COMUNE DI TRIGGIANO
PROVINCIA DI BARI
D.U.P.
DOCUMENTO UNICO DI
PROGRAMMAZIONE
2014 - 2016
1
SOMMARIO
PREMESSA
1. SEZIONE STRATEGICA (SES)
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
1.6
Analisi delle condizioni esterne
Analisi delle condizioni interne dell'Ente
Linee Programmatiche d'Intervento
Nuovo assetto organizzativo dell'Ente
Principali investimenti attivati e da realizzare
Strumenti di Rendicontazione dei Risultati
2. SEZIONE OPERATIVA (SEO)
Riferimenti alla Programmazione
Programmazione del Fabbisogno di personale per il triennio 2014/2016
Programma triennale delle opere pubbliche 2014/2016 ed elenco annuale
2
PREMESSA
Il Comune di Triggiano è stato individuato quale Ente ammesso a partecipare alla sperimentazione
della disciplina concernente i sistemi contabili e gli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti locali
e dei loro enti ed organismi, di cui all'articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e
pertanto, si è provveduto a redigere il presente Documento Unico di Programmazione (DUP).
Entro il 31 luglio di ciascun anno viene presentato il Documento Unico di Programmazione (DUP),
che sostituisce, per gli enti in sperimentazione, la relazione previsionale e programmatica. Con
riferimento all’esercizio 2014, il termine di presentazione del DUP non è vincolante.
Il DUP è lo strumento che permette l’attività di guida strategica ed operativa degli enti locali e
consente di fronteggiare in modo permanente, sistemico e unitario le discontinuità ambientali e
organizzative.
Il DUP costituisce, nel rispetto del principio del coordinamento e coerenza dei documenti di
bilancio, il presupposto necessario di tutti gli altri documenti di programmazione.
Il DUP si compone di due sezioni: la Sezione Strategica (SeS) e la Sezione Operativa (SeO). La prima
ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari
a quello del bilancio di previsione.
3
1. SEZIONE STRATEGICA (SeS)
La SeS sviluppa e concretizza le linee programmatiche di mandato di cui all’art. 46 comma 3 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e individua, in coerenza con il quadro normativo di
riferimento, gli indirizzi strategici dell’ente. Il quadro strategico di riferimento è definito anche con
riferimento alle linee di indirizzo della programmazione regionale e tenendo conto del concorso al
perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, definiti in ambito nazionale avendo riguardo
alle procedure ed ai criteri stabiliti dall'Unione Europea.
In particolare, la SeS individua, in coerenza con il quadro normativo di riferimento e con gli
obiettivi generali di finanza pubblica, le principali scelte che caratterizzano il programma
dell’amministrazione da realizzare nel corso del mandato amministrativo e che possono avere un
impatto di medio e lungo periodo, le politiche di mandato che l’ente vuole sviluppare nel
raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e nel governo delle proprie funzioni fondamentali
e gli indirizzi generali di programmazione.
Nella SeS sono anche indicati gli strumenti attraverso i quali l'ente locale intende rendicontare il
proprio operato nel corso del mandato in maniera sistematica e trasparente, per informare i
cittadini del livello di realizzazione dei programmi, di raggiungimento degli obiettivi e delle
collegate aree di responsabilità politica o amministrativa.
L’individuazione degli obiettivi strategici consegue a un processo conoscitivo di analisi delle
condizioni esterne all’ente e di quelle interne, sia in termini attuali che prospettici e alla definizione
di indirizzi generali di natura strategica.
Con riferimento alle condizioni esterne, la predetta analisi richiede l’approfondimento dei seguenti
profili:
1. Gli obiettivi individuati dal Governo per il periodo considerato anche alla luce degli indirizzi e
delle scelte contenute nei documenti di programmazione comunitari e nazionali;
2. La valutazione corrente e prospettica della situazione socio-economica del territorio di
riferimento e della domanda di servizi pubblici locali anche in considerazione dei risultati e
delle prospettive future di sviluppo socio-economico;
3. I parametri economici essenziali utilizzati per identificare, a legislazione vigente, l’evoluzione
dei flussi finanziari ed economici dell’ente, segnalando le differenze rispetto ai parametri
4
considerati nella Decisione di Economia e Finanza (DEF).
Con riferimento alle condizioni interne, l’analisi strategica richiede l’approfondimento dei seguenti
profili e la definizione dei seguenti principali contenuti della programmazione e dei relativi indirizzi
generali con riferimento al periodo di mandato:
1. organizzazione e modalità di gestione dei servizi pubblici locali tenuto conto dei fabbisogni e
dei costi standard;
2. indirizzi generali di natura strategica relativi alle risorse e agli impieghi e sostenibilità
economico finanziaria attuale e prospettica. A tal fine, devono essere oggetto di specifico
approfondimento almeno i seguenti aspetti, relativamente ai quali saranno definiti appositi
indirizzi generali con riferimento al periodo di mandato:
a. gli investimenti e la realizzazione delle opere pubbliche con indicazione del fabbisogno
in termini di spesa di investimento e dei riflessi per quanto riguarda la spesa corrente
per ciascuno degli anni dell'arco temporale di riferimento della SeS;
b. i programmi ed i progetti di investimento in corso di esecuzione e non ancora conclusi;
c. i tributi e le tariffe dei servizi pubblici;
d. la spesa corrente con specifico riferimento alla gestione delle funzioni fondamentali
anche con riferimento alla qualità dei servizi resi e agli obiettivi di servizio;
e. l’analisi delle necessità finanziarie e strutturali per l’espletamento dei programmi
ricompresi nelle varie missioni;
f. la gestione del patrimonio;
g. il reperimento e l’impiego di risorse straordinarie e in conto capitale;
h. l’indebitamento con analisi della relativa sostenibilità e andamento tendenziale nel
periodo di mandato;
i. gli equilibri della situazione corrente e generali del bilancio ed i relativi equilibri in
termini di cassa.
3. Disponibilità e gestione delle risorse umane con riferimento alla struttura organizzativa
dell’ente in tutte le sue articolazioni e alla sua evoluzione nel tempo anche in termini di
spesa.
4. Coerenza e compatibilità presente e futura con le disposizioni del patto di stabilità interno e
con i vincoli di finanza pubblica.
Gli effetti economico-finanziari delle attività necessarie per conseguire gli obiettivi strategici sono
5
quantificati, con progressivo dettaglio nella SeO del DUP e negli altri documenti di
programmazione.
Ogni anno gli obiettivi strategici, contenuti nella SeS, sono verificati nello stato di attuazione e
possono essere, a seguito di variazioni rispetto a quanto previsto nell’anno precedente e dandone
adeguata motivazione, opportunamente riformulati. Sono altresì verificati gli indirizzi generali e i
contenuti della programmazione strategica con particolare riferimento alle condizioni interne
dell’ente, al reperimento e impiego delle risorse finanziarie e alla sostenibilità economico –
finanziaria, come sopra esplicitati.
In considerazione delle linee programmatiche di mandato e degli indirizzi strategici, al termine del
mandato, l’amministrazione rende conto del proprio operato attraverso la relazione di fine
mandato di cui all’art. 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, quale dichiarazione
certificata delle iniziative intraprese, dell’attività amministrativa e normativa e dei risultati riferibili
alla programmazione strategica e operativa dell’ente e di bilancio durante il mandato.
1.1
Analisi delle condizioni esterne.
Per delineare lo scenario Economico Europeo, si ritiene utile un breve cenno al “Fiscal Compact”
firmato nel 2012 da tutti i 17 paesi che all’epoca facevano parte dell’eurozona (dall’1 gennaio 2014
si è aggiunta la Lettonia, che lo aveva già firmato), che cioè dispongono dell’euro come moneta
corrente, cioè Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia,
Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna. È stato anche firmato da
7 altri membri dell’Unione Europea non appartenenti all’eurozona, cioè Bulgaria, Danimarca,
Lituania, Ungheria, Polonia, Romania, Svezia. Non è stato firmato da Gran Bretagna e Repubblica
Ceca.
Fra le molte cose contenute nel trattato, le più importanti sono quattro:
–
l’inserimento del pareggio di bilancio (cioè un sostanziale equilibrio tra entrate e uscite) di
ciascuno Stato in «disposizioni vincolanti e di natura permanente – preferibilmente costituzionale»
(in Italia è stato inserito nella Costituzione con una modifica all’articolo 81 approvata nell’aprile del
2012);
–
il vincolo dello 0,5 di deficit “strutturale” – quindi non legato a emergenze – rispetto al PIL;
–
l’obbligo di mantenere al massimo al 3 per cento il rapporto tra deficit e PIL, già previsto da
6
Maastricht;
–
per i paesi con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento previsto da
Maastricht, l’obbligo di ridurre il rapporto di almeno 1/20esimo all’anno, per raggiungere quel
rapporto considerato “sano” del 60 per cento. In Italia il debito pubblico ha sforato i 2000 miliardi
di euro, intorno al 134 per cento del PIL. Per i paesi che sono appena rientrati sotto la soglia del 3
per cento nel rapporto tra deficit e PIL, come l’Italia, i controlli su questo vincolo inizieranno nel
2016.
Sul fronte dello sviluppo e degli investimenti si richiamano i contenuti delll'Agenda Europa 2020.
E' la strategia decennale per la crescita e l'occupazione che l'Unione europea ha varato nel 2010.
Non mira soltanto a superare la crisi dalla quale le economie di molti paesi stanno ora
gradualmente uscendo, ma vuole anche colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare
le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale.
L'UE si è data cinque obiettivi quantitativi da realizzare entro la fine del 2020. Riguardano
l’occupazione, la ricerca e sviluppo, il clima e l'energia, l'istruzione, l'integrazione sociale e la
riduzione della povertà.
La strategia comporta anche sette iniziative prioritarie che tracciano un quadro entro il quale l'UE e
i governi nazionali sostengono reciprocamente i loro sforzi per realizzare le priorità di Europa 2020,
quali l'innovazione, l'economia digitale, l'occupazione, i giovani, la politica industriale, la povertà e
l'uso efficiente delle risorse.
Altre leve dell'UE, come il mercato unico europeo, il bilancio europeo e le politiche estere
contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020.
La strategia viene attuata e controllata nell'ambito del semestre europeo, il ciclo annuale di
coordinamento delle politiche economiche e di bilancio dei paesi dell'UE. La presidenza del
Consiglio è assunta a turno dagli Stati membri dell'UE ogni sei mesi. Durante ciascun semestre,
essa presiede le riunioni a tutti i livelli nell'ambito del Consiglio, contribuendo a garantire la
continuità dei lavori dell'UE in seno al Consiglio. L'attuale Presidenza è stata assunta dal governo
Italiano dal 1° Luglio al 31 Dicembre 2014.
Nel marzo 2014, inoltre, la Commissione ha pubblicato una comunicazione che fa un primo
bilancio della strategia Europa 2020, a quattro anni dal varo. Nel maggio 2014 è stata lanciata una
consultazione pubblica per contribuire alla revisione intermedia della strategia. La consultazione
resterà aperta fino al 31 ottobre 2014.
La Commissione europea ha adottato una serie di raccomandazioni di politica economica rivolte ai
singoli Stati membri per consolidare la ripresa iniziata l'anno scorso. Le raccomandazioni si basano
7
sull'analisi dettagliata della situazione di ciascun paese e forniscono orientamenti su come
rilanciare la crescita, aumentare la competitività e creare posti di lavoro nel 2014-2015.
La Commissione Europea incoraggia la progettazione di strategie regionali di innovazione per
“specializzazione intelligente” come un approccio strategico e integrato allo sfruttamento del
potenziale per una crescita intelligente dell'economia della conoscenza in tutte le regioni europee.
Alle regioni viene richiesto di adottare l'approccio programmatico della Smart Specialization per
consolidare una nuova generazione di politiche pubbliche per la ricerca e l’innovazione e per
arrivare pronti al nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 attraverso un utilizzo integrato e
razionalizzato dei fondi strutturali e di altre risorse finanziarie.
La Regione Puglia è attiva nel processo di revisione della propria strategia per la ricerca e
l’innovazione avendo aderito dal dicembre 2011, tra le pochissime regioni italiane, alla piattaforma
S3, coordinata dal Joint Research Center IPTS di Siviglia, che fornisce un supporto metodologico
alle regioni ed agli Stati membri in Europa.
Di supporto all'analisi del contesto economico nazionale, è l'analisi della Banca d'Italia. Traccia
uno scenario macroeconomico nazionale che parte dall'analisi del PIL che, sostenuto dalle
esportazioni e dalla variazione delle scorte, ha interrotto la propria caduta nel terzo trimestre del
2013. Sulla base dei sondaggi e dell'andamento della produzione industriale, la crescita del
prodotto sarebbe stata appena positiva nel quarto trimestre dello scorso anno. Gli indici di fiducia
delle imprese sono ancora migliorati in dicembre, collocandosi sui livelli osservati all'inizio del
2011.
...ma la dispersione è elevata e l'occupazione resta debole - Il quadro congiunturale è tuttavia
ancora molto diverso a seconda delle categorie di imprese e della localizzazione geografica. Al
miglioramento delle prospettive delle imprese industriali di maggiore dimensione e di quelle più
orientate verso i mercati esteri, si contrappone un quadro ancora sfavorevole per le aziende più
piccole, per quelle del settore dei servizi e per quelle meridionali. Nonostante i primi segnali di
stabilizzazione dell'occupazione e di aumento delle ore lavorate, le condizioni del mercato del
lavoro restano difficili. Il tasso di disoccupazione, che normalmente segue con ritardo l'andamento
del ciclo economico, ha raggiunto il 12,3 per cento nel terzo trimestre e sarebbe ulteriormente
salito al 12,6 nel bimestre ottobre-novembre.
L'inflazione è in calo - L'inflazione in Italia ha continuato a diminuire, più di quanto previsto alcuni
mesi fa, scendendo allo 0,7 per cento. Anche l'inflazione di fondo, calcolata al netto delle
8
componenti più volatili, è scesa allo 0,9 per cento. La debolezza della domanda ha contenuto i
prezzi fissati dalle imprese in misura più accentuata che in passato; l'aumento dell'IVA di ottobre
2013 è stato traslato solo in piccola parte sui prezzi finali.
Le proiezioni sull'economia italiana per il prossimo biennio pubblicate sul Bollettino economico
della Banca d'Italia del gennaio 2014, confermano le indicazioni, presentate un anno fa e ribadite
nello scorso luglio, che prefiguravano un punto di svolta dell'attività alla fine del 2013. Quest'anno
si registrerebbe una moderata ripresa dell'attività economica, che accelererebbe, sia pur in misura
contenuta, l'anno prossimo: dopo essersi ridotto dell'1,8 per cento nel 2013, il PIL crescerebbe
dello 0,7 quest'anno e dell'1,0 per cento nel 2015.
Il miglioramento dell'economia si trasmetterebbe con i consueti ritardi alle condizioni del mercato
del lavoro: l'occupazione potrebbe tornare a espandersi solo nel 2015.
Inoltre, il comma 1 dell’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (Legge di stabilità 2012)
prevede che, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica, le province e i comuni con
popolazione superiore a 1.000 abitanti concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza
pubblica. La partecipazione del Comune di Triggiano al raggiungimento di tali obiettivi, risulta
misurabile attraverso il saldo richiesto per il rispetto dei vincoli imposti per il Patto di Stabilità
Interno.
In considerazione della partecipazione del nostro Ente alla Sperimentazione
sull'armonizzazione dei sistemi contabili, il saldo obiettivo richiesto per l'esercizio 2014 ha
beneficiato di un alleggerimento consistente. Di seguito, il prospetto dimostrativo dell'obiettivo
richiesto per l'annualità 2014:
9
10
La politica fiscale dell'Ente risulta necessitata dal pesante impatto legato alla revisione dei
trasferimenti erariali, sensibilmente ridotti a seguito delle politiche di federalismo fiscale e
spending review.
La legge di stabilità 2014 (art. 1, commi 639-704, legge 27 dicembre 2013, n. 147), nell’ambito di
un disegno complessivo di riforma della tassazione immobiliare locale, ha istituito l’Imposta Unica
Comunale (IUC), composta di tre distinti prelievi:
Ø
l’imposta municipale propria (IMU) relativa alla componente patrimoniale;
Ø
la tassa sui rifiuti (TARI) destinata alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti;
Ø
il tributo sui servizi indivisibili (TASI), destinata alla copertura dei costi dei servizi indivisibili
erogati dai comuni;
Il Comune di Triggiano ha provveduto ad approvare i sotto riportati provvedimenti:
–
con Deliberazione di C.C. n. 17 del 5/08/2014 si sono adottate le seguenti tariffe TARI:
TARIFFE UTENZE DOMESTICHE
CAT.
COMPONENTI
QUOTA FISSA
QUOTA VARIABILE
EURO/MQ
EURO/ANNO
1
UNO
0,96
69,61
2
DUE
1,12
113,69
3
TRE
1,21
133,41
4
QUATTRO
1,29
136,89
5
CINQUE
1,31
160,09
6
SEI o PIU'
1,26
176,91
1,21
0,00
Pert.
11
TARIFFE UTENZE NON DOMESTICHE
CAT. DESCRIZIONE
Quota Fissa
(€/mq/anno)
Quota Variabile
(€/mq/anno)
Tariffa TARI
2014
(€/mq/anno)
1
2
3
Musei, biblioteche, scuole, associazioni
Cinematografi e teatri
Autorimesse e magazzini senza vendita
2,62
1,45
1,75
2,64
1,48
1,79
5,26
2,94
3,54
4
5
6
7
8
9
10
11
12
Campeggi, distributori carburanti, impianti
sportivi
Stabilimenti balneari
Esposizioni, autosaloni
Alberghi con ristorante
Alberghi senza ristorante
Case di cura e riposo
Ospedali
Uffici, agenzie, studi professionali
Banche ed istituti di credito
2,89
2,58
2,49
5,86
4,35
4,31
6,24
4,45
3,44
2,98
2,64
2,55
6,00
4,43
4,42
6,38
4,55
3,50
5,87
5,22
5,04
11,85
8,78
8,73
12,62
9,00
6,94
4,52
6,35
4,58
6,49
9,10
12,84
3,95
6,95
4,03
7,09
7,98
14,04
15
16
Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli
Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze
Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato
Banchi di mercato beni durevoli
17
Attività artigianali: parrucchiere, barbiere ed
estetica
3,76
3,83
7,59
18
19
Attività artigianali: falegname, idraulico, fabbro, elettricista
Carrozzeria, autofficina, elettrauto
2,65
2,97
2,72
3,04
5,38
6,01
20
Attività industriali con capannoni di produzione
1,64
1,68
3,32
21
22
23
24
Attività artigianali di produzione beni specifici
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
Mense, birrerie, hamburgherie
Bar, caffè, pasticceria
1,89
7,36
9,27
10,18
1,95
7,52
9,45
10,38
3,84
14,88
18,73
20,57
25
26
Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari
Plurilicenze alimentari e/o miste
Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al
7,27
7,29
7,43
7,45
14,70
14,74
27
taglio
9,87
10,10
19,97
28
Ipermercati di generi misti
6,00
6,13
12,13
29
Banchi di mercato genere alimentari
12,18
12,45
24,63
30
Discoteche, night club
6,947
7,088
14,035
13
14
12
–
con Deliberazione di C.C. n. 19 del 5/08/2014 si sono adottate le seguenti aliquote TASI:
aliquota TASI ordinaria nella misura dell'1 per mille per:
- abitazione principale (e pertinenze della stessa come individuate nel Regolamento TASI), ad eccezione di
quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione
principale (e relative pertinenze come individuate nel regolamento TASI) dei soci assegnatari;
- casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento,
scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
- unica unità immobiliare posseduta, e non concessa in locazione, dal personale in servizio permanente
appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente
delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le
condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
- ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita fintanto che permanga tale
destinazione e non siano in ogni caso locati;
- aliquota TASI ordinaria nella misura dell'1 per mille per fabbricati rurali ad uso strumentale di cui al
comma 8 dell’articolo 13 del decreto-legge n. 201 del 2011;
aliquota TASI azzerata nella misura dello 0 per mille per tutti gli ulteriori fabbricati, aree edificabili e terreni
assoggettati ad Imposta Municipale Propria;
–
con Proposta di Deliberazione di C.C. n. 46 del 12/09/2014, si sono definite le seguenti
aliquote IMU:
Aliquota/detrazione
Aliquota ridotta abitazione principale e relative pertinenze (solo A/1, A/8 e A/9)
Misura
4 per mille
Unità immobiliari locate con il c.d. Canale convenzionato ai sensi dell'art.2, commi 3 e
4, della L. 431/1998 e ss.mm.ii.. per le quali il contribuente provvede a formulare
8 per mille
idonea comunicazione all'ente entro il 30/06/2015
Aliquota ordinaria
9 per mille
Aliquota per unità immobiliari ad uso produttivo del gruppo catastale D
9 per mille
Detrazione per abitazione principale per A/1, A/8 e A/9 e immobili regolarmente
assegnati dallo IACP
€ 200,00
Restano invariate le tariffe richieste a fronte del servizio a domanda individuale istituito dall'Ente:
Mensa scolastica
•
€ 2,10 per ogni pasto;
•
tariffa per gli appartenenti alle famiglie indigenti (intendendosi tali quelle assistite in
13
forma continuativa dal Comune) con riduzione al 50%;
•
esonero per i portatori di handicap;
Il Comune di Triggiano, inoltre, è Ente Capofila per il Piano Sociale di Zona
La Regione Puglia ha approvato la L.R. n. 17/2003, sostituita dalla L.R. n. 19/2006, al fine di
programmare e realizzare sul territorio un sistema integrato di interventi e servizi sociali, a garanzia
della qualità della vita e dei diritti di cittadinanza, secondo i principi della Costituzione, come
riformata dalla Legge Costituzionale n. 3 del 18.10.2001, e della Legge n. 328 dell’08.11.2000.
La predetta normativa, diretta alla realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi
sociali, individua, secondo i principi della responsabilizzazione, della sussidiarietà e della
partecipazione, il Piano Sociale di Zona, quale strumento fondamentale di programmazione locale,
con riferimento, in special modo, alla capacità dei vari attori, istituzionali e sociali, di definire,
nell'esercizio dei propri ruoli e compiti, scelte concertate in grado di delineare opzioni e modelli
strategici adeguati per lo sviluppo di un sistema a rete dei servizi sul territorio di riferimento,
definito ambito territoriale.
Ai Comuni spettano tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio
comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità; gli stessi
sono titolari di tutte le funzioni amministrative concernenti gli interventi sociali svolti a livello
locale e nell’esercizio delle predette funzioni adottano sul piano territoriale gli assetti più funzionali
alla gestione, alla spesa ed al rapporto con i cittadini.
Con la Deliberazione n. 1534 del 02/08/2013, la Giunta Regionale, in attuazione della L.R.
n.19/2006, succitata, ha approvato il Piano Regionale delle Politiche Sociali (PRPS) - triennio
2013/2015.
In data 11.12.2013 è stata sottoscritta la Convenzione tra i cinque Comuni dell’Ambito (Triggiano,
Capurso, Cellamare, Valenzano, Adelfia), ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs. n. 267/2000 ss.mm.ii., per la
gestione associata delle funzioni e dei servizi socio assistenziali Piano Sociale di Zona 2014/2016,
già approvata dai singoli C.C. dei Comuni dell'Ambito e con delibera di Consiglio n.36 del
29/11/2013 del Comune capofila;
1.2
Analisi delle Condizioni Interne dell'Ente.
Nelle pagine seguenti, vengono riportate tabelle e grafici che rielaborano informazioni sulla
popolazione, sul territorio e sull'economia insediata utili a definire i contorni del tessuto sociale
della collettività amministrata.
14
Il Comune di Triggiano occupa una superficie di 20 Kmq in una conca a sud – est di Bari ed una
altitudine di 60 m. sul livello del mare. Il territorio si estende in zona pianeggiante. Confina a nord
ed a ovest con Bari, a sud con Capurso, ad est con Noicattaro.
L'ente è socio di maggioranza della società Servizi di Farmacia S.r.l. - C.S. € 263.393,00 – 51%
Comune di Triggiano, 49% socio privato selezionato con procedure ad evidenza pubblica.
L'ente è, altresì, associato al Patto Territoriale Area Metropolitana Bari S.p.A, in liquidazione.
Territorio e strutture
Superficie complessiva
kmq
20
Strade comunali
km
51
Strade vicinali
km
45
Rete fognaria bianca
km
7
Rete fognaria nera
km
28
Rete acquedotto
km
32
Rete gas
km
40
Rete illuminazione pubblica
km
13
Scuole materne
4
Scuole elementari
4
Scuole medie
2
Farmacia comunale
1
Popolazione
2010
2011
2012
27.626
27.584
27.627
Di cui popolazione straniera
424
450
468
Nati nell’anno
271
249
230
Deceduti nell’anno
181
209
216
Immigrati
606
697
802
Emigrati
715
761
827
Popolazione
Popolazione residente al 31/12
15
Popolazione per fasce di età
2010
2011
2012
1.855
1.879
1837
2.296
2.306
2268
Popolazione in forza lavoro
4.842
4.901
4754
Popolazione in età adulta
14.415
14.454
14.440
Popolazione in età senile
4.176
4.086
4323
2010
2011
2012
Prima infanzia
1.051
1.040
1045
Utenza scolastica
2.808
2.859
2767
Minori
5.326
5.394
5244
Giovani 15-25 anni
3.556
3.495
3420
ISTAT
Popolazione in età prescolare
Popolazione in età scuola
dell’obbligo
Popolazione per fasce di età
stakeholders
La popolazione residente al 31 dicembre 2012 è costituita da 27.627 abitanti, così distribuita tra
maschi e femmine e per classi di età:
Età
Maschi
Femmine
Totale
% Totale
0–5
776
770
1546
5,60%
6 – 16
1607
1524
3128
11,32%
17 – 34
2997
2965
5962
21,58%
35 – 65
6152
6511
12663
45,84%
66 – 75
1136
1153
2295
8,31%
76+
789
1244
2033
7,36%
Totale
13457
14170
27627
100,00%
Per quanto riguarda il Comune di Triggiano i cittadini stranieri sono 468 e rappresentano il 1,69%
(nel 2010 era l’1,53%, nel 2011 era l’1,63%) della popolazione residente. Risultano suddivisi come
di seguito indicato.
16
Età
Maschi
Femmine
Totale
% Totale
0–5
14
10
24
5,13%
6 – 16
24
27
51
10,90%
17 – 34
62
77
139
29,70%
35 – 65
82
155
237
50,64%
66 – 75
4
5
9
1,92%
76+
1
7
8
1,71%
Totale
187
281
468
100,00%
Grado di istruzione
Popolazione
Età
Residente 2011
(Fonte Censimento ISTAT Popolazione 2011)
Analfabeta
Alfabeta privo di titolo di studio
65 anni e più
257
6 anni e più
361
65 anni e più
800
6 anni e più
2222
Licenza di scuola elementare
5448
Licenza di scuola media inferiore o di av-
7265
viamento professionale
Diploma di scuola secondaria superiore
7535
Diploma terziario del vecchio ordinamento
89
e diplomi A.F.A.M.
Titoli universitari
2511
Totale
25431
Condizione professionale o non professionale della popolazione residente
(età 15 anni e più)
(Fonte Censimento ISTAT Popolazione 2011)
forze di lavoro
non forze di lavoro
percettore di
in cerca di
forze di
lavoro
11 088
occupato occupazione
9 132
1 956
non forze
di lavoro
11 839
studente casalinga-o
1 957
4 082
una o più
in altra con-
pensioni
dizione
totale
4 196
1 604
22 927
17
Numero di aziende e superficie per dettaglio della utilizzazione dei terreni
(Fonte Censimento ISTAT Agricoltura 2010)
terreni
ortive in piena aria
frumento
duro
altri legumi
secchi
ortive in
pomodoro
piena aria
da mensa
in pieno
campo
altre ortive in pieno campo
altre orti-
a riposo
terreni a
non
riposo sog-
ve in orti soggetti
getti a re-
stabili ed
a regi-
gime di aiu-
industriali
me di
to
vite
olive da
tavola
aiuto
5
1
olive per
olio
506
7
clementina
arancio
e suoi ibridi
3
1
altri
agrumi
1
2
5
1
39
1
209
1
mandarino
limone
melo
pesco
albicocco
susino
2
3
3
5
5
1
altra
piante or-
altra frutta fresca
di origine
nocciolo
pero
ciliegio
fico
mandorlo frutta a
namentali
guscio
da vivaio
1
1
temperata
3
1
2
7
4
49
pascoli
pascoli
(utilizzati)
(utilizzati)
pascoli
naturali
1
1
Unità locali delle imprese e numero addetti
Fonte Censimento Istat Industria e Servizi 2011
Numero unità attive
2001
agricoltura, silvicoltura e pesca
attività manifatturiere
Numero addetti
2011
2
2001
2011
20
137
122
485
499
2
4
30
4
9
5
129
38
134
154
388
389
619
672
1309
1861
trasporto e magazzinaggio
76
49
236
348
attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
37
61
192
146
fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria
condizionata
fornitura di acqua reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento
costruzioni
commercio all'ingrosso e al dettaglio riparazione di autoveicoli e motocicli
18
servizi di informazione e comunicazione
16
24
45
48
attività finanziarie e assicurative
35
32
97
99
attività immobiliari
16
38
21
41
162
238
243
281
40
45
203
258
6
11
7
15
60
72
78
106
5
8
6
37
73
74
107
110
1429
1609
3596
4280
attività professionali, scientifiche e tecniche
noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto
alle imprese
istruzione
sanità e assistenza sociale
attività artistiche, sportive, di intrattenimento e
divertimento
altre attività di servizi
Totale
Classi di reddito com-
Numero
plessivo in euro
contribuenti
minore o uguale a zero
Reddito dominicale
Frequenza
Ammontare
Reddito agrario
Media
Frequenza
Ammontare
Media
260
5
293
58,60
4
167
41,75
da 0 a 10.000
6.492
972
95.926
98,69
927
49.198
53,07
da 10.000 a 15.000
2.546
468
53.957
115,29
446
26.229
58,81
da 15.000 a 26.000
4.649
701
58.340
83,22
674
29.021
43,06
da 26.000 a 55.000
2.607
608
73.130
120,28
579
36.714
63,41
da 55.000 a 75.000
207
66
8.633
130,80
64
3.821
59,70
da 75.000 a 120.000
132
55
9.992
181,67
50
4.240
84,80
33
23
13.047
567,26
21
6.648
316,57
16.926
2.898
313.318
108,12
2.765
156.038
56,43
oltre 120.000
Totale
Reddito da lavoro dipendente e assimiClassi di reddito com-
Numero
plessivo in euro
contribuenti
Reddito da fabbricati
lati
Frequenza
minore o uguale a zero
Ammontare
Media
Frequenza
Ammontare
Media
260
20
24.839
1.241,95
*
*
*
da 0 a 10.000
6.492
2.574
2.975.432
1.155,96
2.599
11.160.770
4.294,26
da 10.000 a 15.000
2.546
1.295
1.820.768
1.406,00
1.157
13.569.446
11.728,13
da 15.000 a 26.000
4.649
2.728
3.544.051
1.299,14
3.136
61.112.097
19.487,28
da 26.000 a 55.000
2.607
2.000
4.384.404
2.192,20
1.753
54.676.235
31.190,09
da 55.000 a 75.000
207
167
894.966
5.359,08
112
5.905.320
52.726,07
da 75.000 a 120.000
132
117
871.492
7.448,65
69
4.616.542
66.906,41
33
31
669.867
21.608,61
16
1.461.864
91.366,50
16.926
8.932
15.185.819
1.700,16
*
*
*
oltre 120.000
Totale
19
Reddito da lavoro autonomo (comprenClassi di reddito com-
Numero
plessivo in euro
contribuenti
Reddito da pensione
sivo dei valori nulli)
Frequenza
minore o uguale a zero
Ammontare
Media
Frequenza
Ammontare
Media
260
*
*
*
6
0
0,00
da 0 a 10.000
6.492
1.847
10.625.590
5.752,89
31
86.149
2.779,00
da 10.000 a 15.000
2.546
1.111
12.341.494
11.108,46
22
221.498
10.068,09
da 15.000 a 26.000
4.649
1.275
22.216.659
17.424,83
44
735.031
16.705,25
da 26.000 a 55.000
2.607
704
19.539.722
27.755,29
77
2.294.082
29.793,27
da 55.000 a 75.000
207
59
2.841.615
48.162,97
22
991.579
45.071,77
da 75.000 a 120.000
132
36
1.938.899
53.858,31
34
2.491.278
73.272,88
33
*
*
*
9
1.434.309
159.367,67
16.926
5.038
69.675.728
13.830,04
245
8.253.926
33.689,49
oltre 120.000
Totale
Reddito di spettanza dell'imprenditore
Altri redditi da lavoro autonomo provviClassi di reddito com-
Numero
plessivo in euro
contribuenti
nulli)
Frequenza
minore o uguale a zero
in contabilità ordinaria (compresi valori
gioni e redditi diversi da Mod. 770
Ammontare
Media
Frequenza
260
Ammontare
Media
*
*
*
da 0 a 10.000
6.492
402
530.794
1.320,38
27
72.855
2.698,33
da 10.000 a 15.000
2.546
33
189.471
5.741,55
8
98.163
12.270,38
da 15.000 a 26.000
4.649
22
124.250
5.647,73
31
440.538
14.210,90
da 26.000 a 55.000
2.607
19
368.763
19.408,58
28
833.088
29.753,14
da 55.000 a 75.000
207
*
*
*
12
679.938
56.661,50
da 75.000 a 120.000
132
4
257.488
64.372,00
33
5
913.218
182.643,60
*
*
*
oltre 120.000
Totale
16.926
*
*
*
Reddito di spettanza dell'imprenditore
Reddito da partecipazione (comprensiClassi di reddito com-
Numero
in contabilità semplificata(compresi va-
plessivo in euro
contribuenti
lori nulli)
vo dei valori nulli)
Frequenza
minore o uguale a zero
Ammontare
Media
Frequenza
Ammontare
Media
260
8
0
0,00
13
0
0,00
da 0 a 10.000
6.492
168
862.586
5.134,44
129
413.902
3.208,54
da 10.000 a 15.000
2.546
175
1.971.818
11.267,53
80
842.128
10.526,60
20
da 15.000 a 26.000
4.649
177
3.005.149
16.978,24
132
1.517.959
11.499,69
da 26.000 a 55.000
2.607
133
3.898.199
29.309,77
85
1.776.586
20.901,01
da 55.000 a 75.000
207
12
500.156
41.679,67
20
914.608
45.730,40
da 75.000 a 120.000
132
10
809.798
80.979,80
14
605.777
43.269,79
33
*
*
*
8
1.030.436
128.804,50
16.926
*
*
*
481
7.101.396
14.763,82
oltre 120.000
Totale
Classi di reddito com-
Numero
plessivo in euro
contribuenti
minore o uguale a zero
Redditi diversi
Frequenza
Ammontare
Media
260
da 0 a 10.000
6.492
248
548.733
2.212,63
da 10.000 a 15.000
2.546
43
120.232
2.796,09
da 15.000 a 26.000
4.649
71
184.874
2.603,86
da 26.000 a 55.000
2.607
85
215.508
2.535,39
da 55.000 a 75.000
207
14
78.997
5.642,64
da 75.000 a 120.000
132
8
59.388
7.423,50
33
*
*
*
16.926
*
*
*
oltre 120.000
Totale
Classi di reddito
Numero
Reddito complessivo al netto della
Reddito complessivo
cedolare secca
complessivo in euro contribuenti
Frequenza Ammontare
Media
Frequenza Ammontare
Media
minore o uguale a
zero
260
69
-1.056.712
-15.314,67
69
-1.056.712
-15.314,67
da 0 a 10.000
6.492
6.492
27.551.239
4.243,88
6.492
27.522.004
4.239,37
da 10.000 a 15.000
2.546
2.546
31.353.659
12.314,87
2.546
31.333.590
12.306,99
da 15.000 a 26.000
4.649
4.649
93.180.376
20.043,10
4.649
93.161.038
20.038,94
da 26.000 a 55.000
2.607
2.607
88.871.618
34.089,61
2.607
88.436.273
33.922,62
da 55.000 a 75.000
207
207
13.185.755
63.699,30
207
12.988.681
62.747,25
da 75.000 a 120.000
132
132
12.081.475
91.526,33
132
11.956.854
90.582,23
33
33
6.318.099 191.457,55
33
oltre 120.000
Totale
Classi di reddito
16.926
Numero
16.735 271.485.509
Deduzione per abitazione principale
complessivo in euro contribuenti Frequenza Ammontare
minore o uguale a
260
16.222,62
19
7.919
Media
416,79
6.277.566 190.229,27
16.735 270.619.294
16.170,86
Oneri deducibili (quadro RN)
Frequenza Ammontare
33
71.618
Media
2.170,24
21
zero
da 0 a 10.000
6.492
2.060
826.880
401,40
640
698.006
1.090,63
da 10.000 a 15.000
2.546
1.112
468.452
421,27
782
804.360
1.028,59
da 15.000 a 26.000
4.649
2.353
978.594
415,89
2.099
1.660.154
790,93
da 26.000 a 55.000
2.607
1.707
844.142
494,52
1.520
2.147.657
1.412,93
da 55.000 a 75.000
207
126
85.862
681,44
137
553.963
4.043,53
da 75.000 a 120.000
132
78
60.773
779,14
98
655.477
6.688,54
33
15
13.652
910,13
27
383.509
14.204,04
16.926
7.470
3.286.274
439,93
5.336
6.974.744
1.307,11
oltre 120.000
Totale
Classi di reddito
Reddito imponibile
Numero
complessivo in euro contribuenti Frequenza Ammontare
Imposta lorda
Media
Frequenza Ammontare
Media
minore o uguale a
zero
260
da 0 a 10.000
6.492
6.096
26.101.488
4.281,74
5.539
5.599.680
1.010,96
da 10.000 a 15.000
2.546
2.545
30.066.351
11.813,89
2.545
6.910.269
2.715,23
da 15.000 a 26.000
4.649
4.649
90.522.290
19.471,35
4.649
21.666.625
4.660,49
da 26.000 a 55.000
2.607
2.607
85.444.474
32.775,02
2.607
23.003.008
8.823,56
da 55.000 a 75.000
207
207
12.348.856
59.656,31
207
3.961.319
19.136,81
da 75.000 a 120.000
132
132
11.240.604
85.156,09
132
3.935.886
29.817,32
33
33
5.880.405 178.194,09
33
2.303.184
69.793,45
15.712
67.379.971
4.288,44
oltre 120.000
Totale
Classi di reddito
16.926
Numero
16.269 261.604.468
16.079,94
Totale detrazioni e crediti d'imposta
complessivo in euro contribuenti Frequenza Ammontare
Media
Imposta netta
Frequenza Ammontare
Media
minore o uguale a
zero
260
78
81.004
1.038,51
da 0 a 10.000
6.492
5.107
7.562.214
1.480,75
2.324
802.069
345,12
da 10.000 a 15.000
2.546
2.515
4.897.977
1.947,51
2.112
2.260.007
1.070,08
da 15.000 a 26.000
4.649
4.632
9.002.038
1.943,45
4.548
12.716.684
2.796,10
da 26.000 a 55.000
2.607
2.593
4.318.736
1.665,54
2.603
18.688.831
7.179,73
da 55.000 a 75.000
207
190
167.370
880,89
207
3.793.946
18.328,24
da 75.000 a 120.000
132
113
93.712
829,31
132
3.842.172
29.107,36
33
24
13.943
580,96
33
2.289.241
69.370,94
16.926
15.252
26.136.994
1.713,68
11.959
44.392.950
3.712,10
oltre 120.000
Totale
Fonte: MEF - Dipartimento delle Finanze
22
1.3
Linee Programmatiche di intervento
In adempimento di quanto previsto dall’art. 42 co. 3 del TUEL, l'amministrazione comunale ha
individuato le seguenti linee
programmatiche con riferimento alle progettualità: “Abitare
Triggiano", “Triggiano produce”, “Triggiano Progetto Cultura”, “Trasparenza amministrativa e
partecipazione”.
“ABITARE TRIGGIANO”
Gestione del territorio
La gestione del territorio comunale attraverso l'attuazione del Piano Regolatore Generale e la
programmazione delle Opere Pubbliche, tenuto conto del persistere della fase critica
dell'economia, continuerà ad essere improntata a favorire le condizioni per lo sviluppo delle
attività economiche locali e l'attrazione di investitori per la creazione di nuove attività economiche.
Essa deve rappresentare lo strumento di legalità e perequazione per promuovere il benessere
economico dei cittadini triggianesi, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale e
determinando per i nostri giovani e le generazioni future le migliori condizioni
di vita sotto il profilo ambientale ed economico.
Si proseguirà nella realizzazione delle infrastrutture fondamentali, dopo l'avvenuta cantierizzazione
dei lavori per il secondo tratto della circonvallazione nord, come:
•
Canale deviatore delle acque meteoriche tra Triggiano e Capurso, dopo l’acquisito parere
favorevole dell’ATO idrico e della Regione Puglia, per preservare l'abitato di Triggiano dal rischio
idraulico, che consentirà lo sblocco dell'edilizia pubblica e privata.
•
Monitoraggio delle procedure per la cantierizzazione dei lavori di interramento della
ferrovia e realizzazione della metropolitana di superficie, di competenza delle Ferrovie del Sud-Est;
Con riferimento ai due Programmi Complessi cofinanziati da Regione Puglia e Comune di Triggiano
denominati PRU e PIRP, localizzati nel Quartiere San Lorenzo e nella zona Centro Storico e StoricoAmbientale, ad alcuni interventi è già stato dato corso, come nel centro storico, altri sono in corso
di attuazione (opere di urbanizzazione primaria e secondaria). Altri ancora, come gli edifici di
edilizia residenziale pubblica di tipo convenzionato, saranno realizzati più in là nel tempo.
Si continuerà a dare impulso alla opportunità di inserimento nei programmi di finanziamento e
realizzazione di interventi sul territorio promossi da altre amministrazioni, tra i quali si cita il Piano
23
di Rigenerazione Urbana promosso dalla Regione Puglia.
Sarà definito il Piano Comunale dei Servizi da localizzare sulle aree già di proprietà pubblica, o in
procinto di diventarlo a seguito dell'approvazione dei Piani Urbanistici.
Lo sblocco degli interventi di edilizia privata e di Edilizia Residenziale Pubblica delle Cooperative
Edilizie è di Edilizia Convenzionata che rappresentano da decenni fondamentale polmone
dell'economia cittadina, acquistano maggiore fattibilità dopo la definizione del problema, come
detto sopra, del Canale deviatore delle acque meteoriche.
E’ volontà dell’Amministrazione comunale di procedere alla definizione del Piano per la
sistemazione della viabilità interna e del Piano energetico comunale.
Viene confermata l'attenzione per all'attuazione delle aree commerciali e artigianali del P.R.G. che,
con il volano di Bari Blu e della nuova rete stradale in fase di realizzazione, possono essere
elemento di attrazione di nuove imprenditorie con notevoli benefici per la comunità locale. In tal
senso innovativa sarà la organizzazione di una Agorà commerciale, attraverso la individuazione di
in sito riservato ad un grande mercato che preveda la vendita di prodotto ortofrutticoli, ittici,
piante, fiori e di altro genere.
Qualità della vita
Negli interventi di urbanizzazione del territorio, tuttavia, non vanno persi di vista gli aspetti del
decoro, della sobrietà, dell'equilibrio e della bellezza. Le strade, piazze con gli edifici che su di essi
si affacciano, costituiscono quegli spazi nei quali i cittadini si muovono e socializzano. In tal senso,
assume una sua valenza il cosiddetto Piano del Colore. In buona sostanza, la progettazione degli
edifici considerata in un'ottica moderna e all’avanguardia dovrebbe contemplare un’elaborazione
dello studio dei colori diretta ad una migliore armonizzazione degli interventi sulle facciate degli
edifici. Esso, inoltre, ha lo scopo di conservare e preservare lo stile dell'epoca storica e di
individuare la rappresentatività di una determinata realtà.
Nella direzione del miglioramento della qualità della vita assume rilevanza il tema dell'impiantistica
sportiva, in termini di realizzazione e di gestione. Occorrerà sciogliere il nodo del campo di calcio
decidendo se puntare sulla realizzazione di un polo sportivo multidisciplinare o muoversi in una
logica policentrica di quartiere, definendo al tempo stesso, a mezzo di convenzioni, l'utilizzo degli
impianti ubicati nelle scuole pubbliche.
Non più rinviabile il problema di creare le condizioni per una città accessibile, mediante un
Piano di Abbattimento delle Barriere Architettoniche (PEBA).
24
Progettazione integrata del verde
Il perseguimento dell'obiettivo del miglioramento della qualità della vita passa, anche, attraverso la
soluzione del problema del verde.
Il verde urbano è un elemento dell'ambiente costruito in relazione col paesaggio. Particolare
attenzione intende porre l'Amministrazione comunale alla sostenibilità delle aree urbane ed al
ruolo del verde all'interno della città. In questo senso risulterebbe significativa la riscoperta degli
orti urbani, costante irrinunciabile della cultura architettonica europea (cd. Città giardino)
sacrificati per il mattone e il cemento. Sul tema, rimane, comunque un obbiettivo da perseguire
quello della realizzazione del parco urbano.
Trasporti e mobilità sostenibile.
Continua a costituire una priorità per l'Amministrazione comunale la redazione di un nuovo Piano
del Traffico, alla luce dello sviluppo urbano della città, della realizzazione del primo tratto della
circonvallazione nord, del completamento del secondo tratto e deIl’interramento della ferrovia del
Sud Est, di cui si attendono l’inizio dei lavori. Nelle more, occorre dispiegare una serie di interventi
che dissuadano l'utilizzo del mezzo privato a favore di quello pubblico.
•
Istituzione di parcometri nella villa comunale e nei principali assi viari della città;
•
Potenziare il trasporto urbano grazie al finanziamento previsto dal CUTS (Clean
Urban Trasport Systems) PROGRAMMA EUROPEO DI COOPERAZIONE TERRITORIALE GRECIA-ITALIA
2007-2013.
Il progetto che coinvolge come partner europeo il comune di Corfù (Capofila), è stato presentato
con lo scopo di sostenere le città al fine di introdurre misure ambiziose e le politiche verso la
mobilità urbana sostenibile. Gli obiettivi principali di CUTS sono:Miglioramento del tempo e dei
costi di trasporto, aumento del trasporto pubblico e riduzione al minimo del rischio di
inquinamento dovuto al trasporto pubblico, obiettivi legati alle politiche UE per il miglioramento
della qualità della vita.
Il progetto prevede per entrambi i partners :
- Piano di Pubblicità e eventi formativi nelle scuole;
- Fornitura di 4 minibus elettrici (2 per ogni partner)
-Sviluppo di un'applicazione web che consenta la visualizzazione di arrivi e partenze, al fine di
25
modernizzare le informazioni degli utenti da gestire in tempo reale attraverso internet e cellulari
(CORFU');
-Costruzione e pianificazione di piste ciclabili e attuazione di sistemi di bike sharing;
- Conferenze di confronto tra le due comunità.
La quota di finanziamento destinata al nostro comune è di circa 665.060 euro. Si è in attesa della
firma del contratto, che dovrebbe aver luogo a breve.
Interventi per un maggiore sicurezza dei cittadini e degli operatori commerciali per combattere il
fenomeno crescente della microcriminalità.
Città Metropolitana
Attento monitoraggio degli sviluppi a seguito della adesione alla Città metropolitana, prestando
attenzione alla tutela del ruolo del nostro comune, contrastando una visione “baricentrica” degli
inten/enti.
Rifiuti-Raccolta porta a porta
Con l'aggiudicazione della gara relativa alla raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, incardinata sul
sen/izio fortemente innovativo del “porta a porta”, si potenzierà la raccolta differenziata dei rifiuti,
oltre ad assicurare un maggior decoro urbano, con l'eliminazione dalle strade dei contenitori per il
conferimento. A medio e lungo termine s'intende incidere economicamente sui costi per lo
smaltimento in crescita esponenziale. Al tempo stesso bisognerà sviluppare un adeguato sistema di
controlli e sanzioni, dopo che il servizio andrà a regime in tutte e tre le aree di raccolta in cui è
divisa la città.
Realizzazione di Hot-Spot Wi-Fi
E’ volontà dell'Amministrazione comunale, che ha già realizzato quattro postazioni internet
presso I'URP a disposizione dei cittadini, diffondere attraverso il WiFi (\Nireless Fidelity), la
conoscenza e l'uso di nuove tecnologie. A tal fine è in corso uno studio di fattibilità e un indagine di
mercato da parte degli uffici comunali per attivare una zona di navigazione libera tra la biblioteca
comunale e la villa, passando attraverso il centro storico.
Politiche sociali
L'impegno dell'Amministrazione con riferimento al formulando Piano di zona 2013/15 dell'Ambito
26
sociale Ba/5 «Triggiano comune capofila, oltre a Capurso, Cellamare, Valenzano e Adelfia) deve
essere teso a dare risposte ai nuovi bisogni della comunità e a
quelli che non potranno essere più garantiti a causa della riduzione delle risorse. In tal
senso, si ritiene opportuno individuare:
•
Nuove forme di gestione associata dei servizi, trai comuni dell’ambito sociale di zona,
affinché le stesse possano implementare modelli finalizzati al risparmio e a gestioni adeguate.
•
Interventi a favore dei nuclei familiari indigenti per la problematica degli sfratti esecutivi,
istituzione di voucher alimentari e per servizi (doposcuola, palestre, ecc.) per le famiglie, da
spendere nella rete commerciale locale.
•
Altri interventi in sinergia col piano sociale di zona.
•
Soluzione per il centro anziani.
Con riferimento alle strutture, dopo l'affidamento della gestione dell'Asilo Nido ex Superga, si sta
procedendo alla redazione del capitolato di gara per il “Dopo di Noi”.
Attraverso l’Ambito sociale di zona, Triggiano ospiterà una struttura per i minori, da realizzare in Via
Pertini, dopo l'awenuto finanziamento e aggiudicazione dell'opera.
“TRIGGIANO PROGETTO CULTURA”
Nell'ambito dello sviluppo del “Triggiano progetto cultura” per l'Amministrazione comunale,
costituiscono una priorità:
•
Programmazione delle attività culturali con l'obbiettivo di un ruolo da protagonista del
nostro comune nell'ambito dell'area metropolitana, anche attraverso nuovi strumenti giuridici per
una proposta culturale di maggiore livello e attrazione;
•
Individuazione di forme di coinvolgimento e partecipazione degli operatori culturali
presenti sul territorio (conferenza cittadina o altre ipotesi di lavoro);
•
Difesa e rilancio del nostro patrimonio storico-culturale-paesaggistico: centro storico, lama
“S. Giorgio”, pane di Triggiano.
•
Monitoraggio e attenzione alle esigenze delle scuole pubbliche.
•
Con riferimento ai contenitori culturali, si conferma il perseguimento di due priorità :
1.
La “Casa della creatività multidisciplinare”, da mettere a disposizione soprattutto dei
giovani creativi locali, come luogo laboratoriale attrezzato (per arti figurative e grafica, musica,
27
poesia, teatro ecc.) e di incontro e scambio di esperienze. Per questo obbiettivo si potrebbe
pensare al riuso dell'ex Mercato Coperto.
2.
La “Casa della cultura e dello spettacolo", in grado di offrire lo spazio adeguato allo
svolgimento di manifestazioni culturali e artistiche (convegni, conferenze, rappresentazioni teatrali,
concerti ecc.) e di offrire nuove possibilità operative alla Biblioteca Comunale.
“TRIGGIANO PRODUCE”
L'Amministrazione comunale, conferma in questa sede la volontà di voler favorire su nuove basi la
crescita dell'economia cittadina, con particolare riferimento alla imprenditorialità giovanile e
cooperativa, anche nel campo del marketing territoriale per la riqualificazione e la tutela delle
produzioni tradizionali, comprese quelle di nicchia. In tal
senso intende promuovere:
•
Costituzione di ufficio o attribuzione di funzioni per il monitoraggio e l’utilizzazione delle
risorse finanziarie (fondi comunitari e non) e strumentali per cogliere opportunità per i diversi
settori e il marketing territoriale
In merito al comparto agricolo, si ribadisce l'opzione del recupero dei campi abbandonati tramite
associazioni, cooperative e GAS (gruppo di acquisto solidale) dirette ad utilizzare fondi regionali ed
altre opportunità (inserimento nel GAL del sud-est barese).
Inoltre, la produzione dei prodotti tipici locali (si pensi al rilancio e valorizzazione della nostra
cultivar da olio extra vergine di oliva “Ogliarola barese” d'intesa col locale oleificio cooperativo) e
non solo, condotta con le nuove tecniche di coltivazione (integrata e biologica) contribuirà ed
intensificherà la formazione del lavoro agricolo e nuove occupazioni nel medesimo settore oltre a
favorire la nascita del relativo indotto. In questo modo l'agricoltura assume anche la funzione di
tutela e di salvaguardia dell'ambiente producendo benefici per l'intera collettività (esternalità
positiva).
Anche per il commercio, occorre porre in essere iniziative tese a promuoverne il rilancio, d'intesa
con le associazioni di categoria, anche a mezzo della realizzazione di una “Agorà commerciale",
nonché attraverso la creazione di piattaforme digitali che favoriscano l'incontro tra negozianti e
clienti.
L'artigianato trarrà sicuro giovamento dallo sblocco dell'edilizia residenziale pubblica e privata e
dall'attuazione degli strumenti urbanistici sopra citati.
28
Dopo aver contribuito e promosso la costituzione del “Consorzio del pane tipico di Triggiano”,
l'Amministrazione intende sostenere le procedure per il riconoscimento della denominazione di
origine protetta (Dop) al prodotto.
A sostegno della azioni suddette è possibile promuovere la realizzazione di una vetrina web
istituzionale per imprenditori, aziende, professionisti a partire dal nostro territorio geografico che
vogliono incrementare le loro occasioni di business massimizzando le opportunità della rete.
“TRASPARENZA AMMINISTRATIVA E PARTECIPAZIONE”
Con riferimento alle tematiche di questo paragrafo, nel rinviare alle premesse contenute nelle linee
programmatiche formulate al momento dell'insediamento dell'Amministrazione comunale nel
giugno 2011, in questa sede si vuole evidenziare che alcuni obiettivi sono preliminari al
perseguimento di detti temi. In particolare:
•
Definizione della pianta organica del personale con gli obbiettivi delineati in premessa;
•
Disciplina dei regolamenti relativi alla TARES e agli incarichi legali in base alle indicazione
esposte in premessa;
•
Lotta all'evasione fiscale.
Tra gli strumenti di partecipazione, le consulte previste dal nostro Statuto, per le quali si intende
procedere all'insediamento, rimuovendo, tuttavia, le cause che ne hanno impedito il
funzionamento in passato. Inoltre:
•
Attivazione “Centro Donne”;
•
Istituzione Registro delle Unioni civili;
•
l'istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi.
1.4
Nuovo assetto organizzativo dell'Ente
Con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 10 del 19/06/2014, sono stati adottati i nuovi criteri
generali di indirizzo per la riorganizzazione della struttura organizzativa di seguito riportati:
29
A - Distinzione fra direzione politica e direzione amministrativa
In base al principio della separazione delle competenze, agli organi politici competono
esclusivamente funzioni di indirizzo politico - amministrativo, la definizione degli obiettivi e dei
programmi da attuare, nonché le funzioni di controllo, verificando la rispondenza dei risultati
dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.
Agli organi politici, nel rispetto dell’art. 4 del D.Lgs 165/01, competono più in particolare :
1)
La definizione degli obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l’azione
amministrativa e per la gestione;
2)
L’attività di controllo sul conseguimento degli obiettivi avvalendosi anche del Nucleo di
Valutazione delle Performance (N.D.V.P.);
3)
La definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di
tariffe,canoni e analoghi oneri a carico di terzi;
4)
Le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni.
Ai responsabili dei Settori/Servizi, competono gli atti di gestione finanziaria, tecnica ed
amministrativa, di organizzazione e gestione delle risorse umane, strumentali e di controllo,
compresi quelli che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, secondo i criteri di autonomia,
funzionalità, buon andamento, imparzialità, economicità, efficacia, efficienza, veridicità, speditezza
e rispondenza al pubblico interesse, per il conseguimento della massima produttività.
E' necessaria una corrispondenza funzionale dell'organizzazione ai programmi di attività per
realizzarli con efficienza, efficacia e tempestività, nel rispetto del principio di separazione tra
indirizzo politico e gestione.
B - Articolazione delle strutture / trasparenza dell’attività amministrativa.
La riorganizzazione della struttura deve dare priorità ai servizi alla persona e alla città.
L’organizzazione, coordinata dal Segretario Generale, deve essere strutturata in modo da assicurare
la massima trasparenza all’attività amministrativa e garantire il diritto di accesso agli atti da parte
dei cittadini, anche attraverso l’articolazione delle strutture che evidenzi la responsabilità di tutto il
personale e, in particolare, della dirigenza.
Fermo restando l'attuale sistema dei servizi al cittadino in essere, previo ulteriore potenziamento
degli stessi, la nuova organizzazione dovrà prevedere l'attività di reperimento di Fondi Strutturali
30
(Comunitari, Statali, Regionali), il potenziamento degli Sportelli Unici, attività di marketing e
sviluppo territoriale e tutela e valorizzazione dell'ambiente.
Gli uffici e i servizi sono articolati per funzioni e settori omogenei, collegati tra loro anche mediante
strumenti informatici il cui uso diffuso e sistematico garantirà un'adeguata trasparenza rispetto
all'utenza e agli Enti paralleli e sovraordinati. In tal modo si favorirà la circolazione delle
informazioni e delle comunicazioni, nonché lo snellimento delle procedure fornendo risposte e
servizi efficaci e rapidi mediante un utilizzo più efficiente delle risorse umane, finanziarie e
strutturali.
C - Flessibilità e pari opportunità nell’organizzazione degli uffici nella gestione del personale.
Assicurare ampia flessibilità nell'organizzazione delle articolazioni strutturali e nell’impiego del
personale, nel rispetto delle categorie di appartenenza e delle specifiche professionalità e,
nell’ambito della normativa contrattuale, attuare processi di mobilità del personale all’esterno
dell’Ente e al suo interno, anche mediante rotazione per profili professionali omogenei,
garantendo un opportuno avvicendamento del personale, nell’ambito delle professionalità.
In caso di assenza o impedimento di un dipendente, lo stesso sarà senz'altro sostituito da altro
dipendente di pari categoria, anche se di servizio diverso, al fine di assicurare la prosecuzione
dell'istruttoria delle pratiche richieste dal cittadino.
D - Rapporti con l’utenza e qualità dei servizi
Nell’organizzazione della struttura si dovranno agevolare quanto più possibile le relazioni con i
cittadini in modo cortese e idoneo a fornire preventivamente le informazioni mediante l'uso
diffuso della pubblicità sul sito istituzionale, sull'albo online, ecc. e a dare risposta immediata agli
stessi.
E - Nucleo di Valutazione delle Performance
Il Nucleo di Valutazione delle Performance dovrà adottare metodi e strumenti idonei a misurare,
valutare e premiare le performance organizzative e individuali, secondo criteri e metodi connessi al
soddisfacimento della collettività di riferimento.
F - Partecipazione e responsabilità
L’organizzazione del lavoro deve stimolare la partecipazione attiva di ciascun dipendente,
responsabilizzandolo per il conseguimento dei risultati in relazione agli obiettivi posti
31
dall'Amministrazione Comunale nei propri atti di programmazione, secondo il diverso grado di
qualificazione e di autonomia decisionale. In questa ottica si dovrà perseguire lo sviluppo del ruolo
propositivo richiesto ai collaboratori, individuando idonee forme di incontro tra i dirigenti e
all’interno dei singoli servizi.
G - Armonizzazione degli orari di servizio, di apertura degli uffici e di lavoro prevalentemente in
relazione alle esigenze dell’utenza.
L’orario di lavoro, nel rispetto della disciplina contrattuale, dovrà essere organizzato in modo che
l'apertura degli uffici al pubblico e il servizio interno siano armonizzati con le esigenze dell’utenza e
con gli orari delle altre amministrazioni pubbliche, nonché con quelli del lavoro privato. La
distribuzione dell’orario di lavoro è improntata a criteri di flessibilità, da concordarsi con i Dirigenti,
sulla base dei criteri generali per le politiche dell’orario di lavoro.
H - Valorizzazione della comunicazione sia esterna che interna
Valorizzare la comunicazione, intesa come strumento di trasparenza e catalizzatore di un clima di
leale collaborazione finalizzato al raggiungimento degli obiettivi.
I - Dotazione organica e valorizzazione risorse umane
La dotazione organica dell’ente va improntata ai principi di razionalizzazione ed efficientamento
previsti ed individuati dalla parte politica ai sensi della lettera A.1. Essa deve prevedere al
contempo, dei meccanismi in ordine alle responsabilità e professionalità richieste al fine di
valorizzare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse umane, anche con l'individuazione di alte
professionalità.
La struttura organica generale va ridefinita in 3 (tre) Settori, costituenti unità organizzative
comprendenti un insieme di servizi, le cui attività sono finalizzate a garantire l'efficacia
dell'intervento nell'ambito di un'area omogenea. Per ciascun settore dovrà essere previsto
organicamente un dirigente.
La responsabilizzazione del personale potrà avvenire anche attraverso l'attribuzione di incarichi di
posizione organizzativa, con specifici obiettivi assegnati annualmente.
La valorizzazione delle risorse umane e della crescita professionale, avviene su base meritocratica,
anche attraverso adeguati percorsi formativi. Al fine di un effettivo conseguimento degli obiettivi di
cui sopra, al personale devono essere fornite sistematiche e continue occasioni di aggiornamento e
sviluppo delle competenze professionali e deve tendere all’ottimale gestione dei servizi e rendere
effettiva l’autonomia attribuita ai singoli ruoli.
32
La valorizzazione del personale, di profilo diverso dai dirigenti e dai funzionari, potrà avvenire
anche attraverso premialità su base meritocratica, nel rispetto del vigente CCNLL.
L – Criteri relativi all'accesso agli impieghi e alla gestione del personale
Rispetto dei principi di pubblicità e trasparenza delle procedure concorsuali, con modalità che
garantiscano l'imparzialità, la tempestività, l'economicità e la celerità di espletamento, ricorrendo,
ove necessario, all'ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione,
ovvero a procedure preliminari, che consentano un razionale contenimento del numero dei
concorrenti da ammettere alle prove d'esame.
Affermazione del principio concorsuale per l'accesso al lavoro pubblico, individuando una quota
non superiore al 50% dei posti messi a concorso da destinare al personale interno per fornire una
possibilità di sviluppo e di crescita professionale.
M - Incarichi a soggetti estranei all’amministrazione
In conformità alle disposizioni vigenti, sono stabiliti i limiti, i criteri e le modalità per l’affidamento
di incarichi di collaborazione a soggetti estranei all’amministrazione.
Gli incarichi individuali di collaborazione autonoma, di natura occasionale o coordinata e
continuativa, sono assegnati per lo svolgimento di attività istituzionali stabilite dalla legge o
previste in un programma approvato dal Consiglio, possono essere conferiti solo nel caso di
impossibilità oggettiva e certificata di utilizzare risorse umane interne; essi devono rispondere alle
caratteristiche di cui all'art.7 del D.Lgs. n.165/2001 e ss.mm.ii.
I criteri individuati dal Consiglio Comunale, hanno trovato applicazione nella “Rideterminazione
della Dotazione Organica” deliberata dalla Giunta Comunale con Provvedimento n. 75 del
4/08/2014, in esito al quale sono stati ridefiniti i Settori e i Servizi in cui si articola l'apparato
amministrativo dell'Ente.
33
Profilo Professionale
Dir
DIRIGENTE (Vice Segretario)
Funzionario Contabile
I Settore "AFFARI GENERALI - FINANZIARI"
C
B3
B
1
0
1
0
1
1
1
Istruttore Dir. Amministrativo
6
6
1
Istruttore direttivo contabile
2
2
0
Programmatore esperto
1
1
0
Istruttore Tecnico / Geometra
1
1
1
Istruttore amministrativo
19
19
4
Programmatore
3
3
2
Istruttore contabile
2
2
0
4
0
4
Esecutore amministrativo
3
3
0
Messo notificatore
2
2
1
1
1
0
1
47
10
1
0
2
1
Operatore servizi vari
DIRIGENTE
1
1
10 25
4
5
1
Funzionario tecnico
RITORIO"
1
Istruttore Direttivo Avvoo
Collaboratore professionale
2
Istruttore Direttivo Tecnico
4
4
4
Istruttore DiR. Amministrativo
2
2
2
Geometra
4
4
1
Istruttore amministrativo
4
4
1
1
0
18
9
1
0
4
4
0
1
1
1
Istruttore Direttivo di Vigilanza
2
2
2
Assistente Sociale Coordinatore
1
1
0
Assistente Sociale
3
3
1
Assistente Sociale in part-time
1
1
1
Esecutore amministrativo
1
Totali
- SICUREZZA SOCIALE E CULTURA"
A Totale Vacanti
1
Totali
III Settore "POLIZIA LOCALE - SVILUPPO E AMBIENTE II Settore "ASSETTO DEL TER-
D3 D
DIRIGENTE - Comandante
Istruttore Direttivo Amministrativo
Istruttore Direttivo Ing. Ambientale
1
2
6
8
0
1
0
1
Istruttore amministrativo
14
14
10
Istruttore di vigilanza
3
3
0
Vigile urbano ( n. 2 accertatori)
21
21
12
3
1
1
0
Collaboratore Professionale
3
Esecutore amministrativo
1
Totali
1
0
12 38
3
1
0
55
28
Totali Complessivi
3
3
28 71
7
7
1
120
47
73
34
1.5
Principali investimenti attivati e da realizzare
Programma triennale delle Opere Pubbliche 2014/2016 dell’Amministrazione
35
1.6
Strumenti di rendicontazione dei risultati
L'Ente ha provveduto ad approvare il Rendiconto della Gestione 2013 con deliberazione di C.C. n. 9
del 19/06/2014, il cui prospetto di riepilogo viene di seguito riportato:
RISULTATO COMPLESSIVO DELLA GESTIONE
RESIDUI COMPETENZA TOTALE
Fondo di cassa al 1° gennaio
15.712.546,66
Riscossioni
5.709.848,54
11.690.591,03
17.400.439,57
Pagamenti
8.217.501,74
11.745.447,33
19.962.949,07
Fondo di cassa al 31 dicembre
13.150.037,16
Pagamenti per azioni esecutive non regolarizzate al 31 dicembre
Differenza
0
13.150.037,16
Residui attivi
13.641.623,24
Residui passivi
20.486.228,52
7.347.671,51
6.579.459,81
20.989.294,75
27.065.688,33
Differenza
6.076.393,58-
AVANZO
7.073.643,58
36
Inoltre, l'Ente ha adottato il Sistema di misurazione e valutazione della Performance con
deliberazione di G.C. n. 17 del 20 marzo 2012 e parzialmente modificato con Deliberazione di G.C.
n. 33 del 11 aprile 2014, in attuazione dell'art. 7 del D. Lgs. n. 150/2009.
E' stato adottato un Regolamento sui controlli interni con Deliberazione di C.C. n. 2 del 30/01/2013,
modificato con Deliberazione di C.C. n. 23 del 8/07/2013 che definisce la seguente griglia di
verifiche:
a.
controllo di regolarità amministrativa, sulla base dei seguenti criteri:
·
rispetto delle normative comunitarie, statali, regionali e regolamentari, generali e di
settore;
·
correttezza e regolarità della procedura;
·
correttezza formale nella redazione dell’atto.
b.
controllo di regolarità contabile, sulla base delle seguenti verifiche:
Ø
disponibilità dello stanziamento di bilancio e la corretta imputazione;
Ø
esistenza del presupposto dal quale sorge il diritto dell’obbligazione;
Ø
esistenza dell’impegno di spesa regolarmente assunto;
Ø
conformità alle norme fiscali;
Ø
rispetto delle competenze proprie dei soggetti dell’Ente;
Ø
rispetto dell’ordinamento contabile degli enti locali e delle norme del regolamento di
contabilità;
Ø
accertamento dell’entrata;
Ø
copertura nel bilancio pluriennale;
Ø
regolarità della documentazione;
Ø
equilibri finanziari complessivi della gestione e dei vincoli di finanza pubblica.
c.
controllo strategico, finalizzato a valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di
attuazione dei piani, dei programmi e degli altri strumenti di determinazione dell'indirizzo politico,
in termini di congruenza tra i risultati conseguiti e gli obiettivi predefiniti; (1)
d.
controllo di gestione, finalizzato a verificare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità
dell'azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi correttivi, il
37
rapporto tra obiettivi e azioni realizzate, nonché tra risorse impiegate e risultati;
e.
controllo sugli equilibri finanziari, finalizzato a garantire il costante controllo degli equilibri
finanziari della gestione di competenza, della gestione dei residui e della gestione di cassa, anche ai
fini della realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica determinati dal patto di stabilità interno;
f.
controllo sulle società partecipate non quotate, finalizzato a verificare, attraverso
l'affidamento e il controllo dello stato di attuazione degli indirizzi e degli obiettivi gestionali, anche
in riferimento all'articolo 170, comma 6, del d.lgs. n.267/2000, la redazione del bilancio
consolidato, l'efficacia, l'efficienza e l'economicità degli organismi gestionali esterni dell'ente; (1)
g.
controllo sulla qualità dei servizi erogati, direttamente ovvero mediante organismi
gestionali esterni, finalizzato a garantire, con l’impiego di metodologie dirette a misurare la
soddisfazione degli utenti esterni e interni a questo Ente; (1)
1.
Il sistema del controllo interno è attuato nel rispetto del principio di distinzione tra le
funzioni di indirizzo ed i compiti di gestione.
2.
Le attività di controllo interno sono svolte in maniera integrata, mediante l’utilizzo di un
adeguato sistema informativo e con adeguato supporto informatico che ne consenta l’attuazione.
3.
Gli esiti delle diverse forme di controllo interno di cui al precedente comma 1 concorrono
alla formazione del controllo strategico di cui alla lettera c).
4.
Le norme del presente regolamento che disciplinano il controllo di gestione, il controllo
strategico ed il controllo sugli equilibri finanziari integrano il regolamento di contabilità e ne
modificano le disposizioni contrastanti.
5.
Questo Ente locale, avendo una popolazione pari a 27.529 abitanti al 31/12/2011, attua il
controllo strategico, il controllo sulla qualità dei servizi e il controllo sulle società non quotate
partecipate a decorrere dall’anno 2015.(1)
(1) A norma degli articoli 147, comma 3, art. 147-ter, comma 1, e 147, comma 5, del d.lgs. n.
267/2000 come sostituiti dall’art. 3 del D.L. 174/2012-Legge 213/2012: “l'ente locale con
popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di prima applicazione, a 50.000 abitanti per il
2014 e a 15.000 abitanti a decorrere dal 2015”.
38
SEZIONE OPERATIVA (SeO)
La SeO ha carattere generale, contenuto programmatico e costituisce lo strumento a supporto del
processo di previsione definito sulla base degli indirizzi generali e degli obiettivi strategici fissati
nella SeS del DUP.
In particolare, la SeO contiene la programmazione operativa dell’ente avendo a riferimento un arco
temporale sia annuale che pluriennale.
Il contenuto della SeO, predisposto in base alle previsioni ed agli obiettivi fissati nella SeS,
costituisce giuda e vincolo ai processi di redazione dei documenti contabili di previsione dell’ente.
La SeO supporta il processo di previsione per la predisposizione della manovra di bilancio.
La SeO individua, per ogni singola missione, i programmi che l’ente intende realizzare per
conseguire gli obiettivi strategici definiti nella SeS. Per ogni programma, e per tutto il periodo di
riferimento del DUP, sono individuati gli obiettivi operativi annuali da raggiungere.
Gli aspetti finanziari e contabili sono strettamente correlati agli schemi ed ai dati riportati nel
Bilancio di Previsione 2014 - 2016.
La SeO ha i seguenti scopi:
a) definire, con riferimento all’ente e al gruppo amministrazione pubblica, gli obiettivi dei
programmi all’interno delle singole missioni. ;
b) orientare e guidare le successive deliberazioni del Consiglio e della Giunta;
c) costituire il presupposto dell’attività di controllo strategico e dei risultati conseguiti dall’ente,
con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi nell’ambito delle missioni
e alla relazione al rendiconto di gestione.
Il principio contabile n. 12 applicato sperimentale della programmazione allegato al DPCM
Sperimentazione, definisce il contenuto minimo della SeO.
La SeO si struttura in due parti fondamentali:
Ø Parte 1, nella quale sono descritte le motivazioni delle scelte programmatiche effettuate,
sia con riferimento all’ente sia al gruppo amministrazione pubblica, e definiti, per tutto il
periodo di riferimento del DUP, i singoli programmi da realizzare ed i relativi obiettivi
annuali;
Ø Parte 2, contenente la programmazione dettagliata, relativamente all'arco temporale di
riferimento del DUP, delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e
39
valorizzazioni del patrimonio per la quale si rende indispensabile il rinvio ai documenti
allegati.
Parte 1
Nella Parte 1 della SeO del DUP sono individuati, per ogni singola missione e coerentemente agli
indirizzi strategici contenuti nella SeS, i programmi operativi che l’ente intende realizzare nell'arco
pluriennale di riferimento della SeO del DUP.
La definizione degli obiettivi dei programmi che l'ente intende realizzare deve avvenire in modo
coerente con gli obiettivi strategici definiti nella SeS.
Gli obiettivi individuati per ogni programma rappresentano la declinazione annuale e pluriennale
degli obiettivi strategici contenuti nella SeS e costituiscono indirizzo vincolante per i successivi atti
di programmazione, in applicazione del principio della coerenza tra i documenti di
programmazione. L’individuazione delle finalità e la fissazione degli obiettivi per i programmi
deve “guidare”, negli altri strumenti di programmazione, l’individuazione dei progetti strumentali
alla loro realizzazione e l’affidamento di obiettivi e risorse ai responsabili dei servizi.
ABITARE TRIGGIANO
01.06 Ufficio tecnico
03.01 Polizia locale e amministrativa
08.01 Urbanistica e assetto del territorio
08.02 Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare
09.03 Rifiuti
09.04 Servizio idrico integrato
09.05 Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione
10.02 Trasporto pubblico locale
10.05 Viabilità e infrastrutture stradali
11.01 Sistema di protezione civile
12.01 Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido
12.02 Interventi per la disabilità
12.03 Interventi per gli anziani
12.04 Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
12.05 Interventi per le famiglie
12.07 Programmazione e governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali
40
12.08 Cooperazione e associazionismo
TRIGGIANO PROGETTO CULTURA
04.01 Istruzione prescolastica
04.02 Altri ordini di istruzione non universitaria
04.06 Servizi ausiliari all’istruzione
05.01 Valorizzazione dei beni di interesse storico
05.02 Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale
06.01 Sport e tempo libero
TRIGGIANO PRODUCE
14.02 Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori
TRASPARENZA AMMINISTRATIVA E PARTECIPAZIONE
01.01 Organi Istituzionali
01.02 Segreteria generale
01.03 Gestione economica, finanziaria, programmazione e provveditorato
01.04 Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali
01.05 Gestione dei beni demaniali e patrimoniali
01.07 Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e stato civile
01.08 Statistica e sistemi informativi
01.10 Risorse umane
01.11 Altri servizi generali
Gli obiettivi dei programmi devono essere controllati annualmente a fine di verificarne il grado di
raggiungimento e, laddove necessario, modificati, dandone adeguata giustificazione, per dare
una rappresentazione veritiera e corretta dei futuri andamenti dell’ente e del processo di
formulazione dei programmi all’interno delle missioni.
41
L'individuazione degli obiettivi dei programmi deve essere compiuta sulla base dell'attenta analisi
delle condizioni operative esistenti e prospettiche dell'ente nell'arco temporale di riferimento del
DUP.
In ogni caso il programma è il cardine della programmazione e, di conseguenza, il contenuto dei
programmi deve esprimere il momento chiave della predisposizione del bilancio finalizzato alla
gestione delle funzioni fondamentali dell’ente.
Il contenuto del programma è l’elemento fondamentale della struttura del sistema di bilancio ed
il perno intorno al quale definire i rapporti tra organi di governo, e tra questi e la struttura
organizzativa e delle responsabilità di gestione dell’ente, nonché per la corretta informazione sui
contenuti effettivi delle scelte dell’amministrazione agli utilizzatori del sistema di bilancio.
Nella costruzione, formulazione e approvazione dei programmi si svolge l’attività di definizione
delle scelte “politiche” che è propria del massimo organo elettivo preposto all’indirizzo e al
controllo. Si devono esprimere con chiarezza le decisioni politiche che caratterizzano l’ente e
l’impatto economico, finanziario e sociale che avranno.
I programmi devono essere analiticamente definiti in modo da costituire la base sulla quale
implementare il processo di definizione degli indirizzi e delle scelte che deve, successivamente,
portare, tramite la predisposizione e l’approvazione del PEG, all’affidamento di obiettivi e risorse
ai responsabili dei servizi.
La Sezione operativa del DUP comprende, per la parte entrata, una valutazione generale sui mezzi
finanziari, individuando le fonti di finanziamento ed evidenziando l’andamento storico degli stessi
ed i relativi vincoli.
La formulazione degli indirizzi in materia di tributi e di tariffe dei servizi, quale espressione
dell’autonomia impositiva e finanziaria dell’ente in connessione con i servizi resi e con i relativi
obiettivi di servizio risulta formalizzata con le Deliberazioni inerenti le politiche Tributarie
dell'Ente, già richiamate nella SeS.
Nella costruzione del Bilancio di previsione 2014 – 2016, inoltre, si è prestata particolare
attenzione:
• alla compatibilità con i vincoli del patto di stabilità interno, anche in termini di flussi di cassa;
·
alle valutazioni sul ricorso all’indebitamento per il finanziamento degli investimenti, alla
capacità di indebitamento e relativa sostenibilità in termini di equilibri di bilancio e sulla
compatibilità con i vincoli di finanza pubblica;
·
per la parte spesa, all’analisi degli impegni pluriennali di spesa già assunti;
42
·
all’analisi della situazione economico – finanziaria degli organismi aziendali facenti parte del
gruppo amministrazione pubblica e degli effetti della stessa sugli equilibri annuali e
pluriennali del bilancio. Per il Comune di Triggiano l'attenzione si è focalizzata sulla società
Servizi di Farmacia Srl;
E’ prioritario il finanziamento delle spese correnti consolidate, riferite cioè ai servizi essenziali e
strutturali, al mantenimento del patrimonio e dei servizi ritenuti necessari.
La parte rimanente è stata, quindi, destinata alla spesa di sviluppo, intesa quale quota di risorse
aggiuntive che si è inteso destinare al potenziamento quali-quantitativo di determinate attività, o
alla creazione di nuovi servizi.
Infine, con riferimento alla previsione di spese di investimento e relative fonti di finanziamento,
si è valutata la sostenibilità negli esercizi futuri in termini di spese indotte.
Per ogni programma è stata effettuata l’analisi e la valutazione degli impegni pluriennali di spesa
già assunti a valere sugli anni finanziari a cui la SeO si riferisce e delle maggiori spese previste e
derivanti dai progetti già approvati per interventi di investimento.
Si è prestato particolare attenzione alla definizione del “Fondo pluriennale vincolato” sia di parte
corrente, sia relativo agli interventi in conto capitale, non solo dal punto di vista contabile, ma per
valutare
tempi
e
modalità
della
realizzazione
dei
programmi
e
degli
obiettivi
dell’amministrazione. Le risultanze contabili di tale attenta valutazione sono riportate nel Bilancio
di Previsione 2014 – 2016.
Parte 2
La Parte 2 della SeO comprende la programmazione in materia di lavori pubblici, personale e
patrimonio, con rinvio alle Deliberazioni di G.C. n. 122 del 31/12/2013 avente ad oggetto:
“Aggiornamento Elenco Annuale 2014 e schema di programmazione Triennale 2014 – 2016 dei
lavori pubblici ai sensi dell'art. 128 del Decreto Legislativo n. 163 del 12/04/2006 ed ai sensi degli
artt. 11 e 13 del DPR n. 207/2010.” e n. 10 del 17/01/2014 avente ad oggetto: “Piano Triennale
delle Assunzioni 2014 – 2016”.
La programmazione dei lavori pubblici fa necessariamente riferimento al “Fondo pluriennale
Vincolato” come saldo finanziario, costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di
obbligazioni passive dell’ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è
accertata l’entrata.
43
RIEPILOGO RIACCERTAMENTO STRAORDINARIO DEI RESIDUI
PARTE
CORRENTE
CONTO
CAPITALE
TOTALE RESIDUI
RIACCERTATI
Residui attivi riaccertati da reimputare al 2014
3.220.740,01
5.452.031,80
8.672.771,81
Residui attivi riaccertati da reimputare al 2015
-
5.225.000,00
5.225.000,00
Residui attivi riaccertati da reimputare al 2016
-
-
-
-
-
-
3.220.740,01
10.677.031,80
13.897.771,81
Residui passivi riaccertati da reimputare al 2014
7.310.512,05
7.363.688,21
14.674.200,26
Residui passivi riaccertati da reimputare al 2015
-
5.225.000,00
5.225.000,00
Residui passivi riaccertati da reimputare al 2016
-
-
-
Residui passivi riaccertati da reimputare agli
esercizi successivi
-
-
-
TOTALE RESIDUI PASSIVI
REIMPUTATI
7.310.512,05
12.588.688,21
19.899.200,26
Residui attivi riaccertati da reimputare agli
esercizi successivi
TOTALE RESIDUI ATTIVI
REIMPUTATI
PARTE CORRENTE
Residui passivi re-imputati
Residui attivi re-imputati
Differenza
Fondo pluriennale vincolato per spese
correnti
2014
7.310.512,05
3.220.740,01
4.089.772,04
2015
-
4.089.772,04
-
PARTE CAPITALE
Residui passivi re-imputati
Residui attivi re-imputati
Differenza
2014
7.363.688,21
5.452.031,80
1.911.656,41
2015
5.225.000,00
5.225.000,00
-
Fondo pluriennale vincolato per spese
in conto capitale
1.911.656,41
-
-
Sempre nella programmazione dei lavori pubblici è frequente il ricorso all’indebitamento che, per il
Comune di Triggiano, presenta la situazione illustrata nelle seguenti tabelle.
44
Rate di ammortamento 2014
Istituto Finanziatore
Scadenza
30/06/2014
Cassa DD.PP.
Cassa DD.PP.
I.C.S.
I.C.S.
Quota capitale
€
€
€
€
31/12/2014
30/06/2014
31/12/2014
205.433,99
210.608,23
16.235,39
16.573,89
448.852
Quota interessi
€
€
€
€
196.934,04
191.759,80
6.351,34
6.012,84
401.058
Rata
€
€
€
€
402.368,03
402.368,03
22.586,73
22.586,73
849.910
Rate di ammortamento 2015
Istituto Finanziatore
Cassa DD.PP.
Cassa DD.PP.
I.C.S.
I.C.S.
Scadenza
30/06/2015
Quota capitale
€
€
€
€
31/12/2015
30/06/2015
31/12/2015
215.917,54
221.364,25
16.919,46
17.272,23
471.473
Quota interessi
€
€
€
€
186.450,49
181.003,78
5.667,27
5.314,50
378.436
Rata
€
€
€
€
402.368,03
402.368,03
22.586,73
22.586,73
849.910
Rate di ammortamento 2016
Istituto Finanziatore
Cassa DD.PP.
Cassa DD.PP.
I.C.S.
I.C.S.
Scadenza
30/06/2016
31/12/2016
30/06/2016
31/12/2016
Quota capitale
€
€
€
€
181.621,40
185.884,74
17.632,36
17.999,99
403.138
Quota interessi
€
€
€
€
175.412,16
171.148,82
4.954,37
4.586,74
356.102
Rata
€
€
€
€
357.033,56
357.033,56
22.586,73
22.586,73
759.241
Trend debiti di finanziamento nell'esercizio 2014
Sit.deb.31/12 a.p.
Quote di capiNuovi mu- Estinzione
tale rimborsatui
anticipata
te
Cassa DD.PP.
€
8.410.609,20
€
-
I.C.S.
€
304.621,10
€
-
€
8.715.230,30
€
-
Istituto Finanziatore
€
-
€
416.042,22
€
32.809,28
€
448.851,50
Sit.debitoria
31/12
€
7.994.566,98
€ 271.811,82
€
8.266.378,80
45
CAPACITA' DI INDEBITAMENTO 2014
Entrate (rendiconto 2013)
Titolo 1° (entrate tributarie)
Titolo 2° (entrate da trasferimenti dallo Stato, regione, altri)
Titolo 3° (entrate extratributarie)
€
€
€
totale €
11.016.027,53
5.171.897,77
610.332,83
16.798.258,13
€
1.343.860,65
€
€
€
€
totale €
401.058,02
401.058,02
Margine disponibile e delegabile per nuovi finanziamenti
€
942.802,63
Importo mutuabile al tasso fisso del 3,379% per 20 anni
€
37.000.000,00
Quota delegabile 8%
Interessi passivi per mutui già contratti
Interessi passivi per prestiti obbligazionari emessi
Interessi passivi per aperture di credito
Interessi passivi per garanzie fideiussorie
In considerazione di quanto sopra e degli effetti negativi sul saldo-obiettivo del Patto di Stabilità
dell’utilizzo dell’indebitamento per il finanziamento delle opere pubbliche, l’indirizzo
dell’amministrazione comunale a tal proposito è di non ricorrere ad ulteriore indebitamento.
Poiché il Piano delle Alienazioni, previsto per il triennio 2014-2016, in conformità con quanto
disposto dall'art. 58 Decreto Legge 25 giugno 2008 n.112, convertito in Legge 133/2008, è in fase
di elaborazione da parte del Settore Assetto del Territorio, lo stesso verrà allegato al presente DUP
in sede di Deliberazione del Consiglio Comunale.
46
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anno 2011
anno 2012
anno 2013
spesa intervento 01
€
3.409.980,38
€
3.284.996,09
€
3.303.154,41
spese incluse nell'int.03
€
220.556,71
€
153.154,44
€
74.349,04
irap
€
236.137,06
€
227.688,65
€
215.956,52
altre spese di personale incluse (titolo 2)
€
43.115,20
€
199,71
€
6.010,08
altre spese di personale incluse (titolo 4)
€
193.664,44
€
94.439,75
€
33.546,00
altre spese di personale escluse
€
657.239,01
€
470.467,72
€
490.947,11
totale spese di personale
€
3.446.214,78
€
3.290.010,92
€
3.142.068,94
€
16.186.872,65
ϭϵ͕ϰϭй
2011
1) Retribuzioni lorde al personale dipendente con contratto a tempo
indeterminato e a tempo determinato
ΦϮ͘ϲϭϯ͘ϮϮϵ͕ϵϱ
2012
2013
ΦϮ͘ϲϯϵ͘ϵϵϲ͕ϭϬ ΦϮ͘ϱϰϬ͘Ϭϱϵ͕ϲϱ
2) Spese per collaborazione coordinata e continuativa o altre forme di
rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni
3) Eventuali emolumenti a carico dell’Amministrazione corrisposti ai
lavoratori socialmente utili
4) Spese sostenute dall’Ente per il personale in convenzione (ai sensi
degli articoli 13 e 14 del CCNL 22 gennaio 2004) per la quota parte di
costo effettivamente sostenuto
5) Spese sostenute per il personale previsto dall’art. 90 del d.l.vo n.
267/2000
6) Compensi per gli incarichi conferiti ai sensi dell’art. 110, commi 1 e 2
D.lgs. n. 267/2000
7) Spese per personale con contratto di formazione lavoro
8) Spese per personale utilizzato, senza estinzione del rapporto di
pubblico impiego, in strutture ed organismi partecipati e comunque facenti
capo all'ente
9) Oneri riflessi a carico del datore di lavoro per contributi obbligatori
Φϳϵϲ͘ϳϱϬ͕ϰϯ Φϲϰϰ͘ϵϵϵ͕ϵϵ Φϳϰϭ͘ϭϴϵ͕ϯϵ
10) quota parte delle spese per il personale delle Unioni e gestioni
associate
ΦϯϮ͘Ϭϰϭ͕ϬϬ
11) spese destintate alla previdenza e assistenza delle forze di polizia
municipale finanziae con proventi da sanzioni del codice della strada
12) IRAP
ΦϮϯϲ͘ϭϯϳ͕Ϭϲ ΦϮϮϳ͘ϲϴϴ͕ϲϱ ΦϮϭϱ͘ϵϱϲ͕ϱϮ
13) Oneri per il nucleo familiare, buoni pasto e spese per equo indennizzo Φϵ͘ϬϬϬ͕ϬϬ
Φϯϵ͘Ϭϴϭ͕ϱϰ ΦϮϭ͘ϵϬϱ͕ϯϳ
14) Somme rimborsate ad altre amministrazioni per il personale in
posizione di comando
Φϰϴ͘Ϯϰϳ͕ϳϱ
15) Altre spese (specificare):
ΦϰϬϬ͘Ϭϴϴ͕ϲϬ Φϭϳϲ͘ϲϳϭ͕ϯϲ
totale
Φϰ͘ϭϬϯ͘ϰϱϯ͕ϳϵ
Φϯ͘ϳϲϬ͘ϰϳϴ͕ϲϰ
Φϯ͘ϱϭϵ͘ϭϭϬ͕ϵϯ
2011
2012
2013
1) Spese di personale totalmente a carico di finanziamenti comunitari o
privati
2) Spese per il lavoro straordinario e altri oneri di personale direttamente
connessi all’attività elettorale con rimborso dal Ministero dell’Interno
ΦϴϬ͘ϯϵϳ͕ϴϵ
3) Spese per la formazione e rimborsi per le missioni
Φϴ͘ϬϬϬ͕ϬϬ Φϳ͘ϵϵϭ͕ϬϬ Φϴ͘ϬϬϬ͕ϬϬ
4) Spese per il personale trasferito dalla regione per l’esercizio di funzioni
delegate
5) Spese per rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro
6) Spese per il personale appartenente alle categorie protette
ΦϯϬϳ͘ϱϴϲ͕ϴϯ ΦϯϬϳ͘ϱϴϲ͕ϴϯ Φϯϵϳ͘Ϭϰϭ͕ϵϵ
7) Spese sostenute per il personale comandato presso altre amministrazioni
per le quali è previsto il rimborso dalle amministrazioni utilizzatrici
Φϰϴ͘Ϯϰϳ͕ϳϱ
Φϯϱ͘Ϭϰϲ͕ϯϱ Φϯϯ͘ϱϰϲ͕ϬϬ
8) Spese per personale stagionale a progetto nelle forme di contratto a
tempo determinato di lavoro flessibile finanziato con quote di proventi per
violazione codice della strada
9) incentivi per la progettazione
Φϰϯ͘ϭϭϱ͕ϮϬ Φϭϵϵ͕ϳϭ Φϲ͘ϬϭϬ͕Ϭϴ
10) incentivi recupero ICI
ΦϲϬ͘ϳϯϳ͕ϭϵ Φϯϵ͘ϱϬϬ͕ϬϬ Φϭϱ͘ϱϲϭ͕ϬϬ
11) diritto di rogito
ΦϮϴ͘ϳϮϴ͕Ϭϭ ΦϮϬ͘ϳϱϬ͕ϰϯ ΦϯϬ͘ϳϴϴ͕Ϭϰ
12) altre (da specificare)
ΦϴϬ͘ϰϮϲ͕ϭϰ Φϱϵ͘ϯϵϯ͕ϰϬ
WRWDOH
Φϲϱϳ͘Ϯϯϵ͕Ϭϭ ΦϰϳϬ͘ϰϲϳ͕ϳϮ ΦϰϵϬ͘ϵϰϳ͕ϭϭ
TAB. 1)
Voci di spesa del personale
RENDICONTO 2012
Retribuzione *
Oneri riflessi
ANALISI SPESE PERSONALE - Anno 2012
Titoli 1
intervento 1
Titoli 1
intervento 3
Titoli 1
intervento 7
Titolo 2
2.639.996,10
644.999,99
Assegno per il nucleo famigliare
227.688,65
IRAP
39.081,54
32.041,00
Buoni Pasto
Incentivi Ufficio Piano di Zona
Straordinario elezioni amministrative
Straordinario elettorale
7.991,00
Spese di formazione
Personale comandato
199,71
Incentivi Progettazione
39.500,00
20.750,43
13.790,47
Incentivi ICI
Diritti di Rogito
Fondo mobilità Segretario
Operazioni censuarie a caico ISTAT
Totali
3.284.996,09 153.154,44 227.688,65
199,71
Titolo 4
Totali (A)
2.639.996,10
644.999,99
0,00
227.688,65
39.081,54
32.041,00
0,00
0,00
7.991,00
35.046,35
35.046,35
199,71
39.500,00
20.750,43
13.790,47
59.393,40
59.393,40
Da escludere (B)
0,00
7.991,00
35.046,35
199,71
39.500,00
20.750,43
59.393,40
94.439,75 3.760.478,64
Oneri per rinnovi contrattuali
307.586,83
Categorie protette
TOTALE INT. 1 + INT 2 + INT 7
3.665.839,18
TOTALE A - B
* al netto Assegni per nucleo familiare
3.290.010,92
TOTALE da
escludere B
470.467,72
TAB. 1)
Voci di spesa del personale
RENDICONTO 2012
Retribuzione *
Oneri riflessi
Assegno per il nucleo famigliare
ANALISI SPESE PERSONALE - Anno 2013
Titoli 1
intervento 1
Titoli 1
intervento 3
Titoli 1
intervento 7
Titolo 2
2.540.059,65
741.189,39
21.905,37
215.956,52
IRAP
20.000,00
Buoni Pasto
Incentivi Ufficio Piano di Zona
Straordinario elezioni amministrative
Straordinario elettorale
8.000,00
Spese di formazione
Personale comandato
6.010,08
Incentivi Progettazione
15.561,00
30.788,04
Incentivi ICI
Diritti di Rogito
Fondo mobilità Segretario
Operazioni censuarie a caico ISTAT
Totali
3.303.154,41
74.349,04 215.956,52
6.010,08
Titolo 4
Totali (A)
2.540.059,65
741.189,39
21.905,37
215.956,52
20.000,00
0,00
0,00
0,00
8.000,00
33.546,00
33.546,00
6.010,08
15.561,00
30.788,04
0,00
0,00
Da escludere (B)
8.000,00
33.546,00
6.010,08
15.561,00
30.788,04
0,00
0,00
33.546,00 3.633.016,05
Oneri per rinnovi contrattuali
397.041,99
Categorie protette
TOTALE INT. 1 + INT 2 + INT 7
3.593.459,97
TOTALE A - B
* al netto Assegni per nucleo familiare
3.142.068,94
TOTALE da
escludere B
490.947,11