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Una schiacciata di Simona Gioli
con la maglia della nazionale
Simona Gioli, wearing the Italian
National Team outfit, smashes
the ball
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Due liguri
mondiali
Two World-class Ligurians
Matteo Macor
Valentina Arrighetti, genovese, gioca nella Foppapedretti Bergamo, squadra campione europea 2009
dopo la vittoria sulla Dinamo Mosca, dove gioca Simona Gioli, rapallina emigrata nel campionato russo.
In comune il ruolo in squadra e la maglia della nazionale campione mondiale in carica
Valentina Arrighetti, from Genoa, plays for Foppapedretti Bergamo, 2009 European Champions who
defeated Dynamo Moscow, whose lead player is Simona Gioli, from Rapallo (on the Genovese Riviera). The
two, both on the Italian national team, share the same position on their respective teams
photo Roberto Perin
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il pomeriggio del 29 marzo 2009, siamo
al Palaevangelisti di Perugia, le dodici
ragazze in campo stanno giocando il
tie-break decisivo della finale di Coppa Campioni di volley. Dopo cinque set e quasi due
ore di muri, palleggi e schiacciate, finisce a
terra la palla del 15-10: sotto gli sguardi delusi delle pallavoliste in tenuta blu, quelle vestite di rosso possono finalmente festeggiare da campionesse d’Europa.
Le “Rosse” sono le ragazze della Foppapedretti Bergamo, e tra loro svettano i 190 centimetri e la coda bionda di Valentina, 25 anni, la schiacciatrice della squadra. Con il body
numero 12 della Dinamo Mosca, dall’altra
parte della rete, c’è invece la sua pari ruolo,
che nonostante il cirillico delle scritte sulla
maglia si chiama Simona, è italianissima e a
32 anni è tra le stelle della nostra pallavolo.
Valentina e Simona di cognome fanno rispettivamente Arrighetti e Gioli, e se per
una sera sono la campionessa e la sconfitta, divise dalla rete e dal gradino del podio,
nella vita di tutti i giorni hanno invece molto da spartire. La maglia della nazionale,
È
con cui hanno vinto insieme il mondiale
dello scorso settembre. Giocano nello stesso ruolo, il centrale, quello di chi schiaccia,
mura, fa i punti, entusiasma il pubblico. La
stessa grinta, quella che sotto rete fa la differenza e trascina le compagne. Sono bionde, alte e belle, tutte e due. E infine, le origini, liguri per entrambe: genovese la
numero 13 del Volley Bergamo, di Rapallo
“l’emigrante” nel campionato russo.
Suona strano: due delle migliori pallavoliste
della nazionale provengono da una delle regioni da sempre più povere di talenti, società, sponsor e strutture. Eppure è così, anche
se la Gioli è più polesana che rapallina, perché da Rovigo è iniziata la carriera che l’ha
portata a vincere tutto tra Reggio Calabria,
Perugia e Italia, e la Arrighetti, dopo i primi
palleggi alla Libertas Genova di Albaro, per
spiccare il volo verso nazionali giovanili e
grandi squadre del nord est si è trasferita
giovanissima al Club Italia, “una sorta di ritiro permanente delle giovanili della nazionale”, a Ravenna. “Genova per me significa
casa, punto di arrivo e di partenza, mio padre che mi porta in gradinata nord a vedere
giocare il Genoa, i primi passi della mia vita
sportiva, il mare di Boccadasse e De Andrè.
Però in effetti quando torno nelle palestre
in cui giocavo da piccola, così piccole e malridotte, mi sembra incredibile – ammette
Valentina – mi ricordo ancora gli allena-
I
photo Daniele Mora
Le due pallavoliste liguri sono state le protagoniste degli ultimi anni di
successi della nazionale femminile di volley: In maglia azzurra, nello stesso
ruolo, Simona Gioli e Valentina Arrighetti hanno vinto gli europei del 2007 e
del 2009 e i mondiali del 2007
The two Ligurian volleyball players have been protagonists of the last Italian
female volleyball team successes: in the light-blue t-shirt, in the same role,
Simona Gioli and Valentina Arrighetti have won the Europeans in 2007 and in
2009 as well as the World Cup in 2007
photo Hernest Luchino
The two Ligurian atletes, one
against the other. Simona
(number 12) smashes and
Valentina (number 13, seen from
the back) blocks. This is the
Volleyball Champions League
finals
t’s afternoon here in Perugia, Italy, on
March 29, 2009, and we are at the
Palaevangelisti, with twelve girls on the
court attempting a tie-breaker at the
Volleyball Championship Cup finals. After five
sets and almost two hours of intensive
playing, the ball hits the ground, 15-10. The
players in blue look on in disappointment;
those in red are ready to start the celebrations.
They are the champions of Europe.
The Reds are the girls of Foppapedretti
Bergamo. Some of them top 190
centimeters (6’3”) and the pony-tailed
blond is 25 year old Valentina, the ace of
the team. Facing her on the net is number
12, of Dynamo Moscow, who holds the
same position, and in spite of the Russian
written on her shirt, is called Simona. She is
as Italian as she can be, 32, and one of
women’s volleyball’s greatest stars.
Valentina Arrighetti and Simona Gioli are
divided by a net—one the champion, the
other the runner-up—but they share many
common features in their daily lives. There is
the Italian National Team uniform, which
photo Hernest Luchino
Le due atlete liguri una contro
l'altra, Simona (numero 12)
schiaccia e Valentina (numero
13, di spalle) mura: è la finale
della scorsa edizione della
Champions League di volley
photo Volleyrosa.it
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they both wore when they won the world
championships last September. They both
play the same position, center: that’s the
player who smashes, blocks, gets the points,
and enthuses the public. They both don’t let
go: the player on the net makes the
difference, leading the team. They are tall,
blond and beautiful, both of them. And last
of all, their origins: they are both from
Liguria. The Genovese girl, number 13, plays
for Bergamo, near Milan, and the “Russian
emigrant”, hails from Rapallo on the
Genovese Riviera.
This is definitely a bit odd. Two of the best
women volleyball players in the world come
from one of Italy’s least sports-oriented
regions—no money, no sponsors, no
structure, and normally no talent. And yet,
here they are. Gioli has ties to the region
around Venice. That is where she started her
career, going on to victory in everything from
Reggio Calabria, Perugia, to the Italian
Nationals. While Arrighetti, after her talent
was spotted in the Libertas Genova di Albaro,
was off to the National Junior
Championships and the important teams of
the North-East of Italy, by way of her
training at a very young age in the Club
Italia, which prepares athletes for the Italian
National Team, in Ravenna. “Genoa for me is
home. It’s a point of arrival and departure.
My father taking me to the stadium to watch
La grinta di Simona Gioli da
capitano di Perugia. Con la Despar ha vinto tre scudetti, una
Champions League, due coppe
CEV, 3 coppe Italia e una supercoppa Italiana
Simona Gioli as Capitan of the
Perugia Despar team, with
which she won three
championship trophies, one
Champions League, two Coppe
CEV, three Italian Cups and one
Italian super-cup
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blue sport
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Accanto, il sorriso amaro di
Simona Gioli mentre viene
premiata come migliore
giocatrice della finale di Coppa
Campioni persa contro la
Foppapedretti, l’anno scorso. Tra
i successi della centrale nata a
Rapallo, anche il titolo di miglior
schiacciatrice degli ultimi
europei
menti di via Cavallotti: è lì che ho scelto il
volley decidendo di andar via di casa”. Ed è
lì che si è guadagnata il suo soprannome, piske, “diminutivo di pischella, ragazzina: me
l’hanno dato quando a 14 anni ero la più
piccola della squadra”.
L’anno è il 1998, lo stesso dell’esordio in
nazionale di Simona Gioli, la sconfitta del
Palaevangelisti, maggiore di otto anni. “Simona è sempre stata la mia giocatrice preferita, forse mi ha ispirato per arrivare fin
qui e diventare centrale della nazionale racconta la Piske – E’ tutta talento, istinto
e forza fisica, e poi ha la grinta e quella
cattiveria sportiva che hanno solo le grandi giocatrici, quelle che vincono tutto”.
Ora le due ragazze liguri del volley condividono i ritiri con l’Italia e insieme fanno parte del gruppo della nazionale più vincente
dello sport italiano. “La maglia azzurra è
l‘apice per un atleta, la massima soddisfazione”, dice “senza retorica” Simona Gioli. “Per
me è stato difficile rinunciarvi anche quando sono rimasta incinta di Gabriele, guadagnandomi il soprannome di Mamma Fast ( il
nome del suo schema di schiacciata più efficace, n.d.r.) ma perdendomi la Coppa del
mondo”. Il breve stop per maternità, nel
2006, non ha intaccato il suo ricco palmares
our local football team, Genoa; the sea at
Boccadasse; the famous Genovese singersongwriter, Fabrizio De Andrè; and the first
steps of my sports career. But when I go back
to the gym that started it all, where I first
played volleyball, so small and run-down, it
all seems incredible to me.” admits Valentina.
“I remember training in Via Cavallotti. That is
where I made my decision in favor of
volleyball, deciding to leave home.” They
called her, “piske”, the little girl, when at 14
she was the youngest on the team.
The year is 1998. The year of Simona Gioli’s
entrance on the National Team. Simona,
eight years older than Valentina, “has always
been my favorite player. She is all talent,
instinct, and physical force. And then, she
never gives up. She has that focus that only
the great players have, those who win
everything they touch.”
Today the two girls from Liguria share their
retreat with the Italian team, and are a part
of the elite who bring in the medals for Italy.
“The blue shirt (the Italian teams in all sports
always wear an azure-blue) is what an
athlete dreams of: top satisfaction.” explains
Simona Gioli without preamble. “It was hard
for me to give it up even when I was
pregnant with Gabriele, which got me the
(quattro scudetti, cinque Coppa Italia, una
Supercoppa, una Champions, tre Coppe Cev,
due europei, un mondiale, medaglie di ogni
colore) e anzi l’ha spinta a cercare nuove avventure. “Dopo sei anni di Perugia non avevo più stimoli e nel 2008 ho accettato l’offerta della Dinamo Mosca, la squadra più
famosa della Russia. Per soldi, ma non solo.
Mi sono ritrovata in un mondo non troppo
differente dal nostro: anche in Russia le società sono ben organizzate e fanno professionismo. Gli unici ostacoli sono la mancanza della famiglia e la lingua. Dopo un periodo
di ambientamento, ora va meglio, in campo
ci si fa capire e a Mosca, una città bella e
molto avanti, si sta molto bene”.
Tanto bene che al primo anno Simona ha vinto lo scudetto, da leader della squadra, e peccato che la Coppa dei Campioni sia sfumata
solo al tie break, sul 15-10, contro la Foppa di
Valentina, una pischella che è cresciuta imitando le sue schiacciate. Da allora si aspetta
la rivincita: poteva essere la sera del 4 aprile,
sul campo della finale di Champions League
di volley femminile, ma alla Final Four di Cannes si sono qualificate solo le ragazze di Bergamo. Chissà che la volta buona sia la finale
dell’anno prossimo, e a ritrovarsi in campo, di
nuovo contro, si ritrovino le rosse e le blu. b
nickname ‘Mamma Fast’, but lost me the
World Cup.” That brief maternity break, in
2006, did not affect her list of honors (4
international championship trophies, 5
Italian Cups, 1 Super-cup, 1 Champions, 3
Coppe Cev, 2 European, 1 World, gold, silver,
and bronze medals) instead it pushed her to
new horizons. “After six years in Perugia, I
wanted new stimuli. And so, in 2008 I
accepted Dynamo Moscow’s offer. They were
the most famous team in Russia, they paid
well, but that was not all. I found myself in
another world. In Russia things are wellorganized and professional. My problems
were lack of family and the language. I had
to get used to a new environment, but now
I’m happy. I can communicate on the court,
and Moscow is a beautiful city and quite
modern, I’m fine there.” So fine that Simona
won the cup the very first year she was in
Russia, as leader of the team. It was too bad,
this time in Italy. The Champions Cup went
to a tie-breaker. 15-10, against the Foppa
team with Valentina, that little girl who grew
up imitating Simona’s smashes. Now Simona
wants revenge. Maybe we will see it on April
4, at the Champions League for Women’s
Volleyball in Cannes. Maybe once again there
will be red pitted against the blue. b
Valentina Arrighetti con il
numero 13 della nazionale e
(sotto) con la maglia della Foppa
Bergamo. La giovane pallavolista
genovese, da tre anni nel gruppo
della nazionale, ha già vinto un
Europeo e una Coppa Campioni
Valentina Arrighetti wearing the
colors of Italia and (below)
Foppapedretti Bergamo. The
young volleyball player, three
years on the Italian national
team, has won one European and
one Champions Cup
photo Cev.com
photo Cev.com
photo Hernest Luchino
The bitter smile of Simona Giola
while she is awarded as best
player in the World Cup finale
lost against Foppapedretti, last
year. Among the Rapallo born
center successes, there is also
the one won as best smasher at
the last Europeans
photo Rosario di Fiore
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