Eventi
Lunedì 14 ottobre 2013
Consorzi, Cooperative e Associazioni
13
■ CAP / Il Consorzio Assistenza Primaria conta su medici, farmacie, laboratori diagnostici e poliambulatori specialistici. Fondato nel marzo 2012 serve la Regione Lazio
Al lavoro per una rete nazionale di servizi omogenei
Il presidente Mitra: “Intendiamo superare le logiche corporativistiche della sanità territoriale e avvantaggiare tutti i cittadini”
I
l “Consorzio per l’Assistenza Primaria - Cap coop
sociale” nasce a Roma il 13
marzo 2012 con la finalità di
sviluppare l’assistenza primaria nella Regione Lazio.
È uno strumento di filiera
innovativo, formato da cooperative di medici di medicina generale, farmaceutiche,
sociali a prevalente azione
sanitaria, cooperative di laboratori diagnostici e poliam-
bulatori specialistici e sociali
che operano in ambito domiciliare socio-assistenziale.
“È stato fondato a partire
dalle eccellenze operanti nel
Lazio nell’assistenza primaria - spiega Carlo Mitra, presidente Consorzio Cap e di
Confcooperative Lazio -. Soci
del consorzio sono la cooperativa Osa, leader nazionale
nell’assistenza
domiciliare,
Sinfarma, cooperativa con
Il presidente del Cap Carlo Mitra
più di 800 farmacie sul territorio romano e Farla cooperativa con altrettante farmacie,
in particolare nei territori di
Latina, Frosinone e Viterbo,
oltre che a Roma. Ne fanno
parte inoltre alcune cooperative di medici di medicina
generale, impegnate nella costruzione di nuovi modelli assistenziali, e Lazio sanità che,
in forma cooperativa, raggruppa oltre venti laboratori
per la diagnostica. A questi si
aggiunge un gruppo formato
dalle principali cooperative
laziali in tema di assistenza
sociale”.
L’obiettivo è la realizzazione
di una rete tra i diversi soggetti operanti in Sanità e in
particolare fuori dall’ospedale, capace di dare al cittadino
risposte assistenziali adeguate
ai bisogni che oggi non trovano risposte.
Il Consorzio Cap intende offrire assistenza presso il domicilio dell’utente e diventare
nel tempo punto di riferimento per i cittadini per tutti quei
servizi socio-assistenziali sanitari oggi posizionati sul
mercato pubblico e privato in
maniera frastagliata e discontinua. Nello specifico, i servi-
zi vanno dalla valutazione dei
bisogni, grazie alla partecipazione dei medici di medicina
generale, garanti dell’appropriatezza, all’assistenza domiciliare, infermieristica, fisioterapica e sociale, ai servizi
di diagnostica per immagini e
strumentali anche domiciliari, assistenza medico specialistica domiciliare e ambulatoriale, servizi di telemedicina
e telesoccorso, attività sociali
come l’assistenza di base, servizi di trasporto assistito con
automezzo e servizi alla persona. Il tutto in un insieme di
attività di intervento profondamente integrate tra loro,
realizzando una vera “presa
in carico”.
“A differenza dell’ospedale
dove la storia e la legislazione hanno prodotto una forte
identità strutturale, con modelli e rituali organizzativi,
la sanità territoriale è stata
tradizionalmente un aggregato povero e frammentato di
ambulatori e di servizi, senza
una propria identità e senza un proprio radicamento
nell’immaginario collettivo
- spiega Carlo Mitra -. Il Cap
rappresenta quindi il modello
di integrazione socio-sanitaria pubblico-privata di cui vi
è necessità, soprattutto se si
sapranno superare le logiche
corporativistiche che in questi anni hanno fatto della sanità il territorio di sviluppo di
logiche particolari e discontinue, in modo da rendere effettivo il diritto alla salute del
cittadino”.
Grazie anche al supporto
di Federazione Sanità Confcooperative - sul modello
Cap nato nella Regione Lazio - sono stati già costituiti
altri Consorzi di assistenza
primaria in Abruzzo, Sicilia,
Calabria e Campania, e altri
sono in via di costituzione
in Piemonte, Lombardia ed
Emilia-Romagna. I consorzi
territoriali stanno strutturando una rete nazionale per rendere finalmente omogeneo il
sistema assistenziale.
“Puntiamo alla realizzare un
Sistema al servizio del socio/
cittadino - rivela Mitra -, in
grado di porsi in atteggiamento di ascolto e rimodularsi in base al gradimento dei
cittadini, che diventeranno
sempre più parte attiva, quindi ‘soci’ del sistema e sempre
meno ‘clienti’, nell’ottica di
sviluppo di Cooperative di
comunità che nel Nord Europa sono una nuova realtà”.
Scarica

Al lavoro per una rete nazionale di servizi omogenei