INDICE
17 ottobre 2012
Bologna dice sì alla Provincia di Romagna
4
Corriere Romagna di Rimini
Dai tagli ai partiti fondi per i terremotati
5
Corriere della Sera
Riordino delle province: sarà “Reggio e Modena”
Gazzetta di Modena
Nuova provincia, Piacenza batte Parma
6
8
Gazzetta di Parma
Sisma, soldi dai tagli alla politica Altri 91 milioni per la ricostruzione
Il Resto del Carlino
Provincia di Reggio e Modena Leoni (Pdl): «Cambiamo il nome»
Il Resto del Carlino Modena
Sanatoria, le domande si fermano sotto 150mila
10
11
12
Italia Oggi
La giunta della Provincia di Ferrara scade a gennaio
La Nuova Ferrara
“Terremoto, emiliani meglio degli aquilani”
13
14
La Repubblica
Commissari per novembre I sindaci:«Non siamo pronti»
Libertà
Province, via libera al riordio Da 9 a 4, lunedì il voto in assmblea
Polis
18
19
18 ottobre 2012
Per la sanità tre direzioni generali in tutta la regione
Corriere Romagna di Rimini
Il Pdl alla disfida dei campanili: «Modena resti prima di Reggio»
Gazzetta di Modena
Unioncamere - Camere di Commercio
«C’è un rischio: perdere l’identità delle due città»
Gazzetta di Modena
Unioncamere - Camere di Commercio
«Nome sbagliato: non siamo subalterni»
Gazzetta di Modena
Unioncamere - Camere di Commercio
Gli uffici dovrebbero restare a Modena
Gazzetta di Modena
Unioncamere - Camere di Commercio
«PiPa», critiche bipartisan: contrari De Blasi e il gruppo Pdl
Gazzetta di Parma
Foti: «Provincia di Parma Debito troppo alto»
Provincia, Modena dice no
23
24
25
26
29
Gazzetta di Reggio
Ascom: «Sì alla fusione, niente costi per le imprese»
Unioncamere - Camere di Commercio
«E’ un contentino a Prodi e Delrio?»
30
31
Il Resto del Carlino Modena
«Ora accorpiamo anche le prefetture»
Il Resto del Carlino Modena
21
28
Gazzetta di Parma
Il Resto del Carlino Cesena
20
Unioncamere - Camere di Commercio
‘Nuove province, Modena prima di Reggio’
33
34
Il Resto del Carlino Modena
«Ora sta al Governo aiutare la provincia di Rimini»
Il Resto del Carlino Rimini
«Province, il nome è un finto problema»
36
37
La Nuova Prima Pagina di Modena
«Così il neo renziano Sabattini rottama... Modena»
La Nuova Prima Pagina di Modena
La Draghetti difende la Provincia “Siamo una risorsa, non una malattia”
La Repubblica Bologna
Foti:«Province,matrimonio squilibrato: il debito di Parma è 18 volte superiore»
Libertà
Commissario,si profila un braccio di ferro
38
39
40
41
Libertà
Quanto vale questa fusione? «Tanto, ma solo se si è uniti»
Modena Qui
Provincia PiPa, il Pdl inisiste: "Prima Parma o si cambi il nome"
Polis
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42
43
19 ottobre 2012
La battaglia delle province alla “prova del popolo”
Gazzetta di Modena
«Un referendum pro-Bologna»
46
Gazzetta di Modena
Bernazzoli: «Nuova provincia, Parma prima di Piacenza»
Gazzetta di Parma
Dipendenti in allarme, è rischio esodo
47
49
Gazzetta di Reggio
«Nuova provincia, il nome non conta. Bisogna eliminare i doppioni»
Il Resto del Carlino Modena
Munari: "Facciamo rete per le imprese"
51
53
Il Resto del Carlino Modena
provincia Lf: «Dipendenti trasferiti in Comune Ma ci sono i soldi?»
La Nuova Ferrara
«Si perde sovranità, si guadagnano opportunità»
La Nuova Prima Pagina di Modena
«Reggio-Modena, il problema è reale»
La Nuova Prima Pagina di Modena
44
Unioncamere - Camere di Commercio
Parma “apre”a Modena e Reggio,il presidente la vuole capitale e dà battaglia sul nome:«PiPa non sia
mai»
Libertà
Referendum per la Lombardia E’il primo sì della Cassazione
Libertà
Provincia, al Pd va bene così Il Pdl all’attacco della «porcata»
Modena Qui
55
56
57
58
59
60
20 ottobre 2012
I piacentini andranno al voro per passare con la Lombardia
Corriere della Sera
«Nome invertito? Pensiamo ad altro»
62
63
Gazzetta di Modena
Province, Pighi propone: troviamo un altro nome
64
Gazzetta di Modena
«Assurdo mettere davanti Piacenza»
65
Gazzetta di Modena
Pighi taglia corto: «Nuova provincia, Modena sarà il capoluogo»
Il Resto del Carlino Modena
Dipendenti Provincia, Cisl durissima: esuberi inventati
La Nuova Ferrara
Caselli: «Reggio-Modena, ennesima sconfitta» E Cigni suggerisce: «Provincia del Secchia»
La Nuova Prima Pagina di Modena
Reggio-Modena, i modenesi non ci stanno
66
67
68
69
La Nuova Prima Pagina di Reggio Emilia
“La Questura di Romagna sia a Rimini”
70
La Voce di Romagna Rimini
Alle urne forse a inizio marzo
71
Libertà
Reggio prima di Modena, il centrodestra si mobilita
Modena Qui
Guerra anche tra Modena e Reggio, il Pd vuole la Provincia della Secchia
Polis
72
73
21 ottobre 2012
Nuova provincia, petizione last minute
74
Gazzetta di Modena
Cottafavi: «Per mettere prima Modena tanti sono con me nel centrosinistra»
Gazzetta di Modena
CONTANO I FATTI NON I NOMI
75
76
Il Resto del Carlino Reggio
«Provincia Emilia o ReggioModena Non cancellate i servizi ai cittadini»
Il Resto del Carlino Reggio
Cisl doveva pensarci prima ai dipendenti provinciali
La Nuova Ferrara
«Nuova provincia, la priorità non è il nome»
77
78
79
La Nuova Prima Pagina di Modena
Quella sfida tra ‘teste quadre’ e ‘teste tonde’
81
La Nuova Prima Pagina di Modena
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Provincia: «La querelle sui nomi non conta nulla»
La Nuova Prima Pagina di Reggio Emilia
Il referendum di Piacenza diventa un caso nazionale
Libertà
«Welfare,Expo e dissesto,chi farebbe questi investimenti?»
Libertà
«Coi tagli a rischio l’economia locale»
83
84
85
86
Libertà
Dipendenti in calo: 46 in meno dal 2008
88
Libertà
«Pronto il referendum online se la Regione confermerà la scelta»
Modena Qui
89
22 ottobre 2012
Commissari nel 2013 Pronto il decreto sulle nuove province
Corriere della Sera
Province unificate: oggi la Regione vota il nuovo nome
Gazzetta di Modena
Unioncamere - Camere di Commercio
Province, oggi la Regione decide «Già condannati a stare dopo Reggio?»
Il Resto del Carlino Modena
Province, taglio con deroga
90
92
94
96
Il Sole 24 Ore
Nome Provincia, il Pdl al Pdl: «Siete ridicoli»
98
La Nuova Prima Pagina di Modena
Oggi il nuovo volto della Regione
100
Libertà
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orriere
pressunE
di Rimini e San Marino
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Maria Patrizia Lanzetti
Diffusione: n.d.
Bologna dice sì alla Provincia di Romagna
Via libera in commissione regionale all'accorpamento di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna
Le Province scenderanno da nove a quattro, più la città metropolitana di Bologna
RIMINI. Via libera in commissione
regionale alla Provincia di Romagna
e ad altre tre maxi province. Un sì in
linea con l'indicazione del Consiglio
delle autonomie locali che ha indirizzato il taglio delle Province, da nove
a quattro, a cui bisogna però aggiungere la città metropolitana di Bologna.
ce di Reggio Emilia e Modena e di Piacenza e Parma in Modena e Reggio Emilia e in Parma e Piacenza. L'inversione dei nomi
dei capoluoghi - ha sostenuto Leoni - si giustifica in
diversi modi, a partire dal
fatto che «Modena e Par-
La decisione è stata presa ieri dalla commissione
Affari generali e istituzionali, presieduta da Marco
Lombardi. Astenuti Pdl,
Lega nord, Movimento 5
Stelle, Udc.
La proposta prevede
l'accorpamento delle province di Ravenna, Forlì Cesena e Rimini in un'unica Provincia di Romagna. Inoltre le province di
Reggio e Modena verranno accorpate nella Provincia di Reggio Emilia
e Modena, come le attuali
province di Parma e Piacenza, che daranno vita alla Provincia di Piacenza
e Parma. Nessun cambiamento invece per la Provincia di Ferrara, dal
momento che rientra nei
ma rappresentano le realtà con maggiore estensione e numero di abitanti rispetto agli altri due capoluoghi e possiedono i requisiti minimi richiesti
dalla legge per non essere
soggette al riordino». Ci
sarebbero poi anche «ra-
Bocciati gli emendamenti
No al cambio di nome, con città
invertite per Reggio Emilia e
Modena; Piacenza e Parma.
Piacenza va verso il referendum
per entrare in Lombardia
gioni storiche, pratiche (esiste già l'università di
Modena e Reggio) e alfabetico».
Respinti anche due emendamenti di Andrea
Pollastri (Pdl), uno dei
quali sulla procedura avviata dal consiglio provinciale di Piacenza per il distacco (tramite referendum) dall'Emilia Romagna per entrare in Lombardia. «Una scelta che
mistifica la verità e distorce il sentimento dei piacentini: il riordino non è
stato accettato da tutti
senza critiche» sostiene il
capogruppo provinciale Pdl Filippo Bertolini.
Lunedì la pratica passerà in consiglio regionale
per arrivare al governo
entro il 24 ottobre.
Le Province
passeranno
da nove a
quattro ma
Piacenza
vuole
entrare in
Lombardia
Marco
Lombardi,
presidente
della
commissione
Affari
generali e
istituzionali
parametri di popolazione
e di territorio previsti dal
governo. Mentre un percorso a parte riguarderà la
Provincia di Bologna, che
verrà abolita di fronte alla
futura Bologna città metropolitana.
Bocciati gli emendamenti proposti da Andrea
Leoni e Luigi Giuseppe
Villani del Pdl (voto contrario di Pd, Sel-Verdi, 5
Stelle e dal reggiano Fabio Filippi del Pdl, astenuti Udc e Lega nord) per
cambiare le denominazioni delle due nuove provin-
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Cronaca d M m
Bologna dice sì alla Provincia di Romaffla
ti più bassi per migliorare gli hotel,.
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pressunE
CORRIERE DELLA
SERA
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Fondato nel 1876
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
www.coriere.it
Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli
Tiratura: 609.785
Diffusione: 474.395
Il sisma li responsabile della Protezione civile: reazioni sproporzionate e offensive alle He parole sui ritardi della ricostruzione
Dai tagli ai partiti fondi per i terremotati
Stanziati 91 milioni. Gabrielli:
ROMA ---- I soldi risparmiati
con i tagli alla politica, ovvero
con il dimezzamento dei fondi
pubblici destinati ai partiti, andranno alle Regioni colpite dal
terremoto. Sono 91 milioni di
rano, i risparmi dei 2012, e andranno per 61 milioni all'Emilia Romagna, in particolare alle
province di Bologna, Modena,
Ferrara e Reggio Frulli a, ma an Che alla provincia veneta di Rovigo e a quella lombarda di
Mantova. Venti milioni sono
tuttavia riservati all'Umbria,
meglio ai comuni interessati
dal terremoto del 15 dicembre
2009. infine, dieci milioni saranno destinati alla provincia
ha reagito meglio. L'ira del sindaco dell'Aquila
ca a distanza tra il capo della
Protezione civile Franco Gabrielli e il sindaco de
Massimo Cialente. Gabrielli ha
detto che a suo parere gli «emiliani hanno reagito meglio» degli aquilani al terremoto, e a
Cialente che si lamenta del fat-
to elle a L'Aquila é tutto fermo,
Gabrielli risponde che «ci sono
molte cause ma anche 11 territorio ha le sue responsabilità. Io
ho visto un territorio, quello
emiliano, molto diverso dalla
mia esperienza aquilana. E sempre facile dare le responsabilità
dell'Aquila.
Tutto pronto, dopo la firma
del decreto da parte del premier Mario Monti ma non ci sono soltanto i paesi terremotati
da assistere: il sottosegretario
alla presidenza del Consiglio
Antonio Catricalà ha assicurato
Che «non ci siamo dimenticati
di altri eventi calamitosi e i 78
milioni per il 2013 provenienti
dal taglio dei fondi ai partiti, saranno destinati ad aree del Paese colpite da altre calamità, come alluvioni e dissesti idrogeologici». L'occasione dell'arrivo
di questo denaro fresco che di
fatto sblocca per moltissimi co.nruni il patto di stabilità, diventa anche la leva di una polemi-
ad altri, a chi sta fuori». Cialente ha tutt'altro che apprezzato
le parole del capo della Protezione civile e ha reagito: Gabrielli sbaglia di grosso, ha detto, non è affatto vero che gli
emiliani siano migliori degli
aquilani, è che «la colpa è stata
di un governo e di tutto un
meccanismo che ha creato una
governance in cui gli enti locali
non avevano alcun ruolo. Da
aprile 2009 al primo febbraio
2010 siamo passati dal potere
assoluto della Protezione Civile
a un regime di commissariamento, in cui la. stessa organizzazione escludeva completamente un qualsiasi ruolo degli
enti locali».
Secondo Cialente„ Gabrielli
«ha perso la capacità di avere
notizie sulla situazione aquilana, noi ci siamo dovuto inventare come ricostruire. Le città
vanno ricostruite dai cittadini
non da un potere commissariale». Gabrielli ha replicato che le
parole di Cialente gli sono sembrate «sproporzionate e anche
offensive». «Non pretendo di
dare pagelle né di offendere la
memoria delle 309 vittime,
semplicemente credo sia nelle
mie facoltà esprimere un giudizio che seppure non gradito
è difficilmente contestabile».
Mamlohna lossa
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earedie
Dai tagli ai politi tondi per i terremotati
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press LinE
GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
Riordino delle province
sarà "Reggio e Modena"
La Regione va avanti: bocciata la proposta Leoni (Pdl) per un'inversione dei nomi
Mazzi (Pdl): «Ordine deciso da Prodi...». Sabattini (Pd): «No a guerre di religione»
Quello che fino a pochi giorni fa
sembrava un refuso, un marchiano errore alfabetico è destinato a diventare realtà. La nuova provincia che nascerà dai
riordino dei territori emiliano
romagnoli si chiamerà proprio
Reggio Emilia - Modena.
Un ulteriore passo in avanti è
stato fatto ieri in Regione dove è
stato approvato a maggioranza
dalla commissione regionale Affari Generali il riordino delle
Province (astenuti Pdl, Lega
nord, M5S e Ude.). La commissione ha confermato il disegno
uscito dal Consiglio delle Atitonomie locali e ripreso dalla proposta della Giunta regionale,
con la riduzione delle Province
da 9 a 4, più la Città metropolitana di Bologna che abolisce la
relativa Provincia. Oltre alla
conferma di Ferrara, che rientra nei parametri di popolazione e territorio, è confermato
I 'accorpa mento di Ravenna,
Forlì-Cesena e Rimini nell'unica "Provincia di Romagna", la
nascita della Provincia di Reggio Emilia e Modena, come Modena alle spalle di Reggio, e di
quella che unifica "Piacenza e
Parma", anche qui con Parma
dietro. Lunedì il voto in Aula,
per trasmettere la proposta al
Governo entro il 24 ottobre, come stabilito. Un quadro che ha
visto il solo modenese Andrea
Leoni del Pdi battersi per ricondurre all'ordine alfabetico, economico e di requisiti la denominazione delle province e cioè
Modena davanti a Reggio. Ha
presentato anche un emendamento bocciato dal Pd e dalla
maggioranza, contrario anche
il M5S e - ovvio - il reggiano del
P& Fabio Filippi. «Modena e
Parma, ha spiegato il modenese
Leoni, hanno una maggiore
estensione e più abitanti, rispettando di fatto i requisiti minimi,
e ci sono «ragioni storiche» (c'è
giàl'Università Modena e
Reggio)». Ed evidenzia la latitanza dei consiglieri modenesi
Pd: «Nessun consigliere della
maggioranza eletto a Modena
era presente in commissione ha aggiunto - ma la partita non
è chiusa, ripresenterò gli emendamenti in Aula e mi aspetto
che li votino». Ed in effetti quello delle provincia in cui davvero
Modena sia il capofila e non finisca con lo scomparire, sembra essere un tema Che caro al
Andrea Leoni (Pdl)
Emilio Sabattini (Pd)
solo Pdl come conferma una
presa di posizione di Michele
IBarcztiuolo consigliere comunale Pdl) «Nonostante il nostro territo no avesse i requisiti per fare
provincia a sè, rischia di diventare subalterno della vicina e
priva di requisiti Reggio Emilia.
- spiega- Modena è prima sotto
tutti i punti di vista. La beffa è
che di qui a qualche anno come
già avviene per tante cose con
doppio nome saremo tutti provincia di Reggio. Non ci clovrerao stupire se un domani la Ferrari diventerà la di Reggio... o
l'aceto balsamico sarà di Reggio. Mi stupisce molto quello
che lascia stupiti è il silenzio del
Pd e delle associazioni modenesei. Qualcuno sottovaluta le
conseguenze. Quando ci sarà
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RioreNnó dear rd»,ince:
sarà "Reggio e Mex.-iena"
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press LinE
GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
17/1 0/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
da determinare le sedi per prefettura, questura, camera di
commercio, demanio, agenzia
delle entrate, siamo sicuri che
sarà Modena a primeggiare?» .
E in effetti la cosa non sembra turbare più di tanto Pd
che sull'argomento è molto
freddo. Il presidente della Provincia Emilia Sabattini in una
recente dichiarazioni «ha invitato ad evitare guerre di religione
e a dare segni di responsabilità
e maturità scrive - Nascerà un
diverso ambito territoriale e
non una nuova identità. Non è
di alcuna utilità aprire una polemica sulla nuova denominazione. Nessuno è subalterno a nessuno. Avviene lo stesso per Piacenza e Parma» Di ben altro parere Dante Mazzi, capogruppo
Pd1 che sull'argomento oggi.
presenterà un ordine del giorno
che andrà al voto in Provincia
«Non è campanile nè guetra di
religione - spiega - la denominazione della nuova Provincia
non deve a questioni burocratiche o, ancora peggio a pressioni
di carattere politico, ma a considerazioni oggettive che tengano conto e valorizzino dati storici, culturali, artistici, socio-economici e territoriali, ovvero tutti gli elementi, che in un'ottica
di "marketing territoriale" rappresentano fedelmente il passato e il presente per la promozione e lo sviluppo del territorio
stesso» E sulle motivazioni della freddezza del Pd Mazzi nan
rinuncia a punzecchiare Piacenza e Reggio prima di Parma
e Modena... Bersani è di Piacenza, Prodi è di Reggio. Solo un caso? Non è che i compagni modenesi come don Abbondio tra
i vasi di ferro, per quieto vivere
fanno spallucce?»
Andrea Marini
Pagina 15
RioreNnodeOe pro,inee:
sarà "Reggio e 'vi slena"
Pagina 7 di 100
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pressunE
/ 7// 0/2012
GAZZETTA DI PARMA
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Diffusione: 37.669
ISTITUZIONI RESPINTI GLI EMENDAMENTI DI VILLANI E LEONI CHE MIRAVANO A INVERTIRE L'ORDINE. ORA DECIDERÀ L'AULA, POI L'ULTIMA PAROLA AL GOVERNO
Nuova provincia, Piacenza batte Parma
La commissione regionale Affari istituzionali approva la denominazione che vede Piacenza al primo posto
Francesco Bambù
«Parma e Piacenza» o «Piaceriza e Panna». Per il nome della
futura nuova provincia la storia e
la logica propenderebbero per la
prima soluzione, la politica invece
si sta orientando in favore della
seconda. Il criterio? Forse quello
di seguire l'andamento geografico da ovest a est, secondo il quale
viene prima Piacenza di Parma
(come pure Reggio rispetto a Modena, altra denominazione contestata). Certo, è una questione di
forma e non di sostanza, visto che
la sede della nuova entità territoriale sarà comunque nella nostra città,. Ma la polemica si è già
scatenata Il primo atto che l'ha
fatta deflagrare è stata la proposta
del Consiglio delle autonomie locali di antepone, nella denominazione delle nuove province,
Piacenza a Parma, nonostante il
territorio parmense sia più esteso
e abbia più abitanti (senza contare il precedente storico del Ducato). Una proposta, che era stata
fatta propria dalla Giunta regionale dell'Emilia Romagna. E ieri a
inasprire il confronto è arrivato il
pronunciamento della commissione regionale Affari istituzionali, che ha confermato l'impostazione del Consiglio delle autonomie locali e della Giunta emiliano
romagnola.
E se era abbastanza scontato iì
«sì» rispetto al riordino generale
delle province, conia riduzione da
nove a quattro più la città metropolitana di Bologna, meno
scontato era l'assenso rispetto alla
questione delle denominazioni.
Che invece è arrivato. Inutili gli
emendamenti proposti dai consiglieri del Pdl Luigi Giuseppe Villani e Andrea Leoni per invertire i
nomi delle città nel caso di Piacenza e Parma e in quello di Reggio e Modena: il voto contrario
della ma0-0-ioranza, del Movimento 5 stelle e del consigliere reggiano dei Pd1 Fabio Filippi (astenuti Ude e Lega nord) ha fatto
RC223Z1
Dai politici
parmigiani pareri
contrastanti
se Nei giorni scorsi i politici di
casa nostra si erano espressi in
vario modo circa la denominazione della futura nuova provincia. li deputato leghista Fabio
Rainieri si era dichiarato convintamente a favore dell'ipotesi
di anteporre Parma a Piacenza,
spiegando che tra le altre cose
«è qui a Parma che ci sarà la
sede», per poi precisare che
«non è il nome che mi preoccupa, ma il possibile peggioramento dei servizi all'utenza».
Per l'onorevole Carrnen Motta
del Pd «aveva senso mettere
prima Parma, in quanto ha dimostrato di avere i requisiti per
non essere soppressa come
Provincia», anche se aveva aggiunto che «non bisogna fermarsi a una questione nominalistica». «Si potrebbe anche
cambiare totalmente nome»,
aveva suggerito l'onorevole delI'Udc Mauro Libè, per il quale
ciò che conta è «che venga garantito il presidio del territorio»,
dal momento che ci saranno parecchi accorpamenti di uffici. «li
nome non è certo la cosa più
importante», aveva detto con
un certo distacco il presidente
della Provincia Vincenzo Berriazzoli, per il quale la cosa migliore sarebbe «cercare di trovare una soluzione condivisa».
E una proposta in questo senso
era stata avanzata dal collega
di partito Gabriele Ferrari, consigliere regionale del Pd: «Io la
chiamerei Provincia verdiana»,
aveva suggerito, sostenendo
che «serve una nuova identità.
E chi meglio di Verdi può rappresentare i nostri territori?».
passare la proposta di battezzare
la nuova provincia «Piacenza e
Parma» (la cosiddetta «PiPa»),
come pure di chiamare quella vicina «Reggio e Modena»,
Alla fine, sul riordino nel suo
complesso, la proposta è stata approvata a maggioranza dalla commissione, con l'astensione di Pdl,
Lega nord, Movimento 5 stelle e
Ude. Confermato unii: diii disegno
uscito dal Consiglio delle autonomie locali e ripreso dalla proposta
della Giunta regionale, con la riduzione delle Province da nove a
quattro, più la Città metropolitana
di Bologna che abolisce la relativa
Provincia. Oltre alla conferma di
Ferrara, che rientra nei parametri
di popolazione e territorio, è confermato dunque l'accorpamento
di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini
nell'unica «Provincia di Romagna», la nascita della «Provincia
di Reggio Emilia e Modena» e di
quella di «Piacenza e Parma».
A nulla è invece valsa l'opposizione dei Villani e Leoni sulla questione della denominazione. Ma la
partita non è ancora chiusa. L'ultima parola, per quanto riguardala
Regione, spetta all'assemblea legislativa, che si esprimerà lunedì. Ed
è in quella sede che i due consiglieri
Pdl promettono battaglia,
«Modena e Parma - ha spiegato il
modenese Leoni - hanno una maggiore estensione e più abitanti, rispettando di fatto i requisiti minimi., e ci sono "ragioni storiche"
(c'è già l'Università di Modena e
Reggio Emilia). Nessun consigliere
della maggioranza eletto a Modena
era presente in commissione - ha
aggiunto 'inala partita non è chilisa: ripresenterò gli emendamenti
in aula e mi astietto che li votino».
Se anche ]ì dovesse passare la
soluzione già approvata in commissione, l'ultima speranza per
parmigiani e modenesi di veder
messo in primo piano il nome delle
rispettive città dovrà essere riposta
nel Governo, cui spetterà tirare le
somme dopo aver ricevuto le proposte dalle varie Regioni. $
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it;;firrisírCia.,Pia—cgiaitieF;Mia
blenoni: la giustizia
va troppo a rilento
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press unE
17/1 0/2012
GAZZETTA DI PARMA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Diffusione: 37.669
■
‘>>.."'
•
ezzezzza: da: can.sg:o
I piacentini: «Non toglieteci i nostri uffici»
...st?, Pari dignità con Parma nel
processo di accorpamento delle
due province. A chiederlo è un
ordine del giorno approvato l'altro giorno all'unanimità dal Consiglio comunale di Piacenza. Un
vero e proprio appello alle istituzioni affinché, nei tavoli istituzionali che saranno convocati
per stabilire le modalità della
fusione fra Parma e Piacenza,
quest'ultima non sia sacrificata,
soprattutto in termini di presenza di centri direttivi.
Il documento approvato da
tutti i gruppi presenti nel men-
nicipio piacentino si configura
come un invito al governo a
considerare come necessari i
quattro punti che l'ordine del
giorno elenca. Quello concretamente più rilevante chiede che
venga garantita «la più corretta
e funzionale ubicazione di tutte
quelle istituzioni o uffici legati
allo Stato connessi alla sussistenza dell'ente Provincia». In
pratica, si auspica che prefettura, questura, comando dei vigili del fuoco, dei carabinieri,
della guardia di finanza, Camera
di commercio e Agenzia delle
entrate non abbandonino Piacenza solo per il fatto che non
sarà più il capoluogo della nuova provincia. E questo per venire incontro a quelle che vengono definite «le caratteristiche
socio-economiche del territorio
e le esigenze di salvaguardia
dell'ordine e della sicurezza
pubblica e degli interessi economici dei nuovi territori provinciali».
Altra richiesta contenuta nell'odg è quella che invoca «adeguate forme di garanzia per le
Province che dovranno trasfe-
rire beni mobili, azioni, immobili
e ogni altro conferimento oggetto di possibile valorizzazione», chiedendo che i proventi
vengano destinati a investimenti o iniziative sul territorio piacentino.
I due punti rimanenti fanno
riferimento alla necessità di salvaguardare i posti di lavoro e le
professionalità presenti nell'attuale Amministrazione provinciale piacentina e all'opportunità che le nuove Province non
vengano classificate come enti
locali dì secondo livello.
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it;;firrisíCia.,Pia—cgiaitieF;Mia
blenoni: la giustizia
va troppo a rilento
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il Resto del Carlino
pressunE
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 183.714
Diffusione: 137.247
Sisma, soldi dai tagli alla politica
Altri 91 milioni per la ricostruzione
Due terzi nei territori di Modena, Ferrara, Bologna e Reggio Emilia
BOLOGNA
ALTRI soldi in arrivo da Roma
DISASTRO
A sinistra,
per la ricostruzione post-terremote in Emilia. Con il decreto per la
ripartizione dei fondi dovuti al taglio dei rimborsi ai partiti e movimenti politici, alle province colpite dal sisma dello scorso maggio
sono destinati 61 milioni dei 91
complessivi, Soldi che serviranno
a far ripartire i territori di Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, ma anche Mantova e Rovigo.
macerie a
Concordia
(Modena). Sotto,
l'aula della
Camera
dei Deputati
ORA bisognerà dunque aspettare
che i soldi arrivino direttamente
nelle casse della struttura del coni-
SOLDSRETÀ
Domani i 27 progetti finanziati
con gli sms saranno esaminati
dal comitato dei garanti
missario speciale per la ricostruzione, Vasco Errani, per saperne
l'utilizzo. E anche per sapere quale sarà la ripartizione tra le varie
zone colpite dal terremoto del 20
e 29 maggio. La cosa certa è che i
soldi noti verranno distribuiti provincia per provincia, ma finiranno direttamente nella contabilità
generale della struttura commissariale per la ricostruzione.
Abbastanza certo, poi, è anche il
capitolo relativo alla ripartizione:
il 95% delle risorse dovrebbe andare alle province emiliane (si
tratterebbe, in totale, di quasi 58
milioni), il 4?/,:) a quelle lombarde
(per 2,4 milioni.), e il restante 1%
(circa 610mila eu'ro) a Rovigo. Le
stesse proporzioni con cui sono
stati ripartiti i fondi del 2012 per
la ricostruzione stabiliti dal decreto governativo dello scorso giub
r= no •
INF/NE, una buona notizia anche
per quanto riguarda i fondi degli
sms: ieri a Radio Capital il nume-
ro uno della Protezione civile,
Franco Gabrielli, ha detto che
«giovedì (domani, ndr) il comitato dei garanti esaminerà i 27 progetti inviati dai Comuni. Spero venerdì di dare il via agli accrediti
alla contabilità speciale della Regione». Anche su questo versante,
dunque, il via libera al denaro per
la ricostruzione è dietro l'angolo.
I FONDI DISPONIBILI
15,3
MILIARDI
MILIARDI
MILIONI
MILIONI
IL denaro stanziato dal
governo per [e spese
di emergenza
nel periodo 2012-2014
soldi disponibili per
la ricostruzione di case
e imprese danrieggiate
dal sisma di maggio
Tanto è stato raccolto
cori gli sms. Altri 10
milioni sono sul conto
detta Regione
IL denaro raccolto
con la sottoscrizione
On -Certi no, Tg 5
e Mediafriends Cnu.
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Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Provincia di Re io e Modena
Leoni Pdi): «Cambiamo il nome»
La commissione affari istituzionali della Regione ha esaminato la delibera di riordino delle province: si conferma la volontà di unire le province di
Reggio e Modena. Ma ci sono
ancora polemiche sul nome, visto che Reggio viene prima di
Modena, prmo fra tutti il consigliere del Pdl Andrea Leoni:
«Per scongiurare questa inutile
e dannosa bizzarria ho presentato degli emendamenti che però sono stati bocciati. Nessun
consigliere della maggioranza
eletto a Modena era presente
per supportare le mie proposte
che chiedevano il ripristino della normalità storica, alfabetica
e di grandezza ossia che la provincia si chiamasse di 'Modena
e Reggio Emilia'».
Pagina 1
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press LinE
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ECIINUSLIED.1:111.11MICII 11: POUTICO
9 az
Direttore Responsabile: Pierluigi Magnaschi
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 127.349
Diffusione: 78.822
I dati definitivi sulla procedura di regolarizzazione degli stranieri
Sanatoria, le domande
si fermano sotto 150 mila
DI CARLA DE LELLIS
F
inisce ben al di sotto delle aspettative la
sanatoria stranieri. Le previsioni erano di
300 mila-500 mila domande, mentre in tutto sono 134.5761e istanze presentate, per lo
più relative a rapporti di lavoro domestici (115.969
rispetto a 18.607 per i lavoratori non domestici).
Adesso la parola passa agli sportelli unici che dovranno completare la procedura di regolarizzazione.
Secondo i dati pubblicati ieri dal ministero dell'interno risultano inviate complessivamente 134.576
domande. Oltre 1'86% sono quelle relative all'emersione di rapporti di lavoro domestico (79.315) o di assistenza alla persona (in tutto 36.654, di cui 33.458
relative a persone non autosufficienti). Le domande
relative all'emersione di rapporti di lavoro subordinato in altri settori (diversi da quello domestico),
invece, sono solo 18.607, circa il 14% del totale, presentate soprattutto nelle province di Milano (3.507),
Roma (1.651), Salerno (1.104) e Latina (924). Milano,
inoltre, risulta anche la provincia che, complessivamente, ha il maggior numerò di domande di regolarizzazione presentate: 19.055 cui si contrappongono
le 22 domande presentate dalla provincia di Enna
che fa da fanalino di coda. Dal punto di vista della
nazionalità, l'origine dei lavoratori beneficiari della
procedura di emersione nella maggioranza delle domande presentate è Bangladesh (15.770), Marocco
(15.600), India (13.286), Ucraina (13.148), Pakistan
11.728), Egitto (10.701) e Cina (10.198).
°Riproduzione riserva
Pagina 32
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la Nuova Ferrara
Direttore Responsabile: Paolo Boldrini
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 13.462
Diffusione: 9.640
La giunta
della Provincia
di Ferrara
scade a gennaio
La provincia di Ferrara resterà
inalterata dal punto di vista
dei confini. L'assemblea del
Cal si riunirà il prossimo I Ottobre per deliberare la proposta
di riordino delle province da
trasmettere alla regione. E,
«nel quadro che si sta delineando, Ferrara potrà mantenere la sua attuale configurazione geografica, il suo capoluogo e tutti i servizi territoriali».
Ma l'ente non sarà comunque
pila lo stesso e dovrebbe perdere circa 300 dipendenti, trasferiti soprattutto ai comuni:
«Nessuno rischia dì perdere il
posto di lavoro. In ogni caso,
per evitare che si possa sottovalutare questa inevitabile trasformazione», la presidente
della Provincia e presidente
del Cal., Marcella Zappaterra,
ha convocato una serie di incontri con ii personale dell ' amministrazione. Ferrara «possiede entrambi i requisiti» previsti dai decreti del governo
Monti e «potrà quindi veder
confermati i suoi confini, soprattutto alla luce del confronto tra amministrazioni locali e
con la regione, che ha riconosciuto questa ipotesi come la
migliore per il territorio ferrarese». Ma l'ente cambierà faccia: sarà di secondo livello e sarà guidato dal presidente e dal
consiglio, mentre la giunta cesserà dal prossimo gennaio.
Pagina 15
Riprende la parar dei rifiuti
Le aziende si giocano 25 milioni
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la Repubblica
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
"Terremoto emiliani
meglio degli aquilani"
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J EN N ER M ELETTI
L
L'AQUILA
A PRIMA scossa arriva
alle 6.52. Piccola, magnitudo 2, ma capace di rinnovare la paura nei Comuni
del cratere, fra Campotosto e
Pizzoli. La seconda scossa, più
forte, in mattinata, quando
Franco Gabrielli, capo della
Protezione civile, dice che dopo il terremoto di maggio «gli
emiliani hanno reagito meglio
rispetto agli aquilani».
SEGUE A PAGINA21
Pagina 1
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Formigoni, un altro scandalo
Inanumludio, IlerManirlm
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la Repubblica
press LinE
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
È sempre facile accusare
gli altri ma il territorio
ha le sue responsabilità.
E gli emiliani hanno
reagito meglio
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
Proprio lui che qui era
il prefetto dimentica
come tutto fu deciso
senza prima consultare
cittadini e istituzioni
Franco Gabrielli, capo
della Protezione civile
Massimo Cialente,
sindaco dell'Aquila
"Terremoto, gli emiliani meglio degli abruzzesi"
Bufera su Gabrielli, gli aquilani insorgono
Il sindaco risponde al capo della Protezione Civile: "Noi come Kabul, occupali militarmente"
JENNER MELETTI
L'AQUILA
L SUCCESSORE di Guido
B ertolas o è stato prefetto dell'Aquila, arrivato in quella
città proprio nel giorno del sisma, 6 aprile 2009. E adesso (rispondendo al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che
aveva denunciato come nella
sua città la ricostruzione non
fosse mai cominciata) nell'intervista a Radio Capital dice che
«anche il territorio ha le sue responsabilità. È sempre facile dare le responsabilità ad altri, a chi
sta fuori». Sembra quasi fame
una questione di genetica: «C'è
in alcune comunità un attivismo, una voglia di fare, che sono
insiti. Non è la quantità di denaro destinato agli aiuti afare la differenza, ma la capacità di progettualità di ogni singolo territorio. Gli emiliani hanno reagito
meglio».
Parole che fanno male. E la
reazione è pesante. «Tra me e
Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan — dice il sindaco
Massimo Cialente — non c'è
nessuna differenza: entrambi
viviamo sotto un'occupazione
militare. Ma come si fa a dire che
un territorio non è stato capace
di fare progetti quando una città
come l'Aquila viene trattata come Kabul? Certo, una differenza
con l'Emilia c'è: là non è scattata
l'occupazione e la Protezione civile non ha avuto tutti i poteri. Io,
come sindaco, semplicemente
non contavo nulla. Alla Protezione civile c'era qualche persona gentile che mi faceva leggere
qualche decreto prima di pubblicarlo. Con il commissario
Giovanni Chiodi, presidente
dellaRegione, non mi mostrava-
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no nulla. C'è voluto un cambio di
govemo, per mandare via questo nuovo commissario». Il sindaco per più di due anni ha lavo rato assieme al prefetto Gabrielli. «Le sue dichiarazioni mi stupiscono perché lui conosce benissimo il peccato originale dell'Aquila: tutto è stato deciso senza
ascoltare cittadini e istituzioni.
Non a caso, subito dopo il terremoto in Emilia, il presidente Vasco Errani ha dichiarato: "Non
faremo come all'Aquila". Qui è
stato sperimentato, sulla nostra
pelle, il potere assoluto della
Protezione civile di Guido Berto las o. E qui proprio quel modello
— del tutto diverso da quello
sperimentato in Friuli — è completamente fallito».
Il centro storico aquilano è ancora distrutto e sorvegliato da
soldati armati. Il professor Raffaele Colapietra, storico, per almeno due anni è stato l'unico
abitante di questa città fantasma: «Sono aquilano e conosco
bene l'Emilia. Le differenze sono
tante. Lassù il terremoto è arrivato all'improvviso, come tutte
le calamità. Qui danoi invece era
non posso dire previsto ma pro babile. Ed è per questo che l'esodo della popolazione era stato
preparato ed è scattato subito.
35mila persone si sono trovate
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`Tenrmoto. gli ennhan meghodegh ablureq
BufernsuGaMielli , gli aquilm insorgono
la Repubblica
pressunE
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
negli hotel almare,
cedendo a quella che io
chiamo suggestione. "Tutto
è pronto, andate al mare...".
Non c'è stata la reazione giusta.
Molti di loro potevano dire: resto
qui, come ho fatto io, in camper,
in macchina, nella mia casa ancora abitabile...". E con la scomparsadi35 milapersone, è scomparso anche il cuore della città:
c'è stata una dissoluzione della
società. Poi, un'altra differenza: in Emilia non c'è stato un
Berlusconi. Immaginate l'idea
di fare un G8 a Finale Emilia, a
Mirandola, a San Felice?».
Il terremoto divenne uno
spot, per il governo del 2009.
Case prefabbricate a prezzi altissimi, spumante sulle tavole,
tutto sembrava risolto in pochi mesi. «E invece — racconta Eugenio Carlomagno, pre-
side dell'accademia di Belle
arti — già aspettiamo la neve
del quarto inverno. Proprio ieri abbiamo potuto presentare i
progetti di ricostruzione per le
nostre case distrutte e già sappiamo che la risposta arriverà
fra tre anni. Queste accuse da
Gabrielli non me le aspettavo.
È stato un bravo prefetto, ha lavorato molto per riaprire le
scuole. Non ha p erò capito che
Abruzzo
20 e 29 maggio 2012
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a stare fermi non sono stati i cittadini male istituzioni». Stefania
Pezzopane era presidente della
Provincia e ora è assessore alla
cultura in Comune. «Reazione
migliore rispetto a cosa? Ai 309
morti che ancorapiangiamo? Gli
emiliani, persone meravigliose
che erano già qui il 6 aprile, non
direbbero mai una cosa così ingiusta. L'Emilia ha avuto una
Emilia
6 aprile 2009
5,8
Diffusione: 396.446
9.000
milioni di euro
sorte migliore: non hanno avuto
un presidente cinico come Berlusconi che con il suo codazzo
scorrazzava fra le rovine e le tendopoli ad annunciare che tutto
era risolto».
«Il prefetto Gabrielli — ricorda il comitato 3.32 —vietava assemblee e volantinaggi nelle
tendopoli. Secondo lui, noi
avremmo dovuto restare "seduti e buoni" ad aspettare il miracolo». Ma la p olemica è solo all'inizio. «Non pretendo —replicail
prefetto in serata — di dare pagelle. Tantomeno voglio offendere la memoria delle 309 vittime. Ho voluto soltanto esprimere un giudizio che, se pure non
gradito, è difficilmente contestabile».
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BufemsuOallielli,gli aquilani insorzono
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la Repubblica
press LinE
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
Diffusione: 396.446
Zone colpite: stanziati 91 milioni
recuperati dai risparmi sui partiti
GREGORIO ROMEO
ROMA—Più di 91 milioni di euro dai
forzieri dei partiti alle casse dei comuni italiani colpiti dal sisma: il Pre sidente del Consiglio Mario M onti ha
firmato il decreto con cui vengono
distribuite nelle zone terremotate le
risorse ottenute dai tagli ai contributi per partiti e movimenti politici.
Nello specifico, alle province di
Bologna, Modena, Ferrara, Manto va, Reggio Emilia e Rovigo saranno
destinati oltre 61 milioni di euro,
mentre ai comuni dell'Umbria (colpiti dal sisma del 15 dicembre 2009)
andranno 20 milioni. Meno consistente il saldo per l'Abruzzo, che riceverà dallo Stato 10 milioni di euro.
«Certo ci aspettavamo qualcosa in
più — spiega il sindaco dell'Aquila
Massimo Cialente —.Ma que stavolta non facciamo polemiche, ci rendiamo conto che in altre zone del
Paese la situazione è ancora di piena
emergenza».
Il decreto di ripartizione dei fondi
firmato dal Presidente Monti segue
l'approvazione, il6 luglio scorso, della legge numero 96: una vera e propria scure che dimezza le risorse pagate dallo Stato ai partiti, passate nel
2012 da 182 a 91 milioni di euro. «Apprezziamo ilvalore etico dellanorma
—prosegue il sindaco Cialente —ma
tutte le istituzioni devono impegnarsi di più». Sempre in chiave ricostruzione, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani
hanno già annunciato che almeno
parte dei risparmi ottenuti tagliando
le spese interne del Parlamento (circa 170 milioni di euro) sarà destinata
alle comunità terremotate. «Intanto
— commenta il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani — . I
fondi in arrivo dal Governo rappresentano un primo passo nella giusta
direzione».
MA
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IL FONDO
Nuove
risorse per
le comunità
terremotate
grazie al
taglio dei
contributi ai
partiti
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BufemsuGallielli,gI aquilani insorzono
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press unE
LIBERTA
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Entro fine mese ok all'abrogazione della giunta provinciale e taglio dei consiglieri. De Micheli:«L'esecutivo è pronto ad accelerare»
Commissari per novembre
I sindaci: «Non si o pronti»
Capelli: quando ci siederemo al tavolo con la Provincia di Parma?
Patroni Griffi spinge sull'acceleratore, la fine dell'amministrazione Trespidi e del consiglio
provinciale di corso Garibaldi si
fa ancora più vicina rispetto alle
previsioni. Nel giro di un paio di
settimane, arriverà il decreto che
dirà quando e come le Province
saranno accorpate definitiva mente. Quindi. saranno nominati dei commissari (nelle Province
già commissariate, quale quella
di. Genova, è stato scelto l'ex presidente della Provincia), e si andrà al voto. A nulla, insomma, è
valsa la pioggia di ricorsi presentati dalle Province al Tribunale
amministrativo regionale, perché
anche quel terreno è stato sminato dalla spending review, la revisione della spesa pubblica. A
nulla sono valse le proteste, le richieste di deroghe, gli appelli. Le
Province, almeno come le abbiamo conosciute fino ad oggi, non
esisteranno più. Ma la novità, come si diceva, è sui tempi. Che si
fanno brevi, brevissimi. Il ministro per la pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, ha
invitato le istituzioni a un colpo
di reni. Lo ha fatto nei giorni
scorsi a "La Stampa" e poi a "Vedrà", l'appuntamento politico e
culturale curato da Enrico Letta.
richiamando il fatto che la rivoluzione delle Province potrà anche
contenere delle opportunità, e
che, contrariamente ad alcune
previsioni dell'ultima ora, sarà
portata a termine da questa legislatura. Nessun passaggio di palla alla prossima, in sostanza. «Per
il riordino, non è che si potesse
attendere la naturale scadenza
della consiliatura provinciale» ha
detto il ministro.
«Il dubbio che resta è questo:
che parametri verranno utilizzati? - chiede il sindaco di Castelsangiovanni, Carlo Capelli consigli delle nuove Province dovranno essere formate da dieci
sindaci, ma della Provincia di
Piacenza o di Piacenza-Panna?
Non è chiaro. A livello locale, non
abbiamo ancora iniziato a incontrare nessuno, mi chiedo quando
ci siederemo al tavolo con la Provincia di Parma. Ognuno ha avuto un suo approfondimento, ho
chiesto ragguagli dai miei tecnici,
ma dobbiamo essere uniti, capire l'evoluzione complessiva. a
tutti i Comuni: questo atto è dovuto, da parte
Provincia.
Dietro la richiesta di referendum
per passare in Lombardia, mi
'sembrava di leggervi un tentativo
per bloccare questo processo. Ma
non sembra aver ottenuto gli effetti desiderati. E ora di avere le idee chiare». Che cosa succederà?
Si arriverà entro la fine del mese
alla conferma dell'abrogazione
della giunta provinciale e del
nuovo sistema elettorale di secondo grado: alle Province, ora,
saranno affidate esclusivamente funzioni di indirizzo politico
e di coordinamento. Inoltre, sarà
disposta la riduzione del numero dei consiglieri provinciali e la
loro elezione da parte dei consigli comunali. Sia il consiglio provinciale che il presidente della
Provincia saranno eletti per la
Paola De Micheli
Il sindaco Carlo Capelli
prima volta indirettamente. Tali
organi resteranno in carica cinque anni e le modalità di elezione del consiglio provinciale,
composto da non più di dieci
membri, scelti trai consigli comunali, e del presidente della
Provincia saranno stabilite con
legge dello Stato entro il 31 dicembre. «Il ministro è stato molto chiaro - commenta l'onorevole Paola De Micheli del Pd L'esecutivo non si fermerà nemmeno di fronte a eventuali problemi
di natura procedurale, problemi
so il mancato pronunciamento
da parte di alcuni Cal, i consigli
delle autonomie incaricati di
proporre il riassetto territoriale
nelle varie Regioni. Entro la fine
di novembre il processo subirà
un'accelerazione decisiva».
Elisa Malacalza
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Pagina 9
Commissari per novembre
I sindaci: «Non siamo pronti»
pressunE
oti inno
Direttore Responsabile: Emilio Piervincenzi
LA SCELTA
ì al riordino delle Province. La commissione regionale Affari, generali e istituzionali, presieduta da Marco
Lombardi, ha dato parere favorevole (astenuti Pdl, Lega
nord, Mov5stelle, Ude) alla
proposta di deliberazione della Giunta sul riordino degli
ambiti territoriali provinciali dell'Emilia-Romagna come
disegnato nell'ipotesi deliberata dal Consiglio delle autonomie locali che
individua una riduzione
da nove a quattro province, cui va aggiunta la città metropolitana di Bologna. Lunedì
prossimo la deliberazione sarà sottoposta al
volo dell'Assemblea legislativa, nei tempi utili per trasmettere la proposta al Governo
entro il 24 ottobre, come stabilito dalla norma nazionale.
In dettaglio, ecco cosa preve-
17/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
PIACENZA PRIMA DI PARMA: NASCE "PI-PA"
Province, via libera al riordino
Da 9 a 4, lunedì il voto in assemblea
Non passa l'emendamento di Villani che proponeva di anteporre Parma a Piacenza.
Bocciata anche la proposta di un referendum per l'annessione alla Lombardia
LA PROVINCIA DI PI-PA
PIACENZA E PARMA
dc la proposta: dall'accorpamento delle tre attuali province di Ravenna, Forlì-Cesena
e Rimini nascerà un'unica
`Provincia di Romagna'; le
province di Reggio Emilia
e Modena verranno accorpate nella 'Provincia di
Reggio Emilia e Modena',
come pure le attuali province di Parma e Piacenza, che
daranno vita a un nuovo e
urftco ente. Nessun cambiamento è invece previsto per
la Provincia di Ferrara, dal
momento che rientra nei parametri di popolazione e di
territorio previsti dalle norme del Governo. Un percor-
so a parte è quello della Provincia di Bologna, che verrà
abolita di fronte alla futura
Bologna città metropolitana.
Bocciati gli emendamenti proposti da Andrea Leoni e Luigi Giuseppe Villani del Pdl
(voto contrario da Pd, Sel-Verdi, Mov5stelle e dal reggiano
Fabio Filippi del Pdl, astenuti Ude e Lega nord) per cambiare le denominazioni delle due nuove province di
"Reggio Emilia e Modena" e di
"Piacenza e Parma" in "Modena e Reggio Emilia" e in "Parma e Piacenza". L'inversione
dei nomi dei capoluoghi, ha
sostenuto Leoni, si giustifica
in diversi modi, a partire dal
fatto che Modena e Parma rappresentano le realtà con maggiore estensione e numero di
abitanti rispetto agli altri due
capoluoghi e di fatto posseggono i requisiti minimi richiesti dalla legge per non essere
soggette al riordino. Ci sarebbero poi anche ragioni storiche, pratiche (ad esempio esiste già l'università di Modena
e Reggio). Respinti anche due
emendamenti di Andrea Pollastri (Pdl), uno dei quali fa riferimento alla procedura avviata dal Consiglio provinciale di
Piacenza per indire un referendum popolare per il distacco
della provincia di Piacenza dalla Regione Emilia-Romagna e
l'aggregazione alla Lombardia.
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Sovraffollamento e carenze,
il carcere di Parma va in tilt
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D,' a 4,1unoli il voto in assemblea
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Corriere
di Rimini e San Marino
Direttore Responsabile: Maria Patrizia Lanzetti
Per la sanità tre
direzioni generali
in tutta la regione
Quarantrè anni,
ingegnere, sposato, con
due figli, capogruppo
dell'Udc in consiglio comunale a Modena dal
1999, Davide Torrini è il
nuovo segretario regionale del partito di Pierferdinando Casini. Il coordinatore regionale uscente è
stato scelto per acclamazione unanime dai circa
400 delegati presenti al Relais Bellaria Hotel di Bologna.
Qual è la mission del
suo incarico?
«In questa fase la prima
cosa da fare è riconquistare un minimo di fiducia da
parte della gente. Non possiamo certo far finta che
non ci siano ruberie e malaffare, ma vogliamo far
vedere che c'è ancora una
classe politica, specie a livello locale, che si impegna seriamente al servizio
del bene comune. Occorre
riaprire un canale di comunicazione virtuosa per
far passare i contenuti».
In che modo?
«Prima di tutto tolleranza zero verso quello che è
successo, mettendo in
campo le azioni legislative che mancano: legge anti corruzione, controlli di
tutti i bilanci dei gruppi
consiliari a qualunque livello e una legge che normi i partiti. In secondo
RIMINI.
luogo il rinnovamento:
delle persone, degli atteggiamenti e dei toni per uscire dalla politica spettacolo e dai personalismi».
Quindi sostegno al governo Monti?
«Dall'esperienza di responsabilità nazionale
non si può tornare indietro. Lo dico perché ritengo
grave che il Paese si appresti ad affrontare la
campagna elettorale riproponendo lo schema
Prodi contro Berlusconi,
con da una parte Bersani e
Vendola e dall'altra Alfano e Maroni, che sarebbe
un pericoloso ritorno al
passato. Anche nel prossimo governo, Indipendentemente da chi vinca, devono rimanere le condizioni di fondo che ci hanno permesso di riguadagnare credibilità sul piano internazionale con politiche di rigore».
In Romagna divide il
tema del riassetto istituzionale e dell'Ausl unica, lei che ne pensa?
«Sono assolutamente favorevole alla Provincia
Romagna e all'accorpamento delle Ausl, perché
anche a livello regionale
valgono le stesse valutazioni politiche che facciamo a livello nazionale. Abbiamo un sistema ineffi-
ciente, con una spesa pubblica non più sostenibile,
penso al sistema della sanità, degli aeroporti e delle fiere. Pertanto per misurare i rapporti in questa
regione useremo il metro
del governo Monti, della
linea del rigore e dello sviluppo. Se si va verso quattro Province e una città
metropolitana, crediamo
si debba arrivare nel giro
di pochi anni a tre direzioni generali di Ausl: una
per la Romagna, una per
Bologna e Ferrara e una
per le Province di Modena
e Reggio Emilia e di Parma e Piacenza. La sanità
per recuperare efficienza
non deve tagliare i servizi
ai cittadini ma i costi indiretti burocratici e amministrativi che in queste
megastrutture sono moltiplicati all'infinito. Stessa
cosa vale per il sistema degli aeroporti che coinvolge Forlì e Rimini: oggi non
ci sono più le condizioni
per sostenere costi improduttivi che potevamo anche permetterci in passato. Pertanto a livello regionale chiamiamo il Pd, che
è ancora fermo, a misurarsi su questi temi, e a superare le contraddizioni che
lo vedono prima sostenere
Monti e poi fare l'alleanza
con Vendola che vuole
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
"rottamarlo"».
L'aggregazione di Acegas ed Hera ha finito
per creare non poche divisioni nelle giunte di
centrosinistra dei vari
Comuni e addirittura
all'interno dello stesso
Pd.
«E' una questione molto
complessa. L'operazione
risponde a una logica di
mercato globale, ma si finisce per allontanarsi
sempre più dai territori e
consegnare la società al
controllo dei manager e
non dei Comuni. Il problema da superare resta il perenne conflitto di interessi degli enti locali, che da
un lato devono fornire servizi ai cittadini ma dall'altro incassano dividendi.
Le infrastrutture e le reti
restino in mano pubblica
e la gestione venga affidata ai privati. Stesso ragionamento per il disatteso
referendum dell'acqua: è
vero che senza gli investimenti dei privati non ce la
facciamo, ma per uscirne
bisogna che le fonti e le
condotte dell'acqua siano
messe in una società o agenzia a totale proprietà
pubblica, per poi affidare,
mediante gara, la gestione
a privati che devono, per
gli anni a cui è loro affidata, garantire anche le manutenzioni delle reti».
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Per la sanità -tre
direzioni generali
in tutta la regione
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
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Il Pdl alla disfida dei c
«Modena resti pr
a di Reggio»
H coordinatore Aimi lancia una raccolta c i firme, Mazzi accusa il Pd: «Danno enorme al territorio»
Gozzoli (Pd): «Noi siamo e resteremo il capoluogo, la vera battaglia è per la sede delle istituzioni»
il caso di mobilitarsi e di mobidi Andrea Marini
Meglio avere il nome Modena
davanti a quello di Peggio Emilia, o le sedi centrali dei principali istituzioni e servizi sotto il
proprio di campanile ed essere dí fatto il capoluogo? E la domanda provocatoria con la
quale il Partito Democratico,
sin qui glaciale sulla disputa
toponomastica del nuovo norie da dare al territorio che nascerà dall'unione delle province di Peggio con Modena, invita i modenesi a riflettere_ A fare
da tramite Luca Gozzoli, capogruppo in consiglio provinciale del partito democratico che
così risponde a quelle che considera «provocazioni in salsa
legliista» del Pdl. Partito della
libertà che, invece, della questione "Modena provincia di
Reggio Emilia" ha deciso di
condurre una battaglia che
coinvolgerà lo spirito campanilista dei modenesi. «Perché
la sequenza del nome della
nuova provincia non è solo
questione di toponomastica ;
madirspetol ,
territorio, e della dimensione
delle due province. - tuonano
il coordinatore provinciale del
Pdl Enrico Aimi e il consigliere
Luca Ghelfi -A questo punto è
litare la cittadinanza perché
questi aspetti vengano tispettatit> I due annunciano una
mobilitazione vera con banchetti per la raccolta delle firme per dimostrare come quella che per il Pd è un argomento
del tutto marginale, una perdita di tempo, per i cittadini è
una priorità.
«Posso essere sincero? Esordisce Luca Gozzoli capogruppo in provincia. - Questa
disputa non mi appassiona, sa
di quelli che stanno lì a guardare l'ombelico, mentre il vero
terreno di confronto per il nostro territorio è: come rimanere ancora in corsa a livello
mondiale. Sulla questione province a me, così come al nostro partito, appassionava di
più_ arrivare agli obiettivi contenuti nell'ordine del giorno
approvato lo scorso 26 settembre. Noi chiedevamo alla conferenza delle autonomie locali
alcune cose a cominciare dal
fatto che venisse riconosciuto
predominante il ruolo di Modena città che ha i requisiti per
fare provincia a sè e che comunque è quella con maggior numero di abitanti. Bene
tutte le nostre richieste sono
state accolte. Siamo noi il capoluogo. Ora bloccare il consi-
giro regionale e quello provinciale per discutere di Modena
Peggio piuttosto che Reggio
Modena, con tutte i problemi
prioritari che abbiamo, mi
sembra francamente eccessivo».
Gozzoli inveve ritiene che
sia un'altra la battaglia sulla
quale davvero tutto il territorio
debba essere compatto nel lottare «affinchè quando si proce-
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
tanto importante perché allora non deve rimanere Modena-Peggio come da logica, numeri, storia? Caro Sabattinì lei
che è fresco renziano passerà
alla storia per aver rottamato
la provincia di Modena!»
E le associazioni e il mondo
economico modenese come
reagiscono? Per il momento
tutto tace. Nessuna presa di
posizione ufficiale, ma a mezza voce pili di qualcuno rileva
«Volevamo la cancellazione totale delle province, ci hanno riproposto questo riordino. Speriamo vada veramente nella direzione di una sburocratizzazione e del taglio dei costi...».
L'unico a lanciarsi in una rapida analisi è Fulgenzio Brevini
di Confesercenti il quale, si dice molto interessato a capire
che fine farà la questione della
Da sinistra
la Ghirlandina
una veduta
di Reggio
Emilia
Sotto:
Luca Gezzell
e Dante Mazzi
A destra:
la sede
della Provincia
di Modena
derà con I' accorpamento delle
prefetture, delle camere di
commercio, della creazione
del comando unico di pubblica
sicurezza, queste trovino la sede nel luogo principale del territorio che è per l'appunto Modena. E questo lo indichiamo
nell'ordine del giorno approvato oggi e girato alla Regione».
Quanto alle polemiche di questi giorni Gozzoli ricorda che,
come previsto, il futuro capoluogo sarà individuato nella
città con pila abitanti, quindi il
capoluogo di provincia rimarrà Modena. Piuttosto occorre
una nuova fase di dialogo. «Il
Consiglio Provinciale, il Presidente e la Giunta siano promotori e protagonisti di una tinova fase di dialogo e confronto
fra territori vicini, Regione,
Unioni e Comuni per favorire
programmazione urbanistico-commerciale sarà la nuova
provincia o la Regione che ha
al proprio interno tale funzione?». Intanto anche a Parma
battaglia del Pdl Parmense,
che proprio non ne vuoi sapere di finire da capoluogo come
Modena a ruota di Piacenza:
«si a Pa-Pi, no a Pi-Pa».
marini
©RIP RODUZIONL R;SLPV AIA
la nascita di una nuova rete di
relazioni, non solo istituzionali, per garantire la semplificazione degli iter burocratici, migliorare l'efficacia dell'azione
amministrativa, aumentare la
competitività delle imprese e
garantire servizi più efficienti
». Duro Dante Mazzi capogruppo Pd1 durante il dibattito
«Questo è un colpo di mano
corrilo ogni logica: se non è
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Filmi
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18/10/2012
GAllETTA DI MODENA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
di Davide Berti
Reggio-Modena
diventerà
quello che gli economisti che si
occupano di marketing chiamano brand. Una marca. E come tale andrà studiata per fare
in modo che le due realtà che si
fonderanno non perdano la loro identità, le loro specificità.
In tutto ciò l'università di
Modena (e questa volta è anche il caso di aggiungere Reggio...) è già avanti. Merito di Veronica Gabrielli docente del dipartimento di Comunicazione
cd Economia con cattedre in
Gestione della marca e Comunicazione d'impresa. Poche
settimane fa ha pubblicato il
suo ultimo libro, edito da "il
Mulino", dal titolo "Il brand".
Chi meglio di lei, modenese
che lavora a Reggio e studia
queisti fenomeni, pub 'inquadrare i tema dell'unione delle
due province e provare a spiegare ciò che potrà accadere, soprattutto il rischio che correrà
Modena nell'essere posta dopo Reggio nella nuova denominazione. Modena sparinU La
professoressa Gabrielli dice di
no, ma pone alcune avvertenze.
Non teme che Modena diventi una parola in via d'estinzione?
< C'e fischio:
perdere l'identità
delle due città»
La professoressa Veronica Gabrielli è esperta di brand:
«Stabilire da subito un processo di unione virtuoso»
•
«Mi auguro proprio di no, i
mezzi per fare bene ci sono. Basta applicarli».
Come?
«Facendo in modo che la Regione sia abile ad affiancare
queste due diverse -realtà con
pari importanza: siamo di fronte ad una operazione di cobranding, come se avessimo
due marche distinte che decidono di unificarsi ed accorparsi. Questo affiancantento, è Ve ro, anche solo a livello percettivo potrebbe prevedere la su pretriazia di. una sull'altra. P il
rischio che si corre, ma noia deve accadere per il bene dei due
territori>.
Ottimista o pessimista
sull'esito di questa unificazione?
«Modena e Reggio la professoressa Gabrie M è modenese, e si vede dall'ordine delle
parole... - sorto due territori
c he hanno tutte le carte In regola per nascere sotto una buona stella. Basta essere disposti
a raggiungere obiettivo comune: insieme possiamo arrivare dove nemmeno la somma
dei tentativi dell'una e dell'altra provincia potrebbe portare. L'università è un primo
esempio di come le cose possano funzionare quando si uni-
Diffusione: 10.513
Veronica Gabriell docente dell'Università di Modem e Reggio Emilia
Tra le priorità
una visibilità
maggiore
a livello industriale,
l'attenzione all'estero
e nuova attrattività
in termini di risorse,
turismo e cultura
scorto le forze, mantenendo
un legame con le specificità
dei singoli territori e crescendo
in una logica comune».
:Difficile quando di mezzo ci
si mette la politica legata al
campanilismo.
«Non entro nel merito delle
scelte. Se l'iniziativa nascesse
secondo logiche progettuall
virtuose potrentirno essere più
ottimisti. Ma dal momento che
siamo nell'ottica della razionalizzazione economica occorre
ragionare bene sulle scelte strategiche e sulla lista delle priori-
" ostacoli
non sono
ell'ordine
della denominazione
ma nella possibilità
che Modena e Reggio
si trasformino
in un territorio ibrido
me una nuova marca che nasce e viene lanciata sul mercato. Ci dovranno per forza esse
re dei tratti nella nuova provincia che identifichino anche
uno solo dei due territori. Come nel caso della Ferrari, che
dovrà rimanere Modena. Così
conte l'Accademia e la Gliirlandina. Cosi come Reggio continuerà ad essere la città del Tricolore e di Calatrava».
In caso contrario?
«Perdere questa visibilità
specifica sarebbe il danno
maggiore perché alla base ci Sa
rebbe una perdita di identità
che nemmeno un nome nuovo
può cancellare. Per questo dico che il rischio non è tanto nel
nome, ma piuttosto nel processo che porterà all'unificazione.
E in questo momento di difficoltà delle Province è opportuno che ognuna tiri fuori il meglio di se. Altrimenti chi non è
emotivamente coinvolto nei,
due territori tenderà sempre e
comunque ad uniformarli, che
sia un turista o un investitore,
col rischio di trasformare Modena e Reggio in un ibrido delle due realtà, che sarebbe ancora peggio della prevalenza
dell'una sull'altra».
Come università avete già
studiato questo fenomeno?
Stonerà, però, pensare alla
Ferrari in provincia di l-leggio-Modena.
«In tempi non sospetti,
quando ancora i cittadini non
conoscevano questo nuovo
percorso istituzionale. Ne nasce un quadro che evidenzia
come le due province siano ritenute accoglienti e tranquille,
con una buona prospettiva in
termini di lavoro. Modena è
più tradizionale, Reggio più innovativo. Sono tutti aspetti che
dovranno fare parte dì un ragionamento allargato ai quale
l'università sarà ben felice di
dare il suo contributo».
«Sarà necessario stabilire un
sistema di comunicazione co-
',I:R:0'g RIPRODUZIONE RISERVAzA
La sua quale sarebbe?
«Più visibilità a livello industriale cori un discorso particolare rivolto all'estero, attrattività in termini di risorse e turismo sono solo le prime cose. Ci
vuole un'ottima progettualità
per far sì che si possa mantenere una visibilità parallela delle
due province».
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
«Nome sbagliato: non siamo subalte
Una vena di localismo contro la denominazione della Provincia: «Abbiamo una marcia in più»
di Sabrina Fiorini
La nuova provincia che nascerà
dall'accarpamento delle due
città, si chiamerà Provincia di
Reggio nell'Emilia - Modena,
una questione di nomi, che può
apparire priva di interesse, ma
che invece sta acquistando un
significato simbolico in grado
di generare dibattiti e polemiche. Prime tra tutte, quelle dei
cittadini modenesi, che per la
maggior parte è contraria a una
decisione che potrebbe relegare la città in una posizione secondaria rispetto a Reggio Emilia, anche se solo sulla carta.
«Sono fiero di essere modenese
- afferma O. M. - tengo alla nostra identità e in questo modo
rischiamo di essere assorbiti da
Reggio, anche se si tratta solo di
una denominazione. Perché
non rispettiamo l'ordine dell'alfabeto?».fitimore è infatti che il
doppio nome, per comodità,
possa negli anni arrivare ad abbreviarsi, penalizzando Modena, che finirebbe per essere
considerata provincia di Reggio
Emilia. «Noi modenesi sentiamo una forte appartenenza alla
nostra città spiega B.G. non
sono nemmeno favorevole a
un'unione con Reggio Emilia,
ma non è logico porre Modena
in secondo piano rispetto a una
città considerata più provinciale, oltre che più piccola e meno
conosciuta nel mondo». runione che si prospetta tra le due
province si basa su criteri di carattere economico e storico che
di fatto già da tempo legano le
due realtà, ma sono tante le ragioni per cui Modena possiede
agli occhi dei cittadini, u' na marcia in più rispetto a Reggio Emilia: un maggior numero di abitanti e un territorio più ampio,
ma anche monumenti, tradizioni, industrie e un percorso storico che i modenesi ricordano
con orgoglio.
«Modena è la seconda provincia più 'importante dopo Bologna aggiunge il signor 0.M. abbiamo il Duomo, l'Accademia militare, la Ferravi, ma dovrebbe contare anche il ruolo
rappresentato nella storia, come capitale dei Ducato estense». Gli studenti trovano semplicemente insolito questo scambio di nomi, dato che l'università è da sempre (li Modena e
Reggio E:m[11a, e c'è chi invece
ritiene che la questione, priva
di concrete conseguenze, non
sia tra le priorità di cui discutere. «in realtà siamo tutti cittadini dei mondo e il nome non ha
alcuna importanza - riflette la
signora L.L. - Modena non è certo subordinata a Reggio per
questo e le eventuali differenze
tra le due città possono solo favorire la crescita di entrambe».
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«Nome sbagliato: nottAal.ndealtorni»
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
Gli uffici dovrebbero restare a Modena
decreto del Governo per la
riduzione delle Province ha fissato
anche le funzioni dei nuovi enti. a
unificazione completata. Tra queste
attività figurano la Pianificazione
territoriale provinciale; tutela e
valorizzazione ambientale;
pianificazione dei servizi di
trasporto; programmazione
provinciale della rete scolastica e
gestione dell'edilizia scolastica
relativa alle scuole secondarie di
secondo grado, classificazione e
gestione delle strade provinciali e
regolazione della circolazione
stradale ad esse inerente. La
questione più spinosa è relativa alle
sedi degli uffici. la spiega il
manuale "Le Province, istruzioni
per l'uso" diffuso dal Ministero per
la pubblica amministrazione e la
semplificazione: etdi tiffled saranno
tendenzialinente uhicati nei
Comuni capoluogo (Modena). Resta
fermo che ciascuna provincia può
articolare diversamente gli uffici
Stii proprio territorio». riordino
delle Province prevede la
soppressione di alcuni servizi che
passeranno ai Comuni.
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18/10/2012
GAZZETIA DI PARMA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Diffusione: 37.669
L CASO ANCORA POLEMICHE SULLA SCELTA REGIONALE PER IL NOME DELLA NUOVA PROVINCIA
«PiPa», critiche bipartisan:
contrari De Blasi e H gruppo Pdl
Il presidente del Consiglio:
«Provincia dell'Emilia
occidentale sarebbe un
nome più adeguato»
«La nuova provincia di Parma e
Piacenza si chiami 'Provincia
occidentale"». Il presidente del Consiglio provinciale
Mario De Blasi prende posizione a
proposito del nome della realtà
istituzionale che nascerà danccorpamento delle province di Parma e Piacenza. E propria per discutere della denominazione convoca per domani alle 12, nella sede
delta Provincia, laniircioiìe dei capigruppo.
«Personalmente ritengo inaccettabile osserva De Blasi che la
nuova Provincia venga individuata
anche dal punto di vista "simbolico" in assenza di una consultazio-
ne delle istituzioni interessate. Ritengo inoltre che la denominazione
di "Provincia dell'Emilia occidentale" sarebbe quella che meglio denotala prospettiva positiva che può
nascere da questa. nuova realtà».
11Pd1: «No ad nome "PiPa"»
«PiPa», la denominazione della
nuova provincia che nascerà
ciall'accorpamento di quelle di Piacenza e Parma, non piace a nessuno. O almeno non piace agli
esponenti del centrodestra parmigiano. E se il capogruppo in Provincia del Pdl Gianiuca
chiede con urgenza la convocazione di un consiglio provinciale per
mettere a punto un ordine del giorno congiunto per invitare la Regione a ripensare la denominazione, il capogruppo in Regione Luigi
Giuseppe Villani annuncia l'intenzione di ripresentare in aula un
emendamento bocciato in com-
missione che, invece, proponeva di
chiamare la nuova entità territoriale tenendo conto della tradizione storica e della "grandezza" delle
due attuali province: situazione,
per altro, in cui si trova anche Modena, accorpata alla più "piccola"
Reggi() Ern ilia, che dovrà chiatnatsi
però ReMo. «Auspichiamo che
l'accorpamento di Parma e Piacenza - spiegaikrmellini- non porti alla
cancellazione delle singole identità
culturali ma sia unicamente una
diversa organizzazione territoriale
dello Stato che sappia rispondere
alle nuove esigenze di efficienza
della pubblica amministrazione.
Ma luce di questo riteniamo che la
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Sette Comuni uniti da un patto
per il wisparanitenergetico
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18/10/2012
GAZZETTA DI PARMA
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Diffusione: 37.669
denominazione della nuova Provincia debba quindi rispondere a
considerazioni oggettive e non secondarie ovvero tutti gli elementi,
che in un'ottica di "marketing territoriai e" rappresentano fedelmente il passato e il presente per la
promozione e lo sviluppo del territorio stesso. Chiediamo alla Regione che la nuova Provincia abbia
come denominazione logica e razionale "Parma e Placenza", oppure
in alternativa, una diversa denominazione condivisa che prescinda
dai nomi dei due capoluoghi».
«Quella della denominazione
"PiPa" è una scelta contraria alla
logica . Per questo sono rimasto
molta deluso dall'esito del voto in
commissione affari istituzionali
sugli emendamenti che avevo proposto insieme al collega modenese
del Pdl Andrea Leoni per ripristinare quanto vuole la storia, la rilevanza attuale e fimmco
tutti argomenti secondo i quali
Parma viene sempre prima di Piacenza e Modena di Reggio. Au-:
spico pertanto che su queste fondate ragioni si trovi il sostegno anche della Provincia di Parma, indipendentemnte dalle appartenze
politiche. In Regione, comunque,
ripresenterò gli emendamenti per
la discussione in aula del 22 ottobre», conclude Villani, *
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SetteComarnuali; da un patto
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18/10/2012
GAZZETTA DI PARMA
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Diffusione: 37.669
ACCORrAMENTO CRITICO IL DEPUTATO PDL
Foti: «Provincia di Parma
Debito troppo alto»
L'unione fra le Province di Parma e Piacenza? Potrebbe essere
tutt'altro che conveniente per
quest' ultima.A sostenerlo è il deputato piacentino del Pdl Tommaso Fati, che cita dati secondo i
quali l'Amministrazione provinciale di casa nostra ha un debito
venti superiore a quello del corrispondente ente piacentino.
«Coloro che con tanto calore
hanno sostenuto e sostengono
l'importanza e la convenienza
per la Provinciadi Piacenza di un
suo riordino con quella di Parma
dice Foti meglio farebbero a
fare lo sforzo di leggere i conti
consuntivi per il 2011 dei due enti. I dati di bilancio, a differenza
dei numeri che molti danno con
interpretazioni risibili dei fatti
oggettivi, ci dicono che alla fine
dello scorso anno l'indebitamento della Provincia di Parma
era di oltre 106 milioni di curo, a
fronte dei 5 milioni della Provincia cli Piacenza. Ma cli questo
nessuno parla, quasi che il tema
non interessi a nessuno, pur essendo del tutto evidente la nostravirtuosità e il fatto che siamo
di fronte a un matrimonio con
Parma del tutto squilibrato,
quanto meno nei rapporti economici».
Il deputato del Pdl accusa poi
duramente il governo: «Il ministro Patroni Grif fi, oramai vittima del suo personaggio - continua - vuole andare avanti a colpi di decreti, neppure rendendosi conto dei giganteschi problemi che un percorso tanto improvvisato quanto dilettantesca
sta deteminando. Forse sarebbe più opportuno che il ministro
competente, si fa per dire, si
preoccupasse di emanare i decreti di trasferimento delle competenze ai Comuni, senza i quali
si aggiunge solo caos a caos. Ma
probabilmente - conclude - da
Patroni Griffi solo caos possiamo aspettarci». 4>
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Sette Comuni uniti da un patto
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GAllETTA DI REGGIO
Direttore Responsabile: Sandro Moser
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.722
Diffusione: 11.531
Provincia, Modena dice no
Non piace oltre Secchia a denominazione che metterebbe davanti Reggio
Al dl là del Secchia si digerisce
Sabattini, Provincia di Modena
male l'intitolazione "Reggio e
Modena" attribuita alla costituenda provincia nel contesto
del riordino provinciale approvato dal Consiglio delle autonomie locali e dalla Giunta della regione Emilia-Romagna. Martedì
il consigliere regionale modenese del Pdi Andrea Leoni, ricalcando le orme del senatore Carlo Glovana,rdi, ha proposto di invertire l'ordine delle due città,
ma il suo erne:ndamento è stato
bocciato dalla quasi totalità dei
componenti della commissione
Affari generali, compresi il suo
collega del Pdl, il reggiano Fabio
Filippi, e i consiglieri modenesi
del Pd. Soltanto la Lega si è astenuta. In effetti l'antico ducato si
chiamava "di Modena e Reggio", come l'attuale Università.
L'aver dato la precedenza a Reggio nella denominazione della
nuova provincia sembra un po'
lo zuccherino studiato per farci
ingoiare l'amaro calice di un'aggregazione nella quale Modena
è destinata a prevalere per :ragioni demografiche, economiche
storiche. Ma se nella sostanza
abbiamo poco da guadagnare,
almeno nella forma abbiamo
uno strumento in più per difendere la nostra identità. «Mi è dispiaciuto - commenta Filippi differenziarmi dal mio collega di
partito Leoni, che ha presentato
quell'emendamento molto
inopportuno, ma non potevo votare diversamente. Modena farà
di tutto per primeggiare di fatto.
Almeno ci rimanga il nome». Leoni, benchè sconfitto, ha dichiarato l'intenzione di ripresentare
la sua proposta lunedì nella seduta del consiglio regionale,
che, una volta ratificato il riordino delle province, dovrà trasmetterlo entro il 2 ,1 ottobre al
Governo. «Non so - obietta Filippi - se Leoni io farà. In ogni caso
il consiglio difficilmente prenderà una posizione diversa da quella della commissione»,
Luciano Salsi
La presidente
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Resto del Carlino
CESENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
5.\:%UìN,‘,,Na-SAN MAURO ?, INCONTRO TRA I DIRE I I M
Ascorn. «Sì alla fusione,
niente costi per le imprese»
La Lega Nord, contraria, bacchetta invece Silvagni
I CONSIGLI direttivi della Confcommercio di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli si sono riuniti nella sede di Savignano
in via Saffi per discutere della fusione dei Comuni di Savignano e
San Mauro Pascoli. Erano presenti per Savignano il presidente Roberto Renzi e i consiglieri Antonella Capriotti e Francesca Giardullo e per San Mauro Pascoli il
presidente Raffaele Bernabini insieme ai consiglieri Mario Argenti, Lorenzo Donati e Alessandro
Paci. Ha coordinato l'incontro Paolo Vangelista responsabile della
Confcommercio del Rubicone. Alla fine è stato redatto un comunicato congiunto dove la Confcommercio di Savignano e San Mauro
Pascoli sottoliena: «In tutte le sedi abbiamo appoggiato e sostenuto la nascita di un organismo unico che prenda il posto dell'Unione dei Comuni che così com'è
strutturata oggi non può andare
avanti, non ha proprio senso.
Troppa dispersione di risorse e,
concretamente, non ha portato a
nessun vantaggio, né per i cittadini, né per le imprese. Era solo un
ulteriore ente che portava costi e
spese. Un esempio su tutti è la dispersione dell'attività della polizia municipale dell'Unione».
LA CONFCOMMERCIO ha
detto poi che questa operazione
non deve gravare sui costi delle
imprese, infatti cambierà la sede
per tutte le aziende quindi andranno ritte variazioni di partita
Iva, Inps, Inail, Camera di Commercio, licenze, timbri, carte intestate, documenti vari. E la richiesta è creare uno sportello unico
per tutte le esigenze delle imprese. Poi hanno continuato: «1 contributi che arriveranno dovranno,
UNITI i consigli direttivi della Conftorrirnercio di Savignano e S. Mauro
GATTE0
IL sindaco invece spiega
questa sera pubblicamente
IL no aLL'accorpamento
in buona parte, essere utilizzati
anche per diminuire il carico e la
pressione fiscale dei cittadini e dare sostegno alle imprese, attraverso incentivi e contributi. Insomma questa è la linea da seguire.
LUCIANO MARONI, segretario di circoscrizione della Lega
Nord Forlì-Cesena, e Ve Mero Pasolini segretario della Lega Nord.
di Savignano hanno precisato che
il Carroccio da sempre rigetta la
fusione di Savignano e San Mauro, ora più che mai e hanno dichiarato: «A Savignano l'opposizione
ha tenuto un atteggiamento politicamente irresponsabile, soprattutto quello del capogruppo Orfeo
Silvagni che ha votato sì e il Pdl si
è astenuto, mentre a San Mauro la
Lega ha votato no».
Intanto questa sera alle 20.45, nel
teatro Lina Pagliughi a Gatte°, la
locale Am ministrazione comunale ha organizzato l'incontro pubblico 'Unione dei Comuni sì, Comune Unico no. Le ragioni di
una scelta. Conoscere per capire.
Sapere per informare'. Verranno
illustrate le ragioni del no al Comune Unico; saranno presenti
per l'occasione il sindaco Gianluca Vincenzi e la giunta proprio
per illustrare completamente e a
fondo le ragioni di un dissenso
per quanto riguarda la fusione
con Savignano e San Mauro Pascoli.
Ermanno Pasolini
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niente cuci', ukr hancs,»
press unE
il Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
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L'ATTACCO
I ndo il Pdl la scelta di
ere prima Reggio e
psai Modena nel nome
detta nuova provincia è
contraria a ogni Logica.
Avrà --- dicono — gravi
ricadute economiche sul
territorio, dal momento
che secondo nome verrà
presto tralasciato per
motivi di praticità
IRAD§C11
Il duomo di
Modena e la
Ghirlandina,
simbolo della
città. A fianco
dall'alto Enrico
Aimi e Michele ‘\ ‘.
Barcaiuolo
■
Nuove pro ce, Modena p a di Re o
Raccolta rme del Pdl: «Nome sbagliato. perché il Pd locale ha chinato la testa.
di DAVIDE MISERENDINO
DISTRAZIONE? Malafede? Oppure una scelta? Stavolta il Pdl è
unito: perché — chiede — la nuova Provincia che nascerà con la fusione di Modena e Reggio si chiamerà 'provincia di Reggio Emilia
e Modena?'. «Non si tratta di campanilismo sbottano , in ballo
c'è il futuro della nostra città. Ci
rendiamo conto che fra qualche
anno le persone diranno che la
Ferrari viene costruita a Reggio?».
Il partito ha iniziato a raccogliere
delle firme, per sollecitare un colpo di reni, «Ciò che doveva essere
scontato — spiegano Enrico Aimi, coordinatore provinciale del
Pdl, e Luca Ghelfi, portavoce del
partito — appare invece oggetto
di battaglia. La sequenza del nome della nuova Provincia non è
solo questione di toponomastica,
ma di rispetto della storia, del territorio, e della dimensione delle
due Province. A questo punto è il
caso di mobilitarsi e di mobilitare
la cittadinanza perché questi
aspetti vengano rispettati, Sarà
un caso — continuano i due —
ma Graziano Delrio, sindaco di
Reggio e presidente dell'Anci, e
Romano Prodi, reggiano, avevano perplessità su questa operazione e hanno spesso perorato la causa della grande Provincia emilia-
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LA NWVOCAZiOWi
«E' un contentino
a Prodi e Delrio?››
UNA d elle teorie più in
voga nel centrodestra
modenese è che la
provincia di Reggio sia
stata messa prima di
quella di Modena perché
due influenti leader Pd, il
sindaco di Reggio
Graziano Delrio e l'ex
premier Romano Prodi
non hanno condiviso il
nuovo assetto.
na. Sarà questo il contentino per
due pezzi da novanta del partito
dominante? Se così fosse — concludono — ciò dimostrerebbe tutta la debolezza della classe politica modenese al governo. E tutta la
subalternità degli interessi del, territorio rispetto alla disciplina di
partito. Saremo in piazza presto
con i nostri banchetti per le firme, Invitiamo i cittadini a dare il.
proprio segno concreto».
I consiglieri conitinali. Andrea
Galli e Michele Barcaiuolo, invece, puntano sulle ricadute economiche «negative» — che il nuovo nome porterebbe con se. «E'
stata fatta una scelta insensata
dice Galli — Modena e più gran-
RISCHI
«Succederà come
cot Parmigiano, La seconda
città scomparirà del tutto»
de, ha più abitanti, aveva le carte
in regola per non fondersi con nessuno. Perché dobbiamo mettere il
nostro nome dopo quello di Reggio? Con gli anni scomparirà, si
dirà solo provincia di Reggio perché è più pratico. E' inaccettabile.
Mia mamma — conclude — è di
Reggio Emilia, la metà dei miei
parenti è reggiana, ma stiamo parlando di un 'paesone' cresciuto!».
18/10/2012
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Diffusione: n.d.
Galli e Barca uolo fanno gli stessi
esempi: Ferrai e Parmigiano
Reggiano. «Fra qualche anno
si lamentano dire
che le rosse si anno a Reggio. E
poi, ci siamo dimenticati com'è
andata col Parmigiano? I luoghi
di produzione sono quattro: Parma, Reggio, Modena e una parte
di Bologna. Bene, hanno chiamato quel formaggio Parmigiano
Reggiano ma, in tutto il mondo, il
secondo nome è sparito: all'estero
si chiama Parmigiano, punto, Io
mi chiedo — sbotta Barcaiuolo
—: che senso ha parlare di marketing territoriale e investire dei soldi in questo settore se poi subiamo decisioni del genere?», il giovane consigliere comunale e davvero arrabbiato: «Siamo l'unico
caso in Italia, è inconcepibile.
Nessuno fa niente nel Pd, con questo atteggiamento, quando ci sarà
da dividersi importanti finzioni
amministrative, non potremo che
rimetterci. Perché nessuno si oppone? Perché Stefano Bonaccini,
segretario regionale modenese
del Partito democratico non alza
la voce? Mi chiedo come faccia a
candidarsi a sindaco uno che svende la città in questo modo».
Anche Dante Mazzi, capogruppo
in Provincia, si scaglia contro
vertici Pd e in particolare il presidente dell'ente Emilio Sabattini:
«Il neo renziano Sabattini provoca ha deciso di iniziare rottamando la provincia di Modena».
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BARUFFI (PD): «RIDUZIONE PURE PER GU UFFICI DELLO STATO»
«Ora accorpiamo anche le prefetture»
«BENE la Provincia unica, ma ora l'accorpamento dovrà riguardare anche altri enti, come
le prefetture, le Camere di commercio e le questure». E' l'auspicio del segretario provinciale
del Pd Davide Baruffi, che vede nell'unione
con Reggio solo il primo passo per un intervento di più ampio respiro finalizzato alla riduzione dei costi delle istituzioni e della pubblica
amministrazione . «Tutto quello che è corpo periferico dello stato — ha precisato il segretario
a margine della presentazione del Comitato a
sostegno della corsa di Pierluigi Bersani alle
primarie del centrosinistra — deve ricevere lo
stesso trattamento che è stato riservato alle
Province». Questo tema è stato affrontato nei
giorni scorsi anche dal gruppo Pd in consiglio
provinciale, che ha presentato un ordine del
giorno nel quale si auspica «una incisiva razionalizzazione degli uffici periferici dello stato, al
fine di alleggerire i costi e aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione».
f.
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L'ATTACCO
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Il duomo di
Modena e la
Ghirlandina,
simbolo della
città. A fianco
dall'alto Enrico
Aimi e Michele
Barcaioolo
Secondo il. Pcil La scelta di
mettere prima Reggio e
poi Modena nel nome
della nuova provincia è
contraria a ogni logica.
dicono — gravi
Avrà—
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territorio, dal momento
che il secondo nome verrà
presto tralasciato per
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Nuove pro ce, Modena p a di Re
Raccolta firme del Pdl: «Nome sbagliato. perché il Pd locale ha chinato la testa.
di DAVIDE MISERENDINO
DISTRAZIONE? Malafede? Oppure una scelta? Stavolta il Pdl è
unito: perché — chiede — la nuova Provincia che nascerà con la fusione di Modena e Reggio si chiamerà 'provincia di Reggio Emilia
e Modena?'. «Non si tratta di campanilismo sbottano , in ballo
c'è il futuro della nostra città. Ci
rendiamo conto che fra qualche
anno le persone diranno che la
Ferrari viene costruita a Reggio?».
Il partito ha iniziato a raccogliere
delle firme, per sollecitare un colpo di reni, «Ciò che doveva essere
scontato — spiegano Enrico Aimi, coordinatore provinciale del
Pdl, e Luca Ghelfi, portavoce del
partito — appare invece oggetto
di battaglia. La sequenza del nome della nuova Provincia non è
solo questione di toponomastica,
ma di rispetto della storia, del territorio, e della dimensione delle
due Province. A questo punto è il
caso di mobilitarsi e di mobilitare
la cittadinanza perché questi
aspetti vengano rispettati. Sarà
un caso — continuano i due —
ma Graziano Delrio, sindaco di
Reggio e presidente dell'Allei, e
Romano Prodi, reggiano, avevano perplessità su questa operazione e hanno spesso perorato la causa della grande Provincia emilia-
na. Sarà questo il contentino per
due pezzi da novanta del partito
dominante? Se così fosse — concludono — ciò dimostrerebbe tutta la debolezza della classe politica modenese al governo. E tutta la
subalternità degli interessi del territorio rispetto alla disciplina di
partito. Saremo in piazza presto
con i nostri banchetti per le firme. Invitiamo i cittadini a dare il.
proprio segno concreto».
I consiglieri comunali Andrea
Galli e Michele Barcaiuolo, invece, puntano sulle ricadute economiche «negative» che il nuovo nome porterebbe con sè. «E'
stata fatta una scelta insensata
dice Galli — Modena è più gran-
I R IS C H I
«Succederà come
col Parmigiano, La seconda
città scomparirà del tutto»
de, ha più abitanti, aveva le carte
in regola per non fondersi con nessuno. Perché dobbiamo mettere il
nostro nome dopo quello di Reggio? Con gli anni scomparirà, si
dirà solo provincia di Reggio perché è più pratico. E' inaccettabile.
Mia mamma — conclude — è di
Reggio Emilia, la metà dei miei
parenti è reggiana, ma stiamo parlando di un `paesone' cresciuto!».
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Galli e Barcaiuolo limito gli stessi
esempi: Ferrari e Parmigiano
Reggiano. «Fra qualche anno
si lamentano
sentiremo dire
che le rosse sì fanno a Reggio. E
poi, ci siamo dimenticati com'è
andata col Parmigiano? I luoghi
di produzione sono quattro: Parma, Reggio, Modena e una parte
di Bologna. Bene, hanno chiamato quel formaggio Parmigiano
Reggiano ma, in tutto il mondo, il
secondo nome è sparito: all'estero
si chiama Parmigiano, punto, Io
mi chiedo — sbotta Barcaiuolo
—: che senso ha parlare di marketing territoriale e investire dei soldi in questo settore se poi subiamo decisioni da genere?». U. giovane consigliere comunale è davvero arrabbiato: «Siamo l'unico
caso in Italia, è inconcepibile.
Nessuno fa niente nel Pd, con questo atteggiamento, quando ci sarà
da dividersi importanti funzioni
amministrative, non potremo che
rimetterci. Perché nessuno si oppone? Perché Stefano Bonaccini,
segretario regionale modenese
del Partito democratico non alza
la voce? Mi chiedo come faccia a
candidarsi a sindaco uno che svende la città in questo modo».
Anche Dante Mazzi, capogruppo
in Provincia, si scaglia contro i
vertici Pd e in particolare il presidente dell'ente Emilio Sabattini:
«Il neo renziano Sabattini provoca— ha deciso di iniziare rottamando la provincia di Modena».
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NEVE DALLA REGIONE, L'APPELLO DI LOMBARDI (PDL)
«Ora sta al Governo aiutare
la provincia di Rimini»
«LA REGIONE ha fatto ciò che poteva fare in questo momento per
aiutare le popolazioni colpite dal nevone di febbraio. Ora tocca al Governo, ma fino ad oggi non ha usato proprio il buon senso». Il consigliere regionale, riminese, Marco Lombardi (Pd1) è vicino alla preoccupazione dei sindaci della provincia di Rimini, dopo la distribuzione dei 2
milioni di curo, tra ben 35 Comuni romagnoli.
«La Regione, per quanto faccia — continua Lombardi — non riuscirà
a dare risposte concrete a tutti. Soprattutto a quelle imprese che hanno
subito danni ingenti. Sono necessarie risorse statali. Ma su queste il
Governo nicchia. Anche con la recente distribuzione dei 91milioni di
curo, risparmiati da rimborsi ai partiti politici, Monti ha dato prova di
non considerare questa gravissima calamità, che ha messo a repentaglio un'intera economia».
Il consigliere infuria: «Dei 91 milioni di curo a disposizione, 6lmilioni
sono stati indirizzati in Emilia per il recente terremoto, ma rispetto
agli altri 30 concessi all'Umbria e all'Abruzzo, certamente poteva fare
qualcosa anche per le province di Rimini e Forti Cesena, colpite
dall'emergenza neve. Il Governo tecnico si dimostra sempre più un governo di contabili senza cuore e senza i polso della situazione reale».
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PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
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RIORDINO Il segretario del Pd Baruffi replica a Barcaiuolo (Pdl) sulla scelta della dizione 'Reggio e Modena'
«Province, H nome è un finto problema»
«La vera sfida è unire i comuni e riorganizzare gli enti statali»
di LUCA GARDINALE
a notare che no, il nome
non ha proprio nessuna
importanza, e che ci saranno questioni molto più difficili da risolvere, come quella
degli organismi dello Stato
da riorganizzare e unificare.
Se ieri Michele Barcaiuolo
(Pdl) aveva criticato fortemente la scelta di chiamare
la provincia che nascerà dal
riordino 'Reggio Emilia e
Modena', accusando di miopia la dirigenza locale e regionale del Pd, oggi a replicare è Davide Baruffi, segretario provinciale del Pd.
Baruffi, partiamo dal
nome: quanto pesa che
Reggio sia davanti a Modena?
«Si tratta di una questione
di quasi nessuna rilevanza.
Dobbiamo ricordarci di cosa
stiamo parlando, e cioè di un
grande cambiamento
dell'assetto delle province.
Dunque, nonostante i tanti
limiti - ad esempio il fatto
che si affronti la questione
con decreti d'urgenza - abbiamo tirato fuori qualcosa
di buono: si ridurranno le
province, che diventeranno
enti di area più vasta e alleggeriti nelle loro funzioni».
Ma su quest'aspetto, sulla necessità di riorganizzare e ridurre le spese, sono tutti d'accordo...
.&\
9EGETARK: Davide Barati (Pd)
«Ma il nostro sguardo deve
rimanere lì, anche perché,
confini a parte, sarà un'operazione che richiederà anni
di lavoro: i decreti, infatti,
non bastano a costruire un
nuovo sistema. Il nuovo impianto funzionerà se saramo
capaci di fare un passo avanti rispetto alle province».
Magari coinvolgendo i
comuni?
«Esatto: è ovvio che non
possiamo riorganizzare le
province e basta se poi abbiamo oltre ottomila comuni, ma dobbiamo promuovere nuove unioni, arrivando
anche alla fusione dei comu- è ben più restio alla riorgani».
nizzazione rispetto agli enti
Ma creare nuove unioni locali».
non vuol dire creare un
Ma una volta che abbiaente ulteriore, con tutto mo ottenuto questo risulquello che ne consegue?
tato, non sarebbe comun«I comuni devono asso- que meglio avere Modena
ciarsi in maniera molto più 'in testa' al nome della
rilevante rispetto a oggi, e le provincia?
nuove unioni dovranno ave«Ripeto: quello del nome è
re la titolarità dei servizi. un finto problema, anche
Magari possono rimanere i perché non è con il nome che
municipi diversi, ma gli uffi- si risolvono i problemi dei
ci e i servizi devono essere u- cittadini. Quando inizierenificati: è questa la mia idea mo a mettere mano alle Predi unioni dei comuni che fetture e ai tanti enti statali,
renderà molto più efficace il di cui diversi sono obsoleti,
riordino delle province. E allora inizieremo anche a ripoi c'è la questione più com- solvere i problemi».
plicata...».
Barcaiuolo ha posto anQuale?
che una questione di mar«Con le province, bisogna keting del territorio: dobunificare gli uffici periferici biamo abituarci al mardello Stato, dalla Prefettura chio Ferrari legato a Regalla Questura, dalla Camera gio e Modena?
di Commercio all'Agenzia
«Ma il riordino di una prodelle Entrate: in quest'otti- vincia non modifica l'identica, non ha importanza se ci tà di un territorio, quindi
chiamiamo Reggio-Modena anche questo resta un falso
o viceversa. Quello che con- problema: i grandi marchi e
ta è avere un ente più snello e prodotti modenesi resteranmoderno, e non è affatto una no legati al nostro territorio
cosa scontata, dal momento esattamente come lo sono oche c'è di mezzo lo Stato, che ra».
tti.( Reit:TRA
Saferiffe tibie
A sinistra, Palmo
Mando, sede
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della Provincia
e della Prefettura
di Reggio Emilio.
A destra, il paiano
della Provincia
di Modena (sede anche
della Prefettura)
ln viale Martiri
della Libertà
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Orevince, N tane è un finto problema,'
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Direttore Responsabile: Corrado Guerra
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1, COMMENTO Le parole di Mazzi (Pd) in aula. Dal Consiglio via libera alla nuova denominazione
«Così il neo renziano Sabattini rottami, Modena»
Gozzoli (Pd): «La disputa sulle targhe non mi appassiona»
na questione che, al
di là di come vuole
farla apparire il Pd, è
tutt'altro che futile». Lo ha.
fatto notare ieri Dante Mazzi, capogruppo del Pdl, parlando della nuova denominazione della provincia di
Reggio Emilia e Modena in
Consiglio provinciale. Secondo il capogruppo, «il documento uscito dal Cal è
stato modificato senza un
motivo logico in quella che
doveva essere la denominazione secondo i principi regolati dal decreto». E al presidente della Provincia,
che nei giorni scorsi aveva
sminuito il problema del
nome, ricordando che 'nessuno è subalterno a nessuno', Mazzi ha fatto sapere
PDL Dante Mani
PD Luca Gozzoli
che «Sabattini ha iniziato
la sua avventura di neo retiziano rottamando la Provincia di Modena».
La pensa diversamente
Luca Gozzoli, capogruppo
del Pd: «Non mi ha mai con-
vinto la disputa sulle targhe - ha spiegato - né quando hanno tolto la 'I' di Italia
quando andavi all'estero,
né quando hanno tolto la sigla della provincia di residenza». L'auspicio, è che «il
riordino delle Province sia
accompagnato da una altrettanto incisiva razionalizzazione degli uffici periferici dello Stato, al fine di
alleggerire significativamente i costi e aumentare
l'efficacia e l'efficienza della pubblica amministrazione. Questo processo di riordino, auspicabile e necessario, ha avuto un avvio carico di limiti e contraddizioni: ora occorre una riforma di sistema che riordini nell'insieme le istituzioni e la pubblica amministrazione rendendo l'impianto complessivo più moderno e snello». L'aula ha
quindi dato il via libera
all'accorpamento e al nuovo nome.
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Province, N nane è un finto problema»
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Periodicità: Quotidiano
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
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La presidente in trincea: "Gli enti locali sono l'ossatura del Paese"
La Draghetti difende la Provincia
"Siamo una risorsa, non una malattia"
RISORSE
"Gli enti locali
sono una
risorsa", dice
la presidente
della
Provincia
Draghetti
ADIFFERENZA dei sindaci, molto critici nei confronti del premier, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti "promuove" l'intervento di Mario Monti. «Ho avuto la percezione
che si lavori intensamente per il bene comune», ha commentato la Draghetti. «Apprezzo che Monti si sia fermato ad ascoltare gli enti locali, mi è sembrato molto aperto al confronto.
Sono convinta che le risposte arriveranno», ha proseguito.
Nel suo intervento la presidente di Palazzo Malvezzi aveva
rivendicato: «Non siamo la malattia ma la risorsa». Gli enti locali, ha avvertito, devono arrivare «da vivi» alla fine del percorso di riorganizzazione, che per ora è andato avanti «a pezzi» e ha visto delle province «il parafulmine dell' antip olitica».
Comuni ed enti locali, ha ribadito, «sono l'ossatura di questo
paese».
A partire dal 1° gennaio 2014 anche la Provincia di Bologna
cesserà di esistere per lasciar posto alla Città metropolitana.
InRegione, l'ipotesi è accorpare in una provincia unicale province di Parma e Piacenza, Modena con Reggio, dalle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini nascerebbe la Provincia
di Romagna, solo Ferrara si manterrebbe com'è.
Il ministro dell'Interno questa mattina all'assemblea Anci
La Cancellieri torna a Bologna
parlerà di riforme istituzionali
MINISTRO
Oggi il
ministro
dell'Interno
Cancellieri
partecipa
all'assemblea
dell'Anci
ILMINISTRO dell'Interno,Annamaria Cancellieri, torna quest' oggi a Bologna, dov'è stata commissario per poco più di un
anno, dal febbraio 2010 fino all'elezione di Merola. Lei che è
stata "quasi sindaco", dalle 9.30 sarà alla Fiera per partecipare all'assemblea annuale dei sindaci riuniti nell'Anci, e intervenire sul tema della prima sessione "Autonomia e modernità
come condizioni. Città Metropolitane, Nuove Province,
Unioni di Comuni: il sistema istituzionale locale si rinnovap er
cambiare l'Italia. Ora tocca a Regione e Stato".
La Cancellieri prenderà la parola al termine della tavola rotonda che alle 12 coinvolge tra gli altri i senatori Enzo Bianco,
Andrea Pastore e Walter Vitali, il deputato Udc Gianluca Galletti, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Le conclusioni sono affidate a Virginio Merola. L'ultima visita della Cancellieri a Bologna risale a120 agosto, quando si recò anche, per la terzavolta, nelle zone colpite dal sisma dimaggio. Ma soprattutto ilministro dell'Interno è stata protagonista della cerimonia del 2
Agosto in Comune e alla stazione, ed è stata il primo rappresentante del governo a non essere fischiato, bensì applaudito.
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Quelle chelapoliticadivide
laspendingreviewunisce
logranoassz dei pimicimdini
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LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
«Coloro che con
tanto calore hanno sostenuto
e sostengono l'importanza e
la convenienza, per la Provincia di Piacenza, di un suo
riordino con quella di Parma,
meglio farebbero a fare lo
sforzo di leggere i conti consuntivi dei due enti relativi
all'anno 2011». Lo sostiene il
deputato piacentino Tommaso Foti (Pdl) secondo il
quale i dati di bilancio («a differenza. dei numeri che molti
danno con interpretazioni risibili dei fatti oggettivi») ci dicono che, alla fine dello scorPIACENZA -
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Foti: «Province, matrimonio squilibrato:
il debito di Parma è 18 volte superiore»
so anno, l'indebitamento
della Provincia di Parma era
di oltre 106 milioni di euro, a
fronte dei 5 milioni della Provincia di Piacenza. «insomma - evidenzia l'esponente
azzurro - a Parma hanno un
debito di 18 volte superiore al
nostro».
«Ma di questo - aggiunge
Foti - nessuno parla, quasi
come se il tema non interessi a nessuno, pur essendo del
tutto evidente la nostra virtuosità ed il fatto che siamo
di fronte ad un matrimonio
con Parma del tutto squilibrato, quanto meno nei rapporti economici. Ciononostante - aggiunge il deputato
Poti - il ministro Patroni Griffi, ormai vittima del suo personaggio, vuole andare avanti a colpi di decreti, neppure
rendendosi conto dei giganteschi problemi che un percorso tanto improvvisato
quanto dilettantesco sta determinando».
Secondo il parlamentare
piacentino sarebbe più opportuno che il ministro competente («competente si fa
Tommaso Foti sottolinea
che, stando ai consuntivi
2011, l'indebitamento della
Provincia di Piacenza è di 5
milioni mentre quello di
Parma è di oltre 106 milioni
per dire» ironizza sempre Foti) si preoccupasse di emanare i decreti di trasferimento
delle competenze ai Comuni
«senza i quali si aggiunge solo caos a caos». «Ma probabilmente - conclude polemico il deputato del Pd1 - dal
ministro Patroni Griffl solo
caos possiamo aspettarci».
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Commissaria,s1
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LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Commissario, si profila un braccio di ferro
Sarà Trespidi o Bernazzoli a guidare la nuova Provincia di Piacenza e Parma?
PIACENZA - Chi sarà il nuovo commissario della Provincia di Piacenza e Parma? Il ministro della
pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, scioglie i conSigli provinciali. Annuncia un decreto per la fine del mese, dove si
saprà quando e come si insedierà
il nuovo consiglio di dieci sindaci. Dieci. Tra Parma e Piacenza
insieme, salvo sorprese dell'ultima ora. Con ogni probabilità saranno gli stessi presidenti a essere nominati commissari, in attesa di sapere come e quando andare al voto di ricostituzione. Nel.
caso invece il commissario sia uno, si potrebbe profilare un braccio di ferro tra il presidente della
Provincia di Piacenza, Massimo
Trespidi, e quello di Parma, Vincenzo Bernazzoli.
Sui tempi stretti annunciati dal
ministro, il capogruppo del Pd in
consiglio provinciale, Marco Bergonzi, sente aria di bufala. Perché la domanda, che si diffonde
tra chi siede in consiglio, è chiara. Come è possibile, da un giorno all'altro, passare sopra alle teste dei cittadini, che hanno eletto nel giugno del 2009 il consiglio
di corso Garibaldi? «Si arriva alla
nomina di un commissario, sarà
l'ennesima scelta tra figli e figliastri- dice Bergonzi -.0 c'è un accordo tra presidenti, accordo che
al momento manca, oppure sarà
l'ennesimo scontro. Secondo me,
i tempi saranno ben altri: non è ipotizzabile sciogliere la giunta
entro il 31 dicembre. Parliamoci
chiaro. Come facciamo a garantire la continuità amministrativa
di un territorio che deve necessariamente accorparsi a un altro?
Sarei piuttosto cauto, quindi, nel
commentare quanto detto da Patroni Griffi: non possiamo scambiare i desideri con la realtà, aspettiamo. Secondo me, arriveremo alla riordino nel 2013 inoltrato». La legge, però, resta la legge.
«Siamo stati eletti dal popolo piacentino per governare la provincia di Pia. cenZa fino al 2014 sottolinea Filippo Bertolini del P dL Non credo che un atto del governo possa ritenersi di buon
senso se va contro la volontà dei
suoi stessi cittadini. Aspettiamo
di vedere se alle parole seguiranno i fatti. Di certo, non potremo
andare contro alla legge: faremo
quello che la legge ci impone di
fare. E chiaro, tuttavia, che resto
dell'idea di trovarmi di fronte a
Il presidente
della provincia
dì Piacenza
Massimo
Trespidi
e il suo collega
di Parma
Vincenzo
Bernazzoli
un provvedimento anticostituzion. ale. Non siamo in una dittatura. Almeno speriamo».
Il ministro Patroni Griffi ha annunciato, come riportato ieri da
Libertà, un decreto ad hoc per la
fine del mese. Quindi, saranno
nominati i commissari e si andrà
al voto. «Per il riordino, infatti,
non è che si potesse attendere la
naturale scadenza della consiliatura provinciale. Fatta la riforma,
bisogna partire con il nuovo as-
setto quanto prima» ha detto il
ministro. Il presidente dell'Unione Province d'Italia, Giuseppe
Castiglione, ha subito minacciato di alzare le barricate. «H riordino è un processo delicato - ha
detto se vogliamo che arrivi a
termine, devono essere i politici
che sono stati eletti dai cittadini a
guidare le amministrazioni. Cancellare i consigli adesso rischia di
creare nuovi conflitti». Le maglie
del commissariamento, intanto,
si fanno più strette. Dopo l'exploit a "Vedrà", la rassegna curata da Enrico Letta, Patroni Griffi
anche all'Università del Salento
ha ribadito che il commissariamento riguarderà tutte le amministrazioni. «La parola com.missariamento suona male, ma è un
termine 'tecnico. Proprio perché
parliamo di un riordino complessivo, il percorso di riforma
potrà comportare delle anticipazioni di scadenza del mandato».
Quanto ai tempi, il ministro ha
sottolineato che «non solo è possibile, ma è anche doveroso farlo
entro la fine dell'anno». Cosa farà
la Provincia di Piacenza e Parma?
Alle Province spetteranno solo le
competenze di pianificazione
territoriale, tutela 'dell'ambiente,
viabilità e trasporto pubblico, edilizia scolastica di secondo grado. Anche sul capoluogo -potrebbe essere baruffa, «Resta uno solo - ha sentenziato Patroni Griffi
-. Ma è anche vero che sia gli uffici della Provincia sia quelli periferici dello Stato potranno essere
dislocati in piI di un centro».
Elisa Malacalza
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press LITE
•
en.a •
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Alessia Pedrielli
Diffusione: n.d.
.,. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ., ,
Quanto vale questa fusione 9 I
«Tanto ,ma solo se si è uniti»
,.:
le altre città». Ovvero
I Ma conviene questo matrimonio? vanta
L o abbiamo chiesto ad un esperto la lotta deve essere con altri centri e
.:: di marketing e di brand: la ricerca- non interna «come si deve ragiona''. trice modenese Veronica Gabrielli re in un'azienda», si compete con i
che insegna ' Comunicazione pub- competitori e non con gli alleati.
blicitaria e immagine di marca' al- C'è poi una ricerca sui capoluoghi
l'Unimore e ha scritto il libro 'bran- emiliani. come ci riferisce Gabrielli,
d' (per Il Mulino). «Se si ragiona in dove emerge che i reggiani «danno
".; termini di competizione interna e più valore alle loro caratteristiche»
invece di cooperare si ripiega nello mentre i modenesi «non riconosco- I
no questo valore ai loro simboli, ai
loro beni».
.:: L'immagine percepita? «Modena
viene vista in modo positivo più dall'esterno che all'interno. In città si è
troppo autoreferenziali, i cittadini
Il sim bolo esclusivo I pensano che non c'è un sufficiente
è l'aceto balsamico e I interesse per un posizionamento alsi è conosciuti per la I l'esterno. A Reggio si è più dinamiI ci, Modena più conservatici». Quin:i ndustria
I.: di le nozze con Reggio? «Se si coomeccanica
•••• pera guadagnano entrambi i territo.', ri, in caso contrario il terzo gode».
Non due brand, ma «come all'uni.:
scontro tra le parti, dominare o soc- versità con `Unimore' si è creato
c ombere, la somma è negativa». Se qualcosa di nuovo. In inglese signi".;Modena
e Reggio passano il tempo fica 'un qualcosa di più', l'unione
'.; alitigare
litigare la convivenza porta frutti tra le due province deve dare un
negativi: «L'immagine percepita qualcosa in più per competere medall'esterno non sarà nitida ma glio». Quando l'unione fa la forza.
(gbn)
'.; sfuocata e in questo modo se ne av-
',
:•:
,,..............................................................................................................................................................
Pagina 9
La Provincia di Reggio-Modena?
Raccolta firme del P-d1 per dire no
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press unE
oti inno
Direttore Responsabile: Emilio Piervincenzi
Provincia PiPa: il Pdl
insiste "prima Parma
o si cambi nome ',
GRUPPO PDL REGIONE
EMILIA ROMAGNA
PiPa — la denominazione della nuova provincia che nascerà dall'accorpamento di quelle di Piacenza e Parma - proprio
non piace a nessuno. O perlomeno non piace agli esponenti del
centrodestra parmigiano. E se il
capogruppo in Provincia del PdL
Gianluca Armellini chiede con urgenza la convocazione di un consiglio provinciale per mettere a
punto un Ordine del Giorno congiunto per invitare la Regione
Emilia-Romagna a ripensare quella denominazione, il capogruppo
del Popolo della Libertà in Regione Luigi Giuseppe Villani annuncia l'intenzione di ripresentare in
aula un emendamento bocciato in
commissione che, invece, proponeva di "chiamare" la nuova entità territoriale tenendo conto della
tradizione storica e della "grandezza" delle due attuali province:
situazione, per altro, in cui si trova anche Modena, accorpata a più
"piccola" Reggio Emilia, che dovrà chiamarsi però ReMo.
«Auspichiamo che l'accorpamento
di Parma e Piacenza — spiega Armellini - non porti alla cancellazione delle singole identità culturali ma sia unicamente una diversa
organizzazione territoriale dello
Stato che sappia rispondere alle
nuove esigenze di modernizzazione ed efficienza della pubblica amministrazione. Alla luce di questo
riteniamo che la denominazione
della nuova Provincia non debba quindi rispondere a questioni
esclusivamente "campanilistiche"
o burocratiche o, ancora peggio,
a pressioni di carattere politico;
ma a considerazioni oggettive e
non secondarie che tengano conto
e valorizzino dati storici, culturali, artistici, socio-economici e territoriali, ovvero tutti gli elementi, che in un'ottica di "marketing
territoriale" rappresentano fedelmente il passato e il presente per
la promozione e lo sviluppo del
territorio stesso. Chiediamo alla
Regione che la nuova Provincia
abbia come denominazione logica e razionale "Parma e Piacenza",
oppure in alternativa, una diversa
denominazione condivisa che prescinda dai nomi dei due capoluoghi».
«Quella della denominazione PiPa
è una scelta contraria alla logica .
Per questo sono rimasto molto
deluso dall'esito del voto in commissione affari istituzionali sugli
emendamenti che avevo proposto
insieme al collega modenese del
PdL Andrea Leoni per ripristinare
quanto vuole la storia, la rilevanza
attuale e financo l'alfabeto, tutti
argomenti secondo i quali Parma
viene sempre prima di Piacenza e
Modena di Reggio. Auspico pertanto che su queste fondate ragioni si trovi il sostegno anche della
Provincia di Parma, indipendentemnte dalle appartenze politiche.
In Regione, comunque, ripresenterò gli emendamenti per la discussione in aula del 23 ottobre».
18/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
"La nuova Provincia
si chiami Provincia
dell'Emilia occidentale"
MARIO DE BLASI
"La nuova Provincia di Parma e
Piacenza si chiami "Provincia dell'Emilia occidentale". Il presidente del Consiglio provinciale Mario
De Blasi prende posizione a proposito del nome della realtà istituzionale che nascerà dall'accorpamento delle Province di Parma e
Piacenza. E proprio per discutere
della denominazione convoca per
venerdì 19 ottobre alle 12, nella
sede della Provincia, la riunione
dei capigruppo.
"Personalmente ritengo inaccettabile — osserva De Blasi - che la
nuova Provincia venga individuata
anche dal punto di vista "simbolico" in assenza di una consultazione
delle istituzioni interessate. Ritengo inoltre che la denominazione di
"Provincia dell'Emilia occidentale"
sarebbe quella che meglio denota la
prospettiva positiva che può nascere da questa nuova realtà".
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GAllETTA DI MODENA
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
Diffusione: 10.513
La battaglia delle province
alla "prova del popolo"
Il Pdl domani apre la raccolta firme per far tornare Mocena cavanti a Reggio
Giovanardi: «Quella scelta è una porcata». Pc in imbarazzo. Garagnani si sfila
di Andrea Marini
Provincia di "Reggio e Modena" o Provincia di "Modena e
Reggio"? La polemica, al MOmento solo politica, non si spegne e vede il Pdl compatto, come forse mai accaduto per altri temi, e determinato ad andare fino in fondo, coinvolgendo i cittadini. R "banco di prova" per vedere se davvero questa è una battaglia che tocca i
cuori e l'orgoglio campanilista
dei modenesi, arriverà domani mattina quando in centro
storico partirà la raccolta delle
firme . «Vogliamo sensibilizzare i nostri concittadini - conclude il portavoce del Pdl Luca
Gheifi - su una questione che
non è solo di forma, ma di sostanza», E domani in via Emilia centro ci saranno tutti da Aimi a Lenzini, Da Barcaiuolo
Galli e gli altri consiglieri provinciali e comunali.
Di parere decisamente opposto il Pd, che vive questa polemica quasi con fastidio. Seppur colto di sorpresa, da questa levata di scudi e, forse, timoroso che la mobilitazione
possa davvero far breccia nel
cuore "braveheart" dei modenesi, cerca di spiazzare i critici
ricordando che ci sono argomenti ben più seri di cui occuparsi. Un "benaltrismo" che,
se vede compatti i vertici istituzionali e di partito, mm convince fino in fondo le linee intermedie. Ad esempio: - William Garagnani, consigliere comunale, che si dice furente ed_
esterrefatto da come ilproprio
partito stia sottovalutando la
gravità di una decisione di questo genere. «Ma quale importanza di avere le sedi - tuona riferendosi alle parole del capogruppo in provincia Luca Gozzoli Che utilità può avere il
fatto di avere palazzi per ospi-
I senatori Bastico
e Barbolini:
«Anche a noi non piace il
ribaltamento.
Ma i ritorni sono positivi
per il territorio».
Il consigliere furente:
«Contro ogni logica».
E da Parma
e Carlo Bernazzo
che è presidente Pd
dell'ente parmigiano,
si ribella al fatto di avere
il suo territorio
secondo a Piacenza:
«Storicamente sbagliato»
tare 4 sedi per politici locali
sempre Riti &potenziati a confronto dell'importanza per il
marketing territoriale che ha il
chiamarsi provincia di Modena e Reggio? Sarebbe come
cambiare nome alla N tuella_
Wfiliam Garagnani
Carlo Gí vanardi
Quella è una scelta che oltre
non capirsi su quale base concreta si poggi non ha alcuna ragione di essere :né geografica,
:né economica, né storica, né
culturale e tantomeno alfabetica. Ma cosa vuoi_ dire che si è
deciso di collocare le province
da ovest ad est? E allora perché
non da Est a ovest, tra l'altro la
via Emilia parte da Rimini per
arrivare fino a Modena E una
decisione presa sulle teste dei
modenesi senza che possano
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hatZaglia
fol'inifif '
"
agra "prtva dei popolo"
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press LinE
GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
pronunciarsi. A cominciare
dal consiglio comunale che,
tanto per fare un esempio ne
potrà parlare solo il 22 ottobre,
mentre a Bologna in contemporanea voteranno si a Reggio
e Modena. E io sull'argomento
ho presentato una interrogazione il 5 ottobre... La petizione? Leggerò il testo e valuterò».
Il senatore Pdl Carlo Giova:nani" non consuma tante parole, Si limita a due: «Una porcata» annunciando la sua orgogliosa presenza, domenica, a
firmare. E il Pd schiera due senatori ed ex-sindaci di Modena che con una nota dal titolo
«Si perde un po' di sovranità si
guadagnano opportunità»
sembrano fare buon viso a un
cattivo gioco di fronte al quale
nemmeno loro possono fare
nulla ed allora eccoli invitare a
guardare il bicchiere pieno.
«Diciamolo: a pelle, non piace
neanche a noi il ribaltamento
alfabetico, per cui la nuova realtà territoriale Intermedia si
denominerà provincia di Reggio-Modena. spiegano Tuttavia la sostanza del problema
non sta lì e costruirci il nome
una campagna di mobilitazione e dissenso (appellandosi a
un campanilismo forse un po'
retro per tentare di lucrare
qualche voto) ci appare come
un segno di un grande vuoto
di contenuti. Ma in questo momento si sta giocando una partita più grande che è fatta di
opportunità, di recupero di
competitività, di :risparmio di
risorse a vantaggio della salvaguardia dei servizi e di sostegno alla crescita: sono contro
le banalità delle disfide modenesi-reggiani, ma per una visione più. ampia del riassetto
degli enti locali»
Sarà. Ma a Parma il loro
compagno di partito Carlo Ber:Razzoli che, guarda caso, è presidente della Provincia la pensa diversamente. E di fronte alla prospettiva di vedersi capoluogo di Piacenza e Parma dice: «Non ritengo sia corretto —
commenta Bernazzoli chiamarci Provincia di Piacenza e
Parma, una dicitura che non
ha basi storiche e non è sostenuta da un accordo con i territori Interessati. La discussione
è ancora aperta e la scelta del
Cal non può essere considerata definitiva».
Qand marini
RISERVATA
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19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
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alla '`prova dei popolo"
pressunE
GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
«Un referend pro Bologna»
Righini del Pdl: «L'unione tra Modena e Reggio ci penalizzerà»
CASTELFRANCO
«La fusione tra le province di
Modena e Reggio renderà Castelfranco ancora più borderline, confinata. Allora propongo
ai cittadini di dare vita a un referendum per chiedere di portare Castelfranco in provincia
di Bologna». La provocatoria
proposta arriva da. Rosanna Righini, consigliere comunale
del Pdl.
«La scelta in Regione di dare
la denominazione inversa alla
nuova macroprovincia, ovvero
Provincia di Reggio Emilia e
Modena, è pericolosissima.
Non si tratta affatto di campanilismo o di guerre di religione
ma di dare la leadership a chi
c'e la realmente - sottolinea Righini Questa scelta porterà a
conseguenze distorsive e lesive per Modena. In questa grave scelta per la provincia di Modena,11 comune di. Castelfranco in particolare,si troverà ad
essere ancora più di prima un
comune borderline e marginale, sempre più lontano dal centro della nuova provincia e
sempre più vicino, naturalmente, alla provincia di Bologna. La soluzione migliore, e
più naturale, sarebbe, a questo
punto, tornare da dove siamo
partiti, ovvero nella provincia
di Bologna a cui apparteniamo
per territorio e storia da sempre (lo eravamo nei 1920). In
considerazione poi di come è
stato trattato dalla provincia di
Modena negli ultimi anni il comune di Castelfranco, privato
del suo ospedale, dei collegamenti con la viabilità modenese, del casello autostradale, di
scuole secondarie, e dell'interesse delle provincia sul tema
delle cave, propongo ai cittadini un referendum per ritornare
nella provincia di Bologna. Ritorniamo a casa nostra».
Pagina 27
Si Sito, dove il oicket
ha preso il posto del calcio
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19/10/20/2
GAZZETTA DI PARMA
Periodicità: Quotidiano
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Tiratura: 45.153
Diffusione: 37.669
Bernazzoli: «Nuova provincia
Parma prima di Piacenza»
Il presidente: «Sul nome serve una soluzione condivisa»
Gian Luca bellini
«Non sono per niente d'accordo
sul nome dato alla nuova provincia, perché non ritengo giusto
procedere su un nominativo sul
quale non c'è intesa, ma il vero
problema è un altro, ed è quello
riguardante la ripartizione delle
funzioni svolte fino a questo momento dalle attuali province».
A parlare è Vincenzo Bernazzoli,
presidente della Provincia in carica
dal 2003, che, dopo le polemiche sollevate da pifi parti nei giorni scorsi
per il nome «Piacenza Parma» deciso dalla commissione regionale e
gli echi delle critiche sollevate da
Piacenza su sede e organizzazione
della «nuova» provincia, ieri è «sceso in campo» ufficialmente sulla
questione del nome, ma non solo.
«I-lo una forte preoccupazione ri
spetto alle accelerazioni che il Governo sembra voler imprimere al
nuovo assetto delle province che a.
mio avviso rischiano di consegnare
un quadro, per usare un eufemismo,
non perfettamente efficiente della
n uoi,ra organizzazione istituzioniiie».
Bernazzoli spiega le motivazioni delle sue perplessità: «In pratica, la nostra Regione ha attuato il riordino
territoriale nei tempi previsti dalla
legge, rispettando gli impegni, ma a
tutt'oggi nessuno sa quali saranno le
e$q
«È opportuno che
consiglio provinciale e: riunisca
al più presto-- e domarli
mattina è l'unica data utile per votare una risoluzione che
chieda alla Regiorle di
rivalutare la questione della
denominazione della nuova
provinda di Parma e
Piacenza ,.›. Lo dice in una nota
Glarliuca
capoaruppo Pdi in Provinda:
«Ritenao che il consiglio non
possa esimersi dall'approvare
all'unanimità un ordine del
aiorrio :n cui si chieda ala
Regione di rivalutare una
denominazione insensata che
non tiene iri rniriirrio conto la
storia, l'economia e neppure
l'odine ai fabetico».
ssm
funzioni che avranno le nuove province. E questo perché ci sono due
leggi, entrambe emanate dal governo
Monti, che dicono due cose opposte.
Nell'articolo 23 dei "Salvali-Uditi» del
dicembre scorso si impone infatti alle regioni di togliere entro il prossimo
31 dicembre le funzioni alle Province
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seakenxbd,,tluova orov.neda.
Pania
Piuma,
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pressunE
19/10/20/2
GAZZETTA DI PARMA
Direttore Responsabile: Giuliano Molossi
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 45.153
Diffusione: 37.669
cembre, Che a oggi rimane quella
in culle Province non avranno più
funzioni di propria competenza.
E' un problema di non poco conto,
perché la Provincia, su delega regionale, si occupa ad esempio dei
tavoli di crisi aziendale, della pianificazione urbanistica delle cosiddette "aree vaste", senza contare la manutenzione degli istituti
scolastici superiori e delle strade
ex Anas e extraurbane. Abbiamo
400 dipendenti impegnati sui
questi fronti Che hanno iì diritto di
sapere al più presto quale sarà la
nuova organizzazione». Un vero e
proprio grido d'allarme, quello di
Bernazzcli, che auspica «interventi in tempi rapidi che evitino il
protrarsi dell'attuale incertezza
sul destino delle Province».
«Il nome deve essere condiviso»
Critico Vincenzo Bernazzoli, presidente della. Provincia.
per riassegnarle ai comuni oppure
riprenderle su di sè». Ma il presidente della Provincia sottolinea che
«nella spending review, successiva a
quella legge, si stabilisce che le province accorpate assumano funzioni
dello Stato». Insomma, una grande
confusione che rischia di ripercuo-
tersi sui servizi erogati. ai cittadini.
«Serve chiarezza legislativa»
«A questo - prosegue Bernaz- occorre un decreto legge che
chiarisca con urgenza quale sarà.
la ripartizione delle funzioni dopo
la scadenza del prossimo 31 di-
Quanto alla nuova «provincia
allargata», per il presidente dell'ente di piazza della Pace «ritengo
che la soluzione migliore in prospettiva sarebbe quella di un'unificazione anche con Modena e
Reggio Emilia. Intanto, però, rai
aspetto che dalla riunione di lunedì dell'assemblea legislativa regionale esca o un nome nuovo Che
sia condiviso, oppure si opti per la
denominazione naturale di «Parma e Piacenza». <4>
Pagina 10
seakenxbd: ,Muova orov.nua,
Parma [alludi, Placala,
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GAllETTA DI REGGIO
Direttore Responsabile: Sandro Moser
NUOVA
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.722
Diffusione: 11.531
V1NCIA »131 ighg15'11
rischio esodo
Dipendenti in all
Trasferimenti del personale verso Modena ed eliminazione degli organi politici. Masini verrà nominata commissario
di Enrico Lorenzo Tidona
D REGGIO
Sei dipendenti della Provincia
di Reggio hanno già presentato richiesta per essere trasferiti
ad un altro ente. Meglio scegliersi in autonomia che destinazione prendere invece che
attendere lo scioglimento della Provincia, a causa del quale
si prospettano trasferimenti
anche verso Modena, ente con
il quale avverrà una fusione viziata ancora da molti dubbi. I
restanti 401 dipendenti attualmente in forze alla nostra Provincia restano invece con il fiato sospeso, in attesa di sapere
cosa sarà della loro futuro una
volta avvenuto il taglio dell'ente guidato da Sonia Masini.
Mesi di passione, vissuta da
uno dei più grandi agglomerati pubblici del nostro territorio, il cui iter di scioglimento
dovrebbe entrare nel vivo a
partire dal p:inno gennaio
2013. Per questo, come racconta l'esodo cominciato in queste settimane, alcuni degli attuali dipendenti sembrano voler anticipare i tempi senza lasciare che siano altri a decidere quale destinazione potrebbero prendere i lavoratori che
:risulteranno in eccesso una
volta compiuta la fusione. I
percorsi di mobilità all'Interno
della pubblica amministrazione, permetto Infatti di presentare domanda per coprire un
posto vacante in altre amministrazioni, magari un comune
vicino a quello di residenza,
che annullerebbel'effetto di
un trasferimento che di giorno
in giorno sembra sempre :più
vicino. 11. percorso di riordino
sarà a tappe forzate. Reggio
passerà sotto l'egida di Mbaena, lasciando però aperte questioni sfociate già in ribellioni,
cavilli, ricorsi e rinvii dei quali
non si vede ancora la fine,
Dipendendo l dipendenti
pubblici non possono essere licenziati. Ma bisogna ancora
capire dove saranno collocati
quelli che risulteranno in eccesso una volta accorpate diverse funzioni centrali che innescheranno un gran :numero
di sovrapposizioni. Basti pensare agli impiegati di supporto
agli organi politici, che saranno azzerati. La riforma delle
province contenuta nel decreto sulla revisione della spesa
mira infatti a tagliare i costi.
C'è l'ipotesi dei pensionamenti anticipati, che comportano
però un esborso difficile da digerire di questi tempi. Ecco al-lora che sta prendendo piede
l'ipotesi nasferimend verso alcuni comuni del Reggiano,
senza tralasciare Modena, che
sarà il capoluogo della nuova
provincia e dovrà quindi potenziare la sua struttura interna attingendo da Reggio. Ogni
passaggio verrà comunque vagliato dai sindacati di riferiimento, che verranno opportunamente interpellati.
Tempistica. Entro il 31 dicembre 2012 le Regioni svuoteranno delle attuali deleghe le
province che dovranno essere
assorbite. In queste, Reggio
compresa, il presidente verrà
con buona probabilità nominato commissario, con il compito di liquidare l'ente entro la
fine del 2013. Primo atto del
commissario sarà l'azzeramento della giunta e, probabil-
numte, del consiglio provinciale, per poter così operare senza lacci. La nuova provincia
dovrebbe entrare in funzione
primo gennaio 2014. Entro
quella data il consiglio provinciale dovrà essere necessariamente sciolto e decadrà il commissario,
Reggio-Modena. Una volta
cancellata la provincia di Reggio non ci saranno più le elezioni. Per costituire il nuove
ente non servirà quindi recarsi
alle urne consentendo ulteriori risparmi. ll consiglio verrà
formato dai sindaci compresi
nel perimetro del nuovo ente.
È previstala nomina di un presidente.
minare il percorso che dovrebbe portare al nuovo assetto locale. Primo tra tutti il dubbio
sull'illegittimità costituzionalmente rispetto al procedhnento Intrapreso dal_ Governo. in
molti lamentano poi la mancanza di un confronto coni cittadini compresi nel territorio.
Un processo lasciato al Cal
co nsiglio delle autonomie loi, che non essendo formato
su base elettiva si è sempre
guardato dall'approfondire
l'argomento. Ci sono poi raccolte di firme e l'opposizione
da parte di una folta platea di
politici locali - 32 quelli di Reggio che verranno inevitabilmente esclusi.
Funzioni. Una volta terminato il processo di unificazione le attività di competenza
della maxi provincia saranno
la pianificazione dei servizi di
trasporto, programmazione
della rete scolastica e gestione
dell'edilizia scolastica.
Dubbi. Sono tantissimi i motividi contrasto che sembrano
Il dado è tratto
sarà Reggio-Modena
Quattro province e una città
metropolitana. Sarà questo
l'assetto che la Regione
Emilia-Romagna presenterà al
Governo il 23 ottobre prossimo.
Un riordino deciso dal Cal, che
porterà dall'unione di Reggio con
Modena, Parma con Piacenza e
tra Ravenna, Forlì e Cesena. La
provincia di Ferrara, che per
popolazione e dimensione
geografica rientra nei parametri
previsti dalla norma del Governo,
non verrà in alcun modo toccata.
Bologna. invece, sarà considerata
città metropolitana dal primo
gennaio 2014.11dado è tratto e a
nulla servono le polemiche della
presidente di Reggio Sonia
Masini, che insieme a Graziano
Delrio aveva proposto la Grande
provincia Emilia.
Pagina 3
Dipendenti io allarme, é rischio esodo
Do
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il
pressunE
GAllETTA DI REGGIO
Direttore Responsabile: Sandro Moser
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.722
Diffusione: 11.531
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.
E 32 consiglieri del consiglio provinciale reggiano verranno sostituiti dai sindaci presenti nella nuova provincia. presidenti degli enti diventeranno liquidatori della loro amministrazione
Pagina 3
Dipendenti io allarme, é rischio esodo
Dopo il
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rittreamitarolomítgottati
•
press unE
il
Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
«Nuova pro da, il nome non conta. Bisogna
Reggio viene prima di Modena, ma a tanti cittadini non interessa: «E' solo una
re i doppioni»
sigla, non perderemo importanza»
di EMANUELA ZANAS1
SE LA QUESTIONE del nome
da dare alla rimi futura Provincia
di Modena Reggio o Reggio Modena ha scatenato un dibattito infuocato nelle stanze dei bottoni
con partiti divisi sulla sequenza
dei nomi delle due città, l'argomento pare non essere tra le prime preoccupazioni dei modenesi.
La maggior parte degli interpellati di ogni fascia d'età ritiene che la
denominazione della futura nuo-
RONIA
del Pdi che Modena perda di visibilità un futuro e che la posizione del nome possa avere ripercussioni commerciali e di marketing
non è avvertita da molti cittadini.
Paul Marshall è inglese ma tra pochi giorni festeggerà i suoi
trent'anni di permanenza sotto la
Ghirlandina. «Ma al Pdi di Reggio come la pensano? — si chiede
Che sia giusto chiamarla Reggio Modena! Perchè allora non
abolire le Province? in InghilterPer Luigi Tedeschi
CONTROCORRENTE
«Basta fare patriottismo
A questo punto chiamiamole
Moggio e Redena»
«Noi siamo più grandi
e più importanti,
andrebbero invertite»
va istituzione non sia importante
e che comunque la si chiami non
avrà conseguenze sull'identità delle due città. A pensarla così ad
esempio è Anna Tarozzi: «secondo me è solo una questione di patriottismo, ma alla fine si tratta solo di una sigla, il pericolo che il
territorio dell'uno o l'altro perda
importanza non esiste». Anche
per Pierluigi Tedeschi si tratta di
dibattiti inutili: «non mi dà molto fastidio la cosa — commenta
specialmente se l'unificazione
porterà a un risparmio reale. Se ci
fermiamo a litigare su queste cose
non si fa mai un progresso, allora
quelli di Reggio cosa dovrebbero
dire? Chiamiamola Moggio e Redena! Non deve essere quello il
problema, eliminare i doppioni è
la priorità».
ra abbiamo Comune, Contea e Stato e vi assicuro che sono più che
sufficienti». «In un momento storico come questo — dice Barbara
Fontanesi dove tutto sta crollando mi sembra un falso problema, preoccupiamoci piuttosto di
chi ci governerà. Timore che istituzioni importanti si spostino a
Reggio? Mettiamole a Rubiera!».
INSOMMA la preoccupazione
ANCHE la giovanissima Benedetta Colizzi la vede così: «ci sono
talmente tanti problemi ora che
non è il nome da dare alla Provincia la cosa importante; dopotutto
Modena rimarrà sempre Modena». Una voce fuori dal coro è
quella di Carlo Serra: «alfabeticamente viene prima Modena di
Reggio, poi Modena è più grande.
Sono d'accordo con la raccolta di
firme del P& anche se non so
quanto possa contare».
Nuoa i,rwii.ia, il
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bue noi
torna, Bisaqa
press unE
il
Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
N
Paul Marshall
Anna Tarozzi
Barbara FontanesE
Benedetta Colizzi
i,roAricia, il ame no:lona 3is,7,i4-i
1.4
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press unE
19/10/2012
il Resto del Carlino
MODENA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
Diffusione: n.d.
Munari: 'Facciamo rete per le mprese"
Tra Lapam e confartigtanato Reggio Emilio . un'unica associazione
'Una scelta lungimirante e che precorrel tempi. Siamo soddisfatti di aver raggiunto questo risultato cbe.signiika .un 'valore aggiunto per le imprese „associate
di Modena e di Reggio .arnia. Un far rete concreto
non solamente dichiarato
a part, da noi stesi per dare una rappresentanza piCt, completa": Lo idterrna il
Presidente denerale
LaParn, EriO Luigi Munari, commentando
a caldo l'unificaziom
.,
ne con Reggio
Lapam Confartigianato e coilfartigianato Imprese Reggio Ernitia hanno Infatti.
,
C-onclus,ivtpreochunadlgtimoes,ìprcd
tinificazione„.tecnicamente parlando una 'fusione per incorporazione ..,':in pratica
io modenese Lapam (Ornile imprese associate e 47 Sedi. sui territorio provinciale) si uniste a Confartigianató Imprese di Reggio che.conte 7 sedi e circa
2mila assóciati sul territorio,
i"ti 'prog::€59 é statoli
e. compléss0 sott9nh0-l 5:egrelúrjo GenerMe LaP:a ni,
Alberto Rossi ed é signifkitivd che arrivi a cOnclusioneprop.rio Mentre si
parla idi unione, dietro: rengolci, tra le province di Modena e- Reggio Emi
lio. Lepam è una realtà solida e con una:lunga Storia, Confartigianato Reggio ha,
avuto un percorso diffeente. Mai vantaggi de questa unione sono evidenti per
tutti servizi mio,liorie iù puntuali per le imprese, una-.possibilità maggiora di
incidere nelle scelte del territorio di area vasta per offrire il nostro contributo di
associazione imprenditoriale al benessere diffuso, la bossibilita di attra zione per
imprenditori delia zona., omogenea per molti motivi e COfi distretti (basti pensare
a quello ceramico, al tessile; alla meccanica, alragroaihnentafe) clic non conoscono i confini dette province e che guardano ad aumentare le quote dì Mercat
all'estero", 'Proprio per que sti m ivi COrid u d'e Mun iri,-- era necessario andare.
in questa direzione e siamo contenti che anche l'assetto istituzionale, con la na
scente nuove provincia di .Modena .e Reggio, abbia preso con decisione questa
strada',
Ora manca soltanto n passaggio, previsto entre fine ottobre, nel consiglio direttivo di .Confartigianato , Reggio Emilia per sancire l'unificazione delle due 'malta .
asocitve,
'
-
V'urar':
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Tea rei k
press unE
il Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Ourae:
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Te, rer
k
press LinE
la Nuova Ferrara
Direttore Responsabile: Paolo Boldrini
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 13.462
Diffusione: 9.640
PROVINCIA
Lf: «Dipendenti
trasferiti in Comune
Ma ci sono i soldi?»
Che sorte avranno i dipendenti
della Provincia? Come e da quale ente saranno riassorbiti? Antonio Fortini, Francesco Levato
e Giorgio Dragano (liberi e Fpr
ti) tuteli:diano il sindaco per sapere «se risponda al vero che numerosi dipendenti provinciali
saranno assorbiti dall'amministrazione comunale di Ferrara
e, in caso affermativo, con quali
risorse finanziarie sarà possibile
affrontare un incremento della
pianta organica del Comune,
senza uscire dal parametri fissati dal Patto di stabilità». L'abolizione e il fiaccorpamento delle
province previsti dalla spending
review ha innescato anche a Ferrara i dubbi sul futuro, sorpattutto per i didendenti che come
aveva scrito la Nuova Ferrara
potrebbero essere assorbiti dai
Comuni che erediteranno dalla
Provincia le nuove competenze
amministrative.
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-
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avallì adcom a rischio nweeilo
press unE
PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
MRL.A.M.EAT,U: Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico sulla denominazione del nuovo ente
«Si perde sovranità, si guadagnano opportunità»
«Il ribaltamento alfabetico non ci piace, ma bisogna guardare alla sostanza»
;,-
iciamolo: a pelle, non
piace neanche a noi il
ribaltamento alfabetico, per
cui la nuova realtà territoriale intermedia si denominerà
Provincia di Reggio-Modena».
Lo ammettono Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico,
parlamentari del Pd, sul nome
che assumerà la nuova provincia che nascerà dal riordino: «Tuttavia - precisano - la
sostanza del problema non sta
II e costruire sul nome una
campagna di mobilitazione e
dissenso (appellandosi a un
campanilismo forse un po' retrò per tentare di lucrare Q calche voto) ci appare come un segno di un grande vuoto di contenuti. Non è questo il compito
della politica e delle istituzioni. Il superamento delle attua-
9ENATQRE Giuliano Barbolini
DEPUTATA Mariangela Bastico
li Province e l'individuazione
di un'area territoriale omogenea per l'ente intermedio è
stata una scelta, come spesso è
accaduto per molti rapporti.
tra noi e i reggiani, tribolata,
ma alla fine consegna a Mode-
na e Reggio vere opportunità,
che debbono essere al centro
delle valutazioni e delle scelte
politiche. Abbiamo già un esempio positivo, quello dell'Università che, quando ha ceduto sovranità, divenendo di Mo-
deria e Reggio, ha però recuperato un vantaggio competitivo, per massa critica e assetto
strutturale, contrastando i rischi di un possibile indebolimento. E consideriamo che
poter ragionare su un'area vasta permetterà di disegnare in
modo più funzionale le Unioni
dei Comuni, recuperando risorse e razionalizzando la spesa, a tutto vantaggio della salvaguardia dei servizi e del sostegno alla crescita. Non saranno solo le istituzioni locali
a riorganizzarsi su questa scala, ma anche gli uffici decentrati dello Stato, le organizzazioni economiche e sociali,
con obiettivi di contenimento
della spesa pubblica e ottimizzazione della sua efficienza ed
efficacia».
Pagina 3
lena, il problema
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PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
RIORD:NO Parla Ennio Cottafavi, il consigliere provinciale che mercoledì ha votato l'ordine del giorno del Pdl
«Reggio Modena, il problema è reale»
«Non è solo una questione di campanile. Perché non chiamatia provincia Tricolore?»
di LUCA GARDINALE
„
roblemi di campani2- le? No, qui. c'è della
sostanza , anche perché alla denominazione seguono
le funzioni, e lì si giocherà
una partita importante».
Se la questione della futura.
provincia di Reggio Emilia
e Modena si è trasformata
in una partita tra Pd e opposizione - con i democratici impegnati a ricordare
che quello che conta è ottenere una vera riorganizzazione delle province mentre Pdl e Lega accusano la
maggioranza di aver 'svenduto' la provincia a Reggio
- una voce fuori dal coro è
quella di Ennio Cottafavi.
Consigliere provinciale del
Pd, Cottafavi ha votato favorevolmente l'ordine del
giorno presentato mercoledì dal Pdl in cui si chiedeva
di chiamare la nuova provincia 'Modena e Reggio',
anziché viceversa.
«Il Consiglio provinciale
- spiega Cottafavi - aveva
dato mandato al presidente
di lavorare per una provincia che tenesse conto di
Reggio, che non poteva stare più da sola, ma anche
perché nel nuovo ente ci
fosse Ferrara: in questo
modo sarebbe nata una.
provincia unita da interessi economici, industriali e
FUOR DAL CORO Ennio Cottafavi
di viabilità (basta pensare
alla Cispadana). Le cose
poi sono andate diversamente, e la denominazione
è partita dalle realtà più
piccole per evitare l'effetto
annessione.
Il fatto - incalza Cottafavi
- è che non si tratta solo di.
un problema di campanile,
ma di sostanza: alla denominazione, infatti, seguono le funzioni, ed è lì che si
giocherà una partita importante. Cosa faranno ora
la Camera di Commercio e
la Questura, la Prefettura e
la motorizzazione? Non è u-
na cosa da poco, anche perché poi i cittadini potrebbero essere costretti a recarsi
a Reggio Emilia (o viceversa) solo per fare una pratica».
Una questione che tocca
anche il marketing territoriale: «Noi abbiamo investito molto sul territorio spiega - e non si può dire
che il fatto che il nome 'Modena' finisca in fondo non
sia influente. Penso al Parmigiano Reggiano, che ormai è noto ovunque come
'Parmigiano', o alla nostra
stessa regione, che per tutti
è 'Emilia', e non 'Emilia
Romagna'». Secondo il consigliere provinciale, comunque, la questione del
nome si poteva risolvere in
un altro modo: «C'era anche la possibilità di fare
qualche sforzo di fantasia riprende Cottafavi - ad esempio chiamando il nuovo ente 'provincia Tricolore', dal momento che il Tricolore è stato presentato in
Accademia, a Modena, prima di 'diventare' reggiano».
Pagina 3
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«Reggio-Modena, 11 prublema é reale«
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LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
19/10/20/2
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Parma "apre" a Modena e Reggio, il presidente la vuole
capitale e dà battaglia sul nome: «Pipa non sia mai»
PIACENZA - In attesa della seduta decisiva dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, che lunedì delibererà ufficialmente il piano di riordino delle Province da inoltrare
al Governo, i.l presidente della
Provincia di Parma, Vincenzo
Bernazzoli, riapre a una macroarea con Modena e Reggio
Emilia, e si scaglia contro la
decisione di chiamare la nuova Provincia "di Piacenza e
Parma" anziché "di Parma e
Piacenza", in linea con quanto
già affermato dal PdL di Parma. La nuova provincia, in sostanza, non c'è ancora, ma già
si alzano i primi screzi tra i
presidenti. Dura la replica del
p. residente della Provincia di
Piacenza, Massimo Trespidi.
«Il nome? Già deciso. Parliamo
piuttosto di che fine farà il nostro personale».
LA GUERRA DEL NOME «Ribadisco l'idea che questa nuova
realtà non può che essere il
primo passo verso un amplia-
mento che comprenda anche
Modena e Reggio Emilia, un
progetto per il quale già nei
prossimi giorni partiremo con
gli incontri - ha incalzato Bernazzoli -. Non ritengo sia corretto chiamarci Provincia di
Piacenza e Parma, una dicitura che non ha basi storiche e
non è sostenuta da un accordo
con i territori interessati. La
discussione è ancora aperta e
la scelta del Cal non può essere considerata definitiva».
SEDE A PARMA, SENZA DUBBIO
Ma l'attacco più pesante riguarda la sede del nuovo soggetto istituzionale. Bernazzoli
ribadisce senza indugio che
dovrà essere a Parma. E all'onorevole piacentino Tommaso Fon del PdL, che ieri su Li-
si è potuta permettere perché abbiamo dimostrato nei
fatti di garantire le entrate sufficienti per onorarli, presentandoci all'appuntamento
dell'unificazione con Piacenza in buone condizioni».
VERTICE SUI COMMISSARI Il ministro Patroni Griffi, intanto,
annuncia di voler accelerare
sul riordino. «Ma è difficile
commentare certe dichiarazioni perché il ministro cambia idea di continuo - replica il
presidente piacentino, Massimo Trespidi -. Aspettiamo il
decreto previsto per la fine del
mese. Aspetto anche di sapere
quale posizione intenda assumere il Parlamento. Annuncio
anche che è previsto un incontro tra Upi e Governo sul
tema del commissariamento:
a giorni, quindi, dovremmo
sapere di più. Al di là delle polemiche, oggi la cosa fondamentale è una sola e di fondamentale importanza: capire il
percorso del processo di riordino, una volta per tutte, evitando il caos di fronte al quale
ci troviamo».
«SIAMO IN UNO STATO DI DIRITTO?» «Aspettiamo anche di co-
noscere quali siano le intenzioni della regione sulle competenze, le funzioni e i trasferimenti - conclude Trespidi
E, soprattutto. voglio sapere
quanto prima se la Provincia
sarà un ente di primo o secondo livello, con gli esiti dei ricorsi alla Corte Costituzionale,
previsto per il 6 novembre. La
partita è complessa: non è una
questione di nome, ma di sapere se siamo in un paese dove vige il diritto o se siamo tornati allo stato di natura di
Hobbes».
La stretta di
mano tra i due
presidenti delle
Province di
Parma e
Piacenza; la foto
risale al luglio del
2009 ad elezioni
appena avvenute
quando l'ipotesi
di accorpamento
era ancora molto
remota
Elisa Malacalza
bertà ha denunciato l'annessione dì Piacenza a una provincia più indebitata come
quella di Parma, Bernazzoli
tranquillizza i piacentini.
«Nell'ultimo decennio, la no-
Pagina 9
stra Provincia ha effettuato opere rilevanti. Per questa imponente mole di interventi,
sono stati investiti poco meno
di 90 milioni dí euro, attraverso mutui che la nostra Provin-
rendum per la Lombardia
primo sì della Cassazione
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LIBERTÀ
pressunE
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Oggi se ne parlerà in consiglio provinciale. La prospettiva che si apre,quindi, è quella della consultazione abbinata alle politiche
Referendum per la Lombardia
E'il primo sì della Cassazione
Accolta la richiesta della Provincia. Foti: «Per noi un successo»
PIACENZA -
La Corte di Cassazione
ha detto sì al referendum di Piacenza per passare in Lombardia.
La notizia è stata comunicata ieri
sera al presidente della Provincia,
Massimo Trespidi: «Decisamente
una buona notizia», è il suo commento. E il primo caso di via libera a un referendum per cambiare
regione. «Con buona pace di chi
asseriva che il referendum per il
passaggio di Piacenza in Lombardia doveva essere presentato dopo il riordino delle Province, l'ammissione dello stesso - precisa
l'on. Tommaso Foti, Pdl. - rappre-
battito - era stata inoltrata all'ufficio referendum della Corte di Cassazione. I consiglieri provinciale
Filippo Bertolini del Pdil, e Thomas
Pagani della Lega Nord avevano
depositato personalmente il provvedimento, che porta la data "storica" del 24 settembre. Poche ore
dopo, il documento è stato trasmesso a tutti i 48 sindaci del territorio, al presidente della Regione
Emilia-Romagna, Vasco Errani
(che, domenica, a Bettola, ha invitato la Provincia di Piacenza a restare in Emilia), e a quello della
Lombardia, Roberto Formigoni.
senta un grande successo per chi,
come me, nel centro destra lo ha
sempre sostenuto».
Tempo fa, tra le Province, solo
Belluno aveva tentato di cambiare
territorio, ma la Corte di Cassazione aveva bocciato l'ipotesi. I piacentini, invece, potranno scegliere
in quale Regione stare. Sia la Costituzione (articolo 75), che lo Statuto della Regione Emilia-Romagna
(articoli 20-22), che lo Statuto comunale di Piacenza (art, 59) - aveva detto quest'estate il consigliere
regionale Andrea Pollastri del PdL
- prevedono un'azione referenda-
La richiesta di referendum si basa
sull'ex articolo 132 collima 3 della
Costituzione per il distacco della
Provincia di Piacenza dalla Regione Emilia-Romagna e per l'aggregazione in Lombardia. Ora che la
Corte di Cassazione ha detto sì, il
Ministero dell'Interno comunicherà l'atto alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, che, a sua
volta, avrà tempo 90 giorni di tempo per individuare, nei 90 giorni
successivi, la data delle elezioni. Il
centrodestra aveva alzato le barricate, pochi giorni fa, vedendo che
la giunta regionale, nell'approva-
ria, ed il costo dell'operazione si
attesta intorno ai 500mila euro,
quanto, cioè, speso per le operazioni di elezione della giunta e del
consiglio provinciale. Trattandosi
di referendum costituzionale, la
chiamata alle urne potrebbe essere accorpato alle prossime elezioni. politiche, per ammortizzare ulteriormente i costi. In ogni caso.
l'operazione non sarà a carico dell'ente Provincia. La delibera con
cui il consiglio provinciale si era espresso a favore del referendum con voto contrario della minoranza, al termine di cinque ore di di-
re il riordino regionale, aveva ignorato la richiesta di chiedere ai piacentini di esprimersi sulla Regione. Adesso, l'assemblea legislativa
di viale Aldo Moro a Bologna,
pronta a riunirsi lunedì, dovrà rivedere tutta la geografia elaborata
negli ultimi mesi. E le domande
sono tante. Come voteranno i piacentini? Quando? Quali effetti avrà
la decisione di un referendum sugli equilibri con Parma? E la Lombardia, in particolare Lodi e Cremona, come prenderà tutto questo?
Elisa Malacalza
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Referendum. per la Lombardia
1," il orino sì della Cvsnine
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en.a
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Rossano Bellelli
Diffusione: n.d.
La guerra toponomastica
Provincia, al Pd va bene così
Il Pdl all'attacco della «porcata»
Il senatore Giovanardi: «Andrò a firmare ai banchetti»
La tutela della trota in Appennino
suggella solennemente la nascita della nuova macro-Provincia. Eh sì, perchè è stato questo il primo accordo
ufficiale trovato dalle Province di
Reggio e Modena dopo l'approvazione del provvedimento del Governo che le unificherà. Su tutto il resto che conta e pesa davvero molto - i
politici e gli amministratori degli 'ancora due separati enti' sono molto distanti dal raggiungere una intesa.
Nodo del contendere è innanzitutto
il nome. Se oltre Secchia la soddisfazione è come naturale evidente e viene trattenuta a stento, sul nostro territorio si va dal malcelato imbarazzo
del Pd alla determinata brama di ribellione del Pdl.
Il senatore Carlo Giovanardi definisce senza tanti giri di parole «una
porcata» la scelta di chiamare il nuovo ente 'Provincia di Reggio Emilia e
Modena'. E annuncia che domenica
sarà in centro, al banchetto del Pdl,
per «firmare la difesa della nostra
storia». La linea del Pdl è chiara. La
scelta «non è solo questione di toponomastica» ma di «rispetto della storia, del territorio, e della dimensione delle due province», spiegano il
coordinatore Enrico Aimi e il
portavoce Luca Ghelti. E chiamano i cittadini alla «mobilitazione» perchè «questi aspetti vengano rispettati». Si
parte do-
mani con la petizione.
I due principali 'sospettati' per la
scelta del nome sono - non a caso due politici reggiani, esponenti di
punta del Pd: Romano Prodi e il sindaco Graziano Delrio, presidente nazionale Anci. «Avevano perplessità
su questa operazione e hanno perorato la causa della grande Provincia
emiliana», puntano il dito Aimi e
Ghelfi. Che si scagliano poi contro
«la debolezza della classe politica
modenese al governo» e la
«subalternità degli interessi del territorio rispetto alla disciplina di partito».
Partito che fatica non poco a portare
valide motivazioni a supporto del
proprio chinare la testa a scelte che
penalizzano l'intero territorio. La
sensazione è che si cerchi di smorzare
le polemiche per nascondere sotto al
tappeto il silenzio-assenso sulla preminenza data a Reggio. Il presidente
della Provincia, Sabattini, prova a
parlare di criterio della «direzione geografica da ovest a est». Il consigliere
regionale Vecchi sostiene invece
che è stata premiata la città più
piccola perchè non si sentisse fagocitata. Vista la poca inoppugnabilità
delle due spiegazioni, ecco intervenire i senatori Pd Giuliano Barbolini e
Mariangela Bastico, entrambi ex sindaci di Modena. Lo slogan coniato è:
«Si perde un po' di sovranità, si guadagnano opportunità». Ma, dicono
gli avversari, le opportunità che nascono dalla fusione aumenterebbero
se Modena precedesse Reggio nel nome. Eppure i due invitano a rassegnarsi alla sconfitta e a «guardare all'obiettivo finale». La campagna di
mobilitazione del Pdl? «Un segno di
grande vuoto di contenuti. Non è
questo il compito della politica e delle istituzioni». Sarà, ma il rospo che il
Pd cerca di far ingoiare ai modenesi
non è certo piccolo. E il dibattito che
infuria da settimane ne è la dimostrazione.
E mentre l'Idv dei Valori taglia la testa alla polemica chiedendo la «completa soppressione di questo ente amministrativo», 'Modena Futura'
la come «incredibile»
il fatto
che «non
sia chiaro il criterio scelto
e soprattutto che
non sia
univocamente
riconosciuto
quello
della
nu me r
osità degli abitanti».
Tanto articolato quanto severo il giudizio dell'associazione culturale 'Terra e identità'. «La definizione di 'Provincia di Reggio Emilia e Modena' afferma il presidente Gianni Braglia
- certifica, anche in maniera estetica,
ciò di cui ormai tutti si sono resi conto: il definitivo declino di una città e
del suo territorio che, avendo alle
spalle un passato di capitale, si è trovata prima ad essere collocata nella
dimensione di provincia profonda,
seppur ricca, e poi ad essere progressivamente marginalizzata e quindi a
declinare anche sotto il profilo della
ricchezza». Modena, che vanta un
«passato non valorizzato» di capitale, ha una posizione geografica «ombelicale rispetto all'Italia intera ed
avrebbe, anche in considerazione delle sue eccellenze in molti settori, una
naturale vocazione a primeggiare».
Sottolinea: «Purtroppo invece il declino economico, sociale e culturale è
sempre più accentuato e sembra inarrestabile. E l'affaire dell'accorpamento lo simboleggia appieno. È per questo motivo che molti cittadini, anche
totalmente disinteressati alle glorie
passate della nostra città, sono stati
colti da un moto spontaneo di
rivolta di fronte a questa
decisione». «Le parole a volte pesano più dei fatti - rimarea - e la dicitura 'Reggio
Emilia e Modena' è
l'ammissione
di un fallimen-
Pagina 5
Provincia, al Pd va bene così
il Pdl all'attacco della «porcata»
. .
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Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015
pressunE
en.a
19/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Rossano Bellelli
Diffusione: n.d.
Pagina 5
Provincia, al Pd va bene così
il Pdl all'attacco della «porcata»
. .
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press LinE
20/10/2012
CORRIERE DELLA SERA
Fondato ne11876
I
Emo www.coniere.it
Periodicità: Quotidiano
.
Tiratura: 609.785
Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli
Diffusione: 474.395
Province La Cassazione dà il via libera al referendum. Alle urne forse con le Politiche
I piacer andr o al voto
per passare con la Lombardia
La richiesta per evitare l'accorpamento con i parmensi
MILANO
La rivolta delle
Province contro gli accorpamenti decisi per decreto, approda a una svolta che potrebbe aprire, in teoria, la strada a
una rivoluzione geografica. La
Cassazione ha infatti dato ii via
libera al referendum di Piacenza per passare alla Lombardia.
La decisione, la prima del genere (un'analoga iniziativa di &limo era stata bocciata), sarà
ora comunicata alla presidenza del Consiglio che avrà go
giorni per individuare la data
delle elezioni (potrebbe coincidere con te Politiche di prima-vera). Poi però l'ultima parola
spetterà alle due Regioni interessate.
.11 passaggio alla Lombardia
di Piacenza, provincia di confine destinata invece con il riordino a unirsi a Parma come ai
tempi del Ducato, è sempre stato un cavallo di battaglia del
presidente della Provincia, il
ciellino Massimo Trespidi, dal
2009 alla guida di una giunta.
di centrodestra, che nella Lega
Nord ha trovato un facile alleato. 11 24 settembre scorso il
consiglio provinciale aveva deciso con i voti della maggioranza (Pdl-Lega-Ude) per il referendum, contraria l'opposizione. Il giorno dopo, i consiglieri
Bertolini (Pdl) e Tiro-mas Pagani Lambri (Lega
Nord) avevano depositato la dchiesta all'Ufficio elettorale
La fotografia dell'area
LOMBARDIA
Famiglie Media componga
è 126575 2,2
VENETO
Tasso di natalità Età media
EMONA
8,5
45,2
Reddito medio
14.111 arto
ISTRUZIONE
Istituti scolastici
Studenti iscritti
on
%\ -,.,. ;-.','
Superficie
Comuni
2.589 km'
48
' Abitanti
291.302
Fatto, Istat Provincia di Placpwa
centrale delta Corte dì cassazione e giovedì sera è arrivato il
sì, comunicato ieri da Trespidi
in consiglio.
L'esito del referendum, però, appare tutt'altro he scontato. I piacentini, infatti, hanno
accolto la notizia con freddezza e anche tra le categorie produttive ci sono perplessità. Perché se una parte dell'economia
è legata al territorio lombardo
Università e 2 ,
A LAVORO
Imprese attive
Imprese «rosa» 22, I.% del totale
‘..'•
Stranieri residenti Tasso di
disoccupazione
41.081
li
4,9
e gravita su Milano, un'altra
soprattutto quella agricola
ha solide radici in Emilia. Certo, sullo sfondo c'è la storica rivalità tra Parma e Piacenza che
aveva già acceso nelle scorse
settimane bagliori di guerra
tra le due città, sul nome della
nuova Provincia (Piacenza-Parma o Parma-Piacenza?), sulla
sede, su quale delle due Province è più virtuosa e così via.
36180
Studenti scatti
2° 998
28.894
di riti artigiane 9,259
Valore degli scambi commerciali con l'estero
delle imprese piacentine nel 2011
5.714 milioni di curo
Cantano ovviamente vittoria i promotori del referendum, primo fra tutti il deputato piacentino Massimo Polledri (Lega Nord). «Se l'istinto ci
dice di rimanere dove siamo
spiega , non avendo nulla
contro Parma, la ragione ci
spinge ad andare via. Ma ora la
parola passa ai cittadini». Soddisfatte. anche il deputato Massimo Feti (>ili): «Falliti i panni-
A favore
Per il sì
la
maggloranza
Pdl- Lega
masafflam
celli caldi dei ricorsi, della de
roga ai criteri, la strada mae
stra del referendum si è mostrata vincente». «Noi — gli risponde però Marco Bergonzi
del Pd — andremo lutti a votare, sicuramente, e dimostreremo che i piacentini vogliono
stare in Emilia». E il segretario
provinciale della Lega, Pietro
Pisani, ammette: «Sarà una sfida difficile, meglio mettersi a
lavorare subito». Il primo
obiettivo è quello di raggiungere il quorum (la maggioranza
degli elettori iscritti).
Ieri, durante la seduta —
che potrebbe essere l'ultima
del consiglio provinciale, il
presidente Trespidi ha sottolineato che «il referendum non
deve essere targato da alcun
partito: è uno strumento fornito ai piacentini perché liberamente possano esprimere
un'opinione in assoluta serenità». Ma Trespidi ha anche riacceso la polemica con la Regione, governata dal Vasco Errarli
(Pd), accusata di fare con l'Anci (l'Associazione dei. Comuni
italiani) «un'azione a tenaglia
che porterà allo svuotamento
di potere delle Province». Secondo il presidente piacentino, la Regione vuole tenersi le
funzioni relative ad agricoltura, formazione professionale,
mercato del lavoro, e togliere
alle Province (che con il riordino dovrebbero passare da nove a quattro, più la città metropolitana di Bologna) altre funzioni come la programmazione territoriale.
Intanto il ministro Filippo
Patroni Griffi ha annunciato
per venerdì prossimo it decreto in cui sarà scritto come e
quando gli accorpani enti sa ranno
Luigi Corvi
Pagina 24
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
«Nome invertito?
Pensiamo ad altro»
«Credo, proprio perché quello che
nascerà è un diverso ambito
territoriale e non una nuova
identità, che sia di nessuna utilità
aprire una polemica sulla nuova
denominazione "Provincia di Reggio
Emiliae Modena" - ha dichiarato il
presidente della provincia di
Modena Emilio Sabattini (Pd)Nessuno è subalterno a nessuno. O
meglio, il tema della subalternità,
maal cambiamento e
all'innovazione, si porrà se
rimaniamo fermi e non creiamo da
subito una nuova relazione fra i due
territori che, in attesa della nascita
del nuovo ambito, unisca le
istituzioni per delineare le prime
azioni programmatiche e per
misurarsi con la giunta regionale sui
contenuti dei provvedimenti
legislativi assunti al fine di definire
una visione complessiva delle
autonomie locali».
Pagina 19
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Prov:nce, righi prombe.
croviarbe un altro
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GAllETTA DI MODENA
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
Diffusione: 10.513
Province, Pighi propone
trovi o altro nome
«L'importante è restare capoluogo, e andiamo oltre la lotta Reggio e Modena»
Questa mattina in piazza Mazzini le firme del Pdl. Parma invece darà battaglia
E pensare che quando il Consiglio delle autonomie Locali aveva licenziato la proposta di riordino delle province, da sottoporre al voto della Regione,
sembrava dovesse filare tutto liscio. Invece da Piacenza a Bologna è tutto un ribollire di proteste in vista del voto definitivo di
lunedì.
PARMA COMPATTA. Se a Modena questa mattina in piazza
Mazzini partirà la raccolta di firme del Pdl, i capigruppo della
Provincia di Parma ( Pd e Pd1
sono compatti, contrariamente a Modena) hanno indirizza.to a Bologna un ordine del giorno unanime per chiedere che
l'accorparnento con Piacenza
preveda, nel nome, prima Parma «oppure, in alternativa, una
diversa denominazione purchè condivisa da entrambe le
realtà territoriali».
PROVINCIA VERDIANA, il legbisti
Stefano Cavalli e Roberto Corradi propongono addirittura di
chiamare la nuova Provincia
"Verdiana". E sempre a Piacenza si chiede un referendum per
essere annessi alla Lombardia...
A Modena nessun fronte contane, ma prospettive diverse
su come intendere il riordino.
CONTA IL CAPOLUOGO. Ieri è intervenuto il sindaco Pigiai ribadendo che Modena dovrà essere il capoluogo. Cosa più importante rispetto al nome sul
quale, comunque, precisa: «forse si dovrà valutare l'opportunità di andare oltre la semplice
somma dei due nomi», Nello
specifico «Modena e Reggio --spiega Pigli -- rappresentano
già da tempo un unico territorio per rapporti economici, servizi, università. Ed era fondamentale che nell'ambito del
riassetto delle Province questa
unione venisse riconosciuta.
L'obiettivo è stato raggiunto e
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi
nelle norme l'indicazione del
capoluogo è chiara: spetta al
comune con la popolazione
maggiore, cioè a Modena».
«OLTRE DUE NOMI».Riguardo
alla denominazione, aggiunge
Pigli, occorrerà invece valutare con attenzione, anche irispetto ad esigenze di tutela di produzioni e marchi di eccellenza
dei diversi territori, l'opportunità di andare oltre la semplice
somma dei due nomi. Non scomodiamo la storia o l'alfabeto conclude Pighi - ma credo sia
possibile individuare un elemento di sintesi che consenta
di indicare con efficacia il nuovo soggetto istituzionale senza
creare equivoci o imbaraz2d
sull'identità dei territori che,
nell'unificazione, dovranno riuscire a mantenere e valorizzare
ulteriormente anche le rispettive specificità. Lo faremo insieme alle altre realtà della regione dove si stanno realizzano
queste IJ nific az i on i».
Non
proprio analoga e fatta per
sdrammatizzare la proposta
sull'altra provincia accorpata
in Emilia: «chiamiamola Provincia della Secchia», esordisce
ironicamente il consigliere provinciale Fausto Cigni (Pd). «Le
polemiche Modena-Reggio
prosegue sembrano dimenticare che l'abolizione delle Province era stata chiesta a gran
voce e ora che da noi si sta facendo sul serio, il dibattito si arrocca sui campanilismi».
REGGIO VOTA "EMILIA". Per la
presidente della Provincia di
Reggio, Sonia Masini, questo
sui nomi è «un. dibattito inutile», invece «abbiamo bisogno
di parlare di come reagire alla
crisi economica»: «non mi interessa e non conta se debba venire prima Parma o Piacenza,
Reggio o Modena», e se proprio
se ne deve parlare, «Emilia è un
nome che esiste già, siamo tutti
emiliani, è un nome rispettato,
«CHIAMIAMOCI SECCHIA».
un brand costruito nei secoli e
non capisco perché fare altre
invenzioni per tornare ai ducati».
CASELLI DICE NO. Non la pensa
così iirindaco di Sassuolo,
ca Caselli. che aderisce alla raccolta di firme del Pdl e sostiene
che mettere prima Reggio è
«l'ennesima sconfitta del territorio di Modena e di chi lo governa».
L'ECONOMIA CHIEDE ALTRO. E il
mondo economico? Nessuno
pare arso dal bieco della polemica. «Alle imprese oggi 'interessa molto di piìs uscire prima
possibile dal terremoto, ricostruire e ripartire dopo la misi» si lascia andare un autorevole esponente della nostra economia.
Perentorio, invece, il presidente di Palatipico, Pierluigi
Sciolette, nell'allontanare qualsiasi tintore che potrebbe derivare dall'Imione -delle province
di Modena e di Reggio. «L'unione delle province dovrebbe forse farci paura?La bontà dei nostri prodotti tipici è esaltata al
di là dei confini territoriali e delle guerre di campanile»
«RESTIAMO SUPERIORI». «Abbiamo un territorio che vanta
secoli (l'esperienza nella produzione dei prodotti tipici =continua Sciolette e non vedo motivo di attrito con Reggio Emilia.
Anzi può essere un'occasione
ulteriore per mettere in pratica
la strategia del fare sistema, tutti insieme ed uniti, portando le
nostre tipicità fuori provincia».
E su quale delle due città dovrebbe venire per prima nei notue Sciolette la butta sul goliardico. «Per noi è assolutamente
indifferente che sia scritto prima il nome di Reggio o quello
di Modena, . Ma scegliamo di
mettere per prima la città con
un numero maggiore di abitanti, Modena...". (sa.)
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Province, Pighi propone:
io-darmi un altra nome
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GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
«Assurdo mettere
davanti Piacenza»
«Non ritengo sia corretto commenta CarloBernazzoli,
presidente della Provincia di
Parma del Partito
Democratico- chiamarci
Provincia di Piacenza e Parma,
una dicitura che non ha basi
storiche e non è sostenuta da un
accordo con i territori
interessati. La discussione è
ancora aperta e la scelta del tal
non può essere considerata
definitiva».
Occorre lavorare a una intesa
sostiene: «non è un'annessione
di Parma nei confronti di
Piacenza ma evidentemente
nemmeno il contrario».
E resta il problema della sede
della nuova Provincia: per
Bernazzoli, «deve essere
Parma, territorio che vanta
tutti i parametri dettati dal
Governo per il riordino».
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Province, righi propone,
troviamo un altro nome
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il
Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Pigli taglia corto: «Nuova pro da, Modena
Il sindaco: «Questo ruolo spetta al Comune più popoloso». Leoni (Pd1): «11 Pd
di FEDERICO MALAVASI
«MODENA sarà capoluogo». La
ragione? Perchè questo ruolo spetta alla città «con la popolazione
maggiore». Il sindaco Giorgio Pighi entra a gamba tesa nel dibattito nato a seguito della scelta di
mettere il nome di Modena dopo
quello della città del tricolore nella denominazione della nuova
Provincia unita. E lo fa con una
dichiarazione tranciante, finalizzata a mettere la parola'fine' sulle
polemiche che si stanno susse-
scomdiamo la storia o l'alfabeto
— taglia corto Pighi —, ma credo
sia possibile individuare un elemento di sintesi che consenta di
identificare con efficacia il nuovo
soggetto istituzionale senza creare equivoci e imbarazzi sull'identità dei territori. che, nell'unificazione, dovranno riuscire a mantenere e valorizzare le proprie specificità».
MA intanto non accenna a placarsi l'uragano delle polemiche e delle idee alternative riguardo al nuo-
EU SCENARI FUTURI
Secondo II primo cittadino
si dovrà «andare Atre ta
semplice somma dei nomi»
L'idea Lanciata da Cigni (Pd):
«Possiamo chiamarLa
La Provincia detta Secchia»
attendo ormai da giorni. Al di là
delle liti toponomastiche quindi,
il primo cittadino non ha dubbi
sul ruolo che le due città avranno
a seguito dell'unificazione. «Modena e Reggio — ha spiegato Pighi rappresentano già da tempo un unico territorio per rapporti economici, servizi, università e
tanto altro. Ed era fondamentale
che nell'ambito del riassetto delle
Province questa unione venisse riconosciuta. L'obiettivo è stato raggiunto e nelle norme l'indicazione del capoluogo è chiara: spetta
al Comune con la popolazione
maggiore». Cioè a noi,
Da valutare con attenzione, secondo il sindaco, resta invece «l'opportunità di andare oltre la semplice somma dei due nomi per
quanto riguarda le esigenze di tutela di produzioni e marchi di eccellenza dei diversi terfitOri». Su
qualcosa ci sarà ancora da ragionare quindi, ma adesso stop a polemiche e caccia ai colpevoli. «Non
vo nome della Provincia. A rilanciare per primo ieri è stato il consigliere provinciale Pd Fausto Cigni che ha proposto di chiamare
il nuovo ente «la Provincia della
Secchia», in modo tale da calmare
i bollenti spiriti dei «paladini della modenesità offuscata da un presunto predominio dei cugini reggiani». A sottolineare l'urgenza di
mettersi in moto per «rimediare
al pasticcio» è invece il consigliere regionale Pdl Andrea Leoni,
«Lunedì prossimo — ha detto —
calerà U sipario sulla Provincia di
Modena come la si intende oggi.
Non capiamo perché sul nome
del nuovo ente si sia voluto stravolgere il buon senso. C'è però ancora tempo per rimediare avverte —. I consiglieri regionali
del Pd escano dai diktat di partito
e votino i miei emendamenti alla
delibera facendo prevalere una
volta per tutte la ragionevolezza.
Niente stranezze. E' soltanto la cosa più giusta da fare».
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la Nuova Ferrara
Direttore Responsabile: Paolo Boldrini
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 13.462
Diffusione: 9.640
IL SINDACATO CONTESTA CGIL, ZAPPATERRA E REGIONE
Dipendenti Provincia, Cisl durissima: esuberi inventati
«In Provincia a febbraio nessun.
lavoratore sarà dichiarato in
esubero e neanche nei due mesi successivi. Continueremo
nel nostro confronto con la Regione per ottenere quelle risposte e quelle garanzie che oggi
mancano», Claudia Canella (Cisl Funzione pubblica) prende
una dura posizione contro le in-
discrezioni emerse dall'assemblea dei giorni scorsi della Cgil:
ben che vada, in Provincia resteranno 120 dipendenti, i Comuni che dovrebbero assumerli ereditando le deleghe al momento non hanno soldi. «Chi
oggi parla di 100-150 dipendenti che rimarranno in Provincia
ha 0.à rinunciato al confronto
che si deve aprire con la nostra
regione? E la presidente Zappaterra che è anche presidente
del Cal (riordino Province,
ndr), dov'era quando si doveva
tenere insieme il riassetto istituzionale con la salvaguardia
delle professionalità pubbliche? Cosa hanno scritto i rappresentanti del Gai per tutelare
i propri dipendenti di cui oggi
si dicono così preoccupati?» insiste Galleria. Ce n'è anche per
la Regione, «finora non abbiamo avuto risposte e garanzie
sufficienti». invece assistiamo
«a un balletto di cifre inventate
che non fa altro che acuire l'ansia e l'incertezza dei lavoratori
provinciali» conclude la Cisl.
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PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Caselli. «Reggio-Modena, ennesima sconfitta»
E Cigni suggerisce: «Provincia del Secchia»
di LUCA CARDINALE
T i nome di una provincia non rapk„k presenta una questione di campanilismo ma, al contrario, rappresenta la storia, le tradizioni e la cultura degli abitanti di quel territorio».
Mentre il Pdl modenese ritrova un'insolita compattezza attorno al tema
della futura provincia di Reggio e Modena, a bocciare il nome è anche Luca
Caselli, primo cittadino di Sassuolo:
«Sono sindaco di una città che vive e
lavora ai confini tra Modena e Reggiospiega - e io stesso ho qualche origine
reggiana: credo tuttavia che chiamare la nuova provincia 'Reggio e Modena' sia un gravissimo errore e una negazione della storia. Modena è sempre stata il capoluogo politico e culturale del territorio, sin dai tempi dei
romani, e tale è rimasta fino al giorno
d'oggi. I cittadini sono molto lontani
dalla Provincia intesa come ente, ma
sono molto affezionati alla provincia
intesa come appartenenza geografica. Pensare che presto dovremo dichiararci in provincia di "Reggio e
Modena' (che verrà inevitabilmente
abbreviata in 'Re ggio') è inaccettabile
e rappresenta l'ennesima sconfitta
del territorio modenese e di chi lo governa. Non ho ratificato questa scelta
(unico sindaco modenese a farlo) conclude Caselli - quando c'è stato da
votarla ufficialmente; altrettanto ufficialmente oggi protesto ed aderisco
alla raccolta di firme organizzata dal
Pdl modenese».
Parere opposto da Antonino Marino, assessore allo Sport di Modena:
tiATMZ.:, ACC.:5Z3
Da sinistra, in senso orario,
Luca Caselli, Antonino
Marino e Fausto Cigni
«Sì all'unificazione
delle province di Modena e Reggio - spiega
- mentre il campanilismo, nella sua accezione positiva, rimanga solo a livello
calcistico. In un quadro di spending review l'unione delle
due province è una
necessità in termini
di taglio dei costi, ma è anche una
grande occasione per mantenere in
vita le province, la cui esistenza è stata di recente minacciata. Il ruolo che
svolgono le province è fondamentale
in qualità di organo intermedio tra
Regione e Comune: quindi, anche se
alto, diventa giusto i] costo da pagare
per la loro sopravvivenza. Mi auguro
che il campanilismo, inteso come attaccamento positivo alla propria cit-
tà, permanga soltanto a livello calcistico.
Da grande tifoso gialloblu posso permettermi di dirlo con ironia: non sarà facile
vedere la provincia unificata approvare eventuali finanziamenti... alla Reggiana Calcio».
Nel dibattito interviene anche Fausto Cigni, consigliere provinciale del Pd: «Fino a due settimane fa sembravano tutti per l'abolizione delle Province - commenta - definite come l'emblema dell'ente inutile, e adesso che l'Emilia Romagna, prima Regione in Italia, sembra fare sul
serio, ecco che spuntano i paladini
della modenesità offuscata da un presunto predominio dei cugini reggiani. Se vogliamo mantenere la •iscus-
sione a questo livello, io ci sto e anzi
rilancio: il nuovo ente che nascerà
chiamiamolo 'Provincia della Secchia', così saranno contenti sia gli aspiranti 'nuotatori' le ghi sti che pianificano di attraversarla a braccia te che
gli amici 'cultori della storia locale'
del mio stesso partito. Se, invece vogliamo smettere di parlare di aria fritta e cominciare a confrontarci su una
riforma dello Stato seria e urgente:
anche in questo caso, sono pronto al
confronto. Dobbiamo dav vero, andare verso una forma di Stato capace di
rispondere alle nuove esigenze»
Nel frattempo, ilcapogruppodelPdi
in Provincia Dante Mazzi si è rivolto
Vasco Rossi: «'Fu cosa ne pensi, Vasco? Prova ad immaginare: adesso tu
sei il famoso cantautore rock modenese, fra non molto sarai. il famoso cantautore rock... reggiano». Sempre nel
Pdl, il consigliere regionale Andrea
Leoni ricorda che «lunedì prossimo
calerà il sipario sulla provincia di Modena per come è intesa oggi, Con i] voto decisivo che si terrà all'Assemblea
legislativa della Regione, si decideranno il riordino territoriale ed il nome delle nuove province. C'è però ancora 1.1 tempo per rimediare al pasticciacelo del 'Reggio e Modena': è necessario che i Consiglieri regionali del
Pd eletti a Modena escano dai diktat
di partito e facciano prevalere la ragionevolezza. Votino gli emendamenti che ho già depositato in vista di lunedì: in questo modo la nuova provincia si chiamerà di 'Modena e Reggio
Emilia'. Niente cose strane ma semplicemente la cosa giusta da fare».
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Caselli: Aeggierldededia, ennesima scorderai
E Cigni sudderhcen eProuincia dei Secchie
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PRIMA PAGINA
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
IL .R.,'ORD:NO DELLE MOVINCE Su Facebook è nato un gruppo di cittadini che criticano la nuova dizione
Reggio Modena, i modenesi non ci stanno
Pighi: «Valutare in base a tutele di marchi ed eccellenze di settore»
°della sarà iO capoluogo
della nuova provincia
frullo dell'unificazione con Reggio Emilia e sulla denominazione «forse si dovrà valutare l'opportunità di andare oltre la
semplice somma dei due nomi».
Lo afferma il sindaco di. Modena.
Giorgio Pighi a proposito del dibattilo che si sta svolgendo in
questi giorni.
«Modena e Reggio — spiega Pighi. — rappresentano già da tempo un unico territorio per rapporti economici, servizi, università... Ed era fondamentale che
nell'ambito del riassetto delle
Province questa unione venisse
riconosciuta. L'obiettivo è stato
raggiunto e nelle norme l'indicazione del capoluogo è chiara:
spella al comune con la popolazione maggiore, cioè a Modena».
«Riguardo alla denominazione - aggiunge Pighi - occorrerà
invece valutare con attenzione,
anche rispetto ad esigenze di tutela di produzioni e marchi di
eccellenza dei diversi. territori,
l'opportunità di andare oltre la
semplice somma dei due nomi»,
Giorgio Pighi
Sonia Mosini
«Non scomodiamo la storia o
l'alfabeto - conclude Pighi - ma
credo sia possibile individuare
un elemento di sintesi che consenta di. indicare con efficacia il
nuovo soggetto istituzionale
senza creare equivoci o imbarazzi sull'identità dei territori
che, nell'unificazione, dovranno
riuscire a mantenere e valorizzare ulteriormente anche le rispettive specificità. Lo faremo
insieme alle altre realtà della regione dove si stanno realizzano
queste unificazioni».
Il litigio sul nome da dare alla
nuova provincia con Reggio e
Modena è caldo e il gruppo `La
Provincia di Modena e (poi) Reggio' è stato creato ieri su Facebook, con un sottotitolo che recita: «Basta prese in giro, noi
non ci stiamo», che lascia poco
alla fantasia. La disfida dunque
diventa social, e la discussione
si anima anche sul web. Del resto già ieri Pd ha sprecato più
di un commento per smorzare la
polemica sulla successione dei
nomi. Piuttosto duro con l'iniziativa della difesa del nome è
Davide Baruffi, segretario provinciale della città ducale del Pd,
che dice: «A proposito di Reggio-Modena. Ci sono politici (con
la 'p' minuscola) che non avendo
nulla da dire nel merito e nessun
disegno di riforma da proporre,
fanno la battaglia sul nome. E
poi c'è chi prova ad alzare lo
sguardo, ragionando di come
riorganizzare i Comuni e la Regione da un lato, i ministeri e gli
uffici periferici dello Stato
dall'altro, per provare a rendere
questo Paese più moderno, le
sue istituzioni. più snelle, la sua.
amministrazione più efficiente.
La sfida è complessa e l'esito è
incerto, ma chi fa baccano sul
nome l'ha già persa».
Insomma chi pensa al nome è
come lo stolto che vede il dito di
chi indica invece della luna.
Mo-re o Re-mo dettagli... come
conferma il capogruppo del Pd
Paolo Tra.nde, che in maniera laconica afferma: «Re-Mo o
Mo-Re? Europa la nostra vocaPagina 69 di 100
zione. Attenzione ai rinculi pro-
pagandistici del morente forzaleghismo costato miliardi di euro
con i falsi miti delle 'piccole patrie'». Ma anche Dante Mazzi, capogruppo del Pdl in Provincia
sempre a Modena dice la sua, da
posizione opposta: «Senza bisogno
di fare delle guerre di religione o
di campanile il Pd era chiamato
semplicemente ad esprimersi sulla denominazione più logica soprattutto dal punto di vista istituzionale. Ha invece preferito arrampicarsi sugli specchi per non andare contro la volontà di qualche
loro amico potente, che aveva già
deciso sotto banco». Parole, quelle
dei. politici della città cugina, che
non faranno piacere alla presidente della Provincia di Reggio, Sonia
Masini, che ha comunque già dichiarato che il problema non è nel
nome.
Dunque sarebbero disegni che
passano sopra le teste dei dirigenti
modenesi del Pd che hanno portato
all'accostamento che tanto poco
piace a una parte della politica modenese, e che anche qualche rappresentante del Pd stesso in fondo
digerisce poco. Ancora una volta:
forma o sostanza? Ai modenesi
l'ardua sentenza...
Pagina 9
Parcheggi giù mi, panito
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LAWOCE
20/10/2012
ROMAGNA
RIMINI &
SAN MARINO
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Franco Fregni
Diffusione: n.d.
Marco Lombardi
incontra le categorie in vista della seduta di
assemblea legislativa di lunedì a Bologna
RIORDINO PROVINCE
"La Questura
di Romagna
sia a Rimini"
a volontà è chiara: Rimini deve pretendere la sede della
Questura provinciale nell'ambito della futura provincia
Romagna. Lo afferma Marco
Lombardi, il consigliere regionale riminese del Popolo della Libertà, dopo una
consultazione con le categorie avvenuta
ieri mattina in vista delle prossime discussioni del tema a Bologna.
"Sono grato alle associazioni di categoria, Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confesercenti, API, Confindustria - dice l'azzurro in una nota - che
hanno aderito al mio invito di discutere
del riordino delle Province attualmente
in discussione in Consiglio.
"Lunedì prossimo - prosegue Lombardi
- l'assemblea legislativa della Regione
Emilia-Romagna delibererà la proposta
di riordino che verrà inviata al governo
per definitiva trasformazione in un
provvedimento di legge. Come comunità regionale siamo riusciti ad arrivare
ad una sintesi che in altre Regioni è stato impossibile raggiungere ed abbiamo
così evitato che il governo decidesse di
imperio sulle nostre teste".
"Ora però dobbiamo proseguire con lo
stesso spirito costruttivo - aggiunge
Lombardi - sia per quanto riguarda l'allocazione delle competenze regionali
sia per ciò che attiene alla diffusione dei
presidi statali sul territorio. L'incontro
con i rappresentanti delle associazioni
è stato molto utile per mettere a fuoco
alcuni dei temi caldi sul tappeto. È emersa una diffusa volontà di pretendere
per Rimini la sede della Questura provinciale con conseguente implementazione dell'organico in quanto nell'ambito della nuova provincia Romagna,
Rimini rappresenta una realtà che dal
punto di vista della sicurezza e dell'ordine pubblico merita una attenzione
particolare per le evidenti implicazioni
relative al suo contesto turistico".
Ma sul tappeto non c'è solo il tema dei
gangli istituzionali da mantenere sul
territorio, agli operatori economici preme mettere in primo piano anche la
questione delle risorse da investire: "è
emersa - continua Lombardi - una
pressante preoccupazione per gli importanti investimenti che il sistema Rimini (Camera di Commercio e Provincia) ha fatto in questi anni in infrastrutture strategiche per il nostro territorio
e che assolutamente non bisogna disperdere in un nuovo contenitore istituzionale dove non tutti in passato, si
sono comportati allo stesso modo".
Insomma, c'è da lavorare, e non poco,
perché il territorio riminese si faccia valere sul piano economico-finanziario.
Non la si chiamerà competizione, ma
con i "cugini" di Cesena, Forlì, Ravenna
i tavoli di confronto su questo tema si
annunciano caldi.
(p.f.)
I
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LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
20/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Alle urne forse a inizio marzo
Continua la "querelle" sul nome: spunta la Provincia Vercliana
PIACENZA- Se il referendum sul-
le Province si farà, dopo il via
libera dato ieri dalla Corte Costituzionale, probabilmente si
svolgerà nelle prime settimane
di marzo. Ieri i politici locali
hanno preso in mano la calcolatrice e sfogliato il calendario
per cercare di stabilire la data.
Il più sicuro sulla questione è
l'onorevole Massimo Polledri
della Lega che ha avuto rassicurazioni direttamente dal ministero dell'Interno. «Sicuramente non si potrà accorpare
alle elezioni politiche, per questioni procedurali: il quorum
da raggiungere è diverso, perché nel caso del referendum
non sono compresi gli italiani
all'estero. E calcolando ì 90
giorni dì tempo che ìl governo
ha per convocare i comizi elettorali e gli altri 90 per decidere
la data, si dovrebbe votare attorno alla seconda o terza settimana di marzo». Infatti, posta come data la metà di aprile per le elezioni politiche, le
due campagne elettorali non
potranno sovrapporsi. «La data è molto vicina - continua
Polledri - e bisogna preparare
subito la macchina. Il quorum
sarà del 50% più uno degli aventi diritto, ma vedo che - con
questa voglia di "rottamazione" - i cittadini saranno felici
di andare alle urne».
Così, per il segretario provinciale della Lega, Pietro Pisani,
«la vera sfida inizia ora, quella
di coinvolgere tutta Piacenza
nel percorso referendario, perché i benefici di un eventuale
"approdo" in Lombardia siano
giallo Roberto Corradi hanno
presentato un emendamento
alla delibera in discussione lunedì in Assemblea legislativa,
perché il nuovo ente si chiami
"Provincia Verdiana". «La discussione sulle sigle non ci appassiona, ma la questione non
è per nulla inutile» dicono. «Se
questa provincia unica non ci
piace, chiediamo che sia almeno l'occasione per rimarcare
un'identità e un vanto: in vista
del bicentenario della nascita
del Maestro, potrebbe rivelarsi
un utile ed efficace strumento
di promozione e di marketing
territoriale».
Intanto la riunione dei capigruppo del consiglio provinciale di Parma ha già deciso di
«proporre per la nuova Provincia la denominazione "Provincia di Parma e Piacenza" oppure, in alternativa, una diversa
denominazione purché condivisa da entrambe le realtà territoriali». E proprio sulla mancata condivisione sta il nocciolo della questione. Ma da Reggio arriva chiaro il pensiero
della presidente della Provincia, Sonia Masini. «E un dibattito inutile - dice - abbiamo bisogno di parlare di come reagire alla crisi economica. Non mi
interessa se debba venire prima Parma o Piacenza, Reggio o
Modena. "Emilia" è un nome
che esiste già, è un nome rispettato, un brand costruito
nei secoli e non capisco perché
fare altre invenzioni per . tornare ai Ducati».
Cristian Brusamonti
Massimo Polledri e Tommaso Foti
noti a tutti. Ed è meglio mettersi a lavorare, da subito».
Ma il deputato Tommaso Foti (Pd1) è dubbioso. «Se la nuova provincia è frutto di un
provvedimento d'urgenza, il
referendum è valido oppure
decade? » si chiede. «Il mio timore è che il decreto di accorpamento possa vanificare il
tutto: come si potrà fare un referendum su un soggetto giuridico - la Provincia di Piacenza
- che non esiste più? Purtroppo non ci sono precedenti e
quindi non si sa come agire».
Continua intanto la querelle
sul nome da dare alla nuova
provincia. Dopo le sigle "Pipa"
o "PaPi", in casa Carroccio, ieri, è spuntato l'omaggio a Giuseppe Verdi. I consiglieri regionali Stefano Cavalli e ìl panni-
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20/10/2012
en.a
press LinE
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Rossano Bellelli
Diffusione: n.d.
Quale nome per la Provincia del futuro?
Reggio prima di Modena,
il centrodestra si mobilita
Mozione Pdl-Lega. E oggi parte la raccolta firme
MODENA - Appassiona, fa discutere, divide. In questo autunno 20121a
scelta di anteporre Reggio Emilia a
Modena nella denominazione della
nuova mari-Provincia catalizza il dibattito politico locale. La questione
sbarcherà dopodomani anche in
Consiglio comunale. Lunedì sei consiglieri del Pdl (Galli, Morandi, Taddei, Bellei, Santoro, Barcaiuolo) e il
leghista Barberini presenteranno
una mozione per chiedere al sindaco
di «intervenire presso le Autorità
competenti affinché non vengano
stravolte le ragioni storiche, economiche e sociali, che rendono evidente che Modena non può essere in
provincia di Reggio Emilia». E a loro risponde indirettamente il Comune, con una nota stampa nel tentativo (disperato?) di comporre la questione.
L'iniziativa della mozione consiliare
si aggiunge a quella della raccolta firme tra i cittadini, promossa sempre
dal Pdl locale, che prenderà avvio
questa mattina. Intanto si allunga la
lista di coloro che contestano la toponomastica della nascitura Provincia. Ieri i rappresentanti di alcuni circoli culturali modenesi di area conservatrice hanno convocato la stampa per espimere la loro contrarietà a
quella che definiscono una decisione
«scellerata» dal punto di vista sia storico che economico. E tra chi avversa la denominazione del nuovo ente
si schiera Luca Caselli, sindaco di
Sassuolo, città proprio sul confine
tra le due province destinate ad aggregarsi.
Secondo chi protesta, dietro la scelta
di mettere davanti la città d'oltre Secchia, ci sarebbero le manovre di due
reggiani illustri: l'ex premier Romano Prodi e il sindaco Graziano Del
Rio, presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni italiani). Tra i 'nemici' anche Sonia Masini, presidente
della Provincia di Reggio, «poco interessata alla questione».
Ma mentre il centrodestra si mobilita, da piazza Grande è il sindaco Pighi ad intervenire. Il primo cittadino
sottolinea che «nella nuova Provincia il capoluogo sarà Modena». Poi,
sul dibattito relativo alla denomina-
zione, sceglie una linea morbida. Visto il clamore suscitato dalla nuova
toponomastica e deciso a quietare
gli animi, il sindaco sostiene che è
«possibile individuare un elemento
di sintesi che consenta di indicare
con efficacia il nuovo soggetto istituzionale senza creare equivoci o imba-
razzi sull'identità dei territori». Difficile, in realtà, pensare di aggirare il
problema di quale città anteporre
nel nome. Quel che è certo, per ora, è
che il matrimonio tra le due Province
non si celebrerà con bomboniere e
cerimonie festose.
■ Enrico Mingori
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Reggio prima di Modena,
il centrodestra si mobilita
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press unE
20/10/2012
oti inno
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Direttore Responsabile: Emilio Piervincenzi
CA O
UN FIUME POTREBBE METTERE D'ACCORDO TUTTI
Guerra anche tra Modena e Reggio,
il Pd vuole la Provincia della Secchia
D
opo le polemiche sul nome
del nuovo ente che dovrà
nascere dall'accorpamento delle Province di Modena e Reggio
Emilia, il consigliere provinciale del Pd modenese Fausto Cigni lancia oggi la sua proposta:
"Chiamiamola Provincia della Secchia". Scrive Cigni in una
nota: "Fino a due settimane fa
sembravano tutti per l'abolizione delle Province, definite come
l'emblema dell'ente inutile, e
adesso che l'Emilia-Romagna,
prima Regione in Italia, sembra
fare sul serio, ecco che spuntano i paladini della modenesita'
offuscata da un presunto predominio dei cugini reggiani. Se vogliamo mantenere la discussione a questo livello, io ci sto e
FAUSTO
CIGNI
anzi rilancio: il nuovo ente che
nascerà chiamiamolo 'Provincia della Secchia', così saranno
contenti sia gli aspiranti nuotatori leghisti che pianificano di
attraversarla a bracciate che gli
amici cultori della storia locale
del mio stesso partito". Se invece, prosegue il consigliere provinciale, "vogliamo smettere di
parlare di aria fritta e cominciare a confrontarci su una riforma
dello Stato seria e urgente, anche in questo caso, sono pronto
al confronto".
Pagina 3
VIA (DALLI EMILIA
Referendum, la Cassazione ha deciso,
Piacenza al voto per andare in Lombardia
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pressunE
GAllETTA DI MODENA
21/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
Diffusione: 10.513
Nuova pro cia, petizione last
ute
Il Pdl alla vigilia del voto in Regione: «Scelta illogica e antistorica quella di essere secondi a Reggio. Gli uffici c ove vanno?»
A poche ore dalla votazione in
Regione per battezzare nomi
delle nume province accorpate
e i loro confini territoriali, il Pdl
è sceso in strada per una petizione che chiede uno stop immediato al progetto.
Ieri mattina, sotto i portici
della via Frnili3, si è dato appuntamento tutto lo stato maggiore
del partito; Aimi. Vallini. Barcaiuolo, Galli, Une:11i, Santoro, Vailini tutti uniti, al di là delle provenienze ideologiche, per cancellare la progettata nuova provincia di Reggio Emilia e Modena. «Seguendo i requisiti di legge annunciava il volantino la
nuova provincia avrebbe dovuto chiamarsi Provincia di Mode:na o in alternativa "di Modena e
Reggio". Invece il Pd svende
Modena appoggiando incomprensibilmente il nome di
"Provincia di Reggio Emilia e
Modena". Perché questa scelta
così sbagliata rispetto alla nostra storia e alle nostre secolari
tradizioni che affondano le radici nelle vicende del Ducato
Estense?»
Una questione di etichette
sbagliate dunque? Ad ascoltare
i protagonisti di questa petizione last minute ci sono anche
questioni pratiche e organizzative di non poco conto.
Il tavolo con la raccolta delle Firme sotto i portici del Collegio
«Siamo consapevoli che ci sono urgenze più immediate spiega al tavolo di raccolta firme in via Emilia Enrico Anni,
capogruppo Pd! in Regione Di fronte alla fretta della Regione di approvare i nuovi confini
e le nuove denominazioni è lecito sentire i pareri dei diretti interessati. Modena è da secoli capitale e capoluogo autonomo, la
legge di Monti ci permetteva di
fare una sola provincia da soli.
Perché l'accorpamento con
un'etichetta reggiana?»
Michele Barcaiuolo rincara
la dose; «Identico caos per Parma e Piacenza, dove la prima è
stata declassata a favore di una
città che ieri ha deciso di andare al referendum per l'annessione alla Lombardia. E dire che a
Parma è il Pd a sostenere le stesse tesi di rispetto detta storia e
della prassi amministrativa che
portiamo avanti noi del PdL qui
a Modena. Ma a Modena il Pd fa
orecchie da mercante».
«A pensar male a volte non si
sbaglia - chiosa in una sua nota
Dante Mazzi (PdL) - in tutta la
regione le uniche due realtà
con i nomi invertiti sono Piacenza e Reggio, guarda caso si
tratta dei territori di Bersani e
Prodi. E ancora: Che fine faranno i patrimoni della Provincia
di Modena? Noi abbiamo pagato per anni addizionali e balzelli
che avrebbero dovuto essere
spesi sul nostro territorio. Saranno usati per i deficit dei nostri vicini come sta accadendo
con le aziende di trasporto appena unite?»
Finora le proposte delle opposizioni nei consigli degli enti
locali, per votare nelle prossime
ore in Regione il rièquilibrio
dell'intestazione a favore di Modena, sono rimasti lettera morta. «È già stato tutto deciso?
sbotta Andrea Leoni - Sul sito
internet della Regione c'è già la
nuova cartina e il nome rovesciato, anche se Parma è stata rimessa al suo posto. La Provincia di Reggio - Modena è data
come cosa fatta anche se si deve ancora votare. Perché i consiglieri modenesi non votano
contro?»
-
Saverio Cicce
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Nuovi provincia, petizione irta minute
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pressunE
GAllETTA DI MODENA
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
21/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Diffusione: 10.513
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I n c•
dire e votare ap e¢ate contr o
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hts.c.)
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Nuova provincia, pethione hist nniinde
Corico e ef, irtao.eEic OSdizìail
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press unE
il Resto del Carlino
REGGIO
Direttore Responsabile: Davide Nitrosi
21/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
DnATTZ'Z'e SULLA nRCVMCE NITROSI DALLA PRIMA
Contano i terno oli e le eccellenze, i cartelli stradali sono relativi
IL COMMENTO
di DAVIDE NITROSI
CONTANO LÌ:7ATTI
NON I NOMI
A FINE delle Province così
come le abbiamo
— conosciute lino ad oggi e
la fusionefra Mo' dena e
Peggio. non cambiano solo la
geografia politica sui sussidiari
di scuola, ma alla fine
modificheranno anche
l'identità, o quanto meno la
percezione dell'identità dei
luoghi. Oggi Peggio e Modena si
caratterizzano ognuna per
proprie peculiarità pur con
mille punti di contatto. Domani
non sarà più così. I ponti di
Calatrava? Vedrete' che
leggeremo che si trovano fra
Peggio e Modena (speriamo che
non scappi scritto a qualcuno
,fra Parma e Modena!). La
stazione mediopadana? C/osed
io Modena, nei pressi di
Modena, sentiremo dire da
qualche uomo datfari
straniero. Cercheremo (li
prenderci la rivincita con la
Ferra,ri, tua sarà dura, perché
Maranello è un brami che
conoscono a. Dubai come a
Lima, non c'è gara. E allora? E
allora ogni cambiamento è
un'occasione. Dice la
presidente della Provincia che
il nome della nuova provincia è
Emilia. In effetti è vero, sarebbe
una soluzione intelligente se i
parmigiani non insorgessero
ammassando truppe al confine.
Potremmo ribattere che loro
volevano la Lunezia, ricordate?
[Segue a. pagina 111
c..) A PARTE tutto, al di là del
Risiko, il cambiamento amministrativo e identitario ci deve spingere a
primeggiare nelle nostre eccellenze.
Reggio •hildren resterà per sempre
un bene reggiano. Ottima idea puntualizzare così il marchio del Reggio Approach in campo educativo.
Chi viene a studiare il modello educativo di Malaguzzi non sbaglia fermata del treno, e questo è un successo planetario da serbare come un bene prezioso. Un goal, direbbero gli
americani. La sfida ora è rendere
un indirizzo esclusivo
e noto in
tutto il mondo il Muro tecnopolo alle ex Reggiane. Ne abbiamo discosso anche alla tavola rotonda
sull'economia reggiana organizzata da il Resto del Carlino con la
Bper mercoledì scorso. Reggio ha
un grande patrimonio costruito oltre mezzo secolo di storia della meccanica: sono le multinazionali tascabili (in confronto ai colossi cinesi
e americani sono tascabili, ma pur
sempre multinazionali), aziende
che producono componenti per l'industria con qualità tecniche così elevate da esportare oltre l'80% del
prodotto all'estero. Nel loro settore il
Made ira Italy vale come Made in
Germony per le automobili. In queste aziende c'è una competenza che
va trasmessa e che deve essere alla
base di una scuola e di un sistema
di ricerca tecnologica legata all'università. Un combinato scuola-ricerca che potenzialmente è già unico
al inondo. Il tecnopolo funzionerà
se diventerà una scuola riconoscitita ovunque, e ne eia tutte le chance.
Ricerca e formazione, però, hanno
anche bisogno di contaminazione
con attività, settori, iniziative nuove. Il tecnopolo dovrà essere una cittadella della conoscenza e della ereatività, dove la ricerca è stimolata
dal contaminarsi e dall'incontro
con interessi, stib, settori e approcci
diversi. Abbiamo una grande possibilità alle porte, molto meglio che essere riconosciuti solo con il cartello
stradale. Reggio Emilia provincia
di...? Boh, il dato è trascurabile. Sicuramente, Reggio Emilia capitale
della ricerca tecnologica più avanzata. Il resto verrà da sé.
Davide Nitrosi
INEEESEE~~111 i
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press unE
il Resto del Carlino
REGGIO
Direttore Responsabile: Davide Nitrosi
21/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Z,N7E3VEN70 ADELMO LASAGNI (CISL)
«Pro
Non
cia Emilia o Re °Modena
ai cittadini»
celiate i se
11 sindacato critico col riordino: «Vanno con envate le chele arie al terntono»
di ADELMO
determinano la spesa pubblica che an- ranza politica ed economica con mandrebbero riviste, ma limitandoci nella tenimento di costi che possono essere
circostanza al tema riordino istituzio- eliminati (da 4 enti si può passare ad
l solo).
nale livello - province è del tutto evi11, PERCORdente che la proposta di un ente di E' sicuramente deplorevole e spiaceSO di riordino
area vasta Piacenza Parma Reggio vole assistere a campanilismi o assuristituzionale e il
Modena avanzata dai rappresentan- de battaglie sui nomi (Modenareggio
dibattito sui deti delle istituzioni locali, condiviso o Reggiomodena) che la dicono lunstini della prodalle Organizzazioni Sindacali,
vincia di Reggio ci portano ad espristragrande maggioranza del monmere alcune considerazioni che si do produttivo imprenditoriale, da rap- DIPENDENTI
vanno ad aggiungere agli interventi presentanti politici di livello interna- «La Loro professionalità
fatti in precedenti occasioni.
zionale, permetta di raggiungere con- è un punto di forza
Per il risanamento della finanza pub- cretawnte 119biettiag migliore, il più
che va salvaguardato»
blica non v'è dubbio che occorra una alto possibile in materia.
seria "spending mieto" (e già qua vi Si avrebbe un solo livello politico di
sarebbe molto da dire) con un riordi- Area Vasta, con una dirigenza gestio- ga su come qualcuno intenda il riordino istituzionale altrettanto serio.
nale a livello territoriale, sul modello no.
Il ritardo con il quale il Paese giunge sanità, salvaguardando pienamente Auspichiamo 'vivamente vi siano ana questo appuntamento rende sicura- anche la stessa identità territoriale.
cora gli spazi per un intervento politimente più difficile coniugare un buon
co che porti ad un riPensamento!
risultato finale con il dover far qua- PER QUESTO siamo critici verso Comunque sia, Provincia Emilia o
drare i conti in fretta; al riguardo il Parientainento espresso dal Consiglio ReggioModena, dovranno essere salvecchio detto reggiano «presto e bene delle Autonomie Locali poi approva- vaguardate le esigenze dei cittadini e
difficilmente stanno insieme» è ancoto dalla Giunta regionale; la scelta delle imprese con un radicamento
ra un valido insegnamento.
delle due province Pc-Pr e Mo-Re
delle attività a loro favore, per
Vi sono innumerevoli questioni che
noi pare limitativa, di scarsa lungimi- questo riteniamo sia indispensabile
LASAGN i e)
mantenere e migliorare e qualificare
la presenza dei servizi con conferma
di deleghe e funzioni sul territorio.
La professionalità dei dipendenti è
un punto di ji3rza che so salvaguardato; siamo una realtà che può vantare
parametri di virtuosità ottimali, vi sono buoni risultati e non vi sono esubeoccupazionah.
Siamo consapevoli che la complessità
della situazione e le continue congetture mettono sotto pressione i lavolutori, ma non si può giustificare chi stru
mentalizza legittime preoccupazioni
o alimenta spropositi ed esasperazioni.
Per questo ci siamo impegnati lin dirle prime battute in un confronto con.
lca Regione ed a livello locale con
l'Amministrazione provinciale e continueremo con la massima determinazione a promuovere la nostra iniziativa in tutte le sedi utili per garantire
gli obiettivi di tutela di tutti i dipendenti.
Cisl funzione pubblica
1',1) . una kulet c R22,,,p11' leleca
N, n un,erate n‘rir:. ai itt,,tni
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pressunE
la Nuova Ferrara
Direttore Responsabile: Paolo Boldrini
21/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 13.462
Diffusione: 9.640
ZAPPATERRA
«Osi doveva pensarci prima
ai dipendenti provinciali»
«Tutti i dipendenti che hanno
stiamo giocando - replica la
partecipato alle assemblee,
Zappaterra - La Cisl, con Bocompresi i delegati della Cisl.,
llarmi in testa, seguendo la
potranno confermare che io
corrente del populismo, ha
ho sempre detto che, per ora,
sempre sostenuto che le Pronon sono previsti esuberi del
vince andavano abolite, ve ne
personale della Provincia.
sono testimonianze sui g,iorNon avrei mai sentito la necesnali e in rete. Dovevano pensità di ribadirlo pubblicamensarci prima a tutelare i lavorate se la Cisl non mi avesse tiratori della Provincia, adesso è
to in ballo, act roppo facile
cusando il
e troppo coCal e la sottomodo scaricascritta di non
re sul Cal e suaver pensato
gli amminia come tutelastratori prore il personavinciali ln Cale in vista del
rica la responriordino delsabilità di farle Province».
si carico del
A parlare è
personale:».
Marcella ZapLa presipaterra:
la
dente della.
presidente
Provincia andella Provinticipa l'Incencia e del
dio del CastelCal-Emilia
lo di capoRomagna (11
danno e spaConsiglio delra un'altra
Marcella Zappaterra
le autonomi
raffica di fuolocali) è rimachi sulla Cisl:
Siete corsi dietro
»
sta sbalordita
«Gli unici inpopulisti e adesso te rlocutori
dalle affermazioni della didel governo
volete scaricare su di me
rigente della
su questa
la
responsabilità
Cisl Claudia
questione soper eventuali esuberi
Caneila,
la
no sempre
quale ha atstati i sindataccato la
cati, che ora
Cgil e la Zapchiedono a
paterra. La Cgil perchè diffonme di fare il loro mestiere.
derebbe cifre arbitrarie e allarNon si fa così. Adesso risponmistiche sugli esuberi
dano ai loro iscritti, e magari
(300-350 sui 480 dipendenti),
informino anche a me per cola Zappaterra perchè dovrebnoscenza, dell'ambiguità tebe impegnarsi per assicurare
nuta sulla vicenda delle Proun futuro certo ai dipendenti.
vince, e del perché hanno
«Sono io che chiedo alla Caspinto il governo a procedere
nella e alla Cisl a che gioco
in questa direzione».
Pagina 17
trag+ta, liceigo da n'aro
n
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nn
press unE
21/10/2012
PRIMA PAGINA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Diffusione: n.d.
:NTERVENTO II presidente Sabattiní controcorrente rivendica il lavoro fatto: «Dibattito campanilistico senza nè capo nè coda»
«Nuova provincia, la priorità non è il nome»
«Pensare acriteri del riordino oi se si vuole cambiare denominazione Io si ama)
di Giuseppe LeOnelli
entre i parlamentari Bastico e Barbolini intervengono con qualche imbarazzo sulla vicenda della provincia Reggio e Modena («a pelle
non piace neanche a noi il ribaltamento alfabetico»)
mentre il sindaco Pighi chiede
«di andare oltre la somma dei
due nomi», il presidente della
Provincia Emilio Sabattini va
controcorrente e, a rischio di
apparire impopolare, ribadisce come il dibattito campanilistico sul nome «non sia prioritario» e difende il nocciolo
della scelta aggregativi tra le
due province.
Presidente, come giudica
la polemica sul nome della
nuova Provincia?
«Osservo questo dibattito
con grande amarezza. Noi abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo per cercare di trovare un'aggregazione che fosse omogenea e che fosse compresa dalle comunità locali,
senza forzature. Personalmente rivendico con orgoglio le
scelte compiute. D'altra parte
non posso non constatare il silenzio assoluto che la politica,
a tutti i livelli, ha tenuto sinora sul riordino degli enti locali, quasi ci si vergognasse a citare le province. Poi, improvvisamente, oggi esplode un dibattito campanilistico che non
ha né capo nè coda: mi chiedo
cosa accadrà quando saremo
chiamati a cedere pezzi di sovranità all'Europa. Questo è
davvero il segno della crisi dei
partiti. Quando un consigliere
regionale o un parlamentare
\\:
NUOVA 'AAr-sr-sP, Sopra la cartina geografica pubblicata sul sito internet dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna. Andrea Leoni
(Pdl) fa notare come la provincia di 'Reggo Emilia e Modena' sia data già per acquisita mentre la provincia di Parma e Piacenza riappare
normale nella denominazione e quindi l'unica incongruenza rimane Modena. Nella seduta di lunedì si può ancora decidere di ripristinare la
normalità - chiude Leoni -. Basta che i consiglieri regionali di qualsiasi colore politico eletti a Modena votino gli emendamenti che ho
presentato per modificare la strana proposta di 'Reggio Emilia e Modena'o. A destra il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini
raccolgono firme, rinunciano
alla capacità della politica di
risolvere i problemi. Se la nuova frontiera è la raccolta di firme, allora aboliamo il Consiglio regionale e il Parlamento.
Viceversa credo che chi siede
in Parlamento, e parlo in generale, debba agire all'interno
del Parlamento».
Il nome forse non è il primo problema. Ma perchè si
è arrivati a quel tipo di scelta? Perchè prima Reggio e
poi Modena?
«E' una proposta avanzata
dalla presidenza del Cal, immagino per ridurre le tensioni
locali presenti a Reggio, una
mediazione per evitare il referendum chiesto ad esempio da
Piacenza. Personalmente avevo proposto l'ordine alfabetico, ma la maggioranza non ha
accolto l'idea e in democrazia
ci si adegua. Ripeto, però, la
priorità non è il. nome, il consiglio regionale può cambiarlo se lo ritiene opportuno».
Quali sono invece le priorità?
«La politica deve alzare lo
sguardo, gli obiettivi sono ben
altri. La Regione deve legiferare sulle proprie competenze e
non lasciare che la burocrazia
regionale si muova autonomamente. All'istituzione Provincia spetta invece il compito di
definire l'agenda di lavoro per
razionalizzare e ridurre i costi
della macchina amministrativa. Personalmente partirei
dal creare un centro unico
dell'innovazione fondendo
Democenter e Reggio Emilia
innovazione. A seguire penso
sia necessario creare una unica azienda sanitaria delle due
province (tenendo conto che ci
sono già territori di confine
che interagiscono), un solo
piano per l'offerta formativa,
un progetto unico per lo svi-
Pagina 3
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press unE
21/10/2012
PRIMA PAGINA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Diffusione: n.d.
re le modalità attraverso le quali
accorpare prefetture, camere di
commercio e dirigenze scolastiche.
Questi sono i problemi, poi se si
vuole cambiare un
nome invertendo
due città, lo si faccia. I consiglieri
regionali ne hanno
facoltà».
Come giudica
l'idea del sindaco
di andare oltre la
somma dei due
nomi?
«L'ho gà detto,
cambiamo pure,
luppo, l'agroalimentare e la ma non è questa la priorità, il
meccancia. Servono subito mio sguardo va oltre. L'identiscelte chiare,
tà e le tipicità
«Guardo a questa di un territoserve un
gruppo diririo non sono
gente all'al- discussione con
legate al notezza dei tem- amarezza: è il segno
me della propi e della sivincia ma altuazione eco- della crisi dei partiti
le sue capacinomica del e della politica»
tà e al mondo
paese. E la cuimprenditora dimagranriale. La Ferte deve avvenire non solo in pe- rari è a Maranello e con la
riferia, ma ovunque: le unifi- Ghirlandina ha poco a che facazioni devono riguardare an- re. Oggi dobbiamo ripensare
che le associazioni economi- in modo serio alla riorganizzache e le istituzioni devono ap- zione dello Stato e non perderprovare ordini del giorno per ci in suggestioni campanilistichiedere al Governo di defini- che».
Pagina 3
•
, 41edivagovincia,laprimitànontinom
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pressunE
PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Sul dì a
provincia (Reggio- o
Modena-Reggio)
.e
una lettera ironica l'urbanis ii
modenese Lorenzo Carapelle, Carapellese finge esista un
documento della Regione che
disciplina riordino. Una lettua volutamente provocatoria
pe mascherare
che,
è una quella
m ancanzdi
a a
suo viso,
app
limento e una poiemlschia cci
semplicementee
su n none
Quella sfida tra 'teste quadre'
e 'teste tonde'
Caro Direttore,
come lei sa è da diverso tempo che nei
limiti delle mie poche competenze ed
occasioni cerco di porre [attenzione
sulle questioni attinenti la pianificazione territoriale, infrastrutturale cd economica su area vasta dei territori di
Modena e Reggio Emilia
Il tema dell'unificazione/abolizione
delle Province, imposto repentinamente, ma da anni sempre più invocato da quasi tutti gli schieramenti politici è all'ordine del giorno; la prossima settimana la Regione presenterà
al Governo le proposte di riordino. Per
quello che mi riguarda ho aspettato ad
intervenire per capire non tanto e non
solo le diverse e legittime posizioni di
quelli che sono intervenuti nelle ultime settimane sul tema, ma di potermi leggermi attentamente Io Studio
che è stato commissionato e fatto sulla
questione per fauni una idea ragionata
della "posta in gioco" prima di eventualtnente intervenire.
In particolare mi riferisco al "Volume
1- Nuova geografia del territorio, dove
si definisce chiaramente che "l'ambito
naturale geografico" delle nuova aggregazione istituzionale comprende il
territorio reggiano e modenese sino alla sinistra del Panaro ed alla destra del
Po escludendo "naturalmente" - ii territorio della provincia di Ferrara.
Poi al Volume 2- Infrastrutture stradali
e fluviali a supporto della piattaforma
produttiva e logistica
Centrale - dove sono descritti chiaramente con dati, numeri e numerosi esempi
gli effetti di riorganizzazione produttiva, territoriale ed economica derivaw
21/10/2012
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Diffusione: n.d.
ti dal nuovo asse stradale Cispadano e
dalla navigabilità del Po', con al centro
la piattaforma multimodale logistica
(stradale, ferroviaria e fluviale) del Porto di Boretto, degli scali di Marzaglia e
Dinazzano, della bretella Campogalliano -Sassuolo, ed agli effetti del terremoto sulla stabilità della compagine
produttiva.
E quindi al Volume 3 - Struttura sociale,
demografia ed antropologia, - dove
vien descritto chiaramente come a seguito dell'invecchiamento della popolazione, diminuzione dei componenti
famigliari, immigrazione cd innovazione tecnologica, si stia creando una
nuova tnixitè sociale che in parte obbliga a rinnovare l'offerta dei servizi
sociali così come quelli dell'istruzione
e della sanità, insomma del welfare in
generale. Anche qui la massa di dati,
ma soprattutto i ragionamenti, le argomentazioni, le deduzioni che se ne
ricavano, confermano la scelta dell'unificazione degli ambiti territoriali di
Modena e Reggio Emilia (ma anche \ ceversa).
Interessante poi il Volume 4 - Rappresentanze istituzionali ed organizzazione funzionale - dove dopo una attenta
analisi sia quantitativa che qualitativa
delle forze professionali in campo derivanti dalle due province e dalla inevitabile riorganizzazioni di diverse funzioni statali e regionali queste saranno
poi ridistribuite in ambito più vasto.
Il Volume 5° è forse anche il più completo di dati ed argomentazioni, è
Pagina 10
,
,.—
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ifiaggio a Mogeearo a mie spew
press LinE
PRIMA PAGINA
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
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Diffusione: n.d.
quello che afferisce alla Pianificazione
Territoriale, alla conseguente Pianificazione Urbanistica ed alle Risorse Ambientali e Naturali. Qui viene chiaramente descritto lo stato della pianificazione ed i risultati raggiunti e sono
contenuti linee stringenti per la redazione dei PSC, dei POC e dei RUE.
Infine l'ultimo Volume il 6', quello
che illustra il percorso partecipativo
che in entrambe le province è stato
effettuato per arrivare alta sintesi ovvero alla unificazione dei territori ex
Estensi di Modena e Reggio Emilia.
Finalmente un studio che ha consentito dì uscire dalla stanze della politica
e dei partiti, dei soliti pochi decisori,
per arrivare invece come si è visto ad
una forte condivisione popolare delle
scelte che riporta al centro la volontà
dei cittadini delle due province.
Qui è là qualche chicca la si può anticipare ai lettori del suo giornale. Nel
volume 3 si parla ancora dei reggiani
come " testa quedra", dei modenesi
come " testa tonda" e che nella batttaglia del nome avrebbero vinti i primi
appunto perché più determinati e
"quadrati". Nel volume 4 ma anche nel
Volume l e 6 si colgono frasi del tipo:
"mei du che one", oppure "tre province con Errara l'è un casein" che
"Parma le mei che stia fora perché la i
ghe stan i grillein". Insomma, piccole
ingenuità che però danno il senso del
profondo lavoro partecipativo e di ascolto effettuato.
(Lorenzo Carapellese)
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,
. -
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ifiaggio a Me:teitiIR°
mie spew
pressunE
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PRIMA PAGINA
Periodicità: Quotidiano
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Direttore Responsabile: Corrado Guerra
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LA POLEMIC La Masini si chiama fuori dal dibattito scatenato da Modena, Poi tranquillizza i lavoratori
Provincia: «la querelle sui nomi non conta nulla»
Palazzo Allende: «Piuttosto dobbiamo parlare di come uscire dalla crisi»
A bbiamo bisogno di
parlare di come reagire alla. crisi economica, di come creare nuovo lavoro e diventare più forti in Europa e
nel mondo. Si discute, invece, se debba venire prima
Parma o Piacenza, Reggio o
Modena. E' una questione di
denominazione che non mi
interessa e non conta nulla».
Così la presidente della Provincia Sonia Masini interviene a proposito del dibattito nato sul nome delle nuove
province che uniranno Pia-
cenza e Parma da una parte e
Reggio Emilia e Modena dall'altra. «Quello che conta è
ciò che sapremo esprimere e
che saremo in grado di fare
insieme, unendo questi territori, per essere un ambito
forte in Europa - prosegue la
presidente -. Emilia è un nome che esiste già, siamo tutti
emiliani, è un nome rispettato, un brand costruito nei secoli e non capisco perché fare
altre invenzioni per tornare
ai ducati. Siamo nel 2000 e
dobbiamo guardare avanti.
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E;;0 Sahatt,
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Qui, invece, si discute se prevarrà l'uno o l'altro, senza entrare nel merito. Mi pare un
dibattito inutile».
La presidente della Provin-
g;
cia inoltre precisa che al momento non esiste un rischio
esodo dei dipendenti dell'ente: «capisco molto bene i lavoratori della Provincia perché, con i discorsi molto generici che si sentono, si può
avere l'idea che per loro non
ci sia futuro. Noi abbiamo
personale che sa lavorare,
che ha fornito servizi efficienti, che con grande spirito di abnegazione segue le opere importanti che stiamo
realizzando. E' normale che
di fronte all'incertezza si possa cercare una collocazione
più sicura. Non mi pare che
ci sia una fuga di massa dalla
Provincia di Reggio Emilia
perché su 400 dipendenti in 6
hanno chiesto di andarsene.
Anche agli altri vogliamo dare sicurezza. I posti di lavoro,
le professionalità e il patrimonio acquisito devono essere salvaguardati».
Pagina 7
CMA h:A
Slot e degrado, Ospizio salde is stTada
orttanulla,
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LIBERTÀ
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QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
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Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
Diffusione: 26.480
Il referendum di Piacenza
diventa un caso nazionale
Trespidi sente Salini, ma sul nome del futuro capoluogo prime "nubi'
Il caso del referendum di
Piacenza per passare in
Lombardia fa da apripista
nella storia delle consultazioni delle province, e diventa un caso nazionale, ieri
sotto i riflettori anche del
"Corriere della Sera".
Questo perché è la prima
volta che una provincia chiede un referendum per cambiare i suoi confini. Un tentativo analogo lo aveva fatto
Belluno, ma era stato bocciato sul nascere dalla Corte
di Cassazione, perché i bellunesi avrebbero dovuto
passare da una regione a statuto ordinario a una a statuto speciale, il Trentino Alto
Adige. Adesso, Piacenza scrive una pagina della letteratura giuridica, di cui è complesso prevederne il finale.
ASSE "SALINI - TRESPIDI"fi referendum, infatti, dovrà fare i
conti non solo con il parere
dei piacentini e con il quorum da raggiungere, ma anche con il parere delle due
regioni interessate, l'EmiliaRomagna (che domani approverà il suo riordino, con
il ritorno di un "ducato" moderno tra Piacenza e Parma)
e la Lombardia, dove le Province papabili per l'annessione piacentina - e cioè
Cremona o Lodi o entrambe,
in una "provincia del Po" che
ingloberebbe anche Mantova - non vedrebbero di buon
occhio il fatto di farsi scippare il capoluogo da Piacenza, densamente più abitata
ma, anche, ultima arrivata
sulla sponda lombarda. Il
quadro, in sostanza, è
tutt'altro che semplice.
Poco prima del consiglio
provinciale di venerdì, dove
la minoranza ha alzato le
barricate a difesa della Piacenza "emiliana", il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, avrebbe contattato telefonicamente il
presidente cremonese, Massimiliano Salini.
Con il quale, dal suo insediamento, condivide non solo la bandiera politica (en-
trambi sono del Peli:), ma
anche alcuni progetti, dal Po
fino al distretto dell'Energia
o al Terzo Ponte. La decisione del consiglio provinciale
di indire un referendum (approvata il 24 settembre scorso con il sì di PdL, Lega Nord
e Ude.) non è di poco conto e
al di là del Po lo hanno capito bene. Il presidente Salini
ha parlato, ieri alla "Provincia" di Cremona, di un asse
con Trespidi «proficuo, intenso». Considera la decisione come «affascinante», esclude valutazioni politiche
e si appella, invece, al caso
tecnico. Cioè, prima il referendum deve passare. E la
Lombardia, ora, travolta dal
suo "terremoto", sembra avere anche altro a cui pensare.
CHI HA TENTATO IL REFERENDUM
Nei 2005, il primo comune a
chiedere un referendum fu
San Michele al Tagliamento,
ma il quesito non fu appro-
vato per mancato raggiungimento del quorum. Così anche un piccolo comune delle Dolomiti bellunesi, Lamon, che chiedeva di passare alla provincia di Trento.
Nel 2012 Colle Sannita,
dopo una delibera unanime
del consiglio comunale, ha
chiesto l'indizione del referendum per il passaggio
dalla Campania al 1lolise.
Primo e unico iter portato a
termine è stato quello per il
distacco-aggregazione dell'alta Vaimarecch ia dalle
Marche all'E milia-Romagna. La variazione territoriale è in vigore dal 15 agosto 2009. La regione Marche
ha presentato ricorso alla
Corte costituzionale. Nel luglio 2010 la Corte ha deciso
sul ricorso, ritenendolo
infondato e rendendo definitivo il distacco-aggregazione dei sette comuni.
Malac.
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Il referendum di Piacenza
diventa un caso nazionale
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LIBERTA
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QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
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Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
«Welfare, Expo
e dissesto, chi
farebbe questi
investimenti.»
Gli indicatori di virtuosità la pongono al quinto posto
della classifica del 2012, sul totale
delle Province italiane nonostante
si evidenzi una contrazione delle
risorse, pari a 18 milioni e mezzo
in meno sulla parte corrente.
«Guardando alla spesa per gli investimenti - sottolinea il direttore generale Cinzia Bricchi -, è necessario ricordare che un'opera pubblica, dopo essere stata finanziata,
deve essere realizzata. Questo
comporta una serie di operazioni
e passaggi tecnici e burocratici legati alla reale utilizzabilità dei fondi. Per questo motivo è corretto ragionare sui pagamenti effettuati
che dicono nei fatti, i lavori eseguiti. Quest'anno, lo Stato ci impone
di effettuare minori pagamenti rispetto alla situazione del 2008 per
otto milioni di euro. Eppure, ragionando sui lavori eseguiti, si evidenzia, nonostante questa situazione,
uno sforzo nell'assicurare il continuo avanzamento e la concreta
realizzazione delle opere inserite a
bilancio». i pagamenti in conto capitale della. Provincia nel triennio
PIACENZA -
Diffusione: 26.480
dal 2006 al 2008 sono, infatti,
28.701.570 euro; quelli tra il 2010 e
il 2012, invece, 29.881.800 euro.
«Non ci sono solo le opere pubbliche sottolinea il presidente della
Provincia, Massimo Trespidi -. Abbiamo sottoscritto un accordo con
Piacenza Alimentare e Autogrill
per la diffusione dei prodotti locali, un progetto bandiera per Expo
2015. E stato istituito il progetto
"Tagesmutter" nell'ambito dell'Agenzia per la famiglia. Ricordo anche il sostegno all'azione degli oratori della diocesi; abbiamo cercato di far crescere la presenza sul
territorio di un nuovo welfare. Nelle prossime settimane, presenteremo il progetto 'Adotta la terra",
un'azione concreta per la prevenzione del dissesto idrogeologico rivolto al territorio di montagna, che
vede coinvolte in un gioco di squadra Provincia, Comuni, agricoltori, Regione e Consorzio di bonifica>. Quindi, la domanda. «Senza la
Provincia, quanto si sarebbe potuto fare di tutto questo? - chiede Trespidi -. Nessuno contesta la necessità di operare una razionalizzazione della spesa pubblica ma questa
non deve tradursi nel taglio indistinto che stiamo subendo ora.
Senza una guida politica e amministrativa capace di indirizzare le
azioni verso quelle che sono state
individuate come le priorità del
territorio temiamo che si faccia
realmente fatica, in futuro, a dare
risposte ai cittadini».
Malac.
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QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
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«Coi tagli a rischio
l'economia locale»
Trespidi: abbiamo fatto lavorare le imprese
Nel palazzo di cor- cinque giorni, cioè venerdì, il
so Garibaldi, sono passa ti so- Ministro Filippo Patroni Griflo pochi mesi, ma gli eventi li partorirà un decreto ad hoc
sono precipitati. Dall'annun- sul caso. Poi, la nomina dei
cio di un riordino geografico commissari, con il commissaitaliano, con l'accorpamento riamento delle Province, in atdi alcune province, quelle tesa di sapere come e quando
m . eno popolaandare al voto
te e meno edi ricostituziostese, all'inizio kne:a do ?o la cKs
ne. La Provindell'estate, la «Siamo riusciti
cia, in questo
situazione è rimomento, è
masta, da un a mantenere un livello
messa all'anlato, quella di di servizi molto alto»
golo, sia dai
caos e incerComuni - che
tezza, e, dalnella partila ril'altro, la giunta provinciale vendicano un certo protagoha assistito a un'accelerata nismo - sia dalle Regioni. Ma
decisiva sul provvedimento. quanto costa la Provincia di
Si sa che cosa conterrà il qua- Piacenza? Ed è veramente codro, in sostanza, ma poco o sì importante?
niente si capisce della sua
«Innanzitutto, sarebbe becornice (A chi saranno trasfe- ne dire che una politica che
rite le funzioni rimaste alle continua a tagliare risorse ai
Province? Saranno enti di pri- nostri bilanci è una politica
mo o secondo grado? Che fine che non tiene conto dell'imfaranno i dipendenti?). Fra patto e del dissesto di tali aPIACENZA -
zionì sul bilancio dello Stato.
Possiamo presupporre,
questo punto, un crollo dell:economia locale, che si regge sugli investimenti della
Provincia. Noi abbiamo fatto
lavorare le imprese».
Ma ci vogliono i dati a dimostrare tutto questo virtuosismo. «Più della metà delle
Province italiane hanno dichiarato di non riuscire a rispettare il patto di stabilità
per il 2012, 19 non riescono a
mantenere gli equilibri di bilancio - risponde Trespidi
La stragrande maggioranza
delle Province ha detto di aver bloccato i pagamenti di
parte capitale: questo significa mancati trasferimenti di
soldi dall'amministrazione
pubblica alle aziende. Devo
continuare? Il rischio è quello del fallimento del sistema,
a causa di un'iniziativa miope e caotica».
Ogni anno, sono state assegnate sempre meno funzioni
alle Province. Il destino, insomma, sembrava già scritto.
«La Provincia di Piacenza, in
questo contesto di crisi iniziato nel 2008, ha compiuto un
grosso sforzo perché ha dovuto adattarsi a questo contesto
di difficoltà, così come tante
aziende del nostro territorio dice Trespidi -, Parlo di "aziende" perché la Provincia ha circa 350 dipendenti. Siamo riusciti a mantenere un livello di
servizi molto alto. La mole di
lavoro, in alcuni casi, è aumentata: i nostri uffici, ad esempio, hanno dovuto gestire
il boom del fotovoltaico, creato dagli incentivi del governo.
Il personale ha affrontato uno
sforzo notevole in questi anni, pur avendo tagliato all'incirca quaranta perone in
quattro anni».
A quanto ammontano i tagli? «Diciotto milioni di euro
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rhiciate"
aribaldi
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cALD DELLE ENTI/tATE
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Impatto finale dei tagli dovuti elle recenti manovre
Tesaretta anni 2004-2005 e 2006
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Minori trasferimenti regionali
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Maggiori incassi pororretrati e entrate una tantum
5500
14 482 50839
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- 577 605.83
2 540 95538
1 276 858 00
- 1 204 098.38
15257851,91
11671157.17
-3 595 604.74
591.53335
306 448 00
26500235
1 054 023,98
I 113 100.00
58 175.02
149 68345
206 455 13
- 1 140 22532
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Entrato correnti
84325925,88
45328.19970
Spe0eour.t1
85304083,75
Presidente Trespidi e la sua Giunta hanno rinunciato dall'inizio del mandato al rimborso, dovuto per legge, delle
spese di viaggio da casa alla sede istituzionale.
GIUNTA
• Indennità di carica degli amministratori e IRAP
Oneri previdenziali
• Viaggi e missioni per l'esercizio del mandato
degli amministratori
2008
2012
(previsioni)
441.334
425.000
95.000
50.000
536334
475,000
55.000
15.000
- 73% - 40.000
8.991
4.200
- 53% - 4.791
2.840
84% -15160
22.040
59.951
Beni di consumo per spese di rappresentanza
Servizi vari per spese di rappresentanza
ColleIagi
7
18.000 11
Te[eforaa fissa
Variazione
2008-2012
-
4% - 16.334
-47% - 45.000
-
61.334
Spese auto
• ANNO 2008
Sii
ANNO 2008
ANNO 2008
e
Costi
56.802,24 Costi
Spese carbur. 244.988,09
53
102.849,26 n. autovetture
n. utenze 134
E: ANNO 2012
Costi
:::::: ANNO 2012
€2, 40.000,00 Costi
(previsione a fine anno)
Spese carb,
€ 84.000,00
(previsione a fine anno)
n. autovetture (al 30.09)
48
(45 di proprietà e 3 in noleggio. Si
sottolinea la dismissione dell'auto blu)
n. utenze (al 30.09) 113
RIDUZIONE COSTI
t-0' 162.000,00
(previsione a fine anno)
30%
RIDUZIONE COSTI
18%
RIDUZIONE COSTI
34%
Pagina 8
"Le sforbiciate
dilla Garibaldi
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LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
Dipendenti in calo:
46 in meno dal 2008
Quarantasei dipendenti in meno dal 2008 ad oggi.
Altri cinque saranno tagliati entro la fine dell'anno. Solo nove
sono, invece, le assunzioni negli.
ultimi quattro anni. Questo ha
comportato un risparmio di circa 600mila euro, riduzione compensata dai rinnovi contrattuali
(senza l'aumento contrattuale la
riduzione di spese correnti saPIACENZA
rebbe stata circa il doppio). Ad
oggi, lavorano in Provincia 314
dipendenti, la stragrande maggioranza dei quali presta servizio nei settori energia, attività estrattive, tutela faunistica e ambientale, protezione civile (46
persone), protezione
lavoro e formazione professionale (altre 48).
Accanto a questi, vi sono i dirigenti, per un totale finale, quin-
Il recente incontro coi dipendenti
di, di 343 persone nell' "azienda
Provincia", di cui otto in aspettativa (assessori a palazzo Mercanti, ad esempio, o altre figure
istituzionali).
Il capitolo di spesa maggiore
per l'ente di corso Garibaldi è
quello del personale: per questo, dal momento che non sarà
possibile lasciare a casa in tronco più di trecento persone ma
queste, dopo il riordino, potranno essere traferite in Regio-
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21 /10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
ne (dove il contratto è più alto),
nei Comuni o a Parma. , l'Unione Province d'Italia ha sempre
faticato a vedere un reale risparmio nella manovra dei
"matrimoni combinati" tra Province limitrofe, nell'ambito degli stessi confini regionali.
«Negli ultimi anni, a fronte di
un incremento progressivo
delle competenze affidate alle
Province - spiega il direttore
generale, Cinzia Bricchi -, c'è
stata una costante e progressiva riduzione del personale, in
seguito, principalmente, a perisionamenti e al blocco del tura
over imposto dalle ultime manovre governative. L'amministrazione ha saputo riorganizzarsi mantenendo i dovuti presidi e la qualità dei servizi erogati, e ottenendo di conseguenza una maggiore produttività dei dipendenti,>.
Malac.
21/10/2012
eia
pressunE
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Rossano Bellelli
Diffusione: n.d.
«Pronto il referendum online se
la Regione confermerà la scelta»
L'ultimatum su Castelfranco della consigliera Righini
CASTELFRANCO - «Se la Regione confermerà che la nuova macroProvincia si chiamerà 'Reggio-Modena' faremo un referendum online
per chiedere che Castelfranco torni
sotto Bologna». Lo annuncia la
consigliera comunale Rosanna Righini (Pdl), che spiega poi di voler
utilizzare internet «anche per spiegare ai cittadini le gravi ripercussioni che la denominazione della provincia di 'Reggio Emilia-Modena'
avrà sul futuro del nostro territorio».
L'esponente del
centrodestra entra
poi nel merito della questione sottolineando che Castelfranco «per molti
aspetti che derivano anche dalla storia, oltreché per posizionamento geografico, è più vicino alla provincia
di Bologna che a
quella di Modena». «Ora che il
centro della provincia modenese si
sposta a Reggio
Emilia, non ha più senso che Castelfranco ne faccia parte», la sua riflessione.
La consigliera del Pdl vuole «fare
capire ai cittadini, ai quali il centrosinistra racconta che la questione è
di poco conto, l'importanza dell'ente 'Provincia' nelle scelte politiche
che decidono il futuro e che il problema non è solo di nome e campa-
eggsi;-,,jk--T
1“03.-h"à ::"g:: 5:à WCh per il
nile, ma politico e
di sostanza: la provincia è un luogo
delle decisioni politiche sulla destinazione degli stanziamenti regionali e
statali». E rimarca:
«Le Province incidono sull'economia, sulle politiche
del lavoro, delle infrastrutture, dell'industria locale, sulla politica sanitaria, scolastica, e sullo stato sociale».
Riconoscere nel nome e nei fatti «la
leadership di Reggio su Modena, ribaltando completamente la leadership reale in campo economico, sociale ed imprenditoriale di Modena
su Reggio, equivale ad un segnale
politico di subordine della provincia modenese a quella reggiana, ma
anche il disinteresse di chi la governa. Il territorio Modenese avrà sempre meno riconosciuta la sua importanza, e Reggio avrà una priorità
che non le spetta nelle scelte politiche e di sviluppo».
LA MINACCIA
«Con l'iniziativa
puntiamo ad un rientro
naturale nella provincia
di Bologna»
Conclude Righini: «In questa situazione un Comune già borderline come Castelfranco non potrà che puntare ad un suo rientro naturale nella
provincia di Bologna. E questo è
quello che con il nostro referendum
online chiederemo ai Castelfranchesi di scegliere».
Pagina 15
«Pronto il referendum online se
la Regione confermerà la scelta»
L W...n eL.Lili
ellid ,013/1q1,1 ■ 11úghni
[I l riga: Audizione
per il responsabile
dei Lavori pubblici»
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CORRIERE DELLA SERA
Fondato nel 1876
• • m www.coniere.it
Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli
22/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 609.785
Diffusione: 474.395
La riforma Glì ultimi ritocchi del governo
Commissari nel 2013
Pronto il decreto
sulle nuove Province
Niente deroghe. Aboliti 36 enti
ROMA Niente da fare per
Benevento, che invocava la
«storia del territorio sannita»,
e nemmeno per Rovigo, che
sul piatto metteva la «peculiarità del Polesine». Giorni contati per Treviso, troppo piccola di appena 23 chilometri quadrati, e per Temi, che pur di
sopravvivere -aveva suggerito
il trasloco a qualche Comune
dalla vicina Perugia.. La nuova.
cartina delle Province italiane
è agli ultimi ritocchi: arriverà
con un decreto legge all'esame del primo Consiglio dei ministri di novembre.
Una mappa che mette insieme le proposte che stanno arrivando in queste ore dalle Regioni. E che respinge le tante
richieste di deroga, applicando senza sconti le regole fissate con la legge sulla spending
review: le Province che hanno
meno di 350 mila abitanti o
un'estensione inferiore ai
2.500 chilometri
quadrati dovranno essere accorpate con quelle
vicine. Considerando solo le Reaioni a Statuto
ordinario, le Province scenderanno da 86 a r?o,
comprese le dieci Città metropolitane. Quelle tagliate saranno trentasei, alle quali bisogna aggiungere un'altra decina dì cancellazioni nelle Regioni a statuto speciale, che però
hanno sei mesi di tempo per
adeguarsi e decideranno loro
come farlo. Le uniche che potrebbero essere recuperate sono Sondrio e Belluno. Per il resto palla avanti e pedalare.
«Non possiamo pensare
che una riforma importante
come questa — dice il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi possa venir meno solo
per delle resistenza localistiche». Anzi. Per mettere al sicuro il risultato ed evitare la tentazione del dietrofront„ vedi
campagna elettorale e nuovo
governo, il decreto prevede
un processo a tappe forzate.
Dalla fine di giugno del 20 13
tutte le Province, anche quelle
che non si vedranno toccare i
confini, saranno guidate da
un commissario. Toccherà a
lui curare la transizione verso
il nuovo regime. Un'accelerazione non da poco perché la
legge sulla spending review lasciava intendere che sarebbero andate a scadenza naturale,
mentre nelle Città metropolitane il processo sarebbe dovuto partire all'inizio del 2014
Resta da decidere solo se il
commissario sarà esterno, nominato dal prefetto, o se il ruolo verrà affidato al presidente
uscente della Provincia.
Più probabile la seconda
ipotesi perché, nei limiti del
possibile, si andrà incontro alle richieste del territorio. E il
caso della Basilicata. La Regione avrà una sola Provincia ma
vorrebbe spostarne la sede a
Matera, lasciando invece a Potenza gli uffici regionali. Si
può fare. Pronti al confronto
anche sugli uffici periferici
dello Stato, come le questure
o le prefetture. Il decreto dice
che ci sarà una «consultazione del governo con il territorio» in modo da spalmare la
presenza dello Stato. Per capire: se la nuova Provincia di
Modena e Reggio Emilia avrà
la sede politica a Modena, la
questura o la motorizzazione
potrebbero andare invece a.
Reggio. Cosa succederà ai dipendenti? «Nell'immediato —
dice il ministro non ci sarà
una contrazione del personale
ma ci potrebbe essere uno spostamento fisico. Naturalmente i criteri di quest'operazione
andranno studiati con un esa-
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22/10/2012
CORRIERE DELLA SERA
pressunE
Fondato nel 1876
Periodicità: Quotidiano
i i m www.coniere.it
Tiratura: 609.785
Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli
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La mappa
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II piano allo studio
Planante
Lombardia
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Milano*
Brescia
Bergamo
Pavia
Como, Varese, Monza Brianza
Lodi, Mantova, Cremona
Sondrio, Lecco
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Parma, Piacenza
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Pisa, Livorno
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Liguria
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Cuneo *
Alessandria, Asti
Vercelli, BleH a 11 '
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Diffusione: 474.395
Verona
Rovigo, Padova
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Marche
Toscana
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Rieti, Viterbo
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Abruzzo
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Roma
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Campania
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Calabria
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LEGENDA
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PROVINCE CHE RESTANO
Foggia, BariettaiAridrialTrani
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me congiunto insieme ai sindacati».
Una modifica riguarderà anche il nuovo sistema elettorale, quel meccanismo di secondo livello con i consiglieri eletti non più dai cittadini ma dai
consiglieri comunali sul quale
a giorni si pronuncerà la Corte costituzionale. La sostanza
non cambierà ma i voti sarai).-
H ministro
Patroni Griffi: «Lina
riforma importante non
può venir meno solo per
resistenze localistiche»
no ponderati per evitare che,
all'interno dei nuovi consigli
provinciali, i Comuni piccoli
pesino come quelli grandi. Ci
siamo, insomma. «Qualche intoppo può sempre arrivare
diee.Patroni Grilfi — ma faremo di tutto per superarlo» E
non finisce qui. «Bisognerà andare avanti riflettendo sia sulle dimensioni delle Regioni
P
sia sul numero dei Comuni:
sono 8 mila, troppi, e la metà
ha meno di 5 mila abitanti».
Un altro decreto, sulle macro
Regioni e le fusioni dei Comuni? «Per carità, tocca a chi ci
sarà nella prossima legislatura»
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Lorenzo Salvia
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.9RODUAOIVE
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22/10/2012
GAllETTA DI MODENA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
Diffusione: 10.513
Province
cate
oggi la Regione
vota il nuovo nome
Si deve decidere sulla dicitura "di Reggio e Modena"
Il Pdl in un solo giorno raccoglie cinquecento firme contro
Provincia di Reggio e Modena:
oggi l'assemblea :regionale
dell'Emilia-Romagna è chiamata a votare la proposta
avanzata da una apposita commissione che ha incontrato però l'opposizione ferma dei modenesi. Tanti infatti quelli che
hanno apertamente criticato
la nuova eventuale dizione della Provincia che non risponde-.
rebbe a criteri logici né rispettosi degli equilibri socio-economici delle due realtà che
verrebbero unirsi nel nuovo
ente. Non è un caso che in un
solo giorno il gazebo, allestito
in centro storico dal Pdl, abbia
raccolto un'enorme adesione.
Comntenta _Nndrea Galli, uno
dei promotori della petizione:
«Solo sabato abbiamo avuto almeno 500 firme. Devo dire che
hanno aderito tantissimi modenesi che hanno detto a chiare lettere di non votare per noi.
Per loro è una battaglia sacrosanta contro quello che sta accadendo alle nostre spalle.
Non va dimenticata infatti la
conseguenza di questa scelta,
che porterà tutti gli uffici provinciali a Reggio spostando anche centinaia e centinaia di posti di lavoro e impoverendo
Modena di uffici e risorse».
Oggi al voto saranno chiamati i due rappresentanti Pdl
modenesi Andrea Leoni e Enrico Aimi. Sono compatti per il
no. Ma non è un voto pacifico,
quello che li aspetta. Anzi ci sarò una forte dose di incertezza,
come conferma Aimi. A cominciare dall'effetto di chi rema a
favore di Reggio-Modena, Come il consigliere regionale Pdl
di Reggio Fabio Eilippi che arriva a definire «ridicola» la proposta dei colleghi Pdl di anteporre Modena a Reggio «in
quanto non tiene conto del fatto che i reggiani hanno già
compiuto un grande sforzo
nell'accettare l'annessione della loro provincia a quella di
Modena. Io, al contrario dei
colleghi di Modena, penso che
Reggio non abbia nulla da iinvidiare a Modena. Gli amici di
Modena pensino a come rendere più trasparenti i rapporti
tra i cittadini e lavorino per ridurre i costi eccessivi della
macchina pubblica».
Replica Dante Mazzi, consigliere provinciale Pdl, piuttosto acceso in questa battaglia:
«Filippi è lo stesso che voleva
deposito del gas a Rivara. l reg-
giani non lo seguiranno: dovrebbero essere neutrali.
Quanto ai nostri, spero proprio che anche Aimi vada in assemblea a votare, visto che in
agosto non sì era presentato
per il terremoto. E Ghetti è suo
portavoce al punto che non
porta la voce della questione
in provincia. Abbiamo invece
trovato grande sensibilità a
Parma, visto che hanno problemi identici. Lo stesso presi-
dente della provincia Bernaz2,oli, del Pd, ha garantito che si
batterti per evitare questa soluzione. :Re mazzo(' non ha svenduto nostro territorio come
ha fatto Emilio Sabattini. Ne fa
invece, e giustamente, una
questione patrimoniale, di posti di lavoro e di risorse. Ricordiamo che anche la Provincia
di Modena ha decine di milioni di azioni A22 e un patrimonio accumulato in anni di :int-
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Pr oviuee unificate,
oggi la Regione
vota il nuovo nome
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pressunE
22/10/2012
GAllETTA DI MODENA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 14.465
Direttore Responsabile: Enrico Grazioli
poste addizionali pagate dai
modenesi di :ingente valore
che sarà speso altrove».
Garantisce Anni: «C)ggi andrò a votare e voterò contro.
La logica di Filippi non regge.
Inoltre la discussione su questo fatto stravolge ogni ovvietà. Chiedo: se non è una imposizione, come dicono, perché
tenere Reggio-Modena?»
Sul voto, :Anni non si esprime. F. ovvio che la parte del
Diffusione: 10.513
leone la faranno proprio i consigl ieri regionali indifferenti alla questione: ano di Ferrara o
di Rimini che :interesse può
avere? Se in queste ore potrebbe esserci qualche linea calda
al telefono per fare lobbisino,
resta il fatto che l'esito non è
scontato. «Mi auguro che ci sia
qualche sorpresa conclude
Aimi è l'unico modo perché
la politica torni protagonista».
Carlo Gregori
\ \
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Enrico Affili, MI
.......
. • ....
.
"
••••••••,,,
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•
L'assemblea regionale dell'Emilia-R
agna. Oggi il voto per la controversa unificazione delle due Province di Modena e Reggio
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oggi la Regione
vota il nuovo nome
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il Resto del Carlino
MODENA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
Diffusione: n.d.
Province, oggi la Regione decide
«Già coni. i ati a stare dopo Reggio
Leoni: «Il nuovo nome compare in una cartina sul sito istituzionale»
OGGI è il giorno in cui si decide
il nome della nuova provincia che
abbraccerà Modena e Reggio Emilia. A Bologna l'assemblea legislativa discuterà del 'riordino degli ambiti territoriali delle Province ai
sensi dell'articolo 17 comma 3 del
Decreto legge 6 luglio 2012 n.95',
il testo approvato dalla giunta che
prevede — come noto — la nascita
della nuova provincia di Reggio
Emilia e Modena. L'ordine delle
due città, negli ultimi giorni, ha
fatto scoppiare una polemica cavaicata, in particolare, dal centrodestra cittadino. TI Pc11 ha anche iniziato a raccogliere delle firme per
convincere i vertici regionali a
cambiare rotta. «Modena
gridano non può venire dopo Reggio
Emilia».
Intanto le critiche e gli allarmi si
sprecano. L'ultimo è del consigliere regionale Andrea Leoni, che
aprendo il sito della Regione ha notato un dettaglio che gli ha fatto venire i brividi: «C'è una cartina con
le nuove province — spiega — E'
il nome della nostra, unica anomalia in regione, è 'Reggio Emilia e
Modena'. L'immagine in questio-
•>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>.\\N
IL CASO
L'immagine che compare sulla pagina principale del sito della
Regione Emma Romagna
E1C, pubblicata sul sito dell'Assemblea, conferma le peggiori previsioni — commenta — La provincia
di 'Reggio Emilia e Modena' è data già per acquisita». C'è poi un piccolo ma significativo ed ulteriore
particolare — fa notare — che rende il boccone ancora più amara
inctuderé anche Parma
e Piacenza
...................
...................
....................
...................
....................
...................
....................
...................
kegre
Il decreto spending
review prevede
L'accorpamento di una
serie di province. Modena
e Reggio hanno deciso di
unrsi, ma la città del
tricolore puntava a
Non è stato facile arrivare
a questo risultato, perché
i reggiani non volevano
L'unione a due.
Dall'accordo è scaturita
una nuova provincia che
dovrebbe chiamarsi, salvo
colpi di scena, di Reggio
Emilia e Modena
«La provincia di Parma e Piacenza riappare normale nella denominazione: in un primo momento le
due città erano state invertite (prima la più piccola, Piacenza, poi la
più grande, Parma, come nel nostro caso, ndr). A questo punto —
chiude Leoni — incon-
Lo scontro
pochi giorni
dall'approvazione il Pcil
modenese ha iniziato a
raccogliere delle firme
per invertire l'ordine
delle due città: «Modena
è più grande e più
importante — dicono — e
deve stare davanti»
-
„
up,..oreinhud.zio..e6doi,
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•
press unE
il Resto del Carlino
MODENA
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
22/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
gruenza rimane Modena. Nella seduta di lunedì (oggi, n dr) si può ancora decidere di ripristinare la normalità. Basta che i consiglieri regionali di qualsiasi colore politico
eletti a Modena votino gli emendamenti che ho presentato per modificare la strana proposta di 'Reggio
Emilia e Modena'. La scelta del nome ha un importanza che va ben
al di là di una mera questione toponomastica e di campanile. Chi fa
finta di non capirlo non fa un
buon servizio a Modena e al suo
territorio».
INTANTO, dall'altra parte del
Secchia, il dibattito prosegue in
modo speculare: i consiglieri del
Pdl reggiani criticano i modenesi
per la richiesta di capovolgimento
del nome e per la raccolta firme.
«Definirei ridicola dice il consigliere azzurro Fabio Filippi —la
richiesta dei miei colleghi, in
quanto non tiene conto del fatto
che i reggiani hanno già compiuto
un grande sforzo nell'accettare
l'annessione della loro provincia a.
quella di Modena».
Insomma, comunque vada a finire
gli scontenti non mancheranno.
Al di là dei partiti e degli steccati.
d. m.
•
Ci.xulualiur,eltoreinhud.zio..e6doi,
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22/10/2012
ll'erldOIS
Direttore Responsabile: Roberto Napoletano
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 331.753
Diffusione: 262.360
Spendfrig reAev.4 Entro domani le Regioni dovranno presentare al Governo le proposte di riordino
Province, taglio con deroga
Solo l'Emilia Romagna e la Liguria hanno rispettato i parametri
Antonello Cherchi
Giuseppe Latour
Francesco Nariello
Riordino con deroga per le
province. La voglia di cancellare
le amministrazioni che non rientrano nei parametri fissati dal Governo (2.50o chilometri quadrati
e almeno 3oomila abitanti) è poca
e quasi tutte le regioni sono a caccia di scorciatoie. I giochi sono
praticamente fatti. Entro domani
le quindici amministrazioni regionali a statuto ordinario devono inviare a Palazzo Chigi le proposte
di riorganizzazione del loro territorio. Dopodiché la palla passerà
nelle mani dell'Esecutivo, che deve disegnare la nuova geografia.
Compito che si prospetta assai
complicato, perché le ipotesi di
riordino che stanno per arrivare
sul tavolo di Palazzo Chigi hanC:0g
Più della metà
delle amministrazioni
chiederà all'Esecutivo
di lasciare inalterato
l'attuale assetto
no, in gran parte dei casi, cercato
di aggirare i paletti fissati dal Governo. Solo l'Emilia Romagna e
la Liguria hanno, infatti, definito
una proposta che rispetta le indicazioni dell'Esecutivo. È pur vero che diverse amministrazioni
decideranno all'ultimo momento, tra oggi e domani, ma la prospettiva appare ormai delineata:
salvare il salvabile attraverso larichiesta di deroghe. La lista delle
eccezioni da Nord a Sud è lunghissima. A conti fatti, più della
metà delle regioni manderà - a
meno di aggiustamenti dell'ultimo minuto - una proposta che
non si attiene alle regole.
Il record delle deroghe richieste appartiene alla Lombardia.
Qui, l'ipotesi presentata dal Cal
già prevedeva tre eccezioni
(Monza-Brianza, Sondrio e Mantova). Ma la giunta, con una delibera che sarà formalizzata oggi,
chiederà di lasciare invariato l'attuale assetto, invocando, di fatto,
otto deroghe per mantenere invita le province fuori parametri. In
attesa dell'esito del ricorso che la
Lombardia ha presentato alla
Corte costituzionale. Il fronte giuridico, però, finora non ha arriso
alle amministrazioni, che si sono
ritrovate sconfitte davanti al Tar.
Nei giorni scorsi, infatti, il tribunale amministrativo del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva,
avanzata da alcune province, della delibera con cui il Governo a fissato i criteri del riordino.
Insomma, le si tenta tutte perché niente cambi. Come in Veneto, che avrebbe dovuto cancellare quattro province- Rovigo, Belluno, Padova e Treviso - e invece
alla fine si è deciso di mantenere
gli attuali confini Lasciando così
la "patata bollente" al Governo.
Una situazione che assomiglia a
quella del Lazio. Dove anche la
presidente Polverini ha deciso di
impugnare davanti alla Consulta
la norma che impone lariorganizzazione. E, per coerenza con questa scelta, non presenterà alcun
piano di riassetto. La strada, d'altra parte, risulta obbligata: due
grandi province - con l'accorp amento di Viterbo a Rieti e Latina
aFrosinone - e la città metropolitana di Roma.
Magmatica la situazione pure
in Toscana, dove le amministrazioni da tagliare erano addirittura nove, con il Cal che è faticosamente arrivato ad avanzare due
ipotesi, le quali prevedono rispettivamente, quattro o cinque province più Firenze. Tutto però è rimandato alla decisione che il Consiglio prenderà oggi.
Per completare il quadro delle
eccezioni restano altri cinque casi, dove le soluzioni individuate
sono spesso fantasiose. La Basilicata chiede, in prima istanza, di lasciare tutto com'è oppure, in subordine, di formare la "provincia
unica di Lucania", con Matera capoluogo di provincia e Potenza
capoluogo di regione. L'Umbria
propone di trasferire alcuni comuni da Perugia a Terni. La Campania di salvare Benevento per ragioni storico-culturali. Il Molise
di barattare la sopravvivenza di
Isernia con una riforma degli enti
sub-regionali. E le Marche sperano di mantenere Macerata, a cui
mancano poche migliaia di abitanti rispetto a quanto chiesto
dal Governo.
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Pro,ince.taglio con derma
22/10/2012
pressunE
ll'erld CAS
Direttore Responsabile: Roberto Napoletano
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 331.753
Diffusione: 262.360
La geografia della deroga
Le proposte di riordino delle province che le regioni si preparano a inviare al Governo
Legenda:
= la Regione ha già deliberato
= proposta del Cal che deve essere confermata dal consiglio regionale
= nessuna proposta del Cal. La Regione deve ancora decidere
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Fusione dell'Aquila con Teramo e Pescara con Chieti
Deroga per il mantenimento delle due province di Potenza e
Matera oppure provincia unica di Lucania con capoluogo
regionale Potenza e provinciale Matera
Nessuna proposta. Il consiglio regionale si riunisce mercoledì
Deroga per mantenere le cinque province di Napoli, Caserta,
Avellino, Salerno e Benevento (le prime quattro rispettano i
paramenti, Benevento dovrebbe accorparsi)
\I
-\
Fusione di Parma con Piacenza, di Reggio Emilia con Modena,
di Forlì-Cesena con Ravenna e Rimini (provincia della
Romagna). Resta la provincia di Ferrara. Bologna diventa città
metropolitana
Non sarà inviata al Governo alcuna proposta
'...n.,,
\ Fusione di Imperia e Savona. Resta la provincia di La Spezia.
Genova diventa città metropolitana
Nessun riordino
\
\
k'•':
,
' \•
■;',.
\
Fusione di Ascoli Piceno con Fermo. Restano le province di
Ancona, Pesaro e Macerata (per quest'ultima si chiede la
deroga)
Deroga per il mantenimento delle due province di
Campobasso e Isernia
\ ..
..,,,,
\,
Fusione di Asti con Alessandria, di Novara con Biella, Vercelli
e Verbano Cusio-Ossola. Restano le province di Torino e Cuneo
\
Nessuna proposta. Il consiglio regionale si riunisce oggi
'
,.
;0 .:
Deroga per la fusione di Prato con Pistoia (che insieme non
raggiungono comunque il parametro di 350mila abitanti).
Fusione di Siena con Grosseto, di Pisa con Massa Carrara,
Livorno e Lucca (una seconda proposta prevede la fusione di
Pisa con Livorno e Massa Carrara con Lucca). Resta la
provincia di Arezzo. Firenze diventa città metropolitana
.,\,,.
Restano le due province di Perugia e Terni, con deroga per
quest'ultima
Nessun riordino
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Nota: le Regioni a statuto speciale per il riordino hanno tempo fino a gennaio
Province. taglio con deroga
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press LinE
22/10/2012
PRIMA PAGINA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Diffusione: n.d.
IL CASO Mentre a Modena il centrodestra raccoglie firme, a Reggio i colleghi di partito attaccano: «Quisquilie»
Nome Provincia, il Pdl al Pdl: «Siete ridicoli»
Ieri anche Giovanordi ha firmato la petizione. Oggi la decisione
Modena il. Pdl (quello ufficiale di Enrico Airni)
raccoglie firme contro la provincia Reggio-Modena. Per il
centrodestra modenese bisogna invertire i nomi: la pensa
così anche Andrea Leoni, ma
vista l'insanabile frattura tra
bertoliniani e il coordinamento, alla petizione (andata in
scena anche ieri con la firma
del senatore Carlo Giovanardi), lui non ha partecipato.
Intanto a Reggio, sempre il
Pdl, si scaglia conto i colleghi
di partito modenesi: il nome
deve restare Reggio-Modena.
Altro che storie. E addirittura
il consigliere regionale Fabio
Filippi accusa Leoni ed Aimi
di essere «ridicoli».
La vicenda - pur al netto del
campanilismo - comincia ad
assumere effettivamente aspetti grotteschi. E l'intervento di Filippi, alla vigilia del voto in Assemblea, dimostra il livello di partigianeria' raggiunto.
modenesi del Pdl e della Lega
Nord - scrive MENA. -. La proposta della Lega Nord di mantenere le attuali province così
come sono, mi sembra insostenibile e incomprensibile. Definirei invece ridicola la richiesta dei miei colleghi del Pdl, di
anteporre il nome di Modena a
quello di Reggio Emilia, in
quanto non tiene conto del fatto che i reggiani hanno già
compiuto un grande sforzo
nell'accettare l'annessione
della loro provincia a quella di
Modena. Reggio Emilia è la
quarta città manifatturiera
d'Italia, Modena è la seconda:
insieme diventeranno la prima grande provincia manifat-
L'intervento
«Domani (oggi ndr) nel parlamentino regionale dell'Assemblea legislativa, si discuterà del riordino degli ambiti
territoriali; mio malgrado mi
troverà costretto, nel giro di
quindici giorni, a votare contro gli emendamenti e le proposte dei consiglieri regionali
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C2WA :MWNA
Nome Provincia, N Pd i Pdl 4k.te ddialk
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pressunE
22/10/2012
PRIMA PAGINA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Corrado Guerra
Diffusione: n.d.
•
CENTRODETR,4 DO A sinistra alcuni momenti della raccolta firme promossa dal
Peli contro la provincia Reggio-Modena. Sopra i consiglieri regionali Pdi Leoni e Filippi
turiera d'Italia. I colleghi consiglieri regionali di Modena,
addirittura, hanno lanciato una raccolta firme affinché il
nome della loro città precededa quello di Reggio. I cittadini,
in questa particolare fase, in
cui le tasse sono alle stelle, il
lavoro è insufficiente, i salari
sono bassi. e i servizi inadegua-
ti, non hanno certamente tra
le priorità il referendum su
quale sarà il nome della futura
Provincia».
«Il problema fondamentale
invece riguarda la razionalizzazione delle spese: problema
che non sì risolve cambiando
il nome delle nuove Province,
ma guardando agli interessi e
alle necessità dei cittadini continua Filippi a I nostri amici di Modena ci dicono: "La sequenza del nome della nuova
Provincia non è solo questione
di toponomastica, ma di rispetto della storia, del territorio, e della dimensione delle
due Provincie". Io, al contrario, penso che Reggio non abbia nulla da invidiare a Modena, ma questo non è il punto, i
campanilismi non ci interessano. Gli amici di Modena pensino a come rendere più efficienti e trasparenti i rapporti
con i cittadini, lavorino per ridurre i costi eccessivi della
macchina pubblica, per razionalizzare il lavoro dipendente,
individuando quali sono i punti deboli dell'ingranaggio e a
migliorare i servizi. I banchetti in piazza e la raccolta delle
firme sulle quisquilie non servono più a nessuno, ma solo ad
allontanare ulteriormente i
cittadini dalla politica».
(gleo.)
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C2WA :MWNA
Nome Provincia, N Pdi Pdl:
, S1
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untro i idea rodante del Pd ,
,a le pulci sulle regole
press LinE
LIBERTÀ
QUOTIDIANO DI PIACENZA FONDATO DA ERNESTO PRATI NEL 1883
Direttore Responsabile: Gaetano Rizzuto
22/10/2012
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 32.634
Diffusione: 26.480
Oggi il nuovo volto della Regione
Verrà deciso dall'assemblea legislativa nel corso di una seduta fiume di sei ore
Intanto due consiglieri regionali chiedono che il nome sia "Parma e Piacenza"
PIACENZA - Sarà una seduta
fiume quella di oggi. L'assemblea legislativa dell'Emili.a-Romagna si riunirà dalle
nove e mezza alle 13 dì questa mattina, e, dopo una breve pausa„ si ritroverà nel pomeriggio, dalle 15 alle 18. Sei
ore per disegnare il nuovo
volto della Regione, ai sensi
dell'articolo 17 comma 3 del
Decreto legge 6 luglio 21)12
numero 95.
Pin. ripresenteranno oggi due
emendamenti per cambiare
la denominazione di "Piacenza e Parma" in "Parma e Piacenza". Tagliano nel mezzo
della polemica i leghisti che,
con il piacentino Stefano Cavalli, lanciano una proposta
bipartisan, che non anteponga una città a un'altra ma le
accomuni in un personaggio
storico. Sarebbe questo il caso
di "Provincia. verdiana", ispirata al genio di Giuseppe Verdi,
il compositore sui cui natali
Piacenza e Parma hanno già
litigato aspramente in passato.
POLLASTRI TENTA IL RICORSO
Il consigliere regionale Andrea Pollastri del PdL, oggi,
presenterà una risoluzione
per impegnare la giunta di
viale Aldo Moro a Bologna a
presentare ricorso alla Corte
Costituzionale contro il riordino previsto dalla "Spending
review", in attesa che la Corte
si pronunci sui ricorsi che avevano impugnato il "Salva Italia". Sentenza prevista per il
prossimo 6 novembre. Quello
dì Pollastri suona come un ultimo, estremo, tentativo di
sloppare una macchina riorganizzativa che sembra viaggiare a folle velocità fino al definitivo accorpamento delle
Province, previsto per la fine
dell'anno.
SI APRE LA SETTIMANA DECISIVA
Il decreto che dirà quando e
come saranno nominati i
commissari che sostituiranno
i presidenti delle Province è
stato annunciato dal ministro
alla pubblica amministrazione, Filippo Patroni Grilli, per
venerdì. Giovedì, il presidente
del consiglio provinciale, Roberto Pasquali, sarà a Roma, a
un vertice convocato sul te-
COLPO DI SCENA IN REGIONE A
Una veduta esterna della sede della Regione Emilia Romagna a Bologna
ma. Al suo ritorno, il presidente ha garantito, su indirizzo del presidente della
Provincia, Massimo Trespidì,
la convocazione di un consiglio ad hoc della massima urgenza.
VERSO UNA NUOVA GEOGRAFIA
La proposta che, oggi, con ogni probabilità, vedrà confrontarsi le province di Piacenza e Parma sul nome del
nuovo ente, prevede l'accorpamento delle tre attuali province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini (Provincia di Romagna) e le province di Reggio Emilia e Modena nella
Provincia di Reggio Emilia e
Modena. Nessun cambiamento è invece previsto per la
Provincia di Ferrara, dal momento che rientra nei para-
di popolazione (soglia
minima di 350mila. abitanti) e
di territorio (2500 chilometri
quadrati di estensione) previsti dalle norme del Governo.
Un percorso a parte sarà quello dì Bologna, destinata a diventare città metropolitana.
La proposta è già stata approvata dal Consiglio delle autonomie locali, dalla giunta regionale e dalla commissione
Affari, generali e istituzionali.
LA GUERRA DEL NOME Per Parma, che ha saputo fare del suo
nome un marchio di enogastronomia di interesse internazionale, la dicitura della
nuova provincia conta più di
quel che potrebbe sembrare.
Ed è per questo che i consiglieri regionali Andrea Leoni
e Luigi Giuseppe Villani del
metri
fomentare la lite, questa volte,
potrebbe essere la stessa regione che, ha pubblicato l'immagine della nuova cartina
geografica sul sito internet
dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna inserendovi la "provincia di Parma e
Piacenza", anziché quella
concordata in sede di Cal.
L'ECONOMISTA,
"PIACENTINI ESEMPLARI"
Un plauso ai piacentini arriva dall'economista Luigi Ruscello di Benevento che "bacchetta" i suoi consiglieri
consiglieri provinciali sanniti, rei non aver convocato subito la seduta consiliare per la discussione del referendum sul
Molisannio. "Il confronto con
Piacenza — dice in un'intervista - è molto amaro. Non meravigliamoci se, dopo più di
centocinquanta anni, la questione meridionale esiste ancora».
Elisa Malacalza
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