Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:48 Pagina 1 L’Eco dell’Oratorio Dicembre 2011 n. 3 EXALLIEVI DON BOSCO - CASA MADRE Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 2 NATALE: arcobaleno tra cielo e terra Tanto tempo fa i colori fecero una lite furibonda. Tutti si proclamavano il più importante, il più utile, il favorito. Il VERDE disse: “Chiaramente sono il più importante. Io sono il segno della vita e della speranza. Io sono stato scelto dall’erba, dalle piante. Senza di me tutti gli animali morirebbero. Il BLU lo interruppe: “Tu pensi solo alla terra, ma non consideri il cielo e il mare! È l’acqua la base della vita. Il cielo dà spazio, pace e serenità. Senza di me voi non sareste niente...”. Il GIALLO rilanciò: “Voi siete tutti così seri! Io porto sorriso, gioia e caldo nel mondo. Il sole è giallo, la luna è gialla, le stelle sono gialle. Quando fioriscono i girasoli, il mondo intero sembra sorridere. Senza di me non ci sarebbe allegria...”. L’ARANCIONE si fece largo: “Io sono il colore della salute e della forza. Io porto con me le più importanti vitamine. Pensate alle carote, zucche, arance, mango. E quando riempio il cielo nell’alba e nel tramonto, la mia bellezza è tale che più nessuno pensa ad uno solo di voi...”. Il ROSSO, poco distante, urlò: “Io sono il re di tutti voi. Io sono il colore del sangue 22 ed il sangue è vita, è il colore del pericolo e del coraggio. Io metto il fuoco nel sangue, io sono il colore della passione, dell’amore. Il mio colore intenso è il colore dei re, dei potenti, dei prelati. Sono il segno dell’autorità e della sapienza...”. Anche l’INDACO disse la sua, rifacendosi alle profondità delle acque e del crepuscolo; quindi essere il simbolo della riflessione, della preghiera e della pace. E così i colori continuarono a discutere ognuno convinto di essere superiore agli altri. Litigarono persino. Improvvisamente un lampo squarciò il cielo, seguito da un rumore fortissimo. Il tuono e la pioggia, che seguì violenta, li impaurirono a tal punto che si strinsero tutti insieme per confortarsi. Nel mezzo del clamore la PIOGGIA iniziò a parlare: “O sciocchi colori, litigate tra di voi e ognuno cerca di dominare gli altri. Tenetevi per mano e venite con me”. Dopo che ebbero fatto pace, si presero tutti per mano e formarono un bellissimo ARCOBALENO, segno appunto di Speranza e di Pace. L’umanità in Adamo ed Eva si è ribellata a Dio. E Dio cosa ha fatto? Ignorare e fare finta di niente? Vendicarsi facendogliela pagare? Perdonare e non pensarci più? Ha seguito un’altra strada: ha sì perdonato, ma ha coinvolto anche l’umanità che aveva peccato. Era necessario che un Uomo-Dio fosse l’artefice della salvezza umana. Che Gesù, con la sua nascita, fosse l’ARCOBALENO tra Cielo e Terra. Non solo simbolo, ma portatore e realizzatore di pace, della PACE. Ecco l’augurio per ogni EXALLIEVO e Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 3 La PRESIDENZA degli Exallievi di Valdocco “Casa Madre” con i suoi Iscritti e con gli Amici di Don Bosco AUGURA UN SANTO NATALE al IX Successore di Don Bosco, don Pascual Chávez, all’Ispettore dei Salesiani del Piemonte e Valle d’Aosta, don Stefano Martoglio, e al Direttore dell’Oratorio San Francesco di Sales, don Enzo Baccini e ai salesiani tutti. Gesù Bambino, dono del Padre all’umanità, doni a tutti Luce, Pace, Amore: La pace guardò in basso, vide la guerra e disse: là voglio andare. L’amore guardò in basso, vide l’odio e disse: là voglio andare. La luce guardò in basso, vide il buio e disse: là voglio andare. Così apparve la luce e risplendette. Così apparve la pace e offrì riposo. Così apparve l’amore e portò vita. ALFRED EDWARD HAUSMANN per la sua famiglia: il Natale porti e doni pace, la Pace di Dio, in ogni coscienza, in ogni famiglia, nel mondo. Come? Lo sappiamo bene tutti, ma forse ci manca la volontà di fare il passo per incontrarci con LUI. Dopo questo gesto ci sarà più facile essere in pace con noi stessi e con gli altri. Perbacco, non perdiamo l’occasione! Il Divino Bambinello nella sua culla ci attende a braccia aperte. Dài, fai un passo: e sarà un bel Natale. Don Giancarlo Casati 3 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 4 e t n de i s e l Pr i Carrellata... presidenziale Cari Ex-allievi, a fine anno è consuetudine scambiarci gli auguri ed esporre un bilancio delle attività svolte. Tutte le nostre iniziative hanno registrato una discreta partecipazione, specie alla Messa nelle prime domeniche del mese e agli incontri preparatori al Natale e alla Pasqua. Il convegno annuale ha riconfermato una buona presenza di ex-allievi, segno del sentito attaccamento all’Ausiliatrice e a Don Bosco. Grande successo hanno avuto gli incontri di ex-allievi suddivisi per annate o classi. È emozionante il clima gioioso che si crea tra ex-compagni di classe o di laboratorio! Quanta umanità si coglie nei racconti delle proprie vicende! Successi ed insuccessi, gioie e dolori. E da ogni esperienza traspare l’apprezzamento dei valori proposti dall’educazione ricevuta. Valdocco è stata una palestra, che ci ha formati e temprati, per poter affrontare “il futuro”, forti dei valori cristiani e umani che sono l’essenza del sistema educativo di Don Bosco. Questo è quanto abbiamo fatto. Si poteva fare di più? Certamente sì. La nota dolente riguarda il calo dei tesseramenti (specialmente nella fascia più giovane) e delle offerte. La “vita” della nostra Unione dipende esclu- 4 sivamente dall’aiuto dei suoi iscritti. Il tesseramento e le offerte ci permettono innanzitutto di dialogare con voi tramite “L’Eco dell’Oratorio”. Fino all’anno scorso, grazie anche all’introito del buffet, allestito per la festa di Maria Ausiliatrice, devolvevamo in beneficenza circa 5.000 €. Quest’anno, a malincuore, abbiamo sospeso ogni elargizione, tranne le tre adozioni a distanza (600 €). Io sono fiducioso, certo della vostra generosità, di poter in futuro contribuire alla Borsa “Don Ottorino Sartori” e sostenere un’opera missionaria salesiana. ● Domenica 2 ottobre ci siamo ritrovati a Valdocco, dando inizio al nuovo anno sociale 2011-2012. La partecipazione, grazie anche alla giornata soleggiata e tiepida, è stata numerosa. Auguriamoci che sia di buon auspicio per le prossime “prime” domeniche. Prossimi appuntamenti religiosi: ● Giovedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata. Tutta la Famiglia Salesiana in questa ricorrenza ricorda l’incontro di Don Bosco con Bartolomeo Garelli. Appuntamento alle ore 10,30 nella Chiesa di San Francesco d’Assisi di Torino, sita nella via omonima. Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 5 ● Sabato 17 dicembre, a Valdocco, alle ore 18, siamo invitati ad una breve riflessione natalizia, cui seguirà la Santa Messa prefestiva con possibilità di confessarsi. Poi ci scambieremo gli auguri con l’arrivo di... Babbo Natale. Il prossimo anno ci riserverà due avvenimenti particolarmente importanti. Il primo riguarda i 150 anni della Scuola Tipografica Salesiana, autorizzata dallo stato italiano il 31 dicembre 1861. ● Martedì 31 gennaio, festa di Don Bosco. Valdocco sarà visitato da ex-allievi, devoti e amici di Don Bosco. Mamme e papà che pregano il Santo dei giovani per i loro figli, giovani che pregano il loro Amico per il proprio futuro. Momenti salienti della festa saranno la solenne Concelebrazione delle 10, la Messa dei Giovani alle 18,30 e la Messa per la Famiglia Salesiana e gli Amici di Don Bosco alle ore 21. ● Domenica 25 marzo, ritiro spirituale in preparazione alla Pasqua. Quest’anno ci ospiterà la Casa di preghiera “L’oasi di Santa Chiara”, sita in Via Luisa del Carretto 6, con ritrovo alle ore 9. ● Domenica 15 aprile, Convegno annuale degli ex-allievi di “Casa Madre”. Cari Ex-allievi, quanto vorrei augurarvi un Santo Natale pieno di gioia e di speranza! Ma i tempi sono difficili. Siamo passati dal Natale “pagano” caratterizzato da uno sfrenato consumismo, perché, dicevano, così si sosteneva l’economia, ad un Natale offuscato dall’attuale tempestosa e oscura situazione economica, dalla decadenza dei costumi e dalla perdita dei valori cardine della società: la famiglia, l’onestà, il rispetto, lo spirito di sacrificio, la laboriosità e la fede. Il papa Benedetto XVI e il card. Ba- 5 Il secondo sarà il Congresso mondiale degli ex-allievi, che si terrà a Valdocco e al Colle Don Bosco dal 26 al 29 aprile 2012. Gli ex-allievi e le ex-allieve di Don Bosco si troveranno nella terra del loro Maestro, per festeggiare i 100 anni della loro Confederazione. gnasco hanno invitato i cristiani laici (quindi NOI exallievi) a impegnarsi nella “res pubblica” (cosa pubblica), a ribellarsi ad un andazzo comportamentale degradato, e a far emergere i valori morali e civili insiti nella nostra fede, come la giustizia e la solidarietà. Da parte mia un sincero e cordiale augurio che il Natale trasmetta “la pace in terra agli uomini di buona volontà”. Pace con noi stessi, pace con i nostri cari e pace con il nostro prossimo. Luigi Mazzucchi Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 6 Il Cardinale preannunciato da Don Bosco Vicino alle porte di entrata, nella chiesa di San Francesco di Sales in Valdocco, ci sono due lapidi che ricordano Giovanni Cagliero. 6 dote... e poi... e poi...”. Qui Don Bosco si interruppe, stette alquanto pensoso, “... e andrai lontano, lontano”. E non lo confessò, né più si parlò di sacramenti in articolo di morte. Per Don Bosco il sentore della morte del giovane non esisteva, anche se la si vedeva in faccia, la morte. C’era un appuntamento del destino: era l’amore di Don Bosco a dare gli appuntamenti. Racconterà più tardi le sue intuizioni di quelle visioni: la pace, simboleggiata dal ramoscello d’ulivo, sarebbe stata annunciata dalla parola del giovane Cagliero, e lo splendore della colomba denotava la pienezza della grazia dello Spirito Santo. E da quel momento Don Bosco ebbe un’idea confusa ma costante che il Cagliero sarebbe diventato Vescovo. Quelle figure di selvaggi, che sembravano chiedere soccorso, tra le quali si distinguevano due uomini, uno di aspetto orrido e nerastro, l’altro di color rame e portamento guerriero, che stavano curvi sopra il piccolo moribondo, erano le fisionomie degli aborigeni della Patagonia e della Terra del fuoco. Il giovane Cagliero guarì, vestì l’abito chiericale, confezionato dalla sua mamma, che tanto aveva sofferto per la malattia Foto Mario Notario ual era il significato della visione di una colomba, che mandava attorno a sé sprazzi di luce vivissima e portava nel becco un ramoscello d’ulivo, col quale toccò le labbra del giovanetto infermo? E quale interpretazione dare alla visione di strane figure di selvaggi che fissavano lo sguardo nel volto di quello stesso giovane, che due celebri medici di Torino, Galvagno e Bellingeri, dopo un consulto, presagivano in fin di vita e invitavano Don Bosco a somministrargli i Sacramenti in articulo mortis ? In quelle due visioni si manifestava la missione del primo vescovo salesiano. Quel giovane, che nell’Oratorio tutti pensavano che da un giorno all’altro passasse all’Eternità, si chiamava Giovanni Cagliero, un ragazzo di Don Bosco. Un giorno il giovane Cagliero, allora sedicenne, stanco per il lavoro di assistenza agli ammalati di colera che aveva colpito la popolazione di Torino, ritornato a casa dal lazzaretto, si sentì male e si mise a letto. Don Bosco, che lo amava come un figlio, gli fece avere tutte le cure possibili per salvarlo dalle febbri gastriche tifoidee. Ma la malattia progrediva e in un mese lo ridusse agli estremi. Fu allora che Don Bosco, avvicinatosi al suo letto con la solita calma e il suo dolce sorriso, ebbe quelle visioni. E rivoltosi al malato gli disse: “Non è ancora tempo che tu vada in Paradiso. Il Signore non vuole che tu muoia, adesso. Vi sono ancora molte cose da fare: guarirai... vestirai l’abito da chierico, diventerai sacer- Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:49 Pagina 7 del figlio, e fu tra i primi quattro collaboratori di Don Bosco che aderirono all’idea di fondare la Congregazione salesiana. Uno di voi sarà fatto Vescovo Nel 1855 parecchi chierici e giovani erano attorno a Don Bosco e, scherzando, parlavano del loro futuro. Don Bosco, presa un’aria pensierosa, disse: “Uno di voi sarà fatto Vescovo”, e soggiunse: “Don Bosco, però, sarà sempre solo Don Bosco”. La notizia catalizzò la curiosità, e lo stupore dei presenti, anche perché all’epoca venivano nominati vescovi soltanto gli appartenenti a nobile casato o chi si distingueva per scienza ed elevata cultura. Nel 1862 Cagliero fu ordinato sacerdote ed eletto Direttore spirituale dell’Oratorio di Valdocco. Ma intanto nella mente di Don Bosco si aprivano nuovi orizzonti nel campo delle missioni cattoliche. L’11 novembre 1875 nel Santuario di Maria Ausiliatrice, stipato di folla commossa, Don Bosco consegnava il Crocifisso ai primi dieci missionari salesiani in partenza per l’America del Sud: li guidava Don Giovanni Cagliero. Nel novembre 1884, Leone XIII nominava Don Cagliero Vescovo titolare di Magida, affidandogli il Vicariato Apostolico della Patagonia settentrionale e centrale. Successivamente Pio X lo nominava delegato apostolico dell’America centrale e nel 1915 Benedetto XV lo chiamò a Roma per elevarlo alla dignità cardinalizia e assegnarlo alla Sacra Congregazione dei Religiosi, di Propaganda fide e dei Riti. Tra romanze e pastorali la genialità del compositore A rivelare il lato artistico di Don Cagliero c’era la sua spiccata propensione alla mu- 7 sica, che Don Bosco considerava un efficace strumento di educazione. Dopo aver frequentato la scuola di armonia, Don Cagliero diventò un valido compositore di musica sacra e ricreativa. Sono celebri le sue romanze (Lo spazzacamino, Il figlio dell’esule, L’orfanello, ecc.) e molte composizioni di canti sacri e pastorali per organo. Giuseppe Verdi riconobbe nel giovane compositore “grande fantasia e potenza creativa”. PeFoto Mario Notario rosi ammirava l’ispirazione religiosa della sua musica. Nel 1868 per la consacrazione della basilica di Maria Ausiliatrice fu eseguita la sua antifona “Sancta Maria, succurre miseris”: tra i cantori c’era l’esordiente tenore Francesco Tamagno, che Don Cagliero aveva scovato in un quartiere popolare di Torino. Nel suo insieme la vita del Card. Cagliero si presenta come una grande partitura composta dalle molteplici attività, incentrate sulla missione prevista da Don Bosco nelle due visioni, quando la scienza umana lo dava in fin di vita a 16 anni. Morì a Roma nel 1926 e nel giugno 1964 la sua salma, reclamata dall’Argentina, venne trasferita con grande solennità nella cattedrale di Viedma, sua prima residenza in terra di missione. Lorenzo Ardissone Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 8 Ex-allievo medico in Kenia Stanco ma felice e con la forte sensazione di essere a casa... Questi i primi sentimenti che ho provato tornando per la settima volta nella missione dei Padri della Consolata di Matiri (Tharaka, Kenia). In questa regione, tra le più povere e depresse di quel paese africano, da alcuni anni è stato costruito, grazie all’impegno e alla buona volontà di tante persone, soprattutto della provincia di Ferrara, un ospedale che è destinato ad una popolazione di migliaia di persone sparse in un comprensorio di alcune centinaia di chilometri quadrati. Il Tharaka è una regione di origine vulcanica che si trova a sud del monte Kenia, quasi a cavallo dell’equatore. Posta tra i 400 e i 700 metri di altezza sul livello del mare, non possiede alcuna risorsa economica di particolare rilievo. Le popolazioni che vi abitano sono dedite all’allevamento di ovini e di qualche bovino e ad una agricoltura di sussistenza che garantisce a mala pena la copertura dei fabbisogni alimentari, se le stagioni delle piogge (due all’anno) sono favorevoli. Basta dare un’occhiata alla cartina geografica per capire il dramma di un’intera regione: anche il Tharaka infatti rientra tra le aree che hanno subìto la gravissima siccità che ha colpito il Corno d’Africa con le terribili conseguenze a tutti note. Ben tre raccolti sono andati completamente persi. Tanto che il rischio di morte per fame per i più poveri è reale e presente. Le popolazioni dipendono in tutto e per tutto dagli aiuti che 8 arrivano dalla comunità internazionale, ma soprattutto dalle comunità ecclesiali, principalmente cattoliche ma non solo. In particolare si sta provvedendo in questo periodo dell’anno a fornire sementi per le nuove colture e cibo, per tenere duro fino al nuovo raccolto che si spera fruttuoso, perché finalmente la pioggia è caduta e per il momento continua a cadere. Come prima conseguenza della situazione di assoluta povertà, si è verificata una netta riduzione degli accessi all’ospedale perché, non esistendo una copertura assicurativa da parte dello Stato, i cittadini del Kenia devono pagare tutte le prestazioni di carattere sanitario a cui si sottopongono. È vero che la partecipazione economica richiesta a noi sembra irrisoria (2-3 euro per le prestazioni ambulatoriali più semplici fino a 7-10 euro per le prestazioni più complesse, comprensive di terapia), ma in una realtà dove chi lavora guadagna mediamente meno di un euro al giorno, trovare i soldi per curarsi diventa difficile se non addirittura impossibile. La seconda conseguenza è il cambiamento delle patologie a cui ho assistito: a farla da padrone è sempre la malaria, ma mai come in quest’ultimo soggiorno ho visto le conseguenze della malnutrizione e della denutrizione. Nei soggiorni precedenti non mi era mai successo di dover curare bambini affetti da Beri-Beri o da Kwashiorkor, due pato- Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 9 La clinica mobile. logie causate da gravissime carenze vitaminiche e/o alimentari, mentre quest’anno ne abbiamo visti più d’uno; ed è successo più volte di dover intervenire con supporto alimentare sia per i bimbi sia per le mamme che non sono in grado di garantire un allattamento adeguato (bisogna tener conto che i bambini, tenuti a tracolla dalle mamme stesse fino a quando non camminano speditamente, continuano a succhiare il seno materno ben oltre i 12-13 mesi). L’allattamento prolungato permette ai neonati di crescere forti e in buona salute, se la mamma si nutre adeguatamente; ma diventa un problema per entrambi se non c’è un apporto alimentare adeguato per la madre: vedere donne magre se non addirittura emaciate e bambini scheletriti è uno spettacolo che mi ha frequentemente accompagnato nelle tre settimane che ho trascorso in Kenia. Di certo il lavoro, che inizia al mattino poco dopo il sorgere del sole e termina al tramonto, non era incentrato soltanto sulle patologie da malnutrizione; si andava dalla normale attività di corsia (con pazienti affetti da malattie respiratorie, infezioni intestinali, complicanze da infezione da HIV) alle attività di ambulatorio oppure alle vaccinazioni con la clinica mobile. Particolarmente piacevole e gratificante 9 risulta il lavoro con la clinica mobile: si parte con un fuoristrada attrezzato sommariamente e si raggiungono i villaggi circostanti per fare le vaccinazioni ai bambini, seguire le donne gravide e fare un minimo di educazione sanitaria. Tutta questa attività immersi in un paesaggio meraviglioso, alcune volte addirittura utilizzando i maestosi baobab come punto di ritrovo per la popolazione! E tutto gratuitamente grazie alle offerte di tanti che sommessamente e nell’ombra supportano questo straordinario progetto di emancipazione sociale e sanitaria. Adesso sono rientrato nella routine del lavoro in ospedale a Torino. Ma non passa giorno senza che la mia mente ritorni a Matiri, ai pazienti che ho lasciato laggiù, ai bambini che affollano la “Ca’ dei Cit” (la casa dei piccoli) e alla loro mentore e madre putativa, a quella meravigliosa figura di Rita Drago, che nell’arco di oltre 20 anni passati in Kenia, ha raccolto attorno a sé alcune decine di orfani e li sta crescendo con tutto l’amore e l’affetto di cui necessitano. Questi bimbi sono tutti orfani di madre e alcuni anche di padre; sono stati affidati dalle famiglie di origine, con regolare permesso delle autorità governative, alle cure di Rita che ha costruito per loro una accoglientissima casa dove sono seguiti da 5 giovani donne e mamme locali. La loro età varia da otto mesi a 13 anni e tutti sono amati e seguiti in base alle loro necessità: la Ca’ dei Cit non ha nulla a che vedere con un orfanotrofio, si respira l’at- Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 10 La Ca’ dei Cit. mosfera di una grande famiglia allargata. Non mi soffermo però solo a ripensare al tempo trascorso laggiù. Sto già pensando a quando tornare e a cosa fare nel frattempo per essere di aiuto. La priorità al momento è la sponsorizzazione delle famiglie per permettere loro di iscriversi al N.H.I.F. (National Hospital Insurance Found) che garantisce la copertura delle spese per i ricoveri ospedalieri. Con meno di 20 euro è possibile pagare l’iscrizione di tutto il nucleo familiare a questo fondo assicurativo governativo (sono escluse le spese per le prestazioni ambulatoriali). Poi si sta cercando di creare un fondo per garantire delle borse di studio ad alcuni studenti della zona per permettere loro di laurearsi in Medicina e Chirurgia o in Agronomia, così da stimolare la crescita e lo sviluppo da parte delle popolazioni stesse secondo il principio dell’autodeterminazione. Questi sono piccoli progetti, ma aiutano i paesi in via di sviluppo a raggiungere la consapevolezza che possono farcela ad uscire dalle difficoltà prima di tutto con le loro forze, se solo aiutati disinteressatamente. Sono un ex-allievo studente degli anni 1964-1967. Mi chia- 10 mo Claudio Amè ed ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada in quegli anni persone eccezionali come don Ersilio Renoglio, come don Mario Colombo, don Ferronato, don Binello, don Angeleri, don Teresio Bosco (che quando fungeva da supplente di don Renoglio ci leggeva in classe dei capitoli delle storie di Peppone e don Camillo...) e tanti altri, ai quali va il mio grazie di cuore per quanto mi hanno insegnato. Ma ancor più per l’esempio di dedizione e generosità che giorno dopo giorno mi hanno regalato. Io credo che la vita mi abbia riservato tanta fortuna e che sia mio dovere dedicare una piccola parte del mio tempo e del mio denaro a chi sta peggio di noi, come segno di gratitudine per l’abbondanza di Grazia che il buon Dio mi ha concesso. Chiunque volesse contattarmi, sono reperibile al numero di telefono 335.726.7791 oppure presso il Servizio di Medicina Interna dell’Ospedale Oftalmico di Torino. Claudio Amè Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 11 Il passato che ritorna in... foto Seconda Ginnasiale B (2ª Media), 1939. Primo a sinistra Don Zacchero (catechista), Don Santini (direttore), Don Libero Cornelio (prof. d’italiano), Don Castagna (prof. di matematica). Come ci volevamo bene! Da sinistra: Sig. Lamberto, Sig. Notario, Sig. Valesini, Sig. Dusso, Sig. Daparma, Sig. Picottino e Sig. Marocco. 11 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 12 Anno scolastico 1961-1962. Classe 2ª B, Elettro. Prima fila dall’alto in piedi: Borra, Tealdi, Raposio, Ferri, Chiadò Rana. Seconda fila in piedi: Guelfi, Enrietto, Viola, Dominici, Sosso, Manuetti, Garbero. Terza fila seduti: Cavagnero, Prioglio, Tortonese, Ferrero, Destefanis, Demichelis, Peloso. Quarta fila seduti: Rosa Marin, Dughera, Bollea, Coppa, Rovetto, Gozzarino, Carpinello. Qui in basso: la Banda del 1964 con il Prof. Renzo Lamberto. 12 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:50 Pagina 13 Il passato che ritorna in... foto Elettro, 1959. Eravamo tanti! Elettro, 4º anno, 1962 (a Superga). Elettro, 5º anno, 1963 (in Val di Viù). Che fusti! 13 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:51 Pagina 14 Incontrarsi? Emozione fantastica! Sabato 17 settembre Un bel numero di vispi settantenni e oltre, parecchi con le rispettive consorti, si è dato l’appuntamento vicino a Don Bosco per ritrovarsi, rivedersi, riconoscersi e comunicarsi esperienze, tante esperienze; tutte interessanti. Erano qui a Valdocco tra il 1950 e 1955. Nel 2012 penseremo di riunire quanti furono qui a Valdocco tra il 1955-1956 e il 1959-1960. Leitmotiv comune: GRAZIE, Don BOSCO, per le dritte che abbiamo ricevute nella tua casa di Valdocco. Ne faremo ancora tesoro per gli anni a venire. Sabato 24 settembre È stata la volta dei cinquant’anni di Prima Avviamento 1960-1961. Dopo un momento di preghiera di ringraziamento e di suffragio per i compagni già deceduti, nella suggestiva chiesa di San Francesco di Sales, don Giancarlo Casati ha presentato particolari delle raffigurazioni dell’edificio sacro, considerato la Porziuncola Salesiana. Ci si è tuffati in ricordi religiosi di decenni fa. Nell’aula “magna” del Centro di Formazione Professionale è continuato un vivace scambio di informazioni antiche e recenti, con interessanti riflessioni arricchite dall’esperienza di vita personale. 14 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:51 Pagina 15 Sabato 1° ottobre Si sono ritrovati quanti si diplomarono nell’Avviamento Industriale o nella Tecnica nel 1960-1961. Un po’ sparuto il numero dei partecipanti, ma assai vivace negli interventi sul problema del “lavoro” nel nostro tempo e la preparazione pratica al medesimo. Alcuni del gruppo hanno sottolineato che sarebbe stata opportuna la Santa Messa per i compagni defunti. La gioia di ritrovarsi e di stare insieme ha prolungato la permanenza a tavola e nei cortili, contenti di rievocare momenti gustosi della propria permanenza nella casa di Don Bosco, episodi significativi, compagni e Superiori caratteristici. Nell’accomiatarsi, l’impegno comune è stato quello di rintracciare quelli che non si è riusciti a contattare questa volta e di ritrovarsi non fra molto tempo. Niente da fare: Don Bosco affascina sempre. 15 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 16 Istantanee sul presente e sui nostri incontri Calmato l’appetito si sta in posa. È proprio lui! Don Strizzolo non è proprio cambiato! A tavola si è tutti belli... ... e non si invecchia (24-9-2011). 16 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 17 “Maestro”, musica! ae IL G AS A M G 1941-1945: i miei quattro anni di scuola indice destro posato sulle rosee labbra a Valdocco da “fistolo”, nel pieno della semesse in tondo a forma di bacio. conda guerra mondiale. Il “Maestro” fu Poi: “mezzo forte”, “andantino”, al “forte sempre con noi: anche nei mesi di sfollacon impeto”, a “mezzo tono” indicato dal mento al Bivio di Cumiana. braccio destro navigante sopra il suo capo, Se chiamavamo “don” il maestro di musu di un piano in parallelo con il pavisica che ci insegnava le tre volte alla mento... Una maestosità del tutto settimana (il sacerdote ex-missiodifferente dal fare dimesso duDo n LU o nario in Cile, dalla matitina picrante le lezioni di francese in r I st colissima e spuntata), quando classe. veniva il “Maestro” – don LuiIl gentiluomo don Luigi gi Lasagna – non c’era altra Lasagna, che a Cumiana, parola con cui parlottare tra nel cortile dopo pranzo, mi noi, tra schiarimenti di gola dava una rosetta di pane e colpi di tosse; questi un da mangiare; che, sempre po’ più possenti dei primi. a Cumiana, roteando cauAppena entrato in aula, don to gli occhi dopo una MesLasagna lanciava un semisa solenne, mi confidava: urlo, volto con il viso in alto “Sai, Odello; in quel punto (io verso via Sassari. Lo si vedeva mai osai chiedergli quale fosse così di profilo: sguardo bello, listato quel punto, né l’avrei capineamenti regolari, spartito stretto to) don Pagella non sapeva per nella mano sinistra e braccio destro teniente ciò che la destra faceva la siniso in alto durante la brevissima benevola stra!”. Don Pagella aveva suonato all’orgaimprecazione: “Basta, o la faccio finita io!”. no. Io, con il mucchio di spartiti sulle bracSituatosi nel bel mezzo, era girato di cia, non capivo: ero impressionato da una fronte (l’aiutante-maestro si era posto ricosa sola in contrasto con un’altra, e cioè: verentemente in un angolo, capo chino e “don Lasagna, ed i capelli così neri; don braccia conserte). Don Lasagna, ora di Pagella, ed i capelli fronte alla cantoria (la prima volta di procosì bianchi!”. n GI OVA va generale senza tenori ed i bassi), mi paAlcuni anni N Do N o reva un bell’uomo; peccato, un po’ piccodopo, don Palino. Lineamenti di faccia delicati, occhi gella l’avrei neri come la veste, i capelli più neri di tutdetto “canuto. I capelli di don Lasagna: stilati sull’eto”, qualifisempio di miti onde marine, luccicanti – cando mesempre luccicanti – come se fossero stati glio i suoi brillanti nati pochi istanti prima, senza capelli. sbavature, ogni capello ben fisso sulla creDon Lasasta od entro il cavo dell’onda. gna non lo Tre, quattro paroline di inizio a qualcuincontrai più. no. Si incominciava sempre con un “AdaAugusto Odello gio”, espressivamente indicatoci dal suo st Mae E LL A AG IP r NA 17 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 18 LA TIPOGRAFIA di Don Bosco compie 150 anni La tipografia Scuola Grafica Salesiana sta preparandosi in maniera maiuscola al suo centocinquantesimo anno di età. Come Ex siamo interessati e coinvolti. Lo sono ancor di più i GRAFICI. Come e in che cosa? Sono coinvolti i tecnici della prestampa: compositori, linotipisti, monotipisti, fotografi, fotolitografi, fotocompositori, fotocromisti, fotomeccanici; gli stampatori, i legatori e i tecnici dell’allestimento. SI VUOLE ALLESTIRE UNA OSTRA M Una preghiera: quanti hanno foto del loro laboratorio (macchina/e, operatore presso la macchina, foto di gruppo, foto di azienda dove si è lavorato o si sta lavorando... pubblicazioni fatte, poster, locandine...), le inviino a: UNIONE EX-ALLIEVI CASA MADRE Via Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino mettendo nel retro il proprio cognome e nome e l’anno (almeno approssimativo) della foto scattata. Contiamo molto sulla vostra collaborazione. Inviare il tutto entro il 31 gennaio 2012. Grazie! 18 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 19 Origini della Tipografia dell’Oratorio di San Francesco di Sales In un colloquio, che Don Bosco ebbe nel 1851 con don Cafasso, suo concittadino e confessore, si parlò di tanti progetti e “sogni”. Uno di questi era “l’impianto di laboratori e di una stamperia” (Vol. IV, Memorie Biografiche). Due anni dopo, nel 1853, Antonio Rosmini, grande filosofo e santo sacerdote fondatore dei Rosminiani, in una lettera indirizzata a Don Bosco incoraggia il nostro santo a mettere su una tipografia e l’avrebbe aiutato finanziariamente, offrendo il capitale iniziale. Purtroppo Rosmini morirà nel 1855 e con lui svaniscono le speranze di una prossima tipografia. Documenti originali dell’approvazione della Tipografia. Don Bosco non si dà per vinto, finchè il 31 dicembre 1861 ottiene la licenza di aprire la tipografia con “Prot. nº 3472” del Prefetto di Torino, conte Giuseppe Pasolini, previo assolvimento da parte di Don Bosco di alcune clausole. Il primo capo d’arte fu il sig. Andrea Giardino e assistente il sig. Giuseppe Buzzetti. La direzione della Tipografia fu affidata al cav. Oreglia di Santo Stefano. Editore, il sac. BOSCO GIOVANNI. 19 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 20 Scopi della Tipografia Primo scopo: diffondere la buona stampa sia religiosa che di intrattenimento culturale e ricreativo come le “Letture Cattoliche” e le composizioni teatrali, come la divulgazione di testi istruttivi per la gente comune dalla cultura molto popolare (vedi il Sistema Metrico Decimale, la Storia d’Italia...). Il secondo scopo era quello che i giovani apprendessero una “arte lavorativa” con cui poter entrare nel mondo del lavoro e della società, guadagnandosi onestamente il pane. Erano le scommesse di Don Bosco! Crescita e sviluppo della Tipografia Conseguita l’autorizzazione ad impiantare la tipografia, Don Bosco si butta in quest’impresa, pur non avendo mezzi economici. “Non erano passati che due anni, quando alcuni tipografi di Torino, comprendendo che la Tipografia Salesiana aveva dinanzi a sé un grandioso avvenire, si allarmarono per timore di chi sa quale concorrenza a loro danno” (Eugenio Valentini, Spiritualità e umanesimo nella pedagogia di Don Bosco, Ed. SEI, 1958). Don Bosco li tranquillizzò e superò l’ostacolo. Nel 1870 la sua tipografia fu invitata dal Provveditore agli studi di Torino, prof. Garelli, alla mostra didattica di Napoli, in occasione del Congresso Pedagogico, che si sarebbe svolto in quella città nel mese di settembre, perché essa “tiene un posto distinto per il numero delle opere educative, didattiche e popolari pubblicate”. 20 “Nel 1884 vi fu a Torino un’Esposizione Nazionale. Don Bosco, invitato a prendervi parte, aderì. La sede definitiva della Scuola Grafica Salesiana. Ebbe a sua disposizione una lunga galleria, nella quale dispose tutto un nuovo macchinario acquistato per la cartiera di Mathi e per la scuola ti- Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 21 pografica dell’Oratorio. I visitatori prima vedevano come si fabbrica la carta e poi osservavano artigianelli a comporre, altri a mettere in macchina e stampare, altri a piegare i fogli e rilegare i libri, sicché ammiravano tutto il processo, per cui dal cencio si arriva al volume” (E. Valentini, o. c.). Ci fu un riconoscimento da parte della giuria, non senza polemiche e contestazioni. Altri riconoscimenti arrivarono: nel 1888 all’Esposizione Italiana di Londra (primo diploma d’onore), all’Esposizione Vaticana di Roma (diploma di medaglia d’oro), all’Esposizione Internazionale di Bruxelles, e all’Esposizione Universale di Barcellona. Poi a Colonia, nel 1889, all’Esposizione Internazionale (diploma d’onore con stella), e il diploma d’onore all’Esposizione Internazionale di Edimburgo nel 1890. Di fronte ad un avvìo così slanciato e qualificante, non potevano non nascere altre tipografie: San Benigno Canavese, Genova Sampierdarena, Milano, Colle Don Bosco, Bologna, Roma, Verona, ... in Italia, in Europa e nei vari continenti. Col passare degli anni la dicitura TIPOGRAFIA DELL’ORATORIO DI SAN FRANCESCO DI SALES è cambiata in S.G.S. (Scuola Grafica Salesiana). È cambiata la dicitura, ma non lo spirito. L’ex-allievo Tonino Bergera racconta gli anni dell’apprendimento in Valdocco «Ho fatto il mio ingresso a Valdocco nel 1961: artigiano, allievo tipografo compositore. Rammento ancora con precisione, in ordine alfabetico, i cognomi di tutti i miei compagni di corso: Beltramo, io (Bergera), Cena, Dellarossa, Fantino, Gardetto, Momo, Porta e Rancati. Insegnanti di laboratorio e tecnologia erano Zebulone e Tesio. Direttore della Scuola Grafica era Rossotti (in seguito gli successe Ferrero). «Ho trascorso in quella grande Casa, alla rassicurante ombra di Don Bosco e dell’Ausiliatrice, cinque impegnativi anni di studio e lavoro: facendo tesoro, tanto nella mente quanto nel cuore, degli insegnamenti (tecnici e pedagogici) trasmessimi con dolce severità ed umanità intelligente. «Terminato il 5º corso, ho caparbiamente voluto (rifiutando un’assunzione all’Olivetti...) specializzarmi alla Linotype, dalla quale ero irresistibilmente affascinato (m’incantavo spesso a osservare i linotipisti all’opera, al di là degli spessi cristalli che li separavano dalla compositoria a mano: quel loro diteggiare ritmico e disinvolto, quelle intermittenti cascatelle dorate sul compositoio, le linee di matrici e spazi ingoiate dagli elevatori, le sagomate rotazioni degli eccentrici, quei luccicanti argentei parallelepipedi di parole che s’allineavano sul vantaggio...). Così da allievo esterno, assieme con il compagno Beppe Beltramo e sotto la valente guida dell’insegnante laico Vincenzo Coppo (ex linotipista ed ex proto della “Gazzetta del Popolo”), ho potuto apprendere ogni segreto di questa meravigliosa macchina compositrice meccanica. «Ho bei ricordi di Valdocco, dei compagni e degli insegnanti. E, anche se non sono assiduo ai raduni degli ex-allievi della Casa Madre, ho scolpiti nel cuore quei piccoli grandi valori e principi che dànno senso alla vita»... Tonino Bergera 21 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:52 Pagina 22 Il Grafico: dal passato al presente Un carattere dopo l’altro era preso dalla cassa tipografica e poggiato sul compositoio per formare parole e poi frasi e poi righe intere e intere pagine che, una volta ricoperte da un nero inchiostro, venivano trasferite su una bianca carta e corrette da tutti i refusi e gli sbagli. Tutto era nuovamente ristampato e consegnato al Signor Tesio che, con molta pazienza e rigore, ti insegnava l’armonia e la giusta spaziatura, l’equilibrio e la forma, che per noi grafici ha un significato maggiore del contenuto, interpretato e riprodotto in architetture che cercano di riconsegnare il senso visivo del testo composto. Ora quegli antichi gesti, frutto di quasi 500 anni di storia, si sono quasi totalmenfine 800 22 te persi e i ragazzi non prendono più caratteri, non inchiostrano più un rullo per fare una bozza e non rimettono a posto i refusi nel giusto spazio di un piccolo scomparto di legno, ma la loro manualità si riduce a battere un testo su una tastiera, a manovrare un mouse, a cercare un comando sul quale è scritto “stampa” e a mandare alla velocità della luce un numero impressionante di bit alla stampante, che in pochi secondi fa apparire il foglio con il testo. Le scuole salesiane fin dai tempi di Don Bosco hanno avuto come priorità l’essere all’avanguardia, per saper offrire ai ragazzi il meglio della tecnologia in circolazione, unita ad insegnanti per cui “l’educazione è una questione di cuore”. Questo mix perfetto ha contribuito in maniera non indifferente a creare generazioni di giovani capaci e proiettati verso un mondo adulto da vivere come protagonisti, e a dare ad una società una spinta verso un valore del lavoro, che sia positivo, cristiano e creativo. Oggi gli ex-allievi che entrano nella anni ’50 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 23 1984 scuola non trovano più i vecchi bancali delle casse dei caratteri o i torchi o le macchine tipografiche, ma enormi laboratori pieni di Mac con dentro programmi aggiornati all’ultima release. Gli allievi non fanno più fotoformatura, fotolito e fotografia, ma imparano in un solo laboratorio chiamato “prestampa”, che unisce quasi tutte queste competenze. La pellicola è ormai sparita e con lei gli astralon, le cianografiche e i viola, tutti termini tecnici di un recente passato che nell’attuale panorama professionale non hanno altro che un significato storico. Tutto questo è stato sostituito con il desktop publishing, imposition e ctp (computer to plate), macchine digitali capaci di ottenere da un computer una lastra pronta per la macchina da stampa. Se adesso andassimo a visitare la tipografia, termine che ormai non ha più un significato letterale, scopriremmo recentissime macchine offset a quattro colori e bicolori, con sistemi di auto pulitura e banchi di comando digitali, per cui l’operatore non deve più aprire ugelli, ma pigiare tasti per far confluire più o meno inchiostro sul foglio di carta, o ancora macchine digitali, per cui la concezione del sistema di stampa non è più quello tradizionale. Parole come “calibrazione digitale” o “parametri” e “profili” hanno preso il posto di taccheggio, pressione e sfumino. 23 2007 Non so quali trasformazioni potranno avvenire tra cento anni, ma quello che mi auguro è che la scuola professionale grafica ci sia ancora e che a qualche ex-allievo venga chiesto di scrivere un articolo di com’è la scuola oggi. Claudio Cappelletti Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 24 Tipografia dell’Oratorio di San Francesco di Sales denominata in seguito S.G.S. (Scuola Grafica Salesiana) Direttori e salesiani nei reparti: 1862-... Cav. Oreglia di Santo Stefano (1º direttore) ... 1963-1966 Guglielmo Martinengo 1941-1951 Enrico Scarzanella 1966-1972 Enrico Ferrero 1951-1956 Oscar Rossi 1972-1990 Vittorio Zebulone 1956-1963 Giovan Battista Rossotti 1990-... Luigi Bacchin Dal 1999, per un miglior utilizzo delle sinergie amministrative, vi è stata l’unificazione della tipografia del Colle Don Bosco con quella di Valdocco con responsabile generale il sig. Ottavio Davico fino al 2005. 24 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 25 Salesiani che dal 1950 al 2012 hanno lavorato nei vari reparti della tipografia: Compositori: Peira Rocco - Garnero Walter - Tesio Giuseppe - Macorito Enzo - Pistorello Aldo - Colombini Anselmo - Defilippi Pietro - Bertiglia Giovanni - Invernizzi Arnaldo - Borean Edoardo - Zebulone Vittorio Stampa: Fracchia Camillo - Coden Lino - Germanetto Antonio - Bertoletti Giacomo - Colombero Celestino - Vadda Felice Fotolito: Mariotti Bruno - Raviola Ettore - Valeri Luigi - Perga Franco - Conti Lino Legatoria: Pugno Mario - Demichelis Giovanni Alonne Pietro - Levrone Ivo - Ferrero Enrico - Lampis Alessandro - Correggia Pietro - Bacchin Luigi Fotografia e Applicazioni fotografiche: Spiri Enzo - Spinelli Orlando - Notario Mario - Saglia Antonio Foto del 1958 in compositoria. Si riconoscono, da sinistra, il sig. Germanetto, un allievo, il sig. Bertiglia, il sig. Tesio, il sig. Rossotti e il sig. Macorito. 25 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 26 MONDO Hallowgex in Valdocco L’altra sera, venerdì 29 ottobre, quei mattacchioni degli ex-allievi della Scuola Media Valdocco, nel salone delle Grandi Feste – CFP –, hanno festeggiato un Halloween nostrano, un Halloween “piemontese”... In realtà nessuno si è vestito da Gianduja o Giacometta. Invece, senza maschere né trucchi o vestiti stravaganti, il gruppo si è scatenato con la semplicità dei tipici incontri del GEX: in fondo basta stare insieme ed è... subito festa! Il tutto è iniziato con un afflusso lento e stanco tipico “adagio” dello studente alla fine della settimana, ma, progressivamente, invece la sala si è riempita, il volume sonoro è cresciuto e il divertimento è decollato. Il “mangime è ottimo” ha detto uno dei più scate- 26 nati e, a quanto pare, ce n’era proprio tanto! E l’organizzazione? Si è capito subito che aveva una sapiente regia gestita dagli EX più EX: tutto è filato a meraviglia. L’oratorio San Paolo si è veramente superato nella logistica: tutte le luci, le casse, gli “spruzzoni” del borotalco sono stati gestiti da un team di professionisti. Don Claudio, con il pretesto di controllarci, ha partecipato a tutte le attività “motorie” con la destrezza di un 15enne. E come elencarle tutte... tra trenini, balli house, karaoke improvvisati e salti da canguro c’è stato spazio per tutta la fantasia dei nostri teenager. Allo scoccare della mezzanotte qualcuno si è dileguato come nelle migliori storie di fantasmi di Halloween, ma in realtà è stato solo il coprifuoco dei genitori che richiamava all’ordine la tribù dei GEX. Francesca Cremonini Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 27 Gex CFP Pracharbon 2012 Dopo il bellissimo appuntamento di mercoledì 26 ottobre con la consegna degli Attestati per tutti gli allievi in uscita dell’anno 2011, siamo di nuovo qui a programmare alcune attività per il 2012. Il 31 gennaio 2012 sarà la festa di Don Bosco. Il CFP Valdocco aspetta i Giovani Ex-allievi con una mattinata di festa all’interno dei suoi cortili, dopo il saluto a Don Bosco presso la sua urna. La presenza e la partecipazione saranno il segno che Don Bosco dice qualcosa nella tua vita. Il 10-11-12 febbraio, a Pracharbon (AO), per chi vorrà, potrà trascorrere il tradizionale week-end sulla neve. Chi fosse interessato si metta in contatto con Michele Giardina (011.52.24.334) o con Giorgio Brevi (338.67.83.731). Michele Giardina Week-end 10-11-12 febbraio 2012 Costo tra i 60-70 euro. Le iscrizioni si chiuderanno intorno al 15 gennaio. Ecco cosa ci aspetterà. 27 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 28 Filo diretto ✦✦✦ Nello Cotti invia le sue foto di sabato 24 settembre e ringrazia dell’occasione offerta per trovarsi insieme fra antichi compagni di classe, trascorrendo una giornata diversa dal solito. Grazie del tuo contributo fotografico e della tua presenza. ✦✦✦ Ferruccio Massaglia ci ha inviato foto della sua permanenza a Valdocco e ringrazia. ro, Quaglino, Bertalmio, ecc. Tuninetti di Polonghera. È vero che non mi sono più fatto vedere, ma a Don Bosco e a Maria Ausiliatrice, in tutte le moltissime volte che sono venuto in Italia, non ho mai mancato di fare una visita, per dire una piccola preghiera. Inoltre ho fatto consacrare i miei tre figli a Maria Ausiliatrice proprio nella Basilica. Poi a Maria Ausiliatrice sono particolarmente devoto, tanto che ho progettato e sto ultimando la costruzione di una Cappella in suo onore e, per non fare torti alla Madonna Nera, Protettrice della Cittadina dove ho la fattoria, dividerò lo spazio tra tutte e due; Le foto le troverai già pubblicate su questo numero del “L’Eco dell’Oratorio”. Grazie. ✦✦✦ Antonio Vivenza dal Brasile, dopo vari tentativi, per mettersi in contatto con noi, ci scrive e ci manda alcune foto illustrative. “Eccovi reincontrati finalmente! Appena uscito dall’Istituto nel ’61, sono entrato come allievo modellatore alla Scuola Fiat, e da lì ho continuato a lavorare in Fiat (facendo anche una bella carriera) fino al 2006, quando, complici una serie di 5 neoplasie che me ne hanno fatto passare delle belle (ma al momento sotto controllo), come Cincinnato, mi sono ritirato nella mia fattoria in campagna, anche se mi muovo continuamente da Belo Horizonte (per lo più per controlli medici) alla Fattoria appunto, che si trova a «soli» 280 km. Dicevo prima che sono sempre stato in Fiat, e nel 1979 mi è stato chiesto di venire in Brasile (per sei mesi!) per aiutare l’avvio degli stabilimenti, e ci sono ancora adesso! Complici anche le nozze con una brasiliana e la nascita di tre figli. Mi ricordo bene di Giolito Tullio, mentre di Cugno ho saputo che è deceduto, come pure di Gallo Marco. Ricordo bene Caglie- 28 volevo terminarla per farla consacrare appunto il 12 ottobre, Festa della Patrona della Cittadina. Ma non ci sono riuscito. Pertanto ho rinviato la data al 24 maggio prossimo venturo: penso che sia significativa la scelta. Chissà se per quella data don Giancarlo Casati verrà per la Consacrazione e il sig. Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 29 Mario Notario a fare alcune foto! Sarebbe magnifico. Se non fosse possibile, ripiegherò su un Salesiano di qui, dato che anche a Belo Horizonte c’è una casa salesiana. Comunque aspetterò fino all’ultimo momento”. Un caro saluto e un fortissimo abbraccio. Siamo felici di aver stabilito un ponte, più lungo di quello di...Messina (che non c’è ancora)! Belle le notizie che ci hai comunicato e complimenti. E se venisse qualche ex tuo compagno? Che sorpresa! ✦✦✦ Le “Missioni di Don Bosco” ci hanno comunicato quanto segue: “Abbiamo ricevuto il vostro contributo di € 600 per le seguenti adozioni a distanza: – GONMEI DIKAMPOU (rinnovata), – HOUSSEIN RIHAM (rinnovata), – NYAMBURA SYILVIA (nuova). È una bimba di 9 anni”. ✦✦✦ Nyambura Sylvia Il duo Conta S. - Pastrone F. ci hanno scritto dal Santuario di Vicoforte. Resistete! Abbiamo bisogno della vostra costruttiva presenza. ✦✦✦ Beone Dario aveva promesso una foto della sua giovinezza e l’ha mandata. Da buon “fistolo” è stato di parola. Grazie, Dario. ✦✦✦ Righi Giovanni da Bonacardo (OR) ci informa di essere stato compagno di scuola del card. Tarcisio Bertone dal 1946 al ’49. “Mi sono sposato giovanissimo. Ho avuto due figli. Ho lavorato per oltre 35 anni alla Fiat, filiale di Corso Bramante. Sono rimasto vedovo a 60 anni; dopo circa un anno mi sono risposato. Ora, dopo aver fatto il pendolare tra Torino e la Sardegna, da tre anni non mi sono più mosso da questo paesino sardo. Un saluto a don Carlo Sandrino, mio professore al ginnasio...”. Goditi l’aria tonificante della Sardegna. Don Sandrino è ancora vivo e vegeto all’Istituto “E. Agnelli” in corso Unione Sovietica e ti saluta. 29 ✦✦✦ Angeli e Natale. Piccolo contributo di riflessione. Il Natale è popolato da tanti Angeli festanti. Tutti abbiamo un Angelo o più Angeli, che ci stanno accanto, ma noi non li “vediamo”. La caratteristica forma alata e la bellezza sublime dei loro volti non sono solo fantasia degli artisti. È l’immagine che essi usano per avvicinarsi alla materia, senza spaventarci. Per sentirli e vederli, dovremmo affidarci completamente a loro. La loro missione è quella di avvicinarci a “Dio”, darci fiducia e voglia di vivere e proteggerci da Satana. Fidatevi di loro. Esisto- Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 30 no anche se non li vediamo. Ci sono tantissimi Angeli ed Arcangeli; ma quelli più importanti e nominati anche nella Bibbia sono l’arcangelo Raffaele, che vuol dire “Dio guarisce”: è l’arcangelo della guarigione, molto vicino agli esseri umani. Molti ospedali intitolano al suo nome. L’ar- cangelo Gabriele, che vuol dire “eroe di Dio” è raffigurato sempre con dei gigli, è l’angelo che annuncia a Maria che sarà mamma di Gesù: è l’angelo dei sogni, che comunica. L’arcangelo Michele, che significa “Chi è come Dio?”, combatte il male. È il principe supremo delle legioni e dell’esercito della Luce di Dio, nella lotta alle forze oscure demoniache del male: è raffigurato con la spada, con cui trafigge il male. “Chi è come Dio?”, dice ai demoni e li trafigge con la sua spada fiammeggiante. Nel Natale questi arcangeli, insieme alle altre schiere angeliche, chi in un modo e chi in un altro, sono protagonisti attorno a Gesù e alla mangiatoia. Patrizia M. G o l i a rd i c h e c o n g r a t u l a z i o n i a Giacchetto Daniele neo dottore in Ingegneria dei Materiali; a Garin Ludovico neo dottore in Fisica Pura e maestro in strumento musicale: “fagotto”; a Musso Malachy neo dottore in Ingegneria Matematica; a Rosa Andrea neo dottore in Ingegneria del Cinema. Al sapere si uniscano sempre la sapienza del cuore e l’umiltà della scienza! Felicit azioni Per i loro 50 anni di matrimonio, le loro nozze d’oro, a Vittoria e Renato Giubergia e a Bruna e Teresio Fogliato. Grazie della vostra testimonianza. Se la vostra presenza è stata importante, ora lo è ancor di più. Ci uniamo alla gioia di Vincenzo Montanaro per la nascita di Nicolò, suo secondo nipotino, avvenuta il 30 settembre 2011. Ogni nascita è un inno alla vita! 30 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 31 Con affetto Li ricordiamo e per Loro preghiamo “Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell’Altissimo”. Sant’Agostino Luigi Cagliero († 3 maggio 2011). Ex-allievo grafico stampatore. Carlo Degiovanni († 3 settembre 2011). Ex-allievo sarto. Don Pietro Zanolo (†31agosto 2011). Ex-allievo studente ed “ex-consigliere” artigiani. Carattere forte e volitivo, educatore determinato ed essenziale, insegnante brillante e comunicativo, sacerdote generoso e disponibile. Mario Campari († 26 settembre 2011). Ex-allievo falegname. L’amore per la famiglia, la gioia del lavoro, il culto dell’onestà, furono realtà luminose della sua vita. Carmine Dell’Aquila († 28 maggio 2011). Papà dell’insegnante grafico Nicola Dell’Aquila. Pier Mario Molinengo. Exallievo elettro. Mario Ollero. Ex-allievo falegname. Corrado Bertot. Ex-allievo sarto. 31 Eco_3-2011_(8) 28/11/11 15:53 Pagina 32 I nostri appuntamenti: • Prime domeniche del mese: Santa Messa alle ore 10 in San Francesco. Domenica 5 febbraio, 4 marzo, 1º aprile, 6 maggio e 3 giugno. • Martedì 31 gennaio: FESTA DI DON BOSCO. Alle ore 18 Santa Messa per i GIOVANI, presieduta dal IX successore di Don Bosco, don Pascual Chávez. Sono invitati i GEX. Alle ore 21 Santa Messa per le Famiglie, per gli Ex-allievi e per gli Amici di Don Bosco. • Domenica 25 marzo: Ritiro Spirituale in preparazione alla Pasqua. • Domenica 15 aprile: CONVEGNO ANNUALE degli Ex-allievi di Casa Madre. Tesseramento 2012: • La quota associativa è di € 20,00. Grazie del vostro contributo, con cui si sostengono le spese di gestione della nostra Unione Exallievi. Per informazioni: Sede Exallievi: 011.52.24.502 con segreteria telefonica. Delegato: 011.52.24.368 - E-mail: [email protected] Il nostro sito e la casella di posta elettronica: www.donboscoinsieme.com - [email protected] I tuoi dati fanno parte dell’archivio elettronico gestito dell’Associazione Exallievi/e di Don Bosco - Casa Madre, con sede in Torino, Via Maria Ausiliatrice 32, nel rispetto di quanto stabilito dalla legge n. 196/03 sulla tutela dei dati personali. I Tuoi dati non saranno oggetto di comunicazione o diffusione a terzi, se non per ciò che riguarda la spedizione della rivista. Per essi potrai richiedere, in qualsiasi momento, modifiche, aggiornamento, integrazione o cancellazione, scrivendo all’attenzione del Delegato, all’indirizzo della rivista. AVVISO PER IL PORTALETTERE Suppl. al n. 10 de “Il Tempio di Don Bosco” Dir. Resp. Valerio Bocci Aut. Trib. Torino n. 498 del 14-11-1949 Corrispondenza: UNIONE EXALLIEVI CASA MADRE Via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 Torino l’eco dell’oratorio dicembre 2011 In caso di MANCATO RECAPITO inviare a: TORINO CMP NORD per la restituzione al Mittente: Via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino Esso si impegnerà a pagare la relativa tassa.