JUNIOR TIM CUP: PREMIO EPFL pag.13
ASCOLI, ARRIVA GIORDANO pag.14
FEMMINILE: ECCO IL CONSIGLIO pag.18
771593 630059
EDITORIALE pag.3
PAOLA CICCONOFRI pag.9
LE CLASSIFICHE DELLA LEGA PRO pag.11
CAMPIONATO SAMMARINESE pag.23
9
ALL’INTERNO
ISSN 1593-6309
LE NOSTRE RUBRICHE
80040
IL SETTIMANALE DI A, B, LEGA PRO, D, CALCIO FEMMINILE E CALCIO A 5
ANNO 5 - N° 40 - 31 ottobre 2013 - 1€
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Prescelto
È Demetrio Albertini il super candidato per il dopo-Abete
Si spiegano così tante mosse, tante lotte, tanti movimenti
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3
Vincolo sportivo: la sottile linea rossa
Editoriale
di Massimiliano Giacomini
[email protected]
L
a battaglia per l’abolizione del vincolo tra l’Assocalciatori e la Lega
Dilettanti continua ad imperversare.
Se da una parte si investe o sperpera, questo è da vedere, per pubblicizzare la propria decisione di scendere in guerra per favorire i calciatori,
dall’altra non sembrerebbero esserci
i presupposti per un’ulteriore diminuzione dell’età “vincolabile” che oggi si
ferma a 25 anni. Damiano Tommasi
ha scelto la platea di Rai Sport per
dare voce alle proteste dei calciatori a cui ha risposto Carlo Tavecchio.
Tutto sotto lo sguardo attento di Flavio Grisoli. Quello che è emerso è che
l’A.I.C. non ha intenzione di fare passi
indietro e dopo aver massicciamente
lanciato la sua campagna “Liberi di
giocare” non potrebbe neanche farlo
visto che si perderebbe di credibilità,
anche se i nostri dirigenti sportivi ci
hanno dimostrato più e più volte che
a loro del giudizio di chi li guarda non
gli può fregar di meno. Dalla parte opposta le società della Lega Dilettanti
non vogliono e non possono pensare
al proprio futuro senza il vincolo. Cosa
succederà ora? Difficile capirlo. Tommasi al termine del programma Pomeriggio da Campioni ha affermato
che: “Il nostro impegno è sempre stato
quello di far capire le nostre posizioni
e di capire le posizioni di chi ci sta di
fronte. Il presidente Tavecchio questo
lo sa bene e credo che insieme troveremo un punto d’incontro”. Queste
due righe necessitano di un approfondimento. Il numero uno dei calciatori
afferma che loro vogliono capire quali
sono le posizioni degli altri quando
in realtà sa benissimo cosa pensano
le società dell’abolizione del vincolo.
Come si può pensare di trovare un
punto d’incontro? C’è una sottile linea
rossa nel mondo dello sport dilettantistico e quella si regge sul vincolo. I
calciatori hanno dalla loro la famosa
108, i tre fogli, quelli che firmati all’atto del tesseramento rendono “liberi di
giocare” dove vogliono i ragazzi anno
dopo anno. Si deve partire da lì. Rendere i tre fogli allegati al tesseramento
e dare la possibilità di firmare ai genitori dei ragazzi minorenni il 108. Ha
detto bene Tavecchio, la pubblicità e
i soldi spesi dall’A.I.C. dovevano essere investiti per dare maggiori informazioni riguardo questa possibilità
di svincolarsi. Anche se il presidente
della Lega di Piazzale Flaminio ad un
certo punto della trasmissione ha portato il discorso verso altri lidi parlando
di quanti canoni Rai paga e perdendo
così di incidenza e forza comunicativa, cosa che lo contraddistingue. Capita. Tornando al vincolo, il punto d’incontro che devono trovare Tommasi e
Tavecchio riguarda chi ha già firmato
il vincolo e non sapeva dell’esistenza
Lo studio di “Pomeriggio da Campioni”
di mercoledì 23 ottobre, trasmissione su
RaiSport 1 dedicata al vincolo sportivo
alla quale ha partecipato il nostro direttore Flavio Grisoli
(Foto Archivio)
del 108. Anche se, come giustamente
ha ricordato Grisoli in trasmissione,
la legge non accetta ignoranza, bisognerà trovare per questi ragazzi e
ragazze una soluzione ragionevole.
Quello che però non è chiaro è come
sia possibile all’interno di una Federazione che le componenti si muovano
con questa aggressività e che nessuno da via Allegri abbia saputo nulla o
mosso un dito per cercare di fermare
l’avanzata di Tommasi e calciatori. La
questione non ci stupisce più di tanto visto che nessuno si affida e crede
nella casa madre, anche se qualcuno
afferma che Abete sapesse tutto della
mossa anti vincolo dell’A.I.C. ma non
avesse avvertito la Lega Dilettanti.
Dicevamo che nessuno crede nella
casa madre perché se è vero come
è vero che la Lega di B e la Lega Pro
per risolvere i loro contenziosi si sono
affidati al TNAS e l’A.I.C. sfida il mondo dilettantistico per il vincolo e nessuno pensa di lavare i panni sporchi
in casa, forse perché il padrone dello
stabile non dà garanzie.
4
numero 40 - 31 ottobre 2013
Fiorentina-Milan: spettacolo assicurato. Si punta sul GOAL
A cura di Gianluca Boserman
[email protected]
SCOMMETTI CON NOI
S
erie A senza un attimo di sosta.
Dopo il turno infrasettimanale le
protagoniste della massima serie
riscendono subito in campo. Ricchissimo il palinsesto del sabato.
Si apre con i campioni d’Italia della Juventus di scena al Tardini di
Parma. Impegno non semplice per
i bianconeri, forse con la testa già
al Real, tanto che azzardiamo una
DOPPIA CHANCE IN dando fiducia
a Cassano e soci. Big match quello
che andrà in scena a San Siro tra
il Milan di Allegri e la Fiorentina di
Montella. Ai viola ancora brucia il finale dello scorso anno che li privò
della Champions così proveranno
a vendicarsi. Spettacolo assicurato e puntiamo quindi sul GOAL. Al
San Paolo il Napoli di Rafa Benitez
e Gonzalo Higuain riceve il Catania
che ha un bisogno disperato di punti: 1 fisso quasi senza storia. La domenica si apre con la sfida salvezza
tra Livorno ed Atalanta. L’eventuale
salvezza per i granata passa dal
Picchi. Il Verona show di Mandorlini riceve il Cagliari dai due volti di
Lopez, ottimo in casa deficitario in
trasferta. C’è aria di OVER al Bentegodi. Anche la Lazio di Petkovic
ha finora costruito le sue fortune
sulle prestazioni interne. Il Genoa
però non vorrà fare la vittima sacrificale: l’UNDER potrebbe esser una
soluzione plausibile. Sfida dai cuori forti tra la Sampdoria ed il Sassuolo. I doriani sembrano essersi
sbloccati ma i neroverdi iniziano a
comprendere la serie A: una bella
X sulla ruota di Genova è il nostro
consiglio. Sfida spettacolo al Friuli fra l’Udinese di Totò Di Natale e
l’Inter guidata da Palacio. Nessuna delle due si può permettere di
perdere terreno per raggiungere i
rispettivi obiettivi così puntiamo su
una DOPPIA CHANCE IN/OUT. La
Roma capolista vola a Torino contro
i temibili granata di Ventura. Alessio
Cerci prepara lo scherzo da ex ma
segnare ai giallorossi è davvero impresa ardua: un UNDER anche qui
non è da escludere. Il Monday Night
che chiude la giornata vedrà di fronte il Bologna ed il Chievo Verona: chi
perde rischia di sprofondare nell’abisso della bassa classifica ma i felsinei, in virtù di giocare al Dall’Ara,
appaiono decisamente favoriti.
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numero 40 - 31 ottobre 2013
Paola ed Evelina: ma che duetto!
Se non noi, chi?
Movimento per la liberazione dell’AIA
copernicana (povero Copernico,
quando viene evocato a
livello CONI, della Melandri
e della simpatica compagnia
cantante), indovinate un po’
chi è stato l’interprete più
fedele, coerente, furbastro. Chi,
l’esecutore, il realizzatore più
costante, insistente, tenace,
pervicace? Ma è lui, certo che
è lui: Giancarlino (copyright
Aldo Grasso) Abete. Il tenerello
(altro che i “Morbidelli Sperlari”),
soave, delicato presidente della
L
’avete vista (e ascoltata) Paola Ferrari,
la moglie di De Benedetti Junior, alla
“Domenica Sportiva”? Bisbigliò, con voce
sussurrante e toni bassi (forse per non
farsi sentire troppo), che l’arbitro era stato
generoso, col Napoli, assegnando due rigori agli azzurri di Benitez. In studio, ospitava Evelina Christillin, agnelliana di platinum plus e, di conseguenza, juventina
dalla fede incrollabile. Sotto gli occhi della
Paola Ferrari (e della Evelina juventina),
scorrevano le immagini dell’ennesimo
scandalo arbitrale, un rigore falso e tarocco, ai danni del Genoa, per un fallo fuori
area sul furbetto Asamoah, con il direttore
di gara a pochissimi passi, ma lesto più
che mai a concedere il penalty: a favore
di chi? C’è da chiederlo? Ma ai bianconeri, naturalmente… Magari, anche per
rabbonire il sempre più cupo e triste Antonio Conte, che forse comincia a percepire che non può vincere dieci/quindici
scudetti di fila, nonostante sia alla guida
delle zebrette, del team agnelliano, della
vecchia signora (se non signora, cosa?)
del calcio italiano. Ora, fatevi la domanda
Federcalcio, zitto zitto, quatto
quatto, con leggerezza pari
alla sua inconsistenza politica
e sportiva, sta proseguendo,
imperterrito, nella sua opera
distruttiva. Sta sventrando e
sviscerando (nel senso letterale
di privare delle viscere, non solo
in quello di esaminarle, sondarle,
indagarle) le Leghe
“
“
Di quella pseudo-rivoluzione
Paola Ferrari,
conduttrice de “La domenica sportiva”
(Foto Archivio)
e datevi la risposta, come direbbe il demitiano puro sangue Marzullo da Avellino: ma ne avranno poi parlato, la Ferrari
e la Christillin, del rigore indebitamente
concesso alla Juve? No, non avrebbero
mai potuto. La Ferrari sarebbe stata antisabaudamente scortese con la Evelina,
con la quale, in un idillio continuo, si dava
un confidenziale “tu” ripetuto, continuativo, incessante. L’Evelina, da parte sua, si
sarebbe imbronciata: che non voglia mai
Iddio… E poi, si ha il coraggio di insistere nel tormentone (inutile, superfluo, fuori
luogo: se non fuori luogo, come?) dell’Italia dal fragile, per non dire insussistente,
spirito sportivo. Con questi formatori-educatori televisivi, con queste gentili signore,
con queste nobildonne un po’ svampite,
che ciacolano di rigori “generosi” a favore
del Napoli, quando, di lì a pochi minuti,
sarebbe andato in onda l’ennesimo barzellettone arbitrale pro-bianconeri… Con
queste iniezioni di misteri calcistici, da
quale fonte miracolosa (quella di Renato
Zero compresa) potrebbe mai provenire
lo spirito sportivo italico? Forse, dal nuovo
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Giancarlo Abete,
presidente della Federcalcio
(Foto Archivio)
CONI di Giovanni Malagò, che progetta e
proclama una rivoluzione sportiva, in Italia, come se lo stesso Malagò ed i suoi
rispolverati compagni di giunta, per non
parlare di tutti quelli che si sono precipitati sul carro del nuovo vincitore con lo
squillante accento sulla o, non fosse tutti
vetero-petrucciani, vetero-pagnozziani
(con le due zeta), vetero in tutto. Forse,
dalla leggiadra Giovanna Melandri, quella
della quale, in una tardiva resipiscenza,
perfino l’anziano direttore, di quei tempi, della Gazzetta dello Sport, Candido
Cannavò – che, all’inizio, era stato letteralmente folgorato, probabilmente dal
musetto sdegnoso della ministressa –,
intuì l’inconsistenza politica, il fiato corto,
la lungimiranza al di sotto del nulla. Anzi,
per essere più asciutti, tacitiani e forse
un po’ brutali, verosimilmente il Candido
direttore percepì (meglio tardi che mai)
la potenzialità distruttiva della sua, della
Melandrina (come l’appellava, affettuosamente), essa sì, rivoluzione del CONI. Ma
una rivoluzione che aveva (dopo averli individuati con una miopia da record insuperabile) dato sostanza a rimedi peggiori
dei mali (pur patologici, cronicizzati, paralizzanti, metastatici), di quei malanni che
da lungo tempo affliggevano, condizionavano, soffocavano, straziavano il corpo
martoriato del ciclopico comitato olimpico
nazionale: ciclopico nei numeri dei dipendenti, nelle spese, nella pletora dei consulenti, ma inversamente proporzionale per
quel che riguardava i fatti reali, l’organiz-
zazione, le realizzazioni in ambito sportivo. Di quella pseudo-rivoluzione copernicana (povero Copernico, quando viene
evocato a livello CONI, della Melandri e
della simpatica compagnia cantante), indovinate un po’ chi è stato l’interprete più
fedele, coerente, furbastro. Chi, l’esecutore, il realizzatore più costante, insistente,
tenace, pervicace. Ma è lui, certo che è
lui: Giancarlino (copyright Aldo Grasso)
Abete. Il tenerello (altro che i “Morbidelli
Demetrio Albertini
(Foto Archivio)
Sperlari”), soave, delicato presidente della Federcalcio (ma, ripeteremo fino alla
noia, non quella S.r.l., nella quale impera
incontrastato Gabriele Gravina), zitto zitto, quatto quatto, con leggerezza pari alla
sua inconsistenza politica e sportiva, sta
proseguendo, imperterrito, nella sua opera distruttiva. Sta sventrando e sviscerando (nel senso letterale di privare delle
viscere, non solo in quello di esaminarle,
sondarle, indagarle) le Leghe. Parafrasando Giovanni Pascoli e con riferimento
diretto proprio alle Leghe, “ad una ad una
tutte le ravviso”, si sarà detto l’Abete di lattice. E, nel mentre le ravvisa, le squarta,
le svuota, le annichilisce. Certo, lascerà
una stupefacente eredità al suo successore, colui (Abete) che ha già preannunciato la sua non-ricandidatura, al termine
del corrente quadriennio. Tutti tirarono un
sospiro di sollievo: se ne va, se ne va, finalmente (non la capolista, ma Abete) se
ne va… Non avevano intuito, i tapini, a
cosa preludesse quel preannuncio. Dopo
di me, il diluvio, avrà programmato – sulla
scia di Luigi XV – il più esangue, pallido,
insignificante presidente della storia della Federcalcio (senza la sigla S.r.l.). Cioè
(traduzione dall’Abete-pensiero, mal nascosto): lascerò a Demetrio Albertini, il
delfino già da tempo consacrato, la più
azzerata organizzazione sportiva, che la
storia ricordi. Chi legge, si sconvolge. O,
forse, riterrà che chi scrive sia folle. Nulla
di tutto ciò: chi scrive ha, purtroppo, già
avuto conferma di tante negatività, tra le
più sconcertanti che si potessero ipotizzare, della federazione abetin/abetiana.
Chi legge, non potrà negare che si stanno verificando fatti, episodi, eventi, piccoli
dettagli, che la dicono lunga e chiara. Ne
abbiamo già parlato e, dunque, non c’è
bisogno di ritornarci su. Ma il quadro è
tutt’altro che rassicurante. Con una circostanza aggravante: che non si vede, né
all’atto, né profilarsi all’orizzonte, qualcuno che abbia coraggio ed entusiasmo
per determinare una svolta. Alla Laura
Antonelli: “Mio Dio, come siamo caduti in
basso…”.
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Il tifo a favore è finito. Si tifa solo contro gli altri
di Paola Cicconofri
[email protected]
A
bbiamo molte volte evidenziato
come alla base della decadenza del calcio italiano, ci sia anche la
mancanza di una sana cultura sportiva. Il tifo, stimolato in negativo anche
dai vari scandali che hanno rubato la
scena al calcio giocato, si distingue
sempre più, non tanto per il sostegno
alla propria squadra, quanto per quello contro l’avversario dichiarato. La
necessità di creare sentimento popolare atto ad accogliere come ingiusta
ogni sconfitta, crea un ambiente dove
l’odio cresce fino a sfociare nella violenza. Ignoranza sportiva coltivata
anche da un’informazione di parte, incapace ad oggi di ergersi come esempio positivo e mezzo per trasmettere
messaggi costruttivi. Qualche esempio. Su Panorama.it viene pubblicata
un’intervista a Paolo Liguori, noto tifoso giallorosso, che esordisce così:
“Si parte da una premessa sbagliata.
Le nove vittorie di fila non le ha firmate la Juve di Capello, bensì la Juve di
Moggi. Quel campionato fu annullato perché si stabilì che Moggi aveva
molta voce in capitolo nei successi
dei bianconeri. Altrimenti, non sarebbe stato revocato lo scudetto. Impossibile pensare ad analogie tra le due
squadre. La Roma gioca e vince sul
campo. La Juve di Moggi giocava e
vinceva anche fuori dal campo. Dico
di più: questa Roma non ha alcun
santo in paradiso”. Messaggio non
corretto. Il processo penale è ancora in corso, ma la sentenza di primo
grado ha ribadito che il campionato
2004-2005 fu regolare, mentre il campionato 2005-2006, cui fa riferimento
Liguori, non fu mai oggetto di indagine. Confutare una verità contando
su quel sentimento popolare antijuve
nutrito da anni di disinformazione, può
essere considerato un atteggiamento
professionale? Paolo Ziliani ha firmato un articolo pubblicato da “Il Fatto
quotidiano” dove prende di mira il difensore bianconero Chiellini elencando tutte le “chiellinate” che lo hanno
visto protagonista. Accusa Massimo
Mauro, voce di Sky, di contribuire “alla
diseducazione del popolo pallonaro”
solo perché si è permesso di affermare che l’intervento di Chiellini, nella
partita con il Real in Champions League “non era rigore”, fino ad arrivare
ad accusare gli arbitri italiani di essere
“non vedenti” per i suoi interventi nel
“cuore dell’area”. Una visione di parte
che lancia il solito grido di sudditanza
psicologica che, se esistente, non è
certamente rivolta alla sola Juventus.
Quale possa essere lo scopo di un articolo che, per contestare un atteggiamento permissivo dei fischietti italiani,
punta il dito solo verso un giocatore, lo
lasciamo stabilire alla vostra sensibilità. Poi accade, per non farci mancare
proprio niente, che Roberto Vecchioni
si ritrovi a Firenze per presentare il
suo nuovo album, nei giorni successivi alla vittoria storica della Fiorentina
sulla Juventus. Quale miglior modo
per ingraziarsi qualche tifoso se non
sparare a zero sul nemico juventino di
sempre? Il suo saluto sarà, infatti, il
seguente: «Moltiplicate la vostra gioia di aver sconfitto 4-2 la Juventus e
avrete il livello della mia gioia nel vedere la Juve nella m.. ». Un messaggio sportivo, sotto tutti i punti di vista…
Potrei proseguire con altri esempi, ma
credo che quanto letto sia sufficiente
per rendere chiaro un concetto: chi
raggiunge un così importante numero
di tifosi, dovrebbe ergersi ad esempio
e non incitare negativamente il tifo per
trarne visibilità. Le conseguenze della diseducazione sportiva sono sotto
gli occhi tutti. Dovrebbe esserci una
maggiore attenzione, soprattutto da
parte di chi, per professione e visibilità, indirizzare il sentimento popolare
del popolo pallonaro.
Roberto Vecchioni,
le sue dichiarazioni sulla Juventus
hanno causato parecchio rumore
(Foto Archivio)
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11
LE CLASSIFICHE
1A DIVISIONE
Girone A
CLASSIFICA
Virtus Entella
Pro Vercelli
Cremonese
Savona
Unione Venezia
Albinoleffe
Lumezzane
Reggiana
Como
Feralpisalò
Sudtirol
Vicenza (-4)
San Marino
Pro Patria (-1)
Carrarese
Pavia
20
18
15
13
13
13
11
10
10
10
9
8
7
6
5
5
2A DIVISIONE
Girone A
CLASSIFICA
Monza
Real Vicenza
Santarcangelo
Bassano
Rimini (-1)
Pergolettese
Alessandria
Renate
Cuneo
Virtus vecomp
Forlì
Mantova
Spal
Bellaria (-1)
Delta Porto Tolle
Torres
Castiglione
Bra
18
17
17
15
15
15
14
13
12
12
11
11
11
7
7
7
5
4
8a Giornata 28/10/2013
9a Giornata 28/10/2013
Albinoleffe-Vicenza
Feralpisalò-Como
Lumezzane-Carrarese
Pro Patria-Unione Venezia
Pro Vercelli-San Marino
Savona-Reggiana
Sudtirol-Cremonese
Virtus Entella-Pavia
0-1
1-0
3-0
1-0
4-0
2-1
3-1
2-1
Ascoli-Lecce
Benevento-Salernitana
Grosseto-Frosinone
Gubbio-Pisa
Paganese-Barletta
Perugia-Catanzaro
Pontedera-Nocerina
Viareggio-Prato
9a Giornata 03/11/2013
2-5
1-2
1-1
1-0
2-0
2-1
2-1
0-2
10a Giornata 03/11/2013
Carrarese-Savona
Como-Pro Patria
Cremonese-Pro Vercelli
Pavia-Lumezzane
San Marino-Albinoleffe
Unione Venezia-Reggiana
Vicenza-Sudtirol
Virtus Entella-Feralpisalò
Barletta-Perugia
Catanzaro-Pontedera
Frosinone-Benevento
L’Aquila-Paganese
Lecce-Viareggio
Nocerina-Gubbio
Pisa-Ascoli
Salernitana-Grosseto
Marcatori
Marcatori
8 Gol: Marchi (Pro Vercelli, 1r)
7 Gol: Torregrossa (Lumezzane)
6 Gol: Campo (Sud Tirol, 1r)
4 Gol: Marsura (Feralpisalò)
Cori (Venezia, 1r)
Galuppini (Lumezzane)
6 Gol: Arma (Pisa, 1r)
Arrighini (Pontedera)
Grassi (Pontedera, 4r)
Guazzo (Salernitana)
4 Gol: Evacuo (Benevento, 1r)
Curiale (Frosinone)
De Sousa (L’Aquila, 1r)
Fioretti (Catanzaro)
Lanini (Prato)
Marchi
(Foto Archivio)
9a Giornata 28/10/2013
Alessandria-Forlì
Bellaria-Renate
Castiglione-Torres
Cuneo-Monza
Mantova-Rimini
Pergolettese-Bra
Real Vicenza-Bassano
Spal-Porto Tolle
V.Vecomp-Santarcangelo
9a Giornata 28/10/2013
2-1
1-3
0-0
2-3
3-3
2-0
3-3
3-2
0-2
Arzanese-Castel Rigone
Casertana-Aprilia
Chieti-Messina
Cosenza-Foggia
Gavorrano-Sorrento
Ischia-Vigor Lamezia
Melfi-Teramo
Poggibonsi-Martina
Tuttocuoio-Aversa N.
10a Giornata 03/11/2013
10a Giornata 03/11/2013
Bassano-Alessandria
Bra-Cuneo
Porto Tolle-Virtus Vecomp
Forlì-Real Vicenza
Monza-Castiglione
Renate-Mantova
Rimini-Spal
Santarcangelo-Pergolettese
Torres-Bellaria
Aprilia-Ischia
Aversa N.-Poggibonsi
CastelRigone-Melfi
Foggia-Gavorrano
Martina-Tuttocuoio
Messina-Cosenza
Sorrento-Chieti
Teramo-Casertana
Vigor Lamezia-Arzanese
2-3
4-1
1-1
1-1
0-0
1-1
1-1
3-0
3-0
Marcatori
Marcatori
9 Gol: Alessandro (Real Vicenza, 1r)
7 Gol: Sinigaglia (Monza, 2r)
Nicastro (Rimini)
Floriano (Mantova, 1r)
6 Gol: Varricchio (Spal)
5 Gol: Torri (Cuneo)
Masini (Mantova)
Floriano (Mantova, 1r)
6 Gol: Tranchitella (C.Rigone, 1r)
Cavallaro (Foggia, 2r)
5 Gol: De Angelis (Cosenza, 2r)
Dimas (Teramo, 1r)
Mancino (Casertana)
Alessandro
(Foto Archivio)
1A DIVISIONE
Girone B
CLASSIFICA
Pontedera
Frosinone
Pisa
L’Aquila
Prato
Catanzaro
Benevento
Perugia
Salernitana
Grosseto
Gubbio
Lecce
Ascoli (-3)
Viareggio
Paganese
Barletta
Nocerina (-1)
20
18
17
17
17
13
12
12
12
9
8
8
6
6
6
3
1
2A DIVISIONE
Girone B
CLASSIFICA
Cosenza
19
Teramo
18
Vigor Lamezia
14
Melfi
13
Casertana
13
Aprilia
12
Poggibonsi
12
Sorrento
11
Aversa Normanna10
Tuttocuoio
10
Foggia
10
Chieti (-1)
9
Martina Franca 9
Ischia
8
Messina
7
Gavorrano
7
Castel Rigone
7
Arzanese
2
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13
La Junior TIM Cup vince l’EPFL Best Practice Award
Nella categoria “Social Responsibility” vince il progetto voluto da TIM,
CSI e Lega di A“Orogogliosi di questo riconoscimento”il commento di Cristiano Habetswallner
dalla Redazione
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L
a “Junior TIM Cup - Il calcio negli
Oratori” si è aggiudicata il Best
Practice Awards, nella categoria
Social Responsibility, assegnati da
EPFL, l’Associazione che riunisce le
leghe di calcio professionistico in Europa. Il prestigioso riconoscimento,
assegnato il 24 ottobre durante la cerimonia organizzata a Parigi, premia
il progetto promosso da Centro Sportivo Italiano, TIM e Lega Serie A che
ha dato vita, nel corso del 2013, ad
una importante alleanza tra lo sport di
vertice e quello di base a favore della
pratica del calcio tra i più giovani esaltando quel patrimonio di valori, storie
e buoni comportamenti fattori fondamentali di una sana competizione.
Oltre all’organizzazione del torneo di
calcio a 7 under 14 che, da febbraio
a maggio 2013, ha visto coinvolte 500
squadre di oratori e oltre 8 mila ragazzi di tutta Italia, il progetto “Junior
TIM Cup - Il calcio negli Oratori” ha
supportato l’attività sportiva oratoriale
e ha realizzato un nuovo campo da
gioco a Scampia (Na), grazie ad un
fondo nel quale sono confluite sia parte delle ammende comminate ai tesserati e alle società di Serie A TIM dal
Giudice Sportivo durante il corso della
stagione, sia un contributo di TIM nel
ruolo di title sponsor del torneo. «Siamo onorati come Lega Serie A di aver
contribuito, insieme agli amici del CSI
e al nostro storico partner Telecom
Italia, alla realizzazione del progetto
‘Junior TIM Cup’, che oggi ha ricevuto
un prestigioso riconoscimento a livello
europeo”, commenta Marco Brunelli,
Direttore Generale della Lega Serie
A». «Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento che premia l’impegno di TIM nella diffusione
dei valori autentici del calcio, lo sport
più amato in Italia e tra i più popolari
al mondo - dichiara Cristiano Habetswallner, Responsabile Sponsorship
di Telecom Italia - abbiamo sostenuto
questo progetto nella consapevolezza
di offrire a tantissimi giovani la possibilità di vivere un’esperienza unica,
come quella di giocare in uno stadio
di Serie A, e di godere di un po’ di
“normalità” in un contesto non sempre favorevole, come per i ragazzi
dell’oratorio Don Guanella di Scampia
che, grazie alla Junior TIM Cup, hanno oggi a loro disposizione un nuovo
campo da gioco. La nostra Azienda
è da sempre protagonista dello sport
italiano, in particolare del calcio che
sostiene dal 1998 e ancor più negli
ultimi anni attraverso tutte le iniziative
de “Il calcio è di chi lo ama». «Vedere
lo sport in oratorio sul tetto del calcio
europeo regala grandi emozioni - ha
detto Massimo Achini, Presidente del
Centro Sportivo Italiano - il tema della responsabilità sociale è argomento
di grande attualità nel mondo dello
sport ed aver ricevuto questo riconoscimento per il CSI è motivo di grande soddisfazione. Intendo ringraziare
Lega Serie A e TIM per aver creduto
sin dall’inizio in questo grande progetto e per aver avuto il coraggio di candidarlo a livello continentale».
14
numero 40 - 31 ottobre 2013
Ascoli, Pergolizzi si dimette
Il pesante rovescio casalingo con il Lecce provoca il terremoto in panchina
L’ex tecnico: “Mi assumo le mie responsabilità”. Ora arriva Bruno Giordano
di Delfina Maria d’Ambrosio
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U
n risultato troppo duro, una sconfitta troppo pesante da mandar giù.
Il 5-2 rimediato ieri contro il Lecce è
stato davvero un terremoto per l’Ascoli, un brutto colpo ha portato il tecnico
bianconero Rosario Pergolizzi a rassegnare le dimissioni. Una decisione irrevocabile, arrivata poco dopo il termine
della gara, noi di Professione Calcio
abbiamo contattato l’ex tecnico della
formazione marchigiana per conoscerne le motivazioni: «Ho sentito di voler
e dover fare
questa scelta, per
l’Ascoli è
un momento
particolare
Rosario Pergolizzi,
ex tecnico dell’Ascolil
(foto Archivio)
visto che ha perso in settimana in Coppa Italia 4-0 con il Grosseto e che ieri
ha subito un’altra dura sconfitta con il
Lecce. Se si guarda la situazione nel
suo complesso di certo non si può definirla critica, in campionato venivamo
da tre risultati utili consecutivi ed è pur
vero che nello scorso turno di Coppa
ho mandato in campo tutti giovani.
Siamo ad un punto dai play-off, obiettivo che ci eravamo prefissati a inizio
stagione, ma io ho capito che bisogna
comunque dare uno scossone all’ambiente dove in questo momento regna
la negatività. Ogni allenatore è diverso
dall’altro - ha proseguito mister Pergolizzi - a Coverciano insegnano a non
rassegnare mai le dimissioni e probabilmente in molti non avrebbero fatto
come me, sarebbe stato troppo facile
continuare a lavorare facendo finta di
niente. Io ho voluto assumermi le mie
responsabilità, nella vita bisogna stare
in pace con se stessi e potersi guardare allo specchio, per farlo a volte
bisogna andare oltre le apparenze».
Mariano Fabiani, direttore sportivo
dell’Ascoli, si è espresso in merito alle
dimissioni: «Sinceramente mi hanno
colto un po’ di sorpresa, me l’ha notificate al termine della gara spiegandomi che non riteneva più opportuno
restare qui e che si sentiva di non poter
più dare nulla. Noi non possiamo che
limitarci a rispettare la volontà del mister che ritengo un’ottima persona e
un grande professionista. Purtroppo a
volte scattano delle dinamiche particolari e ognuno si trova a fare le proprie
valutazioni. Per quel che riguarda la
posizione della società non avevamo
pensato minimamente ad esonerarlo;
la piazza non ha mai contestato esplicitamente Pergolizzi e il destino di un
allenatore non può essere legato ad
una singola partita per di più con il Lecce, club che nonostante la posizione in
classifica ha una rosa altamente competitiva». La squadra è stata affidata
all’allenatore in seconda Gilberto Vallesi, sulla scelta del futuro tecnico il
ds Fabiani non ha potuto accennarci
nulla: «É ancora tutto da decidere,
presto ci riuniremo e valuteremo le
diverse ipotesi». Anche sugli obiettivi dell’Ascoli il dirigente resta vago:
«Credo sia inutile parlare di play-off
o di posizionamento, l’unica cosa che
dobbiamo fare è affrontare ogni partita con la massima grinta, poi a fine
stagione tireremo le somme». Nella
serata di lunedì 28, poi, il comunicato
ufficiale della società bianconera ha
reso noto il nome del successore di
Pergolizzi: sarà Bruno Giordano, ex
attaccante della Lazio e tecnico in
passato di Messina, Pisa e Ternana
tra le altre.
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numero 40 - 31 ottobre 2013
Il San Cesareo accende la lotta promozione
La formazione romana conferma il buon periodo di forma: -1 dall’Olbia
Ferazzoli: “Sappiamo di dover fare un campionato importante”
di Delfina Maria d’Ambrosio
[email protected]
L
a nona giornata di campionato sorride al San Cesareo che,
sull’ostico campo del Claudio Tomei, batte il Sora 2-1 ed approfitta
della frenata dell’Olbia che pareggia 1-1 col Budoni, per portarsi a -1
dalla capolista. Un secondo posto
condiviso con l’altra formazione romana del momento: la Lupa Roma,
vincitrice ieri nella gara interna con
il Latte Dolce per 2-1. Per il San
Cesareo prosegue, quindi, il buon
periodo di forma, diverse prestazioni di ottimo livello che hanno
portato la formazione rossoblu a
collezionare anche alcuni numeri
importanti, come il secondo miglior
attacco di tutta i gironi della serie D
con ventisette reti segnate (meglio
ha fatto solo la Correggese che
con il 6-2 imposto al Fidenza si è
portata a quota trenta) e l’imbattibilità che detiene insieme a soli altri
sei club di tutta la categoria (Vado,
Giana Erminio, Pordenone, Pianese, Pistoiese, Ancona). Anche la
vittoria di ieri ha qualcosa di diverso, il San Cesareo è stato infatti la
prima squadra del campionato ad
espugnare il Tomei, come ha sottolineato mister Fabrizio Ferazzoli:
«Per noi è un risultato importante
specialmente perché arriva su un
campo difficile dove nessuna ave-
va ancora vinto. Abbiamo riscattato la prestazione della settimana
scorsa quando abbiamo pareggiato 4-4 con il Selargius, ho visto
davvero una bella prestazione da
parte dei ragazzi e ho già provveduto a fargli i miei complimenti»
Alla mezz’ora erano stati i padroni di casa a passare in vantaggio
con Casimirri, ma i rossoblu hanno
trovato il pareggio dopo solo due
minuti con D’Ambrosio. Il gol del
definitivo 2-1 è arrivato al decimo
minuto della ripresa con un rigore assegnato dal direttore di gara
Capone di Palermo al San Cesareo per fallo di mano in area del
sorano Lo Monaco e realizzato
da Longobardi: «Sono stati
Fabrizio Ferazzoli,
tecnico del San Cesareo
(foto Archivio)
loro a segnare per primi ma abbiamo subito reagito con convinzione, oltre ad essere stati bravi
ad andare in rete due volte, lo siamo stati anche nell’amministrare
il vantaggio successivamente. Ci
stiamo comportando bene rispettando i piani tracciati a inizio stagione con la società, sappiamo di
dover fare un campionato importante e competitivo e per riuscirci
bisognerà continuare a lavorare
duro. Quanto ai gol segnati vuol
dire che specialmente gli attaccanti stanno andando bene, forse però ne prendiamo qualcuno
di troppo (12 n.d.r.) e
dovremo lavorarci
un pochino su».
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numero 40 - 31 ottobre 2013
Femminile: nasce il Consiglio Direttivo
Lunedì 28 Tavecchio nomina Marras come Coordinatore
Gli altri eletti: Picheo, Palmieri, Pessotto, Palagiano e Signorile
di Filippo Gherardi
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G
iornata campale per le sorti,
politiche, del calcio femminile italiano. Nella giornata di lunedì
28 ottobre all’Hotel Hilton Airport di
Roma è stata ratificata la nomina
dei sei componenti che andranno a
comporre il Consiglio Direttivo del
Dipartimento femminile, eletti con
regolare votazione dai presidenti, o
comunque dai rappresentanti, delle
società del campionato di Serie A e
di quello di Serie B. Un atto decisivo che restituisce, come spesso e
da più parti è stato ribadito proprio
nel corso dell’Assemblea, il calcio
femminile nelle mani dei presidenti,
dopo anni di transizione ed incertezza. Leonardo Marras della Torres,
insignito dal presidente Carlo Tavecchio anche del grado di Coordinato-
Antonio Cosentino
(foto Archivio)
re, Vincenzo Picheo del Tavagnacco
ed Italo Palmieri del Napoli sono i
rappresentanti eletti dalle società
di Serie A, Sonia Pessotto del Real
Meda, Marco Palagiano della Roma
Calcio Femminile ed Alessandra
Signorile del Bari Pink Sport Time
quelli nominati dalle società di Serie
B. Da questo momento, ed attraverso questi nomi, il calcio femminile
rilancia la sua ultima sfida in ordine
di tempo: tornare, innanzitutto, nelle
mani di coloro che il calcio in rosa lo
vivono quotidianamente. Ad aprire
le danze, dialetticamente parlando,
è stato Antonio Cosentino, Vicepresidente LND con delega al Dipartimento Calcio Femminile: in poche
parole colui che, coadiuvato anche
da Patrizia Cottini, la cui nomina a
Segretario del Dipartimento è stata
ratificata sempre nel corso dell’Assemblea dell’Hilton, nell’ultimo anno
si è fatto carico di traghettare da un
punto di vista politico e gestionale l’intero movimento. «Ringrazio il
presidente Tavecchio per la fiducia
che ha riposto nel sottoscritto, ed
in particolar modo tutti coloro che
mi hanno affiancato e supportato in
questa fase. Rimarremo a disposizione dei presidenti per continuare
a lavorare insieme verso un unico
obiettivo comune: far crescere ulteriormente il calcio femminile». Questo, riassunto a grandi linee, l’intervento di Cosentino che ha sancito
un virtuale, seppur soltanto parziale,
passaggio di consegne. D’altronde è
stato lo stesso Cosentino a confermare che la presidenza LND rimarrà, come è giusto che sia, operativa
e presente per garantire all’ “Altra
metà del Calcio” di crescere ulteriormente. Un concetto ripreso da
Carlo Tavecchio, che dal palco ha
confermato quanto il calcio femminile, all’interno dell’intero panorama
calcistico italiano, rimanga la componente con più ampi margini di crescita, a patto che vengano rispettate
e seguite alcune linee guida imprescindibili: «Capacità di investire su
forze giovani e fresche, non solo a livello di giocatrici ma anche dal punto di vista dei dirigenti, abbinata alla
volontà di collaborare a stretto contatto. A partire da oggi i presidenti
hanno la possibilità di apportare una
svolta decisiva e tornare ad essere
innanzitutto loro gli artefici del de-
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Carlo Tavecchio, presidente della LND
durante l’Assemblea di lunedì
(Foto Archivio)
stino del calcio femminile». A comporre, come detto, l’organigramma
dei sei componenti del Dipartimento
nomi più o meno noti, a cominciare
da quello del presidente della Torres
Leonardo Marras: «Sono onorato
del ruolo di coordinatore che mi ha
assegnato il presidente Tavecchio,
spero di poter lavorare al meglio con
la Lega Nazionale Dilettanti e con i
miei colleghi per portare ad una crescita tangibile del calcio femminile.
Di strada da percorrere ce n’è, ma i
presupposti per fare bene non mancano». Una crescita che dovrà partire, innanzitutto, dal punto di vista
dell’appeal, come conferma un altro
dei sei nuovi componenti nominati:
il presidente del Tavagnacco Vincenzo Picheo: «Bisogna imparare a
vendere il nostro prodotto, aumentarne l’appeal, così da accrescerne
la visibilità. Con Marras siamo rivali
solo dal punto di vista strettamente
calcistico, per il resto siamo ottimi
amici e condividiamo la stessa linea di pensiero e le stesse vedute». Meno blasonata, almeno per il
momento, ma non per questo meno
determinata è apparsa anche Ales-
sandra Signorile, numero uno del
Bari Pink Sport Time ed anche lei
entrata a far parte del Consiglio Direttivo. Una donna nel calcio delle
donne, protagonista e testimone
di un altro grande problema necessariamente da superare: quello
delle carenze e delle difficoltà territoriali, diffusissimo soprattutto al
Leonardo Marras, coordinatore del
Dipartimento Calcio Femminile
(Foto Archivio)
Sud: «Fare calcio femminile in alcune zone del nostro paese non è
una cosa semplicissima, spero che
lavorando tutti insieme si riesca a
cambiare qualcosa e che società
come la nostra diventino sempre
più una consuetudine».
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21
Simulazione e Prova TV
Dal Campo al Foro
Rubrica a cura di Giudo Del Re
Per il Regolamento del Calcio la simulazione è l’atto con il quale il giocatore cerca di far credere all’arbitro
di aver subito un fallo. La simulazione
è quindi l’ottenimento di un vantaggio
a scapito di un altro soggetto indotto
in errore attraverso artifici e raggiri.
In diritto penale parleremo di reato
di truffa. Siamo davanti ad un vero
e proprio malcostume del calcio. Per
ovviare a tale problema il CGS offre
i mezzi opportuni mediante l’utilizzo
della prova TV. Il comma 1.3 dell’ art.
35 CGS specifica come “per le gare
della Lega Nazionale Professionisti,
ora suddivisa in Lega seire A e Lega
serie B, limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione
blasfema, non visti dall’arbitro, che di
conseguenza non ha potuto prendere decisioni al riguardo, il Procuratore
federale fa pervenire al Giudice sportivo nazionale riservata segnalazione
entro le ore 16.00 del giorno feriale
successivo a quello della gara. Non
è il solo Procuratore che può attivare
il Giudice Sportivo: gli stessi giocatori
direttamente interessati, o i loro club,
possono, entro gli stessi termini e dietro versamento di una tassa di €. 100,
presentare filmati diretti a dimostrare
la loro innocenza e dai quali potrebbero, però, essere evidenziati comportamenti gravemente antisportivi da parte di altri tesserati”. Lo stesso comma
1.3 indica quando si configura la fattispecie di condotta gravemente antisportiva: “1) la evidente simulazione
da cui scaturisce l’assegnazione del
calcio di rigore a favore della squadra
del calciatore che ha simulato; 2) la
evidente simulazione che determina
la espulsione diretta del calciatore
avversario; 3) la realizzazione di una
rete colpendo volontariamente il pallone con la mano; 4) l’impedire la realizzazione di una rete, colpendo volontariamente il pallone con la mano.
In tutti i casi previsti dal presente punto 1.3. il Giudice sportivo nazionale
può adottare, a soli fini disciplinari nei
confronti dei tesserati, provvedimenti
sanzionatori avvalendosi di immagini
che offrano piena garanzia tecnica
e documentale”. Non rientrano nella
simulazione né l’accentuare gli effetti
del fallo comunque subito né il cercare il contatto col corpo dell’avversario.
Pertanto non sono punite tutte le simulazioni ma solo quelle che hanno
prodotto determinate conseguenze
tecniche e disciplina-
ri. E’ l’art. 14 CGS che quantifica la
sanzione per la condotta gravemente antisportiva in almeno due gare
di squalifica del giocatore colpevole,
fatte salve le eventuali circostanze
aggravanti o attenuanti. Le giornate
di squalifica (artt. 17 e 22 CGS) devono essere scontate nelle gare ufficiali, immediatamente successive alla
pubblicazione del provvedimento, in
cui è impegnato il club di tesseramento del giocatore. Allo squalificato è
precluso l’accesso sia al recinto di
gioco sia agli spogliatoi: in caso d’inosservanza subisce delle sanzioni
che vanno dall’ammonizione fino
all’inibizione per massimo 5 anni a
svolgere qualsiasi attività federale, con
possibile
richiesta di
estensione anche
in ambito
UEFA
e FIFA.
Mario Balotelli è stato multato di
duemila Euro dal Giudice Sportivo
per la simulazione a Parma
(Foto Archivio)
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23
Fiorentino-Libertas: rissa e gara sospesa
L’arbitro espelle D.Simoncini e 5 rossoblu: stop per mancato numero minimo
Campionato sammarinese
A cura di Flavio Grisoli
[email protected]
E
pisodio deplorevole quello accaduto
in Fiorentino-Libertas, gara valevole
per il sesto turno del campionato sammarinese. A venti minuti dalla fine, sul
risultato di 1-0 in favore degli ospiti, si
accende una rissa fra Davide Simoncini, difensore dei granata e Intili del
Fiorentino. Probabilmente vola qualche
parola di troppo in campo e subito altri
giocatori cominciano a partecipare al
Coppa
Titano
1a Giornata 23/10/2013
GRUPPO A
SAN GIOVANNI
3
FOLGORE
3
JUV./DOG. 0
DOMAGNANO 0
PENNAROSSA
GRUPPO B
VIRTUS 3
LIBERTAS
1
CAILUNGO 1
MURATA 0
TRE FIORI -
1
4
2
2
2
0
2a Giornata 30/10/2013
Juv./Dog.-Domagnano
Folgore-Pennarossa
Cailungo-Tre Fiori
Libertas-Virtus
Fiorentino-La Fiorita
Cosmos-Faetano
0
0
Reg. del Tribunale di Roma n° 44/2013
11
TRE FIORI
11
LIBERTAS **
10
FAETANO
8
DOMAGNANO
5
4
CLASSIFICA GIRONE B
Marcatori
LA FIORITA CLASSIFICA GIRONE A
TRE PENNE
MURATA5
LA FIORITA
6a Giornata 26-27/10/2013
Pennarossa - S.Giovanni 2 - 0
Ala Fiorita - Cosmos
2 - 0
Tre Fiori - Tre Penne
1 - 3
Fiorentino - Libertas
(0 - 1)
Domagnano - Murata
1 - 4
Cailungo - Folgore
0 - 4
Faetano - Virtus
1 - 1
7a Giornata 2-3/11/2013
Cailungo-Juvenes/Dogana
Murata-Tre Fiori
Tre Penne-Domagnano
Faetano-Libertas
Cosmos-Pennarossa
Virtus-Fiorentino
San Giovanni-La Fiorita
Marcatori
12 5 GOL : Moroni (Faetano)
4 GOL : Gualtieri (La Fiorita)
COSMOS10 Gatti (Cailungo)
JUVENES DOGANA8 Righetti (Virtus)
3
FIORENTINO Campionato
Sammarinese
FIORENTINO **
COSMOS3
FAETANO riguarda le altre gare, importante vittoria
del Tre Penne nella sfida infinita con il
Tre Fiori: con questo successo i biancazzurri agganciano i gialloblu in testa
al girone A con 11 punti, in attesa naturalmente di capire cosa succederà alla
Libertas. Nel girone B La Fiorita batte la
Cosmos per 2-0 e prende il largo; primo
successo per la Folgore che schianta il
Cailungo per 4-0.
VIRTUS7
2 GOL: Valli (Tre Penne)
Pantone (Cailungo)
GRUPPO C
TRE PENNE Juv./Dog.-Folgore
0
Faetano-Tre Penne
0
Domagnano-S.Giovanni 0
Cailungo-Libertas
2
Fiorentino-Cosmos
1
Virtus-Murata
1
parapiglia, ripreso tra l’altro dalle telecamere di SanMarinoRTV. Alla fine, e
purtroppo (o per fortuna, fate voi), non
si riesce a scorgere molto altro perché
il resto della rissa avviene in un punto
non coperto dalla telecamera, l’arbitro
Ucini espelle altri quattro giocatori del
Fiorentino, e a quel punto non ha potuto far altro che porre termine alla partita
per mancato numero minimo di giocatori della squadra di casa in campo. Ricordiamo infatti che bisogna essere almeno in sette. Al momento della chiusura
del settimanale non è stato ancora diramato dal Giudice Sportivo il comunicato
inerente alla gara, ma è ipotizzabile che
sarà data partita vinta a tavolino alla Libertas con il risultato di 0-3. Per quanto
Un frame del filmato della partita fra
Fiorentino e Libertas
(Foto smtvsanmarino.sm)
Direttore Responsabile
Flavio Grisoli
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Amministrazione
via Carlo Emery, 47 - 00188 Roma
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Caporedattore
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Direttore Editoriale
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In redazione
D.M.d’Ambrosio, L.Frenquelli, G.Condò
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PENNAROSSA
8
FOLGORE
5
SAN GIOVANNI
3
CAILUNGO
2
Hirsch (Cosmos)
Hanno collaborato
Guido Del Re, Luca Marelli,
Paola Cicconofri, Maurizio Elviretti
email: [email protected]
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[email protected]
Realizzazione Grafica
Rocco Lotito - [email protected]
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È Demetrio Albertini il super candidato per il dopo