OASI
ARTE
NATURA
1
INDICE GENERALE
LIPU OASI GAGGIO
Via Matteotti 26
30020 Gaggio di Marcon
www.oasigaggio.it
Progetto e direzione a cura di:
Marilisa Brocca
e-mail: [email protected]
La Giuria
Stefano Cusumano, Amalia Lieta Smajato, Ennio Tortato e Maria Rosa Da Ponte
Con il patrocinio di:
PATROCINIO
REGIONE del VENETO
PROVINCIA DI VENEZIA
COMUNE di MARCON
Con il contributo di:
Funzionari regionali
Sonia Calderola e Carlo Giaggio
Per poeti opere Haiku
Giorgia Pollastri
Gruppo operativo
Coordinamento sezioni di lavoro Marilisa Brocca e Silvia Brugnera
Sezioni Giovani Maria Sanfilippo e Annalisa Gheller
Sezione Fotografia Adriano Zaninello, Ennio Stefan
Sezione Allestimento mostra Francesca Bergamini e Annamaria Salvadori
Sezione Amministrativa Giovanna Caputo, Paolo Borgato, Oronzo (Renzo) Giannuzzi,
COMUNE di MARCON
Con la collaborazione ed il contributo del
Centro di Servizio del Volontariato della Provincia di Venezia
Progetto grafico catalogo
Maria Sanfilippo
Impaginazione ed elaborazione digitale
Web-Art - V.le XXIV Maggio 11 - 31100 Treviso
Tel. 0422 430584 - Fax. 1786003093
[email protected]
Lipu, Sezione di Venezia
www.oasigaggio.it
Stampa
Tipolitografia DBS
AUSER SEZIONE CULTURA
www.arteit.it
[email protected]
[email protected]
2
Intervento curatrice del progetto Marilisa Brocca
Assessore Ambiente Mauro Scroccaro
Assessore Politiche Culturali, Gianpietro Puleo
Intervento Funzionari Regionali, Sonia Calderola e Carlo Giaggio
Intervento LIPU Sez. Venezia di Gianpaolo Pamio
Intervento per la Giuria di Stefano Cusumano
Intervento Area Giovani di Maria Sanfilippo
pag. 5
pag. 7
pag. 9
pag. 10/11
pag. 12/13
pag. 15
pag. 17
GLI ARTISTI PARTECIPANTI
Ardizio Carla Lorella Battaggia Elisabetta Bellini Fabrizio Bergamini Francesca Berton Silvano
Boccanegra Fabio
Bonotto Valeria Bordin Roberto
Bortolotti Liana
Boscarato Monica
Braggion Francesca Brocca Marilisa Brugnera Giancarlo
Brugnera Silvia Buranello Giovanna
Busatto Luigino
Bussola Sara
Candeago Giovanna Cappelletto Samuele Caputo Giovanna Ciaravella Maria
Cosi Fabio Dalla Via Maurizio
Danuti Sonia
Davanzo Rosanna
De Vettor Roberta
Della Bella Loretta Dolcetta Maria Rosa
Doni Ines Morena
Farruggia Maria Grazia
Gennari Orlando
Gheller Annalisa Giacomin Gianna pag. 69
pag. 28
pag. 57
pag. 54
pag. 76
pag. 38
pag. 41
pag. 68
pag. 29
pag. 49
pag. 53
pag. 37
pag. 30
pag. 19
pag. 71
pag. 48
pag. 39
pag. 60
pag. 25
pag. 61
pag. 28
pag. 20
pag. 52
pag. 38
pag. 29
pag. 74
pag. 38
pag. 76
pag. 26
pag. 34
pag. 68
pag. 67
pag. 27
Giannuzzi (Renzo) Oronzo
Giurizzato Albina Longo Raffaella
Lugato Franca
Maguolo Donatella
Mancuso Samuele Manfrin Arianna
Marcellan Ida
Masiero Luigina
Pamio Giampolo
Penso Mara
Perozzo Rosanna
Pollastri Giorgia
Ritt Anna
Salvadori Annamaria
Sanfilippo Maria
Scatto Giuliana
Soldà Giacomo
Spithost Ria Elly
Stefan Ennio Stilval Emanuele
Taschin Franco
Tenderini Luigino
Tommasi Tommaso
Toniolo Marilena
Trevisan Rossella
Ugo Lorenzo
Ugo Paolo
Vallongo Raffaella
Vanzella Michele
Vargiu Amelia
Vernier Sabrina
Vio Mariella
Ximena Fernandez Turin
Zambon Luigina
Zancanaro Carla
Zaninello Adriano Zecchini Marco
Zuanetto Silvia
pag. 66
pag. 33
pag. 50
pag. 22
pag. 22
pag. 52
pag. 75
pag. 24
pag. 21
pag. 51
pag. 56
pag. 18
pag. 32
pag. 73
pag. 46
pag. 59
pag. 20
pag. 62
pag. 31
pag. 24
pag. 45
pag. 43
pag. 70
pag. 55
pag. 75
pag. 39
pag. 63
pag. 42
pag. 74
pag. 44
pag. 23
pag. 74
pag. 47
pag. 35
pag. 36
pag. 72
pag. 65
pag. 64
pag. 40
Cartoline area giovani
“L’Oasi che Vorrei”
Elenco area giovani e artisti selezionati pag. 77 –78 - 79
pag.80
3
Oasi arte e natura
Promozione ed Interpretazione delle Oasi LIPU Cave Gaggio Nord - Marcon
Certamente non è né la prima e sicuramente non sarà l’ultima volta che sentiremo parlare delle Oasi
LIPU. Tuttavia grazie alla mutevolezza ed alla fantasia che ci riserva la natura, anche questa volta
sarà come leggere una nuova storia.
L’idea di questa iniziativa è nata soprattutto per promuovere un territorio che ci è vicino e spesso non abbastanza conosciuto.
Nei primi incontri avuti con gli operatori LIPU è emersa la mancanza di informazione e di coinvolgimento della cittadinanza sia
rispetto la semplice conoscenza che nella consapevolezza che in qualità di patrimonio comune è da proteggere.
Riflettendo sulla parola OASI invece ci ha colpito l’evidente esistenza delle tante oasi che ci circondano, non solo naturalistiche
ma culturali, ambientali, sociali. “Entità” che spesso ruotano isolate, l’una vicina all’altra, ognuna con un proprio percorso che si
sviluppa il più delle volte in un perimetro circoscritto. Ciò ci ha fatto desiderare che tra queste “oasi” iniziasse una sinergia, una
comunicazione, non necessariamente verbale ma comune.
Grazie al coinvolgimento di gruppi già esistenti di fotografia, di pittura, di poesia, naturalistici e partecipazioni individuali amatoriali è nato, attraverso le immagini proposte da 72 meravigliosi artisti, il progetto OASI ARTE E NATURA.
La vera prima donna, l’OASI LIPU CAVE GAGGIO NORD, ci ha aperto le porte ricordandoci come, nonostante esistano ritmi
ed equilibri diversi, che vanno rispettati, si può convivere insieme armoniosamente.
Ed in occasione delle visite che abbiamo organizzato, con rispettoso silenzio siamo entrati in quel mondo.
Il benvenuto ci è stato offerto da una flora ed una fauna generosa, ricca di colori e voli d’ali che per l’occasione hanno dato il
meglio di sé. Da parte nostra abbiamo riscoperto quel senso di meraviglia che hanno ancora i bambini ed ogni luogo è stato per
tutti grande ispiratore di emozioni.
E proprio i bambini, anche loro esploratori d’eccezione, ci hanno dimostrato con le cartoline dell’”Oasi che vorrei”, quanto possa
essere romantico ed avventuroso guardarsi intorno e riuscire a stupirsi ancora. I ranocchi e i colibrì hanno fatto a gara per farsi
scoprire da loro ma per qualcuno più fortunato, così ci è stato detto, ha fatto capolino tra il fogliame, un dinosauro ed un paio di
caimani. Ragazzi fortunati!
Dedichiamo al progetto OASI Arte e Natura ampio risalto con questo libro, concentrato di idee ed energie, con la produzione di
un annullo speciale in collaborazione con le Poste Italiane affisso su 8 esclusive cartoline artistiche che condivideremo coi tanti
amanti del mondo filatelico, e con una mostra aperta per ben 365 giorni grazie al nuovo calendario 2009.
Un messaggio a tutti coloro che vivono il territorio, per conoscere, sostenere e proteggere patrimoni comuni. Un’opportunità di
interpretazione con nuovi punti di vista. Un’Oasi di Gaggio così raccontata, consapevoli che già domani sarà diversa, con nuovi
abitanti, nuove sfaccettature, tutta ancora da descrivere.
E allora, forse, toccherà a voi.
Marilisa Brocca
Curatrice del progetto
Foto d’archivio Lipu - A.Zaninello
5
PRESERVARE E VALORIZZARE; OVVERO QUANDO IL VALORE DI UN TERRITORIO
PASSA ATTRAVERSO LA SUA CONOSCENZA E LA SUA FRUIZIONE
Molto spesso, spinti da un sistematico assedio al nostro istintivo bisogno di naturalità, coniughiamo tra di loro i concetti di ambiente e di conservazione, come se fosse
possibile fermare il tempo all’interno di spazi definiti che ci piace immaginare come
rigogliose e lussureggianti oasi di natura.
Ma tutto ciò è una sostanziale contraddizione nei termini perché non c’è nulla di
meno statico della natura, nulla di meno immobile di quel regno animale o vegetale che molto spesso
vorremmo erroneamente congelare come se tutto quello che ci circonda fosse meramente riducibile
ad una sezione museale. Forse si tratta solo di un bisogno di sicurezze o forse di una perduta relazione con l’ambiente che ci circonda e che vorremmo adattare di volta in volta al nostro desiderio di
parco attrezzato, di oasi protetta, di piccola “piazza verde”.
Si tratta di una lunga e forse pesante premessa ma che parte dalla considerazione che l’ambiente in
cui viviamo, il territorio in cui ci spostiamo devono diventare parte integrante di noi e delle nostre
percezioni come un tutt’uno che passa con la stessa “naturalità” dall’ufficio di lavoro, al centro
commerciale all’area naturalistica dato che ci piaccia o meno, questa è la condizione dell’uomo del
XXI secolo.
Difficile oggi non arrivare all’oasi di Gaggio Nord (per i più nel linguaggio corrente l’Oasi LIPU)
senza rimanere colpiti, o meglio fagocitati, dalla sua naturalità che sembra spostare fuori del tempo
questa incredibile area. Difficile non provare le stesse sensazioni alle cave di Praello che assieme a
Gaggio nord costituiscono un SIC (Sito di Interesse Comunitario) e una ZPS (Zona di Protezione
Speciale). Un po’ più difficile è ricordare che queste aree poche decine di anni fa erano delle cave
da dove si estraeva argilla; profonde cicatrici sul terreno; squallidi buchi riempiti molto spesso con
quello che prima capitava a tiro (rifiuti, inerti, ecc). Attività storicamente presenti nel nostro territorio e di cui muta e affascinante testimonianza rimane la canora della novecentesca fornace sulle
rive dello Zero, già immortalata in alcune storiche fotografie che ritraggono il vecchio aeroporto
realizzatoci di fianco ai tempi della prima guerra mondiale.
Senza quelle cave, senza quei buchi e senza la lungimiranza e la percezione di chi ha creduto ad
una loro trasformazione e ad un loro recupero e “ricostruzione” ambietale, oggi forse questi spazi
sarebbero delle “semplici” aree coltivate, o forse edificate o forse chissà che altro, testimonianza,
comunque sia, che qui non ha operato la conservazione, ma la intelligente trasformazione.
Con questa chiave di lettura è sicuramente in continuità l’idea, con questa iniziativa praticata, che il
nostro essere di tutti i giorni, qui ricondotto alla volontà e alla capacità di espressione artistica, sia
essa pittorica che poetica che fotografica, trovi una sua naturalità quasi quotidiana nel raccontare
anche questa parte del territorio in cui viviamo.
Mauro Scroccaro
Assessore all’Ambiente
Foto d’archivio Lipu - F.Taschin
Foto d’archivio Lipu - F.Taschin
La sensibilizzazione e la promozione
dell’ambiente può passare anche attraverso l’esperienza artistica?
Io dico di si. Un’ immagine immortalata
da uno scatto fotografico, un’ immagine
spalmata da un pennello intriso dal colore, ovvero un’emozione trasmessa dal’animo di un
artista possono essere il mezzo per valorizzare e far
conoscere il territorio in cui viviamo. Ma non solo,
anche la parola trasformata in poesia racconta la vita,
il pensiero, il moto interiore dell’anima. L’iniziativa
“Oasi arte e natura” esprime tutto ciò, ovvero far conoscere il territorio, in questo caso l’oasi L.I.P.U. di
Gaggio. Una realtà che può sembrare lontana ma che
in verità è molto vicina e che aspetta solo di essere
scoperta. Ecco quindi scendere in campo l’associazionismo locale, le persone che con il loro impegno
vogliono rendere vivo e vitale il nostro territorio. Il
patrimonio ambientale che Marcon offre è consistente e con questa iniziativa culturale si aprono le porte
all’interpretazione artistica del territorio, un modo originale per raccontare l’ambiente che ci circonda. Un
invito a vivere il territorio nella sua completezza, a
valorizzarlo e rispettarlo nella consapevolezza che si
tratta di una risorsa unica ed importante. I dipinti, le
foto, le poesie realizzate per questa occasione resteranno come delle pietre miliari per testimoniare l’impegno che tutti gli artisti hanno profuso per lasciare il
segno del loro amore per il nostro territorio. Proprio
per questo l’Amministrazione Comunale ha inteso
patrocinare questa iniziativa, poiché la valorizzazione del territorio e dell’ambiente vive anche attraverso
l’impegno dei cittadini, in questo caso “artisti per la
natura e l’ambiente”.
Gianpietro Puleo
Assessore alle politiche culturali
Foto d’archivio Lipu - L.Busatto
Foto d’archivio Lipu - M.Sanfilippo
L’Oasi Cave di Gaggio gestita dalla LIPU è parte del
Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e della Zona di
Protezione Speciale (ZPS)
“CAVE DI GAGGIO IT3250016” che, nei due
corpi a nord-est e a sud della
frazione di Gaggio, è situato
nel Comune di Marcon.
Nelle immagini qui a sinistra è localizzata tramite
un’immagine Landsat della
NASA del 2001 (sulla quale
sono anche segnate le aree
Natura 2000) e, in quattro
fotografie aeree, se ne può
osservare l’evoluzione dal
1954 ai giorni nostri.
Da un momento in cui l’autostrada che la separa dalla fornace (per la quale si
estraeva argilla) non era ancora presente, si può osservare l’attuale configurazione
dell’area come un significativo intervento naturalista
che offre a diverse specie
animali un luogo di vita
e al pubblico un punto di
interessante
osservazione
di habitat in una particolare
zona umida.
La tutela della biodiversità nel Veneto avviene principalmente con l’istituzione e successiva gestione delle aree naturali protette (parchi e riserve)
e delle aree costituenti la rete ecologica europea Natura 2000. Questa rete si compone di ambiti territoriali designati come Siti di Importanza
Comunitaria (S.I.C.), che al termine dell’iter istitutivo diverranno Zone Speciali di Conservazione (Z.S.C.), e Zone di Protezione Speciale
(Z.P.S.) in funzione della presenza e rappresentatività sul territorio di habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II della direttiva
92/43/CEE “Habitat” e di specie di cui all’allegato I della direttiva 79/409/CEE “Uccelli” e delle altre specie migratrici che tornano regolarmente
in Italia, Direttive che sono state recepite dall’ordinamento nazionale rispettivamente con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 (modificato con D.P.R.
12 marzo 2003, n. 120), e con la legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”.
Nel Veneto, attualmente, ci sono complessivamente 128 siti “rete Natura 2000”, con 67 Z.P.S. e 102 S.I.C. variamente sovrapposti.
La superficie complessiva, tenuto conto delle sovrapposizioni, è pari a 414.628 ettari (22,5% del territorio regionale) con l’estensione delle
Z.P.S. pari a 359.835 ettari e quella dei S.I.C. a 369.656 ettari.
Parallelamente all’individuazione e istituzione dei S.I.C. e delle Z.P.S., la Regione del Veneto ha provveduto, sempre in adempimento alle due
Direttive comunitarie “Uccelli” e Habitat” ed alla normativa nazionale di recepimento, all’individuazione di apposite misure di conservazione
finalizzate al mantenimento, o eventuale ripristino in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat e delle specie di fauna e di flora di
interesse comunitario presenti all’interno di ciascun sito, tenendo conto delle esigenze di sviluppo economico, sociale e culturale e delle particolarità regionali e locali e prevedendo all’occorrenza appropriati Piani di gestione. Le misure, attualmente riferite alle sole Z.P.S. ma “pensate” in
funzione dell’intera rete ecologica veneta, sono state approvate con Delibera della Giunta regionale n. 2371 del 27 luglio 2006 e successivamente
inserite come Allegato E alle legge regionale 5 gennaio 2007, n. 1 , che ha approvato il Piano faunistico venatorio regionale 2007/2012.
Le Cave di Gaggio sono parte integrante della rete ecologica regionale essendo classificate sia come Z.P.S. che come S.I.C. (sito IT3250016).
Gli obiettivi di conservazione che sono stati individuati per questo sito prevedono:
-
tutela dell’avifauna nidificante, svernante e migratrice legata agli ambienti umidi: ardeidi, anatidi, sternidi, limicoli, rapaci;
-
riduzione del disturbo alle specie di interesse conservazionistico che frequentano gli ambienti agricoli. Miglioramento e creazione di habitat di interesse faunistico ai margini delle aree coltivate all’interno del sito;
-
tutela degli ambienti umidi, miglioramento o ripristino della vegetazione igrofila. Diminuzione dei potenziali disturbi conseguenti ai processi di urbanizzazione. Ricostruzione e riqualificazione di habitat di interesse faunistico;
-
conservazione dell’habitat 3150 “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition”.
La Regione del Veneto, nell’attuale Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, ha tenuto conto degli obblighi che i siti della Rete Natura 2000
pongono alle attività agricole e forestali: i conduttori di terreni sui quali sono imposti i vincoli di condizionalità derivanti dall’applicazione delle
norme di tutela dei siti Natura 2000, possono rivolgere istanza di contributo che, con canali privilegiati, permetteranno forme di speciale compensazione economica.
Sonia Calderola
Ufficio Pianificazione faunistico venatoria
Regione del Veneto
10
Carlo Giaggio
Unità Complessa Sistema Informativo Settore Primario e Controllo
Regione del Veneto
11
Foto d’archivio Lipu -G.Pamio
Foto d’archivio Lipu -G.Pamio
Quanto distano arte e natura?
La LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli
è nata nel 1965 con le finalità di difendere
la natura e di veicolare tutte quelle attività
volte a sensibilizzare e proteggere il nostro ecosistema. Successivamente è riconosciuta Ente Morale ed Organizzazione
di Utilità Sociale e diventa partner italiano di BirdLife International, network
mondiale per la tutela degli uccelli e dell’ecosistema. La LIPU è presente in tutte
12
le regioni italiane ed in molte province;
nella Regione Veneto, con le sue 8 sezioni si occupa di difesa della biodiversità, di educazione ambientale, di ricerca
scientifica, di ecologia urbana e di gestione di aree naturali. Localmente la sezione
Lipu-BirdLife gestisce l’Oasi di Ca’ Roman nella laguna Veneziana e l’Oasi di
Gaggio nell’entroterra. E’ di particolare
interesse la tutela di quest’ultima, perché
inserita nell’elenco dei SIC, Siti di Interesse Comunitario e ZPS, Zone di Protezione Speciale, facenti parte di Rete Natura 2000. Il network Rete Natura 2000 è il
principale strumento per la conservazione
della biodiversità, previsto dalle Direttive
Europee Uccelli ed Habitat recepite dalla
normativa nazionale. Rete Natura 2000,
che permette di individuare le aree da tutelare non più in relazione ai confini nazionali dei singoli Stati, sta completando
un sistema di aree strettamente correlate
dal punto di vista ecologico - funzionale e non un semplice insieme di territori
isolati. Anche l’Oasi di Gaggio è un sito
inserito in un contesto più vasto di quello
che crediamo. L’importanza di quest’area
è confermata dai periodici censimenti e
dalla stazione di inanellamento a scopo
scientifico presente nell’Oasi: nel 2007
sono state contate, considerando le stanziali e migratorie, 131 specie di uccelli!
Senza contare poi i pesci (recente la scoperta della presenza del cobite comune), i
rettili, i mammiferi, gli insetti e le specie
arboree e botaniche.
Gli abitanti del Comune di Marcon hanno la fortuna di possedere quest’area, che
proprio in relazione ai grandi cambiamenti in corso nel territorio legati alla viabilità
e agli insediamenti abitativi e produttivi,
consente una naturale mitigazione e com-
pensazione. L’Oasi di Gaggio si inserisce
in un’area molto vasta in cui sono in progettazione, nel rispetto delle prescrizioni
di tutela della biodiversità, diverse attività
di fruizione per i cittadini.
Preservare e valorizzare quest’Oasi, significa quindi, non solo ottemperare alle
normative italiane ed europee in difesa
della biodiversità, ma traghettare nel futuro un comprensorio naturalistico a beneficio di tutti.
L’iniziativa Oasi Arte e Natura, alla sua
prima edizione, ha l’obiettivo di far avvicinare la gente a questo scrigno di natu-
ralità, associando valori, apparentemente
distanti, come arte e natura.
Il sentimento di amore e di protezione
verso la natura possono essere espressi in
tante forme, passando anche da un pennello, da un obbiettivo di macchina fotografica, da una penna.
Gianpaolo Pamio
Delegato LIPU
Sezione di Venezia
13
L’opinione della giuria
Il 3 Maggio ’08 si sono ritrovati i componenti della giuria: Maria Rosa Da Ponte, Amalia Lieta Smajato, Ennio
Tortato ed il sottoscritto Stefano Cusumano. L’occasione, pur contenibile entro i limiti di un evento di limitate
dimensioni, si è rivelata, comunque, interessante sotto molti punti di vista. Primo fra tutti quello umano, con
l’incontro di persone che, individualmente dotate ciascuna del proprio bagaglio culturale e senza precedenti
rapporti di conoscenza, si trovano a dover giudicare, improvvisamente, una mattina, un certo numero di opere
d’arte visiva per mettere poi a confronto i propri pareri.
Lo scoprirsi, il mettere a nudo i propri giudizi, inizialmente individuali, con fare prima circospetto e prudente,
poi, sempre più celere e sicuro, di pari passo con la consapevolezza dell’accrescersi di una comune sensazione
di sostanziale, accettabile, uniformità dei giudizi, con poche inevitabili divergenze: questi gli aspetti interattivi
più interessanti di quella mattina.
Quindi la selezione, con i perché e la verbalizzazione dei motivi critici ed estetici che giustificano questa o quell’altra scelta. Ed il conseguente ragionare d’arte.
Perché ciò che sottende una scelta d’arte è sempre un sottofondo culturale, un retroterra di sensibilità ma, alla
fine, un groviglio di motivi sotterranei che sale da profondità innumerevoli. Assai diverse da soggetto a soggetto.
Come mai, allora, dei giudizi sostanzialmente così poco discostanti?
Il tema era apparentemente alla portata di tutti: esprimere qualcosa sulla natura. Ma qui è gia una prima contraddizione, come fa la natura ad essere solo confinata in un’oasi? E tutto ciò che è fuori dell’oasi? Cos’è?
una non natura? E l’arte deve solo parlare di una natura violentata e costretta a star dentro un’oasi, per essere
salvata, o può, per contrapposizione, accennare a qualcosa che continua ad essere natura anche fuori dal recinto,
mescolata al delirio ambientale e commerciale ed al trasformismo tecnologico? Ed il linguaggio di quest’arte é
solo quello aulico e bucolico di un uccello che ha ancora la forza di cantare fra i rami di uno splendido vegetale
confinato con eleganza o quello di una intima conflittualità che esprima le contraddizioni di una segregazione
ambientale?
La vera arte riesce ad assumere un linguaggio comune se ha la forza di prendere gli occhi giù fino in fondo dentro
il petto e fin dentro noi stessi, a costringerti ad almeno una domanda.
Quando questo succede la sensazione di una comunicazione avvenuta è piuttosto uniforme e le divergenze d’opinione poche.
Al di là di una realizzazione tecnica più o meno perfetta, e non soltanto scolastica, o di maniera, ciò che sta davanti ai nostri occhi “vedenti” deve avere capacità di far percepire qualcos’altro oltre il visibile, deve avere un
significato che pretenda di essere indagato e, se possibile, raggiunto.
Oasi come inevitabile apartheid della natura, arte come ultimo canto di una libertà perduta. Quando da talune
immagini è emerso questo dubbio il nostro sentire giudicante ha avuto poche esitazioni.
E questo non è avvenuto raramente in quella mattina di Maggio a Marcon.
Foto d’archivio Lipu - S. Brugnera
Stefano Cusumano
Artisti in erba per “l’Oasi che vorrei”
Sarà perché le aspettative di salvaguardia del futuro
dell’oasi sono riposte in questi piccoli adulti di domani, che per noi attivisti LIPU, la manifestazione Oasi
Arte e Natura nella sua versione Junior ha rivestito
una particolare importanza. “L’oasi che vorrei”, questo era l’imput che doveva spingere i giovanissimi a
immaginare e disegnare l’oasi ideale, nella pratica si è
trasformato in “L’oasi che ho visto”. E non perché non
si sia lasciato spazio alla loro fantasia, ma perché la
realtà dell’oasi ha evidentemente appagato l’immaginazione, il sogno, la bizzarria. Alla stregua dei grandi,
i piccoli si sono cimentati con creatività nel disegno e
nella pittura, ma con ponderata riflessione hanno scelto di non sovvertire una realtà che li ha emozionati e
divertiti. E allora ecco teneri disegni di cardi in fiore
e di ghiande, di aironi e di anatre, popolati, come si
conviene a bambini del terzo millennio, di scritte e richiami dell’iconografia pubblicitaria e televisiva.
Molti di loro avevano già visitato l’Oasi di Gaggio
durante le attività scolastiche nei corsi di educazione
ambientale... con occhi diversi però. Che piacere, per
me e Annalisa Gheller che ha coordinato la “sezione
junior”, vederli incantarsi per una sgarza ciuffetto, per
una mantide religiosa o ancora per il tuffo improvviso
di un pesce che rompe lo specchio dell’acqua e il silenzio dell’Oasi; quanti animali sconosciuti a portata di
mano! Che soddisfazione vederli riprodurre un’inerte
catasta di legna, adesso sanno cos’è: è la casa di chissà
quanti animali, nel sogno e nella realtà abitata da ricci,
lucertole, insetti. E ancora di più sapere di aver contribuito ad instillare un concetto fondamentale, vedendoli liberare un grillo appena catturato, perché sanno
di aver tolto un piccolo ma importante anello da una
grande catena: la biodiversità.
Per un po’, gli animali e le piante del nostro territorio
hanno surclassato i dinosauri, i caimani, gli squali, le
liane, rendendo l’Oasi di Gaggio misteriosa e affascinante come una giungla. Fortunati i giovani artisti che
hanno saputo entusiasmarsi, per loro “l’oasi che vorrei” ...esiste.
Maria Sanfilippo
Attivista LIPU
17
Arginarmi in
Quest’oasi, qui l’acqua
È cielo d’alga
Rosanna Perozzo
atmosfere
Silvia Brugnera, “gocce”, fotografia.
Giulian Scatto
20
Fabio Cosi, fotografia.
Luigina Masiero, “canneto”, matita e acquerello.
21
Donatella Maguolo,”leggerezza”, acquerello.
22
Franca Lugato, “ninfee”. acquerello
Amelia Vargiu, acquerello.
23
Ennio Stefan, fotografia
24
Ida Marcellan, “tramento”, pastello.
Samuele Cappelletto
“noi siamo le colonne”, fotografia.
Verde oasi
Di rugiada lucente
In dolce alba
Ines Morena Doni
colori
Gianna Giacomin,
“l’oasi delle meraviglie”, olio.
Elisabetta Battaggia,“tramonto”, acrilico.
28
Maria Ciaravella,“sempre”.
Liana Bortolotti, “oasi di gaggio”, acrilico.
Rosanna Davanzo, acrilico.
29
Brugnera Giancarlo, “oasi con albero corallo”, acrilico.
30
Spithost Ria-Elly
“sinergy”, acrilico.
Foglia che vibra
un pensiero di luce
musica suona
Giorgia Pollastri
visioni
Albina Giurizzato, acquerello.
Mariagrazia Farruggia, “Ali blu a pelo sull’acqua”, acrilico.
34
Ximena Fermandez Turin,
“continuità”, acrilico.
Luigina Zambon, olio.
36
Marilisa Brocca
“La finestra sull’oasi”, acrilico.
Fabio Boccanegra, “l’airone”, acrilico.
38
Sonia Danuti, “il canneto”, acrilico.
Rossella Trevisan, olio.
Sara Bussola, “siesta al sole”, acrilico.
39
A pelo d’acqua
Oziano testuggini
Come sospese
Silvia Zuanetto
animali
Valeria Bonotto, fotografia.
Paolo Ugo, “ nitticora e ninfee”, fotografia.
42
Franco Taschin, “tortore selvatiche”, fotografia.
43
Michele Vanzella, “domenica in famiglia”, fotografia.
44
Emanuele Stival, “garzetta”, fotografia.
45
Annamaria Salvadori, “giardino di piume”, acrilico.
46
Mariella Vio, “energia”, acrilico.
47
Luigino Busatto, “airone guardabuoi”, fotografia.
Monica Boscarato, acrilico.
49
Distrutti campi
Divelte le radici
A noi che oasi?
Raffaella Longo
punti di vista
Gianpaolo Pamio, “tra terra e cielo”, fotografia.
Maurizio Dalla Via, fotografia.
52
Samuele Mancuso, fotografia.
Francesca Braggion, fotografia.
53
Francesca Bergamini, “è uno scrigno”, fotografia.
54
Tommaso Tommasi, “uno sguardo all’oasi”, fotografia.
55
D’amore un canto
Fra le canne rimbalza.
Ride lo stagno
astrattismi
Fabrizio Bellini, “lipu”, acrilico e olio.
Mara Penso
Loretta Della Bella, “presenze assenze”, fotografia.
58
Maria Sanfilippo, “animale, vegetale, minerale”, fotografia.
59
Giovanna Candeago,
“volo di farfalle”, acrilico.
60
Giovanna Caputo, “piume”, acrilico.
61
Solca l’azzurro
Con ali di cristallo
La libellula
Giacomo Soldà
dettagli
Lorenzo Ugo, “libellula a gaggio”, fotografia.
Marco Zecchini,
“tra i riflessi dell’oasi”, fotografia.
Adriano Zaninello, “luci”, fotografia.
65
Oronzo (Renzo) Giannuzzi, “il cavaliere d’Italia”, olio.
66
Annalisa Gheller, “cardi”, incisione
67
Orlando Gennari, “un’oasi di pace”, china e acquerello.
68
Roberto Bordin, “oasi a fumetti”, acrilico.
Carla Lorella Ardizio, “civetta nana”, acquerello.
69
Tenderini Luigino, “oasi”, olio.
70
Giovanna Buranello, “l’evanescenza di una ninfea”, acrilico.
71
E’ qui che Dio
Diede ali al cuore
Dono divino.
Carla Zancanaro
ambienti
Anna Ritt,
“emozioni tra cielo e terra”, acquerello.
Roberta De Vettor, olio.
74
Raffaela Vallongo, acrilico.
Sabrina Vernier, “germani reali”, acrilico.
Marilena Toniolo, acquerello.
Arianna Manfrin, “magia allo stagno”, acquerello.
75
76
Silvano Berton, collage.
“L’Oasi che vorrei”
Maria Rosa Dolcetta, acrilico.
80
Elenco area giovani “L’Isola che Vorrei”
Artisti Selezionati
Agirmo Luna
Agirmo Samuele
Bacci Mattia
Battaglia Sara
Berni Aurora
Bertevello Andrea
Boggian Francesco
Busso Gaia
Camillo Irene
Camolese Cristina
Carcione Giacomo
Carcione Saverio
Carraio Alessandro
Carraro Marco
Craciun Elena
Dotta Davide
Facca Marco
Fasolo Diego
Fossaluzza Irene
Fulciniti Jacopo
Gabbanotto Francesca
Gaggiato Sebastiano Joao
Gava Matteo
Gobbo Davide
Gobbo Sara
Greco Gabriele
La Fortezza Federico
Lachin Nicolò
Lucchi Manuele
Per la fotografia
Lumine Andrea
Maculan Nicholas
Maguolo Manuel
Mauro Angelina
Mazzilli Micelle
Mazzolato Eleonora
Pamio Beatrice
Parin Nicola
Pittaluga Marco
Pizzol Jacopo
Rigon Emiliano
Romano Chiara
Scalchi Alice
Scomparin Mattia
Scotto di Clemente Angela
Serafin Luna
Sponchiado Jacopo
Sponchiado Matilde
Tavera Maya
Tonda Giorgio
Tortato Agnese
Visemi Laura
Volpato Carlotta
Volpato Marco
Volpato Pietro
Zanardo Greta
Zanatta Alessio
Zanetti Simone
Bergamini Francesca Bonotto Valeria Braggion Francesca Cappelletto Samuele Brugnera Silvia Busatto Luigino Zecchini Marco Sanfilippo Maria Vanzella Michele Pamio Giampolo Stilval Emanuele Taschin Franco Ugo Lorenzo Ugo Paolo Tommasi Tommaso Zaninello Adriano selezione calendario 2009
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Per la pittura
Ardizio Carla Lorella Bellini Fabrizio Boscarato Monica Brocca Marilisa Buranello Giovanna Candeago Giovanna Caputo Giovanna Gheller Annalisa Giacomin Gianna Giurizzato Albina Masiero Luigina Ritt Anna Salvadori Annamaria Spithost Ria Elly Vargiu Amelia Vio Mariella Ximena Fernandez Turin selezione cartolina
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