alto adige
ALTO ADIGE
RICCHISSIMA E PICCOLA.
SONO LE DUE PRINCIPALI
CARATTERISTICHE
LAGO DI CALDARO
QUEST’AREA
DI
VINICOLA
COSÌ PARTICOLARE, FRA
LE MENO ESTESE DELLA
VALDADIGE
PENISOLA. QUI I BIANCHI
REGNANO IN VETTA E
OTTENGONO
2 IGT:
MITTERBERG
VIGNETI DELLE DOLOMITI
MAGGIORE
SEMPRE
SUCCESSO
TRA I CONSUMATORI, SIA
IN ITALIA, SIA ALL’ESTERO.
SAUVIGNON, TRAMINER
AROMATICO E MÜLLER
THURGAU RISULTANO LE
5.300 ETTARI VITATI (98% DOC)
VARIETÀ PIÙ COLTIVATE.
PINOT NERO, BIANCO E
GRIGIO SONO ALLEVATI
TRA I 200 E I 1.000 METRI
DI QUOTA
DA
120
ANNI
CON
RISPETTO E AMORE DAI
VITICOLTORI. FRA I ROSSI,
LA VITTORIA SPETTA AGLI
7 ZONE VINICOLE
AUTOCTONI SCHIAVA E
LAGREIN, SOPRATTUTTO
NELLE STORICHE ROCCAFORTI “A BACCA NERA”
330.000 ETTOLITRI DI VINO
DI MERANO, BOLZANO E
PER CIRCA 160 CANTINE
DEL LAGO DI CALDARO
SPECIALE
A LT O A D I G E
LEGENDA
Vipiteno
Isa
rco
Rienza
Brunico
1b
1
Merano
1f
1
Bressanone
1e
rco
e
Isa
Adig
1d
1a
Adige
1c
BOLZANO
2
1
3
di ANNA RAINOLDI
erra di confine fra Italia e Nord Europa, dove il clima mediterraneo lambisce i nevai alpini e le imponenti Dolomiti, l’Alto Adige offre una produzione vinicola ricca e diversificata: ogni zona ha
caratteri unici, frutto dell’interazione fra
microclima, terreno, varietà e una complessa stratificazione culturale.
Con soli 5.300 ettari, l’area vitata sudtirolese è fra le meno estese della Penisola, ma annovera la percentuale più alta di
superficie soggetta al disciplinare delle
Doc (98%). Sono tre le denominazioni
contemplate: Alto Adige, Lago di Caldaro
(estesa anche al Trentino) e Valdadige (o
Etschtaler, anche in Trentino e Veneto). A
queste si affiancano due Igt: Vigneti delle
Dolomiti, in comune con il Trentino, e Mitterberg, relativa alla circoscrizione di Bolzano. La Doc Alto Adige (4.874 ettari registrati nel 2012) con le sue sottozone –
Colli di Bolzano (3 ettari, 0,1%), Meranese (110 ettari, 2,3%), Santa Maddalena
(205 ettari, 4,2%), Terlano (188 ettari,
3,9%), Valle Isarco (314 ettari, 6,4%) e
Val Venosta (41 ettari, 0,8%) – interessa
tutta la provincia e copre la maggior parte della produzione (287.174 ettolitri nel
2012). Più contenuta in quantità la denominazione Lago di Caldaro (29.835 ettolitri nel 2012 per 350 ettari, il 7,2% della
superficie totale), mentre la Doc Valdadige è presente più di nome che di fatto (sul-
T
40 / Maggio-Giugno ’13 -
la carta interessa l’intero Südtirol escluse
le valli Isarco e Venosta, ma solo 0,11 ettari vitati della provincia sono registrati
nella Doc). Parallelamente, il territorio si
divide in aree vitivinicole, combacianti o
trasversali rispetto alle sottozone: da sud
a nord, incontriamo Bassa Atesina, Oltradige, Bolzano, Val d’Adige, Merano, Valle Isarco e Val Venosta.
I filari si estendono nelle piane e lungo
i versanti che costeggiano il fiume Adige
e l’Isarco, suo principale affluente, a
un’altitudine compresa fra 200 e 1.000
metri. Sono varie le tipologie di suolo presenti (calcareo, alluvionale, porfirico,
sabbioso), come i vitigni allevati, una ventina fra bacca bianca (Chardonnay, Gewürztraminer, Kerner, Moscato giallo,
Müller Thurgau, Pinot bianco e grigio,
Riesling, Sauvignon, Sylvaner, Veltliner) e
rossa (Cabernet, Lagrein, Merlot, Moscato rosa, Pinot nero, Schiava). La produzione segna la vittoria dei vini bianchi,
con una percentuale destinata ad aumentare (57%), e un crescente interesse per la
“nicchia” del Metodo Classico altoatesino (circa 200.000 bottiglie all’anno).
«Sul mercato le varietà più richieste sono
quelle aromatiche: Traminer, Sauvignon e
Müller Thurgau in testa», spiega il presidente del Consorzio Vini Alto Adige Anton Zublasing, «mentre la critica e i wine
lovers vanno alla scoperta di altri vitigni,
1
Il quadrato colorato indica
la zona di un vino Docg
2
Il cerchio colorato indica
la zona di un vino Doc
Il simbolo dopo il nome
indica le tipologie del vino:
Rosso
Rosato o Chiaretto
Bianco
Passito, Vin Santo o Liquoroso
Novello
Spumante Bianco
Spumante Rosato
Spumante Rosso
LE 3 DOC
Alto Adige
o Südtirol
1a Alto Adige Colli di Bolzano
1b Alto Adige Meranese di Collina
o Meranese
1c Alto Adige Santa Maddalena
1d Alto Adige Terlano
1e Alto Adige Valle Isarco
1f Alto Adige Valle Venosta
2 Lago di Caldaro o Caldaro
(anche in Trentino)
3 Valdadige
(anche in Veneto e Trentino)
1
soprattutto i Pinot (bianco, grigio e nero),
che qui alleviamo da oltre un secolo».
Culla della storia del vino per il mondo
germanofono, la regione vanta una tradizione enologica antichissima: dalle prime
botti di legno fabbricate dai Reti ai monasteri franchi e baiuvari dell’ottavo secolo,
fino alla fiorente monarchia asburgica,
che introdusse Riesling e Pinot; il know
how enologico dell’Alto Adige raccoglie
l’esperienza di tre millenni.
Oggi nelle 160 aziende vitivinicole
sudtirolesi nascono e si distribuiscono circa 330.000 ettolitri di vino (quasi 40 milioni di bottiglie). Le 14 Cantine sociali
determinano circa il 64% della produzione, ma secondo il presidente del Consorzio «l’intera attività vitivinicola si regge su
un lavoro di squadra. Tutti contribuiscono
a rendere più interessanti le nostre denominazioni: anche i grandi brand e le
aziende storiche, che in molte occasioni
fanno da traino garantendo continuità e
autenticità».
Ora più che mai, la conduzione della vigna è attenta ai principi della biodinamica e della sostenibilità ambientale. Tecniche innovative e una severa limitazione
delle rese per ettaro integrano il tradizionale lavoro manuale, che tutela la qualità
dei prodotti enologici e lo splendido paesaggio montuoso. Da tempo le istituzioni
del Südtirol – in primis il Consorzio Vini
Alto Adige e l’Eos (Organizzazione export
della Camera di commercio di Bolzano) –
hanno imparato a valorizzare il legame tra
vino e territorio con eventi e itinerari enoturistici, considerando le Cantine parte integrante del patrimonio storico-culturale
(www.stradadelvino-altoadige.it). «Grazie
alla fiorente attività turistica, gestita con capacità, l’Alto Adige vende circa il 50% del
suo vino in loco. Il resto è destinato al territorio nazionale (30%) e all’export (20%),
che cercheremo di espandere puntando a
nuovi mercati» precisa Anton Zublasing.
«Restano ancora alcune zone in disparte,
da promuovere e rilanciare: in futuro ci
concentreremo sulle regioni collinari oltre
i 500 metri d’altitudine».
Bassa Atesina: mite
culla del Traminer
L’
area produttiva più vasta dell’Alto
Adige – 1.850 ettari, pari al 36%
dell’intera superficie vitata – è anche la più temperata: la vicinanza con il
lago di Garda ne addolcisce il clima, e
nella punta meridionale l’altitudine dei vigneti scende fino a 200 metri sul livello
del mare, consentendo la crescita rigogliosa anche di varietà a maturazione
tardiva, come il Cabernet Sauvignon. Ma
la mite regione viticola si rivela anche
estrema: nel promontorio che sovrasta
Magrè svettano i vigneti più alti del Südtirol (oltre 1.000 metri di quota), allevati
a Müller Thurgau.
Il territorio della Bassa Atesina è compreso fra Cortina e Termeno lungo la
sponda ovest dell’Adige, mentre sul versante orientale si estende da Salorno fino
al confine con l’area di Bolzano. I terreni
si compongono di roccia calcarea e dolomitica, alternati a marne sabbiose nelle
lingue meridionali, e depositi detritici argillosi verso Cortaccia.
Qui si trova Termeno, centro d’eccellenza per il Gewürztraminer, cui diede i
natali, e località votate al Pinot nero come Mazzon e Montagna, sulla sponda
opposta dell’Adige.
La produzione fa riferimento alle Doc
Alto Adige (senza sottozone) e Lago di
Caldaro, e conta soprattutto vini bianchi
(67%) di varietà internazionali (Chardonnay, Pinot grigio) oltre al già citato Traminer aromatico.
Abbinamenti consigliati: Chardonnay e
Gewürztraminer si sposano perfettamente a piatti di pesce e crostacei, ma anche
ai più saporiti canederli (grossi gnocchi
di pane). Il Pinot nero accompagna selvaggina ungulata e da penna, arrosti e
formaggi stagionati e a pasta dura (Hartkäse).
Oltradige: fra Schiava
e Metodo Classico
D
ue fra i comuni vinicoli più grandi
della provincia dominano il territorio dell’Oltradige, costellata di manieri e Cantine storiche: Appiano e Caldaro.
Seconda solo alla Bassa Atesina per
estensione, la zona rappresenta il 32%
(1.690 ettari) della superficie vitata complessiva, distribuita fra 300 e 700 metri
di altitudine e delimitata a nord dalla
confluenza di Adige e Isarco. La Doc
principale, Lago di Caldaro, prende no-
BASSA ATESINA
VALDADIGE DOC
Anno
Uva (quintali)
2012
-
Vino (ettolitri)
-
2011
1.068
747
2010
1.284
898
2009
1.354
947
LAGO DI CALDARO DOC
Anno
Uva (quintali)
Vino (ettolitri)
2012
42.625
29.835
2011
43.314
30.313
2010
42.796
29.954
2009
46.045
32.231
Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013
Le Doc Lago di Caldaro e Valdadige si
estendono in Trentino (la seconda anche
in Veneto). Si osserva una produzione
costante nel tempo a Caldaro (di sole
uve Schiava, con altre varietà massimo
al 15%), accanto alla progressiva
“dismissione” della Doc Valdadige
me dallo specchio lacustre che segna il
confine meridionale dell’Oltradige, e si
sovrappone alla denominazione provinciale Alto Adige (semplice o con indicazione di sottozona Terlano).
Anche in Oltradige prevale la produzione di bianchi (con una percentuale
che arriva al 56%) come Chardonnay,
Gewürztraminer, Pinot bianco e Sauvignon, allevati ad alta quota con il Pinot
nero. Scendendo di altitudine, il rosso diventa protagonista: eccezion fatta per rigogliosi filari di Merlot e Cabernet in fondovalle, qui domina la Schiava. Questo
vitigno autoctono, fra i simboli della viticoltura altoatesina fin dal Cinquecento,
dà vita a rossi leggeri, a basso contenuto
tanninico e alcolico, diffusi anche nelle
aree di Bolzano e Merano.
Degna di nota è anche la diffusione del
Metodo Classico da Chardonnay e Pinot
bianco e nero, che accomuna l’Oltradige,
la Bassa Atesina e la zona di Bolzano.
«Una realtà di nicchia, ma in affermazione», come ricorda il presidente del Consorzio Zublasing. «I rigidi protocolli di vinificazione e una fermentazione di minimo quindici mesi, che spesso arriva a due
o tre anni, contribuiscono alla particolare
qualità di questi vini ancora poco conosciuti».
Abbinamenti consigliati: in tavola le etichette d’alta quota (bianchi e Pinot nero)
e i Metodo Classico sono perfetti da abbinare alla ricca varietà di formaggi altoatesini, ottima alternativa ai classici
piatti di carne anche per degustare la
Schiava e i rossi di fondovalle (Merlot e
Cabernet). (segue a pagina 44)
- Maggio-Giugno ’13 / 41
Con 4.874 ettari vitati e 287.174 ettolitri di
vino nel 2012, la Doc Alto Adige è la colonna portante dell’enologia regionale. La
produzione si suddivide tra denominazione
“generica”, con indicazione del vitigno
(nella tabella a destra), oppure distinta nelle varie sottozone (nella pagina accanto)
Bolzano: il sole
bacia i rossi
L
a conca dove sorge Bolzano, capoluogo e cuore della produzione “in
rosso”, è attraversata dal fiume Isarco
fino al suo incontro con l’Adige. I 700 ettari vitati (13% sul totale altoatesino) rappresentano, insieme all’area di Merano,
una rara eccezione al trend bianco del
Südtirol, registrando la netta prevalenza
di varietà a bacca nera (70%).
A nord-ovest della città sorgono le ripide colline della sottozona Santa Maddalena, sovrapposta alla più ampia denominazione Alto Adige Colli di Bolzano.
Qui la Schiava, morbida e speziata nella
zona di Caldaro e Merano, trova la sua
espressione più nobile e
grande pienezza gusto-olfattiva.
Scendendo nel soleggiato fondovalle del quartiere Gries, invece, i terreni alluvionali e le temperature decisamente superiori
alla media (fino a 40 °C in
estate) consentono un’eccellente produzione di Lagrein, rosso autoctono di
carattere allevato fin dal
Medioevo. «I prossimi
obiettivi del Consorzio
comprendono il rilancio di
vitigni antichi come Schiava e Lagrein: due pietre
miliari nella nostra storia
enologica», specifica il
presidente Anton Zublasing.
In questo panorama dominato dai rossi, le vette
restano comunque presidio delle varietà a bacca
bianca: se dai primi vigneti a 250 metri sul livello del
mare si sale lungo i versanti montuosi, i terreni si
arricchiscono di depositi
porfirici e la produzione
verte su Gewürztraminer e
Pinot bianco, arrivando a
toccare i 900 metri d’altitudine.
42 / Maggio-Giugno ’13 -
ALTO ADIGE DOC: QUALI VITIGNI SUPERANO LA PROVA DEL TEMPO
2012
2011
2010
2009
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
(quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri)
Pinot grigio
60.023
42.014
59.981
41.966
58.905
41.234
59.606
41.725
Lagrein
43.596
30.453
41.304
28.869
39.027
27.315
40.253
28.177
Chardonnay
43.320
30.293
47.549
33.264
42.693
29.883
47.813
33.463
Traminer aromatico
38.084
26.535
41.679
28.980
37.551
26.145
38.052
26.517
Pinot bianco
37.294
26.092
34.993
24.468
33.308
23.316
37.532
26.268
Pinot nero
24.102
16.819
23.247
16.181
20.878
14.603
24.040
16.828
Schiava/Schiava gentile
24.037
16.814
28.390
19.866
28.894
20.225
33.972
23.780
Sauvignon
21.181
14.771
22.960
16.031
18.743
13.108
19.363
13.548
Merlot
16.166
11.288
16.896
11.775
16.079
11.235
16.747
11.723
Müller Thurgau
14.259
9.981
13.347
9.343
12.681
8.877
12.873
9.011
Cabernet Franc/Sauvignon
11.365
7.922
11.105
7.749
9.676
6.753
10.839
7.587
Moscato giallo
5.671
3.897
5.206
3.563
4.582
3.123
4.069
2.786
Riesling
2.689
1.881
2.591
1.809
2.165
1.515
2.204
1.539
Schiava grigia
1.764
1.235
1.755
1.228
1.847
1.293
2.138
1.497
Kerner
1.204
840
937
652
768
538
619
433
Moscato rosa
533
389
561
392
538
381
520
367
Silvaner
239
167
161
113
215
151
295
206
Malvasia
59
41
48
34
50
35
58
41
25
18
25
18
26
18
32
23
Riesling italico
TOTALE
345.611 241.450 352.735 246.301 328.626 229.748 351.025 245.519
Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013
Le varietà indicate sono in ordine decrescente per la produzione 2012
Abbinamenti consigliati: i
rossi della conca di Bolzano
sono eccellenti con i salumi e
con succulenti piatti di carne.
Nello specifico, fra i secondi,
la Schiava predilige sapori
più delicati, come gli arrosti di
vitello, mentre il Lagrein accompagna meglio il gusto deciso della cacciagione.
Val d’Adige:
bianca longevità
R
BOLZANO
E S. MADDALENA
isalendo il corso dell’Adige da Bolzano verso Merano, si percorre il tratto
centrale dell’anfiteatro morenico del fiume, di origine glaciale. Qui si incontrano le tre importanti località di Terlano,
Nalles e Andriano, famose per
la produzione di bianchi longevi e strutturati.
I depositi pluviali in porfido
rosso, uniti a roccia calcarea
fra Nalles e Andriano, danno
origine a terreni secchi, poveri
di humus e in grado di accumulare molto calore. È una sfida per la vite, costretta a formare radici assai profonde per
attingere acqua a sufficienza
ALTO ADIGE DOC: QUANTO PESA LA PRODUZIONE DELLE SOTTOZONE
2012
2011
2010
2009
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
(quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri)
Valle Isarco
22.489
15.706
22.725
15.844
18.240
12.745
22.344
15.622
Santa Maddalena
21.677
15.163
23.962
16.764
22.348
15.644
23.840
16.688
10.976,3 7.640,8
11.824
8.249
9.421
6.567
11.691
8.181
Terlano
Meranese
7.857
5.497
8.687
6.078
6.942
4.859
9.468
6.628
Val Venosta
2.312
1.595
1.939
1.337
1.830
1.275
1.940
1.355
179
125
112
78
94
66
204
143
Colli di Bolzano
eccezione del Klausner Laitacher (i rossi
contemplati dalla Doc Alto Adige Valle
Isarco sono Schiava, Portoghese, Lagrein
e Pinot nero).
Il panorama è decisamente alpino, ma
in 320 ettari vitati (circa il 6% dell’intera
superficie) le varietà più resistenti ai rigori del clima esaltano le proprie qualità,
dando vita a etichette di carattere, vigorose e al contempo raffinate. L’altitudine
dei filari varia da 400 a 800 metri, con
suolo sedimentario composito di mica e
quarzo, alternato a fasce detritiche sabbiose.
Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013
Le sottozone indicate sono in ordine decrescente per la produzione 2012
ON THE (WINE) ROAD
in questi 315 ettari vitati (6% del totale) fra
250 e 900 metri di quota.
La produzione vitivinicola segue la media provinciale nel rapporto fra bianchi
(63%) e rossi (37%). Grazie alle caratteristiche pedoclimatiche, varietà come Pinot
bianco, Sauvignon, Chardonnay ma anche Riesling, Müller Thurgau e Sylvaner si
distinguono in bottiglia per mineralità,
buona struttura e un ricco bouquet gustoolfattivo, dando origine a etichette di valore. Molto diffuso è l’uvaggio Terlano,
composto dalle tre principali tipologie allevate nell’area omonima: Pinot bianco,
Chardonnay e Sauvignon.
Fra i vitigni a bacca rossa, sono presenti gli autoctoni Schiava e Lagrein. Anche il
Cabernet e il Merlot danno risultati di pregio, sviluppando un ottimo corredo aromatico nei vigneti più a fondovalle, in terreni frammisti di sabbia e argilla.
Abbinamenti consigliati: esaltano la
struttura di questi bianchi i piatti di pesce
o di verdura più elaborati della tradizione
altoatesina. Ottimi anche con gli schlutzkrapfen (ravioli ripieni di spinaci e ricotta).
Fra le più antiche della Penisola,
la Strada del Vino dell’Alto Adige
attraversa il suggestivo panorama vitato del Südtirol meridionale. Specialità gastronomiche, vini
di fama internazionale e l’autentica ospitalità altoatesina accompagnano i turisti alla scoperta di
borghi e Cantine storiche.
Innumerevoli le proposte, tra cui
VinoSafari, la Notte delle Cantine, percorsi enologici in bicicletta,
visite didattiche al Museo del vino
di Caldaro e tutti gli eventi di Vino
in Festa, come la Mostra vini di
Bolzano.
Schiava, cui è dedicata la Doc Alto Adige
Meranese, ma da qualche anno anche Pinot nero e Merlot danno risultati soddisfacenti.
Fra i bianchi, si registra la presenza di
Pinot bianco e Sauvignon. La grande freschezza dei vini prodotti, dovuta principalmente alle caratteristiche del terreno,
si riflette nelle qualità organolettiche e nella propensione all’invecchiamento.
Abbinamenti consigliati: un tagliere di
speck e formaggi stagionati, come l’Almkäse di Sesto o il Dolomitenkönig, ben si
accompagna alla Schiava del Meranese.
Le varietà più strutturate si abbinano con
gusto anche a carni rosse e selvaggina.
Valle Isarco: gli algidi
grappoli del nord
L
a zona viticola più settentrionale d’Italia offre una produzione quasi esclusivamente in bianco (95%), con la sola
Per informazioni:
Strada del Vino dell’Alto Adige
Via Pillhof 1
39057 Frangarto-Appiano
(Bolzano)
0471.86.06.59
[email protected]
www.stradadelvino-altoadige.it
Merano: simbiosi di
viticoltura e turismo
S
torica meta turistica fra le vette, Merano si è guadagnata un ruolo di primo
piano anche nel panorama enologico
del Südtirol, con circa 300 ettari vitati (il
6% della superficie complessiva). Il clima
temperato e la composizione del suolo –
di origine pluviale, sabbioso a fondovalle
e più ghiaioso sui versanti – sono ideali
per l’allevamento di varietà a bacca rossa, che qui (come a Bolzano) costituiscono
la maggioranza della produzione (63%).
Nel Burgraviato (la conca di Merano
con i paesi limitrofi) le vigne si distribuiscono fra i 300 e gli 800 metri sul livello
del mare. È il territorio perfetto per la
MERANO
- Maggio-Giugno ’13 / 43
Il gusto minerale e gradevole che qui
sviluppano il Müller Thurgau e il Sylvaner, la freschezza di Kerner e Riesling, le
note aromatiche di Gewürztraminer, Pinot grigio e Veltliner – queste le varietà a
bacca bianca ammesse dal disciplinare –
riscuotono un successo sempre più consolidato in Italia e all’estero.
Abbinamenti consigliati: le etichette
della Valle Isarco prediligono pietanze
equilibrate, pesci d’acqua dolce alla griglia o arrostiti, ma anche patè di verdure,
asparagi e formaggi freschi.
Val Venosta: sempre
più vino fra le mele
V
igile custode della Val Venosta, il
massiccio dell’Ortles domina con i
suoi quasi 4.000 metri di altitudine
questo splendido paesaggio alpino. La
vallata, cui corrisponde l’omonima sottozona della Doc Alto Adige, si estende da
Merano verso nord-ovest, e conta solo
45 ettari di vigneto (l’1% della superficie
vitata altoatesina) fra 400 e 800 metri
sul livello del mare.
I terreni magri e sabbiosi, uniti alle
scarse precipitazioni (500 millimetri all’anno, la metà rispetto alla Bassa Atesina) donano grande raffinatezza alle etichette della Val Venosta: pur essendo la
sottozona più recente (è nata nel 1995),
la patria delle mele “con la coccinella” si
è ormai affermata come zona produttiva
d’eccellenza.
I vitigni più diffusi, adatti a una viticoltura da clima fresco, sono Pinot bianco,
VALLE ISARCO
LE DUE IGT: MAGGIORE SELEZIONE IN NOME DELLA QUALITA’
2012
2011
2009
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
Uva
Vino
(quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri)
Mitterberg
3.276
2.539
3.055
2.385
1.326
1.004
2.983
2.244
Vigneti delle Dolomiti
7.606
6.050
14.100
11.050
14.384
11.466
18.708
14.967
TOTALE
10.882
8.589
17.155
13.435
15.710
12.470
21.691
17.211
Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013
Riesling, Schiava e Pinot nero, con un bilanciamento produttivo quasi perfetto fra
varietà rosse e bianche (rispettivamente
49% e 51%).
Abbinamenti consigliati: Pinot bianco
e Riesling sposano le ricette della tradizione südtirolese, come i canederli, ma
non disdegnano abbinamenti insoliti e
internazionali (ostriche, frutti di mare,
piatti della cucina asiatica). Per il Pinot
nero si può osare con secondi dai sapori più decisi, a base di coniglio o agnello da latte.
LE ALTRE REGIONI PUBBLICATE
Foto di Eos - Blickle e Florian Andergassen
2011
LOMBARDIA – maggio-giugno
PUGLIA – luglio-agosto
VENETO – settembre-ottobre
2012
EMILIA ROMAGNA – gennaiofebbraio
UMBRIA – marzo-aprile
PIEMONTE, SARDEGNA – maggiogiugno
VALLE D’AOSTA – luglio-agosto
TOSCANA, LIGURIA – settembreottobre
SICILIA, CALABRIA – novembredicembre
VAL VENOSTA
44 / Maggio-Giugno ’13 -
2010
2013
BASILICATA – gennaio-febbraio
TRENTINO – marzo-aprile
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ricchissima e piccola. sono le due principali