individuate dall’Ente in base al reddito netto disponibile, incluso le entrate esenti da imposta, riferite al solo assistito. L’assistito concorrerà interamente con il reddito netto disponibile alla spesa per il servizio, fatta salva una quota mensile per piccole spese personali fino al 20% della pensione minima I.N.P.S. per i dipendenti. L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) ⇒ statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 123 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ______________________ METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani seguiti; ⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 124 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Rischi Risposte Definizione di protocolli e procedure per organizzare le Sovrapposizione con altri forme di collaborazione ed servizi integrazione, specie sociosanitaria MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 6 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Il servizio sarà attuato con gestione diretta. ____________ AREA ANZIANI Scheda Servizio di Assistenza Personale Anziani – LIVELLO CONCORRENTE Garantire alla persona anziana un sistema coordinato di prestazioni complementari ai livelli essenziali di servizio, finalizzati a favorire il benessere personale e prevenire gli stati di disagio, materiale e psico-sociale. Servizio di Assistenza Personale Anziani Il Servizio si pone i seguenti obiettivi: ⇒ promuovere il benessere della persona anziana e prevenirne gli stati di disagio, di malattia e di emarginazione, attraverso un servizio di consulenza personalizzata, informazione, soluzione di bisogni personalizzati; ⇒ fornire una risposta personalizzata ai bisogni manifestati dall’anziano e non coperti dagli altri servizi dell’ambito sociale; ⇒ prevenire o arrestare processi involutivi fisici e psichici; ⇒ STRATEGIA fornire informazioni e strumenti utili alla risoluzioni di problematiche poste da persone anziane in genere in stato di bisogno. La strategia sociale che persegue il servizio è quella di offrire all’anziano un set di prestazioni di aiuto flessibili e personalizzati, di breve o lunga durata, non erogabili tramite servizi rigidi strutturati (ADI, ad esempio). Nel servizio sono ricomprese prestazioni di accompagnamento e trasporto degli anziani, Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 125 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI importanti per garantire l’accessibilità fisica e amministrativa degli altri servizi locali (sanitari, sociali) necessari per la qualità di vita della persona anziana. ATTIVITA’ PREVISTE Il Servizio Assistenza Personale Anziani (SAPA) dell’Ambito sociale Costa Sud 2: ⇒ Garantisce la conoscenza della domanda attuale e potenziale della popolazione anziana, al fine di favorire la messa a punto di linee di sviluppo dei servizi; ⇒ Raccorda le funzioni sociali di competenza del Comune con quelle sanitarie di competenza dell’AUSL; ⇒ Persegue la massima diffusione delle informazioni sui servizi esistenti nel territorio sulla loro attività e i loro progetti con l'aiuto di tutti i mezzi di comunicazione, in collaborazione con il Segretariato sociale; ⇒ Fornisce informazioni e accompagnamento per: o Visite specialistiche e prenotazioni; o Orari di servizi sia sanitari che di altro genere; o Accompagnamento attraverso una macchina a persone con stati di bisogno particolari; o Trasporto per centro diurno, servizi e presidi; o Costruzione di “rete” con gli altri servizi pubblici e del privato sociale del territorio; o Accoglimento e consulenza per la presentazione di richiesta di alloggio, di cure termali, di inserimento lavorativo, di richiesta di assistenza domiciliare privata; o Aiuto nello svolgimento di pratiche pensionistiche in collaborazione con le agenzie del territorio; o Disbrigo pratiche per l’assegnazione di pannoloni e ausili sanitari e approvvigionamento degli stessi; o Disbrigo pratiche burocratiche di ogni genere; o Ogni altra prestazione socio-assistenziale atta a rispondere al bisogno manifestato dall’anziano. Possono accedere al servizio anziani over 70, in mancanza di rete familiare di sostegno. Al Servizio si accede tramite invio del Servizio sociale professionale su richiesta dell’utente, sulla base del regolamento di servizio che sarà approvato dall’EAS. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 126 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI OPERATIVE PREVISTE ⇒ n. 1 responsabile coordinatore del Servizio; ⇒ n. 1 operatore all’accompagnamento; socio-assistenziale, addetto Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Il servizio si avvale dell’uso di automezzo in forma diretta o convenzionata, a seconda della soluzione più economica ed efficace. ⇒ Registro degli utenti abituali; ⇒ Registro analitico delle prestazioni giornaliere; ⇒ Registro dei contatti giornalieri e delle richieste al Servizio. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 16.912,00 * 2012 € 19.000,00* 2013 € 19.000,00* * di cui € 7.560,00 da interventi speciali * di cui € 10.793,60 da interventi speciali * di cui € 10.793,60 da interventi speciali € 16.912,00 € 19.000,00 € 19.000,00 L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità dell’eventuale compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 127 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE __________________ METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero degli anziani fruitori del servizio; ⇒ numero delle prestazioni mensili erogate per tipologia; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani; ⇒ numero totale dei contatti ricevuti dagli anziani. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 128 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Difficoltà ad implementare un sistema di qualità del servizio Rischio di non integrazione fra i servizi per la presa in carico dell’anziano MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Monitoraggio ed assistenza tecnica dell’Ufficio di Piano Responsabilizzazione del Servizio sociale professionale ed intervento del Gruppo di Piano Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase ammissione al servizio. ⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Costo orario medio del servizio: € 17,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 129 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI IV.5. AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IV.5.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Disabilità”: ⇒ Bisogno di supporto per le famiglie con gravi carichi assistenziali nella gestione globale del disabile, anche attraverso ausili per aumentare abilità ed autonomie ed attività di socializzazione che non ricadano sulla gestione familiare; ⇒ Limitata applicazione del principio delle pari opportunità di socializzazione ed integrazione delle persone disabili nell’ambito della comunità locale; ⇒ Difficile integrazione tra servizi sociali, sanitari ed enti affidatari dei servizi; ⇒ Forte bisogno di un servizio di trasporto per le persone disabili, in quanto la mobilità da/per i servizi non domiciliari è una delle problematiche principali per le famiglie; ⇒ Miglioramento dei servizi per l’inserimento lavorativo delle persone disabili, in termini di efficacia e sostenibilità dei percorsi avviati; ⇒ Maggiori informazione sui ruoli e compiti degli operatori dei servizi domiciliari e dei servizi di assistenza socio-educativa nelle scuole. Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Disabilità”: 1. Migliorare l’efficacia dei servizi di assistenza domiciliare per disabili e per le persone non auto-sufficienti; 2. Confermare e consolidare gli standard attuali del servizio di assistenza scolastica specialistica a favore degli studenti diversamente abili in condizione di gravità; 3. Rafforzare la rete locale di collaborazione, attraverso l’ampliamento e l’innovazione delle forme sostenibili di partenariato con associazioni ed enti sociali, culturali e sportivi, per favorire la socializzazione e la partecipazione alla vita di comunità delle persone disabili; 4. Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno per disabili, organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro; 5. Avviare la funzionalità della struttura per il “Dopo di noi” “CASA ROSA”. 6. Promuovere la mobilità sociale delle persone disabili e l’accesso alle opportunità del social network. IV.5.2. Num. 1 Obiettivo TITOLO AZIONE AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Servizio di Assistenza Domiciliare per persone Disabili – LIVEAS Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per le persone disabili, favorendo la continuità assistenziale e la personalizzazione degli interventi, finalizzati al rafforzamento delle risorse di autonomia personale e sociale per evitare l’istituzionalizzazione. Servizio di Assistenza Domiciliare per persone Disabili (ADD) Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 130 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI OBIETTIVI Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Disabili (ADD) sono: ⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale delle persone diversamente abili per contrastare i processi di istituzionalizzazione (limitandoli ai soli casi di mancanza di soluzioni alternative) e di esclusione sociale; ⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona disabile per ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare momenti di sollievo; ⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona disabile nella comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle procedure e degli strumenti di presa in carico personalizzata degli utenti. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire lo sviluppo dell’autonomia della persona disabile nel proprio ambiente di vita, attraverso un rapporto operatore domiciliare – disabile, in grado di proporre, accanto all’assistenza materiale, un intervento sia educativo, per valorizzare le abilità residue per una vita indipendente al grado consentito, sia socializzante, per promuovere la partecipazione attiva nella vita di comunità. Al servizio accedono disabili, anche mentali, con priorità per quelli in situazione di gravità, nella fascia di età 0-59 anni. Il servizio ADD è mirato ad una prestazione a valenza assistenziale-educativa e dovrà avere per obiettivo il miglioramento delle capacità personali e dell’autonoma gestione della vita quotidiana, attraverso la valorizzazione delle abilità residue. In particolare l’assistenza domiciliare consiste in: ⇒ miglioramento della capacità di svolgere un compito e una richiesta nella vita quotidiana in casa; ⇒ sviluppare il massimo della mobilità all’interno della propria casa (movimenti corporei, trasportare e spostare oggetti, camminare e spostarsi); ⇒ aiuto e sviluppo nella cura della propria persona (lavarsi, prendersi cura di singole parti del corpo, bisogni corporali, vestirsi, mangiare, bere, attenzione alla propria salute); ⇒ assistenza e sviluppo delle abilità necessarie nella vita domestica autonoma (procurarsi i beni necessari, preparare pasti, fare i lavori di casa, prendersi cura degli oggetti della casa, assistere gli altri). ⇒ promozione delle opportunità di socializzazione ed aggregazione esterna, per rafforzare il percorso di autonomia Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 131 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI di vita ed indipendenza globale della persona con disabilità. Tutte le prestazioni saranno strutturate ed erogate secondo un approccio targeted oriented, vale a dire attraverso una modulazione del servizio basata sui fabbisogni personali dell’utente e sulle correlate esigenze familiari. Per tutti gli utenti in carico sarà predisposto un Progetto educativo individualizzato. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Accesso al servizio: La domanda di intervento è inoltrata dalla persona interessata, o da chi per essa con il suo consenso informato (familiare, assistente sociale, medico curante, soggetto civilmente obbligato, tutore in caso di interdizione, servizi sociali). L’accesso alle prestazioni erogate dall’Ambito è subordinato al possesso dei requisiti previsti dal regolamento di accesso ai servizi, che sarà approvato dai Comuni dell’Ambito e all’eventuale compartecipazione alla spesa in base alle fasce di reddito secondo l’indicatore ISEE. Tali requisiti vengono verificati dall’Ufficio di Piano che cura l’istruttoria della richiesta. Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale: il compito dell’Assistente Sociale, individuato nel Servizio sociale professionale, è quello di presiedere alla determinazione della rete possibile e compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale; ⇒ Operatore domiciliare: individuato dell’affidatario del servizio, si tratta di una figura specificamente qualificata e svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, con particolare riferimento alla persona non autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora con gli operatori delle équipe professionalmente preposte rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in particolare: o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano personalizzato di assistenza; o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi interventi assistenziali ed in particolare collabora con Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 132 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI l’utente e la famiglia: nel governo della casa e dell’ambiente di vita; provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale; provvede all’igiene ed al cambio della biancheria; assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale, mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al mantenimento recupero dell’identità personale; provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella presso Centri di socializzazione, Servizi riabilitativi, visite mediche, ospedali, etc.; provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete che l’utente deve seguire; osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione etc.); utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente riducendo al massimo il rischio; gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, e, quando necessario, provvede ad acquisti da recare al domicilio del disabile; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale, animazione, socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare, con l’assistente sociale di zona; offre un servizio continuativo di assistenza qualora un genitore di disabile debba assentarsi da casa per qualche giorno per motivi gravi, dietro autorizzazione dell’Ufficio di Piano. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto generale del servizio; ⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun disabile; il progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale e con l’Unità di valutazione Multidimensionale in caso di Assistenza Domiciliare Integrata; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 133 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 70.000,00 € 70.000,00 2012 € 164.000,00 € 164.000,00 2013 € 164.000,00 € 164.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADD tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 134 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Gruppi per l’autonomia: nell’ambito delle prestazioni domiciliari, si promuoveranno momenti di incontro tra piccoli gruppi di utenti per sperimentare le proprie abilità di autonomia personale e sociale, mantenerle ed eventualmente migliorarle, in un contesto distensivo e di svago. ⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la promozione dello strumento del Patto locale per la Solidarietà Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed organizzazioni locali per favorire la partecipazione a titolo gratuito (o a condizioni meno onerose) a spettacoli ed eventi degli utenti disabili del servizio in condizioni di disagio economico, a fronte di eventuali sgravi da parte delle amministrazioni comunali sulle imposte locali o altri benefici. ⇒ Sperimentazione di percorsi esterni di tutoraggio per lo svolgimento in ambiente esterno (associazioni, centri sportivi, culturali, etc.) di attività a forte valenza di riconoscimento sociale (musica, sport, partecipazione alla organizzazione e alla realizzazione di eventi pubblici, etc.). METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei disabili seguiti in ADD; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADD, per tipologia di prestazioni; ⇒ costo orario degli interventi di ADD; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADD e degli enti invianti; ⇒ esiti degli interventi di ADD in termini di raggiungimento di una maggiore autonomia. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 135 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita autonomia Rischio di non integrazione fra i servizi sociali, scolastici e sanitari MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Protocolli operativi convenzioni di servizio e Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la fase di invio dell’utenza e dell’ammissione al servizio e per l’elaborazione e la valutazione del Progetto educativo individualizzato. ⇒ Gestione Indiretta. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 2 Obiettivo TITOLO AZIONE Costo orario medio del servizio: € 18,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persona diversamente abile non autosufficiente- LIVEAS Favorire la cura domiciliare delle persone non auto-sufficienti, attraverso un coordinamento efficace ed integrato delle prestazioni di carattere socio-assistenziale e sanitario, necessarie per garantire un livello decoroso di vita nel proprio ambiente domestico. Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persona diversamente abile non autosufficiente (ADI) Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 136 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI OBIETTIVI Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persone disabili non autosufficienti (ADI) sono: ⇒ Favorire il mantenimento nel proprio ambiente di vita delle persone non auto-sufficienti o di recente dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni socioassistenziali e sanitarie (cure mediche o specialistiche, infermieristiche, riabilitative); ⇒ Contribuire a migliorare la qualità della vita dell’utente e della famiglia, evitando l’ospedalizzazione impropria o il ricovero in strutture residenziali e/o anticipando le dimissioni qualora le condizioni sanitarie e socio-ambientali lo permettano; ⇒ Evitare i rischi di isolamento sociale e di impoverimento della qualità di vita della persona. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la permanenza nel proprio domicilio della persona disabile non autosufficiente, attraverso un approccio unitario di intervento, basato sul concorso progettuale di apporti professionali, sanitari e di protezione sociale, organicamente inseriti nel Progetto Assistenziale Individualizzato. Il servizio ADI è rivolto a persone in condizione di non autosufficienza o ridotta autosufficienza temporanea o protratta, derivante da condizioni personali critiche ancorché non patologiche o specificamente affetti da patologie croniche a medio lungo decorso o da patologie acute trattabili a domicilio che necessitano di assistenza da parte di una équipe multiprofessionale. E' rivolta altresì a pazienti oncologici in fase critica e/o terminale. L’ADI prevede una serie di prestazioni di carattere sanitario e socio-assistenziale, che andranno poi definite ed individualizzate in base ai fabbisogni dei singoli utenti e alle valutazione dell’UVM. Le tipologie di prestazioni dell’ADI sono: Principali prestazioni minime di carattere sanitario: ⇒ Assistenza infermieristica domiciliare; ⇒ Assistenza medico-generica e pediatrica di base; ⇒ Assistenza medico-specialistica; ⇒ Assistenza riabilitativa domiciliare. Prestazioni minime di carattere socio-assistenziale: ⇒ Prestazioni professionali di carattere sociale, psicologico, educativo; ⇒ Visite programmate dell'assistente sociale e degli operatori del servizio; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 137 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Attività di cura delle persone e della loro abitazione in caso di ridotta o totale non autosufficienza, permanente o temporanea, quale che ne sia la causa. ⇒ Attività di supporto educativo; ⇒ Supporto e accompagnamento per il disbrigo di attività burocratiche ed amministrative (certificazioni, denuncia dei redditi, domande di pensione, etc); ⇒ Accompagnamento dal domicilio a servizi sociali, sanitari, formativi; ⇒ Organizzazione dei servizi di trasporto verso servizi, scuola, luoghi di lavoro; ⇒ Preparazioni pasti a domicilio. Accesso al servizio: La domanda di intervento è inoltrata al Punto Unico di Accesso (PUA) dal medico di medicina generale, su segnalazione della persona interessata, della sua famiglia, dei servizi sociali territoriali, dei servizi residenziali od ospedalieri. L’accesso alle prestazioni dell’ADI è subordinato alla valutazione dell’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM) costituita presso il Distretto Sanitario di Base, che svolge i seguenti compiti: ⇒ Valutazione dell'autosufficienza dei pazienti da ammettere all'ADI; ⇒ Valutazione Multidimensionale dei bisogni assistenziali dei pazienti e dei loro nuclei familiari (il piano assistenziale deve essere condiviso con il paziente e con il nucleo familiare e da essi sottoscritto); ⇒ Ammissioni e dimissioni relative all'ADI; ⇒ Definizione del percorso assistenziale dei paziente nel sistema residenziale; ⇒ Elaborazione dei Personalizzato. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Piano Assistenziale Individuale Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane Professionalità funzionalmente previste per l’operatività del Servizio di ADI rispetto alle prestazioni di carattere socioassistenziali. ⇒ Assistente sociale: il compito dell’Assistente Sociale, individuata nel Servizio sociale professionale, è quello di presiedere alla determinazione della rete possibile e compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 138 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale; ⇒ Operatore domiciliare: individuato dell’affidatario del servizio, si tratta di una figura specificamente qualificata e svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, con particolare riferimento alla persona non autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora con gli operatori delle équipe professionalmente preposte rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in particolare: o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano personalizzato di assistenza; o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi interventi assistenziali ed in particolare collabora con l’utente e la famiglia: nel governo della casa e dell’ambiente di vita; provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale; provvede all’igiene ed al cambio della biancheria; assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale, mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al mantenimento recupero dell’identità personale; provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella presso Centri di socializzazione, Servizi riabilitativi, visite mediche, ospedali, etc.; provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete che l’utente deve seguire; osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione etc.); utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente riducendo al massimo il rischio; gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, e, quando necessario, provvede ad acquisti da recare al Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 139 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI domicilio del disabile; collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psicofisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale, animazione, socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare, con l’assistente sociale di zona; offre un servizio continuativo di assistenza qualora un genitore di disabile debba assentarsi da casa per qualche giorno per motivi gravi, dietro autorizzazione dell’Ufficio di Piano. Le prestazioni competenza. sanitarie sono erogate dall’ASL di Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Progetto generale del servizio; ⇒ Progetto di Assistenza Individualizzato per ciascun disabile; il progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale e con l’Unità di valutazione Multidimensionale; ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE Costi diretti 2011 € 9.111,32 Totale € 9.111,32 2012 € 14.000,00 € 14.000,00 2013 € 14.000,00 € 14.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADI tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 140 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE Componenti essenziali per la migliore erogazione dei servizi di ADI sono la famiglia, il volontariato e le altre risorse di cittadinanza, che, in una corretta logica di integrazione con i servizi sociali, possono costituire un supporto alla famiglia o vicariare quest'ultima quando non sia presente o abbia difficoltà a svolgere i compiti assistenziali. Al fine di rafforzare l’efficacia del servizio rispetto ai fabbisogni espressi ed emergenti dell’utente e della sua famiglia, è prevista la seguente azione sussidiaria: ⇒ Individuazione e orientamento del "Referente familiare" per ciascun utente in carico, vale a dire della persona che si prende cura per più tempo dell'assistito, stando più frequentemente in "contatto" con lui. Si tratterà, in genere, di un familiare o comunque un convivente con l'assistito stesso; in qualche caso può essere un amico o un vicino di casa o un volontario. Il Referente familiare svolge una funzione di assistenza diretta della singola persona, provvedendo ad aiutare l’assistito. E' importante che l'équipe assistenziale e l'unità valutativa ADI individuino precocemente la persona che svolge questo ruolo e ne valutino capacità competenze ed esigenze di supporto, in quanto può costituire risorsa operativa preziosa contribuendo alla realizzazione del piano assistenziale individuale. METODOLOGIE DI Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 141 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI VALUTAZIONE dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei disabili seguiti in ADI; ⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADI, per tipologia di prestazioni; ⇒ costo orario degli interventi socio-assistenziali di ADI; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADI; ⇒ esiti degli interventi di ADI in termini di raggiungimento di una maggiore autonomia. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Risposte Cronicizzazione Previsione di strumenti di dell’intervento con rischio verifica e di fasi limitate nel di perdita autonomia tempo Difficile integrazione tra le Definizione di una convenzione prestazioni sanitarie e le di servizio nell’ambito del prestazioni socio- Programma Socio-Sanitario assistenziali dell’Ambito (PSA) Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 142 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, che collabora con l’UVM per la presa in carico, il monitoraggio e la valutazione degli utenti dell’ADI. ⇒ Gestione indiretta per l’erogazione delle prestazioni del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 3 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Costo orario medio del servizio: € 18,44. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili in condizioni di gravità – Assistenza socio-educativa scolastica per disabili gravi – LIVEAS Confermare gli standard di qualità del servizio di assistenza scolastica per studenti disabili, migliorando le modalità di accesso e gestione operativa delle prestazioni socio-educative offerte, per garantire una reale fruizione del diritto allo studio e alla partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale nella comunità di appartenenza. Servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili in condizioni di gravità – Assistenza socio-educativa scolastica per disabili gravi Gli obiettivi del Servizio sono: ⇒ Garantire il pieno godimento del diritto allo studio degli alunni in situazione di handicap; ⇒ Favorire la partecipazione attiva alla vita scolastica della persone diversamente abile, al fine di rafforzarne le abilità e svilupparne nuove potenzialità; ⇒ Offrire un supporto professionale e specialistico al ruolo di sostegno educativo e relazionale proprio della scuola e della famiglia. STRATEGIA L’Ambito intende consolidare il servizio di assistenza scolastica specialistica per l’autonomia e la comunicazione dei disabili, confermandone standard quantitativi (minimo 21 ore di assistenza settimanale) e qualitativi (progetti educativi individualizzati), che, Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 143 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ATTIVITA’ PREVISTE nella passata programmazione, ha prodotto importanti risultati. La strategia dell’Ambito prevede di rafforzare il servizio attraverso la formalizzazione delle procedure di accesso e gestione del servizio, attraverso l’approvazione di uno specifico regolamento, e attraverso la messa a regime del Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO). Servizio che viene svolto nell’ambito scolastico, al fine di garantire il diritto allo studio degli alunni in situazione di handicap della scuola primaria e scuola secondaria di primo grado. E’ un supporto all’alunno diversamente abile nei percorsi educativi e relazionali e non attiene alla cura materiale dello stesso e/o alla sua custodia (a cui è tenuta l’Amministrazione scolastica). In particolare, l’assistenza specialistica è complementare e non sostitutiva dell’attività dell’insegnante curriculare e di sostegno della scuola e delle prestazioni di natura sociale e sanitarie; l’assistenza socio-educativa scolastica è anch’essa funzionalmente distinta, complementare e non sostitutiva sia dell’attività didattica dell’insegnante di sostegno che del supporto alla cura dell’igiene personale e alla deambulazione del collaboratore scolastico; Le prestazioni sono a carattere socio-assistenziale e a carattere educativo, e si sostanziano nelle seguenti tipologie funzionali: ⇒ Educazione all’acquisizione delle funzioni primarie (controllo attività fisiologiche, capacità di alimentazione, etc.); ⇒ Affiancamento in classe per l’agevolazione dell’inserimento nel gruppo e dello scambio delle relazioni sociali ed affettive; ⇒ Ausilio nell’attività ricreativa e pratico-motoria; ⇒ Intervento e sostegno educativo individuale nell’ambito di un curriculum scolastico personalizzato; ⇒ Accompagnamento alle gite scolastiche insieme alla classe dell’alunno disabile; ⇒ Continuità del servizio anche nel caso di permanenza a domicilio dell’allievo disabile per periodi medio-lunghi. Le prestazioni da garantire all’utente sono progettate, organizzate e monitorate nel Progetto Educativo Individualizzato (PEI), definito dal Gruppo di Lavoro per l’Handicap Operativo (GLHO), in raccordo con l’ente gestore del servizio. TEMPISTICA Il Servizio è gestito in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e con l’Equipe multidisciplinare scolastica dell’Azienda USL. Non sarà consentita la compresenza tra educatore e insegnante di sostegno, per evitare forme di protezione e di isolamento dai coetanei, salvo in casi particolari che richiedono un’intensa attività di tipo assistenziale (es. gravissimi pluriminorati). Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 144 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE RISORSE FINANZIARIE COSTO AZIONE Zona 2011-2013. Risorse umane ⇒ Educatore: Il Servizio deve utilizzare esclusivamente operatori in possesso della qualifica di Educatore o comunque equiparati ai sensi della deliberazione della Giunta Regionale n. 700 del 09.08.04, oppure in possesso della Laurea in Scienze dell’educazione. – Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € 147.000,00 Roseto € 43.900,00 Morro d’Oro € 23.634,00 Notaresco € 25.670,00 Assistenza Scolastica studenti Scuole Superiori (Provincia) € 240.204,00 2012 € 438.625,00 Roseto € 90.000,00 Morro d’Oro € 63.350,00 Notaresco € 64.000,00 Assistenza scolastica studenti Scuole Superiori (Provincia) € 655.975,00 2013 € 438.625,00 Roseto € 90.000,00 Morro d’Oro € 63.350,00 Notaresco € 64.000,00 Assistenza scolastica studenti Scuole Superiori (Provincia) € 655.975,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una compartecipazione economica dell’utenza. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito secondo l’importo presunto sopra indicato, in relazione agli utenti di ciascun Comune. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 145 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI prestazioni offerte; ⇒ Opuscoli, brochure e volantini per la promozione della conoscenza del servizio tra la cittadinanza; ⇒ Formazione sull’adozione nazionale ed internazionale per le coppie aspiranti all’adozione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Adozione del Regolamento del servizio per la disciplina del funzionamento del Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO) e la definizione delle modalità di accesso. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei disabili assistiti; ⇒ n. medio di ore settimanali per utente; ⇒ percentuale di copertura del servizio; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e degli utenti; ⇒ esiti degli interventi. Strumenti di monitoraggio dell’azione: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 146 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI CRITICITA’ E I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Scarsa integrazione tra personale dell’ente gestore del servizio e servizio sociale professionale dell’Ambito Sovrapposizione del ruolo degli Educatori del servizi con quello del personale scolastico, docente e non Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita dell’autonomia MODALITA’ GESTIONE DELL’AZIONE DI Risposte Adozione del Regolamento del servizio per la disciplina del funzionamento del GLHO Disciplinare mansionario del servizio e Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la presa in carico, il monitoraggio e la valutazione degli utenti da inserire. ⇒ Gestione Indiretta per l’erogazione delle prestazioni del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Costo orario medio del servizio: € 16,10 N.B. il costo orario del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo ( al netto del ribasso d’asta offerto in sede di gara) delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 147 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Num. 4 Obiettivo AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Centro diurno per disabili – LIVEAS Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno per disabili, organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro di Roseto, per offrire alle persone disabili una maggiore diversificazione delle attività e la fruizione di maggiori spazi per lo svolgimento delle attività socio-educative e ricreative. TITOLO AZIONE OBIETTIVI Centro diurno per disabili L'obiettivo del Centro Diurno Disabili è quello di offrire alla persone maggiorenni con disabilità un ambiente con un clima relazionale positivo e di ascolto che favorisca il mantenimento e lo sviluppo di abilità nell'ambito cognitivo, dell'autonomia personale, sociale, affettiva e occupazionale (dove è possibile) attraverso specifici laboratori ed attività di socializzazione, in un’ottica di visione adulta e responsabile. In particolare, gli obiettivi specifici del servizio sono: ⇒ Favorire lo sviluppo dell’autonomia e della dimensione personale della persona disabile, dell’accrescimento delle capacità relazionali, dell’orientamento e dell’inserimento lavorativo, per garantire una buona qualità di vita personale, familiare e sociale; ⇒ Favorire il mantenimento e lo sviluppo nella persona disabile delle relazioni sociali e interpersonali con il contesto e l'ambiente di appartenenza. ⇒ Fornire strumenti ed opportunità di sollievo alle famiglie con gravi carichi assistenziali; ⇒ Prevenire l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità, attraverso un’offerta professionale ed individualizzata di prestazioni specialistica di carattere sociale, educativo e riabilitativo. STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE Il Centro diurno di servizi per l’autonomia persegue una strategia di sostegno alla persona disabile, in grado di valorizzare la socializzazione nel gruppo e nel tessuto sociale, le abilità personali in vista di un inserimento socio-lavorativo, la formazione e l’acquisizione di nuovi apprendimenti che possano agevolare l’autonomia delle funzioni di vita quotidiane, l’inserimento nel contesto territoriale e relazionale di vita ed abitudini. Il Centro Diurno per Disabili è progettato come luogo di incontro, di crescita, di scambio, di aiuto all’inserimento sociale, lavorativo, scolastico, oltre che di svolgimento di attività riabilitative Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 148 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI decentrate con la collaborazione dell’AUSL. Le prestazioni e le attività previste nel servizio sono: ⇒ Attività di formazione, educative e di socializzazione volte a favorire la vita di relazione e prevenire l’isolamento; ⇒ Potenziamento e/o mantenimento delle abilità acquisite; ⇒ Attività ludico – ricreative; ⇒ Percorsi di musicoterapia; ⇒ Organizzazione di momenti di aggregazione con il resto della comunità; ⇒ Servizio di trasporto dal luogo di abitazione dell’utente al Centro e viceversa; ⇒ Laboratorio per l’acquisizione e il sostegno di capacità e competenze; ⇒ Consulenza legale e amministrativa; ⇒ Attività sportive presso strutture locali (tennis, nuoto). Tutte queste attività devono essere contestualizzate nel territorio, per favorire i processi di inclusione sociale rispondendo ai bisogni culturali e sociali delle persone. Saranno, quindi, attivati tutti i collegamenti che rispondono alle esigenze del progetto individuale e, quando possibile, dell'attività occupazionale (rapporti con i fornitori e i clienti, corsi di formazione finalizzati all'attività, conoscenza e confronto con altre realtà lavorative). Sarà, inoltre, favorita la partecipazione ad iniziative del territorio che garantiscano il riconoscimento dell'identità adulta e il rispetto del diritto all'integrazione nel contesto sociale. TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale; ⇒ Educatori qualificati. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ Centro diurno, localizzato nel Comune di Roseto e da poco trasferitosi in una struttura nuova e più grande, dispone dei seguenti spazi: ⇒ Progetto generale del Servizio. ⇒ Laboratorio per le attività manuali; ⇒ Spazio per la socializzazione ed attività creative e ludico formative; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 149 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Laboratorio di Multimedialità per facilitare, anche in vista di un inserimento gratificante ed efficace, l’utilizzo del computer, che facilita il gioco, l’apprendimento, la scrittura e la comunicazione. ⇒ Mensa; ⇒ Laboratorio musicale. ⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun disabile, redatto d’intesa con il Servizio Sociale Professionale dell’Ambito; ⇒ Registro degli utenti; ⇒ Registro delle prestazioni giornaliere. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE Costi diretti 2011 € 44.000,00 2012 € 90.000,00 2013 € 90.000,00 Totale € 44.000,00 € 90.000,00 € 90.000,00 Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno disabili tra i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle prestazioni offerte; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 150 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la promozione dello strumento del Patto locale per la Solidarietà Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed organizzazioni locali per favorire la partecipazione a condizioni agevolate a spettacoli ed eventi degli utenti disabili del servizio in condizioni di disagio economico. ⇒ Sperimentazione di percorsi esterni sperimentali di tutoraggio per lo svolgimento in ambiente esterno (associazioni, centri sportivi, culturali, etc.) di attività a forte valenza di riconoscimento sociale (musica, sport, partecipazione alla organizzazione e alla realizzazione di eventi pubblici, etc.). METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ numero dei disabili seguiti dal Centro; ⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente; ⇒ numero progetti educativi individualizzati elaborati; ⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 151 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI dei disabili frequentanti; ⇒ numero attività in esterna realizzate; ⇒ esiti degli interventi in termini di autonomia. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Cronicizzazione dell’intervento con rischio di perdita dell’autonomia Rischio di non integrazione tra i servizi sanitari e sociali MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Risposte Previsione di strumenti di verifica e di fasi limitate nel tempo Protocolli operativi e convenzioni di servizio Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per la presa in carico, il monitoraggio e la valutazione degli utenti da inserire. ⇒ Gestione Indiretta per l’erogazione delle prestazioni del servizio. COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Costo orario medio del servizio: € 18,47. N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 152 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Num. 5 Obiettivo AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in strutture cd. del “Dopo di noi” – LIVEAS Garantire l’ospitalità di persone diversamente abili prive di rete parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di noi” del territorio, attraverso l’integrazione economica per il pagamento delle rette, e avviare la funzionalità organizzativa ed operativa della struttura per il dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto degli Abruzzi. TITOLO AZIONE OBIETTIVI STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in strutture cd. del “Dopo di noi” Scopo del servizio è quello di sostenere gli utenti bisognosi con interventi finalizzati a garantire l’ospitalità di persone diversamente abili prive di rete parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di noi”, attraverso l’integrazione economica per il pagamento delle rette e la costruzione di un percorso personalizzato per mantenere le abilità e le autonomie di vita quotidiana acquisite. La strategia dell’Ambito per garantire ospitalità e assistenza a persone in condizione di grave disabilità e prive della rete familiare primaria prevede un duplice approccio: ⇒ Creare una rete locale con le strutture idonee per ospitare comunità del “Dopo di noi”, per permettere l’accessibilità alla sistemazione dei disabili gravi senza famiglia dell’Ambito, attraverso la contribuzione al pagamento della retta; ⇒ Promuovere l’attivazione della comunità per il “Dopo di noi” “CASA ROSA”, una struttura di nuova costruzione, sita presso i locali del Centro diurno per disabili, in grado di offrire servizi abitativi di qualità attraverso l’integrazione tra settori e una rete interfunzionale con il terzo settore. L’attivazione del servizio costituisce una ipotesi residuale rispetto alle prestazioni e agli interventi previsti dal Piano di Zona in favore delle persone con disabilità. Destinatari del servizio saranno persone maggiorenni con disabilità grave di tipo fisico, psichico, sensoriale, intellettivo o relazionale, che necessitano di soggiorno in strutture residenziali. Le modalità di funzionamento del servizio saranno le seguenti: ⇒ Valutazione del bisogno di residenzialità per disabili gravi da parte del Servizio Sociale Professionale e, se del caso, in collaborazione con l’Equipe di valutazione multidimensionale; ⇒ Valutazione del reddito ISEE del disabile grave richiedente; ⇒ Individuazione della struttura residenziale; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 153 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Predisposizione di un progetto personalizzato globale dell’utente inserito; ⇒ Adempimenti amministrativi. L’EAS si farà promotore dell’attivazione e messa a regime della Comunità del Dopo di noi presso la struttura della “Casa Rosa”, attraverso la predisposizione di un disciplinare per l’organizzazione ed il funzionamento del servizio. Una volta conseguite le condizioni necessarie di operatività, l’EAS proporrà la candidatura della Comunità per l’accesso a finanziamento specifici in ambito nazionale, regionale e locale (es. Progetto RADAR – Rete Abruzzese per il Dopo di noi e l’Autonomia Residenziale, promosso dalla Regione Abruzzo e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Fondo per la Non-Autosufficienza). TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Assistente sociale; ⇒ Equipe di valutazione multidimensionale (per utenti con bisogno socio-sanitario) Strutture, attrezzature e strumenti operativi; ⇒ Comunità per il “Dopo di Noi”“CASA ROSA”; ⇒ Progetto personalizzato globale di inserimento. RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE Costi diretti Totale 2011 € 1.400,00 € 1.400,00 2012 € 2.800,00 € 2.800,00 2013 € 2.800,00 € 2.800,00 L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando eventualmente l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 154 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE ⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la promozione dello strumento del Patto locale per la Solidarietà Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed organizzazioni locali per favorire la partecipazione a condizioni agevolate a spettacoli ed eventi degli utenti disabili del servizio in condizioni di disagio economico. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ Numero di disabili ospitati; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 155 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Percentuale di progetti personalizzati redatti sul totale utenti; ⇒ % disabili ospitati con valutazione UVM. Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Risposte Rafforzamento del sistema dei Eccessivo onere finanziario servizi domiciliari Rischio di sovrapposizione Protocolli operativi e con altri servizi convenzioni di servizio MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) Num. 6 Obiettivo TITOLO AZIONE OBIETTIVI Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta. ____________________ AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI Scheda Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale – LIVELLO CONCORRENTE Completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a favore delle persone con disabilità, attraverso un pacchetto di interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di attività ludico-ricreative. Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale Gli obiettivi specifici dell’azione sono: ⇒ garantire il diritto del disabile alla salute e all’attività motoria, sportiva ed espressiva attraverso interventi a valenza sociale e sanitaria con cicli di riabilitazione e corsi; Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 156 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI STRATEGIA ATTIVITA’ PREVISTE TEMPISTICA STRUTTURE ORGANIZZATIVE ED OPERATIVE PREVISTE ⇒ garantire il diritto alla mobilità ed all’accesso ai servizi sociosanitari per tutte le persone disabili, specie quelle in condizioni di disagio economico e/o prive del supporto della rete familiare; ⇒ fornire alle famiglie un supporto concreto per il sollievo dei carichi assistenziali in alcuni momenti dell’anno e/o della giornata. L’EAS intende completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a favore delle persone con disabilità attraverso un pacchetto di interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di attività ludico-ricreative. L’offerta di servizi complementari è così articolato: ⇒ Attività di nuoto e terapia in acqua presso la Piscina Comunale di Roseto degli Abruzzi, da realizzarsi anche in collaborazione con l’AUSL. L’accesso avverrà attraverso un contributo che l’EAS erogherà alle famiglie ammesse al servizio; ⇒ Trasporto e mobilità sociale, che prevede servizi di trasporto per persone dializzate e servizi di trasporto delle persone disabili presso centri/strutture a carattere riabilitativo, terapeutico o sociale. L’accesso al servizio sarà gestito direttamente dall’EAS; ⇒ Servizio di colonia marina per disabili nel periodo estivo. L’accesso al servizio sarà gestito direttamente dall’EAS; ⇒ Fornitura ausilii didattici per alunni portatori di handicap. I servizi saranno erogati con cadenza annuale, per tutta la vigenza del Piano di Zona 2011-2013. Risorse umane: ⇒ Le attività di nuoto e terapia in acqua saranno realizzate da personale specializzato nei settori di riferimento. ⇒ Autista e assistente-accompagnatore, fornito dall’ente gestore del servizio. ⇒ Educatori qualificati per il servizio di colonia marina. Strutture, attrezzature e strumenti operativi: ⇒ L’Attività di nuoto e terapia in acqua sarà realizzata presso la Piscina comunale di Roseto degli Abruzzi; ⇒ Trasporto e mobilità sociale: il servizio sarà gestito indirettamente, tramite un operatore specializzato con mezzi idonei al trasporto di persone disabili, anche gravi. ⇒ Servizio di colonia marina: il servizio sarà gestito indirettamente, tramite un operatore specializzato nel settore della disabilità con attrezzature idonee per le attività e la Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 157 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI RISORSE FINANZIARIE – COSTO AZIONE sicurezza dei minori disabili in spiaggia; ⇒ Ausili didattici. Corsi di nuoto e terapia in acqua: Costi diretti Totale 2011 € 1.825,00 € 1.825,00 2012 € 3.650,00 € 3.650,00 2013 € 3.650,00 € 3.650,00 Servizio Trasporto e mobilità sociale: Costi diretti Totale 2011 € 28.200,00 € 28.200,00 2012 € 56.000,00 € 56.000,00 2013 € 56.000,00 € 56.000,00 2012 € 18.000,00 € 18.000,00 2013 € 18.000,00 € 18.000,00 2012 € 4.000,00 € 4.000,00 2013 € 4.000,00 € 4.000,00 Servizio Colonia Maria estiva: Costi diretti Totale 2011 € xxxxxx € xxxxxx Ausilii scolastici : Costi diretti Totale ANALISI DEI COSTI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA, COMUNICAZIONE, INFORMAZIONE 2011 € xxxxxx € xxxxxx L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando eventualmente l’entità di compartecipazione ai costi del servizio. Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno, come da Accordo di Programma. Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali . L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema: Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 158 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI ⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di collaborazione; ⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza; ⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e gestita dall’Ufficio di Piano; ⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi dell’Ambito. AZIONI SUSSIDIARIE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE _____________________ Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano. Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi generali: ⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste; ⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione; ⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle relazioni di servizio. Indicatori principali: ⇒ N. persone disabili partecipanti alle attività di nuoto e terapia in acqua; ⇒ N. persone disabili che usufruiscono del servizio di trasporto e mobilità sociale; ⇒ N. persone disabili partecipanti alla colonia marina estiva; ⇒ Livello soddisfazione dell’utenza. Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 159 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI Strumenti di monitoraggio dell’azione: ⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese successivo a quello di riferimento; ⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. RISCHI E CRITICITA’ I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella seguente tabella: Rischi Risposte Ottimizzazione dei costi per Limitata disponibilità di ampliare il numero di utenti dei posti rispetto alle richieste diversi servizi MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità: ⇒ Gestione diretta per l’erogazione dei contributi per i corsi di nuoto e di terapia in acqua; ⇒ Gestione indiretta per i servizi di trasporto e di colonia marina (l’accesso al servizio sarà gestito direttamente dall’EAS). COSTO ORARIO DEL SERVIZIO (in caso di esternalizzazione) ___________________________ Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 160 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI SEZIONE V – GESTIONE DEL PIANO V.1. Composizione ed organizzazione Ufficio di Piano L’Ufficio di Piano è lo strumento esecutivo tramite il quale l’E.A.S. provvede all’attuazione del Piano stesso. Con tale modalità si avvia un modello organizzativo e di gestione dei servizi (diretta o mediante soggetti terzi) orientato ai risultati, tale da rendere possibile la gestione dei processi, con le relative fasi di controllo e di valutazione. Le funzioni attribuite all’Ufficio di Piano, all’interno del livello di responsabilità amministrativo-gestionale che gli compete, consistono, principalmente, in: coordinamento delle attività e rapporti con Comuni ed altri soggetti coinvolti nell’attuazione del Piano di Zona; gestione dei servizi; predisposizione di bandi, gestione delle gare e pubblicazione del loro esito; amministrazione; rendicontazione ; monitoraggio e valutazione; sistema informativo. organizzare e valutare le attività del piano di zona in termini di customer satisfaction e monitoraggio dei servizi e progetti del Piano di Zona Il Dirigente dell’Ufficio di Piano è individuato nella figura del Dirigente I^ Settore del Comune di Roseto. L’Ufficio di Piano è composto dalle seguenti figure : Funzionario servizi sociali Comune di Roseto degli Abruzzi; N.1 Funzionario servizi sociali Comune di Notaresco; N.1 Funzionario servizi sociali Comune di Morro d’Oro; N.1 Amministrativa Comune di Roseto degli Abruzzi; N.2 Assistenti Sociali per Comune di Roseto degli Abruzzi; N.1 Assistente Sociale per Comuni di Notaresco e Morro d’Oro. Risorse finanziarie dell’Ufficio di Piano: 2011 2012 2013 Ufficio di Piano € 3.977,50 € 5.955,00 € 5.955,00 Spese generali e spese personale parzialmente dedicato alle azioni di Piano € 90.000,00 € 180.000,00 € 180.000,00 Totale € 93.977,50 € 185.955,00 € 185.955,00 Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 161 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI V.2. Informazione, comunicazione, partecipazione della cittadinanza e degli attori sociali sussidiari L’Ambito Costa sud 2 si propone l’obiettivo primario di costruire e consolidare un rapporto con la cittadinanza basato sull’ascolto e sulla partecipazione alle decisioni. Occorrerà che l’intera attività amministrativa sia orientata sull’ascolto del cittadino nelle varie espressioni, sia singole che organizzate, e alla capacità di dare risposte giuste e adatte alle esigenze espresse. Comunicazione : Potenziamento dell’azione di informazione alla collettività sull’operato amministrativo dell’EAS e sull’avanzamento dei programmi e dei progetti, attraverso un’ampia scelta di strumenti tra loro integrati. I mezzi di comunicazione utilizzati saranno sia informatici sia tradizionali, ma non meno efficaci (manifesti, totem, lettere, momenti di incontro, brochure, etc); Miglioramento e aggiornamento continuo della pagina del sito istituzionale dell’EAS destinata ai Servizi Sociali ; Implementazione, sviluppo e miglioramento del sistema di comunicazione interna, con l’obiettivo di facilitare i processi di conoscenza dei diversi settori. Predisposizione e divulgazione della Carta della cittadinanza sociale. Partecipazione dei cittadini : Promozione della partecipazione attiva dei cittadini ai momenti più significativi dell’Amministrazione comunale al fine di realizzare un’azione sinergica con la cittadinanza , al fine di individuare le reali esigenze della stessa; Promozione di incontri con la cittadinanza per la presentazione, informazione e discussione di tematiche di carattere generale che riguardano lo sviluppo dell’Ambito. Risorse finanziarie: Sistema informativo locale Carta cittadinanza sociale Piano Sociale Regionale 2011-2013 2011 2012 2013 € 1.250,00 € 2.500,00 € 2.500,00 € 1.250,00 € 4.500,00 € 4.500,00 Pagina 162 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI V.3. La formazione professionale degli operatori La formazione costituisce un asse portante per l’attuazione del Piano. I Comuni e l’Azienda USL si impegnano a garantire ai dipendenti la piena partecipazione a tutte le azioni formative utili alla crescita professionale e allo scambio di esperienze da parte degli operatori del Piano. Nella fase di start-up del Piano, nel primo anno, è dedicata maggiore attenzione agli aspetti formativi di accompagnamento e supporto, in particolare per l’attivazione del PUA (Punto Unico di Accesso). Nel dettaglio, subito dopo la valutazione di conformità del Piano da parte della Regione, dovrà essere fornita una formazione breve, rivolta ai funzionari ed aperta agli operatori attivi nel Piano, finalizzata alla predisposizione degli strumenti attuativi del presente Piano (documentazione, modalità di riunione, schemi-tipo di documenti, schemi di procedure, sintesi di impegni, agenda dell’operatore di Piano, predisposizione di atti, schede di accesso e di monitoraggio, etc.). La formazione avviene in aula e sul campo attraverso assistenza tecnica diretta. Sono previsti, nell’arco del triennio, i seguenti moduli formativi: Formazione dei funzionari, Assistenti sociali e personale amministrativo con corsi brevi e mirati all’acquisizione di strumenti per atti ed adempimenti amministrativi collegati alla realizzazione del Piano, nonché alla gestione del Sistema informativo; Formazione degli operatori sociali e sanitari sia pubblici (Segretariato sociale, Servizio sociale professionale, AUSL) che privati (responsabili affidatari dei servizi e case manager sociali), attraverso moduli brevi di approfondimento dedicati alle modalità di collaborazione e alla metodologia del lavoro in équipe alla luce della gestione integrata, all’implementazione della Carta dei servizi, alla predisposizione dei progetti personalizzati e degli strumenti previsti dal Piano. La formazione viene realizzata in stretta collaborazione con l’AUSL di TeramoDSB di Roseto. Risorse finanziarie per la formazione: 2011 € 2.500,00 Piano Sociale Regionale 2011-2013 2012 € 5.000,00 2013 € 5.000,00 Pagina 163 di 164 GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI VI. Gli atti allegati 1) Delibere Consigli Comunali di approvazione del PDZ 2) Profilo Sociale Locale corredato dal verbale di approvazione della Conferenza dei Sindaci del 20 giugno 2011 3) Piano finanziario del Piano di Zona 2011-2013 (Quadro delle entrate e delle spese) 4) Accordo formale di concertazione con i Sindacati 5) Accordo di Programma con la ASL 6) Documento di indirizzi generali di integrazione socio-sanitaria, approvato dalla Conferenza dei Sindaci del 20 giugno 2011 Piano Sociale Regionale 2011-2013 Pagina 164 di 164