Capitolo 2
LE NUOVE OPPORTUNITA’
PER TUTTI I DOCENTI:
FORMAZIONE E CARRIERA
NELLA BUONA SCUOLA
LECCE 15 ottobre 2014 CONFERENZA DI SERVIZIO SU «LA BUONA SCUOLA»
Il ruolo del docente è cambiato:
• Gestione di classi multiculturali
• Integrazione di alunni con bisogni
speciali
• Uso delle tecnologie nella didattica
• Coinvolgimento dei genitori
• Valutazione pubblica
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Quale insegnamento
Il docente non deve solo insegnare un sapere codificato (più facile da
trasmettere e da valutare),
Ma deve anche insegnare…
- Modi di pensare ( creatività, problem solving, decisiion-making,
capacità di apprendere)
- Metodi di lavoro ( tecnologie per la comunicazione e la
collaborazione)
- Abilità per la vita e lo sviluppo professionale nelle democrazie
moderne.
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Cosa ci aspettiamo dai docenti
Come richiesto dalla Comunicazione della
Commissione UE « Rethinking education del
2012», i sistemi educativi devono essere
fondati su una visione condivisa di qualità
del docente.
Una commissione di esperti lavorerà per tre
mesi per formulare il quadro italiano di
competenze dei docenti nei diversi stadi della
loro carriera.
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Limiti della formazione in servizio
• Formazione spesso frontale poco efficace e poco partecipata
•
Livello di standardizzazione del pacchetto formativo che risulta
inefficace
•
La formazione interrompe la continuità didattica nel caso in cui
richiede supplenze brevi per coprire le assenze del docente.
•
Formazione come intralcio burocratico, come un dovere da assolvere
attività di sviluppo professionale dei docenti italiani è risultata una delle
più basse nell’indagine Talis ( 2013)
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Come intervenire
Aggiornamento dello scopo e dei contenuti della formazione in
servizio
Al docente va offerta l’opportunità di:
– Continuare a riflettere in modo sistematico sulle pratiche
didattiche
– Intraprendere ricerche
– Valutare l’efficacia delle pratiche educative
– Valutare le proprie esigenze in materia di formazione
– Lavorare in stretta collaborazione con i colleghi, i genitori, il
territorio
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Cosa occorre?
 Rendere realmente obbligatoria la formazione.
 Disegnare un sistema di crediti formativi (CF) da raggiungere ogni anno e da
legare alle possibilità di carriera e alla possibilità di conferimento di incarichi
aggiuntivi.
 Formazione non calata dall’alto ma definita a livello di istituto.
 Superamento di approcci formativi a base teorica.
 Modello di formazione esperienziale tra colleghi attraverso la creazione di
reti di formazione permanente dei docenti.
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Elementi fondamentali della formazione
•
•
•
•
Ruolo centrale dei docenti nel coordinamento perché un docente è il
formatore più credibile per un altro docente
Valorizzazione delle associazioni professionali dei docenti
Centralità delle reti di scuole per raggiungere ogni docente e
identificazione di poli regionali su cui concentrare partenariati di
ricerca per l’innovazione continua
Ruolo degli «innovatori naturali» in ogni scuola, che avranno la
possibilità di concentrarsi sulla formazione e che saranno premiati
con una quota di fondi per il miglioramento dell’offerta formativa
(innovazione didattica e capacità di miglioramento valutate
annualmente)
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Le reti di scuole
• Le reti devono essere organizzate in modo che siano
inclusive ( tutte le scuole appartengono alla rete) e
trasversali ( reti composte da scuole di ogni ciclo)
• Occorre organizzare, riconoscere e valorizzare i molti
progetti e le reti coinvolte sul tema del digitale.
• Le reti avranno un docente di riferimento per ogni rete:
docente catalizzatore referente per i colleghi e sostegno
per le pratiche di innovazione didattica.
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Premiare l’impegno:
far uscire i docenti dal grigiore dei trattamenti indifferenziati
 Tornare ad investire sugli stessi docenti.
 Considerare i docenti non come una massa indistinta a cui lo
Stato ha chiesto ogni giorno di fare lo stesso compito in classe.
 Considerare i docenti come persone e come professionisti
disposte ad assumersi impegni diversi a cui lo stato chiede di
mettersi al servizio della scuola e dei colleghi.
 Non accontentarsi delle prospettive di carriere fondate
sull’anzianità.
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La funzione docente
• Attività individuali (ore di insegnamento, ore
funzionali e ore aggiuntive)
• Attività collegiali (definizione, elaborazione e
verifica degli aspetti pedagogico-didattici del POF)
• Attività di aggiornamento e formazione in servizio
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La funzione docente: attività individuali
Per potenziare l’attività didattica: creazione di una
banca ore con le ore che ciascun docente accantona
nelle giornate di sospensione didattica deliberate
ad inizio anno dal CdI ( circa 8/10 ore l’anno per
ciascun docente
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Sistema di crediti
• Tutte le attività relative alla funzione docente
contribuiranno al sistema di crediti didattici, formativi e
professionali per sostenere la scuola nel processo di
miglioramento.
• I crediti saranno documentabili, valutabili, certificabili,
trasparenti e faranno parte del portfolio docente che sarà
elettronico. Il portfolio sarà inserito in un registro
pubblico da cui il dirigente potrà attingere per
potenziare la propria scuola.
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Crediti didattici
Qualità dell’insegnamento e capacità di
migliorare il livello di apprendimento
degli studenti.
Crediti formativi
Formazione in servizio, attività di
ricerca e produzione scientifica.
Crediti professionali
Assunti all’interno della scuola per promuovere e sostenere
l’organizzazione e il miglioramento sia nell’attività ordinaria
sia in quella progettuale.
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Il trattamento economico
e la progressione di carriera
Non si fonderà sull’anzianità ma sull’impegno e sul contributo dei
docenti al miglioramento della scuola.
Ad ogni docente sarà riconosciuto uno stipendio base che potrà
essere integrato in due modi:
Strutturale e stabile, grazie a scatti di retribuzione periodica.
Accessorio e variabile, grazie ad una retribuzione per lo
svolgimento di ore e attività aggiuntive.
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Sistema attuale e nuovo sistema
 Nella propria carriera ciascun docente potrà maturare fino a 12 scatti
di competenza, il doppio di quelli previsti dal sistema attuale.
 Chi matura i primi due scatti, al nono anno ( quando oggi matura il
primo scatto) si troverebbe con 6500€ netti in più nel portafoglio
 A fine carriera i docenti migliori potranno arrivare a guadagnare
circa 9.000€ netti in più all’anno rispetto allo stipendio base cioè circa
2000€ in più rispetto a quanto guadagnerebbero a fine carriera con il
sistema attuale.
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 Con il sistema attuale un docente deve aspettare 9 anni
per avere 140 € netti al mese.
 Con il nuovo sistema i docenti più bravi possono avere
120 € al mese in più dopo 6 anni, alcuni avranno la
metà, 60€ al mese, altri rimarranno con lo stipendio
base.
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Transizione al nuovo sistema dal 1° settembre 2015
 Docenti a cui mancano meno di 3 anni per il pensionamento:
continuerà ad applicarsi l’attuale sistema di scatti di anzianità.
 Docenti immessi dopo l’entrata in vigore del piano, con diritto alla
ricostruzione di carriera: Riconoscimento degli scatti stipendiali fino
al 1° settembre e applicazione del nuovo regime a partire dalla data
di immissione in ruolo .
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Transizione al nuovo sistema dal 1° settembre 2015
 Docenti che si trovano in diverse classi stipendiali, fino
al 33esimo anno: si applicherà sino al 1° settembre 2015
il sistema previgente basato sugli automatismi stipendiali
e dal 1° settembre 2015 il nuovo meccanismo degli scatti
conservando lo stipendio maturato sino a quel momento.
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Quali risorse?
 Le risorse utilizzate per gli scatti di competenza saranno le stesse
disponibili per gli scatti di anzianità distribuite, però, in modo
differente secondo un sistema che premia l’impegno e le
competenze dei docenti.
 La necessità di attendere 3 anni dall’avvio del nuovo sistema,
permetterà di recuperare risorse utilizzabili anche per una
stabilizzazione del fondo del MOF.
 Anche per il personale ATA sarà rivisitato il meccanismo di
valorizzazione della carriera.
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Il docente mentor
 Segue la valutazione, coordina le attività di formazione dei docenti,
compresa quella tra pari, sovraintende alla formazione dei colleghi,
accompagna il percorso dei tirocinanti, collabora con il DS nella
valorizzazione delle risorse umane nell’ambito della didattica.
 È scelto dal Nucleo di valutazione interno,
tra i docenti che per tre anni di seguito
hanno avuto uno scatto di competenza. Il
docente mentor rimane in carica per tre
anni e può essere riconfermato.
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Il docente mentor: com’è retribuito?
Oltre al reddito derivante dagli scatti,
il docente mentor è retribuito con una
indennità di posizione. Nel frattempo
continua a maturare, triennalmente, i
crediti formativi, didattici e
professionali.
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Il docente mentor: periodo transitorio
 Il docente mentor sarà individuato dal Nucleo di valutazione interno,
tra quelli che per tre anni avranno avuto uno scatto. Ciò richiede 9 anni
dall’entrata in vigore del nuovo sistema.
 Nel frattempo il mentor sarà scelto:
- nei primi 3 anni, dal Nucleo di valutazione in seguito ad una prima
documentazione dei crediti e del portfolio;
- dopo 6 anni, tra i docenti che hanno ricevuto per due volte lo scatto
stipendiale.
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Mobilità dei docenti
per il miglioramento di tutte le scuole
 Occorre considerare l’unità di riferimento per il calcolo del
66% sia riferito alla singola scuola, sia a reti di scuole.
 Questo permetterà di migliorare tutte le scuole in quanto
favorirà una mobilità orizzontale positiva.
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Mobilità dei docenti per il miglioramento
di tutte le scuole
 I docenti mediamente bravi per avere più possibilità di maturare lo
scatto, potrebbero volersi spostare in scuole in cui la media dei crediti
maturati dai docenti è bassa e quindi verso scuole in cui la qualità
dell’insegnamento è mediamente buona, aiutandole ad invertire la
tendenza.
 Andrà comunque previsto che la mobilità avvenga nel rispetto della
continuità didattica e che le scuole potranno contare sui docenti per
almeno tre anni consecutivi.
LECCE 15 ottobre 2014 CONFERENZA DI SERVIZIO SU «LA BUONA SCUOLA»
Mobilità dei docenti
per il miglioramento di tutte le scuole
 La mobilità geografica andrà di pari passo con la mobilità professionale
cioè da cattedra a organico funzionale e viceversa.
 Tutti i docenti nel corso della propria carriera potranno svolgere lavori
diversi, ma complementari (fare lezione in classe, sviluppare
progettualità extracurricolare, seguire la formazione dei tirocinanti).
LECCE 15 ottobre 2014 CONFERENZA DI SERVIZIO SU «LA BUONA SCUOLA»
Sistema basato sul merito dei
docenti che riduce la disparità
tra le scuole e le incoraggia e
aiuta tutte a migliorare.
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La buona scuola - capitolo 2