alto adige ALTO ADIGE RICCHISSIMA E PICCOLA. SONO LE DUE PRINCIPALI CARATTERISTICHE LAGO DI CALDARO QUEST’AREA DI VINICOLA COSÌ PARTICOLARE, FRA LE MENO ESTESE DELLA VALDADIGE PENISOLA. QUI I BIANCHI REGNANO IN VETTA E OTTENGONO 2 IGT: MITTERBERG VIGNETI DELLE DOLOMITI MAGGIORE SEMPRE SUCCESSO TRA I CONSUMATORI, SIA IN ITALIA, SIA ALL’ESTERO. SAUVIGNON, TRAMINER AROMATICO E MÜLLER THURGAU RISULTANO LE 5.300 ETTARI VITATI (98% DOC) VARIETÀ PIÙ COLTIVATE. PINOT NERO, BIANCO E GRIGIO SONO ALLEVATI TRA I 200 E I 1.000 METRI DI QUOTA DA 120 ANNI CON RISPETTO E AMORE DAI VITICOLTORI. FRA I ROSSI, LA VITTORIA SPETTA AGLI 7 ZONE VINICOLE AUTOCTONI SCHIAVA E LAGREIN, SOPRATTUTTO NELLE STORICHE ROCCAFORTI “A BACCA NERA” 330.000 ETTOLITRI DI VINO DI MERANO, BOLZANO E PER CIRCA 160 CANTINE DEL LAGO DI CALDARO SPECIALE A LT O A D I G E LEGENDA Vipiteno Isa rco Rienza Brunico 1b 1 Merano 1f 1 Bressanone 1e rco e Isa Adig 1d 1a Adige 1c BOLZANO 2 1 3 di ANNA RAINOLDI erra di confine fra Italia e Nord Europa, dove il clima mediterraneo lambisce i nevai alpini e le imponenti Dolomiti, l’Alto Adige offre una produzione vinicola ricca e diversificata: ogni zona ha caratteri unici, frutto dell’interazione fra microclima, terreno, varietà e una complessa stratificazione culturale. Con soli 5.300 ettari, l’area vitata sudtirolese è fra le meno estese della Penisola, ma annovera la percentuale più alta di superficie soggetta al disciplinare delle Doc (98%). Sono tre le denominazioni contemplate: Alto Adige, Lago di Caldaro (estesa anche al Trentino) e Valdadige (o Etschtaler, anche in Trentino e Veneto). A queste si affiancano due Igt: Vigneti delle Dolomiti, in comune con il Trentino, e Mitterberg, relativa alla circoscrizione di Bolzano. La Doc Alto Adige (4.874 ettari registrati nel 2012) con le sue sottozone – Colli di Bolzano (3 ettari, 0,1%), Meranese (110 ettari, 2,3%), Santa Maddalena (205 ettari, 4,2%), Terlano (188 ettari, 3,9%), Valle Isarco (314 ettari, 6,4%) e Val Venosta (41 ettari, 0,8%) – interessa tutta la provincia e copre la maggior parte della produzione (287.174 ettolitri nel 2012). Più contenuta in quantità la denominazione Lago di Caldaro (29.835 ettolitri nel 2012 per 350 ettari, il 7,2% della superficie totale), mentre la Doc Valdadige è presente più di nome che di fatto (sul- T 40 / Maggio-Giugno ’13 - la carta interessa l’intero Südtirol escluse le valli Isarco e Venosta, ma solo 0,11 ettari vitati della provincia sono registrati nella Doc). Parallelamente, il territorio si divide in aree vitivinicole, combacianti o trasversali rispetto alle sottozone: da sud a nord, incontriamo Bassa Atesina, Oltradige, Bolzano, Val d’Adige, Merano, Valle Isarco e Val Venosta. I filari si estendono nelle piane e lungo i versanti che costeggiano il fiume Adige e l’Isarco, suo principale affluente, a un’altitudine compresa fra 200 e 1.000 metri. Sono varie le tipologie di suolo presenti (calcareo, alluvionale, porfirico, sabbioso), come i vitigni allevati, una ventina fra bacca bianca (Chardonnay, Gewürztraminer, Kerner, Moscato giallo, Müller Thurgau, Pinot bianco e grigio, Riesling, Sauvignon, Sylvaner, Veltliner) e rossa (Cabernet, Lagrein, Merlot, Moscato rosa, Pinot nero, Schiava). La produzione segna la vittoria dei vini bianchi, con una percentuale destinata ad aumentare (57%), e un crescente interesse per la “nicchia” del Metodo Classico altoatesino (circa 200.000 bottiglie all’anno). «Sul mercato le varietà più richieste sono quelle aromatiche: Traminer, Sauvignon e Müller Thurgau in testa», spiega il presidente del Consorzio Vini Alto Adige Anton Zublasing, «mentre la critica e i wine lovers vanno alla scoperta di altri vitigni, 1 Il quadrato colorato indica la zona di un vino Docg 2 Il cerchio colorato indica la zona di un vino Doc Il simbolo dopo il nome indica le tipologie del vino: Rosso Rosato o Chiaretto Bianco Passito, Vin Santo o Liquoroso Novello Spumante Bianco Spumante Rosato Spumante Rosso LE 3 DOC Alto Adige o Südtirol 1a Alto Adige Colli di Bolzano 1b Alto Adige Meranese di Collina o Meranese 1c Alto Adige Santa Maddalena 1d Alto Adige Terlano 1e Alto Adige Valle Isarco 1f Alto Adige Valle Venosta 2 Lago di Caldaro o Caldaro (anche in Trentino) 3 Valdadige (anche in Veneto e Trentino) 1 soprattutto i Pinot (bianco, grigio e nero), che qui alleviamo da oltre un secolo». Culla della storia del vino per il mondo germanofono, la regione vanta una tradizione enologica antichissima: dalle prime botti di legno fabbricate dai Reti ai monasteri franchi e baiuvari dell’ottavo secolo, fino alla fiorente monarchia asburgica, che introdusse Riesling e Pinot; il know how enologico dell’Alto Adige raccoglie l’esperienza di tre millenni. Oggi nelle 160 aziende vitivinicole sudtirolesi nascono e si distribuiscono circa 330.000 ettolitri di vino (quasi 40 milioni di bottiglie). Le 14 Cantine sociali determinano circa il 64% della produzione, ma secondo il presidente del Consorzio «l’intera attività vitivinicola si regge su un lavoro di squadra. Tutti contribuiscono a rendere più interessanti le nostre denominazioni: anche i grandi brand e le aziende storiche, che in molte occasioni fanno da traino garantendo continuità e autenticità». Ora più che mai, la conduzione della vigna è attenta ai principi della biodinamica e della sostenibilità ambientale. Tecniche innovative e una severa limitazione delle rese per ettaro integrano il tradizionale lavoro manuale, che tutela la qualità dei prodotti enologici e lo splendido paesaggio montuoso. Da tempo le istituzioni del Südtirol – in primis il Consorzio Vini Alto Adige e l’Eos (Organizzazione export della Camera di commercio di Bolzano) – hanno imparato a valorizzare il legame tra vino e territorio con eventi e itinerari enoturistici, considerando le Cantine parte integrante del patrimonio storico-culturale (www.stradadelvino-altoadige.it). «Grazie alla fiorente attività turistica, gestita con capacità, l’Alto Adige vende circa il 50% del suo vino in loco. Il resto è destinato al territorio nazionale (30%) e all’export (20%), che cercheremo di espandere puntando a nuovi mercati» precisa Anton Zublasing. «Restano ancora alcune zone in disparte, da promuovere e rilanciare: in futuro ci concentreremo sulle regioni collinari oltre i 500 metri d’altitudine». Bassa Atesina: mite culla del Traminer L’ area produttiva più vasta dell’Alto Adige – 1.850 ettari, pari al 36% dell’intera superficie vitata – è anche la più temperata: la vicinanza con il lago di Garda ne addolcisce il clima, e nella punta meridionale l’altitudine dei vigneti scende fino a 200 metri sul livello del mare, consentendo la crescita rigogliosa anche di varietà a maturazione tardiva, come il Cabernet Sauvignon. Ma la mite regione viticola si rivela anche estrema: nel promontorio che sovrasta Magrè svettano i vigneti più alti del Südtirol (oltre 1.000 metri di quota), allevati a Müller Thurgau. Il territorio della Bassa Atesina è compreso fra Cortina e Termeno lungo la sponda ovest dell’Adige, mentre sul versante orientale si estende da Salorno fino al confine con l’area di Bolzano. I terreni si compongono di roccia calcarea e dolomitica, alternati a marne sabbiose nelle lingue meridionali, e depositi detritici argillosi verso Cortaccia. Qui si trova Termeno, centro d’eccellenza per il Gewürztraminer, cui diede i natali, e località votate al Pinot nero come Mazzon e Montagna, sulla sponda opposta dell’Adige. La produzione fa riferimento alle Doc Alto Adige (senza sottozone) e Lago di Caldaro, e conta soprattutto vini bianchi (67%) di varietà internazionali (Chardonnay, Pinot grigio) oltre al già citato Traminer aromatico. Abbinamenti consigliati: Chardonnay e Gewürztraminer si sposano perfettamente a piatti di pesce e crostacei, ma anche ai più saporiti canederli (grossi gnocchi di pane). Il Pinot nero accompagna selvaggina ungulata e da penna, arrosti e formaggi stagionati e a pasta dura (Hartkäse). Oltradige: fra Schiava e Metodo Classico D ue fra i comuni vinicoli più grandi della provincia dominano il territorio dell’Oltradige, costellata di manieri e Cantine storiche: Appiano e Caldaro. Seconda solo alla Bassa Atesina per estensione, la zona rappresenta il 32% (1.690 ettari) della superficie vitata complessiva, distribuita fra 300 e 700 metri di altitudine e delimitata a nord dalla confluenza di Adige e Isarco. La Doc principale, Lago di Caldaro, prende no- BASSA ATESINA VALDADIGE DOC Anno Uva (quintali) 2012 - Vino (ettolitri) - 2011 1.068 747 2010 1.284 898 2009 1.354 947 LAGO DI CALDARO DOC Anno Uva (quintali) Vino (ettolitri) 2012 42.625 29.835 2011 43.314 30.313 2010 42.796 29.954 2009 46.045 32.231 Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013 Le Doc Lago di Caldaro e Valdadige si estendono in Trentino (la seconda anche in Veneto). Si osserva una produzione costante nel tempo a Caldaro (di sole uve Schiava, con altre varietà massimo al 15%), accanto alla progressiva “dismissione” della Doc Valdadige me dallo specchio lacustre che segna il confine meridionale dell’Oltradige, e si sovrappone alla denominazione provinciale Alto Adige (semplice o con indicazione di sottozona Terlano). Anche in Oltradige prevale la produzione di bianchi (con una percentuale che arriva al 56%) come Chardonnay, Gewürztraminer, Pinot bianco e Sauvignon, allevati ad alta quota con il Pinot nero. Scendendo di altitudine, il rosso diventa protagonista: eccezion fatta per rigogliosi filari di Merlot e Cabernet in fondovalle, qui domina la Schiava. Questo vitigno autoctono, fra i simboli della viticoltura altoatesina fin dal Cinquecento, dà vita a rossi leggeri, a basso contenuto tanninico e alcolico, diffusi anche nelle aree di Bolzano e Merano. Degna di nota è anche la diffusione del Metodo Classico da Chardonnay e Pinot bianco e nero, che accomuna l’Oltradige, la Bassa Atesina e la zona di Bolzano. «Una realtà di nicchia, ma in affermazione», come ricorda il presidente del Consorzio Zublasing. «I rigidi protocolli di vinificazione e una fermentazione di minimo quindici mesi, che spesso arriva a due o tre anni, contribuiscono alla particolare qualità di questi vini ancora poco conosciuti». Abbinamenti consigliati: in tavola le etichette d’alta quota (bianchi e Pinot nero) e i Metodo Classico sono perfetti da abbinare alla ricca varietà di formaggi altoatesini, ottima alternativa ai classici piatti di carne anche per degustare la Schiava e i rossi di fondovalle (Merlot e Cabernet). (segue a pagina 44) - Maggio-Giugno ’13 / 41 Con 4.874 ettari vitati e 287.174 ettolitri di vino nel 2012, la Doc Alto Adige è la colonna portante dell’enologia regionale. La produzione si suddivide tra denominazione “generica”, con indicazione del vitigno (nella tabella a destra), oppure distinta nelle varie sottozone (nella pagina accanto) Bolzano: il sole bacia i rossi L a conca dove sorge Bolzano, capoluogo e cuore della produzione “in rosso”, è attraversata dal fiume Isarco fino al suo incontro con l’Adige. I 700 ettari vitati (13% sul totale altoatesino) rappresentano, insieme all’area di Merano, una rara eccezione al trend bianco del Südtirol, registrando la netta prevalenza di varietà a bacca nera (70%). A nord-ovest della città sorgono le ripide colline della sottozona Santa Maddalena, sovrapposta alla più ampia denominazione Alto Adige Colli di Bolzano. Qui la Schiava, morbida e speziata nella zona di Caldaro e Merano, trova la sua espressione più nobile e grande pienezza gusto-olfattiva. Scendendo nel soleggiato fondovalle del quartiere Gries, invece, i terreni alluvionali e le temperature decisamente superiori alla media (fino a 40 °C in estate) consentono un’eccellente produzione di Lagrein, rosso autoctono di carattere allevato fin dal Medioevo. «I prossimi obiettivi del Consorzio comprendono il rilancio di vitigni antichi come Schiava e Lagrein: due pietre miliari nella nostra storia enologica», specifica il presidente Anton Zublasing. In questo panorama dominato dai rossi, le vette restano comunque presidio delle varietà a bacca bianca: se dai primi vigneti a 250 metri sul livello del mare si sale lungo i versanti montuosi, i terreni si arricchiscono di depositi porfirici e la produzione verte su Gewürztraminer e Pinot bianco, arrivando a toccare i 900 metri d’altitudine. 42 / Maggio-Giugno ’13 - ALTO ADIGE DOC: QUALI VITIGNI SUPERANO LA PROVA DEL TEMPO 2012 2011 2010 2009 Uva Vino Uva Vino Uva Vino Uva Vino (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) Pinot grigio 60.023 42.014 59.981 41.966 58.905 41.234 59.606 41.725 Lagrein 43.596 30.453 41.304 28.869 39.027 27.315 40.253 28.177 Chardonnay 43.320 30.293 47.549 33.264 42.693 29.883 47.813 33.463 Traminer aromatico 38.084 26.535 41.679 28.980 37.551 26.145 38.052 26.517 Pinot bianco 37.294 26.092 34.993 24.468 33.308 23.316 37.532 26.268 Pinot nero 24.102 16.819 23.247 16.181 20.878 14.603 24.040 16.828 Schiava/Schiava gentile 24.037 16.814 28.390 19.866 28.894 20.225 33.972 23.780 Sauvignon 21.181 14.771 22.960 16.031 18.743 13.108 19.363 13.548 Merlot 16.166 11.288 16.896 11.775 16.079 11.235 16.747 11.723 Müller Thurgau 14.259 9.981 13.347 9.343 12.681 8.877 12.873 9.011 Cabernet Franc/Sauvignon 11.365 7.922 11.105 7.749 9.676 6.753 10.839 7.587 Moscato giallo 5.671 3.897 5.206 3.563 4.582 3.123 4.069 2.786 Riesling 2.689 1.881 2.591 1.809 2.165 1.515 2.204 1.539 Schiava grigia 1.764 1.235 1.755 1.228 1.847 1.293 2.138 1.497 Kerner 1.204 840 937 652 768 538 619 433 Moscato rosa 533 389 561 392 538 381 520 367 Silvaner 239 167 161 113 215 151 295 206 Malvasia 59 41 48 34 50 35 58 41 25 18 25 18 26 18 32 23 Riesling italico TOTALE 345.611 241.450 352.735 246.301 328.626 229.748 351.025 245.519 Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013 Le varietà indicate sono in ordine decrescente per la produzione 2012 Abbinamenti consigliati: i rossi della conca di Bolzano sono eccellenti con i salumi e con succulenti piatti di carne. Nello specifico, fra i secondi, la Schiava predilige sapori più delicati, come gli arrosti di vitello, mentre il Lagrein accompagna meglio il gusto deciso della cacciagione. Val d’Adige: bianca longevità R BOLZANO E S. MADDALENA isalendo il corso dell’Adige da Bolzano verso Merano, si percorre il tratto centrale dell’anfiteatro morenico del fiume, di origine glaciale. Qui si incontrano le tre importanti località di Terlano, Nalles e Andriano, famose per la produzione di bianchi longevi e strutturati. I depositi pluviali in porfido rosso, uniti a roccia calcarea fra Nalles e Andriano, danno origine a terreni secchi, poveri di humus e in grado di accumulare molto calore. È una sfida per la vite, costretta a formare radici assai profonde per attingere acqua a sufficienza ALTO ADIGE DOC: QUANTO PESA LA PRODUZIONE DELLE SOTTOZONE 2012 2011 2010 2009 Uva Vino Uva Vino Uva Vino Uva Vino (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) Valle Isarco 22.489 15.706 22.725 15.844 18.240 12.745 22.344 15.622 Santa Maddalena 21.677 15.163 23.962 16.764 22.348 15.644 23.840 16.688 10.976,3 7.640,8 11.824 8.249 9.421 6.567 11.691 8.181 Terlano Meranese 7.857 5.497 8.687 6.078 6.942 4.859 9.468 6.628 Val Venosta 2.312 1.595 1.939 1.337 1.830 1.275 1.940 1.355 179 125 112 78 94 66 204 143 Colli di Bolzano eccezione del Klausner Laitacher (i rossi contemplati dalla Doc Alto Adige Valle Isarco sono Schiava, Portoghese, Lagrein e Pinot nero). Il panorama è decisamente alpino, ma in 320 ettari vitati (circa il 6% dell’intera superficie) le varietà più resistenti ai rigori del clima esaltano le proprie qualità, dando vita a etichette di carattere, vigorose e al contempo raffinate. L’altitudine dei filari varia da 400 a 800 metri, con suolo sedimentario composito di mica e quarzo, alternato a fasce detritiche sabbiose. Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013 Le sottozone indicate sono in ordine decrescente per la produzione 2012 ON THE (WINE) ROAD in questi 315 ettari vitati (6% del totale) fra 250 e 900 metri di quota. La produzione vitivinicola segue la media provinciale nel rapporto fra bianchi (63%) e rossi (37%). Grazie alle caratteristiche pedoclimatiche, varietà come Pinot bianco, Sauvignon, Chardonnay ma anche Riesling, Müller Thurgau e Sylvaner si distinguono in bottiglia per mineralità, buona struttura e un ricco bouquet gustoolfattivo, dando origine a etichette di valore. Molto diffuso è l’uvaggio Terlano, composto dalle tre principali tipologie allevate nell’area omonima: Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon. Fra i vitigni a bacca rossa, sono presenti gli autoctoni Schiava e Lagrein. Anche il Cabernet e il Merlot danno risultati di pregio, sviluppando un ottimo corredo aromatico nei vigneti più a fondovalle, in terreni frammisti di sabbia e argilla. Abbinamenti consigliati: esaltano la struttura di questi bianchi i piatti di pesce o di verdura più elaborati della tradizione altoatesina. Ottimi anche con gli schlutzkrapfen (ravioli ripieni di spinaci e ricotta). Fra le più antiche della Penisola, la Strada del Vino dell’Alto Adige attraversa il suggestivo panorama vitato del Südtirol meridionale. Specialità gastronomiche, vini di fama internazionale e l’autentica ospitalità altoatesina accompagnano i turisti alla scoperta di borghi e Cantine storiche. Innumerevoli le proposte, tra cui VinoSafari, la Notte delle Cantine, percorsi enologici in bicicletta, visite didattiche al Museo del vino di Caldaro e tutti gli eventi di Vino in Festa, come la Mostra vini di Bolzano. Schiava, cui è dedicata la Doc Alto Adige Meranese, ma da qualche anno anche Pinot nero e Merlot danno risultati soddisfacenti. Fra i bianchi, si registra la presenza di Pinot bianco e Sauvignon. La grande freschezza dei vini prodotti, dovuta principalmente alle caratteristiche del terreno, si riflette nelle qualità organolettiche e nella propensione all’invecchiamento. Abbinamenti consigliati: un tagliere di speck e formaggi stagionati, come l’Almkäse di Sesto o il Dolomitenkönig, ben si accompagna alla Schiava del Meranese. Le varietà più strutturate si abbinano con gusto anche a carni rosse e selvaggina. Valle Isarco: gli algidi grappoli del nord L a zona viticola più settentrionale d’Italia offre una produzione quasi esclusivamente in bianco (95%), con la sola Per informazioni: Strada del Vino dell’Alto Adige Via Pillhof 1 39057 Frangarto-Appiano (Bolzano) 0471.86.06.59 [email protected] www.stradadelvino-altoadige.it Merano: simbiosi di viticoltura e turismo S torica meta turistica fra le vette, Merano si è guadagnata un ruolo di primo piano anche nel panorama enologico del Südtirol, con circa 300 ettari vitati (il 6% della superficie complessiva). Il clima temperato e la composizione del suolo – di origine pluviale, sabbioso a fondovalle e più ghiaioso sui versanti – sono ideali per l’allevamento di varietà a bacca rossa, che qui (come a Bolzano) costituiscono la maggioranza della produzione (63%). Nel Burgraviato (la conca di Merano con i paesi limitrofi) le vigne si distribuiscono fra i 300 e gli 800 metri sul livello del mare. È il territorio perfetto per la MERANO - Maggio-Giugno ’13 / 43 Il gusto minerale e gradevole che qui sviluppano il Müller Thurgau e il Sylvaner, la freschezza di Kerner e Riesling, le note aromatiche di Gewürztraminer, Pinot grigio e Veltliner – queste le varietà a bacca bianca ammesse dal disciplinare – riscuotono un successo sempre più consolidato in Italia e all’estero. Abbinamenti consigliati: le etichette della Valle Isarco prediligono pietanze equilibrate, pesci d’acqua dolce alla griglia o arrostiti, ma anche patè di verdure, asparagi e formaggi freschi. Val Venosta: sempre più vino fra le mele V igile custode della Val Venosta, il massiccio dell’Ortles domina con i suoi quasi 4.000 metri di altitudine questo splendido paesaggio alpino. La vallata, cui corrisponde l’omonima sottozona della Doc Alto Adige, si estende da Merano verso nord-ovest, e conta solo 45 ettari di vigneto (l’1% della superficie vitata altoatesina) fra 400 e 800 metri sul livello del mare. I terreni magri e sabbiosi, uniti alle scarse precipitazioni (500 millimetri all’anno, la metà rispetto alla Bassa Atesina) donano grande raffinatezza alle etichette della Val Venosta: pur essendo la sottozona più recente (è nata nel 1995), la patria delle mele “con la coccinella” si è ormai affermata come zona produttiva d’eccellenza. I vitigni più diffusi, adatti a una viticoltura da clima fresco, sono Pinot bianco, VALLE ISARCO LE DUE IGT: MAGGIORE SELEZIONE IN NOME DELLA QUALITA’ 2012 2011 2009 Uva Vino Uva Vino Uva Vino Uva Vino (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) (quintali) (ettolitri) Mitterberg 3.276 2.539 3.055 2.385 1.326 1.004 2.983 2.244 Vigneti delle Dolomiti 7.606 6.050 14.100 11.050 14.384 11.466 18.708 14.967 TOTALE 10.882 8.589 17.155 13.435 15.710 12.470 21.691 17.211 Dati CCIAA Bolzano, febbraio 2013 Riesling, Schiava e Pinot nero, con un bilanciamento produttivo quasi perfetto fra varietà rosse e bianche (rispettivamente 49% e 51%). Abbinamenti consigliati: Pinot bianco e Riesling sposano le ricette della tradizione südtirolese, come i canederli, ma non disdegnano abbinamenti insoliti e internazionali (ostriche, frutti di mare, piatti della cucina asiatica). Per il Pinot nero si può osare con secondi dai sapori più decisi, a base di coniglio o agnello da latte. LE ALTRE REGIONI PUBBLICATE Foto di Eos - Blickle e Florian Andergassen 2011 LOMBARDIA – maggio-giugno PUGLIA – luglio-agosto VENETO – settembre-ottobre 2012 EMILIA ROMAGNA – gennaiofebbraio UMBRIA – marzo-aprile PIEMONTE, SARDEGNA – maggiogiugno VALLE D’AOSTA – luglio-agosto TOSCANA, LIGURIA – settembreottobre SICILIA, CALABRIA – novembredicembre VAL VENOSTA 44 / Maggio-Giugno ’13 - 2010 2013 BASILICATA – gennaio-febbraio TRENTINO – marzo-aprile