Progetto
Vorrei fare
L’ARTIGIANO
Scuola Primaria
“ Luigi Mercantini”
di Falconara
Classi 5°A e 5°B
La parola “artigiano” mi fa pensare a…
C’era una volta
un vecchio baule di
legno, abbandonato
in una vecchia bottega
di un antico edificio …
E’ l’inizio di una fiaba?
Forse sì o forse no…
Nel baule, tra la polvere del tempo, alcuni fogli
ingialliti e dimenticati: pezzi di storia di lavori antichi.
E su di essi, tracciati a matita, disegni e schizzi di coloro
che hanno l’arte nelle mani, nella mente e nel cuore:
sì, stiamo parlando degli artigiani!
Fogli che volano al vento
A questo punto della storia,
avvenne la magia:
forse era nel vento che li fece volare
fuori, dal baule al pavimento, e da lì
alla finestra aperta e poi sulla
strada di una moderna città …
Dagli schizzi uscirono dei simpatici artigiani:
piccoli o grandi, veri o fantastici?
Non lo sappiamo! Certo è che si chiamavano …
Ciao a tutti, io sono Bullone,
finalmente sono uscito da quel
disegno. Sapete, io adoro lavorare
il ferro artigianalmente.
Secondo voi, c’è ancora qualche
artigiano sopravvissuto
all’ industrializzazione?
Ciao a tutti !!! Mi chiamo Argillina. Sono una
ceramista. Le mie creazioni sono fatte di argilla; i
miei clienti rimangono ogni volta sbalorditi dalle
mie opere, ma purtroppo i ragazzi non mi
apprezzano e mi chiedono:
-Perché usare le mani, quando hai un mondo di
tecnologia davanti a te?
- Io spiego loro che “usare le mani” è importante
perché ci stimola a sviluppare l'ingegno e la fantasia
e ci fa stare bene con noi stessi.
Ciao, io sono Pinuccio, il falegname.
Non vedo l’ora di mettermi all’opera
e andare a cercare altri artigiani
come me. Sono riuscito ad uscire da
quel disegno portando con me un
pezzo di legno di noce e un martello!
Mmm… già sto pensando a che cosa
ci posso creare!
Ciao a tutti! Io sono Stringhetto,
un artigiano: realizzo scarpe belle e
comode. Le mie creazioni sono sempre
diverse e … piacciono a tutti: grandi e
piccini. Dovete sapere che il mio lavoro
è molto bello e divertente: ora le
scarpe vengono create solo con i
macchinari computerizzati ma ai miei
tempi il lavoro era molto più
stimolante, perché si doveva fare tutto
a mano.
Ciao, io sono Spagnoletta,
la magliaia. Da quanto tempo che non
mi muovevo un po’, finalmente sono
uscita da quel foglio in cui avevo
disegnato una mia bellissima
creazione! Quanto mi piacerebbe
condividere con qualcuno la mia
passione!
E camminando e curiosando per la città …
Questo
palazzo è
molto
moderno !
Non lo so! Forse
ci sarà qualche
artigiano ?
Hai ragione! Ma
cosa vorrà dire
“Confartigianato”?
In una città così
moderna una parola
così antica, strano!
Che bello! Forse
l’artigianato
esiste ancora!
Allora decidono di dividersi e vanno nel territorio
locale e dintorni per trovare artigiani come loro…
Io mi dirigo
verso Camerata
Picena.
Io rimango
nella zona di
Falconara.
Salve, sono
Stringhetto.
Artigiani sto
arrivando …
Chissà se c’è
qualche
artigiano da
queste parti …
Io vado alla
ricerca di
artigiani verso
Senigallia.
Mi
assomiglia!
Intervista di Bullone al Signor Maurizio,
fabbro e proprietario della Ditta Ferromania
Bullone - Da quanto tempo fa l’artigiano e a che età ha iniziato il suo mestiere? Da quanti anni esiste la sua Ditta?
Maurizio - Ho iniziato a fare l’artigiano dal 2002. Ho iniziato il mio lavoro all’età di 31 anni. Questa ditta esiste da oltre 40 anni.
Bullone - Glielo ha insegnato qualcuno questo mestiere o ha frequentato dei corsi o scuole particolari?
Maurizio – Non ho seguito corsi, ma ci siamo aggiornati sull’ artigianato attraverso Internet. Ho seguito le orme di mio padre.
Bullone - Quali strumenti ed attrezzature usava per il suo lavoro quando ha iniziato? Sono gli stessi che usa oggi?
Maurizio – Gli strumenti sono più o meno gli stessi del passato e inoltre usiamo dei macchinari moderni e conformi alle norme sulla sicurezza. Una
parte del nostro lavoro è ancora svolta a mano.
Bullone - La sua Ditta è a conduzione familiare o altro?
Maurizio – La mia ditta era di mio padre, ora continuo io il lavoro con un socio e un dipendente.
Bullone - Quante ore lavora al giorno? Lavora da solo o insieme ad altre persone?
Maurizio – Le ore di lavoro giornaliere sono più o meno 8 e lavoriamo insieme.E’ un lavoro duro e faticoso.
Bullone - Il suo è ancora un lavoro manuale o usa anche strumenti e attrezzature moderne e informatiche? A quale scopo?
Maurizio – Il mio lavoro è in parte fatto a mano e in parte realizzato con macchinari moderni. Usiamo il computer per la progettazione, i
disegni con le misure precise dei nostri prodotti; usiamo Internet a scopo pubblicitario.
Bullone- Quali e quanti prodotti realizza e quali sono le fasi principali di lavorazione?
Maurizio - Produciamo soprattutto cancelli ,balaustre e infissi.
Bullone - Pensa che il suo mestiere potrebbe essere un lavoro da consigliare ai giovani di oggi e perché?
Maurizio – Si, io consiglierei questo lavoro ai giovani di oggi perché solo l’artigianato offre al lavoratore il piacere di aver costruito un
pezzo unico.
Bullone - Secondo lei quali prospettive future può offrire l’artigianato ai giovani?
Maurizio – L’artigianato offre ai giovani molte opportunità per il futuro per lavorare
con Internet e manualmente.
Il signor Maurizio ha regalato a Bullone un bel quadrifoglio portafortuna,
realizzato con le sue mani da vero artista! Bravo! Volete vedere in che modo?
Cliccate su VIDEO fabbro in basso a sinistra.
PER CONCLUDERE IL SIGNOR
MAURIZIO MI HA SALUTATO
DICENDO CHE L’ARTIGIANO PROVA
UNA GRANDE SODDISFAZIONE
ARTISTICA E OGNI SUO PRODOTTO
E’ SEMPRE UN PEZZO UNICO E IL
PIACERE DEL “PEZZO UNICO” E’
SIA DI CHI LO HA REALIZZATO CHE
DEL CLIENTE.
Grazie Maurizio!
Video
fabbro
Dalla signora Morena, ceramista
della Ditta LA TORRE di Montignano - Senigallia
Intervista di Argillina alla signora Morena, artigiana della Ditta LA TORRE
Argillina - Da quanto tempo fa l’artigiana e a che età ha iniziato il suo mestiere? A che età ha iniziato a fare il suo lavoro?
Morena - Sono 15 anni che lavoro, avevo 29 anni.
Argillina -Glielo ha insegnato qualcuno questo mestiere o ha frequentato dei corsi o scuole particolari?
Morena -Ho frequentato un corso a Urbania di 600 ore finanziato dalla CE.
Argillina - Quali strumenti ed attrezzature usava per il suo lavoro quando ha iniziato? Sono gli stessi che usa oggi?
Morena - Gli strumenti che servono sono il tornio, il filo di ferro e le minette.
Argillina - La sua Ditta è a conduzione familiare o altro?
Morena - La mia ditta è a conduzione familiare.
Argillina - Quante ore lavora al giorno? Lavora da sola o insieme ad altre persone?
Morena - Lavoro dalle 10 alle 12 ore al giorno insieme a mio marito, io mio occupo della decorazione e lui lavora con il tornio.
Argillina - Il suo è ancora un lavoro manuale o usa anche strumenti e attrezzature moderne e informatiche? A quale scopo?
Morena - Il mio lavoro è manuale, ma uso il computer per la ricerca di nuove decorazioni.
Argillina - Quali prodotti realizza e quali sono le fasi principali di lavorazione?
Morena- I prodotti realizzati sono: orologi da parete, lampade e lampadari, souvenir,numeri civici, decorazioni e oggettistica da regalo,
bomboniere. Le fasi sono semplici, ma ci vuole precisione ed esperienza. Prima si impasta l'argilla, si schiaccia due o tre volte per
togliere le bolle d'aria e renderla compatta per prevenire il formarsi di crepe nel prodotto finito. Si forma una palla e si pone l'argilla al
centro del piatto girevole del tornio. Quindi si modella con le mani, mentre si regola la rotazione del tornio. Ogni tanto bisogna bagnare
la pasta con l'acqua e passarci una spugna umida. Quando il vaso ha preso la forma che desideriamo, lo stacchiamo dal tornio con il
filo di ferro e lo mettiamo all'aria ad essiccare, perché l'oggetto perda l'umidità residua. Poi si passa alla cottura in forno per alcune ore.
Terminato questo procedimento, si passa al decoro.
Argillina - Pensa che il suo mestiere potrebbe essere un lavoro da consigliare ai giovani di oggi e perché?
Morena – Si, perché è bello immaginare un oggetto e realizzarlo dall'inizio alla fine.
Argillina - Secondo lei quali prospettive future può offrire l’artigianato ai giovani?
Morena- Oggi si sta iniziando ad apprezzare più la qualità delle cose che la quantità. Alla gente non piace più riempire le proprie case
di oggetti in serie tutti uguali , ma preferisce poche cose ,personali, uniche, quindi artigianali.
Che bello modellare con le mani l’argilla!
E per concludere…
Ricordate questa
frase di Morena:
“E’ più importante la
qualità che la
quantità!”
Dalla falegnameria “Antica Bottega Artigiana”
IL LAVORO DELL’ARTIGIANO A
SCUOLA? STRABILIANTE!
Intervista di Pinuccio al signor Mario Pierangelo, falegname in
pensione della Antica Bottega Artigiana di Ripe di Senigallia
Pinuccio - Da quanto tempo fa l’artigiano e a che età ha iniziato il suo mestiere? Da quanti anni esiste la sua Ditta?
Pierangelo – A 12 anni ho cominciato a lavorare il legno,la mia ditta esiste dal 1975
Pinuccio - Glielo ha insegnato qualcuno questo mestiere o ha frequentato dei corsi o scuole particolari?
Pierangelo – Mio padre e mio nonno erano falegnami. Questo mestiere me lo ha insegnato mio padre e io l’ho insegnato a mio figlio.
Pinuccio - Quali strumenti ed attrezzature usava per il suo lavoro quando ha iniziato? Sono gli stessi che usa oggi?
Pierangelo – Quando ho iniziato usavo le sgorbie,il mazzolo, l’intagliatore, la pialla e la pressa. Comunque gli attrezzi sono sempre
quelli, ce ne sono solo alcuni più moderni.
Pinuccio - La sua Ditta è a conduzione familiare o altro?
Pierangelo – Sì. Ora io sono in pensione e mio figlio porta da solo avanti la bottega.
Pinuccio - Quante ore lavorava al giorno? Lavorava da solo o insieme ad altre persone?
Pierangelo – Al giorno lavoravo 8 ore ma spesso anche di più quando c’era il lavoro da finire. In bottega lavoravo con mio figlio.
Pinuccio - Il suo è ancora un lavoro manuale o usa anche strumenti e attrezzature moderne e informatiche? A quale scopo?
Pierangelo – Il mio è ancora un lavoro manuale ad esempio per l’intaglio. Per alcune lavorazioni,come la costruzione di mobili, usiamo
macchinari come la sega elettrica. Non usiamo mezzi informatici.
Bullone- Quali e quanti prodotti vengono realizzati nella sua falegnameria e quali sono le fasi principali di lavorazione?
Pierangelo – Vengono realizzati prodotti in legno di tutti i generi e le fasi sono diverse a seconda del lavoro. Per l’intaglio le fasi
principali di lavorazione sono:prima il disegno di un oggetto che ho visto,poi con uno strumento fatto apposta chiamato sgorbio lo
intaglio, poi carteggio, vernicio e lucido. Per l’intaglio si usa il legno di pino cembro.
Pinuccio - Pensa che il suo mestiere potrebbe essere un lavoro da consigliare ai giovani di oggi e perché?
Pierangelo – Sì,penso che il mio lavoro si possa consigliare ai giovani di oggi perché è un lavoro molto creativo, però ci vuole la
passione, senza di quella non si fa niente.
Pinuccio - Secondo lei quali prospettive future può offrire l’artigianato ai giovani?
Pierangelo – Secondo me,le prospettive che può offrire l’artigianato sono molte perché offrono una richiesta di prodotti sempre costante.
Pinuccio - Quale pensiero vuole regalare a tutti colori che leggeranno questa intervista?
Pierangelo - A coloro che leggeranno quest’intervista voglio dire che l’artigianato è uno dei lavori che ti regala più soddisfazione.
Il signor Pierangelo ha regalato a Pinuccio una scatola di legno con incisa una
dea, realizzata con le sue mani da bravo artigiano su legno di pino cembro.
Dalla Ditta «Duna» di Falconara
Vedete quel bambino
cerchiato di giallo? E’ stato
il maestro artigiano del
signor Franco, proprietario
della Duna.
Intervista di Stringhetto al maestro calzolaio
Franco calzolaio della ditta Duna di
Falconara M.
Stringhetto - Da quanto tempo fa l’artigiano e a che età ha iniziato il suo mestiere? Da quanti anni esiste la sua Ditta?
Franco – Faccio l’artigiano da molto tempo. Era il 1941, avevo 8 anni, ero molto piccolo.
Stringhetto – Come ha imparato a farlo?
Franco - Alla mattina andavo a scuola e dopo la refezione andavo nella bottega di un mio conoscente e cosi ho iniziato a fare il calzolaio.
I primi tempi mi facevano battere i chiodi per fissare la suola. Più il tempo passava, più diventavo abile ; pensate che per
realizzare ,a mano, un paio di scarpe ci vogliono 32 passaggi. Oggi sono uno dei pochi maestri calzolai.
Stringhetto - Quali strumenti ed attrezzature usava per il suo lavoro quando ha iniziato? Sono gli stessi che usa oggi?
Franco – Usavo il trincetto ,la lesina,il martello,il bussetto,la raspa e la tenaglia.
Stringhetto - La sua Ditta è a conduzione familiare o altro?
Franco – Ci lavora tutta la mia famiglia ma oggi conta anche circa 100 dipendenti: attualmente è una fabbrica.
Stringhetto - Quante ore lavora al giorno? Lavora da solo o insieme ad altre persone?
Franco – Lavoro molte ore al giorno insieme ai miei figli e ai miei collaboratori.
Stringhetto - Il suo è ancora un lavoro manuale o usa anche strumenti e attrezzature moderne e informatiche? A quale scopo?
Franco – Per produrre scarpe speciali e personalizzate occorre molto lavoro manuale, ma faccio uso anche della tecnologia più moderna per
accelerare la produzione: ho parecchi ordini nazionali e internazionali. Infatti, posso dire con orgoglio che in quasi tutte le parti del
mondo c’è una scarpa DUNA.
Stringhetto - Quali e quanti prodotti realizza e quali sono le fasi principali di lavorazione?
Franco – Si producono al giorno 51 scarpe a mano e 475 con macchinari. Sono scarpe prevalentemente ortopediche. Per creare un paio di scarpe artigianali occorrono
32 passaggi, ma cercherò di riassumerli: si prende l’ impronta e la misura del piede, poi si modella la forma, si passa al taglio della pelle e quindi si cuciono i vari
pezzi tagliati(tomaia) con la fodera; dopo si costruisce il fondo della scarpa e si tinteggia; infine la scarpa viene levigata e lucidata.
Stringhetto - Pensa che il suo mestiere potrebbe essere un lavoro da consigliare ai giovani di oggi e perché?
Franco - Certo! L’importante avere nuove idee! Io ad esempio, quando verso gli anni ‘70 mi trovavo a Falconara, lontano dalla mia città
di origine, con moglie e figli senza parenti, senza lavoro, una mattina mi venne in mente di costruire uno zoccolo snodabile.
Iniziai a lavorare sul progetto e lo realizzai: in poco tempo iniziai a vendere i miei zoccoli nei negozi più famosi e feci fortuna!
Stringhetto - Secondo lei quali prospettive future può offrire l’artigianato ai giovani?
Franco – Può offrire buone prospettive, perché il settore calzaturiero non ha conosciuto crisi, sta aumentando le esportazioni all’estero.
Le scarpe italiane sono le più ricercate sul mondo perché hanno alla base un gran lavoro artigianale.
Stringhetto - Quale pensiero vuole regalare a tutti colori che leggeranno questa intervista?
Franco – Credete sempre in ciò che fate e realizzate i vostri sogni.
E per concludere…
Ringraziamo il signor Franco che ci
ha regalato il seguente messaggio:
” Ogni giorno portate a termine con
impegno e dedizione il lavoro e
ricordate: chi lavora con le sue mani
è un lavoratore, chi lavora con le sue
mani e la sua testa è un artigiano, chi
lavora con le sue mani, con la sua
testa e il suo cuore è un artista”.
Intervista di Spagnoletta al Signora Silvana
magliaia e proprietaria della Ditta Rumori
Spagnoletta - Da quanto tempo fa l’artigiano e a che età ha iniziato il suo mestiere? Da quanti anni esiste la sua Ditta?
Silvana – Ho iniziato a fare il mio lavoro a 12 anni lavorando ai ferri, all’uncinetto e con ago e filo. La mia Ditta è nata nel 1972.
Spagnoletta - Glielo ha insegnato qualcuno questo mestiere o ha frequentato dei corsi o scuole particolari?
Silvana – Ho iniziato ad imparare il mio mestiere alla scuola elementare a tempo pieno ad un corso pomeridiano di attività manuali.
Spagnoletta - Quali strumenti ed attrezzature usava per il suo lavoro quando ha iniziato? Sono gli stessi che usa oggi?
Silvana -Gli strumenti sono cambiati molto: all’inizio usavo ago, filo e i ferri. Oggi si usano macchinari molto moderni e computerizzati.
Spagnoletta - La sua Ditta è a conduzione familiare o altro?
Silvana - La mia ditta è a conduzione familiare: lavoriamo io, mia figlia e mio marito.
Spagnoletta - Quante ore lavora al giorno? Lavora da solo o insieme ad altre persone?
Silvana - Le ore di lavoro non sono stabilite, si lavora più di 8 ore al giorno e quando ci sono delle richieste importanti anche 48 ore
filate. Lavoro insieme alla mia famiglia ma la maggior parte del lavoro è svolto dalle macchine che sono in funzione anche di
notte, a rimo continuo.
Spagnoletta - Il suo è ancora un lavoro manuale o usa anche strumenti e attrezzature moderne e informatiche? A quale scopo?
Silvana - Il mio lavoro è completamente industrializzato, usiamo macchine moderne collegate a internet. Usiamo Internet anche a
scopo pubblicitario. Abbiamo clienti anche stranieri, soprattutto Cinesi e Russi.
Spagnoletta- Quali e quanti prodotti realizza e quali sono le fasi principali di lavorazione?
Silvana- Realizziamo ad esempio tessuti in maglia per case di moda e stilisti. Nel passato, quando la nostra produzione era
completamente artigianale, si realizzavamo al giorno 5/6 capi: oggi se ne realizzano circa un centinaio.
Spagnoletta- Pensa che il suo mestiere potrebbe essere un lavoro da consigliare ai giovani di oggi e perché?
Silvana - Si, io lo consiglierei ai giovani di oggi, se hanno una forte passione per il campo della maglieria
Spagnoletta - Secondo lei quali prospettive future può offrire l’artigianato ai giovani?
Silvana – E’ un campo in via di sviluppo in quanto la moda Made in Italy è molto apprezzata
e richiesta all’estero.
La Signora Silvana ha regalato a Spagnoletta una maglia tessuta col suo vecchio telaio!
Ci è così affezionata! Volete vedere in che modo? Cliccate su video maglificio Rumori in
basso a sinistra.
Addirittura 48 ore
di lavoro filate!
Ma alla signora Silvana
non importa, perché a lei
piace tantissimo quello che
fa!
Che grande energia ha
l’artigiano!
Video
maglificio
Rumori
Alla fine Stringhetto, Argillina, Pinuccio e Spagnoletta si
incontrano nella stessa piazza della Confartigianato di Ancona
Gli strumenti e i macchinari
saranno sempre più al
servizio dell’uomo ma spero
che l’estro del maestro
artigiano prevarrà!
E allora …
prima di tornare nel nostro passato, nei
nostri disegni,nel nostro baule e nella nostra
bottega …
e prima che questa bella magia finisca,
vogliamo dire ai giovani del presente e del
futuro quello che noi abbiamo deciso tanti e
tanti anni fa, quando eravamo come loro:
” VORREI FARE
L’ARTIGIANO!”
Conclusione
“Un uomo che ha dentro di sè un'urgenza di esprimersi è, sì, un uomo
che soffre, ma è anche un uomo che da' materia ad un sogno
attraverso ciò che crea e ne fa il proprio mestiere: l'artigiano.
L'artigiano non può che essere un uomo felice, e solo un uomo felice
può rendere questo mondo,un mondo migliore.”
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C`era una volta e ancora c`è, ma l`artigiano che cos`è?