LE IMMAGINI PARLANO
a s. Antonio di Ranverso ?????
Le immagini attraverso i simboli ci dicono
quello che l'autore voleva dire centinaia
di anni fa.
sacrestia
Nella sacrestia
sono
rappresentati i
quattro
evangelisti
perché sono i
testimoni della
salita di Gesù
al Calvario.
L'evangelista san
Matteo si consulta
con il suo simbolo:
l'Angelo.
Infatti all’inizio del
suo Vangelo è lui il
portavoce di Dio a
Giuseppe e Maria….
L'evangelista
GIOVANNI mentre
scrive il vangelo:
l’aquila lo
rappresenta
L
OS.MARCO e il suo leone/simbolo
Anche nella navata sud i quattro simboli
richiamano gli evangelisti.
S. Paolo e la
spada: gli fu
tagliata la
testa………….
Santa
Margherita di
Antiochia
E' riconosciuta per la
presenza del drago ai
suoi piedi
S. Pietro e le chiavi (che ora
non si vedono più): a
S.
Pietro furono affidate le chiavi
del paradiso.
I simboli nell’affresco della “Salita al Calvario”:
Questo
simbolo
(scorpione) è
segno di male
Questo
simbolo
(drago) è
segno di
male
Il Gesù nella tomba (immagine nel presbiterio )
Il fuoco può alludere al fuoco di
S.Antonio (?)
... quando Ponzio Pilato se ne lavò le mani
Sono i soldi che Giuda prese per il
tradimento a Gesù
Pietro mentì 3 volte dicendo che non
conosceva Gesù,ed il gallo cantò 3 volte
La tunica di Gesù che i legionari si
giocarono ai dadi
Significa “Gesù nazareno
re dei Giudei “
È la spugna imbevuta di aceto che
è stata usata per dissetare Gesù
I flagelli utilizzati per
flagellare Gesù
I dadi con cui i legionari si
giocarono la tunica di Gesù
Gesù fu legato alla colonna per
essere flagellato.
I chiodi con cui fu
crocifisso .
Nartece
Il nartece è una struttura tipica
delle chiese dei primi secoli del
Cristianesimo.
Esso collega le navate con l'esterno
della chiesa, ed ha la funzione di un
corto atrio largo quanto la chiesa
stessa. Qui, all’interno i capitelli in
pietra …….
Il caprone è simbolo del diavolo e indica i pericoli che
ci sono all'esterno
È l'immagine
del diavolo
sotto forma
di animale e
avverte che
all'esterno
c'è il male
L'immagine diabolica
Quest'immagine singolare
segnala che in quel luogo
abitano i monaci
Il cane di s.Rocco.
Gli uomini trattano Rocco "come un cane", ed è proprio un
cane che riscatta la categoria trattando Rocco "come un
uomo". Il cane in questione (che la tradizione vuole si
chiamasse "Reste") fa parte della muta del nobile Gottardo
Pallastrelli …
…signore del castello di SARMATO.
Un giorno Gottardo vede il suo cane prendere un pane dalla tavola e scappar
via. La scena si ripete per più giorni e allora il padrone, incuriosito, lo segue e
scopre così il rifugio di Rocco al quale, malato e sofferente, il cane porta il
pane rubato. Il nobiluomo prende Rocco con sè e lo cura. La santità di Rocco è
contagiosa come la peste: Gottardo rinuncia ai suoi beni e presta il suo
servizio ai malati. Gottardo è il primo "discepolo" di San Rocco.
Il polittico del presbiterio
S. Sebastiano
S. Antonio
S. Bernardino
S. Rocco
S. Sebastiano è
identificato dalle
frecce, strumentil
con cui fu
torturato…
…S. Antonio dalla
campanella, dal
maiale e dal fuoco
…S. Bernardino dal libro
o dal sole
…S. Rocco dalla piaga
alla gamba e dal cane
Palma e Gesù
bambino sulla
spalla identificano
S. Cristoforo
Statua S.Antonio abate
Sono sempre presenti campanello e
porcello…Perchè ?
“ Racconta la leggenda che tanti secoli fa
sant'Antonio viveva eremita nel deserto della
Tebaide insieme con un maialino che lo seguiva
dappertutto: là, ogni giorno vinceva con i più
svariati trucchi, le tentazioni del diavolo.
Ebbene, si dice che allora non esisteva il fuoco
sulla terra e gli uomini soffrivano un gran
freddo.
Dopo aver discusso a lungo i governatori della
terra inviarono una delegazione dove viveva
sant'Antonio per pregargli di procurare il fuoco.
Il vecchio santo, impietosito, si recò col suo
fedele maialino all'inferno, dove le fiamme
ardevano giorno e notte, bussando all'immenso
portone.
Quando i diavoli videro che il visitatore era il santo,
il loro peggior nemico che non riuscivano a vincere,
gli impedirono di entrare.
Ma il maialino nel frattempo si era intrufolato
rapidamente nella città diabolica.
La bestiolina cominciò a scorrazzare facendo danni
dappertutto: dopo aver tentato inutilmente di
catturarla, i diavoli si recarono da sant'Antonio
pregandolo di scendere all'inferno per riprendersi il
maialino.
E l'eremita, che non aspettava altro, si recò nel
regno dei dannati con il suo inseparabile bastone a
forma di tau.
Durante il viaggio di risalita in compagnia del
maialino fece prendere fuoco al bastone sicché,
giunto sulla terra, poté accendere una grande
catasta di legna offrendo così il primo e sospirato
fuoco all'umanità.
L’allevamento dei maiali che
i monaci usavano avveniva a
spese della comunità, che li
alimentava; potevano
circolare liberamente fra vie
e cortili portando una
campanella di
riconoscimento.
Se la visita non ha soddisfatto le tue
aspettative, puoi venire di persona a
visitare l’abbazia: noi non ci siamo più
dal 1776 ma l’abbazia è passata nelle
mani dell’ORDINE MAURIZIANO
(sì, proprio quello dell’ospedale di
Torino!) che in qualche modo continua
il nostro lavoro …
Troverai l’abbazia sulla vecchia
strada tra Rosta e Avigliana, proprio
quella parte della Francigena che i
pellegrini percorrevano per andare a
Roma !
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