GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Piano di zona 2011-2013
Ambito territoriale sociale n. 8
Costa Sud 2
Città
di Roseto degli Abruzzi
Comune
di Notaresco
Comune
di Morro d’Oro
E.A.S. COMUNE DI ROSETO DEGLI ABRUZZI
STESURE
Piano di Zona
Data sottoscrizione
accordo di programma
01
Prima stesura
___________Luglio 2011
02
03
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AMBITO TERRITORIALE SOCIALE
n.
8
Denominazione
COSTA SUD 2
Ente di Ambito Sociale:
ROSETO DEGLI ABRUZZI
Comune/Comuni
1
2
3
COMUNE DI ROSETO DEGLI
ABRUZZI
COMUNE DI NOTARESCO
COMUNE DI MORRO D’ORO
Provincia
TERAMO
Azienda USL
Distretto/i Sanitario/i
di Base
TERAMO
ROSETO DEGLI ABRUZZI
GRUPPO DI PIANO
(indicare nominativi e rappresentanze dei componenti del Gruppo di
Piano)
Nominativo
Organismo rappresentato
Enio Pavone
Sindaco del Comune di Roseto degli Abruzzi
Mario De Sanctis
Sindaco del Comune di Morro d’Oro
Valter Catarra
Sindaco del Comune di Notaresco
Assessore Politiche Sociali del Comune di Roseto
Alessandro Recchiuti
degli Abruzzi
Assessore Politiche Sociali del Comune di Morro
Gianmichele Narcisi
d’Oro
Assessore Politiche Sociali del Comune di
Diego Di Bonaventura
Notaresco
Dott. Renato Rasicci
Vice Presidente Amm.ne Provinciale di Teramo
Dirigente I^ Settore Comune di Roseto degli
Dott. Gabriella Lasca
Abruzzi EAS di Ambito Sociale
Di Marcantonio Gabriele
Esperto di Valutazione PDZ
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Annarita
Ciriolo
(segretaria Componenti Ufficio di Piano
verbalizzante) e Dott. Lorena Marcelli
del Comune di Roseto degli Abruzzi,
Franca Geroni del Comune di Morro
d’Oro, Annamaria De Luca del Comune
di Notaresco
Dott. Natascia Parisciani, Comune di
Assistente
sociale
del
servizio
sociale
Roseto degli Abruzzi
professionale dell’ambito
Capo Forania di Roseto degli Abruzzi, Notaresco
Don Pietro Cappelli
e Morro d’Oro
Dirigente Istituto Tecnico d’Istruzione Superiore
Prof.ssa Di Gregorio Elisabetta
“V.Moretti” - Roseto degli Abruzzi
Rappresentante Scuola di istruzione I^ Grado
Prof.ssa Piccioni Anna Maria
Notaresco e Morro d’Oro
Rappresentante Dipartimento Giustizia Minorile
Dott.ssa Gigante Daniela
sede di Teramo
Presidente Coop. Sociale “COS Nuovi Servizi” Dott.ssa Sacchetti Gabriella
Roseto degli Abruzzi
Presidente Coop. Sociale “In-Contro” - Roseto
Catia Nuzzolese
degli Abruzzi
Presidente Coop. Sociale “Labor” - Roseto degli
Massimo Marini
Abruzzi
Presidente Coop. Sociale “I Girasoli” - Roseto
Di Pietro Valentina
degli Abruzzi
Associazione “Dimensione Volontario” - Roseto
Dott. Fabio Josè Petrone
degli Abruzzi
Assistente Sociale Ufficio Esecuzione Penale
Dott.ssa Iole Gualtieri
Esterna – Teramo
Prof.ssa Di Filippo Paola
Polo liceale Saffo
Dott.ssa Piccioni Nicoletta
A.F.G.P. Centro Guerrieri – Roseto degli Abruzzi
Presidente Coop. Sociale “I Colori” - Roseto degli
Dott. Marco Lucantoni
Abruzzi
Dirigente Scolastica Scuola di Istruzione di I^
Prof.ssa M.Gabriella Di Domenico
Grado D’Annunzio –Romani – Roseto degli
Abruzzi
Rappresentante Direzione Didattica 2^ Circolo
Mummolo Gerolama
Roseto degli Abruzzi
Domenico Ruffini
ASL-DSB Roseto degli Abruzzi
Descrizione del processo di formazione del Piano di Zona
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L’iter formativo del Piano di Zona è stato contraddistinto dalle seguenti fasi:
CONFERENZA DEI SINDACI
05 aprile 2011: (i) Avvio programmazione, analisi problematiche inerenti le minori
contribuzioni del FNPS e FSR; (ii) Approvazione composizione Gruppo di Piano; (iii)
Nomina Coordinatore Conferenza dei Sindaci; (iv) Approvazione Regolamento interno.
12 aprile 2011: (i) Nomina Gruppo di Piano; (ii) Nomina Ufficio di Piano; (iii) Decisioni
su Concertazione sindacale; (iv) Analisi disponibilità finanziarie FNPS, FSR.
20 giugno 2011: (i) Variazione composizione e coordinatore Conferenza dei Sindaci; (ii)
Ratifica nominativi componenti Gruppo di Piano; (iii) Approvazione Profilo Sociale Locale;
(iv) Indirizzi programmatici; (v) Decisioni su: Consultazione con Sindacati e cittadinanza Integrazione Socio-Sanitaria – Contenuto dell’Accordo di Programma.
29 giugno 2011: Indirizzi programmatici per attivazione servizi II^ semestre 2011
secondo previsioni nuovo PSR 2011-2013;
08 luglio 2011: Esame risorse finanziarie per PDZ 2011-2013 dell’ATS n.8 Costa Sud 2.
12 luglio 2011 : Approvazione Piano di Zona ed invio dello stesso ai Consigli Comunali
GRUPPO DI PIANO
19 aprile 2011: (i) Definizione ed approvazione del Regolamento del Gruppo di Piano; (ii)
Nomina Coordinatore Gruppo di Piano; (iii) Verifica risultati della precedente
programmazione; (iv) Calendario di lavoro.
05 maggio 2011: (i) Analisi dei bisogni per area di intervento; (ii) Approvazione Profilo
Sociale Locale; (iii) Definizione priorità di intervento;
12 luglio 2011: Definizione bozza di Piano da trasmettere alla Conferenza dei Sindaci.
SOTTOGRUPPO ASL/AMBITO
12 maggio 2011: Incontro con rappresentante del DSB di Roseto per avvio
programmazione integrazione socio-sanitaria e futura elaborazione del PSA;
20 giugno 2011: Approvazione linee funzionamento PUA.
FORUM DEI CITTADINI
27 giugno 2011: Il Forum è stato un momento importante della programmazione, con
l’ascolto dei fabbisogni espressi dalla popolazione e dall’utenza dei servizi.
CONCERTAZIONE CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI
23 giugno 2011: condivisione delle priorità della nuova programmazione;
29 giugno 2011: verifica congiunta dei risultati della precedente programmazione sociale
e stipula dell’accordo di concertazione per il nuovo PdZ 2011-2013.
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SEZIONE I - PROFILO SOCIALE LOCALE
1.1. Gli indicatori di impatto e di strategia contesto dell’Ambito territoriale (a cura ATS)
COD.
A.n.E
A.1.E
A.2.E
A.3.E
A.4.E
INDICATORE
Indicatori di impatto dei livelli
essenziali (Infanzia, giovani e
famiglia)
Tasso copertura posti asili nido
/servizi integrativi per la prima
infanzia per popolazione della
classe di età 0-2 anni
Tasso di partecipazione
giovanile 15-25 anni ai servizi
attivati
Tasso di copertura su totale
famiglie
Tasso copertura su totale
famiglie con persone
diversamente abili
INDICATORE
AMBITO
CATEGORIA
INDICATOR
E
n.d.
Impatto
LIVEAS
n.d.
Impatto
LIVEAS
0,18
Impatto
LIVEAS
n.d.
Impatto
LIVEAS
A.5.E
Numero affidi e adozioni
10
A.6.E
Numero bambini e famiglie
seguite
2
A.7.E
Numero minori in comunità
10
A.8.E
B.n.E
B.1.E
B.2.E
B.3.E
B.4.E
B.5.E
C.n.E
C.1.E
Numero segnalazioni casi
violenza ai minori
Indicatori di impatto dei livelli
essenziali (Inclusione sociale)
Tasso copertura servizi di
inclusione per gruppo target
Percentuale di progetti
personalizzati con reddito di
inserimento su totale utenti
Tasso di accessi con ISEE su
tot. Utenti
Percentuale progetti integrati
su totale utenti
Numero contatti e interventi
Pronto Intervento Sociale
Indicatori di impatto dei livelli
essenziali (Anziani)
Tasso di copertura
domiciliarità
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2
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
60%
100%
100%
16
79%
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
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C.2.E
C.3.E
C.4.E
C.5.E
C.n.E
D.1.E
D.2.E
D.3.E
D.4.E
D.5.E
D.6.E
S
S.1
S.2
S.3
S.4
S.5
S.6
S.7
S.8
S.9
Tassi copertura servizio
domiciliare h/utente
Numero utenti assistiti a
distanza
Tasso copertura anziani non
autosufficienti
N. attività continue di automutuo-aiuto per anziani
Indicatori di impatto dei livelli
essenziali (Disabilità)
Tasso copertura servizio
domiciliare disabili
Numero di persone
diversamente abili fruitori
assistenza scolastica
specialistica/media oraria di
assistenza
Percentuale di progetti
personalizzati su tot.
popolazione disabile
Numero posti disponibili di
comunità “dopo di noi”
Tasso copertura servizi diurni
su tot. pop. disabile
Numero pers. con disagio
mentale in carico
Indicatori di strategia
Percentuali di spesa per area
Infanzia, giovani e famiglia
Percentuali di spesa per area
Inclusione sociale
Percentuali di spesa per area
Anziani
Percentuali di spesa per area
Disabilità
Percentuale di spesa dei livelli
essenziali
Quote investite Azienda Usl e
Ambito per integrazione
Punti Unici di Accesso attivati
nell'ambito
Percentuale di finanziamento
da parte ambito
Percentuale di
compartecipazione utenza
Piano Sociale Regionale 2011-2013
103
18
100%
n.d.
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
95%
Impatto
LIVEAS
674,33
Impatto
LIVEAS
100%
Impatto
LIVEAS
9
n.d
n.d.
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
Impatto
LIVEAS
21,9%
Strategia
9,1%
Strategia
17,5%
Strategia
45,4%
Strategia
40,7%
Strategia
n.d.
Strategia
1
Strategia
76,5%
Strategia
0,00%
Strategia
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Quota pro-capite investita
utente per servizio
S.10
175,67
Strategia
1.2 Elaborazione ed analisi del contesto sociale generale dell’Ambito
Territoriale
Al 31 dicembre 2010, la popolazione complessiva dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa
Sud 2” era di 35.749 abitanti, con un aumento del 4% circa rispetto al rilevamento
dell’ultimo Piano di Zona (2006). Il territorio dell’Ambito comprende i 3 Comuni di Roseto
degli Abruzzi, Notaresco e Morro d’Oro e 59 frazioni e località, con un territorio di circa
Kmq 119,43 e una densità media di 261,8 abitanti/kmq.
Sezione dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa Sud 2”
Fonte: Comuni-Italiani.it
Roseto degli Abruzzi è il Comune più esteso e popoloso dell’Ambito, con circa il 70% degli
abitanti totali, seguito da Notaresco (19,52%) e da Morro d’Oro (10,35%).
Tabella 1 – Bilancio demografico dell’Ambito Costa Sud 2 – Anno 2010
Indicatore
Popolazione residente al 01.01.2010
Ambito Costa Sud
2
Roseto degli
Abruzzi
Notaresco
Morro d’Oro
35.519
24.887
6.999
3.633
Saldo naturale
-29
-22
-6
-1
Saldo migratorio
217
214
-14
17
Saldo migratorio interno
117
158
-55
14
Saldo migratorio estero
100
56
41
3
Saldo totale
188
192
-20
16
Popolazione residente al 31.12.2010
35.749
25.072
6.979
3.698
Popolazione residente media
35.634
24.979
6.989
3.666
Tasso di crescita naturale
-0,81
-0,88
-0,86
0,28
Tasso di crescita totale
5,27
7,68
2,86
4,41
14.653
10.976
2.529
1.148
-----
2,27
2,77
3,16
Numero famiglie (dato al 01.01.2010)
Numero medio di componenti per famiglia
(dato al 01.01.2010)
Fonte: Anagrafi comunali – Elaborazione dell’EAS
Nell’Anno 2010, il bilancio demografico dell’Ambito ha registrato un saldo totale
positivo di 188 punti, frutto in gran parte dell’elevato saldo migratorio interno del
Comune di Roseto degli Abruzzi. Il saldo naturale risulta negativo per tutti i
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Comuni dell’Ambito, con un peggioramento complessivo di 8 punti rispetto al 2006:
negli ultimi 4 anni, quindi, anche a Notaresco e Morro d’Oro il numero delle morti ha
superato quello delle nascite; a Roseto il saldo è leggermente in crescita, passando dal -31
del 2006 al -22 del 2010. Si segnala, inoltre, un significativo decremento del saldo
migratorio interno del Comune di Notaresco, che passa dal -32 del 2006 al – 55 del
2010, in parte bilanciato dall’incremento del saldo migratorio estero (+ 13 punti).
Rispetto al profilo sociale del precedente Piano di zona, l’aumento della popolazione
straniera nell’Ambito rappresenta uno degli aspetti più macroscopici: in
quattro anni, i residenti stranieri nell’Ambito sono passati da 1.183 a 2.058 (+73%), con
una incidenza del 4,50% sul totale della popolazione. Quasi il 70% degli stranieri risiede a
Roseto degli Abruzzi, confermando il ruolo di maggior polo recettivo dei flussi migratori
nell’Ambito; crescono, ad ogni modo, le presenze straniere anche a Notaresco (+83%) e
Morro d’Oro (+53%). Le comunità più numerose (ISTAT 2010) sono l’albanese (763), la
rumena (441), la macedone (131), la polacca (118) e la cinese (69).
Tabella 2 – Indicatori popolazione straniera residente – Anni 2009 – 2010
Ambito Costa Sud
2
Roseto degli
Abruzzi
Notaresco
Pop. straniera residente al 01.01.2010
1.969
1.400
426
143
Pop. straniera residente al 31.12.2010
2.058
n.d.
441
n.d.
5,54%
5,62%
6,08%
3,93%
21,78%
22,00%
22,06%
18,88%
3,63%
3,46%
4,64%
3,93%
65,56%
61,00%
76,00%
72,72%
Indicatore
Pop. straniera – Inc. % pop. totale
(dato al 01.01.2010)
Pop. straniera – Inc. % minorenni
(dato al 01.01.2010)
Pop. extra UE – Inc. % residenti tot. (dato al
01.01.2010)
Pop. extra UE – Inc. % su stranieri
(dato al 01.01.2010)
Morro d’Oro
Fonte: ISTAT – Elaborazione dell’EAS
La composizione anagrafica della popolazione per classi di età, rispetto al 2006, segnala un
aumento di 12 punti dell’indice di vecchiaia medio: ogni 100 giovani sotto i 14 anni
ci sono 148,15 persone anziane ultrasessantacinquenni. Solo Morro d’Oro registra un calo
dell’indice di vecchiaia, in forza del significativo aumento negli ultimi 4 anni della
popolazione tra 0 e 14 anni (+8,75%). Nel complesso, l’Ambito evidenzia un progressivo
aumento della popolazione anziana: le persone che superano i 65 anni sono 7.242 (pari al
20,38% della popolazione totale), con un incremento medio annuale dal 2006 al 2010 di
quasi 90 unità. Gli ultrasettantacinquenni passano dai 2.718 del 2006 ai 3.598 del 2010
(10,12% della popolazione dell’Ambito, vale a dire +2% in quattro anni). In lieve calo l’area
bambini e giovani (0-29 anni), che passa dal 32,20% al 31%. La fascia adulta attiva (30-59
anni) si conferma stabile rispetto al 2006, coprendo quasi il 43% della popolazione totale; il
dato trova ragione anche per l’effetto del costante e significativo aumento delle persone
immigrate residenti: l’incidenza del numero di immigrati sul totale della popolazione tra i
30 e i 59 anni passa dal 3,8% del 2006 (572) al 6,32% nel 2010 (964), il che sta a significare
che il numero delle persone straniere in età lavorativa nell’Ambito è cresciuto di oltre
2,50% in quattro anni. In questo quadro demografico, l’indice di dipendenza senile
medio registra un aumento di 8,26 punti, con significativi peggioramenti in tutti i Comuni
dell’Ambito: Roseto degli Abruzzi +9,62 punti, Notaresco +5.72 punti e Morro d’Oro +3,98
punti.
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Tabella 3 – Indicatori relativi alle classi di età per Comune e provenienza
Ambito Costa Sud 2
IT
ST
Fascia di età
Roseto degli Abruzzi
IT
ST
252
Notaresco
IT
ST
Morro d’Oro
IT
ST
Fascia di età 0 -1 4 anni
4.888
355
3.379
987
82
Fascia di età 15 – 29 anni
6.098
552
4.243
379
1.230
128
522
21
Fascia di età 30 – 59 anni
15.248
964
10.687
693
2.983
198
1.578
Fascia di età 60 – 74 anni
5.687
82
4.049
61
1.104
17
534
4
Fascia di età 75+ anni
3.598
16
2.529
15
695
1
374
0
Fascia di età 65+ anni
7.242
64
5.152
51
1.398
11
695
2
Indice di vecchiaia
148,15
18
152
20,23
141,64
13,41
133,14
9,52
Indice di dipendenza senile
30,96
4,19
31,49
4,64
30,29
3,30
28,76
1,41
625
45
73
Fonte: Dati ISTAT al 01.01.2010– Elaborazione dell’EAS
Il tendenziale invecchiamento della popolazione incide anche sulla condizione di vita delle
persone, in particolare con l’emergere di situazioni di handicap e la diminuzione (o la
perdita) di auto-sufficienza nella vita quotidiana. Nel 2010, la ASL ha accertato
complessivamente la condizione di handicap di 535 persone: 349 hanno una età superiore
a 64 anni; di questi, 225 sono in condizione di grave disabilità.
Tabella 4 –Attività Commissioni interne di accertamento handicap (2010)
Ambito Costa Sud 2
Esito
Di cui
positivo
gravi
Fascia di età
Roseto degli Abruzzi
Esito
Di cui
positivo
gravi
Fascia di età 0 -3 anni
5
4
4
Fascia di età 4 – 18 anni
31
10
17
3
4
Notaresco
Esito
Di cui
positivo
gravi
1
1
10
Morro d’Oro
Esito
Di cui
positivo
gravi
0
0
4
4
2
Fascia di età 19-25 anni
6
4
5
4
1
0
0
0
Fascia di età 26 – 39 anni
22
10
11
5
7
4
4
1
Fascia di età 40 – 64 anni
122
57
79
36
25
11
18
10
349
225
245
155
68
42
36
28
535
310
361
207
112
62
62
41
Fascia di età > 64 anni
Totale
Fonte: ASL Teramo/DSB Roseto – Elaborazione dell’EAS
La situazione occupazionale nell’Ambito (Anno 2010) evidenzia una lieve crescita del
numero di occupati nel periodo 2007 – 2010 in tutti i Comuni (Roseto +286 unità;
Notaresco +50; Morro d’Oro +14). Il numero complessivo dei disoccupati
nell’Ambito è pari a 5.809. L’andamento dei dati sul lavoro dal 2007 al 2010 ha visto
un considerevole aumento delle persone disoccupate in tutti i Comuni: Roseto passa dai
3.278 del 2007 ai 4.262 del 2010; Notaresco dagli 814 del 2007 al 1.017 del 2010; Morro
d’Oro dai 459 del 2007 ai 530 del 2010. Va doverosamente precisato che, alla luce del D.lgs.
n. 181/2000, del D.lgs. n. 297/2002 e della Del. G.R. Abruzzo m. 157/2000, sono
considerati in stato di disoccupazione anche coloro che, pur lavorando, percepiscono un
reddito da lavoro uguale o inferiore al limite escluso da imposizione fiscale (€ 8.000 per
lavoro subordinato e € 4.800 per lavoro parasubordinato), i lavoratori socialmente utili e i
lavoratori iscritti nelle liste di mobilità. Il dato, infine, va ponderato anche con il numero di
imprese individuali presenti sul territorio (liberi professionisti, artigiani, etc.), non
ricompresi nel conteggio del Centro per l’Impiego. Non sarebbe corretto, quindi, procedere
ad una misurazione percentuale dei tassi di disoccupazione, occupazione e di attività.
Rileva, tuttavia, segnalare che resta elevato il divario tra l’occupazione maschile e
l’occupazione femminile, a dimostrazione che le pari opportunità e l’accessibilità al mercato
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del lavoro sono una sfida ancora aperta in tutti i Comuni dell’Ambito. Meno marcata
risulta, comunque, la differenza tra disoccupati uomini e donne tra i 16 e i 24 anni, dove si
registra un sostanziale parità.
Tabella 5 – Dati occupazionali - Annualità 2010
Indicatore
Totale occupati
Occupati maschi
Occupati femmine
Ambito Costa Sud
2
Roseto degli
Abruzzi
Notaresco
Morro d’Oro
8.444
5.755
1.842
847
4.686
3.154
1.086
446
3.758
2.601
756
401
5.809
4.262
1.017
530
Disoccupati maschi
2.382
1.764
397
221
Disoccupati femmine
3.427
2.498
620
309
811
600
149
62
Disoccupati maschi 16-24 anni
412
308
72
32
Disoccupati femmine 16-24 anni
399
292
77
30
Totale disoccupati
Totale disoccupati 16-24 anni
Fonte: Centro per l’Impiego di Teramo – Elaborazione dell’EAS
Bilancio demografico e situazione socio-occupazionale si riflettono anche sulla condizione
reddituale della popolazione dell’Ambito. Complessivamente, si segnala che nel 2009 il
reddito medio nei Comuni dell’Ambito è stato inferiore alla media provinciale sia a
Notaresco (-1.391 euro) che a Morro d’Oro (-1.188 euro) e leggermente superiore a Roseto
degli Abruzzi (+236 euro). La serie storica dal 2005 al 2009, se da un lato evidenzia una
crescita lenta ma costante del reddito nel Comune di Roseto (nel 2008 e 2009 ha superato
la media della Provincia e si è avvicinata alla media regionale), dall’altro mette in luce la
difficoltà protratta nei Comuni più piccoli a migliorare la propria condizione economica.
Tabella 6 – Dati sul reddito medio Irpef per anno nell’Ambito
Regione
Abruzzo
Provincia di
Teramo
2005
€ 8.351
2006
€ 8.942
2007
€ 9.721
2008
€ 9.628
2009
€ 9.749
Anno
Roseto degli
Abruzzi
Notaresco
€ 8.003
€ 7.832
€ 6.744
€ 6.553
€ 8.487
€ 8.440
€ 7.213
€ 7.039
€ 9.193
€ 9.116
€ 8.026
€ 7.745
€ 9.291
€ 9.316
€ 8.050
€ 7.946
€ 9.361
€ 9.597
€ 7.970
€ 8.173
Morro d’Oro
Fonte: ISTAT – Elaborazione dati Comuni-italiani.it
I.3 Valutazione di impatto dei risultati della precedente programmazione
Il Piano di zona 2007-2009 dell’Ambito Costa Sud 2, entrato pienamente a regime nel
2008 e prorogato per tutta l’annualità 2010 e per il primo semestre 2011, ha avuto come
obiettivo strategico la garanzia dei livelli essenziali di servizio, da perseguire attraverso
il passaggio dalla logica del progetto (temporaneo e spesso discontinuo) a quella del
servizio (permanente ed universalistico), in un’ottica di sostenibilità, consolidamento e
miglioramento del sistema dei servizi.
Confermando questo approccio, il 4° Piano di zona propone un’analisi delle performance
e degli impatti del precedente PdZ in relazione agli obiettivi specifici di ciascuna Area
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di intervento, al fine di fare emergere criticità e punti di forza, per rilanciare una
programmazione locale che, pur limitata dai considerevoli tagli alla spesa, intende
comunque impegnarsi per garantire gli standard quantitativi e qualitativi raggiunti dal
sistema sociale, anche alla luce dei fabbisogni emergenti.
AREA MINORI, GIOVANI E FAMIGLIA
Sintesi dei principali impatti sociali:
⇒ L'incremento dell’offerta di posti negli asili nido ha consentito alle famiglie,
sempre più frequentemente composte da genitori entrambi lavoratori e prive del
supporto della rete familiare allargata, di migliorare le condizioni di vita sociale e
lavorativa in relazione alla cura dei figli minori (0-2 anni);
⇒ I centri diurni sono ormai una realtà fortemente radicata sul territorio e
rappresentano un punto di riferimento per minori (6-17 anni) e genitori, sia dal punto
di vista socio-psico-educativo che per la gestione dei tempi familiari. La richiesta del
servizio di ludoteca è stata pienamente soddisfatta, anche se la potenzialità ricettiva di
alcune strutture non risulta pienamente utilizzata. È in crescita la domanda di servizi
diurni integrativi, come la mensa e il sostegno scolastico, in parte non soddisfatta;
⇒ Pur non essendo stati pienamente raggiunti gli obiettivi del Servizio socio-psicoeducativo per le famiglie, anche per il notevole ritardo nell’avviamento dei Punti
Famiglia, l’Ambito è comunque riuscito a focalizzare alcune aree di disagio delle
famiglie, attraverso: (i) il Progetto “Bullo non è bello” (2010), che ha promosso
interventi di sostegno a genitori nel percorso di crescita e formazione dei figli, con
particolare riguardo alle problematiche affettive, di identità e sessuale, ai conflitti
intrafamiliari e all’integrazione scolastica e sociale; (ii) il Progetto “Rete ADRIA”
(2009-2010), con la realizzazione di guide informative sui temi della violenza di
genere e domestica e lo stalking contro madri e bambine, e la formazione specialistica
degli operatori;
⇒ Soddisfacente è stata la performance del servizio affido ed adozioni, con la forte
riduzione delle istituzionalizzazioni (solo 3 in comunità in regime diurno) rispetto agli
affidamenti familiari. Ancora insufficiente, tuttavia, risulta la rete delle famiglie
disponibili all’affidamento;
⇒ L’assistenza domiciliare minori si conferma come uno dei servizi cardine del
sistema sociale locale, sia in termini qualitativi che quantitativi: la lista di attesa, già
limitata nella precedente programmazione, è stata azzerata nel 2010. Si registra,
tuttavia, una tendenziale cronicizzazione del disagio delle famiglie assistite, nessuna
delle quali risulta dimessa dal percorso di sostegno per esito positivo.
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Tabella 7 – AREA MINORI, GIOVANI E FAMIGLIA: performance, punti di forza e criticità
Obiettivi
Indicatori
Indice di copertura del servizio
popolazione 0-2 anni
Lista di attesa
Raggiungere l’obiettivo del
33% dei posti in asili nido
entro il 2008
Potenziare i centri diurni e
realizzare una rete
funzionale di
coordinamento
Istituire il servizio sociopsico-educativo per le
famiglie
Performance e risultati
2008-10
Indice del 47,5% raggiunto nel 2010 nel Comune di Roseto (su una popolazione
0-2 anni pari a 699 bambini nel Comune).
n. 3 asili nido (iscritti: 2008-09: 133 bambini; 2009-10: 102 iscritti; 2010-11: 97
iscritti, di cui 11 per attività integrative)
3 bambini per il Comune di Roseto
Sperimentazione
di
servizi
Sperimentazione nell’anno 2008-09 di due progetti integrativi: (i) Progetto
innovativi per la prima infanzia
lettura “Un libro al nido”; (ii) Progetto “Centro Giochi”
Punti di forza: Forte impegno economico ed operativo delle Amministrazioni– Programmazione dei servizi –
Comunicazione efficace – Offerta di servizi ed attività integrative
Criticità: Problmatica accessibilità dei servizi per problemi di trasporto dalle località periferiche agli asili
% incremento del tasso di
Si è registrato un incremento del 56% dal 2006 al 2010 (766 utenti nel triennio)
frequenza
% di compartecipazione alla spesa
La compartecipazione delle famiglie è stata di € 100 per minore
da parte delle famiglie
Media di 1 operatore ogni 11 utenti, misurata su tutte le tipologie di attività e
Rapporto operatori/utenti
servizi offerti (ludoteca, mensa, sostegno scolastico)
n. riunioni annuali intersettoriali
Gli incontri hanno avuto cadenza semestrale (in totale circa 6 incontri nel
tra centri, scuole, servizi sociotriennio), con la partecipazione del personale del servizio e degli assistenti sociali
sanitari
dell’Ambito
Punti di forza: Stretta collaborazione dei centri diurni con il SSP dell’Ambito e altri servizi (inclusione sociale,
ADM, affido familiare) - Lavoro di rete con le scuole e con gli altri servizi dell’Ambito per minori e famiglie
Criticità: Carenza di coordinamento centrale per l’integrazione degli interventi a favore del nucleo familiare –
Aumento della multidimensionalità dei bisogni dell’utenza, rispetto al n. operatori previsti ed assegnati al servizioInsufficienza del servizio trasporto - Nel centro “La cittadella dei ragazzi” si registra un numero di utenti inferiore
alle potenzialità del servizio
Numero di famiglie in carico
20 famiglie nel 2010, anche attraverso il Progetto “Bullo non è bello”, finanziato
dalla Legge 296/2006
Numero servizi messi in rete
ASL e scuole con sede nell’Ambito
Numero protocolli di intervento e
istituzioni firmatarie
Numero di segnalazioni di
violenza pervenute al servizio
Sono stati stipulati protocolli con ASL e tutte le 7 scuole elementari medie
dell’Ambito
7 segnalazioni nel triennio (violenza domestica di genere; violenza assistita)
Punti di forza: Sinergia con altre iniziative e reperimento finanziamenti ulteriori – Lavoro di rete con ASL e scuole
Criticità: Servizio attivato in ritardo - Ritardata attivazione dei Punti Famiglia
Rafforzare il servizio per
l’affido familiare e
l’adozione e garantire
l’assistenza anche in fase
post-adottiva
% di affidamenti rispetto alle
100% di affidamenti (3 utenti inseriti in comunità in regime diurno)
istituzionalizzazioni
Numero famiglie in elenco
4
disponibili all’affidamento
Numero famiglie adottive in
26 (2008: 6 famiglie; 2009: 12 famiglie; 2010: 8 famiglie)
carico
Punti di forza: Presa in carico del minore in rete con i servizi del territorio - Valutazione in itinere degli
inserimenti
Criticità: Difficile collaborazione con la ASL per la gestione dei minori della comunità educativa dal punto di vista
sanitario - Carente collaborazione con le organizzazione culturali e sportive - Assenza di una soluzione abitativa per
i maggiorenni che risultano non accompagnati - Difficoltà nell’inserimento lavorativo per i minori in carico
Numero di famiglie in carico
Potenziare l’assistenza
domiciliare minori
Numero di adolescenti coinvolti
Promuovere interventi per
gli adolescenti e i giovani
38 famiglie in carico nel triennio, per un numero complessivo di 61 minori
Decremento
numero
minori
Nel triennio sono stati affidati 8 minori al SSP dal Tribunale Minori
affidati dal TM al SSP
% di famiglie dimesse per esiti
Tutte le famiglie prese in carico hanno continuato ad usufruire del servizio nel
positivi
triennio (le sole dimissioni sono avvenute per cause diverse dall’esito positivo)
Punti di forza: Basso indice di turn-over del personale, professionalità degli educatori, costante reperibilità e
disponibilità dell’equipe - Stretta collaborazione tra SADM e Centri Aggregativi
Criticità: Difficile comunicazione interservizi - Carenza di coordinamento centrale per l’integrazione degli
interventi a favore del nucleo familiare - Tempi di invio al servizio spesso lunghi rispetto alle necessità - Assenza di
una lista di attesa dell’utenza addebitabile in parte alla scarsa propensione alle segnalazioni da parte della scuola
- Tendenziale cronicizzazione dell’utenza
50 minori nel triennio
Punti di forza: Ampia partecipazione alle iniziative realizzate
Criticità: Carenza di progettualità nel medio periodo delle iniziative
Fonte: EAS
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AREA INTEGRAZIONE E INCLUSIONE SOCIALE
Sintesi dei principali impatti sociali:
⇒ Il consolidamento dei servizi di inclusione sociale, avviati già nel 2005, ha
rappresentato uno degli aspetti più qualificanti della passata programmazione,
soprattutto per il supporto concreto al superamento nel breve-medio termine della
condizione di impoverimento che sempre più persone e famiglie si sono trovate a
fronteggiare per la prima volta;
⇒ Gli strumenti della borsa-lavoro e dei tirocini formativi si dimostrano ancora poco
efficaci, nel medio-lungo termine, per stabilizzare la condizione lavorativa degli utenti.
Poche aziende hanno aderito alla rete e questo ha comportato che la maggior parte
degli inserimenti sia stata effettuata da enti pubblici ed organizzazioni del terzo
settore;
⇒ Il servizio di pronto intervento sociale, pur con risorse limitate, ha consentito di
fare fronte alle emergenze di vita quotidiana delle persone in estrema povertà e senza
fissa dimora.
Tabella 8 – AREA INTEGRAZIONE-INCLUSIONE SOCIALE: performance,
punti di forza e criticità
Numero di famiglie in condizioni di povertà
seguite
Performance e risultati
2008-10
200 utenti nel triennio (162 tirocini attivati nel triennio, per una
durata media di 4 mesi; erogati 38 redditi di inserimento)
% progetti personalizzati sul totale assistiti
100%
Obiettivi
Prevenire l’esclusione
sociale e la povertà
nell’Ambito
Indicatori
11 organizzazioni (Gruppo di volontariato vincenziano, Associazione
Banco di Solidarietà, 8 parrocchie, Caritas Santa Maria Assunta)
Punti di forza: Focalizzazione delle prestazioni sui fabbisogni effettivi dell’utenza grazie ai progetti personalizzati
– Capacità della rete di intercettare le situazioni di bisogno nell’Ambito
Numero organizzazioni inserite in rete
Criticità: Pericolo di passivizzazione e cronicizzazione dei bisogni
Rafforzare e consolidare il
Servizio di inclusione
sociale
Numero redditi di inserimento erogati
38 redditi di inserimento erogati
Numero di contratti di inserimento stipulati
200 contratti di inserimento stipulati (vale a dire che tutti gli utenti
del servizio hanno stipulato un contratto di inserimento)
Numero di utenti e % di inserimento
Il 100% degli utenti in carico ha stipulato un contratto di inserimento
Numero di disabili in carico
30 disabili ex Legge 98 e 104 (2010: 12; 2009: 10; 2008: 8)
Numero di aziende in rete
4 organizzazioni profit e no-profit (Cordivari, Pro-loco Morro d’Oro;
Associazione Girotondo; Associazione Dimensione Volontario)
Numero di enti in rete intersettoriale
11 enti
Punti di forza: Risposta rapida ai fabbisogni delle famiglie in difficoltà, anche attraverso sussidi e micro-credito Inserimenti al lavoro attraverso borse-lavoro e tirocini
Criticità: Difficile sostenibilità delle borse-lavoro nel tempo e precarietà della soluzioni lavorative individuate –
Numero limitato di aziende ed organizzazioni aderenti alla rete e disponibili agli inserimenti
Potenziare il Pronto
intervento sociale
Numero interventi effettuati
16 nel triennio
Numero minori accolti nella comunità di
pronta accoglienza
39 minori accolti
2008: 12 minori, di cui 3 in regime diurno, 2 in pronto intervento
2009: 18 minori, di cui 2 in regime diurno
2010: 9 minori, di cui 2 in regime diurno
Punti di forza: Capacità di rapida accoglienza nella comunità per minori – Collaborazione con i SSP dell’EAS
Criticità: Difficile collaborazione con la ASL per la gestione dei minori della comunità educativa dal punto di vista
sanitario - Assenza di una soluzione abitativa per i maggiorenni che risultano non accompagnati
Fonte: EAS
AREA PERSONE ANZIANE
Sintesi dei principali impatti sociali:
⇒ Nonostante un indice di copertura del servizio di assistenza domiciliare che
raggiunge quasi l’80%, la lista di attesa è ancora lunga (40 anziani nel 2010). La
cronicizzazione delle situazioni di non autosufficienza con l’aumentare dell’età non
permette un ricambio delle persone assistite, che avviene, di fatto, solo dopo il decesso
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di un utente. In prospettiva, visto anche il trend del bilancio demografico locale, è
ipotizzabile un ulteriore aumento della domanda del servizio;
⇒ L’offerta di prestazioni da parte del Centro diurno prevede una soddisfacente
articolazione e diversificazione delle attività (attività motorie, artistiche, gite, attività
al mare), confermata dall’ampio numero di presenze nel triennio. Da rilevare, tuttavia,
come il Centro sia in larga parte frequentato da anziani del Comune di Roseto, a
rappresentare la difficoltà di chi vive nelle località interne di raggiungere
autonomamente la costa;
⇒ Un servizio di grande impatto sui fabbisogni della popolazione anziana è stato
quello dall’assistenza personale (SAPA), che ha garantito, in particolare, il trasporto
delle persone anziane non auto-sufficienti presso i presidi sanitari e luoghi di visite e
riabilitazione. L’Ambito è riuscito ad erogare il servizio grazie anche all’integrazione
delle risorse con quelle del Piano Locale per la Non-Autosufficienza;
⇒ L’integrazione socio-sanitaria, ed in particolare il PUA, non ha prodotto gli effetti
attesi in merito alla definizione di efficienti procedure per l’assegnazione
dell’assistenza domiciliare integrata, che continua a conservare un approccio quasi
esclusivamente sanitario.
Tabella 9 – AREA PERSONE ANZIANE: performance, punti di forza e
criticità
Obiettivi
Performance e risultati
2008-10
Indicatori
Numero utenti in carico per Comune di
appartenenza
Potenziare l’assistenza
domiciliare anziani
Migliorare l’accessibilità
del Centro diurno per
anziani
283 anziani nel triennio
% di copertura del servizio
79% nel triennio
% di non autosufficienti seguiti
29,7% nel triennio
% di ADI attivate su totale utenti
12% nel triennio
% di compartecipazione alla spesa da parte
Il servizio è stato erogato gratuitamente a tutti gli utenti
delle famiglie
Punti di forza: Raccordo con i servizi sanitari per informazioni su ricoveri e day hospital – Complementarietà del
servizio con il SAPA (in particolare, il trasporto, garantito anche nei casi di urgenza alle persone non autosufficienti) – Coordinamento con il SSP
Criticità: Lunga lista di attesa– Tempi di attesa lunghi tra emersione dei bisogni dell’utenza e accesso al servizioLimitata percezione della gamma di prestazioni a disposizioni dell’utenza, che spesso circoscrive il servizio alla
pulizia domestica e personale – Scarsa integrazione socio-sanitaria per l’assegnazione di ADI – Insufficienza del
servizio trasporto (SAPA)
Hanno usufruito del servizio 1.200 anziani nel triennio, con
% di anziani per ciascun Comune
prevalenza di persone appartenenti al Comune di Roseto
390 utenti, attraverso il servizio di assistenza personale anziani
Numero anziani serviti con trasporto
(SAPA)
Numero eventi di animazione nelle frazioni
Almeno 3 eventi sono stati realizzati nelle frazioni del Comune di
e nei Comuni dell’Ambito
Roseto degli Abruzzi
Punti di forza: Servizio di trasporto per l’accessibilità a strutture sanitarie e riabilitative – Diversificazione delle
attività di animazione e socializzazione nel Centro diurno – Servizio bar – Attività motorie in esterna – Gradimento
dell’utenza per i servizi erogati – Coinvolgimento degli utenti per la definizione dei programmi personalizzati
Criticità: Difficile frequentazione del centro da parte degli anziani non residenti nei Comune di Roseto
Sperimentare nuovi
interventi per la presa in
carico delle persone
anziane non autosufficienti
Numero interventi attivati con PLNA e ASL
34 interventi attivati (ADI)
Attivazione del Centro Sperimentale per
Alzheimer
Non attivato
Punti di forza: Possibilità di attingere alle risorse del PLNA per la ADI
Criticità: Difficoltà di garantire risposte mirate per le famiglie con a carico malati di patologie degenerative Scarsa integrazione socio-sanitaria per l’assegnazione di ADI
Numero utenti del servizio
Rafforzare il servizio di
tele-assistenza
54 utenti nel triennio
Numero persone assistite con teleassistenza
e tele compagnia
54 nel triennio
% di copertura del servizio
100% rispetto alle richieste di attivazione
Punti di forza: Copertura totale del servizio rispetto alle richieste
Criticità: Esiguità delle risorse finanziarie per una maggiore estensione del servizio, anche attraverso una
campagna informativa
Fonte: EAS
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AREA DISABILITA’
Sintesi dei principali impatti sociali:
⇒ L’obiettivo di potenziamento del servizio di assistenza domiciliare per i disabili è
stato conseguito, con una lista di attesa che nel 2010 è stata solo di 3 unità. Questo
risultato è stato raggiunto anche grazie alla integrazione delle risorse disponibili nel
PLNA, utilizzate, in particolare, per l’attivazione dell’assistenza integrata. La
personalizzazione degli interventi, assicurata a tutta l’utenza, rappresenta un
significativo miglioramento qualitativo del servizio, sempre più in grado di integrare le
esigenze di assistenza materiale ai fabbisogni di socializzazione ed interazione. Per il
successo del servizio, si è rivelato strategico il potenziamento del trasporto (anche
questo grazie al supporto finanziario del PLNA), in quanto è stata intercettata una
reale fascia di bisogno della popolazione disabile, specie se anziana;
⇒ La priorità strategica attribuita all’assistenza scolastica specialistica è attestata
dall’elevato numero di ore medie erogate agli utenti nel triennio (378,45) e
dall’attivazione del Gruppo di Lavoro Handicap Operativo (GLHO). La combinazione
di questi elementi con la professionalità del personale impiegato nelle equipe
scolastiche ha prodotto un impatto di assoluto valore qualitativo, come dimostrano i
feed-back favorevoli di tutti gli istituti;
⇒ Il Centro diurno per disabili, da poco trasferitosi in una struttura nuova (marzo
2011), più ampia ed attrezzata rispetto alla precedente, rappresenta una importante
potenzialità di prossimo sviluppo dei servizi a sostegno delle persone disabili, specie
in età giovanile. L’esperienza vissuta con il PdZ 2007-09, positiva dal punto di vista
della qualità delle prestazioni e del gradimento dell’utenza, propone alcuni temi che
risultano fondamentali per lo sviluppo del nuovo centro diurno: aumento del numero
di ore disponibili, garanzia del trasporto da/per la sede e l’incremento del numero di
operatori per assicurare una miglior personalizzazione degli interventi
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Tabella 10 – AREA DISABILITA’: performance, punti di forza e criticità
Obiettivi
Performance e risultati
2008-10
Indicatori
Numero utenti in carico per Comune di
appartenenza
% di progetti personalizzati Art. 14 L. 328 su
totale utenti
% di copertura del servizio
Potenziare l’assistenza
domiciliare per disabili
119 utenti disabili nel triennio
100%: per tutti gli utenti è stato predisposto il progetto personalizzato
95,20% (totale richiedenti su totale assistiti) nel triennio
12,60% di ADI attivate sul totale utenti disabili (15 utenti disabili presi
in carico con i servizi del PdZ e del PLNA)
Punti di forza: Stesura e valutazione congiunta del PAI da parte dell’equipe del servizio e del SSP - Raccordo
efficiente con il SSP e con l’Ufficio di Piano - Gestione del servizio in rete con tutti i servizi di supporto dell’utente
Criticità: Necessità di reperibilità del personale dell’SSP anche nei giorni festivi e fuori degli orari di servizio –
Limitata attenzione alla multidimensionalità dei bisogni dell’utente - Scarsa conoscenza da parte delle famiglie degli
ulteriori servizi cui potrebbero avere diritto (trasporto)
% di ADI attivate su totale utenti
Numero di utenti seguiti con Assistenza
Scolastica Specialistica
% di minori seguiti sul totale disabili
certificati in situazione di gravità
137 nel triennio
Numero medio di ore erogate per allievo
378,45 ore erogate per allievo nel triennio
3,20%
2010: 310 disabili gravi, di cui 10 nella fascia di età 4-18
Punti di forza: Elevato numero di ore settimanali - Potenziamento del servizio con attività supplementari
(Ausilsystem, accompagnamento gite) e progetti specifici - Professionalità degli operatori, in grado di supportare la
scuola anche per la diminuzione delle ore di sostegno - Buona funzionalità del Gruppo di lavoro handicap operativo
(GLHO), composto da SSP, ASL e scuole
Favorire l’integrazione ed
il diritto allo studio degli
studenti disabili
Criticità: Mancanza di un regolamento per l’accesso al servizio - Scarsa integrazione tra SSP e equipe che gestisce il
servizio - Difficoltà tra ente gestore e EAS nella distribuzione delle ore in relazione alle effettive necessità dell’utenza
% di progetti personalizzati Art. 14 L. 328 su
totale utenti
Rapporto operatori – utenti
Rafforzare il Centro
diurno per disabili
100%: per tutti gli utenti è stato predisposto il progetto personalizzato
1 operatore per 5 utenti
Incremento utenti e numero di ore di
apertura
Il numero dei disabili assistiti, nel 2010, risulta aumentato di due
unità rispetto al 2006 (15)
Ore di servizio: 49.360
Punti di forza: Buona funzionalità della rete interistituzionale tra ASL, SSP, associazioni, scuole, strutture
ricreative e sportive sul territorio
Criticità: Scarsa frequenza di incontri tra equipe del servizio ed assistenti sociali del SSP, per confronto su casi
problematici e fabbisogni famiglie – Necessità di incrementare il rapporto operatori/utente (1/5) - Mancanza di
supporto psicologico per personale ed utenti – Insufficienza del servizio di trasporto da/per il Centro
Fonte: EAS
Infine, a livello trasversale rispetto agli impatti della passata programmazione sociale,
un importante valore aggiunto per l’efficacia degli interventi è stato conseguito grazie
alla formazione specialistica del personale interno dell’Ambito, in particolare nei
settori dell’integrazione socio-sanitaria e della Carta della cittadinanza sociale, che ha
consentito di aggiornare e migliorare competenze e conoscenze importanti per
l’erogazione dei servizi alla persona.
I.4. Analisi del sistema locale di offerta di servizi alla persona
La mappa del sistema locale dei servizi alla persona presenti nell’Ambito Costa Sud 2
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è articolata in tre settori:
⇒ Servizi ed interventi sociali;
⇒ Servizi sanitari e socio-sanitari;.
⇒ Servizi educativi
Servizi ed interventi sociali:
Con il Piano di zona 2007-09, il sistema locale dei servizi alla persona ha compiuto
importanti passi in avanti, conseguendo il consolidamento degli standard qualitativi
delle prestazioni e un aumento della capacità di copertura rispetto ai fabbisogni della
popolazione. Infatti, l’Ambito, oltre a rafforzare i livelli essenziali di assistenza a
disabili, minori e anziani, è riuscito, dando seguito alle sperimentazioni già avviate
nelle precedenti edizioni della programmazione sociale, a cogliere appieno le
potenzialità dell’area inclusione sociale introdotta nel PdZ 2007-09, formalizzando il
servizio di inclusione sociale, divenuto in breve tempo un importante supporto non
solo per la fascia di popolazione che vive condizioni di povertà estrema, ma anche
per le famiglie che si trovano per la prima volta a fronteggiare problemi lavorativi ed
economici.
A fronte di un quadro economico sempre più difficile per le politiche sociali, nel
2010, l’Ambito ha destinato all’area disabilità 847.914,87 euro (di cui 498.056,66
assegnati per l’assistenza scolastica specialistica), all’area minori e famiglia 370.079
euro (cui si aggiungono le risorse destinate dalle amministrazioni comunali per la
gestione dei nidi), all’area anziani 298.481 euro e all’area inclusione sociale 119.540
euro, per il conseguimento dei seguenti importanti risultati:
⇒ Raggiungimento nel Comune di Roseto del 47% del tasso di copertura degli asili
nido, rispetto all’obiettivo del 33% programmato al 2008 per tutto l’Ambito;
⇒ Lista di attesa azzerata per le ludoteche dei centri diurni minori (con 1 operatore
ogni 5 utenti) e rafforzamento dei servizi integrativi della mensa e del sostegno
scolastico pomeridiano, la cui richiesta da parte delle famiglie risulta ancora in
parte insoddisfatta
⇒ Alto tasso di copertura del servizio di assistenza domiciliare per anziani (79%),
che ha ben funzionato grazie anche alla sinergia con il servizio di assistenza
personale (SAPA), che ha consentito di soddisfare una esigenza emergente
dell’utenza anziana, sola e non auto-sufficiente: il trasporto presso le strutture
sanitarie locali per cura, visite e riabilitazione.
⇒ L’assistenza scolastica specialistica per alunni disabili ha raggiunto livelli di
assoluta qualità: lista di attesa azzerata, media di 21 ore settimanali di assistenza.
⇒ 200 persone prese in carico dal servizio di inclusione sociale nel triennio (60 nel
2010): tutti hanno beneficiato dello strumento del progetto personalizzato, che
ha consentito interventi tarati sui bisogni e sulle prestazioni; 38 sono state le
persone destinatarie di reddito di inserimento.
Restano alcune criticità, legate soprattutto alla difficile conciliazione tra risorse
economiche limitate e priorità dei livelli essenziali di assistenza. Le aree di intervento
che più hanno risentito di questa situazione e che manifestano le maggiori carenze sono:
⇒ le azioni a favore di adolescenti e giovani;
⇒ il supporto psico-sociale alla genitorialità;
⇒ l’integrazione multiculturale;
⇒ il supporto personale e familiare nei casi delle malattie degenerative (Alzheimer,
Parkinson);
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⇒ il sostegno di persone disabili sole (cd. “dopo di noi”).
Tabella 11 – Offerta di servizi ed interventi sociali sul territorio dell’Ambito
Servizi ed interventi sociali
Fonte di
finanziamento
Piano di zona
Servizio attivo sui tre Comuni
Servizio sociale professionale
Piano di zona
Servizio attivo sui tre Comuni
Pronto Intervento Sociale
Piano di zona
L’ambito è in rete con la sua Comunità di pronta accoglienza
Centro diurno “Bottega
dell’Amicizia”
Centro diurno “Cittadella dei
ragazzi”
Centro diurno “I giardini della
luna”
Centro GIOCAMARE, a favore di
bambini e ragazzi aquilani sfollati
Servizio di Assistenza Domiciliare
Educativa Minori
Servizio socio-psico-educativo per
le famiglie
Servizio Famiglia, a favore delle
famiglie sfollate dall’Aquila con
Incontri formativi per le scuole,
volontari ed operatori sociali
Servizio per l’affidamento
familiare
Piano di zona
Centro diurno per minori 6-13 anni - Attivo a Roseto e Morro d’Oro – Affidato alla
Coop. I Colori
Centro di aggregazione per adolescenti – Attivo a Roseto – Affidato al Centro
Guerrieri
Centro di aggregazione per minori attivo a Notaresco
Segretariato sociale
Corso di formazione per
insegnanti, operatori servizi
Sportello del progetto “Bullo non è
bello”
Punti Famiglia
Rette minori comunità
Servizio Informagiovani
Assistenza alle famiglie di bambini
malati di tumore o leucemia
Centro diurno per disabili
Piano di zona
Piano di zona
Contributi privati
(Save the Children
Piano di zona
Piano di zona e altre
fonti di
Contributi privati
(Save the Children
Contributi privati
(Save the Children
Piano di zona
Legge 296/2006
Legge 296/2006
Piano di zona
Gestione singolo
comune
Gestione singolo
comune
Comune + Privato
Privato volontariato
Piano di zona
Assistenza domiciliare disabili
Piano di zona
Interventi integrazione disabili
Piano di zona
Servizio di assistenza scolastica
specialistica (Scuole dell’infanzia,
Piano di zona
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Descrizione
Il centro, aperto a bambini e ragazzi sfollati sulla costa, è stato gestito dalla
cooperativa rosetana “I Colori”, sotto la supervisione dell’Associazione “L’Angelo
Servizio domiciliare erogato in favore di minori e famiglie vulnerabili – affidato alla
Coop. I Colori – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in
Il supporto diretto ed indiretto alle famiglie è stato assicurato grazie all’attivazione
di due iniziative progettuali (Progetti “Bullo non è bello” e “Rete Adria”) - Il Comune
Lo Sportello Famiglia, organizzato e gestito dall’Associazione “L’Angelo Custode”di
Scerne di Pineto (maggio-agosto 2009) nella sede messa a disposizione
Sono state organizzati focus group ed incontri per insegnanti, personale scolastico
volontari ed operatori sociali per la gestione delle emergenze, l’organizzazione ed il
Servizio affidato alla Cooperativa I Girasoli – Eroga assistenza alle famiglie
affidatarie e contributi
Corso della durata di 4 mesi, attivato a cura del Centro Studi Sociali
dell’Associazione Focolare Maria Regina onlus di Scerne di Pineto
Sportello attivato presso le scuole dell’obbligo per il counseling alle famiglie
Attivato nel 2011
Servizio gestito finanziariamente dai singoli Comuni – Attualmente vi sono minori
affidati a Comunità in regime diurno e residenziale
Servizio gestito in forma singola dai Comuni dell’ambito consistente in soggiorni
marini e montani
Servizio di orientamento e di informazione su bandi ed opportunità lavorative
attivato a Roseto in convenzione con la Cooperativa Sociale “Lo Spazio delle Idee” di
Assistenza morale ed economica alle famiglie che hanno bambini malati di tumore o
leucemia –gestito dell’Associazione di volontariato Morgan Di Gianvittorio
Centro diurno per disabili attivato a Roseto – Copre una larga utenza anche degli
altri Comuni grazie al trasporto – affidato all’Associazione “Dimensione Volontario
Servizio di assistenza domiciliare per persone disabili fino a 59 anni – affidato alla
Coop. I Colori – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in
Interventi di musicoterapia, idroterapia e borse lavoro per disabili
Servizio di assistenza scolastica specialistica erogato in gestione unitaria per Roseto
e Morro d’Oro (affidato alla Cooperativa I Colori) - Il Comune di Notaresco,
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specialistica (Scuole dell’infanzia,
primaria e media)
Servizio di assistenza scolastica
specialistica (Scuole superiori)
Provincia di Teramo
Servizio di trasporto per disabili
Piano di Zona e
PLNA
Interventi sociali e di animazione
per disabili
Privato
Sportello Associazione Italiana
Sclerosi Multipla
Privato+ Contributi
comunali
Assistenza domiciliare anziani
Piano di zona
Assistenza personale anziani
Piano di zona
Centro diurno sociale anziani
Piano di zona +
Contributi
Servizi di teleassistenza e
telesoccorso
Servizi di soggiorno per anziani
Piano di zona e PLNA
Gestione singolo
comune
Integrazione rette anziani
Piano di zona
Servizio Mensa sociale
Piano di zona
Servizio inclusione sociale
Piano di zona
Sportello Immigrati D.lgs. 286/98
L.R. 46/20044
Fondi regionali +
comunali
Comunità di pronta accoglienza
Centro di ascolto – Progetto Uomo
– CEIS
Centri di ascolto CARITAS
Piano di zona
Contributi - Privati
Contributi - Privati
Banco di solidarietà
Contributi - Privati
Sportello di ascolto per la
prevenzione delle
tossicodipendenze – ANGLAAD
Privato sociale
e Morro d’Oro (affidato alla Cooperativa I Colori) - Il Comune di Notaresco,
nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in autonomia
Servizio di assistenza scolastica specialistica erogato dalla Provincia nelle Scuole
superiori di Roseto, mediante convenzione con il Comune
Servizio di trasporto garantito dai tre Comuni per l’accompagnamento presso Centri
di riabilitazione - Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio
in autonomia
Interventi gestiti dall’Associazione “Dimensione Volontario onlus” in favore di
disabili (feste, gite, accompagnamento manifestazioni sportive e culturali, concerti,
etc.) - Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il servizio in
autonomia
Servizio attivo a Roseto degli Abruzzi per l’informazione e l’orientamento dei malati
di sclerosi multipla
Servizio di assistenza domiciliare per anziani oltre 60 anni – affidato alla Coop. COS
Nuovi servizi – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito in
autonomia il servizio
Servizio di assistenza personale agli anziani oltre 60 anni per accompagnamento e
aiuto – affidato alla Coop. COS Nuovi servizi – Il Comune di Notaresco,
nell’annualità 2010, ha gestito in autonomia il servizio
Centro diurno anziani attivo a Roseto affidato alla Coop. COS Nuovi Servizi
A Morro d’Oro e Notaresco sono presenti due Circoli sociali per anziani assistiti con
contributi dell’utenza
Servizio attivato dal 2004 – affidato alla società LINEAPERTA di Avezzano
Servizio attivato dai singoli Comuni per soggiorni termali e turistici per anziani in
compartecipazione di spesa con gli utenti
Servizio gestito dai singoli Comuni – Nell’ambito non sono presenti strutture
residenziali per anziani
Servizio di mensa sociale per persone in situazione di povertà attivato a Roseto –
Pasti forniti da Piccola Opera Caritas/Mense scolastiche del Comune di Roseto –
Servizio di erogazione affidato alla Coop. COS Nuovi servizi
Servizio attivo nell’Ambito – Erogazione di sussidi economici – Attivazione di borse
lavoro e tirocini – Inserimento lavorativo disabili gestito in collaborazione con la
Coop. “In-contro” – Il Comune di Notaresco, nell’annualità 2010, ha gestito il
servizio in autonomia
Sportello di ascolto e di orientamento per immigrati gestito dalla Coop. COS Nuovi
servizi
Comunità attivata a Montepagano di Roseto – Recentemente ristrutturata –
Accoglie minori e mamme fuori dalla famiglia di origine
Centri di ascolto per la prevenzione del disagio giovanile e delle dipendenze, attivo a
Roseto e gestito dall’Associazione di volontariato “Amici del Progetto Uomo”
Centri di ascolto attivi a Roseto e Notaresco gestiti dalla Caritas – in rete con il
Servizio per l’inclusione sociale
Distribuzione di generi alimentari e di prima necessità ad associazioni locali e a
persone in stato di bisogno – Attivo a Roseto degli Abruzzi
Servizio attivato dal 2006 a Roseto per la prevenzione dell’uso delle droghe e la
presa in carico di persone affette da dipendenza
Servizi socio-sanitari e sanitari:
I Servizi sanitari e socio-sanitari sono tutti riferiti all’Area Distrettuale e alla
medicina del territorio, in quanto non esistono strutture ospedaliere nell’Ambito (i
cittadini si rivolgono prevalentemente agli Ospedali di Giulianova e di Atri). Si
rilevano carenze di personale per coprire tutte le esigenze del territorio. L’obiettivo
di migliorare l’integrazione socio-sanitaria nella erogazione dei servizi alla persona è
stato solo parzialmente raggiunto: è stato, infatti, attivato il Punto Unico di Accesso
(PUA), che, però, ha incontrato numerose difficoltà di funzionamento, dovute alla
carenza di personale amministrativo della ASL e di personale sociale dell’Ambito,
che ha spesso portato alla sovrapposizione delle due funzioni, a discapito degli
aspetti legati alla presa in carico psico-sociale dell’utente.
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Tabella 12 – Servizi socio-sanitari presenti nell’Ambito
Servizio socio-sanitari
Ente
Consultorio Familiare
AUSL
Distretto sanitario di
base
AUSL
Centro di riabilitazione
SanStefar
Volontari del soccorso
Unione Soccorso
Intercomunale
Fondi sanitari
Volontariato Rimborsi
Volontariato Rimborsi
Descrizione
n.2 Consultori familiari attivi a Roseto e Notaresco (copre anche Morro
d’Oro)
Il Distretto copre un’Area che riunisce i tre Comuni dell’Ambito e i Comuni
di Giulianova, Mosciano e Bellante, e svolge attività e di funzioni di medicina
territoriale, quali l’organizzazione dell’Assistenza domiciliare medica,
riabilitativa ed infermieristica
Centro di riabilitazione privato accreditato presso la Regione Abruzzo
(chiuso dal 2010)
Gestione servizi di ambulanza – Presidio attivo a Roseto degli Abruzzi
Gestione servizi di ambulanza – Presidio attivo a Notaresco
Servizi educativi:
I Servizi educativi, dell’istruzione e della formazione, sono presenti in modo molto
articolato e diversificato su tutto l’Ambito sociale. L’offerta di asili nido è riuscita,
nell’arco di 4 anni, a raggiungere nel Comune di Roseto il 47% di copertura della
popolazione tra 0 e 2 anni, ben oltre l’obiettivo di Lisbona, fissato al 33%. Anche le
scuole dell’infanzia segnalano un buon numero di plessi dislocati anche nelle
frazioni, come pure le scuole primarie. Nell’Ambito sono presenti anche tre Istituti
scolastici superiori che erogano un’offerta formativa molto variegata.
Tabella 13 – Servizi educativi presenti nell’Ambito
Servizi educativi
Asili Nido Pubblici e Privati
Ente
Comune
Scuole dell’infanzia
Statale
Scuole primarie
Statale
Scuole medie
Statale
Scuole superiori
Statale
Centri di formazione
professionale accreditati dalla
Regione Abruzzo
Privati Regione
Centro per l’impiego
Provincia
Borse di studio
Fondi
regionali e
statali
Rimborsi libri di testo
scolastici – Scuole Medie e
Superiori
Servizio di pre- e post-scuola
Servizio di Scuolabus
Fondi statali
Fondi
comunali
Fondi
comunali
Descrizione
n. 1 Asilo Nido Pubblico (Mariele Ventre) - Roseto degli Abruzzi;
n. 1 Asilo Nido privato (Via Accolle) a Roseto degli Abruzzi;
n. 1 Asilo Nido Privato Convenzionato (SMA) - Roseto degli Abruzzi;
n. 1 Asilo Nido Privato - Notaresco;
n. 1 Asilo Nido Provato – ditta PEM a Roseto degli Abruzzi
n. 1 Micro-Nido - Morro d’Oro.
n. 11 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Roseto degli Abruzzi
n. 2 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Notaresco
n. 2 plessi scolastici di scuole dell’infanzia statali a Morro d’Oro
n. 10 plessi scolastici di scuola primaria a Roseto degli Abruzzi (due circoli didattici)
n. 2 plessi scolastici di scuola primaria statale a Notaresco (un unico Circolo Didattico
ricomprendente anche Morro d’Oro)
n. 2 plessi scolastici di scuola primaria statale a Morro d’Oro
- Scuola Media Unificata “D’Annunzio-Romani” di Roseto degli Abruzzi (3 plessi);
- Scuola Media “Romualdi” di Notaresco (3 plessi a Morro d’Oro, Notaresco, Guardia Vomano)
Polo liceale: - Liceo pedagogico, scientifico, linguistico, classico “Saffo” (Roseto degli Abruzzi);
- Istituto Tecnico Commerciale Programmatori e Geometri “Moretti” (Roseto degli Abruzzi);
- Istituto Professionale di Stato (Roseto degli Abruzzi).
Centri di formazione professionale accreditati dalla Regione Abruzzo (febbraio 2011):
- EFOR s.r.l.
- P.D. Formazione e Servizi s.r.l.
- RSA Formazione s.r.l.
n. 1 Centro per l’Impiego con sportello SILUS e Collocamento obbligatorio ubicato a Roseto
Fondi utilizzati dai Comuni per borse di studio ad alunni della scuola dell’obbligo e della scuola
media superiore - Anno scolastico 2009-2010:
Roseto degli Abruzzi: € 59.162,91
Notaresco: € 20.600,61
Morro d’Oro: € 10.050
Roseto – Borse di studio concesse: 486 (Diniego 49)
Notaresco – Borse di studio concesse: 171 (Diniego 7)
Morro d’Oro – Borse di studio concesse: 46 (Diniego 2)
Roseto – Rimborsi: 366 (Diniego 32)
Notaresco – Rimborsi: 116 (Diniego 11)
Morro d’Oro – Rimborsi: 91 (Diniego 11)
Servizio attivo nei plessi scolastici di Morro d’Oro e Notaresco
Servizio attivo nei tre Comuni
Accanto dell’attività ordinaria dei servizi alla popolazione, va segnalato anche il grande
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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impegno dell’Ambito Costa sud 2 per l’accoglienza ed il supporto delle persone (oltre
6.000) e delle famiglie aquilane che, a seguito del terremoto che ha colpito il capoluogo
regionale nell’aprile 2009, sono state sfollate sulla costa adriatica (e in particolare, nel
Comune di Roseto). Nella fase dell’emergenza e della post-emergenza, sono stati
assicurati ai cittadini aquilani la possibilità di iscrivere i figli nelle scuole, il sostegno
psico-sociale, l’assistenza scolastica specialistica, il trasporto e, in alcuni casi,
l’assistenza domiciliare. La stretta collaborazione con il privato sociale locale, nazionale
ed internazionale, ha consentito di dare risposte immediate ed efficaci alla gran parte
dei fabbisogni emersi, specie da parte delle fasce deboli della popolazione sfollata
(bambini, anziani, disabili).
I.5. Domanda ed offerta di servizi socio-assistenziali in ATS
TIPOLOGIA SERVIZIO
Segretariato sociale
Servizio sociale professionale
Servizio di Pronto Intervento
Sociale
Centri diurni minori –
ludoteca
DOMANDA 2010
(valore in unità)
1.980
1.500
OFFERTA 2010
(valore in unità)
1.980
1.500
SCOSTAMENTO
(valore %)
0,00%
0,00%
16
16
0,00%
114
150
31,57%
Centri diurni minori – mensa
68
52
-32,00%
(nel corso dell’anno la
lista iniziale è stata
esaurita, per le
rinunce di alcuni
utenti)
Assistenza domiciliare
educativa per minori
Servizio socio-psico-educativo
per famiglie
Servizio affido familiare ed
adozione
Interventi per adolescenti e
giovani
Servizio di inclusione sociale
Centro diurno anziani ed
animazione territoriale per
anziani
Assistenza domiciliare sociale
ed integrata per anziani
Servizio di assistenza
personale per anziani
Teleassistenza e telesoccorso
Integrazione rette per
l’ospitalità in strutture
21
21
0,00%
----
20
----
12
12
0,00%
----
50
----
60
60
0,00%
400
400
0,00%
136
96
-29,41%
---
50
---
18
18
0,00%
3
3
0,00%
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residenziali
Centro diurno per disabili
Assistenza domiciliare disabili
Assistenza scolastica
specialistica per l’autonomia e
la comunicazione dei disabili
Interventi per l’integrazione
sociale e la mobilità
Piano Sociale Regionale 2011-2013
20
44
17
41
-15,00%
-6,81%
61
61
0,00%
58
54
-7,40%
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
SEZIONE II –OBIETTIVI DEL PIANO
Gli obiettivi del Piano di zona e gli indicatori
AREA A: MINORI-GIOVANI-FAMIGLIA
A1.E.
Servizi nido per prima infanzia
Obiettivo: Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia rivolti a
bambini e bambine nella fascia di età 0 – 2 anni, anche al fine di
uniformare il livello di copertura del servizio in tutti i Comuni
dell’Ambito.
Indicatori (impatto LIVEAS)
⇒ numero dei bambini inseriti;
⇒ % di copertura dei servizi per singoli Comuni;
⇒ numero e tipologie prestazioni dei servizi per l’infanzia;
⇒ lista di attesa;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie.
A.2.E.
Servizio di assistenza domiciliare minori
Obiettivo: Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare
e contesto sociale di minori con disagio e a rischio di devianza ed
emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando
l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle
capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di
crescita, educazione e inserimento sociale dei figli.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero dei minori seguiti in ADM;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADM;
⇒ % dei minori dimessi nel corso dell’anno;
⇒ costo orario degli interventi di ADM;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADM e degli enti invianti;
⇒ esiti degli interventi di ADM.
A.3.E.
Servizio di affido familiare e servizio adozioni
Obiettivo: Confermare gli attuali standard del servizio di affido
familiare e adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete
locale delle famiglie disponibili e il miglioramento della rete
interservizi.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero degli affidamenti familiari realizzati;
⇒ numero delle adozioni seguite;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ numero famiglie partecipanti ai corsi;
⇒ percentuale di affidamenti a famiglie in rapporto a numero
minori istituzionalizzati o in comunità;
⇒ numero delle famiglie partecipanti alle azioni formative;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie
affidatarie;
⇒ numero affidamenti brevi sociali realizzati.
A.4.E.
Comunità di tipo residenziale per minori
Obiettivo: Garantire ai minori che si trovino a vivere per un
periodo di tempo fuori dalla propria famiglia il diritto a vivere in
un ambiente educativo positivo e che offra le condizioni idonee per
realizzare un percorso di reinserimento familiare.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero dei minori inseriti in comunità;
⇒ tempi medi di permanenza;
⇒ numero annuale delle riunioni di equipe;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dei minori accolti;
⇒ numero delle dimissioni.
A.5.E.
Servizi integrativi per minori – Centri diurni
Obiettivo: Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di
attività strutturate e coordinate per la socializzazione,
l’integrazione e il supporto educativo nelle ore pomeridiane, anche
attraverso un supporto di primo livello al nucleo familiare in
difficoltà e il rafforzamento delle rete locale di collaborazione, per
migliorare la tempestività degli interventi di prevenzione del
disagio
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero dei minori iscritti ai Centri;
⇒ indice di copertura del servizio;
⇒ tasso di frequenza giornaliera;
⇒ numero annuale delle riunioni di equipe con la scuola;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei
bambini.
AREA B: INTERVENTI SPECIALI
B.1.E.
Servizi speciali per l’integrazione
Obiettivo: Assicurare alle persone in grave disagio sociale ed
economico e in condizione di marginalità un servizio integrato e
partecipato, in grado di intervenire per il soddisfacimento dei
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
fabbisogni urgenti ed indifferibili e di creare le condizioni per un
percorso di re-inserimento sociale e lavorativo, anche attraverso
l’applicazione dei principi del supported employment.
Indicatori:
⇒ Numero di progetti personalizzati;
⇒ Numero pasti erogati dal servizio mensa al mese;
⇒ Numero e importi microcrediti;
⇒ Numero e tipologie prestazioni erogate;
⇒ Numero progetti personalizzati di inserimento socio-lavorativo.
AREA C: ANZIANI
C.1.E.
Assistenza domiciliare anziani (SAD)
Obiettivo: Confermare gli standard del sistema dei servizi
domiciliari per gli anziani ottenuti nella precedente
programmazione, per favorire il mantenimento nel proprio nucleo
familiare e contesto sociale delle persone anziane, al fine di
contrastare i processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero degli anziani seguiti in SAD;
⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di SAD;
⇒ costo orario degli interventi di SAD;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
SAD e degli anziani stessi.
C.2.E.
Assistenza domiciliare integrata per anziani
Obiettivo: Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare
e contesto sociale delle persone anziane non autosufficienti e/o di
recente dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di
prestazioni socio-assistenziali e sanitarie.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero degli anziani seguiti in ADI;
⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di ADI;
⇒ costo orario degli interventi di ADI;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in ADI
e degli anziani stessi.
C.3.E.
Servizio di centro diurno per anziani
Obiettivo: Garantire alle persone anziane un servizio integrato e
qualificato per valorizzare le risorse e le opportunità di
invecchiamento attivo, di socializzazione e di partecipazione
sociale.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ numero degli anziani seguiti dal Centro;
⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente;
⇒ numero progetti individuali formulati;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
C.4.E.
Servizio di teleassistenza e altre forme di assistenza
telefonica (area vasta)
Obiettivo: Rafforzare la capacità di vita autonoma nel proprio
domicilio delle persone anziane, attraverso supporti a distanza
diretti a facilitare il pronto intervento sanitario, sociale e
psicologico in caso di bisogno.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero degli anziani seguiti;
⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
C.5.E.
Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non
autosufficienti in strutture residenziali
Obiettivo: Garantire alle persone anziane non auto-sufficienti
sole e/o con difficoltà economiche il diritto ad essere ospitate
presso centri residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni
personali, attraverso un contributo al pagamento delle rette.
Indicatori (Impatto LIVEAS):
⇒ numero degli anziani seguiti;
⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
C.6.E
Servizio di Assistenza Persona Anziani
Obiettivo: Garantire alla persona anziana un sistema coordinato
di prestazioni complementari ai livelli essenziali di servizio,
finalizzati a favorire il benessere personale e prevenire gli stati di
disagio, materiale e psico-sociale.
Indicatori:
⇒ numero degli anziani fruitori del servizio;
⇒ numero delle prestazioni mensili erogate per tipologia;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani;
⇒ numero totale dei contatti ricevuti dagli anziani.
AREA D: PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
D.1.E.
Servizio di assistenza domiciliare disabili (ADD)
Obiettivo: Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per le
persone disabili, favorendo la continuità assistenziale e la
personalizzazione degli interventi, finalizzati al rafforzamento
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
delle risorse di autonomia personale e sociale per evitare
l’istituzionalizzazione.
Indicatori (impatto LIVEAS):
⇒ numero dei disabili seguiti in ADD;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADD, per tipologia di
prestazioni;
⇒ costo orario degli interventi di ADD;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADD e degli enti invianti;
⇒ esiti degli interventi di ADD in termini di raggiungimento di una
maggiore autonomia.
D.2.E.
Servizio di assistenza domiciliare integrata per persona
diversamente abile non auto-sufficiente
Obiettivo: Favorire la cura domiciliare delle persone non autosufficienti, attraverso un coordinamento efficace ed integrato delle
prestazioni di carattere socio-assistenziale e sanitario necessarie
per garantire un livello decoroso di vita nel proprio ambiente
domestico.
Indicatori (impatto LIVEAS):
⇒ numero dei disabili seguiti in ADI;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADI, per tipologia di
prestazioni;
⇒ costo orario degli interventi socio-assistenziali di ADI;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADI;
⇒ esiti degli interventi di ADI in termini di raggiungimento di una
maggiore autonomia.
D.3.E.
Servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione
degli studenti diversamente abili in condizioni di gravità –
Assistenza socio educativa scolastica per disabili gravi
Obiettivo: Confermare gli standard di qualità del servizio di
assistenza scolastica per studenti disabili, migliorando le modalità
di accesso e gestione operativa delle prestazioni socio-educative
offerte, per garantire una reale fruizione del diritto allo studio e
alla partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale nella
comunità di appartenenza.
Indicatori (impatto LIVEAS):
⇒ numero dei disabili assistiti;
⇒ n. medio di ore settimanali per utente;
⇒ percentuale di copertura del servizio;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e degli
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
utenti;
⇒ esiti degli interventi.
D.4.E.
Servizio di centro diurno per disabili
Obiettivo: Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni
del Centro diurno per disabili, organizzando e mettendo a regime
le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro di Roseto, per
offrire alle persone disabili una maggiore diversificazione delle
attività e la fruizione di maggiori spazi per lo svolgimento delle
attività socio-educative e ricreative.
Indicatori (impatto LIVEAS):
⇒ numero dei disabili seguiti dal Centro;
⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente;
⇒ numero progetti educativi individualizzati elaborati;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei
disabili frequentanti;
⇒ numero attività in esterna realizzate;
⇒ esiti degli interventi in termini di autonomia.
D.5.E.
Integrazione rette per l’ospitalità di persone diversamente
abili gravi in strutture cd. del “Dopo di noi”
Obiettivo: Garantire l’ospitalità di persone diversamente abili
prive di rete parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di
noi” del territorio, attraverso l’integrazione economica per il
pagamento delle rette, e avviare la funzionalità organizzativa ed
operativa della struttura per il dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto
degli Abruzzi.
Indicatori (impatto LIVEAS):
⇒ Numero di disabili ospitati;
⇒ Percentuale di progetti personalizzati redatti sul totale utenti;
⇒ % disabili ospitati con valutazione UVM.
D.6.E.
Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale
Obiettivo: Completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a
favore delle persone con disabilità attraverso un pacchetto di
interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai
servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di
attività ludico-ricreative.
Indicatori:
⇒ N. persone disabili partecipanti alle attività di nuoto e terapia in
acqua;
⇒ N. persone disabili che usufruiscono del servizio di trasporto e
mobilità sociale;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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⇒ N. persone disabili partecipanti alla colonia marina estiva;
⇒ Livello soddisfazione dell’utenza.
AZIONI PROPOSTE
OBIETTIVO
AZIONE Piano di Zona
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Migliorare gli standard organizzativi e
assistenziali del Servizio Sociale Professionale,
confermandone il ruolo di baricentro del
Servizio sociale professionale
sistema di offerta per l’accesso universalistico
(LIVEAS)
ai servizi sociali, in modo integrato con l’offerta
di prestazioni del sistema sociosanitario, da cogestire con il Punto Unico di Accesso.
Rafforzare il ruolo del Segretariato Sociale
come canale di orientamento ed informazione a
favore dei cittadini, rispetto all’offerta e Segretariato Sociale
all’accesso dei servizi sociale e socio-sanitari, e (LIVEAS)
di strumento di raccolta e lettura dei fabbisogni
sociali dell’Ambito.
Garantire un sistema di intervento rapido,
mirato e temporaneo per la presa in carico Pronto Intervento Sociale
assistenziale di persone in condizione di (LIVEAS)
emergenza personale e familiare.
Garantire ai cittadini l’unitarietà del sistema di
accesso ai servizi socio-sanitari, rispetto Punto Unico di Accesso
all’intercettazione e alla presa in carico dei (LIVEAS)
fabbisogni dell’utenza.
Attuare una strategia di Ambito per
l’informazione e la sensibilizzazione delle
Servizio di prevenzione e
famiglie in materia di prevenzione e contrasto
contrasto al child abuse e alla
di tutte le forme di violenza contro donne,
violenza di genere
bambini e adolescenti, valorizzando il lavoro
(LIVEAS)
della rete dei servizi e attuando un programma
di azione stabile e sostenibile.
AREA MINORI, ADOLESCENTI E FAMIGLIA
Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia
rivolti a bambini e bambine nella fascia di età 0
– 2 anni, anche al fine di uniformare il livello di
copertura del servizio in tutti i Comuni
dell’Ambito.
Favorire il mantenimento nel proprio nucleo
familiare e contesto sociale di minori con
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Servizi nido per la prima infanzia
(LIVEAS)
Assistenza domiciliare minori
(LIVEAS)
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disagio e a rischio di devianza ed
emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle
risorse e migliorando l’efficacia delle
prestazioni in termini di rafforzamento delle
capacità genitoriali e familiari di sostenere un
processo positivo di crescita, educazione e
inserimento sociale dei figli.
Confermare gli attuali standard del servizio di
affido familiare e adozioni, anche attraverso
l’ampliamento della rete locale delle famiglie
disponibili e il miglioramento della rete
interservizi.
Garantire ai minori che si trovino a vivere per
un periodo di tempo fuori dalla propria
famiglia il diritto a vivere in un ambiente
educativo positivo e che offra le condizioni
idonee per realizzare un percorso di
reinserimento familiare.
Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di
attività strutturate e coordinate per la
socializzazione, l’integrazione e il supporto
educativo nelle ore pomeridiane, anche
attraverso un supporto di primo livello al
nucleo familiare in difficoltà e il rafforzamento
delle rete locale di collaborazione, per
migliorare la tempestività degli interventi di
prevenzione del disagio
AREA INTERVENTI SPECIALI
Assicurare alle persone in grave disagio sociale
ed economico e in condizione di marginalità un
servizio integrato e partecipato, in grado di
intervenire per il soddisfacimento dei
fabbisogni urgenti ed indifferibili e di creare le
condizioni per un percorso di re-inserimento
sociale e lavorativo, anche attraverso
l’applicazione dei principi del supported
employment.
AREA ANZIANI
Confermare gli standard del sistema dei servizi
domiciliari per gli anziani ottenuti nella
precedente programmazione, per favorire il
mantenimento nel proprio nucleo familiare e
contesto sociale delle persone anziane, al fine di
contrastare i processi di istituzionalizzazioni e
di esclusione sociale.
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Servizio affido familiare e servizio
adozioni
(LIVEAS)
Comunità di tipo residenziale per
minori
(LIVEAS)
Servizi integrativi per minori –
Centro diurno minori
(LIVEAS)
Servizi speciali per l’integrazione
Servizio di Assistenza Domiciliare
Anziani
(LIVEAS)
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Favorire il mantenimento nel proprio nucleo
familiare e contesto sociale delle persone
anziane non autosufficienti e/o di recente
dimissione ospedaliera, con l’erogazione a
domicilio di prestazioni socio-assistenziali e
sanitarie.
Garantire alle persone anziane un servizio
integrato e qualificato per valorizzare le risorse
e le opportunità di invecchiamento attivo, di
socializzazione e di partecipazione sociale.
Rafforzare la capacità di vita autonoma nel
proprio domicilio delle persone anziane,
attraverso supporti a distanza diretti a facilitare
il pronto intervento sanitario, sociale e
psicologico in caso di bisogno
Garantire alle persone anziane non autosufficienti sole e/o con difficoltà economiche il
diritto ad essere ospitate presso centri
residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni
personali, attraverso un contributo al
pagamento delle rette.
Garantire alla persona anziana un sistema
coordinato di prestazioni complementari ai
livelli essenziali di servizio, finalizzati a favorire
il benessere personale e prevenire gli stati di
disagio, materiale e psico-sociale.
AREA DISABILITA’
Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per
le persone disabili, favorendo la continuità
assistenziale e la personalizzazione degli
interventi, finalizzati al rafforzamento delle
risorse di autonomia personale e sociale per
evitare l’istituzionalizzazione.
Favorire la cura domiciliare delle persone non
auto-sufficienti, attraverso un coordinamento
efficace ed integrato delle prestazioni di
carattere
socio-assistenziale
e
sanitario
necessarie per garantire un livello decoroso di
vita nel proprio ambiente domestico.
Confermare gli standard di qualità del servizio
di assistenza scolastica per studenti disabili,
migliorando le modalità di accesso e gestione
operativa delle prestazioni socio-educative
offerte, per garantire una reale fruizione del
diritto allo studio e alla partecipazione attiva
alla vita scolastica e sociale nella comunità di
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Servizio di Assistenza Domiciliare
Integrata per Anziani
(LIVEAS)
Servizio di Centro diurno per
Anziani
(LIVEAS)
Servizio di teleassistenza e altre
forme di assistenza telefonica
(area vasta)
(LIVEAS)
Integrazione rette per l’ospitalità
di anziani non autosufficienti in
strutture residenziali
(LIVEAS)
Servizio Assistenza Personale
Anziani (LIVELLO
CONCORRENTE)
Servizio di Assistenza Domiciliare
Disabili
(LIVEAS)
Servizio di Assistenza Domiciliare
Integrata per persona
diversamente abile non autosufficiente
(LIVEAS)
Servizio di Assistenza per
l’autonomia e la comunicazione
degli studenti diversamente abili
in condizioni di gravità –
Assistenza socio educativa
scolastica per disabili gravi
(LIVEAS)
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appartenenza
Migliorare ulteriormente la qualità delle
prestazioni del Centro diurno per disabili,
organizzando e mettendo a regime le maggiori
potenzialità della nuova sede del Centro di
Roseto, per offrire alle persone disabili una
maggiore diversificazione delle attività e la
fruizione di maggiori spazi per lo svolgimento
delle attività socio-educative e ricreative.
Garantire l’ospitalità di persone diversamente
abili prive di rete parentale o di assistenza
presso strutture del “Dopo di noi” del territorio,
attraverso l’integrazione economica per il
pagamento delle rette, e avviare la funzionalità
organizzativa ed operativa della struttura per il
dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto degli
Abruzzi.
Completare l’offerta dei servizi socioassistenziali a favore delle persone con
disabilità attraverso un pacchetto di interventi
volti a garantire le pari opportunità nell’accesso
ai servizi locali per la salute psico-fisica e nello
svolgimento di attività ludico-ricreative.
Servizio di Centro Diurno per
disabili
(LIVEAS)
Integrazione rette per l’ospitalità
di persone diversamente abili,
gravi in strutture cd. del “Dopo di
noi”
(LIVEAS)
Servizi per la mobilità e la
partecipazione sociale
(LIVELLO CONCORRENTE)
II.3. Valutazione di impatto sociale del Piano di Zona 2011-2013 (GLI
STANDARD MINIMI DI SISTEMA)
STANDARD
FOCUS
TEMPI DI
MODALITA’
DI
STANDARD
ATTUAZIONE
SISTEMA
ATS
Livello 1
Istituzione
All’avvio del
Composizione Ufficio di servizio
dell’Ufficio di
Piano di Zona
sociale - Ufficio di Piano:
servizio sociale
Dirigente EAS, n. 1 funzionario
per ciascun Comune dell’Ambito,
n. 1 unità amministrativa EAS, n.
3 assistenti sociali.
Livello 2
Sito internet per
Entro 3 mesi
Attivazione di una sezione del sito
la comunicazione dall’approvazion internet dei 3 Comuni dell’Ambito
e l’informazione
e del Piano di
dedicata all’informazione e alla
sociale
Zona
comunicazione sull’attuazione del
Piano di Zona, che forniranno i
seguenti standard minimi di
informazione:
(i)
generalità
organico uffici; (ii) gare bandi,
avvisi, selezione, concorsi; (iii)
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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elenco soggetti gestori; (iv) carta
dei
servizi;
(v)
statistiche
customer; (vi) statistiche reclami;
(vii) forum cittadinanza.
Servizio Sociale Professionale
Livello 1
Organico minimo
Ufficio di servizio
sociale
Livello 2
1 Assistente
sociale ogni
12.000 abitanti
Segretariato Sociale
Livello 1
1 assistente
sociale ogni
20.000 abitanti
All’avvio del
Piano di Zona
All’avvio del
Piano di Zona
Composizione Ufficio di servizio
sociale - Ufficio di Piano:
Dirigente EAS, n. 1 unità
amministrativa
EAS,
n.
1
funzionario per ciascun Comune
dell’Ambito, n. 3 assistenti sociali
Assegnazione al servizio di n. 3
Assistenti sociali operanti nei
Comuni dell’Ambito
Assegnazione al servizio di n. 2
Assistenti sociali (1 operatore
part-time nel Comune di Roseto; 1
operatore part-time nei Comuni
di Notaresco e Morro d’Oro)
Livello 2
Erogazione
All’avvio del
Apertura al pubblico per 24 ore
minima di 24 ore
Piano di Zona
settimanali ripartite nei 3 Comuni
settimanali
del territorio dell’Ambito
Servizio per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili
Livello 1
Indice di
Dalla data di
Previsione nel capitolato di gara
copertura
affidamento e
per l’affidamento del servizio
minimo: 21 ore
avvio del servizio dell’indice di copertura minimo.
settimanali
STANDARD
OPERATIVI
ATS
Livello 1
Livello 2
All’avvio del
Piano di Zona
FOCUS
STANDARD
TEMPI DI
ATTUAZIONE
MODALITA’
Diffusione della
Carta per la
cittadinanza
sociale alla
collettività
dell’Ambito
Applicazione della
procedura
standardizzata di
reclamo da parte
Entro 6 mesi
dall’approvazion
e del Piano di
Zona
Distribuzione tramite i servizi
dell’Ambito e tramite gli Attori
della
Rete
locale
di
collaborazione.
Pubblicazione
sul sito internet dei 3 Comuni
Entro 6 mesi
dall’approvazion
e del Piano di
Zona
L’Ufficio di Piano elabora la
procedura di reclamo, anche
sulla base di quella adottata nel
precedente PdZ, e uniforma
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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dell’utenza dei
servizi dell’Ambito
Livello 3
Monitoraggio del
livello di
soddisfazione degli
utenti rispetto ai
servizi
Entro 6 mesi
dall’approvazion
e del Piano di
Zona
Livello 4
Sistema di
valutazione del
Piano di Zona
Entro 6 mesi
dall’approvazion
e del Piano di
Zona
Assistenza domiciliare minori
Livello 1
Personale
qualificato per le
diverse prestazioni
del servizio
Dalla data di
affidamento e
avvio del servizio
Livello 2
Indice di copertura
Dalla data di
minimo: 2 ore
affidamento e
settimanali
avvio del servizio
Servizio affido familiare e servizio adozioni
Livello 1
Personale
Dalla data di
qualificato per le
affidamento e
diverse prestazioni avvio del servizio
del servizio
Comunità di tipo residenziale per minori
Livello 1
Personale
Dalla data di
qualificato per le
avvio del servizio
diverse prestazioni
del servizio
Piano Sociale Regionale 2011-2013
procedure e strumenti per i 3
Comuni.
Pubblicazione
dei
moduli di reclamo sul sito
internet dei Comuni
Sistema di feed-back per
misurare
il
livello
di
soddisfazione degli utenti dei
servizi
dell’Ambito:
predisposizione di un modello di
questionario.
Predisposizione di un Piano
generale di valutazione del
Piano di zona e dei relativi
strumenti di monitoraggio e
valutazione (Modello report
mensili;
Modello
report
annuale)
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio: Educatori
professionali – Operatori di
Assistenza
domiciliare
–
Coordinatore/Assistente sociale
– Consulenti specialisti
Previsione del capitolato di gara
per l’affidamento del servizio
dell’indice di copertura minimo.
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio:
Equipe affido: assistente sociale
– psicologo – consulente legale
Equipe adozioni: assistente
sociale – psicologo ASL
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio: Coordinatore
qualificato – Educatore –
Operatore socio-assistenziale –
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Livello 2
Assistenza 24h su
Dalla data di
24h di un
avvio del servizio
operatore nella
struttura ospitante
Servizi integrativi per minori – Centri diurni
Livello 1
Personale
Dalla data di
qualificato per le
avvio del servizio
diverse prestazioni
del servizio
Livello 2
Assistente sociale
Presenza di un operatore nella
struttura ospitante nell’arco
dell’intera giornata.
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio: Coordinatore
qualificato – Educatori –
Animatori istruttori – Autista
Previsione del capitolato di gara
per l’affidamento del servizio
dello standard.
Giorni settimanali
Dalla data di
di apertura dei
affidamento e
centri: minimo 2 - avvio del servizio
massimo 5
Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di genere
Livello 1
Costituzione della
Entro 12 mesi
La Task force è coordinata
Task Force antidall’avvio del
dall’EAS e composta dai membri
violenza e
Piano di zona
dell’Ufficio di Piano, e lavora in
dell’Osservatorio
rete con Forze dell’ordine,
anti-violenza
Tribunale e Tribunale Minori,
Associazioni ed enti impegnati
in questo settore. La task force
coordina l’Osservatorio antiviolenza.
Servizi speciali per l’integrazione sociale
Livello 1
Presa in carico
Dall’avvio del
Predisposizione da parte del
individuale degli
servizio
personale del servizio dei
utenti del servizio
progetti
personalizzati
di
inserimento per tutti gli utenti
assistiti
Livello 2
Avvio della
Entro 12 mesi
Preparazione
del
progetto
sperimentazione
dall’avvio del
esecutivo
del
Servizio
del Laboratorio per
Piano di zona
sperimentale per l’inserimento
il lavoro assistito
assistito al lavoro di persone
svantaggiate
e
avvio
sperimentazione.
Assistenza Domiciliare Anziani
Livello 1
Personale
Dalla data di
Impiego di figure professionali
qualificato per le
affidamento e
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella
del servizio
Scheda di servizio: Assistente
sociale – Operatori domiciliari
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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Livello 2
Indice di copertura
Dalla data di
minimo: 2 ore
affidamento e
settimanali
avvio del servizio
Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani
Livello 1
Personale
Dalla data di
qualificato per le
affidamento e
diverse prestazioni avvio del servizio
del servizio
Livello 2
Indice di copertura
minimo servizio: 3
ore settimanali
Centro diurno anziani
Livello 1
Personale
qualificato per le
diverse prestazioni
del servizio
Livello 2
Indice di copertura
minimo: 5 giorni
settimanali
Dalla data di
affidamento e
avvio del servizio
Dalla data di
affidamento e
avvio del servizio
Dalla data di
affidamento e
avvio del servizio
Previsione del capitolato di gara
per l’affidamento del servizio
dell’indice di copertura minimo.
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio: Assistente
sociale – Operatori domiciliari
Previsione del capitolato di gara
per l’affidamento del servizio
dell’indice di copertura minimo.
Impiego di figure professionali
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni previste nella
Scheda di servizio: Operatori
socio-assistenziali – Animatori
laboratori
Apertura del Centro per 5 giorni
a settimana.
Attività di laboratorio nei
Comuni di Notaresco e Morro
d’Oro almeno 1 volta alla
settimana ( in base al calendario
di apertura)
Servizio di Assistenza Personale Anziani
Livello 1
Minimo n. 2
Dalla data di
Previsione del capitolato di gara
interventi di
affidamento e
per l’affidamento del servizio
trasporto a
avvio del servizio dello standard
settimana
Servizio di Assistenza Domiciliare per Persone Disabili
Livello 1
Personale
Dalla data di
Impiego di figure professionali
qualificato per le
affidamento e
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella
del servizio
Scheda di servizio: Assistente
sociale – Operatori domiciliari
Livello 2
Indice di copertura
Dalla data di
Previsione del capitolato di gara
minimo: 2 ore
affidamento e
per l’affidamento del servizio
settimanali
avvio del servizio dell’indice di copertura minimo.
Servizio di Assistenza Domiciliare per Persone Disabili
Dalla data di
Livello 1
Personale
Impiego di figure professionali
affidamento e
qualificato per le
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
del servizio
Livello 2
Livello 3
Indice di copertura
minimo: 3 ore
settimanali
Personalizzazione
degli interventi
Scheda di servizio: Assistente
sociale – Operatori domiciliari
Dalla data di
Previsione del capitolato di gara
affidamento e
per l’affidamento del servizio
avvio del servizio dell’indice di copertura minimo.
Dalla data di
Predisposizione del PAI per il
affidamento e
100% dell’utenza assistita
avvio del servizio
Servizio per l’autonomia e la comunicazione degli studenti disabili
Livello 1
Personale
Dalla data di
Impiego di figure professionali
qualificato per le
affidamento e
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella
del servizio
Scheda di servizio: Educatori
qualificati
Livello 2
Adozione
Entro 6 mesi
Predisposizione
da
parte
Regolamento di
dalla data di
dell’Ufficio
di
Piano
del
servizio per il
approvazione del Regolamento
funzionamento del
Piano di Zona
Gruppo di Lavoro
Handicap
Operativo e delle
modalità di
accesso
Centro diurno per disabili
Livello 1
Personale
Dalla data di
Impiego di figure professionali
qualificato per le
affidamento e
qualificate per l’erogazione delle
diverse prestazioni avvio del servizio diverse prestazioni previste nella
del servizio
Scheda di servizio: Assistente
sociale - Educatori professionali
Livello 2
Apertura 5 giorni a
Dalla data di
Previsione del capitolato di gara
settimana per 6
affidamento e
per l’affidamento del servizio
ore giornaliere
avvio del servizio dell’indice di copertura minimo.
Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale
Livello 1
N. iscritti alle
Dalla data di
Promozione nei locali della
attività di nuoto e
avvio del Piano
piscina – Iscrizioni presso il
terapia in acqua:
di zona
Comune di Roseto
minimo 5 massimo
9
Livello 2
Trasporto/mobilità
Dalla data di
Accesso tramite richiesta diretta
sociale: minimo 2
avvio del Piano
all’EAS
trasporti a
di zona
settimana c/o
centri di
riabilitazione
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Livello 3
Colonia marina:
massimo 20
partecipanti
Piano Sociale Regionale 2011-2013
Dalla data di
avvio del Piano
di zona
Selezione fatta attraverso un
avviso pubblico alla cittadinanza
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SEZIONE III – SISTEMA LOCALE DEI SERVIZI
III.1. I livelli essenziali di assistenza del Piano di Zona 2011-2013
TIPOLOGIA
PER AREA
SERVIZI
GENERALI
SERVIZIO
Servizio Sociale Professionale
Segretariato Sociale
Pronto Intervento Sociale
AREA MNORI
GIOVANI
FAMIGLIA
Punto Unico di Accesso
Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla violenza di
genere
Servizi nido per la prima infanzia
Assistenza domiciliare minori
Servizio affido familiare e servizio adozioni
Comunità di tipo residenziale per minori
Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori
AREA ANZIANI
Assistenza domiciliare anziani
Assistenza domiciliare integrata per anziani
Centro diurno per anziani
AREA PERSONE
DIVERSAMENTE
ABILI
Teleassistenza e altre forme di assistenza telefonica
Integrazione per l’ospitalità di anziani non auto-sufficienti in
strutture residenziali
Servizio di assistenza domiciliare per persone disabili
Servizio di assistenza domiciliare integrata per persone disabili non
auto-sufficienti
Servizio di assistenza per l’autonomia e la comunicazione degli
studenti disabili in condizione di gravità – Assistenza socioeducativa scolastica per disabili gravi
Centro diurno per disabili
Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in strutture cd. del
“Dopo di noi”
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III.2 Strategie per il welfare globale
La recente crisi economica ha pesantemente colpito la società abruzzese e le realtà locali
negli ultimi anni. Tra le ripercussioni più impattanti, vi è senz’altro la riduzione, rispetto
alle precedenti programmazioni, delle risorse finanziarie assegnate alle politiche di welfare
locali. A fronte di questa situazione, il Piano Sociale della Regione Abruzzo indirizza la
programmazione locale per il triennio 2011-2013 sulle seguenti direttrici:
ottimizzazione delle risorse;
miglioramento della qualità dei servizi offerti;
interfunzionalità tra diverse fonti di finanziamento disponibili;
consolidamento del lavoro di rete;
massimizzazione dei benefici.
Coerentemente con la programmazione sociale regionale, il Piano di Zona 2011-2013
dell’Ambito Territoriale Sociale “Costa Sud 2” propone un sistema di welfare orientata ad
identificare, sulla base di un’analisi della situazione attuale, obiettivi di risultato congruenti
con una logica sostenibile di equilibrio tra:
garanzia della continuità delle prestazioni sociali essenziali,
interventi mirati per la soddisfazione dei fabbisogni sociali generali nella comunità,
ripartizione delle risorse finanziarie disponibili.
La Conferenza dei Sindaci ha espressamente affermato che «A fronte delle problematiche
connesse alla riduzione dei finanziamenti statali e regionali, l’Ambito si impegna a
garantire, attraverso risorse proprie e dei Comuni, la sostenibilità del sistema ad oggi
attivato, il suo consolidamento e il suo rafforzamento, attraverso l’ottimizzazione del
sistema di gestione dei servizi e della rete esistente, rendendolo più efficace ed efficiente.
Pertanto, i servizi verranno ulteriormente migliorati in termini di qualità».
Le strategie di welfare dell’Ambito per il conseguimento degli obiettivi prefissati seguiranno
i seguenti principi-guida:
CONSOLIDAMENTO DELLA POLITICA DELLA SPESA SOCIALE NEI COMUNI
DELL’AMBITO, attraverso la scelta di mantenere sostanzialmente inalterati i livelli di
spesa a carico dei bilanci delle Amministrazioni comunali, quale condizione necessaria per
confermare il più possibile gli standard di qualità dei servizi offerti nell’Ambito;
MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI ACCESSO E OFFERTA DEL WELFARE
LOCALE, da perseguirsi attraverso: (i) la piena regolamentazione dell’organizzazione e
della gestione dei servizi socio-assistenziali, con la puntuale definizione di criteri di accesso,
che tengano conto delle reali condizioni di bisogno (sociale, economico) dei cittadini; (ii) la
piena funzionalità del Punto Unico di Accesso rispetto ai fabbisogni socio-sanitari degli
utenti, con una migliore integrazione professionale e organizzativa del sistema sociale e del
sistema sanitario; (iii) la promozione di partenariati locali strategici, per ampliare il sistema
di inclusione socio-lavorativa dell’Ambito, già avviato efficacemente nelle passate
programmazioni, prima in via sperimentale e poi come LIVEAS nel PdZ 2007-09; (iv) il
perfezionamento del sistema di garanzia dei diritti di cittadinanza sociale e partecipazione
attiva;
RAZIONALIZZAZIONE
Piano Sociale Regionale 2011-2013
DEI
SERVIZI
ESSENZIALI,
attraverso
una
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ri-
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organizzazione dei servizi basata sulla individuazione, per ciascuno di essi, delle prestazioni
sociali essenziali per garantire i livelli generali di assistenza sociale, al fine di mantenere
l’elevato livello di copertura e di qualità dei servizi rispetto all’utenza potenziale, sgravando
il sistema dalle prestazioni che non rispondono ad esigenze primarie e generali;
MIGLIORAMENTO ED AMPLIAMENTO DELLA CAPACITA’ DI PREVENZONE
E DELLA PARTECIPAZIONE COMUNITARIA, attraverso: (i) azioni mirate per la
prevenzione dei principali fattori di rischio rispetto ai potenziali bisogni e problematiche
sociali, al fine di riuscire ad evitare, posticipare e/o alleggerire, nel medio-lungo periodo, il
ricorso ai servizi da parte dell’utenza potenziale (es. promozione dell’invecchiamento attivo
della popolazione; promozione della cultura della salute e della prevenzione; partecipazione
per disabili e anziani alla vita di comunità, etc.); (ii) consolidamento del sistema locale di
informazione e prevenzione di tutte le forme di violenza contro donne e minori, già avviato
con iniziative positive negli scorsi anni; (iii) miglioramento della capacità di collaborazione
tra EAS, enti gestori dei servizi e rete di collaborazione locale, finalizzata all’ampliamento
delle collaborazioni formali ed informali, soprattutto per arricchire l’offerta delle
opportunità di socializzazione e partecipazione alla comunità locale delle persone con
problemi di mobilità e/o ospitate in strutture residenziali.
PERFEZIONAMENTO PROFESSIONALE DEL PERSONALE, in vista della migliore
attuazione sia del sistema gestionale che del sistema dei servizi previsti nel Piano di Zona.
III.3. Il sistema locale di accesso
L’Ambito sociale “Costa sud 2” non si è ancora dotato di un Regolamento di accesso ai
servizi socio-assistenziali, in quanto, finora, ha applicato l’universalità di accesso
indipendentemente dal livello di reddito dell’utenza. Tuttavia, anche a seguito dell’entrata
in vigore del Piano Sociale regionale 2011-2013, l’Ambito Sociale ed i tre Comuni si
impegneranno ad approvare il Regolamento di accesso entro la fine del 2011.
Il Regolamento disciplinerà il funzionamento e l’accesso ai servizi sociali comunali erogati
in forma singola o in forma associata nell’ambito territoriale sociale “Costa Sud 2”, così
come disposto dal PSR 2011-2013 e dal presente Piano di Zona.
Il Regolamento si ispirerà ai principi sanciti dalla Carta dei diritti dell’Unione Europea,
dalla Costituzione Italiana, dalla L. 328/2000, dalle leggi regionali in materia sociale, dallo
Statuto Comunale e dal PSR 2011-2013.
Il Regolamento sarà lo strumento di organizzazione e gestione del sistema locale dei servizi
sociali del Piano di Zona, e potrà disciplinare anche le modalità di compartecipazione alla
spesa da parte dell’utenza, per tutti quei servizi che il PSR non considera “servizi universali
gratuiti”.
I servizi universali gratuiti previsti nel Piano di zona sono :
o Servizio Sociale Professionale;
o Segretariato Sociale;
o Pronto Intervento Sociale;
o Affido familiare;
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o
o
o
o
Assistenza scolastica disabili;
Assistenza domiciliare minori;
Comunità residenziale minori;
Servizi di inclusione sociale.
In conformità alle prescrizioni del Piano Sociale Regionale, la determinazione delle quote di
partecipazione ai costi degli interventi dovrà essere il più possibile correlata alle condizioni
e ai valori di mercato necessari all’acquisto dello specifico intervento. La partecipazione alla
spesa sarà definita sulla base dei seguenti parametri:
la condizione economica della persona e/o della famiglia di appartenenza (nel caso di
reddito ISEE al di sotto dei cinquemila euro non può essere richiesta la
compartecipazione);
per le persone con disabilità, in tema di compartecipazione al costo, si applica quanto
disciplinato dall’art.3 comma 2ter del D. Lgs 109/1998, che computa solo la
condizione economica della persona diversamente abile, con esclusione dell’ISEE
familiare;
lo stato di salute e/o lo stato di dipendenza dei soggetti;
le condizioni di rischio o di esclusione sociale.
In relazione ai suddetti parametri potranno costituire criteri per valutare l’accesso alle
prestazioni agevolate:
inadeguatezza delle risorse economiche;
numerosità familiare;
nucleo familiare monogenitoriale;
presenza di soggetti in età minore a carico o di persone anziane o inabili o invalide;
presenza di persone diversamente abili;
L’Ambito sociale garantirà attraverso il sistema locale dei servizi sociali l’esercizio dei diritti
di cittadinanza sociale, di uguaglianza, di non discriminazione, di pari opportunità, di
sicurezza e di assistenza sociale, di protezione dei dati personali, a tutti i cittadini, italiani,
europei, extracomunitari, residenti nel territorio comunale.
I servizi saranno altresì assicurati, sulla base di detto regolamento, a tutte le persone non
residenti che siano bisognose di interventi non differibili e ai minori stranieri non
accompagnati trovati in stato di abbandono sul territorio dell’Ambito, nonché agli apolidi e
alle persone soggette a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
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SEZIONE IV – AREE PRIORITARIE DI BISOGNO E SERVIZI
IV. LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
IV.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi
Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Livelli essenziali
generali”:
⇒ L’apertura al pubblico part-time dello sportello di Segretariato Sociale limita la
possibilità di accesso dell’utenza;
⇒ Sovrapposizione dei ruoli e delle funzioni delle diverse assistenti sociali impiegate nei
servizi;
⇒ Eccessiva separazione funzionale tra gestione amministrativa e prestazioni socioassistenziali nel sistema organizzativo del Servizio Sociale Professionale;
⇒ Necessità di una migliore e più efficace integrazione gestionale e professionale nelle
azioni socio-sanitarie.
⇒ Necessità di rafforzare il sistema globale di presa in carico dei giovani nel circuito
penale, a causa della crescita delle segnalazioni e delle denunce di comportamenti
devianti, evidenziata dall’Ufficio Servizio Sociale per Minorenni (Sezione distaccata di
Teramo).
Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Livelli essenziali
generali”:
1. Migliorare il ruolo di coordinamento del Sistema dei Servizi sociali dell’Ambito, da parte
del Segretariato Sociale e del Servizio Sociale Professionale;
2. Rafforzare la capacità di comunicazione ed informazione in merito ai servizi offerti
dall’Ambito alla cittadinanza, perfezionando lo strumento istituzionale della Carta della
cittadinanza sociale e migliorando le risorse di comunicazione telematica dei Comuni;
3. Rafforzare il ruolo del Punto Unico di Accesso, assicurandone la centralità e la piena
funzionalità rispetto all’intercettazione e alla presa in carico dei fabbisogni sociosanitari dell’utenza, anche attraverso una razionalizzazione delle risorse umane sociali e
sanitarie impiegate e il miglioramento delle modalità operative del servizio;
4. Ottimizzare l’utilizzo delle risorse per le prestazioni di pronto intervento sociale,
rafforzando l’interoperabilità tra i servizi dell’Ambito e favorendo un’assistenza mirata
ai bisogni strettamente emergenziali, al fine di favorire una rapida presa in carico
strutturata da parte del Servizio Sociale Professionale.
5. Attuare una strategia di Ambito per l’informazione e la sensibilizzazione delle famiglie
in materia di prevenzione e contrasto di tutte le forme di violenza a danno di donne,
bambini e adolescenti, valorizzando il lavoro della rete dei servizi e attuando un
programma di azione stabile e sostenibile.
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IV.1.2. Servizi ed interventi
Num.
1
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Scheda
Servizio Sociale Professionale – LIVEAS
Migliorare gli standard organizzativi e assistenziali del Servizio
Sociale Professionale, confermandone il ruolo di baricentro del
sistema di offerta per l’accesso universalistico ai servizi sociali, in
modo integrato con l’offerta di prestazioni del sistema
sociosanitario, da co-gestire con il Punto Unico di Accesso.
Servizio Sociale Professionale
L’Ambito sociale Costa Sud 2 intende migliorare gli standard di
qualità
raggiunti
dal
Servizio
Sociale
Professionale,
confermandone il ruolo di baricentro del sistema di offerta per
l’accesso universalistico ai servizi sociali, in modo integrato con
l’offerta di prestazioni del sistema sociosanitario, da co-gestire con
il Punto Unico di Accesso.
Obiettivi specifici del Servizio Sociale Professionale sono:
⇒ Assicurare la supervisione e il coordinamento di tutti gli
interventi sociali, socio-educativi, socio-sanitari erogati
dall’Ambito sociale Costa Sud 2 e dal sistema locale dei servizi;
⇒ Garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e delle
aree ai cittadini secondo una priorità di bisogno commisurata
al disagio sociale ed economico;
⇒ Assicurare il coordinamento con tutti gli enti istituzionali
territoriali e con i rispettivi operatori (Scuola, AUSL TeramoDistretto sanitario di Roseto, Provincia di Teramo, Tribunale
per i minorenni e Tribunale ordinario, Forze dell’Ordine,
Centro per l’Impiego, Cooperative sociali, Associazioni,
Parrocchie) per le funzioni di assistenza sociale ed educativa
all’interno del Sistema dei servizi;
⇒ Supervisionare ed implementare i progetti personalizzati di
assistenza, in collaborazione con i responsabili dei soggetti
affidatari dei servizi, che rimangono i responsabili principali
per l’elaborazione dei Progetti Personali;
⇒ Valutare le richieste di accesso ai servizi congiuntamente, per
l’aspetto amministrativo, con l’Ufficio di Piano;
⇒ Regolare tutti i flussi di accesso ai servizi, di ammissione e di
dimissione nonché di programmazione delle erogazioni di
prestazioni e dei rispettivi cicli di presa in carico;
⇒ Prendere in carico la persona e la famiglia assumendo la
responsabilità del management del caso sia attraverso la
valutazione che la gestione psico-sociale degli interventi.
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STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia di lavoro prevede il coinvolgimento dei diversi servizi e
attori facenti parte della realizzazione degli interventi per la cura
del singolo cittadino. Le azioni strategiche saranno coordinate e
integrate attraverso prestazioni e professionalità educative,
sanitarie, psicologiche. Inoltre, sono previste attività con i settori
per le politiche formative e del lavoro e con le Autorità Giudiziaria.
Il Servizio Sociale Professionale gestisce tutte le azioni previste nel
Piano di Zona per il conseguimento degli obiettivi strategici del
Piano di Zona. In particolare, il Servizio Sociale Professionale:
⇒ cura la presa in carico sociale dell’utente, d’intesa con l’Ufficio
di Piano, che istruisce le pratiche amministrative per
l’erogazione di servizi, prestazioni, sussidi;
⇒ provvede alla valutazione professionale ed interprofessionale
del bisogno, anche con la partecipazione all’Unità di
Valutazione Multidimensionale del Distretto sanitario per i
casi con bisogno socio-sanitario;
⇒ supporta il Punto Unico di Accesso con una propria unità di
personale;
⇒ assicura il supporto ed il sostegno psicosociale ai minori, alle
famiglie, agli anziani, agli adulti in difficoltà;
⇒ cura i rapporti con l’autorità giudiziaria per i casi di interesse
sociale;
⇒ raccorda gli interventi integrati socio-sanitari d’intesa con il
Consultorio familiare e il Distretto sanitario di base;
⇒ supervisiona i progetti personalizzati e di servizio, stabilisce
verifiche periodiche degli stessi e provvede al controllo
sull’erogazione dei servizi da parte degli affidatari privati.
⇒ integra le sue attività con quelle del Segretariato Sociale;
⇒ provvede alle indagini psico-sociali;
⇒ eroga consulenze sociali professionali;
⇒ cura il servizio di inclusione sociale per la presa in carico
sociale e l’individualizzazione degli interventi;
⇒ cura le istanze, gli invii, la documentazione per ricoveri in
strutture residenziali e semiresidenziali e la conduzione di
rapporti di collaborazione e verifica;
⇒ provvede alle ammissioni di minori presso la Comunità
educativa per i minori e all’attivazione degli interventi
complementari;
⇒ cura il Servizio per le adozioni e collabora con il servizio affido
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familiare disponendo gli stessi e curandone la vigilanza;
⇒ provvede a tutte le funzioni di affidamento al servizio stabilite
dall’Autorità giudiziaria;
⇒ provvede alle segnalazioni di minori in stato di abbandono, a
rischio, segnalazione e presa in carico di minori soggetti a
maltrattamento e abuso, invio a centri specializzati, progetti
educativi;
⇒ provvede alla presa in carico di quei minori che sono entrati
nel circuito penale e affidati al servizio sociale, all’indagine
psico-sociale tesa all’autorizzazione, da parte del T.M., a
contrarre matrimonio;
⇒ collabora alla progettazione, programmazione, monitoraggio
dei servizi e degli interventi sociali;
⇒ cura i rapporti con i servizi socio- sanitari, autorità giudiziaria,
Tribunale per i Minorenni, UEPE (ufficio di esecuzione penale
esterna) la scuola, le associazioni, le cooperative, le parrocchie;
⇒ progetta e collabora al Pronto intervento sociale;
⇒ collabora con i servizi della Azienda AUSL competenti
istituzionalmente (Consultori, SerT, Dipartimenti di
Psichiatria, etc.) per progettazione, programmazione,
attuazione e verifica di situazioni segnalate al servizio;
⇒ cura gli incontri di formazione e sensibilizzazione a favore
delle famiglie e degli operatori.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
Il Servizio Sociale Professionale è formato da:
⇒ N.1 Assistente Sociale - Responsabile Tutela Sociale:
dipendente a tempo indeterminato del Comune di Roseto degli
Abruzzi (Responsabile unico Area Minori, Giovani e Famiglia
per gli utenti del Comune di Roseto degli Abruzzi );
⇒ N.1 Assistente Sociale -Dipendente a tempo indeterminato del
Comune di Roseto degli Abruzzi (Responsabile unico Area
Anziani e Persone Diversamente Abili per gli utenti del
Comune di Roseto degli Abruzzi);
⇒ N.1 Assistente Sociale per i Comuni di Notaresco e Morro
d’Oro (Responsabile unico per tutte le Aree del Piano di Zona
per utenti dei Comuni di Notaresco e Morro d’Oro);
⇒ N. 1 Assistente Sociale assegnata al PUA.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
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⇒ Schede di richiesta di ammissione al Servizio sociale;
⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni autorizzate;
⇒ Schede di valutazione del bisogno;
⇒ Registro degli invii contenente numero e durata delle
prestazioni richieste ed autorizzate, opportunamente
aggiornate;
⇒ Cartelle sociali degli utenti;
⇒ Altre schede di rilevazione previste nel Piano e/o dal Nucleo di
valutazione;
⇒ Carta di servizio con procedure di servizio per le attività
previste;
⇒ Progetti personalizzati;
⇒ Modulistica unica per il Punto unico di accesso per i casi con
bisogno socio-sanitario;
⇒ Attrezzature e forniture per ufficio.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 26.750,00
€ 26.750,00
2012
€ 60.000,00
€
60.000,00
2013
€ 60.000,00
€
60.000,00
ANALISI DEI COSTI
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
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collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
Collaborazione con la Facoltà di Scienze Sociali delle Università
abruzzesi, per l’accoglienza, la supervisione e la formazione di
tirocinanti nel settore dei servizi sociali.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli invii effettuati;
⇒ numero degli utenti in carico;
⇒ numero degli accessi attraverso il PUA;
⇒ numero degli utenti assistiti con integrazione sociosanitaria;
⇒ numero dei progetti personalizzati redatti/supervisionati;
⇒ numero delle valutazioni effettuate;
⇒ numero di controlli ai servizi svolti;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dell’utente.
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Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte del Servizio Sociale Professionale ;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte del Servizio
Sociale Professionale .
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Risposte
Rischi di sovrapposizione e Protocolli operativi
non coordinamento con gli
altri servizi
Carenza di integrazione tra i Protocolli di servizio
servizi
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO
ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso
di
esternalizzazione)
Num.
2
Obiettivo
Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta.
__________________
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Scheda
Segretariato Sociale – LIVEAS
Rafforzare il ruolo del Segretariato Sociale come canale di
orientamento ed informazione a favore dei cittadini, rispetto
all’offerta e all’accesso dei servizi sociali e socio-sanitari, e di
strumento di raccolta e lettura dei fabbisogni sociali dell’Ambito.
TITOLO AZIONE
Servizio Segretariato Sociale
OBIETTIVI
Obiettivi del Segretariato Sociale sono:
⇒ Fornire informazioni e consulenza in ordine alla richiesta di
servizi e prestazioni sociali disponibili;
⇒ Offrire assistenza sulle procedure di accesso e, in determinati
casi, raccogliere la documentazione amministrativa per
l’accesso a determinati servizi;
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⇒ Orientare le richieste per le quali necessita la presa in carico da
parte dei diversi servizi dell’Ente ;
⇒ Orientare direttamente il cittadino nella ricerca della soluzione
al suo problema, quando questo non presenta la necessità di
essere preso in carico dal Servizio Sociale professionale;
⇒ Consentire ai cittadini, soprattutto i più deboli e meno capaci
di dialogare con le Istituzioni, di ricevere informazioni
complete in merito alle risorse sociali e ai servizi disponibili
che possono essere utili per affrontare esigenze personali e
familiari nelle diverse fasi della vita;
⇒ Implementare e monitorare la Carta per la cittadinanza
Sociale, la mappa dei servizi e il sistema di tutele e garanzie del
cittadino, coadiuvato dall’Ufficio di Piano;
⇒ Raccordarsi e promuovere l’integrazione socio-sanitaria
rispetto alle informazioni e alle modalità di accesso alle
prestazioni integrate, in particolare mettendo in rete il
Segretariato con il Punto Unico di Accesso ;
⇒ Coordinare l’insieme delle attività di informazione
comunicazione erogate dall’Ambito, con l’Ufficio di Piano;
e
⇒ Organizzare e gestire il Servizio di Pronto Intervento Sociale.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia generale è quella di garantire il diritto all’informazione
dei cittadini, con l’obiettivo di promuovere l’esigibilità dei diritti di
cittadinanza sociale.
Il Segretariato Sociale è un servizio di base volto alla conoscenza
dei bisogni sociali e all’informazione sulle risorse presenti nel
territorio. Al servizio ha accesso tutta la cittadinanza a titolo
gratuito. L’ambito della conoscenza e dell’informazione è
prevalentemente quello del settore socio-assistenziale e sociosanitario.
Il Segretariato Sociale svolge le seguenti attività:
Informazione e orientamento a favore dei cittadini:
⇒ informazioni sulle prestazioni erogate, sull’offerta dei servizi,
sulle procedure per accedere alle risorse esistenti (interventi e
servizi) nonché sulla legislazione sociale;
⇒ aiuto personale diretto a facilitare l’espletamento delle
procedure necessarie per ottenere le prestazioni;
⇒ segnalazione ed eventuale inoltro delle richieste di prestazione
ai servizi e agli Enti competenti;
⇒ invio al Servizio sociale professionale per emergenze o aiuto e
all’Ufficio di Piano per adempimenti amministrativi;
⇒ coordinamento e raccordo con il Servizio di assistenza
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personale agli anziani.
Osservatorio sociale locale e promozione sociale:
⇒ raccolta dati sui bisogni sociali e sulla domanda sociale,
nonché sul sistema di offerta dei servizi;
⇒ individuazione di carenze di servizi e le rispettive cause;
⇒ realizzare la Carta della cittadinanza sociale, monitorare le
Carte dei servizi dei singoli attori del sistema, realizzare e
monitorare la mappa dei servizi e il loro funzionamento, con
l’ausilio dell’Ufficio di Piano.
⇒ collaborazione con l’Osservatorio Sociale
provinciale per la raccolta dati on-line;
regionale
e
⇒ monitoraggio risorse disponibili.
TEMPISTICA
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Risorse umane:
⇒ N.1 Assistente Sociale responsabile part-time della sede
centrale di Segretariato Sociale localizzata presso il Comune di
Roseto degli Abruzzi, qualificato per la diretta realizzazione del
servizio e in possesso di abilità informatiche;
⇒ N. 1 Assistente Sociale responsabile part-time degli sportelli
del Segretariato Sociale presso i Comuni di Notaresco e Morro
d’Oro.
L’azione è coordinata da un referente di Ambito individuato
all’interno dell’Ufficio di Piano, al fine di assicurare il raccordo fra i
servizi.
E’ prevista la messa in rete del Segretariato con gli sportelli dei
patronati e con tutti gli sportelli attivi sul territorio.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
Il Segretariato è localizzato presso gli Uffici centrali, facilmente
accessibili, dei tre Comuni dell’Ambito e dispone di una linea
telefonica. Il Segretariato dispone di spazi idonei al ricevimento e
alla privacy degli utenti e di strumenti idonei alla rilevazione,
catalogazione ed elaborazione dei dati.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
Piano Sociale Regionale 2011-2013
2011
€ 10.000,00
2012
€ 13.500,00
2013
€ 13.500,00
€ 10.000,00
€ 13.500,00
€ 13.500,00
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ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
__________
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
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parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei contatti;
⇒ numero di iniziative informative;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dell’utente.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte del Segretariato Sociale ;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte
Segretariato Sociale.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Accentramento servizi e
difficoltà di accesso a chi
vive in periferia o nelle
frazioni
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Num.
3
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
del
Risposte
Utilizzo del mezzo telefonico;
Fattibilità di apertura di sedi
periferiche
Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta.
______________________
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Scheda
Pronto Intervento Sociale – LIVEAS
Garantire un sistema di intervento rapido, mirato e temporaneo
per la presa in carico assistenziale di persone in condizione di
emergenza personale e familiare.
Pronto Intervento Sociale
Il Pronto intervento sociale è diretto a fornire interventi
temporanei di sostegno e soccorso ai soggetti in difficoltà e a
rischio di emarginazione, per assicurare la tempestiva capacità di
fronteggiare le emergenze personali e dei nuclei familiari.
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Obiettivi operativi dell’azione sono:
⇒ offrire protezione adeguata alla condizione del soggetto stesso;
⇒ consentire l’elaborazione di progetti a breve termine per la
soluzione dell’emergenza.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia per il conseguimento degli obiettivi del servizio di
Pronto Intervento Sociale si basa sulla capillare informazione in
merito al servizio e alle prestazioni garantite, diretta a tutte le
organizzazioni, pubbliche e private, che, per ragioni professionali o
per funzioni svolte, hanno la possibilità di incontrare persone in
grave rischio di esclusione e marginalizzazione. La protezione
offerta dal servizio dura per il tempo strettamente necessario ad
individuare e realizzare condizioni favorevoli alla risoluzione del
bisogno.
I principali destinatari dell’azione sono le persone senza fissa
dimora, i minori abbandonati, le persone in situazioni di povertà
estrema, gli immigrati, le donne in difficoltà, anche con figli a
carico, i soggetti sfrattati, i soggetti soli non autosufficienti.
È un Servizio preposto al trattamento delle emergenze/urgenze
sociali, in grado di affrontare le emergenze sociali in tempi rapidi
ed in maniera flessibile, in rete con gli attori sociali, pubblici e
privati del territorio dell’Ambito.
Prevede l'attivazione d’interventi e prestazioni, tra loro
interconnessi, capaci di garantire tempestivamente un sostegno
sociale e/o sistemazione alloggiativa, in attesa della presa in carico
del Servizio Sociale Professionale, preposto alla elaborazione del
progetto individualizzato.
In particolare, la Rete di interventi per risolvere situazioni di
emergenza (mensa sociale, sportelli per fornitura beni di prima
necessità, servizio di erogazione economica in situazione di
emergenza per la fornitura di beni di prima necessità, servizio di
emergenza alloggiativi, servizio di trasporto sociale d’urgenza) si
attiva in raccordo con il Servizio di Segretariato Sociale, Servizio
Sociale Professionale e Servizio per l’inclusione sociale.
Per la gestione di casi specifici le azioni utili all’attivazione del
servizio sono:
⇒ in caso di riscontro dell’urgenza da parte del Servizio
Sociale Professionale:
o riscontro dell’urgenza, breve analisi della situazione critica e
individuazione delle cause, delle risorse attivabili
(giuridiche, parentali, sociosanitarie, etc.), della fattibilità di
soluzioni a breve e medio termine;
o individuazione e attivazione della risposta di pronto
intervento sociale;
o lavoro sociale finalizzato all’attivazione di risposte adatte al
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caso in regime di Pronto intervento sociale.
⇒ in caso di attivazione da parte di altri soggetti del
territorio (forze dell’ordine, magistratura minorile,
volontariato, strutture sanitarie e di accoglienza): le
modalità di raccordo tra questi soggetti e l’EAS per la gestione
del pronto intervento sociale saranno oggetto di apposito
accordo a livello locale. Tale accordo conterrà almeno i
seguenti passaggi procedurali:
o comunicazione da parte della struttura della Rete
provinciale ospitante la persona inviata e da parte
dell’inviante all’EAS e al locale Servizio Sociale
Professionale dell’effettuazione dell’intervento;
o la trasmissione da parte degli enti segnalanti dei dati utili a
consentire al locale servizio sociale la presa in carico più
adeguata al caso.
TEMPISTICA
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
La stipula degli accordi operativi è prevista per il 31.12.2011.
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Risorse umane:
Il responsabile dell’attuazione dell’azione sarà il Responsabile
dell’EAS, che adotterà i provvedimenti necessari a gestire l’urgenza.
Il Servizio Sociale Professionale curerà tutti gli aspetti tecnici per la
progettazione della soluzione da adottare. In caso di cittadini non
residenti nel territorio amministrato dall’EAS, il servizio sociale
avrà la responsabilità di coinvolgere i servizi sociali
territorialmente competenti.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi
⇒ Linea telefonica e attrezzature necessarie per l’intervento.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
Costi diretti
Totale
2011
€ 750,00
€ 750,00
2012
1.500,00
€ 1.500,00
2013
1.500,00
€ 1.500,00
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
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residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
Attivazione di accordi operativi di collaborazione con i seguenti
enti/organizzazioni:
⇒ Operatori Azienda USL per gli interventi di emergenza anche
sanitari;
⇒ Associazioni di volontariato locali;
⇒ Parrocchie;
⇒ Caritas;
⇒ Forze dell’ordine.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
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parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ n. dei contatti;
⇒ n. casi in carico.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte del Servizio Sociale Professionale ;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte del Servizio
Sociale Professionale.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Carenza di coordinamento
degli interventi
Mancata
soluzione
dell’urgenza
sociale
al
termine del periodo di
regime di pronto intervento
sociale
Inadeguata
tempestività
nella segnalazione dei casi
di urgenza sociale
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Risposte
Protocollo operativo di servizi
Possibilità di proroghe del regime
in casi gravissimi adeguatamente
motivati dal servizio sociale
locale
Rafforzamento della diffusione
presso gli organi risultati carenti
Il servizio sarà attuato secondo la modalità di gestione diretta.
________________
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Num.
4
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Scheda
Punto Unico di Accesso – LIVEAS
Garantire ai cittadini l’unitarietà del sistema di accesso ai servizi
socio-sanitari, rispetto all’intercettazione e alla presa in carico dei
fabbisogni dell’utenza.
Punto Unico di Accesso
Il Punto Unico di Accesso (PUA) è una risorsa a disposizione del
cittadino e degli operatori per affrontare i bisogni di carattere
socio-sanitario, in modo unitario e integrato.
I principali obiettivi del PUA sono:
⇒ Garantire a cittadini ed operatori una porta unitaria di accesso
ai servizi sociosanitari del territorio;
⇒ Garantire una capillare azione informativa sui percorsi socio
sanitari;
⇒ Garantire l’invio all’UVM per la valutazione del bisogno
sociosanitario e per la presa in carico integrata;
⇒ Garantire la continuità
multidimensionale.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
del
percorso
assistenziale
La strategia dell’Ambito prevede il raggiungimento della piena
funzionalità e la messa a regime del PUA, attivato nella precedente
programmazione sociale, da conseguire attraverso lo sviluppo di
una sinergia efficace ed efficiente con l’AUSL, in grado di rendere il
PUA un punto di riferimento per tutti i cittadini e per tutto il
sistema dei servizi, sociali, sanitari e socio-sanitari. Impegno
programmatorio dell’Ambito, inoltre, sarà quello di promuovere il
riconoscimento da parte dell’utenza del PUA come strumento di
semplificazione amministrativa per tutti i cittadini in condizione di
bisogno socio-sanitario.
Il Punto Unico d'Accesso rappresenta il punto di riferimento per il
paziente e i suoi familiari che hanno necessità di formulare una
domanda di assistenza. La funzione principale del PUA è quella di
garantire l’accesso alla rete integrata dei servizi socio-sanitari
territoriali all’utente, senza che il cittadino si presenti ai vari
sportelli per ottenere risposte alle proprie esigenze.
Al fine di rispondere a tale funzione, le attività previste sono le
seguenti:
⇒ Migliorare le capacità di scelta individuale, mettendo a
disposizione degli utenti gli elementi di conoscenza necessari
per l’utilizzo dei servizi sanitari e sociali in modo consapevole e
responsabile;
⇒ Assistere e supportare i singoli cittadini, gli operatori, i
soggetti della rete formale ed informale nella individuazione
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del livello assistenziale appropriato;
⇒ Ricevere la segnalazione dalla Rete integrata;
⇒ Decodificare la domanda ed eseguire una prima valutazione
del bisogno, orientando eventualmente l’utente verso i servizi
più appropriati;
⇒ Registrare l’accesso con la creazione di un data-set minimo di
informazioni;
⇒ Individuare i percorsi di assistenza, proponendo al cittadino le
prestazioni e i servizi a lui accessibili in base alla tipologia di
bisogno;
⇒ Consentire l’attivazione di prime e rapide risposte, anche
esaustive quando si tratta di bisogni semplici;
⇒ Attivare i primi interventi ed inviare ai servizi e operatori
specialistici le situazioni complesse e/o delicate per non
differire la presa in carico;
⇒ Segnalare il caso complesso (bisogno sociosanitario) con
trasmissione delle informazioni all’UVM, per la valutazione del
bisogno e per la mobilizzazione delle risorse del sistema
sanitario, sociosanitario e/o sociale;
⇒ Fornire informazioni attraverso contatto diretto o telefonico,
oppure on line, aggiornate in tempo reale, relative alle diverse
opportunità, risorse, prestazioni, agevolazioni, servizi del
sistema territoriale.
TEMPISTICA
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Risorse umane:
Per quanto riguarda il bisogno sociale, il responsabile
dell’attuazione dell’azione sarà il Dirigente dell’EAS. Per quanto
riguarda il bisogno sanitario, il responsabile dell’attuazione
dell’azione sarà il Direttore Sanitario del DSB.
L’EAS mette a disposizione del PUA n. 1 Assistente sociale; l’ASL
mette a disposizione n. 1 medico e n. 1 infermiere.
Avvalendosi dell’opportunità offerta dal Piano Sociale Regionale in
ordine alla delocalizzazione di alcune funzioni e/o attività del PUA,
al fine di rafforzare e semplificare l’accessibilità dei servizi da parte
dell’utenza (specie quella anziana e disabile), è prevista la
possibilità di intercettamento dei bisogni socio-sanitari anche da
parte del Servizio Sociale Professionale, che, anche per il tramite
della figura professionale dell’EAS assegnata alla sede centrale del
PUA, si farà carico della presentazione del fabbisogno e della
richiesta di servizio al PUA presso il Distretto DSB, compresa la
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protocollizzazione delle pratiche.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Sede territorialmente accessibile ubicata
distrettuale;
in
ambito
⇒ Spazi dedicati a funzioni di front-office, in cui siano raccolte
informazioni, segnalazioni, archivi, dotati dei necessari mezzi
di comunicazione telefonica e telematica;
⇒ Spazi adeguatamente “riservati” per colloqui e valutazione del
caso assistenziale a maggiore indice di complessità;
⇒ Computer, Telefono, fax, collegamento ad Internet
Collegamento on line con gli altri servizi della ASL ed in
particolare con l’U.O. distrettuale per le Cure Domiciliari e con
i servizi sociali degli ATS, materiale di cancelleria.
⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni richieste;
⇒ Registro degli invii contenente numero e durata delle
prestazioni richieste ed autorizzate, opportunamente
aggiornate;
⇒ Modulistica unica di accesso, segnalazione e gestione dei casi.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 6.750,00
€ 6.750,00
2012
€ 13.500,00
€ 13.500,00
2013
€ 13.500,00
€ 13.500,00
ANALISI DEI COSTI
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori ,Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
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distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
___________
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ Numero di segnalazioni/Numero di casi presi in carico;
⇒ Numero riunioni equipe con la Rete di collaborazione;
⇒ Grado soddisfazione del servizio da parte degli utenti.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Modulistica di accesso al PUA;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione
dell’Assistente Sociale del Punto Unico di Accesso
RISCHI E
CRITICITA’
da
parte
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
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Rischi
Difficile raccordo operativo
tra servizi sanitari e servizi
sociali
Difficoltà
dell’utenza
a
riconoscere la funzione del
PUA
Difficoltà del personale
sociale e sanitario di
lavorare in team
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Num.
5
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Risposte
Adozione di un Regolamento di
funzionamento del PUA Adozione di una modulistica
unica per l’accesso a tutti i
servizi, sociali, sanitari e sociosanitari
Promozione del ruolo del PUA
nei riguardi degli utenti dei
servizi sociali – Inserimento nella
Carta della cittadinanza sociale
Azioni di formazione e
aggiornamento
L’erogazione della prestazione verrà assicurata dall’EAS e dalla
ASL, in funzione delle reciproche responsabilità.
___________________
LIVELLI ESSENZIALI GENERALI
Scheda
Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla
violenza di genere – LIVEAS
Attuare una strategia di Ambito per l’informazione e la
sensibilizzazione delle famiglie in materia di prevenzione e
contrasto di tutte le forme di violenza contro donne, bambini e
adolescenti, valorizzando il lavoro della rete dei servizi e attuando
un programma di azione stabile e sostenibile
Servizio di prevenzione e contrasto al child abuse e alla
violenza di genere
⇒ Accrescere la consapevolezza della popolazione in merito al
problema della violenza contro bambini, adolescenti e donne;
⇒ Promuovere e divulgare la cultura della non violenza che possa
avere ricadute nei diversi contesti relazionali (famiglia, lavoro,
scuola, spazi di aggregazione);
⇒ Favorire l'ascolto e il riconoscimento del disagio e della
violenza in tutte le sue forme;
⇒ Creare spazi di ascolto e di confronto che possano facilitare
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l'espressione di potenziali disagi;
⇒ Promuovere percorsi di accompagnamento verso i servizi e le
realtà associative che si occupano di situazioni di violenza.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
Il servizio intende proporre nell’Ambito una strategia articolata ed
integrata diretta a creare e rafforzare gli strumenti di prevenzione e
contrasto del fenomeno dell’abuso, del maltrattamento e della
violenza contro donne, bambini e bambine. La strategia
dell’Ambito prevede una serie di interventi diretti al
coinvolgimento attivo, alla informazione e alla sensibilizzazione di
tutti i livelli coinvolti: livello di sistema – livello di servizio – livello
di utenza/vittima – livello generale della cittadinanza.
L’azione si articola nelle seguenti attività:
⇒ Campagna informativa rivolta agli operatori dei servizi sociali,
sanitari di base, insegnanti ed educatori e a tutti i
Soggetti/Enti/Istituzioni che hanno rapporti significativi con il
mondo delle donne, dell’infanzia e dell’adolescenza, diretta a
fornire gli strumenti di base per l’intercettazione e la
segnalazione dei casi di possibili abusi e violenze. La
campagna sarà realizzata attraverso una serie di incontri
mirati con gli Attori-chiave del territorio;
⇒ Costituzione di una Task-force anti-violenza dell’Ambito,
coordinata dall’EAS, con compiti di raccolta, segnalazione e
attivazione della rete locale dei servizi per la presa in carico e il
trattamento multidisciplinare dei seguenti casi:
o Donne vittime di violenza o a rischio;
o Bambini e adolescenti maltrattati e/o vittime di
violenza o a rischio.
⇒ Elaborazione, stampa e diffusione di una guida tematica di
informazione e sensibilizzazione per prevenire e contrastare la
violenza e il maltrattamento contro donne, bambini e
bambine, da diffondere nelle scuole e nelle famiglie
dell’Ambito;
⇒ Attivazione di un Osservatorio anti-violenza per monitorare
casi, segnalazioni, denunce ed interventi in materia di abuso,
violenza e maltrattamento a donne, bambini e bambine
nell’Ambito, in rete con le Forze dell’ordine, il Tribunale ed il
Tribunale Minori, Associazioni ed enti impegnati in questo
settore. Ogni anno l’Osservatorio diffonde in via telematica un
Bollettino di aggiornamento a tutti i servizi e le persone
interessate. Nell’ambito dell’Osservatorio anti-violenza sarà
attivata, in via sperimentale, una equipe multidisciplinare
specialistica che, in collaborazione con l’Ufficio Servizio
Sociale per Minorenni (Sezione distaccata di Teramo), avrà le
seguenti funzioni: realizzazione di progetti di prevenzione in
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tema di devianza, accoglienza/superamento di problematiche
relative all’immigrazione, sostegno socio-psico-educativo per
la prevenzione delle recidive e la maturazione dell’utente.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Dirigente I Settore del Comune di Roseto degli Abruzzi -EAS
dell’Ambito territoriale n.8 Costa Sud 2;
⇒ n.3 Istruttori Amministrativi, appartenenti agli Uffici di Piano
⇒ n. 2 Assistenti Sociali.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Schede di invio ai servizi con prestazioni richieste;
⇒ Registro delle prestazioni richieste ed erogate dalla rete dei
servizi a favore degli utenti inviati;
⇒ Schede di monitoraggio del fenomeno, da condividere con gli
enti delle Rete ed aggiornate con i dati con cadenza annuale.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 1.250,00
€ 1.250,00
2012
€ 2.500,00
€ 2.500,00
2013
€ 2.500,00
€ 2.500,00
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servii e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Campagna informativa rivolta agli operatori dei servizi sociali,
sanitari di base, insegnanti ed educatori e a tutti i
Soggetti/Enti/Istituzioni che hanno rapporti significativi con il
mondo delle donne, dell’infanzia e dell’adolescenza, diretta a
fornire gli strumenti di base per l’intercettazione e la
segnalazione dei casi di possibili abusi e violenze. La
campagna sarà realizzata attraverso una serie di incontri
mirati con gli Attori-chiave del territorio;
⇒ Guida tematica di informazione e sensibilizzazione per
prevenire e contrastare la violenza e il maltrattamento a danno
di donne, bambini e bambine;
⇒ Bollettino informativo annuale dell’Osservatorio anti-violenza,
da diffondere anche in via telematica alla cittadinanza.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Stipulazione di protocolli operativi di collaborazione con: ASL
(Medico di Medicina Generale; Pediatra di libera scelta; Unità
operative ospedaliere, RSA, Consultori familiari, servizi di
riabilitazione , etc.); Scuola , Tribunale per i Minorenni;
Associazioni di volontariato locali; Parrocchie; Caritas; Forze
dell’ordine; Cooperative sociali , etc.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ Numero di segnalazioni;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Numero di casi presi in carico;
⇒ Numero persone raggiunte dalla campagna di informazione;
⇒ Numero destinatari del Bollettino annuale dell’Osservatorio.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazione annuale sui risultati, entro il 31 gennaio dell’anno
successivo a quello di riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Inadeguata tempestività
nella segnalazione dei casi di
urgenza
Risposte
Previsione di protocolli di
collaborazione tra EAS e enti
della rete di protezione e
riabilitazione, elaborati dalla
Task-force anti-violenza
dell’Ambito
Fallimento dell’intervento
Realizzare una campagna di
per mancanza di
sensibilizzazione mirata e
collaborazione da parte degli ripetuta nel tempo, sia a favore
utenti o dei servizi inseriti
dei potenziali utenti che degli
nelle “azioni sussidiarie”
enti della rete di collaborazione.
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Il servizio sarà attuato secondo la modalità della gestione diretta
__________________
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IV.2. AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
IV.2.1 Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi (max 30 righe)
Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Minori, Giovani e
famiglia”:
⇒ Crescente necessità per le famiglie con entrambi i genitori lavoratori e le famiglie
monoparentali di spazi e servizi per la cura dei figli, sia di carattere educativo che di
carattere psico-sociale;
⇒ Problemi di raggiungibilità dei centri e dei servizi da parte dei cittadini residenti delle
frazioni, col rischio di isolamento dei minori e di sovraccarico delle famiglie ivi
residenti;
⇒ Tempi di attesa troppo lunghi tra richiesta ed erogazione delle prestazioni nel settore
dei servizi domiciliari minori;
⇒ La rete locale di supporto ai servizi a favore dei minori in condizione di disagio
personale, sociale, economico, familiare, non riesce ancora a supportare
adeguatamente il sistema istituzionale di presa in carico;
⇒ Crescita del numero di minori e famiglie immigrate nell’Ambito.
Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Minori, Giovani
e Famiglia”:
1. Consolidare in tutti i Comuni dell’Ambito gli standard del sistema dei servizi per la
prima infanzia, qualificando la qualità dell’offerta attraverso l’attivazione di progetti
sperimentali socio-educativi per i minori nella fascia 0-3 anni;
2. Conservare il livello di copertura dei servizi domiciliari per minori raggiunto nella
precedente programmazione sociale, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando
l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle capacità genitoriali e
familiari di sostenere un processo positivo di crescita, educazione e inserimento sociale
dei figli;
3. Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e adozioni, anche
attraverso l’ampliamento della rete locale delle famiglie disponibili e il miglioramento
delle rete interservizi;
4. Rendere stabili gli standard qualitativi dei centri diurni per i minori, mettendo a regime
le strutture presenti nell’Ambito e sfruttandone tutte le potenzialità, e integrando
nell’offerta la mensa e il sostegno scolastico.
IV.2.2. Servizi ed interventi
AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
Num.
Scheda
1
Servizi nido per prima infanzia – LIVEAS
Migliorare il sistema dei servizi per l’infanzia rivolti a bambini e
Obiettivo
bambine nella fascia di età 0 – 3 anni, anche al fine di uniformare
il livello di copertura del servizio in tutti i Comuni dell’Ambito.
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TITOLO AZIONE
Servizi nido per la prima infanzia
OBIETTIVI
Obiettivi dei servizi per l’infanzia sono:
⇒ offrire ai bambini un luogo di formazione, di cura e di
socializzazione nella prospettiva del loro benessere psico-fisico
e dello sviluppo delle loro potenzialità affettive e sociali;
⇒ consentire alle famiglie modalità di cura dei figli in un contesto
esterno a quello familiare attraverso un loro affidamento
quotidiano e continuativo a figure dotate di specifica
competenza professionale, diverse da quelle parentali;
⇒ sostenere le famiglie, con particolare attenzione a quelle
monoparentali, nella cura dei figli e nelle scelte educative,
anche ai fini di facilitare l'accesso delle donne al lavoro e per
promuovere la conciliazione delle scelte professionali e
familiari di entrambi i genitori in un quadro di pari
opportunità tra i sessi.
STRATEGIA
I Servizi Educativi e Sociali per l'Infanzia costituiscono un sistema
di opportunità educative e sociali, che favoriscono, in stretta
integrazione con le famiglie, lo sviluppo della personalità dei
bambini e delle bambine e la valorizzazione di tutte le loro
potenzialità, nel rispetto della propria identità individuale,
culturale e religiosa. Tali finalità sono perseguite in collaborazione
con le famiglie per creare e sostenere una rete di opportunità
educative e sociali nel riconoscimento dei bambini e delle bambine
come soggetti di diritti individuali, civili e sociali, nel rispetto della
Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia dell’ONU.
ATTIVITA’
PREVISTE
I Servizi Educativi per la prima infanzia, conformemente alla Legge
regionale 76/2000, si articolano in:
⇒ Nidi d'Infanzia, Micronidi;
⇒ Servizi Integrativi ai Nidi d'Infanzia.
Nidi d'Infanzia e Micronidi:
Il nido d'infanzia è un servizio educativo e sociale che accoglie i
bambini e le bambine in età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e
assicura la realizzazione di programmi educativi, i pasti e tutti gli
altri servizi di cura necessari al bambino.
Concorre con le famiglie alla crescita, cura, formazione,
socializzazione ed educazione dei bambini nella prospettiva del loro
benessere psico-fisico e dello sviluppo delle loro potenzialità
cognitive, affettive e sociali, tutelando e garantendo l'inserimento
di bambini che presentano svantaggi psicofisici e sociali, in un
contesto che favorisce pari opportunità di sviluppo.
Servizi integrativi:
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I servizi integrativi si configurano come luoghi con caratteristiche
educative, ludiche, culturali e di aggregazione sociale, rivolti ai
bambini, anche insieme ai loro genitori o adulti accompagnatori.
Tali servizi hanno come obiettivo quello di ampliare l'azione dei
nidi d'infanzia, garantendo risposte flessibili e differenziate alle
esigenze delle famiglie e dei bambini attraverso soluzioni
diversificate sul piano strutturale ed organizzativo.
La tipologia di attività e le modalità di accesso al sistema comunale
dei servizi per l’infanzia sono disciplinate dai Regolamenti per i
servizi educativi per la prima infanzia dei Comuni dell’Ambito.
I servizi comunale possono prevedere nella propria
programmazione annuale la realizzazione di servizi sperimentali
per l’infanzia.
I servizi educativi per la prima infanzia, anche in collaborazione
con i servizi competenti delle Aziende U.S.L. e con i servizi sociali
dei Comuni, garantiscono il diritto all’inserimento ed
all’integrazione dei bambini disabili.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Le strutture che ospitano i servizi per l’infanzia nei 3 Comuni
dell’Ambito sono:
Comune di Roseto:
⇒ Asilo nido pubblico Mariele Ventre;
⇒ Asilo nido Via Accolle (in regime di concessione);
⇒ Asilo nido SMA (in regime di convenzione);
⇒ Asilo Nido privato – ditta PEM a Roseto degli Abruzzi
(gestione esclusivamente privata del servizio).
Comune di Morro d’Oro:
⇒ Micro-Nido.
Comune di Notaresco:
⇒ Asilo nido privato
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
Piano Sociale Regionale 2011-2013
2011
2012
2013
€ 274.082,56
Roseto
€ 548.165,12
Roseto
€ 548.165,12
Roseto
€ 22.355,00
Morro d’Oro
€ 44.710,00
Morro d’Oro
€ 44.710,00
Morro d’Oro
€ 296.437,56
€ 592.875,12
€ 592.875,12
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ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
I costi dei servizi per l’infanzia sono a totale carico dei bilanci dei 3
Comuni dell’Ambito nell’importo presunto sopra indicato.
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
I servizi comunali provvederanno ad integrare il sistema dei servizi
per l’infanzia con servizi innovativi e sperimentali.
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei bambini inseriti;
⇒ % di copertura dei servizi per singoli Comuni;
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⇒ numero e tipologie prestazioni dei servizi per l’infanzia;
⇒ lista di attesa;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie.
Strumenti di valutazione dell’azione:
⇒ La valutazione del servizio avviene con cadenza annuale
RISCHI E
CRITICITA’
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Num.
2
Obiettivo
Rischi
Lunga lista di attesa per
l’accesso ai servizi
Discontinuità
della
presenza dei bambini
Risposte
Potenziamento dei servizi
Previsione di meccanismi di
verifica in itinere delle presenze
I servizi per l’infanzia saranno gestiti in modalità diretta dalle
Amministrazione comunali dell’Ambito, anche avvalendosi di
strutture private in regime di convenzione e/o concessione.
Costo orario medio del servizio: € 19,21 per le sezioni gestite in
convenzione
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
Scheda
Assistenza domiciliare minori – LIVEAS
Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto
sociale di minori con disagio e a rischio di devianza ed
emarginazione, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando
l’efficacia delle prestazioni in termini di rafforzamento delle
capacità genitoriali e familiari di sostenere un processo positivo di
crescita, educazione e inserimento sociale dei figli
TITOLO AZIONE
Assistenza domiciliare minori
OBIETTIVI
Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Minori (ADM)
sono:
⇒ Prevenire l’istituzionalizzazione e/o l’allontanamento dal
nucleo familiare;
⇒ Sviluppare nella coppia genitoriale le capacità di cura della
prole attraverso una guida che possa sostenere ed orientare
l’intervento genitoriale;
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⇒ Aiutare i minori a utilizzare adeguate modalità di
comunicazione dei bisogni, riducendo le difficoltà
comportamentali;
⇒ Costruire una rete di legami tra il minore, il nucleo familiare e
l’ambiente sociale, la scuola e la comunità locale.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia generale dell’intervento mira a costruire una rete di
supporto alle famiglie trascuranti, che non riescono a provvedere
ad una cura quotidiana in grado di soddisfare i bisogni del bambino
e a fornire al Servizio sociale professionale un utile strumento di
supporto familiare a quei nuclei che presentano un evidente rischio
di abbandono, trascuratezza e abuso. La strategia che dovrà essere
perseguita dal servizio è quella di predisporre un progetto
educativo mirato a recuperare l’ambiente domestico di vita del
bambino in collegamento con i servizi territoriali che si occupano
della famiglia.
L’Assistenza Domiciliare Minori prevede due tipologie di
interventi: il Servizio Educativo Domiciliare (SED) e il Servizio di
Assistenza Domiciliare (SAD)
Servizio Educativo Domiciliare - SED
Il SED è il ponte di “collegamento” tra il minore a rischio di
emarginazione, il nucleo familiare di origine e il territorio: percorso
di accompagnamento, sostegno e tutela che viene attivato laddove
esistano situazioni familiari potenzialmente reattivi al
cambiamento.
L’educatore domiciliare è chiamato a svolgere i compiti di:
⇒ Sostegno e supporto educativi al minore nel rapporto con le
figure genitoriali e parentali;
⇒ Sostegno ai familiari nella comprensione dei comportamenti e
bisogni del minore, attivando le risorse del nucleo;
⇒ Inserimento sociale del minore e del suo nucleo nel contesto
vitale, attraverso l’attivazione della rete dei legami tra le realtà
associative e ricreative presenti nel territorio ;
⇒ Sostegno scolastico finalizzato all’apprendimento, attivando
anche il rapporto con gli insegnanti, per favorire l’inserimento
del minore nella scuola e per contribuire all’acquisizione di un
buon livello di autostima da parte del minore;
⇒ Mediazione durante gli incontri minori/genitori, unitamente
alla Responsabile del Servizio di Tutela Sociale dell’Ente di
Ambito, con funzione educativa e di osservazione, su mandato
della magistratura, in caso di allontanamento di uno dei
genitori dalla residenza familiare;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Collaborare con i partner del servizio responsabili dei casi
specifici.
Servizio di Assistenza Domiciliare - SAD
Il SAD è finalizzato a contribuire al miglioramento delle capacità di
cura della famiglia, attraverso un percorso teso al raggiungimento
di una progressiva autonomia.
All’operatore di assistenza domiciliare domestica è affidato il
compito di sostenere il nucleo familiare, anche con figli minori
disabili, nello svolgimento delle mansioni domestiche, perché
superi le difficoltà momentanee e possa svolgere al meglio il
proprio ruolo. Il SAD prevede le seguenti prestazioni:
⇒ l’aiuto nel riordino e nel governo della casa;
⇒ sostegno ai familiari conviventi, per l’acquisizione delle norme
di igiene, riordino ed organizzazione personali e domestiche;
⇒ accompagnamento dei minori a scuola o presso altre strutture
formative o ricreative presso i servizi psico-sociali e sanitari ;
⇒ collaborazione con gli operatori del servizio minori e degli
uffici e servizi competenti per supportare i genitori
nell’organizzazione
e
nell’espletamento
di
pratiche
amministrative diverse (relative a casa, asilo nido, pubblica
istruzione , assicurazioni, ecc).
Al servizio si accede su invio e valutazione del Servizio Sociale
Professionale, che provvede ad erogare le seguenti prestazioni di
base:
⇒ colloqui con il nucleo familiare per individuare
congiuntamente gli obiettivi e le modalità di intervento
educativo;
⇒ predisposizione di un primo progetto educativo di sostegno;
⇒ elaborazione successiva del programma di intervento con
obiettivi, azioni, modulazione dei tempi di presenza a casa
dell’operatore (a cura del Servizio Sociale Professionale , in
collaborazione con l’educatore/pedagogista/ operatore di
assistenza domiciliare );
⇒ valutazione costante di efficacia degli interventi;
⇒ collaborazione in rete con l’istituzione scolastica, l’AUSL, il
Tribunale per i minorenni, il Privato sociale.
TEMPISTICA
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
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STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Risorse umane:
⇒ N.1 Assistente Sociale Servizio Sociale Professionale dell’Ente
di Ambito;
⇒ Educatori professionali, di cui uno con compiti
coordinamento del servizio, con i seguenti requisiti:
di
o Diploma di educatore professionale rilasciato da una scuola
riconosciuta, oppure Laurea in Scienze dell’Educazione con
almeno un anno di esperienza lavorativa di assistenza
domiciliare minori , oppure altro diploma universitario in
ambito educativo oppure Laurea in Psicologia/Sociologia
con almeno 2 anni di esperienza lavorativa di assistenza
domiciliare minori;
⇒ Operatore di assistenza domiciliare in possesso dell’attestato
di OSA (Operatore socio assistenziale) rilasciato dalla Regione
con almeno 1 anno di esperienza lavorativa di assistenza
domiciliare minori;
⇒ Figure di consulenti (psicologo, mediatore familiare, etc.).
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore,
elaborato sulla base di un apposito modello, secondo quanto
previsto dal D.M. 308/2001; il progetto deve essere redatto
d’intesa con il Servizio sociale professionale;
⇒ Registro degli utenti;
⇒ Carta del servizio e Progetto generale del servizio;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 28.237,14
€ 28.237,14
2012
€ 36.400,00
€
36.400,00
2013
€ 36.400,00
€
36.400,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i
servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una
compartecipazione economica dell’utenza.
ANALISI DEI COSTI
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
Nell’ambito del servizio ADM, è prevista la seguente prestazione
sussidiarie:
⇒ Servizio di accompagnamento a cura dell’affidatario del
servizio presso la scuola o presso altre strutture formative o
ricreative a presso i servizi psico-sociali e sanitari, in caso di
accertata impossibilità della famiglia a provvedere a tali
compiti.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Indicatori principali:
⇒ numero dei minori seguiti in ADM;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADM;
⇒ % dei minori dimessi nel corso dell’anno;
⇒ costo orario degli interventi di ADM;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADM e degli enti invianti;
⇒ esiti degli interventi di ADM.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento
Difficoltà ad implementare
un sistema di qualità del
servizio
Rischio di non integrazione
fra i servizi per la presa in
carico della famiglia
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Monitoraggio ed assistenza
tecnica dell’Ufficio di Piano
Formalizzazione di procedure di
collaborazione interservizi
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase di ammissione al servizio, per l’elaborazione e la
valutazione del Progetto Educativo Individualizzato.
⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO ORARIO
Costo orario medio del servizio: € 17,71
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Num.
3
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
Scheda
Servizio affido familiare e servizio adozioni – LIVEAS
Confermare gli attuali standard del servizio di affido familiare e
adozioni, anche attraverso l’ampliamento della rete locale delle
famiglie disponibili e il miglioramento della rete interservizi.
Servizio affido familiare e servizio adozioni
Obiettivi del Servizio Affido Familiare:
⇒ Consolidare e rafforzare l’attuale servizio, attraverso una
capillare campagna d’informazione e di sensibilizzazione tesa
all’ampliamento del numero di famiglie affidatarie disponibili;
⇒ Promuovere l’affido diurno e d’urgenza, o comunque forme
alternative di affido temporaneo, per particolari necessità che
possono venire a crearsi in famiglie vulnerabili o con gravi
carichi sociali;
⇒ Rafforzare la sinergia fra comunità di pronta accoglienza e
affidamento familiare;
⇒ Ampliare il numero e la tipologia dei soggetti che collaborano
col Servizio affidi, valorizzando e rafforzando la rete di
collaborazione in particolare con l’AUSL;
⇒ Gestire il servizio secondo standard di qualità (Progetto
educativo personalizzato);
Obiettivi del servizio Adozione:
⇒ Accrescere il numero di famiglie aspiranti all’adozione,
attraverso campagne formative ed informative;
⇒ Attuare un efficace sistema di valutazione, attraverso
un’accurata indagine psico-sociale, conforme alle linee guida
regionali, della coppia aspirante all’adozione;
⇒ Seguire tutto il percorso pre e post-adottivo del minore e della
famiglia attraverso un progetto personalizzato di presa in
carico in collaborazione con l’Ente autorizzato(adozione
internazionale);
⇒ Assicurare supporto psicologico e sociale anche in fase di
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
follow up dell’adozione, specie per l’insorgenza di crisi anche a
lungo termine.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia dell’azione è quella di favorire la più ampia
integrazione fra i servizi che prendono in carico il bambino che vive
fuori dalla famiglia di origine, al fine di assicurare un intervento
globale.
Il Servizio consiste in attività di intermediazione e supporto
finalizzata, in caso di affido, a favorire l’accoglienza temporanea di
un minore in un nucleo familiare, quando la famiglia di origine sia
momentaneamente impossibilitata a provvedervi in modo
adeguato; in caso di adozione, il servizio è finalizzato a proteggere e
tutelare la crescita di un minore in stato di abbandono attraverso
l’accoglienza definitiva in un nucleo familiare. Per il servizio
adozioni, l’equipe territoriale
integrata per l’adozione nazionale e internazionale provvede alle
attività istruttorie e di sostegno in collegamento con il Tribunale
per i minorenni, la Regione, la Commissione per le adozioni
internazionali.
S’individuano due livelli di servizio:
⇒ Equipe Affidamento Familiare;
⇒ Equipe Adozioni.
Equipe Affidamento familiare:
⇒ reperimento di famiglie o singole persone disponibili
all’affidamento eterofamiliare, anche breve, attraverso
iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione;
⇒ estensione del modello di affidamento familiare ad altre forme
di affido sociale (affidamento breve disabili, anziani, famiglie
monoparentali, donne in difficoltà) e raccordo con gli
interventi di mutuo-auto aiuto;
⇒ valutazione e selezione delle famiglie disponibili e inserimento
nella banca-dati;
⇒ valutazione di praticabilità dell’affido per i minori segnalati
dall’Autorità Giudiziaria ;
⇒ abbinamento famiglia-minore e definizione del “contratto” di
affidamento e del progetto educativo, nonché del sussidio per
la famiglia affidataria;
⇒ sostegno continuo alla famiglia impegnata nella fase di presa
in carico del bambino affidato, anche con la messa a
disposizione delle altre risorse di aiuto familiare del Comune e
dell’AUSL;
⇒ raccordo con i servizi socio-sanitari che seguono la famiglia di
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
origine nella fase di valutazione e progettazione educativa;
⇒ attivazione di un percorso sperimentale di servizio per la
riunificazione familiare;
⇒ verifiche costanti sull’andamento dell’affidamento familiare,
attraverso idonei documenti di valutazione.
Per ogni minore preso in carico il Servizio Affidi cura una cartella
sociale che contiene una diagnosi psico-sociale e un progetto
educativo.
Equipe Adozioni:
⇒ campagna di informazione delle famiglie che aspirano
all’adozione;
⇒ formazione annuale per le famiglie aspiranti all’adozione;
⇒ valutazione dell’aspirante famiglia adottiva e stesura delle
relazioni previste dalla normativa e dai dispositivi regionali;
⇒ attuazione di tutte le disposizioni previste dal protocollo
regionale e partecipazione alle riunioni di coordinamento
regionali;
⇒ predisposizione di un progetto educativo personalizzato del
minore in affidamento preadottivo;
⇒ supporto educativo e psico-sociale alla famiglia adottiva;
⇒ presa in carico dei minori e delle famiglie adottive nella fase
post-adottiva, anche a seguito dell’emergenza di crisi e
conflittualità anche a distanza di anni;
⇒ collaborazione in rete con gli enti autorizzati per l’adozione
internazionale.
TEMPISTICA
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Risorse umane:
Equipe Affido:
⇒ n. 1 assistente sociale responsabile del progetto di affidamento
e dell’èquipe;
⇒ n. 1 psicologo;
⇒ n. 1 legale esperto in diritto di famiglia (a consulenza).
L’èquipe si avvale inoltre della collaborazione del personale
specialistico della AUSL o di altre figure di consulenza a seconda
delle necessità.
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La supervisione dell’èquipe e delle sue attività è curata dal Servizio
sociale professionale.
Equipe Adozioni:
⇒ n. 1 Assistente sociale comunale;
⇒ n. 1 psicologo dell’Azienda USL (Convenzione già in atto con
azienda USL).
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto individuale di affidamento;
⇒ Registro
utenti
all’affidamento);
(famiglie
affidatarie
o
disponibili
⇒ Diario di bordo degli affidamenti.
L’Equipe Adozioni utilizza tutti gli strumenti previsti nel
Protocollo operativo regionale.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Costi diretti
2011
€ 22.904,52
2012
€ 46.000,00
2013
€ 46.000,00
Totale
€ 22.904,52
€ 46.000,00
€ 46.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i
servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una
compartecipazione economica dell’utenza.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
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⇒ Opuscoli, brochure e volantini per la promozione della
conoscenza del servizio tra la cittadinanza;
⇒ Formazione sull’adozione nazionale ed internazionale per le
coppie aspiranti all’adozione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Sottoscrizione di Accordi di programma con le scuole
dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado;
⇒ Attivazione di una rete locale di collaborazione con: Comuni
dell’Ambito, AUSL, Istituzioni scolastiche, Associazioni,
Tribunale per i Minorenni, Giudice Tutelare, Cooperative
gestori di servizi, Enti autorizzati.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli affidamenti familiari realizzati;
⇒ numero delle adozioni seguite;
⇒ numero famiglie partecipanti ai corsi;
⇒ percentuale di affidamenti a famiglie in rapporto a numero
minori istituzionalizzati o in comunità;
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⇒ numero delle famiglie partecipanti alle azioni formative;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie
affidatarie;
⇒ numero affidamenti brevi sociali realizzati.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Stress psicologico delle
famiglie affidatarie ed
adottive e senso di
abbandono
Rischio di trauma
secondario al rientro del
minore nella famiglia di
origine
Risposte
Rafforzamento del servizio di
supporto presso le famiglie –
Corso di formazione per famiglie
adottive - Maggiore integrazione
con altri servizi
Elaborazione di un modello di
intervento per facilitare la
riunificazione familiare Integrazione con servizi che
curano famiglia origine
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione indiretta dell’Equipe Affidi;
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Costo orario medio del servizio affido: € 27,26.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
⇒ Gestione diretta dell’Equipe Adozioni (parte sociale). La
gestione della parte sanitaria (psicologo) è a carico
dell’Azienda USL.
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Num.
4
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
Scheda
Comunità di tipo residenziale per minori – LIVEAS
Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di tempo
fuori dalla propria famiglia il diritto a vivere in un ambiente
educativo positivo e che offra le condizioni idonee per realizzare un
percorso di reinserimento familiare.
Comunità di tipo residenziale per minori
⇒ Garantire ai minori che si trovino a vivere per un periodo di
tempo fuori dalla propria famiglia un ambiente educativo
positivo, in grado di sostenerli nel percorso di reinserimento,
attraverso l’attuazione di interventi educativi, con l’obiettivo di
ricreare un contesto il più possibile vicino a quello familiare;
⇒ Creare sinergie attive fra la comunità educativa ed il servizio
affidamento familiare al fine di ridurre il ricorso
all’accoglienza in comunità, privilegiando l’inserimento in una
famiglia;
⇒ Realizzare percorsi di accoglienza di minori, anche stranieri
non accompagnati, basati sulla socializzazione e l’educazione
interculturale;
⇒ Assicurare forme flessibili di accoglienza dei minori, anche
prevedendo l’ospitalità della madre, qualora si tratti di minori
di età inferiore ai sei anni;
⇒ Offrire l’ospitalità a minori in situazione di emergenza.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
E’ un servizio residenziale finalizzato alla prevenzione e/o al
superamento di situazioni di bisogno, di disagio fisico, psichico e
relazionale, attraverso l’attuazione di interventi educativi o di
reinserimento sociale con l’obiettivo di ricreare un contesto il più
possibile vicino a quello familiare. Il servizio accoglie
temporaneamente il minore, qualora la famiglia di origine sia
incapace o impossibilitata ad assolvere al proprio compito,
favorendo l’armonico sviluppo della personalità per mezzo del
progetto educativo individualizzato, per promuovere i rapporti di
solidarietà all’interno del gruppo dei pari, l’educazione alla
condivisione di regole organizzative, i rapporti positivi dei
ragazzi/ragazze con le loro famiglie e la partecipazione degli
adolescenti alla progettualità ed alle decisioni relative ai diversi
interventi con la scuola.
La strategia dell’Ambito è quella di potenziare la risorsa della
Comunità educativa per minori, già attiva da anni, in stretta
sinergia con le altre realtà territoriali (Scuole, Consultorio
familiare, Forze dell’Ordine, Servizio per l’affidamento familiare).
La Comunità di prima accoglienza è adeguata per ospitare un
numero massimo di 8 minori nella fascia di età 6-18 anni, senza
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distinzione di sesso. Possono essere accolti minori di età inferiore
a 6 anni, se l’allontanamento dal proprio nucleo familiare é
motivato da esigenze di urgenza e di pronto intervento
assistenziale. Possono essere accolte madri con figli, per limitati
periodi di tempo, previa valutazione congiunta del Coordinatore e
del Servizio Sociale del Comune.
Il servizio prevede le seguenti prestazioni:
⇒ Ospitalità completa nella struttura di prima accoglienza;
⇒ Assistenza psico-sociale;
⇒ Attività di socializzazione;
⇒ Assistenza sanitaria, per il tramite dell’AUSL;
⇒ Attività educative.
La richiesta d’ingresso alla struttura può essere formulata, anche
tramite fax, al Dirigente I° Settore del Comune di Roseto degli
Abruzzi che dovrà autorizzare l’ammissione e per conoscenza al
Coordinatore-Responsabile della Comunità, dalle seguenti autorità:
⇒ Comuni di residenza dei minori;
⇒ Servizi sociali territoriali;
⇒ Organi di pubblica sicurezza;
⇒ Tribunale per i minorenni.
Le ammissioni al servizio devono essere accompagnate da una
relazione aggiornata elaborata dal Servizio Sociale che ha in carico
il minore; la relazione deve contenere il progetto globale del minore
che descriva gli aspetti sociali, familiari ed educativi.
Quanto sopra riportato non viene richiesto nei soli casi di
emergenze.
All’atto dell’ammissione il Coordinatore responsabile redige
apposito verbale controfirmato dalle persone che accompagnano il
minore.
Relazioni esterne:
⇒ Rapporti con i Servizi sociali dell’Ambito:
Il Coordinatore responsabile ha il compito di mantenere e
favorire i rapporti fra la Struttura e i Servizi Sociali territoriali.
Sarà suo compito inviare con cadenza mensile una relazione
contenente l’andamento della permanenza del minore nella
struttura, salvo particolari situazioni. Gli Assistenti Sociali
responsabili dei casi e gli operatori coinvolti nel Progetto
educativo, possono effettuare colloqui con i minori, all’interno
della comunità, ogni volta si ravvisi necessità, dandone
comunicazione informale al Coordinatore.
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⇒ Rapporti con i familiari:
L’Educatore deve favorire, ove è possibile, rapporti tra i minori
e le loro famiglie. A tale scopo, nel rispetto della vita
comunitaria e degli impegni assunti dagli ospiti, le visite
dovranno essere concordate, per ciascuno in maniera
individualizzata, dopo un’attenta valutazione da parte del
personale educativo.
⇒ Rapporti con l’Autorità giudiziaria:
I rapporti con l’Autorità giudiziaria saranno tenuti dal
Coordinatore responsabile o dall’Educatore delegato.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Coordinatore responsabile della struttura: deve essere in
possesso del diploma di laurea in Scienze dell’educazione e
della formazione o in Psicologia, Sociologia, Pedagogia e
Servizio Sociale. Mansioni:
o Svolge i compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro
degli educatori/operatori;
o Tiene i rapporti con i servizi sociali dell’Ente e con il
Tribunale per i minorenni;
o Predispone il progetto del servizio e il suo aggiornamento
periodico;
o Garantisce la formulazione, la verifica e l’aggiornamento dei
Progetti Educativi Individualizzati, assicurando l’apporto
degli operatori dei servizi locali interessati al minore, del
minore stesso e delle famiglie d’origine laddove sia
possibile;
o Promuove progetti di formazione e aggiornamento del
personale;
o Controlla che siano tenuti aggiornati, a cura degli educatori
e degli operatori, il registro degli ospiti, verbali di riunione,
P.E.I e cartelle personali;
o Redige, in collaborazione con lo Psicologo, l’Assistente
Sociale e l’Educatore, le relazioni periodiche sui minori
accolti richieste dai Servizi sociali invianti e/o dal Tribunale
per i minorenni;
o Garantisce il rispetto delle condizioni igieniche della
struttura;
o Comunica semestralmente al procuratore della Repubblica
presso il Tribunale per i minorenni la scheda degli ospiti
secondo l’art. 9 della legge 149/2001;
o Svolge le funzioni previste dalla L. 149/2001 di affidatario in
presenza di apposito decreto del Tribunale per i minorenni;
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o Garantisce l’applicazione da parte della Comunità della
legge sulla privacy.
⇒ Educatore: deve essere in possesso del diploma di laurea in
Scienza dell’educazione o titolo equipollente. Può svolgere la
funzione di educatore anche chi sia in possesso del diploma di
scuola secondaria superiore ed abbia svolto per almeno un
triennio tale servizio presso una Comunità per minori.
Mansioni:
o E’ responsabile delle relazioni educative con i minori, della
formulazione, aggiornamento e verifica del PEI e dei
rapporti con la scuola, la famiglia e i servizi.
⇒ Operatore socio/assistenziale: deve essere in possesso del
diploma di scuola secondaria superiore. Mansioni:
o Svolge
funzioni
di
assistenza,
animazione,
accompagnamento, governo della Comunità, etc.,
unitamente all’educatore di riferimento e comunque in
riferimento al progetto di servizio.
⇒ Psicologo: deve essere in possesso di diploma di Laurea
specifica e dell’iscrizione al rispettivo ordine professionale.
Mansioni:
o Tiene colloqui psicologici individuali e/o di gruppo di
supporto con i minori e con la famiglia d’origine;
o Collabora alla stesura del progetto individuale;
o Relaziona sulle condizioni psico -affettive del minore.
⇒ Assistente sociale: deve essere in possesso di diploma di
Laurea specifica e dell’iscrizione al rispettivo ordine
professionale. Mansioni:
o Cura le relazioni con i Servizi sociali invianti, con l’Autorità
giudiziaria e di pubblica sicurezza;
o Collabora alla stesura dei PEI per gli aspetti sociali;
o Promuove ogni utile intervento di carattere sociale,
lavorativo e formativo;
o Tiene colloqui periodici con le famiglie dei minori.
⇒ Operatori volontari: è possibile l’impiego di volontari,
tirocinanti ed operatori del servizio civile, con garanzia di una
presenza operativa stabile anche se a tempo parziale,
all’interno di un progetto concordato tra il personale della
comunità. Non possono operare se non in presenza di un
operatore già in carica nella struttura.
Può essere previsto l’apporto
specificatamente formate.
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di
famiglie
volontarie
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Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Comunità di prima accoglienza: la Comunità è ubicata in via S.
Rocco a Montepagano di Roseto. Essa è composta da un casa
indipendente all’interno della quale vi sono n° 2 appartamenti
attigui di circa 90 mq ciascuno, ognuno con ingressi
indipendenti e collegati tra di loro da una scalinata interna,
adeguati ad ospitare un numero massimo di 8 minori nella
fascia di età 6 e i 18 anni. Possono essere accolti minori di età
inferiore a 6 anni se l’allontanamento dal proprio nucleo
familiare é motivato da esigenze di urgenza e di pronto
intervento assistenziale. Possono essere accolte madri con figli,
per limitati periodi di tempo, previa valutazione congiunta del
Coordinatore e del Servizio Sociale del Comune. La Comunità
educativa è in possesso di specifica autorizzazione ai sensi del
D.M. 308/2001.
⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore
(ospitato non in emergenza), sulla base di un apposito
modello, secondo quanto previsto dal D.M. 308/2001; il
progetto è redatto d’intesa con il Servizio sociale professionale;
⇒ Registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere;
⇒ Regolamento interno, che deve contenere:
o Le caratteristiche, le finalità, i destinatari, la capacità di
accoglienza, i tempi di apertura, la pubblicizzazione delle
tariffe praticate e le prestazioni ricomprese.
o L’organigramma e le professionalità impiegate;
o Le regole di vita interna con la descrizione dei tempi e le
modalità di gestione di eventuali emergenze. Inoltre deve
essere indicata l’assicurazione stipulata per i minori.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 118.000,00
Comunità di
Roseto a
servizio dei
Comuni
dell’Ambito
€
118.000,00
2012
€ 236.000,00
Comunità di
Roseto a
servizio dei
Comuni
dell’Ambito
€
236.000,00
2013
€ 236.000,00
Comunità di
Roseto a
servizio dei
Comuni
dell’Ambito
€
236.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i
servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una
compartecipazione economica dell’utenza.
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ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
relazione agli utenti . Per i comuni di Notaresco e Morro d’Oro si
prevede,pertanto, il pagamento della retta giornaliera
per
l’ospitalità dei propri minori residenti o provenienti dal proprio
territorio.
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Riunioni mensili tra la coppia genitoriale, lo staff educativo
della Comunità, il Servizio sociale professionale, la Comunità
educativa per minori ed il Servizio per l’affidamento familiare;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Promozione di una rete locale di collaborazione per favorire lo
svolgimento di attività ludico-ricreative e sportive per i minori
ospitati.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei minori inseriti in comunità;
⇒ tempi medi di permanenza;
⇒ numero annuale delle riunioni di equipe;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte dei minori accolti;
⇒ numero delle dimissioni.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Drop-out della coppia
genitoriale
Risposte
Sostegno continuo degli operatori
della Comunità educativa per
minori e del Servizio Affidi
Scarsa collaborazione con gli Previsione di convenzioni di
altri servizi sociale e sanitari servizio
del territorio
Scarsa possibilità di svolgere Creazione di una rete di
attività di socializzazione e
collaborazione con associazione
aggregazione per i minori
culturali e sportive locali
ospitati
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione indiretta tramite specifica convenzione.
Costo orario medio del servizio : € 16,64
N.B. Il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
caso di
esternalizzazione)
Num.
5
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero delle ore di servizio erogate nel 2009 .
AREA MINORI, GIOVANI, FAMIGLIA
Scheda
Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori
– LIVEAS
Garantire ai minori il diritto allo svolgimento di attività strutturate
e coordinate per la socializzazione, l’integrazione e il supporto
educativo nelle ore pomeridiane, anche attraverso un supporto di
primo livello al nucleo familiare in difficoltà e il rafforzamento
delle rete locale di collaborazione, per migliorare la tempestività
degli interventi di prevenzione del disagio.
Servizi integrativi per minori – Centri diurni per minori
Gli obiettivi del Servizio sono i seguenti:
⇒ garantire il diritto dei ragazzi alla socializzazione e
all’integrazione;
⇒ migliorare il successo scolastico di ragazzi in condizioni di
disagio;
⇒ garantire il diritto al gioco e alle attività ludiche;
⇒ offrire consulenza familiare di primo
rafforzamento delle capacità genitoriali;
livello
per
il
⇒ favorire processi e percorsi di integrazione fra ragazzi
appartenenti a diversi contesti socio-culturali, soprattutto
aiutando le famiglie carenti sotto il profilo culturale ed
economico a sostenere le responsabilità genitoriali;
⇒ creare una rete territoriale per la prevenzione delle condizioni
di disagio sociale e la protezione dei minori a rischio.
STRATEGIA
La strategia dell’Ambito è di sviluppare la socializzazione diurna
post-scolastica dei minori, al fine di prevenire la devianza ed offrire
un servizio per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. Tale
rete dei servizi deve operare in stretta sinergia con la Scuola, i
Consultori familiari e gli altri servizi di supporto a minori e
famiglie.
ATTIVITA’
PREVISTE
Le attività sono riconducibili a quattro macroaree di servizio:
⇒ sostegno scolastico: prestazioni a carattere educativo
pomeridiano, consistenti in svolgimento dei compiti e attività
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didattiche integrative in raccordo con la Scuola;
⇒ ludoteca - animazione – laboratori: attività a carattere ludicoricreativo pomeridiano, ricomprendenti attività di laboratorio
teatrale, laboratorio informatica e animazione motoria;
⇒ presa in carico educativa del minore: progetti personalizzati
per minori; presa in carico della famiglia, in presenza di
situazioni problematiche;
⇒ attività di animazione estiva con i bambini ed i ragazzi
all’interno delle Colonie Marine organizzate dall’Ambito .
Si individuano i seguenti Centri diurni sul territorio dell’ambito:
⇒ Centro diurno “La bottega dell’amicizia” per minori 6-13 anni
– Roseto degli Abruzzi;
⇒ Centro diurno “La cittadella dei ragazzi” per minori 11-17 anni
- Roseto degli Abruzzi;
⇒ Centro diurno “I Giardini della Luna” per minori 6-14 anni Notaresco;
⇒ Centro diurno per minori 6-14 anni – Morro d’oro.
Il Centro diurno “La bottega dell’amicizia” è dotato di servizio
mensa e di trasporto.
I Centri diurni organizzano, per quanto possibile, il trasporto dei
minori residenti nelle frazioni.
Il Centro diurno di Morro d’Oro organizza attività di animazione
pomeridiana anche il sabato pomeriggio nel Centro storico di
Morro d’Oro, oltre ad altri due pomeriggi settimanali.
Inoltre, è prevista, all’interno di ogni centro, un’azione di
coinvolgimento nell’attività educativa attraverso giornate di gioco
con bambini e famiglie nonché di educazione alle competenze
genitoriali.
Per lo svolgimento delle attività previste, sarà consolidata
l’esistente rete locale di collaborazione, con i seguenti enti:
⇒ ISTITUZIONI SCOLASTICHE: Costituzione di un tavolo di
lavoro fra dirigenti scolastici, insegnanti e Centro diurno per la
definizione congiunta dei progetti educativi personalizzati dei
minori; protocollo operativo; almeno una riunione mensile fra
equipe del Centro ed insegnanti della scuola;
⇒ SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE: invio dei casi;
supervisione educativa e sui progetti personalizzati; raccordo
con i servizi dell'ambito; invii e segnalazioni;
⇒ SERVIZIO PER LE FAMIGLIE: coordinamento con servizio di
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presa in carico e di counseling familiare;
⇒ UFFICIO SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI:
collaborazione per gestione congiunta di casi di minori
nell’area penale segnalati all'Autorità giudiziaria;
⇒ CONSULTORIO FAMILIARE: collaborazione per la stesura
dei progetti personalizzati in coerenza con i servizi già erogati
dal consultorio; utilizzo del Neuropsichiatria infantile messo a
disposizione dal Distretto sanitario;
⇒ PARROCCHIE. Scambio di volontari
condivisione di progetti di animazione.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
ed
educatori,
Stima utenza: si stima una presenza media di circa 300 minori
nell’anno nei diversi Centri Diurni attivi nell’Ambito.
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Coordinatore responsabile del Centro, fornito di diploma
di laurea in psicologia, pedagogia, scienze dell’educazione o
altre lauree equipollenti;
⇒ Educatori, in possesso di specifico titolo abilitante (laurea in
scienze dell’educazione o equipollente), con funzioni di
sostegno alla fase evolutiva, all’integrazione nel gruppo dei
pari ed alla progettazione e realizzazione di attività educative
culturali e ricreative;
⇒ Animatori/Istruttori, forniti di specifico diploma abilitante
nella materia specifica per l’attivazione/gestione di laboratori
e l’organizzazione di momenti aggregativi e di socializzazione;
⇒ Autista, laddove tale servizio sia previsto.
In base alla tipologia delle attività e dell’età dei minori, i Centri
provvederanno a definire lo staff necessario esclusivamente
nell’ambito delle figure elencate.
Strutture, attrezzature e strumenti:
⇒ Tutti i Centri devono essere in possesso di specifica
autorizzazione ai sensi del D.M. 308/2001. Ogni Centro
diurno deve essere dotato di attrezzature e strutture adeguate
alle necessità dei bambini;
⇒ Progetto generale del servizio;
⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun minore, sulla
base di un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M.
308/2001; il progetto deve essere redatto d’intesa con il
Servizio sociale professionale;
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⇒ Registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
2012
2013
€ 49.521,56 La
Bottega
dell’Amicizia Roseto
€ 15.000,00 La
Cittadella dei
Ragazzi Roseto
€ 7.500,00 I giardini
della Luna
Notaresco
€ 5.387,19 Centro
diurno La Bottega
dell’Amicizia Morro
d’Oro
Totale
€ 77.408,75
€ 156.000,00 La
Bottega
dell’Amicizia Roseto
€ 30.000,00 La
Cittadella dei
Ragazzi Roseto
€ 15.000,00 I
Giardini della Luna
Notaresco
€ 22.000,00 Centro
diurno La Bottega
dell’Amicizia Morro
d’Oro
Totale
€ 223.000,00
€ 156.000,00 La
Bottega
dell’Amicizia Roseto
€ 30.000,00 La
Cittadella dei
Ragazzi Roseto
€ 15.000,00 I
Giardini della Luna
Notaresco
€ 22.000,00 Centro
diurno La Bottega
dell’Amicizia Morro
d’Oro
Totale
€ 223.000,00
€ 223.000,00
€ 223.000,00
€ 77.408,75
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno tra i servizi
a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto,
definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando
l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
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organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Predisposizione da parte dell’Ambito di un regolamento per
disciplinare l’accesso al servizio;
⇒ Rafforzamento della rete locale di collaborazione per favorire
lo svolgimento di attività ludico-ricreative e sportive per i
minori ospitati.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei minori iscritti ai Centri;
⇒ indice di copertura del servizio;
⇒ tasso di frequenza giornaliera;
⇒ numero annuale delle riunioni di equipe con la scuola;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e dei
bambini.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
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dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Eccessiva delega educativa
dei genitori
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Partecipazione attiva dei genitori
alle attività dei Centri
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta per quanto riguarda l’ammissione al servizio e
la valutazione;
⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione
l’erogazione delle prestazioni previste.
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
del
servizio
e
Costo orario medio del servizio: € 17,71.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
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IV.3. INTERVENTI SPECIALI
IV.3.1 Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi
Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “INTERVENTI
SPECIALI”:
⇒ Ampliamento della fascia di popolazione a rischio di povertà o di impoverimento;
⇒ Crescente bisogno delle famiglie di supporti economici e/o sociali, anche momentanei,
per accompagnare l’inserimento e/o re-inserimento socio-lavorativo di uno o più
componenti o per supportare la famiglia in momenti di difficoltà;
⇒ Rischio di una passivizzazione dell’utenza assistita dai servizi di inclusione sociale
Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “INTERVENTI
SPECIALI”:
1. Mantenere la capacità di intervento dei servizi di inclusione sociale dell’Ambito per la
presa in carico, l’assistenza ed il re-inserimento di persone in grave condizione di
povertà e/o a rischio di emarginazione sociale, in un contesto socio-economico che vede
l’ampliamento della fascia di popolazione a rischio di povertà.
2. Favorire il re-inserimento socio-lavorativo delle persone in condizioni di svantaggio e
marginalità sociale, attraverso la sperimentazione di percorsi di inserimento lavorativo
assistito nell’ambito del Laboratorio di inserimento lavorativo di recente inaugurato;
3. Potenziare la rete locale di collaborazione.
4. Potenziare i servizi domiciliari e di accompagnamento per le persone a rischio di
emarginazione, specie se anziane;
5. Migliorare il sistema di personalizzazione degli interventi di inclusione sociale, per
evitare il rischio di cronicizzazione degli interventi e passivizzazione dell’utenza;
6. Coordinamento degli interventi speciali con il Programma di inclusione sociale previsto
nel Piano Sociale Regionale, anche al fine di fornire gli strumenti di supporto ed
accompagnamento economico alle persone in fase di formazione lavorativa.
IV.3.2. Servizi ed interventi
Num.
1
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
AREA INTERVENTI SPECIALI
Scheda
Servizi speciali per l’integrazione
Assicurare alle persone in grave disagio sociale ed economico e in
condizione di marginalità un servizio integrato e partecipato, in
grado di intervenire per il soddisfacimento dei fabbisogni urgenti
ed indifferibili e di creare le condizioni per un percorso di reinserimento sociale e lavorativo, anche attraverso l’applicazione dei
principi del supported employment.
Servizi speciali per l’integrazione
Obiettivo dell’azione è di dare continuità, rispetto al precedente
Piano di Zona, ad una serie di prestazioni dirette a supportare le
persone in condizione di grave disagio sociale ed economico,
attraverso
un
approccio
pro-attivo
dell’utenza
verso
l’accompagnamento allo sviluppo delle autonomie personali e
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STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
sociali perdute e/o indebolite.
La strategia di contrasto all’esclusione sociale nell’Ambito prevede
un consolidamento degli importanti risultati ottenuti, attraverso un
rafforzamento delle rete territoriale per l’intercettazione dei bisogni
e per la promozione di interventi e la focalizzazione su alcuni
bisogni primari della popolazione vulnerabile.
I Servizi speciali per l’integrazione operano attraverso uno sportello
centrale localizzato presso la sede dell’EAS, con spazi di ascolto dei
bisogni attivati presso i Comuni di Notaresco e Morro d’Oro.
Le attività previste nel servizio sono:
⇒ Servizio di microcredito di emergenza: prevede
l’erogazione di microcrediti e sussidi economici, per spese
indifferibili ed urgenti (affitti, bollette, etc.), purchè ricompresi
nel progetto personalizzato di inserimento predisposto dal
Servizio Sociale dell’EAS; il micro-credito potrà anche essere
utilizzato per supportare la partecipazione degli utenti ai
percorsi di inserimento lavorativo nell’ambito del Programma
Multiasse “Inclusione Sociale” del PSR;
⇒ Servizio “Mensa della solidarietà”: è un servizio già
attivo nell’Ambito, che prevede l’erogazione di pasti a persone
in gravi condizioni di indigenza e povertà; la mensa è attivata
sul territorio del Comune di Roseto degli Abruzzi;
⇒ Erogazione di generi di prima necessità e di cure
urgenti, a favore di famiglie in condizione di povertà, con
priorità per nuclei con minori a carico di 0-6 anni;
⇒ Informazione, orientamento e accompagnamento ai
servizi pubblici e privati delle persone senza fissa dimora;
⇒ Servizio sperimentale per l’inserimento assistito al
lavoro di persone svantaggiate, da attuarsi presso il
“Laboratorio di Inserimento Lavorativo” inaugurato nel 2011
nel Comune di Roseto degli Abruzzi. Il servizio prevederà
percorsi assistiti di avvio all’attività lavorativa di persone con
disabilità e in condizioni di disagio socio-economico,
attraverso l’applicazione delle tecniche del supported
employment (inserimento lavorativo assistito) e della
mentorship. Il servizio sarà co-gestito dall’EAS e da
Cooperative di Tipo B già attive sul territorio nel settore
manifatturiero e della trasformazione di alimenti. Sarà
possibile attivare delle borse-lavoro a favore delle persone
inseriti, per un periodo massimo di 6 mesi (fase di start-up e
avviamento).
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
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ED OPERATIVE
PREVISTE
⇒ N. 1 Assistente sociale addetto al Servizio;
⇒ Personale per la gestione del Servizio sperimentale per
l’inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate
(Responsabile servizio, mentor).
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Stanza adeguata all’accoglienza dell’utenza;
⇒ Laboratorio attrezzato per lo svolgimento dell’attività di
inserimento assistito al lavoro di persone svantaggiate;
⇒ Progetto personalizzato di presa in carico;
⇒ Registro utenti e prestazioni;
⇒ Progetto esecutivo del Servizio sperimentale per l’inserimento
assistito al lavoro di persone svantaggiate;
⇒ Progetto personalizzato di inserimento socio-lavorativo.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 10.000,00
€
10.000,00
2012
€ 20.000,00
€
20.000,00
2013
€ 20.000,00
€
20.000,00
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servii e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
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customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Attivazione della Rete locale Anti-povertà, lo strumento
territoriale su cui poggia il Servizio di inclusione sociale. Il
coordinamento della Rete è a cura dell’Ufficio di Piano. La
composizione della rete, già attiva nella precedente
programmazione, dovrà essere confermata attraverso un
protocollo operativo con i seguenti enti: Associazioni di
volontariato, Enti religiosi, Centri di ascolto, altri enti-non
profit, etc.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ Numero di progetti personalizzati;
⇒ Numero pasti erogati dal servizio mensa al mese;
⇒ Numero e importi microcrediti;
⇒ Numero e tipologie prestazioni erogate;
⇒ Numero progetti
lavorativo.
personalizzati
di
inserimento
socio-
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
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⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Insufficienza delle risorse
economiche per
l’inserimento lavorativo di
persone svantaggiate
Scarsa attività della Rete
anti-povertà
Risposte
Promozione dei percorsi di
formazione integrata e inclusione
sociale offerti nella
programmazione FSE della
Regione Abruzzo
Protocolli operativi mirati
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta dell’EAS
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
___________________
⇒ Gestione concorrente per il Servizio Sperimentale di
inserimento lavorativo assistito
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IV.4. AREA PERSONE ANZIANE
IV.4.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi (max 30 righe)
Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Anziani”:
⇒ Aumento del numero di anziani non autosufficienti, di anziani soli e affetti da malattie
degenerative;
⇒ Presenza di una lunga lista di attesa per i servizi domiciliari;
⇒ Crescente bisogno di supporto a domicilio delle famiglie con gravi carichi assistenziali;
⇒ Necessità del servizio di trasporto e accompagnamento presso i centri sanitari per visite
mediche, analisi e attività riabilitative, assicurate nel precedente Piano di zona con il
Servizio di Assistenza Personale Anziani (SAPA) e col contributo finanziario anche delle
risorse del PLNA;
⇒ Limitate opportunità di socializzazione;
⇒ Difficoltà per gli anziani residenti fuori Roseto di raggiungere il Centro diurno.
Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Anziani”:
1. Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli anziani ottenuti nella
precedente programmazione, attraverso la migliore organizzazione intersettoriale, la
messa a regime di servizi complementari di sostegno psico-sociale e la copertura con le
risorse del PdZ anche delle prestazioni precedentemente assicurate con il Piano Locale
per la Non Autosufficienza;
2. Incrementare il servizio di tele-assistenza e delle altre forme di assistenza telefonica;
3. Migliorare l’accessibilità del Centro diurno agli anziani dell’Ambito e promuovere nelle
frazioni eventi ed occasioni di incontro e socializzazione;
4. Promuovere i principi dell’invecchiamento attivo, attraverso azioni informative mirate
per il miglioramento degli stili di vita e promuovere la cultura della salute e della
prevenzione.
IV.4.2
Num.
1
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
AREA ANZIANI
Scheda
Assistenza Domiciliare Sociale per Anziani – LIVEAS
Confermare gli standard del sistema dei servizi domiciliari per gli
anziani ottenuti nella precedente programmazione, per favorire il
mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto sociale
delle persone anziane, al fine di contrastare i processi di
istituzionalizzazioni e di esclusione sociale.
Assistenza Domiciliare Sociale per Anziani
Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani (SAD)
sono:
⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e
contesto sociale delle persone anziane per contrastare i
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processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale;
⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona anziana
disabile per ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare
momenti di sollievo;
⇒ Promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute
e per la prevenzione della perdita delle autonomie;
⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona anziana nella
comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle
procedure e degli strumenti di accompagnamento e presa in
carico personalizzata degli utenti.
STRATEGIA
La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la
permanenza della persona anziana nel proprio ambiente di vita,
attraverso il supporto nello svolgimento delle attività materiali,
nella organizzazione e nella gestione di tutti gli aspetti della vita
quotidiana, nel supporto e nella motivazione per lo svolgimento
di attività socializzanti e ricreative anche fuori dell’ambiente
domestico.
ATTIVITA’ PREVISTE
Per Assistenza Domiciliare agli Anziani si intende un complesso
di interventi e prestazioni di carattere socio-assistenziale, anche
temporanei, erogati prevalentemente presso l’abitazione
dell’utente. L’assistenza domiciliare agli anziani fornisce cura
della casa e della persona, cerca di relazionarsi e stimolare gli
anziani ad affrontare i propri bisogni con maggior
autosufficienza. Aiuta ad avere contatti con l’esterno, sostiene
nelle circostanze di malattia, tiene i contatti con i parenti, segnala
eventuali problemi sanitari, tiene le relazioni con i medici di base,
educa all’assunzione dei farmaci, aiuta all’approvvigionamento
degli alimenti, controlla le scadenze sia dei farmaci che degli
alimenti, controlla la funzionalità degli elettrodomestici utilizzati
dagli anziani (se lasciano gas aperto, elettricità non funzionante,
etc.).
Gli operatori dell’assistenza domiciliare curano molto l’aspetto
relazionale ed emotivo degli anziani, cercano di coinvolgerli nelle
attività ludico-ricreative effettuate all’interno del Centro Sociale e,
laddove necessario, fungono da intermediari al fine di ripristinare
eventuali rapporti degli anziani con i propri parenti più prossimi.
Nello specifico, il servizio di assistenza domiciliare si compone di
una serie di prestazioni ed interventi così individuati:
⇒ aiuto domestico consistente nella pulizia ed igiene della
persona e dell’ambiente, preparazione e somministrazione dei
pasti, lavaggio di biancheria;
⇒ aiuto di carattere socio-assistenziale con disbrigo ed
espletamento di pratiche e commissioni varie esterne
soprattutto a favore di anziani inabili;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ aiuto e sostegno psico-sociale attraverso momenti e stimoli di
socializzazione finalizzati al superamento di situazioni e
condizioni di isolamento, solitudine, emarginazione;
⇒ conservazione e recupero dell’autonomia personale e dello
svolgimento delle funzioni e delle relazioni sociali ed il
miglioramento della vita di relazione.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Al servizio accedono gli anziani over 70, con priorità per quelli
non autosufficienti o disabili (per i quali il limite minimo di età
per l’acceso è di 60 anni).
La domanda di intervento è inoltrata dalla persona interessata o
da chi per essa con il suo consenso informato (familiare,
assistente sociale, medico curante, soggetto civilmente obbligato,
tutore in caso di interdizione, servizi sociali). L’accesso alle
prestazioni di rilievo sociale erogate dall’Ambito è subordinato al
possesso dei requisiti previsti dal regolamento di accesso ai
servizi che sarà approvato dai Comuni dell’Ambito e all’eventuale
compartecipazione alla spesa in base alle fasce di reddito secondo
l’indicatore ISEE. Tali requisiti vengono verificati dall’Ufficio di
Piano che ne cura l’istruttoria.
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale: Il compito dell’Assistente Sociale,
individuato nel Servizio sociale professionale, è quello di
presiedere alla determinazione della rete possibile e
compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente
nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere
al lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione
dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto
personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale.
⇒ L’Operatore domiciliare dell’affidatario del servizio
svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari
della persona, con particolare riferimento alla persona non
autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza
in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità
empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia
con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora
con gli operatori delle équipe professionalmente preposte
rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale; in
particolare:
o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del
piano personalizzato di assistenza;
o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle
condizioni rischio/danno, per porre in essere i relativi
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interventi assistenziali, ed in particolare collabora con
l’utente e la famiglia:
nel governo della casa e dell’ambiente di vita;
provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale;
provvede all’igiene ed al cambio della biancheria;
assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o
allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale,
mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto
con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione
sociale e al mantenimento recupero dell’identità
personale;
provvede al trasporto di utenti anche allettati in
carrozzella;
provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione
di pasti, controllando anche l’osservazione di
particolari diete che l’anziano deve seguire
osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari
alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente
può presentare (pallore, sudorazione ecc.);
utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza
dell’utente riducendo al massimo il rischio;
gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione,
quando necessario provvede ad acquisti da consegnare
al domicilio dell’anziano;
collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle
capacità psicofisiche residue, alla rieducazione,
riattivazione,
recupero
funzionale,
animazione,
socializzazione di singoli gruppi attraverso la
valorizzazione delle reti di relazione dell’utente,
coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture
sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del
territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare,
con l’assistente sociale del Servizio Sociale
Professionale.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto generale del servizio;
⇒ Progetto di assistenza individualizzato (PAI) per ciascun
anziano, sulla base di un apposito modello; il progetto deve
essere redatto dall’affidatario del servizio d’intesa con il
Servizio sociale professionale;
⇒ Predisposizione di un registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
2012
2013
€ 70.000,00 *
di cui €
19.520,00 da
interventi
special
€ 130.000,00 *
di cui €
38.366,40 da
interventi
speciali
€ 130.000,00 *
di cui €
38.366,40 da
interventi
speciali
€
70.000,00
€
130.000,00
€
130.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il SAD tra i servizi a
compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto,
definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando
l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione
anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura
dell’educazione alla salute e della prevenzione.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani seguiti in SAD;
⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di SAD;
⇒ costo orario degli interventi di SAD;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
SAD e degli anziani stessi.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita autonomia
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la
valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato.
⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Num.
2
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Costo orario medio del servizio: € 17,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e
il numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA ANZIANI
Scheda
Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani – (ADI)
LIVEAS
Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e contesto
sociale delle persone anziane non autosufficienti e/o di recente
dimissione ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni
socio-assistenziali e sanitarie.
Assistenza Domiciliare Integrata per Anziani
Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per
Anziani (ADI) sono:
⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e
contesto sociale delle persone anziane, per contrastare i
processi di istituzionalizzazioni e di esclusione sociale;
⇒ Evitare i ricoveri ospedalieri impropri e le lungo-degenze nei
casi trattabili anche con cure mediche ed infermieristiche
domiciliari;
⇒ Offrire alla
professionale
Piano Sociale Regionale 2011-2013
famiglia uno strumento di assistenza
integrata per accompagnare la fase di
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
dimissioni dal ricovero ospedaliero delle persone anziane
non-autosufficienti;
⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona anziana
disabile per ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare
momenti di sollievo;
⇒ Promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute
e per la prevenzione della perdita delle autonomie;
⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona anziana nella
comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle
procedure e degli strumenti di accompagnamento e presa in
carico personalizzata degli utenti.
STRATEGIA
ATTIVITA’ PREVISTE
La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la
permanenza della persona anziana non auto-sufficiente nel
proprio ambiente di vita, attraverso un progetto integrato di presa
in carico, basato sull’integrazione delle prestazioni sanitarie ed
infermieristiche a domicilio a cura della ASL, con interventi di
assistenza ed inclusione sociale per lo svolgimento delle attività
materiali, nella organizzazione e nella gestione di tutti gli aspetti
della vita quotidiana, nel supporto e nella motivazione per lo
svolgimento di attività socializzanti e ricreative anche fuori
dell’ambiente domestico.
L’ADI prevede una serie di prestazioni di carattere sanitario e
socio-assistenziale, che andranno poi definite ed individualizzate
in base ai fabbisogni dei singoli utenti e alle valutazione
dell’UVM. Le tipologie di prestazioni dell’ADI sono:
Principali prestazioni minime di carattere sanitario:
⇒ Assistenza infermieristica domiciliare;
⇒ Assistenza medico-generica e geriatrica di base;
⇒ Assistenza medico-specialistica;
⇒ Assistenza riabilitativa domiciliare.
Prestazioni minime di carattere socio-assistenziale:
⇒ Prestazioni professionali di carattere sociale, psicologico,
educativo;
⇒ Visite programmate dell'assistente sociale e degli operatori
del servizio;
⇒ Attività di cura delle persone e della loro abitazione in caso di
ridotta o totale non autosufficienza, permanente o
temporanea, quale che ne sia la causa;
⇒ Supporto e accompagnamento per il disbrigo di attività
burocratiche ed amministrative (certificazioni, denuncia dei
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
redditi, domande di pensione, etc);
⇒ Accompagnamento dal domicilio a servizi sociali, sanitari,
formativi;
⇒ Organizzazione dei servizi di trasporto verso servizi, scuola,
luoghi di lavoro;
⇒ Pasti a domicilio.
Accesso al servizio:
La domanda di intervento è inoltrata al Punto Unico di Accesso
(PUA) dal medico di medicina generale, su segnalazione della
persona interessata, della sua famiglia, dei servizi sociali
territoriali, dei servizi residenziali od ospedalieri.
L’accesso alle prestazioni dell’ADI è subordinato alla valutazione
dell’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM) costituita presso
il Distretto Sanitario di Base, che svolge i seguenti compiti:
⇒ Valutazione dell'autosufficienza dei pazienti da ammettere
all'ADI;
⇒ Valutazione Multidimensionale dei bisogni assistenziali dei
pazienti e dei loro nuclei familiari (il piano assistenziale deve
essere condiviso con il paziente e con il nucleo familiare e da
essi sottoscritto);
⇒ Ammissioni e dimissioni relative all'ADI;
⇒ Definizione del percorso assistenziale dei paziente nel
sistema residenziale;
⇒ Elaborazione
dei
Personalizzato.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Piano
Assistenziale
Individuale
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane
Professionalità funzionalmente previste per l’operatività del
Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata Anziani per le
prestazioni di carattere sociale.
⇒ Assistente sociale: Il compito dell’Assistente Sociale,
individuata nel Servizio sociale professionale, è quello di
presiedere alla determinazione della rete possibile e
compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente
nelle condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere
al lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione
dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto
personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale.
⇒ Operatore domiciliare dell’affidatario del servizio svolge
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della
persona, con particolare riferimento alla persona non
autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza
in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità
empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia
con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora
con gli operatori delle équipe professionalmente preposte
rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in
particolare:
o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del
piano personalizzato di assistenza;
o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle
condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi
interventi assistenziali ed in particolare collabora con
l’utente e la famiglia:
Piano Sociale Regionale 2011-2013
nel governo della casa e dell’ambiente di vita;
provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale;
provvede all’igiene ed al cambio della biancheria;
assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o
allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale,
mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto
con l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione
sociale e al mantenimento recupero dell’identità
personale;
provvede al trasporto di utenti anche allettati in
carrozzella;
provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione
di pasti, controllando anche l’osservazione di
particolari diete che l’anziano deve seguire
osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari
alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente
può presentare (pallore, sudorazione ecc.);
utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza
dell’utente riducendo al massimo il rischio;
gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione,
quando necessario provvede ad acquisti da consegnare
al domicilio dell’anziano;
collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle
capacità psicofisiche residue, alla rieducazione,
riattivazione,
recupero
funzionale,
animazione,
socializzazione di singoli gruppi attraverso la
valorizzazione delle reti di relazione dell’utente,
coinvolge vicini e parenti, si rapporta con le strutture
sociali e sanitarie, ricreative e del volontariato del
territorio. Per tali attività si rapporta, in particolare,
con l’assistente sociale del Servizio Sociale
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Professionale.
Le prestazioni sanitarie sono erogate dall’ASL di
competenza.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto di assistenza individualizzato (PAI) per ciascun
anziano, sulla base di un apposito modello; il progetto deve
essere redatto dall’affidatario del servizio d’intesa con il
Servizio sociale professionale;
⇒ Predisposizione di un registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 9.402,98 *
2012
€ 35.000,00*
2013
€ 35.000,00*
di cui €
5.000,00 da
interventi
speciali
di cui €
15.000,00 da
interventi
speciali
di cui €
15.000,00 da
interventi
speciali
€ 9.402,98
€
35.000,00
€
35.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADI tra i servizi a
compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto,
definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando
l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione
anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura
dell’educazione alla salute e della prevenzione.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani seguiti in ADI;
⇒ numero e tipologia delle prestazioni domiciliari di ADI;
⇒ costo orario degli interventi di ADI;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADI e degli anziani stessi.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita autonomia
Rischio di non integrazione
fra i servizi sociali e sanitari
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Protocolli
operativi
e
convenzioni di servizio
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la
valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato.
⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Num.
3
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Costo orario medio del servizio: € 17,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e
il numero di ore di servizio erogate nel 2009
AREA ANZIANI
Scheda
Centro diurno per anziani – LIVEAS
Garantire alle persone anziane un servizio integrato e qualificato
per valorizzare le risorse e le opportunità di invecchiamento
attivo, di socializzazione e di partecipazione sociale.
Centro diurno per anziani
Il Centro diurno per anziani persegue i seguenti obiettivi:
⇒ valorizzare le risorse degli anziani;
⇒ facilitare la socializzazione in modo da garantire la loro
permanenza nel contesto socio-culturale di provenienza;
⇒ promuovere stili di vita per l’invecchiamento in buona salute
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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GIUNTA REGIONALE DELL'ABRUZZO
DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
e per la prevenzione della perdita delle autonomie;
⇒ prevenire l’isolamento e l’emarginazione;
⇒ promuovere la cittadinanza attiva degli anziani, attraverso la
condivisione delle responsabilità nelle soluzioni, valorizzando
l’auto-organizzazione e l’associazionismo delle persone
anziane;
⇒ valorizzare la cultura positiva dell’età anziana, incentivando
azioni volte a favorire il ruolo attivo delle persone anziane e il
rapporto di reciprocità fra generazioni, basato su una
solidarietà che sappia valorizzare il potenziale di ciascuna età
della vita;
⇒ facilitare l’espressione delle domande delle persone anziane e
delle famiglie, così da meglio rappresentarle a livello
istituzionale e sociale.
STRATEGIA
Il Centro diurno per anziani persegue una strategia di sostegno
alla persona anziana, in grado di valorizzare:
⇒ la socializzazione nel gruppo e nel tessuto sociale,
⇒ le abilità personali in vista di un inserimento sociolavorativo,
⇒ la formazione e l’acquisizione di nuovi apprendimenti che
possano agevolare l’autonomia delle funzioni di vita
quotidiane,
⇒ l’inserimento nel contesto territoriale e relazionale di vita ed
abitudini.
ATTIVITA’ PREVISTE
A tal fine l’attività del Centro Anziani si raccorda con le OO.SS. e
le articolazioni dei pensionati, con le Associazioni di anziani, con
l’Università della Terza Età.
Le attività del Centro diurno sono generalmente le seguenti:
⇒ Laboratori per favorire la socializzazione e le relazioni
interpersonali quali:
o Laboratorio di pittura su stoffa;
o Laboratorio di intaglio e pittura vetro;
o Organizzazione di tornei per vari giochi di società;
o Ballo;
o Laboratorio teatrale;
o Spazio della memoria (dedicato a storie e racconti di
anziani con immagini e fotografie storiche).
⇒ Organizzazioni di visite culturali e gite turistiche;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Feste per ricorrenze stagionali;
⇒ Seminari medici;
⇒ Attività motoria e ginnastica sociale (sia all’interno del
centro, che al mare d’estate);
⇒ Consulenza psico-sociale;
⇒ Altre attività ricreativo-culturali.
Nell’arco del triennio è previsto anche lo svolgimento di attività di
animazione per anziani dei tre Comuni, anche in collaborazione e
supporto ai circoli per anziani presenti a Morro d’Oro e
Notaresco.
Al Servizio del Centro Diurno si accede tramite invio del Servizio
sociale professionale, che dispone la durata e gli obiettivi del
programma di intervento. L’anziano (è ammesso l’anziano con
più di 60 anni) può presentare istanza di fruizione del servizio al
Servizio sociale professionale, per il tramite del Segretariato
sociale. Nel caso in cui l’utente faccia richiesta tramite contatto
diretto al Centro, l’istanza viene comunque trasmessa al
Segretariato sociale.
Gli anziani accedono secondo un ordine di priorità stabilito in
base al grado di bisogno e al reddito misurato secondo l’ISEE. Gli
anziani possono compartecipare alla spesa secondo regolamento.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Rete di collaborazione: Comuni ambito, AUSL, Università della
Terza Età, Associazioni, Cooperative gestori di servizi,
Organizzazioni sindacali.
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
L’èquipe è tipicamente così formata:
⇒ n. 1 operatore socio-assistenziale per la gestione della mensa;
⇒ n. 1 addetta alle attività motoria e laboratorio di teatro
(l’attività motoria viene effettuata anche a Morro D’Oro e a
Notaresco);
⇒ n. 1 operatore animatore addetto ai laboratori;
⇒ n.1 amministrativo addetto alla segreteria.
La supervisione dell’èquipe e delle sue attività è curata dal
Servizio sociale professionale.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Centro diurno in possesso dell’autorizzazione ai sensi del
D.M. 308/2001.
⇒ Progetto generale del servizio;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Progetto individualizzato per ciascun anziano, sulla base di
un apposito modello, secondo quanto previsto dal D.M.
308/2001; il progetto deve essere redatto d’intesa con il
Servizio sociale professionale, e con la partecipazione attiva
dell’utente anziano;
⇒ Predisposizione di un registro degli utenti;
⇒ Predisposizione di un registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 21.487,77
€ 21.487,77
2012
€ 38.000,00
€
38.000,00
2013
€ 38.000,00
€
38.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno anziani tra
i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito,
pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori ,Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
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cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Realizzazione di azioni informative verso la popolazione
anziana per migliorare gli stili di vita e promuovere la cultura
dell’educazione alla salute e della prevenzione.
⇒ Nell’arco del triennio saranno realizzate attività di
animazione, socializzazione e intrattenimento per le persone
anziane a rischio di esclusione ed emarginazione, da
organizzare nei 3 Comuni dell’Ambito e nelle frazioni, anche
con il supporto dei circoli per anziani presenti sul territorio.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani seguiti dal Centro;
⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente;
⇒ numero progetti individuali formulati;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
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gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita autonomia
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Azioni mirate di informazione e
Scarsa frequentazione del
sensibilizzazione verso anziani e
Centro da parte degli
famiglie sulle funzioni del
anziani non residenti a
Centro e i suoi benefici Roseto
Potenziamento del trasporto
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase ammissione al servizio e per l’elaborazione e la
valutazione del Progetto Assistenziale Individualizzato.
⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Num.
4
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
STRATEGIA
Costo orario medio del servizio: € 17,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e
il numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA ANZIANI
Scheda
Teleassistenza ed altre forme di assistenza telefonica
(area vasta) – LIVEAS
Rafforzare la capacità di vita autonoma nel proprio domicilio delle
persone anziane, attraverso supporti a distanza diretti a facilitare
il pronto intervento sanitario, sociale e psicologico in caso di
bisogno
Teleassistenza ed altre forme di assistenza telefonica
(area vasta)
Il servizio è finalizzato ad assicurare una tutela a distanza e a
favorire l’autonomia possibile, sia con la pronta disponibilità a
ricevere le segnalazioni degli utenti in caso di emergenza, sia con
contatti programmati con gli assistiti.
La strategia è quella di favorire il mantenimento dell’anziano,
specie se solo, nel proprio domicilio, assicurando l’intervento
tempestivo del personale socio-sanitario in caso di urgenza.
Si realizza attraverso l’attivazione di un servizio di assistenza
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ATTIVITA’ PREVISTE
telematica e/o telefonica a domicilio e si raccorda con i servizi di
pronto intervento e sociale e di pronto soccorso, anche con
l’eventuale apporto del servizio di contact center regionale.
Il servizio consiste in attività di tele-assistenza per garantire la
serenità e la sicurezza domiciliare agli anziani, senza il timore di
non poter chiedere o ricevere aiuto in situazioni di difficoltà.
L'utente viene dotato di una unità domiciliare collegata al telefono
di casa ed un telecomando da portare sempre con sé. Il
telecomando è in grado di attivare l'unità a distanza che
normalmente copre l'area di un'abitazione. La segnalazione arriva
ad una centrale con uno staff di operatori formati e pronti ad
intervenire 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno.
Il Servizio di teleassistenza fornisce tre aree di prestazioni:
⇒ la teleassistenza, ossia un servizio di immediata
interconnessione tra il privato cittadino e le strutture
preposte;
⇒ la telecompagnia, ossia un contatto periodico tra l’operatore
del call center e l’anziano, al fine di verificare le sue
condizioni psicofisiche ed informarsi sulle sue necessità
quotidiane;
⇒ la teleinformazione, ossia aiutare l’utente nell’accesso ai
servizi offerti dagli Enti territoriali in rete con il Segretariato
sociale.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale dell’EAS, che cura l’accesso al servizio;
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Attrezzatura tecnologica per l’attivazione del servizio a
distanza, fornita dall’ente gestore del servizio.
Costi diretti
Totale
2011
€ 3.064,00
€ 3.064,00
2012
€ 8.064,00
€ 8.064,00
2013
€ 8.064,00
€ 8.064,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito la Teleassistenza e le altre
forme di assistenza telefonica tra i servizi a compartecipazione
finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto, definirà la propria
regolamentazione di accesso, determinando l’entità di
compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
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STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
______________________
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
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⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani seguiti;
⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Lunga lista di attesa
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Potenziamento del servizio nel
corso dei tre anni, in risposta
alle specifiche richieste
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase ammissione al servizio.
⇒ Gestione indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO MENSILE
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
€ 24,00 mensili per ogni utenza attivata
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Num.
5
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
STRATEGIA
ATTIVITA’ PREVISTE
AREA ANZIANI
Scheda
Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non
autosufficienti in strutture residenziali – LIVEAS
Garantire alle persone anziane non auto-sufficienti sole e/o con
difficoltà economiche il diritto ad essere ospitate presso centri
residenziali adeguati a sostenerne i fabbisogni personali,
attraverso un contributo al pagamento delle rette.
Integrazione rette per l’ospitalità di anziani non
autosufficienti in strutture residenziali
Il servizio ha l’obiettivo di garantire l’integrazione delle rette per
anziani non autosufficienti, ospitati presso centri residenziali,
qualora gli stessi, nonché i familiari e gli affini, ai sensi del codice
civile, non abbiano capacità reddituale e patrimoniale sufficiente
al pagamento della retta in strutture residenziali.
La strategia è quella di regolare tutti gli interventi economici
legati alla residenzialità, pur essendo quest’ultima un’ipotesi
residuale di servizio per l’anziano.
Le attività sono le seguenti:
⇒ valutazione del bisogno di residenzialità per anziani non
autosufficienti da parte del Servizio sociale professionale e
dell’Equipe di valutazione multidimensionale;
⇒ valutazione del reddito ISEE da parte dell’utente anziano non
autosufficiente e dei familiari ed affini, qualora l’anziano
chieda loro aiuto economico;
⇒ verifiche e accertamenti da parte dell’Ufficio di Piano;
⇒ predisposizione di un progetto personalizzato;
⇒ adempimenti amministrativi.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Collaborazioni: Distretti sanitari di base, Medici di medicina
generale, Strutture residenziali.
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale;
⇒ Operatore Amministrativo;
⇒ Equipe di valutazione multidimensionale (per utenti con
bisogno socio-sanitario).
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RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 6.739,00
Roseto
€ 6.500,00
Notaresco
€ 500,00
Morro d’Oro
€ 13.739,00
2012
€ 13.478,00
Roseto
€ 13.000,00
Notaresco
€ 1.000,00
Morro d’Oro
€ 27.478,00
2013
€ 13.478,00
Roseto
€ 13.000,00
Notaresco
€ 1.000,00
Morro d’Oro
€ 27.478,00
L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando l’entità dell’eventuale compartecipazione ai costi
del servizio.
Il costo viene ripartito tra i tre Comuni in relazione alla spesa
effettiva sostenuta per gli utenti di ciascun Comune.
Il costo sarà valutato in base alle rette giornaliere applicate dalle
strutture residenziali (I.P.A.B.), che svolgono attività di rilievo
sanitario connesse con quelle socio-assistenziali, individuate
dall’Ente in base al reddito netto disponibile, incluso le entrate
esenti da imposta, riferite al solo assistito.
L’assistito concorrerà interamente con il reddito netto
disponibile alla spesa per il servizio, fatta salva una quota mensile
per piccole spese personali fino al 20% della pensione minima
I.N.P.S. per i dipendenti.
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
⇒ statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
______________________
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani seguiti;
⇒ % di copertura del servizio sul totale dei richiedenti;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Rischi
Risposte
Definizione di protocolli e
procedure per organizzare le
Sovrapposizione con altri
forme di collaborazione ed
servizi
integrazione,
specie
sociosanitaria
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Num.
6
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Il servizio sarà attuato con gestione diretta.
____________
AREA ANZIANI
Scheda
Servizio di Assistenza Personale Anziani – LIVELLO
CONCORRENTE
Garantire alla persona anziana un sistema coordinato di
prestazioni complementari ai livelli essenziali di servizio,
finalizzati a favorire il benessere personale e prevenire gli stati di
disagio, materiale e psico-sociale.
Servizio di Assistenza Personale Anziani
Il Servizio si pone i seguenti obiettivi:
⇒ promuovere il benessere della persona anziana e prevenirne
gli stati di disagio, di malattia e di emarginazione, attraverso
un servizio di consulenza personalizzata, informazione,
soluzione di bisogni personalizzati;
⇒ fornire una risposta personalizzata ai bisogni manifestati
dall’anziano e non coperti dagli altri servizi dell’ambito
sociale;
⇒ prevenire o arrestare processi involutivi fisici e psichici;
⇒
STRATEGIA
fornire informazioni e strumenti utili alla risoluzioni di
problematiche poste da persone anziane in genere in stato di
bisogno.
La strategia sociale che persegue il servizio è quella di offrire
all’anziano un set di prestazioni di aiuto flessibili e personalizzati,
di breve o lunga durata, non erogabili tramite servizi rigidi
strutturati (ADI, ad esempio). Nel servizio sono ricomprese
prestazioni di accompagnamento e trasporto degli anziani,
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
importanti per garantire l’accessibilità fisica e amministrativa
degli altri servizi locali (sanitari, sociali) necessari per la qualità di
vita della persona anziana.
ATTIVITA’ PREVISTE
Il Servizio Assistenza Personale Anziani (SAPA) dell’Ambito
sociale Costa Sud 2:
⇒ Garantisce la conoscenza della domanda attuale e potenziale
della popolazione anziana, al fine di favorire la messa a punto
di linee di sviluppo dei servizi;
⇒ Raccorda le funzioni sociali di competenza del Comune con
quelle sanitarie di competenza dell’AUSL;
⇒ Persegue la massima diffusione delle informazioni sui servizi
esistenti nel territorio sulla loro attività e i loro progetti con
l'aiuto di tutti i mezzi di comunicazione, in collaborazione
con il Segretariato sociale;
⇒ Fornisce informazioni e accompagnamento per:
o Visite specialistiche e prenotazioni;
o Orari di servizi sia sanitari che di altro genere;
o Accompagnamento attraverso una macchina a persone con
stati di bisogno particolari;
o Trasporto per centro diurno, servizi e presidi;
o Costruzione di “rete” con gli altri servizi pubblici e del
privato sociale del territorio;
o Accoglimento e consulenza per la presentazione di
richiesta di alloggio, di cure termali, di inserimento
lavorativo, di richiesta di assistenza domiciliare privata;
o Aiuto nello svolgimento di pratiche pensionistiche in
collaborazione con le agenzie del territorio;
o Disbrigo pratiche per l’assegnazione di pannoloni e ausili
sanitari e approvvigionamento degli stessi;
o Disbrigo pratiche burocratiche di ogni genere;
o Ogni altra prestazione socio-assistenziale atta a rispondere
al bisogno manifestato dall’anziano.
Possono accedere al servizio anziani over 70, in mancanza di rete
familiare di sostegno. Al Servizio si accede tramite invio del
Servizio sociale professionale su richiesta dell’utente, sulla base
del regolamento di servizio che sarà approvato dall’EAS.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
OPERATIVE
PREVISTE
⇒ n. 1 responsabile coordinatore del Servizio;
⇒ n.
1
operatore
all’accompagnamento;
socio-assistenziale,
addetto
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Il servizio si avvale dell’uso di automezzo in forma diretta o
convenzionata, a seconda della soluzione più economica ed
efficace.
⇒ Registro degli utenti abituali;
⇒ Registro analitico delle prestazioni giornaliere;
⇒ Registro dei contatti giornalieri e delle richieste al Servizio.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 16.912,00 *
2012
€ 19.000,00*
2013
€ 19.000,00*
* di cui €
7.560,00 da
interventi
speciali
* di cui €
10.793,60 da
interventi
speciali
* di cui €
10.793,60 da
interventi
speciali
€ 16.912,00
€
19.000,00
€
19.000,00
L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando l’entità dell’eventuale compartecipazione ai costi
del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI SUSSIDIARIE
__________________
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero degli anziani fruitori del servizio;
⇒ numero delle prestazioni mensili erogate per tipologia;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte degli anziani;
⇒ numero totale dei contatti ricevuti dagli anziani.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Difficoltà ad implementare
un sistema di qualità del
servizio
Rischio di non integrazione
fra i servizi per la presa in
carico dell’anziano
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Monitoraggio ed assistenza
tecnica dell’Ufficio di Piano
Responsabilizzazione del Servizio
sociale professionale ed
intervento del Gruppo di Piano
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase ammissione al servizio.
⇒ Gestione Indiretta per l’organizzazione e l’erogazione del
servizio.
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Costo orario medio del servizio: € 17,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali
impiegate e il numero di ore di servizio erogate nel 2009.
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IV.5. AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
IV.5.1. Analisi dei problemi e definizione degli obiettivi
Problemi e fabbisogni dell’Ambito Costa sud 2 nell’area “Disabilità”:
⇒ Bisogno di supporto per le famiglie con gravi carichi assistenziali nella gestione globale
del disabile, anche attraverso ausili per aumentare abilità ed autonomie ed attività di
socializzazione che non ricadano sulla gestione familiare;
⇒ Limitata applicazione del principio delle pari opportunità di socializzazione ed
integrazione delle persone disabili nell’ambito della comunità locale;
⇒ Difficile integrazione tra servizi sociali, sanitari ed enti affidatari dei servizi;
⇒ Forte bisogno di un servizio di trasporto per le persone disabili, in quanto la mobilità
da/per i servizi non domiciliari è una delle problematiche principali per le famiglie;
⇒ Miglioramento dei servizi per l’inserimento lavorativo delle persone disabili, in termini
di efficacia e sostenibilità dei percorsi avviati;
⇒ Maggiori informazione sui ruoli e compiti degli operatori dei servizi domiciliari e dei
servizi di assistenza socio-educativa nelle scuole.
Obiettivi del Piano di zona dell’Ambito Costa sud 2 dell’area “Disabilità”:
1. Migliorare l’efficacia dei servizi di assistenza domiciliare per disabili e per le persone
non auto-sufficienti;
2. Confermare e consolidare gli standard attuali del servizio di assistenza scolastica
specialistica a favore degli studenti diversamente abili in condizione di gravità;
3. Rafforzare la rete locale di collaborazione, attraverso l’ampliamento e l’innovazione
delle forme sostenibili di partenariato con associazioni ed enti sociali, culturali e
sportivi, per favorire la socializzazione e la partecipazione alla vita di comunità delle
persone disabili;
4. Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno per disabili,
organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità della nuova sede del Centro;
5. Avviare la funzionalità della struttura per il “Dopo di noi” “CASA ROSA”.
6. Promuovere la mobilità sociale delle persone disabili e l’accesso alle opportunità del
social network.
IV.5.2.
Num.
1
Obiettivo
TITOLO AZIONE
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Servizio di Assistenza Domiciliare per persone Disabili –
LIVEAS
Migliorare l’efficacia dei servizi domiciliari per le persone disabili,
favorendo la continuità assistenziale e la personalizzazione degli
interventi, finalizzati al rafforzamento delle risorse di autonomia
personale e sociale per evitare l’istituzionalizzazione.
Servizio di Assistenza Domiciliare per persone Disabili
(ADD)
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OBIETTIVI
Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Disabili (ADD)
sono:
⇒ Favorire il mantenimento nel proprio nucleo familiare e
contesto sociale delle persone diversamente abili per
contrastare i processi di istituzionalizzazione (limitandoli ai
soli casi di mancanza di soluzioni alternative) e di esclusione
sociale;
⇒ Considerare le esigenze dei familiari della persona disabile per
ridurne il disagio e le difficoltà e prefigurare momenti di
sollievo;
⇒ Favorire l’integrazione sociale della persona disabile nella
comunità di vita locale, attraverso il consolidamento delle
procedure e degli strumenti di presa in carico personalizzata
degli utenti.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire lo
sviluppo dell’autonomia della persona disabile nel proprio
ambiente di vita, attraverso un rapporto operatore domiciliare –
disabile, in grado di proporre, accanto all’assistenza materiale, un
intervento sia educativo, per valorizzare le abilità residue per una
vita indipendente al grado consentito, sia socializzante, per
promuovere la partecipazione attiva nella vita di comunità.
Al servizio accedono disabili, anche mentali, con priorità per quelli
in situazione di gravità, nella fascia di età 0-59 anni.
Il servizio ADD è mirato ad una prestazione a valenza
assistenziale-educativa e dovrà avere per obiettivo il
miglioramento delle capacità personali e dell’autonoma gestione
della vita quotidiana, attraverso la valorizzazione delle abilità
residue.
In particolare l’assistenza domiciliare consiste in:
⇒ miglioramento della capacità di svolgere un compito e una
richiesta nella vita quotidiana in casa;
⇒ sviluppare il massimo della mobilità all’interno della propria
casa (movimenti corporei, trasportare e spostare oggetti,
camminare e spostarsi);
⇒ aiuto e sviluppo nella cura della propria persona (lavarsi,
prendersi cura di singole parti del corpo, bisogni corporali,
vestirsi, mangiare, bere, attenzione alla propria salute);
⇒ assistenza e sviluppo delle abilità necessarie nella vita
domestica autonoma (procurarsi i beni necessari, preparare
pasti, fare i lavori di casa, prendersi cura degli oggetti della
casa, assistere gli altri).
⇒ promozione delle opportunità di socializzazione ed
aggregazione esterna, per rafforzare il percorso di autonomia
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di vita ed indipendenza globale della persona con disabilità.
Tutte le prestazioni saranno strutturate ed erogate secondo un
approccio targeted oriented, vale a dire attraverso una
modulazione del servizio basata sui fabbisogni personali
dell’utente e sulle correlate esigenze familiari. Per tutti gli utenti in
carico sarà predisposto un Progetto educativo individualizzato.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Accesso al servizio:
La domanda di intervento è inoltrata dalla persona interessata, o
da chi per essa con il suo consenso informato (familiare, assistente
sociale, medico curante, soggetto civilmente obbligato, tutore in
caso di interdizione, servizi sociali). L’accesso alle prestazioni
erogate dall’Ambito è subordinato al possesso dei requisiti previsti
dal regolamento di accesso ai servizi, che sarà approvato dai
Comuni dell’Ambito e all’eventuale compartecipazione alla spesa
in base alle fasce di reddito secondo l’indicatore ISEE. Tali
requisiti vengono verificati dall’Ufficio di Piano che cura
l’istruttoria della richiesta.
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale: il compito dell’Assistente Sociale,
individuato nel Servizio sociale professionale, è quello di
presiedere alla determinazione della rete possibile e
compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle
condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al
lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione
dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto
personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale;
⇒ Operatore domiciliare: individuato dell’affidatario del
servizio, si tratta di una figura specificamente qualificata e
svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari
della persona, con particolare riferimento alla persona non
autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza
in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità
empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia
con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora
con gli operatori delle équipe professionalmente preposte
rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in
particolare:
o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano
personalizzato di assistenza;
o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle
condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi
interventi assistenziali ed in particolare collabora con
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l’utente e la famiglia:
nel governo della casa e dell’ambiente di vita;
provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale;
provvede all’igiene ed al cambio della biancheria;
assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o
allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale,
mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con
l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al
mantenimento recupero dell’identità personale;
provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella
presso Centri di socializzazione, Servizi riabilitativi, visite
mediche, ospedali, etc.;
provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di
pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete
che l’utente deve seguire;
osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni
dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può
presentare (pallore, sudorazione etc.);
utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza
dell’utente riducendo al massimo il rischio;
gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, e,
quando necessario, provvede ad acquisti da recare al
domicilio del disabile;
collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle
capacità
psicofisiche
residue,
alla
rieducazione,
riattivazione,
recupero
funzionale,
animazione,
socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione
delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti,
si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e
del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in
particolare, con l’assistente sociale di zona;
offre un servizio continuativo di assistenza qualora un
genitore di disabile debba assentarsi da casa per qualche
giorno per motivi gravi, dietro autorizzazione dell’Ufficio di
Piano.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto generale del servizio;
⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun disabile; il
progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale
professionale e con l’Unità di valutazione Multidimensionale
in caso di Assistenza Domiciliare Integrata;
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⇒ Registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 70.000,00
€
70.000,00
2012
€ 164.000,00
€
164.000,00
2013
€ 164.000,00
€
164.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADD tra i servizi a
compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto,
definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando
l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori, Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
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AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Gruppi per l’autonomia: nell’ambito delle prestazioni
domiciliari, si promuoveranno momenti di incontro tra piccoli
gruppi di utenti per sperimentare le proprie abilità di
autonomia personale e sociale, mantenerle ed eventualmente
migliorarle, in un contesto distensivo e di svago.
⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed
associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la
promozione dello strumento del Patto locale per la Solidarietà
Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed organizzazioni locali
per favorire la partecipazione a titolo gratuito (o a condizioni
meno onerose) a spettacoli ed eventi degli utenti disabili del
servizio in condizioni di disagio economico, a fronte di
eventuali sgravi da parte delle amministrazioni comunali sulle
imposte locali o altri benefici.
⇒ Sperimentazione di percorsi esterni di tutoraggio per lo
svolgimento in ambiente esterno (associazioni, centri sportivi,
culturali, etc.) di attività a forte valenza di riconoscimento
sociale (musica, sport, partecipazione alla organizzazione e alla
realizzazione di eventi pubblici, etc.).
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei disabili seguiti in ADD;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADD, per tipologia di
prestazioni;
⇒ costo orario degli interventi di ADD;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADD e degli enti invianti;
⇒ esiti degli interventi di ADD in termini di raggiungimento di
una maggiore autonomia.
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Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita autonomia
Rischio di non integrazione
fra i servizi sociali, scolastici
e sanitari
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Protocolli
operativi
convenzioni di servizio
e
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la fase di invio dell’utenza e dell’ammissione al servizio e per
l’elaborazione e la valutazione del Progetto educativo
individualizzato.
⇒ Gestione Indiretta.
COSTO ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso di
esternalizzazione)
Num.
2
Obiettivo
TITOLO AZIONE
Costo orario medio del servizio: € 18,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persona
diversamente abile non autosufficiente- LIVEAS
Favorire la cura domiciliare delle persone non auto-sufficienti,
attraverso un coordinamento efficace ed integrato delle prestazioni di
carattere socio-assistenziale e sanitario, necessarie per garantire un
livello decoroso di vita nel proprio ambiente domestico.
Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per persona
diversamente abile non autosufficiente (ADI)
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OBIETTIVI
Gli obiettivi del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata per
persone disabili non autosufficienti (ADI) sono:
⇒ Favorire il mantenimento nel proprio ambiente di vita delle
persone non auto-sufficienti o di recente dimissione
ospedaliera, con l’erogazione a domicilio di prestazioni socioassistenziali e sanitarie (cure mediche o specialistiche,
infermieristiche, riabilitative);
⇒ Contribuire a migliorare la qualità della vita dell’utente e della
famiglia, evitando l’ospedalizzazione impropria o il ricovero in
strutture residenziali e/o anticipando le dimissioni qualora le
condizioni sanitarie e socio-ambientali lo permettano;
⇒ Evitare i rischi di isolamento sociale e di impoverimento della
qualità di vita della persona.
STRATEGIA
ATTIVITA’
PREVISTE
La strategia complessiva del servizio consiste nel favorire la
permanenza nel proprio domicilio della persona disabile non autosufficiente, attraverso un approccio unitario di intervento, basato
sul concorso progettuale di apporti professionali, sanitari e di
protezione sociale, organicamente inseriti nel Progetto
Assistenziale Individualizzato.
Il servizio ADI è rivolto a persone in condizione di non
autosufficienza o ridotta autosufficienza temporanea o protratta,
derivante da condizioni personali critiche ancorché non
patologiche o specificamente affetti da patologie croniche a medio
lungo decorso o da patologie acute trattabili a domicilio che
necessitano di assistenza da parte di una équipe
multiprofessionale. E' rivolta altresì a pazienti oncologici in fase
critica e/o terminale.
L’ADI prevede una serie di prestazioni di carattere sanitario e
socio-assistenziale, che andranno poi definite ed individualizzate
in base ai fabbisogni dei singoli utenti e alle valutazione dell’UVM.
Le tipologie di prestazioni dell’ADI sono:
Principali prestazioni minime di carattere sanitario:
⇒ Assistenza infermieristica domiciliare;
⇒ Assistenza medico-generica e pediatrica di base;
⇒ Assistenza medico-specialistica;
⇒ Assistenza riabilitativa domiciliare.
Prestazioni minime di carattere socio-assistenziale:
⇒ Prestazioni professionali di carattere sociale, psicologico,
educativo;
⇒ Visite programmate dell'assistente sociale e degli operatori del
servizio;
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⇒ Attività di cura delle persone e della loro abitazione in caso di
ridotta o totale non autosufficienza, permanente o
temporanea, quale che ne sia la causa.
⇒ Attività di supporto educativo;
⇒ Supporto e accompagnamento per il disbrigo di attività
burocratiche ed amministrative (certificazioni, denuncia dei
redditi, domande di pensione, etc);
⇒ Accompagnamento dal domicilio a servizi sociali, sanitari,
formativi;
⇒ Organizzazione dei servizi di trasporto verso servizi, scuola,
luoghi di lavoro;
⇒ Preparazioni pasti a domicilio.
Accesso al servizio:
La domanda di intervento è inoltrata al Punto Unico di Accesso
(PUA) dal medico di medicina generale, su segnalazione della
persona interessata, della sua famiglia, dei servizi sociali
territoriali, dei servizi residenziali od ospedalieri.
L’accesso alle prestazioni dell’ADI è subordinato alla valutazione
dell’Unità Valutativa Multidimensionale (UVM) costituita presso il
Distretto Sanitario di Base, che svolge i seguenti compiti:
⇒ Valutazione dell'autosufficienza dei pazienti da ammettere
all'ADI;
⇒ Valutazione Multidimensionale dei bisogni assistenziali dei
pazienti e dei loro nuclei familiari (il piano assistenziale deve
essere condiviso con il paziente e con il nucleo familiare e da
essi sottoscritto);
⇒ Ammissioni e dimissioni relative all'ADI;
⇒ Definizione del percorso assistenziale dei paziente nel sistema
residenziale;
⇒ Elaborazione
dei
Personalizzato.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED OPERATIVE
PREVISTE
Piano
Assistenziale
Individuale
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane
Professionalità funzionalmente previste per l’operatività del
Servizio di ADI rispetto alle prestazioni di carattere socioassistenziali.
⇒ Assistente sociale: il compito dell’Assistente Sociale,
individuata nel Servizio sociale professionale, è quello di
presiedere alla determinazione della rete possibile e
compatibile di relazioni attivabili per mantenere l’utente nelle
condizioni di miglior sicurezza richieste senza ricorrere al
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lavoro dell’aiuto domiciliare, alla gestione e supervisione
dell’erogazione di tutti i servizi a valenza sociale e socioassistenziale, alla collaborazione alla stesura del progetto
personalizzato per le prestazioni di rilievo sociale;
⇒ Operatore domiciliare: individuato dell’affidatario del
servizio, si tratta di una figura specificamente qualificata e
svolge un’attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari
della persona, con particolare riferimento alla persona non
autosufficiente, nell’ambito delle proprie aree di competenza
in un contesto sociale. All’operatore è richiesta capacità
empatica e forte propensione alle relazioni umani e sociali sia
con il disabile che con la sua famiglia. In tal senso collabora
con gli operatori delle équipe professionalmente preposte
rispettivamente all’assistenza sanitaria e sociale, in
particolare:
o concorre alla pianificazione, gestione e valutazione del piano
personalizzato di assistenza;
o osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle
condizioni rischio/danno per porre in essere i relativi
interventi assistenziali ed in particolare collabora con
l’utente e la famiglia:
nel governo della casa e dell’ambiente di vita;
provvede alla sanificazione e sanitizzazione ambientale;
provvede all’igiene ed al cambio della biancheria;
assiste la persona, in particolare non auto-sufficiente o
allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale,
mettendo in atto una relazione-comunicazione di aiuto con
l’utente e la famiglia finalizzata all’integrazione sociale e al
mantenimento recupero dell’identità personale;
provvede al trasporto di utenti anche allettati in carrozzella
presso Centri di socializzazione, Servizi riabilitativi, visite
mediche, ospedali, etc.;
provvede o collabora alla preparazione e/o assunzione di
pasti, controllando anche l’osservazione di particolari diete
che l’utente deve seguire;
osserva, riconosce e riferisce al medico ed ai familiari alcuni
dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può
presentare (pallore, sudorazione etc.);
utilizza specifici protocolli per mantenere la sicurezza
dell’utente riducendo al massimo il rischio;
gestisce piccole somme di denaro con rendicontazione, e,
quando necessario, provvede ad acquisti da recare al
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domicilio del disabile;
collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle
capacità
psicofisiche
residue,
alla
rieducazione,
riattivazione,
recupero
funzionale,
animazione,
socializzazione di singoli gruppi attraverso la valorizzazione
delle reti di relazione dell’utente, coinvolge vicini e parenti,
si rapporta con le strutture sociali e sanitarie, ricreative e
del volontariato del territorio. Per tali attività si rapporta, in
particolare, con l’assistente sociale di zona;
offre un servizio continuativo di assistenza qualora un
genitore di disabile debba assentarsi da casa per qualche
giorno per motivi gravi, dietro autorizzazione dell’Ufficio di
Piano.
Le prestazioni
competenza.
sanitarie
sono
erogate
dall’ASL
di
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Progetto generale del servizio;
⇒ Progetto di Assistenza Individualizzato per ciascun disabile; il
progetto deve essere redatto d’intesa con il Servizio sociale
professionale e con l’Unità di valutazione Multidimensionale;
⇒ Registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
Costi diretti
2011
€ 9.111,32
Totale
€ 9.111,32
2012
€ 14.000,00
€
14.000,00
2013
€ 14.000,00
€
14.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito l’ADI tra i servizi a
compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito, pertanto,
definirà la propria regolamentazione di accesso, determinando
l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
Componenti essenziali per la migliore erogazione dei servizi di
ADI sono la famiglia, il volontariato e le altre risorse di
cittadinanza, che, in una corretta logica di integrazione con i
servizi sociali, possono costituire un supporto alla famiglia o
vicariare quest'ultima quando non sia presente o abbia difficoltà a
svolgere i compiti assistenziali.
Al fine di rafforzare l’efficacia del servizio rispetto ai fabbisogni
espressi ed emergenti dell’utente e della sua famiglia, è prevista la
seguente azione sussidiaria:
⇒ Individuazione e orientamento del "Referente familiare" per
ciascun utente in carico, vale a dire della persona che si prende
cura per più tempo dell'assistito, stando più frequentemente in
"contatto" con lui. Si tratterà, in genere, di un familiare o
comunque un convivente con l'assistito stesso; in qualche caso
può essere un amico o un vicino di casa o un volontario. Il
Referente familiare svolge una funzione di assistenza diretta
della singola persona, provvedendo ad aiutare l’assistito. E'
importante che l'équipe assistenziale e l'unità valutativa ADI
individuino precocemente la persona che svolge questo ruolo e
ne valutino capacità competenze ed esigenze di supporto, in
quanto può costituire risorsa operativa preziosa contribuendo
alla realizzazione del piano assistenziale individuale.
METODOLOGIE DI
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
VALUTAZIONE
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei disabili seguiti in ADI;
⇒ numero delle prestazioni domiciliari di ADI, per tipologia di
prestazioni;
⇒ costo orario degli interventi socio-assistenziali di ADI;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie in
ADI;
⇒ esiti degli interventi di ADI in termini di raggiungimento di
una maggiore autonomia.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E
CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Risposte
Cronicizzazione
Previsione di strumenti di
dell’intervento con rischio verifica e di fasi limitate nel
di perdita autonomia
tempo
Difficile integrazione tra le Definizione di una convenzione
prestazioni sanitarie e le di servizio nell’ambito del
prestazioni
socio- Programma
Socio-Sanitario
assistenziali
dell’Ambito (PSA)
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, che
collabora con l’UVM per la presa in carico, il monitoraggio e la
valutazione degli utenti dell’ADI.
⇒ Gestione indiretta per l’erogazione delle prestazioni del
servizio.
COSTO
ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso
di
esternalizzazione)
Num.
3
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Costo orario medio del servizio: € 18,44.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e il
numero di ore di servizio erogate nel 2009.
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Servizio
di
Assistenza
per
l’autonomia
e
la
comunicazione degli studenti disabili in condizioni di
gravità – Assistenza socio-educativa scolastica per
disabili gravi – LIVEAS
Confermare gli standard di qualità del servizio di assistenza
scolastica per studenti disabili, migliorando le modalità di accesso e
gestione operativa delle prestazioni socio-educative offerte, per
garantire una reale fruizione del diritto allo studio e alla
partecipazione attiva alla vita scolastica e sociale nella comunità di
appartenenza.
Servizio
di
Assistenza
per
l’autonomia
e
la
comunicazione degli studenti disabili in condizioni di
gravità – Assistenza socio-educativa scolastica per
disabili gravi
Gli obiettivi del Servizio sono:
⇒ Garantire il pieno godimento del diritto allo studio degli alunni
in situazione di handicap;
⇒ Favorire la partecipazione attiva alla vita scolastica della
persone diversamente abile, al fine di rafforzarne le abilità e
svilupparne nuove potenzialità;
⇒ Offrire un supporto professionale e specialistico al ruolo di
sostegno educativo e relazionale proprio della scuola e della
famiglia.
STRATEGIA
L’Ambito intende consolidare il servizio di assistenza scolastica
specialistica per l’autonomia e la comunicazione dei disabili,
confermandone standard quantitativi (minimo 21 ore di assistenza
settimanale) e qualitativi (progetti educativi individualizzati), che,
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ATTIVITA’
PREVISTE
nella passata programmazione, ha prodotto importanti risultati.
La strategia dell’Ambito prevede di rafforzare il servizio attraverso
la formalizzazione delle procedure di accesso e gestione del
servizio, attraverso l’approvazione di uno specifico regolamento, e
attraverso la messa a regime del Gruppo di Lavoro Handicap
Operativo (GLHO).
Servizio che viene svolto nell’ambito scolastico, al fine di garantire
il diritto allo studio degli alunni in situazione di handicap della
scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.
E’ un supporto all’alunno diversamente abile nei percorsi educativi
e relazionali e non attiene alla cura materiale dello stesso e/o alla
sua custodia (a cui è tenuta l’Amministrazione scolastica). In
particolare, l’assistenza specialistica è complementare e non
sostitutiva dell’attività dell’insegnante curriculare e di sostegno
della scuola e delle prestazioni di natura sociale e sanitarie;
l’assistenza socio-educativa scolastica è anch’essa funzionalmente
distinta, complementare e non sostitutiva sia dell’attività didattica
dell’insegnante di sostegno che del supporto alla cura dell’igiene
personale e alla deambulazione del collaboratore scolastico;
Le prestazioni sono a carattere socio-assistenziale e a carattere
educativo, e si sostanziano nelle seguenti tipologie funzionali:
⇒ Educazione all’acquisizione delle funzioni primarie (controllo
attività fisiologiche, capacità di alimentazione, etc.);
⇒ Affiancamento in classe per l’agevolazione dell’inserimento nel
gruppo e dello scambio delle relazioni sociali ed affettive;
⇒ Ausilio nell’attività ricreativa e pratico-motoria;
⇒ Intervento e sostegno educativo individuale nell’ambito di un
curriculum scolastico personalizzato;
⇒ Accompagnamento alle gite scolastiche insieme alla classe
dell’alunno disabile;
⇒ Continuità del servizio anche nel caso di permanenza a
domicilio dell’allievo disabile per periodi medio-lunghi.
Le prestazioni da garantire all’utente sono progettate, organizzate e
monitorate nel Progetto Educativo Individualizzato (PEI), definito
dal Gruppo di Lavoro per l’Handicap Operativo (GLHO), in
raccordo con l’ente gestore del servizio.
TEMPISTICA
Il Servizio è gestito in collaborazione con le Istituzioni scolastiche
e con l’Equipe multidisciplinare scolastica dell’Azienda USL.
Non sarà consentita la compresenza tra educatore e insegnante di
sostegno, per evitare forme di protezione e di isolamento dai
coetanei, salvo in casi particolari che richiedono un’intensa attività
di tipo assistenziale (es. gravissimi pluriminorati).
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
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STRUTTURE
ORGANIZZATIVE
ED
OPERATIVE
PREVISTE
RISORSE
FINANZIARIE
COSTO AZIONE
Zona 2011-2013.
Risorse umane
⇒ Educatore: Il Servizio deve utilizzare esclusivamente
operatori in possesso della qualifica di Educatore o comunque
equiparati ai sensi della deliberazione della Giunta Regionale
n. 700 del 09.08.04, oppure in possesso della Laurea in
Scienze dell’educazione.
–
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI
DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ 147.000,00
Roseto
€ 43.900,00
Morro d’Oro
€ 23.634,00
Notaresco
€ 25.670,00
Assistenza
Scolastica
studenti
Scuole
Superiori
(Provincia)
€
240.204,00
2012
€ 438.625,00
Roseto
€ 90.000,00
Morro d’Oro
€ 63.350,00
Notaresco
€ 64.000,00
Assistenza
scolastica
studenti Scuole
Superiori
(Provincia)
€ 655.975,00
2013
€ 438.625,00
Roseto
€ 90.000,00
Morro d’Oro
€ 63.350,00
Notaresco
€ 64.000,00
Assistenza
scolastica
studenti
Scuole
Superiori
(Provincia)
€ 655.975,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il presente servizio tra i
servizi universali gratuiti. Non è pertanto prevista una
compartecipazione economica dell’utenza.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito
secondo l’importo presunto sopra indicato, in relazione agli utenti
di ciascun Comune.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le spese
generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00 ripartite
tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la Comunità di tipo
residenziale per minori , Asilo Nido e le rette per l’ospitalità di
anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei singoli
servizi e per assicurare il miglioramento continuo del sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la specifica
delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta sarà
distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete locale di
collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
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prestazioni offerte;
⇒ Opuscoli, brochure e volantini per la promozione della
conoscenza del servizio tra la cittadinanza;
⇒ Formazione sull’adozione nazionale ed internazionale per le
coppie aspiranti all’adozione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che forniranno
i seguenti standard minimi di informazione: (i) generalità
organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione, concorsi; (iii)
elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v) statistiche
customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo da
parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Adozione del Regolamento del servizio per la disciplina del
funzionamento del Gruppo di Lavoro Handicap Operativo
(GLHO) e la definizione delle modalità di accesso.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra i
risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del grado
di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei disabili assistiti;
⇒ n. medio di ore settimanali per utente;
⇒ percentuale di copertura del servizio;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e
degli utenti;
⇒ esiti degli interventi.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
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⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con il
foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI
CRITICITA’
E
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati nella
seguente tabella:
Rischi
Scarsa integrazione tra
personale dell’ente gestore
del servizio e servizio
sociale
professionale
dell’Ambito
Sovrapposizione del ruolo
degli Educatori del servizi
con quello del personale
scolastico, docente e non
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita dell’autonomia
MODALITA’
GESTIONE
DELL’AZIONE
DI
Risposte
Adozione del Regolamento del
servizio per la disciplina del
funzionamento del GLHO
Disciplinare
mansionario
del
servizio
e
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la presa in carico, il monitoraggio e la valutazione degli utenti
da inserire.
⇒ Gestione Indiretta per l’erogazione delle prestazioni del
servizio.
COSTO
ORARIO
DEL SERVIZIO (in
caso
di
esternalizzazione)
Costo orario medio del servizio: € 16,10
N.B. il costo orario del servizio è calcolato sulla base del rapporto
tra il costo ( al netto del ribasso d’asta offerto in sede di gara) delle
diverse figure professionali impiegate e il numero di ore di servizio
erogate nel 2009.
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Num.
4
Obiettivo
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Centro diurno per disabili – LIVEAS
Migliorare ulteriormente la qualità delle prestazioni del Centro diurno
per disabili, organizzando e mettendo a regime le maggiori potenzialità
della nuova sede del Centro di Roseto, per offrire alle persone disabili
una maggiore diversificazione delle attività e la fruizione di maggiori
spazi per lo svolgimento delle attività socio-educative e ricreative.
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Centro diurno per disabili
L'obiettivo del Centro Diurno Disabili è quello di offrire alla
persone maggiorenni con disabilità un ambiente con un clima
relazionale positivo e di ascolto che favorisca il mantenimento e
lo sviluppo di abilità nell'ambito cognitivo, dell'autonomia
personale, sociale, affettiva e occupazionale (dove è possibile)
attraverso specifici laboratori ed attività di socializzazione, in
un’ottica di visione adulta e responsabile.
In particolare, gli obiettivi specifici del servizio sono:
⇒ Favorire lo sviluppo dell’autonomia e della dimensione
personale della persona disabile, dell’accrescimento delle
capacità relazionali, dell’orientamento e dell’inserimento
lavorativo, per garantire una buona qualità di vita personale,
familiare e sociale;
⇒ Favorire il mantenimento e lo sviluppo nella persona disabile
delle relazioni sociali e interpersonali con il contesto e
l'ambiente di appartenenza.
⇒ Fornire strumenti ed opportunità di sollievo alle famiglie con
gravi carichi assistenziali;
⇒ Prevenire l’istituzionalizzazione delle persone con disabilità,
attraverso un’offerta professionale ed individualizzata di
prestazioni specialistica di carattere sociale, educativo e
riabilitativo.
STRATEGIA
ATTIVITA’ PREVISTE
Il Centro diurno di servizi per l’autonomia persegue una strategia
di sostegno alla persona disabile, in grado di valorizzare la
socializzazione nel gruppo e nel tessuto sociale, le abilità
personali in vista di un inserimento socio-lavorativo, la
formazione e l’acquisizione di nuovi apprendimenti che possano
agevolare l’autonomia delle funzioni di vita quotidiane,
l’inserimento nel contesto territoriale e relazionale di vita ed
abitudini.
Il Centro Diurno per Disabili è progettato come luogo di incontro,
di crescita, di scambio, di aiuto all’inserimento sociale, lavorativo,
scolastico, oltre che di svolgimento di attività riabilitative
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
decentrate con la collaborazione dell’AUSL.
Le prestazioni e le attività previste nel servizio sono:
⇒ Attività di formazione, educative e di socializzazione volte a
favorire la vita di relazione e prevenire l’isolamento;
⇒ Potenziamento e/o mantenimento delle abilità acquisite;
⇒ Attività ludico – ricreative;
⇒ Percorsi di musicoterapia;
⇒ Organizzazione di momenti di aggregazione con il resto della
comunità;
⇒ Servizio di trasporto dal luogo di abitazione dell’utente al
Centro e viceversa;
⇒ Laboratorio per l’acquisizione e il sostegno di capacità e
competenze;
⇒ Consulenza legale e amministrativa;
⇒ Attività sportive presso strutture locali (tennis, nuoto).
Tutte queste attività devono essere contestualizzate nel territorio,
per favorire i processi di inclusione sociale rispondendo ai bisogni
culturali e sociali delle persone. Saranno, quindi, attivati tutti i
collegamenti che rispondono alle esigenze del progetto
individuale e, quando possibile, dell'attività occupazionale
(rapporti con i fornitori e i clienti, corsi di formazione finalizzati
all'attività, conoscenza e confronto con altre realtà lavorative).
Sarà, inoltre, favorita la partecipazione ad iniziative del territorio
che garantiscano il riconoscimento dell'identità adulta e il
rispetto del diritto all'integrazione nel contesto sociale.
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale;
⇒ Educatori qualificati.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ Centro diurno, localizzato nel Comune di Roseto e da poco
trasferitosi in una struttura nuova e più grande, dispone dei
seguenti spazi:
⇒ Progetto generale del Servizio.
⇒ Laboratorio per le attività manuali;
⇒ Spazio per la socializzazione ed attività creative e ludico
formative;
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Laboratorio di Multimedialità per facilitare, anche in vista di
un inserimento gratificante ed efficace, l’utilizzo del
computer, che facilita il gioco, l’apprendimento, la scrittura e
la comunicazione.
⇒ Mensa;
⇒ Laboratorio musicale.
⇒ Progetto educativo individualizzato per ciascun disabile,
redatto d’intesa con il Servizio Sociale Professionale
dell’Ambito;
⇒ Registro degli utenti;
⇒ Registro delle prestazioni giornaliere.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
Costi diretti
2011
€ 44.000,00
2012
€ 90.000,00
2013
€ 90.000,00
Totale
€ 44.000,00
€ 90.000,00
€ 90.000,00
Il Piano Sociale Regionale ha inserito il Centro diurno disabili tra
i servizi a compartecipazione finanziaria dell’utenza. L’Ambito,
pertanto, definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando l’entità di compartecipazione ai costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori , Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Carta dei servizi, da parte dell’ente gestore del servizio, con le
specifiche del servizio e le modalità di erogazione delle
prestazioni offerte;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed
associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la
promozione dello strumento del Patto locale per la
Solidarietà Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed
organizzazioni locali per favorire la partecipazione a
condizioni agevolate a spettacoli ed eventi degli utenti
disabili del servizio in condizioni di disagio economico.
⇒ Sperimentazione di percorsi esterni sperimentali di
tutoraggio per lo svolgimento in ambiente esterno
(associazioni, centri sportivi, culturali, etc.) di attività a forte
valenza di riconoscimento sociale (musica, sport,
partecipazione alla organizzazione e alla realizzazione di
eventi pubblici, etc.).
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ numero dei disabili seguiti dal Centro;
⇒ frequenza media del Centro e frequenza per utente;
⇒ numero progetti educativi individualizzati elaborati;
⇒ grado di soddisfazione del servizio da parte delle famiglie e
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
dei disabili frequentanti;
⇒ numero attività in esterna realizzate;
⇒ esiti degli interventi in termini di autonomia.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Cronicizzazione
dell’intervento con rischio
di perdita dell’autonomia
Rischio di non integrazione
tra i servizi sanitari e sociali
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Risposte
Previsione di strumenti di
verifica e di fasi limitate nel
tempo
Protocolli
operativi
e
convenzioni di servizio
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta a cura del Servizio Sociale Professionale, per
la presa in carico, il monitoraggio e la valutazione degli utenti
da inserire.
⇒ Gestione Indiretta per l’erogazione delle prestazioni del
servizio.
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Costo orario medio del servizio: € 18,47.
N.B. il costo orario medio del servizio è calcolato sulla base del
rapporto tra il costo delle diverse figure professionali impiegate e
il numero di ore di servizio erogate nel 2009.
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
Num.
5
Obiettivo
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in
strutture cd. del “Dopo di noi” – LIVEAS
Garantire l’ospitalità di persone diversamente abili prive di rete
parentale o di assistenza presso strutture del “Dopo di noi” del
territorio, attraverso l’integrazione economica per il pagamento
delle rette, e avviare la funzionalità organizzativa ed operativa
della struttura per il dopo di noi “CASA ROSA” di Roseto degli
Abruzzi.
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
STRATEGIA
ATTIVITA’ PREVISTE
Integrazione rette per l’ospitalità di disabili gravi in
strutture cd. del “Dopo di noi”
Scopo del servizio è quello di sostenere gli utenti bisognosi con
interventi finalizzati a garantire l’ospitalità di persone
diversamente abili prive di rete parentale o di assistenza presso
strutture del “Dopo di noi”, attraverso l’integrazione economica
per il pagamento delle rette e la costruzione di un percorso
personalizzato per mantenere le abilità e le autonomie di vita
quotidiana acquisite.
La strategia dell’Ambito per garantire ospitalità e assistenza a
persone in condizione di grave disabilità e prive della rete
familiare primaria prevede un duplice approccio:
⇒ Creare una rete locale con le strutture idonee per ospitare
comunità del “Dopo di noi”, per permettere l’accessibilità alla
sistemazione dei disabili gravi senza famiglia dell’Ambito,
attraverso la contribuzione al pagamento della retta;
⇒ Promuovere l’attivazione della comunità per il “Dopo di noi”
“CASA ROSA”, una struttura di nuova costruzione, sita
presso i locali del Centro diurno per disabili, in grado di
offrire servizi abitativi di qualità attraverso l’integrazione tra
settori e una rete interfunzionale con il terzo settore.
L’attivazione del servizio costituisce una ipotesi residuale rispetto
alle prestazioni e agli interventi previsti dal Piano di Zona in
favore delle persone con disabilità.
Destinatari del servizio saranno persone maggiorenni con
disabilità grave di tipo fisico, psichico, sensoriale, intellettivo o
relazionale, che necessitano di soggiorno in strutture residenziali.
Le modalità di funzionamento del servizio saranno le seguenti:
⇒ Valutazione del bisogno di residenzialità per disabili gravi da
parte del Servizio Sociale Professionale e, se del caso, in
collaborazione
con
l’Equipe
di
valutazione
multidimensionale;
⇒ Valutazione del reddito ISEE del disabile grave richiedente;
⇒ Individuazione della struttura residenziale;
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
⇒ Predisposizione di un progetto personalizzato globale
dell’utente inserito;
⇒ Adempimenti amministrativi.
L’EAS si farà promotore dell’attivazione e messa a regime della
Comunità del Dopo di noi presso la struttura della “Casa Rosa”,
attraverso la predisposizione di un disciplinare per
l’organizzazione ed il funzionamento del servizio. Una volta
conseguite le condizioni necessarie di operatività, l’EAS proporrà
la candidatura della Comunità per l’accesso a finanziamento
specifici in ambito nazionale, regionale e locale (es. Progetto
RADAR – Rete Abruzzese per il Dopo di noi e l’Autonomia
Residenziale, promosso dalla Regione Abruzzo e finanziato dal
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il Fondo per la
Non-Autosufficienza).
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
Il servizio avrà durata triennale, per tutta la vigenza del Piano di
Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Assistente sociale;
⇒ Equipe di valutazione multidimensionale (per utenti con
bisogno socio-sanitario)
Strutture, attrezzature e strumenti operativi;
⇒ Comunità per il “Dopo di Noi”“CASA ROSA”;
⇒ Progetto personalizzato globale di inserimento.
RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
Costi diretti
Totale
2011
€ 1.400,00
€ 1.400,00
2012
€ 2.800,00
€ 2.800,00
2013
€ 2.800,00
€ 2.800,00
L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando eventualmente l’entità di compartecipazione ai
costi del servizio.
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
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DIREZIONE REGIONALE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
⇒ Rafforzamento della rete locale di solidarietà con enti ed
associazioni sportive, sociali e culturali, anche attraverso la
promozione dello strumento del Patto locale per la
Solidarietà Sociale, vale a dire un accordo tra EAS ed
organizzazioni locali per favorire la partecipazione a
condizioni agevolate a spettacoli ed eventi degli utenti
disabili del servizio in condizioni di disagio economico.
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ Numero di disabili ospitati;
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⇒ Percentuale di progetti personalizzati redatti sul totale utenti;
⇒ % disabili ospitati con valutazione UVM.
Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Risposte
Rafforzamento del sistema dei
Eccessivo onere finanziario
servizi domiciliari
Rischio di sovrapposizione Protocolli
operativi
e
con altri servizi
convenzioni di servizio
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
Num.
6
Obiettivo
TITOLO AZIONE
OBIETTIVI
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta.
____________________
AREA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI
Scheda
Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale –
LIVELLO CONCORRENTE
Completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a favore delle
persone con disabilità, attraverso un pacchetto di interventi volti a
garantire le pari opportunità nell’accesso ai servizi locali per la
salute psico-fisica e nello svolgimento di attività ludico-ricreative.
Servizi per la mobilità e la partecipazione sociale
Gli obiettivi specifici dell’azione sono:
⇒ garantire il diritto del disabile alla salute e all’attività
motoria, sportiva ed espressiva attraverso interventi a
valenza sociale e sanitaria con cicli di riabilitazione e corsi;
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STRATEGIA
ATTIVITA’ PREVISTE
TEMPISTICA
STRUTTURE
ORGANIZZATIVE ED
OPERATIVE
PREVISTE
⇒ garantire il diritto alla mobilità ed all’accesso ai servizi sociosanitari per tutte le persone disabili, specie quelle in
condizioni di disagio economico e/o prive del supporto della
rete familiare;
⇒ fornire alle famiglie un supporto concreto per il sollievo dei
carichi assistenziali in alcuni momenti dell’anno e/o della
giornata.
L’EAS intende completare l’offerta dei servizi socio-assistenziali a
favore delle persone con disabilità attraverso un pacchetto di
interventi volti a garantire le pari opportunità nell’accesso ai
servizi locali per la salute psico-fisica e nello svolgimento di
attività ludico-ricreative.
L’offerta di servizi complementari è così articolato:
⇒ Attività di nuoto e terapia in acqua presso la Piscina
Comunale di Roseto degli Abruzzi, da realizzarsi anche in
collaborazione con l’AUSL. L’accesso avverrà attraverso un
contributo che l’EAS erogherà alle famiglie ammesse al
servizio;
⇒ Trasporto e mobilità sociale, che prevede servizi di trasporto
per persone dializzate e servizi di trasporto delle persone
disabili presso centri/strutture a carattere riabilitativo,
terapeutico o sociale. L’accesso al servizio sarà gestito
direttamente dall’EAS;
⇒ Servizio di colonia marina per disabili nel periodo estivo.
L’accesso al servizio sarà gestito direttamente dall’EAS;
⇒ Fornitura ausilii didattici per alunni portatori di handicap.
I servizi saranno erogati con cadenza annuale, per tutta la
vigenza del Piano di Zona 2011-2013.
Risorse umane:
⇒ Le attività di nuoto e terapia in acqua saranno realizzate da
personale specializzato nei settori di riferimento.
⇒ Autista e assistente-accompagnatore, fornito dall’ente gestore
del servizio.
⇒ Educatori qualificati per il servizio di colonia marina.
Strutture, attrezzature e strumenti operativi:
⇒ L’Attività di nuoto e terapia in acqua sarà realizzata presso la
Piscina comunale di Roseto degli Abruzzi;
⇒ Trasporto e mobilità sociale: il servizio sarà gestito
indirettamente, tramite un operatore specializzato con mezzi
idonei al trasporto di persone disabili, anche gravi.
⇒ Servizio di colonia marina: il servizio sarà gestito
indirettamente, tramite un operatore specializzato nel settore
della disabilità con attrezzature idonee per le attività e la
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RISORSE
FINANZIARIE –
COSTO AZIONE
sicurezza dei minori disabili in spiaggia;
⇒ Ausili didattici.
Corsi di nuoto e terapia in acqua:
Costi diretti
Totale
2011
€ 1.825,00
€ 1.825,00
2012
€ 3.650,00
€ 3.650,00
2013
€ 3.650,00
€ 3.650,00
Servizio Trasporto e mobilità sociale:
Costi diretti
Totale
2011
€ 28.200,00
€
28.200,00
2012
€ 56.000,00
€
56.000,00
2013
€ 56.000,00
€
56.000,00
2012
€ 18.000,00
€
18.000,00
2013
€ 18.000,00
€
18.000,00
2012
€ 4.000,00
€ 4.000,00
2013
€ 4.000,00
€ 4.000,00
Servizio Colonia Maria estiva:
Costi diretti
Totale
2011
€ xxxxxx
€ xxxxxx
Ausilii scolastici :
Costi diretti
Totale
ANALISI DEI COSTI
STRUMENTI DI
PARTECIPAZIONE
ATTIVA,
COMUNICAZIONE,
INFORMAZIONE
2011
€ xxxxxx
€ xxxxxx
L’Ambito definirà la propria regolamentazione di accesso,
determinando eventualmente l’entità di compartecipazione ai
costi del servizio.
Il costo dell’azione viene ripartito tra i 3 Comuni dell’Ambito, in
base alle percentuali di compartecipazione spettante a ciascuno,
come da Accordo di Programma.
Sui costi diretti imputati alle azioni a vario titolo (beni,servizi e
personale ) , si calcolano le spese indirette del personale e le
spese generali del complessivo costo annuale di € 180.000,00
ripartite tra tutte le voci di spese , escluse le spese per la
Comunità di tipo residenziale per minori, Asilo Nido e le rette
per l’ospitalità di anziani in strutture residenziali .
L’Ambito attribuisce assoluta rilevanza alla garanzia del diritto
all’informazione dei cittadini e alla comunicazione sociale, in
quanto strumenti principali per migliorare l’accessibilità dei
singoli servizi e per assicurare il miglioramento continuo del
sistema:
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⇒ Carta per la cittadinanza sociale, come strumento di
informazione contenente la mappa dei servizi, con la
specifica delle modalità di accesso e funzionamento; la Carta
sarà distribuita alla cittadinanza, anche attraverso la rete
locale di collaborazione;
⇒ Sito internet dei 3 Comuni dell’Ambito sociale, che
forniranno i seguenti standard minimi di informazione: (i)
generalità organico uffici; (ii) gare bandi, avvisi, selezione,
concorsi; (iii) elenco soggetti gestori; (iv) carta dei servizi; (v)
statistiche customer; (vi) statistiche reclami; (vii) forum
cittadinanza;
⇒ Predisposizione di una procedura standardizzata di reclamo
da parte dell’utenza di tutti i servizi dell’Ambito, coordinata e
gestita dall’Ufficio di Piano;
⇒ Questionari annuali di feed-back sulla soddisfazione degli
utenti dei servizi, da somministrare all’utenza di tutti i servizi
dell’Ambito.
AZIONI
SUSSIDIARIE
METODOLOGIE DI
VALUTAZIONE
_____________________
Il monitoraggio e la valutazione delle attività e dei risultati
dell’azione sono di responsabilità dell’Ufficio di Piano.
Il disegno di valutazione dell’azione segue i criteri generali della
valutazione del Piano di zona, e si basa sui seguenti principi
generali:
⇒ Efficienza dell’azione: valutato sulla base del rapporto tra
i risultati, le risorse impiegate e le risorse previste;
⇒ Efficacia interna dell’azione: valutato sulla base del
grado di raggiungimento degli obiettivi dichiarati per
l’azione;
⇒ Qualità dell’azione: valutato sulla base dei feed-back da
parte dell’utenza dei servizi, dei reclami pervenuti e delle
relazioni di servizio.
Indicatori principali:
⇒ N. persone disabili partecipanti alle attività di nuoto e terapia
in acqua;
⇒ N. persone disabili che usufruiscono del servizio di trasporto
e mobilità sociale;
⇒ N. persone disabili partecipanti alla colonia marina estiva;
⇒ Livello soddisfazione dell’utenza.
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Strumenti di monitoraggio dell’azione:
⇒ Relazioni mensili da parte dell’ente gestore del servizio (con
il foglio presenze del personale impiegato), da produrre sulla
base del format fornito dall’EAS, entro il 15 del mese
successivo a quello di riferimento;
⇒ Relazione annuale sui risultati dell’azione da parte dell’ente
gestore del servizio, da produrre sulla base del format fornito
dall’EAS, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
riferimento.
RISCHI E CRITICITA’
I rischi connessi con l’attuazione delle azioni sono identificati
nella seguente tabella:
Rischi
Risposte
Ottimizzazione dei costi per
Limitata disponibilità di
ampliare il numero di utenti dei
posti rispetto alle richieste
diversi servizi
MODALITA’ DI
GESTIONE
DELL’AZIONE
Il servizio sarà attuato secondo la seguente modalità:
⇒ Gestione diretta per l’erogazione dei contributi per i corsi di
nuoto e di terapia in acqua;
⇒ Gestione indiretta per i servizi di trasporto e di colonia
marina (l’accesso al servizio sarà gestito direttamente
dall’EAS).
COSTO ORARIO DEL
SERVIZIO (in caso di
esternalizzazione)
___________________________
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SEZIONE V – GESTIONE DEL PIANO
V.1. Composizione ed organizzazione Ufficio di Piano
L’Ufficio di Piano è lo strumento esecutivo tramite il quale l’E.A.S. provvede
all’attuazione del Piano stesso. Con tale modalità si avvia un modello organizzativo e di
gestione dei servizi (diretta o mediante soggetti terzi) orientato ai risultati, tale da rendere
possibile la gestione dei processi, con le relative fasi di controllo e di valutazione. Le
funzioni attribuite all’Ufficio di Piano, all’interno del livello di responsabilità
amministrativo-gestionale che gli compete, consistono, principalmente, in:
coordinamento delle attività e rapporti con Comuni ed altri soggetti coinvolti
nell’attuazione del Piano di Zona;
gestione dei servizi;
predisposizione di bandi, gestione delle gare e pubblicazione del loro esito;
amministrazione;
rendicontazione ;
monitoraggio e valutazione;
sistema informativo.
organizzare e valutare le attività del piano di zona in termini di customer satisfaction
e monitoraggio dei servizi e progetti del Piano di Zona
Il Dirigente dell’Ufficio di Piano è individuato nella figura del Dirigente I^ Settore del
Comune di Roseto.
L’Ufficio di Piano è composto dalle seguenti figure :
Funzionario servizi sociali Comune di Roseto degli Abruzzi;
N.1 Funzionario servizi sociali Comune di Notaresco;
N.1 Funzionario servizi sociali Comune di Morro d’Oro;
N.1 Amministrativa Comune di Roseto degli Abruzzi;
N.2 Assistenti Sociali per Comune di Roseto degli Abruzzi;
N.1 Assistente Sociale per Comuni di Notaresco e Morro d’Oro.
Risorse finanziarie dell’Ufficio di Piano:
2011
2012
2013
Ufficio di
Piano
€ 3.977,50
€ 5.955,00
€ 5.955,00
Spese generali e
spese personale
parzialmente
dedicato alle
azioni di Piano
€ 90.000,00
€ 180.000,00
€ 180.000,00
Totale
€ 93.977,50
€ 185.955,00
€ 185.955,00
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V.2. Informazione, comunicazione, partecipazione della cittadinanza e
degli attori sociali sussidiari
L’Ambito Costa sud 2 si propone l’obiettivo primario di costruire e consolidare un rapporto
con la cittadinanza basato sull’ascolto e sulla partecipazione alle decisioni. Occorrerà che
l’intera attività amministrativa sia orientata sull’ascolto del cittadino nelle varie
espressioni, sia singole che organizzate, e alla capacità di dare risposte giuste e adatte alle
esigenze espresse.
Comunicazione :
Potenziamento dell’azione di informazione alla collettività sull’operato
amministrativo dell’EAS e sull’avanzamento dei programmi e dei progetti, attraverso
un’ampia scelta di strumenti tra loro integrati. I mezzi di comunicazione utilizzati
saranno sia informatici sia tradizionali, ma non meno efficaci (manifesti, totem,
lettere, momenti di incontro, brochure, etc);
Miglioramento e aggiornamento continuo della pagina del sito istituzionale dell’EAS
destinata ai Servizi Sociali ;
Implementazione, sviluppo e miglioramento del sistema di comunicazione interna,
con l’obiettivo di facilitare i processi di conoscenza dei diversi settori.
Predisposizione e divulgazione della Carta della cittadinanza sociale.
Partecipazione dei cittadini :
Promozione della partecipazione attiva dei cittadini ai momenti più significativi
dell’Amministrazione comunale al fine di realizzare un’azione sinergica con la
cittadinanza , al fine di individuare le reali esigenze della stessa;
Promozione di incontri con la cittadinanza per la presentazione, informazione e
discussione di tematiche di carattere generale che riguardano lo sviluppo
dell’Ambito.
Risorse finanziarie:
Sistema
informativo
locale
Carta
cittadinanza
sociale
Piano Sociale Regionale 2011-2013
2011
2012
2013
€ 1.250,00
€ 2.500,00
€ 2.500,00
€ 1.250,00
€ 4.500,00
€ 4.500,00
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V.3. La formazione professionale degli operatori
La formazione costituisce un asse portante per l’attuazione del Piano. I Comuni e
l’Azienda USL si impegnano a garantire ai dipendenti la piena partecipazione a tutte le
azioni formative utili alla crescita professionale e allo scambio di esperienze da parte
degli operatori del Piano.
Nella fase di start-up del Piano, nel primo anno, è dedicata maggiore attenzione agli
aspetti formativi di accompagnamento e supporto, in particolare per l’attivazione del
PUA (Punto Unico di Accesso).
Nel dettaglio, subito dopo la valutazione di conformità del Piano da parte della Regione,
dovrà essere fornita una formazione breve, rivolta ai funzionari ed aperta agli operatori
attivi nel Piano, finalizzata alla predisposizione degli strumenti attuativi del presente
Piano (documentazione, modalità di riunione, schemi-tipo di documenti, schemi di
procedure, sintesi di impegni, agenda dell’operatore di Piano, predisposizione di atti,
schede di accesso e di monitoraggio, etc.). La formazione avviene in aula e sul campo
attraverso assistenza tecnica diretta.
Sono previsti, nell’arco del triennio, i seguenti moduli formativi:
Formazione dei funzionari, Assistenti sociali e personale
amministrativo con corsi brevi e mirati all’acquisizione di strumenti per atti
ed adempimenti amministrativi collegati alla realizzazione del Piano, nonché alla
gestione del Sistema informativo;
Formazione degli operatori sociali e sanitari sia pubblici
(Segretariato sociale, Servizio sociale professionale, AUSL) che
privati (responsabili affidatari dei servizi e case manager sociali),
attraverso moduli brevi di approfondimento dedicati alle modalità di
collaborazione e alla metodologia del lavoro in équipe alla luce della gestione
integrata, all’implementazione della Carta dei servizi, alla predisposizione dei
progetti personalizzati e degli strumenti previsti dal Piano.
La formazione viene realizzata in stretta collaborazione con l’AUSL di TeramoDSB di Roseto.
Risorse finanziarie per la formazione:
2011
€ 2.500,00
Piano Sociale Regionale 2011-2013
2012
€ 5.000,00
2013
€ 5.000,00
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VI. Gli atti allegati
1) Delibere Consigli Comunali di approvazione del PDZ
2) Profilo Sociale Locale corredato dal verbale di approvazione della Conferenza dei
Sindaci del 20 giugno 2011
3) Piano finanziario del Piano di Zona 2011-2013 (Quadro delle entrate e delle spese)
4) Accordo formale di concertazione con i Sindacati
5) Accordo di Programma con la ASL
6) Documento di indirizzi generali di integrazione socio-sanitaria, approvato dalla
Conferenza dei Sindaci del 20 giugno 2011
Piano Sociale Regionale 2011-2013
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